la nostra IL POTLMl POPOLARE I. REGENT 1' ‘1 ORGANO DELL U.A.I.S DEL CIRCONDARIO ISTRIANO - TERRITORIO DI TRIESTE 1 1 1 DIREZIONE — REDAZIONE — AMMINISTKAZIONE Riva Casteileone 2 — CAPODISTRIA. telet 170 ABBONAMENTI: Zona B e Jugoslavia anno: Din. 180, semestre Din, 96, trunesrre Din. RO — Zona A: anno L. 1408, semestre L. 740. trimestre L. 880 Spedizione ltí abbonamento postale DINARI 3. - LIRE 15. Conto con. nella Banca Istriana GLJ IMPORTANT! DISCORSI III IERI A GAPODISTRIA IL POTERE POPOLARE DELLA NOSTRA ZONA E’ DIFESO DAL POTERE POPOLARE DELLA JUGOSLAVIA ^-ffiw.i/!ai*8*'R-i■»«>.■*-ijsajgga«igBgBaBCWM«aiAfti4Pereqfiffiftggg^gnCTyg»*-w!K^iwg BBBBBHBBH SHHHIHBBHBHHIHBIHHHKflBHMBIHHHBHHHHHIi «Capodistria, Isola, Pirano e^Buie non saranno mai piu neile mani della borghesia italiana» - ha dichiarato il mini-stro Regent. - «11 probiema di Trieste non pud essere risolto senza la Jugoslavia»* - ha ribadito il ministro Holjevac Ieri, ne], pomeriggio, si é tenu to & Capodistria un grande comizio preeiettoraie al quale hanno presencíalo i compagni Holjeivae Ve-česlav, ministro del Governo Fedérale della Repubblica F. P. J. ed il compagno Ivan Regent, ministro delia Cultura della Siovenia. La piaaza era gremita di folla convenuta a Capodr.istr.ia da ognt parte del Circondario. Ventimila sono stati i partecipanti. II comizio ié stato aperto dal comp. Beltram Giulio, che ha saiu-tato i due compagni ministri, ii comp. Sesian Josip, vice presidente del SABOR Croato, ü comp. Mirko Lenac, comandante della VU JA, il col. Stane Potočar, comandante del-l’ODRED, il coinmissario deii’OD-RED maigg. Ilica, il comp. Vuinovic Stevo, ministro sustituto del Gover-no jugoslavo e tutti i presentí. gente tutte le loro miserie, per na-scondere agli occhi del mondo come in Italia si soííochi la vita cultúrale ed económica degli sloveni, política che é la continuazione de. fascismo. Al contrario la minoranza italiana nella Jugoslavia ha tutti i di-ritti, la massxma possibilitá dello s'viluppo e contribuisce con grande slancxo alla^fnistruzione del s »cía-lismo. con grandi sforzi, ma lo costruire-mo fino in fondo — ha detto il comp. Regent — da ció anche la randnjvan- PARLA IL MINISTRO HOLJEVAC Ha preso quindi la parola il ministro Holjevac Veceslav, il quale ha porto alia folla i salut¡ de,i popoli jugoslavi e gli auguri per ii pieno successo alie elezioni di doman!. Rammentando gli sforzi che i po-poli jugoslavi comipiono per i’edi-ficazione del socialismo ed .i lusin-ghieri risiultati ottenuti nella rea-lizzazione del Piano quinquennale, egli ha sottolmeato la ferma vo-lentá che anima tutti i lavoratori delia Jugoslavia di continuare su questa strada, perché giusta, mal-grado tutti gli attacchi e l’ostilità di cui sano fatti oggetto. L’ara-tare ha dknostrato, con cifre alia mano, come la Jugoslavia sia un paese rioco, uno dei piú ricchi in Europa ed ha ribadito che il la-voro dei popoli jugoslavi la renderá ancor piú ricca e 'bella, ancor piú ind ipendente. Infatti, g.iá ora la Jugoslavia è in grado di produrre moltissimx prodotti per i quali prima dipen-deva dall’estero. _ L’industria jugoslava é oggi in grado di soddisfare gran parte delle esigenze. Madgra-do tutte le difficoltà e l’ostiiitá degli áimperialisti e dei cominformisti, i poipoli jugoslavi edificano il, socialismo sotto la guida del con TITO e del Fartito Comunista.-" Di questi risultati ne bene^jano grandemente i popoli delPJB^*ia e del Litorale sloveno, rjéWlgiuntx^ .alia Jiuigiosiavia. Non eos» /nverc Trieste, ove Tecanomia Èjkha citj sta morendo e non iper ,,<^>lpa dq Jugoslavia. . v*. «Nella soluzione del probjep Trieste — ha diclilaraíp' Utm — noi abbiamo sernpfi aftejín ancora una volta» affermiá e interessata la jfi^slavia^^uá problema non gao ess§*? rxs| senza che ad egsa parère». Parlando su(; s'tre elezioni, ||ç.^p|sjp rato che il nçjpfo sto atto è cbíqihatov proprio migf&re avt| La reazióijít ed smo attaccano e calq ' scondere agji occfc ParlanffiT delle Italia Arla JugosJ Holj^Src ha voj la jSlxtica dt naágioca di xÉriso, ra|a íioni ira la Ta, il ministro ro precisare che borgtxesxa italia-perché,.^fe una Occorre convincersi che l’Ita-lia in questa zona non ha piú nien-te da tacere — ha detto il comp. gu'enoö'Jxa detto che votare e« i canáidati del Fronte Popola-igni|iöa votare per il rafforza-to |el Potere Popolare, signi-votare peí il rafforzamento del-c foxuipiste »«ella lotta di Libera-dojie, per¡ la Fratellanza ed il ,ri-Htto i popoli, per la pade, ‘ “i- * ' uerra, contro tutti colo- ¡ terorizzaxs^Ja s'tessa v'chiedi m fte, proj^a gli odiL^ffazionali questo^erritorio eyjfodio fia xl |bpolo ituíiano ed jppopoli jugo-|avi, /jall sltra inyece chiede fari-|te un acópelo. |gosJniÄp7 desidera sincera-forazione con tutti Tcm:|: fii anche con l’Ita-íono njc>|ti problemi in corda risM^ere, quale il prodi Trié|íe, il problema degli i in .Italia, ecc. La Jugosla-ha firih^to il Trattato di Pace xqrfe/''di pace, e lo ha rispet-SioMbéitnre gli altri non hanno fatto mtí'o che violarlo continnamen-te. dichiariamo che il Territorio dei iflistretti di Capodistria e di Bqáí/é Territorio jugoslavo. Su. abbiamo nulla^_„ ^f]»..4weorso del comp'^Wo^Hole-é stato iníérrotto piú volte da cíánti applausi e coronato da ovazione, all’indirizzo ¿avia, del Maresciallo del Afínala Jugoslava. Come i cominformisti si scaglia-rono contro le recenti elezioni in Jugoslavia in cui il 95 perc. della popolazione ha approvato 1’opera del Potere Popioiare, sorto gia durante la Lotta di Liberazione, oggi sono in testa a tutti sciovinisti e nazxonaiisti per ¡¡¡¡¿uigure la nostra zone e calunniapfe- fej^ostre ele- LA C ALL'AMMtMStl questo comizio sia una grande ma-nifestazione della compattezza e dell’unitá del nostro popolo, Senza dubbio tutto il popolo dará il suo voto ,al Fronte Popolare, per il Potere Popolare, poiché votare per i candidati del Fronte Popolare significa votare per coloro che lot-teranno per il rafforzamento del po_ tere, delle conquiste del popolo, per l’edificazione di un nuovo e mi-gliore avvenire. Perianto tutti par-teciperanno alie elezioni per il Fronte Popolare. STAMPA HMIUIM JUGOSLAVA popolazione italiana in questa terra, «II Potere Popolare in questa zona é salvaguardan» dal Potere Po-polare delta Jugoslavia» — ha ribadito l’oratore. Il compagno Regent ha concluso il suo dire inneggiando al Pote-re Popolare, alia fratellanza ira i popoli ed al socialismo. Frenetici applausi hanno salu-tato le parole del comp. Regent. . Chiudendo il comizio il comp. \B.eltram ha messo in rilievo come ziom. «Sono convint comp. Regent zione denla z» pe-r il Potere do con cié in pace, il Potere. h; tta voterá Jaré, dira yolontá d: orzare e svilup' óilare.» II discorso d Ha preso quindi la parola il compagno Regent s'alutando, in no-me del governo e del popolo sloveno, i nostri popoli che si preparano a compiere il proprio dovere di cittadini. Egli ha dichiarato che con le elezioni il Potere Popolare sará rafforzato, ampliato ed ap-profondito, come pure saranno raf-forzate tutte le conquiste della Lotta di Liberazione. «Questo fatto — egli ha detto — ha squilitorato tutti gli accesi nazio-nalisti e seiowinisti italiani ed i cominformisti che non hanno rispar-miato calurmie ed accuse, con Púnico s'copo di infangare la nuova Jugoslavia socialista. Essi hanno riac-ceso Podio nazionale e cercato di portare il dissidio ira i popoli qul conviventi. Noi abbiamo ritenuto e ci auguravamo che la vittoria ri-portata contro il nazi-fascismo a-vesse cancellato per sempre da que-ste terre la vergogna dell’odio nazionale. Ma oggi cosí non é, perché gli imperialisti ed i capitalisti non possono vivere senza provocare odii. La fratellanza é il nemico piú grande della borghesia. In base alia fratellanza ed al rispetto reciproco si possono risolvere tutti i problemi per quanto essi siano diffi-cili. Unica garanzia per l’approfon-dimento della fratellanza e del ri- •H spetto fra n&poMtájjf é'f tere Popolafr|. ^ppúntó', pedire il ra^ Popolare gli formisti hanncJ^ me elezioni nél ranno un plebi| la Jugoslavia. per la Jugoslavid suno di noi puó ’ mente che i popollf no permettere che cittadini possa essere oppressione della borj na- Qui é e Rimane ii Pá Jare, Capodistria, Isola, Pl ie non saranno mai piú neíié dejla borghesia Italiana. Parlando dei rapporti fra l’Ifc e la Juigoslavit, il comp. Regent ribadito che essi dovranno esserfl P'Osti su una base di reciproco ri-N spetto. Per lo stabilimento di questi rapporti il problema del TLT per la Jugoslavia é giá stato risolto. La Jugoslavia non intende imparre ulteriori sacrifice ai pro-pri popoli. Essa non é un paese imperialista e non fa baratto dei popoli, ancor meno dei propri. Essa é il frutto della lotta dei suoi popoli per la liberta, per il Potere Popolare e per l’indipendenza, contro le imposizioni provenienti sia da occidente che da oriente. Essa dimane sulle sue posizids Scordo ma non puó rinuh esti principi. Vccennandio ai doveri che'.'^cfeni |tro cittadino ha in repine prossime elezioni il ton ha dichiarato che é are per il rafforzame Poter^^topolare, perché ei una parola vuota ma é é il potólo sitesso. »ottare centro qualsiasi , lfs^q7 sciovi%Mmo, contro zicí&e %:S*Rí^^re per che tgcijesra’ delj ll4i lo BBp si é' coitü'o la fra.fí ina risposta sufficienl 8ri ed -ai cominformist Endono oltremodo ridicoli ¡5r,o argomenti copiati dal-Vio reazionario. Fjugoslavia come é in dovere ^di proteggere la propria indipen-denza e le conquiste del proprio popolo, appoggia e portegge tutte le conquiste dei lavoratori in qua-siasi parte del mondo ed essa eleve proteggere il Potere Popolare nella zona B, perché essa non puó consegnare nuevamente i lavoratori della zona jugos.ava del TLT in pasto alia borghesia italiana. Noi non barattiamo con gl’interessi dei popoli, con la loro libertá, con la loro indipendenza, con i principi della lotta da essi sostenuta, noi non barattiamo con il marxismo. Ogni onesto aecordo con noi é possibile solo sulla linea del rafforzamento del Potere Popolare e sulla linea del rafforzamento delle conquiste popolari esistenti nella zona jugoslava del TLT. in --------- -........ “ J1 i,"~TO Giovedi 13 aprde si é svoitá|8|£ la sede deli'ammmistrazione f&l-i'Armata Jugoslava a Capudi|%ia una Goníerenza stampa alia quiUe sono intervenuti una cmquantind giornaiisti: Fra i presentí abbiamo notato il . maggmre Basson capo dell’üfficio ft¿campa dei GiviA, ü corrisponaente 1^%tan°r üel <<'i’lmes>> dí Eondra, il Nyliá, corrispondente Lecohte della V^ránce Presse», il signor Lyall del-Tblííeip„ Btampa dei U.vlA, i’avvo-cáfetj-Mát^ttlB»»u;apo U mcio Stampa denaT^eesiuenza di Lona di Trieste, il rappresent^Hfel delta pagina triestma aell Un»ta, il vic%tíííéitóu;:; re responsabiie de «Ii Corriere di" Trieste» dott: Behhar ed ii dottor Uiampiccoli direttore del «Triest?? Sera»; Erano inoltre presentí i lyppre-sentanti di altri giornali: | de «II Popolo di Milan^»i d<: «II Giornale di Trieste», de «lia Voce di Trieste», de «li PjWhSbkI Dnev-mk» ecc: ecc: Á M Ile urne il giorno delle ¡oni,'"indou. Jiig ha risposto che impe^Uva l'ispe,Zione da parte deJfeappresémanli ágila stampa e-steÄÄflei seggi,eietio¿ak e ene ñutía pXjæ impediya che i fotorepor-ters ^^gssero|flreq:dere Kdeiie loto-íe dnrante-lp sv<3Ï#ni'ento delle eiezioiu Stossíi. 11 doit. Jng ha vo-iuto ehiarire inoltre che, da parte deli’ammmistrazione ■„ deil’Armata Jugoálava, i liornalisti esteit sarango agevolati in tú|to e dapper-tuttó durante!;-i!l period», delle^le-zioni^ nffmch^. possano ..ßVoJl^ife1 la che anzi appcísiti ioni sa|É|ulô|îî£ti-edSq^pie (föye loro atlivuá uííici di mío: TSoíSsn : ie ré irtfÿj-mazi .....-'Altri ; glornalis’ . delle risptiste co: zioni s dem' RICEVIAMO Il dott. Ju; Legale della saurientement' pervenutegli P' ie ore lu delioj vandosi di ris; il giorno ség giunte con nt¡ In mérito allí te dai vari o dell’Ufficio ha risposto e-tutte le domande Äcritto, prima del-3SO giorno, riser-ere per iscritto alie domande luta se, te ed inj domanda ferendosi ta dal iiÇlip'r: data 9 /^frile per il.*s#iorno ezza d(fi' voto 10 mila cittadini jugoslavi saranno presentí nella nostra zona per da-re il loro voto ai Fronte Popolare: 11 dott. Jug ha risposto precisamente: «Non sappiamo come «II Giornale di Trieste» abbia potuto scrivere che domenica prossima voteranno decine di migliaia di cittadini jugoslavi. Probabilmente il redattore, senvendo l’articoio, si sará ricordato dei treni di elettori che l’anno scorso vennero dall’Ita-lia e che votarono neila zona A». Esaurite le domande, il dott. Juk ha invitato i presentí a fare ancora richieste supplementary alie quali pure sono state date risposte del tutto chiare ed esplicite; come per esempio alia richiesta del rappresen-tante della pagina triestina della Unitá, Pandullo «se i cominíormi-sti avranno diritto al voto» é stato risposto che «in quanto comnifor-misti esistano ancora nella nostra zona, nessun paragafo della legge elettorale vieta a loro di votare». Dopo la conferenza, nella serata é stato offerto ai giornalisti un rin-fresco neile sale del nuovo albergo di Pirano. E P1 Accennando a tutti i viole tacchi contro la Jugoslavia pï sa nellio sforzo per l’edificazioriiü del socialismo, l’oratore ha dichia-rato che tutti questi sono frutto dell’odio dei nemici del Pote« Po-polare e del socialismo. «Noi co-struiamo il socialismo certamente redazione qú “con preghiera di pubblica- A1 Partito Socialista del TLT — sezione Pirano. Con la presente io sottoscritto, Sossich Massimo di Antonio, abitante a Strugnano n. 28, dichiaro che in data odierna ritengo nulli tutti i legami e rapporti con il vo-gtro Partito. Ritengo perianto nulla jmina come membro della com-elettorale per il giorno^ If—", DSSich* Strugnaï aande presenta-, rnali, riportia ?iú importan^ S«It Popolo» ¡jile caratte |ie eieaioWr'delij /gelPammb ígoslava, Jera mo in sintesi, Alla domanda Milano chiedentel ^vestissero le pro grrente nel pt « fiduci) dottLil^^pfe^po||er| no un atte^ zione interna ČS to dei principi le elezioni sono st. to perche il perid era decorso e si rj> lo seioglimentcj ti per elegg Jug ha^^BHRo che nessun al-tro saWffi^^^yano le elezioni: Alla empre dello stesso gior-1 giornalisti ed i fotorepor-stranieri avranno la possibi-flta dl visitare le sedi dei seggi e-, lettorali e di avere notizie sulla CANDIDATI fte Popolare Beltram Julij-Janko Je queste, |a ammiç Ira nelj< pratiq ru ComT iuovi: Il dott: fica votare per tutte quelle conquiste che sotno il rlsultato di una lotta cruenta e tenace, durante la Lotta di Liberazione Naziomale, per la fratel'a.nza fra i popoli qüi conviventi, per lo svilupp'O económico e cultúrale del nostro Circondario, per la difesa della Madre e del Bambino, per la liberta e per un felice avvenire. Non ho il mínimo dubbio che le elezioni dimostre-ranno la maturitá delle nostre masse popolari, che certamente daranno il loro voto ai Fronte Po-polare.» Gobbo Nerino - Gino Cosí voteremo per il FRONTE POPOLARE m....*;..... i ■ -í- : ««TERRORE» NELLA NOSTRA ZONA CAPODISTRIA, 14. Un nostro inviato ha intervistato stamane mons. Bruñí, membro del Capitolo di Capodistria, relativamente all’articolo apparso sul «Aíes-saggero Veneto» di oggi, in cui viene falsamente messo in bailo mons. Bruni che, stando alla férvida fantasía di Gi-orgio Berti, au-tore di tale articolo, avrebbe, in una intervista a lui concessa, dichiarato testualmente: «Non hanno mai dormito come in questi giorni. 1 Capodistriani dormono di notte e di giorno; potete store certi che dormiranno fino a lunedi mattina, se nessuno andrá a disturbarli.» A questo riguardo mons. Bruni ha risposto: «L'articolo pubblicato dal «Messaggero Veneto» di oggi' é inventato di sana planta». Alla domanda concernente la for-mazione del Gruppo Cristiano So-ciale mons. Bruni ha cosí risposto: «I membri del Capitolo di Capodistria, Mons. Musizza, Mons. Co- solo ed io abbiamo preso l’inizia-tiva per la formazione dei gruppo che, perciô, non ha assolutamente niervte in comune con il Fronte Po-polare Italo Slavo, di cui secondo lia stampa di Trieste, ne sarebbe .[’appendice.» Concludendo le sue dichiarazioni ,al nostro inviato, mons. Bruni, sor-■ridendo divertito si è cosi espresso ievrea lo strombazzato «terrrore» cfee, secondo certa stampa ritenuta qualificata, dovrebbe regnare nella zona jugoslava dei TLT: «Dai tan-to terrore che qui régna, l’ultimo morto che ho accompagnato al ci-metero parecchi giorni fa è dece-¡ Sostituto: Fornasaro Mario, di Francesco, impiegato, Pirano, via Morosini 4. Unitá elettorale V. 1) Candidato: Radivo Francesco, fu Pietro, muratore, Pirano, via San Giacomo 478. Sostituto: Ravalico Giovanni fu Antonio, marittimo, Pirano, via 'S. Marco 274. 2) Candidato Fonda Libero fu Giovanni, Pirano, via Matteotti 22. Sos'tituto: Maraspin Angelo fu Rodolfo, pescatore, Pirano, piazza I. Maggio 227. Unitá elettorale XII. -) Candidato: Fičur Roman fu Antonio, operaio, Isola via Matteotti 11. Sostituto: Bologna Romano fu Giuseppe, operaio, Isola via Man-zioli 10. 2) Candidato parallelo: Bosič Angelo fu Giovanni, agricoltore, Isola Viario 13. Sostituto: Bosič Stefania fu Giuseppe, casalinga, via Pregovo 569. Unitá elettorale XIII. 1) Candidato: Zlobez Emil di Luigi, impiegato, lióla, via Dante 36. Sostituto: Valente Nicoló fu Antonio, agricoltore, Isola, via Acque. dotto 1. Unitá elettorale XIV. 1) Candidato: Coslovich Giuseppe di Giuseppe, agricoltore, Isola' Montecalvo 136. Sostituto: Rozac Giuseppe di Giuseppe, agricoltore, Isola, Monte-calvo 445. 2) Candidato: Jerman Ernesto di Giovanni, agricoltore, Isola, Sare-do 450. Sostituto: Bozich Gius'eppe fu-Tommaso, agricoltore, lióla, Ce-sterlago 484. Unitá elettorale XV. 1) Candidato: Juriševič Anton fu Matteo, agricoltore, Isola Bare-di 364. Sostituto: Barbo Aldo di Giovanni, agricoltore, Baredi S71. Unitá elettorale VI. 1) Candidato: De Gresich dr. Ernesto fu Emilio, gludlce; Pirano, Calle Mandracchio 688. Sostituto: Fonda Lucia di Ferrue-cii, impiegata, Pirano, via Mateit-ti 878. 2) Candidato. Crollini Elia fu Antonio, impiegata, Capodistria. Sistituto: Bacicchi Domenieo fu .Giovanni, macellaio, Pífano, via Roma 684. 3) Candidato parallelo: Rossetti Bruno fu Francesco, fabbro, Pira-no 286. Sostituto: Radin Francesco fu Pe-lagio, operaio, via Andrea Dándolo 125. 4) Candidato parallelo: Tamaro Alessandro fu Giorgio, pensionato, Pirano, via S. Marco 247. Sostituto: Bonifacio Umberto fu Domenieo, operaio, Pirano, Cas'a Giovanile 294. Unitá elettorale VII. 1) Candidato: Lavanzini Giovanni fu Mario, elettricista, Pirano, via Mandracchio 643. Sostituto: Jeličič Vittorio fu Antonio, agricoltore, Pirano, via San. Bernardino 8. 2) Candidato: Ručna Olga di Gre_ gorio, casalinga, Pirano, via Para-diso 771. Sostituto: Falconer Rocco fu Leopoldo, falegname, Pirano, via Pa-radiso 774. 3) Candidato: Giacchin Bruno fu Luigi, operaio, Pirano, Calle di Castro 200. Sostituto: Milos Bartolo fu Antonio, marittimo, Pirano, via Vittorio Caldano 974. 4) Candidato parallelo: Trani Antonio fu Giovanni, operaio, Pirano, via Petronio Caldana 952. Sostituto: Fragiacomo Renato fu Giuseppe, calzolaio, Pirano, via Corona Raspa 609. 5) Candidato parallelo: Venturini Mario di Angelo, impiegato, Pirano, via Paradiso 772. Sostituto: Božič Mario di Giuseppe, operaio Pirano. 6) Candidato parallelo: Bartole Ferruccio fu Francesco, impiegata, Pirano. Sostituto: Fragiacomo Fioreazo «ü Lorenzo, geometra, Pirano, Piaa-za Tartini 647. Unitá elettorale VIII. 1) Candidato: Parenzan Antonie di Pietro, marittimo, Pirano, Calle Mandracchio 644. Sostituto: Predonzani Eugenio fu Giovanni, impiegato, Pirano via Figarola 834. 2) Candidato: Juricic Pietro di Giovanni, operaio, Portorose 284. Sostituto: Albanese Cosimo fu Michele, meccanico, Pirano 669. 3) Candidato parallelo: Medvešček Virgilio fu Pietro, fornain, Pirano, via Matteo Renato 899. Sostituto: ' Antonini Giuliana fu Giovanni, casalinga, Pirano, via Fontanelle 906. 4) Candidato parallelo: Rani Luigi di Girolamo, legale, Pirano, Fiesse 44. Sostituto: Argentin Giorgio iu Giovanni, marittime, Pirano, Calle di Castro 197. Unitá eletterale IX. 1) Candidato: Križman Matieo di Antonio, operaio, Portorose-tSan Martino 32. Sostituto: Alessio Bruna di Francesco, operaio, Pírane, Calle San Bernardino 31. Parte dei complesso industriale di Strnisce in Jugoslavia che fe uno dei più moderni dell’Europa per la ïavorazione délia bauxite. Pirano .........................................................mi......................................I....m.................................................................................iiimmiiimiiiiiiiiimiiiiiiiiiiiNiiiiiiimmi......... di Jack London Reclamavano anche, corne rime-dio aile miiserie locali, la propriété municipale di imprese d’utilité pubblica, corne l’acqua, il gas, il telefono e i trams. Il signar Asmunsen fece una nar-razione partico’ármente curiosa delle isue tribolazioni came pro-prietario di una cava. Confessé che questa non g U aveva mai recato un profitto, nonostante l’enorme massa di ordinaziani che gli aveva procurato la distruzione di San Francisco per opera dei grande terremoto. La ricostruzione di questa città era durata sei anni, durante i quali la cifra dei suai affari si era moltiplicata per quattro e per otto, senza ch'egli diventasse più ricco. — La Compagnia delle Ferrovie è megl'io di me informata dei miei affari, egli spiegô. Essa conosce fino ad un centesimo - le mie spese di sfruttamento, e sa a memoria i termini dei miei contratti. Corne puô eSsere cosi bene informata? Io non posso altro che coragetturarlo. Deve pagare spie fra i miei im-Piegati, e sembra abbia accesso Prasiso tutti i miei corrispondenti. Perché, udite bene, non appena io ho firmato un grosso contratto, per me favorevolie e che mi assieura un buon beneficio, i prezzi di trasporto vengono aumenta!! come per in-canto. Non mi si daruno spiegazioni: e la ferrovia si mangia il mio profitto. In casi simili non sono riusci-to mai a persuadere' la Compagnia a rivedere le sue tariffe. Invece, in seguito ad accidenti o ad un aumento delle spese generali, o dopa la firma di contratti meno vantag-giosi per me, sono sempre riuscito ad ottene.re un ribasso. Insomma, grossi o piccoli, la compagnia si porta via tutti i mief guadagni. Ernesto lo interruppe per do-mandarè: — Ció che ve ne resta, in fin dei cohti, equivale press’a poco al salario che la Compagnia vi darebbe corne diirettore se essa fosse pro-prietaria della vostra cava. — Precisamente, rispóse il sig. Asmunsen. Paco tempo fa, feci ese-guire un estratto dei conti per gli Ultimi died anni. e constatai che i .miei guadagni corrispondevano ap-punto allô stipendio di un diretto-re. Non ci sarebbe stato nulla di mutato se la Compagnia avesse posseduto la mía cava e mi avesse pagato per farla andaré. — Con questa differenza tutta-via, disse Ernesto ridendo, che essa avrebbe dovuto incaricarsi di tutti i ri’schi che voi siete stato tanto gentile, da assumere per essa. — E’ verisisimo, riconobbe malin-conicamente il signor Asmunsen. Doipo aver lasciato che ognuno dicesse quanto arveva da dire, Ernesto si mise a far domande a que-isto e a quelle. Cominciô dal signor Owen. — Sono cire* sei mesi che avete aperta una succursale qui a Berkeley? i ! ; — Si, rispóse il sig. Owen. — E da allora ho notato che tre piccoli droghieri del quartiere hanno chiuso ibottega. Certamente, causa di ció fu la vostra succursale? — Non avevano possibilité di lot-tare contro di noi, affermé il signor Owen con sorriso soddlsfatto. — E penché? — Perché noi avevamo un capitale superiore'. In un commercio grosso, la perdita è sempre minore e ill profitto maggiore. — Cosicchè il vostro negozio as-sorbiva il profitto di tre piccole botteghe. Capisco. Ma, ddtemi, che sono diventati i proprietary di que-ste? — Uno di loro guida i nostri camions di consegna. Non so che sia avvenuto degli altri due. Ernesto si voltô ad un tratto verso il sig. Kowalt. — Voi vendete spesso a prezzo di costo, spesso magari con perdita. Che sono divenitati i proprietari delle piccole farmacie che voi avete riidotto a falliré? — Uno/ di essi, i; signor Haas-further, è attualmente a la testa del nostro servizio di ricette. — E vói avete assorbito- i bene-fioi ch’egli stawa realizzando. — Certamente! E’ per questo che siamo negli affari. — E voi? chiase bruscamente Ernesto al signor Asmunisen. Siete disgustato dal fatto che la Compagnia ferroviaria vi ha sottratto i vo.tri gíuadaignii? II ¡sig. Asmunsen fece cenno di si can la testa. — Quello che vorreste, sarebbe di realiizzare voi stesso i guadagni? Nuovo cenntí d’assenso. - — A ¡sipese altriui? — E’ casi che si guadagna dena-ro, replicó sfeccamente ii sig. Asmunsen. — Dunque. il gioco degli affari consiste nel guadaignar denaro a danno deglj- altri e nelí’impedire che gli altri ne guadaignino a spese vostre. E’ ben questo, non é vero? Ernesto dovette ripetere la sua domanda, e ij signor Asmunisen fini per rispondere: — Si, é questo, ma noi non ab-biamo nulia da obiettare ai fatto che gli altri reaBzzino guadagni, finché non sono esortoitanti. — Per esorfoitanti, voi intendete elevati, senza duibbio. Tuttavia non vedete iniconvenienti nel fare voi stes-si groissi guadagni. . . certa-mente no? II sig. Asmunsen confessó con buona grazia la sua debolezza su questo punto. ÁHora Ernesto si volse ad un altro, ad un certo signor Calvin, antico grande pro-prdetario di fabbriche di crema. — Qualche tempo fa, voi com-battevate il trust del latte, gli disse Ernesto, ed ora siete nella política agraria (1). Come avv-iene questo? Oh, io non ho abibandonata la battagüa. rispóse questo personag-gio che effettivamente, aveva l’aria molto aggressiva. lo combatto 1 trusts sui so¡'o terreno dove sla possiblile combatterli, sul terreno politico. Vi spiegheró. Alcuni anni fa, noi fabbricanti di crema face-vamo andar le cose a modo nostro. — Tuttavia vi facevate concor-renza fra vol, interruppe Ernesto. — Si, é questo teneva bassi gli utdli. Tentammo di organizzarci, ma c’erano sempre fabbricanti in-dipendenti che sfuggivano attraver-so le nastre linee. Poi venne il trust del latte. — Finanziato dal capitale ecce-dente della «¡Standard Oil.» disse Ernesto (2). — E’ esatto, riconobl^e il signor Calvin. Ma allora noi lo ignorava-mo. I suoi agent! ci awicinarono col bastone in mano. Ci posarono questo' dilemma: entrare e ingras-sane, o restar fuord e deperire. La maggior parte d‘i noi entro nel trust, e gli altri creparono di fa-me. Oh . . c.i furono bei guadagni, in principio. ¡II latte aumentó d’un centesimo di dollaro al litro, e un quarto di centesimo spettava a noi: gli altri tre quarti anda^ano al trust. Poi il latte fu auméntalo d’un altro centesimo, ma su questo non ci fu dato nulia. Le nostre lagnanze riuiscirono inutili. Il trust si era stabtlito da padrone. Rdco-noiscemmo che noi eravamo sem-plicd pedine suido scacchiere. E da ultimo id quarto di centesimo sup-plementare ci fu tolto. Poi il trust cominció a serrare la vite. Che po-tevamo fare? Fummo spremuti Non c’erano piü fabbricanti di creme, c’era solo un trust del latte. — Ma cal latte. aumentato di due centesimi,- mi sembra che voi avre-ste potuto sostenere la concorrenza, suggeri Ernesto maliziosamente. — Anche noi lo credevamo. Ab-biamo tentato. II sig. Calvin fece una pausa, poi continuó: E fu la nostra roióina. II trust poteva met-tere siul mercato 11 latte a miglior prezzo di noi. Poteva ancora rea-lizzare un leggero beneficio quando noi vendevamo gié con perdita. lo ho perduto cinquantamiia dollari in quest’avventura. II maggior numero di noi fece fall¡mentó (3), I fabbricanti di crema fur cm» spaz-tï*t;i via. I — Cosicchè, disse Ernesto, il trust avendo preso I vostri guadagni, voi vi siete gettato nella política affinchè una nuova legislazio-ne spazzi via i trusts allia ior-o volta e ¡v'i perinetta di riprenderll? La faccia dei sig. Calvin s’illu-minô. — Precisamente questo dico nelle mie conferenze ai mezzadri. Voi avete concentrato tutto il vostro programma in un guscio di noce. (1) La «grangt politic». Grossi sforzi furono tentati in quel perio-do per organizzare la classe décadente dei mezzadri in un partito politico, allô scoppo di distruggere i trusts e i carte’ii con misure legislative. Tutti questi sforzi finiro-no per fallire. (2) Il primo grande trust che abbia avuto successo, quasi una ge-nerazione prima degli altri. (3) Fallimento o bancarotta, isti-tuto spéciale che permetteva all’in-distriale che aveva fatto male i suoi affari di non pagare i suot de-biti, e aveva l’effetto di mitigare le condizioni troppo selvagge di quel-la lotta a colpi di unghie c di denti. " ! ULTIMI APPUNTI SUL GIRO CICLISTICO DELL'ISTRI A CAMPIONATO DI CALCIO DEL TERRITORIO LIBERO EPISODI VISTI E SENTITI PRIMA, DURANTE E DOPO LA GARA Era giá calata la sera quando lasciammo Pola: coi fari, della mac china che lo sportivissimo Melillo di Trieste aveva messo a disposi-zione, che svegliavano le livide fac-ciate delle case, con le ruóte che cantavano alie curve, ce ne tor-navamo indietro sulla via della corsa: linda 1’ultima tappa del Giro la Capodistna-Pola, parlato per filo alia radio, scritto per il giorna-le, sciolta la carovana dei «sui-vurs», inutile ormai restare. La notte era tranquilla, l’aria dol-ce di fiori, il conduttore della mac-china aveva voglia di parlare: e-ra contento della vittoria dei suo pupillo Zollia. Abbassammo i fi-nestrini, tanto non era freddo. A quell’ora negli alberghi i meccani-ci ripulivano le macchine e qual-che ciclista s'e n’era andato verso il Palazzo della Fisah dov’era sta-to organizzato un bailo in suo o-nore. E noi invece filavamo verso la nostra Capodistria, felici di a-ver portato a termine il nostro la-voro. Adesso la corsa era finita e nel-la notte tornavamo indietro. «Che volata — disse il buon Melillo — Dio, che volata!» Verso la fine della tappa, appena giü dalla salita di Terzetto in fuga dopo Visinada gui-dato da Osreckj seguito da Sironi e Frajzer. Leme, vers'o Valle d’lstria, Digna-no, molti s’erano provati a scattare e nessuno c’era riuscito, Con un allungo aveva preso il largo due volte Coretti; una volta Zollia, e Strain. Ma si capiva bene che Strain non era quello dell’anno scorso, che non era quello del Giro della Croazia e Slovenia: gli scossoni della corsa troppe volte l’avevano costretto a curvarsi ad armeggiare col cambio, aggiustare i cinghietti, rizzarsi sui pedali. Lo ripresero e ormai i paracarri dicevano dal ci-glio della strada che il traguardo di Pola era vicino: 10 km. a Pola, Poredski vincitore del Critérium di Pola. 8 km. a Pola, 6 km. a Pola... i ve-locisti cominciavano a «cercarsi» nel gruppo dei diciotto con la coda dell’occhio, Poredski inarcava la schiena corne fosse in pista, si tuf-fava, sfrecciava via inseguito da Zollia. Coretti cercava l’ultimo su-perstite délia sfortunatissima «équipé» triestina: Fontanot. Bosek guardava Strain e tutti tenevano i gomiti larghi, anche perché strane cose possono succedere in un gruppo di diciotto puledri. Graizer chie-se da bere: ma nessuno ormai aveva più acua e c’era altro da pen-teare in quei momenti. Quattro chilometri, due chilometri a Pola, i paracarri sgocciolavano.... E adesso la Capodistria-Pola era jfinita, Tornavamo indifetro ÿulla strada tutta curve délia discesa di Leme, i fari délia macchina gio- cavano tra i paracarri e gli alberi verdegrigi. Melillo ad un tratto rallentó e «qui — disse — qul Fontanot rientró in gruppo, dopo il poderoso inseguimento» poi sgranó una marcia affondando in discesa. Ci voltammo d’istinto, ma ormai, sul «punto» ove Fontanot rientró, si era rinchiuso il buio della notte. E sembrava di rivederlo il bian-co-celeste del Velo Club Trieste, di-ritto sulla macchina, senza cap-pellino in testa, gli occhi fissi sulla strada che si arrampicava verso il Canale di Leme, torcendosi nelle curve: soggetto per una statua «al ciclista». Continuavamo cosí a ritornare. Sembrava di risentire lo stridio di frénate che avevano corso qualche volta la fila delle macchine, come un brivido: sembrava di rivedere i corridori passare a lato. Tornavamo indietro e la strada silenziosa e deserta non sembrava piü quella dove la corsa era pas-sata appena qualche ora prima col suo strepito, le sue imprecazioni con i velocisti che tenevano i gomiti larghi e non sentivano piü neppu-re la s’ete. Bianchi e neri, adesso i paracarri ci tornavano inconlro a rovescio. «Che mulo, che mulon quel Zollia — ci diceva il collega del «Corriere». E rise. Non rispon-demmo niente; adesso venivamo giù per le rampe che da Visinada portano verso Leme e ci sembrava di vedere Zollia che fuggiva solo] ogni tanto il capodistriano si voltava indietro, cercando di scor-gere il gruppo che gli aveva dato battaglia e veniva a riprenderlo con tutti i migliori in prima fila: Poredski, Strain, Bat, Bos'ek. Tornavamo indietro, ed era già notte.... E dopo i «cannoni» délia corsa dell’altro giorno, parliamo un po’ delle «figure minori», questi scono-sciuti, cui gli «inviati speciali» che scrivono sulle prime pagine dei giornali non possono dedicare trop-po spazio. Eppure ci sono anche loro. E’ il loro destino. Buona parte dei pubblico li ignora. Di loro' parlano solamente gli amici lonta-ni. E se i numeri che durante la corsa sono appuntati sulla schiena dei «più in vista» vengono im-parati rapidamente a memoria dai tifosi che aspettano ai bordi délia strada il numéro délia «figura minore» passa inosservato, nessuno se lo ripete due volte per ri-cordarlo.... Accade sempre perü che dal vivo délia competizione, qualunque essa s'ia, balzino in luce certe figure «minori». Ed è il caso dei gio-vanissimo Délia Santa, autore di un «colpaccio» che ha sorpreso tutti, tecnici e compagni di corsa. Questo ragazzo ha ris'chiato di diventare la figura «maggiore» dei Giro solo che la fortuna gli fosse stata arnica, almeno alla pari di Bat. Della Santa decise di fare il «mat-to». Si tras’cinô dietro il belgrade-se Cmobrnja e cominciô a macina-re i chilometri (subito dopo Mat-tuglie) della sua apparente «spac-conata». Ma non era cosí. Della Santa aveva già un 1’ e 38”- a Castel-nuovo in compagnia degü altri 4 corridori mossisi alla sua caccia. Scala per primo, Castelnuovo e Javornik gli fanno coppia in per-fetta unità. Qui serpeggió nel resto del gruppo il sospetto che la cosa stasse assumendo proporzioni impensate. Ed a placare tutto ciô ci pensó la «pególa», appiedando a Decani Della Santa. Non importa. Ormai il Della Santa aveva legato il suo nome indiss'olubilmente nella storia della l.a tappa del Giro dell’Istria. Questa è stata la più bella figura tra le ....«figurine minori» del Giro. Il Giro dellTstria è finito, ed è finito benissimo. Viva il Giro dellTstria! Dimenticati sono i ripicchi, sbollite le beghe per chi doveva «tirare». Milivoj Bat viene subito circon-dato dagli organizzatori, ira gli ap-plausi clamorosïssimi dell’ammire-vole folia polesana. Lo sport ha tutto sommerso con la vena inesauribile della sua foga commento di GINO VOLPATO generosa, del suo istintivo buon senso di gius'tizia. Bat ottiene gli applausi che merita. E dopo di lui, la folla vuole il vincitore dell’ultima tappa. La folla grida il nome di Zollia. Ancora applausi e sempre acclamazioni. II gran cuore di Pola ha decretato il giusto elogio a questi nostri spor-tivissimi ragazzi del TLT, vittoriosi moralmente della cors'a. Bat taglia vittorioso il traguardo di Capodistria. Questa giomata rimarrá indimen. ticabile nel nostro cuore, e di tutti gli sportivi sinceri, siano essi italiani, sloveni o croati: non importa, perché lo sport li ha da tempo riavvicinati, lo sport li terrá uniti per sempre. Braico, Sellier e Javornik s’avviano tranquilH al traguardo di Fiume Il calendario degli incontri 'internazionali di calcio VIENNA — Ecco il calendario internazionale delle partite di calcio che si svolgeranno fino ai pros-simo 25 giugno, gtorno in cui s’ini-zieranno in Brasile gli incontri va-levoli per il Campionato del Mondo: 15 aprile: Scozia-Gran Bretagna a Glasgow 16 aprile: Belgio-Oianda ad Anversa 26 aprile: Scozia-Svizzera a Glasgow 30 aprile: Cecosiovachia-Ungheria a Fraga 3 maggio: Soozia-Svezia a Glasgow 10 maggio: Belgio-Irianda a Bruxel- les 11 maggio: Italia B-Gran Bretagna B a Milano 14 maggio: Austria-Ungheria a Vienna 17 maggio: Olanda-Gran Bretagna B ad Amsterdam 20 maggio: Lussemburgo-Gran Bre- itagna B a Lussemburgo 21 maggio: Portagallo-Scozia a Lis- bona 27 maggio: Francia-Scozia a Parigi 28 maggio: Jugoslavia-Norvegia a Belgrado 4 giugno: Belgio-Francia a Bruxellas 8 giugno: Svezia-Olanda a Stoc-colma Dall’8 all’ll giugno la Coppa Latina a Lisbona con la partecipazio-ne del Por togado, Spagna, Italia e Francia. 11 giugno: Sviezera-Jugoslavia a Berna 11 giugno: Finlandia-Olanda a Helsinki 18 giugno: Svezia-Daniimarca a Stoccolma 25 giugno: Danimarca-Norvegia a Copennaghen Forse un miliardo d’ incasso per Rooinson - Villemaie NEW YORK — Benchè i due ménager di Ray Robinson e di Vil-lemain non si siano pronunciati uf-ficialmente, da varie fonti molto bene infórmate risulterebbe che il combattimento tra i due fortissi-mi pesi medi avrà luogo il 15 giugno pros'simo a Filadelfia. L’incon-tro sarebbe stato fissato in 15 ri-prese. Il fatto che più volte in quest! tempi, quando Villemain e Breton-nel (suo ménager) erano di passag-gio per New York, sono stati in-vitati da Ray Robinson a mangiare in un ristorante di Harlem rimanen-dovi lungamente, confermerebbe la notizia. Il combattimento si svolgerà allô aperto e si crede che l’incas'so do-vrebbe aggirarsi sui 150.000 dollari, pari a un miliardo di lire italiane. FUCHS LANCIA IL PESO A M. 17.52 NEW YORK — Nella riunione di Birmingham nell’Alabama alia quale hanno partecipato alcuni dei migliori atleti americani, sono stati registrati degli ottimi risultati tec-nici particolarmente nei concorsi. Il recordman mondiale del getto del peso Jih Fuchs ha lanciato l’attrez-zo a metri 17,52, misura inferiore di soli 27 centimetri al limite mondiale. Ecco gli altri ottimi risultati con-seguiti in questa riunione. Salto in alto: Adams' m. 1,96; salto con l’asta: Don Laz m. 4,25; lan-■cio del disco: Frank m. 51,88, 2) Fuchs m. 49,88; lancio del giavel- ANCHE IN EDIZIONE RIDOTTA LE PARTITE NON PERDONO INTERESSE Ancora una volta il Campionato calcistico dei TLT sarà in edizione ridotta. Infatti per domenica 16 a-prile, solo due gare verranno gio-cate e precisamente: S. Giovanni-Ponzianina e Opicina-Montebello. Tutte le altre gare, che doveva-no disputarsi con le squadre del-l’Is'tria, sono state sospese in occa-sione delle Elezioni dei Circonda-rio Istriano. Vediamo quindi ora di anaiizzare l’attuale situazione dei Campionato prima dei solito commento aile gare in programma. Oggi le posizioni sono delineate l’Arrigoni di Isola è in testa alla Classifica, con un vantaggio di pun-ti che ormai la lascia tranquilla, Il Medusa di Capodistria, che si è dimostrato volonteros'o e pugnace, non poteva aspirare a maggior premio del posto che occupa, la sua maggiore impresa di questa sta-gione è il doppio pareggio imposto ai Campioni dei TLT. La squadra Triestina del S. Giovanni, estrosa lunática, una delle favorite di que-dei periodi bellissimi, giornate di piena abulia. La Ponzianina, la nobile di questo Campionato, h a alternato, a sto torneo, ha giostrato su tutti i campi imponendo la sua maturità técnica, ma si è dimostrata troppo fragile per aspirare alla meta suprema. L’Umago ed il Montebello a scar-so di atleti, hanno lottato con la forza della disperazione e con en-comiabile spirito sportivo. Soltanto nella seconda fase dei Campionato, hanno potuto dimostrare di aver raggiunto un livello medio consone al loro valore. Il Nova Gorizia, Cittanova, Opi-cina e Verteneglio «le reclute» partite con una certa timidezza, s'i sono, man mano, rinfrancate, dimostrando di saperci stare in cosl e-letta compagnia e, a forza di prenderle, si sono fatte le ossa. Questo, in linea di massima, quanto concerne l’andamento generale della classifica. Ed ora il nostro pronostico per domenica prossima: Nei riguardi del pronostico puô vincere l’Opicina e puô vincere il Montebello. Gran bel rompicapo, questa partita. Sarà, anzi dovrebbe essere, questa, una bella contesa. Contesa nel senso che l’intendia-mo noi, nel senso sportivo dei vo-cabolo, cioè lotta in campo aperto tra awers'ari cavallereschi, nella quale, alla fine, il premio tocchi alla migliore. Dal lato classifica l’incontro ri-veste particolare importanza per il fatto che le due squadre chiudono la classifica. Ambedue hanno biso-gno di due punti preziosissimi per risalire la corrente, prima che ri-mangano inesorabilmente travolte. Non crediamo comunque che l’Opi-cina trovi facile una affermazio-ne, anche se gioca in casa propria. lotto: Beauchamos m. 61,15; stallet-ta 4x100 yds: Oklakoma Colleger in 2” 2 dec.; staffetta 4rl00 yds: Yale University i n7' 43” 8 dec. — o — MOSCA — In una gara di solle-vamento pesi nelle tre alzate olim-pioniche, il campione mondiale dei medio massimi Novak, ha solleva-to kg. 380. Il limite è lontano dal primato di kg. 425, ma deve essere considerato ottimo se si tiene conto che egli è appena guairto da uno stiramento muscolare di cui è stato vittima. Nel corso della stessa riunione; il peso medio Dougarov ha battuto il record nazionale dello strappo a due braccia con kg. 125.800. L’anti-co record era da lui detenuto con kg. 125. Il primato mondiale appar-tiene all’americano Stanczik con kg 127 stabilito nel settembre 1947. — o — BOLOGNA — Si sono conclusi questa sera gli incontri internazio-nali di pallacanestro per la disputa della Coppa «Città di Bologna». La coppa è stata meritatamente guadagnata dagli atleti spagnoli. Ecco i risultati finali degli incontri di questa sera: Racing» di Bruxelles batte «Gira» di Bologna 38 a 34; «C. F. Bar-Bologna 46 a 45. — o — SAN REMO — Si s'ono svolte oggi le prove sul circuito di Ospe-daletti per il G. P. automobilistico di San Remo. Il miglior tempo è stato realizzato da Gonzales in l’58” alla media di km. 103.118. Fangio ha provato per pochi giri realiz-zando il tempo di l’59”3. — o — MODENA — In vista del torneo internazionale di Roma, hanno com-pletatoo la preparazione le tenni-ste Doleschell «campionessa d’Au-stria), Bossi, Bologna e Sciandone. per cui puô dichiararsi virtualmen-te Campione del TLT per la sta-gione 1949-1950. L’Aurora ha cominciato male la sua stagione calcistica. Ha incomin-ciato con quel famoso forfait dato alla Ponzianina che le era ospite. E da quel giorno è stata battuta più nel morale che nel fisico, e non trovô più la via di risollevarsi. Purtroppo ora non resta altro che cedere lo scettro agli azzurri iso-lani. Il Piranjo, rivenuto fortissimo, tanto da laurearsi campione d'in-verno, perdette la sua forza d’ani-mo dopo il pareggio casalingo con l’Arrigoni. E da allora si batte con più o meno fortuno. Il Montebello «nuova serie» è ora quello che è, e non è un mistero per nessuno ormai. Comunque la-sciamo il pronostico a mezz’aria e riferiamoci a domenica sera. LA PONZIANINA VUOLE RIABILITARSI MA IL S. GIOVANNI è difficile da piegare La partita tra rosso-neri e bian-co-celesti ha un compito gravoso per la Ponzianina, che è quello di dimostrare al proprio pubblico di saper riprendersi e non accasciarsi sotto i piedi dell’avvers'ario. Il problema dell’arrampicata su roccia è cos'tituito da Un assieme di elementi che si penetrano a vi-cenda, dando origine ad un com-plesso, la perfezione dei quale è premessa ind spensabile al succes-so dell’impresa che lo scalatore si propone di affrontare e risolvere. Gli elementi di questo problema sfuggono all’indagine del profano Ma è un fatto inoppugnabile che la riuscita di quella autentica opera d’arte, quale è una grande impresa alpinistica, va strettamente collegata alla perfetta fusione degli elementi ai quali qui di segu to ci proponiamo di accennare brevemente. Paragoniamo infatti lo scalato-re ad un autentico artista. Artista con uno stile cd in possosso di un’anima, di un sentimento, di un senso estético particolarmente raí-finati. Egli è poeta di un alto e de-licato sentiré, innamorato della montagna, delle sue grandiose bel-lezze, dei s'uoi misteri che fanno vibrare le corde recondite e miste-riose del suo cuore. Dall’amore per tante armonie egli ritrae quell’inesprimibile godimen-to quale l’artista attinge in coipet-to del suo capolavoro. Lo scalatore non cerca il plauso delle folie. Egli, al cospetto della montagna, è solo con la sua forza ed il suo coraggio. Gli sono testi-moni le cime che lo circondano; la propria anima, il proprio cuore. La scalata è il banco di prova spie-tato e formidabile, in tutte le facol-tà e di tutte le più nas’coste risor-se spirituali, fisiche, morali dello uomo che vi si cimenta. E’ fuori discussione che lo scalatore deve essere dotato di un físico non comu-ne che gli permetta di affrontare con probabilitá di successo le dif-ficoltá che la montagna gli oppo-ne. Ma si potrebbe obbiettare che le doti fisiche non sono che elementi acces'sori e secondari. La vo-lontá ferrea, innanzi tutto, la sal-dezza incrollabile dello spirito, il dominio prepotente dei nervi, l’in-discutibile educazione morale, radicata e profonda come u-na fede, s'ono le qualité fondamental! intorne alie quali si afferma la personalita dello scalatore. Allorché l’uomo giunge ai piedi di una grande párete roeciosa, sente di trovarsi solo, inerme e nudo al cospetto di un grande mistero che sembra quasi lo voglia schiac-ciare con la sua immens'itá. La natura si rivela a luí in tutta la sua mostruosa potenza. Ed egli sa che se impegna la lotta deve condurla a termine; la montagna difícilmente consente pentimenti tardivi o ritorni. E’ l’attività uma-na più formidabile. Naturalmente, prima di iniziare l’impresa di ar-dimento, è saggia norma valuta-re le proprie forze e rapportarle alla serietá dell’impresa che si in-tende affrontare. Si possono fino Perché, se si dovesse hadare alia carta, il S. Giovanni potrebbe ap-parire favorito e per questo, forse, la Ponzianina era partita nel-l’ultima gara disputatasi un po’ in sordina e forse con troppa sicu-rezza nei suoi mezzi e nella spera-ta vittoria. Neppure il S Giovanni,, d’altro canto, deve prendere sottogamba ques'to confronto perché la Ponzianina com’é detto, vuole riappa-cificarsi col suo pubblico, immuso-nito per le presentazioni in campo sempre col numero incompleto di giocatori Bandiere al vento per il saggio del Primo Maggio. ad un certo limite, valutare le in-cognite e pesare la somma delie e-nergie neces'sarie a superarle. Pero troppo spesso accade di imbattersi in imprevisti che mu-tano in parte od in tuttoo, i rapporti di forza fra l’uomo e la sua impresa. La friabilita di un tratto roccio-so. gli improvvisi mutamenti del tempo, possono diventare, ad un tratto, elementi determinanti e ri-solutivi. Specialmcnte i mutamenti del tempo, tanto rapidi e írequenti in aita montagna, sono temibili in modo particoiare. La giornata estiva puó mutarsi in giornata invernale; la párete si ricopre di un sottile stratt odi ghiac-cio (vetrato) su tutta la sua esten-sione, diventando viscida ed infida; gli appigü scompaiono sotto la ne-ve, II vento, il freddo, le scariche elettriche possono rapidamente lo-gorare e distruggere le energie dello scalatore, provocando l’irrepa-rabile. In queste condizioni l’uomo puó essere indotto ad agire in maniera diversa da quella che potrebbe condurlo alia salvezza. La sua esistenza, allora, é affi-data nelle maní delllmponderabi-le. Forse ii primo pensiero che si affaccia alia mente é quello del ritorno. Allora incomincia una lotta impari e disperata. Discendere é estremamente dif-ficile. L’abisso si spalanca sotto di lui e lo minaccia ad ogni minimo movimento. Piü che mai, allora, occorrono coraggio, prontezza di intuizione, forza. In questa lotta impari con le potenze della natura, l’uomo spesso riesce ad affermare la sua in-sospettata potenza vittoriosa. Ma qualche volta, il destino é in ag-guato, compie il grande delitto Allora una nuova voce s'i erge verso il Cielo a segnare il ¡uogo dove un’anima grande si libe, ó dai suo peso corporeo,, per vola je col suo sogno, verso le stelle. — o — BELGRADO — La Fed. razio-ne jugoslava di scherma, ha ufíi-cialmente annunciato che ai cam-pionati mondiali di scherma "he si svolgeranno a Monaco dal 13 al 19 luglio p- v. invierá una squadra ufficiale. Gli schermitori jugoslavi saranno puré presentí ai campio-nati di Francia che avranno luogo a Marsiglia 1’8 maggio. Inoltre, la Jugoslavia é stata puré invitata a prendere parte alie competizioni di Londra che si svolgeranno puré nel prossimo maggio. Direttore respons'abile Clemente Sabati Stampato presso lo stabil, tipogrf. «JADRAN» Capodistria Pubblicazione autorizzata SUL CAMPO OPICINESE IL MONTEBELLO A CACCIA DEI DUE PUNTI PREZIOSI DIFFICILE ASSAI SAPER SCALARE LE MONTAGNE