ESCE IE SABATO LOTTIAMO PER LA FRATELLANZA ITALO - SLAVA E PER IL RISPETTO L •a nostra Lotta In 3“ e 4a pag. LA RELAZIONE COMPLETA DEL COMP. GOBBO DEL TRATTATO DI PACE HM ORGANO DELL'U.A.I.S DEL CIRCONDARIO ISTRIANO - TERRITORIO DI TRIESTE HB DIREZIONE - REDAZIONE - AMMINISTRAZNIONE: Riva CastelUone I CAPODISTRIA, Tel. 70. ABBONAMENTI: Zona B: anno Jugl. 1.440.—, semestre Jugi. 750.—, trimestre lugl. 390.—. — Zona A: anno L. 2.880.—, semestre I» 1.500.—» trimestre E. 780.—. — JUGOSLAVIA: anno din. 480.—, semestre din. 250.—, trimestre din. 130.—. ANNO L — N.o V— UN NUMERO JUGL. 7. DIN. 1. L. 15.-« — SABATO, 11 SETTEMBRE 1048 / IL POTERE POPOLARE meta della lotta delle masse democratiche del Terr. di Trieste Viltà fascista: Buie insegni! LA SETTIMANA POLITICA Di fronte alila campagna calunniatrice, provocatoria e roenzo-niiera <3leì nemici del potere popolare che già da tre anni viene condotta contro le conquiste della lotta di liberazione e fra esse la maggiore — il potere popolare — di cui godono gli abitanti della zona B del Territorio di Trieste, è necessario dire in questa «eie alcune parole. Ciò è tanto più necessario in quanto agli acerrimi nemici del popolo e della democrazia si sono uniti altri provocatori ed agenti ohe sotto la parola d’ordine del I’m ternaz tomai i smo fanno irisuomare lo stesso disco del C. L. N. del'l’Istria cercando dii ingannare la gente non informata con la diffusione della parola di ordine di un non si sa quale terrore nella zona B. ' | Tutto ciò viene fatto, quasi fosse possibile distruggere il lavoro di migliaia di uomini operosi ed initef-ligenti; quasi fosse possibile distruggere le leggi scritte nonché la loro realizzazione in man che non si dica, quasi fosse possibile costringere gli uomini a vedere altro quel che esiste, quasi che i fatti non sono più fatta sodo perchè qualcuno così dice e scrive, solo perchè la reazione ed i provocatori del genere di Viđali si fanno in quattro per dimostrare un’ipotetico terrone nella zona B. Fortunatamente però la situa-Bione non è quale la vorrebbero la reazione ed i provocatori. Nella cosidetta zona B, amministrata dall’esercito jugoslavo, agiscono gli organi del potere popolare riconosciuti dall’ammlinistrazione militare. Essi seno il potere legale det popolo, che è stat creato durante la lotta di liberazione. Oggi continua a crescere, a rafforzami in tutti i suoi dettagli, attraverso ad una ininterrotta lotta contro i nemici del popolo, delle conquiste democratiche e del progresso, contro tutti gli speculatori e sfruttatori Uin tale potere è stato possibile crearlo set* tanto attraverso la lotta contro 1 nemici del popolo e conservarlo alTaiuto disinteressato offertoci dai popoli jugoslavi e dalla VUJA, la quale ha riconosciuto e rispettato lo stato esistente nel quadro degli accordi di Duino. Sono caratteristici i seguenti fatti: ffl patere si trova saldamente nelle manti de; popolo lavoratore, il quale regola la sua vita interna attraverso le sue rappresentanze. Gli organi del potere sono profondamente popolari ed eletti democraticamente con elezioni segrete. Gli organi della difesa e dei tribunali sono egualmente eletti ed essi provengano dalle fi'-e del popolo. A tal riguardo vale il criterio dell’onestà, della dedizione agir^nteressi dei popolo lavoratore, l’attività. Questi organi si propongono lo scopo di elevare continuamente il livello di vita delle masse lavoratrici, l’elevazione e la diffusione della cultura popolare, lo stabilimento di una perfetta parità di diritti sotto tutti gli aspetti che deve servire di esempio del regolamento e degli aspetti suoi della questione nazionale in tutto il territorio di Trieste. Non è possibile negare all’azione del potere popolare successi ben visibili. I dati partano chiaramente nella lotta vengono naturalmente presi provvedimenti repressivi a carico dei nemici del popolo e detla democrazia, degli speculatori e dei disgregatori che frappongono ostacoli al potere popolare sulla via della costruzione e della democratizzazione. Questa opera umanitaria verrà assolta anche per l’avvenire dagli organi del potere popolare. Quantunque la reazione muova all’assalto di tutto ciò già da tre acni in qua, nondimeno essa non ha conseguito alcun successo. Che dosa potrebbero poi conseguire alcuni provocatori e disgregatori, fannulloni e parolai che si sano lanciati a tutta forza contro le conquiste del popolo lavoratore nostro, contro la fratellanza, ruralità ed il potere popolare. H popolo non ne vuol sapere di essi e continua a crearsi un migliore avvenire raddoppiando t suoi sforzi. Si doveva nondimeno urlare sulla falsariga del C. L. N. istriano. Lo scopo di questa campagna diventa ora chiaro anche a coloro che non hanno avuto ancora la possibilità di esaminare più da vicino la nostra situazione, di parlare con 11 nostro contadino, colono fino a ieri ed oggi padrone sulla sua terra, di parlare con il nostro operalo e il lavoratore intellettuale. Si doveva isolarlo da tutti coloro che stente nella Jugoslavia partendo da noi. Come la gente può credere che nella Jugoslavia esiste il terrore se la situazione nella zona B è normale? Perchè il tradimento del movimento democratico triestino fosse completo e si realizzassero i piani, si doveva tediarlo da tutti coloro che gli possono essere d’aiuto, spezzare il territorio in due zone, to-, gliere alle masse antifasciste di Trieste ogni punto d’appoggio, ogni speranza in un vicino avvenire più bello e particolarmente ogni aiuto delle masse democratiche della zona B alla loro dura lotta contro l’imperialismo. La manovra non ha avuto alcun successo grazie alla maturità politica delle nostre masse. Coperti dal ridicolo e messi nell’impossibilità di agiire alcuni capoccia hanno abbandonato il campo di battaglia, scegliendosi una vita libera e pacifica. L’appello «Lavoratori andiate nella zona B... abbiate pazienza eoe. si è ritorto contro di essi perchè noi desideriamo ohe il proletariato triestino e le masse democratiche vedano la costruzione delle case cooperativistiche, osservino come 1 nostri villaggi costruiscono il loro centro culturale con il lavoro volontario, parlino con gli operali ed 1 pescatori della nostra situazione, si convincano che la zona B continuerà ad essere nel territorio di Trieste un centro di irradiamento della democrazia ed un saldo appoggio per le masse democratiche di Trieste. Che si convincano quanto sia grossolana la menzogna sul terrore nella zona B, quanto bassj sono gli scopi dei frazionisti ohe questi nascondono sotto quella parola d’ordine quanto fatale può essa diventare per l’ulteriore corso degli avvenimenti se in tempo utile non la stronchiamo respingendo i provocatori ed i calunniatori. La popolazione democratica di Trieste ha nella sua lotta implacabile contro T Imperialismo uno alleato e compagno di lotta fedele nelle masse democratiche della zona B e può fidarsi di esse. Noi continueremo la costruzione, rafforzeremo e coltiveremo tutte le conquiste della lotta di liberazione lottando ininterrottamente contro rtmiperial ismo ed i suoi agenti perchè sappiamo che la nostra democrazia e il fine che si propone la lotta delle masse democratiche di Trieste. PER L’ESECRMIDO DELITTO £’ inchiedici procede aloidemente .« le autoìità mantengono il aia addo luto lideiSo - Il popolo chiede la àeoeta punizione degli edecutoìi materiali e dei mandanti - 1 caduti, due comp. combattenti Continua a destare vivissima impressione l’esecrando delitto commesso dai terroristi in quel di Buie. La tragica fine dei due giovani, conosciuti da tutta la popolazione per il loro sentimento antifascista e per la parte da essi avuta nella lotta di liberazione, ha commosso l’opinione pubblica; tutta la popolazione del Circondarlo chiede che vengano raggiunti e puniti esemplarmente gli esecutori materiali ed 1 man- danti del nefando delitto. 1 caduti giovani sono: Jakomin Giovanni, da Petrovia (Umago) che era stato partigiano combattente e ohe ultimamente era sottufficiale della IV Armata Jugoslava; l’altro è Jugovaz Emilio, da Mera oc (Mondano) 'pure lui combattente e sottufficiale della Armata Jugoslava. , L’inchiesta continua e le autorità mantengono il più assoluto riserbo sul corso della stessa. La campagna circa il terrore nella zona B, che da tempo sta conducendo il CLN di Trieste e dell’Istria allo scopo di appoggiare le sue richieste per la revisione del Trattato di pace e del ritorno di Trieste alVItalia, si erg. andata in special modo intensificando negli ultimi due mesi e ciò naturalmente per preparare gli argomenti con i quali sostenere le proprie pretese alla prossima assemblea dell’ONU. Data l’infondatezza della campagna di terrore, che particolarmente nell’ultimo tempo stava Pro ducendo tra la popolazione locale un effetto contrario a quello che la campagna stessa si prefiggeva, erano indispensabili dei fatti senza i quali una tale campagna sarebbe stata insostenibile e destinata a fallire. Ed ecco che Il CLN, a corto di argomenti da mandare all’ONU, mobilita una delle sue squadracce (gruppi di resistenza) la quale assassina due antifascisti ex combattenti della Lotta di Liberazione. La responsabilità di un tale orrendo delitto commesso a danno di due combattenti della Lotta di liberazione contro il nazi-fasci-STOO, di due onesti lavoratori, in occasione dell’8 settembre, non può che ricadere su coloro che a Trieste già da tempo hanno organizzato ed inquadrato i resti del fascismo per organizzare provocazioni « delitti contro i lavoratori, per terrorizzare e scompaginare le-forze democratiche al fine di un ritorno al nostalgico passato per il quale vedono maggiori possibilità nell’attuale Italia di De Gasperi e Sceiba, che nel TLT, dove l’applicazione del Trattato di pace li priverebbe dell’aiuto a protezione angloamericana. La notizia dell’orrendo delitto ha provocato la più profonda indignazione di tutta la popolazion e antifascista del circondario. La tttuaiipm in Qeìmama : Bellino, debolezza degli occi-dentali - Qooelni di filanda, gooemi di un gioino - Le ojj{enòioe monalchiche in Qleda non Smollano l’attioità dei glolioM valligiani - Jl Papa, degladando la milione leti* gioòa, punta hemple pia bui ]analibmo anticomunibta Certamente, non si può dire che la lotta tra le forze del progresso e quelle del regresso stia languendo. Anzi, essa si acuisce a tal segno che non esiste angolo del mondo, sia pure esso piccolo, che non ne sia tocco. Il motivo di questo inasprimento va ricercato nella constatazione che le contraddizioni insite nel sistema borghese portano ovunque ad una lotta interna tra capitale e lavoro. Questo perchè il primo tende a mantenere i propri privilegi facendo pesare unicamente sulle spalle del secondo le deficenze sempre più appariscenti, ed inanerrabili, di un sistema in piena decadenza. Di fronte a questo tentativo è logica ed umana la ribellione degli sfruttati. La qual cosa porta inevitabilmente ad una dittatura sempre più aperta della vecchia classe al potere, che però, al posto di raggiungere il suo scopo, trova urna reazione sempre più forte da parte della popolazione. Ciò è spiegabile dal fatto che sempre nuovi ceti sociali vengono colpiti. Logico che le lotte interne non possono rimanere localizzate ma si espandono in campo internazionale dando cosi espressione a due potenti blocchi a capo dei quali stanno gli Stati Uniti d’America e l’Unione -Sovietica. Attorno ai primi si raggruppa disperatamente tutto il marciume di un mondo in dissoluzione che non vuol scomparire; attorno alla seconda le forze sane e giovani che, forti della loro esuberanza e dei loro diritti rivendicano un’era nuova basata sulla giustizia sociale e sulla pace duratura. Tale meta può essere raggiunta con la fratellanza tra i DIECIMILA ETTI gli occhi velati da una tragica espressione I bambini greci hanno trovato in Jugoslavia quell’affetto e quell’aiuto materno che solo può lenire il travaglio della loro infanzia Circa diecimila bambini greci sono attualmente ospitati amorevolmente nella Repubblica Jugoslava. Laceri, malnutriti, essi hanno dovuto camminare per giorni onde raggiungere la frontiera e porsi così in salvo dagli efferati bombardamenti cui li sottoponevano i «civilissimi» aviatori governativi. Gran parte di queste Innocenti vittime hanno perso uno o tutt’i due i genitori uccisi dai bombardamenti, con quegli ordigni esecrandi che gli americani non si peritano a denominare -aiuti al popolo greco»! I piccoli vengono raccolti da donne valorose che li conducono, camminando di preferenza durante la notte, nell’ospitale territorio iugoslavo. Da qui essi, dopo essersi rifocillati e vestiti, vengono scaglionati nelle case all’uopo costruite in zone particolarmente salubri. Passerà molto tempo prima che questi piccoli possano sorridere e giocare; sono queste, per loro, due cose completamente sconosciute. Mesi e mesi prima che dai loro occhi scompaia quell’ombra di terrore cui sono stati coni-dannati dalla cieca brutalità fascista. E quell’ombra è un'accusa terribile. popoli liberati dai loro oppressori. Chiaro che in questa lotta gli oppressi guardino con simpatia e con speranza l’URSS ed ai paesi a democrazia popolare e che questi sentano il dovere di appoggiare e di essere guida a chi lotta per raggiungere a sua volta la libertà. Alla luce di questa analisi si possono inquadrare gli avvenimenti che si susseguono nel mondo. Il principale dei quali riguarda la situazione della Germania in generale, e di Berlino in particolare, dove tutto il prestigio degli imperialisti è in gioco. Infatti di fronte alla loro politica basata sulla montatura di singoli episodi artificialmente creati onde dare un po’ di ossigeno all’ammalato ed ottenere effetti momentanei, sta la politica dell’URSS basata sul reale risolvimento della situazione, fruito dell’applicazione della scienza marxista-leninista, il che non può non dare i suoi frutti. Perciò, dopo avere strombazzato a dritta ed a manca sulla loro potenza e sulla loro sicurezza, gli anglo - franco - americani si trovano con un pugno di mosche, ed a Berlino, completamente in mano dell’URSS. E devono: o cedere, il che significa dimostrare ia loro deboleza, o andarsene, il che significa dimostrare ancora più palesemente la propria impotenza- li tanto vantato «ponte aereo» per il rifornimento della città, ha fatto il suo tempo. Infatti la stagione propizia sta per finire e, di fronte all’approssimarsi dell’inverno, con le sue condizioni atmosferiche proibitive per il volo degli aerei, il rifornimento sta per cessare con le conseguenze che ei possono facilmente immaginare. Tale rifornimento infatti è stato appena sufficiente a sopperire ai bisogni immediati, senza poter illudersi neanche lontanamente di accantonare scorte alimentari sufficienti per l’inverno. Questa, mentre l’URSS aumenta le razioni dei viveri e comunica di assumersi l’approvvigionamento di tutte le zone di Berlino. Il che ha costretto, dopo tante bravate, gli imperialisti a correre a Mosca mendicando una soluzione. I tlavoratori berlinesi nel frattempo non intendono permettere ai consiglieri comunali delia città di perdersi nella demagogia, ma esigono un lavoro concreto per la risoluzione dei problemi, che sono infiniti. Per cercare di rialzare le proprie azioni e dare una certa consistenza ai poprio punto di vista, espresso dai loro delegati a Mosca, gli imperialisti puntano, con i metodi che ben conosciamo per averli visti già in atto a Trieste, alle provocazioni ed agli incidenti. Mobilitano i borsaneristi, che a Berlino nei settori occidentali della città sono innumerevoli, e su tutti coloro che vivono ai margini della società speculando svila situazione anormale ivi esistente. Quale sarà Jd soluzione? La posta in gioco è altissima ed una previsione è azzardata. Possiamo però essere certi che l’URSS, fautrice della giustizia e del pro. grasso, non potrà essere battuta. Con ciò le forze democratiche mondiali faranno un altro passo avanti. Pure in Francia la situazione è estremamente grave. I governi cadono uno dopo l’altro. La cosidetta terza forza, in realtà appendice o per meglio dire creazione dell’imperialismo, manovra in modo da portare la Francia iti mano alla dittatura fascista di De Gaulle. Tutta la sua azione du«« rante il tempo della permanenza al potere non è stato altro che un preparativo per giungere O ciò. Mentre i capi socialisti tentane di salvarci la faccia e sono pre« occupati di nascondere la loro ve*, ra posizione di fautori ed agen» U della borghesia, i loro aderen» ti alla base, trovano il posto ch6 ad essi compete sul terreno del-la lotta concreta di rivendicazio-ni sociali attraverso l’azione sin» dacale, più forte che mai. Di fronte alle mene ed agli intrighi della reazione, il Partito Comunista francese vigila e chiama il popolo’in difesa della Repubblica e delia Costituzione minacciata da De Gaulle, portavoce ed espressione della più nera reazione. Stà ora al popolo lavoratore francese di mostrare la pro-pria maturità politica ed il proprio amore per la libertà. Non può inoltre essere passata sotto silenzio la strenua lotta dell’eroico popolo greco, che con le armi in pugno difende il proprio avvenire contro la dittatura mo-nafeo-fascista succube dell’imperialismo americano. Tutto l’apparato statale greco, le armi e gli esperti americani, non riescono a contenere la volontà popolare, Tutti i potenti mezzi a disposizione non riescono a realizzare It promesse sistematicamente e periodicamente lanciate di por fine alla lotta partlgìana. Le offensive si succedono alle offensive, ma il risultato è sempre eguale: l’eroica lotta popolare s{ rafforza sempre più e con successivi contrattacchi libera territori sempre più vasti rimandando a casa, con le pive nel sacco, esercito e gendarmeria fascista: Còri grande disappunto di Truman e soci che non risparmiano i milioni di dollari spillati al popolo lavoratore, coperto di tasse. Il Papa continua la sua crociata antipopolare mobilitando bigotti e beghine che inconsciamente si prestano al suo gioco senza comprenderne gli effetti. Con le parole d’ordine di difesa della civiltà e del progresso difende i propri ed altrui privilegi economici degradando sempre più la religione. Puntando sul fanatismo religioso, esso, continua imperterrito le orme di Hitler e di Mussolini sulla base dell’anticomunismo, cioè déH’anttprogresso. Per concludere non resta che constatare come gli imperialisti anglo - franco . americani, pieni di promesse, — con la roba degli altri — nei confronti deU'Italia, in effetti non vogliono ridare alla stessa le colonie come proposto dall’URSS. Di fronte all’invito di quest’ultima, di discutere in seno alla Conferenza dei Ministri degli Esteri il problema, gli imperialisti tirano per le lunghe e manovrano onde far passare il tempo limite concesso agli stessi e rimandare in tal modo all’ONUi la soluzione del problema. Il che praticamente significa non risolverlo mai più o per lo meno, attraverso la macchina dei voti, avere una soluzione favorevole esclusivamente ai propri ^ teressi. Il che dimostra, nel caso concreto dell’Italia, come pura negli altri, che, per gli imperialisti, tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare. Con la pubblicazione della risoluzione dell’Ufficio di Informazioni sulla situazione in seno al P.C.J. si è aperta da noi una profondissima orisi con imprevedibili sviluppi una che comunque, già fin d’ora, dimostra la sua pericolosità fornendo agli imperialisti ed alla reazione in genere un’occasione senza precedenti per incoraggiare e mobilitare le forze antidemocratiche, per tentar di spezzare il movimento democratico locale. Sopratutto l’entità delle forze in lotta per il rispetto del trattato di pace o per la sua revisione viene mutarsi notevolmente per ".a presa di posizione revizionista abbastanza chiara di forze politiche e dirigenti politici, militanti fino a ieri nel campo democratico, rivelatisi decisamente nazionalisti appurato con la pubblicazione della sunnominata risoluzione. Infatti pure nell’ambito de: PC TLT elementi opportunisti e nazionalisti mascherati sono venuti a giorno agitando una politica di liquidazione della passata l naa rivoluzionaria, di revisione di tutte le posizioni passate, innanzitutto delia lotta condotta dal movimento democratico triestino per una giusta soluzione dei problemi del.a pace, in primo luogo dell’appartenenza statale di Trieste e dalla regione. Rapporti nuovi - problemi nuovi I Nazionali-comunisti, gli opportunisti, i liquidatori del Partito sono ricorsi alla parola d’ordine: «pro Cominform o antieomin-form» per poter dar umano alla liquidazione del Partito e passare su posizioni di vero e proprio tradimento degli interessi del movimento democratico triestino e di quello intemazionale. Essi hanno cercato di far credere che la parola d’ordine lanciata esprimeva un problema di principio; di proposito non si faceva alcuna opera di chiarificazione evitando di spiegare le cause che hanno portato al dissidio: si guardavano bene dal far pensare i compagni e le masse, si preoccupavano soltanto di far presto per rompere il movimento democratico, iniziare ed intensificare la campagna di diffamazione della Nuova Jugoslavia. L’unico argomento agitato era: i comp. dirigenti jugoslavi sono tracotanti, testardi, orgogliosi nazionalisti e cosi via. Possiamo giustamente chiederci: si crede veramente che i fatti storici sia- no determinati, non diremo esclusivamente, ma principalmente dada tracotanza, dalla testardaggine? E se così non è, come difatti non è, perchè si cerca di ingannare? Nè tantomeno spiega i problemi il gridare «Evviva il movimento Internazionalista Comunista» seppur questo grido possa servire egregiamente da noi a nascondere intenzioni demagogiche in contrasto coq gli Interessi del movimento democratico. Non si agisce in base a principi con delle frasi, con delle parole d’ordine demagogiche bensì sulla «base teorica del socialismo scientifico, cioè della teoria materialista di Marx-Engels, la quale ci insegna che )c sviluppo della vita sociale viene compieta-mente determinato dallo sviluppo delle forze produttive.......... quindi le cause ùltime di ogni mutazione sociale e di ogni ri-volgimento politico non sono da ricercarsi nei cervelli deg.i uomini», ma nelle condizioni obiettive. Per tale ragione anche in questo problema dobbiamo anzitutto esaminare i fatti storici alla luce delle condizioni obiettive esistenti. Quali sano questi fatti storici, questi avvenimenti politici? La Risoluzione dell'Ufficio di Informazioni e la risposta del CC del PCJ nonché la corrispondenza scambiata fra il C. C. del P. C. (b) dell’URSS e quello del’P.C.J. Quali sono le condizioni obiettive in cui si sono generati questi avvenimenti politici? L’esistenza accanto aX’Unione Sovietica — paese che ha portato vittoriosamente al potere gli operai ed 1 contadini nel 1917, che ha costruito il socialismo e marcia a bandiere. spiegate verso il comuniSmo — di un’altro paese, la Jugoslavia — in cui esiste il potere delle masse popolari esercitantesi attraverso un’appairto statale per •nulla dissimile, nella sua sostanza e per gli interessi che rappresenta e difende, dallo Stato Sovietico — paese in cui si sta costruendo ü socia—ai». Quindi per la prima volta nel corso della storia dell’umanità ei è venuto necessariamente a porre il problema generale di rapporti fra paesiadordinamento statale della stessa natura, che, pur in un diverso grado di sviluppo, perseguono l’obiettivo di una società, in un primo tempo, di classi non ;n opposizione tra di loro ed infine di una società senza classi: il problema dei rapporti: fra due paesi che lavorano, a diverso grado di sviluppo .per costruire i,l socialismo. ed il comuniSmo. Come ogni altro aspetto e manifestazione della vita sociale anche i rappòrti tra gli Stati — di qualunque spece essi siano, feudale, borghese e così via — sono il frutto delle condizioni generali di sviluppo dell’ecoraomia. sono cioè il frutto delle condizioni generali di sviluppo dell’eco-nomia, sono cioè il frutto delle condizioni storiche, ideilo stesso modo che lo Stato è il frutto di condizioni storiche. Engels ci dicq; «Cosi, lo Stato non è esistito «aamprie. Ci sono società che ne hanno fatto a meno... A un certo punto dello sviluppo economico, ohe implica necessariamente la scissione della società in classi, lo Stato divenne, in seguito a questa scissione, una necessità... La società che riorga- nizzerà la produzione sulla base della libera ed eguale associazione di tutti i produttori, relegherà la macchina dello Stato ai posto che le conviene: nel museo delle antichità...... Dalla sua nascita ad oggi lo stato non a caso nè per caso ha subito delle trasformazioni passando dalle forme, ad esempio, assolutistiche a quelle della repubblica rappresentativa seppur, come dice Lenin, «la libertà nella società capitalista, resta sempre presso a poco ciò che essa fu nelle repubbliche deü’Antica Grecia: una libertà per i proprietari d; schiavi»: non a caso perchè le varie forme sono il frutto dello sviluppo generale delle forze produttive. Cosi ad esempio ia borghesia — per poter avere larga disponibilità di mano d’opera — aveva bi- sogno di immettere nel processo produttivo quanto più lavoratori possibile, da qui la sua lotta contro le pastoie feudali In primo luogo il servaggio della terra inoltre reclamava altri ordinamenti statali che tutelassero per l’appunto le sue esigenze economiche, il suo nuovo concetto di «libertà, uguaglianza e fratellanza». Così pure i rapporti tra gli Stati subirono delle trasformazioni nel corso della Storia in dipendenza dello sviluppo generale dell’umanità. Non è difficile comprendere che i rapporti fra gli stati nell’Evo Antico erano sostanzialmente diversa da quelli dell’Evo Medio e questi da quelli dell’Era capitalistica. Rileviamo anzi che i rapporti fra gli stati nel periodo capitalista stesso hanno sùbito delle trasformazioni via via che il capitalismo assumeva le sue successive fisionomie e cioè passava dalla manifattura al capitalismo liberale e da questo all’imperialismo, cioè al periodo della spartizione del mondo tra le potenze più forti, della cx> si generale del capitalismo, dèlia nascita del primo stato socialista, l’URSS, che ha schiuso l’Era socialista. E’ chiaro che le inten« sità e le forme dei rapporti tra gli stati, ad esempio dal lato eco« comico, sono sostanzialmente di« versi oggi da quelli che non fas« sero ad es., nel XVU secolo. L* natura dei rapporti in generale^ era diversa. S’intende che a neha in questo problema, come in ogn( altro di carattere sociale, dobbia« mo tener presente il fatto sostane ziale che in tutta l’epoca compre» sa fra la sparizione del cornami» sino primitivo e l’avvento del so» datismo le varie forme sociali che si sono susseguite hanno uà fondamento comune e cioè 1$ proprietà privata dei mezzi di produzione, pur nelle sue vari* forme. La nascita del’’URSS costituisca l’inserimento di un nuovo fattoria nella costeClazione degli stati con la conseguente mod'ficazione del rapporti fra questi dovuta al fato to che questo nuovo elemento —< l’URSS — ha a fondamento della propria politica intemazionalev della propria azione diplomatica, la lotta per la pace, per la liber« tà e l’indipendenza dei popoli io special modo di quelli piccoli a quelli sottoposti a regime colo« (continua in i.a pag.) La nostra Lollà FRA POCO INIZIERÀ’ L’ANNO SCOLASTICO 11 Sionu NEL CIRCONDARIO RISPONDE NILE NECESSITI’ Grande * tl progresso avvenuto nel campo culturale nel territorio dei Circondario Istriano dalla liberazione ad oggi e particolarmente in questo ultimo anno. Venticinque anni di fascismo avevano portato alla chiusura di tutte le scuole ed istituzioni culturali slovene e croate e all’introduzione neUla scuoia italiana di un'ideologia razziale che portava all’idealizzazione dell’ag-grassione, e di un concetto sbagliato di superiorità nazionale, tutti elementi necessari alla borghesia italiana, che attraverso al fascismo tendeva alla conquista e al saccheggio di altri paesi. La partecipazione del popolo alia lotta di liberazione e la vittoria sul fascismo gettarono le basi di una rivoluzione in tutti i campi. Al posto di un regime antipopolare subentrò il governo delle larghe masse con la creazione del Potere Popolare. Come conseguenza di questa trasformazione avvenne un grande mutamento nel campo della cultura. Le masse slovene e croate oppresse anche culturalmente per tanto tempo poterono svilupparsi liberamente. Immediatamente dopo la liberazione s’iniziò un lavoro lungo e difficile: l'attuazione di un’ampia democratizzazione della scuola italiana e parallelamente a questo lavoro nella scuola, la creazione di istituzioni culturali italiane per la diffusione della cultura fra il popolo. Dopo la formazione del Circondario dell’Istria, nel settembre 1947, il lavoro culturale si accentuò in tutti 1 settori e l’autorità popolare fece grandi sforzi per superare le varie difficoltà. Furono riparati molti edifici, emanati nuovi programmi ed ordinati libri di testo. Le basi materiali per uno sviluppo della scuola Italiana erano perciò gettate, e se i risultati non corrisposero, ciò si deve solamente all’opera di alcuni elementi antipopolari che agiscono nelle scuole stesse e che influenzano anche altri insegnanti. E’ inutile democratizzare i programmi e scegliere libri di testo progressisti quando alcuni ‘insegnanti continuano ad insegnare con la stessa mentalità e nello stesso modo di 20 e più anni fsu Pochi sono ancora gli insegnanti che cercano di allargare le loro conoscenze culturali, di prendere visione di opere, di idee ohe il fascismo aveva per tanti anni bandito. Alcuni insegnanti credendosi depositari di una cultura superiore, si sono rinchiusi in loro stessi dicendo di non avere nulla da imparare dalle nuove correnti di pensiero e mostrando cosi una limitatezza mentale Illogica per un’intellettuale. Così hanno dimostrato non solo d’essere dementi antipopolari ma anche antitaliani, avendo negalo di mettere a disposizione delle masse italiane del circondario la propria capacità intellettuale. Con l’inizio del nuovo anno scolastico un nuovo periodo di attività si apre, sta agli insegnanti comprendere qual’è il loro dovere sia verso le nuove generazioni, affidate alle cure, sia verso il popolo che da essi chiede di essere elevato. UNIRONO I LORO PODERI I CONTADINI MENO ABBIENTI... , A TUTTO VAPORE IL LAVORO D’ASSALTO OGGI LA COOPERATIVA AGR. DI PUZZOLE SI STA' SVILUPPANDO RAPIDAMENTE Cominciarono dal nulla: ora hanno in progetto persino la costruzione di un cinematografo L’aiuto dei P. P. ai contadini. Anche Io scoglio degli attrezzi di lavoro sta per essere superato A Puzzole, piccolo paese del distretto di Capodistria, nel mese di gennaio del 1947, su iniziativa' di alcuni animosi contadini poveri,1 è sorta una cooperativa agricola di produzione. Noi avendo udito parlare di questa cooperativa abbiamo voluto visitarla. A riceverci erano il compagno Ben. eie Valerio, presidente della co= operativa ed il compagno Bonazza Giuseppe. Dopo una breve vìsita all’Azienda, il compagno Bo-7iazza ci riferisce come nacque questa cooperativa, che per grandezza e per importanza dei successi ragiunti, può considerarsi una delle prime del nostro circondario. Egli ci informa che, giunto dalla prigionia in Germania è stato il propagatore più assiduo idei cooperativismo, invitando i contadini a stringersi, a riunire ifi tìatta di un dìammu di gelosia f DI COLTELLO L'ESALTATO PER UNA SUPPOSTA ONTA La DP interviene prontamente ed arresta il feritore Nel paese di Tribano è awe- trattaoeo; 29-30 Martin Eden. mito ieri un fatto di sangue, causato dalla mente anormale dì un giovane, certo Klobas Giovanni. Questi in un momento di esaltazione, poiché si credeva leso nel suo onore, levava di tasca un coltello e colpiva certo Rojc Emilio da Bosamariin. Commesso il ferimento il Klobas scappava, ma veniva arrestato alcune ore dopo dalla D. P. prontamente intervenuta. Nel frattempo, il Rojc veniva trasportato all'ospedale di Capodistria, dove gii veniva registrata un» ferita di punta e taglio allo stomaco. La prognosi è riservata. Così in settembre i cinema istriani CINEMA NOVO (Capodistria) 11-12 settembre: Capacabana; 13-14 L’informatore; 15-1S Tamara; 18-19 II Ribelle; 20-21 Intermezzo; 22-23 Stanotte agni aorte; 25-26 Eroi dell’Isola; 27-28 Con- CINEMA ARRIGONI (Isola) 11-12 settembre Tamara; 13-14 Il Piccolo Gigante; 15-16 Conseguenze d’un bacio; 18-19 Strangolatore; 20-21 Marsigliese; 22-23 Ancora da fissare quale film; 29-30 Donne. CINEMA ODEON (Isola) 11-12 settembre II ribelle; 13-14 L’Elisir d’amore; 18-19 Signorina una notte; 22-23 Ancora da fissare quale film; 25-26 Musica indiavolata; 27-28 L’angelo nero. CINE . TEATRO TARTINI (Pirano) 11-12 settembre Gli eroi del Pacifico; 13-14 Tamara; 15-16 La belva umana; 18-19 Stanotte ogni notte; 20-21 Lo strangolatore; 22-23 Da fissare ancora il film; 25-26 Missione segreta; 27-28 Carnevale della vita; 29-30 II terrore di Frankestain. TRIESTE, PARADISO DELL'ASSURDO ci si preoccupa di tutto meno che delle reali necessità del popolo L’industria smantellata, il porto inattivo o quasi, il „segnorinaggio“ in auge: questo il quadro della città • In compenso S. Giacomo avrà rifatti i marciapiedi... Ovunque si guardi, ovunque si. li conseguenze. I Cantieri che cerchi, in ogni locale, in ogni via, Il marcio di una società male impostata si rende sempre piu evidente in questa nostra città, assuefatta ormai a tutti i sistemi meno ohe al suo. Ogni giorno colonne di giornali dedioano la loro attenzione alla piaga ormai conosciuta col tri-s.e nome di «segnorinaggio». Povere ragazze, figlie di un mondo corrotto, ridotte dalla miseria a fare propri sentimenti bassi e immorali. Come questo non bastasse, lo smantellamento economico viene ad aggiungersi con le sue terribi- vlvono sui ricordi, il porto con i suoi magazzini vuoti, o riempiti di merce in transito e di nessun interesse diretto per la città. Nel frattempo però, certi giornali danno costante annuncio di traffici aumentati, ed inneggiano ad un fatomatico livello di lavoro... mal raggiunto. A leggere la stessa stampa sembrerebbe ohe questo «nuovo paradiso* fosse In pieno fervore di ricostruzione. La verità invece è questa: alcuni fabbricati nuovi sono stati totalmente messi a disposizione della polizìa, ignorando completamente la precedenza delle povere famiglie sinistrate. Per rendere maggiormente amaro il problema, gli addetti ai lavori pubblici si preoccupano di rifare i..’. marciapiedi del colpito rione di S. Giacomo, e proprio sotto quelle case quasi totalmente distrutte. Sembra però che per la suddetta stampa strombazzante, questi problemi non contino; ben più importante è lo spalleggiare processi inconsistenti contro i rappresentanti di coloro che più hanno a soffrire di questa caotica situazione. le loro terre per porsi sulla tirada della collettivizzazione che è l’Unico mezzo per dare prosperità e benessere alla popolazione contadina. Queste idee propagate si concretizzarono. Così nel gennaio del 1947 nacque la prima cooperativa agricola di produzione del distretto di Capodistria. I fondatori furono i contadini meno abbienti del paese; a questi si unirono ben presto gli altri. Il nuovo complesso raggiunse in un breve periodo di tempo proporzioni veramente grandi, I contadini passati attraverso la dura lotta di liberazione intravidero ben presto nell’unione dei loro terreni e negli sforzi comuni la possibilità di migliorare in breve tempo ile loro precarie condizioni di vita. Sicché, fin dagli inizi della sua costituzione, ben 27 famiglie, composte da 142 membri, riunirono le loro terre. Attualmente la cooperativa i costituita da 42 famiglie, con 233 componenti t quali dispongono di 150 ettari di terra, di cui 80 ettari a vigneto ed arativo, 20 ettari a piccolo pascolo e 50 ettari di bosco. Questo complesso terriero è stato unito per volontà di tutte queste famiglie, abbattendo tutti i confini divisori, si creò così un complesso collettivo unico, il quale però è suddiviso in varie località, come Dragogna, Pollane, Rupe, Gerle, Teronica ecc. Si deve constatare che non tutti i contadini all’atto dell’unione delle loro terre, contribuirono con una equivalente superficie di terra. Così ali contadini poveri si unirono quelli medi, i quali dimostrarono in questa occasione la loro solidarietà nei confronti dei più colpiti dal fascismo e dalia guerra. Da qui si può constatare come la lotta di liberazione, oltre ad avere unito la nostra popolazione di fronte alla comune sventura abbia pure purificato gli pontini sgombrando l’avarizia dai loro cuori. Se agli inizi la terra messa in collettività' fu abbondante, ben diversa era la situazione che riguardava gli attrezzi da lavoro, il bestiame, i concimi, ecc. In questo campo mancò quasi tutto. Ma il potere popolare diede i primi aiuti, appoggiando la cooperativa con tutti i mezzi a disposizione. Cosi la cooperativa ebbe 4 buoi ed in seguito aiuti con crediti. Nel 1947 è stato concesso un credito dì sei milioni dì lire che verrà nel presente anno estinto. Con la vendita dei propri prodotti agricoli e con l’aiuto dei potere la cooperativa oggi ha veramente raggiunta un alto grado di sviluppo. La produzione principale è costituita dal vino, dal granoturco, dalle patate e dal grano. Per farci un’idea dello sviluppo della cooperativa daremo alcuni dati. Prima dell’unione delle terre, i vigneti producevano 170 ettolitri di vino, l’anno scorso la produzione era salita a 300 ettolitri. Quest’anno, malgrado le non favorevoli condizioni atmosferiche, la produzione si aggirerà sui 500 ettolitri. Con una cultura razionale dei vigneti si raggiungeranno i 750 ettolitri. Per quanto riguarda l’allevamento dei maiali, i sìngoli proprietari, al tempo della formazione della cooperativa disponevano in tutto 20 capi, oggi ne contano 100. Questa cifra verrà portata a 200. Do stesso vale per le mucche da latte, per i buoi e per gli animali da cortile. L’azienda dispone attualmente di 11 buoi, 32 mucche, cifre che verranno portate nel prossimo futuro rispettivamente a 20 ed a 50. Un altro significativo esem■ pio è delle patate che prima era di 30 Queste cifre dimostrano quale possibilità di sviluppo hanno le cooperative agricole di produzione nel nostro circondario. Naturalmente pure questi pionieri della collettivizzazione della terra nel nostro circondario hanno trovato incomprensjone ed ostilità in certi elementi. Ora questi dinanzi alla realtà dei successi rimangono allibiti. Molti contadini dei dintorni si sono interessati dell’andamento della cooperativa desiderando essi mettere in pratica quanto è stato fatto. I bravi cooperatori non si accontentano dei successi raggiunti. Essi, col proprio lavoro e con lo aiuto dei poteri popolari, vogliono realizzare grandi cose. Infatti è già in costruzione una grande stalla, wi progetta di 'costruire una grande cantina con annesso magazzino e un cinematografov Siamo certi che essi riusciranno nei loro proponimenti perchè la loro volontà i veramente ammirabile. Mi «110111 NEL SETTORE DI GLENI La gioventù, con fervore encomiabile si contende il primato • 366 persone: 4020 ore -- ---------------—---- 1 —-r H settore di Gleni è uno dei più stessa, oltre ad altri lavori. attivi per il lavoro d’assalto. La popolazione tutta di questo paese situato al confini del TLT è accorsa in massa alla chiamata per il lavoro di ricostruzione della nostra terra. La gioventù specialmente lavora con un fervore ohe fa stupire. Giornalmente essa è sul posto di lavoro, 1 giovani gareggiano fra di loro, le due compagnie ivi formate si contendono il primato per le ore di lavoro eseguite e per la mole del lavoro compiuto. Durante questa settimana sono Al lavoro hanno partecipato complessivamente 366 persone che hanno lavorato per 4020 ore. Fra i migliori si è particolarmente distinto il comp. Kodarin Pino, giovane udarnik, il quale è riuscito a portare a notevole distanza 203 carriole di materiale, nel tempo di 4 ore. Egli si distingue inoltre per la sua infaticabile attività, su tutti i campi, ed ha al suo attivo p:ù ore di lavoro d’assalto. Egli da l’esempio a tutti i giovani del nostro circondario, al* cuni dei quali preferiscono stare stati trasportati 37 me. di terra j in panciolle a guardare EÜ altri e spezzati 7 me. di pietre neces- che lavorano. Sarebbe il tempo che Si accorgessero di ciò dhe si sta facendo per la nostra terra, e pure loro dessero un mai tardivo contributo. sari all’ultimazione dell’acquedotto. E’ stata inoltre eseguita la rettificazione di altri due punti della strada Babici-Borst, e si è proceduto all livellamento della Promettere senza mantenere sembra sia il solo dògma dei vidalisti CONDANNATO A 4 MESI Bruno Degrassi, latitante L'imputato, sotto le inopp ignobili accuse, approfitta della libertà provvisoria per eludere la giustizia • Evidente, dalle risultanze dell' istruttoria, la colpevotezza dell' isolano Ha avuto luogo, lunedi 6 settembre nell’aul.a udienze del Tribunale Popolare Circondariale, il processo contro Bruno Degrasai, l’aumentata produttività aimi 25 Is*^a" Il processo si è svolto in contu- Dedla farsa al grottesco jincnettis" cm uhm tu „Lauoratore" aia "Vaca'1 Ridotti del 20 per cesto gli abbonamenti alle mense CAPODISTRIA, r — Al fine li regolare in maniera soddisfacente le condizioni degli operai ed impiegati costretti a prendere il vitto nelle mense, rispettivamente trattorie che cucinano appositamente per loro, ed alle quali mense gli usufruenti devono versare le carte annonarie, il Dipartimento commercio ed approvvigionamento emana la seguente: DELIBERAZIONE 1) A tutti coloro che consumano i pasti nelle mense, oppure sono abbonati stabili presso le trattorie, e consegnano le tessere annonarie alle «esse, viene ridotto il prezzo di abbonamento del 20*/.. La presente deliberazione entra In vigore il primo settembre c.a. 2) Le mense e le trattorie di cui sopra devono rimettere alla fine di ogni mese, al Dipartimento Conumercio e Approvvigionamento tramite ! CPL, il resoconto documentato delle differenze del 20V« sull’incasso totale derivante dalla riduzione dei prezzi. Le mense che usano i blocchetti mensili con tagliandi staccabili ad ogni pasto, devono presentare come (allegato) il numero dei tagliandini ritirati. Le mense o trattorie devono i-holtre presentare l'elenco nominativo degli abbonati con l’indicazione esat del pasti consumati da ogni singolo, e confermati alla fine dal consumatore. 3) La razione di pane per i consumatori di cui al pun'o 1) viene stabilita in 600 grammi giornalieri, suddivisi in grammi 200 per la colazione, 200 per il pranzo e 200 per la cena. Nell’ eventualità dhe la mensa non possa soddisfare questa razione con la farina ricevuta per le tessere versate, il Comitato Popolare Distrettuale sezione Economica rilascierà l’assegpazione per la differenza. 4) Qualora l’abbonato consumi alla mensa tutti tre i pasti giornalieri deve consegnare alla stessa le tessere annonarie eocetto il tagliando per il sapone. a) Se l’abbonato non consuma la colazione, ha diritto di trattenere per sé i tagliandi dello zucchero ed tagliandi del pane per 10 giorni. b) Se l’abbonato consuma solamente uno del pasti (cena o pranzo) si trattiene oltre di cui al punto a) metà di tutti gli altri tagliandi rispettivamente dei generi che si ricevono con gli stessi. c) Il diritto a! tagliandi o rispettivamente al quantitativo dei generi da ricevere per i pasti non consumati dall’abbonato si computano ogni 10 giorni. Per esempio se l’abbonato *-vrà consumato i pasti dai' 21 ai 30 giorni dovrà consegnare alla mensa la tessera intera, se consumerà ! pasti per 10 o 20 giorni potrà trattenersi i tagliandi per 20 giorni rispettivamente per 10 giorni. 5) Coloro che mangiano nelle mense e non versano le carte annonarie pagano un prezzo sup»-riore e cioè un prezzo fissato come per i consumatori di passaggio. Essi in nessun caso possono usufruire dell’abbuono sul prezzo del 20'/«. COMUNICATO i Il Fronte deUTn-dipendenza, in occasione del 15 settembre p. v. ha inoltrato al Governo Militare Jugoslavo di Capodistria le seguenti richieste di autorizzazione di manifestazione: 1) Pubblico comizio celebrativo, che verrà tenuto mar' edi 14 settembre alle ore 20 lei Teatro S. Chiara di Capodistria. 2) Ballo aperto al pubblico e gratuito che verrà tenuto martedì 14 settembre dalle ore 21 in poi nella piazza di Capodistria. Effettivamente il «Lavoratore» sembra aver perduto le staffe. E’ giunto al punto da non far più comprendere, ad un lettore qualunque, se sia esso a prendere gli argomenti della «Voce libera» o non piuttosto la «Voce libera» da esso. La veridicità di questa affer. mazioné si può provare leggendto un qualsiasi articolo che giornalmente l’organo di Viđali propina doviziosamente ai suoi lettori; e questo ovviamente, con grande spasso e sollazzo dei circoli reazionari che sono arrivati a dire essere il «Lavoratore» il miglior loro giornale. Infatti, con i suoi articoli densi di animosità e dì livore contro il regime popolare della Repubblica iugoslava, questo foglio offre il destro agli untorelli degli americani di far valere le loro inconsistenti accuse. Dalla farsa al grottesco. Ne fanno fede le «manchettes» della «Voce libera» riportanti ie frasi ideile «manchettes» che il «Lavoratore» pubblica M giorno prima. Ma l’assurdità di questi fatti rende attenta la jtopolazlone del nostro territorio. Giornalmente si registrano in campo vidaliano delle defezioni che determineranno in un lasso di tempo non molto lungo un indebolimento notevolissimo della loro frazione. Dopo lo sbandamento dei primi giorni il popolo si è infatti accorto da quale parte stia la ragione e quali siano veramente i reali nemici dell’imperialismo. E una schiarita graduale è attualmente in corso. Non saranno certamente le chiacchere, nè le articolesse dei «Lavoratore» ad ingannare il popolo. Soltanto i fatti contano, ed i fatti sono contro di Ioro. Non si può permettersi il lusso di sospendere la lotta contro il principale nemico del popolo, l’imperi alìsmof E si può lottare soltanto restando uniti. La disunione ql. mentre oggi raggiunge i 500 ql. ! macia- P°ichè Nmputoto, lasciato in liberta provvisoria alcuni giorni prima de: processo, non si è presentato all’udienza. All’udienza era presente un numeroso pubblico, richiamato -dalla notorietà d-ell'iimputato che era uno dei seguaci più ferventi della corrente frazionista di Viđali, di Isola. Il pubblico ha seguito con interesse tutte le fasi dei processo, ed ha infine esternato la sua soddisfazione, quando dalla lettura della sentenza, apprendeva che il Degrassi era stato condannato. Alle ore 9 si inizia il processo. I; Pubblico Accusatore, dottor Zega, legge l’atto di accusa che ritiene colpevole i£ Degrassi Bruno di reati contro l’ordine pubblico, di propaganda falsa e de-nignatrice, nonché di tentata istigazione, e di reati contro la pubblica amministrazione. Legge i vari punti i quali provano i capi d’accusa. Si passa poi a-lla lettura dei verbali di interrogatorio del Degrassi resi in istruttoria. Dai verbali è evidente la colpevolezza del ’imputato, il quale confessa ivi di avere propalato notizie false ecc. Viene ala luce inoltre un particolare interessante, e cioè che Patente smarrita Il compagno Barnaba Giorgio -da Vertenegiio ha smarrito alcune settimane fa la sua patente automobilistica, rilasciatagli dal Circolo Ferroviario di Asmara nell’anno 1938, portante il N.ro 15729. I L’onesto rinvenitore è pregato di portarla alla Sezione Affari Circondariale, reparto trasporti. --------------□------ La segreteria del CCP italiano di Capodistria, considerato che al torneo di scacchi, già In corso da parecchi giorni, non tutti i partecipanti si sono ancora presentati, invita coloro che intendono concorrere ad intervenire al più presto v Il Degnassi, al momento di ottenere la libertà provvisoria, aveva firmato una dichiarazione al Pubblico Accusatore, dichiarazione con la quale si impegnava di essere a qualunque momento a disposizione del Tribunate e di non allontanarsi. Impegno cui il D egrass; non ai è attenuto, scappando in zona A. Finita la lettura, si inizia l’-in-terrogatorio dei testi, le deposizioni dei quali comprovano tutta l’attività sobillatrice svolta dal Degrassi. In base alla deposizione dei testi, ed alla semi confessione dei-T imputato resa in istruttoria, il dott. Zega trae le sue conclusioni, che trovano colpevole l’Imputato dii tutti 1 reati a lui attribuiti, colpevolezza provata ancor maggiormente con la latitanza. Chiede perciò ohe Io stesso venga condannato ad una pena severa. Prende la parola per il Degrassi, come difensore d’ufficio, l’avvocato Lonzar di Capodistria U quale si rimette alla decisione della Corte. Dopo essersi ritirata, questa condanna l’imputato a 4 mesi di carcere. Sentenza invero mite se si pen. sa a cosa mirava il Degrassi con la sua propaganda falsa e de-nigratrice. Egli mirava a minare il Potere Popolare instillando neCla mente degli operai di Isola la sfiducia e 11 discredito su tutto quanto è stato fatto per la popolazione nella zona B; sullo l’anno venturo. immenso lavoro compiuto nei campo economico ecc. Tutto ciò per eseguire quanto gli era stato precedentemente ordinato da VI* dall, come è provato dal sabotaggio del Festival de: Lavoro, e da tutte le irregolarità riscontrate. Il Degrassi Inoltre, con la sua fuga, ha dimostrato di essere dav. vero uomo senza onore e dignità, poiché egli aveva firmato una dichiarazione nella quale affermava che sarebbe rimasto a disposizione delie autorità popolari, assicurazione che poi fu lungi dal mantenere. Così agiscono 1 seguaci dii Viđali, salvo qualcuno che è stato tratto in inganno. Essi, in questo modo, cercano di disgregare le organizzazioni democratiche, ed al momento di saldare 1 conti con la giustizia dèi popolo, essi amano vocalizzarsi. , . in. !hfl Ora che s’appressa la raccolta dell’uva per la vinificazione, dobbiamo prepararci itn tempo a tutte le esigenze della cantina onde poter tecnicamente risolvere tutti 1 problemi connessi ed una buona vendemmia. . L’agricoltore in questo periodo è ben lieto, perchè questa è la stagione preferita, perchè la vendemmia, generalmente è il prodotto principale dell’agricol* tore istriano. Con questo lavoro, egli finisce l’anno agrario e »1 appresta a ricominciare il suo piano per le nuove semine per S'appressa la raccolta dell'uva: ATTENTI! ALLA BOTTE NUOVA VINO NUOVO: GLI AGRICOLTORI NON LO DIMENTICHINO ____ _________ - -- ... — ^ jLa vendemmia lappxeàenta un pelìodo di lietezza : hate ehe eàào àia ancoì più feàtoào peìcliè più fecondo, adottando tutti gli accol pimenti. ßadate a diàinfettale le Sotti Ora che s’appressa la raccolta dell’uva per la vinificazione, dobbiamo prepararci in tempo a tutte le esigenze della cantina, onde poter tecnicamente risolvere tutti i problemi connessi ad una buona vendemmia. L’agricoltore in questo periodo è ben lieto, perchè questa è la stagione preefrita, perchè la vendemmia, generalmente è il prodotto principale 'diell’agricoiltore istriano. Con questo lavoro egli provocata da essi è sinonimo di finisce l’anno agrario e si ap-incoscienza, se non peggio. I presta a ricominciare il suo pia- no per le nuove «emine per l’anno venturo. Per poter ottenere una buona vinificazione necessitano alcuni preparativi. A.la cantina, dobbiamo dare ili massimo interesse e, per non essere sorpresi, dobbiamo calcolare la quantità di uva che avremo , • o: ano ne l'anno. Con la cifra risultante potremo determinare quanto fustame ci oocorre. Esaminate ie nostre possibilità si acquisterà, se necessario, altro fustame, oppure al faranno le dovute riparazioni, gene- PER L'8 SETTEMBRE LA RIUNIONE DI ATLETICA BRILLANTEMENTE A BUIE GLI ESORDIENTI IN LIZZA La classifica finale per società vede al primo posto l’Umaghese - Notevoli, considerando le categorie degli atleti, le prestazioni. Alle competizioni hanno partecipato anche dei „fuori gara“ In occasione della festività del-T8 settembre si è tenuta a Buie, la riunione di atletica leggera riservata agli esordienti, che per la larga partecipazione e per i risultati conseguiti, può senz’altro definirsi ottimamente riuscita. A ravvivare ancor più il temo delle competizioni sono valse le prove di alcuni atleti che hanno concorso «fuori gara». Va segnalata l’ottima prestazione degl; atleti umaghesj che si sono aggiudicati i premi messi in palio per la disciplina. Pure il Circolo Sportivo dii Buie si è fatto particolarmente notare. Ecco i risi Itati tecnici ''elle singole prove: M. 100 piani; 1) Trami (Pirano, fuori gara); 2) Venturini (idem); 3) Lenarduzzi (Umago); 4) Mora (Partizan Capodistria). M. 400 piani: 1( Ravaf.ico (Pirano; 2) Mora (Partizan); 3) Berlocchi (Umago); 4) Chebat (Pira-no). M. 800 piani; 1) Pieroban (Pirano); 2) Paglia« (Pirano); 3) Zamaro (idem). Giro di Buie: 1) Zamaro (Pirano); 2) Pausin (Partizan); 3) Lau-rencic (Partizan); 4) Sinkovič (idem). ‘'sito t« *io: U '»anturi»! CPU rano) m. 1.55; 2) Tranl (Pirano) m. 1.50; 3) Manzin (Umago) m. l. 45; 4) Novacco (idem) m. 1.40; 5) Bonetti (Buie) m. 1.40; 6) Daneu (Partizan) m. 1.40. Salto in lungo: 1) Venturini (Pirano) m. 5.38; 2) Daneu (Partizan) m. 5.29; 3) Tram (Pirano) m. 5.27; 4) Lenarduzzi (Umago) m. 5.25. 5) Potleca (Buie) m. 5.06; 6) Bellamaric (Buie) 4.90. Getto del peso: 1) Trini (Pirano) 11.70; 2) Manzi* (Umago) 10.95; 3) Nicol etti (Zaštita) 10.45; 4) De. Ben (Umago) 10.10; 5) Venturini (Pirano) 10.05. "Vieto àMi dsjuuu 1» *»i«ol«tta (Zaštita) 25.40; 2) Venturini (Pirano) 23.40; 3) Manin (Umago) 22.20;’4) Potleca (Buie) 22,10: Lancio del giaveiotto: 1) Čendak (Pirano) 35.95; 2) Belletti (Buie) 34.80; 3) Rizmondo (Umago) 34.80; 4) Venturini (Pirano) 32.06. Marcia giro di Buie km. 2: 1) Sabadin (Stella Rossa); 2) Zanella (Stella Rossa); 3) Manzam (Buie); 4) Bertok Claudio. Classifica finale per Società (solo esordienti) 1) Umaghese U. S. punti 44; 2) Buie C. S. p. 36; 3) Partizan C. D. P. p. 23; 4) C. S. Pirano p. 17- Si C. S. Stella Rossa p. 6. raiments richieste dalle botti e Uni dopo esser stati usati Per vario tempo. Se il caso richiede d’acquistare altri recipienti, dobbiamo essere ben consci dei requisiti cui devono rispondere in rapporto all’uso. Non dobbiamo mai dimenticare ciò che dice il ben conosciuto proverbio: «Alla botte nuova vino nuovo», perchè generalmente questa contiene dei principi nocivi ohe poi si possono riscontrare nel vino, quindi non si userà una botta nuova per Ca conservazione di vini pregiati, ma si utilizzerà sempre la botte nuova par la fermentazione sia rapida che lenta per dare al legname nuovo la caratteristica del vino che poi dovrà mantenere per tutto il periodo dal suo uso. Alle botti nuove, prima dell’uso dovremo, nel limiti del possibile, togliere tutti i sapori e odori enormaiìi. A tale uopo valgano i seguenti consigli: 1) Un metodo semplice è quello dell’uso del carbonato di soda, che si versa nella botte, in una soluzione bollente e concentrata. Poi si fa in modo, col rotolamento delia botte, che Ca soluzione venga a diretto contatto con tutte le doghe del recipiente. La soluzione deve essere diluita sino ad arrivare ad una soluzione del 3 per cento e quindi si tappa ben bene e si lascia la soluzione entro il recipiente per 5, 6 giorni cambiando sempre la posizione della botte. Finita questa operazione si lava la botte pon una soluzione del 4 per cento con acido solforico e quindi si sciacqua ben bene con acqua limpida. , 2) Molti agricoltori riescono be- ne allo scopo spegnendo nella botte nuova delle calce viva, con un doppio volume d’acqua. 3) ?Iei paesi dii riviera, come sono f nostri, s! 1'»’. gono i cattivi sapori riempiendo ia botte con dell’acqua marina per una durata di 4, 5 giorni. Disinfettate le botti, non devono essere tenute in locali asciutti affinchè non si asciughino le doghe e per conseguenza non si restringano rimanendo filtrabili. Nello stesso tempo bisogna impe. dire che l’umidità penetri nello interno, perchè cosi potrebbero svilupparsi le muffe e conferire al vino il ben noto sapore amarognolo delle muffe. Ultimata la disìinfezione si copriranno le botti con stracci umidi tenendo ben chiuse le aperture. Prima d’iniziare la vendemmia si darà una ribattuta ai cerchi e si riempiranno d’acqua i recipienti per vedere se realmente le doghe non sono filtrattili, quindi si inizierà la vendemmia. Quest’anno dale le piovosità ab-(continua in quarta pagina) Pasteggiare si, ma attenzione ! Coppielta sbadata investita da un camion Si sa che quando un giovane è In dolce compagnia il suo pensiero esula alquanto dalle piccola vicissitudini di tutti 1 giorni. Così successe domenica scorsa anche al buon Francesco Peros* sa il quale, trovandosi a passeggiare con la sua fidanzata, non pensò affatto a guardarsi dai camions che passavano. Disgrazia voile dhe un autocarro, guidato da certo Jacomin Romano, oltrepassata una curva, lo andasse ad investire. Soccorso prontamente dai passeggeri del camion, il giovane venne Immediatamente trasportato all’ospedale di Trieste ove 11 medico di turno gli riscontrava una ferita lacero contusa alla gamba destra ed alla schiena, nonché la sospetta frat’ura del’a -na-o La nostra Lolla La relazione del comp. Gino Gobbo alla Conferenza del PCTT ad Isola Il popolo del Circondario istriano difenderà il potere conquistato nella guerra di liberazione Spedale accanimento mostrano I fautori della frazione nel nostro Partito nell’attaceare la zona B, tanto dhe ai neutrali della nostra lotta viene da pensare che Si siano messi d’accordo con la reazione triestina ed internazionale per comprovare la necessità del Territorio libero aU’ltalia. Sembra che 1 frazionisti dimentichino che la zona B è amministrata dall’Armata Jugoslava che si batte aspramente proprio sul problema di Trieste a fianco dell’Unione Sovietica contro l’imperialismo anglo-americano. Essi si ricordano più che nella zona B l’amministrazione interna è affidata al Potere popolare, il quale rappresenta il potere degli o-perai e contadini, degli italiani • slavi contro gli sfruttatori, contro gli oppressori economici e natianali, contro 1 resti del fascismo e la reazione. H compito fondamentale del nostro Partito in zona B nel quadro del programma tracciato al Congresso costitutivo era ed è quello del rafforzamento del P. P. dell’economia popolare per servire quale esempio di lotta per tutta la popolazione del TLT che avrebbe visto così pratica-mente come il popolo lavoratore può amministrarsi da solo, come può togliersi dalla influenza capitalistica, sulla base della collaborazione col suo retroterra. I frazionisti non sono più d'accordo con questo, cioè con quello per cui sono d’accordo tutti gli altri paesi a democrazia popolare con a capo l’URSS, e perciò oglgi essi sferrano rabbiosi attacchi contro la zona B, l’Amministrazione dell’A. J. e specialmente contro il P. P. come da 3 anni a questa parte sta fa-‘cendo la reazione. ’ Non è male se ci soffermiamo Un momento sulle funzioni del P. P. per poter smascherare meglio l’a2ione dei frazionisti. I nostri membri del P. sanno che il P. P. i suoi Comitati locali sono sorti nell* lotta armata man mano ohe gli oocupatori e con essi l’oppressione nazionale e di classe venivano cacciati. Essi hanno con ciò le caratteristiche della lotta armata che le forze democratiche con a capo il P. C. hanno svolto contro l’oppressione e-conomlca e nazionale, contro ogni forma di sfruttamento. I compagni membri di questi comitati sono stati eletti liberamente dalla popolazione e possono essere da questi rimossi In qualsiasi momento quando non adempiono i loro compiti. In ogni paese del nostro circondario tali elezioni sono avvenute aU’infuorl di Capodistria, dove l’influenza fascista e la struttura sociale arretrata della cittadina. In questo caso 51 Comitato locale è stato nominato dal Comitato distrettuale, regolarmente eletto e i suoi membri scelti tra le file degli antifascisti. Lotta contro gli opprofittatori Dagli organi del Potere sono stati man mano espulsi tutti quegli elementi che avevano potuto infiltrarsi ingannando le masse, ma che col lavoro pratico agivano contro il popolo. Citeremo solo tre esempi tra I tanti che dimostrano la sorveglianza rivoluzionaria del nostro Partito e delle masse lavoratrici per mantenere ail potere popolare le caratteristiche della lotta per la difesa delle conquiste democratiche, per la tutela dagli interessi della popolazione lavoratrice. 1) Nel paese di Cars ette il lavoro per l’abolizione del colonato non si svolgeva. Formata un’apposita commissione d’inchiesta riscontrava che nel Comitato del potere popolare due membri elet ti possedevano ognuno da 40 a 90 ettari di terreno con molti coloni alle loro dipendenze. E’ chiaro che essi non avrebbero fatto niente per l’aboliziane del colonato e quindi la popolazione che li aveva eletti gli ha pure espulsi dal potere. 2) A Cittanova il segretario del Comitato locale dhe era anche membro dell’Assemblea distrettuale venne trovato in possesso di merci di proprietà di un fascista scappato, per un valore complessivo di qualche milione. Gli elettori gli tolsero il mandato e venne arrestato dalla D. P. e condannato dal tribunale. 3) A Benda un membro della Assemblea popolare distrettuale non pagava secondo le prescrizioni sindacali un proprio dipendente e *1 faceva dare la metà del raccolto dall’ex colono. Gli elettori gli tolsero il mandato e venne espulso dall’Assemblea distrettuale. Quanto sopra si è detto per descrivere la struttura classista del nostro P. P. ora vediamo dalla pratica del suo lavoro se egli agisce nell’interesse del popolo lavoratore. Per comprendere i successi ottenuti dal P. P. nel suo lavoro sarebbe necessaria un’analisi dettagliata della situazione del circondarlo istriano dopo il l o maggio 1945. Per essere brevi tratteremo solo alcune situazioni particolari che possono corroborare la conoscenza dei nostri compagni ta merito alla situazione citata. Il fascismo aveva lasciato la popolazione al più basso livello culturale. La popolazione slava costretta a frequentare le scuole italiane senza comprendere la lingua, abbandonava le scuole senza potersi istruire nè nella propria lingua nè in quella italiana. La popolazione Italiana specie quella più povera, aveva frequentato poche classi ed imparato ciò ohe il fasoismo intendeva e cioè erano rimasti nell’ignoranza politica e sociale, nell’oscurantismo gretto. Il basso livello culturale generale della popolazione lavoratrice era un grave impedimento per lo sviluppo del P. P. della economia popolare che abbisognavano di nuovi quadri dirigenti provenienti dalle file del popolo lavoratore. Nella campagna esistevano rapporti feudali di produzione, che il fascismo aveva approfondito e tutelato con apposite leggi e cioè il colonato e la mezzadria. Questi rapporti che legano il contadino alla terra compresa la sua famiglia, e ohe costringono il contadino a versare la metà del proprio raccolto al proprietario, rappresentano uno dei più brutali mezzi di sfruttamento deH’uomo sull’uomo. H commercio all’ingresso ed al minuto era completamente in mano agli speculatori vecchi e nuovi «die prima • durante la guerra avevano spremuto contadini ed operai. Le fabbriche Ampelea ed Arrigonl e gli altri obiettivi industriali come i cantieri navali, ohe avevano avuto un certo incremento per le necessità belliche, minaooiavano di chiudere. I trasporti mancavano quasi assolutamente, nel paesi bruciati centinaia di famiglie si trovano letteralmente senza tetto e senza mezzi. La popolazione povera soggetta alle privazioni subite durante la guerra richiedeva i necessari aiuti. I resti del fascismo battuti e rabbiosi, dopo il primo spavento, tornavano all’attacco sabotando ed ostacolando in ogni modo 11 giovane P. P. Edificare 11 P. P. un’economia popolare in queste condizioni senza mezzi, era una cosa difficile che ha mobilitato a fondo il nostro Partito, 11 suo spi. rito di lotta, la fiducia nella propria lotta di liberazione. La Jugoslavia che si trovava nelle comprensibili condizioni ohe si può trovare un paese derubato e distrutto daH’oocupatore, ci dava incondizionatamente 11 suo aiuto col generi di prima necessità, di cui doveva privare la propria gente. Speciale difficoltà rimanevano da superare pelle cittadine della coste dove l’influenza del vecchi padroni e dei resti del fascismo, appoggiandosi sulle condizioni e-conomiche esistenti, sobillavamo la popolazione togliendola dalla collaborazione col P, P, Le forze della reazione non avranno più II sopravvento Nonostante queste condizioni il P. P. ha oggi al suo attivo importanti successi, i quali come risultato delia lotta contro i nemici del popolo, garantiscono anche per il futuro il sopravvento dalle forze popolari contro 1« reazione. State pur sicuri compagni che qui- da noi le forze della reazione non avranno più il sopravvento, perchè il popolo è più forte, più esperto e più disposto di prima di battersi, contro qualsiasi manovra che vorrebbe portarlo allo stato di schiavitù. Nella noatra campagna non esistono più i rapporti feudali di produzione, tl P. P. ha abolito il colonato e la mezadria ed ha riconosciuto a migliaia tra coloni e mezadri 11 diritto sociale di divenire proprietari di quella terra che per tanti anni avevamo lavorata dandone i frutti al vecchio padrone. Diventando padroni di quella terra che ora lavore- ranno eoa più cura la difenderanno contro qualsiasi ritorno degli sfruttatori Con questo provvedimento di giustìzia sociale si sono anche nelle campagne le condizioni per lo sviluppo dii nuove fonine organizzative per la lavorazione della terra, in modo da rendere più produttivo e meno faticoso il lavoro dei contadini, a tutto bene-fido dei prezi dei loro prodotti e quindi dei consumatori in generale. Un esempio tipico di queste forme nuove di organizzazione del lavoro ci vieta dato dalla cooperativa agricola d! Puce che nel giro di due anni con l’aiuto di parecchie volte il patrimonio collettivo dei propri soci, attrezzandosi con macchine agricole, del P, P. fan potuto aumentare mezzi di trasporto, stalle, ecc. ha aumentato di tré volte il patrimonio zootecnico, di tre volte la produzione vinicola. Simili esempi stanno per essere imitati spontaneamente in altri paesi del nostro circondario. Lo sviluppo delle cooperative agricole, che abbracciano la totalità del commercio agricolo al-l’ingrosso ed una forte percentuale del commercio al minuto, hanno assestato un grave colpo agli speculatori grandi e piccoli. Mentre il commercio industriale viene assolto da nuove istituzioni Interamente controllate dal t. f, La forma di cooperativa più sviluppata nella nostra zona è te cooperativa agricola di compra- vendita. Queste hanno te funzione di acquistare tutto dal contadino e rifornire tutto al contadino. I contadini che prima della guerra per vendere 1 loro prodotti e per acquistare i loro fabbisogni, dovevano recarsi a Trieste o nelle cittadine costiere, dove venivano spennati dagli speculatori all’ta-grosso e *1 minuto, e molto spesso non potevano vendere i loro prodotti; oggi Vendono ed acquistano nel proprio paese, tramite le cooperative agricole, con grande risparmio di tempo, fatiche e materiale. Oggi la vendita dei prodotti agricoli è assicurata al nostro contadino e per mezzo dei prezzi adeguati gli è Pure assicurato il guadagno. Il nostro Partito attraverso il P. P. lotta ora per portare queste cooperative ad un livello superior« della loro funzione economica del paese e deli’agricol-turaf, facendole abbracciare tutti quel rami di attività che necessitano per lo sviluppo dell’egri-eoltura stessa e la vita economica del paese; per esempio l’allevamento del bestiame, l’acquisto di macchine agricole, l'apertura deU'ufficìo di credito • risparmio. 1« cernite t (a difesa dei semi, te conservazione e te lavorazione dei prodotti eoe., in modo da staccare sempre più t contadini poveri dall’influenza e dalla dipendenza dei contadini ricchi, e dai proprietari di mezzi, che li potrebbero sfruttare ed arricchirei alle loro spalle. Tutto questo a beneficio non solo dei contadini, ma anche degli operai e degli altri consumatori che saranno cosi riforniti di prodotti agricoli a prezi più convenienti. Lo sviluppo delle cooperative agricole In questo senso è la garanzia della eliminazione dalle campagne del pericolo del ritorno dei vecchi sfruttatori. Il P. P. con le cooperative agricola ed il convogliamento della produzione ha potuto organizzare lo scambio con la Jugoslavia ed Ottenere i prodotti industriali, di cui abbisogna la nostra popolazione. Il risultato di tale lavoro è stato il miglioramento del tenore dì vita nella campagna sulla base della liquidazione degli speculatori. Noi non riteniamo con questo d'aver risolto il nostro compito per quanto concerne l’agricoltura; stiamo però battendo il cammino che porterà progressivamente dei benefici ai nostri produttori agricoli ed alla produzione in generai^. L’eliminazione della disoccupazione nella zona B rappresenta un grandioso successo Nel campo dell’Industria, dove il capitale finanziario ed i proprietari privati in genere sabotavano il P. P. col tentativo continuo di portare le aziende alla chiusura e oagionarela disoccupa-zone, oggi il pericolo è superato, le fabbriche lavorano e sano in continuo miglioramento. Accanto alle industrie già esistenti 6on sorti nuovi cantieri di lavoro neL l’edilizia e nell’industria del legno. Il pericolo della disoccupazione non c’è più, anzi vengono assunti sugli obiettivi di lavoro, dove imparano un mestiere i giovani dei paesi più poveri, provenienti da famiglie contadine. Il collocamento di mano d’opera è in aumento, dal 15 febbraio 1948 al 15 luglio 1948 il numero della mano d’opera nelle fabbriche è aumentato del 30 per cento senza contare gli obiettivi dell’edilizia, i quali assumono continuamente mano d’opera ed hanno scarsità specie per quanto riguarda la mano d’opera specializzata. Col superamento del pericolo della disoccupazione e la sua eliminazione, i nostri sindacati stanno ora preoccupandosi dell’elevamento del tenore di vita degli operai. In alcuni obiettivi di lavoro, dove le maestranze sono più produttive, ricevono, già paghe più elevate e più forti assegnazioni di generi. Oggi d sindacati studiano obbiettivo per obiettivo l’aumento della produttività del lavoro ed in conseguenza di ciò il miglioramento del te- nore di vita degli operai. Già tn precedenza a ciò, con l’introduzione del tesseramento differenziato, il P. P. aveva assicurato agli operai una assegnazione di generi maggiore delle altre categorie. Enormi sforzi sano stati fatti dal P. P. per C’elevazione culturale della poopiazione e di tutte e tre le nazionalità. Non solo si sono ricostruite molte scuole elementari slovene e croate, che il fascismo aveva distrutte, ma se ne sono costruite delle nuove. Accanto a queste sono stati formati i ginnasi sloveno e croato con l’internato per gli studenti, dove vengono ospitati i figli dette famiglie povere. Quest’anno ci saranno anche le scuole commerciali. Per quanto riguarda la scuola italiana seri provvedimenti sono in corso per la sua demo-cratizazione. Quest’anno verranno istituiti gli internati anche per gli studenti medi italiani, nei quali veri-anno accettati preferenzialmente i figli delte famiglie povere che non hanno la possbili-tà di farli studiare. Il P. P. oggi è in grado di coordinare tutta l’attività economica del nostro circondario e con questo sta facendo le esperienze per regolare la nostra economia secondo un piano, per sfruttare tutte le risorse economiche del nostro circondario. Il risveglio delta nostra economia è agetto di soddisfazione per gli sforzi com-pivt. dal nostro Partito e dal nostro popolo. La diminuzione del contrabbando « della speculazione. la riduzione degli elementi che vivono di espedienti è la prova che le condizioni economiche migliorano. Compagni, In ogni azione del P. P., -n ogni suo decreto, in ogni suo risultato, Voi troverete vn colpo alla reazione, un colpo allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, un colpo al nemico di classe. Il Partita svolge, tramite il P. P., il suo ruolo antimperialista nell’interesse del fronte democratico della pace e perciò il P. P deve essere sostenuto da noi, per lo stesso motivo esso è continua* mente attaccate dalla reazione. I frazionisti nella loro campagna diffamatoria fanno anche delle considerazioni circa il tenore di vita nella zona B, con le quali considerazioni vorrebbero comprovare le toro tesi frazioniste. Essi non vogliono vedere che le condizioni in zona B migliorano e non peg'totano, essi non vogliono vedere che la disoccupazione nella zoa B al posto di aumetare è scomparsa, essi non vogliono vedere che il seguito delle masse al P. P. si allarga e non si restringe? Ciò li smaschera ancor più agli occhi delle nostre masse, le quali cominciano a credere che in tutto ciò ci sia lo zampino dell’imperialismo. I frazionisti strillano e si scagliano contro la 20-na B perchè qui non hanno potuto ottenere i successi che hanno momentaneamente ottenuta in zona A, In difesa nella Jugoslavia Attraverso il P. P. il nostro Partito ha svolto in zona B la lotta per liquidare nel migliore dei modi Ca reazione, la lotta contro l’imperialismo, secondo gli insegnamenti della nostra dottrina rivoluzionaria e le esperienze deì-l’URSS e della Jugoslavia. Con questi risultati pratici possiamo dimostrare che siamo sulla strada dell’antiimperialistno attraverso questi risultati pratici noi abbiamo accresciuto l’attaccamento e la riconoscenza per l’U., R.S.S. e per la Jugoslavia dei nostri membri del P. e delle masse. In questa lotta il P- si è rafforzato e disciplinato e cosi di fronte alla mozione dell’U. I. ha mantenuta tutta la sua fermezza necessaria per onn peredere le posizioni dì lotta, per non far perdere léorientamento alle nostre masse, educate a fraterni sentimenti per l’URSS e per la nuova Jugoslavia. Per chi conosce la pratica dei lavoro in Jugoslavia e da noi nella zona B, la mozione dell’U. I. è stata qualche cosa di incomprensibile e sbalorditivo. Ciò che risultava chiaro invece era la speculazione che avrebbero fatto i nostri nemici che da tre anni si baltono contro la Jugoslavia per togliere nel TLT alle masse democratiche la fiducia nella Jugoslavia stéssa e con questa la fiducia nella propria lotta. Risultò subito chiaro anche di fatto che di tale mozione avrebbero approfittato tutti i frazionisti, tutti gli opportunisti, gli inattivi, i malcontenti ed i poco convinti della linea del Partito, tutti coloro che non potevano sopportarne la disciplina, in una parola, tuti coloro che da tempo aspettavano t’oecasione di togliersi il fardello di una lotta così dura e continua per sostituirla con un’altra lotta più facile e como- da. In ultima analisi ne avrebbero approfittato tutti j liquidatori e con essi gli agenti dell’imperialismo che il nemico tn questi tre anni d lotta aveva avuto tempo ed occasione di infiltrare ne; nostro Partito. Risultò pure chiaro anche il pericolo di una deviazione ideologica, cui potevano essere portate le masse sfruttando e mascherandosi con la bandiera deH’internazionalismo per liquidare le nostre posizioni internazionali, come di fatto hanno operato i vida listi. E perciò il nostro Comitato circondariale mentre attendeva precise direttive dal Comitato centrale comprese che per noi non si poneva il problema di prendere una posizione ad ogni costo, ma bensì di mantenere le proprie posizioni ad ogni costo. Difatti In seno al Partito il Comitato circondariale lanciava la parola di serrare le file contro gli attacchi delia reazione e dei nemici Interni del Partito, che avrebbero speculato sulla mozione dell’U. I.; ne; medesimo tempo con il rafforzamento del lavoro concreto salvaguardare l’unità del Partito. Tale parola d’ordine era la più internazionalista, la più antimperialista possibile perchè impediva l’indebolimento di uno de; punti del fronte internazionale della pace, una défilé maglie della catena antimperialista. Nel frattempo l’esame profondo della mozione dell’U. I. e le risposte del PCJ sarebbero state oggetto di studio che indipendentemente dalla presa di posizione avrebbero contribuito all’elevamento ideologico de; nostri membri di Partito. Quando usciva la mozione del comp. Babič il nastro circondario era al suo posto di lotta e assieme con le organizzazioni di base accettava tale mozione perchè vedeva in essa la continuazione della nostra lotta contro lo imperialismo. Da noi in zona B non è stata posta la domanda pro- j voeatorla: «Sei per Tito» o «Sei per Stalin» domanda che rispecchia chiaramente l’intenzione della frazione ad ogni costo. Da noi è stata posta un’altra domanda che era l’appe'.io alla unità che ogni partito comunista deve fare quando lo schieramento delle forze democratiche attraversa il pericolo e cioè: «Sei per l’unità delle nostre forze nell’interesse del Fronte internazionale della pace con a capo l’URSS?»* Per l’unità «O sei contro l’unità a danno del Fronte internazionale della pace nell’interesse dell’imperlali- ' emo?». Con queste parole d’ordi- | ne il nostro Partito ha manteau» j to qui da noi l’unità ed è pronto a dare come ieri e più di ieri il suo contributo per il Fronte della pace. Nel nostro circondario il rapporto di forze fra noi e la reazione non è mutato, anzi si è rafforzato a nostro favore. E’ chiaro che il conflitto ideologico fra il PC(b) ed il PCJ non può essere sfruttato per liquidare un fronte democratico per pic- j colo che sia in una qualsiasi par- ! te del mondo. Ed è anche chiaro che detto conflitto si deve risai- , vere. La Jugoslavia va verso il j socialismo a grandi passi, essa nel valutare le possibilità dèlia edificazione del socialismo al quinto punto ai basa sull’esistenza dell’URSS, sulla collaborazione eoo l’URSS « con gf'-i altri paesi a democrazia popolare. La Jugoslavia non può fare senza l’URSS e l’URSS non può abbandonare u<& ±taefj ohe va «anso il socialismo, egli attacchi del-l’imperialiamo. Questo è contrarli ai principi, e propagare dà vuol dire portare ad una seria deviazione ideologica. Il V. Congresso del PCJ ha già portato un forte contributo alla chiarificazione dee dissidio e noi siamo certi che la realtà non tarderà a trionfare. Noi abbiamo fino ad oggi lottato a fianco della Jugoslavia nel Fronte internazionale della pace con a capo l’URSS, la vittoria della nostra lotta nel TLT dipende in gran parte dall’Incondizionato aiuto diretto che noi possiamo avere dada Jugoslavia. Pertanto nulla dobbiamo fare contro di essa, ma solamente difenderla da qualsiasi attacco imperialista. Con queste parole d’ordine il Partito ha mantenuto il suo seguito di massa nella zona B, la quale ha risposto con un Incremento non indifferente in tutta l’attività, sono più partecipate le irunio.nl di massa, sono più frequentati gli obiettivi del lavoro volontario, la costruzione delle case cooperativistiche, ei lavora con più spjìnta to ogni rèmo di attività. La frazione qui da noi non si sviluppa, ma si riduce. Da alcuni gruppi di cellula in Capodistria ai sono perduti alcuni compagni tra 1 più deboli. A Pirano abbiamo perdute gl; opportunisti, coloro che rappresentavano un serio aggravio al nostro Partito,'«ono rimasti con noi quei compagni che erano sempre stati i più attivi, i più in linea, i più benvoluti dalla popolazione. Dopo alcuni giorni a questi Se ne aggiungevano degli altri. Ed ora parliamo di Isola. Questa cittadina è da considerarsi per le due fabbriche Ampelea ed Arrigonl la più importante del circondario. Ad Isola c’è il proletariato, una buona parte dei compagni di Isola si sono espressi per Viđali, cedendo alla propaganda frazionista di Juraga, Baciochi, Balbi ed altri che comprendendo l’importanza di Isola ne concentravano gli sforzi. Non così però si sono espresse le masse di Isola, non così si sono espressi 1 contadini isolani e tanto meno gli operai delle fabbriche. La stragrande maggioranza degli isolani non sono d’accordo con i vidalisti. Citiamo salo un esempio comprovante. In questa settimana ss sono svolte nelle due fabbriche le elezioni sindacali per sostituire l comitati di fabbrica che si erano espressi per Viđali e come tali non riconoscevano il nuovo Comitato circondariale dei sindacati, eletto dopo la espulsione dei frazionisti. Le elezioni erano libere e segrete ed oltre il 90 per cento degli operai presenti hanno votato. Questa è la più chiara risposta di che cosa pensano gii operai di Isola dei frazionisti. La frazione qui da noi s; à manifestata anche nel Comitato circondariale dei S. U., cinque sui dieci membri avevano preso la posizione di Viđali • trasformata la sede del Comitato circondariale dei S. U. nel quartier generale della frazione. Il lavoro sindacale era passato In dimenticanza, importava solo il lavoro frazionistico. Questo perdurava da una quindicina di giorni ed appena accortesi di ciò le organizzazioni di base, per interessamento del nostro Partito, si convocava d’urgenza -’Assemblea sindacale e malgrado che i frazionisti si opponessero e sabotassero in ogni modo, l’Assemblea si convocò con »50 dalmati amenti su 400, Una Assemblea cosi forte sum si è mai avuta ed i 5 frazionisti per la lo. ro attività « danno del Sindacati vennero espulsi. Dopo nove giorni, viste le continue provocazioni di Destradi in seno al Comitato centrale, l’Assemblea circondariale si convocava nuovamente di urgenza e con una partecipazione ancora maggiore della precedente, decideva che Ü Comitato circondariale per Pistola non avrebbe accettato alcuna direttiva dalla direzione di Trieste, fintanto che in essa agivano i frazionisti. Le votazioni alle due Assemblee straordinarie risposero all’unanimità senza astensioni e senza voti contrari. Cosi la massa dei nostri organizzati nei Sindacati Unici ha risposto ai frazionisti. Anche alcuni membri del Comitato circondariale della G. C. si esprimevano per Viđali e mandavano una mozione al Comitato central« della gioventù a nome di tutta la G. C. La base della Q. C. convocava d’urgenza il Plenum circondariale, al quale parteciparono tutti 1 delegati ed aH’unaniitìità espellevano 1 dirigenti frazionisti. In misura più limitatala frazione si ebbe al Constato circondariale dèlie donne. Anche qui vanne convocato il Plenum circondariale, dove all’unanimità venivano espulse le frazioniste, perchè appoggiavano la campagna diffamatoria 1 che il Potere popolare subiva per opera di Viđali. Dopo la condanna delle masse i frazionisti nella I zona B non potevano far altro j che cadere sul terreno dei nemici del P. P. La Loretta Burlimi, responsabile per la cultura italiana ta tutto il circondario, dava le su« dimissioni dalla carica nel momento più cruciale detla lotta LOTTA A contro i Questi elementi già in precedenza per il toro scarso lavoro erano oggetto di continue critiche costruttive e paterne seppur serrate, alle quali critiche essi rispondevano col mutismo, smascherando così la toro disapprovazione. In una riunione di oriti, cà ed autocritica del Comitato circondariale, Balbi Teodoro veniva criticato di non esser convinto della giustezza della linea del Partito egli sosteneva d! esserlo, ma però diceva di non essere d’accordo con la sua applicazione; — ed ecco la prova che già prima i vidalisti erano collegati —• quando è stato dimesso da segretario dell’agit-prop circondariale perchè frazionista, abbiamo potuto constatare a quale grado di distruzione aveva ridotto l’agit-prop. Se questi elementi frazionisti credano di aver con le toro azioni dimissionarie e frazioniste causato dello perdite o del danno alla nostra organizzazione del Partito, al nostro P. P., essi si sbagliano di grosso Proprio dopo che se ne sono andati o che sono stati cacciati, constatiamo eh« le organizzazioni o rami di lavoro per cui erano responsabili si »on« rinvigoriti e per l’avvenire tutto li nostro lavoro in questi campi sarà senz’altro più efficace in quante non sarà ostacolato dalla resistenza j passiva dei poco convinti o dei sabotatori. Come sapete gran Chiasso si è fatto intorno a Jak-‘ setich, mn vogliamo dilungai^ per la democratizzazione della scuola italiana contro U CLN del-l’Istria, che faceva della scuola stessa un’organismo di educazione fascista, un’organizzazione di resistenza contro il P. P. La Bur. Uni Loretta, con il suo atto dimissionario toglieva la sua collaborazione at P. P. ed al popolo e con questo si macchiava di indegnità per cui veniva espulsa dal Comitato circondariale deli’U. A.I.3. « dalla Assemblea circondariale delle donne, le quali organizzazioni nel loro programma come punto fondamentale hanno l’appoggio al P. P.; Emilio Semil-U, già responsabile di non aver portato l’organizazione sindacale sulla giusta linea tracciata dal Partito per 11 ruolo ohe i sindacati devono avere nel P. P., già responsabile assieme al comp. Scocir della cattiva amministrazione e del cattivo stato organizzativo dei Sindacati, malgrado Ce continue e serrate critiche del Comitato circondariale, scappava nella zona A, Anche il comp. Juraga ha creduto Che per essere internazionalisti bisogna sabotare il P. P., e quindi ha dato le dimissioni quale responsabile per il Dipartimento del lavoro. Queste azioni ed altre che potremo enumerare per tutti gli altri frazionisti, smascherano sufficientemente i medesimi a sono sufficienti per far comprendere 8 tutti che questi elementi, che oggi sfoggiano frasi tratte per sbaglio dai testi teorici del nostro Partito, non hanno avuto fino ad oggi nè volontà nè intenzione di sforzarsi nella edificazione del P. P. e non hanno quindi potuto comprenderne il ruolo. FONDO frazionisti in pof.emiche che darebbero la impressione che la nostra lotta contro la frazione si svolge sul pettegolezzo anziché svolgersi, coma di fatto si svolge, sul terreno ideo.ogico e con armi ideologiche tratte dalla nostra teoria rivoluzionaria e dai successi della sua messa in pratica. Però qualche Cosa dobbiamo dire per chiarire 1 nostri membri del partito sulle capacità di certi dirigenti Sulle Capacità e sulle tendenze dei frazionisti. In due anni che E comp. Jaksetich si trovava nella nostra zona non ha messo una pietra per l’edificazione del nostro P. P., per il rafforzamento della lotta contro 11 nemico di classe. Egli non è mai intervenuto per migliorare il nostro lavoro, egli aveva qui da noi la fama dell’uomo buono, da lui andavano a piagnucolare tutti i colpiti dal P. P. e lui interveniva presso le autorità affinchè si attenuassero i® pene ed i provvedimenti. Citerò solo un caso, l’ultimo avvenuto dopo la risoluzione dell’U. I. A Buie la proprietaria di un panificio, nota speculalrice, odiata dalla popolazione, veniva finalmente colta in fallo con una giacenza di 20 ql d; far na che essa aveva sottratto dalle assegnazioni destinate ella panificazione La speculatrice veniva condannata dal Tribunale a 8 meai a; prigione e con grande sollievi ed approvazione delia popolazione locale. Il frazionista Jaksetich presito il quale erano andati a jaia&nu-, 1 colare I parenti della speculate!» ce si esprìmeva in sede del Partito con le testuali parole: «Ormai che ha preso la condanna è inutile teneri a in prigione, ha scontato un mese ed è più che sufficiente». Compagni, è evidente che Jaksetich non conosce l’educazione delle masse da noi ne i loro Interessi e nemmeno l’opinione di questo per ili proprio P., nel quale hanno sempre visto la difesa dei propri diritti contro gli speculatori. Chi crede di farsi popolare da noi, facendo il protettore o compromettendosi con i nemici del popolo è fuori strada e viene messo al bando dalle masse. In una riunione del Comitato circondariale del Partito, l’unico al quale Jaksetich avesse partecipato, Veniva consultato sulla soluzione dì un problema. Jaksetich rispondeva: «Io non conosco i vostri problemi e non posso dare il mio parere». In due anni che era fra noi, non aveva avuto modo di conoscere i nostri problemi, vien proprio da domanadrst come possa rifiutare ogi fi nostro lavoro, parlando di abuso di autorità, di terrore in zona B, ecc. La verità è quef.la che lo stesso Jaksetich esprimeva dopo l’avvenuta frazione quando diceva che egli pur non esprimendosi era sempre oontrario al nostro lavoro. Se mettiamo tale affermazione In confronto dei risultati ottenuti dal nostro P. P., risulta chiaro che egli è un qualsiasi idealista, un qualsiasi socialdemocratico che non ha la minima idea di come il popolo debba agire quando ha il potere nelle proprie mani. Egli è oggi uno dei principali propagatori della campagna di terrore che esisterebbe nella zona B, la campagna di diffamazione cantre il terrore esistente in zona B la fa standosene nella villetta con giardino, messagli a disposizione dal P. P., dove tiene le riunioni con 1 suoi frazionisti, dove con la macchina da scrivere, di proprietà del nostro Partito, batte gli articoli per mandare al «Lavoratore» protetto contro il biasimo della popolazione dall’intervento della D. P. I delegati sovietico ed ucraino (Malik e Manullski) difendono al-l’ONU fi delegato jugoslavo Vii-fan, mentre Jaksetich con i suoi articoli sul «Lavoratore» fornisce agli angloamericani il materiale per attaccarlo circa 11 terrore in zona B, e neutralizzare la lotta dei rappresentanti jugoslavi e sovietici ’per il Trattato di pace. Di terrore in zona B possono parlare solamente coloro che agiscono contro il popolo lavoratore perchè suoi nemici ed è naturale che da questo vengano colpiti. Ed in eguài misura fi popolo lavoratore colpirà i frazionisti, nuovi nemici, che con la campagna diffamatoria contro la zena B si sono portati obiettivamente sulla linea dell’imperialismo e della reazione locaCe. Ai frazionisti le masse hanno risposto qui da nói con l’intensificare il proprie lavoro, con l’organizzare fi suo piano bimestrale per la ricostruzione, dimostrando cosi con la pratica la giustezza della nostra linea. Nella manifestazione di Isola, come inizio ded piano bimestrale, il Partito e le masse si sono espresse chiaramente tanto nei confronti del proprio programima e su quella linea marciano. Noj siamo convinti che il contributo nostro alio schieramento democratico, guidato dall’URSS si può dare solo consolidando la nostre posizioni di lotta. Il Partito comunista bolscevico, già una volta ha riconosciuto come giuste tali posizioni ed ogi, quando prospetta un interevento diretto dell’URSS e di tutti j paesi a democrazia popolare, nel problema di Trieste, ne dà la riconferma. Con l’unità di fatto tra gli slavi ed italiani, col P. P., Con la lotta comune per la ricostruzione della nostra economia, che vuol dire sfuggire aK’influenza imperialista, al piano Marshall, con la liquidazione delia reazione nel nostro territorio possiamo portare un contributo concreto alla lotta contro l’imperialismo guidata dall’URSS. Al contrario fanno i frazionisti, i. quali nascondendosi dietro la bandiera dell’U. R.S.S., parlano falsamente d; fratellanza, mentre agitano una campagna di nazionalismo, rompono l’unità del Partito, tolgono ad esso molta dell’influenza che aveva tra le masse con il conseguente rafforzamento delle forze nazionalistiche e reazionarie di Trieste che Oggi con più forza che mai chiedono il ritorno di Trieste all’Italia. E’ facile Comprendere se i migliori frazionisti agiscono prò o contro fi fronte della pace, pro o contro l’URSS. Non si aiuta il fronte della pace intemazionale neppure con le vili calunnie cintro Tito e ta Jugoslavia come fa oggi fi «Lavoratore*. I frazionisti hanno dimenticato in 24 ore che il movimento democratico dì Trieste può lottare con successo sicuro solamente con l’aiuto Incondizionato e internazionalista della Jugoslavia, e nella fiducia che il proletariato triestino e le altre forze lavoratrici avevano nella Jugoslavia stessa. Essi hanno dimenticato che appunto perciò gli ari-glo-americani e la reazione locale hanno concentrato su Trieste tub (continua In 4.a pag.) La nostra Lotta Siamo sulla strada giusta, sulla strada dell* internazionalismo 1 ifcontinuazione dalla 3.a pag.) ta ;a loro lotta con enormi mezzi contro la Jugoslavia. Appunto perciò hanno organizzato ida tre anni a questa parte una campagna di diffamazione contro la Jugoslavia ed il movimento dì liberazione, appunto per far perdere al popolo la fiducia nella propria lotta. In tre anni la reazione non è riuscita a demolire la fiducia nella ugoslavia, anzi questa fiducia cresceva e sempre più larghi 6trati ideila popolazione si orientavano verso di essa ed Attraverso questa verso il blocco internazionale della pace con a capo l’URSS. Ciò che non è riuscita a fare la reazione imperialista in tre anni ha potuto fare la frazione di .Vlìdali in tre giorni, approntando del sacro sentimento delle nostre (masse lavoratrici per l’URSS e per Stalin, lanciando la (demanda provocatoria: «Se- per Tito o sei per Stalin?». A che cosa ha portato tale manovra dei frazionisti a Trieste? Essa ha portato a scatenare alil’imtemo del nostro fronte e del Partito tutto l’accanimento che le nostreforze democratiche scatenavano prima contro la reazione. Essa ha portato a scindere il Partito e le masse in due fronti che combattano uno contro l’altro anziché combattere contro T imperialismo, ed intanto 1 «cerini» vanno in licenza e il CLN potrà smobilitare parte delle sue forze (dalla zona A per convo-jglarie contro la zana B ed aumentare le provocazoni per dare gli argomenti alì’ONU, di dimostrare, come fa JaKaemch, òhe qui c’è il terrore. Non occorrono comment; per dimostrare a favore di chi ha agito Viđali. E questo lo chiamano internazionalismo. E’ chiaro ohe il disorientamento delle masse del TLT e la perdita della fiducia nella Jugoslavia porta come conseguenza f/orientamen-to verso l’Italia, dato che in queste due direzioni 6i son battute le nostre forze e la reazione del TLT; se cade una direzione, rimane l’altra. Oggi i frazionisti non lo vogliono dire ancora apertamente perchè è ancora viva nelle masse l’ostilità per un tale cam- ì biamento di rotta. Pertanto essi [ si tengono ancora nella fase della ' diffamazione ad oltranza contro la Jugoslavia e quando sembrerà loro ohe la fiducia delle masse nella Jugoslavia ai sarà cambiata in odio verso la Jugoslavia, allora verranno fuori con la ricetta preparata che in fine dei conti anche in Italia c’è li PC e si potrebhe accettare ‘'/annessione all’Italia. Per 11 momento Viđali Si limita ad esprimersi che non intende che l’URSS faccia la guerra per Trieste, mentre l’URSS si batte più deciscamente di prima, si limita a dire ohe è necessario po-polarizzare di più il movimento democratico Italiano. Oi fronte a tale manovra au- sulla strada del fronte mondiale della pace menta il ruolo del Partito nella zona B per ili consolidamento del P. P., per le sue conquiste economiche, per l’elevazione del tenore di vita, affinchè il proletariato triestino veda nella zona B e nella sua collaborazione con la Jugoslavia la giustezza della linea del Partito, tracciata net Con. gresso costitutivo, linea che è la conseguenza logica di tutto il lavoro pratico e le tesi sostenute dai paesi a democrazia popolare oon a capo l’URSS sul problema di Trieste. Il consolidamento della democrazia popolare in zona B deve essere la dimostrazione pratica delle nostre affermazioni teoriche per chiarire progressivamente la base dei Partito < nella zona A, che è stata ingannata da Viđali. Il nostro Partito è cosciente di ciò e non risparmierà gli sforzi per attenere i migliori risultati, per l’intensificazione del lavoro in ogni senso. Compagni, qualcuno ha l’impressione che noi vogliamo tacere i nostri errori o che si voglia dimostrare solamente i ‘lati positivi del nostro lavoro. Noi non abbiamo incominciato la lotta contro gli errori dopo Ila mozione dedl’U. I., ma bensì la lotta contro i nostri errori sia di tattica, che di lavoro in generale, sia nel quadro dell’organizzazione di Partito, sia nel lavoro pratico del Potere da noi 6i svolge ogni giorno; noi siamo coscienti dei nostri errori e li battiamo costante-mente. I compagni di base lo sanno come continuamente si discuta del nostro metodo di lavoro, delle nostre deficienze organizzative, della politica dei quadri, del ruolo delle organizzazioni di massa, del ruolo della cellula nel paese, dei rapporti tra i fori superiori e le organizzazioni di base, essi sanno delile deficienze denunciate nei Sindacati in zona B e degli sforzi per correggerli, essi sanno anche come per ogni deficienza, per ogni errore del nostro lavo- i ro venivano convocate le riunioni j degli attivi del Partito circondariali e distrettuali e le riunioni de segretar di base. Vogliamo assicurare i compagni che contro dii essi combattiamo giornalmente e che da essi si traggono serie j esperienze. Del resto non può es- I sere altrimenti dove c’è il P. P. e dove le masse possono continuamente dalla pratica del P. P. rilevare le deficienze dei nostro lavoro, possono continuamente controllare il nastro lavoro. Ancora qualche argomento dobbiamo trattare. Si palila tra i frazionisti ed alle masse della zona A che noi della zona B vogliamo staccarci dalla zona A ed a ciò è necessario rispondere che il Partito e le masse in zona B più che mai sentono la Coro solidarietà con il proletariato di Trieste, ed il loro appoggio sarà per l’avvenire forte come nel passato. Si parla anche che noi vogliamo qui fare una politica dei contadini, si dice che noi vogliamo far senza il proletamato e si dice che senza il proletarialto non potremo far nulla. Questa campagna è ben diretta dat frazionisti e ha vino scopo preciso. Essa vuol preparare il terreno per il momento in cui i vidalisti dovranno prendere la all’Italia. Quando cioè sanno che perderanno certamente la popola-linea dieU’aocettazione di Trieste all’Italia. Quando cioè sanno che perderanno certamente la popola- zione dilava prevalentemente contadina del nostro territorio, la quale non si staccherà dalla sua conseguente e giusta linea di lotta; quando cioè saranno costretti a far vedere che in fin dei conti l’unità tra italiani e slavi, tra gli operai e contadini di Trieste non è proprio assolutamente necessaria. Simili esempi li abbiamo già avuti in quella parte della R. G. che è stata restituita all’Italia. Noi non abbiamo mai messo in dubbio ne sminuito il ruolo del proletariato triestino nel problema di Trieste e neppure del ruolo del proletariato in generale nell’elaborazione della nostra linea di Partito su ciò si esprime molto chiaramente 11 programma del nostro Partito, elaborate al Congresso costitutivo, ma sarebbe anche un’errore sottovalutare nei problema di Trieste il ruolo dei contadini. Non b sogna dimenticare oh© I cintadinii del nostro territorio hanno alimentato le f -le dell’esercito di liberazione, ne riportano le caratteristiche della dura lotta che già una volta hanno combattuto ass enne al proletariato. L’alleanza tra i contadini e gli operai nella forma della fratellanza ital čislava deve essere riconfermata ed ogni giorno rafforzata. Nella zona B questa coscienza è p ù forte, malgrado che 1 frazionisti qui da noi siano nella quasi totalità di lingua ital ana, non c’è stata una espressone contro di essi che sapesse di nazionalismo, ne dalla base, ne dal d -rigenti; ciò che invece è avvenuto a Trieste dove dalle bocche di alcuni dirigent sono uscite espressioni degne de sciovinisti del CLN. Compagn, non ol vuole il microscopio per vedere se battiamo la strada giusta, la strada dell’in-temazionalismo, la strada del fronte ntemazianale della pace. Il dissidio ideologico tra il PC(b) ed il PCJ si risolverà e la risultante arricchirà il marxismo. Per Chiare e programmatiche parole del comp. MRAK (continuai, dal numero prec.) Qnàndo 11 nostro C. C., cioè la sua maggioranza, ha accusato I frazionisti di voler portare 11 conflitto die era nel Partito nelle nostre organizzazioni di massa, nel Fronte popolare, riel-l’UAIS, per romperle, essi hanno risposto con una azione decisa su questa via. Che fine ultimo poli va nascondere ciò se non liquidare il Fronte popolar nostro e sostituirlo oon un Partito comunista più largo. * Che cosa può quindi significare, da una parte l’azione che vuole ridurre il fronte attuale, l’UAIS, al Partito ed ai suoi diretti simpatizzanti, e dall’altro lato proclamare la necessità di allargare II Fronte popolare, se non la tendenza esplicita ed evidente di sostituire all’UAIS attuale una coalizione di partiti che non potrà essere fatta in ultima analisi senza aver prima tradito ed abbandonato tutte le posizioni politiche, rivoluzionarie, conseguenti del nostro movimento. Che cosa può valere infine la timida affermazione dei frazionisti, dopo una caterva di calunnie contro il Partito ed I suoi dirigenti, al loro Congresso, che la linea in fondo, seguita da noi finora era giusta* E’ evidente che una tale affermazione da parte dei frazionisti non è sincera, ma falsa e farisea e riflette e le masse scopriranno il loro gluco e se ne sbarazzino definiti- vamente. Alla luce di questi fatti cosa vuol dire l’accusa, che crede di poter fare fi nostro Partito il gruppo Viđali, dicendo che il nostro Partito si era diluito nelle masse del Fronte popolare. Ognuno sa che il Partito guidava il Fronte popolare e del resto altrimenti non sarebbe stata concepibile una lotta conseguente e rivoluzionaria contro a nemico di classe del proletariato e di tutte le masse democratiche, 11 capitalismo reazioario ed imperialista. Poiché nessun’altra classe e nessun altro partito è In grado di essere alla testa di una tale lotta. Ognuno sa che chi guida la lotta non può diluirsi nelle masse, bensì al contrario elevare le masse, stimolando la loro attività e la loro combattività, fornendo loro la linea, la direzione del movimento. Una tale affermazione da parte dei frazionisti non può avere altro senso che quello di preparare la liquidazione di questa funzione dirigente del Partito nel Fronta popolare, cercando di eliminare, come abbiamo constatato, la linea politica ed organizzativa del Fronte a favore della borghesia reazionaria triestina e dogli Imperialisti, cercando di sostituire all’accordo, all’alleanza avvenuta alla base tra li proletariato e le altre masse dei lavoratori, tra f contadini e gli operai, tra le masse democratiche slovene ed Italiane, sotto la guida del P. C., un ac- cordo marcio che si dovrebbe fare con certi partiti pseudo-democratici. 1) abbandonare la lotta concreta e la mobilitazione delle donne in essa; 2) rendere possibile un cambiamento di linea politica del-l’UDAIS, trasformando l’organizzazione della donna in un’organizzazione borghese femminista; 3) dopo aver ceduto al nemico di classe nella questione principale, cioè nella questione célia lotta contro l’imperiaHsmo ed i suo; piani, prepararsi ad accogliere H revisionismo, unica speranza dei nemici del popolo lavoratore a Trieste. Prima di parlare, compagni, dei nostri campiti futuri, è necessario constatare che la condanna che il nostro CC, cioè la sua maggioranza ha pronunciato contro i frazionisti, ha costretto questi ultimi ad andare più cauti, ha legato In certo modo loro le mani, consigliandoli a temporeggiare, specialmente peir quanto si riferisce alla linea generale del Partito e al Fronte popolare. Da allora molti e molti compagni sono riusciti ad indivi-ruare I veri nemici del nostro movimento; anche nella zona A le masse del Partito si organizzano per difendere attivamente la linea nostra dagli attacchi del frazionisti. Questa difesa dovrà inevitabilmente allargarsi e divenire ancora più attiva. L’esperienza stessa dell’ulteriore lotta farà apparire sempre più chiaramente alle nostre masse la vera natura del frzionistd, ed essi stessi con ogni loro azione pratica favoriranno questo processo di chiarificazione In seno al nostro movimento. In base a tutto ciò, compagni, credo che 1 nostri compiti futuri dovranno essere: 1) Elevare il livello Ideologico dei nostri compagni sulla base di uno studio più approfondito della teoria e pratica rivoluzionaria del marxismo-leninismo-stalinismo; specialmente sarà necessario esaminare la vera situazione in Jugoslavia in base alle accuse del Cominform, studiando il materiale ded V Congresso del PCJ. 2) Mobilitare tutti t quadri migliori del Partito per la difesa attiva della linea politica rivoluzionaria, per ridare fiducia nelle proprie forze alle nostre masse democratiche, nel Fronte popolare e nelle altre organizzazioni di massa. 3) Mobilitare sulla base di problemi concreti le masse nella lotta di ogni giorno, indicando loro nello stesso tempo la via della loro emancipazione dall’oppressione imperialista e dal governo esoso del capitalismo reazionario. Questi in sintesi 1 nostri compiti, compagni, che la nostra conferenza deve discutere e deciderne l’applicazione. Morte al fascismo! Libertà ai popolil quel tempo noi dovremo aver rafforzate le nostre posizioni di lotta. Noi dovremo avere al nostro attivo nuove conquiste, nuovi risultati. E’ inutile fare gli Internazionalisti a parole per cedere nella pratica le nostre posizioni al nemico, e ac momento di dare il resoconto de; lavoro svolto nel-I^teresse della pace e della lotta contro l’imperiai is fo, guidata dall’URSS, mostrarsi a mani vuote. In questa lotta di frazione noi ! oi siamo assunti tutta la responsabilità di continuare il nostro cammino rivoluzionario a fianco della Jugoslavia per ir. Fronte internazionale della pare con a capo l’URSS. Su questa strada continueremo anche contro i nostri nuovi nemici Ohe oggi masche-ramdosi con la bandi era dell’inter-nazionalismo hanno indebolito il Fronte internazionale e sono passati obiettivamente e di fatto al servizio della reazione. Morte al fascismo Libertà ai popoli) Sfaldare l’UAIS prima meta di Viđali Un compagno oi ha fatto pervenire la seguente lettera: Durante il recente congresso dell’UAIS il comp. Pascottini ebbe la strana idea di presentare una proposta che chiedeva la espulsione dall’organizzazione di tutti coloro che non condividono l’idea di Viđali. La proposta, certamente suggeritagli dai gerarchetti revisionist?, ha un significato più profondo di quello che a prima vista potrebbe sembrare. Essa rappresenta un primo colpo d. piccone vibrato dai frazionati per demolire quel grande sdiffio costruito dopo tante lotte e tanti sacrifici da tutto il popolo trie-sino. Lo scopo primo òhe si prefiggono infatti questi signori è lo sfaldamento dell’organizzazione. Ma gli antifascisti saranno vigili e sin d’ora possiamo affermare che non permetteranno che questa manovra possa svilupparsi eò ottenere lo scopo. E. C. S‘acres! la (continuazione dalla 2.a pag.) bordanti, bisogna cercare di vendemmiare più tardi che sia possi- bile, perchè solamente cosi si otterrà un prodotto di buone qualità, anche se quantitativamente un po’ diminuito. Bisogna vendemmiare le diverse varietà di uve nelle differenti fasi, tenendo presente di periodo in cui queste maturano. Le uve questo anno saranno, anche un po’ marcite specialmente quelle varietà, i cui grappoli mantengono gM acini aderenti e con la buccia molto fine. In questo caso bisogna curare particolarmente la vendemmia, tenendo presente, chq le uve marcite o si devono vinificare a parte oppure, ottenendo un vino di peggiori qualità, vinificarle con l’ausilio di metabisol-fito in ragione di 20 gr. per hi o il fosfato ammomico nelle stesse quantità. Molti agricoltori rifuggono da detti rimedi scusandosi ooC dire che il vino acquista un po’ l’odore dii zolfo, ma noi rispondiamo ohe è meglio avere un vino che abbia un piccolo, quasi impercettibile odore di zolfo ad un vino ammalato di acidità o peggio. Quest’anno lai aggiunta dii metabisolfito è veramente indispensabile, speeia'.men-. te nelle zone colpite dalla grandine. Le uve che hanno subito 1 danni deEa grandine, soono peggiormente conservabili, si prestano meglio a essere infette da malattie e hanno una gradazione aicoolìca minore. Gli agricoltori più saggi hanno limitato i danni della grandine con /immediata irorazione del solfato di rame. Cuesti esempi dovrebbero essere imitati da tutti, per ridurre nel limiti del possibile i danni della grandine. Quasi tutti gli agricoltori, sa tendono sempre a conservare meglio che sia possibile la botti danno viceversa poca importanza agli arnesi piccoli della cantina; si dimenticano delle brente, mastelli, imbuti, pompe ecc. Questa stato di cose, che regna general« mente nelle cantine non è scusabile, perchè anche dai più piccoli recipienti può risultare inquinato il vino e possono derivare sapori e odori anormali. Non possiamo per esempio dimenticare, che anche i piccoli recipienti possono esser infetti da muffe che le trasmettono poi al vino. Nella cantina ogni cosa deve avere un posto prestabilito, ogni più piccola cosa deve essere al propria posto e nei dovuti momenti essere disinfettata, se è necessario pure ripulita, anche quando la vendemmia è lontana. Il saggio agri, ccltore dà uno sguardo mensilmente a tutti gü attrezzi, compresi quelli delle cantine. Se si manifestano delle muffe nei piccoli recipienti bisogna disinfet. tarli usando dell’acido solforico al 3 per cento. Sul dissidio fra l’Uff. d’informazioni ed il Partito Comunista Jugoslavo fContinuazione dati* la pag.) niiale. L’URSS ha iimjodotto dei nuovi principi ed una nuova morale nei rapporti intemazionali costringendo i paesi capitalisti in taluni casti a smascherarsi, in altri casi a rinunciare a certi disegni, in altri casi ancora, a far propri, formalmente — con grave danno proprio — questi principi e questa «morale. La nascita dell’Unione Sovietica costituisce uno avvenimento dii eccezionale importanza nella vita dell’umanità anche dal punto di vista della modificazione dei rapporti internazionali. Il li velo generale di sviluppo delle forze produttive ha dato via via luogo, inevitabilmente, a determinati e condizionati rapporti fra gli Stati. Altrettanto le condizioni generali di sviluppo umano hanno dato luogo alla possibilità di nascita deli’Unione Sovietica e quindi al sorgere ed all’affermar-si di determinati rapporti internazionali completamente nuovi, originali, dovuti all’inserimento dell’Unione Sovietica, quale fattore intemazionale, nella costellazione degli stati esistenti. Giustamente Vishinski, nel suo saggio sulla teoria dolo Stato sovietico alla luce del Manifesto dei Comunisti — scrive: «.... Stalin ha sviluppato e fatto ulteriormente progredire la dottrina leninista della dittatura del proletariato oon la sistemazione definitiva della dottrina delio stato socialista... Lenin ha dimo- strato la passibilità dii edificare la società socialista integrale nel paese della dittatura del proletariato circondato da Stati imperialisti e oon tale grandissima scoperta ha offerto fa più chiara prospettiva alla fotta e all’attività costruttiva del popolo sovietico. Stalin ha rinnovato e sviluppato ampiamente la dottrina leninista riguardando la vittoria del socialismo in un paese solo, ha segnato le vie ed i mezzi, ha elaborato il programma per la costruzione della società' socialista dell’URSS ed è giunto alla deduzione della possibilità di edificare il socialismo nell’URSS anche nel caso continui l’accerchiamen ■ to capitalistico»- Con ciò, in aftri termini, vien detto che è stato e-laborato e risolto pienamente il problema dei rapporti dell’URSS paese che vuole costruire il socialismo — con altri paesi; vien detto che in grazia alla dottrina di Lenin e sopratutto di Stalin e stato risolto il problema dei rapporti fra uno stato socialista e quelli capitalistici che lo circondano: si è con ciò risolto uno dei problemi fondamentali che la Storia dell’umanità ha incontrato nel suo cammino di sviluppo, cioè di problema se può essere costruito o meno il socialismo m paese solo, se è possibile dar vita al socialismo in un paese solo senza creare condizioni di pei- Rapporti nuovi - problemi nuovi manente incompatibilità con gli stati preesistenti che lo circondano. Ad ognuno è chiare che il paese il quale si accingeva a costruire il socialismo non esisteva sodo al mondo: era circondato da stati capitalistici e necessariamente veniva a porsi il problema dei rapporti fra questo nuovo stato e quelli capitalistici già esistenti; d’altro canto questi rapporti non potevano essere quelli classici, cioè quelli esistenti ma un qualcosa di nuovo, di originale. Ed effettivamente è stato qualcosa idi nuovo. La scoperta di questi rapporti nuovi, originali, è parte integrante, sostanziale della teoria che ha permesso la costruzione del socialismo in un solo paese. Tutto il favore della' costruzione socialista ai è sviluppato, e non poteva non svilupparsi, sulla base della risoluzione pratica, concreta del problema della coesistenza delio stato socialista e di quelli capitalistici e quindi dei rapporti fra lo stato socialista e quelli capitalistici. Lo stato socialista — cioè l’URSS — non è un’astrazdone teorica, è un fatto reale; questo stato è incastrato in un mondo capitalista diviso in tanti stati tutti capitalisti e se esso stato socialista può vivere è possibile soltanto perchè è stato risolto in un modo geniale, fra gli altri, anche il problema della sua esistenza con il mondo capitalista. Vishinski dice «Ätonv: «...nella sua storica relazione fatta al XVIII Congresso del Partito, il compagno Stalin ha dimostrato che le vedute di Engels sull’esaurimento delle funzioni dello stato sono direttamente legate all’originaria posizione del marxismo che non prendeva in considerazione la possibilità della vittoria della rivoluzione proletaria in un solo paese e presupponeva la possibilità della Vittoria contemporanea I ef socialismo in tutti i paesi od in una stragrande maggioranza di essi. E ciò perchè la formula di Engels parte dalla considerazione del solo sviluppo interno d; un paese estraendo da ogni fattore internazionale». Quindi Engels ha trattato dello stato come di una entità teorica, avulsa dall’ambiente in cui essa necessariamente nasce, si sviluppa, ne è condizionata. L’Engels trattava di uno stato teorico, Stalin ha trattato di uno stato concreto, reale, vivente ed è per tate ragione che altrettanto chiaramente e concretamente ha indicato la via dello sviluppo di questo stato concreto risolvendo innanzitutto il problema dei suoi rapporti intemazionali che Engels non aveva saputo nè potuto considerare per un presupposto non giusto da cui; partiva la sua argomentazione. Infatti la teoria che ha dato la possibilità di costruire il socialismo in un solo paese è e non dobbiamo dimenticarlo, la teoria che ha risolto il problema concreto dei rapporti intemazionali fra uno stato ad economia prevalentemente socialista e stati ad economia capitalista. L’Engels ci diceva che lo stato con l’avvento dal socialismo comincia a morire. Lenin prima e Stalla poi ci rendono attenti che nelle condizioni pratiche della realizzazione e dell’avvento de; socialismo prima e del comuniSmo poi si debba trattare il problema dello stato con molta circospezione inquadrandolo nel problema dei rapporti internazionali, dei fattori intemazionali. Stalin diiice che si conserverà o meno lo stato nelle condizioni del comuniSmo se sarà o meno liquidato /accerchiamento capitai. istico e tale accerchiamento sostituito da un’accerchiamento socialista: cioè se la Unione Sovietica sarà o meno circondata da altri stati socialisti. Vediamo così con quale cautela scientifica venga trattato il problema dello stato indicandone I futuri sviluppi e le future necessità. Anzi il compagno Stalin ci insegna: «Ora il compito fonda-mentale de; nostro Stato neH’in-temo de; paese, consiste in un lavoro pacifico di organizzazione economica, in un lavoro educativo e culturale. In quanto al nostro esercito, agli organ; di repressione e di sorveglianza, la loro spada è rivolta non più verso l’interno del paese, ma verso l’esterno, contro i nemic; di fuori». Ci troviamo quindi di fronte ad uno stato assolutamente nuovo, uno stato assolutamente originale che non ha precedent; nella storia. E originali sono ì suoi rapporti con gli altri stati. Questo stato assolutamente nuovo, assolutamente originale, senza precedenti nella storia si presenta nella costellazione internazionale degli stati come il difensore più conseguente della pace, deila li-li e del/iindipendenza dei pope Questa è la sostanza dei suoi rapporti. Dobbiamo rilevare che la pos- sibilità di collaborazlioine fra stati con sistemi economici differenti è uno dlegli aspetti essenziali che hanno permessa l’elaborazione e la realizzazione pratica della teoria secondo cui è possibile costruire il socialismo in un solo paese. D’altronde l’impostazione data della possibilità di collabo- ; razlome è nello stesso tempo la so- : luzione del problema dei rapporti fra uno stato socialista è stati j capitai isti. Lenin par primo ha ; affermato la possibilità di coda- ■ bonazione fra due sistemi econo- | mici diversi mettendo in evidenza — come è stato molto bene tratteggiato successivamente anche da Stalin nella sua conversazione avvenuta il 9 aprile 1947 con il rappresentante del partito Repubblicano degli Staiti “Uniti, Stas-san — come ciò sia possibile sempre che vj esista il desiderio di collaborare. Stalin dice: «esiste sempre la passibilità di collabo-rare ma non sempre esiste la volontà». Certamente che, nel caso concreto della costruzione del socialismo in un solo paese, non poteva bastare la sola impostazione teorica del problema dei rapporti ma si dovevano trovare anche le forme pratiche; concrete, della sua realizzazione e cioè sfruttare le contraddizioni del mondo capitalistico, imdliividuan-do nello schieramento dello stesso lo stato che aveva volontà di col-labarare con ;1 nascente paese del socialismo. E difatti la geniale scoperta di Lenin sulla possibilità d; collaborazione dii due sistemi diversi ha trovato piena conferma nello sviluppo degl; avvenimenti i quali diedero ragione alla teoria di Lenin e d'i Stalin specialmente in quest’ultima guer ra in cui paesi con uno stesso sistema economico si lanciarono l’un contro l’altro perchè non volevano collafoorare mentre paesi a sistema diverso, come l’URSS e gli USA, si trovarono affiancati perchè avevano volontà di collaborare. L’U'mione Sovietica basa la sua politica estera sul principio della volontà di collaborate. L’esistenza di un’altro o di più paesi sulla via della costruzione socialista è un fattore nuovo nella vita dei popoli? E’ un elemento che possa portare alla trasformazione, alla modificazione dei rapporti fra gli stati? Se la costruzione del socialismo nel primo paese del mondo, cioè nell’U. R.S.Š., ha comportato necessaria- mente, inevitabilmente la soluzione del problema dei rapporti tra uno stato socialista e stati capitalistici, la costruzione diel socialismo, ad esempio in Jugoslavia, comporta necessariamente, inevitabilmente la soluzione di un’altrettanto problema cioè quello dei rapport; che devono intercorrere tra paesi i quali, pur a diverso grado di sviluppo, seguono la via della costruzione della società comunista; soluzione del problema che si deve dimostrare in quale modo si può e si deve costruire il socialismo in un determinato paese conseguendo 11 maggior utile per il mondo socialista allorché un’aCtro, cioè l’U. R.S.S., ha già precedentemente costruito li socialismo. Quindi nella storia dei popoli" si presenta 11 problema della coesistenza di due o più paesi che perseguono — sia pure a diverso grado di sviluppo — la costruzione del socialismo prima, quella del comuniSmo poi e come conseguenza la soluzione del problema dei rapporti fra questi paesi ed infine la soluzione del prohlema dei rapporti’ di questi stati nuovi con quelli capitalisti. Per ora sembrerebbe che il problema dei rapporti dei paesi del tipo suddetto — come l’URSS, la Jugoslavia, la Bulgaria eoe. — con il mondo capitalista siano ormai" una conquista definitiva della scienza in grazia alla teoria sullo stato socialista sviluppata da Stalin. Nè sembra che /aggiungersi di altri paesi socialisti a quello esistente potrà modificare la sostanza di questa teoria che si è dimostrata pienamente valida per uno stato socialista. Ciò però che ancora non è stato risolto — perchè tale problema è appena sorto — è il problema dei rapport? fra stati che hanno costruito il socialismo, quélii che stanno costruendolo e quelli che si accingono a costruirlo. L’urgenza della sua risoluzione ci è lnd?cata dalla dichiarazione dell’Ufficio di Informazioni e dalla risposta del CC PCJ nonché dalla corrispondenza precedentemente scambiata fra ?I CC del PC(b) russo e quello del PCJ. Questi documenti sono il risultato, la manifestazione concreta della necessità di soluzione di un problema che si è venuto a presentare nel corso dello sviluppo dell’umanità cioè de? rapporti fra stati che perseguono la costruzione del socialismo prima, del comuniSmo poi. Che tali documenti trattino di molti altri problemi non toglie nulla alla sostanza della cosa. Nella sua essenza s? tratta della necessità di risolvere un problema che si doveva presentare. Costruire il socialismo significa costruire ex novo tutti i rapport? umani e sociali non esclusi naturalmente quelli tra gli stati E’ del tutto naturale che i rapporti fra stati che hanno per obiettivo comune la costruzione del socialismo prima e del comuniSmo poi siano qualcosa di assolutamente originale come finora nella storia mai si è potuto vedere. Infatti come la costruzione del socialismo nell’URSS aveva presupposto necessariamente la so-luz'fone del problema dei rapporti del nascente stato socialista con gli altri stati capitalisti così la costruzione del socialismo in eoe. comporta la soluzione del problema dei rapporti di questi nuovi paesi tra di loro e di questi oon l’URSS, e di questi ulti-m? insieme con ih mondo capitalista seppure il problema dei rapporti con questo dovrebbe presumersi risolto. Ad esempio si presenta fi problema pratico nei seguenti ter-m?ni: la Jugoslavia deve — è intuibile che devono esser rispettate le proporzioni — organizzarsi come «un’altra Unione Sovietica» in tutti gli aspett? della vita cioè con la propria industria pesante, quella leggera, con la propria «Armata Rossa Jugoslava» eoe., oppure deve essa orga-rifzzarsi diversamente? E’ intuibile che non si vuol significare con ciò che verrebbe costruita Sovietica» come se non vi esistesse già l’Unione Sovietica ed i paesi a democrazia popolare. L’Unione Sovietica ed i paesi a democrazia popolare esistono: essi entrano nel conto, comunque sia positivamente o nagati-vamente, e non possono non entrarci. Si tratta quindi degli aspetti concreti della forma di organizzazione dei paes? socialisti che sorgono e la soluzione di questo problema e implicitamente al soluzione di una parte — la più importante anzi — del problema generale de? rapporti fra paesi ohe hanno raggiunto o si avviano al socialismo. Molti problemi di carattere e-conomieo, politico, militare richiedono una soluzione in que-et’airrcbito. Così ad esempio: Dovremo orientarci, nel campo militare, a tanti eserciti indi-pendenti con l’eventuale orgarib di oollegamento oppure ci si orienterà verso la costituzione, praticamente, di un unico grande esercito, magar? con Armate autonome ma Comando unico? Sarà più proficuo ed utile per il socialismo perpetuare il sistema di accordi commerciali fra paes? ohe hanno conseguito o si avviano al socialismo e di questi con il mondo capitalista senza un coordinamento generale oppure oi orienteremo alla costituzione di qualche organo che dirigerà unitariamente l’eoomiomia, o la parte di essa concernente i rapporti con l’estero, di tutti questi paesi tenendo naturalmente conto dei diversi grad? di sviluppo della costruzione socialista degli stessi? Tale organo che potrebbe avere non soltanto funzioni economiche potrebbe pro-bab?lmente avere anche la funzione di regolatore dei tempi della costruzione socialista nei singoli paesi perchè è evidente che tali tempi ?n un determinato paese possono essere più o meno coerenti con l’interesse generale del blocco socialista. Probabilmente bisognerà dosare questi tempi, risolvendo così un’aspetto dei rapporti in questione nel loro Insieme. Uno dei più noti dirigenti jugoslavi ha scritto verso i prim? di luglio di quest’anno: «...se ci avesse qualcuno detto: presso gli jugoslavi il tempo della costruzione socialista è troppo veloce, gl? jugoslavi dovrebbero a favore degli obiettivi generali del socialismo, rinunciare a questo o a quello — di ciò si potrebbe senz’altro discutere». Dobbiamo rilevare ohe la velocità, fi modo di costruzione del socialismo, ad esempio, in Jugoslavia è condizionato fondamentalmente dall’esistenza dell’Unione Sovietica — ohe il socialismo ha già realizzato — dei paesi come la Rumenia e la Bulgaria ecc. — ohe mobilitano ed inquadrano le proprie forze per pianificare l’economia e quindi costruire il socialismo — e natu- ralmente della restante parte del mondo, ancora su base capitalistica. Di fatti l’assistenza dell’Unione Sovietica ha modificato radicalmente, a favore della Rivoluzione, ? modi e le possibilità di affermazione vittoriosa dei movimenti popolari. Le condizioni in cui i popoli sovietici, sotto la guida del Partito bolscevico, hanno conquistato il potere e iniziato la costruzione del socialismo portandola vittoriosamente a termine, sono state senza alcun dubbio fondamentalmente diverse da quelle in cui i potpoli jugoslavi, sotto la guida del PCJ, hanno conquistato il potere ed Iniziato la costruzione del socialismo. La esistenza dell’Unione Sovietica ha la funzione di catalizzatore, cioè già la sua presenza modifica completamente le condizioni di" lotta per la costruzione del socialismo rendendole molto meno dure di quelle che non abbiano dovuto affrontare i popoli sovietici Le possibilità stesse di mobilitazione di masse popolari in lotta per l’affermazione del socialismo sono di gran lunga maggiori oggi che il socialismo non è soltanto nella mente di alcuni grandi uomin? che l’hanno predetto ed auspicato ma trova corpo in uno dei più potenti Stati del mondo che per l’appunto in grazia alla sua struttura socialista ha potuto tener testa e distruggere il più pericoloso aggressore che la storia dell’uima-ni-tà abbia finora conosciuto, il fascismo tedesco. Come potranno venir risolti tutti quest? problemi esprimenti i nuovi rapporti che lo sviluppo storico esige siano definiti? Senz’altro in uno spirito di pianificazione perchè pianificata è ogni attivtà socalista; dovranno esser risolti in base alle legg? generali che regolano lo sviluppo della società socialista nel suo insieme, condizionata dall’attuale livello generale di sviluppo umano e sociale. Probabilmente la soluzione di questi problemi è legata stretta-mente alla soluzione del dissidio manifestatosi fra l’Ufficio di Informazioni ed il CC del PCJ, dato che tale dissidio, vi son tutte le ragioni per credere, è la manifestazione visibile, esteriore di un problema obiettivo da risolvere cioè quello dei rapporti fra paesi che hanno costruito, stanno costruendo e si aocingono a costruire il socialismo. Pl- ct- Direttore responsabile: CLEMENTE SABATI!