ORGANO DELL’UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI Anno VII. — No. 357 Redazione e Amministrazione : CAPODISTRIA Via Santorio 26 - tei. 128 27 luglio 1941 LA VISITA IN JUGOSLAVIA 27 luglio 1954 DELL'IMPERATORE ETIOPICO Ricorrono in questo mese 13 anni da quando i popoli del nostro Pae-, se, rispondendo all’appello del Partito Comunista Jugoslavo, iniziarono la lotta armata contro gli oc-eupatori e i traditori interni che si erano messi al loro servizio. Tredici anni fa ebbe inizio la gloriosa epopea di combattimenti e di fulgide vittorie, di sacrifici e di eroismi che si protrarrà per quattro anni e si concluderà, nel nostro Paese, con la vittoria della causa del popolo lavoratore, con la vittoria del socialismo. Nella nostra Repubblica, questa gloriosa epopea ebbe inizio il 27 luglio 1941, data che tutto il popolo della Croazia celebra con giustificato orgoglio, perchè da essa e dallo sviluppo degli avvenimenti successivi sono scaturite le grandi conquiste rivoluzionarie che costituiscono per tutti i popoli della Jugoslavia la garanzia di libertà, di indipendenza e di progresso. Celebrando il XIII. Anniversario dell’Insurrezione popolare, il popolo della Croazia, e quello della Bosnia ed Erzegovina, che pure celebra oggi la giornata dell’Insurre-zione, guardano con orgoglio al cammino percorso e traggono dalle vittorie del passato nuove forze per proseguire sulla strada dell’edificazione socialista, Per * popoli della Jugoslavia e per milioni di uomini progressisti in tutto il mondo, il significato della nostra Hivoluzione popolare diventa sempre più chia-ro.Ma appunto per questo i nemici della Jugoslavia socialista cercano quotidianamente di frapporre ostacoli alla fruttuosa lotta del nostro Governo e dei nostri pppoli per lo sviluppo indipendente del socialismo nel nostro Paese e per il ristabilimento di rapporti amichevoli con tutti ' nostri paesi vicini, in sintesi, per il ristabiUfento della pace nel mondo e per l’indipendenza dei piccoli e grandi paesi. Il popolo del nostro Paese costruisce con fede e abnegazione, la propria economia socialista e potenzia l’amministrazione operaia, perchè questi sono * frutti dell eroica Lotta popolare di Liberazione. Da essa, la classe lavoratrice del nostro Paese, guidata dalla Lega dei Comunisti della Jugoslavia e dal compagno Tito, ha tratto le r*for me sociali che hanno permesso ai lavoratori della nostra terra di eliminare lo sfruttamento dell’uomo e di realizzare le secolari aspirazioni del movimento operaio internazionale: le fabbriche agli operai e la terra a chi la lavora. Dalla realizzazione di questi principi ha origine l’unione morale e politica dei nostri popoli,, su questi principi si ergono sempre più forti e compatti i popoli del nostro Paese nella lotta per l’edificazione dell’economia socialista e nella lotta per l’indipendenza e l’integrità del nostro Paese. Un popolo che ha conquistato la libertà e l’indipendenza con grandi sacrifici come il nostro, non nuò permettere a nessuno di giuocare con la sua intangibilità. Lo abbiamo dimostrato con l’urna-nime ed energica presa di posizione dei nostri popoli in occasione dell’iniqua decisione dell’8 ottobre. Il nostro Governo, interprete della volontà del popolo lavoratore del nostro Paese, ha fatto e fa tutto il possibile per risolvere in via pacifica su piede di parità i problemi insoluti con i nostri vicini e instaurare così la collaborazione amichevole tra i paesi » » popoli. Queste sono le aspirazioni e i desideri della classe lavoratrice del nostro Paese che auspica un costante approfondimento della collaborazione in- ternazionale e la stabilizzazionei della pace nel mondo. E’ perciò che il nostro popolo respinge con biasimo le manovre della stampa più reazionaria e comin-formista italiana tendenti a ostacolare la soluzione del problema triestino, vale a dire la delimitazione dei confini tra l’Italia e la Jugoslavia. T circoli rappresentati da quella stampa cercano di peggiorare i rapporti tra i due paesi vicini e di impedire l’avvicinamento tra l’Italia a la Jugoslavia che in un prossimo futuro potrebbe realizzarsi con la risoluzione del problema in questione. La nostra gente è convinta che la definitiva soluzione del problema triestino e l’allacciamento di normali e amichevoli rapporti tra i due popoli confinanti potrà soltanto giovare ad entrambe le nazioni e rappresentare un importante fattore nei consolidamento della pace. Le loiOTgantazjazfoni laefli/untone. Socialista dei Lavoratori, festeggiando la ricorrenza dell’Insurrezione popolare, rammentando i sacrifici e le vittorie sui campi di battaglia e nel lavoro, valutano con orgoglio i successi raggiunti e nel contempo s’impegnano di realizzare i compiti che ancor ci attendono: allargare la democrazia socialista, potenziare la produzione e consolidare l’autoamministrazione operaia nei vari settori della nostra economia socialista. Queste organizzazioni si prefiggono di rafforzare e sviluppare l’autoamministrazione comunale, come premessa fon. damentale per un costante aumento della produzione agricola e industriale, si prefiggono quella via che conduce allo sviluppo libero e indipendente del popolo lavoratore verso l’edificazione di una vita sempre migliore. A. Gorian DANUBIO IN PIENA La piena del Danubio ha raggiunto nei giorni scorsi la Jugoslavia. Le acque che hanno raggiunto i sei metri di altezza nei pressi di Belje, hanno allagato i terreni di questo che è uno dei più grandi demani agricoli statali. L’unica linea ferroviaria che collega Baranje ai centri vicini è interrotta per una lunghezza di circa cinque chilometri. Parzialmente inondata è anche la linea ferroviaria che corre parallela al vecchio corso della Drava. Conversazioni che preludono a strettissimi rapporti tra i due paesi e scambio di altissime onorificenze Fatto segno a un’entusiastica accoglienza, quale mai finora venne tributata ad un capo di stato straniero, è giunto martedì scorso a Belgrado S. M. Haile Selassie, Imperatore d’Etiopia. All’arrivo all’aeroporto di Batajnica erano ad attenderlo il Presidente della R. F. P. J., Maresciallo Tito con le massime autorità della Stato, mentre centinaia di migliaia di belgradesi lo hanno salutato calorosamente lungo tutto il percorso dalTaereoporto in città in segno di simpatia e di amicizia verso la sua persona e i popoli etiopici. In serata egli è stato ospite ad un pranzo intimo dal Presidente della Repubblica. Il giorno successivo lTmperatore etiopico ha deposto in mattinata una corono sulla tomba dell’Eroe ignoto all’Avala e, quindi, è intervenuto ad una colazione di gala nei locali del Consiglio esecutivo federale, fatto continuamente segno alle simpatie della cittadinanza. Qui Haile Selassie ha pronunciato un brindisi nel quale la detto di essere oltremodo lieto di aver avuto l’occasione di essere ospite del nostro paese e di dimostrare cosi personalmente la sincerità e l’intimità dell’amicizia fra la Jugoslavia e l’Etiopia. Dopo aver sottolineato le lunghe lotte che hanno accomunato i nostri popoli e rilevato il patriottismo da essi dimostrato nei momenti più difficili, S. M. Haile Selassie ha dichiarato di apprezzare grandemente quanto sinora fatto nel campo della collabo-razione reciproca. Auspicando l’approfondimento ulteriore delT amicizia jugoetiopica, il Presidente della Repubblica, Maresciallo Tito ha sottolineato la comunità degli ideali che uniscono Jugoslavia e Etiopia negli sforzi per salvaguardare le conquiste conseguite sul campo di battaglia, la vace nel mondo, l’edificazione di un migliore avvenire dei nostri popoli e il rispetto dell’ uguaglianza e la solidarietà fra popoli e paesi. Il Presidente della Repubblica Maresciallo Tito ha ricevuto nel pomeriggio a mano . di S. M. Haile Selassie la più alta decorazione etiopica, la Grande Collana di Saba. Più tardi lTmperatore d’Etiopia ha ricevuto nella residenza di Dedinje i rappresentanti diplomatici stranieri accreditati a Belgrado. Giovedì mattina S. M. Haile Selassie ha fatto visita al Comitato popolare cittadino di Belgrado, dove gli è stato consegnato il diploma di cittadino onorario, e ad alcuni musei della capitale, dopodiché è stato ospite a un pranzo d’onore dal Presidente dell’Assemblea serba, Petar Stambolič. LTmperatore d’Etiopia ha iniziato la terza giornata de! soggiorno belgradese ricevendo a Dedinje il Maresciallo Tito, recatosi a porgergli le felicitazioni in occasione del 62. compleanno, ricorrente appunto il 23 c, m. In mattinata ha presenziato alla parata militare all’aerodromo di Zemun. E’ seguito quindi un pranzo di gala, offerto da S. M. Hade Selassie in onore del Maresciallo Tito e nel pomeriggio un ricevimento dell’inviato etiopico a Belgrado, sig. Dessalegn. Da Zagabria, dove al mattino di sabato Gli sono stati tributati grandi onori durante la sosta del convoglio alla stazione, attraverso Fiume e Abbazia, dove è stato proprio così oggetto di calorose manifestazioni di simpatia da parte di autorità e popolo, S. M. Haile Selassie ha raggiunto, in compagnia del Maresciallo Tito e dei loro seguiti, Brioni dove ha soggiornato la domenica. Ieri lTmperatore d’Etiopia si è imbarcato sul «Galeb» per raggiungere domani Corfù e da qui proseguire il suo viaggio per Atene. S. M. Haile Selassiè Imperatore d’Etiopia CALATO IL SIPARIO DELLA CONFERENZA GINEVRINA IL NUOVO PASSO SOVIETICO A conferenza ginevrina conclusa, Molotov non ha atteso che quattro giorni per sfruttarne il clima psicologico di distensione ed ha presentato agli occidentali la richiesta di una nuova conferenza per l’esame dei problemi europei avanzando le proposte per la siourezza collettiva che Londra, Parigi e Washington avevano respinto al momento della conferenza di Berlino. In sostanza con la nuova nota l’URSS non fà che continuare la sua polemica con l’occidente agitando nel documento presentato sabato la vecchia manovra sulla questione tedesca. Però se gli obbietivi sono vecchi e le argomentazioni non sono nuove, la mossa di Mosca denota senz’altro un tempismo degno di rilievo. Difatti il mondo ha avuto a Ginevra la prova che al tavolo dei negoziati è possibile risolvere i problemi controversi anche quando sono già degenerati da guerra fredda a conflitto caldo. Perciò un irrigidimento occidentale ohe portasse all’immediato rigetto della conferenza proposta da Molotov potrebbe segnare una sconfitta psicologica del-T occidente di fronte ad un’opinione pùbblica ohe, a seguito dei risultati di Ginevra, ha ripreso fiducia nella pace. Senza contare che — come a Ginevra — le reazioni di Parigi potrebbero non essere quelle di Wa- shington, e quelle di Churchill potrebbero essere più diplomatiche di quelle di Eisenhower con il risultato di rendere più evidenti le falle nel fronte occidentale e denunciare come preconcetto l’irrigidimento del dipartimento di stato. Inoltre in Francia il successo di Mendes-Fran-ce ha fatto più che mai spirare, anche per il problema tedesco e per la Ced, un’aria di «indipendentismo» in politica internazionale che mal accoglierebbe una decisione che potesse apparire come suggerita, se non dettata, da Foster Dulles, cioè dall’esponente di quella politica che il parlamento francese ha condannato nel caso dellTndocina condannando la politica estera di Bidault. In questi fattori politico-psicologici, più che nella richiesta diplomatica stà il valore della ultima nota di Mosca e le possibilità di riuscita della mossa di Molotov. Valore e possibilità aumentate per il fatto ohe la tempestività del passo sovietico sembra avvalorare il sospetto che esso fosse già stato concordato a Ginevra frà Molotov e Mendes-France quale «prezzo» che la Francia sarebbe disposta a pagare, sotto forma di benevole appoggio, per la pace •— e per «quei» termini della pace — in Indocina. Difatti, sotto certi aspetti, se non il successo di Mendes-France a Ginevra, ha sorpreso l’ampiezza di ta- La celebrazione della giornata delFlnsurrezione a Črnomelj A normalizzale i rapporti con l'Italia tende la soluzione di compromesso su Trieste - ha rilevato nel suo discorso il compagno Boris Kraigher Un’enorme massa dii popolo è convenuta giovedì scorso da ogni parte della Slovenia a Črnomelj, in Bela Krajina, dove si è svòlta la manifestazione centrale delile oe-lelbrateioni del itredilceiaimo anniversario dellTnisurreziloinie dei popolo sloveno. La ricorrenza è stata quest’anno pantìteo'ia.nmeinte solenne in quanto isi celebra .amebe il decimo anniversario della prima sessione, dello S.N.O.S. Durante il comizio di massa ha parlato il compagno Boris Kraigher che, soffermandosi suU’attua^- Altri “titini,, d’eccezione «Il prefetto di Ancona, che è un triestino, Dompieri, spera in un avvenire idillico: Croazia e Italia, unione personale, tutta baci ed abbracci. Ma non ci crede nemmeno lui. Non dimenticherò facilmente la faccia ossuta e impassibile del pievano di Nona, vicino a Zara, che mostrava il tesoretto di reliquari romanici della sua chiestila. Un te-nemtino che mi accompagnava pensò bene di chiederli, ingenuo: — E quali sono i sentimenti qui della popolazione? Qui? Ma qui siamo tutti croati. «Il governo di Zagabria ha dato ordine ai duemilacinquecento funzionari in Dalmazia di restare ai loro posti, mentre Bastianini ne avrà bisogno di venti o trenta. Agli altri ha fatto sapere di andarsene o saranno accompagnati uno ad uno, a Zagabria, dalla forza. Dai Taccuini di Ugo Ojefti». (Dal «Corriere della Sera» del 21 con.) Due sono gli elementi di fatto emergenti dallo stralcio della pubblicazione postuma dei precitati «taccuini di Ugo Ojetti». Primo, che il ben noto prefetto triestino Dompieri nel luglio 1941, quando Ometti visitò la Dalmazia, coltivava nei confronti dei croati le illusioni da lui nutrite nei confronti degli sloveni nel 1930, quando, prefetto a Gorizia scriveva a Mussolini che «facendo assegnamento sulla scarsa resistenza etnica degli sloveni, sarebbe possibile, con una certa somma, da stanziare nel bilancio, svolgere una azione irresistibile, trasportando di peso entro la vita spirituale della Patria tutti i giovani sloveni e abbandonando adulti e vecchi al loro destino» così da «vedere in breve l’alto Isonzo altrettanto italiano quanto il Nati-sone». Somma che, attraverso l’Ufficio terre di confine con i suoi C. L. N. dell’Istria e di Trieste, ha trovato utile impiego per trasportare di peso entro la vita spirituale della «risorta» Patria nel 1947 gli abitanti «alloglotti» di Pola e lo trova ora per trasportare gli abitanti «alloglotti» della Zona B. Secondo, che al prefetto Dompieri — rivelatosi già dal 1930 un «tifino d’eccezione», come dimostrato su queste colonne — devono essere aggiunti, fin dal 1941, l’alto commissario per la Dalmazia, Bastianini nonché l’accademico d’Italia Ugo Ometti. Infatti pure questi due semidei dell’Olimpo mussoliniano si sono rivelati precursori del «titoismo», Bastianini operando ed Ugo Ojetti istoriando i fatti che dovevano poi convalidare «la tesi di Tito» sulla snazionalizzazione operata dal-ITtalia su queste terre, «tesi» che il CLN definisce «assurda» affermando «senza tema di smentite, che la popolazione locale autoctona è rimasta tra il 1918 ed il 1945 al suo posto non turbata da emigrazioni forzate, prodotte da una volontà politica. ile fase del problema triestina, fra Ualtro ha detto: «Il blocco orientale aveva ripudiato il principio del non intervento negli affari interni degli altri paesi, accettando che in base alle sfere d’interessi Trieste entrasse in quella occidentale. Stalin aveva sacrificato, per garantire la propria • sfera d’interessi, sopratutto in Germania, territori di altri paesi senza chiedere il loro parere. In tal modo solleticò gli appetiti dell’imperialismo occidentale, il quale costrinse poi con la minaccia di un conflitto armato le truppe jugoslave a ritirarsi da Trieste nel giugno del 1945. In questo modo ebbe inizio una continua pressione sulla nuova Jugoslavia, un continuo a-cutizzarsi delle controversie fra Jugoslavia e Italia, una continua tensione ai confini occidentali della nuova Jugoslavia. «Se oggi la Jugoslavia cerca di trovare un accordo con l’Italia Sin base alla divisione del TLT, essa non rinuncia nè ai propri diritti su quei terriltori, nè al proprio principio della lotta conseguente per l’indipendenza, nè al principio della non ingerenza negli affari interni degli altri paesi. Questa è, attualmente, l’unica via realistica che può creare in quella regione le condizioni per uno sviluppo indisturbato delle forze progressiste, democratiche e pacifiche, e che può rendere possibile alle popolazioni di quella regione la libera lotta per l’affermazione della propria forza, per il consolidamento delle forze del progresso, della pace e della democrazia. «Tutto ciò, soltanto a condizione che possa essere raggiunta una soluzione del problema di Trieste che renda possibile lo sviluppo di rapporti li buon vicinato normali fra Jugoslavia e Italia. Qualora la soluzione di compromesso fosse tale da alimentare le tendenze irreden. tiste, scioviniste e imperialiste della reazione italiana; non appena la soluzione fosse tale da non offrire garanzie sufficienti allo sviluppo democratico, alla libera partecipazione alla vita pubblica delle ■masse lavoratrici in quella regione e alla libera vita culturale ed economica di quelle popolazioni .slovene, un tale compromesso sarebbe naturalmente inutile e inaccettabile per i popoli jugoslavi. Un simile compromesso sarebbe un «diktat» nei confronti di un paese libero «diktat» contrario ai principi basilari della politica dei popoli jugoslavi, contrario al principio basilare — divenuto ormai uno dei punti esenziali della «Magna carta» dei popoli jugoslavi — del completo riconoscimento deirmuipen- denza e della sovranità della nuova Jugoslavia di1 Tito. «Agli strilloni di Viđali che a Trieste gridano al tradimento della nuova Jugoslavia rispondiamo tran-ouillamente che comprendiamo molato beine »il borio clamore poiché abb aino provato sulla nostra pelle nel 1948 che a loro non sta a cuore la pace, il principio della non ingerenza negli affari interni degli altri paesi, lo sviluppo di buoni rapporti fra paesi confinanti, ma che essi hanno l’unico obiettivo di creare confusioni, situazioni intricate delle quali approfittano per pescare nel torbido * più svariati imperialismi. «A coloro che ci rinfacciano di essere cocciuti e inflessibili, di impedire la soluzione a causa di certe piccolezze, dobbiamo rispondere che comprendiamo anche questo loro brontolio è che anche questi loro lai non ci sorprendono. Dietro queste «piccolezze» sta il principio della nostra polica — la non ingerenza negli affari interni dei paesi confinanti — che assomma in se i principii del rispetto reciproco e dell’uguaglianza fra ■ popoli. Dopo aver rilevato che 11 nostro paese saprà idifetmdieinsi amebe a prezzo di grandi sacrifici comfcno ogni tentativo di infirmare la nostra uguaglianza di diritti e la nostra indipendenza, il compagno Kraigher ha continuato: «Noi siamo pronti ai più grandi sacrifici, a spartire temporaneamente territori che di diritto sono compieta-mente nostri nell’interesse della pace e per creare le condizioni a uno sviluppo delle forze democratiche e socialiste in Europa». E ancora: «La soluzione di compromesso del problema di Trieste significa per i popoli jugoslavi un grande sacrificio per il consolidamento della pace. Essi lasciano provvisoriamente al futuro la soluzione di problemi che sono di importanza vitale per noi. L’altra parte, il popolo italiano, nulla sacrifica con questo compromesso poiché a sacrificare alcune loro pretese sono gli imperialisti, che verso queste non hanno diritto alcuno. Se malgrado tutto noi accettiamo dei sacrifici, dimostriamo la nostra decisione di compire il possible per la pace s di credere fermamente «ella vittoria della verità e della giustizia, che dovrà farsi presto strada anche in Italia. Poiché crediamo in queste forze del progresso, nell’avvenire socialista d’Italia siamo disposti a temporanei sacrifici «Con la complicità del GMA i titini continuano nei loro tentativi di slavizzare la nostra italianissima città. Gli spettacoli organizzati allo stadio «I maggio» dalla compagnia del Teatro di Lubiana alla presenza di alte personalità jugoslave rappresentano una gravissima provocazione nel delicato momento attuale. «BASTA ai provocatori e a coloro che sfacciatamente li favoriscono! «BASTA con le ridicole e pagliaccesche sagre jugoslave. «A Trieste non vi può essere posto per gli oppressori della vita istriana!» (Testo di un manifestino in circolazione a Trieste negli scorsi giorni). Questa è una ennesima prova del fatto che a Trieste si annidano i peggiori nemici dellTtaiia e dei veri italiani, ossia i famigerati professionisti della italianità a pagamento, i più tipici ranpresentanti della feccia fascista vecchia e nuova, gli italiani più degli italiani. Una simile di- MAHTEDI’, 27 LUGLIO 1954 Prezzo 10 din — 20 lire ABBONAMENTI: T.L.T. Zona Jugoslava e R.F.P.J. : annuo din. 420, semestrale din. 220, trimestrale din. 110 Spedizione in c. c. p. le successo quale risulta dàlia relazione che il primo ministro francese ha tenuto alTAssemblea nazionale. Vi è chi pensa che Mosca — nelle cui mani poteva essere la possibilità di far scadere il tempo impostosi da Mendes-France provocando una crisi ministeriale francese non certo utile per la ratifica della Ced — non abbia consolidato il prestigio politico della Francia senza aver in precedenza mercanteggiato nei corridoi un compenso da incassare a breve scadenza. Ipotesi verosimile se si scarta per il momento quella estrema che a Ginevra Molotov fosse prigioniero della volontà di pace di Chu En Lay. Il bilancio di Ginevra, sotto questo punto di vista, fù per Mendes-France superiore alle aspettative, e basti aver presente che lo stesso Bedell Smith =— non certo accusabile di eccessiva accontentabilità — lo defini come il mig^or risultato pensabile nella situazione attuale. Situazione che il primo ministro francese sintetizzò allorché all’Assemblea Nazionale spiegò che Tessersi fissato il termine del 20 luglio per.Ginevra non fu una scommessa contro il tempo, ma più un rischio calcolato imposto dalla situazione militare in Indocina. Egli disse infatti che i rapporti del Comando francese indicavano che: o entro un mese si aveva l’armistizio o si doveva inviare in Indocina forti contingenti di leva per evitare una catastrofe militare. Sarebbe ingenuo pensare che la gravità della situazione delle forze francesi fosse ignota ad Ho Chi Minh ed a Molotov. Altrettanto ingenuo pensare ad una magnanimità russa verso gli sconfitti potenziali in campo militare. Eppure — se si esclude il mercato di corridoio sopra accennato — le concessioni ottenute a Ginevra da Mendes-France sembrerebbero avallare i due casi ritenuti ingenuità politica. Difatti la Francia resta, sia .pure in forma ridotta, in Indocina. Resta nel Laos con le sue due maggiori basi militari. Continua a controllare politicamente e militarmente, almeno per due anni il Viet-Nam meridionale oltre al diciassettesimo parallelo mentre le più rosee speranze le lasciavano ad aprile le prospettive di una linea sul sedicesimo e il Viet Minh richiedeva addirittura il tredicesimo. Inoltre le elezioni nel Viet Nam avverranno entro due anni mentre è noto che il termine chiesto dallo stesso Mendes-France era di diciotto, mesi e quello avanzato da Ho di soli tre mesi. Senza contare che Parigi ha l’assicurazione ufficiosa che anche in caso di una vittoria elettorale del Viet Minh tutta ITndocina continuerà a far parte dell’Unione Francese. Condizioni senz’altro molto generose che Mosca avrebbe fatto ad un avversario che ■ammette oggi la sua sconfitta sul campo di battaglia. E’ dunque più logico pensare al mercato. Nel qual caso diventa chiaro come la mossa russa sui problemi europei fosse già scontata in partenza. Criminali tricolori 7 GIORNI Alleanza balcanica Il Ministro degli esteri .greco, Ste-fanopulos ha dichiarato venerdì scorso ad Atene che la Grecia e la Turchia si sono accordate di presentare al Consiglio della NATO una dichiarazione comune in merito alla prossima firma e al contenuto dell’Alleanza balcanica. Il documento verrà consegnato in questi giorni, in ogni caso prima dei 28 luglio, data in cui il Consiglio deve riunirsi. I rappresentatanti permanenti dei due paesi forniranno altresì le spiegazioni necessarie sul comunicato dei lori governi. Ad Atene si rileva a tal proposito che Jugoslavia, Grecia e Turchia hanno raggiunto un accordo soddisfacente sul punto 2 dell’Alleanza, riguardante gli impegni reciproci in caso di aggressione. Queste notizie, e altre del genere provenienti dalle capitali greca e turca, dimostrano esplicitamente che la momentanea crisi, che ha provocato il rinvio della firma dell’alleanza, è stata ormai superata. D’altro canto la risposta del Premier turco, Menderes all’amichevole messaggio dei Presidente del Consiglio greco, Papagos ha dissipato ogni dubbio che Patteggiamento ufficiale turco sia discordante da quelli greco e jugoslavo. La firma delTAheanza balcanica è, quindi, imminente. Superata ora i «impasse», è da ritenere che Tiniprowrso ritardo nella firma dell’Alleanza abbia avuto, fra i lati negativi, anche quello positivo, ed è questo, semmai, ohe prevele. In quest'occasione si è potuto constatare, infatti, che .tuttora esistono tendenze contrarie alla politica di pace e di rispetto alla parità di diritti dei paesi balcanici. Appunto per tale motivo balza più evidente agli occhi la necessità dell’Alleanza e il danno che ad essa sarebbe derivato da un ulteriore ritardo. La collaborazione fra i paesi del Patto di Ankara, rafforzata dalla firma della prossima alleanza, si avvia verso sempre più ampi sviluppi. Sta maturando, infatti, l’iniziativa per la costituzione di un’Assemblea consultiva balcanica. Alla mozione, approvata dal’Assemblea della R. F. P. J. e al messaggio del suo Presidente, Moša Pijade ai Presidenti dei parlamenti greco e turco è seguita la formazione ad Atene di ima commissione parlamentare, composta da rappresentati di tutte le correnti politiche, per Io studio di un progetto in tal senso. Ne ha dato notizia il Presidente del Parlamento allenico, Costantin Rodopulos nella sua risposta alla missiva di Mesa Pijade. Ed è questo un altro grande passo innanzi. Si può ritenere perciò certa anche una prossima adesione dei parlamentari di Ankara. Dal come si sviluppano gli avvenimenti nei Balcani si può pertanto dedurre che, nonostante i tentativi di certi circoli esteri iben individuati, i rapporti fra Jugoslavia, Grecia e Turchia procedono nella direzione di una sempre più amichevole e stretta collaborazione, nell’interesse comune e della pace in questa parte del mondo. TEMPISMO mostrazione di intolleranza e di odio razziale fascista poteva essere fornita solo dalla città dove sono rimasti, oppure hanno ripreso i loro posti direttivi i più luridi fautori ed arnesi del fascismo, da Trieste dove il monopolio della stampa è detenuto da uno dei più fetidi e malmafati trombettieri del Littorio, dal più intimo e fedele amico dell’impiccato e ricoperto di sputi sul piazzale Loreto. Premesso un tanto, riteniamo ovvia e doverosa la seguente domanda ai compilatori e divulgatori del manifestino in argomento: «E se altri popoli, che voi definite e qualificate «barbari», seguissero il vostro esempio, ispirassero il loro trattamento verso la minoranza italiana alla stregua dei vostri principi, tendessero, insomma, pan per focaccia, vi siete mai chiesti quale sarebbe la sorte degli italiani che, per loro fortuna o disgrazia, vivono al di fuori dei confini di Trieste e dell’Italia?» Il Governo austriaco ha presentato formale richiesta a Mosca, Washington, Londra e Parigi di riprendere l’esame del problema austriaco. Il passo diplomatico di Vienna — in .perfetta concomitanza con la conclusione della conferenza ginevrina — è indubbiamente tempista. L’Austria ha scelto con evidente accuratezza la circostanza in cui l’accordo per l’Indocina rappresenta un atto di distensione nell’atmosfera politica intemazionale e, pertanto, una condizione favorevole ad una soluzione realistica del problema austriaco. Il tempismo di Vienna è perfettamente logico e comprensibile. Il governo di Raab sembra avere agito a ragion veduta. A Vienna si afferma che la diplomazia austriaca ha fatto accurati sondaggi nelle capitali delle forze di occupazione, ricavandone elementi sufficienti per intraprendere, con prospettive di successo, il passo menzionato. Sembra poi attendibile che Vienna abbia ottenuto an-tecimaitamente assicurazioni da qualcuno degli interessati, anche se senza garanzie, sulle favorevoli possibilità del momento. Vienna sembra voler raggiungere, per ora, il suo programma minimo: un accordo fra Mosca, Washington, Londra e Parigi sulla costituzione di una Commissione per l’Austria, proposta in extremis da Molotov alla Conferenza di Berlino e respinta allora da Foster Dulles. Questa commissione potrebbe far si che il problema austriaco rimanga continuamente attuale dinanzi alle Cancellerie alleate —- e non, come ora, soggetto a lunghe stasi — e, sopra-tutto, permetterebbe al governo austriaco di sedere da pari a pari con i quattro «grandi» al tavolo delle trattative. Tale mutata situazione non potrebbe influire che favorevolmente sulle prospettive di una soluzione definitiva del problema austriaco. Un tanto tornerebbe bene non solo all’Austria, ma all’Europa e al mondo in genere. Sarebbe tempo, infatti, che anche al piccolo paese danubiano arrida una volita la fortuna di ridivenire libero, indipendente, e di riprendere il posto che gli spetta nella comunità delle nazioni. Il "27 luglio,, nell’ Istria Tutta la Croazia è in festa per :l tredicesimo anniversario lellTnsurrezione del popolo croato. In ogni distretto e comune si celebra la ricorrenza con accademie solenni, svoltesi vigìlia dell’anniversario, in ogni località e nei collettivi di lavoro. Le organizzazioni di massa hanno organizzato l’abbelii-mento delle tombe dei Caduti, lo scoprimento di lapidi ricordo, la deposizione di corone sui luoghi più noti della Lotta, la distribuzione di doni alle famiglie dei Caduti, la premiazione dei migliori operai nelle fabbriche. Per l’occasione vengono inaugurate anche nuove opere del lavoro, quali obbiettivi industriali, strade, ecc. Anche la popolazione del distretto di Buie celebra il glorioso anniversario. In tutti t Comuni hanno avuto luogo ieri sera accademie solenni, che hanno registrato dappertutto una grande affluenza di popolo, tigni località ha assunto per l’occasione un aspetto solenne e Peto assieme. Festoni, bandiere, fotografie del Maresciallo Tito adornano vie, piazze, finestre e le vetrine dei negozi. Oggi in tutte le località sarà reso omaggio ai Caduti della Lotta di Liberazione o alle loro famiglie. Le organizzazioni dell’Unione Socialista dei lavoratori, promotrici delle varie manifestazioni, hanno condotto un’intensa attività aechè ; festeggiamenti riescano quanto più imponenti c solenni. * ' La popolazione del Comune di Gris'gnana si è preparata accuratamente a celebrare la grande ricorrenza. Le organizzazioni di massa hanno stabilito un vasto programma di festeggiamenti. In tre località, e. precisamente nel capoluogo, a Kostanjica a Martinčiči hanno avuto luogo ier-sera accademie solenni con scelti programmi culturali. Il Comitato comunale dell’Associazione combattenti ha organizzato l’abbellimento delle tombe dei Caduti nella Lotta, di Liberazione razionale, compito assuntosi dall’Associazione femminile. Una delegazione appositamente delegata visita le famiglie dei Caduti e offre loro dei doni. Precedentemente il Comitato comunale aeirAssociazione combattenti ha inviato alle vedove dei Caduti lettere commemorative in segno di riconoscenza per il sacrificio dei loro congiunti. Rivivono così ogni dove fra il popolo i ricordi, lieti e tristi, della grande epopea rivoluzionaria. ★ Domenica pomeriggio hanno avuto inizio a Parenzo le manifestazioni celebrative per il 27 luglio, tredicesimo anniversario dell’insurrezione del popolo croato. Nella mattina nel villaggio di Jurol sono stati esumati i resti dell’eroe popolare istriano Joakin Rakovac, caduto in (Continua in 4.a pagina) Celebrato nel Capodistriano l'anniversario del 22 luglio Il 22 taglio, XIII. anniversario. dell’Insurrezione del popolo sloveno, è spalto celebrato solennemente in tutto il distretto d.i Capodistiria con una serie di manifestazioni liniziialte inai gitomi precedenti e conclusesi giovedì con le marce ipartigiane ed i raduni di S. Antonio, Korte e Šmarje. Nečl’amfoito di quesiti festeggiamenti sono state scoperte, a cura deii’AsscciaBions dei combattenti, idue tepidi .alla memorila dei Caduti d.i Centur e Montignanio. Il 21 taglio, ne. odttetStìwi di lavoro si sono svolte brevi celebrazioni, dalle quali sono staiti inviati telegrammi >e mozioni di saltato. all’Assemblea popolare della Slovenia. Fra gii altri gli operali del conservificio Delanglade, in un telegramma inviato al compagno Miha Marinko, presidente della Assemblea popolare della Slovenia, dichiarano di voler continuare la lotta per la definitiva un'ione ialite Jugoslavia so- presentanti dell’Unione culturale slovena hanno consegnato ial dirigenti idei eircoto un bandiera, nazionale. Grande follia pure a Corte đTsoffia ove si sono concentrati li combattenti e la popolazine dei comuni di Pirano, Por boraše,, Succiole ;e Isola. Nella miaittinaitia si sono svolte marce idi pattuglia partigiano — in tuffetto 28, comprendenti circa 300 ex oomibalttentii — ohe hanno vi-isiteto le ifamilgllie dai Caduti, soffermandosi a rendere onore ialite lapidi ricordo dei partigiani caduti per concentrarsi, infime, a S. Antonio, Šmarje e Korte a presentare rapporto >ai ‘membri del Comitato distrettuale deai’Unione combattenti. Riunione del Consiglio distrettuale dell’ Istruzione Si è riunito ila scorsa settimana a Capodistria il Consiglio per l’Istru-zione e la cultura del CPD di Capodistria per discutere in merito al teste conclusosi anno scolastico. In apertura, gli ispettori scolastici Vidmar e Depangher hanno presentato la relazione sulla frequenza delle scuole e sui profitti conseguiti dagli alunni. Fra l’altro, è stato rilevato che il profitto medio degli alunni delle scuole elementari è stato superiore del 5% circa a quello ottenuto nell’almo scolastico 1953. Durante la discussione vari consiglieri hanno ravvisata la necessità dell’introduzione dello studio della lingua slovena dalla terza classe elementare in poi. Sono stati trattati anche problemi d’indole didattica. E’ stato rilevato infine che alcuni scolari, che avevano frequentato le scuole del distretto ottenendo un profitto medio, e successivamente erano emigrati a Trieste o altrove, nelle scuole italiane di pari grado, hanno ottenuto i migliori voti. Notizie capodistriane Elezioni suppletive nel C. P. C. di Pirano Il Comitato popolare comunale cittadino dii Pirano ha deciso nella riunione dell 4 c. m. di indire per domenim 1. agosto 1954 lie elezioni suppltetilve nell'^jmità elettorale, n. 3 tossendo cessato oil mandato di Corsi Italo, eletto in quella stessa unità. I partigiani hanno rivissuto i tempi duri della lotta cialista. Nel pemerigio del 21 luglio si è tenuta una riunione solenne dell Ocmiibato popolare comunale cittadino di. Capodistria, durante te quale è stata celebrata la storica data. Nella serata detla vigilia si scino svolte,, nelle .organizzazioni periferiche dell’Unione socialista dei lavoratori, riunioni 'di massa in tutte He località idei distretto. Gli «Partorì hanno düfciEttrjfvo il grande significato del 22 (taglio, Giornata della riscossa dal popolo sloveno per Ta liberazione sociale e nazionale, riscossa cui si sono uniti ì democratici italiani nieite comune latita antifasciste. Il 22 luglio è stato caratterizzato da tre grandi raduni popolari a Antonio, Korte e šmairje. In questa ultima 'località ha parlato' alla folla il compagno Kolenc Črtomir. In seguito si è svolto un programma 'culturale con da collaborazione dal (coro di Oostabcna, del complesso bandistico locale, del gruppo artistico della colonia estiva dell’Unione Combattenti di Lubiana ed altri. A S. Antonio le celebrazioni del 22 luglio hanno coinciso con il 55-esimo anniversario della costituzione idei locale circolo di cultura «Svoboda». Per la occasione i rap- Sulla vendita del pane a Capodistria La acorsa settimana a Capodistria, sono sorte fra la popolazione parecchie lamentale riguardanti la vendita del pane che veniva a mancare nelle ore mattutine, per cui dinanzi alle rivendite /venivano a formarsi le file, un fenovie-meno ormai relegato negli archivi del passato. Il fatto era dovuto alla chiusura di un forno, avvenuta con la approvazione dell’Ispettorato Commerciale Distrettuale in seguito alla richiesta presentata dal priprie-tario per malattia. La chiusura era prevista per tre mesi, ma siccome per un periodo così lungo non si poteva permettere il perdurare degli accennati inconvenienti, ai quali veniva ad aggiungersi un peggioramento della qualità del pane fornito dagli altri forni, che d’un tratto erano oberati da un maggiore lavoro, il Comitato Popolare Comunale ha disposto affinchè il forno chiuso riprenda il normale funzionamento anche per i tre mesi richiesti dal proprietario, sotto la gestione dell’ICEL. Inoltre è allo studio un progetto secondo il quale la vendita del pane dovrebbe essere separata da quella degli altri generi alimentari. Abbiamo potuto constatare che anche questa iniziativa Jia suscitato aspre critiche nel timore che le ri- QUANDO LA LABORIOSITÀ’ È ACCOMPAGNATA ŽLL’ INTELLIGENZA GIUSTA RICOMPENSA ALIA FATICA La vita dev’essere presa, direte, dal suo teto divertente. E’ ciò che facciamo 'amiche se, talvolta, sii sia disposti altrimenti. Com’è successo a me giorni fa quando ho dovuto per farea fare lunghi chilometri a piedi, attraverso i campili e i vigneti del Buiiese. Nel mio cammino avevo passato in rassegna .lunghe filile di covoni nei campi idi grano, una quantità di carri, oberati del raccolto, in movimento per le strade polverose verso la trebbiatura, trainati lentamente, quasi con noncuranza, da candide paia di buoi sornioni. Stavano ia guardare quello spettacolo i vigneti, pingui di grappoli, 'nonostante le ultime tempeste di grandine, e fra essi le cime del grano in fiore. Ero veramente stanco, ma, in un certo senso, soddisfatto e non gliene volevo al fattorino Aldo, Che mi aveva fatto perdere l’autobus con le sue infoirmazioni sbagliate sull’oiriario di partenza da Juricaini per Buie, poiché avevo digerito per strada te rabbia che m’aveva preso. Non sapevo allora della sorpresa ohe m’attendeva per strada. Nel cortile, dietro ila scuoia di Juricami, ronzava lailegramemte il motore della trebbia. Nella nube di pulviscolo uomini e donne si davano alacramente da fare, chi ad accatastare paglia, chi a caricare i socchi gonfi dei preziosi grani sul carro, chi attorno alle macchine. Fu un peccato non aver potuto ritrarre quella scena. Là si preparava il pane quotidiano. I campi di Jurilšev.ić Antonio — era questo il nome dieiliagricolto-re — avevano fruttato 1.842 kg dii frumento su una isuperfice di 9.500 m2. Una resa quanto mai grande, grazie al suo lavoro e alla sua intelligenza. Mi ha detto' infatti di aver seminato le specie Mentana e Gentile bianco in terreno, che prima aveva ospitato granoturco' e patate, concimato a Stallatico. Per il frumento non aveva fatto altro che aggiungervi 100 kg di cai-diocianamiide e 60 kg di salnitro cileno, una specie idi sale bianco che in primavera ne favorisce te crescita. Oggi su quei campi già spunta il granoturco '(cinquantino), che egli raccoglierà per foraggio all bestiame. Fra l’aJIitro, m’ha detto anche idi aver sentito che presto i prezzi dei concimi chimici saranno ridotti e che per il prossimo arano spera di produrre lancor più frumento. Il raccolto di quest’anno gli ha fruttato 600 tog oltre ila produzione normale dal taloigo e le prospettive per la futura stagione sono 'ancor migliori, ise al lavoro si accompagnerà Titatelliligenza nei metodi di coltivazione e nella scelta delle sementi. Ed è ciò che egli intende fare. L’esempio idi Jiurišević Antonio m’è sembrato degno d’essere additato agiy labbri «igiEiflfolljbori. E)cco perchè ho voltato parlarne sul giornale. Senza cantere che il mio incontro con un uomo intelligente e laborioso come lui, mi ha fatto passare la rabbia e non sentire te stanchezza per la lunga camminata da Junicami a Buie. Riempie di soddisfazione infatti vedere che le fatiche e il’industriosità del prossimo vengano ricompensate giustamente dalla natura, che l’uomo sa, quando vuole, piegare alla propria volontà. b. vendite siano poche con le conseguenti resse. Da quanto ci è stato dichiarato al Comune, tali 'timori sono del tutto infondati. Le autorità sono state indotte a ventilare questo progetto, per evitare le lamentele ora sorte riguardo la vendita del pane la domenica, effettuata da un solo negozio di turno per ogni azienda commerciale, e anche per separare il pane dalla vendita di generi come ad esempio il sapone. Quanto al numero delle rivendite del pane queste dovrebbero essere otto, cioè pari al numero dei negozi di generi alimentari e precisamente la vendita verrebbe effettuata dalle latterie, dalle rivendite attuali, dalle due pasticcerie e in più verrebbero costituiti altri due negozi. Queste rivendite sarebbero aperte tutto il giorno e anche la domenica. I PINI DI PARENZO Itinerari istriani per le nostre vacanze PARENZO: PERLA LUCENTE tra il verde dei pini e l'azzurro del mare PARENZO, luglio. — Avevamo sempre conosciuto la Parenzo del sole, del mare lucente, delle folte pinete, dei meravigliosi scorci naturali, riposanti. Eravamo certi di trovarla così anche giorni addietro, quando, lasciata la ciclopica Arena, attraversavamo velocemente Dignano, quindi Valle, che guarda il viaggiatore dalle sue mura antiche per essere poi inghiottiti dal pittoresco Canal di Leme, per spuntare sotto quel parallelopipedo del campanile di S. Lorenzo. E lungo tutta questa strada che, luccicante, s! snoda attraverso la campagna istriana, eli ha accompagnato il profumo delle siepi, delle brughiere di ginestra, di tanto grano che si miete nei campi. Sino alle porte di Parenzo, la campagna ci ha' assordati di cori di cicale e inebriati di sole. Preannunciata da ombre di pini refrigeranti, Parenzo ci si è presentata dinanzi come lo scorso anno, come dieci anni fa, come sempre: una perla incastonata nel verde e nell’azzurro. Parenzo ci ha accolto come solo essa sa e può. Noi che la conosciamo, sapemmo leggere il suo benvenuto, sussurratoci con dolcezza dalla brezza frusciante tra gli aghi profumati' dei pini, dal murmure frangersi del mare sulle roccie di Ma-rafor, da una canzone lontana, i cui motivi non si sa se giungono da sotto una vela rosata sul mare o dalle chiazze gialle dei campi di frumento in collina. Eravamo giunti in città a mattino pnoitrato, quando la città bruli- ca di gente affacendata. Fu lo spet. tacolo di ogni giorno. Contadine di Visignano, Villanova, Sbandati, Majo, Spada escono ed antrano nei negozi per la spesa settimanale. Carri con buoi e somarelli sostano vicino al mulino in attesa. 11 contadino è qua, mentre la moglie è in Corso, quella stretta viuzza marinara, lastricata di grandi piastre e costellata di negozi e rivendite, l a Parenzo antimeridiana è un an. Bilancio delle grandinate Abbiamo già Teso noti i diainmi appartati dàlia grandine ai vigneti ih lalouine tooàlità del distretto ■di Buie. Facciamo ora un breve bilancio della situazione : nei comuni dii Umago e Mondano i danni sano stati valutati 'all 50% del raccolto, mentre a Salvare, Materada, B razzatala, Buie, Valica e altrove ammontano appena all’8% e meno. In ogni caso non si ripercuoteranno gran tìhè sull raccolto generale dell’uva nei distretto, essendo le previsioni per il raccolto deU’anna-ta — salve però nuove sorprese, sempre possibili nellìaigcsto — al di sopra dei normale e sicuramente migliori dello scorso anno. Comunque sia. iFesperieniza ha mostrato ai nastri viticoltori Ila macessiità di premunirsi, assicurandosi contro i danni della grandine e dì introdurre, anche in quelle zone, i mezzi tecnici più moderni per difendersi dalle tempeste di grandine. A RAPIDI PASSI Umago si rinnova Precedenza a banchina e diga nella costruzione del porto E’ stata portata a termine in questi giorni la costruzione della palazzina della Banca nazionale della R.F.PJ. in via delle Cave. Fra giorni avrà luogo il trasferimento. Mentre si sta ultimando l’asfalta-tura delle vie, prevista nel piano sociale di quest’anno, hanno avuto inizio « lavori per l’illuminazione del lungomare. L’impianto verrà fatto in cavi sotterranei e su piloni di cemento dalla foggia moderna, in modo da dare al rione turistico un aspetto del tutto originale, specie nelle ore notturne. Ma non è tutto. Altri lavori sono stati messi in cantiere nell’ambito del piano regolare cittadino : sono state gettate le fondamenta di' un nuovo blocco di .24 abitazioni, mentre sono già a buon punto i lavori edili alla nuova fabbrica colori, primo obiettivo industriale in Punta delle Vacche. Si è riunita giorni fa anche la commissione incaricata dei progetti del nuovo porto, decidendo di dare la precedenza alla banchina, indispensabile al nuovo cementificio, e alla diga di protezione. 150 milioni per bonifiche nella valle del Quieto Il Governo della R.F.P J. ha concesso un credito a lunga scadenza ai Comitati popolari distrettuali di Parenzo e Buie peT investimenti in opere di bonifica nella Valle del Quieto. Per i lavori di questo anno saranno prelevati 28 milioni di din, mentre il resto verrà impiegato l’anno prossimo. Con questa somma verrà regolato il corso del Quieto da Punta Maurizio a Porta Porten e prosciugato il terreno acquitrinoso sul lato sinistro della valle. Grazie a queste opere saranno resi fertili ben 450 ettari. Riorganizzazione commeiciale nel distretto Ri Buie E’ ita corso la preamnuncota rior-'gamizzaztane della rete commerciane dei Buiese. La «Trgopromet.» umaghese renderà [autonome le undici filiali per ciò che riguarda gli 'acquisti e le vendite, mentre conserverà eentraifcaata te contabilità. I guadagni dei ditpenđietniti non dipenderanno più, come finora, dal risu&albo fitìamiziatrilo deUfaizjlpnda come complesso, ma dall’utile di ogni singola rivendite. La «Agro-impex’ sì occuperà d’ora in poi soltanto del commercio all’ingrasso. Le sue rivendite di frutta e verdura, e le maceterie saranno indipendenti. Anche nel ramo alberghiero è in v’sta una riorganizzazione. Il «So-òa», con alcuni bar, si staccherebbe idailta «Jadran», mentre quesful-tima continuerebbe a comprendere gli Alberghi di 'Punta e alcuni locali di prossima apertura, -in modo da assicurare introiti sufficenti a ricoprine le spese ideila stagione morta. b. a dirivienl dà gente di campagna, frammista con » suoi caratteristici abiti neri, ai parentini, n più precisamente alle parentine, svolazzanti negli abiti alla moda, al ciak-ciak degli zoccoli dei pescatori che fanno risuonare la piazza e le viuzze portando cassette di pesce. E lo spettacolo continua, interpretato dagli stravaganti abiti estivi dei turisti, alloggiati nell’accogliente Hotel Riviera, nella pace del fondo riva. Le gravi ferite inferte dalla guerra sono quasi completamente scomparse. sanate dalle mani laboriose di questa gente semplice, ospitale ed ingegnosa. E’ veramente bella Parenzo, generosa come la sua gente. All’alba del giorno, nuove vele colorate già corrono sull’orizzonte e i carri hanno già raggiunto cigolando il campo, mentre il grano piega a terra la sua spiga. Il canto, che non abbandona mai le labbra del semplice «parenzan», è la tinta che colora: lo si ode nei vigneti e tra gli olivi, sulle barche del porto, al mattino, di giorno e di seira, specialmente di sera, quando il sole, tuffandosi nell’azzurra distesa, imporpora il cielo, mentre il sussuro dell’onda si confonde con il coro dei grilli dell’isola S. Nicolò e delle belle figliuole, lungo la spiaggia, sino ai canneti di Ma-ilo e alle querciaie di Cervera. Alla passeggiata seirotina, giovani e ragazze del luogo, forestieri in riposo percorrono, chissà quante volte in su e in giù, la riva, discutendo del più e del meno, mentre i pescatori preferiscono fare la fumata, seduti sul fondo di qualche barca capovolta sul molo, scalzi, attorno a una «bosa» di buon vino. Dopo molte chiacchiere, ancora una canzone, l’ultima della laboriosa giornata e i pescatori ci mettono tutto il loro sentimento. Quasi sempre, è una vecchia ode all’amore tra il giovane pescatore è la ragazza che dalla finestra a-scolta la serenata e suggella il dolce vincolo con un garofano rosso, lasciato cadere sul lastrico, per il cuore del giovane pescatore, che se ne toma felice alla sua barca. A questo punto, piano piano, tutti vanno a dormire. E’ come il segnale della «ritirata», anche per quelli che prendevano fresco sulle «scrille» dinanzi alla porta di casa: una manciata di fieno alla mucca e all’asinelio e poi ogni luce si spe-gne nelle case. Buona notte, brava gente del Parentino. R. F. L’ A Z I E N D A INIt&COMMt&a DI UMAGO si felicita con i propri clienti e con i lavoratori tutti in occasione della GIORNATA DELL’INSURREZIONE, augurando loro i maggiori successi. Cun*acU&tU CAPODISTRIA Nascite: Delgiusto Mario di Elio e Al tin Enrichetta; Peroša Claudio di Giuseppe e Glavina Rosa; Ma-strodonato Violetta di »Antonio e Monaro Mafalda; Menis Roberto di Olivo e Vignotto Marina, Hrovatin Nerio di Erminio e Bologna Anna; Karlovič Renzo di Mario e e Petaros Jolanda; Sabadin Vilma di Silvo e Krmac Maria; Savarin Rudi di Egidio e Jurišević Lidia; Zago Carmelo di Rocco e Klarič Anna; Karlovič Renzo di Maria % di Apollonio Evelina. Decessi: Peroša n. Sergaš Maria di anni 29, casalinga, Ražman Antonio, agricoltore di anni 67, Kozlovič Silvano di mesi uno. Matrimoni: Galinac Vide di anni 24, meteorologo, con Klerin Vida, impiegata di anni 28. BUIE Nascite: Smoljan Vanda di Mate e Ribarič Rosa; Mikolaučić Mirella di Maria Mikolaučić; Kozlevac Rosanna di Bruno e Babič Adele; Crnogorac Valter di Giovanni e Grandin Bruna; Morato Rita di Nicolò e Sinkovič Maria; Biloslav Lina di Lino e Calcina Teresa; Stupar Silvano di Dante e Hrvatin Stefania; Valenta Bruna di Antonio e Jugovac Maria. Decessi: Tessa rolo Antonio, calzolaio, di anni 80. Matrimoni: Carlin Luigi, contabile, di anni 19, con Benčič Emilia, maestra di anni 20. I VERTENEGLIO Nascite: Buršić Bruna di Paolo e Femetić Lucia. Decessi: Radin n. Bibalo Lucia, casalinga di anni 69 e Barnaba n. Gamboc Maria, casalinga di anni 73. Matrimoni: Fertietić Umberto, operaio di anni 27 con Radin Romanità, casalinga di anni 24. UMAGO Nascite: Perič Miriana di Bruno e Savron Cvetka; Osić Lucilla di Ferruccio e Rubeša Lina; Paijčić Branko di Miloje e Radosavljevič Dragica; Zubin Adriano di Dino e Santin Fernanda; Deibello Miljen-ko di Alberto e di Slavnić Antica; Visentin Marino di Giovanni e Sto-kovac Jolanda. PIRANO Decessi: Riohter n. Novacco Antonia, casalinga di anni 74. ISOLA Matrimoni: Gregorič Mario, operaio di anni 24 con Amesić Maria, operaia di anni 25. Vittima di un tragico incidente della strada, è spirato ieri all’Ospedale civile di Isola. BONIN GIUSEPPE di anni 28, insegnante presso la Scuola ottemnale di Capodistria. 11 Consiglio distrettuale per l’Istruzione, i colleghi e gli allievi partecipano con dolore al lutto della famiglia CONCORSO Il Comitato (popotere comunale cittadino di Pirano — 'Consiglio per l’Iistruziome e la Cultura — indice un concorso ad 'insegnante di musica presso il 'Ginnasio itolteno e direttore della -scuota di musica iciitteddlna. Le condizioni richieste sono: diploma di 'accademia musicane e conoscenza delle lingue italiana e 'Slovena. Gli /interessati facciano pervenire -regolare domanda, con i documenti richiesti, entro il 30 agosto p. v. Il Comitato popolare comunale cittadino — Consiglio per l’istruzione e la cultura di Pirano OGGETTI RINVENUTI Il 13 taglio m. c. tra Fortezza e Valmarin, sotto la strada, è stata rinvenuta una bicifctetita da donna, tipo sport, ‘di colore azzurro chiaro, molto corrosa, manubrio tipo sport con la soprascritta «Ambrosio pures lusso», dotato di lampadina e di dinamo, marca. «Manšete Varese. Freni la cavo, situati /all’interno tildi manubrio, catena senza carter, i’ulbimia ruota in ferro, ila prima in alluminio, sedile vecchio di colore grìgio togato con un filo. Il proprietario può ritirarla presso Ila Sezione Affari Interni del Comitato Popolare Distrettuale di Oapodisbria, in Piazzale Derin. SMARRIMENTI Degrassi Giovanni, da Isola — via Pesaro m. 11, è stato derubato ir 5 c. m. del portafoglio contenente te carta đ’identità. Il documento non sarà più valido se non re-. stittiito al proprietario. ★ Muženič Natale, da Potok ha smarrito ieri a Capodistria il portafoglio con i documenti personali e 4 mila din. Il rinvenitore può restituire gli oggetti alla nostra redazione o alla stazione della Difesa popolare dietro ricompensa. Se non restituita, la carta d’identità non sarà più valida. La Cooperativa Agricola Generale DI BUIE si felicita con i lavoratori in occasione della Giornata dell’ Insurrezione Il collettivo della KAMNOLOMA u si felicita in occasione del «27 luglio», Giornata dell’ Insurrezione, con gli altri collettivi di laverò e con i lavoratori tutti del nostro Paese. La Cooperativa Vinicola di Buie si felicita con i propri clienti e con i lavoratori tutti in occasione della Giornata dell’ Insurrezione, augurando loro i maggiori successi ... uomini e donne si davano alac remente da fare U popolo Un latta non conio scava riposo. Questi momenti erano »airi *T?nf. 27 luglio 1954 --------- I anni fc, il ventisette luglio^ il popolo croato insorgeva contro Toccupatore E PRIME AZIONI PARTIGIANE el Litorale e nel Gorski Kotar — Valete — .dice — erano ra i moniti del Gorski Kotar. E isra'Jla neve correvano i no- Mostro servizio) incredibile quanto rt# inedito, storico stri passi mellite lunghe mar- llO offrire i mentri or- cs \'aeriti partigiani, an-1 oliando raccontano — 1 j una data o un aw«-viene a isoilevaire il "V copre il passato — , gpisodi, vicende e azioniate nei giorni decisi-4[a nostra storia! Pariamoci soldati, pregato da ’'(j ultimi a irievooare, a ü passato con a pen-jiiaeii», Muff ieiale si law-fimestma dolila ga-l’apre ed indica la neve copre te vette talpine: ,,ve nel cuore delPestate. 2800 m. suiilila neve si elevavano: 3 nostri laccaimpiamenti di fortuna nelle brevi soste, sulla neve si combatteva e si mo-riiva. La neve, si . . . ma fu di estate: il primo bivacco ai bosco. Anno 1941. La vetta del Viševica, fino allora deserta, ebbe i suoi primi abitanti stabili. Vennero a parvi le tende il vecchio comunista Nicola Oajr, già combattente di Spagina — in seguito proclamato Eroe popolare, caduto presso la Piramide di Susak quale comandante del Distaccamento dei Partigiani dial Litorale e del Gorski Ko- fede nella g'rasta lotta per tar - Jožo Štajner, Franjo la libertà del popoto. Muleta, Temo Striate, Blaža ^ Kailafatić, Ante iStiipeč ed '3)1- AlltaeiCampamento il pope-tiri «ribelli», i primi «ribelli» io faceva giungere cibo, venel territorio dei «Fiumano e storio, munizioni e quelita detta Gupiai» amministrato armi tenute nascoste fin date dia1, malfamato prefetto Testa. Sui! V.lševim sarsa il primo accampamento partigiano, qui vennero preparate le prime azioni di tetta ootìtro Toceupiaitore. Armi? Fiochi fucili militari, due fucili dia caccia, e un cuore di eroi. )75Éfài, contavamo scpr&tiulto sul coraggio, Tanna che i fascisti non ebbero mai dal- la Prima guerra mondiale. Dia Novi Vinodol! i miniatori delite cave óniviaiviaino esplosivo. rnfiamito Nikola Oar ed i sudi fabbricavamo He prime partigiani del Gorski Koitar e Primorje infliggono al nemico notevoli perdite. Il secondo battaglione, ocra, distiacamieiniti a Drešniica, De'ilmtoe, Lte, Bribir e Susak, ccinitia sui 200 uomini armati di 200 fucili e 12 fucili mitiiiaigli alteri. Durante un attacco fascista alila base partil giama di Delnice cadono ili campaigno Nikola Šipek e la compagnia Vjera Hynkova — me. Nei priiru giorni di set- Vojvoda. La compagnia Vje- t-embre del 1941 ili piccolo gruppo guidato da Oar e Štajner discese dalla vette del VSiševilca raggiungendo la linea ferroviaria tuia Fužine Ja Horo parte. Il coraggio era e Lilòa. Posero alcuni pac-infuiso nei laro cuori dalia chi dii esptosivo sotto i binari coperti di neve anche allo- ed attesero impaz'emti il pas- AUiavvHc’i SEMPRE PIU’ PERICOLOSO tondo la guerra, prepa-gjo fa guerra o preparam-s contro la guerra, le Poize la zia Mary Pr0nde 11110 le più folM ov- comprensione reciproca: sia _ l’Etiopia che il nostro passe Spetimius Daniel Gilbert, )mnno subito l’aggressione pairucchiere parigino, alila dana medesima parte, e scena morte ha lasciato queste no pr0pri0 le personalità del-dlspcisiziiomi testamentarie : \e ^ue nazioni che hanno «Desidero essere sepipeHiito avuto modo di conoscersi nel nella tomba dove giace mia \e carceri fasciste italiane che magre. Ma con questa iscri- hanno gettate le basi per zione : Daniele nella fossa questo fraterno avvicina-dei leoWii». mento. L’Etiopia è una grande no- nel 1907. Questo è stato in passato e diamo uno sguardo egli perse la vita. Il suo po- graffe corruzioni. Soppresse zione che si estende per urta seguito mutato ed in parecchi a cose più vicine ai nostri sto fu preso da Menelik II. tutti i ministeri fuorché quel-superficie d: un milione STO punti modernizzato, sempre tempi. A metà del dicianove- Il suo periodo è interessante, lo della guerra, ed istituì la nula Kmo. Per comprendere rispetto all’arretratezza delle svino secolo, l’Etiopia fu un sopratutto per la guerra con- leva obbligatoria in tutto il la vastità di questo territorio popolazioni. » vero focolaio di lotte interne: tra gli italiani, nella quale territorio nazionale. Affinchè Ora l’Etiopia ha un parla- lotte tormentose per la con- questi ultimi subirono una i ras non si rafforzassero trop-mento ed un senato. Secondo quista del potere tra ras e rie- vergognosa sconfitta. Menelik po, divise le grandi regioni lo statuto, la «camera alta» ohi feudatari. Questi conflitti costrinse Roma a firmare la in altre più piccole, affidan-viene nominata dall’imperato- segnarono un periodo di deca- pace e ad abbandonare i ter- dole a uomini di fiducia, re, mentre la «camera bassa» denza. Fu allora che entrò ritori già conquistati. La scon- rg imperialistiche delle gran-viene eletta dai ras. Esiste nella scena politica il nobile fitta di Adua, nel 1896, può fa potenze, incominciò lo Stes-pure un consiglio della coro- Kazi, figlio del governatore esser considerata la più de- so ^ introdurre nel paese na, nominato a piacimento Huarè, che si era prefisso il primente pagina della storia elemenfi stranieri per giovar-dal sovrano. Il governo è di- compito di far risorgere Van- italiana, storia che in verità delle loro cognizioni tec-viso in dipartimenti con i re- Hca potenza etiopica. Egli non scarseggia di ^confitte. njcjle a vantaggio della 'illativi ministri, sul modello dei conquistò la regione centrale Da questo episodiio l Italia zione. Nel 1922 fondava la governi europei. Sebbene dell’Amara, sottomise i ras vi- non potè tanto facilmente ri- scuola elementare: fi- l’Etiopia abbia consolidato cini e nel 1855 prese il titolo sollevarsi. Il governo di Cri- nQ anora si imparava a scri-solamente negli ultimi anni le di Negus Negesti con il nome spi, il primo imperialista ita- cere solamente nelle scuole sue relazioni internazionali, di Teodoro IL Egli riuscì a liano, cadde e per lungo tem- religiose ad uso della chiesa, tuttavia essa ha saputo mo- riunire di nuovo le tre gran- po si sentirono gli effetti del- Cominciò a far conoscenza dernizzarsi ed elevarsi con di regioni dello Scioa, del Ti- la sanguinosa lezione data la con ^ m0n(l0 e ne[ jg24 par- Menelik agli eredi dei con- ^ ^er j\0ma, Parigi e Londra. Egli temeva sopratutto l’Italia che non poteva dimenticare la sconfitta di Adua, così nel 1928 stipulò un trattato con il governo romano che doveva durare vent’anni. Nello stesso anno si giunse ad un incidente tra lui e l’imperatrice. In realtà quest’ultima la caccia della po-cfirrinale, rincorse fuoribordo, aJt-^ a bardo Tassassi-PortatiOi verso te oa-d tutto ccnd’‘ito dia un realismo. Se inol-conto che il film girato realmente sul e che ila sua bion-j interprete è stata 6ite in serio periicoloi % spillo e punge il preteso automa. Penelope, non potendone più dal dolore, dà in smanie. Lady Mary, sdegnata, abbandona la stanza. Per accomodare in tempo tutto giunse ‘la Signora Bauer, che conduce seco il vetro automa. Lady Mary ripete l’esperimento con lo spillo provocando un guasto negli ingranaggi, cosicché l’aratoma scoppia. basti nemaru che esso è quat tro volte quello della Jugoslavia. Secondo alcune stati-Hiche attendibili, la popola zinne etiopica varia dai 13 ai 15 milioni di individui. Gli abitanti sono di varie nazionalità e di abissini veri e propri se ne contano appena 5 milioni. Il rimanente è così composto: 7 milioni tra galla e dankali, 1 milione e mezzo di negri, ed infine piccoli raggruppamenti di somali, oga-deni, arabi ecc. Si parlano dunque vari idiomi, ma la lingua ufficiale è considerata l’amarico. La capitale è Addis Abeba (nuovo fiore) che conta oggi 300.000 abitanti. Da quando l’Eritrea è stata annessa all’Etiopia entrando con questa in unione federale nel 1951, la seconda città per grandezza è Asmara con 85 mila abitanti, poi in ordine vengono Dire Daua con 30 mila, Narrar con 25 mila, Gondar con 22 mila, Gimmo coti 14 mila. L’Etiopia costituzionalmente è un impero. Hailè Selassiè porta il tìtolo di Negus Negesti (Imperatore degli imperatori). In passato l’imperatore era il capo assoluto del paese, gli si attribuivano origini divine ed in lui si assommavano tutti i poteri giuridici, militari ed amministrativi in senso assoluto, tanto da non doverne rendere conto a _____________ _ nessuno. Pure in passato le movimentata e complicata, varie regioni erano comanda- Secondo una leggenda l’attua- La famiglia imperiale etiopica quistatori romani. Appena nel 1911 gli Italiani si volsero nuovamente all’Africa, in Libia. Nel 1935, sotto Musolini, vollero vendicare la vergogna di Adua con una nuova aggressione. Interessante è che Menelik fondò Addis Abeba, la capitale, in una località compie- gra stata ™jnia fa alcuni ras tornente deserta ed isolata. fl Uberarsi di Tafarl n ras Nei suoi ultimi cinque anni deUo Scioa Kasa sollevò ; suoi di vita, Menelik fu■ gravemen- arnìafi contro il reggente. Per te ammalato e ciò segno un evd:are uno scontro sanguino-periodo di decadenza. SQ gd d ca0$^ qUespultimo agi Egli mori nel 1913, dopo aver faplomaticamente: inviò un regnato per 24 anni. Sotto la mQ emissario a Kasa e con tua guida venne introdotto iusinghiere 0fferte [0 indusse in Etiopia il primo telefono, un cornpromess0m p)a qUel costruita la prima^ linea ferro- momento ras Tafari assunse viaria da Gibuti ad Aaais- il titolo di Negus. Due anni te da capi chiamati ras, veri vassalli, che però spesso si ribellavano al potere imperiale, creando lotte e conflitti intestini. Anche i ras avevano poteri assoluti sul loro territorio, stabilivano le tasse, le dinastia discenderebbe direttamente dalla grande regina di Saba e da re Salomo- la lavorazione, pos- _______; ^ iCoovilulta idielìfjonestà del ? ^dudere che il fito nipote sì Tappacif ica e por-A visito ge 1 propri auguri a Rocer ,1IoGlÌe PERFETTA e Penelope, ohe si sono nel 5* film Inglese con Pa- frattempo innamorati l’un ^ ^Qck, Stanley Hollo- deiraltra. Un rito copto ad Addis Abeba alia presenza di S. M. Haile Selassie colo prima dell’era volgare gli etiopi regnavano sull’intera giudicavano e comandavano valle del Nilo, compreso l’E-i guerrieri. Erano solitamente gitto, sul Sudan^ meridionale i più grandi possidenti di ter- e su parte dell’Arabia. La re e di bestiame. Oggi giorno sono cambiate sia le funzioni dell’imperatore che quel- e si estende per oltre venti seie dei ras. Questi portano an- coli, ed infatti per millecin-cora lo stesso nome, ma in quecento anni è stata l unica realtà sono soltanto dei go- nazione indipendente dell’Af-vernatori regionali. Il primo rica. statuto l’Etiopia lo ottenne Ma lasciamo da parte il successo a un ritmo relativa- gre e dell’Amara. A quel tem- Abeba. Furono questi ì primi tmdi Ma morte di Zeu- mente veloce. Essa è una del- po gli inglesi si davano alla passi verso la civilizzazione divenne Negus Negesti, le più antiche nazioni del conquista dell Africa e natu- del paese. Dopo la sua morte, assumendo il nome di Hailè mondo. Ha una storia grande, ralmente miravano pure al- a conclusione di gravi lotte, selassìè I. Alla sua incorona- l Etiopia. Si arrivò inevitabil- assume il potere la prima ^.ione presenziarono diploma- mente e delle battaglie dalle principessa Zeuditi, sua figlia. ^ tutte le grandi poten-quali Teodoro usci sconfitto, Ma essa si interessò póchis- e l’Italia gli conferì Yono-e si suicidò. Però qualcosa simo del governo e nominò reficenza fai Collare dell’An- ........... ...... _ dell Etiopia rimase, e Johanes reggente un ras, Tafari Ma- nunziata, lo fece cioè cugino ne, il sapiente sovrano dei IV gli succedette. Pure il suo konen. del re d’Italia. tempi biblici. Nel settimo se- periodo fu molto difficile, poi- Ras Tafari, l attuale Negus, . , , u,on ...................cliè alla pressione inglese si governò l Etiopia come reg- Negli anni dal 1930 alJb aggiunse quella italiana, ente fino al 1930. Egli riusci Hailè Selassie opero Sancii L’Africa attirava Roma, e la a sedare 10 guerriglie inter- riforme nel paese. Nel 1934 prima meta fu la regione Eri- ne, e si potè vedere fin da inaugurò il primo pariamen- __ trea. Gli italiani, infatti, sbar- allora come egli aspirasse ad to, che pur non potendo es-storia dell’Etiopia è in realtà cavano a Massaua nel 1885, accelerare il progresso nel sere paragonato a quelli eu- la storia dei suoi imperatori e due anni più tardi iniziava paese L imperatrice malata ropei, rappresenta l inizio di la prima guerra italo-etiopica. di diabete, ritirata, desiderosa un era di democrazia. Egli Oltre a queste, Johannes do- di pace non lo intralciva. Una condusse inoltre una lotta vette condurre delle lotte pu- delle prime misure prese da strenua, e con successo con- re con le popolazioni sudane- ras Tafari ebbe carattere sen- tro il male secolare dell Aerisi che agognavano alla liber- sazionale. Scoperse che alcuni ca: la tratta degli schiavi, tà. Fu in una di queste che ministri erano coinvolti in Continua al prossimo numero Il Giro di Croazia e Slovenia è giunto alla sua terza tappa Sulle vie di Francia rimangono solo 78 ciclisti OGGI LA CAROVANA arriverà a Capodistria Con la vittoria del Lussemburghese Aldo Bolzan, si è conclusa la prima tappa del giro di Croazia e Slovenia, la Zagabria — Fiume. Di fronte ad un’imponente folla radunata al Dubrovnik, reputata a 20.000 persone, 82 corridori hanno ■ reso il via. La squadra del B. S. K. e gli argentini non si sono presentati all’appuntamento. Già dall’inizio si intravedono i primi sintomi della prossima battaglia. Infatti, a circa due hm., scatta dal gruppo un manipolo composto da Osrečki, Jugo, Lorenzotti Boelhouwers, Bergant, Ročić, Della Santa, Lakovič, Bol-zan, Koroschetz, Metelko. Nessuna reazione alla fuga nel gruppo. Ma, nel frattempo, Bolzan aveva Nelle acque antistanti la ridente spiaggia di Valsantamarina, ha avuto inizio domenica il campionato velico federale 1954, della classe beccaccini, al quale partecipano 23 imbarcazioni appartenenti a sei società. Le prime tre prove si sono svolte domenica e ieri mentre le altre due avranno luogo nella giornata di oggi. Siamo in grado di dare solo il resoconto della prima prova e speriamo che, prima di andare in macchina, ci giungano anche i risultati della seconda prova. Al campionato avrebbero dovuto partecipare sei imbarcazioni della «Velo Club» capodistria-na, ma, all’ultimo momento, per difficoltà di trasporto, il sodalizio locale ha potuto inviarne solo tre e cioè la «Delfin», tim. Fausto Bussani; la «Galeb» tim. Zetto Mario e la «Devin», tim. Kosmina. Le imbarcazioni capodistriane hanno una fortissima concorrenza, rappresentata particolarmente dai beccaccini lauranesi e spalatini che quest’anno sono giunti al campionato con le imbarcazioni del tutto rinnovate e, come la «Orkan» di Cetina, anche di una spanna superiori, per costruzione e leggerezza, alle nostre. Dicono; da ciò si vedrà a prove terminate, che la «Orkan» abbia uno spessore al disotto della tolleranza e in questo caso ... Cetina farà cilecca. Ed ora eccovi un pò di cronaca della prima prova. La partenza viene data pochi minuti dopo le tredici. Le nostre imbarcazioni ritardano già in partenza, per mancanza del secondo segno di riferimento. In testa è la «Orkan» che, dopo la prima boa, gqida il codazzo delle altre 22 imbarcazioni, guadagnando particolarmente... acqua con il vento a poppa, seguita dagli spalatini, dalla «Tajfun» con a bordo il campione federale 1953 Gašpe-rinič, mentre la «Galeb» è al quarto posto e la «Delfin» al sesto. Al giro della seconda boa, con il vento mi poppa, Zetto gira al largo, mentre Bussani stringe più verso costa e mentre il primo giunge in panna, il secondo è aiutato da una leggera brezza. Dqpo un’ottima virata, alla terza boa si porta al terzo posto. Dinanzi al traguardo, al primo giro, transitano per primo Cetina con la «Orkan», secondo Gašperinič con la «Tajfun», terzo Bussani con la «Delfin», quarta un’imbarcazione spalatina e quinto Zetto con la «Galeb». Il secondo giro non presenta spunti di rilievo sino al viraggio del’ultima boa. E’ qui che Zetto, superata l’imbarcazione spalaitina, si mette alla calcagna di Gašperinič e quasi Alla presenza di 10.000 spettatori e con le cerimonie di rito hanno avuto inizio domenica scorsa i giochi balcanici con la partecipazione delle squadre nazionali di Jugoslavia, Grecia e Turchia. Sin dalla prima giornata sono stati superati ben sei orimati e ne sono stati uguagliati tre. Sono stati migliorati i record dei 110 metri ostacoli, dei 1500 e dei 500. piani, mentre quello dei 400 m. è stato uguagliato. E stato pure raggiunto il primato jugoslavo dei 110 ost, ed è stato superato quello greco dei 1500. I turchi dal canto loro hanno superato due records: quello dei 5000 e quello della staffetta 4 x 100 maschile. Ecco i risultati tecnici nella prima giornata di gare; 110 metri ostacoli: 1. Lorger (Jugoslavia) 14”5 (nuovo primato balcanico; primato jugoslavo eguagliato; miglior risultato stagionale in Europa); 2. Kampa-delis (Grecia) 14”8; 3. Batman (Turchia) 15”0; 4. Cerne (Jugoslavia) 15”1. 400 m.: 1. Silis (Grecia) 48”8 (primati balcanico e greco eguagliati); 2. Sabolovié (Jugoslavia) 49”0; 3. Grujič (J) 49”7; 4, Gibak (T) 50”2; 100 m. piani: 1. Jovanovič (J) 10”8; 2. Selvi (T) 10”9; 3. Petrakis (G) 10”9; 4. Benjak (J) 11”0;. 1500 m. piani: 1. Otenhajmer (J) 3’53”0 (nuovo primato balcanico); 2. Onel (T) 3’53”8; 3. Radišić (J) 3’54”2; 4. Ge-ker (T) 3’54”8; 5. Kostantidinis (G); messo in atto la meditata fuga. Nelle vicinanze di Severin na Kupi ave-ve iniziato a pedalare forte, staccandosi nettamente e già al rifornimento di Ravna gora transitava con tre minuti di vantaggio su Ročić ed altri. Osrečki e Van der Weyden partivano subito all’inseguimento, ma sulla vetta di Sisica erano ancora staccati dal lussemburghese di 400 metri. Nonostante i tentativi di riassorbimento, Bolzan ' riusciva a tagliare vincitore il traguardo fiumano e conquistare così la prima maglia gialla del Giro. L’ordine d’arrivo della prima tappa è il seguente. 1. Bolzan Aldo (Lussemburgo) abbuono 3’ im 5 27’45” ; 2. Fior Van dinanzi al traguardo evita di virare, costringendo quest’ultimo a proseguire altre la prima -boa dell’arrivo. Ne approfitta Bussani che taglia secondo il -traguardo, seguito da Gašperinič e poi da Zetto. Ecco l’ordine d’airiivo 1. «Orkan» tim. Cetina Mario di Laurana, 2. «Delfin» tim. Fausto Bussani di Capodistria a 8’27”, 3. «Tajfun» tim. Gašperinič Mario di Laurana a 10*23”, 4. «Galeb» tim. Zetto Mario di Capodistria a 10,31”. Per dovere di cronaca, diremo che la terza barca; eapodistriana, la «Devin» con il timoniere Kosmina, non si è classificata ed è arrivata penultima. In una gara impegnativa come è un campionato nazionale, riteniamo che la società eapodistriana avrebbe dovuto inviare come equipaggio della terza imbarcazione dei giovani più esperti, che entro il sodalizio non mancano. Ecco l’ordine d’arrivo della seconda prova, svoltasi ieri mattina con un vento altrettanto debole: 1. «Tajfun» tim. Gašperinič Mario — Laurana, 2. «13» —- Spalato, 3. «Orkan» tim. Cetina Mario - - Il Comitato direttivo della F. C. J. si è riunito a Belgrado in seduta plenaria. Il presidente della commissione incaricata della formazione e preparazione della nazionale, Branko Pešić, ha riferito sulla partecipazione della nostra rappresentativa ai recenti campionati del -mondo in Svizzera, .nei quali sono venute in luce gravi manchevolezze, ed ha fatto delle proposte per rimediare alla situazione in cui è venuto a trovarsi il calcio nazionale. Nella discussione, a dire il vero, più che sulla formazione e sulla preparazione della squadra, si è parlato. delle manchevolezze contingenti che hanno portato all’insuccesso la rappresentativa jugoslava in questi campionati. Sono state prese così delle decisioni concernenti le mlsu- 3‘55”4 (nuovo primato greco). Getto del peso: 1. Sarčević (J). 80 m. ad ostacoli (F): 1. Babović (J) 12”0. 2. Tuce (J) 12”2; Zanijević (J) 12”6; 4. Arginin (G) 12”8. 500 m. piani: 1. Štritof (J) 14,29”6 (nuovo primato balcanico); 2. Kepi-lar (T) 14’30”4 (nuovo primato -turco); 3. Ilič (J) 14’43”2; 4. Koegil (T) 15’12”0. Giavellotto: 1. Pavlovič (J) m. 63,41; Vujačić (J) m. 62.77; 3. Zirman (T) m. 62.18; 4. Rubanis (G) m.- 60.90. Staffetta m. 4x100: 1. Jugoslavia 41”9; 2. Grecia 42”0; 3. Turchia 43”0 (nuovo primato turco). Dopo queste gare la Jugoslavia conduce con 85 punti seguita dalla Turchia con 46 e dalla Grecia con 45 punti. Salto in alto femminile: 1. Kovač (J) m. 1,50; Tuce (J) metri 1.50; 3. S-vatianu (G) m. 1,45; 4. Sima (J) m. 1,45. La seconda ed ultima giornata ha visto una netta affermazione dei colori jugoslavi. 11 bilancio generale ha visto superare ben dieci primati. Nel complesso i nostri atleti hanno conseguito 15 vittorie, la Grecia 5 e la Turcliia una. E’ stato confermato così il grande progresso dell’atletica jugoslava. Dopo le gare conclusive, la classifica vede in testa la nostra nazionale che Ira totalizzato 187 punti, seconda la Grecia con 116 punti, terza la Turchia con 111 punti. Ecco pertanto resultati della giornata conclusiva: der Weyden -(-Olanda) -abbuono 30” in 5 33’50”; 3. Dur-la-cher Richard (-Stria) abbuono 15” dm 5 34’05”; 4. Petrovič Veselim (Jugoslavia I.) abbuono 1’ im 5 35T1”; 5. Ghiid-ilni Gianni l(lfiallja) ito. 5 3628” ; 6. Wuilenweber Joseph (Belgio) i-n 5 36’35”; 7. Baehllhouweirs Kees (O-1-andia) in 5 36’35”; 8. Lakovič Aleksandar (Jugoslavia 1.) im 5 36’35” 9. R-o-eic Vid (Jugoslavia I.) in 5 36’35”; 10 Jugo Daniel (Croazia) in 5 36’38”; 11. Osrečki Ernia (Jugoslavia II) in 5 38’35”; 12. Collie Ahmed (Partizan) ln 5 38’39”; 13. Sohoenmakers Harry (O-l-anda) in 5 40’25” ; 14. Varga Franjo (Jugoslavia I.) im 5 41’48”; 15. Simon Theo Laurana, 4. «Delfin» tim Fausto Bussani — Capodistria, 5. Spalato, 6. «Galeb» tim. Mario Zetto —■ Capodistria. L’imbarcazione «Devin» tim. Kosmina e floohista Venturini si è ritirata. Al momento di andare in macchina epprendiamo • risultati della HI. e IV. prova svoltesi nei pomeriggio con vento migliore: III. prova: 1. «Galeb», tim. Zetto Mario Capodistria ; 2. Spalato; 3. «Delfin», tim. Bussani Fausto — Capodistria; 4. «13» — Spalato, IV. prova: 1. «Delfin», tim. Bussani Fausto — Capodistria; 2. «Galeb», tim. Zetto Mario — Ca- podistria. 3. «13» — Spalato; 4. Spalato. L’ultima prova si svolge questa mattina c, a giudicare dalla riscossa eapodistriana, l’esito finale dovrebbe cancellare la beffa dello scorso anno. re da adottare, ed è stata nominata la commissione che ne controllerà l’esecuzione. Si è discusso inoltre sul * nuovo sistema di campionato e sulla nuova divisione territoriale in gruppi, zone e sottoleghe. Dietro proposta della Commissione,. il campionato comprenderebbe una Lega federale e gironi di gruppo, zona e sottolega. E’ stato deciso che il 28 agosto si riunisca in assemblea straordinaria la Federazione che deve decidere sui punti discussi. Come detto, la riunione ha avuto inizio con la relazione di Pešić che ha -preso in esame gli aspetti più caratteristici della nostra partecipazione ai campionati del Mondo. Si è constatato clje il calcio intemazionale è in palese ascesa e che pure Metri 400 ostacoli: 1. Kampadelis (G) 51”4; 2. Zupančič (J) 55”; 3. Gibat (T) 55”; 4. Eter (T) 55”6. 200 m. piani: 1. Georg (G) 22”2; 2. Petralis (G) 22”4; 3. Benjak (J) 22”5; 4, Jordanis (T) 22”6. 800 m: 1. Kocak (T) 1,51”3; 2. Depostas (G) l’52”; 3. Vipotnik (J) l’52”4; 4. Kocen (T) l’53”. Disco: 1. Krivokapič (J) 47.10; 2. Jataganis (G) 45.04; 3. Kumadis (G) 44.14; 4. Konjac (J) 43.90. 3000 siepi: 1. Segedin (J) 9T”4; 2. Kekbiner (T) 9T2”; 3. Kosgil (T) 9T7”; 4. Stefanovič (J) 9,22”. Salto in alto; 1. Marijanović (J) 1.88; 2. A-kan (T) 1.88; '3. Nikolič (J) 1.80; 4. Morselos (G) 1.80. Maratona: 1. Škrinjar (J) in ore 2,38’48”; 2. Erturan (T) 2,55,36”; 3. Bosanac (J) in 2,56’104/10; 4. Kaplan (T) 3,11’4/10; 5. Cosić (J) 4,16’1”; 6. Atarkolter (T). Salto triplo: 1. Milovanovič (J) m. 14.60; 2. Radovanovič (J) 14.59; 3. Posos (G) 14.49; 4. Cervesoklu 14,31. Metri 10.000: 1. Mihalič (J) 29’37”6; 2. Ceraj (J) 31’27”; 3. Es-cart (T) 31’28”4; 4. Teodororakic (G) 32’29”. In questa specialità Mihalič ha migliorato il record jugoslavo. Martello: 1. Račić (J) 54.61; 2. Gubijan (J) 54,59; 3. Islender (T) 45,92; 4. Papageorge (G) 45,37. Staffetta 4x400: 1. Grecia in 3’17”; 2. Jugoslavia in 317”; 3. Turchia in 3’24”. (Lussemburgo) din 5 41’48”; 16. Della -S-ainitia iSiUiveirilo -(Jugoslavia X.) in 5 44’53” ; 17. J-eirHie-s Louis (Belgio) in 5 44’53”; 18. K-Ulevski Aleksandar (Jugoslavia II.) in 5 44’53”; 19. Jasic Miroslav isolato- in 5 44’53 ' ; 20! Sleeuw-aiert M-arceii (Belgio) in 5 45T6”. Classifica a squadre 1. Jugoslavia I. (PetroViic, Ro-cic, Varga) in 16 48’21”; 2. Olanda (Vender Weyden, Boshllhoweir, Scho-en-makems) in 16 50’50”; 3. Lussemburgo (B'o-lzain, Simon, Kavser) in 17 06’04”; 4. Belgio (WullenwebeT, Jenes, Sl-eenwaert) in 17 06*44” ; 5. Jugoslavia II. (Osrečki, Kulevski, B. Bat) in 17 15’54”; 6. Italia in 17 21’35” ; 7. Stirila in 17 30’19” 8. -Cro-azia in 17 35’56”; 9. Oapodi-stri-a 'in 17 46’21” 10. -Partizan -in 17 48’05”; 11. Svizzera in 17 50’46” 12. Slovenia in 18 26’25”. il. Tappa: Fiume -Crkvenìca - Abbazìa La semitappa Fiume — Crikvenica, di km. 36, a cronometro individuale si è conclusa come segue: 1. Van der Weyden (Olanda) in 1.1’25”; 2. Ghidini (Italia) a 42”; 3. Petrovič (Jugoslavia I) a l’2”; 4. Varga (Jugoslavia I) a l’22”, 5. Bolzan (Lussemburgo) a l’54”; 20. Javornik (Proleter) a 5’. 38. Bonin, 49. Cimoroni, 50. Brajnik. La semita-ppa Crikvenica — Fiume — Abbazia, di km 54, ha avuto il seguente esito: 1. Sleeuwaer-t (Belgio) in 1.28”3”; 2. Zamboni (Italia) a una ruota; 3. Schoenmakers (Olanda), 4. Petrovič (Jugoslavia I), tutti nello stesso tempo. CLASSIFICA GENERALE 1. Van der Weyden (Olanda) in 8.2’51”; 2. Bolzan (Lussemburgo) a 1T7”; 3. Petrovič (Jugoslavia I) a 2’53”; 4. Durlacher (Styria) a 3’4”; 5. Ghidini (Italia) a 3’39”. Oggi, martedì 27 luglio si correrà la tappa Abbazia — Capodistria, suddivisa in -due semitappe: Abbazia — Pola e Pola — Capodistria. L’arrivo a Ca-podistria è previsto per le ote 17. noi abbiamo molto progredito. Tuttavia la situazione nel nostro calcio è tale da impedirci di ottenere il posto che ci spettava. Si è tenuto a sottolineare che la nostra preparazione è stata condotta nell’unica maniera che consentiva il tentativo di «rinfrescare» gli atleti. Infatti la 1 maggioranza dei nostri calciatori non era in condizioni fisiche adatte per una condotta di gioco normale. La peggiore prestazione, ad avviso di tutti, è stata quella contro la Francia e la migliore quella contro il Brasile. Di fronte alla Germania l’inefficienza del nostro attacco ha raggiunto il culmine. Pešić ha rilevato inoltre che 11 campionato in questione ha servito, se non altro, a -mettere in rilievo le nostre manchevolezze, sopratutto per quanto riguarda la tattica. Ha poi smentito le voci secondo cui i "''stri calciatori non erano -animat' dalla volontà di combattere e non ambivano alla vittoria. Concludendo la sua relazione Pešić ha suggerito alcune misure atte a risollevare le sorti del nostro calcio e che così possono riassumersi: Trovare la forma -per legare gli interessi delle varie società a quelli della nazionale. Attorno alla Federazione bisognerebbe formare un gruppo di specialisti che affronti tutti i problemi tecnici. Bisognerebbe trovare un dirigente federale a cui lasciare carta bianca ed un corrispondente allenatore con una buona schiera di aiutanti. Si dovrebbe arrivare ad un nuovo sistema di premi per i -giocatori nazionali, garantendo loro un riposo obbligatorio di almeno un mese nel periodo estivo ed altrettanto in quello invernale. Inoltre la commissione è del parere che i partecipanti al campionato di I Lega dovrebbero essere ridotti a 12 e la seconda Lega essere -divisa in due gruppi. Sarebbe pure necessario -dedicare maggior cura alla nazionale B ed alla rappresentativa giovanile. Un argomento di particolare rilievo è stato quello di rendere obbligatorio l’uso del campo erboso almeno per le partite di I e II Lega. Alla relazione di Pešić ha fatto seguito una viva discussione alla quale hanno preso parte molti delegati delle varie repubbliche. In tutti si è potuto notare un desiderio di raggiungere la giusta via per fronteggiare la attuale situazione, che si fa di giorno in giorno più preoccupante. Alla fine della riunione è stata fissata per il 28 agosto la riunione straordinaria della Federazione con il seguente ordine del giorno: Cambiamento di sistema -del campiona-natol Nella prima prova del Campionato velico jugoslavo Buona prova dei capodistriani GIUNTI DA BELGRADO 1 PRIMI RISULTATI Hanno issato le bandiere I XIII GIOCHI BALCANICI La riunione sulla situazione del calciò jugoslavo Sono stati stabiliti i provvedimenti da prendere Fissata per il 28 agosto una riunione straordinaria della Federazione PROCEDE A RILENTO IL TOUR sotto un sole massacrante Bobet, il capitano francese, conserva la maglia gialla Setiti-m-ama cruciale questa per il Tour -de France. Già da miairtedì r corso per il-a squadra svìzzera aveva coirnm-aiiàto -a profili-arsi Ila tragedia. Arrivato -alle irampe -dei Pirenei, Passo K-cblet, ha cominciato a cadere impreissic-naniternenfe tanto da giungere -alia scmm-iità del Tourmalot coin venti minuti di distacco -d-ailla testa. Anche Bobet. dal canto suo, -accusava profondi -segni -di stanchezza, mia riusciva, tuttavia, con la sua classe, -a condurre un ottimo -gioco dii. squadra itanto -d-a portare un suo connazionale alla vittoria. Bauvin, l’ottimo regionale, ha -avuto ila isodidiisif-azione -dii veder coronare ili suo isuooesso icdn Ha co-n-qiuiilaba della maglia gialle Ha. Infatti nella stessa giornata pure Waigtmains aveva caduto al -caldo ed - alila stanchezza, arrivando ia:I traguardo pan un ritardo tanto rilevante da soffiarli ili primo posto in classifica. La causa idi questo crollo- generale dei grandi nomi-deve ricercarsi quasi esclusivamente negli sforzi sostenuti sema alcuna regala melile tappe precedenti ed all’improvvisa calura soffocante. Mercoledì. Superate le fatiche pi-meinaJjjh'^ il1 TTour riffr :md’e. -la marcia sulle strade piatite e sulle ondulazioni che portano verso He Alpi. Gli atleti, sollevati -dalle preoccupazioni della moinlbagnia, si sono librati in una corsa velloice e piena di 'brio, lasciandosi trasportare come inebriati nella lunga e facile discesa, ed una volta lanciati, hanno superato ad -andatura sostenuta le -rampe -di Pi-nais, per poi riprendere l’altra veloce discesa sulle magnifiche straid-e di Gers. Hugo K-cblat, dolorante e -sfinito-, dopo--una notte insonne, ha voluto -presentarsi lo stesso alla partenza, ma -q-uesto doveva essere il suo ultima tentativo. Egli si è staccato d-a-I gruppo su una deserta ed assolata strada del Mezzogiorno di Francia, si è -arrestato, -ha appoggiato il capo sul manubrio, privo di forze. IPer poco la vettura della squadra non lo .investiva. Le condizioni del-llasso erano tali da costringerlo a chiedere di venir disteso neilil’ambu-fiamza, Dopo il’abbandoir» dello svizzero, la tappa, Che era proceduta senza rilievi, sembra assumere un-a fisionomia^ approfittando -anche dei notevole -disorientamento della .squadra elvetica. Al 100 km., ad -Orbessan, se la danno a pieni pedali iPrivat, De Bruyne. Stablinski, staccando, il -gruppo di -due minuti. AH’uBCitia da Gimmontu, inseguo-no il -terzetto -a 2’25” Alomar e D-ac-q-u-ay. Dal grosso escono infine Mirando, Dotto e Bergand ohe piombano -sui -due vicini Per ili primato volata sUlt’affollatiasim-a pista di Tolosa. L’olandase De Bruyne. già -chiuso da Privat, passa sulla striscia di riposo e vince nettamente ocin il -tempo -di 5. 19T3”. Il quintetto -degli immediati inseguitori è dominato da -Daeq-uay. Nel gruppo, Darri-gade 1-a spunta su Kiibler. La Tolosa — Millau, di giovedì, ih-a -segnato Ila fine delTeffimera glori-a dea piccolo Bauvin. Esso è stato letteralmente messo a k.o. ed il suo pesto preso saldamente d-al capitano francese B-obet. Ma, ecco dm breve la orolnaca di questa durissima -tappa che- ha visto la vittoria -del vecchio Kiibler. Giiorm-aitia di pieno -sole. Per i primi cento -chilometri, tentativi v-ari -di fuga -con -relativi riassciib-iirnenti. E’ al -117 km. ohe -si verifica il «fattaccio». La maglia gialla Bauvin fora ed è come un segnale -d’assal- SUL CAMPO DI KRANJ Stil - Mladost 1:1 Per le q-uaiifideazioni alla Lega repubblicana slovena -dii calcilo si è svolto -a Kranj un incontro tra le squadre della Stil di Capodistria e ila locale Mladost. L’incontro si è Chiuso in parità con ia risultato-di 1 -a 1. to per il pi-eterne ; ecco le posizioni : Gilltes -a 1’45”, Ruiz -a 2T0”, una frazione di gruppo comprendente -Kiibler e Bobet 5’45”, Bauvin solo a 6T0”, liti grosso a 6’30”. Pri-m-a -del rifornimento di Sainit--Affrilq-ue, Huiz supera Gi-Ites. H -gruppetto con Kiibler e Bobet tran-si-t-a a 1,45” cd ha assorbito Ruiz. La maglia gialla Buvin è a 3’45” -con un gruppo di -sette corridori. 30 km. dopo, il gruppetto imsegui-fbcce ihglhidbte oamptetomiemte di trio di -testa, ed ili ritardo delila maglia gialla oscillila sui sette minuti. iSu-i circuito dii Millau sprint finale: -tira -1-a volata Gemimilani, Kiibler lo passa e sulla dirittura del traguardo vince -netto di -fronte -a Bo-be-t e a O-ck-ars. B-auvin giunge in tempo per -assistere -alla vestizione di Bobet. Dopo le massacranti tappe precedenti, quella -di giovedì può ben considerarsi un-a passeggiata. E’ -qr.c-s;\ un aaaoQo di Vtìoirtimg, che -hia -avuto pierò Barn-ara sor-pnj -a -ài' vedersi ddf.Jìaire li! |fi4 naie dall francese Fo-rlini. Partili da MTlau, 1 78 rimasti in gara pro- cedano calmi in gruppo tanto da segnare un’-amidialtura ridotta. Pochi, -sporadici ed irrilevanti i tentativi di fuga non meritevoli di menzione. E’ solamente nella -discesa su Laingogne che Tolandese Vo-orting scatta via dal gruppo, precedendolo di 200 metri. Al contrailo di rifornimento, BöHiamdese cenita ben 1’ di distacco. Egli n-on desiste, e conduce sino alla -fine, e sua sarebbe stata 1-a vittoria se il francese Porlini non fosse partito al suo inseguimento a 42 km. dall’arrivo. I " due in gara riescono a portare il vantaggio sul gruppo -a 3’36”, e con questo distacco tagliano il traigu-ar-dio di Le Buy. N-el'la volata, il francese, -più fresco, riesce ad avere la meglio su Voorting, Il oa-ldo sempre più soffocante ha cominciato seriamente a sfiancare gli atleti. -La tappa di fine settimana, Le Puy — Lione come del resto Ila -precedente, ha segnato il passo e solamente un piccalo grup, pet-to ha saputo tenere costantemente s-t.aooato il -grosso e, con uno t sforzo fìn-a-le, distanziarlo di 5 mi- i miti al traguardo. IL 27 LUGLIO NELLTSTRIA (Segue dalla 2.a pagina) qucil-a V>eaUi|Eà U 18 gennaio 1945 in combattimento contro i nari-fascisti. All’esumazione della salma ha assistito una massa di cittadini provenienti da Pa-renzo e dai villaggi del comune di San Lorenzo. Nell’occasione il compagno Angel Jurcan, compagno d’armi dell’Eroe caduto ha ricordato brevemente la figura dello Scomparso. In seguito la bara è stata esposta nella sala ardente della sede del comune di San Lorenzo. Tl segretario del Comitato Distrettuale della Lega dei Comlnisti di Pa-renzo, Milan Lovrečič ha parlato sull’opera e sulla figura di questo eroico figlio dellTstria. Alle ore 17 ha avuto inizio la traslazione della salma a Parenzo. Seguivano il feretro oltre due mila cinquecento persone. Il mesto corteo era preceduto da numerose delegazioni dei villaggi e delle cittadine dell’lstria che portavano una cinquantina di ghirlande. uopo rarnvo a parenzo la bara è stata deposta nella sala ardente delComitato Comunale Cittadino Oggi le spoglie di Joa-kin Rakovac verranno tumulate nella tomba monumentale eretta in sua memoria. COOPERATIVA AGRICOLA DI PRODUZIONE 1° MAGGIO ^=RIHF=^= In occasione della Festa della Repubblica Croata, augura nuovi successi nell’ edificazione del socialismo. I L’ UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI DI BUIE si felicita con il popolo in occasione del «27 luglio», Giornata dell’ Insurrezione, auspicando i maggiori successi nella edificazione socialista e rivolgendo un pensiero riconoscente ai Caduti, alle altre vittime del fascismo, ai loro orfani e congiunti. ★ IL COMITATO POPOLARE DISTRETTUALE DI 1 BUIE v 1 augura alla popolazione, in occasione della Festa della Repubblica Croata, successi sempre maggiori nell’ edifica- zi on e del socialismo. »