TASSA POSTALE PAGATA EDIZIONE DEL MERCOLEDÌ la nostra lotta ORGANO DELL' U.A.I.S. DEL CIRCONDARIO ISTRIANO - TERRITORIO TRIESTE Il Potere Popolare, espressione della volontà degli operai e contadini, sarà inflessibile contro chiunque tenterà di arrestare il progresso sociale DIREZIONE — REDAZIONE — AMMINISTRAZIONE: Riva Castelleone 2 — CAPODISTRIA, telef. 138 ABBONAMENTI: Zona B e Jugoslavia anno: Din. 180, semestre Din. 90, trimestre Din. 50. anno L. 1400, semestre L. 740, trimestre L. 380. Zona A: DINARI 2. — LIRE 10. Conio corr. nella Banca Istriana NUOVA SMENTITA ALLE CALUNNIE Combattenti Greci confermano la sincerità della Jugoslavia BEN COMINCIA... In risposta alle calunnie lanciate dagli aderenti al cominform contro la Jugoslavia, tendenti a gettare la colpa sulla RFPJ, del tradimento da loro fatto alla Grecia democratica, numerosi soldati, ufficiali e sottufficiali della armata democratica greca che hanno partecipato ai combattimento sul Kajmakča-lan e sul Vitsi hanno fatto in questi giorni dichiarazioni con le quali condannano le calunnie dei co-minfòrmisti. Queste dichiarazioni rappresentano una severa condanna dei dirigenti del PC greco — i quali vogliono rigettare sulla Jugoslavia la propria colpa e di quelli dell’URSS in merito allo stato attuale del movimento democratico greco. «Non c’è Markos, non vi è più lotta» dicono i combattenti. Ad essi i dirigenti hanno suggerito: «E’ meglio arrendersi ai monarcofascisti che rifugiarsi in Jugoslavia». Tutti i combattenti che sono riparati in Jugoslavia, condannano le calunnie circa una collaborazione della Jugoslavia con i monarcofa-scisti. Il combattente Panajotis Haralan-gos ha affermato che un gruppo di monarcofascisti ha cercalo di circondare il suo gruppo ed a tale scopo si è diretto verso il territorio jugoslavo, ma i soldati Jugoslavi hanno, dalle posizioni sul confine, ributtato i monarcofascisti costringendoli al ritiro. Il Panajotis si è rifugiato in Jugoslavia ove è stato accolto a braccia aperte dai soldati dell’AJ i quali avevano ucciso un monarcofascista che tentava di oltrepassare la linea di confine. Numerosi altri combattenti hanno fatto dichiarazioni consimili ed hanno affermato di non aver mai creduto quello che il loro stato maggiore diceva contro la Jugoslavia. Un gruppo di 254 combattenti ed ufficiali che sono riparati in Jugoslavia hanno sottolineato neile pio-prie dichiarazioni che le guardie di confine gli hanno accolti fraternamente e hanno prestato ai loro feriti le massime cure cón solleci- non avere creduto alle calunnie contro la Jugoslavia poiché i popoli jugoslavi hanno combattuto contro l'imperialismo e perchè la Jugoslavia è uno stato popolare democratico ed è proprio perciò che sono venuti in Jugoslavia. Il sottotenente dell’Armata democratica Argir Krtevski ha affermato che suo fratello è stato fucilato nella metà di febbraio del corr. anno perchè non solidale con la politica del CC del PC Greco verso la Jugoslavia. Il marito di sua sorella è stato fucilato nel maggio per aver dichiarato in una conferenza che l’Armata democratica otteneva successi maggiori prima della destituzione del generale Markos. LA MIETITURA DEL GRANO E’ STATA ULTIMATA. IL RACCOLTO, FRUTTO DEL SUDORE DEI LAVORATÓRI DELLA CAMPAGNA, E’ SUFFICENTE AL NOSTRO FABBISOGNO tuđine. Hanno dichiaralo inoltre ai GRIDINO PURE I COMINFORM-REAZIONARI Con grossolane si voglion falsare bugie i fatti E' vile speculare divangando politicamenie su un provvedimento di pura giustizia sociale Alle grida eleva in questi giorni la reazione triestina, e, fatto che ormai non sorprende, anche la stampa com in formi,sta (vedi l’«Uni-tà» di Milano) relativamente al provvedimento del Potere Popolare sull’assegnazione a famiglie operaie di alloggi per ospitare chi è ulile e produttivo alla società. Tali alloggi sono stati sgomberati da famiglie i cui componenti non danno alcuna attività allo sviluppo della nostra economia ed il cui passato è oscuro. Il provvedimento adottato delle autorità competenti è stato reso necessario dalla grande pressione e sercitata dalla classe lavoratrice che ha reclamato il tempestivo intervento degli organi del suo Po- i» i». LA SITUAZIONE CINESE VARIE OPINIONI STRANIERE E TRASPORTO DELLA CAPITALE HONG KONG — Nei circoli bene informati di Canton si ritiene che l’Ambasciata sovietica rimarrà nella capitale per attendervi le armate comuniste e trasferirsi a Pechino dopo che la Russia avrà riconosciuto il Governo comunista la cui costituzione sembra ormai prossima. Si ricorda come, unica fra tutte le rappresentanze diplomatiche a Nanchino l’Ambasciata sovietica avesse seguito il Governo nazio-lista a Canton 5 mesi fa. L’ ambasciatore Rosshin è rientrato d’ altra parte in Europa lasciando 1’ incaricato sovietico alla direzione dell’Ambasciata a Canton. Negli stessi circoli si aggiunge che sembra si debba attendersi un radicale cambiamento della politica russa verso il Governo nazionalista. Il tempo dell’appoggio ufficiale ai comunisti cinesi sarebbe ora venuto. D’altra parte sembra ormai certo che le rappresentanze diplomatiche delle Nazioni occidentali attualmente a Canton seguiranno il Governo a Ciung King quando verrà il momento di evacuare la città. Si fa però rilevare che non è escluso che gli effettivi delle Ambasciate e delle delegazioni siamo ridotti. • Infatti i ministri nazionalisti hanno tendenza a dividersi in due gruppi: uno a Ciun King e l’altro a Formosa. La capitale Se Ciuan avrà dunque minore importanza di Canton. La rappresentanza degli Stati Uniti in Cina è assicurata per il momento in un modo molto singolare L’ambasciatore Leigton Stuart. rimas(to a Nanchino soffia, caduta della città ha fatto recentemente ritorno negli Stati Uniti ed il Dipartimento di Stato ha annunciato che egli non ritornerà nella ex capitale. Da parte sua il personale Manifesto degli sloveni carinziani KLAGENFURT. (Tanjug) — In occasione delle prossime elezioni dell’Assemblea regionale della Ca-rinzia, il fronte democratico popolare sloveno ha pubblicato un manifesto rivolto a tutti gli sloveni carinziani in cui questi vengono invitati a dare i loro voti al Fronte delocratico. Nel manifesto si sottolinea come nella situazione attuale ad ogni sloveno carinziano ii ponga il problela della salva-guardia del popolo contro la sistematica germanizzazione e contro l'influenza delle correnti nemiche che seminano l’odio fra il popolo sloveno ed austriaco. „II programma del Fronte democratico del popolo lavoratore — si dichiara nel manifesto — fornisce una netta risposta a tutti questi problemi«' dell’Ambasciata americana a Canton ha evacuato la città la scorsa settimana e risiede attualmente a Hong Kong. In seguito a ciò l’America non ha per il momento alcun servizio diplomatico nè nella Cina nazionale nè in quella' comunista. E’ però probabile che almeno parte dei servizi dell’Ambasciata si recìdano a Ciung King quando in questa città si sarà installato li Governo di Li Tsung Yen. Era logico che tutta la stampa reazionaria si scagliasse contro queste misure poiché vengono colpiti i suoi beniamini, quelli cioè che formano i suoi quadri di manovra da Trieste. A loro mezzo i noti circoli triestini diffondono o cercano di diffondere il malcontento e la disgregazione tra gli onesti lavoratori istriani. Si scrive su certi giornali .- non ultimi, come detto, quelli cominfor-misti — di snazionalizzazione di Capodistria, di calata in massa degli slavi e cosi via su questo tono. Anzi, a tale proposito il CLN del-l’Istria ha inviato al conte Sforza, giorni fa, un telegramma nel quale, con i rancidi luoghi comuni, lo in's formava" " detta'» «disperata* sTttfà-' zione della popolazione italiana nella zona «B» del TLT». Come ben si vede, dunque, su tutto fi fronte neo-fascista e comin-fòrmista è stata sferrata una violenta offensiva perché le nostre autorità hanno adottato giusti pro\Z vedimenti nei confronti di speculatori e fascistoidi, di individui, in-somma_che nella nostra zona non possono accampare alcun diritto sociale. Tutto ciò non^ può sorprendere se viene da parte della reazione poiché ben si' sa che interessi difende. Viceversa causa disgusto il fatto che la medesima «Unità» di Milano conduca una feroce campagna contro di noi e la Jugoslavia ricorrendo ad argomenti per nulla solidi. Argomenti che fanno dubitare, sia dell’intelligenza dei redattori del Ottime dot mando. In risposta alle calunnie lanciate dalla stampa cominformista contro la Jugoslavia, i minatori della RP FJ, ogni giorno, con la loro dedizione ed il loro slancio lavorativo, dimostrano il loro attaccamento e la loro fiducia nel PCJ. Giornalmente vengono raggiunti nuovi successi sul lavoro, il record di Siro-tanovic è stato superato. Ai nuovi records si è aggiunto in questi gior-’ ni il record della brigata di Bičič ad Arsia, brigata che, in 8 ore, ha scavato 502 tonnellate di carbone. Questo record è stato superato domenica scorsa dai minatori di Trbovlje una brigata dei quali composta da 12 membri, ha in 8 ore estratto 517,9 tonnellate di carbone. Il comp. Petkov comandante la brigata ha dichiarato: «Raggiungeremo ancora maggiori successi poiché ci guida il comp. Tito». PALERMO — Il colonnello Duca, il quale per coronare la sua attiva ed avventurosa carriera di a-gente della Pubblica Sicurezza a-veva accettato il compito pericoloso di sloggiare Giuliano e la sua banda dai loro nascondigli, ha effettuato una rapida ispezione nella zona «nevralgica» su una «jeep», indossando l’uniforme ed in compagnia di un capitano dei carabinieri. Secondo voci che insistentemente circolano a Palermo, recentemente un avvocato sarebbe stato rapito e portato e portato davanti Giuliano il quale gli avrebbe chiesto la somma di 50 milioni di lire pef il riscatto. — O — BELGRADO — »La BORBA« pubblica oggi una lettera fat':a_per• renile dall’operaio cecoslovaco Milin Ralis, membro d"l partite comunista cccQslovacci e fondai ré d ii! Associazione de di unici d-d i Jugoslavia di Tito n' Ila fabbrica d’automobili »Praza«,, prima del suo arresto a Betrih Geninder membro del comitato centrale del partito comunista cecoslovacco, in risposta ad un articolo dello stesso sul »Rude Pravo« e nel quale il Ralis veniva attaccato con una serie di menzogne e di calunnie per non essere d’accordo con la risoluzione dell’Ufficio informazioni. Ralis sottolinea nella sua lettera che nel 1945 egli è divenuto membro del partito comunista cecoslovacco e che per il suo devoto lavoro al partito aveva ricevuto un messaggio di congratulazioni dal partito comunista cecoslovacco firmato da Gotvlald e da Slanski. Egli dichiara poi che nel 1948 egli era stato licenziato senza preavviso al suo ritorno dalla Jugoslavia, da lui visitata assieme ad una brigata di minatori cecoslovacchi, perchè non aveva voluto nascondere le verità sullo stato di cose in Jugoslavia. 39g WASHINGTON — La crisi economica di cui soffre la Granbreta-gna può, secondo certi esperti britannici ed americani, riassumersi in qualche dato. Da tre anni e mezzo la Granbretagna ha ricevuto nel quadro del prestito concessole dopo la guerra e dall’ERP 5 miliardi e 400 milioni di dollari a titolo di prestito o di doni. Il deficit annuale è superiore ad un miliardo di dollari e la sua riserva è in procinto di divenire inferiore ad 1 miliardo e 600 milioni di dollari mentre era di 2 miliardi e 400 milioni di dollari il primo gennaio 1946. Nei circoli vicini alla delegazione britannica si attende un compressione del bilancio dal 5 al 10 per cento ciò che comporterebbe una,somma di 1 miliardo e 300 milioni di dollari. Bisogna considerare anche il numero dei disoccupati che ammonta già a 236 mila in Granbretagna e che potrebbe raggiungere il milione se queste compressioni del bilancio fossero imposte rigorosamente ciò che avrebbe per effetto — cosi si aggiunge •— l’inasprimento della crisi piuttosto che una soluzione della stessa. defunto «Lavoratore», sia dei compagni responsabili milanesi che permettono la pubblicazione sul loro giornale di simili assurdità. Per citare un esempio significativo, i comunisti italiani hanno assunto il pieno patrocinio di due esuli imbarcati su una nave italiana che sono stati arrestati a Fiume «unicamente perchè italiani». Strillano che il Governo di De Gasperi deve far rispettare il diritto di asilo a coloro che lo richiedono. Molto bene. Ma sanno o rio i comunisti italiani che i due arrestati non hanno neppure il nominativo italiano, essendo essi di puro sangue croato? Sanno , o no essi, che i due protet-' tr softh"TiTtp?if '. a' suo rt-irt^rr trrrfm Jugoslavia per non dover’rispondere del loro passato fascista? Sanno o no essi che i due «perseguitati» rubavano il pane ad' altrettanti marittimi italiani, e che il governo di De Gasperi si serve proprio di simili elementi per fascistizzare nuovamente l’Italia? In quanto alle accuse sulla pretesa snazionalizzazione della zona «B», mai passo più falso ed errato è. stato fatto da un movimento che si dice democratico e che conseguentemente deve difendere gli interessi dei lavoratori. Infatti nelle abitazioni fatte sgomberare da chi non ha nessun diritto di alloggiarvi sono stati sistemati precisamente dei proletari italiani di Capodistria, tra i quali diversi addetti alla nettezza urbana della città. Come sono male informati i redattori della pagina triestina dell’Unità! O, meglio, come l’esperienza ci induce a credere, che essi conoscono benissimo come stanno le cose, ma tutto fa buon brodo, quando si tratta di portare il discredito sul Potere del popolo e sulla nuova Jugoslavia socialista. * 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 POLITICA MONDIALE Turchia niente burro ma molti cannon La penetrazione americana in Turchia ebbe inizio prima della fine del passato conflitto, prima ancora che Ankara — dopo aver dato ogni possibile appoggio ai belligeranti dell’«Asse» e dopo aver ammassato truppe ai confini turcorussi — si decidesse, per salvare le apparenze ed assicurarsi un posto in seno alle Nazioni Unite, a dichiarare simbolicamente guerra alla Germaia. In virtù della legge «affitti e prestiti», Ankara ricevette dagli USA tanks, aerei e cannoni per un valore di 130 milioni di dollari; ma fu sopratutto dopo la proclamazione della dottrina Truman e l’approvazione congressuale della concessione di «aiuti» alla Turchia, che l’azione statunitense assunse forme ben definite: missioni militari piovvero in Asia Minore, ispezionarono tutte le basi, ne decisero la creazione di nuove, stabilendo il riarmo della Turchia mediante forniture d’armi pesanti e la riorganizzazione dell’esercito, a cui giunsero persino ad imporre alcuni dettagli circa le nuove uniformi. 80 milioni di dollari vennero stanziati per gli armamenti, 20 milioni per la costruzione di porti e strade strategiche, con la condizione che nemmeno un centesimo fosse speso per altri scopi. Il debito nazionale era, nel 1948, di 2000 milioni di lire turche; gli stanziamenti per la «difesa» del 1949 ammontano a 462 milioni di lire, superando il budget totale del 1941 (anno di guerra!); la popolazione si dibatte in serissime difficoltà (circa 60 forme diverse di tasse e balzelli per coprire le spese militari), trascinata alla rovina economica da un governo, incompetente ed incosciente («Nove decimi del budget turco sono spesi nello stipendiare impiegati ed ufficiali fannulloni», scrisse Sadik Al-dogan, er esponenite del partito democratico in un articolo intitolato «Non c’è al mondo peggior regime di quello turco»); lo stesso giornale del ministro degli esteri Sudale, VAksam, è costretto a rilevare l’assoluta insufficienza degli aiuti civili statunitensi («Nell’età dei motori, il 60 per cento dei contadini turchi lavora con mezzi del tutto primitivi...»). , - Aia-che importa ciò-ai capitalisti americani? Soppresse, nel 1947, mediante decreti governativi, le restrizioni suH’investimento del capitale straniero, in Turchia, essi pensano a stabilire le lóro banche ad Istambul ed Izmir, a monopo-lizzzare tutto il petrolio turco sotto l’egida dell’ American Middle East Company, ad accaparrarsi ferro, rame, piombo, zolfo (di cui le locali industrie non possono più disporre in alcuna misura senza passare sotto il giogo marshalliano), provvedendo, nello stesso tempo, ad inondare il mercato turco di merci scadenti (abiti usati, oggetti di gomma usati, suppellettili usate), che passano al consumatore a prezzò raddoppiato e triplicato. Dominata dal reazionario «Partito repubblicano democratico», la Turchia (che, durante il conflitto, era sottoposta ad un regime totalitario di puro stampo fascista), venne a trovarsi, al termine della conflagrazione mondiale, nella necessità di «democratizzarsi» al più presto, spinta a ciò anche dalle insistenti pressioni statunitensi, poiché Washington intendava salvaguardare a tutti i costi il prestigio della «protetta» agli occhi del-Topinone pubblica mondiale. Nel gennaio del 1946, vennero così concesse le prime autorizzazioni alla pubblicazione di giornali non governativi; primi a fruirne furono, naturalmente, il locale partito fascista (che va sotto il nome di «Partito di rigenerazione nazionale») ed il «Partito socialdemocratico turco», di fronte a cui i vari Saragat e Schumacher si possono considerare i «non plus ultra» del progressismo. Soltanto molto più tardi, all’inizio dell’autunno 1946, dette licenze vennero ottenute — a costo di sforzi indescrivibili — dal Partito socialista e dal «Partito degli operai e contadini socialisti». La farsa durò poco, però: alle elezioni del giugno 1947, i capi dei partiti progressisti vennero tolti dalla circolazione e cacciati in galera. E sei mesi dopo, sotto il pretesto della solita «crociata anticomunista», i succitati movimenti furono posti fuorilegge, le loro sedi occupate, i loro fogli vietati. «Severissime misure e lo stato d’assedio — scrisse l’americanofilo Vatsa — sono indispensabili per assicurarsi la fiducia del capitale straniero.» E da Bagdad, poco prima dell’assossinio legale dei capi dell’opposizione irakena, il socialista Al Rai Al Ratti ribadiva: «Gli Stati Uniti vogliono fare della Turchia un gendarme per proteggere gli interessi degli imperialisti americani in Egitto, Palestina, Siria, Iran ed Afghanistan. Gli Stati U-niti aiutano i reazionari turchi e li guidano nella soppressione dei movimenti socialisti. L’assistenza puramente militare dell’America alla Turchia è, inoltre, destinata a trasformare questa regione in uno strumento statunitense per la soppressione dei movimenti popolari nei paesi orientali.» Rivendicando l’onore di fornire a Vali Street le prime truppe da urto per quello che Ankara sostiene essere il Mare Nostrum turco, il conte Sforza di laggiù, Sadak, rimproverò recentemente ai suoi protettori d’oltreoceano di non a-ver incluso la Turchia nel patto atlantico. Senza rendersi conto, oltretutto, che il Dipartimento di Stato non ha alcun interesse a distribuire fondi e garanzie a paesi che, di fatto, sono già a sua assoluta discrezione. Si tranquillizzi, ad ogni modo, il signor Sadak: Washington progetta, tutta per lui, un’alleanza tra Turchia, Iran, Afghanistan ed Irak, la rinascita di quel «patto d’acciaio» del Vicino Oriente che fu il trattato di Saadabad del 1937, e di cui l’ex ambasciatore statunitense in Iran, G. V. Alien, ha già gettato le basi ad Ankara. Esso, oltre ad assicurare gli USA contro i. . . capricci siriani dei «cari cugini», coronerà in modo degno l’opera dei reazonari della Mezzaluna che, per un centinaio di milioni di dollari, hanno ceduto a Wall Street la sovranità e l’indipendenza della Turchia, conquistata a duro prezzo dal suo popolo appena venticinque anni or sono. UN DISCORSO DI CASSOU ALLA RADIO D! BELGRADO BELGRADO — Lo scrittore prò gressista francese Jean Casscu, che da tre settimane è ospite in Jugo-goslavia dell’Unione degli scrittori Jugoslavi, ha parlato ieri a Radio Belgrado, dando le sue impressioni sulla Jugoslavia. Cassou ha detto: »Le tre settimane che ho trascorso in Jugoslavia mi hanno rivelato le bellezze del paese e la nobiltà del suo popolo. Le rovine eie le devastazioni belliche hanno lasciato a Belgrado e le testimonianze viventi che si incontrano dovunque sulle montagne dicono chiaramente quanto abbia sofferto questo popolo e con quanto eroismo esso abbia lottato per la sua liberazione. Le rovine di Belgrado si sono trasformate 111 un onorme cantiere. Si è costretti ad ammirare l’entusiasmo con cui le brigate contribuiscono notte e giorno con il loro lavoro a questa intensa opera, il coraggio con cut, nonostante l’estrema penuria di mezzi e per così dire con gli strumenti più primitivi, forza delle braccie, questo popolo si costruisce il suo focolare e lo edifica ancora più beilo per i suoi figli. L’opera che è in corso qui figli. L’ opera che è in corso qui è gigantesca ed il suo valore viene pienamente illuminato dal fatto stesso dell’ estrema penuria! dei mezzi, dalle difficoltà e delle privazioni. Si viene colpiti dallo slancio, dall« incrollabile fermezza e dalla pazienza di cui gli jugoslavi danno prova in questa azione, nonché dalla unanime e perseverante convinzione che li sostiene in que-sta’opera. Tutto ciò desta un'impressione ancora maggiore, ha proseguito Cassou, in quanto essi in questo momento vengono profon- damente colpiti. L’efficacia dei loro metodi e della loro opera, nonché il loro valore rivoluzionario, vengono messi in dubbio dai paesi vicini,, proprio da coloro con cui gli jugoslavi, erano sinora, cosi uniti nello stesso spìrito e con la stessa meta. Si sta svolgendo qui un dramma morale, un dramma di coscienza sul quale desidero attirare l’attenzione di tutti gli uomini liberi e di buona volontà Quanto a me, nella mia qualità di viandante e di testimonio di passaggio, debbo ' dire e ripetere che ritengo sui inpossibile non sentirsi profondamnte scossi da questa coscienza salda seppur rattristata con cui gli jugoslavi si schierano in difesa della loro causa. Essi sanno di essere rimasti fedeli alla rivoluzione che essi stessi hanno fatto sul proprio suolo e nelle quale si sono affermate le loro rivendicazioni sociali ed il loro amore per la patria. Essi considerano di avere il diritto di servirsi nell’edificazione del so-oiaismo nel loro paese, dei mezzi offerti dalle condizioni stesse essi-stenti nel loro paese. Dinanzi ad una Convinzione cosi semplice e salda, è impossibile rimanere insensibili. Mi sembra che qui sia in corso un’opera storica, nella quale sono stati introdotti i principi della democrazia .della giustizia, della libertà e della ragione, sui quali deve basarsi qualsiasi morale politica. Gli jugoslavi chiedono di venir ascoltati e questa senza dubbio la più piccola soddisfazione che si possa concedere loro. Ma il conceder loro questo è una cosa equa e necessaria, e perciò è essa stessa fonte di soddisfazione« ha detto a conclusione del suo discorso. Il giro della Croazia e Slovenia = L'ARRIVO A CAPODISTRIA -■ TAPPA POLA — CAPODISTRIA km. 115 Ordine d’arrivo: 1) In contestazione Poredski, Jugoslavia A in ore 3,25’8”; 2) Ruffatò, Francia in ore 3,25’8”; - Per l’assegnazione del I.o posto verrà consultata la foto. 3) Zorič, Jugoslavia, stesso tempo; 4) Zuccotti, Italia, stesso tempo; 5) Crnobern, Jugoslavia in ore 3,26’30”; 6) Malabrocca, Italia, stesso tempo; 7) Strain, Jugosl., in ore 3,26’56”; 8) Greizer, Jugoslavia; 9) Pecchiari, Trieste; 10) Ciok — UCEF TLT. Malabrocca conserva la maglia gialla. — O — Capodistria ha oggi vissuto la giornata sportiva per eccellenza. Tutta la città era imbandierata per accogliere gli atleti partecipanti al giro ciclistico della Croazia e Slovenia: Già nelle prime ore del pomeriggio gran folla era convenuta dai paesi vicini per assistere all’arrivo della tappa. Numerose pure' i triestini venuti a portare il saluto della città di S. Giusto ai partecipanti al giro. Alle ore 16 tutta la strada che porta, dalla ex stazione di Capodistria, alla Muda era gremita di folla che si assiepava ai bordi. Dinanzi allo stadio lo spiazzo era gremito sino all’invero-simile. Crii organi della DP duravano fatica a mantenere l’ordine, tanta era l’impazienza della folla. Bande suonavano inni della lotta di liberazione. Alle ore 16,30 circa giunge il primo gruppo dei corridori i' quali a circa 300 metri dal traguardo scattano per la volata finale. Nei primi due posti si piazzano il campione jugoslavo Poredski ed il corridore francese Ruffatò. Segue ad una ruota Zorič e, ad una macchina l’italiano Zuccotti. Dopo circa un minuto, giungono altri due corridori e cioè Crnobrn (Jugoslavia) e la maglia gialla Malabrocca. Vivissimi applausi del pubblico accompagnano i corridori che man mano arrivano al traguardo. Però l’impazienza della folla di veder arrivare ai primi posti gli atleti del TLT viene delusa, infatti solamente al 9 posto si piazza il muggesano Pecchiari ed al decimo Ciok della squadra UCEF del TLT. Il popolare Grio giunge notevolmente distaccato. L’alta media registrala nella gara odierna testimonia che gli atleti non hanno lesina'to sforzi, e che la gara è stata combattutissima. Naturalmente i passisti hanno fatto la parte del leone aggiudicandosi i primi posti in classifica. Domani i partecipanti alla gara riposeranno a Portorose, giovedì mattina alle ore 7 si avrà la partenza per la lappa più lunga e più ardua del giro, la tappa Capodi- stria — Bled di km. 266. Tappa che certamente sarà decisiva agli effetti della classifica generale. Tappa che metterà a dura prova i muscoli e la volontà degli atleti. In questa tappa gli scalatori avranno da dire l’ultima parola sulla salita che porta da Trenta a Vršič -— 14 km. di massacranti tornanti — 14 km. che portano ad un dislivello di oltre 1600 metri. In questa durissima tappa, certamente i nostri atleti a-vranno qualche buona carta in serbo, e potranno riservarci qualche sorpresa. Ma lasciamo alle ruote ed ai muscoli degli atleti l'ultima parola. VERSO L’UNIONE DELLA LIBIA TRIPOLI — Si è tenuta oggi a Misslatta, a 130 km a sud-ovest di Tripoli, la conferenza cui partecipano oltre 300 delegati provenienti da tutti i distretti della Tripolita-nia. La conferenza, di cui è stato eletto presidente Bechir El Saadavi e che ha preso il nome di «Congresso nazionale tripolitano» ha lo scopo di fissare il documento sulla base del quale la Tripolitania proporrà durante la prossima sessione dell’ONU la sistemazione della Libia. I principali puliti adottati finora sono i seguenti: 1) unità della Libia sotto la sovranità dell’emiro Edris El Senussi; 2) abbandono del sistema d’amministrazione separata per la Tripolitania e la Cirenaica; 3) riconoscimento per i cittadini li- bici di scegliere liberamente il loro Governo. Il Congresso nominerà una delegazione che sarà incaricata di difendere l’unità della Libia durante la prossima assemblea dell’ONU. In Serbia un’altra ferrovia col lavoro volontario BELGRADO — In Serbia membri del fronte popolare hanno iniziato la costruzione, col lavoro volontario, della nuova ferrovia Ma-cobats - Despotovats, -lunga 36 km. La costruzione di tale ferrovia permetterà lo sfruttamento dei giacimenti carboniferi e dei strati di marmo recentemente scoperti nella Serbia centrale e finora non sfruttati. Il piano prevede che la linea ferroviaria verrà ultimata in tre mesi. La Nostra Lotta LA NOSTRA FOTOCRONACA SETTIMANALE PRIMI SUCCESSI OTTENUTI sforzo per arrivare alla copertura del tetto della casa cooperativistica entro il 18 sett, offrendo la possibilità agli operai di lavorare all’inter-ni durante l’inverno. Invece le maestranze dell’Hotel si sono assunte l’impegno di ultimare i lavori di rifinitura in modo che possa venir aperto il 18 settembre. Nei lavori di ricostruzione si è particolarmente distinto il compagno Vigini, falegname addetto alla costruzione dell’Hptel, che per i suoi meriti e la sua dedizione è stato già proclamato lavoratore d’assalto per 2 volte. Si è distinto anche il comp. Lenarduzzi Romeo. Giornalmente collaborano alla costruzione di questi due importanti edifici i lavoratori di Buie con il lavoro volontario. Un maggior slancio si è riscontrato però dopo l’arresto dei noti elementi provocatori sciovinisti i quali con la loro nefasta azione tentavano di passivizza-re il popolo incutendo terrore per mezzo dei loro ben conosciuti a-genti. Ora il popolo finalmente può respirare più liberamente intensificando la sua attività per il bene comune. Sabato pomeriggio hanno lavorato per la costruzione della casa del cooperatore oltre 300 pet-sone tra le quali una quarantina di soldati della gloriosa Armata Ju-goslava-liberatrice di queste terre, te. Con maggior tranquillità il popolo può ora continuare nella sua o-pera per l’edificazione di quella società di benessere, creata dai compagni sovietici e per la quale i compagni Jugoslavi danno le loro migliori forze. LE CASE DI RIPOSO PER LAVORATORI nel Circondario e nella Jugoslavia Chi se non i rappresentanti della classe operaia sono i veri ambascia-tori di pace e fratellanza fra le nazioni che intendono legarsi con sinceri vincoli di amicizia e renderli sempre più solidi? La classe operaia, i lavoratori in generale, sono il fulcro della vita economica e sociale di un paese socialista. E’ su di loro che si basa il potere e la dirigenza di una nazione che abbia attuato gli essenziali cambiamenti politici che mettono fine allo sfruttamento dell’uomo e conseguentemente ad un arretrato sistema di produzione. E’ su questi basilari principi che si attua lo scambio di lavoratori, che si recano nelle case di riposo, Ira la Jugoslavia ed il nostro Circondario istriano. Per avere dati precisi e concreti, ci. siamo recati un bel mattino nella magnifica località di Fiesso dove, nelle tre case di riposo per lavoratori inaugurate quest’anno trascorrono una vita quieta e beata 110 compagni jugoslavi. La fortuna ci assisteva poiché ci fece incontrare il compagno Šušteršič, direttore delle case di riposo dei SU della Slovenia, che ivi passa il suo periodo di ferie. Fu ben lieto il compagno di parlare con noi sugli accordi tra i SU della Slovenia e quelli del nostro Circondario, grazie ai quali i lavoratori jugoslavi e quelli del TLT possono fruire per le loro vacanze di quelle località che un giorno e-rano i centri di ritrovo mondano dei nostri sfruttatori. Gli accordi contemplano l’invio, nelle più attraenti località della Slovenia, di 40 lavoratori ogni 15 giorni per tutto il periodo dell’anno; offrendo cosi la possibilità di praticare anche gli sport invernali. D’altro canto, durante tutto il periodo balneare, i tre alberghi di Fiosso, di una capienza complessiva di 110 posti, vedranno avvicendarsi i lavoratori della Slovenia. «Questi compagni che qui vedete, dice il compagno Šušteršič, sono i nostri migliori lavoratori, sono i nostri udarniki, quelli che tutto danno di se stessi per la più rapida costruzione del socialismo in Jugoslavia. Sono loro che godono ora un meritato riposo e invigoriscono le- forze nel vostro azzurro . mare Adriatico».- Un nuovo mondo sta e-dificandosi ora nel nostro paese, dichiara il bravo compagno, un mondo fatto per chi lavora, per chi è onesto e dà il suo contributo alla società. Dalla terrazzina dove stiamo parlando vediamo questi lavoratori che stanno lietamente nuotato o che ristorano le loro membra sotto i raggi del sole. I volti virili rivelano in loro i forgiatori della società socialista, di uomini che negli altiforni.e nel- nella gara precongressuale le immense officine della Jugoslavia vedono nascere pezzo per pezzo l’industria del loro paese. Nei corpi di qualcuno di essi si notano i segni lasciati dal piombo tedesco, che stanno a ricordare un doloroso passato oramai scomparso per sempre. «I vostri operai, continua il compagno Šušteršič, vengono inviati in tre posti della Slovenia: Bohinj, Gozd - Martuljk e Čufarjev dom. Questi tre posti, siti a centinaia di metri sul livello del mare, sono i migliori di tutta la Slovenia e di cui si porta il ricordo per tutta la vita». «Tali posti, precisa il compagno, già tabù per i lavoratori, in quanto riservati ai signori della grassa borghesia, offrono oggi agli operai del TLT il soggiorno ideale per ij ristoro delle fatiche e per il meritato riposo». Salutiamo il caro compagno Šušteršič che, per avvalorare le sue ultime parole, ci ha dato le fotografie che riproduciamo gui accanto. Ritorniamo verso Capodistria con negli occhi la visione di quelli operai di Jugoslavia che si bagnano lieti nel, nostro bel mrae. RICCARDO ARISTEI A 20 giorni dall’inizio della gara precongressuale del Partito, mercè gli sforzi comuni della classe lavoratrice del cinrcondario che per il suo Partito si è messa in competizione, sono stati raggiunti grandi successi. Successi che dimostrano quale slancio lavorativo anima-i nostri lavoratori delle fabbriche, delle aziende, delle officine e dei campi, i quali vogliono sempre fornire nuove prove del loro attaccamento al Partito. Partito che gli ha guidati nella lotta di liberazione e che li guida nella dura lotta per l’edificazione di una migliore vita. Ad Isola la popolazione ha lavorato d’assalto per la canalizzazione, in tre giorni hanno dato la loro o-pera un centinaio di compagni che hanno effettuato 467 ore di lavoro. Gli abitanti di via M. D’Azeglio hanno dato 176 ore di lavoro, quelli di via Vario un centinaio di ore di lavoro, il restante quelli di via Delle Corti. Ad essi si sono uniti fraternamente i compagni dell’AJ che hanno unito i loro sforzi a quelli degli operai Isolani. Ad Umago complessivamente è stato raggiunto il 75 per cento del programma di lavoro. Da rilevare il gesto dei pescatori componenti la cooperativa i quali hanno deciso di versare per il II Congresso del Part. Com. TLT l’importo ricavato da una pescata. A Capodistria i collettivo di lavoro dell’ICET ha raggiunto il 30 p. c. del piano di copertura dei BOX del grande autogarage di Semedela, il 25 p. i della canalizzazione e il 27 p. c. per lo stendimento della massicciata in calcestruzzo. La filiale sindacale della Federazione Cooperative ha già raggiunto nel soo programma di lavoro il 60 р. c. i suoi addetti hanno dato sinora 3732 ore lavorative. La «Fruc-tus» ha superato il programma di lavoro del 25 p. c. Giornalmente la popolazione lavora alla canalizzazione della città e sui vari obiettivi di lavoro. Migliaia sono le ore lavorative effettuate dai membri del Fronte. A Pirano, oltre ai lavori di canalizzazione della città ai quali partecipa la popolazione, partecipano alla gara gli addetti alla Impresa Cittadina costruzioni in num. di 75 che ogni giorno contri-' buiscono col lavoro volontario. Nei Cantieri Piranesi i carpentieri hanno raggiunto il 60 p. c. del programma sui pescherecci, i meccanici il 30 p. c., falegnami oltre il 20 p. с. Sono state date circa 290 ore di lavoro volontario. Questo in sintesi un quadro del lavoro volontario nelle città, nelle località di campagna i risultati sono pure notevoli. A Pobeghi sono state eseguite 1256 ore lavorative per la casa del cooperatore; a S. Pietro 700 ore lavorative; a. Vrs 48 ore; a Vanga-nello 526 ore di lavoro; a Fieroga 665 ore di lavoro; a Centurie 464 ore di lavoro per la casa del cooperatore; a Portorose, per la Casa del Popolo e per la riparazione delle strade sono state fatte sinora 575 ore di lavoro; a S. Ubaldo, per la casa del cooperatore 640 ore di lavoro. Strugnano ha dato 120 ore di lavoro; Sennino 129: Malio si è fatto notare con 558 ore di lavoro; Santiane ha dato 103 ore di lavoro. Maresego è sinora in testa con 3262 ore di lavoro. Complessivamente, nei settori sinora elencati del distretto di Capodistria, sono state effettuate 10.140 ore di lavoro vo- lontario. Ai lavori hanno partecipato oltre 1400 persone. In certi settori si potevano ottenere risultati di maggiore portata, con un migliore lavoro organizzativo. L’organizzazione del lavoro spetta ai compagni delle basi, ai responsabili delle segreterie settoriali ecc. Si affrettino a farlo poiché mancano appena due settimane alla conclusione della gara precongressuale. Altri settori e basi hanno migliorato, cosi S. Pietro, Malio, Fieroga ecc. si sono posti decisamente in testa nella gara di emulazione. Con il suo lavoro in onore al II Congresso del Partito, la popolazione lavoratrice del nostro circondario si avvia ad iniziare nuove tappe che porteranno alla realizzazione di quanto si sono prefissi i lavoratori della nuova Jugoslavia di Tito e cioè il socialismo. IL POPOLO DI CRASIZZA EDIFICA UNA NUOVA VITA PIENA ATIWITA AGRICOLA /1 IL RECENTE RACCOLTO DELGRANO superiore del 40°|o al precedente In questi giorni è stata portata a termine la mietitura del grano. Il raccolto supera quest’anno del 40 p. c. quello delTanno scorso ed anche come qualità è migliore, perchè i chicchi sono più grossi e sani. Il popo'o è soddisfatto e contento sapendo che quest’anno avrà più pane e migliore. La precedenza della mietitura l’hanno a-vuta quelli che hanno regolarmente contribuito al lavoro volontario. Con la creazione della Cooperativa di acquisti e vendite i contadini hanno ritratto un grande vantaggio. E’ appena un’anno che funziona la cooperativa ed in così breve tempo hanno già acquistato un camion. Per comprendere il vantaggio che gli agricoltori hanno ottenuto con questo acquisto, basterà dire, che prima dovevano trasportare i prodotti da Vanganello à Capodistria con 140 asini ed altrettanti carri, nel mentre ora li consegnano direttamente alla cooperativa che provvede alla spedizione della merce, con grande risparmio di tempo è lavoro. Un mese fa la cooperativa ha acquistato 16 scrofe e un maschio di razza. I singoli contadini possiedono oltre a ciò 32 scrofe, così che il fabbisogno locale sarà coperto. Secondo le previsioni nel prossi- mo anno, potrà essere acquistato un trattore e una mietitrice. La patate, le mele, l’uva da tavola e le pere sono i prodotti che la cooperativa sta attualmente acquistando. Causa la siccità, quest’anno il prodotto delle patate è alquanto inferiore all’anno scorso, però è migliore in qualità. Fino ad ora sono stati consegnati 8 vagoni di patate e si prevede un’ammasso di 15 vagoni. L’anno scorso i prodotti venivano consegnati all’aperto, mentre quest’anno è stato costruito per l’occorenzza un grande magazzino in legno. Questo lavoro, fuori programma, è dovuto alla iniziativa del dirigente la cooperativa. * i Attualmente si sta organizzando una cooperativa di sarte, alla quale hanno già aderito 6 sarte, le "quali per iniziare i loro lavori, sono in attesa delle macchine da cucire. Esse sono certe, che come sempre, anche in questo caso le autorità Popolari dimostreranno la loro comprensione. Nella riunione di massa è stato deciso, che entro la prima domenica di settembre, la casa del cooperatore sarà al tetto. Perciò i comp. di Vanganello invitano i compagni di Capodistria ad aiutarli per poter portare a termine questo lavoro. Avranno così l’occasione lavorando assieme, di conoscersi meglio. Crasizza, località del distretto di Buie, nota per le tradizioni rivoluzionarie della sua popolazione, stà ora risorgendo a nuova vita. Mercè il volenteroso lavoro di lutti gli uomini e donne validi vengono ricostruite le case distrutto, edificate importanti opere di pubblica utilità fra le quali merita un cenno quella della strada da S. Giovanni a Lazzari. Per il compimento di quest’opera ogni uomo valido del paese si è impegnato nelle riunioni d5 massa dicontribuire con 5 giornate lavorative al mese. Anche le donne hanno dichiarato che contribuiranno nel miglior modo alla costruzione di detta strada. Già nei primi giorni, precisamente il 17 ed il 18 a-gosto, hanno lavorato oltre 60 persone che hanno dato un totale di 600 ore lavorative. Per la buona organizzazione del lavoro sul posto, si sono distinti i compagni Ra-desic Umberto e Vesnaver Natale. Naturalmente nel paese non mancano certi elementi che, perduti i privilegi che godevano durante il regime fascista, tentano ora di sabotare lo sviluppo ed il progresso economico del circondario, quindi anche del paese. Fra le altre si distingue la famiglia Cinic, quattro membri della quale si trovano esuli a Trieste al servizio degli imperialisti. Uno di essi è Guglielmo noto fascista, volontario in Spagna ed arruolatosi infine nelle file repubblichine. Questa famiglia non partecipa al lavoro per il bene comune, anzi si adopera nel propagare voci tendenziose ed untipopolari. Primeggia nello spargere tali voci la Maria, nota speculatrice, i cui traffici con cèrti elementi di Trieste sono conosciuti dal popolo. Sebbene i membri di questa famiglia, per meglio accentuare il loro livore antipopolare agiscano sott’acqua tuttavia il popolo, vigilante li ha più volte smascherati per quelli che sono cioè reazionari. Il popolo vigila su tuttti i suoi nemici interni ed esterni, special-mente dopo le odiose provocazioni di Buie. Mercè la vigilanza del popolo di Crasizza e con la sua collaborazione è stato catturato il giorno 16 corr. mese un criminale fuggito dalla Jugoslavia. Egli nascosto in un bosco e mimetizzato con erba cercava di farla franca. Tutto il popolo con le più rudimentali armi, dai fucili da caccia, alle falci, ai tridenti e bastoni aveva stretto un cerchio intorno al criminale che solamente l’immediato intervento della DP ha sottratto al furore popolare. Questi esempi stanno a dimostrare qual’ è la volontà del popolo del nostro circondario, che edifica ora una nuova vita per tutti e che non permetterà mai di essere o-stacolato in questa sua opera da chicchesia. La reazione è avvisata. Vantaggi del cooperativismo nei paese di Bertocchi Le conseguenze della eiccità saranno quest’anno meno gravi, data la grande quantità di concimi, che fu distribuita dalla cooperativa a-gricola. La cooperativa che svolge le proprie attività da poco più di un anno, si sviluppa molto bene e ha già raggiunto successi rilevanti. Mentre all’inizio funzionava soltanto il magazzino per la verdura e il negozio di commestibili, ora funziona anche un reparto per la pesca, che ha acquistato 2 barche e tutto l’occorrente per la pesca. Quando la pesca offre più del fabbisogno, i pesci vengono venduti alle cooperative vicine, oppure alla cooperativa centrale di Capodistria. Quest’anno la cooperativa ha acquistato 1.053 quintali di piselli, 1.010 di ciliege, 445 di zucchette, 4.890 di patate, 12 di cipolle, 109 di cetridi, 115 di tegoline, 39 di pere, 1.630 di pomodoro, 19 di pesche, 40 di mele, 25 di papriche e 26 di cappucci. Ai soci poi sono state vendute grandi quantità di concimi, di verde-rame e di zolfo. Nella seduta è stato deciso dai cooperatori che il guadagno netto sarà distribuito come segue: per la società sportiva din 129.000.—, per il Circolo di cultura din 129.000—, per il reparto quadri e cultura din 258.000.—, e per la costruzione della casa del cooperatore 517.000.--. Se aggiungiamo ancora, che per la costruzione della casa del cooperatore sono state scavate fondamenta e che è stato portato il materiale necessario, si può formarsi una i-dea dei lavori eseguiti in un anno. Intensa N TUTTO attività costruttiva IL DISTRETTO DI BUIE PRESTO ULTIMATA LA COSTRUZIONE MURALE DELLA CASA COOPERATIVISTICA BILANCIO DI 2 ANNI DI LAVORO IN UNA LETTERA DA UMAGO Ci è pervenuta dai compagni muratori di Umago la relazione del lavoro svolto nel campo della ri-costruzione — dal 1947 al 1949 — da 9 muratori di Umago, i quali possono ben definirsi pionieri del lavoro, data la quantità e la mole delle opere da essi compiute. Questi umili operai dell’edilizia hanno compreso l’importanza del lavoro e dell’emulazione socialista e per i risultati da essi conseguiti sino ad ora, sono da considerarsi fra i migliori del circondario. Sia d’esèmpio e tutta la classe lavoratrice la modestia, lo slancio e la dedizione di questi figli genuini del popolo istriano. Ed ecco la breve reazione dei lavori effettuati dai 9 muratori nel periodo che và dal 28 luglio 1947 al 31 maggio 1949. «Dal 28 luglio del 47 sino al 15 febbraio del 48 abbiamo ultimato la riparazione di 23 case ad Umago. Tali lavori erano necessari poiché le 23 case riparate servono ora ad ospitare molte famiglie di lavoratori. Inoltre, sempre ad Umago, abbiamo proceduto alla pulitura di tutti i canali sotterranei. Anche questi lavori sono risultati di grande giovamento dal lato igienico, per gli abitanti della cittadina. La scuola elementare, la Casa del Popolo, la Casa cooperativa agricola e quella di consumo, la scuola media, lo stabile dell’ex consorzio, sono stati rimessi a nuovo. Questi ultimi lavori fanno parte del vasto programma di abbellimento della città, programma che certamente sarà realizzato quanto prima. Anche a Buie abbiamo dato il nostro contributo per la ricostruzione. Concretamente gli obiettivi di lavoro nei quali noi abbiamo dato la nostra opera sono: La Casa del Popolo, la mensa cittadina, una casa sita in via della Pineta e la caserma dei vigili del fuoco del paese. Tutti questi obbiettivi, grazie alle nostre fatiche, hanno assunto un altro aspetto, degno cioè del capoluogo del distretto di Buie. Grande opera, di cui Buie sarà orgogliosa, è il nuovo albergo da noi costruito secondo i dettami della tecnica moderna e delle esigenze turistiche. Diamo ora di seguilo il resoconto degli altri lavori eseguili a Buie: Restaurazione completa della caserma della DP. Allargamento della via Manzoni, lavoro che comportò la demolizione e la ricostruzione di diversi muri e della massicciala. Ricostruzione di 34 tetti più o meno danneggiati dal turbine di bora dell’inverno scorso. Rimodernizzazione di 88 stanze, Restaurazione e vari altri lavori per migliorare l’igiene del Convitto croato. Allargamento della casa cooperativa vinicola di Buie, lavoro che aumentò la capacità della stessa di 1452 m. cubi. Attualmente stiamo rimodernizzando 2 case site in piazza Tito e la pulitura a calce della scuola elementare e media croata. Questo in sintesi il lavoro da noi svolto ad Umago ed a Buie. Questo lavoro, formante parte del nostro programma economico generale, ci rende particolarmente orgogliosi, poiché siamo consci di vivere in un paese che si avvia verso l’attuazione di una società progressista. Questa certezza ci dà più che mai forza e volontà poiché lo sfruttamento da noi è bandito, appartiene all’oscuro passato. Siamo soddisfatti del nostro lavoro, esso assicura i mezzi di vita per noi e le nostre famiglie che un giorno vivevano nell’incertezza. Approntiamo per riaffermare la nostra incondizionata fiducia nel Potere Popolare, garanzia e difesa del benessere dei lavoratori. Progrediscono in tutto il distretto i làvori di ricostruzione e di costruzione di edifici a carattere e-conomico, come case del cooperatore, stalle per l’allevamento del bestiame ecc. Progrediscono anche i lavori di rifinitura delle scuole, come ad esempio a Vardanizza, ove la locale scuola croata è stata costruita sulle macerie di quelle che furono le postazioni della «Luftwaffe». La costruzione di detta scuola si era resa necessaria dato che i ragazzi delle località di Var-dizza e di Villania dovevano recarsi a scuola sino a Petrovia e compiere cosi oltre 8 km di strada. La popolazione locale, grata per l’interessamento delle autorità popolari in questo senso, ha contribuito pur essa con il lavoro volontario alla erezione di detto edificio scolastico. Anche le scuole di Businia e di Morno saranno inaugurate al principio dell’anno scolastico, ciò mercè l’infaticabile lavoro della popolazione che ha trasportato i materiali necessari alla costruzione, ed all’opera degli abili muratori nostrani. Con la costruzione di detti edifici scolastici viene risolto in massima parte il problema delle scuole. Dovranno però venir costruiti altri edifici scolastici quali il ginnasio di Buie data la sempre maggior richiesta di maestri, ed i-struttori per i figli del popolo. Le maestranze addette alla costruzione della casa del cooperatore di Buie, in segno di omaggio al II.o Congresso del PC TLT si sono impegnate di compiere il massimo Per il gruppo muratori Lenarduzzi Romeo _______________" .