ANNO XV. Capodistria, 1 Febbrajo 1881. N. 3 LA PROVINCIA ,r\ A jl. • ,, • . ' . . f > - li DELL' ISTRIA Esce il 1° ed il 16 d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno fior. 3 ; semestre e quadrimestre in proporzione. — Gli abbonamenti si ricevono presso la Redazione. ANNALI ISTRIANI del Secolo decimoterzo. 1204. — Enrico III degli Andechs di Merano figlio, di Bertoldo II. viene al possesso del marchesato d'Istria, del quale viene privato dopo quattro anni. „Not. Stor. di Fola." Pag. 224. - e Jstria." Anno I, pag. 30. 1204. — La Repubblica obbliga con la forza la città di Parenzo, che era ricalcitrante, a giurarle fedeltà e corrisponderle il solito annuo tributo. Kandler : indicazioni"... Pag. 25. 1204. — Volchero, patriarca di Aquileia, minaccia Venezia con le armi e l'Istria con la scomunica, ove quella non si ricredesse dall' esigere il tributo dagl'Istriani e questi non si decidessero di pagarlo a lui. Mangano: „Annali del Friuli" Tom. I. Pag. 209. 1204. — Trieste, febbraio. Il vescovo Gebardo con- ferma al capitolo della cattedrale le donazioni fattegli dal suo predecessore negli anni 1152 e 1173. „Cod. Dipi. Istr.," e Kandler: .Indicazioni..." Pag. 25. 1205. — Aquileia. Il patriarca benedice molte armi portategli da Engelberto conte di Gorizia, questi le distribuisce a' suoi fedeli : assistono alla benedizione i vescovi di Trieste e di Parenzo. Kandler: .Indicazioni..." Pag. 25. 1205. — Parenzo, 21 maggio. Il Comune giura gli antichi patti (1149) a Venezia, la solita regalia dei 20 capretti e delle 15 libbre di olio alla chiesa di. S. Marco; l'antico patto era stato conchiuso col doge Domenico Mo-rosini ; al giuramento figurano i consoli locali Cato, Omodeo, Bonaventura e Rozio. „Cod. Dipi. Istr.," - e Minotto: „Acta et Dipi." To. I, pag. 12. 1205. — Ferrara, 3 ottobre. Ugone, vescovo di Ferrara, e Domenico vescovo di Chioggia, delegati da papa Innocenzo III, risolvono la questione tra Adalgero vescovo di Capodistria ed il clero e popolo di Pirano, insistendo il primo di Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. voler la decima dell'olio di Pirano, i secondi la quarta della fabbrica sulla decima di altri generi. A proteggere i diritti del comune contro le pretese del vescovo, Pirano manda a Ferrara il suo procuratore chiamato Giusto. I vescovi licenziano Adalgero dal diritto della decima siili' olio. „Cod. Dipi. Istr.," - e Kandler: „Indic." Pag. 25. 1205. — Aquileia, 20 dicembre. Il patriarca Volchero conferma alla chiesa ed al clero di Trieste i beni che godono. Il Cod. Dipi. Istr. dice erratamente nel 1206. „Arch. Capit. Triestino." Pergamena. 12(H>. — Muore il già marchese d'Istria Bertoldo II della casa degli Andechs. „Not. Stor. di Pola." Pag. 224. 1206. — Gennaio 10. Innocenzo III dà facoltà di unire la diocesi di Cittanuova a quella di Capodistria per le scarse rendite del vescovato emoniense non eccedenti a sette marche, essendo anche in allora priva del suo pastore che, siccomo reo di simonia, trovavasi in esilio. „Cod. Dipi. Istr." 1206t — Aquileia, 21 dicembre. Il patriarca Volchero giura di voler rispettare e di far rispettare entro i confini del suo patriarcato i Veneziani e le loro sostanze. Minotto: .Acta et Dipi." To. I. pag. 12. 1207. — Insorgono delle difficoltà tra Istriani e Veneti: questi pretendendo al dominio dell' Istria, obbligano parte degli abitanti ad invocare l'assistenza del patriarca di Aquileia, manda loro soldati comandati da Engelberto conte di Gorizia. Le città istriane si dividono fra loro, per cui nasce guerra interna; Pirano e Capodistria muovono contro Rovigno. Volchero, osservato che la maggior parte degli Istriani non si ricredevano dai sentimenti di simpatia per Venezia, richiama il Conte e delibera di maneggiare civilmente la cosa. .Istria" Giorn. An. II, pag. 192; - e Kandler: „Indicaz." Pag. 25. 18 Memento ai possidenti « Stabilita che sia dal Consiglio dell'Impero la cifra della imposta fondiaria da contribuirsi dalle singole Provincie, ciò che si ha motivo a ritenere che possa effettuarsi nel prossimo mese di Ifeb-brajo, seguirà poco appresso l'intimazione dei fogli di possesso ai rispettivi contribuenti, e si avvierà la procedura pei ricorsi eventuali contro la operata classificazione de' fondi soggetti alla imposta. Credo opportuno di avvisare a ciò, onde non si lasci decorrere infruttuosamente il tempo, ma vi si apparecchi, e si pratichino dai singoli quei rilievi che mettano in grado chi se ne riconoscesse aggravato, di fare opportunamente i suoi richiami avanti che sia spirato il termine legale. Passato questo, non c' è altro rimedio, e la rendita rilevata a carico del contribuente resta inalterata per lunga serie di anni. Non è mio intendimento di indurre con questi cenni a presentare in tutti i casi dei ricorsi, se anche infondati. Tutt'altro. A mio avviso il possidente istriano, pello stragrande spezzamento di fondi, in generale possidente di meschina sostanza, deve evitare ogni inutile spreco di denaro, che può assai meglio essere impiegato in ammelioramenti rurali. Ma al contrario poi non deve evitare nè l'impiego di un poco di tempo, per riconoscere se fu chiamato a partecipare in giusta misura ai pubblici tributi, nè al caso un qualche tenue dispendio per tentare almeno di venire sollevato da un peso maggiore, non proporzionato a quello portato dagli altri, ed ingiusto. Ebbi occasione altre volte di far pubblicare qualche cenno intorno alla regolazione in corso dell'imposta fondiaria. Recentemente nella «Provincia", fu portata a conoscenza di tutti la tariffa definitiva per l'Istria, nonché l'estensione delle superficie soggette all'imposta fondiaria, e la rendita che ne risultava. La relativa tabella riportava questi dati per distretti di classificazione, coincidenti colla nostra distrettuazione politica, che il dettaglio per singoli possidenti, o per singoli comuni può essere fatto, come dissi, soltanto dopo la fissazione dell'imposta. f;.- .o