Chi scinde distrug- / ge, e la distruzione è Varma dei van-dalisti e degli incoscienti» 8 1949 Anno II N. 19 TASSA POSTALS PAGATA ESCE IE SABATO La nostra Lotta ORGANO. DELL'U. A. I, S. DEL CIRCONDARIO ISTRIANO - TERRITORIO DI TRIESTE DIREZIONE - REDAZIONE . AMMINISTRAZIONE: Riva Castelleone 2 — G-PODISTR1A, tei. 9 Il nostro impegno è quello di non cedere dalle posizioni conquistate * Ogni rinuncia è un passo inesorabile verso la sconfitta ABBONAMENTI: Zona B: anno Jugl. 300; semestre Jugl. 170; trimestre Jugl. 90: Zona A: anno L. 700; semestre L. 870; trimestre V. 190 — Jugoslavia: anno dia 90; semestre dia- 48; trimestre dm. 25 JGL 7. • L. 15. - DIN. 2 Conio nrr. mila Banca Istriana ELEZIONI NELL'UAIS E Constato Circondarla'e dell’UAIS per il Circondario delia Istria ha indetto le elezioni nelle segreterie di villaggio m quelle dei rioni cittadini e nel coniglio circondariale e distrettuale dello UAIS per domenica 30 gennaio. Questo tatto dimostra la talvezza e la democraticità a; membri di eleggere i loro rappresentanti negli organi di base nonché in tutti gli a.trì, direttamente e con scxutjn o segreto. Il com micalo sulle elezioni ed il rego’amento garantiscono la massima democraticità delie elezioni e danno la possibilità ai membri di eleggersi una direzione di loro fiducia. Queste elezioni non sono le prime che hanno luogo nei nostro Circondano, ma esse >ono più importanti di quelle passate, perchè avvengono in un momento la cui la popolazione istriana entra in un anno òhe pone lavi iti ad essa grandi compiti nel lampo della ricostruzione economica. La realizzazione di, questi ’empiti significa un nuovo e grande passo verso il m giuramento delle condizioni di vita in questo territorio. Esso richiederà pero grandi\ sforzi di tutta la popolazione lavoratrice del circondario Istriano. E’ fuori dubbio c-ne proprio l’UAIS dovrà essere uno degli ' elementi principali su cui graverà il peso della esecratole di quest; compiti e dell’a li-vrtà, poiché essa è un fronte unitario temprato nella lotta, dii tutti i lavoratori e dei democrats af. Nella sua qualità di fondiT;ente con larga base di massa e di Colonna principale del potere popolane rUAIS ha condotto una letta implacabile per la difesa delle conquiste della lotta di liberazione, le ha raffi-rivo e approfondito. Oggi si pongono davanti ad essa nuovi e maggiori compiti. Sviluppare queste con- indireste demofcràzià e lä pace, nel mtivttà dei mmbn verso l'au- mento ,n mi ragente deU’ta Di fronte al miglioramento della situazione economica generale, di fronte al fatto ohe oggi si guardi al potere popolare ed agli sforzi che esso compie per elevare il livello economico e culturale della popolazione, in maniera diversa, di fronte a tutto ciò la Il discorso di Tito per Capodanno J E HELLA R.P.F.J. «L’anno 1948 è ormai passato e noi entriamo nel nuovo anno, il 1949. L’anno 1949 sarà scritto nella storia dei nostri popoli come un anno di grandi v.ttorie del op nione intorno al potere popo- ! lavoro, ma pure come l’anno di lare si è radicalmente cambiata; cadono 1 muri che dividevano parte della popolazione dagli tutle le possibili prove nelle quali si è rivelato tutto quanto possono sopportare i popoli del no- sforzi comuni. Molti di quelli che stro paese i quali edificano co-non volevano vedere, oggi vedo- I scientemente la loro nuova vita, no. Tutto ciò rende possibile *> » afflusso di nuove masse nel no- : I lavoratori del nostro paese . , . I possono dire in verità e con fie- stro 'fronte dell’UAIS. Questa | rezza dhe essi hanno portato a gente che ancora fino a ieri se I . . .. ... . .. ne stava, in disparte, oggi mostra ■ già la Volontà ed il desiderio di • contribuire agli sforzi comuni . nell’interèsse deila collettività. L’onore e l’orgoglio personale ’ non permettono più ad essi di e- ’ vitare il lavoro pèr la comunità' perché hanno conosciuto i fini 1 onesti della nostra organizzazione, bisogna naturalmente sotto-lineare che trattasi qui di elementi onest; cne pensano democraticamente. Ciò significa che da una parte si deve allargare la organizzazione conquistando nuovi membri, dall’altra parte invece bisogna rafforzare le sue file, coU’espellervì tutti quelli elementi che pur in possesso della tessera dell’UAIS, non sono stati mai dei combattenti sinceri, tria elementi che si sono serviti della tessera per nascondere la loro attività disonesta di speculatori ai danni del popolo. termine, nei corso di quest'anno, : compiti che si ponevano davanti a loro, durante il 1948 sono stati raggiunti grandi risultati». Voi, già conoscete le difficoltà e gli ostacoli da noi incontrati per averli letti ed intes'i, perchè sono stati esposti in questi giorni all’Assemblea nazionale. Abbiamo dovuto esporli francamente all’Assemb’.ea e parlare di queste cose ai nostri cittadini lavoratori. Per quanto penoso ciò possa essere stato per noi, abbiamo ritenuto nostro dovere farlo affinchè si possa più facilmente comprendere gli avvenimenti dell’anno scorso, come pure quel- to fede nella vittoria ed abbiamo lottato quando tutta l’Europa gemeva nelle tenebre' fasciste, quando una gran massa di uomini aveva già perduto Ih speranza e cominciava a credere che il male avèsse vinto per molto tempo. Neppure oggi noi esist amo. Coloro i quali sperano di obbligarci con le calunnie e le menzogne a riconoscere che la verità non è verità, sappiano ohe essi 6ono in errore. Noi siamo persuasi che pure questa volta trionferanno la verità ed i,l diritto, perchè se fosse altrimenti sarebbero troppo oscure le prospettive per il mondo. Coloro i quali, per far tacere la loro cose enza, affermano che «il fine giustifica : mezzi» dovrebbero sapere dhe questo detto era noto soprattutto dai gesuiti durante l’inquisizione. Le cose grandi non .possono essere ed ficaie con i mezzi ed in una maniera disonesta. Coloro i quali si servono oggi ^contro di noi di questi mézzi disonesti dovranno un giorno pinun- (continua in quarta pagina) Il popolo crea. Vidali distrugge Non col compromesso ma con la lotta si vince La battaglia per i comitati di fabbrica si è conclusa con la vit- li dell’anno venturo. 1 nostri la- toria degli industriali e dei loro voratori devono sapere perchè la servitori, i dirigenti delia7 pseudo via della nostra edificazione socialista sia cosi difficile e co-ardua. Essi devono sapere da do- C. d. L. La stampa cittadina ha annunciato l’accordo tra i sindacati Unto. e la C. d L. per le ve proviene questo fardello, per- . lez.oni dei comitati aziendali. «Il chè esso esiste e perchè noi dob- j Lavoratore» com’era da spettar* Le elezioni nell’UAIS rappre- K siamo s<,Pp0rtarlo. sentano un avvenimento importante per tutta la nostra futura 1 nostai lavoratori desiderano attività politica ed economica. ohe } lavoratori degh alto- Paesl , nazione dei SU Non così la Tutti 1 nostri attivisti e tutti i sappiano che la via dell’edifiea- , Son.^azione to SU._ Non cosala membri dell’UAIS devono perciò 7'ione del socialismo nel nostro! ohe giustamente si considerano mento della produzione,' verso ’o aumento della produttività del lavoro mediante ltintroduiione della disciplina lavorativa, organizzare dappertutto il lavoro volontario, ovunque dove è -tato dato inìzio ai lavori stabiliti dal programma dii ricostruzione. I risultati ottenuti, frutto del levato instancabile delle nostre masse lavoratrici. deU’a’uto disinteressato dei popoli della Jugoslavia, costituiscono una garanzia sicura che anche i nuovi campiti verranno da noi risolti con pieno suocesso. Questi successi si rivelano concretamente nel sensibile miglioramento ottenuto in tutti i campi dell approvvigionamento delia popolazione e neU’aumento della produzione. Il lavoro e il pane sono assicurati per tutti coloro che vòglono la vorare. Soltanto gente di malafede ed l nemici del Potere Popolare possano affermare a contrario. Tutti gli onesti hanno però già avuto mòdo dii poter conoscere che le cond’iz oni di vita migliorano giorno per giorno e «he davanti ai lavoratori si apre un avvenire sgombro di nubi. Tutto ciò sta a dimostrare che tutta la nostra attivtà svolta fin qui è stata giusta con il rafforzamento del potere popolare si è condotta concretamente la lotta per il rispetto del trattato dii pace e Per lo conservaz one della pace nei mondo, si è condotta la lotta contro l’imper aliamo, il fascismo ed i guerrafondai. l’UAIS deve risolvere ancora per l’avvenire questo..suo compito. Essa deve rafforzare le sue file e raggiungere Ir, vittoria insieme alle masse democratiche di tutto il Territorio nonché degli altri paesi, sulle forze dedd’imperialismo e dei guerrafondai. Al congresso costitutivo l’UAIS ha approvato un programma che poi è stato accettato e messo in pratica dai membri. L’unità delle masse democratiche in lotta contro Timperialismo ed il fascismo, la fratellanza tra gli Italiani, i Sloveni ed i croati, il rafforzamento del potere popolare, il rispètto del trattato di pace, il rafforzamento della pace nel mondo devono essere anche per l’avvenir© il fondamento dell’attività dsll’UAIS. Di questi prìncipi deve appropriarsi ogni membro e sforzarsi di metterti in pratica conseguentemente. Bisogna rendersi conto che non è possibile realizzare compiti di tal mole, quale sono quelli ohe si pongono davanti a noi nell’anno corrente, sehza dsporre di un’organizzazione dell’UAIS, che oppoggiano il potere popolare, che sono per la fratellanza fra i popoli, e per k pace nel mondo. Di tali elementi ce n’è nel nostro circondario an-cora molti. Essi non sono mem-bri deOl’UAIS non perchè non lo vogliono, ma perchè i nostri attivisti hanno ancora molta incomprensione e mostrano un atteggiamento settario nei confronti del significato che r veste l’inclusione delle masse popolari più larghe nel nostro fronte. comprendente giustamente. Sulla sogTa- dell’anno nuovo, davanti a compiti grandiosi, nel momento in cui si svolge l’offensiva generale degli imperialisti contro là mf>-impe rialismo Vidali tenta di spezzare l’unità delle masse democratiche, quando i nuovi revisionisti che nell’interesse dello imperialismo hanno rotto i principi deli’UAIS. che soffiano sulle passioni nazionaliste, eh© spudoratamente e senza fondamento gettano il fango sul potere popolare del nostro territorio, su un potere per il quale combattono anche le masse democratiche triestine, lavorano a pieno ritmo, le elezioni nello UAIS significano qualcosa di più di una semplice formalità. Esse signif cane mobilitazione delle masse più larghe nel campo del lavoro per la ,■ realizzazione dei singoli compiti, significano il raddoppamento degli sforzi, in vieta del raggiungimento di quegli scopi ché ci siamo prefissi. Le elezioni devono essere e-spressione della libertà e della fratellanza, l’espressione dell’unità e della volontà di costruire nel quadro del potere popolare un migliore e più felice avvenire. Numerosi collettivi hanno assunto impegni di lavoro. Altrettanto fanno molt! comitati popolari in occasione delle elezioni nell’UAIS Le nostre-masse popolari possiedono indubbiamente tanta buona volontà e spirito di sacrificio per poter superare tutte le difficoltà e risolvere effettivamente tutti d compiti. Le elezioni dell’UAIS siano una prima dimostrazione della volontà di accettazione e di esecuzione dei nuovi impegni-BELTRAM si, presenta l’avvenimento come un fatto positivo per la classe operaia ed un successo per l’or-gan zzazione dei SU. Non così la vedono invece le migliaia di ope-paese è molto difficile, ohe essi i «ai delle grandi e medie fabbriche sapp’ano che, malgrado tutte le ingiustìzie ,a noi fatte, sopportiamo stoicamente tutte le offese e la spina dorsale del movimento operaio. Essi sono \legi.ttimamen- rimar-remo fedéli ai principi dei- i T® preoccupati per 1 andamen. i la dottrina - òlle -ci lega ai lavorata-J.^fTIS cose Pel campo sindacale i- ieri popolari. Ma questo non conri di tutto il mondo. Malgrado vedono in questo recente evento m per «I zione dei CRDA e da quella dell’Unione Industriali. I rampolli di Don Marzar; si sono sempre spaccati per denigrare questa istituzione democratica, ed hanno si può dire, vissuto per la sua morte. Tutta la sporca storia de Sindacati Giuliani e loro prodotto la C.d.L. è caratterizzata dalla lotta contro i C.d.F. Sembra anzi che tutta la storia di questi Sindacati gialli si riduca a queste funzione. Erano soltanto organizzazioni di 'fatto e non di diritto, precisa «Il Lavoratore». Sembra di sentire Pastore o Sa-ragat! Sicuro, organismi di fatto e di diritto per il tempo dei po- tutti i tentativi fatti per nascondere ai lavoratori degli altri paesi la verità sul conto nostro, questa verità sì farà un giorno essa stessa strada attraverso il mondo ed annienterà tutte le menzogne lanciate contro di noi. Le opere dei nostri lavoratori partano di questo ben più chiaramente di quanto non possano un’ulteriore prova della deviazione in atto e della tendenza al compromesso da parte dei dirigenti attuali dei SU. Infatti per tutti gli operai coscienti i comitati di fabbrica hanno rappresentato gli ultimi pilastri dei poteri popolari. Organismi di lotta classista, potenti istrumenti di emanepazione, e- farlo le varie stazioni radio dhe »pressione conere.a ed organizza-oggi ci attaccano con tento acca- , della volontà delle masse operi imen to. I nostri popoli sopporta- , ‘ ■e non séte delie fabbr.ehe ma no con calma le inondate ing’u- 1 * l’organizzazione produt- rie e la loro grandezza risiede in e Perciò di tutte la massa queste calma ed in questa digni- organizzata. La loro forza der-tà. La grandezza dei popoli di un i appunto dall’essere orga- paese viene valutate secondo a ! ntewaiane sindacale sul posto di modo in cui essi si comportano1 lavoro e dalla sua originale, rinei giorni delle prove più rudi; voluzionaria struttura. Forza e-essa è valuitaita secondo ciò che norme> ken compresa dagli indù-il popolo lavoratore di un paese ( str-ali. è capace di sopportare e secondo I 1 datori di lavoro la sua forza morale né giorni delle prove più grandi. Ed è proprio questa forza morale che ì nostri popoli hanno mostrato il 27 marzo 1941; è proprio questa forza. morale che 1 nostri popoli hanno sentito nelle loro stesse aziende la forza e volontà degli operai così addosso, cosi vicina da sentirne «l’odore», il vigore fisico, mai si sono intesi maggiormente «Il Lavot-atore». 'Ora sa ranno riconosciuti di d ritto i comitati aziendali che saranno eletti. Diritto elargito dal capitalismo, ottenuto da compromessi. E’ da chiedersi, perchè si è atteso due anni per concludere? Perché si è concluso proprio a-desso? E’ facile capirlo. Si voleva che l’accordo sui C.A., che praticamente estende a Trieste il contenuto dell’accordo sulla stessa materia sottoscritto tra la confin-dustria e la C.d.L., entrasse in vigore quando le condizioni politico-sindacali fossero quanto più possibile sfavorevoli agl; operai. Davvero l’entrata in vigore dell’accordo e le previste elezioni avvengono nelle seguenti condizioni: Rafforzamento della classe padronale ad opera del GM, riabili-tazone del fascismo e delie sue gesta, svotamento del contenuto classista dei SU, sconfessione della loro lotta passate, direzione sindacale opportunista e revisionista, «ripulisti» dalle fabbriche lotte che si resiste all’offensiva della reazione e meno ancora svalutando la propria forza e sopravalutando quella dell’avversario. Bisogna tener sempre in conto ohe le forze della Democrazia sono all’offensiva e che il quadro generale delle lotte indica situazòni e rapporti di forza affatto sfavorevoli alla alasse lavoratrice. Mai, in nessuna particolare situazione si difendono e si sono difesi dalla rappresaglia t: diritti dei lavoratori, i Comitati aziendali a loro membri con atti di sottomissione e di abdicazione nei confronti dei servi dall’imperialismo. L’accordo firmato, e Ohe verrà in breve applicato, sarà anche nelle poche clausole favorevoli agli operai, carta straccia se la forza unitaria e classista dei lavoratori non lo farà rispettare. Invero se c’è queste forza di volontà, se ci sono i dirigenti che ■la sanno usare non c’è nemmeno bisogno del pezzo di carta, cosi com’è d’altronde avvenuto per oltre tre anni quando le illusioni costituzionali e socialdemocratiche erano bandite come «porcheria» del campo della lotta sindacale di Trieste. B. PETRONIO fllfsHPOMIiBA MIDTATÄ -0- 99 Q'iecia lièeia" comunica : TRIESTE, 7 Gennaio 1949 — Radio Grecia Libera informa che unità di cavalleria e d: fanteria dell’esercito democratico hanno effettuato un attacco contro le truppe governative a Kil-kia, nella Macedonia centrale, penetrando nei sobborghi della città. Due carri armati nemici sono stati distrutti. Dopo aver portato a termine la loro miss one, le unità democratiche hanno lasciato la città senza subire perdite. Altre unità dell’esercito democratico hanno attaccato delle forze nemiche che si dirigevano verso il villaggio di Vasilis, nella regione di Kilkis. Il nemico è stato disperso e messo in fuga. Ai combattimenti hanno partecipato pure degli aerei governativi di cui uno é stato abbattuto. (continua in quarta pagina) IL colpo di mano olandese ha colpito nel profondo l’animo del popolo indigeno. La repubblica è stata tradita: masse di gente dimostrano per le vie il loro malcontento ed il proposito di vendicare l’oltraggio. A DEL SABATO hanno , mostrato nella grande privata, come durante l’esistenza guerra di liberaz one del 1941- , dei comitati di fabbrica. Gli ope-1845; è proprio questa forza morale ! erano riusciti esprimere che'i nostri popoli hanno mostra- un’organizzazione così decisa, to di possedere nei più difficili pratica, dinamica ed efficace. Pe«r sforzi fatf per l’edificazione d’un questo i Cd.F. sono- stati awer-ordine sociale migliore e più fé- . sat:,' osteggiati, combattuti con lice nel nostro paese. j tutte le armi degli industriali e I tempi sono duri' per noi — dagli organi del governo militare ha continuato il maresciallo Tito d’occupazione. Erano i comitati — ma quando furono faci: per di fabbrica vere cittadelle nel noi i tempi? Noi siamo abituati campò nemico e la loro esistenza alle difficoltà1 e queste non pos- e resistenza veniva sopportata sono spezzarci. Noi abbiamo avu- con malcelata rabbia dalla, dire- «menomati» i diritti di proprietà de' migliori e più combattivi attivisti e rientro dei fascisti e di Evidenti politiche Con volgarità da spalleggiano la reazione E da qualche giorno ohe si nota una reerudessenza della campagna reazionaria contro la zona B del TLT in part colare, e la nuova Jugoslavia in generale. Non c’è da meravigliarsi se la «Voce libera» leva nuovamente la sua voce in «difesa» della zona istriana del TLT, ma che «Il Lavoratore» presti una così assidua collaborazione, diviene una cosa che anche i più accecati non riescono più a passarci sopra. Non sarebbe azzardato affermare che tale campagna abbia da mettersi in relazione con le varie trattative ufficiali che stanno svolgendosi a Roma. In tal caso trattasi di un vero e proprio ricatto operato dalle forze reazionarie in collaborazione con gli «intemazionali-st'» di Vidali. Con ciò diviene e-vidente che i revisionisti nostra-pì pstetfjviti ormai dé^i^'-t.ivamen- te e senza possibilità di ritorno al revisionismo delia giunta di intesa e della Lega Nazionale, si adattano a svolgere un ruolo putito onesto e rivoluzionario. Per persuadersi del resto della povertà ideologica e della mancanza di un concreto contenuto rivoluzionario della azione.politica dei vidalisti, basta scorrere superficialmente il loro organo,. «Il Lavoratore». La lotta sindacale, contro i licenziamenti, per il m:-g’jioràmento delle condizioni di vita delie masse lavoratrici, la lotta politica per la difesa dei diritti democratici della popolazione triestina, (che diavolo è successo. della delegazione fantasma inviate a Parigi? Chi vi è andato? Sarebbe bene ohe la gente queste cose le sapesse), tutto ciò è passato in seconda linea. «Il ticoli contro ä «trotzkisti», la «banda di Babič» e chi più ne ha più ne metta. Ormai queste campagna viene condotta senza il minimo tentativo di darle un contenuto . ideologico. . Si lavora solo con insulti. In un breve articolo, come è quello pubblicato il 5 genna'o, sotto il titolo «Sportivi attenzione», si possono contare 18 insulti grossolani. Con ragione si può ritenere che i più sfacciati libelli reazionari noin abbiano mai totalizzato tanti punti. No, non è con gl: insulti che si può condurre una campagna politica. Ci vogliono argomenti, argomenti solidi, a prova di bomba se cost sì vuol dire. Di tali argomenti l’articolo pubblicato su quel giornale e nella stessa data, sotto, il titolo «I solo a star Lavoratore» è pieno, zeppo di ar- (continua in quarta pagina) numerosi «esuli», elezioni italiane e scissione sindacale, C.d.L. locale sulla linea dei «sindacati liberi»; aumento della disoccupazione (possibile mossa di manovra), pubblicazione della risoluzione dell’U.I. e sue conseguenze sul partito di avanguardia della classe operaia, rottura del fronte popolare (UAIS), masse sfiduciate. Cosa darà raccordo per j C.A.? Elezioni separate per gli operai e impiegati:, con conseguente costituzione di un Comitato etereo-geno, privo di spirito unitario, perchè prodotto di addiz'one di due gruppi distinti, un Comitato viziato ed inquinato dai voti di gente disorganizzate, senza coscienza e che darà il voto agli elementi più ligi alla direzione, e, per contrapposto, la mancanza dei voti dei democratici cacc'ati dalle fabbriche, Comitati aziendali (commissioni interne) senza legami; con l’organizzazione sindacale, autonomi, spuri, tendenzialmente «economistici» influenzati ed infrenati dalla presenza di elementi negativi che saranno numerosi in essi, diversi sotto le dirette influenze della direzione, altri ancora agli ordini della DC. Darà raccordo una certa collaborazione, senza sottintesi e non darà invece quella rottura e azione separata delle due parti, previste oggi inutilmente contratto da esso, perchè si arde dal desiderio «di colltìborare». E’ anche il sogno degli industriali questo. (In Italia però, gli «amici del padrone» e del gcvernp nero, sono stati espulsi dalla CGIL). Si qpr-teciperà inoltre alla regolamentazione de: licenziamenti, come desiderato dal GM (ordine 109), ed infine si avrà l’altra rogna prevista dagli allegati al contratto. Dopo d;i che si potrebbe concludere così: la grande battaglia per la difesa de! C.d.F. è finita con la sconfitte degli operai. Da èssa si deve trarre l’insegnamento: non è cor il compromesso, col cedimento © la diserzione alla L’emozione e l’allarme che la precipitata ed unilaterale decisione presa dagli Stati Uniti in merito al futuro assestamento della Ruhr aveva provocato in Francia e, soprattutto, l’immediata reazione dei circoli politici, della stampa e di tutta l’op nione pubblica francese, reazione che minacciava df sfociare in una a-perta ostilità verso la politica fiaterà della Casa Bianca, hanno avuto per effetto la convocazione, a Londra, della Conferenza per la Ruhr, alla quale hanno partecipato, oltre alla Francia e I Paesi del Benelux, anche l’Inghilterra e gli Stati Uniti. I rappresentanti di queste ®ei Potenze sono giunti, dopo lunghi e difficili negoziati, ad un accordo provvisorio, come abbiamo accennato la settimana scorsa, i cui .termini però non hanno per nien-'te soddisfatto la Francia, poiché, come si rileva dai commenti della stampa francese, raccordo è muto su un certo numero di punti molto importanti; precisamente sui seguenti; capacità di produzione del grande bacino minerario ed industnale, smantellamento e riparazioni, regime finale della proprietà delle Imprese. Questi punti fondamentali sono attualmente in discussione ed è dalla loro soluzione soltanto che dipende l’eff cacia operante di tutto il resto dell’accordo. Da notarsi Inoltre che, come ben viene rilevato dalla stampa francese, l’accordo, non facendo menzione alcuna della partecipazione dell’URSS al controllo della Ruhr, dovrà essere riveduto del tutto il giorno in cui i «Quattro» troveranno finalmente la via per una sistemazione generale del complesso problema germanico. L’Intera Francia ha fatto sentire, alia Conferenza! di Londra, la sua preoccupazione per il «rina scente nazionalismo tedesco»; e i francesi non sono più soli, oggi, ad accorgersi di questa realtà, che compiacenti amici dei superstiti nazisti inutilmente cercamo d nascondere all’Europa. n «Ratto Atlantico» è sempre-ameota in gestazione; le comari angio-americane hanno un gran daffare per preparare una confortevole accoglienza al nascituro. Molti commenti e molti progetti si allineano ogni giorno e da p ù settimane a questa parte, sulle colonne dei giornali italiani -in merito all’adesione o meno della Italia al futuro Patto; tutt i giornali di destra italiani ne approfittano, naturalmente, per concludere che, se l'Italia dovrà a-derire al Patto di difesa atlantica, sarà necessario che gli Alleat rivedano le clausole militari del Trattato di Pace con l’Italia, perchè questa possa disporre di forze armate tali da poter contribuire efficacemente alla .... difesa dell’Atlantico. Se è morta, col regime fascista, !a parancia fastosa, di cui tutto li Paese era affetto, nonostante la miseria congenita che lo aiflig geva e oggi ancora lo affligge, la ambizione per le numerose divi- sioni, per gli agguerriti reggimenti e per i quadrati battaglioni, seguita fatalmente ad essere il tarlo roditore che bucherella i cervelli del vari Pacciardi e De Gasperi oggi come bucherellò per venti anni e più quelli di Mussolini e soei. Male nefasto ed inguaribile. L’aspirazione ad una rinascita militare dell’Italia deve essere certamente il problema più conturbante della compagine ministeriale degasperiana, se lo stesso De Gasperi si prepara, secondo notizie diffuse da varie agenzie df stampa, a transvolare l’Atlantico per raccogliere negli Stati Uniti it frutto della missione militare del generale Marras. La Casa Bianca riempirà certamente il paniere di De Gasperi di armi e munizioni di ogni genere, proprio come precedentemente essa faceva con l’amico Ciang Kai Shek. Rivolgiamo ora gli sguardi verso l’Estremo Oriente. Dopo un’altalena ridicola di forse che sì e forse che no» , la stampa coiptrollata dal dollaro ha finalmente deciso: Gang Kai Shek non si accorderà con i comunisti di Mao Tse; il generalissimo nazionalista combatterà sino alrultima cartuccia. Per fortuna della Gna e dei cinesi, non ci vorrà gran tempo perchè il vecchio Ciang si trovi costi etto a questo estremo, definitivo episodio. Nell’Indonesia, stando ad un- comunicato ufficiale, le truppe o.antesi avrebbero sospeso Fattività bellica, ma verrebbero im-P'egate attualmente in certe co-siddete «operazioni di polizia contro : ribelli»; eufemismo anche troppe noto dalle nostre parti, col quale si sogliono celare al mondo civile certe tremende repressioni e persecuzioni. I reppublicani indonesiani hanno ricevuto da ogn« parte del mondo telegrammi di solidarietà e di incoraggiamento a perseverare nella loro lotta per la salvaguardia dei principi di libertà e giustizia. L’India si è fatte promotrice addirittura di una az one di soccorso diretto ed immediato; è stata prevista la costituzione di un corpo di spedizione militare composto prevalentemente da mame etani. A tale Iniziativa hanno datò la loro adesione vari Stati arabi del vicino oriente. Ma, non solamente nell’Indonesia il popolo è costretto a far ricorso alla guèrra partigiana per liberarsi dagli occupatori; anche nell’Indocina ..Il Governo popolare de] Viet-Nam appoggiato dal-"fntera popolazione è in lotta a-perta contro i colon aastj francesi. A capo dell’esercito partigiano indocinese è il generale Ha Chi Minh, il quale controlla con le sue truppe quasi tutto fl Tonchi-no e TAnoam. Come di vede tutta l’Asia è coperta da dense nubi di tempesta... POLITICUS Il pensiero e I* azione di Mao Tse Giunge la libertà più forte della folgore Queste perdite furono una conseguenza della popolitioa della nostra direzione, prima che si fosse consolidata La direzione dii Mao Tse Tung. I membri del nostro Partito ammontano attualmente a 2.200.000; possediamo una Armata regolare di più di un milione e mezzo di solcati, mentre la milizia rurale armata ammonta a circa 4 milioni di uomini. 1 comunisti cinesi distnguono tre periodi nella- loro storia: la grande rivoluzione fatta dal comunisti a fianco del Kuomintang, e conclusasi con la scissione del 1927; la rivoluzione agraria e la guerra civile, terminata con «l’incidente siamese» il 12 dicembre 1936; infine, il periodo della resistenza anttgiapponese, continua-mente ostacolata dalli guerra civile, dal 1939 in poi. Nei primi 6 anni, il Partito comunista della Cina fu guidato da Chen Tu Hsiu, professore di Pechino ed uno de: fondatori del' Partito. Quando fu convocato il primo Congresso nel 1921. òi parteciparono solo 12 delegati, ed in, tutta la Cina si contavano allora decine di membri. Nel 1923, in base ad un accordo con Sun Jat Sen, : comunisti si ' congiunsero al Kuomintang per formare un corpo ùnico, pur conservando la loro propria organizzazione. H loro compito specifico degli operai e dei contadini. Nel 1925 essi cantavano 15,000 membri. L’errore di Chen Tu Hsiu, come ritengono gii attuali comunisti, consistette nella «subordinazione alla borghesia», a particolarmente a Chang Kai Seek. Mentre le forze unificate dèi Kuopi'intang e dei comunisti erano ancora a Canton e non erano giunte al potere in tutta la Cina, Chang Kai Seek iniziò i suoi attaccò. contro : comunisti. Nel marzo 1926 egli fece arrestare it comandante di una nave da guerra perchk comunista. Quindi ordinò ohe tutti gli ufficiali e gli attivisti politic; comunisti ’ dovevano essere allontanati dall’esercito Quello era il momento — ritengono gli attuali comunisti —* di opporre resls+enza. Essi colla-borarono molto efficacemente al-l’organizzaz one delle forze mili« (continua in quarta "a) La nostra Lotta ACCORDI CIVILI VITTORIE DI PACE La fornitura dell’acqua assicurata al circondario * •_______________i ' ___ La Jugoslavia si è impegnata di fornire alla nostra zona 8640 metri cubi al giorno Come già comunicato in procedenza e giunta 2 se.t mane la. nella zona B del TLT. una dele fazione della RFPJ per la conclusione di un accordo riguardante la fornitura dett'acqua potabile al Circondario istriano dallo acquedotto di Risano (Santa Maria) e S. G ovanni (Pinguante). S‘ -ome con la delimitazione dei confini tra il TLT e la Jugoslavia l’intero sistema idrico che comprende le sorgenti di S. Maria del Risano e di S. Giovanni Pinguente era rimasto in territorio Jugoslavo e stato necessario impostare delle conversazioni tra le rispettive delegazioni aventi pieni poteri, per risolvere detto problema. L’interesse della popolazione per la risoluzione di questo probleme era vivissimo, proprio per questa ragione pubbrichiamo brevemente l’esito dei risultati poetivi delle conversazioni. Come è noto l’acquedotto di Risano e stato costruito per la fornitura dell’acqua allenterà parte nord occidentale deU’Istria. La rete idrica e suddivisa da una ; conduttura che va dalla presa sino ai filtri; e da due reti distributive (una per la zona alta e l’altra per la zona bassa). La zona bassa si trova nella valle dei Risano ed e suddivisa In due rami che seguendo la costa da ambo le parti del golfo d‘ Capodistria forniscono l’acqua alle località di Rincarano, Capo-dtstr a, Isola, Pirano. Portorose, S'.eciole ed altre località minori. Nella valle del Risano ricevono l’acqua i centri d; Villa Decani e Risano. Al tempo della eostruz'one dell’acquedotto la popolazione della zona alta comprendeva 32.000 persone, nella zona bassa 15.000 persone, la capacità dell’acquedotto era stata calcolata per 45.000 persone per la zona alta e 21.000 per ;a zona bassa, la fornitura de' ’acqua era stata previ- be una sistemazione dell’acljiie-dotto e dei filtri, s. accederà nei limiti delle possibilità sulle basi di un’accordo separate. Proprio cosi per la costruzione dell’acquedotto per la zona alta del TLT si concluderà un’accordo speciale e per eventuali forniture idriche dalle vicine sorgenti in territorio jugoslavo sempre secondo le pos-sibilità. Per l’acqua potabile fornita dalla Jugoslav a al Circondario est, verranno pagate solamente le spese inerenti alla manutenzione delle installazioni idriche sul territorio della RFPJ. Entro un mese verrà nominata dalle parti interessate una commiss one mista la quale avrà il compito di controllare l’adempimento degli accordi. Questa commissione mista appianerà eventuali lagnanze, o divergenze tra le due direzioni degli acquedotti, e si interesserà affinchè siano eliminate le eventuali mancanze. Il compito d: questa ccmm ssio-ne mista sarà inoltre quello di procurare il materiale necessario per le spese amministrative e di manutenzione delle installazioni idriche. Inoltre la zona B del TLT riceverà dai filtri esistenti nella zona B 100 metri cubi al g'omo d’acqua potabile, ciò per quanto riguarda il paese di R sano. , In questo modo è stato raggiun- to l’accordo fra le due parti contraenti, accordo che soddisferà tutti i bsogni della popolazione deU’Istria. Smarrimenti Certa Ladovimi Matteo da Pa-rezago presso Stortole n. 849 ha smarrito il suo portafoglio contenente la carta d’identità e la tessera dei SU. L’onesto rinven tore è pregato di riportarla al proprietario. Così pure ha smarrito la sua carta d’identità certa Grizon Stefania da Padena N. 9. Un altro smarrimento lamenta il comp. Zobec G ovanni da Campai Salara i1 quale ha perduto la sua carta d’identità il giorno 21 corr., nel tratto di strada da Campe! Satara a Capodìsria. Il rn.veni tore è pregato di consegnarla al Comando Distrettuale DP di Capod stria stanza 2. Krašovec Vida da Capodistria, abitante ih via Verdi 302 ha smaltito il giorno 27 corr. mese la sua carta d’identità ed una somma d denaro. L’onesto rinvenito-ra è pregato di trattenersi il denaro e di consegnare i documenti presso la Banca délì’Istria a Cà-podi&tnia. I Bambini ricoverati nell’ist'tu-to San Giorgio di Pirano inviano a nostro mezzo i ringraziamenti al CPC di Pirano che tramite la sezione assistenza sociale ci ha aiutati. Il Comitato Circondariale del SU del Circondario istriano, augura agl; aperai, contadini, intellettuali, progress sti ed a tutto il popolo lavoratore molli successi per l’anno nuovo 1949. La meta del nostro lavoro nell’anno entrante sia indirizzare tutte le nostre attività lavorative affinchè si raggiungano ancor magg ori successi nella lotta per il miglioramento del tenore di vita. Ciò si raggiungerà con le gare di emulazione, nelle fabbriche, officine, nei villaggi dove gareggeremo per l’aumento della produzione. Per noi non esiste il proglema dell’aumento delle paghe come fattore ohe migliora le condizioni di vita, ma il problema dello aumento della produzione, perchè solamente in questa maniera si potrà raggiungere il miglioramento delle condizion economiche del popolo lavoratore. Il nuovo anno ci sia di stimolo ' per eliminare gl: errori commessi ne! passalo e questi nitim' ci servano come esperienza per ottenere ancora maggiori successi nella lotta contro tutti quelli che ostacolano il nostro progresso. Col nostro assiduo e infaticabile lavoro per la colle t'vltà contribu ' remo all’ulteriore rafforzamento del potere, popolare ohe rappresenta la maggior conquista della lotta di liberazione. Questo nostro lavoro sarà in pari tempo il dono migliore che daremo a tutto il popolo" lavoratóre del nostro circondario. Operai, contadini, intellettuali, progressisti e lavoratori tutti lottiamo e gareggiamo :n tutti i rami della nostra attività produttiva. Lottiamo per il rafforzamento della disciplina sui posti di lavoro. Rafforziamo la nostra organizzazione sindacale in loti a contro gli speculatori e sabotatori » contro tuff i distruttori della fratellanza ed unità dei nostri popoli. Lottiamo assieme al popolo lavoratore della zona A contro i guerrafondai imperialisti ed : loro agenti! Lottiamo per la pa- sta per la zona alta.in misura di 132 litri giornalieri per persona e ner la zona bassa 111 litri g'or-nalìerì per persona. Le capacità di consumo erano state calcolato a 7.776 m cubi giornalieri. L’accordo per la forn'tura dell’acqua potabile dalla Jugoslavia e stato rageiunto e riguarda tanto il sistema idrico di Risano quanto ciuel'o di Pinvcmnte. Dal sistema idrico di Risano la Jugoslav a quale proprietaria della esìstente Installazione, fornirà accua potabile alla parte nord o ceder to’e deU’Istria che fa parte del TLT in misura di 100 litri al secondo corrispondenti a 8640 metri cubi giornalieri. Per even+uali necessita di maggiore fornitura idrica per la zona B dei TLT la quale richiederei)- Ordinanze del Comitato Popolare Circondariale Sistemazione delle pigioni in base al decreto alloggi In base all’art. 30 del deoreto sugli alloggi e locali d’affari, il Comitato Esecutivo del Comitato Popolare Circondariale d eli'If tria emana la seguente Ordinanza sulla sistemazone delle pigioni. La pigione: a) per alloggi della I, II. Ili categoria viene fissata in base allo stato ed ampiezza de: vani d’abitazione. Nella I. categoria appartengono gl' alloggi in ottimo stato e provvisti dì ogni confort moderno. Nella II. categoria appart .-ncono gii allogg. in i buon stato e di tipo discreto. Nsl* 1 la terza categor a vanno annoverati gli alloggi di tipo comune in condizioni medio-ori o manchevoli. La pigione mensile è per gl: alloggi di I. ca egoria, va da 140-200 lire, di II., da 70-140 lire, di III, da 20-70 lire. La cucina è calcolata come vano d’abitazione; non però di fitti accessori come dispensa, and'tp e simili. b) Per locali d’affari adibiti ad uff ci del potere popolare valgono le flesse disposizioni r native agli alloggi di cui alla lett. a). c) Per altri locai: d’affari si paga una pig one il cui nassìmo 0.30 lire è per ogni m3 al giorno. d) Per magazzini, garage, sfalle e simili si paga ai massimo 0.40 lire al m2 al g orno. e) Per camere ammobiliale si paga la pigione fissata per categoria. Nella I. categoria si paga per una camera con 1 letto, 1000 lire, con 2 letti, 1500 lire; nella II categoria si paga per una camera con 1 letto, 700, con 2 letti, 1000 lire; nella III. ca egoria si paga per una camera con 1 letto, 400 lire, con 2 letti 600 lire. Bilancio vivace di fine e principio d’anno L’allegria ha vinto tre nemici pioggia, fango e bagno involontario 1 31 dicembre una allegra co-tiva di sciatori e di sciatrici preso posto sul «treno bianco» e, verso le 15, è part.to dalla zione centrale di Trieste per il !0 di Bled. A Duttogiiano la nltiva ntersa è stata rinforza-e resa più allegra dal nucleo gli sciatori e delle sciatrici che, rtiti da Capodistria, aveva rag-mto questa stazione di transi-oon un’autocorriera. 1 controllo confinario degli orti jugoslavi si svolse in modo ;i spedito e rapido da non cau-'e, son solo attese e no:a ai girti, ma da consentire l’arrivo Bled nella serata. E’ doveroso mettere però che la felice ini-tìv'a della gita sciatoria a Bled a aveva incontrato il benepla-» di Giove Pluvio il quale, a-:ie ie cateratte del cielo, roveti sulla comitiva degl: sciatori arrivo una p:oggìa torrenziale » rese assai disagevole il loro gìtto dalla stazione all’Hote) plico. I ■ da questo non fu il guaio mag re causato dal broncioso nume .i sciatori. Una delusione ben {giare gli attendeva a Bìed. La ve, caduta abbondantemente i giorni precedenti, si scioglie-per effetto della p oggia, tra-irmandosi in fanghi.:a apptc-aticcia che rendeva diffìcile >1 Tunino e del tutto :nut:l:zzabi-i'armentario degli scia ori, ge-amente curato e preparato con ita diligenza per quella che veva risultare la migliore e la ito attesa opportunità d’im ■go. luon però che «per ogni male ste il rimedio», o il ripiego. In esto caso, che poteva apparire isperato», il' primo rimedio nne offerto dai generosi e completi «confort» del Toplice. Quivi trovarono alloggio nelle stanze dell’albergo, uno dei migliori e più ben attrezzati di Bied e della Jugoslavia, i 20Ü gitanti. Dopo un bagno refrigeratorio, gli sciatori scesero nella grande sala da pranzo in cui venne loro servita una abbondante e succulenta cena dai gipvani camerieri della locale scuola istituita a quello scopo. Inutile dire che il consumo delle vivande venne accompagnato ed intramezzato dalia scoppiettante e rumorosa allegria della comitiva. In tal modo il decorso della serata fu rapidissimo e l’arrivo del nuovo anno venne saluta.o dal lancio di fuochi e dallo scambio cordiale de tradizionali auguri. Seguirono brindisi e danze. Il «Buongiorno» al primo gennaio 1949 venne dato, allo spuntar della luce del matt no, dai primi sciatori che, allacciatisi gl: sci nelle vicinanze dell’albergo, hanno voluto saggiare lo stato della nev^ Questo è risultato sfavorevole perchè la neve era acquosa e solo l’uso della sciorina consentiva di proseguire, ma a gran fatica e non certo con diletto oppure con esiti sportivi. Quasi ciò non bastasse, una pesante coltre di nebbia copr va la distesa dei lago nascondendo anche l’ameno panorama a'.pes.re da cui questo è circondato. Fortuna volle che nel pomeriggio lo orrizzonte si rischiarasse consentendo la superba visione del lago, con la sua incantevole isola, con l'ampia vallata che ne fa la sua cornice, col castello sulla roccia a strapombio, rispeqchìantes: nelle sue verdi acque. Più lontano formano lo sfondo al bel quadro le candide vette del Boh-ny, le tre cime del Tricorno e le maestose mori, del Javo lei e del Grintovec. Questo il diversivo che richiamò l’interessamento e gli sguardi ammirati degli sciatori : quali trascorsero ;l Capodanno in passeggiate lungo il lago. Una minoranza rimase in- albergo per al leggerirsi degli «abusi» della notte del San Silvestro. I più volonterosi ed esperti non vollero però rassegnarsi al castigo inferto da Giove Pluvio, e a rientrare, per conseguenza, senza aver scorrazzato sulla loro amica. Nella mattinata di domenica, con un camion, essi raggiunsero la Pokljuka sui cui campi di neve fecero sfoggio delle loro grand: qualità e del loro stile. Verso mezzogiorno incominciò a nevicare abbondantemente, e ciò obbligò tutti al rientro. Nel pomeriggio si vèrif.cò un incidente che poteva avere serie e gravi conseguenze. Una ventina di gitanti, per risparmiare U tragitto a piedi, salirono su una barca con la quale volevano at traversare il lago II soverchio numero degli imbarcati ed i movimenti incomposti di alcuni d: essi, fecero si che la barca si capovolse ed i suo: occupanti finirono in acqua benché sprovvisti del costume da bagno. Fortunatamente ciò avveniva presso il pontile e sot o gli occhi dei rimasti a terra che si affrettarono a «salvare dalle acque» : compagni galleggianti, nel bagno involontario. Il bilàncio dell’incidente si è chiuso col bagno freddo, ed in costume sciatorio, dì 18 persone e con la perd ta di due valigie, semivuote, relitti gallegg.anti del «naufragio» sulle calme acque del lago. La suddivisione delle camere ammobiliate nelle categorie elencate v ene stabilita dalla commissione alloggi o dal Comitato popolare locale. Sono di 3. categoria le camere defieen.entente aramo-bigl late in quartieri poco adatti. f) Per pernottamenti di v ag-giatori di passaggio (camere giornaliere) si paga per ogni cantera con un letto al massimo 100 lire. Art. 2 La commissione d’alloggi Istituita ai sensi del decreto sugli allogg: e locali d’affari, ovvero ; comitati locali sono competenti per fissare rammentare della pigione, come pure per risolvere tutte le vertenze relative alle pigioni e applicando a seconda dei casi le disposizioni del citato decreto e del regolamento relativo al deoreto stesso. Art. 3 Nella pigione pagata per alloggi sono calcolate le see/uanti spese: amministrazione della casa, manutenzione delle scale, le spese spazzacamino, spese per il riscaldamento centrale ecc. possono essere conteggiate separa amente. Nella pigione per le'camere ammobgliaite è conteggiato il normale uso di luce ed acqua. La commissione competente per l’accertamento della pigione, può decidere, nei casi dubbi, quali spese sono comprese nella pigione e quali possono essere con-tegg tote separatomente. Qualora il proprietario della casa noi si curasse della rrr riutenziome della et sa e dei vani, l’organo li cui all’art. 2 della presente ordinanza può ingiungere al proprieta-r.o l’esecuzione dei lavori e delle riparazioni necessarie. In caso' contrario saranno eseguite per conto del proprietario. Art. 4 Per i ricorsi avverso le decisioni delle commissioni vengono adegua amente applicate le disposizioni del deoreto sugl: alloggi e locali d’affari e del regolamento per l’attuazione del decreto sugli alloggi e locali d’affari. Art. 5 Le trasgressioni alla presente ordinanza vengono punite a norma del deoreto sulle trasgressioni e sul procedimento ammini-s'.rativo-penaie (Boll. uff. dei. CRLN n. 5-38) prec puamente se il locatore ha chiesto una pigione maggiore di quella prefissa nella presente ordinanza ovvero della decisione del competente organo. Art. 6 La presente ordinanza entra in vigore con la data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale. ce, la democrazia e la fratellanza falò-slava! Lottiamo per una vila migliore di tutta la popolazione lavoratrice del nostro circondario. AVVISO La ditta autotrasporti Zaccaria por^a a conoscenza che riautobus della linea Trieste - Cittanova, effettuerà da oggi in poi corse domenicali. La partenza avrà luogo dalla stazione di autocorriere d Trieste alle ore 8. Arrivo a Cittanova ore 14.15 — partenza alle ore 16, arrivo a Trieste ore 19.15. --- Per infrazioni alle disposlz ioni di PS 3 La D.P. di Capodistria ha proceduto al fermò per infrazione alle disposizioni di P.S. di certo Tremohch P etra da Monte di Capodìstria il quale verso le o-re 24 del giorno 2 e.m. in stato di ubriachezza disturbava, i passanti. Maresego sfida Monte Nella riunione d tutte le organizzazioni di massa svoltasi il 26 U.S. a Maresego dopo il comp. Bordon che aveva sottolineato i’ìmportanza delle elez:oni dello UAIS, ha prese la parola il comp Berzan V ktor. Egli ha invitato i presenti ad eleggere le commissiona elettorali. Ciò è stato fatto immediatamente. Sono stati scelti i compagni migriori. Dopo avere discusso dei problemi economici, i presenti hanno deciso di sfidare il comitato Settoriale del-l’UAIS di Monte di Capodistria, per una prossima costruzione delia casa del cooperatore, e per la raccolta delle quote arretrate dell’UAIS. La popolazione ha deciso di lottare contro coloro i quali tenteranno di sabotare la nostra e-conomia, o d disgregare l’unità e la fratellanza. Covone incendiato S: è incendiato un covone di fieno di proprieià di certo Ficur Giovanni da Nosedo (Portorose). Sono stati distrutti circa 15 quintali di fieno. Ciò è avvenuto nella notte dal 27 al 28 corr. mese verso le ore 24. Le autorità stanno indagando, poiché sii sospetta che l’incendio sia stato, appiccato da una persona che aveva motivi di odio personale contro il.Ficur. Tutti hanno concorso con slancio Edificante bilancio del Natale del Bambino Il Natale del bambino nel circondario istriano si è concluso da due settimane con un’attivissimo bilancio. La comprensione della popolaz one, degli enti, degl; ‘organi del Potere Popolare e delle organizzazioni mi massa per questa opera di beneficenza ha fa.to si che quest’anno si sia potuto organizzare tale manifestazione in proporz oni veramente grandi. Tutti hanno concorso per la realizzazione di questa festa dei piccoli. Le donne antifascist hanno iniziato la raccolta, hanno organizzato la dstnibuziione dei pacchi. Tutto l’apparato organizzativo del Natale del bambino è stato insomma opera loro. Non appena è stato lanciato lo appello alla popolazione essa ha risposto totalmente, versando a: post; di raccolta, somme di denaro, viveri ed oggetti di vestiario. I . paesi dell’interno hanno contribuito versando offerto in natura: patate, lattea,uova. Tutto ciò di* cm : nostri contadini hanno potuto d sporre essi lo hanno dato peri la gioia dei bambini. In questo modo si e dimostrata una volta di più la fratellanza che lega ta città con la campagna. Gli operai delle fabbriche hanno costruito giocattoli contribuendo con numerose ore di, lavoro volontario.. Essi non sono stati da meno degli agricoltori. Significativo n stato il concorso dell’A.J. di stanza nel circondario, la quale oltre a offrire una rilevante somma di denaro, ha dato altresì, farina, grassi, zucchero sono serviti a preparare i dolci per i bambini di Portorose. Con questa azione i soldati della Armata Popolare della Nuova Jugoslavia hanno stretto ancor più i legami che uniscono il nostro popolo con i popoli jugoslavi. Quel legami che sono siati cimentati con 11 sangue dei nostri migliori, caduti combattendo nella lotta comune contro l’occupa-tore nazifascista. Diamo ora una lista dei sottoscrittori: Cunja Viljem da Capodistria, lire 8000; Cinema Mosca di Buie, 4670; Comitato D stret-tuale Natale del bambino Buie, 50.000; Cinema Anrigoni Isola, 29.175; Impiegati sezione economica banca di Capodistr a 37.970; Comitato Circondariale UAIS 50.000; Orient Table, 58.500; Cinema Odeon Isola, 31.010; dipendenti della VUJA, 4.680; Autopodjet-je Adria, 2.000; Amm. Militare A. ’ J: dì Capod stria, 300.000; ditta «Vino», 10.000; Cine Radio Verte-neglio, 7.285; De Mori Nicolò, 1000; Farmacia de Palma Capodi-. stria, 1000; Croce Rossa Circondariale Capodistria, 150.000; Cooperativa Pescatori Capodistria, 114.963; Libreria LI-PA Portorose, 7.200; Comitato Circondariale PC TLT, 30.000; Club Distrettuale DP di Capodistria, 3.570; Istra Prerad, 10.000; Comitato Natale di Corto .d’isola, 20.000; Fondo Assistenza ‘ vittime del fasosmo, 150.000; Comitato Distrettuale PC Capodistria, 25.000; Comitato Distrettuale dell’UAIS di Buie, 90.000; Arti Grafiche Renato Pec j chiari Capodìstria, 10.000; Bar Genzo Capodistria, 1000; da vari comitati Natale del bambino e privati, 176.321; Comitato Natale del bambino di pirano, 300.000; Vaitovanì G ovanni, 3.000; Sindacati Unici Cittadini, 10.000; ditta «Gorivo», 15.000; Cooperativa a* tgricola di acquisti e vendite dì Capodistria, 10.000; Scuola di avviamento professionale Capodistria, 4.960; filiale Sindacale LIPA Por.orose, 7.200. Con questa pr -ma liisfa sono state raccolte lire 1.583.129. A questa somma ne sono aggiunte altre. La Vojna Uprava ! ha falto una seconda elargizione j di 4,000.000 metrolire, il Com ta-! to popolare Circondariale della i Istria ha offerto 1.000.000 di lire ! ecc. Complessivamente sono sta-I te raccolte sinora 4.000.000 lire. I Con tale somma è stato possibile procedere alla distribuzione di 11.200 pacchi dono ai bambi-: ni, dei quali 7200 nel distretto d: Capodistria e circa 4000 nel distretto dì Buie. In questi pacchi sono stati distribuiti 12.00 metri di tessuf, 2000 paia dì scarpe, 9000 paia di oalze, maglie ecc. Non mancavano i generi di conforto consistenti in biscotti, frutta dolci ecc. Nel campo organizzativo meritano un plauso le compagne del Comitato Circondariale del Nata-I le del Bambino per il loro assiduo lavoro che ha permesso una rapida distribuzione. Sono da encomiare spec'almente le compagne Lenac, Crollimi, Vera Fili, Graziella Gobbo, Mozetič Milena. Ad esse vadano "gli auguri de; bambini beneficati. Merce lo sforzo di queste compagne e la comprensióne di tutta la popolazione del circondario è stato possibile organizzare degnamente il Natale del Bambino nel Circondario istriano. Per le elezioni dell’ UAIS Sul fronte della pace vincerà la salda fede Una grande attività organizzativa regna nel circondario istriano, per le. prossime elez toni del-l’UAIS. Dappertutto non si fa altro che discutere intorno a queste elezioni. Vengono allestite febbrilmente le sèdi elettorali, vengono elette ie commissioni*, scelti 1 cand dati, ecc. La gara di emulazione Indetta in onore delle elezioni ha richiamato la gioventù che lavora attivamente d’assalto per portare a termine gli obiettivi di .lavoro prefissi. La commissione elettorale circondariale e quelle distrettuali sono state già costituite. In mol-tiss.mi settori sono state elette le commissioni locali dalla popolazione in riunioni di massa. Sono stati scelti a far parte di queste commiss oni i migliori compagni che danno più affidamento e che si sono distinti nel lavoro concreto nellt gare di emulazione ecc. Si procede in tutti .i settori alla nV.-ssa a'putto dell’amm Distrazione. al ritiro delle quote arretrate. all’abbellimento deile sedi ecc. L’interesse che regna fra la popolazione e grande, dappertutto sf discute di questo avvenimento importante. Nelle riunioni di massa sj fa-nno già i nomi dei candidati. Si tratta di elementi che hanno dato prova delle loro capacità, della loro volontà di lavorare per -il Potere Popolare, per il Popolo lavoratore, di elementi che sapranno guidare le masse nel lavoro costruttivo, per il rafforzamento della fratellanza, dell’unità e della nostra economia nell’ambito del programma annuale dì ricostruzione economica. 1 Nello stesso tempo, la popola-z one procede allo smascheramento di elementi sabotatori, a-genti della reazione e dell’imperialismo, i quali fanno di tutto per danneggiare il Potere Popolare, e l’UAlS. A quest elementi sono state tolte le tessere dello UAIS che essi avevano ottenuto di poter macchinare meglio contro il Potere del Popolo lavoratore. La popolazione non tollera che simili elementi possano, avere le tessere dell’organizzàzlone delia fratellanza e deli’unità dei popoli eonv venti nella nostra zona. Con le elezioni dell’UAlS la popolazione delia zona B dimostrerà il grado della sua .maturità politica, per la pace, nel mondo, di lavorare concretamente per un migliore avvenire. Con le elezioni si vedrà chi è per il Potere Popolare chi è veramente per la fratellanza Italo-Slava. Il popolo non tollererà ohe i nemici della fratellanza continuino nel loro lavoro crim noso, ma li smaschererà impedendo a toro di nuocere In questa atmosfera di lavoro e d preparazione la popolazione Istriana attende 'il 29 gennaio, data d’inizio delle elezioni. Picco, a nera ) Hervatin Alessandro da Mario 1, q—.* è stato colto con 500 sigarette, mentre teniava di attraversare la Linea di demarcazione. Lo stesso era uscito recentemente dalla casa di pena di Punta Salvare dove aveva »contato una pena inflittagli per un reato della stessa specie. Gli è stata appioppata una multa di l’ire 3000 La triestina tmada Maria di anni 23 è stata colta dagli organi della DP di serviz o al posto di blocco di Scoffie. mentre tentava dii passare nascostamente la linea di demarcazione con 1200 sigarette. Alla stessa è stata inflitta la multa dii lire 7000. La merce è stata sequestrata. ANNONARIA generi per il mese di gennaio Il Dipartimento Commercio ed Approvvigionamento del Comitato Popolare Circondariale per la Istria rende noto alla popolazione che nel mese di gennaio verranno distribu te le seguenti quantità di generi alimentari a-igli aventi diritti inclusi nell’ap-prow gionamento assicurato. Categòria lavoratori pesanti R - 1' Pane 700 gr. oppure gr. 16275 di farina su tutti i tagliandi, farina di granoturco sul tagliando R-l K 1 gr- 2000. — Grassi sui tagliandi 101-102 103-104 gr. 1200. — Zucchero sui due tàgriandi 121-122 gr. 1500. — Carne su tutti i tagliandi 111-112 113-114. — gr. 3000, setrimanaimente distribuire un quarto del quantitativo. — Sapone gr. 300 sul tagliando 125. — Orzo oppure fag oli gr. 2000 sul tagliando 126. — pasta oppure farina bianca gr. 3000 sul tagliando R-l K-2. CATEGORIA LAVORATORI MEDI TESSERE R-2 Pane di frumento gr. 500, oppure su tutti i tagliandi 11625 gr. di farina integrale. — Farina di granoturco R-2 K-l gr. 2000. — Grassi gr. 1100 sui tagliandi 201-202 e 203-204. — Zucchero gr. 1200 sui tagliando 221-222 carne gr. 2400 sui tagliandi 211-212 e 213-214. — Sapone gr. 300 sul tagliando 225.— Orzo oppure fagioli gr. 2000 sul tagliando 226. — Pasta oppure farina bianca gr. 2000 sul tagliando R-2 K-2. CATEGORIA LAVORATORI LEGGERI TESSERE R - 3 Pane dì frumento gr. 400, oppure farina gr. 9300 su-tutti ; tagliandi. — Farina di granoturco gr. 1000 sul tagliando R-3 K-l. — Grassi 100 gr. sui tagliandi 301-302 e 303-304. — Zucchero gr. 1000 sui tagliandi 321-322. — Carne gr. 2000 sui tagliandi 311-312 e 313-314. — .Sapone gr. 300 sul tagliando 325. '— Orzo oppure fagioli gr. 1000 sul tagliando 326. — Paste Dinanzi al Tribunale Popolare TENTATO OMICIDIO e sabotaggio economico Attività antispeculativa Le Sezione confinaria della DP ha svolto in questi giorni una forte attività tesa a stroncare la attività degli speculatori e dei contrabbandieri, i quali in vista delle feste di Capodanno hanno tentato di esportare illegalmente in zona A v veri, sigarette ecc. Così negli ultimi giorni sono stati fermati Bozic Alverino da Lazzaretto il quale cercava di passare nascos amente la linea d demarcazione portando seco 6 litri, di grappa e 600 sigarette. Allo s esso è stata inflitta una multe di 6000 lire e sequestrata la merce che intendeva contrabbandare In zona A. Dinanzi al Tribunale popolare Distrettuale di Capodstria hanno avuto luogo due process) pe-nalì. . , - 11 primo si svolge agarico dell'imputato Bafcic Giovanni da Babici accusato di avere -il g orno 21 agosto, nella trattoria detta Associazione Partigiani di Babici tentalo di colpire con una coltellata alla seh.ena il comp. Urner Ivan. Dopo la lettura dell’atto di accusa viene interrogato riimputato che confessa di avere si minacciato il comp. Umer coti un col.-, tetto, ma di non aver voluto colpirlo. Il teste Umer Ivan d chiara invece che il Babic era alquanto ubbriaco il giorno del fatto. Depone inoltre1 ohe poiché il Babic disturbava lo svolgimento di una riunione della cooperativa d-produzione agricola, egli lo aveva mandato fuori della trattoria. Dopo breve tempo però il Babic rientrava e tentava dì colpire il tesle con una coltellata alla schiena. Solamente 1’ ntevento fulmineo di due compagni, certi Ba-I bic Anton e Babic Viler che strappavano l’arma dalia mano dell’aggressore evitava la -tragedia. Con questa deposizione, suffragata dalle deposizioni ulteriori dei testi Babic Viler e Anton, la .posizione dell’imputato diventava critica. Concluso l’interrogatorio dei testi ha luogo la requisitoria della P A. che trova colpevole U Babic de. reati a-scritti e chiede pertanto che egli venga-'condannato ad una pena severa in conformità delle leggi vigenti. L’avvocato difensore dei Babic, dotti Edoardo Della Savia, chiede nella sua breve arringa che vengano prese, in considerazione per l’imputato le circostanze attenuanti consistenti nel fatto, dato ohe. il Bab.c è incensurato e d; avere agito in preda aril’ubr'achezza Dopo una breve permanenza lm camera di consiglio il tribunale rientra e pronuncia la sentenza con la quale condanna il Babic a tre mesi d restrizione della libertà personale, condizionata per due anni e a 5000 lire di multa. Il - secondo processo è a carico di due autisti: Rennar Metod e Brankovič Aloizij, accusati di sabotaggio economico per avere in qualità di autisti, il giorno 17 7 48 lasciato alla scoperto un camion car' co di tabacco. A causa dì un improvviso temporale il carico si bagno e la ditta pro-orietaria del tabacco «Orient Tabak» soffri ue danno di circa 350 mila rire. I due autisti avevano abbandonato il camion per noncuranza. Stamane al processo e presente solo l’imputato Rennar Metod II presidente dispone l’inizio del procedimento in assenza, dell’imputato Brankovič. Viene letto lo atto di accusa, e qu ndl si procede all’interrogatorio del Rennar il qual» si professa innocente e cerca di gettare la colpa sul ma-cazzigniere dell’«Orfent Tabak». Quindi il presidente legge il verbale d’ nterrogatorlo reso dal I Brankovič in istruttoria. Dal verbale appare evidente la colpa dei due imputati. Il Brankovič, riconoscie e con ciò scagiona completamente il magazziniere dell’oOrient Tabak». Segue l’interrogatorio del teste Buzekjan il quale con la sua chiara deposizione mette in vera luce la colpevolezza dell’imputato Rennar. Conclusa l’escussione dei testi, H presidente legge una lettera dell’Orient Tabak .nella quale sf specifica che del tabacco danneggiato si sono potuti ricuperare circa 30 Kg. Perciò il danno sofferto risulta diminuito di circa 32.000 lire. Segue la requisitoria della P. A. con trota colpevoli ì due aut’sti e chiede pertanto una severa condanna. La corte, dopo essersi ritirata in camera di consiglio, rientra e pronuncia la sentenza con la quale : due autisti vengono condannai' ad 1 mese di restrizione della libertà personale, condizionale per uh anno, ed al pagamento dei danni consistenti In lire 153.000 per ciascuno. Il giorno 2 c.m. alcune persone che uscivano "dalla Casa del Popolo d: Sicciole notavano con raccapriccio che le limacciose acque del fiume Dragogna trascinavano verso la foce il cadavere di uno sconosciuto. Si provvide immediatamente a ripescarlo. Dopo breve tempo il cadavere è stato Identificato per certo Miklau-iii Frano da Storiale. oppure farina bianca gr. 1000 sul tagliando R-3 K-2. CATEGORIA LATTANTI D-l Pane di frumento gr. 300 oppure farina integrale 6975 su tutti i tagliandi Farina di granoturco gr. 1000 sul tagl andò D-l K-l. — Grassi1 gr 400 sui tagliandi 401-402 e 403-404. — Zucchero gr. 750 sui tagliandi 421-422. — Carne gr. 600 sui tagliandi 411-412 e 413 414. Sapone gr. 300 sul tagliando 425. — Pasta opure farina bianca gr. 1000 sul tagliando D-l K-2. BAMBINI DAI 2 AI 7 ANNI, TESSERE D-2 Pane gr. 300 opure gr. 6975 di rina integrale su tutti i tagliandi. — Farina gialla gr. 1000 sul ta- -gliando D-2 K-l. — Grassi gr 600 sui tagliandi 501-502 e 503-504. — Zucchero gr. 750 sui tagl andi 521-522. — Carne gr. 1000 sui tagliandi 511-512 e 513-514. — Sapone gr. 150 sul tagliando 525. —* Pasta oppure farina bianca gr. 1000 sul tagliando D2 K-2. BAMBINI DAI 7 Al 14 ANNI TESSERE D 3 Farina o pane gr. 350, oppure gr. 8135 di farina integrale su tutti i tag! andi. — Farina di granoturco gr 2000 sul tagliando D-3 K-l. — Grassi gr. 800 su: tagliandi 601-602 e 603-604. — Zucchero gr. 800 sui tagliandi 622. —: Canne gr. 1200 sui tagliandi 611-612 e 613-614. — Sapone gr. 150 Sul tagliando 625. — Orzo oppure fagioli gr 1000 sul tagliando 626. TESSERE GENERALI G-l Farina o pane gr. 300. — Oppure gr. 1000 sul tagliando G-l K-l. — Grassi gr. 600 sui tagliandi 701-702 e 703-704. — Zucchero gr. 1000 sui tagliandi 721-722. — Carne gr. 1600 sui tagliandi 711-712 e 713-714. — Sapone gr. 150 sul tagliando 725. GENERALI INFERIORI G-2 Farina o pane gr. 250 oppure gr. 5810 d'i farina integrale su tutti i tagliandi di farina dì granoturco gr. 1000 1000 sul tagliando G-2 K-l. — Grassi gr. 400 sui tagliandi 801-802 e 803-804. — Carne gr. 1000 sui tagliandi 811-812 e 813-814. TESSERE ANNONARIE PER granaglie a prezzi Collegati VC-K sul tagliando VC-01 gr. 70ÒQ di farina integrale, sul tagliando VC 02 gr. 5000 di farina di granoturco. Tessere annonarie per grassi a prezzi collegati VC-M. Sul tagliando VC-V-21 gr. 800 d. grassi. Tessere annonarie per sapone a vario prezzo collegati VC-R. Sul tegttando VC-M-101 gr. 1000 dì zucchero, sul tagliando VC-R-103 gr. 300 di carne, sul tagliando VC-R-104 gr. 300 di carne, sul tagliando VC-R-102 gr. 300 di sapone. Tessere supplementari. Donne gestanti. Per tutto il mese: grassi gr 500; auahero gr. 1600; carne gr. 1500. Ammalati non ricoverati. Per tutto il mese gr. 500 di grassi; zucchero gr. 1000; came gr 3000. Tessere per il petrolio. E’ stato distribuito nel mese di d cembre tabacco gr. 140 su ciascun tagliando N. 21, 22, 23, 24. Sui tagliandi rossi per le donne va distribuita la medesima raz one. Entro il 5 di ogni mese tutti gli appalti devono presentare un e-satto carico e scarico del tabacco assieme ai rispettivi tagliandi alla sezione economica distrettuale. In caso di mancanza non verrà fatte alcuna assegnazione in seguito. E severamente proibita a tutti i dettagi an.ti e cooperative la vendita dei generi alimentari razionati su tagliandi staccati. Ogni consumatore all’atto del ritiro della merce deve presentare la carta annonar a con l’intestazione, dalla quale gli vengono stacca*: i rispettivi tagliandi. Le eventuali giacenze nei negozi possono essere distribuite quali. acconti in base alle razioni sopra segnate. La distribuzione verrà chiusa il giorno 25 di ogni mese, per tutti i viveri fuorché per il pane e la carne. La nostra Lotta Spirito nazionale a ritmo incalzante » la melodia dei popolo frullato Musica popolare, canti e danze, opere vocali e strumentali che il popolo ha composto nel corso dei secoli, in guerra come in pa-• ce, ecco il orezioso tesori che la nazione bulgara ha ereditato dal suo passato. Attraverso i rivolgimenti della sua storia la nazione bulgara ha conosciuto dei periodi di espansione e di progresso in ugual maniera chj quelli di decadenza e di distruzione. Dopo il brillante periodo di. Kruma e Simeon (IX e X secolo) che vide l’età’ d’oro della letteratura bulgara, il destino impose al popolo un doppio giogo: Il politico della Turchia ed il giogo spirituale della Grecia. La nascita di questo triste periodo di schiavitù’ che doveva durare 500 anni coincide con il sorgere del rinascimento nel quale la scuola dei maestri olandesi e la musica polifonica si sparse per l’Europa. La nazione bulgara visse il preclassicismo, il classi Jboiata dal mondo pel 500anni ebba è bolta con le bole holze delle bue tìadmoni inebauliMi ter profittare di questo glorioso popolare si feconda e si caratté-periodo di evoluzione dell’arte I ristica. 70 anni permisero alla musicale occidentale. Durante musica classica bulgara di egua- q uesti 500 anni di schiavitù’ il popolo ignoro’ tutto sulla musica classica. Alla liberazione, del 1877, i primi raggi dell’arte musicale occidentale giunsero sino alla Bulgaria. Grazie alle sue attitudini musicali e alla sua sete ardente di cultura, la nazione arrivo’ a dei risultati rimarchevoli in 70 anni di liberta’,- sia nella creazione che nell’interpretazione musicale. Questo succes- cismo, il romanticismo senza po- so e’ basato sull’arte musicale Sciopero ferroviario in Italia tigli»! gliare pressoché’ quella dell’Europa occidentale. Richiamiamo qui i Aeriti dei musicisti cechi dei quali molti divennero in questo paese direttori d’orchestra 0 professori, ponendo cosi le basi alla vita musicale bulgara. La musica popolare bulgara e’ un ramo del grande albero della musica slava. Il folclore •< terizzato da parecchi elementi della piu’ alta antichità’; la par ticólarita’ ritmica e; metrica del la thusica antica vi e’ conservata. Gli avvenimenti storici hanno fatto si che gli abitanti degli stati antibulgari che arrivavano nella penisola balcanica confondessero il loro sangue, i loro costumi e le loro abitudini con gii slavi nativi, e finissero con il tempo per divenire loro medesimi slavi * tti. L’afflusso e l’influenza delle razze e delle nazioni vicine _e lontane si riflettono nella musica popolare. Isolata dall’infuen-za del classicismo dell’Europa occidentale la musica bulgara ha conservato sino ai nostri giorni 1 suoi caratteri originali. Le sue canzoni e la sua cultura nulla hanno copiato. La particolarita’ musicale del folclore bulgaro consiste soprattutto nei suoi e-lementi melodici, e nelle sue forme di canzone. Tutte le tonalita’ diatohiche della musica religiosa orientale e occidentale si trovano nella musica popolare bulgara. La pentatonica senza semitoni si trova in diversi canti e danze. Per il loro fondamento le canzoni popolari^ richiamano i vecchi motivi egiziani. La polifonia nel vero senso della parola e’ straniera a questo folclore che e’ esattamente omofonico. Ma „Dimostra di non essere colpovole" di SISTEMI POLIZIESCHI Roma, dicembre. Dopo l’orrenda morte della domestica Desdemona Palom oì, come si ricorderà uccisasi in carcere appiccando il fuoco alle sue vesti, alcuni cronisti s’erano ie cali (il passato remoto sì addice) ad intervistare dei luminari della scienza sul non comune caso d. stoicismo, anzi straordinariamente eccezionale se è vero che tale Caio Muzio See vola passò alla storia per molto meno. Quel tale Scevola infatti, a scopo dimostrativo, aveva bruc ata una sua mano, mentre la domestica Palombi, sempre a scopo dimostrativo bruciò se stessa. U giudizio dei luminari, specie dei specialisti di neuro,og a, si concretizzò in una premessa: fatto dii questo genere è del tutto fuori dell comune, riscontrabile, scìentificamenie soltanto nel fenomeno psico-isterico dei fachiri indiani; sembra un gesto più impossibile che possibile, più irreale che reale. Questo, dunque, un press’a poco, il responso della scienza sul «caso» Palombi. A eh; è a conoscènza del principio sfrenatamente scandalistico che .spira certa, la maggior parte, della stfempa italiana di questo dopoguerra non risulterà affatto strano che, sulla fa.sariga della conclusione su esposta, cronisti e pubblicisti, di grido o meno, avessero prospettata l’ipotesi che la Palombi fosse stala seviziata e violentata dopodiché 1 barbari rappresentanti della legge avessero appiccato il fuoco alle sue vesti per nascondere il misfatto. L’ipotesi potrebbe reggere in quanto pare sia uso, in certi ambienti, promettere in cambio delle grazie muliebri anziché quattrini favori di tutt’aitrs specie. Noi comunque preferiamo credere, anzi ne abbiamo l’assoluia convinzione ohe, al par di quel Muzio Scevola, la povera. servetta abbia preteso fare col sacrificio della sua vita un atto di dimostrazione, angosciosa, tragica, disumana dimostrazione. Il governo promise (ed ancora il passato remoto s’addice) una severa inchiesta, qualcuno, è vero, disse due o tre parole n merito ed ora, della tragedia nella cella della caserma romana nessuno ne parla più. Le cronache frattanto continuano a dedicare piccolissimi spaz. a numerosi altri casi di suicidi in carcere, meno clamo- rosi, meno stoici del precedente, ina, in ultima analisi, suicidi. Per i tentativi di suicidilo, invece, la cronaca, occupata cosi com’è, non può dedicare nemmeno quel piccolissimo spazio. A proposito della Palombi, il comunicato ufficiale della non più Regìa Questura ma Questura soltanto informava che la servetta aveva un carattere molto sensibile. Dal giorno dell’olocausto della Palombi ad oggi, vale a dire in molto meno d’un mese, le cronache dei giornali hanno annoverato nove suicidi in carcere: due a Genova, uno a Milano, uno a Padova, due a Bari, uno a Firenze, due a Napoli. La qual cosa stando al comuni* calo della non più Regia Questura, verrebbe a d mostrare che i «delinquenti» ha Ha ni sono i più sensibili delinquenti del mondo. Un rfuovo primato! Noi tuffava, che come tanti altri, come tutta la parte sana del popolo italiano, siamo stati e continuiamo ad essere a contatto con le istituzioni dello Stato italiano, anche ie toLziei .he, riteniamo che la suddetta tesi pecchi alquanto di | inesiltezsa. Ed ecco perchè. Tempo fa ei trovavamo con a’-cune persone, ad ora :iO'"-uma, in piazza di Tr-'v: ad ammirare quel capolavoro d’arte che è la omonima fontana quando, preceduta da str.da di sirene e di freni, apparve .a cosiddetta «celere». Baldanzosamente, silenziosamente, trucemente quei giovani in divisa ci spinsero sulla « jeeps* e ci condussero in Questura. Un piccolo commissario dallo accento «inconfondibile» prudentemente ci chiese i documenti. E con altrettanta prudenza no: gli mostriamo delle vecchie carte d’identità nelle quali non rmultava la professione. Rassicurato, quel c^mnrsfir o disse: «Dimostrale di non essere colpevoli. In quei paraggi * sta to combinato un m sfatto li cui certamente voi siete a conoscenza. Dimostrate dì non essere colpevoli». Dimostrare di non essere colpevole di qualcosa che non si sà o che tuttavia si sà — poniamo d’una rapina computa nei pressi della propria abitazione — non sempre riesce possibile, per lo meno facile» E così saremmo terminati in cella. Saremmo stati interrogar’, minacciati, messi in ipotetiche contraddizioni, percossi. Sulle dich arazioni del pccolo commissario dall’accento «inconfondibile» la stampa avrebbe pubblicato di noi come di rapinatori, ladri o assassini, amaramente avremmo atteso in carcere i lunghi mesi che precedono il processo poi, trovando opportuno farsi trovare ancora vivi, saremmo stati assolti. Bene, questi i ragionamenti per : quali prefer amo esibire al commissario le nostre tessere dalle quali risultava la professione ragione per cui il piccolo uomo, profondandosi in scuse, ci rilasciò. Ma forse, anche nel caso contrario, le cose non sarebbero andate così nere come l’avevamo pensate. Diamine eravamo ancora nel XX secolo ih uno Stato che non è la Papuasia. In uno Stato che, anche accettando a priori la profonda antipatia che S cittadini nutrono per i metodi e per l’accento «inconfondibile» de; suoi tutori della legge, è pur sempre garantito da un ordinamento giuridico opportunamente scritto e sancito. In Italia, infatti, e crediamo in ben pochi Stati civili, un individuo per 1 semplice fatto d’essere stato inviato in giudizio si presume colpevole. Quel piccolo commissario gettandoci la frase: «Dimostrate di non essere colpevoli di quanto è successo nelle vicinanze», si attendeva esattamente allo spirito delle vecchie e superate leggi italiane. Delle prove? Eccone alcune convalidate dalla fame' ca pubblicità, sempre a quello scopo scandalistico di cu; si è detto in precedenza, fattevi dalla stampa italiana: «così» Graziosi, Grande, Lo Verso. Tre uomini, tre mariti, inviai; in catene al processo per «dimostrare» di non aver ucciso le loro mogli come in un primo tempo era stato creduto da tre zotici marescialli TiTB€Ä i So la maglie. Il Grande era stato in un primo tempo condannato ad una ventina d’anni di reclusione. Successivamente il processo era stato rifatto e veniva assolto. Se . ne stava, g orni or sono, nella sua casa a meditare a: lunghi anni di carcere scontati neU’attesa dei due processi. Ora, il Grande, rinchiuso in una cella, sta attendendo che trascorrano altri, diversi mesi, forse un anno, per andare a dimostrare di non essere stato lui ad uccidere sua moglie. Nel frattempo, però, così egli ha detto ad alcuni giornalisti, è probabile che cerchi di mettere quando i tutori della legge bus fine ai suoi giorni Anche lui un sarono: «Polizia!» La corte di cassazione ha deo'so che il processo venga ' rifatto una terza volta,..» carattere molto sensibile! Noi riteniamo ohe la disgrazia- Suicidi politici degli Absburgo III 1 - filiamo volo DELL'AQUILA IMPERIALE Vienna, dicembre 1948 Il 2 dicembre 1908 la duplice Monarfchia austro-ungarica celebrava. il giubileo di Francesco Giuseppa 1. Alla residenza dì Sehoenbrunr. si presentava per primo, per porgergli gli auguri, l’allora Ministro degli Esteri e della Casa Imperiale barone Lexa von Aehrentbat davanti al vecchio sovrano e gli comunicava che il Governo aveva esteso i pieni diritti imperiali anche alle terre deite Bosnia e deli’Erzego-vina occupata nel 1878. Commosso l’imparatore ascoltava la relazione. Nei suoi ve:t:h! giorni dunque egli aveva allargato i confini dell’impero :al posto della missione perduta in ..Italia e in Germania, l’Austria aveva una nuova missione nei Balcani, alla quale due secoli prima il piu’ grande condottiero dell’Austria, Eugenio di Savoia aveva fatto cenno e le centinaia di milioni che l’Austria avev^ speso in quelle terre impervie e senza coltura che per 300 anni avevano Conosciuto la disamministrazione turca, non erano stati sacrificati invano. Gli statisti austriaci avevano dimostrato di essere degli uomini politici realisti e l’imperatore pensava di poter chiudere gli occhi un giorno con un buon successo raggiunto. Ma il destino volle diversa-mente: questa annessione per la quale il barone Aehrenthal ricevette il titolo di conte fu il principio delte fine, fu la tomba di (Continuila in 4. pagina della pace. Sei anni pia’ tardi 'o erede del trono, Francesco Fe. dinando e con lui anche la pace in Europa, venivano • l iti al cuore. Passarono sei anni prima che la terribile prima guerra mondiale scoppiasse, ma la pace in Europa era finita. GH unici direttamente interessati, i turchi, che vantavano i diritti sovrani su quei territori fecero dell’opposizione, e proclamarono il boicottaggio delle merci »- -striache. Ma l’astuto conte Aehrenthal seppe placare le onde dell’eccitazione turca, concedendo ai turchi una regalia di 100 milioni di piastre d’oro e il diritto di tenere una propria guarnigione nel Sangiacato di Novi Bazar. Piu’ pericolosa era l’eccitazione dei serbi e deHe grandi potenze europee che li appoggiavano. Fu anche, si disse allora, il lavorio sotterraneo dei serbi in Bosnia a costringere l’Austria a proclamare l’annessione. Aehrenthal potè’ placare anche questa tempesta. Ma gli sforzi logorarono le sue ultime forze ed egli poco dopo decedette, egli che fu uno dei piu’ importanti uomini di stato austriaci dell’ultimo mezzo secolo. Il suo successore conte Leopoldo Berch-thold, magnate ungherese, non fu all’altezza della situazione. A sua insaputa Serbia, Bulgaria, Grecia e Montenegro crearono la quadruplice balcanica che batteva decisamente la Turchia a Kumanovo e a Monastir, provo-. una g-aof noten z» e la tomba cando il crollo drila Torchia ropea che perdette tutti i suoi possedimenti europei, ad eccezione dei distretti di Adrianopoli e di Costantinopoli. Allora si comprese come vacillante fosse la posizione della Turchia. Il conte Berchthold volle chiudere la strada ai serbi verso l’Adriatico e indusse la conferenza degli ambasciatori .a creare un principato indipendente in Albania sul trono del quale fu chiamato un principe tedesco, Guglielmo de Wied. La creazione del principato di albania ebbe per conseguenza una nuova ondata di indignazione in Serbia. L’Austria dovette allora due volte mobilitare le sue truppe contro la Serbia, ma te Serbia non cedette, sentendosi protetta dalla Russia. La propaganda serba nei paesi jugoslavi della Monarchia porto’ all’assassinio di Francesco Ferdinando « deija sua consorte al quale l’Austria reagi col suo noto ultimatum. La via era aperta alla guerra alla rovina, ella morte. L’annessidne della Bosnia d» parte de l’Austria fu l’ultimo cot po d’ala dell’aquila asburgici che un decennio piu’ tardi scomparve. Fu l’inizio di quella tra-sedia nella quale furono coinvolti turi;' i popoli delTImperi Asburgico e dì quel lungo periodo di tenebre dal quale 1 umanità’ non e’ slata ancora capace dì uscire. KARL JERMANN dell’Agenzia ATI La nostra Lotta , VERMI DELLA MELMA FASCISTA Sorgono a vantare crimini come fossero onoreficenze L’alta marea del neofascismo, del supernazionalismo, che per poco non dilaga, ancora una volta, nel più intollerante razzismo, cista già dando una precisa risposta a-questo interrogativo. Proseguendo così, verrà il giorno in cui, da certi circoli, .da certe associazioni qhe in questo dannato dopoguerra sono sorte dal humus limaccioso del fascismo, si leverà sfrontatamente, quale supremo oltraggio ai martiri della guerra di liberazione, l’indice accusatore verso le forche di via Ghaga, di Opo na, di via d*Azeglio, verso la Risiera che conserva ancors» il lugubre segreto del numero esatto dei bruciati vivi, verso tutti i luoghi nei quali la belva nazi-fascista ha consumato i suoi orrendi crìmini! Proprio cosi. L’omertà, la complicità più scellerata; la solidarietà con gli assassini di ieri sono divenute manifestazioni di «fede italica», atti dì «amor patrio», atteggiamenti patriottici che sfidano I morti ed i vivi; i trad tori dell’It alia © del Popolo italiano sono oggi considerati dei martiri ed i loro nomi vengono pronunciati con religioso rispetto, con ammirazione ed invidia da tutta la turpe genia del superstiti gruppi degli ex-squadrìsti, ex gerarchi ed ex-approfittatori del regime fascista. E non ve ne sono pochi in circolazione a Trieste. Hanno i loro giorni fissi dii riunione, i loro locali per i raduni, si raccontano a vicenda le loro eroiche gesta, vantando ciascuno le sue antiche benemerenze, le sue relazioni di amicizia con Farinacci, Balbo, Volpi di Misurata, Starace, Ciano, Botta: e altri tristemente famosi uomini ai quali l’Italia intera deve tutte le sciagure, tutti i. lutti e tutte le -immense rovine che l’hanno colpita nell’ultimo quarto di secolo. Quanti e quanti odiosi crimini sono stati «gaudiosamente* perpetrati, in nome della Patria, nelle nostre terre dalla immonda ganga ohe un tempo scorazzava feroce per le nostre contrade, con le mani rosse di sangue e la simbolica cam-id a nera che da sola età tutto un programma di morte e di sventure! Oggi, -non pochi di questa artefici della rovina morale e materiate dell’Italia e del popolo italiano hanno lo spudorato coraggio di scrivere «memorie» e «diari», e trovano anche chi, più spudoratamente di loro, ha l’inaudito coraggio di stampare codesta sozzurrà letteraria, che trasuda da ogni riga sangue dì vittime innocenti e lacrime di vedove e di orfani! A questo punto d-i immoralità siamo giunti; a questo estremo limite di solidarietà con gli assassini, con i Matricidi Ecco un Coceani, il tragico Pre- fetto nazi-fascista, pubblicare le sue memorie, esporre pubblicamente l’onta della sua az one di traditore della Patria e del popolo e menarne vanto, cercando di sublimlizzare l’opera sua di collaboratore dei tedeschi, attribuendosi addirittura il diritto di ornarsi la testa con la fronda di quercia dei valorosi e dei martiri! Questo scorcio apologeta di uno del periodi più tristi e foschi della storia di Trieste, del quale periodo egli stesso è stato uno demassimi personaggi, ha oltrepassato tutti i l-imiti della umana decenza e dell’umana sensibilità. E’ un primato di spavalderia criminale, al quale il Lombroso, se fosse ancor vivo, non esiterebbe a dare il posto d’onore nei suo! libri. Fiorini — Partizan Pirano B — Cittanova Medusa B — Buie Stella Rossa — Umago Olimpia — Petrovia Vertenegìio, — Jadran La giornata campionato oalcte del T.L.T. I francesi al Polo DURBAN, 7 (AFP) — Una spedizione antartica francese, imbarcata sulla nave polare «Comandato Charobot», ha lasciato Durban iil 31 dicembre 1948 per Hobart (Tasmania), dove' giungerà il 22 gennaio. La spedizione dovrebbe raggiungere la Terra Adelia nella prima quindicina dì febbraio» da, permettendo la . controrivoluzione del Vuhan nel mese di luglio «La dilezione dei dogmatici costò moltissimo» ha detto Lu Ting Ji, esprimendo con c:ò l’opin.one odierna dei comunisti cinesi. «Allorché eravamo a Kiangsi ci venne offerto di costituire tin fronte comune da parte di un generale del Fu Chiien, che sì apponeva „alla capitolazione di Chang Kal Seek dinanzi ai giapponesi. Ci offri anche alleanza comune con «questo borghese». I nostr. dogmatici erano troppo ortodossi per creare un fronte per cui perdemmo l’occasione di conseguire la vittoria. Noi oi lasciammo trascinare troppo nella guerra dii posizione nello Kiangis'i, particolarmente contro la quinta Armata di Chang Kaii Seek. Nel corso di questi anni e di queste perdite si è sviluppata la «linea Mao Tse Tung» — arma forgiata nel fuoco e affilata dai colpi. Egli era uno dei primi fondatori dei Partito comunista. Fu condotti ero della rivoluzione a-graria di Hunan, liquidata pe ordine di Chen ■ Tu Hsiu, nell’anno 1927. Successivamente, combinando i residui delle sue «formazioni contadine di difesa» con i resti, adtrettanto decimati, dell’Armata di Cìu De, divenne condottiero di queste guerriglie contadine, che aumentavano gradatamente ed erano «troppo triviali» per Li Li San. Le sue vedute quale presidente di un Governo sovietico nel Kiangsi venivano tenute di conto in quanto concernènti quest-oni pratiche; ma te sfere superiori della politica di partito erano ancor sempre riservate.-ai «dogmatici» che avevano il vantaggio degli studi allo estero. Che cosa conosceva Mao alYim-fuori dei contadini cinesi? Molti fra i metodi di' tetta degli: odierni comunisti derivano dalle teorie di Mao, che risalgono a questi primi giorni. Diciotto anni fa, quando i pessimisti ritenevano che la rivoluzione cinese fosse passata, e gli avventurieri agognavano alla conquista delle grandi città. Mao Tse Tung dichiarò ohe era possibile creare una regione sovietica, ma che bisognava fairto nelle regioni montane, Ili dove s’incontrano : confini delle provinci©. Mao Tse Tung si allontanò qui dal modello europeo, per procedere, in armonia con la sua conoscenza della terra cinese. I confini tra ì paesi europei sono fortificati, essi non rappresentano un luogo adatto per la comparsa di .nuovi regimi. Nella Cina invece la forza di un condottiero diminuisce via via òhe ci si allontana dalla sua capitale. Nelle regioni di tonfine di varie provincie i comunisti cinesi organizzarono i contadini per l’autodifesa. Alcune delle regioni così create si mantennero per 18 SlìiDll. La strategìa di Mao Tse Tung deriva anch’essa da questo periodo. Nel duo Ciu-Mao, dal quale sono nate le armate comuniste, Ciu De era un esperto soldato, ma il maestro di Hunan, Mao, era colui la oui ardita analisi ha integrato te nozioni militari di Ciu De e sviluppato la teoria delia sua strategia comune. Ed è questa la teoria grazie alla quale i comunisti sono sopra vvìsuti a 18 anni di guerra contro i conquistatori giapponesi e Ohang Kai Seek. Brevemente questa teoria la possiamo esprimere così: «Quando il r. erri co avanza esso è più fòrte ’ di noi. Esso dispone di buone armi, di arsenali, dell’aiuto straniero. Pertanto, se ingaggiamo battaglia e slamò battut — siamo perduti, Se combattia- mo e comprimiamo il nemico — questa non è ancora uria vittoria, in quanto abbiamo consumato mun ziioni ed il nemico può ritornare con munizioni nuove. Noi possiamo contare sulla vittoria solo accerchiando il nemico, annientandolo e catturando fucili,, protettili e uomini».,. Questa strategìa si differenzia in misura tale dalla guerra tradizionale ohe molti esperti' militari stranieri le attribuiscono poca importanza, considerandola «guerriglia». Tale definizione si potrebbe però difficilmente applicare a il’accerchiamento, nel gennaio dell’anno 1947, di tre brigate e mezzo, formate dai migliori soldati di Chang Kai Seek nello Shantung, e in cu! sono caduti e rimasti feriti 7.000 soldati di Chang Kai Seek, méntre 20 mila sonò stati catturati con le armi. I comunisti fanno una grande differenza tea te loro unità guerriglieri minori locali e le loro colonne regolari che, a seconda della necessità, possono essere a loro volta ripartite in gruppi minori. Questi gruppi sono mobili, ma disciplina';, e si possono radunare rapidamente. Tate strategia si confa ad una guerra difensiva in un territorio in cui il popolo aiuta di tutto cuore l’armata. Tale strategia non si confa invece ad una guerra d’aggressione. Essa potrebbe essere un modello per gli altri popoli coloniali che lottano contro il preponderante nemico straniero. Nella difficile battaglia della Grande marcia, Mao Tse Tung entrò a far parte della direzione. «Senza la sua guida non sarebbe stoto possibile effettuare la* «Grande marcia» affermano oggi i comunisti. Solo 10 anni dopo, nelì’aprile dell’anno 1945, al settimo Congresso di partito, a 8 anni di distanza dalla'guerra anti,giapponese, Mao Tse Tung venne nominato formalmente presidente del Partito. Il Partito comunista della Cina, i cui membri erano saliti a quell’epoca a 1 milione 200 mila, discusse sotto la sua guida, per due anni, sulla storia del Partito e sulla situazione in tutte le sue disperse organizzazioni.. I risultati presero. forma nel settimo Congresso, definito «Congresso delLum:-tà e della vittoria»-. «Vi fu un potente sentimento di creatività — afferma Li Titi Ji — quando un milione e 200 mila compagni, separati da molte linee dì battaglila, poterono associare fi telo pensiero nella valutazione comune delle esperienze passate e delle vie dii sviluppo futuro». In questo Congresso, dopo una di scussione di due anni, Mao Tèe Tung venne eletto infine presidente, pur essendo già da 10 anni il capo riconosciuto. In questo Congresso la politica di molti dirigenti fu pienamente screditata. Molti sarebbero caduti in disgrazia e sarebbero stati esclusi dal Comitato centrate, e forse anche dèi Partito, se Mao non fosse intervenuto per- salvar!;. «I compagni ohe hanno errato — ha detto Mao — senza riguardo al prezzo che tali errori ci sono costati e ai danno òhe hanno prodotto, qualora riconoscano onestamente, i .loro errori e li banalizzino, traendone insegnamento, saranno migliori dirigenti dì colóro òhe nori sono stati criticati». Dacché Mao Tse Tung ha assunto la direzione, i comunisti cinesi ritengono di non aver commesso nessun grave errore «Abbiamo avuto una 'buona direzione ed una buona politica — dice Lu Ting Ji pattando del periodo che va dalTtoo'dente di. Sian fino alla fine della guerra . giapponese. (continua) Cos’è se non «economismo» l’affermare che 1 problemi più importanti ed impellenti per ! lavoratori triestini sono... l’adeguamento salariate, la rivalutazione, il controllo dei prezzi, la gestione del collocamento» eòe. ecc. Cos’è se non deviazione nazionalista la totale mancanza di una presa di posizione in difesa degli elementari diritti della popolazione slovena del territorio, anzittut-to con fi reclamare il riconoscimento effettivo del bilinguismo già formalmente riconosciuto dal trattato di pace? Cos’è se non deviaztene. abbandono della linea classista nel sindacato l’ignorare i lavoratori della zona B, i loro sforzi di ricostruzione, la loro quotidiana lotta contro l’opera di sabotaggio degli a-gènti dell’imperialismo, la loro costante lotta nell’interesse della pace? Cosa può significare se non abbandono della linea classista lo ignorare i pur urgenti problemi e bisogni degli strati contadini locali? Non si rompe in tal modo la unità d’azione e di lotta tra la città e la campagna? Ed essendo i c-p.tadini di nazionalità prevate tonte slovena non si favori-ri- in questo il sorgere d! diffi-d- v e quindi di odii nazionali ritenendo giustamente i contadini di essere non solo dimenticati, ma sacrificati Questi sono fatti. Non abbiamo nal iste del passato. Sono forse gli error i personali di Destradi fi quale cerca di riversarli sulla passata però ancora visto nulla che specifichi in .modo concreto in cosa consistevano le deviazioni nsftio-direzione polìtica, gli errori di cui si accusano i «nazfonalisti»? Cosa soho se non delle frasi opportunistiche di diseducazione dei lavoratori, da noi. dove !a coscienza di classe aveva regiunto un livello cosi elevato, dichiarazioni come la seguente: «La coscienza sindacale ed fi desiderio di unità della classe lavoratrice per il raggiungimento di un tenore di vita più umano sono ora più forti che mai e sapranno dare al momento opportuno uba giusta e ferma risposta a tutti coloro che vogliono ignorare i suoi bisogni»? Questo si chiama burlarsi della classe operaia, dei suoi sacrifici, delle sue lotte sostenute, si chiama predicare il vangelo. Infatti la risoluzione finale paria di «apostoli instancabili». Si dice inoltre che questo è il congresso dell’untià. Se unità significa liquidazione, porsi alla coda dei sindacati gialli, senz’altro questo sarà il congresso dell’un tà. Se unità significa lotta di ogni giorno per *1 mantenimento e la conquista degli elementari diritti democratic: fra i quali te elementari condizioni di esistenza allora questo certamente non è il congresso dell’unità. Invece di spiegare alla classe lavoratrice triestina che resistenza'dei Sindacati Giuliani cioè della Camera del Lavoro non è nient’altro- che un aspetto-della lotta di classe che si svolge a Trieste, questi gran sindacalisti, alla Radfch e C.-si sforzano di confondere le idee agli operai dimostrando tutt’altra cosa e cioè: 1) l’unità non 9* è potuta fino ad oggi realizare perchè £n seno ai Sindacati Unici rièrano dei nazionalisti; 2) ora si caccino via quei pochi capi nazionalisti dalla Camera del Lavoro; 3) eccotr fatto il gfuochetto, te riesce fuori il sindacato unitario. Si tratta quindi di saper fare Non è un problema di lotta di classe, è un problema di ognoranza, di malafede, di scar-sa^ capacità. Cosi dice Radich. Noi agli operai invece diciamo: l’unione con ia Camera del Lavoro come tale non sarà poss bile mai ìa lptta per L’unione con la C. d. L. bisogna invece con tutte le nostre forze farla Questa apparente contraddizione è invece la espressione di un dato di fatto, reale, perchè esprime la lotta di forze antitetiche, esprime la lotta di classe che il proletariato, la classe operaia triestina, conduce contro la classe padronale. La classe padronale non si priverà mai, finché ne ha la possibilità, di usare lo strumento efficacissimo, utilissimo, della divisione degl-operai, della classe lavoratrice, che avvienež tra l’altro, per l’appunto, anche con lo spezzettamento sindacale cioè con la creazione di varie organizzazioni s ndaca-li. D’altro canto è chiaro che gli operai, la classe operaia e la sua avanguardia organizzata, il PC., non cesseranno mai di lottare per conseguire l’unità operaia, contro il volere della classe padronale e dei suoi sindacati. La Camera del Lavoro o suoi surrogati non cesseranno di esistere a Trieste fintantoché non cesserà di esistere come classe organizzata al patere ■ la classe padronale. E’ perciò contrario agli interessi degli operai, della classe triestina seminare te illusioni radichiame. L’unità s’ha da fare, ma s’ha da fare su un. piano di lotta, per iì rispetto dei reali interessi della classe operaia. Gli interessi della classe operaia triestina, nel quadro di quelli della class© operaia di tutti i paesi del mondo, sono naturalmente la lotta per la pace e quindi la lotta per il rispetto e l’applicazione del trattato di pace; fuori di queste vi sono soltanto frasi, più o meno belle, ma comunque frasi che non riescono a riempire questo grande vuoto. L’affermazione «lotta per il raggiungimento di un tenore umano di v ta» serve, da noi, per disarmare lo spirito di lotta classista delle masse operaie triestine, come serviva a mobilitarle e a portarle alla lotta decenni fa. quando cominciavano ad organizzarsi e a manifestare una coscienza di classe. Piuttosto dell’unità formale, la lotta senza quartiere, le posizioni di principio, magari a lungo scadere df tempo, danno inevitabilmente 1 propr frutti. L’unità bisogna volerla nello spirito della FSM cioè dell’applicazione concreta. nella nostra zona, dei principi che stanno alla base della FSM. Questo nelle sue linee generali k il congresso dei Sindacati Unici svoltosi ultimamente a Tr ešte. Possiamo ora chiederci: cosa hanno fatto la vecchia direzione del Partito ed i suoi aderenti per tentar df indirfzare giustamente la classe operaia-triest na in quqesto frangente? Se si eccettua una certa campagna di stampa nel senso di chiarificare gli obbiettivi perseguir ti dagli organizzatori del Congresso non vi è stata una seria azione organizzativo-politica per impedire che il gruppo frazionista Viđali pòrti 'il siri-acato sulla strada del revisionismo socialpatriota. Esisto no fortissime correnti in seno alla classe lavoratrice te quali com-orendono istintivamente che l’indirizzo impresso al sindacato dal gruppo frazionista Viđali non corrisponde agli interessi della classe lavoratrice triestina. Esistono I fortissime correnti le quali non so* lo non hanno rinnegato la passata politica Sindacale, malgrado i suoj errori e le sue temporanee devia-, jzioni, ma la ritengono giusta e co» me l’unica possibile Esistono for** ! tossirne correnti che comprendono molto Bene cosa significa l’economismo nel sindacato. E’ mancata però un centro coordinatore ed organ fzzatore di queste tenderize, è mancata la guida del Partito. Ed è quindi per tale ragione che il Congresso ha potuto passare sènza che dal suo seno si levino delle forti voci di condanna dell’opera liqu datrfee del movimento sindacale classista, senza che sf lev ina dette forti voci contro le deformazioni politiche riscontrate nella valutazione data alla situazione colitica fntemaz tonale. Non significa però che te correnti sane it« seno alla classe lavoratrice trié-stina, e che ne costituiscono la maggioranza, si sono con ciò ri-stinte. tutt’altro; bisogna ora lottare per organizzare queste tendenze. B'sogna dar battagliò in seno al sindacato, riportarlo sulla linea di lotta classista, ridargli Ü contenuto rivoluzionario progressivo. impedir© che si trasformi in un’append ce della Camera dell Lavoro. Bisogna dar battagliaste. ;eno al sindacato denunciando la i tendenze revisioniste, denunciando la politica capitolarda e l’eco-» Tomismo che vi si è installato so-v~»no. Bisogna nuovamente fare da’ rndacato lo strumento poteh-' li lotta per li elementari diritti democratici della popolazione dì Trieste. Bisogna, come per il passato, che la classe operaia, attraverso il suo sindacato, e sotto te guida della sua avanguardia organizzata; Il Partito Comunista, si trovi al alla testa dèi movimento democratico in lotta per il rispetto del trattato di pace e I» sua applicazione, contro la guerra e per la oace, contro ogni movimento fascista e nazionalista. Naturalmente accanto-e contemporaneamente a questa vasta azione di carattere economico e di salvaguardia delle libertà sindacali, prima fra di esse, i comitati di fabbrica, centro di mobilitazione e di lotta della classe operaia contro la classe padronale ed i suoi ostenftorf interni ed esterni; centro di raccolta e -di mobilitazione della classe operaia in lotta per la democrazia. Z contratti normativo e salariate, i problemi della rivalutazione, della apprendistato, de! collocamento, del controllo dei prezzi e cosi via sono altrettanti problemi concreti di attività sindacale nell’ambito generate della lotta del s nda-cato per la conquista df una nuova società. E’ chiaro che la rilasse operaia non può altro che combattere per realizare il governo detta classe operaia ed a questa scopo combattono i sindacati .classisti della classe operaia. In questo ambito -dobbiamo cons derare la* 1 * i lotta della classe operata e (lei suoi sindacati. Il gruppo frazionista Viđali ha seriamente compromesso le possibilità di lotta della classe operaia triestina ed ha inferto un gravissimo colpo al giusto orientamento della lotta di questa. L’azione del gruppo Viđali è però nella sostanza molto vulnerabile dovendo esso ricorrere sempre p ù sistemàticamente ad un’aperta negazione degli interessi generali di classe, (continua) Evidenti politiche da imbonitori la reazione (continua dalla prima pagina) bene sono i contadini ricchi», non ne contiene davvero. Da tutto lo insieme traspare chiaro lo sforzo detto scrivente a comprimere la situazione esistente nella zona B in uno schema teorico astratto. Non vi si scorge il minimo tentativo di analizzare obiettivamente le condizioni esistenti, ma si ciancia di borghesia slava e borghesia italiana.. Si vorrebbe far credere che la sostanza della tetta politica nella zona’B stia in tale antagonismo, ma poi si dice che i PP non fanno gli interèssi di nessuna classe sociale. Si ritorna però ancora una volta ad affermare che gli interessi dei contadini ricchi sono gl: unici a essere difesi dal regime esistente. E questa roba, nella convinzione dello scrivente e dei suoi mandatari dovrebbe esser® un’analisi marxista delle classi e dei loro rapporti reciproci. Ci sono però ancora altre cose ben ittù gravi. Ad esempio: qgtt operai erano malcontenti, nonostante essi in principio avessero accolito benevolmente i PP». Quel benevolmente dice tutto. Esso suona un’offesa per gli operài istriani, perchè non presenta i PP come’opera loro, della loro lotta contro gli oecupatori nazifascisti. Stando a quelle parole gli operai istriani non hanno lottato, ma se ’ ne sono stati con te mani in tasca durante tutta la guerra di liberazione. I PP li hanno avuti in dono. Queste cose te può scrivere soltanto della gente che non ha mai capito lo spirito della tetta di Liberazione nella nostra regione, che non vi ha mài partecipato, e che presumibilmente si è accontentata d osservare lo sviluppo degli avve-nìyehti standosene al calduccio. Si potrebbe dire beo di p„iù. Que- sta gente era probabilmente contraria alla tetta concreta contro il nazifascismo e spiritualmente molto più vicina ai lanzichenecchi dei nazisti che non al popolo che combatteva eroicamente. * Ma ritorniamo ai contadini ricchi ohe sono contenti e scontenti nello stesso tempo. Vendoho bene, realizzano guadagni, ma il regime non è per loro. Tutto il mondo sa che nétta zona B è.stata realizzata la riforma agraria. Nell’interesse dei contadini ricchi forse? Tutti sanno che Ü PP ha perseguitato energicamente gli speculatori, : borsaneristi, ecc. Nell’interesse di chi? Tutti sanno, o dovrebbero Saperlo, che nella zona B esistono le impòste progressive sui redditi agricoli. I fatti sono testardi, d-sse già un vecchio filosofo, e non valgono nè 18, ed anohe, contumelie, a cambiarli. Nella zona B, dei TLT si è verificata una profonda fi)0' dificazìohe nel rapporto fra te percentuali delle tassazioni eom-ptess ve dei vari ceti sociali della campagna. Per essere più semplici, i contadini ricchi devono pagare oggi una percentuale'molto più alta sulla tassazione complessiva, di quello che non avessero fatto sotto la dominazione fascista. E ovvio che la percentuale al contadini poveri sia diminuita. Questa situazione viene illustrata nella maniera migliore da alcuni casi concreti cosi ad esempio il contadino Ceppi Antonio di Semedetta (contadino ricco), pagava nel 1944 1307 lire di imposta. Nel 1947 lo stesso pagava 3162 lire. Nel 1948 l’imponibile ammontò a 169.269 lire, di cui pagati come deconto 50.780. Un altro contadino ricco, tale Franza Giuseppe di Semedeli® pagava nel 1944 2.975 lire, nel 1947 3.834 e nel 1948 163.324, di cui com® acconto 48,000. Se esa- miniamo invece la situazione dei con.adino povero ad esempio Ra-zem Antonio di Semedelia oh® nel 1944 pagava 145 lire, nel 1947 354 lire, vediamo che nel 1948 ne versa 300, di cui 100 come acconto. Nella stessa situazione si trova anche Zudì Marta: 1944 68 lire, 1937 48 lire, 1948 300 lire di oui 100 come acconto. La situazione del contadino medio si presenta invece come nel caso di Ap» polonio Giacomo di S. Tomà eh® nel 1944 pagava 314 lire, nel 1947 818 e nel 1948 16.185 lire di cui 4.855 come acconto. Di questo passo si potrebbe continuare e te cifre non varierebbero di granché) Quando S redditi inferiori alle 7.000 lire non pagano alcuna imposta e quelli sotto le 7.500 pagano il 4,5°/» mentre altri, al disopra delle centinaia di migliaia pagano invece Si 25 il 30 ed il 35%, questo si chiama applicare una tassazione progressiva che rientra nei metodi di una politica fiscale democratica. Se la cerchia del «Lavoratore» non te sa prenda in mano un manuale elementare di economi« politica. Nell’interesse di chi viene fatta tutto ciò? Dei contadini ricchi forse? O non piuttosto nell'interèsse di quel contadino istriana ohe per secoli e secoli è stato sfruttato, oppresso, calpestato? E* evidente che quando si pùbblica un articolo; «i soli a star bene sono i contadini ricchi» ci vuole qualcosa dì più di una semplice affermazione. Il titolo prometta molto di più. Ma arrivati in fondo si rimane dettisi. Solo un’affermazione e nient’altro: ingiùrie. Tutti questi argomenti come è naturale riguardano (pure la classe operaia. Su questo però si fi-serb amo di parlare ancor più ampiamente in un prossimo articolo,