JU^iimhaáiüa ORGANO DELL' UNION! ANTIFASCISTA ITALO - SLAVA PER IL CIRCONDARIO DELL' ISTRIA Le elezioni dell* UA iS oostitui-scone asna nuova vittoria dede masse popolari sulla vía deli'edi-floazione socialista e ponto di partenza per^nuovi e pin luminosl successi n Direzione - Redazione - Ammin. R. .Casteileone 2 - Capodistria tel. 170 mm m. No. 16? Capodistria, Mercoledi, 6 dicembre 1950 I 3 Din. - 15 LIRE Abbonamenti: Zona B e Jugoslavia anno Din 180, sem. Din 90, trim. Din 50 — Zona B: anno L. 1400, sem. L. 740, trim. L. 380 COMPATTI ALLE RER IL RÖTERE ELEZIONI deirUAiS ED IL SOCIALISMO Il IO Dicembre será une ressegue stelle forxe e sielte swStettte stet pópete levoretore stet uosiro Gireonsterio Perché e per chi ' votiam Domenica prossima i membri del-I'UAIS si reeheranno aile urne per scmpiere un’atto che sanzionerà un avvenimento, che lunghi dall’essere una semplice formalité organizzativa interna della nostra organizzazione política, investe per la sua importanza l’essenza di tutta la vita sociale del nostro popolo, in lotta per la costru-zione del socialismo. Con le elezioni l’UAIS pone dinan-zi at propri membri il problema di un esame accurato e di un’analisi critica dei successi ottenuti finora e delle deficenze riscontrate, le pro-spettive dei lavor0 futuro alla luce délia più larga partecipazione delle masse lavoratrici all’esecuzione dei compiti che ci aspettano. Lo sviluppo dell’edificazione socialista del nostro circondario pone di-nanzi a tutto li nostro popolo lavora-tore e all’UAIS, — corne il più largo fronte delle masse popolari, — sempre nuovi e più difficili compiti che compenetrarlo !.. vita di ogni singólo membro della nostra società. Questo fa parte dello sviluppo lógico e naturale, che è il risultato della lotta, instancabile e conseguen-te, condotta da tutt0 il nostro popolo fino ad oggi e che ha portato allô scardinamento delle posizioni che la reazione ed il cominformismo ancora avevano fra noi, al conseguente raf-lorzamento del Potere popolare e dell’economia. L’UAIS, quale espressione veritiera delle aspirazioni della nostra popo-la7ione e quale organizzazione che inquadra le iarghe masse popolari nella lotta, ha svolto e svolge il suo ruolo rivoluzionario di convoglia-mento delle forze creatrici del nostr0 popplo. Appunto perciô, dando il suo voto, ogni membro dell’UAIS, ogni nostro lavoratore dé'-e essere ben cosciente cteü’atto che compie. Con esso egli riconfermerà la sua fiducia nell’organizzazlone, nel Po-tere popolare, di cui essa ne è la depositaría, nelle sue forze e nei süo ptogramma. Dando il pioprio voto i nostri lavo-ratori tutti dimostreranno la volontà di voler partecipare alla vita dell’or-ganizzazione e, tramite essa, all’eser-cizio del Potere. Ognuno deve rendersi conto che il sue atto non è una azione meccanica c.’ie sanziona dati di fatto già pre-stabiliti, ma costituisce un’afferma-zione della sua individualité quale membro cosciente della comunità nostra, elemento attivo cui stanno a cuore gli inieressi comuni. Con tale att0 i nostri lavoratori i ¡affermerait no il proprio diritto e si assumerai. io il dovere di curare il proprio intéresse, corne singoli e uuale collettività, realizzando uno dei principi basilari della democra-zia popolare. La lotta per h raggiungiment0 delle mete prefisse sarà ancora dura e difficile. La reazione ed il cominformismo battuti, ma non ancora estirpati, cer-tamente non si daranno pace e con-tinueranno con la loro opera rivolta aila demoli'ior.e di quanto i nostri lavoratori hanno fatto e ïanno. La trasformazione socialista della nostra vita sociale é un compito arduo ed irto di mille difficoltà, per supe-1 are le quali nécessita impegnare tutte le migliori, forze. Perciô sarà compito di chi vota saper dare la propria fiducia a chi se la mérita, ?i migliori compagni lave ratori che hanno dimostrato con il proprio lavoro di meritarsela. Ad es-si l’eletto^e affîderà l’incarico di dirigere e di rappresentare la grande massa dei lavoratori; E’ chiaro quindi perche la reazione ed il cominformismo si scaglino con tanto accanimento contro le nostre Ormai siamo alia vigilia delle ele-zioni dell’UAIS. Domenica prossima si svolgeré una nuova grande rasse-gna delle fopze creatrici insite nel nostro popolo e protese bello sforzoi dell’edificaziote socialista. Che le elezioni dell’UAIS del 10 dicembre rappresentino veramente una manifestazione di salda unité ed una espjessione di vitalité indómita ce lo confermano le adesioni all’organizza-zione, che, specialmente negli ultimi temipi, hanno assunto un carattere di largheizza tale da costituire un vero e proprio plebiscito di »Opalo. La reazione ed il cominformismo stanno subendo una sconfitta decisiva. I loro agenti sono ormai isolati, nonostante gli sforzi fatti, il dispendio di denaro ed altri mezzi di cor-ruzione e d’intimazione, cui soino ri-coirsi nel tentativo di ingannare i nostri lavoratori e piegare i più deboli ai loro intrighi, sono' risultati ancora una volta inútil i e controproducenti. Infatti nel distretto di Buie su 13 mila aventii diritta di voto ben 12.400 hanno aderito ail’UAIS e con ció il hilando non è ancora concluso. Nel distretto - di Capodistiria, al 1. dicembre gli iscritti ammontavano a 14.885, dei quali la sola cittá di Isola Le organizzazioni sindacali del distretto di Buie stanno per portare a conclusione la gara di emulazione in or,ore alie elezioni dell’UAIS. '¡ lavoratori dei Buiese, di tutte le i.ategorie, hanno dato tutto il loro entusiástico apporto per la piena riu-scita dell’emuiazione, superando ogni difficolté. I risultati, finora ottenuti, testi-moniano che il successo sará vera- Mercoledi 29 u.s. in occasione della Giornata della Repubblica, si è inaugúralo a Buie il Ginnasio croate, il nuovo edificio che cosí orgo-gliosamente si erge sulla collina prosaícente la cittadina e che sta a testimoniare la paritá di diritti dei nostri popoli. E’ questa la prima scuola media croata in cui i nostri più giovani íratelli avranno la* possibilité di i-struirsi, educarsi e diventare i nuovi inteliettuali popolari a noi tanto na-cessari. Questo edificio è state, specialmente in questi ultimi giorni, un obiettivo di lavoro volontario per i croati e per gli italiani di Buie e dei dintorni più prossimi. Degni del più grande elogio sono gli ottimi mura-toii e tecnici del collettiv0 di lavoro addetti alia costruzione dell’edificio e cioé i compagni: Scaramella Liberó, Perič Ivan, Orlando Giuseppe, Eacar Paolo, Visintin Pietro, Coslo-vič Olivio, Novacco Giovanni, Braico Giuseppe, Burolo Italo, Urbac Giovanni, Trento Luigi, Maier Pietro, Morgan Antonio, Pistan Giovanni, tcaramella Pietro, Mikolaučič Anteóte, Marušič Antonio, Bonetti Maria ed altri che hanno. dato tutt0 se stessi affinchè l’edificio riuscisse quanto più bello. Mercoledi mattina, sebbene il tempo fosse piovoso, grandi masse popolari sono confítete da tutte le localité del distretto sulla piazza principale di Buie e sul grande spiazzo davanti al nuovo edificio per festeggiare ouest’altra grande vittoria, in occasi-ont dell’anniversario della «Giornata della Repubblica», testa rivoluzi-onaria di tutti i nostri popoli. Alie ore 13 hanno avuto inizio i discorsi del compagno Carie, fiduciario dell'istfuzioni del CP distrettuale, Ormai, possiamo ben dirlo, chi non appartiene ancora all’UAIS é una mi-noranza esigua, ristretta soltanto al rango dei nemici dichiarati del ,popolo e ad un esiguo numero dei loro seguaci, poehi dei quali sono, da rite-nersi piii irr b.uona fede. Le file dell’UAIS si sono adargare e si, stanno ancora allargando in pro-porzioni cosí ampie da costituire un vero e proprio fronte eomprenidente veramente tutte le forze isane del popolo lavoratore. ne ha dati 2.000. Da notarsi, che questi dati sono ormai superati per cui é da prevedersi che la cifra, comples-siva saliré ancora notevolmente in questi ultimi giorni. Significativo é poi il fatto che ad oltre 1000 ,ammon-tano i nuovi membri iscritti del distretto di Capodistria nel corso di que-sta gara di emulazione. Tutte queste cifre ci dicono chiara-mente che l’UAIS rappresenta in re-altá il nostro popolo, che essa é vítale e forte piü che mai, che realmente essa ¡realizza l’unita dei nostri popoli sulla, base del,la fratellamza italo-slava e che costituisce la piü larga e piü salda base del Potere popolare. mente grande. Gi4 al primo del me-se corrente, infatti, molte filiali sindacali aveno portato a termine prima del tempo Slabimo, o addiritura, su-perato gli impegni preši. La «Vinoplod» ha gi& raggiunto il 100 % del piano d’emulazione, men-tre fra i lavoratori della filiale stes-sa si sono distinti in particolare Javornik Giuseppe e Glad Giuseppe. La filiale degli stradini non ha vo- Babič Ivi, ministro deU’istruzione del Gov. pop. della Croazia, del comp. Sestan Josip, vice presidente del Sabor della RP Croata, del comp. Beltram Julij, presidente del CP Circ. deil’Istria, e del. comp Gorian Antonio, presidente del CP distr. di Buie. Il ministro dell’istruzione della RP Croata, comp. Babič, dopo aver ri-cordato l’oppressione nazionale croata di questa zona nel periodo della monarchia Austro-ungarica e dell’I-valia fascista, é passato a parlare della lotta popolare di liberazione di tutti i nostri popoli. «Voi avete giu- amente compreso — egli ha detto — che la nostra lotta comune per la¡ conquista del potere, non avrebbe potuto avere pieno successo, se non tosse stata lotta di tutti i lavoratori senza riguardo alia nazionalité, ed l-.’to essore a meno ed annovera al suo attivo 1154 ore di lavoro volontario, su 1200 previste degli impegni; ció significa che entro il 10 c.m., data ai conclusioni d’emulazione, il piano di lavoro sarà largamente supera-, to. In questo collettivo si sono distinti per il loro slancio ed il loro attac-camento, i comp. Rozza Giovanni, Pe-ric Luigi, stokovac Massimo e Valenti Giuseppe. Di quale entusiasmo e spirito anulativo siano dotati i lavoratori della «Stradini» lo dimostra il fatto che anche il p^iano annuale, per il quale erano in previsione 4000 ore di lavoro volontario, é State largamente supérate, raggiungendo già le ore vo-lor.tarie l’invidiabile cifra di 7.600. Un altro luminoso esempio ci è dato dalla filiale della «Vodogradnje» m Valle del Quieto, che ha già supe-rato il piano di emulazione ben del 130 o/0 con 1430 ore di lavoro all’atti-vo, su 500 impegnátive. E cosí di seguito, in tutte le filia-li si riscontran0 grandi successi. Alte filiale della falegnameria di Buie e già jtato raggiunto il 100% del piano, a quella del Giudizio distrettua-ie il 90 %, a quella degli Affari In-ierni il 91,6 o'c, alia «Graditelj» 1’8:2,5 %, alia fornace del Quieto il 77 % a quella déla posta il 93 % ecc. ecc. Tutti questi risultati confermano che i nostri lavoratori, membri dei sin-dacati Unici, — organizzazione clas-sista e rivoluzionaria, — sono alla¡ testa della grande armata dei lavoro, TUAIS, nell’edificazione socialista. SLANCIO IRRESISTIBLE] La prepairazione alie elezioni del-1’UAIS‘ed i risultati ottenuti nella gara d’emulazione in tutti i rauti di attivitá, testimoniano il grande slancio lavorativo, la grande volontà di dare il meglio delle proprie forze alia loíta comune dell’edificazione socialista, di tutti i nostri lavoratori. infatti nel vostri CPL sono entrati combattenti e croati ed italiani. Per-ció anche oggi vi é possibile edificare con le vostre forze questa vostra patria piü piccola, per migliorare so-stenzialmente le condizioni della vo-s(ra vita. Voi pero non avete trascurato di dedicare súbito anche la debita cura all’istruzione ed alfeduca-zione dei vostri figli, poiché siete cor.sapevoli che potrete conseguiré il Successo pieno soltanto se avrete suf-ficiente numero di uomini altamente istruiti e dediti all’ordinamento so-ciale socialista, strettamente legati al suolo paterno e che tutto daránno per il suo progresso.» II comp. Babifi ha poi accennato alio sviluppo dell’istruzione croata ed italiana sotto la guida del Potere popolare, dopo la liberazione. Ed infine si é rivolto nel suo discorso diret-tainente ai piü piccoli,, ai pionieri, esortandoli di educarsi e studiare in, modo da diventare degni costruttori della propria patria. Difficile é ancora prevedere a quanto ammonteranno le ore di lavoro volontario fatte, ma é certo che forse mai, si é ottenuto in proporzione tanto, quanto giá i primi risultati attu-almemte ce lo dimostrano. Nella sola settimana scorsa nel distretto di Buie ben 1246 membri del-l’UAIS hanno dato 4883 ore -di lavoro volontario sui vari obiettivi del piano económico. E questo é un irisultato parziale, limitato a sole 8 localité, dato che ,le relazioni sul lavoro non sono ancora giunte al Comítato diis-trettuale dell’UAIS dalle altre loca-lité. Nel distretto di Capodistria, in pro-poirzione, il lavoro eseguito non sará certamente inferiore. LE VITTIMEiDEGLI 1NTRIGHI Sono tornati Ingannati, corne gli altri giovani, dalla politica nefanda dei nemici dei popolo lavoratore e dai suoi emissa-ri, fuggiron0 a Trieste tre giovani di Cittanova. Il primo Pavatic Cesare per futili motivi, a seguito di una rissa, il secondo, Padovari Antonio, vittima di uno sviscerato . . . amore per una donzella che serviva a Trieste presso un grosso pescecane, il quale certamente avrebbe procu.’u-ro. cosi pensava lui, lavoro ad f r, ■ trambi da un suo amico padrone di una barca da pesca, e sfruttatore corne lui, fuggito, a suo tempo, da Po-la per certi conticini da regolare con il Potere Popolare. Il messere, rice-vendoli, disse loro: «Cari, venite io vi sistemerô per bene. Qui starete meglio che nel paese dei titini, il la-\oro non è difficile.» Cosi li siste-nol Se la oesca era buona, si mari-giava una volta al giorno, se no, il pranzo consisteva in un pezzo di pane asciutto. Un bel giorno anche il terzo parti alla volta di Trieste per tro.’..re la mamma degente all’ospedale. Incon-tratosi con gli altri due, decise di re-stare a Trieste e venne assunto dal «galantuomo». Cosi ebbe inizio la vite grama anche per Pavat Giuseppe. Nelle vetrine vedevano tante belle cose, ma non avevano la possibilité di acquistare nemmeno là minima parte di tutta quella merce. Anche lor0 erano pentiti della fu-ga e sentivano la nostalgia dei loro paese, corne dei reste la sentono tutti gli esuli che si trovano a Trieste. Aicune settimane fa, i primi due pen-sarano cii rimrnare nei paese aei «ti-tmi» e con loro venne anche la fi-danzata dei Padovan. Naturalmente il padrone era rimasto «addolorata» per la partenza dei suoi due «schia-vi» e promise loro il cibo anene ire volte al giorno a patto che restasse-ro. Ma essi sentivano troppo forte il bisogno di ritornare alla loro casa per gridare in faccia a tutti i fuorvi-ati dalle lusinghe, che si inganuano che a Trieste tutto quello che si ve-de non e per chi lavora, ma per chi sfrutta. Il terzo, Pavat Giuseppe, dovette restare ancora a Trieste finchè non ebbe pagato il debito al suo padrone. A; ritorno vennero ricevuti dai ge-nitori felici e contenti. Il padre dei Pavatic cosi si è espresso: «La più grande gioia di tutta la mia vita è stato il ritorno dei figlio in sen0 alla famiglia.» Oagi il Pavatic è in Valle dei Quie-to e fra puoo partiranno anche gli altri due. Al loro ritorno, il Padovan farà il pescatore, il Pavatic ed il Pavat lavorerann0 la propria terra. II Padovan non cadré più nell’er-tore di seguire la fidanzata, che at-tualmente, è tornata a Trieste a ser-vire. Oggi i giovani sanno che se una fanciulla, vuol lavorare puô condurre una deg’na esistenza nella nostra zona, lavorando onestamente senza an-dare al serv.zio degli sfruttatori dei lavoratori della zona «A». LTMPONENTE EDIFICIO D OMINA I/A PIAZZA DI BUIE I nemici del popolo sono ormai battuti / S. U. del distretto di Buie nelVemulazione I n a u g urato solennemente a Bui e il nuovo ginnasio Croate Fiicïna c8i quadri daditi--allasociatà IIIIIIIIIIlllllHIIIlHIllMlinillllMlllilllllillllllllllllllllIllIlllIllIlllllllllMIIIIIIIIIIItlIlllllllllllllllllllllllllllllllllllUIIIIIIlllllllllllIllIlIlHIlillllllIlllllllIIllIllIlnilllllllllllIllllllllllimiIltlIIIIIIIIIIIIIIIIUIIIIIlilIlIllIIMlillilllllllllllllMllllllllllllllllllllinillllllIlIllllMlllllllllllllllllllllllI^ m BASSEBHA PÛLITICfl DELLA SETTIMAMA -—---------------S^Dal2^iov^aM5^cUcerTU»u^|----- elezioni. La campagna di, stampa contro la nostra zor.u, che si é acuita appunto in questi ultimi tempi di prepara-zione alie elezioni e tutte le trame inténtate dai loro agenti nella no-st-a zona, e che vanno dalla corru-zione al terrorismo organizzato, dimostrano che essi hanno paura di una nuova sconíiiÁa pari a quella súbita nelle eleziuni amministrative del 16 anrile, ma che non riusciranno ad evitare. I nostri lr -oratori si sono prepa-rnti alie elezioni lottando per il com-nimento della gara di emulazione ed hanno ottenuto risultati, che sin d’o-ra, ci dicono chiaramente quale s‘ia la loro volonté e come i nemici del popolo siano stati battuti giá in partenza. Gli italiani, gli sloveni ed i croati, lavoratori di ogni ceto sociale, si i eeheranno nuovamente alie urne per infliggere ancora una volta ai r i-opri nemte’ una dura lezione, per ¡’nlteriore rafforzamento della í.a-t';’lanza, base essenziale per una pacifica convivín/a o sincera collaborazi-one fra popoli, per il rafforzamento dej Potere nopolare, per un nuovo impulso dcV'edUicazione socialista, per daré nuevamente la loro fiducia < al Partito Comunista, guida e maestro di lotta nell’affermazione dei principi della giustizia sociale ed umana. Le parole «estrema gravita della si-tuazione» che sono apparse su tutta la stampa internazionale nelle edi-zioni della scorsa settimana, quale secco commente dell’attuale congiun-tura mondiale, sono isufficentemente indicative del carattere estremamen-te difficile e delicato della tensione internazionale, giunta ad uno stadio seriamente préoccupante in seguito agli avvenimenti degli ultimi giorni. E’evidente per tutti che la tensione pericolosa del momento è il frutto dii tutta una serie di errçiri da parte delle Grandi Potenze e della stessa politica dei blocchi e della divisione del mondo in sfere d’influenza. Noi dobbiamo cercare di considerere il problema nei suoi giusti limiti, risa-lendo alie origini, alio acopo di trovare spiegazioni coerenti e realisti-che, circa l’atteggiamento di questo o di quel paese, fuori dallo stile delle figure retoriche. Solo in questo modo potremmo riuiscire a vedere chiaramente nella situazione gene-rale. Due errori fondamentali stanno alia base di tutto ció; la cosidetta «neutralizzazione» di Formosa, ordl-nata da Truman, ma voluta da Mac Arthur, ed il superamento del 38esi-mo, parallelo in Corea, ordinato dal-l’ONU, ma, in effetti, voluto dagli Stati Uniti. Bisognerebbe poi aggiun-gere la incomprensione politica dimo- strata dagli Stati Uniti nei confronti dei movimeinti nazionali di liberazione, che si sviluippano proprio nel set-tore piü delicato del quadrq interna-ziomale, ed il conseguente atteggia-mento mantenuto sin qui dal Gover-no Americano nei riguardi della Ciña. E’ necessario raimmentare che ripe-tutamente gli Stati Unjti, e numerosi altri paesi ad essi alleati, hanno di-chiarato di non volere il governo di Mao Tze Tung rappresentato all’ONU. L’errore fondamentale della Casa Blanca sta proprio nel noin. aver compreso la inecessité di ammettere la Nuova Cima alie Naizioni Unite, e di legare cosi il Governo di questo paese alie deillbefaizioni collettive della organizzazione internazionale. L’Unione Soviética ha trovato in questo modo 11 terreno adatto per manovrare senza rischi diretti in Entramo Oriente. L’intervento in forze della Ciña in Carea rinvia lógicamente l’arramissione di Pekino all’ONU ad altri momenti, sempre che la situazione non abbia a subiré un ulterio-,re peggioramento, e Mosca ne ha tutto l’interesse, per mantenere la sua tutela sul governo ciñese almeno fino a quando non abbia consolídate o raggiunto certe posizioni in Estremo Oriente ad essa favorevoli, nel qua-dro della sua politicé imperialista. Man mano che giungono a matura-zione i írutti amairi della politica delle Grandi Potenze, diviene piü evidente il carattere antisocialista ed egemonico della politica estera del Cremlino. Tuttoció dice che ci troviamo di fronte alia fase piü critica dello s.vi-luppo di quella politica mondiale delle Grandi Potenze, che i governi di alcuni piccoli paesi hanno sempre condannato e combattuto. Sono quelli stessi governi, tra i quali sopratutto quello Jugoslavo, che hanno fatto di tutto perché alia situazione attuale non si giungesse, e la posizione dei quali, neill’attuale momento, conferma la taro decisa volonté di salvaguardare la pace nel mondo. E’significativa in proposito la ris-posla che il MareSciallo Tito, inter-vistato telegráficamente dallTnterna-tional News Service, ha fornito in mérito , alia questione coreana; «Per quanto riguarda i recenti svi-luppi degli avvenimenti in Corea, pensó sia possibile evitare l’estensio-ne del conflitto, se le Nazioni Unite •nanterranuo il loro sangue freddo, cioé se non tralascieranno neppurc per un momento di considerare il fatto che in questo momento cruciale !a cosa piü importante per l’umantté é di evitare una nuova catástrofe bellica mondiale. Non si tratta piü di prestigio, ma del sacrificio che si é disposti a fare per la causa della pace senza che questo coinvolga il problema dell’esistenza e della indipen-deoza di alcun paese nel mondo.» In mérito alia dichiarazione di Truman relativa alia possibilité d’impiego del-l’arma atómica in Corea, Tito ha detto: «L’impiegO' della bomba atómica in Corea non salverebbe la pace nel mondo, ma, al contrario, esso provo-cherebbe conseguenze imprevedibili per la estensione del conflitto in una guerra mondiale.» Queste dichiarazioní sono tali da ccmfermare che, malgrado gli svilup-pi della situazione siano imprevedibili, é consentito ancora un certo otti-miamo, fondato solle condizioni obiet-tive della situazione .stessa. In questo momento, nella difficile situazione, dovrá sopratutto prevalere la volonté dei popoli. Renzo Franchi Quali parole potrebbero efficace-mente sostituire l’eloquenza di questi fatti? Senza neceare di demagogia, possiamo ben dire che questa é la migliore risposta, la più concreta, a tutta l’accozzaglia reaziomaria-camin-formlsta, che ormai sta perdendo anche quelle posizioni, particolarmente nelle cittadine, che essa credeva in- intaccabili. 11 10 dicembre si daré senz’altro la conferma lampante di un tanto. La grande data si avvioina rápidamente in un clima di fervore di opere e di festosité. II nostro popolo si prepara ad ottenere un’altra grande vittoria! I NOSTRI CANDIDAT! alle ELEZIONI METLIKA MARIA In gioventü pertecipó attivamente al movimento socialista, sempre quale conseguen e antifascista. Dal maggio 1945 partecipó fétti-vamente al rafforzamento del Pote-re Popolare. Stimato per la sua la-boriosité ed onesté, venne eletto nel 1948 dai suoi compagni di lavoro membro del Comitato Popolare cit-túáino di Capodistria. Tenace lavoratore, malgrado Teta avanzata, sostiene il peso di úna numerosa famiglia. E' stato eletto il .6 aprile scorso a delegato deli Assem-Mea per la citté di Capodistria. PERENTIN SERGIO METLIKA MARIA — sposata Tu-jak, nata il 5. 5. 1890 a Cittanova, ca-salinga e figlia di contadini. Nel periodo della lotta ha contribuito attivamente al mivimento dei partigiani che riforniva di viveri e di vestiario. Anche dopo la Lotta continuó con la sua attivitá nelle’ organizzazioni de-mocratiche, sopratutto nell’UDAIS di cui é membra nel Comitat0 Cittadi-no di Cittanova. E’ stata eletta puré nelle elezioni del 16 aprile scorso. LANZA í í’RANCESCO — nato ; ipodistria, figlio di ma rittimi. La- rö alie Co operative Ope :raie per ui riodo di 16 anni. Atti lamente ge see onest amente un negozio d: commestibili degli Affari Comunal!. E’ molto stimato dai lavoratori di Capodistria. Attualmente ' é vicepresidente del GFC di Capodistria e delegato all’Assemblea distrettuale. FONDA LIBERO DESTRABS MIGOLO’ Di anni 67, nato a Capodistria, i-taliano, di professione pescatore, proviene da famiglia di pescatori. FONDA LIBERO — nato a Pirario il 20. III. 1898 di professione macel-laio. Candidato nella Unité elettora-te di Pirano. Vecchio antifascista per-seguitato dal fascismo e dal nazismo. Dopo la liberazione ricopri varié canche nel Potere. Molto conosciut.o e stimato negli ambienti operai per la sua onesté e l’attaccamento al mo- PERENTIN SERGIO, di Sal va tó'O, nato ad Isola il 26. 6. 1927, pescato-lavora nella cooperativa pescatori produzione di Pirano, è un gio-vane onesto e democrático di idee antifasciste. Conosciuto fra i pescatori e nella circoscrizione in cui vive, ha sempre rortato a termine tutti i compiti che il Potere popolare gli ha affidato con serieté e disciplina. Attualmente é membro dei Comitato popolare Cùtadino di Pirano. LANZA FRAMOESGO Rilasciato ieri Dorino Deste dato per rapïto dalla stampa gialla 11 Deste condanna tutte le calunnie della stampa reazionario-cominformista Ieri, martedi 5 dicembre, è stato rilasciato dalle carceri giudiziarie di Capodistria, Deste Dorino di Iso-ÿ, da tre anni residente i.n zona A, che .era stato fermato dagli organi della D. P., a.ssieme ad altri due suoi amici nei pressi di Colombini, mentre, sprovvisto di documenti personal!, entrava nella nostra zona. Come tut! sanno, il fermo dei Deste Dorino e dei suoi compagni ha sollevato e solleva tutt’ora una on-data di calunnie e falsificazioni da parte di tutta la stampa reazionaria e cominformista nonche dei circoli che fanno capo alia stessa a Trieste ed in Italia. Per non ismentire la poco invidia-bile fama acquistata dai predetti circoli, conducendo le campagne antipo-polari contro il circondario delTIsfria e la Jugoslavia, il Deste e gli altri due so.no stati fatti passare come delle vere vittime deU’i.talianité e della democrazia. Per avvalorare le loro menzgone si è cianciato.che i tre tras-gi-essori delta disposizioni regolan-ti il passaggio di qualunqtie linea di demarcazione al mondo, erano stati rapiti con la forza dalla zona A e tradotti nella nostra zona sotto la minaceia di armi spianate. Coime é vero che le bugie hanno le gambe corte cosi la prima smen-tita a tutti i bugiardi é stata data proprio alcuni giorni fa all’atto del suo rilascio da uno dei tre, e precisamente dal Pizzamus, che ha dichia-, rato di non essere stato tradotto con la forza nella nostra zona, e di ave-re rioevuto un ottimo trattamento dagli organi popolari. Ieri Deste Dorino ha riconfermafo le dichiarazioni del Pizzamus, aggiun-gen.do che si considerava colpevole giacché aveva atbraversato la linea di demarcazione sprovvisto di documenti. In mérito alie supposte angherie subite, il Deste ha avuto un conte-gno irónico nei confronti della stampa reazionario-cominformista giacché nulla che non rientrasse nei principi delle leggi umane e civili era stato commesso sulla sua persona dalla d¡-fesa popolare. PM CIRCONDARIO 'M I nostri candidato alie elezioni mm* ________In atto la collaboraziond del popolo con il suo Potere Ai ümago ail' lla Assemblea degli elettori sono state prese decisioni délia massima importanza Analizzati luiti i problemi che interessano ia popoîazione. — In molti rami il Piano raggiunto al 100“Ji Ad Ümago, in un’atmosfera che ri-velava nella massa dei lavoratori con-veinuti la coscienza delTimportanza di una fattiva e costrutliva collabora-zione con il Potere popolare, é stata tenuta l'llesima Assemblea degli Elettori. La diiscussione é stata preceduta da varié relazioni che hanno illustra-to tutto il lavoro .svolto nei camipi dell’economia, della cultura, ed in genérale di tutta la vita sociale e política. Da queste relazioni la pe,por-lazTone di ‘ Ümago ha appreso che molti obbiettivi del piano económico sono. stati portati a termine, quali il nuovo macello e la pesa pubblica, nel mentre, nei quadro della ccstru-zione e. dglla, riparazione degli edi-íici . seplisficí, ó si ato realizzato si-nor# iHs 90- $ del, piano preventivato. La canalizzazione ha raggiunto, sino ad oggi, 1’80 % di lavoro eseguito. Significativo é il fatto, caratteriz-zant^e^l’impegno della popolazione, che perdía manutenzione delle strade la spesa ,é risultata di un terzo interiore, del previsto, grazie al grande con-tributo di lavoro volontario dato dai lavoratori. Per l’educazione e la cultura, popolare in genere, gli ¡stanzia-menti per l'anno' in corso, arranon-tanti al 49 % del bilancio generale, hanno dato un buon risultato sebbe-ne sia necessario un maggiore im-peg.no da parte di ognuno per un ulteriore elevamento cultúrale di tutto il popolo ¡avoratore. Un problept^. darimarcarsi e che ha scillevato diverse giuste critiche e ■ quer vivere. Dal 1941 coliaboró con il movimento di Liberazione Nazionale e ne! 1943 entró nelle file partigiane prestando la sua opera nella organizzazione dei comitati popolan di Salvore, ümago ed altri. Dopo la Liberazione, il comp. Módica ha prodígate tutte le sué fo’-ze per il rafforzament0 del Potere popolare e per l’elevamehto del be-nessere del popolo lavoratore. Ri-copri vari posti di responsabilitá,' ot-tenendo sempre ott mi risultati. At-t'ialmente e Secretario del Cómitato Popolare Distrettuale di Buie. GMS&I PIETRO PœuUè... o i T a L i a JUGOSLAVIA O- Square! di vita =----------:----- triesiina E’ invero molto strana l’ammini-strazione fiduciaria che il GMA elargisce ái "triéstini. Ccn l’Ordine 219 i signori d’oltre Atlántico regalano a Trieste altre migliaia di resident! stataili. Sa-rá sufflcente, ora, sta-bilirsi a Trieste per oltre un anno per godere, ai sens! del succitato Dr-.di.ne, cleila residenza nella Zona «A». Se i venti e piü mila disoccupati hanno e-spreSso il loro malcontento1, se i pensiona« hanno piü volte sottoli-neato che la vita è divenuta un problema insolubile e se, infine, ¡miigliaia e miglíáiá di giovani non hanno alcuna prospettiva nel prossimo e tenta,no avvenire, ora sono accontentati tutti dai loro*sinceri, giusti e disin-teressati amministratori. » E’ cosí che a Trieste, con un colpo di bacchetta magica anglo-sassone, vengono creati altri 10—15 mila trie-stini. Altri 10—15 mila voti andran-no a «empire le urne dei parti« cle-ricali, fascisti ed, in genere, anti-popolari nelle prossime elezioni am-miinistrative, poiché questo é la aco.po O .o • Ó| principale che si prefigge l’Ordine. Intanto, mentre questo nuovo crimine viene consúmate ai danni dei triéstini, con la sospensione dei lavo-ri a Monte Castiglione altre centinaia di lavoratori vanno ad accre.scere le file di quelli che all’Ufficio del Lavoro passano le giornate nella mutile attesa di una sistemazione. Peró, ad esser sinceri, non si puó dire che gli attuali amministratori (Jella zona A siano stati avari di promesse. Molte iliusorie speranze so-no ,state create dalle voci provenienti dai soliti «circoli ben informa«» sul-le imprese che stavano per sorgere nella zona industríale di Zaule. La manifattura tabacchi, il cementificio, ¡I grande calzaturificio, la fabbrica di fiammiferi di cui se ne riparia periódicamente esistono si, ma nella fantasía di quei pochi che hanno in mano le redini del potere e che lah-ciano, di tanto in tanto, una nótizia del genere per rabbonire il malcontento generale. Per il momento, la reáltá é una sola: le file dei disperati a Trieste si ingrosseranno ancor piú, graiZie al-l’Ordine 219. Realtà italiana GIASSI PIETRO — nato a Stru-gnano il 16. 11 1921, contadino, pre- se parte ala lotta partigiana sin dal 1943 con le funzioni di vice-commis-sario di battaglione. Fu ferito in com-battimento. Dopo la liberazione, die-de instancabilmente una forte atti-i itá nel comitato popolare lócale e relia cooperativa. E’ stato sempie un antifascista conseguente. ... a ümago il prezzo del pesce è superiore a quello di Cittanova, non solo, ma il prezzo delle sardine norr varia anche se di pezzatura piü pic-cola? . . . nell’Impresa Distrettuale Commerciale, con sede ad ümago, non è stata pagata la trasferta agli opérai aventi diritto dei mesi di giugno, luglio agosto e setiembre e alcuni opérai, dopo sei mesi di lavoro, non sono stati ancora assicurati? ... il persónate della «Loggia» di Capodistria conta 36 addetti nel mentre, a parece degli esperti, ne sareb-bero mecessari solamente 12? il direttore técnico del-l’ELTE, Pahor, domenka scorsa a Puce con¡ 11 suo contegno, arrogante ed ineducato nei confromti dei lavoratori volontari, ha ostacolato il lavoro per l’elettrificazione del paese? . . . l’ufficio d’approvvigiona,mentó del CP di Capodistria ha to-lto la tes-sera annonaria G, alia compagna Sandrin Antonia, abitante in Calle Cico-gna 7? Suicidio a Secfije Il giorno 29 novembre a Scoffie, tale Fioretta, Corda, di anni 20 si e suicidata, gettandosi in un pozzo profondo una decina di metri. Secondo le dichiarazioni dei genitor! e del di leí fidanzato, la Fioretta ha commesso tale insano gesto oer ragionf amorose. Verso la ditfatura L’attuale situaizione política dell lta-lia presenta tutte le caraterisriche di un paese che, lentamente, ina jicara-mente, si avvia per la strada che. poi a diritta. alia dittatura brutale di un partito esprimente gli interessi di una minoranza di sfruttatori. Sin-toml cjginificativi delle intenzio- n.i degli attuali dirigen« italiani si maniíestano nelle piü di,¡parate forme in tutti i campi della vita socia-le e política del pae^e. A nessuno infatti puó sfuggire la gravita dei proivvedimenti presi dalla Magistratura a carico,, di noti comandar.« parUgiani della divisione Garibaldi «Natisone» contro i quali sono stati spiccati n^nd-ati di arresto alcuni dei quali giá effettuati. L’intenzione della Magistratura, italiana, pregina di etica fascista, é evidente pciché inténde, con la cele-brazione di preces,sf come quello peí il fatto di Porzus, apertpsi mesi fa a Bresciá', scVeditare di fronte all’o-pinione pubblica il movimento ero,ico della Resistenza italiana e, nel contempo, valorizzare le figure ed i fat-ti della «Resistenza» monarchka, cle-■ricale e di altri colorí. Qüesto in vista delle prossime elezioni ammi-nistrative te quali dovrebbero daré un altro clamoroso successo al par-tito clerical e,. Anche nel ca.rppo prppr’-amente político 'il ’progetto'. y'ap¡pr5vato dal Consiglio dei Ministri, concernente la repressione del fascismo e neo-fascismo, qon la sua elástica e quanto mai tendenziosa, interpretazione del con-cetto sui sistemi totalitari, chiarisce da un lato che i democristiani Wi-tendono crearsi una faccia di ariti-fascisti e che in un secondo témpo la Jegge permetterá di colpire, grazie alia sua «elastieitá», il movimén-to progressista operaio. Come i tentacoli di una piovra, 1'apparato poliziesco di Scelba dal canto suo ostacola le aspirazioni di milioni di lavoratori italiani che chiedono lavoro e giustizia. Le for-ze di polizia» ¡secondo un cptnunica-to ufficiale, dovrebbero contare 65 mila uornini. Ora questo esercito di carcerieri verrá portato a 82 inila elementi, che, come la storia degl: ultimi anni ci insegna, vengono sea gliati esclusivamente contro il popote lavoratore. Intanto il fascismo è apertamente risoirto. Prova di ció sono i funeral! di gerarchi, il cui féretro viene fatto passare sotto archi di pugnali sguainati e salutato romanamente, i numerosi giornali che ricordano con ' entusiasmo te passate glorie del régime mussoliniano ed il Congresso della ricostituita «Internazionaie fascista» tenuto tempo fa a Roma con la partecipazione di ex funzionan nazisti, di delegati franchis« e di Anna Maria Mussolini, la cui appa-rizione sollevô un’ondata di entusiasmo da parte di tutti i congres-si.sti. Se poi vpgliamo aggiungere a tutto ció, i miliardi stanziati per il raf-forzamento dell’esercito, si avrà un quadro trágico della realtà italiana, nella quale rnilioni dai famiglie hanno come prospettiva un prossimo futuro quanto mai oscuro ed intessuto di farne e lutti. % Jug^slam Acceso un altoforno a. Trenca Il Nuovo altlfoirno délia fomderia di piomba e zinco di Trepča, nella Serbia méridionale, acceso il 20 u. s., pone la produzione jugoslava di piom-bo al quarto posto nel mondo. Infatti, il complesso di Trepča, che puó essere considerato il pió vasto del ramo in Europa, avrà una produzione annua di 100 mila ton nel late di plombo (produzione prebeilica jugoslava 25 mila ton-nellate). La flottazione del complesso puó lavorare nu milione di tonnel-late di minerale, estraendo 90 mila tonnellate di concéntrate di piombo, 75 mila di concéntrate di zinco e 80 mila di concéntrate di pirite. Gli altiforni e la fcmderia di Trepča lavorano anche il minerale, rispetti-vamente concéntrate, di altre miniere piü o meno vicine. Le riserve di minerale di Trepča vengono calcolate a circa 12 milioni 1i tonnellate, cosi che si sono resi îecessari importan« lavori di sondag-gio che hanno già portato all’apertura di altre 3 miniere di piombo e zinco ....................................................................................................... iiiiNiiiiiiiinminiitiiiiiiiiiiiiiiiuiiiiiiiiiiiiiiniiiiumuiMiiimniMiiniiiiiHiiiininiiiiiiiiiiMiimiiimiiiiiimiiiiiiiiiiiiMiiiiiiiimmiiiimiiiiiiiiiiim Ad ogni avvicinarsi di elezioni, isitn-, tivamente ritorna in noi il ricordo del tempo in cui alla donna era ne- £& ct€tiùùwi ddV VAIS c h dapme gato questo diritto fondamentale. Benchè da decenni prima della seconda guerra mondiale molte donne abbiano compreso la grande in-giustizia di questa negazione ed abbiano tottato in tutti modi per l’e-mancipazione di fronte all’uomo, spe-cialmente per la conquista del diritto al vote, ci sono ancora donne, che non caniscono o non vogliono capi-re questo diritto di vitale importanza, che da noi e nella vicina 'Jiigül slavia la donna ha conquístate, durante la lotta di liberazione. sq E’ ormai prossimo il 10 d/cémbré 1850 in cui la popolazione' demdçfoj ticà del circondario eteggeta, Í i comitati di base e locáli deÍ1’UAÍ^: éd°l delegati nel Plénum distrettuale. — Ultimamente TUAIS si e aliargata in una vasta organizzazione, che abbràc-cia tutte que’le di massa in ün 'laréb ed único fronte. Quando si parla di, -UAI^,. ci .yiepe, alla mente una linea di: coinbáíbh mentó su cui due forze con armi. alla mano misuruno le proprie forze. E precisamente TUAIS è una linea di lotta, non di lotta armata, ma di lavo-re,, umita di idee e di compren,sione recíproca. Da una parte la linea,di lotta delle sane forze democratiche per Tedificazione del socialismo per un migliore avvenire di tutt0 il popolo lavoratore. Dall’altra parte la linea di lotta delle forze reazionarie, che vorrebbero «conquistare le posizioni perdute, prendere il nuovo le redini rinnovando l’odioso sfruttamento degli onesti lavoratori per procacciar-si la vita agiata, col ;sudore, con la-lagrime e le soffe-enze del popolo lavoratore sottomesso. Quindi è compito di tutta Tonesta popolazione di entrare in questa organizzazione e partecipare alia lotta, affinché vengano annientajii gli ultimi nemici del nostro nuov0 Potere, df’ nostro progresso nei benesseré e nella felicita di ognun0 che contribuisce all’edificazione del socialis-rhó. E le donne non devono essere le ultime combattenti su questa linea. Voi donne, che nell’anteguerra a-vete portato suite vostre spalle il peso delle ingiustizie inflitte ál popote 'iaivara,tare, qüa.ndo la miseria, renieva brutali e feroci i vostri mariti, quando per le continue privazioni ve-devate crescere i vostri figli gracili c malati, quando v°i stesse eravate estenuate di forze per le continue sofferenze materiali e morali, valu-tate bene quale conquista è per voi 11 Potere Popolare. Quel potere po-potare che opera per il benessei e vostro e dei vostri cari, ma che riçhiede pure il vostro aiuto, affinché i! benessere possa essere ragg unto quanto prima. E questa collaborazione po- tete darla, unendovi, iscrP’endovi al-1 organizzazione dell’UAIS, votando per l’UAIS lavorando net' üAIS. Quanto é vuota la obieztenej di cer-te donne per ia iscrizione: «lo non ero mai iscritta a partiti e non m’in-tendo di política; mi occupo solo della casa e non ho tempo di pensare ad altro.» Se durante il fascismo non eri iscritta ad alcun partito, vuol diré che eri antifascista. E perché ora rifíuti di iscriverti nell’Unione Antifascista Italo Sia va, che non é un partito, ma una organizzazione antifascista? Se nel passato non t’inten-devi di política, era perché intenzio-naimente ti era vietato di occupárlene. Ma anche allora era tuo diritto di occupartene, perché il tuo compito político era di lottare contro gli sfrut-tatori della tua classe, di lottare per una esistenza degna dei tuoi figli, ai quali, come a te, era preclusa ogni possibilitá di azione nella sociétá. O-ra il poter occuparti di política é un tuo privilegio che doVresti considerarlo come una grande vittoria. E’ vero che nel passato non potevi far altro che occupartene della casa e della famiglia E — riconoscilo — era facile occuparsi della casa, quando il marito portava a casa la quin-dicina appena bastante per sfamare la fam’glia, sempre considerando i casi fortuna« in cui il capo famiglia non era disoccupato. Ora da noi il pericote di disoccupazione non esiste e le condizioni di vita per la tua fa-miglia m’gliorano e m'glioreranno piü ancora quando tutte le donne daranno valido aiuto alie organizza-zioni ed al Potere popolare. Voi sánete quale ascendente ha la, donna coscifenziosa sugli altri membri di famiglia e persino sui vicini di casa. Pertanto la donna puó essere di incitamento e di sprone al marito eá ai figli per una maggiore attivitá. Col suo lavoro e col suo e-sempio contribuirá a conSeguire quanto prima la meta che ci siamo pre-fissi: il benessere e la prospérité per il popolo lavoratore, il sicuro migliore avvenire per le future generazioni, in una parola: i! socialismo. Pertanto, donne, non tardate ad i-scriveryi neU’UAIS, alia onganizza-z’one. che col vostro co.ntribuito eli-minirá gli ultimi resti di una vita di privazioni. II 10 dicembre, accor-rete prime ed in massa alie basi e-lettorali, e date i vostri voti per quei compagni che considérate piü degni e capaci di rappresentare i di-ritti, del popolo lavoratore. Date i voti anche a quelle vostre compagne <# sa yete capaci di prendere la parola ogni qualvolta si tratterá dei di-ritti vostri e dei vostri figli. Accorrendo aTe sedi élettorali, di-’ mostrerete anche il vostro orgoglio per questa vostra grande vittoria, che è la conquista del diritto di votare e dimostrerete di non Voler mai piü pe-dere questo diritto, che vi ha pa-reggiate nella societá. in Serbia, mentre altre 4 inizieranno la produzione il prossimo anno. Al-cune di queste minière disiporrannç» di praprie flottazioni. La produzione di piombo e zinco è sensibilmente aumentata anche nel complesso di Mezica, in Slovenia. Produzione di carfeuranti Sui mercati degli oli minerali del-l’Europa occidentale, specialmente in Italia, Austria e Germania occidentale hanno fatto la loro comparsa per la prima volta‘i prodotti delle raffinerie jugoslave. Date le buone qualité di tali prodotti, 1e quantita disponibili sono State 'mmediatamente acquistate dagli stati intéressa«. Il volume degli af-ia-i è stato superiore al valore di un m'iione di dollari, mentre le delega-z'oni economiche jugoslave allteste’-o ricevono numerose richieste per ou-ove forniture. » Le raffinerie jugoslave hannctothes-so a disposizione del commercio este-ro varie spécialité di benzina raffi-ncta e di derivati della nafta che ser-vono per l’industria della gomma e per gli inchiostri tipografici. L’esportaz'one dei derivati della nafta renderà " possibile Tultefiore sviluppo dell’industria della nafta jugoslava, poichè le raffinerie jugoslave disporranno in tal modo delle divise accorrenti per l’acquisto del macchinario, compressori, motori, strumenti di misurazione, ecc. che non sono ancora stati prodotti in. Jugoslavia. Eietfrifica; tone La produzione dell’energia elettri-ca in Serbia é aumentata, rispetto sil’ante guerra, nella misura dell’80 o/0. A leune centrali elettriche producono due o tre volte piü energía di quanto r.e avesero prodotta nel 1940. Nel contempio, dato il ritmo assunto dal-T industrializzazione. aumenta puré il consumo di energía, sicché solamente al buon sfruttamento delle singóle centrali, ed alia distribuzio-ne uniforme é dovuto il fatto ctle non si siano verifícate sospensioni di erogazione. La fornitura dell’ener-gia elettrica sará peró assicurata in misura piü che sufficente appena co-struite le nuove grandi idrocentrali. A Svetozarevo é in via di costruzione una grande fabbrica di cavi e-lettrici. Questo collettivo sará di grande utilitá per Telettrificazione della Jugoslavia poiché essa produr-rá tutte le specie di cavi telefouici: nonché i cavi per le linee di bassa ad alta tensione, prima importa« dall’estero. La fabbrica inco.nmeerá a entrare in attivitá nella prossima | primavera. NSIGLI P E i A i MUmO FENÛIÏ1 ENO R I ¥ O L II Z I O N A R IO CHEELAPIÙ CONSEQUENTE AP P L I CAZ IONE DEL iAHIlSiO DECINE Dl MIGLIAIA Dl OPERAI JUGOSLAVI DIRIGONO OGGI LE IMPRESE ECONOMICHE IL COMINFORM NON TROVA ALTRI MEZZI CHE LA DIFFAMAZIONE SENZA PRINCIPU L’interesse esistente nel mondo per l’attivité e l’organizzazione dei Con-sigli Operai e dei Comitati direttivi -jugoslavi é molto comprensibile. Es-si infatti sono un fenómeno rivoluzionario nuovo, apparso. sulla linea tlell’applieazione piü conseguente del-l'insegnamento del marxismo-leninismo. Decine di migliaia di lavoratori jugoslavi dirigono oggi le imprese economiche. Negli ultimi tempi ha avuto luogo anche la conferenza con-sultat.iva dei presidenti dei direttivi e dei direttori delle imprese di diverse branchie industriali. Parallelamente a queste conferen-ze consultative, la 13-esima assem-fcuea' plénaria dei Comitato Céntrale dei sindacati jugoslavi ha rappre-sentato un’avvenimento importante e caratteristico per la vita interna e lo sviluppo della Nuova Jugoslavia. Le conferenze consultat-ve sono irpjjortanti perché gli operai eletti d tutto il paese si sono riuniti per la prijna volta, dop0 aver praticamente di.etto le imprese per un periodo di tre-quattro mesi, per gli scambi dei-le loro esperienze, per esaminare in-sieme i successi ed i punti deboli del loto lavoro ed infine fissare le diret-tive della loro attivité ulteriore. D’altra parte l’Assemblea Plénaria é puré importante, poiché essa ha posto al centro dell’attualitá la que-stione del ruolo e della posizione cite i sindacati devono ricoprire nell’edi-ficazione dei socialismo, sopratuttoi in raooortó ai Consigli Operai ed ai Comitati direttivi. Q esti sono i primi passi di un processo rivoluzionario complesso nel-la trasformazione dei produttori dimití in dirigenti dell’economia na-zionale ed, in fin dei conti, dello Stato stesso. II governo jugoslavo prepara la nuova legge relativa alie imprese economiche ed al nuovo sistema fi-tianztario. Ambedue devono a-dattarsi all/orieritamente fondamentale del trasferimento delle fabbri-che nelle mani degli operai e ad ac-celerare la partecipazione dei lavó-ratón alia direzione di esse. Secondo il nuovo sistema finanzi-ario, gli operai di una officina o fab-brica partecipano alia divisione del-1 eccedente del lor0 lavoro. Praticamente ció significa che essi prendo-no parte attiva alia fissazione dei; loro salari. Nell'URSS e nei paesi del comin-form il salario é fissato all’insaputa della classe operaia, senza la sua partecipazione ed il suo controllo, Esso viene stabilito da una casta burocratizzata che, senza alcun controllo, dispone dell’eccedente del lavoro. In fin dei conti la liberta desli uomini si misura in base alia fa-coltá che essi hanno di disporre dei frutti del loro lavoro. La classe operaia jugoslava ha in-gaggiato praticamente la lotta contro le difficolté, che inevitabilmente si riscontrano sulla via rivoluzionaria da essa seguita. I lavoratori jugosla-vi hanno già ottenuto su questa via i loro primi successi. Meritatamente il comitato diretti-vo deíla fabbrica «IMPOL», nella Slrivenia, si inorgogliisce dei risultati ottenuti. I lavoratori attivi costitui-scono la maggiorânza del suo comitato direttivo. F" vero che' essi ancora non pono pufficientemerfte padroni di certe ma-terie puramente professionali (con-tabilitá, chimica, física, ecc.)„ ma nel suo collettivó, Iá fabbrica possé-ede i propri snecialisti. II comitato direttivo ha esaminato fino ai mini- Anche le donne a fianco degli uomini sui posti di, lavoro danno il loro contribuito nella direzione delle imr prese nella Nuova Jugoslavia. Il concetto mar-xista délia paritá di diritti tra i due ses-si viene cosi messo in pratica nelle fab-briche ove procede intenso il lavoro per l’edificazione della société socialista. mi dettagli tutto il meccanismo del-l’organizzazione del lavoro. Esso ha scoperto i punti deboli e proposto delle modifiche ben definite cosi agli specialisti stessi come pure aj vari reparti. D’altra parte il comitato direttivo della «Rade Končar», dopo aver con-dotto uno studio sull’organizzazione della propria impresa, é rimasto d’ac- Piangono anche = i vegetali = Piangono anche le piante. I pacifici vegetali che non le loro mute mera-viglie attestano tutta la potenza della natura, versano lacrime come se volessero manifestare il dolore che soffrono allorché vengono loro inflitte piti o meno profonde ferite. Quelle lacrime costituiscono il pianto dei vegetali. Cosi lo chiamano i botanici. Piange a.bbondantemente la vite allorché i suoi rami vengono recisi in primavera. L’afflusso acquoso della vite, cioé la somma delle sue lacrime, é di un litro al giorno. Nelle palme raggiun-ge nie-nte-meno che i 10, 15 litri. Nel liquido emesso dai vegetali* sotto forma di pianto si rinviene, di frequente, notevole quantité di sostanza orgánica. II pianto di talune piante é cosi ricco di zucchero che merita il ccRto di estrarlo industrialmente. In questa caso si potrebbe parlare di lacrime dolci. Dall’acero zuccherino del Canadá, puó ricavarsi zucchero. Dalle incisioni praticate nella cortec-cia dell’orno od orniello, sgorga il dol-ce sueco che é la manna della nostra farmacopea, da cui si estrae lo zucchero di manna o mannite. Col pianto della betulla si preparava, nelle regioni nordiche, il vino di betulla. Col pianto della palma si ha in Africa, il vino di Palma. Col pianto delgio-va-ne scapo floréale delTa-gave, i messi-cani ottengono una specie di birra che chiamano pulquè. Ogni pianta ne puô fornire, in cinque mesi, anche la bel-lezza di dieci ettolitri. cordo che il reparto attrezzi è poco sviluppato e non puô soddisfare i bi-sogni della fabbrica; Le eonclusioni concrete furono tratte ¡inmediatamente e le modifiche proposte al personale qualificato. Sorse cosi 11 nuovo reparto attrezzi e l’impresa fun-ziona ora come se essa avesse acqui-sito una forza nuova. Gli esempi dimostranti la capacita créatrice e l’iniziativa dei lavoratori dirigenti le imprese sono numerosi. La pratica dimostra che il passag-gio delle fabbriche nelle mani dei lavoratori ha sviluppato lo slancio, l'entusiasmo e la forza della classe operaia, benené esistano ancora, in una certa misura, degli errori; la ri-cerca di una nuova via é la preoc-cupazione per iin compito cosi grande e cosi importante. Tutti questi sforzi tendono ad at-hvizzare ed acoderare il cammino rivoluzionario dell’applicazione conseguente degli insegnamenti di Marx e di Engels nella prassi jugoslava. Ed è appunto a motivo di ció che si puó comprendere come i circoli del cominform ed i loro simili dei paesi occidentali sono contraddetti; dalla pratica jugoslava e non trova-no altri mezzi che quelli della diffa-mazione senza principi. L’8 nóvembre corrente la stampa internazionale ha pubblicato una nota di cronaca brevissíma ed appena rimarcabile: «II rappresentante del-l’URSS é tornato senza alcuna spie-gazione alia sessione del Consiglio Alleato per il Gfappone.» ^La notizia che il generale Dever-jenko, rappresentante dell’URSS al Consiglio Alleato per il Giappone, abbando-to d-'mostrativamente la se-duta del Consiglio in segno di protesta perché all'ordine del giorno fi-gurava1 la questione del rimpatri0 dei prigionieri di guerra giapponesi tut-lora trattenuti dell’URSS, venne an-nurteiata il 18 gennaio 1950. Ora la dimostrazione ha avuto termine, il rappresentante dell’URSS siéde nuovamente al Consiglio e come Tabbandono del Consiglio stesso fu senza principio, cosi anche il ri-torno fu inglorioso ed ugualmente senza principio. La stampa soviética passa tuttoció sotto silenzio, poiché essa non parla volentieri delle manovre che si attua-no nella política estera dell’URSS e che si fauno sempre piü írequenti negli ultimi anni. Í3 íüiiiia L’interne del cementificio íáSí3§OnStr? di Anhovo una delle prime imprese passate alia direzione dei lavoratori L'Associations Giovanile Italiana ed i rapporti cultural! coa ia Jugoslavia I «Gruppi di amici della Nuova Jugoslavia» continuano con successo la loro azione di chiariíicazione ideológica Visítate LA MOSTRA alia VUJA Nei locali del Circolo VUJA in via Verdi sono aperte le mostré: fotográfica, deli’importazione e dell’esportazione del Circondario deU’Istria, dei prodotti fabbricati nella zona jugoslava del T.L.T. non-ché quella del not0 poeta slóveno Franc Prešeren e quella della let-teratura marxista edita in Jugoslavia nel dopoguerfa. La mostra rimarra aperta al pubblico fino al 18 dicembre p. v. giornalmenté dalle ore 9 alie 21. Al. termine dell’agostio scorso veni-va costituita a Roma l’Associazione Giovanile Italiana per i rapporti culturan con la Jugo-slavia. I cominfor-misti Italiani dovettero certamente ri-tenerla una creatura nata merta, perché essi, (cosi prodighi nell’uso dei termini, come traditore, trozkista, venduto ece.) non indirizzarono contro alcuno dei toro attacchi stampa, ormai rituali, contro quanti si rifiu-tano di sottoscrivere le loro posizioni revisioniste, preferendo impartiré alie federazioni l’ordine di attenersi alia congiura del sileiizio. Oggi invece non é raro che nelle riunioni di agi-tatori e di quadri dirigenti delle varíe sezioni cominformisti si studi det-taglístamente il modo migliore per fronteggiare Topera di disgregazione che i «servi di Tito» starebbero con-ducendo in seno alla Ft“lâG. C. I. nelle varié regioni, mentre numerosi gior-nalétti locali hannoi comineiato a romperé il silenzio. La oostituzione del-TAssociazione Giovanile è il risultato inévitabile di una profonda disamina delle posizioni ideologiche proprie e del P. C. I. che numerosi giovani ele-menti comunisti hainno attuato, a partiré dal 1948 ad oggi, con il risultato di raggiungere posizioni molto chia-re su numeróse questioni politiche del nostro dopognerra. Fin dall’estate del 1948, numerosi PIE La meraviglie del Tibet nsi suoi tempi i e nei i a sua natura MAbuAGNI con la «Cavalleria» fu salutato come, un continuatore della scuola operística A metà strada tra il confine con Tlndia e Lhassa, in una grande valle, sorge Ghiantzè, capitale política e commerciale del Tibet occidentale, sede del capo dei vari monasteri della provincia. Le due colline, alie cui pendici la città si stende, dominano il paesaggio Tuna con il forte e Talté a con tre monasteri. La meraviglia di Ghiantzè è il suo tempio, uno dei piü celebri di tutto il Tibet. L’edificio é costruito su schéma di mandala sovrapposti e, vía via, restringentisi, termina in un ardito pinnacolo ricoperto di lamine dórate. Nelle cappelle, migliaia di immagini guardano serene o terrifi-che: simboli del confuso groviglio delle forze cosmiche. Le cappelle so-no ricoperte di affreschi con le mille e mille immagini deiU’immenso Olirppo buddistico. Gli édifie i tibetani — avverte lo studioso Giuseppe Tucci, che poté tare a Ghiantzè un soggiorno di tre mesi — non hanno soltanto il decoro delle linee architettoniche ma sono resi piü soten ni e grandiosi dal paesaggio ,che é intorno, dalle rupi che sembrano fatte d’oro, dalle silehzio-se distese di pianori che corro-no le-vigati fino alTorizzonte quasi per da-re risalto a quei templi. Tutti i po-poli arrivati ad un certo periodo -della loro vita hanno espres-so nel segno visibile d;i un monumento i segreti della loro anima: nel massimo tempio di Ghiantzè si vede un popolo affacciato sugli abissi del caos. Migliaia di- divinité, messe una a fianco delT-altra, sovra-pposte, mol-tiplicate alTinfiníto, di tutti i colorí, di tutti gli aspetti, ora serene, ora terrifiche, dalla forma ora uma-na, ora belluina, con una testa o piü teste, con due braccia e con decine di braccia, co-prono le pareti. Via via'che si ascen.de alla sommité del tempio le immagini terrifiche cedorio ¡T posto aile grandi statue dei Büddha meüítanti, nell’ultimo piano la figura di Dorgecién, sim-bolo della luce eterna, sorride plácidamente. Nella sué: struttura architetto-nica il tempio é s.mbolo dell ascesa dalla tenébra all-é luce. Ma se que-sto sapevano coloro che idearono Tediftoio non lo sanno piü i pelle-Urini che ví giüngon-o da tutto i-1 Tibet: essi si limitano a mormorare delle preghiere di cui conoscono solo l’espressione letterale: possono volen-do fiaparmiarsi questa fatica perché basta far girare il «mulino della pre-Ehiera» per assicurarsi la protezione délié divinité tibe,tañe. Un'altra meraviglia di Ghiantzé so-no gli -stregoni. Sono una véntinj e si radunano, a-UTnizio di ogni nuovo anno, sulla piazza grande per ef-fettuare, mascherati, danze simboli-che destina-te a pro-piziare un buon raccolto di messi. Stregone e medico sono nel Tibet i personaggi piü importanti di ogni v.illa-ggio, -oltre al Lama, beninteso. Lo stregone frena e cor-reg-ge gli im-peti della tempesta, allontana la grandine, richiama la pioggia durante la siccitá, é un pó il regista delle -forza della natura. 11 medico invece deve ristabilire l’equi-librio degli -mori e degli elementi che compongono il corpo umano. Questo, come vediamo, é il «pro-gresso» del Tibet che -si adagia ai confini della Ciña, anzi ne fa parte integrante, di quella Ciña che a .scuola ci hanno insegnato che é mille-naria per la sua civilté. Con la morte di Pietro Mascagni é scomparso l’ultimo vero rappresentante del teatro musicale* ottocentista. Mascagni era nato a Livorno nel 1863. Al conservatorio di Milano a-veva studiato con Ponchielli e Sala-dino. Lasctb la scuola, prima di completarse per peregrinare attraverso Vitalia dirigendo la compagnia d’o-perette Maresca nella cui futile atmosfera concepi un mediocre saggid operettistico: «II Re di Napoli». Poi, per qualche anno, diresse la banda musicale del Municipio di Cerignola. Con la «Cavalleria», composta in quel periodo di poverté e di speranze, vinse il primo premio del «Teatro Illustrato» della casa Sonzogno e raggiur.se la fama. L’opera si diffuse rápidamente incontrando un entusiasmo che, in quei tempi, toccó sol-tanto a Puccini. Quell’opera giovaui-le, pittoresca e descrítt-va, lo situó a! disopra dell'opaco wagnerianistno di Boito e dei gusto romanzeseo-sen-timentale di Ponchielli. A ventisétte annl Mascagni fu salutato coma un flgllo glorioso della nostra scuo-la operística, un continuatore di Verdi, efficacemente popolaresco. I pregi della «Cavalleria Rusticana» st ac-centuano nell’impulsivitá con cui la música investe il dramma, nel frémito melódico, nell’energia virile che iníiamma la parola nel cant0 e tocca i toni amorosi e cupi del racconto. Ma quell’equilibrip non fu raggi-unto nelle opere posteriori. Anche nell’opera «Iris», dove egli mostró ambizioni strumentali e coloristiche rnaggiori a quelle impegnate nella stessa «Cavalleria», la forma dram-matica appare sottomessa a fatiche e a risoluzioni parziali. Mascagni, irrigidito nelje sue formule, perdeva la spontanea indipon-denza del suo lavoro creativo, chie-dendo sussidi ad esperienze culturan modeste e, in gran parte, scadute. Gié neU’«Iris» e poi nell«Amica», nel «Piccolo Marat» e nel «Nerone», che furono le sue opere di maggiore impegno, si affacciamo stanche con-venzioni retoriche. La sua nuova melodía continua non sa vincere movi-mentl d’inerzia e gonfiezze retoriche. Nello spirito erótico il tempera-* mentó creativo di Mascagni allargó le predilezioni piü dei suoi sensi. In Mascagni le possibilité rnaggiori di abbandono umano rimasero racchiuse nelle forme di desiderio o ai dolore che accondiscendona alia semplice e comune vicenda della vita amorosa ed é la forza che investe Tispirazione fondamentale della «Cavalleria». Cosicché Topera dell’esordio ci appare anche come un testamento delle ragioni che illuminarono la creazio-ne di questo nostr0 artista scomparso. Bruno Píceo ILTALLONE DI FERRO 58 puntata — Che avete? le domandai. — Nulla, signorina; soltanto, non ho dormito bene, rispóse. lo la guaridai piü attentamente e rischiai uno dei nostri segnali. Essa rispóse, ed io m-i assicurai che era dei nostri. — Sta per succedere a Chicago qualche cosa di terribile, disse. C’é questo falso treno davanti a noi. Es-so ,e i convogli di truppe ci fanno ritardare. — Treni militari? domandai. Essa fece un segno affermativo. — La li-nea ne é piena. Ne a-bbiamo sorpassati tutta le nptte, E tutu si dirigono verso Chicago. Vengono av-viati sulla lineé aerea. Questo significa molto ... Ho un buon amico a Chicago, aggfunse come per scusarsi. E’ uno dei nostri. E’ nei mercenari, e ho paura per lui. Povera ragazzaT 11 suo amico a-ppar-teneva ad uno dei tre reggimenti in-fedeli. Hartman ed io facemmo cplazione insieme nel vagone ristoránte, ed ió mi sforzai di mangiare. H cielo si era ccperto, e ii treno filaVa come un tuono monotOno attraverso i panneg-giamenti grigiastri del giorno che si avanzava. Gli stessi negri che si ser-vivano sapevano che un trágico avve-nimento si preparava. Avevano perdido la loro sólita leggerézza di ca-rattere q sembravano oppressi; erano lenti nel loro servizio, il loro spirito DI JACK LONDON era altrove, e si scambiavano mor-morii attristati all’estremité del vagone, vicino alia cucina, Hartma-n ve-deva la situazione sotto una luce disperata. — Che possiamo fare? do-mandó per la ventesima volta alzando le spalle. Poi, indicando la fi-nestra: — Ecco, guárdate! Tutto é pro-nto! Sono sicuro che hanno treni come quello fino a trenta o quaranta mi-glia dalla citté, su tutte le linee fer-roviarie. Egli alludeva ai treni militari ordi-nati sulle vie di smistam-ento. I sol-dati scaldavano il rancio su fuochi accesi presso le rotaie, e guardavano con curio-sité i-1 nostro treno che fila-va senza rallentare la sua andatura fulminante. Quando etrammo a Chicago, tutto vi era tranquillo. Era evidente che non vi succedeva ancora nulla di a-normale. Nei so-bborghi ci fu-rono di-stribuiti i giornali del mattino. Non an-nunziavano nulla, e tuttavia le persone avvezze a leggere fra le linee vi potevano trovare molte cose che sarebbero sfuggite al lettore ordinario. In ciascuna colonna appariva la mano sottile della Oligarchia. Si lar sciavano intravvedere certi punti deboli nelTa-rmatura di questa, ma, ben inteso, non c’era nulla di definito: si voleva che il lettore trovasse la sua stra-da attraverso quelle allusioni. Era fatto accortamemte. Come roma-nzi d’intrigo, quel giornali della mattina dei 27 ottobre e-rano- capolavo-ri. Mancavano i dispacci locali, e gié quest’assenza era un colpo da ma-atti d’insubordinazione commessi un estro. Essa avvolgeva Chicago nel mi-stero, e suggeriva al - letto-re di questa citté Ti-dea che Tniiga-rchia non osasse daré le notizie locali. Una rubrica ri-feriva rumori, naturalmente falsi, di po’ dap-per*- nel paese, menzogne grossolanamente ma-scherate sotto eopi-piacenti allusioni alie misure di pre-, cauzione da prendere. Un'altra rubrica en-umerava tutta la série di at-, tentati a-lla - dinapiite. contro1 staziqni di telégrafo senza filo, é le grosse ricompense promesse .a chi ne rivelas-se gli autori. Si annunziavaro molt-i deli-tti énaloghi, non meno immagi-na-ri, ma concordant! ■ coi piani dei ri-voluziona-rii. Tutto ció a-veya lo- scopo di creare, nello spirito dei compagni di Chicago, l’impressione 'c!\e .si ini-ziava una' riyolta generale, pur get-ta-ndovi la co-nfusione con dettagliate notizie di scacchi parziali. Per chi non fosse al corrente, era impossibile sfuggire alia sensazione vaga ma si-cura che tutto il paese era maturo per insorgere, e che Tinsurrezione era gié cominiciata a scoppiare. Un telegramma diceva che la de-fezione dei mercenari in California era diveutata cosi serla che sei reg- giova-ni comunisti e soc-ialisti che, come brigatisti avevano lavorato nella R. F. P. J., si era-no r.ifiutati di sotto-scrivere la posizione assunta dal Co-minfbrm- in qua-nto sapevano co,-sa pensare di certe critiche e quanto di infondatc ci fosse in -certe afferma-zioni. Indisturbati da prima, richia-mati in un secondo tempo e poi es-pulsi -quando l’attegg,¡amento dell’U. I. divenne -piü rigoroso nei riguardi della Jugoslavia, e messi al bando da una comunitá che per loro ra.ppre-sentava molto piü che una semplice org.aniz;zazio-ne, e ció per il rifiuto d-i sottosicrivere una -posizione che la loro -di-gnitá vietava di appr-ovare, es-si, quando seppero superare la crisi di demoralizza-zione in cui la espul-sione li aveva gettati, furono neces-sarlam-ente portati a riesaminare tutta la questione, magari per convin-cersi di avere una volta in piü errar t-o nell’opporsi alia delibera-zione dei dirigenti delTorganizzazione comin-formista. Uniti sin dall’inizio (primavera — estáte 1949) in pi-ccoli gruppi che, man mano, che si faceva stra-da in loro la certe-zza della validitá della propría poisi-zione, intendevano adope-rarsi in seno al P. C. I , per giunge-re a-d una chiariíicazione che ponesse termine ad una dolorosa rottura del fronte -del lavoratori, dalTat-teggia--mento settario dei dirigenti ccminfor-m-isti che respinse.ro ogni possibilité di inte-sa e di! d-iscussion i, no-nché dal-1’evolvers.i in mo-do disastro,so per il proletariado italiano degli a-vvenimen-ti politici, mentre il P. C. dimostra-va di n-on saper fronteggiare la^ situazione, furono s.pinti a portare piü lontano lo sgu-ardo della propría critica e non fu allora diíficile per toro ca-pire come la questione jugoslava non fosse che un aspetto pa-rtico-lar-e di un com.piesso m-olto piü ampio di questioni da chiarire per la salvezza del proletari.ato italiano. Sor-gevano cosi veri e propri gruppi di oppcsizio-ne al revisionismo soviético (i grup-pi di «amici della Nuova Jugoslavia» a Genova, Fo-ggia, Brescié, Palermo e Milano e poi a Torino il «centro di’studi económico sociali») che co-mbat-tevano la batta-glia della classe operaia, cercando anche di impediré che si ma-scherasse con le ca-lu-nnie lai vera realté -delta R. F. Gra-zie a loro buena par-te del pro-letariato italiano ha gié co-minciato ad aprire gil occhi ed a co-m,prendere come la via degli i-nteressi operai passi per Belgrado e come necessiti che ció venga com-presó da tutt-i anch-e lé dove i cominformisti hanno avuto buon gio-co per mancamza di tefitimo-nianze oculari o -di acum-e político. Ora questi nuclei di lotta política continuano ccn buon s-uccessoi la loro azione di chiarifica-zi-o-ne ideológica-, ma la loro op-era ve-rrá coordina-■ta e complet.ata dalla nuova Asso-cia-zione Gio-vanile che si é -proposta di lumeggiare uno dei lati -particolari della questione generale, awicinan- C. G. P 1. di Piran gimenti er-ano stati disciolti e d-is-armati, e che i sol-dato con le loro fa-miglie erapo sta-ti espulsi dalle loro c-itté specia-l-i e rigettati nei ghetti dei lavoratori. Ora, i mercena-ti d; Ca-l-ifor-n-ia erano in rea-lté i piü fedelii di tutti a chi il im-piegava. Ma com-e si poteva saper ció a Chicago, isolata dal resto del mondo? C’era a-nche un dispaccio, mutilato nella trasmissione, che de-scriveva una insurrezione della ple-baglia di New-York, con la quale le caste operaie avre-bbero fatto causa co-mune, e che terminava con l’affer-mazione (d-estinata ad essere presa per una vanteria) che le truppe era-n,opa-drone della situazione. -E non solamente mediante la stampa gli Oiliga-rchi avevano cercato di diffondere informazioni menzognere. Apprendem-mo piü tardi che a diverse r'iprese, nél principio della no-tte, era-no' giunti messaggi telegrafici desti-nati Unicamente ad essere Lntercet-tati dai rivo-luzionari. — Credo che il Tallóme di ferro non avré bisogno dei nostri servizi, osservó Hartman deponendo il g ¡órnale che aveva letto, quando il treno entró nel deposito céntrale. Hanno perduto il loro tempo manda-ndoci qui. Evidentemente, i loro piani sono ri-usciti meglio di quanto sperassero. Da un minuto all’altro si scateneré l’inferno. Si vo-ltó per guardare il treno dal quale era-vamo scesi. — Me lo immagi-navo, disse. Hanno staccato il vagone riservato nel rao-monto in cui i giorna-li furono poriati nel treno. IL TITANIO di Dorio Niccodemi Sabato 2 c. m. é stato rappresen-lato al Tartini «11 Titano» commedia in tre atti di Dario Nicodemi. L’in-terpretazione é stata data dal complesso filodrammatico del Circoto di Cultura Popolare Italiana «Gius-eppe Tartini» che ha riscosso gli applausi dei seitecent,, spettatori. Interpreti principan soni stati: Vanda Zanghez nel-!a parte di Maria, Michelini - Marcel- 10 nella parte di Marco Asciani, Pe-riz Mirko nella parte di Gilberto, Marisa nella parte della piccola Silva, Mario Benedetti nella parte del dottor Macchi, Giuliano Osbat nella. paite di Martini. L'ottimo lavoro, condotto dal regís’a Michelini Itjarcello, é stato co-ronato dal pieno successo sia dal lato scenico che da quello artístico, nel n entre gli esecutori hanno sostenuto brillantemente le loro partí. Sorprendente é stata l’interpretazione dé la piccola Marisa, che ha sostenuto molto bene, la parte della piccola S’lva, mentre é risultata qitasi im-peécablle la personalizzazione di Marco da parte del Michelini. Gli altri aítori hanno svolto bene il lor0 ruolo destando nel pubblico un’accento di ammirazione.. La commedia tratta di un ricco banchiere, Marco, che, ri-tornato ferito dalla guerra, rimane sol0 causa 'a morte dei due figli e de'la mogüe. Nel frattempo il cogna-to, Gilberto, sperpera i suoi beni con 11 gioco, rendeudo infelice la moglie, Maria. Al ritorno Marco si accorge di tutto ció in una notte, e scaccia l’amico infedale che ne-ó riesce ad otte-iere i: suo perdono e quello di Maria, dosi sem-pre piü per spirito di sólida-r.ieté socialista e per nécessité di loï-ta di clause a un paese dove questi principi non sono mai stati né ab-bandonati né travisati. L’esempio jú-goslavo è fondamentale nel tentativo di far fa-r si che il mo-vimento operaio italiano ed internazi-onale, non si identifichi-no nel futuro co-n ; il movime-nto cominformista e tanto meno de-bbano sopportare le eventuali conseguenze disastrose della sua política fallimentare. A questo soopo i g-iovani delTAs-sociazio-ne han-no ac-cettato i contatti con - eletnenti di al-tre tendenze non revisioniste (sopra-tutto anarchici- ed internazionalisti) con i quali ' sará utile disoutere, attraverso la realté del socialismo jugoslavo, certe posizioni politiche e ideologiche di po-rtata piü generale per poter giumgere domani a un fronte u-nico contro lo stalinisme revisionista. Come si vede, si tratta di compiti non da poco, tanto piü se si pensa alla nécessité, anche su un pia-no— strettamente classista di stabilire rapport! più cordiali fra due paesi corne Italia e Jugoslavia che vicinanza geográfica, economía complementare e réciprocité di interessi spingono alla collabo-razione, ma che elementi ben individuati mirano a tenere dis-uni-ti. Tuttavia i giovani che su «Scintilla» cosi coraggiosamente affronta-rono tali cormpiti ,sono sicuri di poter rius-cire. Sebbene con gravi - difficolté economiche l’associazione è riuscita fino-ra a portare dovunque la propria voce. Si so-no riorganizzati i gruppi gié esistenti nelle me-nzionate citté ed al-tri so-no sorti ad Ancona, Sassari, Pia-cenza, Parma ed in altre localité mi-nori d’Italia. E’ comune speranza che nella píos-sima estáte -il numero dei brigatisti volontari che partiranno -dallTtalia per la Jugoslavia po-ssa superare, úfe— uno zéro e di parecchie unité quello dello scorso anno. I cominformisti si ccmsolano pensando che fra questi -relativamente esigui gruppi di giovani e la loro F. GG. C. I. esiste una enorme spro-porzio-ne numérica, ma i compagni delTAssociazione giovanile per i ra-p-pc-rti culturali con la Jugoslavia sa-nno benissimo che è sempre stato necessario fare una discri-minazio-ne fra quantité e qualité e sono perció assai soddisfatti de] lavoro campiuto. Le mostré nella Casa deli'Armata Jugoslava Il 29 c. m., anniversario dell’AV-NOJ, dopo il ri-cevimento oííerto dal -col. Lena-c Mirko., comandante della VUJA, ai rappresentanti dei lavoratori e del Potere pcipola-re, é staflf aperta al pubblico una mostré documentaría che -riproduce alcuni as-pet-ti dell’economia e della vita cultúrale della R.F. P. J„ nonché alcuñe caratteristic-he d.eg(i scambi coninier-ciali fra la nostra zona e lé Jugoslavia. Grande interesse -presenta pure la mostra dell’arte fotográfica, che es-pone pregevoli la-vori dei fotografi dilettanti della R. F. P. J. Ab-binate sono: la mostra filatélica, la mostra delle pubblicazioni di letteratura marxista edite in Jugoslavia nel do-poguerra e la -mostra del grande poeta slove-no Prešeren. Di pa-rticolare importa,n-za risulta la mostra del co-mmercio e degli scambi fra la zona jugoslava del T. L. T. e la R. F. P. J. I prodojti jugoslavi, importati nella nostra zona, esposti con gusto e raciocinio, ci riconfermano come'Ta' Jugoslavia socialista si avvii spedi-t amen te sulla strada dell’indipenden-za económica assoluta. Particolare cenno meritano gli attrezzi da pesca, di cui si riforni-.ee la nostra industria peschereccia. Reti di varié dimensic-ni e le j-imanemi •attrezzature ci indicanó che' la RTF. P. J. dedica- le piü grandi cure alio svilup-po dell’industria della pesca e che anche il nostro Potere popolare, col suo aiuto, si preo-ccupa di raffor-zare sempre piü questo importante ramo deU’econcmia. La mostra delle pubblicazioni marxiste jugcslave, per la sua ricchezza d’e-emplari e la loro disposizione, per gusto e completezza, é senz’altro la miglio-re finora vista da noi. In essa possiamo constatare quanie cure vengono dedícate nella R F P.J. alTelevamento cultúrale ideológico delle larghe masse. Fra le molte njbblicazioni, che si vedono anche da noi, ri sopo fcellis-sime edizioni in serie delle rmgliorí opere di Engels, Marx, Lenin, Tito, Djila-s, Kardelj, Meša Pijade ed altri .come ere pubblicazioni e riviste (Ji attualité, NuBBa di nuovo nella Vil dl ©ampionafo del T- LaY. girom SUPERATO L’ULTIMO OSTACOLO DI RILIEVO l’Arrigoni in testa con 4 punti di vantaggio Vittoria dell’Aurora con finale giallo a Capodistria. ■ II Buie vincitore di stretta misura a Strugnano. - Oltre le prevision! ¡I Pirano Come volevast dimostrare Anche la settimana giornata é paseata agli aíti senza colpi a sensazio-ne. Vediamo i íatti: A Isola, come era da attendersi, pur in un confronto di alto stile tra la squadra leader deila classilica e la squadra piü técnica della stagione, l’Arrigoni si é imposta sul Medusa. Una gara quc-sta che non serviva alia classilica, na serviva al gioco ed alia propaganda avvincente del calcio. A Capodistria si e avuto un aliro colpo di mano degii ex Gampioni del '1LT che potevano ben prendersi il gusto di passare davanti ai Vertene-giio che, se anche ridotto in 9 uomi-ui, nen poteva certamente larla franca con un'Aurora che é, e rimarrá sempre, la squadra di grido. Sempre ai margini, ma con note interessanti, la partita di Strugnano dove ia squadra lócale, ormai condannata a regiere il fanaiino di coda, pur avendo iu suo favore ben 2 calci di rígore, non ha saputo sfruttarii. Hanno cosí imovaménte perso la loro settima partita, ed il loro punteggio in clas-siiica non si muove dallo zero, clas-s:Co símbolo di chi ha povertá di gi-et0 e, sopratutto, sterilitá in attaeco, poiché é inammissibiie che una squadra che gioca, e pur avendo una do se di sfortuna non riesca a realizare, in sette partite, piü di 4 reti, come ha fatio lo Strugnano. Per contro, aitra sterilitá in difesa per cui le 19 reti subite possono dir chiaramen-te tutto. Ma non facciamo il ... pro-tesso al gioco dello Strugnano. Solo abiamo scritto una punta della venté, e quando la veritá e la critica sono Ieali, non possono offendere nessuno. Vero, Carboni? Dello stesso tono di Capodistria, é siata la partita del nubifragio del Cittanova, impantanatosi sul campo di S. Lucia contro un’eccellente Pirana che ha ritrovato l’estro dei bei giorni. Il successo del Pirano merita di pin considerazione, in quanto la squadra é iufarcita di esordienti. Sul terreno pesantissimo questi noveili-ni avrebbero dovut0 trovarsi impac-ciati. Invece se la cavarono. Non é”da oggi che il Pirano é fucina di buoni atieti! E saltiamo nei pleno della giornata: L’Arrigoni ha risolto nuovamente in casa uno uei tenui dubbi che ancora potevano sorgere sulla marcia alio scudetto. Perché, se non ha perso domfenica scorsa con l’Aurora, e non ha perso l'altro ieri col Medusa, ben (difícilmente la squadra di Malosti perderá nelle due partite che le ri-mangono per finiré il girone di andata, mentre per il girone di ritorno la música non cambierá di certo. U-sando un termíne ippico, si potrebbe dire che il Campionato del TLT, girone A, e crina» entrato nell’ultima curva della corsa, e si appresta ad infilare la dirittura che porta al tra-guardo del girone ascendente. La gara per il primo posto, per il titolo» cioé di campione d’inverno, sembra ormai conclusa e l’interesse maggio-re é rivolto ora alia coda, dove se I ultimo e ormai rassegnato alia sua sorte, c’é da vedere chi gli fará com-pagnia. Ma l’interesse é anche rivol-to ai vari derby. Per esempio, quello straeittadino di domeniea prossima, che vedlrá; testa a testa, AURORA e MEDUSA. Ma di questo ne parlere-mo in seguito. Per il primo posto — dicevamo — la gara sembra ormai conclusa. Quel «sembra» non c buttato li distratta-mente; ma vuol cautelarsi di fronte ad eventuaii colpi* di scena. Irrag-giungibiie I’Arrigoni? Senza dubbio, se il ragionamento é guídato dalla lógica; si sa pero che nel calcio ia» lógica conta sino ad un certo punto, región per cui il Pirano ed il Medusa sono sempre autorizzati a sperare. Piccola speranza del Medusa pero, che domeniea potrebbe anche cadere definitivamente. Infatti i giailo-azzurri giocano in casa contro i cugini del-i’Aurora, acerrimi rivali nell’antago-cismo deila supremazia calcistica cit-tadina. Per sperare ancora, il Medusa deve vincere. Ma si sa che l’Aurora, guando vuole, e contro squadre alie quali ci tiene a far ben presente che una voita sulla candida casacca ave-va appuntato lo scudetto di Campione del TLT, ritrova tutto i’orgoglio del suo nobíle casaío. Pronostico al Medusa, ma occhi aperti, non si sa mai! 1 li Pirano, dal canto suo, ha una partita di tutto comodo, giocando a Büie contro i iocaii. Salvo una sorpresa al superlativo assoluto, i bian-co-rossi tartiniani dovrebbero avere altri due punti in tasca. Avvincente invece sará la Iotta tra í! Cittanova che ospiterá l’Umago e che rischia di trovare negli uma-ghesí ia buccia di’banana che ha giá íajto scivolara fior di squadre nel campo a mare del Cittanova. Tra la squadra che arranca nel buio del fondo ciassifica, cioe tra lo Strugnano che andrá a Verteneglio, fcattaglia ai ferri corti, tanto piü che i Vertenegiiesi hanno il dente avve-ienato per via delle due espulsioni di domeniea scorsa a Capodistria e delie 4 reti subite ad opera dcli’Au-!ora. Fra tante rivaltá, l’Arrigoni, dal-l’ajto dei suoi Í4 punti, osserverá so-pratutto i! d»*rbí capodisiriano e l’in-calzare del Pirano, sicuro candidato aíla seconda poltrona e, perché no?, anche aíla prima. Giá, la paiia é rotonda . .. Gíno Volpato Direttore responsabile CLEMENTE SABATI Stampato presao lo st.abil. tipopraf. «JADRAN» Capodistria Pubblicazione autorizzata AURORA - VERTENEGLIO i-1 (2-1)] NEL FANGO L'AURORA MANOVRA MENTRE IL VERTENEGLIO STMPÄNTÄNÄ MARCATGRI: Schiavon al 3’, Apol-lonio ad 26’ (autorete) del primo tempo, Sauro al 15’ Schiavon ai 26’ su rigare nella ripresa. AURORA: Zoppol»ato, Calenda, Sfcer, Apdlonio, Perini, Vattovani, De Ponte, Fantini, Schiavon, Dari.n, Sauro, VERTENEGLIO: Fernetti, Sauro, Pettocelli, Bernardas, Motika I, Stur-mann, Barnaba I, Millo, Motika II, Barnaba II, Sai. Arbitro: Grio. CAPODISTRIA ^ Questa partita, sul piano técnico ed agonístico piü che soddisfacente, sarebbe stata anche migliore, se il comportamento, troppo eccassivo e rígido delTarbitro, non l’avesse negativamente influenza-ta. E, come avviene talvolta nei no-stri carnpi, la gara divenne povera e monotona poiché l’avveirsario, :infe-riore per numero e per mezzi tec-nici, rimase alia mercé dei padroni di casa. Infatti da partita, iniziatasi bene, giá al 14’ minuto di gioco, sentí il peso del fischietto poiché ¡’arbitro, con un provvedimento tanto deciso quanto precipitato, espelleva dal campo Sauro del Verteneglio reo ... di tentato calcio ad un avvsrsario. Perché il direttore di gara: non ha .invece ammonito il giocatore (come preveda Al regolamento) dato che giá con-cedeva all’Aurora un calcio indiretto a suo favore? E poi a.1 44 minuto, perché non concesse all’Aurora, che attaccava di prepotenza, un inequivo-cabile calcio di rigoire per il nettissi-mo faUo di mano (anzi di maní perché »sulla palla le ha sbattüte tutte e due) di Pettocelli in area? Perché concesse invece un calcio di punizio-ne a favore del Verteneglio, quando questi aveva peccato in area di rigore? Purtroppo, per questa partita, giá nata a sfavore del Verteneglio »per l’indiscusso divario di classe con l’Aurora, di svairiomi arbitrali ve ne furor.o non pochini, come quello che é costato l’espulsione dal campo a Bernardas, puré del Verteneglio, per «¡ver protestato contro un calcio di rigore concesso con troppa leggerez-za (e d-ifatti leggerezza ci fu) ai dan-ni della »sua squadra. — Ma badiamo alia parte técnica della gara e non facciamo un processo all’arbitro, per carita! Comunque il direttore di gara, una persona onesta ed ineccep-pibile, non dovrá serbarci rancore per questi nostri appunti, frutto di una saggia valutazione técnica di fat-ti avvenuti e, forse, da lui non vo-luti. La »squadra capodistriana, dunque lavorando sul binario céntrale, sempre in profonditá, si giovava egregiamente delle sue mezze ali e delle capacita costruttive di Scher e del giovanissimo Sauro. II Verteneglio, invece, attuó il gioco manovrato per »sopperire alia de-ficenza numérica e técnica. Bisogna aggiungere che la rapiditá del gioco auirorino ed il terreno viscido per lai recente pioggia, non erano tali da favorire i vertenegiiesi privi di raf-finatezza técnica. Ecco ora la sintesi filmata della gara: : Al fischio d’inizio, attacca con prepotenza l’Aurora e, giá al terzo minuto, arriva a relizzare con un calcio piazzato di Schiavon. Continua la pressione capodistriana che costringe l’avversario a ben 4 córner consecu-tivi, tirati tutti dalla destra da Fan-tini >e infruttuosi (sciupone!). Arriviamo cosí al 14’ fatale. Su un’entrata, non troppo «elegante» di Schiavon, l’arbitro fi.schia una puni-zione a vantaggio dei Vertenegiiesi. Nel fratteffipo Sauro rinccrre un’at-taqcante aurorino e tenta di colpirlo con un calcio». Altro trillo dell’arbitro ed invito agli spogliatoi del Sauro. Rimasti cosí, in 9, gli espiti non si sgementano troppo. Con azioni di contropiede cercano d-i arginare la falla. M>a», al 35, Fa»n-tini realtzzava ancora su allungo di Sauro e si fa cosi; perdonare tutti i calci d’angolo tirati sbadiatamente. Poi arriviamo ad un’altro minuto fatale: 44, ennesima puntata aurorina. Fantini riceve la palla in area Ver-tenegliese e mentre sta per calciar-la, diritto, diritto in rete, Pettocelli gliela carpisce con tutte e due le maní. L’arbitro fischia, e giá i vqrtene-gliesi erano rassegnati al rigore, se-nonché, tra lo stupore generale ed il coro . . . della platea, concede un calcio a danno dell’Aurora. Svista o esa-me di riparazione per l’eccessiva ap-plicazione del regolamento »nei rigu-ardi di Sauro? La ripresa S ancora veloce e sulle prime attaccá il Verteneglio. Attacco di breve durata perché al 15’ s»u azio- II mérito é tullo deila difesa ARRIGONI B: De Grassi, Peliizza-ro, Dagri, Eernardi, Costanzo, Viez-zoli, Ulcigrai, Zaro, Dagri II, Russi-gnan, Depase. MEDUSA B: Cernivaní, Zueca, Or-lati, Clemente, Stradi, Coceani, Mi-cheli, Orlati II, Spadaro, Mele, Lon-zar. MARCATORI: Depase al 10’ Miche-ii al 13', Spadaro ai 16’ del primo tempo. ARBITRO: Divo di Capodistria. In preced^nza delle squadre mag-giorí, i cadetti dei Medusa e dell’Ar-í >goni si sor«o incontrati per definiré quale é la migliore, giocando una magistrale : artita, tutta velocitá, o-ve hanno emeisp per il Medusa, una difesa noderosa e sbrigativa, per l’Ar-rsgoni un attacco tutto-pepe. La vit-íoria finare ha arriso meritatamente ai bravi capodi'-triani i quali in virtü dtlla maggiote intraprendenza sono riusciti a baitere, sia puré con ho» scarto di ur,u rete, i bravi e tenaci avversari in formato minore. Gli isolani pero non avrebbero de-meritato un pareggio in quanto si so-no dimostrati piú penetrativi e sbri-galivi nell’attacco. La partenza vede súbito gli isoia-n: impegnare ripetutamente il r.or-t ere avversario che dimostra di »»s-scre in giornata particolarmente felice. In questa -»rima fase la suoe.'loriiá r-t.lana é mamíesta e si concre.a al' "0’ di gioco per mérito di Depase che, con una azione individúale, segna» amparabilmente. Punti su vivo, i ca-podistriani reagiscono e pareggisno al 13’ per mérito di Micheli. Preso l avvio, i medusani insistono e per-vengono ad aumentare il puntegg.o ai 17’ per mérito di Spadaro che in-sacca raso térra. I RISULTAHJ Medusa B - Arrigoni B 2-1 Nardone Ampelea 6-0 Stella Rossa Pirano B 2-0 (forfait) LA CLASSIFICA Nardone Stella Rossa Saline Medusa B Arrigoni B Aurora B Pa» tizan Ampelea S. rugnano Pirano B 6 600 26 3 12 4 1 1 2 2 9 2 2 2 2 1 1 1 2 1 1 1 3 B 6 4 6 4 4 5 5 113 5 10 5 5 0 0 5 1 17 0 UN PO' Dl M essšsšss iifiiîü PER* lili ■■■■ Kaan B6S1 läSüS ggíS ?‘SÍ »¡S ESS BBB' saaas asaas SKEípenm ClitilMTÜliRäFICI Aderendo ad una felice iniziativa del nostro ente distribuzioni cinematografióle, la «Slovenia Films» ha inviaío nel nostro circondario, una ;.ci ie di films di produzione soviética, a carattere cultúrale, scientifico e vario, che verranno proiettatti sui nostri schermi in questo mese. Cosí i nostri iavoratori potranno assistere alia proiezione di una serie di interessanti films facenti capo. a «Lermontov», «Fiore di mare», «Zoja» (storia di una eroica ragazza russa), nonché altri films di yarie-tá. Per i pionieri delle scuole itaíiane e slovene delle cittadine di Isola, Pirano Capodistria verranno invece effettuale proiezioni speciali con i films: «Cenerentola’, «Un capitano di 15 anni», «I segreti della natura», e «Nesser ei Din a Buohara». Siamo certi che questa iniziativa vorrá accolta con il massimo favore da parte dei nostri iavoratori, TESSERA R—la: Sapone gr. 450 sul tagliando 01; gr. 250 di biscotti sul tagüamdo 02; gr. 100 di sapone da toeletf’a sul tagliando 203; 1 scatola di sardine sul tagliando 204; gr. 500 di conserva s»ul tagliando 05. TESSERA R—1: Sapone gr. 300 soi tagliando 101; gr. 250 di biscotti sul tagüamdo 102; gf. 100 di sapone di toeletta sul tagliando 103; 1 scatola »di sardine sul tagliando 104; gr. 500 di conserva sul tagliando 105. TSSSERA R—2: Sapone gr. 300 sill tagliando 201; gr. 250 di bisçotti sul tagliando 202; gr. 100 di sapone da toaeletta sul tagliando 203; 1 scàtola di sardinen sul tagliando 204; gr. 500 di conserva sul tagliando 205. TESSERA, R—3: Sapone g»r. 300 »sul tagliando 301; gr. 250 di biscotti »sul tagliando 302; gr. 100 di sapone da toeletta sul tagliando 303; 1 scatola di sardine sul tagliando 304; gr. 500 di conserva sul tagliando 305. TESSERA D—1: Sapone gr. 300 sul tagliando 401; gr. 250 di biscotti sul tagliando 402; gr. 100 di sapone da toeletta sul tagliando 403;.gr. 250 di ht conserva sul tagliando 404. TESSERA D—2: Sapone gr. 150 sul tagliando 501; biscotti gr. 250 sul tagliando 502; gr. 100 di sapone da toeletta sul tagliando 503; gr. 250 di co»nserva sul tagliando 505. TESSERA D—3: Sapone gr. 150 sul tagliando 601; biscotti gr. 250 sul tagliando 602; gr. 100 di sapone da tOiëletta sul tagliando 603; gr. 250 di conserva sul tagliando 605. TESSERA G; Sapoine gr. 150 sul tagliando 701; gr. 100 di sapone da toeletta sul tagliando 703; gr. 250 di co»nserva sul tagliando 705. TESSERA MD; Sapone gr. 300 sul tagliando 1101; gr. 100 di »sapone da toeletta sui tagliando 1102. TESSERE ANNONARIE A PREZZI COLLEGATI TESSERA VC—R: Sapone gr. 150 sul tagliando 125; gr. 800 di zucchero sul tagliando 126; gr. 100 di sapone da, toeletta sul tagliando 127. TESSERA VC—M: Grasso gr. 800 sul tagliando 41; gr.. 150 di carne sui tagliandi 42, 43, 44, 45. COMUNICATO La comp. Savarin Mafalda di Ma-resego ha smarrito 5 mesi' fa la sua carta d’identità. CAMPIONATO TLT GIRONE «A» I RISULTATI Arrigoni - Medusa Pirano - Cittanova Euie - Strugnano Aurora - Verteneglio 3- 1 5-0 1-9 4- 1 ne dei tutto individúale, Sauro batte per la terza volta il bravo Fernetti. Al 25’ di questa ripresa, »ancora Sauro irrompe lesto in area Verteneglie-se. Un difenso»re cerca di sgambettiar-lo, ma non ci rlesee, tanto è vero che la palla rima,ne incodlata ancora sul piede a Sauro. L’arbitro interviene e concede il :rigo»re all’Aurora. Perche? dove la mettiamo la regola del vantaggio»? Bernardi capisce l’aasurditá del rigore, protesta, con motto di stizza, calda lontano la palla e l’arbitro lo invita agli spogliatoi anche lui. Indi il rigore viene tirato e realizzato da Schiavon. II resto della partita non lia storia. La rete del Verteneglio è stata rea-lizzata da Apollonio dell’Aurora a»l 26 del p. t. — Autorete banale ma a favore degii ospiti. Riposava Umago LA CLASSIFICA Arrigoni 7 7 0 0 26 1 14 Pirano 6 5 0 1 17 10 10 Medusa 7 4 1 2 14 11 » Aurora 6 <4 0 2 14 6 8 Buie 6 1 3 2 8 12 5 Verteneglio 6 12 3 9 13 4 Umago 6 T 1 4) 8 18 3 Cittanova 6 1 1 4 8 22 3 Strugnano 6 GIRONE 0 0 6 «B» 4 19 0 Un’azione dell’Arrigoni sotto la porta del Medusa ARRIGONI-MEDUSA 3-1 (3-1) Imbattibile la squadra isolana? I RISULTATI i S. Giusto - Mesghez 5 0 LA CLASSIFICA Marcatorh Sabadin al g’, Marchesan al 17’, Bologna al 22’, Depase al 35’. ARRIGONI, Russignan, Delise, Da- A PASSO RIDOTTO IL CAMPIONATO Ql ZONA á ^ MEDUSA B-ARRIGONI B 2-1 Montebello 6 5 0 1 27 4 10 eri, Uicigrai, Lorenzutti, Sorgo, Ou- S. Giusto 7 5 0 2 39 16 10 uine, Bologna, Delise II, Depase. M»r- Mesghez 6 4 0 2 14 11 8 ci/esan. Opicina 7 4 0 3 20 15 8 Medusa: Vascon, Santin, Corte, Pa- Servóla 5 3 0 2 18 13 6 renzan, Tucinovic, Ramani I, Depai- Olimpia 6 1 0 5 11 12 2 gher, Sabadin, Strain, SabaJin L, Contovello 6 1 0 5 11 22 2 Santi. Aurisiua 7 1 0 6 5 42 2 ARBITRO: Schiavon di Capodistria. La ripresa ti.ova i m»;Ls».'d sed-cisfatti del risultato e me «o pecn c* loó (forse ia stanchezza), mentre : piccoli isolani, disperatameate lan-ciati alia ricerca della vittora, p'e-mono continuamente, ma non conclu-dono per troppa precipitazione e per lo scarso fiuto da rete. La fine troya perianto merhatamente Vincenti i ca-éetti capod’rtriani i quali poi, dal Jctrdi del campo, assisteranno fidu-c'.csi ad un bis dei moschettieri. NARDONE-AMPELEA 6-0 Chi lu fermera? Gli isolan» dei Nardone ed Ampelea, si sono dati battaglia sul cam-po di Isola. Il primo tempo, deciso a confer-mare il suo attuale stato di grazia, il secondo a mettere fine allq_ spa1 croneggiare degli imbattuti avversari. I gialii deiTAmpelea, adottando ne' primo tempo la tattica della gtret-t.r guardia suiTuomo, sono riusciti, ad imbrogiiare i terni di gioco dei più tecnici avversari ed a finire il tempo sullo zero a zero. Nella seconda parte, un po provati dalio sforzo initiale, hanno dovuto chinare il capo e dare via libéra agi» scatenati atieti dei Nardone, che alla fine sono arri-vati. a mettere un sacco molto pesante sulle spalie dei generosi fratelli isolani. La cronaca registra un primo tempo poco emotivo senza entusiasmo, sa vo in rare occasioni, quand0 i ros-si della Nardone sono riusciti a por-tarsi in area dei gialli sparando da lutte le parti, ma che, sia il guar-chano, che i pâli hanno respinto tutti i palloni. La ripresa é tutta di color rosso. in quanto Si'- uomini dei Nardone si scatenano deçisi a far crollare la re-sistenza avversaria, e ci pervengono alla fine segnando prima con Zaro al 21’ con Jeminic al 23’, al 29’ con Vascotto, al 30 con Bologna, al 37 nuovamente Za-ro ed in fine 39’ con Bologna, che melcono definitivamente in gnocchio i generosi amici (Isolani) confermando cosi nuovamente la lo-ro chiara ed indiscussa supériorité nel girone di Zona da essi capeggia-to. Preciso »'aibitraggio di Amodeo di Trieste. BUIE - STRUGNANO 1-0 Ancora a vuoto la Cenerentola MARCATORI: Vidal al 10’ del primo tempo. BUIE: Ravasin, Migenco, Potleka, Bertolin, Manzin I, Manzin II, Pia-r»eila, Milos, Vidal, Furlan, Vascotto. »STRUGNAiNO: De Rossí, Rebulich, Uicigrai, Vascctto, Benveuuti, Palci, Nemec, Carbone II, Stor, Felluga Zaro. ARBITRO: Burlini di Capodistria. STRUGNANO — II Buje é uscito vittorioso del campo dello Strugnano, ma vittoria piu preziosa non fu mai ta.»ito fortunata come quella che i calciatori del Buiese sono riusciti a carpiré oggi di fronte ad un avversario che gíocava in casa propria e che giócava, con la forza della di-sperazione, alia ricerca dei primi punti della stagione. Non sono riusciti al successo quelli dello Strugnano, malgrado le bnone azioni ed i due ca ci di rigore andati a vuoto. Decisamente la gara é stata in serie contraria ai padroni di casa, ed ancora una volta dobbiamo fare ampia ammenda a noi stessi e dire che la lógica nel calcio non esiste. Non ene i buiesi. abbiano gioeato male, tutt’altro, ma lo Strugnano si meri-tava almeno, il pareggio. La squadra isolana, scesa in campo menomata nei ranghi per la forzóla assenza di Corbatto e di Urlini, due colonne della difesa, di fr.í /.e ad una Medusa in formazione nueva, per l’inclusione di ben tre nuovi ac-quisti, ha a.»puto raffreddare presto 1 entusiasmo dei giallo azzurri Cao'’-(íh.triani che, in apertura, al 5, erano riusciti a far capitolare l’invioizca rule Isolana, mettendo al prop :o at-tn o, nello spazio di 30 min .-.'i, tro reti che se non irresistibili, sont giu-sto premio alla supériorité di gioco, messo in vetrina dai sororen i: :».i Csmpioni del TLT Nessuna atténuante possono avanzare i medusani, i quali, ripres.-ii i.f ila seconda parte della gara non Enrío riusciti quasi mai a proc ir,»re suai seri alla porta, difesa del magnifico Russignan, e nemmeno l’espul-sione dal campo di Parenzan, av véneta ad un quarto d’ora dalla fi»»e, F ô aver influit0 sulle sorti, oiniai s.egnate di ouesta bella e combattu:» centesa. Ecco in sintesi la pa-tit-a. AI via, rartono fulminei i giai’;,» azzurri dando l’impressione ch? i»a arrivato il giorno della grande .sorpresa portandosi minacciosi r elj’areà isolana, e mettendo in difficoltà ia ùi fesa che, al 5, deve capitolare per ».»-riera d_i Sabadin, che, sfrutta:o en Gebole rinvio dei portière isolano, in-sarc-a. Questa rete accende la scintilla dei risveglio isolano, e ne fanno le spese ben presto i confusi difen- sc.'i capodisrriani, i quali non possono impedi-e a] 17’ che Marchesan, ricevuta la síera da Delise, la Gollpchi alie spalle di Vascon. Continua la pressione isolana, e gli ospiti devono raggrupparsi nella »pro-pria area, lasciando soltanto tre uomini di punta per alleggerire la pressione con qualche sporadica azione di contropiede. Al 22’ ecco la seconda rete, Bologna, imbeccat0 da Dudi-ne, scartati elegantemente due avver-.sari, da circa 20 metri, lascia partiré un bolide che fa inchinare per la, seconda volta Vascon. L’Arrigoni, non soddisfatta continua a premeré, ed i suoi attaccanti ben sorretti da una mediana magnifica, con Sorgo maestro, dann0 continuamente dentro fino al 35, quando il direttore di gara concede un calcio d’angolo, che viene battuto da Marchesan, palla alta a parabola tesa, testa di Depase e rete. II primo tempo finisce cosí con tre reti ad una in favore dell’Arrigoni. Nella ripresa, gli isolani, per evitare delle sorprese, non rallentano i! ritmo, ma r.on riescono ad avere quel mordente per poter ulteriormente far saltare la difesa capodistriana. II tempo passa con azioni alterne da ambo íe partí e qualche scorrettezza principalmente per opera de¡ gialloazzurri, che forse, stanchi ed assillati dai passare dei minuti, non riescono ad irnbastire azioni degne di rilievo, dando cosi modo alia gio-vane coppia dei terzini isolani di liberare agevormente. AI 30’ circa Parenzan, venuto a diverbio con Bologna, viene coito in fallo dall’arbi-tro e mandato innanzi tempo agli spogliatoi. Fidoiti in dieci, i medusani non »si scoraggiano, e danno tutto nella iotta pur di arrivare a rad-drizzare le sor ti, ma gli isolani dicó-no no, e la fine li trova ancora nei paraggi della porta avversaria in cerra di frutti L’arbitraggio del Sign. »Schiavon otiimo. AMO POSITIVO BILANCIO DI ATTIVITA SPORTIVA INiJUGOSLAVIA NUOVI£RECORDS;NAZIONAL¡ CONQUISTATI QUEST’,anno Con gli ultimi due records di note-vole pqrtata, conseguiti da Frane Mi-halje il 6 nove»mjbre a Zagabria nelle gare di foindo, si è conclusa uíficial-■mente la »stagione jugoslava di »atlética leggera che ha segnato notevoli progressi, sia in campo maschile che femminile. Nelle co»mpetizioni in Jugoslavia ed all’estero sono state otte-nute otto brilianti vittorie su rappre-sentative straniere e nello spa»zio dei sette meni, che corrono dall’8 aprile, quando Ceraj a Pola» segnava il nuovo primato sui 2000 m., fino al doppio record di Mihalje del 6 novembre a Zagabria, gli atleti jugoslavi hanno migliorato per ben 22 volte records nazionali, eguagliandone uno, mentre, in campo femminile, sono stati abbas-sati otto primati e sei uguagliati. Ecco la tabella cronológica dei primati migliorati nel corso della stagione 1950: S/4 a Poia: 2800 m Ceraj (Partizan) in 5’34” 4 2!S Zollia: Salto triplo Zagorc (Kladivar) m. 14,37 23/5 Belgrado: Getto peso Sarcevic (S. Rossa) m. 15,66 Balgratíó: 1500 m Ceraj (Partizan) 'n 3’53” 2 Belgrado: 19.000 m Mihalje (Partizan) in 30’ 50” 4 Belgrado: .Salto triplo Petranovií (Partizan) m. 14,41 Belgrado m Hanc (Kladivar) in 1’ 53” 7 4 ^ 1500 m staífetta del Partizan (Scgedin, Striief, Otonheimer e Ceraj) Decathlen Marcelja (Mladost) p. 65,38 Salto asta Mlakov (S. Rossa) m. 3,91 5000 m Scgedin (Partizan) ¡n 14’ 37” 6 Saito triplo Petranovič (Partizan) m. 14,44 Saito triplo Zagorc (Kladivar) n. 14,46 Staffetta svedese Partizan (Brnad, Stankovič, Saboiovič, e Račič) 3800 m . Pavlovič (Partizan) 1500 m Ceraj (Partizan) 3000 m Segedin (Partizan) 3090 m Ceraj (Partizan) 4 ^ 400 m (Stalfetta Nazionale (Milesovski, Stankovič, Račič e Sgboiivič) 5000 m Ceraj (Partizan) in 14’ 30" 6 20.000 m Mihalje (Partizan) ore 13’ *7” 4 Prova sull’ora Mihalje (P.) m. 18.776,80 11*4/6 1:4/6 25/6 2/7 8 7 Zagabria: Zagabria: Vienna: Zagabria: Maribor: Colia: Goctebcrg: Goeteborg: Stoccolma Stoccolma Linköping: Milano: 8-9/7 23/7 30/7 2/8 5/8 1/9 1/9 6/9 6/9 9/0 17/9 in 1’ 58” 3 8’ 28” 8 3’ 52” 0 9’ 01” 0 8’ 27” 2 in 3’ 17” 4 in in in in 15/18 Belgrado: 6/11 Zagabria: 6/11 Zagabria: Ecco la tabella cronológica dei re- cords femminili 20-21/5 14/5 8/5 24/8 2/7 9/7 Zagabria Pentathlon Merovič (Mladost) p. 2616 Belgrade Lando giavel. Radosavljevič (SR) m. 40,67 Tei Aviv 60 m. Butla (Mladost) ip 8” 0 Vršič 68 m. Koška (Sloga) fe 8” 0 Basilea 60 m. Butla (Mladost) ip 8” 0 Zagabria 3^800 m. Spartak (Ivankovič, Camadi, Larke) in 7’ 39” 8 8-9/7 Zagabria Pentathlon Šumak (Mladost) p. 3432 30/7 13/8 13/8 Zagabria 200 m. Tuco (Velos) in 26” 3 Maribor Getto peso Radosavljevič (SR) m. 13,36 Maribor Lanero disco Matej (S. Rossa) m. 42,43 24-22/8 Bruxelles Pentathlon Knez (Kladivar) p. 3613 8/10 15/10 Varaždin 80 h. Seb (Sloboda) in 12” 5 Varaždin 80 h. Seb (Sloboda) in 12” 5 Co»me si vede fra i nuovi primatisti Bučne nuove pure nel mezzofondo, maschili si notano solamente quattro dove Mattia Hane, che 1’anno »scorso nuovi. In primo luogo quello: dei ha gareggiato alTombra di Ceraj, ha due giovani Zagera e Petranov-ií che, nella lotta adeanita per la supremazia nel salto triplo, hanno migliorato complessivamente, per Quattro volte, il record nazionale portándolo infine, per mérito di Zagera, al limité di metri 14,46, ulteriormente migliorabi-le, considerando le buone qualité ri-levate in entrambi gij atieti. abbassato il vecchio record degii 800 metri, segnando il tempo di 1’ 5” 7 che certamente non rappresenta ancora il massimo delle sue possibilitž; con un miglioramento nelle scatto, egli potra coprire la distanza in 1 e 2” in mejo: Fra gli ultimii1 atleti ,inser;itisi quest’anno nel novero dei primatisti e Stevan Pavlovič che» »pero e vissuto negli allori per »soli otto giorni, nel corso della tournée in Svezia allor-ché, primo fra gli atleti jugoslavi, riusciva a scendere sotto i significa-tivi 8’ 30” 00, ottenendo il tempo di 8’ 28” 8; ma sola una settimana piu tardi Ceraj, che ha abbandonato il mezzofe-ndo per dedicarsi completamente alie gare piü iunghe, miglio-rava ulteriormente il tempo dello stesso Pavlovič ottenendo nei 3000 m un ottimo 8’ 27” 2. Comunique anche Pavlo»vič, con i iusinghieri risultati ottenuti in questa stagione, puó con-sideransi la speranza del mezzofondo jugoslavo. Ancora una volta fra i vecchi re-cordam ha giganteggiato Zdravko Ceraj che tuttora detiene tutti i primati dai metri 1500 ai 5000, mentre nei 3000 con siepi. Segedin non trova con-correnti in campo nazionale e ben poohi pure in quello internazionale. De¿ne di gra»nde considerazione pure le due ultime prestazioni di »Mihaljo nel fondo. In conclusione, 1’atletica jugoslava puó ritenere senz’altro proficua la stagione passata, specie in» quanto riguarda il mezzofondo ed il fondo, m a d aitra parte, bisogna am-mettere che non si sono fatti progre»s-si nelle altre specialitá: Soltanto Sarcevic, con ii nuovo primato del 28 maggio a Belgrado (m. 15,66 nel getto del peso), ha ottenuto un risultato di portata europea. . »’^IJO . Anche in campo femmiraile quattro atlete che iscrivono per la prima volta i loro nomi nelTalbo delle prima-tiste. La giovane e ben dotata Katica Koška ha scelto i suoi frutti migliori giá all’inizio della stagione, mentre verso la fine, »pur non superando piü i suoi tempi migliori, ha dimostrato d’es.sersi migliorata notevolmente nel-la scatto. , ■ .üólfH Nel Pentathlon si é accesa una iotta accanita fra le giovani Milice Šumak e Ivanka Knez che ha’ permesso di migliorare notevolmente il primato nazionale, portándolo a punti 3432. Nei 8„0 metri, ostacoli, la Seb ha eguagliato due volte il vecchio »primato 02" 5) di Vera Pesinek, senza riuscire peró a superarlo. Fra le atlete piü anziane la Radosavljevič e. la Matej hanno ancora dominato nei ri-spettivi campi ed i loro primati non hanno piü bisogno di commenti essen-do di ampia portata internazionale, come é stato últimamente dimo,strato ai campionati europei di Bruxelles.