TASSA PESTALE PASATA EDIZIONE DEL SABATO la nostra lotta ORGANO DELL* U.A.I.S. DEL CIRCONDARIO ISTRIANO - TERRITORIO DI TRIESTE DIREZIONE — REDAZIONE — AMMINISTRAZIONE Riva Castelleone 2 — CAPODISTRIA, telef. 170 ABBONAMENTI: Zona B e Jugoslavia anno: Din. 180, semestre Din. 90, trimestre Din. 50. anno L. 1400, semestre L. 740, trimestre L. 380. Zona A: DINARI 2. GLI OPERAI ED I CONTADINI DEL CIRCONDARIO CELEBRANO IL 7 NOVEMBRE LE RICORRENZE STORICHE DELLA GRANDE RIVOLUZIONE D'OTTOBRE E DELLA RIFORMA AGRARIA LIRE 10. Coito con. nella fianca Istriana SULL'ESEMPIO DELLA GRANDE RIVOLUZIONE D'OTTOBRE I NOSTRI LAVORATORI DELLA TERRA CONQUISTANO LA LIBERTA’ NELL’ANNIVERSARIO DELLA RIFORMA AGRARIA L’avvenimento, quando i contadini sono finalmente diventati padroni della terra che lavoravano per una serie d’anni ricavandone una vita grama per sè ed una vita comoda per i proprietari, è rimasto vivo nella memoria di. tutti i lavoratori della città e della campagna. Per festeggiare questo avvenimento, il Comitato popolare circondariale dell’Istria, su proposta delle organizzazioni di massa, con dceisione del 7. XII. 1947 ha stabilito che ogni anno la prima domenica di novembre si celebri la festa della riforma agraria. Diamo uno sguardo retrospettivo per vedere come si sia arrivati a tale avvenimento. Per secoli i proprietari terrieri sfruttavano la foi-za lavoro dei contadini sotto vari aspetti nell’ambito dei rapporti agrari. Questo sfrutamento.era inumano fino ai tempi recenti. Tutti i tantativi dei contadini, individuali o collettivi, per liberarsene erano vani e venivano spesso soffocati nei sangue. Anche in questo territorio la terra era lavorata dai coloni, mezzadri e vari altri lavoratori dei campi, mentre i signorotti lasciavano alle famiglie contadine solo quel tanto di prodotto perchè queste si potessero mantenere in vita e coltivare la terra per i padroni che conducevano sulle loro spalle una vita comoda e felice. La lotta popolare di liberazione aveva come programma la realizzazione del potere popolare cht-poneva fine allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. I contadini sopportavano il peso dello sfruttamento nelle condizioni dei rapporti ai colonato e mezzadria. La maggiore parte dei proprietari terrieri era strettamente collegata con gli elementi fascisti, per cui il popolo lavoratore della campagna sentiva istintivamente che ia lotta antifascista di liberazione era quella che 10 avrebbe liberato dagli insopportabili rapporti agrari, vale a dire dai padroni. Siccome il regime fascista incontrava, nei suoi tentativi di prender radice in queste tei re, la resistenza in primo luogo delle popolazioni slave, ha fatto di tutto per annientarle economicamente. Le imposte venivano coni-misurate in quote elevate, sicché molti contadini, seppur lavoratori tenaci e di modestissime esigenze venivano costretti a contrarre debiti presso i vari enti fascisti di credito appunto per poterle pagare. Ne seguivano ipoteche ed aste a prezzo irrisorio, con il conseguente doloroso passaggio dei contadini piccoli proprietari nella posizione di coloni e mezzadri sulla loro terra. Le masse contadine, oppresse e sfruttate, desideravano che si riparasse anche a questa ingiustizia. Pertanto i contadini, sicuri che il potere popolare avrebbe realizzato le loro aspirazioni secolari, cioè la restituzione della terra da essi lavorata, nonché la riparazione delle ingiustizie del regime fascista, si univano alla classe ope raia nell’eroica lotta vittoriosi di liberazione, sotto la guida della propria avanguardia, il g, y.-ioso Partito Comunista. Il fascism. • veniva abbattuto e nella nuova atmosfera di libertà si procedeva subito alla realizzazione degli idea'! dei contadini e di tutto il popolo lavoratore. Già nel corso della lotta, e particolarmente dopo la liberazione i più coscienti ex-coloni e mezzadri cominciavano a comportarsi co-, me veri padroni e proprietari della terra da essi lavorata, rifiutandosi di assolvere i propri obblighi verso i padroni, che così non ricevevano più i prodotti fino allora ricevuti senza muovere un dito. 11 potere popolare emanava le corrispondenti disposizioni di legge. Il Comitato Popolare Regionale dell’Istria emanava addi 4. XI. 1946 il decreto per il distretto di Buie, disposizione analoga veniva emanata addì l-XII-1946 per il distretto di Capodistria. I decreti stabilivano lo scioglimento dei rapporti agrari e l’annullamento delle aste forzate. Sulle base di questi decreti venivano annullati tutti i rapporti, di colonato, mezzadria e simili, i terreni lavorati in questi rapporti, insieme con tutti i fabbricati e con l’inventario vivo e morto, venivano tolti senza indennizzo ai proprietari ed assegnati agli agricoltori coltivatori secondo i bisogni reali, la mano d’opera disponibile e le condizioni locali, x boschi, i prati ed i pascoli venivano di rego'a assegnati ai contadini per uso collettivo, mentre i trattori, le macchine e gli attrezzi a-gricoli maggiori venivano assegnati ai centri per macchine ed attrezzi agricoli. Gli immobili che dall’l. I. 1919 in poi erano stati venduti «fi’aat» al fise #i soaaÉoaaUiaaaia- ne e di rovina economica dei contadini, in primo luogo slavi, venivano restituiti ai vecchi proprietari, rispettivamente ai loro credi. Molti proprietari in questo nostro territorio avevano decine di famiglie coloniche; alcuni avevano fino a 45 famiglie di contadini. Ai proprietari venivano tolti 9.700 ettari di terre che veniva distribuita a 3.400 famiglie di contadini. Queste famiglie, in linea di massima, ricevevano nel Capodistriano da due a cinque ettari, mentre nel Buiese ricevevano anche di più, nessuno però oltre i 15 ettari, com presi pascoli e boschi, ciò che pei-altro rappresenta una eccezione. Tutto il lavoro per la esecuzione di questi decreti veniva affidato ad apposite commissioni agrarie, di cui facevano parte anche i con tadini lavoratori. Il lavoro è stato in linea di massima portato a termine nella prima metà del 1947. Per eliminare del tutto i rapporti di colonato e mezzadria in questa zona, il Comitato Popolare Circondariale dall’Istria emanava il 14 settembre 1947 un decreto in vii tù del quale anche quei rapporti che non potevano venir rescissi u sciolti in base ai decreti citati si trasformavano in rapporti di affittanza. Le commissioni agrarie continuavano il proprio lavoro che per lo più consisteva nell’eliminazione di alcuni errori commessi all’atto dell’assegnazione degli immobili. A tal fine le commissioni eseguivano accertamenti sistematici degli immobili assegnati. Quando anche questo lavoro era in fase di ultimazione, il Comitato Popolare Circondariale dell’Istria con decreto del 18 luglio 1949 scioglieva tutte le commissioni agrarie nei villaggi mentre quelle distrettuali e quella circondariale portavano », termine i loro lavori entr ■ il l novembre del c. a. Lo stesso decreto prevede il divieto di contrarre rapporti di colonato o mezzadria, nonché di restaurare quelli sciolti, mentre toglie le limitazioni con le quali gli immobili erano stati assegnati ai contadini. Non è da meravigliarsi se i nemici del Potere Popolare sì scagliano contro questo suo provvedimento, perchè ne hanno ricevuto un colpo terribile*. Essi sanno bene che solo il Potere Popolare, espressione concreta dell’unione dei lavoratori della città e della campagna, era in grado di portare a termine un tale compito. Gli ex colo'nT, mezzadri ed altri contadini sfruttati, diventano economicamente indipendenti; non sono più loro schiavi obbedienti ma coscienti avversari. Al posto della dolorosa Trovandoci in visita all’ex convento di Daila, siamo saliti anche sulla vetusta torre per renderci conto dell’ubicazione delle terre che un giorno erano proprietà di alcuni frati benedettini e che oggi invece sono passate nelle mani di coloro, che, per secoli, hanno profuso sulle loro zolle sangue e sudori. Lo spettacolo che da lassù si offre alla vista è veramente bello. Da un lato il mare, dall’altro fertili campi, orti, vigneti che si perdono lontano verso l’orizzonte. Ovunque l’occhio spazia, dappei-tutto arrivava la lunga mano dei frati di Daila, dappertutto decine e decine di braccia lavoravano per colmare i loro capaci granai, ia cantina zeppa di botti, di vasche, di tini; la dispensa sempre ben fornita di ogni ben di dio. Con molta Compiacenza indubbiamente i frati osservavano dalla cima della torre questo loro dominio, queste vigne cosi ben coltivate non da loro naturalmente. Tutto ciò oggi non esistè piu. Esiste si ancora l’edificio del vecchio convento con le sue decine di vani, ma per i corridoi non passano piu frati con il breviario in mano a cantare le lodi a Dio che cosi bene «provvedeva i suoi ministri.» Pochi erano i frati. Cinque, sei o sette, non più. Eppure essi avevano a disposizione tante, tante camere a testa. Oggi i frati se ne »•h* aiutati. La riarma agraria consegna dei prodotti, sudati ai padroni, con conseguente prospettiva di miseria, a questi contadini viene assicurato l’avvenire, il benessere ed il progresso. Essi sanno che lavorano per se e che il contributo da essi dato alla collettività riceve un adeguato compenso. Gli ex coloni e mezzadri più coscienti, nonché gli altri contadini prima sfruttati, che insieme con la classe operaia hanno partecipato alla lotta per la liberazione e l’abbattimento del fascismo oppressore e per l’instaurazione del potere del popolo lavoratore, dimostrano la propria ferma convinzione chè la classe operaia e la su j avanguardia, il Partito Comunista, li guidano verso lo sviluppo econo- Continua in Il.a pag. ha posto termine al loro dominio ed inoltre essi hanno violato gravemente le leggi del potere popolare. A Daila di essi non rimane altro che il ricòrdo, un ricordo per nulla grato, ma congiunto indissolubilmente allo sfruttamento piu iniquo. Gli ex coloni di Daila oggi sono padroni della propria terra. Questa terra essi l’hanno ricevuta con la riforma agraria, per essere piu precisi, con la eliminazione del sistema dei colonato. ■Se oggi in queste plaghe ubertose che, purtroppo, per incuria di Uomini e regimi dei tempi passati, non producono ancora tutto quel che potrebbero (la siccità è uno dei maggiori flagelli che periodicamente le colpisce) trionfa, dopo secoli di servaggio, il libero lavoro del’uomo, il merito di ciò va ascritto unicamente alla gloriosa lotta di liberazione che il popolo delle nostre terre ha condotto a fianco dei popol ijugoslavi nel corso dell’ultima guerra contro il nazismo ed il fascismo. Quando oggi si guarda .anche superficialmente, i rapporti fra gli uomini che vanno stabilendosi anche in queste terre, a pochi passi dai limiti di un mondo dove impera ancora lo sfrutta mento dell’uomo sull’uomo, non si sa se ridere o piangere delle panzane che il cominformismo nostrano ed internazionale vanno diffondendo circa presunti ritorni di aberriti regbni capitalistici. Il 7 novembre tutto il mondo democratico festeggerà il trentaduesimo anniversario del Grande Ottobre. Con la rivoluzione d’ottobre il popolo lavoratore della Russia zarista ha abbattuto, diretto dal partito bolscevico, il potere feudale borghese — la dittatura della classe sfruttatrice ed ha costituito il potere degli operai e dei contadini — la dittatura del proletariato. Con la rivoluzione proletaria d’ottobre sono state gettate le fonda-menta di una nuova società dove non esiste lo sfruttamento del’uomo sull’uomo, dove i popoli godono della parità dei diritti, dove la donna è uguale all’uomo, dove è assicurato il diritto al lavoro e non si conosce la disoccupazione. Con la rivoluzione d’ottobre è venuto a formarsi su una sesta parte della superfice terrestre un nuovo stato, il quale ha posto radicalmente fine ai rapporti di violenza, di oppressione, di sfruttamento dell’uomo, di una classe sull’altra, di un popolo su un altro popolo, fino ad allora in vigore. Chi si ricorda e festeggia e perchè ci ricordiamo e festeggiamo l’anniversraio del Grande Gttobre? Il Grande Ottobre viene innanzi- A Daila, dove non molti anni fa regnava ancora un’autentico medioevo, oggi prospera una cooperativa agricola di produzione. Un passo grandioso è stato fatto pei emancipare il lavoro del contadino. Non importa se attualmente questa cooperativa conta appena 14 famiglie, mentre al difuori ne rimangono àncora molte decine, non importa se questo collettivo ha oggi fame non di terra (che ne ha a sufficienza) ma di braccia e di macchine che possano far fruttare queste zolle. Non importa tutto ciò. L’importante è che questi contadini, pionieri di un mondo nuovo, si siano messi su una strada che domani sarà riconosciuta giusta da tutti i lavoratori della terra indistintamente poiché darà ad essi la possibilità di garantirsi da qualsiasi ritorno dello sfruttamento, la possibilità di emanciparsi dalle catene che per secoli li hanno tenuti avvinti a una natura il più delle volte matrigna. Braccia, braccia, e, sopratutto, fiacchine, grida oggi questa terra. Braccia, macchine è il ritornello fche ripetono i nuovi rapporti di produzione, perche questi, nuovi rapporti comportano un risveglio mai ancor visto di forze produttive. Ed in ciò sta i! merito precipuo di qeusta nuova organizzazlo ne del lavoro, in ciò sta il merito della lotta che il nostro popolo ha candatta par 1* sua libar» siane. tutto ricordato e festeggiato dalla classe operaia, perchè questa è la sua grande e storica giornata Con essa però lo ricorda e lo festeggia tutta l’umanità democratica e progressiva, perchè la vittoria del popolo lavoratore della città e della campagna e di tutti i popoli dell’ex Russia zarista ha un profondo significato storico per tutta l’umanità amante della libertà. Come è stata possibile questa grandiosa vittoria dei lavoratori? E’ stata possibile perchè la Russia zarista rappresentava l’anello più debole del fronte imperialista, e prima di tutto perche alla testa della lotta rivoluzionaria della classe o-peraia russa si trovava il Partito del grande Lenin che a quella lotta aveva impresso un giusto indirizzo. Sulla base dell’analisi marxista dell’epoca dell’imperialismo e con uno sviluppo lineare della strategia e della tattica conseguentemente rivoluzionaria della rivoluzione proletaria, il Partito di Lenin potè guidare il popolo lavoratore russo fino alla vittoria sulla borghesia e degli alleati di questa — l’aristocrazia feudale. Queste basi della vittoria rivoluzionaria del proletariato russo — questa bolscevizzazione del Partito della classe operaia — noi oggi chiamiamo leninismo. Il leninismo è la teoria rivoluzionaria del marxismo, legata alla strategia ed alla tattica rivoluzionaria della Alla presenza delle delegazioni di operai delle filiali sindacali del circondario e dei rappresentanti del PP, del PC TLT e dell'AJ si è svolta giovedì sera ad Isola nella sala della Casa del Popolo una cerimonia altamente significativa. it collettivo di lavoro della fabbrica di cotto «Ex Nardone» ha ricevuto quale premio la prima' bandierina transitoria per i grandi successi ottenuti nell’aumento della produzione durante la gara d’emulazione precongressuale. La banda locale ha aperto la manifestazione con l’Inno dei Lavoratori, sono seguiti quindi i discorsi di saluto dei rappresentanti dell’A J, PP e PC. Indi il comp. Završnik dirigente della fabbrica ha fatto u-na breve relazione del lavoro compiuto per l’aumento della produzione. Egli ha detto: «Dopo eliminate tutte le defìcenze sinora riscontrate ed aver effettuato alcuni cambiamenti nella direzione della fabbrica, si è giunti alla coordinazione del lavoro fra filiale sindacale e direzione, e dopo elaborato assieme alle masse, il programma di produzione si è adottato il 15 agosto il nuovo sistema di lavoro a brigate. AGRICOLO Il sole sta lentamente tramontando in un mare fatto di fuoco e dai campi tornano i lavoratori del collettivo. Il grande cortile si sta animando. Passano maestosamente i buoi dalle grandi corna, tornano le pecore dal pascolo. Dalle facce dei giovani e degli anziani traspare un senso di soddisfazione. La giornata è stata dura, ma ogni giorno che passa significa un nuovo mav-tone nell’edificio che essi stanno costruendo. Tutti gli inizi sono duri, ma questi lavoratori hanm in se nel loro animo un gran bella cosa: essi sono fermamente persua si che il triste passato non ritornerà ma ipiù. E’ vero che la reazione, che tutti gli spodestati dai trono del dolce far niente ed i loro amici di Trieste, diffondono le notizie più fantastiche su prossimi ritorni dei padroni di una volta, ma è vero anche che queste voci lasciano il tempo che trovano. Tutti questi lavoratori vivano essi nel collettivo o no si sono già persuasi ed i più arretrati si stanno persuadendo sempre più che la loro indipendenza e liberta, la loro attuale posizione di proprietari della terra che coltivano, sono indissolubilmente connesse all’esistenza del potere popolare, ad una stretta unione e collegamento con la lotta che i popoli della nuova Jugoslavia conducono nel proprio interesse e nell’interesse di tutti i popoli che lottano per la propria libar«. classe operaia nella fase della crisi generale del capitalismo, nell’epoca dell’imperialismo. In che cosa consiste il significato internazionale del Grande Ottobre? Il significato internazionale del Grande Ottobre consiste nel fatto, che con la rivoluzione d’ottobre si è verificato quanto segue: 1) E’ stata liquidata la favola della pratica impossibilità della realizzazione dell’ordine sociale socialista; 2) E’ stato spezzato il fronte imperialista e con ciò approfondita la crisi generale del capitalismo; 3) Si è iniziata una nuova fase nel movimento di liberazione dei popoli asserviti e dipendenti, di quelli coloniali e semi-coloniali, determinandosi con ciò l’approfondimento e l’allargamento del fronte anti-imperialista generale; 4) E’ stata cosi creata una nuova condizione per la «crescita dell’invincibile rivoluzione mondiale» (Lenin); Il primo stato socialista del mondo che è uscito dal Grande Ottobre già con la sua stessa esistenza rafforzava la lotta del proletariato mondiale e influiva positivamente sull’atteggiamento delle larghe masse popolari e della piccola borghesia nella lotta contro l’imperialismo. Con il suo esempio esso indicava la soluzione concreta dei problemi Con il sistema di differenziazione e di premiazione dei migliori si è sviluppata al massimo l’emulazione fra le otto brigate del collettivo. Cosi la produzione è stata aumentata del 35 p. c. in base ai dati registrati». Il comp. Završnik si sofferma poi diffusamente nel dimostrare con esempi pratici il successo ottenuto. Afferma che il collettivo si impegna di realizzare entro il quarto trimestre dell’anno in corso un ulteriore aumento produttivo del 15 p. c. Gli operai si impegnano inoltre di dare 650 ore lavorative d’assalto per ia entrata in funzione della cava di calce di Valle del Quieto, che convenientemente sfruttata risolverà il problema della calce che sinora era molto sentito nel circondario. Il lavoro e già stato iniziato. Al compagno Završnik è seguito il comp. Pisot Rado-Sokol il quale a nome del C. Circ. dei SU ha salutato il collettivo Egli si è intrattenuto sull’importanza storica della celebrazione. Infatti per la prima volta, dopo 1 a liberazione, viene consegnata ad un collettivo di lavoro di fabbrica la bandierina transitoria. Lo slancio lavorativo sinora esplicato non deve rimanere isolato. Tutte le fabbriche, tutti i collettivi, tutti i singoli devono contribuire acciocché si attui il massimo aumento della produttività. Il comp. Sokol ha consegnato quindi all’operaio Babic, addetto alla fabrica, la bandierina transitoria ed ha dichiarato: «Sono sicuro che questa bandierina transitoria rimarrà a voi pure nella futura gara d’emulazione». Ha consegnato quindi, a nome del Comitato circondariale, una radio al collettivo di lavoro della fabbrica. Il compagno Babic ha risposto a nome degli operai, ringraziando con brevi parole. Il comp. Zlobec si è congratulato con i presenti a nome del Comitato Circondariale dellTstria. Indi il comp. Babic, a nome del collettivo della Nardone, ha sfidato tutte le filiali sindacali delle fabbriche del circondario per la nuova gara d’emulazione «Per l’aumento della produzione ed il miglioramento delle condizioni di vita». La sfida concerne l’aumento della produzione nella misura del 15 p. c,. nella realizzazione del maggior numero di ore lavorative volontarie e nel minor numero di assenze dal lavoro degli operai. Il comp. rappresentante la filiale «autogarage Semedella» ha accolto la sfida. Applausi degli operai presenti hanno saiutato questa nuova emulazione. Indi il comp. Gino Gobbo ha riaffermato l’importanza della manifestazione odierna, la quale dimostra che fra le nostre masse lavoratrici si sta sviluppando la coscienza socialista. «I nostri lavoratori comprendono che lavorano per sè e che ton l’aumento della produzione si miglioreranno le condizioni economiche della comunità». Alla fine sono risuonate le note dell’inno dei lavoratori, indi i presenti hanno partecipato ad una cena nella fabbrica Ampelea ed alla festa popolare noli» fabbri«« Arri* geni che rappresentano la prospettiva rivoluzionaria della classe operaia e di tutto il fronte popolare antlìm-perialista, rafforzando con ciò lo slancio rivoluzionario del movimento democraico mondiale. Il socialismo non era più un’utopia e non più soltanto una necessità storica. Esso era diventato una realtà quotidiana che su una sesta parte dal-la superfice terrestre andava plasmando un nuovo ordine sociale, superiore e più giusto. Con il Grande Ottobre è state spezzato 11 fronte imperialista, H sistema imperialista non era più qualcosa di unitario, non era pi* la sola forza che disponesse di un apparato statale, di una polizia, di un esercito e di tutti gli altri mezzi materiali e spirituali della dominazione di classe. L’idea rivoluzionaria del socialismo si è conquistata il suo Stato, la sua armata, rafforzando con ciò la lotta mondiale del proletariato con i mezzi materiali e spirituali che fino ad allora erano stati monopolio esclusivo del nemico di classe. Questo fatto ha approfondito ed acutizzato la crisi generale del sistema capitalista, il quale ha indirizzato tutti i suoi sforzi verso la distruzione del nuovo Stato del popolo lavoratore, in quanto la stessa esistenza di tale Stato aumentava i pericoli che lo minacciavano e acutizzava il problema della difesa del suo potere sfruttatore. Il Grande Ottobre ha nello stesso tempo gettato anche le fonda-menta per il raggiungimento di lina completa libertà e parità di diritti dei popoli, ha rafforzato il movimento di liberazione dei popoli asserviti e dipendenti, coloniali e semicoloniali. Esso ha scosso nelle basi tutto il sistema dello sfruttamento coloniale dell’imperialismo mondiale, approfondendo ed allargando cosi il fronte antl-imperiali-sta generale. La forma della lotta di classe si è allargata ed approfondita nella fase dell’imperialismo, nella fase del capitalismo in decomposizione, ponendo cosi davanti alla classe operaia nuove questioni della sua tattica e strategia rivoluzionaria, come classe dirigente nel fronte antiimperialista generale. Anche la soluzione di queste questioni ha trovato nella strategia e nella tattica del partito bolscevico il suo modello e una sorgente inesauribile di soluzioni rivoluzionarie dei compiti, che deve servire d’insegnamento ad ogni avanguardia della classe operaia, quando questa intenda fare fino in fondo ü su« dovere rivoluzionario. Il Grande Ottobre ha influito infine decisamente sul rafforzamento della rivoluzione nel mondo, o, come dice Lenin, sulla «crescita dell’invincibile rivoluzione mondiale». Con la rivoluzione d’ottobre 1« classe operaia si è accinta alla realizzazione pratica dell’ordine sociale socialista, portatrice del quale è essa stessa. Concretamente essa ha cominciato a risolvere ed a eliminare tutte le contraddizioni dei suoi stessi sistemi capitalisti ed ha creato un nuovo stato — l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovie-tiche, l’unione di popoli uguali che vivono in una fraterna comunità e costruiscono il socialismo. Questo fatto ha dovuto necessariamente influire sulla lotta del proletariato mondiale e rafforzare lo slancio rivoluzionario di questo. In ciò consiste il significato del Grande Ottobre. L’Unione Sovietica — figlia del Grande Ottobre — ha vittoriosamente superato anche la massima prova cui può essere sottoposto un Paese, cioè la guerra. (Continua in seconda pagina) CONFERENZA sindacale Il 13 novembre a Trieste si terrà una importante conferenza sindacale con la partecipazione dei lavoratori della zona A del Territorio di Trieste che in questi ultimi tempi si sono maggiormente preoccupati del progressivo aggravarsi della situazione sindacale per l’opera frazionista e sciovinista della illegale direzione vìdalista dei Sindacati Unici di Trieste. La conferenza sarà in effetti l’attivo dei rappresentanti di tutta la grande massa di lavoratori che in varie forme, spesse volte negative, hanno manifestata la loro opposizione all’opera di liquidazione del carattere classista dei SU, che vengono man mano trasformati in i-strumenti al servizio di una frazione politica e della causa dell’irredentismo giuliano. In questi giorni si è costituito un comitato promotore, che si sta allargando per altre adesioni, il quale ha iniziato il lavoro preparatorio per l’interessante conferenza sindacale. Nei prossimi giorni il comitato annuncerà il suo programma por la conferenza e il ralativ* ergine del gi«rno. NON .LAUDANO* PIU’ I PANCIUTI FRATI DI DAILA SULLE TRISTI ROVINE MEDIOEVALI PROSPERA IL COOPERATIVISMO LA BANDIERINA TRANSITORIA ALLA INIZIA L’EMULAZIONE NEI COLLETTIVI DI LAVORO La Nostra Lotta Le donne di Bassania Le donne di Bassania si preparano attivamente, sin d’ora, per il congresso dell’UDAIS che si svolgerà, presumibilmente, nel gennaio 1950. Esse sono animate dalla volontà di contribuire al massimo per la buona riuscita dello stesso. Nella riunione di massa del 21 ottobre sono state prese decisioni importanti. Alla riunione, cui hanno partecipato molte donne, presenziava pure la comp. Cepak A-nita, segretaria del Comitato Distrettuale del UDAIS. Sono stati trattati vari problemi inerenti l’organizzazione interna delle donne. E’ stata discussa ampiamente la partecipazione al lavoro volontario e l’emulazione precongressuale. La donne di Bassania si sono impegnate di effettuare, nell'ambito dell’emulazione precongressuale in onore del Congresso dei UDAIS, 300 ore di lavoro volontario. E’ stata costituita una brigata di lavoro, formata da 22 compagne. La brigata parteciperà tutti i pomeriggi del giovedì al lavoro volontario sulla strada in riparazione. Nella stessa riunione è stato de: liberato di costituire 3 circoli di studio. Uno di essi svolgerà la propria attività a Bassania, sotto la direzione del comp. Titonel Aurelio. Il secondo avrà la sua sede a Montaneto, sotto la guida della comp. Dobrilovié Augusta. Le donne di Bassania, prendendo impegni così rilevanti hanno dimostrato di essere all’altezza dei compiti posti alle donne dal II Congresso del PC e vanno additate come esempio a tutte le organizzazioni dell'UDAIS. Cronaca del Circondar DOPO IL CONGRESSO AL LAVORO IMMEDIATO VASTO E MULTIFORME il programma della gioventù Dall economia alla cultura, dalla politica all organizzazione La gioventù del distretto di Capodistria, consapevole dei compiti ad essa affidati dal Partito durante il II Congresso del PC TLT, ha iniziato la sua attività per realizzare il programma economico annuale. Parallelamente a quanto è stato fatto dalle altre organizzaziom di massa, i membri dell’organizzazione giovanile hanno elaborato i piani di lavoro per settore che assieme, formano quello distrettua'e. Il programma è veramente vasto e per la sua realizzazione dovranno essere attivizzate anche le forze rimaste sinora inattive o passive. Il programma comprende, attività organizzativa e cioè: riorganizzazione di oltre 10 Comitati giovanili, l'attuazione di oltre 300 riunioni di comitati e di massa gio-' vanili, regolazione delle quote della gioventù, la sistemazione delie sedi ecc. Per contribuire maggiormente al potenziamento della economia, i giovani del distretto si impegnano di dare oltre 48.000 ore di lavoro Volontario sui vari obiettivi in costruzione, oppure in aiuto alle altre organizzazioni di massa. A tal uopo verrà costituito uno stato maggiore per le brigate giovanili del lavoro, presso il Comitato Distrettuale dell’UGA e in varie località. Si procederà inoltre alla riorganizzazione della Brigate giovanili del lavoro ove queste esistano, altrimenti verranno create delle nuove. Verrà costituita una B. G. del lavoro per la produzione, e saranno intensificate le azioni di lavoro volontario per i paes. ecc. Si procederà alla raccolta dei rottami di ferro, nella misura di 30 ton. e 5 ton. di stracci e carta. Verranno inoltre raccolti 10.000 dinari per la brigata che lavora at- IN CHIUSURA ALLA MOSTRA ULTIMA VÌSITA al padiglione industriale Nella seconda mostra economi'';« del nostro territorio, oltre alle es posizioni delle varie industrie, merita soffermarsi nello stand deile fabbriche Arrigoni, Ampelea è Langlade, che si sono presentate alla mostra con un grande assoi-timento di pesce lavorato e confezionato in elegantissimi vasi secondo le qualità, come: sardine all’olio, pesce affumicato, insalate russe, tonno e sgombri all’olio ecc. L’Arrigoni si distingue inoltre pei i suoi prodotti nuovi, quali: fichi conservati, sottaceti ottimanente confezionati, piselli, ciliege, pesche, mele, giardiniere miste, olive farcite in vasi ecc. Lavorazioni queste che nell’anteguerra erano sconosciute nel nostro territorio. Questa molteplicità di prodotti è un esem pio del progresso delle nostre industrie che oggi possono gareggiare ed imporsi sui vari mercati. Nello stand dell’Omnia sono esposte le merci più disparate che vanno da tessuti delle migliori qualità ai tegami, dalle borse alle valigie di cuoio e ai giocattoli. Spiccano diverse scritte che noti abbisognano di commenti e che dicono al visitatore su quali basi sociali e avviato il Commercio nel nostro territorio: «Fine del nostro corrv mercio non è il guadagno, ma la distribuzione dei beni.» Un'altra \ dice: «Tutto per il miglioramento j di vita del Popolo Lavoratore». Le i statistiche esposte dimostrano lo j sviluppo dello scambio merci pei j il 1948 ed il 1949. Nel primo anno ! 156,000.000 di din., nel secondo f 339,900.000 di din. Cioè uno sbalzo del 220 p. c. in un’anno. Nello stesso stand le statistiche dei prodotti industriali distribuiti segnano l’aumento del 133 p. c. rispetto al 1948. In questa mostra la «Omnia» prova coi fatti la corrispondenza del suo nome alla realtà. Nell’esposizione delle varie industrie merita una sosta davanti ai prodotti della fabbrica «Zena», rinomata per i suoi buoni articoli: scope e spazzole dei vari tipi ed usi. Oltre alle scope di saggina, oggi vengono prodotte dalla «Zen-na» pure quelle di crine animale, che, fino allo scorso anno mancavano nella nostra zona. Articoli del genere sono esposti anche dalla fabbrica «Stil», la cui lavorazione, molto accurata, è apprezzata sui mercati. La stessa fabbrica ha esposto altresì del mobilio modernissimo e razionale, che viene lavorato in serie. Questo mobilio viene venduto mendiante buoni sindacali ed a prezzi del tutto convenienti per gli operai del Circondario. In un altro stand la fabbrica m cotto «Nardone» di Isola, espone vari tipi di mattoni, semplici e forati, di tegole e tavelloni. Figura anche un interessante modello della fabbrica di mattoni che sta sorgendo a Sicciole. Le saline di Pi-rano sono rappresentate con le loro specialità di sale marino da tavola, comune e da pastorizia. Le cave della nostra zona molto rinomate, espongono vari tipi di pietre da costruzioni. Dai vari grafici esposti risulta che il lavoro di costruzione e ri-costruzione ha realizzato una ascesa veramente sorprendente, registrando dal 1947 al 1949 un aumento del 637 p. c. Lo stesso dicasi per' i trasporti con la differenza però del 202 p. c. di aumento rispetto all’anno 1947, — Lo smantellamento delle carceri fasciste di Capodistria, per far posto alla nuova scuola cittadina, è illustrato con fotografie. Ciò interessa moltissimo i visitatori. Dall’impulso dato a tutto il campo lavorativo nel circondario, la mano d’opera occupata è aumentata nella misura del 566 p. c. rispetto all’anno 1947. L’elettrificazione segna pure un crescendo. Dai dati esposti, risulta che durante l’anno è stata estesa la rete alle località di Buie, Caru-iba, Maresego, Babici, Semedella e che entro la fine d’anni dovrà essere portata sino alla valle del Quieto, Seghetto, Monte di Capodistria e Pomiano. I lavori di bonifica e di canalizzazione sono pure presentati con foto e statistiche, dalle quali risulta che in quest’anno sono stati portati a termine oltre 1500 m. lineari di canalizzazione. Ne rimangono da fare ancora 8000 circa. Condutture di acquedotto, eseguiti 950 m. lineari, da ultimare 4,200 ancora. Questa II. Mostra documenta e rispecchia i progressi raggiunti nella nostra zona e l’alto grado di perfezione della lavorazione. Dimostra altresì la valentia delle nostre maestranze le quali sono pai-te integrante . della ricchezza dei nostro territorio. PROGRAMMA manifestazioni Ricorrendo il terzo anniversario, della Riforma Agraria nel Circondario dell’Istria, l’UAIS organizza per domenica 6 novembre una grande manifestazione a Capodi-stria del popolo lavoratore del Circondario. La manifestazione celebrativa avrà inizio alle ore 10 in piazza TITO. Seguiranno i discorsi. Si svolgerà indi il seguente pro gramma Culturale sportivo Ore 11 Concerto bandistico in piazza TITO Ore 11.30 Balli folcloristici Ore 11.30 Corsa podistica attorno alla città. (Cros - Cuon-try) Ore 13. Incintro di calcio, Stella Rossa — Partizan Ore 14.30 Rappresentazione culturale al teatro «Ristori» Ore 14.30 Incontro di calcio, Medusa — Aurora Ore 16 Proiezione cinematografica. tualmente nella Selva di Tamova. Nel campo culturale verrà migliorato lo studio nella misura del 100 p.c. Si organizzeranno corsi serali per analfabeti, e corsi, di perfezionamento culturale. Migliorali saranno pure i giorna’i murali ecc. Si procederà alla organizzazione di ulteriori 5 gruppi corali giovanili e 5 gruppi filodrammatici che daranno varie rappresentazioni per i settori. Si intensificherà lo sviluppo e si darà impulso alla lettura della stampa progressista. Verranno fatti nuovi abbonamenti ai giornali giovanili ed altri. Per i più piccini i pionieri, la cura da parte della gioventù sarà maggiore. Si procederà cioè alla riorganizzazione dei reparti già esistenti in 13 località e all’iscrizione di oltri 700 piccini. Si procederà alla costituzione di biblioteche, all’attuazione di manifestazioni culturali per i giovani, alla organizzazione di numerosi spettacoli cinematografici per pionieri nelle città di Capodistria, Isola e Pira-no. Si collaborerà con l’UDAIS per la riuscita della settimana della madre e del fanciullo. Si procederà alla costituzione di gruppi sportivi per i piccoli. Nelle città di Isola, Pirano e Portorose verranno aperte le «Case del pioniere». Questo programma di lavoro è molto complesso e richiederà senz’ altro un serio ed intenso lavoro per la sua attuazione. Sta ora ai responsabili dei yari comitati, come pure ai giovani tutti, il dovere di portarlo a termine. CONTINUA DALLA Rivoluzione d’Ottobre (Continua dalla prima pagina) L’attacco della Germania hitleriana all’Unione Sovietica ha significato la sconfitta della Germania nazista e dimostrato la forza invincibile della Unione Sovietica e dell’idea del socialismo. L’attacco imperialista all’Unione Sovietica non soltanto non ha potuto spezzare il primo Stato socialista del mondo, ma esso ha anche allargato la rivoluzione proletaria a una serie di nuovi Stati, allargando cosi il settore socialista nel mondo. Fra questi nuovi Stati dell’Europa, l’unico a seguire l’esempio del Partito bolscevico è stata la Jugoslavia ed il suo Partito Comunista, che nelle condizióni dell’occupazione nazifascista ha guidato i suoi popoli nella lotta di liberazione nazionale, realizzando nel corso della guerra stessa la rivoluzione e la presa del potere. Soltanto il Partito Comunista della Jugoslavia ha dunque fatto onorevolmente, sulle tracce del Grande Ottobre, il suo dovere rivoluzionario, avendo giustamente valutato il significato rivoluzionario di quello. E proprio questa Jugoslavia è fatta oggi segno degli attacchi più violenti per o-pera della direzione attuale proprio di quel Partito bolscevico, le cui tradizioni rivoluzionarie sono state usate cosi originalmente proprio dalla Jugoslavia per il raggiungimento della vittoria in questo paese. Questo fatto inaudito ci spinge a porre la questione: chi comprende oggi giustamente il significato del Grande Ottobre, chi da il suo contributo allo sviluppo ulteriore delle tradizioni rivoluzionarie del Grande Ottobre — la Jugoslavia o LA GRANDE AFFLUENZA DI CARICHI NEI PORTI ISTRIANI ATTESTA IL CONTINUO PROGRESSIVO SVILUPPO ECONOMICO INTERVISTA CON UN AMMIREVOLE ESEMPIO D’OPEROSITÀ’ UNA VITA SPECCHIO DEDICATA AL DI DUE SISTEMI LAVORO SOCIALI Al II congresso de PC del TLT ad Isola, con grande soddisfazione abbiamo notato tra le tante delegazioni, formate da giovani e anziani, da operai di tutte le categorie, anche quella di Umago che ci ha interessato particolarmente, per la presenza nella stessa del compagno Bassi Francesco, capotecnico della Fabbrica Macchine Sant Andrea. Il compagno Bassi, .da parecchi anni, licenziatosi da -1» suddetta fabbrica, dimora od Umago. Il compagno Bassi ha offerto al II congresso del Partito la medaglia d’oro donatagli dagli operai della Fabbrica Macchie S. A. per la ricorrenza di 40 Tanni di lavoro presso i CRDA. Il Bassi che ora compiè 79 anni, incominciò fin dal 1881 la sua vita di lavoratore a Pola. Dal 1889 al 1933 lavorò nel'a Fabbrica Macchine S. A. dove si fece licenziare per non dover iscriversi al PNF. Venne liquidato con 30.000 lire, dopo 44 anni di lavoro ininterrotto. Essendo lui un operaio e proveniente da famiglia proletaria, conosceva tutti i bisogni degli operai, ai quali era guida e maestro, rendendo loro meno dura la vita dell’officina, così da meritarsi la simpatia e la gratitudine dei compagni di lavoro che, per il suo quarantennio di lavoro nella fabbrica, gli donarono la medaglia d’oro, da lui gelosamente custodita da! 1929 fino ad oggi. Ora, c n, non minore sentimento ai p«r.letargo cosciente, egli ha offerto la sua medaglia al Partito Con na ista del nostro Territorio. Informati del suo ammirevole gesto, abbiamo voluto avvicinarlo e perciò siamo andati ad Umag i dove abita con sua moglie. Il Bassi ci ha accolti affabilmente e alla domanda del perchè ha offerto al Partito la medaglia che a lui era tanto cara, risponde: «Ho fatto ciò per dimostrare la mia piena fiducia nel Potere Popolare, che,, sotto la guida del Partito Comunista, opera il benessere del popolo lavoratore. Siccome ho visto che nel nostro Territòrio il. Potere è nelle mani degli operai e contadini, perciò ho fatto la offerta al Partito che opera per il benessere del popolo lavoratore. Con la mia esperienza di vecchio proletario, oggi posso dire che qui nella nostra zona si edifica veramente il socialismo, l’operaio viene valorizzato e non vilipeso come un tempo. Ricordo che, quando gli operai mi donarono la medaglia, allora ero capotecnico — precisa il compagno Bassi — il direttore del reparto mi fece chiamare in ufficio per rimproverami severamente perchè non trattavo con superiorità e modi bruschi gli operai. Questi erano i nostri dirigenti d’una volta, questi sono i dirigenti che ancora si trovano al di là della nostra zona. Questi sono quelli per cui ho lavorato tutta la vita, che mi hanno liquidato con 30,000 lire e che nel 1944, quando mi trovai in condizioni di necessità, mi hanno risposto con la lettera che vi faccio leggere.» Ed ecco! la ricopiatura della lettera. 19 giugno 1944. 39421-SA-AMM. Signor Francesco Bassi (Raccomandata) Umago — Istria Riva 5 novembre Con riferimento alla vostra lettera 13 corr. indirizzata al Ns-Dir. Ing. Crovetti, vi informiamo che la sottocommissione del Fondo Sus sidi Fabb. Macchine San Andrea ha deciso l’erogazione a Vs-favore, una volta tanto, della somma di Lire 1000 (mille) a mezzo dell’unito assegno Banca Nazionale del Lavoro No. 835576 vi rimettiamo il suddetto importo, con preghiera di volerti confermare ricevuta. Vi salutiamo distintamente CRDA Fabbrica Macchine S. Andrea Riconsegnatagli la lettera, egli continua: «Per 52 anni ho lavorato. Molto hanno guadagnato questi signori con il sudore della mia frante e queste sono le ricompense che essi danno ai dipendenti quando invecchiano come me. Questa è la sorte della innumerevole schiera di miei compagni, che a Trieste sono costretti ora a chiedere la carità. — Ed ora — chiediamo al compagno Bassi — come fate a vive« re? Grazie al Potere Popolare io * mia moglie siamo decorosamente assistiti. Questo aiuto lo valorizzo ed apprezzo perchè so che, per ora, non possono darmi di più però sono soddisfatto. Devo anzi precisare che nulla avevo chiesto mai il Potere Popolare ha visto da solo le mie condizioni precarie e mi aiuta. Malgrado tutte le calunnie che vengono rivolte al nostro Potere, io come vecchio proletario, posso testimoniare che la realtà è ben differente da ciò che stanno dicendo quelli che affamano gli operai, Nel nostro Territorio si edifica il socialismo non con delle chiac-chere ma con i fatti e non come quei signori di Trieste che si dicono anche comunisti e chiedono l’annessione di Trieste all’Italia di De Gasperi e dei vari Cosuliè. Forse vorrebbero ridurci alle tristi condizioni di schiavitù degli operai italiani? Leggano i compagni del nostro Territorio le tristi condizioni descritte da un compagno dei cantieri di Monfalcone e che voi ’avete pubblicato nel vostro giornale in data 19 ottobre a. c. Io, cari compagni ho fede nel Potere Popolare perchè vedo la giustezza della linea che va tutta a favore degli operai.» Detto questo il compagno Bassi tace e noi lo salutiamo con il cuore gonfio di gioia, perchè abbiamo avuto la prova di fiducia da un proletario cosciente. Grazie, compagno Bassi, le tue parole le ricorderemo pure in avvenire, lasciando che gli altri blaterino dai quattro venti contro di noi e il nostro Partito, ma la verità è una sola e le tue parole sono quelle della verità. Ritornando ci rimane impressa la figura di questo vecchio operaio gettato da parte da quella società alla quale egli aveva dato i migliori anni della sua vita. Le parole di questo lavoratore dovrebbero essere di insegnamento specialmente per quegli operai che ora hanno abbandonato la lotta, che ora sono ingannati vergognosamente dai vari Viđali e Radič che stanno polverizzando la organizzazione sindacale di Trieste. Claudio Manzano tutti i suoi attuali calunniatori co minformisti. Come accade con il festeggiamento di tutti gli alrti anniversari, cosi anchè il Grande Ottobre può essere solennizzato in due maniere: come fatto e come scuola. Secondo la prima maniera, diremmo filistea, noi gioiamo del grande ottobre, ammiriamo la combattività del popolo lavoratore russo, ammiriamo la straordinaria genialità dei capi della rivoluzione, ed innazitutto il grande Lenin •-stratega geniale della rivoluzione d’ottobre e creatore del primo stato socialista nel mondo. Nell’altro modo invece quello leninista, noi tutto ciò ammiriamo, ma nello stesso tempo impariamo dal Grande Ottobre e aumentiamo le nostre conoscenze con le sue esperienze, ai fini del maggior successo della nostra lotta rivoluzionaria, perchè anche noi si sappia, nelle nostre condizioni e circostanze, risolvere i nostri compiti rivoluzionari con lo stesso successo, che i bolscevichi hanno saputo conseguire. La prima maniera può essere oggi definita anche come maniera co-minformista di festeggiamento del Grande Ottobre. Questa è la maniera opportunista e revisionista di festeggiamento della Rivoluzione d'ottobre. In tal maniera perfino la borghesia è disposta a dare il suo riconoscimento ai grandi capi della classe operaia, soltanto perchè essi sono già morti. I revisionisti cominformisti dei principi rivoluzionari del marxismo leninismo evitano invece con cura, in occasione del festeggiamento del Grande Ottobre, di misurare al metro delle tradizioni rivoluzionarie della Rivoluzione d’Ottobre, la loro linea opportunista, revisionista e controrivoluzionaria, linea che nasce dalla loro sfiducia nelle forze rivoluzionarie del proletariato mondiale. Essi perciò ne cantano le lodi e sono disposti ad ogni riconoscimento, ma lontanamente non si rammentano di esaminare Se la loro coscienza rivoluzionaria sia pulita davanti al Grande Ottobre. Con la coscienza tranquilla possono oggi ricordare il Grande Ottobre il Partito Comunista della Jugoslavia' e tutti i popoli jugoslavi, per i quali Grande Ottobre è stato sempre una viva realtà ed una guida continua nella loro lotta per la vittoria della rivoluzione. Perciò essi possono oggi tener fronte a tutta la campagna incosciente che viene condotta da coloro che non sono più fedeli ai principi del Grande Ottobre ed al suo capo supremo — Lenin. Con la coscienza tranquilla possiamo ricordare il Grande Ottobre anche noi, che sempre abbiamo te- nuto la bandiera della fedeltà ai principi e della conseguenzialità rivoluzionaria leninista e che continueremo tenerla alta anche nel futuro, perchè tale è il dovere rivoluzionario che sorge dalla scuola rivoluzionaria del Grande Ottobre e che nessun comunista può scansarlo quando non ^voglia tradire gli interessi della giusta lotta della classe operaia. Noi che abbiamo conservato la fede nella forza e nella capacità rivoluzionaria del proletariato mondiale cosi come l’avevano i dirigenti bolscevichi della grande Rivoluzione d’Ottobre noi che non cesseremo di smascherare tutte le tendenze opportuniste, revisioniste, controrivoluzionarie, in breve co-minformiste, nelle file del movimento operaio triestino, possiamo levare con orgoglio la nostra voce: Viva il Grande Ottobre — scuola del proletariato mondiale nella lotta rivoluzionaria contro l'imparia-llsmo. — O — Riforma agraria (Contìnua dalla prima pagina) mico e culturale. Si costituiscono sempre nuove cooperative agricole di produzione, perchè questi contadini, già sfruttati, si convincono sempre più che solamente passando dalla piccola produzione alla grande economia agricola collettiva si ibereranno dala loro arretratezza secolare, dai resti degli elementi capitalisti nel villaggio e dagli speculatori, sviluppandosi economicamente e culturalmente come è pos šibile soltanto in una società che è sulla via del socialismo. Questa riforma, frutto della lotta popolare di liberazione, è realizzata definitivamente in tutta la sua pienezza. Gli ex coloni, mezzadri e gli altri contadini già sfruttati sono diventati padroni della propria terra. Fermo è in essi il senso deH’indistruttibilità di questa conquista. Essi hanno piena fiducia nel proprio Potere Popolare, malgrado tutte le menzogne e le calunnie lanciate contro di esso dai cominformisti e dalla reazione. Guidati dalla propria avanguardia, il Partito Comunista, i contadini giornalmente migliorano le proprie condizioni di vita e non esiste forza che li possa convincere che l’operato del Potere Popolare è con- . trario ai loro interessi. Come espressione di questa loro convinzione e dedizione, essi insieme con le rimanenti masse lavoratrici, celebreranno l’anniversario della propria liberazione, la festa della riforma agraria. DA TARNOVA CI TELEGRAFANO io sono ZERO HA IL RITMO AUMENTA BWBB——W iwroi —»— —.—_ririrr-irwniiiiimu]mjL^_iu_ La norma superata già del 55 ° c Prosegue il lavoro della Brigata «II Congresso» nella Selva di Tar-nova. Nonostante le cattive condizioni atmosferiche ed il freddo siberiano — 10 gradi sotto lo zero — i giovani brigadieri del circondario, sebbene non abituati a simili temperature, lavorano superando giornalmente la norma prefissa. Un telegranna pervenutoci il giorno 4. suona: Freddo 10 sotto zero abbiamo superato la norma del 55,10 p. c, e segato ben 207 m. cubi di legname. In condizioni cosi disagiate i 200 giovani della brigata stanno faticando per provvedere il combustibile alla popolazione lavoratrice del nostro circondario. A questi eroi del lavoro vada il nostro plauso ed il senso della più profonda riconoscenza di tutto h popo'o lavoratore. Risveglio culturale Da qualche tempo si rileva nella nostra Umago una maggiore attività nel campo culturale. Dopo un periodo di stasi, dovuto a circostanze contingenti, l’attività nel CCP si è risvegliata. Infatti sono iniziati in questi giorni un corso serale di cultura generale per i croati, con parecchie frequenze, ed inoltre un corso serale di perfezionamento per italiani che è pure frequentato. Questi corsi sono stati organizzati su iniziativa degli insegnanti locali che meritano il nostro plauso per l’apporto che essi danno allo sviluppo culturale del popom lavoratore di Umago. Proprio negli stessi giorni un giornale notoriamente reazionario «Il Gazzettino Veneto» aveva fabbricato a tinte gialle la notizia della «snazionalizzazione delle scuole» e delle «persecuzioni» di cui sarebbero «vittime» insegnanti e allunni di Umago. Questa iniziativa degli educatori dei popola e le frequenze ai corsi dì tutti coloro che intendono elevare la propria cultura, dimostrano la grossolanità delle menzogne degli scribacchini gazzettisti. Vadano essi un po’ a vedere quali sono ie condizioni e l’oscurantismo in cm sono lasciati gli sloveni della Resia e della Benecia e poi parlino. E’ da rilevare inoltre che il CCP avrà ora la sua sede rinnovata e rimodernata. L’apparato organizzativo è stato migliorato e la nuova direzione è in funzione. ABBONAMENTI ”LA NOSTRA LOTTA” ABBONAMENTI: Zona jugoslava del TLT e Jugoslavia: anno din 180 — semestre din 90 — trimestre din 50. Zona Britannico - Statunitense del TLT: anno L 1400 — semestre L 740 — trimestre L 380. CONTO CORRENTE: per la zona Jugoslava del TLT: CENTRO STAMPA, Capodistria, via Cesare Battisti 301, tei. 128 — conto corrente presso la Banca d’Istria No. 6-145. Per la zona Britannico - Statunitense del TLT: EST, reparto spedizioni, Trieste, via S. Francesco 20-III, tei. 29-4-77. CCP 11.5374 AGLI ABBONATI DELLA FPRJ Gli abbonamenti per la NOSTRA LOTTA vengono regolati presso la ADIT - Agencija Demokratičnega Inozemskega Tiska Lubiana, Tyrseva 34, tel. 49-63. Conto . cor. presso la Komunalna Banka, Lubiana, No. 6-1-90603-7