ORGANO DELL’UNIONE SOCIALISTA DEI, LAVORATORI ANNO Vili. - No. 447 Redazione e Amministrazione CAPODISTRIA Via Santorio 26 - tei. 128 MARTEDÌ’, 8 maggio 1956 Prezzo din 10 lire 20 ABBONAMENTI: Annuo din. 420, semestrale din 220, trimestrale din. 110. Spedizione in c. c. p. Il Presidente delMJRepubblica in Francia La Democrazia C La stampa francese, mentre dedica ampio spazio alla vita jugoslava, esalta il significato della visita. - La venuta del Maresciallo Tito - dichiara Guy Mollet - offrirà l’occasione di cercare sinceramente i mezzi adatti a ridurre la tensione internazionale Su invito del Presidente della Repubblica francese Renè Coty, il Presidente della Repubblica Josip Broz Tito si trova già da ieri in visita ufficiale alla Francia. Accompagnano iii Maresciallo Tito la consorte :e il Segretario di Stato agli Esteri Koča Popovič. Nel coreo di questa visita avranno luogo dei colloqui tra il Presidente Tito e Koča Popovič da una parte ed il Presidente del Governo francese Guy Mollet e il Ministro degli Esteri Ohistian Pineau dall’altra. Numeroso personalità e la stampa francese avevano espresso nei giorni scorsi la loro soddisfazione per la visita del Presidente Tito. Il Partito socialista francese ha voluto emettere un comunicato ufficiale nel quale si rileva che «i socialisti francesi accolgono con soddisfazione la prossima visita del Maresciallo Tito in Francia. Come francesi, essi vedono in questa visita on’oocasione per il rafforzamento dei vincoli tradizionali di amicizia e di solidarietà tra j due popoli, e come socialisti essi hanno Seguito dal 1948 il valore e la risoluzione di un popolo fiero di trovare la via della propria indipendenza». Dal canto suo, .il Presidente del Governo francese Guy Mollet ha dichiarato: «La visita del Maresciallo Tito in Francia darà occasione non solo di riaffermare un’amicizia dii antica data, ma anche di ricercare in om’aitmolsfera di sincerità i mezzi migliori per contribuire alla distensione internazionale». Egli ha poi aggiunto che «Francia e Jugoslavia sano spinte a collaborare da molteplici 'motivi poiché entrambe aspirano aechè in Europa e nel mondo sorga un’era di pace e di reale sicurezza». Pregato di voler rispondere ad alcune domande s.ul significato della visita e sulle possibilità di consolidare la cooperazione franco-jugoslava, il Premier francese ha concesso un’intervista al corrispondente parigino della Tanjug. In essa è detto fra l’altro che «nel corso di questi ultimi anni è apparso evidente che la Jugoslavia e la Francia sono spinte a collaborare da motivi profondi quali sono, ad esempio, gli, antichi ricordi che datano dal tempo della lotta comune nel corso della prima guerra mondiale, i rapporti tradizionali che intercorrono tra i nostri due popoli, nonché la lotta condotta durante l’ultimo conflitto per la liberazio- ne dei nostri due paesi. Dalla consapevolezza di questa comunione di intenti è sorta l’idea che ha spinto la Francia a rivolgere l’invito al Presidente jugoslavo. Ora, in una epoca in cui nel nostro continente e nel mondo si manifestano numerose divergenze di carattere internazionale, il mio Governo ritiene che ila venuta del Maresciallo Tito, oltre a ribadire una amicizia di antica data, offrirà l’occasione di cercare sinceramente i mezzi adatti a ridurre la tensione internazionale». Dopo aver rilevato che la cooperations tra i due Paesi «deve svilupparsi sulla base di rapporti diretti nel quadro delle organizzazioni internazionali e nell’ambito della collaborazione europea, Guy Mollet, rispondendo ad un altra domanda, ha detto: «Troppo spesso i nostri due Paesi hanno conosciuto le devastazioni della guerra per non ritenere della massima importanza la ricerca dei mezzi che permettano di eliminare l’origine di nuovi conflitti. E ,se, nel corso di questi ultimi anni, mercè l’iniziativa da varie parti il pericolo di guerra è stato allontanato, non sono tuttavia ancora scomparsi quei profondi motivi che provocano la tensione internazionale. Il Goveimo francese desidera che tutti i problemi ancora sul tappeto vengano avviati a soluzione mediante accordi». Intanto la stampa francese continua a dedicare ampio spazio al-ravvenimento, che viene definito importante .per la creazione di rapporti più stretti tra i due Paesi, e «consentirà un utile scambio di opinioni che servirà agli interessi della pace nel mondo.» Il radicale «Express» pubblicava giorni addietro su tutta la prima pagina luna luto del Maresciallo Tito sotto il titolo «Tito o il coraggio». In ,un articolo dello stesso giornale si leggeva che «il Ca- ristiana si adegua ai... propri interessi Accesa la girandola elettorale in Italia comunisti che vivono nell’altro sistema debbono lottaré per assicurarsi la maggioraranza. Perciò non può esistere un’Internazionale di cui facciano parte tutti i paesi comunisti. D’altro canto è necessario il contatto tra le organizzazioni dei paesi orientali per lo scambio d’esperienze. Per esempio si potrebbe prendere dall’Unione Sovietica, dalla Cecoslovacchia e dalla Jugoslavia quanto v’è di positivo senza voler imporre niente ad alcuno. L’esistenza di un’Internazionale provocherebbe più danno che utile in quanto essa tenderebbe ad as- po di un piccolo Stato giunge in sumersi \e leve di comando e ad _ ,, :, imporre la propria opinione. In u- visita ufficiale a Parigi: egli ha dato a tutto il mondo il più bell’esempio di coraggio politico». L’articolo cosi concludeva: «Tito è un grande statista che ha saputo salvaguardare l’indipendenza della Jugoslavia nella politica interna d estera». Anche il «Progress» di Lione recava la settimana scorsa ampi resoconti sulla Jugoslavia. Analizzando la vita 'degli Jugoslavi, l’artico-1 lista concludeva che «sui loro volti si legge la risolutezza di un popolo che edifica coraggiosamente e con sacrifici il proprio avvenire». L'INTERVISTA DI TITO Il giornale parigino «Le Monde» ha pubblicato la seguente intervista concessa al suo direttore dal Presidente Tito. «I mutamenti avvenuti nella timone Sovietica — ha detto il Presidente Tito — rivestono un importante significato sia per lo sviluppo dell’Unione Sovietica e degli altri paesi socialisti, sia per quanto riguarda la distensione. La Jugoslavia segue con particolare interesse l’evoluzione nell’URSS dato che e stato proprio il nostro paese, specialmente dal 1949 in poi, a risentire delle conseguenze dei metodi stalinisti». I mutamenti nell’Unione Sovietica sono così notevoli — ha proseguito il compagno Tito — da non poter essere considerati soltanto la espressione di una nuova tattica. Essi dipendono dalle esperienze e dalla convinzione che i metodi stalinisti ostacolano qualsiasi progresso sia nel campo interno che nei rapporti internazionali. Alla seconda domanda Tito ha detto che nella URSS si sta verifi- L’AUTOGESTIONE SOCIALE EI COMIZI DEGLI ELETTORI Nel distretto di Pola circa 25 mila persone partecipano attivamente all’autogestione sociale; in un solo comune della città di Fiume, quello di Cittavecchla, 7.400 persone sono membri dei vari consigli, comitati e commissioni, sia presso il comune che nei vari organismi di gestione operaia e sociale; nel distretto di Capodistria tale cifra raggiunge 6.760 persone, con una media di uno su quattordici abitanti del distretto. Si tratta sostanzialmente di un passo notevole verso quello che è 1’ intendimento principale del nostro nuovo sistema comunale: avvicinare l’amministrazione della cosa pubblica ad una cerchia quanto più vasta di persone. Sembra però che parecchi nostri comuni si siano fermati solo a questo punto, cioè al consolidamento dei vari consigli, commissioni ed organismi eletti della gestione operaia e sociale, senza pensare ad una opera più profonda di penetrazione sia dell’idea dell’autoamministrazione sociale che della pratica che essa stessa genera. Limitando l’autogestione sociale ai soli organismi del potere si corre il rischio di inaridire gli stessi, staccandoli dalle loro radici, cioè dalla massa della popolazione. Ciò sarebbe comprensibile se non esistesse una forma organizzativa corrispondente tramite la quale tutta la popolazione può partecipare all’amministrazione della cosa pubblica. Tale forma però esiste e sono i comizi degli elettori che la stessa legge dispone siano convocati almeno una volta ogni due mesi. C’è qualche comune, citiamo ad esempio quello di Cittavecchia di Fiume, dove non solo si fa fede all’obbligo legale, ma dove esiste un’intima convinzione sull’utilità o meglio sulla necessità di convocare gli elettori alla vigilia di ogni più importante seduta del Comitato Popolare Comunale. E’ inutile rilevare come in questo modo il comitato popolare del comune ha una vasta sorgente di idee e di proposte, di critiche e di osservazioni che lo aiutano a prendere una giusta posizione nei confronti dei svariati problemi cittadini. Ma c’è di più. Proprio attraverso questi comizi degli elettori si stimola e si solleva l’interessamento dei cittadini per questi stessi problemi per cui il comitato può godere di tutto il loro appoggio anche quando dalla discussione teorica degli stessi si passa all’attuazione pratica delle misure intese a risolverli. Inoltre nella discussione ai comizi degli elettori e nell’attuazione pratica delle misure si educano nuove persone nello spirito della democrazia socialista e di riflesso anche i nuovi quadri per gli organismi della gestione sociale. A questo esempio non fa riscontro quanto avviene a Capodistria dove, dalla costituzione del comune, cioè dal 1 settembre dello scorso anno, non è stato convocato nessun comizio degli elettori, fatta eccezione di qualche villaggio del contado. Affinchè tale questione fossa mossa dal punto morto nel quale si trovava, la Presidenza del Comitato Popolare Comunale ha autorizzato singolarmente i membri del comitato stesso a convocare i comizi nelle unità elettorali dove sono stati eletti, ma sembra che il senso di responsabilità dei padri cittadini nei confronti dei propri elettori non sia tanto elevato se nemmeno questa decisione, chiamiamola di decentralizzazione, non ha dato alcun frutto. In altri luoghi ci si lamenta della poca partecipazione degli elettori ai comizi stessi, anche quando questi vengono convocati. A Isola, ad esempio, tale percentuale è la più bassa e raggiunge a malapena il 15% degli elettori. Un più approfondito esame delle cause che generano una partecipazione in massa in un luogo e quella scarsa in un altro ci indica che queste cause risiedono principalmente nella preparazione di questi comizi e nell’esposizione del materiale agli stessi. Mentre da una parte si porta a conoscenza delle organizzazioni dell’Unione Socialista il materiale che al comizio verrà trattato, dall’altra, talvolta, nemmeno l’ordine del giorno viene comunicato in anticipo. Mentre da una parte l’esposizione viene fatta in modo semplice ed accessibile al livello di educazione degli elettori, dall’altra si hanno cifre su cifre accompagnate da termini tecnici che la maggior parte dei cittadini non comprende completamente. Ed è comprensibile che nel secondo caso i comizi degli elettori siano disertati. Quanto esposto ci indica quello che bisognerebbe fare perchè i comizi degli elettori acquistino gradualmente quella funzione deliberativa che agli stessi la legge assegna. Una cosa bisogna sopratutto fare: convocarli. —M.B. cando un importante passo verso la democratizzazione socialista. Viene attuato il decentramento, viene ridotto l’apparato burocratico ecc. li Presidente Tito, dopo aver rilevato che la democrazia va facendosi strada, anche se lentamente, ha precisato che ciò non ha niente a che vedere col sistema monopartitico o pluripartitico. E-gli, accennando alla Jugoslavia, ha detto che, sebbene il sistema in vigore non sia tipicamente monopartitico dato che l’Unione socialista del popolo lavoratore comprende vari gruppi politici, la libera discussione è possibile, il che è dimostrato dalla nostra prassi -e da quella in atto in altri paesi socialisti, poiché questo è il sistema democratico. Sviluppando il suo pensiero, Tito ha detto che tale sistema può subire vari mutamenti, intesi però soltanto a migliorarlo. Il direttore del giornale ha chiesto quindi al Presidente se ritenga che il sistema in vigore in Jugoslavia richieda di essere modificato radicalmente oppure si trovi ad un punto statico.» Per il momento non si presenta la necessità di mutamenti radicali — ha detto il Presidente Tito. — Ciò però non significa che il sistema jugoslavo sia statico. La Jugoslavia si trova oggi in una fase di progresso. La società umana, specialmente quella socialista, modella i suoi rapporti interni in base al grado di coscienza in cui si trova in armonia con le possibilità economiche.» Il Presidente Tito ha aflermato che in Jugoslavia non potrebbe venire attuata alcuna misura che non sia compresa dal popolo e della cui giustezza e opportunità esso non se ne sia reso conto. In seguito il Presidente Tito ha esposto il suo punto di vista sulle vie dello sviluppo del socialismo con particolare riguardo alle possibilità di sviluppo del socialismo nei paesi occidentali. «E’ ovvio — ha detto il Presidente Tito — che ciò può avvenire senza spargimento di sangue, poiché il sistema può essere mutato senza dover ricorrere alle barricate. Ciò può avvenire mediante la lotta politica, parlamentate, ecc. Però tale sistema dipende anche dalle condizioni economiche di ogni popolo. Anche in Francia, come pure in Inghilterra e in America, ci sono elementi socialisti, però ben difficilmente si potrebbe dire che si tratti di elementi coscienti dal punto di vista socialista. Lo sviluppo lo attuale grado di civiltà e la tecnica portano in questa direzione e si capisce che i paesi occidentali raggiungeranno molto più facilmente quanto è stato raggiunto dai paesi arretrati — cioè l’ordinamento socialista». Il direttore del giornale «Le Monde» ha richiesto al Presidente Tito di esporre la propria opinione sulle possibilità di ulteriore sviluppo del socialismo nei paesi che confinano con la Jugoslavia e il suo parere circa un’eventuale costituzione di una nuova Internazionale in cui verrebbero compresi, dopo i mutamenti nella URSS e in base alle attuali prospettive di sviluppo del socialismo partiti comunisti e socialisti. Tito ha detto che dopo lo scioglimento del Cominform non esiste la possibilità di creare un’organizzazione simile. A tale riguardo la situazione nel mondo potrebbe essere caratterizzata nel modo seguente: all’Oriente i paesi socialisti guidati da comunisti e partiti comunisti e socialisti negli stati dell’Occidente. Tra questi partiti sono possibili dei contatti di carattere consultivo in merito a questioni che si riferiscono alla situazione Internazionale. Ci sono dei partiti comunisti al potere mentre invece quéi partiti na fase cosi complicata qual’è quella relativa alla edificazione del socialismo e alla formazione di un nuovo stato socialista non può esistere un’organizzazione che dia direttive su quello che c’è da fare E’ chiaro che debbono esistere dei contatti; la solidarietà internazionale è necessaria come sono necessari pure i contatti tra i paesi socialisti e comunisti, e come pure i contatti tra questi e tutte le forze progressive del mondo. Tale contatto, fondato sullo scambio di esperienze in merito a problemi di interesse generale rappresenta la via che permetterà l’ulteriore progresso del mondo». La Federazione balcanica non è attuale e noi neppure ci pensiamo — ha detto il Presidente Tito affermando che essa può contribuire a complicare l’attuale situazione nei Balcani e in Europa. D’altro canto, il Patto balcanico che collega la Jugoslavia con la Grecia e la Turchia offre la possibilità di collaborare anche su altri campi oltre che in quello militare. Ed infine la Jugoslavia può esercitare un ruolo positivo che contribuirà a migliorare i rapporti greco-turchi poiché entrambi i paesi sono convinti che la discordia e lo acutizzarsi dei rapporti andrebbe a loro svantaggio mentre invece lo sviluppo di tali rapporti sarebbe molto utile. In Italia la campagna elettorale per le elezioni comunali del 27 maggio è ormai avviata al suo culmine propagandistico nelle migliaia di comizi domenicali, e non domenicali, dei vari partiti e raggruppamenti politici. Gli oratori si succedono agli oratori nella enunciazione e contrapposizione di slogans e programmi alla caccia di voti. Le previsioni della vigilia — che attribuivano un grande valore politico a queste elezioni amministrative italiane — si vanno confermando, benché la falsariga della propaganda delle parti non appaia quella che, da alcuni, sembrava attesa: quella cioè della polemica attorno ai risultati del ventesimo congresso del Partito comunista dell’Unione Sovietica, argomento che, malgrado ciò che avevano affermato i dirigenti democristiani, viene agitato — quando viene agitato — soltanto in sordina. L’accento resta sui fattori politici interni, il che, in certo qual senso, è una novità delle elezioni italiane negli ultimi dieci anni, svoltesi sempre in base agli slogans della politica estera dell’uno o dell’altro blocco. Buon segno in quanto dimostra che la nuova situazione internazionale influisca in senso distensivo sulle situazioni interne. Buon segno anche perchè in tal modo — in Italia ed altrove — la vita politica in genere potrà svolgersi attorno ai veri problemi del popolo che sono quelli economici, e sociali dello sviluppo di ogni singolo paese. Pensiamo che in queste constatazioni stia il nocciolo degli obiettivi politici e degli interessi economici che la democrazia cristiana si propone di raggiungere nelle lezioni amministrative italiane del 27 maggio. A dimostrarlo, basterebbero due fatti: la costituzione, in funzione elettorale e politica, dell’Alleanza fra Confindustria, Confagricoltura e Confcommercio e Io sforzo della D. C. di mettersi al passo sulla propaganda a sfondo sociale, due dati di fatto, in un certo senso, intimamente legati. Le tre Confederazioni padronali (dominate dal grande capitale) con la loro alleanza hanno certo mirato a pesare sulla D. C. per impedirle di attuare riforme economiche e sociali che (sia pure ad immediato scopo elettrorale) sarebbero poi rimaste sterili nella vita politica italiana, basti citare, ad esempio, alle creazione in Italia del Ministero per le Partecipazioni Statali e al Piano Vanoni: il neo ministero, nella impostazione dei suoi compiti, non può non avere, infatti, una funzione positiva nel campo finanziario ed industriale in cui il capitale dello stato ha posizioni preminenti (credito, siderurgia e, in parte, metalmeccanica), così come il Piano Vanoni non può non far sentire l’influenza dello stato su tutta l’economia orientata verso la produzione di mezzi di consumo, particolarmente nell’agricoltura e nell’industria leggera. Ciò evidentemente non garba ai manipolatori e monopo-lizzatori della cosidetta inziativa • privata. Da qui la loro alleanza-ricatto verso la D. C., colpevole di ricorrere alla propaganda »sociale« per non perdere le proprie posizioni di partito e di governo. Gli interessi economici del padronato, con la sua vecchia mentalità ristretta e conservatrice, dovrebbero venir tutelati con i vecchi metodi della repressione sociale e dello sfruttamento fino all’osso dei lavoratori e dei ceti medi. Opponendosi — sia pure in parte e solo debolmente — ai vecchi concetti del padronato e cercando di sfruttare la propaganda sociale la D. C. in Italia mira, sostanzialmente a conservare con intelligenza, le proprie posizioni, cioè a mantenere il monopolio politico per salvare gli interessi economici dei ceti dirigenti che, in esso, hanno radici. Per far ciò non può più, nella situazione attuale, dar fiato solo alle trombe dell’an-ticomunismo di principio e limi- LA N.A.T.O. A MEZZA STRADA DOPO IL CONSIGLIO DI PARIGI La riunione del Consiglio dei ministri del Patto Atlantico, conclusasi a Parigi, sembra non aver soddisfatto le esigenze di nessuno: nè quelle di coloro che, dietro le vecchie posizioni di Foster Dulles, speravano che la NATO, da Parigi, sarebbe uscita ancora la vecchia NATO, militare, verticale e barometro del tempo brutto o ritenuto ostinatamente tale dagli interessi politici ed che ormai si sono coagulati e si esprimono in commesse belliche, in forniture gratuite e in tendenze alla direzione politica attraverso lo spauracchio della tensione militare, nè quelle di coloro che — sulla scia delle dichiarazioni dell’onorevole Gronchi e degli statisti francesi — chiedono alla Nato, di cui sono membri, di adeguarsi al nuovo clima internazionale e di trasformarsi in una comunità di stati dalla collaborazione vasta in ogni settore, politico, economico, sociale oltre che militare. Certo da Parigi non si è avuto il rinnovamento della NATO, come contemplato dal realistico progetto presentato dal ministro degli esteri francese, Pineau ma nessuno, nemmeno, Foster Dulles, ha osato chiedere che l’alleanza atlantica restasse nei vecchi schemi. Non più vecchio e non ancora «nuovo» il Patto Atlantico si avvia a trasformarsi per evoluzione delle sue forze interne (e per il contrasto di interessi fra i vari paesi che lo compongono e che hanno valutazioni differenti della situazione internazionale) o morire per mancanza di obiettivi nella attuale situazione di distensione internazionale, sorta dalla nuova politica estera ed interna dell’Unione Sovietica. Questa è la conclusione che si può trarre da ciò che della riunione atlantica parigina è stato detto dalla stampa e dal comunicato ufficiale. Ma nella valutazione dei risultati della riunione parigina ha forse più valore il comunicato ufficiale più per ciò che non dice che per quanto rende noto. Stringi stringi, secondo il comunicato, tutti i ministri sono rimasti d’accordo sulla costituzione di un comitato ristretto per lo studio delle forme attraverso le quali il Patto Atlantico dovrebbe svilupparsi da organismo di collaborazione militare ad organo di collaborazione multilaterale. La creazione di «comitati» troppo spesso, in questi casi, equivale, o può equivalere, all’aecan-tonamento dei problemi ed al loro rinvio alle calende greche. Perciò se il comunicato fosse tutto qui la NATO non avrebbe detto nulla di nuovo. La classica montagna avrebbe partorito il classico topolino. Però la formulazione del comunicato stesso è tale da autorizzare delle speranze appunto per ciò che non dice. Innanzitutto vi è implicito il riconoscimento che la politica sovietica di distensione Internazionale è una cosa seria, molto seria, alla quale bisogna adeguarsi per non venir superati dagli avvenimenti, il che è garanzia che le idee del Presidente della Repubblica italiana, Gronchi, e del Ministro degli esteri francese, Pineau, sono destinate ad affermarsi, o a far scoppiare il Patto Atlantico dall’interno. In ciò che il comunicato non dice vi è poi, importantissima, la mancanza delle solite formule sulle «manovre sovietiche per minare la solidarietà dei paesi del Patto Atlantico». In politica, quando i vecchi slogans vengono abbandonati è segno che si riconosce l’esistenza di una situazione nuova. Un tale riconoscimento non può infine non portare all’adegua-meto del vecchio al nuovo: non è molto, ma nemmeno poco se si tìen presente che cosa fu, alla sua origine, la NATO e che cosa essa si voleva che continuasse ad essere ancora pochi mesi or sono. Non resta dunque che attendere gli sviluppi del travaglio interiore del Patto Atlantico ed augurarsi che essi siano tali da corrispondere alla situazione di coesistenza pacifica e di pacifica collaborazione fra tutti gli stati oltre le barriere dei blocchi e che, come detto esplicitamente dal progetto presentato ai suoi colleghi dal francese Pineau, porti la sua unità ed i suoi mezzi finanziari nel quadro delle Nazioni Unite nella grande (la sola veramente «grande») politica internazionale per la collaborazione di tutti allo sviluppo dei paesi economicamente e tecnica-mente arretrati. Prodromo a questa nuova politica di un maggiore riconoscimento delle funzioni, e dei compiti, degli Stati nelle Nazioni Unite può essere considerata la decisione presa dai ministri delle tre maggiori potenze occidentali in margine alla riunione parigina. Alludiamo al seppellimento della dichiarazione tripartita del 1950 sulla Palestina. Pineau, .Selwin Lloyd e Foster Dulles hanno abbandonato il concetto di intervento separato in un eventuale conflitto araboisraeliano per impegnarsi ad agire nel quadro delle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Qui il poco può essere già considerato molto, perchè riconosce le funzioni delle Nazioni Unite e ammette, implicitamente, che il Medio Oriente non è più terreno riservato esclusivamente a nessuna grande potenza, ossia riconosce che la pace in un settore cosi tormentato non la si preserva con la politica dei blocchi contrapposti, ma sul terreno della collaborazione nel’ONU. I PIAMI SOCIALI delle varie repubbliche I piani sociali delle singole repubbliche, approvati recentemente dall’Assemblea Federale, mirano all’ulteriore concretizzazione delle direttrici fondamentali poste dal piano sociale federale. Il rafforzamento dei fondi sociali ed un più deciso impiego degli stessi nei rami rimasti arretrati, in primo luogo nell’agricoltura e nell’elevamento del tenore di vita, l’ulteriore ampliamento della base materiale di autoamministrazione dei distretti e dei comuni, l’aumento della produzione complessiva con un migliore sfruttamento delle capacità e delle materie prime, il mantenimento delle spese di bilancio a Ili-vello dello scorso anno — queste le principali caratteristiche dei piani sociali delle singole repubbliche per il 1956. Vi sono, naturalmente, anche delle differenze. Così, ad esempio, si prevede un deciso aumento della produzione industriale nelle repubbliche meno sviluppate. In Macedonia tale aumento sarà del 30 per cento nei confronti del 1955. Nella Bosnia-Erzegovina del 19 per cento e in Serbia dell’undici per cento. In Slovenia, invece, la produzione industriale dovrebbe aumentare del 7 per cento e in Croazia del 6 per cento. Nel quadro della produzione in- dustriale, tutti i piani sociali dedicano poi particolare attenzione all’industria di rielaborazione, che deve aumentare la produzione delle merci di largo consumo, onde coordinare al massimo possibile i rapporti tra domanda e offerta. In particolare rilievo deve esser posto il notevole aumento di mezzi nei fondi dei comuni e dei distretti, che verranno impiegati in primo luogo nella costruzione di alloggi. Nella sola Serbia, ad esempio, i comuni disporranno a tale scopo di 12 miliardi di dinari. Per dare un aiuto all’agricoltura, colpita sin dall’inizio dell’anno dal maltempo, i piani sociali di tutte le repubbliche prevedono, oltre ad un notevole aumento della base materiale di questo ramo dell’economia, anche una serie di misure tecniche ed organizzative. Dopo un esempio generale dei piani sociali delle repubbliche si ha motivo di ritenere che le condizioni obiettive dell’ulteriore sviluppo dell’economia, l’iniziativa dei collettivi, dei consigli operai e degli altri organismi dell’amministrazione per trovare nuove possibilità di migliore organizzazione e maggiore produttività del lavoro, come anche i nuovi strumenti, permetteranno la realizzazione ed il superamento di detti piani. tarsi a tappezzare i muri di manifesti orripilanti sulle »atrocità comuniste«. Se lo facesse arrischierebbe di perdere parte della sua base e dei suoi elettori che dimostrano sempre maggiore sensibilità ai problemi sociali ed alle necessità di miglioramento economico. Dossetti a Bologna, La Pira a Firenze, Tupini a Roma: tre nomi di capilista di «sinistra» che indicano chiaramente le preoccupazioni democristiane. Come noto Dossetti abbandonò negli anni scorsi la vita politica per disaccordo con la politica conservatrice di Sceiba. La Pira fu, per quattro anni, bersaglio degli attacchi del padronato per la sua politica sociale e Tupini venne spesso indicato come l’uomo nuovo della sinistra D. C. Se i dirigenti democristiani hanno dovuto ricorrere alle idee ed ai nomi di questi tre capilista è segno che quelle idee camminano in seno alla stessa D. C. Tentare di fermarle potrebbe significare veder gli elettori orientarsi verso partiti di sinistra e fare, così, delle amministrative del 27 maggio il preludio per le elezioni politiche. A TERMINE LA MISSIONE DI HAMMARSKJOELD Da una settimana e più a questa parte non si ha notizia di seri incidenti alle frontiere fra paesi arabi e stato di Israele. E’ questo l’aspetto più eloquente del risultato positivo della missione in Medio oriente del Segretario generale delle Nazioni Unite. Il ritorno di Hammarskjoeld a New York ha dato luogo ad una vera e propria manifestazione politica. Ad attendere il segretario generale erano il presidente del Consiglio di sicurezza — ambasciatore jugoslavo Jože Brilej, numerosi diplomatici ed i giornalisti accreditati alle Nazioni Unite. «Il vostro — ha detto Brilej — è stato un viaggio di pace, e la missione affidatavi aH’unanimità dal consiglio di sicurezza ha contribuito aH’uIteriore comprensione fra i popoli. Nel porgervi il benvenuto vi ringrazio degli sforzi compiuti per la causa della pace e nello stesso tempo mi felicito caldamente per I risultati raggiunti.» Ai giornalisti poi, parlando come presidente del Consiglio di sicureza e come rappresentante della Jugoslavia, Brilej ha dichiarato: «I risultati che il signor Hammarskjoeld ha raggiunto nell’esecuzione della missione affidatagli, sono del massimo valore. Questi risultati sono stati possibili grazie alla capacità, alla personale abnegazione, all’atteggiamento realistico del segretario generale dell’ONU ed allo spirito di collaborazione dimostrato dai governi interessati. Il risultato maggiore della missione di Hammarskjoeld è senza dubbio l’impegno dei paesi membri dell’ONU di rispettare la clausole del trattato generale d’armistizio relative alla cessazione del fuoco. E’ stato raggiunto inoltre un accordo per una più efficace applicazione di questo trattato. In tal modo è stato oriente e sono state aperte migliori prospettive per l’avvenire. Tuttociò non mancherà di consolidare — ha concluso Brilej — 11 ruolo del-l’ONU, quale potente fattore di pace nel mondo.» CONCLUSI I LAVORI LONDINESI PER IL DISARMO Ha concluso venerdì scorso i suoi lavori a Londra, dopo ventot-to sedute, la terza sessione della sottocommissione delle Nazioni Unite per il disarmo, iniziatasi il 19 marzo. E’ scaduto, infatti, il termine di 6 settimane, concesso alla sottocommissione dal comitato delle Nazioni Unite per il disarmò, per l’ultimazione dei lavori dell’attuale sessione. Le delegazioni si sono lasciate nella certezza che i negoziati saranno ripresi entro l’anno. Purtroppo dal punto di vista dei risultati concreti, quest’ul-tima sessione non ha giustificato le speranze in essa riposte alla vigilia dell’opinione pubblica mondiale. Sarebbe comunque del tutto errato ritenere che nell’esame del problema del disarmo non ci sia stato alcun progresso. Infatti, si è avuto un ulteriore avvicinamento dei punti di vista persino nei settori rivelatisi sinora i più delicati. I fondamenti tecnico-organizzativi del disarmo possono dirsi già determinati. E’ necessario ancora soltanto un passo perchè dalle premesse di principio si passi ad una reale riduzione degli armamenti e delle forze armate. Questo passo evidentemente non dipende da dettagli tecnici e organizzativi, ma dalla volontà di compierlo. In altre parole sbaglieremmo se ricercassimo il motivo dell’attuale insoddisfacente situazione nelle differenze formali, nei dettagli di natura tecnico-organizzativa che differenziano ancora le singole proposte. Il motivo deve essere ricercato innanzitutto nella notevole sfiducia che tutt ora regna tra le grandi potenze in questo campo. Si è in sostanza rimasti in coda alle possibilità reali. A CAPODISTRIA ULTIMATO DEL PIANO IL PROGETTO SOCIALE 1950 CAPODISTRIA, 7 maggio. Il Consiglio per l’economia del distretto di Capodis'tria ha ultimato, durante la scorsa settimana, la discussione sul progetto del piano sociale di tutte le attività che concorrono alla formazione del reddito nazionale: ■ industria, agricoltura è pesca, silvicoltura, edilizia, trasporti, commercio, turismo, artigianato ed attività comunali. Fra (breve la commissione per il piano presenterà ancora la proposta sulla divisione del reddito (bilancio, investimenti, ecc.) e poi il progettto verrà presentato al Comitato Popolare Distrettuale per la approvvazione definitiva. Seguendo le discussioni che si sono svolte finora al Consiglio per l’economia, abbiamo già scritto nei numeri precedenti che1 nell'anno in corso è previsto una ulteriore e-spansione dell’attività industriale, il cui prodotto sociale aumenterà dai 3 miliardi realizzati nel 1955 a 3 miliardi e 756 milioni di dinari. A questo notevole aumento che sarà, secondo le previsioni, il risultato degii stanziamenti effettuati nelle migliorie tecniee e nel perfezionamento dell’organizzazione produttiva, s'i contrappone, sempre secondo le previsioni, una flessione della produzione agricola, rispetto all’anno precedente. Il 1955 ha dato alla ^ nostra agricoltura una delle' migliori annate deU’ultimo decennio. Il valore del prodotto sociale dell’agricoltura ha raggiunto 3 miliardi e 800 milioni di dinari, oltre un miliardo di più che nella scorsa annata del 1954. A questo aumento ha concorso in parte anche l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli registrato durante lo scarso anno. Il ritardo delle colture primatic-cie, provocato dalla stagione1 fredda, carne pure la perdita di una buona parte del raccolto degli olivi, provocherà, nelll’insieme della produzione agricola, un notevole danno. Purché l’annata non, venga danneggiata da altre calamità, si prevede che la produzione agri-cala si manterrà sulla media degli ultimi 5 anni. L’agricoltura è quindi uno dei due settori economici nel quale non si prevede, per l’anno in corso, alcun aumento del prodotto sociale, ma piuttosto una riduzione. Il secondo isettore è quello deU'ediiizia. L’ATTIVITÀ’ EDILIZIA Questa ha raggiunto lo scorso anno un prodotto sociale di 992 milioni di dinari con un aumento del 7,4 percento rispetto al 1954. A questo aumento dell’attività edilizia ha contribuito in modo particolare la costruzione delle case di abitazione. Le nuove costruzioni di Semedella ed i gruppi di case ad Isola ed Ancanano, limitandoci alla zona costiera, sono il risultato di questa attività. La costruzione di nuove a-bitazio-ni verrà continuata anche quest’anno, nei limiti delle possibilità finanziarie, perchè la soluzione del problema degli alloggi è diventata nella nostra cittadina una del- le .condizioni essenziali per l’ulteriore sviluppo della regione. La limitazione degli investimenti in generale (i fondi per gli investimenti saranno quest’anno di circa 45% inferiori di quelli dell’anno scorso) influirà però anche sull’attività edilizia. Nella discussione in seno al Consiglio per l’economia del distretto di Capodistria si è manifestato un riflesso della nuova politica economica che intende stabilizzare il nostro mercato anche con una contrazione dei crediti d’investimento. La larghezza con cui i crediti venivano finora concessi ha provocato negli anni scorsi 'una disparità fra i mezzi finanziari ® la disponibilità dei materiali d’investimento, fra cui i materiali da costruzione, disparità che ha provocato un rialzo dei prezzi di questi ultimi. La limitazione dei mezzi finanziari o, meglio, un più severo criterio nel concederli, ha già provocato una contrazione dei prezzi dei materiali da costruzione, una maggiore concorrenza fra le imprese edili e con ciò anche un ribasso dei cositi delle nuove costruzioni. Le due maggiori imprese edili del Ca-podlstriano, la «Edilità di Isola e la «I Maggio» di Capodistria propongono di fondere la propria attività per sfruttare più economicamente le attrezzature e fronteggiare con un organismo più potente la nuova (situazione, ingaggiandosi nella concorrenza con le imprese meglio attrezzate. I dirigenti delle imprese hanno però sollevato il problema delle giacenze dei materiali che sono stati accapparrati a prezzi alti nel periodo di congiuntura e che ora, con la riduzione dei prezzi, rappresentano una notevole perdita. Per le due imprese, questo è senza dubbio un serio problema che però, considerato da un punto di vista generale, è un indice sicuro ohe la nuova politica di stabilizzazione del mercato sta già dando dei risultati positivi. AUMENTO DEI TRASPORTI Ed è appunto su questa politica di stabilizzazione, che richiederà un maggior sforzo produttivo di, tutti i nostri collettivi di lavoro, che è basata la previsione secondo la quale in tutti i settori economici (e-scliusa l’agricoltura e- l’edilizia) a-vranno quest’anno un notevole incremento. Rispetto all’anno scorso l’aumento del prodotto sociale nel-Ti-ndustria sarà del 21,8%, nella silvicoltura del 29,3%, nei trasporti del 51,2%, nel commercio del 5,6%, nell’industria alberghiera e nel turismo del 15,6% e nell’artigianato del 16%. Le limitazioni al taglio delle foreste saranno quest’anno un pò allenate. Le misure protettive rima-ranno tuttavia molto severe onde garantire la rigenerazione del patrimonio forestale, troppo sfruttato nel corso della guerra e nei pri- mam Nei pressi di Ocrida NEL BUIESE IL RIGIDO INVERNO ha lasciato le sue impronte Buie, 5 maggio. Finalmente le giornate di sole sono venute a riscaldare i nostri campi, ma purtroppo le conseguenze di un inverno inclemente e di una tardiva primavera non saranno facilmente rimediabili. I raccolti di quest’anno, secondo calcoli approssimativi fatti dalla Stazione agricola di Buie, saranno dì circa 30 per cento inferiori a quelli dello scorso anno. Le colture invernali sono piuttosto deboli per cui gli agricoltori, se vorranno avere frutti maggiori, dovranno provvedere ad una maggiore alimentazione dei campi, alimentazione che va fatta con nitrato di calcio e con quello di Cile per i cereali, e con nitrofoscal o con il KAS per le vigne e gli oliveti. E mentre i lavori agricoli proseguono con la massima intensità per ricuperare le giornate di pioggia, si effettua anche la contrattazione preventiva per l’acquisto dei prodotti agricoli della futura stagione. Prima di effettuare questa contrattazione, gli agricoltori dovrebbero provvedere ad un esame del proprio terreno per avere una cifra indicativa dei frutti che questi terreni daranno. Anche le cooperative dal canto loro dovrebbero esigere questo esame preventivo che la stazione agricola è in grado di fare, e precisare i quantitativi che un dato terreno frutterà sotto determinate condizioni. Alla Stazione agricola si stanno appunto attualmente esaminando circa 120 campioni di terreno, appartenenti alla Cooperativa di produzione di Madonna del Carso. Anche la cooperativa generale di Momiano ha presentato per le dovute analisi i campioni dei terreni della propria zona. Nelle ultime giornate di aprile’ hanno avuto luogo le assembee di alcune cooperative agricole di tipo generale. Ben riuscita della cooperativa di Verteneglio, che lo scorso anno ha realizzato un utile di circa 9 milioni di dinari, i quali verranno impiegati nella maggior parte per migliorare Tesistente parco macchine agricole grazie a nuovi acquisti. La cooperativa possiede attualmente due trattori, una trebbiatrice ed una mietilegatrice, mentre gestisce l’oleificio, il molino, ecc. A presidente della cooperativa è stato nuovamente rieletto ad unanimità il compagno Božić Giovanni. La cooperativa di Momiano, che ha avuto la propria assemblea annuale il 29 aprile, ha invece un utile di 1,900.000, però con la sua intensa attività ha raggiunto una notevole influenza sugli agricoltori. mi anni postbellici. Si prevede che il taglio normale potrà es'sere permesso appena fra 20 anni. Il notevole aumento nel settore trasporti è dovuto principalmente all’incremento dei servizi marittimi della «Splošna Plovba» di Pira-no che con. la decentralizzazione della «Jugolìnea» di Fiume ha aumentato la flotta dei suoi mercantili da carico di 5 unità portando il tonnellaggio da 8.633 t.s.l. a 31.518. Anche i trasporti terrestri verranno potenziati con Ti.ntensificarsi del traffico di frontiera e con l’introduzione di littorine celeri sulla linea ferroviaria fra Erpelle — Cosina e Lubiana. Il valore della produzione sociale raggiungerà, secondo le previsioni, circa 12 miliardi di dinari con un aumento di 440 milioni o del 4,2% rispetto all’anno scorso e dìi quasi 3 miliardi o del 32,0% rispetto al 1954. Nella formazione del prodotto sociale il primo pasto, detenuto finora dall’agricoltura, passerà quest’anno alTindiuistria. Secondo nel-Tondine il commercio, i trasporti, l’artiigianato, l’edilizia, l’indus'tria alberghiera, la silvicoltura ed, ultima, l’attività comunale. Novità interessanti alla „Revelante" di Pola Tra le vie da seguire: ribasso dei prezzi miglioramento delia qualità e nuovi prodotti POLA, 7 — Quest’anno gli investimenti nell’edilizia saranno ridotti notevolmente in tutto il Paese, oonformamente ai nuovi indirizzi della nostra politica economica. Non si costruirà molto come negli anni precedenti, perc-hè il capitale investito in questo campo viene restituito a lunga scadenza e quindi, volenti o nolenti, incide sul tenore di vita. Questo fatto, inevitabilmente avrà i suoi riflessi sull’industria cementizia che, di conseguenza. dovrà cercare una via d’uscita che le consenta di rimediare alla staisi. Alla Fabbrica cementi «Giulio Reveilante» di Pola si sta pensando seriamente a questo problema. Si seguono tre vie che dovrebbero portare al) successo: ribasso dei prezzi, miglioramento della qualità e nuovi prodotti. La prima è una questione che, a quanto pare, verrà- risolta con la meccanizzazione dei forni verticali. Ovvero: mentre ora si fabbrica il cemento «naturale» con la marna, che viene importata da Spalato, con l’automazione dei forni suddetti, sarà pos- NON CÉ POSTO PER LA LOGICA nella questione dell* Agroservis BUIE, 5 maggio. — Esiste da noi un chiodo fisso, ch’è un po’ difficile da estirpare, ed è quello di fare le cose e poi di disfarle. Presso qualche dirigente cooperativistico questo chiodo è diventata una mania che nessuna cura, fatta a base di logica, riesce a guarire. Prendiamo il caso della «Agroservis» di Buie. Su iniziativa della ex Federazione Cooperativistica del distretto, nel mese di novembre 1954 veniva aperto a Buie un negozio, dotato di tutte le più moderne attrezzature, per la vendita di sementi, concimi chimici, macchine ed attrezzi agricoli. E’ inutile rilevare che, con l’apertura di questo negozio, è stata soddisfatta una delle esigenze più elementari dell’agricoltura moderna di una parte dell’Istria e lo si è visto solo dopo pochi mesi dalla sua costituzione. Rifornito all’inizio, di tutti i mezzi indispensabili ■all’agricoltura l’Agroservis era diventato meta frequentatissima degli agricoltori non solo delle zone -circostanti Buie, ma di tutto il distretto e di quelli di Parenzo, Capodistria e Pinguente. E quando lo scorso anno mancò il solfato di rame questo negozio buiese era frequentato persino dagli agricoltori del distretto di Pola. Quindi l’idea della Federazione Cooperativistica, che per il negozio spese circa 900.000 din. dei propri fondi ed altri 600.000 ne dette il distretto di allora, si dimostrò non solo buona e la spesa giustificata, ma faceva presagire un sicuro e prospero avvenire sia per il negozio come tale che per l’agricoltura che dalla sua attività traeva indubbi vantaggi. Programmi radio MARTEDÌ’, 8 — Ore 6: Musica del mastino — 6.15: Notiziario — 12 © 12.45: Mu*ica per voi — 12.30: Notiziario — 12.40: Problemi d’attualità — 16: Ritratti musicali: Čajkovski e la sua IV sinfonia — 16.45: I sogni dal mare del sud — 17: Nostro Paese — 17.15: Palcoscenico musicale — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo musicale — 22.(15: Al suono del dixiland — 22.30: Notiziario — 22.45: Melodie serali — 23.15: Musica da ballo — '23.45: Ultime notizie — 2,3.50: Musica per la buona notte. MERCOLEDÌ’, 9' — Ore 6: Musica del mattino — 6.15: Notiziario — 11: L’angolo dei ragazzi—- 1.2.10: Canti della montagna—12.30: Notiziario— 12.40:Problemi d’attualità - ‘>2.45: Musica leggera e annunci - 13: Franz Lhotka: il diavolo del villaggio, suite dal balletto; suona l’orchestra nazionale sinfonica di Zagabria diretta da Milan Horvat — 16: Ritmi e canzoni — 16.20: Mosaico musicale — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo mu- sicale — 22.15: Bill Sayder ed il suo complesso — 22.30: Notiziario — 22.45: Piccolo concerto di musica da camera jugoslava — 23.15: Musica da ballo — 23.45: Ultime notizie — 23.50: Musica per la buona notte. GIOVEDÌ’, 10 — Ore 6: Musica del mattino — 6.15: Notiziario — 12 e 12.45: Musica per voi — 12.30: Notiziario — 12.40: Problemi d’attualità — 16: Melodie da riviste — 16.20: Concerto del giovedì: Peter Iljić Čajkovski, sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64; suona l’orchestra filharmonica di Londra diretta da Sergiu Celibidache — 17: Dal mondo del lavoro — 17.15: Suona l’orchestra Raymond Le-grand — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo musicale — 22.15: Suona di sestetto Lionel Hampton — 22.30: Notiziario — 22.45: Musica da Hollywood — 23*15: Musila da ballo — 23.45: Ultime notizie — ,23.50: Musica per la buona notte. VENERDÌ’, 11 — Ore 6: Musica del mattino 6.15: Notiziario — 12 e 12.45: Musica per voi — 16: Melodie conosciute — 16.25: Arie, duetti e cori in microsolco — 17: Corrispondenza — 17.10: Fineatra musicale — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo musicale — 22.15: Ritmi e canzoni — 22.30: Notiziario — 22.45: Cori triestini — 23.15: Musica da ballo — '23.45: Ultime notizie — 23.50: Musrca .per la buona notte. Sabato, 12 — Ore 6: Musica del mattino —r 6.15: Notiziario — 12 e 12.45: Musica per voi — 12.30: Notiziario — 12.40: Problemi d’attualità — 16: Canzoni di tutti i giorni — 16.30: Gioielli musicali — 17: La comune — 17.20: Serenata per archi — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo musicale — 22.15: Suona per voi l’orchestra Jerry Gray — 22.30; Notiziario — 22.45: Musica da ballo — .23.45: Ultime notizie — 23.50: Musica per la buona notte — 24; Pine della trasmissione. y Con la liquidazione del distretto, rispettivamente della Federazione Cooperativistica Distrettuale, questa ultima decise che il negozio dovesse venire sotto Famministrazione della cooperativa di tipo generale di Buie E qui incominciarono le dolenti note. Non sappiamo quali sono i motivi che dettano alla direzione della cooperativa la posizione assunta nei confronti di questo negozio, è un fatto però che l’Agroservis viene considerato dalla cooperativa come una specie di spino nell’occhio e di conseguenza viene notevolmente ostacolato e sabotato nella sua attività. Citeremo solo alcuni casi più caratteristici. Le costanti insistenze dell’allora gerente ed alcuni am- monimenti dell’Ispettorato sanitario non hanno deciso il direttore della Cooperativa di Buie a provvedere alla riparazione del tetto del magazzino nel quale erano sistemate le macchine e gli attrezzi agricoli. Quali conseguenze ne abbiano tratto questi macchinari è facile immaginarselo. Inoltre l’eccessiva umidità esistente in questo magazzino si propagava anche nei locali adiacenti dove erano immagazzinate le sementi, i concimi chimici ed altri, per cui anche questi erano soggetti a deperimento e la cooperativa in conseguenza di ciò subì alcune decine di migliaia di dinari di danni. I tentennamenti del direttore nel concedere il camion per il traspor- Ctua e ta'pe*-1'Isfoia FIUME — AI quarto congresso dei lavoratori dell industria del legno della Jugoslavia che avrà luogo a Fiume dal 12 al 14 maggio, parteciperanno 170 delegati, a nome di 80 mila membri del sindacato di categoria. Ai lavori presenzieranno in qualità di ospiti, rappresentanti diel sindacato lavoratori del legno di Svezia, Norvegia, Filandia, Svizzera, Germania occidentale e Olanda, nonché un rappresentante della Federazione internazionale dei lavoratori dell’industria edile e del legno. * CAPODISTRIA — Nel primo trimestre di quest’anno, si è registrato nel distretto di Capodis'tria ü seguente movimento demografico: nascite 602, decessi 520, matrimoni 252. Il maggior numero delle nascite e dei decessi è stato riscontrato nel meli e di febbraio. * Rovigno — Il Comitato Popolare del comune di Rovigno prevede per il fondo investimenti 1956 l’irrupor- II Tribunale di Capodistria ha condannato certo Pertič Egidio alla pena pe-cunaria di dinari tremila. Il Pertič si era reso colpevole del furto di 26 tronchi d’albero, del valore complessavo di dinari duemila, perpetrato ai danni della «Vi-nosad» di Capodistria, Pertič Egidio dovrà inoltre sostenere le spese processuali e provvedere al rimborso del valore rubato. , * Por aver colpito alla testa certo Sestan Stefano, servendosi di un pesante bicchiere, Sebjančič Carlo di Črni Kal è stato condannato a due mesi di carcere. Il reato era stato commesso nell’ottobre del 1954 in lina mensa della «Slovenija Ceste». Cinque mila dinari di multai sono stati affibiati a Morgan Rosa, la quale acquistava per conto proprio delle uova. Giudicata quindi colpevole di commercio illecito, la Morgan è stata condannata alla pena suddetta. * Volendo infinocchiare l’ufficio Imposte, Giusti Giovanni acquisto una casa, del valore di 300.000 dinari, fingendo di pagarne soltanto 240.000. Il Tribunale di Capodistria lo ha ora condannato al pagamento di 30.000 dinari di multa. * A Fiume, il Tribunale ha condannato a sei mesi di carcere, con la condizionale per un anno, il 24. enne Josip Pahljana. Questi aveva assalito un giorno a sassate un gruppo di rapazzi che giocavano su un campo sassoso e spoglio appartenente alla famiglia Pahljina. Uno dei ragazzi, Josip Padovan di anni 12, era stato colpito pericolosamente alla nuca e ricoverato immediatamente all’ospedale. * Sempre a Fiume, ha avuto luogo il processo a carico di un tale accusato di bigamia. Il 43.enne Gavro Poljaković da Subotica, stipulò regolare contratto matrimoniale nel 1935 a Subotica con una certa Clara Pičic, In seguito alla discordia che sempre più prendeva piede in seno alla famiglia, il Poljaković abbandonò il tetto coniugale. Dopo la liberazione egli chiese il divorzio che non gli venne concesso. Ignorando questo fatto, il Pàljko-vić sposò nel 1951 un’altra donna, rendendosi in questo modo colpevole di bigamia. Il Tribunale l’ha condannato a sei mesi di carcere con la condizionale per due anni. to idi 3 milioni e 200 mila dinari. Un milione è destinato al-l’ultima-zio-ne del Monumento ai Caduti attualmente- in costruzione; mezzo milione per -riparazione ad edifici Scolastici di Buratto e Margani; mezzo milione per Tofoiettivo- sportivo del «Delfin-» (piscina olimpionica); 700.000 dinari per 1-a riparazione delle- cisterne di Margani e Spanidi-go. La somma restante sarà impiegata per la riparazione delle strade del centro cittadino e per altri o-biettivi minori. POI,A — La filiale polese del «Turist» di Umago Isarà munita ora di -un ufficio cambìa-vadu-te .che a-gevolerà notevolmente i turismi stranieri. Il «Turist» s'arà fornito inoltre di tutti i moduli inerenti il passaporto e presso di esso si potranno acquistare i biglietti di viaggio per tutte le località delle nazioni vicine. Per ITI giugno si prevede intanto una gita per Trieste — Venezia e Padova in autobus. Il prezzo fissato è di 11.000 dinari e comprende, oltre le- spese di viaggio due colazioni e 1-200 dinari in contanti, altre due gite sono in piano per quest’anno. . FIUME — Neil comune di Sušak -sono -sitate formate finora tre brigate giovanili le quali, in attesa che venga ultimato il progetto per il campo sportivo che sorge dietro al Ginnasio, eseguono lavori secondari. Tra giorni però la commissione formata presso il Consiglio per. gli affari comunali di Sušak eseguirà- le misurazioni del terreno e porterà a termine i preparativi necessari per passare ai lavori principali- Altre brigate giovanili provvederanno all’ultimazione dell’osisario a Te-r, satto. to dei materiali per conto del-l’Agroservis della stazione ferroviaria a Buiè, sono stati anche causa di danni. La scusa era che non conveniva inviare il camion per quantitativi piccoli di materials però tale servizio poteva essere effettuato anche da autocarri di altre imprese che alla stazione si recavano per propri motivi. In conseguenza di ciò l’Agroservis rimaneva più volte senza le sementi e i mezzi chimici difensivi, proprio nel momento nel quale questi erano più necessari agli agricoltori. Si trattava concretamente di una rimessa di arsenato di piombo ch’era rimasto per 35 giorni in deposito alla stazione di Pisino. Quando fu infine prelevato si dovettero pagare 60 din. al kg. di giacenza e di tanto fu aumentato il prezzo ed infine l’arsenato rimase invenduto perchè giunto troppo tardi. Lo stesso avvenne con il «lin-dan», polvere contro il maggiolino del Colorado, molto ricercato dagli agricoltori la scorsa estate, da-to l’apparire del dannoso parassita delle patate. A Verteneglio era a disposizione un quantitativo da 500 kg. di lindan nel momento in cui l’Agroservis ne rimase sprovvista. Data la distanza sarebbe stato facile trasportarlo a Buie, ma ci vollero parecchi interventi degli organismi del potere di Buie, affinché la coperativa facesse un tanto con notevole ritardo e con le corrispondenti dannose conseguenze per l’agricoltura. Infine, svanito il tentativo di liquidare il negozio, con la scusa di una sua presunta passività, ecco ora l’ennesimo tentativo di porre all’Agroservis il bastone tra le ruote: recentemente la coperativa ha deciso di trasferire l’Agroservis in altro sito -per mettere al suo posto, nella piazza centrale di Buie, 11 panificio. Un fumoso panificio accessibile agli agricoltori, data la vicinanza della fermata delle auto-corriere, per il quale si è speso un milione e mezzo di dinari e per costruirvi ex-nuovo un panificio? Nel nuovo sito fare altre spese per sistemare l’Agroservis? Ma dov’è la logica del direttore la cooperativa di Buie!? SI tratta in fondo nella miglior delle ipotesi, di un milione e mezzo, spesi dal popolo e non da una persona alla quale piace fare e disfare a proprio arbitrio e alla quale, nel proprio interesse, lo stesso popolo dovrebbe dire un chiaro: basta! Ing. V. Buzdon CICLI MARCON — Trieste via della Pietà 3 Biciclette da L. 7,000 in poi @ Ciclomotori da L. 43.000 Vendite rateali — Visitateci! MAGAZZINI FELICE — TRIESTE via Carducci 41 Q Grande assortimento vestiti da lavoro, camice, maglierie, giacche, calzoni. £ Merce di primissima qualità ai prezzi più bassi di Trieste. šibile eliminare ta-le spesa ed impiegare la pietra calcare di cui esistono giacimenti rioohi-slsimi nei dintorni di Pola. Con essa si fabbricherà il cemento «artificiale» che, alla prova 'dei fatti, corrisponde- a q-ueho «naturale». Per ciò che riguarda la qualità, invece, ci -sarà da fare parecchio, soprattutto con il cemento fuso. L’anno scorso, infatti, non ci fu alcun reclamo per le 90.000 tonnellate -di «Portland» vendute in casa e fuori, ma ci furono osservazioni e appunti sulla qualità dèi cemento fuso. Il laboratorio chimico, diretto dall’ottimo Matticohio, uno dei veterani della Fabbrica, dovrà impegnarsi a fondo e colmare questa lacuna, affinchè il bilancio del 1956 sia migliore. Quest’anno è prevista una produzione di 10.000 tonnellate superiore a quella del 1955: 99.000 -tonnellate di cemento «Portland» e 16.000 di cemento fuso, un compito che vorrà impegnare completamente tutte le capacità produttive. Nel piano di produzione di questo anno, non è compreso un prodotto nuovo: il cemento bianco. Prima della guerra se ne fabbricava, a Pola, ma aveva un prezzo di costo elevatissimo, perchè lo si produceva con caolino importato dalla Cecoslovacchia. All’estero, questo tipo di cemento, che assomiglia all’amido ed è perfettamente inodore, è molto richiesto, perchè con esso si possono eseguire abbellimenti, intonaci. vari ornamenti architettonici, .incomparabilmente più duraturi e convenienti di quelli normali. Con il cemento bianco, si fabbricamo anche piastrelle e cotti artificiali, che possano essere dipinti in qualsivoglia sfumatura. Naturalmente tale produzione è complicata e costosa, e il suo prezzo, sul mercato internazionale, si mantiene alto: 5 dollari per tonnellate in più del cemento fuso. Nel 1948, in Macedonia, erano state iniziate ricerche per scoprire giacimenti di argilla caolini-ca, che furono -ben presto coronate da successo. I laboratori chimici che ne avevano analizzato i primi campioni, si ritennero soddisfatti della qualità -di questa materia prima che s’impiega pure nella ceramica. Era stata trovata la base per la produzione del cemento bianco, e ci si liberava (dall’eventualità di doverla importare. Alla «Giulio Revelan-te» il cemento bianco è già stato prodotto, i-n laboratorio, ed in questi -giorni ci s'i attende la sua produzione sperimentale in scala più ampia. Il contingente che verrà cosi fabbricato, servirà per «scandagliare» -jl prióre a to intgrjiazionàie e vedere quali possibilità di piazzamento esistano. -La Fabbrica cementi di Pala, che quest'anno celebrerà il suo trentesimo anniversario con tutta una sèrie di manifestazioni, si- prodiga attualmente all'applicazione delle norme dappertutto laddove il carattere stesso ded lavoro lo renda possibile. Cosi nel caricamento dei forni «Gruber» nelle cave di calcare, nel frantoio per il caricamento del forno a rotazione, nella cava d’argilla e si progetta di introdurla pure -nelle officine di manutenzione. Qui, inevitabilmente, ci saranno dei vuoti, che saranno colmati- dal regolamento premi, che si sta terminando e che favorirà s