MOJA BANKA MITRI- V 11)1 s là FILIALE DI CIVIDALE FILIALA ČEDAD novi mm tednik Slovencev videmske pokrajine ČEDAD / CIVIDALE • Ulica Ristori 28 • Tel. (0432) 731190 • Fax 730462 • Poštni predal / casella postale 92 • Poštnina plačana v gotovini / abbonamento postale gruppo 2/50% • Tednik / settimanale • Cena 1.400 lir št. 44 (787) • Čedad, četrtek, 16. novembra 1995 Osimo compie 20 anni: cosa ci ha lasciato Nell’ ondeggiante rapporto tra Italia e Slovenia, ieri Jugoslavia, il Trattato di O-simo è un punto fermo. Nei confronti di questo accordo, ma anche dei rapporti con la Slovenia, in Italia ci sono due correnti di valutazione contrapposte. Un’ala, chiamiamola per comodità liberai-economica, propugna rapporti ragionevoli tra vicini e persegue u-na politica di collaborazione, l’altra, nazionalistico-militare, è arroccata su posizioni di scontro e di barriere. Salvo poi a versare lacrime di coccodrillo e lanciare lamenti quando si accorge di lasciare ampio spazio all’iniziativa economica tedesca, a danno di quella i-taliana, sia in Slovenia che in Croazia. E la causa è tutta sua. Negli anni Settanta, con un’opinione pubblica stufa dell’irrazionalità e dei limiti nazionalistici e desiderosa di tornare alla “normalità”, Tarea liberal-economica riesce ad imporre i desideri della stragrande maggioranza dei cittadini. Si arriva così alla firma di un accordo tra Italia e Jugoslavia che dà un assetto definitivo ai confini e pone le premesse di rapporti di collaborazione che aprono ampi spazi all’ e-conomia italiana. La Provincia di Udine è toccata marginalmente dall’accordo, non avrà finanziamenti per grandi opere pubbliche come Trieste, nè vantaggi nello sviluppo del commercio tra i due paesi. Il discorso è diverso per la Benečija dove per il nuo- • •• vo clima instauratosi sorgono fabbriche molto interessanti, alcune delle quali (Ve-plas, Hobles) nella forma di società miste italo-jugosla-ve. Forma che oggi si tenta di rivitalizzare specie dietro sollecitazioni dell’ Unione Europea. Contemporaneamente la minoranza slovena riesce lentamente ad uscire dall’angolo dove l’aveva costretta il nazionalismo ed a sviluppare numerose iniziative culturali e sociali. La più importante è la scuola bilingue di S. Pietro. Questo sprazzo di bel tempo è stato aspramente contestato, sia qui che in tutta la regione, dal drago nazionalistico. Militarista. L’attacco frontale al Trattato di Osimo ha ottenuto subito il blocco della nascente zona franca a cavallo del confine vicino a Sežana. Anche qui sacrificando gli interessi di numerose aziende italiane che l’avevano richiesta. Quindi riesce a bloccare un altro punto qualificante dell’accordo: la tutela della minoranza slovena. Il risultato è che ancora oggi c’è una enorme differenza tra la tutela che la Slovenia applica alla Sua minoranza italiana - tutela frutto oltre che di un buon a-cume politico anche di una elementare civiltà - e quella che l’Italia nega agli Sloveni. Arrivando al limite di quelli della provincia di U-dine che un giorno sì ed uno anche devono penare per essere solo riconosciuti. Fabio Bonini segue a pagina 4 OLI VALLI ■ DLL NATI soni: " ul "SIAMO ANCORA fiftt ‘ : - VIVI E PRESATI... WL -w ■ VA ’- ncidì rmi., !!f" Isolina, ki je šla an v Tarst težkuo, de bo manjkala. Pa vi, al prideta? Iz Carnegavarha parnogah za špitau V petak ob 2. popudan štafeta do Čedada “Vsi kupe za naše Spitale”. Tela je trošt organizatori-jev velike manifestacije, ki bo v saboto zjutra du Uidne. Komitat, ki skarbi za čedajski špitau, kot tudi drugi ko-mitati (tisti iz Gemone, Maniaga, Sacile an Gradeža), je pa mislu narest, tle par nas, kiek posebnega. Takuo v petak bo v Carnemvarhu začela “staffetta”. Za jo narest Claudia Chiabai, ki je predsednica komitata, je kontata-la podiste od Polisportive Monte Matajur taz Sauodnje an tiste, ki igrajo z balonam za Real Pulfero v Podboni-escu. Ce se na bo zgodilo kiek novega, “staffetta” se bo v petak začela v Carnemvarhu popudan ob 14. ur. Podisti se spustijo dol do Podboniesca, kjer se ustavejo pred občino. Potlé puodejo pruot Spietru an tam se spet ustavejo. Okuole pete an pu bojo v Carrari. Tam se bo začela “fiaccolata”, ki bo šla mimo Spitala do čedajskega centra. Iniciativa se bo nadaljevala drug dan: v saboto podisti že zjutra, ob osmi, puodejo iz Čedada do Vidma, kjer bojo, kupe z družim, manifestirali pruot deželnemu zakonu Fasola. Važno je - pravejo organizatoriji - da tudi tisti, ki živijo v naših vaseh, v Podbuonescu, v Spi-etre an v Cedade, an če morejo tudi tisti iz drugih občin, sodelujejo s “staffetto”. Nie trieba se potrudit puno, je zadost, da usak nardi samua malo metru takuo, da pokaže, da čedajski špitau je šele pomemben, important za naše ljudi, predvsem za tiste, ki živijo deleč od Čedada, po gorah. Pru za tuole je Komitat, ki skarbi za čedajski špitau odločiu, da “staffetta” se bo začela v Carnemvarhu. Progetti 5B e altri: se ne parla venerdì Inizia venerdì alle 20 nella sala consiliare di S. Pietro il ciclo di incontri pubblici organizzato dal “Comitato Prodi per le Valli del Natisone” e dedicato ai problemi delle nostre zone montane. Si parlerà degli o-biettivi comunitari 5B e, in particolare, delle ipotesi di applicazione di questo strumento di finanziamento. I progetti 5B saranno tra gli argomenti legati agli altri due incontri. Venerdì 24 novembre nella sala consiliare di Savogna si parlerà del rilancio turistico del Matajur, mentre venerdì 1. dicembre, nella sala comunale di Pulfero, si affronterà il tema del turismo nelle Valli a livello più generale. Il Comitato Prodi ha invitato una serie di relatori che godono della conoscenza generale dei temi, ma sarà importante l’apporto alla discussione che verrà dato dal pubblico, chiamato ad intervenire con domande o proposte. A PAGINA 2 Intervista al coordinatore regionale dell’Ulivo BANCA DI CREDITO DI TRIESTE TRŽAŠKA KREDITNA BANKA : 8,75% netto importo min. 20.000.000 MOJA BANKA Friulano Roma dice “no” alla le “La disposizione in questione (art. 6 della Costituzione ndr.) impegna e autorizza la Repubblica nelle sue varie articolazioni ad e-manare «apposite norme» di carattere pertanto legislativo o regolamentare, a seconda della rispettiva competenza, a tutela delle anzi-dette minoranze”. Questa la sentenza della Corte Costituzionale, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 2 agosto scorso e che è in netto contrasto con l’atteggiamento del governo che nei gomi scorsi ha bocciato la legge sul friulano. L’obiezione fondamentale riguarda proprio la competenza della Regione a legiferare in materia di minoranze. “Noi abbiamo puntato sull’autonomismo, il governo ha scelto la strada tradizionale”, ci ha dichiarato u-no dei padri della legge, il consigliere regionale del PDS Sergio Cadorini. “É tempo di finirla con l’interpretazione centralista. Se poi il FVG ha una specialità, specialità deve essere.” beri na 5 strani Comitato Prodi per le Valli del Natisone S. Pietro al Natisone, sala consiliare venerdì 17 novembre, ore 20 incontro pubblico Dalle parole ai fatti: un progetto integrato per costruire il futuro Interventi di: Giuseppe Marinig, presidente Comunità montana Valli del Natisone, Domenico Tranquilli, ricercatore dell’Ires, Enrico Gatti, architetto «lì hobles Produzione e vendita di infissi in legno lamellare su misura certificati e garantiti. HOBLES SpA - 33049 San Pietro al Natisone (Udine) - Speter (Videm) Zona industriale - Telefono 0432/727286 - Telefax 0432/727321 Četrtek, 16. novembra 1995 2 Intervista al coordinatore regionale dei Comitati Prodi Minisini: “Le cose serie non si logorano” “Se alle prossime elezioni parlamentari riusciremo ad impostare la stessa strategia usata dal centro-sinistra per l’elezione dei sindaci, in regione vinceremo in tutti i collegi”. Di questo successo elettorale è convintissimo Fausto Minisini, coordinatóre regionale dei Comitati Prodi. La sua carriera politica si è fermata nel 1983 quando uscì dal PCI (era capogruppo nel Comune di San Daniele) e lasciò il posto di dirigente della Lega Cooperative per avviare un ufficio di consulenza del lavoro. “Dopo alcuni anni di inattività politica -racconta oggi Minisini - ritornai nell’arena durante il referendum per la preferenza unica per poi dare anima e corpo alla causa di Prodi”. Può farci un bilancio, a livello regionale, dei Comitati Prodi? “All’inizio siamo partiti con l’adesione di cittadini per l’area di centro-sinistra e da lì sono nati i primi comitati che oggi sono già circa 90 e contiamo di arrivare a 150 entro la fine di dicembre. Come consistenza numerica, attualmente, abbiamo iscritte nei vari comitati oltre 4 mila persone, mentre a livello di adesioni d’area superiamo le 15 mila unità. Va detto che il lavoro continua a ritmo sostenuto e che il numero cresce di giorno in giorno. Oltre al discorso dei comitati va ricordato che in questi giorni in regione è partito l’Ulivo che ha avuto già un’incontro con i partiti della coalizione”. Secondo la stampa non sono numerosi i giovani che si sono avvicinati ai comitati. E’ vero? “Non è vero e la risposta l’abbiamo avuta all’incontro di domenica a Firenze al quale hanno partecipato oltre 5 mila giovani. Dirò di più: durante il ritorno abbiamo, in corriera, formato il primo comitato regionale dei giovani dell’Ulivo che si chiamerà “I Prodi ran-gers”. Alcuni affermano che l’Ulivo è un movimento PDS-dipendente. Cosa ne pensa? “In questa regione abbiamo la grossissima fortuna di non avere nessun grande partito e perciò tutti hanno la necessità di stare assieme per vincere”. Come valuta l’attuale crisi nei rapporti tra l’Italia e la Slovenia? “Noi siamo per la massima apertura verso la Slovenia e sosteniamo la sua en- SDGZ v Spetru o novih obvezah Na občnem zboru imenovali novo vodstvo V Četrtek je bil v Spettai občni zbor Slovenskega deželnega gospodarskega združenja za videmsko pokrajino. Ob tej priložnosti so strokovni sodelavci SDGZ obravnavali nekatera pomembna vprašanja kot so fiskalni konkordat, pokojninska reforma in nova pravila o varstvu na delu (odlok 626/95). Skupščina je bila pa tudi priložnost za pripravo na deželni obCni zbor organizacije, ki bo v nedeljo 19. novembra z začetkom ob 10. uri v kongresni dvorani tržaškega velesejma in bo potekal pod geslom “Lastno gospodarstvo jamstvo za obstoj”. Na Spetrskem delovnem srečanju, ki se ga je udeležil tudi deželni predsednik Boris Siega, so izvolili tudi novo vodstvo organizacije v Furlaniji. Potrjeni so bili dosedanji Ciani Luciano Lau-rencig, Renzo Rudi, But-tolo Franceschino, Trus-gnach Margherita, Duria-vig Claudio, Cont Igor, Adriano Gariup, Fabio Bonini in Maurizio Na-mor. Kot nova Ciana sta bila izvoljena Se Michele Obit in Teresa Covaceus-zach. trata nella Comunità europea. In quest’ottica bisogna indirizzare anche i rapporti tra i due paesi”. Alcuni sostengono che Prodi sia entrato troppo presto nell’arena politica e che si stia logorando. “Prodi è una persona molto seria che parla di cose serie e le cose serie non si logorano”. Come conciliare la vostra politica con Rifondazione comunista e la Lega Nord? “La nostra è una coalizione di programma e con rifondazione non c’è la possibilità di avere accordi di programma, gli unici accordi possibili sono elettorali per battere la destra. Con la Lega Nord è stato fatto un grosso lavoro in comune che può essere svilito dall’imprevidibilità di Bos- si R. P. Insediato il prefetto di Udine Si é insediato la scorsa settimana il nuovo prefetto di Udine, Vito Melchiorre, che succede a Carmelo Di Marco. Il rappresentante del Governo, romano, 58 anni, ha diretto dal 1984 al 1989 il servizio di polizia stradale, é stato prefetto a Catanzaro e di recente ha partecipato all’organizzazione del G7 e del convegno mondiale sulla criminalità a Napoli. Appena insediato ha spiegato di sentirsi “innanzitutto al servizio dei cittadini” ed ha annunciato il potenziamento dello sportello del cittadino presente in prefettura. Comunità montana Statuto: ultima manche? Lo statuto della Comunità montana delle Valli del Natisone é passato mercoledì sera attraverso il terzo turno di votazione. Nella stessa seduta - di cui daremo conto sul prossimo numero - é stato discusso anche il regolamento dell’ente montano. Nella precedente riunione, svoltasi giovedì 9 novembre, la seconda votazione sullo statuto non ha portato a sostanziali novità. I voti favorevoli sono stati 23, quelli contrari 12: ancora maggioranza contro minoranza, dunque, con l’unica nota degna di cronaca nella motivazione di voto data da Sergio Mattelig a nome dei tre gruppi d’opposizione. Il motivo del no é - lo si era capito anche nella prima assemblea, per la verità -tutto nella decisione del direttivo di valorizzare le lingue slovena e friulana nella nostra comunità. La minoranza all’interno dell’ente montano ci tiene a distinguere tra lingua e dialetto perché “come é noto parte della popolazione parla un dialetto slavo” ha detto Mattelig. Secondo il portavoce dell’opposizione con l’apertura dell’ente guidato da Giuseppe Marinig alla cultura e lingua locale “si discrimina il secolare dialetto locale e si impone alle Valli una nuova minoranza, quella slovena, il cui atto costitutivo viene scritto anche questa sera”. Dimostra tutta la chiusura dell’opposizione, Mattelig, ma anche qualche problema d’identità quando dice che “non é chiaro chi chieda la tutela della lingua slovena”. Troppo facile rispondergli che é, tra gli altri, il senatore del Ppi Car-penedo, ex De, lo stesso partito sostenuto da gran parte dei consiglieri d’opposizione. In un finale in crescendo Mattelig ha accusato il direttivo di voler “cambiare la storia e le tradizioni” paragonandolo al Partito comunista italiano che “cin-quant’anni fa sostenne l’annessione delle Valli alla Jugoslavia”. (m.o.) Na Koroškem čudi povezava EL z liberalci V Avstriji bodo decembra obnavljali zvezni parlament, potem ko je nastala kriza z-notraj večine med demokristjani in socialisti. Govori se, da želijo prvi pretrgati zavezništvo z dosedanjimi partnerji SPO in se povezati z desnico, kateri javnomnenjske raziskave zagotavljajo povečanje konsenza. Na to pomembno volilno preizkušnjo se pripravljajo tudi Slovenci na Koroškem, ki tudi ob tej priložnosti niso dobili skupnega dogovora. V tem okviru pa preseneča izbira, ki jo je napravil katoliški tabor, saj se je dogovoril z Liberalnim forumom (ta stranka je do pred nekaj leti bila vključena v stranko desničarja in proti-slovenca Heiderja) za kandidaturo Karla Smolleta, ki je pred leti že sedel v avstrijskem parlamentu, takrat kot predstavnik Zelenih. Rekli smo, da preseneča, saj je Liberalni forum de-sno-sredinska stranka in povrh vsega izrazito anti-klerikalna. Težko je zato razumeti, kako bodo slovenski katoliški krogi prepričali svoje ljudi, naj volijo za stranko, ki je proticerkvena. Drugo dejstvo, ki tudi preseneča,je “sprememba' smeri, ki so jo ubrali slovenski katoliški krogi, ki so do pred kratkim močno kritizirali laično-levičarski tabor, češ da se druži z avstrijskimi socialisti in zelenimi, ki so, kljub vsemu, doslej pokazali največ razumevanja za slovensko problematiko. V tem predvolilnem vzdušju se nam zdi umesten komentar, ki ga je Sonja Wakounig napisala za Slovenski vestnik. Takole piše: “Presenetljivo - ali pa tudi ne - pa je dejstvo, da je Enotna lista (to je slovenska stranka na Koroškem, podobno kot Slovenska skupnost pri nas, op. ur.) ubrala natančno tisto pot, pot integracije v stranke, ki jo zagovarja Zveza slovenskih organizacij (to je laično-le-vičarska organizacija, podobno kot SKGZ pri nas, op. ur.) in katero sta Narodni svet koroških Slovencev (katoliška organizacija, podobno kot SSO pri nas, op. ur.) in Enotna lista družno imenovala asimilantsko, izdajalsko in podobno”. V svojem komentarju Sonja Wakounig takole nadaljuje: “Probleme bo imel predvsem strogo katoliški tabor: po eni strani navajen, da poslušno sledi, po drugi pa ima ravno ta stranka (Liberalni forum) najboj razpoznaven antikle-rikalen profil. Resnično partnerstvo se bo moralo šele dokazati in izkazati. Zveza slovenskih organizacij pa ima dokaz več (in to ravno s strani, s katere smo ga najmanj pričakovali), da je njena pot pravilna in prav zato gojimo upanje, da bo končno prišlo do konstruktivnih pogovorov med obema osrednjima organizacijama. Z zahtevo po samostojnih in polnovrednih poslancih tudi Enotna lista ne ve več kaj početi, ostala bo še vna beseda plakatov, s katero se bo dalo še dvajset let tolažiti tiste, ki hočejo na vsak način verjeti. Toliko časa, dokler ne bo ta pot integracije v avstrijski družbi, in s tem tudi v slovenski, samoumevna”. V Našem tedniku (časopis je izraz katoliških krogov, op. ur.) se trudijo, da bi dokazali pomembnost te povezave med Enotno listo in Liberalnim forumom. Janko Kulmesch ugotavlja, “da bi bili koroški Slovenci politično kratkovidni, če bi pomen tega samostojnega partnerstva zanemarjali ali celo zanikali. Sicer bi zanikali vse to, o čem smo bili doslej trdno prepričani -navsezadnje pa se tudi prvič skregali z lastno manjšin-sko-politično kontinuiteto”. Glede vloge Karla Smolleta v Liberalnem forumu Naš tednik piše, “da gre za samostojnega partnerja, odgovoren izključno narodnostni skupnosti, kar je v partnerski pogodbi tudi črno na belo zapisano". Povejmo še, da se bodo laično-levičarske organizacije Slovencev na Koroškem za decembrske volitve opredelile za socialiste oziroma zelene, na listi katerih ponovno kandidira manjšinska predstavnica Terezija Stoi-sič. Rudi Pavšič In Slovenia calo della natalità Natalità in calo Anche le famiglie slovene hanno sempre meno figli. Secondo alcune indagini il trend negativo continuerà nei prossimi anni, così che anche il numero degli abitanti subirà un sensibile calo. Nel 1993 il rapporto tra nati e morti è stato di 19.793 contro 20.012, cioè 219 persone in meno. Ancora peggio è andato l’anno scorso durante il quale sono nati 11.753 bambini, 17.884 sono stati i decessi. 11 trend negativo coinvolge pure i rappresentanti delle due comunità minoritarie, quella italiana e quella ungherese. Referendum su Krško Alcuni partiti sloveni sostengono la necessità di indire un referendum popolare per la chiusura totale della centrale nucleare di Krško. Contro tale evenienza si sono schierati i rappresentanti della Società dei tecnici nucleari che hanno rimarcato che una chiusura anticipata della centrale richiederebbe un aumento delle tariffe elettriche del 30 per cento mentre per lo Stato la dismissione della centrale vorrebbe dire un e-sborso di 2,2 miliardi di marchi all’anno. Non va infine dimenticato che la proprietà della centrale è divisa tra la Slovenia e la Croazia. L’Unione da Kučan Il presidente sloveno Milan KuCah ha ricevuto una delegazione della comunità italiana, guidata dal presi- dente dell’UI Giuseppe Rota e da Maurizio Tremul, presidente della Giunta esecutiva dell’Ul. Durante il colloquio, che è stato definito cordiale, i rappresentanti della minoranza hanno espresso preoccupazione per il problema dell’unitarietà della comunità stessa di cui la grande maggioranza vive in Croazia. Libro “jugoslavo” Durante la mostra annuale del libro di Lubiana è sta- to presentato l’ultimo lavoro dello storico triestino Jože Pirjevec dal titolo “Jugoslavija”. Il libro tratta gli avvenimenti politici e storici jugoslavi dal 1918 ai primi anni Novanta dopo la dissoluzione della federazione. Verdi cancellati Il ministro dell’Interno sloveno, il democristiano Andrej Ster, ha deciso di cancellare il partito dei Verdi di Vane Gošnik in quanto senza i requisiti necessari dalla legge sulle formazioni partitiche. 11 fatto ha provocato non poche polemiche in seno alla destra slovena, di cui i Verdi di Gošnik fanno parte. Congresso della ZZP Il partito autonomista del Litorale, la Zveza za Primorsko, si riunirà a congresso sabato 9 dicembre a Tolmino. Durante i lavori dell’assise verranno dibattuti i problemi del movimento autonomista che alle ultime elezioni amministrative ha registrato un grande consenso tra gli elettori. Kultura Sedež pomembne čedajske ustanove Somsi: 125 let v znamenju medsebojne solidarnosti V nedeljo je bila v Čedadu osrednja prireditev ob 125- letnici Delavskega društva za vzajemno pomoč in izobraževanje (Società operaia per il mutuo soccorso e istruzione). Na sedežu društva, kjer je na ogled zanimiva dokumentarna razstava, se je z-bralo dosti članov in prijateljev ustanove, katerim so spregovorili predsednik čedajske Somsi Paolo Moschioni, predsednik Pokrajine Giovanni Pelizzo in odbornica za kulturo občine Čedad, Elisa Sinosich, ki je prinesla pozdrav tudi tržaške sorodne ustanove. Somsi, kot priča samo ime, je nastala z namenom ponuditi solidarnost in konkretno pomoč svojim članom in najrevnejšim slojem v mestu predvsem pa kot središče, kjer se je razvijala bogata izobraževalna dejavnost tako v obliki širjenja kulture in zato je bila ustanovljena tudi knjižnica, kot v obliki strokovnih tečajev za delavce in obrtnike in torej je na ta način prispevala k ekonomskemu in družbenemu na- predku. Leta 1870, kadar so jo ustanovili, je imela izredno pomembno vlogo, kajti je z uslugami, ki jih je nudila, zapolnjevala pomanjkljivosti javnih ustanov v prvi vrsti takratne občine, kompetence katere so bile zelo omejene. Ustanovitelji Somsi so zapustili m-lajšim rodovom, kot je poudarila odbornica Sinosich, ne le pomembne vrednote. Bili so zelo dalekovidni in znali smotrno investirati tako, da ima Somsi v svoji lasti veliko stavbo v središču Čedada. Bogata zgodovina ustanove je lepo prikazana na dokumentarni razstavi, ki bo na ogled do konca tedna. Na njej je mnogo dragocenih dokumentov še zlasti iz prvih letih delovanja, med njimi izstopa pismo Garibaldija, ki z veseljem sprejema častno članstvo. Tudi drugi drobni dokumenti so zanimivi, saj prikazujejo 125 let zgodovine Čedada. Razstava, ki je zelo pregledna je priporočljiva za vse in še zlasti za šolarje in študente, (jn) V torek predstavili zbornik predavanj o osemsto let stari buli Celestina III. Čedajski Kapitelj in njegov zaklad V Čedadu ima približno 13 stoletij svoj sedež Kapitelj Sv. Marije, ki je v preteklosti odigral zelo pomembno duhovno, verkso in kulturno vlogo. To je bilo v časih ko je bil Čedad skozi nekaj stoletij napomembnejše mesto oglejskega Patriarhata. Pred več kot osemsto leti je papež Celestin III izdal bulo, v kateri je priznaval pravice in jurisdikcijo če-dajskega Kapitlja na številne cerkve na širokem območju, ki sega od Tera do Bovca, Tolmina in Idrije. Temu pomembnemu dokumentu in seveda nekajsto-letni zgodovini čedajskega kapitlja je bilo posvečeno Studijsko srečanje, ki je potekalo novembra 1993 v Čedadu. Sedaj so referati izšli v zborniku, ki sta ga uredila Cristina Moro in Giovanni Maria Del Basso in so ga predstavili javnosti v torek. O knjigi je spregovoril prof. Navarrini. Sledilo je pet referatov, v katerih so bra-vnavali zelo zanimive teme, kot recimo Kapitelj in Ceda j s ka stolnica v oporokah iz druge polovice 14. stoletja, cerkvena in posvetna ju-risdikcija Kapitlja v odnosu do lokalnih političnih središč Torkova predstavitev je nekako bila tudi uvod v vrsto pomebnih kulturnih in študijskih srečanj v programu v Čedadu prihodnje leto. Ze stekle so namreč priprave na študijske pobude, ki bodo prav gotovo imele močen odmev, saj bodo v središču pozornosti vprašanja odločilnega pomena za Cerkev, vsebino njenega učila in vernike. Leta 1996 bo namreč potekala 1200. obletnica od pokrajinskega koncila, ki ga je leta 796 sklical v Čedadu Sv. Pavlin in na katerem so sprejeli pomembne odločitve kot je vprašanje nera-zvezanosti poroke in odgo- vor na razpa’ravo o“-fdioque”. Kot so še večkrat ugotavljali ima torej Kapitelj zelo bogato zgodovino, ki je bila le delno poglobljena in še mnogo je gradiva, ki čaka na natančno strokovno obravnavo.(jn) 1977 21 luglio - Soggiorno a Lubiana. A cena, alla gostilna “Pri Ljubljanici”, ho incontrato Ravnikar e Ocvirk con i quali ho avuto uno scambio di vedute su problemi di comune interesse. 20 sett. - S. Pietro al Na-tiosne. La TV di Lubiana ha trasmesso una tvola rotonda sul Cankarjev Kulturni Center, il cui progetto veniva illustrato dal progettista E. Ravnikar. 1978 20 giugno - Ho scritto a Ravnikar per una eventuale collaborazione con organizzazioni slovene specializzate in programmi socio-economici. Per suo interessamento l’ing. Turmšek mi ha telefonato proponendo un incontro con i responsabili della pianificazione regionale della Slovenia, tra i quali Bamavec. 1979 2-13 luglio - Dopo due anni di assenza trascorriamo dieci giorni a Lubiana dove V Gorici 37. Cecilijanka V soboto 18. in v nedeljo 19. novembra bo ob 20.30 oziroma 16. uri bo v kulturnem domu v Gorici 37. revija goriških pevskih zborov Cecilijanka. Na njej bodo sodle-ovali tudi zbori iz dežele Furlanije-Juljiske krajine, Koroške in Slovenije. Le “torri" del Trg revolucije nel complesso progettato da E. Ravnikar si svolge il seminario. Ho visitato ripetutamente i lavori per il Centro Culturale Cankar che Ravnikar costruisce a completamento di Trg Revolucije e ho esaminato anche nei particolari la Banca e l’Emporio. Ravnikar, che ho incontrato alle Križanke, mi ha fatto visitare il cantiere del Center Cankar e la sistemazione del p.t. nello “Stolp Iskra”. Buona parte dell’ultima giornata di permanenza trascorsa a consultare documentazione sui livelli e sulle dotazioni culturali della Slovenia nel campo della architettura e delle arti con particolare attenzione agli scritti e ai lavori di Sumi, Ravnikar, Stelè, etc. 31 ottobre - Portorose. Dopo aver visto ieri l’interessantissimo centro storico di Pirano (il cui attuale stato richiede interventi di risanamento) mi sono reso conto del fatto che il Centro turistico di S. Bernardino vuole essere una versione “aggiornata” di Pirano, mentre ne è una contraffazione consumistica (del resto non poteva essere diversamente, dato che la firma dell’opera è americana del T.A.C., eredità di Gropius). Non sembra che tale fatto abbia suscitato reazioni negative di qualche rilievo tra gli architetti della Slovenia. E segno che anche in Slovenia l’architettura è in-crisi, nonostante le affermazioni personali di Ravnikar con Trg Revolucije e con Cankarjev dom kulture. Tentativi di uscire dalla crisi vengono fatti attraverso i ripensamenti dell’opera di Plečnik. segue - 2 Pomembna izobraževalna pobuda, ki ima letos skoraj 200 vpisanih, stopa v deseto leto delovanja Odprtje akademskega leta čedajske “univerze” Letos je bilo odprtje novega akademskega leta Univerze tretje starosti v Čedadu še posebno slovesno, saj je ta pomembna kulturna in izobraževalna organizacija stopila že v deseto leto svojega delovanja kot podružnica videmske “univerze”. Zadovoljstvo za prehoje- Vpetek, 24. novembra 1995 ob 20. uri v Prosvetem domu na Opčinah Izredni občni zbor ZSKD za odobritev novega statuta in pravilnika Zskd prosi, da se občnega zbora zagotovo udeleži v-saj en predstavnik društva oziroma skupine, saj je za sklepčnost zasedanja potrebna 3/4 prisotnost elanov no pot in predvsem za zanimanje, ki ga je (ne le v Čedadu pač pa tudi v Nadiških dolinah, odkoder prihaja kar lepo število “študen- tov”) vzbudila ustanova, saj ima letos skoraj 200 vpisanih, je na večeru izrazil predsednik UTS, prof. Giovanni Maria Del Basso. Po- Pogled na publiko v dvorani in pevski zbor Pod lipo hvalne besede je na otvoritvi povedala tudi odbornica za kulturo Občine Čedad Elisa Sinosich. Se posebno slovesno atmosfero sta ustvarila na večeru pevska zbora La sa-lette iz Rualisa in Pod lipo iz Barnasa, ki ju je številna publika v gledališki dvorani zavoda Uršulink sprejela zelo toplo. Naj še enkrat povemo, da je v programu letošnjega akademskega leta 25 predmetov in 9 seminarjev. Ob tem pa bodo priredili še številne pobude (izleti, projekcije, itd.), ki bojo v počastitev desetletnice obstoja še posebej pestre in zanimive. L’architetto Simonitti e l’agora degli sloveni Da Hommage à Edvard Ravnikar un documento inedito Aktualno Osgnach rischia di non restare solo S. Pietro: il consigliere leghista penalizzato dallo statuto E’ passato senza troppi problemi, martedì sera, il regolamento comunale discusso dall’assemblea di S. Pietro al Natisone. La lista Insieme per S. Pietro e Renato Osgnach (Lega Nord) hanno presentato una serie di emendamenti, i più importanti dei quali riguardavano il tempo a disposizione dei consiglieri per illustrare le interpellanze e le interrogazioni. Molte delle proposte della minoranza sono state approvate, ma il grande sconfitto da questa girandola di votazioni é stato Osgnach. La lista Insieme per S. Pietro, formata da Magda Saccù, Carmen Sion lussa e Sergio Mattelig, aveva infatti in apertura chiesto di rimandare l’approvazione del regolamento ritenendo alcune norme in contrasto con lo statuto comunale. Un consulto tra il sindaco Giuseppe Mari-nig ed il segretario comunale ha però chiarito che, in realtà, il contrasto riguarda solo la norma in cui si prevede che un consigliere unico eletto in una lista può costituire un gruppo consiliare. E’ il caso di Osgnach, unico rappresentante della Lega Nord. La lista civica di maggioranza ha presentato così un emendamento -poi approvato - che di fatto ha stralciato questa norma, rimandando la questione allo statuto. Un bel colpo per Osgnach (Il consigliere della Lega Nord non l’ha però presa molto bene, tanto che ha annunciato l’invio di una lettera al prefetto) che vede di fronte a sé la prospettiva di doversi accodare ad un altro gruppo, probabilmente alla lista Insieme per S. Pietro. Ma il problema si potrà risolvere chiedendo una modifica allo statuto, dando così la possibilità anche ai singoli di costituirsi in gruppo consiliare. Alla fine il regolamento é stato approvato con 11 sì (lista civica e Insieme per S. Pietro) e l’astensione di Osgnach. Nel corso dell’assem-blea sono state approvate la gara per l’appalto del servizio di raccolta, tra- sporto e smaltimento rifiuti e quella per la gestione degli impianti di depurazione. Il sindaco ha spiegato che “gli appalti saranno validi per un anno, poi la gestione dovrebbe passare alla Comunità montana”. L’assessore Nino Ciccone ha annunciato - dopo che Osgnach aveva invitato ad iniziare la raccolta differenziata per la plastica - che “l’ente montano progetta la costruzione di un’area ecologica all'interno della zona industriale in cui convogliare la raccolta differenziata”. Nel capitolo delle interrogazioni Marinig ha risposto prima a due questioni sollevate da Osgnach (sull’adeguamento dei livelli retributivi dei dipendenti comunali e sulle canalizzazioni inadeguate nella frazione di Costa) e poi ad una interrogazione della lista Insieme per S. Pietro, che chiedeva di programmare nelle frazioni incontri per chiarire le norme in tema di smaltimento di rifiuti solidi urbani. Michele Obit Dosežen sporazum o programskih tezah nove deželne večine S posegom novega predsednika deželne vlade Sergia Cecottija (Severna liga) se je v deželni skupščini včeraj zjutraj začela razprava okoli programskih smernic, ki so izraz nove večinske koalicije, v kateri so predstavniki Demokratične stranke levice, Ljudske stranke, Severne lige, zelenih, republikancev in socialistov. Dokončen sporazum so predstavniki koalicije, ki razpolagajo s skoraj dvotretjinsko večino, podpisali v torek zvečer, potem ko so zeleni dosegli, da je predsednik Cecotti v programski dokument vključil nekaj pomembnih točk, ki zadevajo ekološke problematike. Glavne smernice programskega dokumenta deželne večine se nanašajo na potrebo, da se naša dežela opremi z inštrumenti, da lahko realno doseže tisto avtonomijo, ki se naslanja na osnove federalizma. Zaradi tega bo naloga nove večine ta, da izpelje nekatere reforme “zgodovinskega pomena”, ki naj deželni upravi zagotavljajo drugačno, perspektivnejšo bodočnost. Te osnove pa se naslanjajo na celovitost deželnega teritorija (s tem se je predsednik Cecotti izognil morebitnim polemikam o njegovi “fur-lanskosti”) in na dejstvo, da mora dežela F-JK odigrati specifično vlogo tudi v me- dnarodnem pogledu. V programskem dokumentu so dosedanje tri večinske vlade, ki so jih vodili Fontanini, Travanut in Guerra, ocenjene za negativne, ker niso znale uresničiti tiste osnovne reforme, ki so ključnega pomena za razvoj deželne avtonomije. Povedati velja, da se je predsednik Cecotti v teh dneh srečal s predstavniki gospodarskih, sindikalnih in družbenih organizacij, da bi se skupaj dogovorili o prioritetah, ki čakajo novo deželno vlado. SVETA BARBARA V BENEČIJI Za praznik pomočnice rudarjev, 4. decembra, bo iz Belgije koriera. Tisti, ki čejo prit dol uon an želijo imiet buj podrobne informacije, naj pokličejo: M. Pietquin, rue du Bois, 41 TAMINES tel. 071/776021 Pohitita! Imata cajt samuo do 22. novemberja... an nasvidenje Anche a Udine la mostra “Benecia fra guerra e pace” Da Porzus a Gladio e il confine orientale Giovani partigiani di Vernasso con corazzato britannico a Cividale liberata, 2 maggio '45 I La mostra “Benecia fra guerra e pace” è approdata a Udine presso il Centro sociale Autogestito, dove si è svolto un incontro sul tema “Da Porzus a Gladio -Le questioni nazionali sul confine orientale”. Il tema suggeriva una traccia riguardante gli intrecci politici e militari nel corso della guerra di liberazione e l’involuzione nazionalista della classe di governo italiana. Della mostra, su questo giornale, si è già detto: il Centro Studi Nediža con la mostra ha voluto offrire u-na sintesi della vita reale degli sloveni delle Valli del Natisone con immagini fotografiche documentarie di pace e di guerra che vanno dalla prima guerra mondiale al secondo dopoguerra. All’incontro sono stati invitati quattro relatori, o-guno dei quali ha esposto le proprie convinzioni sul tema. Donato Toffolo ha affrontato il tema della questione friulana nella guerra di resistenza e dei problemi dell’autonomismo friulano con una analisi delle forze che ne hanno ostacolato lo sviluppo nei vari momenti storici. Paolo Petricig, organizzatore della ricerca fotografica, ha attualizzato il problema del nazionalismo facendo notare le recenti trovate circa le “pretese” jugoslave di annettere il Friuli fino al Tagliamen- to (che trovano facile ospitalità sulla stampa friulana, chiedendosi se si tratta di i-potesi o di atti documentabili. La guerra non è stata un gioco, come voleva mostrare il governo fascista. La guerra ha avuto i suoi costi non solo per l’Italia, ma per tutti i popoli che furono vittime dell’espansionismo italiano e tedesco. La Jugoslavia, vittima dell’aggressione fascista, ha esposto apertamente e in tutte le sedi le sue “pretese”, che con il Tagliamento non avevano niente a che vedere. Il confine fu risultato delle mediazioni fra le grandi potenze. Una polemica storica è utile e necessaria, ma una polemica politica riferita ai giorni nostri, non ha altro scopo che alimentare i rancori e i nazionalismi del passato. Faustino Nazzi ha esposto, con una interessante documentazione storica d’archivio, l’atteggiamento delle alte sfere ecclesiastiche nei confronti del clero sloveno locale. In molte circostanze, fino a fame u-na continuità storica, la gerarchia clericale ha inteso frenare le richieste dei cristiani sloveni di rispettare la tradizione linguistica slovena. Il giudizio che Nazzi trae dalla storia dei rapporti fra la Chiesa e la comunità slovena è molto severo soprattutto nei momenti in cui la Chiesa si è mostrata succube alle organizzazioni paramilitari nazionalistiche, in spregio al messaggio universale del Cristianesimo. Alessandra Kersevan ha ripreso le prese di posizione seguite alla pubblicazione del suo libro “Porzus, un processo da rifare”, in cui sosteneva che la tesi della diretta responsabilità dell’esercito partigiano jugoslavo era rimasta indimostrata, e documentava che i contatti, degli osovani con i repubblichini e i tedeschi erano realmente avvenuti e favoriti dalla curia di Udine. Fu questo, secondo la Kersevan, a fornire il pretesto a Giacca per la liquidazione del presidio o-sovano di Porzus, eccidio che divenne poi il principale elemento di agitazione nazionalistica dell’“Orga-nizzazione O”, con effetti negativi sulle rivendicazioni autonomistiche del Friuli e della minoranza slovena. Alessandra Kersevan ha osservato che finora nessun intervento (come quello dell’APO) ha raccolto la sfida da lei lanciata a confutare con fatti e dati la sua documentazione. Pur annunciando “di fare in altra sede una puntuale e sistematica opera di chiarificazione”, la risposta alla Kersevan è rinviata “sine die” lasciando luogo solo a contestazioni irritate ed ingiuriose. Quale giudizio se ne può dare oggi? Òsimo compie venti anni., segue dalla prima Il cavallo di battaglia, oggi sfruttato al massimo, è la questione dei beni abbandonati dagli esuli istriani. Poco importa che sia stato firmato un accordo sul loro indennizzo - e a questo proposito non si vede perchè la Slovenia, visto il loro numero limitato, non li renda ai vecchi proprietari facendosi restituire quanto già pagato - e che siano in pochi quelli che ne sono ancora interessati. E’ un dato di fatto che la faziosità, l’acredine ed irrazionalità, dei nazionalisti -militaristi non verranno minimamente scalfite da qualsiasi offerta od azione. Questo è apparso chiaro già nel Consiglio regionale all’epoca dell’approvazione degli accordi - discussi in quella sede per ben quattro volte in un anno e questo dovrebbe sfatare la leggenda che “tutto è passato sopra la testa delle popolazioni locali” quando la strategia della tensione venne chiaramente denunciata. Gli incalliti e “professionali” oppositori non tennero, e ancora meno tengono oggi, in alcun conto le esortazioni del relatore Coloni che chiedeva di chiudere un contenzioso generato proprio da quelle forze che fingevano di non sapere che si era “usciti da una guerra di aggressione, voluta dallo Stato fascista, che non esitò ad annettersi perfino la provincia di Lubiana. Una guerra di aggressione che non fu sicuramente desiderata dal popolo italiano ma che, inevitabilmente, come sempre nella storia, fu duramente pagata dal popolo che la perse”. Fabio Bonini Sergio Coloni (Ppi) e l’Europa dell’est Guiderà l’ufficio della consulta internazionale Per rendere più flessibile il partito di fronte al continuo mutare del quadro internazionale il Partito popolare ha costituito la Consulta per i problemi internazionali, articolata su quattro uffici: Europa centrale e balcanica, politica europea nel Mediterraneo, semestre italiano nell’UE, organizzazioni internazionali. Ai popolari del Friuli-Venezia Giulia è stato chiesto di guidare ed orga- nizzare l’ufficio per le questioni nell’area della Mit-teleuropa e dell’Europa o-rientale. La responsabilità di questo ufficio è stata affidata a Sergio Coloni, ex deputato triestino della DC e sottosegretario al Tesoro. Con lui collaboreran-no il coordinatore del PPI per l’Isontino Bergamin, il consigliere comunale di Trieste Godina, l’ex sotto-segretario agli esteri Fio-ret ed un esponente dei popolari friulani. ~“ Manjšine —— E la legge quadro ritorna in aula... Il tema affrontato nell’assemblea annuale del Confemili novi matajur 5 Pogovor s Cadorinijem (Psi) o zakonu za Furlane “Treba j e nehati s centralizmom” četrtek, 16. novembra 1995 Si é aperto con un ricordo di Alex Langer - l’eurodeputato recentemente scomparso che é stato uno dei più attivi sostenitori delle minoranze in Italia - l’assemblea annuale, tenutasi domenica a Roma, del Confemili, il Comitato nazionale federativo delle minoranze linguistiche d’Italia. All’incontro era presente anche il direttore dell’Ufficio centrale per i problemi delle zone di confine e delle minoranze, il prefetto Antonio Farrace, che ha annunciato la riedizione del primo rapporto sulle minoranze i-taliane, redatto dal Ministero degli Interni, ed ha promesso sostegno per la risoluzione dei problemi legati alla legge quadro di tutela per le minoranze. Il presidente del Confemili Domenico Morelli ha da parte sua ricordato la prossima uscita di un terzo rapporto, al quale l’organismo ha collaborato, mentre il 9 novembre la Commissione Bilancio della Camera ha approvato - anche se con alcune osservazioni - il disegno di legge sulla tutela che ora dovrà ripassare in aula. Una pronuncia del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione sulle problematiche relative alle isole linguistiche, riferita in particolare all’insegnamento delle lingue minoritarie nelle scuole, (ne riferiamo in parte) é stata illustrata da Thomas Luis Prader, rap- presentante del Sudtirolo e membro del Consiglio. Il vicepresidente del Bureau europeo per le lingue meno usate Bojan Brezigar, sloveno, ha parlato delle difficoltà, soprattutto economiche, in cui versa l’organismo intemazionale, che però possono essere considerate “una cosa passegge- ra”, e di due documenti intemazionali sulle minoranze - una convenzione quadro sulla tutela delle minoranze e un documento dell'Iniziativa Centro-europea - sotto-scritti, cosa inedita e sicuramente positiva, dal Governo italiano. Un altro sloveno, Peter Rustja, ha illustrato l’attività giovanile all'interno del Bureau, mentre in tema di dibattito é stato proposto un convegno che dovrebbe ser-vire a fare un bilancio dell’esperienze degli statuti comunali (un primo appuntamento era avvenuto subito dopo l’approvazione della legge 142 ad Alghero e quella potrebbe essere la sede adatta per un nuovo convegno ) e discusso un progetto molto interessante da parte deH’Osservatorio sulle minoranze linguistiche che ha sede presso l’Università “La Sapienza” di Roma ed é diretto dal linguista Tullio De Mauro. Questa sezione sta predisponendo un ricco archivio sulle minoranze in Italia, a livello europeo nel contempo collabora con altre istituzioni nel quadro di un progetto per un osservatorio europeo sulle minoranze linguistiche. Tra breve i dati dovrebbero essere introdotti anche nel circuito telematico Internet, (m.o.) Rim je spet odgovoril ne. Deželni svet Furlanije-Julji-ske krajine je 27. septembra sprejel zakon, s katerim se je zavzel za aktivno politiko glede zaščite furlanskega jezika in kulture. Zakon nedvomno predstavlja pomemben kvaliteten kulturni skok deželne politike na področju zaščite furlanske manjšine. Toda se ne omejuje na to. “Osredotočili smo se na fur-lanščino, v mislih pa smo seveda imeli tudi druge jezike prisotne v naši deželi” je poudaril eden od očetov zakona, Sergio Cadorini, svetovalec DSL. In dejansko še zlasti načelna stališča v zakonu, kot recimo poudarek, da je furlanščina eden od konstitutivnih jezikov dežele (“una delle lingue proprie della regione”), iz česa izhaja tudi možnost njegove rabe v odnosih do javne uprave in tudi v občinskih svetih, odpira nove možnosti tudi za našo manjšino, saj uveljavlja pristojnosti Dežele na področju zaščite manjšin. Toda, kot rečeno, iz Rima prihaja spet hladna prha. Vlada je zavrnila zakon oziroma zahtevala določene popravke. Kakšne?, smo vpa-šali svetovalca DSL Cadori-nija. “Ugovori zadevajo člene 1, 2, 4, 5, 6 in 11. Prvi člen našega zakona, po oceni vlade, ustvarja konflikt med 6. členom Ustave in 3. členom Statuta naše dežele, kjer je rečeno, da ne sme priti do neenakopravnosti med drža- NOINACCO MUIMANS vljani in predvsem v drugem odstavku uveljavlja princip, da Dežela lahko z lastnim zakonom poseže na področje zaščite manjšin. Medtem ko smo mi želeli poudariti našo avtonomijo tudi glede na nove razsodbe, se je vlada odločila za tradicionalno pot in osporava Deželi kompetenco sprejemati zakone na tem področju. Torej vsebinsko se 1. člen izvotli, vendar to še ne pomeni, da nima zakon možnosti uresničiti določene politike na področju varstva furlanščine”. “Vlada poleg tega ne sprejema sklicevanja na evropsko listino o manjšinskih jezikih, saj je ni še italijanska država ratificirala. Nemajhen problem” - nadaljuje Cadorini - “predstavlja tudi ugovor glede pristojnosti, ki jo imajo Občine pri opredeljevanju območja na katerem naj se zakon izvaja. V našem zakonu tega aspekta nismo opredelili natančno, izhajali pa smo iz besedila, ki ga je poslanska zbornica že odobrila. ”. Seveda, ko smo našega sogovornika vprašali za oceno o vladni odločitvi je bil zelo odločen. “Treba je prenehati s starim centralističnim odnosom vlade. Svet se spreminja in vse bolj se uveljavljajo avtonomistične težnje. Po drugi strani, če ima naša dežela poseben status, to dejstvo je treba upoštevati”. Kakšno pot bo ubrala dežela?, smo vprašali Cadori-nija tudi ob ugotovitvi, da je bil ob njem glavni nosilec zakona za Furlane svetovalec SL Cecotti, sedanji predsednik deželnega odbora. “Dve poti sta pred nami. Lahko odločno vztrajamo v odnosu do rimske vlade, toda je taka politika po navadi malo učinkovita, oziroma se jo je treba držati, kadar gre zgolj za uveljavljane načel. V tem primeru ne gre le za to, saj zakon predvideva vrsto konkretnih inštrumentov s katerimi zaščititi furlanšči-no. Bil bi dosti bolj zaskrbljen, če bi nam vlada ospo-ravala ustanovitev Znanstvenega observatorja, ki je “režijska soba” pri uresničevanju zakona. Obstaja torej tudi možnost sprejetja ugovorov. Se nismo še sestali, mislim pa da ne bo treba čakati dolgo na odgovor dežele tudi spričo dejstva, da vodi deželno vlado Cecotti”. (jn) ftoofVMn i jNUDERE LA f*i Da destra Domenico Morelli, presidente del Confemili, assieme ad un altro membro dell’organismo, Gianpietro Boschero “La scuola deve fare la sua parte per le minoranze” Porta la data dell’ 11 luglio scorso una pronuncia del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione - approvata dai suoi membri all’ unanimità - in merito alle problematiche relative alle minoranze linguistiche. Il documento riporta, come premessa, una precedente pronuncia con cui il Consiglio nazionale affermava tra V altro che “la problematica posta dalle isole linguistiche, cioè dalle varie realtà disseminate tra la popolazione di lingua italiana, presenta risvolti di crescente interesse sul piano culturale, linguistico, storico, psicologico, pedagogico e politico”. Viene ricordato poi che “l’interesse per le lingue e per le culture minoritarie e la presa di coscienza della propria identità é un fenomeno molto diffuso in Europa e investe anche popolazioni che erano considerate ormai assimilate”. Sulla base di una serie di deliberazioni a-dottate da organismi europei il CNPl rileva che “il nostro Paese deve sentirsi impegnato in tutte le sue articolazioni (Regioni, Province, Comuni) ad adottare le misure necessarie ed adeguate a sviluppare, e non solo a conservare, la ricchezza del patrimonio costituito dai vari gruppi etnici esistenti sul territorio”. * * * Si arriva quindi a sottolineare l’importanza della conoscenza e di conseguenza dell’insegnamento della lingua, che è “un connotato specifico di una cultura”. “Per conservare una lingua minoritaria - si legge nel documento - non basta più il semplice uso: occorre conoscere le funzioni comunicative, espressive e relazionali della lingua stessa per rafforzarla nell’ambito in cui essa vive. Occorre sostenere l’uso delle lingue minoritarie anche con mezzi economici, per accedere ai mass-media, a spazi, strutture di apprendimento e di in- segnamento, di ricerca e di elaborazione culturale”. In questa prospettiva “riveste fondamentale importanza la scuola” il cui impegno dovrebbe svilupparsi attraverso due percorsi: “offrire alle minoranze linguistiche l'opportunità dell’ apprendimento della loro lingua materna (lingua del gruppo etnico) e di conoscenza della propria cultura nelle sue varie articolazioni ed espressioni; informare e sensibilizzare tutte le componenti scolastiche sulla storia, la cultura e la lingua delle minoranze e-sistenti sul territorio”. * * * Il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione, dopo aver analizzato questi due percorsi - rilevando come indispensabile un intervento legislativo dello Stato, affinché le varie iniziative proposte a livello locale possano disporre di un riferimento giuridico certo - sottolinea che l’esigenza della tutela e valorizzazione delle minoranze linguistiche negli ambiti scolastici è stata già avvertita dal legislatore nei documenti programmatici della scuola di base (materna, elementare e medie). “Si tratterebbe ora -afferma il CNPI - di e-stendere queste disposizioni anche alla scuola media di secondo grado e tradurle nella realtà didattica di tutti i giorni”. Sulla base di queste considerazioni l’organismo nazionale “auspica che i principi contenuti nella pronuncia vadano diffusi in tutte le scuole, perché siano rispettati in termini operativi e siano riproposti nel circuito scolastico" e che i principi “debbano venire diffusi anche presso gli enti locali”. Infine un’ultima raccomandazione riguarda l'elaborazione del disegno di legge quadro attuativo dell'articolo 6 della Costituzione “affinché le affermazioni di principio possano trovare sollecito ed adeguato intervento legislativo". In tanti a difesa della Costituzione A Udine, presso la sede dell’Anpi provinciale, è stato costituito nei giorni scorsi un Comitato per la difesa della Costituzione i-taliana. Vi aderiscono personalità della cultura, della scuola, delle associazioni combattentistiche, del mondo del lavoro, preoccupate - come si legge in una nota diffusa alcuni giorni fa - per i continui, insistenti e talora offensivi attacchi contro la lettera e lo spirito della legge fondamentale dello stato italiano, la Carta costituzionale. Una costituzione democratica e socialmente a-vanzata, espressione degli ideali, dei progetti e dei valori più alti e nobili della Resistenza. Il Comitato si propone innanzitutto di far conoscere e rilanciare la Carta costituzionale in tutte le sedi a partire dalle scuole ed i-noltre affrontare i temi revisionisti più insidiosi. “Si tratta” - prosegue la nota - “di discutere e prendere posizione contro i pruriti autoritari di chi vuol trasformare la repubblica parlamentare in repubblica presidenziale; contro il disegno ambiguo e pericoloso di chi intende affossare la democrazia rappresentativa e contando sul possesso dei mezzi di comunicazione, instaurare un regime plebiscitario, e-motivo e viscerale. Prendere posizione contro chi preme in modo anacronistico e antistorico per balcanizzare l’Italia che è « u-na ed indivisibile nell’ambito di un ampio decentramento amministrativo”. Tra le adesioni pervenute al Comitato quella della Confederazione che riunisce le associazioni combat-tentistiche del Friuli, dell’Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione, delle Adi, di C-GIL e UIL, del Centro di prima accoglienza Ernesto Balducci e di diverse personalità, da don Luigi di Piazza a Silvana Schiavi Fachin, da Federico Vincenti a Marcello Riuscetti e Tito Maniacco. J Km L II Četrtek, 16. novembra 1995 V nediejo manifestacija an praznik na Klančiču Petandvajst liet špietarskega Cai Nie ki. Trieba je reč, de so magia an “Suola” v naravi, daževni dan nomalo vederbal praznik, ki Vsi te druz so čakal na Klančiču, kjer ga je Spietarski Cai napravu za prazno- je famoštar don Nisio Mateucig požegnu vat 25 liet svojega življenja an diela. Sre- spomenik an vse zbrane planince an kjer čanje v nediejo popudan pa ni bluo zatuo so bli pozdravi. Parvi je guoriu o ljube-nič manj lepuo an veselo. zni do gorah, ki nas peje vesoko v hribe, Le majhana skupina je Sla po natura- odkoder lahko občudujemo lepoto sveta listični stazi gor na Roba, ki pa jo je zari- okuole nas an pod nam an sievieda tudi es uriedno prehodit ne samuo zak ponu- nje stvarnika, sam famoStar Mateucig, ja lep pogled an je bla lepuo očejena, tu- tudi on dober an aktiven planine. Potlè di zatuo, ker so ble katalogane vse sorte so spreguoril še drugi prijatelji an pred-drevi an zatuole je ratala na majhana stavniki oblasti. D parco delle Prealpi Giulie e la Val Resia La Val Resia e il parco delle Prealpi Giulie (nel disegno in alto) hanno ospitato un soggiorno di studio, promosso dalla sezione Friuli collinare del Wwf, cui hanno preso parte tecnici, insegnanti e studenti provenienti da ogni parte d’Italia. Il corso, di oltre una settimana, ha permesso ai partecipanti di valutare le potenzialità di un’area protetta che attende solo di essere i-stituita dalla regione. Con la collaborazione del circolo Rozajanski dum e del Comitato di coordinamento del parco è stata organizzata u-na serie articolata di iniziative per approfondire la conoscenza del patrimonio naturalistico (con escursioni nelle zone di maggior interesse ambientale e paesaggistico come il Rio Nero, il monte Guarda ed il massiccio del Canin), socio-economico e culturale. Ci sono state inoltre visite guidate ai borghi e alle attività produttive che l’amministrazione comunale sta cercando di preservare e promuovere. Grande interesse hanno suscitato i seminari sulla cultura resiana. Gli approfondimenti hanno riguardato il dialetto sloveno, la musica, le danze, i costumi, evidenziando l’arricchimento umano di cui il parco potrebbe beneficiare. Il parco delle Prealpi Giulie, é stato sottolineato Sono ripresi in questi giorni i lavori di completamento dell’edifìcio adibito a colonia estiva di proprietà del comune di Precenicco (UD), in località Tigo a S. Giorgio di Resia. Già prima del terremoto vi era una colonia, appartenente sempre allo stesso comune, la quale gravemente lesionata fu distrutta in seguito ai sisma del '76. L’edifìcio attuale fu costruito negli anni ottanta ma non è ancora ultimato. Con la ripresa dei lavori si spera che l’edificio tra breve possa essere completato e quindi, già con il prossimo anno, potrà acco- dai partecipanti a conclusione del seminario, potrebbe costituire una valida forma di investimento per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in Val Resia con la possibilità di sviluppare attività e servizi legati al turismo naturalistico e culturale. gliere i primi gruppi di ragazzi. Per la ripersa dei lavori si è impegnata molto l’amministrazione comunale di Precenicco, guidata dal sindaco Giuseppe Napoli, il quale anche nelle diverse visite effettuate a Resia ha ribadito l’interesse di quel comune affinchè si portassero a termine in breve i lavori. Con la costruzione del ricovero Igor Crasso, il completamento della colonia a Coritis e quella di Tigo, la Val Resia si è così arricchita di importanti strutture che saranno di sicuro appoggio nelle iniziative turistiche future. (l.n.) La colonia Pozdravili so predsednik nediškega Cai Lorenzo Za-nutto, ki je Se posebej za-hvalu Renata Qualizza za opravjeno dielo tudi na naturalistični stazi, predsednik čedajskega Cai Rodolfo Si-nuello, predstavnik Planinskega društva rž Kobarida Andrej Koren, v imenu Planinske družine Benečije Romina Cencig an na koncu še Spietarski šindak an predsednik Gorske skupnosti Firmino Marinig. Zadnji trije tudi po sloviensko. V besiedah vseh je bluo čut skarb za naravo an za vse naše doline, ki so nimar buj zapuščene, voljo narest an ponudit kjek posebno beneški mladini an tudi željo se srečevat, dielat - pruza-pru hodit - kupe, potardit an poglobit parjateljstvo, ki ga je povsierode malo. Če slo-vienski pregovor pravi, de tisti, ki rad pieje, ne misli slabo - je jau Andrej Koren, tuole vaja an za tiste, ki hodijo v planine. Uradno srečanje so zarobil Nediški puobi s sloviensko an italijansko piesmijo. Potlè pa se je začeu pravi senjam v bližnji gostilni, kjer so vsi prijatelji dobili Pozdrav špietarskega šindaka Mariniča publikacije domačega Cai. Med njimi tudi zadnje bu-kuca “Due comuni, un 25., tante montagne, molti amici”, kjer so zbrani teksti članov an parjateljev an je dosti liepega za prebrat, od pravce po sloviensko, ki jo je napisala Bruna Dorbolò do zelo liepih “prave” Marzie Zanutto an puno drugih. Bukva pa so bli posebe predstavili v sriedo zvičer. Pa varnimo se na praznik. Bluo je takuo veselo an lepuo, de se nie obednemu mudilo damu, vse je veselo prepevalo do pozno. Ne-diškim puobam pa so vsi pomagal. Buj pozno še gara je bla med improviziranimi zbori. An tudi tele krat ni manjkala ramonika, ki jo je veselo arstezvu Piva. “V odboru, ki šteje osem oseb, vsakdo izmed nas je odgovoren za določeno področje. Meni je bila dodeljena naloga, da skrbim za nastanitve, za sprejem tekmovalcev, spremljevalcev in novinarjev, skratka za vsa organizacijska in logistična vprašanja olimpijske vasi”. Kako se pripravljate, da bi bili kos tako zahtevni organizaciji? “Da smo lahko od blizu spoznali, kako so drugi organizirali tako pomembno športno prireditev, smo bili v Lillehamerju, ki je gostil zadnjo zimsko olimpijado. Z organizatorji tamkajšnje prireditve smo se pogovarjali o vseh aspektih, ki zadevajo organizacijo. Spoznali smo, s kakšnimi težavami so se soočali, kaj vse je treba storiti, da je olimpijada lahko nemoteno stekla in da ni prišlo do določenih zastojev, ki bi metali slabo luč na prireditelje in na sam kraj”. KakSne kompetence ima vas odbor? “Naš odbor je tehnične narave in skrbi bolj za operativo. “Politični ” odbor pa je nekaj drugega, v njem so predstavniki vseh treh dežel, ki naj bi izpeljale lahko bolje spoznal “konkurenco” in se temu primerno opremil. Ugotovili smo, da ni delo, ki nas čaka, majhno. V naslednjih mesecih bomo morali spoznati še marsikaj, ki zadeva organizacijo olimpijade. V podskupini, ki ji nače-ljujem, sta še dva sodelavca v predstavništvu Koroške in Slovenije. S strani Koroške bom za sodelavko imel Slovenko, ki je zaposlena na koroški turistični zvezi, sodelavec iz Slovenije pa bo po vsej verjetnosti nekdo iz Kranjske gore, ki ima velike izkušnje z organizacijo svetovnih smučarskih pokalov. Moram reči, da naloga, ki mi je bila dodeljena v tem odboru, se ne oddaljuje veliko od mojega vsakdanjega dela pri Promoturju, kjer sem zadolžen za marketing”. Iz pogovora s Petrom Gerdolom je razvidno, da se na Tromeji maksimalno prizadevajo, da bi uresničili načrt o prvi zimski olimpijadi v organizaciji treh držav. Cez tri leta pa bomo izvedeli, če je bil njihov trud poplačan. Rudi Pavšič V primeru zimske olimpijade 2006 bo Gerdol skrbel za olimpijsko vas Kanalski Slovenec, član pripravljalnega odbora za športno manifestacijo na Tromeji olimpijsko preizkušnjo”. Tromeji je tokrat spo- dletela organizacija olim- pijade za leto 2002. Me- niš, da za preizkušnjo leta Peter 2006 obstajajo večje mo- Gerdol žnosti? zgoraj, ob “Osebno sem relativno strani pa optimist, čeprav se zave- slalomist dam, da pred nami stojijo v akciji Med prireditelji mednarodnega posveta o večjezičnosti na Trbižu je bil tudi Peter Gerdol, ki je zaposlen pri agenciji Promotur. Le-ta je zadolžena za turistično promocijo zimsko-športnega območja v severno-vzhodnem pre- delu naše dežele. Prijatelji društva Planika so mi povedali, da je Peter član pripravljalnega odbora za zimske olimpijske igre leta 2006 na tromeji. Tako je med odmorom posveta nastal pogovor o zadolžitvi Gerdola. določene ovire, ki jih bomo lahko premagali le s skupnimi močmi. Deželna uprava bo morala v najkrajšem času sprejeti zakon, s katerim bo sofinansirala mešano družbo, ki bo imela nalogo skrbeti za organizacijske in tehnične plati zimske olimpijade”. Ob tem pa je pomembno, da boste “prepričali” svetovno olimpijsko komisijo, ki bo odločala o kandidaturi za leto 2006. Kako naj bi jo prepričali? “Na razpolago imamo dokumentacijo vseh mest, ki so kandidirala za olimpijado leta 2002. S tem razpolagamo s pomembnim materialom, ki bo služil tudi našemu odboru, da bo Terske Model Speter Gorska skupnost za Terske doline ter občinski upravi v Tipani in Bardu so pobudnice nadvse pomembne in razveseljive odločitve, ki zadeva dvojezično Šolstvo. Potem ko je zaradi nizkega števila otrok obstajala celo možnost, da bi zaprli tamkajšnji osnovni šoli oziroma, da bi ju združili, so se odločili, da bodo v Viskorši prihodnje leto odprli prvo “uradno” dvojezično osnovno šole na Videmskem. Za zgled so vzeli diferenciran pouk v dvojezičnem šolskem centru v Spetru, “blagoslov” pa so že dobili od videmskega šolskega skrbnika, didaktičnega ravnateljstva, pokrajinske uprave in samih staršev, ki so pokazali največ zanimanja za takšno obliko pouka. O tem je tekla beseda med klepetom, ki smo ga imeli s predsednikom gorske skupnosti za Terske doline Armandom Noaccom, bivšim županom iz Tipane in predstavnikom krščanske do-mokracije (danes je član Ljudske stranke), ki je med prvimi spoznal napačnost določnih zaprtih pogledov te stranke v odnosu do slovenske skupnosti na Videmskem. “Z umestitvijo dvojezične osnovne šole v Viskorši želimo odpreti novo poglavje v naši stvar- nosti in izpostaviti dejstvo, da predstavlja naše območje, naši ljudje, ki poznajo več jezikov, predvsem bogastvo in boljšo perspektivo (tudi ekonomsko) za jutrišnji dan. Projekt, kateremu neposredno sledi naš odbornik prof. Viljem Černo (z njim bomo objavili pogovor v eni od naslednjih številk, op. ur.) je inovativen in če izvzamemo primer zasebne šole v Špe-tru, prvi, za katerim stojijo javne uprave. Naša skrb je, da popravimo določene krivice iz preteklosti in da nudimo našim naj mlajšim pogoje, da bodo spoznali in vzljubili svojo jezikovno specifiko, svoje korenine, svojo govorico in svojo zgodovino. Vem, da bo ta načrt lahko sprožil določene po- litične špekulacije, katere pa bodo same sebi namen. Ni več časa za morebitne nazadnjaške poglede. Naša bodočnost je v sodelovanju, gre v smer odpiranja do soseda, ki v našem primeru je stvarnost onstran meje v Sloveniji”. Predsednik Noacco je bil tudi mnenja, da je treba poiskati vse možno oblike sodelovanja ob meji, ki mora postati element za nadaljne združevanje. Pri tem je negativno ocenil nerazumevanje, ki še vlada med Rimom in Ljubljano in ki zaustavlja ta proces. Kar zadeva gorske skupnosti je dodal, da so pred kratkim ustanovili permanento konferenco predsednikov GS (je njen predsednik), ki bo morala navezati plodnejše dogovarjanje z deželno upravo. (R.P.) Intervista al presidente della Comunità montana delle Valli del Torre Armando Noacco cui afferma la presenza storica degli sloveni nella provincia di Udine. Come spiega questo cambiamento? Già ai tempi della DC il comitato provinciale di Udine aveva votato un documento che teneva conto delle indicazioni oggi presenti nella proposta di legge del PPI. Personalmente in quell’occasione, insieme all’amico Giancarlo Cruder, ho sostenuto questa visione positiva della presenza degli sloveni nella provincia di Udine. Oggi nel PPI questo tipo di visione mi sembra data per scontata ed il partito si sta collocando su quelle posizioni che negli anni addietro, con più coraggio e più convinzione, portarono avanti i parroci delle nostre zone”. Sono passati vent’anni dalla firma degli Accordi di Osimo. Tra l’Italia e la Slovenia, però, il dialogo continua tra molte difficoltà. Perchè? “I comuni di Taipana, Lusevera, Tarcento, Nimis, Caporetto e Bovec hanno alcuni anni addietro firmato un’accordo di collaborazione. Oggi le comunità montane delle Valli del Torre e del Natisone intendono allargare questo discorso per superare nei fatti il confine mantenedolo solamente come elemento di incontro. In realtà abbiamo superato le chiusure che sembrano presenti neH’ambito dei rap- porti tra i due stati. Questo significa che la loro visione è lontana dalla realtà che noi viviamo quotidianamente e nella quale siamo riusciti ad evidenziare quello .che ci unisce. Roma e Lubiana, evidentemente, questo non lo hanno capito”. C’è un divario sempre più grande tra la montagna e la pianura. La “calata” degli acquirenti austriaci porta ossigeno al fondo valle poco o niente alla montagna. Cosa fare? “La nostra realtà paga le conseguenze di alcune scelte fatte nel passato. 11 pacchetto Trieste-Gorizia, per esempio, ha fortemente penalizzato le nostre zone per cui era molto difficile che un’imprenditore venisse ad investire da noi. Sbaglia chi pensa che investendo nel fondo valle si creeranno i servizi alla montagna”. Rudi Pavšič Guardiamo ciò che ci unisce La nostra specificità etnica ci avvantaggia nella nuova realtà di confine La Comunità montana delle Valli del Torre è guidata da Armando Noacco, già sindaco di Taipana, al quale abbiamo chiesto quali sono le prospettive per la montagna. “In passato non siamo riusciti a dare una politica attiva alla montagna e la situazione oggi è quella che tutti vediamo: negativa. Piangere sul latte versato serve a poco, bisogna guardare avanti ed intrapprendere una nuova strade per la salvaguardia del nostro territorio. Le amministrazioni comunali devono essere, prima di o-gni altro, motivate per dare le indicazioni giuste in quanto conoscono le peculiarità del territorio. In questo senso deve nascere una collaborazione tra i sindaci e la comunità.mon-tana per realizzare una sinergia che dia risposte concrete alle esigenze della montagna. Bisogna, dunque, formare u-na conferenza permanente dei sindaci che determini le linee guida. Questo logica si va a collocare nella nuova situazione in cui si è venuta a trovare la nostra regione che deve ragionare in termini nuovi, di apertura verso l’Est. Non va dimenticato che proprio le nostre zone, negli anni passati, a causa del confine chiuso, hanno più di altre pagato la poca permeabilità tra le due realtà politiche ed economiche. Oggi La scuola di Monteaperta noi vediamo ampliarsi le possibilità di interscambio economico e socio-culturale che certamente gioveranno anche al nostro territorio, alla nostra gente, alla montagna. Penso che per la nostra specificità etnica siamo avvantaggiati dalla nuova realtà sul confine. Nostro compito è andare a proporre, assieme alle altre comunità montane lungo la fascia confinaria, dei progetti che ci portino alle risorse che la Comunità europea ci mette a disposizione. In questo senso stiamo predisponendo dei centri (sportelli) di informazione e raccolta dati che avranno il compito di sensibilizzare ed auitare la gente, gli imprenditori, sulle opportunità che ci vengono date attraverso i vari programmi d’investimento a carattere comunitario”. Da più parti si indica la Regione in quanto rea di aver “snobbato” le comunità montane. Che ne pensa delle macrocomunità? “E’ facile dare sempre la colpa agli altri. Piuttosto che cercare le responsabilità degli altri mi concentrerei a vedere se sono in grado di realizzare dei progetti che possono essere supportati dalle normative vigenti. Parlare di macrocomunità vuol dire sviare il problema in quanto già le attuali comunità hanno la possibilità di lavorare e poter agire assieme, da grande comunità. Quello che ci manca sono determinate funzioni (gestione delle risorse) che la Regione non ritiene ancora di dare alle comunità montane in quanto pensa di essere più competente. Manca dunque una certa fiducia operativa nei confronti delle nostre comunità. In questo discorso è importante il fatto che i presidenti delle comunità montane della regione abbiano formato una conferenza permanente dei presidenti (a guidarla per i primi 6 mesi è stato nominato Armando Noacco, n.d.r.) che potrà diventare un interlocutore privilegiato con la Regione”. Cosa può fare la vostra comunità montana nei confronti delle esigenze della popolazione slovena nostra zona. I bambini sono parte integrante ed interpreti della realtà del territorio su cui vivono. L’importante è creare sul posto le condizioni psicologiche e didattiche e conseguentemente anche i supporti per la valorizzazione della nostra specificità etni-co-culturale. Per questo progetto abbiamo il sostegno del Provveditore agli studi, della Direzione didattica, dei genitori, delle amministrazioni comunali e della Provincia. So bene che questa nostra visione si può prestare a speculazioni di carattere politico che, secondo me, sono tutte in malafede e lasciano il tempo che trovano. Il fatto che in assemblea soltanto 4 consiglieri su 30 si sono dichiarati contrari al nostro progetto indica la giustezza delle nostre scelte”. Lei oggi è un rappresentante del PPI e ieri della DC. Questo partito proprio nella Benecia aveva dei connotati di chiusura verso la realtà slovena. Oggi il PPI ha presentato una proposta di legge in delle Valli del Torre? “La nostra comunità intende supportare iniziative che principalmente riguardano i giovani, cioè l’istruzione. La scuola deve essere un terreno di semina per il futuro. In questo senso ci siamo dati da fare affinchè a Monteaperta nasca una scuola elementare che possa beneficiare anche dell’espe- rienza della scuola bilingue di San Pietro al Natisone, con la quale siamo collegati. Intendiamo istituire una scuola in cui l’insegnamento differenziato della lingua italiana e di quella slovena rappresenti il cardine intorno al quale costruire un’istruzione legata alle peculiarità ed all’ambiente della Taipana: il maestro Berrà con i piccoli dell’asilo che hanno frequentato il corso di sloveno nell’anno 1993/94 Četrtek, 16. novembra 1995 8 Mejni blok na Merniku je že šest miescu zapart Al ni obedne poti za odpriet to pot? Mejni prehod, blok na Merniku je zapart že od maja. Tuole gre zlo narobe vsem tistim, ki žive v Čedadu pa tudi v Nadiških dolinah, ki so vickrat “skočil” na drug kraj po bencino. Iz Starega miesta do Mernika je samuo deset kilometru an še kakih tri, štier do bencinske črpalke. Ze vičkrat so nas naši brauci poklical za naš vprašat, če je blok v Merniku ali Golem bardu, takuo ki ga kličejo na drugi strani meje, šele zapart. Narpriet smo poklical čedajski komisariat, kjer so nam jal, de je pa-du na ciesto plaz an de je blok šele zapart. Obarnil smo se tudi do šefa novogoriške policije Branka Strle-ta, ki nam je zelo prijazno poviedu, kakuo stoje stvari. “Maja smo bli z italijan- ske strani, od župana občine Dolegna del Collio obveščeni, da je na ciesto, ki pelje do meje padu plaz. Ker je nevarnost premika nazaj po cesti, je dau odločbo, da se ciesta zapre. Druge poti do bloka ni, takuo je biu zapart. Odgovor, ki smo ga dobili od župana je, da se bo sanacija začela, ko bo denar zagotovljen. Dela pa se niso še začela”. Zviedeli smo, da s slovenske strani so bili narejeni vsi potriebni koraki pri mejnih kompetentnih organih in o tem problemu je tekla besieda an na mešani italijansko -slovenski komisiji. Poznajo ga tudi na Ministrstvu za notranje zadeve an zunanje zadeve. Obarnil smo se tudi na kamun v Dolegna del Collio, kier pa niesmo še dobil odgovora, upamo pa de drugič vam lahko povemo, kaj pravi Občina. Na vsako vižo problem je an je čudno, de v malomanj šest miescu se nie moglo ušafat poti za ga rešit. Oškodovani so sigurno ljudje, ki žive blizu meje, še narbuj velika škoda je bla nareta gaspodarjem bencinske pompe an butige v Golem Bardu. Zaparla se je pomembna žila, kjer so se pretakali ljudje, an je imiela veliko ekonomsko valenco. Po tarkaj cajtu se pa odperja an politično vprašanje. Če je dogovor med Slovenijo in Italijo, de so odprti mejni prehodi, takuo parve ku druge kategorije, potlè mu-orajo bit zaries odparti an dopustit prehod ljudi na obie strani. Pa naj padejo še takuo veliki plazuovi! (jn) Parole come zavaiki, lonce, škofina rimangono solo un ricordo Zbuogam planine? Non potrebbe essere un’idea per Quando non è vietato, si può anche ricordare e sognare. Le planine, i prati del Matajur - 20/30 anni fa - nei mesi estivi vivevano il momento magico. Gli emigranti rientravano per le ferie che regolarmente consumavano lassù, a sfalciare. Le falci facevano la barba ai prati senza lasciare un pelo nemmeno tra le pietre ed attorno ai pochi capricciosi cespugli. Caratteristico il vrisk di lei e la robusta risposta di lui, quasi un ventilato messaggio una nuova forma di turismo? per l’appuntamento del sabato sera. Le madri erano contente di faticare. Alla mattina, dopo aver sistemato i bipedi e quadrupedi rimasti in sede, cariche di cibarie salivano. Arrivavano in tempo per i zavajki e lonce. Le tantissime ed eleganti mede erano come tante miss allineate, profumate di fresco fieno, pronte alla valutazione dei probabili quintali di foraggio. La parte più intima da osservare era la Skofina, un vero, artistico, sempre moderno copricapo. Lassù si era felici in particolare dopo aver ultimato la meda Sotto: i piccoli, felici pastorelli e pastorelle oggi quasi nonni... Fornnia: incontro di giova La Consulta giovanile della Forania di S. Pietro al Natisone invita oggi, giovedì 16 novembre, alle ore 20, presso la chiesa parrocchiale di Savogna dove sarà celebrata u-na veglia di preghiera a cui sono invitati in particolar modo tutti i giovani delle Valli del Natiosne. Tale incontro di preghiera inaugura u-na serie di attività di riflessione, di formazione e di amicizia, progettate ed organizzate dalla Consulta giovanile per l’anno pastorale 1995-96. L’incontro di Savogna sarà anche l’occasione per presentarle e parlarne. V Čedadu je živa skarb za potriebne Na kamunu so izročil ček od “lucciolate” Nie dugo od tega, odkar so v Čedadu vse športne an kulturne organizacije sodelovale na manifestaciji znani po imenu “lucciolata”. Nje namien je biu zbrat denarne prispevke za zazidat v Avianu, blizu Spitala Cro, kambre an apartamente, namenjene tistim, ki varjejo svoje bunike an parhajajo od deleč. Solidarnostna iniciativa je imiela an lietos liep uspeh, takuo so nje pobudniki nesli “ček” na čedajski kamun. Na sliki odbornica Elisa Sinosich, čedajski šindak Bermardi an za organizatorje Sergio Gallerani an Romano Blasig. Je nimar manj sarnjaku Ce na an kri naši jagri se “jočejo” zak je nimar manj sarnjaku tle par nas, na drugin se pa veselijo, sa’ je nimar buj lahko, de njih pisi zaslede jelena. Tuole se je zgodilo tudi Marju Gosu iz Gabruce, ki nam je parpeju neviesto taz Izdrskega. Jelen, ki je tle na fotografiji kupe z Marjam, je biu zaries velik, težak je biu 180 kilu! Nie bluo malo truda za ga parulieč do duoma. “Zagledu san celo družino - je jau Mario - sa’ ta par njim sta bla še samica an majhan jelen. Jih je nimar vič tle tode, parhajajo taz Slovenije.” Smo jal, de je nimar manj sarnjaku tle par nas, an tuole tudi zaki je po naših hostieh vse zaraščeno, garbida an laza so krajice povsierode, takuo buogi sarnjaki na morejo uteč, kar kajšan pas jih zalovi an jagar strielja na nje. Dragi jagri, pomerita se nomalo an ker pravita, de vi, ko hodite na jago pomagata daržat čedno naše okolje... ničku rončejo za pašam! guardano attorno, scuotono la testa e “non ci siamo più; non è possibile...” Invece è possibile. La comoda autovettura porta verso il mare ove l’abbronzatura -anche integrale - si paga profumatamente... Non si fanno più i picnic e l’anguria la si va a mangiare in città. Tutto è diventato più facile, ma come è pesante l’aria della pianura e come sono faticose le ferie! Brunello Pagavino ha scritto: “Sentieri e leggende sono la stessa cosa: espressione di un mondo in pericolo, di una cultura che sta per scomparire davanti a un progresso che non sempre è chiaroveggente ma, come in questi casi, è cieco”. “Questa generazione di adulti ha una pesante responsabilità: sta per lasciare morire un patrimonio che gli arriva dalla notte dei tempi, e lo fa in massima parte inconsapevolmente. Ecco perchè grido: “Non lasciamo morire i vecchi sentieri!” Allora, planina, nasvidenje o zbogom? Troppo triste, troppo arrendevole zbogom. E siccome non è vietato sognare upamo, prosimo: nasvidenje. I.O. Quando gli emigranti sapevano spendere bene le ferie! Le invidiabili merende a base di pomodoro, formaggio, salame ed un rosso a temperatura sotto mejà. L’armonia sparsa dei tanti cam-panacci, orgogliosamente diretti dalle varie Bruna, Alpina, Stella.... rendevano le giornate più allegre. La bontà del burro fresco! La ghiotta, impareggiabile batuda! Gli uomini non rientravano. Verso sera, presto alla mattina, l’erba era meno avvelenata e la falce suonava a piacere. Mentre ci si avviava verso i kazoni a sera, il profumino del lardo preannunciava il solito e sempre gustoso menù: frico e polenta. Che dormite allineati e sprofondati nel fresco fieno ben sistemato al piano superiore del kazon mentre ogni tanto il suono del camparne-ciò della mucca insonne interrompeva i sogni. Era duro, faticoso di questi tempi sulle planina del Matajur. Ma era tanto tanto bello che nessuno pensava alla fatica. Persino l’abbronzatura - non integrale - era gratis. Era tutto così bello, semplice, naturale; anche l’anguria era più saporita. Planina nasvidenje? E’ vero, le planina, i prati, sono rimasti. Ma chi li riconosce? I kazoni sono stati trasformati e non sono più nè kazoni e nè chalet. Non si sente più la musica dei cam-panacci e il silenzio è totale. I prati, indifesi, hanno ceduto all’avanzare selvaggio del bosco. Ed ai nipoti le eleganti miss mede si mostrano in fotografia. Il gioioso vrisk è stato sostituito dal telefonino. Le mamme sono costrette a digerirsi le lacrimevoli telenovele. Addio zavajki e lonce! Alla mitica batuda si preferisce la mozzarella. I pochi emigranti che rientrano si **i ^ jih prave TV • VIDEO • HI-FI ELETTRODOMESTICI SOLO DA NOI PREZZI ECCEZIONALI teerio adria Bepino je dielu tu fabriki od kandreji dol v Manzane, pa nie imeu auta, ku malo-manj vsi te drugi die-luci v Benečiji takuo, de je hodu s pulmi-nam od fabrike na di-elo. Le s tistim pulmi-nam je hodila dielat tudi Katja, ’na liepa an mlada čeča, ki je bla zlo ušeč Bepinu, pa ona ga nie dost marala, ker je imiela pu-no mladenču, ki so letal za njo. Bepino ni imeu navade nosit za sabo ta-kuina, takuo na koncu miesca, kadar je pote-gnu plačo, je ničku zaviju sude tu rotul an ga luožu tu gaj ufo od bargešk. Kadar liepa Katja je pasala blizu njega, jo j’ ničku po-padu an jo posednu na njega koliena, glih gor na rotul od sudu. - Bieš, bieš muoj Bepino - se mu je posmejala Katja - takuo mladi puob imiet taj-šno uelo rieč tu barge -škah! Drugi konac miesca Bepino ni biu potegnu plače, ker njega ga-spodar je biu ostu brez sudu, takuo se je muoru žalostno nabasat v pulmin brez fe-nika tu gajuf. Tisti dan Katja na-mest bargešk, ku po navadi, je bla obliekla 'no kratko kikjo an kadar se je usedinla na uredič Bepina, se je skrajšala dajvje gor do rit. Buozemu Bepinu so mu šle oči uon z glave tuole videt an vas ardeč tu gobac jo j’ ničku popadu an jo posednu na njega koliena. - Ehi Bepino - mu je pošepetala tu uha prečudvana Katja - so ti lepuo uzdignili plačo!!! CIVIDALE DEL FRIULI - V.LE LIBERTA' 28/D - TEL.0432/700739 četrtek, 16. novembra 1995 18. luja 1955... an štierdeset liet potlè ’Na nit veže življenje Micheline, Giovanina an Alice Dva miesca od tega, bluo je 7. se-temberja, je Anita Mauro iz Petjaga dopunla lieta. Osamdeset jih je. “Tondi tondi bi jal po italjansko. Paš ki reči bi nam mogla poviedat, vesele an manj vesele. Za reč adno, zlo vesela je bla, kar miesca voSta dvie liet od tega je ratala parvikrat bižnona. Rodila se je nje pra-navuoda Elena, liep Senk sta ji ga nardi la navuod Vladimiro z njega ženo Patrizio. bije 80. rojstni dan ga je praznovala v topluoti svoje družine. An part jih vide mo an tle na fotografij: hči Sara, zet Silvano an navuod Pieri. Na praznovanju so parSli tudi parjatelji iz Svice an Belgije. Paš ka bo, kar na veliki torti bo devetdeset kandelc! Draga Anita, vemo, de prebierate zlo zvestuo naS Novi Matajur. An tel ti-edan naj vam za veselo parložnost, če-glih z nomalo zamude, parnese na dnom, miez drugih novic, tudi naše uoSči-la za vaš rojstni dan. Dobro imiejte se! Pascal je dopunu parvo lieto življenja “Moji poljubčki naj gredo gor do Belgije” Sauodnja, 7. luja 1955 - Michelina Lukcova, 22 liet. “Malo priet, ku san šla v Zvicero, tuk me je muroz čaku. ’No lieto potlè, 1956, sma se oženila Sauodnja - Ravan, 29. junija 1955 - Giova-nin Gomatu niema še 22 lieti Alice pa samuo 17! Stier lieta potlè, 1959, sta ratala mož an žena še buj ku po navadi, zak te mal, Pascal, je tisti dan dopunu parvo lieto življenja. Za telo lepo parložnost bižnona Irma pošilja puno poljubčku njemu, pa tudi sestrici Dolores. Prave, de na vide ure jih objet. Ah, tele none! Paš ki prave bi jim pravla, če bi jih imiela tle! me... oj božime tele dolin-ce... oj božime... / “mi tri” vas muormo zapustit. Jest an on... jest an ona / smo se imiela rada / zdravi an veseli, / barki an lepi smo bli, / pa sudu nie bluo! An če družinco smo tiel / po svietu smo muorli iti... / Takole san napisala / mojo piesam ankrat... / Nanucno je druge besiede doluožt / čisto nan je zastopit / kaki so bli tisti cajti, / tiste ljeta! Je lieto 1995 - 18. luja Popudan... le mi tri / glih 40 liet potlè, / kupe nazaj, smo jo zapiel / at na vasi! Giovanin an Alice so doma! /Jest priden... gren... sama! / Sada moja sama va-liža / gu kambri čaka, / ’na sama mama, moja, živa je ostala! Štierdeset liet odtuod / smo bli mladi, / “Pa buj madli”... je jau smeje Giovanin. / Je ries! “Pa šele rauni” / san mu odguorila! / Smo noni mi tri... trikrat! / An vi dva, čast Bogu, / veselo šele se gledata tu oči / ku tekrat! / Jest za “puno puno” drugih reči / zahvalim Boga... miez telih... / i-miet šele an vas dva! Michelina Lukcova ... ki donas, 16. november ja, imaš rojstni dan Veseu rojstni dan nona Lea, al nas zapoznaš? Srna pru mi, toja dva mala navu-oda Mirko an Ivan. Pru tel dan te lepuo za-hvalmo za tele zadnje tri lieta, ki si nas lepuo varvala, redila, gledala an ljubila (... an ne samuo nas...!), četud zadnje cajte si nas bla že nomalo “stufa”. Sadà, ki smo “a Costù” nella “hiša naša” se upamo vseglih, de nas prideš gledat an de nas boš vabila na kosilo kajšankrat! Auguri! (Se nam pari pru poviedat, de tela dva lepa puob-čja sta otročiča od Mariete-rese Trusgnach iz Zverinca an Bruna Chiuch iz Hrasto-vijega. Srečna nona je pa Lea Pekna iz Zverinca!) "Ist sem Pascal, tle zdol je pa moja sestrica Dolores!" Bižnona Irma živi v Gorenji Miersi, pa an kos nje sarca an an part nje misli so gor v Belgiji, kjer živta tela dva “škratjaca”. So nje pranavuodi Anacleto Pascal an Dolores, njih mama je nje navuoda Christelle Anacleto, ki že od nimar živi v Belgiji, kamar nje tata an mama sta bla šla tle z Italije zavojo diela, njih tata je pa Giuseppe Neri. Bižnona Irma študiera pogo-stu na tele dva otročiča an predvčeranjim, v torak 14., INSTALLAZIONE ANTENNE LABORATORIO RIPARAZIONI Tri valiže napravjene / gu kambri so nas čakale! Tri mame / du hiš, po sk-riuš / za nam so jokale... kar / tist popudan, 40 liet odtuod / at na vasi / takole smo jo zapiel, mi tri: “Oj božime... oj boži- Sauodnja, 18. luja 1955 - Mi tri, kupe ta na vasi, lietos, 40 liet odtuod: glih tist prestor, glih tista ura! Nona Lea, tele besiede so za te! četrtek, 16. novembra 1995 L’aspetto di Spietar, sul lato destro - per chi viene da Ažla o Barnas - della strada (ovviamente via Roma) che attraversa il paese non subirà nel tempo grandi modifiche. Farà eccezione il complesso del municipio, la posta e i nuovi e-difici che si costruiranno vicino. Dalla casa successiva fino alla caratteristica fontana di cemento ed il piazzale della chiesa, poco cambierà. Così i due borghi che costituiscono Spietar resteranno separati anche in futuro. Anche dal lato sinistro, nel tempo in cui parliamo (siamo nel 1942), i borghi sono separati. Così, oltre il grande palazzetto posto dopo la curva di Zejac, l’area è caratterizzata da due belle braide, quella degli Strazzolini e quella dei Pe-teratovi e fino alla bottega di Gigetto (un antico e rinomato negozio di alimentari, insaccati misti, stoca-fisso, spezie, sapone, soda, petrolio, sali e tabacchi, fiammiferi ed affini, francobolli e marche da bollo, mercerie di ogni tipo, fi-lofort, spago, aghi, bottoni, quaderni, penne, inchiostro, matite, scope, spazzole, chiodi, vini e liquori con annessa osteria e mescita, in pratica di tutto) non ci sono case. La visuale può così spaziare, di là degli alberi da frutto, delle viti e dei noci, dalla braida alla Ravna e la Nediža fino alle Broda. Più avanti si farà invece un po’ di largo, quando sparirà (causa incendio) la casa Kuoščanjova e la casetta vicina e soprattutto quando, in un futuro più lontano, sarà demolita la casa Kukovac a suo tempo adattata a collegio femminile, intitolato a Linda Fojanesi, che poi nessuno ricorderà chi fosse. Spietar di un tempo e le innovazioni del futuro - 10 Olga Klevdarjova Sui muri spiccano gli appelli e le frasi mussoliniane Spietar prima della seconda guerra mondiale Cosa colpirebbe di più oggi un curioso che potesse tornare indietro dal futuro? Probabilmente tutti gli spazi aperti come le braide, poi la campagna di Sedia (dove sarà creata una zona residenziale) e la campagna di Duola (dove si costruiranno le fabbriche della zona industriale). Poi l’aspetto modesto degli e-difici e, naturalmente, la presenza deli Spietrovci autentici appena incrinata dall’arrivo dei parsliki, giunti da qualche paese vicino o impiegati dell’amministrazione statale. Infine sorprenderebbero le diversi funzioni degli odierni edifici: il panificio di Paimiro di fronte alla casa Kuoščanjova, l’osteria di Strazzolini, che diventerà “al Cacciatore” al posto che prenderà Moreale, il Caffè “Roma” (condotto dalla vedova Miano insieme alla sorella di Klenje) posto davanti alla canonica; l’esattoria dove pren- derà posto il panificio Ta-lotti; la farmacia al posto del bar “Roma”, l’osteria della zia di Bobič di fronte al Kuoščanj; la bottega di Bepi Autman, di fronte a Zejac; quella di Baket, di fronte al Cimber. Il Cimber è separato dalla strada da un muretto nè troppo alto nè troppo basso per gli S-pietrovci, di modo che (insinuano i Rezijani di Ažla e i Bakani di Barnas) costoro non facciano troppa fatica nè per salire a seder-vicisi nè per scendere: diciamo un metro e venti. Ti appoggi per didietro, fai forza con le mani e con un piccolo sforzo delle gambe ti ci trovi seduto. E’ la banCina, da cui viene il nome di Bančinarji attribuito agli sfaccendati di Spietar. Rigorosamente riservato a-gli uomini di ogni età è utile in ogni momento: la banCina è un salotto, un circolo, un ritrovo. E’ una istituzione pubblica. Esisterà (come vedrà chi vi- vrà) ancora per una cinquantina d’anni, quando dei veri Spietrovci rimarrà appena l’odore. E il Cimber? Il nome viene da un albero di pruno che deve esservi cresciuto e consiste in un’area sgombra divisa in due da un dislivello di circa un metro e mezzo. E’ il luogo dei giochi dei ragazzi: pito, Sklaje, kampanon, se skrivat, se lovit, eccetera. Per le sagre sul livello superiore stanno il tirassegno e le kolačarce, in quello inferiore la giostra che vola sfiorando le case e il fico del Kuoščanj, ma più in alto della casa Kanjacova. E’ questo il vero parco urbano “ante litteram” di Spietar, dove si svolgono i riti delle giostre, del tirassegno e vi arriva perfino un piccolo circo, con tanto di asinelio sapiente che sa contare battendo lo zoccolo per terra. In questo caso la banCina viene usata a rovescio perchè coloro che vi hanno preso posto possano vedere tutto quanto si svolge sul Cimber. Lasciamo perdere le trasformazioni del futuro, perchè saranno tante e tante, come lo sono state quelle del passato. Lo si vede ancora dalle scritte semicancellate dal tempo testimoniano le attuali innovazioni. Spiccano invece sui muri le scritte, quasi fresche di vernice, le iscrizioni con frasi, firmate, di Mussolini: “Noi tireremo diritto”, “E’ l’aratro che traccia il solco e la spada che lo difende”, e soprattutto: “Vincere!”. Ecco i locali pubblici. Per gli studenti che marinano le superiori c’è il bar “alle Alpi” dove possono giocare di bestia; l’osteria di Bobič è più rustica: ci vanno i contadini a bere il mezzo litro e a fare la partita di tresette dopo la messa. Da “Ado” (poi sarà “al Giardino”) si sta bene per le sagre perchè c’è molto spazio. Il “Roma” è aggiornato sullo sport e tiene la radio ad alto volume perchè dalla banCina sentano, dopo il cinguettio dell’uccellino, i giornali radio: “Il quartier generale delle forze armate comunica...” e giù affondamenti di navi britanniche, tot aerei abbattuti, avanzate strepitose, vittore in terra, sul mare e nel cielo. Per gli eventi storici, come i discorsi del Duce, bisogna fare invece l’adunata davanti a qualche scuola o davanti al comune con gli “organizzati”: i Balilla, i Figli della Lupa, le Piccole Italiane, gli Avanguardisti, i Giovani Fascisti, i Balilla Moschettieri, le Donne del Fascio, le Massaie Rurali, i Fascisti della Milizia, i Maestri, le Maestre, i Professori, il Direttore Didattico Carlo Chierego, il Preside Agostino Cozzarolo, il Segretario Politico del Fascio Gujon, eccetera. Si incrociano i secchi comandi militareschi dei capisquadra, dei Balilla Benito Farinelli, dei Giovani Fascisti Angelo Piccoli con gli stivali lucidi, per gli scolari la maestra Maria Quarina, eccetera. Tutti inquadrati ad ascoltare il gracchiare dell’altoparlante che riporta il gracchiare della radio. Malgrado i disturbi atmosferici e lo stato delle attrezzature, tutti capiscono 10 stesso. O fanno finta. I giornali. La Vita Cattolica è in testa grazie alla solerzia dei preti e dell’Azione Cattolica, ma si legge poco. Il Pavlič, che a casa della njanja Klenjanova sfogliava questo giornale, restava ammaliato dai nomi dei paesi in testa alle notizie di cronaca, nomi che gli suonavano pieni di mistero: Basagliapenta, Rive d’Ar-cano, Casarsa della Delizia, Forni Avoltri, Pasian Schiavonesco, Muzzana del Turgnano, Mereto di Tomba, Spilimbergo...: luoghi certamente fantastici, dai nomi esotici che lo affascinavano e stimolavano in lui la fantasia più che la curiosità. Torniamo a noi. Dopo l’adunata e l’eventuale rinfresco, tutti al “Belvedere”. Dove si può commentare, con toni entusiastici, quello che hai udito e letto sul giornale. La scelta va al “Gazzettino” o in alternativa al “Popolo del Friuli”, il quale stampa ogni giorno il motto “Con 11 Duce e per il Duce”. (segue) M.P. Kuo smo bli veseli tistega kruha za Vaht Zadnji dan otuberja mi otroc smo šli brat hliebce za vaht. Je ena tradicija, ki se je ohranila za puno liet, od generacije do generacije, od očeta do sina. Ankrat judje so dali za molitev za te rance kruh, “hliebce”, al panolo. Sada pa dajo denar an otrokàn bombone. V Dolenj Tarbi smo šli najprej pogledat, kje so bli drugi otroc, kupe smo šli po hišah molit. Smo šli tu vse hiše an smo molil oče-naš, češčena si Marija an molitev za verne duše. Vsi so bli veseli, ko smo molil za njih te rance. Potle smo Sli v Varh an še v Klinac, kjer so samo dve družine. So nas sparjeli z veliko veselnost, ker je puno liet, ki niso par-šli otroci v vas brat hliebce. Tudi v Preserju nobeden nam ni dau kruh al panolo, vsi so nan dali samo denar. Iz Preserja smo šli par nogah v Cernečje. Ko smo končali molit, smo se pejali v Srednje. V teli vasi smo ostali dosti cajta, ker je blo dosti hiš in skoraj vsi so bli doma. Tudi tle nobeden nam ni dau kruha. Ko smo paršli v Podsrednje, zadnjo vas, se nismo več upali dobit kruh. Bilo je že popudan an vsi so bli utrujeni, ker smo dosti hodili. Pru tu zadnji hiš nas je Zena prašala, če čemo denar ali kruh: vsi smo odgovoril, da čemo kruh, an od veselja smo ga tudi sni-edli. Simone - Moja vas 1995 ND#CI> Pogledita, kako jesen je naredu Isacco od 1. razreda Una castagna Nelle nostre valli ci sono tanti castagni che, in autunno, producono frutti preziosi che si chiamano castagne. La castagna che descrivo è grossa ed assomiglia a un cuore rovesciato. La buccia è liscia, coriacea, lucida e di colore bruno rossiccio con delle striature più scure. Sotto la buccia c’è una membrana che è sottile, vellutata e un po’ pelosa. Questa membrana si chiama sansa e ricopre la pol- pa. La polpa è grinzosa e di colore giallo chiaro. E farinosa, infatti se noi maciniamo la polpa, otteniamo la farina di castagne. Le castagne si possono mangiare arrostite e si chiamano caldarroste o bollite. Con le castagne si può fare la torta e anche la marmellata. Qgni anno, qui vicino, al Ponte San Quirino c’è la festa delle castagne che dura tutto il mese di ottobre. Francesco, II elementare bilingue ! C { àmtsx .tuo/ì Jesenski topli dnevi, naše sadje an6‘turisti” Vidta, kuo jasno vidi problem Luca iz Podsriednjega Smo že pisal an še bomo od jeseni, jesenskega sadja an špietarskega targa. Zdi se nam, de lepuo an na smiešno maniero nas Luca iz Podsriednjega zmisle na adan od problemu naših kumetu. Takih turistov, ki gre vse pred njim nie manjkalo an lietos, saj so ble blizu poti otoberja ciele kolone ustavjenih avtomobilov. Ki narest? Kuo varvat naše blaguo? - Vartac 1995 Četrtek, 16. novembra 1995 I bianconeri a Castelmonte In anticipo sul calendario i bianconeri dell’Udinese - reduci dalla vittoria contro la Juventus - si sono recati mercoledì 8 novembre al tradizionale pellegrinaggio a Castelmonte. Sono stati ricevuti da monsignor Pietro Brolio, che ha officiato la messa concelebrata assieme ad alcuni parroci, tra cui quelli di S. Pietro al Nati-sone e Manzano, ed ai padri cappuccini. Era presente anche una troupe della televisione tedesca per registrare un ser- vizio sul centravanti Bierhoff, mandato Kozminski, poi in onda domenica scorsa. * Calori, Oltre al giocatore tedesco hanno assi- Rossittoe stito al rito Rossitto, Testaferrata, Koz- Bierhoff minski, Poggi e capitan Calori, il tecnico assieme a Zaccheroni, il preparatore Claudio Bor- monsignor don, il fisioterapista Giorgio Rudi e Pai- Brollo, lenatore dei portieri Zampa. a monsignor Dopo la messa i bianconeri sono stati Mateucig ospiti della locanda al Giardino di S. Pie- e ad alcuni tro al Natisone. simpatizzanti La Savognese nella ripresa fa suo il match di Terza categoria con il Pulfero Derby in tono minore Una novità per squadra: Savogna ha presentato Paussa, tra i pulferesi é tornato Clodig La partita decisa da Terlicher dopo uno svarione degli ospiti, in gol anche Podorieszach Esordienti, un rinvio inspiegabile Ancora una sconfitta di misura per la Valnatisone nella gara esterna ad Azzano Decimo. La squadra non é riuscita, nonostante la buona volontà, a rimontare la rete iniziale dei padroni di casa. Gli Juniores grazie alle reti di Davide Del Gallo, Andrea Lancerotto e Matteo Tomasetig hanno costretto alla resa la capolista Bearzicolugna. Dopo la batosta di Majano pronto riscatto dei Giovanissimi che hanno rimontato l’iniziale svantaggio con la capolista Savorgnanese grazie al gol di A-lessandro Massera. Negli ultimi 10’ i ragazzi allenati da lussa sono passati in vantaggio grazie ad un’autorete su conclusione di Federico Crast e hanno triplicato con un’azione confezionata dai fratelli Massera che ha permesso ad Alessandro di realizzare la doppietta. Rinvio assurdo della gara Moimacco-Audace negli Esor-dienti. L’arbitro non ha voluto iniziare la gara a causa del Andrea Ruttar - Pulcini terreno pesante, ma le due squadre si sono poi affrontate disputando un buon allenamento. Scontato rinvio a causa della pioggia, invece, per i Pulcini. A 7’ dalla fine della partita il Reai Pulfero é stato raggiunto dal S. Daniele dopo essere stato in vantaggio per due volte grazie ai gol segnati da Carlo Liberale ed Alberto Paravan. Continua nel campionato amatoriale di Seconda categoria il buon momento della Termotecnica Bergnach. I ragazzi di Drenchia hanno ottenuto un convincente successo sulla compagine di S. Margherita. Sono andati a segno Stefano Predan, Leonardo Crainich e Marco Marinig. Nella ripresa gli ospiti hanno segnato il gol della bandiera. Ritomo alla vittoria per la Valli del Natisone che si é imposta sul Pasian di Prato con i gol di Cristian Birtig, Marco Carlig (rigore), Stefano Medves, Emiliano Dorbolò e Federico Szklarz. La Polisportiva Valnatisone, passata in vantaggio con Giovanni Dominici, é stata raggiunta e battuta dallo Xavier nei minuti finali della gara. Il Bar Campanile grazie al gol di Marino continua la sua serie positiva. Savogna, 12 novembre -E’ stato un derby in tono minore, quello giocato oggi al Comunale di Savogna. Stranamente, nonostante un buon numero di spettatori, sono mancati l’incitamento e la coreografia che distinguono queste gare. Sotto la direzione di gara dell’arbitro Loszach di Gorizia le due formazioni sono scese in campo decise a vendere cara la pelle. I gial-loblù, padroni di casa, hanno presentato la novità di Luca Paussa, sceso in campo al posto dell’allenatore-giocatore Flavio Chiacig. Nelle file degli ospiti, allenati dall’ex Luciano Belli-da, a dirigere la difesa é tornato Marco Clodig dopo l’esperienza della scorsa stagione nella Stella Azzurra di Attimis. Il risultato finale é troppo pesante nei riguardi dei pulferesi che anche a Savogna hanno trovato molte difficoltà in fase di realizzazione, mancando di autentiche punte che traducano in gol il gran lavoro del centrocampo. A decidere il derby, come quasi sempre accade, é stato un episodio. Federico Terlicher all’inizio della ripresa si é trovato fra i piedi la palla buona spedendola alle spalle dell’incolpevole Caporale, che non ha potuto fare altro che riprender- la dal sacco. Tutto ciò a causa di un improvviso black-out della difesa arancione. Nella prima frazione di gioco le due squadre avevano giocato molto contratte, poche le note da registrare sul taccuino. Al 10’ Predan usciva anticipando una possibile conclusione di un pul-ferese. Due minuti più tardi Caporale respingeva di pu- SAVOGNESE 2 PULFERO 0 SAVOGNESE: Predan, Dre-cogna, F. Floreancig, Caucig, Paussa (Chiacig), Oviszacn, Iuretig (L. Stulin), Meneghin, Podorieszach, Terlicher, Dorbolò (Rot) PULFERO: Caporale, F. Spe-cogna (A. Floreancig), Duga-ro, Berghini, Pagon, Clodig, Saccavini, N. Blasutig (Pace), Bolzicco, Guion (Chiudi), Comugnaro.______ MARCATORI: nella riprosa Terlicher al 1’, Podorieszach al 48’. Fabio Pagon - Pulfero gno una bordata di Terlicher. Al 40’ ci provava Podorieszach che trovava pronto alla respinta Caporale. Il pallone veniva conquistato da Dorbolò, che calciava a colpo sicuro trovando pronto ancora il portiere ospite. All’inizio della ripresa entrava in campo Chiacig e il risultato si sbloccava a fa- vore dei gialloblù. In seguito al 7’ ancora Caporale respingeva una conclusione ravvicinata di Dorbolò, Chiacig riprendeva calciando sopra la traversa. Podorieszach più tardi costringeva Caporale alla deviazione in angolo. Sulla battuta dalla bandierina il centravanti mandava di testa la sfera sul palo. Azione non sfruttata da Dorbolò al 21’. L’attaccante, saltato anche Caporale, dal fondo tentava l’impossibile conclusione colpendo l’esterno della rete. Il Pulfero si spingeva in avanti e al 35 ’ con Berghini aveva la palla buona ma calciava alto. I padroni di casa cercavano il gol della sicurezza che ottenevano al 48’ su azione di contropiede con Podorieszach. Paolo Caffi Uspešen začetek sezone košarkarskih ekip Oberdanovih 1.500 košev Zamejska košarka beleži serijo uspešnih rezultatov, začenši s tretjo zaporedno zmago, ki jo je združena ekipa Jadrana dosegla v prvenstvu B lige. Sicer tudi drugim peterkam, ki nastopajo v nižjih kategorijah, ne gre slabo. V D ligi sta odlično začela goriški Dom in Cici-bona, ki po 5. kolih nepremagani vodita na lestvici; v isti kategoriji Kontovel zaseda spodnji del lestvice. V C-2 ligi Bor Radenska igra s spremenljivo srečo in je po petih srečanjih zbral 4 točke. Najbolj razveseljiv pa je potek prvenstvene poti Jadrana, ki je po začetnih težavah vendarle ubral pravo pot in se je vključil v sam boj za naj-visja mesta v tako zahtevnem prvenstvu, kot je B liga. V zadnjem srečanju proti Desiu se je posebej izkazal Dean Oberdan (na sliki), ki je za Jadran dosegel že 1.500 koSev. (R.P.) Equitazione, buone prove per la Forum Julii a Lipica Su invito del Club di equitazione di Lipica - rivolto a tutti i club sloveni e a soltanto due club italiani -l'Associazione friulana di equitazione Forum Julii, che ha sede a Cividale, ha partecipato il 4 novembre a Lipica al Campionato nazionale seniores aperto della Repubblica slovena di "dressage”. I cividalesi si sono fatti onore classificandosi al secondo posto in due concorsi su tre. Un risultato che li ha riempiti di soddisfazione e di giustificato orgoglio. Risultati Promozione Azzanese - Valnatisone 1-0 Staranzano - Juventina 0-0 Sovodnje - Maranese n.p. 3. Categoria Savognese -Pulfero 2-0 Juniores Valnatisone - Bearzicolugna 3-2 Sovodnje - Serenissima 0-1 Giovanissimi Audace - Savorgnanese 3-1 Esordienti Moimacco - Audace rinv. Pulcini Audace - Moimacco rinv. Amatori Reai Pulfero - San Daniele 2-2 Bergnach - Santa Margherita 3-1 Valli Natisone - Pasian di Prato 5-2 Xavier - Poi. Valnatisone 3-1 Bar Campanile - La Botte 1-0 Prossimo turno Promozione Valnatisone - Cordenons Juventina - Ajello Ruda - Sovodnje 3. Categoria Pulfero - Rangers Cormor - Savognese Juniores Serenissima - Valnatisone Cividalese - Sovodnje Giovanissimi Bressa - Audace Esordienti Audace - Com. Faedis Amatori Vacile - Reai Pulfero Piaino - Bergnach Anni 80 - Valli Natisone Poi. Valnatisone - Ziracco Pocenia - Bar Campanile Classifiche Promozione Pro Aviano 20; Tamai, Fanna Cavasso 17; Tolmezzo 15; Porcia 13; Cordenons 12; Azzanese, Caneva, Fontanafredda, Trice-simo 11 ; Bearzicolugna 9; Zoppola, Mania-go 6; Valnatisone 5; 7 Spighe, Juniors 4. 3. Categoria Savognese, Ciseriis 18; Natisone 17; Stella Azzurra 14; Nimis 13; Lumignacco 12; Paviese, Rangers 11; Gaglianese 10; Faedis, Moimacco 8; Buttrio 7; Fulgor 3; Pulfero, Cormor 2; Fortissimi 0. Juniores Union 91, Bearzicolugna, Natisone 13; Cividalese 12; Valnatisone 11; Buonacquisto 9; Chiavris 8; Lucinico, Pieris 7; Isonzo, Serenissima 6; Sovodnje 4; Como 3; Torreanese 2. Giovanissimi Savorgnanese, Cividalese 17; Majanese 15; Bressa 14; Audace, Buonacquisto, Cussignacco 11; Pagnacco 9; S. Gottardo 8; Tavagnacco 7; Astro 92, Rive d’Arcano 6; Basaldella 4; Pozzuolo 0. Amatori (Eccellenza) Pantianicco 8; Reai Pulfero, Invillino, Chiopris 7; S. Daniele 6; Tolmezzo, Warriors 4; Vacile, Mereto 2; Montegnacco, Chiasiellis 1. Amatori (2. Categoria) Anni 80 9; Bergnach 8; Remanzacco 7; Valli Natisone, Rodeano 6; Ziracco, Sa-vorgnano 5; Collerumiz, Piaino 4; Pasian di Prato 3; S. Margherita 2; Martignacco 1. Amatori (3. Categoria) Ziracco, Rojalese 8; S. Lorenzo 7; Cavalic-co, Xavier 6; Vides 4; Povoletto, Cargnac-co 3; Real S. Domenico 2; Ghana star 1 ; Polisportiva Valnatisone 0. Le classifiche di giovanili e amatori sono aggiornate alla settimana precedente. Četrtek, 16. novembra 1995 SOVODNJE SPETER Mašera Dobro jutro Greta “Naša vas rase” so bli napisal Mašeruci, kar se je njih vasnjan Claudio Mas-sera - Rušcove družine porodu z Gigliolo Laurencig -Cerikovo taz Carnegavarha an jo parpeju v vas. Mašera rase zaries an nje vasnjani se vesele vsakikrat, ko se jim parlože kajšna “neviesta” al kajšan “zet”. Telekrat se veselijo za rojstvo male čiCice, ki se klice Greta. Rodila se je 9. novemberja. Nje tata je Carlo Massera tle z naše vasi, mama pa Anne Mary. Anne Mary je živiela v Londri, pogostu pa je parha-jala v rojstne kraje nje mame, ki je iz Ručkine družine tle z vasi . Tle je zapoznala Carla an takuo je šlo napri, de je paršla Živet, kjer se je nje mama rodila an tudi ona je dala nje “pomuoč” za de naša vas rase. Paršla je ona, potlè s Carlam nam je šen-kala ’no čičico, ki se kliče Marina an ima “že” šest li-et, an seda še majhano Greto. Obadvieman sestricam Zelmo, de bi rasle zdrave, srečne an vesele tle v naši vasi. Imamo puobčja Vesela novica nam parhaja tudi iz Špietra. Lorenzo lussa tle z naše vasi an njega žena Annette Trost, ki je paršla živet tle h nam daj iz Nemčije, sta še ankrat ratala tata an mama. Rodiu se jim je an puobič za katerega so vebral ime Marco. Lorenzo an Annette imata še adno čičico, ki se kliče Tina an ima dvie liet an pu. Rojstvo malega puobčja je parnesu puno veseja njim, žlahti an parjateljam. Vse narbuojše v življenju Zelmo njemu, pa tudi sestrici Tini. SVET LENART Škrutove - Čedad Novici V saboto 11. novemberja je bla na čedajskem kamunu ’na poroka. Poročila sta se Maria Gallo iz Čedada an Andrea Rudi iz Škratovega. Andrea je pridan pianist, poznan je povserode, sa’ je imeu puno koncertu po nar-guorših miestih ne samuo tle v Italiji pa tudi po dragih daželah. Vičkrat smo imiel srečo ga poslušat tudi tle par nas, v Špietre. Andreu an Mariji Zelmo srečno skupno življenje. Kozca - Vodopivac Utargali so se veliki kamani V saboto 11. novemberja, okuole pudneva trije veliki kamani - vsak je biu velik an kubo an pu, dva kuba -so se utargali gor vesoko v briegu med Vodopivcam an Kozco, v podutanskem kamunu, an se potačili dol na pot, kjer so napravli velike jame v bitumu an še tle se nieso ustavli, saj so se po-valil daj dolzdol. Takuo so bli veliki an težki, de še debele drievja, ki so jih ušafali na njih poti jih nieso ustavli. Vse so polomil. An ka-man se je biu ustavu glih nad potjo, podutanski šin-dak Zanutto pa je subit po-skarbeu za ga odstranit. Se-vieda, kompetentne oblasti so tudi pregledale, če je še kajšna nagobarnost, da se drugi kamani utače. Škoda je že velika, za an las pa se ni zgodila velika nasreča, sa an magnjen priet je pasala atu tode koriera. Nie parvi krat, ki tle po naših potieh se nakidajo kamani. Dokjer so mineni, človek na še pobada ne. Ce pa so tajšni, kot tisti go par Vodopivce človek začne an študierat na nagobarnost naših poti. Troštamo se, de tisti, ki imajo odgovornost do telih stvari, naj poskarbe za de na zgodi, priet al potlè, kaka huda nasreča. PODBONESEC Carnivarh Zbuogam Umberto Tiho tiho nas je za venčno zapustu naš vasnjan Umberto Specogna Ciukičju po domače. Preza-goda je šu tudi on, sa’ je i-meu samuo 66 liet. Na telim svietu je v žalost zapustu ženo Pijo, ki je Goracua po domače, sina Armanda an vso drugo žla-hto an parjatelje. Njega pogreb je biu v domačem britofe tle v Car-nimvarhu. Naj v mieru počiva. Radio Trst A vsako saboto od 14.10 napri NEDISKIZVON sodelujejo: Ezio Gosgnach, Flavia Iuretig, Michele Coren, Giorgio Banchig an Ponediščak “Vietato avvicinarsi all NEDIŠKE DOLINE Dol v Manzane čejo naše dieluce Ni dugo od tegà, de so se v Čedadu zbrali šindiki iz Corno di Rosazzo, Man-zana an Svetega Ivana ob Nadiži an inšpektor civilne motorizacije. Guoril so o potriebi za gor postaviti avtobusno linijo, ki bi vezala nekatere vasi Nedi-ških dolin z Manzanom. Kot vemo je Manzan z njega okoliščino kraj, kjer je zlo razvita industrija kandrej. Imajo tarkaj diela, de niemajo zadost domačih dielucu, zatuo bi korlo, de bi paršla dielo-vna pomuoč iz naših kraju, kjer je dost ljudi, ki niema diela doma. Nekaj naših dielucu že diela v Manzane, pa hiše na fit an hrana v oštariji so predrage takuo, če bo vozila koriera, se bojo lahko novi matajur Odgovorna urednica: JOLE NAMOR Izdaja: Soc. Coop. Novi Matajur a.r.l. Čedad / Cividale Fotostavek: GRAPHART Tiska: EDIGRAF Trst/Trieste m Včlanjen v USPI/Associato all’USPl Settimanale - Tednik Reg. Tribunale di Udine n. 28/92 Naročnina - Abbonamento Letna za Italijo 40.000 lir Poštni tekoCi račun za Italijo Conto corrente postale Novi Matajur Čedad - Cividale 18726331 Za Slovenijo - D1STRIEST Partizanska, 75 - SeZana Tel. 067 - 73373 Letna naročnina 1500,— SIT Posamezni izvod 40.—SIT Žiro račun SDK SeZana Štev. 51420-601-27926 OGLASI: 1 modulo 18 mm x I col Komercialni L. 25.000 + IVA 19% vračal damu an s tem parš-parajo kiek vič na plači. (Matajur, 1.2.1961) Proč s “servitù militari” Po gjornalih naše dežele tele zadnje cajte prebiera-mo spet kritike pruot vojaškim uslužnostim (servitù militari). Pritožujejo se deputati an senatorji. Tele vojaške “servitù” dielajo dost škode naši deželi, ki je že pasivna an “depressa”. Ljudje imajo težave za zidat hiše, hlieve an druge hrame. Škodo jo tarpjo tudi tisti, ki dielajo s turizmom. Kjer so narlieuši kraji naših dolin je prepo-viedano hodit. Se na more fotografat, kjer se čje. Ce fotografaš kiek, moreš imiet težave na tribunale, s karabinierjam an kuesturo. Ce gremo na avstrijsko al jugoslovansko stran vi-demo, de niemajo obedne “servitù militari”, ne po dolinah, ne po bregieh, ho-deš kamar češ, fotografaš kar videš an obedan te na ustavlja. Nie pametno, de tle par nas človek na more posieč darva al si zazidat hišo, al napravit kako potriebno dielo na sanožet al njivi. Nie pametno, de turisti na morejo se gibat takuo, ki bi tiel. V nekaterih krajih beremo tabele z napisom: “Vietato avvicinarsi alla zona di frontiera”, čepru ta meja, ta konfin je deleč an vajajo tudi sporazumi (trattati) med Italijo an Jugoslavijo za mali obmejni promet (traffico frontaliere). An vse tuo diela veliko škodo posebno našim vasem. (Matajur, 16.2.1961) GARMAK Hlocje Zadružna mlekarinca Malo cajta od tega so se zbrali go par Hloc kimetje iz vseh vasi kamuna. Na-mien srečanja je biu ta, da bi se kimetje združili za ustanovit moderno zadružno mlekarinco par Hloc. Zbranim kimetom je guo-riu funcionar provincialnega inšpektorata dr. Pascolini. Kot je znano imamo v Garmaku 464 krav an dvie majhane mlekarince. Zadružna mlekarinca v Plat-cu prejema do 300 litru mlieka na dan, tista par Hloc pa nieki nad 400 litru. Ostalo mlieko ga predajajo videmskemu konzorciju, ki jim ga plača od 37 do 40 lir na litro. Ce bi zgradili veliko mlekarinco par Hlocju bi lahko v nji predielali nad 2.000 litru mlieka na dan, sa’ bi se tu dielalo mlieko iz garmiških, dreških an tudi šentlenarskih vasi. Takšna mlekarinca bi par-našala puno intereša našim judem. Na srečanju pa se je vi-dlo, kakuo je težkuo diet dakordo naše judi. Vsak ulieče na svojo stran. Kimetje iz gorskih vasi neče-jo, da bi zazidal mlekarinco par Hloc. Pravejo, de zadružna mlekarna je bla par Hloc že pred 40 leti, pa so šli vsi interesi od nje prebrisanim Hlocjanom. Pravejo, da so jih zapejal tudi z zadrugo (cooperativa), ki je bla tekrat ustanovljena an ki potlè je paršla v zasebne roke (in mano a privati). Vsedno pa so na koncu srečanja zbrali po adnega fidučjarja iz vsake vasi, ki bojo skušal pridobit druge vaščane za zgradit zadružno mlekarinco par Hlocju, ki je dobar mest tudi zaki je center, ki povezuje vse bližnje vasi naj v dolini, kot po brezieh, tudi dreške an šentlenarske. (Matajur, 1.3.1961) “LA MARMI Dl NEVIO SPECOGNA LAPIDI E MONUMENTI S. Pietro al Natisone Zona industriale 45 tel. 0432-727073 Miedihi v Benečiji DREKA doh. Lorenza Giuricin Kras: v sredo ob 12.00 Debenje: v sredo ob 15.00 Trinko: v sredo ob 13.00 GARMAK doh. Lucio Quargnolo Hlocje: v pandiejak ob 11.00 v sredo ob 10.00 vCetartakob 10.30 doh. Lorenza Giuricin Hlocje: v pandiejak ob 11.30 v sriedo ob 10.30 v petak ob 9.30 Lombaj: v sriedo ob 15.00 PODBUNIESAC doh. Vito Cavallaro Podbuniesac: v pandiejak od 8.30 do 11.30 v torak od 8.30 do 10.00 v sredo od 8.30 do 10.00 an od 18.00 do 19.00 v petak od 8.30 do 10.00 an od 18.00 do 19.00 Crnivarh: v Cetartak od 9.00 do 11.00 Marsin: v Cetartak od 15.00 do 16.00 SOVODNJE doh. Pietro Pellegriti Sovodnje: v pandiejak, torak, Cetartak an petak od 10.30 do 11.30 v sriedo od 8.30. do 9.30 SP1ETAR doh. Edi Cudicio Spietar: v pandiejak, sriedo, Cetartak an petak od 8.00 do 10.30 v torak od 16.00 do 18.00 v soboto od 8.00 do 10.00 doh. Pietro Pellegriti Spietar: v pandiejak, torak, Cetartak, petak an saboto od 8.30 do 10.00 v sriedo od 17.00 do 18.00 SRIEDNJE doh. Lucio Quargnolo Sriednje: v torak ob 10.30 v petak ob 9.00 doh. Lorenza Giuricin Sriednje: v torak ob 11.30 vCetartakob 10.15 SV. LIENART doh. Lucio Quargnolo Gorenja Miersa: v pandiejak od 8.00 do 10.30 v torak od 8.00 do 10.00 v sriedo od 8.00 do 9.30 v Cetartak od 8.00 do 10.00 v petak od 16.00 do 18.00 doh. Lorenza Giuricin Gorenja Miersa: v pandiejak od 9.30 do 11.00 v torak od 9.30 do 11.00 v sriedo od 16.00 do 17.00 v Cetartak od 11.30 do 12.30 v petak od 10.00 do 11.00 Guardia medica Za tistega, ki potrebuje miediha ponoc je na razpolago »guardia medica«, ki deluje vsako nuoc od 8. zviCer do 8. zjutra an saboto od 2. popudan do 8. zjutra od pandiejka. Za Nediške doline se lahko telefona v Špieter na številko 727282. Za Cedajski okraj v Čedad na številko 7081, za Manzan in okolico na številko 750771. Poliambulatorio v Špietre Ortopedia, v sriedo od 10. do II. ure, z apuntamentam (727282) an impenjativo. Chirurgia doh. Sandrini, v Cetartak od 11. do 12. ure. Dežurne lekarne / Farmacie di turno OD 20. DO 26. NOVEMBERJA Škratove tel. 723008 - San Giovanni al Nat 756035 OD 18. DO 24. NOVEMBERJA Cedad (Fomasaro) tel. 731264 Ob nediejah in praznikah so odparte samuo zjutra, za ostali Cas in za ponod se more klicat samuo, Ce riceta ima napisano »urgente«. CAMB1-MENJALNICA: martedì-torek 14.11.95 valuta kodeks nakupi prodaja Slovenski tolar SLT 12,80 13,50 Ameriški dolar USD 1564,00 1627,00 Nemška marka DEM 1103,00 1148,00 Francoski frank FRF 319,00 332,00 Holandski florint NLG 985,00 1025,00 Belgijski frank BEF 53,60 55,80 Funt Sterling GBP 2429,00 2528,00 Kanadski dolar CAD 1158,00 1205,00 Japonski jen JPY 15,40 16,00 Švicarski frank CHF 1368,00 1424,00 Avstrijski šiling ATS 156,70 163,00 Španska peseta ESP 12,80 13,50 Avstralski dolar AUD 1158,00 1205,00 Jugoslovanski dinar YUD — — HrvaSka kuna HR kuna 280,00 310,00 BČlKB BANCA DI CREDITO DI TRIESTE TR2ASKA KREDITNA BANKA A CIVIDALE - V ČEDADU Ul. Carlo Alberto, 17 - Telef. (0432) 730314 - 730388 Fax (0432) 730352 CERTIFICATI DI DEPOSITO La Banca di Credito di Trieste ha realizzato dei CD/Certificati di Deposito in lire con cedola trimestrale indicizzata di durata 24 o 36 mesi. La cedola in corso porta un tasso: nominale annuo 8,845% annuo effettivo netto 7,967% altri CD in Dollari e Marchi Li trovate alla Filiale di Cividale in via Carlo Alberto, 17 MOJA BANKA