ORGANO DELL'UNIONS ANTIFASCISTA ITALO-SLAVA PER IL CÎRCONDARIO DELL* ISTRÎA IN QUESTO NUMERO POTRETE LEGGERE : 1. pagina: a) Leggi socialiste ¡b) T or I i e iragioni o) Qualsiasi 'particularismo reca danno ailTeconomia 2. pagina: a) Una nulle ira i pescatori, di A. M. Malezic 1>) La Val Dragogna e) Prime .esperienae e prime defieenze 3. pagina : a ) I campi dello stcrmkiiio in Russia :b) Trilussa c) Terre delle quali si parla: La Saar 4. pagina: a) J. Hasek: «Lezione di dottriina» (continuazine e fine) b) Notizie sportive IP, Direz io ne - Hedazione - Ammin. Via Sanitario 26 - Capoláis tria tel. 170 ANN0 V. Ho. 255 Capodistria, Lunedi 11 agosto 1952 5 Din. - 10 URE ABBONAMENTI: T. L. T. Zona Jugoslav» e nella H. F. P. J. Anno din. 250.— sem. din 130.— Sped, in c. c. postale. LEGGI SOCIALISTE "IB*l""*nil,rilllir^^ im minil iiiiiMiiiniiiiiiwaiiMn'mph i iimi—im imiiié i mm rt ir i i n LE VISITE Dl DELEGAZIONI ESTERE ALLA JUGOSLAVIA Sl INTENSIFICARA SEMPRE PIU' SVILUPPO DELLA COLLABORAZIONE FRA ¡L NOSTRO PASSE E L'ESTERO »■iniilTTiiTTntnrriTiTiimiiiiiiiiMi um hiiiiii»miiiihwiiw'Iihi—■ iumbmb—i»mn»»nr' wm'T'iTmvraiHiwriiiin—im».muir i ni r r n um mm i umili iiiiibu m mib«—w——muBinn im mn iniiiii"iiiii'n 'im itn um n m mn L'odio fa annebbiare la vista ogli attuali governanti italiani I WOCCHÎERI del fronte patriottico Nel recente Bollettipo ufficiale del-iAmministrazione militare délia Armala Populare jugoslava sono puib-blieate 13 ordinanze, emanate dal Comandante tleir Am minist raizione stes-sa, col. Miloš Stamoitovié. Con que-ste ordinanze il Comandante dell’Am-ministrazione militare ha in grande mi sur a facilitarlo la legalitá nel lavio-ro del,le istituzioni e delle imprese delila zona jugoslava del TLT, colmando cosí un vu oto che si risentiva nella nostra vita -órlale. Delle 13 ordinanze, con le quali viene estesa la validitá di alcune ileg-gi e ordinanze del Govorno de-lla ,Rp-FJ sul territorio drill a zona jugoslava, 5 riguanlano disposizioni giudi-ziarie. Tre di esse riflettono il di-ritto nei raipporti di lavoro, ment,re le altre si riferiseono alie disposizioni legali jugoslave, di grande impor-tanza per Forganizzazione e lo svi-luppo della nostra economía, in re-lazione al provvedimento socialista della consegna dellla gestione económica nelle mani dei eóllettivi. Fra le ordinanze giuriidiche, di grande importanza è il Códice penale della RPFJ che, in generale, per le sne d ¡nimslon i e per il suo signi-íicato, rappresenta uno dei fonda-mentí della legge in ogni -tato. II Códice penale è entirato in vigore nella RPFJ un anuo fa, ed è stalo compílalo dai migliori penalisti jugoslavi. II Códice si basa saille più moderne scienze legali e sociali, che, naturalmente, sono in stretta rel azione con la scienza del códice penale. Questo Códice, sebibene sia il più recente d’Europa, è già valutalo da diversi noti penalisti europei come ottimo. Il Códice penale jugoslavo è il primo códice al mondo che contenga, nella sna parte spéciale, un titolo sui delit ti contre Fumanità e di di-ritto internazionale. Con cio la RPFJ h,a dimos tir ato la sua solida ri et à verso la società, internazionale nella política per la repressione dei cri-mini internazionali, commessi durante la passât a 'guerra cbe sono impres-si ancora oggi nella mente dell’uma-nità. Non soiltanto. La Jugoslavia socialista è stata in qnesto modo la prima ad adempiere gli obbligbi che pirovengono dalle cinque convenzio-ni conduise dopo qnesta guerra : la convenzione per l’impedimento e la punizione del genocidio e le 4 con-venzioni della guerra umanitaria. L’estensione della validitá délia legge fondamentale sul le contrawen-zioni, non rappresenta per il nostro territorio una novità assolfuta porche il vigente decreto sulla stessa materia, è abrogato con 1’éntrala in vigore dell’ordine tn.ro 12, emanato in base a questa legge. Tn seguito ai camlbialenti ed allia riorganizzazione degli organi del potere pop. e della íimministrazioine, di recente awenuti nel nostro territorio, Furgano di seconda istanza nel procedimento penale amministrativo, ¿1 consiglio per le contrawenzioni, si trova presso FAmministrazione militare deFAPJ deilla zona juigoislava del TLT. Tre ordinanze del Comandante si riferiseono a varie piceole modifiche e a integrazioni delle disposizioni vi-genti, di earattere esclnsivamente or-ganizzativo, per le istituzioni giudi-ziarie. L’elezione dei giudici idel Tribu-nale populare circondariiale e del Tribun ale popolare superiore, come ipure del Pubblieo accusatore supe-riore, a norma di queste ordinanze viene effettiuata dal consiglio dei membiri delegati dei Cornitati distret-tualii di Capodistria e Buie, i quali in esso sono rappresenta ti ciascuno da 10 memibri. Il Tr ibun ale poip olare siiperiore risolve lie richieste per la tutela della legge avverso Fesecuto-rieta delle decisioni dei Tribun ali c deigli , organii amministrativi, richieste che venigono preséntate al Tribu-nale popolare superiore dal Pubblico accusaitore superiore. Anche questa modifica, relativa aille richieste per la tutela 'della legge, è stata falta a norma idelle prescriziotni vigenti nella RPFJ. Le altre disposizioni, la cui validi-tà è stata estesa nel nostro territorio, sono di importanza capitale per le nostre imprese econoniiiche, in parti-coilare per il consiglio operaio che le amministra. Tutte queste disposizioni regolano i rapporti nella pro-duzione, che sono staiti i primii ad es-sere introdotti nella RPFJ e si rife-riscono alie misure rivoluziionarie della consegna delle imprese alia gestione dei oonsiigli opérai. In seguito alie oirdinanze «del Coimandante i con-sigli opérai comipileranno da solí, co-me nel resto della RPFJ, le tariñfe sulla retrlbuzione degli opérai e elegí i impiegati. L’ordine 14, poi, regola il minimo della iretriibuzione per gli opérai e gli impiegati, ai quali, in tal mo-dio, è garantita dal potere unía paga imiinima. Con la piubiblicazione di queste or-dinauze viene ad essere rafforzata la legalitá nel Circondario delFIstria ; i diversi rapporti sociali riceviono la propria forma legale come garanzia per la tutela della legalitá e della“ personalita (dei nostr i popel i. Nelle stesso tempo queste disposizioni, in rifiesso al loro earattere socialista, accelerano lo sviluppo dei nostri due distretti nella direzione verso cui sianno awiati con la liberazione 'della nostra terra, cioé verso il socialismo. Josip Vidmar, presidente del Consiglio idelle Nazionalitá, ¡Svetozar Vuk-Tnanovie-Tempio, Ministro iper Findu-stria del Go verno fedérale, il dr. Sre-mec Zlatau, vicepresidente del Sabor, Séntjurc Lidia e Zioran Polič, ministri del Governo della R. P. Slovens e il gen. Šiljegovie Boiško, saranno i oomponenti della nostra deilegazione parlamentare, che gjuidata dal comp. Moša Pijade, vicepresidente dell’As-semblea fedérale, visitera la Grecia in restitiuzione alia visita recentemen-te coimp in ta da una delegazione par-lamentaire ellenica ad nostro paese. La partenza della delegaziioue é prevista per il 20 c. m. e il suo viaggio contribuirá senza dubbio ad allarga-re le basi per una piü stretta colla-borazione fra i due paesi confinanti. Intanto, sempre nel quadro della politica di sviluppo dei rapporti di buon vicinato, é giunto in visita al nostro paese iil sindiaco di Istambul, Fahedin Ferin Gekaj, che ha espresso la soddisfazione di essere ospite di un paese amico, che eon il suo ero-ismo ha saputo conquistare la propria liberta e Fammiirazione del mondo intero. Egli ha dichiarato pure di essere convintio delFutilita di un am-pliamento nei rapporti economici e culturali fra i nostri popjoli e il po-polo turco. L’illustre ospite si trova »attualmente in Macedonia ove si trat-terrá per lalcuni giorni. Dalla Turchia sono ginnte altre de-legazioni: una di giornalisti ed una d| stiudenti, che si isono iprefisse il Durante la «fatídica» era del lit-torio, qiiando sui sette colli « fatally di Roma «cierno» tiranneggiava, con la doppia greca imperiale, V auonio dalla Provvídenzay) allora, essendo stata esumata dalle pietraie del Car-* so la salina del fratello di Achille Starace (il portentoso ed inobliabile segretario del P.N.F. che alVetá di quattro anni ragionava nello stesso modo di quanclo ne aveva quaranta) venne avanzata al Papa la pro posta di ricavarne, oltre ail pin puro ed eroicoy) fra i seicentóthila c aduti, anche un nuovo beato da inalzare agli compito di predispiorre altri fmittuo-si contatti fra gli inteJleltuali turohi e jugoslavi. —^ Queste visite e quelle preceden ti di numeróse de-legazioni, confermano che uno dei principi fond amentad i della nostra politica estera consiste nello sviluppare la piü larga eollaboraizio-ne con tutti i piopoli, che lottano per la pace e per principi di uguaglian-za e íispetto reciproco. Nel quadro di questa politica vanno inquadraiíe tutte le visite delle vaTie delegazio-n| estere igiá avvenute nel passato e quelle che ancora seguiranno. Infatti e stata confermata la notizia secondo la quale uua delegazione parlamentare turca giungerá prossimamente in visita di cortesía, mentre si prean-nuncia pure la visita di una delegazione parlamentare francese, che sen-za alcun dubbio sará un’importante avvenimelito nelle relazioni fra il nostro paese e la Francia, Che sia cosí lo dimostra il falto che, dopo la visita del ministro degli esteri austriaco, dr. Gmiber, hanno luogo altualmente delle trattative per la messa in pratica degli accor d i rag-giuinti allora. Sanio in corso, infatti, co'llióqui vol-ti a regolare e normaliz-zare il traffico aereo fra 1’Austria e la Jugoslavia, la rieostruzione del ponte sulla Drava, nella zona di confine fra i due paesi e il niiglioramento dei colleigamenti. ferrovi ari mediante la costruzione di una nueva galleria sotto il Ljubelj, -oipere e accord i che preludono ad una intensificazione dei onori degli altari poiche coi suo i re -sti era stata rinvemita una medagliet-ta della Madonna. Ora che numerosi camerati ed am-miratori di Achille Starace mea-duto da eroe sul campo delVonore di Dongoy> dove, al comando del du-ce. mascherato col gabhono tedesco,• si e mdifesa fino alhultimo sangue la italianitá dello mAdriatische Küstenland)) sono concentrati in Argentina, una pro posta del genere e stata inol-trata al Papa per melevare alia glioria degli altari Eva Perón)) cioe per beatificarla. Anzi il segretario della Con-federazione del Lavoro argentina ar-riya a definiré la teste defunta pre-sidentessa: nSanta Eva Perón d’America)). rapporti commerciali fra i due paesi. Mentre >1 rapporti con Testero van-no migliorando di giorno in giiomo ( e recen t issi mo il riall a ce i ara en to dei rapporti diploma ti ci anche col Ion-taño Giaippone, paese ex nemieo), quelli con la vicina Repuhblica italiana, non solo non migliorano, ma si fanmo v.iepipiü aspri. E si che il nostro Goiverno —- anche recentemente per bocea del Maresciallo Tito — ha dimostrato in ogni occasione la su a huona volontá id i addivenire a un acoordo sulle questioni pendent i in base,* 1 naturalmente, ai principi di uguaglianza e reciproco rispetto. Perche il Governo di Roana rifiuta la mano tesa alia collaborazione ? Perche si ostina a seguiré Ja tradi-zionale politica delPimperialismo italiano invece di cercare una soluzio-ne che sia nelFinteresse dei nostri paesi e delle pace in generale? E pos-sihile che non si aooorgamo del ridi-eolo in ou.i vanno cadendo di fronte al realismo dei popoli e dei govemi? La risposta a quest i 'interrogativi puo trovarla soltanto chi conosca di quale odio si ano impregna ti gli attuali governanti italiani verso il nostro paese, i nostri popoli e le loro conquiste rivolnzionarie. Tale e quest’odio da far annehhiare lloro la vista e perderé il sense del raciocinio. Se cosí non fosse, sarehibe in-comprensihile Fatteggiamento antiju-goslavQ di Roma, che pur procla-mandosi «faro di. civiltá» e awolta nelle teneibre di una mental i tá gre t-ta, che giá tante rovine e disgraziie ha portato al popolo della penisola nel recente e ilontano passato. I nostri popoli ,1o sanno multo bene per averio sperimentato nei ter-ribili anni del fascismo, come lo isan-. no anche le mirioranze nazionali vi-venti in Italia ed in primo luogo gli sloveni della Bénecia, del Gorizia.no e di Trieste, ancor oiggi prive dei di-ritti umani e democratici piü elcmen-tari. Ecco perché non puo destare la nostra meraviglia che oiggi, anche in‘ presenza di una re alta lampante quai é la forza pacifica dei nostri popoli protesi meliFedificazione socialista. Roma si atteggi a nostra newiica. Dúo sono gli elementi cssenziali che caratterizzano la situazione interna italiana in quciste ultime set-timane di estáte, mentre ogni attivi-tá politica ufficiale Tistagna sotto la canicola. Da una parte Fac.centuarsi del p roe esso involutivo della classe dominante verso posizioni sempre più apertamente reazionarie e dal-Faltra Faggravarsi della situazione economico - gener ale del paese, della pressione sulle masse lavoratriei e quind.i della t ensi o ne so,diale, con oonseguente se aten amento di comflitti sindacali su vasta scala. Naturalmente questi due elementi sono stretta-mente collegati ed il primo é in fun-zione del secondo. (L’accentuato prooesso inivolutiivo della classe dominante rispónde alia ineluttabile nécessita per la g rossa horghesia della vicina penisola di darsi un governo cosidetto forte, di tipo fascista, destínalo ad eliminare le liberta dei lavoratori e a spezzare le loro organizzazioni. La legge polivalente, la legge sulla stampa, la legge sindacalé, la proposta di una legge elettorale politica maggioritaria : questi sono i sintomi della involuzione dello stesso governo, e non soilo di alcuni circoli ri-stretti, verso posizioni reazionarie ; questi sono d chiari segni deii pro-positi che animano la classe padro-nale in Italia. Sullo sfondo di tale involuzione si agita lo sciovinismo più sfrenato de 1 Fimipcri alfism-o ri-montante, di cui De Gasperi, euro-peista a parole a Parigi e naziona-lista ad oltraniza nei fatti a Roma, é un qualificato rapp resent ante. Gon-tro questa si.taiaziione 'del tullo insuf-ficenle é il partiío comunista che avrcbbe do-yuto essere alia tesla del movimen-to delle forzo. della liberta e del progresse) e cbe invece, sotto1 la guida dei eapi-cominformisti, viene frenato nella sua azione dalla palla di piomlbo della política im-p os ta da Mosca. E la classe domi-nanïe puo svolgere tranquillamente i sti-oi pi-ani, in vista delle prossime clezioni “7p olit iebe. Una delle condizioni per il sueces-so di 'tal i pian i é il bloooo di tutti i parti,ti borgliesi, FUnione del monar-chiico. Lauro al social opportunista Sariagat. Tutito il lavorio che si é svollo in modo più o meno -apparíscente in queste ultime settimane prima delle ferie politicbe ha .ap* punto questo lobiettivo: smussare gli' angoli, ammorbidiré le resistenze ammansire con argomenti convincen-ti talune intransigenze formali, met- terc a punto gli apparati di par tito per evitare che certi congrcssi pos-sano riservare sgradite sorpre.se ,aj dirigen,ti di turno e portare cosí in porto la grande barca del cosidetto fronte patriótico e nazionale che in realtá é il fronte dei beati possi-denti, degli elctti che vogliono essere rieleMi, il fronte dei padroni, della conservazione sociiiale e della reazio-ne antidemocratiea ed antiproletaria. Siaragat e com.piagni si sono giá apertamente pronuncia ti a favore della inclusione dei cosidetti monar-chini clemocraticj nella grande alle-anza che a Napoli c in altre lonalitá ha 'avuito giá un primo cóillaudo in sede cornil na le. Le professioni di leal tá democrática falte dai missiini nel loro recente eongresso delFAquila non escono dal quadro dii questa proispettiva. Essi vogliono mettersi in condizioni di non perdere l’auto-hús del cosidetto fronte patriottico. Nello stesso quadro va posto anche 11 córtese acoontomámenlo di Seelba, che al Viminale non sarehhe forse slato Felemento ipiü adatto, mentre sono in corso traittative tanto deli-cate ed importanti. A quesla prospiettiva politica fa riscomtro nel oampo económico una situazione di crisi sempre piü grave. All instabile equilibrio económico nella penisola i oireoli industriali e fin anzi ari int endono continuare a far fronte solo con i com-odi a-iuti di olitré Océano. II problema degli aiuti americana a Roma é stato proprio in questi nltiini gioirni oggetto di un in-tervenío de 1 lamba sci atore italiano Tarchiani presso il governo di Washington. Molti stabilimenití conti-Uuáno intanto ,a chiindere i hattentii, dopo Findustriia cbimiea é ora in crisi quella tessile, iil numero degli operai disoccupali e semi occupati aumenta, conseguenitemente le agita-zioni sindacali si allargano e tutto fa prevedere che la classe dominante intenda (proseguiré delFattuale indar izz o poli tico económico. Questa é la situazione interna nella penisola mentre il governo é in ferie. Doive tutto ció condurrá Fita-lia? Se si tengono presen ti i disa-slrosi risultati del secolare dominio delle forze conservatrici si puo cou-cludere che le prospettive sono tut-l altro che huone. Ancora una volta va sottoliineato che in Italia, come a ll reve, non v i ipo trá essere pr o gres-so económico e so ai ale e afferma-zíone delle líber tá democratiche senza un’intervento altivo e decisivo delle gran di rnasse lavoraitrici. ALCUIil PROBLEMI E DIFFICOLTA’ DEI CONSERUIFIC1 DI ISDLA RAGIONI E I FABBRICANTI di sanfi m beat! QUALSIASI PARTICOLARISMO PORTA DANNO ALL'ECONOMIA (Nel ooinso dieiltei comriemite stagioine i icoiikltit'irvi idi lâivioiro dalll’ex Anriigo-nii e dell’ex .Amipelea si sono trovaltii dii.na.nizi ;ad uni grave ¡pnoib.lecroa, che ha c.re.alto e orea loiro tnt tara grandi diifiiliicoltà pex îla realiizzazioine dei ipilaino Mcialféi 9i tiratita délia main-caniza di nmataria prima., ciiaè diel peisce azizurro1, che quest’ainino inso-aiiitEimemle scairiseggia «telle nositre aciq.ue. AH’ex Amwelea i diiiniigieinibi di q;ue\ caniseirvifùcio, per siupplli.re in certo qua.1 mcidla allfe islcairisiltà dieil praprio peaoato, haininoi stipU'lata tm coinitrat-to peir la fiohnitnira giqmall'iera di un •vaigciite' idli sgombrii «an Uîmpresa «Riiba» di fliuimie. Anche per l’ax Asr-ritgenli lai iariiÿiiuina potieva elsisére aè&iicuira'tai, ipuirchè il rarprelsemtante di qœilio dtaibiKim-fnito si fosse deci-s» a sl'lipiulare un ccinibrai.lbo Ei'itni'e. Da cio è diemivaltoi dhe ailla ex Am-pelieia il i'aivciro Eii'ocede nicinmate, mtlnlre ailla ex Amligomii hcinno do-vu/io «isisieinei. scispeEe alcune operaiie, qiuaiahe d'eiciina, aidldellite alla lavoira-zicinie idefl peisicie frefloo, Natuiralmein-te aille cipeæalie saspase vieine coirri-spcsita ,r.',nldeininiità. d,el 70% siulile re-trilb'uizicini moimtali. Le oparaie lav.o-r.ano aiilliuialllmeinite a ,r.oltazionie, siU'ii-dliiwiise in caileganie, seguclnlda un priiinlcl.'lpioi isooial e iche tiene ccnifco délié ccm/diizicmli econantiiohe di ciaiscu- fe-rii dîlli oomiilalto diiirelttiivo délia fállale siiintíiaicaille, ma quieisita svoilge ben pecar Elttliiviiità liin, questo isiamsa: le die-lifoilriaiziiQini in 'meiriito alla produ,zione nom vengoinioi itrasimasse a,gli ope-rail, nom veinigomo promoBse discuis-sioini in melrilt'o allia idClsicipl'iinia jââ larvcirot Ad «sentplio, la filiale do-vir.elbihe. lalffinoiatarre dli pelbto il pro-bltima défila .9aap.en13.i3ne dei lavoiro XUiiima delil’,oiriario ptiabililto.- IinÆiaitit.i, è idiverauta quaisi u.na cansuieituidine che glli eperait e ©Il impiegati afo-tcudrenino ùl ilaivoro 10 minuti prima dei f.isi'chio délia is'iineind per la-vamsi .le mami e pirépainaiisi. In uln. c< i.ilellitiiivo casi grande tele soispen-sicimé p-jrta aillai perdàrta quioitidiiana di pareoclhiiiS' giicirinate laiveirclilive che. sieiC'O.ndo u.n cálcalo fatito, .rappreisen-taino, idluiranlte un anmo, la paridita, di 750 mila dim. Par rllsolvene' .almeno iin parité ii pirahleima délia mamicam,za del pasee api due istialbilliimieinlti, si è daliiberaito di ■.'irteinB.ifioar.e la prodiuizioine dPi’e écinperve colllàtenalli. AlU’ex Ampeleia, nei meni iraweroeùl, veinrà proidqiXo ■un forte ccinUmrgeinDe di coinidimenti a base dii comiceinitirato dii pamodano e di anltiipasiDir La prodfuiziione délia farina e dell’olio id.i, peace veirirà auimiimtalta ulie,rie,rimante con la meis-sa in o(pe,r.a dei nuoivi maocMnari, testé aoqui'lsltati. AiT’AiririgcM poi si precederá atmete alla proidiuaicime di limita s,ciirc,piparte e di sattaneti. Uiu’.alûra seiria dliffiiicoil'tà chie non dipemidie ipeirô idaille gasit-ioiai disii due' sitafciiiliiimie.inr.il, è cratiituüta idad feit-to’ ' che i. icdlfelitwii non poissoma pro.ee-deire al calkolo definitivo dei coislti di içiroidiuizLoine ed, in coinisegoenea, de« p,rez,zi ’,d:i veindiiiia, bar lil motivo che essi nen tótjio statt ancora poir-taiti a ocmcislcertza del -costo della banda sitagnaita e- deîil’ollio» aciqiuiiatae tt a siuo tiempoi tramite g,l;i oirgia,našimi eccactn'ci deH’ex C.iiriccinidairlio. ■Dalla la pcasilbilità di pročedeire aiM’eirparitaizicrae. dli 'liargte paiíbilte dii peace iconisiervaito in Austria e Gernmatnlia oiociidanitate, uina tale dif-ficoiltà is'i .niipelncucite ineigativameinte ' suigli .iimtrcifi dalla fa,b,trica e s.u q.ueffli della mcistina e'ocimomii.a in ge-nsrialie, per .ciui la qoeisitiioine riichielde Nidia quindi da meravigliare se i piii attivi continuatori del fascismo in Trieste, ossia il vescovo Santin ed. i membri del suo activo di vía Cavaría» hanno celébralo ieri nella chie-sa dadla Madonna del Rosario in Cit-tavecchia di Trieste delle messe di siiffragio per «l’anima santa» di Na-zario Sauro. Per il vescovo Santin e per i suoi adepti il fatto che Nazario Sauro ab-bia sputato in faccia a don Tull e gridato con voce adirata: «Via il prole», rifiutando srlegnosamente i conforti religiosi, non ha importanza alcuna. Infatti anche Mussolirii si proclamava e firmava i suoi juribon-di e velenosi scritti contro la Chie-sa, i suoi dogmi ed i suoi ministri con lo pseudónimo di «Vero Ereti- ■ co» c rió non ha punto impedito al Papa di apporre la sua firma accan-to a quella di Mussolini sui «patti che garanlivano la continuitá del fascismo nei secoli futuri». Sara bene aggiungere infine che nel nomeriggio di oggi. la celebraiione di Nazario Sauro alia Radio sata fatta dal «piu genuino e puro degli italiani di Capodistria», ossia dall’ex presidente del direttorio del fasciq_ di Capodistria, ten. col. Fiero Alme-rigogna, attualmente «caro collabo-ratore» del «Giornale di Trieste», ed, a suo tempo, noto esponente della framassoneria. piroiwodiimeini¡i imimedialJi. SCI ACAL L. I .ira. Ofjtire a qfueislte iduiffîiC-o'Iità, ira -1e db ri/gein.ze id-e:lùé due falhtorc/che è sorto uin paiiii/iicioiliaiiïiistmo Odaimoisio' e,d am-beidtua, ed1 a'Jila incisitra eocmcimiia) ehe •ha data -lluoigo a malinitefii e rip&cchi ipe,r c/u.i /s^/reipcineuFiimmediaita iSCLiuzio-ne ,dii” itiullti •!. ¡ptr-oibliemi coin'traveinsi, che, ii/ni definiiltoiva, s‘o:no un’iiineaia. Aül’Aimpe'lea -la lavarazionii diel pe-Sce freisicx> vi'e'ne effeitüiuiaita a inicinma. Neiri/U'nisicatd’Jameinito, l,a p&ric-enitiuale meldlia di s'uipeirainieinito delil-e norme si aigigiira -dal 15 a.l 20%, trusil tagLio e pul.iiluira Lnivece la stragrairdé mag-giioiranizia arriva appena al 90% délié jncinme, ipietr ciu:i,, a nositirO’ parère, neiceŒiita if'wed'erle un. pô. Allô; sta-bil'tmento ex Arrilgcmü si è iuicojntra-Ita qiualidhe diÆüifcdLtà nie'!’iinitiraduiz.io-ne e ¡nsillia prassii dei laivoiro’ O' .'normal per Finicoimpire.ns'ioine dimostra-ta da qualchie eleonenito (anche fra i quaidlri idiiiriig.eniti) che si ostina a sotslteineire La teü, che queste portimo al peigig iiomameinito de'lla, qualiiltà. La pralt/lca ha düimoisftirato’, invece, il contrario. La d'iisciplmia nei dtue stabilii,menti nom è de'l'Iie miigiliori. La percentua-■Le delle asEiciruze .peir maLattLa s»i ag-gira anccra sol 10% dei 'tcita-1 e delle mae'sUwainze -neLla fabbriica ex Arri-ganii, penc€irl(toale notevoile che po-lrefo.be diim’miuLrie icom un boom ¡Lave tro di 'CCftHV.‘o libero», come proclama il «Giornale di Trieste», portavoce del vescovo Santin, al quale collabora anche Fiero Alinerigogna, il noto gerarca fascista ed esponente íramassone di Capodistria. DalFart'icoilo, che il Dagri si é af-frettato a scrivere per «Vita Nuova», apprendiamo ora quali sono le cause e gli indiei «della idolorosissima, trágica situazione religiosa che, 'progres-sivamente é venuta formandosi in zon a B ». Una di tali cause é «l’aihrogazio-no della esistente legislazione matrimoniale con Fintroduzione delFobhli-go della celchrazione civile del matrimonio che, in ogni caso, deve pre-ceidere quella religiosa». A tale proposito giova rieordare che nella Italia — per la quale sia Santin che Dagri tanto «spasimamo (Fainore: prima dei Patti del Laterano é sempre ■esistito Fohhligo as-soluto del matrimonio civile e la pre-cedenza di questo isuL rito .religioso. Fu solo per volere di Mussolini che al matrimonio religioso venne rico-nosciuta validitá legale dopo il feb-hraio 1929 e fu solo attraverso questa conceissione che Mussolini poté imporre il divieto dei matrimoui mi- st.i in Italia ( ammessi dal diritito canónico) limpegmando in tal modo la Chiesa e tullo il clero italiano nella lotta razziale con tro gli ebrei. Le penaliitá oggi qui previste per i parrocii alie celeihrano li ¡matrimonio religioso senza il possesso déi cer-tificaiti di quello civile, erano in vigore, e piü rigorose, anche nella «patria dei isanti» cioé in Italia, fino al febibraio 1929. Circa Finsegnamento della dottrina cristiana melle scuole, sfidiamo don Dagri, il vescovo Santin e «Vita Nuova» a fornire le pro ve che tale inse-gnamento fosse consentito o avvenis-se nelle scuole italiane di qualsiasi grado cómprese nel territorio del re-gno fino alio scoipipio della guerra del 1915—18. «E intanto — lamenta amaramente don Datri — dalle pareti della scuola é stato allontanáito il crocefisso». Non solo dalle pareti della scuola, aggiungiamio noi, ma anche da quclle dei tribunali dove il crocefisso era stato rico!locato da Mussolini perché si rendesse mallevadore idelle eondanne ivi pronunciate alie inten-zioni e delle altre ®paventóse ingiu-stizie, ivi opérate ai danni del popolo. FANNO GLI OFFESI i cominformisti bulgari Nella eampagna di provoeazioni contro il nostro paese si stanno di-slingnendo, specialmente negli ultitui tempi, i cominformisti búlgara. Doipo i nioti fait! di Sofia e gli soonfina-menti di gruppi terroristici, che han-no provoeato Ja morte delTeroe na-zinnalc Pane Cukiés essi fannct ora gli loffesi. II 30 luglio seorso il loro igoverno ha protéstalo presso il nostro Mini-stero degli esteri per le «continue proveeazioni» dei nostri organi che «oltraggiano la dignitá del popolo búlgaro e del po-polo delil’UR-SS» (Cosa e’entra il popolo delFUR-SS con quello búlgaro non si riesce bene a comprendere...) eccetera, ec-cetera. 11 Governo fedérale ‘ha risposio come si deve, riaffermiando che il recente incidente é stato provee ato dal-Fatteggi amento provocatorio di alcuni elementi dolía ipoli.zia segreta búlgara nei confronti del nostro rapure-sentante diplomático a Sofia, Rajf Dizdarevic e che ció eonferma Fin-tenzione del governo búlgaro di in-torbidare ancor più le acque. A ;cme mi¡:t curca. I g--.,vsini sana in mag.gtoira'niza ap-'SÍe.rú.'Wfil?! eii -oipartad oco.uipaili peí con-sk-viLó©:, che ha.n.no «spreesttfqpon-Uj.y. ;jm:irrte il d-eslildiári© di-qcinitiriibui-i-rí? íjlt'a ccriliriuizlicine di 'Uin’irnj{xcintain'tí ¡y.ii'Jcíria tpc-r il coilil'eigamei{#o?«tel no »■s'^rh tí-:Gi!ireitto ccn- i.í .res-to. de'lla SLo-'■ .venia." Nel- mrin-tire s-aluitiamo» con Vive ''pifr-ere rertiiusiasmo spei alista d al|;stj 'giioivami, molfci deS'«uaU- so.m rMg.Lr.ñ -di uno o tüQ' diiattríitiVii d . .«!■:(vci.'ílioir.e -d’aHsaiiito.»,,p-e-r avear pan ■srtiíltárSáñid«tt gtoirip© qll’ L'EMULAZIONE IN OWORE AL VI. CONGRESSO DEL P.C.J. PRIME ESPERIENZE e prime deiicenze Ad ©Ilire un mase -e mezzo dalTini-zio d-eto gaira d’-elmiuliaizione, iindetta daiir-y. A. IiS. in ©inoro.al VI Coinig,r,eis-"so del P. C. J„ è ©ppartuino fane um breve -eisam-e idal larvario film qui lavcA-4o, -tambo più che si è ipoit-uito coínista-tare quà e -la ailiciuinie diefiiceinize, sctl'itafflMfflte ráfeiviajbe imeli paissait© e che taiggiom© eirigiln-e dalla mon. am-c-cr.ra ipeuisa elbaltiuldliime de'l lavoro a camipsigina nio/nlchè pair tnaismetteire le eispart-einize pesüt-iwe regiisitlrate. Tmmirraizi'itiuitit-o- è ÜloVenoso riil-eivare che lia ¡Saisie- paieparaitoiria aill’emula-zioiffie- viera e- pTicipnlia — Tiaiss-estamem--to clngairrilzizialtivo alia base, la com-pilazionie- diel platni e delll’iassumizioinie gil i úmpeginii — ha pnooeldulto, ed. iii qualc-he fooailli'tá, proic-elde ancora 4x:¡pjgo a xiilemlio, c-oisliohé poisslamo diñe che poche soino. stete le o.rg,ainiz-zaizl'aotnii Idel Frótate e dei siiinidae-aiti a superare lia ¡prava, s-oidldilsfaceint-e-mjrnile. A inois-tro aviváis©, mal diisitmeit-to di -Bute si è sanaba ¡afílromitaire il problema coin miaigigliiome emergía e chiareizaa d’ideie. -N.el icam-uine dil ¡Biuiie — títbtá isii re-gilsílinano ¡iimf.altiti giiá ¡nioitievoJii rilsiulitia-t;i. 11 lavan© ipireiparatoirdo dell-’asise-s.fcamemt-o, oirigianiizizatviD, dleillia com-jílliaiziiolme- diei ¡pliiamii, a dieäi’aissiumizioin-e deglii üimpegimi, è start© sforigato pme» - sto e .r.eimu-lazJane ha ¡giá preso Tav-via. La pclpoilaizioine idl Buiie ha già al sua .altivo 1059 ©ne di laivomo vo-■loniario ¡tollTolhbiieltrtiiva del parco dei gleich! per bambita e- del muovo asilo Snaif-ainltiiilie'. iP-eir iinieilsio-, dir-emo che il ïlroinlt-e- idi Bule isii è préoccupât© id.i lalblbiniaire .il .pian© peir l’erou-laEitcime a -qiueillo deglii iinViee/timetai lolçalli-, lilnlt-emeissanido in tal .modo 1 più la.rghil isitwsttli idlella potpqlaaiome che vienne idols! Rtilm-oJialta ailla irealiizEa-•Ziiioirue idi. oipeire dii puibbliica utiliitâ, peir ©ui al iiavoiroi valioinltiairio è starto rieigilsltoaita -la parlteDiipaziome dl 200 cil'itEidOnii (um -el.ogtto ái coopexaitoiri deiila I. Maigigio piar lia parltieicipaziio--ne-), inum-eiro veramemit-e in-atevole, considérait© il fatto ich-e isiamo apip-.e-■ma agli inlizi. Uiniioo punió maro: la filiale isinldiacale 'deli C. P. D. ©he pirelilarlBce fax iriuniioinii par la lafeta, centra la buiroiciraElia o andarse ne a -g-cldl sire il firelsico a- Salvare» mell men-, tre gil ai.ltxi sioino al lavar© volomita-tt'io. Piremidiamio esisl liesennpio dagli al-tiri -ooimpagini e dalia poipoil-aiziion-e. di Caslt-ellvenere e Calidanla che ha BvoClío una mole di lavoiro volomta-iiio -veiramanite grande per l’elett-ttt-i- Leggete e diffondete £a> noska loüa fficariome di queilie dolcáiíitá: 270 íai-miiglde hain-in© daitio- .aitire 20 are di lavar© valomlteri© ciasicuinia. Tiuibtiavla all’oirganiiizziazi'oine del Fir-cnlbe dli Buie — e ció p,uó vialare peir Itiultitie .le .alitlre — ibisogna rivol--g-eire l’aivveiritámieinít© dli mom ricadere mel dif-etlta igliá ipiú voite lamanltato., e. eáioié ,-lia tanldeiniZia idi lanzare il solo ilavaro -v-oilanitarliio' a sc-a pito delie alltre aitittvBlta, deirieiavamartto ideo-IqtgicQ -e Hultiuffiaile sopnaltiuitbo. E’ bem v-eiro ©he il piiaino emulatlivo preved-e v.a.riie foirime di lavoiro, ma cío, par 01 imo-m-einltoi, .ritniame amcoir-a suida ©Ei.rt-a. iSpeniiamo. bemie-, pero. A Piirámio, feoía- e Capoidiistnia la P'.'£|pi:lraziioini& inoin ha laureara siupe-irlto la -fase preparatoria e peírció la gara v-ema e propri-a nom si è amicora Evii'julppaita. Comunqiue, in qu-este 1©-Ca'liità, .si c iraig.giun-to 1© .scopo- di da-rc ai colkittivi lo stimolo a-ll’iniEia-4iva, che perô non .sempr-e -ha tro-ViEito -C'Oir-riiispomid-einiza. E’ man-cato, o meigili-o, s,ta arriiviamido. .coin alquamito nitardio rinibemven'iio del Freinte popo-iare, quale forza motrice e coordi-nailri,ce délia gaira.. A 'Pira.rio e Capoidiiisitria si so.no svol'.e la .siciomsa sett'mama le consul-ïaziomi dei Comsigii siindaoali, montre ad Isola una simule consultazio-ne avirà luioigo idcimiami. Durante que» Elbe riumiomi si è amaliizzaito il lavo-ro dcüe filiadi simdacali e prsso le d-eiclsikini riigu-aindaniti il ■preseguimen-lo e il miiglio-ramiantf) dalla .g-a.ra d’e-mulaBiianie. Ma, a moisiiro pareoie, cià m-c-n iSiirà sufficente .in quiamlto, i-nidii-riezanido il Javoro siulla iiineia sin'da-oalle, eisso sarà .an-.coma xistretlo nel-•rambito delle aziende eco.nomiche e deùte lilatituaiomii, «nenfere l’emula-zione ha bisiogmo, per un bluoin suc-ce.-s.so, deùla piiù lairga impostaeione, ivi CGimipres-i -aniche- qu;e:gJ:i stra.ti délia .poipolazion-e che vi.vomo a.1 d.i fuo-ïii -délia v.ilta .siindacaile. Ed è qui che si ipome la mecessiità di i-mpegnare, al più presto, tutlto .il Frornte popolare, tainlt© più che è isitalta l’UAIS a fa.r-si promot-oire délia gara e -s-opratiut-to pieir lil: fiaitto che esso rappireisieinta la piaitltaforma po-MiicoHiideakiigica dei liavaro fria le imasis.e lavaraitrilci. RETI AL SOLE E ! Ai.'Jîh-e quaat’anirao ilisdlla- -ha dato il. su.) cicmlirifculo: allai fonnazilo,ne della biiigrti.a gieivBinilte. Infatti 16 g.iovani >ii tircivgino già sulla sbraid-a Vrhnika _ 2 cicm 1-a ibirigata del dlstret-î.-imanrann-o per un pçfiodo i ap- mo- ___i di ----r " -------». di Pgr aver par-aZLÓini di lavoir© gi.oivar.Mi, idioibbiamo- blasfemare il coimpciritamcm/to di alcurti alifcri gio-VEin-i cliulfaidúni, che — pur essendo teimtpciraniaameinite diisoiccu-palti ie pe.r-eeipamdo ill'. 70% idiellla. .reitribuziiome memsile- — iipvitatl daiirorgamizza-zioine giiowani'le a par.teci-pare alla brigata, per all-eviiare l’on-ere fi-namiziiainio giraivainite sulla colleit-Uvi-là. (ibisioigna moitare ch-e qu-eis-t’amino, a.l coiotranio degl.i annl precedenti, . iil lavor© idii tomilgaita è pagat-o 6-ecomido !'eff.e,V.o dle-1 laivoir© isiud,, ppisto- e. che il Eiolo. vitto- è a pagaineimto) h-amnlo, nein* 1 s-c.lo r.eisijÉiiÿioidlpviit-oi, ma fatto '’-"b laiaeMéflÂ^reîjeirir.e lade,1 '.dalla piaigia e1 “ill. 1_ J-.tUttO'l il , dei v-'iaii e sulla sipHalggm. A nioislfcro paneme qualllo ö. -um ¡Casio, idi diisioicioupazioinie volomita-ria, iche .eislclliudie- :il dlirilhto. a ben.efi-cliairie d-elile ilegigli. isioicfeaili. A coimipro-v.a ^li oiö (baisten© le giusitif-iicaziomi aldldoitte dal giovana Deigraisisi Marino e Pieirein-tiln Ciarlo -e da qu-alche alltino .dhe idimasitnan© la loiro- imclima-: aioife al.dolce fair nitant-e-..I c-olletiti-. vii-.idl .lavorQ- haon-o faitlto beine, im oic-oaEiicine, diella irildiuziome della ma-no-dcipsra. a meüte.rli a'llla par’ta. iRilbiadiamo il parere che ' si-mili eileime-nlti in-oin- d-elbibamio godere u-l-te- UNA HOTTE FRA IPESCATORI ' _____________ . ‘ y», ■ 'UU- \ . a\'-' •' ,1. V: . ^ ~ , . -Ij, ~ . ■ V . , >- • . «Il pescatore ed il mare sono una cosa sola», ha detto N^zario^» Vecchio Iüp^sdi mare Il sole si tuffava nelle aeqúe mórbidamente ondúlate del mare, quan* do la barca di capitán Nicolo Bacci abbandonb il porticciolo di Capodis-tria, volgendo la prora al mare aper-to. Nuvole grigie si addensavano sul golfo preannunciando la tempesta ed. i pescatori, scalzi in coperta, le os-servavano preoccupati. Mi sdraiai su un mucchio di reti, appoggiando il viso fra le palme délié mani e, respirando Varia fresca marina, guardavo la vecchia P ir ano che. si ergeva alta sul mare. La città tar-tiniana era coperta da una patina ul-trasecolare ed anche il mare, sempre límpido ed azzurro, nel véspero ave-va perduto il suo splendore. Le onde si accavallavano schiumose, percuo-tendo le mura grigie e gli scogli sulla riva, riversandosi nuovamente nel mare, impotenti dinanzi alia forza della natura e el lavoro degli uomini. La barca filava veloce al cospetto delVantica fortezza. Alla sua vista s’allinearono dinanzi al mió sguardo le f igure antiche .., —o—- In coperta apparve, camicia al vento, capitán Nicolo e con la sua voce rude di marinaio, resa rauca dál pe* renne comando, gridoi «Ragazzi, siaj mo giunti! Molíate le barche!(f. I compagnieeseguirono il comando in un batter d’occhio. Due barchette si staccarono nella luce abbagliante delle lampade elettriche e la barca a motore avanzo ancora per un mez-zo miglio. Non appena Felice Schia-von ebbe spento il motore, il vecchio Nazario e Vagile Francesco cor ser o a prora ed affondarono Vancora. Ben presto anche la barca a motore venne avvolta in una luce abbagliante. Sedetti di fronte a capitán Nicolo, guardando il suo viso bru-ciato dal solé e dal salso dei venti marini. Da sotto le sue folie ciglia di marinaio, che aveva conosciuto VEgitto e molli porti mediterranei, brillavano grandi occhi azzurri. 11 suo volto rugoso testimoniava che egli aveva trascorso molte piu notti sul mare che non nel suo giaciglio domestico. Accese una sigaretta e mi porse la sua larga mano piatta. Ci sdrqidmuio, guardando fissamente nel-Vacqua. A noi tutV intorno, in una danza furiosa guizzavano i pesci a migliaia. I ■ pescatori sgusciarono nelVinterno ■della barca attravefso una piccola apertura, si sdraiarono nelle cucette e, abituati ormai al rumore, assordan-te del motore, s‘ addor mentar ono ben presto profondamente. In coperta ri-manemmo in tre: capitán Nicolo, il vecchio Nazario ed io. Mentre stavamo pescando alVamo, il vecchio baffuto ruppe il silenzio: — mai possibile gustare qualco-sa di piu bello di una notte d’estáte sul mare ?. No, hulla c e di piu bello! Tutt'óltro, invece e il canto dell'in-verno, a meta gennaio, ad esempio, quando la barca ci porta giü fino a Cittanova ed oltre. In. coperta cam-miniamo con gli stivaloni di gomma, le retí spasso si ghiacciano, noi invece ci scaldiamo le mani con Volito. Una brutta cosa, ragazzo mió. Tutta-via si vive. II pescatore ed il mare sono una cosa sola!» «.Ció merita di essere ricordato!» commentb il vec- chio Currdag.li eleiifenti reaziiómari e comdnfio.rmiGtd) che da moi ogniuno rilcéve i^uaihr.o- dàj e che peir d parais-siiiti: mom c’e polsito-. LA CONFERENZA ANNUALE DELL’ UNIONE COM BATTENTI 'La siaonsa Biatltimamlai iha avuito luo-.gio la II. Comieir.emea 'amnualie- deü’U-mi-omfe Coimlbaitlteiniti di Isola, oui, ham-mo pairecipàto. muimeroisii ex comtet-beinlii .ed atitiwiislii. La -colnf-ereinza è slbaitai saliultiôlta ainiche da un rappre-S'einiainite iil d;,s;aceame.hto deiH’A. P. J. D-uiriainlte i il-aivoirii ¡si è poluto com-, statere che reiriganiizzaziomte di Isola, doip.i) usma -luiniga inattiviiità, h,a com|p.ïlU'tfq meül’ahinio decorso -n-oltemo-11 [plroigreisB.i. Fra d risultaiti régis trati, via. rliltejvaito, il fatto che- il mume-roi dei imieimibirii è aiuimanltaito dli 29 uiilià, che il-a vite oirganiiizizaitiiva è stota- megoiare, -ehe- a-lle marce -p&nti-giaine, 5i m ámbito, dtstiett uale, h ann o parleicipalt©. 260 meimlbri, che l’oirga-niizzaz-io-.n.e di Isola ha pa-nte-ci-pafo cctn diteJ pattugiMe alla -marcia dm oc-caisiômie ' dlèlTiâm-nivepsari©' delirlnsur-mazlifâina po|poilar|e¡, abe sono stati meisfei a posto i doieuimemti peinso-mali, - che -aitltuialimieimte «Oino ¡in attivdtá tr-e giruplpi di tiiraltori ed -inline, motivo dli -oingoiglio- per tutti i comibaititentá, i! fiáltito che 24 compagina sloveni e 9 itlailiaMii sono- s.ati dacaraiti di -vari ordini e medaigüe al; valoine» Ácicamto -ai risuiltabi posit iivii, sono ' -sltat-e- .irlílleiyiaite anche aiciulne def.ioe.n-ze, iin -pirliimo -louigid- illá imanlca-ta evidencia lels-siíta d.egili aveiniti'idiiriltto di appairteini'eire aiU’cinganlizzaiziome (peír cu-i pameiciclhi allltiivilsltá del tamip© della .lotita isotno oigigi anicolra fiuari d-el-rUiniiome)' e 1’inSMfiíl'Cianlte colleg-a-manita can: le ©litare -oinganiízzaziiomli di mlaslsa. In. canialiulaiiane, e stata aipiprovaita; un.a inilsio-IuEiicine- pragnamrnatica pe.r il lavloiro futiur©. ei soino State 'invia-te -leltteire di .siallluito al comip. Tito ed ail C. C. deirUindicine 'Ccimibatt-enitli della Slovaniia. Im fine e stato ele-bt-o il. nuov-o comiitiaito :c,oimiuiniale dellTT. C. che- e r.ilsulltalbo -c-oisi f-oirmiato: Jarma Jcttldam, Kir.evaltin Luiaiano, Saj-ni Juško, Tliiniellli VUlfetoiri©, Gašperlini Lecpblld, CMcico Eigiddo, Skirtič Jože, 'BrOižniie —: Zclrziin. Čarman e Meniš ViirgiiBio. ; Record alle saline I ¡salinari di Si c ci pie ham,no già supéralo quest’aninlo il proprii©. piano di proldluziome che -amomnta- a 25 mila -toinneilialte. Nomosltanite le in-it-e'mpanie .deigli uiitimi tempi, che hanino diisitnurt|to 1000 itcmnelilate di sale amnnicchiato e .pronto ail tra-spomtOi, il proidolifto- di qiuest’anno superna .già -lie 27 -milia itoran., il che sl-.gniifiica lia. poisfeSb'iTiiltà di aumentare di mollit© la pr-oidiuzioine della st.aigio-.11!- in loottfeioy Peir lo ismemcio dial pr-oidntto non! c’è -alcuiiitk p-.reioecupaiziioine. Si sta svolg-enidio- limlfsltf'i ad U-iiSiinj uiîliài con-feireniza- dei rappmesantainitii di tutfe le saline, allg quale pairltecii.pa.no anche i delegate deli mastni salinari, e che si prepone di coordinare l’at-t'iviltá deil-le saline e til piazzamento del sale- sui menoajti. ■LA VAI, DRAGOGNA VISTA DA CASTELVENERE irJÄDEGUÄTI AL BISQGMO I servizi veterinario ed agronómico del distretto di Buie II ’servizio veteiriiiuario 'dei distret-»to idi Buiie non corriiisiponde a quelle che sono le nécessita. Dei due vete- vizio non è cer.to di minore impor-tanza dii quello di un istruttore filo-drammatieo. VAL DRAGOGNA La regolazione del fiume è una fra le opere del potere popolare delle quali la nostra classe lavoratrice puô andaré orgogliosa Una fra le opere delle quali la classe operaia pub andaré orgogliosa d\ aver compiuto nella nostra zona, e la regolazione del fiume Dragogna. La valle omonima, risalendola sul corso del fiume o, meglio ancora, guardándola in panorámica dalValto del colle di Castelvenere, ci appare come un mare verde. Brulle colline scoscese la delimitano dalVuna e dall’altra parte per tutta la sua lun-ghezza. II loro aspelto slerposo, árido, a tratti vero nido di vipere, fa risaltare ancora di piii fa ricchezza dei campi pianeggianti. Frutteti, orí i e vigne dominarlo su ogni altra col-tura. Specialmente le viti, piantate in gran numero. Sia le vigne che gli orti ed i frutteti si presenlano rigogliosi e danno prodotti superbi. Nonostante la persistente siccitá e la canicola di que-sto agosto rovente che ha bruciato, seccato tante coltivazioni, la valle pare essersi conservata in una serra. II terreno si mantiene meravigliosa-mente fresco, basta scavare pochi cen-timetri per scoprirvi Vumiditá. Un tempo Val Dragogna non era cosí. Con i rigori delV invernó il fiume si gonfiava fino a straripare nel campi, dove copriva tutto di melnia. I contad i ni del luogo, r ¿andando indietro con fa memoria, par-laño delle piene con un volto im-provvisamente scuro. Ricordano al-cune delle piu terribili inondazioni, e poi una che giunse fino al primo piano delle case. Di ognuna sapranno dirvi il giorno che e avvenuta e ri-farvi fa storia dei momenti piu drammatici. Perche tutto questo l'hanno conservato dentro, incancel-labile. Quando il fiume mugghiante trasformava fa valle in palude, nel migliore dei casi voleva dire fame ñera per tutta Vannata. Ma poteva capitare che le acque si portassero via e gente e bestiame e case. C’e voluta la previdenza del Potere Popolare ad assicurare ai contadini sicurezza e benessere. 1 lavori di regolazione del fiume si sono iniziaii due anni fa, regolarmente sospesi Vinverno e ripresi nella buona sta-gione. Per circa 5 km si e dovuto puliré gli argini dalla sterpaglia. da alberi e radici, e rinforzarli e innal-zarli qua e la. Le sinuositá sono State corrette e spesso e stato addi-rittura cambiato il leito del fiume per un certo tratto. Anualmente si stanno eseguendo, si pub dire, i lavori di rifinitura. Ma lo stesso quanta spesa e fatica! Sembra perfino incredibile che uno-pera tale, a prima vista di semplice attuazione, richieda poi tanto impie-go di forze e di mezzi. 100 opérai zappano, trasportano, spostano questa terra senza pietre degli argini. La valle echeggia di colpi e di canti, che si disperdono in fondo, sui rettangoli delle saline di Sicciole. Una mandria di vacche scende fentamenté dU’abbevéraggio nel fiume. f L’EMULAZIONE ALL’ „ISTRA" La filiale simda.cal-e dell’«Istra..> di Crp.diiSitr.ia (ex'Mur,z-airi) .si è mesiti ccn tena al lavaro ©er dll bunra siuiQciæs© della gana dii êm-ulaizicne in ra-r„- V' u n f t-i. -r o-ga-tdirt, più vol- criùle in comri:vd.diizii-oin.e, anunot-tend© -:.nir;-:io- dii. iveir icolpiito la mo-g'Il-e-, ma di non aveir vo.lurto ucci-deii-1 ai. Il clifensome, 'Bivv. De.lla Sawi.a, ha so.iLen.uto la -teisi che lo Jermiam fosse un .ancirmsil-e di mem't-e da sc.tto-pc.,.ire ad esame rpi i!"hù:f.rkx>. 11 Tri-bunale .non ha ri-tciniuito opportuno iccvtit i.-e -taie .prclpoisita, giiudicando rim.ç-utEi'.o cviniSEipavole ¡délia gravita dei émoi .aitte. CrimjnqlLincendiari arrestati a Salvella as; Afeis© .¡te itpe‘ta;a,tde,ÍilO'; isc'omso mese, iscoippiati a j. -breva. idifeian.ae; .Luino daill’a’íüroi, mi-niaieciiialromio. ¡dli ¡dilaferugigeire l’iinitero afciiitiaíio .di iSiai’JveMiai. Deippirimia ©rae-no aliculni cov-omi idii pagl'iia, piu tardi la -sií,silla ideillia cooiperaitiv-a «22 diciembre!» dii -Oilttanov.a mella .quial-e -si troivavamo- 12 oaipl idii besitiiaimie e 350 qli di Llano. Misinitire il bestiame v¡e-niva isalvait© a -sit-emtto, il -fiema an-.dav.a Itiuitit© piebdult©,. La cooperativa suibiva- -uin denla© di circa 1,5 mi-li-o-ni idá icTirf. iCiopeirto in -parte -da assi-cuiralzioinié-. DalTinichiiesita -a-perita lim-. m-ediLeltemerite, aippiairve che: gli in-cern© «ireu» ¡tuitltii idoilolsii. Con Taiiuto . di um icdriit-adiiino che .doirmiva mea .preeni, la poliiziia üpiy-gstiigaiLiiiv-a sco- pri bari presto le -fendoce degli i,ri-c-eínidiiari. Venineiro icioisl alpesltaiti: Giiaeomo P.uzzeir, Emiiliio ie Viit-toiriiio Saín, Pie-tro Riaidisl-atvič, Gliovanrii Duissi e Romano iMiiliiič, asacutani materiali dls.gli in.con.d'1, i iquallii: 'batano coafes-seto di av-esr 'coirnimieisis© i emimini, ' imídoitlti da c-anto -Pie-tmo Fil-eitte, esiule a Tfiieste, che é lu-om-o d¡i fidiucia -dei frarteliii Giromicollli, i .liatifoinidisti, ex propriieltiairí, idii 'S-ailveilila. Coi3|toiro ave-van© piriomess© laigli .eisepültoiri m¡ait-e. ri-aili, 150.000 liiirie, ¡noiniché um a-sii-lo sicu.ro ,a Trii-elsit-e. Piu itairdi iveninie airreisíiait© il co-operatere ¡Siamto Vembič, dal guale eramo ibem. cio-noisciuiti ,gli auitori degli imceinidi doloisii, e ¡che iiniteiníziomia-l-memite mían avieva denunciati. Tutti costar© coimpaminanno fra br-eve dimanzi al tiritouiniale del popo,lio-. Lo Jeirmam è .stato comidamnato a 12 cinr.ii di irsiciluB'ionje. Nel'la coimmi-sureiai-cine idel/la .peina ó 'Sítalo terourto ccmto della provocaziane. NUOVO TRATTORE Ael quadro tlella merrnniz-zazione iigricola del distretto di Buie, il C.P.D. hu asseye uto alia cooperativa agrícola di pro-duzione «I Maggio» uno dei nuovi traltori testé acquistati alVeslero. Alia fine il veterinario é stato co-stretito a sitiprulare ¡un acc-ordo con un taxi. Tntte le .volite olí i viene chiama-to a prestare il su© servizio, si serve del taxi. I oontadini pagano il pre-z-zo della corsa. E questo non puó andaré, perché per i contadini si tra,tta di laffrontare spesso sp-ese troip-po gravóse. La siitua-zione é tale che riehiede d’essere risolta quant'o prima. ; : ; -Sjl Una notizia raooollta in amhienti ufficiali, fa credere che finalmente si é i ni i 1 a I a la straida giusta. E’ in diiscussi-one la propoeta dii far sorge-re a Buie una amlbulanza veterinaria. Si tratterebbe di restaurare la eaisa delTex veterinario, adattandola a lócale di visita, uffioiio e abitazio-ne per il suecessore. Si pernsa inoltre di muñirla di una stalla per 5—6 ©api di bestiame. II veterinario ver-rebihe fomiito di una maccbina-fur-goneino per le visite fuori sede. Se sono rose ... Nel buiese circa il 95% dei con« fadini sono associiati in cooperative. Di conseguenza é indispensahile un effiioente iservizio di agronomía, cioé un servizio che proiwedá aH’appli-cazione di tutte quelle norme tec-niche atte a modificare ojpplortuna-tamemte il suo lo coltivato e a mi-gli orare le piante al fine di ottenere le massime rese. Questo compito l’ha svolto finora la Federazione distrettuale della co-operative, ma in un modo non trop-po loidevole. E’ manéala un’opera ra-zionialmenite organizzata che potesse far sentiré il suo peso di eonsigli, di esperienza, di coor din amento. L’errrore principíale lo si deve alia stmttura stessa ‘della Federazione. Questa si curava quasi esclusiva-men.te degli affari delle cooperative di acquisti e vendite; per quelle di produzione aveva soltanto il fondo di meccanizziazione. Scoperta l origine delFerrorCj isi é messo il fondo di meocamaizzazione in liiquidaziione. Questo verrá fuso ad abrí rami della Federazione in un tuitto omiogeneo che avrá per compito specifioo il coordlnamento e lo sviluippo del lint ero settore eooroduzione e altreyttaniti alie generali). La cosa piü utile de.lla riorganizzazione sara preséntala dal. falto che il personale técnico (ad, esempio l’agronomo pri-ma ionipegnato, al fondo di meocaniz-zazione) si dedicherá eselusivamente al servizio . di agronomia. Yerra in-dirizzato ciosi lo sviluippo della vi-ticollura in base a precise esperien-ze. 11 vívalo vitifrutticolo di Gitta-nova, magigiormente curato, fornira queste esperienze, e anche Flstituto per Fincreménto delFecomomia che nel buiese ha un campo sperimen-tale. TRiLUSSA La noiiiziiie- che si Sifevamio! pignorando i moibilh a Musga so,rpre.se due anni- fa -miazzo mondo. Era in-cxedibile, ma vaco. 11 poeta romano, i cuii liibiri tirano ¡ataitii -tir-aldotiti in in-(íumeirevoili, Mingue, inioin aveva di che pagare de .tassie. iS'uii g.iioirmiall'i e irned ¡caffé ñon si pairiava che di, liuii. Naoque una specie di i«caisoi» Tcidiuissa, uinl olamo-rcs'O .avvieimimeino ida! gionio. Ma tuitto questio non risolveiva la quostioinisi, noin¡ il'imiitava l’img,iius¡ti-zia faite al poete. La, ibuinccrazia in Itaüig é iun míale ciromico e noin c’é-t'a isic.ampo: Triiluisisia daveiva pagare. Noin isapipiam© Se iriiuisici a tmovare il d,einia,ro o se il fisco ¡gli vuioitó la car &a. Oomuinqiue,, d idfejgenltii della, v.ita pulbiblioa lite’li'aina si it,cavároslo meil piü gteinlde imlba/naizizo;. Par cavársela in qulaíjcte modo, miiccirseiro al Presidente della ©clpulblbilioa parché ¡n,o-miiniasisie 1,1 poatia isaniaiboice1 a, vita. La nomina ic.i ifü. TYiiBiuisS'a aivrebbe do-v-uto fissumeme ¿’iimveistiitura uffá-ciale in Semiato,’ ma tiárdava ad anda,rti, trimamldiarva,. Q'ualehe mese d¡>-po moiri. Painve aflora che egli ave-s-se gioicato ¡l’ullljiimai belfa a que,lia so-cietá che eirá sítate il bieirisaglio degli stcalíi saitiiriiai ,dii Itiudita la ana opera. Ancora 'giioiVane, Trilusisia ¡si aiccor-se idii una Roma colnvenzAoiniale, pie-n-ai ,d:i lipoicrliisie e di viilita, ¡di vlizi e d,i delbole'zze e fiu Itemtaito di, gradarlo al imoinldo laittiravenlso (bre-vi compo-■niroeniti -meii qiuiali faceva parlare le beisitie. Coimiiiniciió aiñzi coin dei rif-a-cimieinltii deliie faivoile1 di Eisopo, ma id una maniaca ftiuitita subí, ¡roimaimesea,, che alia fine ¡si riisoJiveva aH’oppoisto deúla lavóla ¡anitiioa. Col tempo Triliuiss-a affinó la, su,a sátira, affildanidola a veinsi brevi comcisii, nea quali Ja ¡baltt'Uta, l’ironia si siprigioiniaiva d;a capo ia fondo dial contrasto oca ,'licito, ora amaro d,ei di.veirlsi eil’emeinlti. E mofa rispairmió n.i,ente a miess-unio. II latraito, l’urlp de,lie ,siue bestie- aiceompagmó il c,am-mi/nlo de ilMítai.üa tea ,le loitite -deii pax-tiiii e l’avrviicenldaicsi, dagílfi evariaiti ggrveiini, ¡Non ,c’era ¡riidiicolo, bass,ez-za,, pairaidoisiso che ¡il poeta man fru-staisse ¡e sicioprüsis.e. I siuoi veirtsá cade-vano airToventajtli siu Biriis-toioraitici e claricali, siu deputaiti e fallsii rivoliu-atoinlasri, su miinisitri e ¡regmaimti AtitaCcó di icontiiniuo la meschina e seirvile borgheisiai dell ¡siuio: tempo, sempre pronta- a v-enldiarBi al primo vemulto piuir di aasliiauransi delle pr.e-beinide o salire di ,uin gradóno mella g€fr«nch.ía burotccaltica. Vide chi vo-lieva araffialre, «farisd largo mella so-ciieitá», 'Sctito le. istpoiglie dieJilia na-noc-chii-a ambiziioisa. Ma lia siua non schi-amta nel teinltialtiivo idli igontfiiarisi quan-to 51 toiue, come qpeiüa di Esopo: «illa ammalappena je rinvenne in mente quella ranacchia (íntica che forse ja lo stesso e ce schidt-td, disse: Nun è possibbile ch’io possa diventà come lui: ma che me fre-ga? A me abbasta d’essè la piü gros-sa fra tutte le ranocchie della (dega)>. NcJla faivoi’la linliiitoiiaita ,«E,r po.rco» sí viEidie itiuititia' la portata delta isiatira tiriliuissiiaina della cos'idetta, «buona aoiciieitá. Eccone ¡la chiuisa: «Che? — fecero le vacche — giá riiorni? Dunque la societá poco te piace... — No — disse er porco — só min-chionerie! lo ce starebbe bene, me dispiace che ce se fanno troppe porcherie. Ed ecco ancora una, sitafflilaita ailiLa ccir,riuizlioine deitlia buiroicicaizia iitlaldana: «Un lupo disse a Giove: ■—■ Qwal-che pécora dice ch’io rubbo troppo ... Ce vo un freno per impedí che inventino ste chiacchiere — E Giove je rispóse: — Rubba me-no. Lia rispaste ©he .id poeta avmebbe po.tuto bein ¡daire quaindo gli si pi-gnciravamo i miofaiili. G. R. TERRE D E Q U L L E A L I SI PARLA “NELLfl TERRA DEL CARBONE, POMO DI DISCORDIA TRA LA FRANCIA E LA GERMMI DI BONM La Saar problema ríiscreiía e riserwaía che tuttawsa préoccupai moite ia pepoiaæimse Pare che la ricchezza na£utale sia di danno piu££os£o che di vanfaggio per la popolazione, e il senso di essa coníribuisce stranameníe a rendere le cose grigie ed opache. Le poche coUivazíoni sono basse, gracili, con i campi di pa£a£e e di segala che rivelano un’agricoltura tirata su £re££olosamen£e ail’ombra dell’índus£ría «FANCIULLA» DI FRANJO KRCHI-NITCH. L’OPERA DI QUESTO NOTO SCULTORE JUGOSLAYO RIVE-LA UNO SPIRITO DI MATURITA’ E DI INDIPENDENZA. UN INTENSO SENTIMENTO PLASTICO DEI CORPI LO RICOLLEGA AI MO-DELLI CLASSICI DEL NUDO. SI AMMIRI LA CONTENUTA QUIETE DI QUESTA RAGAZZA Tea lia fífita calígine della Saar ai i'ntirawiedicino le. sagoiiriie d;eille ciniii^ ¡niere, le fimcaSitellaitune delile affici-ne e te colíSne arltifiiciLalli di idieftiriiti detle miinliieire. Una donna dúrige col fiiislcihd,edito, iá bonca i ccmivcigli fe,rro-viaini in partienlza idalfe f,alhbriic¡he. E’ gnigiia, ateilglSiajta come il suo paese, e sembra ch¡e il sole miom sorcida alia sua vita. Queisfea è una tenca dove s-i ve-dono solo, lopenali ¡che vairnno, e ven-¡gjCinoi ¡dai lavciria, nninaitoici con faicce nere dii (Ciairlbioinisi. Davianiti ai ne.gozi, indUiSitœmaM e comimeccianti parlano d’afifarSi. .Niella Saar ¡mom, si passeggia, e solo al iSHlbaitio la gente va neile birnerte, doive alzando' spiumeggianti ¡bdcchierl si illiuide ldi diiivertinsi ail siuomo ,di imiusiichiei opache e pesia,nti come lia isuia eisiatemiza. Astronave © missili tolecomandati i "dischi volanti” nei nostri cieli? Uno sconcertante comunicato e le dichiarazioni di eminenti studiosi Gli strani corpi volanti proverrebbero dal pianetino > LA CATTURA DI UNA TIGRE BIANCA BOMBAY — Le giungle settentrio-nali sono l’uniche in tutto il mondo neile quali é ancora possibile trovare tigri bianche. Negli ultimi dieci anni i cacciatori indiani hanno ucciso, a quanto si sa, soltanto sette di queste fiere. Di recente e stato catturato il primo esemplare vivo di questa razza — un giovane, gagliardo tigre di circa due anni e mezzo, del peso di 250 chili. Della fiera si sono accorti per primi i cacciatori di un maharagja, che l’hanno scorta in compagnia della femimina e di due tigrotti. II maharagja ha voluta che il non comu-ne anímale fosse catturato a qualun-que costo. Spostatisi in una fornace, i cacciatori hanno chiuso gli ingressi ad ec-cezione di uno. Da questo per interi due giorni hanno fatto del fumo. Al terzo giorno le fiere aff amate vi sono penetróte. La tigre bianca é sta-ta catturato viva e le altre uccise. — (Servizio Jugopress - United press) —o— ... MASCHIO O FEMM1NA? Questa domando per i coniugi che attendono un bimbo non e soltanto vuota curiositá, si lascia invece da parte ogni altro avvenimento fam:-liare. Ora, il dottor Gustavo Rap, bio-chimico all’Universitá di Chicago, pare abbia trovato il modo di ri,(pondere alV interrogativo. Egli ha seo-porto che presso 9 donne in stato in-teressante su 10, si pub giá al terzo mese supere se la casa sará allielata da un maschio o da una femniiria. Questo si. pub stahilire non solo con Vanalisi dell’urina, ma anche con Tunalisi del sudore e dello sputo. 11 feto maschile giá all’inizio della gravidanza secerne ormoni che entra-i i attraverso il sangue nell’organismo materno si rivelano, alio sputo, ap-punto di nutura maschile. Se nello ñuto non si trovano ormoni maschi-li, significa che verrá alia luce una femmina. II dott. Rap ha analizzato lo sputo di 400 donne e nel 92 % dei casi il suo responso é stato quello giusto. Non é stato possibile preve-dere il genere del parto nelle donne che erano da lungo tempo malote di diabete o avevano usato aspirine in grande quantitá. — (Jugopress) BREVI I dirigenti della Societá nazionale geográfico americana sostengono che la folgore pub colpire diverse volte in uno stesso luogo. Nel corso di solo 20 minuti essa si è abbattuta ben 12 volte sul piü grande grattacielo new-yorkese, l’Empire State Bulding, ma senza causare danno alcuno. Negli Stati Uniti i časi di morte a causa di incidenti stradali sono piü numerosi di notte (300 pih che il giorno), nonostante che le macchine in circolazione siano meno. Questi dati . sono stati comunicati ufficial-mente dalVAutomobil Club di New York. — (Jugopress) mile ipotesi fu laneiata, aiVappari-zione dei primi ((dischi», essa in-contrô il generale scetticismo, for-nendo tutt’al piü materiale ai giornali umoristici. Ma dal gennaio del 1948, vi fu chi ando piü cauto: a Wrigt Field, nell’Ohio, gli america-ni crearono un’apposita stazione di esservazione: la disgrazia del ca¡pitarlo Mantell aveva fatto riflettere persino il Dipartimento di Stato! Il 7 gennaio 1948, alie 13.4S, il capitano Mantell aveva preso quo-¡ta con la siua squadriglia per inseguiré ufi corpa volante apparso su Madison, nel Kentucky. I suoi mes-saggi radio :avevano incatenato Vattenzione di tutti coloro che lo seguivano da terra: ((Volo quasi so-pra il disco ... si iratta di un corpa perfettamente circolare, dal diámetro di 100 metri circa, che pare reliare a velocitá fantástica . . . il disco sale, ha superato il mío aip-parecchio, si mantiene ora quasi immobile neü’aria . . . cerco d’inse-guirlo, benchè stia raggiungendo il limite d’altezza concesso alla mia macchina ... il disco irradia una luce fortissimo. . . . salgo ancora, mi avvicino . . .» Poi, il silenzio. L’appariecchio di Mantell fu ritrovato in lun campo di mais. O, meglio, furono ritrovati pochi resti contorti, COME SE IL VELIVOLO FOSSE STATO CEN-TRATO IN PIENO DA UN POTENTISIMO PROIETTILE. Da quel giorno, i rapporti si sus-seguirono, sempre piu numerosi: ed a deporre non terano soltanto sem-plici cittadini la cui suggestionabi-litá \era stata sino allora sempre chiamata in causa, ma ufficiali d’a-viazione comandanti di aeroporti as-si del volOy-persone d’indiscutibile serietá! Si parlo di suggestione collettiva, di me\.eoriti, di fenomeni dovuti a vanaziorú della temperatura. Ma tutto ció Cadde quando le stazioni radar e supersoniche dell’esercito intercettarono i misteriosi corpi in modo ascensionale (le m.eteoriti non salgonol), constatarono la loro natura metallica, la loro forma (si traita di dischi dal diámetro di 100 metri ® di fusi lunghi 300, mentre atre forme non sono State scientifí-camente accertate), quando le macchine fotografiche fissarono sulla lastra i grandi piatti luminosi. Nessuno potrà soátenere che film, radar e supersuono possiedano aúna fantasia eccitübile»! Le ’dichiara- zioni delle maggiori persorialitá scientifich’e contemporanee, da C. j. Mackenzie, direttore della %rro-duzione atómica canádese, a C. W. Tombaugh, il grande astrofísico a-mericano, sopritore del pianeta Plu-tone, sono concordi nella sensazio-nale affermazione: al DISCHI VOLANTI — CI DICE TAMBAUGH — SONO, SENZ’OMBRA DI DUBBIO, CORPI PROVENIENTI DAGL1 SPAZI SIDERALI ED INTELLIGENT EMENTE GUIDATI». Ma da doi\a si staccano queste misteriose astronavi (o, piü pro hábilmente, missilí telecomandati, come opina Tombaugh)? Da Marte, i cui canali non sono affatlo illusioni fiche, ma segni registrati d’intelli-gienze operatnti? Dal rosso pianeta' che tutto ci fa credere abitato? No. Gli ossprvatori di Monte Palomar (il maggior osservcfjorio astronómico del mondo) ci dicono che i «dischi» partono da aWolf 309», un pianetino la cui superficie non é piü grande di quella europea, sito nella cosí detía azona degli asteroi-di», che si estende per 500 müiardi di chilometri tra l’orbita di Marte e quella di Giove. E qui ci troviamo di fronte ad un’altra appassionante domando: perché i visitatori astrali non cercano di farsi comprendere dagli esseri terrestri, perché non si avvi-cinano maggiormente a noi? Con tutta probability, perché so-no moíto diversi da noi, perché la nostra civiltá non é loro compPsnsi-bile piü di quanto a noi sia accessible, ad esempio, il linguaggio elet-iromagnetico delle formiche. Se, dunque, un giorno ci sará dato di avere di fronte nostri afratelli dell’infinito», vedremmo creajture mastruose, a noi del tutto dissimili? E’ motto probabile che a noi par-ranno tali, come noi stessi sembre-remo loro stranissime creature.. Anche aibissi di civiltá ci separano: su un globo assai piü vecchio del nostro, gli esseri pensanti á\ebbono aver raggiunto uno stadio di evoluzione altissimo. Anche ammesso che i nostri . . . vicini planetari ci rassomi-glino in qualche modo, in loro non potremmo vedere che l’immagine del nostro lontanissimo futuro. Su questo terreno, pero, non pos-siamo procederé: esso sconfina giá nel regno della fantasia. Lasciamo dunque al tempo ed ai nostri uomi-ni di seienza una risposta chiarifi-catrice. H. H. fllriste e dura è Peisiistenza di quesitia giemt'e, isibrieitta icamje uin: moic-*lo ¡tica le teiniaigliiie d .idiue macebi-ine ,siia|taüi priorité: a disputare, e a iveirlsairie ¡s.aingiuie per ámapadicolnirsi die,lia regióme. E’ la íliicichieaza! chie attira: iiñteireiSiSii e ipoilitilea, parché la ■ Siaeir é la teinnai dial icacbcime. I suicii sibltelntti non hammo mai poluto gcideire il fruitll» dial loro lavoirio. La reglen,e' è paséate di mano, ccin-timuaimemibe. NielFultiimo, cointflitto mioinldialle è islfcalt.a aociainito alta Ruhr il tpiloine di sasitieglmo- dleilla, matechina tieUíilea nialziiista. Passate la buir,rasca idiella guerra chie, si é -pórtete via eidiitfliici edi industrial, lia Saar ¡aispetta — laisjpéltJta ,1a fine delle ininumere-■voJíi áilsicuEBiiómi, idler piainli, degli aip-petiltii chei men riieisicoino a ß-aziarsi. ¡imifalitli leisisa é uno dei po.mi dii díElooirdiia t,r,a la Germania di Boinin e la Slrainiciiiaj. E’ ainEi uno ¡Craiitoniti icorn-pleisisii pirolbleimii idiel dlopoigueirra po-isto .siull atvolo deilía diipkxmiazia moinidiale acicainlto a qiuello di Trieste, id,i Bi&rliimo', idellai Comea, dieiTE-giltito, ricev:imento che si teneva presso un’amhaseiata straniera, osservando le belle statue antiche di cui il diplomático am a va cireondarsi: - Boba molto fine — osservó --e deveasere anche di un certo valore. Ma a un pezzo manca la testa, a un altro un braceio, un altro ancora c senza ganuhe. .. eh, lo dico sempre io, queste domcstiche abadía te so-no un vero guaio ! ITINERARI PELLA TERRA ISTRÏANA Aspetti di una vecchia Trieste Moite aree parallèle alla rada, oggi coperte da edifici, erano divise in «cavedini» rettangolari nei quali biancheggiava il sale - Su di essi sorse dopo la proclamazione del porto franco quella che fu chiamata la «città nuova» Poiché non sono pochi gli scrit-tori, antichi e moderni i auali sostengono che l’Istria geográfica in-comincia non giá al ponte di Zaule, ma a San Giovanni del Timavo, in-cludendovi, per conseguenza, anche Trieste col suo territorio, oggi sará di scena questa cosí contesa cittá dietll’Adriático superiore. Nel 1600, Trieste era una cittá medievale; e chi volesse formarse-ne un’idea almeno approssimativa confrontándola con la presente, si accingerebbe ad un’impnesa addi-rittura disperata. Molte aree, parallele alia rada, oggi coperte da superbi edifici, frre seco- Nei campi di rivivono le stermlnio atrocitá soviefici azi «Solo la morte», ammoniscono i campi - Cavie umane, morti di fame, sepolti vivi, bruciati nei lorni crematori: ecco la sorte riservata a milioni di schiavi bianchi - L' orrenda odissea degli internati tugoslavi «iGtlii omrari tuaizislíii imoin basuno aviuto filíe con ilai iguiemna. Essii hanno tmolvajto' nei ruissi degni continuatori Ed ;iil saidiiemo' ideli ib-oia soviatliici ®u-pelra, moilitie volite, gli- elccessi di Bu-cbeinwald, ¡Bateen e M.auitihaius,e,n». -Quieiate- ,le idichiarazioini di un opéralo teidielsico islfulgigito per 'un vero miraicofoi ald1 .un’cmrieinida ischiavitú. IniternatiO' nel oaimipo- che isorge ipres-iso i igliia/cimien!bi id-’uir,cinto 'del monte Glaitz'eir (ai canfinii iceco-germanici) per non laiveir vota!» fuinigeme ida spiia ideiU’.NiKVD in unió isitalbiliimento id.i Dres,da, il '«or,¡mínate» MnelJieir 'riluiscilva -a igiiiuinjgarie a Beiriliiinio, -dove iriparava nel setitome ocoiidenitaile, poitamidiO' can, se visión! lincanceiUa-biJi1 d’omnoire. «/Nel campo situiato nei presisi di S-efiteinlberg — egli ha dlchiainaito — s,i Ircivano pxligiiomieri báltica, tiede-schi e laeobú Non mane ano ne'mm-eino TRAU’ IN DAMLMAZIA — LA ANTIČA FORTEZZA mciñgoi’Ji e kiingihiisi. iDaliinquieñti oo-mnni moingoli, itiui'.itii ¡c-ondianiniaitii par aisisiaeeiiniio, fwnigcinioi ida isarvegliiamiti. II lavare- mislile 'mintorie d’uiranio ai svcflgia in oondllziohii ¡sipaveinliioise: d,ie-¡c:i cine igiioirnalitere- di mlinieira, riidu-c-ciniO ihn ibrave in -uinia lairva d’utoroo Topeir-aio 'piii rcibiuisito. Nessuno' res'i-ste piu d!i- idiue masi, a quel,la vita. I iñanti non, ,si conitana, e vengono cremati a1 muraehi di moite, -nei forint d culi isifoghi sono isichermatii in modo iche ilia poipoilalziionie- deli diiñtorni non ipcElsia ¡rendare,i conto di quel quel iclbe: suiciciadis. Al icaimpo- é annes-so uni ,laboinaboiriiiO(, dove dotto-ri e doititolreissie isoviEitilci e tedesichi ,stu-diiaiñoi siu cavile lumane gli effetti dielte mcintalli iradiiaizioni d’uranio, I cadaverii idi qiuelsiti linfeilici (in genere isi itr-atta dli cittadiini germanici appeinia limiteimaiti, ta ibiuome conidizi-oni dft salute) ivieinigonio- sapoil'ti in uñ pozzo de'.'.a imimiiera». GH abitenltiil 'dielLa viciina Seiiit-eln-being Isaninio- dalll’eisteitianiza dii q-ueisito campo, a icui non ipoisiaono', peiro, n-e¡p-ipurié laocloisibairsá peir lia stratitisisima sonvEigiliianlza iche viene eisericiitata. Si tiratta, neilia idenoiminaizioine sio-vieí.Oca, ¡di lun '«icaimipo' per criminali di ¡aueinna»: ma lia ipqpoilaziome notí .ilgñcira che al ¡di là dei retiicoiaítii si trovanoi limldiiividui che mulla hanno avuio ,a icihe vleidéirie ¡com lili cianifiütitb, come 'immiaigiina, sia ¡puir lonitama-me/nite, -gilí cmrorii che vi temno liuo-@o. «Soiltialnlto lai -marte», «Nient’altro iche il-a meinte», .ammonfcicono' feiro-,cemente i cantelili ¡piarLajii isn'gli ail-barlii che ciirccnd-ano iii campo- d,i iStiepanilšičieivo,, ¡n-e-i pireisSi- di Miču-n/inisk., Eisisi ¡pcbreiblbeira, d’aMrciñde, eslseine ilihs-eigna ,dalle ininiumeoe'voli ciitteidieile dieü geinioicidio. Ci é mota ü’iesilsiteinlzlä, ,im ' lul'.te ilUniione iSciviíie-Mca, dii «diuca t,nemila campi di pri-gionia. Ma eisisi isomo, im realtá, molili (di .piiü: biaisiti coinsiiderare che1 ¡nei isiolii. scfctoomgM ‘di Mosca me esiisltono 12, 32 alia, penifeiriia idi Gorki (iromia de|i inomii!) e 44 «carnipi ,di -puniiziio-in-ei» ¡nei idlimlarni dii ¡Noivicitl'.lbiiinsk! E’ isioilo at'trajvianso i ipaiahi, s,cam-ipaiii che poisaiiaimo 'galltare un’ioicichia-¡ta oMne i iteinriihiilli islbarrameiniti. Ed è lün ivetciohio, ¡mvoiluiziionario- tiusiso, Ivani iSabriinisk, che ci dice: ,«Ho co-molsiciiuto ,1a .delpantaziiomie zairisita' -come Ibollsice-viico e quella boteicevica coma ’ibiomgheise coismopoiiiilta’. Siilno ,a ipoeh/i laininii fa, ',mii sareiblbie parse di ihestemmia-rie, laffermaindo quanto oiggi, in ipiiema coiscleiniza, affermo: lie icoilomile1 pieimaiiiii ideigli ear eraino Ibaazecolie ¡in coinlfroinita ai campi di ico-nicelntinameinito di -Sitiadiin!». La iferocia meiazariisita sii sfrenal cicinitoo tuttii coiloiro, ¡che paiiioino o,sita-oolaire la maircia ailla tiinaminide mo-acoiviita: ma dm particolar mo,do- es-is;a sii lalhbalilte dm eccessi moisitruosi conitro igili 'jiulgolsil-avi. «Sollitanito- la ment'e, iniiieia(t’,altno, che la mointie:»: e Silpain iBiUidSmiôe'viic, jugoslaivo, dii Osi-ijeC, ibelsltiilmiciniita : wF-ummicv ibraisipooltati nei caimpo di Daividovka, dove si trcivaviano cii-rca 60 milia, ipixligiiomll'eIrlii. A1 nostro airri-■vo^ fiebbirie itifiOiiidia'le e diisisei,nite,ri:ia sii d'iffusieiro itra gli dinltermati. E’ con premediiijazione che le siurtoniità eo-viditohie idlel -oaimipo pro-cedevano alio steirm-iinl’ioi died ipriiglLoniierii,, e cii diice-vainio, apelrtamelnlte cbe cd aivretotaero f-aitlti mcmiirie itlu'ttd di fame-, in siei iseitllim-ane, pElniromo cinca 40 mils uiomïni». A sevteiie paintiiic-cilaini veinigomo s,oit-■topolsiti, oltre i icilltbaidimi jiugiosla-vi, d priglilani'elni: idli 'gueinra itedieisichi ¡dljohi:.a-ratiisli aniHiffiasiciiStii imia poll riifiutat'isii di far,si icarinefiai del loiro fratedli e di îSiojtttlolsitaaA.e1 ladle ¡ilmipoiaiziiomi so-vilelfciche, e gli linternati -elbreii: ai pué diiine dhe ¡tutti. ¡g,lii ebinei piolacichii ao-pravisis'u'ti aile tpelnsaouzioini mazi,s,te sono staü sitarmimialti dm campi soivi--ettci. E qu-esito è aittelsit-ato da pa- nG-í^chii iS'ca)imjpit’TU ctiii Neslbor iSitankioiv e Glliš-a. Popov. Ma i -piairtlilcoiairi r-aciciapirdicciiamti, puitinciripo, noin: m ancana: a parte d veri e piropri folnnii cremaltcird (i:n Polohia, in Geir-mainlia ciocidentailla ed ¡in Cecolsiloivacahia vengomo usaitii gli siteiss-i che iserviVsmo ¡ai maziisifci), Ju-lliius Diraisilnoiveir, de,l iciairripio- dii Si.e-¡panilšičeivo ai ¡parla idi irolghi- immemsii di ¡un imlilgliaiioi di cadlaiverk peir volita, Peitar Bairjatotiaroivdič, del campo di -Kremiait-cmsk, idii isa-Ime g-atitaite a muochi mei oanali per Tiimposs ¡¡bita idii scavair folsse coimiunil meil ifcenre-no igélato, P. Ileigielč, d'eíll icaimpo di Groizrai, ,in Cauic-asia, di morti arrem-demainite 'smembraiti peir farli entrare melle poico, capaici foisse soavate niellile zioillie ghiiaciciilatiel Le tesifcimoinliiamizei piü iettlriibiii ci giiuingomo- paró idaigli iscampaiti agli siteimiimi' dei campo 58/1, prelsiso Ko-ločniitoa e dli iquello di Milčiuninsik: Jožef Križan le J-osip Fih/Sa hainmo as-siisitiiito ad uma id-e-lle iscene piü &pa-veinitosie che ;sli poisisiamo oonncepire: lato flinia isltrazdamtie dli priigrani,eri spoBisafi dadla dieimutriziione, aigomiz-zañti per lie m-al-atie, pnelervatü dadle baralqche,, gettati nelle fosse comu-ni sopra i cumuli di cadaveri e s e polti vivi! ,Cerne Hitler e paggio di Hitler, i bate soivitiflcli- cernean» di isiofifocaine nelle foisse común,i la voice della libe; f á. Ma come Hiltlelr, ,ainich’eis,s,i gilumgiEmainno, piré,sto o* itardii, -alia resa deii iciomíi. E qiuiaind-o, lia ¡furia dei pcipo.li' -cipjpvriejsisi ¡sará scaltenaita mella siaicirceaiaitia lAscossa, man vi saramno c,e iv i. i dii fitena né masisaicnatori deil-TNKV'D ciapaici dii fieamarla. Falk (Il materiale per la presente do-cumeinitaEiiciniai é stato preso da «Revne ide, ¡la poiliitílqiuie mondiaie, im. 13 -e 14, «iDCe Wiahriíeiit,», «Radio Berlina» ) , ti e piü or sono, nella stagione calda biancheggiavano del sale fabbri-cato dai salinari nei «cavedini» rettangolari (in tutfo se ne contava-no 800), sul cui fondo bonificato sorse, qualche decennio dopo la proclamazione del ((Porto franco (1719), quella che, in contrapposto all’antica, venne poi chiamata la ((cittá nuova», o ((cittá teresiana», perché creata da María Teresa. All’epoca, di cui parliamo, Trieste non faceva che 6.000 abitanti. Mura merlaf’e la cingevano da ogni lato, disegnando un enorme triangolo con la base verso il more e il vértice dietro la cattedrale e il Castello arcigno e massiccio. Fra le porte, tutte fiancheggiate da robu-sti torrioni esagonatt o quadrango-lari, sormontati da poderosi batti-fredi arme¡ i di spingarde e colu-brine, primeggiavano qu\elle di Ri-borgo e di Donota, aperte al com-mercio di terraferma, esercitato, in gran parte, da mercanti della Slo-venia che, attraverso i valichi montani, impor.tavano i prodotti di quel-l’alpestre regione in cambio del sale di Zaule e del Campo Marzio. Da queste porte entravano puré le vil-liche de ll’al tipiarlo nei loro sgargian-11ii costumi e in groppa ai docili asi-nelli. Pagato il dazio all’ufficio del gabellieiie, si dirigevano verso la Kpiassa granda», o di san Piero; e qui, sopra una tela stesa sulla nuda térra, esponevano la merce della giornatai non escluso il saporito «pan consá, aspettando, accoscia\e, gli acquirenti. All’esterno della cinta, in prossimitá dei due ingressi sunnominati, dove incominciava a inerpicarsi il ripido sentiero che con-duceva alie alture piü vicine, ora popolosi sobborghi di Trieste, esse trovavano una bella fontana, sistémala il dal previdíente Magistra-to, affinché abbeverassero i loro ciuchini e dissetassero se stesse. II lato della cerchia, che guárdava sulle saline di tramontana, era irro-bustito da spessi barbacani, salda-mente affondati nella melma appic-cicaticcia della palude. Una batte-ria, piazzata a breve distanza dal porto, aumentava, insieme con le catene che servivano a chiuderla di notte, la sicurezza della dársena, nella qual\e il via vai delle navi di tutte le stazze e di tutte le hundiere dell’Adriático, dello Jonio e del-l’Egeo, non languiva in nessuna época deill’anno. Appena varcatí i cupi androni delle porte, si sboccava nel dedalo delle viuzze strette, tortuose, «a bis-sa», maleodoranti, spessó in comu-nicazione fra loro mediante antie-stetici cavalcavia. Ma quasi súbito, dalla breve superficie piaña della piazza S. Piero (oggi diett’Unüá), quei ((budelli», superando pendenze massacranti, guadagnavano la ven-tilata cima del colle di S. Giusto; le case, accavallate le une sulle altre, quasi a soverchiarsi a vicpnda, parevano immerse nell’es) atica con-templazione del golfo stupendo. Da quel caos edüizio, che nessun piano regolatore disciplinava, emergevano i campanili di innumerevoli chiese. Giá a pochi metri da una porta qualunque, il forestiero si accorge-va di essere venuto in un paese dove la pigrizia t> l’indolenza non istavano certo di casa. II mandrac-chio brulicava di facchini e di ma-rinai afjacendati a sbarcare le mer-canzie che giungevano dal mare e a carleare sui vascelli della «Marca di Romagna», il ferro, l’acciaio, il legname, il mercurio e il piombo provenienti dalla Slovenia, dalla Carinzia e dalla Stiria. Nei vicoletti dell’interno, il- fra-stuono, prodoUio dal continuo mar-tellare degli spadai, dei fabbri, dei battirame e diei bandai, ignorava af-fatto la moderna «campagna del silenzio», e nessuno se ne lagnava. Quel buccano indiavolato si que-tava per qualche minuto all’appari-re del nuovo «Giudice del Maleficio», o del nuovo ((Vicario», cui spettava di seníenziare nelle cause civili: e al loro passaggio iuttt si affacciavano agli usci delle botte-ghe a esprimere (diberamente» (perché se stavano «alia devozione» del-l’arciduca d’Austria, si governavano, pero, a repubblica autónoma) la loro opinione sul corito dei due Magi-strati «foresti»; poiché, secondo lo Statuto,,non potevano essere d' Trieste: e quel giudizio veniva es,presso in un dialetto che assomigliava piü al friulano che al veneto e altérate da non pochi vocaboli slavi e tedeschi. Ma quei commenti, ai quali, dai balconi fioriti, partecipavano, non di rado, le prosperóse e feconde donne triestine, non avevano nulla di maligno, perché nel Seicento i Triestini, piü fortunati óei presentí, erano amministvaíi da «stranieri» onesti e competenti, da loro «libera-mente» scelti. II Consiglio di cilvá si radunava nell’ampia e decorosa sala del Palaz-zo Comunále, che nel 1660 era ornato di piccoll; statue e di arma-ture complete; appartenute, queste e quelle, a cerli «Grandi», non meglio definiti, capitati a Trieste chis-sá quando e al seguito di non so quale imperatore efermanico. E ho detito «ancora», a,vendo un violento incendio, scoppiato nel 1690 incene-rito la casa del Comune con tutto il suo contenuto. E i deliberati del piccolo Parlamento triestino avevano forza di leggie, senza il benestare degli, arci-duchi d’Austria: privilegio, del quale, certo, non potevano fruiré le ciiiá istriane governate dalla Repubblica veneta, alie quali l’oculata e scontrosa sorveglianza del Senato aveva tolto ogni autonomía: quindi sempre liberatt e progressiste le di-sposizioni adottate dal Consesso ter-gestino, come quella che pei-meíte-va agli Ebrei di trafficare e di girare per la cirio in «cappello ñero», affinché non si distinguessero dai cattolici. E il danaro, qui incassato, qui resla.ua e qui veniva speso a beneficio della totalitá dei triestini; i quali non inviando, come oggi av-viene, il fruito delle loro súdate fa-tiche all’((Urb.e», non restavano mai, per conseguenza, di pecunia «orbi...» Alfredo Bencivenni LA SETTINIANA SPORTIVA mwmosm^mammmua— LA MOSTRA DEL C. S. PIRANO L’ARMO DEL „O. DELISE“ SI AEFERMA A MAR1B0R PER IL FUTURO PREVISTO I rematori isolani secendi lo sviluppo dello sport remero ae3 casnpionati federal! MANCANO CINQUE GIORNI AL VIA Forte concorrenza alia "TRIGLAV - ADRIATICO" per la coppa "Slovenski Jadran" Organizzata dal C. S. «Pirano» ha avuto luego la scorsa settimaea la rasse-gna delle forze sportive locali, con (una serie di competizioni nata-itorie, cielist-iche e -pallacestistiehe, e con Finaugurazione della amostra del-l’attivi-tá sv-olta dal sodalizio sportivo dalla isua costi-tuzi-one ad oggi. Poiché in -precedenza aíihia.mo gia (paríate della gara natatoria ora trat-itere-mo delle altre due comipetizkxni. Nella pallaeanestro, i eapodistriani hanno stentatamente liportato la vit-itoria sulla squadra lócale con uno striminziitQ punto di -vantaggio dOvulo ad un persónate per 18—17. Questo riisultato é la dimostrazio-ne che ¡i ¡paillacestisti piranesi fanno pro-gressi dopo un inizio stentato. Domenica scorsa si sorra svolte due .gare ciclistichc, una riservata aigli júniores, l’altra per i pio-n-ieri. 11 percorso per i primi era di 20 Km, da Pirano a S. Lucia allraverso la Valletta, e quindi ritorno. In questa gara é risultato vinoitore il gioivane Galligaris che ha oompiuto il per-corso in 22’; secón do classifieato Ruzzier, terzo Pangher, quarto Pita ceo. I pionieri inv-ece -ha-reno corso per 10 Km. Primo é stato Pangher in 19’; classifiicand-osi nelFordine: Pe--tronio, Scinca, SeheTlic. La mostra delPattivitá sportiva del C. S. Pirano é stata allestita eon lo lo o gusto. In essa figurarlo i cimeli -e trofei sportivi eonquistati -dag-li atleti delle varié sezioni. Primeggia-no le co-ppe della squadra di Atlética leggera, segue una ricca serie di fotografié ripr-odueenti i momenti culminanti di varié gare, n-omché di a-tleti/ distintisi nel corso deille stes-se. Sono esposti anche i diplo-nti as-segnati ai -vincitori mínelo- una langa serie (di articoli ritagliati dai gi-or-nali sportiva locali e di Trieste, nei quali sono m-enziona-te le afferma-zio-ni degli atleti piranesi. Sullle iparetí fanno bolla miostra dia-gramimi e tabelle riassuntive dei piazzamenti conseguiti e del numero delle gare svolte. Insomma una mostra interessamte, che rive.la anche ad un profano la mole d'attivitá svolta da questo cir-colo sollo la direzione delTinstanea-bile animatore: Italo Corsi. Durante Tassemlblea anniuale, te-nutasi qualche giorno fa, i soci del C. S. Pirano hanno delibéralo di allargare l’attivitá sportiva, eostituen-do una seziomé natatoria, per la qua-le é stato trovato l’alíenatore, co-struiti i zatteroni e le corsie. Ne-cessita che detto aliena ture, nel breve intervallo che -ci separa dall’au-tunno, si metía so-tto per preparare a termini aocelerati per le future com-pnetizioni, le -giovani speranze piranesi. II rom]). Fonda Vittorio, capo della sezione canottaggio, vuol intensificare l’attiivitá Temiera, memore degli antichi allori eonquistati nel -1947 a Belgrado. «Le piñ larghe possibi-litá esistono, -solamente che ... — ci dichiara l’interpellato —- abbiamo una sola iimibarcazione, per di pin malandata, con la únale seralmente esco-no tre armi. Ad Isola attendon-o le riparazi-on-i, da oltre un anno, altre idUe yole di mare, che a noi o-e-corrono per sviluppare Tattivitá remiera«. Ad Isola abbiamo accertato che ef-fettivamente le iimbarcazioni del C. S. Pirano sono in attesa di ripara-zione e che il legname neeessario é gi-unto da poco. L’operaio che ese-gue i (lavori, ripara prima le im-barcazioni della «¡G. Delise» i cui dirigenti si ‘interessano, cercano bor-chie, vernici, cinghie. eoc. per acee-lerare il lavoro. Sareibbe -bene che i dirigenti del C. S. Pirano facessero altrettanto, non aspettando la «pap-pa in booca». Giorni orsono si è svolto a Maribor, sulle aeque della Drava, il cam-pionato federale remiero, valevole per lutte le categorie dj imbarcazio-ni. L’organizzazione è stata discreta, tenuto conto che la società organiz-zatrice «Branik» non aveva esperien-za in materia. Il pereorso di gare sulle acque della Drava si è dimiostrato buono. I remalori dell’aotto con timonie-re» della soc. Sportiva «G. Delise» di Isola hanno parteci-pato aile co-m-ipetiizioni nelle loro categorie, con-quistando un eecellente piazzamento in ooncorrenza con Farmo del «Mornar» di Spalato (paTtecipante aile olimpiadi di Helsinki) con quello de! «MladiOiSt» e -della «Locomotiva» di Zagabiia. La gara si è svolta corne segue: dopo il via, a circa 150 metri, le quai tro imbarcazioni si trovavauo alla medesima altezza; ad un tratto Farmo del «Mornar» ha aumentato il ritmo delle vogate. passando in testa. Ai 500 m., il distacco fra i primi e Farmo isolano, era di uua im-barcazione; pari era il distacco fra questo e g.li altri due concorrenti. Sino ai 1000 m. la distanza fra i quattro concorrenti venne ulteriormente aumeqtata, ma poi gli isolani, pdano piano, lianno coimnciato a rimontare lo svantaggio. Ai 1500 m -gli spalatini conduce.'ano per due lunghezze, nel serrate íinale gli isolani riuscivano a portare ad una lun-ghezza e mezza il distacoo, classificandosi meritatamente al seoondo posto. A grande distanza, seguivano gli altri due a: mi. Tenuto conto delFottimo stato di forma dei vincitori, l’afíermazione deigli isolani non e da sottovalulave, sebbene la loro p.epárazione non sia alFaltezza voluta. Con un allenamen-to continuo e regolare e oon l’poqui-sto -di un n-uov-o armo, poiché quello attnale non corrispo-nde piñ, i nostri vo-gatori potranno ambire a nuove vittorie. L’equipaggio dell’otto con isslano era il seguente: Derossi Bruno cap-o-voga, Carboni Mario, Castro Li-vio, Depase Guido, Pu-g'liese Elvi-o, Peliz-zaro Nataile, Moscolin Lidviino, Ugo Mario, D-udine Mareo ((timoniere). 1 I. F. Giro ciclisiico dello Germanio Guidano i belgi Dopo la IV tappa del giro della Germania occidentale, -i belgi conduce,no con un grande vantaggio nella classifica generale. De Rij-1 è primo con 34 minuti di vantaggio sul eon-nazionale Demuld-ers e 28’ sul lus-semb-urghese Pirchen, terzo classifi-cato. La squadra italiana tartassata per il ritiro di Conte, gia maglia ve-rd-e, e per la »fortuna di De Santi il leader arrivat-o con. lezz’ora -di ritardo nella tappa Essen—Colonia, si -trova malpartito. Anche Cleri-ci e Salim.be-ni, i qua-li corre-vano per una casa Germ a-nica che hia fornito loro -delle pessime bici, si sono xitirati. I belgi hanno -dalla loro il favore del pronostico -in questo giro «tasca-hile» della Germania. Un pñ in ombra gli italiani. ODRED VIPACCO - ISOLA 4-3 (2-3) In vantaggio iniziale per tre reti i locali si fanno batiere nella riprosa La partita incrinata di scorretezze. Due espufsioni ed un rigore Ancora cinque g-iorni e poi la ban-dierina ver-ra abha-ssata per dare il via a-1 plotone dei corridor-i parte-cipanti alia massima compe-tizione eiiolisitica su strada, -per dilettanti, di quest’anno, Fattesissima gara «dal Triglav alFAdriali('(>» per l’assegna-zione -delle coppa «-Slovenski Jadran». A q.nes-ta corsa partecipcranno i migliori ciclisti di Trieste, -gli atleti del-la SSS Proleter (societa -organiz-zaitr-ice),