TASSA POSTALE PAGATA EDIZIONE DEL SABATO la nostra lotta ORGANO DELL' U.A.I.S. DEL CIRCONDARIO ISTRIANO ■ TERRITORIO TRIESTE Non saranno certamente volgari menzogne e piani macchia-vellici che ostacoleranno la marcia dei popoli jugoslavi verso la concretizzazione della scienza MARXISTA - LENINISTA. DIREZIONE — REDAZIONE — AMMINISTRAZIONE Riva Castelleone 2 — CAPODISTRIA, telef. IVO ABBONAMENTI: Zona B e Jugoslavia anno: Din. 180, semestre Din. 90, trimestre Din. 50. — Zona A: anno L. 1400, semestre L. 740, trimestre L. 380. DINARI 2. - LIRE 10. Conto corr. nella Banca Istriana I N G I CO H D Il processo contro il «Primorski Dnevnik» si è dunque concluso, almeno per il momento, con la condanna, come, del resto, certa giustizia ci ha abituato ormai da lungo tempo, del suo direttore responsabile. Abbiamo detto per il momento perchè contro questo verdetto, palesemente ingiusto, verrà presentato ricorso. Perchè il comp. Renko è stato chiamato davanti alla corte militare superiore? Di quale reato principale egli doveva difendersi di fronte alla corte presieduta da Mr. Bayliss? Se non erriamo, e tutti 10 ricordano benissimo, la causa contro il «Primorski Dnevnik» è Staat originata principalmente a motivo delle affermazioni, contenute in un articolo, concernenti le percosse subite da alcuni impiegati civili del RASC. E’ noto anche che 11 «PIO» ha diramato un comunicato nel quale venivano smentite tutte le notizie pubblicate dai vari giornali in merito al maltrattamento di personale civile. Tutte le altre imputazioni avevano carattere di secondaria importanza. Orbene il verdetto che Mr. Bayliss ha pronunciato mercoledì scorso contiene la precisa affermazione che gli autisti sono stati percossi. Ad un tratto però la principale imputazione cessa di avere questo valore e ci si attacca disperatamente agli altri capi d’accusa dui di poter provare la colpevolezza di un giornale democratico. Durante tutto il processo il pubblico che vi assisteva ha avuto l’impressione che l’accusato non fosse già il direttore del «Primorski Dnevnik» , ma bensì quel paio di agenti della SIB che avevano percosso gli autisti. Il presidente Bayliss si è preoccupato anzi di mettere in rilievo che il processo si era svolto a carico del Renko. Pi ha l’impressione che questa precisazione doveva servire per preparare l’opinione pubblica ad una condanna ingiusta. Quale è il valore effettivo delle altre imputa ioni? Abbiamo detto che esse erano di secondaria importazione. Chiunque ha una certa pratica e famigliarità con il giornalismo, deve onestamente riconoscere che gli errori di carattere tecnico, tipografico, sono sempre possibili. Ciò per quanto riguarda il punto interrogativo che per errore è stato ommesso nel titolo dell’articolo. D’altra parte ritiene forse la corte la quale ha giudicato il Renko che condannado questi per a-ver scritto una cosa inesatta nei confronti del BETFOR, quando e-sistono le prove che ciò vale per il TRUST, ritiene, ripetiamo, che con una simile condanna si salva l’onore ed il prestigio dell’insieme delle forze angloamericane che occupano ed amministrano la zona A del Territorio di Trieste? La ditesa ha dimostrato sufficientemente trattarsi di un lapsus. La corte giudicante non ammette questo lapsus. Bisogna dedurre che si è serviti di questo argomento soltanto per. giungere ad ogni costo a una condanna. Che la giuriprudenza, o per essere più precisi, il diritto procedurale anglosassone sia molto formalista è risaputo, ma tutti i processi, specialmente quelli di carattere politico, celebrati a Trieste, hanno chiaramente dimostrato che questo formalismo è stato molto volentieri spinto all’eccesso e usato pur di colpire gli oppositori politici. D’altra parte abbiamo anche osservato che analoghi procedimenti formalisti sono stati usati per assolvere quelli che erano considerati come i naturali alleati delle truppe di occupazione. L’organo dell’OF ha subito sin qui già tre processi. Sempre è stato regolarmente condannato, una volta ad una multa rilevantissima. Altra stampa triestina che in moltissimi casi ha avuto espresioni poco riverenti nei confronti di quella amministrazione militare, ‘ non è stata mai condannata. Anche nel recente caso degli autisti del RA SC non nè ha risentito il minimo danno. Il presidente della corte militare può anche affermare che si sta processando il «Primorski Dnevnik» e non già altri giornali. E’ un formalismo tirato per i capelli, un formalismo che non convince nessuno. Una unica verità balza evidente agli occhi di tutti: Si è condannato il «Primorski Dnevnik» perchè questo è il giornale che si batte per gli interessi nazionali degli sloveni, interessi che vengono conculcati dalla reazione sciovinista italiana, con il tacito consenso, per non dire peggio, del governo militare di occupazione. Il P. D. è stato condannato perchè esso si batte conseguentemente per la democratizzazione della vita pubblica nella zona A del Territorio di Trieste, sulla linea delle gloriose u À s N T N A A tradizioni del movimento di liberazione nazionale. E’ stato condannato perchè è uno schietto interprete delle aspirazioni e della volontà della stragrande maggioranza della popolazione triestina. I democratici, tutti gli onesti, non possono naturalmente fermarsi ad un verdetto che è dettato da preoccupazioni d iindole politica, da un verdetto cui sono più cari gli interessi contingenti che la verità. Una giustizia che emette un verdetto ingiusto non può esere considerata giusta. II verdetto che ha colpito il direttore responsabile del P. D. deve venir dunque riprovato. Siamo persuasi perciò che in sede di appello si dovrà riconoscere questi elementi di essenziale importanza ed assolvere il «Primorski Dnevnik» da o-gni imputazione. Riconoscere la verità non significa diminuirsi. LETTERA APERTA AI S. D. SLOVENI Noi lavoratori della cittadina di Capodistria che nei giorni 26-27 Vili 1949, siamo stati Vostri ospiti in varie località della Slovenia, ringraziamo Voi e tramite Vostro la cooperativa agric. di produzione di Gabrovizza, gli operai dello stabilimento Litostroj di Lubiana, e gli operai dei cantieri di costruzione della Nuova Gorizia per la cordiale ospitalità offertaci. Con l’occasone vogliamo esprimere il nostro riconoscimento dei sacrifici fatti da tutti gli operai della nuova Jugoslavia che edificano il socialismo nel Vostro paese creando cosi il benessere per tutto il popolo lavoratore. Le nuove opere da Voi costruite hanno destato in noi una viva sorpresa. Ora comprendiamo, dopo a-ver visto con i nostri occhi, come siano ingiuste le calunnie e le diffamazioni lanciate dai paesi Comin-formisti e dall’Unione Sovietica nei confronti del Vostro Partito Comunista e del popolo lavoratore. Siamo certi che il popolo lavoratore della nuova Jugoslavia, sotto la guida del Partito Comunista e dal comp. Tito, creerà il socialismo nel proprio paese. Questa sarà la prova più lampante della giustezza della linea del Vostro Partito e la risposta più efficace a tutti i calunniatori. Siamo pienamente convinti che la realtà dovrà trionfare; ed è proprio lo slancio lavorativo degli operai della nuova Jugoslavia che giornalmente contribuisce al trionfo di quest’ultima. M F — L P I componenti del gruppo: Pesaro Mario, Norbedo E-lio, Vascotto Gino, Fonta-not Nazario, Budica G., Lu-ghi Renato, Novak Dušan, Suplina Francesco CONTINUA IL PROCESSO - FARSA MENZOGNE SMENTITE nelle confessioni di Budapest VIENNA — Il processo Rajk, che è entrato nella sua ultima fase, ha in certo qual modo deluso il pubblico, che si aspettava delle fasi drammatiche, rivelazioni sensazionali, episodi emozionanti. Invece nulla di ciò; dopo lo scalpore iniziale suscitato dall’atto di accusa nessun elemento nuovo ha cambiato la fisonomia del processo che continua in un’atmosfera monotona, mentre l’attenzione della stampa mondiale va gradatamente scemando. Nel suo numero del 21 c. m. la «Borba» riporta le dichiarazioni di Carlo Mrazovic, ex Ministro jugoslavo in Ungheria ed attualmente ambasciatore a Mosca, che al processo Rajk, viene definito «spia e diplomatico». Mrazovic sarebbe entrato in contatto con Rajk in un campo d’internamento dei combattenti spagnoli in Francia, dove sarebbe stato detenuto assieme a Bebler e Maslarić, Mrazović ha affermato di non essere mai stato in un campo d’internamento in Francia, come del resto non lo sono stati Bebler e Maslaric. Dopo aver ironizzato sul «colloquio segreto» al quale egli avrebbe fatto da interprete a Rajk e Rankovic, Mrazovic ha parlato delle deposizioni di Pai-fi il quale ha asserito di aver sabotato la entrata dei quadri operai nell’esercito, favorendo invece l’entrata in massa degli ufficiali del vecchio esercito di Horthy. «Qui i commenti sono superflui — ha detto Mrazovic — poiché o quanto dice Palfi è una grossa bugia, oppure il «Comitato Centrale Leninista» del partito comunista ungherese dormiva il sonno dei giusti. La stessa considerazione vale per la liquidazione dell’organizzazione del partito nell’esercito e nella polizia ungherese. E’ possibile sciogliere le organizzazioni del partito in tutto l’esercito ed in tutta la polizia senza informare nè il partito nè il Comitato Centrale? Oppure lo scioglimento delle organizzazioni del partito è il risultato della politica opportunista del comitato centrale ungherese, di cui risponde oggi l'accusato Palfi? Mrazovic conclude la sua dichiarazione con l’affermazione: «Quando gli organizzatori del processo di Budapest riterranno che questo sia terminato, solo allora co-mincerà il nuovo processo agli autori di tale processo. Sarà la voce della verità delle masse dei lavoratori di tutto il mondo». — O — BELGRADO — Gli organizzatori del processo di Budapest hanno tentato di presentare nell’atto d’accusa e nelle dichiarazioni di Rajk i volontari Jugoslavi nella guerra spagnola come trotzkisti. Nell’atto d’accusa viene, tra d’altro, asserito che i combattenti jugoslavi Svetozar Vukmanović - Tempo ed Aleš Bebler erano sttai in un campo di concentramento francese, come agenti di un’organizzazione spionistica IL PROCLAMA del comitato per la pace del T.L.T. Cittadini, lavoratori italiani e slavi del Territorio di Trieste! Il 2 ottobre si svolgerà la giornata internazionale della pace. La pace è un’aspirazione naturale degli uomini, un bene essenziale; la fraterna convivenza fra i popoli è una condizione fondamentale della vita stessa dell’umanità. In ogni paese grandi masse popolari manifesteranno il 2 ottobre ancora una volta la loro volontà di pace e di democrazia, la loro determinazione di conquistare e difendere questi beni. Centocinquanta anni di capitalismo ci dimostrano ad esempio, una storia di guerre, di sangue e rovine per i popoli. Il capitalismo infatti, per sua natura, per le esigenze del suo sistema economico basa la sua vita sulla dominazione ed oppressione dei popoli, sulle conquiste territoriali, sulla guerra. Cittadini, democratici! La difesa della pace non può essere perciò disgiunta dalla conquista della democrazia. Soltanto con la quotidiana lotta politica, rafforzando e potenziando l’unione di tutti i lavoratori, combattendo su tutti i problemi che riguardane il popolo, si può conquistare la democrazia e creare le condizioni per difendere la pace. Cittadini del Territorio di Trieste! In tale circostanza più che mai i cittadini del Territorio devono dare un contributo concreto alla lotta, dimostrando praticamente come si possa e debba difendere la pace nel mondo, minacciata dall’imperialismo internazionale. Nel territorio di Trieste la pace si difende con un’azione generale di tutte le forze democratiche in difesa del Trattato di Pace e dei suoi istituti. Cittadini, lavoratori! Prepariamoci alla giornata internazionale per la pace, esigendo il rispetto del Trattato di Pace con l’Italia e l’applicazione dello Statuto, il rispetto dei diritti democratici dei cittadini, il riconoscimento dei diritti nazionali degli slavi. Condanniamo la campagna d’odio sciovinista, la politica di rivincita dei circoli finanziari e politici italiani legati all’imperialismo anglo-americano, ripudiamo la stampa provocatrice, smascheriamo i falsi amici della pace, quali sono i partiti della Giunta d’Intesa, i cosidetti CLN dell’Istria, i falsi comunisti vidalia-ni che sono per la pace a parole mentre, in effetti lavorano per la guerra, sostenendo le «rivendicazioni» del neoimperialismo italiano che vuole la revisione del Trattato di Pace. Si difende la pace a Trieste con una lotta unitaria contro l’imperialismo ed i sue) piani di asservimento politico ed economico. Si difende la pace nel Circondario dell’Istria combattendo i residui del capitalismo, mediante il rafforzamento dei poteri popolari e lo sviluppo dell’economia in senso socialista. Evviva la pace fra i popoli! Evviva la fratellanza fra gli italiani e gli slavi nel Territorio di Trieste! Il Comitato del TLT per la difesa della pace straniera. In seguito a tale deposizione dell’accusa e dello stesso Rajk, le due personalità jugoslave hanno dichiarato ad un corrispondente della «Borba» che non erano mai stati nei campi di concentramento francesi, mentre Vukmanović non era mai stato in Ispagna. In seguito a tali dichiarazioni da parte jugoslava, la Radio di Budapest, cercando di trarsi dal brutto impiccio, ha messo in azione una goffa manovra. Nelle trasmissioni di Radio Budapest si asserisce che Rajk, durante la sua deposizione non ha citato i nomi di Vukmanović - Tempo e di Aelš Bebler, bensì quelli di Vumanović e di Veber. Cosi nelle trasmissioni in lingua ungherese e serba della Radio di Budapest, i nomi Vukmanović e Bebler, venivano continua-mente sostituiti con i nomi Vumanović e Veber. Con ciò la Radio di Budapest cerca di attenuare la penosa impressione prodotta sull’opinione pubblica mondiale dalle buffe menzogne che compromettono tutto il processo, e dimostrano su quali basi si fondino le accuse an-ti-jugoslave. In tale modo gli organizzatori del processo di Budapest sono stati colti in palese menzogna per quanto riguarda i volontari jugoslavi in Ispagna e gli internati nei campi di concentramento che mai sono esistiti. — O — BELGRADO — La «Borba» pubblicava il 22 c. m. su tutta una pagina un articolo di Mosa Pijade, membro del Politbureau del Comitato Centrale del Partito Comunista jugoslavo, dal titolo «Ciò che il processo di Budapest rivela». Pijade sottolinea nel suo articolo che il processo di Budapest rapp-presenta una provocazione mostruosa contro la Jugoslavia, provocazione che serve alla sfrenata campagna contro il paese socialista. «II. processo contro Rajk a Budapest scrive Mosa Pijade — ha potuto sorprendere soltanto in un primo tempo qualche jugoslavo per la sua mostruosità, ma subito dopo tale processo è divenuto per ogni jugoslavo una prova irrefutabile che si tratta solamente di un nuovo attacco della controrivoluzione, di un attacco vergognoso, di un atto di banditismo contro l’onore, l’indipendenza ed i diritti sovrani dei popoli jugoslavi. Esso sì svolge come è stato stabilito in anticipio dall’istruttoria e come è stato esposto nell’atto d’accusa. Non potrebbe essere altrimenti. Infatti se non fosse stato fissato in anticipio in un modo o nell’altro che gli accusati, seduti tragicamente sul banco, le mani dietro la schiena, come se le-gessero un abecedario o se obbedissero alla voce di un ipnotizzatore, si autoaccusino, ciò che è meno importante, ed accusino i dirigenti jugoslavi, di ciò che è invece importante, sulla base di dati fantastici, l’atto d’accusa non sare Poe stato nemmeno compilato. Il decorso del processo offre, è vero una immensa mole di materiali che, ingenui sino a rasentare la comicità, svelano tutta una falsificazione vergognosa, i vari registi del processo ed i loro scopi, benché l’atto d’accusa sia di per se stesso sufficientemente indicativo. Questo atto d’accusa costituisce la vera risposta alla nota del Go- verno jugoslavo, che difende la sovranità jugoslava e chiede l’istituzione di rapporti paritetici. Indubbiamente si attende il risultato del processo di Budapest per stilare u-na risposta diplomatica. La Jugoslavia che difende la sua indipendenza, il suo diritto sovrano di vivere senza tutele che chiede la parità giuridica, il mutuo rispetto e la cortesia fra gli Stati socialisti, questa Jugoslavia deve essere dipinta con l’aiuto del processo di Budapest come un odioso Paese fascista, che viola la sovranità degli altri Stati socialisti, che desidera accaparrarsi i territori dei suoi vicini, che organizza in tutti i Paesi socialisti il rovesciamento dei Governi con la forza e l’assassinio dei dirigenti ecc., e prepara contemporaneamente l’intervento armato della Jugolavia in Ungheria per il rovesciamento del regime attuale ed . rovesciamento del regime attuale ed il ritorno del capitalismo, e simili bazzeccole. Chi si meraviglierà perciò dei vari movimenti di truppe e delle manovre alla frontiera jugoslava, dato che la Jugoslavia è devenuta il dragone imperialista insaziabile, avido di conquista alle spese dei teritori dei suoi vicini? Continua in II. pag. PANORAMA UTTIMANAlt LA LORO GUERRA «Gli Stati Uniti contano sui paesi dell’Europa Occidentale per fare la guerra senza intervenire essi stessi»: cosi scrive la parigina «Hu-manitè» a proposito del comitato di difesa atlantico. Esso aggiunge «in questa complessa organizzazione di zone d’azione e di comitati militari, un fatto appare chiaramente: Gli Stati Uniti hanno accuratamente preservato la loro libertà d’azione trategica, vale a dire il diritto d’intervenire in un conflitto al momento desiderato, oppure di non intervenire affatto. Si vede immediatamente cosa significa questa posizione privilegiata degli Stati Uniti per gli altri paesi firmatari: dopo aver lanciato uno o più paesi europei in una guerra d’aggressione, gli Stati Uniti potranno seguire il conflitto da oservatori, limitandosi ad inviare armi e denaro. «Gli Stati Uniti non figurano che come membri consultivi nei comitati regionali europei — nota la «Tribune des Nations — riservandosi cosi, in ultima analisi, una libertà d’azione strategica illimitata . . . conformemente ai voti espressi dai senatori al tempo della ratifica del Patto Atlantico. 611 emigrati il Francia salutai! il maresc. Tito LUBIANA, 20 — Prima di partire per la Francia il gruppo di emigrati, che è stato ospite del C. C. dell’Unione del Sindacati della Jugoslavia, ha inviato i propri saluti al maresciallo Tito, al C. C. del P. C. J. ed al C. C. dell'Unione dei Sindacati della Jugoslavia. Il telegramma al maresciallo Tito è cosi formulato: «Lasciando la nostra amata Patria, la Jugoslavia socialista, il nostro pensiero è rivolto a Te, caro compagno Tito. Dal confine, noi Ti inviamo i nostri più sinceri,, più fervidi e fraterni saluti, con l’augurio di lunga vita per la felicita dei popoli della Jugoslavia socialista, per il bene del movimento operaio internazionale. Nei 15 giorni trascorsi in Jugoslavia, noi abbiamo visitato città e villaggi, abbiamo visto Belgrado, Zagabria, e le altre maggiori città delle Republiche popolari. Abbiamo visto i giganteschi cantieri, le nuove fabbriche, le cooperative contadine di lavoro, abbiamo conosciuto l’eroica gioventù della Jugoslavia, i pionieri che godono una felice infanzia nel loro paese rinnovato. Rimirando tutto questo, noi abbiamo osservato con ammirazione l’enorme trasformazione della Jugoslavia, realizzata sotto la Direzione del Partito comunista con capo Te, compagno Tito. Ovunque, ad ogni passo, ci è apparso evidente che nel nostro Paese si sono svolti grandi avvenimenti, che esso edifica veramene a rapidi passo il socialismo, che con ritmo inmitabile vanno scomparendo le tracce di quel regredito Paese capitalistico che noi siamo stati costretti ad abbandonare. Al nostro ritorno, visitando i nostri villaggi nativi e le città, ritrovandoci con le nostre fami- FERROVIE JUGOSLAVE SI COMPIE IN QUESTI GIORNI IL LORO CENTENARIO. LE GIOVANI SPERANZE GUARDANO FIERE LE ULTIME LOCOMOTIVE glie, ci siamo convinti del fervore di una nuova vita ,ci siamo convinti che essi non vivono più della vita che noi abbiamo qui lasciato, che il loro presente è felice e che il futuro è assicurato. Perciò molti di noi si preparano già a ritornare nella nostra amata Patria, la Jugoslavia. Tutto quanto aobia-mo visto nella Jugoslavia « oculista, ci offre la possibilità di dichiarare al mondo intero che è menzogna quanto dicono della Jugoslavia gli artefici e gli aderenti alla risoluzione dell’Ufficio di informazioni, che è una menzogna che in Jugoslavia si ritorna al capitalismo. Comprendiamo che i Paesi capitalistici ed imperialistici odino la Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia perchjè l’attuale direzione realizza con coerenza il socialismo e conduce il Paese sulla via indicata dalla scienza del marxismo-leninismo. Ma noi operai, riteniamo incomprensibile ed inammissibile che dirigenti dei partiti comunisti possano e si permettano di servirsi di volgari menzogne e calunnie nei riguardi dei popoli della Jugoslavia, del loro glorioso Partito e della loro eroica Direzione. Prima di partire per il nostro Paese e durante il viaggio stesso, abbiamo udito formulare da varie parti calunnie contro di Te ed il Paese che Tu guidi con tanto successo. Noi non credevamo a queste calunnie, ed ora ci siamo convinti sul posto che erano infami e vergognose menzogne quelle che abbiamo sentito sulla Jugoslavia. Perciò Ti promettiamo e Ti assicuriamo che diffonderemo tenacemente la verità sulla nuova Jugoslavia, che smentiremo fra gli emigrati ed i nostri compagni francesi tutte le favole ostili e controrivoluzionarie sul nostro Paese, certi di contribuire cosi al rafforzamento delle forze democratiche nel mondo, al consolidamento della solidarietà internazionale della classe operaia. Noi Ti assicuriamo di tutto cuore che la Jugoslavia socialista ha in noi del figli fedeli, pronti a lottare con tutte le loro forze per il trionfo de’la verità sulla nuova Jugoslavia, pronti a non risparmiare sacrifici a tale scopo. Compagno Tito, noi abbiamo goduto incancellabili impressioni, ma l’impressióne più profonda l’abbiamo provata quando abbiamo fatto visita a Te, quando abbiamo potuto discorrere con Te; quel giorno è stato il nostro giorno più felice. Di tutto cuore Ti ringraziamo di averci ricevuto e le parole che Tu ci hai indirizzato rimarranno per sempre nel nostro ricorda e ci additeranno la via nella nostra vita e nel nostro ulteriore lavoro. Vivi a lungo, nostro amato compagno Tito.» Non entra l’Italia LONDRA — Da fonte ufficiale si è appreso oggi che al Foreign Office è pervenuta la seconda nota sovietica di protesta contro la partecipazione dell’Italia al patto Atlantico. Tale nota era stata consegnata dall’ambasciatore dell’URSS a Londra in data 15 settembre, mentre la prima era stata comunicata nel luglio scorso. «Concedendo alla Granbretagna il privilegio di dirigere la futura guerra in difesa degli interessi a-mericani incalza la socialista Volksstimme — il Dipartimento di Stato si è assicurato un fedele alleato, scartando l’incerto francese e ponendo tutti gli altri paesi in un’umiliante posizione d’inferiorità, die li rende in ogni senso semplici pedine nella gigantesca scacchiera bellica americana». Queste concezioni —• afferma il generale britannico Fueller, uno dei più importanti critici militari inglesi, sul quotidiano «The People» — significano bombe atomiche per gli americani, inferno e uomini per gli altri». «Quello che si dispongono a comprare con i loro dollari — scrive l’accademico democristiano Gilson su «Le Monde’ — è, una volt* di più, il nostro sangue». E, una volta tanto, non possiamo proprio dargli torto. Sz» 1 " VISITE DI CORTESIA L’ammiraglio Connolly -• scrive la «Washington Post» a proposito dei recenti incontri spagnoli — afferma che la visita (a Franco) non riveste particolare significato, che si tratta soltanto di una comune vi? sita di quelle rese ogni anno dalia marina di guerra statunitense ai porti di paesi amici. Il segretario Acheson dice che non vi è alcun significato politico. A noi sembra, al contrario, che Vi sia un grande significato e eine, supponiamo, è quello che ha con? dotto il governo spagnolo ad esprimere grande soddisfazione^ fattoi, questo, di grave ed infelice signtfi-cato». Altro che significato! «La visit* dell'ammiraglio Connolly a Franca è in stretto rapporto con i piani dei militaristi di oltre Atlantico tendenti a trasformare il Mediterraneo in un lago americano — scrive la moscovita «Flotta Rossa» — i circoli militari statunitensi cambiano ogni giorno di più la penisola iberica in una base aerea e navale di loro proprio uso, èssi stanno circondando il Mediterraneo con una rete di basi strategiche, nella quale la Spagna assunse il ruòlo principale». «I miei contatti con i capi della marina spagnola sono stati utilissimi — dichiara con una buona dose di faccia tosta lo stesso Connolly al «New York Telegram» — costoro hanno qualità apprezzabili e sono sempre siati tra - promotori della cultura e dalla «viltà in Europa». Cosa intenda ’’impareggiabile ammiraglio per «cultura e civili*», si può facilmente comprendere da»-do un’occhiata alle affolanssime galere franchiste (1.800 arresti ia pochi giorni, a quanto ci dice 1* clandestina «Espana Libre). Quello che non si riesce a «spire, però, è la disinvoltura con coi questi «grossi cannoni» della santa alleanza atomica cercano di sviare l’opinione pubblica dalle loro manovre, smentendo, atteggiandosi a candidi ed innocenti agnellini, rimangiandosi magari allegramente quanto avevano affermato quale*« istante prima. Condanniamo la campagna d’odi* «I nostri punti di vista — ha detto Connolly nel suo ultimo colloquio col dittatore fascista (ce lo riferisce «Action 49») — concìdono con i vostri. I nostri interessi sono gli stessi. Il nostro odio verso il comuniSmo si rafforza sempre più; * questo riguardo, voi ci avete mostrato la via. Noi militari abbiam« visto da gran tempo che la nostra sorte è legata alla vostra. I diplomatici devono tenere conto dell’opinione mondiale. Non è lontano il giorno in cui voi potrete sedere attorno al tappeto verde americano per la difesa della cultura e della civiltà». E queste sarebbe o le visite «prive rii significato». PETER KOI .OSIMO Jugoslavia operaia BELGRADO — Nei dintorni di Belgrado, presso il Danubio, è in costruzione una grande città operaia per circa 3.000 abitanti. Entro questo anno saranno costruiti 150 edifici a più piani con 600 abitazioni moderne. Questa città avrà i suoi magazzini di vendita, i suoi ristoranti ed i suoi giardini per bambini. MENZOGNE SMENTITE Continua dalla I. pag. Infatti ciò che vale per l’Ungheria vale pure per gli altri vicini. Pertanto, parallelamente al processo di Budapest, udiamo delle voci dalla parte della Bulgaria, secondo cui la Jugoslavia desidera impadronirsi di forza della Macedonia pirina, mentre a Bucarest la «Scantea» scrive che noi vogliamo impossessarci di una parte del Banato romeno, mentre a Tirana si grida che vogliamo spartirci l’Albania con Tsaldaris, mentre tutte le democrazie popolari si lamentano in coro che noi vogliamo rovesciare tutti i loro Governi e ripristinare il capi-tnhsnio in casa 1 >ro. Tutto questo, le note diplomatiche con le minacce e le minacce senza le note, come questo processo di Budapest, non sono che il frutto di una stizza irresistibile e della disperazione conseguente al crollo miserando di tutte le sciocche speranze politiche secondo cui le offese e le alte grida avrebbero potuto indurre i popoli jugoslavi a distruggere le loro stesse realizzazioni raggiunte col sangue, e ciò u-nicamente perchè si scaglia il fango su ciascuna delle loro sacre istituzioni a nome delle autorità che precisamente con gli attacchi contro la Jugoslavia socialista hanno cominciato a percorrere la china in senso inverso. Il processo di Budapest, scrive Pijade, rivela che la vanità egoista, piccolo-borghese, inammissibile dal punto di vista marxista, di volere «tenere il ruolo dirigente» del partito bolscevico e dell’Unione Sovietica nella pratica della vita internazionale rappresenta non solo una tendenza all’asservimento totale di tutti i partiti comunisti del mondo ad un solo partito a dei Paesi socialisti ad uno solo Paese, non solo la trasformazione di questi Paesi, che certi dei loro dirigenti hanno consegnato senza riserve alla libera disposizione della potenza «dirigente», in Paesi privi d’indipendenza, satelliti, che nulla hanno più di proprio nè in tema di politica interna nè in tema di politica estera, ma pure la trasformazione delle direzioni dei partiti e dei Governi di questi Paesi in altrettante comuni Prefetture- di polizia di uno Stato estero. Il processo di Budapest è frutto di questa degenerazione, frutto dello sciovinismo senza scrupoli dello «stato mammone» panrusso, che non esita dinanzi ad alcun mezzo per inserirsi nella vita dei popoli europei ed imporre la Nazione panrussa come la nazione mondiale, il condottiero. E’ frutto della paz-za vanità che attacca pure i frutti più importanti- della rivoluzione d’ottobre, che distrugge l’unità del movimento mondiale rivoluzionario e di tutto il fronte democratico mondiale, rendendo cosi il più grande servizio alla reazione mondiale. Ciò che rivela l’atto d’accusa è la vera faccia odiosa dell’internazio-nalismo riveduto. Mosha Pijade conclude in questi termini: Non possiamo affermare che l’Ufficio Informazioni sia stato creato appositamente per giungere a quanto sopra esposto,.ma i fatti sona tali che possiamo permetterci questo dubbio. Se noi ritorniamo ancor’oggi alle accuse rivolte contro di noi nel marzo 1948, lo facciamo perchè è stato provato da allora che tutte le accuse false ed ingiustificate non sono l’altro che una autoaccusa dei nostri accusatori che in tal modo cercano di mimetizzarsi della loro realtà essendo essi usciti dalla vera strada dell’internazionalismo e che calcano quella dello sciovinismo dello «Stato mammona». Questa costituisce un’opera di revisione che si è fatta strada in tutti i campi della pratica e della teoria. Brava Carcasse Il giorno 29 agosto la popolazione di Carcasse in riunione di massa si è impegnata di effettuare 4000 ore lavorative nell’ambito dell’emulazione precongressuale. Il comp. Degan ha fatto una relazione circa il significato del congresso. Animata dalle parole di sprone che il comp. ha pronunciato, la popolazione del paese ha superato le 4000 ore prefissesi. Le ore lavorative sono state impiegate come segue: 70 compagni hanno lavorato sulla strada Monte-Villano-va 365 ore; altri 150 compagni sono stati occupati alla riparazione della strada del paese con 1500 ore di lavoro; altre 1770 ore sono state impiegate per la pulitura dei pozzi e degli abbeveratori del paese, e cosi avanti fino al raggiungimento delle 4234 ore complessive. Ma la popolazione nel proprio entusiasmo lavorativo ha deciso di non fermarsi qui. E’ stato infatti deciso di effettuare nell’ambito dell’emulazione precongressuale altre 2500 ore di lavoro, che verranno impiegate parte alla costruzione deila strada Monte-Villanova, parte per la riparazione delle vie e strade del villaggio e per l’abbellimento del paese. Tutto questo lavoro positivo sta a dimostrare la fiducia della popolazione verso il Potere Popolare, non solo, ma è pure un successo visibile della popolazione e della gioventù, è una manifestazione della convinzione della quale sono pervasi, quello di essere incamminati sulla via giusta. La Nostra Lotta ___.________________ ............ ... RISULTATI NELLA FERTILISSIMA VALLE DEL QUIETO L'ENTE „MIRNA" PROSPERA GRAZIE Al NUOVI METODI AL POSTO DEL FALLIMENTO PREDETTO DALLA REAZIONE UN SUCCESSO OLTRE OGNI PREVISIONE La Valle del Quieto, divenuta terra fertile con il sistema tributario delle pompe aspiranti e prementi del passato regime di triste memoria, un tempo proprietà di 4—5 gerarchi fascisti, con la riforma agraria venne divisa fra i contadini del CP circostanti. E’ chiaro che lo spezzatamento delle grandi ex aziende agricole con la conseguente liquidazione e scomparsa della proprietà latifondista portò, come immediato riflesso, u- * i na certa contrazione nella produzione del grano. Tutti ben sappiamo che i tempi dell’autarchia e della battaglia del grano sono passati e, che la nuova struttura agraria del Potere Popolare della zona B del TLT impone un sistema produttivo pianificato e che - la contrazione della produzione del grano nella Valle del Quieto non è altro che un normale fenomeno passeggero. L’unico mezzo efficace per risol- vere questo problema transitorio, a disposizione dei tecnici dirigenti, fu quello di indurre i contadini interessati a modificare i primordiali sistemi di lavorazione e coltura, basati esclusivamente sulla semina del frumento, in altri di colture più redditizie e precisamente l'orticoltura. Alcuni degli interessati non si attennero però agli utili e fraterni consigli del Potere e, pur avendo le possibilità materiali di attuali preferirono sottomettersi alla pro- CONTINUA LA GARA PRECONGRESSUALE Vittorie della volontà nel paese del lavoro paganda deleteria ed interessata dei kulak, nemici palesi di ogni ini-iativa che ha per fine il benessere delle larghe masse. Nacque cosi l’Ente Agrario Comunale «Mirna» il quale prese in affitto gli appezzamenti di terreno non utilizzati per colture ortofrutticole dai legittimi proprietari per tali ragioni. Nel frattempo la propaganda dei Nei vari cantieri di costruzione del distretto di Capodistria prosegue l’attività per la edificazione e la realizzazione degli obiettivi prefissi per la gara di emulazione precongressuale. Giornalmente si assiste allo sviluppo dei lavori, a vista d’occhio si elevano le pareti delle case cooperativistiche, degli edifici a carattere economico ecc. I forestieri che giungono nel nostro circondario rimangono sorpresi rilevando tanto fervore di opere, tanto slancio lavorativo. Essi rimangono sorpresi perchè non sanno di che cosa sia capace un popolo quando ha conquistato un potere che è la sua espressione e la sua volontà e cioè il Potere Popolare. E’ ammirabile vedere con qual impegno i compagni delle organizzazioni di massa e la popolazione democratica compiono i lavori per la ricostruzione. I dati che giungono da varie località del distretto di Capodistria, pur con la loro laconicità esprimono ugualmente i successi e le realizzazioni ottenute nella gara Esaminando un pò questi dati vedremo quanto e cosa è stato fatto nel distretto. A VILLADECANI nella settimana dal 12-9 al 19-9 hanno partecipato al lavoro volontario 95 persone che effettuarono 697 ore lavorative. Venne compiuto lo scavo delle fondamenta dela casa del cooperatore, in buona parte eseguita la Sul lavoro si distinsero i compagni: canalizzazione e riparata la scuola. Obad Dušan, Gregorič Vojko e Furiarne Augusto. A MONTE di CAPODISTRIA dal giorno 14 al 18 9 sono state effettuate 857 ore di lavoro volontario per la costruzione della casa del cooperatore, e per la ricostruzione. Hanno partecipato ai lavori 180 persone. A STRUGNANO 35 persone, in maggioranza giovani, hanno lavorato per la costruzione del campo sportivo; ore effettuate 205. A PUCE, 44 persone hanno dato 176 ore per la casa del cooperatore. AD ANCARANO per la costruzione della casa del cooperatore hanno lavorato, dal 15 al 18-9, 125 persone che compirono 914 ore dì lavoro- volontario. Questo costituisce un primato per la località. Rivelante è pure il lavoro svolto a Sicciole, dove, nei giorni 16 e 17-9 hanno lavorato 30 compagni che diedero 222 ore di lavoro d'assalto per la sistemazione del torrente S. zione strade e per il monumento Odorico. Gazon ha dato 32 persone e 164 ore di lavoro per la ripara-dei caduti nella lotta di liberazione. A Santa Lucia il giorno 18 hanno lavorato per la riparazione della strada 22 persone che effettuarono 81 ore lavorative. A Villanova 32 abitanti lavorarono per la costruzione al monumento ai caduti, 160 sono le ore lavorative effettua- Questi dati offrono la chiara dimostrazione dello svilupparsi dell’emulazione precongressuale nel circondario. Emulazione clic ha raggiunto già altissime punte e tende ad elevarsi sempre di più. Ciò si è potuto ottenere con un buon lavoro agitativo. fra, la massa svolto con coscienza dai compagni delle segreterie di base i quali meritano gli elogi. La gioventù di Isola, partecipando con slancio alla gara precongressuale di emulazione, ha lavorato efficacemente sui vari obiettivi ad essa assegnati. Cosi mentre 130 giovani sportivi si sono prestati per la sistemazione del campo sportivo locale, effettuando 700 ore lavorative, la gioventù lavoratrice delle fabbriche dell’industria conserviera locali ha eseguito lavori bilimenti con scritte murali, stri-bilimenti con scrìtte murali, stdi-scioni e scritte luminose in onore al Congresso. Alla Fabbrica Ampelea 231 giovani hanno dato 231 ore lavorative d’assalto. Alla Fabbrica Arrigo- nemici strambazzava in maniera e-splicita e a priori il fallimento dell’Ente adducendo a convalida il fatto che ad esso mancavano i mezzi per la lotta contro gli insetti nocivi, le macchine agricole, gli esperti ecc. ecc. Contro tutti e col proprio lavoro —. dimostrando in ogni iniziativa di lavoro la giustezza della lotta, senza mancare ai propri impegni l’Ente «Mirna» già nel suo primo anno di vita ha di proposito abbinato la lotta contro gli insetti delle piante e quella contro gli animali a due gambe. Nel ristretto complesso di terreni e malgrado le avversità atmosferiche caratterizzate dalle persistente siccità che ha causato ingenti e non previsti danni di varia natura, l’Ente «Mirna» può egualmente registrare notevoli successi. In circa 7 ettari di terreno sono stati raccolti finora 400 q di patate, 50 q di piselli, oltre 450 q di pomodoro tutt’ora in produzione con una media giornaliera di 10 q ed una congrua quantità di girasole non- ancora raccolto. Oltre a ciò è stato effettuato un’impianto di 90 mila piantine di capuccl invernali. ni 15 giovani hanno dato 25 ore lavorative d’assalto. Alla Fabbrica Nardone 41 giovani hanno dato 208 ore lavorative d’assalto. Inoltre la gioventù antifascista di Isola ha lavorato per la riparazione delle strade locali effettuando 55 ore, più altre 66 ore di lavoro volontario^ in opere di pubblica u-tilità. Complessivamente sono state effettuate 1275 ore di lavoro volontario, il che rappresenta un sensibile contributo alla ricostruzione. Alla gioventù di Isola che si è incamminata sulla via del progressivo lavoro per il benessere comune, vadano i nostri àuguri, e la riconoscenza del popolo. PUNTA AL CONGRESSO La gioventù di Isola IN QUESTA UBERTOSA PIANURA, STRAPPATA DALLA VOLONTÀ’ DEL NOSTRO POPOLO ALLA PALUDE, MATURANO RICCHE MESSI GRAZIE AI MODERNI SISTEMI DI PRODUZIONE Le stalle per maiali sono state ultimate ottenendo un complesso di 88 stalletle ed aumentando il nu= mero iniziale di capi di. oltre 250 unità. E’ stata pure sostituita la razza bovina Simental da quella bruna alpina più idonea per la nostra zona. Questi mezzi di produzione costituiscono il piano di base del nuovo ordine sociale collettivo che verrà realizzato in pieno non appena la parte ancora restia di contadini intransigenti, avrà capito dove sta l’effettivo benessere. Ritorni al passato, sogni dei ku- lak, e degli sfruttatori sono tramontate ormai da lungo tempo, le ordinanze ed i decreti del Potere del Popolo dimostrano chiaramente quale è l’indirizzo da esso prefisso, lotta senza compromessi. Questa la più convincente risposta a tutti i calunniaori e il calcio nel sedere ai sapientoni nazionalvidalistì. Solamente cosi la Valle del Quieto risponderà nel prossimo avvenire alle esigenze del popolo come efficiente mezzo di produzione per il benessere economico nel prospero avvenire che si presenta quale luminosa realtà. V. P. CONQUISTE AGRICOLE AD UMAGO Costituita la cooperativa „Ordine e progresso“ LTl m. c. a Umago, un gruppo di 15 famiglie di lavoratori della terra hanno costituito una cooperativa agricola di produzione. Dopo una riunione di 4 ore, presieduta dal comp. Biloslavo Narciso tutti i componenii la cooperativa hanno accettato all’unanimità lo statuto e tutte le altre condizioni relative alla costituzione, impegnandosi d inflettere a disposizione della cooperativa tutta la propria forza lavoro e tutti i beni mobili ed immobili. La cooperativa già dall’inizio a-vrà 50 ettari di terreno, tutto coltivato, 75.000 viti, 20 mucche da latte, una modernissima stalla della capacità di 14 capi di bestiame ed altre minori. In più la cooperativa avrà 40.000 metri quadrati di terreno irrigabile e 4.500 metri di terreno utilizzabile per campo sperimentale a scopo di studio, in par- ticolare modo, sulle viti, su ortaggi pregiati e su qualità di frutta che meglio si adattano. Si sono presi immediatamente i primi accordi e nella seconda quindicina del mese in corso verranno iniziati i lavori della terra per la prossima annata agraria. Tutti i lavoratori presenti alla riunione son rimasti entusiasti dimostrando la loro fiducia nel nuovo sistema di lavoro, che ha dato tanti buoni risultati con i vari collettivi nella nostra zona ove ogni giorno vengono scartati i vecchi sistemi di lavoro per essere sostituiti coi nuovi, allo scopo di edificare il socialismo e portare tutti ad un livello superiore di vita. Ciò grazie al Potere Popolare, il quale dà ogni possibilità di incremento e di sviluppo a tutti gli onesti e coscienti lavoratori, per il loro benessere e la loro prosperità. VlotUùe Istriane- LA CONSEGNA DELLE DECORAZIONI AI COMBATENTI DELLA LIBERTA’ Mercoledì sera, al teatro Ristori, si è svolta una cerimonia solenne in occasione della consegna delle decorazioni ai combattenti ed a-gli attivisti per meriti acquistati nel periodo della guerra di liberazione. L’assegnazione di dette decorazioni è siata decisa dal Presidio dell’Assemblea Popolare della RFPJ su proposta del maresciallo Tito. All’inizio della cerimonia sono saliti sul palco il comandante della zona jugoslava del TLT, colonnello Lenac ed il presidente del Comitato Circond. dell’Istria, comp. Beltram. Il colonnello Lenac ha rivolto ai presenti un saluto, dopodiché il comp. Beltram ha con brevi parole riassunto il significato della cerimonia, esprimendo la propria convinzione, che i decorati rimarranno anche nel futuro degni di queste decorazioni, combutten-oo risolutamente per la costruzione del paese. E’ seguita la distribuzione delle medaglie e delle decorazioni eseguita dal colonnello Lenac fra 1 entusiasmo generale dei convenuti e fra le acclamazioni al maresciallo Tito, al PCJ ed al pc del TLT. Due decorati hanno ringraziato sentitamente il colonnello Lenac, in lingua slovena e italiana, per gli elogi e le decorazioni ricevute. — O — RINGRAZIAMENTO AD OPERAI DELLA SELVEG DI PIRANO In onore del II Congresso gli operai addetti alla SELVEG di Pi-rano. avendo assunto l’impegno di portare a termine entro 4 giorni l’illuminazione della Riva Gramsci, dimostrarono il loro attaccamento al Potere Popolare completando detto lavoro in soli 3 giorni lavorativi. I compagni da elogiare sono: 1) Bonifacio Giorgio, 2) Foinda Luigi, 3) Ravalico Silvano, 4) Tavolato Pietro, 5) Zoppe Luigi. — O — SPECULATORI E SOBILLATORI CONDANATI A BUIE Negli scorsi giorni è stato condannato dal Tribunale del Popolo di Buie alla pena di 90 giorni di lavoro obbligatorio ed alla multa di 3000 dinari, un certo Fede! Guerrino, fu Giacomo, di anni 61, da Momiano per propaganda anti popolare — svolta con l’istigazione degli abitanti perchè non aderissero alle cooperative — e per speculazione illecita di valuta Questa condanna serva di monito a quella speciale categoria di individui che ancora circolano nella noconosciuti agli individui che, fo-indivduati agli individui che,' foraggiati dai vari comitati di Trieste, continuano a sobillare i nostri lavoratori contro i Poteri Popolari. E’ questo un richiamo alla realtà che come ieri, còsi oggi la giustizia del popolo è sempre pronta a dare ad ognuno quanto si merita. UNA NOSTRA INTERVISTA CON I GIOVANI REDUCI DALL’ AUTOPUT Ce P hanno detto quelli della „Babič" Troppo breve era stato il nostro contatto a Capodistria con i componenti la brigata «Branko Babič» reduce dai lavori dell’autostrada Zagabria—Belgrado, perchè potesse soddisfare la nostra grande curiosità di giornalialti e, mitre a tutto, la sete di notizie dei nostri lettori per un sì importante avvenimento. Infatti, dopo una permanenza così lunga, dopo un viaggio di studio in diverse città della Jugoslavia, erano da attendersi interessanti dichiarazioni e chiarimenti — su quello che si fa nella vicina repubblica — da parte dei giovani lavoratori. Per adempiere al nostro dovere di informatori e di educatori delle grandi masse del popolo lavoratore, ci siamo portati in Valle del Quieto ed abbiamo trascorso diverse ore ad interrogare i giovani sui loro successi e le impressioni ricevute durante la loro permanenza in terra socialista. Ma, prima di entrare nel vivo della conversazione con i brigadieri, i compagni Diminič e Tinelli, rispettivamente vice comandante e comandante la brigata, ci distaccano dal gruppo dei giovani dichiarando che dovevano urgentemente comunicarci i dati sui successi nel lavoro e negli altri rami di attività, avendo essi il tempo contato, poiché attendevano da un momento all’altro l’arrivo delle delegazioni provenienti da tutto il Circondario e portanti doni alla brigata. Ci avviamo verso il comando promettendo ai brigadieri di ritornare subito tra loro. I dati fornitici dal comando sono entusiasmanti e confermano quanto già accennato nei nostri precedenti articoli, sulla buona guida e sulla volontà indefettibile della nostra gioventù di portare alto lo onore della nostra gente in Jugoslavia. «Prima di tutto compagni — dichiara il comp. Diminič — sappiate che su 205 giovani che conta la brigata ben 78 sono stati dichiarati lavoratori1 d’assalto e 69 elogiati in modo particolare. L’introduzione del nuovo metodo di lavoro del compagno Alia Sirotano-vić che comporta la divisione in gruppi di 5 elementi ciascuno, ha fruttato un grande • aumento alla resa del nostro lavoro. E’ da rimarcare in modo speciale il fatto che il gruppo dei compagni triestini ha avuto un comportamento meritevole del più alto elogio. Tre triestini portano ora il distintivo di lavoratore d’assalto ed altri cinque sono stati elogiati. E’sintomatico che il Comando Supremo dell’Autostrada ha dichiarato che tutto il gruppo dei giovani di Trieste sarebbe stato dichiarato d’assalto se avesse avuto una permanenza più lunga sull’Au-strada e non fosse arrivato con qualche settimana di ritardo, causato da ragioni di indole tecnica. Ad ogni modo — continua Diminič — Trieste democratica può essere orgogliosa dei suoi figli.» Il compagno Zerial Marian, responsabile per la cultura fisica, dichiara: «Dopo solo quattro giorni dall’arrivo, la nostra brigata si era già portata, per la sua intensa attività sportiva, al II p"osto, su 32 brigate che componevano la nostra Sezione. Quello che più mi rallegra come responsabile sportivo, — continua . il compagno Zerial, — è che ben 200 nostri giovani hanno l’onore di potersi fregiare con il distintivo sportivo chiamato SREN. Questo costituisce un record, poiché la nostra brigata è l’unica che abbia un così alto numero di decorati su quasi 400 brigate che lavoravano sulla Autostrada.» «Chi sono i giovani che si sono distinti fra tutti gli altri?» Chiediamo. Il compagno Tinelli risponde: «I nominativi dei migliori sono: Barbo Germano di Buie, Lenarduzzi di Umago, capo di una squadra d’emulazione chiamata «deovniza» che ha superato deli 290 p. c. la norma; un altro bravo capo squadra è Tedesco Luciano di Pobeghi, che ha fatto superare la norjna dalla sua squadra del 304 p. c.‘ Kleva Rosalia di Isola è anche una ottima lavoratrice. Zankovič Virginia di Matterada e Raza Lucia di Castel Venere meritano pure di essere citate. Non dobbiamo, di-1 menticare — continua il comp. Tinelli — Krevatin Giordano di Cittanova che, come conduttore di trattore, ha operato dei veri prodigi.» / Apprese tali interessanti notizie dal comando, ritorniamo nel cortile dove siamo subito circondati dal gruppo di giovani che, col loro fiero portamento e le loro semplici divise, producono un’ottima impressione. «Compagni — dichiariamo — vogliamo riportare sul nostro giornale le impressioni su quella che avete visto durante la vostra visita nelle città della Jugoslavia. Vi invitiamo perciò a riferire brevemente tutto quello che più vi ha colpito.» Si avanza un giovane dall’ aria intelligente che si professa triestino «patoco» e che così incomincia: «Abbiamo visitato Nuova Bel- grado, e, possono confermarlo anche i compagni qui presenti, che è un lavoro colossale. Tra i nume-rossimi edifìci in costruzione, il groviglio di impalcature, la rete di nuove strade, le numerose piazze ecc. ecc. spicca il monumentale palazzo della presidenza dello Stato, quello del Partito e dell’Hotel che, con i suoi meravigliosi giardini pensili, sarà il più grande d’Europa. Interessante è stata la visita dell’area dove è già incominciata la costruzione della città dello studente nei cui 12 grandiosi edifici troverano alloggio 3200 studenti. Un’altra parte di Nuova Belgrado sarà formata da 48 immense case operaie alcune delle quali sono già ultimate. Meravigliosa risulterà per la sua modernità -la costruenda città del cinema e end-la dei pionieri fornirà la prova delle grandi cure del sistema socialista per la nuova generazione. Il nuovo stadio, già pressoché ultimato ha la capienza di 60.000 posti a sedere. Questo, compagni, abbiamo rilevato fra tante altre novità, nell’enorme cantiere che ora è Nuova Belgrado.» Il compagno, infervorato nel suo discorso — che spesso è sottolineato dalla entusiastiche approvazioni degli altri giovani — passa ora a parlare della Vojvodina. «La terra della Vojvodina è una delle più fertili del mondo cd i campi si estendono sino al termine dell’orizzonte. In questa terra fortunata abbiamo visitato, accolti calorosamente, la grande cooperativa agricola di Zmajevo, «Avvenire», che raggruppa 220 famiglie con 1300 membri. Questa cooperativa appartiene al IV tipo, al tipo su- periore socialista ed! è stata formata nel 1946. Questa cooperativa, grazie ai modernissimi mezzi meccanici e ritrovati chimici di cui dispone, ha raggiunto la produzione di 40 quintali di grano per ettaro. Nello stesso villaggio esistono altre 2 cooperative di un tipo inferiore, che, assieme alla prima, raggruppano il 50 p. c. degli abitanti ed il 70 p. c. della terra. Il presidente della cooperativa «Avvenire» è un vecchio comunista, combattente del 1941.» «Vorrei parlare anch’io di quello che ho visto a Zagabria,» dice, facendosi avanti, un biondino. «Sono fabbro e posso parlare, per conoscenza di causa delle fabbriche, e di quanto riguarda la vita degli operai.» Siamó ben lieti che egli parli. «Il complesso industrialo «Rade Končar» che abbiamo visitato è una delle più grandi fabbriche da me viste — dice. — Prima della guerra era una modesta filiale della Siemens tedesca ed ora è venti volte più grande di allora. Alla «Rade Končar» si fabbrica materiale elettrico. E’ uno stabilimento che costruisce fabbriche, compagni. 1 suoi capannoni sono Interminabili ed il materiale costruito ha destato talmente la mia ammirazione che, dopo un colloquio con il direttore, il mio sogno è di ritornarvi e di lavorare per divenire un bravo operaio come mi è stato assicurato. Come apprendista lavorerò 4 ore nell’officina e durante altre 4 studierò. Con me verranno altri compagni che intendono crearsi un avvenire nella vita. La città operaia nei sobborghi di Zagabria, per l’imponenza dei suoi caseggiati sbalordisce. Già 9 sono ultimati, a ciascuno potrà ospitare 80 famiglie. Altri, della stessa mole, sono in costruzione. Ma non basta, compagni — continua il giovane operaio — la città industriale a Zagabria ha già 7 fabbriche che lavorano ed altre elevano le loro armature verso il cielo. La ferrovia che collegherà il centro della città con il complesso industriale è stata costruita quasi completamente con il lavoro volontario della popolazione. Questo hanno visto i miei occhi d’operaio, compagni, — dichiara con-cludento il suo racconto il giovane — e vi assicuro che nulla di simile ho visto nella mia vita.» Siamo veramente commossi dell’entusiasmo che dimostrano i giovani raccolti attorno a noi e che seguitano a raccontarci del loro soggiorno a Bled, e della loro visita alla grande centrale idroelettrica di Žirovnica, la cui prima turbina entrerà in funzione entro l’anno corrente. La centrale rifornirà di energia elettrica molti stabilimenti industriali tra i quali la ferriera di Jesenice. La nostra intervista viene interrotta daU’arrivo di un camion che porta una delegazione di donne dell’UDAIS di Cittanova. Tutti i brigadieri fanno festa attorno al camion dal quale vengono scaricate grandi damigiane di vino ed altri doni della terra. Partiamo quasi inosservati nel mentre questa forte gioventù è intenta a ricevere le delegazioni che con vari camions arrivano per dimostrare la riconoscenza della popolazione del Circondario per i suoi figli che tanto onore si son fatti nel Paese che, malgrado tutti e tutto, continua, bruciando le tappe, a costruire il socialismo. RICCARDO ARISTEI