N. -18. Capodistria 16 settembre, 1870. r ■---------------- ., SUPPLIMENTO -■■.'! , .. Ili ; •. ■ .1 . ALLA „ PROVINCIA" PER GLI ITTI DELLA SOCIETÀ AGRAR\ 1 FSTRMLL ■ • : 1 i ■ • ; i ni iiii;i9v „ ^_______ ATTI SOCIALI. Caseificio. # v ' ' " ' ' , '. t ■ Il J Il ministero d'Agricoltura accordò alla Società nostra in seguito a speciale domanda della presidenza l'importo di f. 200 per l'invio di due alunni a qualche stabilimento o a qualche scuola agraria d'Italia o di Germania per istudiarvi il caseificio e la produzione del latte. Le ulteriori deliberazioni della presidenza verranno fatte a suo tempo conoscere. li V.ibl'"! J-fì < -Ì'l » J :■•■') W <'ì • »>«:•!!I!l! ni ISTRUZIONE sul modo di costruire i letamai e di governare il letame. Lo scopo e l'indole della industria agraria èia vegetazione artificiale, poiché essa mira ad ottenere dalla terra il maggiore ed il miglior prodotto possi-sibile, mentre la vegetazione spontanea,, comunque sempre utilissima pei grandi fini della natura, non sempre, anzi quasi mai, è quella che l'uomo trova conveniente pei suoi bisogni, e ciò sempre meno, in proporzione dei progressi di una civile convivenza. Ma per mandar ad effetto una tale produzione artificiale ed aumentata è necessità di aumentare artificialmente la forza produttiva della terra e di qui la utilità dei concimi, di quelle materie cioè che l'uomo adopera per fertilizzare il suolo in modo da ottenerne così quel massimo di raccolte che può somministrare; senza questo mezzo una coltivazione artificiale ed una produzione continua e forzata, quale è quella delle piante agrarie, non sarebbe cosa possibile. Il maximum del prodotto del suolo sta in rapporto intrinseco cogli alimenti nutritivi che gii vengono incorporati per alimentare le piante. Non si ha dunque una produzione aumentata e durevole, ed in ciò consiste la natura e lo scopo delle piantagioni agrarie, senza concime, ed è impossibile aver dalla terra una rendita molteplice ed economica nello stesso tempo senza molto concime. II concime forma dunque la ìbase dell'agricoltura. La maggiore produzione di esso al minor prezzo possibile, e dippiù la sua preparazione ed il suo li ci»' ••hf» Hi l'I " «..'• - ( .,> <;<■ e. li ci „ impiego razionale deve essere perciò il problema principale di' ogni agricoltura. Dove invece non si è ancora conosciutala necessità del c incìme, e che anzi si trascura e si deprezza, là l'agricoltura trovasi nello stato ili poco sviluppo. Di tutti i concimi il più usato ed il più importante in agricoltura è il letame di slalla, o stallatico o concio ; esso per queste ragioni viene considerato dagli agronomi come concime tipo per eccellenza, e tutto ciò che venne detto <11 concime in generale vale in modo tutto speciale per il letame da stalla. Produrre molto c buon letame r ecco uno dei compiti più essenziali per un agricoltore intelligente. La quantità e qualità di letame di stalla dipende dal numero e dalla specie degli (animali da cu; derivano gli escrementi, dippiù vi ha una grande influenza ne'la qualità e quantità del foraggio che si somministra agli animali: bestiame ben nutrito da più e miglior letame che bestiame mal nutrito. La qualità e quantità del letame dipende anche dalla qualita e quantità dello strame secondo che questo contiene più o meno principili delle piante e sia più o meno adatto a raccogliere gli escrementi del bestiame per unirsi ad essi; infine dipende la qualità del letame specialmente dal modo dì governarlo. Conservare nel letame tutti i suoi componenti e prevenirne ogni dispersione: ecco il problema principale di un razionale governo del letame. Però la cura di un buon governo del letame viene immensamente trascurata dalla massima parte dei coltivatori. " Sventuratamente novantanove volte sopra cen-„ to, come dice il rinomato agronomo Gaetano Can-„ toni, vi ha un disperdimento più o meno grande „ di materiali. Il pavimento mal fatto d'una stalla „ comincia coli' assorbire molta parte liquida, conver-„ tendosi in una pozzanghera dove il bestiame at-fonda con i piedi. Dalla stalla si estrae parte di „ quella fanghiglia mista a lettiera ed escrementi, ., per farne un mucchio disordinato nei cortili, quasi ,, che ogni cura consistesse a sbarazzare la stalla. „ Nei cortili i polli frugano e sparpagliano quel le-„ tame per andare in cerca di qualche seme o di „ qualche verme; il sole dissecca lo sparso, e le » P'°ggie dilavano ogni cosa, formando numerose pozzanghere di un liquido nerastro e fetente. L'e-„ vaporazione mesce questi effluvj all'aria, quando „ non defluiscono in parte nei pozzi fra i mal con-nessi mattoni. Fortunato l'abitatore di quei casci-„ nali quando il cortile non è un ampia fossa, come „ di solito, e che le pioggie trasportino altrove, sper- „ dendo lungo i fossi e le slrade il liquido che c-„ sce dallo ammasso del letame. Quando il cortile è „ ingombro si trasporta l'ammasso in qualche an-„ golo d'un campo, dove resta ancora esposto al „ sole ed alle pioggie. Là comincia a fumare e fer-,. meritare ; allora lo si rivolla perchè la fermenta-„ zione troppo forte non lo abbruci. Dopo un certo „ tempo torna a fumare e fermentare, e si torna a „ rivoltare, e così di seguito finché il mucchio e ri-„ dotto ad Vi o ad Vs del primitivo volume, e con-„ vertito in una sostanza nerastra untuosa, e priva „ d'odore. Infatti quel letame ha perduto quasi tut-„ lo il proprio azoto sotto torma di carbonato di „ ammoniaca, che si svolge durante una fermenta-„ zione, e che meglio dircbbesi combustione. „ a Per ben intendere le perdite che subisce un „ ammasso di letame esposto liberamente all'aria è „ necessario riflettere che esso col tempo non perde „ nello stato liquido soltanto quella parte che sareb-„ be rappresentata dalle urine, ma eziandio quasi „ tutte le sostanze solubili contenute negli escrementi „ solidi recenti e quelle che dallo stato insolubile „ passano al solubile durante il processo di fermen-„ tazione. „ Per evitare lutti questi inconvenienti ed ottenere un concime economico e normale bisogna porre in pratica principalmente due cose: ì.° costruire la stalla in modo che le urine non imbevano il pavimento nè stemprino le parti solide; ma defluiscano immediatamente in un canaletto che le conduca e le raccolga in una vasea posta al di fuori, il suolo deila stalla deve quindi essere lastricato e non perfettamente orizzontale, ma inclinato, sicché alla parte di dietro degli animali sia più basso che alla parte davanti. 2.° costruire ed aver cura di un buon letamaio. Condizioni di un buon letamaio sono: esso deve tro-\arsi a poca d stanza dalla porta della stalla : deve formare una fossa della larghezza e lunghezza giusto la quantità del letame elle vi si vuole radunare, e di una profondità proporzionata, deve essere circondato da un muricello sul quale sien poste delle tavole che formino un coperchio che ripari la fossa «lai sole e dalla pioggia ed impedisca che vadano sul letamaio i polli ed altri animali. Devesi aver cura inoltre che non penetrino nella fossa venti disseccanti ed acque estranee, di sorta che potrebbero lavare e portar via una parte del letame. Il fondo della fossa deve essere lastricato ed oltracciò non essere orizzontala, ma inclinato in modo, che dalla parte più vicina alla stalla sia profondo un piede di più che alla parte più lontana, in un iingolo dalia parte più ba*sa del letamaio si scava un pozzo noti molto profondo, atto a radunare la j arte liquida che se da dal letamaio e le urine che scolano per un condotto dalia stalla. Dalla parte più fccolatia del letamaio potrà tarsi anche una piantagione. Sul pavimento delta fossa si stende un letto di fascine, avvertendo di tenere tal letto alquanto distante dal muricciuolo che circonda la fossa. Si porterà ogni dì il letame nella fossa, ponendo cura dt stènderlo a strati, e tenendolo distante dal muro un mezzo piede, onde l'aria possa penetrare da o-yi.i lato e favorire la putrefazione. Coli'urina che hi raduua nel pozzo s'inaffierà la massa del letame acciocché fermenti, e quella che avanza servirà ai ingrassare l'orto. Infine le diverse specie di escrementi debbono essere bene mescolate ed aversi cura che il lelame non stia nè troppo secco nè nuoti nell'acqua. Condizionato in questo modo il letame può lasciarsi nel letamaio da sci mesi ad un anno e quindi spargersi nei campi in uno stato normale di decomposizione. Carlo D.r Ohlsev ancora dei nemici della vigna. La società agraria di Rovereto, con zelo lodevo-lissimo, ha spedito ai municipi del circondario una circolare, che deve abbastanza turbare la quiete dei viti-cultori. Ella niente altro annunzia che la comparsa precoce e in grande quantità della liijnuola delle u-ve; di quell'insetto cioè, che gli entomologi hanbo battezzato col nome di Pyralis vilana o Pijralis vi-ris. Se da questo insetto sieno a temersi danni gravi possono informare 1' Ungheria, la Francia, il Baden ed anche il distretto di Bolzano, Trento e Rovereto in Italia. Guai dov' egli si stabilisce. Feconda soprammodo la femmina, se qualche suo nemico non disturba lo schiudimento delle uova, può ritenersi che in un anno solo si estenda tanto da render vane le cure e le spese dei viticultori e deluse le speranze dei seguaci di Bacco. Gli ultimi nati in autunno, perchè non trovano u-va da guastare, come a vendetta, si chiudono in un involucro serico e convertiti in crisalide passano l'inverno nelle fessure dei pali di sostegno, in quelle della scorza del tronco o pure fra i vimini che servono a tener stretto al sostegno la vite. È egli possibile riparare ai danni di questa tignuola? La società agraria di Rovereto non si è contentata di anunciare la comparsa sua, ina ha voluto dare ai coltivatori qualche suggerimento, che può salvare parte del bel prodotto che dà la rozza vite. A scolli nsi i suoi avvisi. 1. Levare all' epoca della potatura tutti i vimini vecchi e possibilmente le corteccie delle viti, sotto le quali si nascondono le crisalidi, e bruciarle. 2. Schiacciare per quel tanto che si può le reticelle che racchiudono il verme nei singoli grappoli, senza aver riguardo a quei pochi granelli che vanni» perduti, giacehè essendo quelli dai vermi già intaccati non giungono a maturazione, e questa piccola perdita salva il resto. È cosa difficile, noiosa, se si vuole, ma non impossibile. Questo rimedio applicato ora specialmente nelle viti coltivate a ceppo basso, salverà la vendemmia e garantirà la qualità del vino, mentre più tardi sarà inutile e dannoso. 3. Durante le epoche in cui nascono le farfalle, cioè agli ultimi di aprile e primi di maggio, e dipoi alla metà di giugno, si accendono dei fuochi sulle rèdole delle campagne, e dei vigneti verso le ore 10 della sera;quindi si percorrano o scuotano i filari delle viti, e si vedranno ben tosto farfalle di differente specie e famiglie attirate dal chiaror della fiamma intorno a questa alcun tempo giocare per trovarvi in essa la morte. Colle farfalle della Piralc si distruggeranno e-ziandio quelli di molti altri insetti nocivi alle campagne ed alle foreste. 4. Finalmente si raccomanda di legare leviti ai pali con fdo di ferro essendo constatato che i vermi non hanno campo a nascondervisi. Come non bastasse quftta cattiva notizia per i viticultori, e quasi ci divertissimo a dar loro tormenti, dobbiamo annunziare, che i signori Planchon e Licthenstein portano avviso di danni nuovi per parte di un coleottero, del gruppo dei curculionidi, da Linneo chiamato Carculio cinereus, da Germer l'c-ritelns griseus e da Greoffroy Curancon gris, striè et suns ailes (Punteruolo grigio, striato e senz' ali). Per adesso chi ha avute le grazie di questo insetto è il solo Banquet - Bourelg nel quartiere dei-In Pompignane presso Sauret. Quando la vigna incomincia a germogliare, il Punteruolo va sulla gemma e se ne pasce, poscia alle tenere foglie toglie modo di crescere. Fortuna che questo nemico vola! Circoscritto ed isolato ove prima si manifesti, i danni suoi possono ridursi a poca cosa : ma conviene non dimenticare che le precauzioni sono buone quando son prese in tempo; che giova infatti chiuder la stalla quando son fuggiti i buoi? Di compilare la storia di questo nemico della vite si sono incaricati i due scienziati francesi, Planchon e Lichtenstein. Ciò che per essi verrà notificato sulla ponditura e schiudimene delle uova delle larve e su ogni altra parte dei costumi del punteruolo noi riferiremo ai lettori di questo giornale. (tiior. Agr. Regno d'II. n. 9. 1870J guardie campestri. Da alcun tempo l'istituzione delle Guardie campestri va prendendo vigore, e quindi ne dobbiamo i nostri encomii a quei comuni che primi iniziarono codesta utilissima istituzione. Sotto il regime vecchio sarebbe stata questa impossibile, imperocché non vigeva alcuna disposizione di legge che desse facoltà ai comuni a stipendiare gente armata al proprio servizio, neppure al solo fine di tutelare la privata proprietà. Ora vengono le guardie rurali dal Ministero stesso riconosciute ed assoggettate ad un regolamento, per cui sono equiparate agli agenti delia pubblica forza in quanto concerne agli agricoli interessi dei comuni ai cui servizio sono arruolate. Ma essendo in azione codeste guardie presso varii comuni saltuariamente, rendesi urgente la loro attivazione in tutti, imperocché quelli che rimangono indifesi divengono più che mai bersagliati dai ladri campestri, i quali, a ragione, prediligono i luoghi ove la loro azione è più libera. La nuova spesa cui perciò deve assoggettarsi 1' erario comunale non deve essere d' ostacolo a ciò; poiché questo denaro sarà a più doppi ricompensato dai danni, che, mercè le guardie campestri, saranno impediti. E 1' utile non verrà ristretto soltanto a ciò che i frutti usuali del suolo rimarranno difesi, ma perché al vantaggio ancor maggiore che vi verrà dal- I' estensione che si potrà dare ad altre coltivazioni che mancanti fin qui di protezione, fu impossibile di praticare. Fra i più forti e reali ostacoli nella coltivazione dei frutti fuori dei luoghi chiusi fu il pericolo che i prodotti tornassero solo ad uso e consumo dei ladri grandi e piccoli; ed ora che le strade di ferro sono un potentissimo ausiliario dell' a-gricoltura, per poter spacciare lontano i nostri prodotti ove non possono averli cosi precocemente, le trutta ci fornirebbero un nuovo campo e dei bei guadagni, tanto più preziosi, inquautochè introdurem-mo denaro dall' estero, denaro più vantaggioso di quello che circola in paese, il quale non fa che mutare di domicilio. Fu predicato abbastanza che il mezzo di difendersi dai furti di cose ghiotte è quello di diffonderne ed ampliarne la produzione; però ben pochi ebbero il coraggio di affrontare i pericoli e gli sconforti inerenti a chi primo comincia. Ma allorché si sarà certi d' una valida protezione non si temeranno tanto quei danni e si andrà avanti. La scarsezza ognor crescente del legname^ e quindi il costo esagerato di esso, ha fatto decidere varii a trascurare le piantagioni della vigna, temendo che le spese di sostegno sieno al più pagate appena dal vino. Ma io ritengo che ogni colono, ogni proprietario potrebbe approfittare di qualche fosso di qualche cantuccio del podere, di qualche ciglio di prato per piantare acacie ed ontani che fornissero le piante bastevoli per il sostegno delle sue viti; ma ora ben a ragione tutti temono di piantare, per uso degli altri. Lo scrivente stesso, anni fa, u-sufruiva di un fosso stradale ove collocò pianticine d'acacia che vegetavano assai bene; ma i ladri nell'inverno ed i pascolanti nell'estate gliele ebbero talmente guaste, da indurlo all' estirpazione, onde non avere sempre s )tt' occhio le traceie d'un d. -loroso vandalismo. Se i coltivatori potessero avere il legname da sostenere nei loro poderi, credo che la vite a vigna bassa e separata andrebbe estendendosi; poiché la convinzione che questo sia l'avvenire della vite, non darà nè frutto più perfetto, né in copia rimuneratrice, se non separata dai foraggi e dai cereali, i quali pure, liberi una volta dal sistema primitivo dei filari, compenseranno ben più. Il bestiame ovino essendo d' una rendita senza confronti vantaggiosa, molti contadini tengono neil' inverno qualche branco di questi animali per venderli nel maggio. Ma abusi continui avvengono; imperciocché si conducono al pascolo sui campi altrui, non bastando i proprii, cagionando danni non indifferenti col calpestare i terreni bagnati col pascolare molte volte le mediche sul primo spuntare, e lai fiata col venefico morso alle gemme nascenti delle piante basse. È assai difficile che ogni possessore possa custodire i suoi campi ; quindi ci vuole la sorveglianza di persone esclusivamente a ciò incaricate. In alcune località si potrebbe, se non fosse il pericolo dei ladri campestri, anche attivare in grande la coltura degli ortaggi; e nessuno sarà per disconoscere 1' utilità di tali coltivazioni, sia dal lato del maggior profitto del terreno cosi occupato, sia per I' aumento di fertilità di esso, L' audacia dei ladri campestri è andata tant' oltre, che quest'anno ho veduto co' miei occhi recise alla radice molte grosse piante ancor vegete. Il legname che vien posto a sostegno delle giovani piante a fdari non va esente dalle depredazioni non solo appena compita la potatura primaverile, ma anche allorquando le viti hanno cacciati i germogli ad una considerevole lunghezza. L'illustre prof. Cantoni, nel suo Almanacco a-grario dell' anno scorso, che, come tutti i suoi scritti, è un tesoro di scienza e pratica agricola, ha posto il furto campestre fra le sette piaghe dell' a-gricoltura. Coli' attivazione di guardie campestri approvate, ho il (ermo convincimento appoggiato dai fatti, che questa piaga, se non tolta, bensì verrebbe ridotta e (crupni esigui. In alcuni comuni vi sono attivate le guardie, così dette private, vale a dire di gente stipendiata dai privati, ma non riconosciute dall'autorità, quindi destituite di quell'elemento di potere e di rispetto, per cui il loro buon ufficio viene molto menomato. Le guardie private non sono vincolate dal giuramento, nè da un regolamento in forza di che siano costrette ad una rigorosa osservanza di quanto vien loro ingiunto; e supposto pure in esse il massimo zelo ed onestà nel disimpegno delle loro attribuzioni. 1' opera loro sarà sempre incompleta, dacché la legge non la favorisce d'un valido appoggio. Ho veduto in un comune vicino i buoni effetti delle multe contro ai contravventori prontamente inflitte e severamente esatte, e ciò non è possiede clic mediante le guardie approvate, perchè queste sole si faranno rispettare, avendo il sindaco if diritto dj chiamare in loro sussidio i reali carabinieri, e mercè 1' immediata arresto, vincere 1' oltracotanza di alcuni ladri. Fra gli obblighi delle guardie campestri si può p rrq anche la difesa dei nidi degli uccelli, tanto utili all' agricoltura e tanfo barbarameote devastati dai monelli: e vorrei che la loro sorveglianza Disse estesa sui cacciatori, i quali ora non essendo (piasi mai guardati uè da carabinieri nè da dogali eri, in onta alle leggi scorazzano in gran numero pelle nostre campagne ;n tutti i mesy ginslando i seminati e recando danno alla selvaggina. Bilanciate adunque le spese e gli utili, le guardie regolari campestri sono di una incontestabile utilità, ed i comuni ad onta delle loro strettezze e-> conomiche non dovrebbero tardare ad attivarle; imperciocché il denaro bene speso è un capitale posto a frutto, e chi non sa spendere a proposito, deve rinunziare a molte rendite. M. P. CANC'IANINX .:i\f>'j*nu 9m«n*»a site oe-iom i ! ! : : > ANNUNCI BIBLIOGRAFICI. ■----! 11 ministero d'Agricoltura pose a disposizione della biblioteca sociale alcune copie della traduzione italiana dell' interessante opera del consigliere mini- steriale Carlo Peyrer dal titolo: L'arrotondamento dei beni rustici e la costruzione di strade consorlali campestri. Tostochè ne sia comunicato il protocollo delle conferenze, che ebbero luogo in questo argomento, presso l'i. r. Luogotenedfca di Trieste, ed alle quali intervenne anche un rappresentante della nostra società, passeremo alla pubblicazione del progetto di legge e di alcuni sludi intorno allo stesso. Enciclopedia agricola popolare di Giulio Cappi. Sono usciti di questa enciclopedia, raccomandata e posta tra i buoni libri anche dall' « Italia Agricola » i fascicoli 8, 9, 10. Il fascicolo 8 contiene un trattateli di Apicultura del prof. Cappi: i fascicoli 9 e 10 il noto trattato Sulla educazione del Coniglio del canonico Antonio Monzini. AVVISO Già da sette anni si pubblica presso l'Istituto Stampa in Milano II Monitore degli Impiegati, giornale politico-amministrativo ed è assai diffuso in tutte le Provincie d' Italia. La sua specialità ili annunciare gli impieghi vacanti lo rendo- ricercato a tutti coloro, i quali aspirano ad impieghi pubblici o privati od offre agli TJfficj Comunali un mezzo di straordinaria pubblicità pei Concorsi, di modo che, anche senza i soliti affissi, i concorrenti sono sempre numerosi e le-commissioni incaricate della nomina possono fra i molti aspiranti fare una conveniente scelta. Il prezzo ridotto pei Corpi Morali è di soli centesimi quindici per ogni linea, che costa per a-dequato di 36 lettere. Si pregano i Signori committenti a volere inviare una copia dell' avviso accompagnandolo con vaglia postale pel relativo importo, tenendo calcolo del numero delle volte che deve essere inserito. L' Amministrazione manderà I numeri giustificativi delle avvenute inserzioni. arti o. a (uiiéiiob ' ci Jan «m> • -'u « n TIP. DI GIUSEPPE TONDELLI. NICOLO' de MADONIZZA Redature.