Gloved! 6 aprile 1950 Huno lil. Ho. 124 la nostra lotta ORGANO DELL'U. ALS. DEL CIRCONDARIO ISTRIANO - TERRITORIO DI TRIESTE mette mari e monti, ma prospetta quanto ha fatto, sta facendo e farà per il popolo DIKEZIONE — REÜAZIONE — AMMINfSTRAZIONiS Riva Castelleone 2 — CAPODISTRIA, telef. 170 ABBONAMENTI: Zona B e Jugoslavia anno: Dia, 180, semestre Din 90, trimestre Oie M) Zon» A: anno L. 1400, semestre L. 740. trimestre L. 880 Spedizione in abbonamento postale DINARI 3, — LIRE 15. Conto con. sella Banca lsíriana CRANDE COMIZIOPREELETTORALE A CAPODISTRIA DOVE NON CE' DISOCCUPAZIONE NON ESISTE NEPPURE LA MISERIA Il compagno Beltram ribadisce che il passato non ritornerà più cy nel mentre il popolo marcierà sempre più presto verso il benessere CAPODISTRIA, s marzo — A coronamento delle manifestazioni sportive e cultùrali organizzate della Técnica Popolare, ha avuto luogo nella nostra città un grande comizio preelettorale a cui ha preso parte una numerosa folla. Fra gli altri ha parlato anche il comp. Beltram, presidente del Co-mitato Popolare Circondariale per l’Istrla. Egli ha detto che agli e-lettori non sarà dificile decidersi a chi dare il proprio voto, poichè ormai ogni uomo onesto sa quanto il Potere Popolare ha fatto in questo breve tempo nonostante le distruzioni e le rovine lasciate dal-l’occupatore su questo lembo di terra istriana. Sono stati risolti numerosi dif-ficili problemi di carattere económico ed oggi si stà gettando con un ritmo rápido le basi alla nostra economía che dará la possibilité di una generale elevazione del tenore di vita e del progressive sviluppo culturale della po-polazione. Riferendosi all’elimínazione del colonato e della mezzadria ed al-i’assegnazione di terre ai conta-dini — realtà questa che rappre-senta un atto di- giustizia e di u-manitá, che puo essere compiuto solo da un potere veramente popolare — il compagno Beltram ha detto che anche agli agricoltori laboriosi sono state ass'icurate le posibilita di smercio dei propri prodotti a prezzi rispondenti alia íatica ed al lavoro in essi conte-nuto. L’oratore ha trattato quindi della mancanza di mano d’opera, la quale costituisce la maggiore con-ferma che da noi non vi è disoc-cupazione e dove manchi questa non vi è nemmeno la miseria. Di questa realtà sono consci gli opérai e le operaie che lavorano, ma maggiormente ne sono consape-voli coloro che hanno avuto una volta la sfortuna di rimanere di-s'occupati. Accennando al programma del Fronte Popolare, che prevede la nazionaiizzazione dei prmcipali mezzi di produzione, destinati a diventare cosi propriété collettiva, il comp. Beltram ha dichiarato che in taie maniera ar-fluiranno nelle mani del popolo, anche i proventi di tali mezzi per essere destinati poi a nuovi inve-stimenti ed al miglioramento del-io standard di vita. I nemici che vengono colpiti da questa nazionaiizzazione non hanno tardato a spargere la voce che la nazionaiizzazione vevra estesa anche agli artigiani, «Questi ulti-mi — ha afi'ermato il comp. Beltram — non solo non possono venire preši m considerazione ai fini della nazionaiizzazione, bensi saranno tutelati dal Potere che assieurera loro del lavoro e degli aiuti». Grazie aU’interessamento del Potere Popolare sono State edifícate negli ultimi 4 annl piü scuo-ie di quante vennero costruite in tuttí i 25 anni di fascismo. Vennero ricostruiti i paesi distrutti e oggi vengono costruite nei mag-giori villaggi cas'e cooperativisti-che collettive, officine meccamche magazzini e si stanno eiettnfican-do ben 52 paesi, íinora del tutto síorniti di energía eiettrica. «cer-to é — ha aggiunto l’oratore — che non si puo ancora dire che tutto vada liscio e bene, occorre-ré ancora molta íatica prima di poter aííermare che é giunto il tempo per ríposarsi». Accennando agli altri partiti che si propongono di intervenire alie elezioni del 16 aprile e cioé ai Gruppo Socialista e ai Cristia- no Sociale, il comp. Beltram ha dimostrato quali sono le divergen-ze esistenti fra i programmi di costoro ed il programma del F.P. I.S. «Quello socialista si propone di lar deviare — ricorrendo alie frasi altisonanti — la gente onesta dalla linea di lotta per faria incamminare sulla vía dei progressi destinati a rimanere sulia carta. Non vi ó dubbio che la gente nostra non si lasciera raggirare con queste promesse frau-do.ente». Análogamente egli si é es'pres-so nei riguardi del gruppo cri-stiano-sociale, facendo rilevare che per esso si tratta di una spe-culazione preventivamente calco-i lata. Non si puó pensare infatti che sia proprio una facile idea intervenire nel circondario alie elezioni in nome di un partito e-rettosi ad arbitro delie sorti del popolo italiano e di quello trie-stino. Nel concludere il comp. Beltram ha riaffermato la nécessité di vivificare l’azione diretta alia educazione política delle mass'e popolari. «Non si deve pero promettere ' a loro mari e monti — ha sottolinea-to i’oratore — ma bensi íar cono-scere a loro la nostra situazione, di modo che le masse sappiano scegliere quei candidati che diano loro la garanzia che non si torne-rà più al passato, che diano alia nostra gente la possibilité di mar-ciare sempre più avanti e di edificare per loro e per i propri fi-gli un avvenire sicuro e più ¡pello». La parola di un nostro candidato I «signorí» abbellivano solo le strade dei centro II Potere Popolare invece migliora lutta la città L’oratore ha messo poi in rilie-vo il modo con cui si é sviluppata in questa zona l’attivité económica, e facendo dei rapporti di en-tité di somme ha detto che nel 1948 gli investimenti s’i aggirava-no intorno ai 70 milioni, mentre nell’anno sqccessivo gli investimenti hanno raggiunto oltre 400 milioni di dinari. Il candidato capodistriano Lanza Francesco ha tenuto gxorni fa un breve discorso ai suoi elettori at-trauerso Radio Capodistria. Ripro-duciamo le sempüci, ma espressivo parole di questo onesto lavoratore. rie quel dovere civico che ognuna di voi deve adempiere. MISFATTI DEL GOVERNO DI ROMA UCCISO IN un o p e raí o a Parma In lutta Italia mille sono i lavoratori arrestati dalla sbirraglia neo-fascista Il Governo democristiano in I-talia procede sempre più aperta-mente verso l’instaurazione della dittatura clerico-fascista. negative dell’opportunismo dila-gato nei Partiti d’avanguardia eu-ropei dopo la Rivoluzione del Cominform. ELETTORI DEL NOSTRO CIRCON DARIO, uoinini e donne, y 16 ap.rdle prossimo siete chiamati ad eisprknere la vastra yolontá eieg-gendo chi a voi da maggior fiaucia per assocveir.e s compiti mella futura assembiea di'strettuaie popoiare a miezao di e-ezioni veramente demo-cratiche eid in un’atmosíera di liberté che un tempo era negata, perche non era liberté quelia che il fascismo Cj ha regalato per 21 anni durante i quali se vi íuxono eieziomi, non furono democratiche, ma imposte senza possibilité alcuna di eleggere i nostri reali rappresen-tanti. Voi donne specialmente che il Potere Popolare ha innalizato ai me-desimo livelio dell’uomo dandovi gli stessi dixitti, dimostrate, acoorren-do compatte ale urne la vastra pierna maturité política per assolve- IL POTERE POPOLARE VI CHIAMA ALLE URNE. PER CHI VOTERETE? A voi sté decidere quali siéno i pliú degni a rappreaentarvi. Alia lista dei Fronte Popoiare si sono ag-giunte in questi giorni due aitre liste, quedla dei socialista e quella del gruppo cristiano sociale, ma mentre queste due ultime laranne délia pura demagogia o difenderan-no degli irnteressi partico¿ari, gli uomini del Fronte Fopoiare, espras-sione del Potere Popoiare, non vi fauno promesse, ma vi dimastiano con i fatiti alia mano che quanlo è stato fatto è poco di fronte a quel-lo che ci si. presenta neli’immedia-to avvenire. E’ asisurdo non voler rioonoiscere ció che ha fatto e sté facendo i¿ Potere Popolare perché con i vostri occhj potete osservare come, di giorno in giorno, nuove opere vengano poste in cuntiere e pórtate a termine per un vestro mi-gliore avvenire. Le misure che vengono prese per frenare le giuste richieste dei milioni di disoccupati e degli opérai che lavorano, per salari di famé, dimostrano chiaramente che al Governo di Roma non intéressa più mas'cherarsi con una par-venza di democrazia poiché ap-pliea ferocemente le misure di po-lizia più inumane contro gli opérai. A rendere igienica la lurida cana-iizzazione preesistente che i signori si sono preoccupati di migiiorare solo per ie vie del centro, perché ivi abitanti, (vedi Caiegaria e Via Sanfiorào), trascu-rando compileita-mente il resto dede nostre contráete e íacendoci respirare quel tanto che a loro signori nauseava, prev-vede ora il potere des popolo. II Potere Popolare sté trasformando completamente Capodistria e le aitre cittadine cost Le re a di-spettio di chi non vuoi vedere ra reaité asistente. Il Potere Popoiare ha dato e aara sempre maggior svi-iuppo aila cooperazione quaie mezzo d’indipenaeiiza económica e aoo-lízioine deiiio sfruttamento deii’.uomo sull’uomo. Sua meta in.mediata è la sociaiizzazione dei,e diverse société anonime esistenti nelia nostra zona, come OMNIA, Cantieri Piranesi, Officine Gas, Arrigoni, Ampe-lea, Fructus ecc. portando un con-tribiuto non indifférente aüa dimi-nuzione dede aliquote delie tasse gravanti sui salari di voi opérai e di voi contadini. LODEVOLE INIZIATIVA DI DUE NOSTRI OPERAI A Il giorno 2 aprile il Presidente della Confederazione Italiana del Lavoro ha% denunciato alia Camera che il numero degli opérai arrestati a causa della loro attivité sindacale o política ammonta a più di mille. Questa cifra altíssi-nia non ha precedenti nella sto-ria italiana del dopo guerra. Un’altro fatto, dimostrante le tendenze antioperaie del Governo, è la m,orte in carcere, causa le percosse, di un operaio di Parma. Le organizzaziom sindacali di Parma hanno decretato, in segno di protesta, lo sciopero generale. Ques'to è il calvario della classe operaia italiana che deve sotto-stare ad un Governo di venduti »1. dollar« e guidata da un Partito Comunista che ha in se tutte le II Presidente del Comitato Popolare ha ringraziato e premiato i compagni Libero Fragio.como e Secchini Stelio della ex Ampelea .sucichiati dai monopoli e chiuisi nei cassetti. II sapere, la tecnica, sono come riservate a pochi eletti, e gli operai rappresentano soltanto una forza passiva da sfnuttare. E’ naturale quindi che prendendo il pote- Abbiamo già menzionato su queste colonne i nomi dei compaigni FRAGIACOMO Libera e SECCHINI Stelio. Sono due opérai della fabbrica ex Ampelea di Isola, che negli intervalli di tempo nel kxro turno di lavoro quali elettricisti, hanno costnuito un motorino elet-trioo dalla fonza di 1 HP e mezzo. «Non è nulla di spéciale — diceva ogg-i y oompagno Fragiacomo illu-strando il lavoro effettuato al Présidente del CPC, compagno Beltram. 11 nostro meriito consiste for-se nel fatto di ayer utllizzato nella castruziome i cascami metallici, ri- sparmiamdo ooisi alla fabbrica pre-2iose valute». Conigrat.ulandosi con i due opérai, il oompagno Presidente sotto-l'ineava il fatto che questa fruzia-tiva mérita un alto elogio perché Manifestazioni preelettorali lunedi 10 corr. a Capodistria Comizio Preelettorale Distret-tuale del Fronte Popolare Italo-slavo a Capodistria lunedi, 10 aprile 1950. Ore 10. Partenza del corteo dallé ex stazione verso piazza Tito. Ore 10.30. Comizio in piazza 'Tito. saggiío ginnico della gioventù e gare di atlética leggera al Campo sportivo. Ore piazza 19.30. Tito. Festa popolare in Dopo il Comizio concerto vocale e bandlstico. Ore 15,30. Prove generali per il Partecipiamo numerosi alla ma-nifestazione per il Potere popolare. 11 Comitato distrettuale del (F. P. I. S.) dimostra l’attaccamento dei noistri i avoir atari aila produziome, aile fab-briche, che sentono sempre più di-venire cosa laro. «Il programma dei fronte popolare — egü précisa -— prevede la nazionaiizzazione di tutti gli obbiettivi maggiori di produzione. Tutti i nostri lavora-tori hanno espresso chiaramente la loro soddisiazione per questo passa avaniti sulia via del raffor-zamento del potere popolare. Essi si sono resi conto che la nostra nazionaüz'zaiziona non ha nuiia in comune con la nazionaiizzazione che i laburisti promettono o>gni volta che sono indette le elezioni. Da noi i lavoratori diverranno di fatto padroni dei principal! mezzi di produziome elimimando per sempre lo sfrUittamenta dell’uomo sul-i’uomo. Iniziative come la vo-sitra, è naturale che se ne s.viluppi-np sempre più fra i nostri operai. Una preziosa forza sta nasoosta nelle menti dei nostri lavoratori. Noi dobbiamio incoraggiarla a manifesterai, a realizzarsi giornalmen-te in tutti d settori della nostra vita eeomomica. Quando il potere è nelle mani della bonghesia ciô non è poasibile. Ivi i brevetti veogono re, in qualunque paese, i lavorato-ri, eliminati gli sfriuttatori borghe-si, deyiono patssare attravenso una via dura e difficile per abhitarisi alia direzione dell’economia e delia técnica. Gradatamente svilupipando pero queste iniziative, come la vo-stra e centinaia d’altre che deri-vano dallda quotidiama esperienza, essi portano 1 atecnica e tutta la produzione ad urn livelio sempre maggiore che siupereré di gran lun-ga la tecnica e la produzione della borighesia. La vostra opera, che dimostra la vol'onté, rimpegno e la sana ambi-zione personale per creare qualco-sa di nuovo, di utile, merita un vivo elogio e va additata come e-sempio a tutti i nostri lavoraori». II Presidente si é intrattenuto quind.i a lungo con i due opera! interes'sandiasi dei problemi della Joro fabbrica, delle comdizioni dei lavorat'Orl, delle norme di produzione. Infine egli a nome del Comitato Popola-a circondariale. ringra-zia i due eperai e oonsegna loro un importo di denaro come premio per i successi avutj nel lavoro. VIVA IL FRONTE VIVA IL POTERE I NOSTRI CANDIDATI TRÄNI ANTONIO PERENTIN SERGIO TRANI Antonio, fu Giovanni e di Cociancic Giovanna, nato a Pi-rano il 18.3.1907. Proviene da fa-miglia operaia. Di professione carpentiere é occupato presso i Cantieri Piranesi. Disciplinato ed in giusti rapporti con i compagni PERENTIN Sergio, di Salvatore nato ad Isola il 26.6.1927 pescato-re lavora nella cooperativa pesca-tori di produzione di Pirano •— giovane onesto e democrático di idee antifasciste. di la.voro. Nel 1947 era membro del Comitato di Fabbrica nel Cantiere stesso. Proclamato nel 1949 lavoratore d’assalto. E’ un buon democrático antifascista e gode la stima di tutto il collettivo di lavoro. Conoscluto fra i pes'catori e nella circoscrizione in cuj vive, ha sempre portato a termine tutti i compiti che il Potere Popolare gl( affidava con serieté e disciplina Attualmente è membro del Comí to Popolare Cittadino di Pirano, BONETTI ROMANO POTLECAfPIETRO BONETTI ROMANO, nato a Buie il 22 aprile 1919, figlio di ■ontadini, coopera nel movimen-, i antifascista dal 1944. Entrato nelle file partigiane nell’agosto dello stes'so anno, ven-ne fatto prigioniero ed internato in Germania. Rientrato dopo la liberazione, presa la sua opera in favore del popolo lavoratore qua- POTLECA PIETRO, nato a Buie nel 1901, figlio di contadint fin da giovane partecipd al mo-vimento giovanlle progressista Fu sempre inviso dai fascisti pei i suoi sentimenti Democratici e perseguitato I Cosi, di pari passo, ij. Potere Popolare daré uno sviluppo sempre maggiore alia cultura, costruendo nuove acuaie e istituenuo m ogni citté delile Case dello Študente, dove, con una retta minima, quando non é addirittura gratuita, lo študente puó frequentare la scuo.a steissa. Ogni figlio del popolo che ha le doti mentali per lo studio ha la strada aperta tino al raggiun-gimiento dei massimi studi, ció che prim aera asolusive privilegio dei dei pachi figti di papé (anche se cretini), alje cui deficenze mental! suppliva y dio «oro». II Fronte Fopoiare aü’oro oppone ij. lavoro, única ricchezza in mano di tutti e non i mano di pochi pri-vilegiati. Con la recente costibuzio-ne della Unione degli Itaiiani per il Circondario dellTstria, la qoa.e avré particolani possibilité di svi-lupigjare Ja nostra cultura, adargando g i eisibtenti cirooli, istituendo nuove sale di lettura, circoli arti-stici, circoli degli insegnanti, esta Unione portaré il nostro popolo a a tale eievamento cultúrale da consentirán di assolvere i compiti nel campo dello sviluppo económico. Ecco, in sintesi, il programma del Fronte Popoiare, che aííidato a persone oneste e laboriose saré rea iz-zato, edificando quel socialismo in-dipendente da ogni servilismo, sia accidéntale che oriéntale, único mezzo di benessere per un popolo che vuole solamente vivere in pace ed uguate fra i popoli. A voj marittimi, piescatori, lavoratori del braccio e della cultura, a voi laborioBi agricoltori che ba-gnate col sudare della fronte le vo-stre feconde zo.lle, a voi donne, a voi gioivani la risposta d’attacca-mento al Potere Popolare votando ccanpatti il «Fronte Popolare» garanzia di un migliore domani. le membro del Comitato Distrettuale del Potere e nell’ultima as-semblea del CPC venne eletto membro del Comitato es'ecutivo. Nel suo lavoro si è dimostrato sempre attivo e disinteressato, ottenendo ottimi risultati, mal-grado le sue non buone condizio-ni di salute Collaboró attivamente con il Movimento Partigiano dal setiembre 1943. Dopo la liberazione dé la sua opera per i rafforzamenta de Potere Popolare nel suo Di-stretto. ABRAM MARIO TOMASIH PUNIO! TOMASIN Plinio, nato nel 1926, operaio. Fin dal 1942 collaboré al movi-mento partigiano. Entrato nelle file partigiane nel settembre del 1943, fece parte di unité combattent!, distinguendosi in numeros'e azioni e ricopri pure posti di responsabilité. Dopo la liberazione, diede in-stancabilmente la sua opéra per il rafforzamento del potere popolare. Abram Mario nato nel 1920 — ragioniere — di famiglia operaia. Rimasto orfano in teñera eté; espe-rimentó, tutte je amarezze delil’op-pres'sione che il fascismo esercitó sul popolo lavoratore. Con gravi sacriíici, dando lezioni e lavoran-do, riuaci a portare a termine gli stud'i medi, per essere súbito chia-mato alie armi dove inizió ben presto un’azione di agitazione antifascista. Axrastato neil’anno 1942, fu deferito aj Tribunale Spéciale. L’armist'izio lo trovó al Coroneo Trieste, da dove riusci a fugg 1 POPOLARE!!! POPOLARE!!! I tedeschj gli deportarono il padre ed il fratello, che morirono nei campi di concentramento in Germania. Attualmente é membro della Commissione Circondariale di controlllo, membro del Comitato Cinc, del P. C. e candidato al C. Centróle dej P. C. TLT. NAZIONALIZZANDO I PRINCIP AU MEZZI DI PRODUZIONE SARA’ COMPIUTO UN GRANDE PASSO VERSO IL BENESSERE ed a passare nelle file dei parti-giani itaiiani sul Carso. Fu il primo comandante della Brg. Garibaldi Trieste e poi Commlssario politico della brigata Fontanot. Dopo la liberazione, svolse varie funzloh ni negli origani del Potere Popolare del disitretto di Capodiatria. Parte-cipô con una brigata dj lavoro alla costruzione delta prima ferro-via della gioventù. Membro del PC dal 1943. Attualmente è membro del Comitato Circondariale del PC e delTeseou-tivo dej Comitato Popolare Circon dariale. . .. ,_j Cronache del Circondario 1 ENTUSIASMO PREELElTORALE DISOCCUPÂZIONE àlïfeBISÏÏO Il programma del Fronte Popolare è l’ienico che esprlme gli interessB del popolo Gli organizzati nei S. U. de! capodistriano vogliono l'inclusione ne! Fronte. Superbo bilancio di orevolontarie Nei corso della prima conferenza Distrettualie del Sindacati Unici del capodistriano i delegati presentí, dopo aver esaminato il programma del Fronte Popo’.are, sono venuti alla conclusiome che il programma è l’unico che realmente riisipetohia gli interessi economici e ¡sociali della nostra classe lavoratrice. La concliuisione finale aceetta all’unani-mità l’adesione dell’ organizzazione dei Sindacati Unici al Fronte Populäre e la partecipazione aile elezioni a fianco aile aitre organizza-zioni. La risoluzione invita inoltre tutte le organizzazioni democrati-che, già facenti parte del Fronte Popo'are ed in partico'are modo il Partito Comunista, ad approvare taie risoluzione, dando in tal modo all’organdzzazione sindacale la possibilité d.i entrare in seno al Fronte Popo'are Italo-Slavo. La risoluzione conclude invitando tutti i la-voratori dei Distretto di Capodi-stria, crganizzati nei Sindacati Uni-ci a votare il 16 aprile per il Freinte Popo1 are. Taie risoluzicne esprime incondi-zionatamente 'a vo ontà di tutti i lavoratori dei Distretto di Caipodi-stria, i q.uald non lesinano fatiehe-per contribuiré concretamente al successo della emulazione pree-lettorale. ISOLA Aii’«A.rrigoni», all’«Anipelea», alla «Nardone» ed all’Ospedale Civile locale si sono ténuité delile riu- n.ioni dei comitati delle filiali sin-dacali in cui si è discusso sull’im-portanza e sugli ofobiettivj del la-voro volontario. Per dare consi-stenza e sicuro successo agli impe-gni si sono costituite 3 brigate di fromtisti composte da 63 lavoratori. I membri della brigata dell’Am- Supérala la norma del 29 perc. dalla 22. brigata La 22.a brigata della sala filet-ti dell’Arrigoni ha superato la norma del 29 per cento. La brigata comporta dalle compagne Maler Maria, Maizeni Maria, Ermenis Elvira, Gardina Albina, Vascotto Maria, ha rag-giunto un successo nella lotta per Faumento della produzione. Per meriti individúan sono da citare la compagna Ermenis Elvira che ha s'uperato la norma del 37 per cento e la compagna Crovatin Ludmilla che ha anche lei superato la norma distinguen-dosi nell’ultimo periodo come una delle migliori lavoratrici. Questa è la risposta della nostra classe operaia alia reazione di tutti i colorí e tendenze, alle buffonate di Trieste che vengono battezzate pomposamente «assise popolare». La nostra classe operaia, stretta con gli altri lavoratori nei Fronte Popolare, dimo-strerà con le elez¡om che il pote-re conquistato con la Lotta di Liberazione non uscirà dalle sue mani. - pelea si sono assiunt.i un programma di lavoro ed hanno lanciato una sfida all’Arrigoni ed alla fab-brica De Langlade di Capodistria. La sfida riguarda Faumento ed il miglioramento della produzione. La filiale deli’Ampelea darà 220 ore di lavoro volontario. PiRANO Le filiali sindacali delle Saline, della FRERAD, dell’ AGMARIT e dello Abbigiliamento, dopo important! riunioni, hanno assunto con-creti impegni dl lavoro che con-temiplano pure l’abfoeiiimento delle sedi e dei collettivi stessi. Anche la filiale sindacale della SALVETTI ha trace,iaito un preciso piano di lavoro da poritare a termine entro il I. maigigio. I dipendenti della Capitaneria del Porto, facenti parte dells! me- desima fi’iale dell’ AGMARIT, da-ranno 30 cure di lavoro volontario per oiaiscun membre entro il I. mag-gio, sfidando inodtre tutte le altre filiali della cittadina, per il miglior addobbo e sicritte murali in onore a/Te elezioni. CAPODISTRIA La filiale sindaca'e dell’ EDILIT anniuncia nei qiuadro dell’emulazio-ne preeleititorale, che i suai compo-nenti hanno già effettiuato 141 ore volontarie e di aver addobbato decorosamente, in onore alle elezioni, i vari cantieri di lavoro e gli uffici. La filiale delFADRIA ha realiz-zato, sin dal principio di questa settimama, 227 one di lavoro, mettre a la DELANGLADE il piano sett im anale si svolige regolarmente. A11TSTRA-BENZ-GORIVO 240 so^ no le ore date per Foceasioine. La I casa operaia di Isola Dopo un approtoindito vaglio ba-sato sul criterio di dare la prece-denza aile famiglie biisognose, sono stati designa,ti, dalla Filiale Sindacale dell’Arrigoni, i compagni Tog-non Guido, Perentin Bruno, Briaico Carlo, e Bologna Romano, come i primi ad avéré diritto di abitare nella prima casa operaia in via di ultimazione ad Isola. Per facilitare a questi compagni il pagamento degli appartamenti, che saranno di loro propriété, è stato deciso che queisto verrà fatto con il ricavato delle ore volanta-rie che questi compagni effettue-ranno. Le iscrizioni da parte degli opérai della fabbrica per le case ope- raiie contiinuano. Ci giunge notizia da Isola che la villa «Anna», gia proprieta dell’ex direttore Rieordi dell’Arrigonii, ver-rá adibita ad abitazione per 5 famiglie. Questa é un’a'ltra risposta alie forze del regreaso di Trieste e del-mondo che par'ano di oppresisione, di terrore, di apertura di case di tolleranza nella nostra zona. La noiSítra classe lavoratrice si co-struisce la socleta nella quale avré assicurato il suo Bviluppo sociale, cultúrale ed económico e non si cura affatto delle menzogne che vengono lanciate da quelli che tra-mano per scatenare una nuova guerra suiH’umanitá. * II 4-.890 date ne/ iimese BUIE, — Soddisfacenti risulta-ti vengono registrati nella gara che si svolge ora nei Distretto di Buie. Nei giorni di sabato e di domemea i membri del Froníe Popolare, in numero di 12G5, hanno partecipato alie varíe azioni a base volontaria com- Lavori di dragaggio nei porto di Capodísíría. prendenti lavori di rimbos'chi-mento, costruzione di case coope-rativistiche, canalizzazione, ecc. compiendo complessivamente 4 mila 890 ore di lavoro. Nei solo centro di Umago han-no lavorato 237 persone eseguen-do 827 ore di lavoro. Non minore é il numero delle ore di lavoro volontario compiuto nelle singóle cittadine del fouiese. II 29 u. s. si é concluso a Por-torose un corso per dirigenti di complessi corali al quale hanno partecipato numerosi giovani del capodistriano. Sotto la direzione di valenti professori di música, questi allievi hanno acquistato una notevole capacité nell’inse-gnamento del canto. Merita ac-cennato il fatto che il predetto corso é stato frequentato anche dal quattordicenne Bonin Giusep-pe il cui talento musicale ha me-ravigliato gli stessi insegnanti destando la generale ammirazio-ne per la maestría da lui dimo-sltrata nei dirigere complessi co-rali in varié localita del capodistriano L'han detto i nostri giovani . . . vedo dinanzi a me una vita sicura e senza preoccupazioni Ora che siamo in periodo pree-lettorale è più che mai importante conoscere cosa pensa ß- come si esprime il nostro popolo lavoratore nei confronti delle elezioni e del nostro Potere Popolare. Sopratutto è importante conoscere l’opinione dei nostri giovani, della giovane generazione dalla quale usciranno i quadri dirigenti deV/a nostra Societá. Sentiamo co a dice ii giovane ap-prendista UMER Emilio dei Can-tierl Navali Piranesi: «Durante id fascismo nella mia famiglia regnava la miseria più ñera, queilo che potevo aspettarmi dad futuro era disoecupazione e nes-suna proopettiva di sviluppo. Dop¡o la liberazione il Potere Pio-polare mi ha dato ¡la possibilité di impie-garmi ai Cantieri Navali come apiprendista falegname, finché riaulteré un capace operaio. In quanto alle elezioni quelle che mi procura da maggiore soddisfazio-ne è che nei programma del Fronte Popolare è prevista la naziona-lizzazione del Gantiere in cui la-voro e che perciô diverrà propriété di tutti noi lavoratori. Per questi motiva io voteró per i candidati dei Fronte Popolare.» II giovane agricoltore TEDESCO Ernesto di Foibeghi casi si è espres-so: «Prima della liberazione apparte-nevo ad una famiglia di coloni po-veri e sfnuttati. II Potere Popolare ci ha dato la terra, che, in segui-to, volontariamemjte abbiamo unito alie a’tre per formare la Coapera-operativa Agrícola di Produzione. Come giovane lavoratore vedo o-ra davanti a me una vita sicura e senza preoccupazioni per il doma-ni. Vaglio esisere io il primo a da-re il voto per id Fronte Popolare, perché il suo programma significa il ¡yuu picgiaumia oigu per tutti i lavoratori, al pari la vita.» Sentiamo ara corne si esprime il giovane campagne JERMAN Franc che attualmente partecipa ad un corso di contab.idità ad Ancarano: «Nella mia fahciuldeaza mai av~ rei neppure sognato dj poter di-ventare un contahi'e e di poter studiare nella mia lingua slovena. Ciô mi è stato reso possibiie solo grazie al Potere Popolare, al quale sono molto grato. Quando parteciperô a'ie elezioni voterô per il Fronte e farô opéra di persuazione fra igli altri giovani affinchè i loro voti vadano ai candidati dl quel Partito ai quade tutti noi lavoratori dobbiamo il nastro àttiuale benessere.» Queste semplici ed omaste parole dl tre giovani lavoratori dimostra-no quanto il Potere Popolare ha fatto e fa per il popolo e quanta gratitudine il popolo ha verso il Cosi in tutte le città, in tutti i collettivi di lavoro ferve l’attivUà degli orgaintzzati nei Sindacati Uni-ci che ai presenteranno aile elezioni can un superbo bilancio di la- rio, aile ciarle ed ai vaniloqul na-ziionadiisti dei nemici di classe e dei cominformisti oppone la sua ai tività lavorando per se e per tut-la la société, eostruendo il socia La classe operaia del Circionda- lismo nella nostra zona. PER IL SOCIALISMO Ovunque present la nostra giovent La gioveníü ha dato migliaia di ore lavorative in onore alie elezioni ed un numero rilevante di giovani sono entrati a far parte delle brigate di lavoro del Fronte ove sono d’esemplo a tuttl. Al ra-duno. dei giovani, tenutosi dome-nica scorsa a Portorose, hanno partecipato oltre 500 giovani del luogo e dei paesi vicini e gli ora-tori, anch’essi membri dell’orga-nizzazione, non hanno mancato di rilevare come il Potere Popolare offre ad ogni giovane la pos-sibilltá di sviluppo, s'Ia cultúrale che físico, attraverso scuole e corsi per apprendisti. Nuove scuole e nuove Case dello Studente vanno aprendosl, campi di gioco s'ono dappertutto in costruzione. Tutto fa prevedere che la gioventü non deludera la aspettativa che il Fronte Popolare pone in essa partecipando comportamento alie elezioni nello ámbito del Fronte Popolare. Nei quadro della campagna per la realizzazione del piano económico in vista delle gare di emulazione preelettorale e bimestrale, numerosi giovani partecipano ai la-vori di ampliamento della s'trada Risano-Valmarin, di un’importan-za grandissima e di una mole notevole, lavori che frutteranno un miglioramento della rete di comu-nicazioni stradali. I giovani volontari, organizzati nelle brigate del Fronte Popolare, sono anche presentí al lavoro di miglioramento della Valle del Quieto, da palude, trasformata, dalla mano esperta dei tecnici e dei lavoratori d’assaito del Fronte Popolare e delle organizzazioni giovanili, in íertile térra. Ovunque i giovani sono presentí nelle varíe azioni di lavoro volontario. Prendando a caso l’evi-denza di un giorno qualsiasi, noi constatiamo i risultatl sorpren-ti cons'eguiti dai nostri giovani. Eccone un esempio: Ad Umago 33 giovani hanno dato 120 ore volontarie, i pionieri 52. A Cittano-va hanno effettuato 228 ore i giovani e 95 i pionieri: a Martincici 200 ore i giovani e 56 i pionieri, trasportando 8 metri cubi di pie-trame e riparando 60 metri di strada.- A Grisignana 7 giovani hanno effettuato 21 ore, a Meri-schie 18 ore, a Businia 6, a Daila 15,- a Baredine 267 ore in solí 12 giovani che hanno trasportato 9 metri cubi di pietra. Ad Antenate 8 giovani hanno dato 24 ore, a Terrebianche 30 ore piü 18 per la sistemazione del campo sportivo. E l’elencazione non termina: 3 giovani di Crasizza hanno -dato 12 ore volontarie, a S. Lorenzo 54 giovani ne hanno date 174, a Buie 526 attivisti il 5 ed il 6 marzo hanno compiuto 2473 ore, mentre altri 52 hanno piantato 500 pini e scavato 165 buche in 210 ore. A Marussici 4 ragazzi hanno compiuto 40 ore, " Momo 17 attivisti altre 82 ore, riparando 22 metri di strada. A Seghetto 15 volontari hanno scavato 3 metri cubi di térra in 35 ore, mentre altri 7 di Cas'tello hanno compiuto 23 ore su obietti-vi vari, e 17 di Gomiíía 107 ore. A Madonna del Carso 17 giovani sono entrati in brigata per la Valle del Quieto, dué in brigata per la Dragogna ed altri 73 han-no lavorato volontariamente per 292 ore. I giovani di Valizza sono andati anch’essi nella Valle del Quieto ai lavori di sistemazione e di bonifica. Seguendo il piano di rimboschi-mento, a Decani, Semedella e Campel Salara sono State compiu-te 336 ore, a Bertocht 60 ore per la costruziorífe della Casa Cooperativista ed altrettante a Corte, 30 ore hanno dato 4 giovani di S. Lucia, mentre alia festa organiz-zata dalla base lócale hanno partecipato ben 350 giovani. A Capodis'tria 20 attivisti han-no complessivamente effettuato 80 ore su obiettivi locali, mentre a Scoffie, Monte, Maresego, Corte ed altri villaggi, decine e deeme di altri giovani hanno partecipato ai lavori collettivi per la realizzazione del piano económico, gareggiando con le altre organizzazioni di 'base in onore alie elezioni che si svolgeranno il 16 a-prile prosslmo. Miliardi vengono sprecati per la guerra. L'impalcatura del mondo occidentale scricchiola sotto lo spavenloso peso delle contraddizioni che sconvolgono il suo sistema económico. Enormi ricchezze sono accentrate nelle mani di pochi monopolista La fame dilaga dagli squallidí deschi sulle strade dove si vedono esseri umani nelle con-dizioni raffigurate dall’esemplare riprodotto Espressicne di fiducia popolare In massa i lavoratori buiesi sono acGorsi ai comizi oreelettorali I vari oratori hanno illustrato il programma del F. P. ed i successi conseguiti I comizi preelettora1! di domeni-ca nei Distretto di Buie hanno fatto afíluiire nelle cittadiine migliaia di lavoratori che hanno aiscoltato attentamente le parole dei vari candida-ti. BUIE — A'la presenza di circa 1100 persone, ha pan-lato il comp. Gorian Antonio presidente del Co-mñfiato Disltrettuale di Buie, che ha illustrato ai presentí l’importanza delle pxasisime elezioni amminisitra-■tive dei candidati nei Comitati Di-istrettuali popolari. Dopo il comizio si é tenuta nella nuova sa’a della Casa del Coope-ratore la rappresentazione di «Bi-aneaneve» ad opera del teatro na-zionale sloveno di Trieste. CITTANOVA CITTANOVA — Il coro di Fiume «Unitá e fratellanza» ha collaborate con u-n riiuisciltisis'imo programma di canzoni di lavoro al comizio elettorale indetto domentca scorsa dai FPXS. I bravi cantaniti italliani di Fiume hanno ricevuto il ricono-scimento dei cittanovesi, che han-no applauidito tutte le canzoni preséntate. Ai numerosi intervenuti, ha par-lato il comp. Medizza, che ha fatto la rassegna dei compiti che ci stan-no dinanzi per l’es'ecuzione del piano económico annúale. Il comp. Medizza, che parlava in nome del FPIS, ha concluso il suo discorso invitando tutti a dare il proprio vota ai EPIS, única garanzia per il conlseguimento di .sempre wuovi successi per il popolo lavoratore della nostra zona. UMAGO UMAGO, — Si è svolto domeni-ca 2 corr. il comizio preelettorale detto dal FPIS!. Ai numerosi intervenuti han-no parlafo i comp. Medizza e Fran- LA vom DI BONIFICA chi, che hanno sottolineato l'opera svolta dal Potere Popolare a beneficio dei popolo lavoratore espri-vnendo la cer.teiziza che ogni citta-dino democrático del nostro Territorio dará il proprio voto ai candidati del FPIS único garante che le conquiste del popolo lavoratore si svilupperainno sempre di piü in awenire a tutto beneficio delta nostra popolazione. Al comizio é intervenuta puré una deliegazione di pionieri di Umago i quali hanno invitato la popolazione t¡utta a votare per il FPIS. MOMIANO MOMIANO — Al comizio che si é tenuta domenica a Momiano, han-no paríalo i comp. Diminic Vieko-¡slaiv e Bilos av Narciso a nome del FPIS, che hanno trattato vari ar-gamenti rigiuardanti le elezioná ed il programma economice annuale. tiatri In data 30 e 31 marzo gli alun-ni della Scuoia d’Avviamento Commerciale e Biennale di Isola si sono presentati, sul palcosceni-ad un numeroso pubblico per es'e-guire un ricco programma d’arte varia. II programma comprendeva pezzi lirici, prose, sonate e canzoni. Nella prima parte nella. rappresentazione della commedia «La fuggitiva dal Nido», si e distinta la comp. Depase Lucia che é sta-ta un’esemplare direttrice severa ed autoritaria, anche se talvolta restituiva qualche sorriso. Benissimo anche l’interpretazio-ne della comp. Beltrme Anna «vice direttrice». Nei resto degli esecutori invece si é notata una scarsa capacité a prescindere dal comp. De-pangher Claudio nella sua inter-pretazione di principe mentre Russignan Edino e Gregoretti, ri-spettivamente conte e márchese, non hanno saputo personificare bene il loro personaggio. II bidello, Morzut Willi, ha svolto ottimamente il suo ruolo come puré Pertot, malgrado la sua breve comparsa. Nella seconda parte del programma i cori sono stati all'altez-za del loro compito. Vascotto A-nita, con la sua sonata «Sogno di amores al pianoforte, ha soddi-sfatto il pubblico. Anche Degras-s'i Dino é un bravo violinista. II pubblico, accorso numeroso, non ha lesinato gli applausi e si ripromette che ben presto questi dilettanti ritornino a calcare il palcoscanic« del Teatro «Arri- VERTENEGLIO Il comizio preelettorale indetto dal EPIS, che si è svolto do-menic'a a Vertenegîio, è stato allie-taito da un coro italiano d'i Fiume, che è stato colorosamente applau-dito da tutti gli intervenuti per il ricco programma di canzoni dl lavoro presenitato. Il disoarso eletto-rale è stato teinuto dal comp. Agarbáis Nazario. Smarrimento U comp. Gerin Giovanni, abi tante a Capodistria in Piazzal« S. Andrea n. 408, ha smarrito i giorno 26 marzo, nei Caffè Loggiî o nei pressi del Caffè, la sua car ta d’identité. Il rinjvenitore è pre-gato d-j consegnarla presiso la no stra redazione. RADIO TRIESTE ZONA JUGOSLAVA DEL TLT Lunghezza d'onda m 212 G.iovedi 6. 4. 50. 6,30 Muska del mattino, 6,45 No-tiziario e lettura programmi, 7,15 Música dal mattino, 12,00 Dai mondo operístico, 12,30 Melodie n ostra-ne, 12,45 NoUziario e letture programma, 13,15 Ccimposirioni popolari dl Čaikiavski e M.usorgski, 13,45 Per vol dorme, 14,00 Suona l’orchestra di Stojan Stenovič, 14,30 Rais-segna della stampa, 17,00 Música varia, 17,30 Attualità política, 17,45 Música rítmica, 18,00 Liriche di Pavel Sivic, 18,20 Ouverture conosciu-te, 19,00 Intermezzo musica'e, 19,15 Notiziario e lettura programmi, 20.30 Canta il coro da camera di Trieste, 21,15 Frank: quintetto per pianoforte, 22,00 La vita dei popoli jugoslavi, 22,20 Música loggers da bailo, 23,00 Ultime notizie, 23,15 Serenate e romanze. Venerrií 7. 4. 50. 6,45 Música del mattino, 6,45 Notiziario e lettura programmi, 7,15 Muska del mattino, 12,00 Suona. la banda, 12,30 Camposizioni per vio-linio ed orchestra, 12,45 Notiziario e lettura programmi, 13,15 Quadri m/us’iicaü, 14,00 Suona il quintetto rustico, 14,30 Raseigna della stampa, 17.00 Música varia, 17,17 Música leg-gera, 17,30 Attualité pohtiche, 17,45 Música rítmica, 18,00 Rassegna sportiva, 18,15 Música da camera, 19.00 Intermezzo musicale, 19,15 Notiziario e lettura programmi, 19,45 Música divertente, 20,15 Indovinelli muisicali, 20,45 Nostro scenario, 21.30 Música fololiorisitica italiana e música leggera, 22,20 Suona ¡l’orche-stra da ba'lio degli študenti sloveni, 22,45 Melodie di Friderik Chopin, 23.00 Ultime notizie, 23,10 Programma per doman!, 23,16 Música rtt-mi»a jier piaMafarte. LE MALEFATTE DELE IMPERIALISMO ITALIANO VISIONI E VOLTI DELLA CINA Dl lERI E Dl OGGI MISERIE ED ORRORI LTSTRIA UBERTOSA E’ DA TEMPO IN FIORE vano eslsere condannati per sempre. U sistema che, con una buona dose di fantasía, i padreterni del Kuomintang chiamano «mezzadrile»,, si riiduce praticamente a tanto: il landlord assegna ad un contadino un determinato appezzamento, esi-gendo dal 70 al 90 per cento del race alto teórico! La siccitá, gli stra-ripameniti ed i millle altri malí che deliziano la Ciña, non permettono quasi mai al contadino in questio-ne di adempiere agli ob'blighi a cui é statio spinto dalla fame: egli ri-carre perció ad un prestito che, con malta comprensione ed umanitá, il suo padrone stesso gli concede, aU’interesse del 100—160 per cento. Natura’mente, il debito non puó, nella stragrande maggioranza dei Sorride perché sereno è l’avvensre casi, esisere tempestivamente salda-to. Il «editare aduna allora il tribuna,le, sfra/tta la famiglia del débitons, dopo averie sequestrato gil eventuali quattro stracci, e condan-na l’infelice ai lavorí forzati per un numero di anni che raramente è inferiare ai dieei, anche trattan-dci i di una somma pressoché irrile-vante. Pai H gdochetto dei landlords ri-oomincia con un’aitra famiglia. E aumenta, su tutte le strade della Ciña méridionale, il numero dei nomadi senzatetto: per ora 22 mi-liioni cinta, stando alie stesse sta-itistiche del Kuiominitang. A questi metodi che il sorriden-te Chiang deve giudicare — secon-do il suo eolito — «absolutamente democraticdi», si agigiungano le ru-berie legalizzate del suo ex gover-no: i preilevamenti di grano al ridiculo prazzo «istataie», le «requis i-zicuni» del cosidetto esercito regalare, gli arrualamenti forzosi, il lavoro obbligatorio, e tutte le rapiñe, i sacichegigi, le distruziom in cui l’élite di Chiang si è rápidamente spécial izzata, e si avrà un quadro complet o del paradiso demioteuomin-tamger. «La Ciña diventa rossa?», si ©hiede preoccupata la stampa occidentale, costretta ad ammettere il largo favore incontrato tra la pqpo-lazione delTopera del govern-o comunista. Si, diventa rara, senza diûibibio. E, conisiderata la situaizio-ne creatasi nelle provínole setten-tri'anali dopo la liberazione, non si vede come potrebbe essere altri-menlti. Mao T,se non pense tempo: aissi-curatosi il posseaso delle prime región! al confine máncese, inizió ¡inmediatamente queU’opera di rico-struziome e di risanamento sociale che, nel valgere di pochi anni, si svifuppó in modo eccellente. II primo prowedimento applicaito, fu lina radicale epurazione che allon-tanó definitivamente dalle loro po-sizioni i reispansa'bili dello sfaceio económico nazionale. "La dlscrimi-nazione político - militare awenne pero con mollto taitto. Soltanto gli alti papaveri su cui gravavano tomábale, il «drago di ferro», dove non si conoscono locomot'ive, im-pianti elettrici, biciclette, orologi, libri e giorma’i, dove il rastro mondo é cono "''rito come una stinta, lontanissima leiggenda che sa di magia, dove un pugno di falsi no-biii e di autentici criminan é rm-scito a tenere iñ vita un ■sistema feudale che é la terrificante dcge-nerazione della piü maledetta tiran-nía mediavale. Duecento milioni di individui séhiavi di quatro famiglie, legati di generazione in generazione, dalla loro miseria senza confronti, presisati da ogni dolare e da ogni bisogno, eaposit'i ad ogni rappresa-gliia, falciati da ogni calamita: ecco la «libera e democrática» Ciña del Kuomintang. Centinaia e centinaia di «distret-ti», su cui, insindacati ed insinda-cabiili, regnano (lettera’mente!) al-trettanti valvasisori dispotici, feroci e crudedi come soltanto gli aristo-cratíci cineisi poásono essere, legati tutti, sebbene ¡n modo diverso, ai vassalli di Cantón. 1-1 landlord del Kuomintang ha poteri ai^isoiluti nella sua giurlsdizio-ne: legífera, giiudica, condanna. La sorte deigli infei’ici di ogni sesso ed etá che gli gottostanno, é a su a completa díscrezioné: egli po'siede una sua corte di giiuistizia, una sua pollada, una prigione, dove i debi-bori inabili a scontare le nene in-ca-tenati a due a due nei eampi e nel’e risáie, tcrminamo di sofito la loro infelice esistenza. C’é di piü: di questa «democra-ziai» che suscita i teneri sospiri della civiltá atómica d’O'treocea-no, ,i so'dati di Mao Tse tung hamo sciopento nelle prlgianí di Tien Tsin le tracce piü significa*ive. rinve-nendo, in un sottemraneo adibito a sala da tortura, un vero e proprio assarltimento di strumenti di suppli-zio, tutti ingraissati e ben oonserva-ti, ed al cuna portanti le tracce di un u:so recente, tra cui si travavano una macehina per spezzare le assa degli anti inferiori, una macehina per romperé la schiena, un caval-letto per la fuistigazione, una «ruo-ta,» sul modello di quelie úsate dalla Santa Inguiisizione. Buchenwald? Uno scherzetto da dilettanti. La pegigiore galera, d’al-tronde, si riduce ad un paradiso in coníronto alia vita a cui i disgra-ziati sudditi del Kuomintang pare- II Le grand,i cittá della Ciña nazio-nailista si passoinio ormai contare siulle punte delle dita. Ed in tutte lo stesso spettacolo: grattacieli, pa-lazzj enormi, oostruzioni sfarzase inscatolate in un assurdo raziona-lismo, ridiicializzate nal pazzo liberty coloniaje: e vicin-o, súbito dietro di Peter Kolosimo I’anig'o'o, miracoli'smi di carta e bainbù, squallide catapecchie, sordid! tuguri. Buicks, Cadil’ncs ed l coolies sfiatati slotto il carrozzlno a due ruote; yachts biancoaiZizurri e giunche manette rivaleggiano ad ogni pa so, par fare di questo di-sgraziato paese la terra dei contrast i più viiolenti ed inumaini. Questo, come ho detto, nelle me- II capo della nuova Cina tnapoll su cui si impernia la Cina «bianca». Ma procedendo verso l’in-terno sutle knpossibiü. strade trac-ciate dalla primitivitá di secoli •pepti e tali rimaste, si giunge a ben piü penosi contrasts Si giunge lá dove prima si credeva che nes-®una creatura fosse rimasta, fuori del tempo, in una immensa corte dei miraeali che supera ogni im-mag'inazione ed ogni arrare. Si giunge la dove l’aeroplano é «il grande uccello che grida», l’au- DEL KUOMINTANG grandi crimini antisociali vennero colpiti: agli altri, con molta intel-ligenza, fu concesso di rientrare nella vita pubblica. E non a tarto, che malti di es i sono aggii convin-ti aissertori delle dottrine progres-siste e va'idissimi collabaratori del nuovo stato. Il sistema agrario feudale venne abolito, con tutti i diritti ancestra-1¡ de¡ landlords e tutti i debiti e-sistenti all’etto della liberazione. Per la prima volta nella storia, i ccntad'ini di O'gni paese, di ogni sperdiuto villaggio, funono chiama-ti alie urne: presentati i candidati per mezzo di «curricula vitae» af-fissiagli edifica municipali e di fotografié, vennero effettuate le elezio-n¡ generali sulla base di diretto e libero suffragio a ba.Uottaggio se-greto. La térra venne ridistribui.ta con la massima equitá, i diritti parifi-cati. Sor'sero case, scuole, stabtli-menti, strade. p,on;ti, ferrovie: e da'l’autostrada manciuriana, il pro-gresiso entró trionfalmente nella Cina, tomata giovane e feconda. Riferendo la visita di due gior-naüstí ameri'ani alia cittá di Kieng Yen, Jiberata appena cinque settimane prima e meravig'iandosi del fatto che i locali leanders co-munisti si dimosfrassero «piü ami-chevolt d¡ quanto un visitatore a-mer.icano avesise raigione di atten-denai», lio stesso Daily American di Roma non puó fare a meno d¡ observare, sia puré fra le pastoie im-pastegli da chi di ragione, che r«infernio comiunista» non é in fondo tanto terr.ibile: «I corutadini vi-vono apparentemente meglio di prima ... i comunisiti apparentemente, non reqiuisiscono grano . , . questa cittá é pro pera ... i prezzi sano relativamente stabili... i civil! sembrano felici e conténti. . . vi isono pacto!, segni di repressio-ne ...» e casi vía.. Taili asserzioni (pero, quegli av-verbi, sono incomparabili!) sono abbastanza el,aquén,ti. Ed ecco come si esprime in praposito Marga-ret Ganltenbein, un’articoiista elve-tica che non puó certo es;sere tac-ciata di filo^comunismo: «Vi erano moltissime persone che volevano recarsi nei Yenam. Con loro grande stupore, il permesso venne concesso, e corrisponderiti, missionaxi, come anche coman i-a u > ni militar! ingles! ed americano, volaron» verso quel’a regirme. «I loro rapporti solle/aromo 'u, more: non vi era a!cu:i reale comunismo (?) nel Yenam» — cosí essi telegrafarqnio. I r o. n avevano effettuato una riforma terriera idéale, deilla quale gli antichi proprie-tari erano embusiast! come i conta-dini. I comumisti avevano saputo intereisisare ogni elaisise alia ríe ■-struzione, inducendo oignuno a fare del suo meglio. La zona non pre-sentava traccla di corruzione, né tra i dirigenti de Ipartito, né tra quelli che staivano loro accanto. Nel sabbioso Yenam, il tenore di vita era asisolutamente superiore a quel- 10 dejile verdi ed irrígate va lí della restante Cina. La scienza e i’arte erano sostenute. Vi era per sino (!) una certa libertá di parola, mentre la libertá religiosa era assicurata a Cristian!, buddisti e maomettani. «A nessumo fu porsibile, poi, trovare la piü piccolia traccia di aiuto o di infl'Uisso russo, cosicché anche 11 pafriottiismo dei rossi non .si po-teva piü metiere in dubbio.» E con questo, anche i fal sari al servizio de; monapioli amerieani cono serviti. Fine ai prossimo numero IMDOMITI GLI SLOVENI continuarono la lor culturale BÄST0NÄND0 E BRUCIÄNDO VOLEVANO IMPORRE LA «CIVILTA» I governanti italiani, nell’intento di nasconder.e agli occhi del mondo la propria política snazionalizzatri-ce, condotta nelle provincie di Go-rizia ed Udime, ne¿ riguardi degli Sloveni, stanno conducendo, parti-calarmente negli ultimi tempi, un intensa propaganda di fantasmago-riche ca'.unnie e travisamenti in-tenziana'i contro la zona B del TLT e la Jugos'avia, tramite i partiti sciovinisti, filofaiscisti e tramite la stampa controllata dal Governo. Ne,i parlamento e nel Senato Italiano alzarlo la loro vace vecchi ed imcalltti imperialisti, come Orlando ed altri, che strombazzano sulla vita degli italiana di Fiume e del-Tlstria, sottopoisti ad un terrare in-immaginabile, in special modo quell.i sottoposti aU’amministrazio-ne Militare delTArmata Jugaslava nell’a Zona B del TLT. A getto continuo fabbricano «nuovj soprusi», nuwe «persecuzioni di italiani», che con .il Trattato di Face sono rimasti ne’.a Jugoslavia e nella Zona B del TLT. A Trieste si organizza una «asisi-se populare» che eleva la propria voce nella difesa dell’italianitá dei-l’Istria, dli Fiume e forse anche di Zara e Lubiana. I carnefici del popo'o lavoratore italiano, complici delle foree asourantiste ed agenti dell’ imperialismo ainglo-amerlicano, con le maní ancor lorde di Sangue versato dai lavaratori d’Italia sot-to ü piombo di Sce'ba, si atteggia-no a difenisori del pop'olo lavora-tare de] nostro Circoidario, che per dura etperienza ricorda i! regime di sfruttamento e di oppressione pcovato a proiprie spese nei tanjol' paasati. I responsabili di tutti i malí, che oggi vengono passj paseo risanati con il lavoro e con il la-voro e con il sacrificio di tutti i nostri lavaratori, si atteggiano a giudici. Perché tutto cío? Per alimentare podio nazionale fra'il pópalo italiano ed i popoli jugos’avi essi devono ricercare «nu,ovi argo-menti», che sea-vano loro come un tempo ai faiscisti, per preparare l’opánione puibblica ad ulteriori av-venlture imperia'listiche contro la Jugoslavia ed i Balcani in genere. A questa ignobíle campagna d’at-tacchi contro la Jugoslavia e la zona B del TLT da parte di dirigenti responsabili o semi ufficiali e de-g i sciovinisti di ogni colore, col-labora puré la Direziorle del PCI. In svariate occasioni ed in ogni situazione política quasi tutta la stampa italiana riversa tutto il suo veleno centro i popoli iuigoslavi ed in special modo cantro il Potere Papcs’are nella Zona B del TLT. Alja testa d¿ questa stampa stá l’«Unitá», organo de^ PCI. Sará be-»s Eac-'Cire che presso tutti i principan giar-nali ita’iani i direttori responsabili sano notiasimi faiscisti, che nei periodo fascista hanno diretto tutta la stampa. Cosí Davide Laiofo-Ulisse direttore deLl'UNITA’ di Milano, noto vice federal», com-battié nella rlvoluziono spagno’a contra le forze democraitiche. In base al Trattato di Pace con ITtalia circa 80 mila sloveni sono rimasti entro i confini italiani e ció nei goriziano e nella Benccia slovena. II ritorno del” Italia in quieste terre ha portato agili sloveni nuiove cailamiitá, nuova oppressione, una nuova política snazionalizza-trice, lie cui prafonde radici isono plántate nell’ ideología fascista. Questa política snaziona'iz/.atrlce viene condotta da que,gli stessi uo-mini che g.iá al tempo deU’Xtália «muissoliiniana,» iseppero .Hst'.ng , er-si. Alie Direizioni di tutti gli organi amministrativi e politici si trovano ancor agtgi in magigioranza faseisti, squadrilsti. ed agenti della OVRA. La loro politica é caratterizzata miolto chiaramente dai seguentj fat-ti: Quando il 16 settemhre 1947 l’am- ministrazione italiana prese in mano il Potere nella provincia di Go-rizia, squadre aizzate di fascistj e sciovinisti bracea,roño gli s‘oveni neile vie e nelle abitazioni prívate, provocando ad essi oltre 50 milioni di Lire di danni materiali isatto gli occhi comipiacenti degli organi di sicurezza pubblica. Gli atloggi pr.ivati degili sloveni venivano in-vasi e gil inquilini gettati sulla strada. Le sedi delie organizzaizioni democratiche venivano distrutte, libri e girarnaih bruciati, to’.te tutte le scritte in sloveno, le proprietá degli sloveni predate e sequestrate, le bandiere slovene strappate, ecc. Nonoutante le energiche proteste degli sloveni, le autoritá non vo-gliomo restituiré la Caisa del Po-polo di Gorizia che é di proprietá degli sloveni e che fu accupata dai faseisti nei «periodo áureo». La sala-teatro dela Casa del Papolo é átala data in consegna alia Lega Nazionale, che vanta quale sur, ti-tolo d’onore la piü vecchia tradi-zione nella política di snazionaliz-zazione degli sloveni. A Gorizia abbondano sale' e teatri, e con tutto ció non una viene coocessa agli sloveni nel tentativo d¡, impediré loro qualsiasi attivitá cu'turale. Nelle sale esistenti nei vari paesi della compagna goriz'a- pedito ogni manifeistazione cultúrale ai Circoli di Cultura sloveni con ja puerile motivazione che es-se non rispondono a le disposizioni di legige. Oltre i ció le autoritá italiame applicaino nei riguardi degli slove-ni la vecchia Jeg,ge fascista, che stabiliisce robbügo di presentare alia censura dinettamente a Roma tutte le rapprsisentazioni culturali slovene. A malti sloveni si rifiuta la cit-tadinanza italiana, ¡sebbene essi vi-vano a Gorizia da decine di anni. Tutti co’oro che callaborarano nella Lotta antifascista o combait-terono nelle file partigiane vengo-no saspettati e penseguitati. E’ notorio che il fascismo italia-nizzó itutti i cognomi sloveni, ma sinora ie autortá italiane non han-no cre-duto apportuno annullare la legige fascista. La piü grande of-fensiva viene condotta dalle auto» ritá italiane a dai partiti gover-nativi contro la scuola slovena. Nella provincia di Gorizia vi sono oggi 20 scuole el,ementar! con 1414 scolari e 62 maestri. Al Ginnasio di Gorizia v.i sano 182 allievi, nelle scuole profeisisionali circa 44, all’i-stituito magistrale circa 50, II persónate dirigente é in maggioranza nemico della nuova Jugosiiav.a. La Sovraintemdeniza alie scuole slovene ne'la provincia di Gorizia é nelle mani di un injegnante italiano ex fascista. Ne’a Benecia J- vcia ,accupata dalTItailia giá dal 1866, non esiste alouna scuola slovena, benché gli abitanti di quella Regione siano sloveni e parimo la propria lingua materna. Lo stesso avviene nella Val Canale, dove le autorité italiane non hanno costituito alcuna scuoi’a slovena, mentre per i tede-schi hanno aperto nuove scuole. Nelila Benecia vengono arrestati, condannati ed incarcerati i rappre-sientanti degli sloveni. Le bande «trico’àri» hanno assassinato il se-gretario di un Comitato locale del Fronte Democrati'Co Sloveno, Juüa Andrea, Frimožid Giovanni ed altri. La casa di Bledic Maria venne bruiciata ed easa stessa è sbttopoïta a continue persecuzioni. Bande fasciste, ammantate dai tricolore, hanno incendiato la sede del DS a S. Pietro del Natisone. G'.i sloveni della Benecia, attiviati o combattent,i delila Lotta di Litoe-razione, vengono perseguitati, condannati ed .incarcerati. La Lotta, so-stenuta da] popolo sloveno per la propria liberté viene negata, gli invalidi, le vedove dei caduti e gli •orfani di guenra non vengono ri-oonosciuti, i professor! ed i maestri s’ovenj trasferiti all’ interno. Agli artigiani ed ai commerciantî sloveni 'si neigano le licenze profes-sionali e sj tenta di impedire lo sviluppo delle cooperative appli-cando tasse eccessive e con altri mezzi. G'i sloveni in Ita'lia lottano per la introduzione della fcdlingui-tà nelle scuole e negiii uffici, come statoilito dari Trattato di Pace e dalla Costituzione della Repubbli-ca Italiana, ma le autoritá vogliano ignorare tutto ció. Cosí negli uffici délia provincia, comunali ed altri, ove la totalité o la maggioranza è costituita dagli sloveni viene imposta la lingua italiana. Ció avviene anche nei Tribunali. Cosi pure viene osteggiata la stampa slovena. Il seittimanale «Soca» ,è stato mess o già due voit« sotto processo su accuse invéntate e senza fondamento. In hreve, ad ogni passo ed ad ogni occasione in Italia si perseguitano gli sloveni od in questo collabora anche la direizione del PCI, che vuole in-taccare l’unità degli sloveni steissL Ma gli sloveni continúan© indo-miti la loro lotta sacrosanta sulle tradizioni della gloriosa lotta so-stenuta cantro il fascismo, coscien-ti di arvere l’appoggio di tutti i po-poli jiugoslavi, di tutti glj-amanti della pace e dei democratici, che sapranno certamente far falliré tutti i dasideri e le macchinazioni dei l’imperia ismo italiano. Cam’è diversa invece la situazio-ne nella nostra Zona, ave propor-zianaümente la maggioranza delle souole è italiana, la maggioranza degli scolari fréquenta le scuole italiane, la maggioranza dei profes-sorj e dei maestri è nelle scuials italiane, e con tutto ció ci attac-cano, le «assise . . . popolari» ci giiudiicano e strombazzano ai quattro venti la favola della terrificante snaizionalizzazione dell’ele-mento italiano». COME I VANDALI SONO PASSAT! I «BIMILLENARIli ne le autoritá italiane hanno im- ............................................................................................................................................................................................................ (llllllllllllilllllllUllllUnnillllllllUllllIlllllIllHIllIllUIllilllllllllllllllllllIitHnilllItlIlllllllllItlIHIIIIIIIIIIIIIIIIlIllllllllllllllllllllU llllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllillIIIIIIIIII||l|l|||||||||||||||||||l||||il|||||||llllllllllllllllllllllllllIIIHItllllllllliII||||||||||||l||l||||||il|||||||im|IIl||I|llI||||l||||mn Questa rivelazione diede da pensare ad Erneisto. La sua faccia s’e-ra fatta oscura: egli era grave, sde-gnato. In capo ad alcuni istanti di-chiaxó: — C’é ben altro lá satto che l’i-deale universitario. Qualcuno ha fatto pressione sul Presidente Wil-cox. — Gredete? domando mió padre con un’espxessione che rivelava piü curiasitá che timore. — Vorrej farvi dividere un’i.n-.pre.ssione che si forma lentamente nei mío spiinito, disse Ernesto. Mai, nella storia del mondo, la societá fu travolta da un fluisso cosi terri-bile come neU’ora presente. Le ra-pide modificazioni del nestro sistema industríale portan,o con sé modificación! non meno pronte in tutta la struttura religiosa, política e sociale. Una rivoluzione invlsibile e formidabile si sta compiendo nelle fibre intime della nostra someta. Queste cose si posson-o solo sentiré vagamente: ma sono neU’aria, in questo rtesso momento. Si presenta l’apparizione di alcunché di vasto, di vago e di spavenfoso. 11 mió spirito s,i rifiuta a prevedere in quale forma questa minaiocia ,si concreterá. L’altra «era, avete udi-to Wiclcson: dietro ció ch’egli dice-va sarigevano quelile miedesime en-titá senza nome e senza forma; e la loro concezione ispirava le sue parole. — Volete dire . . . cominció papá, che si fermó esitante. — Voglio diré che un’omhra co-lossale e minacciosa comincia sin ll’ac* a pr*i*tt«r«i sul pa**«. Chia- di Jack London XIX puntata matela l’ombra di un’oligarchia, se volete: è la defiinizione piü appros-simativa che io osi darne. Rifiuto di immaginare quale ne sia precisamente la natura. Ma ecco quello che ci .tengo sopratutto a dirvi. Voi vi tróvate in una situázione peri-colosa, in un rischio che il mío timore forse esagera perché non so-no in grado di misuirarlo. Seguite il mió parère, e aecettate la vacan-ze che vi affrono. — Ma sarebbe una viltá! gridó mió padre. — Niente affatto. Voi isiete avan-ti negli anni. Lasciate la battaglia attuale a coloro che sono giovani e forti. Il compito nostro, quello della giovane generazione, resta da adempiersi. La nostra amata Avis restera al mi-o fianco, checché av-venga; essa vi rappresenterá sul fronte di battaglia. — Ma essi non mi passono nuo-cere, obietitó papá. Graizie a Dio, io sono indipendente. Oh! vogliate credere che mi rendo ben conto dele terribili persecuzioni che essi potrebbexo infliggere ad un pro-fessare la cui vita dipenidesse dal-l’Università. Ma la mía non ne depende. Non per lo sitipendio io entrai neli’inaègnamento. Fioisso vive-re agiatunent» ean 1« míe entrate, e il mió stipendio é tutto quello che mi possono togliere. — Voi non vedete le cose abbastanza da lontano, rispóse Ernesto. Se quanto io temo si verifica, le voistre entrate prívate e anche il vostro capitale vi possono esser tol-ti cdsi fácilmente c-ome i vostro sti-pen'dio. Per alcuni minuti papá stette in isiienzio; egli rifletteva profonda-mente, e io vidi una ruga di decisione scavarsi sulla sua fronte. Finalmente riprese con tono ferino: — Non accetteró questio congedo. — Fece una nuova pausa. — Continué,ró a scrivere il mío libro (!)■ Puó dairisi che voi vi inganniate. Ma, atabiate torto o ragione, i.o re-¡steró al mió posto. — Benisisimo! disse Ernesto. Voi seiguite la stesisa via del vescovo Morehouse e marciate verso una catástrofe analoga. Sánete entrambi ridotti alio stato di pro'etari prima di giuinigere alia meta, La conversazione devió sul tema del prelato, e chiedemmo ad Ernesto di raccontarci che cosa avesse fatto di lui. — Egli é malato fin nel'l’anima per il viaggio al quale l’ho traaci-nato atitraverso le regioni inferna-l,i. Gli too fatto visitare i tugurii di al*imi «periai dalle aestr* fab'wri- che. Gilí ho mostxato i rifiiuti uma-ni che la macehina industriale ri-getta, e ],i ha uditi raccontare la loro esistenza. L’ho condotto nei fcasisifondí di San Francisco, ed egli ha poluto vedere che rubbriaohez-za, la prastituzione e la criminalité hanno una cauisa piü profunda che la depravazione naturale. N’é rimasito seriamente colpito neilîa sa, iute, e, quel ch’è di peggio, si è e-saltato. L’urto é troppo forte per quasto fanático di morale. E, come 'sempre avviene, egli non ha il mínimo spirito pnaticio. Si agita a vuo-to fra ogni specie di illuiloni uma-nitariie e di progetti di missioni preslao le clasisi coite. Sente di ave-re l’ineliuttabile dovere di r isuscitare Tantico spirito della Chlesa e di comunicare il suo messaggio ai padroni del giorno. E’ troppc ri-scaldato: un giorno o i’altro scop-pierá, e non so predice quale forma prenderá la catástrofe. E’un’a-ntoa pura ed entusiasta, ma cosí poco pratica. Egli va piü lontano di me: io non posso tenerlo ferino sulla terra. Egli vola verso il suo igliardino degli ulivi, poi volera verso il suo Calvario. Perche anime casi nabili sono faite pe" la cru-cifissione. — X v*i? domandai io c»n un siorriso che nascondeva la seria an-goscia del mío amare. —Io no! rispóse, ridendo oglí puré. Io paaso essere giuistiziato o as-saasinato, ma non saró mai ciioci-fiso. Sono piantato troppo sólidamente e troppo ostinatamente in térra. —Ma perché preparare la croci-fissione de,i vescovo? Perché non ñegherete che voi n,e siete la causa. — Perché la&cerei .io un’anima a suo agio nel luisso, mentre ve ne so-no milioni nel lavaro e nella miseria? — All-ora, perché conisig¡lia,te a papá di aocettare il congedo? — Perché io non sono un’anima pura: ed entusiasta. Perché io sono salido e astinato ed egoísta. Perché vi amo e dico come disise Ruth: «II tiuo popolo é il mió papal©». Quanto al vescovo, egli non ha f.igli. In-oltre per quanlto sia mínimo il ri-su'itato, per quanto il suo vagito si manifesti debole e insufficiente, produrrá qualche bene per la rivoluzione: anche le cose piccole contarlo. Io non potevo essere di questo parere. Conoscevo bene la nobile natura dei vescovo Morehouse, e non potevo figuraxmi che la sua \r»«i.aJi nei pressi di Monte ni Capouisiría e poi nuovamente per un guasio ai caáii'Oio, aveva mutninente cércalo di moruere i minuti guauagnati dal vincitore asso.uto iUviKi/Ait, ine-ravigiuosa fusione di pienczione fra maccUina e cerve.jo, che con ia sua |DEW 500 rag.giunse una media ai 60 Km. orari! Quale sospn'o di solllevo quando la voce dei icronisia rassicurava ene n puota pretérito aveva sfrecciato chino sui manubrio, coin gli occni alie segnaiazioni di comtrolio a Lortorose od Isoia, impassibile, au-dace a dominare le curve con i’o-recchio áltenlo a'L’ aYviuaaivi de— Tinsegiuitore, a íorise 100 Km. di media, in una frecida voionta ene dicess.e della sua capacita ie di quella della técnica Popolare, raggiun-ta da altri uomini nel duro e .si-lenzioso iavoro deii’oiiicina. It lubianese PONIXVAK, questo asaso della montagna, campione della staigione 194a, yenuto ira noi cod pronostico del vincitore, ha mantenuto ia promessa strappau-do, ¡corn la isiua DKW 500, ,aiia G-uzzi 500 di Wadnai, uno spazio d’asfal-to che, tradotto in mmuti, dice di una perizia e di un rendimento ecceeionaii, portando la sua DKW 500 ad un vantag-gio di 3’ e 16”. Queda media e questo distacoo sui secondo arrivato della categoría 500 eme., suoinano di impresa for-midabiiie) dando il tono di .un alto prestigio técnico alia maniíesta-zione. A fianco del trionfatore e degli altri degni di lui, in quanto impe-gmati ad armi impari, perché piio-tanti miotociciette di minore cilíndrala, il triestino .SALES su PUK, vincitore chiarissimo delta categoría 125 eme. ed il Lubianese STAKZ Vladimir su Korex 350 impostosi suL’alitrio triestino CXOK Radenko. Ma prima di passare arla crona-ca, a ¡.traverso Tinetsorabiie responso del .cronometro, delle altee gare, ci é graditio constatare che quelle di oggi sono state delle gare che hanno entusiasmato ed nppassiona-to la folla, poiche hanno ri-velato realmente — poiche ben poca importanza hanno i mezzi meiccanici — l’audacia, l’abilitá e l¡o stile dei singoli centauri. E poi la giornaíta |é stata idea e. Le condi-zioni atmosferiche sono state favo-revoii alia prova, e tutto é nusci-to perfetto in ogni mínimo detta-glio. La manifestazione - ¡odierna, porlata alia prova pratica dama Técnica Popolare, non ha ¡fatto rimpiangere aitre piü rinomate e famose competizioni motocic.isti-cne ma bensi na iatto compren-aere che lo s'port popolare, lo sport, va avviandasi verso un ra-aiooo awenirie anche nel campo teenico-moíoristico. La soddisfazio-ne dei.la foua era paiese. — fnnátti una partico are icaratterisitica deaia maniiestazione é stata appunto ia presenza dei centauri t ujso-aiabar-Uail on.j_.jjC», UlOiC, K..o . .1 il.N e AftlUMl ene na comribuito ad ej.evme i’entusiasmo dena compe-tjz.one. (jtjI ailori raccolti dal triestino SALES nena oat. 125 eme., jl piaz-zam-¡iito ai posti a'onore degn aatri motocicnsti de. nostro Territorio, hanno reso la foua delirante e sod-aiaiaUa. Ma un aspe.tto invidiabiie dello »stato ¿ti case /di domemea pomerig-gio a questo i. Convegno deiia Técnica F'opo.are, va ncercato anche tra ia Tor.a: quanta passione, quanto entusiasmo tra gui sportivi capo-distriani e di ogni aitra cittadina istxiana giunti sino a Semedeila con ogni mezzo! Tutee le aitre ma-nu.esiaziom spumve passano in son oíame quando sono di mezzo i motori su due ruóte, quando sui a rioai-la degli avvenimenti compaio-no coloro ene, giocanao di audacia e di stme, sanano strappare i’ammi-razione e l’entusia'smo, sanno far iremere di |terr»or.e e di gioia e so-no capaci di procurare s-pettacoii indknienticaibili. Basta un. rombo, un motare che superi un dato numero di gíri, un coüaudatore in sella-ad una inae-china, per far súbito sorgere cor-renti e disoussioni, per riunire un . ignuppetto di meccamci e di appas-sionati. E questo é stato ¿1 film dalia colorína sonora impazzlta, gíralo in questi giorai a Capodistria e proiettato inri a Semedella. At-tori: i centuari delia Federazione Motociclistica Slovena, i centuari dei XLT. Registe: i membri dena Técnica Popolare, comparsa: tuitta Timmenisa folla del nostro Circon-dario. Ed una prova che lo sport mo-.tociaüsticd ha fatto Tappiaruziane in Caipodistria da trionfatore, (e questo per la prima vo.ta ¡nietla storia dello sport caipadiisteiano) é dara dall'interess'e con cui gli sportivi ■attendeyano queste gare, e daü’in-teresse con cui a Capiodiistria, ov-yero in tutta la Zona B. del TLT si segue, passo per passo, ia rma-soita »e la ripresa del motociclismo Jj'Ugaslawio tanto colpito dalia guerra. Questa rinascita é cara piü di ogni a-tra manifestazione sportiva, a¡l cuore di un onesto sportivo. Sintesi delle varíe gare L’alianfe che fungamente ha vol-teggiata nel cielo di Capodistria La giornaíta motoristica sj é ini-ziata con 1« 125 che aiüe ore 15,32 si alimearono per la par.tenza con alio start i centauri: 1 KUNEL Josip da Bled su Puk 125, uno dei piü giovani motociciisti da Lubia-na; nr. 2 MRAK PETER su DKW, invalido ama gamba destra che, no-nastante ció, conquistó il primato neile gare nazionalj delia RPFJ; nr. 3 CEK Alois da Kamnik su DKW 175 Con compressore, nr. 4 SALES Adriano da Trieste su Puk. Al «viai» é SALES che baiza auda-cemente al comando per rimanervi uidisturbato malgraüo Tirruente audacia del lubianese Mrak. Il bolide roisiso triestino giungera primo al traguardo impiegando il tempo di 34’38” a compiere i 45 Km. del percorso alia media oraría di km. 78. Mrak si piaizzavtai secondo a 5’ e 3”. Neha clause 250 numerosi i motociciisti alio start: nr. 11 SOiSS Nicoda da Lubiana su DKW 250, , nr. 13 RUS Albert da Lubiana su DKW 250, nr. 14 BI-S1AK Miro da Postumia su Guzzi 250, nr. .15 CATALINIC Ivo su Tri-tmiiph 250, membro del Gruppo Slo-veno lácente pairte ai Caimpionati Naizionali, nr. 16 GORJUP Mirko da Lubiana su PUK 250, membro permanente del Gruppo Sloveno e piü volte campione della Slovenia nelda Categoría 250, nr. 17 VRSCAJ Stane da Lubiana su PUK 250, nr. 18 DOLENZ Franz día Pfastumia su PUK 200, il piü giovane dei coin-cosrrenti. Súbito dopo la partenza il campione lubianese GORIUP, vecchia volpe per audacia e temerariecá, schizza al comando del carosello tall onato da VRSCAJ. GORJUP non sará piü ragigiunto, aumentando inveoe gradatamente jl suo van-tagigi'o isul s»uo immediato insegui-tore, mentre B1ZIAK Miro, partito in ritardo, é impegnato in un duro inseguimento per ricuperare posi-zioni su posizioni, riuscendo a superare SOSS e RUS, P’iazzandosi in terza posizione che manterrá dno» al »traguardo. Come detto, GORJUP 46” ala media di km. 76. CIOK Radenko giumge'va a solí 26” dal vincitore. Una cordiale steatta di mano íegittimava la vittoria di Starc. »Sono ora di scena i sidecars per una gara che dal lato spe.ttacolare offrira delle belle emozioni al pub-blico per il duello fra KURNIK ed q Triestino ASTOLFI che nelle prove dj sabato aveva segnato i'l miglior tempo. Il via è dato alle 15,32 e per circa metà gara i due antagoniste rimangono vieinissimi. Allé loro spalie SEUZ insegue au-dacemente. La vittoria arriderà, contro ogni previsicaie aj lubianese KURNIK che segnerà il tempo di 36’31” alia media di Km. 74 pilotando una BMvV. ASTOLFI giun-geva a 37" e, malgrado tutto, ap-plaudito, Il triestino realizzava. una media di km. 72 contro i 78 realiz-zaïti sabato. Questione di nervi! Fina.mente il turno delle 500 cmc. di ciiindrata. Alio start: nr. 42 PONIKVAR Le»o»ne campione per l’anno 1949 delle conse in montagina e più volte vincitore di gare neila RPFJ su DKW 500: non si perderá d’animo, ma riusei-rà a ricuperare in parte il tempo perduto. — Del quariteitto di punta il Lubianese è al comando. Dopo Siccio.e è VADNAL che passa in testa. Il quartetto è ancora tutto raicoaito nalle spire di una lotea gomito a gamito che sarà fatale a LAMFE coistretto a iasciare via libéra al centauro alato de.ia DKW : PONIKVAR. A Portar ose anche Vaunal cederá e lascerà anche lui la strada alT audace PONIKVAR che spinge la sua magnifica mac-china ad odre i 100 orari. Sino al traguardo la sua corsa sarà para-gonabile ad un disco volante (per restare in un tema di attualità) che farà oittenere il migliar tempo délia giornata ed il record dei circuito. Infatti i suoi 30’ e 22” non saranno eguagiiati da nessuno. Pro-clamato vincitore assoluto alla spet-tacolosa media di km. 89 orari, l’asso Jug'Oslavo è attorniato dai oannazionaji exultante. A 3’ e 12” arrivera VADNAL Albin con una media di 81 km. Onorevoie la pre-stazione del capodistria no HROVA-T1N, mai domo, che malgrado tutee : -JS. Una paríenza Nr. 43 CERNE Jure da Lubiana su BMQ 500, nr. 44: LAMPE Slavko da Lubiania »su Rud'ge 500, nr. 45: HITTI Luka da Lubiana su DKW 500, nr. 46: STEFFE’ Matteo aa Lubiana, nr. 47: uK LORENZO Edo su NORTON 500 da Lubiana, nr. 48: VADNAL Albín su Luzzi 500 da Lubiana, nr. 49 HROVATIN da Capodisitria. I partemti sono 9. La lotta si restringe súbito ad un quartetto: PONIKVAR, LAMPE, VADNAL e STEFFE’. 11 capodistriamo HROVATIN rimane súbito indietro e si attarderá poi a Monte di Capodi-striia pier no»ie al mo.t»ore, perdendo minuti preziosi. Nuovamente alteo arresto del Capodistria no per noie ai cambio. Tuttavia il temerario le «pególe» anriverá col tempo di 43’ e 22” alia media di 62,500 orari. Neli'uitima categoría partente dalio start, le motocarrozzete (side-cans) olitee i 600 di cilindnata vedra la vittoria della famosa ooppia jugasiava DOBRILOV1C - FAKIS (¡nr. 61/ su BMW 750 che oonfer-meranmo il loro titolo di campíoru. nazionati. II tempo impiegato ri-sulterá di 33’ e 3” alia media di km. 81. Gli altri »partenti erano: (secondo arrivato) nr. 66 PEGAN Gigi - NOVAK Dušan da Lubiana su BMW 751), (terzo arrivato) nr. 63 RIB1C-RAIZ su ARIEL 750, nr. 65 ŽAGAR Sane-ERDLIC su BMW 750, nr. 62: CORTNIK Franc - JAMSE Narce su BMW 750. vinceva la prova in beuezza, realiz-zando la media di Km. 80 impiegando 33' e 50”. VRSCAJ era secondo a 4, e 24”. Terizo il BIZÍAK a 50” da Vršžaj. I box tomano ad esmere dominate dal ronzio dei motori per Ja par-teiniza deba categoría 350: nr. 21. MRAK Vinko da Lubiana su NORTON 350, noto in campo interna-ziole perché specialista del Dirt-Track ,e noto pure ai pubbiioo trie-stino per aver paritecipato piü vol-aile gare sulla pista deiiTppiodro-rno di Montebello. Piü volte campione NazionaJe. A Trieste nel 1946, nella cat. 500, Conquistó il 1. posto neila corta «handicap» e registró il tempo migiiore deha giornata. Tale primato lo ha regt-strato due volte nel 1947. Nr. 22 RAIKMAN Ivan da Bled su BMW 350, nr. 23 STARZ Vlado da Lubiana su KOREX 350; piü volte partecipante ai campíonaíi mo.tac’iclistici di montagna e su strada. Favorito neila prova odier-na. Nr. 24 DETERCIC Janko su NORTON ■ 350, nato motociclista della Slovenia e rappresentante della ste»ssa ai campionati nazionaü dove si piazzó ai primi poste. Nr. 26 JAKŠA Raiko da Lubiana su METCKLES 350 che partecipó piü volte ai campicHiati nazionaú della RPFJ. Nr. 27 S1UNEZ Corr-ado da Maribor isu .BURMANN 350, nr. 28 BREZNIK Rudi daMaribor su PUK 350, nr. 29 BULZ Stane da Bled su DKW 350, nr. 25 CIOK Radenko da SCOFFIE su KOREX 350, nr. 30 ZUPANC Ruidj da Maribor su PUK 350, nr. 31 MAZERA Ludvik da Lubiana su DKW 350. Pártomo contemporáneamente tee bolidi a pazza corsa che pon ac-cenna a diminuiré sino alia prima curva della ex stazione. Solo a questo punto il temerario Cioik, curvando audacemente, si porta al comando del trio indiaivolatio. Ma alia distamza dovrá onorevolmente cedere, lasciando vía libera al een-tuaro lubianese »STARC, abilissimo perché specialista in simili gare. Lo STARC manterrá il comando sino al’airivo, impiegando 34’ e AUSTRIA -ITALIA 1-0 ITALIA: Sentimenti IV, Bertu-celli, Giovannini, Mari, Parola, (Tognon), Piccinini, Muccinelli, Bomperti,, jAmadei, Annovazzi e Carapeilese. AUSTRIA: Zehman, Rockl, Happel, Hanappi, Ocwirk, Zwalzl Melchior, Decxer, Dienst, Habitzi, Aurednik. ARBITRO: Pearce (Inghilter-ra) Segnaiinee: Beranek e Steiner (Austria). Marcatori: Melchior al 7.0 delia ripresa. VIENNA 2 — Ancora una volta fatale il Prater di Vienna ai ealciatori italiani; ma non per in-continenza, ne per ostiiità del pubbUco, bensi per colpa loro e per un po’ di slortuna che hanno avuto. Soprattutto per colpa loro. Perche hanno sbagliato partita. Il panzer-team di cul avevano dato chiara notizia non contava sui campioni di class’e inarriva-bili, non sui virtuosi del tocco e della manovra; semplicemente ha badato a 1 sodo; ha lasciato i fiori della técnica Viennese tra i mol-.ti ricordi che aimano TAustria a tirare innanzi con spirito meno uggioso; ha badato soprattutto la squadra di Nausch, a difender-si, ed a giocare con la técnica migiiore, con lunghi rilanci, con folate improvvise verso la rete avversaria, s'enza indugiare nel giochetto prezioso e sterile di un tempo, bensi come la técnica moderna consiglia. Gli azzurri italiani, al contrario, pur superiori negli scatti, nel tempo e neila disposizione difen-siva, sono mancati neila manovra. Neila deboiezza manovnera dei lateraii, sta la spiega ione della sconfitta italiana. 11 solo Boni-perti si salvó preciso, volitivo, intelligente. Ma non bastava cer-to un giocatore solo! E qui non si é capito, essendo ormai chixro che l’austriaco Ocwirk non era indispensabile alia manovrá, perché Novo e compagni non abbia-no arretrato Annovazzi, che des'se prolqnditá al gioco con i suoi tiri lunghi e potente. Gli austriaci ad applicare il sistema, gli italiani, i migliori si-stemisti continentali, a giocherel-iare impotente prima di avyia-re un'incursione verso Zehman! — Partita s’bagliata abbiamo detto. Per questo noi pensiamo che un pareggio sarebbe stato l’esiío più equo. Ma si puó parlare di pareggio al Prater di Vienno quando si sbaglia la partita? RAPP. JUGOSLAV A - LAZIO 8-1 (5-1) TRAYOLTI I dalla classe ROMANI Jugoslava RAPP. JUGOSLAVA: Beara, Stankovič, Ciolich, Cjaikowski I, Jovannovic, Radonikovic, Agi-njanovic, Mititic, Wolf, Bobek, Cjaikowski II. LAZIO: Di Fazio, Piacentini, Montaflari, Alzani, Spurio, Sentimenti III, Galetti, Magrini, Arce, Penzo, Gualtieri, Arbitro: Matancic di Belgrado. BELGRADO, 2 Le Otto reti márcate dalia nazionale Jugoslava sono le conclusioni e gli inse-gnamenti di un incontro istrutti-vo. Abbiamo detto istruttivo non per ques'to pero si čreda che es-so sia stato interessante. Avrebbe potuto esserlo qualora le due squadre si fossero equivalse, qua-iora la mezz’ala, almeno di tanto in tanto, osse stata capace di impegnare il proprio avvers'ario. E’ accaduto invece il contrario. I romani non sono mai riusciti ad impegnare nemmeno saltuaria-mente, neanche con azioni di contropiede, gli jugoslavi, e l’im-pressione é stata penosa. Una squadra con 5 riserve di fronte ad una Nazionale, che ci poteva fa-re? Che si poteva attendere? Ot-to reti sono moite lo conveniamo, ma quando una squadra possiede dei nomi come Mitic, Cjakowski I, Bobek ed altri ancora, i’av versarlo e battuto in partenza. Lunedi la comitiva italiana é partita alia voita di Zagabria, dove sos'terrá un’altro incontro, con la lócale Dinamo, militante nel massimo Campionato Jugo-slavo. Direttore responsatoile Clemente Sa »bati Stampato pireaso lo stabil. tipograf, «JADRAN» Caipodistria Pubiblicaztone autorizzata