ORGANO DELL’UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI Anno Vili. No. 403 Redazione e Amministrazione: CAPODISTRIA Via Santorio 26 - tei. 128 MARTEDÌ’, 14 giugno 1955 Prene X» din — 80 ABBONAMENTI: Annuo din. 420. semestrale din. 220, trimestrale din. 110 Spedizione in e. e. p. Il Presidente Ü Nu presenzia alia grande Rassegna deMsocietà 'Partizan, della Slovenia Birmania e Jugoslavia hanno un unico scopo: l'elevamento del benesere del popolo e la pace Parlando nel grande comizio di Piazza della Rivoluzione il compagno Boris Kraigher ha tra l'altro tracciato il ruolo di Capodistria quale centro del Litorale Dopo essere stato salutato dai compagni Polič e Jakopič, il Presidente dell’Unione Birmana, U ‘NU si è rivolto ai .ginnasti e al pubblico che gremiva lo stadio con le seguenti parole: «Sono particolarmente lieto .di poter salutare questo raduno di massa, di questo popolo che è uno dei nostri più cari e vicini amici del mondo. Il vostro ed il mio .paese sono geograficamente molto distanti e soltanto negli ultimi anni abbiamo avuto relazioni più strette sia politiche che economiche e culturali tra i nostri paesi, ma i nostri rapporti sono tuttavia oggi tanto amichevoli come tra due stati che abbiamo alle proprie spalle rapporti secolari. Il nome del vostro grande capo, Maresciallo Tito, è .oggi sulla bocca di tutti i birmani. E’ oggi sedia bocca di tutti i birmani e la nostra popolazione conosce oggi la vostra patria, la vostra eroica Lotta per l’indi,pendenza contro il fascismo ed il nazismo, conosce d vostri sforzi per Tedificazione dello stato socialista e del benessere. «Quali sono i motivi di questa buona comprensione ed amicizia? «.Nella storia abbiamo pochi casi di uomini che potrebbero paragonarsi all’eroioa Lotta ed ai sacrifici del vostro capo, Maresciallo Tito e degli altri suoi collaboratori. Abbiamo seguito attentamente questi combattenti durante la Lotta come anche più tardi e credetemi che abbiamo sempre avuto la più grande ammirazione per la vostra vittoria e per le difficoltà che avete superato, come se si fosse trattato dei nostri successi. Nutriamo profondo il senti- mento di fraternità per voi e per la vostra patria. Tanto voi quanto noi abbiamo duramente combattuto contro il fascismo e la schiavitù ed abbiamo concluso vittoriosamejnte la lotta dopo immensi sacrifici. «Dopo la vittoria, i nostri due paesi hanno preso il loro destino nelle proprie marni ed hanno iniziato a dar forma a sistemi di governo che hanno un unico obiettivo: l’e,levamento del benessere del popolo, e garantire la pace. Vod e noi abbiamo duramente combattuto per il raggiungimento di questi due obiettivi ed oggi i nostri due paesi, ciascuno secondo i propri metodi, sono saldamente sulla via che porta al socialismo che noi consideriamo il mezzo migliore per il raggiungimento del benessere generale in campo ■internazionale. Noi crediamo fermamente nella pacifica coesistenza e non intendiamo aderire a qualsiasi blocco di potenze. La vostra forma di organizzazione sociale e di am- ministrazione è senza dubbio diversa della nostra. Entrambe però hanno .in comune la convinzione ohe il socialismo rappresenta la via migliore per giungere al benessere generale. E vod e noi siamo fermamente decisi a realizzare il socialismo nel modo più corrispondente alle nostre condizioni e agli interessi dei nostri popoli ,senza accettare lezioni da alcuno, senza sacrificare nulla della nostra indipendenza. «Ecco ciò che ha reso .amici i nostri due paesi e i nostri due popoli Nop solo reso amici, ma .affratellati. Mentre, soltanto una generazione addietro noi non sapevamo neppure dove fosse la Jugoslavia e voi probabilmente credevate che la Birmania fose qualche paese ignoto del Sud America, oggi non v’è famiglia in Birmania che non conosca il signor Tito, e gli obiettivi ohe egli ■si è prefisso. E queste grandi accoglienze e questo spontaneo saluto che ho incontrato ovunque quando le proprie e per lunghe COME SI E' SV0LTÄ LA RASSEGNA «Il popolo sloveno al Presidente , U Nu» scrive su questa artistica statuetta donata all’illustre ospite. INCONTRI La sostanza degli avvenimenti politici della trascorsa settimana potrebbe esprimersi oon una sola parola: incontri. Anche se questo non sono fenomeni nuovi, nella vita politica intemazionale, il loro carattere e la vastità richiamano un interesse particolare. Prima di tutto poiché ciascuno di questi incontri contiene in Sie un’elemento nuovo, denso di promesse per una normalizzazione della situazione mondiale. E tale elemento consiste nella ricerca delle vie di oollaborazione apportatrici di rapporti amichevoli e di soluzioni dei problemi mondiali in atto. Lunedì è giunto nel nostro paese il Presidente del governo Birmano. Il suo soggiorno tra noi conferma la solidità della reciproca collaborazione jugo-biiimana e il lato positivo, contenuto nelle aspirazioni di allar-I gare i rapporti politica, econoira.ei, culturali ed altri, nonché di raffor-! zare la pace nel mondo, mediante un I avvicinamento dei popoli senza considerazione dei chilometri che li separano. In questi giorni soggiorna nell’U-' nione Sovietica il premier indiano, Nehru nel suo viaggio che ha avuto s( per tappa già Praga e poi avrà la / Polonia, la Jugoslavia, l’Austria e l’Egitto. E’ fuor di dubbio che il suo i viaggio contribuirà ad un. avvicinamento tra il popolo indiano e i popoli dei paesi visitati da Nehru, come pure ad uno scambio Ji idee sugli scottanti problemi mondiali. Un Invi to da Mosca ha sollevato l’attenzione generale. Con propri a nota dei 7 giugno, il governo sovietico ha invitato la Germania Federale alla normalizzazione dei rapporti diplomatici e allo sviluppo della collaborazione in tutti gli altri campi. Tale atto ha sollevato i più svariati commenti: dal ragionamento sulla «sorprendente ed inattesa offerta», j aU’affermazione che era un fatto scontato in precedenza; dal parere che tale invito abbia per scopo la neutralizzazione della Germania, alla conclusione che si tratti di una i risposta alla proposta occidentale I sulla data e la località della conferenza quadripartita. Indipendentemente dalla diversità dei commenti, è fuori di due. o che l’invito di Mosca, rispettivamente la l via verso la normalizzazione, rappre-\ senta una tendenza positiva di mi-, glioTare i rapporti tra i singoli po-' poli. All’invito ad Adenauer deve . essere aggiunto quello fatto da Moli lotov al premier Francese, Faure e al ministro degli esteri, Pinay di visitare rUnione Sovietica. L’accettazione eventuale anche di questo invito, sarà un ulteriore contributo per la creazione delle possibilità di collaborazione. CAPODISTRIA, 12 — L’attesa Rassegna delle società ginniico-spor-tive «Partizan» della Slovenia Occidentale si è conclusa domenica sera lasciando alla numerosa folla convenuta a Capodistria una visione di magico splendore. Canti, variopinti costumi, arcobaleni di colori si sono fusi ón un unico spettacolo che è stato il trionfo della giovinezza. Le prime avanguardie degli 8.400 ginnasti ohe hanno animato la Rassegna giungevano ,a Capodistria già nella serata di venerdì. Il giorno successivo arrivava il grosso, ingor-’ gando vie e locali dèlia città messa--si in festa e splendente di luci. Si era veramente creata l’atmosfera delle grandi occasioni. In programma per sabato pomeriggio c’era una grande manifestazione velica. Purtroppo il tempo si metteva al brutto e le regate non potevano aver luogo. Sii temeva anzi che il maltempo, la cui cera piuttosto scura non prometteva niente di buono, finisse col rovinare la giornata di domenica. Invece un sole splendente compensava, di giorno successivo, quanto erano convenuti a Capotili stria. Già di buon mattino i ginnasti si portavano allo stadio comunale per gli ultimi ritocchi agli esercizi e alle 10,30 davano inizio alla parata che è durata circa tre quarti d’ora. Sulla tribuna, eretta al lato dell’Albergo Triglav, avevano preso .intanto posto autorità e rappresentanti delle organizzazioni sociali del distretto. Lungo la strada per lo stadio si assiepava una fitta folla. Via via che il corteo dei ginnasti, sovrastato da numerose bandiere, avanzava in formazione impeccabile, gli applausi della folla sii facevano più intensi. La parata dei ginnasti si arrestava .in piazza della Rivoluzione, dove il Presidente del Consiglio Esecutivo della Slovenia, Boris Kraigher, teneva un ap,plauditissimo discorso a circa 15 mila persone. Avevano quindi luogo nel pomeriggio i saggi ginni- ci alla presenza del signor U NU, Presidente delTUnione Birmania. L’alto ospite saliva con il suo seguito sulla tribuna, eretta ai margini dello stadio, fatto cenno a ripetuti e calorosi applausi della folla. Nella tribuna si notavano il compagno Aleksander Ranković, vicepresidente del Consiglio Esecutivo .Federale, Jože Rus, presidente del Consiglio repubblicano dell’Assemblea Popolare slovena, Zoran Polič, presidente delTUnione delle società «Partizan» della Slovenia, il contrammiraglio Josip Cerni, il maggior generale Mile ICilibairda ed altri alti funzionari ed ospiti. Un folto stuolo di ginnasti entrava quindi nello stadio, precedutocela un gruppo dii atleti recanti ognuno una bandiera. Altre bandiere garrivano intorno al campo dove si era disposta una folla strabocchevole che formava un grande cerchio plaudente. D’un tratto, una banda militare suonava gli indi di Birmania e dii Jugoslavia e tutti si irrigidivano .sull’attenti. Prendeva quindi la parola il compagno Ztìran Polič che porgeva il saluto delTUnione delle società «Partizan» al Presidente U NU. L’Illustre ospite si è poi avvicinato al microfono pronunciando un applaudito discorso in inglese che veniva di tratto in tratto trodotto in sloveno. Il Presidente U NU ricordava che Birmania e Jugoslavia si batterono il fascismo per creare un mondo migliore, ricordava la politica di pace perseguita dai due Paesi a l’ampegno ad elevare il benessere dei rispettivi pòpoli. Erano parole semplici ed u-mane le sue, in cui ricorrevano spesso accenni alTawenixe e al benessere da assicurare, nella pace, alle generazioni di oggi e del futuro. Erano parole dirette più di quanto non si possa credere ai ginnasti schierati sotto la tribuna, a quella gagliarda e sana gioventù alla quale deve esser garantita, lontano dai tristi bagliori della guerra, una esistenza lieta e operosa. Per questo le migliaia e migliaia di giovani e di giovanissimi ginnasti che affollavano lo stadio hanno voluto tributare allo illustre ospite una profonda, calorosa dimostrazione di cordialità. Dalla formazione che ripeteva in lettere umane il nome del Presidente birmano ai liberi esercizi e ,al «kolo» galoppante, gli 8400 protagonisti di questa Rassegna hanno creato u-no spettacolo di armonig e di colori degno trionfo della giovinezza. L’ospàte ha poi lasciato la tribuna accompagnato dai rinnovati applausi delle 20 mila persone presenti allo stadio. Incedendo lentamente nel costume tradizionale del suo Paese — lunga gonna del tipo scozzese, giubbetto grigio su una camicia bianca e candido fazzoletto in testa — il Presidente U NU ha risposto alla cordialità della folla agitando un braccio in cenno di saluto. Lasciato lo stadio, il Capo del Paese amico è stato accolto lungo il percorso da prolungate ovazioni. «Tito! U NU!» scandiva la folla agitando braccia c bandiere. Calata la sera, Capodistria appariva sommersa in un mare di luci. Di lampade multicolori era adornato tutto il lungomare e archi, elissii di luci si tendevano dall’una all’altra delle numerose navi presenti in porto. Ovunque nei locali si prolungava la festa popolare: balli e musiche. Torrenti dii musica per un popolo lieto, allegro. Poi lalTjimprowiiso fiori multicolori alzavano il loro stelo al cielo per ricadere in una pioggia di gocciole brillanti. La parola era ai fuochi d’artificio. Dallo specchio d’acqua antistante la città svirgolavano verso le stelle altre stelle non meno belle. Diecine di imbarcazioni incrociavano sul mare e le ali bianche di tela, colpite dai fasci colorati dei riflettori, si accendevano di bagliori improvvisi. Dalle rive più lontane, da SemedeUa ed Ancarano, rispondevano altri fuochi e nel suo insieme il mare di Capodistria diventava un sogno delle «Mille e una notte». la gente ha lasciato case e le fabbriche ore è stata esposta alla pioggia e al sole per salutare me ed il mio seguito, tutto questo dimostra quanto profondo s,ia il sentimento di amicizia verso il nostro popolo. «Noi oggi in Birmania conosciamo la vostra Lotta per la libertà e L vostri sforzi per Tedificazione del socialismo e d’altro canto la vostra conoscenza della situazione nel mio paese, della lotta dii esso per la libertà ed à nostri attuali sforzj peile dificazione del socialismo m,i rallegra profondamene. Il vostro Ma-resdallo Tito ha molto sofferto per il vosmto benessere e per la vostra felicità. La sua Lotta e la Lotta dei suoi collaboratori ha infine maturato i propri frutti malgrado le grandi difficoltà e l’opposizione attiva da più parti. Egli ed d suoi compagni hanno conquistato la libertà per voi, hanno instaurato il socialismo nel vostro paese ed hanno costituito un governo per di quale il benessere dell’uomo comune è al disopra di tutto. Hanno creato una forma democratica con quel controllo che il lavoratore esercita in tutti i settori. Hanno conquistato una posizione nella politica internazionale che paesi molto più forti e molto più vecchi le invidiano. Seguite le sue orme, seguite la sua direzione poiché egli è saggio e coraggioso in guerra, lungimirante in pace, e non risparmiate gli sforzi per portare a termine la grande opera di edificazione del socialismo e avrete fatto del vostro paese una patria di uomini grandi e felici. «'Prima di accomiatarmi desidero ringraziarvi ancora una volta peT le calorose accoglienze. Portate al popolo .della Slovenia il mio riconoscente saluto.» CRONACA F O T O G R MINIMA A F I C A fÉl Echeggiano allo stadio comunale gli inni di Birmania e Jugoslavia. Accanto al Presidente U Nu occupano la tribuna il compagno Aleksandar Ranković, vicepresidente del Consiglio Esecutivo Federale, Jože Rus, presidente del Consiglio repubblicano delTAssemblea Popolare slovena. Zoran Polič, presidente dell’Unione delle società «Partizan» della Slovenia, il contrammiraglio Josip Cerni, il maggior generale Mile Kilibarda ed altri alti funzionari ed ospiti. « La parata dei ginnasti domenica mattina si arrestava in piazza della Rivoluzione, dove il Presidente del Consiglio Esecutivo della Slovenia, Boris Kraigher, teneva un applauditissimo discorso a circa 15 mila persone. Nella foto: un aspetto della piazza. Il discorso di Kraigher Nel grande comizio che ha seguito la sfilata dei ginnasti e che si è svolto in Piazza della Repubblica a Capo,distria domenica mattina, dopo Il saluto rivolto alla folla dal compagno Jakopič AlbertiKajtimiìr, ha preso la parola il compagno Boris Kraigher. Nel suo discorso il Presidente del Consiglio Esecutivo della Slovenia si è particolarmente soffermato sulTattività dell’educazione fìsica nel nostro paese, per la salute ed il 'benessere dei lavoratori. «Così come non possiamo pensare che la nostra Liberazione, della -quale, in questi mesi, celebriamo in tutto il paese il decimo anniversario, sia un dono giuntici da altri, essendo essa invece una conquista ottenuta esclusivamente con le nostre forze, altrettanto — ha detto il compagno Boris Kraigher — non possiamo pensare alTedificazione della nostra nuova economia come un dono poiché tutti i successi conseguiti sono soltanto il risultato dei nostri sforzi operosi e delle nostre capacità. «Anche l’attività nel settore dell’educazione fisica dipende soltanto dalle nostre forze. L’odierno raduno delle associazioni «Partizan» è ADENAUER IN MISSIONE NEGLI STATI UNITI Due inviti al Cancelliere tedesco Il cancelliere Adenauer è giunto negli Stati Uniti ove riceverà a New-York la laurea «honoris causa» dell’un iversi'tà di Harward però non è certo da pensare che nella sua valigia si trovino solo tesi di laurea. Nel bagaglio del cancelliere si trovano infatti due biglietti di invito, u-no diretto a lui e l’altro trasmesso da Molotov al primo ministro ed al ministro degli esteri di Francia. Due biglietti di invito recapitati a breve distanza di giorni, uno dall’,altro per la stessa destinazione, e per la discussione degli stessi problemi, stando a quanto tutto lascia credere. Due biglietti di invito piuttosto pesanti, non solo per AdenaueT, il quale anzi potrà servirsi diplomaticamente di quello a lui diretto. In quale senso ne userà Nev York ed a Washington non è naturalmente dato sapere, si ha però ragione di pensare che egli trasformerà Tinvito in una carta molto importante da giocarsi nel momento dei colloqui con i suoi amici occidentali. Tanto più che avrà presente l’altro invito, quello rivolto a Faure e Pinay, e che ha tutta l’apparenza di un avvertimento diplomatico diretto più a Bonn che a Parigi. Così come Tinvito indirizzato a Bonn ha avuto le sue ripercussioni a Parigi. La nota sovietica al Cancelliere Adenauer per un incontro da tenersi a Mosca, in vista di una auspicabile normalizzazione dei rapporti fra TUnfone Sovietica e la Germa- nia Federdale, si può dire non sia stata una sorpresa nel vero senso della parola in quanto — il caso delTAustria insegna — un realismo politico positivo sembra dettare a Mosca la necessità dii «chiarificazioni,» dirette oon gli interessati prima di affrontare un problema al tavolo delle grandi potenze. Risolta la questione austriaca, il più (Importante problema che rimane sul tappeto in Europa è quello della Germania. Poiché non è possibile affrontare il problema tedesco senza parlare della riumificazione della Germania, è chiaro che bisogna partire dall fatto che la Germania è divisa in due stati. Ora ammettere ohe di questi due tronconi bisogna fame un unico stato e non .riconoscere uno dei due governi — sia esso quello di Ulbricht o quello di Adenauer — vuol dire rinunciare a porre il problema su basi reali. Almeno per coloro che, come rappresentanti di grandi potenze, si arrogano il diritto ed di dovere di risolvere d problemi intemazionali nei quali si scontrano i reciproci interessi e si incontrano le opposte politiche. Da questo .punto di vista, Tinvito idi Mosca ad Adenauer appare un fatto logico e non una sorpresa. Desiderando risolvere il problema tedesco, bisognava pur affrontarlo con un rioonoseimento del fatto che la repubblica federale di Bonn esiste e che è rappresentata dal cancelliere. Si rechi Adenauer a Mosca prima o dopo la conferenza a quattro, i dirigenti, sovietici hanno creduto bene che a Bonn — e non soltanto ,a Bonn — si sapesse che non esistono pregiudiziali moscovite contro trattative dirette con la Germania federale. E di ciò può valersi Adenauer a Washington tirando fuori dalla sua valigia, al momento opportuno, il suo biglietto di invito per Mosca. Tirarlo fuori e far valere, magari, T,argomento delle elezioni con le quali nel prossimo anno i tedeschi della Germania occidentale giudicheranno l’operato del suo governo, partendo dal principio di «iò che esso ha fatto, o non fatto, per Tunità tedesca. Non è pensabile che Adenauer, nella sua gita di oggi negli USA e in quella di domani nell’URSiS, possa dimenticarlo facilmente. E’ evidente che se la conferenza dei «quattro grandi» facesse fiasco sul problema tedesco ed Adenauer non riportasse da Mosca tutte le basi possibili per la riunifica-zione della Germania, il giudizio degli elettori, nel’56, potrebbe essere fatale per lui e per 11 suo partito. In questa situazione di cancelliere ha già accettato, in via di principio, di recarsi a Mosca e il fatto che A-■denauer si recherà a Mosca è segno che la soluzione del problema tedesco non può essere procrastinata molto ed anche che tale soluzione dovrà tener conto .delle aspirazioni del popolo tedesco (aspirazioni che non possono che essere unitarie) così come degli interessi della Germania, oontemperati con quelli della sicurezza generale. Il ohe significa che la soluzione deve avvenire su di una base democratica e pacifica. Questo il valore politico del biglietto di invito che Adenauer ha portato nella sua valigia nel viaggio oltre atlantico. Vi è però anche il secondo invito — quello di Molotov a Faure e Pinay — ed è quello che può considerarsi la sorpresa delia settimana scorsa. Sorpresa in quanto nessuno pensava che da Mosca si giocasse subito la carta francese per il problema tedesco. Per la verità nessuno ha detto che Molotov, invitando gli statisti francesi, abbia parlato della questione tedesca, ma è troppo evidente l’interesse della Francia al problema tedesco per non pensarlo. Fra Parigi e Bonn i punti di vista sulle funzioni future di una Germania unificata sono troppo differenti, per supporre che nei Parigi nè Bonn dimostreranno buona volontà di fronte agli inviti di Mosca. E nemmeno è da credere che Tuna e Taltra capitale si perderanno in cavilli diplomatici. La posta è troppo importante. Per la Germania è quella dell’unità e delTiindipendenza, peT la Francia quella della sicurezza e dèlia pace alle sue frontiere orientali. I due interessi possono fondersi senza eccessive difficoltà. Se aio avverrà, anche nei colloqui americani di Pinay ed Adenauer e dei due con Mac Mnllan e Foster Dulles vi è da bene sperare che la conferenza fra i quattro grandi sii troverà davanti a delle proposte risolutive anche per la questione tedesca. una dimostrazione del nostro lavoro, un risultato della nostra capacità di attirare l’interesse personale dei più larghi strati popolari alla direzione di tutta la cosa pubblica. Proprio per questo motivo la nostra vita interna poggia sul sistema di amministrazione operaia e sociale.» Dopo aver rilevato che l’attività di educazione fìsica va sempre più organizzandosi sulla base dell’auto-amministrazione e -della volontarietà, il compagno Kraigher ha rilevato’ come dalla Liberazione sino ad oggi si è riusciti a rendere estraneo anche da questo campo ogni pregiudizio di partito. Per i coerenti socialisti, per d coerenti comunisti nel passato come oggi si tratta di associare tutti gli uomini sani ed onesti perchè agiscano nelTdniteres.se dell’intera società senza riguardo all’appartenenza di partito. L’odierno raduno dimostra che anche in questo senso nei dieci anni trascorsi sono stati conseguiti grandi risultati. Il Presidente del Consiglio Esecutivo della Repubblica di Slovenia ha quindi rilevato la necessità di diffondere maggiormente l’educazione fisica fra la gioventù operaia e contadina. «Naturalmente — ha proseguito il compagno Kraigher — Teducazione fisica non può essere fine a se stessa, nè può svilupparsi e efficacemente se non nel quadro della soluzione dei problemi generali e sociali ed in armonia oon Tattlviità nei rimanenti campi. «A questo proposito desidererei rilevare 'alcune caratteristiche fondamentali del momento in cui si svolge a Capodistria, cioè in un settore che soltanto da poco è stato definitivamente unito alla comunità socialista dei popoli jugoslavi. A questo riguardo ritengo particolarmente importante rilevare che anche questo settore simultaneamente e in base agli stessi principi di quanto stiamo operando in tutta la Jugoslavia, passerà nelle prossime settimane alla costituzione delle comuni, tenendo presenti le generali necessità eeonomilohe e sociali, senza .alcun riguardo a pregiudiziali storiche e a linee di demarcazione. La nuova comunità distrettuale comprenderà principalmente il settore che, per condizioni, sociali ed economiche, gravita verso Trieste, come suo centro naturale. Tuttavia poiché gli anormali confini non cì consentono di organizzare ancora una completa comunità sociale, completa per necessità di sviluppo economico e sociale, la comunità che si va creando dovrà avere il suo nuovo centro a Capodistria. «Nel rilevare questo fatto, desidererei sottolineare ohe non lintemdo minimamente sviluppare tendenze revisionistiche nei confronti di Trieste poiché ritengo ohe stiamo entrando ;in un periodo in cui queste anormalità non saranno più risial-te sulla base di un revisionismo, ma saranno risolte oon il trionfo del buon senso, sulla base di rapporti di amicizia e della comprensione reciproca, dopo avere creato le condizioni che consentiranno alla vita stessa di risolvere senza conflitti e senza controversie, problemi del genere in una atmosfera di amicizia. Sono convinto che i rapporti tra questo settore e Trieste, nel quadro dei rapporti tra Tifai,ia e la Jugoslavia, si risolveranno, lo si voglia o no, nel senso della reciproca comprensione.» Il compagno 'Kraigher ha poi parlato della necessità idi formare dei nuova comunità distrettuale. Ha parlato della necessità di formazione di quadri tecnici ed Intellettuali, rilevando òhe a tale riguardo la questione della minoranza nazionale italiana su questo territorio non deve rappresentare alcun ostacolo poiché il principio socialista si basa u-nioamente sulle capacità e qualità individuali che ogni singolo può sviluppare nel quadro della vita sociale, senza considerare alcun altro momento, quindi neppure quello dell’appartenenza nazionale. Perciò dobbiamo'offrire a tutti gli italiani! dei-nostro territorio la possibilità di affermarsi a parità 'di diritti nella nostra vita sociale. «Lo sviluppo dei rapporti sociali del territorio oapo-distaiano nello spirito socialista — ha continuato il compagno Kraigher. — comprende in se stesso tutte le condizioni che garantiscono a parità di diritto, una vita libera e normale e l’integrazione nella vita sociale agli apartementi alla minoranza nazionale italiana di questo territorio. Gli obblighi assunti dalla Jugoslavia nei confronti della minoranza italiana con il Memoraedum, rappresentano solo una parte minima di quei diritti goduti in conseguenza del sistema socialista e dello sviluppo dei rapporti! sociali. Appunto perciò nella nostra politica, nei confronti della minoranza italiana, noi non vogliamo in nessun caso limitarci al Memorandum, ma vogliamo attuare conseguentemente la politica socialista e saremmo fortunati se tale politica potesse essere attuata anche nei confronti della nostra minoranza negli stati più vicini.» In seguito il compagno Kraigher ha parlato del significato dei colloqui jugo-savietici di Belgrado e della visita del presidente del governo 'dell’Unione Briniana al nostro Paese. I rapporti fra Jugoslavia e Birmania si sviluppano in un’atmosfera di stretta amicizia. Questo rafforza in noi la speranza che nel mondo vadano affermandosi le tendenze di quei piccoli popoli che non hanno e non possono avere tendenze imperialiste perchè soltanto ila pace può consentire ad essi di superare Tar-retratezza economica e tecnica ereditata dal passato. Al termine del discorso del com-sagno Boris Kraigher, sono stati inviati telegrammi di saluto al Pre-sidendte della Repubblica Tito e al Presidente dell’assemblea Popolare della Slovenia, Miha Marinko, NEL DISTRETTO DI CAPODISTRil L'ATTIVITÀ' EDILIZIA Nel 1953 il valore dei lavori edili 'eseguiti nel corsd dell’anno ammontava a 718 milioni di dinari, nel 1954 è salito a 950 milioni, mentre per l’anno 1955 il piano sociale prevede l’importo di 1 miliardo e 200 milioni cioè un aumento del 26% per la costruzione di fabbricati a scopo industriale, di alberghi, case di abitazione, scuole ed altri obiettivi interessanti lo standard sociale. La parte preponderante di questa somma verrà assorbita dalla costruzione di case dubitazione perchè il piano dello armo in corso, a differenza di quello degli anni precedenti, ne favorisce la costruzione con lo stanziamento di circa 800 milioni di dinari. S’inizia così Su vasta scala la soluzione di un problema che rappresentava da anni un serio ostacolo all’ulteriore sviluppo delle nostre cittadine. J lavori che, ascondo il piano, dovevano essere continuati o iniziati nel 1955, sono tutti in corso. Tra gli altri, il gruppo di 52 case di abitazione a Semedella, le case di abitazione a Isola e Ancarano, la grande «halte» della fabbrica di motociclette «Tomos» e la ricostruzione di alcuni alberghi a Porto-rose e Pirano. Tra i cantieri nei quali si è già costruito lo scorso anno e nei quali i lavori proseguono, citeremo gli edifici industriali della fabbrica «Lama», della Latteria centrale, del frigorifero agricolo di Decani e dei nuovi impianti della miniera di carbone di Sic-ciole. L’apertura dei nuovi cantieri è. avvenuta quest’anno con un notevole ritardo. A Semedella i lavori per il gruppo di case di abitazione sono sitati iniziati appena nel mese di maggio sebbene le condizioni del tempo ne consentissero l’apertura almeno due mesi prima Anche la ricostruzione degli alberghi «Helios» e «Central» e del ba- gno di Ancarano sono sta.ti iniziati con un notevole ritardo cosicché erano pronti a ricevere gli ospiti appena il 1 giugno. Se le sfavorevoli condizioni atmosferiche non averselo ritardato anche 1 inizio della stagione turistica, questo ritardo avrebbe provocato un notevole danno materiale e di prestigio a quella importante attività economica del nostro distretto che è il turismo. E’, questo, un difetto non tanto della nostra pianificazione, quanto di programmazione. Gli investitori attendono che con il piano annuale vengano fissate le linee generali dell’attività economica per presentare poi in tutta fretta i loro programmi, mettere a punto i dettagli, concludere i contratti con gli imprenditori, eec. Questo sistema non favorisce di certo l’ordine e la continuità1 necessaria ad un solido lavoro, Ci risulta che La commissione per l’approvazione dei programmi d’investimento presso il Comitato Popolare distrettuale di Capodistria, ha richiesto alle imprese ed agli enti interessati di presentare già ora i progetti pelai prossimo anno. Quesito provvedimento ha lo scopo di eliminare i contrattempi che derivano da un lavoro troppo affrettato. Eccone un esempio: la costruzione dei lavori causa, con lo sposta-ziata quest’anno, è sita£a temporaneamente sospesa alle fondamenta perchè l’investitore si è trovato nella necessità di cambiare il progetto di costruzione. La sospensione dei lavori causa, con lo spostamento disila manodopera e delle attrezzature, non solo un ritardo nella consegna degli alloggi, tanto necessari, ma anche un aumento dei costi, già troppo elevati. In tema dei costi, dobbiamo sottolineare che, con le nuove disposizioni riguardanti l’edilizia, si promuove la loro riduzione. Il nuo- Si è iniziata la stagione balneare . Un servizio spesso misconosciuto I VETERINARI DI BUIE han superato se stessi Chi giunge da Capodistria a Buie potrà notare prima del mobilificio «Proleter» un edificio di media grandezza, dinanzi al quale spesso sostano bovini ed altri animali, sì da dare rimpressione che si tratti di un’officina da fabbro. Ma gli animali che qui giungono non sono come quelli ohe vediamo ruminare o pascolare per i prati o aggiogati ai carri. Sono animali ammalati e l’edificio in parola è il loro ambulatorio dove ricevono tutte le cure del caso. In questo edificio ha preso poi sede la direzione del servizio veterinario del distretto, un servizio spesso misconosciuto dall’alto, ma con ràdici profonde fra la massa degli allevatori è quali, nonostante difficoltà non lievi, vedono arrivare il veterinario là dove il pericolo è maggiore e dove il bestiame richiede la loro opera. Purtroppo l’opera di questi uomini che compongono il picoolo collettivo delia stazione veterinaria dovrebbe limitarsi in genere solo agli interventi, tenuto conto che tre veterinari sono effettivamente pochi per un distretto vasto come quello di Buie e per la quantità del bestiame ch’esso possiede. Invece si può dire che essi hanno superato se stessi, organizzando, anche se non in modo perfetto, il servizio di cura preventiva del bestiame. Alcuni dati statistici ci potranno dare un quadro più chiaro Linee automobilistiche e orario dei blocchi A suo tempo, in un articolo riguardante la zona dei Monti di Muggia, abbiamo fra l’altro rilevato la necessità di istituire ancora un servizio in partenza da Crevatiai per Capodistria alle 8,30. Si tratta di una impellente necessità di quelle popolazioni, costrette a levarsi neße ore piccole del mattino per recarsi a Capodistria, vagare per la città e sbrigare le loro faccende appena nelle ore tarde del mattino stesso, quando gli uffici aprono gli sportelli per le parti. Che tale problema non venga risolto, nonostante le insistenze di quelle popolazioni, ci è sembrato tanto più strano quando, recatici alla stazione autocorriere di Capodistria, abbiamo potuto constatare che per Isola transitano giornalmente nientedimeno che 32 autocorriere di linea al giorno e per Portorose 27. Si tratta, talvolta, di doppioni che viaggiano semivuoti. Benché Portorose abbia le sue necessità, derivanti dal traffico turistico, riteniamo che questo non sarebbe minimamente menomato se una linea venisse dirottata per Crevatini. Sempre a proposito di quella zona, alcuni abitanti, occupati a Trieste, ci hanno fatto presente la necessità che nei mesi estivi la chiusura dei posti di blocco secondari di M. Cerei, Lazzaretto, eco. fosse prorogata, oltre le ore 22, dato il corrispondente prolungamento degli orari di chiusura dei negozi, lavori ecc. di quanto è stato fatto solo in questo campo. Nel 1954 sono stati vaccinati 1.919 suini, 40.408 pennuti, 820 cani, 6.564 bovini. A 8.151 ovini e a 38 bovini è stata fatta l’analisi ’ del sangue, mentre sono stati visitati e curati 2.186 animali, 130 sono stati fecondati artificialmente e di altri 2.597 capi di bestiame è stata esaminata la carne nei macelli delle cittadine. Si tratta, come si vede, di un lavoro gigantesco, disimpegnato da soli tre uomini, al cui esame almeno una volta all’anno sono passati tutti gli animali del distretto di Buie. L’entità del lavoro svolto ha un maggiore rilievo quando si considera che prima della costituzione della stazione veterinaria, avvenuta nel gennaio del 1953, iil servìzio veterinario del distretto si basava quasi esclusivamente sulla castratura dei suini, mentre ogni servizio di cura preventiva, distruzione, degli allevatori e di esame delle carni macellate era del tutto trascurato. Gli organi del potere hanno aiutato il servizio veterinario, però tale aiuto si è limitato nella concessione delle dotazioni per investimenti e per la copertura del passivo dell’ente ohe è a finanziamento autonomo. Viceversa da parte dei comuni è mancata una collaborazione attiva nell’esplicazione del lavoro normale del veterinari che spesso si sono dovuti sobbarcare a lavori e a spese inutili causa la cattiva organizzazione predisposta dai comitati popolari comunali. E’ ili caso della vaccinazione dei pennuti e dei cani di quest'anno che è stata un insuccesso proprio causa tale organizzazione. Non riusciamo a comprendere il perchè da parte dei comuni, in una zona prevalentemente agricola, si arrivi a sottovalutare oompiti di tale importanza. E che siano importanti lo possiamo rilevare dalle conseguenze che derivano dalle malattie e dalla mancanza di cure del bestiame. Ad esempio, prima del 1953, quando ancora non era introdotta la vaccinazione integrale dei pollame, morivano in media all’anno 14.000 galline, il cui valore calcolate a 250 din. l’una, rappresentava la perdita di 8.000.000 din. Se poi calcoliamo che 10.000 di queste erano galline ovaiole con una media di soli 100 uovi al-l’iannio a 10 din. tale perdita sale a 13.500.000 din, annui. Ancor oggi, nonostante in questo campo sia stato fatto moltissimo, a causa di una imperfetta lotta contro la sterilità del bestiame, contro le varie malattie parassitarle, ecc. i danni annui ammontano, secondo calcoli approssimativi, a circa 93 milioni di dinari. Tale cifra ci sembra basti per far richiamare tutta l’attenzione di cui il servizio veterinario ha bisogno. Tre uomini non possono arrivare dovunque e, in ogni caso, un servizio veterinario ohe si rispetti necessita oltre di veterinari generici anche di veterinari specialisti, per cui bisogna ingrandire questo collettivo affinchè il numero del suo personale corrisponda alle necessità. Ma sopratutto necessiterà u-na maggiore collaborazione da parte dei comuni con rii servizo stesso. vo sistema di finanziamento della costruzione di alloggi è bastato sui credito e non più, come negli anni precedenti, sulle dotazioni a fondo perduto. Inoltre, il. nuovo sistema introdotto quest’anno, obbliga le imprese, gli enti ed i comuni che linitendono iniziare la costruzione di case d’abitazione a contribuire con i propri mezzi per il 25% del costo totale. Con questo sistema gii investitori vengono obbligati a valutare le proprie possibilità finanziarie e, naturalmente, a risparmiare. Vengono evitate le spese non necessarie, di cui un tipico esempio è il famoso «blocco» di Capodistria, costruito con grandi indugi e con la conseguente elevatezza dei costi dall'impresa «Gradbenik» di Isola. Il nuovo sistema, basato sul finanziamento a credito e sulla partecipazione diell’investitore con i mezzi propri, è, speriamo, la chiave della razionalizzazione della nostra attività edilizia che tante volte abbiamo invocato. Purtroppo, esso è stato introdotto troppo tardi per poter rivelare quest’anno i suoi benefici influssi. Il Comitato Popolare Comunale di Capodistria, ad esempio, nell’appaltare i lavori del gruppo di case dii Semedella a. due imprese locali e due dei distretti vicini, non ha séguito conseguentemente il sistema della consegna ai miglior offerente', che a-vrebbe provocato la concorrenza tra gli imprenditori con la conseguente diminuzione dei prezzi. Per raggiungere la diminuzione dei coisti di costruzione, attualmente troppo elevati, dovremmo ingaggiare una seria lotta contro certe tendenze al rialzo o, almeno, al mantenimento dei prezzi attuali che si maniiestano presso alcune imprese edili, tendenze che som» il residuo della mentalità venutasi a creare con la loro posizione monopolistica. Cosi la «Gradbenik», la meglio organizzata impresa costruzioni del distretto, ha superato nel 1952 l’utile pianificato di ben 98 milioni. Anche i bilanci della «1 Maggio», della «Gradis» e della «Siovenia-cesite» impiegate nei lavori del distretto, dimostrano degli utili troppo elevati, a tutto danno della nostra economia edilizia. Si dice che questo è il risultato di un migliore rendimento deil’organizzzazione del lavoro. Se anche lo ammettessimo, non possiamo comprendere perchè questo ribasso dei Costi non ha influito sui prezzi, che, purtroppo, nelle; scorso anno hanno subito un rialzo. La Camera dei produttori del distretto di Capodistria ha bloccato temporaneamente questi utili non necessari finché la faccenda non venga chiarita ,ed ha reso con ciò un grande servizio alla lotta contro le tendenze monopolistiche che portano al rincaro. Pertanto l’attività edilizia ha proceduto nei primi mesi di quest’anno abbastanza bene, a parte i ritardi nell’inizio. La «Gradbenik» è stata attrezzata con i necessari mezzi tecnici ed anche la giovane impresa «1 Maggio» riceverà entro quest’anno le attrezzature necessarie. Per i perfezionamento tecnico dell’adilizia, è sitata stanziata quest’anno la somma di 65 milioni di dinari, dei quali una parte verrà spesa per l’acquisto dei mezzi di trasporto che, nelle nostre condizioni, rappresentano il maggior problema, per l’edilizia. La rapidità' dei lavori, necessaria per la realizzazione del programma fissato per l’anno in corso, dipende da un’efficace organizzazione dei cantieri di lavoro. Il piano sociale stabilisce che in tutti i posti di lavoro, dove è possibile i’introiduzione delle norme e dei cottimi e dove è possibile lavorare a 2 o 3 turni, ciò deve essere fatto. L’edilizia puù realizzare presto il sistema, se gli organi direttivi delle imprese sapranno organizzare bene i cantieri. L’affrettata organizzazione disi cantieri di Semedella, dove i lavori si sono iniziati * prima che tutto il materiale fosse alla mano e prima che fossero studiati a fondo i problemi dei servizi comunali (strade, acquedotti, ecc.) ha già provocato alcuni intoppi ad un sollecito lavoro. E’ necessario avene un maggior senso di responsabilità per gli impegni assunti. La clausola contrattuale, usata dalle nostre imprese per prevenirsi contro l’aumento dei prezzi del materiale, non deve risultare un abuso per s'varazzarsi da ogni impegno riguardo i costi e la data di consegna, come è avvenuto in alcuni casi recenti. Per la ricostruzione dell’albergo «Helios», ad esempio, per un «imprevisto» o l’altro i costi sono aumentati addirittura di 7 milioni e i lavori per i nuovi padiglioni di Ancarano hanno subito una sospensione causata dall’inadempienza agli obblighi di un’impresa artigiana. BREVI DÄ BUIE RIUNIONE DELLA CAMERA DEI PRODUTTORI A BUIE Ha avuto luogo giovedì a Buie la riunione della Camera distrettuale dei produttori. All’ordine del giorno figuravano i bilanci coriclusivi di altre cinque imprese economiche del distretto. LA CULTURA AL VAGLIO DEGLI ELETTORI BUIESI La scorsa settimana sii sono tenuti a Buie i comizi degli elettori per esaminare l’attività svolta nel dicastero dell educazione. Le relazioni oltre al dipartimento per la cultura, sono state presentate anche dalle tre rlstituzioni scolastiche della cittadina. «CORSO DEI FIORI» A BUIE Organizzata dalle scuole e dall’associazione «Amici dell’Infanzia», ha avuto luogo domenica a Buie la simpatica manifestazione denominata «Corso dei fiori». Alla stessa hanno partecipato ' circa duecento bambini che, vestiti dei più variopinti e graziosi costumi e portanti mazzi di fiori, hano sfilato per le vie della cittadina. Dopo un mese di clausura è stata riaperta al pubblico, in occasione del grande raduno ginnico, la Loggia di Capodistria. A Buie è stato processato recentemente certo Miklič Franjo. Il Miklič ora dipendente dell’impresa «Primorje' ili (imago in qualità di ingegnere edile. 11 motivo per cui è comparso davanti al Tribunale è da ricercarsi nolle offese da lui rivolte ai rappresentanti doil’autoritì presentatasi nella sua abitazione con lo intento di farlo sloggiare essendoli et;li 'ivi locato senza permesso alcuno. Si è buscato due mesi di arresto perchè riconosciuto colpevole. o o o Al Tribunale di Capodistria sono stati giudicati Babič Franjo e Zatin Claudio ambedue da Mutinjan. I due, da veri galletti, avevano voluto dar sfogo allo odio che da anni perdura tra loro, brandendo l’uno una falce, l’altro un badile. Il primo è stato condannato ad una ammenda di dinari 1000, mentre il secondo dovrà pagarne 200 dinari in più del Babič. o o o Per guadagno illecito è stata processata Babič Maria da Fernetiči, la quale vendeva a Capodistria il latte ricavando un profitto di dieci dinari per litro. Un mese di carcere più il pagamento delle spese giudiziarie costituiscono la condanna inflitta all’imputata. Dati'anagrafe CAPODISTRIA NASCITE: Žerjul Sergio di Edvard e Valentič Lucia; Knez Flavia di Jožef e Babič Viktoria; Jerman Marisa di Mirando e Radin Gisella; Kante Dario di Romano e-"Marc Rosa; Rakar Edo di Drago non ha avuto rivali. iParbito in testa ha aumentato gradualmente di proprio vantaggio, terminando 200 metri sul secondo piazzato. In serata, alla luce dei riflettori, ha avuto luogo la seoonda prova. I vincitori della prima' hanno riconfermato la loro classe tagliando per primi il traguardo anche nella notturna. Stelle 1. Vesanovdé, «Momar» di Pola, 2. Maljevac, «Jugo» di Lussinpic-oolo, 3. Vukasinović, «tMornar» di Pola. L 5 1. Maljevac, «Jugo« di Lussinpic-oolo, 2. Kučić, (idem), 3. Marfceljan, «Galeb» di Fiume. Beccaccini 1. Zucca, «Vela club» di Gapodi-stria, 2. Stanko (idem), 3. Kosmina (idem). sullo stadio di Capodistria I ginnasti sfilano in parata L’esibizione dei militari dell’A.P.J. (Foio «Jadran» — Capodistria) CICLISMO BRILLANTE VITTORIA di Visintin a Zagabria CAPODISTRIA, 13 — La Prole-ter di Capodistria ha httenuto domenica un’altra di quelle brillanti vittorie, che la confermano sempre all’altezza delle precedenti stagioni Questa volta la vittoria è stata conquistata a Zagabria, insilila corsa s'u strada per dilettanti, organizzata dal club ciclistico della Dinamo in occasione del decimo anniversario della propria costituzione. Il percorso Zagabria — Novi Marof — Zagabria di km 126 si presentava non molto duro, adatto specialmente ai passisti. La Proleter come è stato il s'uo vanto di sempre, ha vinto questa vol/ta con un allievo, Visintin Bruno, nome non sconosciuto alle folle sportive, ma ancora non affermatosi in corse della categoria superiore. Questa vittoria è solo una riconferma che la Proleter potrà contare in breve su una squadra sempre alllaltezza, se non superiore, alle precedenti edizioni. Infatti gli allievi Visintin, Piciga e Bešič, passeranno nella categoria superiore subito dopo la conclusione del campionato jugoslavo. E siamo sicuri che, pure quest'anno almeno un titolo federale ritornerà a Capodistria, perchè oggi il terzetto già nominato, assieme a Rico-bon, è senza dubbio fra i migliori in Jugoslavia. Ma ritorniamo alla corsa di domenica. Oltre a Visintin, .alla partenza in maglia della Proleter, e-rano pure Dellasanlta e Piciga. Di Dellasanta si sapeva che era a corto di preparazione, cosicché, il suo terzo posto ci è giunto quasi insperato. Piciga, invece, non ha a-vuto uno della sue solite giornate. A 40 ikm dall’arrivo, quando si trovava nel gruppo che comandava la corsa, veniva coinvolto in una caduta, dalla quale usciva però ille- so. Il tempo perduto gli fu fattale ed egli non potè più riprendere il gruppo di testa, dal quale, all’arrivo, lo dividevano 40”. La gara ha avuto praticamente la Sua conclusioni“ a 50 km dall’arrivo quando, su un forte allungo dell’austriacó Tablak, il gruppo si frazionava. Dellasanta-" e Visintin, assieme a Jugo, Valant, Zanoškar, Flajs ed altri otto corridori prendeva il largo, iniziando la fuga decisiva alla media di oltre 40 km all’ora. Dellasanta veniva staccato nell’ultima salita della giornata, ma si riprendeva presto con un paio di poderosi allunghi rientrava nel gruppo. Sul rettilineo dell’arrivo Si presentavano così 15 corridori. Tutti controllavano Dellasanta, iil più èuotato in volata ma, (era Visintin a partire ai 400 metri. Sui 200 veniva rimontato dall’austriaco Tablak, ma un'altro scatto irresistibile lo portava nuovamente in testa, ciò che gli bastava per passare primo sotto lo striscione con mezza màcchina di vantaggio Sull’austriaco ed una macchina su Dellasanta il quale, proprio quando stava per compiere lo sforzo finale, veniva colto da crampi alle gambe, cosicché non riusciva a piazzare il suo spunto finale. L’ORDINE D'ARRIVVO 1) Visintin Bruno (Proleter dt Capodistria) che compie i 126 km del percorso in 3 ore 29’10” alla media oraria di km 34,900. 2) Tablak Karl (Graz) a mezza macchina; 3) Dellasanta Silverfo. (Proleter); 4) Podmilščak (Branik, Maribor); 5) Zanoškar (Rog, Lubiana). Seguono poi Flajs, Jugo, Valant, Žižek e altri. A 40” Piciga (Proleter). NAMOR UPANJSKA CODA TOL U IN LJUBLJANA ZAGREB POPOVAf BEOGRAD 'éV«VéV*V»V W.ViVViW PALLACANESTRO ALTERNE ai campionati europei 0m • ħi # fgj wn M LEGA INTERREPUBBLICANA SL OVENO CROATA vicende Giro diCroazia s Slov8nial955 lo scoglio olivi è ormai condannato BUDAPEST, 12 — Nel primo incontro di finale fra- le rappresentative di Bulgaria e Jugoslavia, ha vinto la prima per 84:66 dinanzi a 10 mila, spettatori. Com’è noto, la .nostra rappresentativa aveva superato il turno di eliminazione. Il programma degli incontri ancora da disputare è il seguente: 13 giugno: Cecoslovacchia—Jugoslavia, URSS—Bulgaria, Romania-Italia, Ungheria—Polonia. 14 giugno: Polonia—Cecoslovacchia, Italia—Ungheria, Bulgaria— Romania, Jugoslavia—URSS. 15 giugno: Cecoslovacchia-URSS, Romania—Jugoslavia, Ungheria- Bulgaria, Polonia—Italia. * 17 giugno: Italia—Cecoslovacchia, Bulgaria—Polonia, Jugoslavia— Ungheria, URSS—Romania. 18 giugno: Cecoslovacchia—Romania, Ungheria—URSS, Polonia— Jugoslavia, Italia—Bulgaria. 19 giugno: Bulgaria—Cecoslovacchia, Jugoslavia—Italia, URSS— Polonia, Romania—Ungheria. VELA La regata istriana CAPODISTRIA, 13 — Sono giunti venerdì pomeriggio a Capodistria i partecipanti alla Regata istriana, impegnati nella tradizionale gara già da mercoledì scorso. A Capodistria, infatti, era posto il traguardo della terza tappa, la Umago — Capodistria. Le prime due tappe erano così Suddivise: Pola — Rovigno e Rovigno -- Umago. Le altre: Capodisitria — Parenzo e Parenzo — Pola. A Capodistria ha tagliato per primo il traguardo Rendi, del «Mornar» di Pola nella classe «Stelle». Egli è il favorito della regata. Nella categoria L 5 ha vinto Kurčič («Jugo»— Lussinpiccolo). Ecco la classifica dopo la terza prova: «Cutter»: 1. «Leptica» (tim. Bo-načič) della «Galeb» di Fiume 23V2; 2. «Eia» (tim. Modrok) dello «Ostrvo» di Kraljevica 22.* 1 * * 4A; 3. «Jadranka» (tim. Perišič) dèlia «Galeb» di Fiume 17. Partecipano 5 imbarcazioni. L 5 (nazionale): 1. «Istranka» Him. Bogič) del «Močnik» di Lubiana 33; 2. «Udarnica» (tim. Kučič) della «Jugo» di Lussinpiccolo 32V4; 3. «Kostrenka» (tim. Ma.te- ljan) della «Galeb» di Fiume 28. Partecipano 16 imbarcazioni. «Stellen: 1. Rendi («Mornar» Pola) 55V2; 2. Vukasinovič (idem) 49‘/i; 3. Canč (idem) 49. Partecipano 9 imbarcazioni. Oggi i concorrenti hanno preso il via per la quarta tappa, la Capodistria — Parenzo. Campionato itaìiap (Continua dalla I. pagina) su passaggio di Schiaffino, Nordahl segnava ancora e al 43’ Ricagni chiudeva la marcatura Novara — Genoa 3:1 (2:0). — L’inizio del gioco è favorevole agli azzurri novaresi che, subito, dimostrano di essere decisi ad imporsi. Al 10’ Marzano, su passaggio di Arce, realizza la prima rete, mentre al 20’ lo stesso Arce su brillan- ■Ze azione - congegnata con Remica, raddoppia il punteggio.. Al 2’ della ripresa il Genoa segna la sua u-nica reite con Dal Monte, il quale, intercettato un corto rimando di De Togni al proprio portiere, realizza. Di nuovo Arce, all’8’, ristabilisce le distanze Sampdoria — Napoli 5:2 (2:2). Facile successo della Sampdoria su un Napoli disordinato ed impreciso in tutti i reparti. La Sampdoria ha avuto un felice inizio. All’8’ Tortul, raccogliendo di teista un passaggi^ di Avignoni, segna la prima rete. Conti segna poi con un tiro che Bugatti non riesce a contenere. Il Napoli reagisce soltanto a sprazzi, riuscendo due volte a segnare e ristabilire le sorti sul 2:22. Nella ripresa i blu cerchiati si installano nella area napoletana Segnando, a coronamento della loro superiorità di gioco e territoriale, altre 3 reti. 16. VII. /. 7AMED - FIUME 17. VII II. U FIUME - CAPODISTRIA 48. VII II/. , // CAPODISTRIA - Tolmin 4641 Tolmin - BOVEC 37] 43. va IV. „ Sovec - kr Gòra ‘n kr. Cora.-LJUBLJANA 20. vu RIPOSO 21. va. V. „ LJUBLJANA - H A BI BO P 22. va. VI. „ M AD IB OD ZAGREB 25. va VII „ ZAGREB - P opor oc o. »T PopovQco - SL BkoO 4P1j 21* VII viti. St BROD B C OCR A O Mm SCOGLIO OLIVI — TEKSTILAC 0:2 (0:1) POLA, 12 — Lo Scoglio Olivi ha perduto l’ennesima, partita in casa, la penultima del campionato della Lega interrepubbKcana. Il Tek-stilac di Varaždin ha vinto grazie alla sua • superiorità durante tutto rincontro. Con ciò la sorte dello Scoglio Olivi è definitivamente segnata. teceem ^ HATCXA (p AMVO © ffM n neu ® stmnm o letAunt Wae*/ zn quart RITORNA SULLE NOSTRE STRADE UNA GRANDE CORSA UNDICI ANNI D’ESPERIENZE fanno già una bella tradizione Lo sviluppo del Giro della Croazia e della Slovenia dal 1937 ad oggi è una continua ascesa del nostro ciclismo Si è conclusa un’annata veramente infelice per la squadra polese. Battuta quasi sempre, anche sul proprio campo, questa sfortunata cani-pagine ha dovuto arrendersi più che •alla forza delle avversarie, alla dura crisi che la travaglia da alcuni anni. Crisi tecnica, di gioco e, per conseguenza, morale. Abbiamo visto infatti giocare tutte le squadre della Lega interrepubhlicana e possiamo giurare di non esserci convinti che gli altri siano effettivamente migliori dei. giocatori polesi. Ciò significa che non è stato il valore reale degli atleti a decidere dell’inferiorità, I risultati: Branik — Ljubljana 2:2 Maribor — Šibenik 2:1 Segesta — Trešnjevka 4:0 Borovo — Rijeka 3:0 Scoglio Olivi — Tekstiiac C:2 Kladivar — Split 1:2 La classifica: Per l’undicesima volta dal lontano 1937, le strade della Croazia e della Slovenia (quest’anno anche delia Serbia) vedranno sfrecciare la multicolore carovana del Giro ciclistico della Slovenia e della Croazia. I nostri migliori ciclisti si misureranno con quelli d’Italia, Austria, Svizzera, Germania, Francia, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Danimarca, Cecoslovacchia e Bulgaria, dando vita a una gara che, Veselin Petrovič per il numero e la qualità dei partecipanti, non ha precedenti nelle competizioni passate. 70 ANNI DI VITA Lungo è stato il cammino percorso dal ciclismo jugoslavo nei 70 anni deìla sua esistenza, dali epoca cioè in cui sorsero le prime società a Zagabria e Belgrado. Qualche anno più tardi il numero delle società ciclistiche in Jugoslavia era salito ad una cifra ragguardevole e dieci anni dopo fu possibile costituire pertanto la prima federazione ciclistica in Croazia. Negli ultimi anni del secolo passato e nei primo decennio del nostro il ciclismo jugoslavo aveva registrato un notevole sviluppo, conseguendo buoni risultati anche in campo internazionale Con il prepotente sviluppo del calcio e di altri sport più spettacolari, nel primo dopoguerra, aveva perso la sua grande popolarità fra le masse, passando in secondo piano. In questo dopoguerra a prezzo di grandi sacrifici materiali per superare difficoltà, di ogni genere, è tornato alla ribalta, imponendosi all’attenzione e all’interesse delle folle sportive, benché tuttora in prevalenza orientate verso il calcio e altri sport. Uno dei maggiori incentivi di questo risollevamento è appunto il Giro delia Slovenia e delia Croazia, quest’anno alla sua undicesima edizione, l’ottava del dopoguerra. Dalla breve gara del 1937 (3 t^poe soltanto con 15 soli partecipanti) si è sviluppato, grazie ai-Ip comprensione e all’aiuto materiale del potere popolare, in una grande corsa ciclìstica internazionale a tappe, una delle più classiche per dilettanti in Europa. Nella certezza di far cosa grata agli appassionati dello sport del pedale e agli sportivi tutti pubblichiamo uno sguardo panoramico sulle vicende delta corsa dai suoi inizi ad oggi. AUTOMOTO Ai centauri cecoslovacchi il "Oran premio dell’ Adriatico PRELUCA, 13 — Sabato e domenica hanno avuto luogo le ormai tradizionali corse automotoeiclislfci-che in circuito. Tredici primati abbassati, sei assoluti, sei sul giro e uno nazionale sono il brillante e ’lusinghiero bilancio di quest’anno. Il trofeo «Gran premio dell’Adria-itico», messo in palio per la squadra i cui componenti si siano piazzati meglio nelle varie categorie di motociclette è stato vinto dalla Cecoslovacchia. Seconda è stata classificata la squadra jugoslava. Ecco i risultati tecnici delle gare: MOTO CLASSE 125: 1) Bartos (Cecoslovacchia) su C.Z. in 36’2”8 alla media di km. 99,850; 2) Mandolini (Italia) su MV Augusta in 36’40”4; 3) Grimas (Austria) su Mondial in 36’48”1; 4) Schwarz (Austria) su KTM in 37’22”8; 5) Parus (Cecoslovacchia) su C.Z. in 37’50”. Giro più vleloce il quinto di Bartos' in 3’33’1 alla media di km. 101.250. CLASSE 250: 1) Baltisberger (Germania) su NSU in 32’26”3 alla media di km. 110.950; 2) Marelli (Italia) su Guzzi in 33’13”2; 3) Bartos (Cecoslovacchia) su C.Z. in 33T7”8; 4) Stagliar (Croazia) su Puch; 5) Mar-cian (Croazia) su Benelli. Giro più veloce il secondo di Marelli in 3’9”6 alla media di 113.900. CLASSE 350: (15 giri, 90 km.): 1) Fassl (Austria) su AIS in 46’54"6 alla media di km. 115,100; 2) Baltisberger (Germania) su NSU in 47’2”6; 3) Mandolini (Italia) su Guzzi in 47’56”3; 4) Zochling (Austria) su Norton in 49’51"4; 5) Kostir (Cecoslovacchia). Giro più veloce il decimo di Fassl in 3’3”4 alla media di km. 117,750 (nuovo primato). CLASSE 500: (15 giri, 90 km.): 1) Stastrxy (Cecoslovacchia) su Java in 45’4”7 alla media di km. 119,775 (nuovo primato); 2) Barbarie (Serbia) su Norton in 45’47”3 alla media di km. 117,925 (nuovo primato jugoslavo); 3) Kostir (Cecoslovacchia) su Java in '46’48”7; 4) Wunsche (Germania) su Norton. Giro più veloce il sesto di Faslsl in 2’56” alla media di 122,700 (nuovo primato). MOTOCARROZZINI: (500 CMC): 1) Strub (Svizzera) su Norton in 35’50”9 alla media di km. 106,350 (nuovo primato): 2) Neussner (Germania) su Norton in 34’32”4; 3) Pongratz (Austria) su Norton in 34’55”1; 4) Agspiel (Germania) su Norton; 5) Ilič (Sierbia su BMW. Giro più veloce il quinto di Strub in 3T9”5 alla media di km. 108,250 (nuovo primato). (OLTRE I 500 CMC): (10 giri, 60 km.): 1) Strub-(Svizzera) su Norton in 33’29”9 alla media di km. 107,475 (nuovo primato; 2) Mader (Germania) su Norton in 33’59”; 3) Benz (Svizzera) su Norton in 35'24”3; 4) Hagspiel (Germania) su Norton; 5) Nalovic (Serbia) s'u BMW. Giro più veloce il settimo di Strub in 3T7”8 alla media di km. 109,200 (nuovo primato). AUTO SINO A 1300 CMC: 1) Ma-thè (Austria) su Porsche in 35’45" alla media oraria di km. 100.650 (nuovo primato); 2) Mala- rie (Slovenia) su Porsche in 36’19”2; 3) Zerial (Italia) su Fiat in 36’34”4; 4) Somaglino (Italia) su Alfa Romeo in 37’47”4; 5) Cara-pie (Serbia) su Fiat. Giro più veloce il decimo di Mathè in 3’35”4 alla media di km. 102.650 (nuovo primato). OLTRE I 1300 CMC: (10 giri, 60 km.): 1) Vogel (Austria) su Porsche in 30’57”4 alla media di km. 116,270 (nuovo primato); 2) Zeller (Germania) su Mercedes in 31’4”3; 3) Retter (Austria) su Mercedes', in 31’17”3; 4) Ahrens (Germania) su Porsche in 32’6”8; 5) Koresch (Austria) su BMW in 32’51”5. Giro più veloce il decimo di Zeller in 3’00”9 alla media di km. 119,400 (nuovo primato). 1937: AUGUST PROSENIK La prima edizione si è svolta, dunque, nel 1937 su iniziativa delle federazioni ciclistiche di Croazia e Slovenia in tre tappe: Zagabria— Karlovac — Lubiana, Lubiana — Celje — Maribor e Maribor — Varaždin — Zagabria. Alla partenza si presentavano 15 corridori, tutti coloro, cioè, che godevano il privilègio di essersi potuti procurare di tasca propria una bicicletta da corsa e il. materiale necessario. La prima tappa era vinta da August Prosenik, cartipione jugoslavo’ 1935, 1937 e 1940, la seconda da Stjepan Grbac, campione jugoslavo 1939, 1932, 1933 ,e 1939, la tecza e ultima ancora da August Prosenik che, così, si aggiudicava la vittoria finale. 1938: DRAGOLJUB DÄVIDOVIC Le caratteristiche delia secónda edizione erano quasi le stesse della prima. Le tappe, infatti, erano sempre 3, così, suddivise: Zagabria — Karlovac — Lubiana, Lubiana — Maribor — Varaždin e Varaždin — Bjelovar — Zagabria. La prima taìjpa: era vinta da' Rro-senik, che era partito favorito, la seconda da Josip Fokupec, campione jugoslavo dello stesso anno, la terza e ultima dal serbo Dragoljub Pavidovič che, arrivando solo con distacco ai traguardo di Zagabria, si aggiudicava ia vittoria fi- Slrecciano i bolidi sulle strade del Quamero I corridori 1940: NIKOLA PENCEV Dopo la stasi del 1939, dovuta alla mancanza di mezzi finanziari, il Giro tornava a rivivere nella terza edizione dell’anno dopo, 1940, in piena guerra mondiale, questa volta soltanto sulle strade della Croazia. Sempre tre le tappe: Zagabria — Kostanjica — Bihać, Bihać — Plitvice — Sušak e Sušak — Karlovac — Zagabria. Nelle prime due tappe si imponeva il favorito Prosenic, ma nel finale veniva spodestato dall’esordiente Nikola Penčev, che ripeteva la prodezza di Davidovié del 1938, giungendo solo con distacco al traguardo di Zagabria. 1947: STRAIN ANTONIO Chiusa la parentesi bellica, gli organizzatori ridavano vita al Giro della Slovenia e deila Croazia nel 1947. Era la quarta edizione, sempre in tre tappe (Zagabria — Celje — Sloven jgradec, Sloven !- gradeč — Maribor — Rogaška Slatina e Rogaška Slatina — Varaždin — Zagabria), ma con una partecipazione molto più numerosa. La prima tappa era vinta da Josip Sagud, la seconda da Antonio Strain e la terza da Ivan Kebrovič. La vittoria finale andava a Antonio Strain, un triestino stabilitosi dopo la guerra a Zagabria, che aveva acquisito nella tappa da lui vinta un largo margine di distacco. Dietro il vincitore si piazzavano rispettivamente Valant, Rebrovič, Bakič e il fiumano Tišma. 1948: ALEKSANDAR ZORIC Questa quinta edizione presentava radicali mutamenti. Il numero delle tappe veniva portato da 3 a 5 e, con la partecipazione dei corridori di Trieste, assumeva un certo carattere internazionale. Le tappe: Zagabria — Crikvenica, Crikvenica — Postumia, Postumia — Bled, Bled — Maribor è Mari-zor — Zagabria. La prima era vinta da Aleksandar Zorič, la seconda da Milan Poredski, la terza da ži-yorad Mičič, la quarta ancora da Aleksandar Zorič e la quinta dal veterano August Prosenik. La vittoria finale andava a Aleksandar Zorič, seguito nell’ordine da August Prosenik e Antonio Strain. Al quarto posto si piazzava Eugenio Bartoli, al sesto Mario Rebula e al nono Sosič Rodolfo tutti e tre di Trieste. Nella classifica a squadre era prima la Serbia, davanti a Croazia e Trieste. 1949: LUIGI MALABROCCA Il 1949 fu Tanno di assestamento definitivo dell’itinerario della corsa; rimasto poi quasi immutato fino ali’edlzione di quest’anno. Il numero delle tappe saliva 3 7: Zagabria — Crikvenica, Crikvenica — Pola, Pola — Capodistria, Capodistria — Bled, Bled — Lubiana, Lubiana — Maribor e Maribor — Zagabria. Il carattere internazionale veniva ad essere sottolineato con la partecipazione, oltre che di corridori di Trieste, di alcuni fra i migliori dilettanti e indipendenti austriaci, francesi, italiani e belgi. Le tappe furono vinte nell’ordine da Luigi Malabrocca (Italia), Strain Antonio (R.F.P.J.), René Rouffeteau (Francia), Miro Graj-zer (R.F.P.J.), Milan Poredski (R. Split 20 13 2 5 41:21 28 Borovo 21 13 1 7 38:20 27 Rijeka 21 10 5 6 23:19 25 Trešnjevka 21 10 5 6 38:39 24 Segesta 21 10 4 7 34:29 24 Šibenik 19 10 2 7 36:29 22 Tekstiiac 21 8 6 7 33:32 22 Ljubljana 2} 7 7 7 35:24 31 Maribor 21 7 3 li 28:33 17 Branik 21 7 3 n 29:44 17 Scoglio Olivi 21 5 4 12 22:31 14 Kladivar 29 4 1 15 23:61 9 ta su partita erano regolarmente perse e in malo modo. Quando Blaiko-vié ricevette finalmente il benservito era ormai tardi per evitare il disastro. Le sconfitte che seguirono erano la logica conseguenza. Sbagli particolarmente gravi si sono fatti nel campo tecnico. Mai. notammo un gioco che assomigliasse a uno schema tattico, almeno approssimativo. Evidentemente gli allenatori, che hanno prestato in quest’ultimo periodo la toro opera nella società, andavano bene, si e no, per sqiuidretfe di campionati di periferia, Ma le responsabilità più gravi vanno attribuite a 2 o 3 elementi dei cantieri, presidenti e segretari di organizzazioni sportive i quali, au-toreputandosi infallibili e insostituibili ,si ostinano, costi quel che costi, a mantenere il monopolio di giudizio e di comando. Dare in mano a un bimbo che muove, o quasi, i primi passi, qualcosa di fragile, si ricava necessariamente soltanto cocci.-Con ugual leggerezza, infatti, si trastullavano Barut, Sironi e altri e i risultati sono quelli che sono e quali dovevamo, logicamente, essere. Ci sarà ora qualcuno capace di rompere quel monopolio? Speriamo di si, anche se il male tormenterà per pa-fepchio tempo ancora la società e i suoi sostenitori, quanto invece altri fattori determinanti, quali i metodi di preparazione fisica e tecnica, il sistema del gioco di squadra, la tattica, ecc. Durante il campionato si è cambiato ben dqe volte l’allenatore, sperando di rimediare in qualche mqdo la. situazione. Allontanato Martino-vie, che nella prima parte del campionato aveva già seriamente compromesso le sorti della squadra con errori, frutto della sua testardaggine, si affidò la squadra a Blašković che introdusse un allenamento molto più adatto a cavalli da corsa che a semplici giocatori di •calcio, presentandosi in campo dopo un mese di questa «preparazione» con una squadra sfasata e stanca da far pietà. Parti- PUGILATO Il Wiener Ä.C. 92 a Pola e Capodistria POLA, 13 — Sarà ospite il 19 c. m. il Wiener A. C. 92 che sosterrà un incontro pugilistico con la locale compagine del «Fola». Il 22, a Fiume, incontrerà poi una rappresentativa oombiata Pola—Fiume e il 29 sarà a Capodistria -per incontrarsi nuovamente con -il «Pola». Il Wiener A. C. 92 conta nelle proprie file un campione europeo e alcuni campioni germanici. Gli incontri con i forti pugil.i poles; e fiumani promettono pertanto uno spettacolo di grande interesse e combattività. Campionato jugoslavo -1. Lega r.T.j.;, ancora Luigi Malabrocca e Milan Poredski. Vinceva il Giro Luigi Malabrocca con 16’ 51” di vantaggio su Milan Cok (Trieste), 24’ 49” su Strain Antonio. Quarto era Aleksandar Zorič e quinto Rinaldi (Trieste). La squadra triestina, composta da Cok, Rinaldi e Fontanot, si aggiudicava il primo posto nella graduatoria a squadre, seguita dalla Jugoslavia e daU’Italia. 1950: FRANCO FANTI Molto più agguerrite si presentavano le squadre straniere alla settima edizione del 1950. I corridori italiani si aggiudicavano ben sei delle sette tappe, aggiudicandosi il primo e il terzo posto nella classifica finale con Fanti e, rispettivamente Malabrocca. Il vincitore del Giro, Franco Fanti vinceva quattro tappe: la terza, quinta, sesta e settima. Le altre tappe erano vinte da Robert Benz (Lussemburgo) la prima, Ilio Baronti (Italia) la seconda, Giorgio Car-gioli (Italia) la quarta. L’itinerario era il seguente: Lubiana — Maribor, Maribor — Zagabria, Zagabria — Fiume, Fiume — Pola, Pola — Portòrose, Portorose — Bovec, Bovec — Lubiana. In classifica generale, Fanti precedeva Varga (Jugoslavia) di 25’ 29”, Malabrocca (Italia) di 36’ 24" e, nell’ordine, Cargioli (Italia), Arduino (Italia), Sironi (Jugoslavia), Colja e Fontanot (Trieste). Al decimo posto si piazzava l’esordiente Veselin Petrovič, che vin- -cerà poi l’edizione del 1954. La squadra italiana era prima, seguita da Trieste e Jugoslavia. (Continua) (Continua dalla I. pagina) mento, Markovič raddoppiava il vantaggio al 24’. Punti Sul vivo, i blu della Dinamo reagivano e dimezzavano le distanze al 31’ con Benko. Nella ripresa era ancora Benko a pareggiare al 6’. Al 15’ Liposinòvic portava la Dinamo in vantaggio, ma il BSK pareggiava nuovamente al 20’ con Jelisavlje-viè, SPARTAK — PROLETER 5:0 (4:0. Il Proleter sta andando alla deriva. Non è rimasto più che l’ombra della bella squadra che fu la rivelazione del campionato passato. Negli ultimi due mesi ha collezionato una serie di sconfitte, che lo mettono in pericolo. Anche contro lo Spartak non è riuscito a rimettersi ed ha dovuto ingoiare un'altra dura e umiliante sconfitta. Le reti delio Spartak, che ha dominato in campo dal primo all’ultimo minuto, sono stale realizzate da Ognjanov al 3', 42’ e 16’ della ripresa e da Tomaševič al 28’ e 44’ del primo tempo. PARTIZAN — VOJVODINA 0:0. L'incontro fra Partizan e Vojvodina è stato interessarne, veloce e tecnicamente pregevole, ma è mancato di mordente nella" conclusivi-tà delle azioni. Le due squadre, ormai tranquille in classifica, non hanno badato alla segnatura, ma si sono limitate ad un’esibizione di bel gioco a metà campo, senza segnare nemmeno un punto. Il risultato può considerarsi equo, anche se la Vojvodina ha marcato nel primo tempo una leggera superiorità territoriale. I due portieri non sono però sitati mai chiamati all’opera in interventi difficili, cosicché alla fine il risultato bianco ha soddisfatto ambedue gli undici, desiderosi solamente di prendersi quanto prima il tanto sospirato riposo. SARAJEVO—HAJDUK 3:1 (3:1). A distanza di soli otto giorni, lo Hajduk è stato nuovamente sconfitto in quel di Sarajevo. A ripetere l’impresa dello Železničar è stato questa volta l’undici del Sarajevo, il quale non è riuscito solo a vincere rincontro con i probabile riep-campioni, ma a superarli in (tecnica, volontà e fiato. La partita si è risolta nei primi 45’, quando l’Hajduk, troppo temporeggiante, è stato infilato da una serie di tre reti, che lo hanno messo fuori combattimento. Al 7’ segnava Živkov, al 24’ Jusufbegovič ed al 33’ ancora Živkov. Umiliati dal forte passivo, gli spalatini reagivano rabbiosamente e diminuivano il distacco al 43’ con Vidoševič. Nella ripresa l’Hajduk tentava di rimontare lo svantaggio, ma Vukas si prendeva il lusso di sbagliare ben due volte da posizione favorevole. RADNIČKI—ŽELEZNIČAR 1:1 (1:0). Lo Železničar ha fatto un altro passo in avanti vers'o la salvezza dalla retroaeissione. Dopo la vittoria inaspettata contro l’Haj-duk, i neo promossi di Sarajevo hanno messo in luce la loro buo- na condizione attuale pure a Belgrado contro il Radnički, al quale sono riusciti a togliere un preziosissimo punto, forsle decisivo agli effetti della salvezza. E stato, anzi, lo Železničar più vicino alla vittoria, ma ì suoi avanti sì sono lasciati prendere dal nervosismo, sbagliando nel finale due facilissime occasioni. Il Radnički si portava in vantaggio al 28’ del primo tempo con una bella rete, realizzata di testa da Petakovič. ma veniva raggiunto nella ripresa da una rete di Kalovič, realizzata al 10'. CRVENA ZVEZDA — ZAGREB 4:2 (3:0). A Zagabria la Crvena zvezda ha conseguito un’altra vittoria netta e sonante. I belgradesi prendevano subito in mano le redini del gioco e passavano in vantaggio già al 14’ con Cokič, imitato un minuto più tardi da Toplak. A tre minuti dalla fine del primo tempo, Zivanovič portava a tre le reti per la Crvena zvezda. Era ancora lo stesso giocatore a segnare la quarta rete, all’ll’ della ripresa. Reagiva allora lo Zagreb che slegniava due reti, al 20! e al 31’ con Benčič. LEGA REPUBBLICANA SLOVENA I risultati: Grafičar — Postojna 1:4 Branik — Krim 2:4 Triglav — Aurora 3:0 (p.f.) Isola — Pirano (non disputata) Slovan — Nova Gorica 2:1 La classifica: Krim 18 14 2 2 68:21 30 Nova Gorica 17 13 2 2 69:18 28 Grafičar 18 11 1 6 44:39 23 Triglav 18 8 1 9 37:39 17 Slovan 18 8 0 10 30:40 16 Aurora 18 7 2 9 22:40 16 Postojna 17 5 4 8 18:40 14 Branik 18 6 1 11 26:48 13 Isola 15 4 2 9 23:36 10 Pirano 17 3 1 13 19:54 7 AUTOMOBILISMO Immane sciagura alle '2*1 ore, di Le Mans LE MANS, 12 — Una spaventosa sciagura ha funestato ieri la classica «24 ore» di Le Mans. Simile tragedia non conosce precedenti nella storia dell’automobilismo mondiale. Una Mercedes da corsa, lanciata a oltre 200 km di media, è piombata fra gli spettatori, esplodendo come una bomba. La macchina era pilotata dal francese Levegh. Circa 9Q cono stati i morti e oltre 100 i feriti, molti dei quali in fin di vita, raccolti in un raggio di cento metri dal punto in cui è esplosa la macchina. Un bilancio completo delle vittime non si è fatto ancora, ma si presume che altri decederanno fra i ricoverati all’ospedale, per le gravi ferite.