Anno VI. Cai-odistkia, Gennaio-Febbkaio 1908. M. 1-2 PER10DIC0 MENSILE Vaglia, manoscritti e cose attinenti tanto alPamministrazione quanto alla redazione del giornale vanno indirizzati al Signor GIULIANO TESSARI — Capodistria. Jlncora inlorno air esllio di Giuseppe Rmre Alle nove lettere cli Giuseppe Revere ad Emauuele Cc-lesia (*,) pubblicate nel mese cli settembre del 1907, altre dne 1'accio seguire oggi sit queste colonne, indirizzate, corae le pre-cedcnti al Celesia. Uelle due ima particolarmente ci sembra di singolare importanza: essa non poda ne il luogo dove fu sc.ritta, ne la data, raa evidentemente fu dal Revere dettata a Civitavecchia nel 1849: il patriotta e letterato triestino aveva — come č noto — in quell' anno memorando, preso parte alla rivoiuzione romana, e a quanto sembra, assistette anche alla entrata dei Francesi a Roma. Non senza importanza quii)di č la prima delle due lettere che qui si pubblieano: essa porta nuova luee sull'esilio di Susa inflitto al Revere dal governo ])iemontese nel 1850, e di cio ci siamo occupati neH'opuscolo sopra citato. II futuro biografo del caro poeta e scrittore triestino do-vra tener conto di questo documento: esso si conserva auto-grafo nelia Riblioteca della r. Universita di Genova, nel fondo Celesia, dove tuttavia si trova pure il secondo documento che qui pubblichiamo, che e un biglietto del Revere 'al Mordini, mi n i str o allora degli esteri a Firenze nel quale si raccomanda Emanuele Celesia, profugo nel 1849 da Genova, dove teneva il pošto di segretario del Governo. E figura cosi bella e grande quella di Giuseppe Revere si a come uomo, sia come letterato che tutto cio che pno in (*'i Guido Bustico « L' esilio di Giuseppe Revere« Salo. G. Devoti, 1S107 in 16° (per nozze Bottero-Revere). qualche modo illustrare il primo periodo agitato e doloraiite della sua vita deve essere amorosamente raccolto e studiato. Noi sappiamo dal nuovo documento come il Revere pote ap-prodare a Genova, ma ci e anchc noto come 11011 appena giunto vi ebbe 11011 poche noie, e pur standosene chieto chieto, medi-taudo di portarsi o in Svizzera oppure a Malta gli giunse fra capo e collo il decreto di con fino a Susa. Egli dovette portarsi nella localita destinatagli insicme con un certo dottor Maestri che con lui partecipava delle dolcezze di qnel confino. La diraora a .Susa «eimiterio delle gen ti» d aro per fortuna solo un mese, che ii governo piemontese acconsenli — anche in con-siderazione della sua malferma salute — che si trasferisse dap-prima a Torino poi a Genova, dove aveva larghe e vive amicizie come quella che lo legava col Chiossone e con queir'Emanuele Celesia che ara o di amor fraterno, e del quale appunto si parla nella seconda lettera che qui pubblichiamo diretta al Mordini. Salo 11 del 1008. Prof. Guido Bustico (t. Revere a E. Celesia. Caro Celesia Da Civitavecchia vengo a Genova con passaporto ame-ricauo, vidimato a Roma dal Console Sardo. Tuttavia prevedo mi si faranno delle difficolta allo sbarco. Io nou ho alt.ro in-tendimento che di recarmi in Svizzera ed ove 11011 si consenta il passo di rimbarcarmi per Malta. Per me personalmente uon temo, perche per nulla compromesso, ma ho paura si prenda un provvedimento generale senza sceverare gli uni dagli altri. Adoperati dunque per me, e in caso di bisogno, parla con quelli che čredi mi possano giovare. Nori vorrei passare da vapore a vapore senza costrutto. Se čredi, va a dirittura alla Polizia e prega quel Commisario di farmi discendere, va dal generale La Marmora che forse mi conosce di nome. Io vengo col nome mio nel passaporto prova che non ho cosa a naseondere. Ti raccomando fratello mio la cosa. Rea'ere (P. S.) Vedi, fratello mio, che senza sapere mi sono pošto in un brutto impaccio, Trova chi mi faccia malleveria per me, PAG IN K J.KTKIANK 3 ne consentire io vacla confuso in un provvedimento il quale noi) puo ne clebbe riguardarmi. Io veniva con piena e sicura fede a Genova come italiano e non altro. Potresti impegnare la stessa PoJizia non avendo io nulla a temere. Un amico vor-rebbe sapere al piu presto possibile se siano eosti in Genova i cardinali Fieschi e Spinola e singolarmente il ministro del secondo D.r Luigi Capponi. Chiede di questo perche tali per-sonaggi potrebbero essere di gran giovamento ad entrambi. Esso li conosce personalmente ed essi certo garantirebbero per lili e per altri. Emmanuele mio fa in guisa ch' io abbia una tua risposta, puoi intenclere di leggiero coni' io 1'aspetto. 11 tuo Reveke G. Iiecere a A. Mordiui. Livomo, 11 Aprile (1849) Mordini mio Accogli Emanuele Celesia giovane egregio come il migliore de' miei amici. Segretario del Governo di Genova fu degli iiltimi, ne sgomento allorche fu lasciato solo. Abbandono il suo I nogo dopo il secondo armistizio, quando le cosc oran guaste, e mostro come ali' ingeguo suo vada congiunta l'altezza del cuore. Te lo raccoinanda profondamente il tuo Reveke Cittadino Aulcmio Mordini Ministro degli Esteri Firenze. P A GIN K ISTRI AN K Termini e modi di dire italiani (losoani, Toneti, -a j urad, giurati patriot, patriota (poco usato) dekret, decreto /•evolucion, rivoluzione federacion, federazione (a)fori, affari particela, particella nel si- gnificato tavolare biliet (biglietto), vale come citazione sentenca (p. u.), sentenza ren tilacion, ventilazione taksa, tassa p i ■<'sln •it, prescritto rihiiri/, ricorrere rikors, (p. u.), ricorso tiiandol, mandato kuifonra fina/, quietanza fi- nale statut, statuto fanat, fante komun, eomune k o m unsho, comunale sedata, seduta pulicai, poliziotto sekretar, segretario deputoti, deputati komisa(o)r, commissario jeliiima, legittima rendita, rendit?, spendivat, spendere jušto, ginsto , jnMat se, accordarsi per il prezzo specialmente skeda, scheda kapetanat (p. u.), capitanato smo si kompagni, siamo tutti compagni, eguali nel signi-ficato sociale provincia, provincia come au- torita u6rdia, guardia pasapoi•ti, passaporto stimat, stimare haratat, barattare, permu tare si sentencioii za poč ra kasti/i, fosti sentenziato (con-dannato) e devi subire il castigo res poč za proro (prova), an- drai come testimonio, hondanat, condannare impieJt, iinpiego stemedor, stimatore pegn, pegno; pegnera (ven. pegnora). oppignoramento. fmlnstria e roniuioroio. Come fu gia osservato nell' introduzione, le arti o i me-stieri (industria in genere) sono poco sviluppati presso i nostri P.UiINK ISTIM ANK Slavi, quindi difetta il numero dei termini risguardanti questa attivita, che altrimenti a ricorea fatta ancho questo canipo sarebbe stato piu riraunerativo. Moral ven. moral, specie di trave fadigat, lavorare šoper, scioi ero miniera, miniera kam, miniera lama, vale come rotaia petro(u)lio, petrolio; rastne, ruggine pinel, pennello kilo, chilogramma športa, športa ven. morchia delle olive tokčnda, locanda polt, appalto pinturat, pitturare; pintura, pittura s tac, ion, stazione kofa, cofa ven. cesta cicoria, cicoria patina, patina karanten, ca ran tano fanta, funto remendti, remenaii v e n., scheletro di legno per co-struire un volto Uma, lima raspa, raspa minadori, minatori hafetaria, calfi> hira, birra t abak, tabacco cigbri, sigari diretor, direttore inzigner, ingegnere ostaria, osteria katram, catrame manovela, manovella karta fina, carta da sigarette' vida, vite stopa, stoppa rokel, rocchetto čikolata, cioccolata npacakami)i, spazzacamino pesa, peso Uriva beri, ritira denaro ponti, po uti ven., tavola grossa .sliatola, scatola fotografal, fotografare soda, soda malin, mulino farno:a, fornace kalkera, calchera, ven. fornace da calcina pampa, pompa pumpat, pompare karbon, carbone cemfrnt, cimento dilemit, dinamite ■mina, mina kavalet (p. u.), cavalletto I udi gor (p. u.), calzolaio botegor, bottegaio kuldr, colore baraka, baracca nuitun, mattone d roga i Ha, drogaria skuria, ven. scaj-ia, frusta karar, cavatore, operaiodella vicina miniera carbonifera peso, peso pešal, pesare sablun, sabbia tavolac, tavolaccio leva, leva bat.le od ponta, martello da punta magasin, magazzino lapis, lapis bruhvica, brocca (per lo piu delle scarpe) brbkiči, come il precedente niramor, marino otto, volto (d' arco) tavoloni, grosse tavole kurboner, carbonaio spoli, spago 1 'A GIN K ISTRI ANK mcicel, raacello bekor, beccaio bekaria, beccberia skarpel, scalpello; bočardci, ven. bočardci, ordigno da scalpellino macbla, mazzuola armadura (p. u.), armatura jeso, gesso na hbrte je stampon, sta stampato sulla carta kagnoli ven. cagnoli, tauto i paracarri, quanto gli ar-pioni bule tja, bottega fogist, fuochista mahi/)/.s/, macchinista m a.)'augon, falegname štora ven. sfera, staio s/a rte, ven. staral karoca, carrozza redi ni, redini inisčer, mestiere kcirgaf, caricare (dicesi spe-cialmente: se hargb fore) balanca, bilaneia kolordf, colorire, tingere (pili usato in questo senso) na turno, per turno le triko, luce elettriea karton, cartone Jibrta, carta sapuu, sapone j ara, ghiaia rese/tal, arsenale stomagna inkolana i sopresa-na, camicia incollata e sti-rata konbp (canapo), fune tregeto, traghetto, carro della ferrovia carbonifera adi-bito al trasporto di persone grota, grande pietra guma, gomma (sifone) sponga, spugna lato(a), latta limdt, limare parapet, parapetto fabrikat (p. u.), fabbricare fabrika, fabbrica grafa, grata ven. graticcio per separare la sabbia dai sassolini liruonHe, timonelle trapan, trapano 11 ■a pandt, trapan are sku6ra, squadra piotnb)n, piombino ferata, ferrovia tren, come il precedente gonc, gancio bombah, cotone ven. bontbaso garzon, garzone zbohdt, imbokdr ven. skoras f t vide, spazzino inzegndt se, ingegnarsi milior, migliaio mil/ioni, milioni lunier, numero so/din, soldo, plur. soldi spegnula, ago de pomoto ven. (anche nella bassa Italia cosl) sumpertn, ven. fulminanti con la capocchia di zolfo fuhninonti, fulminanti ven.; zolfanelli skartbc, cartoccio insahdt (p. u.), insaccare kuintbli, quintali tornalata, tonellata bala od bahalaia, balla di merluzzo martelina (usato soltanto da-gli scalpellini), martelina ven. pardnk, paraneo ven. pontarol, pontarbl, ven. pun- teruolo Uvel, livello piket, picchetto pikefdt, picchettare hordoncin, cordonzhi ven. kolon, cotone jem\c ven. gemo, gomitolo (poco usato) 10 PAG I NE l STR I AN K sior paron, signor padrone inkhrtdf, incartar ven. čun ti delni monedo, te /hrt) moneda (espress. ven.) ki inzempi da biste storil, che ingegno che avreste dimostrato nel farc qual-che cosa porini, fiorini Agricoltiira, atuulogia. Li.tar, litro paršitf, prosciutto spale t a, spaleta ven. /omiana, damiana ven. da- migiana voltat, voltare sfer p, sterro, sterpo ven. boca, bosa ven. boccia pomidori, pomidoro a rs, aks (il pili usato), ash, asse di carro o carrozza pianta, pianta dricat, raddrizzare tasel, tassello sesula, sessola garde lin, car del 1 i n o pini, pini cok, zoro ven., tronco skice/, schizzetto (specialmen-te nelle macchine agricole) limfni, timone balancin, halanzin ven. /rizike/, trinchetto, parte po- steriore del carro rusica, liore in genere garoful, garofolo ven., ga-rofano sčopon, ven. sčopar garofano doppio con petali molto pronunciati melancana (voce rara), rae- lanzana kapus-sa, capuccio * ladogno, lodogno čuki, zucclie gra,spini (voce rara) g raspini ven., nva spina spindci, spinacci krapav, carpino karobola (voce rara), carruba iMitiiiiica. tniiM-riilojria. cibiba, uva passolina narance(i), aranci sčoki, sčoclu ven. palbd, ven. paludo, fieno salo t, salata radič, radicchio kitkamari, cocomeri meloni (poco usato), meloni anguria, anguria rnoskadel, moscato armolini, albicocclie nutsolinice, rnusolini ven., moscberini simia, scimmia rini) ima fovcu, il vino e forte selen (poco usato), seleno lirnan, limone pagnohi, pagnura ven. lerfot, trifoglio rba spagna, erba spagna lavonda, laranda ven. sparagi, asparagi maruni, maroni kostbgn, castagno kostani, castagne kostogna, castagna i •o srna H n, rosni arino ciitkuanl)n, :-iuquanthi ven. (specie di granoturco) forkolica, diminutivo di for- cal ven. forkadela, forcadela ven. bi-corno di legno messo a sostegno delle piante posčs, possesso (nel significato di campagna) kampagna, campagna bas/o, sella del ciuco kaponera, caponera ven. stia špirit, spi rito fioret, fioreto ven., fiore di farina butacel, bottaccio, piccolo re-cipiente di legno per tenere il vino lambih, lambicco ierbn, terrano konic, coniglio sitmper, zolfo sumperat, sumperivat, sol-forare mater ia, materia, materiale estratto dalla terra solfat, soltato cli rame ridriol, vitriolo di rame segola, segale bara/, buratto bui -alal, burattare makinat, maccliinare (questa voee e usata soltanto per indicare la trebbiatura del frumento) rankfni, grande roncola haslelona e anehe kasteloda, castelana ven., botte piut-tosto lunga con un' apertu-ra nella parte superiore e tenuta sempre orizzontal-mente sam pernesal tira pora pu-lastri, bo portato dne paia di pollastri sf.aucia, tenuta campestre rantja, vanga vangut, vangare manih (plur. manigi), manico sagon (poco usato), grande sega .stirat, stivare bosak, bosco peronospora, peronospora filosera (p. u.), flllossera. kalkhn, cocchiume spricat, sprizzare (di solito irrorare le viti) riito faturano ali patinano, vino artelatto raleze, lame ven., leecio sloni (stalite), palo di soste-gno per i flli di ferro usati per le viti sapon, zappa vala, qualunque depressione del terreno, valle skar/acdt, scartasar ven., spazzolare skartača, scarlaza ven., spaz-zola siriglial, stregghiare si rigal, stregghia sharpibn, seorpione forma, tarma (loge, doghe doga zgombelana anehe gorn-belasta (gobba?) doga anor-malmente ricurva kontadinki, contadini hontadinhe, contadine mast, mosto (di uva) sir, secchia, secchio (misura d'olio della tenuta cli 11 litri) fibk, mazzo di flori, fiocco hontrafhnd, controfondo, so-stegno che si mette sotto il fondo delle botti perche 1' eccessivo peso del vino non lo faccia scoppiare razolica, cocciniglia solka, zatica ven., campagna linac, tino grande burila, borila- ven., misura d'olio della tenuta di 66 1. res(a, resta moc, mazzo (soltanto di gra- noturco) fenoc, finocchio bisage, bisacce konfin, contine torč, torchio per spremerc 1' uva bakolo, bacolo ven. los, torchio per 1' olio hacia (poco usato), caccia fasi, fasci (di legna speeial- mente) (»•noži, arnasi 12 PAGINE ISTRI ANK bučna ima sospir, la botte ha un foro, per il quale puo uscire liberamente 1' aria quando vi si introduce il vino biče-)'in od rakie, bicehierino di acquavite 2ledini (poco usato), pedine ven. trebian, irebian ven., specie d' uva hampcignol, earapagnnolo stramčr, stramčr ven., con-eimaia dropine strukane, vinacee torchiate jonta, zonta, l'acquavite di grado infimo ht groiza jr kako fragoli., quest'uva ha il sapore delle fragole haria, acacia (albero) Alcuni fra i termini registrati sotto questo titolo potreb-bero trovar pošto anche tra quelli industriali, ma preferimmo inserirli in questa rubrica, perche li udimmo particolarmente dal labbro di agricoltori, costituenti la grande maggioranza degli Slavi nell'Albonese. Sta bene osservare, ad onor del vero, che 1' infiltrazione linguistica nostra si ta sentire in ispecial riguardo in quell' ambiente agricolo che pili subi 1'influsso della moderna economia rurale e adotto le conquiste della seienza agTaria. Ciisa c lamiglist Piat, piatto kandrega, ven. cttrega, seg-giola kumbra, camera (confronta il capodistriano eambra) mprčs ven. sopresso, ferro da stirare hud in, catino .skola, scala (confronta šhohi scuola) sofit, sofita ven., solaio stuk, softitto, ven. »turo bukalefa, bucaleta ven. portbn, portone anche poi-tim bukalič, piccolo vašo da notte frigat, fregare stagnada, ven. stagnada, sec- chia stagnata polt rovu anche pni fronti, pol-trona gorna (poco usato), gorna ven. balkon, finestra facoda, facciata fondina, fondina ven. lustrat, lustrare posada, posata mortar (poco usato), mortaio gaa/ifiera (p. u.), guantiera pirata za robu, pezzo di le-gno usato dalle lavandaie per battere la bianc-heria larec, laveggio tarezič, piccolo laveggio fitovoli, affittuali kandolier, candeliere (p. u.) šhnro, scnro ven. kohorata anche hotorafa, bo- tola, ven. cotorala bagnkina, panchina per lo piu ali' aperto bagnak, panchina adoperata invece nella časa ram piu, rampino leča, tegame sina, staa ven., stufa paleta, paletta 1'AUINK iSTUIANi; kaiualiera od sesta, ven. ca-meriera de sesto, camerie-ra capace ha /vlalier, cameriere baul, baule litra!, ritratto saliis*, šali so ven., selciato tapet, tappeto portili, portico pirbn, piron ven., forchetta kamin, camino ruča, poppatoio, čučo ven. kavacal, capezzale kučeta, cuceta ven. moleta, molete ven., inolle, mollette l res, t reso ven., qualsiasi pez-7.0 di legno messo traver-salmente Itrustolin, brustotin ven., to- stino padeta, padella šporhec, ven. sporca ria, por- cheria šporko, sudicio cikava, chicchera čikarica, piceola chiccliora piadina. piadina ven. loke!, lucchetto rerica, anello, ven. rera tinel, tinello ferbt, fanale kolona, coloivaa k ko dar, (juadro bratarele, bratarele ven. artnor, arrner ven., annadio O r a dela, graticola kason, cassone baladbr, balado>• ven., balla-toio škandale t (poco usato), scal-daletto Vest iti, stotle, Facol, fazzoletto facolič, mocciclnno badondi -(plur. tantnra), mu-tande kogo, cuoco korertor je fino, a kotira je debela, il coltrone (el corer-tor) e fino, la coltre e grossa kaša, cassa kaselica, cassetta kasela, cassa kasetni, cassetto polaea, palazzo s t/ nm-dc, mater azzo paliaric, pagliericcio intirnela, inUmela ven., fc-dera balkonddi, balcona ta sala, sala mazinin, macinino kaciol, cazibl ven. hantinela, cantinela ven. kofica, piccola cesta, ven. eo-feta pignat, pignatta kaartin, quartin ven. colat, zoppicare (dicesi spe-cialmente d' un tavolino zoppicarite) shovac, scoraze ven., innnon-dizie ta nun ven. lamin, soltanto il vasetto clie eontiene l'olio holtrina, cortina shagler, scaler ven., scalone usato di preferenza nelle cantine goiba, gabbia meskola (poco usato;, raestolo /osa, loggia kantim, cantone same, servizl tubi, tubi vas, vaso hondut, latrina, ven. condolo. oriiaiiienti. kordčla, cordella jozolica, azoleta ven. strae, straccio hliuba, fibbia šarpa, sciarpa ed anche cra-vatta hotolo, cotolo ven., gonnella kulori, coralli pase t, paselo ven. car ali, ciabatte maia, maglia majica, piceola maglia po i si, polsetti z renta ta., v en taglio zrentolic dicesi deli'estremo getto delle piante formato a foggia di ventaglio pomolica, ago de pomoto ven. cinturin, stretta cintura di cuoio a sostegno dei cal-zoni cintura, cintura relud, velluto reludina, vellutina trarersa, trarersa ven., grem- biale hotel, colletto borsa, borsa kamizot, camiciotto, specie specie di camicia per donim hragesi (plur. tantum), braghc ven., calzoni oč6ti, occhiali lambfHa, ombrello rici, ricci recini, oreccliini lariot, t.ovagliuolo šegomdn, asciugamano spigeti, cordoncino por allac- ciare gli stivali sed anche se t, seta raba., roba kot oni na, co t o nin a hapelin, piuspecialmente cap- pello da signora tak, tacco lastili, lastico ven. kadena, catena (dell'orologio) forketi, forcliela ven. bare ta, berretto ga.onti (poco usato), guanti ristura, vestito tatto di g risa (ven.) (lana) portato dalle villiche on je bugl. bulo ven., e vestito bene Irieiola, triziola ven. hordon,' mouile portato al collo, collana skarpeti, scarpe di qualita piu fina bagolino, baulina, ven., ba- stoncino susta, molla takiiin, taccuino inzeroda, tela incerata h a i la r a ca, can o vaccio res t it, vestito kapot, cappotto jei landa, ghirlanda }Ieioor<)lo«:i;i, 4 iititaiologiii o Toiii]m>. Staibn, stagione setemona, settimana širok, scilocco garbin (kada paše o z dolom questa la spiegazione fat-taci), garbin ven. bara, bora; borin, borineto ven. delevont, da levante libic, libeccio maistrdl e maislrol maestro tramontana,■ t r a m o n ta 11 a brorenac (provenzale?), leg- giero zeftiro aier, aria je prezente, e preselite frisko, fresco kuarat, quarto (d'ora) minuti, minuti nmitano, umido umitot, umidita lampo (p. u.), lampeggia rilia, vigilia forluna, fortunale I'A(UNK leverin, neverin ven. 1 i minilo, i nihalo ven., vonto favorevole rosa (ros?), rugiada vreme seje rasčarano, il tem- ]>o s' e rischiarato more, maržo a rrtl, aprile maji, maggio Parentel Parentot, parentela papa, papa (in časi deternii-nati p. es. mai nel mezzo del discorso) mat, mater, mama, mamma kognodo, cognato fioc, figlioccio kompdr, compare Smoli Škola, scuola tibret, libro libr)c, piccolo libro mestra, maestra s kolon, chi frequenta la scuola otrok ee pasdt ezdm i tako klasa, il ragazzo passera 1'esame e cosi la classe <'Iiicsa Oltor, altare cimiler, cimitero iabreo, ebreo plovdn, pievano plovania, pieve picigamort, beccliino piziga- morti, ven. pi•ocision, processione rosar, rosario organist, organista uorgan, organo voddl, votare a štelo, stola agneli, angeli vesper, vespero frotar, trate lKTiUANK I.'. angost, agosto setembar, settembre otobar, ottobre žorndda, giornata okazion, occasione škuro, oscuro earo, chiaro dara/, durare o a liti ni ta. kognoda, cognata nuna, nonna nono, nonno borba, barba ven., zio žener, genero sontol, santolo šontola, santola sklata, schiatta e studio. studia t, studiare pajna, pagina mestar, maestro mestr)č, maestro tabela, tabella foliet, foglio foi, foglio, giornale istitut (raro), istituto o roligionc. kandelu, candela predika, predica; predika t, predicare sakramenal, sacramento paramenat, paramento pulpit, pergamo baldakln, baldacchino limozina, elemosina sahrestan, sagrestano korona, corona despens, dispensa koles, calice kak (poco usato), calice ostia, ostia masa kantona, messa cantata mirakuli, miracoli 1'AGINK ISTRI AN K Oltl, Icccoriiie e bevaudc. Manes 11'a, min estra tripiči, trippe (soltanto d'a-gnello) sugoli (poco usato), sugoli ven., specie di zuppa patenta, polenta zracet (poco usato), guazzetto /j is ko f, biscotto marenda (p. u.), merenda se ne stori od te muhe pogače, da questa farma non si faimo fogacce (la co^a non riuscira come si črede) kančki, canella (droga) briziola, braciuola (soltanto di manzo) pan de spagna, pan de spu- gna ven., specie di dolce bomboni (bomboni), confetti htgonigi, tuganiglie ven., sal- gelati sicce j etati, konfeti, confetti arkar, zucchero risi, risi maka rani, maccheroni fnzi, fazi \rcn. specie di maccheroni ' dobar pet't! (anche bon peti- tol), buon appetito pasti, paste (dolci) pasta od botegi, pasta de bo-tega ven., maccheroni, ver-micelli ecc. eec. rite z i, z i teta ven. bigoli, bigoli bigoloni, bigoloni pore Hm, porzione rino tem peron, rin tempe ra ven., vino adacquato IggetUvi con la iinalo in -«s. Invidios, invidioso dignos, degnevole farids, furioso; fiu-Wsta, riosa i ndie i o s, gi u d i z i o s o in zegnos, ingegnoso intrigos, intrigoso maticios, malizioso fu- karids, curioso k a priči os, capriccioso sparagnos, chi risparmia fastidios, fastidioso. Folkloro. 1 termini che qui potemmo raggruppare son poehi non per nostra colpa certo, ma per la sospettosa riluttanza dei contadlni di tronte alle liostre indagini, provenieute pili da ignoranza che da cattiveria. Tuttavia proseguendo le ricerche con maggiore assiduita e costanza ci ripromettiamo in seguito di venirne a capo: per esempio in sole due storielle (o per usare 1' espressione loro scorice) che riuscimmo a farci narrare, ne trovammo una del tutto arehitettata sul tipo della notissima fiaba della «Cenerent.ola> interrotta di quando in quando da esclamazioni italiane7). Interrogato il narratore perche nelle stesse non si servisse del suo linguaggio ci rispose che le parole italiane riproducevano assai meglio il pensiero, una prova di piu del fascino esercitato dal nost.ro idioma. PAG IN K ISTRI ANE Baldla, bala ven., ubbria-chezza bori (unica parola da noi rin-venuta nella quale il «c» viene pronunciato come nel srb. cr. kuča : suono ignoto agli italiani), hoče ven., bo-relle bultn, bolin ven., borella, di solito piu piccola delle al-tre che serve di meta nel giuoco s ker c, scherzo skerzat, scherzare kompania, compagnia (Ur črti t se, divertirsi piaeer, piacere solne, sollazzo solacat se, sollazzarsi spasizat, passeggiare komo na spas, andiamo a passeggio kantat, cantare .s h ometit, s c o m m e 11 e r e dirignat, indovinare ■mi piazo, mi piace Lahignani — rrago dani- ) Ki hi liuhi — dušu zgubi ) Albonesi venduti al diavolo ) Chi li ama perde l'anima ) /o je na rima, quest' e un distico hantador, chi canta (se nia-schio) hantadorhn, chi canta (se donna) tancat, danzare triatar, teatro komedia, nel senso di qual- siasi rappresentazione homdionti, comedianti ven. se igro na hartele, si giuoca - con le cartelle tombola, tombola briskola, briscola itrenete, tresette capa le brage, ven. calabi•aghe trentann, ven. trentaun sete-mezo, ven. sete e mezo karali, carigo ven. bastoni, bastoni denari, danari kopi, coppe spade, spacle punat (plur. punti), punto (al giuoco) ho rt i, carte da giuoco striga, strega uzonca, usanza j/a, gita t romba, tromba klarinet, clarinetto muzika, musica muzikanti, musicanti banda, banda violin, violino (poco usato J ei •m on ik a, armonica fisčot, fischiotto pipa, pipa bok in, bocchino t abak, tabacco fabak od preži, tabacco da na so labakat, tabaccare paket, pacchetto spagnoleti, sigarette zigori sigari karta fina, carta da sigarette loto, lotto sčorica, storiella, fiaba Cene t-in ica, Ceneren tola stf igon, stregone strigaria, stregoneria riaj e riač, viaggio namorat se, innamorarsi Posla, posta postat, impostare lerat, levare (lettere, colli ecc.) 18 PAGINE ISTKIANF. telegraf, telegrafo kartolina, soltanto cartolina illustrata pasijer (p. us.), passeggiere spedit, (poco usato), spedire recepis (dal latino recepisse), ricevuta marka, franeobollo telegram, telegramma respodeuca, cartolina, ven. corispondenza kasa od risparmi, cassa di risparmio Esoroito. Solddt, soldato soldatia, milizia perke je od zadgae teci, per-che e soggetto ali' ultima chiaraata patrona (patrona), palla da schioppo kanuni, cannoni kaporal, caporale m ontura, m ontura ezercitat se, esercitarsi on je pa so franka, fu esone-rato dal servizio militare manovre, manovre marcdt, marciare sropet, trastullo da bimbi z nura, mira kana, canna (dello sehiojipo) bali ni, pallini sa/rierd, sergente ka;erma, caserma je rnonturon, e monturato pištola, pištola promes, permesso (per6 an-che in altri signiflcati) Farmarin ed igitMie. Speciaria, farmacia spesiar, farmacista medih, medico; medigat, me- dicare medesia, medicina skarla tina, scarlatti ila riskold, riscaldo febar, febbre tizih, tisico kilof, chiloso je rnagagnon, magagnadore 11. magagnato piruli, pillole katamak e taka mak, tacca- macco rečeta, ricetta lanceta, lancetta sistit, assistere (solo nel caso d'assistenza d'un malato) spedol, ospitale primario (p. u.), primario santonih, anche santonina, santonico salamaro, salainaro brufai, brufoli ven., bitorzoli kolera, colera konsiint, consunto balim, balon ven. spolverina, polverina botoniči, capsule sena-mana, sena-maim a siropič, sciroppetto ali a od ricina, olio di ricino ulia od bakalaia, olio di bac-cala ulia od menduli, olio di man d orla PAG IN K I STRI ANK 19 Parti de! <*»r|>» e rtllfetti corporali. Se skorco makina našega tela, si sgrctola quasi la macchina del nost.ro corpo mustaci, mustacchi barba, barba gobuc, gobbo mulo e mutac, muto štor to, storto dreto, diritto kagat, e....e krepat, crepare n i Lahignuni stoj(u)na naše spote (spalle), tutti gli Al-bonesi ci stanno a carico (trase spesso ripetuta dai 11 ostri vil lici) eiera, cera (del volto) virign, vergine kaše ta, < 'oscia trtaia, tartaia ven., ziente balbu- JI a r o. Mater, maier ven. /lok, flocco korbi, čorba /■/gola, rigola ven. rima, cima bracera, brazera ven., barca a d un albero ruaniga, manega ven. j/i-ora, prora s kota, scotta pulena, polena ven. žaroma, zavorra l a n te i la, lan ter n a por to, porto potita, punta toneva, tonnara tono, tonilo bahata, baccala rnoliči, moli ven. k al in tor, ca lamaro sipi, seppia sfoia, sfoglia spari, spari /reraula, treraite musoli, mussoli ven. sardelini, sardelini ven. minodaia, menodaia ven., mi- nutaglia sardoni, sardoni lancorda, lanzardo barboni, barboni garaže, ven. gamse, m urici pantalene, pantalerie ven. kanoča, scampo daloli, dattoli bastimenal, bastimento kapiton, capitano kapitana t od porto, capita- nato di porto s in i to, sani ta governo marilimo, governo marittimo piloto, pilota s tir a, stiva paiol, paiol ven. hordo, bordo bastirnenat od primisiuia klase, bastimento di prima elasse (raro) rebatini, rebatini ven. despensa, dispensa solini, saline por ti, par ti (earati) kos tat se, accostarsi imbarkon, imbarcato imbarko, imbarco batit bandjeru, batter ban-diera molat barku od rim, seio-gliere la barca dalla riva tercaroli, terzaruoli briva, briva ven. skermi, schermi molat barku, varare una barca kosta, costa rolat, rollare ■20 PAGINE ISTRI ANK konočol, canocchiale mor, mozzo k uz i na, cucina (soltanto presso i marittimi) skuer, squero rugna, mugghia sekoda, bassa raarea kolina, alta marea vapor, vapor ven., piroscafo maina! ammaina! (raro) vira! vira! gindac ghindazzo lancana, alzana lande, pezzi di legno soste-nemi la coperta della nave karegon, raregon ven. ima tastih, e elastico kolombor, anello sopra la boa peška t (raro), pescare peška i •la, pescheria > i a r i ga t, n a vi gar e arbor, albero (di nave) sototaiar, palorabaro, sototaiar o kaič, caicco kavafaiig, cavatango a piko, a picco forkola, forcola penon, pennone papafiho, pappafico kolomba, colomba kusinel, cusinel ven. busola, bussoia kompas, compasso dlcilo vi a! alzalo via! (raro) hankal, bancal ven. milici, migi i o trata, tratta depotat, deputato (d i porto) timonier, timoniere refolo od vetra, raffica di vento s hoj, scoglio; anche skogl dliga, alga bocel, bozzello karta, specie di punteruolo per aprire la aorda, ca via sdrtigo, sartia pararnezal, paramezal ven. spontier, spontier ven. skagnette, scagnetto kamin, camino bova, boa ordda, ven. o rad a de borddda, de bordada ven. de poiada, di poggiata bordizdela, bordiz-ada ven. laska via! lascia via! trapa, corda per raggiungere I a riva trapat, trapar ven. pat ■abo) 'do, parabordo sandolin, piccolo sandalo poia ala banda, poggia alla banda orca a/a banda, orza alla banda kontrol, controllo navigacion, n a v i ga z i o n e ufici od por ta, nfticio di porto kopo od finonci, capo di li-nanza kontrordnda, controranda mataddra, matadura ven. bui.nl, buiol ven. strdio, straio ven. skarmadura, srarmadura v. briroda, brivada ven. brivdt, brivar ven. bonara, bonaccia bal ena, balena kagnesa, pescecane palamida, palamida mdnole, menole ven. cap, un capo ven., gruppo pdnula, panola ven. konti•abond, contrabbando kontrabandier, contrabban-diere palugi, palngki ven. taki, tački ven. organ, argano uorgani, organi skaca, scaza ven. korerta, coperta pontizel, ponticello PAG IN' K ISTIUANK daciat, daziare je studio nautiki, ha studiato la nautica bokapvrta, boccaporta kamera, camera b)•agantin, brigantino kofa, cofa ven. tn •agoc, bragozzo bronda, branda, letto pensile marhantino, mercantile .sfoier, sfoier ven. mareta, rnareta ven. marelica, leggiero ondula- mento kumarica, cameretta fortun o t, fortun a le multat, multare muruda, murada ven. ■mors, morsa ž ira t, girare rusdt, rusar ven., battere komando, coraando taka t, attaccare tokdrda, ven. locarda mezarčla, mezarola ven., mezzaruola merli?i, cordicella per issare la bandiera bombeta, fanale bianco pošto sull'albei'o quando s'e termi in porto stropi, stropi ven. sentina, sentina kaslria, legno messo sni pa- Terni i ii i Bandondt, abbandonare zla■avaria, bra vata bravo, capace list, lesto deferenca, differenza trudit, tradire pacencia, pazienza kosencia, coscienza akapolat, scapolur ven. ragač, ragazzo respet, rispetto respetal, rispettare rabordi perche la barca non batta sulla riva ponat, ponte; ponte, ponte fogbn, fogon ven. lancia, agenzia mati•ikola, matrieola financa, finanza protokol, protoeollo si čapal skuribanda, t' ha colto il maltempo kargabdso, cargabuso ven. speronca, speranza, ancara usata nei časi estremi pasarln, pasarin ven. porteVvn, portelin ven. rosi za motat, vasi per va-l-are maritimo, marittimo spazič, spaghetto a spi, a spi ven. salruomini za skapotdt sto-rek, salvavita per salvare 1' uomo se fundo, va a fondo tenda, tenda ordjegni, ordigni teti, teli ven. kulafoti calafati pegola, peče, ven. pego/a slu k, stucco jelica, elice balkonic, finestrino (soltanto del piroscafo) vari. kurdj, coraggio superdt, superare skorldt (p. u.), scorlar ven. kontra gnega, contra eum (in suo confronto na braruru, assai bene sospet, sospetto donha, edunque in malora, in malora na remengo, a rem^ngo ven. invčce, invece imbatit se, imbattersi PAG IN K 1ST1UANK fermdt, ferraare indeja, idea dignat se, degnarsi (o)ubadat, abbadare čakoldt, ciacolar ven., chiac- chierare čakule, chiacchiere signorina, signorina krioncia, creanza on stol lorgo (largo), egli abita (sta) lontano desperon, disperato desperacičn, disperazione barufanti, barufanti ven., ae- cattabrighe barbanti, birbanti barufa, baruffa to je istesi, quest' e lo stesso proprio, proprio stufaic, stufaizo ven. rekuperdt, ricuperare karkoldt, calcolare aj vero ja, veramente si reramenle e reritamente, veramente vara! guarda! eko, ecco! gambidt, cambiare in i bi •o ion, i mbr oglione rergogna (p. us.), vergogna fastidio, fastidio ordinat, ordinare pre urto, per urta ven., per recar fastidio a chicchessia inutile, inutile po (■ivitsko, alla civile spačat, spazar ven., copsu-mare se je preforeo, s' e sforzato preforcdt se, sforzarsi komodčit se, aceomodarsi stupido, stupido makako, macaco forest, straniero kontenat, contento paies, paese, luogo pasač, passaggio voncat, avanzare raucical, avanzare premudat, cambiare, mutare riseai, rischiare na rise, a risehio alora, allora saldo, saldo s astri, assassino zvelto, svelto aort, arte provat, provare paričat, appareccliiare na sabo fozo, in ogni foggia rovinat, rovinare siguro, sicuro ja dijm, ti dijs ecc., io dico, tu dici, ecc. intendit, intendere spiat, spiare, guardare dehordo, d'accordo fidat se, fldarsi pretendit, pretendere kombinat se (combinare), ac- cordarsi desgi •acia, disgrazia dezgracion, disgraziato mizeria, miseria mizer, misero debol, debole fadiga, fatica pronto je, e pronto prefat anehe prefato, ben fatto paro, parel, sembra adio! addio! subita, subito ja kupim, se, ma ne znam tornat (di ritorno), com-prendo tutto, ma non so rispondere sla piti se, maravigliarsi sperat se, sperare p> •ezen ta t, presentare na fa gnente, non importa niente maltraton, maltrattato maltratat, maltrattare kontrast, contrasto k on trastat, contrastare PAG1NH ISTRI AN K .si(jw ■amente, certamente refal, rifare zontal, zoni ar ven. kresi i, crescere rompa, ta rumore niormoro, come il precedente rici, vizi monnor (murmur), rumore se je naduta, tutto e alla ma-lora duroma, duramente, sempre, durevoimente delikat, delieato gnorunt, ignorante je kako stampou, e di belle forme, senza difetti visibili prezem pio, per esempio je roba superbu, e cosa di gran valore sten/a t, stentare belcza, bellezza {beleča) zmentigat (raro), dimenticare bat it fiaku, star inerte paca ven. gratat, grattare mu dese.no, ma da senno despet, dispetto bi ■on t ogla t, bron t olarc deposti, apposta ca je se našito? (raro), che cosa e avveuuto'? resistit, resistere desturb, disturbo desturbut se, disturbarsi samamente, insomma gorbast, garbo revordo, riguardo combat se, far 1' altalena zombar se ven. mora, la 'mora ven., incubo onesto, migliore di fronte ad altro zbaranzln, sbarazzino arlek in, arlecchino, straeeione str a con, straeeione amicicia (raro), amicizia houtentat se, contentarsi levedersi! arrivederci! jedan presapoh, un pressa-poco zbanddt, sbandare sempre, sempre buzardna, buzarona ven. furia, furia, fretta kompagnat, accompagnare na bot, in un boto ven. perikulozo, pericoloso perikulat, pericolare pes tat, pestare ni posibilo, non e possibile majnat, immaginarsi se trambolo, si trambusta deskors, diseorso deskorit, discorrere na mocl gnihov, a modo suo koncar, conzar ven., accon-ciare hahigna, fufigna ven., sot- terfugio buketa, bacchetta sekondo ki pravi, a seconda del modo di parlare di alauno sčeto, schietto skantinat, scantinar ven. pietosto, piuttosto maliciu, malizia je vino tremendo, e un vino assai forte zbagt, sbaglio sbaglat, sbagliare metemo dir, mettiamo a dire spekulat, speculare spekulont, speculante zarumpat, far rumore pernat (raro), pensare destinano je bilo, era cosi destinato, il fato cosi ri-chiedeva. Per non fare troppe suddivisioni ci risolvemmo di rag-gruppare sotto questo titolo le voci che non potevano trovar -Jt PAG IX K pošto fra le precedenti: la troppo complessa e in certi o tre termini soltanto. ISTIUANK classificazione sarebbe rinscita časi si sarebbe ristretta a dne UOTE L) Uua sunile espressione «na Veneciu» usasi particolarmente nel Pedenese dai giornalieri per denotare i paesi ex-veneti, e in ispecial riguardo il territorio di Paren zo, quando si recano cola a lavorare du-rante la stagione estiva. r) Se, si pone mente infatti a eio, si comprendera di leggieri che il mimero delle parole da noi registrate e ben esiguo, giaccbe la vita agri-cola presa sotto i diversi suoi aspetti deve fornire un g'rosso eontributo di vocaboli cbe, come prima asseriinmo, sono in buon nnmero slavi. 3) Rendiamo avvertito il lettore che prepondera la vocale «0» 'invece deli'«a» usata nei dialetti slavi dei paesi contermini. ') Trattandosi di termini industriali non vogliamo laseiare, inosser-vato che gli operai della miniera earbonifera Carpano-Vines hanno approso dagli ingegneri e sorvegliauti diverse espressioni tedesehe, ma eio i t; ben naturale) non fa parte del nostro compito. 5) Lui ci favorl gentiimente la sna nuova opera sul dialetto dal-matico e ci diede anehe dei suggerimenti riguardo alla grafia, dei quali, pnrtroppo per ragioni tipograficiie, non sempre potenimo far tesoro; ecco 1'alfabeto cla noi usato: a; h inalterati; c come si pronuncia nel veneto paredar (credenuno inoltre necessario di mettere in poehe parole il (T serbo-croato letterario corrispondente al cc toscano, p. e. caccici, perche questo segno e 11011 il V poteva ridare il suono preciso); <1 inalterato; e di meno, <> di perdo; f inalterato; g soltanto gutturale, bi g di giorno 11011 si t rov a; gl di gli; h ed i inalterati; j soltanto consonante; k di časa : l, m, v inal-terate; gn di gnorri;\ o di menilo, i> di morto; p inalterata; il q non si trova; r, .v di no, di rosa; t, u, t: inalterati; (' come nella parola jiaz/.o: .v di scempio e z del serb. cr. ietteraria;'«ža (franceso jonn sono rari in vicinanza di Aibona, ma pare sporadicamente si trovano, diiottano del tutto nel snburbio d'Alboua (Fratta), son piu frequenti in (|iiel di Chersano e in quel di Cinniana (iSumberg). Avvertiamo i lettori di por mente, alla differenza non certo insigni-eante deli' aceento acuto dal grave sulie vocali e ed o; mentre il primo infatti designa 1'accentuazione della parola, il secondo denota 1'e rispett. 1' o aperti. 6) Non pubblichiamo i nomi di coloro, dai quali attingemmo il materiale per il nostro lavoro perche stancheremino inutihnente il lettore con nna tila troppo lunga di nomi sen za giovare con eio allo scojio. Diremo soltanto d' aver controllato le parole del villico Giovanni Bresaz detto Poster da Collalto (Berdo); lo stesso non conosce italiano. 7) Quest'ultima e anzi inframmezzata da un intero periodo italiano: Sorelina niia cortil me se guza, acqua me se sealda per mazar tuo povero fratelino. Dalla scolta del Quarnaro nell' ottobrc 1900'. A. e C. 1'ACINK ISTUIANE I manoscritti di Michele Fachinetti.*1 I manoscritti Michele Fachinetti, avuti per la cortesia di suo figlio, constano di un dieci fascicoli e di alcuni articoli di giornale e di lettere su carte volanti. Degli scritti politici nulla esiste che risalga al di la del '47, sebbene/prima di qucH' epoca avesse scritto parecchi.0. Sarebbe facfle immagi-nare dove siano andati a finire, anche se la testimonianza della famiglia non ci confermasse nel nostro sospetto. Ed ecco come avvenne la loro distruzione. Correvano i tempi fortunosi del '48 e '49 e la lotta per la riseossa nazionale ferveva a misura deli'entusiasmo che poeti e uomini politici sapevano suscitare massime nella gioventu. L' Europa tutta, e prima 1' Italia e 1' Austria, agitavano i problemi piu difficili della vita novella dei popoli. La guerra del Lombardo-Veneto e il sobbollimento nelle provincie austriaclie mettevano in guardia il governo, che con 1'oculatezza degli organi polizieschi e con repressioni e condanne raffrenava la manifestazione d'ogni pensiero piu ardito e d'ogni utopistica speranza. E quando in Istria venne proclamato il regime mar-ziale, alla vigilanza di prima si accoppio novella inflessibile severita. Ma intanto il Fachinetti continuava a vergare le vi-gorose corrispondenze contro tutto cio che tendeva a deturpare l'italianit& deli'Istria e a sindacare 1' operato di certa gen te calata da oltremonte, ignara della lingua del paese, ostile al nome italiano, poco coscienziosa nell' adempimento clei suoi doveri, e che occupava buona parte dei pubblici uftici. Gosi non ebbe relazioni di amicizia col parroco di Visinada, anzi ])iii volte si credette in dovere di rendere attenti i superiori ecclesiastici dei suoi soprusi e del suo poco zelo evangelico. Era questi un cragnolino di nome Francesco Wagathai, gia coo-peratore a Pisino e curato in ima serqua di parrocchie delle due diocesi istriane, uomo corto, presuntuoso, che si firmava «paroco della nazione tedesco-croata,» e che nutriva idee dia-metralmente opposte a quelle del nostro poeta. II rancore 6 *) Tj' articolo inserito nel 11. 10, il presente e gli altri sul Fachinetti, che. vedranno la lnce nei prossimi nnineri furono presentati alla redazinnc del giornale giii nel niarzo 1907. (N. d. It.) -(> PAGINI-; JSTHIANK eattivo consigliere, cd il VVagathai per render la pariglia al suo nemico, indusse il maestro del luogo, certo »Smoglian, a d estendere una denunzia alle autorita nella quale il Fachinetti veniva dipinto come tipo pericoloso, forse aftigliato alla Giorine Ilulia, certo un fautore di idee repubblicane. La calunnia e un'insidia che non siamo senipre capaci di s ven tare, e le sue conseguenze possono essere fatali: e un duplice assassinio quando vien creduta da sospettosi e male-voli, i quali, cogliendo 1'occasione propizia, godono potendo, di schiacciare e moralmente e materialmente un individuo, sia per mostrare uno zelo che frutti onori, sia per godere del male altrui. Anche nel caso nostro la clelazione calunniosa sorti al-meno in parte 1' intento. Era I'aprile del 1849 e per la via che da Buie conduce a Visinada scalpitava un cavallo sotto la frusta inesorabile di un uomo ben compreso della delicata e pietosa missione onde era incaricato. II sole era gia tramontato e nella penombra crepuscolare una sbavatura rosea di vapori evanescenti tingeva ancor 1' occideute, quando giunse alla borgata. Gittate le redili i del povero animale ansimante ad un ragazzotto, picchio alla porta dei Fachinetti. L' ansia di quell'uomo, il suo tratto ardimentoso e quella cerfaria di mistero onde porse parlanio sommesso un viglietto sigillato al poeta, fece accorrere coi tre maschietti biondi, la signora con un altro bimbo tra le braccia, od il nonno. Appena ebbe letta 1'infausta notizia che un amico di Buie gli partecipava, impallidl Michele, e presentando la carta al padre, si getto al collo della moglie e le disse: «Coraggio! tra qualche ora, forse subito, ci verra fatta una perquisizione domiciliare. Sono vittima d'una calunnia: in questi tempi tutto e da temere. Da Trieste e giunta a Buie la commissione inca-ricata del sequestro de' miei libri, dei raiei scritti, della mia corrispondenza. Coraggio, Lola mia, nulla ci accadra di male, speriamo!» Pensi chi ha cuore e chi conosce un po' la storia di quel tempo e le repressioni violente e le carceri ond'erano vittime i denunciati ali'autorita militare, pensi, dico, alle ansie, alle lagrime della famiglia. Benche innocente, benehe 11011 si sentisse reo d' alcun reato politico, e benche in pareccliie occasioni l) si fosse mo-strato contrario ad ogni reazione che non assumesse un carattere PAG IN E ISTIll AN K pacifico, pure si dife subito a frugare tra le sue carLe, e senza čemita tutto getto a catafascio nel fuoco: poesie, prose, lettere, affincbe non restasse neppure un lontano appiglio di processo; pochi fascicoli soltanto stuggirono alla sorte fatale. E la maitina qualche falena di carta svolazzava ancora risospinta da l ven to sulla piazza, portaudo via il frutto di un pensiero costante e torte e la corrispondenza di tanti uomini notabili cbe col Fachinetti dividevano e speranze e conforti e letteraria riconoscenza. Dopo cinque anni, nel 1853, mentre Iacopo Andrea Con-tento 2) sara a Venezia, i suoi parenti, per sottrarre gli scritti di lui alle conseguenze d'una perquisizione, ne getteranno nel fuoco buona parte ecl anche il poemetto V Istria, cbe luuga tatica aveva costato al giovine poeta. La commissione pero non si fece vedere a Visinada e dopo qualche giorno la pace e la gioia ritornarono a sorridere nella famiglia del buon Micliele con l'innocenza dei tiglioletti e con la poesia del maggio. Vero e bene che il 24 aprile fu chiamato dinanzi alla commissione militare che lo ammoni se-veramente di astenersi in seguito dal diffondere nel popolo di Visinada (!!) idee repubblicane e false notizie; ma del contegno nobile e riserbato di quei signori si lodo nel foglio volante Vn falso delatore3) che l' Osservatore Triestino non avea voluto accettare. Alla commissione egli rispose nel modo schietto e decoroso che si conviene a clii ama piu la verita che la vita «e protesto di abborrire da atti violenti, illegali ed inutili, ina anche di non rinunciare inai» al carattere d'uomo onesto, franco e indipendente da pregiudizi gretti, da servilita laide e da speranze egoistiche*. Cosi non possediamo altro che una parte degli scritti ed anche quella forse falcidiata. Restano le poesie, i pensieri civili e morali, alcune cor-rispondenze di giornali, massime quelle che mandava al Friuli, di cui era collaboratore assiduo finche ne fu direttore il Valussi, e le lettere. Alcune cose sono gettate li a occhio e croce con scrittura fine, minuta, precipitata; altre, ricopiate, sono calligraiicamente nitide e curate. Posso rilevare il fatto che quando si metteva al tavolo sia per estendere una cronaca, sia per comporre una poesia, il pensiero spontaneo, rapido e chiaro vinceva la mano, e andava cosi di primo getto, meno qualche lieve emenda- PAGINK IHTRIANH mento di espressione, in veste casalina, senza fronzoli rettorici 0 vola te liriche a dar contezza di se. Quando invece do veva contenere lo sdeguo deiranima onesta contro le soperchierie, 1 soprusi o le malevolenze dei cattivi, la mano nervosa scor-reva sulla carta lasciando dopo di se delle lettere irte, acute, spinose direi, talora con metatesi strane e con sostituzioni che ne rendono difflcile la lettura. Le minute di molte lettere scritte senz'alcun proponimento letterario ci attestano 1'uomo preciso ed ordinato. L'idea prima conservata sempre e dovun-que ci mostra 1'uomo dal senso equilibrato e convinto, che, quando esprime un pensiero non si pente, non lo attenua, non lo aggrava. Prof. Taleriano Moliti. NOTE '). K' rigorosa la protesta oh' egli fece inserire liell' Osservatore Triestino del lfS48. «G1'Istriani civili sanno che 1'Istria 11011 puo creare la propria sorte rovinciali. Nelle altre pagine si tratta del Preludio, bcllissima strenna istriana che 30 1'A G INK ISTRI ANK, il Nostro curo nel 1848, in lettere al Malabotich, al Combi, alla Minerva di Trieste. Infinc c'e tin dialog-o tra un curato ed un popolano, cd n 11 a lettera ad 1111 amico in cui si protesta contro il trattamento «incivile ed mverecomlo» usato dalla polizia di Pisiuo contro il Pittore Pagliarini. II VII" fascicolo contiene lettere al Valussi, al Contento, alla Reda-zione deli' Eco deli' Iaonzo, a Paolo Polesini, a Carlo Favctti, che gli avc.va offerto aniicizia. Nella lettera d. d. 21 dicembre 1849, il dottor Fachinetti gli serive: «A me, Sig'nore, 11011 incresce l'unione provinciale dell'Istria con Gorizia; io vorrei anzi che 1'Istria fosse unita a tutto il Friuli. E siamolo intanto eol cuore. L' avvicinarsi che lioi facciamo ali' Isonzo, in i e di buon augurio... N011 manehero di darle, secondo il potere, qualche articolo su pensieri politici e eivili...» Segue un cenno necrologico su Oscalda Ceroici; quindi una lettera con cui raccomanda ad 1111 signore 1'opera deli'amico De Castro. Probabilmente si tratta della traduzione in versi dei racconti biblici del Pvrker, che il professore piranese ali' u-niversita di Padova, condusse con vera maestria. Poi 11 na lettera al Valussi (dicembre '49), una al Petronio, ed una ali' amico De Castro, nella quale gli parla della diffleile diffusione del suo libro; gli chiede se eol mimero 9 del III" vohune della Biblioteca del giovinetto italiano da lui čuvata sia cessata la lodevolissima pubblicazione e gli promette un cenno bibliografico sul giornale di Gorizia di questa e del suo Corso di estetica. Deplora che a Trieste non ci sia che 1' Os&ervcitore Triestino e il Dktvo-letto «fogli c-osl volgari che anehe la verita sta male su cjuelle carte». Vorrebbe che le condizioni deli' Istria fossero tali da potergli assegnare un pošto degno di lui. Segue la mala copia d'un limgo articolo stili' ipo-crt.fia politica. Al Favetti serive, spiacente di aver letto nel suo giornale una confutazione deli'articolo del Paladdi (?): «1 piii liberali tedesehi deli'Austria sono oppressori, quaudo si tratta delle altrui liberta nazio-nali. Cio mi tocco palpare al parlamento di Vienna dove i deputati tedesehi deli' estrema sinistra erano avversi perliuo a permettere che gli slavi e gl' italiani potessero far leggere da altri il proprio concetto tradotto in lingua tedesca®. A Pietro Tommasi raccomanda 1'opera del De Castro, a Iacopo Contento serive silila necessifeV di un giornale istriano. Si con-sola eol Mauroner della pubblicazione di 1111 giornale indipendente che vedrcbbe la luce a Vienna 113 gennaio '49). Questo fascicolo contiene aneora 1'annunzio bibliografico deli'opera del Castro Oemme deli'antko testamentu; lina lettera a Fra Marc'Antonio: un'altra, čredo al Petronio, allora a Venezia, in cui gli deserive le tristi condizioni deli' Istria, dove 1' educazione popolare e abbandonata alla merce di parroci rozzi e
  • Carte volanti 12, not. e doc. 1734-1741. 3) C. s. 12, not. e doc. 1704-1711. 4) C. s. 27, not. e doc. 1591-1703. 5) C. s. 10, not. e doc. 1569-1686. 6, O. s. 3, not. e doc. 1714-1795. 7) C. s. 52, not. o doc. 1713-1731. N. 1291. Detto. Come sopra. 1574-1786. Faseieoli 5. 1) C. s. 4, not. e doc. 1677-1730. 2) Carte volanti 4, not. e doc. 1741-1795. 3) Carte seiolte 24, not. e doc. 1574-1710. 4) C. s. 32 seiolte, not. e doc. 1713-1786. 5) C. s. 23, not. e doc. 1725-1733. N. 1292. Detto. Come sopra. 1537-1787. Faseieoli 8. 1) C. s. 3, not. e doc. 1759. 2) C. s. 8, stime del 1733. 3) C. s. 7, not. e doc. 1537-1713. 4) C. s. 12, not. e doc. 1698-1702. 5) C. s. 8, not. e doc. 1699-1787. 6) C. s. 13, not. e doc. 1540-1733. 7) C. s. 36, not. e doc. 1669-1722. 8; C. s. 8, not. e doc. 1721-1732. N. 1293. Detto. come sopra. 1668-1763. Faseieoli 6. 1 ; C. s. 94, not. e doc. 1668-1732. 2) C. s. 59, not. e. doc. 1704-1746. 3) C. s. 29, not. e doc. 1703-1745. 4) C. s. 49, not. e doc. 1694-1745. 5) C. s. 128, not. e doc. 1168-1763. (i i Suimnarium Processunm c. s. 85, not. e doc. 1703-1745. N. 1294. Detto., Come sopra, 1395-1796. Faseieoli 5. 1) C. s. 2, not. e doc, 1396-1696. 2) C. s. 6, not. e doc. 1758-1787. 3) C. s. 16, not. e doc. 1750-1796. 4) C. s. 29, not. e doc. 1715-1730. 5) C. s. 28, not. e doc. 1713-1731. N. 1295. Detto. Come sopra, 1602-1803. Faseieoli 6. 1) C. s. 9, not. e doc. 1740-1803. 2) C. s. 17, not. e doc. 1602-1757. 3) C. s. 40, not. e doc. 1685-1736. 4) C. s. 63, not. e doc. 1713-1732. 5) C. s. -10, not. e doc. 1605-1722. 6) Un istrn-mento tlel 1759. 1'AGlNE lSTJUANU 43 N. 1296. Detto. Come sopra, 1423-1765. Fascicoli (i. 1) Un documento od una ricevuta. 1647-1733. 2) C. s. 19, not. o doc. 1(585-1717. 3) C. s. 10, not. o doc. 1623-1716. 4) C. s. 10, not. e doc.. 1704-1712. 5) C. s. 14, not. e, doc. 1711-1731. 6) C. s. 5, not. c doc. 1423-1765. N. 1297. Detto. Come sopra. 1500-1779. Fascicoli 5. 1) C. s. 73, not. o doc. 1536-1743. E allegato un fa-scicolo di c. 10 a stainpa con not. 1536-1712. 2) C. s. 6, not. e doc, 1736-1779. 3) C. s. 19, not. e doc. 1500-1731. 4) C. s. 82, not. e doc. 1557-1723. 5) C. s. 27, not. e doc. 1567-1701. N. 1298. Detto. Come sopra. 1646-1760. Fascicoli 6. 1) C. s. 4, not. c doc. 1687-1707. 2) C. s. 39, not. e doc. 1685-1760. 3) C. s. 15, not. e doc. 1646-1739. 4) C. s. 29, not. e doc. 1651-1714. 5) C. s. 5, not. e doc. 1656-1702. 6) C. s. 26, not. c doc. 1708-1733. N. 1299. Detto. Come sopra, 1488-1796. Fascicoli 7. 1) C. s. 15, not. e doc. 1547-1735. 2) C. s. 11. not. e doc. 1698-1781. 31 C. s. 19, not. e doc. 1702-1788. 4) C. s. 9, not. c doc. 1717-1734. 5) C. s. 27, not. c doc. 1718-1767. 6) C. s. 57, not. e doc. 1488-1796. 7) C. s. 20, not. e doc. 1694-1722, piu un libretto di fittanza di c. s. 19. N. 1300. Detto. Come sopra. 1407-1766. Fascicoli 5. 1) C. s. 11, not. e doc. 1548-1748. 2) Livelli 10 cd altre carte con not. e doc. 1517-1699. C. s. eoinplessive 23. 3) C. s. 10, not. e doc. 1407-1709. 4) C. s. 69, not. e doc, 1666-1749. 5) C. s. 37, not. e doc. 1607-1766. N. 1301. Detto. Come sopra. 1598-1795. Fascicoli 8. 1) C. s. 9, not. c doc. 1717-1788. 2, C. s. 12, not. e doc. 1670-1712. 3) C. s. 24, not. e doc. 1645-1731. 4i C. s. 2, not. e doc. 1740. 5) C. s. 4, not. e doc. 1762-1774. 6) C. s. 8, not. e doc. 1700-1746. 7) C. s. 68, not. e doc. 1598-1704. 8) C. s. 14, not. e doc. 1758-1795. N. 1302. Detto. Come sopra. 1592-1801. Fascicoli 7. 1) C. s. 5, not. e doc. 1725-1741. 2) C. s. 20, not. e doc. 1634-1704 . 3) C. s. 11, not. e doc. 1750-1801. 4) C. s. 7, not. c doc. 1713-1755. 5) C. s, 25, not. e doc. 1602-1707. 6) C. s. 9, not. <• doc. 1592-1730. 7) C. s. 14, not. e doc. 1760-1787. N. 1303. Detto. Come sopra, 1524-1787. Fascicoli 5. 1) C. s. 20, not. e doc, 1648-1713. 2) C. s. 44, not. e doc. 1588-1695. 3) C. s. 15, not, e doc. 1660-1787. 4) C. s. 33, not, e doc. 1524-1726. 5) C. s. 58, not. e doc. 1670-1769. N. 1304. Detto. Come sopra. 1570-1800. Fascicoli 5. 1) C. s. 45, not. e doc. 1647-1702. 2) C. s. 13, not. e doc. 1778-1800. 3) C. s. 15, not. e doc. 1611-1709. 4) C. s. 45, not. c doc. 1570-1779. 5) C. s. 15, not. e doc. 1631-1723. 1'AGINK ISTJilANK N. 1305. Detto. Come sopra. 1554-1792. Fascicoli 5. 1) C. s. 4, not. e doc. 1692-1794. 2) C. s. 4, not. o doc. 1683-1710. 3) C. s. 14, not, c doc. 1706-1764. 4 C. s. 62, not. o doc. 1599-1712. .5) C. s. 21, not. e doc. 1554-1792. N. 1306. Detto. Come sopra. 1604-1792. Fascicoli 5. 1 C. s. 15, not. o doc. 1618-1713. 2i C. s. 9, not. c doc. 1604-1711. 3) C. s. 14 not. c doc. 1667-1705. 4) C. s. 33, not. e doc. 1619-1714. 5) C. s. 64, not. c doc. 1697-1792. N. 1307. Detto. Come sopra. 1443-1795. Fascicoli 5. 1 > C. s. 3, not. t- doc. 1739. 2) C. s. 10, not. e doc. 1721-1795. 3) C. s. 22, not. c doc. 1559-1742. 4) Cartone contenente copia di un istrumento del 1443. C. s. 1. 5) (J. s. 22, not. e doc. 1677-1775. N. 1308. Detto. Come sopra. 1419-1755. Fascicoli 8. 1) Cartoncino con copia d'istrumento di afflttanza del 1419. 2) Detto con istr. di livello not. 1580-1673. 3 Detto con not. 1754 e 1755 c. s. 3. 4) Detto con copia d' istr. di permuta del 1654. 5) Detto con not. 1607-1625. carte scritte 2. 6) Detto con istrumento di livello 1614. 7) Detto con istrumento del 1624. 8) Detto con istrumento del 1617. N. 1309. Detto. Come sopra. 1643-1698. Fascicoli s. 1) Cartoncino con istr. del 1655. 2) Detto con istr. del 1665. 3) Detto con istr. 1675. 4) Detto con istr. 1680. 5') C. s. 7, not. e doc. 1664-1686. 6) Istrumento del 16*7. 7) C. s. 3, not. e doc. 1643-1696 . 8) Istrumento del 1697-1698. N. 1310. Detto. Come sopra. 1418-1712. Fascicoli 8. 1 Istrumento del 1698. 2'i Detto del 1701. 3) Detto del 1703. 4) Detto del 1711. 5 Detto del 1712. 6 Detto del 1733. 71 C. s. 2, not. 1614-1644. 8; C. s. 10, doc. e not. 1418-1629. (ConUnna) Prof. F. Majcr. BIBLIOGRAFIA Dott. Antonio Pilot, Notizie biografiche di Celio Magno Urico Vem-ziano del Ciiigiiecento, Treviso, Prem. Stal). Tip. Ist. Turazza, 1908 (pp. 38). Con questc pagine l'A. si propone di mettore nel giusto rilievo la figura caratteristica di Celio Magno 11536-1602), «lumeggiandolo il piii possibile tra la densa omln-a dei poeti coetanei che gli stanno attorno.» Usciva Celio da una famiglia di letterati. II padre Marcautonio, «bravo ed idoneo non meno nell' armi come soldato che nella toga come valente oratore» e noto specialmente per certi Libri SUM lini in ter z a rima, PAGINE J STRI ANIC 45 godette lama di autore esperto nel iatino e nel volgare. Anzi — se dob-biamo prestar fe,de a Orazio Toscanella — fu in amichevole dimestichezza con PAriosto, che gli diodo a rivedere il cauto XLVI del Furiono. Anche Alessandro, fratel minore di Celio, ebbe tin culto particolare per la pocsia. Celio pero a importanza piu notevole e come poeta e come uomo di stato. Lirico d' ingegno non volgare, datosi per forza di circostanze all'avvoca-tura, lamento piu volto che la sua professione non gli permettesse d' in-trattenersi con le Mu se: cosi in una lettera a Francesco Melchiori, cosi in quella dolce e mesta canzone, pubblicata anche dal Carducci *): «Me stesso io piango: e della propria morte». Abbandonate piu tardi le «stre-pitose liti» del foro, passo al servizio della Repubblica, assunto quale notaro della Cancellaria Ducale 1'anno 1571. Con la carica di notaio ordinario (e opportuna la digressione storica su questa istituzione veneta importantissima, v. pp. 20-25) incomineia il cursun honovum del Magno, il (juale nel servire lo Stato sciupo la vista e logoro la salnte per la »indefessa tatica dello scrivere giorno, e notte, et dello invigilare al ser-vitio pub.o». Ma, quantunque oppresso da gravi carichi, il Magno trovava pur sempre del tempo da consacrare agli anioni studi. II dott. Pilot con questo nuovo opuscolo ci a dato un'esauricnte biografia del poeta veneziano, contesta di documenti e di rime parte edite e. parte inedite. Un lieve appunto peraltro non possiamo risparmiargli: di avere trascurato, cioe, un lavoro dello Zanella Della vita e ser. di Celio Magno, comparso in A Hi, del B. Int. ven., gia nel 1880-81, e. che a noi, purtroppo, non fu possibile di aver tra mano. i. c. • P. Miihlofer, Ueber Knochenfiihrevde Diluvialschkhten deti Triesier /ur i tei i tira/d u nt/. In «Globus,» Vol. XCII, Ar. 7, Hvaumihneig 1907. Si deserive un giaciinento di terriccio diluviale, esistente nella caverna «l'odkala» presso il viadotto ferroviario di Nabresina. In questo giaciinento il I).r Marchesetti e il P.r Moser trovarono, oltre a diversi manufatti paleolitici, dei ben conservati tesehi di urnus spelaens, due dei (juali sono riprodotti anche nel testo. II lavoro contiene anche altre interessanti notizie di earattere geologico e speleologico. Un ben riuscito schizzo rende piu eviclente la topografia della Caverna. (i. D. It. Schiaviizzi. — Le febbr-i rnalariche nelVIstria meridionale e le loro complicazioiii. Estratto dagli «ntti della Societa ]>er gli studi della malaria.» Vol. VIII, 1907. In una dotta monografia PAutore fa una relazione sulle 1'ebbri rnalariche neir Istria meridionale e sulle loro complicazioiii. Dopo alcuni cenili storici e geologici sui territori da lui studiati egli ci deserive endemie di malaria degli ultimi anni, facendo delle interessantissime con-siderazioni cliniche e batteriologiche e deserivendo ]>iii a lungo i rap-porti che esistevano nei časi concreti fra la inalaria, il tifo c la dissentcria. Egli črede che devesi ritenere provata una relazione di dipendenza fra le due forme morbose ora citate e la malaria. Esculapio. *) Giostte Carducci, Frimavera e Fiore della TArku Italiana. Tomo I, pag. 250 (Firenze, G. C. Šansoni', 46 PAG IN K ISTE I ANE Dott. (jiiroliimo 'mio, professore d'italiano ne' corsi di perfeziona-mento del Liceo feinminile di Trieste. Visite a Dante. Visita II. Trieste, Ettore Vrani editore, 1907. In fjuesta II visita 1'egregio A. notissimo agli studiosi per la sua competenza negli studi danteschi tratta in una quarantina di versi in terza rima intorno alla eontroversia sorta sull'interpretazione di quel passo di Dante che dice «fatto avea di la mane..... (Par. I. 43) cioe sni Gange. (!. Picciola (jiiiiseppe ttiiiseppe, Giosue Carducci. Parole dette nel Salone de' Cinquecento. Firenze, Chiari 1907. Auspice il Comune di Firenze, a cui 1'ilhistre A. dediča il «teuue volutne che porta unico fregio di nobilta il giglio glorioso» tu pubbli-cato questo opuscolo in 8" che contiene la nobilissima commemorazioiie che il prof. Picciola tenne nel Salone il giorno 29 maggio 1907, «tra le glorie austere e le trionfali magniflcenze, com'egli si esprime, che ci attorniano superbe e ci sovrastano ammonitrici da ogni pietra di questo antico Palagio; neH'esultaiite festa di Primavera, quando tutta Firenze e tutta Toscana si ricongiungono devotamento a quella santa primavera d'eroi che fecero vennigli del loro sangue i verdi piani di Lombardia, abbandonandosi, per la Patria, alla morte come alla braccia d'arridont,e sposa.» C. Riassunto deli' attivita della Societa Agraria di Trieste vel 80 anvi di sna esistenza, elaborate dal segretario Francesco Zaratin. Trieste, sta-bilimento tip. L. Herrmanstorfer, 1907. Questa bellissima pubblicazione di un centinaio di pagine, illu-strate anehe da parecclii disegni, contiene la storia di tutta l'attivita che ((iiesto benemerito sodalizio, aiutato generosamente dal Comune di Trieste seppe svolgere nel territorio di questa citta. Un' attivita seria, costante, vantaggiosissima, che cambio faccia in certi punti, a quell' ingrato ter-reno che e il Carso. (!. Catalogu del Mnseo Civico di Pola e alcune notizie storiche di Pola romana, per cura di Umberto Doti. Dnsalli. Pola, stabilimento tip. lit. Boccasini e C. 1907. E un lavoretto di un'ottantina di pagine e n'e editore il Curatorio del Civico Mnseo di Pola. Esso e molto ben fatto ed illustra degnamente la preziosa raccolta del Mnseo che e ran to ed orgoglio della citta di Pola. II raccogliere, conservare ed illustrare i resti di un passato glorioso e opera di citta. colta e progredita che sente degnamente il suo deeoro. €. Alti del lil Congresso della Federazione degli insegnaiiti italiani della regione Giidia, Monfalcone 19 maggio 1007. Trieste, tipografia Amati e Donoli 1907. L' opuscolo di una sessantina di pagine, edito per cura della Di-rezione federale, di cui e presidente il distinto prof. Ferdinando dottor Pasini, contiene la relazione delle varie questioni trattate in questo im-portante congresso; «Ia questione nniversitaria« «Ia scnola e 1'educazione nazionale» 4' igiene scolastica® «sui delicienti e il loro trattamento pedagogi co» «sull'educazione della donna« ecc. PAGINE ISTRI ANK IT Come si vede lurono trattate. questioiu della inassiina importanza ch« interessano tutti e. che ia Direzione federale fece molto bone di render note al paese. C. NOTIZIt E PIJBBLICAZIONI. ^ II nostro egregio amico Leone Volpis, professore supplente al nostro ginnasio-lieeo ha dato con buon esito, nel dicembre p. d., P osamo di laurea in fllosofia. ^ I. A. Cella, che da alcuni anni attende a raccogliere i materiali per lino studio sul folk-lore deli' isola di Cherso, ha pubblicato nell'«Ar-chivio per le tradizioni popolari» (Torino, Clausen 1907, vol. XXIV, fasc. 1, pp. 10 23) i Cavti di Ncitcde vel Quarvero. Sono una raccolta di CoUde con una breve prefazione, in cui si deserive la poetica costumanza chersina. ^ Ricorrendo il cinquantesimo anniversario della fondazione della benemerita «Societa operaia» cli Trieste fu publicato un elegante opuseolo, contenente un riassunto deli' attivita sociale. Lo elaboro il nostro egregio comprovinciale, signor Franceseo Ziiratiu. ijj Ai 28 gennaio cessava di vivere a Gorizia Carlo Seppenhofer, consigliere comunale e bibliotecario civico. H Ali' intento di onorare degnamente la memoria cli Giuseppe (Jariltaldi nella ricorrenza del l.o centenario della sua nascita, il Con-siglio comunale cli Bologna cleliberava di bandire un concorso inlerna-zkmctle ad un ])remio di lire diecimila destinato a riconipensare la migliore opera silila storia della spedizione dei Mille. II concorso e aperto fino al le ore 17 del 30 giugno 1910. ^ Carlo Bulio, autore di parecchi e pregnati lavori relativi a Chiog-gia, publica ora coi tipi della »Societa di JI. S. fra conipositori tipografi» di Venezia «Le iserizioni lapidarie di Chioggia». 55:- Nella serata commeinorativa di Ade.luide llistori, tenutasi addi 20 febbraio al nostro teatro che da Lei s'intitola, 1'egregio prof. Cel so Osti, docente di lingua e letteratura italiana al patri o ginnasio-lieeo parlo, in una applauditissima conferenza, della vita e deli' arte della somma ar tista. In una recentissima ristampa del foglio «Trieste» della carta militare austriaea al 75.000 furono prese in considerazione alcune osser-vazioni di earattere toponomastico fattt; dal nostro Dott. (i. A. Gravisi nel N. I. 1903 delle «Pagine Istriane« e IV. 1907 delle «Alpi Giulie». -S Nel concorso delle ccmzonette roriyvesi, chiusosi nel febbraio p. d. il premio fu assegnato a tre graziosi la vori, intitola ti : Li tabacheine, La batana c I nos tri vieci, 48 PAG INK T STR, IA NF II primo N. della «Kassegna eonteinporanea» di Koma, diretta da G. A. Cesard o V. Picardi, contiene fra altro un articolo dol nostro eomprovinciale Dott. (t. Lnzzarini su «L'Istria e la sua dieta provinciale». -S<- II Piccolo di Triestc indiee un concorso a premi in denaro, aperto a tutti, per fotografle di qualunque genere e formato, escluse le diaporitive. Esso dura dal 1 febbraio 1908 al 31 gennaio 1909. I lavori giudicati accettabili saranno esposti nel salone il' informazioni del giornale ed i. migliori verranno proiettati coll' impianto apposito allestito sul tetto deli'edilicio in Piazza Goldoni. I premi, che sono sette, variano dalle 500 alle 10 corone. * Nel «Bollettino della Soeieta geografica italiana« di Koma (febbraio 1908) il prof. F. Porena deli' universita di Napoli publica una dotta relazione su «Le origini e i progressi deli'antro])ogeografia». NelPappen-diee sono eleneati gli ultinii lavori italiani intercssanti tale studio, passati per lo mani deli' A. ; ci dispiace pero di non a ver veduto il ben cbe mi-liimo accenno alla provincia nostra. * Addi 9 maržo al teatro Fenice di Venezia, Riecartlo 1'itteri disse, applauditissimo, versi del suo poenietto di imminente pubblicazioue «1 primi pali» (Origine di Venezia). F. 'L'. Marinetti, direttore della rivista «Poesia» reci to alla «Fi-larmonica» di Trieste versi dei prineipali poeti francesi moderni e suoi. II giorno dopo egli fece una escursione lungo la costa istriana, fcrman-dosi a Portorose e a Pirano. & Gli ultinii numeri di «Poesia» contengono tra altro lavori di Ma .vrtce, Nella Doria-Camlion e S. Benco. # A Bordighera P 11 maržo alle ore 3.15 spirava Edmotido (le Amicis, lo scrittore buono e gentile, P aniico del popolo, clie delizio tutti colla sua magica penna e fanciulli e giovani e vecchi, istruendo ed edu-cando 1'animo alle piu nobili idealita. -S- La direzione si ritiene in dovere di ringraziare pubblicanieute V egregio collega Dott. Snzario De Mori per 1' eneomiabile zelo con cui attese alla direzione ed amniinistrazione della nostra rivista, che egli 6 costretto di ccdere per motivi dipendenti dalla sua professione. # II sommario e 1' errata-corrige deli'annata V saranno uniti al prossimo fascleolo, che uscira quanto pritna. Ai 20 febbraio spirava nella nostra citta il prof. Oreste (ierosa, che per piu di t rent' anni era stato docente di storift naturale al patrio gin-nasio-liceo. L' estinto era molto versato in ijuestioni agrarie, cosicche la sua morte fu sentita con grande rannnarico non solo dagli innumerevoli amiei, eolleghi e discepoli, ma anclie dagli agricoltori della citta. Alla famiglia le nostre condoglianze. tiiULlANo Tbssasi editore e redattore responsabile. S(ab. Tip. Carlo Priora. Capodistria.