BČiKB BANCA Dl CREDITO Dl TRIESTE TRŽAŠKA KREDITNA BANKA FILIALA ČEDAD Ul. Carlo Alberto, 17 MOJA BANKA novi tednik Slovencev videmske pokrajine ČEDAD / CIVIDALE • Ul. Ristori 28 • Tel. (0432)731190 • Fax 0432/730462 • Poštni predal / casella postale 92 • Poštnina plačana v gotovini / abbonamento postale gruppo 2/70% • Tednik / settimanale • Cena 1200 lir št. 39 (588) • Čedad, četrtek, 7. novembra 1991 BČlKB BANCA Dl CREDITO Dl TRIESTE TRŽAŠKA KREDITNA BANKA FILIALE Dl CIVIDALE Via Carlo Alberto, 17 MOJA BANKA DOPO L’OMAGGIO AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE Il presidente Cossiga in visita in Slovenia Non si è ancora spenta in regione e nella vicina Slovenia l’eco della visita del presidente della repubblica Francesco Cossiga. Tranne le solite note stonate di Trieste o meglio di una parte di Trieste, tutti hanno sottolineato il grande significato della visita del presidente che ha voluto rendere omaggio a tutti i caduti, oltre a a quelli del primo conflitto mondiale, sepolti a Redipuglia, anche alle vittime della seconda guerra mondiale, a quelle che hanno trovato la morte nella Risiera di S. Sabba e per la prima volta anche alle vittime della Fojba di Bazovizza. Un altro importante momento della giornata, anche questo come quello precedente destinato a lasciare una traccia, è stata la visita anche se breve, carica di significato, a Nova Gorica, dove Cossiga si è incontrato con il presidente della Slovenia Milan Kučan. L'incontro in precedenza in municipio con il sindaco di Gorizia è stato senz'altro un riconoscimento per la politica di collaborazione e coesistenza che la città sta sviluppando assieme alla vicina Nova Gorica. Il "gesto d’amicizia", come lo stesso presidente ha definito la sua visita in Slovenia, dove è andato come primo capo di stato dopo la proclamazione d’indipendenza, è stato certamente molto di più, anche se non un riconoscimento formale della repubblica Slovena, che peraltro compete al governo. Molto apprezzato il gesto del presidente Cossiga, nella vicina Slovenia ha suscitato reazioni anche scomposte, come si è detto, a Trieste dove non sono mancati toni polemici anche nei confronti del presidente della giunta regionale Biasutti, considerato l’ispiratore della giornata di Cossiga in regione. Una giornata carica di gesti simbolici che aprono una nuova stagione, densa di opportunità, aperta al dialogo ed al confronto. segue a pagina 2 SI ANDRA' A VOTARE SOLO NELLA NOSTRA REGIONE DOMENICA 24 NOVEMBRE Cinque referendum Verdi Proposta l’abolizione di leggi su ambiente, caccia e viabilità Pochi se ne sono accorti, ma per i referendum regionali proposti dagli ambientalisti - si vota domenica 24 novembre -siamo in pieno clima di campagna referendaria. Un clima mite, per la verità, reso tale dalla mancanza di un'adeguata informazione e forse dalla noncuranza riguardo le proposte su cui andremo a votare. I cinque referendum riguardano la proposta di abolizione di alcune normative regionali in materia di ambiente, caccia e viabilità. Il primo quesito riguarda la legge regionale intitolata Piano regionale delle opere di viabilità. I Verdi criticano la politica regionale nel campo dei trasporti e chiedono migliore spesa dei fondi pubblici e minore inquinamento. II referendum di carattere ambientale si riferisce alle Disposi- zioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale, la cosiddetta "legge Galasso". In questo caso però la Regione ha già deciso di procedere comunque all’abolizione della legge, togliendo così molta importanza al voto. Gli altri tre quesiti riguardano la caccia: i promotori del referendum chiedono l’abrogazione di alcuni articoli della legge regionale sugli Interventi regionali in materia di parchi e di ambiti di tutela ambientale, sulla Costituzione e gestione delle riserve di caccia nel territorio regionali e sulla Disciplina dell'esercizio di caccia di selezione per particolari prelievi di fauna selvatica. Riguardo la prima legge, che attualmente consente la rappresentanza negli organismi di gestione dei parchi delle sole associazioni venatorie, gli ambientalisti chiedono il coinvolgimento di agricoltori ed ambientalisti. Gli ultimi due quesiti hanno lo scopo di introdurre ulteriori limitazioni all'attività venatoria impedendo, tra l'altro, la caccia nei parchi naturali. In merito allo spazio dato dagli organi di informazione al referendum, c'é da segnalare un esposto contro la Rai regionale presentato dai presidenti della delegazione regionale del WWF e del Comitato regionale della Lega per l'Ambiente. Questi, avendo constatato che la Rai regionale non ha ancora allestito, a più di dieci giorni dall'inizio ufficiale della campagna referendaria, le tribune in vista dei prossimi referendum, hanno chiesto alla magistratura di appurare se in tale comportamento della Rai non siano ravvisabili estremi di reato. Darko, zbuogam Šel je za vedno, glih na Dan mrtvih. Šel je šele mlad, ko je bil poln ustvarjalne energije, in istočasno zrel, popoln umetnik. In njegova smrt nas je pustila brez besed. Vest tragične smrti kiparja Darka je v soboto zjutraj globoko odjeknila v Čedadu, kjer je živel z družino in imel svoj atelje in po Nadiških dolinah, kjer je imel prijatelje in tudi nekaj "učencev”, ki jih je približal umetnosti lončarstva. Žalostna vest se je hitro razširila po vsej deželi in v Sloveniji, kjer je imel Darko svoje korenine. Darko se je pred kratkim vrnil iz daljne Japonske, kamor je bil potoval skupaj s slikarjem in kiparjem Celibertijem in kjer so ga zelo toplo sprejeli, visoko ocenili njegovo ustvarjalnost in mu naročili precej dela. Bil je zato srečen, hkrati pa ga je mučila skrita, močna notranja bolečina. Proti njej se je boril sam, skupaj z družino, s pomočjo prijateljev in zdravnikov. A je bilo vse zamanj. V noči med petkom in soboto si je vzel življenje. Darko Bevilacqua je bil star 43 let, se je rodil v Biljah pri Novi Gorici a se je kmalu preselil v Gorico. Živel in delal je v Čedadu od leta 1975. Njegov pogreb, v čedajski stolnici, je bil v ponedeljek popoldne. Darko je skupinsko in samostojno večkrat razstavljal v Italiji in tujini, med drugimi naj omenimo razstave na Dunaju, v Ljubljani, v Copenhagnu. Zadnjič se je z velikim uspehom predstavil v Čedadu, v dvorišču banke TKB. Ženi Pii, sinovu Božidarju in hčeri Silvii izražamo naše globoko sožalje. Z njimi sočustvujejo tudi Društvo beneških likovnih umetnikov, Beneška galerija in zadruga Lipa iz Špetra s katerimi je Darko več let sodeloval. beri na strani 3 LA PROPOSTA ACCOLTA DALLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI COSTITUZIONALI Minoranze, la legge va La proposta di legge a favore delle minoranze linguistiche in Italia segna un punto a suo favore verso l’approvazione definitiva del Parlamento: il provvedimento é stato infatti accolto il 24 ottobre scorso dalla prima Commissione per gli Affari costituzionali. Ne hanno dato notizia, in una conferenza stampa tenutasi lunedì ad Udine, i parlamentari friulani Silvana Schiavi Fachin e Renzo Pascolai (Pds), Danilo Bertoli (De) e Gabriele Renzulli (Psi), autori di una vera e propria crociata a favore di una legge che intende tutelare - come si legge nell'articolo 1 - lingua e cultura delle popolazioni di origine albanese, catalana, germanica, greca, slava (termine con cui si intende lingua slovena e croata, ha spiegato l’onorevole Schiavi Fachin, ndr) e zingara e di quelle parlanti il ladino, il francese, il franco-provenzale e l’occita-no. Vengono tutelate, altresì, la lingua e la cultura delle popolazioni friulane e sarde. 'II testo - ha spiegato la Schiavi Fachin - non potrà subire alla Camera alcuna modifica. E’ il frutto di un lavoro unitario e costante, che ha trovato sostegno nel presidente della Commissione Labriola ed é stato invece osteggiato dal Msi e dal Pri, ma anche da rappresentanti di De, Psdi e Pii". Secondo l’on. Renzulli si tratta di una risposta alta dal punto di vista politico, in un momento in cui si ribadisce l'unità nazionale ma si vuole anche tenere conto delle minoranze presenti sul territorio. L'opposizione di alcuni partiti é stata analizzata dall'on. Bertoli, che ha risposto ad alcune accuse del Pri negando si tratti di una legge calcolata sulle esigenze dei soli sardi e friulani. Sul futuro si é espresso l'on. Pascolat, secondo cui il provvedimento andrebbe posto all'ordine del giorno alla Camera entro il 20 novembre, cioè prima della discussione sulla finanziaria. Il testo della proposta di legge é stato quindi analizzato dalla parlamentare del Pds. Punti focali sono individuati nell’art. 3, riguardante l’attività educativa nelle scuole materne ed elementari, nell art. 9, con il quale viene consentito l'uso orale della lingua ammessa a tutela negli uffici dell'amministrazione pubblica, e nel-l'art.12, che consente la diffusione di programmi radiofonici e televisivi regionali della Rai con inclusi notiziari, trasmissioni culturali educative e di intrattenimento nelle lingue ammesse a tutela. La nota dolente riguarda i finanziamenti, condizionati dai pareri della Commissione Bilancio: é prevista la spesa di soli 10 miliardi annui a partire dal 1992. Da rilevare, infine, che la maggior parte delle norme chiamano in causa le Regioni ed i Comuni, cui spetta un ruolo importante ai fini della disciplina della legge. Michele Obit Koncert v Bardu V nedeljo 10. novembra bo v Bardu velika svečanost. Ob 15. uri bojo v novi cerkvi predstavili javnosti obnovljene orgle, ki jih je močno poškodoval potres leta 1976. Je šlo mimo celih petnajst let in končno v nedeljo bomo imeli spet možnost slišati melodijo, ki se iz njih visoko dviga. Orgle cerkve v Bardu prihajajo iz beneške delavnice Pietra Nacchini in so bile narejene leta 1743. Za njih restavriranje so poskrbeli v delavnici Gustava in Francesca Zanin v Codroipu. Za to priložnost bo v nedeljo koncert zelo poznanega orglarja Franza Comploi. Comploi poučuje v Salzburgu na akademiji "Mo-zarteum" in se je večkrat predstavil pred publiko v celi Evropi. Za Vaht po grobovih padlih po Benečiji 31. oktobra polaganje vencev s predstavniki Zveze borcev, ANPI in s slovenskim ministrom Godeša Delegacija Zveze borcev iz Tolmina, ki jo je vodil predsednik Andrej Rot, predstavniki Anpi iz Nediških dolin in Vidma ter predstavniki slovenskih organizacij videmske pokrajine so se tudi letos oddolžili spominu padlih za svobodo ob dnevu spomina mrtvih. Tako so v četrtek 31. oktobra zjutraj položili vence k spomeniku padlih v Oborčah (Prapotno). Vence občinske uprave je prinesel sam župan. dr. Piero Cevolatti. Nato se je nadaljevalo polaganje vencev pred drugimi spomeniki. Delegacijo Zveze borcev v Za-padni Benečiji in Reziji je vodil Evgen Golja. Na kratkih svečanostih od spomenikih vzhodne Benečije je sodeloval oktet iz Koritnice pri Grahovem (Baška Grapa). Na pokopališču pri sv. Pavlu nas je pričakala Renata Qualizza, ki je župan občine Srednje, in nas je nato spremljala do Gorenjega Trbja, kjer je imela priložnosten nagovor, v katerem je izrazila tudi željo, da bi utihnilo orožje v sosednji Jugoslaviji. Na pokopališču pri sv. Štob-lanku sta nas sprejela predstavnika dreške občinske uprave in sta z nami položila cvetje na grob. Kljub neprimerni uri so nas v Topolovem pričakali do- Svečanost pred spomenikom v brltofu v Topolovem beri na strani 5 novi matajur Červinjan pokazal katero pot ubrati S slovesnim dvigom zastav držav Italije, Slovenije, Madžarske, Češkoslovaške, Avstrije in tudi Evropske skupnosti na mostu nad reko Ausa so v nedeljo v Červinjanu postavili temeljni kamen nove zgradbe: Evrope narodov. Na tem mestu je 24. maja 1915 odjeknil prvi topovski strel, ki je pomenil začetek vojne med Italijo in Avstrijo. Rane, ki jih je govorica orožja pustila v ljudeh na tem območju Evrope, so potrebovale več desetletji, da so se zacelile. Sklep občinskega sveta v Červinjanu in združenja »Mitteleu-ropa«, ki je sodelovalo pri organizaciji, da podeli zunanjim ministrom držav, ki so si v prvi svetovni vojni stale nasproti, častno občanstvo pomeni korak naprej pri obravnavanju same zgodovine in pokazal, kakšna je pot, ki jo je treba ubrati. Na nek način je Červinjan s tem dejanjem odgovoril na vse tiste sile, ki zgodovinske dogodke uporabljajo izkjljučno za lastne pol-tične špekulacije in takšnih primerov je bilo prav v zadnjem času kar precej. Kolikšno je bilo takrat sovraštvo med vojskujočimi se narodi, takšno je danes prijateljstvo med istimi. To je na slavnosti seji občinskega sveta podčrtal župan iz Červinjana Mauro Tra-vanut. Gre v bistvu za prvi korak zbliževanja in sodelovanja med narodi srednje Evrope, ki si želijo predvsem družbeno in gospodarsko integracijo prej kot politično. Z odzivom na to pobudo pa so Avstrija, Češkoslovaška, Madžarska, Slovenija in Italija neizpodbitno dokazale, da si želijo novo Evropo, Evropo narodov brez vsakršnih ideoloških ločnic. Skupnost povsem enakovrednih narodov je v bistvu porok za novo stvarnost na Stari celini, ki je končno izbrala pot prijateljstva in sodelovanja. S. Pietro approva il bilancio Il Consiglio comunale di S. Pietro al Natisone ha approvato con i soli voti della maggioranza di Lista civica il bilancio di previsione per il 1992 e la relazione programmatica triennale 1992-94. Il bilancio, che pareggia sulla cifra di lire 6.120.229.795 - come si legge in una nota diramata dal Comune - si presenta veritiero e reale, nonostante le minori entrate regionali e statali ed i nuovi oneri a carico del Comune per la gestione ed il funzionamento dell'Ufficio Tecnico Consortile delle Pratiche Edilizie, dell'assistenza domiciliare agli anziani e del servizio sanitario di base delegati rispettivamente alla Comunità montana e all'Usl del Cividalese. Presentando il documento programmatico il sindaco Marinig ha elencato gli elementi di difficoltà (l'aumento del gasolio da riscaldamento, i costi di adesione ai Consorzi, l'aggiornamento degli stipendi del personale, l’assunzione di nuovi compiti previsti da leggi nazionali e regionali) ed ha indicato nella politica di contenimen- to della spesa pubblica la strada da seguire per il raggiungimento dei programmi amministrativi. Il sindaco ha infine evidenziato i traguardi raggiunti, riguardanti interventi nei settori igienico-sa-nitari, nella tutela del territorio, nella realizzazione di strutture destinate alla valorizzazione della cultura e nella predisposizione del nuovo Piano Regolatore Generale. Nel successivo dibattito sono intervenuti tra gli altri il consigliere Mattelig, che ha chiesto maggiore attenzione per la tutela dell'ambiente e la valorizzazione dell'agricoltura, il capogruppo della Lista civica Ciccone, che ha espresso apprezzamento per la relazione programmatica, i consiglieri Napoli, Bacchetti e Chiabu-dini. Il vicesindaco Blasetig ha parlato dei rapporti tra i diversi enti, sottolineando la responsabilità politico-amministrativa della Comunità montana nella gestione dell'assistenza domiciliare e proponendo il ritiro della delega conferita e la gestione diretta del Comune. Pds a tutela degli sl in Provincia Un ordine del giorno sulla tutela della comunità slovena é stato presentato al Consiglio provinciale di Udine dal gruppo del Pds. "Il Consiglio provinciale - si legge nel testo - fa appello al Parlamento italiano perché, nei mesi che ci dividono dalle ormai prossime elezioni politiche, approvi una adeguata legge di tutela della minoranza slovena presente nel Friuli V.G. nelle tre province di Trieste, Gorizia e Udine; incarica la Giunta, d'accordo con la Conferenza dei capigruppo ed in collaborazione con le organizzazioni che rappresentano la comunità slovena, di promuovere quanto prima una Conferenza provinciale per approfondire la conoscenza della realtà etnica e storica della minoranza ed i problemi di natura giuridica, culturale, economica e sociale che devono essere affrontati per garantirne la tutela". L'ordine del giorno é motivato, secondo il Pds, dal fatto che sia ormai possibile superare le posizioni di intolleranza nazionalistica che finora hanno avuto considerevole peso ai danni della minoranza slovena presente in provincia di cui si é giunti a disconoscere perfino l'esistenza. Dal Belgio per informare Una serie di assemblee in tutta l’Italia per gli ex-minatori e vedove Lucien Charlier, presidente della Centrale sindacale dei minatori del Belgio (FGTB); Joseph Vandoren, membro del direttivo di Charleroi e Ado Cont, delegato per l'Italia, hanno tenuto delle as-semble informative per gli ex-minatori e vedove a Scandiano, Foligno, Fano (qui ha avuto luogo in occasione dell'8. giornata dell'emigrante organizzata dall'Ale-Associazione lavoratori emigrati in collaborazione con il comune), Manoppello, Manfredonia, Cister-nino e Casarano. Cont ha informato sulle rivendicazioni portate avanti dalla Centrale sindacale nei confronti del governo belga e su quanto ottenuto: aumenti delle varie pensioni, il 5% sull'assegno per riscaldamento, il 5% sulle rendite per malattie professionali ed ha illustrato il programma che questa intende attuare in futuro. Charlier ha risposto ai diversi quesiti posti dai numerosi intervenuti alle varie assemblee. Da queste sono emerse le grosse difficoltà che incontrano gli ex-minatori e le vedove nel far valere i propri diritti, difficoltà dovute soprattutto alla insufficiente e spesso erronea, se non addirittura inesistente informazione. Difficoltà si incon- Ado Cont, Lucien Charlier, il sindaco ed un assessore del comune di Fano ed il segretario dell'ALE (Associazione lavoratori emigrati) trano anche nella compilazione dei vari moduli che le istituzioni belghe richiedono sempre più spesso. Molti i casi in cui non è stata capita bene la famosa legge del 1983 che regola il cumulo delle varie pensioni e malattie professionali. A questo propsito sono moltissimi i casi che Charlier cercherà di risolvere presso il tribunale in Belgio. Sempre Charlier ha sottolineato l'importanza di aderire alla Centrale sindacale dei minatori, per avere più forza nelle lotte per difendere i diritti della categoria. Altre assemblee informative avranno luogo a Treviolo (BG), Carpenedo (BS), Trento e Schio (VI), Longarone (BL), Montebellu-na (TV), Prata di Pordenone e a Faedis (UD). Quest'ultima avrà luogo presso l’Aula Magna delle scuole alle ore 9.30. Ado Cont Se nadaljuje razprava o naši prenovi Prejšnji teden je bila v Čedadu seja videmskega dela glavnega odbora Slovenske kulturno godpodarske zveze. V središču pozornosti je bila ocena sedanjega političnega trenutka, predvsem v zvezi z obiskom v naši deželi zunanjega ministra De Michelisa. Nato je beseda tekla o praznovanju Dneva emigranta. Prireditev, ki se je postoma spremenila iz novoletnega srečanja z emigranti, v največji kulturni praznik Slovencev videmske pokrajine, bo letos še posebej slavnostna, saj bo že trideseta po vrsti. Največ časa pa je glavni odbor posvetil razpravi o prenovi organiziranosti Slovencev videmske pokrajine. Vprašanje je sprožila s programsko konferenco, z vrsto srečanj, sej in seminarjev SKGZ na deželni ravni, v Benečiji in vsej videmski pokrajini pa je bila že dalj časa prisotna potreba po bolj učinkoviti organizaciji - Zvezi Slovencev -, ki bi temeljila na čimširši demokraciji in bi predstavljala v čimbolj popolni meri interese slovenske manjšine pri nas. Načela, ki so vodila pokrajinski odbor SKGZ v svojem delu smo jih že večkrat omenili. Naj jih še enkrat ponovimo: povezati Slovence s tega območja ne glede na svetovnonazorska prepričanja, torej koherentno z našo tradicijo; okrepiti organiziranost in predvsem razširiti krog zavednih, aktivnih Slovencev s tem, da se približamo tudi tistim, ki živijo na mešanem ali povsem furlanskem okolju; uveljaviti večjo demokracijo pri oblikovanju vodilnih organov in torej pri sestavi list kandidatov (list naj je več) in pri definicij volilnih upravičencev, premostiti metodo kooptiranja in omogočiti zamenjavo vodstev. Iz besed je bilo treba preiti k dejanjem in prevesti načela v statut in nov volilni sistem. Pokrajinski odbor SKGZ je izdelal osnutek naše "reforme" in jo sedaj namerava dati v pretres in razpravo vsem slovenskim društvom, organizacijam in skupinam. Že sestavljen je koledar srečanj na različnih ravneh tja do konca leta. Ponovno bo videmski del glavnega odbora SKGZ razpravljal o prenovi že v petek 8. novembra in tokrat na osnovi napisanega gradiva, ki ga je vsak član prejel. Nato bo sledilo široko posvetovanje. Cossi ga prvi obiskal neodvisno Slovenijo Nova Gorica, 4. novembra. V našem mestu smo včeraj pozdravili italijanskega predsednika Cossigo. Ne zgodi se ravno vsakdan, da pride v naš kraj kak visok državnik; nazadnje toda to je bilo še za časa Jugoslavije, se je v odprti limuzini v družbi tovariša Tita vozil skozi Novo Gorico etiopski cesar Haile Selasie. Otroci smo ves dan čakali na ta dogodek, dobili smo zastavice, s katerimi smo jima mahali in sploh je bil velik praznik. Tudi Cossigo so prišli pozdraviti številni Novogoričani. Čez mejo je prišel kar peš, preko maloobmejnega prehoda na Erjavčevi-Gabrijelovi ulici, ki povezuje Novo Gorico z Gorico. Tu se je srečal s slovenskim predsednikom Kučanom, se v njegovi družbi v avtomobilu slovenskega predsendika odpeljal do poslopja občinske skupščine in nato oba peš, med živim špalirjem odkorakala do Park Hotela. Gre za dober kilometer dolgo pot, ki pa je predstavljala prvi obisk kateregakoli tujega predsednika v Sloveniji po razglasitvi neodvisnosti! Na izrecno vprašanje novinarjev, če je ta gesta že poluradno priznanje Slovenije je sicer odvrnil, da mora to narediti italijanska vlada, v isti sapi pa je še dodal, da "ne potuje po Evropi brez vednosti vlade". Prav zato je vsa uradna (pa tudi neuradna Slovenija) nadvse zadovoljna ob tem obisku Francesca Cossige, še posebej ker se je za skok čez mejo v času popoldanskega časa odločil sam, brez velikih diplomatskih zakulisnih iger in dogovarjanj, ki sicer spremljajo take obiske. V Novi Gorici sta se državnika pogovarjala predvsem o manjšinah in haaški konferenci. Zavzela sta se za višji standard zaščite manjšin, kot ga predvidevajo evropski normativi: po Kučanovem mnenju lahko za takšnega označimo slovenskega, Cossiga pa se je pohvalil z urejenostjo zadev na južnem Tirolskem. Za konferenco v Haagu (Aia) je Cossiga Slovencem svetoval, da naj ostanejo do konca, Kučan pa je dejal, da si med podaljševanjem Beograd izmišlja nove in nove pritiske na Slovenijo in da je sedanji potek konference za Slovence nesprejemljiv. Zanimiva je bila še Cossigova Želja, da bi se na Balkanu obdržala nekakšna vsaj paradržavna povezanost jugoslovanskih republik, kar naj bi pripomoglo k stabilnosti območja, vendar zanj Slovenija ne sodi na Balkan. Cossiga je obrazložil "nesporazum" z umikom jugoslovanske vojske preko Trsta in dejal, da je šlo za gesto dobre volje, da pa je toliko bolj zadovoljen, ker se je umik izvršil po dogovoru med Slovenijo in zvezno vojsko preko koprske luke. Tq je bila torej delovna plat neuradnega obiska predsednika Francesca Cossige v Sloveniji. Druga, enako zanimiva, je protokolarna plat obiska. Slovenija je bila v svojih dosedanjih stikih s svetom izredno nerodna. Pogosto se je obnašala, kot da ne ve, ali naj bo "dežela" ali "država". Resda je notranji ustroj krajevnih oblasti drugačen kot v sosednjih državah, toda vsaj vrh piramide je kristalno jasen. V diplomaciji, kjer ne glede na uradnost stikov velja predsvem pravilo o stikih na enakem nivoju, je torej potrebna posebna pazljivost pri sestavi delegacij. Prvi spremljevalec Cossige je bil predsednik deželnega odbora Biasutti, Kučana pa (kar!) predsednik slovenske vlade Peterle. Resda Slovenija zaenkrat še nima regij, da torej nima ekvivalenta Biasuttiju, toda enkrat bo potrebno pač spoznati, da je Peterletov partner v Italiji le Andreotti, za stike s sosednjimi deželami pa bi lahko v prihod-nem obdobju zadolžili kakega pomočnika ministra za zunanje zadeve. Obiski naj višjih državnikov imajo namreč svojo "ceno". Številni slovenski politiki so z njim doslej kar razmetavali oziroma z neustreznimi sogovorniki v tujini zbijali ceno sebi in državi, ki jo zastopajo. Protokolarne nejasnosti bo dokončno lahko odpravila le regionalizacija Slovenije, višjo ceno pa bodo Slovenki politiki dobili takrat, ko se bodo doma in po svetu tudi obnašali protokolu primerno. Toni Gomišček Per un amico sincero L’uomo e l’artista Darko nel ricordo di Franco Fornasaro Božanska komedija v prevodu Capudra Preko 700 strani, v katerih je zaobjetih nad 14.000 verzov, ki "v slovenščini zvenijo prav tako sugestivno in mogočno kot v izvirniku pred 670 in več leti, ko je ta temelj evropske kulture nastal". Tako je urednik knjižnih izdaj Marko Kravos predstavil prevod Dantejeve "Božanske komedije", ki je te dni izšel pri Založništvu Tržaškega Tiska. Izid prenovljene slovenske Komedije - dodaja Kravos - predstavlja "poveličanje poetiških valenc slovenskega jezika. Že tako bogat pesniški prostor se je s tem še razširil, poglobil". Veliko, naporno, neprecenljivo prevajalsko a hkrati ustvarjalno delo je opravil pisatelj in romanist Andrej Capuder - sedanji minister za kulturo Republike Slovenije - , ki je 10 let življenja in dela vložil v ta trud. Slovenski prevod monumentalne Dantejeve pesnitve so ob prisotnosti samega dr. Andreja Capudra in dr. Boncompagni, v imenu predsedstva italijanske vlade, predstavili v ponedeljek v tržaškem kulturnem domu. Več kot predstavitev, ponedeljkov večer je bil velik praznik slovenske kulture, slovenskega naroda, naše manjšinske skupnosti. Še posebej namreč velja poudariti, da je knjiga, ki vsekakor predstavlja izjemen dosežek za maloštevilni slovenski narod, sad skupnega dela in prizadevanj matice in slovenske narodnostne skupnosti v Italiji. Na tako visok način je slovenska založba ZTT in vsa manjšinska skupnost potrdila svojo vlogo povezovalca med slovenskim in romanskim svetom, tako kot se je naš prostor ponovno predstavil kot stičišče kultur. Tudi komentar in spremne besede k prevodu so delo dr. Capudra. Elegantno oblikovano knjigo bogatijo barvne reprodukcije slik koroškega umetnika Valentina Omana. Ricordare un amico che è morto è sempre difficile, parlare di Darko poi è per me anche doloroso e tragico: troppe volte assieme avevamo pensato a voce alta al mistero della morte, al suo significato cristiano, al suo significato filosofico, al suo essere un evento universale. E molte volte avevamo convenuto o dissentito su alcuni aspetti legati alla morte stessa: l'eternità dell'essere, il ricordo imperituro, la volontà del sopravvivere comunque, la sicurezza del non perdersi. Proprio sulla Speranza cristiana trovavamo sempre il nostro punto d'incontro; anzi, Darko quasi trasfigurava come molti santi presenti nelle sue opere, diventava lui stesso il protagonista del suo albero della vita con i propri tralci d’uva, con le sue colombe della pace, con il suo voler fondere in un unico simbolo le grandi religioni monoteiste che nella Morte, nella speranza di un futuro diverso e migliore, si trovano tutte. E in queste riflessioni Darko trovava i suoi personaggi prediletti, i suoi santi preferiti: Cirillo e Metodio, S. Francesco e S. Antonio Abbate, Padre Kolbe. In Cirillo e Metodio scopriva sicurezza delle sue radici slave e slovene, vedeva l’addolcimento della sua gente, la possibilità di pregare e d’imprecare nella propria lingua; in S. Francesco vedeva la Natura sorella, la dea madre delle prime opere sublimate nell’amore universale senza ostacoli, senza confini e senza barriere; in S. Antonio abate, protettore dei maiali, vedeva l’uomo nei suoi aspetti più vivi, più terreni, più soliti, ma forse anche più veri e sinceri; in padre Kolbe presagiva forse la sua fine, il numero 16670 del campo di concentramento lo ossessionava e, come Padre Kolbe che ha rinunciato a quel numero, forse anche Darko voleva scambiarlo con la propria vita, perchè simbolo di negazione e di miseria di spirito. Perchè io credo che, come padre Kolbe, non volesse peccare di intelettualismo, perchè sicuro che il fidarsi del proprio intelletto fosse contrario all'umiltà, requisito di ogni buon cristiano: forse anche per questo in Darko era viva l’azione sociale, lo spirito di servizio alla causa, l’attaccamento all’idea senza tradimenti, senza secondi fini: con purezza di cuore, con bontà d'animo e generosità di classe. Amava gli umili e voleva restare il più possibile in mezzo ad essi: ma troppo spesso ciò gli era negato dal divenire quotidiano fatto di interessi e di intrecci egoistici. "Beati i puri di cuore perchè di essi è (e non sarà) il Regno dei Cieli ”: io credo, Darko, che anche tu abbia raggiunto questa purezza e credo pure che il cammino di ricerca interiore che hai percorso con le tue opere e con il tuo mostrarti continuo agli altri non sarà stato inutile né per i tuoi famigliari cosi provati dal dolore, né per i tuoi veri amici, ma che al contrario tutto il tuo patrimonio spirituale sarà gelosamente custodito, rispettato ed amato. Franco Fornasaro Folk tra i tulipani Il gruppo “ Val Resia” si è esibito ad Amsterdam A S. Pietro una mo dopo V Prosegue nella Beneška galerija di S. Pietro l’interessante mostra di Paolo Albani, Poesie visive, prorogata al 14 novembre. Di Albani vengono apprezzate in modo particolare le immagini allusive, sorprendenti e curiose, ricche di situazioni nuove e di doppi sensi. Albani opera infatti su immagini e soprattutto su parole, o meglio su immagini di parole: libri con pagine tutte uguali, con pagine bianche, con pagine stampate con caratteri inventati da vedere invece che da leggere. L’artista non si professa dunque come pittore o grafico, ma come ricercatore ed elaboratore di immagini letterarie. L’orario è quello solito: ore 17-19. Intanto la Beneška galerija annuncia la mostra di Adolfo Corredig, pittore e grafico, originario di Clenia e residente a Padova. Presenterà opere di pittura ad olio ed acquarello, disegni e acquafòrti. La mostra sarà inaugurata sabato 16 novembre alle ore 17,30, con la partecipazione del coro Matajur. Il gruppo folkloristico “Val Re-sia” si è esibito in un'altra grande città europea. Dopo Londra, nel giugno scorso, dal 18 al 21 ottobre è stato ad Amsterdam. Qui ha preso parte alle serate culturali indette dall'istituto Italiano di Cultura dei Paesi Bassi. La serata di apertura della serie di manifestazioni ha avuto luogo presso l'Ambasciata italiana di Amsterdam, con la presenza di illustri personalità del mondo diplomatico e politico della città. Nelle serate seguenti ci sono state esibizioni di vari gruppi in manifestazioni dedicate alla musica jazz, moderna e folk, questa rappresentata proprio dal gruppo di Resia. Il partecipare a queste manifestazioni - ha affermato il presidente Nevio Madotto - ci onora e gratifica. Sono occasioni importanti in cui, nel migliore dei modi, viene fatta conoscere la cultura particolare resiana. Luigia Negro Foto ricordo per alcuni componenti del gruppo ad Amsterdam 57 - LA PROIBIZIONE DELLA LINGUA SLOVENA NELLA VITA RELIGIOSA DELLA SLAVIA FRIULANA H difficile trasferimento di monsignor Petricig Nogara, per intervenire sul Petricig, deve muoversi cautamente. Nell’autorità politica c'è tutta l'intenzione di mettere "una pietra sul passato" e di inaugurare un'epoca nuova di perfetta intesa. A metà novembre infatti il Segretario Politico di Zona, ing. Ne-lusco Zorzi, con la scusa dell'assistenza invernale, aveva radunato a Pulfero i Cappellani del Comune per "mettere le cose a posto”. Dopo aver biasimato il contegno del clero, "che non voleva accettare il provvedimento, se non con l'approvazione del legittimo superiore, l'Arcivescovo, trattandosi di un’opera patriottica, dopo essersi assunto la paternità di tutti i provvedimenti e persecuzioni, dopo aver detto che i due sacerdoti espulsi dall'arcidiocesi erano due figure moralmente losche, invita il clero a collaborare col fascio e a tale condizione egli avrebbe messo una pietra sul passato”. Don Cuffolo giustificò il contegno del clero, che aveva "accettato il provvedimento salvo l’approvazione dell’Arcivescovo''. Inoltre don Cramaro aggiunse che il clero non aveva nulla da rimproverarsi, "anzi accetterebbe volentieri un'inchiesta, già chiesta antecedentemente, ma non accettata. Il Commissario se la cavò promettendo di interessarsi al clero e di tenersi in contatto. Non trovò nulla da mettere a posto".(l). A Cividale, nel Capitolo, è vacante il titolo di Vicario Arcivescovile. Nogara propone Petricig per l'onorifico incarico. Petricig, secondo il Vicario generale, ’è rimasto dolorosamente sorpreso per la proposta"(2). Solo dopo opportuna insistenza il parroco accetta "in spirito di obbedienza"(3). Ma quando la voce si diffonde, in sua difesa si levano i fascisti locali, il Prefetto e i membri del Consiglio parrocchiale. Per sapere come sono andate le cose abbiamo due ampie relazio- ni: quella del Prefetto e quella di Nogara, tutte e due spedite alla rispettiva fonte d’ispirazione: Roma. Il Prefetto accenna all’azione subdola di Domeniš, Cuffolo, Qua-lizza, Guion e Cramaro sul Vescovo per una ripresa slavofila: avevano ottenuto il trasferimento del Petricig, "sacerdote che aveva ed ha dimostrato sentimenti di italianità e che per il primo aveva appoggiato l’azione dell’autorità per l'uso della lingua italiana e che è assai stimato da tutta la zona del Natisone per la sua pietà religiosa e per la sua bontà e che durante i 40 anni in cui esercita la missione di parroco in quel Comune ha sempre compiuto opera di bene". Venne promosso canonico di Cividale. "Tale notizia fu appresa con gran malcontento di tutta la popolazione, la quale non nascose la sua convinzione che il trasferimento fosse stato provocato precisamente dai suddetti cinque sa- cerdoti allo scopo di togliere da quella giurisdizione quegli che rappresentava un ostacolo ad un ritorno all’attività slavofila". Rinnova quindi le solite accuse contro il Cuffolo: "usa il latino piuttosto che l'italiano”. Contro il Guion s’insinuano cose antipatiche. Del Domeniš lo si dice "irriducibile oppositore all'uso della lingua italiana”. Qualizza, Cramaro... come al solito. Il Prefetto dichiara di aver richiesto l’allontanamento dei cinque sacerdoti prima del trasferimento del Petricig, pena l’intervento della polizia. ”E poiché S.E. l’Arcivescovo, ancora perplesso, m’accennava alla possibilità di una situazione simile a quella di Trieste che poteva per avventura crearsi a Udine, gli feci comprendere come diversa sarebbe stata la situazione, in quanto-chè il clero del Friuli che, all’in-fuori dei cinque recidivi cattivi sacerdoti ed italiani, nella sua to- talità segue con entusiasmo le direttive del Governo Fascista, perchè gli equivoci fatti artatamente sorgere nel passato, sono decisamente scomparsi in questo clima di cordiale collaborazione che esiste ormai da più di due anni, sarebbe tutto solidale con le Autorità ed Egli si sarebbe trovato isolato, mentre vieppiù si sarebbe diffuso il convincimento, che ora da qualche sacerdote è stato espresso, e cioè che Egli sia un debole facilmente raggirabile". Chiede perciò la sospensione del trasferimento del Petricig (4). Faustino Nazzi Note: 1 - Libro storico di Lasiz, ed. orig., 19-11-1934. 2 - ACAU, Sac. Def., Petricig mons. Giovanni, lettera di Nogara al Petricig, 24-11-1934. 3 - Ivi, lettera del 24-11-1934. 4 - ASU, Sez. Pref., B. 22, F. 79, Rei. ecc. 20-2-1935. Stran 4 Sl E’ SVOLTO A VIENNA IL XVI INCONTRO DEI GRUPPI ETNICI DEI PAESI VICINI Nel cuore d’Europa Il gruppo friulano al Rathaus di Vienna Il grande ricevimento preparato in uno dei saloni del palazzo gotico del municipio di Vienna, alla presenza di autorità comunali e parlamentari, ha rappresentato nel pieno della campagna elettorale per il posto di borgomastro qualcosa di più di un patrocinio della città sui 29 gruppi culturali invitati alla festa sotto gli sfavillanti cristalli dei lampadari. Ha rappresentato una vera e propria candidatura di Vienna a città europea, centro di raccolta e di incontro di popoli e culture, metropoli dove si vuole realizzare un ponte sicuro, verso tutte le minoranze del centro e dell'est dell’Europa. I numeri parlano chiaro: 140 partecipanti al XVI Incontro dei gruppi etnici dei paesi vicini, rappresentanti di 60 associazioni culturali, 9 lingue in traduzione simultanea, compreso il friulano, 14 gruppi linguistici, provenienti da 7 stati, dalla Svizzera all'Ungheria, dalla Croazia alla Cecoslovacchia; dall’Italia, friulani, sloveni, ladini e tedeschi. Certo, l'incontro del 25, 26 e 27 ottobre è stato dominato dall'eco delle cannonate in Croazia, e non poteva essere altrimenti, tanto più in quanto la guerra, oltre a colpire persone, case, opere di arte, colpiva il mosaico dei connotati etnici delle comunità presenti nelle zone più calde del paese, con il rischio di ulteriori decimazioni e dispersioni delle minoranze. Vienna, qui chiamata in modo diverso in ben 7 lingue nazionali, ha concesso il meritato spazio a quanti, venuti dalla Croazia, intendevano testimoniare l'orrore della guerra moderna, nella quale emerge la primordiale logica della violenza e della distruzione. Nel corso dei lavori, a questo punto, non è potuta mancare la severa condanna di quanto accade, con la partecipazione ad una pubblica dimostrazione sulla Ste-phansplatz, e soprattutto con un appello agli organismi europei ed ai governi dei singoli stati, perchè compiano sforzi più decisi per fermare il massacro. Questo anche in ricordo del precedente incontro dello scorso anno a Osijek, dove quest'estate la distruzione è stata condotta alle conseguenze estreme. Anche la proposta di tenere il prossimo incontro in Friuli (luogo in cui si incontrano le tre grandi culture, latina, slava e germanica) costituisce una scelta nella direzione europea ed una voce in più perchè gli organismi comunitari assumano iniziative di inserimento delle lingue e delle culture minoritarie dell’Europa centro-orientale nella casa comune europea: una tematica sconfinata che sta emergendo con forza. Il momento drammatico non ha però impedito un’ampia carellata sulle grandi problematiche minoritarie. Ogni gruppo ha avuto modo di portare un proprio contributo di informazioni, di esperienze e problematiche: basti pensare alle migrazioni dei popoli sferzati dal bisogno, alle assurdità di alcune divisioni territoriali statali, alle realtà etniche delle gran- di aree metropolitane. Ed è questo il senso del comunicato conclusivo dell'incontro. Questo si è tenuto, soprattutto nella prima parte, a livello altamente qualificato. Da parte dei relatori sono stati presentati saggi storici, socioeconomici e geografici di grande interesse: La democratizzazione e la differenziazione etnica in Austria dal 1848 al 1918 (prof. Andreas Moritsch, Vienna); le minoranze nel passaggio dalla società rurale a quella industriale (prof. Vladimir Klemenčič, Lubiana); la differenziazione sociale e l'identità nazionale dal 1918 (dr. Jan Bunčak, Bratislava); le migrazioni e l'integrazione nelle metropoli, esempio Vienna (prof. Heinz Fassmann, Vienna); e infine la situazione attuale delle minoranze nelle regioni di crisi jugoslave. Paolo Petricig Naj ima vera okus naše zemlje Pismo papežu Janezu Pavlu II. ob njegovem obisku v Furlaniji Julijski krajini V sklop prizadevanj za pripravo obiska papeža Janeza Pavla II. prihodnje leto v Fur-laniji-Juljiski krajini se uvršča tudi pobuda "Odbora za priznanje pravice do uporabe v Furlaniji, furlanskega, slovenskega in nemškega jezika", ki je v treh jezikih in v italijanskem prevodu napisal pismo papežu. Pod pismo -poziv, ki ga tu objavljamo so začeli tudi pobirati podpise. Dobrodošli v to našo zemljo, v zemljo različnih narodov in kultur, vendar ene same vere. Mi ljudstvo furlanske Cerkve postavljene od Ogleja, ki je bila vpoklicana evangelizirati narode latinskega, germanskega in slovanskega porekla, Vas sprejemamo z našimi Svetniki, s Patriarhatom, s slavo in trpljenji: skrivnosti vere utelešene v stoletji. Vas sprejemamo kot znamenje enotnosti Cerkve ter skupnosti Cerkva. V tem duhu pišemo, prepojeni z Evangelijem in zaupanjem. Se veselimo, da Vi, romar po svetu, učite vedno, v vsakem kraju in priložnosti, spoštovanje in ljubezen, ki Cerkev mora imeti do pravic človeka in narodov. Papež Janez Pavel, Vaše poslanstvo je posvečeno v prid nepriznanim narodom. Vi nenehno pridigate, da "ni miru brez spoštovanja manjšin". Med temi smo tudi mi nemškega, slovenskega in furlanskega materinega jezika. Je ta naša stvarnost malih v Evangeliju pred velikimi od sveta. Vemo, da Vaša misel in Vaša molitev težita v to, da vera postane luč, sol in življenje v današnji zgodovini. Ta načrt občutimo kot izredno važen za našo stvarnost. Doživljamo namreč trenutek skušnjave in preizkušnje. Čustvo, pamet, modrost življenja omahujejo tu pa tam. Novi kulturni vzorci udirajo, ne da bi bili uglajeni, v današnji način življenja. V tem se izgublja spomin preteklosti, razpadajo družine, se postaja izenačeni, upada veselje do življenja. To se dogaja tudi zato, ker smo bili in smo še dandanes ranjeni v naši istovetnosti. Če nisi sam sebe, ne postaneš nobeden. Tu se nam odrekajo osnovne pravice človeka in narodov. Je dovolj se spomniti, da nam odrekajo rabo furlanščine v šoli, v svetih, v uradih in na sodiščih. To velja tudi za Nemce in v do- bri meri za Slovence. Takšna pravica je uradno prepovedana tudi pri Maši za kristjane furlanskega materinega jezika, čeprav imamo že v furlanščini Biblijo, Misal, pesmi in celotno katehetsko tradicijo in čeprav naši škofje so večkrat zaprosili priznanje te pravice pri pristojnih oblasteh. Se razbere v konstitucijah zadnjega cerkvenega zbora videmske Cerkve: "Furlanija je stičišče, odprta vrata med Vzhodom in Zahodom, izsledek treh poglavitnih kultur, ki slone na koreninah Evrope: latinske, nemške in slovanske (...). V jeziku, Furlanija razkriva svojo specifično etnično in kulturno istovetnost" (Cerkv. zbor st. 3). Papež Janez Pavel, priznanje pravice do rabe našega jezika v vsem in povsod začenši pri Maši, je profetična beseda in najboljši znak spoštovanja do narodov, ki ga Vi lahko pustite v Furlaniji. Tudi preko Vas, naj Kristus da upanja malim od Evangelija. Naj tu ima vera okus te zemlje in naj je Oglej mati in luč naših narodov. Zbogom. Naj Vas spremlja Kristusov mir. Furlanija, na Vse Svete - 1. novembra 1991 IN BRE NA KRATKO Italijanski menjalni urad je priznal tolar Slovenski tolar je na seznamu Italijanskega menjalnega urada (Ufficio italiano cambi), ki je vse menjalnice in banke seznanil, da so zaradi geopolitičnih sprememb v Vzhodni Evropi vnesli v dosedanji seznam še Estonijo, Litvo, Latvijo in Slovenijo ter njihove valute. Do tega sklepa je prišlo zaradi statističnih potreb, kot poudarja Italijanski menjalni urad, prav gotovo pa po prehodnem posvetovanju s pristojnimi ministrstvi. Novi slovenski denar je torej na seznamu tujih valut, kar je izrednega pomena, ssaj bo mogoče poslovati s tolarjem kot z vsem ostalimi nekonvertibilnimi valutami. Italijanska Unija na srečanju o miru Predstavniki italijanske manjšine v Sloveniji in na Hrvaškem so bili prejšnji teden v Haagu (L'Aja), kjer so se pogovarali s sodelavci Lorda Carringtona. Po pogovorih so izrazili zadovoljstvo, saj so dobili precejšnja zagotovila glede bodočega statusa italijanske manjšine, ki živi v Istri in jo nova državna meja med Slovenijo in Hrvaško deli na dva dela. Pogovori so potrdili, da je tudi italijanska manjšina postala subjekt na pogovorih za dokončno razrešitev jugoslovanske krize. Po besedah predsednika Unije Italijanov Bormeja pa bo prav vprašanje manjšin tisto, ki bo ključno v razpletu krize. Predstavniki Unije so izrazili tudi veliko zadovoljstvo, ker so v Haag odpotovali - ob vsem naravni podpori Italije - tudi s polno podporo Hrvaške in Slovenije. Austria: comitato per sei minoranze Al consigliere regionale dell’Unione slovena Bojan Brezigar è stato affidato un importante incarico europeo in materia di tutela delle minoranze linguistiche. L'Ufficio europeo per le lingue meno diffuse, con sede a Dublino, ha infatti affidato a Brezigar ed a Rudolf Kern, un esponente della minoranza tedesca in Belgio, l'incarico, di contattare le sei minoranze linguistiche in Austria (sloveni, croati, ungheresi, cechi, slovacchi e rom) e di attivare la costituzione di un comitato austriaco delle minoranze che potrebbero aderire all'Ufficio europeo non appena entrerà a far parte della Comunità Europea. La relazione sul lavoro svolto verrà presentata in febbraio a Bruxelles. Prefetto debitore della Provincia? Mentre andiamo in stampa il dibattito sul bilancio provinciale continua a ritmo serrato. Fino ad ora si sa che prevede 147 miliardi a pareggio per il 1992 e 421 miliardi per il triennio 92/94. Numerosi gli interventi. Cudrig (DC) ha preso spunto dal documento per rinnovare l'allarme sulle finanze dei piccoli comuni, specialmente di quelli di montagna. Critiche sono venute da Banelli del PDS, in modo particolare contro non più la pioggia, ma la "nebulizzazione" dei contributi erogati ai vari enti. Una curiosità: nella seduta precedente Fontanini (Lega) aveva chiesto all'assessore competente se è vero che il Prefetto deve alla Provincia di Udine più di un miliardo e mezzo di affitti arretrati per gli stabili di prefettura, questura e caserme. Per ora senza risposta. Proračun in skrb za obe manjšini V ponedeljek se je v senatni zbornici začela razprava za odobritev finančnega zakona in državnega proračuna. Pristojna komisija, ki jo vodi senator Andreatta, je razpravljala prejšnji teden celo noč. Glavne točke spora so zadevale klestenje socialnih storitev (zdravstva, pokojnin) in "odpust" za davčne utajevalce. Proračunska komisija senata je razpravljala tudi o vrsti specifičnih popravkov v državnem proračunu. Med temi velja omeniti popravka, ki sta ga predložili skupini komunistične prenove in socialistične stranke. Predlagali sta, naj bi prispevek slovenski manjšini v Italiji in italijanski v Istri v višini 12 milijard podaljašali. Tako bi imel ustrezno kritje tudi morebitni zakon za zaščito Slovencev v Italiji. n Ristori per nove Inizia sabato a Cividale la stagione di prosa Toma in scena, a Cividale, il teatro, con la stagione di prosa 1991-92 che si apre sabato prossimo, si terrà presso il teatro Ristori, e che comprenderà nove spettacoli. Ecco il cartellone completo della rassegna: 9 novembre: "Riccardo II' di Shakespeare, produzione del teatro stabile del Friuli-Venezia Giulia, regia di Glauco Mauri. 16 novembre: "Jazzmine Story ", con il teatro nero di Praga, con la Naima jazz band e la compagnia Imaga. 24 novembre: "Il coturno e la ciabatta ”, con la compagnia di Paolo Poli, con Paolo Poli e Ida Omboni. 9 dicembre: "A Chorus line ", della compagnia della Rancia, con Michael Bennett, regia di Baayork Lee e Saverio Marconi. 17 gennaio: "La cena delle beffe ", di Sem Benelli, con Landò Buzzanca, regia di Riccardo Vannuccini. 2 febbraio: "Madre coraggio", di Bertolt Brecht, con la compagnia teatro d'arte, regia di Antonio Calenda. 25 febbraio: 7 giustizieri del video", con Sandra Milo, Alessandro Gassman e Pino Quar-tullo. 12 marzo: "Noi le ragazze degli anni '60", compagnia di Grazia Scucciamarra. 4 aprile: "Oblomov" di Gon-čarov, con la compagnia teatro stabile del Friuli Venezia Giulia, regia di Furio Bordon. Po grobovih padlih po vsej Benečiji za vaht s prve strani mačini, ki skrbijo za nego spomenika in so z nami počastili padle. Kot po navadi, v Sv. Lenartu ni bilo nobenega občinskega predstavnika. Osrednja slovesnost je bila pred spomenikom padlim za svobodobo v Čedadu, katere sta se udeležila tudi slovenski minister za borce in vojne invalide Franc Godeša ter generalni konzul v Trstu, Sušmelj. Visoko kvalificirana je bila delegacija Anpi iz Vidma s predsednikom Vincenti-jem na čelu. Zbranim je spregovorila namestnica župana, Michela Bacchetti, ki se je zavzela za tesnejše prijateljstvo med Slovenci in Italijani. Izrazila je zaskrbljenost za žalostne dogodke v sosednji prijateljski državi. Zaželela je, da bi se nacionalni spori rešili po mirni poti. Slovenski minister Godeša se je z žalostjo spomnil na prelivanje krvi na Hrvaškem. Izrekel je tudi prepričanje, da se bodo prijateljski odnosi med Italijo in demokratično republiko Slovenijo še bolj utrdili v obojestransko korist. Našo dolžnost smo zaključili popoldne v Matajurju. Slovesnosti sta prisostvovala tudi sovodenjski župan Cudrig in domači župnik, gospod Gujon. Župan Cudrig je v svojem pozdravu dejal, da so ideali svobode, za katere so padli mladi fantje, večni, nikoli ne zarjavijo. Izidor Predan je spregovoril v imenu slovenskih organizacij videmske pokrajine in v imenu Anpi. Izrazil je na koncu željo po takem miru, da bi ne bilo treba več postavljat spomenikov. Prisotne sta pozdravila tudi predsednik ZB Andrej Rot in minister Godeša. FERRUCCIO LAHU IZ DOLENJEGA BARDA ŽIVI OD NIMAR V BELGIJI AN NAS ZAHVALE ZAK... Parvi dan novemberja je paršu lietos tu petak, ta-kuo za Vaht smo usi jedli ribe. Tudi štieri karabinierji, ki so sami kuhal v majhani kazermi bi jih bli radi jedli, pa so guoril de so predrage. - Ben nu, naj bo za enkrat - je jau apuntat - man-kul donas, ki petak je paršu tu praznik, nardimo an midrugi ribe, ki jih ries želim. - Ja, ma špindamo previt sudu - so odguoril vsi kupe ti drugi trije. - Oh ne, ist poznam an šištema za ocvriet ribe brez olja an brez ognja, ta-kuo de špeža bo samuo za ribe kupit. - Če je takuo, pa popra-vajmoi Kupil so hitro ribe, ložli tu veliko padielo an pokril lepuo s pokrovom. - Sada gremo na perluš-tracjon okuole vasi - je jau apuntat - an za dvie ure, kar pridemo nazaj, ribe bojo lepuo ocvarte. Na turme je glih tuklo pudan kar so paršli nazaj puni lakot. Subit vsi štieri so ložli uha na padielo an apuntat je zateu s tim velikim par-stam potukat na pokru: Tuk, tuk, tuk... tuk, tuk, tuk... - Chi è? - Carabinieri! An ribe vse v enem glasu: "Allora siamo fritti!!! Tiste ribe so guorile po taliansko, zatuo ki so brale samuo “La voce...", k’ so ju-die metal dol po riece! Dočakal so 50 liet skupnega življenja! Kar so se oženil, lieta 1941, so jim vsi voščil "stuo telih dni". Stuo bo težkuo, pa petdeset so jih 'utegnil ', dočakal an takuo v saboto 26. otuberja so šli na Staro Goro za ponovit, petdeset liet potlè, njih "ja". Duo so pa tel noviči? Ona je Lina Qualizza - Barčanjova iz Dolienjanega, on je pa G ino Ble-dig - Pečen iz Kozce an v teli vasi živjo. G ino je zlo poznan po naših dolinah. Puno liet je dielu z darvmi, jih je kupavu an preda-ju. Kikrat smo ga vidli s kamio-nam gor an dol po naših vaseh! Lina an Gino sta imiela 'no čečo, Francesco, ki diela meštra. Francesca se je poročila z Rome-am Bernich iz Hostnega an ta- kuo sta dielala, de Lina an Gino sta ratala dvakrat noni: adnega puoba, Andrea, an adne čeče, Anna, ki zna zlo lepuo gost na klavir, na piano. Začela se je učit ga gost na Glasbeni šuoli v Špietre, seda pa hode na "Conservatorio" v Vidam. Pa varnimo se na fešto, ki so Lina an G imo imiela za njih zlato poroko. Po sveti maši so šli vsi kupe, z žlahto an s parjatelji na kosilo v Jeronišče. Za de jim na bo duh cajt, brat an kunjad Guidac jih je pravu takuo debele, de višno višno se šele gor vsi smiejejo. Lini an Ginu želmo še puno srečnih an veselih liet za kupe preživiet. Dva miesca sta jala n Glih donas, četartak 7. novemberja, je šlo skuoze dva miesca odkar tel mlad, liep an nasmejan par noviču se je oženu. On je Fabiano Chiuch - Cjuku iz Hostnega, ona je pa Loredana Vogrig iz Rualisa. Pruzapru Loredana je iz Oblice: nje mama je Lucia Marinčna iz tele vasi, nje tata je biu pa Giovanni Ceku, le iz tele vasi. Loredana an Fabiano sta se oženila v liepi cierkvici "La Salette” v Čedade, živta pa v Dolienjane. Še ankrat jim vsi voščimo puno puno sreče, zdravja an veseja v njih življenju. Novi Matajur nas kupe Kikrat, kar pišemo se vprašamo, če vam bo ušeč al ne, kar bota prebieral. Sevieda, vsak kar diela kieki more zgrešit, takuo an midruz. Samuo ki, če se mi zgrešmo, vedo vsi, zak naše die-lo je ta pod očieh vsieh. Se tudi zgodi, de nas pride gledat kaj-šan od vas, an tekrat so sladke (kajšankrat tudi granke!) besie-de! Tele dni je paršu tle h nam Ferruccio Vogrig - Lahu iz Dolenjega Barda. Niega besiede so nas ganile. Ferruccio se je rodiu v Belgiji, gor se je šuolu, gor je biu za sudata, gore se je oženu an gore živi. Je an Belgijan, "Pa kar pridem tle, se čujem an sam an Slovenj". Ljubezan do zemje, ki je bla od njega mame an od njega tat je velika, še buj velika, ku za kakega ki je nimar tle živeu. "Kar mi pride Novi Matajur, vam na more dopoviedat, kuo sam veseu. Je ku de bi paršlo pismo tan od duoma ", an tuole nam pravejo vsi naši emigranti. "Kar prebieram na njim Štorje, stvari, od nomalo liet nazaj, al pa videm fotografije adnih judi, se mi stisne sarce... Napri mi pridejo spomini od mladih liet, kar san hodu buj pogostu tle tode an san imeu puno parjate-lju. Seda grem gor na britof an videm, de so malomanj vsi atu. Študierat, de smo bli kupe, de smo se zapoznal tle, al pa gor v Belgiji, kamar so bli paršli dielat ko so bli mladi... an viedet de jih nie vič, je zaries žalostno. Je lepuo, kar pišeta tiste naše stare stvari, vi na vesta, ka pride reč tuole, za tiste, ki smo po sviete, na vemo kuo vas zahvalit za tuole..." Ferruccio nam je parnesu dvie stare fotografije. Na te veliki je skupina mladih. Fotografija je bila nareta lieta 1919. Na nji so, iz čeparne pruoti te pravi^ Pietro Cendon -Mašerucu taz Černiče, Umberto Chiabai - Dreju taz Černiče, Luigi Cendon - Mašerucu taz Černiče an Giuseppe Qualizza -Barčanju iz Dolienjanega. Čeče, le iz čeparne pruoti te pravi so vse iz Černiče an so Rosaria De Monte - Marsinkna, Cecilia Cendon - Mašerucova, Natalia Petrussini - Šimanova (je mama od Ferruccia) an ta zadnja bi muorla bit Felicita De Monte -Marsinkna. Na drugi fotografiji so pa, le iz čeparne pruoti te pravi, Franc Feletig - Falet iz Slapovika, Giuseppe Bucovaz -Bepic Blišč, le taz Slapovika an Giuseppe Vogrig - Lahu taz Dolenjega Barda (tata od Ferruccia). Bepic Lahu je paršu damu iz ujske, ko so paršli fašisti pa se je pobrau an šu v Belgijo. Gor je dielu an zrediu družino. Poznalo ga je puno judi, saj je imeu "kantino" v Aiseau. Ferruccio želi skuoze Novi Matajur pozdravit vse njega parjatelje an žlahto, doma an po svietu. An velik pozdrav naj gre njega kužinu Paskualnu Lahovemu, ki živi v Argentini. "Zadnji krat smo se vidli lieta 1946, on je paršu tle tele zadnje cajte, mene pa me nie bluo, vidu sem ga na Novim Matajurju. Buoh vie, če se kada srečamo an se objamemo še... Kar smo bli majhani smo bli velie parjatelji...". Ferruccio, mi vam želmo, de bi paršu še puno krat tle an de bi sreču vse vaše parjatelje an žlahto. darži Minimatajur 20 - SCHEDA STORICA Te Deum con omissis Il 1° marzo 1867 venne a Udine Giuseppe Garibaldi. Tenne un discorso dal balcone di un palazzo della città con argomenti indirizzati contro il papa ed il clero che vedevano di cattivo occhio l'unità italiana sotto la casa regnante dei Savoia. Qualche giorno dopo le autorità chiesero al vescovo che si celebrasse un Te Deum per il genetliaco, il compleanno, del re. L'arcivescovo, mons. Andrea Casasola, acconsentì e la cerimonia ebbe luogo con la partecipazione di autorità civili, militari ed una gran fetta di cittadini. Ma non tutti rimasero soddisfatti: qualcuno si accorse che l'arcivescovo aveva ommesso la preghiera Oremus prò rege (preghiamo per il re)! E allora si scatenò una interminabile polemica di chi - alla testa il Giornale di Udine, filogovernativo - interpretava l’ommis-sione della preghiera come un pubblico atto di ribellione all'Italia. A questa campagna seguì una serie di atti ingiuriosi, violenze ed assalti che avvelenarono i rapporti fra stato e chiesa in Friuli. Eppure l’anno precedente, nel 1866, concluso il passaggio del Veneto all'Italia, l'arcivescovo aveva scritto una lettera a tutti i sacerdoti ed ai fedeli della diocesi ricordando loro che la provvidenza divina aveva disposto in questo modo e che da ciò derivavano precisi doveri verso il nuovo sovrano. Tuttavia i Friulani apparvero piuttosto tiepidi, se non addirittura freddi, nei riguardi dei nuovi dominatori e ne andò di mezzo l’arcivescovo, sospettato di favorire un plebiscito svogliato e poco frequentato... come se si fosse trattato di una pace fra la China e il Giappone, commentava Quintino Sella, plenipotenziario del presidente del consiglio dei ministri, Bettino Ricasoli, in una lettera dell’ll ottobre 1866 a lui diretta.l) * * * Cosa stava succedendo? In una recente scheda abbiamo toccato brevemente la questione romana, cioè il dissidio che contrappose il nuovo stato italiano e la Santa Sede, esasperato con la presa di Roma. La questione romana provocò una divisione ideologica e politica particolarmente acuta in Friuli e nella Slavia. Il governo italiano propose un accomodamento con la Legge delle Guarentige (1871) anche per evitare complicazioni ed attriti internazionali. La legge riconosceva al pontefice il rango di sovrano, gli garantiva la libertà delle relazioni in Italia ed all’estero, gli assicurava una grossa somma, più di 3 milioni annui, nonché l'attenuazione delle misure in atto sulle proprietà ecclesiastiche e la regolazione degli atti relativi alle nomine dei vescovi. Il papa rifiutò ogni accomodamento e considerò la legge un atto di forza unilaterale. Mantenne un atteggiamento intransigente e confermò i provvedimenti ostili e la scomunica degli uomini di stato. Con il concilio Vaticano I il papa affermò la propria infallibilità, che venne considerata estesa alle questioni politiche. Dal 1868 venne vietata ai cattolici la partecipazione alla vita politica dello stato ed alle elezioni secondo la formula non expedit (non é conveniente). Le conseguenze nella società italiana furono gravi, in considerazione dell’influenza della chiesa sulle classi italiane più numerose. Solo verso la fine del secolo XIX la chiesa attenuò la propria intransigenza e ci furono i primi segni di avvicinamento dei cattolici nella vita sociale e politica italiana. Questo nuovo atteggiamento fu dovuto in buona misura ai progressi delle organizzazioni operaie e socialiste, nelle città e nelle campagne, nelle leghe e nelle cooperative. Nel 1892 a Genova fu fondato il partito socialista italiano. Nel 1891 il papa Leone XIII aveva pubblicato l’enciclica Rerum novarum con forti accenti sociali. I cattolici diedero vita ad iniziative parallele a quelle marxiste: casse rurali, istituzioni mutualistiche, cooperative. Si vide quindi l'affermazione dei cattolici, presenti in liste proprie o concordate con candidati moderati, nei consigli comunali e provinciali. Di questa evoluzione fu rappresentante il sacerdote Ivan Trinko, eletto nel 1902 nel consiglio provinciale di Udine. * * * Torniamo ancora un momento all'arcivescovo Casasola. Dopo il discorso di Garibaldi, dopo il Te * V*#iTtoriii i Il confine fra Italia ed Austria alla fine dello scorso secolo (Museo di Udine) Deum e la storia della mancata preghiera Oremus prò rege, Udine fu la scena di dimostrazioni e tumulti anticlericali. Il 15 marzo un delegato della questura avvertì il vescovo che ci sarebbe stata una dimostrazione popolare contro di lui. Al tramonto la folla si radunò in tumulto al grido "A morte l’arcivescovo'' e diede l’assalto al palazzo arcivescovile di piazza Patriarcato. Sfondò il portone e invase le stanze gettando tutto per aria. A stento il vescovo riuscì a porsi in salvo nella soffitta e, solo dopo un ritardo che parve calcolato, sopraggiunse la forza pubblica. Non fu trovato alcun colpevole. L'arcivescovo Casasola si vide costretto a rinchiudersi nella propria residenza per non uscirne che dopo più di un anno.l) In riparazione dei torti subiti e dello scandalo venne invitato ufficialmente al matrimonio del principe ereditario Umberto di Savoia. Non finì così. Nel 1868 vi fu un corteo dove venne bruciata in pubblico un'immagine di Pio IX, gesto a cui seguì una notte di violenza. Nel 1870 l'atrio della Chiesa delle Grazie fu lordato e danneggiato da una sassaiola. La notte del 25 aprile 1871 vennero imbrattate le immagini della Madonna lungo le vie della città. Fu dopo questi episodi che i cattolici friulani cercarono di reagirei) Nel 1872 l'Associazione Cattolica Italiana insieme ad un circolo cattolico di Cividale decisero di promuovere un grande pellegrinaggio a Castel-monte. Annunciato con due manifesti, il pellegrinaggio era previsto per i giorni dal 21 al 24 aprile 1873 allo scopo di dislocare i quattro giorni fra le varie parrocchie friulane. In breve tempo si ebbero 90 mila adesioni, ma il pellegrinaggio fu proibito. L'ordinanza del prefetto affermava che il pellegrinaggio era dettato da scopi politici, da intendimenti ostili alle istituzioni ed alle leggi dello stato, che il linguaggio dei manifesti nascondeva la volontà di rovesciare l'ordinamento politico dello stato e la restaurazione, che erano possibili disordini ed urti con la popolazione e che il pellegrinaggio poteva dar luogo a provocazioni. Venivano anche avanzate ragioni di igiene, di quiete e di pubblica sicurezza. L’ordine era tassativo: niente pellegrinaggio e relative processioni, chiusura delle chiese di Cividale per la notte, niente suono di campane e chiusura del santuario per i quattro giorni indicati. Ma non tutti i fedeli poterono essere informati in tempo del divieto e a Cividale quei giorni ci fu ugualmente un grande afflusso di pellegrini e si dovettero lasciare aperte le chiese di Cividale e solo un grosso spiegamento di forze di polizia riuscì a bloccare la salita della gente al santuario. Ma il risultato fu questo: la gente vide in questi atti la volontà di perseguitare il culto religioso. Intanto un nuovo contrasto si insinuava nella politica italiana, la cosiddetta questione "slava", ovvero l'ingresso di una comunità slovena nel Regno d’Italia. MP 1) C. Rinaldi - Chiesa e Risorgimento in Friuli - Udine, 1971; 2) G. Biasutti - Il santuario di Castelmonte. Attorno al clero solo divergenze Per il Friuli il fenomeno assunse tonalità del tutto particolari. L'Italia, infatti, s’affacciò col confine alla valle dello Judrio sulla cresta di un'onda che si era caricata ormai, da una quindicina di anni, di una violenta passionalità antipapale e in parte anticattolica. Non ci si può meravigliare se ai "pochi fedeli" non parve, quella, l'Italia sognata e bramata, ma piuttosto una sua brutta caricatura, in cui erano cancellati i lineamenti della millenaria tradizione spirituale della Patria. Inoltre, come l'onda che arriva alla spiaggia e ne rifugge lasciandovi scorie e relitti, proprio nel Friuli, data la vicinanza al confine e l'antitesi con l'Austria nemica, il movimento nazionale assunse una particolarissima acredine anticlericale e, per contrapposto, il clero e i "pochi fedeli" vennero considerati, con maggiore asprezza, degli antipatrioti o persino degli austriacanti. Incredibile, oggi, confusione di concetti e mancanza di serena oggettività, che diede origine a feroci incomprensioni! Ho parlato di "pochi fedeli". In realtà il popolo rimase nella maggioranza avvinto alla fede dei padri ed ossequiante alla Chiesa; ma il popolo era allora oggetto passivo, piuttosto che soggetto della storia. Gli elementi attivi, che formavano la cosidetta "pubblica opinione" e costituirono sin nei più piccoli borghi le famigerate "piazze" - il gruppo dei maggiorenti - erano quasi tutti pervasi dal nuovo spirito. I sacerdoti vennero isolati dalla diffidenza e dal disprezzo. Ed accanto ad essi furono veramente "pochi" coloro che osarono fare professione pubblica del loro sentire cattolico. Ed anche quei pochi erano sgomenti. Il 14 agosto 1866 l’arcivescovo di Udine, mons. Casasola, autorizzava i confratelli del Santissimo Sacramento della Metropolitana ad abbandonare le cappe tradizionali ed a seguire la processione in semplice abito nero. Piccolo, ma significativo indice del clima del tempo. (da G. Biasutti - Storia del Santuario di Castelmonte - Udine, 1964) Bilanci co e opeve pu Francesco Musoni ricava un giudizio relativamente positivo sulle condizioni economiche della Slavia dai bilanci comunali. I comuni, ben amministrati - stando al Musoni - sono in situazione di pareggio, o di lieve situazione debitoria, nella loro maggioranza. Sono indebitati in modo consistente - nel 1895 - solo i comuni di S. Pietro e di S. Leonardo. Anche dalla entità delle spese fatte per opere pubbliche - afferma il Musoni - si può ricavare una qualche idea delle condizioni economiche, le quali spese sono rappresentate da cifre molto modeste, ma che non devono destare meraviglia, quando si pensi che pochissime sono le fortune che sorpassino le 100.000 lire dì capitale e nel Distretto dl S. Pietro nessuno paga più di 1.700 lire d'imposta all'anno. E qui Francesco Musoni riporta lo specchietto della situazione dei bilanci comunali, delle spese per opere pubbliche e lo sviluppo delle strade. Distretti Comuni bilanci 1895 debiti spese per opere pubbl. 1885-94 sviluppo delle strade S. Pietro S. Pietro £ 46514,33 £ 61700 £ 97000,00 km. 15,565 al Natisone Tarcetta £ 17759,08 — £ 6395,30 km. 2,400 Savogna £ 12879,34 £ 4000 £ 17000,00 — Rodda £ 11024,89 £ 5204,57 — S. Leonardo £ 34678,07 £ 32000 £ 75000,00 km. 15,296 Grimacco £ 10376,69 £ 1000 £ 25000,00 — Drenchia £ 9366,02 £ 6000 £ 12000,00 — Stregna £ 7420,36 — £ 3457,72 km. 0,200 Tarcento Lusevera £ 18427,74 £ 1416 £ 3708,90 km. 12,439 Platischis £ 48525,64 — £ 24500,00 km. 9,044 Ciseriis £ 26084,00 — £ 48086,58 km. 15,905 Moggio Resia £ 52905,18 — £ 26940,25 km. 33,563 Da notare che ben quattro comuni non disponevano di un metro di strada (Savogna, Rodda, Grimacco e Drenchia) e che Stregna ne aveva solo 200 metri! (da F. Musoni-Sulle condizioni... degli Slavi in Italia, 1895) Slavia da invidiare Da una seduta del consiglio provinciale nel 1910 Nella seduta dell'8 agosto 1910 il consiglio provinciale di Udine affrontò la discussione sul bilancio per l’anno 1911. Il distretto di S. Pietro al Natisone era allora rappresentato dal cav. dott. Gemi-niano Cucavaz, che faceva parte della maggioranza, e dal mons. prof. Giovanni Trinko, consigliere cattolico di minoranza. Cucavaz risultò assente da tutte le sedute del consiglio di quell'anno, mentre Trinko fu sempre assiduo ai lavori. Nella discussione sul bilancio Trinko puntualmente tornò sul trattamento riservato alla Slavia che - a suo avviso - bisognava aiutare ad uscire dall'isolamento e dal bisogno. A Trinko ribattè l'avvocato Vincenzo Casasola, membro della deputazione (giunta). Il verbale dell'intervento contiene questo brano: Del resto credo che le condizioni della Slavia non siano poi tanto da commiserare. Come i popoli primitivi essi sanno misurare il sistema di vita in base alle rendite ed alle loro condizioni. Quasi, quasi, qualche volta passando per quei paesi là dell’alta montagna ho pensato, se non sia una disgrazia l'introduzione di elementi di civiltà, tanta è la tranquillità, la calma, la solennità di quei paesi che sono proprio da invidiarsi. (Ilarità). Con questo non intendo di dire che i paesi della Slavia abbiano a rinunciare alla partecipazione di quei aiuti, che diverse disposizioni di legge hanno fissato per venire in loro soccorso, e di metterli così in condizione di partecipare a quei vantaggi, che certamente - per la condizione in cui sono collocati dalla natura - senza aiuto di forze estranee non possono pretendere. novi matajur paj^isrH, I risultati PROMOZIONE Polcenigo - Valnatisone 0-0 2. CATEGORIA Sangiorgina - Pullero 0-0 3. CATEGORIA Savognese - Fulgor 1-0 UNDER 18 Tavagnacco - Valnatisone 2-0 ALLIEVI Valnatisone - Sedegliano 1-0 GIOVANISSIMI Valnatisone - Bressa/Campoformido 5-0 Fulgor - Valnatisone 1-3 ESORDINETI Audace - Buonacquisto 2-0 Azzurra - Audace 2-0 PULCINI Audace/A - Chiavris/A 2-0 Audace/B - Chiavris/b 2-0 AMATORI Reai Pulfero - Tricesimo 1-1 PALLAVOLO FEMMINILE S. Leonardo - Natisonia (U.14) 0-2 S. Leonardo - Cogeturist/B (U.16) 3-0 S. Leonardo - Fincantieri 3-0 Prossimo turno PROMOZIONE Valnatisone - Juniors 2. CATEGORIA Pullero - S. Rocco 3. CATEGORIA Riposa la Savognese UNDER 18 Valnatisone - Buiese ALLIEVI Cormorangers - Valnatisone GIOVANISSIMI Valnatisone - Sedegliano ESORDIENTI Audace - Manzanese PULCINI Manzanese/A - Audace/A; Manzanese/B - Audace/B AMATORI Reai Puliero - Rivignano PALLAVOLO FEMMINILE Il Pozzo - S. Leonardo (Under 14)] Remanzacco - S. Leonardo (Under 16); S. Vito - S. Leonardo (Serie D) Le classifiche PROMOZIONE Spilimbergo, Sanvitese 12; Pro Fagagna, Pro Aviano 11; S. Luigi 10; Valnatisone, Juniors, Polceni-go, Rauscedo 9; S. Sergio 8; Corde-nonese, Tavagnacco 6; Buiese 5; Ar-teniese, Portuale 4; Pro Osoppo 3. 2. CATEGORIA Rizzi 13; Savorgnanese, Azzurra 12; Manzano 11; Buonacquisto, Be-arzilO; Ancona, Natisone, Buttrio 9; S.Gottardo 8; Pullero 7; Forti & Liberi, S. Rocco, Sangiorgina 5; Gagi ianese 2; Asso 1. 3. CATEGORIA Venzone 8; Chiavris, Coseano 7; Savognese, Nimis, Ciseris 6; Stella Azzurra, Treppo Grande 5; Fulgor, Com. Faedis, Colugna 3; L' Arcobaleno 1; Martignacco 0. UNDER 18 Serenissima 13; Cussignacco, Tavagnacco 10; Bressa/Campoformi-do, Tolmezzo, Pasianese/Passons 9; Manzanese, Buiese, Gemonese 8; Valnatisone, Union 91, Sangiorgina, Cormonese, Trivignano 6; Flu-mignano, Arteniese 4. ALLIEVI Serenissima 12; Mereto D.B., Sedegliano 10; Donatello 8; Valnatisone, Gaglianese 7; Celtic 6; Bres-sa/Campoformido 4; Lestizza 3; Flaibano 2; Cormorangers 1; Bertio-lo 0. GIOVANISSIMI Donatello 11; Fortissimi 9; Sedegliano, Gaglianese 8; Valnatisone 6; Buttrio 5; Com. Faedis 4; Rivolto, Union '91, Flumignano 3; Azzurra 2; Bressa/Campoformido, Fulgor 0. ESORDIENTI Azzurra 10; Cividalese 8; Audace, Gaglianese, Donatello 5; Manzanese, Chiavris 4; Torreanese, Buonacquisto 0. PULCINI - Girone G Union '91, Chiavris, Manzanese 7; Fortissimi 6; Audace, Azzurra 5; Torreanese 2; Cividalese 1; Donatello 0. PULCINI - Girone H Audace 10; Donatello 7; Chiavris 6; Union '91, Manzanese 5; Azzurra, Fortissimi 3; Torreanese, Cividalese 1. N.B. Le classifiche di Allievi, Giovanissimi, Esordienti e Pulcini sono aggiornate alla settimana precedente. TUTTOSPORT VSE O ŠPORTU ,, ‘Vi -... DOMENICA POSITIVA PER SAVOGNESE, PULFERO E VALNATISONE - SUCCESSI DI ALLIEVI E GIOVANISSIMI Pulcini, due squadre su tutte Turcutto d’argento Per 10 secondi le sfugge l’oro nella 50 chilometri Naša srečna napoved Tentiamo la fortuna con Pierino Fanna totocalcio La Valnatisone ritorna dalla trasferta pordenonese di Polceni-go con un pareggio a reti inviolate. E’ stata una partita molto equilibrata che ha visto le difese prevalere sugli opposti attacchi. Con questo pareggio gli azzurri non hanno saputo aprofittare della sconfitta della capolista Spilimbergo. Domenica a S. Pietro salirà 10 Juniors di Casarsa. Secondo pareggio consecutivo del Pulfero che dopo aver fermato 11 Manzano ha mantenuto le distanze dalle posizioni di coda pareggiando ad Udine con la Sangiorgina. Al termine della gara l'allenatore Toni Podreka ha detto di essere soddisfatto del risultato ottenuto dai suoi ragazzi. Domenica prossima per i ragazzi di Olivo Domeniš c’è la possibilità di migliorare la classifica ospitando gli udinesi del S. Rocco. La Savognese ottiene la prima vittoria casalinga, si fa per dire, sconfiggendo gli udinesi del Fulgor con una rete del solito Žarko Rot, giocatore che non sembra risentire dell’età, andando a segno con una continuità esasperante. Domenica prossima la Savognese riposerà. Gli Under 18 sono stati sconfitti a Tavagnacco dalla locale formazione. Ridotti in nove a seguito delle espulsioni di Nicola Sturam e Peressutti i nostri ragazzi hanno La rosa del Pulfero con l’allenatore Toni Podreka cercato di raddrizzare la barca senza riuscire nell'impresa. Sabato ospiteranno la Buiese. Gli Allievi cancellano l’immeritata sconfitta subita la scorsa settimana col Mereto Don Bosco regolando il Sedegliano con un gol di Massimiliano Campanella e colpendo una traversa con David Specogna. Domenica trasferta a Udine col Cormorangers. I Giovanissimi vincono il recupero col Bressa/Campoformido §razie alle doppiette di Cristian pecogna e Stefano Tomasetig e il gol di Denis Terlicher. Ancora due reti per Denis nella trasferta col Fulgor completata dal gol di Enrico Cornelio. Con i gol di Marco Domeniš e Michele Bastiancig gli Esordienti hanno vinto il recupero con il Buonacquisto; non hanno potuto fare il bis perdendo con la capolista Azzurra a Premariacco. I Pulcini/A hanno riassaporato la gioia della vittoria contro il Gianluca Peddls - Pulcini/A Chiavris con un gol per tempo segnati da Gianluca Peddis e Ivan Duriavig. Continua la regolare marcia in vetta dei Pulcini/B che con lo stesso risultato hanno imitato i più grandi con una doppietta di Mauro Simaz. Il Reai Pulfero fa notizia per non essere riuscito a mantenere il vantaggio ottenuto con Alberto Paravan contro il Tricesimo che ha raggiunto i ragazzi di Severino Cedarmas nella ripresa. Pallavolo: la Polisportiva parte con il piede giusto E’ iniziata nel migliore dei modi l’avventura in serie D per le ragazze della Polisportiva di S. Leonardo (nella foto) che hanno nettamente surclassato la squadra monfalconese del Fincantieri con un 3-0 che non ammette discussioni. L’obiettivo finale della società è quello della permanenza nel campionato regionale appena iniziato. Auguriamo alle ragazze che, assieme al loro coach Giorgio Zonta, riescano ad ottenere questo importante traguardo. Sabato sono attese alla riconferma nella trasferta di S. Vito al Tagliamento. Udinese di bene in meglio: frenata la corsa del Lecce Ancona-Lecce 1 2 Bologna-Reggiana 1 2 Brescia-Lucchese X Casertana-Pescara 1 Messina-Palermo 1 X Modena-Avellino 1 Padova-Cosenza X Piacenza-Udinese X 2 Pisa-Cesena 1 X Taranto-Venezia X Siena-Empoli X Olbia-Tempio 1 Francavilla-Teramo X Disputando la migliore gara dall'inizio del campionato l’Udinese non è riuscita a vincere contro il Lecce, una delle candidate con i bianconeri alla promozione in serie A. Dopo l'inizio scoppiettante dei bianconeri i giallorossi ospiti hanno giocato in superiorità numerica per circa un'ora, a seguito dell'espulsione di Rossini, senza poter mettere sotto l'Udinese. Erano i bianconeri a passare in vantaggio al 35' del primo tempo con una pennellata di Dell'Anno su calcio piazzato. Alcuni minuti più tardi era ancora il difensore bianconero Calori ad avere la possibilità del raddoppio ma la sua conclusione troppo debole e centrale veniva neutralizzata senza problemi da Battara. Al quarto d'ora della ripresa gli ospiti pervenivano alla parità con una conclusione in rovesciata di Baldieri. Abel Balbo ha tentato per due volte il gol: la prima conclusione si è persa di poco a lato mentre nella seconda il pallone ha colpito Luca Mattel ancora protagonista l'incrocio dei pali e con uno strano rimbalzo ha concluso la sua corsa a lato invece di entrare in porta. Domenica trasferta emiliana con il Piacenza degli ex De Vitis e Lucci prima del doppio confronto casalingo con Bologna e Reggiana. Maria Paola Turcutto sul podio del campionato italiano a cronometro con le nazionali Chiappa e Bonnanomi Pierino Fanna ha giocato nelle giovanili delTUdinese, nell'Atalanta, nella Juventus, nel Verona, nellTnter e nuovamente nel Verona, dove tuttora milita. Conta 26 presenze in Nazionale Under 21, 9 in Nazionale olimpica e 14 nella Nazionale maggiore. Nel numero precedente Guido Qualizza ha totalizzato 9 punti. GRMEK Zverinac Zapustila nas je Lidia Lazarjova V čedajskem špitale je umarla Antonia Lidia Floreancig, uduo-va Bucovaz. Imiela je 76 liet. Lidia, takuo so jo vsi poznal, se je rodila go par Obrankeh, v Blascjovi družini. Poročila pa je bla Bepcja Lazarjovega iz Zve-rinca. Puno liet sta preživiela v Belgiji, kamar sta bla šla za die-lat, an tle sta zredila njih družino: adnega puoba, Marja, an tri hčere, Libano, Lucijo an Gianno. Kar sta se varnila damu, sta šla živet dol na Zverinac. Nomalo liet od tega je Bepic umaru. 'No lieto od tega je Lidia huduo obobela. Puno cajta je bla du špitale an potlè je ostala parali-zana, takuo de je šla živet doh hčeri Luciji, dol na Liesa. Lucia an vsa nje družina sta jo z veliko ljubeznjo varval, pa tudi te druz otroc so jo hodil gledat. Li- liana, ki živi tu Kanadi, je lietos paršla sauan trikrat, Gianna, ki je du Napoli, pa nih petkrat. Te drug tiedan je Lidia spet začela stat slavo, pejal so jo naglo v špitau pa tu an par dni je umarla. V žalost je zapustila hčere an sina, zete, neviesto, navuode an vso drugo žlahto. Nje pogreb je biu v četartak 31. otoberja popudan go na Lie-sah. so jo tudi kot Valerija) pustila v žalost moža, sina, hči, neviesto, zet, navuode, sestro, kunjade an vso drugo žlahto. Nje pogreb je biu v Barnase v nediejo 3. novemberja popudan. PODBONESEC ŠPETER Bečja Umaru je Augusto Cencig Je šlo napri samuo an miesac od kar je umarla Maria Pussini, poročena Cencig. Nje pogreb je biu v Špietre 29. setemberja. V hiši, kjer sta živiela puno bet kupe, je biu ostu sam nje mož Augusto. Seda je umaru an on. Imeu je 81 bet. Augusto nie mu živiet brez Marije, je bluo previč težkuo an žalostno, je bluo buojš umriet. Z njega smartjo je pustu v žalost sestre, kunjada, navuode an vso drugo žlahto. Njega pogreb je biu v pandiejak 28. otuberja v Špietre. Smart jih je bla arzpar-tila an le smart jih je pa spet združila. Naj v mieru počivajo. Barnas Zapustila nas je Gina Costaperaria V čedajskem špitale je v pe-tak 1. novemberja umarla Gina Costaperia, poročena Scaggian-te. Z nje smartjo je Gina (poznal Bjača Smart mladega moža Je bla nedieja 3. novemberja. Antonio Clavora iz naše vasi je biu šu ku vsako nediejo na jago. Biu je zdrav an veseu. Okuole adne popudan se je muoru uša-fat s te drugim jagri njega skupine za kieki kupe pojest. Pa ob tisti ur ga nie bluo. Počakal so ga nomalo cajta, potlè njega parjateu Mario iz Lipe je poštu-dieru, de je bluo buojš ga iti gledat an takuo so nardil. Subit potlè so ga ušafal, pa Antonio jim nie odguoriu, je biu že mar-tu. Težkuo je bluo prit do njega, saj je padu dol pod čelo. Njega truplo so rešil šele drug dan, v pandiejak, s pomočjo gasilcu, karabinierju an drugih judi. Štiernajst miescu od tega mu je bla umarla mama Marija, ne dva miesca od tega an stric, an seda še on. Imeu je samuo 43 bet an v žalost je pustu ženo Lauro, smuove Marca an Federica, hči Katio, sestro, žlahto, pa tudi njega par-jatelje jagre, s katerim je preži-veu puno veselih ur, pru takuo Nediške puobe, saj tudi on je kupe z njim pieu. Njega pogreb je biu v torak 5. novemberja popudan v Landar-ju. PIŠE PETAR MATAJURAC Sneu je klabuk an začeu molit Tisti dan sem se veselo an pošteno nasmejau. Bla je liepa, sončna zornada spomladi 1946. lieta. Biu sem za hlapca par Jakopinu v Kanalcu. Gospodar se je biu odloču, da bo naredu pod vasjo liep vinograd. Teren je biu dobar, pa njive so ble star-me, zatuo je bluo potriebno brajde podzidat. Zatuo so bli potriebni delavci, posebno zidarji in ker so imeli vsi potriebo zaslužit palanko, jih je puno novi matajur Odgovorni urednik: JOLE NAMOR Izdaja: Soc. Coop. Novi Matajur a r.l. Čedad / Cividale Fotostavek: ZTT Tiska: EDIGRAF Trst / Trieste Settimanale - Tednik Reg. Tribunale di Trieste n. 450 Naročnina - Abbonamento Letna za Italijo 30.000 lir Poštni tekoči račun za Italijo Conto corrente postale Novi Matajur Čedad - Cividale 18726331 Za Slovenijo - Žiro račun 50101 - 601 - 85845 «ADIT» 61000 Ljubljana Vodnikova, 133 Tel. 554045 - 557185 Fax: 061/555343 letna naročnina 400.— din posamezni izvod 10,— din OGLASI: 1 modulo 23 mm x 1 col Komercialni L. 25.000 + IVA 19% paršlo na dielo. Velik problem je biu za jim skuhat kosilo an večerjo. Buožac jest pa sem muoru po trikat na tiedan nosit sie-rak v malen na Liesa. Bluo je težavno za ga nest v žakju dol, še buj težavno pa parnest moko an otrobe navzgor, saj se Kana-lac tarduo darži Sv. Martina, v nad šestuo metru nadmuorske višine. Med delavci, ki so pomagali zidarju, sta bla tudi muoj stric, Tonin Štefanu iz Gorenjega Barda, gljuh ku kaman. An Tonon Tonhu, glih iz tiste vasi. Tonina Tonhovega je bla pregnala, z družino, uejska iz Belgije 1941. lieta, zatuo mu je bla dobra vsaka palanka, ki jo je zaslužu po zornadah. Bla je kumi končala zadnja velika uejska an je šele vse manjkalo. Bla je mizerja, pa Tonin Tonhu ni niti v mizerji zgubiu svojega veselega duha, spiritoznosti, humorja, nagajivosti, sposobnosti, da te je spravu v smieh, četudi si biu trudan an ti je šlo za jokat. Prou trudan sem biu, kadar sem parnesu iz maina moko an otrobe. Odluožu sem brieme na parvi zid. Do Kanalca je biu še an dobar počivaj. Bluo je okuole danajste ure. Z rokavom raz-stargane srajce sem obrisu puot iz čela an se oddahnu. V tistem momentu sem ču predlog (pro-pošto) od Tonina Tonhovega: “Ustavimo se an moment, sna-mimo klobuke an kapuze z gla- ve, on (Tonin Štefanu) bo mislu, da molimo pudan". Potlè, ko smo se vsi nasmejali, smo spar-jeli “propošto". (Morebit, da bo puno mladih, ki ne bojo zastopili, da smo šele v tistih lietih molili, kadar se je zvon oglasu: za Jutarince, zjutra, za pudan an za Avemarijo za tistim, ki je umaru, pa nies-mo viedel, kduo je. Izrekli smo besiede: ‘Buog se mu usmil čez dušico!'). Nu, an tisti dan smo dielali finto, da molimo pudan, čepru je bla samuo danajsta ura. Vsi zidarji in manovalji, gologlavi, oparti na lopate an malendrine, pikone. Tonin Štefanu uzdigne glavo an zagleda, da vsi darže klobuk v roki in da ne dielajo. Buog mu je biu odvzeu posluh, čut, pa ga je biu obdaril z drugo gnado. Dau mu je čut opazovanja. Spoznu se je na sonce, luno an zvezde. Kadar je pogledu na sonce, videu, kje se nahaja na nebu, bi ti biu poviedu glih uro. Tudi tisti dan je pogledu na sonce an zmajau z glavo. Čudno se mu je zdielo, da že zvoni pudan, pa ker so ga drugi molili, je tudi on sneu klabuk an začeu molit. Tisti dan, ob kosilu, pa se je skregu z gospodarjem, ker kosilo ni bluo skuhano za pudan. Tista ura, ena ura mu je ušla an jo ni nikdar vič dohiteu... Vas pozdravja Vaš Petar Matajurac An par žarni antà je kilo! & Al poznata Ernesta Gariup - Petrina iz Podsriednjega? Je an človek zlo šimpatik. Mu je ušeč se posmejat, zatuole jih prave zlo debele. Telekrat pa nieso debele samuo tiste, ki jih prave, debelo je tudi kar je pobrau... Ku po navadi, kar je paršla jesen, je šu du Buorna, an prestor gor nad Pičičam, brat kostanj za ga jest tan doma, pa tudi za ga nest na špietar-ski targ, saj tudi on je vpisan v Apo. Kar je začeu odperjat griče, je ostu brez besiede. Tajšne debele moronice so ble, de s 40 žarni je naredu 'no kilo! V Špietar ga je znesu 8 ku-intalu an 13 kilu. Ponosno nam je jau: "Kar so ga vebral, nie bluo še adne zame "di serie C ". Je biu vas parve an druge kategorije! ". Takuo nas je paršu gledat an za sabo je parnesu nomalo tele moronice. Zaries je zlo debela, po-gledita na naši fotografiji, kajšna je. Smo ga vprašal, če diela on kake posebne reči, za de kostanj rata takuo debeu. Sme-he nam Ernesto odguoriu: "Ben, puno pride reč prestor, kjer se ušafa drievje, pa tudi... če je mladuo drievje, jih uaga narest "debele", če je buj staro, mu manjka kura-ža!” Poliambulatorio v Špietre Ortopedia doh. Fogolari, v pandiejak od 11. do 13. ure. Chirurgia doh. Sandrini, v četartak od 11. do 12. ure. Ufficiale sanitario dott. Claudio Bait S. LEONARDO venerdì 8.00-9.30 S. PIETRO AL NATISONE lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, 10.30-11.30, sabato 8.30-9.30. SAVOGNA mercoledì 8.30-9.30 GRIMACCO: (ambulatorio Clodig) lunedì 9.00-10.00 STREGNA martedì 8.30-9.30 DRENCHIA lunedì 8.30-9.00 PULFERO giovedì 8.00-9.30 Consultorio familiare S. Pietro al Natisone Ass. Sociale: D. LIZZERÒ V torak od 11. do 14. ure V pandiejak, četartak an petak od 8.30 do 10. ure. Pediatria: DR. CHIACIG V sriedo od 11. do 12. ure V petak od 11. do 12. ure Psicologo: DR. BOLZON V torak od 8. do 13. ure Ginecologo: DR. SCAVAZZA V torak od 8.30 do 10. ure Za apuntamente an informacije telefonat na 727282 (urnik urada od 8.30 do 10.30, vsak dan, samuo sriedo an saboto ne). Dežurne lekarne Farmacie di turno OD 11. DO 17. NOVEMBRA Sv. Lenart tel. 723008 S. Giovanni al Nat. tel. 756035 OD 9. DO 15. NOVEMBRA Čedad (Fornasaro) tel. 731264 Ob nediejah in praznikah so odparte samuo zjutra, za ostali čas in za ponoč se more klicat samuo, če ričeta ima napisano »urgente«. BČIKB BANCA DI CREDITO DI TRIESTE TRŽAŠKA KREDITNA BANKA FILIALA ČEDAD FILIALE Dl CIVIDALE Tel. (0432) 730314- 730388 Ul. Carlo Alberto, 17 Fax (0432) 730352 Via Carlo Alberto, 17 HRANILNA PISMA/CERTIFICAT1 Dl DEPOSITO Tržaške kreditne banke predstavljajo možnost varčevanja; posebno ugodne obrestne mere in različni vezani roki omogočajo, da si vsakdo izbere pogoje, ki mu bolj ustrezajo. Varčevanje do 100 milijonov lir Varčevanje preko 100 milijonov lir Mesečno Obrestna Mesečno Obrestna zapadlost mera zapadlost mera 6 10,625% 3 10,75% 12 11,00 % 6 11,00% 19 11,00 % 12 11,25% 19 11,00% I CERTIFICATI DI DEPOSITO emessi dalla banca di Credito di Trieste SpA rappresentano un’interessante opportunità d" in- vestimento. I tassi d’interesse particolarmente vantaggiosi, nonché le diverse scadenze previste, offrono ampie possibilità di scelta ai sottoscrittori. Investimenti fino a 100 milioni Investimenti oltre i 100 milioni Scadenza rendimento scadenza rendimento mesi lordo mesi lordo 6 10,625% 3 10,75% 12 11,00 % 6 11,00% 19 11,00 % 12 11,25% 19 11,00%