III. ANNO. Sabato 16 Dicembre 1848. M 71. Atti di omaggio della citta di Trieste ai suoi Imperatori. Per appagare il desiderio di alcuni, diremo che Trieste usava di fare 1' atto di omaggio al suo novello Imperatore come Provincia-Stato, dacche le sole provincie usavano quest' atto. Seguendo il diritto di allora 1' omaggio veniva prestato soltanto quando il Principe si trovasse presente nella citta, non gia in occasione di avvenimento al Trono, occasione nella quale si inviavano soltanto Oratori, i quali godevano degli onori che un Principe accorda ai Deputati di una provincia, cioe gli onori aulici. Omaggi vennero prestati in Trieste alPArciduca Ernesto nel 1421, ali'Imperatore Federico III che tenne corte imperiale in Trieste nel 1470, ali'Imperatore Leo-poldo I nel 1660, ali'Imperatore Carlo VI nel 1728. Si conoscono i dettagli soltanto degli ultimi due omaggi, anzi del primo vi ha lapida che ricorda il fatto nel luogo stesso in cui ebbe luogo. L' Imperatore se-deva in trono in tutta la maesta Sua, al suo fianco il Cancelliere maggiore od il facente funzione colla spada sguainata, altri aulici cogli emblemi. II Magistrato col Consiglio dei patrizi vestito di nero ali' imperiale con cappa e spada resosi processio-nalmente al palazzo, riceveva gli onori dalla guardia, entrava nella sala, piegava il ginocchio dinanzi alla Maesta Imperiale e chiedeva di poter fare 1' omaggio. Inallora un aulico leggeva la' formola del giuramento che ši ripeteva dai rappresentanti; poi veniva il baciamano ad uno ad uno, poi un discorso del Giudice anziano, con parole di aggradimento deli' Imperatore, poi il dono a questo di qualche capo di valore. Poi pranzo in pubblico deli' Imperatore servito da giovani patrizi che si ponevano a disposizione del Gran Ciambellano; la sera luminarie, sonetti, festa da ballo con intervento della Corte ecc. ecc. Giuseppe II non volle omaggi. L' ultimo omaggio si fu il di 3 ottobre 1814, quan-tunque non presente il Principe, ed ecco come si' pro-cedette. In piazza ove sono i cannoni della gran guardia si alzo trono sopra molti gradini coperto di panno verde, sopra il trono un ritratto in grandezza completa del-1'Imperatore, sui gradini disposte statue improvvisate colla tela rappresentanti le virtu del Principe. Ali' ora fissata il Cavaliere de Capuano con seguito di patrizi in assisa rossa si avanzo sui gradini, disse alcune parole al popolo, poi la formola del giuramento. Ed il popolo alzava le tre dita e giurava in corpo. La sera luminarie. Ferdinando I non accetto omaggio, ma sola pre-sentazione della Rappresentanza Comunale. Ma queste solennita tutte preinettevano la condizione di Provincia-Stato, se anche nell' ultimo atto non vi era rappresentanza. Esame di fatti fisici. Condizione sanitaria deli' Istria. (Continuazione — Vedi i numeri 60—61, 64, 66, 68—69). Di notte, scemando il calore, decresce P elettrico, i limiti s'innalzano piu sulla terra che sui mare; cagione 1' aria caricata di eleltricita negativa venuta dal mare, neutralizzata nel giomo, sostituita da uguale massa, ca-rica di eleltricita positiva, discendente dagli strati d' aria superiori. Dunque, di notte, i limiti sopramarini sono 1 piu bassi che alle coste. Una massa d' aria, elettrizzata : negativamente, corre dalla terra agli spazii rarefatti; questi ricevono pur aria elettrizzata positivamente, tanto dal mare quanto dagli strati d'aria superiori: sicche le due masse si scontrano dalle coste al mare, e formasi una corrente (il cosi detto vento o bava di terra) dalla terra al mare; corrente notturna piudebole della diurna, poiche, di notte, que'limiti stanno a distanza minore dalla terra. (Beron). Rammentiamo il predominio dei venti di W. in Eu-ropa, i quali, per le regioni volte ali' occidente e per le centrali ancora, addivengono marini; o, meglio, correnti d' aria, gia in contatto con grandi masse d' acqua, la cui superficie, anche nel mese di gennaio (entro al 45° e 50° di latitudine) non va al di sotto di + 10°,7, +9°: e conseguita da quel predominio che, fuori dei tropici, a pari latitudine, le coste orientali vanno men calde delle occidentali (Humboldf). Cosi della penisola istriana,nel seno settentrionale deli'Adriatico. Sulla costa di occidente fino alla punta di Salvore il maestro, siccome da questa al Quarnaro, P ostro, e lo scirocco, il ponente ed il libeccio, piu presto burrascosi lungo la delta costa gareggiano in forza collo scirocco e col levante dagli estremi della penisola a tutta la costa di oriente. L' ostro e lo scirocco (rilassanti, oaldissimi; maestro, ponente, libeccio, irritanti e men caldi; levante, greco, tramonta-na, eccitanti, freschissimi: avvicendano il dominare in modo, che P uno non iscacci 1' altro sulla costa medesima, le cui sinuosita presteranno barriera maravigliosa. Occidentali ed australi dal mare alla costa, diurni; levante, dalla costa al mare, notturno: quelli sentiti a grandi distanze dalla costa, periodici come le etesie del mediterraneo; a poca distanza della terra di levante, meno il caso di straordinaria burrasca, siccome, in pros-simita, avanti e dopo il solstizio d' inverno, suoi av-venire. La pioggia dispongono, nell' Istria, lo scirocco e 1' ostro, la determinano il levante e la tramontana: quasi destinati a precidere la periodicita di quelli, il libeccio ed il ponente soffiano ad intervalli, sospendono, anche imminente, una pioggia; cessato il vento inter-rompitore, le nubi si aggravano e la pioggia si forma. Cosi alle Antille, dagli australi, umidita massima; a Java ed a tutte le isole della Sonda, degli occidentali; in In-ghilterra ed Irlanda ugualmente: e tutte isole. Sulla costa del Mediterraneo, ovunque, gli australi. Fatti, i quali depongono del carattere marino, e vaporoso perche marino, di questi venti, siccome, fino da principio, ne abbiamo dato ragione. Malagevole a cercarla, la e pur evidente una influenza dei venti sull'organismo vivo; e varrebbe la pena che osservazioni, empiriche se non altre, si raccoglies-sero, in armonia coi morbi epidemici delle stagioni. No-tano i viaggiatori, come il Khamsyn dell'Egitto ('o scirocco nostro) soffi da maržo a giugno, olfuschi il cielo, diffonda un calore di + 16°ai + 38° diReaumur, renda penoso il respiro, inaridisca la pelle. Come il Semoun, Simoun, Samiel, dell'Arabia, della Siria, della Mesopo-tamia (il tramontaaa nostro) infierisca nel luglio, agosto, settembre, senz' aumentare la temperatura, sia mortale al respiro, provochi lo sbocco di sangue, annerisca la pelle (efletti di soffocazione) faccia in breve deli' uomo un cadavere, precipitandone la putrefazione; mentre, per un tal vento, d' ogni e qua!unque pianta si animi la vege-tazione. Come 1' Harmatan dominatore in Africa, dal Capo verdo al Capo Lopez (ora lo scirocco, ora il greco) si faccia piu o meno forte in dicembre, gennaio, febbraio; apporti siccita estrema, inaridisca ogni organismo vivo, e, sebbene fresco il soffio, senta la pelle un calore molesto: tronchi ad un tratto le diarree, le dissenterie, le intermittenti regnanti, faccia sterile affatto la inoculazione del vaiuolo. E pari allo scirocco di Si-cilia e di Sardegna, il Šolano delle Spagne. Ouesto, non infrequente, a Cadice soprattutto, irritamento adduce nel-1' organismo deli' uomo e dei bruti che da inquietudine non definita e finisce co!l' abbattere le forze ali' estremo. Dicono tal forse quell' irritamento talvolta che, colla per-manenza diuturna del vento, si accordasse un maggiore numero di delitti di sangue, ed i suicidi moltiplicassero. La fisiologia pili analitica de'nostri tempi, non giugne-rebbe certamente a dar conto di tutto; speriamo una spie-gazione a tempo migliore. Pure, se a dar conto di tanto eifetto, sia lecito prevedere da lunge la base; non crediamo andar errati, presumendola nella dottrina delle dina-midi; e diremmo deli' eletlricismo in particolare, se non fosse convinzione per noi che le dinamidi tutte sieno effetti apparentemente ditersi di causa unica. Ritorneremo al soggetto, quando il discorrere sulle endemie deli' I-stria, e sulle costituzioni epidemiche, il fara piu ac-concio. V. Umidita. Sia atmosferica o terrestre, la umidita, P una conseguente ali' altra, ella e indispensabile alla vita delle piante non solo, ma, in pari tempo, fautrice al prosperare di esse, nella diretta di sue proporzioni. Al-1' opposito per la vita deli' uomo, le cui funzioni indebo-liscono, dalla umidita copiosa e costante; e quando sia estrema, periscono; fra mezzo ai due estremi, una lunga iliade di mali, effetti di azione distruggitrice, solita pro-ceder lenta ed assidua, nel riprendere la materia inorga-nica alla organizzazione animale. Vegetazione rigoglio-sa — aria insalubre, e adagio pratico, che traduce una verita; una serie di fatti verrebbe a dimostrarla evidente in qualunque latitudine del globo, dali' equatore al polo, ed in proporzione alla temperatura, che, colla umidita. tiene vincolo strettissimo. Dunque, nelle basse latitudini, maggior nocumento da essa. Avvegnache accessorio alla costituzione fisico-chi-mica deli' atmosfera, il vapore aci/uoso e indiviso dal-1' aria, sino alle grandi altezze, ove, se vi sia, non e in copia apprezzabile; e cio val quanto dire, diminuisca nella diretta deli'innalzamento sopra il livello del mare, aui-messe le variazioni, in piu od in meno, per temperatura, venti e cause diverse che, costanti nelle regioni del globo, soglionsi appellare locali. Dal vapore acqu'oso, le meteore tutte, che diconsi acquose, nubi, nebbia, neve, brina, rugiada, pioggia ecc.; c sono forme varie, figlie di maggiore o minore condensazione del vapore atmo-sferico. Non v'ha superficie d'acqua che, nbbandonata a se stessa, non evapori; sempre pero in ragione di temperatura e di umidita circostante; 1' acqua in istato di neve ha la sua evaporazione ancora: ella e pero condizione invariabile che, allo evaporare dell'acqua, si op-ponga P aria saturata di umidita, e 1' aria asciuttissima ne sia favorevole. La spiegazione e facile. Non e a confondersi vapore aci/uoso ed umidita; questa e al minimum quando quel!o e al maximum di sua tensione. Di fatto, in sul mattino, prima del levar del sole, la quantita assoluta del vapore e al minimum, sendo la umidita al maximum; passate il mezzogiorno, il maximum della tensione del vapore si accorda colla temperatura, e la umidita discende al minimum. Riscal-dandosi il suolo collo innalzamento del sole, si forma una corrente dal basso alPalto, un ascendere del gas acqueo alle regioni superiori deli'aria; donde necessita che, pel corso della giornata, 1'aria sia pili vaporosa nelle situazioni piu alte; vapore che, discendendo al piano verso sera, e condensaadosi per abbassata temperatura ingenera la umidita notturna alla superficie del suolo. Ben altrimente va la bisogna alle coste marittime, nello scorrere della giornata; quel vapore formatosi alla terra, ed ascendente alle regioni superiori deli' aria, si compensa da altro vapore che le brezze diurne condu-cono dall'alto mare alle coste, cosi che, in queste »i- tuazioni, F aria non cessa dali' essere vaporosa anche nel tempo che il sole riscalda la terra, ed in qua!sivoglia stagione. E siccome le variazioni di temperatura condu-cono condensazione relativa del vapore che s'agita; e pur necessario che, a latitudine uguale, v' abbia umidita maggiore sulle coste marine che nell' interno dei conti-nenti, ove il vapore, ascendente di giorno, non e com-putato si largamente, come dalle brezze diurne, cariche di vapori, dali' alto mare al lido. Rimontando dali' effetto alla causa, e affatto conseguente che la quantila del vapore, nella state, superi di gran Iunga quella del verno; ed in vero, quanto alla zona circoscrilta dei paraileli 40°, e 50", gli osservatori assegnano il minimum al gen-naio, il maximum al luglio. Diminuendo la temperatura, diminuisce, di pari passo, la quantita del vapore, mentre aumenta d'accordo la umidita; la quale si fa sentire alle coste maritlime, piuttostoche in gennaio, in novembre e dicembre, per le molte ragioni addotte da noi, quando discorrevamo sulle differenze tra clima marittimo e clima continenlale. I venti influiscono la costituzione igrometrica del suolo e deli' aria, conducendo massa di vapore che avra a condensarsi in ragione della temperatura locale. La quantita minima di vapore, possibile negli strati inferiori deli'atmosfera, verra dai venti di N., NE.; aumentera coll' E., SE., S.. e sara al maximum col S., SW., per diminuir nuovamente col W., NW. Rammentiamo cio che dicemmo piu volte, che, prima di giugnere all'Europa occidentale, i venti di W. passano sull' Atlantico; quelli di E. vengono dali' interno dei continenti Europeo ed Asiatico; 1'altro di WSW., venendo ad un tempo dal mare e dalle regioni piu calde, si carica d'una maggiore quantila d' umido vaporoso che non il vento di W., di confronto, men caldo. Siccome 1' attrilo tra due strati d' aria, mossi in direziono diversa, deve svolgere elet-trico; e se que'due strati sieno a differente temperatura, una porzione del vapore commisto dovra passare a condensazione: 1' eletlricita, svolta da questa condensazione, verra assorbita dal vapore restante il quale, assumendo lo stato vescicolare di nube, formera un centro ove in seguito si conduca il vapore trasportato dal vento non ancora cessato. Una vasta massa pelagica circonda 1'Istria; una temperatura media, di clima meridionale, domina le annate: dunque, una evaporazione estesa, copiosa, costante, deve formarsi d' intorno. Quella massa pelogica e agitata in-cessantemente dai venti, e 1' agitazione del mare, figlia deli' agitazione deli' aria, ambedue cause di evaporazione. Evaporazione marina, attrito fra gli strati deli'aria, oc-casioni prossime allo svolgimento della elettricita; 1' e-lettrico, causa della condensazione del vapore; questa, madre feconda di umidila. Dalla umidita la vegetazione, e, sur un' ainpia scala, umidita crescente e vegetazione sempre piii vivace, piu ricca, piu rigogliosa. Esempio precipuo, le regioni del tropico, ove una evaporazione copiosa e perenne, una stagione intera di pioggie ingi-gantisce le piante; esempio-prossimo, la costa occiden-dentale d' Italia, e pur quella deli' Istria, feracissime di vegetali, e questi nudriti, vigorosi, robusti; e la frutti-ficazione pronta, e le frulta sviluppate e sapide, abbon-danti ed amene. D' altro canto, la scrofola e la rachite non rare, il cosi detto scorbuto, nella classe meno agiata, diffuso, la tabe polmonale frequente, le interinittenti frequentissime, le artriti assai comuni, ed i cronismi consequenti tutte queste forme non mancano; di maniera che, se la tra-dizione volgare di aria insalubre ab antico prevalesse, non v'ha maraviglia, perche da causa fisica costante gli effetti costanti sono, e sino a'giorni nostri il medico ed il non medico puo vederne ragione. Ma altro e parlare di masse popolari, altro d'individui; altro di citta, altro di campagna; altro di lido marittimo, altro di continente; che non v' ha regione marittima del globo capace sottrarsi ai danni di perpekn evaporazione, esempio le isole, le penisole, le coste del Mediterraneo e deli'Oceano, flagellate dalle intermittenti; che la popolazione delle campagne, inscia ordinariamente dei modi di prevenire il male e conservare la vita, si fa bersaglio alla influenza piu rigida degli agenti fisici; che 1' indivi-dualita conduce eccezioni varie, e come privilegio od iminunita misteriosa di confronto alle masse: motivi tutti, pei qua!i la troppo generica e disperabil parola insalubre, oltreche in nessuna maniera applicabile ali'aria, non puo darci la significazione del come la posizione geografica e le cause propriamente locali deli'Istria in-fluiscano sulla organizzazione deli' uomo. Nella stagione calda e nella fredda, di giorno e di notle, servala sempre la proporzione colla temperatura, una terra attor-niata da grande massa pelagica, non puo evitare una estesa evaporazione; donde 1'aria costantemente vaporosa e, secondo le vicende termometriche, umida dal piu al meno. Se calda, la umidila, allenta la traspirazione, se fredda, riduce questa funzione al suo minimum: senso di peso del corpo tutto, rilassamento, indebolimento, inap-petenza, gravezza di capo, e tante altre molestie, non sono che effetti diversi d' una stessa causa, oppure effetto unico, sotto varia forma, della traspirazione dimi-nuita o soppressa. Cosi non e deli'aria secca; espres-sione sempre relativa, dacche nei climi nostri, a meno che non si cerchino le grandi allezze, il vapore acquoso, in una proporzione dovuta, e commisto ali' aria. L' aria asciutta accresce la traspirazione; e producendo effetti contrari a quelli che vengono dali' aria umida, suole appellarsi salubre. Da questa sorgente, i mali tutti che, a ragione, si attribuiscono alla umidita; vedremo, a suo luogo; come facilmente deducansi e comprendansi ancora, senza ricorrere alle argomentazioni speciose ed in-tricate, cui han parte non lieve la tradizione svisata nel corso del tempo e 1' idolatrato pregiudizio. Rugiada. In natura, ogni corpo si riscalda in ragione della facolta di assorbire il calorico, si raffredda in ragione della facolta d'irraggiamento; piu cresce que-sta facolta d' irraggiare, maggiore supponesi quella di assorbire, minore quella di reflettere. L'irraggiamento del calorico, in tempo di notte calma e serena, verifica la metcora che si chiama rugiada; e non appena tra-montato il sole, quando la terra, l'aria e gli oggetti tutti cessano di ricevere calorico, irraggiano, questo, in proporzione alla facolta propria, verso lo spazio, e si raffreddano. Del raffreddamento e partecipe lo strato d' aria ambient8 gli oggetti ralfreddati; ed il vapore ac-quoso commisto ali'aria, si precipita su quelli in forma di goccioline. La rugiada e questa; e puo non verifi-carsi, se il cielo sia coperto di nubi, dacche queste col-1' irraggiamento e colla reflessione del proprio compen-sano il calorico perduto coll' irraggiamento de' corpi alla superficie terrestre; ed in vece di rugiada puo farsi brina, se 1'irraggiamento divenga maggiore ed abbassi di molto la temperatura de'corpi sui quali va a cadere il liquido, presto a gelarsi e cristallizzare. Fra le molte teoriche sulla formazione della rugiada, voluta da alcuni come vapore che s'innalza da terra e si condensa, non sara inutile aver dato un cenno, per intendersi in se-guito. Piu che ne' grandi continenti, la rugiada, o guazza, abbonda sulle coste marittime, ove la umidita deli' aria e perenne in causa della evaporazione marina; noteremo pero la formazione della rugiada soggetta a vicende, si per 1'agglomeramento delle nubi facilissimo al mare, si per la frequente agitazione deli' aria in causa dei venti, sotto il regnare dei quali la meleora diminuisce o cessa del tutto. Una picciola brezza sara d' altronde attissima ad aumentarne la formazione, rinnovando di spesso P a-ria carica di vapori; non altrimente che, sebbene con piu di lentezza, 1' aria, che ha perduto il vapore conver-tito in rugiada, guadagna in temperatura, e, rarefatta, s'innalza, per dar luogo a quella degli strati superiori che discende e cede, nella stessa guisa, la sua porzion vaporosa. Ella e questa una compensazione alle terre prossime al mare, immerse, a cosi esprimersi, in grande massa di vapore diurno, il quale andrebbe a condensarsi di notle ed ingenererebbe umidita cstrema, se P agi tare dei venti, ed il cielo facilmente nuvoloso, non fossero cause della dispersione dei vapori da un lato, e, dali' altro, di compensata irradazione al suolo, ed agli oggetti tutti, che vi stan sopra, piu o meno atti ali' irraggiamento. A tale vantaggio e partecipe 1'Istria. Nell'Istria, siccome presso tutte la popolazioni stan-ziate in vicinanza del mare, la rugiada e temuta, e non senza ragione, sotto due aspetti, sanitario ed agronomi-co; temono 1' infreddamento d' una notte rugiadosa, se non che il freddo e causa e non elfetto della rugiada. Non per grandi terreni, ma alla eoltura di piante dc-licate, non devono ignorare gli agricoltori un lieve riparo al di sopra delle piante divenire facile ostacolo ali' irraggiamento calorifero, cli'e occasione al freddo; ed il sottrarsi aH' infreddamento d' una notte, sia al cadere della state come al principiare deli' autunno, giovera, piu che 1' evitare P umido ai piedi in sul mattino, a prevenire lo sbilanciamento della traspirazione, ferace di conseguenze sinistre alla organizzazione deli' uomo. Quanto agli effetti deli'infreddamento maggiore, causa della rugiada gelata (brina) sulla vegetazione, quelli si evitarono, in buone porzioni di terreno, culla fumigazione deli'aria, nelle notti serene e freddissime, accendendo fascinelli di paglia a date distanze. (Continuerd) Dott. Spongia. S. Pellegrino di Uraago. Sgraziato destino privo il popolo delle leggende di tutti i Santi istriani, ali'infuori di quelli di Trieste, leggende andate perdute non sappiamo se piti per incu-ria delle cose nostre, o per vezzo volgare di preferire le altrui, se per desiderio di comparire nulli rinunciando al proprio, o per isperanza di divenire qualcosa al se-guito di altri. Pure anche colla sollecitudine di distruggere non pote farsi di tutto. Le premure per aver notizie di S. Pellegrino Protettore di Umago diacono tornarono vane del tutto, pure a piccoli brandelli fiutando a diritta ed a sinistra ci riusci di raccapezzare qualcosa, e non abbia-mo deposla la speranza di venire quandochessia a com-pleta notizia, per la quale avremmo a do ver ritrattare tutte quelle che or diamo. S. Pellegrino dunque, era diacono e diacono di un presbitero il quale aveva P incarico di predicare il van-gelo e di governare le anime di quel comune ecclesia-stico, presbitero e diacono inviati senza dubbio dal Vescovo di Aquileia il quale aveva in governo ecclesiastico tutta la penisola istriana. S. Pellegrino fu perseguitato a tempi di Diocle-ziano, e come noi pensiamo nel 290 quando per omnes insulas, cioe per ogni comune si costituirono Magistrati con potere di vita e di morte per inquirire i Cristiani. S. Pellegrino sembra essere stato chiamato dinan-zi questo Magistrato, ed eccitato di obbedire alle leggi degli lmperatori, rispose: che la legge' di Dio era superiore alle leggi degli uomini che egli non cercava dignita su questa terra, ma 1' eredita nel cielo, che la sua fiducia gli avrebbe [procurato la vita eterna e la gloria trionfale. Sembra che S. Pellegrino fosse stato pošto alla tortura del fuoco, e vi avesse resistito con visibile mi-racolo, cacciato poi novellamente in carcere tenebroso il quale per lui fu anzi luogo di luce, e di trionfo. S. Pellegrino venne condannato a morire di spada e condotto alla ripa del mare in sito lontano da Umago due miglia, fu percosso di gladio, nel di 23 di Maggio. Sulla sua tomba fu alzata cappella , ristaurata a nostri-' giorni dali' Arciprete di Umago D. Luigi Bencich Canonico e Decano. S. Pellegrino e protettore di Umago; cio che sappiamo della sua passione e concorde colle processure usate coi Santi Martiri; esso e testimonio dellžK condizione civile in cui stava Umago, del quale sappiamo essere stato vescovato: la leggenda, se fosse giunta fino a noi, avrebbe certamente chiarite molte condizioni del-1' antichita che possiamo soltanto congetturare.