SUPPLIMEHTO ALLA „ PROVINCIA " PER GLI ATTI DELL! SOCIETÀ AGRARI A ISTRIANA. AVVISO. Alle Comuni, ai Comizi ed ai membri del Comitato la Presidenza della Società agraria istriana porge la preghiera di pubblicare e diffondere gli avvisi ed i programmi dell'esposizione economico - tecnico - agraria triestina, che furono loro trasmessi da qualche giorno Quanto prima verrà annunciata la costituzione definitiva di un Comitato figliale di esposizione per 1' Istria, e frattanto potranno essere rivolte alla Presidenza tulle le domande che si riferissero a questo oggetto. Chi desiderasse il programma dell'esposizione vorrà chiederlo o ai Comizi o alla Presidenza, essendovene ancora varie copie disponibili. Rovigno 14 Marzo 1870. La Presidenza. Parte ufficiale. N. 53 anno II. Verbale della XI. seduta di presidenza. Rovigno 5 Febbraio 1870. Presenti: Il vicepresidente Dr. L. Barsan — il direi. G. li. Fui pi — il Sitj. 31. Rismondo membro di comitato — il Siy. Dr. 31. Camyilelli specialmente invitato dalla presidenza — Il ff. di segr. Dr. Giorgio Piccoli. Alle ore 5 lj2 è aperta la seduta. 11 primo argomento è Io studio di un progetto di statuto di una associazione mutua contro i danni della grandine, rimesso a questa volta dalla Società agraria di Trieste. Esaminato il progetto dal punto di vista dell' u-tilità e della necessità vengono segnati alcuni paragrafi dello stesso che 0 per diletto di chiarezza 0 per inopportunità di norme sembrano alla Presidenza richiedere modificazione. Viene però deliberato di rimettere ogni definitiva deliberazione alla vicina seduta in cui sarà per intervenire il Sig. Presidente, cui frattanto si rimettono tanto la nota della Società triestina quanto il progetto di statuto, perchè ne possa prendere ispezione prima della seduta. Frattanto si ommette per ora di invitare il Sig. Brocca, sembrando acconcio di deliberare prima sulla accettazione del proposto progetto senza la quale la venuta del Sig. Brocca sarebbe inutile. Il segretario fa presente una circolare inserita nell'ultimo numero della " Sericoltura Austriaca „ con cui vengono incitati i bachicultori dell'Austria a presentare sino a tutto il giorno l'O febbraio le domande per distribuzione gratuita di semente originale giap-ponese per esperimenti da farsi secondo speciali i-struzioni che successivamente verrebbero pubblicate. Siccome la pubblicazione di questa circolare nel prossimo numero del " Supplimento Agrario „ della " Provincia „ non tornerebbe di nessuna utilità perchè collo slcsso questa circolare verrebbe troppo tardi alla conoscenza dei bachicultori, così viene incaricato il segretario di farla stampare a parte in cento copie e di spedirla con tutta sollecitudine ai Comizi, ai membri del Comitato e della Presidenza ed alle maggiori Comuni. Il Municipio di Pinguente in data 31 p. d. N. 54 accompagna la domanda di Antonio Cain fu Andrea di Sterpet di poter castrare un loro di sua ragione premiato nell'esposizione del 1809, imperocché esso si sarebbe reso indomabile ed avrebbe nell' accoppiamento schiacciata un' armenta. Ritenute vere le asserite circostanze per certificazione del Municipio di Pinguente, e considerando che anche mantenendo intero il toro in discorso, non si potrebbe ottenere lo scopo che si prefiggeva il Regolamento di esposizione, cioè l'accoppiamento e per esso la riproduzione, la Presidenza permette la chiesta castrazione. Siccome però il proprietario di questo toro oltre al premio personale di Ini. 50 ebbe anche a percepire un premio di fui. 100 pel toro stesso, cui però andava unito l'obbligo di concorrere collo stesso per un anno intero alla riproduzione; avuto riguardo alla vistosità dei premj ricevuti e ritenendo dipendere la indomabilità di un animale sopratutto dal modo con cui esso viene tenuto, la Presidenza nell'accordare il chiesto permesso, esige la restituzione di fui. 25, La ditta Giardo e Cecon accusa il ricevimento di fui. 3500, e si obbliga di corrispondere sugli stessi l'interesse bancario del 4 Vs p % osservando in quanto alla restituzione le modalità di uso. Passa agli atti. Essendo le ore 8 % è levata la seduta e viene rimessa la pertrattazione degli altri oggetti inevasi al giorno di martedì 8 corr. istruzione di bachicoltura. Ormai il convincimento, che la buona volontà non basta e che le mani prima o tosto ricusano al lavoro ove la scienza non le diriga, si diffonde sempre più. Anche nella bachicoltura si abbandona a poco a poco il rozzo empirismo, e dall'applicazione delle scienze si spera un migliore avvenire, dopo tante disfatte, tante afflizioni. Quei sussidi della scienza, i quali, non è guari, erano privilegio di pochi eletti, ora diverranno bene comune di tutti i bachicultori, e l'istituto bacologico reputa uno dei suoi più grati compiti quello, di contribuire a sua volta al raggiungimento di questa nobile meta. Quantunque varie sieno le vie che vi conducono, quella per certo è la più breve e sicura, per cui l'istituto con istruzioni e suggerimenti orali si pone a capo di un certo numero di bachicultori, i quali, già sufficentemente esercitati nelle pratiche operazioni della bachicoltura, non adoperano che l'intelligenza delle cause, onde trovare il fdo che li deve guidare oltre al labirinto delle contraddizioni, alla tanto desiata meta. Esso invita però tutti coloro, i quali desiderano di rendersi famigliari i progressi di bachicoltura, e di addestrarsi nel maneggio dei sussidi che le scienze naturali forniscono al bachicultore, a partecipare al corso d'istruzione che verrà tenuto presso 1" i. r. istituto bacologico di Gorizia dal 10 maggio fino a tutto giugno a. c. La tendenza principale del corso pratico d'istruzione sarà quella, di addestrare gli alunni al maneggio del microscopio, ora indispensabile per l'esame dei semi, dei bachi, delle crisalidi e delle farfalle; e onde viemmeglio raggiungere questo scopo, e dare una base positiva alle dette operazioni, vi si aggiungerà in succinta esposizione l'anatomia e la fisiologia del baco da seta, le malattie che lo intristiscono, e finalmente i sintomi, i quali ne sono indizio e si svelano all' accurata osservazione con e senza microscopio. Nella rassegna dei sussidi, pei quali riesce di preservare le allevate del tutto o almeno in parte dalle devastazioni delle malattie dominanti, verranno rilevate anche le norme principali per il buon condizionamento dei semi, per la educazione e il governo razionale dei bachi, per i più accreditati me- todi di confezione di seme ecc. ecc Gli aspi dell' i-stituto bacologico forniranno agli alunni occasione, di rivolgere l'attenzione loro alle manipolazioni del filaggio, e di imparare a conoscere i progressi già introdotti in quest'arte; allo stesso tempo si porrà ogni cura, onde essi possano anche esercitarsi nell'uso degli altri istrumenti, i quali servono all'esame e al confronto delle proprietà fisiche della seta. Come al tempo del corso pratico saranno già incamminati tutti gli allevamenti sperimentali dell'istituto bacologico, non mancherà materia di ossena-zione agli alunni, i quali vieppiù si troveranno spronati dall'operoso movimento, che in quell'epoca si suole sviluppare a Gorizia e nei contorni. E anche per questo rapporto l'istituto bacologico cercherà di approfittare dei momenti più opportuni, onde condurre i giovani a visitare gli allevamenti del paese, e contribuire così ad aprirne l'intelligenza non solo nelle scienze naturali, ma ancora nella parte economica e pratica della bachicoltura. Le insinuazioni debbono venire avanzate almeno sino al 1.° di maggio a. e. presso la Direzione dell' istituto bacologico, la quale si dichiara pronta a tornire ulteriori schiarimenti in iscritto. Ogni alunno è tenuto a sborsare un onorario di f. 10 alla cassa dell' istituto bacologico, e di provedersi a proprie spese degli utensili indispensabili all' esame microscopico, i quali non arrecheranno un aggravio maggiore di f. 15. In interesse degli afunni stessi poi si desidera, che alcuni almeno portino seco un microscopio, essendo che l'istituto non ne possiede che pochi, e dovrebbero notevolmente limitarsi i lavori microscopici del singolo, ove diversi alunni fossero costretti a servirsi d'un solo istrumento. Finalmente vuoisi osservato, che gli alunni con una spesa giornaliera di f. 1:50—2 troveranno a Gorizia decente albergo e vitto in corrispondenza. Gorizia, 28 gennajo 1870. Il Dirigente Prof. Fed. Haberla.ndt SULLE ESPOSIZIONI DI ANIMALI 1. 11 ministero dell' Agricoltura fece conoscere in via di circolare a tutte le Società agrarie alcune sue vedute intorno alle esposizioni, per sentirne il parere e così stabilire definitivamente le condizioni principali, da cui esso pensa di far dipendere per 1" avvenire la concessione dei relativi sussidi. Il principale appunto che fa il ministero ai soliti regolamenti di esposizione stà in ciò, che essi si fermano per lo più a formalità ed a condizioni esterne ed amministrative senza pensare a misure che preparino la via ad un miglioramento progressivo delle condizioni agricole. „ Colui che ottiene un premio — così ragiona il ministero — non ne conosce per il solito le ragioni, e colui che non l'ottiene non sa che cosa manchi all' oggetto da lui esposto. " Per tal modo le esposizioni o non tornano utili o per lo meno non corrispondono alle gravi spese ed ai rilevanti sussidi che vi sono congiunti. E per quanto riguarda le esposizioni di animali, che per il momento più delle altre interessano la provincia, il ministero ne appunta i regolamenti, perchè parlano quasi unicamente dell' età degli animali e della formazione di giuri e delle condizioni che sono imposte agli espositori premiati. Di rado si espongono animali con riflesso a razze e ad incrociamenti e con precisa indicazione di caratteri. Alla discendenza, alle esigenze ed alla maniera di allevamento, alla capacità ed all' utile degli animali non si ha per il solito riguardo alcuno; nè alle esposizioni si trova chi possa istruire le popolazioni agricole e correggerne le erronee vedute. 11 ministero attese invano a che tutte le Società agrarie prendessero in queslo argomento un utile indirizzo, e però esso stesso fa conoscere le seguenti condizioni, alle quali esso penserebbe di legare la concessione di sussidi per esposizioni di animali. La scelta delle razze, che in una determinata esposizione possono aspirare al premio, dovrebbe appoggiarsi a più precisa motivazione tecnica di quelle che non soglia succedere in oggi. 2. 1 caratteri delle razze ammesse per tal modo al premio dovrebbero essere precisamente indicati nel programma o nelle condizioni di esposizione e vi si dovrebbero distinguere i criteri della razza pura da quelli della incrociata. 5. Le qualità che sole danno diritto al premio devono essere indicate con precisione e possibilmente illustrate da incisioni, come avviene nelle esposizioni di alcuni paesi tedeschi, sulle cui traccie l'i. r. Società agraria della Stiria fece già quest'anno un primo esperimento. A. L'esposizione stessa deve essere sistematica e farsi per razze, tipi ed incrociamenti con relative inscrizioni. 5. Gli animali di uno stesso espositore, quando sieno di una sola razza potranno rimanere riuniti, anche se di genere ed età diversa, ma prima di conferire il premio dovranno dividersi tutti i tori, le vacche ed i vitelli proposti per la premiazione in tre gruppi separati per ogni razza. 6. 1 comitati di esposizione devono cercare di far conoscere alle popolazioni agricole con*iscritti, incisioni o tabelle tutto ciò che si riferisce ad una razza, ad un incrociamento o ad un determinato esemplare. 7. Ad ogni esposizione di animali dovrebbero intervenire una o più persone dell' arte, come p. e. il maestro viaggiante, ed indicare agli uni tra gli espositori le qualità che resero un animale meritevole di premio, e suggerire agli altri che cosa manchi agli animali non premiati, e per qual modo si possa raggiungere il tipo determinato, proposto a scopo dell' esposizione. Esaminalo teoricamente questo programma ministeriale non si può lare a meno di associarsi alle; vedute ed ai razionali principj dello stesso, perchè tendono inegabilmente e con sicurezza di effetto al miglioramento agrario e delle arti affini. Diverso però né deve suonare il giudizio, qualora si pensi alla pratica attuazione di quelle dottrine che accettate impreteribilmente dal Ministero renderebbero impossibile qualunque sussidio per esposizione di animali non solo tra di noi ma anche in quelle provincie della Monarchia che in questa industria ci precedettero. Anche un rapido sguardo alle condizioni, cui il Minislero penserebbe di legare la concessione di sussidi per esposizione di animali^ ci deve far vedere come esse abbiano dinnanzi un ideale, dal quale gli allevatori della Monarchia sono ancor molto lontani. Nè va dimenticato che a differenza di altri provvedimenti industriali il progresso agrario non si può raggiungere di un tratto ina soltanto per gradi e che imporre già oggi uno slato di cose che potrebbe reggere soltanto allato alla perfezione della razza di Durham sarebbe errore evidente. Che gli studi ed i provvedimenti della Società abbiano a tendere ad un miglioramento progressivo delle nostre condizioni agricole^ ed alla creazione di un determinato tipo bovino, che risponda alle esigenze industriali, agrarie e di clima della nostra provincia, sta bene. Ma nè si lasci di procedere per una determinata via lentamente e per gradi, epperò con sicurezza maggiore, nè si esiga che per giungere di un salto alla perfezione si abbia a cadere ad opera incompiuta. Già la presidenza della Società agraria istriana fissò come razza di premio quella di lavoro, allevati» nella nostra provincia^ non essendo ancora possibile di fissare tra di noi in altro modo, p. e. per speciale dipendenza, una nostra razza che sopra le altre emerga. A ben vedere, di due razze abbisogna l'Istria, di quella da lavoro e di quella da latte. La prima per noi più importante, potrà ottenersi con sicurezza colla selezione, collo scegliere cioè tra gli animali della nostra provincia per làrne dei riproduttori quelli che a preferenza sono forniti delle qualità che cerchiamo, in modo da rendere dopo varie generazioni certe qualità inerenti ad una data progenie, facendone un carattere determinato e costante della razza da lavoro istriana. La seconda, la razza da latte, dovrà introdursi nella provincia da altri paesi. Per tal modo una parte del sussidio dello Stato dovrebbe essere impiegata per ora nella premiazione di animali da lavoro nostrani, e più tardi soltanto nella selezione propriamente detta. Coli'altra parte dovrebbe introdursi una razza da latte col sistema attuale della rendita. Soltanto quando queste due razze saranno compiute e si staranno di fronte con caratteri distintij costanti e ben precisati, soltanto allora le esigenze del programma ministeriale potranno trovare tra di noi applicazione. Per quanto poi risguarda l'appunto fatto alle e* sposizioni, in cui assai spesso si premia quasi unicamente la bellezza estetica degli animali esposti, non si può negare che in gran parte esso si appoggia al vero. Senonchè la Società agraria istriana fatto tesoro delle esperienze della prima esposizione, volle porre un argine a tale inconveniente,' proponendo al Ministero, ancora mesi addietro, che l'anno venturo abbia ad intervenire ai vari giurì di esposizione una persona dell' arte che premi la bellezza industriale, e prepari la via alla creazione di un determinato tipo da lavoro. Questa persona dell'arte potrebbe poi corrispondere all'altra esigenza del Ministero coli'esporre le qualità che resero un animale degno di premio, c coll'indicare che cosa difetti agli animali non premiati, e per qual via si possano raggiungere le qualità desiderale. Fatta astrazione adunque da quelle esigenze, che permettono la esistenza di più tipi o di più razze di-slinte nello stesso distretto, il programma di esposizione che la Società fece conoscere al Ministero per ]' anno 1870 sembra corrispondere per quanto era possibile alle nuove esigenze per la concessione di sussidi ad esposizioni di animali. In questi sensi fu rescritto al Ministero dell'Agricoltura nella seduta dei 17 p. p. P. !____ M EMORIE ---- ' «**» -^«fn ssrrtm-'. Riproduciamo dal resoconto dell Istituto sperimm- tule di bacologia di Gorizia il seguente capitolo relativo all'ultima campagna serica dell'Istria, redatto sulla base delle relazioni che la presidenza della Società Agraria istriana potè raccogliere. l' istria. Sono scarsi i ragguagli ottenuti dall'Istria, e ancor questi deploriamo sieno in parte sommari, ridando-talvolta i resultati di intieri distretti senza riguardo ai singoli bachicultori. Però essi differiscono in ciò da tutti gli altri pervenutici, che in Istria in preponderanza vennero educate razze nostrane e massime gialle, non trovando noi registrato che pochissimo seme giapponese riprodotto, e assai meno di originale. Tanto più interessanti ci riescono dunque queste relazioni. Diffatti sopra 701 oncia di seme esposto, 524 appartenevano a razze nostrane, 120 a giapponesi riprodotte, 28'/j a giapponesi originali, e 28'/2 once finalmente sono da scompartirsi tra razze incrociate e turche. Il ricolto totale di bozzoli importa 15100 libbre di Vienna, per cui sopra ogni oncia di seme esposto cadrebbero in monte 21.5 libbre incirca; rapporto che tenuto calcolo degli allevamenti falliti, non ci sembra scoraggiante. Se invece separiamo le varie sorti del seme educato, d; gallet- ta giapponese originale si raccolsero 1217 libbre, pari a 42 libbre e mezzo per oncia ; di giapponese riprodotta si ottennero 1953 libbre, vale a dire 16.3 libbre pre oncia; di foresta 144 libbre, corrispondenti a 5 libbre per oncia; e di nostrana finalmente 11786 libbre, (pianto a dire 22 libbre e mezzo per oncia di seme. Manifestamente dunque le razze nostrane, se pare rimasero al disotto delle giapponesi originali, per quantità (li prodotto si comprovarono ben superiori alle riproduzioni, delle quali ne contammo fino al settimo anno, e ancora alle originali non cedono gran fatto, se si considera il minor prezzo che queste riportano al mercato. In uno l'Istria ci fornisce un nuovo esempio, quanto più restìe al contagio e meno delicate sieno le antiche razze nostrane che le giapponesi, le quali dopo poche riproduzioni cadono considerevolmente sotto al livello produttivo delle nostrane, non tenendo neppur conto di tutti gii altri svantaggi che quelle deprezzano. Rarissimo fu il ruggine tra i bozzoli e neppure i doppioni possono dirsi numerosi, (lacchè oscillano tra il 2—10%. ! >ei bozzoli giapponesi andavano 4—óOO sopra una libbra: dei nostrani 2—300 in media; un allevatore di Pola ne raccolse tali, che non più di 180 formavano una libbra. Delie malattie dominanti, sembrano dove più dove meno, tanto la pebrina che la letargia essersi osservate; a Pingueote una partita bacili nostrani, 15 once forse, sembra essere stata distrutta dal calcino. Fra 50 allevamenti specificati, 5 fallirono del tutto, 11 ebbero successo mediocre, gli altri buono. Tra gli ultimi annoveriamo gli allevamenti di Albo-na, che sopra 30 once di seme indigeno, diedero 1500 libbre di galletta, quelli di Dignano, dove da 14Vs once (seme nostrano) si raccolsero f TU