Giovedi 9 febbr. 1950 m m. lo. 108 la nostra lotta ORGANO PEIL'U. Al. S. DEL CIRCONDARIO IST RI ANO - TERRITORIO TRIESTE esppoggiate e sosfenete i lavorafori triestini in Bolta^per iS benessere DIREZIONE — REDAZIONE — AMMINISTR AZIONE Riva Castelleone 2 — CAPODISTRIA, teleí. 170 ABBONAMENTI: Zona B e Jugoslavia anno: Din. 180, semestre Din. 90, trimestre Din. 50. — Zona A: anno L. 1400, semestre L. 740, trimestre L. 380. Spedizione in abbonamento postale DINARI 3. - LIRE 15. Conto con. sella Banca Istriana TRA L'INCUDINE ED IL MARTELLO Per quanto tímidamente, é peró un fatto che in mezzo agli operai triestini in isciopero, si fa strada l’idea della necessita di daré a tut-to il movimento un orientamento ben piü deciso, di usare una tatti-ca piü conseguentemente classista, di us'are, insomma, i metodi che possano costringere in un periodo di tempo piü breve, le organizzazio-ni padronali e tutta la coalizione antioperaia a cedere di fronte alie esigenze di vita dei lavoratori. Abbiamo detto timidamente. Ció é comprensibile poiché gli operai devono ancora abituarsi all’idea che dirigenti dei Sindacati Unici (e qui non é neanche il caso di parlare della Camera di Lavoro) pre-valentemente opportunisti -- che nello sciopero non perseguono sco-pi che interessino la stragrande maggioranza dei lavoratori, ma sol-tanto quelli di cricca — non si tro-vino alia testa del movimento, ma fcens'i alia coda di esso. Quando alia riunione sindacale di via Conti, Muslin ha accennato vagamente alia possibilita della proclamazione di uno sciopero in senso generale (che cosa significa questa frase ambigua? non é forse questa una formula di compromesso ira le esigenze dei lavoratori ed i manovratori della CdL che rifuggono da una lotta decisa come il diavolo dall’ac-qua s'anta?) nelia sala si sono lévate molte voci che tale azione hanno reclamato ¡inmediatamente. Nelia giornata di ieri poi, davan-ti all’Ufficio del Lavoro si é rac-colto un forte gruppo di operai che quindi hanno percorso piü o meno compattamente alcune vie cittadine. E’ questo un tímido segno della vo-lontá combattiva che anima i lavoratori e che purtroppo non riesce a trovare adeguate forme concrete di espressione, perché troppo grave é la cappa di piombo del sindaca-lismo cominformista che pesa ancora sui lavoratori. I lavoratori di Trieste non sono cambiati nel loro animo e nei loro proposíti, malgrado gli avvenimenti dell’ultimo biennio. Non sono cambiati perché non s'ono mutate le loro condizioni di esistenza, condi-zioni che nel passato hanno sugge-rito ad essi forme adeguate di lotta per cui essi sono in genere usci-ti sempre vittoriosi dalle battaglie che hanno sostenuto contro i loro nemici di class'e. Da quanto precede si puó argüiré fácilmente che i dirigenti dei SU si trovano oggi in una difficile posi-zione, pressati come sono, da una parte dalla massa operaia e dall'al-tra dal proprio opportunismo e dai legami che gli incatenano ai diri-genii del sindacalismo giallo. Tut-ti costoro poi insieme subiscono da una parte la pressione delle masse lavoratrici e dall’altra sono premu-ti da coloro che uno sciopero blando hanno. salutato con una tal qua-le compiacenza, ma che oggi pa- CRU MIRO Domenica soorsa è state eletto o rnembro del comitato centrale dei S. U. Giuseppe Bubnich. E’ stoto appurato che questi fa oggi il cru-miro lavorando alia costruzione della chiesa di Via Rossetti. Come si sa gli edili sono in sciopero. ___ dustria. I lavoratori sapranno almeno che combattono per qualche cosa di positivo e che i frutti della lotta non mancheranno, essi godo-no e godranno dell’appoggio di tut-ta la popolazione democrática di Trieste. Anche l’aiuto e l’appoggio offerto dai lavoratori del circonda-rio dell’Xstria che giá é imponente, diventerá ancora maggiore. Tutto-ció potra essere naturalmente con-seguito solo nel cas'o che i lavoratori triestini riescano ad avere, anche con l’aiuto di queste lotte sin-dacali, una direzione dei SU che sia capace veramente di guidarli e che rifugga da ogni marcio compromesso con la classe dirigente e coi servitori di questa, i sindacali-sti gialli. Soltanto una direzione che abbia a cuore gli interes'si reali della classe lavoratrice e che non per-segua mediante azioni sindacali al-tri fini, potra guidare i lavoratori alia vittoria. AIUTATE GLI SCIOPERANTI 30.000 lavoratori dell’industria so-no scesi in isciopero. Non ne pote-vano piü. Hanno paghe di vera miseria. I capitalistí, gli industrian non vogliono concederé nessun aumento. Tengono duro e lo sciopero continua perció da molti giorni. Bisogna sostenere i lavoratori. La volontá dt lottare e finiría con queste paghe di lame dei lavoratori non ha trovato pero dirigenti degni di condurre una giusta e vittoriosa lotta. Sono preoccupatí degli ínteres-si dei loro padroni e non di queili dei lavoratori. A chi osserva che lo sciopero é dí-reíto da uomini della Camera del Lavoro e dei Sindacali Unici non per aumentare le paghe ai lavoratori ma per una speculazíone nazio-nalista ed irredentista, rispondíamo che questo é vero ma che i lavoratori devono costringere i propri dirigenti a fare la volontá dei lavoratori stessi. Aíutare i lavoratori in lotta non significa essere d’accordo con il Co- mitato delio sciopero e con la sua speculazíone, ma significa incorag-giare i lavoratori e romperé la re-sistenza dei padroni. Sottoscrivete pro scioperanti del-l’índustria triestina e reclámate che lo sciopero sia súbito allargato e rinforzato affinché possa concluder-si con successo. Date denaro, e anche víveri, ai lavoratori di Trieste in lotta per finiría con paghe di fame. Denuncíate la speculazíone política della direzione dello sciopero. Aiutate i lavoratori in isciopero a dare una giusta linea alia propria lotta: quella della richiesta di un aumento delle paghe. Lo sciopero si svolga nell’inte-resse di tutti i lavoratori deil’indu-stria e non per il profitto di una cricca política. IL COMITATO DI SOSTEGNO agli scioperanti dell’industria I LAVORI AL PRESIDIUM DELLASSEMBLEA POFOLARE Prosegue la democratizzazione dell'economía jugoslava J6B2SUÎi&ZÂB3aiZZ Lotta contro la burocrazia - Maggiori responsabilitá agli organi periferici DOPO N0VE GI0RNI DI SCI0PER0 I LAVORATORI PREMONO ED I DIRIGENTI ATTENDONO Nove giorni di sciopero che coin-volge 30 mila lavoratori... ed ap-pena adesso — dopo nove giorni — si sta trattando ,per concreti/.zare l’estensione dell’agitazione- Ma come, prima di intirapprende-re lo sciopero. prima di fare il passo decisivo, nessuno si é curato di porsi la lógica eventualitá che l’agitazione avrebibe potuto prolun-garsi a tempo indetermniato? nes- suno ha pensato che era necessanio di studiare un piano d’azione, di prepararlo a dovere in modo da' procederé spediti, dirititi sulFobiet-tivo, valendosi delle nisor.se giá preventivamente disposte? Pare di no. Dopo nove giorni, agli scioperanti che reclaman© giustamente uno inasprimento che avvicini la soluzione, il Comitato dello Scio- ATTORI DI UN PSEUDO CONGRESSO TIPIČT prodotti della morale cominformista ventano il risorgere del vecchio spirito rivoluzionario della classe operaia triestina. Giustamente è stato rilevato che i dirigenti dei due organismi sindacali fanno la parte di naufraghi che disperata-mente si avvinghiano l’uno all’altro e che il conto degli avvenimenti piü forti di loro trasporta alia deriva. Nelia difesa delle loro precarie po-sizioni gli opportunisti che oggi si trovano alia direzione dello sciopero ricorrono ai trucchi piü grossola-ni nelia speranza di poter, ancora abbindolare qualcuno. Cosí la CdL si è vista assegnare il compito di presentare la pos'izione che ha as-sunto il movimento conseguentemente democrático triestino come analoga a quella propugnata dai portavoce degli interessi dei grup-pi industriali, «11 Messaggero Véneto» ed «Il Lunedi». E’ chiaro che una manovra cosi grossolana non puó convincere nessuno, all’infuo-ri di coloro che hanno il piacere di essere convinti. In tutta questa questione si assiste inoltre ad un’altra indegna manovra. Coloro che esprimono concretamente lo stato d’animo dei lavoratori triestini, che esigono l’a-dozione di un método di lotta e-nergico, alieno da compromessi nel-l’interesse dei datori di lavoro e della reazione, vengono definiti provocatori. Se per provocazione s’intende una azione che dovesse provocare la reazione degli industriali — finora, in fondo, in fondo compiaciuti dell 'andamento delle cose — ben venga una tale azione. Ess'a fará piazza pulita di questa greve atmosfera che avvolge il presente sciopero degli addetti all’in- Come in tutti gli spettaicoli or-ganizzati sulla linea del Cominform, anche nelia regia dello pseudo to¡n-gresso dei S. U. di Trieste le parti erano studiatamen'te assegnaite e gli attori ben guidati. Tra di essi non poteva mancare lógicamente Leo-po'do Gaparini ,e con il rudo che a luí si addice, il suo ciasisico ruolo. L. Gasparini é uno specialista nelle funzioni di por tapar ota abile qualificato nediFesercizio che é pe-culiare ai gesuiti. Per questo l’han-no fatto delegare da una ventina di inscritti della praticamente inesi-stenite Federazftone S. U. per la sbampa, convocaiti alia chetichella. E’ naturale che Gasparini al co-sidetto congresso non poteva e do-veva parlare della gravissima situazione económica dei lavoratori di Trieste e della crisi della loro organizzazione di classe. II suo compito era diverso .come diverso era lo scopo di tutta la inscena-tura. Infatti dalla relazione comparsa suU’«Unitá» risulta che «il compagno Gasparini a nome dei giornalisti (quaii?) rende noto che un certo numero di organizzati della categoría della stainpa sono stati espuisi in quanto postisi al servi-zio dei trotzkisti, e stiigmatizza l’o-dloso tradimento della spia fascista Bortolo Petronio, e rievoca infine le angherie e i maltrattamenti ai cornpagni monfalconesi .internati in Bosnia per cui chiede l’espul-sione dei sedicenti sindacati ju.go-slavi dalla Federazione Sindacale Mondiale». Casi L. Gasparini é rimasto in linea con i¡l «Lavoratore» da luí di-retto nelia funzione di falsificare i fatti, denigrare ed offendere. Gasparini é un típico saggio di pro-dotfco cominformista; é l’uomo nato per essere plasmato alia tattica cominformista. Difatti non ha rnai avuto una propria opiinione, o se l’ha avuta non Tha sostenuta e difesa; mai una propria volontá; egli é l’individuo succube, amorfo, ob-biettivamente servo. Invero con il «Lavoraotre» ha sempre servito piuttosto che lot'tato per una causa, per una linea política; ha trattáto i problemi sempre sulla base del servilismo e mai della convinzione esternata e difesa e la sua stessa lotta antifascista é caratterizzata, nelle situazioni aspre e di quelle di presa di posizione, negü interroga-tari di polizia, come nelle risposte alte interrogazioni del tribunale dai non so, dai non c’entro, non c’ero avevo solo funzioni culturali; nel Fartito la sua linea e il suo com-portamento sono quelli dei «cosi hanno stabilito», hanno detto che «va cosi», «che sia fatto in questo modo», «non so piu di tanto» ecc. E’ Gasparini l’uomo deU’obbedien-za cieca, il típico gesuita, perché sa insinuare, caiunniare, lanciare il sasso per nascondere poi il brac-cio. Alio pseudo congresso sindacale pertanto non poteva avere che questo rúalo, il suo ruolo; e lo ha svalto automáticamente e questa (Continua in IV. pagina) pero risponde loro che bisogna andar piano, che bisogna attendere lo sviluppo della situazione, che bisogna prima vedere se e quaii no-vitá sarebbero venute il giorno ap-pre.sso. Cosi ha fatto cbiaramente comprendere Muslin agli interpel-lanti esasperati, durante il plenum dp martedi sera tenutosi in Via Conti. Mentre i dirigenti sindacali par-lano in questt termini, da parte dei lavoratori non impegnati nelia lotta, si fa pressione sui dirigenti stessi per essere chiamati ad una partecipazione diretta a fianco dei cornpagni metallurgici, per affretta-re la fine vittóricisa della vertenza. Malgrado ció i dipendenti dell’industria sono lasciati a battersi qua-si da soli, con l’unico e generoso appoggio degli autofilotramvieri, ipur epsendo ^statq Jnan'ifesto sin dall’inizio — ed anche prima — che uno sciopero in questa maniera avrebbe potuto durare indefinitamente per quanto riguarda gli in-dustrialL E’ vero che ora é stato concesso ai portuali di partecipare alia lotta mediante il rifiuto di svolgere la-(Continua in IV. pagina) BELGRADO — Prendendo la parola ad una riunione odierna del Presidium dell’Assemblea popolare jugoslava, Boris Kidric, presidente del Consiglio económico ha sotto-lineato che verrá intrapresa una piü larga riorganizzazione della direzione dello Stato in particolare nel campo económico. Kidric ha osservato che la riorganizzazione proposta all’assemblea é risultata dalle necessita di riorganizzare l’attivitá económica jugoslava nel senso di una decentralizzazione e-conomica, neces'sitá manifestatasi in seguito all’attivazione di numeróse nuove industrie ed in seguito alio sviluppo generale dell’economia del paese. Kidric ha sottolineato poi che questa riorganizzazione é dovuta sopratutto a due fattori: 1) La decentralizzazione dei com-piti operativi, giá trasmessi dal go-verno federale alie singóle repub-bliche, si é resa necessaria per consolidare l’aspetto económico del paese e migliorare la complessa piani-ficazione e le varié sezioni del piano. (A questo proposito Boris Kidric ha rilevato che alcuni settori dell’economia sono giá passati in-teramente alia competenza operativa repubblicana, e precisamente l’industria tes'sile, della gomma, lá produzione di carbone e dell’energia elettrica, mentre si prevede di pas-sare sotto l’amministrazione repubblicana la produzione del cemento, vetro e l’industria alimentare). Da parte loro le repubbliche han-na trasferito ai comitati popolari una intera serie di industrie che si trovavano prima sotto le ammini-strazioni repubblicane, alio scopo di attuare una decentralizzazione tendente al consolidamento ed al miglioramento dei metodi di piani-ficazione, cioé di pianificazione di proporzioni generali nel quadro del piano federale. 2) Un altro fattore importante che ha determinato le sopracitate misu-re di riorganizzazione nel campo dell’economia, é il Serio pericolo interno del socialismo, cioé la burocrazia. «Si tratta — ha continúate Kidric — anzitutto della burocrazia in quanto fenómeno s'ociale cioé del fatto che, in pratica, la democrazia popolare, che poggia su una estesa iniziativa dell’uomo e sulla collabo-razione cosciente delle larghe mas- se popolari, comincia ad un certo punto a venire soppiantata da una burocrazia che puó divenire perfi-no padrona della produzione. In questo caso l’edificazione socialista degenera in uno stato burocrático, contrario ai principi della democrazia e del socialismo». Passando poi ai particolari sulla riorganizzazione económica che il governo federale ha proposto al presidium dell’assemblea, Kidric ha sottolineato che oltre ai settori dell’energia e delle miniere, si prevede di trasferire ancora una decina di settori economici sotto direzione de-centralizzate. Questi vari settori e-conomici, tra i quaii saranno cómprese le costruzioni meccaniche, Fe-dilizia, i trasporti ecc., verranno di-retti da comitati ministeriali nei quaii si troveranno anche dei rap-presentanti del governo federale e rappresentanti dei govemi repub-blicani. Pilitiea aitipopolare WASHINGTON — II riconosci-mento da parte degli Stati Uniti del Governo vietnamita di Bao Dai, ess'endo giunto alcune ore soltanto dopo quello dei Governo di Londra, fa dell’Indocina una specie di «serondo fronte della guerra fredda», serondo quanto affermano circoli diplomatici americani, che vedono in ció la consacrazione definitiva della solidarietá del mondo occidentale nell’Estremo Oriente. Si apprende d’altra parte la buo-na fonte che gli Stati Uniti hanno in mente di concederé un’assisten-za económica diretta all’Indocina, oltre all’eventuale applicazione a questa parte dellUnione francese del quarto punto del programma di Truman ed all’utilizzazione a favo-re dell’Indocina d’una aliquota dei crediti. Da Canberru si apprende che anche il gabinetto australiano ha deciso di riconoscere i governi del Vietnam e della Cambogia. AMBURGO — In alcune vie della città di Amburgo, particolarmen-te nelle vicinanze dei Municipio, sono state trovate disseminate, ne-gli ultimi giorni, molte croci uncinate. Secondo informazioni della polizia ess'e sono state lanciate nelle vie da un’automobile di colore scu-ro che percorreva a grande vélocité le vie della città. PARIGI — In esecuzione delle decisioni pres’e dalla conferenza na-zionale dei delegati della CGT che rappresenano i lavoratori delle officine automobilistiche, quesfultimi dovranno cessare domani alle 16.00 il lavoro a titolo d’avvertimento, in appoggio alle loro rivendicazioni salariali. Le altre organizzazioni sindacali, cioè la Force Cuvriere, la CFTC e la Confederazione na-zionale dei Lavoro (anarchici), si sono rifiutate di aderire al movimento. SOLIDARIETA’ TRA LAVORATORI LA ZONA «B» SOLIDALE CON GLI SCIOPERANTI Dl TRIESTE IL COMITATO DAZIONE SINDACALE^ PROTES arbitrariamente'espulso il compaçno Ulieni dal Consiglio Direttivo Il Comitato di azione sindacale per la ricostruzione del sindacato della categoría dei panettieri, preso atto dei motivi per i quali è stato espulso dal Consiglio_ direttivo della categoría panettieri e dai sindacati il compagno ULIENI GIOVANNI DICHIARA che il compagno Ulieni è stato sempre uno dei più strenui difensori dei lavoratori della categoría panettieri; la sua azione ha contribui-to enormemente all’unità di questa categoría ed è' stato giustamente uno dei più strenui assertori della linea di estromettere dai sindacati il conflitto ideológico tra il Comin-Xorm ed il Partito Comunista Jugo-slavo, i motivi per i quali è stato espulso dal suo posto di dirigente democráticamente eletto, sono rica-vati non dai fattori espos'ti dal se-gretario della categoría alla assem-blea del 26 gennaio, ma bensi pella sua chiara e giusta critica verso i dirigenti dell’attuale direzione dei Sindacati Unici che hanno portato la Confederazione dei SU nelle condizioni a tutti note e giustamente denuncíate giorno per giorno dal Comitato di azione sindacale per la ricostruzione dei sindacati classisti. Il Comitato di azione della categoría dei panettieri respinge categóricamente le affermazioni di Ra-dich che il compagno Ulieni abbia operato contro l’unità della classe lavoratrice e dei sindacati, ma a sua volta accusa Radich e compa-gnia di essere essi stessi i respon-sabili della critica situazione dei lavoratori di Trieste avendo essi perseguito una política di liquida-zione, trasformato il s'.ndacato in una appendice della frazione cominformista ed instaurato al posto della democrazia proletaria il sistema del terrore morale e í'isico ed al posto della democrazia sinda- cale un intollerabile centralismo burocrático. Pertanto il Comitato di azione sindacale per la ricostruzione del sindacato della categoría dei panettieri e con lui molti altri lavoratori della categoría, non accettano e non riconoscono l’espulsione del comp, Ulieni Giovanni, invitando nel contempo tutti i lavoratori ad uñirsi al Comitato nell’azione per ricos'truire il sindacato di categoría, in modo che i lavoratori panettieri abbiano ancora una volta il Joro strumento di lotta sindacale. II Com. di Azione Sindacale per la ricostruzione della Fe-derazíone SU dei panettieri II comitato d’azione e di solidarietá per la raccolta di aiuti per gli scioperanti di Trieste rende noto quanto segue: «Continua in tutto il circondario l’azione di raccolta per l’aiuto e l’as'sistenza dei lavoratori di Trieste, scesi in sciopero in difesa delle loro giuste rivenditazioni contro gli sfruttatori. Le prime relazioni per-venute dai varí settori, filiali sindacali, fabbriche, paesi, ditte ed imprese relative al denaro ed altri generi racolti, danno i seguenti to-tali; 332.000 dinari in contanti; 3.200 kg di patate 4.200 kg di farina di frumento ed altri prodotti derivati; 1.200 kg di grassi; 2.100 kg di zucchero; 2.320 kg di farina di granoturco. La filiale sindacale dei lavoratori culturali circondariali ha raccol-to fra i suoi membri oltre 10.000 dinari in poche ore. Gli operai e le operaie della fab-brica Ampelea di Isola si s'ono impegnati nelia riunione di massa di martedi di dare 3 ore di lavoro vo-lontario a testa pro scioperanti. Dalle ultime informazioni risulta che i suddetti lavoratori si sono impegnati di dare ulteriori 537 ore la- vorative. La brigata No. 6, deten-trice della banderina transitoria della fabbrica, si é impegnata di dare 10 ore di lavoro per ciascuna operaia. La compagna Krampf, una delle prime lavoratrici d’assalto, si é impegnata di dare 15 ore di lavoro volontario pro scioperanti. II suo luminoso esempio é stato seguito da numeróse altre che daran-no I/O ore di lavoro volontario. 24 operai della fabbrica di cotto Nardone di Isola si sono impegnati di dare 96 ore di lavoro volontario. L’azione é in pieno corso e eer-tamente la raccolta otterrá un gran contributo per gli scioperanti di Trieste. I risultati sinora raggiunti, cf~dí-mostrano, nel modo piü concreto, che le masse lavoratrici del circon-dario istriano sono s'olidali con la classe lavoratrice di Trieste in lotta per i suoi diritti elementari di vita. Inútilmente i cominformisti triestini hanno tentato di staccare e di dividere i lavoratori delle due zone. I legami che ci uniscono sono quelli scaturiti dalla gloriosa Lotta di Liberazione e cementati poi nelia lotta contro l’imperialismo. Lotta che continua oggi e sempre contro l’imperialismo ed i suoi Serví aperti e mascherati. Ci sono a Trieste certe faccie tosté che fingono di aver, quando sta bene a loro, la memoria molto labile; non solo, ma addirittura pretendono che la memoria l’abbia-no perduta anche gli al/tri. Una di queste é il signor Pinguentini, dirigente della Camera del Lavoro di Trieste, ossia, per meglio precisare, dei sindacati gialli-strumento della classe padronale. Codesto signare lamedi u. s. in un comizio a Muggia ha cercat-o, con la demagogia che gli é propria, di insinuare un certo accostamento tra le radio Trieste zona Jugoslava e i malfamati fogli tipo «Lunedi» e «Messaggero Veneto». Come faccia tosía non c’é male; soltanto per far questo, il suddetto messere ha finio di dimenticare che mentre la radio in questione pone dinnanzi ai lavoratori dellündustria in isciopero la necessitá li intensificare la lotta contro la classe padronale, i due giornalacci fascisti incitano i lavoratori al crumiraggio ed alia cessazione totale della lotta. Inoltre, nei stíoi contorcimenti dispe-rati, pretende di far dimenticare di essere un sindacalista giallo che in diecine e diecine di scioperi ha predicato il crumiraggio ed ha sempre strenuamente difeso gli interessi della borghesia sfruttatrice. Di-mentica, il buffone, di rappresen-tare il sindacato clero-fascista fon-dato dal prete po liticante Don Marzari in combutta con il vesco- FACCIA TOSTA di pseudo „sin^dacalista" vo Santin e con la più ñera reazione locale. Crede di far dimenticare di essere egli nellfi peahtà il ¡servo, e di curare gli interessi, di quell’in-fame genia che ha fatto ammazzare dei lavoratori che lottavano per conquistarsi il diritto alia vita; di esser sempre stato il difensore dei mandanti deUe squadre fasciste e degli uccisori della Passerini. Non solo questo finge di dimenticare. il demagogo. Ma anche di es-, sere stato in mille occasioni l’ispi-ratcrre di quie fogli che oggi, per conveni'enza, finge di non riconoscere per suoi prediletti. Ma c’é di più. I sindacati gialli che il signor Pinguentini rappresenta, sono ri-masti profondamente scossi dalla critica fatta da il «Lunedi». II perché é fácilmente spiegabile, in 'quando il settimanale neofascista rappresenta la voce del padrone; di queílo stesso padrone che essi fedelmente servono. Pertanto si so-no immediatamente spiegati ed hanno messo in luce i loro meriti nell’articolo «Considerazioni» ap-parso sui loro organo il 7 febbraio In detto articolo i sindacati gialli umilmente si giustificano — lógicamente dinnanzi i padroni, non dinnanzi i lavoratori che in buona fede li seguono — e dimostrano che proprio il massimo che pote-vano fare, a favore dei padroni, è lo sciopero all’acqua di rose. Do-vete scusarci, sembrano dire alla borghesia, ma dovete comprendere che la nostra situazione è difficile, a causa delVagitazione dei lavoratori, e dobbiamo a qualsiasi costo cercare di salvare la faccia. Guárdate quanto facciamo! essi dicono testualmente: — «I dirigenti sindacali . . . sono impegnati tutti i giorni per scongiurare gli sciope-ri nelle tante controversie che quo-tidiamente sorgono nelle aziende per inosservanza dei contratti di lavoro da parte dei datori di 'javo-* i * 1 ro, e in campo più vasto, per la miglioria dei contratti esistenti.» Ed ancora: «...contenendo anche il comprensibile spirito di lotta dei lavoratori che hanno manifestato la volontá di sciopero anche in quei settori che il comitato ha voluto mantenere funzionanti. . .» Di fronte ad un cosi sporco at- teggiamento dei sindacalisti giaUi, di fronte ad una cosi lampante enunciazione di quaii sono gli sco-pi dei dirigenti camerali — quelli cioé di scongiurare le agitazioni dei lavoratori e di impediré l’inaspri-mento dello sciopero in corso — sa-rebbe stato lógico che gli attuali pseudo dirigenti dei Sindacati Unici avessero per la meno finto di ignorare un simile tradimento perpétralo ai danni dei lavoratori. Invece veniamo a sapere che il loro revisionismo é giunto a tal punto da rendersi conpartecipi del tradimento stesso, perpetrarlo essi puré e, farsene un vanto. Infatti lo stesso articolo, essi lo riportano nel loro giornale. I lavoratori sanno cosi con chi hanno da fare; sanno cosa significhi l’unitá secondo il concetto comin-formista. Unitá, cioé sotto la bene-dizione del vescovo fascista Santin, effettuata con gran gaudio e solaz-zo della classe padronale la quale ha cosi la certezza che a difender-la dagli scioperi voluti dai lavoratori ci penseranno i sindacati gialli ed i sindacati cominformisti. Per la classe operaia é un bene sia venuta fuori ia veritá, quaii cioé siano i compiti degli attuali dirigenti sindacali, in quanto cosi essi sano che, se non vogliono moriré di fame, debbono impugnare una grossa ramazza e far piazza pulita di tutte le immodizie. AI GANTIERI PIRANESI SUPERATO IL PIANO~Dl LAVORO PER IL MESE PI OENNAIO DEL 161. mente le compagne della filiale sin- il collettivo di lavoro dei Can-tieri Piranesi ha superato il pian® di lavoro per il mese di Gennaio del 16,50 per cento, Questo succes-so va senz’altro attribuito al lavoro in brigate che ha migüorato la disciplina, il rendimento collettivo ed individuale. La migliore brigata del Cantiere è quella del carpentieri in legno del compagni Trani Antonio, Desi-nar Igino, Casseti Mario, Coronica Sergio, Contento Ferruccio, Va scot to Marcello, Novello Luigi, Fonda Sergio, Dapretto Romano, Crisman Sergio, Petronio Germano, Parenzan Silvano e Crisman Mario. Tale brigata è comandata dal compagno Trani Antonio che, con la sua espe-rienza sul lavoro e la capacitá di dirigere i compagni è d’esempio a tutti gli altri capi brigata. Anche il compagno D • mar Igino contri-buisce, assieme al capo brigata, a formare quella compagine di lavo-ratori che si distinguono ira tutti gli altri. Anche le due brigate di motoristi, comandu/e dai compagni Toich Giuseppe e Pao'on Angelo, sono da elencare fra le migiiori, grazie alia disciplina e comprensione della necesita di aumentare la produzione che anima tutti i loro componente Uguail cosa non si puö invece dire delta' brigata comandata dal compagno Radin Giuseppe, la quale lastia a desiderare relativamente alia disciplina sul lavoro. Questo pero non è iireparabi e. questo puö senz’altro essere eiiminato se tra il capo brigata ed i componenti ci sará la mutua comprensione nei senso di migiiorare la disciplina. Sta specialmente al compagno Radin, corne capo brigata, il compito di impegnarsi a migiiorare la sua brigata dato che egli. ha ricevuto una funzione di fiducia da parte della co'.lettività tutta. Un uguale suggerimento vada pure al capo brigata Ghermac G. che dovrebbe metiere più impegno âffinchè la sua brigata migliori .sul lavoro. Questi sono suggerimenti che de-vono essere accolti dai citati compagni con malta- comprensione e messi in pratica nel più breve tempo possibiie poichè è noto che proprio a'la classe operaia spetta la furiziolie più importante ne,lia co-struzione del socialismo nella nostra zona. Certamente se nelle brigate si devono riscontrare simili deficenze, parte della responsabilité, se non i.utta, deve es ere attribuita- alia filia'e sindaca'.e la quale non fun-ziona soddisfacentemente. Infatti il ruo’o di capita'e impor-tanza della funzione delle filia l sindaca’i nei codettivo di lavoro, non è stato compreso dai compagni della filiale del Cantiere di Pirano. Bastera il seguente esempio: i compagni della filia'e trovano dif-ficoltà a riunirsi per discutere problemi inerenti alie loro cariche as- SPETO00I.I CIMEMâTUGRâFICI 9 JK , , 1-! --.H- v. giomi 10—12 febbraio «La Schfava del Sudan» giomi 13—14 febbraio «II buon Sa-maritano» giorni 17—19 febbraio «Girándola» CINE ARRIGONI ISOLA giorni 10—12 febbraio «II buon Sa-maritano» CINE ODEON ISQLA giorni 10-—12 febbraio «Daniel,e il Pellerossa» CINE TARTINI FIR ANO giorni 10—12 febbraio «La vedova allegra» gicsrni 13—14 febbraio «Tempeste sul Bengala» giorni 17—19 febbraio «II buon Saín aritano» giomi 20—21 febbraio «Girándola» RADIO TRIESTE Zona iugoslava del TLT Lunghezza. m. 240 Giovedi 9 febbra'o: ore 13,45 Per voi donne 17.30 Attualitá politiche 22.00 Viaggi attraverso la Jugoslavia socialista Venerdi 10 febbraio ore 17,30 Attualitá politiche 18.00 Rassegna sportiva 19,45 Problemi s'indacali di B. Petronio 20,40 Orizzonti 1950 Sabato 11 febbraio: ore 13,45 Rassegna económica 18.15 II mondo dei piccoli Domenica 12 febbraio: ore 9,30 Per gli agr'coltori 13.15 Música a placeré 20,30 Commento político 21,00 II nostro scenario 22.00 Rassegna sportiva Lunedi 13 febbraio: ore 20,00 La voce dei giovani — Nel mondo della sc.ienza. 22.00 La vita dei popoli Jugosl. Martedi 14 febbraio: ore 13,45 Panorami cultural! 17.30 Attualitá politiche Mercoledi 15 febbraio: Ore 18,00 Col nostro popolo 20.15 Follie d’inverno (ri vista i sunte con Faccettazione della fiducia dei compagni di lavoro dai qua'i sono stati eletti dopo le ore di lavoro. Perché mai questi compagni non vogliono sacrificare qual-che ora oitre il normale orarlo di lavoro per cercare di migiiorare Forganizzazione del lavoro nel, prb-prio collettivo, cosa che implícitamente migliorerebbe con Faumento della produzione anche il Livello di vita dei propri compagni di lavoro? A.i.a Arrigoni di Umago, per daré un esempio, sono State precisa- E’ stato costi|u,ita domenica scor-sa a Capodistria lia brigata del fronte, che dará la sua attivitá perla realizzazione delle opere previste dai piano annuale nell’ambito della cittá di Capodistria. Delta brigata è composta inizialmente da 85 membri, che formeranno il ner-bo della stessa. E’ comandata dai comp. Brajkovič Eugenio, più volte lavoratore d’assalto. Giá dome-nica la brigata ha iniziato i suoi lavori. Per prima cosa ,sono state demolite mura medioevali che rin-serravano la cittá togliendo'e aria e luce e facendola apparire una tetra prigione. Seguiranno i lavori per l’abbellimento e la costituzio-ne di nuovi parchi cittadini. Fino ora sono state effettuate 360 ore la- Da qualche tempo non si nota alcuna attivitá organizzativa nel co-mitato di base dell’UAIS di Ber-teechi. Non vengono tenute riuni-oni, i membri del fronte non par-tecipano al lavoro volontario, cer-te direttive che dovevano essere spiegate alia massa rimangono nei cassetti ad ammuffire. Inattivitá che si é estesa puré alia gioventü antifascista dei luogo e che causa danno alio syiluppo deTorganizza-zione stessa ed a’la rea izzazione del programma di lavoro futuro. Quali sono le cause di tuttoció? La r ¡Aposta é breve. La responsa-bi itá risale a' comp. segretario di base dell’UAIS e presidente della gioventü antifascista che per mo-tivi sInora ignorati si é passivizza-to ded tutto. Le direttive inviate dalle organizzazioni distretfuali rimangono nelle sue tasche, come puré egli si guarda bene dai parte-cipare alie riunioni indette in sua assenza. Invitato ripetutiamente a presen-tarsi al Comitato distrettua’e del-FUAIS egli ha fatto orecchie da mercante e tutt’ora non ha fornito spiegazione alcuna della sua inattivitá. Questo non é un agire da mem-bro delle organizzazioni di massa e tanto meno da responsa-bile. Se c’é qualche cosa che non vá egli dovrebbe prospettarla ed informare gli organi competenti, facendo cosí l’autocritica sul suo comportamento inspiegabile. — O — p U N I T I i nemici del popolo Nel tentativo di frenare il frut-tuos'o slancio delle nostre masse la-voratrici in gara per Faumento della produzione — condizione basila-re per la realizzazione di un mi-glior standard di vita della popola-zione tutta — i circoli reazionari e cominformisti di Trieste, a mezzo dei loro agenti piü o meno occulti, dacale a chiedere alia direzione di riunirsi solamente dopo le ore di lavoro per con comprometiere la continuitá deil lavoro delle brigate. Mo’to ,si fa dunque ai Cantieri Piranesi, ina molto ancora si deve fare. Alie maestranze tutte di questo iinportánte co'lettivo il compito di portarsi in testa a tutti gli altri collettivi del Circondario per il miglioramento e Faumento della produzione che portará tutti i van-taggi alia postra classe Invocatrice. vorative e demoliti 100 m cubi di mura. In breve avranmo inizio i lavori di asifatatura delta piazza Brollo, della massicciata ed asfaltatura del tratto stradale dalla MUDA ai FRUCTUS, la costruzíone della sta-zione delle autocorriere, della pe-scheria Cittadina, lavori di canaliz-zazjone dell’acquedotto e di altre opere utili peu- la eoillettivitá capo-distriana. E’ dovere di ogni cittadino democrático di partecipare con ‘questa brigata al lavoro per il miglioramento della propria cittá. Con l’ap-porto di tutte le forze coscienti di tutto il circondario verrá cosí rea-Lizzato il piano annuale económico che è il trampolino di partenza per la ediíicazione socialista. si sforzano di influenzare la co-scienza di singoli lavoratori della cittá e della campagna sia con ca-lunnie contro il Potere Popolare e le sue istituzicni, sia con azioni speculative che danneggiano l'eco-rtomia collettiva del circondario. Queste azioni devono essere smas-cherate e chi le compie deve venir punito. I lavoratori devono es'sere vigilanti sui loro posti di lavoro per impediré e smascherare ogni gesto o crovo azione fatta da elementi che nulla hanno a che vedere con 1 nostro popolo. A Crasizza sono stati smascherat certi Aníonac Ivan e Pucer Santo, i quali diffondeváno voci calunn o-se sul collettivo agncolo di produzione locale. A Pirano sono stati denunc ati gli speculatori Peliegrmi Ferdinan-do e Busdon Elena, per maagiora-zione di prezzi dei generi in ven-dita nei loro negozi e peí violazio-ne delle norme igieniebe e sanita-rie. Oitre ciö la Busdon vendeva iormagg.o a prezzi elevaLs'simi ben-ché sprovista di licenza per la ven-dita di generi aíimentari. IL R ISTO RANTE Abbiamo accennato qualche §e.tti-mana fa alla costituzione ed alla apertura, nei maggiori centri del nostro Circondario, di ristoranti per i bainbini. Anche a Buie e .stato aperto e funziona uno d,i tali ristoranti che ha subito incontrato il pieno fa-vore dei ragazzi che lo praticano numerosi, specia’mente nei giorni di vacanza. Nel ristorante una com. pagna delFUDAIS prepara bevande calde per i piccoH ospiti e, per modici prezzi, vende loro dolciumi. I ragazzi, dal canto loro, se la passano allegramente, g-iocando a dama ed a scacchi. Il visitatore rimane pero col p it o dalla mancanza di giorna’ini e riviste dndicate per l’eta dei piccoli frequentatori e dal- IL COMPAGNO BRAJKOVIČ Gomaada la nuova hriBat£_fi6l fronte la questa villa, sitúala in una mer ivigliosa posizlone nei pressi di Portorose, «na voîta la classe sfru íatrice g’ocava d’azzardo. Ora, tras-íormata in «Casa della gíoventú», i figli dei ¡avoraiori rílemprano le loro forze. CRITICA E AUTOCRITICA base fondamentale del socialismo —W||| i B—il i iBiniiiriniMmr' ~nr ~"-•— —— ■■aMBgaMMKMBagaBiaaBiMBMBMMBMBBMMMBBBBB» CONDANNATO ALLA BRIGATA N°6 DELL'AMPELEA LA BANDIERINA per sabotaggio E stato testé processato e condan-nato a Capodistria Fex direttore della fabbrica di cotto Nardone di Isoia, Rojc Vafter da Decani, im-putato di sabotaggio económico e di truffa. Il Rojc, explicando le sue funzio-ni con assoliuta negligenza dai mese di marzo al mese di settembre del 1949, aveva causato un regreisso senstbiie neila produzione del cot-to, tanto necessario per la realizzazione del programma di costru-zione e riscostruzione neU’ambito del piano annuale. Egli, con il suo operato íaceva sorgere un serio ostacolo alia attuazione del piano. Oitre a varie altre mancanze di minore gravita, il Rojc si é reso colpevole di truffa ai danni deí-l’amministrazione della fabbrica e del popolo lavoratore, usando, a scopo personale, (gite, ecc.) la ben-zina assegnata per la fabbrica. Egd concedeva inoltre la utenza di parte dell’energia elettrica destinata a.la fabbrica, a terze persone che nulla avevano a che vedere con Ja stessa. Nel corso del processo, svoltosi dinanzi al Tribunale Popo'are Cir-condariale, il Rojc ha ammesso parte delle cotpe a lui attributte cercando di scagionarsi delle altre con giiustificazioni non ammi-ssibili. Una trentina di test! interrogati hanno coníermato ed aggravato le accuse a carico dell’imputato. I giudici popolari hanno ritenu-to colpevole il Rojc dei reati a lui attribuiti condanando o a 2 anni di restrizione della liberta personale con il lavoro correzlonale. — O — SMÁflBIMENT! E R1NVEN1MEN11 E’ stato rinvenuto a Capodistria un patentino di circolazione per autoveicoiá di primo grado, inte-stato al comp, Sandri Riparato di Gerardo, nato a Gomia ed ora residente a Trieste. II nominato compagno puö riti-rare il documento presso la Sezio-ne Affari Interni Distrettuali. II compagno Mario Rasman á smarrito ii suo portafoglio contenente una somma di denaro, la carta d’identitá ed altri documenti. L'onesto rinvenitore é pregato di inviare ill portafoglio con documenti presso la nostra redazione, trattenendosi ii denaro- II compagno Predonzan Giovanni, da Cédala Nro. 825, ha smarrito il suo portafoglio contenente 6.000 Din. e documenti vari, nel tratto di strada da Lerra a San Borto'o. L’onesto rinvenitore è pregato di riportarlo verso generosa ricom-pensa alla D. P.a Portorose o a Si-cio e. — O — Al silos di Umago P compagni del Silos di Umago sono veramente infaticabili e non si puô dire che dorm ano sugli al-lori. Infatti non sono ancora cessati g i echi del a loro premiazione, che giá si sono acointi a praticare altri esperimenti il cui ri-ultato andrà a tutto beneficio dei nostri agricolto-ri. Qua'e é l’agrico’tore che non sap-pia come sono ghiotti i bovini dei tralci delle viti e che non li som-ministri loro come a imento dopo la annuale potatura? Cer.to tutti i nostri agricoitori lo fanno, ma essi hanno anche riscontrato con Fespe-rienza che i bovini trovano difficile se non dmpossibile la masticazione e relativa degilutizione dei tralci troppo grossi e legnosi. Ecco alilora i noetri compagni opérai del Sillos di Umago che esa-minano la cosa e che iniziano gli esperimenti per la macinazione e la riduzione in polvere granulosa dei suddetti tralci di vite. Gli esperimenti sono riujsciti ed ora ad Umago si sta organizzando l’arrivo di interi carri dalia campagna cir-convicina di tralci di vite pótate per la maúnazione. Vada ancora una vo'.ta un elogio a questi, bravi compagni che vogliono aiutare i nostri agricoitori a superare durante questo invernó la mancanza di foraggi, causata dalla grave sicc-itá dell’estate scorsa. A BUIE DEL BAMBINO la mancanza di a’meno una piccola biblioteca con lihni che 11 possono interessare. Ció che maggiormente rincresce poi, é il dover constatare che la disciplina lac-cia a desiderare. Queste mancanze fanno pensare che la organizzaziione lócale delle donne non abbia considerato it problema nella sua vera essenza, poiché la istituzione di tal i ristoranti se ha lo scopo specifiou di togiiiere dai,a straüa i bambini, ha pero anche quello di educarli e di abituarl'i alia vita collettiva con i loro coetanei. Speriamo che l’organizzazione del-l’UDAIS di Buie affronti seriamente il problema e che le deficenze laméntate saranno elimínate nel piü breve tempo posáibFe. SFATATI CERTI PRECONCETTI IL LAVORO TROVA LA GIUSTA STRADA wiiwumi mu m iHiimiLi«iiiia>gaBKy«»L|iin—'nfni'i> bpb—b——wmaalatsaa——iaHMHBaa All’Ainpelea la brigata n. 6 si é aggiudicata la bandierina transitoria. Questa vittoria del lavoro socialista é altamente significativa nella suddetta fabbrica. Artefice ne é la brigata n. 6, composta dalle compagne Gherbassi Albina cap-o-brigata, Zimmerman Francesca, Bernetie Armida, Calegaric Maria, Gorella Rosalía, Gnerbac Emilia e Coronica Emilia. Essa brigata con lo s'ancio lavorativo dalle sue componenti, ha aumentato la produzione prevista per brigata nella mi-sura del 15 per cento ,sviluppando cosí una intensa emulazione -in tutto il collettivo di lavoro dell’Am-pelea che conta ora ben 30 brigate, delila quali 20 fi-sse e 10 mobili. L’esempio dato dalla compagna Gherbassi,Albina e dalle altre componenti la brigata non é stato vano. Infatti la 6 brigata giá ora lia una pericotosa concorrente nella brigata n. 4 con la capobrigata comp. Dodich Antonia ed altre brigate sono pure in gara per strap-parte 1’ámbito simbo o- Mercé questa gara emulativa fra ie varié brigate farmanti il collettivo, la produzione generale de'la Ampeléa ha avuto un sensibile aumento aciértalo f-inora in. misura superi-ore ail 10 per cento. Come é -stato possibile ottenere ció? La spiegazione é semplice e breve. L’adozione dell’evidenza oraría sulla produzione dei singoli e della brigata ha stimolato le operaie a garegg-iare l’una con l’altra. aíl’aiu-to reciproco ecc. Tuttoció porta ad un sensibile aumento della produzione singóla e collettiva. AU’Ampelea il sistema di Javoro a brigate é stato iníziato il 27 gennaio. Dapprima questo nuovo sistema ha ineontrato la incompresione all’interesse dei lavoratori. Tale in-compresisione era alimentata da carti e'ementi di ben note 'tenderize ant-i. popolari e revisioniste ai quali non riesre gradiito ed accetto il nostro sviluppo economico. Spiegato ai singoli il nuovo sistema ed effet-tuati degli esperimenti pratici, la preconcetta incomprensione scom-parve lasciando libero il camop ai success! che contraddlstinguono il sistema di lavoro a brigate. ALL’ARRIGONI DI ISOLA assegnata per la terza volta la bandiera Alia Arrigoni di Isola é stata per' la terza vo'.ta assegnata la bandierina transitoria. L’assegna-zione, in forma solenne davanti a tutte le operaie del reparto puntura, é avvenuta il primo febbraio con la consegna della bandierina transitoria alla brigata n. 6, la stessa che l’aveva giá conquistata il primo gennaio e poi perduta- II premio di produzione, per aver superatq l,a norma del 22 p. c. é ¡pÉtit é' stato consegnato alla compagna Gherbaz Francesca âffinchè venga distribuito, in parti uguali, aile componenti la brigata compagne: Felda Francesca, Coren Santina, Rasman Nerina, Crebaz Nerina e Gherbaz Maria. Sono state per l’occasione anche premiate indiviidualmente le compagne: Babîc Albina che ha superato -la norma del 35 p. c., Maizen Maria del 36 p. c., Globaz Maria del 40 p. c-, Bembic Elisa del 46 p. c., Gherbaz Francesca del 43 per cento, Cerquenig Gloria del 53 p- c. Crevatin Maria del 51 p. c., Nicorï Rosa del 45 p. c. e Gregoretti Francesca del; 37 -p. c. Alla coanpagna Bembic Elisa vada uno spéciale elogio quale migliore operaia del reparto pulitura. A vista d’occhio sorge ii ginnasio croato di Buie Continua cosí alia Arrigoni di Isola Ja lotta per ia produzione che mette in competizione le varié brigate. In questo mese e mezzo di lavoro, dalla costituzione delle brigate, i successi si fanno sempre piü evidenti con il miglioramento del’a disciplina, della pulizia del prodotto e la bassissima pereentuale delie assenze, e si puó affermare senza tema di smentite, che questo collettivo é fra i migliori del nostro Circondario. Mobilitata la giovenlú per realizzare il piano annuale Domenica scorsa la gioventü del distretto di Capodistria si è posta decisamente a'.F avangua-rdia nella gara per il- piano annuale. Come primo obiettivo previsto è il rim-boschimento di estese zone del distretto. Su quest’obiettivo i giovani hanno iniziato il loro lavoro giá alcune settimane fá, lavoro, che venne sospeso date le condiz-ioni atmosferiche proibi-tive. Cosí ad Anearano hanno lavorato i giovani uei mogo, coaaiu-vati da una' ven-tina di giovani del settore di Bo-rts che sono venuti ad aiu-tarii, La gioventü di Maresego, assieme a que.ua di Costabona-Fuce e Scof-fie, há J-avorato a Valinartno, sca-vando oi’-tre 1200 buche per la pian-lagioiie di pini- A Tinia-no hanno pure lavorato i giovani del luogo, aiutati dalla gioventü di altri settori del distretto. Sono state effetuate parecchie cen-tinaia di ore di lavoro d’assalto e s.avate migliaia di buche. A Vanganelilo la gioventü ha dato i! suo contributo per la coxtru-zione delia casa del cooperatore ef-fettuando oitre 100 ore lavorative. A Pobeghi l’attiv-itá giovaniie è sta ta dedicata al campo sportivo in costruzíone dove hanno pres-tato la loro attivitá volontaria 15 giovani, mentre gli altri membri del. fronte hanno lavorato a-l-la costruzíone della casa cooperativistica- In altri settori hanno avuto luogo riunioni organizzative. In esse si stá attuando la costituzione di nuove brigate che lavorano per la realizzazione dei compiti a-sse-gnati alia gioventü nella IV con-ferenza ciircondariale del Partito. — O — VARIE Al Giudizio Distrettua-’e del Popolo hanno dovuto com-parire certi Fornasaro Antonio e Mario da Capodistria -sui quali grava-va Fac-cenza di speculazione iliecita. II primo è prop-rietario di una orefi-ceria sita in Vi-a Ca’ega-ria. XI Fornasaro Antonio aveva mag-giorato eccessivamente i prezzi de-gJi orologi venduti alla popolazio-ne della cittá. Egli anfatti, tramite il figlio Mario, acquistava a Trieste orologi marca Avia al prezzo di 5400. Non divorso era il traffico e distria al prezzo di din. 7000. Analoga operazione veniva effettua-ta con gli orologi marca SOCH -WATCH che venivano acquistati per 4500 e vendut-i al prezzo di din. 5400. Non diverso era il traffico e commercio con altri articoli. I due -Fornasaro sono stati giudicati e mentre il Mario veniva a-ssolto perché i-1 fatto non costituisce reato. l’Antonio veniv-a condannato ad un mese e mezzo di restrizione della liberté personaje, all’ammenda di din. 5000 ed alla confisca degl.i orologi. E’ stata inoltrata denuncia alia Pu-bhlica Aocusa di Ca-podistria contro alcuni elementi che in, data 5 f-ebbraio avevano rotto nel-l’atrio del liceo C. Combi di Capodistria a’cune lapi-di di irredentist ica m.emoria. Si é svolto la scorsa settimana a Capodistria il processo a carico di Vascotto Bortolo e Vascotto Elena proprietari del Cinema AHeto di Isola. I d-ue coniugii, entrambi Jatitanti, si erano resi co'.pevoli di sabotaggio economico -e specu'a-zione iliecita. Durante la -loro gestione del cinema ALieto i due Vascotto hanno commesso gravi irregolaritá amm.i-nistrative cercando di nascondere alie autor,itá Popo’ari Fillecdto traffico di valuta da essi compiuto su vasta scal-a. Oitre a ció, essi dai mese di gennaio al dicembre 1947 non hanno effettuato il regol-are pagamento delle lasse alia sezione finanze del CPD. di Capodistria ricorren-do a varié -truffe. II processo coniseguente a tali reati si é celebrato presso il Tribunale Popoare Cinrcondari-ale di Capodistria. Gli imput-ati sono stati condan-nati in contumacia: il Vascotto Bortolo a 2 anni di restrizione della libertó personale con il lavoro ob-bligatorio e la Elena ad un anno della corrispendente pena. I! Tribunale ha inoltre ordinato la confisca dei beni mobili ed immobili pos-sedutd dagili imputati. BUIE — Domenica 12 febbraio v-errá inaugura-ta la casa cooperativistica. — Fer la costruzíone tutta la popolazione del buiese ha dato decine di migliaia di ore di lavoro volontario. ORARIO DEI TRASPORTI PER GLI INSEGNANTI PARTECIPAN-TI ALLE CONFERENZE DI PORTOROSE Da CAPODISTRIA: dalla piazza Tito ore 7. dalla stazione autocorriere 7.30 ed 8 con le normali linee. Da CITTANOVA: alie ore 6.30 per Umago; 7.00 Petrovia, Mattera-da, Verteneglio, Buie; 7.30 Portorose. T ^ ■rrrr' >j Gita culturale degli insegnanti di Capodistria E’ rientrato il giorno 5 sera il gruppo di professori italiani e slo-veni delle scuole di Capodistria dalla gita culturale nella Slovenia. II gruppo ha ricevuto entusiasti-che accoglienze a Lubiana, Bled e Gozd-Martulek dove gli insegnanti hanno potuto constatare quale nueva vita ferve nella nuova Jugosla-via socialista. — A Lubiana, dopo una rapida visita al museo, alla biblioteca nationale ed alla nuovíssima facoltá di idrotecnica, hanno partecipato ad un ricevimento del Fronte Popolare al quale è intervenuto il ministro della pubblica istruzione compagno Regent. — Dopo il breve discorso del ministro, rivolto agli. insegnanti in lin-gua italiana, il docente di lettere italiane e latine, ha espresso in nome dei partecipanti alla gita il rin-graziamento per 18 fraterna ospita-iitá avuta. L’oratore ha voluto solto-lineare che tutti gli insegnanti italiani di Capodistria intendono educare i loro alunni in un clima di sana fratellanza con i compagni sloveni. — II gruppo di insegnanti aveva, per i quattro giorni di durata della gita, a disposizione un pullman. PLENUM dell’ U.D.A.I.S. Si è tenuto a Capodistria il Plénum distrettuale delle donne antifasciste nel qua-le le donne hanno -approvato -il piano di Javoro annuale. Esse hanno trattato inoltre a leu n,i problemi riguardanti l’orga-nizzazione femminiile antifascista in vista del II Congres-so dell’UDAIS che si svolgerá a Trieste nel pros-simo mese di marzo. Durante lo stesso Plénum la comp. Cebron, vicepres, dell’UDAIS circondariale, ha fatto la relacione politica tracciando i compiti futuri della UDAIS. La comp. Gobbo Graziella ha fatto quindi la relazione organizzati-va. E’ seguita la discussione nella quale sono intervenute numeróse donne che hanno trattato l’importante problema della difesa della madre e del fanciullo e che hanno discusso sui compiti futuri e sui successi registrati I’anno scorso. Ultímala la discussione, le delégate hanno approvato il piano annuale di lavoro delle donne impe-gnandosi anche di daré la massima attivitá nell’ambito della gara pre-congressuale. Hanno delegato infine la presidenza di lavoro per elaborare due risoluzioni, una per il Comitato Circondariale del PC TLT e l’altra per la presidenza del Comitato Popolare Circondariale per 1’Istria- ORO E SANGUE NELLA GUERRA D’INDOCINA IL GRAN TITOLO D'ONORE DI MONS. SANTIN DAL FUOCO NASCE LA LIBERA REPUBBLICA 1L SUO SOMMO MAESTRO E DUCE .illillwiHlll.lillllhlilllli..(illli..illlli..illlli>.iltUtwil1lli.j|llli..illllu.illUk DEL VIET-NAM lo apprezzô quale vescovo di Trieste Le vie di Saigon, di Along e di Solon risuonano delle canzoni hitleriane 340 villaggi rasi al suolo - 600 donne e bambini massacrati Pochi giorni or sono, come un fulmine a ciel sereno, piombava negli ambientl cosidetti «occidenta-li» la notizia del riconoscimento, da parte della Repubblica Popolare Ciñese, del governo vietnamita pre-sieduto da Ho Ci-minh e sorto da una funga, gloriosa guerra condotta dai patrioti indocinesi contro gli oppressari francesi. Tale notizia su-scitava le piü violente reazioni nei circoli parigini ed anglo-americani, i quali, com’é naturale, tentarono di protestare rinesistente legaiitá dell’imperatore fantoccio Bao Dai, installato dai colonialisti francesi 1’8 marzo dello scorso a-nno, in una carica che egLi non ha alcun diritto di rivestire. Bao Dai, allevato in Francia dai provvido ex governatore generale per l’Indocina, Albert Sarraut, non si accostó corto a studi politici, di-stinguendosi, . invece, nel írequen-tare le piü note bische, i locali alia moda, e sfrecciando come un pazzo per le strade a bordo della hita «Torpedo Grand Sport». Quando, nel 1932, egli venne chia-mato in Annam ai trono imperiaie, non si puó certo dire che si fosse aperta per quella térra uii'era di progressisino: «Per venti anni non sono stato che un ufficiante del culto ed un distributore di onorifi-cenze — dichiarerá egli stesso piü tardi —■. Nei corso del mi-o regno, riconosco di non aver falto ñutía per il mío popolo». L’«imperatore riformista», bisogna riconoscerlo, viveva pero in Bao Dai. O sonnecchiava, eoco, é la parola esatta. Si aveglió esattamente la mattina del 10 marzo 1945, quan-do, stiimolato dai suoi piü accorti consigilierí, dichiaró l’indipendenza dell’Annam, che sarebbe stata ac-colta, come tale, cal massimo entusiasmo da tutto iL popolo. Ma si trattava, invece, della sottomissio-ne ai fascisti nippomci, a cui an-dava «il cordiale ringraziamento dell’imperatore» per la fondazione di uno del tanti «fatali 'imper i» del-l’epoca. La farsa non duro a lungo, pero, poiché il 15 agosto dello stesso an-no, con la capitolazione del Giap-pone, le prime bandiexe rosse stei-late d’oro del libero Viet Nam sventolavano sulle torri di Hanoi. Bao Dai tentó invano di salvare ia monarchia: per un istante, diedro i oonsigli della consorte, allevata in gioventü dalle mcxnache agosti-niane, pensó di rival,gersi al Vaticano per ottenere la mediazione del nunzio apostólico, poi tentó la via di Tokyo che, piü che sommersa nei propri guai, ai guardó bene dai procurarsene altri in Indocina. E Bao Dai, contando sulla tolleranza dei partigiani di Ho Ci-minh, lanció un proclama di abdicazione che, gio-cando d’equilibrio tra le íorze di liberazione e la Francia, ó un vero capolavoro di cinismo e d’ipocrisia: «M’ indirizzo al governo della Francia repubblicana — é detto tra l’altro nel proclama — a cui ho Tonare di far conoscere che é stata fondata nelTAnnam una repubblica democrática. Nel 1940. il governo generale d’INdocina ha consegnato senza vergogna (!!!) il nostro paese ai fascisti giapponesi. Dopo cinque anni di lotta accanita, siamo (?) rlusciti a conquistare la nostra in-dipendenza. Metiendo T interesse della mía patria al di sopra del trono dei miei antenati e prefe-rendo essexe semplice cittadino d un paese libero piuttosto che re di un paese schiavo, ho abdicato ...» Bao Dai rimase come con&igliexe presso il nuovo governo col ñame di principe Vinh Thuy. Trascorse pochissimo tempo, pero, e la guerra franco-vietnamita si reise inevita-bile. L’ex imperatore, che non si sentiva affatto di assumere il ruolo di eroe nazionale, scappó in Ciña, prendendo residenza sotto falso no-me ad Hong Kong, ed incontrando-s,i - da quei perfetto traditore che era ed é - prima con Ciang Kai sek, poi con lVlarshall e Wedemeyr, con cui iniziava gli sporchi maneggi che si conclusero il 6 dicembre 1948, quando, neila baia di Along, il monarca fellone firmó, con il feroce colonialista d’Angelieu, T accordo che doveva preludere al suo ritorno al trono come imperatore fantoccio, difensore degli interessi stra-nieri sul suolo della sua patria e contro i suoi stessi ooncittadini. Fuoco, fuoco, fuoco. La repubblica del Viet Nam esce dalle fiamme, come uno dei mi ti eroici della sua terra. Contro la volontá di un popolo che desid era vivere e lavorare in pace, il folie colonialismo fran-cese ha scatenato le belve delle SS: vi sono 15 mila tedeschi che com-battono tra le file della famigerata «Legione Straniera» contro le for-ze di liberazione di Ho Gi-minh. Le vie di Saigon, di Along, di Solon, risuonano delle sinistre canzoni hitleriane. I francesi non capiiscono e sorridono. O tapiscono, e sorri-dono lo stesso. 340 villaggi rasi ai suolo in pochi giorni daU’aviaZione della Legión, 600 donne e bambini abbattuti in dieci minuti per rap-presaglia a collp'i di mitragliatrice. Raccolti inceneriti, bestiame predato, fattorie saechaggiate e devastate, terrore e sangue sulle contrade dell’est. E tutto grazie a dieci, a cento quislings ' che «naziona-lizzano» Saigon. Tutti i peggiori collaborazionisti, a comincdare da Jules Haag, il giornalista fascista francese, hanno trovato modo, in Indocina, di «riabilitarsi» e di continuare le loro lucróse speculazioni sul sangue altrui. ti recente scandalo scoppiato a Parigi, poi, rende la migliiore im-magine degli interessi che spingono i governanti francesi a continuare la loro pazza awentura. Si tratta dei general! Revers e Mast, i quali, con la complicitá dei rappresen-tanti di Bao Dai ed 'in combutta con la canaglia fascista Peyré, si «aiutavano» a vicenda per ottenere la carica di governatore generale in Indocina. Assegni per un valore favoliso sono stati staccati dai Peyré, condannato all’indegnitá nazionale e poi insignito dalTattuale governo, suo complice, dalla Legion d’Onore e fornito di passaporto per l’Argentina. Su quélli assegni gronda ii sangue di migliaia e migliaia d’inno-centi, di combattenti indocinesi massacrati senza pietá, di francesi mandati a uceidere ed a farsi ucci-dere per la rapacitá dei loro governanti. In questi assegni c’é il solo, inumano scope della guerra al Viet Nam, di tutte le guerre imperialiste d'i conquista ed appres. sione. «Rivendicate il bel titolo di co'o-nialisti, specie in questo tempo, in cui molta gente sembra discono-scere la grandezza e l’efficacia dello sforzo coloniale della Francia», scrisse poco tempo fa il íamigerato maresciallo Lyautey. II suo appello non fu vano: gli risposero da Saigon i piü bei nomi del colonialismo tricolore, arrestando il tenente Jean Jacques Petalot, ex partigiano francese, che aveva ricusato di massacrare civili indocinesi in un rastreilamento, toglien-do dalla circolazione un altro pa- triota, Jean Chesneaux, inviato da una commissiione internazionale ad accertare le mtserrime condizioni degli annamiti, E, ad eternare l’ignominia delia «Légion», rimane il ricordo di quel generale Leclerc che chiamó «por-ci, rinnegati e traditori» i firma-tari francesi d’una lettera impetrante pace e liberta per il Viet Nam, facendo incendiare le sedi dei giornali Avenir e Justice che l'ave-vano pubblicata e dando in mano ai banditi del suo stato maggiore i responsabili di quel del'itto di leso imperialismo. «Un maggiore francese prese una delle donne che avevano sottoscrit-to la petiaione, la rasó, incise sulla sua schiena la parala traditrice e la fece condurre da una pattuglia per le strade di Saigon»: lo riporta il New Times, e qui sorge il dubbio che a far scuola siano stati i ra-strellatori di Saló, che puré sono numerosi neila «Legione Straniera» in Indocina. E un ufficiale dichiara sorridendo all’inviato di The Nation: «Questa settimana gli indigeni uccisero ,uno dei miei. Ci recammo sul territorio dove era awenuto il confíitto, ci impadronimmo di pa-recchi nativi che lavoravano nei campi, legammo loro delle corde al eolio e li trascinammo dietro i , i automezzi. Dopo pochi kilo-metri erano morti». Sulla stampa progressista di tutto il mondo abbondano le documenta-zioni dei misfatti compiuti giornal-mente da coloro che pretendono d’essere vessilliferi della civiltá in Asia orientale: civili, vecchi, donne e bamhini uccisi a centinaia per rappresagiia, prigionieri legati a decine e gettati nei fiumi, tarturati nel modo piü atroce ed inumano. Ma anche ció si avvia alla fine: le forze imperialiste controllano solo piü i grandi centri costieri, mentre T80 per cento del territorio nazionale é Baldamente tenuto dalle forze di liberazione. Mentre la Francia sana e coscien-te ha proprio la scorsa settimana grMato il suo BASTA! sulle piazze alia «sale guerre», gli imperialisti di Parigi comprendono che la par-tita é ormai disastrosamente per-duta. L’offensiva su vasta scala con. dotta dai generale Leclerc alio sco-po di «stroncare completamente Tattività partigiana», é miseramente faillita. E presto, molto presto, un’altra giovane Repubblica sorge-rá in Asia, una repubblica che ha consacrato il suo diritto alia vha con anni ed anni di lotta senza quartiere, prima contro i giapponesi, poi contro i criminali inter-nazionali dell’ ammiraglio d’Angelieu. Presentiamo ai nostrl lettori, nel-la traduzione dell’autore dell’arti-colo due liriche del presidente della Repubblica Popolare del Viet Nam, dottor Ho Ci-minh. FIORI Leggo: un uccello selvático si posa sulla mia finestra. Firmo degli ordini. Come in uno stagno fiori prima- verili- si specchiano nel mió calamaio. Vittoria! — annunciano i corrieri che arri- vano, spossati. Allora, pensando a voi, scrivo questi versi e ve li offro. NOTTE D’AUTUNNO Tardi neila notte, medito dei piani; per il momento, ho un pó di riposo. II. vento d’autunno, la pioggia d’autunno, annunciano il freddo delTautunno. E subito sentó, tra l’autunno, tra le montagne di fronte, batiere il cuore. I partigiani sono giá di ritorno, e_la mia tazza non é ancora vuota. PETER KOLOSIMO 11 físico Albert Einstein ha annun-ciato nei giorni scorsi una sua nueva teoría sulle leggi che governano le due íondamentaU forze della naturi: la gravitazione e l’elettro-magnetismo. Questa intuizíone, alia quale il celebre scienziato ha dedi-cato trent’anni di lavoro, è conte-uuta in venti pagine, quattro equa-zioni e ventinove simboli mate-matici. esr— CULTURA A Pirano negli ultimi tempi l’at-tivitá del Circolo di Cultura Popolare Italiana ha lasciato alquan-to a desiderare per ia inoperosita e peggfo degli elementi vidaliano-cominformisti i quali nel mentre trascurano del tutto la assoluta necessitá di elevare la cultura delle masse lavoratrici della zona, tanto si adoperano per inventare e diffondere voci calunn ose su PP e sulla nuova Jugoslavia di Tito. Cansiderato questo stato di fatto il Comitato promotore ha rllevato la necessitá di ricostruire il CCP, e perció ha deliberato quanto ségue: 1) Di aprire le iscrizioni per l’ammissione di nuo-vi soci alio scopo di aliargare il CCP. 2) Di svolgere i lavori prepa-rativi della assemblea costitutiva- 3) Di sistemare ed aprire una sala di lettura con una ben for-nita biblioteca. I lavori vennero iniziati ¡inmediatamente, la biblioteca e la sala di lettura sono giá pronte. Le iscrizioni al CCP sono aperte e si prevede che entro il corrente íeb braio sará tenuta l’assemblea co-stitütiva. Frattanto vengono tenute setti-manalmente conferenze a carattere scientifico e cultúrale, con numeroso intervento di popolo. «Vi ho apprezzato come vescovo di Fiume tanto piú Vi apprezzo quale vescovo di Trieste» . . . Mussodini II dubbio che la denuncia alia pubblica opinione degli atteggia-menti e dell' opéralo típicamente faiscisti di certi arcivescovi e ve-scovi della nostra tormentata regio-ne potesse essere intesa ed¡ inter-pretata in senso diametralmente op-posto alie ragioni che ia ispirano ed ai fini con la stossa voluiti perseguiré, mi hanno indotto ad una attesa di oltre tre anni. Rilevato che durante questo lungo intervallo gli arcivescovi e ve-scovi in argomento, anziché dar prova di resipiiscenza e ravvedi-mento dai loro mal opéralo, in stridente contrasto con la loro mis-sione pastorale e con i principii del Vangelo di Cristo, perseverano come e peggio di prima, questa con-statazione lia eliminato ogni du,b-bio ed incertezza nei miei propositi di documentare e lumeggiare, a fine di bene, gli atteggiamenti e l’o-perato antipopolare di tali arcivescovi e vescovi, ognuno dei quali si é meritato la qualifica di «pa-store dell’Anticristo». Come ognun sa in data 11 feb-braio 1929 venivano solennemente sottoscritti in Roma gli «starici» Fatti del Laterano, altrimenti detti «La Conciliazione fra la Chiesa e 10 istato fascista». Attraverso la «Convenzione fi-nanziaria», che íormava la parte sostanziale di quei Patti, ia Chiesa e, per sssa il Vaticano, riceveva dail fascismo un miliardo e sette-centocinquanta miiioni di lire ita-liane di aliara, corrispondenti a 175 miliardi di lire attuali, estor.te al popolo italiano. II fascismo a sua volta, attraverso la firma dei Patti stessi da parte del Papa, sommo pontefice della Chiesa — la cui continuitá é garantita da Cristo suo fondatore — riceveva l’avallo della sua «continuitá nei secoli futuri», come ebbe piü volfe a proclamare Mussolini suo fondatore e duce. Questo ignobile scambio di de-naro con valori morali e prestigio venne giá aliora definito «atto di simonía del Vaticano col governo di Mussolini» da un alto esponente dell’Azione Cattolica di Venezia ad un suo collega di Udine che con-divideva lo stesso giudizio, riferen-domi l’episodio e le sue impresioni al r'iguardq. Per meglio tramandare ai posteri 11 ricordo dello «storico evento» venne, pe,r 1’oocasione, ricavato un quadro nel quale figuravano le im-magini dei suoi principali prumo-tori ed artefiei, ossia del papa Pió XI, del duce del fascismo e di Vit-torio Emanuele allora re d’ltalia, poi imperatore di Etiopia ed infine re di Albania. Quel quadro doveva essere oonservato «a perenne ricordo» presso ogni famigiia di buon cattolico e di fedele fascista che, secondo le intenzioni e le finalitá perseguite dagli artefiei di tali patti, dovevano avere lo stesso signi-ficato, equivalendo buon cattolico a fedele fascista e viceversa. Ognun sa bene anche quale sia stata la fine dei tre personaggi raf- f. igurati nel quadro e di ció che ognuno d’esai rappresentava. La dimostrazione e prova di quale in realtá fosse il signiíicato di quel quadro é data dai fatto che oggi la sua presenza presso una qualsiasi famigiia di onesti lavora-tori rappresenterebbe quanto di piü odioso e ripugnante possa essere concepito. Fra i mercanteggiamenti, gli scamhi, le compensazioni ed i ba-ratti che hanno contraddistinto e caratterizzato le trattative e gli accordi per addivenire alia conclu-siorie dei Patti del Laterano figura anche la eessione del Vaticano al fascismo delle teste dell’arcivesco-vo di Gorizia mans. Sedej e del suo suffraganeo, vescovo di Trieste, mons. Fogar. Forse in questo caso il Vaticano, invidioso deba celehritá acquistata da Erode Antipa con la eessione a Salomé della testa di Giovanni Battista, ha voluto seguirne l’esempio col sacrificare per denaro ció che Erode ha sacrificato cedendo alie grazie ed al fascino di Salomé. Che effettivamente ci sia stato un «do ut des», o, meglio, che ci sia stato mercanteggiamento e ba-ratto fra Vaticano e fascismo con-cernente le teste dei due menzio-nati vescovi, risulta accertato ed evidente, oltre il resto, dai seguenti fatti: A pag 132 e 133 del VII vol. degli «Scritti e discorsi di Benito Mussolini — Ulrico Hoepli — Milano 1934» si legge: «Neila grande assemblea tenuta a Palazzo Venezia il 14 sett. 1929 (sette meisi dopo ia firma dei patti del Laterano) il duce dichiarava: La Chiesa co-nosce la dottrina fascista dello stato, la cui formula é mia del 1923 e ciic ¿liona: Tutto neüo stato, nien- te al di fuori dello stato. Ora dai rapporti dei prefetti risulta che il clero italiano é nello stato italiano, cioé ossequiente alie leggi dello stato e spesso ossequiente al regime. Salvo alcune proyince di coñ-fine e tre province dell’aJta Italia, in tutto il resto, e sopratutto nel mezzogiornoi, til clero é perfetta-mente a posto e non chiede che di collaborare con le autoritá costi-tuite.» , ; | | Non occorre un grande intuito per comprendere a quali rappresen-tanti del. clero si riferisse l’ecce-zione mussoliniana di «alcune province di confine» nel quadro idil-liaco da lui ahora tracciato. Gli atteggiamenti e l’operato, in assoluto contrasto con quelli dei loro predecessori, tenuti nel governo della archidiocesi di Gorizia da parte di mons. Margotti e nel governo della diócesi di Trieste da parte di, mons. Santin, sono la prova certa e documentata che il fascismo ha reclamato ed ottenuto ia testa di mons. Sedej e di mons. Fogar per diffondere la mística mus- (Continua in IV. pag.) NUOVI COMPITI A TTENDONG LA GiüvLMV I SUCCESSI DEL 1949 SPRONE per il lavoro dell’anno in corso L’anno 1949 si é chiuso con gran-di successi. II popolo lavoratore del Circondario Istráano, upitq al; suo Potere Popolare ha bruciato un’altra tappa decisiva nel migliora-mento delle propxie condizioni, un’altra tappa decisiva verso un mi-gliore avvenire. Anche ia gioventü, assieme al po-po.o lavoratore h adato nel 1949 il suo notevole contributo. A tutti é noto che le Brigate Giovanili hanno lavorato neila Valle del Quieto, sulla Strada Smarie—Nova Vas, sulTAutostrada «Unitá e Fra-tellanza», neila Selva di Tarnova ecc. ecc. A tutti é noto che la gioventü ha figurato nelle prime file neila costruzione delle Case Coo-perativistiche, nel lavoro volonta-rio su altri obiettivi e nel risol-vimento dj altri problemi econo-mici. Tutto Ció malgrado i tenta-tivi controrivoluzionari dei nemici del socialismo, i quali si sbagliano della grossa se credono di fermare il nostro cammino. La gioventü Istriana, va avanti perché sá che si costruisce un migliore avvenire. La lotta di Liberazione ci ha portato il Potere Popolare, aprendo cosi ai nostri lavoratori la strada verso il benessere; per questo ia IX Assemblea dei Comitato Popolare Circondariale, ha approvato il piano económico per l’anno 1950, nel quale sono previsti lavori che saranno un’aitro passato decisivo verso un migliore avvenire, un pas-so decisivo verso quella che é la meta asipirata neila lotta dei iavora-tori di tutto il mondo: II Socialismo■. Il piano económico, prevede; incremento e modernizazzione della nostra agricoltura, la formazione di nuove. cooperative agricoie di pro-duzione, l’aumento della produzione industríale in genere, la costruzione di case cooperativistiche, di scuole, lavori di bonifica, sviluppo della cultura, incremento deU’educazione física, dello sport e della técnica popolare. : i ; ; . 5J Sotto la guida del Partito Comunista e al fianco del popolo lavoratore, anche la gioventü dará il suo contributo per la realizzazione del piano económico annuale, ap-plicando giustamente tutte le espe-rienze del lavoro svoltp sino ad oggi. — Compito principale della gioven- tü sará quello di impegnarsi nello studio per essere cosí >in grado di risolvere onorevolmente i problemi che riguardano i giovani e la nostra collettivitá. Lo sviluppo uiteriore e la formazione di nuove cooperative di produzione richiederá da parte delia gioventü il massimo impegno nei-Tambito della vita económica, precipuamente la preparazione e l’inci-tamento dei giovani ad essere in testa neila lotta per la socializza-zione e per Faumento della produzione nelle campagne. Nelle fabbriche essa avrá il compito di dare la sua attivitá per Faumento sempre piú intenso della produzione nell’ ámbito delle brigate. Pure queat’anno sta di fronte al-ojiap ouoizBTrixqoui e[ nmaAcn8 tradizionaii brigate gióyanili del lavoro, che verranno impegnate su vari obiettivi nel circondario ed in Jugoslavia. Compito onorevole ed importan-tissimo sará quello della preparazione professional dei giovani ap-prendisti ed il lavoro di rieduca-zione tanto necessario fra la gioventü delle scuole italiane. Cosí pure dovranno essere dedicate le massime cure alio sviluppo dedi’educazione física quale sport di .massa ed alia técnica giovanile quale mezzo per la diffusione della técnica- Forti delle esperienze passate e di quelle deilla gioventü Popolare della Jugoslavia e del suo aiuto, i nostri giovani sapranno certa-mente raggiungere le mete che si sono prefissi e svolgere degnamen-te il ruolo che loro viene assegnato nell’ambito del piano económico. La gioventü, assieme a tutti i lavoratori del nostro circondario, saprá fare il suo dovere perché guidata giustamente dai Partito Comunista e con ció contribuirá pure con l’aiuto diretto alia lotta della gioventü della zona A impegnata neila difesa dei suoi piü eiemen-tari diritti dali’oppressione imperialista. Con ció fará il suo dovere internazionalista in risposta a tutti i campioni del frazionisino comin-formista- 11 suo motto sará; «Tutti e tutto per la realizzazione del piano » „..............-_______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ lllllIllllillIlllllllIlllllIllllllllllllllllllllMllllllllllllllllllllllimilllllIIIlIlIUimilllllllIllinimiillilllIIIIIIMIlillIlimlllimiIlllllItlII) IIIIIII1IIIIIíIIIIIIIIIIII|[|I1IIIH1IUIIIIIIIIIHIIIIIIII1IIÍHIIIIIIIIIIIIIIIII1II1IÍIIIIIIIIIIIIIIIHIIIIIIIIIII!IIIIIII!IIIIIII!IIIIIIIIIIIIIIII!IIIIIIIII1IIIIIIIIII1IIIIIIIIIII:I IV puntata di Jack London Qual’é la prova delia veritá. gio-vanotto? Volete avere la bontá di spiegarci ció che ha per tanto tempo imbarazzato teste piü sagge della vostra? — Certamente, rispóse Ernesto con quella sicurezza che li mette-va in collera. Le teste sagge furono lungo tempo e miseramente imba-razzate per trovare la veritá perché andavano a cercarla nell’aria, lassü. Se fossero rimaste sulla terrafer-ma, l’avrebbe.ro fácilmente ferova-ta. SI, quei saggi avrebbero seoper-to che essi medesimi mettevano alia prova precisamente la veritá in ciascuna delle azioni e delie idee pratiche dalla loro vita. — La prova! il criterio! ripeté con impazienza il dottor Hammer-field. Lasciate da parte i preamboli. Dateci il criterio della veritá, e diventeremo come Dei. C’era in queste parole, e nel modo in cui erano pronuncíate, uno scetticismo aggressivo ed irónico che la maggior parte dei cor-.vitati gustava in silenzio, sebbene il vescovo Morehouse ne semnrasse spiacente- — II dottor Jordán (1) l’ha sia-bilita molto chiaramente, rispóse Ernesto. II suo modo di controlla-re una veritá é questo: «Funziona essa? le affidereste voi ia vostia vita?» — Bah! sogghignó il dottore JTammerfield. Nei vostri calcoli di-menticate il vescovo Berkeley (2). A. quest’uomo, in definitiva, non fu íiiai rispasto. ^ — II piü nobile metafisico della confraternita, disse Ernesto riden-do, nía scelto male come esempio. Si puó prendere lo stesso Berkeley come testimonio del fatto che la sua metafísica non funzionava. Ad un tratto il dottor Hammer-field entró completamente in collera, come se avesse sorpreso Ernesto in atto di rubare o di mentiré. — Giovanotto, gridó con voce to-nante, questa dichiarazione é de-gna di tutto quanto avete detto stasera. E’ un’asserzione ignobile e priva di fondamento. — Eccomi schiacciato, mormoró Ernesto con compunzione. Disgra-ziatamente, ignoro che cosa mi ab-bia colpito. Si deve mettermelo in mano, dottore. — Perfettamente, perfettamente, balbettó il dottor Hammerfield. Voi non potete dire che il vescovo Berkeley abbia testimoniato che la sua metafísica non era pratica. Non ne avete prove, giovanotto, non ne sa-pete nulla. Essa ha sempre funzio-nato. — La migüor prova, ai miei oc-chi, deil fatto che la metafísica c£i Berkeley non funzionava, é questa, che Berkeley stesso (qui Ernesto riprese tranquillamente fiato) ave-va l’abitudine inveterata di passa- re attraverso le porte e non attraverso i muri: ch’egli affidava la sua vita a pane e burro e solido arresto: che si faceva la barba con un rasoio che funzionava bene. — Ma queste sono cose contin-genti, gridó il dottore, mentre la metafiisica é una cosa dello spirito. — E funziona in ispirito? demandó dolcemente Ernesto. L’altro fece un segno di consenso. — E, in ispirito, una moltitudme di angelí puó danzare sulla punta di un ago? continuó Ernesto con aria pensosa. E puó esistere un dio barbuto che beve olio, in spirito, perché non ci sono prove del con-.. trario, in ispirito? E suppongo, det-tore, che voi vivíate in ispirito. — Si, il mió spirito é il mió regno, rispóse l’interpellato. — Questo é un a'tro modo di oonfessare che voi vívete nel vuoto. Ma tórnate in térra, ne sono certo, all’ora di pranzo, o quando soprav-viene un terremoto. Mi direte voi che non avete nessuna apprensio-ne durante un cataclisma di questo genere, essendo oonyinto che il vo-stro corpo non sostanziale non puó essere colpito da un mattone im-materiale? Istantaneamente. e in modo del tutto incosciente il dottor Hanuner- field si portó la mano alia testa, dove una cicatrice era nascosta sotto i capelli. Per caso, Ernesto si era servito di un esempio appro-priato. Durante il grande terremoto (3), il dottore per poco non era stato ueciso dalla caduta di un consignólo. Tutti scoppiarono in una risata. — Ebbene? domando Ernesto quando l’allegria si fu calmata, aspet-to sempre le prove del contrario. E nel silenzio generale egli aggiun-se: — Non é cattivo l’ultimo dei vo-stri argomenti, ma non é ancora quello ri'solutivo. Il dottor Hammerfield era temporáneamente fuori combattimento, ma la battaglia continuó in altre di-rezioni. Di punto in punto, Ernesto sfidava i ministri. Quand’essi pre-tendevano di conoscere la . olasse operaia, egli esponeva, su questo soggetto, veritá fondamentaü ch’es-si ignoravano, e li sfidava a con-traddirlo. Serviva loro fatti, sempre fatti, reprimeva i loro slanci verso la luna e li riconduceva in un terreno solido. Come ricordo tutta quella scena! Mi sembra di udire Ernesto, col suo tono battagliero, colpire i pastor! con un fascio di fatti, ciascu- no dei quali era una verga sferzan-te. Ed era spietato. Non domanda-va e non concedeva quartiere. Non dimenticheró mai la batosta finale che inflisse loro: — Voi avete riconosciuto stasera, a molte riprese, con le vostre con-fessioni spontanee e con le vostre dichiarazioni d’ignoranza, che non conoscete la olasse operaia. Di ció non vi biasimo, perché come pro-treste conoscerla? Non vivete nel medesimo ambiente, voi pascete in altri prati, con la classe capitalista. E perche vi comportereste diversamente? La classe capitalista é quella che vi paga, vi nutre, vi veste di abiti che indossate stasera. In cambio, voi predícate ai vostri protettori le bridóle di metafísica che sono loro particolarmente pia-cevoli, e che essi trovano accetta-bili perché non minacciano l’ordi-ne sociale stabilito. A queste parole si levarono proteste attorno alia tavola. — Oh! io non metto in dubbio la vostra sinceritá, proseguí Ernesto. Voi siete sinceri: quello che predícate, lo credete. In questo consiste la vostra forza e il vostro valore agli occhi della classe capitalista. Se voi pensaste a modificare l’ordine sta-bilito, la VQfttra predicaz ione diven- terebbe inaccettabile per i vostri protettori, e voi vi fareste metiere alia porta. Di quando in quando, taluno di voi é congedato cosi. Non ho forse ragione? (4). Questa vol’ta, nessuno dissenti. Tutti osservarono un silenzio significativo, salvo il dottor Hammerfield che dichiaró: — Quando il loro modo di pensare é inaccettabile. Dunque, ve lo dico con tutta sinceritá, continúate a predicare e a guadagnare il vostro denaro, ma, per amor del cielo, lasciate tranquilla la classe operaia. Voi non avete nuila in comune con essa, voi appartenete al campo nemico. Le vostre mani sono bianche perché altri lavorano per voi. I vostri stomachi sono pie-ni e i vostri ventri sono rotondi. (Qui il dottor Ballingford fece una leggera smorfia, e tutti quardarono la sua corpulenza prodigiosa. Si di-ceva che da molti anni egli non aveva visti i suoi piedi). E i vostri spiriti sano infarciti di una calce di dottrine che serve a cementare i muri maestri dell’ordine .stabilito. Siete dei mercenari, sinceri, lo am-metto, ma come erano sincere le guardie svizzere che, servivano l’an-tica monarchia francese. Siate fe-deli a coloro che vi danno il pane e il sale e lo stipendio: sostenete con la vostra predicazione gli interessi di coloro che vi impiegano. Ma non sceridete alla classe operaia per offrirvi come íalse guide. Non potete vivere onestamente nei due campi ad un tempo. La olasse operaia ha fatto a meno di voi. Credetemi, continuerá a farne a meno. E inoltre, se ia caverá me-giio senza di voi che con voi- 1 2 3 4 (1) Celebre professore, presidente dell’Universitá di Standford, fondata mediante una dotazione. (2) Monista idealista che imba-razzó a lungo i filosofi del suo lempo negando l’esistenza della materia; ma i suoi sottilA ragionamenti finirono per crollare quando i nuo-vi dati empirici della scienza furono generalizzati in filosofía. (3) II grande terremoto che di-strusse San Francisco nel 1906. (4) A quell’epoca molti ministri furono espulsi dalla Chiesa per a-ver predicato dottrine inaccettabi’4; sopratutto quando la loro predica-zione era tinta di socialismo. GLI SPORT INVERNALI E LA NOSTRA GIOVENTU’ Largamente praticati per interessamento dell’ U. Q. A. Su iniziativa del Comitato Cir-condariale dell’UGA ed in accordo con il Comitato Centrale della Gioventu popolare della Slovenia, e stato organizzato un corso sciistico per gli studenti delle scuole medie che ha avuto la durata di sette gior-ni. A1 corso hanno partecipato 55 giovani studenti di tutte le nazio-nalita che hanno trascorso assieme il periodo di tempo in un’atmosfe-ra di fratellanza e di gioia. Tutti gli studenti da noi interro-gati al loro ritorno, hanno espresso la loro soddisfazione per aver chi ecc. Insomma l’utile col dilet-tevole. La disciplina, tranne qual-che piccola trasgres'sione, era buo-na, anche, perche i dirigenti del corso non allentavano mai le briglie ed esigevano il rispetto del regime di vita che si adatta al vero sporti-vo. Da Bled, dove erano alloggiati in uno dei piu belli alberghi d’Eu-ropa, il «Toplice/), i giovani studenti hanno iatto pure una gita all’in-cantevole Vintgar, ammirandone le bellezze naturali. Al ritorno, accolti dai rappresen-tanti della gioventu slovena, i cor-sisti si sono fermati a Lubiana do- ODRED DI LUBIANA - RAPPRESENTATIVA ZONA B3-1 (1-1) DI FRONTE “ALLA CLASSE D E GLI OSPITI ffši isiriani si arenano dopo aver subito un rigore Folla di spettatori oggi nello sta-dio di viale Venezia per ass'istere all’atteso incontro che opponeva la rappresentativa della zona B, al-l’ODRED di Lubiana, militante nel campionato di II lega Jugoslavo. L’attesa non é andata delusa poi-ché oggi gli sportivi capodistriani hanno potuto assistere ad un sag-gio di bel gioco, offerto da amfce-due le squadre, che hanno lottato con spirito agonístico e con foga per ottenere la vittoria. Questa é spettata ai migliori, ai piü tecnici giocatori dell’Odred i quali, con un gioco aperto e a largo respiro hanno impegnato duramente la difesa istriana. Perno della quale é stato il bravo Perentin oggi uno dei migliori in campo, assieme all’anziano, ma sempre gio-vane, Corbatto e Milloch. L’Odred é una squadra oinoge-nea, composta da giovani elementi che hanno ottime prospettive per il futuro. E’ compito ora di Gigi quel-!o di portare questa squadra al rag-giungimento del massimo campionato Jugoslavo. Della rappresentativa istriana non poss'iamo che dire un gran bene. Essa ha opposto alia técnica avver-saria la sua foga, il suo impeto, il suo cuore ed é stata piegata solamente da un rigore concesso dal-l’arbitro per un fallo di Corbatto ai danni di Hazier. Rigore che avrebbe potuto essere anche non fischiato, dato che le squadre erano entrambi in paritá, il fallo c’era e la decisioné spetta all’arbitro. Ritornando al nostro argomento, aggiungiamo che la rappresentativa ha difeso egregiamente i colori i-striani e che scelta migliore non -poteva esser fatta. tenuto conto che al bravo Scher si presentava il problema di affrontare una squadra che ha fra i suoi elementi due giocatori selezionati per partecipare ai campionati mondiali di calcio. La squadra, a nostro avviso, ha giocato bene e ad essa non poteva essere chiesto di piü. Uno sguardo ora ai giocatori. Del-l’Odred ci sono piaciuti: Medved, che ha giganteggiato in campo, Per. H ODRED: Segala Medved, Berginc(Piskar) - Benvenuti, Fajon (Ales-Isio), Pertot - Kumar, Smole, Paoletti, Keržan e Hazier, p RAPP. ZONA B: Dobrigna, Perini, Corbalto - Milloch, Perentin, A-*’pollonio - Gordini, Žago, Degrassi, Pugliese, Zetto. |i ARBITRO: Cravagna. SPETTATORI 2000 circa, terre no pesante. otti che ha fatto una egregia figura al fianco di Fajon, inesauribile fornitore dell’attacco e stroncatore delle offensive avversarie. Segala ha compiuto alcuni difficili intervenu. Del quintetto attaccante, Kerzan e Kumar hanno fatto cose e-gregie. L’undici istriano ha trovato in Perentin il suo baluardo; a suo fianco Corbatto e Miloch non hanno sfigurato. Dobrigna ha compiuto alcuni difficili intervenu che hanno strappato l’applauso della folia. Nell’attacco il miglior uomo è stato Zago, bene coadiuvato da Zetto e Pugliese. Gordini ha fatto pure il suo dovere, emulato da Degrassi. L’arbitro ha mancato qualche Volta di tempestività ma in complesso ha svolto il suo dovere. Ed ecco i dettagli tecnici Rassegna delle squadre europee che parteciperanno ai Campionati del mondo IL MAESTRO DA’ DEI CONSIGLI AGLI ALLIEVI potuto apprendere le prime nozio-ni di una speciality sportiva, che in Istria non e stata mai, all’infuori di pochi privilegiati, praticata. I nostri giovani sono rimasti en-tusiasti per l’accoglienza avuta nel-la vicina repubblica da parte dei rappresentanti della gioventu slovena, che hanno fatto di tutto per prevenire i loro desideri. Partico-lare ammirazione ha destato in loro l’incantevole localita di Bled, una volta ritrovo della grassa boi • ghesia mondiale, oggi luogo di ri-poso e di svago per i lavoratori della Jugoslavia socialista ed eccel-lente fe stato il trattamento avuto. L’attivita del corso consisteva in lezioni pratiche di sci, conferenze di attualita politica, gare di scac- ve, visitando la biblioteca universitaria, hanno potuto constatai e quante cure si dedicano in Jugoslavia alie istituzioni cultural) del po-polo lavoratore. A malincuore i nostri giovani, che avrebbero voluto rimanere ancora a godersi la sana vita fra le montagne della Slovenia» hanno fatto ritorno, augurandosi di poter ancora tornare e dimostrare il loro progresse in questi pochi giorni di corso, lasciando, beniteso, a casa il íar-dello dei capitomboii, inevitabili coi primi passi. E’ da augurarsi che simili inizia-tive si ripetano più spesso per dare la possibilité alla nostra gioventù di specializzarsi anche in questo e-sercizio sportivo. In Europa, generalmente, si pra-tica un tipo di calcio pesante e duro, ma contenuio entro i limiti della lealta sportiva e della cavalle-ria. Gli inglesi si sono dimostrati assoluti «padroni» del sistema ed hanno fatto del terzo terzino, il vero fulcro del gioco. Una rigorosa marcatura degli- avversari ed una scrupolosa applicazione di tulle le rególe sistemiste, fanno del calcio un modello di perfezione che po-trebbe, appunto perché geométrico, essere superato soltanto da una squadra che applicasse il «metolo» s'enza esitazione. Dopo il calcio inglese, si notano i notevoli progres-si del calcio svedese rispetto alie esibizioni degli ultími anni. Anche in Svezia é stato introdotto il «sistema» con ottimi risultati e pos-siamo pronosticare che nei campio- CONTINUA LA LOTTA PER LA CONQUISTA PELLO SCUDETTO si affillano le armi per detronizzare r Arrigoni dal posto di comido Í£-jS§ffifc££ÍBS£i^_. -T£S3g Dopo il risultato a «sensiazione» di domenica scorsa, per domenica prossima 12 febbraio, il campionato del TLT ha un programma quasi di distensione se si esclude il confronto diretto tra la rediviva Pon-zianina e il rullo compressore iso-lano .11 Pirano infatti giocherá a Trieste contro la sempre mite Opi-cina e la sua trastería non da al nervi. Anzi un’incontro di questa por tata é proprio quello che ci vuole al Pirano dopo il malessere técnico che l’ha colpito domenica scorsa a Capodistria contro il MEDUSA. Era comunque prevedibile che una volta o l’altra la squadra piranese avrebbe attraversato un periodo di crisi tenendo presente la sfuriata e lo aforzo fatto neila prima parte del campionato. Si poteva pensare che senza un avvi-cendamento giusto non sarebbero apparsi i sintomi della stanchezza? E del resto, come dicevamo, questo criterio di daré ora al Pirano un pó di respiro facendolo incontrare l’Opicina, é una vera distensione di nervi. E’ proprio il caso che i tifosi bianco-rossi disperino? Certo che se la crisi non si risolve rápidamente le sue conseguenze potreb-bero essere irreparabili, ma ancora un filo di speranza lo da la Fdn-zianina encontrando sul suo terreno 1’ARRIGONI che potrebbe (ma ci crediamo assai poco) inciampare come hanno fatto i Campioni del TLT. Indiscutibile che la partita sia apertissima, ma abbiamo le prove chi sia l’Arrigoni. Anche se la Ponzianina ha ripreso fiducia vin-cendo TAurora non sará pero la stessa cosa con la squadra isolana che non giocherá affatto rimaneg-giata come ha fatto l’undici capo-distriano. L’Arrigoni é in ascesa e si batiera come al suo soiito. Or-mai non pos,sono piü permettersi il lusso di regalare a piene maní dei punti estrenuamente necessari. Non dimentichiamo che ¡sono in testa alia classifica con un sol punto di scarto dal Pirano il che significa che un pareggio od una gara persa vuol dire una nuova frittata di cui il beneficiario sarebbe ancora il Pirano. II Montebello continua sulla stra-da dei guai. Verrá a Capodistria per incontrare un Medusa «fuori serie». II disco rosso non potra variare ... II S, GIOVANNI, dopo la bella prova di domenica scorsa contro il S. Anna ospiterá la gio-vane ed inesperta squadra dei Go-rizia che da un po’ di tempo a questa parte ha perso il regista. Il S. Giovanni non si presterà cer-tamente al gioco dei goriziani, ed abbiamo anche qui un pronostico facile 3 a 0 in favore del S. Gio-vanni. U S. ANNA ospiiterà (se arriverà) l’Umago. Anche questo incontro non si presenta difficile per i triestini, ben affiatati e resisi accorti dopo PONZIANINA — ARRIGONI, Trieste Síadío I. Magg’o ore 8.31 S. GIOVANNI — GORIZIA, Trie-s!e Síatlio í. Magg'o ore íl.33 OFICINA —. PIRANO, Tries'e Sír.-d o I. Masglo ore 10.09 £..• ANNA — UMAGO, Tíieste Sta-d o I. Maggio ore 1'.33 MEDUSA — MONTEBELLO, Sia-dio CapotTsir a ore 9.33 CíTTANOYA — NOVA GORIZIA, Stadio CapocV.sli'.a ore 14.33 VívTENEGLiO -- AURORA, non ufficialmeníe designaba. l’inceppamento col S. Giovanni (1 a 1). La posizione dei santannini in classifica è delle più floride e la via, alio scudetto non è affatto preciosa. C’é poi l’affare dei forfait a ripetizione ormai di moda ' negli umaghesi. Nutriamo buone speranze comunque che per dome-nica essi abbiano a presentarsi in campo. In un campo neutro (non per de-signazione ufficiale, ma per ragioni tecmiche) avremmo il confronto^ tra il Cittanova ed il Nova Gorlzda. Esaminando queste due squadre os-serviamo i fattori opposti: II Cittanova esce or ara da un 13 a 2 inflittogli dall’Arrigoni e difficil-mente la squadra di Fiorenza potra ritrovare in questa settimana il morale da poter contrastare la maroia di un Nova GORIZIA che da un pó di tempo a questa parte semina retí tipo Arrigoni. Anzi sará proprio interessante constatare se l’efficenza del Nova Gorizia é cosa positiva e se veramente questa squadra ha intenzione di preparsi un galoppo di allenamento per incontrare e contrastare il passo ai «cannoni» del TLT. Si dovrebbe disputare domenica prossima puré l’incontro tra il VER-TENEGLIO e l’AURORA ma sino albora che andiamo in macchina nessuna conferma ci é pervenuta in proposito. Comunque se l’incon-trq avrá regotare svolgknento il Verteneglio dovxá fare gli onori di casa ai Campioni del TLT of-frendo loro la . - . rete. nati mondiali in Brasile i rappresentanti di questa Nazione finiran-no nei primissimi posti. Piü modesto appare invece il calcio dáñese. La Danimarca, pur avendo compiuto sénsibili progressi, non pare ancora all’altezza delle grandi com-pagini auropee. La Francia attraversa un periodo di assestamento. Evidentemente non si é ancora rimessa completamente del depauperamento operato dalla guerra e la stessa squadra del «Ra-cing», forse la migliore, non ha mai dato l’impres'sione di poter corobat-tere con armi pari con le vedette di altre nazioni. La Jugoslavia é certamente la nazione balcánica piü progredita. In questi ultimi tempi si é compor-tata assai bene ed é di quesia estáte una sua chiara vittoria sui nor-vegesi. Dall’incontro vittorioso di Firenze é stata confermata la rag-giunta efficenza della squadra e la temibilitá in campo internazionale. La vittoria di Firenze, con la Francia, ha qualificato la Nazionale Ju-goslava al girone finale della Cop-pa del Mondo. Dobbiamo fare della Scozia, come della Jugoslavia, senz’altro una delle favoríte al titolo di Campione Mondiale 1950. La Scozia, paese di gente rude, mass'iccia, atleticamente a posto, in questa sua prima uscita ufficiale in un campionato mondia-le, dirá certamente una parola decisiva per la conquista del massimo titolo. Quando si riesce a battere a Londra la nazionale inglese con netto scarto, come hanno fatto gli scozzesi neila primavera di quest’ anno, ogni méta é raggiuíigibile. Siamo certi che uno dei primi quat-tro posti a RIO sará conquis'tato dalla Scozia. E veniamo ora allTtalia, al pub-blico, alia gran massa dei tifosi mol-to sénsibili e dai nervi molto eccita-bili come i «cariocas». L’irritazione di cui spesso hanno dato prova i componenti delle squadre italiane, sempre pronti a discutere le deci-sioni arbitrali, irritati a volte contro gli stessi s'egnalinee quando non addirittura disposti a passare a ) ie di fatto, ci hanno ricordato singolar-mente campi brasiliani, argentini, uruguajani ecc. dove queste cose av-vengono regolarmente. Dal punto di vista técnico non abbiamo la pretesa di giudicare il valore del calcio «azzurro». Ma abbiamo la sensazione precisa che gli italiani saranno avversari pericolos'issimi per chiun-que. Malgrado la dolorosa. perdita súbita dal calcio azzurro a Superga, ..nel vivaio, che ha dato tanti indi-menticabili campioni, non mancano le promesse e le premesse di un ottimo comportamento a Rio de Janeiro. Nessuno potra dire di avere gli Jtaliani in tasca nel girone finale. La presenza dei calciatori i-taliani, jugoslavi, inglesi, sará una attrativa non comune in una lotta di titani. GINO VOLPATO All’inizio dopo alcune azioni al-terne, la rappresentativa incomin-cia a premere verso la porta del-l’Odred. Azioni di contropiede ven. gono condotte dáll’Odred e, su una di queste, Dobrigna compie due difficili interventi sui piedi di Paoletti e Kerzan. L’Odred poi attacca a sua volta, ma in una azione di contropiede, verso la mezz’ora, Zetto riesce a battere Segala con un tiro folgorante di sinistro, e cosí la rappresentativa é in vantaggio. La reazione dell’undici di Lubiana non s'i fa aspettare e nell’area di Dobrigna si svolgono alcuni fu-riosi attacchi, peraltro bene sven-tati da Perentin e Corbatto. La pressione dell’Odred continua, re, gistriamo alcuni tiri al fulmicotone di Kerzan e di Paoletti, respinti dalla traversa a portiere battuto. La superioritá dell’Odred pero viene concretata al 40 del primo tempo da Hazler che, con un tiro angolato sulla destra da pochi passi, batte Dobrigna. Nei restanti cinque mi-nuti si svolgono azioni alterne. Neila ripresa é la rappresentativa istriana che attacca. Assistiamo a delle belle triangolazioni fra Zetto - Degrassi - Zago ed a ripetuti tiri che costringono Segala ed emulare Dogrigna. Al 32 abbiamo il íat-taccio, Corbatto carica alie spalle Kerzan mentre questi é in fuga ed é appena entrato nell’area di rigore istriana. Cravagna non esita a fischiare e ad indicare il disco bianco. Fischi di disapprovazione accolgono la decisione dell’arbitro e Corbatto fa cenno di allontanar-si dal campo, subito dissuaso peró da Perentin. Incaricato del tiro è Piskar il quale non ha difficoltá a battere Dobrigna con un tiro sec-co sulla destra. II rigore ha affievo-lito lo slancio della squadra Istriana la quale ha qualche istante oi smarrimento, ma poi si riprende un pó. Si svolgono poi azioni alterne ed affiora qualche rudezza da ambo le parti. Ma al 40 del secondo tempo Paoletti, approfittando di un pas'saggio corto di Perentin al-l’indietro verso Dobrigna, scatta sulla palla e la fá spiovere in rete alie spalle di Dobrigna. Poi, sino alia fine, si susseguono azioni alterne in una delle quali si svolge una furibonda mischia setto la porta di Segala che viene caricato, ma riesce a sventare la minaccia. Registriamo ancora un tiro di Gordini che colpisce la traversa, indi la fine trova l’Odred all’attacco. — O — I mondiali di sci LAKE PLACID — Sono comunícate ormai ai campionati del mondo dello sci a Lake Placid, che é al confine fra lo Stato di New York e il Canadá, le gare nordiche. Presto ad Aspen, nel Colorado, avranno i-nizio le gare alpine. Per una migliore utilizzazione del materiale atlético di cui la Federazione dello Sci dispone, l’Italia ha mandato in A-merica una donna: Celina Seghi, e quattro uomini: Zeno Coló, Silvio Alverá, Albino Ilverà e Gartner. Dopo nove giorni di sciopero (Continuazione dalla I. pagina) Programma ciclistico per Panno 1950 Febbraio 12 _ Trieste: Ciclo-Cross Coppa UCEF, org. dall’UCEF Marzo 5 — Trieste: I Corsa su strada Premio d’Apertura (selezione Coppa Caldirola) 12 — Milano: partecipazione della rappresentativa alia Coppa Caldirola 12 — Trieste: Gran Premio dei Giovani Pedalatori (allievi) 19 — Capodistria: Criterium di Semedela (dilettanti ed allievi) Aprile 2 — Trieste: Coppa «Boris Sker-levaj» org. S. S. Opicina 10 — Trieste: Coppa Velo Club Trieste (dilettanti) 23 — Trieste: Gara per allievi 30 «■— Capodistria: Coppa I Maggio Internazioale dilettanti Maggio 1 — Trieste: II Tappa «Coppa I Maggio» 2 —- Capodistria: Criterium Cicli- stico Internazionale per dilettanti 21 — Trieste: gara per allievi 14 — Trieste: Coppa del Carso (dilettanti) 24 — Zagabria: Partecipazione della rappresentativa al Giro internazionale della Croazia e Slovenia 27 — Vienna: Paftecipazione della Rappresentativa alia Vienna Zagabria (internazionale) Giugno 4 — Trieste: Gara per allievi 18 — Trieste: Giro del TLT «Coppa Trieste Sport» int. dilet. 23 — Capodistria: Coppa del gior-nale «La Nostra Lotta». Luglio 9 — Trieste: «Coppa Nino Udovic» org. S. S. S. Giovanni 16 — Trieste: Gara per allievi 22 — partecipazione della Rappresentativa al Giro dell’Austria 25 — Capodistria: Campionato capo-distriano allievi org. C. C. Istria Agosto 6 — Trieste: Gara per dilettanti. 13 — Trieste: «Gran Premio Ferra-gosto per allievi» 27 — Torino: partecipazione della Rappresentativa al Giro del Piemonte Setiembre 10 — Trieste: Boschetto — Caccia-tore a cronometro per dilettanti ed allievi 17 — Capodistria: Criterium Internazionale org. C. C. Istria Ottobre 5 — Belgrado: Partecipazione della Rappresentativa alia corsa internazionale «Belgrado Zagabria—Belgrado». 10 — Belgrado: Partecipazione al Criterium di Belgrado 12 — Skoplie: Partecipazione al Criterium di Skoplie 15 — Sarajevo: Partecipazione al Criterium di Sarajevo Novembre 7 — Pola: Partecipazione della Rappresentativa al «Trofeo Istria Libera». voro fuori orarlo, è vero che il sin-daco, il vescóvo ed altri importanti personaggi dimostrano a parole di simpatizzare con gli scioperanti, sará anche vero che non giungendo ad una conclusione si permetterá ad altre categorie di entrare in agítazione, ma ció che è stato fatto e detto fino ad oggi risulta prova-tamente inadeguato a conseguiré l’obiettivo, che è poi qued misera-bile aumento sulla contingenza del quale si è giá abbondantemente parlato. II «compagino» Pinguentini della C. d. L. è padrone di dire tutte le scemenze che gli piace e per con-seguenza puó anche annoverare il Com. di Az. Sind. tra i nemici dei lavoratori, ma il «eompagno» Pinguentini non avrebbe certamente osato affermar un tanto, nemmeno per scemenzeria, se la lotta fosse stata inpostata e condotta secondo i principa classisti propugnati dai CAS, cioé con una meta che ne va-lesse la pena e sulla linea, secondo gli insegnamenti e le tradizioni delle lotte passate, con l’appoggio at-tivo e concreto di tutta la popola-zion-e democrática di tutto il Territorio. Altroché nemici dei lavoratori! Ma queste son chiacchiere con le quali i dirigenti dello sciopero cercano di deviare l’attenzione di chi li osserva dal basso e soprattutto tentano con esse di costituirisi un comodo e necessario alibi per quando ne avranno básogno alio scopo gi giustiíicarsi di fronte ai lavoratori in lotta i quali cominciano giá a comprendere di essere tral’altro considerati quali cavie da sacrifi-carsii per l’esperimento di riconci-l'iazione tra S. U. e C. d. L, Da parte del Comitato dii So-stegno degli scioperanti e dei varii movimenti democr’atici che vi ade-riscono si stá facendo ognii sforzo per’ intearaiggtare i liavoratori in lotta e per mitígame le sofferenze connesse alia prolungata astensio-ne dal lavoro. C’é in corso tra l’altro una raccolta di mezzi a favore degli saioperanti. Notizie sicure, attinte direttamen-te tra i lavoratori in sciopero, con-fermano la ferma decisione di insi-stere sino ad una soluzione vitto-riosa delila vertenza, ma nello stee-so tempo peró non si lesinano le piü aspre critiche ai dirigenti sin-dacall per non aver dispasto tempestivamente l’intervento di misure adeguate atte a 'stroncare rápidamente l’intransigenza padronale. I lavoratori del commercio, a quanto risulta, sarebbero disposti a partecipare alia lotta qualora qne sta venisse inasprita fino alio sciopero generale. Del medesimo parère su per giù sono i lavoratori di altre categorie, compresa una buona parte degli imp-iegati dipendenti da Enti ban-cari ed assiourativi. Evidentemente la causa di un ta- di operai davanti all’Ufficio del Lavoro, tendente ad ottenere l’inter-vento degli organismi responsabili neila vertenza. Di altra parte sono stati registrati alcuni casi di cru-miraggio presso l’impresa edile Ia.rz-Pitacco„ verificatisi al pian-terreno di uno stabile in v;ia Car-ducci N.o 8. In genere glii operai si riunísco-no in p.iccoli gruppi e commentano la situazione. Prevale l’opinione che si debba rendere piü decisa l’azione. «Bisogna andaré a fondo se no restemo in bnaghe de tela», dicono i lavoratori. Sempre piü insistente diviene anche la persua-sione che un aumento di 60 lire, come richiesto, rappresenta una inezia. Un grande malcontento tra i lavoratori é stato anche determínate dal fatto che molte imprese, quali la birreria Dreher, la Panfila a San Sabba, hanno preso dei prov-vedimenti giá prima dello sciopero ed oggi riescono a fare i loro affarí pur senza pagare la forza di lavoro. E’ stato notato altresi che esiste solo un debole legame tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Anche i comitati di fabbrica sono frequentati soiltanto dagli attivisti sindacali delle due organizzazioni sindacali. ____________— O —________________ Triste ritorno ROMA — La tutela italiana sulla Somalia é stata l’altro ieri sera og-geíto di un appassionato dibattito al Senato. A nome del «10-vo «partito socialista unitario» Lui-setti si é pronunciato contro «qual-siasi avventura coloniales afferman. do che prima di pensare a coloniz-zare ia Somalia bisognerebbe mi-gliorare «le terre italiane che vanno verso l’abbandono». Casadei dei par-tito socialista maggioritario ha cércate di dimos'trare che l’Italia non puó trarre alcun beneficio da tale impresa dal punta di vista materiale ed ha affermato inoltre che «la diplomazia non sará sufficinete a mantener« l’ordine in Somalia. II senatore Scoccima ha esclama-to: «Ci battiamo per impediré alie vostre navi di s'alpare per la Somalia». TIPICI PRODOTTI (Continuazione daila I. pagina) volta con scarsa abilitá in modo che tutti coloro che hanno preso cono-scenza delle sue dichiarazioni faite nel suo «intervento» hanno avuto profondo disgusto, Nelle gravi condizioni di vita dei lavoratori della zona A dei Terri- non ammettono che alta-i li possano commettere se non neila mdsura in cui viene loro autorizzato di farlo. Gasparini é uno di questi 1 lavoratori e con essii tutti i de-mocratici giudiehino Topera di questi elementi non dalTatteggiamento dolciaistro ed accondiscendente, dalle loro frasi, dalle loro afferma-zioni, ma siano giudicati da ció che torio di Trieste e mentre che una gran parte di essi e impegnata in veramente fanno, dal danno gra- una diffiicile e complicata lotta per vdssimo che provocano alla causa migliorare i salani di fame, Leopoldo Gasparini noq trova altro da fare se non che insultare i lavoratori jugoslavi, insultare i lavoratori della zona B, offendere e denigrare il passato di una lotta gloriosa, una organizzazione sindacale ed un popolo che per tre anni di dei lavoratori e dal pregiudizio che portano all’eroica morale p.c'e'.a-ria, che vuole combattent!, schiettî e coraggiosi neila lotta contro 1’irn-perialismo e non untuosi reggi cada. B. P. seguito lui stesso ed il suo giorna- A/[