tednik Slovencev videmske pokrajine ČEDAD/CIV1DALE • UI.B. De Rubeis 20 • Tel. (0432) 731190 • Poštni predal/casella postale 92 Poštnina plačana v gotovini / abb. postale gruppo I bis/70% • Tednik / settimanale • Cena 800 lir ^2 (401) • Čedad, Četrtek 12.novembra 1987 REFERENDUM: KAKO SMO VOLILI PETKRAT SO UDOBILI «JA» Takole smo glasovali v Italiji... ... takole pa v videmski pokrajini REFERENDUM JA NE Glasovi % Glasovi % Civilna odgovornost sodnikov 20.741.918 80,2 5.119.643 19,8 Preiskovalna komisija 21.994.149 85,0 3.866.917 15,0 Jedrske elektrarne: lokacija 20.870.595 80,6 5.029.595 19,4 Jedrske elektrarne: prispevki 20.220.185 79,6 5.171.607 20,4 Jedrske elektrarne: ENEL 17.305.810 71,9 6.754.900 28,1 REFERENDUM JA NE Glasovi % Glasovi % Civilna odgovornost sodnikov 223.110 79,15 58.789 20,85 Preiskovalna komisija 237.453 83,92 45.485 16,08 Jedrske elektrarne: lokacija 220.753 78,01 62.231 21,99 Jedrske elektrarne: prispevki 215.680 76,69 65.540 23,31 Jedrske elektrarne: ENEL 189.351 66,66 94.702 33,34 Podatki, ki jih objavljamo, so skoraj dokončni: od skupnih 84.755 volišč jih manjka samo še nekaj sto Vsega kupe je imielo pravico iti glasovat v saboto an nedieljo vič ko 45 milionu Italijanov. V naši pokrajini ima pravico do vota 452.041 lju- di: 234.913 žen an 217.128 mož. Volišč, seggiu je bluo pa 890 v vsi videmski pokrajini. Če pogledamo rizultate v italijan- skem merilu parvo rieč, ki jo vidimo je kakuo je padlo število tistih, ki so šli votat: 65,18%. Še nikdar v naši povojni zgodovini nie glasovalo ta- kuo malo ljudi. Tel podatek, 65,18%, pride reč, de adan Italijan •na vsake tri nie šu votat. Še no rieč je trieba doluožt: zelo vesoko je število tistih, ki so ložli bie-lo škedo al pa so kiek na njo napi- beri na 2. strani LUNEDI PROSSIMO UN INCONTRO A UDINE La legge finanziaria e gli sloveni in Italia CONVEGNO A CHARLEROI DELLA FEDERAZIONE EUROPEA DELLA ZSI Pio Cencig eletto È stato richiesto un congresso da tenersi nel prossimo mese di dicembre Na desni nov predsednik evropske federacije Zveze slovenskih izseljencev Pio Cencig La nuova legge finanziaria, per la verità ancora in fase di discussione a Roma, ha riservato — come abbiamo già riferito — una brutta sorpresa per la comunità slovena che vive nel Friuli-Venezia Giulia. È scomparso infatti dalle previsioni di spesa il capitolo riguardante gli sloveni — si trattava di 33 miliardi — introdotto alcuni anni orsono dal governo Cra-xi. È questo un fatto estremamente grave a giudizio della comunità slovena che vede in questo taglio di spesa anche un segno negativo rispetto alla volontà delle forze politiche di risolvere positivamente il problema annoso della legge di tutela della comunità slovena in Italia. Di questo si è discusso in un incontro indetto a Cividale dalle organizzazioni slovene della provincia di Udine a cui hanno partecipato i rappresentanti delle componenti in cui si Si è svolto alla fine del mese di ottobre a Trieste il consiglio nazionale dell’Anpi. Uno dei grandi temi affrontati nel corso dei lavori ed anche nella relazione del presidente Arrigo Boldrini è stato quello che riguarda il ruolo dell’Anpi in relazione alla conquista della tutela per le minoranze nazionali e linguistiche in Italia. È un argomento questo che è stato già affrontato in diverse sedi e a diverse riprese dall’Associazione nazionale partigiani italiani. Su questo tema ha svolto una relazione, ampia ed articolata, l’on. Mario Lizzerò. Questi ha in primo luogo illustrato i contenuti di un documento che è allo studio di una commissione istituita dall’ANPl nella nostra regione e di cui fa parte anche l’ex-parlamentare comunista. Il documento, che verrà sottoposto all’approvazione del comitato nazionale, se approvato potrebbe diventare la ba- riconoscono gli sloveni in Italia. Dall’analisi della pesante situazione in-' cui si dibatte tutta la comunità slovena nella nostra regione, ma in particolar modo quella della provincia di Udine, dove alla mancanza di una qualsiasi tutela linguistica e culturale si aggiunge un forte degrado socioeconomico che cresce ogni giorno che passa, è scaturita la proposta di indire una conferenza stampa da tenersi a palazzo Kechler a Udine lunedì 16 novembre alle ore 11. All’incontro con la stampa saranno presenti i rappresentanti di tutte le componenti degli sloveni. Saranno naturalmente invitati a partecipare anche tutti i parlamentari della nostra regione. Tema dell’incontro, come si è detto, sarà la legge finanziaria e la legge di tutela della comunità slovena in Italia. se per l’azione politica dell’Anpi stessa. Si tratta in sostanza di un contributo che la Resistenza italiana e l’An-pi in primo luogo intendono dare per la piena attuazione della Costituzione in relazione al pieno riconoscimento dei diritti dei cittadini italiani componenti la minoranza slovena e di tutte le altre minoranze. Il documento dovrebbe avere tre parti costitutive: 1) il tema delle minoranze linguistiche; 2) il tema della minoranza slovena che deve essere centrale; 3) il tema della minoranza italiana in Jugoslavia. L’on. Lizzerò ha poi condiviso la proposta del presidente Boldrini per una prima iniziativa, su questo tema autonoma dell’Anpi: una grande assise nazionale dell’Anpi che ponga al centro il tema dei diritti delle minoranze nazionali linguistiche e quello della conquista delle due leggi necessarie nel Parlamento italiano. Si è svolto a Charleroi il Convegno della Federazione europea della Zveza slovenskih izseljencev. Per due giorni i dirigenti dei circoli dell’Unione in Europa hanno approfondito alcune tematiche essenziali non solo per lo sviluppo dell’associazione in questo continente, ma anche di grande rilevanza per la minoranza slovena presa nel suo completo. In effetti, chiariti alcuni problemi di ordine organizzativo, effettuate alcune scelte circa la rappresentanza delle sezioni europee in vari organi interni (Consiglio direttivo) ed esterni (Comitato regionale dell’emigrazione) all’Unione nonché eletto il nuovo presidente della Federazione, i presenti hanno affrontato temi direttamente legati al futuro della nostra comunità quali il legame con le nuove generazioni, le reali possibilità di sviluppo socio-economico della Bene-eia, il perchè dei ritardi nell’approvazione della legge di tutela della minoranza slovena, la necessità di rilanciare alcune grandi manifestazioni culturali slovene come la Kamenica. Il problema che più a lungo è stato dibattuto è proprio quello del rapporto da costruire tra le nuove generazioni residenti in Europa e la cultura d’origine delle famiglie. Questa questione si inserisce perfettamente nel programma in via di predisposizione dalla Giunta esecutiva e che deve coinvolgere le nuove generazioni di tutti i continenti al di là delle differenze che obiettivamente esistono da un posto all’altro. È stata quindi approvata la proposta della costituzione di una commissione ad hoc che dovrà approfondire il problema e quindi elaborare un programma concreto d’intervento valido per tutti i continenti. La questione delle nuove generazioni è particolarmente sentita in Europa dove si assiste, proprio in questi anni, alla naturale transizione generazionale tra coloro che sono partiti dalla Benecia in età adulta e coloro che invece sono nati e cresciuti nei vari paesi europei, con quindi un diverso rapporto culturale con la terra d’origine. Un’altro punto molto discusso è stato quello della necessità di mantenere e rafforzare la caratterizzazione slovena dell’Unione a dispetto di alcune tendenze in atto in alcune strutture locali dell’Unione. 11 binomio emigrati-sloveni è inscindibile e fonda l’esistenza stessa dell’Unione. Per quanto riguarda il XX dell’Unione che sarà celebrato l’anno prossimo, è stata accolta la proposta di organizzare a Bruxelles, in quanto capitale dell’Europa comunitaria, un Convegno di alto livello sulle tematiche relative alla costruzione europea, alla presenza in quel contesto delle minoranze etniche e dei migranti. Tenendo conto dei tanti problemi aperti e d’altra parte della presenza in Benecia dei presidenti delle Federazioni in occasione della riunione del Comitato regionale dell’emigrazione, è stato suggerito di invitare la Giunta esecutiva a convocare un Congresso dell’Unione per la prima metà di dicembre. Al termine del convegno, Pio Cencig è stato eletto Presidente della Federazione europea; Adriano Martinig verrà proposto all’Assessore competente quale membro europeo del Comitato regionale dell’emigrazione mentre è stata richiesta la nomina di Eligio Floram nel Consiglio direttivo dell’Unione. Hodimo v gledališče Hodimo v gledališče, tala je na iniciativa Zveze slovenskih kulturnih društev za videmsko pokrajino, ki želi nazaj oživiet tisto navado, ki smo jo včasih miei Benečani, ko smo hodili v gledališče v Gorico v skupinah. Takuo, ki vesta Slovensko stalno gledališče ima svojo sezono an v Gorici, v Kulturnem domu. ZSKD predlaga, de bomo kupe hodili na predstave. Zbrala je predstavo od torka. Druga predstava bo v torak 17. novembra ob 20.30 uri, ko nam Drama SNG iz Ljubljane predstavi igro Bertolta Brechta Malomeščanska svatba. Dobimo se v torak ob 19. 30. uri na Targu Resistenza, točno. Potardite vašo prisotnost na uradu Zveze v Čedadu (tel. 731386), kamar se lahko obarnete an če imate težave za prevoz. Pridita, se vam na bo zdielo škoda! Un’iniziativa dell’Anpi per la nostra tutela Risultati dei 5 referendum nei comuni del Friuli orientale s 1. strani sai, takuo de ni bila veljavna. Telih zadnjih je bluo v vsi Italiji parbližno 13%, kar pride reč 4 milionu ljudi. Kaki so bli rezultati referendumov tle v naši deželi Furlaniji-Julijski krajini? Je šlo glasovat 69,28% tistih, ki imajo pravico do vota. V naši pokrajini pa je tel odstotek nomalo buj vesok: 70,4%. Na vsako vižo med tistimi, ki so glasovali, so z veliko večino zmagali tisti ki so glasovali za «ja». Tuole pride reč, de vsi pet zakoni (leči) na va-jajo vič an Parlament ima štier miesce cajta, da parpravi pet novih zakonu, zatuo de na ostane kaka praznina, ki bi ustvarila velike težave ko recimo za kar se tiče civilno odgovornost sodnikov. Pru sigurno je, de teli referendumi an obnašanje volilcev dajejo vsem an posebno strankam (partitam) za mislit. Še posebno muora dat mislit število tistih, ki niso še šli votat an tistih, ki z bielo al pa razveljavljeno (anulano) glasovnico so jasno pokazali njih protest. Če je ries, de se je razvila oku jederskih elektrarn an sodniku šaroka an zanimiva razprava (debata) med Italijani, je glih takuo ries, de za veliko ljudi je biu tel referendum adna težava. Tisti, ki se ni zmislu farbe škede je sigurno imeu velike probleme za zastopit kaj je bluo napisano, kaj se ga je vprašalo. Brez dielat velikih razmišljanj — zatuo so v parvi varsti poklicani parlament an stranke — lahko dijemo, de more bit de se niso Italijani nikdar takuo čul deleč od politike. Številke, ki smo jih buj gor napisal tuole jasno dokažejo. Tel — mislimo — da muora bit alarmni zvonec (campanello d’allarme) za vse. Novi Matajur odgovorni urednik: Iole Namor Folokompozicija: Fotocomposizione Moderna - Videm Izdaja in tiska Trst / Trieste ^ JETI (Bar Settimanale - Tednik Registraz. Tribunale di Trieste n. 450 Naročnina - Abbonamento Letna za Italijo 19.04)0 lir PoStni tekoči račun za Italijo Conto corrente poslale Novi Matajur Čedad - Cividale 18726331 Za SFRJ - Žiro račun 51420- 603 - 31593 «ADIT» 61000 Ljubljana Kardeljeva 8/II nad. Tel. 223023 Letna naročnina 2.000 din posamezni izvod 100 din OGLASI: I modulo 34 mm x 1 col Komercialni L. 15.000 + IVA 18fo Referendum št 1. - Civilna odgovornost sodnikov OBČINA JA % NE % Dreka 151 84,83 27 15,17 Grmek 281 82,65 59 17,35 Srednje 223 82,90 46 17,10 Sv. Lenart 469 84,20 88 15,80 Sovodnje 299 78,48 82 21,52 Špeter 833 80,95 196 19,05 Podbonesec 573 77,75 164 22,25 Prapotno 323 74,84 108 25,06 Tavorjana 904 78,47 248 21,53 Čedad 4.063 75,10 1.612 24,90 Corno di Rosazzo 1.316 80,15 326 19,89 Manzan 3.314 79,04 879 20,96 S. Giovanni al Nat. 2.429 77,98 686 22,02 Pradamano 1.327 80,52 321 19,48 Premariacco 1.658 77,91 470 22,09 Remanzacco 2.277 76,59 696 23,41 Moimacco 531 76,29 165 23,71 Povoletto 2.141 79,18 563 20,82 Pavia di Ud 2.396 79,60 614 20,40 Ahten 794 79,48 205 20,52 Fojda 1.014 79,16 267 20,84 Neme 1.131 80,84 268 19,16 Čenta 3.634 77,37 1.063 22,63 Bardo 349 76,54 107 23,46 Tipana 401 80,36 98 19,64 Gorjani 264 79,04 70 20,96 Rezija 558 78,37 154 21,63 Naborjet 498 83,00 102 17,00 Pontabelj 1.040 79,09 275 20,91 Trbiž 2.550 82,26 550 17,74 Referendum št 3. - Jedrske elektrarne: lokacija OBČINA JA % NE % Dreka 152 84,92 27 15,08 Grmek 279 81,58 63 18,42 Srednje 227 82,85 47 17,15 Sv. Lenart 472 82,23 102 17,77 Sovodnje 295 76,03 93 23,97 Špeter 788 77,10 234 22,90 Podbonesec 563 75,57 182 24,23 Prapotno 341 77,50 99 22,50 Tavorjana 877 76,46 270 23,54 Čedad 4.807 73,94 1.694 26,06 Corno di Rosazzo 1.310 79,83 331 20,17 Manzan 3.216 77,64 980 23,36 S. Giovanni al Nat. 2.427 77,61 700 22,39 Pradamano 1.343 80,45 318 19,15 Premariacco 1.634 76,04 515 23,96 Remanzacco 2.207 74,04 774 25,96 Moimacco 517 74,07 181 25,93 Povoletto 2.115 74,84 602 22,16 Pavia di Ud 2.362 77,90 670 22,10 Ahten 789 78,35 218 21,65 Fojda 1.018 78,73 275 21,27 Neme 1.132 79,94 284 20,06 Čenta 3.680 78,45 1.011 21,55 Bardo 347 76,43 107 23,57 Tipana 386 78,14 108 21,86 Gorjani 268 80,48 65 19,52 Rezija 559 77,53 162 22,47 Naborjet 472 78,93 126 21,07 Pontabelj 984 73,76 350 26,24 Trbiž 2.556 82,00 561 18,00 Referendum št 2. - Preiskovalna komisija OBČINA JA % NE % Dreka 150 84,27 28 15,73 Grmek 289 85,25 50 14,75 Srednje 232 82,90 49 17,44 Sv. Lenart 473 84,31 88 15,69 Sovodnje 316 81,87 70 18,13 Špeter 855 83,91 164 16,09 Podbonesec 589 80,46 143 19,54 Prapotno 355 85,05 83 18,95 Tavorjana 957 82,86 198 17,14 Čedad 5.282 81,31 1.214 18,69 Corno di Rosazzo 1.368 83,16 277 16,84 Manzan 3.419 81,64 769 18,36 S. Giovanni al Nat. 2.538 80,96 597 19,04 Pradamano 1.405 84,84 251 15,16 Premariacco 1.731 80,70 414 19,30 Remanzacco 2.377 79,55 611 20,45 Moimacco 544 * 77,94 154 22,06 Povoletto 2.224 82,04 487 17,96 Pavia di Ud 2.515 83,28 505 16,72 Ahten 825 81,60 186 18,40 Fojda 1.066 82,57 225 17,43 Neme 1.180 84,05 224 15,95 Čenta 3.902 82,97 801 17,03 Bardo 365 80,57 88 19,43 Tipana 408 81,11 95 19,89 Gorjani 281 84,89 50 15,11 Rezija 589 81,58 133 18,42 Naborjet 501 83,50 99 16,50 Pontabelj 1.079 81,43 246 18,57 Trbiž 2.680 86,45 420 13,55 Referendum št 4. - Jedrske elektrarne: prispevki OBČINA JA % NE % Dreka 136 75,98 43 24,02 Grmek 267 79,46 69 20,54 Srednje 213 78,31 59 21,69 Sv. Lenart 451 81,41 103 18,59 Sovodnje 287 74,55 98 25,45 Špeter 769 76,29 239 23,71 Podbonesec 539 73,63 193 26,37 Prapotno 349 80,60 84 19,40 Tavorjana 871 77,08 259 22,92 Čedad 4.700 72,73 1.762 27,27 Corno di Rosazzo 1.271 78,07 357 21,93 Manzan 3.177 75,99 1.004 24,01 S. Giovanni al Nat. 2.310 74,64 785 25,36 Pradamano 1.338 81,19 310 18,81 Premariacco 1.555 72,53 589 27,47 Remanzacco 2.137 71,66 845 28,34 Moimacco 503 72,48 191 27,52 Povoletto 2.073 77,15 614 22,85 Pavia di Ud 2.293 76,31 712 23,69 Ahten 765 76,81 231 23,19 Fojda 994 77,29 292 22,71 Neme 1.091 77,54 316 22,46 Čenta 3.608 77,33 1.058 22,67 Bardo 334 73,41 121 26,59 Tipana 373 74,30 129 25,70 Gorjani 272 81,44 62 18,56 Rezija 530 74,54 181 25,46 Naborjet 444 75,64 143 24,36 Pontabelj 983 74,64 334 29,36 Trbiž 2.468 80,21 609 19,79 Referendum št 5. - Jedrske elektrarne: ENEL OBČINA JA % NE % Dreka 100 55,87 79 44,13 Grmek 237 70,54 99 29,46 Srednje 199 69,58 87 30,42 Sv. Lenart 350 61,84 216 38,16 Sovodnje 252 64,45 139 35,55 Špeter 697 68,20 325 31,80 Podbonesec 407 54,63 338 45,37 Prapotno 305 69,16 136 30,84 Tavorjana 771 66,41 390 33,59 Čedad 4.065 62,37 2.453 37,63 Corno di Rosazzo 1.128 68,4$ 520 31,55 Manzan 2.737 64,84 1.484 35,16 S. Giovanni al Nat. 2.075 66,23 1.058 33,77 Pradamano 1.161 69,86 501 30,14 Premariacco 1.306 59,85 876 40,15 OBČINA JA % NE % Remanzacco 1.905 63,44 1.098 36,56 Moimacco 434 61,56 271 28,44 Povoletto 1.840 67,50 886 32,50 Pavia di Ud 1.912 62,38 1.153 37,62 Ahten 687 67,49 331 32,51 Fojda 924 70,37 389 29,63 Neme 982 69,94 422 30,06 Čenta 3.306 70,07 1.412 29,93 Bardo 252 55,75 200 44,25 Tipana 311 62,32 188 37,68 Gorjani 236 70,66 98 29,34 Rezija 502 69,24 223 30,76 Naborjet 405 66,94 200 33,06 Pontabelj 871 65,44 460 34,56 Trbiž 2.253 72,17 869 27,83 DOKUMENTI Kanalska dolina v škofijskih (3. del smo ga objavili 23. julija 1987, štev. 29) Pokopališče (Žabnice) Iz mrliških knjig župnije v Žab-nicah je razvidno, da je pokopališče ob cerkvi stalo že ob času graditve cerkve same leta 1667, le da je bilo manjše. Leta 1824 je župnija dokupila njivo in so pokopališče razširili ter ga dne 2.6.1825 blagoslovili skupaj z mrliško kapelico. Pokopališče je bilo lepo razvrščeno okoli cerkve in v peščenem svetu so trupla razpadla v 7-8 letih. O kakšnih lepih spomenikih ni mogoče govoriti razen o kamnitih spomenikih pok. gg. dekanov: Ignac Hartvvig, + 1852, Franc Ksaver Kulnig, +1864, in še vzidana plošča v cerkvenem zidu nekega Freiherja von Bach, ki je kot stotnik tu umrl in nosi napis: “Državni svobodnjak, tirolski gospod in posestnik, gospodar na Schlipsheimu, Bidenagg in Ber-negg, stotnik v zeleni edinici, ki je 23. oktobra 1797 tukaj umrl». Matične knjige Matične knjige se začnejo pisati s krstno knjigo leta 1673, ista knjiga služi kot mrliška od leta 1682 in kot poročna knjiga od leta 1673 dalje. V tej prvi knjigi so še razni drugi pripisi. Tudi v drugi matični knjigi 1707-1723 so zapisani krščenci, poročeni in umrli skupno. Od leta 1732 dalje so ločene matrike za rojstva, poroke in pogrebe in do leta 1784 so knjige pisane v latinščini. Od tega časa dalje so knjige pisane v nemščini po določeni shemi in po državnem naročilu. Dušno pastirstvo V videmski nadškofiji je deloma še danes v navadi, da Kanal-čani sami volijo svoje dušne pa-stirije. V Žabnicah so bili župnik in kaplani letno na Jurjovo sprejeti in nato so svojo službo nastopili 1. maja. Občina je torej imela patronatsko pravico v današnjem pomenu. V takih razmerah so se župniki pogosto vrstili in iz krstnih knjig je lahko razbrati, da so se aspiranti pogosto potegovali za naklonjenost premožnih tem, da so prevzeli botrinstvo. Pri volitvah je bilo od časa do časa zelo burno. Patriarhat iz Ogleja in Bamberški samostan sta zato sklenila, da odpravita to predpravico v Kanalski dolini in samostan je leta 1687 sam prevzel oblast v vseh farah doline. Jasno pa je, da se ni ta oblast takoj in povsod uveljavila, kajti v nekem starem seznamu župnikov v Žabnicah stoji ob imenu župnika še ime Johannes Winkler 1707-1715. Verjetno je šele ta župnik dosegel, da je občina dokončno zgubila pravico volitve. Od tega časa dalje se župniki niso tako pogosto menjavali in so nasledniki Johannesa Winklerja večinoma tudi pokopani v Žabnicah. Zaporedno vrsto župnikov in dušnih pastirjev je mogoče ugotoviti iz matrik šele od leta 1674. Salvatore Venosi PISALA NAM JE ALMA ŽNIDARJOVA Beneške «miss» v Avstraliji Avviso Le amministrazioni comunali, gli enti e le organizzazioni, i partiti politici ed altri che desiderano vedere pubblicati i loro comunicati sul nostro giornale devono farli pervenire alla nostra redazione entro le ore 16 di ogni giovedì. Obvestilo Obveščamo občinske uprave, javne ustanove, društva in organizacije, ki želijo objaviti v našem časopisu svoje komunikeje, da morajo le-te poslati na naše uredništvo do 16. ure vsakega četrtka. študentk, ki so ble izbrane za slovenske miss v Avstraliji. Jaz sem napisu tole novico z veseljem, da bi pokazu našim Benečanom, doma in po svetu, kakuo daržijo Slovenci v Avstraliji za materni jezik, za slovensko kulturo in da imajo dol svoj časopih, svoj «giornal», da se zbirajo na kulturnih prireditvah, da daržijo ponosno pokoncu zastavo, bandiero slovenstva. Nisem pa viedeu, da tiste dve lepe, mlade študentke, slovenske miss, so moja žlahta. Al misliš, Alma, de bi biu zamuču tajšno rieč, tajšno novico, ki mi die-la tud mene čast? Ne, ne misliš ta-kuo. Resnica je, de smo imela malo cajta za se pogovorit. Žlahta, ja žlahta so tiste lepe čiči-ce, katerih fotorafije so ble objavljene u vašim «Vestniku». Jolanda Flipežova iz Zverinca je bla moja botra, moja krstna nuna, držala me je na krst. Toni Tom- Vogrič iz Gorenjega Grmeka, Jolandin mož, je biu moj velik prijatelj. Elso Vogrig, mamo Sandre Kumar, sem spoznal, kot nje sestro Ginetto, ko sta ble male de-vojke s tatam in mamo u Klodiču. Poznam tudi Marijo, ki je mama od Suzi Prosenak. Seveda, Alma, da bojo radi naši ljudje in ponosni, da imajo slovenske miss v Avstraliji v žilah beneško-slovensko kri. Hvala, Alma, da si mi pisala. Bluo je zlo potrebno pojasnit tole rieč. Bodimi zdrava in ostani, kot zmeraj, vesela, nasmejana. Pozdravi mi Bruna, saj veš na koga mislim? Mislim na tistega simpatičnega moža Bruna, ki je za nas in zate Sdraulig-Katarinčen iz Zverinca. Vaš Dorič SOVODNJE Dva miesca si bla doma, pa srna se srečala samuo za par minut na društvu «Ivan Trinko» u Čedadu. Takuo mi pišeš in je res. Niesma imela cajta, da bi se pogovorila o problemih, o življenju naših ljudi, ki živijo in delajo dol za veliko lužo, v Avstraliji, pa smi pustila doma «Vestnik», glasilo Slovencev v Avstraliji, na katerem so ble fotografije lepih čeč, Suzi an Sandra: pozabili smo se bli napisat, de so hčera Benečanu ISO liet n Skuoze Novi Matajur tu vaše hiše nazaj san paršla. Tel krat za van prežentat tele dvie lepe an pridne gospe! Maria Buina an Maria Zeniebuknova. Se na gaja po-gostu, de tu dni majhani vasi ku Sauodnja dvie Marie, tuole je njih ime, so šele takole «in gamba», ku se dije, z njih punih 90 liet, ki so fe-stegjale tri dni dna od te druge skor dva miesca odtuod. Tele lepe šjore od kar so ble mikane se poznajo, pogostu so se vidle an Maria Zeniebuknova kar so ble čiče. Potlè so se oženile. Zanut se je klicu mož od Marie Buine, Zanut je bluo ime tud od moža Marie Zeniebuknove. Jest poznan le-puo obie, rada jih videm an poslušan kar guore, puno an puno reči one puobnejo, muora samuo mučat an jih poslušat za zastopit, kuo so pridne, an še ki reči se muormo od njih navast. Kar kupe se ušafajo na manjka, de na pravejo, ka so predielale lieta nazaj, naj tu hiš, naj tu gruntu, žvino redile an veliko družino zredile. Na manjka, de na pravejo kar so hodile malince brat za kajšan sud zaslužit. Pogostu grede se an posmejejo, dua vije ka se zmisnejo, se vid veseje skuoze njih oči. «Ja vesta — se jih čuje reč — mlade smo ble an mi, an čeglih puno je bluo za prenest, nieso manjkale tiste majhane, naduž-ne an vesele reči ki so storie težave za nomalo pozabit». Seda malo krat se videjo. Kar jest san doma, pride okažjon de mama Maria z Blažina skočne prijateljco Mario gledat. Takuo an tisti dan, ki je miela 90 liet jo je pokukala, škambjale so se obije puno zdravja an veseja. An midruz, žlahta an parjatelji, želmo, de bi ble nimar zdrave an brezskarbi, še za puno liet napri uživale... magar buj pogostu se ušafat kupe, za «tombulo» norčinat tu ne-diejo popudan mies te druge žene. Vas pozdravjan moje Marie, vas pinsan an pustita mi reč: «Vas iman rada obije». Michelina Lukcova Beneška galerija - Speter 28. novembra 1987 Jacopo Dalmastri Giugni ob 18. uri . „ ... iz Forltja Diplomiral na akademiji v Bologni .. . ... . Slike in jedkanice Umetniška razstava Svet poln domišlije in poezije Razstava bo odprta do 12. decembra Maria Buina Motiv iz Špetra (foto Paolo Petricig) V PETAK 20. NOVEMBRA Gledališče pride v Koredo Niek star mož, ki hode po svie-tu predajat šita an rešeta, takuo ki sta sigurno že čul je biu niekaj tiednu odtuod go par Hlocju. Zdej pa — more bit zak se je dobro počutu tle par nas — se spet uarne an puojde v petak 20. novembra ob 8. zvičer v Koredo, v domačo ostarijo. Jih zna takuo debele an smiešne pravt, de če sta ga zamudli zadnjič, tele krat na stuojta parmanjkat, preživta no ureo v veseli an dobri kompaniji. An telekrat bo rečitu igralec Stane Starešinič od Slovenskega stalnega gledališča iz Trsta. Igro, ki se kliče «Široka usta» je napisu Miha Mate. Slovensko stalno gledališče iz Trsta, ki je v takuo kratkem cajtu že drugič v Benečiji, puojde s telo igro tudi v Terske doline, pruzapru v Bardo. r 'T' 'T' ^ Minimatajur BENEČANSKA PRIPOVEDKA SCHEDA STORICA Proprio nello stesso anno in cui gli Avari e gli Slavi irrompevano in Friuli, dopo aver conquistato Cividale, lontano da qui un mercante arabo dava inizio alla sua predicazione. Si era proclamato profeta di Dio: il suo nome era Mohamed, cioè Maometto, al quale era apparso l’arcangelo Gabriele. Era un avvenimento che per moltissimo tempo ebbe poco a vedere con la nostra zona. Mentre da nord-est si facevano avanti le invasioni slave, dal sud-est si misero ben presto in movimento i bellicosi eserciti arabi. Vediamo un po’. Le insegne e le bandiere degli Arabi portavano raffigurata la mezzaluna. Il simbolo ricordava la notte in cui il profeta Mohamed era fuggito dalla Mecca, capitale dell’Arabia, a Medina per meditare, pregare e organizzare, per poi diffondere, la nuova religione - l’Islam. La parola Islam significa sottomissione, a Dio. La nuova fede, che riconosceva i profeti di quella ebraica (ma non la natura divina di Gesù) predicava le varie virtù, ma soprattutto incitava i fedeli alla lotta, alla conquista del mondo su cui far trionfare 1 ’ Islam. E per davvero gli Arabi intrapresero questa conquista, assicurandosi nuove terre, ricchi bottini e schiavi: nel 640 prendevano la Siria e la Palestina, nel 642 l’Egitto, nel 651 YIran e via avanti. I capi arabi si chiamavano califfi. Incitando i soldati alla guerra santa, essi assicuravano loro il paradiso, cioè l’eterna felicità, a chi moriva in battaglia, perchè meritava il titolo di martire della fede. Nei secoli seguenti gli Arabi fondarono un impero sconfinato, più vasto di quello di Roma. Basta un’occhiata alla cartina per rendersene conto. Gli Arabi furono grandi nelle scienze, nella matematica, nelle arti figurative e decorative, nella narrativa («Le mille e una notte») e, naturalmente, nell’arte... della guerra. Nelle lingue moderne vi sono numerose parole di origine araba, che usiamo ogni giorno: alcool, algebra, dogana, caffè, zero, carovana, tariffa, cifra, melanzana, zucchero, albicocca, arancia, ecc. Le cifre che usiamo per scrivere i numeri sono arabe ed arabo è il moderno sistema decimale di numerazione! L’avanzata araba fu fermata in Francia e Spagna, in Russia ed a Bisanzio. Ma molti secoli dopo i Turchi di religione islamica presero Bisanzio e avanzarono lungo la penisola balcanica: nel 1470 giunsero fino in Friuli e nel 1477 quasi fi- wmT % ■K & ** w*3 occuparsi La moschea (in arabo masgid. cioè tempio islamico) di Cordova in Spagna L'arcangelo Gabriele appare a Maometto (nette figure Usuo volto appariva cancellato) no a Treviso! Di loro dovette Venezia. Nelle Valli del Natisone i Turchi sono ricordati nella vecchia canzone: Tarn za turskim gričam tam je dost fantiču ki za nas veskujejo Tam so čri dimi tam se nič ne vidi kadar kugla prileti Kugla j’ priletiela v srce me j’ zadela močno me je ranila Zbuogam tata, zbuogam mama, zbuogam sestre se ne bomo vidli vič! Forse la memoria di quelle battaglie? Ma non corriamo troppo! Oggi il mondo arabo è formato da diversi stati d’Africa e d’Asia. Due di questi sono in guerra tra loro: 1 Iraq e YIran. La religione mussulmana, ovvero maomettana o islamica è diffusa in un territorio vastissimo: buona parte deH’Africa, il sud-ovest asiatico comprese alcune repubbliche sovietiche e il sud della Jugoslavia. M.P. Krančinov pes in Bazavonova 4 - Da oriente avanza la mezzaluna iwÈmSml Gori na Logu so Krančino-vi okopavali koruzo in njihova čečica je sedela v senci na jopi: pri njej je bil pes, ki jo je varoval. Pes se je valjal v travi, ko zagleda za nekim grmom skritega volka: začel je na vso moč lajati in Kran-činovi so hitro pritekli z motikami. Volk, ves prestrašen, je zbežal, pes pa se je gnal za njim in ga lovil. Ko sta prišla že precej daleč, se je volk ustavil in dejal psu: — Jaz sem boli močan od tebe in bi te lahko požrl, pa nočem biti tako hudoben, zato ti dam tri dni časa, da si dobiš prijatelja in prideš na Marsinski breg, kjer so vsi tisti kostanji. Tudi jaz pridem s svojim prijateljem in tam se spoprimemo. Volk se je probral v gozd, pes pa proti vasi. Celo noč ni mogel spati in se je obračal zdaj na to zdaj na drugo stran. Drugega dne je že na vse zgodaj začel iskati prijatelja: vprašal je petelina, pra-se in vse druge živali z domačega dvorišča, pa mu ni hotel nobeden obljubiti, vsak je imel svoje opravke. Ta dan in ves naslednji je bil pes ves slab in potlačen, ni hotel jesti in ni mogel spati. Tretji dan se je Krančinov pes že pred dnem pobral na pot in je prišel pred Bazavo-novo hišo: pri vratih je bila Bazavonova mačka. — Kaj se ti je tako slabega zgodilo? Pes ji je povedal, kaj se mu je pripetilo, in ko je govoril, se je skoraj razjokal. Mačka mu je hitro dejala: — Ne boj se, jaz ti pridem za prijatelja! Tako sta jo Krančinov pes in Bazavonova mačka ubrala gor za vasjo proti Marsin-skemu bregu. Mačka je hodila spredaj in je molela v zrak svoj lepi dolgi rep in vsake toliko pomahala z njim. Ta čas je izza hriba vstajalo sonce in njen rdeči rep se je bleščal kot sablja. Pes je šel počasi zadaj. Volk in medved, ki sta čakala gori na vrhu, sta od daleč videla tisti dolgi rep, kako se blešči, in sta se prestrašila: — Imajo rdeče sablje! je dejal medved in hitro splezal gor na drevo. Volk pa se je skril v listje. Ko sta mačka in pes prišla na tisti kraj, sta se ozrla naokrog, pa nista nikogar videla. Prav ta čas pa se je ena muha ustavila na volkovem ušesu, ki je kukalo iz listja; volk, ki ni mogel več vzdržati, se je popraskal s taco. Mačka, ki je zaslišala šumenje listja, je mislila, da je tam kakšna miš, zato je hitro skočila tja na volka: volk pa je od strahu začel tako tekati, da je zletel, ne da bi se zavedel, čez skalnato steno. Mačka, ki se je prestrašila, je hitro splezala na kostanj; medved pa, ko je videl, da gre nadenj tisti, ki je s sabljo volka ubil, se je vrgel s kostanja in padel pod steno. Tako sta Krančinov pes in Bazavonova mačka premagala medveda in volka. V slovenski knjižni jezik prestavljeno besedilo Ade Tomasetig Illustr.: Alessio Petricig Matematična uganka X — 4 + ■ X X — + 5 — ■ — — — + 6 8 6 5 V prazna polja vstavi vse številke od 1 do 9, vsako samo po enkrat, tako da boš dobil p vseh vodoravnih in navpičnih vrstah navedene rezultate. Minikrižkraž št. 2 cimJ Sìria £ ‘‘tjERRANEO ‘DAMASCO' * PALESTINA f ALESSANDRIA « » • POITIERS REGNO DEI FRANCHI SPAGNA * TOLEDO CORSICA ’C!* SIVIGLIA .CORDOVA BALEARI • GRANADA V •GIBILTERRA SARDEGNA FEZ MAROCCO PALERMO SICILIA % M AR NERO COSTANTINOPOLI ♦ IMPERO BIZANTINO TUNISIA • V » « t^rci&stan * L'Arabia alla morte di Maometto (632) Conquiste dei primi califfi (632-661) Le conquiste degl» Ommìadi (661-750) OCEANO INDIANO Cartina delle conquiste islamiche CENTRO SCOLASTICO BILINGUE A S. PIETRO Tre maschietti e tre femminucce in prima elementare Antonella e Isabella raccontano... no alle 15.45. Come all’asilo, le maestre si alternano: una settimana una insegna la mattina, l’altra il pomeriggio e viceversa. Un’osservazione che si sente fare spesso è che i bambini siano troppo caricati di lavoro. È vero? abbiamo chiesto. “Non credo -dice Antonella - tant’è vero che anche nella scuola pubblica si sta diffondendo sempre di più la scuola a tempo pieno”. “Inoltre - aggiunge Isabella - il pomeriggio non ripetiamo lo stesso programma del mattino, cosa che potrebbe annoiare i bambini. Allo stesso tempo cerchiamo di svolgere attività meno impegnative ed i nostri ragazzi rispondono bene”. Quali testi usano? I bambini lavorano su più libri, diversi per ogni materia, diversi per ogni lingua. Per quanto riguarda lo sloveno sono stati adottati i testi usati nelle scuole pubbliche slovene in Italia. Entrambe le insegnanti, come traspare dalla nostra conversazione, sono contente del loro lavoro ed orgogliose dei risultati ottenuti dai loro ragazzini con cui molto spesso - ed è anche questo un vantaggio della scuola bilingue di S. Pietro - possono impostare un programma di lavoro personalizzato. Le due insegnanti comunicano tra di loro in dialetto sloveno. “Ma lo avete sempre parlato?” abbiamo chiesto a loro. “Lo capivo - ha risposto Antonella - ma non ho mai detto una parola. Anzi devo dire che ho prima cominciato a parlare in lingua slovena standard e solo da quando sono tornata a S. Pietro parlo in dialetto”. Anche Isabella, che è di S. Pietro, non lo parlava. “Ho cominciato a parlarlo a Tercimonte, a casa dei miei suoceri. Per quanto riguarda la lingua invece, ho seguito per un anno intero, una volta la settimana, il lavoro dell’asilo di Caporetto”. Tante sarebbero ancora le cose da dire, ma su questo tema torneremo ancora. Va detto però che quest’anno i bambini vanno anche a dottrina assieme ai loro coetanei della parrocchia di Azzida. Insegna loro, una volta la settimana, don Luciano Slobbe. Inserita nel programma della scuola c’è anche l’educazione musicale che dovrebbe svolgersi una volta la settimana. Naturalmente c’è anche la possibilità di frequentare la scuola di musica che ha la sua sede proprio presso il Centro, come del resto alcuni bambini della prima elementare già fanno. Sono sei, tre maschietti e tre femminucce, i ragazzini che frequentano quest’anno la prima classe della scuola elementare bilingue di S. Pietro. Tutti e sei vengono dall’asilo bilingue. Lo hanno frequentato per tre anni, uno solo di loro è arrivato un anno più tardi. Per un verso quindi la scuola non ha rappresentato una grossa novità. I bambini sono già abituati a comunicare, esprimersi ed a lavorare nelle due lingue, quella slovena e quella italiana, oltre naturalmente ad usare il dialetto. Anche la presenza di due maestre non ha destato sorprese. Certo, il salto dalla scuola materna a quella elementare è per i bambini sempre molto grosso e richiede loro tantissimo impegno e concentrazione. Non minore però è l’impegno che al Centro bilingue di S. Pietro si richiede alle insegnanti: preparare il materiale e le schede, adattarlo alle esigenze della scuola, alle curiosità e conoscenze dei bambini, collegarlo alla realtà in cui vivono. “Il tuo pensiero è sempre lì, a scuola” ha detto Antonella Bucovaz, l’insegnante in lingua slovena che poi ha anche confessato: “La prima settimana di scuola, appena tornata a casa, crollavo e dovevo andare a riposare ogni pomeriggio”. Giulia, Elisa, Matteo, Andrea, Massimiliano an Raissa: an liep nasmeh za našega fotografa Antonella ha 24 anni. Dopo essersi diplomata all’Istituto magistrale di S. Pietro si è avvicinata al Centro scolastico bilingue di S. Pietro tre anni fa. Assieme ad Antonella Cromaz, che quest’anno insegna in seconda, è stata per un anno e mezzo a Gorizia e Nova Gorica dove al tirocinio nelle scuole elementari e materne di Šempeter ha alternato lo studio della lingua slovena. “Le nostre erano lezioni individuali, tre pomeriggi la settimana. Più delle lezioni in sé però ci sono state di grandissimo aiuto Isabella Coren (na levi) an Antonella Bucovaz (na desni): dvie pridne učiteljice za parvi razred dvojezične osnovne šole le conversazioni e discussioni con la nostra insegnante Rudica con cui avevano ed abbiamo ancora un bel rapporto di amicizia”. Tornata a S. Pietro, l’anno scorso ha seguito il doposcuola ed il corso pomeridiano di sloveno. “Quell’esperienza mi è stata utilissima - dice - tra l’altro ho dovuto imparare tutti i modi ed anche gli stratagemmi per interessare i ragazzi”. L’insegnante in lingua italiana è invece una vecchia conoscenza. Isabella Coren di S. Pietro ha insegnato infatti al Centro fin dalla sua apertura come maestra d’asilo. Ha alle spalle una buona esperienza nella scuola pubblica dove ha insegnato a più riprese, facendo delle supplenze anche annuali. Quest’anno quindi, dopo una pausa di tre anni, ha ripreso il lavoro di insegnante di scuola elementare. “A dire la verità all’inizio avevo dei timori - dice -. Non poco però mi ha facilitato il fatto di conoscere molto bene i bambini visto che li avevo tenuti anche in asilo”. Ma come funziona la scuola? Inizia alle 8 di mattina, alle dieci c’è la ricreazione. Si riprende alle 10.30 fino alle 12. Dopo pranzo i bambini e l’insegnante lavorano dalle 13.15 fi- ko smo pri kosilu Anche a Clodig la scuola di musica Con l’anno scolastico 1987-88 per Clodig c’è una bella novità: l’apertura di un corso staccato della Scuola di Musica di S. Pietro al Natiso-ne. L’idea è nata all’interno di una lunga discussione del circolo culturale Rečan, che ha quindi lanciato l’idea del «decentramento» delle attività delle associazioni slovene nel territorio. Il Centro studi Nediža, che è titolare della Scuola di musica di S. Pietro assieme alla Glasbena Matica di Trieste, non è nuovo ad attività che hanno riferimento in tutto il territorio. Basterà ricordare il concorso dia- lettale sloveno Moja vas, che ha carattere regionale e soprattutto il soggiorno culturale ricreativo Mlada brieza, che si è svolto in varie località della Benecia, in Valcanale, a Trieste e perfino in Istria! Al corso di Clodig, dove il circolo Rečan ha reperito una sede ed un pianoforte, si svolgono lezioni individuali per 10 allievi, tenute da Annarita Trossolo e Beppino Delle Vedove. Si tratta certo di un primo passo al quale non potranno mancare altri, da intraprendere in comune accordo fra il circolo Rečan e la direzione della Scuola di musica. ŠPETER — v sodelovanju s Študijskim centrom Nediža dvojezični šolski center nadaljevalni — začetek 2.11.1987 ob 19.30 ob ponedeljkih od 19.30 do 21.00 za začetnike - začetek 11.11.1987 ob sredah od 17.30 do 19. V pripravi tečaji na Lesah v sodelovanju z društvom Rečan in v Reziji VIDEM — v sodelovanju s pokrajinskim odborom ARCI via Manzini 42 začetek 5.11.1987 ob 18.00 ob četrtkih od 18.00 do 19.30 Vpisovanje in informacije: Zavod za slovensko izobraževanje — Špeter (tel. 727490); Arci (za Videm) - V. Manzini, 42 (tel. 26859) ČEDAD — prireja k.d. Ivan Trinko za začetnike: začetek 9. novembra ob ponedeljkih od 20. do 22. ure nadaljevalni: začetek 10. novembra ob torkih od 20. do 22. ure Vpisovanje in informacije: Društvo Ivan Trinko - V. IX Agosto, 8 - Čedad (tel. 731386) Prosegue la mostra sulla Mongolia La mostra «Mongolia, uno stato un popolo da conoscere» allestita nella Beneška galerija di S. Pietro al Na-tisone va riscuotendo un buon successo. Oltre ai visitatori interessati ai vari aspetti descritti dalle immagini e agli oggetti esposti, cominciano a far visita le varie scuole del distretto. La mostra infatti è particolarmente adatta agli alunni delle varie scuole per le quali è disponibile in visione una bella video-cassetta illustrativa della vita, degli usi e dei costumi del lontano paese. Ricordiamo che la mostra chiuderà il 22 novembre prossimo. Marco Scuoch Čedad v petek 13. novembra ob 18.30 uri otvoritev razstave slovenskega likovnega ustvarjalca V. MAKUCA Na otvoritvi bosta prisotna jfredstavnik čedajske občine in kritik Milko Rener Nastopil bo oktet Simon Gregorčič iz Kobarida Razstava bo v dvorani knjižnice Ivan Trinko, Ul. IX Agosto S. Pietro al Natisone Crollo delle Borse economica ? Per gli operatori economici Gospodarstvenikom Še o finančnem zakonu Ancora sulla «finanziaria» Crisi Il crack di Wall Street Lunedì 19 ottobre, i primi notiziari radiofonici riportano in prima pagina una notizia che, di lì a poche ore, scuoterà tutti i paesi economicamente più avanzati: Wall Street, il tempio della finanza americana e mondiale, ha subito una perdita del 22.8%. Quasi un quarto dei capitali presenti in Borsa si è volatilizzato, scomparso, travolto da quelle leggi di mercato che avevano fatto la fortuna della Borsa americana e dell’apparato finanziario mondiale. Le leggi della domanda e dell’offerta, che in precedenza avevano creato immense fortune, in poche ore hanno fatto scomparire non solo queste ricchezze, ma anche le speranze di tanti piccoli risparmiatori che avevano visto nel gioco di Borsa un facile e non faticoso sistema per far fruttare al meglio i propri soldi. In realtà, era ormai da tempo che gli esperti del settore andavano dicendo che questa situazione era insostenibile per diversi motivi. Primo fra tutti, la sovracapitalizzazione della Borsa. Non era possibile, si diceva, che società con patrimoni di normale caratura, si trovassero con le azioni alle stelle, non per meccanismi di logica economica (cioè per il fatto che un’azienda vale per quanto produce), ma per leggi speculative che valutano le azioni in base alla domanda che sul mercato vi era per esse. Un castello di carta Si dirà “Questa è la logica di Borsa”, dove le azioni valgono in quanto azioni e non per l’apparato produttivo che rappresentano. Su questo punto siamo d’accordo, ma da qualche tempo si erano raggiunte punte di speculazione finanziaria che oltrepassavano i normali ambiti del gioco di Borsa. Questa situazione anomala avrebbe potuto continuare a funzionare fino a quando qualche fattore imponderabile non avesse fatto crollare questo castello di carta, questo gigante dai piedi d’argilla. Il meccanismo era abbastanza semplice: nei primi anni ’80, con la ripresa economica mondiale, si era diffusa tra i piccoli risparmiatori la tendenza ad investire i propri soldi in azioni di società quotata in Borsa. Artefici di questa situazione erano le politiche economiche degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, dove il Presidente Reagan e la signora Thatcher spingevano per incanalare i risparmi bancari verso la Borsa. Quest’iniezione di denaro fresco, in effetti, stimolò alquanto le quotazioni ed attirò altri risparmiatori permettendo l’ingresso di capitali, prima preclusi all’entrata in Borsa, considerata troppo rischiosa. Analoghe situazioni si ebbero nelle maggiori piazze borsistiche di tutto il mondo anche se la situazione in Italia era anomala in quanto il mercato era gonfiato dalla nascita dei Fondi Comuni di Investimento. Questo bel gioco si è poi rivelato un circolo vizioso in quanto la gente comperava perchè le azioni salivano ma, nel contempo, le azioni salivano perchè la gente comperava. Sarebbe bastato un lieve intoppo perchè tutto crollasse. E l’intoppo è arrivato il 19 ottobre; è bastato che la Germania alzasse i tassi d’interesse (con lo scopo di convogliare capitali sul risparmio e non in Borsa) perché si verificasse la tendenza al ribasso che ha scatenato il panico. Quindi la frenetica corsa alle vendite si è trasformata nel disperato tentativo di liberarsi di pezzi di carta senza più alcun valore. Oggi come nel 1929? Molti hanno paragonato questa crisi finanziaria a quella del 1929, ma in realtà le differenze ci sono e sono più d’una. Innanzitutto, ora la struttura economica mondiale è forte, mentre nel ’29 si ebbe un’acuta crisi sovraproduttiva che fu alla base della recessione. In secondo luogo l’esperienza insegna; ora l’apparato finanziario ha delle strutture che gli permettono di incassare il colpo senza finire al tappeto, anche se uscirà malconcio da questa partita. Oltre ai motivi sopraindicati, ve ne sono altri che hanno portato al crollo: il deficit pubblico e il disavanzo commerciale degli Stati Uniti sono i più importanti in quanto stanno condizionando l’economia americana in maniera determinante. Quali sono le cause? Vediamo quali sono le cause del primo: a livello superficiale il bilancio federale americano dovrebbe godere di ottima salute poiché, dopo le cure equine praticategli dal presidente Reagan, tutte le strutture passive dell’apparato statale avrebbero dovuto scomparire o risanarsi; questo in parte è accaduto. Infatti l’assistenza sociale, gloria e vanto dei democratici Americani, è stata ridotta ai minimi termini dalla politica reaganiana che ha puntato tutte le sue risorse nel favorire chi era dotato di più ricchezze a scapito di chi meno possiede. Poche sere fa il presidente Reagan ha sostenuto ancora questa posizione, dicendo che le entrate tributarie sono aumentate in quanto, abbassando le aliquote fiscali, si sono tolti gli ostacoli che impastoiavano l’economia; questa ha potuto marciare a ritmi più elevati, ha prodotto maggiore ricchezza che proporzionalmente ha portato più gettito nelle casse federali. D’accordo, questo meccanismo funziona, ma allora come mai i bilanci sono in rosso, caro presidente? La risposta è semplice, se prima del 1980 era l’assistenza sociale ad incamerare buona parte del bilancio pubblico, ora sono il Pentagono e le spese militari che fagocitano la fetta più grande della spesa federale. Queste non sono spese né di trasferimento né di trasformazione, ma fondamentalmente improduttive: nessun missile e nessuna testata produrranno mai nuova ricchezza. Concludendo, è stata quindi snellita una parte di apparato statale che però ha mantenuto la sua struttura deficitaria appesantendosi complessivamente più di prima. Questo aspetto si ricollega anche al disavanzo commerciale tramite un particolare che vedremo in seguito e che ci riporterà al discorso di partenza, cioè il crack di Wall Street. Tutto il mondo ha prestato soldi agli Stati Uniti Il disavanzo commerciale è riconducibile anch’esso ad un aspetto della politica reaganiana, cioè a quella particolare convinzione del presidente americano per cui, abbassando le tasse dei contribuenti, si sarebbe innalzato il livello dei consumi stimolando la produzione e quindi l’economia complessiva. Purtroppo gli Americani hanno cominciato a consumare più di quanto producessero e questa differenza è stata coperta con importazioni. Quando però qualcuno consuma più di quanto guadagni, prima o poi deve chiedere dei prestiti. Questo è quanto è accaduto. Infatti, fino al 1985, tutto il mondo ha prestato soldi agli Stati Uniti, in quanto questi ultimi offrivano dei tassi di interesse così elevati che era da stolti non approfittarne. Beninteso che questi soldi non servivano solo per i consumi, ma anche per coprire il disavanzo pubblico e, in ultima analisi, le spese militari. Comunque questa cuccagna è durata finché è durata; con la riunione al Plaza del 1985 si è cercato di fermare questa giostra impazzita che rischiava di coinvolgere tutti i paesi industrializzati nella sua folle corsa. Il dollaro a 2000 lire Si era giunti infatti a questo punto: gli interessi alti stimolavano l’arrivo di capitali esteri, ma, al tempo stesso, facevano salire il costo del denaro che, come si ricorderà, aveva sfondato ampiamente le 2000 lire. Questo fatto però rendeva le merci americane molto più care delle altre ed assolutamente fuori mercato, per cui le industrie statunitensi rischiavano di ritrovarsi con una produzione stagnante. Per porre rimedio a tutto questo si ritenne sufficiente svalutare il dollaro per far tornare competitive le merci a stelle e strisce e per risanare il disavanzo. Come abbiamo visto, questo non è servito perché l’aggiustamento non è così automatico. Inoltre, si è continuato il drenaggio di capitali in altri mercati, (questo per i discorsi relativi al deficit pubblico e al disavanzo commerciale) immettendoli poi sul mercato borsistico e gonfiando così i prezzi delle azioni, portandoci allo sconquasso di questi giorni che si è ripercosso in tutti i mercati mondiali. Se poi dovessimo analizzare anche questi ultimi, i discorsi da fare sarebbero più d’uno: la Borsa di Tokio, per esempio, ha risentito molto del crollo di Wall Street, in quanto buona parte del patrimonio finanziario giapponese è legato a doppio filo al mercato americano, dove possiede ingentissimi investimenti di cui quelli finanziari non sono certo i meno importanti. In Gran Bretagna il discorso è diverso perché, in seguito alla politica neoliberista della Signora Thacher, che puntava allo sviluppo di un azionariato diffuso e popolare, è stata sufficiente la notizia del crollo americano per indurre alla fuga tutti i piccoli risparmiatori che hanno tolto i loro capitali dalla City e hanno fatto così crollare il mercato. E in Italia? In Italia, invece, la situazione è in qualche maniera diversa poiché l’«or-so» (la Borsa in discesa) era un fatto assodato ormai dal settembre 1986, quando si era esaurita la spinta propulsiva dei Fondi Comuni d’investimento che avevano fatto di Piazza degli Affari una della Borse più dinamiche sul mercato mondiale. Era ormai da più di un anno che assistevamo a valori calanti, i quali però tendevano sempre più ad allinearsi alle valutazioni reali dei patrimoni societari. Proprio per questo motivo, la piazza di Milano è stata tra quelle che ha perso di meno. Se cedimenti ci sono stati e continueranno ad esserci, essi saranno dovuti alle normali interrelazioni correnti tra i mercati mondiali. Per concludere, le prospettive che ci attendono sono cariche di incognite poiché le politiche adottate dai vari governi non sono state ancora verificate e quindi gli esiti di questa partita sono tutti ancora da definire. Infine, la nota ironica di tutto questo è che l’economia reaganiana è stata “salvata” proprio da quelle stesse norme roosveltiane per la salva-guardia del mercato finanziartio che Reagan ha tanto continuato a criticare negi anni delle sua presidenza. Alessandro Pittioni Naša predvidevanja so se žal uresničila. Vladni predlog o finančnem zakonu za naslednje leto je bil zavrnjen in to ne zaradi notranjih nesoglasji ampak zaradi poslabšanega gospodarskega stanja v državi. Dogodki, ki so se v zadnjih tednih vrstili na svetovnih borzah in na valutnih tržiščih so neposredno vplivali na gospodarsko stanje v državi. Posledica teh dogodkov je predviden porast inflacije v naslednjem letu kar bi imelo za posledico izničenje dolgoletne vladne gospodarske politike. Le nostre previsioni sulle difficoltà che avrebbe incontrato la legge finanziaria si sono sfortunatamente avverate. Il ritiro della proposta non è stato motivato da contrasti fra i partiti ma è stato influenzato da quanto è successo nelle ultime settimane sia in borsa che sul mercato dei cambi. Tutti questi fatti hanno influito sulle previsioni di un aumento dell’inflazione per l’anno prossimo il chè avrebbe annullato tutti gli sforzi fatti in questi ultimi anni per il rilancio economico. Vlada je zaradi tega morala ugotoviti, kako zmanjšati stroške oziroma kje dobiti dodatna sredstva. Predlogi so sedaj bistveno različni od prvih: davek IVA naj bi ostal nespremenjen, znižanje davka IRPEF bi bilo odloženo za leto dni, po drugi strani bi se že s prvim januarjem povečale družinske doklade ravno tako bi se povečali odtegljaji pri prijavi dohodkov na račun pavšalnih proizvodnih stroškov. Rečeno je bilo tudi, da bodo zmanjšani stroški za zdravstveno oskrbo, kar bi pomenilo, da se bo ta socialna služba poslabšala. Il governo ha dovuto correre ai ripari cercando di ridurre le spese ossia incrementare le entrate. In base alle proposte, l’IVA rimarrebbe invariata, mentre la minore aliquota IRPEF slitterebbe per un anno; d’al- Quando anche i «bastoni» concorrono a salvare la nostra economia (nella foto un bel colpo d'occhio sui bastoncini da sci prodotti dalla Beneco-Kronos di Cemur) tra parte verrebbero ritoccati gli assegni familiari già con il primo gennaio e sarebbero pure aumentate le spese detraibili per la realizzazione del reddito. Si parla pure di riduzione delle spese per la sanità il che fa supporre un peggioramento del servizio sanitario nazionale. Predlogi so naleteli na ostro negodovanje tako s strani sindakatov kakor s strani zveze industrijcev. Sin-dakati trdijo, da vlada krši sprejete in dogovorjene obveznosti, industrij-ci trdijo s svoje strani, da bodo novi ukrepi upočasnili razvoj, kar bi imelo za posledico še večjo nezaposlenost. To so reakcije na predloge in zaradi tega je možno, da bo v komisijah ali v zbornicah prišlo do ostrih spopadov ne samo z opozicijo ampak že med strankami vladne večine, ki se iz dneva v dan krha. To negotovo stanje čisto gotovo negativno vpliva na gospodarska predvidevanja in tudi na dejansko gospodarsko stanje, kar bo imelo negativne posledice na življenje slehernega človeka. Sicer bomo videli, kako se bo ta spor zaključil in komaj takrat bomo lahko dali pravo oceno. Le proposte ventilate non hanno soddisfatto nesuno e si è alzato un coro di proteste sia da parte dei sindacati che dall’associazione industriali. I sindacati asseriscono che il governo sta venendo meno agli impegni assunti e concordati, gli industriali asseriscono che la politica governativa influirà negativamente sulla produttività delle aziende, il che farà aumentare il tasso di disoccupazione. Queste sono le prime reazioni alle proposte e per questo dobbiamo aspettarci dei forti contrasti non solamente con le opposizioni ma anche all’interno della compagine governativa che pare si stia sfaldando. Questa insicurezza può influire negativa-mente non solo sulle previsioni economiche ma sulla realtà economica che dovrà affrontare ognuno di noi. Na vsak način ne glede na vladne ukrepe ne smemo pozabiti, da moramo do konca meseca poravnati akontacijo davkov na predviden dohodek iz letošnjega leta. Opozarjamo, da bodo morala podjetja poravnati 98% akontacijo, privatne osebe pa 92% davkov plačanih v preteklem letu, seveda če predvidevajo, za letos enaki ali višji dohodek. Comunque sia non dobbiamo dimenticare che entro la fine del mese dovremo versare l’acconto di imposta sul reddito del 1987. L’acconto ammonta per le società al 98% e per le persone fisiche al 92% delle tasse pagate l’anno scorso tenendo però conto che il reddito dell’anno in corso sia almeno uguale a quello dell’anno scorso. (zk) Slovenski deželni zavod za poklicno izobraževanje Slovensko deželno gospodarsko združenje prirejata zasebni izpopolnjevalni tečaj MARKETING 1. del Podjetje kot raziskovalno in operativno polje. 2 predavanji - prof. dr. Darko Bratina. 2. del Marketing kot specifična funkcija v podjetju in predpogoj za uspeh. 4 predavanja - dr. Gabrijel Devetak. 3. del Marketing v operativi. Analiza nekaterih konkretnih primerov. 2 predavanji - dr. Boris Peric. 4. del Problematika obmejnega prostora in marketing (v obliki ak- tiviziranega seminarja). 2 srečanji - vodila bosta prof. dr. Darko Bratina in dr. Gabrijel Devetak. Tečaj se bo začel novembra in bo potekal v večernih urah. Interesenti naj se prijavijo v uradih Slovenskega deželnega gospodarskega zdrù-ženja v Čedadu, via Manzoni 25, tel. 730153. O vseh ostalih podrbb-nostih bo govora na sestanku prijavljencev, ki bo v četrtek, 29. oktobra, ob 18. uri, prav tako v prostorih SDGZ v Čedadu. TUTTOSPORT VSE O ŠPORTU Scivolone per Valnatisone e Pulfero Audace e Savognese Valnatisone. Esordienti-Pulcini CSI vincitori del 1° torneo notturno a Togliano 1 RISULTATI la Categoria Azzanese - Valnatisone 1-0 2a Categoria Audace - Donatello 1-0 3a Categoria Pulfero - Chiavris 0-2 Savorgnanese - Savognese 0-1 Under 18 Colugna - Valnatisone 1-1 Buttrio - Pulfero 4-0 Allievi Valnatisone - Torreanese 1-2 Giovanissimi Savorgnanese - Valnatisone 6-0 Esordienti Valnatisone - Percoto 0-0 Manzanese/A - Audace 2-0 Pulcini Manzanese/A - Valnatisone 3-0 PROSSIMO TURNO la Categoria Valnatisone - Maianese 2a Categoria Natisone - Audace 3a Categoria S. Gottardo - Savognese Togliano - Pulfero Under 18 Valnatisone - Ancona Ud Pulfero - Colugna Allievi Stella Azzurra - Valnatisone Giovanissimi Valnatisone - Manzanese/B Esordienti Azzurra - Valnatisone Audace - Percoto Pulcini Valnatisone - Serenissima LE CLASSIFICHE la Categoria Centro del Mobile, 15; Maniago, 13; Serenissima Codroipo 11; Torre 9; Flumignano, Tavagnafelet, Maianese, Tamai 8; Azzanese 7; Julia, Pro Fagagna 6; Tarcentina, Cividalese 4; Valnatisone, Torreanese 3. Torre, Tarcentina, Cividalese, Torreanese una partita in meno. 2a Categoria Sangiorgina 12; Pagnacco, Lauzac-co, Natisone, Bressa 11; Corno 10; Aurora L.Z. 9; Audace 8; Gagliane-se, Union Nogaredo 7; Olimpia, Forti & Liberi 6; Asso, Reanese 5; Stella Azzurra 4; Donatello 3. Audace e Corno una partita in meno. 3a Categoria Comunale Faedis, Azzurra 9; Savognese, Atletico Udine Est, Paviese, 8; Savorgnanese, Chiavris, Bearzi, Nuova Udine 6; Lumignacco 5; Fulgor, Togliano 4; Pulfero 3; S. Gottardo 0. Under 18 Donatello 8; Valnatisone, Martignac-co, Percoto 6; Aurora L.Z., Olimpia, Bressa 5; Colugna, Serenissima 4; Buttrio 3; Ancona 2; Campoformi-do, Pulfero 1. Allievi Azzurra 12; Torreanese, Reanese 10; Lauzacco, Pro Osoppo 9; Valnatisone, Buiese 7; Arteniese 5; Savorgnanese 4; Pagnacco, Tavagnafelet 2; Stelia Aszzurra 0. Giovanissimi Stella Azzurra 14; Azzurra 11; Manzanese/B 9; Buttrio 7; Lauzacco, Percoto, Gaglianese 6; Valnatisone, Savorgnese 5; Serenissima 4; Torreanese 3; Fulgor 2; Olimpia 1. Esordienti Gaglianese, Aurora L.Z. 12; Bear-zi/B 10; Valnatisone 9; Manzanese/A 9; Percoto, Buttrio 5; Audace, Azzurra 3; Cividalese 2. Pulcini Lauzacco 11; Aurora L.Z. 9; Manzanese/A 8; Cussignacco 6; Buttrio 4; Comunale Faedis 3; Valnatisone 1; Serenissima 0. La Valnatisone cade ancora una volta nei minuti finali. Ma il pareggio, ad Azzano Decimo, era il risultato più equo. Purtroppo nel calcio non si vince ai punti come nel pugilato, perciò chi segna ha sempre ragione. Un augurio per gli azzurri è quello della prima vittoria per domenica prossima. Il Pulfero, dopo la bella prova di una settimana fa ad Udine, incappa nella classica «buccia di banana» nell’incontro casalingo contro il Chiavris. Gli ospiti sono passati in vantaggio con un giocatore in fuorigioco andando poi ad arrotondare il risultato con la seconda marcatura. Certo è stata una beffa per gli arancione, ma l’arma del fuorigioco, in queste categorie ha il doppio taglio! Dopo il brillante pareggio a Nogaredo, l’Audace guidata da Pio Toma-setig continua la sua serie di successi casalinghi. Stavolta è il turno di Stefano Dugaro che realizza la rete del successo degli azzurri. Con la vittoria ottenuta l’Audace guarda al futuro con maggiore tranquillità ed in caso di una vittoria nel recupero casalingo della gara con il Corno po- icarnmwi Stacco Daniele centrocampista Valnatisone Žarko Rot ha iniziato la sua carriera in Italia giocando per la Man-zanese, in prima categoria, voluto dall’avv. Alessandro Beltrame, allenatore arancione, che lo aveva notato mentre giocava a Caporetto. Dopo un anno a Manzano per l’impossibilità di allenarsi tre volte alla settimana è stato trasferito alla Savognese dove da diverse stagioni è uno dei punti di riferimento del gioco della formazione gialloblù. È stato anche al centro di una polemica per la validità di un documento di riconoscimento, da parte dell’arbitro Fucile di Monfalcone nella gara Torreanese-Savognese di due anni fa. Veniva anche squalificato ingiustamente per un lungo periodo. Ma tutto ciò invece di affievolire il morale del giocatore, innescava la reazione contraria e Žarko ritornava a giocare con più entusiasmo e voglia di segnare. Purtroppo questa nostra intervista è fatta ai bordi del terreno di gioco a Savorgnano, in quanto Zarko non ha potuto giocare per un’infortunio all’occhio sinistro. Gli auguriamo di guarire presto anche perchè l’attacco della Savognese ha bisogno dei suoi gol. Koliko časa že igraš v ekipah iz Ne- trebbe portarsi nelle posizioni di testa della graduatoria. «S. Daniele Ciccone» con tre miracoli salva la Savognese dalla capitolazione nei primi venti minuti della gara di Savorgnano. Rinfrancatisi nel vedere così sicuro il proprio portiere, i gialloblù si rimboccano le maniche cominciando a «macinare» gioco e meritatamente — al ventesimo della ripresa — passano in vantaggio con Stefano Cromaz. L’esecuzione della rete è stupenda; il pallone viene messo in rete da Stefano con un preciso colpo di testa su un traversone proveniente da sinistra, nonostante la disperata uscita del portiere ed il contrasto di un difensore. Due falli da rigore non sono stati decretati dal direttore di gara che però nel corso della gara si è comportato in modo ineccepibile. Gli Under 18 della Valnatisone, largamente incompleti nell’organico, ottengono un buon pareggio a Colugna con una rete segnata da Antonio Dugaro su punizione. Anche gli Allievi della Valnatisone, privi di ben sei titolari, devono abbassare bandiera nel finale ad una diskih dolin? Sam paršu gor z Manzana že 80. lieta. Se pravi, de cabam že, tle v So-vodnji, ta šesto lieto. Sam paršu gor z Manzana, ku sem že puno krat jau, po tistem cajtu k’ smo zmagal kam-pionat dole, an se niesmo vič ušafal z izikam ukup an potlè sam paršu gor v Sovodnjo cabat. Kako je prišlo do tega? Do tistega je paršlo takuo, ki zavoj po tistem, ki smo zmagal kam-pionat du Manzan so se kambial dirigenti an president. So tiel, de se bom hodu alenavat vičkrat ko ank-rat na tiedan dol h njim. Però sam lanciata Torreanese. Dopo essere stati in svantaggio erano riusciti con Emiliano Dorbolò ad ottenere il momentaneo pari. I Giovanissimi della Valnatisone a Savorgnano privi di cinque pedine importanti nell’economia del gioco vengono trafitti senza pietà dalla Savorgnanese. Gli Esordienti della Valnatisone conquistano un pari con la volitiva formazione del Percoto, mentre quelli dell’Audace si inchinano a Manzano di fronte ai padroni di casa pur disputando una buona gara. Resistono per un tempo i Pulcini della Valnatisone a Manzano, rischiando in più di una occasione, con Enrico Cornelio, di portarsi in vantaggio. Solamente una distrazione su calcio d’angolo a metà ripresa consente ai padroni di casa di passare in vantaggio. Sbilanciandosi per ottenere il pareggio la Valnatisone subisce altre due segnature, la terza in netta posizione di fuorigioco. Dopo le due prestazioni ottime delle ultime due gare ci sarà domenica il recupero con la Serenissima. Speriamo che anche per i pulcini arrivi la prima vittoria. ušafu tist cajt dobro službo gor v Kobaride an sam se oženu, sam imeu otroka an takuo sam kambiu. Sam šu rajš tu 2° kategorijo cabat zavojo mojga dieia. Dielam tu Enel gor od naših krajev. Zavoj tega smo se kambial an takuo že caban to šesto lieto tle v Sovodnji. Si imel kdaj kakšne težave z drugimi nogometaši, recimo jezikovnega značaja? Ja, masa puno incontru s kalcia-tori tle v Benečiji an tle v Italiji nie-sam imeu. Kamar sam paršu pa so me imiel radi, na viem zaradi kjere-ga. Mai niesam imeu obednih težav. Ritorna il trofeo Novi Matajur Iniziamo la pubblicazione delle classifiche marcatori e della migliore difesa per il trofeo Novi Matajur 1987/88. Anche quest’anno seguiremo le prodezze dei giocatori che giocano per le formazioni delle nostre Valli e quelli del settore giovanile. Dopo alcune giornate, nella classifica marcatori è al comando Žarko Rot che in quattro gare disputate ha realizzato ben sei reti. Al secondo posto Fiorenzo Birtig con cinque, mentre al terzo un’altro protagonista della passata edizione: Ivan Del Medico. Un cenno anche alle migliori difese fino ad oggi: quella dell’Audace di seconda categoria e quella degli Esordienti della Valnatisone con sole sei reti subite. 1 MARCATORI 6 reti: Žarko Rot; 5 reti: Fiorenzo Birtig; 4 reti: Ivan Del Medico, Antonio Dugaro, Enrico Cornelio, Massimo Miano, Luca Mottes; 3 reti: Andrea Scuderin, Nicola Stu-ram, Stefano Cromaz; 2 reti: Michele Martinig, Gabriele Be-cia, Walter Petricig, Marco Marinig, Antonio Persoglia, David Specogna, Alberto Paravan, Adriano Stulin, Stefano Dugaro, Daniele Stacco; I rete: Stefano Moreale, Renato Mo-reale, Giovanni Moreale, Marco Domeniš, Emiliano Dorbolò, Adamo Marchig, Massimo Premariese, Carlo Liberale, Andrea Domeniš, Roberto Specogna, Flavio Chiacig, Simone Blasutig, Edi Qualla, Bruno Jus-sa, Adriano Coren, Sandrino Juretig, Gimmi Gujon, Gianni Crucil, Andrea Podrecca, Alessandro Barbieri. MIGLIORE DIFESA 6 reti: G.S.L. Audace, Esordienti Valnatisone; 7 reti: A.S. Savognese; 9 reti: Giovanissimi Under 18 Valnatisone; II reti: Allievi Valnatisone; 13 reti: A.S. Pulfero; 14 reti: Esordienti Audace; 15 reti: U.S. Valnatisone; 20 reti: Under 18 Pulfero; 32 reti: Pulcini Valnatisone. Je bluo ben kieki: tele škuadre, ki so cabale blizu Vidma, tle na okrog, so mi vso partido guoril «sklav, sklav». Però mene me na interesa tista besie-da zatuo, ki jest cabam an potlè šport je nimar šport. Politika niema nič par tem. Se pogovarjate kdaj po slovensko in kako in kdaj si se naučil naš dialekt? Ja, po vašim sam se navadu tele lieta, ki sam nimar hodu dol dvakrat-trikrat na tiedan. An potlè ta na kampe skor vsi so guorli po sloviensko an potlè ko smo šli kieki popit. Alora, alenament, partida, dvakrat — trikrat na tiedan še pride tu kri, tala govorica. Però smo blizu an konfina, smo že priet viedel kakšno vašo be-siedo, oziroma našo, kjer sloviensko guormo tle an gor. Poleg športa te še kaj veže na Benečijo? Ja, zraven, blizu športa tle v Benečiji me vežejo puno liepih reči, zavojo ljudi, športa, an ne samuo zavojo Benečje, ki so Slovienj tle, me imajo radi an jest nje. Però se uša-fam an s te drugimi kompanjoni an du Čedade an buj daleč, an du Vid-me me imajo radi. Kar pridem cabat ta na kajšne kampe me zmieraj salu-davajo, pozdravjajo an gremo pit kajšan taj. Šport če reč de gredo ljudje ukup. POGOVOR Z ŽARKOM ROT OD SAVOGNESE «Sport če reč, de ljudje gredo ukup» novi matajur ! r* *• ^ }:7^n PODBONESEC ’No težavo manj za naš komun Od pandiejka 2. novemberja ljudje podbunieškega kamuna žive buj brezskarbi: na bojo vič srečoval na njih pot neželjenega gosta, Giuseppe Lo Giudice iz Reggio Calabria. Petdeset liet star mož je biu paršu na prisilno bivališče (soggiorno obbligato) v Podbuniesac miesca luja. Ni biu sam: z njim je paršla tudi žena an otročič, «dol» pa je biu pustu še drugih 15 otruok. Sevieda, podbunieški ljudje so bli ostro protestai an kot smo že pisal, tudi podbunieška aministracjon. An miesac potlè an vodstvo Gorske skupnosti Nediških dolin je pripravilo ’no delibero v kateri se vpraša naj oblasti prekličejo (revokajo) tisto odločitev an riešejo podbunieški kamun od telega ne majhanega problema. Le v tistem dokumentu je naša Gorska skupnost proponla, naj aboljo prisilno bivališče. Giuseppe Lo Giudice pa ni zapu-stu Podbuniesca zaradi vsieh telih protest, pač pa ker so ga policjot iz Vidma an Čedada arestal: tuole so kuazal sodniki iz njega rojstnega kraja, ker ga obtuožujejo, da je sodelo-vau pri umoru niekega targovca. Tarkaj kilometru od Podbuniesca do Reggio Calabria nieso nič pomagal, še ankrat pa se je videlo de prisilno bivališče ni pru nič hnucu. SOVODNJE Matajur Nac Pinku ima dobro miero Za bit dobar jagar kor imiet dobre noge an dobro miero. Ne dna ne druga ne manjkajo našemu Ignaziu Go-renszach iz Matajurja. Nac Pinku, takuo ga vsi poznajo, ima 85 liet an je narstariš jagar sovodenjske “riserve”, more bit tudi, da je narstariš vsieh jagru naših dolin. Pogledita pa kakega liepega sarnjaka je ubu. Mašera Še ankrat se vprašamo «zaki» Marino Secli nie vič med nami. Umaru je v sriedo 4. novemberja. Ni imeu ku 27 liet. Pisat tolo novico je zlo težkuo zak vsaka besieda se pari odvič, brez pomiena, zak si žalostan, zak misliš, de če je ratalo niemu, more ratat vsakemu od nas. Marino je imeu samuo 27 liet, je biu an bardak puob, vsi so ga imiel radi, parjatelji an tudi kjer je dielu, v mizarni na Cemurje. Tri miesce od tega je kupu novo makino, drugo lieto bi se biu oženu, vse je kazalo, de ima pred sabo no lepo življenje on pa je obupu an na telo lepo življenje je za nimar zaparu okno. Seda ostanejo samuo lepi spomini na anj an su-ze njega mame, bratru, sestre, kun-jadu, navuodu, muroze, žlahte an njega parjatelju. Pogreb Marina je biu v Mašerah v petak 6. novemberja. Čeplešišče V videmskem Spitale je umaru Emilio Crainich. Imeu je 66 liet. Žalostno novico so sporočili navuodi Onelia, Luciano, Germano an Michele an vsa druga žlahta. Na pogrebu, ki je biu v Čeplešišcu v četartak 5. novemberja, puno judi mu je par-šlo dajat zadnji pozdrav. tale an v veliki žalost je pustu ženo, sina Tiziana, hčer Marino, zeta, na-vuoda an vso drugo žlahto an par j atelje. Pogreb rancega Maria je biu v Ažli v torak 3. novemberja popudan. vie, hčere Silvie an druge žlahte, ki donas joče za njim. Živeu bo še zak, takuo ki je bila njega želja, so podaril njega obista (reni), ki lahko rieši-jo življenje še drugim dviem človie-kam. Tuole je no veliko učilo za vse nas. GRMEK SREDNJE DREKA Barnjak - Asolo Fabrizio an Fabiola sta jala «ja» Fabrizio Bergnach - Liencu iz Barnjaka an Fabiola Tittoto iz Asolo (pokrajina Treviso) sta začela njih skupno življenjsko pot. Poročila sta se v Asolo v saboto 7. novemberja. Žlahta an parjatelji — puno jih je bluo tudi tle od tuod — so jim nar-dili pru lepo an veselo fešto. Fabriziu an Fabioli, ki bota živje-la v Ažli, želmo kar se želi vsem no-vičem: puno sreče, veseja an... otročiču v njih skupnem življenju. Erba - Topoluove Nagla smart mladega moža V saboto popudan je v Erbi, blizu Coma, puno, zaries puno ljudi, žlahte, kolegov an parjateljev zadnji krat pozdravilo Maria Barazzuoli, moža Livie Bucovaz - Jeukine iz Topoluo-vega. Mario je imeu samuo 52 liet. Biu je šele mlad, močan an zdreu. Vse je kazalo, de bo še dugo uživu zaslužen pezion, ko je na naglim zaradi možganske kapi umaru. Oblica SPETER Klertje Umaru je Mario Chiuch Ko ni imeu ku 57 liet nas je za venčno zapustu naš vasnjan Mario Chiuch. Umaru je v čedajskem špi- Ko nas zapusti kak v družini pusti za sabo veliko žalost, veliko praznino, še posebno pa je tuole ries, ko pride smart takuo na naglim, nepričakovano an pobere šele mlade ljudi. Ranik Mario pa bo še živeu an ne samuo v sarcu an v mislih žene Li- 15. novembra ‘86 -15. novembra ‘87 Pasalo je lieto dni od kar nas je za venčno zapustu naš dragi Giovanni Vogrig Z veliko ljubeznijo an žalostjo se ga spominjajo žena, otroc, žlahta pru takuo vsi njega parjatelji. V nedeljo 4. oktobra so spet začele oddaje Nediški zvon Poslušajta jih vsako nedeljo ob 14.10 (ponovitev v torek ob 8.10) po radiu Trst A PISE PETAR MATAJURAC 19 - FAŠIZEM, MIZERIJA IN LAKOT Kruh z marmelado & Šlo je mimo tri dni, šeu je mimo tudi čet arti dan. Očetu ni paršlo še na miseu ne, da bi me pelju, spremlju u šuolo. On ni imeu še u pete ne šuole, ne svojega desetega sina. Imeu je druge reči po glavi. In zatuo, ker me ni peju četarti dan, sem se bau iti sam, zatuo sem zgubu tudi četarti dan šuole. Kmalu popudne četarte-ga dne moje odsotnosti na učenju, so mi otroci, sošolci iz moje vasi parne-sli listek (biglietto). Pošjala mi ga je meštra in mi ukazala, da muoram prit drugi dan u šuolo. Na listku ni nič pisalo, ne o tatovih “accompa-gnamentu”, ne o denarju. Biu sem veseu, da morem spet u šuolo. In drugi dan srna se srečala z meštro z očmi. Nič mi ni jala, nič me ni upra-šala. Tudi jaz ji nisem nič jau. Tisti dan so po končani šuoli, opudne, parvikrat, dajali kruh z marmelado. Meštra je vsakega otroka poklicala po imenu h katedri. Tu sta dva učenca iz koša delila kruh, u katerem je bla že marmelada. Od 36 otruok, trije niesmo bli poklicani: jaz in mala dvojčeta, blizniča mojih liet. To je biu največji kriminal, zločin, delikt. Največja krivica, ki se more napravit lačnemu otroku. Ne more biti večjega sadizma, kot deliti kruh sitim pred očmi lačnega otroka. Sem bil še lačen, prej in potem, a zdi se mi, da sem biu tisti dan narbuj lačen od delega mojga življenja. Se sada neviem, kaj pa me je u tistem momentu buj martralo, buj peklo: a! prazan želodac, a! vazu grenkobe, ki mi je stisku garlo, al pa suze u očieh, al groba ponižanost lačnega otroka pred sitimi sošolci. Nobeden od ni-jih ni biu presit, ni imeu previč doma, a jaz sem biu največji rievež med rieveži: nisem imeu za jest doma, mi nieso tieli dati kruha u šuoli! Če bi bla imela meštra le tarkaj pamet, da bi me bla pošjala domov pet minut prej, ko so delili, dajati kruh! Ta groba, kruta, garda krivica je pustila globoko sled v meni, teške posledice, konsekvence. Začeu sem sovražiti. Začeu sem sovražiti z vso močjo, ki jo je zmogla moja mala, nadužna dušica. Sovražiu sem, pa niesam še viedeu, kam usmeriti moje sovraštvo. Ta krivica, z drugimi, je skovala, izoblikovala moj značaj, ustvarila u meni uporne ideje. Ustvarila je u meni željo po boju proti krivici, željo po boju za pravico revežev, ponižanih in preganjanih. Po padcu fašizma, po osvoboditvi, ko se je končalo mesarjenje zadnje velike uej-ske in ko so obnovili stranke, partite, v Italiji, sem biu že odraščen otrok in moja politična pot je bila že od težkega in grenkega življenja jasno določena. Ries niesem imeu težke izbire! Pa se varnimo spet na deliteu kruha z marmelado. Dajali so kruh okuole tri miesce u vsakem šuolskem lietu. Učasih se je zgodilo, da je zmanjku kajšan otrok u šuolo, al pa so jz doline pošjali po en hliebčič vič. Ob tajšnih parložnostih je učiteljca rekla učencem, šuolarjam: “E rimasto un poco. Diamo un pezzettino a Pietro che è molto studioso”. Otroci se nieso oglasili, meštra pa je na tri koščke prerezala panin: en košček zame, vsakemu po en košček dvema duojčičjam, blizničam. Košček kruha je biu debeu za moški palač na roki, marmelade pa je bluo za jezik malega pisičja. Vsedno je bluo buojš ku nič in smo bli meštri hvaležni. Ni bla fašistka in se spominjam, da nam je ankrat u šuoli pripovedovala, da so fašisti garduo runali z ljudmi na Liuku in Jeuščaku in da so jih pregnali kot žvino u Čeplešišče. Tisti košček za palec debelega kruha ni biu vsak dan, pač pa zlo po riedko. Trošt, upanje, želja, po tistem košku kruha nas je vsedno zadržala u šuoli, da niesmo šli domov pet minut pred delitvijo. “Bo, nebo, bo ne bo?” nam je tuklo sarce. Tajšna tesnoba nas je doletiela vsak dan, kot da bi bluo naše življenje za nit par-peto, kot da bi bluo naše življenje odvisno, da bi dipendlo od tistega koščka kruha. In narvičkrat, kadar je končala deliteu, se je oglasila meštra. ‘‘Pietro, mi dispiace tanto, oggi non è rimasto niente!”. Takrat sem popadu turbo in leteu čez prag, da bi ne kduo uživu od mojih suzi. Ta maltra, mučenje, tortura je durala po tri miesce na lieto. (Se nadaljuje) Vas pozdravlja Vaš Pelar Matajurac Kadà greš lahko guorit s šindakam Dreka (Maurizio Namor) torak 10-12/sabota 10-12 Grmek (Fabio Bonini) sabota 12-13 Podbonesec (Giuseppe Romano Specogna) pandiejak 11-12/sabota 10-12 Sovodnje (Paolo Cudrig) sabota 10-12 Špeter (Giuseppe Marinig) srieda 10-11 Sriednje (Augusto Crisetig) sabota 9-12 Sv. Lienart (Renato Simaz) petak 9-12/sabota 10-12 Bardo (Giorgio Pinosa) torak 10-12 Prapotno (Bruno Bernardo) torak 11-12/petak 11-12 Tavorjana (Egidio Sabbadini) torak 9-12/sabota 9-12 Tipana (Armando Noacco) srieda 10-12/sabota 9-12 Guardia medica Za tistega, ki potrebuje miediha ponoč je na razpolago «guardia medica», ki deluje vsako nuoc od 8. zvičer do 8. zjutra an u saboto od 2. popudan do 8. zjutra od pandiejka. Ža Nediške doline se lahko telefona v Špietar na štev. 727282. Za Čedajski okraj v Čedad na štev. 830791, za Manzan in okolico na štev. 750771. Poliambulatorio v Špietre Ortopedia doh. Fogolari, u pandiejak od 11. do 13 ure. Cardiologia doh. Mosanghini, u pandiejak od 14.30 do 16.30 ure. Chirurgia doh. Sandrini, u četartak od 11. do 12. ure. Ufficiale Sanitario dott. Luigino Vidotto S. Leonardo venerdì 8.00-9.30 S. Pietro al Natisone lunedì, martedì, mercoledì, venerdì 10.30-11.30, sabato 8.30-9.30 Savogna mercoledì 8.30-9.30 Grimacco: (ambulatorio Clodig) lunedì 9.00-10.00 Stregna: martedì 8.30-9.30 Drenchia: lunedì 8.30-9.00 Pulfero: giovedì 8.00-9.30 Consultorio familiare S. Pietro al Natisone Ass. Sanitaria: I. Chiuch Od pandiejka do petka od 12. do 13. ure Ass. Sociale: D. Lizzerò U torak ob 11. uri U pandiejak, četartak an petak ob 8,30. Pediatria: Dr. Gelsomini U četartak ob 11. uri U saboto ob 9. uri Psicologo: Dr. Bolzon U torak ob 9. uri Ginecologo: Dr. Battigelii U torak ob 9. uri z apuntamentam Za apuntamente an informacje telefonai na 727282 (urnik urada od 8.30 do 10.30, vsak dan, samuo sriedo an saboto ne). Dežurne lekarne Farmacie di turno Od 14. do 20. novembra Čedad (Fontana) tel. 731163 Tavorjana tei 712181 Ob nediejah in praznikah so od-parte samuo zjutra, za ostali čas in za ponoč se more klicat samuo, če ričeta ima napisano «urgente».