novi tednik Slovencev videmske pokrajine ČEDAD/CIVIDALE • Ul. Ristori 28 • Tel. (0432)731190 - Fax 0432/730462 • Poštni predal/casella postale 92 Poštnina plačana v gotovini / abb. postale gruppo 2/70% • Tednik / settimanale • Cena 1200 lir št. 33 (535) • Čedad, četrtek, 13. septembra 1990 Sir dibatte sulle aree di confine Ultime notizie sul fronte della legge per le aree di confine. Le modifiche che il sen. Andreatta, presidente della commissione dove é fermo il provvedimento dopo l'approvazione della Camera, vorrebbe apportare, non hanno trovato pieno accordo in Regione. Gli orientamenti di Andreatta prevedono un'area di servizi finanziari e assicurativi a Trieste, una società finanziaria a Udine, contributi economici per le aree montane e iniziative nel settore culturale. In particolare, la dotazione finanziaria ammonterebbe a 7-800 miliardi, dei quali 70 per l'area di Trieste, 420 per la società finanziaria, 140 per le aree montane, 40 per il settore culturale, 40 per il Centro servizi regionali e 70 per la provincia di Belluno. Le reazioni politiche non sono state molto positive: si teme, tra l’altro, un'alterazione delle agevolazioni previste per il sostegno all’economia locale, l'esclusione di Gorizia, le preoccupazione per le norme Cee, ma soprattutto che i tempi di discussione si allunghino ulteriormente. In una riunione esponenti della maggioranza regionale hanno predisposto un incontro con il governo per riproporre il problema e conoscerne le posizioni. V duhu Bevka Velik shod v Zakojci V nedeljo 16. septembra, bo v Zakojci, v rojstni vasi pisatelja Franceta Bevka veliko slovensko slavje, pravi shod Slovencev. Posvečeno bo stoletnici rojstva pisatelja, katerega življenje in delo je trdno povezano s Primorsko in tudi z našo Benečijo, ki je med protagonisti enega od njegovih najbolj znanih del "Kaplan Martin Čedermac". V spomin na Franceta Bevka teče že vso leto cela vrsta pobud. Osrednja prireditev bo torej v nedeljo, z začetkom ob 11. uri, ko bo slovesna otvoritev Bevkove domačije. Slavnostno besedo bo imel pesnik in član predsedstva Slovenije Ciril Zlobec. K slavnostnemu vzdušju tega velikega shoda Slovencev v Zakojci bodo prispevale tudi številne skupine, domači pevski zbori in gledališki umetniki. V drugem delu programa od 17. ure dalje je predviden nastop Ansambla Slaki. V NEDELJO 9. SEPTEMBRA LEP PRISRČNI VAŠKI SENJAM V ČENEBOLI "Iz leta v leto prihaja več ljudi in praznik postaja, kot je to bilo v preteklosti, zares važen moment srečanja te skupnosti, ki je drugače razpršena po Furlaniji in po svetu" je ugotavljal župan iz Fojde Romano Grimaz v nedeljo popoldne v Če-neboli. Tudi on je prišel na Bandimico, eden od dveh sejmu, šagri tele vasi. Slovenci v Čeneboli, ki so bili prisiljeni iti po svetu za delom in to ne le po vojni pač pa tudi po uničujočem potresu iz leta 1976, ko se je vas skoraj izpraznila, te tradicije nočejo opustiti, pozabiti. Celo bi rekli, da jo zadnja leta ponovno oživljajo. In za Bandimico se tudi emigranti vračajo. V nedeljo so se vsi, tudi s sosedi iz črnegavrha in Prosnida, najprej srečali na sveti maši, nato pa beri na strani 4 PARTITE CINQUE LETTERE DI LICENZIAMENTO DALL’AZIENDA A CAPITALE MISTO DI PONTE SAN QUIRINO Hobles, export di personale Con ieri, mercoledì 12 settembre, sono rimasti a casa cinque dipendenti impegnati nel settore delTimport-export. Entro la fine dell’anno se ne andranno altri tre del settore che commercializzava le travi lamellari. Queste sono le dimensioni della riduzione del personale decisa dalla direzione della Hobles, una delle due aziende a capitale misto italo-jugoslavo della zona industriale di S. Pietro al Natisone. Si sa che ogni posto di lavoro in meno nelle valli del Natisone, dove il degrado socio-economico si fa di giorno in giorno più pesante, suscita grosse preoccupazioni. E tanto più sono grandi quando si tratta di un'azienda che aveva visto negli ultimi anni una crescita non solo incoraggiante, ma molto consistente. Ma quali sono le ragioni di questi licenziamenti? Sono dovuti ad un calo del fatturato da 80 a 40 miliardi, moti- Abbiamo visto nei numeri passati che niente é cambiato nelle sorgenti della Slavia friulana ne-9li ultimi anni, che l'acqua é la stessa di una volta, e che la sua Qualità si può definire di prima categoria. Ma allora, ci chiederete perché tutto questo can can, Perché si é montata questa incredibile campagna di allarmismo? forché dietro questo improvviso uteresse per il benessere" degli vato dalla situazione economica della vicina Jugoslavia ed in particolare dalla liberalizzazione del mercato ed alla convertibilità del sloveni della Slavia friulana si nasconde il solito grosso affare. Stanno per arrivare dalla Regione, e forse dallo Stato, decine di miliardi destinati alla ristrutturazione delle reti acquedottistiche locali. Qualcuno si é chiesto: perché lasciare questo affare a questi in- F. B. segue a pagina 2 dinaro che hanno avuto dei contraccolpi sull'attività di import-export. Le organizzazioni sindacali in un loro comunicato, emesso dopo un incontro tenutosi a Udine presso l’Associazione piccole industrie, accusano la direzione aziendale di "improvvisazione ed attendismo, di essere rimasta ancorata ad una dimensione tutta di supporto alle carenze organizzative del sistema economico jugoslavo, rinunciando a sviluppare le sue peculiarità di azienda produttiva". Ferma è la risposta di Margherita Trusgnach della direzione dell’Hobles che abbiamo interpellato sulla vicenda. E' vero - dice -che c’è stata una riduzione del personale impiegatizio ed i dipendenti dell'azienda a tutt'oggi sono 53. E' anche vero però che la produzione, su cui stiamo puntando, si sta sviluppando secondo i piani ed entro quest’anno assumeremo altri 3 dipendenti. Sempre in produzione abbiamo assunto anche segue a pagina 2 E’ TEMPO DI MOSTRE Riabilitare gli Slavi? F ancora in pieno svolgimento la mostra sui Longobardi che già si affacciano sulla scena nuovi “ospiti" del Friuli medioevale. E' la volta degli Unni ed in prima persona del loro condottiero, Atti-la - il flagello di Dio. Si è svolto proprio ad Aquileia, città che gli Unni saccheggiarono, incendiarono e raserò al suolo nel 452, il convegno storico sul tema Attila, flagellum dei? -dove l’interrogativo suppone anche un'intenzione di "riabilitare'' quello che a scuola ci è stato indicato come il più feroce e sanguinario capo barbaro di tutta la storia dell'umanità. L'interrogativo storico riguarda prima di tutto gli Unni, sulle cui origini nel convegno sono stati esposti non pochi dubbi; altro interrogativo riguarda la presunta malvagità del loro grande capo, malvagità che si inquadrava più o meno nelle cattive maniere del tempo,- ma gli apporti scientifici ungheresi hanno trasformato quelli che erano considerati spietati predoni, cioè gli Unni, in artigiani operosi e artisti raffinati ed in gente che - per i tempi che correvano - aveva un sistema sociale alquanto equo. Attila, dunque, fu un capo forte e giusto, che ebbe il torto di scendere in Italia per le sue scorrerie, lasciandosi tuttavia convincere dal papa, armato di una semplice croce, a tornarsene indietro. Nessuna difficoltà, per chi ha del buon senso, di accogliere e condividere la storicizzazione di personaggi e fatti collocandoli P. P. segue a pagina 3 Acqua nelle Valli strano interesse Čista uodica... Srečanje z Venierom na Gorski skupnosti Nomalo dni od tega so se na sedežu Gorske skupnosti Nediških dolin v Špietre srečali predsednik pokrajine Venier, pokrajinski odbornik Mazzola an svetovalec Cudrig, predsednik Gorske skupnosti Chiabudini an odbornik gorske skupnosti Adami. Pogovarjali so se o težavah, ki imamo z vodo tle par nas. Jal so, de bi korlo predvsem potabilizat naše majhane vodovode, pru takuo povezat vasi an ka-mune, ki nieso še, z vodovodom "Consorzio Friuli Centrale". Na dan je paršu tudi problem Arpita. "Če rata kar smo se tle poguoril - je jau Mazzola - ne bo korlo vič ga spejat v Čedad, ku druge studence Nediže an takuo naše rieko bi imeu spet puno uode." Oj le pridi na Bandimico Vaščani so prav toplo sprejeli tudi goste iz Trsta in sosednjih dolin novi SARO JE BIU V ŠPIETRE Studierat na razvoj V Špietre so se tele dni srečali deželni odbornik za industrijo Ferruccio Saro, špietarski župan Firmino Marinig, Bruna Dorbo-lò, Giuseppe Blasetig, Luigino Chiccio, Lucio Vogrig, odborniki telega kamuna an načelnik Občinske liste Nino Ciccone. Guoril so o raznih problemu telega kamuna, pru takuo o Ne-diških dolinah. Špietarski ami-nistratoriji so jal, de bi korlo na-rest še kieki v industrijski coni dol par Muoste, saj samuo če bo dielo blizu duoma se naš judje ustavejo tle doma. Guoril so tudi o športu: korlo bi zazidat 'no telovadnico, ki bi jo lahko nucal te mladi, ki hode-jo v šuolo v Špietar, pru takuo kjer bi imiele suoj prestor športne, rekreacijske an kulturne društva cielega teritorija. Ferruccio Saro je odguoru, de nardi vse kar je v njega močeh, kot je do seda naredu. Una centralina per San Pietro Inquinamento atmosferico, due parole che sono ormai entrate nel nostro vocabolario quotidiano. A dire il vero a noi abitanti delle Valli il problema dell’inqui-namento atmosferico appare come un problema non nostro, ma di quelli che vivono in città, eppure qualcosa sta succedendo anche qui. Certo, siamo ben lontani dai valori che si registrano a Milano, Roma, Genova o, per non andare tanto lontano, nella stessa Udine e fra un po’ sapremo esattamente a che punto siamo. Infatti, un comunicato stampa del comune di San Pietro al Nati-sone ci informa che "con un breve incontro tenutosi presso la sede del municipio è stata data informazione dell'inizio dei lavori per l'installazione di una centralina di rilevamento dell’inquinamento atmosferico nel territorio del comune di S. Pietro al Natisone. Nell'ambito dell'incontro l’assessore provinciale Mazzola ha presentato al vicesindaco Blasetig ed ai rappresentanti della Comunità montana Adami e Cudrig, il progetto della Provincia di Udine realizzato dalla Fiat Ambiente. Il progetto prevede l’installazione sul territorio provinciale di cinque centraline di monitoraggio dell'inquinamento acustico-atmosferico collegate con la sede di Udine in grado di elaborare i dati raccolti. In particolare la centralina di S. Pietro al Natisone, installata all'interno del Piano insediamenti produttivi di Ponte San Quirino, rileverà le condizioni di acidità delle pioggie ed altri dati atmosferici. La documentazione di progetto sarà inviata al più presto al Comune per gli adempimenti formali che consentiranno l'avvio effettivo dei lavori che si prevede saranno ultimati entro i primi mesi del prossimo anno." Personale ridotto: la Hobles risponde dalla prima pagina recentemente, spiega. Per quanto riguarda l'import-export invece stiamo ritornando alle nostre dimensioni. I 40 miliardi sono una realtà consolidata già dal 1987. Poi c’è stato un grande balzo in avanti nel 1988 che ha portato al raddoppio del fatturato. Semmai quello è stato sovradimensionato, frutto sì del nostro impegno e della capacità di trovare i canali giusti, ma anche di una congiuntura favorevole. Ci sono altre riduzioni di personale in prospettiva, abbiamo chiesto alla rappresentante della direzione aziendale, anche sulla scia delle preoccupazioni degli addetti e delle voci che si sentono con grande insistenza nelle valli del Natisone? Margherita Trusgnach respinge con decisione quest'ipotesi. La produzione di serramenti in legno, ripete, va bene e si sta sviluppando. Stiamo cercando di sviluppare ulterior- mente il settore dell'import-export, rivolgendoci anche ad altri paesi. Stiamo già lavorando, per esempio, con gli Emirati Arabi dove esportiamo mobili italiani. C'è poi il settore delle travi lamellari che venivano prodotte in Jugoslavia e che noi commercializzavamo. Anche in questo campo ci stiamo muovendo in quanto non possiamo rimanere legati esclusivamente alla produzione jugoslava. Sono ora in corso delle trattive con una ditta italiana e speriamo, conclude Margherita Trusgnach che vadano in porto. Quando si parla di licenziamenti è ovvio che si parli di aziende in difficoltà. E' così anche per l'azienda di San Pietro al Natisone, che tuttavia dà l'impressione di efficenza, di avere le idee chiare e soprattutto un programma di consolidamento e ulteriore crescita. L'augurio di tutti è che sia davvero così. Acqua nelle Valli, strano interesse dalla prima pagina competenti sloveni? Meglio gestire il tutto da fuori, meglio dalla pianura. Questo é un argomento molto lungo, qui di seguito inizie-remo con il riportare le idee di chi può decidere e una risposta con le nostre ragioni. Venerdì 31 agosto l'ex presidente del Consorzio acquedotto Friuli Centrale, comm. Aldo Pecile, ha spiegato chiaramente cosa ne pensa della Slavia friulana. L'ex presidente inizia polemizzando con l’assessore provinciale Mazzola che aveva risposto alla domanda: "Come mai questo problema é esploso in tale ampiezza solo ora?" "Forse perché le Valli hanno un'entità politica poco rilevante numericamente e nessuno se n'é interessato prima ". Per l'ex presidente questa é una risposta "addirittura sconcertante perché disinformata", perché quello che fece il Consorzio Friuli Centrale "con il determinante intervento finanziario della Regione e della Cee che eroga una cospicua somma a fondo perso, é sotto gli occhi di tutti". Poi "nel 1980 il Consorzio inaugurava, a tempo di record, le fondamentali strutture che ricostruivano, rinnovandole, poten- ziandole ed estendendole quelle distrutte o danneggiate dal sisma". Seguì un periodo di incredibile ottimismo del Consorzio che cercava di imporre le proprie idee e progetti. Con grande sorpresa l'ex presidente si accorse che "fu proprio in quei numerosi incontri che io e non soltanto io constatammo che per il Pojana e per alcuni amministratori locali noi eravamo quanto meno degli intrusi e la nostra presenza era tollerata obtorto collo. Ci furono addirittura battute come questa: ma perché venite qua a disturbarci?". Quindi vengono fatte ampie disquisizioni sulla captazione del-l'Arpit nel comune di Pulfero. I lavori previsti "nonostante le accoglienze di cui sopra e le nuove disquisizioni sull'Arpit, il Consorzio che già aveva dato il via alle opere progettate, portò a termine la grande adduttrice che in direzione ovest-est va dal Molino al Bosso (Artegna) fino a Cividale, diramandosi poi nelle Valli con tutte o quasi le strutture accessorie". Segue quindi l'elencazione degli allacciamenti a questa nuova adduttrice, la sottolineatura di quanto fossero stati bravi gli amministratori che avevano subito P questo progetto e quanto cattivi gli altri. Quindi termina dando bacchettate sulle dita degli amministratori locali che non pensano ad altro che "a gridare allo scandalo e a fare piagnucolose denunce". Amministratori ovviamente di "quella gente" come sbrigativamente ci definisce il commendato-re. "In questi giorni, costrettovi dalla necessità e dal rischio penale del sindaco e quindi su sua richiesta, é approvigionato anche il comune di Drenchia ". Contento il sindaco di Drenchia, solo che si lamenta perché questa decisione (di allacciarsi al Consorzio Friuli Centrale) inciderà finanziariamente sugli utenti. Il comm. Pecile non digerisce: "Insomma la scoperta che io avevo fatto più di tredici anni fa, discutendo di tariffe, era stata quella in base alla quale, se il Consorzio a quella gente l'acqua gliela regalava, non c'erano problemi". A lui interessa poco che l'acqua si poteva avere sul posto senza pagare niente. Così rimane incredulo che a G rimacco si osi fargli presente che una cosa sono gli interessi dei cittadini di Grimacco, un'altra quelli del Consorzio Friuli Centrale. Ecco come la racconta, "ad ulteriore conferma di quanto fin qui narrato e spiegato il succo delle richieste fattemi in un acceso incontro da me avuto, assistito dai nostri tecnici, con alcuni amministratori comunali di Grimacco dell'epoca. C'era fra loro un ingegnere politicamente impegnato che aveva avanzato e sosteneva la richiesta di tariffe differenziate nelle varie zone del comprensorio consorziale, tenendo presente che, sì l'acqua del Friuli Centrale portata nelle Valli costava di più, ma bisognava in esse farla pagare di meno (sic) perché gli abitanti di esse non vivono in un contesto socio-economico che può dare i vantaggi di aree urbane o comunque di altri centri più sviluppati. Non ci fu verso di fargli capire che quest'utopia era impossibile e pericolosa.... ". E così avanti sempre nell'ottica del Consorzio Friuli Centrale. (segue) F. B. “E’ una decisione legittima” In risposta a Mattelig sulla conferma dell’assemblea provinciale della Skgz Rožca med rožcami Špietar rase: od 23. vošta imajo še adno butigo V Špietre imajo od 23. vošta butigo, kjer predajajo rože. Dar-ži jo liepa deklica iz Puoja, ki pa živi v Špietre, Barbara Blasutig. "Fioreria" je v hramu, kjer je bla ankrat papirnica Fulla, par-bližno na vred špietarske cier-kve. Takuo, če muorta kieki šenkat kajšnemu, rože gredo ni-mar pru an go par Barbari jih ušafata vsake sorte. Kar se tle par nas rodjo takale inicjative se muormo nimar vsi veselit, zatuo Barbari želmo, de bi imiela puno uspeha, šučeša v nje novim diele. Cara direttrice, adotto la forma epistolare per non coinvolgere il giornale in una discussione sulla leggittimità o meno dell'assemblea provinciale dell'Unione culturale economica slovena tenutasi a Cividale a fine luglio. La questione è stata sollevata con la lettera al giornale di Renzo Mattelig: a suo giudizio quella assemblea sarebbe stata statutariamente incompetente ad assumere delle decisioni e di conseguenza le conclusioni, cioè la conferma del direttivo, illeggitti-me. Andiamo per ordine. La riunione era stata convocata per decisione unanime del direttivo dimissionario con all'ordine del giorno l’elezione di un nuovo presidente e di un nuovo direttivo, e - secondo alcuni - la discussione prioritaria dei criteri per tale elezione. Come in riunioni precedenti, che hanno inaugurato una prassi tendente ad allargare il gruppo dirigente responsabile, nessuno fra i presenti (17 su 29, con 6 assenti giustificati) ha contestato la competenza e la leggittimità dell'assemblea così riunita. Anzi, l'assemblea è entrata nel merito dell'ordine del giorno e Mattelig ha espresso la sua contrarietà all'elezione del presidente ed ha proposto quindi il rinvio dell'elezione fino a settembre. Tralascio molti particolari e le mie personali considerazioni per sottolineare che quella proposta, a mio avviso, era opportuna, sensata e leggittima (ed io mi ci sono associato) e sono convinto che tale era anche per chi la proponeva. In caso contrario bisognava non proporla e sollevare la questione deH'incompetenza dell'assemblea. Invece Mattelig ha anche accettato che la sua proposta venisse posta ai voti. E qui entra in gioco la mia responsabilità (ed è questa l'unica ragione di questa mia lettera), avendo proposto un emendamento che prorogava il rinvio dell'elezione dei nuovi organi direttivi alla prossima scadenza congressuale, cioè a dicembre. Il voto che è seguito ha accolto sia la proposta di rinvio di Matte- lig che il mio emendamento, giusto o sbagliato che fosse (tutto è discutibile). Questa è la mia conclusione: se è legittima una decisione, lo è anche la seconda. Nell'uno e nell'altro caso, infatti, è stato il medesimo organismo a decidere ed i presenti in ogni caso erano più di un terzo dei membri eletti, nonostante fossero usciti alcuni colleghi (5) nel corso dell'ultima votazione. Può non piacere (e a me non piace e perciò mi auguro che il congresso elabori ed approvi radicali riforme statutarie), ma le regole per ora sono queste e vanno rispettate. Per non lasciare ombre sulla questione, aggiungo che, se viene negata la leggittimità a quella assemblea, ogni decisione (contrariamente alla prassi da tempo adottata) tornerebbe al consiglio generale regionale, sulla base di una proposta dell'attuale comitato provinciale già dimissionario. Di questa procedura io non vedo però i pregi ed i vantaggi. Paolo Petricig V POLOVICI OKTOBRA BO NA LIESAH 18. SENJAM BENEŠKE PIESMI V pesmi je življenje Pomlad je šla mimo, poletje tudi. Sejma beneške piesmi na Liesah, ki že 17 liet nam oznanja, de se je pomlad -in z njo življenje - vrnila v Benečijo, v naše njive in senožeta, v vasi in družine, pa ni bilo. Kaj ga misli kulturno društvo Rečan opustiti? Ali je morda tala iniciativa rata-la prevelika zanj, organizacijsko in finančno preveč zahtevna? so se nekateri spraševali. Nekaj resnice je v tem, saj je pevska prireditev že od nekaj let sem dejansko presegla okvir delovanja posameznega društva. A na Lesah še zdaleč ne mislijo Sejma beneške piesmi opustiti, glih narobe. Stalna skrb domačega kulturnega društva je pobudo kar se da izboljšati in obogatiti. Tako se letos XVIII. Senjam predstavlja popolnoma v novi luči in obliki. Posvečen bo slovenski nabožni, cerkveni pesmi, kar se bo nenavadno zdelo samo tistemu, ki zgodovine grmiškega društva in pevske prireditve ne pozna. Že tretji Senjam beneške piesmi, ki je bil leta 1973, je imel kot temo cerkveno pesem. Potekal je pod geslom "Piejmo vsi kupe" in na njem so sodelovali zbori iz Marsina, Tapoluo-vega, Svetega Lienarta, in z Lies pevski zbor Rečan, moški zbor Rečan in mladinski zbor. Takrat je bilo predstavljenih 10 pesmi. Letos se torej kulturno društvo Rečan spet navezuje na del svoje tradicije. Senjam beneške piesmi bo letos oktobra, v nedeljo 14., v cerkvi na Lesah. Kot vse kaže bo velika in zanimiva prireditev, na kateri bo sodelovalo več kot deset cerkvenih pevskih zborov, ki bodo predstavili nove pesmi in bojo tudi tekmovali med sabo, čeprav gre v nekaterih primerih tudi za priložnostne pevske zbore. Tokrat bo tudi uspelo društvu Rečan, če se ne bo kaj na koncu zapletlo, uresničiti star načrt, željo povezati vse Slovence videmske pokrajine. Na letošnjem sejmu naj bi sodelovali zbori iz vsega obočja v videmski pokra- jini, kjer živimo Slovenci od Kanalske doline, preko Rezije in Terske doline, z zboroma iz Barda in iz Tipane, do Nadiški dolin, kjer je teh pevskih skupin največ. Prireditve, naj bi se udeležil tudi en cerkveni pevski zbor iz sosednjega območja Kobariške. Čez en mesec bo torej na Lesah, v cerkvi in telovadnici velik kulturni praznik, ki pa bo obenem tudi pomemben shod, srečanje vseh Slovencev aktivnih na kulturnem področju pri nas, kar bo nedvomno pritegnilo širšo pozornost. Poleg umetniškega in kulturnega programa letošnjega sejma, za katerega tudi tokrat skrbi v prvi vrsti Aldo Klodič, so torej tu tudi velike organizacijske priprave zato, da bi na najboljši način sprejeli vse naše prijatelje. Tudi o teh vprašanjih je bil govor na zadnji seji društva, prejšnji teden, na kateri so obravnavali tudi druga področja delovanja še posebej skrb za študirajočo mladino. Anche gli Slavi vanno riabilitati dalla prima pagina cioè nel luogo e nel tempo in cui si sono svolti, in modo di riportare il termine barbaro al significato di straniero o meglio ancora di popolo che parla una lingua diversa dalla propria, a prescindere dunque dal livello culturale e dall'indole. Con questo scritto mi faccio carico però di avanzare, con tutta timidezza, la candidatura alla "riabilitazione", con tanto di convegno e mostra documentaria e storica, di un altro popolo barbaro, cioè dei nostri antenati, gli Slavi. Indubbiamente si troverebbero molte cose da dire su questi nostri diretti antenati, sia nel male che nel bene, ma è a loro che dobbiamo la nostra identità, la nostra lingua e il fatto di essere qui in Italia, come moderni Sloveni - parte del mondo slavo. C'è anche da considerare che buona parte dei barbari venuti in Italia, colleghi dei nostri antichi Slavi - gli Unni, i Longobardi, ecc. - sono scomparsi, inghiottiti da popoli più grandi e più forti, assimilati da culture e società più vi- Un opuscolo a più voci per conoscere le Valli Il circolo culturale ambientale "Il Castagno" di Cravero ha fatto stampare recentemente un opuscolo dedicato alle valli del Nati-sone. Il modello richiama chiaramente quello dell ’Invito per amici" a Cividale e alle valli del Na-tisone redatto dall'Azienda autonoma di soggiorno e turismo della città ducale. Si tratta infatti di una raccolta di scritti su vari aspetti riguardanti le nostre vallate, una presentazione per molti versi interessante, soprattutto perché a più voci, della nostra realtà dedicata in particolare a chi, da ospite, intende conoscerla per la prima volta o comunque approfondirne la conoscenza. Tra i temi presi in considerazione, buon spazio é stato dato a quelli culturali (con lingua, tradizioni, religiosità in primo piano), ambientali ed economici. Conclude l'opuscolo un utile elenco di alberghi, locande ed altri luoghi pubblici, oltre a notizie sulle principali produzioni a carattere cooperativistico e di gubane. CIRCOLO CULTURALE AMBIENTALE “IL CASTAGNO” da conoscere La copertina dell’opuscolo La Lipa Vinvito a Ve la ricordate, la bella tavola imbandita dello scorso anno, con le skliede fumanti di tanti nostri piatti tradizionali? Considerato il successo riscosso con l’iniziativa, un vero e proprio "Invito a pranzo nelle Valli del Natisone" organizzato dalla cooperativa Lipa di S. Pietro al Natisone, superando non poche difficoltà, ma anche ricordando con piacere il notevole afflusso di turisti nelle nostre vallate avvenuto lo scorso autunno, afflusso dovuto proprio all'iniziativa, si è pensato bene di riproporla anche per questo autunno, e precisamente nei giorni 14, 21 e 28 ottobre e 4 e 11 novembre. In una riunione con i ristoratori delle Valli, svoltasi a San Pietro martedì 11 settembre, é stata sottolineata l’importanza di questa iniziativa, che dà l’opportunità a tanta gente di far conoscere le nostre valli in una maniera nuova, che però si rifà al vecchio: accostandosi cioè alla cucina tradizionale, proponendo piatti che fanno parte di una cucina povera come ingredienti, ma molto varia e con l’antico sapore delle cose buone. Come avvenuto lo scorso anno, chi accoglierà l’invito della cooperativa Lipa e dei ristoratori pranzando in uno dei locali proposti avrà una tipica ciotola in ricordo, la sklieda. L’iniziativa farà parte di una serie di manifestazioni che avranno luogo in occasione della ormai tradizionale mostra-mercato della frutta e del miele a San Pietro al Natisone, e si protrarrà fino alla chiusura della mostra sui Longobardi a Cividale. Va inoltre ricordato l’impegno della Comunità montana delle Valli del Natisone, che vuole proporsi come punto di riferimento per coordinare le iniziative che si svolgeranno nel mese di ottobre. Lo scorso anno qualcuno di voi si è... mangiato le dita perchè aveva trovato il tutto esaurito nei locali aderenti all'iniziativa. Bene, è arrivato il momento di rifarsi! Non dimenticate, dal 14 ottobre ali li novembre, ogni domenica. cili. La loro stessa lingua è scomparsa. Di loro rimangono reperti archeologici, talvolta documenti ed oggetti artistici. Noi invece siamo ancora qui, alle soglie del duemila e quindi da più di mille anni, con la nostra lingua, le nostre usanze e la nostra cultura di gente povera, che non ha raggiunto (almeno qui) le raffinatezze di un Alboino o di un Attila, ma che è tuttora in vita. Adattandosi alle pieghe del tempo, coltivando i propri campi-celli, costruendo le proprie chiese e organizzandosi in maniera razionale, la comunità slovena del Friuli è dunque un reperto vivo in grado di offrire notevoli dati per la propria "riabilitazione" storica. Dopo la riuscita mostra di Lubiana del 1986, c era il progetto di rielaborarla e portarla a Udine. Parte del lavoro è stata fatta, sotto la direzione di Valentino Simo-nitti. Cera l'adesione dell'Università di Udine e l'aiuto della Provincia. Perchè non riprendere il progetto? P.P. Staro orodje: poskarbeu je barski muzej V zadnji številki Novega Matajurja smo napisal o liepi manifestaciji, ki je bla celo poletje an še bo do konca oktobra v Bertinoro, miestace dol v Emiliji Romagni. Napisali smo, da ta manifestacija je bla lietos posvečena vsem italijanskim jezikovnim manjšinam, sevieda, tudi nam Slovienjam, ki živ-mo tle v Furlaniji-Julijski krajini. Na razstavi imamo tudi mi naš kotiček z nošami iz Tržaške, z blumarjem iz Črnegavarha, s pustom iz Ru-onca, z maškero iz Učeje an z nekaterimi starimi posodami. Napisal smo bli, de za tuole sta poskarbiela_ Študijski center Nediža iz Špietra an Narodna an študijski knjižnica iz Tarsta. Se nam pari pru poviedat, de posebno za kar se tiče stare posode je sodeloval tudi Etnografski muzej iz Barda, edini muzej Slovie-nju videmske pokrajine. 32 - LA PROIBIZIONE DELLA LINGUA SLOVENA NELLA VITA RELIGIOSA DELLA SLAVIA FRIULANA Un popolo apparso migliore delle sue guide Ma com'é possibile che Nogara idealizzi uno dei momenti più bui della società contemporanea, minacciata da una crisi economica senza rimedio? Quella povera gente non aveva pensieri, perché aveva lo stomaco vuoto; tanto é vero che Mussolini, perverso stratega, offre gratuitamente da mangiare e bere, sottraendo ogni residua illusione che quelle teste potessero pensare da sé. Era la stessa meta cui tendeva la scelta di Pio XI, quando optò per il fascismo piuttosto che per un’infida democrazia. La dittatura é riservata, la democrazia é priva di ogni pudore: tutti parlano, pretendono di sapere e di conoscere, di sindacare e di chiedere conto a carte scoperte. Se Mussolini recuperava l'adesione, approfittando della caduta sussistenziale, la Chiesa si inseriva in perfetta sintonia nello stesso contesto, riproponendo l'impotenza sostanziale dell'uomo, colpito dal peccato originale, e ribadendo perciò la sua indispensabile mediazione. A questi due or- dini restituiva salute la malattia mortale del popolo affamato. Alla conclusione della festa viene stesa un'artistica pergamena per il Duce: "Le popolazione delle Alte Valli del Natisone, fluenti presso Cividale romana, che, quinci nei secoli da Venezia da Roma ogni conforto attrassero, ogni luce di civiltà, nell’adunata prima dei loro fasci di combattimento, in segno di riconoscenza devota al Duce d’Italia offrono il loro proponimento in questa rinnovata aurora della Patria fermissimo unanime che anche nell’uso della patria favella, ognora più sia manifesta e risplenda, la loro italica fede, già sui campi di battaglia senza defezione provata (1). Ma il clero sloveno era convinto di questi sproloqui, propri o dettati da inadeguati mentori nel peggior vezzo retorico ed anticulturale del tempo? La sincerità e la convinzione, come frutto di una libera coscienza, certamente mancavano, ma si accompagnavano ad un'impotenza di pensiero e ad un’acquiescenza verso il fascismo da suscitare per lo meno sorpresa. Quel clero, e molto più quella gerarchia che dimostrava la sua indifferenza ai sistemi politici purché le garantissero condizioni di privilegio, sono semplicemente incapaci di cultura, cioè d’interpretare i segni dei tempi, proprio per essersi indentificati con un potere, con una cultura ed una funzione sociale tipici di un'epoca storica che, nella sua esigenza di assoluti e di assolutizzazioni, aveva dato un volto fossile al cristianesimo, confuso con l'immutabili-ta dogmatica. Questi uomini non soffrono di contraddizione perché prima di tutti sono uomini dell’istituzione, sono forme vuote, maschere, cui il popolo guarda solo con paura o indifferenza. Si canta, s inneggia, si mangia e si beve: il popolo alla sua morte contadina, 1 a ?aLsuo inglorioso tramonto. Anche il testo di questa pergamena é tratto dal Libro storico di siz m edizione originale, cui il Cuffolo fa precedere il seguente titolo: "II0 Commedia”, inserito posteriormente. Il racconto prosegue: 'Ha parlato quindi il Segretario Generale Fumei che ha parlato superlativamente bene dell'eroismo di questo popolo in guerra e del patriottismo in pace. Lo stesso ha fatto S.E. il Prefetto che inoltre ha ringraziato i sacerdoti per il loro intervento e special-mente il Parroco di San Leonardo per le belle parole. In seguito tutte le organizzazioni sono sfilate dinnanzi al Prefetto e alle gerarchie (anche i sacerdoti hanno marciato con orgoglio), per ammassarsi poi su di un prato per il rancio; anche ai sacerdoti fu offerta una pagnotta, una scatoletta ed un bicchiere. La grande adunata, date le circostanze ed i luoghi, ha avuto grande significato politico. Ne hanno parlato diffusamente tutti i giornale ed é stata (la relazione, ndr.) trasmessa dalle stazioni radio italiane"(2). Finalmente si parla della Slavia e con grande risalto nazionale. Le belle notizie che esaltano gli animi e cementano l'intesa clerico-fa-scista meritano il più alto rilievo. Avremmo gradito una qualche eco del biblico "super flumina Ba-bilonis”; ma gli slavi questa volta non sono stati all'altezza di tanta epopea. Tra le rive dell’Erbezzo scorre un rigagnolo ed i profeti non valgono l'asina di Balaam (3). Se si rivendicano certi ruoli storici bisogna saperli onorare anche a caro prezzo e non tentare di cambiare le carte a gioco finito nel tentativo maldestro di coprire in ogni caso uno stato d’animo genuino a vantaggio di un ruolo d’attori. L'essere veri nella miseria conta molto di più che l'apparire superiori. Il popolo questa volta, nella sua indifferenza, é apparso migliore delle sue guide. Faustino Nazzi Note: 1 - Libro st. Lasiz, ed. orig., 25-2-1934 2 - Ivi. 3 - Num. 22, 21-35 Dieci sonisi per Canebola Un gruppo di bambini sloveni di Trieste vi ha soggiornato dal 2 al 9 settembre Se himna Potujočih Potepačev POTUJOČI POTEPAČI najbolj smešni razgrajači so se od daleč pripeljali, da z otroki bi se igrali. Potepači potepuhi niso slepi, niso gluhi, če prijat'le pridobijo dobro voljo pomnožijo. Potujoči potepači najbolj smešni razgrajači, so FERRARI si zgradili, da bi udobno potovali. Danes so se v CLAP mudili, se po cesti veselili in so kmalu kres sežgali in še jabolke nabrali. Potujoči potepuhi so v Čedadu postali gluhi, ko po mostu so hodili so hudiča razjezili. V petek sreče niso imeli saj so v dežju ves dan peli in karkoli so počeli kregati so se začeli. Potepači potujoči gredo okoli še ponoči in tako še časa ni, da bi se stuširali. In prišla je še nedelja v vasi polno je veselja, z vami dobro smo se imeli to bi radi vam zapeli. Ta pesmica, ki je himna Potujočih potepačev, opisuje važnejše trenutke, ki so jih preživeli otroci in animatorke med nepozabnim letovanjem v Čeneboli. Zadnja kitica je posvečena vsem prebivalcem te vasi, ki so nas sprejeli z veliko toplino, ki so omogočili, da smo se počutili kot doma' in s tem seveda bistveno pripomogli, da je ta izkušnja uspela. Hvala in nasvidenje (upajmo) naslednje leto. NA PRISTNEM IN PRISRČNEM PRAZNIKU V NEDELJO V ČENEBOLI NA POBUDO ZSKD TUDI SKUPINI IZ TRSTA Bandimica ni samo s prve strani v procesiji s kipom Matere Božje in seveda ob kioskih pod visokim "turmom ". Procesija okrog vasi je vsako leto lepo doživetje, na katerega se več časa pripravlja vsaka družina in še najbolj gospodinje, ki skrbijo, da je vse čisto in da so ob poti, koder gre procesija, na vsakem vogalu in pred vsakim oknom majhni "oltarčki" s cvetjem in najlepšimi prtički. In tako je bilo tudi v nedeljo. Procesijo so po stari tradiciji-odprli moški, sledili so križi iz sosednjih krajev, kar simbolizira povezanost, prijateljstvo med sosedi, nato je bila godba na pihala. Pred kipom Marije so hodile majhna dekleta. Imele so košarice polne čvetja in ga raztresale po poti. Za kipom so hodile ženske. Vsi so se potem vrnili v cerkev, zmolili so zadnjo molitev in se lepo, v domačem jeziku poslovili od Marije. V nedeljo se je v Čeneboli zbralo izredno veliko ljudi in je bilo prav ganljivo slišati, kako je močno odmevala naša "Lepa si, lepa si roža Marija...". Slovenska pesem je tu še doma. Potem se je praznik nadaljeval na trgu pred župnjiščem, kjer smo srečali dosti prijateljev, tudi iz bližnje Tipane, in našega starega znanca, prvega predsednika Zveze beneških emigrantov Marka Petriča. Njegova življen-ska pot, podobna večini moških njegovih let v Čeneboli, je bila vse prej kot lahka. In danes Marko Petrič hodi šele služit vsakdanji kruh v tujino. Moral se je preseliti v ravnino, kjer si je uredil stanovanje. Ko se le da pa se vrača v lepo, rojstno Čene-bolo, popolnoma obnovljeno po potresu, ki se močno in ponosno dviga nad furlansko nižino, ni pa imela v preteklosti (in še danes je nima) moči, da bi zadržala doma svoje sinove, da bi jim nudila vse kar potrebujejo za preživetje. Čeprav se tudi tu zadnje čase nekaj le premika. Na vaškem "placu" je bil v nedeljo popoldne tudi kulturni program. Najprej so zaigrali in zapeli otroci skupine Potujoči potepači, ki so preživeli teden dni v Čeneboli. Prišli so s Tržaškega prvič, na pobudo Zveze slovenskih kulturnih društev, in ljudje so jih zelo toplo sprejeli. Vabili so jih tudi naj spet pridejo. "Počutili smo se kot doma - je med drugim dejala Nives Košuta v imenu pisane in živahne skupine - in prihodnje leto bi se res lahko vrnili". "Oj le pridi... " so nato pod "gankom" začele peti ženske fol-korne skupine "Stu ledi". Njihov program so ljudje poslušali z velikim veseljem. In niso samo poslušali. Pri vsaki narodni pesmi, ki so jih starejši ljudje poznali, so tudi pomagali. Bil je pristen, prisrčen vaški senjam, tak ki ima še vedno v sebi vonj po domu, po prijateljstvu, po spoštovanju vsakega človeka do samega sebe in do drugih. Una breve visita al nostro giornale... ...e uno spettacollno, a Canebola, nel giorno di testa "Qui i primi insediamenti umani risalgono al 1300, con la venuta degli sloveni. Nel 1320 Canebola fu per la prima volta menzionata ufficialmente. Nella seconda metà del 600 furono contati 590 abitanti, che divennero 700 un secolo più tardi, fino ai 900 del 1850. Nell'ultimo secolo migrazioni, guerre ed infine il terremoto hanno portato, lentamente ma in modo costante, all'attuale situazione. Oggi Canebola ha circa 180 abitanti". Così Rino Petrigh, un signore nativo del luogo che ora vive a Fae-dis, ha raccontato, anche se qui trascriviamo in modo succinto, la storia di Canebola ai dieci bambini sloveni di Trieste giunti il 2 settembre in questo paese che sovrasta Faedis, lungo una strada che porta ad un'altra vallata, quella del Natisone, passando per Montefosca. Canebola é un paese quasi rimesso a nuovo, con molte case costruite da poco, nelle quali risalta il colore dolce del legno. Attorno, poi, tanto verde. Siamo andati a trovarli, la scorsa settimana, questi bambini. Con loro ci sono tre ragazze, Nives Košuta, Vera Gulič e Jasna Tomšič, che fanno parte dei 'Potujoči potepači", un gruppo di animatori che porta il proprio spettacolo per bambini sulle piazze del triestino, e che ogni anno organizza questa breve colonia. A fare loro da gui- d’altronde, é qui parlato da buona parte della gente. I bambini non si annoiano. "Molta importanza é stata data -dicono le tre ragazze - ad un modo di vita comunitario, in modo da coinvolgerli, far loro prendere delle decisioni, farli gestire il proprio tempo: eleggiamo ogni sera un comitato, nel quale cinque bambini hanno il compito di svolgere, il giorno dopo, le funzioni di sindaco, giudice, giornalista, fotografo e vigile ". E quando il signor Rino ha raccontato loro che una volta, nelle vicinie slovene, esisteva la figura del župan, eletto dai capifamiglia del comune, si sono sentiti subito più importanti: anche loro avevano un župan. Escursioni, passeggiate, giochi di società, letture impegnano i bambini durante la giornata. E hanno il tempo di fare qualche visita particolare, come quella fatta venerdì scorso al nostro giornale. La loro permanenza a Canebola é durata fino a domenica 9 settembre, giorno della festa della Bandimica, così da poter vedere i preparativi e poter partecipare ad un momento d’unione e di allegria per la gente del paese. Che, per una settimana, si é sentita più numerosa: c’erano dieci bambini in più. Michele Obit il gruppo di bambini sloveni con le animatrici da a Canebola, quando ne ha il tempo, c'é Ado Čont, conosciuto per il suo lavoro al Patronato Inac di Cividale, che quassù é di casa. Sono le ragazze a spiegarci la scelta di Canebola, dove tutti i bambini sono arrivati per la prima volta. "Ci piaceva l'idea di portare dei bambini di Trieste, di una città, in un paese, dove c'é un diverso tipo di vita. Canebola ci é piaciuta subito, anche per merito della gente del posto, che ci é molto vicina. D'altronde, abbiamo avuto fin dall'inizio l'impressione che saremmo stati bene accetti". E ci raccontano, ad esempio, di un episodio. Il primo giorno gli abitanti del posto li salutavano: "Buongiorno". Ma, sentendosi rispondere "Dober dan", hanno iniziato anche loro a salutare in sloveno. Un modo per la gente di dimostrarsi sensibile nei confronti di questi bambini, ma anche di risvegliare in sé il senso di appartenenza ad una cultura. Il dialetto sloveno, Naše tradicionalne slovenske pesmi ne moreš le poslušati Tu mimo gre procesija Bandimica je najlepšl senjam za Čenebolo An Dreka ni pozabila nje duhovnikov V DVIEH TOPOLUŠKIH DRUŽINAH SO SE ZBRAL AN OBJEL VSI BRATJE AN SESTRE “Smo vsi tam doma” Roženca, narguorš senjam v Dreki, pri Devici Mariji, je bila lietos še posebno liepa, svečana vesela an ganljiva. Farani an kamunska aminis-tracion - an njim so se doložli še številni Drejčani, ki žive dol po Laškem al pa drugod po Italiji -so napravli velik praznik za dva srebmomašnika, za Dionisia Ma-teučiča an za msgr. Marina Qua-lizza. Parvega duhovnika so že-liel počastit zatuo, ki je domač, Belihov iz Pacuha, drugega pa ker ga imajo za svojega, saj hodi ob nedeljah če le more mašavat v cierku Device Marije. Senjam se je začeu s sveto mašo, na kateri se je zbralo zari-es puno ljudi. Darovala sta jo dva duhovnika skupaj z monši-njorjem Birtičem, ki je zda kalu-nih v čedajškem kapitolu, je pa biu lieta an lieta dušni pastir v Dreki. Na maši je posebno le-puo, ubrano, pieu cerkveni pevski zbor, ki je na žalost le malo-kakert takuo številen kot je biu za Roženco. Potle so se ljudje zahvalil dvem duhovnikam za dielo, ki ga opravljajo že 25 liet. V imenu vsieh je Beppi Namor-Šiučcju izročiu Dionisiu Mateu-čiču uro. Glih tako darilo je iz rok Gabrielle Trusgnach-Pitažo-ve prejeu msgr. Qualizza. Po maši so se ljudje nazaj sti-sinli okuole svojih gaspuodu, v veseli atmosferi na rinfresku, ki ga je šenkala kamunska aminis-tracion. Vse je bluo napravjeno za de bi biu v sienci pred cier-kujo. Za stran slave ure so se pa muorli ljudje "skrit", zateč v karminsko salo. Tu je šindak Zuf-ferli dau vsem trem duhovnikom v spomin plaketo, targo od kamuna. Msgr. Valentin Birtič je pa prebrau piesam, ki jo je biu napisu mlademu Dionisiu 25 let od tega, ko je biu posvečen za duhovnika. ■M N h Žnidarjovi bratje an sestre... Kar vam seda napišemo se je zgodilo v dvieh topoluških družinah, vemo pa, de tudi po drugih vaseh bi nam imiel kieki podobnega za poviedat. Mama Pepa Mlinarjova an tata Pepo Žnidarju, obadva iz Topoluovega, sta imiela osam otruok. Te parvi, Berto, je biu šu za sudata v Rusijo an gor je umaru. Te druz, od te parvega do te zadnjega, so vsi šli po svi-ete. Kajšni so se varnil damu, drugi ne. Cajt je šu napri an zadnji krat, ki sta se vsi kupe uša-fal je bluo, kar se je lieta 1957 brat Miljo poročiu z Romildo. Od tekrat je šlo napri 33 liet. Lietos so se spet vsi kupe objel. Za lepuo praznovat so šli na dan Rožince na kosilo v Dolenj Tar-bi vsi kupe, bratje an sestre, ku-njadi, kunjade, navuodi. Muormo še poviedat, de velika Žnidarjova družina pruzapru ni bla nikdar zbrana vsa kupe, saj kar je šu te narstariš Berto v Rusijo, kjer je ostu, se je rodiu te narmlajši, Vittorio. Tele reči so se gajale po naših družinah. Po kosile so Žnidarji nardil tudi fotografijo. Od čeparne pru-oti te pravi je Nadalja, ki živi v Avstraliji, dol je zapoznala ad-nega moža iz Bassano del Grappa an ga poročila 25 liet od tega an takuo je lietos Mario (takuo mu je ime) parvi krat zapoznu njega kunjade tle doma. Blizu Nadalje je Vittorio, živi v Švici; potlè je Renzo, ki je puno liet preživeu v Švici, dokier se ni varnu damu z ženo Lidio Balen-tarčicjovo, seda živta v Seuci. Blizu njega je Ernesta goz Mi-zerta, potlè je Marcella, uduova Berta Plauha iz Zverinca, ki živi v Avstraliji, ta par nji je Miljo, ki živi v Topoluovem, kar je biu mlad je an on dielu v Belgiji an v Švici; ta zadnja je Alma, ki živi v Avstraliji. Poročena je bla z Brunam Katarinčnim iz Zverinca, ki nas je šele mlad zapus-tu. ...an Na-Varte-tih Tudi Na-Varte-ti so se vsi kupe objel po 30 obiunih liet. An oni so lepo praznoval telo parložnost an nardil fotografijo za spomin lepih dnevu, ki so kupe preživiel. Te parvi, s stak-lenco v roc je Gidio, ki živi v Belgiji, potlè je Elvira, ki je šla za neviesto Čeh Jakopinam v Konauc, blizu nje je Lidia, ki je bla oženjena s Serafinam Pau-karjovem, potlè je Romilda, ki živi v Oblic, Romano, ki je v Švici an na koncu je Aurelio, ki živi v Topoluovem. Njih maina je bla Minca taz Mašer, njih tata pa Vicenc Vanacu goz Topoluovega. Kar sta se poročila sta bla šla obadva gor h Na-Varte-tih, kjer nieso imiel rodovine an takuo pejala napri ime tele družine. Ankrat je bluo takuo. Obem družinam želmo, de bi se še vsi kupe srečal. Guidac p prave... Marešjal an dvajst fi-nancotu so bli v majhani kažermi na varhu brega blizu konfina. Paršla je zima an padlo dva metra snega. Za jest so se previdali, imieli so škatolete, galete, piškote, čikolado an druge jedila, niso pa imiel še adnega cigareta. Marešjal jih ni mu vič merit, krotit: usi so bli ar-skačeni an nervožasti. Takuo de te tretij dan, ku sonce je ustalo, je po-šju adnega iinancota šia-torja dol za kri u tabakin po cigarete an fulminante. Sonce je že zahajalo za brieg, kadar financot šia-tor se je parbližavu poča-so počaso pruoti kažermi. Imeu je pune gajufe ci-garetu, subit njega kolegi so ga tirkondal an začel prašat: dajmi moje Marl-boro, dajmi moje Kirn, dajmi moje Merit, dajmi moje Čerine... Oh hudič preklet, pozabu sem fulminante! Imiet cigarete, an ne imiet s kuom jih paržgat, je le buj velika tragedija. U kamerat je ratu venč konfužjon ku tu saboto na targu u Čedade. Marešjal, ries jezen, gre na vrata od kamerade an zaueče: "Tiho! Tudi jest sem kadilec, an bi rad dau pu moje plače za no fulmi-nanto, pa ku jo nie, jo niel Jutre zguoda pošjam nazaj financota šiatorja dol za kri u tabakin po fulminante, ma od sada za naprej, nečem vič čut obe-dnega konfužjona! An ti kaštron dole u koncu, ugasni tisto kandeloUf' ROJSTNI DAN ZAVEDNEGA BENEŠKEGA SLOVENCA KI ŽIVI DOL ZA VELIKO LUŽO Ernest, 80 liet življenja Ga ni doma. V zadnjih 25 letih je v Kanadi, kjer živita njegova sinova, Romano in Beppino, s svojima družinama. Prej so vsi živeli v Klodiču. Nepozabna je bila njegova žena, Bernarda, ki je daržala puno liet, u Klodiču, butigo in je bla živa duša naše Benečije, pa je dol u Kanadi, na tiho, na hitro umarla. Nje hitra smrt je hudo prizadela Ernesta, sinove, navu-ode an parjatelje. Pa sada naj pišemo o slavljencu, o Ernestu, o njegovem 80. rojstnem dnevu. Njegovo življenje ni bilo lahko, pa tudi preveč težko ne, če ga primerjamo z drugimi njegovimi soletniki iz naših dolin. Bil pa je tisti mož, ki je več dal, kot je imel za svobodo svojega naroda. Tak, je bil tudi njegov brat, Mario, parvi pobudnik partizanskega gibanja v Benečiji. Pa z Ernestam sma nadaljevala, kar je biu Mario začeu. Leta 1954. sma bla izvoljena v gar-miški komunski svet in s tem odparla pot komunski, demokratični listi. Meseca maja 1954 smo bili razpustili Demokratično Fronto Slovencev in jo preimenovali v Socialistično Fronto Slovencev v Italiji. Ernest je bil izvoljen za predsednika, jaz pa za tajnika Fronte za Benečijo. Njegova sinova, Roman in Bep-po, sta bila gojenca slovenskega dijaškega doma v Trstu, kjer sta obiskovala slovenske šole. Naš Ernest živi z njima dol v oddaljeni Kanadi, pa sledi našemu delu in razvoju po "Novem Matajurju", katerega je zvesti bralec in naročnik. Vsak toliko časa nas obišče, nakupi nove slovenske knjige in plošče, potem se spet poda čez ' Veliko lužo". O Ernestu naj za kroniko povem, da se je rodil v Klodiču, v številni Predankni družini 17.9.1910 leta. Za številne sestre, ni bil samo dober brat, pač pa tudi dober in preudaren svetovalec. Sicer je bil dober in iskren svetovalec za veliko število naših ljudi. Vsakemu je ob potrebi rad priskočil na pomoč. Iz srca mu voščijo puno zdravja, še puno srečnih in veselih let sestre: Lidia, Alma, Adele in Elsa. K tem voščilom se pridružujejo številni parjatelji. V prvi vrsti sem jaz in z mano sta Mario Zuodar, Beppi Kovaču pa še stuo in stuo drugih. K voščilom se pridružujejo uredništvo in brauci Novega Matajurja. Dorlč Judje iz Sriednjega bojo lahko vsak četartak od 6. do 27. setemberja hodil v Sried-nje v... šuolo. Ne, ne za se šu-olat, pač pa za gledat čine-ma. Inicjativo je organizala kamunska aministracjon telega kraja. Naš judje bojo takuo lahko vidli štier lepe filme. V četartak 6. so vidli "Figli di un dio minore", v četartak Sriednje ima kino 13. pokažejo "La storia infinita", v četartak 20. bo na varsti zlo smiešni "Tre scapoli e un bebé" an zadnji četartak, 27. bo pa "Ufficiale e gentiluomo". Projecjon teh filmu bo ta- kuo, ki smo že jal vsaki četartak ob 20. ur v atriu osnu-ovne šuole v Sriednjem an je vse zastonj, se na plača nič. Tela je zaries 'na liepa ideja, ki bi jo lahko ponovili predvsem v zimskem cajtu an, zaki de ne, v nediejo po-pudan, kar slava ura nas vabi stat buj tam doma, se raje tiščat par šporgetu, ku se okuole lovit. Naši lepi novič V cierkvi v Botenize sta se v saboto 1. setemberja pred qaspuodam Luciano Slobbe poročila Barbara Floreancig iz telega kraja an Paolo Osgnach iz Remanzaža. i t PrePmlcu zastopemo subit, de so naš" judje. An takuo je tata od Barbare Bepo Kokocu iz Hostnega, tata od Paola je pa iz Gorenjega Barnasa. ^ ,. . P^uole niladega para se je za njih poroko zbralo puno judi, lahko bi jal vsi Slovienj (an jih je zaries puno), ki žive v tistim kraju an kupe z njim so se veselil. Barbari an Paolu, ki bota živiela v njih hiši v Botenize želmo puno sreče, zdravja an veseja v njih skupnem življenju. Minimatajur Speter: prvi dan šole se hitro bliža IZ ZBIRKE PRAVLJIC POSNETIH OD OTROK DVOJEZIČNEGA VRTCA Letos bomo hodili že v drugi razred (iz arhiva N. Matajurja) V dvojezičnem šolskem središču v Špetru je že vse pripravljeno za novo šolsko leto. Tudi tu se vrata dvojezičnega vrtca in osnovne šole odprejo kot povsod v naši deželi v sredo 19. septembra. Število otrok bo še naraslo, saj se s tem letom, s petim razredom, zaključi ciklus osnovne šole. Najmlajši v vrtcu spoznavajo svet okrog sebe v dveh jezikih, v slovenščini in italijanščini. Jezika sta enakopravna tudi v osnovni šoli, ki je seveda celodnevna. Pomembno mesto ima tudi domači slovenski dialekt, še posebno v prostih dejavnostih, ali ko družina' in še posebno noni pridejo v šolo. Poleg tradicionalnemu pouku otroci lahko sledijo celi vrsti dejavnosti, od likovne do glasbene vzgoje. Kuštna lesica an vuk V vrtcu se vedno radi igramo Ankrat sta bla lesica an vuk, sta imiela za kopat no njivo. An sta imiela no brento medu za jest, kar finta. Ma lesica je bla kuštna, se ji nie dalo kopat. Anta se je ogledala če an san. Sama nie viedla, ki nardit, an se je oglasila, ku de bi jo kaj-šan poklicu. An vuk ji je jau: Ka se oglašaš, sa te na nobedan kliče", an ona je jala pa: ‘ Pač, ka nies ču, de me kličejo. Karstit me kličejo". An vuk je jau: Ben, biež, biež, ku te kličejo kar-stit”. An ona furba je šla med lizat. Kar se je najedla, se je pobrala nazaj gor h vuku. Ja, pokopa nomarco anta se ji nie dalo. Anta se je nazaj oglasila: "Hou”, an vuk jau: "Ma kaj se oglašaš, če te na nobedan kliče”. "Ka nies ču, de me kličejo v drugo karstit?''. ' ku te kličejo, pa puj", jau. Anta je šla nazaj med lizat. Poliže antà gre nazaj gor h vuku. Anta ji jau vuk: "Kuo si mu vzdiela?” "Drugič”, jala. Antà pokopata še nomarco, lesica liena, se ji ni nič pravo zdielo. Se oglasi nazaj anta vuk die: "ma sa bo dost”, jau, "še sadale puj anta na puojdeš vič!" Se je pobrala an je šla an je fiila med, je polizala vas med sntà je šla mnazaj gor h vuku. Je paršla gor anta vuk jo je poprašu: "An kuo si mu vzdiela pa telemu?” "Polizau-postargau", jala. Anta pokopata še nomalo. Ja, vuk je biu trudan, anta je jau: 'Sa grema jesta", jau, "san lačan an ist". Se pobereta, pridta dol, lesica je ku mučala. Ka r je paršu dol vuk, zagleda, de je bla prazna brenta. Nie bluo nič notar. "A tle si hodila karstit? A tle, a?". Ona: "Ne, nie ries jala, "nisem hodila tle. Ist san šla karstit”. "Bon ", jala, "sa grema, se poberema gor uon na planino, "jala. Alessandro in nona Elena Gresta. Hodta, hodta po-noč, zvičer jih je ušafala tarna an vse je bluo lepuo jasno an je paršla luna uon. An gor na planine so bli po-čali, za de krave uodo pile, velik počau uodè an luna se je svetila du tolo uodo. Lesica kuštna nimar: Lej" jala, "kajšan velik ser je dol na dne. Muorma vso tolo si-eruto pobleukat anta borna pa ser jedla. "Vuk buožac, brez malicije, bleuka, bleu-ka, lesica je ku jizik parti-kala. Kar se je nableuku: "Ja ”, jau "ista na moren vic, sa san sit". "Ben puj" jala "se grema pengat ". Se poberta, vzameta no varco an ložta gu an oreh gor na planine, gor ki sta bla. Anta je jala lesica vuku: Biež", jala, "ti gor na pen-galco, de se borna pengala, pa ti pa ist". Vuk lepuo pun uode ku sod je biu, gre gor na tolo pengalco, ga prime lesica, ga potisne. Se pretar-ga varca... bum, dol na tla vuk, je pokno. A lesica jala: "Sa bom imiela puno za jest". Je, je, ato pride vran. "Gospa lesica' jau, a me daš nomare?". "Ja", jala "te dan, či me navadiš letat". "Ja, ja" jau "te navadin, te". Ato se najesta lepuo anta-dà vra je jau lesic: "Alè", jau, "sedni mi gor na peruo-ta antà te nesem v luht an te navadin zletat."' Mu se-dne lesica gor na peruota, anta vran je šu v luht, v luht, antà jo je poprašu: "Al znaš?”. "Ne še” jala. Antà gre le naprej v luht, gor deleč. "Al znaš?" "Še no malo", jala, "še ta pod repan me niže, pa bo . Jo nese še nomalo v luht antà jala: "Sa znan," jala, 'pusti me." Jo pusti vran, lesica da dol na tlà an se je ubila. Antà takuo sadale nie vic ne lesice ne vuka. Pravljico je parnesu v vartac v Špietar Alessandro - povedala mu jo je nona Elena “Potujoči potepači” na letošnji Bandimici Na vaškem sejmu v Čeneboli so otroci iz Trsta pokazali, kaj so se navadili med njih “počitnicami" v teli vasi TUT TO SPORT VSE O ŠPORTU RICONFERMA DELLA VALNATISONE NEL SECONDO TURNO DI COPPA REGIONE - LE ULTIME NOVITÀ’ DELLE NOSTRE SQUADRE H settebello della domenica Roberto Sedi e Roberto Steianutti, due gol a testa Continua, in Coppa Regione, il cammino positivo della Valnatisone, che dopo la vittoria di Attimis si é largamente imposta sulla Pa-viese per 7-1. Le due squadre sono scese in campo nelle seguenti formazioni: Valnatisone: Venica (dal 46' Specogna), Beltrame, Bardus ( dal 46' Stacco), Costaperaria, Zogani, Mlinz (dal 70’ De Marco), Stefanutti, Masarotti, Sedi, Castagna-viz, Liberale. A disposizione: Stu-ram e Tuzzi. Paviese: Trevisan, Vidussi Massimo, Tulisso Stefano, Paolini, Bol-zicco, Taboga, De Bernardo (dal 46' Giacuzzo), Disnan, Vidussi Paolo (dal 75’ Di Filippo), Trevisini, Paparotti (dal 80' Tulisso Marco). A disposizione Didoné e Paolini Mauro. Arbitro: Chiopris di Gorizia. Marcatori: nel primo tempo Sedi, Taboga su rigore (P), Casta-gnaviz; nella ripresa Stefanutti, Stacco, Stefanutti, Masarotti, Sedi. Ad un primo tempo equilibrato nel risultato, ma con una netta supremazia della Valnatisone per quanto riguarda il gioco espresso in campo, é seguita una ripresa molto più facile per i valligiani, portatisi subito sul 3-1. La squadra del presidente Angelo Specogna ha cercato soprattutto l'intesa tra i reparti, tenuto conto dei numerosi cambiamenti che a partire da questo inizio di stagione stanno riguardando sia il sistema di gioco che alcune importanti pedine nello scacchiere del nuovo allenatore Paolo D'Odorico. Il pubblico si é divertito, e questa é una cosa molto importante; inoltre, salvo imprevisti rovesci nel derby di domenica prossima a Cividale, la Valnatisone ha virtualmente conquistato il passaggio alla fase successiva della Coppa Regione. Tutto questo é anche dovuto alla contemporanea sconfitta per 2-1 subita ad Attimis dalla Civida-lese. Questa la classifica provvisoria del girone: Valnatisone 4 ( + 7 differenza reti); Stella Azzurra ( + 0), Cividalese 2 ( + 0); Paviese 0 (-7). Il girone terminerà domenica 16 settembre, alle ore 16, con gli incontri Cividalese - Valnatisone e Paviese - Stella Azzurra. Sabato 15 settembre, alle ore 15.30 in prima ed alle ore 16.30 in seconda convocazione, si svolgerà a Cividale, presso il Teatro Adelaide Ristori, l'assemblea generale delle società calcistiche dei dilettanti del Friuli-Venezia Giulia. Sarà una riunione molto importante per la tematica riguardante le nuove regole, sia per quanto concerne il regolamento del gioco del calcio, sia per le innovazioni che peseranno molto finanziaria-mente sulle società. Infatti dal 1. luglio, durante gli incontri di calcio la squadra di casa deve, oltre ai dirigenti, avere in panchina un medico in grado, eventualmente, di prestare la sua opera ad entrambe le formazioni. Un altro grave problema é quello del rilascio del certificato di idoneità all'attività agonistica, che viene rilasciato previa visita specialistica presso l’Usl, oltre al pagamento del ticket, che ammonta a 29.000 lire (esente fino ai 18 anni), c'é la lunga attesa per poter sottoporre gli atleti a tale adempimento. Speriamo che in occasione dell’assemblea vengano prese e fatte proprie in sede nazionale le richieste delle società. Nell'ultimo consiglio comunale di S. Leonardo si é parlato della situazione in cui si trova il G.S.L. Audace. Per quanto ne sappiamo, la squadra é stata regolarmente iscritta al campionato di 2. categoria. Il presidente Bruno Chiuch, dimissionario, doveva passare la mano a Rino Dorgnach, che chiedeva però garanzie per quanto riguardava la rosa dei giocatori a disposizione e la copertura del bilancio societario. Venendo a mancare la prima richiesta (nel frattempo erano stati ceduti Chiacig, Caucig, Stefano e Terry Dugaro; Barbiani e Antonio Dugaro ritornavano alla Valnatisone per fine prestito; Jussa e Paravan avevano espresso il desiderio di chiudere con il calcio agonistico, ecc.), Dorgnach ha rinunciato a subentrare nella carica di presidente. Riusci- rà l'Audace, a meno di una settimana dall'inizio del campionato, a mandare la propria formazione in campo? La Savognese quest'anno giocherà proprio a Scrutto a causa dell'indisponibilità del proprio terreno e dei relativi impianti, che saranno potenziati e modernizzati. Novità nella rosa con l'acquisto dalla Valnatisone di Stefano Scu-derin e Fabrizio Floreancig. Olivo Domeniš, neo presidente del Pulfero, sta allestendo una formazione che possa dare qualche soddisfazione in più ai propri sostenitori, Fra le partenze, quella di maggior spicco riguarda Marino Simonelig, che é andato a rinforzare l'attacco dell'Azzurra di Premariacco. Sono in corso trattative per il rafforzamento della rosa degli arancione; sul prossimo numero saremo in grado di dare maggiori informazioni sugli ultimi movimenti. La quadretta di Paolo Osgnach tenterà il bis Si svolgerà sabato 15 settembre a Tolmino la gara internazionale, Siunta al suo ventottesimo appuntamento, fra la società bocciofila Ducale di Cividale e quella di Tolmino. La gara é riservata alle quadretta, che si troveranno di fronte per fa seconda volta in questa stagio-nc; nel primo incontro annuale, svoltosi il 1. luglio a Cividale, é risultata vincente la bocciofila Ducale per 12-4. Nel prossimo incontro Cividale sarà rappresentata dalle seguenti quadrette: 1. Fagotto, Faraca, Bon, Rizza; 2. Cosson, Morandini, Mia-ni, Clemente; 3. Osgnach, Vogrig Lorenzo, Cicigoi, Carniello; 4. Vogrig Bruno, Toneatto, Gus, Beltrame. Quello che conta, in questi incontri, a parte il risultato sportivo, é l’amicizia che lega ormai da decenni le due società bocciofile, che rafforzano in tale modo anche il rapporto amichevole tra le due cittadine che rappresentano. Stasera, alle ore 20.30, presso la locanda Al giardino di S. Pietro al Natisone si svolgerà l'assemblea annuale dell'Udinese club. In tale occasione verranno sorteggiati due abbonamenti riservati ai soci in regola con il tesseramento 1990/91. Tutti 1 soci e 1 simpatizzanti sono invitati. Con l'inizio del campionato l'Udinese calcio ha deciso di facilitare gli sportivi nell'acquisto dei biglietti: dal martedì precedente gli incontri casalinghi dei bianconeri sono in vendita presso la sede di S. Pietro. Il cammino degli Allievi La Valnatisone ripropone al via un’altra formazione giovanile 1. GIORNATA 23 settembre 1990 Azzurra - Lestizza ■ Campoformido - Mereto Cividalese - Camino/B Flumignano - Pozzuolo Celtic - Sedegliano Valnatisone - Chiavris Cormor - Basiliano Flaibano - Buttrio 2. GIORNATA 30 settembre 1990 Basiliano - Buttrio Chiavris - Cormor Sedegliano - Valnatisone Pozzuolo - Celtic Camino/B - Flumignano Mereto - Cividalese Lestizza - Campoformido Azzurra - Flaibano 3. GIORNATA 7 ottobre 1990 Campoformido - Azzurra Cividalese - Lestizza Flumignano - Mereto Celtic - Camino/B Valnatisone - Pozzuolo Cormor - Sedegliano Buttrio - Chiavris Flaibano - Basiliano 4. GIORNATA 14 ottobre 1990 Chiavris - Basiliano Sedegliano - Buttrio Pozzuolo - Cormor Camino/B - Valnatisone Mereto - Celtic Lestizza - Flumignano Azzurra - Cividalese Campoformido - Flaibano 5. GIORNATA 21 ottobre 1990 Cividalese - Campoformido Flumignano - Azzurra Celtic - Lestizza Valnatisone - Mereto Cormor - Camino/B Buttrio - Pozzuolo Basiliano - Sedegliano Flaibano - Chiavris 6. GIORNATA 28 ottobre 1990 Sedegliano - Chiavris Pozzuolo - Basiliano Camino/B - Buttrio Mereto - Cormor Lestizza - Valnatisone Azzurra - Celtic Campoformido - Flumignano Cividalese - Flaibano 7. GIORNATA 4 novembre 1990 Flumignano - Cividalese Celtic - Campoformido Valnatisone - Azzurra Cormor - Lestizza Buttrio - Mereto Basiliano - Camino/B Chiavris - Pozzuolo Flaibano - Sedegliano 8. GIORNATA 11 novembre 1990 Pozzuolo - Sedegliano Camino/B - Chiavris Mereto - Basiliano Lestizza - Buttrio Azzurra - Cormor Campoformido - Valnatisone Cividalese - Celtic Flumignano - Flaibano 9. GIORNATA 18 novembre 1990 Celtic - Flumignano Valnatisone - Cividalese Cormor - Campoformido Buttrio - Azzurra Basiliano - Lestizza Chiavris - Mereto Sedegliano - Camino/B Flaibano - Pozzuolo 10. GIORNATA 25 novembre 1990 Camino/B - Pozzuolo Mereto - Sedegliano Lestizza - Chiavris Azzurra - Basiliano Campoformido - Buttrio Cividalese - Cormor Flumignano - Valnatisone Celtic - Flaibano 11. GIORNATA 2 dicembre 1990 Valnatisone - Celtic Cormor - Flumignano Buttrio - Cividalese Basiliano - Campoformido Chiavris - Azzurra Sedegliano - Lestizza Pozzuolo - Mereto Flaibano - Camino/B 12. GIORNATA 9 dicembre 1990 Mereto - Camino/B Lestizza - Pozzuolo Azzurra - Sedegliano Campoformido - Chiavris Cividalese - Basiliano Flumignano - Buttrio Celtic - Cormor Valnatisone - Flaibano 13. GIORNATA 16 dicembre 1990 Cormor - Valnatisone Buttrio - Celtic Basiliano - Flumignano Chiavris - Cividalese Sedegliano - Campoformido Pozzuolo - Azzurra Camino/B - Lestizza Flaibano - Mereto 14. GIORNATA 23 dicembre 1990 Lestizza - Mereto Azzurra - Camino/B Campoformido - Pozzuolo Cividalese - Sedegliano Flumignano - Chiavris Celtic - Basiliano Valnatisone - Buttrio Cormor - Flaibano 15. GIORNATA 13 gennaio 1991 Buttrio - Cormor Basiliano - Valnatisone Chiavris - Celtic Sedegliano - Flumignano Pozzuolo - Cividalese Camino/B - Campoformido Mereto - Azzurra Flaibano - Lestizza La panchina dell'Audace nel momenti felici CHIDAIJP 'SIUI A Tolmino della sfida SVET LENART Kozca Veseu rojstni dan, Davide! Hej, san Davide Tomasetig -Dortih, al vesta, de iman že 'no lieto? Tu telin cajte niesan sa-mua spau (ku misle kajšan), pač pa san zlo študju an dielu: sa' vsi videjo, de san se navadu puno puno puno reči, takua puno, de me imajo radi na posebno vižo an diejo, de san an bardak an liep 'pičo ". Ošnije Umaru je Luigi Osgnach V sriedo 5. setemberja popu-dan smo imiel v Podutani dva pogreba, dan za družim. Parvo smo v zemjo položli, kot pišemo na drugem kraju, Rina Martinig. Potlè smo se poslovili od Luigia Osgnacha. Luigi Osgnach je umaru v če-dajskem špitale. Imeu je 79 liet. V veliki žalost je pustu ženo, si-nuove, hči, nevieste, zet, navuo-de an vso drugo žlahto. ŠPETER Mama Andreina (Cekova iz Malega Garmika) an tata Michele mi pomagajo pozdravit vso žlahto an parjatelje, posebno družine od Erneste taz Milana, zie Marije doz Mesine, zie Paule taz S. Paulo do Brazil an vse tiste, čelih me na še poznajo, ki berejo Novi Matajur. Ben nu, sada van nardin "ciao ciao", dobro imiejtase, se bomo vidli buj star an, manjku se troš-tan, nomalo buj "capelloni"! An vsi mi, Davide, ti želmo za tuoj parvi rojstni dan, ki bo 18. telega miesca, puno liepih reči. Se je rodiu Ruben Je že vič ku an miesac, ki se mama an tata z njim toljo, medruz pa smo šele tele dni zviedli za lepo novico an vam jo subit napišemo. Parve dni vošta se je v špitale v San Daniele rodiu Ruben. Srečna mama je Elvira Floreancig iz Hos-tnega, srečan tata pa Guido Chia-bai goz Černiče. Mali otročič je parnesu puno veseja njim, pa tudi sestri Belindi, ki ima "že" 15 liet an vsi žlahti an parjateljam. Elviri an Guidu čestitamo, lie-pemu puobčju pa želmo "no dugo, srečno an veselo življenje. Njih "ja" sta ga jala v liepi ci-erkvici svetega Antona, ki stoji glih na sred vasi an kar po maši sta se smehe parkazala na pragu cierkve na biela magia rajža jih je vsiem skrila, iz luhta so padal balončki vsieh koluorju. An takua je pod velikim bielim ten-donam an puno ombrelonu, oku-ole dugih mizah, z muziko an puno veselih judi šla napri njih fešta. Takuo je začelo njih skupno življenje... an še ki bo! Vsi mi želmo mlademu paru, ki bo ži-veu v Klenji puno veselih an srečnih dni. Michela an Carlo željo zahvalit komitat iz Klenja, ki se je tarkaj potrudu za de njih fešta je bla 'na liepa fešta. Michela e Carlo desiderano ringraziare il comitato di Clenia che tanto ha fatto per l’ottima riuscita della loro festa. SREDNJE SOVODNJE Sauodnja - Klenje Naši novic Vsa 'na vas "in festa", Klenjè, puno parjatelju iz vsieh Nediš-kih dolin an puno žlahte za lepo poroko, ki je bla v Klenji v nedi-ejo 9. setemberja opudan. Noviči sta bla Michela Pagon iz Sauod-njega an Carlo Bevilacqua iz Klenja. Podsriednje Zapustu nas je Rino Martinig V čedajskem špitale je v pan-diejak 3. setemberja umaru Quirino Martinig, buj poznan kot Rino. Imeu je 75 liet. V žalost je pustu ženo Lino Varhuščakovo, hčera, sinuove, nevieste, zete, navuode an vso drugo žlahto. Rino je biu iz Malega Garmika, poročiu se je biu z Lino iz Podsriednjega, v njih skupnem življenju sta imiela veliko družino, sedam puobu an pet čeč, adan otročič jim je umaru ko se je rodiu. An puob an "na čeča, Renato an Lucia, sta jim umarla na pragu mladosti. Seda jih je doteku še tata Rino. Njega pogreb je biu v Podutani v sriedo 5. setemberja po-pudan. Puno judi mu je paršlo dajat zadnji pozdrav. Hčeri Vilmi, ki je učiteljica v dvojezičnem vartacu v Špietre pru takuo sodelavka naših kulturnih društev, sinuovam Dariu an Aldu, neviest Bruni, vsi trije pridni igralci Beneškega gledališča, pru takuo vsi družini naj gredo kondoljance Zavoda za slovensko izobraževanje iz Špi-etra, Beneškega gledališča an vsieh nas. ČEDAD Zaparli Hudičev muost Od junija, odkar je v Čedadu razstava o Longobardih, zaperja-jo vsako siboto an nedieljo Hudičev muost avtomobilam, prometu. An je pru takuo, saj vsak turist takuo bulj uživa, ko pride v miesto par nogah po muostu an lahko ceni tudi lepoto Nedi-že. Kamunska aministracion je zda zastran javnih diel zaparla muost vas tiedan, do nedielje 16. vključno. In tele naše cieste so tarkaj premaltrane, da če bi mogle upit an jokat, bi upile an jokale. Vsak tisti, ki se umisli, začne kopat an jih prekopovat. Nič ni programano: čjejo luožt pod tla telefon? Pridejo na ciesto, veliki, strašni, želiezni pajki in začnejo vartat. Potlè pridejo za luošt lori za vodo, za akvedot. Parpejejo, se buj ku pajke velike, želiezne škorpione, ki vartajo ciesto, kjer je bla malo cajta od tega prekopana in spet s katramam zaflis-kana. Potem preorano, razdarto ciesto spet poravnajo an s katramam zafliskajo. Pa se umislijo tisti od eletkrične družbe, pa tudi kamun, de je potrieba postavit javno (publik) električno luč. Postavijo ob ciesti železne drogove, pale, električno žico spejejo pa pod zemjo, na ciesti. Začnejo spet vartat po predkrat-kim zafliskanim asfaltom. Zem-ja pod prekopano ciesto, se ni še usedla, je šele sveža, freška od zadnjega prekopovanja. Potlè da dežela kamunu denar za prenovit odtočne kanale, fonjature (v nekaterih vaseh svetega Lenarta še te parvih ni novi matajur Odgovorni urednik: JOLE NAMOR Fotostavek: ZTT-EST Izdaja in tiska L A' Trst / Trieste j V Settimanale - Tednik Reg. Tribunale di Trieste n. 450 PIŠE PETAR MATAJURAC “Dielo uči” pravi naš pregovor (ZUT ESU Naročnina - Abbonamento Letna za Italijo 28.000 lir Poštni tekoči račun za Italijo Conto corrente postale Novi Matajur Čedad - Cividale 18726331 Za SFRJ - Žiro račun 51420 - 603 - 31593 «ADIT» 61000 Ljubljana Glonarjeva 8 Tel. 329761 letna naroč. 80.— din (800.000 din) pos. izvod 3- din (30.000 din) OGLASI: 1 modulo 23 mm x 1 col Komercialni L. 25.000 + IVA 19% bluo naretih, čepru nam je šin-dak obečju, da jih začnejo runat že miesca aprila lietos), in spet začnejo prekopovat ciesto. Potlè pridejo tisti od gasu, od metana in bojo začel spet vartat... In nepovezave, neorganiziranosti, neprogramiranja, narvič-krat plačujemo mi, posebno pa avtomobilisti, ki vsak dan vozijo po zoranih an prekopanih cestah. "A proposito di" prekopane desta, ne vedo še vsi, zakaj je bla spet prekopana tista provincialna, ki peje od Čedada po Rečanski dolini, pruzapru od Dolenje Mierse do Hrastoviega, v kamunu Svetega Lenarta. Je še puno avtomobilistu, šoferju, ki ne vedo, zakaj muorajo skakat po ciestnih jamah, ker desta ni bla še z asfaltom zafliska-na. Vse je bluo nieki po skrivš nareto. Tisti, takuo opevan, de-kantan akvedot, ki je biu iz Laškega parpejan v naše doline, pred malo leti od tega, je začeu puščat na puno krajih. Koštu je 16 milijard lir. To ni malo. Za zgraditev tega akvedota je dala narvič evropska skupnost (Comunità economica europea, za njo naša dežela (regione Friuli-Venezia Giulia) in zadnji pa konzorcij iz Vidma, ki je gospodar tega akvedota in druzih vodi v Furlaniji. Kajšan je pri gradnji tega akvedota muoru še krast, če po petih lietih so muorli vekopat nove, pa zarjaviele tube, na vič krajih preluknjene, ki so puščali, že po petih letih, od kar so bli postavjeni! Skor poskrivš so odpeljali proč gnile an preluknjene tube in mimogrede postavili nove, akvedotne strukture. Na obe-dnem kraju niesam videu napisano, zakaj kopajo. Al je zadost zapisat samuo: "Lavori in corso"? Al ni trieba še napisat, kateri inženir vodi diela, kajšna firma jih opravja, kdo jih plačuje? Pa o tem bom pisu drugikrat. Sada naj vam poviem, zakaj se mi je zgodila nesreča, kot ka-štronu v Abrucih. Vsak bo lahko mislu, da sem se poslužu tele nesreče, zavojo tega, da lahko poviem še tiste reči, ki se gajajo tle v naših dolinah. More bit, de tisti, ki takuo mislijo, ne zgreše, al pa ne zgreše popunoma. Niesam mislu pisat samuo o kaštronu v Abrucih in o botiljonu vina. Želeu sem vam tudi poviedat, kaj se dogaja na naših ciestah an zaki pride lahko do nesreče. Od doma sem se spustu veselo na ciesto s tratorinam. Sem pieu naše piesmi, včasih sem tudi zazvižgu. Paršu sem do Klenja in glih pred vasjo, je bla presiečena ciesta, prej ko prideš do bencinske črpalke an do noč- nega plešišča Montenero. Presi-ekana ciesta ni bla lepuo zapu-njena, sevieda, ni bla tudi s ka-tramom zafliskana. Jama čez ciesto je bla napunjena - pa ne zadost - s glerjo iz Tera. "Bububumf' me je potreslo na malim tratorinu. Klik, klik, klik.1" se je oglasu za mano boti-ljon vina. Se nisem teu oglednit, ker sem viedeu, kaj se je zgodilo. Kumete, ki sem srečjavu s koso, al pa z matiko na ramane, so čudno gledali za mano. Bli so navajeni na smrajo gnoja iz mojega tratorja, sada pa jim je vonjalo vino. Ja, vino se je cedilo iz tratorina. Kadar sem paršu pred Marju gnojak, sem se ustavu an pogledu na mali, želiezni voz. Videu sem samuo garlo od botiljona, s špajam parpeto. Glih takuo, kot je Gerardo videu samuo kaštro-novo glavo v štrinku parpeto, za zadnji konac trena. Parjatelju Marju niesam o tem nič poviedu, čene bi se mi biu smejau. Botiljon mu ga bom že nesu na kajšno tajšno vižo, da se ne ubije. "Dielo uči človieka", pravi naš star pregovor. (konec) Vas pozdravja Vaš Petar Matajurac Kadà greš lahko guorit s šindakam Dreka (Mario Zuflerli) torak 15.30-17/sabota 10-13 Grmek (Elio Chiabai) sabota 10-12 Podbonesec (Giuseppe Romano Specogna) torak 15-17 Sovodnje (Paolo Cudrig) sriedo an sabota 10-12 Špeter (Giuseppe Marinig) srieda ob 10 Sriednje (Renata Qualizza) sabota 10-12 Sv. Lienart (Renato Simaz) petak 9-12/sabota 9-10 Bardo (Franco Negro) torak an četartak 10-12,30 Prapotno (Giampiero Cevoiatti) sriedo an saboto 10-11 Tavorjana (Renzo Marseu) vsak dan 9,30-12 Tipana (Armando Noacco) torak an sabota 10-12 Guardia medica Za tistega, ki potrebuje miediha ponoč je na razpolago »guardia medica«, ki deluje vsako nuoc od 8. zvičer do 8. zjutra an saboto od 2. popudan do 8. zjutra od pandi-ejka. Za Nediške doline se lahko telefona v Špietar na štev. 727282. Za Čedajski okraj v Čedad na štev. 830791, za Manzan in okolico na štev. 750771. Poliambulatorio w v Spietre Ortopedia doh. Fogolari, v pan-diejak od 11. do 13. ure. Chirurgia doh. Sandrini, v četartak od 11. do 12. ure. Ufficiale sanitario dott. Luigino Vidotto S. LEONARDO venerdì 8.00-9.30 S. PIETRO AL NATISONE lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, 10.30-11.30, sabato 8.30-9.30. SAVOGNA mercoledì 8.30-9.30 GRIMACCO: (ambulatorio Clodig) lunedì 9.00-10.00 STREGNA martedì 8.30-9.30 DRENCHIA lunedì 8.30-9.00 PULFERO giovedì 8.00-9.30 Consultorio familiare S. Pietro al Natisone Ass. Sociale: D. LIZZERÒ V torak od 11. do 14. ure V pandiejak, četartak an petak od 8.30 do 10. ure. Pediatria: DR. CHIACIG V sriedo od 11. do 12. ure V petak od 11. do 12. ure Psicologo: DR. BOLZON V torak od 8. do 13. ure Ginecologo: DR. SCAVAZZA V torak od 8.30 do 10. ure Za apuntamente an informacije telefonat na 727282 (urnik urada od 8.30 do 10.30, vsak dan, samuo sriedo an saboto ne). Dežurne lekarne Farmacie di turno OD 15. DO 21. SEPTEMBRA Čedad (Fornasaro) tel. 731264 Podbonesec tel. 726150 Prapotno tel. 713022 Manzan (Brusutti) tel. 740032 Ob nediejalt In praznlkah so odparte samuo zjutra, za ostali čas in za ponoč se more klicat samuo, če ričeta ima napisano »urgente«.