ORBANO DELL'UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI Anno VI* - No 321 Redazione - Amministrazione CAPODISTRIA Via Santorio 26 - tol- 128 Martedì l? novembre 1853 Prozio: 5 din. - 28 Uro ABBONAMENTI: T.L.T. Zona Jugoslava a R.F.P.J. annuo din. 250. samestr- din. 130 Spedizione in e.c p- LA CAMERA dei produttori Si avvicina J giorno in cui la nostra classe operaia e i produttori agricoli, organizzati nelle cooperative, deporranno per la seconua volta, da che vivono, il voto per eleggere i propri rappresentami alia Camera distrettuale dei produttori la cui composizione numerica varia quest'anno notevolmente, portandosi quasi alla pari con il Comitato Popolare Distrettuale. L’elezione dei rappresentanti, a differenza dello scorso anno, avverrà a suffragio diretto. Sono due variazioni di importanza formale in apparenza, ma che rivestono un significato intimamente molto più profondo e politico, risultando l’indice del graduale e costante esaminino ascendente della democrazia socialista. In questo modo vanno considerate non solo queste due variazioni, ma tutto il complesso di misure preelettorali ed elettorali che in questi giorni sono introdotte e attraverso le quali è doveroso ricavare un confronto tra quanto la nostra classe operaia sta compiendo e la situazione in cui versa il proletariato a oriente ed a occidente del nostro. Paese. A Unente la degenerazione di una rivoluzione, in dominio assoluto e dispotico della casta burocratica che ha privato^i lavoratori di ogni fondamentale diritto umano, dove, nelle aziende, il direttore, rappresentante nominato della stessa casta, è l’incontrastato satrapo dei destini degli operai, mentre del loro diritto a decidere del plus-lavoro da essi creato non è il caso di parlare. Analogamente succede a occidente dove questo va a rigonfiare le pingui tasche del capitalisti. La Camera dei produttori non va considerata solo come un’organo che rappresenta i produttori diretti negli organi superiori delio Stato, come un gruppo di ampie competenze legislative, ed e-secutive in materia economica e sociale, ma anche come un organo che è lo indispensabile completamento della democrazia socialista venuta a svilupparsi con il passaggio delia gestione aziendale dei collettivi di lavoro. Monca apparirebbe difatti la democrazia socialista qualora gli effettivi creatori di tutti i beni dello Stato, potessero decidere solo di quella parte della ricchezza che si forma nei limiti ristretti della loro azienda e non decidere sulla destinazione anche di quella parte del loro plus-lavoro che, sotto forma di imposta e di accumulazione, va alla collettività. E non sono indifferenti questi mezzi. Dal 1948 al 1953 solo per gli investimenti nel distretto di Capodìstria essi sono ammontati a due miliardi 600 milioni di dinari. E’ logico e giusto che sulla destinazione di questi ed altri mezzi possano decidere coloro che li hanno creati, anche perchè la loro parola è garanzia del migliore impiego di questi mezzi risultando essi frutto del loro lavoro. Appare evidente che la mentalità dei rappresentanti e perciò dei candidati che verranno proposti alle elezioni per la Camera dei produttori, dev’essere scevra da ogni particolarismo aziendale e locale. L’alto Compito a cui saranno chiamati pone dinroazi a loro un solo dovere, quello di amministrare i beni della collettività nell’interesse di uno sviluppo massimo dell’economia e di conseguenza del socialismo. E tale interesse spesso non collima cod le esigenze, anche indiscutibili, di un’azienda e di una località. Quando eleggiamo i Candidati e quando deporremo il nostro voto per eleggere i rappresentanti alla Camera dei produttori, dobbiamo ricordarci che questa è una conquista che di giorno in giorno ha un’eco vastissima nel mondo intero, una conquista per la quale il proletariato internazionale è in costante lotta e che nella stessa lotta trae da noi l’esempio. mb Il compagno Tito sull'attuale fase diplomatica per la soluzione del problema di Trieste NON GIOCATE CON IL FUOCO è rammonimento a conforma dei nostri diritti DUO Fin DDE SORDI A Belgrado, al più imponente comizio detrattole campagna elettorale, il Maresciallo Tito, .dopo aver trattato sui problemi di politica interna, ha illustrato ampiamente la snazionalizzazione degli sloveni, svolta a Trieste e nella zona A dal governo italiano, prima, e dail’am-ministrazione militare .alleata, poi. Nella parte conclusiva del suo discorso il Presidente della Repubblica ha esposto l’attuale fase diplomatica per la soluzione della questione triestina ed ha detto, fra l’altro, ohe Itopinione pubblica mondiale è male informata sulla vera situazione a Trieste. «Essa — ha detto egli — non sa perchè gli italiani hanno oggi a Trieste la maggioranza, perchè essi gridino che sono loro necessarie Trieste, la zona A, la zona B, Capodistria, Isola, Pirano, ecc. E’ chiaro che noi abbiamo dovuto difendere ciò a cui abbiamo assolutamente diritto. Sebbene Trieste costituisca una parte integrante del nostro territorio, sebbene in essa gii sloveni siano stati una volta molto più numerosi, mentre oggi sono in minoranza, tuttavia non intendiamo fare la guerra per la città, nè insistiamo per la sua forzata unione al nostro paese. Insistiamo però che la zona A, laddove vivono compattamente Sloveni e le cui coste sono bagnate dal nostro mare, sia unita alla nostra patria. Dal momento che non hanno accettato la nostra proposta di condominio, nè quella dell’internaziona-lzzazione della città — questa è ancor sempre da noi considerata la proposta migliore — staremo a vedere ciò che accadrà alla prevista conferenza. E’ mio parere che la conferenza avrà comunque luogo. Si comprende che noi a Trieste abbiamo degli interessi, che a Trieste abbiamo degli interessi economici. Sé comprende che la configurazione etnica di Trieste è tale per cui la gran parte della città e 11 centro sono italiani, mentre il resto, Servola e Zaule sono completamente sloveni, e non è possibile affermare neppure che nella stessa Trieste vi sia una compattezza nazionale, per cui gli italiani possano ritenere di avere un diritto assoluto. Desidero sottolineare che i nostri argomenti sono forti e che nessuno può confutarli. Chiediamo tutta la zona A, tranne Trieste. Essi da parte loro chiedono in cambio Capodistria, Isola, Pirano, ma dimenticando che si. tratta di isole completamente separate dal complesso etnico compattamente sloveno. Essi dimenticano che già abbiamo compiuto un enorme sacrificio, arrecando un danno enorme ai nostri popoli, alla nostra comunità nazionale quando, con il trattato di pace, siamo stati costretti a cedere un intero settore di territorio comple- PER UNA GIUSTA SOLUZIONE DEL PROBLEMA DI TRIESTE CONSIDERIAMO LA CONFERENZA 1BSTRUMEWTD MIGLIORE EPIUEfFICACE Il discorso del compagno Koča Popovič a Novi Sad Il problema 'di Trieste è stato anche il tema principale, del discorso .pronunciato domenica ‘dal Segretario di stato agli esteri. Koča Popovič ad un comizio a Nevi Sad, capoluogo della Vojvodina. Egli ha detto che questo problema è sorto in conseguenza delle contraddizioni fra igli interessi delle grandi potenze dopo la seconda .guerra mondiale. In seguito la questione si è ulteriormente complicata principalmente per l’estrema miopia e fineompr cosili i le politica delle potenze Occident ali, ohe hanno appoggiato le ingiustificate aspirazioni espansionistiche del governo italiano. A giustificazione di tale politica sono stati addotti i più svariati motivi. mentre si è sconsideratamente trascurata quella .ohe iu realtà è 1 u-niea base possibile di una soluzione del problema, base fornita dai desidèri e dalle necessità della popolazione di Trieste, dagli interessi e dai diritti della Jugoslavia e dell’intero retroterra. Per il problema di Trieste sono stati messi d,a parte quasi tutti i problemi mondiali o almeno tutti quelli europei. Il locale problema triestino è stato trasformato in un abbastanza grosso problema intemazionale, tramite il quale si vuole ora risolvere tutta una serie di altre questioni, ohe con esso non hanno alcuna relazione quali, ad esempio, la ratifica della C. E. D. e il consolidamento del Patto atlantico. Con ciò dovrebbero essere soddisfatti gli italiani a New Vork e gli americani a Roma, tutto a scapito dei triestini. .Adottando questa politica in luogo «di procedere ad un flipera di distensione, la situazione nei rapporti tra Jugoslavia e Italia e stata portata ad uua estrema tensione. Si è giunti persino ad una .guerra economica dell’Italia contro la Jugoslavia. LA CONFERENZA DEL FRONTE DI LIBERAZIONE A TRIESTE RICHIESTA LÀ REVOCA del ‘diktat* del lf8 ottobre La popolazione slovena si rifiuta di ottemperare agli obblighi fiscali finché non le saranno riconosciuti tutti i diritti di sua spettanza Alla presenza di circa 300 delegati di tutte le località (della zona A ha avuto luogo domenica la conferenza idei Fronte idi Liberazione. Alla relazione del presidente Frano Stoka è seguita una vivace discussione. Il sindaco del Comune di Zgonik, Vladimir Obad ha riferito ai presenti sulle consultazion; avute domenica scorsa a Belgrado dai r appreseli laut i del comuni sloveni della zona A con il Maresciallo Tito. Vladimir Obad ha dichiarato che la delegazione ha ringraziato il Maresciallo Tito e i popoli jugoslavi per l’aiuto porto alla popolazione triestina nella difficile lotta contro lianperialismo italiano. I delegati (hanno quindi approvato una risoluzione nella quale è detto fra l’altro : «Per gli sloveni di Trieste che hanno provato tutti gli orrori dell'Italia fascista, e che hanno ancor oggi dinanzi agli occhi la situazione dei nostri fratelli nel Goriziano e nella Be-necia slovena, tale decisione rappresenta la più grande offesa e un atto contro la nostra esistenza. La conferenza del Fronte di Liberazione constata e richiama l’attenzione dei governi di Stati Uniti, Gr. Bretagna, Francia e di tutta l’opinione pubblica mondiale che qualsiasi soluzione della questione triestina, che non consideri le aspirazioni della popolazione locale, non può portare ad una pacifica regolazione di questo problema, alla pacifica convivenza tra le varie nazionalità, ed allo sviluppo economico della città e della zona». La risoluzione esige l’immediata revoca dell’ingiusto ed illegale «diktat» anglo-americano detì’8 ottóbre, l’eliminazione ideile posizioni politiche ed economiche ohe l’imperialismo di Roma conserva nel territorio, anche dopo la sua sconfitta, e ,1’eli-minazione ideile concessioni fatte con 'gli ancorili di Roma del 1948 e di Londra del 1952. «£’ necessario — rileva quindi la risoluzione — effettuare immediatamente un rimpasto di tutti gli organi del potere, nel senso di una completa democratizzazione.» Al .termine .della conferenza i presenti hanno deciso che la popolazione slovena non paghi i contributi fiscali, se non le sarà riconosciuto la parità di diritti in tutti i settori della vita pubblica. Il compagno Popovič ha così concluso: «Il nostro atteggiamento rimane chiaro. Abbiamo detto che per la città di Trieste la migliore soluzione è l’internazionalizzazione. Abbiamo detto, e rimaniamo sulla proposta formulata a Leskovac dal compagno Tito, che la città di Trieste venga per un determinato periodo di anni posta sotto sovranità italiana come unità amministrativa autonoma, e che la zona A, altrettanto come unità amministrativa autonoma, venga posta sotto sovranità jugoslava. Se dall’altra parte non si accetta l’internazionalizzazione della citta di Trieste, nell’ambito di questa proposta vi sono sufficienti possibilità di discussione. Abbiamo detto che riteniamo la conferenza lo strumento migliore e il più efficace. Nostra unica condizione è ohe non venga pregiudicato a priori ciò che la conferenza deve decidere poiché altrimenti tale conferenza perde ogni senso. La seconda parte di questa condizione alla quale non possiamo rinunciare, è che nessun mutamento a vantaggio dell’Italia può essere effettuato in zona A. In merito alla conferenza abbiamo fatto giorni addietro una nuova proposta. Per desiderio delle potenze occidentali non l’abbiamo pubblicata poiché da parte loro si è presupposto che la sua pubblicazione avrebbe potuto nuocere ai risultati cui essi erano giunti ne,Ile reciproche consultazioni. Abbiamo acconsentito benché non fossimo pienamente convinti dell’esattezza di quanto da esse affermato. Sècondo commenti della stampa estera in merito a questa proposta, che non è stata pubblicala, ma della quale i giornalisti sono venuti tuttavia a conoscenza, non però da fonti jugoslave, sembra che l’essenza e la caratteristica costruttiva di essa siano state comprese o almeno ravvisate. Sembra che la nostra proposta sia stata interpretata come accettabile per tutte le parti, e che essa possa in modo molto efficace orientare gli sforzi verso una graduale soddisfacente soluzione. E proprio per questa reazione della stampa e dell’opinione pubblica straniera alla nostra proposta, non pubblicata, ma del cui contenuto si è tuttavia avuto sentore, temo seriamente che queste prospettive favorevoli vengano fatte cadere da ‘ nuove iniziative delle potenze occidentali the siano espressione di certe loro analisi evidentemente ali di là della realtà e delle possibilità. Siamo disposti a trattare e a ricercare insieme una soluzione e nel dir questo non abbiamo alcun recondito fine. Non desideriamo umiliare alcuno, nè chiediamo qualcosa di cui non abbiamo diritto, qualcosa altrui. Ricordiamo che è soltanto falsa democrazia la richiesta, sia di indire un plebiscito per l’intero territorio libero di Trieste sia di porre l’Italia in questo territorio sulla stessa pjosfaione della Jugoslavia. Noi non dimentichiamo che dietro la frontiera italiana, fuori del Territorio di Trieste, si trovano giè 80 mila jugoslavi e porre in questo settore l’Italia sulla stessa nostra posizione sarebbe estremamenqte ingiusto.» Il segretario di Stato agli esteri ha così concluso il suo discorso : «Lottando per ciò che è nostro, noi lottiamo per la nostra indipendenza e libertà e consolidiamo con ciò stesso il potente fronte comune dei piccoli liberi popoli.» tamente sloveno insieme a Gorizia perchè là, cosa che io non credo, vi sarebbero stati più italiani che sloveni. Ora essi chiedono le summenzionate tre oasi per spezzettare quanto più possibile il nostro territorio nazionale. Io oggi non presento alcuna proposta concreta, ma desidero soltanto illustrare la situazione quale essa è. Desidero dire a quali condizioni possiamo accedere alla conferenza prevista e alla quale gli alleati hanno acconsentito. Non possiamo partecipare alla conferenza qualora in precedenza venga realizzata la decisione dell’8 ottobre, perchè in tal caso non avremmo a che fare alla conferenza stessa. Se in tal caso vi partecipassimo, non faremo altro che confermare un fatto compiuto. E questo noi non vogliamo. Ma ancora qualcosa d’altro dobbiamo chiedere. Si tratta della situazione della nostra minoranza. La nuova Jugoslavia socialista tien conto dei propri connazionali che vivono là, e nessun accordo di compromesso può essere raggiunto se la nostra minoranza non otterrà gli stessi diritti di cui godono gli italiani da noi. Non possiamo permettere che si continui ulteriormente ad attuare una politica discriminatoria verso la nostra gente. Riteniamo che ciò sia di fondamentale importanza. E’ per questo che abbiamo proposto il condominio, che abbiamo proposto in seguito, l’internazionalizzazione, che unica, e anch’essa non del tutto, potrebbe impedire discriminazioni a danno della nostra gente. Finora vi sono state quattro alternative di soluzione del problema triestino. Abbiamo proposto il condominio e lo hanno respinto. Abbiamo proposto l’internazionalizzazione ed hanno respinto anche questa. Abbiamo infine proposto che la zona A e la zona il vengano poste sotto sovranità jugoslava e la città di Trieste sotto sovranità italiana. Anche di questo non hanno voluto saperne. Ora viene posto il problema della spartizione; ma di qnale spartizione? C E’ necessario risolvere U problema dei nostri, diritti in zona A, diritti ai quali non possiamo rinunciare. Di tutti questi problemi si parlerà certamente alla conferenza. Sono dell’opinione, e ritengo che questa opinione sia della maggioranza, che per ora si consideri unicamente una giusta .spartizione, in quanto una tale soluzione possa essere giusta. Comunque essa dovrebbe consentire la creazione di rapporti sopportabili con l’Italia poiché siamo un paese che non vuole SONDAGGI per Trieste Il Segretario di stato agli Esteri della RE.P.J., Koča Popovič ha convocato domenica sera alle 22 l’ambasciatore britannico sir Ivo Mallet, l’ambasciatore francese, Philippe Baudet e l’incaricato d’affari americano, Wal-Iner. Sebbene sull’argomento del colloquio non sia stato diramato alcun comunicato ufficiaiq, si ritiene che oggetto della consultazione siano stati dei sondaggi sul problema di Trieste alla luce delle nuove proposte fatte dal nostro governo e di contro-proposte anglo-franCo-americane. L’incontro dei tre diplomatici occidentali con il Segretario agji esteri della R.F.PJ. testimonia che l’attività diplomatica per una soluzione quanto più rapida del problema triestino si mantiene sempre intensa, e ciò starebbe ad indicare che la progettata conferenza a 5 costituisca sempre, anche nelle intenzioni occidentali, il primo obiettivo da raggiungere per avviare la spinosa questione sulla via di una pacifica soluzione della controversia, complicatasi con la decisione anglo-amerisona dell’8 ottobre scorso. Sabato, invece, il sottosegretario agli esteri dr. Aleš Bebler, ha ricevuto il ministro d’Italia a Belgrado, Vanni d’Archirafi per esaminare, si crede, la questiona del veto, posto dal governo di Rama, alle esportazioni italiane verso il nostro paese. la guerra, che desidera sopratutto la pace, che conduce una politica pacifica. Battiamo i pugni sul tavolo soltanto quando vediamo ebe non si vogliono rispettare le nostre giustificate richieste. Pella vuole il plebiscito perebè i suoi. 300 mila italiani sommergano i voti dell’intero territorio. E questo noi non lo vogliamo. Il signor Pella però non ha mai detto: cerchiamo di applicare il plebiscito per comuni. Neppure una soluzione in base alla quale aU’Itali.a venisse data l’amministrazione della zona A può essere presa in considerazione. Assegnare all’Italia l’amministrazione della zona A significa dare all’Italia unta cambiale in bianco per ulteriori azioni contro il nostro paese, significherebbe creare un focolaio che potrebbe condurre a un conflitto fra Jugoslavia e Italia. Su questo richiamo l’attenzione degli alleati e di tutto il mondo: non giocate col fuoco, non fate cose del genere. Il fascismo sarebbe capace di qualsiasi cosa contro di noi e ciò non potremmo tollerarlo. Chiediamo perciò che gli Italiani rinuncino a tali metodi, che si giunga almeno a una soluzione temporanea che soddisfi in minima parte i desideri delle popolazioni di quel territorio. Speriamo che essi considerino ciò che abbiamo proposto e che nel corso della conferenza si possa discutere in modo onesto sulla spartizione del territorio, per qualche tempo. Per il futuro vedremo. Noi effettivamente siamo pessimisti per quanto riguarda i rapporti con l’Italia e ne abbiamo i motivi. Ci preoccupa il modo d’agire dell’Italia e ciò che essa pretende; ci preoccupa il fatto che essa trovi chi l’aiuta a danno nostro, mentre non si vogliono soddisfare i nostri diritti neppur in minima parte. Ci preoccupa la posizione dell’Italia, posizione aggressiva nei nostri confronti. Anche con l’inscenata commedia dello sferragliar delle armi ai nostri confini volevano costringerci a rinuncie. Inoltre l’Italia conduce ora nei nostri confronti anche una guerra economica. Io ho, però, un pò di speranza che le potenze occidentali, comprendano la nostra indignazione e. le nostre proteste e, rendendosi conto delle gravi conseguenze che tutto ciò potrebbe provocare, risolveranno tuttavia questo problema io senso favorevole alla pace, poiché è nostro profondo desiderio che nella lotta per gli interessi. comuni si giunga alla pace». Chiese storiche Un magnifico saggio di obiettività giornalistica é offerto dall’organo magno del cominformismo italiano da «L’Unità» che nel suo numero del g. 6 corr. facendo la cronaca delle gazzarre fasciste a Trieste, scrive tra l’altro: «Uma jeep, entra«a in chiesa fS.An-tonio Nuovo a Trieste n. d. r.) vi compiva alenine evoluzioni a grande velocità, rovesciando ibamehii e rincorrendo i presenti sbigottiti. «Una donna colpita duramente, è rimasta ferita ed è stata trasportata all’ospedale». A parte il fatto che una jeep possa o meno entrare nella chiesa di S. Antonio Nuovo a Trieste (la cui porta principale sul davanti è raggiungibile solo superando una gradinata e le cui porte laterali non consentono il passaggio dii una auto) e Compiere le evoluzioni descritte dallo «inviato speciale» del precitato organo cominsormista, rimane comunque accertato che la chiesa stessa è stata trasformata in fortilizio per i balilla del vescovo Santin. Così a Trieste, grazie al vescovo Santin, abbiamo una tìhiesa che sarà ricordata dalla storia per le sue messe dell’odio antislavo radiodiffuse e, grazie al cappellano militare mons. Grego, un’altra chiesa — fortilizio per i neofascisti. I tre «Grandi occidentali si riuniranno dunque alle Bermude il 4 dicembre. Questa conferenza a tre, sembra destinata a svolgerai per iniziativa di (Churchill, com la benevole acquiescenza di Eisenhower, il malcelato timore di Laniel e — cosa che ha il suo valore — l’irritata attesa di uin quarto personaggio, l’Unione Sovietica. Come è noto, nel maggio scorso il .primo ministro britannico aveva sollecitato luna riunione al massimo livello fra le tre potenze occidentali per esaminare le possibilità di un incontro dei (tre con Malenkov. La conferenza andò poi a monte, causa una indisposizione di Churchill e si ebbe, come surrogato, una riunione di ordinaria amministrazione fra i tre ministri degli esteri di Londra, Parigi Washington, dalla quale nacque una ennesima nota occidentale di risposta ad una delle .tante note russe che da alcuni anni costellano l’orrizzonte della politica internazionale in .un interminabile — ed inconcludente — dialogo fra due .grandi sordi. La conferenza di Lugano, progettata per il 9 novembre da Foster Dulie», Eden e Bidault, non si è te" muta perchè il quarto invitato, Molotov, rispose all’imjviito con ima lunga nota, nella quale ripropose una conferenza ddi 'quattro ministri degli esteri — uguale, praticamente, a quella cui era stato invitato — che, però avrebbe dovuto essere preceduta da una riunione a 5, con la partecipazione della Cina Popolare, per esaminare — senza un preciso ordine del giorno, — tutti i problemi che sul t appetto diplomatico rappresentano motivo di divergenze fra le grandi potenze. La risposta di Molotov rappresentava awiamente la continuazione dell’ormai vecchio gioco russo di cercare di discutere iu una sola volta tutti i problemi mondiali per giungere ad una nuova riparti,rione .delle zone di influenza attraverso «compensazioni». Da parte loro, oggi, gli Stati Uniti ritengono invece più vantaggioso «sfogliare il carciofo», affrontare cioè uno alla volta i vari problemi in modo da ottenere dei vantaggi locali nelle questioni dove vi è una solidarietà ed, una .unità maggiore fra la politica dell’America e quella dell’Inghilterra, ossia nei problemi tedesco ed austriaco e tenendo invece lontana dal tavolo verde la discussione sull’Estremo Oriente, dove le diverge*1" ze anglo-americane sono notevoli. Cosi nel dialogo fra sordi, in corso tra Mosca e Washington, si è incuneata ila prossima riunione delle Bermude nella quale il primo ministro britannico spera ancora di far .varare la sua idea delTincomtro con Malenkov, mentre Eisenhower ha tutta l’aria di recarvisi per dimostrare che le tre potenze occidentali non 'hanno alcun valido motivo per attendere a prendere decisioni sulla Germania solo dopo il benestare del-l’UlRSS. Naturalmente, dal punto di vista degli Stati Uniti, la soluzione del problema tedesco non potrebbe aversi che nel quadro della difesa europea, auspicata a Washington, ossia nel quadro dell’integrazione delle forze armate tedesche nel Patto atlantico. A questo .punto i timori della Francia si fanno più acuti e l'opinione pubblica francese non nasconde il suo malumore per l’awenuta convocazione della conferenza delle Bermude in quanto prima del 4 dicembre, il parlamento francese è convocato peT discutere proprio la ratifica del trattato per la CÈD. Ratificarlo nelle attuali condizioni, come noto, non è proprio nei desideri degli uomini .politici francesi; no« ratificarlo potrebbe — dii contro — offrire un argomento agli americani per proporre direttamente il riarmo tedesco. Inoltre il 26 novembre, cioè prima delle Bermude, si avrà al-l’Aja la conferenza dei sei ministri degli esteri della comunità europea, ed anche in quella sedè la Francia sarà posta di fronte allo sterno dilemma; dilemma che in questo momento gli uomini politici francesi eviterebbero volentieri, anche perchè dominati dalle preoccupazioni interne, legate alla nomina del nuovo Presidente della repubblica. Ed anche qui pare non possa aver successo che uno uomo, e un partito, non troppo tenero verso la CED. In questa situazione non è escluso che abbia buon gioco l’URlSS nel senso che, fra i timori francesi, le speranze di Churchill e il guanto pesante di Eisenhower, 'dalle Ber-mude non esca nulla di nuovo ed alttomo ai problemi scattanti della tensione) internazionale continui (il dialogo dei due grandi sordi. L.V. NEW DELHI — Il Presidente del Consiglio dei ministri indiano, Paimdit Nehru ha dichiarato domenica scorsa ad una conferenza stampa ehe le ostilità in Corea potranno riprendere qualora non si addivenga ad un’accordò per la convocazione della prevista conferenza politica. Il Premier indiano si è dotte anche preoccupato delle intenzioni degli UjSjA. « del Pakistan di stipulare un patto di carattere militare. • TEHERAN — Il Tribunale militare di Teheran si è dichiarato competente a giudicare Mos-sadeq per cui il precesso a carico .dell’ex presidente del Consiglio iraniano verrà celebrate dinanzi alla corte militare. • GRENOBLE — Dominici, padre, si è confessato autore del massacro della famiglia inglese dei Drummond, compiuto il 5 agosto 1952; delitto che, per i suoi moventi iucomprensibili e per il suo tragico carattere, ha impressionato fortemente l’opinione pubblica. * IL CAIRO — Il totale dei membri della famiglia reale egiziana colpiti dal provvedimento di confisca dei beni ammonta a ben 370. * VIENNA — Il dr. Griiber è stato esonerato dalla car Eoa di Ministro degli Esteri. .Lo sostituirà l’ex cancelliere Figi. Le dimissioni dell’ex 'Ministro sembra siano dovute a forti diver* igenze nell’ambito deil Partito popolare .(democristiano ) austriaco sulla politica estera da seguire ne confronti delle potenze occupanti. * ROMA — Il Presidente del Consiglio, .Pella è rientrato sabato scorso da Ankara, dove s’e-ra recato in visita per trattare «■Problemi mondiali». L'ALAMBICCO Buffoni ! v «L’on. Oddo Spadazzi deputato del P.N. M., rientrato da Trieste a Roma senza avere ricevuto risposta alla sua sfida fatta al gem. Winter-ton alla pistola nella stessa piazza ove caddero sei Italiani anelanti libertà e giustizia, ha indirizzato allo stesso capo (del G. M. A. di Trieste un secondo telegramma in cui è detto, tra l’altro: Il mio gesto costituiva la sola possibile reazione di un Italiano (Attento proto, con la i maiuscola!) che sentiva l’urgenza di dare una Solidarietà aii morti, ai quali è mancata la solidarietà di certuni che si credono vivi altre la Manica e sono più morti dei morti. C’è un precedente nella storia del mio Paese, contro quelli che si illudono di colpire un popolo di millenaria, civiltà : il precedente lasciato da un gentiluomo della Casa che io servo con la mia fede: il conte di Torino. Sono sempre a vostra disposizione.» {Dal «Corriere della Sera» del 12 eo-rr.) L’episodio dimostra il perché Pel-la ha voluto trasformare da «provvisorio» in definitivo e stabile il suo governo, appoggiandolo sul partito monarchico. Con italiani, e per di più deputati, della tempera a prova di pistola che non spara dell’on. Spadazzi {il nome dice tutto) la millenaria civiltà di Roma è garantita al pari dela stabilità governativa di Pella e della democristianeria italica. Così le giovani generazioni della «risorta Italia» potranno apprendere dallo studio defila storia del proprio paese, oltre le glorie delle oche e della lupa, anche la «leggen- daria disfida» di Oddo Spadazzi, ri-traendone dallo «storico gesto» da lui compiuto„ nuovo elemento per stramaledire i figli della perfida Albione. Buon per l’inglese gen. Win-terton che Maria Pasquinelli nelle «fatidiche giornate triestine» del 3 e 6 novembre si sia trovata assente dalla martoriata città, altrimenti... la sfida di Spadazzi poteva essere fatta ad... un morto al di qua della Manica. Preti „volanti“ «Nell’archidiocesi di Bologna ben 46 parrocchie sono sprovviste di parroco e molte altre contano sacerdoti Ott anteni. Ad ovviare a questo inconveniente, il card. Lercaro ha costituito la «pattuglia volante» composita di sacerdoti e di religiosi che formano sei .gruppi. Nel programma di queste «squadre volanti» c’è, come primo esperimento, l’arrivare a scadenza fissa ned casolari con la macchina e l’altoparlante, spiegare d .principi della dottrina cristiana e organiizare tempestivamente mani, sestazioni pubbliche». {Dal «Corriere della Sera» del 12 c. m.). i Se quanto riferito dal citato quotidiano «il più informato» fra i giornali dello stivalone, corrisponde al vero, bisogna concludere che anche nella archidiocesi di Bologna «i fari luminosi della italianità» scarseggiano e che molte greggi di pecorelle della Chiesa sono prive del loro pastore perciò facili prede dei lupi famelici di anime cristiane. Che di questa spaventosa ed esecranda realtà più che sufficiente per far inor- ridire tutto il mondo cattolico siane responsabili i persecutori ed atroci carnefici di preti, frati e suore della Zona B, già denunciati alla opinione pkdibBica mondiale dalla curia vescovile di Trieste e dai suoi organi di stampa? Illustri ignoti «In una lunga corrispondenza da Trieste, l’inviato speciale del giornale «Salzburger Nachrichten» controbatte punto per punto le affermazioni fatte alla Camera dei Comuni dal Ministro inglese Eden, sulla base del rapporto del gen. Win«ertoli, secondo cui i moti triestini sarebbero stati provocati da «estremisti» o da «neofascisti». Il giornalista domanda se erano neofascisti i più di 100 mila triestini che hanno formato il corteo per i funerali delle vittime, »« è neofascista il Vescovo di Trieste e Capoddstria che ha benedetto 1« salme». { Dal «Giornale di Trieste » del 12 c. m.) Strano appare come Rino Alessi ed il suo quotidiano abbiano dovuto ricorrere alla .testimonianza di un oscuro e quasi ignoto organa di stampa provinciale austriaco, quale è lo «Salzburger Nachrichten», per ottenere la prova che \il vescovo Santin non è un «neofascista», mentre a tutti è notorio che la stesso presule è un vecchio fascista della vigilia, già apprezzato come tale da Mussolini e celebrato dagli storici perché qui a Capodistria benediceva il sue gregge, non dall’altare del duomo, ma dal balcone della Casa del Fascio. Pagina 2 LA NOSTRA LOTTA MARTEDÌ’, 17 novembre 1953 NELL'IMMINENZA PELLE 11EZIOHI PER LA CAMERA PEI PRODUTTORI INIZIATI I COMIZI PREELETTORftLI in qualche unità elettorale si è passati già alla scotta dei candidati £«0NACH£TT| Il 12 e 13 dicembre avranno luogo nel distretto di Capodistria le elezioni per ìl’aissemblea distrettuale dei produttori. Trediicimiladue-cento lavoratori delia città e della campagna eleggeranno i loro rappresentanti, in questo organismo, il quale, affianca il potere popolare nella direzione della vita sociale ed al quale competono le decisioni in materia economica. Oltre 5.800 operai e dipendenti di ■135 imprese economiche, che nel corso dell’anno hanno realizzato 1 miliardo e 900 milioni di dinari di reddito sociale, eleggeranno 39 delegati. A loro volita i 7.400 contadini del distretto, inclusi nelle 20 cooperative agricole di tipo generale, che hanno raggiunto i 900 milioni di reddito sociale, eleggeranno . 15 rappresentanti, j I preparativi tecnici per la prossima consultazione dei produttori sono in pieno corso. Le liste elettorali sono giià state compilate e attualmente in tutti i collettivi sono in »orso le discussioni sulla scelta dei candidati che entro il 20 novembre dovranno essere già approvati nei comizi dei produttori. Le elezioni verranno effettuate secondo il suffragio diretto nelle 35 unità elettorali, 23 delle quali sono riservate al gruppo comprendente i seguenti settori dello vita economica: industria, commercio, turismo, artigianato, traffico e pesca, mentre altre 12 sedi sono state fissate per il gruppo dell’agricoltura. Il collettivo del cantiere Boris Kidrič di Pirano primo nel distretto, ha effettuato la scelta dei candidati, impersonati dai seguenti compagni: Jurdana Ivan, Rossetti Bruno, Brazzafogffla Francesco e Marco Fragiiacomo. Domenica scorsa sono stati tenuti i comizi dei produttori nella circoscrizione elettorale del comune di Šmarje, dove sono stati pure scelti i candidati. Contemporaneamente vengono svolte in tutte le imprese economiche del distretto conferenze sui temi:. «La improtanza e le funzioni dell'assemblea dei produttori», e «le nuove leggi in materia economica emanate recentemente in Jugoslavia», relatori i membri delle associazioni dei giuristi, degli economisti e dei giornalisti. Anche ad Ancarano si è svolto il comizio preelettorale al quale hanno partecipato 170 aventi diritto alle elezioni dei rappresentanti per la camera dei produttori. I compagni Matiš e Pìoio hanno sottolineato l’importanza e il ruoilo della Camera dei produttori e di conseguenza hanno richiamato '^attenzione degli eiettori a proporre 1 candidati che effettivamente diano garanzia di assolvere il compito cui saranno chiamati dal responso popolare. A richiesta dei presenti, si è proceduto, alle proposte dei candidati che, dopo Viva discussione, sono risultati i seguenti :Dobrigma Giovanni, Maranzin Albino e Prodan Antonio. MODERNIZZAZIONE della nostra industria Alla“Dragogna„di Umago Il Conservificio ex Arrigoni di Urnago, che da poco ha assunto la nuova denominazione «Dragogna», sì sta trasformando in un complesso industriale di notevole portata. Tra un mese ciirca, verrà messo in funzione un altro reparto per la lavorazione della marmellata, deile frutta sciroppate e della verdura conservata. I macchinari necessari all'uopo, sono stati acquistati in Italia per un valore complessivo di 49 milioni di dinari. In questo reparto verranno assunte una trentina di nuove operaie. Nel preesistente reparto per la lavorazione del pesce, si stanno effettuando lavori di riadattamento per l’installazione di nuove macchine peri produzione di filetti, sardine e sgombri sotto olio. In questo modo verranno soddisfatte le richieste avanzate da varie aziende commerciali degli Stati Uniti d’America, dell'Inghilterra, dell’Austria, della Svizzera e della Svezia. Nel prossimo anno verrannoi PER UNO SFRUTTAMENTO INTEGRALE DELLE NOSTRE RISORSE ITTICHE COME INTENSIFICARE LA PESCA NELLA BAIA CAPODISTRIANA Un ottimo progetto che giace da anni negli archivi - Attualità in vista della compilazione del piano economico per l'Qnno 1954 CORSO APPRENDISTI Il comitato delia Camera di Commercio e deai’Jhtìustria Alberghiera del Distretto di Capodistria ha organizzato un corso per apprendisti nel ramo dell’industria alberghiera. Il córso, che avrà inizio la prossima settimana, sarà frequentato da circa 20 giovani, occupati nelle varie imprese alberghiere dei distretto. Tra Je varie contròproposte, presentate alla Assemblea per il piano economico del Comune di Capodistria — piano ohe è stato recentemente respinto — c’è stata anche quella da lungo tempo propugnata dalla locale cooperativa dei pescatori. Prima di passare allo esame del progetto in se stesso, è necessario precisare come la pesca nelle nostre acque si svolga 'attualmente su un livello mólto basso ed imperfetto e che lo sfruttamento è molto inferiore a quello della normalità consentita. Questo avviene sopratutto per la manoanza di quelle sacche vivaio, seminaturali, che formano la ricchezza di certe zone costiere. In tal modo una, se non la maggiore delle risorse economiche della nostra zona, viene ad essere trascurata con notevoli svantaggi1. Si pensi sola- mente alla grande possibilità di e- viene perfettamente diluita sino al sportazione dei prodotti pescherecci e si constaterà subito quali danni porti il rimandare di anno in anno ■un progetto ohe, se puT costoso, non presenta difficoltà insormontabili. Quale dunque sarebbe il piano -per 10 sfruttamento del mare capodistriano? Quasi tutti, o per ragioni di lavoro o passeggiando, saranno arrivati sino a quella baia, sita tra 11 promontorio di Oapoddistria e le salmastro dalie acque dolci del Risano. E’ in questo tipo di zone costiere ohe certe famiglie di pesci, quali i cefali, amano sostare e deporre le uova. A migliorare queste già favorevoli condizioni, concorrono le caratteristiche del fondale sabbioso, offrendo le migliori prospettive per un brillante esito del progetto. Su queste solide basi programma- fatti ulteriori investimenti per oltre 70 milioni di dinari. Alla ex - Ampelea di Isola Il processo di modernizzazione degli .impianti della nostra industria conserviera è in piena attuazione. E’ recentemente entrato in funzione nel conservificio ex Ampelea di Isola un complesso macchinario per la produzione di sottoprodotti, qua>-li l’olio e la farina di pesce che sano molto richiesti sui mercati nazionali. Col nuovo macchinario vengono sfruttate giornalmente 10 tonnellate di cascami. Prossimamente il conservificio in parola riceverà altro macchinario per un valore complessivo di 75 milioni di dinari. Con la nuova attrezzatura verrà accelerato notevolmente il processo di produzione, con un notevole miglioramento quantitativo e qualitativo dei prodotti del conservificio. Alla VinoprodukE Le grandi cantine vinicole del complesso deila VINOPRODUKT di Umago si stanno completamente rimodernizzando con lìacquisto di macchinari per la stabilizzazione e rimbottigliamenito del vino, recentemente acquistati in Francia, per un valore di 14 milioni di dinari in divisa estera. Nel processo di produzione, la stabilizzazione del vino verrà effettuata tramite appositi frigoriferi, filtri e cisterne termo-elettriche che manterranno il vino alla temperatura di 4 gradi sotto zero. Fra non molto, entrerà in funzione pure una nuova distilleria. Gli edifici che ospiteranno il nuovo reparto sono pressocchè ultimati, la loro costruzione ha richiesto un investimento di 45 milioni di dinari. foci del fiume Risano. Per il suo/ fiche, parecchi anni fa, tecnici e- basso fondale, questa insenatura rimane spesse volte semi-asciutta e si può dire che non serve assoluta-mente a nulla. E’ su questa zona che i nostri pescatori hanno da lunghi anni indirizzato i loro progetti e riposto le loro migliori speranze. Dalle analisi pratiche effettuate sul posto, risulta ohe l’acqua marina, a forte tenore salino, della baia capodistriana La tratta dei cefali a Sicciole. L’avremo anche a Capodistria? ALLA STAZIONE SPERIMENTALE DELLA VALLE DEL QUIETO IL PRIMO RISO E COTONE Soddisfacente la produzione del riso-negativi I risultati dell’esperimento con il cotone concimi artificiali contenenti salam-momio. Il cotone ha sofferto conseguenze malto più gravi dalla grandine di quante ne abbia subite il riso. Essa ha distrutto l’85% della coltivazione del cotone per cui sulla parcella coltivata si sono avuti appena 6 kg. di cotone. Il clima non è sufficientemente caldo per tale coltivazione cosicché del quantitativo coltivato raggiungerebbe la maturar-rione appena il 50 — 70%. I semi di cotone erano del tipo macedone. Il primo riso proveniente dalla Valle dei Quieto è stato inviato a Zagabria per la pulitura e il cotone all’Istituto Agroecologico come campione sperimentale. Non sono indifferenti i mezzi finanziari investiti dal Potere popolare nei lavori di bonifica e di irrigazione della Valle del Quieto affinchè questa terra possa divenire l’orto non solo del distretto di Buie, ma di tutta l’Istria e di Fiume. Le possibilità sono tali che tutta la regione potrebbe essere rifornita di ortaggi -con un forte ci-vanzo per l’esportazione. Per ricavare i dati scientifici base, dai quali dipende la produzione nella Valle del Quieto, è stata costituita la stazione sperimentale che ha iniziato la propria attività nell’aprile di quest’anno. La superficie destinata agli esperimenti occupa 12 mila metri quadrati. Lo scopo della stazione è di attuare l’irrigazione delle singole colture mediante i canali e scegliere le colture ohe danno un maggiore reddito. Quest'anno la stazione sperimentale ha seminato cotone, riso, granaturco ed erba medica. Tutte le colture hanno progredito bene nonostante il ritardo causato dai geli di questa primavera. Mentre il granoturco e l’erba medica figurano già fra le colture vecchie nella Valle del Quieto, per cui non ci soffermeremo sulla loro produzione, il riso- ed il cotone sono stati seminati per la prima volta. 11 riso è stato seminato in una parcella di 500 m. q. Il freddo e il gelo sono stati causa che il riso non si è bene sviluppato. Anche l’acqua per l’irrigazione non è risultata a-datta per la coltivazione del riso poiché troppo prossima alla sorgente cosicché le manca la possibilità di riscaldarsi prima di raggiungere i posti d’irrigazione. Oltre a ciò il 3 luglio la grandine ha arrecato danna notevolissimi sia al riso che al catone. Nonostante tutti questi inconvenienti, il raccolto del riso, rimessosi dopo la grandinata, è stato di 110 kg. sulla parcella di 500 m. q. e cioè 22 quintali per ettaro, mentre il reddito medio normale del riso per ettaro è da 22 a 24 quintali. L’esperimento dell’anno corrente ha praticamente dimostrato che il clima e il terreno della Valle del Quieto corrispondono alla cdlitiva-zione del riso. Gli esperimenti dovrebbero continuare per un periodo più lungo in modo da poter determinare la qualità di riso meglio corrispondente alle condizioni esistenti nella valle. Questlanno- è star to seminato riso delle varietà Ar-boria, Razza, e Bersano. Gli esperimenti hanno inoltre rivelato che il terreno della Valle del Quieto è ricco di sali ammanici e povero di fosforo per cui gli a-gricoltori della Valle stessa devono effettuare la concimazione dei terreni con il superfosfato e non coi RITROVATA LA BAUXITE NEL BUIESE ra Nel lev iscere i lei later Probabile inizio degli scavi nelle miniere sotterranee UMAGO Una sola registrazione in quel di Umago motivata dal decesso di Pao-letič, nata Lubiana, Maria, oasar linga, di anni 70. Il ventunenne Dodič Guuisapipe di Zambrattia ha dovuto ricorrere alle cure del sanitario per rappezzare il suo mento, contuso e lecerato in una brutta cadute dalla motociciletr ta. CITTANOVA Fiori diaranoio in casa di Jurise-vič Maria, casalinga di anni 42 che è andata sposa ali’agricoltore Melon Umberto di anni 41 e in casa di Saj-ina Maria, operaia di anni 31, sposatasi con l’operaio Zancoiia Eugenio, di anni 33. La morte ha sottratto ai suoi cari ^agricoltore Cadennaro Giovanni, di anni 56 e il musicista ambulante Tonchella Giorgio, di anni 79. buie Benché il oapoluogo del distretto sia contemporaneamente il centro delle nascite, queste volta ce ne sono poche e precisamente quella di Jutusa Bruno di Giuseppe e Petrovski Nevenka, di Koslovič Tullio di Giornado e Petretič Gioconda e di Jugovac Norina di Ottaviano e Jugo« Angela. PIRANO Hanno coronato il loro sogno Ro-manello Carlo Mario, marittimo, di anni 22 e Grgič Maria Ivana, impiegate, di anni 20 ; Rosman Tullio Matteo, marittimo, di anni 23 e Apollonio Rite, casalinga, di anni 21. E nato Valente Fiorello di Germano e Bullo Maria. E’ morto Prinz Bortolo, muratore, di anni 59 e Human Antonio, operaio dii anni 79. ISOLA Il solito da fare al locale ospedale: Božič Egidio, ventiseienne, di Capodistria, è ricorso alle sue cure per una ferita da taglio al polso sinistro; Polisca Alberto, suo coeta- Alouni mesi fa una grave proec-cupazione veniva ad inserirsi tra il centinaio e più di minatori della bauxite del Buiese: le riserve del minerale erano completamente esaurite e inutili erano apparse tutte le ricerche esperite dai tecnici secondo i metodi tradizionali sino ad ora vigenti. Significava questo, abbandonare un lavoro svolto da qualcuno per decenni ed impiegarsi in altri rami forse meno redditizi, con posti di lavoro lungi da casa propria ed abbandonare una tradizione mineraria ormai cara al cuore di ogni operaio, tradizione ohe aveva portato l’azienda «Bauxiti» ad essere uno dei migliori collettivi del distretto di Buie. E’ comprensibile l'ansia con la quale tutti i lavoratori seguivano le laboriose, ma vane ricerche di altri giacimenti. Un mese e mezzo fa si decise di abbandonare le ricerche fatte alla superfioe per cercare il minerale nel sottosuolo, analoga-mente a quanto s’era fatto in alcu- ne zone della Erzegovina e del Premonte Dalmato. Vennero chiamati da Zagabria gli esperti di geologia muniti di 'apparecchi geofisici che iniziarono le ricerche in tre zone del Bùiese. I primi risultati apparsi in questi giorni sono altremodo soddisfacenti. In una di queste zone è stato trovato, a dodici metri di profondità, uno strato di circa sedici metri di bauxite rossa delia migliore qualità, sottostante ad uno spesso strato di pietra. Per ora non si conosce la larghezza di questo strato di minerale e nel oaso fosse di ima certa vastità, si passerebbe senz’iailtro all’apertura della miniera. In questo modo per ia prima volta, nella storia della bauxite istriana, questa verrebbe scavate non alla superficie, ma dial sottosuolo, in una miniera vera e propria. Tutto concorre a far credere-che ciò avverrà. L’impresa «Bauxiti» ha Intanto concluso il proprio piano di vendita per cui lavora a potenzial« ridotto. sperti hanno elaborato il piano che ora esporremo. Su una linea retta che chiude -tutta llinsenatura e che va dal Macello cittadino alla costa di Ancarano, dovrebbe venir elevato un argine stabile tipo pontile con sovrapposte una strada di pubblica utilità. Varie arcate di sfogo, situate ad intervalli regolari, dovrebbero assicurare il normale deflusso delle acque. Tutto il fondo tra il pontile e la costa dovrebbe però venir ammassato mediante soavi per impedire che la zona, in determinati momenti, si trovi in secca. Oltre ciò, in molti punti dovrebbero venir scavate delle buche, abbastanza profonde, per permettere ai pesci di mettersi- al riparo nelle are soleggiate estive. Con questa sistemazione potrebbero venir facilmente insaccati filoni di ottimo pesce azzurro, molto richiesto su tutti i mercati. Come anche i profani possono constatare, si tratte d’uno schema molto semplice e lineare. La sua effettuazione' sembra sia state impedita dagli eventi bellici', ma ora, dopo tanti anni, ritorna più attuale che mal. Giusto dunque che nell’Assemblea svoltasi per l’approvazione del piano economico, ai molti progetti di non immediate necessità, sia stato opposto questo che, per 1 suoi fini, avrebbe dovuto figurare come una delle prime proposte. Essa era invece stata completamente ignorata, costringendola a figurare come proposta d’opposizione. I nostri lettori si chiederanno però quale spesa sia stata preventivata per quest’opera che non è certamente da piceoie proporzioni. A dire il vero, essendo state lanciata questa idea come sondaggio ed in attesa di un incoraggiamento a proseguire, non è stato redatto silnora alcun piano finanziario. Sono state citate da varie panel delle cifre, ma, da una nostra inchiesta, asse risultano piuttòsto sballate e quasi tutte troppo ottimistiche. Questo è un progetto che, per i suoi intenti, deve essere ponderato con assoluta serietà e positività. Inutile farsi illusioni di cavarsela con poca spesa. Le escavar zioni e sopratutto l’argine-pontile devono esser fatti a regola d’arte per renderli capaci di sfidare il tempo. I pescatori, dal canto loro, basandosi sull’esperienza secolare tramandate da padre in figlio, guardano tranquillamente e senza aLcuna preoccupazione di ardine finanziario ai progetto. Essi infatti ben sanno che qualsiasi cifra venga spesa, essa può venir facilmente coperte in qualche annata di produzione. La rendita di queste sacca sarebbe elevantissima ed assicurerebbe un proficuo lavoro ad una numerosa cooperativa di pescatori. Perchè dunque la proposta fatta a'U’Assemblea non ha avuto la sua giusta valutazione? Speriamo che queste nostre righe siano servite a suscitare l’interesse del pubblico in generale, poiché riteniamo questo il miglior sprone per far -trionfare una giuste proposte. Ju una delle nostre prossime edizioni pubblicheremo lo schema del piano con tutti i dati relativi. L. V. Xeiieu atta Il Vostro giornale nel suo numero del 6 ottobre 1953 è stato onorato dell’insolite attenzione di un certo Faust Silvano che col suo «esempio di burocrazia» non ha risparmiato parole per constatare con rara perizia che la Direzione per le Entrate del C.PD. è più nè meno ohe il centro della 'burocrazia, del quale il membro più quotato è indubbiamente il compagno Žumer Janez. Le sue constatazioni vengono fondate sul «caso» già noto ai lettori, I dipendenti della direzione avrebbero parecchie osservazioni da fare alla «filosofia» compilata dal compagno Faust, ma, legati dallo spazio, cercheranno di essere brevi. L’articolo del compagno Faust passiamo suddividerlo in tre parti. Nella prima egli sintetizza la lettera del C.C. della LjC.J. sul comportamento dei dipendenti pubblici, nella seconda espone il comportamento inurbano diel compagno Žumer e nella terza consiglia il con- Leggete e (Effondete LA NOSTRA LOTTA trollo suii’atti/vità dei dipendenti degli uffici pubblici. Con la prima siamo integralmente d'accordo e ci sforziamo continuamente aiffinchè il nostro comportamento con le parti sia il migliore, che ogni interessato in cer-oa di Un aiuto possa anche riceverlo. iSottoiimiiamo però che siamo in dovere di rispettare i principi socialisti del nostro ordinamento sociale che, e con questo bisogna essere in chiaro, valgano per tutti i membri della nastra collettività, cioè anche per le parti. Il compagno Faust, scrivendo l’ar-ticolo, non ha pensato certamente quanto difficile sia l’opera dei dipendenti della Direzione delle entrate a confronto con quella svolta dagli impiegati1 in qualsiasi altro ufficio. Non alludiamo a difficoltà fisiche o intellettuali, ma al fatto che abbiamo da fare con le tasse che nessuno al mondo paga volentieri. Riteniamo di aver con ciò detto tutto. __________ Gii “ impiegati "deH™Direzione per le entrate non possono e non vogliono essere un trastullo nelle mani delle parti, come qualcuno pensa e si attende. Uno di questi era probabilmente il compagno Faust. Qualora il compagno Faust (rispondiamo alila seconda parte del suo articolo) sia venuto alla Direzione per le entrate come rappresentante di un’organizzazione sociale per cercare, in nome della stessa, consigli e chiarimenti e come tale avesse ritenuto di aver diritto alla precedenza, avrebbe dovuto sapere che a capo della direzione c’è un direttore al quale avrebbe potuto rivolgersi e che sulla sua fronte non risultava scritto ch’egli è rappre- sentante di questa o quella organizzazione. Comunque, gli diciamo fra parentesi: compagno Faust, non vi crediamo ohe siate stato inviato da noi da un’organizzazione. Se è vero quanto affermate nel settimo oa-poverso dell’,articolo, ciò non rappresenta una piccolezza come poi dite nel nono capoverso. Da questo si vede che 'in tutta la questione c’è qualcosa che non va. Come ogni altro, anche il compagno Faust dovrà essere d’accordo che tutto il lavoro della Direziona per le entrate e di qualsiasi altro ufficio del C.P.D. deve svolgere in base a certe regole alle quali bisogna attenersi se si vuole che ottenga maggiori frutti. Ai lettori lasciamo il giudizio su chi ha agito regolarmente. All’affermazione che il compagno ZumeT aveva tempo per riceverlo, risponde il cartellino esposto sulla porte di ogni ufficio: «Le parti sì ricevono dalle 10 alle 13». E questo cartello ha certamente uno scopo o un significato. Con il nostro controllo sociale, da noi ritenuto ufficiale, parlare che i dipendenti non sono controllati e consigliare un super-controllo oi sembra ingenuo. Siamo curiosi di sapere come il compagno Faust si immagina questo controllo. Peccato non abbiia formulato proposte al riguardo. Ma forse pensava che per ogni persona, o almeno per ogni stanza, ci vuole un difensore. I dipendenti della direzione per le entrate del C.P.D. di Capodistria neo, di Isola, per una ferita da taglio all’indice della mano destra prodottasi nel corso di una piallatura. La quarantottenne Martinčič Antonia, di Oapoddstria, ha dovuto ricorrere alle cure del sanitario che le ha estratto dalla mano destra un ago rottosi durante la cucitura e penetrato nelle carni; .alla piccola Venturini Dunja si è dovuto invece saturare il labbro superiore ferito in una oaduta; il venticinquenne Sloveč Bogdan, cadendo, si è invece fratturato il radio della mano destra; lo stesso incidente con uguali conseguenze, è toccato alla settan-taseienne isolana Lugnani Catarina. Oblak Slavko, di 25 anni, da Capodistriia, si è prodotto, con un vetro, un taglio alla mano destra. E’ nato Grbec Stellilo di Vittorio e Tuik Claudia. Si sono sposati; Bologna Narciso, agricoltore di anni 22, con Babič Maria, operaia di anni 19 ; Derossi Attilio, agricoltore, di anni 29 con Bressan Maria, operaia, di anni 22; Zanon Ferruccio, pescivendolo, di anni 29, con Bressan Eralda, di anni 28, magliaia. i CAPODISTRIA Sono nati: Bembič Walter di Go vanni e Novaoco Angelica; Pucer Rajko di Karel e Olenik Dragica; Milič Walter di Stanko e Sker Letizia; Chicco Gabriella di Mario e Morgan Vittoria; Race Nadia di Giuseppe e Cepar Gabriella ; Siro-tič Vera di Remigio e Cergol Maria ; Chelleri Marino di Lucio e Grižonič Santina ; Rihter Sonja di Roman e Kocijančič Cristina; Dili-ca Mara Nada di Emilio e Savron Liliana; Busletta Maria di Pietro e Radojkovič Caterina; Bojan Škerjanc di Alberto e Godnič Eda. Cogliamo l’occasione per fare i migliori auguri al collega Škerjanc e alla sua consorte. E’ deceduta Pavento n. Grio Margherita, casalinga, di anni 83. E’ stato celebrato il matrimonio di Raisman Paolo, ortolano di anni 25 con Sinkovich Ester Maria, operaia di anni 20; di Umer Karel, a-gricoltore, di 'anni 24, con Bonazza Elda, casalinga di anni 20 ; di Sko-rovič Martino, agricoltore, di anni 54, con Zonta Angela ved. Rakovec, casalinga, di anni 53 ; di Marsič Giorgio, falegname, di anni 23, con Dandri Renata, casalinga, di anni 20. AL CONSORZIO BONIFICHE DELLA VALLE DEL QUIETO Recentemente ha avuto luogo nella Valle del Quieto l’assemblea annuale del Consorzio Bonifiche della Valle del Quieto. I membri del Consorzio hanno esaminato in tele occasione la difficile situazione venuta a crearsi in conseguenza del-rdnattiVità del Consorzio stesso. La decisione principale, emanata al-l’Assemblea, riguarda il pagamento della tassa bonifiche, la cui riscossione dovrà essere eiffettuata tempestivamente tramite i comitati popolari comunali di Buie, Verteneglio, Grislgriana e Cittanova, per mettere in grado l’amministrazione consorziale di adottare tutte le misure necessarie per il miglioramento degli Impilanti di bonifica. All’Assemblea il Comitato direttivo del consorzio è stato completato con nuovi membri ed ha avuto l’incarico di sviluppare un’attività più proficua di quella svolta sino ad oggi. I membri del Consorzio sono tutti proprietari di terre nella Valle del Quieto ed è loro compito di mantenere in efficienza, a proprie spese, la rete di canali e la idrovora, t devono assolvere questo loro obbligo per mettere la loro organizzazione in grado di lavorare, evitando così che siano compromessi anni di fatiche. Nelle stalle della Valle del Quieto RADIO Oggi, martedì, alle ore 11 la nostra Radio trasmetterà per i suoi piccali ascoltatori «Pinocchio e la balena» nell’angolo dei ragazzi. Seguirà, alle ore 12, «musica per voi» col suo ricco programma di brani musicali e canzoni preferite dai radio ascoltatori che nel contempo si scambiano i loro radio messaggi augurali. La sera alle ore 20 gli appassionati della mosca operistica potranno gustare la «Aida» di G. Verdi, eseguite da solisti, coro ed orchestra della Radio italiana. Mercoledì, alle ore 12, saranno in programma ritmi e canzoni, seguiti, alle ore 12.15, da «itinerari jugoslavi» molto interessanti ed utili per ia conoscenza degli usi, dei costumi e delle tradizioni delle genti e delle varie località dàl nostro Paese. Alila sera, alle ore 20, suonerà l’orchestra Angelini’, seguita, alle 20.30, da «Orizzonti» ossia dai radiogiornaie. Alle ore 11 di giovedì sarà in onda lla sinfonia n. 4 in Fa minore di Čajkovski, seguita, alle ore 11.40, dalllangolo dei ragazzi1 in cui i piccoli ascoltatori potranno apprendere utili dati e nozioni sulla vita e le opere di Nicola Tesla, genio mondiale. La sera, alle ore 20, saranno trasmesse le più belle canzoni richieste dagli ascoltatori della nostra Radio con lo scambio dei loro messaggi augurali. Seguiranno, alle ore 21, alcune pagine del romanzo «Uomini e no» del noto scrittore contemporaneo Elio Vittorini. Venerdì, alle ore 11, saranno in onda ritmi e canzoni. Alle ore 20 suonerà l’orchestra Armando Fra-gna edi suoi cantanti, seguite, alle ore 20.30, dalla rassegna settimanale degli avvertimenti e delle lotte del lavoro, con riferimento ai problemi: sindacali. Alle ore 11 di sabato saranno trasmessi brani di opere. Faranno seguito, alle ore 12, notizie culturali e scientifiche. La sera alle ore 20 suonerà l’orchestra di Pippo Barziz-za con suoi solisti. Seguirà, alle ore 20.30, «Il Lampo» ossia il radiogiornaie òhe sta mietendo moliti successi nella cerchia degli ascoltatori deiila nosträTRadio. Domenica, alle ore 10, sarà trasmessa la mattinata musicale cui farà seguito, alle ore 10.40, il Tea tro dei piccoli, alle ore 11 un concerto sinfonico domenicale ed alle 11.40 il programma per la donna e la casa con tanti consigli utili e pratici per le ascoltatrici della nostra Radio. Alle ore 12 sarà tra smessa «musica per voi» col suo ricco programma di canzoni e brani musicali richiesti dai radioascoltatori, coi loro radiomessaggi augurali. Per chi non lo conosce o non lo ricorda, precisiamo l’orario dei notiz iari della nostra Radio : tutti d giorni alle ore 6.15 (la domenica alle 7.15) alle ore 12.45, alle 19.30 ed alle 23. MOTOCICLISTA APPIEDATO ... E’ comparso dinnanzi ai giudici di Buie, tale Radel'jak Petar, colpevole di aver violato le norme che regolano 'il traffico stradale. L’imputato, a bordo di una motoleggera, aveva, circa due mesi addietro, investito una macchina che procedeva in senso contrario e teneva regolarmente la destra. E’ stato condannato ad un mese di carcere. COMMESSE DISONESTE Sono state processate a Buie le commesse di negozio, Èva Guerrina e Ginaldi Maria, addette alla panetteria gestita dalla cooperativa a-grxola di Umaigo. Dagli incassi giornalieri per il pane venduto, esse sottraevano a più riprese ingenti somme di denaro, causando alla cooperativa un danno di 63.000 dinari circa. La prima imputate è stata condannata a 4 mesi di carcere, mentre la Giraldi se l’è cavata con due mesi della stessa pena. WmmsmöHAt {LOWS!® mn fat ra UH TIPO STR AKO CCCOTf UHA L LAMPA PA« DEREMO Wl CW CAMX^ BfA UHA Ufr mmiam XFSft..,»,.. „ BIHCPETTA 0 16KORAH2A K töRHA CHE M1 HM REGALATO UVISU MF?B qra\ m mmm/ Come è visto il problema di Trieste fuori dei circoli ufficiali italiani _ ANCORA da SCOPRIRE la CALARRIA I lidìnereiiza delle lasse per rumuasa burocrazia romana (Dal nostro corrispondente dallTtalia)) (Genova, novembre 1953). Ci sono molti modi per rendersi conto dei problemi e degli orientamenti dell’opinione pubblica di un. paese: dalle inchieste alle interviste, dal sapersi guardare attorno, alia lettura della Stampa. In Italia questo-ultimo è però il meno indicato dei mezzi per conoscere realmente i temi dell'interessamento dell’opinione pubblica, vale a dire i veri problemi del paese. Di molte questioni si oc-pupa in questi giorni la stampa italiana, ma di una se ne occupa in modo particolare, con grandi titoli più o meno a sensazione e con lunghe corrispondenze degli inviati straordinari, la cui obiettività fa ridere anche il meno smaliziato dei lettori. Mi riferisco alla questione di Trieste, che continua ad essere l’argomento centrale della maggioranza dei giornali. Si dovrebbe presupporre da ciò che questo è il principale problema del popolo italiano, o almeno il tema principale dell’in-teressamento dell’opinione pubblica, nella misura in cui la stampa è lo specchio di questa. Non c’è 'invece nulla di più errato. Di Trieste in Italia non si parla. O meglio ne parlano i giornali e le riviste di ogni colore, ne partano pochi situdentelli in vena di marinare la scuola per schiamazzare nelle vie attorno a cartelli con frasi roboanti e provocatorie di indubbia origine fascista, ne parla il presidente del consiglio Pella in dichiarazioni ed interviste a getto continuo. Ne parlano anche i manifesti affissi dalle associazioni combattentistiche e da alcuni partiti di destra in occasione della sagra patriottarda del 4 novembre. Non ne parla peTò la gente, non ne parlai no i lavoratori, non ne parla in una parola l’opinione pubblica. Probabilmente non si è mal verificato un distacco cosi netto e profondo tra i gruppi dirigenti e i’o-pin.one pubblica come sulla questione di Trieste. Mai probabilmente vi è stata una freddezza maggiore da parte della popolazione verso una questione cucinata per settima^ ne in tutte le salse, sottolineata in tutti i modi possibili! e presentata carne il problema dei problemi dalla maggioranza della stampa, dalla radio e dai documentari cinematografici. Il popolo italiano così facile agli entusiasmi di massa risponde col silenzio alle speculazioni dei dirigenti. e questo silenzio non è solo la più eloquente dimostrazione dell’indifferenza deiropiniome pubblica Il vero interesse per Trieste fini-see là dove sono i limiti delle ristrette cerehie di quei circoli politici che vivono in funzione delle speculazioni scioviniste, della nostalgia, del passato imperiale e della retorica dei colli fatali di Roma. Finisce là dove finiscono gli interessi particolari della grossa borghesia industriale ed agraria. Qui a Genwa ho provato più volte a parlare di Trieste con alcuni lar voratori. Mi si è sempre risposto con una alzata di spaile. Ho accennato alla questione dei licenziamenti e alla crisi dell’indusbria, che s| risente soprattutto qui in Liguria, ed ho trovato gli stessi lavoratori disposti a parlare per delle ore. Ma c’è qualcosa di peggio. Ho cercato di rendermi conto della ragione per cui nessun organo di stampa si fa portavoce di questa silenziosa ma generale denuncia dello sfruttamento della questione triestina quale diversivo interno in funzione imperialista. Mi sono sentito espandere che tutto sommato parlare di Trieste in termini diversi da quelli delle rivendicazioni irxeden-tiste può essere pericoloso. Ho replicato accennando alla libertà di opinione e di stampa e mi si è detto Che sono ingenuo. «Hai mai sentito parlare del caso Renzi ed Aristarco e del processo contro il libro «Navi e Poltrone»? — mi ha domandato con intenzione un giornalista del quotidiano genovese «Il Lavoro». Ed allora ho capito cosa significa «può essere pericoloso». In un paese in cui si condannano, oggi, coloro che si permettono di criticare la guerra di aggressione scatenata da Mussolini e la condotta fallimentare di questa guerra, deve essere veramente pericoloso parlare di Trieste in termini meno che ortodossi dal punto di vista sciovinista. Ecco la ragione del silenzio dell’opinione pubblica. Meglio tacere. La prudenza — si dice — non è mai troppa. Questa è la realtà della cos detta democrazia italiana. Questa è la realtà dell’Italia del signer Pella. ERREFFE La recente disgrazia si è abbattuta sulle rovine lasciate dall'alluvione del 1951 - In poche ore la furia delle acque ha messo a nudo la politica meridionalistica del Governo, fatta di belle promesse mai mantenute. (Dal nostro corrispondente dall’Italia) (Reggio Calabria, novembre 1953). Non è un pezzo di colore questo. E’ difficile o forse troppo facile fare del colore attorno ai lutti, alle miserie e alle distruzioni dà questa regione sconvolta ancora una volta dalla furia delle acque. Tutta la stampa italiana ha parlato nei giorni scorsi della Calabria. Ci vogliono le alluvioni, le frane, la morte, ci vogliono la rivolta ipopolare di Caulonia o l’eccidio di Melito perchè qui accorrano i giornalisti a caccia dell’episodio penoso o grottesco e dei costumi quasi esotici, perchè si parti di questa regione, come di un pezzo particolare di quel museo di miserie e di orrori che è il meridione dell’Italia. Se ne parla per tre o quattro giorni, si fa molto colore sulle piaghe economiche, sociali e morali delle terre e degli abitanti dell’Aspromonte, le autorità ed il governo fanno mille pro- Panorami del Meridione d’Italia messe. Poi tutto torna come prima. Gh inviati speciali dei giornali a grande tiratura tornano alle loro sedi. Gli impegni governativi rientrano come l’acqua nel letto dei torrenti e dei- fiumi. Rimane qui solo la secolare miseria di queste genti. Il governo ha minimizzato la tragedia di questo estremo lembo delia penisola, per ridurre le sue stesse responsabilità; ma la portata dei danni provocati dalla spaventosa furia delle acque non può essere nascosta. Non può e non deve essere nascosta nemmeno i’insufficenza dogli aiuti e dei provvedimenti delle autorità nel momento della sciagura. Mentre Radio Roma trasmetteva il 26 ottobre scorso la notizia che in Calabria nulla era grave e preoccupante, decine di migliaia dii persone erano prive di pane e dii acqua, intere località come Oliveto e Cilea venivano sgomberate, oltre quattro mila uomini, donne e bambini attendevano, aggrappati a macerie e a rocce, i mezzi per andarsene; gli agrumeti morivano sotto la fanghiglia. A San Gregorio 30 o 40 famiglie ammassate nella chic* sa, per sei giorni sono state letteralmente affamate. In sei giorni quella gente ha ricevuto per sfamarsi 200 grammi dii pasta a testa, mezzo chilo di patate, un formaggino, un pezzettiino di marmellata e basta. Fame vera. Ad ogni famiglia è stata data una coperta. Ho detto una. Il corrispondente di un giornale romano racconta; «Un agente di polizia in borghese mi è venuto accanto sussurrando concitato : Lo vuol fare un bell’articolo? Scriva che la gente è affamata e ammalata, pniva di tutto; scriva ohe non è stato distribuito niente; cinquanta disgraziati dormono sulla pietra o sulle seggiole». y A Taurianova, una cittadina di Ili m la abitanti, 'il sindaco democristiano non ha voluto requisire per gli sfollati il palazzo padronale del commendatore Contestabile formato di cento stanze. Gli sfollati sono stati ammucchiati nella scuoia, dove sono ancora le famiglie che hanno perduto tutto ndl’ailuvione del 1951. I ragazzi ascoltavano le lezioni nelle poche aule rimaste libere e che ora sono state requisite per le vittime della nuova alluvione. Così a Taurianova i bambini •non vanno più a scuola. Da Taurianova si sale su a Cittanova e da qui si raggiunge la sommità degli altipiani dell’Aspromonte. Di lassù si domina tutta la regione sulla quale si è abbattuta con particolare violenza la furia degli elementi. Si scende poi a Gerace, un paesino appollaiato sotto un costone a pieoo sulla valle. A Gerace c’era la campagna elettorale per le amministrative quando è cominciato il 'diluvio. Mentre i pompieri e i lavoratori stavano erigendo dei sostegni improvvisati per salvare alcune case pericolanti, il vescovo era occupato ad accusare il maestro cominformista di aver scacciato Cristo dalla scuola e il maestro studiava il codice penale per poter que-lerare il vescovo. L’alluvione ha sorpreso gli esponenti politici locali alle prese con temi come questi: «Si deve o no occupare Trieste con la forza- I comunisti sono o no •amici del diavolo e nemici di Cristo?» L’inondazione di quest’anno ha danneggiato seriamente anche gli alloggi e le' opere costruiti dopo l’alluvione dei 1951. Corrono strane voci qui sulla sorte di buona parte dei fondi stanziati per queste costruzioni e sui genere dei materiali •impiegati. Un agricoltore, ridotto a vivere in una squallida stanzetta con tutta la famiglia, dopo avere perduto tutto, ha raccontato che le •acque hanno inondato' i suoi campi nei comune di Pellaio, perchè il torrente Fiumarella ha trovato 14 briglie costruite lo scorso anno con materiali e mezzi inadeguati. Egli ritiene che degli 80 milioni spesi per quei lavori, 40 almeno siano stati rubati dagli imprenditori d’accordo con i funzionari del governo. (Continua) R. F. La Cassa del Mezzogiorno non ha fatto nulla per questi bambini Dal MONDO del CINEMA Quando si parla del cinema non si può trascurare Hollywood. Dalla mecca californiana ci giungono fresche fresche notizie secondo le quali una casa cinematografica americana ha deciso di girare un film sulla vita di Ibn Šaud, il sovrano dell’Arabia saudita, deceduto in questi giorni. Veramente di materiale ce n’è abbastanza per la realizzazione di tale film. H defunto, una notissima personalità del vicino Oriente, si ammogliò per la prima volta a 15 anni ed aveva in seguito up centinaio di mogli, 36 figli e Circa altrettante figlie. Il figlio più anziano che gli succede, ha ora 47 anni, invece il più giovane è nato 'l'anno scorso. Ibn Saud si nutriva di latte di cammella, riso e datteri, e dormiva sulla nuda terra. Già che parliamo dell’Arabia, possiamo nel vicino Egitto. Qui si parta ora di un’altro film su un ex sovrano. Ora non è la volta del «re del petrolio» come chiamarono il primo, ma dèi re dei «cabaret», Faruk. Il dinamico attore, regista, tuttofare, Orson Welles ha portato l’idea per la realizzazione del film davanti a Naguib, il quale dovrebbe apparire come interprete di qualche episodio della progettata pellicola. Qui il pubblico La tati a partigiaaa noi capodistriano dali* 8 sottembro 1943 al 1 maggio 194-3 LA FARSA REPUBBLICHINA il. Quei colpi erano diretti, quasi esclusivamente, contro ila Pineta minore nella quale sembrava si fossero conieenitrailii i (partigiani, o per lo meno Un folto gruppo dii essi, quantunque in quella romantica località, a latita ultimata, non siano mai stati rinvenuti morti, nè feriti. Ingannati idalla immolli Vita dei loro avversari, il secondo giorno di lotta gli 'invasori ultramontani osarono uscire dai loro ripari e spingersi, benché con infinite cautele, fino alla Tappa, sulla via del cimitero, e fino all’idrovora, su quella di Semedella ; ma accolti da raffiche tempestose di mitragliatrice, turom visti retrocedere. Il terzo giorno, nella speranza dii Alsolailmonumento ai Caduti n dello scultore Oreste Dequel La foto qui sopra riproduce un particolare dèi monumento alle vittime del fascismo, destinato a lisola, appena Ultimato da Oreste Dequel. L'opera, già occettata dalia commissione esaminatrice, rappresenta il primo notevole lavoro del genere dello scultore. Deque! riesce a convìncere. L’opera risponde pienamente alla funzione a cui è destinata, ma, Oltre a questa sua funzionalità, le vanno senz’altro riconosciuti validi valori estetici. Il blocco infatti, da qualunque parte osservato, rivela una suggestiva, intima dinamica. A questo lo scultore giunge sfruttando sapientemente il dato anatomico che funge, com’è naturale in simili opere, da «teilt motiv», da elemento conducente. . , i ., ^ Il risultato a cui lo scultore è conseguito, dà un senso di compiuto e di riuscito. Le forme quindi nel complesso, più che nel particolare, accentuano 6 risolvono, con un che di tozzo tutt’ailtro che statico, l’assunto : epico e umano ad un tempo, quale occorre ad un monumento che simboleggia, non illustra, le vittime di tubta un’epoca. coistrimigiere : partigiani alla ritirata i tedeschi con ,i loro quattro cannoni apersero un fuoco infernale. Airimiprorvviso, dalla cima del colle dii San Toma guizzò, livido, un lampo, e una (granata—partigiana andava regolarmente a scoippiare sul bersaglio prefissosi: la porta della Muda e i due cannoni tedeschi piazzati presso la medesima. Al quarto o quinto spiro, visto che 'l’affare ai faceva serio, i tedeschi, per non restar senza .pranzo e senza' cena, stimarono buon consiglio quello di .trasportare il Quii asoli-tamnome in piazza del Ponte, a tergo della casa Baiseggio. Ma nel medesimo istante, una granata scoppiava contro la facciata dèlio stabile surriferito e penetrtva nel salotto dell’insegnante Poro e ne feriva piuttosto seriamente la moglie. Poco stante, e nella stessa piazza, le schegge d’tun altro proiettile uccidevano un lattante nelle braccia della propria madre. LI terzo giorno i partigiani di S. Toma • «montarono due cannoni tedeschi, e gli abitanti dèi Ponte, impressionati dalla diabolica precisione di quei tiri, si trasferirono in massa nei locali del Seminario. Poi al colmo djsll’esasperazione e della vergogna, gli hitleriani mandarono in alito un aeroplano col compito d’individuare l’eeaitta posizione del fantomatico cannoneino.. Scopertala, la segnalarono alle batterie pesanti di Punita Grossa e di Oltra, le quali, dopo un fuoco infernale durato più di mezz’ora ridussero al silenzio l’eroico cannoncino di San Toma. Muto il colle di San Tomà, i tedeschi rimasero padroni del campo : di un campo, però, piuttosto an-gusto e limitato, inquantochè i villaggi in vista di Capodistria erano sempre nelle mani dei partigiani e, per conseguenza, ancora intatti. Ma ai tedeschi urgeva stanare i partigiani da quelle posizioni eminenti e facili a difendersi: il che si poteva ottenere unicamente con l’invio sollecito di rinforzi considerevoli, i quali, per guadagnare, incolumi, Capodistria, non dovevano incontrare ostacoli sul loro cammino, reso sempre malsicuro dalle vigilanti, benché invisibili,.squadre par* tigiane. Il quarto giorno dall’impari lotta, che fu pure Puitlmo (era il 4 ottobre 1943), fin dalle prime ore del mattino le batterie pesanti di Punta Grossa e d’Oltra principiarono a vomitare i loro grossi proietti in direzione di oriente per mantenere aperta la porta alle truppe di rincalzo attese nella nostra città. Infatti, grazie a queU’apocaUttico «fuoco a tamburo», nel pomeriggio dello stesso giorno il nostro Brolo si riempiva di fanti dellà SS e di lunghi cannoni mototrainaU. L’arrivo di tanti e sì formidabili «armi alleate» aveva infuso un coraggio davvero leonino nell’animo, alquanto depresso, dei fascisti pae. sani; onde, tramutatisi in delatori volontari, nonché mendaci, consegnarono nelle grinfie dei nazisti quei concittadini che, a loro giudizio insindacabile, professavano, più o meno palesemente, ideologie comuniste, e quegli infelici, rossi o no, vennero associati nelle peggiori celle della locale casa di pena. Di sera, e così pure a notte inoltrata, pattuglie «liberatrici» perlustravano le case in traccia di uomini della resistenza e di armi. Momenti tremendamente emozio-nonti ebbe provare anche la nostra città 11 giorno in cui — da accusa d’ignoti — al Comando teutonico saltò l’evangelico ghiribizzo di pre- levare dalle loro case sei o sette capodistriani per metterli al muro fra il campanile e il duomo. Cèrto Macor, oggi pensionato statale e ortolano dei preti, e allora guardia carceraria in attività di servizio, fu strappato addirittura dal letto, ove giaceva infermo, e trascinato, vestite sommariamente, al «luogo dell’esecuzione». Quali le cause di sì truculento sadismo? Forse era l’antica anima crudele di Arminio, che si ridestava anelante alle stragi. Quei miseri che ormai tanto vicini si vedevano alla, morte, rimasero vivi e liberi — e noi, da storici veritieri ed imparziali, dobbiamo render loco questa giustizia — mercè il pronto ed energico intervento del podestà, de Villars, e di alcuni altri «camerati», che garantendo per 1 «condannati», erano riusciti a placare' la mania omicida dell’ufficiale hitleriano. Nata, con prognosi infausta, la repubblichetta di Salò, il fascismo rivide la luce anche a Capodistria, promotori zelanti, ma sfortunati, un «maggiore» e un «capitano» della riserva (non merita che i loro nomi vadano ai posteri!) e il professore ginnasiale in pensione, ora defunto, Iginio Zucalli. L’iscrizione al secondo Partito fascista, aperta il 13 ottobre 1943, benché il nuovo regolamento non imponesse distintivi, nè fez, nè camicia nera, nè stivaloni lucidi, nè pugnale dall’elsa di finto avorio, risultò un fiasco colossale: si e nò una cinquantina di camerati... in incognito. L’ultimo segretario politico del vecchio fascio, Bruno Boico, fiutato il temporale, dopo tanta gloria, era ritornato all’ombra delle prosaiche Pretoriale, posto da lui già coperto a Trieste e poi perduto per non so che faccende di cocaina, sparita misteriosamente da un tavolo di qnel Tribunale. Da vero Sibarita (chi comanda, inon serve...), nei rione di Sampie-ri possedeva un’accogliente villetta, cui nulla mancava, nemmeno la gabbia dei fagiani. In quel delizioso eremitaggio egli riceveva soltanto i superiori e i parigrado : con gli altri, il gran Lamia Boico manteneva rigidamente le distanze», alzava, minaccioso, la voce e talvolta anche le mani: un Mussolini in sessanta-quattresimo, insomnia... ! E badate che per «superiori» egli intendeva unicamente gli alti papaveri di Roma, o della provincia, non già ft Presidente del Tribunale, o i giudici locali: bordaglia vilissima, cui egli manovrava con sadica voluttà nelle parate fasciste. Cooperò alla fon-dazione deIl’«Impero Etiopico», pugnando eroicamente con... la comodala per un’ostinata dissenteria. Quando, nella seconda guerra mondiale, le sorti dell’Asse inclinarono al peggio, il Boico, megalomane se mai ce ne furono, s’illuse di rialzarne il möraiq pubblicando un giornaletto bisettimanale, illustrato da Budica, lo spirito popolare mutato ben presto in: «Credere di vincere». Il fo-gliucolo contava quattro pag nette, e n’era redattore — capo, e spesso unico estensore, l’universitario Fulvio Apollonio, che all’ufficio di giornalista del regime univa pur quello di tenente delle Brigate nere del colonnello Sauro. Dubito, però, che «Credere e vincere» avesse in paese nemmeno i‘ venticinque lettori dei «Promessi sposi».... (continua) A. M. scartoffie della locale Cancelleria intitolato: «Credere e vincere», dal- Edizione LIPA E’ appena uscito in tutte le librerie della zona il romanzo IN CIELO C'E' TANTO SOLE di Giovanni Buggeri LA BIGOTTA «Qui il pubblico», ossia questa nostra rubrichetta, è destinata a grandi successi, a sconvolgere, a strabiliare. .. Insomma, scusateci, a farsi strada. A una settimana dal lieto evento, da quando cioè essa è nata, si è già guadagnata l’attenzione di numerosi lettori, appunto come il pargoletto si conquista il cuore della casa... Abbiamo detto «strabiliare» : e infatti, fra i numerosi scritti pervenutici, di strabilianti ce ne sono abbastanza, e come! Questo che pubblichiamo è uno dei vari scritti strabilianti. L’autrice Io chiama «divagazione» e noi come tale ve lo diamo : divagazione giovanile, molto, molto giovanile anche per quel tanto di personale che fra le righe vi si sente. Fedeli tuttavia alla promessa fatta ai lettori di «conversare» con loro, conversiamo anche con gli strabilianti e... pubblichiamo. La bigotta è una zitellona inacidi-ta d’una età indefinìbile, dai castissimi abiti chiusi fino... alle orecchie. Ha labbra solitali, pallide per tanti digiuni (come essa dice con un’aria da martire in riposo), consumate quasi da tanto baciar immagini sacre da mattina a sera. Gli occhi chini, naturalmente, a terra hanno un’espressione d’orrore quando s’imbattono in qualcosa di «scandaloso» quale ad esem-po un innocente bacio tra due innamorati. Il grande Omero, l’Ario-sto troverebbero lo spunto per un poema epico nello sdegno della pudicissima «ceftima» (Cosi si chiamano le bigotte a Capodisitria). Nel suo cuore inacidito nutre un odio feroce verso Satana, ovvero verso l’uomo e l’iamore. «L'uomo è la dannazione» dice a una malcapitata nipotina che ha il terribile difetto d’aver vent’anni ed esser innamorata, «scaccia la tentazione se non vuoi dannarti». Eppur in un cassetto essa custom d'isce gelosamente dei fiori secchi, ricordo d’un cugino infedele, ed un foglietto contenente le esortazioni... spirituali d’un pretino che l’ha in antiquis temporibus, infiammata con le sue prediche ardenti. E’ passato il tempo dei «peccati» (Continua in IV. pagina) Lusicano Graziella Dille Mille « nolle., la lampada* aladiiio-I4 BELLISSIMO INCONTRO IERI A S, LUCIA STRAVINCE IL PIRANO SULLA SUA PARI - PUNTI Dallo Slovan di Lubiana tutti si attendevano una prestazione molto superiore - tutte le reti segnate su azioni magistrali - il punto della bandiera strappato col rigore rete piranese. I locali non desiste- leggermente stanco, aumentava le vano dalli "attacco e Dapretto, con distanze al 6’ con un bel goal di due magnifici1 tiri da lontano, im- Bomffaiciò. Al 20' segnava di nuovo MERITATA VITTORIA IN CASA DEI VALENTI GIALLO - BLU CAPODISTRIANI L.’UndiJci bianccHstellato del Pirano —Salirne ha votato ottoire ai suoi numerosi sostenitori, convenuti sul campo dà S. Lucia, uno spettacolo di buon gioco, e per la verità dobbiamo dire ohe è riuscito a pieno. Diffattà tutto le azioni dei locali sono state improntate a velocità ed ottima padronanza del (pallone. Il gioco veloce dei ragazzi pàra-nesi, ha sorpreso l‘undici lubianese che vedeva già ai primo minuto di gioco Jia propria porta violata da un bel tiro di Fieruzzi. Lo stesso, per poco, non segnava nuovamente al 4’ con un bei colpo dà testa, finito sopra la traversa. Era Muie-san che al 13’ concludeva con una bella azione, segnando la seconda pegniava pericoaosanhente il portiere Smeh. Al 18’ Segala effettuava un magmifìoo passaggio, raccolto da Dapretto, che metteva imparabilmente a rete. A questo punto si verificava un notevole risveglio dello Slovan ohe effettuava alcuni pericolosi attacchi, (senza però impegnare moiito il bravo Fomasaro che domenica ha avuto un lavoro alquanto leggero. Al 33’ per un fallo di Salvestrini su Verbetz, in area, l’arbitro decretava un rigore ohe veniva realizzato da Herbst. Nella ripresa, il Saline Piotano, PER LA LEGA INTERREPUBBLICANA UN DIVERSIVO PER IL METALAC FIUME 16, — Il Metalac si è portato via meritatamente i due punti in palio delTiimcontro con la Quar-nero svoltosi allo Stadio di Can-trida. Superiori in linea tecnica, gli zagabresi hanno svolto delle ottime manovre d’assieme. Al 4’ del primo tempo, si portavano in vantaggio con un’azione personale (di Zobiò, Nella ripresa, la Quamero atteneva il pareggio al 29’ per merito di Giurimi che deviava in rete il pallone ricevuto su calcio d’angolo tirato da Drakuiiò. • Il Metalav otteneva il goal della vittoria al 40’ con Zabič, che precedeva sul pallone il portiere quame-rino, Gabrič. Ha diretto Rincontro l’arbitro Vu-lanić di Zagabria. METALAC : Zubič, Majerle, Sebal, Ereisnik, Smileken, Magotic, Kal-san, Krkovič, Zigante, Zobič, Ga-sperg. QUARNERO : Gabrič, Vlak, Brusič, Zikovic, Mihovilocič, Vukelič, Zidarič, Pavletič, Giurimi, Kaljč, Drakulič. M n acce di castighi divini, preghiere nel saiottino trasformato in un santuario ed energici schiaffi fanno sì che la nostra «bigotta» riesca nel suo intento: portare la nipote «monda» di corpo e dà cuore alila messa domenicale. Questa divagazione mi attirerà certamente sul capo., al grido di «Dio lo vuole» i fulmini di tutte le associazioni dei «bigotti». Mi auguro di non prendere qualche messale in testa. Speriamo bene Pieruzai, m/a l’arbitro annullava per manifesto fuori gioco. Da queste momento gli Slovani rinunciavano alla lotta e si svolgeva un magnifico finale a solo dei pd-ranesi one segnavano senza alcuna fatica ancora due beile e spettacolari reti: al 30’ con Dapretto e al 32’ con Muiesain, che approfittava di una cattiva presa dal portiere lubianese, per calciare con sicurezza a rete. In complesso, è stata registrata una bella partita, ricchissima di contenuto tecnico. Ha meravigliato molto il pubblico la grande ineffi-cenza dellìattacoo lubianese, ohe, nonostante buonissime azioni individuali, mai è riuscito ad impegnare seriamente il portiere Fomasaro. Fra -i migliori in campo, possiamo annoverare Segala, infaticabile costruttore, Pieruzzt, Dapretto, Muie-san e Fonda, che si è dimostrato un ottimo sostituto di Rosso nel ruolo di terzino. Degli ospiti, l’unica ohe si è salvata, agli occhi del pubblico, è staila la mediana, guidata da Herbst che ha dimostrato una buonissima classe. Ottimo ed obiettivo l’arbitraggio di Fajon dà Lubiana. PIRANO SALINE: Fomasaro, Salvestrini, Fonda, Ernestini, Dudine, Contento, Dapretto, Segala, Pie-ruzzi, Bonifacio, Muiesan. SLOVAN: Smeh, Karder, Toplak, Kralj, Herbst, Pičulin, Belè, Bajc, Arzenšek, Verbec, Majer. ARBITRO: Fajon di Lubiana. AURORA — KRIM 2-1 Vittoria convivente della squadra eapodisitriana con un risultato che, a dire il vero, avrebbe potuto essere ben maggiore se gli avanti gialloaz-izurri non avessero sprecato troppe occasioni a porta (vuota e se la dea bendata non avesse aiutato il Krim. L’Aurora, dopo un netto predio-minio nel primo 'tempo, ha calato un pò di Cono nella ripresa, e di ciò hanno approfittato gli ospiti, ohe hanno adottato la tattica 'difensiva di posizione con veementi azioni di contropiede, che, sul finire del tempo, ha fruttato -loro il goal. Una maggiore aioeoiteizza ed una migliore impostazione del gioco dei capoddstri-ami, avrebbero dato senza dubbio ottimi frutta. Il ritmo di gioco è stato velocissimo per tutta la durata dell’imcon-tro, e non si sono avute scorrettezze. Dell’Aurora à reparti difensivi sono sitati all’altezza della situazione, eccetto Turčinovič, incappato in una giornata grigia. Dobrigma ba compiuto alcunjf. applauditi interventi, salvando la sua rete da pericolose situazioni. Buono pure l’attacco. Il Krim dispone di un centrome-diano con i fiocchi. Esso ha sorretto la (squadra quando è rimasta menomata dalla mancanza di due uomini e cioè del portiere Sle-vec passato all’ala in seguito ad un infortunio e di Matos espulso dall’arbitro. La cronaca ebbe parecchi spunti. Al 3’ ed al 4’ minuto .Zetto manca due occasioni a porta vuota. L’Aurora intesse azioni su azioni che gli avversari non riescono a seguire. La superiorità dei locali viene oonexe-tiizizata al 12’ con una rete segnata da Norbedo, che, ricevuto un allungo di Carini, sparava in corsa, segnando imp a rabilmemte. Seguiva quindi un periodo dà a-rioni alterne a centro campo. Al 28' il Krim è in angolo. E Norbedo, con un secco colpo di testa, invia la sfera di cuoio nella rete degli ospiti. Sino alila fine del tempo, nulla di notevole da segnalare, eccetto alcune belle parate di Dobrigna ed alcune occasioni sfumato per l’iucertezza degli avanti capodistriani. Nella ripresa, l’Aurora appare nei primi ONU HIGGIIR DECISIONE HEIESSBBIH HLL HORORH La bellezza del primo tempo è stata guastata da una tattica lenta nella ripresa - due buone ocasioni mancate da Zetto KRIM: Sloveč, lager, Bunc, Matos, Stritih, Slajničar, Pokoren, Raz-bomik, Nagode, Zalokar, Maver. AURORA: Dobrigna, Perini, San-tin, Orlati, Turčinovič, Vattovani, Ramami, Carini, Norbedo, Pavento, Zetto. Arbitro : Klojčnik di Lubiana. Marcatori: Per l’Aurora — Norbedo al 12 ed1 al 29’ idei primo tempo. Per il Krim Maver al 42’ della ripresa. SA minuti un po’ slegata. Norbedo sfiora la traversa una volta e poi im suo tiro viene reispinto proprio dalla traversa, a portiere battuto. Al 25’ Matas viene espulso. I capodistriani rallentano il. ritmo delle loro azioni, eldi è ilKrim òhe incomincia a premere sotto la rete avversaria, condueemdo attacchi convulsi. Proprio sul finire del tempo, Maver segna dii testa il punto della bandiera per gli ospiti. Senza pecche l’arbitraggio di Klojè-nik. X/ GIORNATA DEL CAMPIONATO JUGOSLAVO BUON LAVORO DELLE FAVORITE La scorsa domenica calcistica nel nostro Paese è stata piuttosto tranquilla e senza risalitati a sorpresa. Tutte le favorite sono uscite vincitrici dai campo, cosicché la situazione in testa alla classifica rimane invariata. Le quattro grandi: Crvena zvezda, Hajduk, Dinamo e Partizan dominano dàll’alto dei primi seggi le rimanenti compagini, che non possono far altro che la parte più o meno bèlla delle comparse. Domenica la superiorità delle quattro elette è stata ancora più lampante e netta. Infatti ben tre, delle quattro squadre, si sono imposte con più o meno fatica in trasferta. La prova migliore è venuta questa volta della squadra spalati- bigotta (Segue dalla 3.a pagina) e la nostra bigotta si è cristallizzata nella sua ottusità, nel suo fanatismo, è divenuta asessuale e 'lunatica. E’ l’incubo delle persone giovani costrette, vivendole accanto, a biascicare «Ave Marie», a sentire le sue prediche senza senso. E’ difficile trovare persona più tiranna di lei, perchè la «cettinaoi è una vecchia ragazza che vive di rendite tormentando sempre qualcuno. Tutto disapprova la virago: la scarsa devozione, i peccaminosi passatempi quali il ballo, ad esempio. Eccola allora inveire contro questa fonte di (peccato, eccola sequestrare libri e riviste escondo lei scandalose, proibire un film che la «Guida Cristiana» esclude, una scollatura Che le sembra un invito alla perdizione. , AL CAIRO PER LE PROVE ELIMINATORIE DEL CAMPIONATO MONDIALE Sulla sfortuna della squadra egiziana ha vinto Mezza dell 'nudici azzurro ■ - - '■■■ — — ■■■■—- ■ ■■ —■ ■■■■--"* ■■■■■■— Dopo un primo tempo abulico l'Italia si è risvegliata concludendo con una vittoria molto problematica - lo reti segnate da Diba, Frignani e Nuccinelli MARCATORI: Diba (E.) al 32’ del p.t.; Frignami (I.) al 16’ e Muc-cinelli (I.) al 34’ del secondo tempo. ITALIA : Castajgldola, Magnimi, Cervuli), Chiappella. Rosetta, Segato, Mkiocimelli, Vivolo, Boniperti '(icap.), Grafton, 'Frignami. EGITTO: Kato, Ya'kam, Abou Grisha; Hai mi, Hanafi (cap.), Hamza; Mekjkawy, Essami, Diba, El Far, Abou Hussein (Kaddura). ARBITRO : Steiner '( Austria). Venerdì, 13 novembre, allo stadio «National», del (Cairo si è disputato rincontro calcistico internazionale Egitto-I'talia, valevole iper ile eli-minatorie del campionato mondiale, conclusosi con ila vittoria italiana di due reti a una. La gara si è svolta sotto un bel sole, in (urna giornata MuocinelK. Frignami, servito da Vi Aalende-/ MANCANDO LA PUBBLICITÀ’, NON E’ DA ATTENDERSI SUCCESSO ECONOMICO. IL MIGLIOR MODO PER DARE PUBBLICITÀ’ ALLA VOSTRA PRODUZIONE, E’ QUELLO DI PUBBLICARE GLI AVVISI NEL «Calendario economico 1954» (GOSPODARSKI KOLEDAR 1954), ELENCANDO LE MERCI, LA LORO QUALITÀ’ ED I PREZZI! EFFETTUATE SUBITO L’ORDINAZIONE PER L’INSERZIONE DEL VOSTRO INDIRIZZO, CON I DATI NECESSARI, NELLA LISTA DELLE AZIENDE, CHE SARA’ PUBBLICATA NEL «CALENDARIO ECONOMICO 1954». QUESTA INSERZIONE COSTA SOLAMENTE 2.000 DINARI. AZIENDE, OPERAI, IMPIEGATI, ARTIGIANI, CON-TAPINI, MASSAIE! IL PREZZO DI ABBONAMENTO AL «CALENDA-RIO ECONOMICO 1954» dal 15 OTTOBRE C. A. IN POI E’ DI 300 DINARI. QUINDI ABBONATEVI OGGI STESSO AL «CALENDARIO ECONOMICO 1954«. QjUESTO CALENDARIO SARA’ IL MIGLIOR CONSIGLIERE E MANUALE PER OGNI UOMO D’AFFARI. CONSIGLIATE NELL’AZIENDA, A CASA, NELLE ORGANIZZAZIONI ED OGNI CONOSCENTE AD ACQUISTARE IL «CALENDARIO ECON. 1954», CHE QUESTO ANNO USCIRÀ’ TEMPESTIVAMENTE. FATE PERVENIRE LE ORDINAZIONI ALL’AMMINISTRAZIONE DELLA «NOVA PROIZVODNJA», RIVISTA PER IL PROGRESSO NELLA TECNICA E NELL’ECONOMIA: LJUBLJANA, CASELLA PO-STALE N. 331. caldissima ed à 20 mila spettatori presenti attendevano com notevole interesse il risultato ideila partita, dato (che la nazionale egiziana era reduce dalla vittoria in Framcia, nonché per il rinnovamento della squadra italiana. Imfaitti, al Cairo, barano dehuttato nella nazionale quattro calciatori azzurri: Costaglio-la, Chi appella, Segato e Gratton, e ben sette nazionali erano della Fiorentina. Ber di più il team azzurro entrava in combattimento per la prima volta senza alcun atleta del campione italiano, Inter. Però nel complesso l’incontro non ba offerto bel gioco. Si partiva d’ambo ile parti con azioni piuttosto precipitose, e senza conclusioni. I bianco-verdi dell’Egitto si fanno a-vanti con Melkikawy, (Diba, El Far e sono più rapidi e più pericolosi del-l’avversario. Il numero cinque, il negro Hanafi, mette in opera più volte la difesa italiana; Costagliela blocca alcune (pericolose sparate. Muocimelli, Gratton e Frignami, con passaggi e scambi rapidissimi, tentano la rete e Frignami sbaglia per due volte il bersaglio. Le reti inviolate non rispecchiamo le reale situazione im campo. La supremazia egiziana *i realizza iin rete al 32’ con una cannonata del centroattacco Diba. Il primo tempo termina senza altre novità, con risultato di uno a zero per l’Egitto. Al 16’ ideila ripresa trovandosi a un metro dalla porta con le «palle rivolte verso la rete Frignami segna col tacco il pareggio. La partita, che fino allora aveva rivelato la netta superiorità dell’Egitto, per l’inldecisio-ne e l’incertezza degli italiani, con l’uno a uno si sveglia. Gli azzurri attaccano più decisi e più rapidi ed il bravo Kato ha da fare per difendere la sua rete. Le offensive ideila linea di punta azzurra fruttano la rete della vittori®, segnata al 34’ da volo, colpisce la traversa e Muocimelli riprende il colpo e segna di testa. Con questo risultato si chiudeva la partita che non ha soddisfatto nè d'Egitto nè l’Italia. Il primo dòpo una (bella prova di combattimento ha perso la partita, l’Italia eon la vittoria non ha ancora risolto il pro- blema della propria nazionale, sosic-chè il eomimipsa ri o tecnico dlo’vrà probabilmente rifare tutto dà muovo. I migliori in campo sono stati fra gli azzurri: Muccinelli, Frignami, Costagliela e Boniperti, fra gli egiziani: Diba, Kato, Hanafi e Mek-kawy. Z.P.P. UN RISULTATO PIU1 CHE LOGICO Facile vittoria di_ marchio umaghese Gli avieri hanno saputo lottare (Nulla ha potuto la cenerentola del campionato contro l’agguerrita e disciplinata squadra umaghese, trasferitasi sul campo (degli avieri con la ferma intenzione di raccogliere due preziosi punti e un ulteriore scatto nella graduatoria del. Campionato istriano. Nonostante la evidente superiorità della squadra di Giraldi, gli avieri hanno saputo abbastanza bene contrastare il passo agli umaghesi, specie nella ripresa. Molti sono stati i tiri fuori porta, an-ohe da distanze ravvicinate. Una maggiore precisione di tiro da parte del quintetto umaghese avrebbe portato la messe delle reti a cifre ben più alte, specie nel primo tempo. Al primo minuto di gioco, Smilo-viè lancia a lato da pochi metri dalla porta avversaria. Un minuto più tardi sono gl} avieri a mancare un’analoga occasione. A1F8 Smilovié sbaglia nuovamente nel lancio in porta. Al 9’ Benniè intercetta un passaggio di Koslovič e, -con una stoccata, insacca il pallone. Al 20’ il terzino degli avieri -devia in rete un tiro di Bernič. Al 37’ gli avieri accorciano le distanze (con rana fortissima stoccata del centroattacco. Al 41’ Lemar-duzzi H porta a tre le reti in favore deli’Umago. Al 22’ della ripresa, l’arbitro concede un calcio di rigore a favore degli avieri per fallo commesso (da Giraldi I in area di rigore, calcio che gli stessi trasformano in rete. Al 34 Giraldi II realiza la migliore rete della giornata, concludendo il bottino degli umagehsi sul campo polesano. Imsoiddàsfacemte (l’arbitraggio di Čirič. L’Umago è sceso in campo nella seguente formazione: Cmnjac, Lemar-duzzi I, Bertok, Boise, Laschizza, Giraldi I, Giraldi II, Lemarduzzi II, Bernič, Koslovič e Smilovič. SMARRIMENTI Stopar Mario, da Cosliocce 57 —Carsano, ha smarrito la pagella scolastica, rilasciatagli dai Ginnasio Croato di Pola per l’anno scolai stioo 1947/48, nel tratto dà strada Castelvenere — Capodistrla. Chi la ritrovasse, è pregato recapitarla alla nostra Redazione. ma, l’Haj'duk che nella settimana ha racimolato ben quattro punti. Due nel confronto casalingo di mercoledì coin il R-adnički e due domenica a Osjek, dove ha addirittura travolto la giovane matricola Proleter, non abituata a indossare simili cappotti. Ciò dimostra che la squadra di Beara, Vuk'as e Mlatošić funziona a dovere così da poter guardare con tranquillità al futuro, sia il campionato, come le finali della Coppa Tito, che si disputeranno iE 29 novembre fra la Dinamo e, l’Hajduk a Belgrado. Se nette sono state le vittorie deà-l’Hajduk, altrettanto si può dire di quelle della Dinamo di Zagabria, ripresasi dalla crisi che la aveva colpita all’inizio del . campionato. Anche essa ha racimolato quattro punti durante la settimana, tutti e quattro sui proprio terreno. Mercoledì è stato il Vardar a dover rientrare con le pive nei sacco. Domenica la ingrata sorte è toccata alTOdred di Lubiana. Strano il risultato di domenica. Alla fine del primo tempo la squadra dell’Odred perdeva con il catastrofico risultato di 4:0 e tutto faceva prevedere un crollo deM’ormai sfiduciata squadra di Lubiana, quando si doveva insistere invece aill’improwi-so capovolgimento dèlia situazione. Con tre azioni travolgenti, la squadra ospite è riuscita a segnare tre reti portandosi così a ridosso della Dihamo, che, colpita nel vivo, è riuscita a rimettere le sorti della partita sul piano regolare segnando la quinta rete, che sanciva la vittoria della squadra più tecnica e migliore in campo. Chi ha visto molto da vicino la sconfitta, è stato il Partizan di Belgrado nella partita di Skoplje, dove il primo tempo lo vedeva in svantaggio di 1:0. Con un ricupero travolgente, grazie alla grande giornata di Bobek, Milutinovič e Čajkovski, i campioni belgradesi riuscivano prima a pareggiare, indi a segnare la rete dèlia vittoria, con un’irresistibile tiro della mezza ala nazionale. Con i due punti conquistati, il Partizan è cosi riuscito a mantenere il contatto con le squadre in testa. Un’altra squadra, che può ritenersi soddisfatta della scorsa settimana, è la Crvena zvezda, ohe ha aggiunto altri quattro punti ai molti racimolati durante il campionato, riuscendo così a mantenere la prima posizione in classifica. Mercoledì ha liquidato con un secco 3:0 la modesta compagine della Lokomotiva, domenica invece è andata a Sarajevo, dove, sotto gli occhi attoniti della sportivissima folla della capitale della Bosnia Erzegovina, ha sconfitto la squadra locale, Sarajevo, con il minimo, ma sempre positivo risultato di 1:0. Se sorpresa si può chiamare, essa è data dall’incontro fra le due squadre della ricca terra della Vojvodina, Spartak e Vojvodina, (giocatasi a Subotica. La Vojvodina, che passava per una delle maggiori e più tecniche squadre della Jugoslavia, è stata sconfitta duramente con un risultato che non ammette dubbi: 4:1. NeH’ultimo incontro della giornata, il BSK, dopo aver chiuso in parità il primo tempo, è riuscito a Stento a superare la Lokomotiva di Zagabria, che rimane cosi accoppiata àll’Odred e Radnički nella poco simpatica posizione di fanalino rosso della Classifica. SGUARDO PANORAMICO AL CAMPIONATO CALCISTICO DEL CENTRO POLA Tra lo Jadran ed il Rovigno cambio di guardia in classifica Pola 16. Colpo di scena nella classifica generale del campionato Istriano di Calcio dopo la settima giornata del girone di andata. Lo «Jadran» di Parenzo ha dovuto cedere il passo al «Rovigno» dopo la sconfitta subita per opera delVundi-ci di Buie. Due punti di differenza non sono un gran Che, ma ad ogni modo non sarà certo la prossima partita che rimetterà a galla i Pa-reatini, in quanto siamo ben lunghi dal supporre che i Rovignesi si lascieranno battere da i loro diretti avversari in casa propria. In ogni caso, partita di cartello domenica a Rovigno, e siamo certi che tra le due contendenti, una uscirà vincitrice. E’ possibile pure un pareggio, ma non sarà certamente questo risultato a far cambiare la posiziona alla capolista. D’altronde lo «Je- drom ha giocato una partita in meno, e ciò induce a sperare che i bravi parentini sapranno rifarsi dallo scacco subito. Le altre posizioni di classifica rimangono più o meno invariate, tranne quella del «Fertene-givo», ‘che, dopo la vittoria conquistata a spese del «Rudar», ha consolidato la sua posizione. In effetti possiamo dire che le squadre del Bujese si sono finalmente svegliate. Infatti, tranne il «Cittanova» che per ragioni tecnidie non ha giocato contro la «Elektra» di Pola, tutte hanno mietuto una vittoria. Pure il «Dignano» ha colto uno bella vittoria con lo «Avjaticar», il che non si può dire dello «Scoglio Olivi B» che si è lasciato sorprendere dai Rovignesi. La loro sconfitta non è giustificabile, sebbene abbiano giocato con quattro risente. Quali sorprese ci riservano le prossime partite? Di quella tra il «Rovigno» e lo «Jadran» abbiamo già parlato, ma le altre squadre? Pure di queste possiamo fare U pronostico. Infatti lo «Scoglio Olivi» gioca in casa contro V«Elektra» una partita di carattere stracittadino, Con tifo da ambo le parti, ma siamo certi che lo «Scoglio Olivi» magari con pochissimo scarto, saprà cogliere la vittoria. Nel Bujese s’incontreranno «Cittanova» e «Buje». Dovrebbe esser la volta buona per il «Cit-Umovas, che gioca in casa, pero di certo i Buiesi non si lascieranno insaccare; perciò un pareggio sarebbe il nostro pronostico. Il Vertene-glio invece ospiterà il Dignano, mentre Umago ospiterà l'undici dei mjfiatori. Pronostico difficile per queste due partite, ma le squadre ospitanti una vittoria non dovrebbero lasciarsela sfugire. Certa la vittoria del Pisino sullo Avjaticar di Pola. Perciò, a nostro parere, la classifica dovrebbe rimanere quasi invariata, salvo sorprese. E domenica prossima? Ne riparleremo la prossima volta. Volgendo il nostro sguardo (in margine al campionato Istriano Allievi, le «mularie» non hanno nulla in comune con i loro fratelli maggiori. Infatti sono i ragazzi dello «Scoglio Olivi» che guidano la classifica, seguiti a ruota dal Pisino « dal Gettonava, ma siamo certi che, dopo le partite di domenica prossima, si avrà un ulteriore cambio di guardia nella capolista. E.R. I risultati CAMPION. REPUBBLICANO Girone occidentale Železničar (NG) — Postojna 3-2 Aurora — Krim 2-1 Pirano — Slovan 6-1 Branik — Domžale 3-2 Jesenice — Odred B 2-2 CENTRO CALCIO POLA Rovigno — Cittanova 2-0 Jadran — Scoglio Olivi 3-1 Avjatičar — Umago 2-4 Dignano — Rudar 2-1 Verteneglio — Pisino (non disputata) Buie — Elektra (non disputata) SOTTOLEGA DI FIUME Orient — Jedinstvo 0-2 Abbazia — Scoglio Olivi 2-3 Rudar — Hidroelektra 4-1 Naprijed — Nehaj 1-3 Torpedo — Crikvenica 2-1 Albona — Mladost 4"^ Borac — 3 Maggio 1‘® CAMPIONATO JUGOSLAVO II. Lega Borac — Napredak 1-® Mačva — željezničar 1-1 Lovčen — Budućnost 3-0 Zagreb — Velež 2-0 Šibenik — Branik *>-2 LEGA INTERREPUBBLICANA Quamero — Metalac 1'^ Sloboda — Lokomotiva 1-0 Split — Segesta 1'® Slaven — Tekstilac 1*1 Korotan — Ljubljana (rinv. la 18. XI.) Klađivar — Isola CAMPIONATO JUGOSLAVO I. Lega Ricuperi del 12. XI. 1953) Dinamo — Vardar Hajduk — Radnički B.S.K. — Sparta 6-0 2-0 1-0 1-1 Radnički — Rabotničči B.S.K. — Lokomotiva Sarajeva — Stella Rossa Dinamo — Odred Vardar — Partizan Spartak — Vojvodina Proleter — Hajduk 2-0 3- 2 0-1 5-3 1-2 4- 1 1-4 LE CLASSIFICHE CAMPION. REPUBBLICANO Girone occidentale Branik 8 5 12 19:16 11 Pirano 74 12 18:9 9 Krim 7 4 12 17:13 9 Slovan 7 3 2 2 11:14 8 Aurora 5 3 11 9:6 7 Postojna 6 3 0 3 13:11 6 Železničar N.G. 7 2 2 3 12:12 6 Jesenice 6 204 11:13 4 Domžale 7 0 0 7 7:24 0 Odred B 8 332 19:14 9 (fuori concorrenza) SOTTOLEGA DI FIUME Jedinstvo 9 711 23:14 15 Rudar 9 6 2 1 28:16 14 Mladost 9 603 27:14 12 Scoglio Olivi 9 513 23:19 11 Torpedo 8 413 18:15 9 Abbazia 9 414 20:15 9 Crikvenica 9 414 21:21 9 Borac 9 315 10:22 7 Hidroelektra 8 224 13:18 6 Nehaj 7 2 2 3 18:19 6 Albona 7 214 10:14 5 Naprijed 8 116 12:20 3 3 Maggio 8 017 14:26 1 CAMPIONATO JUGOSLAVO II. Lega Zagreb 11, Mačva, Velež 10, Lovčen 8, Zelejzničar, Budućnost 7, Borac 5, Napredak, Branik, Šibenik 4. LEGA INTERREPUBBLICANA Split 9 4 4 1 22:12 12 Tekstilac 9 4 3 2 12:10 11 Metalac 8 4 2 2 13:11 10 Klađivar 9 3 4 2 17:10 10 Sloboda 9 4 2 3 21:18 10 Slaven 8332 14:13 9 Ljubljana 7 2 4 1 6:5 8 Quarnero 9243 12:10 8 Lokomotiva 9 4 0 5 18:17 8 Segesta 7 2 2 3 8:8 6 Korotan 6 1 0 5 7:22 2 Isola 4 0 0 4 4:17 0 CAMPIONATO JUGOSLAVO I. Lega Stella Rossa 11 8 2 1 22:7 18 Hajduk 11 9 0 2 24:12 18 Dinamo 11 8 1 2 28:10 17 Partizan 11 8 1 2 34:15 17 Vojvodina 11 6 2 3 33:19 14 Spartak 11 6 1 4 23:20 13 B.SJS. 11 4 2 5 21:20 10 Proleter U 3 4 4 16:24 10 Sarajevo 11 4 0 7 8:18 8 Vardar 11 2 3 6 15:18 7 Radnički 11 2 3 6 12:18 7 Lokomotiva 11 1 3 7 16:23 5 Odred 11 2 1 8 16:32 5 Rabotnički 11 2 1 8 10:41 5 CENTRO CALCIO POLA Rovigno 8 6 1 1 29:15 13 Jadran 7 5 11 21:10 11 Dignano 8 5 0 3 14:17 10 Umago 6411 19:15 9 Pisino 6 3 2 1 18:7 8 Verteneglio 6 4 0 2 18:13 8 Se. Olivi B 6 3 12 18:n 7 Buie 7 3 1 3 11:8 7 Rudar B 8 12 5 10:22 4 Elektra 5 1 0 4 6:13 2 Cittanova 7 0 1 6 12:30 1 Avjatičar 6006 9:24 0 RINGRAZIAMENTO Il sottoscritto, Chicco Carlo da Isola, via G. Carducci 8, avendo subito una operazione moiito difficile presso l’Ospedale di Isola, ed essendo stato oggetto di cure amorevoli da parte dei personale dello stesso ospedale, ringrazia particolarmente il primario Dott. Mirko Derganc nonché gli (assistenti Dott. Müller Dušan e il Dott. želko Peal-lička, alla cui scienza e valentia egli deve la prporia vita. Direttore LEO FUSILLI Vicedirettore responsabile MARIO BARAK Stampato presso lo stabil, tipograf, «JADRAN» Capodistria Pubblicazione autorissata MARTEDÌ’ 24 novembre 1958 LA NOSTRA (LOTTA PA01HA7 Intereuropa ff 99 CAPODISTRIA - Tel. 141 Il collettivo di lavoro della sede centrale con le filiali di Fiume, Pola, Sežana, Kozina, Podgorje e Umago, celebrando l’Anniversario della Repubblica, porge le sue sentite felicitazioni ai propri clienti ed al popolo lavoratore auspicando a tutti i migliori successi nella via del socialismo. SOCIETÀ’ INTERNAZIONALE DI SPEDIZIONE E TRASPORTI L’IMPRESA ALBERGHIERA CITTADINA ISOLA TEL. N. 8 I ricorrendo il 29 Novembre il Decennale dell’AVNOJ, si felicita con tutta la clientela. A tutti i combattenti contro il neofascismo italiano augura UN LIETO 29 NOVEMBRE -GIORNATA DELLA REPUBBLICA IL COLLETTIVO DI LAVORO DEL CANTIERE NAVALE „TITO« - KRALJEVICA Il Collettivo di lavoro della fabbrica ATTILIO DE LANGLADE CAPODISTRIA si felicita con i pescatori e con tutti i collettivi di lavoro nella ricorrenza della Festa della Repubblica. La Ciopentiia pittiri e dicoratari Uh UPIDiSTMl - TEL. 73 celebrando il 29 Novembre, augura alla clientela sempre maggiori successi nel lavoro ■Il I I I I UVA IN OCCASIONE DELLA CIORNATA DELLA REPUBBLICA PORGIAMO I NOSTRI SALUTI DI LOTTA A TUTTO IL POPOLO LAVORATORE DEL LITORALE. IL. COLLETTIVO DELLA mai FABBRICA PRODOTTI METALLICI E FONDERIA KAMNIK \ i i i ! I ! I ! \ i 1 99 Rog 99 LUBIANA ♦ Viva la Festa delia Repubblica / Acquistate i nostri prodotti che nulla hanno da invidiare con quelli esteri I 1 l| ! I \ \ \ \ si felicita con tutti i collettivi di lavoro e con i combattenti per il socialismo, celebrando il X Anniversario della fondazione della Nuova Jugoslavia. Auguriamo a tutti i più grandi successi nel lavoro per la comunità socialista del nostro Paese FABBRICA PRODOTTI di Qonrm KRANJ ! ■ t i 11 collattivo delia Amministrazione Distrettuale delie Bonifiche di Capodistria min festeggiaudo la Giornata delia Repubblica, invia ai collettivi del distretto l'augurio di sempre maggiori successi. Il Comitato Comunale della bega del Comunisti ed il Comitato Popolare Comunale« dl C i t f a n o v a ili occasione della Giornata della Repubblica, porgono a tutta la popolazione l’augurio di sempre maggiori vittorie nel-l’edificazione del socialismo. Il collettivo dell ACQUEDOTTO DISTRETTUALE DI CAPODISTRIA nella ricorrenza della GIORNATA DELLA REPUBBLICA, porge i migliori auguri a tutta la clientela. Un felice 29 Novembre agli elettori augura il COMITATO POPOLARE DEL COMUNE DI CAPODISTRIA E DINTORNI graagga>^gqssc«g«^ggsaca»^sgs3aag>5^g5ts3^^ esraHsae Il collettivo di lavoro della FABBRICA LATTE IN POLVERE „PIONIR / / Z U P A N J A augura a tutti i cittadini della nostra patria socialista un lieto 29 NOVEMBRE GIORNATA DELLA REPUBBLICA ♦ La direzione e gli orgapi dell’ au toa m min istraz ione operaia del C onservz/t'ctc ARRIQONI festeggiando la Giornata della Repubblica, porgono alle maestranze ed alia clientela l’augurio di sempre maggiori successi. ISOLA Ricorrendo ii 29 novembre il Decennale deli' AVNOJ, sa tutia mo i collettivi della Repubblica Popolare della Croazia. II collettivo dell’impresa peschereccia „SARDELLA“ DI CITTANOVA 99 AQnflRIT” 5. ABENZIA MARITTIMA IUTE HA AZIONALE PIKANO EVVIUd IL 29 NOVEMBRE QIORNHT/1 BELLA REPUBBLICA ! Festeggiando ii 29 Novembre, il collettivo della fabbrica „EX AM PELEA“ DI ISOLA si felicita con tutto ii popolo lavoratore• GRANDI MAGAZZIN I AUGURIAMO ALL’ AFFEZIONATA CLIENTELA UN LIETO 29 NOVEMBRE - GIORNATA DELLA REPUBBLICA CAPODISTRIA n collettivo della DI porge un Melo augurio per la Festa Della Repubblica a tutta la classe operala, auspicando nuove vittorie del socialismo. yx>ooocx>oocx^^ wwnnnnromiinminnn^^ > i 5 FABBRICA IMBALLAGGI METALLICI LUBIANA ♦ Vivi li donati bili Umiliti l :x>cx>cxx>o<)ooc5<)ooc5ocxx:5ocv PRODOTTI CHIMICI MOSTE LUBIA FESTEQQIANDO IL 29 NOVEMBRE, CI FELICITIAMO CON LA POPOLAZIONE DEL LITORALE. lllli E 11 v Celebrando la Festa della Repubblica e del X Anniversario della fondazione dell’AVNOj, auguriamo ai cooperatori ed a tutte le cooperative agricole nuovi successi nel lavoro con l’invito a partecipare compatti alle elezioni del Consiglio dei produttori. ^0: ■ ‘~1 Il Consiglio amministrativo. II collettivo di lavoro dell’ azienda MARIBOR 4s si felicita sinceramente col popolo lavoratore del nostro Litorale nella ricorrenza della grande festa del 29 Novembre, Giornata della Repubblica. Stiamo decisamente a fianco del nostro Governo nella lotta per la giusta soluzione deite questione triestina. L‘ altrui non vogliamo - it nostro non diamo ! AZIENDA REPUBBLICANA CARPENTIERI REPUBLIŠKO TESARSKO PODJETJE „TESAR * 5 EUBIANA celebrando la Festa della Repubblica ci felititiarm» con te affezionata clientela. IL COMITATO POPOLARE CITTADINO Dl 5K0RLJE ■CAPITALE DELLA R. P-DI MACEDONIA ft NOnC DELLA CITTADINANZA ftUGURft SI LETTORI DEL U05TITO GIORNALE CD ft TUTTI I CITTADINI DEL TLT UN LIETO 29 NOUC/IME - GIORNATA DELLA RÉrUBBLICft. DIREZIONE E SEDE AMMINISTRATIVA A PIRANO umu etili mum JTOVAtNA DtKOPATIVNIU TKANIN _™ L U B IA N A CELOVESKA c. 280 Nella ricorrenza della storica data del 29 Novembre, auguriamo ai nostri clienti sempre migliori successi nel lavoro. V V i i f i y ! y if MI ì i sS Xc r~ i IMPOBTAZIONt L ISOLA In occasione della fausta ricorrenza del decennale delV A VNO), porge alla clientela, a tutti i collettivi di lavoro della Jugoslavia ed ai dipendenti lo augurio di sempre maggiori successi nel lavoro. ♦ ASSICU ÜAIÜICt ♦ Ai propri assicurati cd alla popolazione tutta auguriamo una felice Festa della Repubblica. Il collettivo di lavoro della Delovni kolektiv FABBRICA DI CERAMICHE E VASELLAME IN ALLUMINIO TOVARNE GLINICE IN ALUMINIJA ff BORIS KIDRIČ KIDRIČEVO I________I ff si felicita con la popolazione del Litorale, celebrando la Festa della Repubblica. cestita vsem primorskem ljudstvu praznik Repu-blike. SLOVENIA STRADE Slovenila Cesie LUBIANA In occasione della Festa della Repubblica ci felicitiamo con la popolazione tutta. IL COLLETTIVO DI LAVORO DELLA DI AZOTO RUSE Ih MAGLIFICIO DI MEDJIMURJE MEDJIMURSKA TRIKOTAŽA ČAKOVEC AUGURA UN FELICE 29 NOVEMBRE GIORNATA DELLA REPUBBLICA A TUTTI I COLLETTIVI DI LAVORO, AI LAVORATORI TUTTI ED AGLI AMICI DELLA NOSTRA PATRIA SOCIALISTA. celebrando la festa del 29 novembre, si felicita con la popolazione del Litorale, in lotta per i propri diritti e la libertà. Celebrando la più grande Festa nazionale, il 29 Novembre, Giornata della Repubblica, mandiamo i nostri fraterni saluti a tutta la popolazione democratica del Territorio Libero di Trieste. Slaveći naš najveći državni praznik, 29 Novembar, Dan Republike, šaljemo borbene pozdrave svom demokratskom stanovništvu Slobodne Teritorije Trsta. IL COLLETTIVO DI LAVORO DELLA FABBRICA AEREI RADNI KOLEKTIV FABRIKA AVIONA ZEMUN Evviva l’unità di tutte le forze democratiche del Territorio Libero di Trieste e la lotta per la libertà di Trieste I Živelo jedinstvo svih demokratskih snaga Slobodne Teritorije Trsta i borba za slobodu Trsta 5. A. CAPODISTRIA Festeggiando il 29 Novembre - Giornata della Repubblica - ci felicitiamo con tutti i nostri clienti ed amci d’ affari. AZIENDA AUTOBUS [ilio Itili Produce in serie : Trasformatori da 10, 30, 50 e 100 KVA 10.000/400/231 V. Apparecchi per la saldadura circolare (punkt aparati) e punte fino a 12 mtn di spessore. Saldatori elettrici dai 25 - 50 A, taglia e salda lamiere dai 0,8 ai 18 mm. Interrutori tripolari da 100 e 200 A. Interrutori tripolari di bachelite da 25 e 60 A. Interrutori tripolari trasportatori (um šalteri) da 25 A. Interrutori tripolari da 25 A di costruzione speciale per l’uso nella industria tessile con la resistenza. 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II collettivo di lavoro dell' Impresa meccanica RUDI (A)VE( Prcduzcće precizne mehanike BANJA LUKA augura sinceramente un lieto 29 Novembre a tutti i cittadini dei TLT. 99 fifi AZIENDA INDUSTRIALE METALLO-MECCANICA STROJNO KOVINSKO INDUSTRIJSKO PODJETJE RICHIEDETE PREVENTIVI ! *KIP PRODUCE ED OFFRE: I QUALITÀ SPECIALE V Impastatrici di malte e calcestruzzo, capacità da 150 a 250 litri Vagonetti industriali da 0,75 m3 Cisterne per combustibili liquidi da 5 a 50 m3 Verricelli in legno, in ferro e in acciaio Costruzioni in ferro, binari per gru Attrezzature industriali Pezzi fusi in ferro sino a 200 kg LUBIANA - VIZMARJE lei. 26 -H.: fini IrvoT • i t « • a e Illusa irtsilt He Futa» dine iidisliiie DRVAR Deposito a Belsiado Telefono: 43 - 146 PRODUCE: legname da costruzione tagliato di abete - ginepro, tutti i tipi di casse, sostegni per miniera, travi di abete-ginepro, pali t. t. ed elettrici, lunghe travi ovali, legname per cellulosa di faggio, abete • ginepro, legname sgrossato in tutte le dimensioni, traverse sgrossate di faggio ed abete, traverse di faggio ed abete, traverse di faggio ed abete tagliate, x Fabbrica imballaggi In legno e mebilificio. 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Pilati dì lana per produzione industriale, artigiana e per uso domestico. Filati di cotone per reti da pesca. Filati di cotone per lavori a maglia. Varietà di fili di lana e cotone per la industria e l’artigianato. Nastri elastici di seta e cotone Ogni specie di legacci. Filo di ricamo. innAnnnmmmuinnnmmAnnmu STABIblHEHTO PEIiMKI „Ivo IBarinkotfič“ PRItOVflß - Telefono 290 pMdoee tatti i tipi di CUOI e PELLI PER CALZATURE, PELLETTERIE « jVATERiALE TECNICO PER CALZATURE Nel decimo Anniversario della nascita della Nuova Jugoslavia, il collettivo di lavoro della CARTI RA DI VČ PRESSO LUBIANA porge i più tentiti tuguri ti propri clienti ed a tutto il popolo lavoratore. In modo particolare porge gli auguri ai lavoratori deli’Istria, di Trieste e della Benecia Slovena. V Impresa Commerciale Cittadina „EGIDA“ Capodistria, telefono N. 9 festeggiando la storica data del 29 Novembre * Giornata della Repubblica * porge alle maestranze ed alla clientela le più sentite felicitazioni. JOa COOPERATIVA AGRICOLA DI TIPO GENERALE DI BUIE nwwuwMnwu; per la fausta ricorrenza della Giornata della Repubblica, porge ai soci ed alla clientela i migliori auguri. iMw/m/uum/uwuuumfl/innA/mAAA/m/umnAfumnMfinm\ftA/ ,L COMITATO POPOLARE COMUNALE CITTADINO v n Ugo fflaifflffliiuiwiraiffli!« in occasione dei Decennale dell' AVNQJ, por^e alla popolazione i più fervidi ausuri jCc COOPERATIVA AGRICOLA DI LAVORO „I MAGGIO“ DI BUIE nella storica ricorrenza del Decenjrale dell’ AVNOJ, porge a tutte le cooperative del distretto e della Repubblica Popolare della Croazia l’augurio di nuove vittorie nell’opera intrapresa per la trasformazione socialista dell’agricoltura. CANTIERE NAVALE Boris ilgKidrič Il collettivo di lavoro nella ricorrenza del Decennale deti’AVNOJ, porge a tutti i collettivi detta RFPJ l’augurio di sempre maggiori risultati nel lavoro DI PIPANO Nella ricorrenza del D e c e n n a l e deU‘ A VNOJ, il collettivo della Azienda Commerciale «PROGRESSO» porge alla popolazione mia i più fervidi auguri. Isola * tei. 7 i—COTONIFICIO—) PAMUČNA INDUSTRIJA ♦ Telef. : KARLOVAC 455 456 ♦ ZAGREB 92-455 92-456 ♦ II colletivo di lavoro del Cotonificio Duga Resa, si felicita con i propri clienti in occasione del 29 Novembre - Giornata della Repubblica ~ augurando loro ulteriori successi nell’edificazione socialista, con r auspicio die si rafforzi sempre più I’ unità dei popolo lavoratore per la difesa della patria socialista »UCIdlldld IJ D U G A ■ R Radni kolektiv pamučne industrije Duga Resa, čestita svim poslovnim prijatljima praznik Dan Republike „29 Novembar" sa željama za daljnje uspjehe u izgradnji socijalizma i pozivom na čvršće jedinstvo radnog naroda za odbrana socijalističke domovine ♦ Telegr. : TVORNICA DOGA RESA ♦ ►K^>C^>CS<>O<>OCKj4>O0C50C50C »6g*D«»cS30<::x><:t HANCA V ISTRIA S. A. C APODI STRIA Auguriamo alla nostra dlivwlel* od alla popolarti«»* tutta un lieto 29 Novembre - Giornata dotta Repubblica Il collettivo di lavoro del mobilificio s til celebrando il 29 Novembre saluta tutti i collettivi della zona,' augurando loro sempre maggiori successi 1 udii’edificazione di un migliore avvenire. CAPODISTR1A mminniMiMfWifHHiiiiiniiimiin ALBERGO THIGLAV aAa j Gap ocfis fr i a j 1 # / ' 1 \ Evviva la Pesta della Repubblica • ( i \ MIIIUIUIIItlllllllllllllMHIfillM i i \ IL COMITATO POPOLARE COMUNALE CITTADINO ID ISOLA Il collettivo di lavoro dell’exi< si felicita con la popolazione nella ricorrenza della Qi ornala della Repubblica VÉlHHMBmttHUWmmWBHffltttflllìfUtttHtWBftaUHtittmiHttttttttmHtWWWWWB R I A UTOT RASP ORTI i uiittit uttfö iti muti utm litötuiittttö umüHätfiBttöttüiUBMi stattuu tuo fttnttuttttR ffltttt*ttHtHitaaütöä£ö) CAPODISTRIA in occasione della G io r n aia della Repu b b lioa porge,alla cittadinanza 1’ augurio di sempre nuovi successi nell’ edificazione del socialismo. > ? * ^ > LrAzlcmla Commerciale degli Invalidi wTOBAKw CAPODISTRIA. n*Ua ricorrenza dal 29 Novembre^ augura ella clientela sempre nuovi successi nel lavoro Per i vostri stampati rivolgetevi alla TIPOGRAFIA R. ‘Pecchiari LAVORO ACCURATO I I prezzi MODIC, I Festa della Repubblica | ^IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIHIIIIIIIIIllll^ CAPODISTRIA - TELEFONO N. 67 II comitato direttivo della Cooperativa Agricola di Isola E DINTORNI celebrando la festa del 29 Novembre - Giornata della Repubblica - invia ai suoi operai, agli impiegati ed ai soci tutti l'augurio di nuove vittorie nel lavoro di socializzazione della campagna ^ COOPERATIVA AGRICOLA DI TIPO GENERALE CITTANOVA Ricorrendo la fausta data de! DECENNALE dell’AVNOJ, porge a tutte le cooperative del distretto di Buie l’augurio di nuove vittorie per la socializzazione della campagna. [il collettivo di lavoro \ DELLA } FABBRICA PRODOTTI PLASTICI ♦ * ■ ■ —------------------ * ♦ i ♦ * ♦ ♦ * augura al popolo lavoratore del- I ri stri a e del Litorale Sloveno un ^ lieto 29 Novembre - Giornata delia ! Repubblica ♦ -.-..—..♦ ì ♦ * ♦ KAŠTEL SUĆURAC - SPLIT | UGO VI NIL A tutta la popolazione porge un lieto augurio per la Festa della Repubblica IL COMITATO POPOLARE DEL COMUNE DELLA CITTA’ DI CAPODISTRIA Il II II II II’ Il II II Il II II II . Il II II II 1 Il II II II Il II Il II IMPRESA COSTRUZIONI 64 99 EDILIT ISOLA nella ricorrenza del 10.mo Anniversario della fondazione dell’ AVNOJ, si felicita con tutti i collettivi di lavoro. La vita diamo - Trieste noi ~ f7f coffe//i vo dì favoro deffa FABBRICA AUTOMOBILI MARIBOR si felicita con il popolo lavoratore in occasione della Giornata della Repubblica augurandogli grandi successi nella lotta perii socialismo FABBRICA BIANCHERIA TOVARNA TRIKOTAŽNEGA PERILA mammemmmasssm Celebrando il 29 Novembre « Giornata della Repubblica £ : : con la nostra affezionata clientela. LUBIANA ci felicitiamo L’Azienda O R O CAPODISTRIA nella ricorrenza della Festa della Repubblica augura all’ affezionata clientela ed ai collettivi di lavoro nuovi successi dell’ ed i fi cazi o n e del socialismo. L’ Impresa Edile „NAPREDAK” di UMAGO nella ricorrenza del Decennale deli’ A VNOJ, saluta tutti i collettivi di lavoro della RPFJ, porgendo ne! contempo i più fervidi auguri di sempre maggiori successi nell’ edificazione della società socialista. Un felice 2 9 Novembre » Giornata della Repubblica = augura ai propri clienti il i CANAPIFICIO KUPtLJNA INUMIDA KARLOVAC - SELCE 97 4 TELEFONO 561 - TELEGRAMMI : «KUDEUNA» 4 PRODUCE : § 1 ogni tipo di filati di canapa e juta, di corde, legacci per le viti ed i covoni, pagliericci, socchi, imballaggi per tabacco, involti, come pure cinghioni per mulini, tubi antincendio, tessuti per decorazioni, tessuti per canapini e tappeti. i nAAnAMAAAfut/uwAA/uuinnnAAAnAAnAfUuuw/in/mAA/umAAn/um/imaftnAA/inAnMAAAMAAnnn/uuuiruuuuimuuuifuifuuumnAAnn/imui FABBRICA MACCHINE DA SCRIVERE LUBIANA TRUBARJEVA 72 *T 0 P 3 Auguriamo ai nostri clienti un felice 29 Novembre. uuwnminwwrmnnn/wnnnmnfuwwwMAnnAnfl/vin^ STABILIMENTO INDUSTRIALE S A LV E T T I R I R A N O In occasione della Festa della Repubblica ci felicitiamo con tutti i collettivi di lavoro della nostra zona.