NUMERO A 6 PAGINE ORBANO DELL'UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI Anno VI - No. 300 Redazione - Amministrazione CAPOÌHSTRIA Via Santorio 26 - tei- 128 Martedì 23 giugno 1953 Prezzo: 5 dio. - 20 lire ABBONAMENTI: T.L.T. Zona Jugoslava e R.P.P.J. annuo din. 250. semestr. din. 130 Spedlaione in c. c p. SEMPRE AVANTI Allorché, negli anni della decisione ira la vita e la morte, i popoli dell’Istria si sollevarono in armi per eonquistre il diritto ad un’esistenza degna di uomini, negata loro dal fascismo, compirono quell’atto nella piena coscienza che era giunta l’ora della libertà e della concordia. I.a fiamma della rivoluzione av. volse tutta la Jugoslavia, ogni parte del territorio nazionale, dilaniato dalla nuova e dalla precedente occupazione. L’Istria, per lunghi secoli oppressa dallo stivale dell’imperialismo romano, non fu ultima nella lotta per la libertà, non attese inerte la salvezza, ma scese in armi per la conquista della libertà e per eliminare la brutale separazione dai popoli fratelli. La lotta contro l’occupatore per la liberazione nazionale doveva inevitabilmente spezzare le catene dell’oppressione sociale. Nella lotta senza compromessi contro l’invasore, caddero ad una ad una le maschere dei «combattenti per le fortune del popolo», che si allearono sempre più strettamente con il nemico contro il movimento di liberazione, tradendo il proprio popolo. Questo aspetto della nostra Lòtta di Liberazione ha unito necessariamente tutti i lavoratori, senza distinzioni di nazionalità, in un fronte compatto di combattenti antifascisti. Giunse così anche il tempo dell’emancipazione sociale. L’abbiamo rivisto questo fronte, in questi giorni, presenziando alla traslazione delle salme di due garibaldini caduti di Pirano, quando tuttoi ciò clic vi è di onesto nel vero senso della parola in questa bella città marinara, le accompagnò in un profondo sentimento comune di dolóre all’ultima dimora. Allora avvertimmo quanto vivo c riverente»sia nella nostra gente il ricordo del Caduti per l’emancipazione sociale e nazionale. Gli antifascisti cadevano in una lotta ineguale contro l’occupatore nella certezza di combattere per la giusta causa: per la causa di tutti i lavoratori, per il progresso, per la Jugoslavia socialista. Le migliaia di persone ai funerali, che hanno reso deferente omaggo ai combattenti caduti di 'Pifdno fino alla loro tomba, costituisce una testimonianza inconfutabile della riconoscenza del nostre popolo per coloro che sacrificarono le proprie vite per la libertà di noi tutti. Oggi, molte cose appartengono ormai al passato. Nessuno vuole più nemmeno ricordare gli infausti trent’anni, quando per la prima e per l’ultima volta signoreggiava da noi un’Italia, la cui nefasta eredità tutti eomisciamo. I nostri popoli, liberi, edificano oggi in fraterna convivenza il proprio migliore domani con l’unica preoccupazione di vigilare gelosamente sulle conquiste della rivoluzione socialista c di svi-luparle ulteriormente. Quanto misere appaiono, nell’odierna situazione, le pretese di alcuni circoli reazionari e del governo d’Italia su una terra i cui popoli seppero opporsi con le armi all’oc-copatore e cacciarlo dal proprio suolo ! L’invadente chiacchierone specula con l’inganno e crede di riuscire a far assopire la nostra gente, e in particolare noi italiani, con l’ossessionante ritornello del «paese felice, dove ha sede il santo padre». E’ naturale quindi che non si possa trovare tanto facilmente da noi, e non solo da noi, una persona che sia pronta a rinunciare al bene per il male. Per questo motivo gli edificatori del socialismo, i nostri popoli, senza distinzione di nazionalità richiedono sempre più decisamente che fra il nostro territorio c la restante parte della Jugoslavia venga rimosso qualsiasi, anche fittizio, confine, poiché soltanto in questo modo: realizzeranno del tutto e definitivamente gli ideali per cui hanno combattuto c versato il proprio sangue sui campi di battaglia. La nostra via è e dev'essere: soltanto in avanti, verso la completa vittoria, fino all’edificazione del socialismo^ che possiamo raggiungere soltanto nella lotta comune in una Jugoslavia unita e socialista. Naturalmente, non è il caso di dimostrare a parte i diritti della Jugoslavia su tutto il territorio fino a Monfalcone. Questo diritto non può essere confutato da alcuno e se . è necessario trovare, ai fini dei rapporti di buon vicinato, una soluzione concordata, essa venga ricercata nella stessa Trieste, che d’altronde ha pieno diritto di vivere della nostra vita, in uno slancio creativo, libera di disporre di sé. La nostra popolazione delle città è delle campagne non intende tornare indietro. Essa non vuol cedere nulla di ciò che ha conquistato a prezzo di enormi sacrifici e di tanto sangue. Nessuno potrà mai scavalcare la volontà decisa dei nostri popoli, che innumeri volte hanno già espresso e-splicitamente di voler vivere nella Jugoslavia, libera e socialista. Essi augurano ai lavoratori triestini i migliori successi nella lotta per la libertà, per il benessere e per la loro felicità. L’aspirazione fondamentale dei Triestini di stare quanto più alla larga dall’Italia è del tutto giustificata e naturale. L’Italia non ha nulla di cercare a Trieste, non potendole offrire nulla tranne una morte lenta, ma certa. Perciò la lotta della popolazióne amante del progresso di Trieste contro l’espan-(Continua in IV. pagina) PANORAMA DELLA| VITA®NAZIONALE NELLA SETTIMANA TRASCORSA Importanti provvedimenti del Consiglio {Esecutivo Federale Sincronismo nell'atteggiamento ostile di Mosca e di Roma nei confronti del nostro paese li Corns ii »lio Eseoantivo ideila RFPJ nella saia mitima riunloine ha approvato i ««porta ml i d «vneti idil carattere eeononniioo e sociale e raitifiVatovari a eoo rdi in tennazi ornali. Fra de dee i -I sioni prese figura (anche aria nuova ordinanza sul traffico idei cereali che è reso .1 libero im -bullo il territorio nazionale. L’ordinanza stabilisce tuttavia che il 'Comitato economico idei Consiglio Esecutivo federale, può, in caso idi necessità, stabilire le modalità per i prezzi del commerco c le tariffe nei trasporti dei cercali eri ha lo scopo di favorire il crearsi di riserve necessarie al Pae.se, nonché di eliminare la speculazione nel commercio con questo genere di prodotti. Il 'Consiglio ha approvato poi il decreto sull ’ assegnaizio n e e sulla riscossione (Ielle imposte sul IVu Irata, nonché -le disposizioni per i 'termini idei ipa,»aUienti degli acconti e i’ loro ammontare nel 1953. Le nuove disposizioni elimineranno le delicen-ze riscontrate quest’anno, poiché la competenza esclusiva della assegnazione e ideila riscossione delle imposte sulle entrate, viene lasciata ora ai comitati disine Maiali e di città e gli obblighi (degli acconti, nonché i termini idei loro pagamento vengono stabiliti con precisione. Il Consiglio Federai e ha a p p ro va -lo fpnre una nuova ordinanza che riconosce agli invalidi di guerra dal I. gl VI. gruppo, in rapporti di lavoro, iL pieno diritto alla pensione per anzianità ali servizio che, invece di venire asseignata in funzione di pensione per invalidità di guerra in base alle disposizioni vigenti per questa categoria, verrà pagata in pieno come per i Casi di incidenti Sul lavoro, fermo restando il diritto agli interessati di Usufruire delia metà della pensiouc di invalidità di' guerra. . il m ass jrn o o nga p n eseep t i v o fed e -/ral e hr-fv "rtf T ili e ft fo po V' ‘ vtnn " ' acVofH i ' commerci ali internazionali, stipulai i dal nostro Paese con PÈgitto, la Grecia, la Germania occidentale, la Svezia, rAustria, eee. Nel Contempo ha approva to nuove disposizipui sul l’asse gnazione delle quote di valuta estera che le aziende economiche cedono alla Banca iNazionale e stilile imposte dell’utile ricavato da tali ope-r aiZ i ( ) n i valut a ip e. Nella riunione è .stata approvata pu re l’orda n anza suill’ onga n Izza z i one della zona franca di Salonicco ed altre di carattere economico contingente, nonché la disposizione per il pagamento dei buoni .per II 'prestilo nazionale. Sono stati nominati pure i meipibri del consiglio della difesa nazionale e delle, commissioni per i problemi degli emigrati, per la collaborazione sanitaria internazionale e per le questioni religioso. NOTA DI PROTESTA AL GOVERNO IH BUCAREST Il Segretario di stato agli Esteri ha fatto consegnare il 13 c. in. iilì’am-hasciata roména a Belgrado una nota concernente il 172.mo incidente di (front i e r a j > rovov ato cl a gl i organ i di .confine romeni dal I gennaio al 1 giugno di quest’anno. Già nel dicembre 1949 il nostro ministero degli Esteri, protestando per la attività provocatoria delle guardie confina rie romene, aveva proposto ài Governo idi Bucar èst la costituzione di una commissione mi- sta con il compito di accertare le responsabilità .dopo ogni eventuale incidente. Tale proposta fu respinta dal governo romeno ine 1 gennaio 1950 e gli incidenti' di fifoniiera sono Von-linnati con lo stesso ritmo. Ciò nonostante il nostro Segretari aito agli esteri ha proposto nuovamente al igovemq di Bue a rest eli vagliare attraverso una commissione mista ogni eventuale incidente, ritenendo fosse • questa la via migliore per no un a lizzare i rapporti sui confini fra i due paesi con reciproco vantaggio. Una nuova conferma dell’ostilità del Governo romeno e degli altri governi satelliti di Mosca é data dal fatto che le proposte del nostro delegato alla riunione della commissione danubiana, che ha luogo a l tu ailment e a Bucarest, son o st ate respinte dalla maggioranza, impedendo im itai modo una regolazione definitiva del problema danubiano. NOTA DI PROTESTA A ROMA La mostra ambasciata a Roma ha consegnato al Ministero degli Esteri italiano urna nota di protesta in re-1 azione alla-mostra organizzata neI la capitale d’Ttalia dal cosidetto Comitato Internazionale per la «difesa della civiltà cristiana')) denominata, «mostra popolare per la libertà». Alla mostra, organizzata icon bandiere nazionali italiane e distintivi democristiani, esiste anche un reparto jugoslavo pel quale, in base ani una falsa documentazione, la lotta dei popoli jugoslavi e F odierna situazione del nostro Paese viene presentata con falsata ed offensiva luce e si olii raggiano i noštri diirigenti. Il •• reparto 'juigoislqrvo è apparso per la prima volita a Roma, mentre, in Belgio c in E rancia dove Jam ost ra era st a I a o r-ganizzata in precedenza, non esiste-■ va- La nota di protesta rileva (die ab l’organiZzazionc dei reparto jugoslavo alla mostra hanno eollaborato, noti criminali di guerra ustasci, ohe ancora oggi godono della protezione del Governo italiano e fra essi il criminale di guerra Draganov ié, nominato, alFejpoca di Pavelie, membro della commissione per la conversione forzata degli ort odossi al catto l i-cesimio. La nota afferma anche che l’aver piehmesso l’apertura del reparto jiugoslaivo alla predetta' mostra può essere considerato soltanto mancanza di buona volontà per lo sviluppo di relazioni normali fra il nostro Paese e lilialia. Infine In nota richiede la rimozione del reparto,, la cui presenza alle mostra paio avere soltanto ilo scopo di eccitare l’odio verso i popoli jugoslavi e i loro dirìgenti. iti UNIONE PLENARIA DEL C.C. DELLA LEGA DEI COMUNISTI Ha avuto luogo il 16 e 17 e. m. a Brioni la seconda riunione plenaria del C.C. della Lega dei Comunisti della Jugoslavia. In apertura della ri un ione ha parlato il comp. Tito, cui hanno fatto seguito le relazioni dei compagni Edvard Kardelj e Svetozar Vulkmanović - Tempo e la discussione. Alla (chiusura dei lavori è stato deciso di inviare a tutte le organizza-zioini della Lega dei e ornimi sii del nostro Paese una lèttera con le confili,sloni iprese. LA JUGOSLAVIA AMMESSA ALLA FEDERAZIONE AGRICOLA INTERNAZIONALE La R.F.P.J. é stata ammessa nella Federazione in Lem azionale dei produttori agricoli per effetto della 'decisione adottata a tale riguardo dal-laFèonferenza annuale della federazione, eoneluisasi negli scorsi giorni a Roma. In tal modo il numero dei paesi membri di detta federazione é salito a 28. I 200 idelégati,. ehe rappresentavano alla conferenza 20 milioni di agricoltori del mondo intero, bar.no approvato all’ unanimità una mozione in cui si esige idi armonizzare l’au-mento della produzione agricola ed industriale. I produttori agricoli hanno richiesto Pel im i n azi on e delle barriere doganali che impediscono Fin-erememto degli scambi internazionali. A loro parere, i ipre zzi de i p r o -( lotti: agrieóli ' vj^stì ir si con accordi internazionali analoghi a quello vigente per il piano e con la ri pari iz ione dei prodotti agricoli tramite un’agenzia inter nazionale. ’ Nelle c o nein s io n i della m o z f o n e viene lanciato un appello perché venga continuato l’aiuto del FONU in I > ase al program m a d ’ iinieredctén l o della produzione agricola nel mondo. I delegati hanno appoggiato infine la preposta di creare riserve mondiali di derrate alimentari da parte dei paesi auilosuifficenti per sopperire al fabbisogno dei paesi deficitari. CHIUSURA DELL'ANNO SCOLASTICO 1 nostri studenti, i nostri scolari c i loro insegnanti hanno concluso la loro fatica annuale. Le seuolothanno chiuso i battenti e stanino li vuote e silenziose, quasi mortificate. Per i promossi feste e/ premi, per i bocciati il dispiacere del rimbrotto, per i rimandati alla sessione autunnale, la vacanze amareggiate dalle preoccupazioni. Cose che succedono in tutto il mondo, che si ripetono .sempre. Ma se gli edifici dormono il loro letargo estivo, non così gli uomini della scaaola. Per loro il riposo è relativo: c’é sempre qualcosa da riparare (i ragazzi sono irrequieti, si sa!), da ritoccare, da cambiare. (Sempre nuove sono le esigenze e nuovi gli oneri da affrontare. La quiete è, insomma, soltanto apparente. Al Consiglio per l’educazione a Capodistria e a Bue sii continuerà a lavorar sodo attorno a nuovi problemi, elle sempre sorgono .e 'richiedono una soluzione tempestiva. Ma anche altrove non si dorme. Ogni località, ogni scuola ha i propri problemi, le proprie preoccupazioni. La fine- del Fanno, scoi astico è un grande avvenimento per il mondo dei piccoli e dei grandi. Essa viene Celebrata ogni anno in dignitosa compostezza quale si conviene ad urna istituzione che, coirne la scuola, prepara i giovani ad assumere il loro posto niella vita ben preparati e coscienti dei loro doveri verso la so-' cietà e dei loro diritti. Così i ragazzi delle scuole otlenima li di Capodistria hanno voluto concludere le loro fatiche, organizzando una Mostra che comprende i lavori ideigli alunni di 17 sezioni italiane e 9 slovene, inaugurata sabato scorso alla presenza del corpo insegnante e dei genitori. Per la cronaca accenneremo chele sezioni italiane furono frequentate da 262 alunni ideile classi inferiori e dia 192 delle superiori-La media dei promossi ha raggiunto F85 %, mentre i 29 studenti dell ottava classe sono stati tutti promossi. Di essi, 7 continueranno gli studi presso il Liceo scientifico italiano di Pirano e 14 alunne frequent er anno la sezione italiana diella scuola artigiana femminile. Dei promossi alle classi. supcrVofri, 20 cantimi erano o gli studi presso il (Ginnasio italiano di Capodistria. Anche gli alunni delle altre località dei due distretti non hanno volito essere a meno. Sempre sabato scorso, si sono .riuniti gli allievi della scuola otite,«naie di Buie per ricevere alla presenza del corpo insegnante e dei genitori, le pagelle e i premi ai migliori. Dopo la cerimonia, è stata aperta una Mostra scolastica accuratamente preparata e ben dotata. Ancora per la cronaca aggiungeremmo che sai 163 alunni, soltanto 16 sono sitati respinti e la media generale del iprofitto è di 3,5. CHE INTERESSI SERVE? Dopo una settimana di permanenza, lia lasciato domenica Trieste le commissione dell’detersoci che dovrà riferire alla riunione} dell'Internazionale socialista a Stoccolma sulle possibilità di una soluzione del problema di Trieste e, concretamente, sulla possibilità b meno dì indire un plebiscito, come proposto dal PSVG e dal PSDI. La nostra posizione nei confronti di questa commissione venne espressa già alcuni mesi fa, quando essa, beri comprendendo linop-portunìtà di venire a Trieste in un momento in cui gli irredentisti (ivi inclusi I vari Lonza. Dulci e Cesare) si preparavano a far risuscitare fra bombe fasciste e gagliardetti neri la ormai defunta nota tripartita del 20 marzo ‘48, rinviò il suo arrivo al momento attuale. Se l'avesse rinviato asine die», a nostro modesto parere, avrebbe fatto molto meglio. Giacche ha voluto altrimenti, ora che se, rie andata, sarà bene sottolineare ancora che, sebbene il problema di Trieste sia divenuto, grazie alla politica del ricatto e del forzare la mano alle potenze occidentali, una questione internazionale, tuttavia esso è rimasto un affare che, prima o poi, dovrà essere risolto nqll unico e giusto modo: attraverso accordi fra il nostro Paese q VItalia. Dal momento La brutale repressione delle dimostrazioni operaie a Berlino __ Sangue proletario macchia ì cingoli dei carri armati sovietici La classe operaia tedesca ha scritto a caratteri di sangue tin),altra gloriosa pagina della sua storia. L'aperta solleiyazione di popolo nel settore russo dell'ex capitale tedesca e, in numeróse altre città della zona sovietica della Germania, la brutale repressione dei moti operai e la successiva rappresaglia ancora in atto• in tutto degne dei più reazionari regimi, hanno richiamato. I attenzione di tutto il mondo sulla tragica situazione di milioni di uomini nei paesi controllati dal Cremlino. Tralasciamo la cronaca a tutti nota. I falti di Berlino hanno tratto origine da una manifestazione dei lavoratori edili contro un nuovo provvedimento governativo, diretto ad ac-rentuare lo sfruttamento della classe lavoratrice : la pretesa di aumentare le norme. Si tratta però di una causa del tutto contingente. Le vere ragioni della sollevazione del popolo vanno ricercate piò lontano. ì moti di Berlino sonò l'csplosio-n > violenta di una sofferenza soffocata per lunghi anni, di un malumore del quale non era permesso il minimo sfogo, di una situazione insostenibile di grave disagio sopportala troppo a lungo. La protesta sindacale degli edili è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il bicchiere già colmo. E‘ significativo che le dimostrazioni hanno assunto aperto carattere di rivolta dopo (rie il prov- vedimento governativo venne revocato. La rivolta degli operai di Berlino est e della Germania orientale, a pochissimi giorni, dalle grandi dimostrazioni dei lavoratori cecoslovacchi contro la-riforma monetaria,, ha messo brutalmente a nudo il vero volto dei regimi creali dai sovietici nel-VEuropa orientale, ha denunciato il vero carattere antipopolare di regimi che si autodefiniscono democrazie popolari, ma che possono sopravvivere solo grazie alla forza bruta impiegata per reprimere ogni protesta, ogni iniziativa ed ogni diritto della classe lavoratrice. Le penose giustificazioni delle autorità sovietiche e del governo Gro-tewedd, secondo cui Vinsurrezione popolare sarebbe stata organizzata da agenti provocatori occidental i, non muta il vero carattere dei fatti di Berlino: essi, costituiscono una aperta esasperata rivolta popolare contro la tirannia straniera e V oppressi one soffocante del regime di sfruttamento introdotto dal governo Grote-wohl. Nessun agente provocatore può organizzare dimostrazioni imponenti come quelle di Berlino. Perche queste siano possibili bisogna che esistano le condizioni obiettive, bisogna che Vesasperazione del popolo sia veramente giunta al limite massimo del sopportabile. Quelli che il quotidiano comi n form ista italiano ha chiamato «banditi» e ((teppaglia nazista», non sono altro che operai, lavoratori di ogh\i categoria, donne, studenti che, presi dalla disperazione, non hanno esitato a gettarsi inermi contro i mitragliatori e i carri armati russi, con uri eroismo degno delle migliori tradizioni di lotta del proletariato tedesco. La stampa borghese di ogni paese non ha perduto naturalmente l’occasione per sfruttare ai propri fini ideologici, la rivolta operaia di Berlino est, che si è affrettata a presentare come una rivolta contro il comuniSmo. No. Gli operai di Berlino est e della Germania orientale, come gli operai di Pilsen e i minatori di Moravska Ostrava, sono insorti contro un regime ed uno sfruttamento infame, che nulla hanno a che vedere con il comuniSmo e con il socialismo. La classe operaia non. si muove per far tornare indietro la ruota della storia. A Berlino, come ovunque. insorge e lotta per i suoi diritti, per il progresso sociale e contro di se trova sempre spianate le armi della reazione, sia quella capitalista che quella cominformisla. Nell'ex capitale tedesca sangue di lavoratori è stato versato per la stessa causa per la quale è stato versato quello degli operai italiani di Modena, dei minatori francesi del Passo di Calais e di tanti altri eroi del popolo. però che l'Internazionale socialista si è lasciata inviluppare nella questione, doveva operare socialistica-mente, prendere cioè in considerazione che si tratta di un problema delicato dal punto di vista della nazionalità, cui bisogna accedere obiettivamente e democraticamente. Così non fece. Il solo fatto che V«lntersoc» abbia deciso Vinvio della commissione su pressioni di una corrente interessata, quali sono il partito dei Saragat e Romita e la loro filiale di Trieste, agli ordini, degli irredentisti Lonza e Cesare, serve a dimostrare che qualsiasi conclusione presa in comune dai tre competenti la commissione è infirmata da un vizio d’origine che non può essere dissimulato per quanto si tenti di voler essere, o per lo meno, apparire imparziali. Il passo compiuto dall’Internazionale socialista, indipendentemente dalle conclusioni tratte dalla commissione <* dalle proposte che essa presenterà al prossimo congresso di Stoccolma, e un passo falso, la cui gravità non deve venir sottovalutata dai dirigenti dell9«.Intersocy). Essi, agendo a quel modo, accettando cioè, di servire gli intrighi di un partito che, come H PSVG, è tutto fuorché socialista, e non Chiedendo il parere dell Unione Socialista dei lavoratori, della Jugoslavia e dei suoi membri, edificatori del socialismo non a parole ma a fatti, si sono trasformati in paladini di un irrredentismo che, per le sue origini e la sua essenza, è il rappresentante. genuino dell'oligarchia feudale e della graissa borghesia, è il nemico di classe dei nostri lavoratori, dei lavoratori di Trieste e d Italia. Ecco perc>iè la visita della commissione dell’«Intersocy) nella nostra zona non era desiderabile e men che meno gradita. Di un tanto fu anche avvertita. E’ stato un richiamo sul passo falso che si voleva compiere e che si è voluto fare ugualmente. Ed è lògico che chi come noi edifica con sacrificio il socialismo, dopo aver vinto la battaglia della rivoluzione, socialista per la, propria emancipazione sociale e nazionale, e che fa parte di una fraterna comunità di popoli, portatrice degli ideali socialisti. piò genuini nel mondo, si senta giustamente offeso, vedendosi messo alla pari, anzi subordinato a coloro che sono gli alfieri di quell imperialismo che il grande Lenin tanto felicemente definì straccione. c c H I o TOGRAFICO LA COREA è ancora il centro d’attrazione dell’opinione pubblica mondiale. Stavolta non per le speranze che si riponevano in una prossima conclusione dell’armistizio, cui mancava soltanto di apporre la firma, ma per il timore di nuove complicazioni che potrebbero succedere al grave gesto di Sing Man Rhee, il quale, in palese opposizione alle disposizioni previste dagli accordi armistiziali, ha rilasciato dai campì di concentramento i prigionieri di guerra che avrebbero dovuto essere presi in consegna dal gruppo delle nazioni neutrali. Il gesto di Sing Man Rhee ha destato grande disappunto all’ONU, dove è stato stigmatizzato come un atto di opposizione al Comando delI’ONU stessa e di sfida ai cino-nordisti, suscettibile di compromettere definitivamente le sorti della pace in Corea. I cino-nordisti non hanno reagita direttamente, ma hanno comunicato al Comando dell’ÖNU l’intenzione di attendere che tutti i prigionieri rilasciati da Sing Man Rhee vengano ripresi per continuare le trattative armistiziali. Il comandante in capò delle Mrze dell’ONU in Corea, gen. Clark, a colloquio con il gen. Ridg.vay suo predecessore L'EGITTO è divenuto Repubblica e suo primo Presidente il gen. Mohamed Naguib. Il nu((vo governo egiziano ha già prestato giuramento. Ironia della sorte, la cerimonia si è svolta nel sontuoso palazzo «Abdin», residenza dell’ex re Fuad e divenuto ora residenza ufficiale del Presidente Iella repubblica egiziana. E’ san. zionato così il definitivo allontanamento della dinastia, che dopo il forzoso esilio dell’ex re era divenuto inevitabile. La giornata della proclamazione della Repubblica é stata dichiarata festa nazionale e ricorrerà il 18 giugno di ogni anno. Per l’anno in corso i festeggiamenti, cui hanno partecipato folle entusiaste, si sono svolti in via eccezionale sabato) 20 c. m. Il nuovo gabinetto egiziano, che si è riunito venerdì scorso per la prima volta, ha deciso di assumere la denominazione «Gabinetto della rivoluzione». LA FRANCIA non è riuscita ancora ad uscire dalla crisi governativa che si trascina ormai da oltre un mese. L’ultimo candidato alla* presidenza del Consiglio dei ministri della lunga serie dei bocciati è André Marie, che, al pari dei suoi predecessori Paul Reynaud, Mendes France e George Bidault, non è riuscito a ottenere il voto di fiducia dall’Assemblea, cui si è presentato gidvedi scorso nel tentativo di formare il 19.mo gabinetto del dopoguerra. Il Presidente della Repubblica Francese, Vincent Auriol, ha cercato di creare un Consiglio nazionale fra le varie correnti dell’Assemblea per raggiungere un accordo sulla formazione di un governo di unità nazionale. Anche il suo tentativo è fallito per la defezione dei socialisti. L’Arco del Trionfo al Parco dei principi a Parigi Ancora sul cooperativismo II. F/ a.pipureto nella soluzione dei probi em i riigjn arid ari t i il Ir innovarli en -to e iil miglioram-ento dell’eiconomia agrìcola ehe il eooipcrativisimo riveste riti ruolo (preminente e del tutto particolare. La situi azione di relativa arretratezza, di eaii allibiamo già parlato^ può essere suiperata soltanto mediante un’azione c>i©tematica e decisa emi /partecipino intensamente tutti i fattori elhe possono eontirihuire al suo seoipo e fra i/primi, ambe se non {ili irenici» le cooperative agricole. Esse hanno una finzione di avanguardia niella loro qualità idi elemento tra i forni amen tali e i più progrediti nello sviluppo socialista delle campagne e della nostra economia in genere. Le cooperative agricole sono sorte dopo la liberazione con lo scopo immediato di sviluppare il commerciò cooipexativistico nella lotta contro lo siiiaittamento del settore privato e di passare in ip rosi petti va, eon. Limpieigo dei mezzi più adatti e progrediti, al rinnovamento delVeeonomia agricola, come condizione indispensabile allo sviluppo .degli elementi e dei rapporti socialisti nelle campagne per il fine ultimo dell’edilw^azioine socialista. La prima parte di quest’opera è stata portata felicemente a termine. Rimane però ancora la seconda parte e non del tutte, poiché molto si è già l'atto in tal senso. Parecchio si è parlato e sor it to sulla necessità e sulle ragioni che ei impongono dii consid erare p iù seri a-meinte il problema sopraaeeennato. Non sarà male però ribadire che le condizioni di arretratezza, aggravate dal decadimento della viticoltura e della frutticoltura — un tempo fattori fondamentali della nostra economia agricola —^ per effetto della politica di oppressione di classe del fascismo e della classe (padronale che ho portato al depauperamento e allo ispoipo lamento delle cantpagnie, richiedono una soluzione quanto, più radicale. Tuttavia, nonostante l’evidenza dei fatti, è stato spesso difficile convincere molti dirigenti cooperat i vistici. Essi si ostinavano a vedere nel l’attività commerciale l’unico modo di realizzare vantaggi. Tale errato atteggiamento traeva iimdiubb i am ente origine da varie cause, prime fra tutte la possibilità di realizzare maggiori c facili guadagni e la tendenza alla ricerca di un interesse circoscritto, immediato e particolaristico, imai abbastanza condannabile. L’opera idi convincimento, esercitata conseguentemente dalla Federazione cooperativistica distrettuale, ha portato buoni risultati sul preorientamento del lavoro dei nostri coopera t ivist i e degli agricoltori in gènere. Il rinnovamento, infatti, sta assumendo gradualmente melTattività delle cooperative Ti importanza che loro compete, quale necessità e compito immediato. In parecchie località si è passati decisamente alTazione. Fra le prime nella zona di Dekani, dove la «Vili osaidi» un’azienda costituitasi appositamente per dirigere ed eseguire il rinnovamento e 'di cui avremo ancora occasione di parlare — ha già intrapreso i lavori per .il miglioramento dei prati e per rimpianto di colture, che, come il noce, il nocciolo, l’olivo, avranno il triplice vantaggio di rimboschire vasti spiazzi ora spogli e incolti, dare un’ottima rendita e non .richiedere grande impiego di manodopera e mezzi meccanici, con l’utilità che possiamo facilmente immaginare. A Urbanci, presso Tignano, il terreno è stato già tracciato. Il lato nord verrà piantato a noce, castagno, nocciolo e mandorlo, mentre sul lato sud sorgerà un grande olive'to. Ben 46>ha di terreno incolto, boschi e pascoli, abbandonati pritna aU’incuria, sono stati già parzialmente trasformati, a cura della cooperativa di .Puče e Costabona, in un moderno vigneto, mentre i lavori di compie t amento e di miglioramento delle superficii destinate al rimboschimento c al pascolo stanno procedendo sollecitamente. Il vigneto conterrà 126 mila viti. Accanto ad esso sorgerà un grand e frutteto di peschi, olivi e un buon fondo foraggierò. AlTuOjpo verranno costruiti una strada c alcuni edifici. Per quest’anno sono previsti altri lavori di maggior mole. Anche la cooperativa di S, Antonio creerà nuove piantagioni in terreni ora incolti. La cooperativa di Capodistria dedicherà una superfice notevole alla coltivazione dei pesco. Un complessò di notevoli proiporzioni verrà migliorato a cura delle cooperative agricole di Isola, a Corte, e dii S. Lucia a Port or ose {Croce Bianca). Anche altre cooperative si occupano di lavori di rinnovamento e miglioramento di minore entità. Le cooiperativc del capodistriano dispongono già oggi di notevoli fondi che permettono loro di realizzare gli obiettivi prefissi. Quanto detto, però, anche se (‘olmo di buoni auspici. è soltanto un inizio, poiché le necessità sono di gran lunga superiori. Il riinnovamento e il miglioramento veri e propit i potranno incominciare quando la «V in o saci» avrà accentrato un potente complesso di mezzi meccanici. Ma di questo, come detto, riparleremo più tardi. Confortevole è poi lil fatto che anche i contadini privati hanno intrapreso il rinnovamento e il miglioramento delle proprie economie agricole. anche se non dappertutto sistematile ament e- e razionalmente. Molti agricoltori, infatti, per la mancanza di terra soffice«te, piantano nuove viti nei vecchi vigneti, liufLitandosi a inv< tire gli strati del fondo. Un tali» modo 'di procedere non è consigliabile, né redditizio. Tuttavia anche qui registriamo buoni risultati. (Continua al prossimo numero) PANORAMA DI ISOLA VISTO DALL’ALTO|DI STRUGNANO Importanti problemi esaminati dai rappresentanti del popolo LE SESSIONI DEI C.P.D. DI CAPODISTRIA E BUIE CAPODISTRIA % % T & JA j - 'S: BIANCHI COVONI SPLENDERANNO PRESTO AL SOLE Ha avuto luogo il 17 c. m. a Capodistria la IV. Sessione ordinaria del C.P.D. in riunione plenaria della Camera dei rappresentanti e del Consiglio dei produttori. L’assemblea ha approvato una serie di decreti e ordinanze riguardanti' jp-.r owed ime reti di carattere eco-nnimico sociale. Eretrerammo così in vigore i decreti sulTamministrazione e sulla manutenzione delTAequedot-to distrettuale, sulla riparti zi one del fondo per la manutenzione degli stabili e le ordinanze sulla riorganizzazione e riduzione dei posti idi lavoro ne 11’apparato amminisitrativo del CIP.D di Capodistria e sulla modifica nella denominazione dell’azienda «Saline» in «Saline di Piramo», Il decreto suH’animinislrazióne e sulla manutenzione dell’Acque dotto distrettuale stabilisce le modalità della gestione autonoma deli'azienda, gli obblighi di quest’ultima nella manutenzione degli impianti, nel rifoit-nimento dell’acqua per uso d omesti -co e agricolo nonché i rapporti fra l’azienda e gli utenti e viceversa. L’ordinanza sulla riorganizza zi on e e riduzione dei posti di lavoro nell apparato del CjP.D. stabilisce un ulteriore diminuzione del personale amministrativo, il che ridurrà notevol-menite anche le uscite e snellirà il funzionamento degli umici. Il decreto sulla ripartizione del fondo per la manutenzione ideigli stabili fissa le proporzioni fra il fondo di manutenzione (60 % ) e il fondo destinato alla costruzione di nuove case d’abitazione e alla manutenzione degli edifici di competenza del Comune ( 4-0 % ). Non è passata invece al vaglio dell’assemblea la decisione sull’appro- • IL SERVIZIO FORESTALE NEL DISTRETTO DI BUIE L’aspra lotta contro il carso Vogl iamo parlarvi questa volta dì uno dei meno noli settori dell attività economica del Distretto di Buie, quello dei boschi. Il settore *ia una importanza luti altro che trascurabile; se se ne è sempre parlalo poco, e perchè la attività che un esiguo gruppetto di tecnici vi dedica non ha niente di ((spettacolare» e il cosidetto uomo della strada non la osserva nemmeno. Con questo articolo rendiamo cosi giustizia anche a questi uomini, alla loro oscura fatica. In attesa che venga formata lina Direzione forestale per il Distretto di Buie, la sezione per VAgricoltura del Consiglio Economico conta un ufficio per : problemi dei boschi. Niente apparati particolari, con tanto di impiegati, dattilografe e, montagne di carta, ma solo qualche tecnico e 6 guardie forestaliIl programma di quest’ufficio è subito detto: rimboschimento dei terreni carsici e manutenzione, difesa, miglioramento dei boschi esistenti. Anche i boschi possono avere uria propria storia. Quella dei boso'ii del biliose, per quanto riguarda i capitoli più significativi, è relativamente recente. Al tempo dell'Austria e poi delVItalia, non sappiamo bene se per incuria o perchè la conoscenza dei problemi forestali non era abbastanza sviluppata, i boschi del Distretto si avviarono all9estinzione. Senza annoiare il lettore con una materia ostica, diremo che veniva usata nello sfruttamento dei boschi una tecnica sbagliata, che di continuo ne riduceva Vestensione. Infine l'ultima guerra danneggiò notevolmente il patrimonio forestale del Distretto. Primo compito dunque dei nostri tecnici era provvedere al rimboschimento delle superfici divenute spoglie. Meglio ancora, il rimboschimento è stato affrontato su una scala piu ampia, venne cioè esteso a nuovi terreni carsici. Fra ogni altra varietà di alberi, hanno dato i maggiori risultati il pino marittimo e il pino d'Austria, Quest’ultimo viene addirittura definito« il pioniere» per la sua capacità di crescere dovunque, anche là dove è impossibile ogni altra vegetazione. Le piante sono fornite da un apposito vivaio, che ne fornisce a sufficienza a tutto il Distretto.. Il bosco di Cornerìa, dove è sito il vivaio, è PER IL DECENNALE delle brigate del Litorale Dopo la breve parentesi della preparazione per la manifestazione di Verino, le organizzazioni sociali del' distretto di Capodistrià hanno ripreso l’attività per i festeggiamenti del decennale delle brigate del Litorale. A Isola, nell’ambito dei festeggiamenti, i dirigenti locali si sono riproposti di -sviluppare le società culturali e sportive. iSd procede quindi a tempo accelerato - alle iscrizioni al Circolo italiano di cultura popolare e alla assoc, di educazione fisica «Partizan». I piranesi sono più attivi ejl hanno organizzato diverse riunioni di massa, formato alcune cominissio-rti per la raccolta del materiale ,documentario della Lotta e per la raccolta di fondi pro erigendo monumento ai Raduti, che dovrà essere inaugurato ài più tardi entro il 29 n oveip^qmros&imo. Da -Foriòrose ei viene segnalato che* sono state temute riunioni preparatorie in tutto il territorio di quel comune, mache la raccolta dei documenti nóo è stata ancora iniziala. Poca è P attività svolta a Capodis-tria. Da accennare solamente che presso le. sezioni dèll’Unione Combattenti partigiani è stato messo in vendita, al prezzo di sessanta dinari, un distintivo ricordo, in metallo colorato. A sua volta, la casa editrice del «Tovariš»* -intende presentare rena pubblicazione dedicata al movimento rivoluzionario, dai suoi albori sino alla gloriosa epopea partigiana. Naturalmente le spese di pubblicazione saranno rilevanti, dato l’enorme materiale a disposizione. Sarebbe opportuno quindi, che le nostre aziende concorressero a coprire almeno in . parte tali spese, contribuendo anche nel loro interesse, sotto la forma ili avvisi pubblicit ari. Šmarje Domenica scorsa gli abitanti di Šmarje (hanno ricordato con una solenne comment or azione il decimo anniversario dei giorni tristi in cui, nel settembre 1943 per la prima e il 19 giugno 1944 per la seconda volta, le loro case venivano date -alle fiamme dalle belve nazifasciste e soltanto una compagnia del I battaglione deU’Od-red istriano, ehe allora si trovava nei pressi, riuscì ed evitare che, Er arene alcuni vecchi impotenti, altre vittime cadessero sotto il piombo fascista. Alle celebrazioni ha presso parte la (pop oil azione del luogo al completo, autorità popolari e numerosissimi abitanti delle località più vicine. A Šmarje sono convenute anche parecchie centinaia di ex ej>mlbattea nostra impresa, non autorizzata a rivendere l’articòlo in parola ai pre zzi stabiliti per la riproduzione, deve attenersi perciò a detta disposizione. Aggiungiamo che sul prezzo di acquisto (84 din) la nostra impiega conteggia ulteriori 5 din. per spese di trasporto e per margine di guadagno, dimodoché il prezzo di vendita risulta di 89 din. al kg. Non corri-sponde quindi al vero raffermazione secondo cui l’OMNIA realizza un guadagno del 100 p. e. circa. La discussione in tal senso è pertanto del tutto infondata.» Questa volta il compagno Favilla, che„ finora, detiene il primato fra coloro le cui lettere formano argomento della rubrica intestata, scrive, a grossi caratteri (di popolo mormora» e noi rispondiamo subito che gli eventuali mormorii per i motivi da lui addotti non ci sembrano giustificati. Egli infatti così si esprìme: «All’albergo «Soča» di Umago. quando c’è qualche trattenimento danzante, rammento per le consumazioni viene pagato sia da ehi balla, estasiato di conquiste amorose, come da chi è servito al tavolo nel mentre, seduto in terrazza, gusta il brio della coppie danzanti, aspirando l’aria odorosa di alghe marine, con le orecchie deliziate dalla musica. «Così paga d’adulto che può ormai cantare «Addio giovinezza,» (ahi, ahi! qui casca, come si suol dire, l’asino n. d. r.) che si serve al banco * senza neppure vedere, con suo rammarico, la terrazza e che si allontana sconsolato dai ricordi dii un tempo che fu e dal riflesso di aver pagato il sovraprezzo per un bicchiere di vino a profitto di chi si diverte». Inutile spendere parole per dimostrare che in ogni pome e locale del mondo, dove al servizio normale viene aggiunto un contorno di musica, vige la costumanza ed anche il diritto di aumento nei. prezzL Differentemente le spese dell’orchestra e di tutto ciò che comporta il tratteni- mento danzante, da chi devono essere pagate? Escludiamo quindi che «il popolo mormori» per un simile motivo. Non è da eschulere invece che quell’aumento di prezzo giunga sgradito a chi, Come confessa candidamente N. F„ apuò ormai cantare I (uldio alla giovinezza e si allontana (dai locali dove altri più giovani si divertono) sconsolato dai ricordi di un tempo che fu» Per chi va soggetto a simili malinconie, sono consigliabili ì banchi di mescita del vino nei locali dove il peccato dell'invidia non trovi la facile occasione ed esca nell’altrui età e condizioni di spirito. CRONACHE TTi CAPOMSTRIA Matrimoni trascritti : Koleri e Vir. gilij, impiegato con Miusizza Maria, operaia; Krmae Jordan, operaio con Skrgat Maria, impiegata. Decessi; Dell'Oste Tončka di anni 28. Nascite: Busecohiam (Danilo di Franz o Mezgeo# Paola ; Novakovič Nenad di Jefto e Guteša Smilje; Jerman Vinko di Marjan e di Jerman Mira; Medica Sergio di Peter e di Po ropat Aurelia. H falegname Suplina Francesco addetto alla cooperativa falegnami di Capodistria. è rimasto travolto d-a rin carro con cui effettuava il trasporto di materiali, essendosi imbizzarrito il cavallo. Ora si trova ricoverato ali-ospedale di Isola con sospetta frattura, del piede destro. BUIE Sono nati ; Medos Gilberto di Gino e di Richtar Maria; Stamenkovié Grozde di Mile e di Mišič Giorgia: Visintin Aureliano di Giovanni e di Libero Anita. Decessi: Crevatin Andrea di 87 anni: Razza Matteo di 74 anni e De-siiO't Renata di 9 anni, deceduta a Krog. Bonetti Luigi, impiegato di Buie, ha impalmato Casse le r Lucia, casalinga. Alla coppia felice: «tariti auguri e figli maschi!!!» f Sono ricorsi alle cure ambulatorie : il diciottenne Marušič Bonifacio che. giocando al calcio, ba ricevuto una pedatona sul viso che gli ha prodotto una ferita lacero contusa. Tre punti di sutura e prognosi di qualche giorno. Poi 1 operaio Marušič Pietro, della «Kamenolom», il quale intento al suo lavoro, si vedeva piombare sulla mano 'destra una grossa pietra che gli produceva delle feri le lacero contuse. Se la caverà in pochi giorni. ISOLA Da quattordici giorni a Isola la solita antifona: «nulla di nuovo nel campo demografico». # AlTufficio idi stato civile il funzionario preposto ha dichiarato «se la dura cosi, mi prendo le ferie gratis!». All ospedale invece sono state prestate le eure del caso 'all’operaio De-bemiaindi Salvatóre da Prade, che, lavorando al cinema estivo di 'Capo-distria, è caduto da una impalcatura unitamente ad altri lavoratori, pro-duceindosi una incrinatura della rotula del ginocchio destro. La prognosi è di quattro settimane salvo complicazioni. UMjAGO Uria sola nascita: e eine quella di Sferen Boris di Giovanni e di Razza nata Piatali Lucia. Altre novità dello stato civile nessuna. PIRANO Ha esalato l’ult'imo respiro Tolta«-taquattriennio Sinkovič, nata Stopar Maria. -Di - contrapposto due nascite cioè quella di Giure p Dorina di Giovanni c Bassanese Maria, e della p i ec o la 'M a r i ucci a Aip o Ilo n i o d i Ad r i -ano e di Fonda Elena. Nessun pi rane se ha impalmato qualche rappresentante del sesso femminile. 'GITTANOVA La pace agreste di Ci tt anova anche questa volta non è stata turbata da qualche lieto, o lultituoso evento. Di nuovo solamente; la mietitura del grano, ohe è sitata iniziata in questi giorni. Il raccolto promette bene. PORTOROSE In (tutto il comune un solo decesso e precisamente quello della ven-tenne Jurinčič Lucia. Una creatura è venuta poi ad allietare la masnima e cioè il piccolo Carlo Turca ha aperto gli occhi al mondo. «Nulla di nuovo, eccetto il solito movimento turistico, che il comune si ripromette di favorire, facendo corrispondere ai visitatori una mite tassa di soggiorno. VERTENEGLIO La nascita idei piccolo Luciamo è venuta a render gioiosa 'la vita dei coniugi Škrinjar Giovanni ed Anto-lovič Marija. Nessun decesso o matrimonio. La settaret reenne Sasan Marija, mentre stava recandosi il giorno 17. c. m. dal macellaio Gnezda, veniva timprovv isameuite assalita da un cagnaccio. La poveretta, colta dallo spavento perdeva l’equilibrio e cadeva pešam temen te a terra, rompendosi una gamba. Dopo esser stata medicata aU’aimhu la torio di Buie, è stata ricoverata al nosocomio di Isola. RADIO Questa sera, alle ore 20.00, la mostra Radio metterà in onda il primo e il secondo atto del «FALSTAFF» di, G. Verdi. Il terzo atto «Iella stessa opera sarà trasmesso alle ore 20.00 di domani sera mercoledì. La trasmissione deirinitera opera è stata suddivisa in due serate per non tenere soverchiamente impegnati gli amanti della musica operistica. Ultimata la trasmissione dei due primi atti della predetta opera verdiana, seguiranno quest a sera stessa, alle ore 21.30, «ORIZZONTI», ossia il radiogiornale degli avvenimenti «li maggior importanza e delle attualità. Giovedì alle ore 11.30 i ragazzi (e perché nò anche gli adulti clhc spesso nelle cose «lei raga/.zi trovano diletto?) potranno ascoltare dalla nostra Ra«lio il programma dedicato proprio ad essi. Sempre giovedì, alle ore 21.00, consigliamo ai nostri lettori l'ascolto delle pagine scelte dello scrittore CARLO COCGIQLI, messe in onda dalla nostra Radio. Gli amanti dei ritmi e delle cannoni possono soddisfare i loro gusti, ascoltando venerdì alle ore 12.00 tra programma composto da tali mnsi-«vhe. Lo stesso giorno, alle ore 20.00, suonerà l’oreheidra Pippo Barzizza con i cantanti Elena Beltrami, Ernesto Bonino ed il «piartetto Stars. Sempre venerdì, alle ore 20.30, sarà radiotrasmessa la rassegna settimanale delle lotte dei lavoratori nel inondo e un commento sulla situazione sindacale a Trieste. Sabato sera, alle ore 20.30, saranno messi in onda alcuni ricordi partigiani. Alle ore 10.00 di domenica, la mattinata musicale si raccomanda da se stessa col suo programma per tutti i gusti. TEATRO Col giorno 20 ha avuto inizio nel Buiftse la tournée della Compagnia italiana di prosa de] Teatro del Popolo di Capodistria, ohe sta rappresentando la commedia romantica «CATENE» «li Allan Langdon Martin, che ha già ottenuto gratuli .successi sia a Capodistria come a Pi-rano e ohe è stata rappresentata anche, per sollievo dei degenti «lei sanatorio, ad Aucarano. ;La compagnia, ri le iha già rappresentato «Catene» il g. 20 a Vcrtene-gllo e il giorno 21 a Buie, sarà la sera «lei 25 ad Uimaigo per chiudere il suo giro nel Buiese con un granfie spettacolo dato all’aperto «temenica sera 28 enrr. a Gititanova. CINEMA Quest a settimana viene proiettar«« sugli schermii della nostra zona, tra gli altri films, il supertechinmdor «LA CORTE DI RE ARTU’» «li produzione americana tratto dal famoso romanzo di Mark Twain: «Un americano alla corte di Re Arti«». Il film è stato definito una rosa bell«, completa, una riuscita mescolanza di azione, romanticismo, movimento, sentimento, colore, musica, splendore. Quindi un capolavoro che merita di essere veduto. 1 ‘;| 1111 certo -Stefano : girovagava di medi-ier curare i propri at-, ma tutto- inutilnien-portai-ono persino al- JJue anni la si meco a visitare un grandissimo alveare nei pressi di Osijek, ma, mentre girovagava tra ile arnie, le forze lo tradirono e svenne. I diotl-ori acuità, provocati dalie punture delle api, lo fecero lieti presto .rinvenire, ma dosato di febbre alta, cessata la quale, però scomparirono anche i precedenti dolori, che non ritornarono mai più Ora il Kotla è uno dei . , . - pm appas- sionati apicoltori. IL BALENIERE SECONDO un comunicato della agenzia Tass una flottiglia di baleniere sovietiche avrebbe ucciso, durante una crociera antartica, oltre 2.800 balene. Un marinaio* Vassili Tupinkov, ne ha pescato 532. Gli è. stato conferito il premio della «E-mulazione -socialista fra gli arpiona-tori». E’ già ripartito per il Mare del Nord. DOLLARI E UNIVERSITÀ’ L’UNIVERSITÀ’ di Washington rr continue-rairunq a giurare sul loro socialismo, allora tutti { problemi sociali saranno probabilmente, rinviati di una intera generazione e il socialismo italiano avrà perduto, forse, l’ultima occasione per superare la saia crisi. R. F. fiLi umnim dell1 brsb maggiore Gli inglesi del Feria, come la foto chiaramente dimostra, mandano i loro figli a scuola sotto scorta armata > Ci si sente davvero vicini alle stelle sulle cime di questa ampia e verde montagna della California, solcata nei fianchi da ampie vallate. Il «co-mitaggio» in cui vivono gli astronomi, è nascosto in un folto gruppo di antiche querce, la maggior parte degli edifici è ombreggiata da pini e da cedri, mentre sulle più alte roc-cie domina la grande cupola bianca del telescopio di cinque metri, affiancata da quelle più piccole dei telescopi e degli apparecchi fotografici Schmidt da 120 e da 45 centimetri. L idea generale che gli astronomi vivano (ein splendido isolamento», meraviglia e diverte al tempo stesso gli scienziati. Gli astronomi, simili m questo ai registri cinematografici, impiegano assai più tempo a preparare in anticipo il loro lavoro negli uffici e nei laboratori di quanto non ne impieghino nelVeseguire praticamente le fotografiq. L'uso dei telescopi, e in modo speciale quello del nuovo «.cinque metri», è severamente suddiviso fra una diecina di scienziati che fanno parte del personale regolare, e che inoltre devono talvolta cedere il passo ad osservatori di passaggio. Essi si considerano fortunati se riescono ad adoperarlo almeno per qualche giorno al mese. Col tempo buono, tutti si affannano a far entrare nelle poche preziose ore di chiarità notturna la maggior quantità di lavoro possibile; ma Qui si parla di un gruppo di uomini eremiti per amore della scienza denti la sua pipa «Forse ... e forse Sono trascorsi sei anni e mezzo dal lontano gennaio 1947 e la situazione di orisi del socialismo aitali auro ha trovato la sua più recente documentazione nella presenza di ben 1 liste socialiste nelle elezioni del 7 giugno. Quattro liste: un pò troppe anche per un elettorato di elevate oogin iziomi poli tube quale, ad ogni modo, non è quello italiano. Della orisi del socialismo hanno naturalmente beneficiato le forze reazionarie conservai rici. che -dopo la liberazione si ono riuscite a riguadagnare Iulte le precedenti posizioni di privilegio e di predominio, passando appunto sulla divisione dei socialisti, oltre che attraverso le falle della politica falli meritare dei capi coni inform isti. II frazionamento socialista, i cui due tronconi principali avevano finito col perdere la loro stessa fisionomia, ancorandosi I nno al C.ominform e l abro ai clericali, ha scoraggiato larghi settori delle masse lavoratrici, divenuti cosi sul piano elettorale facile massa di manovra delle forze conservatrici. * Sotto lo stimolo della situazione del paese e dei problemi insoluti, die hanno accentuato 1’ aspirazione delle nia.sse popolari ad un radicale rinnovamento sociale, una forte aliquota Ideili’ elettorato è tornato a guardare al socialismo come aH’unii-ca alternativa possibile, malgrado la omisi e le divisioni. I risultati delle elezioni del 7 giugno sono in questo senso molto significativi. Il Partito dì iNennl, presentatosi staccato dai com i n form ist i e con lo (slogan del* l’altera ai tiiva socialista, iha trovato un certo credito, migliorando sensibilmente le sue posizioni, pur «rimanendo ancora mollto lontano da qanelle del 1946. Il partito di iSaragat, ap- NEL KENIA SI CONTINUA AD UCCIDERE Coi la condanna di Jamo Kenyata. assertore della non collaborazione e della disobbedienza civile, te automa coloniali hanno dato al movimento dei Mau il pieno diritto di esercitare il terrore Nel Kenia si condanna e si uocid a ritmo continuo: le autorità coloniali britanniche, in base a sentenze giudiziarie, ed i Mau Mau in base alla legge idei sangue e ideila vendetta. I britannici manifestano la propria potenza armata ,al che i Mau Mau rispondono con attacchi e imboscate, appiccando il fuoco alle f armes, avvelenando il bestiame e uccidendo le persone. Il bila nein di questo dissidio, -presentalo -dallo stesso ministro -britan- 6.000 -arrestati verranno fucilati? I otto questo S[>argimento di san. Sue dura -dal settembre dello -scorso anno. Lyttelton ha promesso alla Camera dei comuni -ohe annienterà i Man Mau eoa misure draconiane. Eiglr non è -riuscito -tuttavia nel Tintorio e la pa-ce nel Kenia non regna ancora. L riiiseilo solo a far impiccare a fucilare -qualche centinaio di indigeni, condannare Jomo Kenyata, -presidente dell’Unione Sudafricana, a 10 anni di carcere c acutizzare la domo Kenyata, capo riconosciuto elei Mau-Mau, è qui insieme con una giornalista indiana poco prima del suo arresto trico -per le -colonie, Lyttelton, è il seguente : le truppe .ie la poli-zia britanniche hanno ucciso sinora 430 indigeni ed hanno provveduto al fermo di 82.000 perspne, 6.000 -delle quali sono tutt’ora in stato d’arresto. I Mau iMa-u invece non [intrudo arrestare alcuno hanno ucciso in complesso 270 persone: 255 africani, tre asiatici, 12 europei. Ma quanti dei <1 isturim in anzi one -razziale. Oggi ogni bianco ha il diritto -di sparare a prima vista su un indigeno -senza dover rispondere in -seguito del -suo atto. Sono state introdotte serie misure sulla libertà idi circolazione, sulla libertà -di parola, di stampa e di ri-unione. 35 mila bianchi, sono difesi i da carri armati e mitra. Cinque mi-| bom e mezzo di negri sono rimasti® SCOPERTO A L U S SI M PI C C 0 LO UNO STRADIVARIO ? Nel negozio del rigattiere Uccio Hofmann un contadino di Unie ha portato in questi giorni un vecchio violino, ben conservato, contenente nell'interno della cassa la seguente scritta : Antonius Stradivarius Cremona Faciebat Anno 1721. Sarà questo un autentico Stradivario o una delle solite falsificazioni a scopo commerciale? Ai tecnici la parola. BATTUTA D'ARRESTO nella pesca del pesce aziurro Le sei cooperative di pescatori del circondario di Lussinpiccolo, che nel corso del mese di aprile avevano pescato 800 quintali di pesce azzurro, hanno subito una battuta d'arresto che non ha precedenti nella storia della pesca nell'Adriatico. Durante gli «scuri» degli ultimi quaranta giorni non si è pescato quasi niente. — Come mai. tanta iettatura? — abbiamo chiesto a uno dei più vecchi pescatori del luogo. Il pesce c’è - e stata la risposta, - ma non «gioca», si tiene al fondo e le nostre reti gli fanno il ...solletico. Appena il tempo si rimetterà al bella, avremo di nuovo lavoro. Pesci e bagnanti si tengono lontano dalle spiagge per ora. Pare sia di moda. TELESCRIVENTE CHI SALE E CHI SCENDE E’ -stata espulsa »dalla Francia, Vera Goliein idi settanta anni. Venne arrestata a Nizza poiché aveva violato la legge ehe regola il movimento dei «cittadini esteri. Aveva residenza stabile a Ventimiglia, ma venne da qui a Nizza dove girava per le vie, mendicava e disturbava Lordine pubblico poiché le sue condizioni mentali pare non siano del tutto a posto. E’ vedova già da 25 anni di un tassametirista. A prima vista, sembra un fatto di cronaca normale, ma non é così. Vera 'Golicin è vedova di un tassa me trist a ehe, in realtà, era 1 ultimo (presidente del Governo della Russia zarista. IL BIGLIETTO PER IL PARADISO Ricostruendo un vecchio monastero in Irlanda, nei pressi delle fondamenta venne trovata una tomba nella quale, accanto allo scheletro, venne trovata una cassetta^ in ferro. Contenevo 'un documento in pergamena sul quale gli esperti lessero quanto segue: «Il nobile padre superiore del monastero di Liford, al nostro ne e amico San Pietro. Con la presente confermo che\ il defunto oggi sepolto e il servo di Dio Daniel Ora-t°r conte di Kroagorm. Lo si invia affinchè, senza ostacoli e lungaggini, venga immediatamente portato nel regno di Dio. Noi lo abbiamo liberato di tutti i suoi peccati e gli. ab-hiamo data la nostra benedizione. Perciò non esiste nessun ostacolo affine e là stesso non venga ricevuto \n PQradiso. A tale scopo gli; si ri-^sma questa conferma, il 30 settembre 1341». Nella cassetta non c’era la fica delle marche da hallo dovute pagare dai parenti del conte di Kroa-germ. API Quindici anni fa Kola -di Osijek co in medico » -tacchi al -f " " " soli a difenderai e provvedere a se stessi come meglio- sanno e possono. Oggi, secondo -certe fonti, le popolazioni del Kenia appoggiano som-pre più il movimento dei Mau Mau. Questi hanno deciso -di cacciare i colonizzato-ri bianchi dalla loro terra. E stata definitivamente abbandonata l’idea della collaborazione, offerta ohe fu respinta da Nairobi.’ L’amministrazione coloniale britannica non_ha voluto guardare in faccia la realtà. -Con -il suo atteggiamento ha reso più acuta la -situazion-e. Oggi essa ascolta i bianchi — razzisti e respinge ogni aspirazione degli indigeni. «Perciò -viene combattuta col terrore e risponde con la -medesima arma. Jomo Kenyata appoggiava l’idea della «non collaborazione volontaria e della -disobbedienza civile». In tal senso era stata educarlo da -Gandhi. Sperava di -poter con tale mezzo ottenere i-l riconoscimento dei diritti civili ed economici ilei suoi connazionali. Era perciò contrario al -terrorismo, era per la coesistenza tra indigeni e bianchi. Con la sua condanna le autorità coloniali hanno condannato anche una tale politica e in tal modo -è stato dato al movimento dei Man Man -il pieno diritto d-i fare la guerra e esercitare il terrore contro i bianchi. Il movimento dei Mau Ma-u è di recente data. Si è incominciato a parlarne megli ultimi tempi. L’Unione Aiffricana ha invece una tradizione di 3 decenni. Già nel 1923 gli , indigeni del Kenia crearono um’or-ganizzaizione politica di carattere costituzionale. ma non appena comin. sciò a svilupparsi, essa venne sop-Hpressa e i suoi funzionari arrestati. l'Ilo ra si ebbe il primo -sciopero nella^ storia del -Kenia. -Migliaia di uomini parteciparono spontaneamente allo sciopero -generale in segno di protesta. Nel 30 veniva creata nuovamente una simile organizzazione, sciolta però all’inizio della seconda -guerra mondiale ed i suoi capi -deportati al nord. Verso la fine -del 1945 -si costituiva lTJnioue africana del Kenia e Jomo Kenyata, che nel 1946 faceva ritorno nel Kenia, veni-va eletto alTiunanimità a suo presidente. Gli im-mio-rati britannici c-hie- n-iva proclamata la legge marziale, Jomo -Kenyata arrestato e l’Unione Africana messa fuori legge. Questa è -la storia della lotta degli indigeni del Kenia per -poter avere una propria organizzazione politica. Le autorità hanno proibito la Lega del Kenia ed hanno -permesso organizzazioni razziste anti-afrieane e an-ti-indiane, e persino quelle -neoJasri-ste, come l’associazione per la difesa del Kenia unito e il partito imperiale del Kenia. Così esse hanno respinto i sinceri tentativi di unire le varie razze del Kenia su una base -di' uguaglianza e di democrazia. E. anche durante il giorno i preparativi per il lavoro della notte lasciano hen poco tempo da dedicare al riposo. Che cosa fa nascere negli scienziati l’interesse per le stelle ? « Pura curiosità-» dice Hubble; nesso è la base (li tutte le scienze». Gli astronomi vogliono sapere sempre più sulla struttura, sul contenuto e sul comportamento dell'Universo : ma il materiale su cui possono lavorare non è costituito c>’:e da debolissimi, bagliori il una antichissima luce, dalla quale essi cercano di trarre la più ampia messe dì nozioni possìbile-li più sensibile mutamento della scienza astronomica è avvenuto non più di 25 anni fa. Tutte le stelle visibili ad occhio mulo, oltre ad innumerevoli altre visibili soltanto attraverso il telescopio, fanno. parte di una gigantesca ruota di stelle che noi chiamiamo la Via Lattea. Al di là di questa, che noi ritenemmo per secoli fosse l’Universo, Hubble scopri infiniti altri «universi» simili. Hubble fu aiutato nelle sue ricerche da Milton L. Humason, un uomo che ha iniziato la sua carriera dall'ulti-vio gradino, dal posto cioè di portiere dell'Osservatorio di Monte Wilson ,per giungere, attraverso studi indefessi, ad essere il segretario dei due osservatori di Palomar e di Monte Wilson. Edwin P. Hubble, decano degli astronomi americani, compì a suo tempo una delle più brilanti carriere universitarie e diede U suo contributo ad importanti scoperte ed applicazioni scientifiche. Col telescopio di Monte Wilson, i più lontani degli «universi isolati», scoperti di recente, apparivano soltanto come punti microscopici. Ciononostante, Hubble e Humason affrontarono l apparentemente disperato compito di verificare questa nuova struttura dell'universo. Ciò che essi scoprirono sbalordi tutto il mondo scientifico : invece di navigare serenamente nello spazio, questi universi, isolati si allontanavano l'uno dal-I altro con velocità vertiginosa, e più si allontanavano più aumentava la loro velocità. L universo stava forse in fa,se di esplosione? Hubble e i suoi colleglli spinsero il telescopio del Monte Wilson al limite massimo delle sue capacità visive, alla distanza, cioè, che la luce percorre in 500 milioni di anni.. Ma *ciò non era sufficiente. Da qui nac-,que perciò lidea di costruire uno strumento ancora più grande. Il telescopio di Monte Palomar avrà un ra8gl° d azione di un miliardo di jianni-lucei «Ci darà esso una risposta?», dice Hubble, masticando fra i E dopo Vosservatorio di Monte Pa-che cosa ci sarà? Già si sente parlare di nuovi telescopi basati, su principi elettronici. Ma ciò che tut-ti gli. astronomi vorrebbero poter raggiungere è la possibilità di condurre le loro osservazioni al di fuori dell atmosfera terrestre, la quale filtra ora la maggior parte dqlle ra-dazioni provenienti dall'universo. Già si stanno eseguendo delle osservazioni, di carattere limitato, per mezzo di razzi, uno dei quali si è recentemente avvicinato al Untile dell atmosfera terrestre, cioè a 400 chilometri, di altitudine. E già si sta lavorando alla costruzione di razzi che raggiungeranno l'altitudine di mille chilometri. Ciò non dorerebbe Una bella visione del tumultuoso mondo di un cantiere navale in Inghilterra presentare troppe difficoltà, a quanto afferma il dott. Fritz Zwìcky. che ne sta progettando e curando la lavorazione. In seguito si potrà studiare il sistema di proiettare degli apparecchi, forniti di strumenti di osservazione, addirittura nello spazio, facendoli, partire da questi razzi nel momento in cui essi raggiungono il cu/mi/ie della loro traiettoria. . «--.j L.K, LAGEMANN (Nostro servizio) rirono pigmei davanti al colosso -------ri--- urniiiuiMUlF a 43.000 dollari. neu unione Atricana, .addiritura non li salutò. Nel dicembre -del 1952 ve- ZARA, giugno — C’è tanto sole su questo tratto di costa dell’Adriatico settentrionale ed il salso del mare sulle rive di Zara vecchia e nuova, lungo la penisoletta che fa capo a Nena, cui fanno la guardia d’onore le isole Lunga e Ugljan, stiracchiate fra una distesa di scogli. I zaratini -sono gente vivace, gente di mare. Il dialetto è un misto di veneto e croato. Ci si comprende facilmente, e c’è il clima del mare, l’intimità delle cose a farvi diventare ben presto amici. Alla città chiedi del remoto, del recente passato, del presente e del futuro. La storia è qui, su queste rive da tre parti bagnate dall’onda... Zara, dicono gli storici, è più vecchia di Roma. Se Roma è sorta 750 anni prima dell’era nuova, Zara viene ricordata col nome illirico di Jadera ancora 1200 anni prima di Roma. Lo attestano gli scavi di abitati neolitici simili a quelli apparsi dagli scavi della Bosnia Ia-dossa, Massa, Diadora e Jader la chiamarono Greci e Romani, Jadera e Jadara fu la sede dei proconsoli per la Dalmazia all’epoca del dominio bizantino. Quando, per flessione, si disse Zader o Zadar o Zadra, erano i tempi minori. La sua storia è tumultuosa, complicata fatta di generose ribellioni e sanguinose cadute in ginocchio. L’alba del medioevo avvolge la piccola citta marinara in vicende oscure e dolorose. Sopraggiungono le invasioni delle genti dell’Oriente e giungono gli siavi sulla scia degli Avari Nella seconda metà del IX. secolo sull Adriatico si fa sentire la prepotenza di Venezia, repubblica mercantile. Gli Slavi non tollerano padroni in casa propria. E’ Tinizio di una serie di battaglie che finiscono con un patto di alleanza. Ma le relazioni non durano. Venezia ha eccessive aspirazioni e Zara è osti-nata, gelosa della sua libertà, ribelle. Non vuol sottometersi a nessuno. Si accendono nuove guerre, Venezia prepara nuove «crociate». Impossibile citare tutte le date degli avvenimenti: sono troppe. Sull’Adriatico, conteso, ardono furiose battaglie. Nel febbraio 1806 le truppe fran-cesi^ sono a Zara. Nel 1813, vittoria dell’Austria sulla Francia e ritorno di Zara sotto il dominio austriaco fino alla I. guerra mondiale. Con l’occupazione italiana i za-ratmi si vedevano -soggetti a una perfida costante snaturalizzazione si violenta la cultura, la tradizione e -si violentano gli uomini nella loro ZA HA riioqe vita e nei loro beni. E’ stona ben nota. I zaratini, nella lotta di resistenza, non dimenticano le tradi-, zione e la polizia politica speciale a ra è un forte centro dii lotte nazionali, politiche e culturali. Una delle prime tipografie croate è stabilita a Zara verso la fine del diciottesimo secolo. La creazione del Comissariató speciale per la Dalmazia da parte del fascismo ai tempo dell’occupazione e la polizia politica epeci-ale a Zara e il numero dei perseguitati e condannati politici sono fatti die ci dicono quanto sia stato Domo-re» dei zaratini e dei dalmati per l’intruso straniero. Zara ha dato alcune migliaia di combattenti alla L.P.L. e-d anni — e larraramido ancora — i zaratim hanno liberato la entità dalle macerie e si arriniiono a (redimerla. Sta soraendo la noiova Zara. Le brigate volontarie hanno lottato per conquistare alle rovine una strada dopo l’altra. Ora lottano iper rimettere su le case, piano su [piano. Solo gli nomini possono far miracoli. J zaraitinii Ili -sanno fare. Gli urbanisti si trovano di fronte al problema di ricostruire la eiitta-vecebia. Il termine del concorso è il 30 settembre c. a. Il primo premio è di mezzo milione. Della giuria, fra gli altri, fanno parte Mirosla-v Krle--za, scrittore e Krst-o Hegeldiušić, pittore, due no-m-i che idioo-no «h-e il problema ha una notevole .importanza sul piano nazionale. Visto che bisogna ricostruirla daccapo, c-ome 1400 e 600 anni fa — dicono -i zaratini — ricos-tnuiamola bella questa nostra città. Hanno raigione. In una visita a Zara il eompaigmo Tito ha -trovato già le- strade -sgombre ed i parohi rifatti. -Ne è rimasto soddisfatto. Additando -i resti delle rovine ha detto : «Costruiremo Zaira migliore e più bella -di quanto sia stata». E Zara risorge. GIACOMO SGOTTI Zara è stata distrutta -tre volte: 1400 ann-i fa dai -Goti, -600 anni -or s-ono dai Crociati, e una domina d’anni addietro dai bombardieri della -seconda guerra mondiale. Zara, città già popolata da 26.000 abitanti, dopo 70 duri bombardamenti aerei, fra cu-i quattro o cinque catastrofici, si era ridotta a contarne duecento -o poco più. La -guerra ha mutato -la fisi mi om i a di Zara. Soltanto -il 1(1% ideile case è rimasto dm pied-i. -E’ .stata rasa a-1 suolo -tutta la città vecchia che si stendeva sulla pemisoletta. Sulla riva Maresciallo Tito, -al posto dei p-a-laz-ri, dei parchi, -delle -ville, dei .monumenti storici e delle preziosità artistiche sono sorti — sgombrate -le immense macerie — due -o tre muovi edifici di ahi-ta-zi-one. Zara, appena dopo la Liberazione, aveva un volto pietoso, macerie, distruzioni. Maceria! E’ una parola che sa di -generico. Abbiamo -dei -dati che illustrano la -tragedia dii Zara. Alla Liberazione, travi e caloinacci copawa-mo 350.000 metri quadrati. Mentre in al-tte città, anche -duramente colpite come -Belgrado, Fiume e (Fola si poteva metter man-o -al badile con una più chiara prospettiva idei piano idi risanamento, i zaratini esuli, ritornati in città, dovevano appena mettersi a cercare le -tracce delle ex strade. I .a vo.ru n i! o giorno e -notte, per mesi Vecchio spettacolo di caratteristiche strade destinate a cedere il passo, a Zara, alla più comoda modernità [' NATO UN MIO 4 L’ALLATTAMENTO ARTIFICIALE. — E’ quello che si sostituisce totalmente alla madre. E’ meglio evitare tale forma di allattamento nel primissimi giorni dalla nasci- tao; ma vi sono dei casi che non consentano dilazione e allora bisogna assolutamente ricorrere a questo sistema che del resto, se applicato razionalmente, dà risultati più che soddisfacenti. Il latte migliore per sostituire qùello materno è quello di vacca, sia allo stato na- turale, sia ridotto in polvere. Se vi servirete del latte naturale, dovete aver cura di accertarvi che la mucca dalla quale lo traete sia sana. Per conservarlo in casa, occorre tenerlo in un recipiente pulitissimo posto in un luogo fresco, e ricoperto) da una mussolina fine, in modo che possa passare agevolmente l’aria ma non possano assolutamente passare le mosche, causa prima della diffusione di batteri che nel latte si moltiplicano con somma facilità, causando disturbi anche gravi. Durante la stagione molto calda sarà bene che il latte sia tenuto in un recipiente ben chiuso e immerso nel ghiaccio. In mancanza del ghiaccio, ci si servirà dell’acqua che verrà spesso cambiata e qualora anche tale sistema non bastasse a cagione dell’eccessivo caldo, si metta il latte in un recipiente di ferro smaltato ben pulito, e tenendolo coperto, lo si immerga in acqua bollente appena levata dal fuoco, lasciandolo sino a chè l’acqua sia diventata tiepida. In tal modo si conserverà senza ricorrere alla bollitura. La sterilizzazione del latte fresco di mucca è assai semplice: farlo bollire per quattro o cinque minuti in un pentolino, avendo cura che durante la bollitura la schiuma ncn esca; quindi, porre lo stesso recipiente, nel quale 10 si è fatto bollire, in altro più grande, dove vi sia acqua o ghiacoio, per il raffre-damento a bagnomaria. L’esperienza consiglia di non adoperare per il bambino 11 latte senza averlo diluito, e per far ciò ci si serve o di acqua bollita, o meglio, di mucillagini e di decotti di farina, ai quali si aggiunge un certo quantitativo di zucchero per facilitarne la digestione. Per la preparazione della mucillagini si adoperano dei fiocchi di avena o di riso o della semola di avena. TRA I FORNELLI PER LE CALLI DELLA GEMMA DELL’ISTRIA CILIEGE AL MIELE.. — Questa confezione si raccomanda a coloro che hanno gli alveari e che perciò pos- Scuola per radio. — E’ un’istituzione per bambini infermi che ha dimostrato vivo successo sono avere miele puro e buono. In Inghilterra si usa molto conservare così le ciliege, e siccome è un sistema molto pratico e facile, si potrebbe adottare anche da noi, care lettrici. Si prende un fusto piccolo e ben pulito, possibil rnentte' nuovo, ovvero dove sia stato del buorn vino. Si colgono le ciliege agre in una giornata di sole, si toglie il picciuolo ma non il nocciolo, e si rempie il fusto scuotendolo molto spesso, Di quando in quando si uniscono alle ciliege pezzi di canella e chiodi di garofano e due o tre pezzetti di zenzero. Quando il fusto è quasi pieno, vi si versa dentro tanto miele liquefatto quanto ne può contenere. Si copre il fusto con il suo coperchio in modo che chiuda ermeticamente e si mette in una cantina che non sia umida. La moda L’abbigliamento delle ragazzine è spesso assai simile a una complicata Aerazione aritmetica che tutte, tuttavia, riescono a risolvere senza troppi sforzi. La gonna più la camicetta dello stesso tessuto creano llinsieme da città a un sdì pezzo, sottraendo la gonna e aggiungendo un paio di calzoncini, si ottiene la tenuta da bicicletta, gli stessi calzoncini più reggiseno formano il costume da spiaggia ; il reggiseno, con l’aggiunta degli «slip», crea l’illusione del «due pezzi» da piscina ! Quanto per i colori, fate la vostra scelta senza esitazioni: fresche camicette di popeline, del rosa ortensia, del «giallo Van Gogh», accompagnate da ampie e scampanate gonne di tinta contrastante, dalle quali farete avanzare un pezzo eli stoffa per la confezione dei relativi calzoncini. Sopra presentiamo due modelli per le vostre mamme: CILIEGE NERE DOLCI. — Si toglie il nocciolo alle ciliege. Volendo si potrebbero lasciare anche intere, ma non è consigliabile a cagione dei bachi. Si mettono dunque le ciliege senza il nocciolo sopra uno scotitoio, si lascia il succo, si pesano e si prendono 750 gr. di zucchero per ogni 500 gr. di ciliege. Si (mette lo zucchero in un recipiente, si inumidisce con il succo delle ciliege colato dal setaccio, si lascia liquefare al fuoco, si lascia condensare finché scorra dal cucchiaio denso e pesante, vi si mettono dentro le ciliege, si fa alzare il bollore, si tolgono le ciliege, si mettono nei vasi e vi si versa sopra lo zucchero. 1. — Sul tessuto a pallini a fondo blu di questo abito-grembiule risaltano i profili in tinta unita e il colletto. La linea redingote è accentuata dal corpino incrociato. Il tessuto a doppio diritto permette la formula «rovescia-bile». 2. — In questo vestito-redingote di alpaga il pannello-sciarpa in surà grigio a «coriandolini» bianchi è inserito a triangolò dallo scoilo ed è trattenuto dalla cintura. Motivo che sarà anche più vivace sugli allegri vesi.ti di cotone. L’igiene personale I CAPELLI. — Esigono una pulizia scrupolosa e a ciò basta un pò di buona volontà. Bisogna cominciare con lo spazzolarsi a lungo ed energicamente ogni sera, al momento di andare a letto. Si devono poi lavare sovente, per evitare la formazione della forfora e l’accumlarsi del grasso dovuto, sia alla natura stessa del capello, sia all’uso di bri-iantine o altro. Per la lavatura e contro la forfora è ottimo il tuorlo d’uovo sbattuto in acqua tiepida. Risciacquare bene onde eliminare ogni residuo che darebbe cattivo odore. Anche l’alcool canforato in una soluzione al 10 per cento e applicato con un batuffolo d’ovatta mattina e sera con un piccolo massaggio, è ottimo contro la forfora. I DENTI. — Anche i denti, come i capelli, si conservano più o meno a lungo a seconda della loro natura e delle malattie che in essi si sviluppano ; ma si possono tuttavia mantenere in buone condizioni e ritardare la caduta e le malattie se si avrà cura di loro sin dai primi anni dopo la dentizione definitiva. La pulizia dei denti si fa con uno qualsiasi degli infiniti dentifrici che sono in commercio sia in polvere, sia liquido o in pasta:, ma volendo fare economia si può usare come dentifricio bicarbonato, la polvere finissima di carbone o anche solamente acqua fresca purché si abbia la costanza di pulire i denti accuratamente, dopo ogni pasto, con uno spazzolino a setole piuttosto dure. VÀ m honu INCONTRI Buona sera. Buona sera. E’ un pezzo die non ci si vede. Altro che. Anni, nani e anni anzi! Tanti di quegli anni che si potrebite dire sia la prima volta che ci vediamo. Vogliamo fare una cosa? Diciamolo pure che è la prima volta che PRIMI BAGNI asir-A*ce^ — Ora mi tuffo, però tu non fare come l’anno scorso che appena faccio il «morto» ti metti a fare la vedova!... ci vediamo. — Ebbene sia. In fondo abbiamo fatto finta di conoscerci per attaccare discorso ... Giù la maschera, lei è uno scocciatore ! — E’ vero, e lei no forse? — Anch’io, molto lieto. — Piacere mio. Eccoci qui dunque, ad aspettare il tram. Oh, questi tram! A proposito, vogliamo dire le solile cose sui tram, che non arrivano, eccetera? Facciamo a meno, tanto fra di noi... Eppure... senta, io lo dico: questi tramvai che non arrivano ... Tuttu colpa degli antifascisti! — Ecco un discorso che mi piace, quasi mi invoglia ... Colpa degli antifascisti e delle degnocrazie popolari ! — Ben detto camerata! ... Ma ceco il nostro tramimi. — Saliamo, saliam. Olip ... là. — Ecco fatto! Dicevamo delle democrazie popolari... — Mi sembra di no, parlavamo dei tulipani. — Fole! Noi parlavamo dei tram e degli antifascisti. — lo no. lo non sono il signore con il quale parlava Ma fermala del tram, ma un altro ed è comprensibile che lei in questa ressa si sia confuso. Ma se la fà piacere, può Uberamente parlare con me. — Benone. Parlavo dunque di quell’accidente di democrazia in genere, vuol mettere quando c’era . . ■ Si insomma_____l.ei capisce, lei è dei nostri voglio dire?... Continui. Se fosse per me, gli antifascisti li metterei in galera tutti, mi spiego?... Che cosa farebbe lei? Ga ... le ... ra ... Conte prima, ilei resto, meglio di prima! Questo sarebbe il suo programma? Tenga dunque... — Ahi. ahi! Mio Dio, quale dolore inesorabile qui negli stinchi e qui nello stomaco. Santo cielo, che sofferenza indicibile in varie parti dal corpo. Ahimè. — Sono io signore, che le sto dando dei calci, perchè lei fà dei discorsi a pera. Guardi sono proprio io, ecco ed ecco ! ... — Aita, aita! Come soffro, qua e qua, Ma ecco la fermata, permesso, permessooo ... Urge che io scenda! — Permesso,) permessovi»... Anch’io scendo. — Ancora lei, beh, adesso che siamo a terra, mi permetta, a scopo di vendetta, di restituirle le hus.se, prenda questa e quest’altra! — Ohimè, ohimè che dolore, c/tc dolore. Quale inaudito malessere mi producono i suoi calci nelle ginocchia e i suoi pugni proprio qui sul nasino. Soffro, soffro da morir! — Mi vendico; permetta, terribilmente, del maltrattamento che lei mi. ha usato sul tramvai in seguito ad alcune mie affermazioni di carattere antemarcia. Ma... Toh, lei non è quello del tramvai! — No, affatto, io sono il camerata della fermata, e anch’io sono stato abbondantemente pedatonato da un passeggero che divergeva. Sono stato quindi battuto, nel giro di cinque minuti, per ben due volte! — Quanto mi rincresce. Guardi però che pure io iho avuto In mia parte di calcetti sulle rotule. — Evviva allora! Giovinezza, giovinezza ... Si dirigono cantando ni piò vicino pronto soccorso. BEL. IL CELEBRE MUSICISTA... LA BUGIA «Vedi...» disse il bambino povero all’angelo, «... quello è un bambino ricco.» «Si? — fece ingenuamente l’angelo — Che cosa intendi per ricco?» «Auff, non vedi quanti bei giocattoli? Se guardi nel catalogo dei prezzi, e se dici per esempio una Cifra, sbaglieresti almeno della metà sul loro valore. Inoltre l’ho visto spendere cento lire per un gelato.» L’angelo non replicò subito.Guar-dava intanto il bambino che spendeva cento lire per un gelato, meditando seriamente. «Raccogliendo le cicche per tuo padre ... — disse — ... qualche vol- I NOSTALGICI GORDON FLASH Riassunto delle puntate precedenti Dopo una serie di perigliose avventure Gordon Flash, la di lui moglie Dale e lo scienziato dr. Zor-ro, raggiungono Rea, satellite di Saturno, dove regna il despote Roog. Improvvisamente scoppia il colera e Roog, credendolo portato dai terrestri, minaccia di morte i tre compagni, che si prodigano nella lotta contro il terribile morbo. Kara, figlia di Roog, che non condivide le idee del padre, coadiuva i tre. Assieme ad essi ordisce una congiura che si conclude con la liberazione dei prigionieri detenuti nella fortezza del ghiaccio. Fra i prigionieri c’è Sami, figlio del re e ribelle al padre che, credendo» i terrestri avidi di conquiste, aggredisce Dale e vuole ucciderla, ma Gordon fa in tempo a prevenire il suo proposito e salvare Dale. Intanto Kara riesce a convincere il fratello sulle intenzioni pacifiche di Gordon e dei suoi compagni. Il dr. Zorro, recatosi frattanto con un’astronave sulla Terra a rifornirsi di siero anticolerico, fa appena in tempo a tornare con una buona scorta di medicinale, quando già Roog voleva mettere in atto la sua minaccia di morte. Poche zolle di terra rossastra, circondata da recinti di pietre meticolosamente sovrapposte, bianchi villaggi che si confondono nel grigio predominante del paesaggio e qua e là qualche sprazzo di verde sulle colline coperte di vigneti — questa è I Istria. Ma se la natura sembra aver dimenticato questa regione quando spargeva i suoi beni, le ha in Compenso donato alenine gemme, alcune oasi in cui ha concentrato quanto dì piò bello poteva offrire. Una di queste gemme dell’Istria è Rovigno. Un senso di riposo e di pace idilliaca pervadono il visitatore al primo incontro con questa ridente cittadina istriana%Àcircondala da un paesaggio di incomparabile bellezza e da un arcipelago di isolette dalla vegetazione lussureggiante. Non bastano la descrizione del paesaggio od il pennello di un pittore Per fornire una visione completa. Rovigno non è uno dei soliti centri turistici, disseminati di alberghi o di altri ritrovati artificiali. Accanto alle bellezze naturali lasciate intatte nella loro selvaggia attrattiva, Rovigno è strettamente collegata alla sua gente ed alla sua storia secolare, le cui impronte sono ancor oggi visibili sulle sue mura e nel suo mare. E per conoscere questa cittadina bisogna in primo luogo inoltrarsi tra le sue vecchie, ed anguste calli, che si diramano dal duomo di Santa Eufemia a forma di ragnatela. Qui, tra queste vecchie mura, si può fare, il primo incontro con la storia della città. Vedrete così sfilare dinanzi agli occhi il documento storico della formazione di Rovigno e riuscirete a comprendere come sorse quell’agglome-rato di case. Verso la fine del V secolo, con Tintensificarsi delle scorrerie dei Visigoti. degli Unni, dei Longobardi, dei Franchi e l'arrivo degli Slavi, le popolazioni ripararono a Rovigno, „•.% ... "■ - f v? V, -> ; -i ' ■“ ' ■:< o. . >£.'•> - itft ' ' ' ~% iÌiÉMÌ 'Tv' ^ . Il grande acquedotto di oltre 730 chilometri che dalla Diga Parker sul Colorado porta l’acqua ai centri della California meridionale provvedendo al rifornimento idrico di 28 città DON MOORE MAC RABOY GORDON FLASH I CONQUISTATORI DEGLI SPAZI -3- ... suona alla porta di casa — Cameriere, è una vergogna, in tutto l’albergo non c’è un letto che abbia lenzuola di mussolina! ta riesci a farti dare venti lire. Hai lerfino trovato una sigaretta quasi intiera un giorno.» «Ho trovato fortuna...» disse il bambino povero. «Proprio così. Ma questo è ancora nulla. Un giorno hai rincorso il cane di una signora. La signora urlava e pestava i piedi. Ma il cane niente. Allora tu lo fermasti e la signora ti regalò cinquanta lire.» «Oh, benissimo, non dico di no, ma io il gelato dì cento lire non l’ho mai mangiato.» «No, ma tu vai sempre sul fiume. Il bambino ricco non lo lasciano andare sul fiume. E’ legge di compensazione.» «Ora provo a domandarglielo...» disse il bambino povero subitamente inorgoglito. Interpellò il bambino ricco: «A te piacerebbe andare sul fiume?» «Sul fiume... — rispose il bimbo ricco sorridendo felice — ... ci vado tutte le domeniche. Mi ci porta il mio papà con l’automobile ed il chauffer. Ho una lenza tutta d’oro e pesco lucci grandi così.» Il bambino povero si guardò intorno sperduto. «Il mio angelo ha mentito — disse piano — mi assicurò che i bambini ricchi difficilmente possono sperare di andare sul fiume. Per legge di compensazione ha detto.» «Il tuo angelo è bugiardo, ecco tutto.» A4 UNO AD UNO l iUDOffi 0! ROGO CADONO VITTIME DB COLERA. GORDON >N VITA IL Ut ANON INDUGIAI« "IL MORSO DISTRUGGERÀ1 • L VOSTRO POPOLO S£ NON AGIREMO SUBITO.,, CORDON EiLpR.ZORRO SI PRODIGANO CON DALE PER. LENIRE LE SOFFERENZE DEI MALATI. ANCHE KARA, FIC.UA DI ROOG,E'COLPITA DAL VIALE l OALE LASSISTE AMORfcVOLMENTE . wn Afo DAL RAPIDO Si DEL COLERA,5'I NfuRiA : "Dolerimama'm'Q prigioniera pmche ' ti morbo non sarq' vinto, id terrò 'come osta ose non ri (/cerrete a fé/ wäre /epidemie) essa morra'sotto ilaoi deciti.. jOßDON, ELUQfNOO LA SEVERA VIGILANZA DELLE'GUARDIE REALI, LlgERA DALE E , ASSIEME A LEI, Il IMPOSSESSA D' SORPRESA PI UN' AERtOIYAVE 01 Q-QOCi ptd TENTARE 0' RAGGIUNGERE LATEBRA A CHIEDERE ANCORA (*1 SIFtìO ANTI COLERICO : "/fuapV ! erro in éirpHOlrì? deì/a lema ‘„ inuma com l'arma puntata al prota... ..MA APPENA SPICCATO 1C SALTO NEL VUOTO iL'PilOTA DELL AERONAVE. SlDtRALt APpRO-PriTA 01 UN ATTIMO 01 U'SATTénZ'ONE: DI GORDON pft OANNtCCIARE IL QUAD ILO Ptl COMANDI CON UNA PESANTE MARTA FRATTANTO IL COMANDANTE DELLA "FLOTTA SIDERALE DI (ROOG, ACCORTOCI DELLA SCOMPARSA DI COR DOW Z DALĆ , Li TA INSEGUIRE • L'aeronave 01 GORDON, DANNEGGIATA MEI COMANDI .VIENE CENTRATA. IN UN FASCIO O'ONDE magnètiche Potentissime . Tragionieca del RISUCCHIO RITORNA DOCILE. j>U V-€fK- BORDON E DALE, PRlGiONicRl UN'AUTIA VOLTA, SONO CONDOTTI DINANZI A ROOG ,CHt ORDINA AL CAPITANO DELLE SUE GUARTlC Di RlNCHIUPfßE I DUE NELLA FORTÉZZA DEL GHIACCIO, MA- ILGIGANTt COLPITO IMPROVVISAMENTE: CALLA VtÖBRfc ColfcicA U ACCASt/A PER TCRRA IN PRÈDA AL 00L0W: SOTTO GLI SGUARDI ÄTTONU'i DEL Cfc^OI GORDON E PALE-_______________ _________ ■ — Il bacino galleggiante deU’Arsenale di Fiume Il terna non è nuovo, essendo «tato già trattato più volte. Tuttavia gran parte Helle varie tesi, in genere, è ormai invecchiata e digerita. Ciò ohe vi può esser Hi nuovo non sono le tesi, ma il modo Hi trattare il problema, F introduzione nell’analiisi e ■nell’oggetto di essa di elementi nuovi, sorti appunto in questo periodo storico e ohe non sano stati ancora generalizzati. E poiché ci proponiamo ora di trattare proprio questo tema, tutto sta a indicare che Temperiemza jugoslava ci permetterà di affrontarlo in modo moilto più largo ed originale. Più ancora. Moltissimiä sono gli elementi che, nella loro essenza, non solo vivificano e ringiovaniscono il tema ormai banale, ma imprimono ad. esso un carattere del tutto nuovo e originale. Nella mentalità del popolo, creatasi in un lungo periodo di esperienze, la morale e la politica sono — non senza una giustificata ragione — in contraddizione fra loro. Secondo questa concezione, e in base alle sue amare esperienze storiche, la gente ritiene che non solo la politica possa essere amorale, ina che richieda addirittura il ripudio di tutte quelle norme morali che sono in uso comune nei rapporti fra gli uomini. E’ facilmente comprensibile che tale concezione non è del tutto esatta o per lo meno, che essa valga soltanto per determinate correnti politiche nelle singole epoche. Ma dal momento ehe il popolo, in ogni paese e in quasi tutte le epoche è vistitio sempre in condizioni politiche, nelle quali la morale non aveva alcun peso specifico, detta concezione può essere accettata, anche senza una vera e propria analisi scientifica della storia, come più o meno giustificata, benché essa non sia, in fin dei «uiti, né scientificamente, né storicamente vera. Ed è appunto la politica interna ed estera della Jugoslavia che spezza una tale concezione, ereditaria e tradizionale ira il popolo. La nuova Jugoslavia porta nel l’arena delle, dotte politiche un nuovo spirito mo- ........»Mil- ••••••••••***••■ rale, nuovo solo iper la politica, ma ohe, tuttavia u.seit ato un vii ivo interesso in lutti gli ambienti sportivi ideila zona. Dai (primi (contatti avuti con i dirigenti le società sportive dei due distretti, risulta die -la partecipazione sarà molto larga. Gigi Grassi deU’SS Umaghese si è impegnato verbalmente idi inviare una decina di giotvani, fra i quali alcuni «fuoriclasse» che nei 100m. stile libero raggiungono tempi da gare nazionali. Dal canto suo la associazione organizzatrice delile 'finali, rAurora, si è riipromessa di parteciipare alle vane eompe ti zi on i con uno sitinolo di nuotatori ed ondine. Così ipiure i eittano-vesi vogliono ben figurare ed invieranno diversi «tritoni». I pira nesi hanno dato pur essi la loro adesione orale, e dia quanto sembra, invieranno alle gare diversi giovani, anche nuotatrici. La movità delFasseignaaione «lolla targa alla associazione che riuscirà a piazzare il maggior numero di nuotatrici alle finali, ha avuto eco favorevole nel campo femminile, e molte ragazze già ora manifest amo 1 intenzione di partecipare alle competizioni. La coppa "Belgrado,, di basket AFFERMAZIONE JUGOSLAVA Doipo due giornate il intensa attività ipalLaeestistica, è stato concluso la settimana scorsa a Belgrado il torneo internazionale femminile di basket, al quale hanno partecipato le rappresentative femminili dei segmenti paesi: Jugoslavia, Italia, Belgio, Austria e Svizzera. La coppa è' stata assegnata alla rappresentativa Jugoslava che, in un entusiasmante finale, ha battuto le pallaeestiste italiane per 45:43. La squadra italiana in questo torneo lui presentato un gioco ineccepibile ed una tecnica perfetta, guadagnandosi F appl auso dello sportivissimo pub- II Peccato che la stagione non sia ancora nel suo pieno. Data la temperatura dell’aria, relativamente ancor fredda, pochi sono coloro cihe hanno iniziato gli allenamenti. Speriamo che così 'tutti i nuotatori possano affinare la Jam preparazione in modo che alle finali si possano registrare tempi ottimi. I,’elemento umano non manca, il nostro mare è una piscina naturale: 'sotto allora per Linoremen-to dello sport natatorio ! Questa dovrebbe essere la parola «Lordine ideile organizzazioni comunali della Gioventù Popolare di tutta la zona. ALB ON A : Brezae, Kairusič, Poldrugo, Knapič, Rusič, Brezae, Nardi, Veselica, Brezae, Milanovi«, Sfer-■ko. PIR ANO : Fornasaro, Contentò, Muiesan, Ernestini, Dindin é, Bonifacio, Drogando, Tamaro, Santomarco, Razza, Dajirettn. ARBITRO : Piaino. Ultima partita del Pirano che, opposto alla rompa gir e albanese, ha stentato a trovare la via del successo. Un primo tempo incolore, con netta supremazia territoriale del Pira-nò, concretata da una rete alili su azione, per merito di Dessardo. Nel II. tempo l’Alhona partiva decisamente al contrattacelo dopo aver fruito di 3 calci d’angolo al 7’, al 8’ c al 14’. Quest'alt ima rete portava le sorti della partita in parità. Al 19, sotto la rete del Pirano si registrava am’attimo «l'ansia, perchè lia palla faceva Landirivieni per ben tre volte fra attaccanti e difensori senza trovare lo spiraglio decisivo. Dopo la sfuriata dellA 1 bona. ; pira nesi si distendevano all attacco realizzando ancora al 25’ con Razza e al 43’ con Tamaro. La fine vedeva fa riscossa dell’Albana, rimasta però. infruttuosa. Ottimi del Pirano: Dapreltn e Bonifacio; buoni delLAlbona: Milanovi« e Veselica. Il Pirano ha accusato la stanchezza del campionato e il caldo, pur dimostrando tuttavia ili essere ancora la bella compagine che abbiamo vista all’opera nel torneo da poco concluso. Ottimo l'arbitraggio di Plaino. L’incontro è stato sospeso al 40’ della ripresa Umago-Parenzo 3-4 (2-1) CAMPIONATO JUGOSLAVO DI CALCIO ■ .LEGA ALLA STELLA ROSSA IL PRIMATO Domenica scorsa sono state disputate le ultime partile ilei eampinnia-tn jugoslavo «li prima lega. La Stella Rossa, con la sua smagliante affermazione sullo Spartak, si è laureata brillante campione di questo campionato. Seppure tallonata 'dallo Hajduk, la squadra belgradese ha saputo mantenere le distanze, chiudendo in bel. le/za il presente campionato, enn al-I attivo un ruolino dii marcia davvero invidiabile. 22 partite. 13 vittorie, 5 partite chiuse in parità ed infine 4' sconfitte. Il rapporto, fra le reti segnate e quelle subite, è ili 47:27. Un quoziente reti ida'Wero eccellente, ehe, anche in caso di un’eventuale sconfitta nell’ultima giornata, le avrebbe permesso lo stesso di aggiudicarsi il titolo . Seconda, a due punti di distanza, la squadra dell’Hajiduk, che. pur piegando in campo esterno nientemeno che il Partizan, non è riuscita a riconquistare il primato. Forse, nella prossima annata, la squadra ili Ma-tošić avrà, qualcosa da dire a questo proposito. \ 11 Partizan invece è finito terzo. Dopo un inizio brillante di campionato, i belgradesi sono incappati in una serie di incontri grigi, dovendosi accontentare della piazza d’onore. I. attacco dei «nazionali» ha segnato il maggior numero di reti in questo campionato (58 per esser precisi), mia nulla è giovato. li gruppo delle squadre di centro è formato 'dalla Vojvodina, «lai BSK. dal 'Sarajevo ed infine dalla Lokomotiva, che, senza troppe pretese, hanno giocato un torneo equilibrato. La lotta per salvarsi dalla retrocessione, ha visto impegnate cinque squadre. La Dinamo di Zagabria ha saputo cavarsela elegantemente, route pure lo -Spartak ed il Vardar. Le derelitte Zagreli e Velež, invece, nonostante i loro sforzi 'disperati, non sono riuscite a colmare il 'baratro ili punti che le divideva dalle soprano-minate e. per conseguenza, dovranno dare l’addio al campionato di prima lega retrocedendo in quello di II, testé formato. Quali squadre verranno promosse? Soltanto le partite di qualificazione Ina il Proleter l’Ođrrđ. e le vincenti dei campionati Repubblicani della Serbia, Montenegro e Bosnia Erzegovina, potranno dare i nomi delle neoelette. Certo è cihe quattro di queste squadre giocheranno il prossimo anno nel campionato ili massima categoria. Nulla si sà ancora di preciso per il campionato «li II lega, in ogni caso la Federazione Jugoslava ili Calcio nella prossima riunione comunicherà i nominativi delle squadre partecipanti a questo Campionato. PARENZO: Lovrinovié, Ljubesié, Poropat I, Conti, Marini, Vukusié, Pleše, Glumac, Poropat II, Smo-je, Bartolić. CMAGO: Cunjac, Bcrnić, Lenarduz-zi II, Bose, Vukovič, Laseh izza. Bertok, Krstović, Lenarduzzi III, Giraldi, Smilovič. ARBITRO: Bose di Umago. Partita vuota ed abulica nel primo tempo, piuttosto accesa con qualche scambio di rudezze nelltf ripresa. I regolamentari 90’ di gioca non sono stati portati a termine, in quanto la squadra parentina ritenutasi ingiustamente danneggiata dall’arbitro (a dire il vero molto parziale) pur essendo in vantaggio per quattro reti a tre, ha preferito abbandonare il campo a soli cinque minuti dalla fine. Venendo al commento tecnico della gara, poco ci sarebbe da dire, in quanto le due compagini hanno fatto a gara a chi giocava peggio. La palma è senza dubbio! toccata agli umaghesi, piuttosto confusionari sia in attacco che in difesa. Molte sono le reti segnate, ma in quanto ad a-zioni le possiamo contare sulle dita di una mano, e tutte di marca degli ospiti. Hanno giocato un pò meglio degli altri : Bartolić del Parenzo e Ber-nié della compagine umaghese. L’arbitraggio, come detto, è stato scadentissimo, e il giudice di campo, con le sue decisioni parziali ha contribuito a rovinare l’incontro. Dopo un inizio in sordina, i patentini attaccano e minacciano, da vicino la rete di Cunjac Con l’in- sidioso Bartolić. Sino al 20’ nulla di particolare. Poi, su calcio d’angolo, Lenarduzzi corregge la traetto-ria della palla, ma il portiere pa-rentino riesce a deviare per un soffio, in un successivo corner. Quindi azioni alterne, senza esito. Al 30’ Bertok, ricevuto un passaggio di Kr-stovič, caracolla sul campo e lascia partire un tiro alla «va là ohe va ben», tiro che, con sorpresa generale, finisce nel sacco. Reagiscono 1 parentini ed al 42’ raggiungono il pareggio, con Poropat. Ma non è ancora finita, poiché al 44’ viene tirata una punizione contro li Earen-zo, che Krstović trasforma in rete. Dopo il cambio del campo, partono di volata i parentini e con un giocò deciso puntano, alla rete umaghese. La lancetta dei secondi non ha compiuto ancora un giro dall’inizio della ripresa, che gli ospiti gareggiano nuovamente con Pleše, Passano altri 10’ prima di arrivare ad un nuovo goal, piuttosto drammatico. Bertok scappa, evita un terzino ed avanza tutto solo verso la rete parentina. Lovrinovič esce, ma viene scartato pure lui, da terra egli afferra l’attaccante per le gambe, rovesciandolo. Il terzino Ljubesié, certo che l’arbitro avrebbe fischiato la massima punizione, sferra un calciane alla palla che finisce nel sacco. Fischio e centro del campo. Nulla da fare per i parentini, nonostante le loro ripetute proteste. Al 27’ Bartolić, su azione personale, riporta per la terza volta in pareggio la squadra ospite, e Pleše al 3.T, con unq bella rete, fa passare (iiiiiiiiiiiiiliiiiiiiiiiiiitiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiMiiiiiHiiiiiiiiiiiiniimiirmiHiiiittttitiiiiiiiiiimiiiiiiiiiiiiiiiiiiitiitiiiifiijiutiiiiiitiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiitiiiiiiiiiiiiiiittiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiMiiiiiiiiiiiiiiiiiitiiiiiiiiiiiiiillitiiiiiiiiilllliliilliliiillllliiiiilllllllliilllllllliiiiitiiiiiiiiiiiiiltlliiiiiiiiiiiiiiiiillii ROMA, giugno 1953 Di domenica in domenica gli arrabbiati tifosi abbandonano delusi gli spalti e le tribune dei campi sportivi dopo aver assistito agli incontri fra le migliori squadre di serie A. La qualità del gioco praticato appariva sempre più scadente, i giocatori sfasati. La stessa rappresentativa nazionale forniva negli incontri tinernazionali prove sempre più negative. L’incontro con l’Ungheria nel nuovo stadio olimpionico di Roma ha fatto cadere le ultime illusioni. I colombi, liberati all’atto! dell’inaugurazione, so|io volati, così hanno volato pure le speranze dei tifosi, 90 e più mila accorsi per vedere gli azzurri battere l’Ungheria. Sono bastate le due reti di Puskas, per far sfumare le aspirazioni dei tecnici, che prevedevano «il ritorno ai bei tempi, del 1934 — 38». Il calcio italiano è in crisi? E’ giù di copda, dai con la stampa, inchieste su inchieste. Chi sono i responsabili? Quali sono le cause che hanno determinato la crisi? Le opinioni sono discordi. Però nessuno ha ancora precisato il modo di superarla. NON VI E’ PIU’ MORALE NEL CALCIO Piazza San Silvestro. Mentre sto sorbendo! un caffè, il barman mi dice: «Avete visto che schifo! Eh, se ci fossero ancora i Combi, Monze-glio, Foni, Rava, Piola, Colaussi, Mazzola, Loik, Grezar, la sarebbe finita ben differentemente!» I presenti hanno confermato le parole del barman, aggiungendo! che non si può più andare avanti, che non esiste più alcuna morale del gioco del calcio, trasformatosi in uno sporco commercio, una gara per guadagnar milioni. Concorrenti, Crisi del calcio italiano giocatori, allenatori e dirigenti delle società. Necessiterebbe maggior disciplina e mani di ferro. Ricominciare daccapo... «La colpa è dei milioni», dicono i tecnici. Le inchieste, effettuate dai giornali sportivi, hanno dato ragione ai tifosi. Ai dirigenti la FIGC non si perdona il fatto di aver permesso che tale attività sportiva divenga oggetto di mercato e campo di speculazione. I milioni hanno rovinato i giocatori e l’attività sportiva è divenuta null’altro che borsa nera. Jeppson venduto per 105 milioni al Napoli. La Roma si aggiudica Pandolfini per 60 milioni, e così via. L’armatocre Lauro, presidente del Napoli, che con i suoi milioni mantiene la società, ha promesso a questa di acquistare i migliori calciatori se tutti i membri voteranno per lui e la squadra farà, prima delle partite, propaganda elettorale per lui. Barassi, dirigente la FIGC, invece di analizzare le cause della crisi del calcio italiano e trovare la panacea, gira lungo la penisola quale candidato della D.C. Spo/rt — commercio — politica. Questa la trilogia del giorno. I tifosi non perdonano ai calciatori il fatto che a costoro non stanno più a cuore i colori sociali, nè la posizione in classifica della squadra, ma lussuose ville e fuori serie. Non partecipano agli allenamenti, oppure fanno orecchie da mercante alle sollecitazioni e istruzioni degli allenatori. SENZA SISTEMA E COI «FUORI CLASSE» Ci sono anche altre cause che hanno determinato la decadenza del calcio in Italia. 20 squadre si battono di domenica in domenica per lo scudetto, manca ogni termine di riposo prima delle gare internazionali. A causa della stanchezza dei giocatori, le catastrofi sono inevitabili. Nel mondo, la tecnica del gioco del calcio ha fatto progressi, so(no stati trovati nuovi sistemi di gioco, in Italia invece, salvo qualche modifica, si gioca come quindici anni fa. E’ raro vedere squadre che adottino nuove, se* grete tattiche di gioco, adattanti il proprio gioco a quellq dell’avversario. Nelle cojmpetizioni si assiste alle eccellenti prestazioni di questo o quell’atleta, ai suoi virtuosismi; si assiste ad un bel gioco di testa, a qualche tiro a rete spettacoloso, ma nulla più. «I fuori classe», sui quali qualche squadra si può basare per costruire una vittoria, non esistono più in Italia. COSA SI FA CON I GIOCATORI STRANIERI Gli stranieri, calati in Italia . a suon di milioni, cambiano annualmente società: Nordhal, Green, Li-edholm, sono nomi altisonanti. O-gni maggiore società ha inclusi nella sua migliore formazione uno o più giocatori nordici. Ne includerebbero di più se fofcse permesso. Nelle discussioni fra tecnici e sportivi, argomento di centro è il problema: «Sono utili gli stranieri o meno?» Le opinioni sono discordi. Se si obbietta che questi stranieri ostacolano lo sviluppo dei giovani, i tecnici rispondono che gli stranieri hanno un ruolo determinante nelle lont( società. Quando però si tratta di scegliere la rosa per la «nazionale» i commissari tecnici sono in imbarazzo, special-mente per quanto riguarda l’attacco, poiché mancano le mezze ali. «Fuori con gli stranieri» dicono gli uni, colmi di sentimento nazionale. «Silenzio —1 ctìntrappongo-no gli altri —■ con gli stranieri il nostro gioco del calcio non rappresenta chissà cosa. Ma senza loro cosa succederebbe?» I vecchi calciatori, i nazionali del periodo d’dro, ritengono che gli stranieri . apportino più utile che danno. Anche allora, quando il calcio in Italia era all’apogeo, le stelle uruguayane venivano ingaggiate, ottenevano la cittadinanza italiana. Ferrari e Foni sono pur essi della medesima opinione. Però gli stessi italiani più volte rovinano gli stranieri. COME RISOLVERE LA CRISI? Così, di giorno in giorno, la soluzione di questo problema si trascina. Come guarire la malattia che affligge il calcio italiano? Le cause del morbo sono più o meno note, ma, come eliminare le eminenze grige, i «baroni» dello sport e del denaro, quando oggi il gioco del calcio dipende direttamente da essi? Come ricominciare da principio, quando! il calcio è solo l’espressione del centro in cui si sviluppa? Perciò moltissimi sportivi scuotono pensosamente la testa ed invece di assistere, gustando la loro bellezza agli incentri, febbrilmente giocano al TOTOCALCIO. Ma non terminano di criticare e di sospirare, ricordando i bei tempi degli «azzurri». Davor Cullò in vantaggio i parentini. Sembra che la partita si chiuda con la sconfitta dei locali aspramente criticati dal pubblico, quando al 39’ un tiro diretto a rete viene deviato con la mano da Poropat I. Rigore. Proteste a non finire degli ospiti, che poi, in segno di protesta, abbandonano il campo, concludendo anti-sportivamente Ja partita che prima avevano giocato correttamente. SA IL KAISERSLAUTERN CAMBIO-NE DI GERMANIA BERLINO, 21. ' La squadra del. Kaiserslautern si è qualificata oggi campione di Germania, battendo in finale so Storcarda per 4-1. All’incontro, svoltosi allo Stallili Olimpi-en, hanno assistito oltre novantamjla spettatori, RIO DE JANEIRO, 21. squadra brasiliana del Fluminense ha sconfitto ieri per tre a zero Blindici scozzese degli Hibernian, il quale è stato così eliminato dal torneo internazionale di Rio. A san Paolo lo Sporting «ti Lisbona ha pareggialo (1-1) eon I Olimpia (Paraguay). * ». m. ■ LA SQUADRA DILETTANTI DEL PROLETER DI C. APODI STRI A DETENTRICE DEL TITOLO FEDERALE Dichiarazione di Delia Santa su' campionato federale di ciclismo In seigiuito airiinieidemte verificatosi di campionati jugoslavi di ciclismo, svoltasi recentemente a Belgrado, di cui abbiamo scritto nel numero scorto, ci siamo rivolti 9*1 ciclisti de] la Proleter di C apodi stri a per chiarire le cose. Della Samta ha diehiiarato \ (Eravamo nove in volata, quando a 250 metri dal traguardo, si è fatto avanti Poredslkti. lo lo Ivo Eseguito alla sinistra come è regola. Arrivati in volata a 50 metri dal traguardo. Poredski mi ha spinto tre volte col romito verso il pùbblico. Urtato in pici decisivi siecumidi, ho perso del prezi osissimi o temp 0. P am i e, ai] »j »rol i l -landò di questo, ha conquistato il primo poste ed il eamptoma10 jugo- slavo per il 1953. iSe non invadeva un tanto, conquistavo io il primo posto. Poredski per W suo comi portamento è stato fischiato dal puhhlU co », Come si vede, causa il comporta mento antìsportìvo dì ÌPoredski. il nostro bravo Della Santa ha perduto il campionato e si è classificato secondo, seguito dal .suo compagno di squadra Brajnik classificatosi terzo. Spetta ora ai competenti l’a (lozione dei provvedimenti del caso. Apipolonio. Della Santa e Brajnik si sono espressi s£ayo.rev^plimemte sull organizzazione della gara in cui sono emerse varie defìcenze . Grande attesa per il circuito automobilistico di Preluka F1IU1ME, giugno.. — Nei giorni 27 e 28 giugno si svolgerà il tradizionale Circuito automotociclistico di Abbazia,, che ormai ha raggiunto la sua quarta edizione. E’ questa hi massima proya autoniotocicliistica tifila Jugoslavia, alla quale hanno aderito, come ogni anno, numerosi centauri stranieri e jugoslavi. La icoimipetizione è valevole per il campionato aut omot oc icl ist le o federale. Quest‘anno fra i numerosi assi sarà in gara l’argentino Viaifro Me a, che detiene il titolo mondiale della categoria 125 cmc. Partecipe,ranno, tra gli stranieri, gli italiani: Baviera, Bratti, Brini e Marcili ; gli austriaci: Aleks Mayer, Holl aus, Zöch-ling, Ecb.sich lager ; .gli. svizzeri Benoit Mussy (il più veloce delle edizioni {precedenti ), Benz e Keller ed i triestini Ciocci, Tamburini, Flamini, Repelli c Vesnaver. E* assicurato poi l’intervento dei più noti corridori mia- zi on ali. I vincitori della scorso anno furono: categoria 125 cmc: 1) Snjaric (Jugoslavia), 2) Busieoo (Trieste): categoria 250 cmc: L) Baviera (Italia), 2) Hol laus (Austria): categoria 350 cimo: Zöcbling (Austria), 2) Milenkovič (Jugoslavia); categoria 500 cune: 1) Fassl (Austria), 2) Mayer (Austria); categoria sidecars: 1) Barbarie (Jugoslavia), 2) Eoihschla-ger ( A u stri a ) ; autom obi 1 i : 1 ) Praz (Austria), 2) Ma/hringer (Austria), 3 ) F ran ( Jrugosi aivi a ). I primati sul percorso di 6 km sono detenuti da: 125 omo: Snjaric (Jugoslavia) kmh 91,100 (1952), 250 cmc: Hollaus (Austria) kmh 111,350 (1952), 350 cune : Zöch ling (Austria) kmh 116,100 (1951), 500 cmc: Mussy (Svizzera) kmh 122.035 (1950). sidecars: Barbarie (Jugoslavia) kmh 97,800 (1952), automobili: Maia gòbi (Italia) kmh 100.100 (1051 ). Niro Oaioio Internazionale a Fiume Meritata vittoria dell' Hajduk Alla presenza di circa 6 mila persone, si è concluso ieri allo Stadio di Cantrida il torneo internazionale calcistico giovanile, organizzato dalla Società sportiva Quamerò. In pre-cedenzia alle due finali, si * è svolto rincontro amichevole tra le formazioni del München 1860 e della Quarnero. Hanno vinto facilmente i tedeschi per 3 a 0 (2-0) su una squadra (fiumana del tutto irriconoscibile. Nella finale per il III e IV posto, il BSK i di Belgrado aveva ragione della squadra elvetica di Bellinzona che veniva soonfitta per 4 a 0 (LO). AL LAiRWiK IL TITOLO NORVEGESE OSLO, 21. Nella finalissima del campionato norvegese il Larvilk ha battuto lo Stkeid per 3-2, conquistando il titolo nazionale. BUDAPEST, 21. - Èva Szekely. campionessa olimpionica ungherese, ha stabilito un nuovo record magiaro dei 200 metri ,a farfalla con 2’50’*2. Le reti ' sono stale segnate al 19 del I. tempo dia Stepanovič e nella ripresa al 1’ da Jovanovič, a! 9’ da Stepanovič e al 20' da Siiimunovié. Partita robusta quella della finalissima per il primo posto tra 1 Hajduk di Spalato e il Vienna. La formazione viennese è apparsa notevolmente migliore rispetto alle sue precèdenti prestazioni, mentre l’Hajdnik ha svolto un gioco piacevole e pieno di brio. Dopo aver concluso il primo tempo in vantaggio per una rete a zero, la squadra »palatina concludeva il confronto a proprio favore per 2 a I. Le reti sono state segnate nel I. tempo al 6’ da Vidoševič del-FHiajduik e nella ripresa al T da Tadič per rHajduk e al 25 dal centroattacco Schreiber per il Vienna. La classifica finale del torneo e pertanto la seguente; 1) Hajduk di Spalato, Vienna. BSK, Bellinzona. Direttore responsabile CLEMENTE SABATI Stampato presso lo stabil, tipograf. «JADRAN» Capodistria Tubblicazione autorizzata COMUNICHI] DELLA VOJNA Dorante una riunione della sotto-«omissione per i rapporti economici del G.M.A. e della V.U J.N.A., tenuta a Capodistria il 18 c. ni., sono stati esaminati i resoconti di paga-* mento delle spese ospedaliere a Trieste per ricovero di degenti della zona Jugoslava del T.L.T. e sono stati presi nuovi accordi sulle con-diziokii relative al ricovero dei cittadini della Zona jugoslava del T.L.T. negli ospedali di Trieste e, dovranno tali accordi, che entreranno in vigore il 1 luglio prossimo, gli ammalati nella Zona jugo flava del T.L.T., che necessiteranno di cure straordinarie negli ospedali di Trieste. In base essere in possesso del certificato d’invio e di lettera di garanzia del medico autorizzato deli’amministrazione degli ospedali detla Zona Jugoslava del T.L.T. Gli ammalati della zona jugoslava del T.L.T. che saranno inviati negli ospedali di Trieste senza il prescritto certificato d’invio e della lettera di garanzia del medico, non verranno ivi accolti e saranno rinviati all’Ospedale -civile di Capodi-stria. Nel caso essi venissero accolti negli ospedali di Trieste, le relative spese verranno addebitate al degente. Per le cure negli ospedali di Trieste dei cittadini della zona Jugoslava del T.L.T., assicurati presso gli Istituti di quella zona, e delle loro famiglie, l’amministrazione degli o-spedali della zona Jugoslava del T.L.T. non assume alcuna responsabilità per il pagamento delle spese. Questa categoria di ammalati pùò farsi curare negli ospedali di Trieste a spese dell’Istituto di assicurazione di quella zona o per conto proprio. SEMPRE AVANTI (Continua dalla 1. pagina) sionismo e i’impenaiisrno italiano, contro la reazione di casa e d’importazione, è una lotta sacrosanta, che dovrà inevitabilmente concludersi con la vittoria delle forze del progresso nell’interesse di Trieste delle fortune dei suoi abitanti. In questa loro' lotta i lavoratori di Trieste trovano un sempre maggiore a-iuto e acquistano un numero sempre più grande di amici e sostenitori. Noi siamo fra i primi. SLOVENIJA SADJE ESPORTAZIONE * IMPORTAZIONE FRUTTA E VERDURA jafadje lovemja TELEFONI : 23 • 301, 23 ■ 302, 22 - 303 LUBIANA ČOPOVA UL. 50JII,