ANNO V. Capodistria, 16 marzo 1871. N. 6. LA PROVINCIA GIOOHB DEGLI IKTEKEUI CITILI, ECOSOJICI, llRlMSIlimi DELL' ISTRIA, ED ORGANO OFFICIALE PER GLI ATTI DELLA SOC1ETÌ AGRARIA ISTRIANA. ■•> r Bsee il I ed il 16 d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno f.ni 3; semestre e quadrimestre in proporaione. — Gli nbbonaioenti si ricevono presso k Redazione. ianiciwin>;)i Articoli comunicati d'interesse generale ti stampano gratuitamente; gli ali ri, e nell'ottava pagina soltanto, a soldi 3 per linea. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. ATTI UFFICIALI DELLA SOCIETÀ AGRARIA.. •m AVVISO Semi - bachi. Neil' ufficio Sociale trovatisi vendibili ancora otto onde sottili venete di semente bachi, di razza gialla nostrana, confezionata a sistema cellulare e trovata affatto esente da corpuscoli. Chi volesse far no acquisto potrà rivolgersi all'ufficio sociale ogni giorno dalle 11 ant. all' 1 pom. Kon verrà cedute quantità minore di.ua' oncia. Il prezzo è di f. 14 l'oncia da pagarsi al momento della consegna. * ;: Kovigno, 11 marzo 1871. La Presidenza. .'aniO.^i? }'" 528 ti. i Verbale della III. seduta di Comilato j Kovigno; 3 novembre 1870. Presenti: * ]!' Presidente: il vicepresidente D.r Luigi Barsan — Rappresentante dello Slato: il segretario luogotenenziale Cav: Leopoldo de Megersbach. — Happresentanle della Provincia : il deputalo provinciale D.r M. Campitela— rotanti: t direttori A. Covaz—G. li. Polpi — A. Cecon — i membri di Comitato : T. Bembo. — E. Biscontini — M. Bismondo — bamne G. Lazza-rini. — D.r E. Mmch — Segretario — D.r Piccoli. La seduta è aperta alle -i 1/4 pom. Motivata l'assenza del Sig. presidente e degli altri membri del Comitato, il Sig. vicepresidente D r L. Barsan invita il consesso ad eleggersi a norma dello statuto un presidente, che alla quasi unanimità riesce eletto nella persona del Sig. vicepresidente stesso. Occupato dal vicepresidente il seggio presidenziale viene data lettura del verbale dell'anteriore seduta di Comitato dei 10 giugno p. p. che viene approvato e firmalo colla osservazione del Sig. d.r Egidio Mrach, «he l'aratro da lui proposto non era propriamente aratro Sack, ma un aratro costituito dalla ditta Burg et Sohn di Vienna dietro sue indicazioni. Su ciò passò ii consesso alla pertrattazione degli argomenti posti all'ordine del giorno 20 ottobre 1870 n. 528, vedi Provincia n. 21 del 1° novembre. Gli argomenti II. e 111. cioè l'esame degli statuti dei Comizii agrari di Piagnente e Dignano e la nomina del segretario vengono ommessi, non trovandosi il consesso nel numero legale richiesto dallo, statuto per le attribuzioni deliberative del Comitato So- ' ciale. o oh;!t olbfc miiixaa™* .?»« ifttofc* r Id IV. la presidenza presento una proposta intorno ad una gazzetta Sociale da farsi al prossimo Congresso generale in obbedienza ed esecuzione di rela» ■> tivo deliberalo del Congresso tenuto a Pisino. UJ» « Facendosi interprete del pensiero quasi unanime dell'anteriore Congresso la presidenza vorrebbe-prò- • porre la pubblicazione di un periodico Sociale da stamparsi nella sede dell'ufficio. Questa pubblicazione non dovrebbe essere legata a termine fisso, ma regolarsi a seconda delle esigenze dell' ufficio. Sarebbe stampato in 8° di 16 pagine con copertina e verrebbe spedito gratuitamente a tutti i soci, ai Comizii ed ai Comuni istriani. La spesa sarebbe coperta oltreché dall' importo richiesto dalla stampa del „Supplimento„ anche da quella dell' „ Annuario " dai contributi di abbuonamen-te dei giornali agrari che si potrebbero ottenere in via di. cambio, ed infine dal risparmio di tutte quelle spese che occorrono alla stampa dei molti avvisi pubblicati dalla presidenza. 11 consesso aderendo unanimemente à questa proposta approva in seguito a lettura del segretario la relazione destinata in questo argomento al prossimo Congresso. Ad V. Il segretario prelegge le modificazioni allo statuto proposte dalla presidenza in seguito a deliberato dell'anteriore congresso. Al 17 la minoranza propone la dizione "cui è aggiunto il comitato Sociale „ la maggioranza cui aggiungono un Comitato „ al §. 22 è accettata senz'altro l'aggiunta dei due seguenti capoversi. "Nel caso del IL capoverso del g. 21 la firma cm legale della Società potrà portare anelie il nome di uno o più membri del Comitato „ " Ove il segretario per impedimento, per assenza o per essere eccepito non avesse a firmare un atto, vi potrà essere sostituita la firma d' un terzo membro della presidenza o nel caso del secondo cap. del §>. 21 quella di un membro del Comitato. US» Al Jj 20. mantenuto dalla maggioranza, vorrebbe la minoranza sostituire la seguente dizione: " 11 comitato è' composto dei cinque membri della presidenza, di otto membri eletti per un anno del Congresso generale e di un rappresentaate di ogni singolo Comizio agrario, che dovrà essere -efetto di seduta in seduta dal Comizio stesso.£; AI 27 è accettata la dizione: „ I membri del Comitato sono rieleggibili " Al 31 è accettata la dizione : „ li Comitato può deliberare quando il numero dei votanti sia di sette ed è presieduto di diritto dal presidente della Società, che assente è sostituito nei sensi del I. cap. del §. 21. In caso di parità di voti il presidente decide. - Le sedute si succedono sino a che sieno esauriti gli affari del momento " Al 32 è accettata l'aggiunta del seguente capoverso: „ 11 Comitato deve essere però convocato oltreché nei casi del §. 30, quande si debba prendere una deliberazione di massima in argomento di sovvenzione dello Stato o della provincia " Fra il fi 52 ed il g. 33 è accettata la interposizione del seguente %: órtui/u ha oetowM : „ A tutte le sedute, in cui si discutono argomenti pelativi alle sovvenzioni delio stalo o della provincia dovranno essere invitati tanto un rappresentante dello stato che nno della provincia, e vi avranno voto consultivo e diritto di voto sospensivo, ristretto però quest'ultimo a quei sussidi, cui il rappresentante è chiamato a tutelare" Ai §. 35 è accettata la giunta dei seguenti capoversi : Il Congresso generale potrà però concedere la costituzione di un Comizio in un luogo di sede comunale differente dal capoluogo giudiziario e quiadi anche la costituzione di due Comizi nello stesso distretto giudiziario, seutprechè la presidenza lo proponga ed il proposto Comizio abbia almeno il numero di 20 soci. " : :Pfb MbriH'.i ftlMoa «Kfjhri,* agata K| . „ In ogni caso però nello stesso Comune locale non potrà essere ammesso che un solo Comizio. " .. Qualora in un tale Comizio per morti o p-r altre ragioni il numero dei soci discendesse al dissotto dei venti esso dovrà essere completato prima del Congresso più vicino ed in caso diverso s'intenderà sciolto di diritto. " Seguono gli attuali cap; II. e III Al 38 è accettata la ommissione delle parole ,, ed i soci etc. cui vanno sostituite le altre: „e l'avviso assieme all'ordine del giorno sia stato comunicato o col mezzo del bollettino Sociale o in altro modo a tutti i Comizi ed a tutte le Comuni dell'Istria. " Viene pure deliberalo di far conoscere al Congresso tanto i voti della maggioranza che quelli ai §§. •17 e 20 della minoranza. Ad VI Preletta la proposta di preventivo per l'anno 1870 — 1871 da pre?entersi al Congresso, i Consesso unanimemente vi aderiva. Nello stesso tempo viene, però stabilito di pro< porre al Congresso nell'interesse dr.una regolare e facile amministrazione che il resoconto economico del-la Società abbia d' ora innanzi a regolarsi non gii secondo l'anno sociale, ma giusto l'anno solare, imperocché ì' anno sociale presentava troppe incertezze Ad VII. Indetto il Congresso generale pel giorno 29 novembre, viene stabilito di tenere in occasione dello stesso una tubasta delle macchine agrarie rimaste rivendute dall'anteriore sussidio del 1869, come pufe di quelle acquistate col sussidio del 1870 In caso di idonea garanzia verrebbe accordatp anche il favore di pagamenti rateali. Ad Vili È approvato il resoconto sulla esposizione e premiazione di tori ed armente della ruzza da lavoro dell'Istria prelelto dal segretario. 11 Consesso si riserva di esaminare le proj>os1e di modificazione alle disposizioni dell'Attuale regolamento al momento che verrà fissato il regolamento per l'esposizione del 1871. j^q jj Ad (X. È approvalo il resoconto sull'acquisto e sulla rivendita di animali bovini riproduttun della razza da latte della valle di Taufer. Il Consesso delibera inoltre di aggiungere alle condizioni dell'attuale regolamento di vendita l'ulteriore condizione che gli acquirenti debbano tenere i nati dalle ormente loro cedute per almeno otto mesi, potendosi sperare per tal modo, che i vitelli in luogo di essere destinati senz'altro alla macellazione sieno serbati alla riproduzione. Ad X. È approvato senz'altro il reso conto del sussidio dello stato per l'incremento del caseificio sulle isole del Quarnere. Ad XI. È approvalo il resoconto del sussidio di sericoltura per l'anno 1870. Esaminate le insinuazioni a premi ne sono ritenuti meritevoli soltanto il Sig. Giuseppe Barzelalto di Rovigno e la Signora Cat-terina ved. Premuda di Lussinpiccolo, per aver confezionato il primo a sistema cellulare oltre l i oncie, e la seconda altra mezz'oncia sottile veneta di gemente trovata immune affatto di corpuscoli. Al primo è quindi assegnato un premio di f. Ili, alla seconda di f. 15 Inoltre sulla b.ise delle disposizioni del regola-menlo 26 aprile 1870 n. 211, viene acquistata dai due premiati la semente sana da loro prodotta e precisamente a f. 18 l'oncia per rivenderla a prezzo di favore di f. 12: - a solerti bachicultori. - li prezzo maggiore è destinato a retribuire o tre alla bontà della semente anche le fatiche spese dai due premiali sorpassando la qualità da loro confezionata il li-fuite occorrente alla concessione del premio. Ad ambedue i premiati viene inoltre rilasciata attestazione di lode. Prelelta una domanda di sussidio del maestro Kasich ed apprezzate le sue prestazioni in fatto d' istruzione teorico e pratica di bachicoltura, gli vi#ne accordato una rimunerazione di f. CO. Ad XII. È approvato il sussidio dello stato e dedla Provincia per abbeveratoi. Non risultando se Parrcn-zo abbia incominciato il lavoro resta rimessa delitti-razione sulla eventuale decadenza dal sussidio ad ulteriori rilevazioni. Quanto all' abbeveratalo progettato sul punto di congiunzione delle Comuni di Pedena, di Cimino ed Antignana non essendosi presentato l'attesa concreta proposta, si decampa-per quest'anno dal sussidio accordato in massima a queste Comuni, riservato però alle stesse diritto di corrispondere quando che sia alle condizioni poste dalla Presidenza per concorrere al sussidio del 1871. Ad XIII. È approvato il resoconto del sussidio dello stato per orti e vivai accordato in pari tempo al Comune di Rovigno un importo di f. 100, al Comizio Agrario di Parcnzo f. 150, a quello di Dignano if, 117, a quello di Pisino f. 80. Sorpassandosi per tal modo di f. 30 il sussidio dello stiito, ed essendo d'altra parte ristretti i mezzi sociali, resta deliberato di chiedere al Ministero d'A-jrricoltura o un sussidio suppletorio oppure dì coprire questo disavanzo dall'analogo sussidio per acquisto di sementi. Ad XIV. Non avendo l'I. R. Ministero d'A-fricoltura accordato oltre al sussidio dei 1869 che ioli f. 500 di quello del 1870 si prescinde da uno speciale impiego dello stesso, occorrendo esso a co-pire l'esigenze del 1870. Restaudo per tal modo dal sussidio della Provincia un importo di f. 500 esso viene serbato, per ab-leveratoj del 1871. Ad XV. Comunicato il dipaccio Luogotenenziale 2» ottobre 1870 n. 8433 - Il 6 e sentilo il rappresentante dello stato Sig. Consig, de Mayersbarch, resta stabilito di chiedere sopra ogni domanda di sussidio per abbeveratoi speciali indagini e precisarne o-vc sia possibile a mezzo de' Comizi, naturali rappresentanti degli interessi sociali e locali ed in difetto ai Comizi e per eventuali ragioui di opportunità dagli IR. Capitanati Distrettuali. L'esecuzione di questa disposizione resta però riservala fino alla approvazione Ministeriale. Frattanto si rimettono le domande di sussidio pel 1871 alla pertrattazione di una prossima seduta di Comitato. Ad XVI Essendo il verdetto degli esaminatori delle opere Agrarie presentate al Concorso del tutto nega ti v o, la Presidenza propone la restituzione dei manoscritti ed il licenziamento dei loro autori. Il verdetto sul manuale del Sanson essere però incerto, per cui la Presidenza opina di trattenerlo per esserne assoggettata la traduzione a nuovo esame. Soltanto ove l'ulteriore parere suonasse negativo «dovrebbe riaprire il concorso per un manuale di veterinaria, mentre sinora sembrava consulto di prescindere del tutto da un concorso al manuale di a-graria, destinando il relativo sussidio della Provincia all'acquisto ed alla gratuita distribuzione di un certo numero di esemplari delle celebri lezioni di Agricoltura del compianto Professore Pietro Cuppari. La Presidenza si riservava del resto di preparare pel Congresso più minute proposte. Il Consesso aderiva pienamente alle vedute della Presidenza, Ad XVII L'impiego dei due stipendi! accordati dallo stato per lo studio del caseificio resta subordinalo ad ulteriori studi. Ad XVIII. Esposta dalla Presidenza la inefficacia dei passi da essa fatti per ottenere a spese dello slato la istituzione di un istituto enologico istriano, il consesso ponendo a cuore della Presidenza la continuazione delle pratiche necessarie all'ottenimento di sì vitale ed importante istituto deplora il disinganno patito e passa nella speranza di miglior risultato all'ordine del giorno. !gente può essere istituito dall'Autorità a rappresentante degli interessati in faccia a terzi, cioè per tutti quelli affari che non riflettono i diritti degli interessati fra loro. Ciò sarà poi reso di pubblica notizia mediante avviso nel locale d'ufficio dell' Autorità, nonché nei Comuni in cui trovansi i rispettivi fondi. Dei Commissari governato i. $59. Se la maggioranza degli interessati avanzasse all'Autorità politica la proposta, che dell'esecuzione di un arrotondamento dell'estensione accennata ai i! e 6 venga incaricato un Commissario giurato, sarà fatto luogo a tale proposta in qualsiasi stadio della pel-trattazione venga la stessa insinuata, ove non sor* gesserò particolari ostacoli. II Commissario è nominato dal Dicastero politico provinciale sopra proposta dell'Autorità distrettuale. Gli spettano nelle materie di cui la presente legge, tutti i diritti ed obblighi che la legge altri? buisce all'Autorità politica distrettuale di cui egli figura qual delegalo. Egli darà esecuzione all'impresa giusta le prescrizioni della legge unitamente alla Giunta do\-e venne istituita, oppure unitamente ag interessati, al tecnico ed agli altri periti. ..'!•••.; ie bttJM u n (Continua) 0RDI5E DEL G10B50 *) delta Seduta di Comitato tenuta il dì 8 marzo 1871. 1. Lettura del verbale dell' anteriore seduta d Comitato. 2. Comunicazioni della presidenza. 3. Esame di statuti pei Comizi agrari di Pingueu te e di Dignano. 4. Nomina di un Segretario. 5. Impiego del sussidio dello Stato per acquisto d macchine pel 1871. 6. Progetto di concorso a premio per esposizioni di bovini della razza da. lavoro pel 1871. 7. Progetto d'impiego del sussidio dello Stato pe sericoltura. 8. Esame di tìn' interpellanza del' L r. ministero d'a gricoltura sulla eventuale necessità. 9. Proposta della presidenza sull' impiego del su: sidicr dello Stato per abbeveratoj. 10. Progetto di concorso a premi per caseificio. 11. Eventuali altri argomenti di cui fo9»e votata 1 urgenza. *) Non abbiamo potuto pubblicare quest' ordine de giorno prima della seduta, perchè emesso quando i materiale di stampa era già in torchio. Lo facciara oggi come notizia della relativa seduta, non potendoli peranco pubblicare il resoconto. Notificazione dell' i. r. Luogotenenza del Litoral in Trieste del 16 gennajo 1871, colla quale tengono emanate alctcne disposizioni pe la conservazione ed il miglioramento della coi tu ra boschiva nel Litorale. Per disposizione dell'eccelso i. r. Ministero dell'a gr"coltura furono tenute presso questa Luogotenenz neli' aprile dell' anno scorso delle conferenze commi: sionali coli' intervento dei delegati delle Giunte provi» ciali e delle Società agrarie di questo raggio amminis trativo, nonché di alcuni periti in arte per discuter alcuni progetti di legge tendenti a promuovere l'incre mento dell'agri-e selvicoltura. In tale occasione si venne a parlare dell' abuso fan to pregiudicievole all' economia forestale, che nel tagli dei boschi non solo spazi intieri vengono tagliati p« raso, ma che il taglio stesso viene praticato durant l'epoca del movimento del sugo, e peggio ancora co l'estirpare le radici, e ciò allo scopo di ridurre il tei reno boschivo ad altra coltura, o di usufruirne il legni Emergendo però dalle disposizioni della leg;ge fi restale del3 decembre 1852 Boll. gen. dell'imp. N. 25( che nessun bosco possa esser tolto alla sua destinazio ne e" devoluto ad altra cultura senza permesso delle Au torità, come pure essere severamente vietata dal § qualunque azione tendente a danneggiare od a pori ostacolo alla coltura dei boschi, così mi trovo indott in base al parere emesso dalla succitata Commissioni e riferendomi al § 23 Cap. I. della legge forestale d emettere le disposizioni seguenti: 1. Il taglio raso, cioè l'abbattimento totale de boschi, viene proibito, e ciascun proprietario boschiv è obbligato neli' eseguire il taglio dei medesimi di lasciar sussistere per ogni jugero dello spazio a ciò destinato, almeno 30 dei più rigogliosi alberi delle essenze più utili a regolare distanza per ombreggiare parzialmente gli spazi denudati, e principalmente per favorire il naturale riseminamento dei boschi. Fanno eccezione a questo divieto i boschi ad alio {usto, ove il ringiovanimento del complesso boschivo è già seguito ed i tagli devono essere intieramente purgati dalle legna vecchie. 2. IT estirpamento delle radici e delle ceppale è, ad eccezione delte piante morte, assolutamente proibito nei boschi composti e cedui, e nei pascoli arborati. 3. Durante l'epoca dell' ascensione dalla linfa, cioè dal 14 aprile sino alla fine di giugno, è vietato il taglio dei boschi cedui e del sobbosco ne' boschi composti, Eercliè con ciò le cappaje tramandando molo umore nfatico, indeboliscono soverchiamente, spesso disseccano, o almeno non emettono vigorosi germogli. 'La non osservanza di queste tre prescrizioni viene considerata come contravvenzione ai §§ 2 e 4 della lègge forestale del 3 decembre 1852 ed è da punirsi secondo il § 8 di detta legge. Gli organi forestali dello Stato già in funzione, come pure il personale impiegato dai comuni a tutela e sorveglianza dei beschi, nonché 1' i. r.. Gendarmeria, hanno da invigilare per l'adempimento, di queste prescrizioni, denunciando alle competenti autorità politiche le constatate contravvenzioni. Carlo Fìdler m. p. (Atti ufficiali - Cronaca legislativa - Selvicultura.) ^-RISPOSTE SULLA SQSTBA QUESTIONE DEL QIOEH0. rnùupmm èirn 4*jh V. -II089101K1 Jì'il' £frO& 9T -turni') lb OjOO ! Air articolo Parenzo 22 febbrajo p. p., inserito nel n. 56 del Cittadina, contrapponiamo una categorica dichiarazione. rw" m '/I 1aacHov Assicuriamo., cioè, il suo autore sig. K., che T accusa, da lui chiamata nuova, era invece divul-gatissima in tutta V Istria, e che le buone notizie, recate da noi nel respingerla, ci erano pervenute da fonte ineccepibile: fonte che conserva pienamente il suo eredita anche dopo la smentita di esso sig. K., non potendo egli pretendere di rappresentare tutti i cittadini dell'egregia Parenzo. Dopo ;di ciò, vogliamo dire brevemente anche le ragioni, per le quali abbiamo stimato di non poterci esimere dall' accennare, nelle amichevoli forme usate, air accusa stessa. In primo luogo, era perfettamente inutile farne mistero, quando già ne parlavano, si può dire, tutti e dappertutto. fo» Dovevamo poi, anzi, ritenere opportunissimo il cenno pubblicato, (piando legittima era la speranza, che di tal guisa si sarebbe potuto contribuire ad affrettare la riprova dei fatti contro le recriminazioni. Ci correva, finalmente, anche un vero debito di farne parola, perchè avevamo ragione di crederle e dichiararle ingiuste. Tutto ciò, come ognuno avrà veduto da se anche prima, è molto semplice, naturale, e inno-eentissimo. Ma il sig. K-, per quanto studii, saggiamente, di tenersi pacato, mostra di esserne stizzito, e quindi smarrisce il suo abituale buon senso. Per lui, il porgere una lieta notizia, la quale torna ad onore di quelli, a cui si riferisce, è fare insinuazioni ! ■ d. Secondo il suo giudizio, non è già cosa indegna, in argomento gravissimo di pubblico interesse, accusare di studiata inerzia uomini, ai quali spetta uno speciale obbligo à\ farsi operosi; ma è indegno, in quella vece, essendo pur vero il fatto, giudicarlo men che lecito, ossia osare di contendere ad essi la libertà di mancare ai proprii doveri ! Agli occhi suoi, infine, sarebbe un controsenso voler riconoscere un dissenziente in chi si ape-parta sdegnoso da una pubblica discussione, dalia quale non può-dispensarsi; e sarebbe stranezza lo ammettere, che tale un mutismo possa essere un modo di nuocere al partito che si agita! Eh! via. La cosa è troppo lucida, perchè la si possa ah-bujare con un bisticcio e un sic. Chi mai non sapeva, inoltre, quali fatti allegassero gli accusatori nello apporre quella taccia, contro cui abbiamo parlato noi, e che il sig. K. vorrebbe, invece, giustificare? Chi mai non sa, che nella nostra provincia anche le migliori e più aggradite proposte corrono pericolo di rimanersene campate in aria per difetto di discussione, specialmente allora che se ne astengono i cittadini più autorevoli per condizione sociale e officiale? Ecco quanto soggiungiamo al succitato articolo, sempre con quella spontaneità, che abbiamo diritto di esercitare, e senza preoccuparci minimamente, vòlti come siamo a ben altri amori e timori, se le nostre parole ci frutteranno, la distinzione, conseguita questa volta, di essere chiamati protettori, e di raccogliere, per siffatta nostra benemerenza, ringraziamenti preziosi, o se ci toccherà, al contrario, la noja di aver a fare con piccoli dispetti, mentre si tratta di cosa tanto seria, e la si tratta fra amici, pur sì strettamente congiunti nell'amore della patria. II. Mentre riconosciamo, che la corrispondenza dall' Istria 14 febbrajo p. p. pubblicata dal Cittadino nel suo n. 58, esprime, a tutta evidenza, una sincera convinzione contro Futilità di qualunque unione delle provincie del Litorale, non possiamo rimanerci dal deplorare le molte parole oziose, i modi non sempre urbani, e, sopra tutto, le brutte sospizkmi, con cui essa accompagna le poche cose che dice sul merito della questione. L'ultima di cofceste interpolazieni al testo è tanto più meritevole di riprovazione, che finora, non s'era letta parola, la quale avesse potuto dare pretesto a discutere così. ri) Jaop 9a$ E ciò, per giunta, è anche pericoloso^ perchè odiosità consimili potrebbero essere usate puie dalla malevolenza degl' insultati. - Noi, parte terza dinanzi alla triste possibilità di una lotta così indecorosa, scongiuriamo tutti a interdirsi severamente tali armi. 0 che? Vogliamo aggiungere, noi stessi, nuovi e più acerbi dolori alla nostra patria? Vogliamo essere anche il ludibrio dei nostri nemici? Calma, adunque, e veniamo alla questione, su cui si può portare diverso avviso, e permettersi anche qualche vivacità onesta, senza che vi sia ragione per ciò d'invelenirsene, o di girare torvo lo sguardo con comico orgoglio. Gli argomenti, che la corrispondenza di cui -parliamo adduce non solo contro la fusione delle tre provincie in una sola, ma anche contro la semplice unione delle rispettive Diete, facendo sembianza di non sapere scorgere la ragione di distinguere l'una dall'altra cosa, sono tutti (meno uno, di cui diremo poi) così sdrusciti, che bisogna, assolutamente, metterli fra le cose inservibili. Si dice, che, prima di parlare di unione, conviene attendere, che le magistrature, le rappresentanze, le amministrazioni locali diffondano un po' di civiltà anche nella campagna. Ma, si veglia 0 si sogna? Dopo l'unione si trapianteranno forse in un solo luogo i capitanati, i giudizii distrettuali, gli uffizii di porto, le rappresentanze comunali, 1 comizii agrarii, le scuole, ecc. ecc.? Non è ragionevole, anzi, aspettarsi, che a fianco di queste istituzioni ne abbiano a sorgere, più facilmente, delle altre, in conseguenza, appunto, alla proposta associazione delle nostre forze, e per virtù di quel maggiore impulso, che si comunica a tutte le attività da un centro vigoroso? Vuoisi, poi, che i superiori influssi sarebbero più temibili, quando i rappresentanti delle tre provincie si trovassero raccolti intorno alla sola tribuna triestina. Ma ehi non vede, che dovrebbe, anzi succedere, il contrario? In buona compagnia, prendono coraggio anche i timidi. E quando giù nelle vie si agita una grossa popolazione, e suona intorno la gran festa del lavoro, l'ingegno è l'animo si alzano, e vi si scoprono forze, che sotto l'idillico faggio dei nostri ritiri non si sarebbero scosse mai dal loro sonno. Ad ogni modo, soggiungesi, ferito che fosse il capo, che ne avverrebbe delle membra? Singolare domanda! Non abbiamo ora pure e capo e membra, a cui può toccare, e molto più sommariamente, la stessa sorte? Ma, si continua a domandare, contate voi per nulla il caso di doverci vedere al fianco, seduti proprio sugli stessi stalli, anche uomini stranieri al Litorale, quali possono riuscire eletti in una città commerciale come Trieste? Comprendiamo benissimo, di quali stranieri siasi voluto parlare, e prendiamo, quindi, l'osservazione nel suo miglior senso. Essa, peraltro, è tina vera inezia an-ehe così. Ove Trieste fosse (e Io sarà, a nostro avviso) quella che apparisce ora, quale pensiero mai sarebbe a prendersi di siffatti colleghi ? D'altra parte, cade a noi tanto meno dì averne un così verginale ribrezzo, che vi ci siamo già avvezzati sufficientemente a Parenzo, dove ne abbiamo avuti di quelli di prima qualità, stupendi anche-nell' irto nome, e che vi si tennero così gentili e discreti, da fare da padroni, più di noi, in casa nostra. Facciamo grazia, infine, ai nostri lettori d'ogni confutazione degli altri due argomenti, che si accompagnano ai fin qui detti. — Lruno, invero, ci vorrebbe persuadere a lamentarci di non essere abbastanza piccoli, e ciò in omaggio di quella tale sentenza, per cui l'ideale delle forme politiche sarebbe il reggersi, e quindi anche, mutatis mutan-(lìs, lo amministrarsi a brevi confini. — L'altro.. ! poi, ci regala un' allegra profezia. Noi avremo,, proprio in grembo alla nostra provincia tale un centro da toglierci ogni tentazione di varcare il ponte di Zaule, oltre il quale, checché ne dica in contrario la natura co' suoi monti, o la storia colle sue memorie dei nostri secoli migliori, non va il nome dell' Istria. ! Dove sono, pertanto, le ragioni, degne almeno di essere considerate, colle quali si vuole oppugnare il progetto anche della sola unione delle tre rappresentanze dietali?' Leggasi e rileggasi Io scritto, di cui diciamo,, e si vedrà, che non ve n' ha che una, la quale, sebbene si voglia la ci sia sfuggita» è precisamente quella, invece, alla quale abbiamo fatta la parte principale nelle nostre preoccupazioni. Non fu, 111-■ vero, per essa, cioè per la considerazione del pericolo di compromettere le sorti della rappiesen-tanza triestina, che abbiamo consigliato, or sono due anni, di sospendere le decisioni sulla proposta unione? Non è per essa, che oggi stesso, mentre esprimiamo la nostra più larga fittaci» nella cresciuta gagliardìa della vita nazionale di Trieste, e mentre sosteniamo perciò, del nostro meglio, il partito che si discute, ci mostriamo nuHadimeno così lontani daTl'aspirare a qualunque briciolo della infallibilità, che tanti e con tanto ardore si pigliano intiera, da rimetterci al giudizio dei patrioti triestini, di sì gran tratto più competente del nostro? — E quando provochiamo l'argomento capitale in appoggio della nostra affermazione, occorre che cr indugiamo a descrivere i progressi di Trieste? In ogni maniera, poi, abbiamo bisogno di raccontarceli fra noi, quando li abbiamo-: sotto gli occhi? Certo, non sì può andare sicuri degli eventi, che sono instabili, e sapevamcelo. Ma appunto per questo sarebbe assurdo voler attendere, per operare, quella sicurezza assoluta,. | che non può mai venire. II corrispondente non vede tutto ciò, perchè anche in questa parte delle sue osservazioni, dove pure avrebbe potuto prendere una buona posizione, ed essere ascoltato con pieno rispetto dai leali e modesti suoi avversar», non mette giusta la questione. Egli vuole vedervi un pericolo per noi, quando invere è manifesto, che, nella peggiore ipotesi, non può parlarsi che di nn pericolo per Trieste. Pericolo per noi? Ma quale reazione, che riuscisse a Trieste, non riuscirebbe del doppio qui? E non lo abbiamo anche veduto? E il brutto tempo, che ci era venuto addosso, credesi forse che sia stato quel più di tristo che ci possa incogliere? — Per carità, non facciamo la più infantile delle poesie, la poesia di chi trovandosi meno male adagiato nel presente, canta l'infido riposo che gli è consentito da un po' di pietà della fortuna, e lascia, intanto, volar via il pensiero dell' indomani. . • ^ohey o.uuV'" 003. Ed ora, prima di lasciare da amici, quali ci onoriamo di essergli, il corrispondente rovignese, a cui abbiamo detto schiettamente, ma senza il minimo senso di rancore, l'animo nostro, sentiamo il bisogno di assicurarlo, che apprezziamo, con sincera estimazione, quel non facile lavoro economico-morale, eh'egli ricordò con giusta e patriottica compiacenza, e pel quale la provincia non cesserà mai. di essère riconoscente .a coloro che vi posero mano. Nè, fatta l'unione, l'opera lóro 6arà interrotta. Essa avrà, anzi, còme ce lo auguriamo, un campo assai più vasto, e raccoglierà più largo premio di nobili soddisfazioni. Alla corrispondenza triestina, uscita nell' Italia nuova del 2 marzo, abbiamo già risposto precedentemente nel secondo articoletto dell' ultimo nostro numero, riproducendo essa, nella parte che soggiace a confutazione, la corrispondenza istriana, pubblicata dal Cittadino del 23 febbrajo p. p. Noi ne facciamo cenno, per notare, eh1 essa viene a darci ragione là dove vuole rispettate le tradizioni, che hanno base nazionale, ossia che rispondono al grande principio della nazionalità. E che altro, in grazia, sosteniamo noi? Ma, a fronte di ciò,, quel corrispondente non s' è voluto placare, e ci condanna, addirittura, al fuoco centrale della terra. >, " La sentenza, come si vede, è grave, e crudele anche. Ma, siccome ce ne appelliamo a quel giudice sempre serio e giusto eh' è il buon senso del pubblico, e nè inferni nè limbi temiamo da esso, così ci mettiamo il cuore in pace, e proseguiamo a dire, senza jattanze bensì, ma con fermezza, quello che ci detta la coscienza, nell'interesse del nostro paese. IV. Al corrispondente del n. 66 del Cittadino, che siamo lieti di avere a compagno nel volere l'unione delle nostre Diète, e non già la formazione di una sola provincia, dobbiamo due parole. Egli non ha compreso una nostra argomentazione. Noi non abbiamo tratto in discorso i danni che potrebbero, ora 0 in futuro, derivare al Municipio di Trieste da una trista Dieta. Sebbene, in questo mondo, ogni: malanno sia possibile, non avevamo motivo di porci quella nera ipotesi. Anzi, avevamo tutti i motivi di non farla, subitochè ci opponevamo a quelli che la facevano, sostenendo noi, contro di essa, come affatto improbabile, per virtù dei progressi triestini, una reazionaria rappresentanza complessiva delle nostre Provincie, ed eccitando, precisamente perciò, ad effettuare l'unione. Che abbiamo detto, invece ? — Trovandoci dinanzi ad uno, il quale giudicava, che non v'era obbietto di sorta, nemmeno nel 1868, a tradurre in atto immediatamente il progetto di cotesta unione, e, in appoggio di questo suo giudizio, pretendeva, che in Trieste sarebbesi fatto, egualmente, tutto quello che s' è fatto in questi ultimi anni, anche allora che quel Municipio avesse avuto sopra di se una trista Dieta, abbiamo dovuto osservare, che questa era una affermazione erronea, e, quindi, accennare al male, che tale una Dieta avrebbe potuto recare alla pienezza e purezza del movimento nazionale e liberale dcgl' interessi triestini, tenuto conto, particolarmente, delle gravi lotte che vi furono, e delle maggiori difficoltà, che le prime, lotte, com' erano quelle;, debbono vincere. — Ecco tutto. Dove sono, adunque (a parte pure le cattivo voglie dell' espressione, a cui guardiamo, e passiamo) gli spauracchi nostri? Noi non abbiamo nè la pretesa, nè la lusinga di trovare assenzienti alle nostre parole tutti 1 nostri lettori. Ma quello che ci pare molto lecito chiedere e altrettanto ragionevole sperare di ottenere è che certi nostri oppositori, amando combattere l'una 0 l'altra delle nostre osservazioni, vogliano usarci la bontà d' informarsi, prima, di che si tratti. V. Dopo stampate le risposte, che si leggono qui sopra, ci arrivò il Cittadino del 9. Nel riprodurre la nostra corrispondenza del 22 febbrajo, esso ci reca una dolorosa notizia intorno alle sorti più vicine della proposta unione. Afferma, cioè, che i migliori suoi concittadini non reputano opportuno il tempo presente a siffatta discussione. Conoscendosi i rapporti di quel giornale, non è lecito, pur troppo, mettere in forse la verità di queste parole. Senza dubbio, e lo abbiamo detto, non si può non riconoscere nei patriotti triestini i giudici più competenti a decidere, se, misurate le nostre e le loro forze, possa 0 no effettuarsi fin d'ora V unione, senza pericolo per la loro città. Anche dissentendo da essi, conviene tenerne l'avviso nel maggior pregio. Nella discussione, che abbiamo accettata con ottime speranze, vedendola aperta dal Cittadino} e che non si poteva differire in alcuna maniera, per ascoltare nuovamente alcuni istriani, che non vi avevano scórto nemmeno soggetto di questione, abbiamo sempre subordinato le nostre collusioni alla volontà di Trieste. Dolenti della riportata notizia, non vogliamo credere, peraltro, che la loro decisione sia definitiva, riputando impossibile che siasi abbandonato il pensiero di quell' adunanza, che si doveva tenere a tal uopo, e eh' era stata da noi e da altri cosi vivamente domandata mediante la stampa, e anche altrimenti promessa e sollecitata, appunto per approdare, come scrive il Cittadino, a risultati pratici. Ad ogni modo, quando dovessimo rassegnarci a vedere nuovamente sospesa l'attrazione del progetto ora discusso, e ciò per quelle cause, che avevamo addotto al tempo della nota deliberazione del comune di Umago, e che a noi oggi parevano cessate, a noi arditi nella nostra prudenza, come giustamente ci dicemmo, ma deferenti in uno verso Trieste, che sola ha qui il diritto dell' ardimento, — ci rimarrebbe, almeno, nel nostro rammarico, il conforto, che la importante questione venne, se non risoluta ancora, considerata dalla grande maggioranza dei nostri compatriotti,. e dai meglio esperti e volonterosi, pressamente nel senso sostenuto da noi, tanto più cauto d'ogni altro, e conciliativo, e facile,' e prossimo alla meta. E ci ■resterebbe, inoltre, la buona consapevolezza, che noi, trattando senza intemperanze e senza personalità la questione stessa, vi abbiamo recato sempre gli stessi criterii, sia che ci volgessimo a coloro, che volevano troppo, e rendevano di tal guisa più difficile il passare dai detti ai fatti, sia che movessimo contro i fautori dello sfatti quo. Ora, badino bene questi ultimi, che se la contesa avrà pel momento l'esito che oggi temiamo, esso non darà loro ragione di sorta, perchè determinato da obbietti intieramente diversi da quelli che opposero essi. Questo diciamo, non tanto perchè et piaccia rilevare, come le idee della Provincia non sarebbero state smentite neppure in questo caso, quanto perchè importa si sappia, nelf interesse medesimo della questione, eh' è sempre pendente, essere l'Istria desiderosa di operare l'unione delle tre Diete, ^e attendere soltanto, pel debito riguardo verso Trieste, che questa dichiari di poterla accettare, senza proprio danno. Anzi, noi confidiamo, che gli stessi nostri oppositori, che sono pochissimi, farebbero, certo, alla concordia il sacrifizio delle loro convinzioni, quando i fratelli triestini stimassero venuto il giorno di poter soddisfare il nostro voto. Posta pure, adunque, la peggiore ipotesi per adesso, è chiaro, che il dibattimento che s'è fatto, avendo prodotto, almeno, una tale certezza, e stretto poi sempre più i vincoli dell'affezione, che legano questa provincia alla sua città capitale, non sarebbe stato inutile. Ciò ritenuto : non ci stancheremo mai di caldeggiare il meglio con assiduo impegno. - iiti ji'.j , le camere agrarie. Siamo pienamente d'accordo col contrario voto emesso dalla presidenza della Società Agraria istriana circa il progettato connubio delle Camere di commercio 'colle Società agrarie, connubio, che, come avranno veduto i nostri lettori nel n.° 5 della Provincia, fu promosso dalla Camera dì Eger e dietro interpellanza fatta dall'odierno Ministro, respinto dal maggior numero dei cointeressati. Giustissima e convincente è tra le altre ragióni quella addotta dall'articolista della Società a-graria istriana nel succitato numero, che, cioè, molto spesso il commercio ha interessi opposti a quelli dell'agricoltura, sicché ona Camera comune o mista non potrebbe mai tutelare gl'interessi commerciali se non a scapito degli agricoli. Per l'indipendenza poi della Società agraria propugna il sullodato articolista la fondazione delle cosi dette Camere ceqrariey sulla quale diremo intanto cosa si faccia di presente nel Regno d'Italia. Allo scopo, così il giornale la Provincia di Udine, di promuovere l'attività dei Comizii ha pensato il Ministero di agricoltura a riunirli in Consorzi! e a fondare, per dirigere questi, le così dette Camere di agricoltura, aventi sede e concoscrizione fissate da un Decreto Reale, dopo a-yere intesi i Comizii costituenti una zona agraria del Regno, ed il Consiglio cT agricoltura. E nell'Italia, divisa per zone, bacini o versanti secondo le sue varie specialità agricole, le Camere d'a-gricoltura sarebbero il centro- dei Comizii, la direzione suprema dei loro lavori. Esse sarebbero composte dei delegati dei Comizii agrarii della propria circoscrizione, cioè di un delegato ogni 50,000 abitanti, e dei delegati delle varie Società promotrici dellr agricoltura. I delegati ( secondo il progetto ministeriale) durerebbero m ufficio tre anni e sarebbero rieleggibili. Si rinnoverebbero per un anno coli' estrazione a sorte nei primi due terzi, e successivamente per anzianità. Ci sarebbe un Consiglio direttivo di otto membrir duranti in carica due anni. La Camera si radunerebbe in seduta ordinaria una volta all'anno nella prima metà di dicembre ; però, secondo il bisogno e dietro stabilite modalità, ci sarebbero anche sedute straordinarie. Queste legali Rappresentanze agrarie verrebbero mantenute col concorso dei Comuni. Ma non volendo offerire ai nostri lettori per intero il programma ministeriale per la istituzione delle Camere di agricoltura, ci limitiamo fermare la loro attenzione sugli obblighi che il Ministero ha in animo di assegnare ad esse. Alle Camere di agricoltura spetterebbe intanto l'incumbenza di promuovere. l'istruzione agraria, di sorvegliare le scucile, i poderi, le colonie agrarie sussidiate dal Governo, e le Stazioni di prova. Esse dovrebbero fare eseguire esperimenti con metodi più efficaci di-coltivazioni, con macchine e strumenti perfezionati e con nuove piante produttive. Le Camere d' agricoltura dovrebbero incaricarsi di promuovere opere di bonificamento e d'irrigazione, e la costituzione dei relativi Consorzii ; promuovere e dirigere pubbliche esposizioni e concorsi agrarii; riferire al Ministero in relazione annua sullo stato delle campagne, sulle statistiche agrarie, e sull'operosità dei Comizii. Tutto ciò, ed altro ancora, il Ministero assegna quale compito delle Camere d'agricoltura. E ne lodiamo l'intendimento, e lo desideriamo conseguibile. Però non lo speriamo, qualora non riesca esso ad affidare tali cure a uomini, -che del loro ufficio sappiano fare un apostolato; qualora non ottenga che qualche voce eloquente scuota i più da quell' apatia eh' è morte alle più utili istituzioni. (j7;2ìj.;.j Riuscirà il Ministero ad effettuare il suo disegno? Speriamolo, perchè per esso l'operosità dei nostri Comizii agrarii avrebbe maggiore probabilità di riuscire fruttuosa. Speriamolo, perchè, in caso contrario, sarebbe assai a deplorarsi come per l'inerzia e la mancanza di forze associate, si voglia in Italia stare, anche ne' rapporti agrarii, al dissotto di altre .Nazioni. , , flf, . li J» .,9to*>iqt «krisq idexu ttiZ;'^ ! «iTj»«b k iiw ;JjHijURM 9> iroid ittoronj i'o wn ■ - r ^Bibliografia. 1 Ricordi di Nane Gastaldo ai colonh Lunario pel 1871. — Feltre, tipografia sociale Panfilo Castaldi. Le cose opportune bisogna ripeterle fino all' importunità. Vorremmo avere assai più di voce autorevole, assai più di dottrina e per parlare, come merita l'eccellente libro, del quale è annunziato qui sopra il titolo, e perchè le nostre raccomandazioni sieno valide a persuaderne l'acquisto a moltissimi. La società agraria ne sostituisca, e ne ajuti; provveda un buon numero di esemplari, ma presto, se no, non ne troverà più; e li distribuisca ai comizii e alle comuni. Anche noi per non perder tempo, giovi quel che può, ne diremo qualclie parola. Noteremo intanto^ perchè T esempio sia imitato, l'uso bellissimo, che si va sempre più estendendo, di trattare questioni agrarie nelle modeste forme del lunario. Noteremo ancora richiamando i riflessi della società agraria, come sia il miglior modo, a nostro vedere, di propagare i buoni metodi, quello di mettere in mano all' agricoltore libretti che trattino di speciali colture : monografie p. e. della vite, dell' olivo, dei prati, degli avvicendamenti ec. ec., piuttostoehè trattati completi di agricoltura che abbracciano tutta la scienza. Tutte queste monografie, dovrebbero essere fatte pos-Bibilmente in provincia, o, e per questo abbiamo detto in provincia, con le modificazioni, che, per il clima ed 51 terreno e le oondizioni economiche, vanno fatte alle teorie generali di quelle stesse colture che si leggono su pei trattati. Veniamo al libro. Nane Gastaldo scrive per i coloni suoi carissimi, «e per quelli fra i padroni che, ■n poco o nulla conoscendo la vite, vogliano porsi a sturi diaria e a coltivarla da per loro. » Dunque quei professori, che tutti sanno, non possono neppur lagnarsi col dire;- è roba che si conosceva già. Essi non sono chiamati. Ma, a dire il vero, ho sentito da parecchi, che sono a giorno di tutte le pubblicazioni nazionali ed e-stere in fatto di viticoltura, che il libretto di Nane Gastaldo è un capo d'opera, anzi v' ha ohi sostiene che non ve ne sia uno migliore in Italia, per ricchezza di dettaglio e scelta di metodo. Nane Gastaldo? . . . f . Nane Gastaldo fu già presentato ai lettori della Provincia, ma, in giorni di lutto, e forse pochi vi avranno posta mente, &'otto il fQgtf di Nane Gastaldo si cela quello di un egregio patriotta, di un valentuomo, di un distinto agronomo. Nane Gastaldo è il cav. Bellati di Feltre, vice presidente di quel comizio agrario, [ ji-tJi-i ri. i.i i.i.f» t»'i.».r*,)[T ,r- ' i f i; ' Nella corrispondenza di Pisino a pag. 693, col. II incorsero le seguenti inesattezze: bos traeuyros invece di bos brachyros color ferro n color oscuro e nella lettera diretta alla Redazione pag. 695 col. I lin. 16 invece di dato loro i natali leggasi di aver dato loro i natali. TIP. DI GIUSEPPE TONDELLI. Jiin tii -j NICOLO' de MADONIZZA Redattore.