la nostra lötta ORGANO D EtL* U ALS. DEL CI R GONDARIO 1ST RI ANO - TERRITORIO DI TRIESTE Si awicina iS S. MMSGS& , rassegaa sBáSS® îofæg e sS&i nsilfei det Eavoro DIREZIONE — REDAZIONB — AMMINISTRAZIQNBt Biva CaitelleoB» 2 — CAPODISTBIA, telaf. iïO abbonamentl Zaaa s e nmma* um» Cto. ISO, wnmm U. ym, tsmuarim U M& ta&æoue b. DINAR! 3. — LIRE 15. Cocto coït, sella Basca lstriasa E’ORA DIFiNSRLA La reazione italiana ed ir» parti-colaire queUa triastina, in stretta imité di intenti clon i cominformi-áti, hanno teníate e tentano di in-troduirre Bel Bastiría Circondario i sistemi ed 1 metodi ohe hanno con-tradd'istdnto il periodo fascista, du. rante Ü qiuale ie nodtre pópala zioni soma staite penseigiuiitaite e deprédate. Oggi tiutta la stampa reaziomarla cenca’ eífannosamente di documentare H «presunto terrore» da loro •tessi creato ed inmediatamente aitnancaita dalla spontanea reazione popolare. : ■!$? Questa campagna temoristiea ,per far falliré je nos tre elezioni é sta-ta meticolasafnente preparata da tilinga tempo. Dalla amaliisi di questa igmobile aziene provocatonia, ri-sultai che la reazione ha! adottato id sistema del terrore diretto e sistemático contro l'elemento italiano in partiooilare, glacehé i vieti siste. mi di menzagna e di catonnie era-no falliti di oontro alia realté dei fatti. ' Alío scopo sano stati mobiütati tutti gil agenti prezizollatl operanti ndlla zana, ai quiali le rimunera-ziioini sono state raddpppiate e triplícate. La stampé triestina ed italiana si é addaffarata da mesi per creare nel mondo una pisicosi, gra-rie alia qiuaíle lo seatenarsi «del terrore balcánico» giungease come una coisa lógica e naturale. II terrore diretto, esemcitaito contro i cit-tadiBi del cimoondario, 6 andato dalle minacce dirette centro singoli, alie lettere mlmator ie oontro numeras! candidati del Fronte Popolare e degli altri partiti. Tali lettere sano state ricevUte — per citare qualche nominativo — da Libero Pizzarefflo di Capodistria, da Francesco Lanza di Capodistria, da Potz’izeitto Guido puré di Capodistria, da Fonda Libero di Pirano, da Fonda Luigii, ]eadér del Partito socialista del TLT e da altri ancora. I] comitenuto di queste lettere mi-naccla apertamente la morte e, neü’imsieme, etbe non hanno nulla da invidiare ai ricatti dei piü sel-Vaggi gangisterte americani. I com-intortnii&ti locaili e triestini in materia di sistemi terroritei non sono risuiltati al di sotto dei loro col-leghi, come dimastralto daill’ag'gres-siane súbita da un gruppo di cit-tadini isdlani, tra i quali anche un membro della Difeisa Popolare, da parte di Bruno Deste, armato di pistola e di colteMo. Emisisari del CLN dell’Istria han-no girat'0 per settimane. in gruppi di tre o quattro, alia guisa dei bra-Vi di Don Rodrigo, per le famiglie delle cittadine cobltiere, terroriz-zando i cittadind aifinché si aste-nessero dai voto. Due di questi «Bravi» sono stati idemtificati nello Btudentfi capadiistriaBo Fornasaro e neíl'aiwocato pañis. La parola d’orr-dine intimidatoria era: «Verra Vitalia e aliara la pagherete!» (Bella ed attraente propaganda per Vitalia). L’appagigdO sí questí agenti da parte del toro mandamti di Trieste fe »tato ed fe il piü completo. Il posto di Moceo al moto della Perche-ría di Trieste é da tempo l'arena sanguinosa in cul vengono colpiti minacciati e ricattati i cittadini del inostro Circondario che si xecano nella Zona A, sotto Vacehio benévolo e campaaciuto «dei tutori del-rorfdine» del GMA. Di cid ne fa fede la cronaca ñera e gialla dei quotidiani triestini. Ola'gsico esem-pio di questa furia aeivaggia S l’ag-gresslone súbita da certa Galuzzl di Umago, percqrea brutalmente da-ud giiavinaatro, che, dopo averia Colpita. la trascino per il selcia.to nei preasi della pescheria infieren-do a Jungo su! suo corpo. Questo fatto repugnante fe awe-niuto prima delle elezioni. Ci li-mitiama a questo caro, perché trop-po tonga sarebbe Velenicanzione di ocniisimili fatti ^ucce-gi prima e dopo le elezioni. Nela nos tra zona la tattica bar-barica non 5 stata per milla mo-dificata. Aggreasioni a persone, aperte minacce, terrorismo della piü balitea lega, squadracce fasciate pmovocatrici hanno caratterízzato la maralie degli irredentteti, imbaldan-Kiti daM’appoggio aperto dell’impe-rlailismo italiano e dallo pseudo IPartito comunista caminformista di Trieste, nefe cui callule veniva im. partito l’ordfae dj redartei nella Zona jugotílava dej TLT ad esercitUre pressione moonalfi e materiale sugli eiiettori. di episadl e i fatti da citare so-no numerosiiasimi. L’inisegnante Lon-cair Antonio di Büie ha beistialmen. te odlpiito con una seggiola il fat-toriino StocccivaK, che gil recapit'ava a domicilio il certificato elettorale. Lo Stoocovaz ha riportato graiv.i lesioni al capo. II compagno Menis Bxiunio da Isdla., dopo aver oompiu-to il suo dovere di elettore, fe rtato eiggredito e malmenato d!a alcuni «sconosciutl». Tale sorte fe toccata puré al compagno Degrassi Borneo ed aMa di lui mogl’ie, mentre si re-oavano ai aeggi etetltoraVi. La di lui madre poté sfuggire alia sorte dal figlio e della nuara barricanddsi in caisa. A Lopario, tale Bencic Evaristo ha bastonato la propria madre e la magüe, ree di a,ver voltato. Caivre-cic Giuístina percuoteva una vec-chíettia che ritomava dal seggio, ac. cotnpaignanclo le percosse con le tastuali parole: «Questo é il premio perché haj votato»! Sergals Antonio, da Sergaisse, venilla minacciato dal figlio che lp diffidaiva dal votare a scanno ai peggiori guai. Gino CastelOani da Capodistria é dégente alVaspedale di laqla pe» le percosse ricevute LA LOTTA DEGLI OPERAI IN FRANCIA dai soiiti «sconoseiuti», ¡ quali era-no informât! che il Catetellani non solo aveiva votato, ma aveva fatto opera di oonvlnzione preisso terzi. Certo Veecoivo Cario, noto a Pucce come elemento anitipopioïare, si è portato nal vicino paeise di Carcasse, diffidando singoli paesani dal votare. La cammissiome elattorale di San Bietiro é stata aiggredita da un gruppo di facinorosi, alio scopo di manomettere Vurna. Un vecchio pescatore di BOssadraga si presenta va pianigente al proprlo seggio elettorale, dichiaxando di aver ri-cevuto la visita di «sconoseiuti» i quali lo aivevano awertito che se avesse votato sarebbe stato invia'to in Boísnia. Sugli elettori piü gio-vani si cerrava di influiré inisiniu-ando loro che, se aveásero votato, avrebbero dovuto adempire il ser-vizio militare nell* 1 II III IV V VI esercito jugo-islava. Queati ed altri numerosigsimj so-no i fatti succeslsi nelie nositxe citita. dine e paesii diel cánciondario prima e durante le elezioni, trascurando 10 studio di «giarnalisti», inviati dalle varie áigenzie spiionlstiche, che, con la loro presenza e parole minaeciase, hanno tentato anche eSsi di influiré sugli elettori. Bisogna ammettere che la nostra gente ha siaputio anche rispondere per le rime, quamdo è stata pro-vocata, e questo di santa ragione. Ora, apriiti cielo! Gli articoü, preparati in precedencia, sono stati pubbücati dai foigli della piü ñera reazione e parlano di «pogrom» di ditaliiani, di «terrore balcánico», di campi di concentramento, di depor-(tazioni in malslsa, di centinaia di famiglie senza tetto, di ospeda.ll ri-gurgitanti di feriti, di gestanti e vecchie donone impalzzite dal terro-re, di ldttanti strappati dalle brac-cia dielle madri e percossi, di gente denúdala e portata sotto soorta ar-mata. ai seig.gi elettoraili, di turbe iscatenate che danizano il Kolo at-Itomo alie vititime, di esodi in mais-sa da tutte le localité delVIstria, di condamne per direttiisisáma a mesi e masi di lajvori ferzati, di nuovi esuiii che giunigono a Trieste con dipinto neigli occhi il pánico e la co-sternaizione, di1 conflitti fra conta-dini e titiisti, di decirue di persone teciamparlse misteriosamente, di foibe riigurigitanti di cadaiveri di italiani, di mort'i e infine di GUERRA CIVILE. Hanno dimentieato soltanto i dischi e le banane vo’anti nonché la peste ed il terremoto quali oa-etiahi dell’ira divina. Troppo lUnigo sarebibe smentire, oaiso per calso, le mvenzioni della teppagüa fascista in questa orgia scatenata per ooprire lio smacco súbito cen la vittoria del nostro po-polo lavoraitore aille elezioni di dómenles. Dellse Antonio, di 62 anni, è morto lunedl soerso, dopo una d'e-'geniza di due mesi all’ospedale di Isol.a, per1 taicinoma alto stomaco. L'infermiera Nemez Jurica lo ha Bteteilstito per tutto il periodo della sute mélarttia. Deliise Antonio é di-vemuto, secando la stampa italiana, .un miartire della «furia titista». Ca-Iterina Sa'lvaigna di Isola, di oltre 70 anni, affetta da tongo tempo da gravi disturbi cardiaci, si è spenta come imevitabüe. Tutit'a la popola-zitíne di Isola é tegtimone di quanto isicpra affermato. eippure anch’ essa fe una vütima dello rtesso terrore. Se andiamo avant! di questo pals-iso, tutti i mor,ti che avtemo nel circondairio dell’Istría ingigantirart. no il gié junigo elenco di «italianiis-sirni martiri». E’ naturale che anche da noi la gente nasce e minore come in ognl altra parte del mondo, ma ci sembr'a che si altrepassi la misura se ogni morte naturale viene atitriibuitla al terrore titino. Bietro Minea, presidente della Cooperativa pa-icatori di Bossa Draga a Oapadáigtria, che, seconde i gaZzettiieri, sarebbe stato prelevato da cai-a e traiseinato alT'e urne sotto scionta armata, non sa nuüa di tutto cié, e lo persono confermare tuttü i pasciat'dri dei pdpolare rione di OalpodMria. Bure a Bciasa Draga nassuno sa nuilla del povero pescatore portato ,in mutandie nel ouore della notte att seggio elettorale. La famiglla Sauro ign-ora, con grande sooroo e vergas,na de «I'l Meissaiggiero Véneto», dell’Umità e 5^ Co. di essere .rltata minacciata da si'aVi armati. 11 Márchese Gravilsi oadde dalle nuvole quandio glj venne chieteto quanti sbirri armati io avelsserc traiscinato ai proprio seggio elet-toralie. La signara Sambo sornide diver-tita, apprendendo che, secando i giornali quailificati d!i Trieste, la madre sarieibhe stata denudat'a ed in quelle condizioni pértaita alie urne, ove sarebbe stata coita da siinjtomi di equilibrio mentale. Il párroco di Isola, Don Deüse, celebra indilsturbato la mesisa, e non sa al iscitotaimentfi nuüa che delie «belve umane» gli abbiano s'traccia-to l’abito talare e p.ortatio lo scom-piglio nella gua casa. Don Giovaimi Cavlaifarin, Barroco di Bule, non ha seppellito morti da due mesi, data la super.ba :a-lute dei buiesi, eppure, seoondo gli tecr'ibacdhinl italiani e triestini, do. vrebbe esisere perennemente al ci-mitero per impartiré le ultime be-nedizioni aüe vittime dei maissa-cratori con la siteiüa rossa. Don Bor-itolo, di Castelvenere gode ottima salulte, ed aijazi, carne da lui stetsso dkihiarato, è staito uno dei primi a oonsegnare la scheda al presidente della cnni, contadino, Babiči 150 II Unité: Kraflj Franc-Petek, fu Gi.uiseppe, pittore, Capodistria. So-ctituito: Sabadin Vittoria,, di Stefano, caealinga, Sabadini 125 Sabadin Oskar, di Giuseppe, ccintadino, Sabadini 126, III Unité: Lovrečič Kristina, fù Giubeppe, caisallinga, Cortine 3. CFL OSPO I Unité: Purger Mirko, di Giovanni, oontadino, Oispo 71 II Unité: Boisič Rosa, di Andrea, casalinga, Sočerga 7. CPC PIRANO I Unité: Tavčar Zorko, fù Luigi, caipitano mar., Pirano - via Verdi 1035. II Unité: Perentin Sergio, di Salvatore, pebcatore, Pirano - Sauro 36 III Unité: Knez Giovanni, di Matteo, contadino, Capodistria, XX Settemhre. IV Unité: Abram Mario, rogio-niare, Capodistria, via Carli. Sott it iu to Fornasaro Mario, di Francesco, impiegato, via Morosini 4. V Unité: RadiivO Franceisco, fù Pietlrp, muratore, Pirano-s. Giacomo 478, Fonda Libero, fù Giovanni, operaio, pirano Via Matteotti 22. VI Unité: De Gressich dr Eme-rto, fù Emilio, giudiče, Pirano Man-dracchio 688. Crdilini Eüa, fù Antonio, impiagiata, Capodistria. Vili Unité: Lavanzini Giovanni, Mario, elettr.icista, Firano 643. Ruc-na Olga, di Gregorio, casalinga, -Pirano 761 — Giaaohin Bruno, fù Luigi, operaio, pirano Calle Castro 200. VIII Unité: Farenzan Antonio, di Pietro, marittimo, Pirano 644. Ju-rincic Pietro, dj Giovanni, operaio, Portcrose 153. IX Unité: Krisman Matteo, dl Antonio, operate, Fbrterose — S. Martino 32. CPC PORTOROSE I Unité: Meinsnik Antonio, fu Giacomo, contadino, Santi an e 291 II Unité: Janez Luciano, fù Mi- (Continua in seconda pagina) AI CANTIERI PIRANESI SQUADRISMO FASCISTA DEL C.L.N. DA NOI P0TRÄMQ CREÄRSI UM NU0VÄ VITA VILE AGjGjRESSIONE nególa dalla marcia società che hanno abbandonato ad un com «Non abbiamo bisogno di manodopera» - si sentiva rispondere il compagno Luis. L'Ufficio del lavoro era la $ua seconda cosa. - «Sono una vittima deü’ukimo sciopero - dichaira il compagno Paleari - sono venuto qui per non dover un giorno mendicare.» Tramortito col pugno di Ierro infieriscono sul suo corpo inanimate» - Il C.L.N ha punito il compagno Castellani perché ha fruito del diriffo di voto Abbiamo parlato con l’operaio elettricista Luis Adolfo, e Paleari Riccardo operaio tornitore, ambe-due giunti da poco da Trieste ed ora impiegati ai Cantieri Piranesi. Le frasi tra moi e questi due la-voratori meritano riferirle ai nostri lettori, poiché ancora una volta dalla viva voce di due compagni si ricava un quadro realistico della situazione a Trieste, dove decine di migliaia di famiglie sono co-strette a vivere alia giornala, causa la disoccupazione che ha getta-to sul lastrico padri di famiglia e giovani, i quali nulla hanno da superare dal futuro. II comp. Luis è un uomo sui trenta anni che a Trieste, per mesi.e ine-si, ha mendicato un lavoro qualsia-si, ricevendo sempre la stereot’pa-ta risposta: «Non abbiamo bisogno di manodopera». L’ufficio del Lavoro in Piazza Oberdan era la sua seconda casa, poiché negli Ultimi tempi vi tras'correva gran parte della giornata nella vana atte-sa di sentiré il suo nome pronun-ciato da uno degli impiegati dal viso ermetico annunciante ¡1 turno per il lavoro. II compagno giunto qui da noi, da appena tre o quattro giorni, porta ancora sul volto le tracce di IÄ¥@R© W@i@¡ffAüi© LA GRANDE RIUNIONE AL «TARTINI» DI PIFANO Sí F-P.;n@n promette ¡instilment® ma realizzi il bañessore populare Mercoledi scorso alie ore 20,30 si è tenuta a Pirano al teatro Tar tini la prima riunione di massa dopo la vittoria conseguid dal F. P. nelle elezioni. La grande sala del Tartini era afíollatissima, infatti erano presentí oltre 500 cittadini. NeU’attesa dell’apertura la banda cittadina ha es'eguito scelti pez-z¡ musicali. Quindi preceduto dal suono del-l’Inteínazionale, il compagno Fonda Libero ha aperto la riunione e-saltando la vittoria ottenuta dal Fronte Popolare a Pirano e nel Circondario. «II popolo lavoratore — ha detto il compagno Fonda — ha riaffermàto la sua fiducia al Fronte Popolare ed al suo programma, perché sa che il F. P. non promette a vuoto, ma realeza tutto ció che porta il benessere al popolo» Dopo aver ribadito come le elezioni siano risultate una magnifica manifestazione di unità e di fra-tellanza, il compagno Fonda ha dato la parola al compagno Paren-zan. Il compagno Parenzan ha messo in risalto 11 significato délia vittoria ottenuta dal F. P. aile elezio. ni ed ha smas'cherato il terrorismo esercitato dagli agenti délia rea-zionè e del cominform sugli elet-tori per impediré loro di votare. Dopo aver sottollneato la nécessita di sviluppare piu largamente il lavoro volontario, l’oratore ha invitato la cittadinanza a parteci-pare attivamente alia gara di emú-lazione per il Primo Maggio, festa dei lavoratori! «In questa gara dovremo compie-re il mas'simo sforzo - ha continúate l’oratore -per daré un’altra dimo-strazione della compattezza del no-stro popolo e della fratellanza esi-stente ira gli italiani e gli slavi del nostro territorio. Noi sapremo dimostrare come si costruisce il socialismo». Nella discussione il Compagno Saule ha smascherato, alia luce dei fatti, la campagna calunniosa in-scenata dai circoli irredentisti e cominformisti sulle nostre elezioni, biasimando l’operato di quei cosi-detti giornalisti, che erano ve-nuti domenica neí nostro circondario per provocare ed intimidire gli e-lettori. Calorosi applausi hanno sottoli-neato le parole dei compagni e concluso la riunione. In chius'ura la banda ha eseguito l’inno dei lavoratori. una tristezza accumulatasi in mesi e mesi di stenti e di umiíiazioni. «Ora lavoro qui com eelettricista mi trovo alloggiato in un albergo, ma ho giá preso degli accordi con una famiglia che mi affitterá una stanza. Potro cosí — dichiara il compagno Luis — incominciare u-na nuova vita, potró crearmi una famiglia, ed una vita decorosa ne-gatami dalla marcia s’ocietá, una vita che nel mondo da me ora abbandonato rappresenta un sogno irreal izzabile per chi deve lavo-rare per vivere negli stenti». II compagno Paleari, che invece lavora nell’officina meccanica, é un uomo anziano con i capelli bian-chi. <£i accoglie sorridente ed abban-dona per un attimo il controllo del tornio. «Sono una vittima dell’ulti-mo sciopero genérale — ci dichiara il compagno —, sono stato getia-to sulla strada per aver dichiarato la mia solidarietá con i miei compagni in sciopero. Ditemi voi come avrei potuto vivere a Triese di-soccupato con una misera pensione di 3.992 lire mensili. Ho lavorato tutta la vita per poi es'sere caccia-to come un cañe sulla strada da un padrone egoista ed ingordo. Sono giunto tra voi per non es-sere costretto un giorno a mendicare per le strade di quella cittá do-ve sono vissuto e ho consúmate tut^ te le mié energie. Nelle identiche condizioni si tro-vano altre migliaia di ’^pensiona«, che hanno consúmate la loro vita per gonfiare i portafogli dei loro padroni ed ora sono costretti a fa-re la fila aUTs'tituto dei poveri in via Conti per riempire il loro ga-mellino con la brodaglia». «II tornio che qui potete ve-déte in movimento — continua il comp. Paleari — un mese fa era un blocco di ferro arrugginito e corroso dall’acqua marina. lo l’ho revisionato ed ho applicato uesta trasmissione che sostituisce l’auto-matico mancante. Per iniziativa del capo officina Valente Ervino, coadiuvato dai -compagni Apollonio Bortolo:, Gi-raldi Francesco e da altri, il tornio ora ci é di molta utilifá». Commossi stringiamo la mano al vecchio compagno Paleari che tanto ha lavorato e sofferto nella sua vita a causa di quella societá che da noi é sparita per sempre e lo salutiamo soddisfatti che finalmente egli abbia trovato fra noi un lavoro sicuro ed una vita degna per lui e la sua famiglia. * II II compagno Gino Castellani di Capodistria é stato vittima, dome-nica scorsa, di un’aggressione. Siamo andati a visitarlo all’ospq-dale di Isola dove attualmente si trova ricoverato. Dal bianco lettino di una sala il compagno ci fa segno con una mano. Ci siamo avvicinati. Stavamo presso una delle vittime del terrore che il CLN di Trieste, tramite i suoi agenti dislocati nella nostra zona, ha esercitato su larga scala domenica scorsa nell’inten-to di impediré ai cittadini di fruiré del loro diritto di voto- Ii compagno, con voce bass'a e stentata, causa una ferita alia bocea, ci riferisce che alie 16 di domenica, dopo aver termínate il suo servizio di cameriere alla Loggia, è andato a votare al seggio n. 12. 1 L’aggressione di cui soffre le conseguenze, é avvenuta nella se-rata, nei pressi del Museo Cittadi-no. Quattro individui, servendosi dei ben noti pugni di ferroo, arma caratteristica della reazione, han-no tramortito il compagno prima che egli potes'se invocare aiuto dai rari passanti in quell’ora. Data la pioggia e l’oscurità che regnava in RíTORHO A CANEGRA 150 ORE PARI A 2660 DINARI date voluntariamente in onore alie elezioni ^B—M 1 i'iii'Wiii—a—BHumwwwMñiiii'ioimimtiHi11 ■ w ifl*a£aaBBag¿fc! Introduire il lavoro a brigate in vicendevole emulazione Canegra ci ha accolto nuovamen-te col suo paesaggio pittoresco, e con la cordialitá di tutti gli ope-rai. Per prima cosa ci annunciano che le loro richieste, da noi appoggia-te sono State plenamente accolte. Hanno ricevuto il cuoio, le cal-zature e la tela per le tute di cui abbisognavano. Riforniti del ne-cessario essi eseguono i lavori con piu facilita e con maggiore rendí-mentó. Nella gara in onore. alie e-lezioni del 16 c. m. gli operai del collettivo delle cave di Canegra hanno effettuato complessivamente n. 150 ore di lavoro volontario corrispondenti al valore di 2660 di-nari. Detto importo sará devoluío per la costruenda casa del coope-ratore di Madonna del Carso. Attualmente i lavoratori della cava si pfeparano per un nuovo Inaugúralo a ta il wmataf Mercoledi scorso a Pirano é stato inaugúrate il nuovo albergo cit-tadino- L’albergo che sorge sulla riva Gramsci, è, a nostro avviso, tra i migliori del nostro Circondario. I números! convenuti alia ceri-moaia dell’inaugurazione sono ri-masti veramente meravigliatl per la particolare abilitá ed arte con cui sono State restaúrate e trasfor-mate le due vecchie case che ora formano il nuovo albergo. Una di esse era di propriété del noto fa-scistone Curzolo, ex segretario fascista di Pirano, attualmente ripa-rato a Trieste che è l’Eldorado per i vecchi é nuovi gerarchi. L’albergo ha la capienza di 50 letíi. Ogni gruppo di stanze ha il proprio camerino da bagno. Al pianterreno due grandi sale accolgono gli ospiti. Tali sale of-írono un campionario di lavori del-l’apprezzato artigianato locale che impressionano piacevolmente. Anche questo nuovo albergo e-leva la possibilité nel programma turístico di ospitare durante la prossima stagione estiva i turisli che vorranno trascorreré il periodo delle ferie da noi. IL PIANO ECONOMICO NELLA SUA REALIZZAZIONE Inizio dei lavori di ripristino alia miniera di antracite di Sicciole La miniera costituirá una importante fonte di materie prime per t esportazione Nel novembre del 1945 per un málaugurato incidente la miniera di antracite di Sissiole, che impie-gava allora circa 500 operai, do-vette essere chiusa. L’acqua sfondata una porta di sicurezza, invase completamente le gallerie e per somma fortuna non ci furono vittime. Le condizioni della nos'tra economia del dopo-guerra fecero si che il progetto di riattivazione della miniera do-vette essere rinviato a tempi migliori. Qggi, quando la nostra economia, per mérito delle autoritá popola-ri e del lavfero del nostro popolo, é stata posta in grado di poter da-re ancora maggiore impuls'o a tut-te le nostre attivitá, si é dato corso ai primi lavori per la rimessa in effieienza di questo nostro im-poríantissimo obiettivo económico, il'.cúi prodotto potra non s'olo sod-cTisfare le nostre esigenze interne, ma costituirá1 puré una fonte di materie prime per l’esportazione. Infatti l’antracite della miniera di Sicciole é di prima qualitá, su-periore addiriitura a quella delle miniere dell’Arsia. E’ comprensibi-le perció di quanta importanza sia' la riattivazione di questa miniera. Giovedi scorso hanno avuto inizio i lavori per l’installazione di poten« pompe, che dovranno vuo- tare la miniera dall'acqua ed al-cuni lavori esterni. Attualmente sono impiegati nei lavori 10 ! operai ma bén presto occorrerá .altra mano d’opera, anche specializzata. Fra giorni s'ará installato un trasformatore, che renderá possibile il funzionamento delle pompe. Ii dirigente dei lavori ci ha as-sicurato che la miniera sará in grado di fqnzíonare presumibilmen-te giá entro il mese di setiembre prossimo. II problema della mobilitazione della manodopera si presenta giá sin d'ora nella sua importanza. II lavoro della miniera richiederá s’i-curamente un grande numero di Operai. Molti di questi lavorano o-ra nelle saline o negli altri posti di lavoro. Essi dovranno essere in-dubbiamente reimpiegati nella miniera. Cosí le prospettive per un costante elevamento del benessere si realizzano in pratica. II nostro popolo lavoratore, che ha riportato una magnifica vittoria alie elezioni, avrá nelle sue mani un’altro ramo dell’economia, il cui frutto andrá1 certáménte a suo favore. Italiani, sloven! e croati uniti in un blocco: s'olo marceranno ancor piü celermente verso íl socialismo. i Biilll al Coillali Popolare Distreltuale di Capodistria (Continua dalla prima pagina) chele, pr-ofassore, Fortorose 153 — Ceooovin Mario, fù Giacomo, ma-rittimo, Santiaine 296 III Unità: Sabadin Giuseppe, fù Giuseppe, pperaio, Pantofose 119 GPL SICCIOLE I Unità: Pooecco Antonio, di An. tonio, oontadlno, Sicciole 1013 XI Unità: ViMer Guido, fù Rodal-fo, C'oo/tadirco, S. Onafrio 952. III Unità: Abramic Anton, di Vin. ceoizo, muratore, Sicciole 914. Fonda Giovanni, di Nieolô, operaio, Sicciole 861. CPL SEMEDELLA I Unità: Norbedo Nazario, di Na. zario, impiegato, Seaheduila 49 . il Unità: Fetric Vladimir, fù Andrea, impiegato, Seniedella 25 — Zon-nada Desiderio, di Francesco, contadino, Semedella 15 feL STRUGNANO , I Unità: Giaasi Pietn, di Pietio, conta'dino, Struginaho 156. II Unità: ^Koe.z Vittoria, di Andrea, casalinga, Strruignàno "96 CPL S. ANTONIO I Unità: Tuxk Guglielmo, fù Giovanni, contadino, S. Antcnio 154, Skerl Libero, fù Giovanni, impie-gaifb, S. Antonio 26 CPL S. LUCIA I Unità: Cofilovič Feliciano, di Andrea, elettricista, S. Bortofo 640 II Unità: Garisi Vittorio, di Nico-lô, falegname, S. Borto'lo 647 III Unità: Domio Giorgio, di Antonio, contadino, S. Lucia 326 Cernaz Valeria, di Antonio, casalin. ga, S. Lucia 327 « IV Fonda Angelo fu Nicalo, contadino, Portorose 256. CPL S. PIETRO I Unità: Degari Giuseppe di Giovanni, oonitadino, Carcasse 35 — Cherin Giuseppe, fù Antonio, contadino, Carcasse 24 II Unità: Pritaz Giuseppe, fù vanni, contadino, Padenâ 74 III Unità: Mahnič Valentino, di Giovanni, muratore, S. Pietro 108 Bencic Franz, di Matteo, oontadi.no, Semedella 2. Sostituto: Mahnič Luciano, di Antonio, contadino, S. Pi. etro 4 IV Unità: Grison Valerio, di Matteo, contadino, Vilfanova 46 CPL SCOFFIE I Unità: Vattovec Ern-esto, di Giovanni, impiegato, Semedella II Unità: Furfanič Valerio, fù Giovanni, contadino, Scoffie 2 — 274 — Colarič Erminio, di Giovan- ni, Capodiistria Caille S. Vito 1130 III Unità: Bizjak Michele di Giovanni, contadino, Tignano 30 CPL MONTE DI CAPODISTRIA I Unità: Beltram Julij di Giovanni, contadino, Capodistria. Sost'ituto: Germanis Agartino, di Giuseppe, contadino, Monte 18 — Ulčnik Stanko, fu Francesco, contadino, Semedella 2 II Unità: Benčič Franz, di Giovanni, contadino, Semedella 2 — Sostituto: D il ica Antonia, di Antonio, cairaünga, Dillici 3 III Unità: Ivančič Ivan,' di Giovanni, opéralo, Gasón 30 IV Unità: Gracogna Giuseppe, di Antonio, contadino, Sergassi 32 V Unità: Berzan Raffaele, di Giovanni, operaio, Monte 173 CPL VANGANELLO I Unità: Prion Carlo, di Cario, o-peraio, S. Uifoaldd 3 II Unità: Koslovič Celestino di Pietro, Centur 33 HI Unità: Babip Beniamino di Antonio, operaio, Vanganello 4 Delle liste dej candida« del par-tito* socialista del TLT e del gruppo Cristiano Sociale non è stato eletto alcun candidato nelle unità elettorali. In base ail’artioollo 61 del decreto suille elezioni nei CPD in pro-porzione ai numero totale dei votl Qttienuti nel Distretto vengono as-segnati d,ue mandati alia lista del pao-tito socialista del TLT ed un mandato al Gruppo Cristiano So-ciale in maniera che questi par-tiiti, osisiá il PS d'ei TLT ed il GCS ottenigono i maindati nelle unitá elettorali dove i partiti suddetti haneo ottenuto il maiggior numero dei vo>ti. E precisamente: B) LA LISTA DEI CANDIDATI DEL PARTITO SOCIALISTA DEL TLT CFC PIRANO VIII Unitá: Fonda Luigi, di al-meri.gioi, im^iiegáto, Pirano, Riva Armata Jugoslava 3 CPL S. LUCIA III Unitá: Fondá Antonio, fu Do-menico, contadino, S. Lucia 316 C) LISTA DEI CANDIDATI DEL GRUPPO SOCIALE CRISTIANO CPL SCOFFIE I Unitá: Bctéifi Giovanni, fü Andrea, calztílaio, Scoffie 2-6 La Commisione elettorale DisbrettiUale II segretario: II presidente: Susa Cario Strah Stane contributo di lavoro volontario nella gara per il 'primo Magg'.o che è la piú grande giornata della classe lavoratrice. Certamente anche i risultati di questa nupva gara dimostreranno lo slancio operoso dei lavoratori di Canegra che mai hanno figúrate ultimi. nelle gare fra i lavoratori dei nostro Circondario. Es'si infatti sono consapevoli che solamente col proprio ’lavoro si costruisce il Socialismo e con, cío si realizzano le mete cui aspira o-gni lavoratore. Apprestandoci a lasciare questi bravi compagni uno di loro si è avvicinato esponendoci il problema delle premiazioni che a lui sembra-va non molto chiaro. Tale problema deve essere risol-to col criterio di premiare gli operai che si dimos'trano i miglio-ri nel campo della produttivitá, in modo da spronare gli altri à seguiré il loro esempio. Una delje-, piu f.elici solugionj .di tale problema sarebbe di applicare il lavoro a brigate, in vicendevole emulazione in modo che, dopo un certo periodo di lavoro alia conse-gna della bandlerina transitoria, la brigata che ha raggiunto la maggior produzione ottenga un premio della direzione. La filíale sindacale deve assumersi il compito di collaborare con la direzione per l’organizzazione di tale sistema lavorativo, che hortera i suoi frutti individual! e collettivi. quel tratto di strada, i quattro ag-gressori poterono infierire indistur-bati sul corho inanimato del povero compagno che soltanto qualche tempo dopo, ripresi i sensi, ricorse alie prime cure dal dott. Ferfoglia che in un secondo tempo lo fece ricoverare all’ospedale di Isola. Questa vigliacca aggres'sione ca-ratterizza la bassezza d'animo degli agenti prezzolati della reazione del CLN che da mesi, dall’annun-cio delle elezioni, hanno creato nel nostro Circondario l’atmosfera ter-roristica che secondo i i(oro piani, avrebbe dovuto far falliré la grande dimostrazione popolare. II caso del compagno Castellani è chiaro. Si è voluto punirlo perché è colpevole di aver compiutó il suo dovere di onesto e democrático cittadino. La reazione ha scelto la vittima proprio nel compagno Castellani, poiché, quále cameriere alla Loggia, è una figura ben nota a Capodistria dove gode, la stima della po-polazione come ones'to lavoratore. Questo é uno degli episodi del terrore esercitato domenica scorsa nel nostro Circondario. Ma i piani dei nemici del popolo sono falliti. II Fronte Popolare ha raccolto la stragrande maggióranza dei voti, ha ottenuto la fiducia di tutti gli onesti ed ora italiani, sloveni e croati uniti in un solo blocco marciano sempre piu rápidamente verso il socialismo. Mozlone dei Partigiani di Pirano Nella riunione dell’Associazione Partigiani di Pirano tenutas'i il giorno 20 aprile 1950 alie ore 20 é stata formülata ed accettata alia unanimité la seguente mozione: Noi partigiani di Pirano, vista la grande vittoria che ci ha arriso nelle elezioni del giorno 16 aprile 1950, ed accertato la fiducia della popoiazione democrática di Pirano, confermiamo ancor di piu di serrare le file in cui noi partigiani abbiamo combattuío, per la liberta del nostro popolo, siamo dispostí ancor piü a combatiere contro i nemici della classe operaia, siano essi nascosti sotto qualsiasi mascíie-ra, sapremo identificar« e punirii, perché per questo poíere popolare SSfüiÁ i OMIOME DE8LI ITALIANI Bando di Concorso PER LA TESSERA SOCIALE II Comitato Esecutivo dell’Unione degli Italiani del Circondario dell’Istria indice tin CONCORSO per i’emblema della tessera sociale dell’Unione. — I bozzetti dovranno simboleggiare i’unione dei lavoratori per l’elevamenio della cultura ed arte. Istruzioni a) Le dimensioni dei bozzetti de-vono essere proporzionali a quelle della tessera e eioe 7x9. b) Sul hozzetto dovra apparire la scritta «Unione degli Ifaiiani del Circondario deUTsiria». c) L’emblema non dovra essere esteso a tutta la copertina bensi centralizzato in una parte di essa. d) I bozzetti dovranno essere ..A'A-A"- _ ___ __________________ controfirmati da una sigla che do-vrá apparire su una busta chiusa contenente le generalitá ed indi-rízzo. I lavori dovranno essere presenta« presso l’Unione degli Italiani dei Circondario deli’Istria a Capodistria entro le ore 52 del giorno 24 aprile 19S9. P R E M I 1) bozzetto premíalo dinari 5.000 2) bozzetto premiato dinári 2.000 3) bozzetto premiato dinari 1.000 I lavori premiati dalia Commis- sione all’uopo*incaricata dai Comitato esecutivo, rimangono proprie-tá dell’Unione. II Comitato Esecutivo dell’Unione degli Italiani del Circondario dellTstria ______________ sono caduti i nostri migliori compagni, e non vogliamo che il loro sacrificio sia stato vano. Chi e contro di noi e contro il popoio, noi sapremo giusiamenSe condannarii. Questa mozione deve servire di avvertimento per certi elementi i auali devono comprendere, che mai e poi mai potranno canceilare i duri sacrifici da noi sofferti duran-te la lotia di Liberazione, in cui sono stati conquistati i Poteri Po-polari che per noi sono 1’unica ga-ranzia della iiberta.e delTavvenire. 11 segretario: STANI BEUK Offerte di lavoro CERCASI DATT1LOGRAFA PER IMMEDIATA ASSUNZIONE AL LAVORO. P RESENT ARSI SUBITO ALLA IÎEDAZIONE DEL NOSTRO GIOR-NALE, IN CAFODISTRIA, — O — La società Autotrasporti «Adria» offre immediatamente lavoro al seguente personale: Un perfetto contabile per bilan-cio. Un pittore. Un carrozziere. Un elettricista per impianti auto. Due meccanici specializzati auto. A chi intéressa l’offerta, si pre-senti subito alla direzione délia So-cietà presso l’autogarage di Semedella. RADIO: TRIESTE Z0M JUGOSLAVA DEL TLT Lunghezza d' onda m 212 SABATO 22. 4 .1950 Ore 6.29. Apertura. 6.30. Música del mattino. 6.45, Notiziario. 7.15 Música del mattino. 12. Concerto oi mezzogiorno. ,12.30. Música. di-vertente. 12.45. Notiziario. 13.15. Concerto vocale di Slavica Batistuta — indi música leggera. 13.45. Rassegna economica. 14. Suona il piccole complesso di- Radio Lubia-na- 14.30, Rassegna della stampa. 17. Música varia. 17.30. Dal mondo dei film. 18. Mondo dei piccoli: Ii grande corteo. 18.30. Mus'ica Iegge-ra. 19. Intermezzo musicale. 19.15. Notiziario. 19.45. Música diverten-te. 20-30. Canzoni croate. 21.30. Suona rorchestra , divertente 22. Concerto voeale di Bianka Dežman e žuneč Noni. 22.33. Música da bailo. 23. Ultime nQ«zie. 23.15. Me-lodie per la sera. DOMENICA 23. 4. 1950 Ore 6.59. Apertura. 7. Música del mattino. 7.15. Notiziario. '7:45. Música del mattino. 8-15. Musiča operística per orchestra. 9.30. Ora del-l’agricoltore. 10. Música folkloristi-ca. 11.15. Celebri s’olisti al micro-fono. 12.45. Notiziario. 13.15. Virtuosi alia fisarmónica. 14. Música a piacere. 18.30. Música leggera 19. Intermezzo musicale! 19.15. Notiziario. 19.45. Canta il quintette vo-caie di Zagabria. 20.15. Grieg: Concerto per pianoforte in La-minore. 20.45. Rassegna politicé. 21. Follie di primavera. Radiorivista musicale di Peter Kolosimo. 21.45. Música leggera. 22. Rassegna sportiva. 22.15. Dal mondo operístico. 22.45. Música da bailo. 23. Ultime notizie. 23.15, Ninne nannC. GLORIA ETERNA AL GRANDE LENIN __ -, mm in —i i inm iimiiim mu mi • * Siano i suoi giusti ammaestramenti una guida per la via che abbiamo scelto Durante la recente campagna e-lettorale jugoslava, quando da tut- l’aristocrazia ros'sa dell’Informbiro soltanto per sbandierare ai quattro te le piazze della Repubbliea Fe- venti le «vittorie economiche com V i _____ i« xmno mArciftli rnn 1 Virriflpntp. int.psi na> dërativa sa. lèvava, alta, la voce del popolo a confermare l’entusia-stïca adesione ai principi marxisti-leninisti ed alla conseguente linea del glorioso P. C. J-, unaltra voce si alzo, da Oriente, querula e grigia, a ripetere le stesse menzo-gñe, le stesse accuse volte a coloro che, al comodo as'servimento, avevano, preferito la dura, féconda e libera lotta socialista. E la stessa voce, ripresa da megafoni plu vicini, rifece sentire le sue rabbiose invettive prima e durante le eiezioni nella nostra zona, oscil-lando da un estremo all’altro, andando dalle vacue e demagogiche accuse di «trotzkismo e deviazio-nismo», a livide espress’ioni di de-precazione per coloro che osavano Êsporre il ritratto di Lenin e bran-dire, nel loro cammino, la fiacco-la viva del grande combatiente. Ma osserviamoli un po’ da vici-no, questi monopolizzatori del leninismo, questi fondatori ed asser-tori di una dogmática che si copre di ridicolo e d’assurdo giá per la sua esistenza ' in uft mondo ed in un sistema che di per se stesso è innegabile progresso e che nessuno deí sofi- sovjetici e para-sovietici potranno mai arrestare a quei fit-tizi posti di blocco che cercano di costruire alia storia ed all’evolu-zione dei popoli. Le stesse parole di Lenin che es-si impugnano costituiscono, agli occhi di ogni, osservatqÿa in buo-nafede, una condanna. E gli atti di accusa che essi tentano di stende-re a danno della Jugoslavia socialista e conseguente, si volgono contro gli spassosi costrüttori di simili ímpalcature. «Per noi, — scrisse Lenin — rap-presentanti della nazione dominante nell’estremo oriente dell’Europa e di una buona parte dell’Asia sarebbe sconveniente dimenticare l’enorme impoirtanza della questio-ne, nazionale in un paese che giu-stamente viene chiamato «prigiohe di popoli», é in un momento in cui, nell’estremo oriente dell’Europa e delJÍ’Asia il capitalismo risveglia alia vita ed alla coscienza moite nazioni «nuove», piccole e grandi». E ancora: «Siamo noi, proletari grandi-russi coscíenti, estranei alia fierezza nazionale? Certo che no: noi amiamo la nostra lingua e la nostra patria. Noi lavori«mo sopra-tutto per elevare le masse lavora-trici della nostra patria (cioé i nové decimi della s'ua popolazione) alia vita cosciente di democratici e socialísti..... E’ forse in relazione a queste parole di Lenin che i profeti dell’uf-ficip informazioni hannb lanciato e calcato sulla Jugoslavia l’accusa di nazionalismo, basata sul solo fatto che il vicino Paese si è battuto per la sua uguaglianza, sul terreno po-ltico ed económico, con gli altri stgli socialísti, cosa che, evidentemente, non va troppo a genio ai faütori dello «tzarismo rosso», i quali, senza preoccuparsi che la loro política — come disse il com-pagno Tito — «danneggl gravemente tutte le forze progressiste del mondo che lottano contro l’asservi-monto imperialis'tico dei popoli colonial!», hanno mutato la loro bat-taglia per il socialismo in una bat-taglia per la divislone delle «slere di influenza». «Continuare questa guerra per sapere come dividere tra le nazioni forti e ricche i popoli deboll da esse conquístate — éífermó Lenin 1’8 novembre 1917 — sarebbe com-mettere il più grande deliíito contro l’umanità». Ma queste asserzio-ni servono ai padretemi del Ko-miníorm soltanto per dirigere la loro política egemonica in un sen-s'o ben lungi dal marxismo-leninismo. Come d’altronde 1’asserZione leninista del 1920 («Noi abbiamo conquistáto con una dura lotta la possibilité1 d’esistere a fianco delle potenze capitaliste, costrette ad an-nodare con noi il diritto ad una esistenza indipendente»), serve al- merciali con l’occidente, intési, naturalmente, soltanto a «favorire la costruzione del socialismo», men-tre ogni scambio tra la Jugoslavia ed i paesi a regime capitalista as- ' soltanto la maggiore attenzione portata agli interessi delle diverse na-zioni elimina la causa dei conflitti, ía sparire la diffidenza reciproca, disslpa ogni apprensione che po-trebbe provocare la possibilitá di ’intrighi; fa nascere, specialmente ,tra gli. operai ed i contadini che sume le fosche tinte del tradimento 'parlano lingue diverse, qüella confi- dell’«as'sérvimento aU’iraperialismo anglo-americano», oltre a far pio-vere sui popoli jugoslavi (dopo lo indegno sabotaggio perpetrato ai loro danni dal Komecon con «san-zioni economiche» 'effettivamente molto... socialiste) l’appellativo di «titofascisti». A rigor di lógica, di tale qualifi-ca dovrebbe essere gratificato anche Lenin, il quale ebbe il torto di scrivere che «lo schiavo a cui non sono estranee le aspirazioni alia liberté, ma che giustifica e dipin-ge a colorí ros'ei la sua schiavitü... è un lacché ed un impudente che desta un senso legittimo di sdegno, di disprezzo e di disgusto». Gli odierni, unici depositan del leninismo, pero, preferiscono pas-sare il più possibile sotto silenzio tali incomode as'serzioni, che, oltre al resto, potrebbero suonare offensive ai loro satelliti raggirati e sfruttati. Ignorare quand’é possibile, deformare e mentiré ntgli altri casi: ecco la norma a cui si ■isipirano i falliti profeti dell’In- iformbiro. Cosí, la meravigliosa unione dei popoli jugoslavi diviene «mégalomane nazionaüslmo», Lenin viene messo, da questa parte, bellamente a tacere, per essere usato soltanto là dove torna comodo ai falsificatori. «La nostra esperienza ci ha dato l’incrollabile convinzione che * il denza senza la quale sono assoluta-mente! impossibili rapporti pacifi-ci tra i popoli ed il minimó progresso in tutto ció che costituisce il valore della civiltá moderna». Ora, la Jugoslavia ha saputo rea-lizzare tutto ció da sola: per i Paesi satelliti dell’URSS, invece, sono occorsi vari Rokossovski, in divisa o meno, inaudite pressioni economiche e politiché, con l’aiuto di tutto un esercito di diffamazioni e calunnie, non di rado talmente pue-rili da suscitare il riso, come ha recentemente fatto Cervenkov, lo agente del Kominform in Bulgaria, addoss'ando la responsabilité della precaria situazione búlgara niente-meno che... all’«ostile política jugo-slava» ! Abbiamo detto «sono occorsi», ma non è il termine esatto: i ri-sultati„( infatti, sono ben lungi dal-Tessere quelli desiderati. E ne fan-no fede' le «epurazioni» che si sus-seguono s'enza sosta in seno ai vari partiti comunisti, ne fanno fede le «misteriose» scomparse dalla seéna. política degli esponenü porta-ti ieri al settimo cielo (v. ancora Sofia), ne fanno fede, alfine, i tanto calunniati «metodi trotzkisti di Belgrado», à cui (naturalmente dopo averli rinnegati), sono costretti a ricorrere i sacerdoti della dogma-tica moscovita, dai prezzi collegati ai sistemi di collettivizzazione, al- l’organizzazione del Fronte Popola-re, dis'ciolto per non «compromet-terp, come in Jugoslavia, l’esisten-za dello stesso partito comunista», e riportato poi di corsa in casa, nella felice espressione del compagno Tito «per la porta di serv¡zio». Se volessimo mettere in luce anche soltanto le maggiori contrad-dizioni tra il leninismo e coloro che si autopróclamano i suoi soli degni rappresentànti, noii esauri-remmo tanto presto le citazioni, che al contrario, potrebbero continuare all’infinitO; Ma per questo rlmandiamo alie complete docu-mentazioni fornite dai compagni jugoslavi ed a quell’altro, incontesta-bile testimonio che è la storia di ogni giomo, dal giugno 1948 a questa parte. Nel giorno natale di Lenin, abbiamo voluto semplicemente ricor-dare i suoi ammaestramenti, sem-pre grandi ed attuali, che invano i teologhi delFInformbiro cercano di piégare ai loro s’copi egemonici, richiamando nello stesso tempo, alia línea chiara, inequivocabile conseguente, del glorioso Partito Comunista Jugoslavo, guida luminosa dei popoli sulla strada del progresso, del lavoro e della pace. E non possiamo che concludere Con le parole di Lenin, più che mai a proposito anche in questo campo: «La nos'tra via è sicura: noi siamo per la pace e per un. accordo, ma siamo contro l’asservimento e c'ontro la conuclusione di accordi e condizioni gravóse. Dobbiamo te-nere il timone con mano ferma e s'eguire i Inostro cammino, senza cedere né alie lusinghe né all’in-timidazione». PETER KOLOSIMO CENTO CRIS! E ONA CORONA Spinosa la questione monarchica in Belgio dove il popolo non vuole un sovrano che fuggi davanti ai tedeschi * La Chiesa lo aiuta con tutto il suo peso Leopoldo nella sua casa di Ginevra, attorníato dalla seconda moglie (con il íiglio Alberto sulle ginocchia) e i tre figli di primo letto. NELL’ANNIVERSARIO DELLA SUA é doveroso ricordere la lina Pella madre Andando col pensiero alia fan-ciulllezza di Lenin, ai travagíliati primi anni di coluj che da un’a-maira egperienza propria e di tutto il suo popolo doveva trarre le forze immense aitte a scaitenare sul mondoi, tradotte in lotta rivoluzio-naria, le parole di Marx, non possiamo dimenitiicare la luminoeissima figura di María Alexandrovna., mo-gl.ie di Llia Nicolaievic Ulianov, madre di cinque figli, dei quali uno caidde mella grande lotta per la liberté, ed un secondo volse in fuo-co e vittoria l’eterna aspiraEione dei diseredati e degili oppressi. María Alexandrovna, madre di Lenin, si stava rknetitendo da una grave maflaltitia, quando la colpi un dolare ancor piü terribile: l’arre-sto, segiUito dalTesecuzione. di suo figlio Alessandro, accusato di co-apiraizione antizarista. Lenin' fu il primo a ricevere ja notizia deH’ar-resito. A queisto proposito, la sua veoohia lavermante raicconta: «Nel marzo 1887, riceveitti la let-tera di una párente, Peskiovska.ja, che mi informava degili avveni-anenti di Pietroburgo, della parte-cipa'zione di Ales'saindro ad un com-pl'otto, del suo arresto e di quello di Anna Ilinihna, sor ella di Lenin. Ella m.i chiedeva di partecipare la notizia a María Alexandrovna, dopo averia preiparata. Anda! a cercare aillora Veilodia al liceo, dove egl¡ frequentava l’ultim.o anuo, gilí comunicai il coinitenuto della lettera e gliela feq. leggere. «11 picoolo Lenin rimase in silenzio, le scpracciglia aggrottate: eg’-i mon era piü il giovane di un tempo, pierio di vivacitá e traboccante di gioia di vivere, ma un uomo dinnanz; ad un’impontarate queetio-ne. E’ grave — diese soltanto — puó volgersi male per Sasa. «Decidemmo di aweritire Ja madre, senza specificare fino a qual punto Alessandro fosse coinvolto nell’affare. Alia sera, io sarei an-daté da leí, e l’avrei messa al cor- rente. Era appana trasoorsa un’ora, pero, che María Alexandrovna ven. ne da me, paOIiida, seria, pronta a sopporitare sude fragili spaile questo nuovo, grdnde dolare. «Datemi la lettera» — mi disse in tono grave. E, dopo averia )etta, aggiunse: — Parto oggi. Guárdate i miel bambini, ve ne prego. «Fu tutto quello che disse, poi-ché se ne ando súbito». Ancora una volita, Lehin restó sólo, come alia monte de) padre. La girandeizzta umana e m-orale della madre, d suo coraiggio e la sua digmita, lasciarono al giovane un’im-pronta jncan<::ei^a!':,ile- Una Cosa che fece anche molía impreesione a Lenin, fu. il fatto .che, alia notizia dedil’ arresto del fratallo, tutta la popolazione del viilaggio disertó la casa degli Ulia-nav, e gli amici divennero d’un tratto freddl ed ositili. Alel'sandro Ull-ianov fu condanna-to a marte: la madre lo rivide per uin momento nella fortezza dei sentí Fietro e Paolo, dietrro due grate. Non poté dirgli nulla e, prima di lasciariló, l’unica parola che poté sussurrargli fu «Coraggdo»! La sor ella di Aleasandro, Anna, imjpl icata neilo stesso affare, fu puré arrei:ta,ta. Segreg&ta, non poté avere alcuna. notizia sul fratello. E la madre steislsa ricevette la dolo-rosa nuova per stoada, perché gli Tzarislti disitribuivano manifestini, renideñdo piuibtblica la trágica sorte dei combaititenti per la liberta. María Alexandrovna si recó sola alia prigiome; era madre, ed il suo cuoire traiboccaiva d’amore e di pie-ta per i figli. Eppure, in questi tragic'i incontri, sempre ella trovó Ja forza di imporbi agli aguzzini e dv incoraggiare le sue creature a •sbipiportaré le avverisité ed a proseguiré la battagtia. | «Ha una fonza di carattere inaudita — seriase piü tardi Lenin — se non, fosse stato cosí, non so che sarebbe awemuto di noi dopo la morte di mío padre». Ancora molíi ep-isodi potrei ri-ferirvi su questa donna ammirevo-■le ed ardita. Ma queste poche parole baatano a tratte:gig:iarne il carattere ed a dimoistrare — in questo giorno tanto importante per l’uimaniitá, •— quanto grande sia stato il suo oantributo di madre al-l’umanité tatta. Perció, il 22 marzo, ai tratti de-cisi di Lenin fanciullo, si accosita un’altra figura, accomufiátivi dal-l’immenlsio amiore materno e dalla stessa, sia pur inconscia fede: queü-la di Maria Alexandrovna, madre In Beiigio, le criai si susseguono alie crisi, mentre, attorno ad una carona per ora in sospeso, s’incro-ciano diatribe, polemiche, lotte po-liticihe a non finiré. Questo dirno-stra quanto il «referendum costi-tuizionalle» indetto non abbia dato riaiultati degni di nota, come esso, al contrario, abbia acuito le condizioni gié asisai precarie in oui si trova il governo di Bruxelles. Dé una parte, y pop-olo lavora^ tare, daill’altra gli illusi, i corroitti, i piocoli e grandi sfmttatori, abil-mente manovrati da chi non ha al-cun interesise all’ inistaurazione, in Belgio, di una repubblica che mi-naccerebbe di impoeitare la política interna e quellla internazionale su bas.j assai diverse dalle attuali. «Leopoldo terao è il nostro re legittimo finché non abbia abdica-to o finché lo Stato belga non abbia messo cost ituz i onal ment e fine al suo re,gwo. In questo senso, la questione monarchica non é una questione libera; ogni persona è te-nuta al rispetito verbo Tautoritá le-giittimamente oostituita, ed io pensó che si ha il diritto di richia-mar,si, a questo propasito, al quarto comandamento di Dios ., . . . . «di tutti i capí d’eseroito e gli istrateghi della scorsa guerra, il re si é rivelato il miglíore: le ritirate strategiche susseguentesi senza disordine dell’ eisercito e le possibilité di fuga date agli Ingle, ne cdstitiuóiscono la prova». Oosi parlano e scrivono il cardinale Van Roey, arcivescovo di Matines, ed i ooriíei monarco-cat-tolici della Métropole, senza pero riulscire a porre freno ail’ondata di sdegno contro il re falilone che corre tutto il Paese, che fa scendere in sciopero minateri e studenti, opérai ed inisegnanti, malgrado le cariohe della polizia che, come in tutti i paesi «ocicidentali» fa del suo meglio pek dimastrare, con mainlganelli, bomibe fumogene e la-crimogene, il suo alto spirito de- mocrático a tutela non gié della volonté populare, ma degli interessi di casta ínterni e dei profitti dei monopoji stranieri. Ma il papdo non dimentica, il popolo sa che Leopoldo è il re tra-ditore, il re fascista. E se ogigi i monarchie,i cercano di riportare in auge Lean Deig,ralle ricardando che i rexisti (naizisti bel'gd) caddero in Rucisia al grido di «Morte al comunismo, viva il re», vallon! e fiam-minghi non hanno scordato che il quisling di Bruxeile teirminava im-mancabiümente i suoi démagogie! discorsi con 1’ isterico strilio di «Heij Hitler, viva re Leopoldo!». Tradimento, tradimento, ancora tradiimento: cosí si riasisume la poco brillante carriera di Leopoldo ter-zo, traditore degli alleaiti, traditore del suo popolo, traditore dedia gio-rioisa lotta antifascista. «L’armata belga che ha improv-visamemte capitolato — affermó Paul Reynaud nei giorni più bui del secondo conflitto mondiale —-senza condizioni, in aporta campagna, per ordine del s,uo re, senza preawertire i .suoi camerati di com-battimento francesi ed inglesa, ha apento Ja strada di Dunquerque aile divisioni tedesche. E’ questo un fatto senza precedent! nella storia. E’ ai nostri soldati che noi pensia-mo. Essi pobsono dire che il loro onore è intatío», Leopoldo terzo, infatti, cedeva le armi di punto in bianco, lasciando accerchiare 600 mila, sotdati con le spaile al mare, arrendendosi a quel «nemica» a cui aveva sempre pro-fessato una sviscerata ammirazione, e che ora lo ricompensava in modo adeguajto, «internándolo» per casi dire, in un Iussuoko casteJIo, dove Leopaldo non tardó a ricevere visite da ogni parte ed a stringere p.erfeona!e amicizia coi gerarchi na-zistd, da Goetabelis a Goering. Invitato a stringere rapporti col governo della reisistenza, egli si ri-fiutô, non desiderando mantener'! in contatto neppure col governo conformista in esilio a Londra, e chiedanido invece il permeisiso ad Hitler pe,r untosi in matrimonio mediante rito religioso (contrariamente a quanto prescrive la cqgtitu-zione di Bruxelles), con la ñgí^a di un ricchisisimo industriale belga fi'o-tedesco e filo-nazista, Liliana Baelis, aiutato in ció da quel mon-signor Van Roey che, dopo esser-gli stato complice aliara, si batte anche ogigi dispera,tamente per il suo ritonno al trono. «Non si tratta di fare dell’acca-demia sulla natura delle istítuzioni %ionarchiche — ribatte, di contro, il parlamentare comunista Dema-ny — Leopoldo terzo rappresenia ia bandiera della reazione nella latía contro le forze popolari, rap-presenta la rivincita dej collabora-zioniisti füo-na'zísti contro gli uo-mini della resistenza, rappresenta la minaocia all’uinité del Paese ed alia convivenza pacifica dei partiti. Leopoldo terzo è 1’uom.o del,Falto clero, dei grandi gruppi finanziari che alimemtano la campagna in suo favores. Quanto questo sia vero, sí puó constatare atóraveirso un sia pur rápido, 'sgiuardo alio sviluppo degli aiwenimeruti dal 1945 in qua. Gié neilla primavera di quell’anno, ap-pena termínala la guerra, i raippre- sentanti dei partiti cattolico, socialista e libérale, intavolarono disous-sioni sul ritorno al trono di Leopoldo terzo .naufragando pero contro lo scogltio della reisistenza po-po’.are forzati a rimettere lo scot-tante angomento per la sua solu-zione ad un futuro «voto unito della Camera dej Rappresentanti e del Senato». 11 ; ,-| Cinque anni dono, la queirtione é etaita rimeslsa sul fepp,eto e durante questo periodo, faizione sotterranea déll’abtuto reg,gente, sastenuta dai leaders reazionari ed appoggiata dadla progresbiva chiuisura della te-naglia americana sull’ecanomda bea-gia, ha dato risultati notevali, sep-pure non br'iltanti come i leopol-disti speravano. Invasione del merca,to belga da parte dei trusts d’altreoceano, as-seasvimeinto dell’industria agli Stati Uniti, faltimenti, una disoccupazio-ne crescente (su sei operai, un dis-occuipato, airinizio dej 1950); mo-vimento mercantile diminuito addi-rititiura della meta: ecco le conse-guenze che il piano Marshal‘1 ha esiercifato suj Belgio, legato ormai a tripla catena, con 1’ adesione all’Unione Europea ed al Patto Atlántico, agli imperiallisti ed ai mo-napolisti nondamericani. Ed uno rteslso industríale belga confessa con amarezza: «Gli USA ricevono dal nostro Congo le materie prime al prezzo fisisato dai contratti di guerra, vale a dire, praticamente per nulla. Mo-napolizzanio 1’ uranio, la nostra grande ricehezza codioniale. E in cambio? In cambio non ci cance-dano l’attreezatura indispensabile per migliorare la qualita dei nastri pradottj ed aprirci altri mercati. Al contrario, ci mandano conserve alimentar,i, facendo abbassare i prezzi agricoli e ' queiii della restante noatra produzione, come, ad eoempio, abiti, calzature e cosí vía». Leopoldo, da,l canto suo, ha prov-veduito ad assicur.ánsi l’appoggio de-glii sfruttatori del siuo popolo, re-candosi nel 1948 negli Stati Uniti e preparando il terreno ad una sua nuova ascesa al trono. Al suo ritorno, si paíesarono súbito gli ef-fetti della maniovra, con il sorgere di movimenti prettamente fascista, come 1’Ordine Van Severen e ii Movimento per la liberazione delle Piandre, abbohdantemenite sovven-Bionaiti da Washington, che ha con-ceaso recentemente a,l secondo un «aiuto» di 7 milioni di franchx per l’organizzaizione di una for,tje cam-paigna. leopoldiista. A queisto subidolo gioco, parteci-pano puré i socialdemocratici che, celarudolsi sotto una fraseología de. magagiicamente r ivoluz ionaria,, si sono posti, in realta, in combutta con i cattoldcii, appogg-iando il ritorno al tnomo del re fellone, se-gretamente quanto ignobilmente, perché non asano levare iri faccia ai lavoratori ed agli ex combattenti la loro parola, che suona rinuncia al futuro ed ai principi tanto de-cantati, a favore dei piü bassi in-tereissi perbonali. Spaak, il leader socialdemocratico che si oppone solo formalmente al ritorno di Leopoldo in Belgio. XXIV puntata di Jack London II «dittatore» Franco messo in caricatura da un giornale contrario alia sua política. .......................................................................................................................................................................................................................................................................mui.................. Di fronte ailla macchine' che ri-spairmiano il lavoro, alia produ-zione organizZata, alia crescente efficacia delle combinazloni indu-striali, voi vorreste ritardare il solé económico di una o piü ,gene-razioní e iarlo tornare ad un’época in cui non Cerano né igraindi fortune né igrandi macahinari né íer-rovie; in cují una legiane di piccoli capitalisti tottava, l’uno contro l’al-tro, nelTananchia industríale, in cui la produzkme era primitiva, sperperatrice, costosa e non orga-nízzata. Credetemi, era piü facile il cómpito di .Giosué, ed egli aveva Gcova che lo aiutawa. Ma voi, pic-cdli borghesi, -siete abbandonati da Dio. II vostro solé declina: non tor-neré mal piü ad alzarsi: e non siete nemmeno fa ,grado di fermarlo dove ora si trova. Siete in perdi-zione, bbndamriati a sparire intera-mpnte «Jalda faceta dei mondo. E’ il «fiat»! delíevoluzione, é il coman-damento divino. L’associaziane é piü forte che la rivalité. Gli uomi-ni primitiVii erano debeli creature che si nasoondevano nelle fessure delle rooce, ma essi si coalizzarono per lottare contro i loro nemiel carnivoni. Le foetve avevano solo l’istinto delle rivalité, mentre l’uo-roo era dotato di un istinto di co-pperazione,; e perció poté stabilire la sua aipremazia su tutti gli altri animali. E da allora non ha fatto altro che istituire comhinaziioni sempre piü vaste. La lotta della organizzaziione contro la ooncorren-za data da un m ig.liaio di secoli, e sempre ha trionfato l’organizzazio-ne, Quelli che si arruolan-o nel campo della concorrenza sono de-stfaati a penir.e. — Eppure, gli stessii trusts sono nati dalia concorrenza, interruppe il signor Calvin. — Perfettamente, rispóse Ernesto, E furono gli stessí trusts a dl-str.uggerla. E’ appunto per questa ragione, come avete voi stesso con-fessato, che non siete .piü nella crema. Per la prima vol.ta nella serata, si rise attorno alla tavola, e il sig. Calvin non fu ¿’ultimo a participare aU’iïarütà che aveva egli rtesso provoca ta. —- Ed ora, poliche stiamo parlando dei trusts, converré chiarire un certo numero di punti, riprese Ernesto. Vi esporró alcuni assiomli, e, se non vi piaeeranno, non avrete che da dïrlo. H vostro silenzio im-piliicheré il vostro consenso. E’ egli vero che un telalio meccanico tesse il panno fa maggior quantité e a miglior mercato che un telaio a mano? Egli fece una pausa, ma nessuno prese la parola. — Quindi, non è forse irragione- vole il romper.e i telai meccanici per tomare al procedimento grosso-lano e dispendioso della tessitura a mano?. Le teste si agitarono in segno di assenso. — E’ egli vero che la oombfaa-zione conositíiuta col name di trust produce in maniera piü pratica ed económica che un migliaio di piccole imiprese rival1!? Non fu fatta nessuna obiezáone. Dunque, non é forse irragio-r.evole il distruggere questa com-binazione económica e pratica? NiuoVo ailenizio, che duró ün lun-go moíheñto. P'Oi il signor Kuwait -domando: — Allora, che fare? Distruggere ú. trusts é la nostra sola vía d’usei-ta per 'sfuigigiire ai loro dominio. Istantaneiamente, Ernesto sembró animarsi d’una fiamma: . — Ve ne indicheró ^un altro, gradó; In luogo dii diistruggere queste meravigíiose macchine, prendiamo-ne la dixezíone. Approfittiamo del loro alto redd'ito e del loro buon mercato. Espropriamo i loro pro-prietari! áttuali; e faociamoli cam-mfaare noi stessi, questo, signori, é il socialismo, una combinazione piü vasta che i trusts, un’organizzazio-ne socáale piü económica di tutte quelle che esistettero finora sul nostro pianeta. Esisa continua l’evo-Íuz,ione in. linea retta. Noi affron-tiamo le associazioni con un’asso-piazione siuperiore. Abbiamo le bu- one carte in mano. Venite a noi, me.ttetevi dalla parte che vincerà. Tosto si manifestarono segni e mormonix di protesta. —- Voi prefenite essere anacroni-stici, disse Ernesto ridendos é affar -wostro. Prefer.ite far la parte dei patdri nobill jSiete oondamiâti a spianire corne tutti i residui di ata-vismo. Non v.i diete mai chiesti che cosa vi suooederà quando naseeran-no oombinazioni ancor più formi-dabilf dei gnuppi attual'i? Non' vi siete mai pr.eoocupati di quello che diventeirete quando i trusts stessi si fonderanno nel trust dai trusts, in un’organtzzaizione ad un tempo sociale, economica e politica? Si volse limprowisamente al signor Calvin: — Ditemi se non ho ragione. Vol siete ooâtr.etto a formaæe un nuovo partito poUtico’perchè i vecchi par-ti'ti sono nelle mauü dei trusts. Questi costituiscono il principale osta-coio alla votra propaganda agrico-la, al vostro «partito dei granai». Dietro ogni dmbaraiazo che inoon-trate, dietro ogni co'po che vi arriva, dietro ogni disfatta che vi ad-dolora, c’è la mano delle Compagnie. Non é vero? Il signor Calvin taceva, senten-dosi a diisagio. — 3e non è vero, ditemelo, insi- stette Ernesto, con tono incanaggia-giante. — E’ vero, confessó il signor Calvin. Noi ci siamo impadroniti della Camera legislativa dello Stato dell’Oregon, e avevamo fatto ap-provare magnifiche leggi protezio-niste; ma il governatore, che é u-na creatura dei trust, ha opposto il suo veto. Invece, nel Colorado avevamo eletto un governatore, ma il potere legislativo gli impedí di assumere la carica. Due volte abbiamo fatto approvare un’impo-sta nazionale sul reddito, e due volte la Corte Suprema Iba cassata come contraria alia Costituzione. Le Corti sono nelle mani dei trust; noi, il popolo, non paghiamo abba-stanza caro i giudici. Ma verré un giorno.... ...in cui la combinazione dei trust dirigeré tutta la legislazione, interruppe Ernesto: in cui l’asso-ciazione dei trust sará essa mede-sima il Governo. — Mai, mai! gridarono i pre-s'enti, divenuti ad un tratto ag-gressivi ed eccitati. — Volete dirmi che cosa farete quando quel tempo saré giunto? do-mandómandó Ernesto. — Ci solleveremo con tutta la nostra forza, gridó il signor Asmun-sen, e le sue dec¡se parole furonq saiutate da nutrite approvazioni. — Saré allora la guerra civile, fece osservare Ernesto. — Guerra civile, sia puré! rispóse il sig. Asmunsen, approvato da nuove acclamazioni. Non abbiamo dimenticato le alte imprese dei nostri antenati. Per le nostre liberté siamo pronti a combattere e a moriré! Ernesto disse sorridendo: — Non dimentichiamo, signori, che poco siamo rimasti tácitamente d’accordo che nel caso vostro la parola liberté significa la licenza di spremere gli altri per cavarne guadagni. Ora, tutti i convitati erano in collera, animati da disposizioni bel-licose. Ma la voce di Ernesto dominó il tumulto. — Ancora una domanda. Voi dite che vi solleverete in tutta la vo-stna potenza quando i IGoverno saré nelle mani dei trust; quindi, il Governo impiegheré contro la vostra forza l’esercito regolare, la marina, la milizia, la polizia, in una parola tutta la macchina di guerra organizzata degli Stati Uni-ti. In che consisteré ia forza vostra? La costernazione apparve sui volti. Senza lasciar loro il tempo di riprendersi, Ernesto assestó un nuovo colpo diritto, — Non molto tempo fa, -ricorda-te, il nostro esercito regolare era di soli cinquantamiia uomini. Ma i suoi effettivi vennero aumentati di anno in anno, ed ora esso conta di trecentomila uomini. Egli íánnovó il suo attacco. — Non é tutto. Mentre voi sta-vate dando la caccia al vostro fantasma favorito, al guadagno, e im-provvisavate omelie sul vostro tema prediletto, la concorrenza, il trust ha messo in opera realta ancor piü formidabili e crudeli. C’é la milizia. — E’ la nostra forza! gridó il Signor Kowalt. Con questa respinge-remo l’attacco dell’esercito regola-re. — Ossia, entrereste voi stesso nel. la milizia, replicó Ernesto, e sa-rete mar^ato nel Maine o in Florida, alie Filippine o in altro luo-gó per schiacciare i vostri compagni, insorti in nome della liberté. Durante quel tempo, i vostiá compagni del Kansas', del Wisconsin e di ogni altro Stato entrei-ebbero nella milizia e verrebbero in California per annegare nel sangue la vostra propria guerra,civile. Questa volta, essi furono realmente scandalizzati e rimaseroo muti. Finalmente, il sig. Owen mor-moró: PAGINA: 4 la nostra lotta if#, »g?.v 0■ É#ftL Q iiir in i * Iff m pi ■ ji ’ — %*?&-;,■: ■' ji ^i¿- —................................... .....__ if » jr jf ' ï jiiiiir jiiissi' JIIJ F J#1' tS : yr£&. gf « lili? lili 111 / f * L_JÍHHL^......dáflL.II ., .lülfc- SS liftil «r su iiflflif jBIHM M If J®_pl ■'----•■■• ___________ . ’ ' ■ 1 - ■"j'CTiij» DOMAWI A» OFICINA LA RIVINCITA CALCISTICA Zona -A - Zona B Nel quadro delle manifestazioni sportive di domenica prossima, nel ramo calcistico un’incontro di par-ticolare interesse tiene viva, l’atte-s'a dei tifosi della palla di cuoio. Si tratta infatti della rivincita tra le rappresentative calcistiche delle due zone del TLT. L’incontro stavolta si svolgerá in Zona A e precisamente ®d Opicina. Certo stavolta quella della zona A é volontá di vittoria se non altro per convíncere che la sconfitta súbita mesi fa in zona B é stata per puro caso, per colpa infatti di una. rete segnata in fuori gioco che per la realtá non es'isteva affatto. Contro questa rappresentativa della Zona A che gioca per tentare ii colpo inpieno, la rappresentati-yá della zona B si opporá certa-mente con ogni forza. Anche la rappresentativa istriana .lotterá per vincere. Si tratta di cercare, come dicevamo, per i rosso-alabar-dati, una riabilitazione immedia-ta alia sconfitta capodistriana. La squadra triestina é depositaría di bel gioco e la sua prestazio-ne é garanzia di spettacolo. Gli interessi suscitati da qüesto incontro, sono perció tanti e tali da assicurare sin d’ora un pubbli-co d’eccezione. Ma nei confront! di «campaniles é perfettamente ozioso appel-larsi ad argomenti di qualsiasi con-sistenza: l’atmosfera passionale che li circonda sconvolge ogni ragio-namento e spesso sovverte anche i piü chiari e fondati elementi tec-nici, Sono ben altri e di ben diversa natura i fattori che concor-rono a determinare lo sviluppo della lotta ed il suo esito finale. La cosa piü consigliabile, in questi casi, é sempre quella di rimettersi al giudizio del terreno. La cronaca puó dirci che ad una Rappresentativa della Zona B con uno schieramento pressoché intatto, vale a dire come la formazione della partita casalinga, la Rappresentativa della Zona A non potrá for-se opporre le sue forze migliori nelle incertezze che circondano la partecipaziOne del trio santannino. Ma Tanimo delle due contendenti sará quello dell’altra precedente battaglia sportiva, con la viva spe-ranza che, come si è verificato alio Stadio Capodistriano, la strenua eombattivitá che ha caratterizzato i 22 atleti in campo di battaglia, abbia a rimaneré CircoScritta nei limiti della migliore çorrettezza. Resta sportiva, vuol1 essere, in clima di simpática esaltazione, non faida a sfogo di una rivalitá che ha ormai imparato il segreto della comprensione e della tolleranza. VIENNA — E’ stato annunciato che a seguito del viaggio effettua-to in Italia in occasione dell’incon-tro Italia B-Austria B di calcio, il presidente dell’Unione della Staat-sliga Voerwaerts Steyr ha preso dei contatti coi dirigenti delle s'quadre del Bologna e della Fiorentina al fine di accordarsi per alcuni incon-tri che le due squadre italiane do-vrebbero giocare in Austria. Gli ac-cordi sono stati in questi giorni rag-giunti sicche, tanto il Bologna che la Fiorentina giocheranno a Steyr nel prossimo giu’gno. — o — ROMA — L’incontro valevole come semifinale per il titolo di Cam-pione d’ltalia dei pesi medi tra Jan-nilli e Poli si dispute« a Cagliari il 3 maggio p. v. R vincitore delTincontro dovrd incontrare il detentore del titolo Giovanni Manca. LA CORSA CICLISTICA INTERNAZIONALE iCOPPA PRIMP MAGGIO> SUBISCE OUALCHE LIEVE RÏTOCCO A CAUSA DELLA BUROCRAZIA ITALIANA Altri indipendenti italiani aderiscono alia gara - L’ex campione del mondo Bertolazzi guida la squadra italiana ■ Agguerrita la formazione del {PROLETER> - Modifiche álV itinerario alT ultima ora !.. v. - :y- Il Primo Maggio è prossimo, giova-ni preparaitevi per il saggio. AnCora poche ore dall’uscita dl questo nostro giornale ci separano dal «via» della Coppa I« Maggio, che, corn’d noto, ha raggruppato un lotto di ben 52 corridori suddi-Visi in tre nazionalita: jugoslavi. italiani e rappresentanti del TLT. Poco prima della chiusura delle iscrizioni altri due indipendenti italiani hanno dato la loro adesio-ne e precis'amente Mario Pedroni e Clemente Arduino ambedue da Torino. ( Risulta pid che evidente quindi chfe gli indipendenti italiani sono ben agguerriti poichè tra di loro vi figura anche Luigi Malabrocca, Domenico ZUccotti, Bruno Monta-naro che abbiamo già avuto occasione di ammirare nel I. Giro del TLT e nell’ultimo Giro della Croa-zia e .Slovenia vinto precisamente da Luigi Malabrocca. Ma poi c’é ancora dell’altro: 11 direttore sportivo dell'«equipe» l-taliana è l’ex campione del mondo Piero Bertolazzi della «Frejus» di Torino, Notiziario sportivo internazionale ■ É liCentauri» pronti per la partenza ad una gara su strada. AUSTRIA VIENNA — E’ stato definitivamente fissato il programma del Giro ciclistico dell’Austria che si svolge« dal 22 al 29 luglio. Come nelTanno scorsd, il percorso sa« di 1226 km. suddiviso in 7 tappe con una giomata di riposo a Zeli am See e con una s'osta di 5 ore a Salisburgo. II vincitore del Giro dello scorso anno, Riccardo Menapace di Salisburgo, prenderá parte alia gara anche quest’anno. La tappa piü lun-ga é quella di Insbruk-Salisburgo-Linz di 281 km. La piü breve invece sará quella di Linz e Zell am See di 95 km. soltanto. II Giro portera la carovana attraverso il Semmering ed oltre il GrosSglockner. Le singóle tappe sono: Vienna-Graz (oltre 200 km.) Graž-Klagenfurt km. 153; Klagenfurt-Linz km 147; Linz-Zell am See km 95; Zell am See-Irisbruck km. 160; Insbruck via Salisburgo-Linz km. 281; Linz-Vieri-na km. 190. Alia corsa prenderanno parte ciclisti jugoslavi, italiani, e svez-zeri. CECOSLOVACCHIA PRAGA — Un gruppo di ginnaste finlandesi sono arrivate ieri sera a Praga proveniénti da Helsinki, per disputare, in varié cittá della Cecoslovacchia, degli incontri e delle esibizioni amichevoli. JUGOSLAVIA LUBIANA — La .squadra di pal-lacestis’ti triestini «C. P. Trieste» ha pareggiato l’incontro amichevo-le disputato sul campo della S. D. Železničar contro la lócale «Enotnost» per 21 a 21. SVIZZERA GTÑEVRA — Batiendo la sqüadra campione svizzera di pallacanestro «U. G. S.» nell’incontro di finale per 35 a 31, la squadra jugoslava «Mladost» di Zagabria ha vinto il torneo internazionale di Ginevra svol-tosi in questi giorni. AUSTRIA VIENNA — La Federazione piugi-üstica austríaca per i professibnistt é stata Ufficiálmente informata dal-l’EBU che l’incontro per il titolo europeo dei massími tra Joe Wei-dinger e Stephan Olek é stato uf-ficialmente riconósciuto: I contratti dovranno pervenire all’EBU non piü tardi del 15 maggio a Parigi e Fincontro dovrá aver luogo non piü tardi del prossimo 25 giugno. Come luogo d’incontro si prevede sará Bruxelles; II pugile tedesco We Ginger^ s'i trova a Vienna. La sua férita alia mano é giá guarita in modo che tra breve egli potrá iniziare la sua preparaaione. JUGOSLAVIA BELGRADO — Con la parteci-pazione di oltre 2 mila atleti si é sVolta la gara di 10 mila metri di cross country valevole per l’as'se-gnazione del titolo di campione na-zionale. La gara, molto combattuta ed interessante fino agli ultimi me-ttri, ha visto la vittoria di Stefanovič della «Partizan» di Belgrado che ha coperto il percorSo in 32’ e 44”. Secondo, con il tempo di 33’ 06” si é classificato Kotnik di Zagabria. La classifíea per suadre é stata vinta dalla «Mladost» di Zagabria següita dalla «Partizan» di Belgrado e dalla «Enotnost» di Lubiana. SVEZIA STQCCOLMA — Grande ifnpres-áione starino suscitando in Svezia le prestazioni' del. giovane nuotatore Goranz Larrson, il quále ha nuota-tó i 100 metri sul dorso in 1’ 09” e 4 decimi. éd i 100 metri stile libero in 59” e 5 deciíni nel corso della stessa riunione. BELGIO ANVERSA — Due staffette della «A. Z. C.» di Anvérsa sono riúscite nel tentativo di batiere i primati SALUTARE QUANTO per una donna fare dello MAI sport Quante donne hanno ancora un indulgente sorriso per chi difende un po’ piü del necessario la causa dello sport femminile. Sará un senso di pigrizia o piut-tosto di incredulitá verso una cosí «assurda» cura di bellezza. Saranno tutte e due buone ragio-ni; in ogni caso, buone scuse per non muoversi piü del neces’sario: di aver sempre movenze languide e stanche.... Ma questi movimenti ottocente-schi della donna sempre affaticata (dal troppo ricamo?) non dovreb-bero essere abbastanza antiquati? Perché non convincersi che in questi tempi dinamici si resiste solamente con una ferrea salute? Od almeno con il senso e la sicurezza del proprio corpo: sentirsi sempre enérgico — nel lavoro quotidiano come nella vita di casa. Non é una affermazione vaga la nostra, perché parliamo per personale espe-rienza; riei paesi nordici comincia-no a tre anni a frequentare le pa-lestre — con le parallele, sbarre di ferro, corde alia «marinara», ecc. —e mai nessuna donna si scanda-lizza in questi cósidetti «pas'satem-pi» maschili. A molte piace indubbiamente il mare: sanno nuotare anche oppu-re, come tante volte abbiamo no-tato, sanno tenersi a galla per piü o meno tempo. Ma questo non .é nuoto. Nuoto é una distensione del corpo dopo lo sforzo nella «remata» delle braccia e delle gambe nella nuotata a «rana» e del movimento tranquillo e senza mutile perdita di fiato del «crawal». Se il «crawal» é esclusivamente sportivo, la «rana» é piü riposan-te e permette delle lunghiss'ime nuotate, che, se eseguite a perfezio-ne, non stancano e fanno tornare la donna veramente rinata alia riva Chiaccherare nell’acqua e permes-so sóltanto quando si posário i pie-di sulla riva...! Vi sernbrerá una cosa eccessiva, ma in Jqgpslavia, insieme al nuoto si impara il s'alvataggio: quattro, cinque lezioni sono sufficienti per insegnare quei pochi ma efficaci movimenti che permettono a salvare una persona — e sapersi difendere dalla persona che sta per annegare. cosa assai piü difficile! — Perché muore tanta gente anne-gata? Perché prima di tutto non sanno nuotare e nonostante ció non hanno paura dell’acqua. Invece bisbgna aver paurá: me-glio avere la coscienza del perico-lo, quando si sa di non poter combatiere con le forze dell’acqua. Sarebbe una cosa molto utile, e d’altra parte piacevole, insegná-re agli alunni delle classi medie, oltre la sólita ginnastica in aula, anche il nuoto obbligatorio. Citiamo all’uopo un’esempio: in Jugoslavia nótate durante l’invemo, una o due volte al mese, tutta la classe assie-me va in piscina e l’estate nessuno fa la «papera» in riva al mare. Badate peró che ben differente ó nuotare nel mare o nei fiumi e laghi. L’acqua salata non s'olo vi sostiene, ma fa poca resistenza ai vostri movimenti; invece l’acqua dei fiumi o laghi è «pesante» e, nuotando, si ha la sensazione di tagliare con le proprie forze la massa acquea e di aver fatto un vero sforzo, dopo una abbondante nuotata. Il canotaggio è il secondo sport acquatico che le donne praticano in Jugoslavia e che diíficilmente, pürtroppo lo praticano qui da noii. Remare significa remare nelle yole e con cos'idetto sedile mobile in maniera che il corpb, oltre lo sforzo, abbia anche il suo movimento «modulatorio» che appunto fa di questo sport un grande beneficio per le gambe, íianchi e ventre e non rimane solo un esercizio tabilmente, rimanendo in barca, deile braccia come accade, inevi- II «sandolino» ad esempio, al Ba-gno di S. Nicoló, é uno degli sport piü preferiti. Certo irfobustisce forse un po’ troppo le braccia alie donne: eseguito, peró, con un movimento piü ampio dà la possibilité di non ejercitare solamente le braccia ma tutto il torace prevenendo molti impigrimenti delle articolazioni. Come il sandolino, cosí anche il tennis. Nonostante il continuo correre richiede troppo sforzo a un braccio solo, cosa che non sempre è utile per la donna,- Specialmente chi lavora negli uffici o nelle fab-briche dovrebbe cercare non sol-tanto un beneficio strettamente físico, ma un grande riposo. Sembra un paradosso; invece è proprio cosí. Lo sportt come la atlética leggera (non parliamo della cómica ginnastica da camera) dovrebbe essere esercitato nella donna con prudenza e, sapienza specialmente. Non voler, cíoé, arrí-vare agli estremi sforzi ,solo per ese'ere piü brave delle altre (lá-sciamo questo alie giovinetté): ma trovare nelTesercizio e nello svi-lüppo delle proprie forze un rj-póso alia fatica di una vita sedentaria. Sará una co3a stupida, ma cércate spesso di correre a tutta forza per la strada: nessuno vi guardará meravigliato, s'e cércate di acciuffare in tempo una autocorrie-ra od il vaporetto in partenza... E’ un esercizio quotidiano facilissimo che non vi costa niente e vi tiene in allenamento lo stesso come le corsé sulle poste (ma certa non vi metterete le «scarpette» per questo!) La domenica andando ih oampá-gna, non riposate soltanto all’om- * il bra pigre e startche. Córrete é s'al-tate; corne i bambini, sáltate picco-li íossi, arbusti e tutto ció che vi dá occásione di fare un bel salto. Ma non sempre c’é bisogno di cór-rere ed allora troverete nella vo-stra casa una vera palestra, se vorrete. Vi dá fastidio stare s'u u-na scaletta per puliré le lampadi-ne? Invece 6 un óttimo esercizio di equilibrio. Se la vostra abitazione é al*f>ri-mo piano, o forse piü, non sbuffate *d ogni rampa di scale- Almeno i primi 15 scalinl íateli a due a due come i ragazzini (naturalmente se nessuno vi guardará...!). E p'o! anche puliré í vetri ó un ottimo esercizio: rasenta quello piü sopra accennato del cannotaggio... Animo, dunque, ragazze, e non rimanete accantucciáte in cas'a (come il gatto) a far la calza! Dove c’é sport q’ó vita! NEL CAHU ITMJM Dl CU l inleresse 8 milu alie miéb ili nula K Oampionato calci-stico italiano ■slta oramai voirgendio al termine, Mameano infatti solo 6 giamate alla fine, e la proasima 33ma. gior-naita di gare, trova iii MILAN im» pegnatiissimo a GENOVA, mentre il motiivo principe àta in coda aMa cdaasifica. Ma procediamo cion ccdine, ed iniziamo il noeitro cammewto: U.aando un termine ippiCo, si po. trebbe dire che il Campionato di Sérié A è ormai entrato nell’ultima curva deila sua lumga corsa e si apipresta ad infilare la dirittura che porta al traguardo. La gara per il primo posto sembra ormai canclulsa e l’interesse maggiore è rivolto alla coda, doive, se l’ufitimo è oramai rassegnato alla sua sorte (il \^enezia) c’è da ve-dere chi verrà designato a fargli cotnpagmia. Fer il primo posto — dicevamo ■— la gara sembra ormai coniclwa. Quel sembra non è buittato il di-stratitamente, ma vuol cautelarri di fronte ad aventuali co'pi di scena. Irragiungibile la Juventus? Senza dfabbio, sc il ragianaméiito è gui. dato dalla lógica; si sà peró che 0,'el aalcia la lógica conta sino ad un certo punto, ragion per cui il MILAN è sempre auitorizzata a sperare. Awincente, iîwece, la lotta- per il tenzo posto. L’INTER riceive la LUCCHESE e potrebbe interrompe« queiía serie negativa ohe ormai ai trascina da un pezao. L’ATALANTA che ha r ipreso S ritoo lmipretasioriante de-U’inizlo del Campi-cmato', aspita la LAZIO, che rischia di trovare a Ber-gamo la claissiica buccia, di banana che ha già fatto se iva1 are fior di squa-droni, üttima in orçline dl tempo quella Florentina irt «gambiSsima». î ragatel di Meazza. La ROMA, iri casa col COMÔ, gioca grosso: ce virtce potrá tirare ÎI flato, ma se tïod sará in grado di imporhi, «Mora si troverà veramente colnivolta nella lotta per non retrocederé. Ed 11 COMO di addegso — i riisultati parlano chia-ro non ha paura di nessuno. Tranquil!i i düe incontri che com-pietano il prograronia. nazionali delle staffette 5x10 e 10x100 metri. Nella 5x100 il tempo ottenüto ó stato di 5’21’’ e 2 dec. e nella 10x100 m. dl 10’53” 6 dec. t migliori tempi sono stati realiz-zati dal campiorte belga Josiph Dacombe e Willy Simons coi tempi di I’02” i dec. AUSTRIA VIENNA — L’incontro pugilisj.1-co dei dilettanti tra l’Austria e Tltalia é stato definitivamente de-ciso. Secondo 11 desiderio della Federazione pugilistica italiana, l’in-contro avrá luogo il 16 luglio a Pa-dova, mentre' l’incontro di rivin-Cita si progetta di farlo disputare a Vienna nella primavera del 1951. ITALIA ROHA — La uarta giornata dei ó stata caratterizzata da incontri di maggiore rilievo e la folla ó in-terve-nuta piü numerosa che nei giorni scorsi. La giornata odierna registra due campionati internazionali d’ltalia risultati clamorosi; la sconfitta delTamericano Trabet ad opera del francese Destremau e la cattiva prova di Marcello Del Bello con-tro il n. 2 australiano Quist. Inatte-sa puré la vittoria di Canapele su Paish. S.U.: Canepele (It.) batte Paish (Ingh<) 6-1, 6-8, 6-2; Cernik (Egr) batte Gori (It.) 6-2, 6-3, 1-6, 6-1; Blomquis (Sv.) batte Bartroll (Sp.) 6-3, 6-2, 6-1. S. D. Hilton batte Manfredi 9-7, 6- 2; Scofielf batte Tucky 6-1, 6-3; Bos'si batte Boutin 6-2, 6-1; Quertier batte Mottram 1-6, 6-4, 6J1; Curry batt eBologna 6-2, 8-6. D. U.: Carles-Bartroli (Sp.) t&t-iono Medici-Zamporl (It.) 6-3, 3-6, 8-6, 6-2. . Ecco i risultati registrati questo pomeriggio: S. U.: Talbert (USA) batte Ma-tous (Cec.) 6-4, 6-1, 6-0; Bergélin (Svez.) batte Harper (Aust.) 7-5, 4-6, 3-6, 6-3, 6-1; Sidwell (Aust.) batte Sada (It.) 6-3, 3-6, 6-2, 7-1; Cucelli (It.) batte Olozaga (Sp.) 7- 5, 6-2, 6-3; R. Del Bello (It.) batte Mottram (G. B.) 6-4, 6-2, 6-2; Kovalesky (USA) batte Pautassl (It.) 6-4, 6-8, 6-3; Quist (Aust) batte M. Del Bello (It.) 6-3 1-6, 6-2, 6-4; Drobny (Eg.) batte Remy (Fr.) 6-2, 6-2, 6-4. S. D.: Moran (USA) batte Se^ ghers (Fr.) 7-5, 6-3. Per restare ora nel campo lócale, la Commissione Técnico ciclistlca del Proleter ha messo in gara Zol-lia, Sellier, Della Santa, Braico, Poclen, Danleli, Gardos', Grio e Germani. Ün buon numero di ciclisti, indubbiamente, che potranco anche avere delle possibilitá di affermazione. Dal lato técnico della gara inve-loe, proprio all’ultimo momento, l’UCEF há dovuto per forza maggiore variare i’intlnerario délla corsa a causa del mancato nullá osta della Questura di Gorizia per il transito dei corridorl nel suolo italiano e piü precisamente per Gorizia stessa, Sagrado, Redipuglia, Ronchi e Moníalcone. Crediaiqo che questo rifiuto non abbia bi-s'ogno di commenti. Ogni onesto sportiva, owero alia nostra manida sé l’affronto alia nostra mani-estazione. Ogni onesto sportivo puó benissimo giudicare da sé Taffron-to fatto alia nostra manifestazione sportiva, owero alió nostra manl-festaztone internazionale. Quindl, s'enza commento.,. Riepilogando quindi i corridori partiranno alie ore 12 da Barcóla puntando verso il confine del TLT cioé' verso Duino, quindi una vira-ta a sinistra per la Tarvisiana verso Aurisina, Prosecco, Opicina, Ca- ve Faccanoni, S. Giuseppe della Chi usa, Bagnoli, Dazlo, confine della zona A con la zona B (Scofie) Capodistria (Bivio ex Stazione) Monte Toso, Sicciole, Bulé, Verte-neglio, Cittanova, Umágo, Sicciole, Portorosé, Isola ed arrivo a Capodistria (Stadio) verso le ore 16. Per lógica cons’eguenza anche la seconda tappa ha súbito delle va-riazionl e precisamente: Partenza da Portorosé domenica 23 alie ore 12 puntando decisamen-te verso Sicciole, Bule, lalita Ca-stelvenere, Bivio Capodistria, Bivio Risano, Bivio S. Sergio, San Sergio, Erpelle, Divaccia, Sesana, Storie Senosecchia, Prevalió (vi-raggio) Gabor piccolo, Divaccia, Erpelle, San Sergio, Bivio Risano, Dazio Bagnoli salita; della Chi usa, strada Tarvis'iaria ed arrivo ad Opicina. Come si vede non é diminulto affatto l’lnteresse della corsa, poi-ché é rimasto inaiterato lo sconfi-namento nella RPFJ il rientro in zona B e l’arrivo in zona A del TLT. Capodistria sportiva, aijcogliierá quindi ques'to pomeriggio alie ora 16 la carovana della corsa con il suo solito entusiasmo sportivo, con la sua febbre tifoidea, con il suo cordiale saluto, con la sua fraterna amicizia. PEE IL CAMPÎ0MT0 della L Lega Slovena PROLETER - DR'AVA Domani, domenica, alie ore 15 alio Stadio I.o Maggio della nostra cittadina, saranno nuevamente dl scena i granáta del Proleter per 11 loro incontro di Campionato op-posti al Drava di Putuj. Incontro interessantissimo questo che mettefá a dura prova la solida compagine sihdacale di Capodistria. II Drava é ]’única squadra della La Lega Slovena che non ha ancora perso in trasferta; resisterá ancora 11 primato? Si atiende e nel contempo si teme la prova del Drava. C’é da una parte la speranza di una sorprendente partlta dei palciatori locali, e dell’altra reverenziale paura che il 'Proleter flnisca col fare un’altra amara esperienza del tipo Odred. Di uria cosa soltanto v’é certezza; che Tundid s'indaoale sapra of-fri.re una bella prestazióne, anche di técnica, e di volontá come mai si é visto nel passato. La preparazione della squadra granata é stata negli ultimi 15 giorni assai intensa, e si 'é appro-fittato della sosta concessa dalle elezioni ammínistrative nel nostru Circondario, per collaudare la formazione che affronterá il Drava. Piü che dell’intera s'quadra si trat-tava di vedere il rendimento della linea attaccante che é sempre stata un grave perisiero per l’allena-tore Amodeo, ed alia prova bisó-gna riconoscere che questi ha avuto ragione nel ripetere l’esperimen-to Corbatto. Siamo d’accordo che tutto il com-plesso della nostra squadra Siü-dacale é ancora ben poca cosa al cospetto del Drava, ma abbiamo messo in evidenza il pregio della difesa per giqstificare le speranze che qui si nutrono alia vigilia del confronto che anche il Drava non puó sotiovalutare per ragioni fácilmente intulbili. La squadra dei «muloni» invece, giocherá in trasferta a Lubiaria contro il Železničar. Se le prestazioni della prima squadra hanno lasciato molti spor-tivi a volte delusi, ció non toglie che la squadra ragazzi, che parte-cipa al Campionato Giovanile della Slovenia, si sia sempre fatta o-nore vincendo in trasferta e pa-reggiando. Constatiamo infatti che il «ruo-Iino di marcia» non ci pres’enta nessuna sconfitta esterna, e ,se la memoria non ci tradisce nessuna sconfitta in casa. Le soddisfazioní duri-que ci sono venute dai pió giovani, e proprio a questi giovani consi-gliamo i tecnici di volgere tutte le loro attenzibni, tutte le loro cure per un gradúale progresso. La trasferta esterna con lo Železničar dunque, porta un pronostico favorevole ai ragazzi del Proleter forti di una ferreá volontá di imporsi per una pura soddtsfa-zione morale. Anche da parte nostra il pronostico volge in loro favore e non cí resta altro che augurare loto ¡1 tradizionale «in bocea al lupo». LA DUE PRIME TAPPE ROMA - NAPOLI - ROMA II francés» Rabie primo a Frosinone Serse Coppi vince la volata di Napoli FROSINONE — Declne di mi-gliaia di persone s'ono convenute nelle prime ore del mattino lun-go le strade che dal centro della cittá portano al quartiere periférico di Centocelle dove era fissata 1a partenza della prima tappa Roma-Napoli-Roma. L’appuntamento per i corridori era stato íissato alie 7 in piazza Colonna dove ha la sua séde il «Tempo», giornale organizzatore della manifestazione. Mai si era visto a uell’ora mattutina un cosí vasto sciamare di folla per le vie del centro. Da piazza Colonna finó aCentocelle, ossla per una lunghez-za di circa 12 km. La parté'cipazio-ne della folla ó stata veramente imponente. La prima tappa di uesta origínale comiietizione ci ha portato da Roma a Frosinone: 78 km. Com-piüti a cronometro dietro fnoto- , scooters. I conduttori delle moto scooters indossano una tuta az-zurra, i corridori portano tuttl il casco. Partono a due mínuti uno dallo altro. II vecchio Ferdinando Gram-mel che nel lontano 1902 vlnse la prima Roma-NapoIi-RohlS, dispútala üeU’anho in una . sola tappa anziché in 4 come oggí, abbáss'a la baridieriha, la motoseooter scop-pietta e il corridore «decolla» sulla via asfaltata volando con un rapporto che arriva per alcuni fino al 13x49. II primo a partiré é Mario Ricci. Sono le 8.30. Poi tuttl gil altri a due minuti di distanza, Conte chiu-de la serie alie 9-22. Sulla salita di Ferentlno la mo-to-leggera di Coppi ha Un improv-viso arresto. Fausto prosegue da solo, ma nella discesa l’allenatore lo raggiunge e Coppi rprende ve- loce la sua corsa. L’arres'to gli sará fatale: peri 48'” perderá la pri-| ma tappa della competizione. Ecco la classifica della Roma-Frosinone (Ion. 78,100>. 1) Robic in ore 129’24” (media km. 52 circa); 2) Fausto Coppi a 46”; 3) Van Steenbergen a 4’13”; 4) Bobet a 5’58”; 5) Kint a 8’9”; 6) Magni FiorenZo a 6’38"; 7) Logli a 7’30”; 8) Parí mérito Bartali e Leóni a9’43”; 10) Bevilacqua; 11) Toccácelli; 12) Rossello; 13) Conte; 14) Serse Coppi; 15) Keteleer; 16) Corrieri. NAPOLI — Ora siamo sulla stra-cra di Napoli per la seconda tappa che. si disputerá in linea con tutti i 28 corridori in gara e con un caldo asflss'lante. La partenza é data alié ore 13.30. Verso le a.\iveremo all’Arenac-cla di Napoli. L’inizio della seconda tappa é piuttosto calmo. Condu-cono Ketelleer e Corriei a 30 di media sotto ü solé cocente. Nella volata, Serse Coppi alza la gobba e vince di potenza su Luciano Maggini. Terzo é Salimbeni, quarto Maggini, quinto Bobet. Poi arriva Leoni con 11” di distacco, che regola in volata Corrieri. Quindi giungono Conte e Bevilacqua ed infirie 11 gruppo dominato da Fausto Coppi. Ecco Tordine d’arrivo della seconda tappa Frosinone-Napoli: 1) Coppi Serse, in ore 4,19’27” (media km. 35,498); 2) Maggini Luciano; 3) Salimbeni; 4) Martini; 5) Bobet, tutti col tempo di Coppi; tempo; 8) Conte a 13”; 9) Bevi- 6) Leoni a 11”; 7) Corrieri, stess'o lacqua a 4.21’37”; 10) Rossi 4.22T5”; 11) Bint 4.22’40”; 12) Fausto Coppi; 13) Van Steenbergen; 14 Robic; 15) Baroni; 16) Bartali; 17) For-nára; 18) Ppntisso; -9) Caso!a; 20) Maggini Sergio; 21) Lpgli; 22) Keteleer; 23) Magni; 24) Toccaceli, tutti con ¡1 tempo di Bini; 25) Kint, 4.23’5”; 26) Rossello, 4 23’41”; 27) Ricci, 4.25’50”; 28) Giudlci 4.28. 1) Robic in ore 5.52’04”; 2) Coppi Fausto, a 46”; 3) Bobet, a,2’45”; 4) Van Steenberg’ a 4’13”; 5) Kint, a 6*35”; 6) Magni, a 6’38”; 7) Leoni, a 6’51"; 8) Logli, a 7’30”; 9) Bevilacqua, a 8’57”; 10) Conte, a 9’24”; 11) Coppi Serse, a 9’40”; 12) Bartali, a 9’44’. NEW YORK — Alio stadio di Wembley (Londra) s’iniziera il 15 maggio la grande tournee europea della celebre squadra negra di pai-lacanestro dell’Harlem Globe Trotters. L’altro ieri a San Francisco oltre 13 mila spettatori hanno assi-stito all’incontro tra essi ed una se-lezione universitaria, vinto dal ne-gri per 64 a 63. Nat Clifton, da solo, ha segnato ben 22 punti. At-tualmente l’Harlem svolge una tourned attraverso gli Stati Uniti dopodiche partira per 1’Europa. Dopo Londra, Birminghan e Nottingham, la squadra raggiurigera il Belgio dove dispute« sel incontri. Quindi si. recherri in Franciia - per cinque riunioni quattro delje quali a Parigi. Infine la siiadra passera i Pirenel per recarsi in Portogallo per altri sei incontri, Infine si re-chera in Italia dove pero gli incontri non sonq stati ancora sta-biliti. Direttore respons'abile - Clemente Sabati Stampato presso lo stabil. tipogrf. «JADRAN» Capodistria Fubblicazione autorigzata