■MIMI;At. S. mMbí CIRCON DAHI O I S T R IANO - TE R RIT OR IO TRIESTE La Croce Rossa solleva le sofferenze del popolo svol-gendo una missione altamente umanitaria e benéfica Direzione - Redazione - Amrnin. R. Cas'lelleone 2 - Capodistria tel. 170 ANNO HL Ho. 145 Capodistria. Giovedi. 6 iuglîo 1950 3 DIH. - 15 LIRE Abbonamenti: Zona B e Jugoslavia anno Din 310, sem. Din 90, trim. Din 50 — Zona A: anno L. 1400, sem. L. 740, trim. L. 380 Li « délia Eicdome ci troiviamo’ pella Set'ti— mana della Croce Rossa, é tone esamánare un pó deltagliatamente, quali sono i fin! della Croce Rossa nei pae-si soicialisti e guale é il Significa to della Sefctimam» organiz-za.ta ne] postro Circondario. Tuíto ció risulta evidente giá dal programaría stalso della Séttñnaina, dato che i cempiti della CR sono sta'ti sud'dlvisi nelle diversfe gior-na.te, «la .per una loro maggioré ccumpreinidone che per una piü pro-fonda appLcazione. La raccolta delle ¡oíferte volonta-rie, che ha avuifco luogo, lunedi 3 corr. ha lo speipo d] poter conseguiré un fondo di mé'zzi materiali, coi quali Ja CR potra poi daré il suo contritonto alie erigen e eanlta-rie ed igieniche della popolaizioné intera e potiré or'.gámzzare í tanto necessari e desiiderati corsi per p.er-sanale sanitario da utilizzarsi per ¡1 pronto soccorso. Á LE GRAVI CONSEGUENZE DELLA POLITICA DEI BLOCCHI Nella gienmata »agüente si sono efiettuate Je iscr.iziomi nella CR. Qui giova ricordare che nei paesi capitalist; la CR non é mal stata e non é neppure ógigi una oi'gaini.ziza-ziome di triassa, «na bensi una crea-zione' di pochi groissi csjpitalisti, che la sov.venz iauamo si, rúa poii si servo.no dei fomdi per finí e scopi per mulla uinanitari. Le 'bridóle, che talvolita cade.va.no sotto ¡1 Dome della CR ira la popo'laiziome biso-gne.vole, erano ben poca coisa ja confronto di ció che poteva essere falto in questo campo, Nei paesi .socialteti, sp.ee ¡alíñente da no,i, come ¿n Jugo, ¡avia. che. siamo sulla piü retía strada verso il socialismo, !a Croce Rossa dev’easeme ed é una organizzazione di tnaissa, che isara ■sómpre piü xovvonzió.nata dalle . «eniziale. «Esisa confie ne — ha dette > il ma_ resciallo Tito — tutto il programma dei rapiborti spcialisti della pro-d-uzione nei riguardi della praprie-té sociale dei diritti e dei jdoveri nonchiè di che cosa «i jxuô e si de-ve costraire in pra.tka se si vuole reaime,n.te edificare il soacialismo.» Il di cor o dei maréacial'lio è stato strettamente ddttr.lnar.i6: egli si è riferito a numéros! pas si delle opéré di Lenin, Marx e dello istes- ro StaLn, . . . Egli ha ricordato le mtsure pire^ s® da: govemo jugasliaivo .per socia_ lizizare il passe quali la r ¡forma agraria, l’elknina-ziane de] capitale pr.iva.to e dei vecchio apparato stata.! e in genere. «Da noi, 1— dietto il maresciallo, non ebiate piü una cola impresa.o mi.n-iera o alitra société di carattere pubblico in mano a capital,isti lo-caü o stranieri.» Il preanier jugosiavo ha decisa-inente respjnto tutte le accuse mosne alla Jugo-slavia da]l’ U-nidne Soviietica e dagli altr.i paesi de 11’ Europa orientale tendent! a ûimo-strare che la Juig-OBlavia è passata dalla parte Unjperiaüsta. Riferendoisi ai pfoivivediimenti siu-açcennati il maresciailo Tito ha di-chiarato che e««i diniostrano corne «LE FABBRICHE AGLI OPERA b Maresciallo — rappreisenta uno degli atti piü dimoicratici che fino ad ora noi abbiamo edrlfaibo: p-er. la sua sostaniza esso rapprelsenta la noatra realtà soicialisita* La nostra legig-e sulla partecipa-zione dei collettivi di lavoro costi_ tui.sce pure una rispada alla demanda dov’è la vera, deinoicrazia?» «:a Jugoiilavia seg,ua la sua strada che si 'trowW in armonla con i prin-cipi dei mairxisano - len.inism'O». Quanldo afferme cio -— lia aggiunto Tito — io ion voiglio dire che questa sia l’uiica strada per tutti e che cosi dejoba fansi in tutti i paesi. Noi riteniiamo che questa sia la isola strada per noi, in Jiuigoisla-via, Aile diverse condiiziomi econo-micihe, politidie e oulturali dej va_ ri pae n seâüono differenti sistem! di lavoro oitehè nessuna ricetta o formula ô opnisigliabile in questi» seni.o.» Il maresciallo Tito ha qiui.ndi cri-ticnto il sistnna asistente nel’.’UR-S.S accit,: and olla dlreizione del Par_ tito e dolí o Siato Soviético di aver buroicratizizatoí il paese e lo stesso apparat'O statale, raífarzandolo, in-vece d/i provvvdnre al suo proigres-i iivo indeibolitiiento secando quanto inisegnano M.atx e Lenin, A proipoisiito della posizione degli operai nei šiSttema soviético., ha dii-chiarato die «benché i meizizi di produizione nell’URSS siano pab«a_ ti nelle mani qblla rivoluizione, a trenfaunó di distanza e«isi si tro-vano aneara naile mani dello Sta to». i rapport! che inter,carroño tra 1’ U'nione Soviética, i paesi dell’Eu,ropa Orientale e i parti ti comiumiiati in genere da luí acicusati di «atiten-. dere sempre 1’a.iu.to soviético e 1’ a.p.poggio di bai,omette straniere». Egli ha quindi ricordalto il caso della Jugoslavia, menzionamdo a questo proposito la deboleizza dei Partito del tempi passati, debolezza d,civil,ta a.l fatto che ¡1 .pairtito «tes-so. attendeva direttive dall’estero. Tito ha masso in rilieivo la politica saguita dal PC iugoslaivo durante la guerra partig.iana fin da quando, nei 1941, incomónció a lavorare da solo aniolie in contrasto con le di-rettive del PC bolsreyóco, costitu-enjdo le brigate parti,glane proleta-rie, ,i poteri ipopodar] ecc. Il Maresciallo Tito, dopo aver af-fermato che la vera democrazia e quie.llg.attuata in Jugoslavia ha con., tinuato dichiarando che la «democrazia e fondata «u una base materia I e per quanto iriguarda i p iu jarighi strati di lavoratori». Quels'ta e la risposta data da! lavoratori .i quali si. servono di es.a per la* creazi.one di un migiliore avvenire. Questa e la risposta a coloro che ,im oooidente itanto par-lamo che da noi nan eisiste una ve-i a democrazia e che il nostro e uina stato poliziesco ecc, — Ma noi ci t.roiviamo sulla strada seguendo la quale creeremo il fabbLagmo suffi-ciiente per tutti e non- sola per una minaraniza come aiviviene neU’oc;:-demte,». Tornando alia situaiz.ione dai lavoratori jugoslavi nel si'-teiha di prciduzione sacialista instaurata in J-ugoslavia, il Maresciallo ha sotto l.imeato come in ba.e .a] progetto legige atitualmente in disoussione, i lavoratori decideranmo da soli, quanto e come lavoreranno- Il fatto che i lavoratori amminiiistrerarnmo. da soli le loro im.pre«e impedira che nell’economia .jugoslava si annidi il fenoineno della b.urocrazia. «II »avoratcri del rURSS non. ham-no nemmemo ogiii il diritto aU’iam-leli: ministrazione dell.e faibbtiohe perche" essa è adempiiuta da direttori imposti dallo Stato. H'maresicjiallo lia pure analiazato Eg-li ha linoltre sottolineato le funzioni che spettano ai sindacati i quali hanno il compito di preparare i lavoratori ad a-sumere le re_ dim direttive e amministràtive. («Questa legige — ha, dichiarato il «Noi operiamo penché coloro i quail lavoramo godano 1 fru.tti delle loro faitiche 1— ha concluso il ma-rasciallo Tito — ed in ció sta la sostaniza materiale della nolstra de-mocrazia. No] ci rendiamo conto che aivremo nom poche difficoité finché i nastni lavoratori non eli-mineranno gli oslaicoli che c] pro-vengono dalla nostra arrefcrateziza, ma sono convinto che eisísi passe-rann0 vittorio«am«mte oitre tutti questi ostacoli perché essii isono ipensuaai che il praLlemn Hell’edif 1_ coizione «ocia,Lía * 11 ¡oro proprio problema che puó essere riisolto soitanto con il loro sforzo, con i loro sacrifie! e con ü loro islancio creativo.» Rilievi ed appunti sulla campagna acquíslí forze sudiste poste nelle vjcínan-ze deiraeroidromo di Kimpo con proiettili di piccolo calibro, causando p.erdite non riilevantii. I cac-ciatori hanno mitriagliato pure gli jmpianti dell’aeroporto d] Suwon. L’atltivité nemica segnalata longo le linee di comiunicaz.ioine indica che i nordisti stanno oostituendo báni e depositi di viveri sufficient! per conidurire a buion fine1 un’-offenisivia nel settore sitúalo a sud del fiuane Han. E.s,si hanno raf-forzato anche le postazioni della controaerea a Seul. Il comunicato continua anmuncL ando che rinfor'zi sudisti stanno afflueindo verso nord alio scopo di conteneré la «p i nía. nordista ad e'st di Suwon, I servizi del Quartier generale delle fonze armate in Corea 1 sono ora coimple,^taimente orga-niizzati rotto U comando del generale William Dean. Nel corso della giornata tru.pipe, mumizioni e vettcívagle sono state' inviate dal Giaippone sera» che si dovesser'o lamentare .perdite. Bcenbardieiri ameriicani hanno attaocato t ponti ru] Han nella regione di Seul ed hanno effettrjuto parecchie azioni di. sobftegno alle truppe sudiste, di cui si ignorano tuttav.ia i risuilati. L’amniasso dei .prodotti agricoü, effettuato quest’a.nno dalle nastre cooperative agricole di acquisti e vendite no-nohé da quelle di produ-zione, é, in linea di massima, g.ia comipinto per i prodotti iprimaverii». Date le favorevoli Cond'izioni at-mosferiche, la campagna ha dato quést’anno un abbondante raccol-to per cui ie cooperative agricole sono .s'tate e sono tutt’ora impegna_ tisísime. , Durante la campagna acquisti delle frutta e verdura pr.imaticce, le cooperative agricole di Bertoc-ohi, Poibeghi, Isoia, vanganello, De^ can¡ e Maresego hanno funzionato bene e perianto meritano il rico-noscimento loro trifoutato. Non altrettanto si .puó dire .inve-ce della toase acquisti di Costatoo-na che, causa il laivoro disordinato del. persomale cola impiegato, ancora no.n ha inviato al centro acqui-sti a Caipodistría una rola,alone su-gli acquisti da eissa effetituatl. Si sano verificati inoltre f atti che denota.no la noncuranza con la quale veniva.no effettuati gli acqui-Uti. Ci sano stati dei caisi in cui la frutta sostava per piü di 4 giior_ ni neil magazzino ©enza che ad al-cun dipenidente venisse in teísta d.i effettuare la spedizions al centro di raccolta. Anche il oontabile della cooperativa, Jože Baruca, non dómtotra. di interessarsi troppo dell’andamento, piü o meno fouono, della stessa. Suecede spesso, ¿nfatti, che chi deve trattare affari con la coeperati-va deve attenidere lumghe ore alia, mattina prima che questo esempio di solerte impiegato degni alzarsi e ven iré al lavoro. Nomoistaote le manche,volezze so_ pra accenate, Ja campagna acquisti nel distretto ha dato ©inora ot-tian.i risuitati, II piano di acquisti delle ciliege é ©tato superato del 15 p.c. qu,ello per l’acquisto dei p.i-selli é stato raggiunto nella misura, dei 80 pc. .no-nostante la siccita ab-bia recato damni rilevainti. L'am-masso dell’aglio, sebbene non sia ancora ultimata ]'a, .ÍUigione, é stato effettuato nella misura del 27,6 p, c. Per l’acquisto di varíe ver-dure c¡oé: imsalata, radieohio, radi. cí ecc. iil piano é stato superato nella misura 2,7 p. c. L’acquisto del latte, nonostante l'a mancanza di mezzi 8i trasporto, procede abbastaniza bene. F-inora .sono stati aicquistati 4,300 ettolitri di quel preizioso Lquiidó.^, Dato che in breve linoominceran-no a funzionare altre basi di rac-coita, si possono sene’altro cailcola-rQ» »liri 1000 ettolitri di aicquisto. L’acquisto del peisce procede re-golarmente e senz’altro il piano verré raggiunto nel termine stabi_ lito. . Neiil’acquisto dei grass! arulmali, il piano annuale è stato sincera re-i aíizzato nella misura del 46,8 p. c. per l’ol.io dél 3,4 p. c.- per la carne di maiale del 31,3 p. c. Per le carni bovine inve.ee aibtoiamo rag-giun'to il 49,? p. c. Durante la campagna acquisti è stato accertato che ¡nei territori déi CPL di Dečani, Boršt, Semedela, Ancarano, Oqpo, Vanganello, Corte, S. Pietro, Costabona, e nel CFC di Capoldistria, non sono stati .superati neppure i 16 vagoni di vino. Questa è la mi'gliore prova che in tali basi non .sono stati effettuati git acquisti neilla maniera davuta, quindi con poco interassamento de_ gl.i addet'ti. E’ stato inoltre accertato che ap-punto per questi motivi a CcB't'a-bona sono andati a male oitre 3000 Iitr] di vino, Atteso ció gli specia- (psti dpvranno dedicare tutte le cu- re per evitare simili deficenze anche in seguito. In comclusiome, dobbiamo dire che la campagna acquisti poteva dare mgiiLori risuitati se nei paesi deU’interno fosseiro state meglio spiegate la finalité di taie caimpa-g,na acquisti e «e i reirpoosablli delle basi di acquisto avenero fornito reigolarmen-te le relaeioin.i sulla at-tività, sulle deficenze e sulle diffi-coltà inccintrate. Scrittrice irancese sulla Jugosiavia BELGRADO — A quanto eoiM-nica l’aigenizia, jugoslava TANJUG la scrittrice progreissista fra.nce.se Agnes Humbert che recentemente è «tata in visita in Jugoslavia, ha puibiblicato un libro nel quale mette in rilievo gli sforzi dei popoli jugoslayi nella costriuedone del socialismo e la loro lotta contro le comgiure del Com,inform. La- scrittrice sottolinea poi il radicale cambiamiento dell’atteggiamento dei dirigen,ti copinnisti francés! nei riguardi della Juigoslawia, operatosi dopo l'a pulbiblicazione della riso'iu-zione del Comimform, Agnes Humbert, dopo ¡il suo vlaggi'O in Jugoslavia, è stata elspulisa dal Comita-to francese per la pace e dall’or-ganiizzazione «Comibattent'i per la pace e la liberté». La brigata «Fratellanza» in Valle del Quieto In un’atmosfera di fratellanza ed uni ne en trill La miet.jtura nella valle del Quieto è ultimata da giorni. I] grano che prima ondeagiava nei fertili e reigoiari cainpi olra si trova raccol-to in coivoni e.d attende l’ooera della trebbiatrice- Ea popoiazione locale ha compiuto il piü importante lavoro deilFannata ed ora la Valle ha l’aspetto d’attesa, che è caratte-ris.tico tra un laivoro a.grkolq é 1’-altro. W Questa caima pero è rotta nei pre isi dell’Ente comunale Mirna da canzomi íta,liane e croate che echeg_ giano nell’aria assoiata. Sono i componeinti délia bri.gaita «Fratellanza» chetcantamo durante H la-voiro nei oampi di ortaggi. Somo 53 maestri e maestre dtaliani e cro-altl dei disfretita di Buie a Ca-podistria, in préivalenza, giovani, qui arrivait lunedi 26. u. s. per partecipare ai laivori agricoli p,er il periodo di urna settimana, Sono i,n-téUettuali italiana e croati che, al-l’invito dei SU di dure il loro aip-porto fattivo, hainno aderito eotu-siasticamente di far parte delia brigata «FratelJanza» e che ora la-vorano, apeoinunati,'nei catnpi dai_ le prime ore del giorno sino al me-riggio affinché la nastra econoania ©i rafforizt e tiutta la collettivi,té ne traggá beneficio. Il periodo di lavoro della brigata è breve, ma il suo .signiif icato oltre-pa sa i ltnaiti d,el contributo lavo-rativo che essa da. Infaltti lo «p¡rito di fra,ttellanza che lega questl i.ntellettua.li di due naiztonailità è m,ahito a tutti i cireoli reaziomari che verretotoro seminare movamen-te ¡’odio seiovinista tra ia nostra .pdpolazi'one, é una concreta dirno-strazione che tra i] nostro popolo regnano ¡ piü saldi vinooli di aimo-re reciproco . \ Gcane lagica .coniseguenza dol'a campagna di nienzogne che viene lamciata contro la nastra. popolazio_ ne, anche nei conffointi della brigata Fratellanza la itampa sciovi-nista di Trieste ha ■ insinuato che i masi tri itačiani solno stati oiggetto di costr.izioni morali e materiali af-finche pairtecipasisero al «lavoro ob-bligatorioi». I maestri dal canto loro venuti, a conosceniza di quanto’,e stato sKritto dalja solita stam-pa, «arebbero ben Leti che «quelli di Trieste» vsnisisero di persona ad adcertare qua1 e specie di «lavoro cfoibligatorioi» «ono coistrotti a uvoL gere, cosi si rendere.bbero conto anche dl quale sia io s.pirito che a-nima i lavoratori intellettuali della nqstra zona che upontaneamente danno il’ loro aiuto ai lavoratori dei campi, volendo oontinuare il cammino sulla strada che porta al socialiisnio. Anche i maggiolini arma delF imperialismo La alampa ciñese salla [Horma agraria P.EKINO —. Commentamdo la recente legge sulla riforina agraria in Ciña, il quotidia.no pechine.se «Jemminlipao» rileva che graizie alie dispo.jiziani del governo po-po’are verré dlstribuito 1*80 p- c, della terra, prima ten-uta dai lati- fondisti, ai contaidini mul’atenenti. La terra casi comcemtrata nelle ma ni di chi lavora, daré un maigglo-re incremento alia nuova economía Ciine.se, ■ PRAGA — A quanto infarma l’agein|zia cecoslovaoca IP. il governo ceicoslovacico. ha pubfollcato una dichiarazjone sulla diffuricne del magigiolinl del Colorado, i piu nocivi para,©siti della patata. In questa dichiaraizifone si affonna che igli ineettii sono stati diffuisi intemizionalmente dagli ’imperiali-«fi occidental»» rilevando che, oitre nei- campi ne ,sono ,stati tro-vati anche sui tetti nelle Case dei villaiggi di fromtiera cecoslo-vaenhi, Inoltre sempre secoiuio 1’IP, nelle zone di confine con la Germania Occidentale eono state troivate scatolette piene di insetti e di larve. L’agenizia aggiiunge che il governo ceoaslovacco ha imtramreso tutte ]e misure per far faillire «.gli o-scuri piani degli, imperialisti» mir bi lita udo la popolaaione in un’a-zione in grande stile per 1’annlen-tamento del paras^ta. ¡MM GRANDE CONTRIBUTO DEL POPOLO ALLA RICOSTRLZIONE COSTRUITO IL CANALE DI SFOGO DEL VALDERNIGA Olíre 6 milioni di dinaririsparmiaticol lavorovolontario Massima importanza della nnova opera ü Borst Giern e Labor eöettuate più di 10.000 ore Per 1° sviluppo agricolo della valle Nella gara per ia conferenza DistrettuaSe del P. C. successl II canale lungo m. 1700 profondo m. 3, largo m. 4 eviterá le piene stagionali Cessata la glor¡io~a Lotta di li-berazione, il "riostra giovane Potere Poooiare si trovó a dover compie-re una itnmenlsa mole di laivorb,. L’economia de]la ¡zona era ridotta col ¡¡¡vello a .zero, i paesi distrutti, la .rete stradale' din pessime c.ondi-zioni, e mancavano i mezzi per ri-cqs'truire tutto quarjtn la bufera momdia-le av¡eva distrutto, - Ció non sppiventó i n-cstri diri-genti, -Dappirima si curó l’organiz-zazione de! lavoro, la riattivazione delle rete stradale, l’aoquis.to dei ineazi necessari per la ricostruzio-ne indi si ¡d.iede inizio alie opere ed i bucckbí ottenuti negli scprsi anni sono uno specchlo veramente fedale di quanto ¡é ¿tato fatto. A cin.que anni dalla líber azórame la riostra economía e in fiorente svilup_ po. Le costruizioni progrediscono da.ppertutto, abibiámo elencato giá parece,hie v-olte quanto si é falto e sii fa a Caipódisitria, ad Isola, a Buie, timaigO) a Piirano ed in altre jcica'.itá. Canalizizazi'Qni rinnovate, regó! azi orne del rifornjmento idrico, acquisto mezzi di trasporto, castru-zioni di numerttiisimi ¡edifíci a ca-rotferw econctnioo, cultúrale, per uso abitaaíone ecc. Al conseguimento di simili suc-cessii ha contri bulto iin gran parte la costra popoiazioine lavoratrice che, finito il duro lavoro quotidl-ano, Volontär lamente si recava a daré il ¡prqprio app-orto ¿Vi vari ob biettiivT'." Inízjato in tal modo anche il piano anímale. del 1950, esto : la, realitaandas.i da.ppertutto . nona: Imite s'a sentitiip, in maniera abbastoniz» forte la mancan* 1/,a di mano chopera. II contributo volontario della p-o-poilazione é stato' grande npecial-ine.nte nel paesi déH’interno. Nella sola zona di Monte di Capodistria, Gaizon, Pomiarao, Grintavec.- ¡i valore del. lavoro volontario efíettu-ato supera i 6 milioni di dinari. A Borst, Olean e Labor nel solo corso di questo anno sono state effet-tuate oltre 10.000 ore volontarie. Altretianto si puó dire de(gli aitri paerii. Le grandi opere iniziate per, l’irrigaziane della Valle del Quieto, e della valle di Siicciole, alie quali contribuiscono le bragate del Fronte Popolare, sono un Indice della A-ostra attivita teca solamente al bene del popote, Ora oignuno sa che noi lavar lamo per no¡ stes: i e che perció síamo diiaposti a sop-p-ortare : aerifica ancora ¡nmggiori dato che solamente con :1 lavoro e con la lotta quotidiama noi. porte-remo a- termine il no:¡tro comjlito: la edificazione del socialismo. In onore alia secoinda conferenza distrettuale del Partita Comunista, i lavoratori della cittá e della eam-pagna del distretto di Capodistria hanmo inieiato una gara di em.ulu-zione, in cui danno il loro or.tr 1-buto volontario per la realizzazione di obiettivi in costrueione. A S. Antonio la g,iovenlü ha ef-fettuato 185 ore volontarie e sono stati raecolti 34 un i 1 a diñará ¡pro costruzione casa cooperativistlca. Lopafii) ha dato 109 ore volontarie ¡n aiuto ai costruttcri della casa1 del cooperator,e di Marec-e.go, A Maresego so.po state effettuajo invece 70-3 ore volontarie. Villano-va e Poce harina dato 380 ore volontarie. A Portorose sono state effettuate 800 ore volontarie ed a S. Lucia 340. .Ai lavoro volontario hanno. ,pár-tecipato eeaitinaia di onganjzza-ti del Fronte Popolare i quali sono stati d¿ esernpio per il loro spirito di sacrifico. Si. è ¡garigigiato per l’immissione di nuove forze ai lavoro creativo dell’industria. Comiplessivamente so-no stati ihviatj al lavoro 50 nuovi opérai, sena» contare ¡ compagne che si sono offert:: volontariamente di partecipare alie brigate del F. P, la krallte di S. F.ietro ha ottemtito il ma-gglore succestso in questo pun_ to delia -gara di emulaizione. / Que; te .so.no le reJazioni che dan-no in parte i risultati ■ di questa gafa dj einulaizione per il più rápido patena!amento della nostra economía nel distretto-. E’ stata recenteunente ultimata nella Va'.Je dli Sicciolë la costru-zione di un canale di scarico. perle acque del ' torrente Valderniga. La costrliizione dl questo canale è stata effettuaita dagli opérai del-l’amm.inâstrazione circondariale ac-quedott,! e bonifiche, sotto la guida di capaci dirigenti. Ha pure con-tr.ibuito in misura rdlevante la nia-, no d’ opéra volontaria, e cioè gli ex comibatteniti délia lotta di libe-razione che hanno cobtruito un ar-giiné di ol.tre 1 Km. le organizza-zioni di massa settoriali eoc. Il canale testé costruito una lunigheaza di oltre 1,700 metri, con una profondiità di ni. 3 ed una lar-gheaza media di m. 4. Esso è sta- M BRIGATA «LIBERTA» SULLA STRADA DI RISANO 1 rnembri M Fronte Popolare del Distreno cooperano alla costruzione il in@st@ obMeltivo to rivestito da uno «trato di calos-struzzo n.ei punti ove • i verifica la maigigiore pressiome delte .acque. In occasione idej termine dej lavo:-! la direzione ha volnto offrire alie maestranize un rinfresco al quale hanno. p'artecipato rappresen-tanti del Potere Popolare e delle organiezaizio.nl sinidacali. I[ c-ranpa-igno che ha paríalo a mine della S. U, disfcrettuali salutando e rin-graizianido i lavoratori per la loro opera. Ha fatto seiguito un ccinpa- g.no che ha portato. a aome detla direzione deiraniininislraizione clr-condariale acquedotti e bonifiche. Si é proceduto qujndi alia ¡pre(- m.iazione dei migliori opera.i che si sono -distintii in questo ' lavoro, Seno stati cosí premiati i comipagni: Cerut Giovanni, Vuk Antonio, Sabadin A,, Vilgini Zenone, Gnbac Antoniio, Vuk Stanko, ¡Smerdu P'a-olo, Hrovatin Emitió, Coro-nica Antonio, G.lurigevié Radovan, Paoietti Augusto e Ok-ovič Antonio. - La costru-zione di questo canale ha una grande ¡mportamza per i contadinj che hanmo le proprie campa-gne a monte de] torrente Vaíderniica. Infatti le acque di questo torrente periódicamente, con V ¡«»perversa« delle .piogge, straripa-vano allagando le cem.pa.g-ne e pro-ducendo danni rile.vantí alie coltu-re. Ora il nuevo canale eotlegato con la costruiziiohe di un argine al-tro u¡n metro, salvera le canipagne a monte dalle disa.stro.se .inondazi-oni. Attualmemte sono in corso, I lavori per la rago'aizione del íiume Draigogna, lavori che eiítnineranno de] tutto, nella valle di Sítciole le inonldazioini. Viene cosí ultimata un’ áltra apera realizzata dalla nostra elasse operaia e prevista nell’aiu'oltp cel nostro piano annualc. Altre epere verranno Ln'uziate ¡n breve tempo e cLoé i ‘lavori per rirrigazione della valle stessa. CONCLUS! Nagli ultimi g.iorni a Scoffie :o-no state effettuate 332 ore volonta-rie 'pet la costruizione del a cas-a cooperativistica, A Tiignano, ¡per la' riparazione delle strade tacali, sono stote date 340 ore volontarie. A Dečani, Pobeghi, e Ce ari le i.re vo’ointarie ono state 670 pure per la costruzione delle rase cooperati_ vistiche. Dal giorno 27, u. s, i lavori sulla strada Bivio Dečani—Risano han no assunto una nuova fase. Cio' a seguito dej riat-tamento della strada S. Antonio—Covedo—Mosthce sulla quale è -stato deviaio il t: et- Attualità agricole fico per chiudere def.in.tivamente transito sujla strada che dovrà esse« rihiodernata ed a-Uafgata Ora hanno jniziato il lavoro i brigadie-rj, 112 in tutto, della brigata dj-strettuale del Fronte Popolare che ô stata intltolaita «¡Svoboda» (¡Liberta), rano »asiduamente e si sono ¡m-peg.nate di lavorare oltre l’orario nórmale .g i orna] i ero ¡per reaHzzare quanto prima l’itnpegno assunto. E gja in corso una gara di emulsione fra i vari repartí. 11 ¡grup-p"o della- ter,za coin.págn'ia, coman-dato da,[ corhip-agno Stadina Cario di Gazon, ha sfidato i rimanenti gruppj ad é riuscito a scavare e carleare oltre 60 ¡me-tri. cuibi di ma-teriale suj camión, ció il giorno 28, u, s. La treibbiatuira fe>-';<> in tutto tt Circondario. Deci.ne e decine di trebbie - sono in opera da mane a sera atfinchié nel minor tempo pos-sibile i] frumento sia separato dal_ ja spiiga 'e vada a rieanpire. i granai ed -i silos. Perh, anche in questo importan-tis'si-mo ramo; del lavoro agricolo, bisogna semipre tener presentí ce.r-ti slstemi di Gelezionatuxa e di ce-lerita n-el '-«vpro di, trebb.iatyra. ,S¡i raccomanda per prima casa ai trebbiatoni, onde evitare i danni non indiffe¡reinti avutisi nelle s-cor-se annate, dj daré precedenza a¡s-sal.uta, nella trebbiatuxa, ai fru-meoti eeleziomati, ossia a quelle specie rrcfioosciute tali dalle com-iniíii'iéni e" che devano -serviré come eme nelle future semine. Ció perché il grano di qualitá non si mesco’i ail grano mercantile. Un’altra .awertenza día tener presente in quest'o perlado é che U grano, affétto da carie (erróneamente detta caribcne), non venga ;n contatto atitraver.so la prepaga'zione dejle ’ sp-óre con ¡1 grano sano durante la trebbiatura. Necessita per_ ció che il grano in-fetto venga trebbito per ultimo giaoché questa rnalattia -del cereale ¡si propaga ¡con la ma-is'ma facilita appunto durante questa operaziane. -I nastri sigricoltor.i devono incl-t-re. prendere le misure necessarie anche contro ¡la tigno'a del grano (¡pimjpineHa) che come ogni ann¡o é apparsa cure in questo periodo. Le tignola de] grano ¡si sviluppr m m-odó (particolare quando il frumento rímame molto tempo esposto aiU’a.ria aperta nelle aie, I nostei agr.iicoltori, per evitare anche questo, mahamno, devano ac ce ler a re ai masslmo la trebbiatura del prodot-to e, se a¡l memento in cui questa ¿ave venire ¡effettuata, ¡si n-ata la presen-za delle farfa'lltne di tignola, bisogna disinfettare il frumento can sulfuró di carbonio opp.ure, nel cavo si tratti di ¡gramo ¡destina-to alia semina, con D. D. T. in po1-vere (Pantaik-on o Pepein), - In questi -gi-orñi é giá arrivato il primo ceintinigeinte delle piaintine dj cavólo cappuccio (Nanos), Va te-nuto presente che prc^prio questo é il- perioido d¡el traipianto dei ca¡p-pucci. : Neíl’operazéane di tra-piarito delta piantine di cavolfiore -é comsiglia-•bile, se perdura il tempo^ secco, ¡baiginare le- stesse. I Sempre parlando di ortaggi non dobbiamo trascurare un’altro fatto che potretoibe cau are coiiseguenze dannoso ad u¡n al,tro pradotto del-l’orto. . L’umidita. oreatasi con le abbon-dantii precipitaeioni delle settimane scorse evrà la lungheizza cîi ben 25 metri edi altre i-stituzioni di carattere economlco c cult-urale. Il lavoro viene e seguito a rego’a d’arte daigl.j opéra,i de] luogo. La ma-no d’,opéra vo'antar.ia eseguisce, ¡¡n buona parte, lavori di manava-lanza per il trasporto de] materla-le da c-ostruizione e per lo sca-vo de'lle pietre nella cava di S. Ni-colô. La poipo'.aziotie di Scoffie sa-ré orgoig'liaro di questa sua casa che seignerà l’inizio di una nuova vita per tutti. Falti e no» chiacoliere Per quanto ,soarse:g,gi il personale relativamente alia entjtá dei la-vori preivisti dal piano annuale, tuttavia si ¡procede a ritmo accelerato. oíírendo giornalmente agU occh- " vision.e dei ¡grandi progrc-c,-.. éo«Tl-piuti. La nuova e vasta cantina che sorge lungo .il mare, rice veré il suo battesimo con la prossima vendem-mia dell’uva. Perció, sotto gli in-fuocati raigigj, ¡solari, lavorano "cen-tinaia di apera; che superano le norme, coñac,i di as-solvere riinipe-gn-o da essi assunto ¡e ¡previsto dal piano. * 11 parco é quaisi ulfimato e tultr- le du¡e Ultime riighe smorta-te mease al fine della laz¡zia 2 vendo l’e-d.ificio súbito ¡graivi danni tía un bombaaidemenlto aereo. Semipre col lavoro volontario, viene effettuato rasporto del. materiale estiraitto dalla bin,na galleg-giante, per preparare le foradaimen-ta ¡per la ricostruizione della iban-china- e del¡ molo dj attracco de-mo-lito dai nazifascist.i face.ndo esplo-dere delle mine. MERCOLEDI 5. 7. 1950 G.30 Musica del matf.no; 6.45 No-tiziario; 7.15 Musica del mattimo; 12.00 Concerto dj meBzbgiormo; I2.30 Melod'ie dal-l’oiperette; 12.40 Notizia-rio. 13.15 Crmta il sop-raiiio Gvetka Ahlln; 1400 Quintette tilleg.ro; 14.30 ¡R^asagnla stampia; 17,30 )Attiiai!ilà politiche; 17.40 'Dame del varii po-poli; 18.00 Col nostro pnpolo: Nel-1a valle del Qu-ieto cogli insegna.iiti italiani e croati; 18,15 Riecenti m-u-.siohe da caméra; 19,00 Intermezzo musicale; 19.15 N-otijziarib; 19.45 CamiposiZiion'i da coro per la gio-ventù; 20,00 Programma vario; 20.30 Oriazonti 1950: Gu,e-ra-a di cellulol de (Hollywood al servizio dei monopoli); 20.45 Vttoliini'sta Yehudi Monuhin; 21.30 Orchestra diverten-te; 22.00 Vita juigo lava: Elettriitéa-z-ione socialista; 22.15 Musica da bailletto- 22,40 Me-'-odie da ba'Mo. 23.00 Ultime noti-zie; 23.10 Lettjura del programma-, GIOVEDiI 6. 7. 1950 6.30 Musica del mattimo; 6.45 No-tiaiario; 12.00 Dal mondo ppciristi-co; 12.45 Notiziario; 13.15 Quatiri muisicali; 13,45 La donna: Donne in parlamento (segue, corso d'L pueri-cult-u-ra modenna); 14.00 St-ogan iSte-nawic: Con il suo comple: ;o; 14.30 Rassegna de]la stampa; 17.36 A-tlu alita politiche ; 17,40 Ouvertiure era-nosciute; 18.00 Dvorak: l'Xinky trio, indi musica leiggera; 19.00 Intermezzo musicale; 19.15 Not'kia-r'io; 19.45 Programma allegro; 20.30 Coro da caméra di Trie.sle, d.irettra da Ubad Vratoec. -21,15 Johaninei; Brahms; Sinfonlai N. 4;. 22.00 Pagine ¿celte: «Il f-otografo» di .U.ptKwi >so Daudet e «iFapele», di C. Sein-i na,ra 22.15 Muisica leggera e da bal-lo; 23.00 Ultime notizie; 23.10 Let-tura déj programma; 23.15 Melud.ie per ¡la- sera. I lavori ,glà eseiguiti sul torrente dl Umaigo ci danno la garanizja che in -caso di alluviane, le acque non inonder an no je campagne. Gli angini, costru.iti in ¡grosse, muratura e che arrivano al mare, sono ultimati, rimane da approfondir,e. ¡1 letto del fiume. VEN ER,DI 7. 7. 1950 6.45 Notiziario; 7.15 Música, del mattino; 12,00 Concerto allegro di mezzoggiorno. 12,30 C. Fçpntck: Vari aizloni .siníoniche; 12.45 Notiziario; 13.15 Rapsodie; 14,00 Sestelto rustico; 14.30 Rassegna stampa; 17.30 Attualità politiche: 17.40 Música rítmica; 18.00 Rassegna sportiva ; 18.15 Musica da camera; 19.00 Noti ziario, 19,45 Panorami sindaeali. 20.00 tnd'ovinelli mu«icail¡; 20.30 II nostro scénario; «Goffre« di ¡Alph. Daudet e «Pápele», di ,S. Semina -ra; 21.30 Música d’opera,; 22,10 Orchestre dlarat'hi. 22,40 Musica da, bailo; 23.00 Ultime notizie; 23,15 Serénate. fâiiqvedi 6. ïugliq JiHöU •?nr la nostra lotta IL LICEO SCIENTIFIC!) Non ora ancora -ceissato l’eco funesto de-lla guerra, che a Pirano, sotto’. «gil au’spiti del potere, ¿llora costitujto, sorigeva una nuova sellóla, : il Liceo ¡ScieaUíleo. Iil compito era arduo, man,cava i] mat-eriale di-dattico, maracá’Va ¡.’edificio in cui i-n-sedi-ansii, mancava-no gli i-nsegnan-t¡, ipersino il numero degli stuiden_ ti era troppo limitato. Tutte queste deficenze sejmbrava doves-sero Xar falliré J’intipresa su-1 nascere, ma la volunta fece superare ben presto questo groRso scoglio e non a pipe na ottenuto ¡’edificio ceduto provisoriamente dall'Avvlamento Conu-merciale- che si trasferi alie Elementa rj- la scuola linizió regola«-, mente le le,z,loni con queil ¡’entusiasmo che é la caratter fe-tic» delle cose «nueve. Dupo appena due anrii di lavore ,il nuevo Liceo si d'i-nio-stró insuficiente per il numero degli iscritti che, d¡ gion-no in igi-ar.au, anda ve aumentando. Quindi un nuoivo problema mipediva- «il caminólo ailla giovane Scuola, ma anche questa «volta, con i’appoggio inondizioriato del Potere Populare, la vía verme «¡p¡anata, e Pirano ,puó anidare oiggi suiperba di que,ata sua nueva opera che peir «germ-oig,Liare o creaéere ha duvuto attendere la ve-nuta del Potere Popolare, Oiggl, dopo cinique a,nni dal gior_ no in cui un núcleo di ivoilorvterosi inauguráronlo la nuova ¡stituizwme, il Liceo Sciénti-fico puó figurare alia' parí con «qual.-iiasi altro di og«n-i jraesc, e la fama della sua serietá, e derla bonta del lavoro s,volt,o, ha va-reato i coijíf-nl del »ostro territorio. Per remdarsi canto di ció basta che ognuno di n-ur salga i igra-dómi. d«i- questo edificio e dedichi parte del suo tempo u visitare la mostira í^colastica che quest’anno ha superato ogni migiiore proiapet-tiva. Centinala di disegni e di com-pit'r sano sistepiati .con ciegan,za nelle varíe aule in modo da destare i’ammirasfiopé ih trtitti' coloro che visitan,o questa magnifica eeposj-zi-one. Ció djriostra, che anche aid una svolta della storiia come la no-¡stra, se la cultura é resa patrimonio del popote, non sotó non arresta la sua marera, ma l’aceelera e la rende pió fruttuoisd. Jfsçb/n O Sinking Hirjn Cíangtu ^oSpjssA \ aVoroscitoy 'f: sel . \ rñ. /'A* A's'- o. V v MANCI U RIA dW -g ' « %:'$■■■ ■ V -*** í . o ' \ * *<* “ÍLf ' » í * * ^ r Ai* yO eßtofa „ -/fáijoé X Tilden V f w;--- » - - - . 200 500 v GUERRA SUL 38° PARALLELO "La Coreaé una tigre ohe dobbíamo tonere per Sa eoda„ vi Ç IL TEATRO DELLE OPERATION í 550° ÄNNIVERSÄRIO DI UN GRANDE INVENTORE L’umanitá öeve a Gutemberg la öiffusione öel sapere (ln ricorrenzit del 550 wnn/vermrlo della nwscita di Gutemlyerg, credití-ino di far cosa grata’ai ,Vítor/' con il pubb/icare un breve articola trat teggiante per ríanme linee, la vita del celebre inventare GENOCIDIO soppressione violenta di intere comunitá Moítii nostri lettor-i avranno a-vuto occaisione di interessarsi, sla puré solo aittraverso ]e brevi ,cro-rnache offerte, in genere, dai gior-naili. delia questione coricernénte il genocidio, su cui ila terza seissiidne ragolaré deJl’ONU ha tenminato i suoi lavcd-i con l’eilafoorazione di una coinvcnzicine, che é stata ipure oggetto di disicuissione alia recente ,-eduta della comaniissione per gli affari esteri deirAsiseniihlea jugo-sllava. Iil termine, u,n pó astico, forse, all’areociiio d.l qualcuno, significa, lotteralinente, Soppressiene violen-tai di un’imtera comunitá, ed il suo sonso, tuttavia, va esteso anche ad altre atroicitá che portano sia «puré senza ri'Correre alio «sterminio intégrale, all’ellminazicme di un populo, di una naziza o di una quai-sivoglia comunitá étnica, geográfica e /cultúrale, oppure, ancora, di una parte «di essa come tale. l.l conse/so interna«zicinale, affen'-mando la neceissitá che uin rsimile crimine inimiano e sipaventoso venga1 evítate,, represso e puerto, 6 partito da.li'atroce esempio offerto, dai, «cairnefici di Hitler ne,i -confron-ti della ra.zzia eibraica e diei popoll «non-ar.ia,ni» ,‘rrj genérale, destina,ti, da.l diabólico cervelto dei fanatici raiZiziBti del Terzo Reioh, ail totale stcmiini'o. Aipparentemente e demagogica-mente, la risoluizione de! I ’ON U ha trovato tutti g'li Stat.i uuaniini nel-l’approvazione: ma, nel considerare ,i fattr; non dohbianno dimenti-care che proprio niolti di tali Stati ,, iSono niaochiati e si niaochia-no ancora continuamente - di quello che a rugióme puó essere de«fin¡to il pió ignomiiniclsi) crimine di tu¡ ci.si pos. a rendere respon-sabi 1 ¡. Ncl genocidio riemtrano le crimi. nose uzionl dei coloniialisti britani-ci, iraincesi e«d olandesi, le feroci 1-appreisaglie - a base di bonibar-damenti massiccl, di iniai.saori di priigionieri in inaslsa — effettuate in Ciña dai naiziooiUilisti. del Kuo-mimtang-, in Indocinu,, in tildóme «a. in1 Malee,'a, in Birmania, in India, e neil’,Africa tráncese dai «ir«jesea1 i al servizio de«irimperialismo •i.ntcr-nazkjua¡e. sfuggitt siricra ad ogni legue. Diversamente non " si potreibbe quaLificare ,1a didsimulata e p©r«vi-cace opera di eUininaizkme integra, le della minoranr/.a pellerossa (un «tempo maigigiorariza aesotuita!) condotta dal governo di Washington, come soitto lo steis o crimine cade la perseetizione — speisisissimo pir-omossa ed incorag-giata dalla leg-ge! effettuata ne«gli Stati men-dionali coinitro la popolaizione di colore, negra in particolare. Da«l canto loro l’Unione Soviética ed i Paesi del blooco oriéntale i quaü, tutti, si sbracciano a condan-jrare i’orrenido crimine, scaigUamdo-sj, «sia puré giuátamente, contro gli asisassini non dovrebbero dimenti-care, che una simile colpa pesa anche sui loro idiiriigen'ti, che — per il raggiungunento di scopí pió o memo egemonvci — non si sono pe-ritati di infierire camtro le papo-]a«zioni saggette. Ne.ll’amibito del genocidio cultúrale, entraño le spie-tate azioni sbv.ietiche intraprese verso i g’ruppi ¡ger,?ismici.. nolaochi, estoni, lettoni, iituani, romeni delle terre occupiate, meritre assai pió grave aspetto assumono «gli e«sodi ,iñ inassa ooidinati in Ucraina, . neila Pi'ussia Oriéntale e neila repuibbli-ca dei «Tedeschi del Volga», a cu«i si aggiunge —- r,¡«cordata e «documéntala dal deputato jugaslavo Velko Vlahovic - la soippreissione delle reputoibliche autonome de'lla Crimea e di Cecensk, ed il con.se-guente tra'sfeirimento i«n inassa di quinte popolazioni. A .gravi az.ioni di genoiciidio, é •Partí'opipo, c «posta e fatta oggetto la minóraniza .iuigos’ava in «diversi paesi: in Cairiniziá ed i«n Benecia, il genocidio cultúrale a»utne «forme sempirie pió gravi, togüendo di memo ogni ¡stituzione slovena, per ■pingersi sino alia situa«zjone ca-ra,tlterizizata dalle clftichs aiasierzioni del >m.in:ist,ro italiano Sforza, il cjua-le ha recente,mente affermato che in quel«lá i-eigione friulana ««non e-isiistcmo sloveni» semplieemenite perché , • , iion v¿ sono scuqle in quel_ la linguia, scuole che la ipreoceupa-ta prieivide«n,7.a degll uoinini di Roma di ieri e di og,gi ha prowedu-to a negare deci,samante, per perseguiré «la sua tiristiisBLina política di snazionalizzalzione. Che cj«¡re poi, delle perse,cuizioni inuunaine a cui sono fatti sagno i grujppi juigdslavi nei Paesi soggetti a) Kominfonn? Che dire deigli air-re«s«ti, «delle angherie, delle ,pr¡va-ziani a cui sloveni, senbi, croati, bosniaci, macedón;, sono iniaeissan-teinente spost¡, proprio aid o-pera di quei governi che si procla-tnano «socialisti» e che si lasciano, .inivece, dirigere daU’oriio fanático e cisco? Giovanni Gensfleic, fiiglio di «un patrizio decaduto meglio conosciu-to con il r,o«me di Gutemberg, che ibbe dalla madre nacque a Magan. za ncl 1400. Inventore' dell’arte tipográfica, si ritiene che egl¡ fosse il «primo a sco’pire le lectere sopra tavole di legno, e questa applica-zione si crede sie .stata falta attor-no al 1438, quandq egli abitaiva a Strasburgo; tuttav..« la sloria dei suoi primi studi è tuttora .assai oscura Nel 1450, dimorando a Maiganiza, eblbe la trovata della fusione dei caratferi. per stamipare e, ¡n questa accas«k»ne, «si uni agl i cirafi Fuest e Scoeffer che gli prestaron,o 800 fiorlni per fondare una primitiva tipografía, per meZzo della quale cominció a «puibfolicare parecchie o. per.e. ira le qulali, fonse, la famosa Bibbia Mazarina. in doppie colonne di 42 riigibe l’una, ma riuiaci cosí imperíetta, causa l’eccessiva seimiplicità della stamiperia, che il Fuest g,li porto via tuttq, 'non po-tendo altrimenti rifar.»; della per-dita dei suoi 800 fiorini. 5 anni pió tardi, Hemerj Corra-do, munífico «capitalista, gl; di«ede 3000 fiorini afünohé ripiantasse da solo una nuova stamperia, dalla quale si crede, furon,o ipuibblicate almeno dieci opere, ira le quiali-II Catholicon, il Calendario, il Salterio, l’Apipello oontro ,i Turchi, le Lettere dlndulgenea; ma nulla si sa di veramente sicuro. perché il Gutemberg non pose mai il ,suo mime a queste opere. /Uinvenlzione dei carattefi m«o-bil; in meta lio ebbe un’.iinportanza grandi'ssi'ma, perché contribuí po-te«nta,mente a diffondere il sapere, che, fino allora, era rimasto oliiuso nelle Aibbaizie e nei Conventi. senza ma.i uiscime fuori. Ed i pochi !i-bri che si trova«vano in cirola«n:z¡o-ne av,evano un pre«zizo elevatissimo occorirendo, per la loro compilazio-ne, anni d,i paziente lavoro da parte d; ccpiatori chiamati amainuen-si- Perció quando la stampa comin-ció a daré i suoi frutti, i librai della Germania decisero di celebrare, di cento in cento anni ,in onore di Gutemberg, la fe«sta den’invf.nzio-ne d«e.lla staimipa, e neila pi«alzza di Maganza-, nel 1837, gli fu eretta lina .tatúa di bornzo opera del lo scultore Thorwaldzen, Gli oicchi di tutto il «mondo si puntano oggi sul trentottesimo pa-rallelo, su quella penisola di Corea, cioé, che, dotpb aver suscítalo tant,i contrasti ad es ere stata aggetto di tante r.ivendicazioni, è ora teatro — a soli cinque anni da un ter-ribile conflitto — di una guerra apexta e dichiarata che ha messo súbito i«n a’ilarme,, con i c.ircoli res-sponsabili, Tintera opinione pub-blica intennaziionale. E’ quindi logiz o che pensiamo oggi ad oÉfrire ai nostri lettori un quaidro di quella che è la Corea, quadro che, se non varrà a giusti-ficare gli avivenimenti in corso, potra eert'o mo.trarne ¡ presupposti a tutto favore de’.Tobbiettivitá. « La Corea è una tigre che dob-biamo tenere per la coda: gli a«me-rica«ni non de«bbono attendersi mol-to amore da«i corean!. «Cosí seríese la N. Y, Hera'd Tribune in occaisione delle elezioni tenu.te i,n Core,a méridionale. E per vedere come queste si «svoísero, basta da-re un’oochiata ai giornali deil tempo. « Le autoritá americane ed il loro governo fantoooio di Seul mo. bilitarono grandi for,ze di polizia, bande d¡ terroristi armat.i e distaic-oa«ment¡ statunitensi. La polizia ed i volontari, a-ndarono di casa in casa, forzando- i.1 popolo (contrario alio, smem,braiment,o della Corea) a recarsi alie urne. A Seul venne proclamât,a la lag,ge marziale, la polizia perquisi ogn¡ passante, sot. toanettendo a questa umiliante ipro-cedura gilí .stessi cittadiini che acce. devano alie cabine. Fersino un’a-genizia igiomalistica della Ciña na-ziona,lista dovette ammettere che i membri dei Comitati elettoral; se-guivano i votanti nelle cabine stes-se, apparentemente per isp'iagar loro i«l meocanismo delle opinion i di voto, » Questo scrisse il « New Times », ed uin giornale democrático giapponese a«ggiunse: « La crudezza della farsa e-letto-rale è stata ecceissiva anche per cer ti mem'bri occidentali della commis, sione di controllo delTOiNU. Il suo isagretario generale, Sohmidt, fu co-stretto a dichiarare ad un grupipo di persanalita coreane, le quali in-si'stavano «per frugare i votanti, che «« non isi puó parlare di libere elezioni, quando la gente viene per-quisita ». Ed il tanente generale Jo'hn Hadge, camanidainte delle trup-pe d’oocup'aziane statunitenisi neila Corea meridionale, ebbe Tard’ire di qualificare questa farsa elettorale come « una vittaria seniza prece-denti per la deinúcrazia »! La penisola coreana si stende, con mía superficie d¡ ciirca 221 chi. lometri, dalla Manciuria, in dire-zio«ne sud-est verso la parte meri-d.ionale dell’Arcipela’go Nipponico, giunigenido a fronte«gig:aire proprio l’iia'a di Kiu-Siu, daüüa: quale é separata dallo «tretto che porta il suo nonie. e costituisce, c«on il golfo d¡ Hoang-hai, o rnar igiallfo, uo corn-plesso stratagico di ca«pi.tale impor. tanza. Tra la Corea ed il iGrappone venne stipulata una convenzione di protettorato il 18 novembre 1905: due ainin,i pió tardi, Trmpieratore della« penisola abdicava e, tre anni dopo, essa veniva annessa al G,iap-pone, sotto i.l «cu; taillone rimaneva sino al termine «de; secondo conflitto mondiale. Dopo che le truppe savietiche avevano avuto acceaso dal n-ord al. la penisola con la isconfitta deill-ár-mata ni.pponica del Kvan - tung e quelle americane. vi erario sibarcate a sud, un tr/atta;to, stipulato neila conferenza moscovita dal dicembre 1945, stabili la ricostituzione della Corea come stato sovrano, democrático ed indipendente, Ma le «cose non andarono esatta-mente come gli accordi prevedeiva-no. Mentre al nord, neila «zona d’ occupazione .soviética, si costituiva un goverso prowisorio a carattere democrático progirassista, gli aime-rieani si preoccuparomo .siubito di «so stsnere gli alemeinti rea-ziónari, maíti dei quali er:ano stati al s«r-vizio de; giapponesi, m'cluidenido la Corea meridionale nei loro piani strate«gi,ci. Indette ne«l maggio 1948, elezioni sepárate per la parte meridionale della« penisola, essi vi costituirono un governo di polizia avente a capo L¡ Seung-man e prcvwidero dopo essersi cosí assicurata una solida posizione política« ed económica, a ritirare le truipipe d’occupaziane, imitando 1’Unione Soviética, ia quale, a sua vo«lta, appoggió i’isti-tuzioine idi un goiverno democrático .per la parte noind dell’isola, che, in ta; modo, veniva ad assere definitivamente divisa. Gli incidenti che seguirano, -con la politi'Ca d’-unificazione perseguita dal governo nordista e ,1a spietata repires,sione dei maviimemti demo-cratiei a; suid — non depongono certo a favore -del governo di. Seul (capitale dello stato meridionale), quando si ricord; che, nel giugno 1949, 28 uomini- politici di sinistra vennero arrestati dai siidisti soltan-to perché ¡ntendevano partecipare al. congresso d’unií'icazione che si temeiva ail nord e che ]e orga«niziza-ziohi democratice vennero sempre metódicamente perlseiguitat-e da; go. verno di Sygman Rhee, Pur costruendo e riatta-rado basi' aereo-nava!¡ a Seul, Fusan, Mokpo, Kongein e Taÿkiu, gli Stati Unitj, non hanno mai nlosiso un dito per aiutaire ja rapubblica sudista a sol-levar,si dallo stato di assoluta pro-«strazione in cui la trovó la fine dei secondo conflitto mondiale: l’infla. «zione e ila fame, dominan,o inicon-trastate nel meridione coreano. - Di c-ontro, radio Seul ebbe a dichiarare, sin dall’estate scorí«a, che la continue ccnseigne di niate-rig’e bellico effettuate da,gli Stati Un.iti erano destínate — nelile «sue eisatte parole •— « non solo al nostro Pa,else per ristaibilirvi Tordine a-sisoluto, ma anche per ristaihilirlo in tutto TÊstremo Oriente ». La política di riarino ad oltran-za seguita dal governo di Sygman Rhee, valse ad aggravare la- cri«si, giá nötevole per lc-dittioUi condi-z'ioni econoinicñe del sud, ed a produrre una ánflaizi-one oreiscente che il popolo aocolse con il maissi-mo maiumore. ’ Stiam-o peiggio sotto «gl; a«meri-cani che sotto i giapponesi » lia detto semza elsistare ¡1 dirigente ?;n-dacale Ho P«u-key. L’imiperialismo statunitense, infat-ti, stando alie stesse iisteiricihe di-chia,ra«zioni dei suoi rapipresenlanti. anteriobi al preisente conflitto, ha dispoeto ogni cosa in modo da tra -formare la Corea méridionale in una salda «base, dest,inata a sonve-gliare e reprimere i nicnvimenti di libera'eione nazionale in Ajsia orientale, il che è reso ancor pió pa-lese dalle rece«nti dichiarazioni presi, denzialii circa il presidio deM’lsola d; Formosa e Tintervento neila gil. erra di libera«zio«ne vietnamita. iyliaia di juyoslavi HUME 7 P risorgendo nel sistema socialista ha ritrovato la prosperità e lo sviluppo i. Fiume é bella dal mare, di sera. Distesa per ¿Icun'i chiiloinetvi sul‘ golfo de| Quarnéro, fronteg'gia le i«, ole che ni'tide sí ptácicano dal mare, come rocee vulcaniche, alia boca de; Golfo: Lus. iiapiccoio, Luksinigran.de, Cher-so, Veglia. Il ibianco faro che s,i énge al-mar-giine di Porto Petródio segna la vía ai «naiviganti. Abbazia, laggió sulla costa, folsforescente a«nch’e isa d«i lu_ ci, aiggiunge i suoi rifiess;- di perla alia spaiziosita di qió'elsfo incante-vole scenario. M,a Fiume non é tutta niel suo panorama e non é bella so,danto neila sua veste íiorita. E’ bella Cit-tavecohiia col suo carattere «intimo e «pae. ano. col suo caratteristico foliclore, E’ bello *i«l Porto di Fiu-nie con i suoi áavwAttori, bello per le itnprase le gesta de¡ portuali e de«i palonibari che si ripetoino «nei racconti dei veochi opera-i- E’ bella, Fiume, «per le sue cento c¡miniere e por le nueve ncm ainioira futnanti che sorg-ono suíle fabibriohe in aini-pliaménto. sui cantieni i«n oostru-zione. Fiume é beilla-perche oggi vive. Vive di cosé nuoive, di gente nuova, in uina nueva societá, fatta di núovii propasiti ed ais,pi,rarzio«ni. Fiuime è bella per le sue banidiere rosse che adornamo i balconi del grattaicielo, per ' le stelle rosse a cinque p«umte che spuntano su; co-migmbili delle officine, JHo coinoBcjuto Fiiume pier la prima volta alla fine dell’anno 1947. Arrivavo dallTtalia. Un panorama desoilamte era quello che si offriva ai miei oicchi aividi di curiosità. Ep^ pure c’era -g ¡à negli uomini e nelle cbse îo spirito della nicostruzione Solo eon grande «sforzo« della memoria posiso oggi raffigurarmi la Fiunie di ieri, Fiume contava nel 1947 u«na sea-r santina di m,i,gjiiaia di abitanti. Iin-jieme a Suisak.la città che songe alla sinilstrai del fiume Eneo, al di là del vecchio oontine, la quale è s'tata in seguito unifiicata, aveva una ip'oipo’azioin-e di 77 mila abitan. ti. Neil 1949 si reigistravano già 91 mi'la ed digigi superiamo i 100.000 aibitanti. Fiume è comsiderata ogigi il mag-'gior centro indu:«triale della Re-pubblica popolare di Croazia, uno dei inag«giori ce«ntri del Paese; cer-taanente è il principale centro ma-rtttimo e detrinidustria n'ava'le della Juigosla-via. Quando Fiume ha vi«sto instau-rato p«er la prima volta nella sua storia il Potere poipolare, ' quando 111 ¡ .............................-— essa è di.venuta mem«bro del«la nuova Jugosjavia, con la prœ«pett.iva brillante di divenire una città socialista in una nuova société socialista, arduo pareva il futuro cammino, dura era la realtà: il Forto qua.i completamente diista-utto dai bombairdamenti aerei e dalle mine tedeisohe, 214 caise di abitazioni coin,piletamenti rase al su«oio ed in-geantoranti le strade e le «piazzie con ie loro macerie, oltre 1453 altri e-diifiici seriamente lesionati -e dan-« neggiati; Teconomia cittadi.na e Tindustria inefficienti; ïl connmer-cio paraliizzato, «le scuole chiuise.e-cc Bisognava quindi ricostruire quelle che era stato distrutto e far so«r-gere quello «che non c’era e che av_ 1 reibbe dpvuto essere in una nuova scuci^tà, T ^¡«tUÉ Laddove prima c’erano miglia«ia d«i opérai disoccupati è sipuntato ad un tratto il problema della man-canza di maino d’opera- Sono sorti cantieri edili dappertutt-o, una feib-bre ricostruttiva e costruttiva ha rnivaso i fiumani, C,ro«ati ed Italia-ni, affraitellati, hann«o per prima cosa ricostruito il Ponte suH’Eneo. E là dcw’era ,il vecchio confine che ha visto mdgliaia di provocazioni sciaviniste, che ha visto il lancio di pie,tre e di bestemimie, i; popolo! di Fiume e di Susak si è dato Tafo. braiccio delTamore, delTunitá, della fratellanza. II «ponte sull’Eneo venne cas«tr«uito can migliaia di ore di lavorio volontario de,gli italiani e croati delle due cittá, Ed al termine deilia costruizione, co«l taglio del traidizionale nastro rosso, il popolo, coiumosso, inallzó le bandiere stellate iíaliane e croate. Poi fu la voita del Porto- I¡n quat. tiro anni di ininterrotto lavoro il Porto é stato ricoBtruiito per il 94 pe. Sono state ricostruite le rive ed i molí, so«no «state móntate numeróse nuoive ,gru, linee ferrovia-rie di smistaimento e silos e :na-gaizzi-ni, E, mentre nel 1947 neppu-re una nave di ¡piecolo tonnejiagio poteva attraicicare a«l p,or«to, o«ggi es-so puó aocogliere ogni igioirno cir-ca 19 piroscafi di medio e gross-o tonnellaiggio, Oggi il Porto di Fiume é .nella sua ultima fase di ri-costruzione, rimodernizzazione e maocanLzzazione. Tra l’altir-o, é sor-to da poco anche un grande silos della ca«pacitá di 10.000 tonnellate di frumento che facilita notevol-mente lo «scarioo e caric-o della inerce e li mag'azizi,na,mentó. Grazie all’opera di ricostruizione e di mee. cani.zzaizione, il porto di Fiume ha raggiunto gia nello scorso anno «la potenzialitá comimerciale del 1913 — anno di maggior fioritura - quando, attiraverso i; porto, tran-si'tarono oltre 18,000 piroscafi, Attualmeinte le aziende costrut-trici effettuano gli ultimi lavori di costruzione sulie rive Ljubljana e Putnik che saranino terminate entro quest’anno- Si ai-lairga inoltre Porto Petrolio di grande iimportan-za per la raffineria della nafta, C’é Slava Frpic, una: vedo«va sui •cinquanta ‘anni, la quale ha molto da ra,acolitare su Fiuane vecchia e nuova. Ques«ta donna, che é stata una fra ie prime a prendere in ma. no il picco«ne o la pala per la ri-coistruizione del Ponte suli’Eneo e del Porto di Fiume, che ancor oggi é presente giorna-imente ai lavori di, ricostruizione e coistruzione neila nostra citta, é il símbolo della nostra ge«nte che in questi primi cinque anni di Potere popo are ha dato oltre 10 millón,i di ore di lavoro volontario per la ricostruizione di Fiume, Qual-che cifra ancora sulla riooistiruziane della cittá, di-mostrerá quanto si é fatto in questo caimpo nel breve giro di 5 anni dal Fotere Popolare. Sono state ri-parate 658 case di albitazione; é in vía di costruzione una colonia «di abitazioni per operai a Zamet, alia periferia della' cittá, sui verlsante superiore dell’autostrada Cantrida — ipiazza Be«lgrado, . che accogiierá gli operai e le famigliie degli epe-rai dei magigiori staibilimenti del-l’industria navale della cittá; dei Cantieri «3 magigio» e delta A. Ran-kovic». La steisisa autostrada, Can-trida — piaiziza Belgrado, lunga o,'-tre 3 chilometri, é stata costruita interamente con il lavoro -volonta-rio dei citta,dini, dalTaprile 1947 o,l 29 novennbre 1949. Continua residentí in Ungtieria trasleriti noli U.R.S.S.? BELGRADO. — Si apprande dai fonte non ufficiale che le aiutorita ungherelsi stanno ultimando con grande segretazza i traisferimenti in ma«ssa delle popolazioni confina, ríe residenti-lungo la frontiera ma-giaro-ijuigoslava, tra i fiumi Danubio e Tisa. S¡ tratta per Id pfó deila pop>olaziome di origine juigo-s'lava che assieme a moite fami,glie unafaeresi viene forzatamente tras-ferit'o dall’Ungheria verso destina-zione ignota, oltre il confine con la Romanía. Si presume che que-ste pensone vengano trasferiite nei-1’UiRSS. Sinoira sono partit! p.ió di quaittno oorwagLi di 2000 persone cíasouno. Come è noto, recent ennemie, il Ministero degli Interni ungherese ha emanato un decreto con il c;ua-le si fa assoluto divieto di ogni passa, gigio o tirafflco con là Jugoslaivia e si pr'oibisce il mavlniento di ci-vili nelle zone di confine can la Jugo'avia, I; traisferimento, che 5 stato at-tuato con grande rapiditá. ha provoca,to un’ondata di pan-ico fra la piopolaziiome de'lla reg« i-one. Sono stati regfetrati al,cu«ni casi di suicidio. L’aigenzia Tanjug riferisce che le autorité ungheresi hanno 'niziato .un’ ondata di arressti nel,le région! di oonfine con ]a Aigo«sliavia. L’aigemzia précisa a quesfco propo-«sito che la polizia -ung'herese ha proceduto ail’arresto di tutti gli ex funzionari della Federaizione Dano-crattlca deigli Slavi del sud. che si •sono rifiutati di aderire alla cam-pagna antilugoslava attiuata dal governo c«o«minf on nista di Budapest, 39. puntata di Jack London Queisto tradimento dei grandi «Sin-da’caiti non fa«rà altro che proiun-■gaire la lotta, ma Dio sa dove e quanido la rivoluzione brionferà. Can una potente com,bina«zio-ne comie qüeilla deH’Oligarohia e de; grandi Sinda-cati, come si puó .aperare che ia irjvoluziune «gjiunga mai a triunfare? danandai. Quella oomibinaizione puó durare in eterno. Egli soosfee la testa ne«gati«va-mente. — Una delle nos.tre concluBioni générait «è questa, che ogni siste-ana ibasato suite çlaissi e sulie caste contiene in sè i gerini della pre-pria decadénza. Quando una soci-età è fondata sulie claissi, coape «puó impediré lo sv¡ilnpp«o delle caste? II Tallone di ferro non isi potrà oppurre. e finiré per essere diistrut-to da queste. G)¡ oligarchi hanno già ico-malo lina casta fra d; loro; ma aspetta che i Sinda«sati favoriti .‘«viluppino la loro! Ció non tardera moite; «,; Tallone di ferro tara il ,po. i « ib ¡le «per impedirlo, nia non rïuscirà. « I Sinda-cati privilégiât! coniten-gono il fi-ore dei lavorat-cri ameri-ca,rii. Sono ucimini forti e capaci. Sono entrati nei Sindacati per emulaizione, anide ottenere vmpi-eghi. Tutti i ¡buoni operai degli Stati -Uniti avranno l’ambizione di d'iventare, meanbri delile Unioni pri. vilegiate. 1,’Oliigarchia incoraggerà queste a-mbizioni e le rivalità che ne risuiternnno. Casi quosti u«ni-¡n¡ forti. che senza ció avrebber-q potuto diventare rivoluzionari, sa-ranno guadagnati all’Oljigarchia e adopereranno le loro fo-rize peí- sostenerla. « D’altra parte, i membri di que-ste caste opera ie, di questi Sinda-cati privilégiât!; si sforzerâ-nno di trasformare le loro ontganizzazioni in corpo-razioni chiuse: . e -vi riuisci. ranno. La qual.ità «di mem-bro vi dlventerà ereditiara. I figlï suc,cederán,no ai loro paidri, e il -san-gue nuovo cessera di affludre« da quel serbatoio d¡ fonza inesauiriibile che è il «p-op-olo icomune. Ne risul’terà , una «dégrada,zione delle caíste ,ope-raie, ohe diventeranno sempre pió deboli. In pari tempo, came istitu-ziani, acquiisteranno un’onnipoten-za teimporanea, analoga a quella dei «pretoriani nella Rama amflca; vi saranno rlvo,!uzi«oni di palazeo, cosicc'hè il dominio passerà a volta a vojjjra nelle maní -degli uni e dcigil altri. -Q-uest; conflitti affret-teranno i’inevitabile indebolimento delle caste, tanto che in fin dei coriti giu«nige«rà il gi-orno -del popolo, Non si deve dimeniticare che questo schiz-zo di una lenta evoluzio-ne sociale era traïqciato da Ernesto nel .primo abbatti-mento provocat-o dalla defezione dei grandi Sinda-cati. Io non h-o mai fatto mio questo modo di vedere, a mentre s«cri-vo queste linee ne dissento pió resolutamente che mai; «perctuè in questo stess-o momento, sebbene Ernesto sia scomparso, ci troviamo alla vigilia di una rivolta che .spez- zerá tutte Je oliigarchie. Ho riferito qui la profeizia di Ernesto -perché fu ¡ui a far,la. Sabbene crede«sse in essa, ció non gli impedí di lotta-re come un gigante contro il suo ad-empimento; e pió di ogni altro uotino a; mondo, fu egli che rese posslbile l’insurrezione della quale asipe-ttiamo il sieignale (1). — Ma se TOllgarchia -sussis’te, gli dcumandai, che diventeranno le enonmi eccedenize di «cui essa si anrioc-hisce d’anno in anno? Le diovrá spenidere in un modo o nelTaltro, e puoi essere si-cura che «ne trovera il mezzo. Ma-gnifiche strade «saranno costrutte. La scieniza, e sopiratutito l’arte, rag. giungeranno uno sviluppo meraivi-glioso, Quando .gli oligarchi avranno completamente schiacciato il popolo, avranno teimpo da perdere in altre cose, Diventeranno adora-tori d,el Bello, ama-nti delle arti. Sotto Ja loro direzione, e generosamente pagati, gli artisti si met-teranno al lavoro. Ne risulterá uin’apoteosi del genio, ipoiohié gli uomini d’ingegno non saranno pió ob'bligati come prima a sacrificare al cat'tivo gusto borghese delle ciasisi medie- Sa-rá un’epoca di grande airte, lio predico, e s-orige-ra-n-no ci-ttá di sogno, vicino alie quali le antiche cittá sejnibre-ranno meschine e voigari. E ¡n queste cittá meravigliase, gli oiiga«r,chi di-moir-eranno e adoreranno la Bellez-za (2). « Cosí, Teccedenza del.a-eddito sa- rá constantemente spe«?a, a misura che il lavoro adem.pirá il suo compito. La coistruzione di queste apere d’arte e di queste grandi cittá fornirá un salario di fame ai tni-liani d¡ lavaratori, perché l’enoriii -tá deil’eccedeniza portera con sé i’ enormitá delle ,sipese. Gli oligarchi costruiranno durante mille anni, forse durante diecimila. Cost-ui-ranno come non sognarono raai di cos-truire i Ba.bilonési -né gl¡ Egi-ziani- E qua-nd’essi saranno pacsa-t¡, le loro cittá pradigiose raste-ran-no e la Fraternitá del lavoro calpesterá le strade e ahitera i inonuinanti costrutti da loro. «-Queste opere, gil oligarchi le oomipiranno perché non potranno fare diversamente. In forma di grandi lavori dovranno spender-e il superfino -delle loro riochszze, come «le classii «dam.iinanti dell’antieo Egit’t-o erigevano templi e pirami-di col -superfluo di quanto avevano rUbato al «popolo. Sotto il regno degli oligarchi fiorirá non una casta sacerd,ótale, ma una casta d’ar-tisti, mentre le ca«ste -operaie pren-deranno il posto della nostrs bor-gheisia merca«ntile. E al dis'ittb ci sará l’abisso, dove, nella fame a nella putredine, marcirá e si xipro-durrá Oositainteinente il popolo ordinario, la grande massá della popo-laizione. E un bel giiorno, ma nes-suno sa qua-nd«o, il, popolo finirá per uscire dalTabisso; Le caste operaie e i’Oligarohia cadranno ln ri.vma; e allora fi«nalme«nte( d-apo ;1 lavoro dei seco'á, giungerá il g orno del-l’uomo ordinario. Quel giorno, io ave«vo sperato di vederlo; ma ora so che non lo vedo mai. Fece una pausa e mi guardó lun-game-nte; «poi aiggi-unise: —« L’evoluizione sociale è dispeia-tamente lenta, non è vero, m,ia cara? Le mié bra'ocia si schiusero at-torno a lui e la sua testa si bosó sui «mío petto. — Canta per addormentarmi, — mortnoró come un bambino capric-cioso —; ho avuto una visione, e vorreii dimenticare. Capitole XV. GLI ULTIMI GIORNI Verso la fine de] gennaio 1913 si manifestó p'ubbllcamente i; muta-menta d¡ contegno dell’Oligarchia verso i Sindacati «privillegiati, I giornali annuraziaro-no u«n aumento di salari1 senza iprecedenti, e in parí tempo una riduzione delle ore di lavoro, «per ,gli impi&gati delle ferr-ovie, per i lav-orat-ori del ferro e dell’acciaio, per i meccanici e i metaillur-gici, Ma gli oligarchi non oisarono permettere che tutta la venità fosse tosto divuil-gata: In realtá, i salari erano stati elevati in misura assai pió alta, e i. privi-legi aocoirdati erano assai maggio-ri di quanto si diceva. Ma i segre-ti finiscono sempre -per trapelare. Gli «operai fa-voritii fecer-o confi«!en-ze alie loro inogli, queste chiac-chierarono, e «ben presto, tutto i] mondo del lavoro seppe quel ch’era successo'. Era lo S'Viiluppo loigico e semplice di ció che nel sec-olo decimonono si chiiama-va « prelevamen-t.o di una quota.» Nella misohia industríale di quelTeipoca, si era sa-gjgiata la partecipaizione operaia. Ossia,, certi capitalisti avevano tentato di calmare i lavoratóri i«n teressa«ndoli finan-ziariamente al loro cómpito. j(I)Le predizioni sociali di Ever-hard eranno notevoli. Con la stessa chiarezza con . cui leggeva questi avvenimenti nel passato, egli provide In defezione dei Smdacati pri-vilegiati, la nascita e la lenta decadenza delle caste operaie, e la lotta fra queste e I'Oligwrchia mo-rente per la direzione deila macchi-fia gavernativa. (2) Dobbiamo ammirwre I’iiituizi-one di Everhard. Lungo tempo prime che I’idea stessa di citta mere-vigliose come Ardis e Asgard fosse nata nella mente degli oligarch}, egli intravide queste splendide citta e la necessita della loro creazi-one. Da quel gimno di profezia sono pa.ssati i tre secoii del Ta,[lone di ferro e i quattro secoii della Fraternita dell’uomo. e oggi noi abi-tiamo le citta fond ate dagiti oligarchi. E’ vero che noi abbiamo con-tinuamato a castruire, che edifichia-mo citta lancor pin meravigliose, ma quelle degli oligarchi sussistono, ed io scrivo queste lince in Aixlis, una delle piu meravigliose fra tutte, I 't \ ;• .úim.ú v\¡, ?•’ £î:ù;iÈ I. " ! Iiiijiiiiiü“ : Ü ii ■ ' "' ' .. ' V VITTORIA Dl FANTI NEL GIRO Dl SLOVENIA E CROAZIA LO SPORT POPOLARE AFFRATEL1A I POPOLI a rappresentativa atlefica $1©;» TUT atte il club atlet. Domzale per63a5l -----„ M BUONA PREStAZIONE DEI ROSSO-ALA BARD ATI LA SQUADRA ITALIANA SI AFFERMA siiLLi ÄLTRE compaginistraniere La V edtóione del giro ciclistico delila Slovenia e Croaeia si é conclusa con la vittoria dell’.italiano Fanti siul puitritiissimo plot me di partecipénti scedti fra i miigliori eieinerijta del diletantismo europeo. La squadra' italiana si ó pure conquístala il primo posto noli a clasisiíipa a squadre, seguita dalla squadra tirieistina. che, neile ultime taipipe, ha ritrovato se stessa. Qiuest’anno il giro é stato un monologo per gli iitaliani che si »binó aggludicati 5 dalle 7 tacipe com-plesslive. Fanti, Mala,brocea, Car-gioli, Arduino hanno dimostrato di essare i migliori e per tanto é tero il mérito per la vittoria otte-iniuta. De]la squadra trieistina pos-iSiamo dire che essa ha fatto de-i suo megliio, Zol'lia, sofferente ad un ginocchio, ha «aputo ' piazzaroi 7 mella classificai finale e ció é molto. La sqiuaidira A jugoslaiva ha deluso molto, ed i cadetti ’ella B, con a capo Varga, 2 classificato, si seno dimostrati i migliori. La uit-ima tappa, Pie izo— -Lubia-na, di Km. 133,’ con ne che tanto si sono, prodigatl pur di render-ci lieto il soggiorno, Diomeniica aile .ore 9,30 ha a-vu-to .iîiizio l’incontro. Lo stadiio, pa-veisato a feata pat l’occaisio-ne, si pre.sen'ta-va sot'to ún a-spetto veramente aocoigliente; all’entrata swen tolavano, da un Jato, la baindii-era rosiso alabardata e daU’altro quel-la sloiveqa, Lo stadio, situato in mezzo ad un basco, era gremito di persone che per la prima volta si sono date convegno per .-aiutare una squadra istran iera. Dopo la presemtazione delle squadre e,d il rituale scambio di d-opi, il Presidente del Club ha rivolto ai! niostri atleti par-ole d’auigurio auispicando nuovi incontri tra la-nofetra squadra e quella locale ed augurando loro buon succeslso. L’iinicontro aiveva inizlo con la prima gara im programma, cioè i 100 m. piani, neila quale si plaeza-va prim'o Venturini, staiccando di forza sia il noto Trani che ü buan Poižun Drago. Quindi, sin daU’á.ni-zio del-le gare, il puinteggio parti-va a noistro farvore e si ma-ntene-v-a tale fino alla fine della marni-festazione che vedeva vittoriasi i nostri atleti con 63 punti contro 51 totalizzati dalla squadra awer-earia. Ancora una yolta i nostri atleti hanno diinpfelfaratp la fíducia con la quale essi si accinlgono ad af-frontare squadre di maggior claisise e sopratutto la, loro buona prepara zione. Malgrado le precarie oondizioni della pista, si sano registrad dei tempi d-egini di rilievo, quaili 1,11” qei lop m piap-i »- .ti 53*8/10 ¡segna-to daH’atleta rbssoalaibárdato Fontanot Diño nei 400 m piani, che costituisice la miglior prestaizioíie della giorn-ata., Buonlssimo il lando de! giavellotto, eífettuato dal-1’atleta Zalokar Marjan (Domžale), che ha raigigiunto i m 43,44. üa cenno partioolare merita la s-taífetta 4x100 m vinta, quale coronamento di tutte le a]tre gare, della neistra squadra ton il tempo di 47”1/10. N-eila prima frazi-one partiiva Trani il quale con una parte-mza perfetta, teneiva teísta al forte Fožiun Drago e conseg-nava il testimonio a Venturini. Nel Cambio tra Venturini e Fontanot la staffetta' si décideva in n-oistro fa-vore e ció grazie un cambio fluido e perf-etto, dando coisi la poissi-bilita a Zetto Nazarto, che corre-va TuLtima fraz ione, di piazzarsi primo con un vamtaiglgio di circa 11,7, 2) Požun Drago (CA Domžale) in 11,9, 3) Trani Romano, TLT in 12, 4) Delač Vili (CA Domžale) in 12,1, 400 m piani: 1) Fontanot Dino (TLT) iin 53,8. 2) Orehek Brate (GA Domžale) in 54,1; 3) Požun Drago (CiA Domžale) lin 54,5, 4) Sedmak Luciano (TLT) ii 59,6. 1,500 m: 1) Pieroboit Bruno (TLT) jn 4:28,3, 2) Aibraiin Slavko (TLT) in 4:30,4, 3) Juvan Miro (CA Domžale) in 4:37,2, 4) Opaškar Stane (TLT) in 5:02,6. ' 5.000 m: 1) Dolenc Albin (CA Domžale) in 17:26,4, 2) Zomero Mario (TLT) in 17:28’4, 3) Govorcin Graziano in 18:15,4 Lancio del peso: 1) Trani Romano (TLT) m. 10,20 2) Conai Italo (TLT) m,. J,69, 3) Kovač Ludvik (C'A Domžale) ni. 9,49, 4) Tomaševič Veljko idem m. Lancio del di-sco: 9,33. 1) Košir Marjan (CA Domžale) m. 28,94, 2) Čargi Italo (TLT) m. 28,30, Razam Janez (CA Domiale), m, 27,06, 4) Blažič Stiepan (TLT) m, 26,36. »Lancio dej giaveilotto: 1) Zalokar Marijan (CA Domžale) m. 43,44, 2) 'Svetlin Janez idem Domžale) m. 41,91, 3) Maikor Marcelin (TLT) m. 40,61 4) Piitaicco Manino (idem TLT) m, 38,61. Salto in al'to: 1) Venturini Tujlio TLT m, 1,65 2) Košir Marjan (CA Doiivžaile) m, l, 60, 3) FerfoigMa Ago*stino (TLT) m. 1,55, 4) Trnavčevič Pero (CA Dan Žale) m. 1,50. S-alto in luirugo: .1) Požunl Drago (GA Domžale) m. 6,26, 2) Zotto Nazario (TLT). m. 6,12, 3) Venturini Tul la o (TLT) m. 5,86, 4) Kovač Ludivilc (CA Domžale) m, 5,51. -Staiffetta 4x100 m: 1) TLT (Trani-Venturini-Fonta-not-Zetto) in 47,1. 2) Domžale in 48 • ■ . . i *1 .j.!.: .n ilSfli Punteigigio finale: 1) TLT punti 63, 2) Domžale punti 51. CLAiSSIFiICA A SQUADRE 1) Italia (Eanti, Cangioli, Ardu-iino), in ore 107,01’32”; 2) Trieste I (Znllia. Fontanot, Ciok), in ore 109.1F31” 3) Jugoslavia I (Sironi, Petrovič, Graizer) in ore 109,14’57” Ed ecco ora i riisuiltati teicnici deile gare: 10o m piiami: « 1) Venturini Tulilo (TLT) Oitre 150.000 spettatori hanno assistíío aü’emozionante incontro AllMncantro Brasile Jugoslavia, hanno preseniziiato nel nuoivo sta-d¡ municiipal-e di Rio d¡i Janeiro-oiltre 150.000 spettatori che hanno assistito allá vittoria dei cariocas sulla nationale Jugoslaiva, La partita è stata condotta con ritmo velaciss-krio da ainbedue le squadre le quali hanno svolto un gioco sp-ettaeolare di alta fatt-ura técnica, il miigllore fiimorqi svolto in queisto camp.ionato. E la vittoria é spettata ai brasil lani che, sinora, hamno dimoistrat-o di ersere i piü seri caindiidati alia vSttoria finale nel torneo. Per la verita, anche gl.I juigolslavi áyre-bbéro meritato di segnare, per la loro tenada, vo-lonta di vittoria e gioco disputóte. La partlita sil iniizia alie ore 18 circa. Giá ait primo minuto Mitič deve uscire dal carneo dolorante per uno siconitro. Al 4 minuto Aidemir ricevuto un pasisaggiio di. Ziziinho, isaetta-va neila rete di Mr-kušič. La Jugofelavia rispondeva scatenando attachi a- serie continua, guiidati da Mitic che era ri-entrato in campo, ana -i] Brasile opponeva una diifeisa veramente egregia,, E per, appunto in questo periodo aibbiamo le migliori fasl di gioco del torneo. Glj attacchi juigas'lavii si sulsseguivano agli at-tacchi e la rete brasiliana* correva serio pericolo, raa negli. avanti ju-goslaví si registraba rimprecisi-one Aei tiro a rete. II primo tempo si conldudeva con! prevalemza Jugo- sláva di attacchi, senza p.eró effet-to positivo aieuno. Neila ripresa a-nnoveriamo al 4 minuto un goal in füori gioco di Zizinho, anmuiliató daliarbitro, indi dopo una serie di attacchi in-fruttuosi deigli Juigoisilayii, Ja rete conclusiva di Zizimho al 24, Ora i braSiliaini dominavano > incontria-s-tati in campo e glii jugoslavi do-veivano airretrare gli interni, Mr-kujsü'cl hai crxmpl'uto delle iparaltie dawero prodiigiose. Indi verso i‘l 35 gli avainrti Jugoslavi, dqpo al-cuhi spostamenti ritomarvano all’ attaicco, la loro offensiva s'i con-cliudeva pero senza alcun frutto. E Ja immensa folla plaudiva alia vit_ t-orila del Brasile. Le formweiom: Juigoslawia: Mv-kusic, Horvat, Broketa, Cajkavlski, Jovanavlic, DJajic, Vukas, Mitic, TomaseVic, Bolbe'k, Cajkovski II. Braisile: Baribosa, Augusto, Juvenal, Baure, Danilo, Bigode, Mane-cha, Z'iiziinho, Ademir, Jair e Chico, Arbitro: Griffits, seignaünee: Be-ranek e Viera da Costa. ZOiLLIA PIAZZATOSI HETTU .) IN CLASSIFICA 7-10 segnato da Venturini TiuIIio — Dopo che abbiamo mandato quella supplica sindaeaíe a monsii-g,nor Sentina . . . — Ha fatto effatto? — No! — Giá! DUE TRASFERTE POSITIVE DEL PROLETER Eh? Che uragano! Che burrasca! — I mie¡ piú viví oesequi, se-natore Dola'rlbill, con l’espressione dei mío infinito deisiderio di di-stenisiione e -pace! w-- Le míe piü fervile parole au-gurali, commissar i,o Infarmburo- sktj, accampagnate dalle rmie innate aspirazioni alia pace ed alia se*-renitá! — A chi tentasse d’únsidiare la-pace , . . — A chi volease sabotarla . . . — No,i ,suaneremo le nostre trombe di Stoocolsna! — E noii le nositre campane di Hirosima! — Tengo, ad ogni modo,, ai sotto-lineare, ohe il nostro incciminensu-rabile desi,derio di pace ci spin,ge a deplorare sentitaménte Taggres-siione delle vostre truppe in Corea! — Ed io mi pioco dñ riibattere coirt’esémenite:, sempre neirinteres-se della pace, ohe il mió blocco impedirá con la guerra la guerra! — -Insomma, piochístarie, senato-re Dollarbill: j ruprem-i interessi del popoln laivorato-re di Córela , . • — In fondo, poche chiacchiere, commiissario Infonmiburaskij: la de_ mocra-zia e la civiltá coréame . . . IL POTOLO COREANO: — Beh. mica per intr'om-ettermii, ma "non sarébibe meglio che questi affari me li gpicciasisi da sólo? — Tu sta izitto e ripeti solo quell o che dico jo! — Tu prendí quest! soktetini e taci! ; — - Beh, plántatela, senaitore: quella zona d’influenza appartiene a me! — Uff, fiinitela, ccanml.sario: è mio eslui-ivo dominio! IL POPOLO COREANO: — E ise íoiísa mia? —- Tu suon,a e zi'tto! Cerne vuoi osare imtrometterti in que.te cose? — Tu páuchia e taci! Cmne puol pretendere di entrare in cose che non Pintoressaato affatto? per il recupero delle partite non gioicate dal Froleter nel Caimpio-na;to d.i calcio della RP d^ Slove-nia. Anche queista partita, come quelT la di Lendava, ha dato un pareg-g,io che linjduibto'iainente é stato re-galato alia lócale squadra con un autego] doviuto a Lorenautti su un passa'ggio trepipo forte falto al portiere Manzin neila fase, finale deirincontro, qiuanido vincevamo per 2 a 1 ed eravamo superior! nel igiilUiOCO. Ili primo tempo, terminato alia par'i con 0 a 0, é stato tut-to un suisseguirsi di érrori de.i noria-i. ait-taccanti i quali pende,vano delle ■occtsioini per goal peig'gio di quan-to poteva suocedere a dei princiipi-ainti. ' La nostna difesa ¿nerita Un elogio >per aiver, foirníto del pajloni continuamente aigl'j, attaccahti 'i quali hanno sibagüa'lq per alniéno 4 ipuntí di scarto. »Jh Nafta (Dollna Lenidava) — Arriigonii Proleter (Istrja) 2 a 2 II gio-rno ,25 giUigno srjl Oampo di Lendava si e svolto l’incontro di cateio, fra ]a squadra locale e I’Arrjgoni Proleter dell’Istria. L’.incontro, ¡nieiatoisi alle 14 precise con la presenta di un folte ipuibblioo, circa 3000 persone, e stato giuoicato con ,ii piu tocnico e cavalleresoo caratteire spcrtiivo. Chi ha lasciato dasiderare e stato l’ar-bitro che ha anmullati ben due puinti s-eignati, daU’Ar,rigtm,i. Aid al-cune felicii occaslomi hanno fallito P.aoli e Colo,urban che, a tu per tiu coil il portiere calciavano fuori e in bocca all-o eistremo difensore del Nafta, An,che la squadra del Nafta ha manioato a piu aocasioni d’oro, penc.io ponsiamo dire che il rtouJiato dp, 2 a 2 rispecchia Fandainento della partita. La fo.rmazione deigli iistrlani era la seguertte: Muscolin, Giannii, Cor-batt'O, Parenizan, Lorenizutti, Apol-lonio Vittor-i, Paoli, Colombtn, Dc-pase, Cheller.i, ZELEZiNiICAiR (MARIBOR) : ARRIGONI PROLETER (Istria) Gioveidi 29 ®iu,gno eUl caimpo di Maribor, 1'Arrigoni ha disputato il su,q fiieicondo iocontro della Touirnee che sta svoligendo in Jugoslavia BuuKuma — Presto, presto, ho cattuirato il gorilla! — un luochetto! — Faccia una damenda su carta bóllate al Comitüto X, Ja pastsi per competeniza al Cohwtato Y, la faccia firmare dalla Commissione Z, e se la direizáone H, dopo conlsuil-tazione con il sottocomitato K le avrá dato ,il permesso, potra rice-vere il liucchetto, a tneno che non siano eisauriti. — Che tempésfa! —■ Chi diluvio! — Vuoi vedere che sono istati l tdtistii? — Corne? —i «Uinità operaia» ha detto che hanno costiiuito un sinidacato di panettieri perché sono padroni di tutti i forni di Trieste.' — Beh? - ' — Ohiissà che non siano anche praprietari di tutte le cataratte dei cielo. C0MUMICAÏ0 Sano giunti a Belgrado due fun-izionari della Federafeione a'tletica internaizianaile i quali eisam,treno la 'pbssihilita dj org,ar,. a Belgrado ,il .cainpionato europeo di atlética l’eigigera,, che; dovrá ,sivol-©erlsi nel 1954. I raip[present,a,nti' in gleisi ed olandesi hanno giá aiviuto alcuni collaqui co nía Diréizione della Feidarazione atlética júgoBia-va-, dichiaramido ohe la Jugo-i avia ó uno stato, che date le isjpeciali. con-dizioni del suo sport, potra garantiré il pleno sUioceaso onganizizati-vo di questo campionato- PAR1GI Helio sWdio di Vilet si é avolto Tinc-onitro fennninile di pallavolo tra la rapip,re:-ei)tativa jugaslavia e francelse. Dqpo uin’ac-canita difesa, la squadra tráncese é stata soipraffatta dalla luigoslava per, 3 a 0, — Eh? — Adeeso mi spiego ... — Chq roba? — Pe j ohè tutti 1 temporal i fini cono in testa nosti-a. La se,zione di atlética leggeia dell’UCEiF di Capadiistria comunica a tutti i circoli sportivi non-ché a1 tutti gli atleti interessati che dome,nica 9 luiglio, con inizio ®Ue ore 9,30 avrá luogo alio stadlo <'I Magigi«» dii Triaste Tincó,ntro idi atlética leggera di andata tra la zoma Iistria e Trieste. Le gare in programma sono le seguenti: Gare maschili: 100 m píami, 800 m, 3000 m, salto in tallo, salto in lungo, lanicio del paso, lancio dét di-no, lancio de] giaivellotto,' Gara di marcia Trieiste-Caccia-tore e ri'torno per complessivi 7 ktn. Gare femuninili: 100 m piani, 800 m, salto in alto, salto in lungo, lancio del peso, lancio del disco, lancio del giavellotto. Sono in palio; pretni di rappre-sentanza nonché ricchi premi individual i. Tu,tti gli atleti che volessero parteciparvii. si tr-ovino dome,nica — E,h? — Sai che non è vero? i— Gire cosa? 4 — Che i sindacalti jugo lavi so-no in trattative con i siridacabi-gi-alli irntemazionali. — Mibeh? — - Ño] lo abbiamo scritlo. — Beh? Aibibiamo mai scnitto qUalcosa di vero, noi? — Giá! ... — Di’ . . . — Eh? — Che ©iclone! — Proviaimo a pregare. — Eh?' — Puó dar,si che fachia effetto. — Gasa?, ¿cúnomia máaUsia made — Ho suputo, che avete fatto lina bella raissegna cultúrale a S. Lucia. Studioso c-ime sei, saprai certo dirmi qualcosa della poesía italiana contemporánea. — No, t— Oh, bella, cosa sai allora? —