ORBANO DELL’UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI Anno VI* - No. 299 Redazione - Amministrazione CAPODISTRIA Via Santorio 26 - lei- 128 Martedì 16 giugno 1953 Prezzo: 5 din. - 20 lire ABBONAMENTI: T.L.T. Zona Jugoslava e R.F.P.J. annuo din. 250. semestr- din. 130 Spedizione in c. c p. OLTRE CENTO MILA PERSONE CONVENUTE A VERMO HANNO ASCOLTATO LA PAROLA DI TITO SIAMO PRONTI A TRATTARE CON ROMA nella ricerca di un acconto reale per Trieste m grande discorso pronunciato domenica a Fermo, il compagno Tita ha detto jra l'altro: «Voi oggi festeggiate il decennale della liberazione del risi ria. Vo>i oggi celebrate una data storica, una data « ho nella nostra storia ha un granile significato : dopo 13 secoli l’Istria si è congiunta alla madre patria nel desiderio di realizzare, con i suoi fratelli, una vita migliore. Nel 1943 L’Istria fu liberata dalle forze congiunte di tutti i popoli della Jugoslavia e del popolo istriano. Rientraste nel seno della vostra famiglia, non disposti ad odiare coloro che qui insieme con voi hanno vissuto, ma per edificare insieme eou essi un nuovo sistema socialista, un nuovo e felice avvenire per tutti i popoli della nostria patria». Dopo aver brevemente accennato oli unità ed alla fratellanza di tutti ì popoli della Jugoslavia, il Maresciallo Tito si è diffusamente soffermalo sul problema di Trieste: «C’è oggi un problema, 'die di fronte a noi e di fronte al mondo intero è divenuto una questione internazionale. Si tratta del problema di Trieste. lo però continuo a ritenere che questo sia un problema ehe riguardi la Jugoslavia e l’Italia. Il problema di Trieste è all’ordine del giorno in maggiore o minore misura a seconda della situazione in Italia, sia che in Italia vi siano o no consultazioni elettorali. Voi conoscete il nostro at-teg,«amento nei confronti del problema di Trieste. Abbiamo accettato il dieta! del trattato di piace — io lo ritengo un dietat —, perchè costretti dalle circostanze, dovevamo firmare il trattato per contribuire, da parte nostra, alla difesa della pace, ad un quanto più rapido consolidamento della pace in questa parte dcH'Enrrtpa. Abbinino compiuto un sacrificio. Abbiamo compiuto questo sacrificio non soltanto per consolida re la pace, ma anche per avere Toc eaisione di dimostrare, da parte nostra, che quando si tratta di Trieste, che quando si tratta di una questione che riguarda gli stessi tri estimi, noi compiamo molto volen lie,ri questo' sacrificio, se i triestini i popoli di Trieste, gli sloveni e g italiani hanno la possibilità di auto amministrarsi, leiòè con il' Territorio Libero di Trieste e il 'Suo governato re. Poiché non è 'stato possibile risol vere il problema del governatore tra le Grandi Potenze, si è entrati in un vicolo cieco dal quale ancora ■ nessuno di noi è uscito. L’Italia è riuscita gradualmente, con la sua propaganda e con i vari passi della sua diplomazia, ad ottenere dagli alleati occidentali la dichiarazione triparti- ta che propone l’annessione di tutto il Territorio Libero di Trieste all’Italia'. Una grave, incredibile ingiustizia veniva dunque compiuta nei confronti del nostro Paese, ila parte degli Alleati. Non è stato chiesto il nostro consenso. Non ce l’hanno chiesto per di comprensibile motivo ohe noi avremmo risposto negativa-mente, trattandosi di una cosa impossibile, assurda. Se abbiamo acconsentito a che parti del nostro Paese venissero sacrificate per l’esistenza di Trieste, a . che gran parte dei nostri fratelli, dei nostri popoli vivesse al di là delle nostre frontiere nel Territorio libero di Trieste, ciò non significa che noi acconsentiamo all'annessione del Territorio all’Italia. Siamo contrari all’aninessione di questo territorio triestino aUTtalia. Non non vogliamo stare sui monti. Sui monti ci siamo stati 4 anni per liberare il nostro paese. Vogliamo essere sul mare. Sappiamo vivere,sul mare. Questo mare era sloveno, e deve essere sloveno, deve essere croato, deve essere jugoslavo da qui in giù, del presidente del consiglio italiano della cosidetta linea etnica continuata. Questo principio etnico è per noi cento volte peggiore dell’applicazione del trattato idi pace indipendentemente da chi fosse stato nominato il governatore. Questo io ho perchè esso fu per secoli il nostro ' detto. Ho detto che alla fin fine sa- I NOSTRI DIRITTI A TRIESTE Più tardi quando abbiamo visto che questa situazione procura anche a noi grandi difficoltà abbiamo presentato varie proposte, più reali, molto più reali delle precedenti. Abbiamo proposto il condominio, cioè che il Territorio Libero di Trieste nei suoi confini previsti dal trattato ili pace sia autonomo con governatore e vice governatore alternati ogni tre anni. Questa proposta secondo il nostro parere eira Tunica possibile via d’nsciita dalla situazione in cui era venuto a trovarsi il problema ili Trieste. Questa soluzione del problema, cioè il condominio, non significa che PI tali a o la Jugoslavia abbiano il diritto di imporre un proprio sistema o una propria'amministrazione. Significa al contrario ehe i triestini debbono avere un proprio autogoverno, un sistema democratico, poiché noi rum permetterenrr» clic vi governino i fascisti. Le f'un- C C H I O TOGRAFICO LA FRANCIA è ancora senza un governo. Dopo le bocciature di Paul Reynawd, Mendes France e George Bidault, il Presidente della Repubblica Auriol (nella foto mentre parla all’Assemblea) ha affidato l’incarico ad André Marie. SING MAN REE "Sé"' il presidente sud-coreano, fa la voce grossa contro la conclusione delTawnistizio. Si vede che di batoste non ne ha prese ancora abbastanza! Meno male l’opinione pubblica mondiale, tranne qualche circolo reazionario negli'U.S.A., non lo sta prendendo troppo sul serio, chè altrimenti i Fabre (nella foto) e i Mig continuerebbero a spargere la morte in Corea. zioni dei governatori sarebbero piuttosto di controllo, simboliche. Il governatore dovrebbe vigilare perché non si abbia alcuna discriminazione contro Tuna o l’altra delle due nazionalità, contro gli sloveni o contro gli italiani. Si tratterebbe dunque di una piccola, ma veramente concorde comunità con una vita propria senza odi nazionali, senza discriminazioni, con un sistema interno vera-niente democratico. L’Italia e la Jugoslavia tramite il proprio governatore dovrebbero garantire il rispetto dei diritti e la volontà delle popolazioni che vivono nel territorio. A no-stro avviso questa è stata la più reale via d’uscita dalla situazione in cui è venuto a trovarsi il problema ili Trieste. Abbiamo però T opposizione dell’Italia a questa proposta. Non ne vogliono sentire. Chiedono l’annessione del Territorio di Trieste. Non dicono ora di volerlo tutto. Ci darebbero qualche collina pie-trosa, rettificherebbero eventualmente i confini, ma a noi non occorrono sassi. Questo è territorio nostro, do. ve vivono genti nostre e dove vivono anche italiani. Ma ben 13 secoli sono trascorsi- da "quando a Zaiuie e a .Servala vi è giunta la mostra gente. 1 regimi si avvicendarono e gli italiani vi giunsero soltanto nel 1918. Mai Trieste fu loro. Vi furono i bizantini, i francesi, i tedeschi, gli austriaci; gli italiani non ebbero mai Trieste, benché molti di essi fossero nella città, benché vi fossero immigrati in sempre maggior numero. Trieste è, nel suo complesso, parte del nostro territorio nazionale. Essa giace come un’oasi. Non si può dunque pensare che noi potessimo acconsentire a prendere, anche soltanto come base idi trattative, quella proposta del governo italiano. Come base noi proponiamo il condominio, con quel sistema, con quel procedimento ohe prima ho menzionati. I! governo italiano ha sollevato negli ultimi tempi il cosidetto principio etnico. Questo principio etnico non si differenzierebbe dall’annessiome di quasi tutto il territorio libero a ITI tali a. Si tratta del eosidelto principio etnico continuo, cioè che se da Mon-falcone a Trieste la popolazione è slovena il tratto deve appartenere alitali« per salvare la continuità della linea etnica. Se fra Trieste e Muggia, Zaule e Servo]a vivono prevalentemente sloveni, la linea non deve essere interrotta; perchè Muggia sia «olle,gata con Trieste anche quelle due località debbono essere sacrificate. Collegate dovrebbero essere pure Capodistria, Isola, Piirano e tutta la costa. Ciò significa in una parola separare gli sloveni dal mare. Si tratta idi una vecchia prassi: constrin. gere gli sloveni e i croati ai monti. mare. Si tratta di un fatto storico. Qui eravamo, qui dobbiamo rimanere, rimarremo e non ci lasci-reni o cacciare. A noi non occorre nulla di quello che è loro. Come già dissi più volte, non possiamo dare quello che è nostro, nè lo daèerno. Se qualcosa dobbiamo sacrificare sia questo sacrificio non per soddisfare appetiti imperialisti altrui, ma per la felicità di una determinata parte del popolo. Soltanto in questo caso possiamo compiere dei sacrifici e in nessun altro. Quindi anche quest’altra proposta italiana del principio etnico cont inuo è per noi inaocèttabile. Accettiamo il principio etnico. Non temiamo, come essi dicono, di accettarlo. Ma lo accettiamo in questo modo: a Trieste la maggioranza è italiana. Noi sappiamo'—noi non vogliamo la lotta armata — che non possiamo unire Trieste alla Jugoslavia, ma noi non concediamo il tratto tra Montai-ne e Trieste, nè Sorvola, nè Zaule, nè l’intero retroterra. Se vogliono ohe si accetti il principio etnico, un giusto, un logico principio etnico, allora spezzetteremo il Territorio cd essi avranno qua e là due o tre piccole oasi. Se questo piace a loro, può costituire base idi trattative. La base però non può essere come essi la propongono. Questo voglio ora sotto-lineare e non sono venuto qui oggi per barattare, per fare delle concessioni, come era nelle loro speranze. Io non cedo, perchè non ho il diritto di cedere, poiché .nessuno di noi ha il diritto di cedere, lo provengo dal vostro seno, come tutti noi che abbiamo funzioni dirigenti. Noi conosciamo le aspirazioni del popolo perchè da esso proveniamo. Noi non saremmo quelli che siamo se ci lasciassimo andare a qualche baratto. So molto bene quello che accadrebbe in quel territorio: si formerebbe un focolaio di dissidi, uli conflitti, Noi vorremmo ora.dopo le catastrofi della seconda guerra mondiale, trovare qui definitivamente tin modus vivendi che ci consenta di vivere in pace con il nostro vicino italiano. Abbiamo molti problemi comuni che interessano entrambi 1 paesi sopralutto inel commercio. Potremmo vivete molto bene in pace se essi non pretendessero la nostra terra. Se essi non porranno fine e continueranno ad alimentare la loro propaganda, parlando dellTstria, di Trieste e non solo ma amebe di Fiume, Pola, Zara, di Dalmazia e persino del Montenegro, non potremo metterei a trattare. La soluzione reaie Da questo podio rivolgo un appello e ripeto: siamo disposti a sederci al tavolo dei negoziati in qualsiasi momento per trovare una soluzione reale. Rimaniamo fermi nel ritenere la proposta idi condominio la migliore e la più reale soluzione che si possa immaginare e noi la sosterremo decisamente. Questo è, compagni e compagne, quello òhe intendevo dire in merito a Trieste. Aggiungerò soltanto che quando ho parlato a Slavomslki Brod la stampa italiana ha scritto che allora parlavo di Trieste perchè saremmo stati in trattative con i, russi. Io in qurl-l’owasione ho parlato di quella parte del trattato di pace che riguarda Trieste, ho parlato in relazione al discorso di De Gasperi, alla proposta rebbe stato meglio se fosse stato accettato il trattato di pace. La štampu italiana ha voluto manovrare con queste mie parole. Sottolineo ancora una volta che il problema di questa nostra terra, che il problema di Trieste è per noi un problema di enorme inportanza. Si tratta dei nostri interessi nazionali, sii tratta degli interessi della nostra gente che vive in quel territorio, a questo riguardo noi non faremo alcuna concessione, lo sappiano bene e facciano ora quel «he vogliono». Il Maresciallo Tito ha quindi parlato di ciò che si dice su un presun-Continua in IV pagina) LA SITUAZIONE ITALIANA |ALLA LUCE DEI RISULTATI ELETTORALI DEL 7 GIUGNO PROSPETTIVE INCERTE Al di sopra delle considerazioni particolari che si possono fare in margine all’esito delle elezioni italiane, se ne impone una generale che le riassume tutte: la consultazione del 7 giugno ha creato una situazione del tutto nuova nella penisola e quindi ha aperto prospettive politiche nuove. Negando il 50 per «finto più uno dei voti ai partiti apparentati (democristiano, repubblicano, social-democratico e liberale) l’elettorato ha impedito «he sciattasse la trappola del premio alla maggioranza, prevista dalla legge del 31 marzo, « che avrebbe assegnato alle liste collega,te ben 385 seggi sui 590 della Camera ilei deputati. L’elettorato, in altre parole, ha negato la sua fiducia agli autori della legge truffa, ha spezzato in questo modo il monopolio della iDvC. ed ha posto fine al-T,intollerabile situazione stagnante e alla paralisi politica ed economica determinata dallo strapotere dei clericali. La battaglia si era praticamente combattuta sulTapplicaziome della nuova legge elettorale, sulla quale avevano puntato ‘tutto clericali e so-ci. La loro sconfitta ha pertanto tin valore politico morale che va al di là dello stesso regresso della D. C. e dei partiti ad essa apparentati. La maggioranza del popolo italiano non ha ceduto alle pressioni, alle in i nacce, ai ricatti morali e alle stesse diversioni su questioni estranee alle elezioni, tipica quella di Trieste, e si è rifiutata di dare ai clericali il mezzo di governare indisturbati per altri cinque anni. Ed ora diamo la parola alle cifre limitandosi a quelle ehe si riferiscono alle elezioni della Camera. Partiti Elezioni 1953 Elezioni 1948 D.C. 10,859.554 seggi 2ò2 12,712.516 seggi 306 PSD! 1,223.870 .. 19 1,858.116 33 PLI 815.681 ,. 14 1,003.727 18 PRI 437.890 „ 5 651.875 „ 9 PCI 6,122.638 „ 143 ,. 131 PSI 3,440.222 ., 75 8,136.637 „ 52 PNM 1,856.661 ;, 10 729.078 H MSI 1,580.395 ., 26 526882 « fi USI 225.410 „ Oltre al regresso ilei democristiani, conseguenza della mancata soluzione dei problemi fondamentali del paese (disoccupazione, fame ili terra dei contadini, carovita, crisi industriale) e delTin,votazione politica interna nei cinque anni della loro gestione governativa, si nota subito il forte arretramento degli altri tre partiti eoi,legati. Il PS DI e il 'PRI, in particolare, hanno pagato ad alto prezzo la loro collusione con il regime clericale, Tamhigua politica 'seguita, là complicità nel varo della legge truffa e si sono ora ridotti a semplici spettatori nel Parlamento, come ha amaramente ammesso lo stesso- ministro La Malfa. Elemento dii preoccupazione sono i 3 milioi e mezzo di voti raccolti dall’estrema, destra reazionaria. I monarchici e i neofascisti sono riusciti a convogliare il malcontento di alcuni strati politicamente più arretrati della popolazione, sopratutto nel centro e nel meridione. Non è ,un fenomeno muovo in Italia. E’ solo una «dizione dello stesso fenomeno che condusse trent’anni addietro al fascismo. iPNM e MSI hanno naturalmente fruito del favore di parte »Iella grossa borghesia ohe non ha più fiducia nelTinterelassismo della DG, quale mezzo per imbrigliare le masse popolari. D’altra parte un certo radicalismo sindacalista nel partito clericale ostacola i piani della classe dominante, la cui prospettiva è quella di imprimere uni ritmo più celere all’offensiva ant imperai a. A questo scopo, meglio dunque i monarchici e i neofascisti. Contro queste velleità reazionarie stanno però i 12 milioni di voti raccolti dalle formazioni di , sinistra, comprendendovi i socialdemocratici e i repubblicani che, indipendentemente dalle attuali direzioni, sono movimenti obiettivamente progressisti. 12 milioni di voti che dicono della forza e della vitalità della classe lavoratrice italiana, che sono un monito non solo per la classe dominante, ma anche per gli stessi dirigenti dei partiti ohe lj hanno ottenuti, responsabili dell’attuale disat- MEMORABILE GIORNATA A VERMO Incominciai, Ih sentire Vatmosfera della grande giornata già a Buie. Erano le prime ore del pomeriggio di sabato. Decine di autobus e autotreni aprivano la lunga colonna che in tre turni ha trasportato dal distretto di Buie a Vermo 6.000 persone. In testa erano i giovani. Lo si sentiva dalle canzoni, dall'entusiasmo. Lo si vedeva perche numerose erano le bandiere nazionali e rosse sciolte al vento. Lungo tutto il tragitto si aveva la sensazione di una marcia vittoriosa : archi, festoni, bandiere. Colonne ininterrotte di automezzi. Tutta il stria era in istrada. Tutti muovevano verso Pisino. Per vedere Tito-per salutare Tito, per sentire la parola di Tito, per festeggiare con Tito il decimo anniversario della liberazione. I più piccini salutavano gioiosi ai crocevia. Vermo apparve accovacciato sul cocuzzolo di un colle boscoso. Le sue čase grigie di pietra, addossale le: une alle (dire, con il campanile che picca nel mezzo, esprimono mute la storia di tutta Vlstria. Secoli rii vita difficile, di lotta contro la terra avara, Contro Tordinamento ingiusto. Come tutti gli altri villaggi dell'interno, Vermo non aveva una storia scritta nei libri di testo. La lotta tenace dei suoi abitanti, ersica,, era tutta racchiusa nel cuore della sua gente. Oggi è un simbolo della storia di tutti i villaggi istriani. Il passante che. da Parenzo percorrerà la strada di Pisino dovrà sostare nei pressi di Vermo. Il suo squarcio verrà attratto dal bianco obelisco di pietra che spicca al cielo fra U verde della collina. Avvicinandosi leggerà solo poche frasi scolpite sulla pietra di una semplice tomba ai piedi dell'obelisco. «Qui riposano i resti, maritali del combattente »popolare Vlaidimiro Gortan del villaggio .di Vermo che ha sacrificato la sua vita il 17 ottobre 1929 iper la li tertà d ell’Ls tr i a ». In quella tomba sono state murate sabato scorso le ceneri di Vladimir Gortan. Un convoglio speciale le lui trasportate da Pola. Alla stazione di Pisino un'enorme folla era in attesa. Milenko Brenčič, presidente del Comitato popolare Comunale di Pisino ha rievocato la figura ed il sacrificio di Vladimir Gortan nel momento in cui le sue Ceneri, dopo 24 anni, stavano per essere restituite alla sua terra natia. Muta, la folla, trattenendo il pianto, rivisse i giorni dell'esecrando delitto fascista! Ottobre 1929, Pola, Tribunale speciale, arroganti arringhe di gerarchi, chq stavano per consumare il crimine fascista in nome della legge, della giu- stìzia romana. L'eco degli spari del plotone di esecuzione. Il corpo di Vladimir Gortan sepolto in luogo nascosto perchè il popolo non lo veneri. Ma VIstria \non dimentica il suo martire. Viene la riscossa degli oppressi. Le prime unità partìgiane delVlstria portano il nome del combattente popolare, del martire istriano. lÉ Il lungo corteo si snoda per le vie di Pisino. Centinaia di corone. Sull'affusto del cannone il sarcofago, accompagnato ai lati dai quattro compagni sopfavvissuti, condannati dallo stesso tribunale per sia stessa colpa : amare il proprio * popolo, lottare per la sua libertà. Il sole, sta per tramontare. Le ultime parole commosse di Josip Šestan si perdono fra l'ejiorme massa po-poln che ha accompagnato le ceneri di Gortan alla sua ultima dimora. «Zdravo Vladi» — mormora a fil dì voce Živko ,il compagno condannato allo stesso processo. Questo saluto diviene imponente, moltiplicato da una eco quasi misteriosa, sovrasta le scariche di fucileria, si propaga lontano. Tutta Vlstria, l'ode e risponde: «gloria eterna». ì Per tutta la notte continuano ad affluire a Vermo colonne, di automezzi, treni speciali, carri, \gepte a piedi. U primo mattino trova il col• le dove sorge l'obelisco gremito di popoln, che il passare delle ore aumenta.. C'è chi si perito di valutare il nùmero dei presenti. Ottantamila, centomila. Forse più. Ventisei treni speciali da Pola e Fiume, oltre trecento autobus e camions da ‘'tutti i comuni dall'Istria. Sono giunti dalle isole dal Quarnero, dal Litorale Croato, da Trieste, dalla Slovenia. Manca qualche minuto alle 10. Sulla strada di Parenzo appare un nuvolo di polvere. Alcune automobili. ^ avuto luogo in iCecosloivacchi «ione e della crisi delle forze progressiste, che riduce sensibilmente il loro peso politico. I soc ialcom i nfor misti hanno migliorato le loro posizioni. Il PSI più del PC, e ciò grazie al fatto che il primo, presentandosi staccato dal secondo, è riuscito a rinverdire quella fisionomia autonomista che lo distingue dai com inform isti. Hanno progredito ad ogni modo non per i loro meriti che non hanno, ma perchè, malgrado la politica fallimentare sia interna che estera, nelle specifiche condizioni italiane, rappresentano ancora agli occhi delle masse popolari l’unica alternativa. Ed, ora che cosa accadrà? Questa è la domanda che ci si pone oggi negli ambienti politici italiani. La formula centrista del 18 aprile può considerarsi definitivamente tramontata. La D. C. con i tre pant iti ad essa apparentati ha una {maggioranza alla Camera di 14 seggi. Ci vuole ben altro per costituire un Governo »stabile a Roma. D’altra parte è difficile die Sa rag at e Pacciardi siano disposti a coll a bora re ad tin governo con la D.C., dopo la batosta elettorale. (Non rimangono ai clericali che due prospettive: rivolgersi a sinistra o a destra. La prima ipotesi sembra ora valida solo in teoria, malgrado le offerte che Togliatti e Nenni hanno cominciato a fare ai democristiani. La seconda rientra notoriamente nei piani della grossa borghesia, dei dirigenti dell'Azione cattolica e del Vaticano, ma avrebbe come conseguenza uno sfaldamento dell’ala sindacale della D. C. La situazione quindi è, nel complesso, molto fluida ed ogni previsione è oggi iprem a tu r a. Renzo Franchi GRAVI DISORDINI IN CECOSLOVACCHIA La riforma monetaria, messa in atto in Cecoslovacchia dal 1 giugno, ha provocato in tutto il paese un senso di malumore, estrinsecatosi in pubbliche manifestazioni di protesta e scioperi contro il governo. Particolarmente (gravi sono stati 1 disordini verificatisi nella regione industriale di Plzen, dove si trovano i grandi stabilimenti industriali «Skoda» (ora «iStaliin») e nel bacino minerario di Moravska Ostrava. Il 1. giugno operai scioperanti di Plzen e grande folla di dimostranti, hanno invaso gli uffici municipali, incendiando gli archivi. La polizia e reparti dell’esercito sono intervenuti per sedare La sommossa, ricorrendo anche alle armi. Ancora il 4 giugno per le vie di Plzen echeggiavano colpi di fucile. A Moravska Ostrava, Praga, Brno e in altre loca'lità, oltre che a Plzen, è stata proclamata la legge marziale. La gravita della situazione è stata riconosciuta dallo stesso successore di Gottwald, Antonin, Zapoföcky, il quale in un discorso 'radio trasmesso giovedì scorso ha ^dichiarato che «vasti disordini e proteste» hanno al tri- ima scorta di niotociclisti. La banda militare intona l'inno nazionale. Un saluto imponente si eleva dalla folla; Tito Eroe — Tito Eroe. In prima fila sono schierati, subito sotto la tribuna, 160 combattenti istriani decorati in questi giorni per meriti di guerra, vicino ad essi, operai in tuta e i minatori di Arsia, poi, a perdita d'occhio, fino ai margini del bosco, una marea di popolo, una selva di bandiere croate, italiane, operaie. U compagno Dusan Di mi nič, membro del Consiglio esecutivo della Repubblica Popolare della Croazia apre il grande comizio. Iti tribuna, con ü compagno Tito sono i rappresentali di tutte le repubbliche Jugoslave, generali, delegati dei distretti e dei comuni delVlstria, giormdisti jugoslavi e stranieri. Poi Tito parla e con lui parla tutta Vlstria, tutto il nostro Paese. buendone il motivo «alle deficenze nelle operazioni di cambio, ohe diedero ai nemici de 1 regione il pretesto per intraprendere attività . an ti statali». Anche il 'Presidente del, Consiglio dei ministri cecoslovacco, !Si-rocky, parlando all’apertura dei lavori del congresso del suo partito a Bratislava, ha ammesso che «la riforma valutaria è stata un’ardua prova, superata felicemente dalla maggior parte del partito» e che «con la riforma stessa, rivolta contro gli elementi capitalisti e borghesi, molti operai hanno perduto temporaneamente i propri risparmi». I giornali cecoslovacchi sono staji costretti anch’essi a registrare i gravi perturbamenti a vvenuti nel paese, scagliandosi lancia in Testa contro «coloro che hanno sfruttato la riforma monetaria per provocare i lavoratori». Ancora sul cooperativismo Trattando alcuni numeri addietro !i problemi del cooperativismo nel distretto di Capodistria, sottoliavamo, a conclusione della nostra analisi, la necessità di affrontare con maggiore decisione il problema centrale : il miglioramento e l'aumento della produzione, lo sviluppo deU’industria riproduttiva delle cooperative. Ora intendiamo ampliare alquanto l’analisi precedente del problema per rilevare alcuni suoi aspetti più caratteristici e illustrare l’assoluta necessità di passare, come già in qualche località sta avvenendo, ad una sua soluzione radicale. Lo facciamo 'sopratutto perchè fra i nostri produttori agricoli' esistono, ancora e più o meno diffuse, alcune concezioni superate dalla moderna tecnica agricola e che rappresentano un ostacolo) abbastanza serio, anche se non il solo, all’af-formarsi più rapido dei metodi progrediti di lavorazione e di coltivazione della terra. Per meglio comprendere questa necessità, dobbiamo renderci conto innanzitutto che, nonostante i grandi sforzi dei nostri lavoratori dei campi e del potere popolare per superare il grado di estrema arretratezza in cui la nastra agricoltura era venuta a trovarsi alla fine della lotta di liberazione, in conseguenza alla secolare politica di sfruttamento, attuata senza pietà da una oligarchia feudale e da una borghesia fra le più retrogradi d’Europa .nelle nostre campagne, e nonost,ante 1 grandi risultati ottenuti in così breve volger di tempo, non siamo ancora riusciti a ricuperare il passa rispetto ad altri palesi economicamente e tecnicamente meglio sviluppati. Uno degli aspetti caratteristici della nastra economia agricola è costituito da una struttura molto arretrata della proprietà, frazionata in piccoli appezzamenti, sparsi qua e là e lontani l’uno dall’altro e persino dalle abitazioni dei coltivatori. E’ chiaro che una simile situazione, oltre causare agli agricoltori considerevoli perdite di tempo per recarsi al lavoro e impedire' una lavorazione e una coltivazione più sistematiche, ostacola altresì l’introduzione del lavoro meccanizzato, senza di cui non possiamo concepire il progresso della nostra agricoltura. Un’altro aspetto è costituito dall’usanza tradizionale che, più o mena ogni contadino, sopratutto piccolo e medio, ha di voler produrre la maggior varietà di prodotti — dal frumento al granoturco, all’avena, agli ortaggi, alle frutta, alla vite e ad ogni altro genere di coltura, ivi compreso il foraggio — nella vana, speranza di soddisfare quanto meglio possibile i propri bisogni domestici. Press’a poco la stessa cosa succede sul piano collettivo, cioè nelle cooperative, anche se in proporzioni minori. Sarebbe superfluo divulgarsi a spiegare come una simile economia a-gricola, ammessa pure la fertilità della terra e la buona annata (in caso di siccità, fenomeno cronico della nostra Istria, però sono guai ! ), non può dare frutto sufficiente al singolo produttore e meno ancora alla società. E’ chiaro anche che un tale modo di coltivare la terra ( poiché di sistema è assurdo parlare e, meno che meno, di . sistema moderno ) porta al sempre più grande impoverimento dell’economia agricola singola e collettiva, mentre d’altro canto la proprietà continua a frazionarsi sempre più per diritti all’eredità della figliolanza, spesso numerosa nelle nostre famiglie contadine. C’è poi dèlTaltro. La proprietà agricola nelle località costiere ha per lo meno il vantaggio di godere di un terreno relativamente molto più fertile e ricco d’acqua (Val Dra-gogna, vai di Comalunga, vài di Risano e bonifiche), a differenza delle località dell’interno dove il terreno è arido e le conseguenze della siccità si fanno sentire malto di più. In queste ultime località, allo stato attuale delle cose, non è il caso di parlare di colture intensive, che sarebbero tuttavia a-datte al clima. La mancanza d’acqua costituisce, per ora, una difficoltà della cui gravità ce ne. accorgiamo soltanto! quando la terra brucia sotto i piedi, ossia della pioggia che non vuol farsi vedere. Logico e il pensare che in simili com dizioni sia inutile parlare di aumento della produzione. L’allevamento del bestiame potrebbe in parte risolvere la questione della passività di quei luoghi se anch’esso non fòsse parecchio arretrato. Manca ancora molto da fare per migliorare la razza e, quasi tutto, per migliorare i pascoli, il cui stato è ben lontano dal soddisfare le esigenze normali. Ma di questo, come anche degli altri problemi delle nostre località dell’altipiano, e sopratutto del problema della mancanza di acqua per uso agricolo, avremo agio di parlare un’altra volta, quando ci capiterà l’occasione di farlo con maggiore cognizione di cause e d’effetti. Rimane però il fatto che la povertà d’acqua è uno degli a-spettd caratteristici delle nostre campagne, prese nell’assieme. Tutti questi aspetti e quelli, conseguenti, della relativa arretratezza dei mezzi di produzione e dei metodi di lavorazione e di coltivazione, ci riconducono inevitabilmen- te al problema da cui siamo partiti. Da questo sorgano molti altri collegati strettamente fra loro : che indirizzo assumere e che provvedimenti prendere, per quale di essi vada la priorità e la preferenza, dove trovare i mezzi materiali e finanziari, ecc. . Negli ultimi tempi si discute molto nelle campagne del capodistria-no sul piano orientativo decennale per lo sviluppo) dell’economia agricola. Questo piano, che all’opportunità illustreremo dettagliatamente, è stato ideato appunto per trovare la maniera più efficace per risolvere i problemi del miglioramento e dell’aumento della produzione agricola. (continua al prossimo numero) siti A gruppi sempre più folti i bagnanti avevano incominciato a invadere le nostre spiagge ma poi Giove Pluvio ci si è messo di mezzo e agli appassionati del bagno e della tintarella non resta altro che sperare . . . C#?0NA41CTT| Bilancio della settimana della madre e del bambino L’ormai tradizionale «Settimana della madre e del bambino», svolta- • si quest’anno dal 1. al 7. c. m., ha ottenuto un lusinghiero successo. I risultati ottenuti dalla nobile iniziativa superano di gran lunga quelli degli anni precedenti, poiché questo anno i problemi dell’assistenza alle madri e all’infanzia sono stati affrontati più decisamente e in profondità. Così accanto alle abituali offerte di doni ai bambini da parte delle, organizzazioni femminili di Pirano e Isola, sono fiorite inziative ben più consistenti e continuative, che si svilupperanno anche in seguito. Le assistenti sanitarie del reparto pediatrico dell’Ospedale di Capo-distria, guidate dal direttore dr. Branko Šalamun, hanno iniziato, per ,ora nel settore Sicciole — S. Pietro — Nova Vas delle visite a domicilio ai fini di un’accertamento sulla situazione sociale e sanitaria dei bambini e delle loro madri, che potrà costituire una base di valu-tjàzione sufficente per provvidenze assistenziali più concrete a favore di coloro che maggiormente ne abbisognano. Nello stesso tempo hanno avuto luogo, e continueranno anche in seguito, delle conferenze per impartire alle madri le cognizioni indispensabili per allevare i propri figli secondo le norme più progredite dell’igiene e della sanità. Sempre durante la «Settimana della madre e del bambino», sono I prezzi. E’ un argomento già da noi trattato a più riprese nella vana ricerca delle cause che determinano il loro aumento. Da più fonti, e non del tutto a torto, esso è stato attribuito alla rete commerciale e alle tendenze speculative in essa esistenti. Sostanzialmente però la rete commerciale non è la causa determinante dell’elevato livello dei prezzi, ma essa dipende da fattori che esulano dalle competenze del ramo commerciale e che si possono riassumere nel fatto che le condizioni generali, sopratutto le necessità della difesa, la crisi conseguente la siccità, richiedono ancora una elevata accumulazione gravante, con un peso non indife-rente, sul prezzo. dei prodotti industriali. Molto diversa si presenta la situazione riguardante i prezzi dei piodotti agricoli, benché anche questi abbiano più degli altri subito le conseguenze della siccità e della conseguente rarefazione dei prodotti sul mercato. Però in questo campo, la corsa all’aumento è stata creata in moltissimi casi artificiosamente proprio della rete commerciale, e non tanto per tendenze speculative, quanto per il senso di menefreghismo o d’incapacità commerciale dei quadri occupati nel commercio. Prendiamo l’esempio delle carni. Causa la mancanza del foraggio, sul mercato degli animali da macello è venuta a crearsi una maggiore offerta che, logicamente, avrebbe do- vuto determinare un ribasso dei prezzi o comunque la loro stabilità. Di contro, nel distretto di Capodistria il prezzo della carne negli ultimi sei, otto mesi ha avuto una costante tendenza al rialzo, mentre nel distretto di Buie, sino a pochi giorni fa, il prezzo della carne è rimasto constatemente invariato. Ora anche nelle macellerie del Buiese la carne ha subita un aumento: quello di manzo a 200 din. il kg. equelìa di vitello a 240. Abbiamo voluto accertare quali sono le cause di tale aumento e sia i macellai che gli organi preposti al commercio hanno all’unisono puntato il dito sui macellai del distretto di Capodistria. Le loro dichiarazioni possono riassumersi così: è da un pezzo che 1 macellai di Capodistria, Isola e Pirano pagano ai contadini presa! superiori a quelli che paghiamo noi (l’aggravio naturalmente lo hanno gettato sulla popolazione con l’aumento del prezzo della carne) pur potendo acquistare anche a prezzi inferiori al pari nostro, nonostante la loro concorrenza che gli avvantaggiava già col fatto che acquistavano i migliori capi di bestiame. Oggi, con i campi verdi, la crisi del foraggio è terminata e l’agricoltore vende il proprio bestiame solo al maggior offerente e se no, ritorna con la bestia a casa. Ecco perchè siamo stati costretti ad aumentare anche noi i prezzi della carne per metterci nella possibilità di acquistare il bestiame allo stesso prezzo PER 0. DECENNALE delle brigate del Litorale CAPODISTRIA Il 22 maggio scorso si è tenuta una riunione consultativa del rappresentanti di tutte le organizzazioni di massa e dei circoli culturali e sportivi della città. Nella riunione è stato eletto un Comitato promotore per la celebrazione del decimo annuale della costituzione dellq, brigate del Litorale. Fra le deliberazioni prese dall’assemblea, è l’impegno di onorare degnamente i partigiani caduti nella Lotta di Liberazione nazionale con l’erezione di un monumento ohe attesti alle generazioni future il sacrificio dei caduti per il riscatto della libertà e dell’indipendenza della nostra Istria. Il Comitato promotore ha indetto subito un’azione per la raccolta di contributi in denaro ed ha fatto appello alla cittadinanza tutta perchè appoggi l’iniziativa. Le offerte vanno pertanto versate pro «Contributi per il monumento ai partigiani caduti» sul c-c 939 — 207 presso la Banca d’I-,stria in Capodistria. Il Comitato fa affidamento sul contributo generoso della cittadinanza per poter quanto prima erigere il monumento. A S. Canziano di Capodistria, ad iniziativa dell’Associazione degli ex combattenti, mercoledì è stata scoperta una lapide alla memorai del combattente Martino Kokalj, deceduto tre anni addietro per postumi di ferite riportate durante la Lotta di Liberazione. Alla mesta cerimonia hanno par-' tecipato numerosi cittadini, il compagno Dekleva in rappresentanza del Fronte Sloveno di Liberazione di Trieste ed il compagno Julij Beltram per il Comitato Distrettuale della Lega dei Comunisti di -Ca-podistrirf. PORTOROSE Nell’ambito della preparazione alle Celebrazioni del X. Annuale della costituzione delle brigate par-tigiane del Litorale, si è svolta 11 6 c. m. a Porto rase una competizione di tiro a segno con fucile ad aria compressa per pionieri, organizzata della locale Sezione dell’Associazione Combattenti e valevole per le qualificazioni al campionato repubblicano della Slovenia. Alle gare hanno partecipato i gruppi pionieri di Portorose (2 squadre), Capodistria (2 squadre), Strugnano e Pirano (1 squadra). I risultati sono i seguenti 1. Pirano, punti 311 -r 2. Strugnano, punti 308 ; 3. Portorose, punti .294 e 4. Capodistria, punti 176 nella gara fra le prime squadre. Fra le seconde squadre l’esito è stato : 1. Portorose, punti 134; 2. Capodistria, puhti 120. La classifica dei migliori tiratori è, invece, la seguente: 1. Paar Otmar (Portorose) con punti 85, 2. Čendak Riccardo (Pirano) con punti 76, 3. Poropat Graziano (Strugnano) con punti 74, stati aperti a Marezige e Šmarje consultatori per gestanti, che funzionano giornalmente sotto il controllo delle levatrici del luogo e vengono visitati settimanalmente da un’assistente del reparto pediatrico dell’Ospedale civile di Capodistria. Al Nido d’infanzia, invece, è stato risolto lo scottante problema dell’i-solamento per i bambini sospetti di malattie infettive. Alla Casa Giovanile di Capodistria è stato aperto un ambulatorio e un’infermeria per i ragazzi che sono stati sottoposti a una visita radiologica e lo saranno anche in seguito grazie al dr. Luciano Ferf'oglia, cortesemente offertosi per tale lavoro assieme a un’infermiera dell’Ospedale di Capodistria. Questi lusinghieri risultati e il disinteressato aiuto di persone e i-stituzioni, costituiscono una premessa sicura e una garanzia che la «Settimana della madre e del bambino» divenga una simpatica e ancor più sentita iniziativa a favore . dell’infanzia e costituisca ogni anno una nuova tappa nella cura per il benessere delle giovani generazioni. e. c. CITTANOVA La ipace agreste è regnata questa volta solo nella citta-dina alla foce del Quieto e particolarmente nell’Ufficio ideilo Stato civile e neU’amhu-latorio comunale. A BUIE invece fiori d’arancio in casa sii Morato Nicolò, agricoltore, che ha impalmato Sinkovič Maria, casalinga. A Buie sono nati: Sinkovič Fiorenzo, di Mario e Jaikovae Maria di Krok; Aitin Graziellh, di Fernando e Jolanda Gardi.na di Altini e Smi-loivič Frauen, di Giuseppe e Vigitii Pina di Srnilovic. Nessuno è morto, ma la cronaca registra invece tre infortuni per fortuna poco gravi. Il primo è toccato al piccolo Kc/inck Cl au ci io, biliose, .di 7 anni, investito da un imprudente motociclista. Claudio ci ha rimesso qualche dente e riportato una ferita al labbro superiore. La sedicenne Pripèié Avelina è invece scivolata in malo modo, produ-cendosi una brutta ferita al ginocchio. .1 vagonetti della «Slovenia ceste», dove lavora, hanno schiacciato l’indice della inano destra al dieia. novenne Viglivi Valerio di Marušiči. V' ERTEN E Gl .10 Nel comune si registra una nascita, avvenuta a Bilie, quella del piccolo Pavletič Amorino, di Giordano e di fi al (loš Maria «li Marinčič. (in e-zìi a Livia, casalinga di Vcrte-neglio, ha realizzato il suo sogno sposando il suo compaesano Moote-gan Amedeo, agricoltore. Doz Antonia ha invece sposato il cromatore triestino, Liren Giusto. Morti niente, «disgrazie» una toccata al boiI(-I1|e Baio» Romano, ma questa merita un articnletto a parte. LETTERE ALLA REDAZIONE CONCORRENZA a chi paga di più offerto dai macellai del distretto di Capodistria. Perchè questo incosciente modo di agire che si riflette, e come, sullo standard di vita della popolazione? Non sapremo come definirlo, ma comunque questa concorrenza a chi paga di più, richiede contromisure energiche perchè sia stroncato, e non solo per il mercato carni ma anche in altri rami. Chi ad esempio, ci garantisce che ora i nsotri macellai non offrano un prezzo ancora maggiore? Ne hanno sempre la possibilità poiché, sebbene si forniscano alla stessa fonte, i prezzi delle carni nel distretta di Capodistria sono sempre più alevati di quelli del distretto di Buie. Comunque seguiremo la cosa, segnalando all’opinione pubblica ogni incosciente, gradasso o poltrone. * A ISOLA Corso di pronto soccorso Mereoledì 10 io. un., si è concluso a Isola il corso per la cultura (sanitaria, organizzato dalla Croce Rossa. Nelle prime orei pomeridiane presso il vecchio convitto, si poteva osservare un insolito movimento : chi portava fiori, chi involti, ohi faceva la pulizia e così avanti. Molti non potevano sapere che queste vispe ragazze nascondevano satte la loro vivacità una certa apprensione. Alle ]7 infatti dovevano aver lungo gli esami e la preoccupazione idi poter-li, o meno, superare le rendeva nervose. Allora degli esami la commissione ha potuto constatare, sin dapprincipio, che la allieve erano 'ben preparate, die avevano studiato con profitto e che i loro istruttori s’erano impegnati con serietà e con amore per (dare adle allieve le nozioni ne-< cessane sul lavoro (delle attiviste della Croce Rossa. Le risposte delle ai-lieve erano pronte e precise. Il risili lato finale: promosse tutte le 23 candidate, con 17 ottimi e 4 fononi. Il doti. Ferfoglia, presidente della C.R. distrettuale, ha ringraziato gli insegnanti Zorzin Carmen, Kozlovič Nino, Nemec Jurioa, la ostetrica e nitri ancora che hanno contribuito al buon esito del corso, sopratutto, i membri del* Comitato Cittadino della C. R. di Isola e le camp, del TUDA IS,’ ehe tanto hanno preso a cuori* e curalo il corso. Con questo tatto se conclusa la fatica delle giovani crocerossine. Le simpatiche allieve hanno voluto prendersi una meritata soddisfazione, organizzando un iben riuscito trattenimento, che ha concluso in allegria la serata. Z.M. Tutte lettere piuttosto lunghe, qha fon la migliore buona volontà del redattore e con la sua riconosciuta abilità nel lavorare, di forbici, urtanoa anche stavolta, contro Vinneso• rabile «no» dello spazio. Non sa I abbiamo perciò a male i nostri affezionati se qualcuno di essi non potrà venir accontentato subito (ma a turno lo sarà senz'altro) e se i loto scritti appariranno talvolta riassunti in poche frasi soltanto, o ridotti, a semplici citazioni di alcuni brani. Premesso ciò, passiamo doverosamente alla prima lettera. Renzo Franchi, nostro apprezzato collaboratore, .se la prende (finalmente uno!) con «LA NOSTRA LOTTA» o meglio, con un passo dell'articolo di fondo, pubblicato nel n.ro del 2 giugno dai titolo «La gazzarra attorno a Trieste». Ecco Vargomento incriminato : «E’ la Jugoslavia che per la sua maturale posizione strategica e per le contingenze della situazione attuale (T articoli-sta si riferiva al pericolo di aggressione dall'Oriente, n. d. r.), difende lo stesso regime degasperiano e il suo governo.» Ed ecco il pensiero dello scrivente : «Questa affermazione, a mio avviso, contiene"un errore di carattere ideologico ed uno di carattere politico. E’ ideologicamente errato sostenere che la Jugoslavia, .stato operaio, possa difendere, indipendentemente dalla contingenza, il regime clerica-le, conservatore cd an ti operaio di De Gasperi e Sceliba, un regime cioè di oppressione (di classe, il più reazionari eie -l'Italia abbia avuto dopo Crispi, a parte il periodo fascista. Sul piano politico poi, il ruolo della Jugoslavia in difesa~ della pace rispetto alTItalia si pone in altri termini. La Jugoslavia, in caso di aggressione dall'Oriente co minio rmista, sarebbe il baluardo avanzato della difesa della libertà e del-lUndipendenza dei paesi aggrediti. Difendendo la loro indipendenza, i popoli (jugoslavi 'difendono (quindi anche l’indi pendenza degli altri popoli dell Europa occidentale, in primo (luogo del popolo italiano. Ciò naturalmente non significa affatto che la Jugoslavia difenderebbe i regimi capitalisti delTEuropa occidentale (e chi lo ha mai sostenuto? n. d. r.) nè, tanto meno, il regime degasperiano e il suo governo, che non devono essere in alcun caso identificati con il popolo italiano, i suoi reali interessi e la* sua stessa lotta per. la difesa deITindipendenza e della libertà. Proprio Patteggiamento grossolanamente provocatorio e discriminatorio del governo di Roma nei confronti della Jugoslavia, baluardo ideila pace in questa parte d’Europa dimostra dhe il regime ide-gasperiano non esprime affatto gl’interessi più elementari del popolo italiano. La Jugoslavia quindi, per la sua naturale posizione strategica e per le contingenze della situazione internazionale, difende anche Fin-dipendenza del popolo italiano, malgrado il .regime degasperiano e il suo governo)». Ci sembra che il Franchi voglia giocare un tantino di parole e, in fondo in fondo, voglia imputare alla mancanza di un «anche» e di un «malgrado» il presunto errore ideologico e politico su una questione di principio, che nell!articolo in discussione, invece, e ben chiaramente impostata quando l'autore de «La gazzarra attorno a Trieste», im mediata-niente prima della frase incriminata, scrive: «Le cose stanno invece così: in sostanza è il nostro paese a difendere l’Italia». Noi assieme al-V articolista non possiamo infatti disgiungere il termine! «Italia» da quello di «popolo italiano^>, come non possiamo confondere i Iconcftti di «Italia» e «popolo italiano» con quelli, di «regime democristiano e del suo governo» o qualsiasi altro regime e governo che non rappresentino la volojità-e gli interessi del popolo. Ci sembra che, forse in un eccesso di zelo, sempre encomiabile del resto, ma non bastante a far passare da ingenui gli altri; Renzo Franchi non se Labbia a male — sia incorso in un errore di valutazione, lasciandosi trascinare da un giochetto di parole e servendosi, di certo non intenzionalmente, di un metodo ormai da lungo tempo condannato da noi perchè equivoco: la cosidet-la «citatomania». Quest ultima consiste, per chi non lo sappia nello staccare una singola frase (un «citatom, come si usa dire) dal corpo di uria concetto unitario, traendone interpretazioni erronee alla meno pèggio o arbitrarie. La frase incriminata dal nostro collaboratore è stata, infatti, tirata, come si vuol dire, per i capelli e interpretata senza alcun nesso logico coT{ pensiero centrale' vero e(proprio, espresso immediatamente prima. Essa era, evidentemen-- te, un semplice inciso in funzione, puramente polemica (non sosteneva quindi affatto una questione di principio) con una certa teoria ■— quella di Paedardi e degli strateghi du strapazzo del giornalino rii Rino A lessi sulla difesa della aporia di Lubianuy) — e non infirmava per nulla la questione di principio e,!te, immediatamente prima e dopo, inquadrava perfettamente ciò che Renzo Franchi sostiene; anche senza quel «malgrado» e quell’«anche» che, però, volentieri Concediamo, benché superflui. Non possiamo tuttavia non richiamare Lattenzione di R. F. e dei lettori sul fatto che a quel modo (operando cioè a base di citati isolati) si. può alterare qualsiasi pensiero, incominciando da quello dei grandi uomini come Marx (e Stalin insegna!) fino a quello dell'ultimo articolista di un qualsiasi giornale di provincia. Dì un problema più immediato si occupa invece ib. d. da Capodistria che espone ALCUNE LAMENTELE • sulla rigorosità del controllo ai blocchi. Scrive infatti fra Valtro: «Non mi sono miai occupata di affari men öhe puliti. Perciò quando vado à Trieste, forse ogni due mesi una vòlta, osservo scrupolpsamente le disposizioni sul movimento passeggeri e merci emanate dalla VUJNA. Tuttavia martedì scorso m’è 'avvenuto di dover attendere più ore al molo prima di poter passare la visita do,-ganale. Sono rientrata cosi a casa quando ii miei famigli ani /stavano già in apprensione non vedendomi tornare. Non potrebbero gli organi della dogana procedere più spedita-mente o, almeno, far passare prima coloro che, come ime, non siano ingombri di borse e pacchi?» UN SUICIDIO : La ventiquattrenne Dell’Oste Antonia si è suicidata, giovedì scorso, impicandosi in un corridoio nell’edificio del giardino d’infanzia sloveno a Capodistria. Si ritiene che essa sia stata spinta all’insano proposito in conseguenza alla perdita del genitore ed a una delusione amorosa. CACCIA PROIBITA Damiani Giuseppe da Lozari va matto per Ja 'caccia. Non appena in-I ravvede qualche capo di selvaggina, viene colto da una tentazione irresistibile: quella di impadronirsene. Tale tentazione si ripete anche nei periodi in Cui, per ovvie ragioni «li ri popola mento della selvaggina, la e acri a è .interdetta. Così si è fatto cogliere enn una lepre nel tascapane. La lepre era stata fermala dal suo «Fido». Il segnare idi Neimihrotte s’è l’è cavata con soli 400 mila di ammenda. INFANTICIDIO Si è celebrato giorni addietro presso il Tribunale distrettuale di Buie il processo a carico di Magni-gotic Bianca abitante al n. 31 di Kuberton, comune di Grisignana, accusata di infanticidio. (La Magnigotic, il 20 maggio di quest’ anno nel proprio appartamento dava alla luce un vispo maschietto. Ma sia per la sua arretratezza mentale che per i principi pseudo-morali, piccolo borghesi dei genitori, non potendo giustificare questo parto, da madre snaturata, con le sue mani soffocava la propria creatura: accortasi che questa non dava più segni di vita, per far scomparire la sua colpa occultò il cadaverino nella fogna della latrina. Riconosciuta colpevole del reato attribuitole Timputata è stata condannata a due anni di carcere. PA Abbiamo chiesto informazioni in dogana sulla questione posta dalla nostra lettrice e abbiamo saputo, purtroppo, che non tutti come b. il. osservano le t{ispo4izioni doganali, per cui. le visite si rendono rigorose. I compagni, della dogana ri hanno informato, infatti, che dal gennaio scorso ad oggi sono stati registrati ben 316 rasi di speculazione valutaria di notevoli proporzioni e altri 447 4' con t raid .and o.. ,Vorremmo pubblicare tulio Velenco fattoci vedere, mu troppo sarebbe lo spazio richiesto, per cui ci limiteremo ad alcuni, esempi più caratteristici. Li rendiamo nati perché tutti gli o-nesti, come b. d. sappiano di chi sia la colpa se, talvolta, devono attendere n lungo. Così Viezzoli Silvio, da Pirano, è stato colto in flagrante con addosso diverse camicie e ino. glie da uomo e da donna, un paio di sandali, un servizio completo di stoviglie, alcuni metri di tessuti. un chilogrammo di caffè ed altro: Giurgevié Marcello, da Isola, con 25 mila din. nascosti in un posto che per decenza non nominiamo ; Treason in Kurnik Miranda, da Trieste, con lì orologi (recidiva per la terza volta), Žerjal l. ut ra, fin (rape-distria, con 78 fazzoletti di seta, 40 «broches», 22 spille argentate, due paia di orecchini d’oro, 7 paia di calze Nylon e alcuni metri di tessuti di vario genere. Un non irnienti fidato sj>frelatore, evidentemente reso diffidente per la rigorosità della visita, ha abbandonato sul vaporetto 32 paia di calze Nylon, 88 matite a sfera. 189 pettini, un paio ili scarpe da uomo, 50 rossetti, 84 fazzoletti di seta, 12 metri di stoffa, un servizio Completo per sei persone ed altro. Ulcigrai Francesco, da Isola, volendo aggirare lo scoglio della visita doganale, .ha tentato invece ili trafugare con la barca 11 metri di tessati per materasso, 8 metri di tessuti di cotone, 3 copriletto a una e un copriletto a doppia piazza e vano altro materiale. Ritentiamo un tanto basti per far comprendere a li. d. il motivo pey cui essa Ita dovuto attendere così a lungo e le ragioni ihe impongono la rigorosità iIelle visite doganali. UMiAGO A Buie sono nati due ipupi. Alessio Bdi, idi. Alessio Carla di Umago e Bassanese Franco, «li Antonio e Kozlovič. Ivan idi Petrovja ha sposato Purin Ida di Morno. A Pola è morta la giovane urna-glhese Alessio Maria, idi 19 anni e a Jurioani il qiuarantasettenne Tontiz-za Ferdinando. CAPODISTRIA Si «registrano solo näselt« e matti-moni, nessuna morte. Nati : Rues Alenka di Hugo e Rustia Angela, Florečič Daniele di Flore-èie Franka, Zanriarin Pierpaolo di Pietro e Manzato Rina, Marino Padska di Modra Pallata. Si sono sposati: Kukolj Jože, tecnico edile e Ko-ronio Jožefa, impiegata; Perič Teodoro, motorista e Kriimanié Emilia, infermiera : Vaso mi Luigi, muratore e Grison Rosa, casalinga. PIRANO Sonn nati: Prifoao (Mariella, idi Franco e Di-lié Anna; Miani Maria, di Nello e lazzari Fiorella; Fragiacomo Sergio di Marcello e Puicoi Lucia. Si sono sposati : Maraspin Rino, marittimo, con Busletta Edda, casalinga ; GallLgarich Giovanni, bracciante con Beltrame Paimira, casalinga; Lardello Aurelio con Coslovio Livia. Morti : Fonda (Domenico, agricoltore di 76 anni; Predonzan in Trani Servola, casalinga d'i anni 59; Grbae Giovanni, (pensionato marittimo di anni 78; Petronio in /Bonifacio Vittoria, casalinga di anni 62. ISOLA L’mff'iciaUj ideilo stato civile non ha probabilmente rimesso a quello centrale i necessari dati, «perciò per questa settimana, niente nati, nè morti, nè matrimoni. La p-iranese Tanzi Silvia di 27 anni, è caduta dalla finestra, alta 7—8 metri, ohe voleva chiuide/re. Si è fratturata entrambi i talloni e 4 vertebre della colonna lombare. Cinque studenti: Dodič Darko di 13 anni, Sabadin Celestino di 14 anni, Lnkanc Danilo di 14 anni, Grando Sergio di 13 anni e Grizaniè Silvio, tutti da Ga'iom, trovata della polvere da mine Thanno accesa con i fiammiferi, iproduicendosi tutti ustioni di I e II grado alla faccia e alle mani. La isolana Vaseotlo -Lucia di anni 48 si è fratturata Tavamforaccio sinistro cadendo da un tinello, sul quale era montata iper raccogliere le ciliege. Fortuna Zvedan, ventunenne conducendo un carretto della «Slovenia ceste», scivolava in malo modo, ipro-duoendosi escoriazioni a entrambe le gambe. BARUFFE A VERTENEGUO Una baruffa nelTosteria di una cittadina, la domenica, non meriterebbe cenno se in essa non vi fosse immischiato un membro del Comitato Popolare Comunale ohe pure nella vita privata dovrebbe dare prova di serietà. Avvenne a Verteneglio. Nell’osteria sulla piaiziza, sedevano Baloš Romano, Cinič Mario e Fernetta Bruno. JI Cinič volle versare addosso, per scherzo, del vino a ‘Fernetti, ma questi si scansò e il liquido finì addosso a un certo Jelèic Vittorio che, naturalmente, u$cì in (proteste. I,e sue giustificate .lagnanze diedero ai nervi particolarmente del Bales Romano che usando violenza cercò rii cacciarlo fuori idall’o-steria, rompendo nel frangente due vetri. Il Jelèic se ne andò, ma il Baloš, insoddisfatto, lo minaeleiò idi peggio. Incontratolo di nuove Ja sera al Bar del popolo, incominciarono (pure qui a volare bottiglie, bicchieri e sedie con la ripresa del litigio. Il Baloiš ohe è il membro del comitato ci rimise qualche dente e il denaro che, probabilmente, dovrà pagare, per aver .provocato la lite. Del fatto dovrebbe interessarsi anche iil iGPC RADIO Siamo certi che gli amatori della musica operistica hanno gustato, lo scorso martedì, la trasmissione del «Mefistofele» senza dover impegnare oltre due ore della serata a quello scopo poiché, attraverso la selezione delTopera stessa. hanno potuto ugualmente ascoltare i suoi brani migliori e più caratteristici trasmessi nello spazio di un’oira. Per gli stessi amatori e per tutti i suoi affezionati, la nostra Radio mette in onda questa sera alle ore 20.00 una selezione di un’altra opera più leggera, più orecchiabile, la «Turandoti di G. Puccini. I notiziari, coirne al solito, vengono (trasmessi ogni giorno alle ore 6.15 (la domenica alle 7.15) allo 12.45, ad 1 e 19.30 ed alle ore 23.00. Al notiziario delle ore 19.30 fanno seguito, ogni sera, i « Problem i di attualità» in cui vengono commentati i fatti più salienti «del giorno o qualche importante problema politico sociale. Giovedì sera, alle ore 20.00 gli amatori delle canzoni potranno ascoltare, con i tradizionali messaggi augurali, clip si scambiano i «radio-cugini,» «della nostra emittente, le piò Indie canzoni che, con la «Musica per voi» rappresentano i programmi più attraenti e di maggior successo della nostra Radio. Nella stessa serata, alle ore 21.30, con Faeeompagnamento della orchestra Angelini, saranno messe in onda le voci deliziose di Nili a (Pizzi, Gino Latilla. Carina Boni e Achille Togli ani. Sempre giovedì sera, alle ore 20.00, saranno trasmesse le pagine scelte di un «noto .scrittore contempo, raneo. Altra imusi/ca da opera potrà essere gustata venerdì sera alle ore 20.00, con la trasmissione di una fantasia della «Garmen». Farà seguito, alle ore 20.30. la solita rassegna settimanale delle lotte del lavoro nel mondo, con partico- lare riferimento ai problemi sindacali dei lavoratori di Trieste. CINEMA •Nella corrente settimana saranno proiettati sui nostri schermi i seguenti films: «Trio» di produzione americana, ehe include 3 novelle del noto scrittore Somerset Maughan, interpretate da Anne Clawfort, Roland Culver ed altri artisti del cinema. Film con belle inquadrature e dinamico. «La strada del successo», di produzione inglese, che tratta la vita di un ragazzo, ponendo in evidenza i sacrifici e gli sforzi da lui compiuti per arrivare al «successo. Film indicato sopra tutto per i giovani. TRUFFATI CONTADINI E L'IMPRESA Gli operai dell’ELTE, Barbarin Garibaldi e Grižon Srečko, sono stati recentemente tratti in arresto dalla Difesa Popolare, perchè autori di frondi in danno sia di privati, che deU’Impresa. Ad esempio, ricevevano dal contadino X la somma di 5.000 dinari da versarsi all’ELTE, ed essi nella ricevuta facevano figurare solamente 4.000 dinari, affermando che la differenza era loro dovuta per i lavori. In tal modo hanno gabbato oltre duecento contadini dei paesi di Ospo, Dekani e frazioni vicine, Boršt e Glem. NelTeffettuare il loro lavoro, essi mettevano in conto molto più materiale di quanto avessero in realtà impiegato. Le rimanenze, così realizzate, venivano poi vendute, ricavandone rilevanti profitti che i due compari si suddividevano equamente. Dalle denuncie presentate, risulta che i due menzionati hanno frodato ai privati oltre 200.000 dinari, mentre l'ammontare del materiale appropriato, il cui danno grava sulla ditta, non è stato ancora accertato. PAGINA 3 ITINERARI DI BELLEZZA E Dl 6L0RIA TACCUINO DI VIAGGIO ZAGABRIA, giugno — Bella è la nostra Patria. Bella nelle sue aurore primaverili sulle riviere scintillarli di conchiglie e sulVonde ehe hanno tremolii d’argento. Bella nei suoi tra-monti montani, bella nei suoi boschi vergini, verdi, immensi che hanno la poesia dei fauni. Bella nelle sue pia• mire feconde di grano e girasoli, tali a Cep e cotone. Bella nei monumenti remoti e recenti, delle città e dei vii-leggi. Bella è nostra Patria! E’ l esclamazione del gitante al termine delle escursioni che lo hanno portato da Spalato a Ragusa, da Bled a Trau, sul Kozara, a Jajce, Sarajevo, dalle rive dell Adriatico alle alture slovene e bosniache. Ha lasciato brevi note nel suo taccuino di viaggio. Sono confuse, senza cronologia; è difficile dire quale visione abbia lasi'iato nel turista migliori impressioni. V Adriatico mite e bello, o la Slovenia dove ancfie d estate le vette degli alti monti hanno il cappuccio bianco? Oppure la Bosnia con i suoi fiumi, b> sue cascate, i suoi laghi? E’ più bel1 a Makarska con i suoi boschi di pini e il monte Bìokovo che alle spalla della cittadina svetta nel cielo, o Budva romanticamente adagiala con le sue storiche, vecchie mura, con le sue anguste calli, in mezzo ad un parco naturale di olivi e di ni prassi, di aranci e di banane? E che dire delle bocche di Catturo ai piedi dei monti aspri, carsici, precipitanti, sul mare, ove si snoda fra baie, insenature e porticcioli, lo costa, frastagliatissima, mdeniala da pennellate di olivi e ili palme, agave e pini, con Herzegnovi e Ristia, Perast e Catturo, Veriga e Tivat? Santo Stefano assomiglia a Budva, piu piccino, grazioso, posto su un’isoletta che corre ad abbracciare la ter ra con una stretta lingua di micia. * * * Chi è stato a Spalato non scorderà più il Palazzo di Diocleziano, le porte Aurea e Argentea, la cattedrale e il portale in cui si specchiano gli elementi dell’arte romanica e gotica. Non dimenticherà la fuga delle colonne e dei capitelli cesellati, dei fregi e degli ornamenti, dei maestosi monumenti barocchi, magnifici per prospettiva e composizione. Qui Parte e bellezza e la bellezza è arte. Chi va a Spalato non può dimenticare dì visitare Marjan boperto di pini e deve soffermarsi alla vetichia Traù. Chi vede Spalato non la scorda mai. * * * Verso la fine di maggio del 1943, i fascisti fucilarono l’eroe Rade Kon- colonne e balconi, bifore e ballatoi, magnificenza di terra e di mare; questa è Ragusa. Ragusa è una perla naturale, è un richiamo al passato. Clima mediterraneo e vegetazione subtropicale, narcisi. ed oleandri, palme ed olivi, rosmarini e limoni, glicini e pini: è un incanto, Ragusa. Dall’alto, a guardarla, scintilla come un diamente, in una fantasmagoria di colóri. Bernard Shaw ha detto : «Gli uomini che cercano il paradiso sulla terra, vengono a vedere Ragusa.» * * * Bled. L’hanno edificata i commercianti e gli speculatori. Alla bellezza čar. Sul fiume Krka, sito dell’assassinio, si erge il marmo monumentale del ricordo. Qui nacque il noto scrittore realista Siine Matavulj. Sebenico, più a sud, ha dato 4300 combattenti nella lotta contro il fascismo ed oltre mille vittime. * * * Storici monumenti, palazzi e 'cattedrali, imponenti mura medioevali, magnifiche chiese, arcate decorative, naturale hanno \ chiesto ed ottenuto enormi profitti. Il lago è stato bloccato tutto intorno da albergali. Oltre il biotico del lusso non passava l’operaio. Oggi gli operai vantano a Bled i maggiori diritti. Nelle regioni più belle della Slovenia, nelle vicinanze dei fiumi là dove si ergono le vette dell# Karavanke e delle Alpi Giulie, là dove si possono cogliere fiori di campo, i fu- L'inferno del ..re della gomma" Nelle più grandi mostre campionarie, per le strade e sulle piazze d’Italia, nei trams, negli autobus, un cartellone pubblicitario spicca su tutti, il cartellone dalla caratteristica «P» ormai ndta anche ai più indiferenti. «Camminate Pirelli», «Gommapiuma Pirelli», «Pneumatici Pirelli, Pirelli, Pirelli, Pirelli Pirelli... Le policrome reclames sono divenute addirittura l’immagine del benessere, della prosperità, della te- ff rano, il tragico cammino loro segnato nelle bolge della Pirelli, meriterebbero ben altra esposizione di quella, purtroppo assai succinta, che ci accingiamo a fare. «Ci sono oggi a Milano — scrive il pubblicista italiano G. Toti — medici che sono d’accordo con il Sindacato Chimici nel voler fare un’inchiesta alla Pirelli, un’inchiesta sul supersfruttamento del re della gomma. Oggi, ormai, tutta la città industriale comincia a parlare anche dei neri del reparto 52 che, licità. Ed indubbiamente, le rappresentano, queste cose, se non per il popolo italiano, certo per i «re della gomma», per la famiglia Pirelli, una delle più ricche e delle più potenti della Penisola. La società che porta il «glorioso nome» venne fondata nel 1872, con due milioni di capitale. Undici anni più tardi, i milioni sono già saliti a 21, e diventano 120 al termine della prima guerra mondiale. Calcolando sulla base della parità aurea e prendendo a primo termine non l’anno della fondazione, ma appunto il 1913, il capitale della Pirelli dovrebbe oggi ammontare a circa G miliardi. Invece, per quanto ci è dato sapere (ed, in questi casi, non è mai dato saper troppo), esso si calcola a 12 miliardi. Il doppio, cioè, di quanto ci si attenderebbe, anche considerando guadagni molto elevati. * Per giungere a questo, i «re della gomma» hanno certo dovuto prendere le loro precauzioni, costituendo nel 1939 una «Holding Pirelli» in Svizzera -ad affiliando ancor prima numerose società internazionali. L’ultimo conflitto ha trovato perciò i magnati milanesi preparatissimi ed indaffaratissimi a fornire tutti gli eserciti, sia quelli fascisti che quelli schiarati sul fronte della democrazia, I profitti, com’è logico, sono stati giganteschi, il che non ha impedito all’intraprendente famiglia di esercitare sui suoi dipendenti una tirannia economica sempre maggiore : basterà citare ad esempio gli stabilimenti spagnoli della Pirelli, i cui operai ricevono in media una somma corrispondente a 12 mila lire mensili, con un livello di prezzi pressoché uguale a quello italiano. Non per nulla la grande società ha realizzato in Italia, nel solo 1949, circa 7 miliardi di profitto (su 12 di capitale): Il «Gruppo Pirelli» (che produce nella Penisola il 57 per cento degli articoli di gomma in commercio) paga — sempre nella vicina Repubblica — salari mensili medi di 35 mila lire, ricavando addirittura il doppio da ogni suo dipendente. II modo in cui sono trattati gli operai, le condizioni in cui lavo- dopo il lavoro e mezz’ora di striglia, continuano per tutto il giorno a sputare il nerofumo che hanno assorbito alle mescole, o delle donne che escono dal lavoro del reparto 65 (dove si provano le camere d’aria) con le mani gonfie e l’artrite che le tormenta. «I lavoratori vogliono che i medici vadano a controllare queste condizioni di lavoro, vogliono che si denunci all’opinione pubblica questo sfruttamento, con i metodi da negriero adottati dal dr. Alberto Pirelli. Che si dica come Pirelli operi una selezione accurata dei lavoratori’ più robusti nei settori «infernali», come li chiamano gli o-perai, mentre quelli che vengono «stracciati!» dopo qualche armo sono passati agli altri settori, fino ad arrivare al centro esuberanza personale, dove vanno- i relitti del supersfruttamento, e mentre i sanatori si riempiono di pirelliani». La disoccupazione che infierisce in Italia serve ai dirigenti la grande impresa come uno spauracchio da agitare incessantemente dinnanzi agli operai: nel reparto destinato alla misurazione e al controllo delle camere d’aria si raddoppia il lavoro senza peraltro aumentar personale; alle macchine fasciatrici, u-na donna è costretta a svolgere le mansioni che, sino a poco tempo fa erano affidate a due; la mezz’ora concessa per i pasti, dev’essere recuperata sotto pena di detrazione dal salario ... Questi- sono pochi esempi, attinti dal cumulo con cui si possono documentare 1 metodi inumani instaurati dal «re della gomma». Aggiungendo xhe la Pirelli controlla in Italia 24 società con 30 mila ’lavoratori alle loro dipendenze, ci si può fare un’idea delle condizioni a cui tanti operai sono costretti a sottostare. E ciò, malgrado le splendide promesse elettorali della maggioranza, grazie al pio regime ed ai provvidenziali di turno, complici i sedicenti paladini del proletariato che sull'ara deH’opo-rtunismo hanno sacrificato e sacrificano gli interessi della classe operaria italiana. . BRUNO REDI Deisti hanno fueilato donne e bambini, i combattenti per la libertà partigiani e cittadini. «Qui, .aììu prima alba del 5 luglio, sono stati assassinati 30 patrioti». Simili lapidi sono a centinaia in Slovenia. Annota, il diario: «Abbiamo visto una grotta fra Jajce e Banjaluka nella quale sono stati fucilali a migliaia i nostri fratelli... Abbiamo visto a Traù una torre dalla quale è corso il sangue come acqua ... Abbiamo visto una località presso Lubiana dove in un solo giorno sono state fucilate cinquecento persone ...» Il viaggio del turista è anche un pellegrinaggio sulle orme degli eroi e dei martiri per la libertà. * t * Vetta del Kozara! Visitiamo il sacrario. Questo è dunque il famoso, glorioso, leggendario Kozara! Monte evocato nei canti, e nei poemi, epici, monte sul quale i nazisti sferrarono sei assalti per distruggere i partigiani. Lo ricorda Nazor, lo descrive De-djer. Qui sono caduti 1.700 eroi no-, stri e 7.000 invasori. Pare che ancor oggi la terra e i sassi siano rossi di sangue. In alcuni posti il bosco è ferito. Gli uomini della divisione «Prinz Eugen» ebbero paura del boscoso Kozara. Ancor oggi sono evidenti le trincee scavate a zig-zag. Siamo stati nel villaggio di Kru-skovac, all'ombra del colle omonimo: di qui, il 27 luglio 1941 partì La scintilla dell'insurrezione. Dieci furili ed alcune migliaia di forche e di badili impugno il popolo correndo all'assalto defle mitragliatrici. A Bosansku Dub ira raccontano della morte degli eroi popolari Petar> e Mile Mećava, di Rade Kodrič e Mladen Stojanovič. Questa è la terra ilei ribelli e degli eroi, * * * Abbiamo visto a Jajce la elusa ove ebbe luogo la sessione deli'AVNOJ. Non lontano dalla cascata del Pliva è la casa che ospitò il Quartiere di Tito. A dieci chilometri da Jajce si trova la località che già fu Jezera, un villaggio rivoluzionario. Nell'acqua chiara, cheta si specchiano monti e boschi, casette e cielo. Il lago di Pliva è ricco di pesci. Gli abitanti del villaggio erano pescatori. Ma nel 1941 ì fascisti raserò al suolo le Case e il villaggio scomparve. * * * Oggi Sarajevo è una città dove non vedrete soltanto la «Basciàrscia» con le moschee e gli «scefirvanin, i caffè ed i bazar. ’ sopralutto una città dove più che altrove si edifica, unii città che guarda all' avvenire. * * * Bella e gloriosa è la nostra terra. Lo spazio non può lasciar libero sfogo a tutte le impressioni, non pilo ospitare tutte le note e le immagini di un'escursione di sei giorni. Da Zagabria abbiamo guardato lontano, dallo Sljeme fino alle Alpi Di-nariche, Alla periferia della capitale croata non mancano i rifugi turistici e i monumenti stonici da visitare. Sulla Zagrebačka cesta, la strada delle vittime di dicembre, è la casa in cui si tenne la prima conferenza dei Comunisti della Croazia nel 1940. C è a Podsused il ricordo do Mattia Gubec, c'è a Kerestinac la torre-prigin-ne che ospitò l’ergastolano Moia Pi-jade il campo ove furono impiccati 15 partigiani. C’è a K u m rover la casa di Tito. E la nostra gita è finita. La sintesi delle impressioni è questa: «Abbiamo visto una terra che si risveglia e si fa più bella. Ricordiamo ì sei mila cittadini di Makarska visti al lavoro per costruirsi la riva e il porto, gli spalatini al ritorno dalle azioni di lavoro, gli zagahresi a tracciare parchi. Non possiamo scordare i canti del Litorale e della Bosnia, il folklore della Slovenia, dell'Erzegovina e dello Zagorje, Ricordiamo volti sorridenti di giovani e mani incallite. Alle Bocche di Cattavo una partigiano del 1941 ha pianto alla visione di un angolo così hello di. Patria. Un compagno di gito della Slavonia aveva le lagrime agli occhi guardando per. la prima volta il mare ad Ulcinj, la città più a sud sulla costa, piena di luce. Bella è la nostra Patria. Ci ha dato nuovo vigore, questo lungo cammino. I. STOJ-CEVIĆ. Dopo la creazione dell’AVNOJ, avvenuta il 27 novembre 1942 a Bihać, iniziano in Croazia i preparativi per la costituzione del Consiglio Territoriale Antifascista di liberazione -popolare della Croazia. (ZAVNOH) La quarta offensiva nemica, impedendo l’intervenuto dei rappresentanti delle va-riè regioni della Croazia,, causa la proroga della riunione che avviene il 14 giugno 1943 presso i Laghi di Plitvice, nel territorio della Lika liberata. In questo periodo la situazione in Croazia si presenta cosi: - La lotta popolare, iniziata nei territori della Lika, Dalmazia, Kordun, Ba-nia, litorale croato, si è sviluppata ormai in tutte le altre regioni. Le forze partigiane controllano pienamente i territori liberati della Lika, Kordun, Bani, gran parte della Dalmazia, del Litorale e territori del Pokuplja, Moslavina e Zagorje, Resi alleati dal comune odio verso le forze popolari ed il movimento partigiano, ustascia e cetnlci intensificano le loro azioni, insieme ai tedeschi ed italiani, contro i distaccamenti partigiani. Di questa alleanza fra ustascia di Ante Pavelič e cetnici di Draža Mihajlović, ministro «del governo» esule di re Pietro, parlano i documenti rinvenuti a Markonjć Grad, Nevesine, Medak, come pure lo stesso proclama n. 4 di Pavelič in cui il «poglavnik» apertamente riconosce l’intesa con i cetnici. DOPO DIECI ANNI Alla vigilia della riunione costitutiva della ZAVNOH, il comitato promotore dello stesso lancia un proclama al popolo croato e serbo della Croazia. Dopo due anni di dure, sanguinose e vittoriose lotte, il 14 giugno 1943 i rappresentanti del popolo croato e dei serbi viventi in Croazia, i rappresentanti di tutte le minoranze nazionali della Croazia (Aldo Negri per gli italiani) si riuniscono per gettare le basi del nuovo Governo repubblicano del Potere del Popolo in Croazia. Lo ZAVNOH emana una risoluzione che fa il punto della situazione, esprime la secolare aspirazione del popolo per la libertà, esprime la volontà del popolo per il futuro suo destino, riconferma l’idea di fratellanza ed unità fra oroati e serbi, fra i croati e tutti gli altri popoli fratelli della Jugoslavia, esalta l’eroica lotta del popolo contro l’oc-cupatore ed i traditori interni (fra questi il «governo fuggiasco», la cricca dirigente del Partito Contadino Croato ecln a capo il dott. Maček) e mette in risalto il ruolo del Partito Comunista sostenuto in questa lotta eroica. I rappresentanti legittimi e veri dei popoli della Croazia emanano le -storiche decisioni dei 15 punti che costituiscono la prima pietra del nuovo Potere del popolo. Fra l’altro si decide: 1) «...mobilitare tutte le forze patriottiche del popolo Croato, in fraterna unione con quello serbo e gli altri- -popoli della Jugoslavia nella Lotta popolare di Liberazione per la definitiva distrazione del fascismo, per l’abbattimento della «N.D.H.»...» 6) « .. .i nostri popoli non vogliono il ritorno dei vecchi regimi antipopolari ...» 8) «Nel corso della grandiosa Lotta popolare di liberazione in tutti i territori liberati e non liberati della Croazia, sono sorti i Comitati popolari di liberazione quale espressione delle -aspirazioni del popolo per il proprio potere popolare. I C.P.L. hanno svolto un ruolo storico nello sviluppo della guerra popolare di liberazione. Essi hanno curato l’approvvigionamento dell’Esercito popolare con viveri, indumenti, calzature ed hanno organizzato la retro-via al servizio della lotta, hanno- creato la piena limone del popolo e dell’esercito, del fronte e della retrovia.» «...I rappresentanti del popolo croato e serbo come pure i rappresentanti delle minoranze nazionali in Croazia che partecipano alla lotta popolare di liberazione, e che L’UOMO PIU’ FORTE DEL MONDO Alcuni anni prima della guerra, sugli stadi e sui campi di volio di tutta l’Europa, un uomo s’esibiva in esercizi di atletica pesante talmente sensazionali di far gelare 11 sangue e rizzare i capelli agli spettatori. Era lo zagabriota, Slavko Barta. I giornali francesi, inglesi, tedeschi, americani e italiani di quel periodo documentano l’incredibile forza, il sangue freddo e il coraggio di quest’uomo. La sua carriera ebbe inizio un giorno nel famoso luogo di cura austriaco, Baden. Slavko Barta vi si trovava in ferie e in un circolo ristretto di a-m-ici e conoscenti viennesi, ospiti di Baden, eseguì qualcosa che fece strabigliare i presenti. Si mise in bocca una carica di dinamite lunga 30 cm. e raccese. L’esplosione, che seguì dopo alcuni secondi, a-vrebbe ridotto in pezzetti la testa di qualsiasi uomo, Barta, con le mani strette al mento, nemmeno si mosse ! Seguirono immediatamente gli inviti per rappresentazioni pubbliche e poiché lo «scherzetto» con la dinamite non ei;a l’unico punto del suo programma, al suo primo debutto pubblico, svoltosi all’ippodromo viennese di Freidenau, si trovarono circa trenta mila persone. Perfezionò successivamente il suo esercizio migliore, sostituendo la dinamite con la ecraSite e aumentando gradualmente il peso della carica da 9 a 350 grammi. Inoltre, a rendere la sua esibizione ancora più pericolosa, dietro la testa aggiunse una spada affilatissima che si sarebbe infilata nella nuca, qualora l’avesse spostata anche di poco, per effetto della pressione d’aria prodotta dall’esplosione. «L’Èrcole le cui mascelle intimidiscono la dinamite» era il titolo di un esteso articolo apparso sul «New York Herald Tribune». «L’uomo con la testa d’acoiaio», «il dominatore della morte» erano i titoli attribuitigli da altri giornali. Il sollevamento sulla spalla di un’orchestra — jazz con una coppia danzante, sorreggendola sino alla fine del pezzo musicale, era per Barta una cosa quasi normale, ma il pezzo che sollevò più polemiche sul «trucca» o forza, era l’eserci- suo spettacolo che doveva svolgersi sullo stadio Buffalo e sull’ae-rbdromo di La Bouget, provocarono oltre ad un’enorme eccitazione tra i parigini, anche l’amor proprio del campione olimpico nel sollevamento pesi, il francese Cadine, considerato ufficialmente l’uomo più forte del mondo. «Tutto ciò che può fare Barta lo farò anch’io», era la sfida di Cadine. La sfida venne pubblicata da tut- Una scena de «La Locandieran presentata dagli studenti isolani zio con gli aerei. Legandosi con una fune speciale a due aerei dalla forza di 300 KW ciascuno, Barta impediva loro il decollo. Venne chiamato a Parigi a ripetere questa prodezza ed egli accettò di esibirsi neU’ambito delle manifestazioni per i soccorsi agli studenti francesi. Le grandiose accoglienze e l’enorme interesse della stampa per il ta la stampa francese. Barta rispose lo stesso giorno nel «Figaro» e negli altri giornali di essere pronto a misurarsi con Cadine in un incontro diretto in tutti gli esercizi di atletica pesante, nel trattenere l’aereo, sei automobili da ciascuna parte e di 20 o 30 ruotoe di motore per parte. Cadine rinunciò subito agli altri esercizi di Barta e hanno manifestato nei momenti più duri della vita dei nostri popoli il proprio amore verso la libertà del popolo, e sono pertanto riconosciuti dal popolo, si costituiscono nella giornata odierna in Consiglio Antifascista Territoriale di liberazione nazionale della Croazia». Il punto 10 della risoluzione afferma, che lo ZAVNOH è il massimo organo politico della L.P.L. in Croazia. Nel punto undici si mette in rilievo che lo ZAVNOH è formato dai rappresentanti dei popoli croato e serbo e delle minoranze nazionali in Croazia «senza considerazione della loro appartenenza politica e religiosa». Perciò nello ZAVNOH si sono raccolti anche i membri del Partito Contadino Croato, del Partito Repubblicano Indipendente, del Partito Comunista, i rappresentanti delle associazioni popolari come la «Seljačka Sloga», «Seljačka Kolo», «Gospodarska Sluga, ecc., i quali «a prescindere da ogni differenziazione, si pongono decisamente sulle posizioni della lotta contro gli cfccupatori fascisti, i loro servi ed aiutanti». Fra i compiti principali posti di fronte allo ZAVNOH nel puntoi 12 della risoluzione vi sono: la crea- zione della Libera Croazia nella comunione fraterna con la Libera Serbia, Slovenia, Montenegro, Macedonia e Bosnia — Erzegovina; la lotta per ricongiungere alla madrepatria tutti i territori croati strappati dall’occupatore e cioè : L’Istria, Zara, Fiume, tutte le isole adria-tiche, il territorio annesso della Dalmazia, del Litorale Croato, del Gorski Kotar e del Međimurje. Lo ZAVNOH lancia infine un appello ai popoli ed alle minoranze nazionali della Croazia, ed ai Croati e Serbi nelle terre d’oltre oceano per rendere note le decisioni prese, per invitare i patrioti ad intensificare la lotta. «Tutti in lotta — termina il proclama — tutto per la lotta. F’ l’ora decisiva!». Dopo 10 anni dal 14 giugfio 1943, a lotta vittoriosamente compiuta, quando le aspirazioni dei nostri popoli sono state pienamente realizzate, dqpo che nuove vittorie sono state raggiunte nell’edificazione del socialismo e del potere del popolo, potere veramente democratico, noi vediamo nelle decisioni dello ZAVNOH una pietra miliare nella storia dei nostri popoli, compresa la nostra popolazione italiana dell’Istria e dii Fiume. Giacomo Scotti C*tf>E/D(]scOPi@ INQUISIZIONE 1953 Molti giornalisti, parlando di Me, Garthy e (dell’indegna campagna da lui bandita e condotta, si sono , ri» chiamati .ai medievali «cacciatori di streghe » ed ai fasti ideila «santa in-cpiisizionei». Non tutti sanno, pero, che tali paralleli sono molto più az» zeccati di quanto i loro stessi autori potrebbero supporre, avendo la «ero-ciata» del fanatico agitatore antidemocratico oriigini prettamente clericali. E’ il laburista iNew iStatesm an and JV ation a farne la storia, «ili senatore McCarthy -— scrive il periodico londinese — si accorse il 7 gennaio 1950 che l’anticomunismo era una posizione redditizia ... uno dei suoi amici, il padre Walsh, lanciò l’idea dell’infiltrazione comunista nei servizi governativi. Il padre Walsh, gesuita, è il decano della facoltà di dal portello del suo €-16, apertosi improvvisamente. Appena egli si rese conto del l’acca du to, corse con la mano al laccio del paracadute. Ma, per un vuoto d’aria, il velivolo precipitò di colpo in basso, e l’ufficiale vi rientrò miracolosamente dallo stesso portello per cui era uscito». I BUGIARDI specialmente alla esplosione dell’e-crasite. Il campione olimpico si accorse che sarebbe stata l’ultima fumata della sua vita. L’enorme stadio del Buffalo era zeppo di pubblico che attendeva con enorme interesse lo scontro dei due colassi. E venne rincontro. Sei automobili, legate una dietro all’altra, a queste legato con una fune d’acciaio Barta, girarono sul posto a tutto gas le loro ruote ma le automobili non si mossero. Cadine riuscì a fare l’esperimento con due sole automobili. Nel secondo punto, Barta tiene ferme diciotto grandi ruote da motore che con il loro rumore assordante producono un effetto terrificante. I fili tesi, legati alle mani di Barta, dimostrano l’enorme forza della quale dispone quest’ercu-leo atleta. Barta tiene fermi i motori oltre trenta secondi, Cadine dodici. Nella prima prova con i due aerei, Barta resiste 32 secondi e Cadine. 17. Alla seconda prova Barta è già stanco, Cadine che è il primo ad iniziare, trattiene gli aerei 23 secqndi e mezzo. Barta per mezzo secondo di meno. E i giudici dichiarano impossibile precisare chi dei due sia il più forte. Lo dichiara il pubblico coin l’entusiasmante applauso all’atleta jugoslavo. Barta oggi vive nella sua città natale, e non pensa nemmeno lontanamente ad abbandonare le sue prodezze, anzi è convinto di essere nel pieno delle proprie forze, per cui continua ad allenarsi con costanza e disciplina e il primo luglio i suoi concittadini lo vedranno nuovamente all’opera e poi, forse, altre città della patria e del continente. scienze politiche atl'università di Georgetown, uno 'dei centri pin importanti per la formazione dei diplomatici ; molti allievi non sono cattolici, ma vi sono inviati dal Dipartimento di Stato per compiervi coirsi speciali. Credo esista una grandissima rivalità tra questa scuola e le sue roncor, renti, tra cui era l’Università Jollin Hopkins di Baltimora, che contava Ira gli insegnanti il chiaro professore Owen Latti-more. Lattimoire fu una delle prime vittime della caccia alle streghe, e vengo ora informato che, John Hopkins ha chiuso il suo istituto di politica estera, il che rafforzerà indirettamente 1’ influenza di Georgetown». A quando i mehi a Broadway, Mr. McCarthy? UH BEL VOLO Uno stranissimo incidente — eer-to il più strano che la storia del Va'vi azione ricordi — è accaduto ad un capitano pilota dii Dalles (Texas). Ce lo riferisce iPanl Jones, direttore del Consiglio Nazionale di Sicurezza ideigli «La Repubblica Democratica Tedesca proclamava due masi or sono il signor Grotewohl, in touo da non ammettere obiezioni di sorta — si avvia, grazie al fraterno aiuto dclPU-nione Sovietica, su una sicura strada di prosperità prima sconosciuta al nostro popolo». Ora. viene confermata la notizia secondo cui il Governo della Germania Orientale ha chiesto al Presidente della commissione sovietica di controllo di consentire la sospensione, sino al prossimo agosto, delle consegne di prodotti alimentari dovuti all’URSS a titolo di (riparazione. «Se ciò non venisse concesso — scrivono i proconsoli berlinesi -- Papiprowi-gionamento della popolazione tedesca ne risulterebbe igravemente compromesso». Come la mettiamo, signor Grotewohl ? OSSA ROTTE USA sulla rivista Science News Letter: «Il capitano cadde da 1900 metri, durante un volo di guerra in Corea A Londra, il professor J. G. James, impiegato presso un. museo di storia naturale, stanco delle angherie della moglie, pensava di infliggerle una so 1 enne lezione portando a casa uno scheletro di materiale plastico (in tutto simile ad uno autentico) e gettandoglielo contro mentre la donna, ignara stava aprendo la porta. La signora Jones, che il marito sapeva molto impressionabile, cacciò infatti un acutissimo Strillo e fu lì lì per svenire. Ma appena si rese conto delTaccaduto. brandì lo scheletro per le tibie e cominciò a percuotere, il professore con tutta la forza. Conclusione : scheletro e professore distesi sul pianerottolo sottostante. Non è accertato quale dei due abbia avuto il maggior numero di ossa ,rotte. T Ma ad uh tratto uh'filtra CE ECHEGGIA NELLA GRATTA! QUELLA DI roog, il re di reo : « ttessunb si muo Ud ! Siete tutti miei pt-itj ioni eri !». DAMI RIESCE A SVINCOLARSI ( Mfì LA SORELLA , RAR A , GLI $1 GETTA AL COLLO : « Fama ti, fi-atello : Dale ha dette il uet-o ■■ sono nostri amici!» «Noi cerchi amo solo di aiutardTddc^ RISPONDE,FERMA, DALE. E IN QUELL'ISTANTE Gordon piomba sul gigante Gordon e 2ARRO SI ABBRACCIANO COMMOSSI. Mfl ROOG E' ANCORA DUBBIOSO :« Come posso sapere che il siero non sia in realtà un veleno per. distruggere le mie geatì ? ». Dale si Scopre il braccio; «Provate il siero su dì me e. ve nt convìncerete » poca, VINTO DA QUEL GESTO, SI DECIDE Fi NALMENTE Ad AGIRE. Proprio in QUELL’ATTIMO, l' ASTRONAVE INVIATA DA 2ARRO SULLA TERRA 9 PRELEVARE IL PRE2IOSO SIE RO APPARE NEL CIELO DI REA... RIASSUNTO DELLEPUNTATE PRECEDENTI Gordon Flash, assieme alla moglie Dale e al dr. Zorro, giunge dopo una serie di perigliose avventure su Rea, satellite di Saturno, dojve il tiranno Roog tiene in schiavitù il proprio popolo. Scoppia il colera e i tre si ol irono di collaborare nella lotta contro il mo/rbo e a tale scopo inviano un’astronave, messa a disposizione dal tiranno, sulla Terra a prelevare i sieri anticolerici. Koog minaccia di morte i terrestri se il morbo non verrà fermato. Kara, la figlia del tirann,^, non condivide le idee del padre e si offre per lavorare nel laboratorio di Zor-ro. Gordon e quest’ultimo, mercè l’aiuto di Kara, si impossessano con una audace colpo di mano della centrale atomica, guadagnando alla propria causa gli uomini che la presidiavano. Assieme ad essi si impadroniscono poi dell’arsenale di armi a raggi calorifici, grazie al cui uso Gordon e i suoi compagni possono liberare i prigionieri detenuti nella fortezza di Rqfog. Tra i prigionieri c’è Sami, figlio di Roog e ribelle ai padre che, credendo i terrestri avidi di conquista, vuole uccidere Dale gettandola in un baratro. CAMPIONATO JUGOSLAVO Stella Rossa — BSK 3-1 Lokomotiva — Vardar 1-1 Vojvodina — Dinamo 1-0 Velež — Spartak 2-0 Sarajevo — Partizan 2-1 Hajduk — Zagreb 6-3 CAMPIONATO JUGOSLAVO Stella Rossa 21 12 5 4 43 :26 29 Hajduk 21 10 7 4 45 :33 27 Partizan 21 11 3 7 56 :32 25 Vojvodina 20 7 8 5 36: 36 22 Sarajevo 21 9 4 8 39 :37 22 BSK 2! 8 5 8 33 :37 21 Lokomotiva 20 6 9 5 29 :34 21 Spartak 20 8 3 9 32 :37 19 Dinamo 20 6 6 8 31 :27 18 Vardar 21 6 5 10 32 :35 17 Zagreb 21 5 4 12 23 : 35 14 Velež 20. 5 3 12 27 :44 13 LEGA INTERREPUBBLICANA Proleter 18 13 o 3 50 :18 28 Odred 18 12 1 5 46 : 21 25 Sebenico 18 10 3 5 42 : 26 23 Tekstilac 18 9 3 6 31 :28 21 Quarnero 18 8 4 6 30 :28 20 Branik 18 8 3 7 29 : 34 19 Metalac 18 4 5 9 22 :31 13 Slavija 18 4 4 10 23 :38 12 -Železničar 18 4 3 11 22 :43 11 Rilčar 18 4 0 14 23 :51 8 In tal modo il Proleter e TO-dred parteciperanno alla qualificazione per la I. lega, mentre il Sebenico, Tekstilac e Branik parteciperanno alle qualificazioni dii IL lega, PALLACANESTRO CAMPIONATO REGIONALE Aurora 4 4 0 225 :136 8 N. Gorizia 2 11 90: 70 2 Primo,i-je 2 1 1 88: 71 2 Pirano 3 1 2 85:111 2 Isola 303 64:1540 LE PARTITE DI DOMENICA Primorje — Isola N. Gorizia — Pirano I RISULTATI LEGA INTERREPUBBLICANA Slavija — Prctleter 2-0 Quarnero — Odred 2-2 Železničar — Sebenico 1-5 Ulular — Metalac 2-5 Branik Tekstilac 3-1 I CAMPIONATO RAGAZZI Isola — Smarjc 3-0 p. f. Saline — Aurora 3-0 p. f. Pirano — Stella Rossa 3-0 p. f. SOTTOLEGA DI FIUME Ricuperi Jedinstvo — Lokomotiva 3-3 AMICHEVOLI Pirano Fabbrica Macchine 1-5 PALLACANESTRO CAMPIONATO REGIONALE Isola Aurora 25:86 PULCINI Isola — Aurora 17 :20 UNA GRANDE MANIFESTAZOINE NA TA TORI A AL PROSSIMO AGOSTO LA COPPA „LA NOSTRA LOTTA" RASSEGNA DELLE FORZE DEL NUOTO MIROM-ISOU 86-25 lili JILbllll I1UJJII LillHT IUf\L I Al fine di incrementare il nuoto, disciplina sportiva fra le più belle e sane, da noi troppo trascurata finora, il nostro giornale indirà nel prossimo futuro una manifestazione natatoria, che varrà come prova di selezione per i campionati repubblicani della Slovenia e della Croazia, e che si svolgerà nell’ambito della preparazione ai festeggiamenti del X annuale della costituzione delle brigate partigiane del Litorale. Alla competizione potranno partecipare i sodalizi sportivi con le proprie rappresentanze e singoli nuotatori non appartenenti ad alcuna società. Le gare, previste nel programma, sono le seguenti: MASCHI — Juniores (dai 15 ai 18 anni): m. 50 stile libero; m. 50 dorso; m. 50 rana; e staffetta mista 3X50. Seniores (offre i 18 anni): m. 100 stile libero; m. 100 dorso; m. 100 rana ; staffetta mista 3X100 e staffetta stile libero 3X50. FEMMINE — Juniores: m. 25 stile libero ; m. 25 dorso ; m. 25 rana e staffetta mista 3X25. Seniores: m.50 stile libero; m. 50 dorso ; m. 50 rana e staffetta miste 3X50. Le società ohe intendano partecipare alla competizione sono tenute a darne conferma verbale, o tramite posta, alla nostra redazione di Capodistria, via Santorio 26, Tei. 128. Le iscrizioni si accetteranno direttamente al medesimo indirizzo o tramite una qualsiasi società sportiva, improrogabilmente entro il g. 12 luglio, specificando le generalità del concorrente e la disciplina alla quale intende partecipare. Un concorrente può partecipare a più gare La direzione tecnica generale sarà curata da un’apposita commissione di esperti del nuoto, di rappresentanti delle organizzazioni sportive e del nostro giornale. Le eliminatorie avranno luogo nella seconda metà di luglio a Cittanova, Capodistria, Isola, Umago e Pirano a cura dei sodalizi e delle organizzazioni giovanili delle località, mentre l’organizzazione delle finali verrà affidata alla S.S. Aurora di Capodistria e ad esse parteciperanno i primi due classificati per ogni specialità nelle eliminatorie. Data la relativa ristrettezza del numero dei- finalisti, sarebbe desiderabile che alle eliminatorie partecipi il maggior numero possibile CAMPIONATI JUGOSIAVI DI CICLISMO PROLETER CAMPIONE FEDERALE SENIORES 1953 Bella prova di Miklavčič quarto degli allievi SILVER! O, Proleter Caipoilistria ; 3) BRAJNIK ORESTE, Proleter Ca-pofdistria, 10) Lonzftrić, Proleter, a 3’. Classifica a squadre: 1) PROLE-TER (Dellasanta, Brajnik e Lonza-rie), catntpinne jugoslavo 1953; 2) Avaia Belgrado. Allievi: 1) VALČJČ, Uljanik Pola, che ha compiuto ,i 80 km del percorso in 2 ore 25’12”; 2) Matossi, Pola; 3) Borovič, Jedinstvo Zagabria; I) Miklavčič, Proleter Capodiistria. Aurora-Kočevje 73-67 Squadra giovane, l’Aurora; ma che appunto per ciò ci rende più fiduciosi nel suo avvenire. Ha ancora del tempo innanzi a sè; sia per il completamento tecnico, che per riempire le lacune con nuovi atleti. Giovani non mancano a Capodistria. C’è da da superare, forse, l’incomprensione di qualche famiglia, non persuasa ancora della utilità dello sport e dei benefici Che da esso ne derivano.. Altre volte abbiamo assistito alle "prodezze della ragazza Porro ; ma domenica s:i siamo convinti che possiede veramente della stoffa. Con un buon lavoro sulla partenza, potrà, dare grandi soddisfazioni a tutti gli sportivi capodistriani. Altro risultato notevole lo troviamo nel lancio del peso, dove Vatovec, raggiungendo gli 11 m., ci dimostra che anche nei lanci possiamo essere fiduciosi. La gara che ha destato maggior entusiasmo è stata quella di 1000 m. Dopo un inizio calmo, man mano i concorrenti si avvicinavano al traguardo, l’andatura aumentava ; il gruppo però si manteneva compatto sino ai 200 m. ; qui scattava DrolniC, tallonato dal nostro Nicheli, mentre gli altri, provati dallo sforzo, cedevano. L’ultimo tratto vedeva i due atleti, protesi nello sforzo, lottare gomito a gomito cercando quel minuto di vantaggio che assicurasse la vittoria. Il pubblico incitava a gran voce il nostro Nicheli, che con supremo sforzo di volontà, superava l’avversario passando il traguardo con un vantaggio di 1 m. Pure questa volta, come nelle edizioni precedenti, i ciclisti della Proleter haramo dimostrato di essere fra . i più forti della Jugoslavia. Infatti il titolo di campione jugoslavo 1953 a squadre è stato vinto, con netto vantaggio, della Froleter con Dellasanta, Brajnik e Lonzario. fi titolo di campione a squadre poteva essere completato da quello di campione individuale, se il comportamento poco sportivo di Pored-slki non avesse danneggiato Dellasanta proprio negli ultimi metri dell’arrivo. quando, uscito dal gruppo di prepotenza, sembrava potesse a-vere la meglio pure su Poreitski. Sbandamento e perdita di preziosi metri, quei tanti ehe sono bastati a Panič per classificarsi al secouido posto ed essere così proclamato campione, dato che Poredski, arrivato primo, è stato squalificato. Comunque, malgrado il non lieve incidente, fa squadra della Proleter ha pienamente risposto alle aspettative degli sportivi. Dellasanta è .stato sempre nelle prime posizioni ed ha tenuto sotto controllo i più pericolosi avversari, dimostrandosi ancora una volta un corridore completo ed intelligente, che avrà ila recitare un ruolo non indifferente nel prossimo giro della Croazia e Slovenia. Se Dellasanta ha convinto, non da meno è stato Brajnik, il quale, anzi, si è dimostrato il più combattivo della compagine conquistandosi il terzo posto assoluto. Pure gli allievi si sono fatti rispettare. Con più esperienza, avrebbero potuto ottenere pure loro un migliore piazzamento. Miklavčič, 1’alfiere della squadra allievi, ha compiuto una corsa molto intelligente, giungendo al traguardo con il gruppetto di testa. Nella volata finale non 'ha saptito approfittare, della favorevole occasione dovendosi accontentare del quarto posto, ohe però corrisponde al rango che Miklav-, čič ha in ambito federale. Il vincitore assoluto è stato Valćič di Pola, quasi senza concorrenti. Ondine di arrivo: Dilettanti: 1) PANIČ, del BSK di Belgrado, campione jugoslavo dilettanti 1953, ohe ha compiuto i 161 km del percorso in 4 ore 34’42”, 2) DELLASANTA di concorrenti per dare maggiori possibilità di scelta dei migliori. Particolari cure dovrebbero essere poi dedicate alla partecipazione quanto più larga dell’elemento femminile, verso cui esiste, nel campo del nostro sport in genere, un rapporto ingiusto. Per dare maggiore incentivo alla società, il nostro giornale ha posto in palio una targa speciale da assegnarsi alla .società che riuscirà a piazzare alle finali maggior numero di nuotatrici. FABBRICA MACCHINE - PIRANO 5-1 PIRANO; Fornasaro, Contento, Mu- iesan, Bonifacio, Dudine, Ernestini, Dapretto, Razza, Santomarco, Segala, Tamaro*. FABBRICA MACCHINE: Carli,Bui- garelli, Tremul, Bimber, Sossi, Flegar, Cosani, Boarini, Bettini, Cian, Varagnolo. ARBITRO Cravagna. MARCATORI: Al 7’ Cian, al 16’ Cosani, al 43’ Dapretto tutti nel 1. tempo. Al 18’ Varagnolo, al 30’ Bettini, al 34’ Cian del II. tempo. Dopo un campionato da poco concluso, abbiamo rivisto all’opera domenica a S. Lucia la squadra del Pirano, che detto francamente, ci ha alquanto deluso cosi come pure ha deluso i suoi più fervidi sostenitori presenti all’incontro. Descrivere un incontro come questo e voler fare un’analisi dei valori in campo in base ad esso non è possibile in quanto lo squilibrio era troppo evidente. Da una parte si è potuto vedere una Pabb. Macchine composta da 11 uomini massicci impostare il proprio gioco sulla velocità e su lunghi lanci in profondità che hanno fruttato la bellezza di cinque reti; dall’altra parte un Pirano stanco ed abulico perdersi in inutili ghirigori in mezzo al campo. Fornasaro non è che l’ombra di quel portiere distintosi durante tutto il campionato. Dudine, giocando un tempo solo, non si è distinto. Nel secondo tempo al suo posto è subentrato Muiesan che nulla ha potuto cóntro i continui attacchi a valanga avversari. Altro giocatore giù di corda e bisognoso di riposo è Tamaro, Ci sono piaciuti, invece, Dapretto, caparbio e volitivo oltre che disciplinato, Santomarco, scattante e veloce come sempre ed il bravo Bonifacio. Nel secondo tempo, al posto dell’infortunato Dudine, è entrato Dessardo. Subito all’inizio il Fabbrica Macchine si stende all’attacco chiudendo il Pirano nella propria area, tanto che già al 7’ di gioco Cian realizza con un bel colpo di testa. Il Pirano appare subito in difficoltà e non riesce a svincolarsi della ferrea morsa avversaria ed al 16’ capitola nuovamente ad opera di Cosani, lasciato incustodito a pochi passi dalla rete di Fornasaro. Verso la fine del I. tempo, il Pirano ha un brusco risveglio e, su una confusa mischia, segna con Dapretto. Il secondo tempo, eccetto i primi 10’, ha la stessa fisonomia del primo ed altri tre palloni finiscono alle spalle di Fornasaro. Al 40’ l’arbitro concede la massima punizione a favore del Pirano. Segala, incaricato, calcia fuori, ma il tiro viene ripetuto per fallo del portiere avversario. Santomarco tira, ma il bravissimo Carli con un balzo felino, riesce a fermare anche questo tiro. Il fischio finale trova ancora il Fabbrica Macchine proteta al l’attacco. ISOLA: Cerna cap. (6),Degrassi (4), Pagan (5), Tqgnon (4), Va-scotto (4), Chicco (2), Troian. AURORA: Agostini cap. (15), Simeoni (20), Steife (34), Luglio (4), Riccobon (4), Nobile, (De-pangher (9), Tamplenizza, Sandrin. L’Isola, non ha potuto reggere all’urto dei capodistriani, preoccupati di aumentare il quoziente reti, perchè non possiede una squadra omogenea mancando di elementi che la possono tecnicamente preparare. La dilesa a zona adottata, è stata nulla perchè non riusciva ad impedire le continue e veloci infiltrazioni dell’Aurora che concludeva le azioni di contropiede quasi sempre sotto cesto, Lo stesso dicasi per il gioco d’attacco dove i giocatori si mantenevano sempre immobili, con passaggi lenti con qualche lieve spostamento, - agevolando così la difesa aurorina. D’altra parte dobbiamo riconoscere che tra gli isolani ci sono parecchi elementi ancor giovani, che promettono bene, e che se bene preparati formerebbero l’ossatura di una buona squadra. Cerna, uno dei pochi che possiede un pò d’esperienza di gioco, ha cercato di animare la squadra, ma, non coadiuvato dai compagni, ha dovuto rassegnarsi all'inevitabile. Coraggi dunque Isola, bisogna mettersi di buzzo buono ed un domani, che non sarà lontano, saprete anche voi imporvi come è nei vostri desideri. ’ L’Aurora ha collezionato l’elevato punteggio grazie allo stato di forma in cui si trovano alcuni suoi giocatori, come Steffè che, con a-bili smarcamenti e piazzamenti, ha saputo realizzare tutti i suoi tiri, segnando ben 34 punti, e Simeoni, più abile però in “difesa che all’attacco. Un pò giù di corda invece Luglio e Riccobon, troppo lenti nei riflessi e non precisi nel. tiro in cesto. In genere l’Aurora ha avuto un buon gioco d’assieme che in avvenire, se curato e sfruttato, potrà procurarle l’ambito titolo di campione. Ottimi gli arbitri che hanno contenuto la partita nei limiti cavallereschi. La penultima giornata del campionato jugoslavo di calcio non è filata senza sorprese anzi, i risultati sono stati tali da rimettere in chiaro, per quanto riguarda i primi posti, e da delineare una classifica che potrà subire poche variazioni nell’ultima giornata. La sorpresa più grossa è giunta da Sarajevo, dove il Partizan, uno d.ei favoriti, è stato sconfitto e cosi tolto definitivamente dalla rosa dei probabili vincitori del campionato. La squadra belgradese non ha giocato male, ha anzi tenuto com autorità le redini dell’incontro pqr buona parte della partita, però nòn ha, saputo approfittare delle numerose occasioni e si è lasciata superare dalla volonterosa squadra di Sarajevo. ■; Battaglia grossa a Belgrado, che si è risolta secondo le previsioni, con una convincente vittoria della Stella Rossa, grazie alla quale essa detiene sempre il primato in classifica con due punti punti di vantaggio sul secondo classificato, lo Hajduk di Spalato. A Spalato i locali si sono imposti sul pericolante Zagreb, 11 quale può ormai dare l’addio al massimo campionato, giacché non potrà più ricuperare il terreno perduto nel girone di andata del campionato. La squadra locale, nella quale è rientrato Beara, ha giocato con autorità e decisione, seppellendo la squadra ospite sotto una valanga di reti nel primo tempo. Nella ripresa, invece, gli ospiti si sono fatti valere e sono riusciti - a contenere la sconfitta nei limiti di tre reti di scarto. A Zagabria lotta fino all’ultimo istante fra Lokomotiva e Vardar, che ha servito a rendere l’incontro duro e pesante, tanto che l’arbitro è stato costretto ad intervenire e-spellendo due giocatori. Alla fine un giusto risultato di parità. A Mostar il Velež ha liquidato" lo Spartak, avvicinandosi cosi sempre più all’agognata salvezza, che sarà decisa domenica prossima, dopo la disputa delle ultime partite del campionato. Continua intanto li calvario della Dinamo, la quale, domenica, ha lasciato i due punti a Novi Sad, alla Vojvodina. Malgrado ciò la squadra zagabrese rimarrà in prima lega, perché ha sempre un margine bastante di vantaggio sulle ultime squadre in classifica. Il Torneo Internazionale giovanile di calcio Fiume, giugno — Tutto è ormai pronto iper il «via» al torneo internazionale eli calcio giovanile, ohe, •organizzato dalla Qua mero, si inizierà domani 17 giugno. La competizione ha assunto una grande importanza poiché quattro squadre .straniere hanno risposto all’appello della Quarnero. Abbiamo detto che quattro sono le formazioni straniere. Esse rispondono ai noimi di «Bellinzona» di. Bellinzona {Svizzera), «Sturm» di Graz (Austria), «Vienna» di Vienna (Austria) e «München» i860 di Monaco (Germania). Siamo certi ohe a questa competizione arriderà il pieno successo e che in futuro, quando il 'torneo avrà la consistenza della tradizionali là, chiamerà a raccolta sui campi di Fiume e di Abbazìa un maggior numero di squadre Straniere. Già ora gli organizzatori possono andare a testa alta per quanto hanno ottenuto, anche perchè un numero idi formazioni quale vedremo a Fiume, nel nostro Paese mai era stato raggiunto in alcun torneo. Sedici infatti sono compless i - Vanilente 1-e squadre che hanno dato fa loro adesione, sedici squadre ehe lotteranno dalla prima alTultiima giornata per la vittoria finale. E tra esse sono anche dei grossi calibri con dietro a sè un ruolino di marcia davvero invidiabile e che certamente daranno vita ad incontri veloci e tecnici, tali da appagare pienamente i desideri degli appassionati. Oltre alle quattro squadre stalliere, saranno in igara la «Stella Rossa» di Belgrado, la «Dinamo» di Zagabria, il «B,SJK.» di Belgrado, lVHajduk» di Spalato, lo «Zagreb» idi Zagabria, il «Partizan» di Belgrado, il «3 Maggio!» di Fiume, la «Quarnero» di Fiume, lo «Scoglio Olivi» di Pola, il «-Budućnost» di Fiume, la «Torpedo» di Fiume e lVAhbazia» di Abbazia. Direttore responsabile CLEMENTE SABATI Stampato presso lo stabil, tipograf. «JADRAN» Capodistrìu 4 Pubblicazione autorizzata IL DISCORSO DEL COMP. TITO (Continua dalia 1 pagina) •• • ••. • lo avvicinamento tra la Jugoslavia e la Russia. «Di ciò, parlerò oggi un po’ più a lungo. Ne parlerò più a lungo perche non soltanto in Italia, ma anche in lutto il mondo si è iniziato, alcuni con timore, altri con una certa incertezza, a dubitare in mala fede sul modo in cui avremo reagito alle mosse pacifiste sovietiche, alle mosse di Mosca per la normalizzazione dei rapporti. Si, è vero! L’Unione Sovietica ha fatto un po’ idei buon viso quando il nostro incaricato d’affari è stato ricevuto da Molotov. Si trattava di una visita protocollare simile a quella che fanno i rappresentanti di tutti gli altri paesi. Ancor di più la nostra squadra di pallacanestro ha avuto una buona accoglienza a Mosca. Ancor di più : In questi giorni l’Unione Sovietica ha espresso il desiderio di trattare con noi per 'l’invio del suo rappresentante diplomatico. Tutto questo è un bene. Ciò rientra fra gli obiettivi della nostra politica, poiché mai dal 1948 ad oggi abbiamo detto che non avremmo voluto aver più alcun contatto con essi, che non avremmo voluto aver rapporti diplomatici con essi. Abbiamo sempre voluto una normalizzazione della situazione in questo parte del inondo. Se ora l’Unione Sovietica lo vuole, noi non ci opporremo od accoglieremo una nor- DON MOORE E MAC RABOY GORDON FLASH I CONQUISTATORI DEGLI SPAZI -2- malizzazioue dei rapporti. Noi siamo disposti ad acconsentire all’invio di un suo rappresentante da noi e di uno' nostro da loro. Ma l’invio di un rappresentante (diplomatico non significa normalizzazione dei rapporti o ancor di più. Lo scambio dei rappresentanti non significa un miglioramento dei rapporti. Noi abbiamo un concetto un po’ diverso della normalizzazione dei rapporti. Logicamente è difficile per essi, ora, riparare tutto il male che ci hanno fatto. Io non credo che essi jjotranno riparare tutto questo male. Vi sono però molte cose ancora che essi sino ad oggi non hanno riparato ma che possono facilmente riparare. Dopo la morte idi Stalin, alle nostre frontiere sono aumentate le loro azioni mggrestive contro di noi. Il numero degli incidenti alle nostre frontiere dalla morte di Stalin ad uggì è due volte superiore a quello dello scorso anno, quando cioè Stalin era ancora in vita. Da Mosca ci fanno i sorrisetti c noi dovremmo andare loro incontro mentre essi tramite i satelliti continuerebbero con le provocazioni alle nostre frontiere. Ma non ci avranno con questi inganni. Proprio in questi giorni ho dichiarato a uno straniero che, per quanto riguarda me e, credo, anche la maggioranza dei nostri compagni, la stragrande maggioranza del popolo, non potremo più credere completamente dopo ciò che dal 1948 è avvenuto nei nostri confronti. Possono loro risarcir gl tutto il danno che ci hanno inferto sia dal punto di vista materiale che morale? Ancor oggi ci considerano un paese fascista; prima hanno detto addirittura che durante, la guerra popolare di liberazione eravamo pagati da Hitler, anche melila loro enciclopedia siamo classificati come paese fascista. Dobbiamo dunque fare attenzione a n on e a dere in un a| si tu azione ancor .più difficile. Attendiamo le dimostrazioni eoi fatti. Alle loro parole non crediamo affatto. In tutta questa lotta, in tutta questa guerra fredda v’e qualcosa però di molto buono : che abbiamo vinto, che la verità ha vinto. Oggi per tutto il mondo è chiaro che non è vero ciò che essi bangio detto di noi, ma che è invece vero ciò che noi abbiamo sostenuto. Questa è una delle nostre maggiori vittorie. Questa è una conseguenza dell’unità del nostro opolo e diel nostro 'Partito. Questa nostra vittoria, dimostra ciò che significa un piccolo popolo quando è unito, quando è cosciente dei propri diritti e del proprio potere. Perciò, custodite questà verità come la pupilla dei vostri occhi». Il Maresciallo Tito ha quindi parlato del patto jugo - greco - turco : «Questo accordo era necessario poiché i tré paesi balcanici desiderano vivere in libertà. Tanto la Jugoslavia quanto la Grecia c la Turchia erano minacciate. L’accordo è stato concluso senza riguardo alle differenze dei sistemi sociali interni. Quando dei paesi hanno interèssi (identici, debbono allora unirsi per difendere questi interessi comuni. E per questo anche il patto balcanico è una polente colonna della pace in questa parte del mondo ed è nostro compito salvaguardarla. Noi jugoslavi rimarremo fedeli a questo accordo, non lo indeboliremo, ma al contrario lo rafforzeremo sempre più, sebbene alcuni dirigenti sovietici affermino si tratti di un patto aggressivo. Questo è addirittura ridicolo. Lo abbiamo conclu- so per difenderci. Il nostro stato maggiore ha avuto dei colloqui con gli stati maggiori greco e turco per esaminare il da farsi in caso di un attacco dii qualsiasi parte questo provenisse.» Il Maresciallo Tito e quindi passato nuovamente ai rapporti con l'Unione sovietica sottolineando che l(l Jugoslavia e disposta a normalizzare i rapporti. ma che ciò dipende, da Mosca e non da Belgrado. «Coloro che vorrebbero isolarci dall’Occidente — ha affermato il compagno Tito —‘ s’ingannano e questo obiettivo non lo raggiungeranno. Credano piuttosto al nostro popolo, il quale Ila tante volte dimostrato di esser degno di fede. Noi sappiamo mantenere la nostra parola, Abbiamo sempre detto la verità di fronte a chiunque. Abbiamo detto che il PaLto Allan tiro non ci è necessario e che potrebbe soltanto recarci danno. Siamo però dalla parte di coloro che difendono la pace nel mondo. Mai saremo con coloro che volessero iniziare una guerra preventiva o aggressiva. Saremo sempre contro qualsiasi aggressore. Anche come membri delle Nazioni Unite combatteremo sempre per la pace e fareimo sempre il nostro dovere». Il compagno Tito ha poi fletto che nessuno ha ragione di manifestare nervosismo in seguito all'attuale politica sovietica. «L’Unione Sovietica ha detto al riguardo — si è accorta di dovere allentare quella dura linea ipolitica staliniana che non consent iva alcuna parola ai piccoli popoli e che a questi offriva la libertà con le baionette. Crediamo clic l’Unione Sovietica desideri correggere i suoi metodi e discostarsi un po’ dalla sua politica. Non rinunce-rà però al suo obiettivo, ina si accontenterà tuttavia di un obiettivo più piccolo. Uno stato imperialista difficilmente rinuncia al suo obicttivo. Fino a quando vorrà essere il fattore dirigente nel mondo. 1 «Unionè Sovietica non riuuneerà al suo obiettivo». Proseguendo il Maresciallo Tito ha detto die popoli jugoslavi non Oditino i popoli sovietici, ma si rammaricano soltanto del fatto che la politica staliniana ha distrutto ciò che avevano costruito jnegli anni delia guerra. Alla fine del suo discorso il Presidente della repubblica ha affermato: «Desidero ohe le popolazioni istriane siano coscienti di essere entrale nella Ifiraterna) comunità dei popoli jugoslavi. Sappiano che noi le aiuteremo sempre. Qui v’è ancora molto da fare. Abbiamo già fatto molto, abbiamo ricostruito le campagne e costruito fabbriche, abbiamo incrementato l’industria. Questo anno porteremo a termine l’edificazione degli ohi et ivi chiave, poi inizieremo a lavorare per le necessità immediate del popolo. Anche in avvenire bistri a avrà la priorità». COMUNICATO Venerdì 12 c. m. il Comandante della VUJNA, col. Stamatovió è stato visitato a Capodistria dal Sottosegretario ài Stato agli esteri della R..F.P.J., dr. Aleš Bebler, dal Ministro plenipotenziario della R.F.P.J. a Roma, dr. Pavle Gregorič, dal Segretario generale del Presidente della Repubblica, dr. Jože Vilfan e dal capo della Delegazione della R.F.P.J. di Trieste, prof. Jože Zemljak trattenutisi cdn lui in lungo colloquio.