ANNO VIT. Capodistria, IC giugno 1873. N. 12. .fij")'iffpo//!i JWfRà *••(#'» -olia, .oni7 - :0 «aibafi niieiO Giornale degli interessi civili, economici, amministrativi >£ itc - ili ' IDuiO oi DELL' ISTRIA, 303 Ü ed organo ufficiale per gli atti della Società agraria istriana. ò «ìieboM - ttitflonaU ce'ibnA w ; .obuta iheiax./! - xsàsiiiori Esce il 1 ed il 1G d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno f.ni 3; semestre e quadrimestre in proporzioue. — Gli abbonamenti si ricevono presso la Redazione. Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente.--Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. ATTI UFFICIALI DELLA SOCIETÀ AGRARIA. j .a- giorno 31 -àV ■ 1»J ' '."2 della I. seduta di Comitato rimessa al giorno 20 giugno 1873, ore 4 pom. 1. Relazione intorno ai sussidi finora accordati per abbeverato) non compiuti é deliberazione sullo nuove domande di sovvenzione per la costruzione o riattazione di altri'abbeveratoj. 2. Resoconto del sussidio di abbeveratoj pel 1872. .iftoìnca Binaiq 3. Relazione sui premi chiesti per la campagna serica del 1872. 4. Deliberazione sulla continuazione degli attuali provvedimenti di sericoltura o sulla attuazione di nuove relative misure. D , 5. Resoconto del sussidio di sericultura pel 1872. 6. Resoconto del sussidio per allevamento di animali bovini pel 1872. 7. Deliberazione sul quesito posto dall' i. r. Ministero di agricoltura se gli attuali provvedimenti in favore di un miglioramento delle nostre razze-bovine debbasi sostituire altro provvedimento adr-dottato nella provincia di Gorizia e Gradisca;. 8. Consultazione sul modo di impiegare profìcuamente i sussidi accordati per sementi e per or-ticultura. 9. Resoconto sulla sovvenzione accordata, nel 1872 per acquisto e- distribuzione di macchine e consultazione sull'eventuale necessità di; regolare definitivamente l'impiego di tale sussidio. 10. Rinuncia del Dott. Piccoli all'ufficio di sc- .«£.-• .b : L • i,: oii) oii'::", ■ gretario per mutamento di domicilio e provvedimento per la sua sostituzione. 11. Comunicazioni della Presidenza: a. sulla legge relativa alla ferrovia istriana in relazione ad analoga petizione del II. Congresso agrario ; b. sull' esito della soscrizione per l'esposizione geognostico-agraria dell' Istria ; c. sulla partecipazione della Società all'esposizione mondiale di Vienna1; d. sulla offerta di un Comitato promotore per la pubblicazione di una gazzetta politica, istriana;; e. sulla scuola agraria istriana e relativa deliberazione dell'i, r. Ministero'di agricoltura; f. sopra mia comunicazione dell'i, r. Ministero di agricoltura; perchè sieno rappresentate nella distribuzione dei sussidi tutte le parti della ■ • / provincia. T2: Altri argomenti non posti all'ordine del giorno; di cui però fosse ritenuta la urgenza. Rovigno 10 giugno 1873. Esposizione mondiale. ,0s:: : ..'. ..ii ij Pubblichiamo l'elenco degli espositori istriani e delle cose esposte alla esposizione mondiale avuto dalla spett. Presidenza del Comitato; centrale in Trieste. Albona. Francesco Sonezek - Campioni pietre e terre. m Vincenzo Depaugber Manzini - Campioni tas sello, cemento, mattoni. n (Carpano) - liàr. A. M. de Ròttscliild - Triu-cliente,, carbone foss., calce. 1244 Buje. Giorgio Dr, Franco - Tino, liquore. Capodistria. Fratelli Cobol - Pelli concie, e materiali da concia. t Pietro Longo - Vino diverso. » Nicolò de Madonizza - Vino, olio, granaglie, frutta. v Giannandrea Gravisi - Vino, olio. » Presidenza del Consorzio dei Sali - Sale marino. » Francesco Poli - Modelli di costruzione navale. • * i ^ ?j n Giorgio Cav. de Baseggio - Seta gregia, som-macco. >• Giacomo Cav. Godigna - Piante di cardo, bozzoli, seta greggia, vino, aceto. » Ambrogio Cocever - Stemmi delle città d'Istria - intarsio in legno. » G. B. e P. F.lli Sardotsch - Vini diversi. » Pietro Giovannini - Progetti di aereoscafo. Cherso. Giuseppe Bregato - Un Violino di Guarnieri 1703. v Gerardo de Petris - Un disegno d'una Cappella e 1000 preparati ipicroscopici dia-tonee. v Gerardo de Petris - Olio d'oliva, vino, resina, vernice, foglie lauro, imboscamento coll'ailanto. Cittanuova. Pietro Dr. de Filippini - Vino, olio, pera, cereali. v Antonio Gelsomini - Eefosco spumante. Dignano. Andrea Benussi - Vino, olio, orzo. t A. C. Marchesi - Vino, olio. r> Vito Malusà - Vino. T. Sottocorona - Vino. J » dtto bozzoli, seta, album, modelli, r Giov. Antonio Benussi di Angelo - Vino, olio, mandorle, rosolio. » Pietro Vittori - 12 cop. Opuscolo del Concime. Grisignana. Marco Calcina - Vino liquore v Nicolò Corva Spinotti - Vino liquore, vino, diverso. Lussinpiceolo. Antonio Antunovich - Olio, conserva di pomi d'oro, lingue affumicate. » Giuseppe Maria Vidulich - Olio, conserva pomi d'oro. Montona. Giovanni Antonio Flego - Acquavita, olio d'oliva, vino, nocelle. Parenzo. Comizio Agrario di - 1 Aratro, seminatore erpice. » v » * Colleziono di Cereali. v » ri v Vino, olio div. » v » * Vino, carcioffi. •n Giunta Provinciale - Statistica delle scuole. Pirano. Consorzio delle Saline di - Prodotti dell'acqua di mare. « Andrea Fonda - Olio d'oliva, sardelle, pesce preparato. Pirano. Municipio di - Pietre di lavoro. Stabilimento Industriale Salvetti e C. - San- ite» sa, bisolfuro di carbonio, olio e sapone di sanso. v Carlo Jell - Saponi resinati. Pisino. Gaetano Ferrante - Piani e Memorie della Basilica d'Acquileja. Pola. Antonio Gareis - Macchina a vapore con cal-daja. » Paolo Hauser - Quadri ad olio. n Distretto Giudiziario di - Pietre di cave, cotte, terre. v Enrico Hauser - Pressa, elice. > Andrea Danelutti - Modello di nave, 2 violini. V Wilhelm Olimitsch - Vagone di strada ferr. disegni, modelli. Itovigno. Magistrato civico - Saggi di disegno. ji Giov. Brunetti fu Lodovico - Piante carcioffi, capperi. p Camera di Commercio e d'Industria. - Campionario mineralogico. v Camera di Commercio e d'Industria - Legnami diversi e carbone. n Camera di Commercio e d'Industria - Eaccolta di pesci e crostacei. » Società Agraria Istriana - Esposiz. descrittiva - Statistica Istriana. "* i v'Jv.v *' ly* • ' J ' * JV^Jiil JuUiliJjlJl/1 • ' » Domenico Giardo e Cecon - Paste e pane biscotto. » Matteo Cav. Kismondo - Olio d'oliva, noci, frumento turco. « Angelo Piccoli fu Giorgio - 6 carcioffi, 1 pianta carcioffi. » Società Agraria Istriana - Olive conservate, Vini diversi, Cereali e legnami, Olii d'Oliva, Produzione boscareccia d'Istria, Illu-straz. geognostico-agrario d'Istria, Erbario o flora completa.' Salvore. Antonio Jaeic - Mandorle. Umago. Gir. Dr. Manzutto - Vino, olio, cereali. Relazione del signor Ministro onor. Castagnola letta al consiglio di agricoltura nell'adunanza del 23 gennajo a. c. Istruzione Agraria. L'Italia ha una seconda scuola superiore di agricoltura ; il 9 corrente fu inaugurata quella di Portici, ove si trovano iscritti 22 allievi; buona parte dei quali sono forniti di licenza degli Istituti tecnici ; alcuni sono mantenuti dalle Provincie, fra le quali va mentovata quella di Cagliari. A Milano è incominciato il terzo anno d'insegnamento, e 49 allievi ne frequentano le lezioni. Possiamo quindi fissare con compiacenza Y attenzio- ne nostra sull'avvenire, avvegnaché, mercè codeste scuole, verrà .gradatamente l'Italia provvedendo alla mancanza eli buoni insegnanti in agricoltura. Una scuola speciale di agricoltura, volta a formare buoni agricoltori, e fattori, è sorta in Altamura; due colonie agràrie, in Scansano e Brindisi, ed una scuola podere, in Valmontone, sono state pur ordinate nel decorso anno. Da per tutto, in codeste istituzioni, vi è concorso di allievi. — L'Italia avverte il bisogno dell' istruzione, lo che è un gran passo pel nostro miglioramento. Ora l'Amministrazione tende ad ordinare altre colonie e scuole poderi in Alanno, Atri, Orvieto, e quella grandiosa di S. Martino presso Palermo. A Napoli e Genova, in quei due grandi stabilimenti destinati a raccogliere i figli dei poveri, tutte le arti s'insegnano, meno l'agricoltura. — lo consigliai le rispettive Amministrazioni di introdurrvi un insegnamento speciale di frutticoltura ed orticoltura, che mi parve in armonia con le esigenze di quelle città. Promisi un sussidio. — Ed il consiglio fu accolto. jijf HI O eoa non alio -Qui« 1£D (jjioqyu D'accordo col mio collega della pubblica istruzione fu a Reggio, come lo era stato già a Pisa, ordinato l'insegnamento agrario in quella scuola magistrale. — A Pisa vi assistettero^:12 allievi maestri, dei quali.n.s 7 superarono con lode le prove finali. Una pratica in corso intorno a questo argomento col predetto mio collega della pubblica istruzione mi ha consigliato a non insistere,, acciò codesto insegnamento sia esteso per ora ad altre scuote normali. E frattanto accordai diversi sussidi! a quei maestri che avevano date lezioni di agraria nelle scuole rurali, e distribuii loro ed agl'i allievi che 7 'lì' -VIL»// II1CI ili »! Jj J1» J HfylTg 1* : • maggior profitto ne avevano ritratto n. 100 volumi di monografie e trattati pratici di agricoltura. Nel decorso anno non furono dimenticate le conferenze. — Se ne tennero 30 magistrali,, alle quali assistettero n. 417 maestri e 20 libere intorno ad argomenti speciali, alle quali assistettero n. 1700 uditori. Quasi da per tutto le Provincie, i Comuni ed altre associazioni unirono i loro sussidi a quelli dati dal Governo : laonde anche per questo rispetto vi è materia di confronto. — Fra le conferenze della seconda specie vuol essere ricordata quella siili' uso-delie macchine agrarie tenuta al museo industriale di Torino. Poi convennero in seguito ad accordi presi col mio collega della Guerra, soldati specialmente delle provinci'e meridionali, che, provenienti dall'agricoltura, erano sul punto di ritornare ad essa Furono accordati premi speciali a quelli che più si distinsero ; ma tutti al certo ritornando ai patrj lari saranno al caso di insegnare ad altri ciò che appresero. — E così l'esercito acquista altro titolo di benemerenza. — Furono distribuiti 200 volumi di opere agrarie per le biblioteche circolanti. Il numero dei giovani che sono all' estero a spese del Governo per istudii agrarii, viene tuttodì diminuendo. — Le nostre scuole superiori d'agricoltura non rendono più necessario che se ne invìi un gran numero. Le informazioni che ci giungono da ogni parte ove essi si trovano, attestano che da per tutto fanno buona prova dei loro studii. Circa 100 mila lire sono state spese nel decorso anno per fini d'istruzione agraria, comprendendo in questa somma il concorso pel mantenimento delle scuole di Milano e di Portici. Col 15 del decorso mese l'Istituto forestale di Vallombrosa ha dato termine al primo triennio d'insegnamento, e noi possiamo essere molto lieti deiri-sultamenti ottenuti. — Questo istituto, ha raccolti nel .triennio 59 allievi,, dei quali 23 erano a carice di Provincie. — E frattanto numerose sono le domande di ammissione che giungono da ogni parte d'Italia. La condizione speciale di questo Istituto,, in ordine alla sua residenza, mi ha consigliato di fissare l'anno scolastico tra il l'di marzo ed il 15 dicembre. — Il secondo triennio incomincierà col 1" del prossimo mese di marzo, e la esperienza fatta nel passato, rispetto all'ordinamento ed all'indirizzo scientifico di codesto istituto, ci porgerà il mezzo di allargare ed armonizzare le sue parti, acciò si progredisca migliorando'. Stazio»! agi-isrie» — LabevatoviU Neil'adun iBza del 4 dicembre 1871 accennai al Consiglio che vi erano pratiche in corso per la fondazione di stazioni agrarie ed enologiche. Mi piace ora d'informarvi che a Roma, Palermo, Caserta e Forlì furono fondate nel 1872 stazioni volte al primo scopo-, ad: Asti: e G atti tiara stazioni volte al secondo. Col concorso del Governo è sorto a Siena un laboratorio di chimica agraria, come prima erano sorti quelli di Bologna e di Pesaro. Ma le dimando per nuove stazioni mi giungono da ogni parte d'Italia; Associazioni agrarie., Comuni e Provincie ne sollecitano la fondazione. — A me pare però, e spero in ciò di esser d'accordo col Consiglio, che occorra arrestarsi, e non. aumentarne il numero. Nello stato della nostra agricoltura, le stazioni che abbiamo sono pari ai bisogni. Secondando altre dimande, si potrebbe aprire la via a gravi disinganni, e mettere in pericolo l'avvenire di codesta utile istituzione, la quale, a me piace ripetere ciò che dissi in altra occasione, si riassume nel suo direttore. Ora l'Italia, è uopo pur confessarlo, ha penuria di chi possa valére all'uopo. Laonde anche per questo rispetto è bene di procedere con molta circospezione e rivolgere ogni nostra cura a far prosperare e sempre più migliorare le stazioni già fondate. — Io mi tengo con esse in continua comunicazione, fo ogni sforzo, nei ristretti confini del bilancio, per secondarne le dimande, e fra breve spero di offrire a voi una pubblicazione, volta a dimostrare quale sia stata l'attività scientifica di codesti stabilimenti nel breve periodo di tempo da che hanno vita. A me importa però d'informare il Consiglio, che io approfitto ben volentieri di siffatta iniziativa locale per dare ad essa un indirizzo che 'stia in armonia con i bisogni della nostra agricoltura. Vittorio, Siracusa e Noto in provincia di Siracusa, mi hanno chiesto un concorso nelle spese di fondazione di stazioni enologiche. — Io ho in quella vece consigliato la fondazione di una scuola pratica di viticultura e di vinificazione, ed ho promesso un sussidio. Il Prefetto di Bari mi ha annunziato che quel Consiglio provinciale aveva iscritto in Bilancio 50 mila lire per una stazione agraria. — Allorché questa pratica prenderà üna forma più concreta, vedrò quali suggerimenti occorra dare, quale speciale stabilimento d'istruzione convenga invece promuovere a preferenza. Ma anche per questo rispetto io debbo ripetere che fa uopo procedere lentamente. — Noi dobbiam l'ormare prima abili direttori e professori per codeste scuole, laonde il ritardo non è a danno ma bensì a benefizio delle istituzioni; solo a me sembra necessario di portare a compimento alcune pratiche già iniziate per l'impianto di una stazione di entomolo-già agraria, volta a definire, secondo dati della scienza, nuove osservazioni e nuovi esperimenti, i diversi casi e le condizioni diverse nelle quali una specie ili insetti apparisce utile o dannosa agli interessi dell'agricoltura, ed i provvedimenti opportuni per ottenerne i vantaggi od evitarne i danni. — E codesta «sa parte così importante per l'agricoltura, che par-mi senz'altro ne rimanga giustificata "la urgenza. ' • WmAUÌ^^ . «glgj Della necessità di governare Itene I vini in Cantina. (Continuazione, vedi n. 11.) Travasi. Non è soltanto presso noi che regnava il pregiudizio: che il vino cavato dalla feccia (: matrice la chiamavano:) perda in tutto le sue buone qualità. Il vino di Fiume p. e. è senza contrasto un vino molto amabile, ma ve ne sono de' buoni anche altrove ; a Fiume non si potrà mai conseguire da un vino straniero, per quanto buono che sia, posto alla spina un prezzo come per il vino di Fiume, che 11 chiamano domestico, perchè, dice il pubblico consumante: questo è sulla propria matrice. Costretti noi dopo che aspergiamo le uve con polvere di zolfo di travasare i vini più volte onde liberarli dal cattivo odore, ci siamo persuasi che i vini invece di perdere si perfezionano in conseguenza de'travasi. Eccettuati vini molto aspri che contengono molto acido tartarico, malico e tannino e che sortono dalle drappe limpidi, quasi tutti i vini hanno più fermento I di quanto abbisognano per compiere la loro tormenta-zinne, - compiuta poi la fermentazione, il fermento è soltanto un fomite di sconvolgimento, e tutte le materie deposte dal vino che non sono in stretto senso fermento sono non soltanto inutili ma possono diventar cau.^a di malattie principalmente quando nelle cautine penetra il caldo. Ragione vuole dunque di allontanare dal vino questa feccia, la questione soltanto è del tempo opportuno di farlo e quante volte debba essere ripetuta questa o-perazione. Qui non si può prescrivere nò le epoche quando devono seguire questi trovasi nè il numero dei medesimi ; dipendendo tutto dalla qualità del vino; noi accenneremo pertanto alle massime dietro le quali conviene regolarsi ne'trava3Ì; — Ogni producente di vino deve aver cura che all'apparire de primi caldi in primavera il vino venga liberato dalla feccia che può nuovamente intorbidirlo e guastarlo. Se dopo esser posto il vino in botte esso si mantiene torbido bisogna almeno avanti Natale travasare la l.ma volta. Più denso, colorito e meno aspro che è il vino più avrà bisogno di ripetuti travasi. Siccome i vini sono più torbidi contempo nuvoloso Je con venti forti, i travasi, onde siano efficaci, devono esser fatti con tempo sereno e con aria non troppo agitata. Sarebbe bene che il travaso si facesse mediante tubi e principalmente quando si tratta di travasare vini non troppo spiritosi i quali non hanno molto da perdere, mancando peraltro questi tubi bisognerà adoprare ogni cura onde durante il travaso vi sia movimento d'aria iu cantina il meno che possibile. — E qui viene in acconcio di parlare di questi vini deboli che sono la miseria delle cantine. — Se sono deboli cioè mancanti di spirito ma ricchi di acido malico cioè che assomigliano un pò al cidro e contengono sufficiente- tannino non è molto: da temere per la loro salute, e se vi è- chi li- compri si vendano, se poi non si- possono ben vendere sarebbe opportuno di trattarli, cioè giù il mosto, dietro il sistema di Gali che è conosciuto e riguardata da tutti gli enologi codine bonificazione e non falsificatone di vino-, — Vi sono poi dei vini deboli amabili e poco garbi, questi sono i più pericolosi perchè disposti qualche anno di andare in verso come si dice in Istria, cioè' di decomporsi. Senza aver esperienza, noi crediamo che trattati alla Gali o Petiot cioè con un aggiunta di zucchero al mosto prima che fermentino, si potrebbe salvarli, imperciocché un funto di zucchero si cangia mediante la fermentazione in mezzo funto di alcool. In ogni caso deve essere di grande giovamento una dose di tannino, il Barone Babo dice che per giudicare della quantità di tannino da aggiungersi, al vino basta il gustare il vino più volte ed arrestare l'immersione quando il sapore astringente sia percettibile. Noi consi-glicessimo di fare l'assaggio con una piccola quantità di vino e di stabilire la dose per un intiero arnaso col conto proporzionale. — Ma posto il caso che ci troviamo in possesso d'un vino debole ed amabile già latto, l'unico mezzo per salvarlo dalla decomposizione e di trattarlo alla Pasteur riscaldandolo fino a CO gradi sopra zero del termometro Ileaumur, mancando l'apparato ad hoc, noti vi è altro rimedio che di dare al consumo un tale vino. In bottiglie può un tale vino benissimo essere trattato alla Pasteur nella seguente maniera come viene praticato da un nostro conoscente; travasato il vino chiaro in primavera in bogiglie, queste si mettono in un bagno riscaldato a 30 gr. R. quando si crede che il vino abbia raggiunta questa temperatura si pone la bottiglia in un altro bagno riscaldato a CO gr. R.. e vi si lascia stare alquanto tempo, poi bisogna passare la bottiglia in bagni rinfrescanti onde il vino ritorni quanto prima alla temperatura di 12 a 15 gr. R. Noi abbiamo bevuto vino di Costrena trattato in questo modo in primavera del secondo anno, ed il nostro amico ci assicurò che quel vino, dopo che lo tratta alla Pasteur, gli si conserva più anni senza andare mai guasto. Essendo nostro scopo di dare soltanto dei cenni sul buon governo de' vini onde si conservino e non si ammalino, evitiamo di parlare delle malattie a cui vanno soggetti e dei rimedi più o meno efficaci onde rimetterli,. della quale materia trattano diffusamente o-pere enologiche ed enoehimiche che va bone studiare c consultare^ (Continua) In risposta alla lettera, firmata un rurale dell' Istria pubblicata nell' ultimo-numero della Provincia, abbiamo rivenuta la seguente.- l'reg. sig. Redattore Ricevo in questo momento il di Lei pregiato giornale " La ProvinciaN. 11 anno VII del 1" eor- 12-17 rente, nel quale a pag. 1238 io ho letta una lettera a me diretta da un tale che si firma Un rurale dell' Istria, quel sacco di derisioni al mio indirizzo con paragoni che io stimo troppo me stesso per ribattere, mi consigliano a dirigerle la presente, con preghiera di farla od in originale od a stampa pervenire all'Autore anonimo di detta lettera senza data-Prego il signore Anonimo Rurale di credere che mi era ignoto che esistesse un giornale chiamato "La Provincia,, per cui l'articolo a cui fa allusione non può essere mio ; però ringrazio di cuore la Provincia d'aver parlato della "terra di Pozzuoli quale rimedio potentissimo contro le malattie delle uve sia la Crittograma ( Oidio) sia Philoxera. y In quanto alla Critogama sono sei anni che si adopera in Napoli e tutti, dico tutti, coloro che se ne servirono misero da parte lo Zolfo e continuano le solferazioni colla terra marcata B, e se collo Zolfo la guarigione non è mai certa, mentre che colla ter-della Solfatara nelle sue, fino ad ora, modeste proporzioni impiegata non si conta un insuccesso. Se l'Anonimo Rurale avesse meglio riflesso invece di scrivere quella lettera doveva dirigersi a me e chiedermi un quintale di detta terra, l' avrebbe fatta, analizzare, avrebbe fatto esperimento su qualche vite e si sarebbe istruito per l'avvenire; 20 lire Italiane non avrebbero fatto ne la mia fortuna ne la sua ruina; e dopo analisi e prove avrebbe veduto se era il caso di una propaganda contro la terra della Solfatara di Pozzuoli ; nell' analisi avrebbe trovato il suo elemento, lo Zolfo cioè che vi entra per 40 a 50 per % Potassa, Calce traecie, A maniaca etraecie di acidi solforici ed arsenicali ; il tutto combinato insieme è ciò che costituisce la forza che la malattia ha duo» o per essere vinta.. In quanto alla Philoxera, esperimenti non se ne fecero, perchè grazie Iddio in Italia non ne esiste; gli esperimenti però si fecero sopra gli altri insetti perfino sui bracchi o scarafaggi dei campi a-ratori e sui fiori e la distruzione degli insetti è sicura perchè la si vide realizzata; la.terra per la distruzione della Philoxera è diversa da quella della solfo rapinile sopra descritta essa si marca A.; si pratica a.30 Centimetri lontano dalla pianta ed alla profondità'di 23 a 30 Centimetri; gli acidi Solforici ed Arsenicali sono in essa in maggior copia-, e coll'u-mido della terra e dell'acqua*pluviale gli acidi-si sviluppano o producono il loro- effetto di asfisiare e distruggere l'insetto. La Philoxera è un corpo animale e come gli altri corpi animali debbono perire all'azione'combinata dei due acidi Solforico ed Arsenicale; ed il signor Anonimo'Rurale spero che crederà se io gli dico che nessun corpo animale resista all'arsenico, lo prego dì non farne là prova- sopra se stesso.. Il resto della detta terra A dopo la perditi!. degli acidi indicati, a poco a poco si scioglie e penetra lentamente nelle radici dando forza e vigore alle piante. Se il vostro anonimo ò Rurale saprà che Potassa, Zolfo, Calce ed Amoniaca sono cose tutte eccellenti par l'agricoltura ; combinate però rutt' insieme come lo sono servono potentemente alla ve- •12: iS getazione e fioritura delle piante di ogni specie. 11 sig. Rurale dice che non dissi dove ed in qual terreno nel p. p. 1872 le uve furono guarite. Io le mando due stampati che prego di far pervenire a detto Signore che sferza dietro le bancate dell'anonimo, o meglio, nel bene pubblico, di riprodrurre ; e detto signore vedrà che io ho citato come autore della scoperta il Professore De Luca; io ho citato un nome davanti al quale ogni Italiano deve inchinarsi pel rispetto che li suoi meriti gli hanno meritato. Si diriga quindi all' illustre scenziato, il suo indirizzo è Commendatore Sebastiano De Luca all'Università di Napoli; e siccome egli è cortese e civile quanto è scenziato si darà premura di dargli tutte le più persuadenti spiegazioni. Il De Luca è membro dell' Istituto delle Scienze di Parigi; bisogna aver grandi meriti per aver conseguito un tanto onore. Egli fu dall'accademia Parigina invitato ad occuparsi per la distruzione delle Phi-loxere; se quel corpo scientifico si è rivolto al De Luca indica ben chiaramente in quale conto e rispetto egli è tenuto; ed il De Luca mandò la sua relazione, ed indica come solo rimedio la terra A della Solfatara di Pozzuoli. Vedi tomo LXXYI N." 6 del 10 febbrajo 1873. — Se non si ricorda l'anonimo Rurale me lo ricordo ben io, quanti anni vi vollero perchè lo Zolfo entrasse negli usi generali per la guarigione dell' Oidio. Ed io conosco un numero ben forte di possidenti che visti perduti i loro vigneti preferirono distruggerli anziché servirsi dello Zolfo. Se lo Zolfo fece il suo cammino, io ho coscienza che ha anche fatto il suo tempo perchè la terra della Solfatara lo farà dimenticare ; con essa si ha certezza di guarigione ed economia da 50 a 60 per cento. La sorpresa mia fu grande nel leggere che io faccio richiamo con molta destrezza ; si vede che mi conosce poco ; sappia che non ho speso un sol quattrino in pubblicità; ho fatto delle circolari, le ho spedite ai giornali che io conoscevo esistere e nulla più. Chi ne vuole ne prenda e si troverà contento, chi non ne vuole, buon padrone, io non mi affliggerò per questo; e solo dirò come umanitario ho fatto il mio dovere; non mi credete? non ne volete? buoni padroni ma lagnatevi contro voi stessi; perchè se vi è male è indicato come guarirlo ; e se non volete guarirlo peggio per voi. Mi perdoni la noja che le ho dato con questa mia, e se stampa qualche cosa suddiciò Le sarei tenutissimo se me ne manderà un esemplare come fece con la precedente lettera che mi die occasione ad incomodarla, e ringraziandola ben di cuore mi creda Napoli 4 giugno 1873. Suo Devotissimo Gioacchino Curti. Il signor Curti scrive una seconda lettera alla Redazione, nella quale riporta, a prova della bontà dei suoi preparati, un brano di lettera del signor Conte Ernesto Lodron di Laterano di Eppau, presso Bolzano; il signor Conte Lodron si mostra soddisfatto degli effetti ottenuti con la terra della solfatara di Pozzuoli contro la muffa (sic) tanto degli alberi da frutta, come delle viti. Col pubblicare queste lettere del signor Curti abbiamo inteso, unicamente, soddisfare ad un debito di giustizia. Se la terra di Pozzuoli ed i preparati del signor Curti possiedono la virtù ch' egli asserisce, non si tarderà a saperlo in modo indubbio. Speriamo che il nostro amico runde non vorrà insistere in una polemica che oro non avrebbe più alcuno scopo utile per il pubblico. Negli ultimi giorni dello scorso Maggio e primi di Giugno ebbero luogo come al solito le esposizioni di animali bovini nei varii scompartimenti di concorso, della Provincia. Ci siamo procurati in proposito, le seguenti notizie da: Buje. Tori nove, e lo stesso numero di vacche. Ebbe il primo premio un bel toro di pura razza Bujese, ed il secondo un toro di razza incrociata cori razza Romagnola, i di cui caratteri apparivano distinti nella testa. Bellissime le vacche, tanto che il giurì si era trovato in imbarazzo su quale far cadere il premio. Possi bilmente vorremmo che fosse destinato un altro premio per vacche. fjastelnuovo. Le razze nostre sono importata dal C'ragno e modificate dalle condizioni locali in modo però che non presentano decisi caratteri ne per l'industria del latte, ne per lavoro. È opinione qui che non sia utile l'in-rintroduzione in questo scompartimento della razza grìgia, introduzione favorita l'anno scorso dalla società agraria còli la istituzione di lina stazione di monta. Porse che sàrebbé opportuno favorire qui la razza lattifera, per ora. — Al concorso furono condotti tre tori e otto vacche. I premi furono distribuiti. Dignano. Alia mostra di quest' anno si presentarono otto tori ed undici vacche, delle quali cinque-furono poste fuori dal concorso perchè non arrivavano all'età voluta dal regolamento (tre anni). 11 numero degli animali supera quello dell'anno scorso, però non si ebbe ad .osservare ancora miglioramento di razza, ne sarebbe possibile pretenderlo dal momento che per miglioramento di razza s'intende introduzione di una razza affatto nuova. Il toro riproduttore acquistato l'anno scorso a Buie dalla società agraria, non ha fatte che sole 22 monte, causa il prezzo troppo elevato per la monta. — Credo ehe il proprietario si sia deciso, da ora in poi a prestarlo, gratuitamente. Cosi vedremo a poco a poco sa>- stituirsi alle razze indigene senza caratteri determinati j la bella razza a mantello grigio. Pisino. Malgrado le contrarietà del tempo freddo e piovoso, la mostra di quest'anno può dirsi splendida. Comparvero 13 tori e 15 vacche delle quali però soltanto 7 furono ammesse concorso. Si potuto constatare la preponderanza che va acquistando sulle altre razze unche buone, la razza grigia che pur è stimata la migliore. In ogni modo è sicuro, ed assai confortevole, che l'allevamento degli animali nel nostro scompartimento sia in via di deciso progresso. ! 1 y Montona. Furono presentati al concorso quattro tori e quattordici vacche. La bella razza grigia di Buie è la predominante. Yenne premiato un toro di Topolovaz di rara bellezza. — Era dégnó di ammirazione anche il toro esposto del Sig. Radoicovich. I ffrtVftß I/ 0*T • ff r y vtvl /. Veglia. 11 concorso fu scarso, nè poteva essere altrimenti : le condizioni dello scompartimento (Veglia - Cherso-Lussino) non sono anqpra mutate tanto da presentare utili risultati di un buon allevamento iniziato e favorito da una buona scelta di riproduttori. Non sarà che opera lunga e paziente quella di sostituire alla razza indigena meschina, ed incrociata con razza della Croazia, la bella razza grigia della quale, come sapete, abbiamo qui un toro, acquistato l'anno scorso dalla società agraria a Buie. 11 prezzo della monta - un fiorino - eccessivo, non ha permesso che molti se ne servissero. Quest'anno per generosa condiscendenza del proprietario del toro la monta sarà gratis. Hanno fatto ottima riuscita gli stalloni, acquistati in Sardegna, dall'egregio Sig. Bartolomei, per conto della società agraria. Prodotto bozzoli. Capodistria, 15 giugno. La produzione di quest' anno sarà presso poco uguale a quella dell'anno scorso. Inutile parlare dille contrarietà atmosferiche le quali furono comuni a tutta l'Istria e a tutta l'alta Italia. l)i notevole abbiamo qui una partita di giapponese seconda riproduzione confezionata qui, andata tutta a male, colpita dal calcino. La cellulare, anche confezionata con ogni cura, non ha date buone prove. La flaccidezza ha fatto gran malanni. Il mercato fin' ora è languido, per poca roba ; i prezzi si uniformano a quelli dei mercati più noti : fiorini 1.40 a 1.50 la nostrana buona alla libbra di V.; e 1.20 ed 1.30 la giapponese. Una delle principali nostre filande yonne impresa da uno speculatore lombardo. Au- , 12 4!) the questa piccola industria è ora impedita dalle grandi filande a vapore che furono introdotte nel vicino Friuli. Montona, 12 giugno. La coltivazione di bozzoli nostrani gialli venne tenuta in quest' anno su scala più tosto vasta in tutti i paesi e casali che circondano la Valle del Quieto, in modo che sii per giù si può far calcolo sopra parecchie migliaja di funti di Vienna di bozzoli % di eccellente qualità (qirca funti 15,000). Pare anzi che in quest' anno la malattia usuale sia stata assai mite, poiché non si odono che disastri parziali, lo che deve far credere e sperare che il fatale morbo sia per dar luogo, e che tornar debbano i tempi buoni, tranquilli, e ricchi di serico prodotto del passato. Soltanto sembra qui strano ene i prezzi sieno relativamente depressi, e che vi sia mancanza di compratori di un genere che deve essere smaltito in breve epoca'. Di ffatto la maggior parte dei bachi salirono ti i già al bosco, e galletta fatta c'e n'è a bizzeffe da gettar sul mercato, e i produttori stansi aspettando i prezzi un po' più grossi, e si fidano sull'atmosfera fredda, lo che poi deve finire perchè si può prolungare ma non scappare dal mercanteggiare. E cosa curiosa poi come in questo centro dell' Istria mediana o qui o a Buje o a Visinada non possa mai essersi stabilito un mercato regolare, mentre è cosa nota che dintorno al bacino del fiume su terre poste al meriaggio si coltiva la più bella e più buona galletta dell' Istria, >e la quantità credo, che superi qualsiasi altra zona di paesi della Provincia. Giappponese c'è n'è ma in quantità poca, però bellissima. Comunque, è tempo che i produttori pensino a vendere, e che i mercatanti facciano loro pro e della quantità e qualità del genere e della operosità degli allevatori, poiché così inco-raggieranno l'industria, faranno del bene agli altri e a se stessi, e la diletta nostra patria potrà dare un sospiro di sollievo (è ben poco ancora) dopo tanti colpi funesti della sorte che le si scaraventano addosso e dal cielo e dalla terra. Faremo 13 giugno. La produzione di bozzoli del distretto giudiziario di Pa&enzo si avvicina più al mediocre che al buono. Di fronte a partite che salirono magnificamente al bosco (sappiamo che se ne trae anche semente) ne riscontriamo altre intieramente perdute, altre, mezzo perdute; e ciò saltuariamente senza scorgervi una causa unica o predominante. Molte varietà di bachi erano state poste all'incubazione, e cioè giapponese riprodotta e cartoni originari, semente gialla ktcale, ed in maggior copia gialla proveniente da Pisino e daDignano; quest'ultima diede bellissimi risultati. Le perdite, bene inteso, iron vanno attribuite ad atroglia o pebrina propriamente detta. Questa malat- tia si può dire affatto sparita, e non da quest'anno soltanto, la malattia dominante, del pari da qualche anno, è la flacidezza. Ad onta delle perdite subite si può non ostante ritenere che le infezioni morbose che attaccarono il baco da seta in questo distretto si trovino in notevole decrescenza. Che se molte partite non diedero felici risultati è facile spiegarsene la causa. L'inverno straordinariamente mite e la primavera precoce, fece schiudere delle uova ai primissimi di aprile, perfino in marzo. . Non avendo saputo o voluto evitare lo schiudi mento, bisognò adattarsi al fatto compiuto; ed è evidente che per quante attenzioni si praticassero, a quei bachi mancò foglia nella loro prima età, e foglia matura posteriormente. Si aggiungono i tempi umidi, costantemente piovosi, non è a meravigliarsi di una riuscita pòco felice. Falli sotto a tali condizioni anche qualche partita di cartoni originari giapponesi, mentre altre partite della identica provvenienza riuscirono perfettamente tanto a Parenzo, quanto nel contermine distretto di Montona. E le cellulari?, ed il microscopio che cosa ha pronosticato? Non parliamone al momento. Se Gueria Me-neville, si trovasse a Parenzo, forse si darebbe una fregatina di mano, contento di vedere confermate le sue idee. Sebbene non si possa ancora rilevarlo è sperabile che la produzione del distretto arrivi a quella dell' anno passato che fu di circa funti 8200. ■ ; . .. . .ì Quello che è alquanto singolare, e che merita di essere notato, è che non si presentarono compratori, »"»o Non è noto a chi scrivo che sia stato determinato ialoun prezzo, ne fatti degli acquisti. I produttori sono costretti a soffocare le partite in attesa di un provido compratore (*). dT^'läml 1.11 - 'ikull e j'^i^ il fvü ü i* f F^ ^ì o ttf r, *>«.. f mya'1 (") Non sappiamo spiegare iT fenomeno, cioè (felli merce in piazza senza acquirenti: sappiamo elve qui compratori mm mani-ano e die i prezzi del nostro mercato Snti» ragguaglinti ai prezzi «tei mercati del vicino Friuli, quiDdi di tutta l'alta Italia. — Crediamo elio sarebbe cosa utile per tutti se si formasse un centro di mercato p-r tutta la Provincia, dove troverebbero garanzia, per ciò che riguarda i prezzi, tutti- i piccoli produttori, e dove gli speculatori avrebbero più sicuri dali onde sviluppare in scala più larga i loro affari. - .f ^ ti ! (Nota della Redazione.) Pisino, Vì giugno. * . fr)ejf bachi non si può prevedere il buon esito ancora, perchè maggior parte tra il quarto sonno e l'andata al bosco. Qui se ne tiene quest'anno molto meno dell'anno scorso. In piazza si vendono adesso quelli provenienti dai distretti di Montona e Pinguente. 9j:!JHHiitcL o .. 'uijj oflfiia i as ihp^^j^i» w j -rjiiQ Jfloraa d tìUofcomji ^noqqiiuj&ùa a »flci&d 11 prodotto dei bozzoli in questo Comune può dirsi i r\ ■ ri .... • ?-» t . * 71. buono. Dai (Jomuni vicini ogni giorno giungono bellissime partite, per essere qui vendute, e generalmente si sentono buone notizie. La maggior parte della semente posta alla nascita fu confezionata dal signor Tomaso Sottocorona di Di-gnano. I risultati furono ottimi. Parimente è riuscita la semente qui confezionata-dal signor Antonio Fachinetti di Pietro. . J ~ Jltu^lJ uqm.jj lij. : i*. ijiloo 01 -rnoO :tbìhis j OOOIIX ItHiO ilXyO^u' . Oviimio Rattazzi, eminente uomo di stato uno dei più strenui campioni dell'indipendenza italiana moriva a Prosinone il giorno 5 giugno p. p. Tutta Italia piange la sua morte. Completiamo la raccolta delle più importanti manifestazioni fatte per la morte di Alessandro Manzoni. Funerali .di Alessandro Manzoni. Giovedì 29 maggio venne accompagnata all'ultima dimora la Kalma di Alessandro Manzoni. Il corteo, scrive la Perseveranza, non si avrebbe potuto immaginare maggiore per qualunque potente della terra! Era composto diurna enorme moltitudine di cittadini di ogni ordine e condizione, dai Principi della gloriosa dinastia Sabauda, dalle rappresentanze dei grandi Poteri dello stata e di quelle di quasi tutte le città italiane, all'umile e laborioso contadino del villaggio di Brusuglio, ove L illustra defunto aveva un modesto podere^ All'entrare del convoglio nel duomo, il Capitolo metropolitano in corpo gli si era mosso incontro alla maggior porta, onore che è concesso, rispetto ai laici, soltanto ai principi di sangue reale. La Messa venne pontificata dal prevosto del Capitolo metropolitano monsignor Calvi. Dove passava il funebre corteggio non v'era angolo deserto, non porte e davanzali, non luogo di "sporto in cui non si vedessero raccolte od an-nicchiato persone: la curiosità la commozione era generale. Al cimitero parlò il Sindaco poi Giulio Carea-no, il senatore Achille Mauri rappresentante del Senato, il cav. Ignazio Ciampi, rappresentante il Municipio di Roma. Letto poscia 3àl segretario del Comune'l'atto con che era constatata Ta consegua al cimitero della salina venerat i, la bara Veniva collocata in una piccola cella delle catacombe. Una pietra di marmo bianco corniciata di una lista nera ne indica il sito: Qui il Municipio di Milano — nel giorno 29 maggio 1873 — la salma ai -- Alessandro Manzoni — inte-rinalmente deponeva. Terminata così la cerimonia in mezzo ali onda commossa degli spettatori, i Principi reali si ritirarono salutati, da lunghi applausi. Il signor Enrico Manzoni, figlio dell'estinto, ha ricevuta, la seguente lettera : Caprera, 27 maggio. Carissimo Enrico p'itžuii arrarr sn ci .TylbtpJÜ olteoit ol La perdita del grande vostro genitore è lutto nazionale — e non v'è.angolo dell'Italia ove non sia sentita dolorosamente. Ammiratore ed amico dell' illustre poeta, io jyirtecipo al vostro figliale dolore e sono vostro > ••. vi G. Garibaldi. I nostri studenti di Graz hanno spedito il seguente telegramma: Belinzag hi Sindaco Milano Dalla morte di Alessandro Manzoni — profondamente commossi — il lutto della patria condividono — e scolpita nel cuore serbando la sua memoria— sulla tomba questo segno di loro dolore, de-»ongono. Gli studenti d'Istria, Trieste, Gorizia e dexl Trentino all' università e Politecnico di Graz. Gli studenti triestini ed istriani della università di Padova inviarono un loro collega a rappresentarli ai funebri medesimi. Dal rendiconto della seduta del 30 maggio del consiglio della Città di Trieste, togliamo quanto se- Impedito di proporre la mozione lunedì decorso per essere rimasta deserta la seduta indetta ier quel giorno, il consigliere D.r Vicentini propone che piaccia al Consiglio esprimere il suo sentito di cordoglio per la perdita avvenuta dell'illustre A-essando Manzoni, invitando il Podestà a dar parte di questi sentimenti del Consiglio al Sindaco di Milano, e a votare una somma quale contributo al-'erezione del monumento che la Città di Milano ha divisato di innalzare in onore del summo italiano. Il Consigliere D.r Vidacovich appoggia la mozione, siccome tendente ad adempiere ad un dovere eminentemente civile, facendo emergere i motivi, tei quali va sommamente glorioso il defunto. Accolta, a sensi del regolamento l'urgenza della mozione, è votata la prima parte della medesima ad unanimità, e deliberato poi il contributo di fiorini 1000 a grandissima maggioranza. Nelle ultime sedute del Consiglio scolastico provinciale dell'Istria venne approvata la proposta fatta al ministero dell'istruzione per l'istituzione d'una scuola d'arti e mestieri a Pirano; venne deliberato di proporre che lo studio della lingua tedesca nei tre corsi della scuola magistrale propriamente detta sia obbligatorio e venne presa notizia d'un dispaccio ministeriale con cui viene dichiarato obbligatorio lo studio (Idia lingua tedesca nell' i. r. ginnasio superiore di Capodistria cominciando dall'anno scolastico 1873-74. (Prog.) Scrivono all' Osservatore Triestino : Parenzo, 1 giugno. Dopo esaminati esattamente gb operati delle Commissioni distrettuali e combinati i risultati, la Commissione provinciale pélla regolazione dell'imposta fondiaria nell'Istria accettò con assoluta maggioranza di voti la tariffa di classificazione proposta dal referente provinciale, e deliberò inoltre a voti unanimi di spedire nei singoli distretti alcuni suoi membri per rendere esatta conoscenza dei singoli fondi inodel-o, prima ancora di passare alle operazioni del-'estimo parziale. •MttguoQOrlBiif)IÌ9Sfl9iird ili- rvuoid ihva onuii!"« ouii-orófomoiff olßiimo'j IE .UHfllhS» ojrteBtttiia sUnabst o Il pfogrepso del 10 corr. venne sequestrato. La stessa sorte toccò all' Isonzo N. 46-, ed al Barbiere risorto del 7 corr. — L'i. r. Tribunale prov. in Trieste, deliberando sulla domanda dell'i, r. Procura di Stato ha giudicato: contenere il tenore del libro intitolato: L'Italia esposta agli Italiani, ltivista dell'Italia politica e dell'Italia geografica nel 1871, per Libero Liberi, pubblicato a Milano presso la Società cooperatrice fra Tipografi, via Disciplini N. 15, 1873, gli estremi del crimine di alto tradimento, previsto dal § 58 c. Cod. p. e di offe-fa >a membri della Casa imperiale, contemplato dal § li4 cod. sudd. Si vieta per conseguenza l'ulteriore diffusione dello stampato suddetto negl'imperiali e regi Stati, e si ordina la distruzione degli esemplari dai libro stesso che venissero in seguito appresi; dopoché il presente decreto di divieto sarà passato in giudicato. -•u? nun U09 r. v. : :,'.) o:vK.;-.tfo'> lufc •.< n bi-> J Leggesi nel "Progresso,, del 9 corr: Abbiamo annunciato essere stata accordata dal Ministero la concessione per due linee ferroviarie oltre la vallata di Vipacco, delle quali l'una avrà il suo principio a Trieste, l'altra a Gorizia. La linea Gorizia-Raun (progetto dell' ingegnere Südenhorst e Consorti) tende, secondo le idee dei progettanti, ad una diretta congiunzione fra la rete ferroviaria settentrionale italiana e la meridionale ungterese nonché colla orientale, la quale sarà tanto più importante, quanto più si completeranno le ultime due reti. Le condizioni del terreno Sarebbero discretamente favorevoli per la posizione delle linee progettate, le quali hanno una lunghezza complessiva di circa 30 miglia. La vallata di Vipacco è ricca di prodotti naturali, conlenendo essa parecchi stabilimenti indù-strali, appartenenti in gran parte a triestini, i quali spediscono le loro merci a Trieste. Ed ora, a facilitare le comunicazioni anche da Trieste per la vallata di Vipacco, e dare così novello impulso allo sviluppo ulteriore delle industrie in questa città, due imprese eseguiranno una ferrovia a locomotiva lunga sei miglia da Trieste per Yipacco ad Aidus-sina, sussidiati dalla Banca Triestina di costruzioni e dagli ingegneri civili Szhiwitz e Como, di Trieste. Anche il Comizio Agrario di Zara, nella seduta 19 maggio 1873, compresa la urgente necessità di provvedere al credito agrario, in seguito a proposta del suo presidente, affidò ad un comitato lo studio per la istituzione di una banca agricola pel circondario di Zara. Nella discussione eli' ebbe luogo in proposito venne aé» connata come a modello la banca agricola di Lodi. orn E sortito il quarto numero del periodico Mente sana in corpo sano e contiene interessanti articoli intorno a questioni di ginnastica. Apprendiamo che nel prossimo autunno avrà luogo in Firenze il quarto congresso federale ginnastico italiano. Il Comitato promotore propone per lo svolgimento, in quell'occasione, il seguenti tema:. Della parte che deve avere la Ginnastica nella educazione nazionale e segnatamente nelle discipline scolastiche. Il movimento fra Trieste e le costo limìtrofe si fa ogni giorno ^iù vivo. La nuova linea Trieste — C'erri-c/nano dà buòni risultati. Sulla nostra costa, oltre- che il continuo andare e venire dei battelli a vapore da Muggia e Capodistria, e Trieste, e le gite giornaliere tra Virano Isola flieste e viceversa, il servizio fra Fola e Trieste- viene fatto ora, oltre che dal Lloyd, dal piroscafo. Te!»grafi e dal Mclanira^ toccando tutti i porti intermi3aoO Ii, r.müiqoä--A ox^axjlh Ilol» i'Jum im aJitriv« nf iaa oifoo! -tnq lÄ è tel. >'! di SS? JÄ ." (Dallo stesso). Bericht über die erste Oesterr: Molkerei Austeilung zu Vien ecc. ecc. von Benno Martiny. S'eparatabdruck aus der JMilch - Zeitun«-. — ßfl^oaciiw iti jsiiiv/^-l olio j)ftxQtaucic!trinfi 'umi. Cornine «it o ra zioac. IT primo, dtd, corrente giugno si compiva un anno da clie ebbimo a perdere la preziosa esistenza del! D.r Gl ANN ANDRE A MANZONI, Interpreti dtd' sentimento di tutti quanti lo conobbero, rammemoriamo" "la triste data con dolore profóndo ricordando- tutte lei eminenti qualità dell' illustre nostro concittadino. jIcij-j Sia pace all' anima sua.. ßlcl TIP. DI GIUSEPPE. TONDELLL. SECOLO de MA.DONIZZA Redattore,