ANNO XXV. Capodistria, 1 Luglio 1891. N. 13 LA PROVINCIA DELL'ISTRIA Esce il 1° ed il ]fi d'ogni mese. ASSOCIAZIONE per un anno fior. 3; semestre e qua-irimestre in proporzione.— Gli abbonamenti si ricevono presso la Redazione. Seminario o Collegio ài Capodistria (Continuazione vedi N. 7 e seg.) Capodistria 16 X.bre 1738 Radunato a suon di campanello nel luogo solito, ut moris est, il Capitolo de PP. delle Scuole Pie di Capo d'Istria in n.o di sette, come apparisce dalle sottoscrizioni, et ivi raccomandata 1' osservanza delle Bolle dal P.re Aurelio di S.a Pranc.a Vice Rett.e del Collegio il med.o propose alli PP. 1' aggiustam.to delle controversie tra gli 111.mi Sig.i Deputati de Pii Luoghi, Monte, e Fondaco, e la casa del med.o Collegio, o sia Seminario Laicale, ed ivi capitolarmente letto il Chirografo del n.ro P.re G.nle, e sua Congreg.ne sopra tale aggiustam.to, il qual Chirografo contiene espressam.te li capitoli dell' aggiustam.to med.o. fu ballottata con voti segreti 1' approvazione di q.nto si contiene in d.o Chirografo p. l'assenso di q.sto Capitolo, e PP., et ebbe favorevoli n.o 7, contro n.o — Aurelio di S.a Franc.a V. Rett.e del Coll.o m.ppa Filippo M.a di S. Ant.o m.ppa Filiberto di S. Luigi m.ppa Benedetto di S. Nicolò m.ppa Gaetano di S. Agnese m.ppa Melchiorre di S. Ant.o m.ppa Giuseppe Fran.co di S. Anna m.ppa (Carte 44) A dì 24 Ap.le 1754 Per ottenere 1' uso e 1' offiziatura della Chiesa di Santa Maria Nuova il P. Rett.e presentò Supplica al R.mo Capitolo del tenore che segue: Ill.mi, e R.mi Sig.i Sig.i P.ni Coli.mi Il P. Rett.e e PP. Ch. Reg.i delle Scuole Pie esistenti di Famiglia nel Collegio di Capo d' Istria, impiegandosi nella educazione della Gioventù sì nelle lettere, come nella Pietà desiderano di sempre più interessarsi nel profitto spirituale de' Prossimi con l'offi-ciatura di qualche chiesa, come si pratica nelle altre loro Fondazioni. Non essendo al presente in istato di fabbricarla a proprie spese riflettono che la chiesa di S. Maria Nuova contigua a detto Collegio e Filiale della Chiesa Matrice potrebbe riuscir loro di ugual Articoli comunicati d'interesse generale si stampano gratuitamente. — Lettere e denaro franco alla Redazione. — Un numero separato soldi 15. — Pagamenti anticipati. comodo per il fine suddetto. Avvauzano però colla presente le umili loro suppliche al R.mo Capitolo per la facoltà di potervi esercitare le funzioni del loro Istituto solite a praticarsi nelle altre Chiese dell' ordine, con quelle riserve e condizioni che saranno prescritte ed accordate, p.che resti illesa la Giurisdizione Parrocchiale. Sono pertanto supplicate le Sig.e loro Ill.me e R.me, che venendo in deliberazione di accordare la grazia che umilmente s'implora, si degnino esibire le condizioni, a cui voglion ristringerla, acciocché i detti PP. possano anch' essi sottometterla ai riflessi ed approvazione del loro P. G.nle, p.che tutto s'effettui in forma autentica. Grazie. ---------—»--. . . - INDICE DELLE CARTE DI RASPO (Archivio provinciale) Filza tt. (Continuazione vedi N.o 10 anno XXIV e seg.) anno 1543 pag. 975-988 Capitano Nicolò Loredan Processus civilis inter Ioannem Pengarich et Doroteam relictam Ioannis Sersich Nella occasione che fu venduta parte di una casa, Dorotea, a ottenere la ricupera per diritto di collateralità previsto dallo statuto di Pinguente, depositò in cancelleria entro il termine prescritto dalla strida, il prezzo di esso insieme colle spese. Quindi, trascorso il termine della strida, Giovanni Pengarich depositò lui pure il prezzo e le spese pretendendo doversi a lui aggiudicare la detta casa Dorotea, in forza dello statuto menzionato, chiede di essere preferita. (Proc. non esped.) anni 1543 e 1544 pag. 988-994 Capitano Nicolò Loredan Processus civilis inter D. Franaiscum de Vertijs et Annam relictam Ioannis Dragonich de Suvignacco Lite per una vigna che Francesco de Verzi avrebbe tolto in pegno a Giovanni Dragonich di Sovignacco. (Proc. non esped.) anno 1543 pag. 995-1008 Capitano Nicolò Loredan Processus civilis inter Adam et Luciani filios q. Bartolomei Pengarich actores et Vincentium tubicinam reum I fratelli Adamo e Lucia Pengarich chiedono, quali eredi della madre loro Dorotea morta nell'anno 1521, che sia ingiunto a Vincenzo trombetta di rilasciare una vigna di loro proprietà posta nella contrada selze del territorio di Pinguente, di cui il detto Vincenzo si sarebbe fatto padrone senza alcun titolo. Vincenzo è sentenziato di dover consegnare ai detti fratelli la metà della vigna in questione. anni 1543 e 1544 pag. 1009-1018 Capitano Nicolò Loredan Processus civilis inter Bartolomeum Lucianich nomine Agate eius uxoris ex una et Simonem Blasii Bastiamoli intervenientem nomine filiorum q. Matei Diunich (?) de Verdi et Agate prediate. Lite per la sostanza lasciata da Matteo Diunich di Verch, dove è sentenziato per i suoi effetti — che Agata era maritata in primo voto col Diunich a fratello e sorella. anno 1544 pag. 1019-1032 Capitano Nicolò Loredan Processus civilis inter Ioanem Galasium stipendiatimi agentem et Iurium Bursich de marcenegla reum se tuentem. Giorgio Bursich della villa di marcenigla è tenuto per sentenza di dover pagare a Giovanni Galasio un suo bove da lui fatto morire per averlo sottoposto a fatiche troppo grandi. anno 1544 pag. 1033-1036 Capitano Nicolò Loredan Frammento di processo civile tra Giorgio de Pellegrini di Galliguana e Iacopo de Visco per occasione di certe spese di lite. anno 1544 pag. 1037-142 Capitano Nicolò Loredan Processus civilis inter Martinum Zigantich ex una et Petrum Cromar e Paolo Zudesich de prapurch ex altera Pietro Cramar e Paolo Zudesich di Prapurch sono condannati a pagare il danno recato da' loro animali in un campo di lino di Martino Zigantich giusta la stima che verrà fatta dagli stimatori. anni 1544 c 1545 pag. 1043-1062 Capitano Nicolò Loredan Processus examinatonis testium examinatorum ad instantiam Nicolai et loannis Bazar Nicolò e Giovanni Razar, in una lite presso il _ tribunale di Lubiana, vogliono dimostrare essere essi figli di Elisabetta Gra-zariza (?) e Stefano Razar, i quali furono uniti in matrimonio da Quirino de Germanis allora pievano di Pinguente dove sempre vissero. Il preside della Camicia Giacomo a Lamberg de Stein prega il capitano Loredan di esaminare su ciò i testimoni pinguentini. I quali dichiarano veramente che Nicolò e Giovanni Razar nacquero a Pinguente da Elisabetta e Stefano Razar coniugi, i quali quivi anche vissero prima e dopo il loro matrimonio. anni 1544-1545 pag. 1003-1102 Capitano Nicolò Loredan Processus civilis inter Ielenam filiam q. Gaspari Bencich de rotio ex una agentem et Antonimi Bencich dicti loci ex altera se tuentem Elena domanda ma non ottiene che sia annullato il testamento dell' avo suo Ambrogio Bencic di Rozzo e siale aggiudicata la metà della sostanza da lui lasciata al figlio Antonio. anno 1544 pag. 1103-1120 Capitano Nicolò Loredan Processus Grtgorii Sorziel confiscationis ut in eo Gregorio Sorzich, morlacco, abitante di Due Castelli che teneva in affitto mezzo maso presso la villa di Clenusciach, fu bandito da tutti i paesi dello Stato veneto dal podestà di Rovigno Ermolao Michiel per avere egli insieme con altri compagni tratto con forza da quelle prigioni un detenuto. Per ordine del capitano di Raspo sono confiscati 236 capi di bestiame di proprietà del Sorzich e venduti all' incanto. anno 1544 pag. 1121-1128 Capitano Nicolò Loredan Processus civilis inter Iacobum de rosatio procuratorem Marie eius uxoris agentem et Claram Nalinarizam sub Gradaz se tuentem Giacomo de Rosaz, abitante nel territorio di Isola, chiede, ma non ottiene, certi beni stabili posti nel territorio di Colmo i quali sarebbero indebitamente occupati da Clara. anni 1544-1545 pag. 1129-1144 Capitano Nicolò Loredan Processus civilis inter Margaritam uxorem Martini Primosich agentem et Doroteam relictam Iurii Laurencich se tuentem. Margherita, quale erede di suo padre, chiede siale rilasciata 1' ottava parte di un maso posto nella contrada cella del territorio di Pinguente che occupa senza alcun titolo Dorotea. Nel corso del processo la parte attrice recede dalla sua domanda e il capitano dichiara nullo il processo. ZLST otizie Nel giorno stabilito di domenica scorsa, lungo le rive di Barcola, favorita da magnifico tempo, ebbe luogo la regata intemazionale. Il premio Barone Eosar io Curro rimase all'Unione ginnastica che lo difendeva. Nella gara del campionato dell' Adriatico rimase pure vincitore il difensore sig. Risegari. Nella quinta corsa di juniores con pair-oars si guadagnò la bandiera il club Libertas di Capodistria, contro 1' Unione ginnastica e il club Hansa di Trieste. 11 premio delle signore fu guadagnato anche quest'anno dall' Unione ginnastica, alia, quale lo contrastarono con molta bravura due canotti del club Eintracht. Lo spettacolo era incantevole per il grande movimento di battelli a vapore, canotti di ogni forma, e la folla variopinta che copriva per lungo tratto la ridente riviera. Il comitato organizzatore del concerto vocale ed orchestrale a vantaggio del monumento a Giuseppe Tartini, ha pubblicato il resoconto del risultato finanziario del concerto. L'introito complessivo fu di fior. 3434 ; detratte le spese di vario genere, il comitato potè realizzare un utile netto di fior. 2051 che venne depositato nella cassa del comitato provinciale ,Tartini". Dalla relazione annuale testé pubblicata dalla commissione d' imboschimento del Carso istriano risulta, che la commissione nell' anno decorso ha imboschiti 90 ettari di sterile terreno adoperandovi 753.000 piantine e completate le colture anteriori mettendo a dimora altre 101.000 piantine su circa 12 ettari di spazi vuoti. A tale scopo si adoperarono piantine di 1, 2 o 3 anni e precisamente: Pino austriaco o nero . . . , 690.000 Abete rosso o piceo..........108.000 Larice..................33.000 Acacia........16.000 Pino paroliniana............3.000 Pino di Corsica............2.000 Frassino..................2.000 Assieme : . 854.000 Le spese di questi lavori ammontarono a fiorini 3170, vale dire 31.08 per ettaro, e fior. 3.71 per ogni 1000 piantine, per la circostanza che molti Comuni prepararono gratuitamente le necessarie formelle. Per assicurare qualche coltura più importante, in ispecial modo lungo la ferrovia furono eretti 2178 m. di muro a secco colla spesa complessiva di fiorini 637, ciocché corrisponde in media a soldi 29 per m. corrente. Per rendere ostensibili le particelle imboschite e riservate si collocarono delle tabelle monitorie per le quali si ebbe uu esito di fior. 407. Le piantine furono — meno poche comperate — somministrate dal vivajo a Pisino. Le piantagioni riuscirono a piena soddisfazione nei distretti steurali di Yolosca, Castelnuovo e Capodistria; quelle eseguite nel distretto politico di Pisino e nel distretto steurale di Pinguente non ebbero il successo desiderato, perchè la popolazione, mal compresa del compito della commissione e senza dubbio anche mal consigliata, mostrò la sua avversione sia distruggendo i segnali di riserva, sia sradicando perfino le piantine. Speriamo che non sarà lontano il tempo, nel quale anche quella popolazione si convincerà dei benefici effetti portati dall' imboschimento in quei luoghi, che tanto lo reclamano. ("Dall' Istria) Da parte dell' Istituto agrario provinciale ci è pervenuta la seguente circolare sulla comparsa della peronospora viticola : Avendo questo* Istituto constatata la comparsa della peronospora viticola in parecchi punti del territorio di Parenzo, e già nello stadio della completa fruttificazione, ed essendo da temere, che la stagione piovosa abbia a provocare uno sviluppo micidiale del parassita, si rendono attenti i viticultori al bisogno di non ritardare ulteriormente l'irrorazione dei vigneti con la poltiglia bordolese; avvertendo che, secondo i conchiusi del Congresso di Roma, 1' applicazione può anche succedere durante la fioritura, e che il titolo della poltiglia deve essere del due per cento tanto di calce, quanto di solfato di rame. Per ulteriori istruzioni si ricordano le pubblicazioni di questo Istituto col titolo : a) La peronospora viticola, rimedi ed apparecchi — 1886. b) Prove comparative di rimedi contro la peronospora viticola ■— 1887. c) Esperienze decisive contro la peronospora viticola - 1890. d) Calendario della peronospora —• 1890. A titolo di confrouto qui si fa seguire la data della prima constatazione della peronospora, da parte di questo Istituto in provincia, dal 1885 in avanti: 1885 — 8 luglio 1886 — 14 settembre 1887 — 23 luglio 1888 — 21 luglio 1889 — 19 giugno 1890 — 8 luglio 1891 — 16 giugno. L'apparizione in quest' anno mostrasi pertanto come la più precoce che fin qui si ebbe a constatare, e corrisponde a quella avuta nel 1889 di fortissima infezione. Parenzo, 17 giugno 1891 Dall' Istituto agrario provinciale Il Direttore HUGUES Il giorno 15 del mese corrente si pubblicherà in Rovigno un nuovo periodico — Le Alpi Ghdie — diretto dal sig. Domenico Ferra. Sarà politico, economico, letterario, scientifico, artistico, e per ora uscirà il 15 e 1' ultimo di ogni mese. A questo nuovo confratello auguriamo prospera vita. -S^JK^STjS?'®- Cose locali Malgrado sappiamo che la risposta della coscienza, sicura, di aver compiuto il proprio dovere, sia il solo guiderdone delle fatiche e delle amarezze sofferte da quelli che si sono dedicati alla vita pubblica, e il più grande conforto a proseguire coraggiosamente ; pure sappiamo quanto bene faccia a questi uomini pubblici il riconoscimento del loro onesto e sapiente operato da parte dei lor^> concittadini, e questo riconoscimento dei meriti dell'egregio sig. Giorgio Cobol, sentito nel cuore di tutti, ci crediamo in obbligo di manifestare pubblicamente, ora che si è compiuto il periodo amministrativo del nostro comune, ed ha cessato dalla carica di podestà. Con questa premessa pubblichiamo la Relazione finale data dal Podestà di Capodistria Signor Giorgio Cobol alla Rappresentanza Comunale nella XX V ed ultima seduta della sessione amministrativa 1888-1891. Onorevoli Signori, Mi sia concesso quest' oggi l'adempimento di un estremo dovere, che mi deriva da lodevole costumanza e che soddisfo unicamente colla mira di giovare al nostro Connine. Rivolto lo sguardo alla nostra gestione nel triennio trascorso, mi studierò di riassumere a larghi tratti le condizioni in cui lasciamo l'azienda comunale, affinchè la futura amministrazione ne apprenda i reali bisogni o difetti e sappia supplirvi laddove per avverse circostanze fosse stata manchevole 1' opera nostra. Accennerò anzitutto al Civico Spedale, che s'ebbe da parte nostra le maggiori e più sollecite cure. Affinchè il riordinamento amministrativo del Pio Luogo rispondesse proficuamente al suo scopo, fu mestieri riformarne il servizio interno divenuto incompatibile colle esigenze dei tempi nostri e col-l'economia dell'umanitaria istituzione. La felice riforma, che raccolse la Vostra piena approvazione ed il plauso di tutta la città, produsse tosto benefici frutti sì dal lato morale che materiale. A merito delle ottime suore, cui fu confidato il pietoso servizio, quell'asilo di duolo e di miseria si sente rigenerato dalla decenza e dall' ordine, e vivificato dallo spirito di carità e di abnegazione. Per migliorare perfettamente le condizioni materiali del publico Spedale, ancora di recente gli abbiamo prodigato generose premure, quando fu provveduto ad utili ed urgenti innovazioni e restauri che avvantaggeranno l'igiene, l'economia ed il decoro di quel provvido istituto, vale a dire 1' applicazione dei parafulmini, l'allestimento della cappella interna, l'acquisto del focolaio economico, 1' adattamento dei bagni e la rinnovazione più decorosa dell' ingresso principale. In altri campi ancora si svolse modestamente proficua l'attività dell'esecutivo ; e se in ogni parte non sortì l'intento desiderato, il germe de' suoi studi potrà in un prossimo avvenire essere fecondo di pratici risultati a chi sarà chiamato a succedergli nel governo della publica cosa. Voglio alludere alla riattazione della strada campestre di S. Barbara effettuata coli' appoggio del Comune mercè il buon volere di volonterosi cittadini, la costruzione del canale lastricato nella via di Porta Bracciuolo, l'impianto della grandiosa industria vinicola assicurato a questa città con larghi favori, il riacquisto vantaggioso dei fondi Bischop, l'arredamento dell' ospitale sussidiario con un apparato disinfettante ed i miglioramenti nel caffè della Loggia. Per quanto riflette la vita civile ed intellettuale del Comune, devesi inoltre ricordale l'appoggio validissimo largito alla Società Filarmonica e dei Canottieri Libertas, la consegna all'archivio comunale degli atti e memorie dei nostri antichi conventi soppressi, i ruoli della popolazione secondo la nuova anagrafe, il proseguimento delle pratiche per l'istituzione della scuola professionale e l'aiuto prestato a due giovani artieri per frequentare l'i. r. scuola industriale di Trieste. Solenne affermazione della nostra coscienza nazionale suonano i deliberati onde si votarono generosi contributi per il monumento a Dante Allighieri a Trento e per le feste centenarie di Giuseppe Tartini a Pirano. A titolo di onore per il nostro paese, mi piace rilevare lo slancio di generosa carità, che auspice il Comune, leniva le conseguenze dell'orribile naufragio avvenuto la notte del 17 aprile 1S89, ed il fraterno soccorso raccolto dalla Commissione di beneficenza a sollievo dei poveri, maggiormente colpiti dai rigori eccezionali dell' inverno decorso. Mi è grato altresì comunicarvi come in esito ad energica rimostranza del Comune, 1' Eccelso Governo si determini alfine di riformare la fogna carceraria in modo che non ne sia più am- morbata la parte più ridente della città, ma all'incontro ne tragga largo partito la cultura dei campi. Dopo i rilievi necessari eseguiti per ordine dell'Eccelso Governo, me ne affida la promessa preziosa di S. E. il Luogotenente, che sopra luogo fece ragione alle giuste lagnanze della città e riconobbe 1' urgenza del radicale provvedimento. Resta ancora insoluto, o Signori, urgente e grave quesito, che si connette alla più utile manifestazione civile dei tempi nostri : intendo parlare delle scuole popolari di città, che da lunghi anni reclamano una sede più comoda e rispondente appieno ali' importanza del nostro Comune nonché ai postulati dell' igiene e dell' istruzione. In questo triennio la Deputazione non tralasciò di occuparsi dell'imperiosa faccenda e dopo lunghi studi e sterili trattative, fermò la sua attenzione alla vasta caserma di S. Chiara, che il Sovrano Erario intende alienare, poiché ne fu tolto il presidio militare. Le pratiche iniziate al riguardo non giunsero peranco a maturi frutti, perocché sia indispensabile compilare il relativo progetto tecnico-finanziario per devenire possibilmente all'acquisto ed alla riduzione dell' ampio edificio ad uso scolastico. Ed ora, Signori, mi è forza discorrere nel campo economico, nel quale fatalmente non mi è possibile attingere veruna ragione di conforto nè di lietezza. Vi è noto come il laborioso riordinamento amministrativo del Cotnuue nel periodo precedente assorbì tutti i fondi rimasti dalla vistosa operazione di credito straordinario. Noi abbiamo bensì ereditato una situazione economica regolata e riassettata, ma ristretta ai limiti angusti delle esigenze ordinarie, carica di nuovi impegni, ed appoggiata ad incerte previsioni di rendita. Nullameno ci attendeva 1' obbligo di portare a compimento la costruzione della cella mortuaria —- arditamente deliberata con criteri finanziari molto superiori alle nostre forze — e di completare 1' allargamento relativo del camposanto. A questa bisogna fu sopperito in parte anche coi mezzi ordinari del bilancio, mediante le gentili e disinteressate prestazioni dell'Onorevole Signor Francesco De Rin, il quale continuò la direzione dei lavori fino ad opera compiuta e ne liquidò non ha guari la spesa complessiva di fiorini 18170.34 per la cella e di fiorini 2844.67 per la nuova cinta del cimitero. Purtroppo P equilibrio del nostro bilancio risentì un gravissimo colpo nel cespite più rigoglioso delle sue risorse, sfruttato col tempo a segno che divenne utopia 1' allogare in arrenda la percezione delle imposte indirette alle favorevoli condizioni pre- tese e fino a due anni or sono godute dal Comune. Laonde, ad onta delle più diligenti premure e dei conati più energici, i redditi della regìa cointeressata rimasero inferiori alle nostre più modeste a-spettative e resero ormai oltremodo difficile lo stato delle finanze comunali. Si deve soltanto alla più stringata economia ed a' studiati risparmi, se nel frattempo, malgrado il sensibile difetto nella rendita dei dazi, l'amministrazione potè far fronte ai suoi impegni e sopperire sufficientemente alle svariate esigenze, senza sdrucciolare sulla lubrica china del debito, ma anzi diminuendo alle scadenze prefisse le passività del Comune dell'egregia somma di fiorini 8126.20. Dalle fallite previsioni, o Signori, scaturì l'ingrata necessità di novelli aggravi, imposti quest'anno ai contribuenti per colmare le perdite subite e guarentire 1' equilibrio del bilancio, che alleggerito di notevoli spese straordinarie ricorrenti in questo esercizio, potrà meglio accordarsi in avvenire coi molteplici interessi dell'azienda comunale. Non dobbiamo tuttavia farci soverchie illusioni in tale proposito, avvegnaché numerose ed ognora crescenti sieno le esigenze che incalzano coi tempi e vogliono essere soddisfatte per riguardo alla dignità ed al nome del nostro Comune, tanto più che micidiale flagello — lento ma inesorabile — sfibra sotterra i nostri ubertosi vigneti. Sarà quindi compito arduo ma altamente patriottico della futura amministrazione di scongiurare al Comune con saggia previdenza e sia pure a prezzo di ulteriori sacrifici, la crisi che minaccia fatalmente le sue finanze. Come nell' individuo così nell' organismo complesso del Comune l'anemia arresta la vita, ne sconcerta le funzioni e lo conduce in breve a sicura rovina, ove manchi il buon volere e l'abnegazione in quanti sentono carità di patria ed orgoglio di nobili tradizioni. Grazie al Cielo queste civili virtù non sono ignote alla nostra cittadinanza ; epperò la troveremo sempre intenta e sollecita al comune vantaggio, all' onore del paese. E qui porrò fine al mio dire col ringraziare Voi tutti dal più vivo dell' animo per l'efficace cooperazione ed il benevolo appoggio, facendomi pure un dovere di tributare, anche a nome Vostro, publiche grazie all' Inclita Giunta Provinciale ed all' Inclite II. RR. Autorità dello Stato per la perfetta armonia e per il valido conforto onde sempre assecondarono i nostri adopramenti. Accogliete per ultimo il mio cordiale saluto e fate sì che concordia di sentimenti e onestà di propositi aleggino sem- pre, come geni tutelari, sui destini del nostro diletto paese. Le elezioni della rappresentanza comunale ebbero luogo nei giorni 22, 24 e 25 del me&e decorso con sufficiente concorso di votanti, tutti concordi nell'eleggere le persone proposte dal Comitato elettorale presieduto dall'on. Dr. Belli. Con la più viva compiacenza registriamo la vittoria riportata dal nostro club canottieri Libertas alla regata internazionale di domenica scorsa in Trieste. Prese parte alla quinta corsa : Vair-oars, gara di juniores, ed erano inscritti il club Hansa e quello dell' Unione ginnastica. Il Pair-oars del Hansa si ritirò avanti la corsa, quello dell' Unione ginnastica a mezza strada, e i nostri concittadini arrivarono alla meta percorrendo il tratto di m. 2500 in minuti 12.48. Vogavano i signori Antonio Depangher e Nicolò Derin, e stava a timone 1' avv. Felice Bennati presidente del club La nostra città si commosse vivamente per questa vittoria che è la seconda riportata dai canottieri del club Libertas-, e giustamente, perchè sa apprezzare i vantaggi dell'unione dei giovani in una società che ha per iscopo lo sviluppo della forza fisica e un onesto passatempo, e si procura di soddisfare un legittimo orgoglio in una nobile gara ; fonti, tutte queste, di altri molti e non piccoli vantaggi. Le nostre congratulazioni con la brava direzione. Ieri l'ili, nostro signor-podestà dopo molte pratiche già fatte da parecchio tempo, si è recato a Trieste presso la direzione superiore di finanza, accompagnato dal presidente del Consorzio agrario signor Nazario Demori ed altri rappresentanti del piccolo cabotaggio, per procurare le possibili facilitazioni al grande trasporto giornaliero di frutta sulla piazza di Trieste, in seguito al toglimento del portofranco che succederà domani. Furono date le più ampie assicurazioni che il movimento sarà in tutti i modi facilitato, bene inteso con riguardo alle prescrizioni di legge. ----i.-.----- Appunti bibliografici Giuseppe Dr. Barzilai. Il Piede umano (Sestine). Scarpologia. Trieste Morterra e comp. 1890. Giuseppe Dr. Barzilai. Chi cerca trova. (Sestine) Trieste. Morterra 1891. Forse a taluno de' miei lettori parrà che questi del signor Barzilai siano buoni componimenti del genere umoristico. Che siano buoni non voglio già negare, sostengo però che l'umoristico qui non c' entra. Non c' è forse parola di cui più tanto oggi si abusi: giornali umoristici, novelle umoristiche si sente dire ogni momento ; e così sono quei componimenti o giornali umoristici, come io, bramino e collega del conte De Gubernatis. Intendiamoci adunque sul valore del vocabolo. Dell'umorismo, lo ha già detto il Bonghi, e 10 ripeto con qualche restrizione, noi non abbiamo avuto nè la cosa nè il vocabolo. La sua patria è 11 settentrione, e precisamente l'Inghilterra. L'humour è inglese, das gemiltli tedesco, ha scritto un francese; il bernesco, aggiungo io, italiano. L'umorismo si potrebbe definire: un antitesi tra l'ideale e il reale ; un'immaginare la vita quale essere dovrebbe e qual è realmente causa le nostre imperfezioni. Quindi un benigno compatire alle debolezze umane, un' ironia benevola, e un vago accoramento per le idealità non già negate, ma che pure così ci è difficile raggiungere. Ognun vede come a questo genere di componimenti sia necessaria l'ironia; quella che tutta si fonda sull'antitesi tra il suono materiale della parola e il sottointeso rilevato dal tuono della voce e dalle circostanze, come insegnano i rettori. L' umorismo è più intimo, va più in là, vuol rilevare l'antitesi tra l'ideale e il reale; tra il dovere e la debolezza umana, tra la legge e le azioni. Ma lo ripeto l'ironia umoristica è anche benevola, e nello stesso tempo più efficace e seria; non morde, non punge, non coglie l'errore nelle sue apparenze grottesche, penetra nel fondo delle cose; ed è quindi una rivendicazione morale. Modello del genere è in Inghilterra il Dickens; tra noi il don Abbondio del grande Manzoni. Ed anche sotto un aspetto tale è per noi il Parini; sotto un aspetto, dico, perchè lo spirito vi è sempre italiano e sente nelle forme i precursori. Lodano anche tra i recenti il Verga, in cui pare trasfusa la maniera del Dickens. Sarà; ma lo sforzo dell'arte ci si vede troppo; e qualche volta con quei suoi artifizi il Verga meglio si direbbe la caricatura del Dickens. Perche nell'umorismo c'è sempre qualche cosa di straniero, di spontaneo nel settentrione, quale emanazione del carattere, e che vuol essere trapiantato da noi con molti riguardi all' indole nostra. Ed è per questo felice temperamento che don Abbondio non teine rivali. Perchè tra i vari caratteri dell' umorismo, per tacere di altri, c'è l'associazione della giovialità e delle immagini funebri. Tali i Lieder dello ScliQffel intonati sulla vecchia canzone : Gaudeamus igitUr juvenes dum sumus, Post jucundam juventutem, Post molestam senectutem Nos habetit humus, nos habebit humus. Quanto poca relazione ci sia fra i nostri scollacciati giornali umoristici ed il vero umorismo ognun vede. Lo stesso dicasi di questi versi del signor Barzilai. Sono invece componimenti berneschi, somigliano come una mela spartita alle esercitazioni accademiche dei nostri buoni vecchi, allegri, alla mano e senza nebbie oltremontane nel cervello. Il Piede Umano (Sestine) ha i pregi ed anche i difetti del Naso del Guadagnoli; sono versi spontanei in gran parte, con la facezia qualche volta un po' tirata, specie nella Scarpologia che è un' alzata d'ingegno e con certi tentennamenti sulla corda che fanno esclamare a chi legge : Bada, bada, dottore, di non andar per le terre. — Chi cerca trova — è più spontaneo, e di cuore mi rallegro con P ottimo accademico che ha sempre tanto spirito e brio da destare invidia in molti giovani. È una lettura tenuta nella società di Minerva ; vi si parla 1111 po' di tutto ; ma in fondo canta le glorie dei Minervali che così vivo mantengono il sentimento nazionale nella mia patria diletta, e sanno navigare fortiter et soaviter in torbide acque. Ed a proposito di marine gonlie non potrebbe il bravo Barzilai col suo brio con la sua piena conoscenza della lingua nostra usare dell'arte sua mirando più alto, abbujare un po' lo stile, infrascare le girandole, dire e non dire e usare insomma di quegli artifizi che resero noti un tempo il Fu-sinato, il Dottor Verità ed altri nel — Quel che si vede e non si vede, nel Pungolo ecc. ecc ? Si provi, si provi, dottore; oggi come oggi i tempi sono mutati ; e ai Gesuiti ci vanno solo i giovani senza giudizio: mea culpa, mea culpa, me a maxima culpa. Per ora accetto come sono i versi del signor Barzilai, e gli stringo con effusione di cuore la mano. Oggi, in tanta colluvie di elzeviri, di barbari, di pessimisti, di simbolisti ecc. ecc. non leveranno forse tanto rumore; ma che perciò? "Ai posteri l'ardua sentenza., Ed a proposito di quelle buone tiratine .d'o-recchie date ai cercatori di cimeli e ai raddrizzatori dei giudizi storici storti senta, senta, dottore una mia idea. Metta il caso che da qui a duemila anni un qualche celebre frugacasse abbia a trovare sotto ai ruderi del tempio di Minerva a Trieste, questi suoi versi. Che bazza! che bazza allora, dottore. E come alto suonerà allora il suo nome! Se tanto chiasso fanno oggi certi letteratuzzi della scuola storica, quando è dato loro di scoprire qualche serventese o ballata dei tempi preistorici, e vanno in solluchero per qualche tirata del ciclo del Sacro Catino, levando alle stelle come miracoli d'arte i versi più strampalati ed informi, immagini il chiasso allora e i commenti per la scoperta di questi suoi versi che sono belli e buoni davvero. E mi par già di sertirli quei gran barbassori. —- Chi cerca trova ! Cerchiamo cerchiamo. Forse è una protesta per l'abolizione del Porto franco. E le sette trombe di Gerico? Eh Eh! qui gatta ci cova. E l'Elisa Cambon? Forse un accenno al sospirato Eliso. E Cambon potrebbe essere un errore d'amanuense ; e si avrebbe a leggere Gamba; e allora da Gamba a stivale .... mi capisce.....Un altro sospetto. Il Dr. Benco! Il mio futuro filologo leggerà Banco; Dr. Benco morto ; 1' ombra di Banco certo .... l'ombra di Banco vendicatrice .... Tali a un dipresso le disquisizioni si faranno allora. Anche io penso a una futura scoperta de' miei scritti: consigliamoci a vicenda, dottore, e lavoriamo per la posterità. Ancora un' osservazione, e finisco questo mio strampalato appunto che cominciò grave grave, et desinit in piscem. La lingua usata dal signor Bar-zilai è buona: solo vorrei pregarlo di cangiare il I seguente verso ,,Da mortiferi microbi, la ninfa" (pag. 8). Certo, per licenza in verso si può fare I sdrucciolo: mìcrobi. Ma non vorrei che, fondati sul-I l'autorità del dottore, i miei Triestini si abituassero a ripetere in prosa l'errore pur troppo comune, e E pronunziare mìcrobi, invece di micròbi. E parola l plasmata sul tipo di Macrobio l'uomo della lunga \ vita, Polibio l'uomo della molta vita, anfibio ecc. ecc. E come nessun italiano si sognerebbe di dire anfibi, màcrobi ecc. così non si ha a pronunziare mìcrobo e mìcrobi, come ha dimostrato valorosamente il prof, d'Ovidio. Dunque micròbi e non mìcrobi, che è francese sputato. „A noi altri linguai soprattutto (così il d' Ovidio) non ci si aggiunga in punto di morte il cruccio di saperci vittime di parassiti spropositati. La morte fia men cruda se almeno il medico che ce la dovrà annunziare, non ce ne darà una ragione sgrammaticata. Beati qui in grammatica moriuntur." („Fanfulla della Domenica" anno X. 8 gennaio). Un mirallegro al Dr. Barzilai. Prime foglie. Versi di Angelina de Leva. Bologna. Zanichelli 1891. Un elzeviro di pagine 133. Ecco un candido volumetto di versi buoni e belli. Buoni prima di tutto; ed è quello che più mi sta a cuore, perchè di poetesse ne abbiamo anche troppe, e di ragazze buone c' è difetto anzi che no, almeno a giudicare da quel piramidale scandalo dell'arte che è la Moglie ideale del Praga, grande successo del giorno. E questi versi della signorina De Leva sono proprio buoni ; e ciò non toglie nulla alla loro bellezza. Vi trovi il riflesso di un' anima candida, che presente sì le battaglie della vita, ma con la coscienza di affrontarle con l'animo sicuro, saldo nelle abitudini del bene. Tutto vi spira ordine, pace, armonia, domestici affetti, fino dalle prime pagine della dedica — a miei genitori — si travede il libro. Assomiglierei volentieri 10 stile di questo a un giardinetto chiuso, a varie ajuole con vaghi sentieruoli di pulita e minutissima ghiaja, che serpeggiano, e con ingegnosi errori menano ad inaspettati incontri. E non ci sono già sole foglie; ma fiori e fiori da per tutto, e d'ogni colore, dominanti però gli ultimi nella scala dell'iride, con tutte le loro gradazioni : il quieto azzurro, 11 celeste buono, il gridellino simpatico. La bianca muraglia manda riflessi lucidi, e fa spiccare per ogni dove il bianco delle redole, delle ajuole confinate da marmi bianchi, ripiene di gigli candidi, di crisantemi, di oleandri, di gherofani, di rose, di gerani bianchi i più: il bianco è l'intonazione del quadro : ditirambo ingenuo e gaudioso dell' arte raccoltina e contenta. E tra quei fiori passa la giovinetta, sente le voci delle cose, ed ha una buona parola per tutte; ragiona, medita, si turba anche, ma sopra il ciel nero immagina sempre splendido il sole, e più in alto, in alto il suo Dio. Così di sentieruolo in sentieruolo, e con la fantasia sorvolando di cima in cima, sui fiori, senza avvedersene s'inoltra in un labirinto a siepi di biancospino, onde diffìcile 1' uscita. E allora in cerca di quel tal filo, che pare ancor di là da venire, un po' si turba, un po' si lascia fiduciosa guidare dal caso ; e intanto affetti, pensieri indeterminati, vaghi fauno capolino nel cuore, nella mente; lo stile se ne risente un pochino; non importa, anche da quel labirinto la buona giovinetta trova 1' uscita, e immagina una via su su fino al polo artico tra mari inesplorati. 0 stelle, o fiori, 0 mare desiato vergini terre, a cui dal core, per 1' aere commossa, mando sospiri ; ben vengan 1' ombre, se fra quest' ombre io possa cantare a voi ! Si, si; ma intanto l'innamorata dell'Eliade va vagolando per le selve dell' aborrito romanticismo : che cosa ne dirà il maestro ? La buona signorina, estranea a queste baruffe di critici, potrà sempre rispondere, come ha già risposto, che ai passeggeri sulla Via Sacra dell' arte non si è mai domandata la fede di nascita. Ma io non vorrei però che a forza d'esaltare la temperanza degli affetti, e la, dirò così, femminilità dello stile il lettore credesse che a questi versi manchi del tutto nerbo ed impeto lirico. Certo 1' autrice di questi versi rimane sempre la signorina Angelina; i trionfi di certe emancipate rose di Gerico non l'allettano punto; pure, quando occorre, anche ella s'infiamma, e un insolito movimento lirico rende più svelto, più vario lo stile. Così in — Fanny — che è uno scatto, nell' — Invito al bere — e nell' — Addio al mare. — Sono tre composizioni che costituiscono come un secondo modo di fare, e iniziano forse una nuova maniera per lei, più lirica, e un' altra via nella quale mettersi con passo più sicuro. Giudichi il lettore. A Fanny Bella nel roseo scialle, bella tra i veli candidi o cerulei, ella passa, e mi fissa in volto i languidi occhi socchiusi. Chiede pietà quel guardo ? . . . chiede sorrisi, o chiede dolci palpiti a gì' inesperti cor, ardenti ed avidi del sentimento ? . . . Passami lungi, o bella 0 bella iucantatrice, occhi di Venere ! Non cerco, no, fra le parvenze aeree la donna mia. La voglio dolce e bruna ; voglio pupille scintillanti e vivide fiamme d'amor ne l'iride nerissima: voglio la vita. Voglio la vita in volto de la fanciulla mia. Vo' legger 1' anima ne gli occhi di diamante, e il cor ne' rapidi scatti de l'ira. Perdonerò ogni cosa a la fanciulla mia. Ma gli occhi languidi, 1 molli acceuti, ed i sospiri tragici, no, non li voglio. Benissimo; così questi versi ci rivelano V intimo ed un altro merito della De Leva. Non lagrime, non sogni, non il Weltschmerz, o altre dia- volerie filosofiche pel cervello; da buona veneta (e c'è tanto del buon senso nella nostra regione) ella è contenta del posticino donatole dalla provvidenza, ama i suoi genitori, la sua arte, le glorie di San Marco e il suo Dio. E nei segreti affanni (se anche questo è romanticismo, e Dante, e tutte le brave persone che hanno il cervello a posto, sono romantiche) solleva al cielo le palme „Quasi dicesse a Dio d'altre non calme." Ho detto che Fanny è uno scatto ; anche l'invito a bere ha impeto lirico ; ma non finisce di piacermi, perchè è un' arte riflessa, di seconda mano. Chi dà l'intonazione è il grande maestro moderno, e un po' anche 1' antico Orazio ; e la buona ragazza non immagina neppure tutte le intenzioni briccone di que' gaudenti. Ottimo invece il componimento Addio al mare e In morte di Maria, in cui sono fuse le due maniere: il fare riposato-e un po' vago delle prime composizioni, e di quel-1' altre più mosse che si sono lodate. E continui pure a dominare il bianco nel giardino della gentil poetessa; ma non isdegni „la variazion dei freschi mai" e qualche vivace colore qua e là. La signorina De Leva da ultimo va lodata per le ottime e varie fonti a cui ha attinto: qua un' imitazione di Dante (Schiva d' amore) ; altrove il Carducci, i classici, i Tedeschi. Ma sa anche imitare direttamente la natura, senza lo studio della quale non ci sarà mai arte vera. Così in — Tentazione — i seguenti versi bellini tanto, veri e nuovi : Ma già la tremola luce vien meno; i tizzi fumano le brage ammiccano ; E coi classici da un lato, e mamma natura dall' altra, la lingua, non occorre dirlo, è buona; e lo stile va via liscio liscio come l'olio. Non voglio dire con ciò che tutto sia a filo di sinopia ; le foglie per esempio non vanno urtando (89), e talvolta, specie nei versi barbari, il pensiero s' ingarbuglia come il motivo musicale frazionato negli accordi studiati. Bene quasi sempre nell'Odi saffiche invece. E benissimo da per tutto quando si pensi che questi versi modestamente furono intitolati -Prime foglie®. No, no, signorina, sono fiori ; e fiori che daranmo quanto prima frutta squisite. P. T.