ORGANO DELL’UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI Anno Vili. No. 133 Redazione e Amministrazione CAPODISTRIA Via Santorio Vi - te!, i 2? Prezzo din lo lire 20 MARTEDÌ’ 17 gennaio 1956 ABBONAMENTI: Annuo din. 420, semestrale din 220, trimestrale din. 110 Spedizione in c. c. p. Con i patti militari e le armi non si risolvono S problemi mondiali Il discorso del Maresciallo Tito a Belgrado a una folla di trecentcmila cittadini Il P.reisidemte ideila repubblica maresciallo Tito- è igi'unto giovedì pomeriggio .a Belgrado reduce dial viaggio >dei paesi amici dì Etiopia ed Egitto. Erano ad attenderlo le più alte personalità del paese e una impranisia folla di oltre 300 mila cittadini delia icapitaile che is-i erano raccolti iniella piazza Fratellanza e Unità. Il presidente Tito ha brevemente riasunto gli abbieittivii del suo viaggio e recato ai Belgradesi il saluto e le espressioni idi simpatia dei 'popoli etiopico' ed egiziano. .«La pacifica coesistenza internazionale fra .paesi e diverso' regime interno — ha detto il Presidente Tito — è cosa molto semplice, l’abbiamo potato' constatare anche in questo viaggio. La diversità di sistemi limitermi non può essere in alcun caso: di ostacolo alla coUabora-Eiome fra gli Staiti e fra i popoli se d sentimenti reciproci sono sinceri, se inom v’è intendimento dii ingerenza megli afari interni fc se desiderano- collaiboriaire su una base di parità di diritti e aiutarsi reciprocamente. «La (mia visita all’Etiopi a e làll’Egiitito, icame ig-ià qiuella all’Imdda e alla Birmania, dimostrano che oggi .nel mondo v,i sono le condizioni e le possibilità di seguire una nuova via, la via della coimprenisiione reciproca e della soluzione dei problemi reciproci, e .intemazionali in modo pacifico, senza far risu-oniaire le armi, isieintza la corsa agli armamenti. I popoli che abbiamo visitato isono animati da una profonda volontà di pace. Esisi desiderano la pace come la desideriamo noi. Ad essi la pace è estremamente -necessaria perchè ben sanno che soltanto' se ned mondo v’è pace possane* elevare i toro paesi daH’arre-taatazza e realizzare migliori com-dizioni di vita. «Hoi avuto- occasione durante iii viaggio idi ritorno in patria — ha proseguito lil Presidente — di venire a conoisceimza delle relazioni positive della maggioranza dei, paesi, della -stampa internazionale alla nostra visita, ma ho avuto anche occasione di udire -qui e là anche qualche voce di insoddisfazione. E pai meraviglia' altamente che voci del genere si possano ancora oggi udire, dato che si tratta di -una grande causa, delila causa dell'umaimità, del consolidamento della pace nel ■mondo. E questa è stata la missione del nostro viaggio. Non aveva- mo alcuna intenzione ad idi fuori di quella di conoscere .quesiti popoli, di conoscere le loro .aspirazioni, la loro vòlta interna e di approfondire .ulteriormente d rapporti reciproci e di concordare l’ulteriore azione comune per realizzare l’iideaUe del consolidamento della pace. Non abbiamo avuto affatto I’intenzioine idi istigare i paesi visitati contro alitai paesi. Non abbiamo avuto lìnite,neioa-e di minare i, prestigio dii qualche ali'tiro paese presso i popoli visitati. Ma come sempre abbiamo fatto, abbiamo parlato apertamente di tutto quello che consideriamo ingiusto e che rMenóa me possa essere fatto meglio. Dicono iche do -abbia ora per la prima volta attaccato if patto d:i Bagdad e che questo attacco rappresenti in un certo senso un) colpo1 a quei nostri .alleati con i quali abbiamo anche noi diagli accordi. «Compagni e compagne, io non ho mai tessuto gli elogi dei paesi e non ho criticato il patto di Bag- dad per la prima volta. L’ho criticato invece più volte e dinnanzi ai dirigenti ideile grandi potenze poiché ritengo, e .me- ne son.otoonv rito anche ora diunainite 41 mio viaggio, che è proprio questo patto .la causa \prilHcipalle delia preoccupazione dei popoli di quel settore, i sii è dimostrata esatta la constali . zinne fatta da me e ida alitai miei compagni che .sii- tratta di un elemento di divisione e non di unione dei paesi del Medio Oriento. Che in -esso isono Insiti muovi elementi di disordine' e che esso- crea un nuo» vo foioollaio di eventuali conflitti. Io dissi che questo patto non può essere mn mezzo efficace di difesa perchè questi popoli non possono tre'alizzane .'un’alto potenziale militare. Ritengo quindi ohe dato che gii stesisi popoli interessati non desiderano patti o arrangiamenti, non sila melcdslsariio 'imporglieli. E ritengo che le 'simpatie di questi popoli possano essere conquistate molto meglio con gli aiuti economici. Ri- FRA LA JUGOSLAVIA E LA RUSSIA Nella corso della consueta conferenza stampa del venerdì al Ministero degli Esteri, il Segretario di Stato, Branko Drašković, ha detto che il Patto Balcanico è caratterizzato dal fatto di comprendere solo Paesi fra loro vicini e direttamente interessati alla reciproca difesa. Questa precisazione è venuta in seguito a una domanda di un giornalista inglese, il quale chiedeva se le parole del Maresciallo Tito, avverse ai patti militari, fossero da estendersi al Patto Balcanico. Nel fissare così la caratteristica del Patto Balcanico, Drašković ha aggiunto che esso ha contribuito a pacificare questa parte dei mondo. «L’atteggiamento positivo della Jugoslavia verso il Patto Balcanico — egli ha detto — è universalmente noto». Rispondendo quindi ad altre domande circa l’atteggiamento della Jugoslavia nei confronti di alcuni patti ed alleanze militari esistenti nel mondo, il portavoce del Segre- NOSTRI PROBLEMI INDIRIZZI ECONOMICI Il commercio e la sua organizzazione sono diventati negli ultimi tempi l’argomento del giorno. All’attenzione dell’opinione pubblica li hanno posti l’instabile situazione esistente sul mercato nazionale, le tendenze speculative che nel ramo commerciale si manifestano e il fatto stesso di essere il ramo a contatto immediato dei consumatori nel quale si rispecchiano tutte le difficoltà che la nostra economia sta attraversando. Tale attenzione non è quindi strana. Si sbaglia quando la via d’uscita dalle difficoltà esistenti la si ricerca esclusivamente nel ramo commerciale, proponendo un’ennesima riorganizzazione della rete distributiva, l’istituzione di cooperative di consumatori come fattore capace di ridurre i prezzi, l’organizzazione di grosse imprese commerciali e tante altre cose. Si dimentica che le cause che generano l’instabilità del nostro mercato non risiedono esclusivamente nel nostro commercio ma hanno radici più profonde. Le singole variazioni nel sistema e le misure organizzative, e non solo nel commercio sono invero necessarie dato che si tratta di un processo in continuo sviluppo, però attribuire a tali misure e variazioni un valore ed un’importanza decisivi significa nella miglior delle i-potesi battere il passo. Determinanti per la stabilizzazione del mercato sono le decisioni formulate alla sessione plenaria del Comitato Esecutivo della LCJ e del-l’USL mentre le misure organizzative servono e serviranno solo per un’applicazione consguente di tale indirizzo 'economico e per evitare l’apparire di fenomeni negativi. Quali siano queste decisioni che indirizzano il nostro sviluppo economico per il futuro periodo è una cosa già nota. Esse comprendono tutti i rami della nostra vita economica, dalla riduzione e dal cambiamento strutturale degli investimenti al miglioramento della produzione agricola e alla riduzione dei costi nella produzione dei beni di consumo, dal risparmio rigoroso nelle spese di bilancio e nelle uscite sociali all’aumento della produzione su ogni posto di lavoro. L'attuazione di queste decisioni richiede un’azione più efficace del controllo sociale e di quello tecnico. Richiede anche determinate misure organizzative. Non si tratta però solo della stabilizzazione del mercato. Lo sviluppo ineguale dei singoli rami della nostra economia seguito sino ad ora, ci impone delle correzioni anche da questo lato. Possiamo dire che ogni dinaro creato in questo a stabilizzare il mercato e contribuisce al pareggio della nostra bilancia pagamenti con l’estero. E que-sste sono delle basi reali per una politica tesa a raggiungere un maggiore standard sociale. La produzione risolve tutto — è una vecchia verità. Se l’adattiamo alle nostre condizioni allora si tratterà di una produzione corrispondente alla nostra politica economica nel periodo futuro. Possiamo dire che la nostra politica economica stimola i singoli e la collettività a una maggiore e più redditizia produzione. Ed è questa a contenere le sorgenti di uno standard più elevato. Attribuire alle misure organizzative e alle singole variazioni nel sistema, quantunque siano necessarie ed importanti, quella forza trascinante ch’esse non hanno, significa non vedere il fulcro verso il quale la lotta per la stabilizzazione del mercato deve essere indirizzata. tarlato di Stato ha dichiarato che il fine della politica jugoslava è il consolidamento della pace. Richiesto di commentare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel ricorso siriano contro Israele, Drašković ha dichiarato dfee il giudizio della Jugoslavia sulle accuse siriane, come pure sugli altri aspetti del conflitto, è stato esposto chiaramente nella seduta dello stesso Consiglio di Sicurezza dal rappresentante jugoslavo. Egli ha espresso la speranza che sia possibile una decisione unanime di tutti i membri del Consiglio di Sicurezza. Drašković ha quindi detto che i i negoziati fra l’Italia e la Jugoslavia circa la pesca nell’Adriatico e i crediti di investimento, non sono ancora conclusi. Durante i colloqui e le trattative si sono -delineate alcune difficoltà non ancora superate. Al contrario, le trattative tra la Jugoslavia e la Cina si sviluppano favorevolmente. * A conclussione delle trattative che si svolgevano da tempo a Belgrado tra- i Governi dell’Unione Sovietica e della Jugoslavia, è stato stipulato la scorsa settimana un accordo di collaborazione riguardante la .costruzione di impianti industriali nel nostro paese. Ai fini dell’ulteriore ampliamento dei reciproci rapporti economici e in armonia con il protocollo sovietico, firmato a Mosca nel settembre scorso, l’accordo prevede la cooperazione nella costruzione in Jugoslavia di una fabbrica di concime azotato, di una fabbrica di super-fosfati, di una centrale termoelettrica e nell’ampliamento di tre miniere. * Il compagno Edvard Kardelj ha voluto concedere un’intervista al periodico «Naša zajednica» sulle fnisure da intraprendere nel corso del 1956 per la stabilizzazione del mercato. Kardelj ha ricordato che singole modifiche ai sistemi attuali nell’organizzazione del mercato sono indispensabili, e tuttavia non decisive. Le misure, da cui si attende la soluzione dei problemi del mercato, rientrano anzitutto nel settore della nostra politica economica. tengo' -che icori li vari patti militari non si possono ottenere le simpatie di quesito o quel paese. Con questi «patti si attiene l’effetto opposto. Io ■sono 'ccinltrario agli firmam enti, contino la .corsa agli armamentì. Tutti siamo contro 'Ita corsa agli artoa-meinltii. Nessunooggi ha il coraggio dì diire ohe (già armatnenti sono necessari: ,per liane i conili com qualcuno -e per risolvere i problemi che oggi sono sul tappeto. Si dice oggi nel mondo che gli armamenti sono necessari per Ha sicure izza. Ritengo che questa .sia lumia tasi già da tempo superata. Oigmfi popolo ha il diritto di armarsi, anche quelli che oggi sono isic arsamente ammalili. Ma Be' esistesse una sicurezza collettiva net mondo, allora anche questi popoli sarebbero liberati dall’onere degli . armamenti e ipoltrèbibeiro Stopi eg are i propri mezzi esc!usiVamente nel-Telieivameinito -economico. «L’Egitto man isi ar-ma con intendimenti ,di rivincita, ma ritiene dì avere il diritto di acquistarle armi là dove può e che per esso ciò non rappresenta -un pericolo, ma al contrario comlsollitìia 1-a sua indipenden-iza. Ber tale motiv« -non otswrhS'C arsi eoe essi ve preoccupazioni. Se oggi i paesi ohe hanno avuto la fortuna idi svilupparsi più rapidamente, dii essere -nicchi, di abbondarne di iberni desiderano aoc ali versi le simpatie di quesito' a di quel popolo, in particolare di quello che fino :a ieri era sotto dominazione -straniera, allora è neccessario che icomicedano ad leislso aiuti economici e d’altro geniere. Non devono però e'mairlio perchè isiil associ a questo o a quei blocco m I! Fresiiidiante della repubblica ha oomicluso' 11’ suo discorso ponendo in particolare rilievo la necessità di grandi aiuti 'economici sia all’Etiopia che laiU’figittO', Il presidente egiziano Nasser Maresciallo Tito firmano il comunicato sui colloqui j.ugo-agiziani PROLOGO POLEMICO ai colliqui Edea-Elsenbower A Washington sono incominciate le concersazioni preliminari fra i rappresentanti del dipxirtimento di stato americano e quelli del Foremg Office, in vista dei colloqui di Eden con il presidente Eisenhower, che si inizieranno il 30 gennaio e che investiranno tutta la politica estera degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Un tema molto vasto e diffidile, date le divergenze di vedute fra i due governi, particolarmente sulle questioni del Medio e dell'Estremo Oriente. Infatti, Eden dovrà convincere >Eisenhower delia necessità di usare il guanto di velluto e non il pugno di ferro nei riguardi dell’Estremo Oriente, sia per non mettere in pericolo la pace come per consentire uno svi.uppo dei rapporti commerciali (tasto particolarmente sensibile per NUOVE CONVENZIONI sull'assicurazione sociale Secondo le previsioni dell’Istituto Federale per l’Assicurazione Sociale, già nei primi mesi di quest’anno dovrebbero trovar applicazione le convezioni sull’Assicurazione sociale, recentemente stipulate col Belgio e il Lussemburgo. Anche il testo di conven-zone jugoslavo-olandese, già parafato, sarà probabilmente firmato tra breve. Preparativi sono in corso per la convenzione con l’Austria e trattative in questo senso sono in corso pure con la Granbreta-gna. Con l’Italia sono iniziati colloqui per la regolazione di alcuni problemi in materia di assicurazione sociale. Nella stipulazione di simili convenzioni reciproche, come in tutti i colloqui che procedono la stipulazione di tali accordi internazionali, il Governo jugoslavo si basa sul principio che ad ogni singolo viene accordata l’assistenza sociale in base alla sua anzianità di servizio, indipendentemente dove e quanto egli l’abbia raggiunto, e indipendentemente dal fatto se egli abbia o meno versato nel passato il corrispondente contribuito di assicurazione sociale. La Jugoslavia ha riconosciuto tutto il periodo di anzianità di servizio alle persone giunte da altri paesi qualora si siano incluse nel processo lavorativo ed abbiano raggiunto le condizioni necessarie per la percezione della pensione di invalidità IN ITALIA LA CRISI DEL “CENTRO L’esito delle elezioni francesi e la campagna intensificata dei socialisti (nenniani) e dei comunisti per una coalizione governativa, comprendente anche le forze politiche di sinistra stanno visibilmente preoccupando i circoli che, in Italia, sperano ancora di potersi mantenere al governo con la formula cosidetta del centro. Le direzioni dei partiti al governo hanno iniziato u-na vasta azione per soffocare ogni tendenza e impedire ogni possibilità di collaborazione con la sinistra. La creazione della coalizione, proposta dai socialisti e dai comunisti e molto sentita fra l’opinione pubblica italiana, porterebbe alla vicina Repubblica indubitabili vantaggi. Con le riforme sociali, auspicate dalla stragrande maggioranza degli Italiani, la situazione interna si smuoverebbe indubbiamente dall’attuale immobilismo, che si trascina pericolosamente da lungo tempo. Ma questa soluzione non garba evidentemente ai circoli più reazi-aonari e conservatori dei partiti governativi e alle destre del Parlamento, che si rendono perfettamente conto come l’eventualità di una prevalenza nel partito democristiano delle co ":'-nP di sinistra significherebbe l’inizio dello smantellamento delle posizioni monopoliste del capitale in economia e, quindi, in politica. Anche il Vaticano, legato agli interessi economici e politi- ci del grosso capitale, preme fortemente in modo da mantenere l’attuale formula (unica possibile per non fare spostare il fulcro della vita politica e sociale a sinistra), geloso sopratutto di perpetuare le posizioni di privilegio. E’ evidente che si vuole lo «status quo», ma è un po’ difficile, in verità, che ciò possa durare a lungo. Troppo forti e sempre più acuti si fanno i contrasti sociali interni e non è pensabile che essi possano essere in tal modo eliminati o, per lo meno, attutiti. La politica del «centro» ha lasciato in sospeso tutta una serie di problemi insoluti sia all’interno, quanto all’estero. Ciò ha creato una situazione insostenibile, che si mantiene soltanto grazie alle «pezze» che di tanto in tanto il Governo cuce sui calzoni in disfacimento della classe al potere. D’altra parte la sinistra democristiana non ha potuto farsi valere perchè imbrigliata dalle maglie vaticane, nonostante la sua affermazione al Congresso di Bari. Le destre, compresa queila democristiana, non permettono alcuna «deviazione», servendosi allo scopo di ogni arma. Ora hanno iniziato l’attacco contro il Governo Segni, che negli ultimi tempi ha fatto qualche piccola conversione a sinistra, più per necessità che per intenzione. Egli ha dovuto talvolta, negli ultimi mesi, appoggiarsi in Parlamento sulle sinistre per far passare progetti di legge elaborati dal suo Governo (la legge sui tribunali militari, quella fiscale ecc.), sollevando indignazione fra le destre e perplessità nei circoli stessi dei partiti governativi. All’irrigidimento degli elementi conservatori e delle destre parlamentari, si contrappone invece un fermento generale nel resto dello schieramento politico italiano. Nella preparazione alle prossime elezioni amimnistrative è intervenuto già il fatto nuovo dell’avvicinamento fra i nenniani e il nuovo partito radicale, sorto dalla scissione di quello liberale, mentre approcci sono in corso fra altri partiti e correnti. Contrasti nella stessa coalizione governativa sono emersi nella discussione sulla legge elettorale che i democristiani e i liberali vorrebbero con la formula vecchia degli apparentamenti, mentre i social-democratici ritengono di poter avere maggiori vantaggi presentandosi agli elettori da soli. Imprudente, oltre che poco savio, sarebbe fare delle deduzioni su semplici parvenze. In ogni caso, però, una cosa è certa: la formula del «centro» non rispechia più la realtà italiana. Perfettamente logico che si cerchi una via d’uscita per sbloccare la difficile situazione. o vecchiaia, senza considerare se fosse stato stipulato o meno con il rispettivo paese l’accordo sull’assicurazione sociale. Molti sono però i paesi che non corrispondono ai lavoratori jugoslavi le indennità in base all’anzianità di servizio nè in base al periodo di lavoro trascorso nei vari paesi. I pochi paesi che riconoscono tutto il periodo di lavoro e lo calcolano nell’ anzianità di servizio, corrispondono però ai lavoratori molto meno di quanto siano in effetti le paghe dei loro cittadini. Anche le differenze esistenti nei sistemi di assicurazione sociale rappresentano spesso non poche difficoltà nei colloqui preliminari per la stipulazione delle convenzioni. Difficoltà che si incontrano, ad esempio, nei colloqui con la Granbretagna, dove esiste un sistema nazionale di assistenza sanitaria ed un sistema per la pensione vecchiaia che comprende tutta la cittadinanza, che si differenziano sostanzialmente dal sistema jugoslavo. Ma, indipendentemente da tali differenze, la stipulazione di accordi è necessaria. Essa assicura infatti ai cittadini jugoslavi, che si trovano all’estero, come pure ai cittadini stranieri residenti in Jugoslavia, il diritto all’assistenza sociale in base al loro periodo di assicurazione. Già ora molti sono i cittadini jugoslavi che fruiscono dei diritti derivanti da questi accordi internazionali. Dal 1951 infatti si sta applicando l’accordo sull’assicurazione sociale stipulato con la Francia, che è stato il primo accordo del genere stipulato dalla Jugoslavia. In base allo stesso sono in corso di evasione le domande di pensione di circa tre mila cinquecento cittadini jugoslavi rimpatriati dalla Francia. All’accordo che è ora oggetto di trattative col Belgio sono interessati circa otto mila latoratori jugoslavi e rilevante è anche il numerò dei lavoratori che fruiranno degli accordi assicurativi che verranno stipulati col Lussemburgo e con altri paesi. Gli accordi bilaterali sull’assicurazione sociale già conclusi dalla Jugoslavia come quelli la cui conclusione, ossia applicazione è prossima, rappresentano — si rileva all’Istituto Federale dell’Assicurazione Sociale — un significativo passo nello sviluppo del nostro sistema di assicurazione sociale. Essi completano, in sostanza, l’assistenza sociale ai lavoratori jugoslavi e nel contempo anche i rapporti di assicurazione sociale con gli altri paesi. NENNI Ä TRIESTE L’onorevole Pietro Nenni, Segretario generale del Partito Socialista Italiano, ha pronunciato domenica un discorso nel comizio tenutosi presso il Politeama Rossetti di Trieste. Il leader socialista si è intrattenuto volontier! alla festa data in su# «nore. ? GIORNI l’economia britannica) con la Cina Popolare. Da parte sua il Presidente americano sarà portato ■ a cercar di convincere il suo «partner» che la questione di Cipro non è solo propria della strategia britannica, ma coinvolge interessi politici « stranieri molto più vasti nel Medi.. Oriente, dove il dìpartimeno di Sri to americano propugna una tattica più elastica di quella che gli interessi immediati britannici consiglino ad Eden. Insomma, colloqui nei quali i due interlocutori cercheranno di dimostrarsi n vicenda la pericolosità dei reciproci errori. Se uno riuscirà a convincere l’altro, e viceversa, i prossimi colloqui di, Washington potrebbero rivelarsi positivi. Però, a rendere più difficile il già gravoso compito dei due statisti sono intervenute due polemiche partirle Vuna da Londra e l’altra da Washington. Quella di Londra sembra avere, in apparenza (ma le apparenze ingannano) una semplice portata interna, in quanto è fatta di critiche ad Eden per la situazione economica inglese e per la politica britannica nel Medio Oriente. Al contrario la polemica partita da Washington (che è la più importante ied il meno felice prologo ai colloqui Eden-Eisenhower ) parla in termini di politica internazionale, ma sembra essere diretta più all’interno che all’estero. Certo se Foster Dulles ha inteso, con la sua «arte di andare sull’oirllo della guerra isemzia caderci demltra», solleticare gli elettori americani, dimostrando la politica «fonte» del suo governo egli sembra non aver trovato i termini più adatti nel momento più adatto. Difatti, a Londra ci si è dimostrati irritati per l’enfasi atomica dimostrata dal Segretario del dipartimento americano in quanto gli inglesi si attengono sempre alle vecchie norme della diplomazia, le quali insegnano che certe cose si fanno, ( se si devono fare) ma ... non si dicono se non quando, dopo almeno un cinquantennio, siano diventate materia di storia. Inoltre, a Londra non ha fato piacere sentir dire che Francia ed Inghilterra avrebbero, durante la resistenza di Dien Bien Phu, accettato il principio di un’azione comune per un intervento militare anglo-americano in Indocia e abbiano poi cambiato parere di fronte all’«arte» del iraisenltare Parlo della guerra» generale. IL Forei Office ha risposto, citando 11 comunicato seguito alle consultazioni anglo-franco-americane sull’Indocina, nel quale non si fà cenno a ciò che dice oggi Dullies. La stampa britannica, per parte sua, si è chiesta, con termini risentiti, se il Segretario di Stato americano, dando il via alla polemica fra Londra e Washington, non miri ad un irrigidimento di Eisenhower verso la Gran Bretagna in vista delle conversazioni con Eden. Non ci si nasconde che ciò può essere vero, data l’antipatia di _ Dulles per l’attuale Premier britannico ed essendo notissime le direttrici della politica del Dipartimento di stato verso il Medio e l’Estremo Oriente, le quali non collimano certo con quelle di Eden e dell’Inghilterra. Di ciò sembrano essersi resi conto anche la. gran parte dei giornali statunitensi e numerosi parlamentari repubblicani e democratici, t quali chiedono al Presidente americano se condivida, o }meno, i ch-reri espressi dal suo Segretario di stato agli esteri. Eisenhower non si sbottona, denotando il suo imbarazzo. Rispondere affermativamente sarebbe irritare ancor più la Gran Bretagna, dire che non condivìde le parole, e la politica, di Dulles significherebbe d'altra parte denunciare una divisione nel governo e nel partito repubblicano proprio all'apertura della campagna elettorale per le elezioni presidenziali e politiche del prossimo novembre. Il che farebbe il gioco del partito democratico, che non si lascerebbe sfuggire l’occasione per criticare l’amministrazione repubblicana sul tasto delicato dell’amicizia anglo-americana e della politica testerà. UNA PROPOSTA SENSATA E Il delegato indiano alle Nazioni Unite, Krishma Menón, ha proposto a Stati Uniti e Unione Sovietica la conclusione di un accordo per la cessazione delle esplosioni sperimentali di armi nucleari. La medesima richiesta era stata avanzata a suo tempo anche dall’Unione Sovietica, ma era rimasta senza eco. E sembra che sia stata proprio questa mancanza dì risposta dall’altra parte a far decidere ai sovietici, durante il viaggio di Bulganjin e Hruščev in India, a far esplodere nelle taighe siberiane la prima H prodotta nel-l’URSS. Era necessario, secondo i dirigenti sovietica, far sapere all’altra parte che, se chiedevano la cessazione degli esperimenti, era perchè ciò era richiesto dalla nuova situazione internazionale e non perchè essi non possedessero tali bombe. Purtroppo, anche questo secondo appello, quello di Krishma Menon, sembra destinato a rimanere senza positiva risposta. Anzi esso è già stato indirettamente respinto dal capo del dipartimento di stato americano, Dulles il quale ha dichiarato che è necessario proseguire le esplosioni sperimentali atomiche per dimostrare che gli Stati Uniti hanno ancora una po-sizone di vantaggio in questo campo almeno fino a quando non sarà raggiunto un accordo generale sul disarmo. E così fino a quando al sottocomitato delle Nazioni Unite per il disarmo non sarà raggiunto un accordo, in varie parti del mondo — nel Pacifico gli Stati Uniti, a Montebello in Australia la Gran Bretagna — si eseguiranno nuove esplosioni di bombe all’idrogeno e nessuno è in grado di garantire che il destino dei pescatori giapponesi colpiti dalla radiazioni atomiche di due anni addietro non sarà condiviso da migliaia e migliaia di altri uomini. Perchè attendere l’accordo generale sul disarmo, che forse l’atmosfera attuale o meglio il grado sinora raggiunto di distensione non può ancora consentire, per una misura che, come quella della cessazione delle esplosioni sperimentali può creare nel mondo maggiori fiducia e sopratutto i presupposti medesimi per l’auspicato disarmo generale? E’ possibile che si possa credere di manterene la pace soltanto con un’ininterrotta corsa al riarmo per stabilire un equilibrio irragiungibile? Quale il traguardo di questa corsa? A quale punto negli armamenti' ci si deve fermare perchè la pace sia più stabile? Questo punto non esiste: e il traguardo è uno solo — la catastrofe. Fortunatamente, però, il buon senso, che sembra essersi arrestato dinanzi a certe cancellerie di alcune grandi potenze, è ancora padrone della stragrande maggioranza dell’umanità che, alle teorie della «coesistenza armata», oppone le concezioni della coesistenza pacifica attiva, che alla corsa agli armamenti oppone pacifici negoziati per la soluzione dei problemi internazionali. INCONTRO FRUTTUOSO A Nuova Gorizia si è avuta venerdì scorso la prima conferenza ufficiale tra i rappresentati delle dogane italiana e jugoslava. Al termine della conferenza, i capi delle due delegazioni hanno dichiarato ai giornalisti di aver raggiunto un completo accordo su tutti i problemi esaminati. In particolare essi hanno rilevato che la conferenza è trascorsa in una atmosfera di buona volontà e reciproca comprensione. Nel corso della conferenza è prevalsa l’opinione di sostituire al carnet, il trittico, molto meno costoso,' per il passaggio degli automezzi attraverso la frontiera. E’ stato raccomandato che le associazioni automobilistiche dei due paesi concludano quanto prima un accordo in merito. E’ stato inoltre deciso di elaborare e pubblicare nel termine più breve possibile un esatto elenco dei beni e degli oggetti che in base all’accordo di Udine è possibile trasportare nell’uno e nell’altro senso della frontiera. Le due delegazioni hanno espresso infine il desiderio di rinnovare simili fruttuosi incontri. PIKANO LE BASI ECONOMICHE E LE PROSPETTIVE DEL COMUNE Omogeneità e armonia di struttura e potenziale economico BIRANO, 14 — Co,l 1. settembre scanso rpure Pinano è diventata Comune, comprendente diverse località, più o meno distanti, ohe prima a-vevano una amministrazione propria, o che erano collegate ad altri 'enti. Con la formazione del Comune diPiranio è stato seguito il criterio di includere nello stesso' tutte le località che economieamente e iculi-turameni.e gravitavano sulla città ipe.r -r,i cavarne una unità aimmini-B'trativa quanto più completa passìbile. Ora il Comune di Pirano ha ottime prospettive par il at» turi-E,mo, prospettive ohe trovano il loro buon foindameirafco sul fatto della inclusione nel Comune del centro turistico dii Portonoise. Pure ' sotto, i rifiatisi sociali, la situazione diel Comune di Pirano si presenta migliore in quanto, nello stesso trova maggior sviluppo l’au-togestione. Prisma della formazione dei Comuni igli argani di Pirano e-,rano collegati e dipendevano da altri organi superiori cosicché l’auto-Eimmiinis,trazione risultava parecchio ridotta. Attualmente il Comune di Pirano poggia su dodici Consigli, ognuno formato da 7 a 11 membri, e sui 'Comitati locali idei vari centri, le cui competenze non sono sitate aim cora fissate ‘in modo definitivo. Quesiti Comitati sono collegati al Consiglilo, del Comune tramite i propri rappresentanti presso lo sit-eisso. Questo sistema di collegamento, oltre a facilitare e rendere più fruttuoso' il lavoro, -contribuisce ad e-Limiinare le varie forme burocratiche. Oggi non isi può dire che Pirano possegga lum’flndusfria sviluppata. Le tosisi principali della sua economia poggiamo 'sulla miniera d.i carbone di iSiociole, sulla fabbrica di sapone (ex Salvetti) sul Cantiere di co-isitiruziòinii navali, sulle saline e sul turismo. La miniera di Siedale, rimasta VITA SINDACALE Conferenza annuale! del Consiglio sindacale CAPODISTRIA, 14 — Ha avuto luogo al ridotto del Teatro del popolo la Conferenza annuale del Consiglio sindacale distrettuale, che ha trattato problemi del lavoro e i compiti delle organizzazioni sindacali del distretto di Capodistria. La relazione, presentata dai Presidente del CSD, ha messo in rilievo innanzitutto che le organizzazioni sindacali del Capodistriano sono 235, , comprendenti 17 mila membri su un numero complessivo di 20 mila lavoratori in regolare rapporto di iavoro, cioè l’86%. Le percentuali maggiori di organizzati nei sindacati si registrano a Pivka (99%) e (Pirano e Ilirska Bistrica oltre il 90%). La situazione organizzativa dei Sindacati nel distretto di Capodistria — nonostante sia migliore della media generale della Slovenia — è, dunque ancora insoddisfacente, visto il ruolo che sono chiamati a svolgere nel campo della gestione sociale, in genere, e di quella operaia in particolare. Infatti, fra i compiuti principali', indicati nella relazione, un posto di preminenza spetta all’educazione dei lavoratori alle gestione operaia e sociale nelle aziende e nei Comuni. Non meno importante è poi l’attività sindacale nel campo dell’organizzazione del lavoro e della produzione con speciale riguardo ai problemi dell’assegnazione dei posti lavorativi in base alle capacità professionali, alla razionalizzazione del processo produttivo, al miglioramento qualitativo e all’aumento quantitativo dei prodotti,, come pure in quello della giusta retribuzione. In questo ultimo campo sono stati ottenuti già buoni risultati, in particolare alla «Stil» di Capodistria, alla «Lesonit» di Ilirska Bistrica, alla «Gradbenik» di Isola, all’«Avtopromet» di Postojna e in alcune altre aziende. Ciò è stato possibile in quanto le organizzazioni sindacali di quelle aziende hanno dedicato notevoli cure alla preparazione dei lavoratori ad affrontare gli impegni della gestione aziendale. Di conseguenza bisognerà insistere in questa direzione, anche laddovè nel passato non ci sì è preoccupati di farlo meglio. Le organizzazioni sindacali sono poi chiamate a lottare per il rispetto della legalità nel campo del lavoro e, in quello più largo, di tutta la nostra attività economica, con particolare riguardo alla vigilanza contro gli sperperi e la criminalità. Attività specifiche sindacali sono infine quella culturale, nell’ambito delle società culturali opera-' ie, e sportiva, complementi indispensabili all’educazione dei lavo- allagata e inattiva per lunghi anni in comseguemiza ideila guerra, è appena aiglii inizi della sua ripresa >e lungi dal fornire utili al Colmine. Parò, le ,esitra,z,ioini di carbone già 'effettuate, le analisi ed i sondaggi operati, hanno rivelato che gli invesbitmeniti in questo ramo dèl-l’economi,a piranese possono risultare molto vantaggiasi, quindi giu-Gitiifìcatii. La fabbrica d'i sapone, ex Salvatiti, che già con quesito' nome, attraverso i suoi prodotti, aveva conquistato il favore dei consumE/torii, è una fra le più vecchie industrie ■del .genere in Jugoslavia. I suoi prodotti vanno dal sapone dai toilette a quello da bucato, dalla cera per ipavimemtd al lucido da scarpe e alila soda criistaiilma. Purtroppo però le sue1 aititreizizature, ormai antiquate, e la difficile situazione In cui varlsa da alcuni amimi, oijiba-oolano il suo maggiore sviluppo e la produzione. Per rimediare a questo isitatoi di’ fatto, è Stato predisposto un piamo decetnimaile di inveisti-imenti che consentirà la graduale mađerniiziz,arnione idei suo macichlma-rio e dmpiemti. Anche le varie fasi di lavorazione richiedono una rigorose riorig.a-miizzazione, congiunta a innovazioni che dovrebbero- consentire la produzione d-eilia .glicerina, finora impassibile per la mancanza di attrezzature. Pur dibattendosi in queste difficoltà obiettive, il collettivo di lavoro, di questa fabbrica e ,il suo Consiglio operaio sono riusciti ugualmente a raddoppiare la produzione e a migliorare' nel contempo la qualità. Questa è la miglior .garanzia del futuro sviluppo della fàbbrica. U,n.’altra base economica alla quale potrà domani largamente attìngere .ili Comune di Pirano è la pesca- che per Pirano rappresenta una itrsidieiome vecchia e redditizia. Ora si interessai della pesca s.u lang a iscala lìimprasa statale «Ribiči» che disporne1 di una flottiglia, peschereccia ben attrezzata e dei mazzi di trasporto. adatti per la fornitura del pesce ai vari conservifici. Un cespite economico di grande .importanza par il Comune dii Pirano è rappresentato dalle ottime passibilità del turismo. I numerosi monumenti storici e dii pregevole fattura idi quii è dotata la cittadina dii Pirano e le bellezze naturali dei suoi dintorni irichiamano in gran numero i visitatori nostrani e stranieri. Fiasso con il suo lago, e lia sua flora, protetta dallo Stato per le sue rarità, Santa Lucia con le sue saline, Siedale con la. sua valle verdeggiante di olivati, Strugnamo con le sue saline e le sue pi,ante cariche idi frutta,, ma soprattutto Portorose con ’Ile sue aittreizizature alberghiere, con i suoi locali da divertimenito, le sue spiagge e stabilimenti per bagni, sono tutti fattori che consentono .al Comune di Pirano il maissimo sviluppo delle sue risorse e possibilità. E’ doveroiso, rilevare però che il movimento (turistico nel Comune di Biramo moni potrà svolgersi su più larga scala, finché la rete al- berghiera non. verrà migliorata e ampliata. Quesito è uno, fra i primi e maggiori problemi da1 affrom-tare dal muovo, Comune di Piralrao. Il primo passo, 'niella risoluzione di. qqesito problema consisterebbe nella coisitruzioinie ia Boto,rose di uno stabilimento termo-ibalneiare alimentato con acqua marina calda. Dorata di questo nuovo stabilimento. Ponto rose, oltre a pmlunigaire la sua stagione turistica, diverrebbe anche iu;n cantino- -dii cura per certe malattie. Così la modesta Pirano, entrata con -il 1 settembre lia un «uo-vo ordine di cose, isanpliiàfia nel suo territorio e nelle sue funzioni, ha acquistato nuove possibilità di vita, di lavorio e di prosperità. IN BREVE Qua e là per l’Istria I PINI DI PARENZO . UN PO’ DI COLORE LOCALE IDILLIO A ROVIGNO ROVIGNO, gennaio — Sull’ora del tramonto, quando il šole traguarda basso dietro Santa Croce e i suoi ultimi raggi si perdono in una fantasmagoria dì colori lontani sui verde cupo dell’Adriatico, fra mare e cielo, ritornalo lente alla base le barche da pesca doppiando l’isola Caterina. Se la pesca è stata fortunata, si sentirà l’eco d’un canto; uno di quei canti che, trasformandosi per gione buona «quando vengono i U -deschi», aiutando a scaricare il peso,e la sera, pescando con il «v ermo da rimini» sul fare del mattino e quando le prime ombre scendono. D’estate; un altra vita: ci sono i «foresti» (gli ospiti, come li Chiamano adesso): c’è ogni tanto qualcuno che vuole recarsi all’isola verde prospiciente il molo. Oh allora! La «veda batana»» viene rimessa a nuovo, bella e «lustra» con i cu- lunghe generazioni di pescatori, san- scini, persino! Ogni colpo di remi no il sapore salmastro e asprigno è un verso. Si dice che soltanto i ■P'" i§ ; : * § f » i I .. ......».„Si-.— : - ROVIGNO e che ripetono il mormorio sonoro delle onde. Intorno alle barche da pesca, alla «Panola», al «Morski Pas», si vede un agitarsi di battane dai vari colori. Sono le battane dei pescatori, di quelli vecchi, per i quali il mare e divenuto piccolo: un chilometro, due, non più. Essi non se la sentono di affrontare il mare aperto: stanchi delle lunghe battaglie sostenute in gioventù. La loro vita trascorre sulla riva, tra il molo e l’isola Caterina, traghettando gente, di giorno, niella sta- LA SOCIALIZZAZIONE DELLA CAMPAGNA FORZA E CONSISTENZA del cooperativismo nel capodistriano CAPODISTRIA, 16 — L’abbandono dei metodi cosidetti amministrativi e il regolamento dei problemi di proprietà nelle cooperative, hanno influito positivamente sulla produzione agricola. D’altra parte la politica creditizia ha invogliato le organizzazioni cooperativitiche e i -contadini a creare, con un saggio impiego dei crediti, le condizioni per nuovi sviluppi della produzione. Anche le facilitazioni nell’acquisto dei mezzi di produzione principali, la commisurazione catastate delle imposte, più realistica del sistema precedente, basato sul reddito e la possibilità più ampia di piazzare i prodotti sul mercato, sono stati stimoli veramente efficaci. Ma, ciò che conta di più, i provvedimenti di cui sopra costituiscono, oltre che un fattore importantissimo dello sviluppo della produzione agricola, la base più solida e adatta allo sviluppo dei rapporti socialisti nelle campagne, che ha già dato copiosi frutti. Nell’ambito del Comune di Capodistria esistono attualmente 12 cooperative agricole generali (Capodistria, Vanganel, Pobegi, s. Antonio, Dekani, Bertoki, Škofije, Marezige, Šmarje, Črnikal, Bezovica, Gračišče) e una cooperativa agricola di produzione (Gabrovica) per complessive 3.293 proprietà agricole affiliate. A 24,494.994 din ammonta l’utile realizzato dalle cooperative agricole nel 1954 e si ritiene che tale somma sia stata superata nel 1955. Trattore Fiat della cooperativa «I. Maggio» di Buie al lavoro sui campi di Brazzania La meccanizzazione del cooperativismo si riduce, in genere, a camions e trattori. Ogni cooperativa, tranne Gračišče e Bezovica, possiede da 1 a 2 camions. - Tutte assieme 8 trattori con 17 aratri. Mancano invece le attrezzature meccaniche per irrorazione, irrigazione, coltivatori meccanici e altri macchinari indispensabili per la coltivazione intensiva su larga scala. In questo campo rimane perciò ancora parecchio da fare, sia per quanto riguarda lo sfruttamento più razionale del macchinario esistente, sia per la fornitura di altri mezzi meccanici. Potenziando ulteriormente l’attrezzatura meccanica delle cooperative, s| renderà possibile, in misura m4?giore che nel passato, il loro intervento anche nel settore privato dell’agricoltura, senza di che non è pensabile un radicale incremento della produzione nelle campagne, obiettivo principale del nostro riorientamento economico. . Il cooperativismo é una delle forme e uno dei mezzi basilari per lo sviluppo dei rapporti socialisti e delle fcfrze produttive nelle campagne. Di conseguenza solo una cooperativa meccanicamente ben attrezzata, con magazzini adatti, es-sicatoi, servizi efficaci per la fornitura di sementi, anticrittogamici ecc., può essere in grado di far fronte ai nuovi compiti e alle esigenze del suo ruolo nella trasformazione socialista delle campagne, oltre che naturalmente nell’incremento della produzione agricola. Ad essa spetta, poi, il difficile compito di intervenire afficàcemente nella campagna acquisti dei prodotti agricoli, onde eliminare le incongruenze e le specttcalzioni rilevate nei passato, sfruttare le riserve esistenti, e conribuire così al raggiungimento della stabilità del mercato di consumo, presupposto di un’economia egricola sana e progredita, e, quindi, del benessere materiale della popolazione sia agricola che cittadina. Attraverso tutti questi mezzi (organizzazione operante, attrezzature adeguate, intervento nella campagna acquisti, costituzione di sezioni produttive ecc) le cooperative potranno porre sulla bilancia della nostra economia agricola il proprio peso specifico e assumere, con garanzia di successo, il ruolo che ad esse spetta nell’attuale fase di sviluppo e nell’edificazione della nuova società socialista in genere. 6. a. napoletani cantino . . . non è vero, cantano anche i vecchi rovignesi. Le voci non sono più quelle d’un tempo, quando si facevano le «gan-gade» da Gigi, o quando si andava a Punta Corrente «de festa grande» . . . Sono passati gli anni: Ile voci sono mutate. L’animo no, è rimasto sempre giovanile, vivace. E i pescatori di Rovigno cantano, cantano in sordina, tra un colpo di tosse e una fumata . . . «Sta vìecia batana con quatro paio, e piun chi la vardo, più ben i ghe vuoi» . . . I giovani, invece, quelli che fanno la spola sulla riva con le «mule», queste canzoni le hanno dimenticato e si sgolano con «Cow boy Jmmi» e «La luna nel rivo» ... La sera, quando le ombre scendono dai tetti e la pineta s’imbruna, quando l’azzurro del cielo sbiadisce, quando sul marie i giochi di luce compongono tavolozze policrome, che nessun pittore potrebbe riprodurre, ritornano lente le barche da pesca. Lente sembrano, anche se spinte da motori di 50 o 60 cavalli. Ritorna alla nostra .mente un altr i tempo e rivediamo, con gli occhi della fantasia, con lo sguardo melanconico della prima giovinezza, ì bragozzi maestosi, dalle vele triangolari, con i fianchi panciuti ie la coperta carica di cassette di pesce ... 1 bragozzi che si stagliavano sul nitido cristallino del cielo e coprivano, quindi, in prospettiva l’isola . . . avanzavano sonnacchiosi dopo aver lottato con il mare infido .. . Erano vele bianche (o tali un tempo) gialle e grigie. Su qualcuna un motto, su un’altra un no-rrie ... I bragozzi ora non sono più, «vittime» anche loro del progresso: sembrerebbero oggi stonati e antidiluviani. Al loro posto navi snelle, con «tanto di motore»». Mi ricordo che in certi assolati pomeriggi d’estate il vecchio capitano Dandolo, con la corta pipa di schiuma, si sedeva con noi sul sa- HHIUmiUIIUIHItJlttlllllllllfllUIIIIIHHI«ltlUll4llll! trasferimento in sede stabile. Il tutto esige delle spese che verranno coperte con il milione e mezzo previsto nel piano complementare. Tale cifra contempla pure l'acquisto di una nuova pesa pubblica dato che la vecchia è quasi inutilizzabile. «Duecento mila dinari verranno impiegati per la ultimazione del cimitero di Castelveneite, attualmente in costruzione, mentre 5 milioni’ sono destinati alla costruzione di un nuovo macello. Il macello esistente gono che la percentuale degli infortuni sarebbe di gran lunga minore se gli operai si adattassero alle «incomodità» di certe misure protettive. Opportuna sarebbe pertanto, l’introduzione di misure drastiche nei confronti dei trasgressori di certe regole, quali multe e sospensione temporanea dal lavoro. * Il consiglio operaio e la filiale sindacale della fabbrica Cementi di Pola hanno deciso di promuovere una serie di iniziative, per festeggiare il trentesimo anniversario dell’apertura della fabbrica, che scadrà nel settembre dell’anno in corso. Per ora il consiglio operaio ha formato una commissione incaricata di elaborare un programma di attività che dovrebbe essere messo in atto all’inizio del prossimo mese. * Si sono riuniti a Pola la scorsa settimana i presidenti dei Consigli dei produttori dei Comuni di Pola, Pa-renzo, Albona, Pisino, Pinguente, Rovigno, Umago e Buie. Nel corso della riunione, sono stati discussi i problemi dell’autogestione sociale e tracciato l’oHentamento per lo sviluppo delle forme di autogestione negli organi del Potere Popolare in Istria. Hanno presenziato alla riunione i deputati al Sabor: Milan Lovrečič, Vojko Flego, Branko Matosevič e Gigi Ivančič. * CAPODISTRIA — Martedì scorso ha avuto luogo il Plenum del Consiglio sindacale comunale, eletto nella recente Conferenza annuale. A presidente e segretario sono stati eletti Cink Stojan e Sinelj Stanko. non è in grado di soddisfare i bisogni della città di Buie a causa d)ella scarsa capacità e della poco adatta località in cui si trova. «Le scuole di Portole, Sterna e altre ancora, saranno oggetto di riparazioni p innovazioni. Acquistati verranno pure oggetti vari destinali a completare l’inventario delle scuole stesse. Per tale progetto è stata prevista la stemma di 1 milione e 900 mila dinari. «A 2 milioni e 800 mila dinari ammonta l’importo eh,e verrà impiegato ppr la ricostruzione della rete elettrica dela città. L’installazione della stessa risale al 1930 ed era stata fatta in base alle esigenze di allora. Oggi, naturalmente, le condizioni sono diverse, motivo per cui si rende necessario 'l’ampliamento della r'fite in argomento. «Uno dei problemi Imaggiormente sentiti qui da noi è quello degli alloggi. Alcuni anni fa sono state create numerose aziende che, naturalmente, hanno richiesto l’impiego dì nuova forza lavoro. Suctìede spesso, però, che tecnici ed esperti, giunti da fuori, non possono trovare alloggio. Se si vuole evitare la loro partenza, che paralizzerebbe (almeno per un c'erto periodo) la nostra economia bisogna assicurare loro l’alloggio. Assolutamente giustificata appare, quindi, la somma di 13 milioni destinata alla costruzione di sei nuove abitazioni e alla riparazione di altre dieci. «Per quanto riguarda l’agricoltura, bisogna rilevane che circa 3200 ettari di terreno giacciono incolti, fatto che causa un danno non indifferente alla nostra economia a-gricola. Tale stato di cose è dovuto alla diminuzione del bestiame da tiro che verrà sostituito ora con 5 trattori «Ferguson». Rimboschite verranno tutte quelle zone non a-datte alla coltivazione, mentre, dove è possibile, si impianteranno nuovi frutteti. Nemmeno la cura di piantine medicinali ed aromatiche verrà dimenticata. Per tutti questi lavori (ed altri ancora) sono stati previsti 18 milioni e mezzo. «900 mila dinari verranno usati, infine, per l’ultimazione del campo sportivo della Società ginnica «Partizan». Questa società ha ottenuto ottimi (risultati nella scorsa stagione, piazzandosi al primo posto nella graduatoria repubblicana. E’ giusto pertanto aiutarla ed incoraggiarla nella sua attività.» c. a. RADIO CAPODISTRIA MARTEDÌ, 24 — Ore 6: Musica del mattino — 6.15: Notiziario — 6.30 Ca-lendarietto e musica del mattino — — 12: e 12.45: Musica per voi — 12 30’’ Notiziario — 12.40 Problemi d’attualità — 16.10: Ritratti musicali: Mozart e le sue lettere (200. anniversario della sua nascita) — 17: Nostro paese — 17.15: Paleoscenico musicale — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo musicale — 22.15: Suonano per voi: Il quintetto «Atlantic» diretto da Nank Fro-wan — 22.30: Notiziario — 22.45: Programma vario di musica leggera — 23.15: Musica da ballo — 23.45: Ultime notizie — 23.50: Musica per la buona notte. MERCOLEDÌ, 25 — Ore 6: Musica del mattino — 6.15: Notiziario — 6.30: Calendarietto e musica del mattino — 11: L’angolo dei ragazzi — 12.10: Musica varia — 12.30: Notiziario — 12.40: Problemi d’attualità — 12.45: Musica leggera — 16.10: Ritmi e canzoni — 16.30: Radioscena: Ivan Cankar «L’idealista» (terza puntata) — 17: Mosaico musicale — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo musicale — 22.15: Suonano per voi: Pianisti conosciuti per musica jazz — 22.30: Notiziario — 22.45: Sonate per pianoforte di Mozart, suona la pianista Jacqueline Blancard — 23.15: Musica da ballo — 23.45: Ultime notizie — 23.50: Musica per la buona notte. GIOVEDÌ, 26 — Ore 6: Musica del mattino — 6.15: Notiziario — 6.30: Calendarietto e musica del mattino — 12: Musica per voi — 12.30: Notiziario — 12.40: Problemi d’attualità — 12.45: Musica per voi — 16.10: Concerto del giovedì: W. A. Mozart, ouverture dall’opera «Don Giovanni», serenata n. 9 in Re maggiore, detta «Il corno del postiglione». — 17: Dal mondo del lavoro — 17.15: Finestra musicale — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo musicale — 22.15: Suonano per voi: L’orchestra Ray Anthony — 22.30: Notiziario — 22.45: • Dalle operette di Strauss e Lehar — 23.15: Musica da ballo — 23.45: Ultime notizie — 23.50: Musica per la buona notte. VENERDÌ, 27 •— Ore 6: Musica del mattino — 6.15: Notiziario — 6.30 Calendarietto e musica del mattino — 12 e 12.45: Musica per voi — 12.30: Notiziario — 12.40: Problemi d’attualità — 16.10: Arie, duetti e cori in microsolco — 17: Corrispondenza — 17.10: Canzoni popolari nel mondo — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo musicale — 22.15: Ritmi e canzoni — 22.30: Notiziario — 22.45: W. A. Mozart: Requiem, cantano Werner Pach, Neue Breitschopf, Walter Ludwig, Harald Pröglhoss e la cappella della corte viennese diretta da Josef Krips — 23.45: Ultime notizie — 23.50: Musica per la buona notte. SABATO, 28 — Ore 6: Musica del mattino — 6.15: Notiziario — 6.30: Calendarietto e musica del mattino — 12: Musica per voi — 12.30: Notiziario — 12.40: Problemi d’attualità — 12.45: Musica per voi — 16.10: Canzoni di tutti i giorni — 16.30: Gioielli musicali — 17: La comune: Capodistrìa — 17.20: L’album dei valzer preferiti, suona l’orchestra Mantovani — 17.40: Notiziario — 17.55: Intermezzo musicale — 22.15’. Suonano per voi Willy Berking con i suoi, cantanti — 22.30: Notiziario — 22.45: Musica da ballo — 23.15: Ultime notizie — 23.50: Musica per la buona notte. Dragojević Momčilo, marinaio ventenne di Sebenico, entrava, nello scorso mese, in un negozio di Pola, dove finiva con lo scegliere uno1, dei migliori tagli di vestito esposti sul banco. Ma, a un certo punto, una commessa notò i tentativi che il giovanotto faceva per squagliarsela insalutato ospite. Le sue grida provocarono la fuga del poco gradito cliente che, vedendosi inseguito .si disfaceva della refurtiva. Arrestato, é stato condannato recentemente a 5 mesi di prigione. * Il già condannato Blažič Claudio, si é visto revisionato il processo, su richiesta del pubblico accusatore. Il Blažič, colpevole di aver provocato un incidente sulla strada che da Medo-lino porta a Pola, causando la morte di Sutalo Pietro, era stato precedentemente condannato a 1 anno e 6 mesi di carcere. Questa volta il Tribunale supremo della RP di Croazia, ha elevato la pena fino a 3 anni di carcere duro, oltre al ritiro della patente di autista per un anno dopo la scarcerazione. La severità della pena va attribuita al fatto che il Blažič era quasi ubriaco quando avvenne l’incidente. * A 3000 dinari di pena pecunaria è stato condannato certo Kadar Djor-dje. Il Kadar si era permesso di entrare in un locale sulla cui porta l’Ufficio alloggi aveva posto il suggello. Al processo, non fu presa in considerazione la scusante dell’imputato che insisteva nel dire di non essersi accorto del suggello stesso. * Resosi colpevole del furto di una botte delia capacità di 10 ettolitri, di proprietà dell'impresa »Dunja« di Pola, il pescatore Barič Antonio é stato condannato a 3 mesi di prigione. DAI PICCOLI MOTORI ELETTRICI AI GRANDI GENERATORI DI CORRENTE „RADE KONČAR“ simbolo della nostra rinascita L’impresa «Rade Končar» si annovera nel rango delle immense fabbriche «he si isono rapidamente sviluppate nel corso dii questi ultimi dieci anni e che sono riuscite ■a decuplicare più volte la produzione e l’asisortimenlto dei loro prodotti. Lo stabilimento «Rade Končar» si è forlmato con la fusione di piccole imprese di Zagabria che, prima della guerra, Impiegavano circa 150 qperai. La loro- produzione non comprendeva che una limitata quanti-ità d’articoli elettrotecnici per corrente industriale, carne motori elettrici fino a 30 HP, ateoeisisoiri d;i motore, quadri di distribuzione, materiale id’impiego per alta tensione fino a 30 KV, radiatori, scaldabagni, piccoli forni elettrici, ecc. La pro- fornlrà a diverse centrali elettriche idei Paese 26 generatori d’una potenza [globale di 534.900 KVA (circa 420 MV). Oltre questi gruppi elettrogeni, la fabbrica ha fornito per i bisogni deiirelettrifiealzione idei Paese ogni altro .[materia,le necessario! (trasformatori e allitre installazioni) consentendo così alle nuove fabbriche 1-dro elettriche, come Mariborski Otok,. Vuzenica, Jablanica, Vlasima, Jajcem Zvomnik, Ovčar, Banja e jaltre idil iniziarel la loro produzione elettrica. Per [illustrare il contribuito che questo stabilimento dà alla creazione 'delle basi energetiche del Paese basti dire che esso partecipa nella proporzione idei 70% all’aumento .della potenza dei gruppi elettro-energetici che sono stati installati dal 1946 al 1954. Oltre il 45% dei nuovi trasforimaitori installati in Jugoslavia, e circa il 45% dei motori elettrici costruiti sono usciti, [dalla .«Rade Končar» ohe ha cominciato anche a restituire alla collettività tutto quanto questa ha investito nella sua costruzione. In collaborazione con le fabbriche idei Paese le delLeatem, la «Rade Konic ar» ista ora Imettenido in ■lavorazione ài materiale per la ■trazione elettrica e, negli ultimi .tempi, gli appararti conduttori elettrici. Le 'poHSiiibiilità dello stabilirne nlto «Rade Koinčar» non sono rimaste inosservate alTaste.ro e i suoi prodotti, malgrado ila grande concorrenza estera, hanno trovato un buono e solido, piazzamento in Turchia, nel Brasilie, nel Paraguaj, n Grecia, in Siria,, nel Cile; tanto che il Pakistan ha passato Tordiin' zioine per la fornitura e il montaggio delle installazioni, elèttrici« compiete par una centrale idraulica, a tre generatori, di una potenza toèaùe di 15.000 KVA. Nel cootinuo [Sviluppo della nostra economia e delle nostre esportazioni, la «Končar» è chiamata a svolgere un ruolo sempre più importante. G. A- ATTUALITÀ’ PROBLEMI DEL MERCATO DEI PRODOTTI AGRICOLI . mm Una «hall» dello stabilimento metallurgico zagabrese IV. Questi d'ait.i mostrano a qual punto la pariteticità de prezzidei cereali, paragonata a quella dei prezzi degli altri prodotti agricoli sia sfavorevole in Jugoslavia in rapporto alla maggior parte degli altri paesi, persino dopo l’aumento dei prezzi d’aequiisto registrato nel 1955. Senza tener conto delle considerazioni già fatte e detrazione corretti-• va dei prezzi del mercato di consumo, questa situazione ha. per conseguenza un maggiore consumo di cereali. Un certo raddrizzamento, di tali rapporti favorirebbe la stabilità del mercato jugoislavo. Sembra che dopo l’aumento dei prezzi dei cereali registrato nel 1955, tale raddrizzamento dovrebbe tendere ad avvicinare i, prezzi dei prodotti dell’ai'levameinto, stabiliti a un livello frappo alto, ia quelito dei cereali, pensando che ciò potrebbe a-vere un effetto favorevole sulla stabilità generale del mercato agricolo' jugoslavo. LE ESPERIENZE NEGATIVE DELLA C. E. C. A. METTERE al servizio di SCIENZA una canniti E RISORSE di popoli eguali do c’è soltanto una via: mettere le risorse, la scienza e la tecnica al servizio di una comunità di popoli, peri nei diritti ed uguali niel lavoro e nel progresso, perchè l’europeismo, come la stessa Europa è una realta che nessun spirito può limitare o contenere'senza distruggerla. Libero Vejardo L’ europeismo, come la stessa Europa, è una realtà che nessuna formula può’ limitare, o contenere, senza distruggerlo R Operaio della «Rade Končar» alla sua macchina «frizione di anteguerra era ’imitata: nel 1939 la fabbricazione si elevava in tutto' e per tutto ,a 1917 motori 'elettrici, ,totalizzanti un,a potenza globale di circa . 3.800 KW. Lo stabilimento ha iniziato i preparativi del .suo ingrandimento subito dopoi ila Liberazione e nel 1946 iccmineiò la costruzione di parecchi nuovi padiglioni. La superficie di circa 2.800 m2 occupati dai vecchi laboratori, è salita in pachi anni a olltre 70.000 m2. Attualmente lavorano più di 3.000 persone. L’eilettrificaziioinie della Jugoslavia ipriima del,ila [seconda guerra mondiale era a un livello molto basso. Nel 1938, ad esempio, il potenziale ■dei gruppi elettro energetici insta,1-ìiati raggiungeva in totale la cifra di 4.30.000 KW, e il consumo annuale 'd,i energia elettrica si aggirava siu 1.170 milioni dii Kwh, oisisia di circa 71 Kwh per abitante. La «Rade Končar» ha grandemente 'contribuito alia e*’ettriIdeazione del Palese dopo la guerra. La [sua pyima iniziativa fu di riparare il materiale d’impiego elettrico che ,era rimasto deteriorato in tutto il Paese 'durante la guerra e di preparare la costruzione di generatori, di trasformatori, d.i motori e dii ■alfr.iNgippairatii elettrici necessari aliai prclduizione, al trasporto, alla 'disf riibuiztone e al consumo delto energia •elettrica; materiale indispensabile al rapido sviluppo della nostra ecomojmto- Nel 1948 usciva il primo generatore per la centrale idroelettrica di Mariborski Otok. D'allora- e fino a tutto 1954, lo stabilimento ha prodotto per l’e-leittrifiiicazione del Paese 54 gruppi elettrogeni di diversa potenza; dai più piccoli, sviluppanti circa 650 KVA, fino a,i più grandi, la cui potenza sii eleva fino a circa 30.000 KVA. Questi [generatori sono staiti installati in 28 nuove centrali idrauliche, totalizzanti una potenza complessiva di 410.700 iKv.a (circa 295 MW) cioè più 'Che tutta la potenza elelttrcigena installata in tutte le .centrali .idroelettriche nel 1946 che sommava allora a 239 MW. Nei cantieri eleittriici dalla «Rade JCončar» è ancora in icosftrwziione un forte ■numero di gruppi elettrogeni. Entro la fine 'del 1957 lo stabilimento La Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (C.E.Ć.A.) dal punto di vista della istituzione, se non della funzionalità, fu il primo organismo «europeistico» che venne partorito da mente francese in vista di una integrazione europea che, in definitiva, avrebbe dovuto avere lo scopo di imbrigliare, e controllare, la rinascita dell’economia e della politica estera tedesca. Infatti il 9 maggio 1950, avanzando ufficialmente la prroposta di «po re l’insieme della produzione del carbone e. dell’acciaio della Francia \e della Germania sotto un’Alta Autorità comune, aperta alla partecipazione degli altri paesi europei» l’allora 'ministro degli esteri francese, Robert Schuman, pensav i al carbone ed alle acciaierie della Ruhr, nonché al complesso carbonifero e metallurgico d\ella Saar. La C.E.C.A. nacque cori gli accordi di Parigi del 18 aprile 1951 ed incominciò a funzionare nella sua sede provvisoria (Lussemburgo) il 10 a-, gosto 1952. Contrasto d’interessi Che Robert Schuman ed i suoi successori al Quay d’Orsay siano o no soddisfatti di questo funzionamento, è un auro discorso. Per ora ci basti constatare come il primo organismo «europeistico» vznne concepito in ragione dei rapporti e dei contrasti franco-tedeschi. Cosi come l’Unione dell’Europa Occidentale nacque dal «Piano Plenen» sull’Esercito europeo e, attraverso la fallita Comunità Difensiva Europea (C.E.D.), sfociò nell’U.E.O. oggi funzionante, si può dire, attorno c nocciolo dell’esercito in via di co stituzione della Germania Occide tale, con quanta soddisfazione reale di Pleven e dei suoi successori non si sà. Stà di fatto che da mesi, se non da anni, a Parigi (e non solo a Parigi) si vorrebbe cercare una maggior garanzia in una superiore «integrazione» europea attravèrso il Consiglio d’Europa, Ch\e 'dovrebbe essere il bocciolo dall’autorità supernazionale per i futuri Siati Uniti d’Europa. Questo intendono dire in sostanza Guy Mollet ed i Francesi quando parlano, con insistenza, del «rilancio europeo». Segno che l’europeismo, staccato in vari tronconi, o non soddisfa, o non funzio- na. Anche se ha in se lati e germi relativamente buoni, forse non funziona per il suo vizio di orìgine che è quello — come delto — dì essere nato sotto la preoccvnazione non delle relazioni europee, ma dei con-, trasti francc-tedeschi. Preoccupazioni giustificate Tornando alla C.E.C.A. le preoccupazioni, di Schuman nel 1950, oltre che dalle, passate ed amare esperienze francesi, app' inno giustificate dal seguente prospetto della produzione del carbone e dell’acciaio nell’europa Occidentale: PRODUZIONE DI CARBONE E ACCIAIO DELLA C.E.C.A. (1954) ganizzare» la «Gemeinschaft Organisation» (monopolio carbonifero tedesco) al quale Si oppongono il «Cobechar» belga (che non tollera concorrenti per il suo commercio) e l’A.T.I.C. (associazione francese per l’importazione ed il commerciò dìel carbone) che strilla contro gli arbitrii del monopolio tedesco, il quale strilla contro l’A.T.I.C., minacciando di denunciarlo all’Atta Autorità per le sue interferenze nel controllo dei prezzi delle commesse di carbone tedesco importate in Francia .... Raggiri e armeggi Quello dei monopoli, seppure fm-portante è solo uno degli scogli di cit Uh U) _ Carbone Acciaio Lavoratori occupati (1) In migliaia idi tonnellate. Le cifre sono più che eloquenti e, dati gli sviluppi nella Saar, si com-pilende come in Francia si preferisca controllare «assieme» questo importante ramo della strategica politica ed economica piuttosto che vedere la preponderanza della siderurgia tedesca dettar legge economica (ed alle lunghe anche politica) sui mercati europei e nell’Europea Occidentale. Può la C.E.C.A. corrispondere alle aspettative francesi ed alls speranze europeistiche? In Francia non sembrano molto convinti e, come detto, si parla di «rilancio europeo» affinchè organismi supernazionali legislativi c politici (quali liti fil p "ob CTS È o carattere economico ch'e le rivali- ss p o CJ ä CTj V Ö QJ ÜJ0 w ^ cu tà capitaliste e con Smerciali metto- ré 5-« 4> il rò § 3 I-J O & CS no [Slitta rotta europeistica della ó ° , pa 0 Ifì C.E.C.A. Vi sono poi gli armeggi 128.035 54.405 39.249 1.073 12.071 16.818 per trasferire da un impianto al- 17.434 10.620 4.994 4.175 929 2.828 2.804 l'altro e da un paese all’altro date lavorazioni, produzioni )ecc. Vi sono 641.500 368.800 195.200 61.300 61.700 li) .400 83.700 i raggiri tedeschi alle disposizioni povero di materie prime per la siderurgia, \jna che ha però una buona tradizione in questo ramo. E’ proprio nella formazione eli un mercato europeo comune che la C.E.C.A. ha incontrato le sue maggiori, anche se meno apparenti, difficoltà. Un m'ercato comune presuppone l’abolizione dei monovoli particolari e. nazionali. Invece, in sostanza, la Comunità ha dovuto fare i conti proprio con i monopoli nazionali i quali, attraverso la distribuzione delle materie prime e dei lavorati, finiscono col controllare indirettamente l’attività della stessa C.E.C.A., trovando sia nell’Alta Autorità che nel Consiglio dei Ministri e nell’Assemblea Comun; accaniti. difensori nei rappresentanti dei loro interessi e dei loro stati nazionali. Così da olire due anni la C.E.C.A. si trova a ro'm-persi i denti "nel tentativo di «rior- antiriarmistiche, imposte a ila Francia attraverso la Ü.E.O., per non parlare della caccia a’ie sovvenzioni della C.E.C.A. ad impianti la cui finalità è tutt’altro chè europeistica e sovranazionale. Ad ogni modo la C.E.C.A. esiste ed è un da'o economico e politico dell'Europa di oggi, an'-he se non nuò essere un fattore basilare dell’Europa di domani. Per questo, riveliamo, si parla tante di rilancio europeo, più in Francia che in Germania, più Weil a sinistra politica che nella destra economica. Ma se ne parla. Segno che, senza negare la C.E.C.A., si guarda agli embrioni buoni che in essa si possano trovar^, embrioni di una colla-bore zione europea che parò non si possono trovare negli slogans al servizio di interessi strategici e politici. Soprattutto, parlando di C.E.C.A. o di europeismo, và tenuto presente, ver ;’Europa di domani, che per essa coinè per il mon- ti r! .otìituito esercito tedesco é uno elei maggiori osta eli all’europeismo. Nellà foto; l’archivio delle forze armate di Bonn. IL CERCHIO WALLACE Veduta del p'arco e del palazzo Chaillot di Parigi CALEIDOSCOPIO ENERGICO IL SESSO DEBOLE! Tre ladri mascherati e armati di mitra sono stati messi in fuga da due donne di Canossa di Puglia. Penetrati ((poco prima della chiusura in una rivendita tabacchi del luogo, e intimato il mani in alto alla proprietaria e alla di lei figlia, due dei malviventi mettevano mano alia cassa, mentre il terzo teneva a bada con il mitra puntato le due donne. Visto in pericolo il gruzzoletto raccolto nella giornata, la padrona, per nulla intimorita dalla minaccia e dall’inferiorità nei confronti dei malfattori, dava di piglio a scatole, scatolette, barattoli e quanto, / insomma, le capitava sotto mano, iniziando un fitto . . . bombardamento \ contro gli indesiderati ospiti, imitata in ciò dalla figlia. L’improvvisa rea-1 zione delle due donne scombussolava talmente i tre rapinatori, da metterli in fuga precipitosa. La loro sorpresa fu tanta che uno di essi, l’ultimo a| uscire dal locale, venne inseguito fin sulla strada dalla proprietaria a calci nel sedere! Cose da epoca del matriarcato, insomma! QUANDO SI DICE LA JELLA! psfs L’organizzazione cattolica austriaca! «Caritas» ha organizzato per il periodo delle feste di fine d’anno un servizio' telefonico di consigli e conforti mo-1 rali, destinati ai disperati della vita. A Vienna il servizio ha funzionato I dalla mattina del 31 dicembre a quella del 1. gennaio. Gli opuscoli della’ «Caritas» avevano avvertito: «Se vii sentite disperato o così solitario da non poter sopportare l’inizio del nuovo anno, telefonate a R 500-19». Gli organizzatori non hanno reso, noto i risultati del singolare servizio telefonico, però le cronache dei giornali austriaci erano piene zeppi di suicidiì. in Consiglio d’Europa e l’U.E.O.) sottomiettano alle esigenze» europeisti: he dell’economia tedesca, basata sul carbone e sull’acciaio. Gli scogli della CECA Come dovrebbe funzionare la C.E.C.A.? In base al suo statuto, la Comunità si considera un vero e proprio Stato ai cui organismi i paesi membri sono tenuti ad obbedire senza attendere ordini particolari dei singoli Stati nazionali. Gli organismi della C.E.C.A. sono l’Alta Autorità (potere esecutivo), il Consiglio dpi Ministri (composto dai ministri degli esteri, e dai Dicasteri economici dei paesi membri) e l’Assemblea Comune (organo legislativo) composto da deputati e senatori (18 Pier ciascuno: Francia, Germania e Italia; 10 Olanda e Belgio; 4 il Lussemburgo). Prima preoccupazione della C.E.C.A., secondo lo statuto, è la creazione di un mercato comune del carbone e dell’acciaio, con controllo della produzioni, della vendita, dei prezzi e della fornitura di materie prime e di nuovi impianti. Nella realtà in tale campo, per ora, ci si è limitati ad interventi in Italia e nel Belgio, miranti però a conservare determinate situazioni di mercato per impedire squilibri interni (disoccupazione, smantellamento indiscriminato di impianti vecchi, prematura messa fuori attività di miniere ecc.). Per il resto, gli indici di sviluppo dell’indus ria del carbone e dell’aciaio nei sei paesi membri segnano il loro corso normaT/e con i logici, e prevedibili, maggiori aumenti in Germania e creazone di impianti d.i carattere politico-strategico in Italia, paese Parr apri gli occhi e sbattè le palpebre. — Me la son vista brutta — disse Con una smorfia di dolore. Si frugò tra il panciotto e ne trasse fuori un pezzetino di piombo schiacciato. E vedendo io stupore di Sandro, disse: — Siamo in tre soli a portare panciotti a prova di pallottole: uno è quel signore del «Cerchio Rosso», il secondo sono io e, da quel che sono venuto a sapere, Anna Drummond fa la terza. Stette qualche istante in silenzio, poi disse a Sandro:* — Vuol telefonare al signor Yale, per favore? Credo che questa notizia lo farà cascare dalle nuvole. Yale arrivò mezz’ora dopo. Era accorso tanto in fretta, che sotto il soprabito non portava che il suo pigiama. Ascoltò ciò che Parr gli riferì, poi disse: — Non mi sarei mai aspettato che si lasciassero andare ad una aperta sfida alla polizia come questa. Non riesco a capirlo. Sentiamo che effetto le fa questo — aggiunse. Così dicendo, estrasse di tasca un biglietto e lo depose sulla tavola dinanzi al signor Parr. — Quando l’ha ricevuto? — chiese questi. — Stava nella cassetta delle mie lettere. Non è una cosa enorme? Il biglietto portava il solito emblema del «Cerchio Rosso». Nel cerchietto era scritto: Voi tenete per la parte che perde e avete torto: siate dalla nostra, e sarete ricompensato dieci volte di più. Se invece vi ostinerete a fare quello che fate, morrete il giorno 4 del mese venturo. — Non le danno più che dieci giorni di vita! — esclamò Parr — dieci soli giorni! E lei, certo, avrà fatto qualche progetto ... Mi dica, dove conta di essere il giorno 4? — E’ curioso assai che me lo domandi — rispose Xa'ò> ridendo — ma glielo dirò lo stesso: ho deciso, di andare a pescare nel Deal. C’è un mio amico che mi presta un piccolo motoscafo, e conto di passare la notte sul Canale. Ho tutto disposto per farlo in quel giorno. — Lei può avere disposto tutto quello che vuole, ma non vi andrà solo — disse Parr risolutamente. * Anseimo Froyant aveva sempre avuto per regola costante di non fidarsi di nessuno. Del suo legale, poi, si fidava solamente fino a un certo punto, „non fosse altro che per la notoria e, diremmo quasi, necessaria familiarità di esso con gente gi reputazione molto discutibile. Due sere dopo l’attentato contro l’ispettore Parr, l’av-vocatino Heggit capitò dal suo ricco cliente, e tutto tremante dall’emozione: aveva rintracciato un biglietto nuòvo della stessa serie di quelli di cui il «Cerchio Rosso» aveva alleggerito Brabazon. — Questo è un bel punto di partenza, signor Froyant — disse — noi non abbiamo che da continuare in questa direzione, e non mancheremo di arrivare al primo che lo ha messo in circolazione. Ma il povero ometto rimase assai deluso del nuovo atteggiamento di Froyant. Questi, con un lungo giro di frasi gli fece capire che intendeva affidare ad un’altra agenzia le ricerche fin qui tanto lodevolmente condotte dalla solerte Ditta Heggit. Il vecchio Mattia Beardmore diceva una grande verità, quando affermava che il suo amico Froyant non si rassegnava mai se gli portavano via del denaro, e non si dava più pace fino a che non lo ricuperava. Ora, vedendosi il terreno sgombro dinanzi, si sentiva la forza di proseguire da sè quelle investigazioni e di condurre a compimento la sua impresa da solo. Ed ora egli, che non faceva mai le cose a mezzo, si diede tutto appassionatamente a queste ricerche, senza informare nè Yale nè Parr delle sue intenzioni. Le prime investigazioni di Froyant lo portarono successivamente da un cambiavalute dello Strand, ad una agenzia di viaggi e finalmente ad una banca insospettabile. Qui egli fu particolarmente fortunato, perchè era la succursale di una banca nella quale era interessato. Dopo tre giorni di investigazioni, il nostro arpagone potè vantarsi. di aver toccatto il premio della sua tenacia e della sua astuzia. Era pervenuto alla conclusione che cercava. Quando- ebbe scoperta la persona che per la prima aveva messo in circolazione il biglietto, non si ritenne pago, tutt’altro! parve, anzi, che questo fatto gli mettesse l’argento vivo addosso, tanto è vero che, sempre senza dir nulla a nessuno, dalla sera alla mattina, si decise ad un lungo viaggio. Il giorno dopo la sua grande scoperta, il signor Froyant partì precipitosamente per la Francia. A Tolosa la fortuna gli fu amica, perchè trovò che un importante funzionario di quella città era un suo ex corrispondente col quale aveva trattato degli ottimi affari qualche anno prima. Il signor Brassard gli fece, un'accoglienza entusiastica, ma il suo entusiasmo svanì, non appena ebbe appreso il motivo di questa visita. — E’ vero che io sono avvocato — disse il signor Brassard — ma non mi sono mai dedicato agli affari penali. Però, ora che lei me lo ricorda, mi pare di aver già udito qualcosa di questo e di un altro, mi pare, di un inglese . . . — Un certo Lightman? — Appunto. L’amico si chiamava proprio così — riprese il signor Brassard — Dio mio, che gente! Erano due veri briganti. Uno uccise il cassiere e un guardiano della banca di Nimes. Se ne ricordo i loro nomi così esattamente. è anche a cagione di quel terribile incidente . . . — Quale incidente? — domandò Froyant, ansioso. — Quello occorso nel momento in cui Lightman stava per essere giustiziato — disse l’avvocato. — Quella mattina, il boia e i suoi aiutanti erano ubriachi; comunque sia andata, il fatto è che in quella contingenza la ghigiiot-tina non volle funzionare. L’uomo era lì, sotto; la mannaia cadde giù due, tre volte; ma non arrivava nemmeno fino a sfiorargli la nuca. La folla sulla piazza volle mettersi di mezzo. La cosa sarebbe degenarata in' un vero tumulto, se non avessero rimandato in prigione il condannato. E’ stato così che il «Cerchio Rosso» è sfuggito alla mannaia. Il signor Froyant, che in quel momento stava sorbendo una tazza di caffè, saltò in piedi e versò in terra tutto il contenuto della tazza. — Il. . .? che cosa ha detto? — gridò, esterrefatto. — Il «cerchio Rosso» era Lightman — disse Brassard, — Lo chiamavano tutti così. Mi pare che fosse a causa di Nel rapporto dei prezzi del ira-imento e dei' mais, dopo l’adeguamento della ipariteticità di quesful-timo nel 1955, ad avvantaggiarsi dovrebbero essere i prezzi del primo, in misura maggiore che nei paesi ■citati e, per lo più, grandi 'consumatori di mais. Attualmente la pari-iteticità dei prezzi d’acquisto a-lTin-grosso del mais in Jugoslavia d’85% del prezzo del frumento) si avvicina alla pariteticità dei prezzi di tale prodotto nei maggiori paesi produttori d’oltremare, specialmente gli Stati Uniti (T80 — 83%.del prezzo del frumento) e in Argentina (il 90% del prezzo del frumento). In - Jugoslavia c’è lo svantaggio della sproporzione tra il prezzo dei [Suini e del mais a detrimento di quest’ultimo, sempre in rapporto ai paesi summenzionati. Se da una [parte tale sproporzione ha il suo lato buono pel sen's,o che la relativa modicità dei prezzi del mais stimola Tailevatore a ingrassare il bestiame e i suini, dall'altra lo spinge anche a consumare irrazionalmente questa .preziosa materia prima, di cui la Jugoslavia ha bisógno per maglio equilibrare la propria' • bilanci,a dei pagamenti. Perciò, la sproporzione attuale fra i prezzi d'acquisto all’ingrosso de’ mais e i prezzi dei suini ricchi di grasso, da una .parte e fra i prezzi alìTi rag rosso' e al 'dettaglio del mais dall’aHra, influiate» sfavorevolmente sulla possibilità d'adsorbimento dei isapprapiù del mercato del mais da parte della rete commerciale. Dalle considerazioni espiaste' appare che il mercato agricolo jugoslavo fu ,sottoposto nel periodo e-iSEimimato alle forti infìueimzie dello sforzo eccezionale di tutta l’economia idei paese, dando pure segni di i.nsuffìcente stabilità, dovuta alla fluttuazione idei 'raccolti, alla penuria ,di riserve, alitinisiufficenza del-l’attrezzatura materiale e tecnica, e alla mancanza, 'di una moderna organizzazione com,me,rei ale. Tutte queste debolezze indicano or,a chiaramente la vlla da seguire nel futuro. E .questa offre prospettive ben più favorevoli, essendo ,le baisi dello sviluppo economico più armonico nelle condizioni inter,nazionali, verosimilmente più pacifiche, già poste. Nel futuro immediato, e sulla base economica ‘già edificata (l’indu-sit.riia) sarà possibile eliminare ha» pidamente le sproporzionili esistenti, limprimeire alila produzione agricola e al [Commercio dei suoi prodotti «n ritmo, accelerato-, ciò" che è e-iStreimaimein.te iimipoiritahite pe;r lo standard di vita della1 popolazione. Ma nein è meno à/nteresisaimte analizzare anche come is,i sia svolto il movimento dei prezzi dei prodotti agricoli e i problemi da es,so posti inel passato, nello scambio dei beni fra città e campagna. ì dati forniti ,da quest’antico lo sono improntati alle statìstiche disponibili,, da mod eaniv,ertiti e applicati necessariamente con un altro sistema del calcolo dai medi. Essi non sono pertanto quelli ufficiali. Per il 1955 s,i è proceduto a [Uma valutazione approssimativa, essendo le statistiche aggiornate appena a fine settembre. (Continua) «PREMIÈRE» A FIUME ‘II Console, di Giancarlo Menotti FIUME, 14 — Ha avuto luogo' questa sera a Fiume la prima de «Il console» del compositore ìtalo--1 americana Giancarlo Menotti. Rappresentato per la prima volta nel marzo del 1950 a Riladelfia, «Il console» ha fruttato all’autóre il premio Puliitzer per la musica. É que-sta un’opera che evoca la tragedia vissuta dall’Europa negli anni irr.-‘ mediatamente successivi . alla fine guerra, e 10 fa. con una form : drammatica che ricorda multo 'c;;,' vivino quella delle opere di Remarque. La trama, dell’opera non é legata a nessun determinato paese, ma accade «in qualche, luogo fai Europa». Il complesso fiumano é il secondo in Jugoslavia a portare sulle scene «Il console» di Menotti. Già a Belgrado, infatti, esso ha riscosso un grande successo, sia per la fluidità della musica che per la umana personalità dei personaggi. Tra la opere che diedere fama a Menotti (di soli 44 anni, oriundo italiano, che si fece conoscere al pubblico musicale ancora bambino come ragazzo prodigio dando concerti al pianoforte e componendo la sua prima opera a soli 11 anni) ricorderemo «Amelia va al ballo», »La zitella e il ladro», «Il medium» e «Il telefono». SCAMBI CULTURALI Pittori italiani espongono a Belgrado BELGRADO, 14 — Otto artisti milanesi hanno esposto, in questi giorni nella Gallerìa d’Arte di Te-razije. La mostra ha suscitato un vivo interesse fra gli amanti della pittura e scultura. Tra gli «otto» di Belgrado vanno elencati Mauro Reggiani, uno dei fondatori dell’astrattismo italiano, il postimpressionista Fiorenzo Tornea, il neorealista Gianfranco Ferroni, i due «atomici» Enrico Bai e Sergio Donatello, -il visionario poetico Gianluigi Giovanolla, il cesellatore Carmelo Cappello. I giornali di Belgrado hanno dedicato ampio spazio alla mostra dei pittori italiani, salutandola con simpatia e sottolineando l’importanza che essa riveste nel campo dell’ulteriore sviluppo dei contatti culturali tra l’Italia e la Jugoslavia. Comunichiamo pure che, contemporaneamente, un gruppo di giovani artisti jugoslavi espone le proprie opere a Milano, dopo averle presentate alla Biennale di Alessandria. NELL’ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI UN GRANDE SCIENZIATO Senza il il mondo genio di Nicola Tesla d'oggi sarebbe diverso li NELL’ARSENALE DI BREST Il sette gennaio 1943 moriva a New York Nicola Tesla, uno dei maggiori scienziati del mondo, inventore e costruttore di generatori, elettromotori, trasformatori e creatore della telegrafia senza fili. Alla morte di questo grande scienziato jugoslavo, il premio Nobel americano, Armstrong, così si espresse: «Se l-’umanità fosse rimasta senza Nicola Tesla, oggi saremmo ancora senza fabbriche, senza treni elettrici e filovie; le nostre città sarebbero senza l’illuminazione elettrica. La scoperta della corrente alternata plurifase e del motore ad induzione elettromagnetica lo cingono sufficientemente di gloria immortale». * Era la poco trascorso il 1886. La città di Gospić, nella Lika, aveva acquistato una nuova pompa antincendio e per questa occasione era stata organizzata una grande festa. Molta gente del luogo e dei dintorni era convenuta per vedere come funzionasse questa pompa. I pompieri fecero la loro brava sfilata, non mancarono i discorsi delle autorità, ma quando, infine, si provò la nuova pompa, essa non volle in nessun modo funzionare, con grave disappunto dei presenti. Tutti i tentativi per porla in attività rimasero senza risultato. Ma ad un tratto, un ragazzo si avvicinò furtivamente alla manica di gomma immersa nell’acqua del fiume, la estrasse e poi la immerse nuovamente ed in questo modo egli liberò la manica che si era contorta. Nello stesso istante, usci un getto d’acqua che inzuppò ben bene le autorità presenti. I coetanei entusiasti, trasportarono in trionfo per le vie di Gospić il ragazzo. Questa fu la prima vittoria di Nicola Tesla, nato nel villaggio di Smiljan presso Gospić nell’anno 1856. Nivola Tesla frequentò in ginnasio di Rakovci a Karlovac. Poi nei primi due anni alla facoltà d’ingegneria di Gratz sorprése i suoi professori per i lodevoli ed inverosimili risultati riportati agli esami. Nel secondo anno di studi formulò la sua prima e grande idea per la quale poi lavorò tutta la vita. Egli, ancor giovanissimo, comprese che la corrente alternata permetteva là costruzione di un razionale generatore elettrico ed un e-lettromotore, superiore di gran lunga a quello in uso, e che infine sarebbe stato possibile, mediante trasformatori adeguati, trasportare la corrente elettrica ed usarla in luoghi lontanissimi dal punto dove essa fosse stata generata. Terminato il terzo anno di studi a Gratz, soggiornò a scopo professionale a Maribor e a Praga. Infine si portò a Budapest, ove, per intercessione di un suo zio materno, ricevette un posto alla grande centrale telefonica di quella città. Da Budapest più tardi si portò a Parigi e quindi, al principio dell’anno 1884, si trasferì in America. Dopo alcuni giorni dal suo arrivo a New York si presentò dal grande Edison, con una lettera di presentazione del suo rappresentante parigino, Bachelor. Ma quale non fu la meraviglia di Edison! nella lettera stava espressamente scritto «. . . conosco due grandi uomini, uno siete voi, Edison, e l’altro è questo giovanotto che vi raccomando caldamente». Il raccomandato, alto quasi due metri, fece buona impressione ad Edison, tanto che Tesla entrò in breve tempo a far parte della «Edison Company». Ma Tesla aveva in quel tempo ventott’anni, mentre E-dison era dieci anni più vecchio. Il primo era giunto in America con up’idea ben fissa da realizzare, il secondo ormai era ricco ed aveva raggiunto con le sue invenzioni la gloria. Tesla inoltre aveva una preparazione teorica e tecnica superiore e possedeva una grande intelligenza. Ben presto i due uomini si staccarono poiché Edison, pur condividendo le idee, aveva rifiutato di interessarsi del problema del trasporto dell’elettricità. Così, dopo un anno e mezzo, Tesla lasciò la «Edison Compagny» per fondare la «Società Tesla», che nel 1887 si trasformò in «Società Elettrica Tesla», con sqde a New York. Tesla ben presto costruì un generatore di corrente alternata. Inventò e fabbricò un sistema per correnti elettriche trifase. Il 12 ottobre 1887 chiese il brevetto per un motore elettrico che adoperava la corrente alternata trifase. Il brevetto gli fu concesso il 1 maggio 1888. Sembrava che tutto dovesse andar bene, ma subito dopo l’invenzione del motore elettrico plurifase, iniziò in America, in Germania ed in Inghilterrra una lotta accanita per strappare a Tesla la priorità della invenzione. Dopo lunghi anni, nel 1900 l’ufficio dei brevetti di Washington emise un definitivo verdetto nel quale venne cosi esplicitamente affermato: «Prima di Nicola Tesla nessuno aveva costruito un motore elettrico che potesse usare la corrente .alternata. L’invenzione di -Tesla ha portato una rivoluzione tecnica nel campo dell’elettricità. Nessuno, con calunnie o altro, può oscurare il genio di Nicola Tesla. Egli, mediante le sue invenzioni, ha reso possibile che motori grande scienziato. Infatti egli prese ad interessarsi del problema del trasporto di segnali eletttrici senza l’ausilio di conduttori. La telegrafia senza fili ancor oggi viene immeritatamente associata al nome dello scienziato Guglielmo Marconi. Egli ne compì l’esperimento pratico, ma Nicola Tesla inventò e preparò tutti gli elementi per una stazione radio già due anni prima che essa fosse posta in funzione come telegrafia senza fili. Questa verità è stata posta in evidenza dallo stesso Tribunale Supremo degli Stati Uniti, il quale emise una sentenza in merito il 21 giugno 1943, cioè alcuni mesi dopo la morte di Tesla. Con questo verdetto si cancellava dalla storia delle grandi invenzioni il brevetto concesso per errore a Marconi nel 1904 e veniva affermato definitivamente che la telegrafia senza fili era stata scoperta da Nicola Tesla. «Dopo questa querra — disse Tesla prima di morire — bisogna costruire un nuovo modno. In esso la scienza, la tecnica, l’economia e la cumtura debbono essere poste- al servizio della umanità intera per. una vita sempre migliore e più felice. Il nuovo mondo dovrà essere un mondo di uomini liberi e di popoli liberi.» M. V. u consegnata alla na nave scorta Jugoslavia (1 fòmldo marino riisieirva sempre molte sorprese. Al fine dà icautedsttteS, contro eventuali brutti incontri, i pescatori subacquei che amano calar,si a rilievamiti profondità ispezionano preventivamente il fondo muniti dii radar. Poi incominci ano i tuffi BREST, gennaio — Il Governo degli USA ha ceduto il 5 gennaio scorso alla Marina da -guerra jugoslava ma nave -scorta del valore di 2 milioni -di -dollari. La cerimonia della consegna è -avvenuta nel-Tarsienale di Brest. La nave è stata costruita in Francia nel quaid-ro ideigli aiuti «of-shiore», e -questa è ila prima unità che 1-a- Jugoslavia -riceve sul programma delle costruzioni navali destinate .all’Europa per u-n valore eompiasisivo di 200 milioni di dollari. L’armamento d-el-la nave è composto di due cainnolni di -due* 1 pollici e di diverse mitragliatrici da 40 mm. L’unità -è destinata alila lotta contro i sottomarini e alla scorta dei convogli. La consegna è sitata effettuata dall’ammiraglio Philip W. Snyder, ufficiale di collega-mento -della Ma-rima degli Stati Uniti presso la Marina- .francese. A nome della Jugoslavia, ha preis-o l'unità in consegna il Capitano -Ma-rjian Osto-jić, addetto militare presso l’amba-sci-ata jugoslava a Parigi. La consegna -dell’unità rappresenta la collaborazione -di tire Paesi per la difeis-a degli -iidieiaili di libei tà e dii indipendenza. Durante il corso della cerimonia Tammi-r,aglio Snyder ha -detto: «Grazie -ai mezzi finanziari americani e al materiale e alle materie prime francesi, non- ché per merito dei tecnici di questo cantiere, la Marina jugoslava si arricchisce di una nuova unità. Questa nave gioverà a uno scopo comune: la difesa della pace nel mondo. L’Ambasciato,re jugoslavo a Parigi, Mustafa Vilović, ha pronunciato -quindi poche parole di ringraziamento. La muova unità della Marina jugoslava lasceirà Brest alla ime del corrente imase con a bordo 41 membri delT-equipaggio al comando del capitano Josip Dundov. * LOUISVILLE — A facilitare ai -ciieiohi della locale scuola l’attra-vensiaimenito -della istrada che separa l’-eidiificio scolastico -dal laboratorio, l’ammiir-ist-razìcine cittadina ha prov. veduto ad -installare delle speciali segnalazioni che permettono di interrompere a volontà, il traffico. A1-,la normale scatola di controllo- che regola llie sag-nal-azi-o-ni luminose è -stato attaccato -un congegno sonoro a cicala. Il cieco che desidera ■attraversare può interrompere il traffico a-irinc-rocio premendo un ibotto-ne installato isu uno dei pali -dii -sostegno. Quanido la luce passa dal vende al -rosso La cicala suona per cinque- secondi avvertendolo che -la via è libera: il traffico infatti ist arresta completamente per dieci secondi a partire dalla cessazione -del segnale sonoro. CAMPIONATO ITALIANO Battuta e altro dì arresto della capolista successo della Triestina I [PRIMI PRONOSTICI sulle gare di Cortina posti lontano nelle città sfruttasse- Fiorentina 15 9 6 0 26 9 ro la forza delle acque del Nyaga- Milan 15 7 4 4 34 21 ra». Torino 15 7 4 4 23 14 Sembrava che tutto dovesse andar Roma 15 5 7 3 26 23 bene, ma subito dopo l’invenzione Juventus 15 5 7 3 18 20 del motore elettrico plurifase, ini- Sampdoria 15 7 2 6 27 26 ziò in America, in Germania ed in Vicenza 15 5 6 4 16 16 Inghilterra una lotta accanita per Padova 15 7 2 6 19 20 strappare a Tesla la priorità della Napoli 15 4 7 4 25 22 invenzione. Dopo lunghi anni, nel Atalanta 15 7 1 7 30 27 1900, l’ufficio dei brevetti di Wa- Spai 15 5 5 5 21 19 shington emise un definitivo ver- Internazion. 15 6 2 7 22 18 detto nel quale venne così esplici- Lazio 15 5 4 6 19 18 tamente affermato: «Prima di Ni- Genoa 15 6 2 7 26 27 cola Tesla nessuno aveva costruito Bologna 15 5 2 8 27 29 un motore elettrico utilizzabile per Novara 15 3 6 6 18 22 la corrente alternata. L’invenzione Triestina 15 4 3 8 9 25 di Tesla ha portato una rivoluzione Pro Patria 15 1 4 10 14 45 tecnica nel campo dell’elettricità. Fiorentina-Sampdoria 0-0 Al Nessuno, con calunnie o altro, può oscurare il genio di Nicola Tesla. Egli, mediante le sue invenzioni, ha reso possibile che motori posti lontano nelle città sfruttassero la forza delle acque del Nyagara.» Più tardi si aprì un nuovo capitolo delle invenzioni del nostro TORNEO DI PALLAMANO I CONVOCATI A BUIE La Lega della pallamano in Croazia organizza per i giorni 21 e 22 gennaio a Zagabria un torneo cui parteciperanno le rappresentative delle Sottoleghe e dei Centri. Finora hanno assicurato la loro partecipazione le squadre di Ivanić Grad, Varaždin, Virovitica, Spalato, Donji Miholjac, Buie e Zagabria. Non è pervenuta alcuna notizia dalle Sottoleghe di Zara e Fiume e si da per certa l’assenza di Nuova Gradiška, dovuta a difficoltà finanziarie. II torneo di svolgerà a cura del giornale «Vjesnik» e si - svolgerà col sistema detto «veloce», cioè per gruppi nel tempo di 2 x 10 minuti. Avrà quindi luogo il gioco di piazzamento generale. Nello stesso tempo si terrà a Zagabria un corso per arbitri ed allenatori di questa specialità. Il centro di Buie li ha convocati di vàri luoghi deU’Istria. Essi sono Krešina di Rovigno; Nefat, Zufrić di Pisino; Sirotić, Barbo, Pečanić, Jerman, Benulić, Tomaie, Šantić e Radovčić di Buie. La rappresen- tanza istriana si reca a Zagabria senza grandi pretese, tuttavia è da attendersi un piazzamento onorevole. * In un incontro amichevole di pallamano fra la squadre dell’Armata di Umago e il «Partizan» di Buie, tenutosi nella prima località, gli ospiti hanno riportato una netta vittoria col risultato di 25 a 14. Juraj Radovčić 24 18 18 17 17 16 10 15 15 15 14 14 14 12 12 11 6 ro pareggio della Fiorentina sul proprio campo. Pur continuando la se-rier positiva delle sue partite, la squadra viola ha denotato mancanza di mordente all’attacco. L’uomo migliore della difesa è stato il portiere Sarti, al quale si deve il salvataggio del risultato su tiro angolatissimo di Firmani. Il pareggio, ad ogni modo, non è tanto demerito della Fiorentina quanto giusto premio alla condotta positiva della Sampdoria, sopratutto alla vivacità de suo attacco, con Firmani e Arrigoni punte avanzate. Genoa-Lazio 3-3 (2-3) Gioco brillante' e aperto delle due squadre che si sono impegnate a fondò. Al Genoa va riconosciuto il merito di essere riuscito a rimontare due reti di svantaggio. Internazionale-Triestina 0-0 L’Internazionale con Nesti, Scoglund e Van Lauten ha interrotto la catena delle sconfitte. I nero-azzurri hanno attaccato in prevalenza, special-mente nel secondo tempo. Il terreno sducciolevole ha certo agevolato la difesa alabardata, schierata a catenaccio ; aoitre Lanerossi-Napoli 0-fr Partita tecnicamente pregevole, giocata m velocità dal primo all’ultimo minuto. Nonostante il buon impegno delle prime linee, hanno avuto nettamente la meglio i difensori, accorsi tempestivi e sicuri in quasi tutti gli interventi. In complesso, il Lanerossi ha attaccato in prevalenza, costringendo Bugatti ad alcuni interventi risolutivi. Novara-Atalanta 2-1 (1-1) Dopo quattro partite negative, il Novara è ritornato alla vittoria. Sebbene menomati per un infortunio a Marzani al 10’ del primo tempo, i novaresi hanno disputato una partita generosa e volitiva contro un’Ataianta priva di decisione all’attacco e dal gioco basato su spunti individuali. L’Atalanta è stata la prima ad andare in vantaggio al 33’ del primo tempo con Ronzoni. Pro Patria Juventus 2-2 (1-1) E’ andata per prima in vantaggio la Juventus al 13’ del primo tempo, su azione di calcio d’angolo, battuto da Prest. Emoli, di testa, ha mandato al centro. Il terzino Toros ha tentato un intervento, ma non ha colpito la palla. E’ intervenuto Colella e ha segnato. Al 24’ la Pro Patria è riuscita a pareg- giare con Vicariotto, che ha preso al volo un bel centro di La Rosa. All’inizio della ripresa, l’arbitro ha concesso alla Juventus un calcio di rigore per un fallo di mani, commesso da Colombo appena entro l’area. Ha realizzato il calcio di rigore Emoli. Dopo una facile occasione fallita da Boniperti al 29’, la Pro Patria è riuscita a conseguire di nuovo il pareggio al 31’ con Vicariotto. Roma-Bologna 2-0 (1-0) La vittoria dei giallo rossi è apparsa più netta di quanto faccia pensare il risultato. Specialmente per la sensibile superiorità di pressioni, esercitate nella ripresa. Oltre ai goal segnato da Costa, altre due volte la palla è entrata nella rete di Giorcelli, goal annullati entrambi lail arbitro. Spal-Padova 2-0 (1-0) La Spai si è imposta con autorità nonostante la decisa difesa dei bianco-rossi. Dopo l’inizio cauto, la Spai prende l’iniziativa e tocca il successo ai 14 con Di Giacomo. Scagnellato è costretto a intervenire fallosamente sul centro-avanti spallino, lanciato a rete. Al 35’ la prima rete della Spai. Morin allunga a Mac-cor e questo a Di Giacomo che tira all’incroccio dei pali. La. palla sfugge al tentativo di parata del portiere. Il gioco si fa più aperto e Stivanello sciupa una facile occasione. Poi la Spai attacca di nuovo e Maccor riesce à sferrare un tiro che Casali dèvia a fatica. Sullo scadere del tempo, Fabbi di poco manca il bersaglio. Il Padova inizia velocissimo la ripresa. Ber-tocchi compie un paio di interventi. Ma la Spai riprende l’offensiva. Torino-Milan 1-1 (1-0) Il Torino ha costretto ai pareggio un Milan inferiore alle più recenti prestazioni. L’incontro è stato vivace ed in alcune fasi avvincente. I rosso neri hanno dovuto affrontare non un Torino rinunciatario e chiuso in difesa, ma un antagonista deciso in prima linea. La manovra granata, basata su buone offensive impostate a metà campo, è parsa efficace. Il Torino ha segnato al 26 di gioco. Moltrasio ha allungato la palla ad Antognotti , che giel’ha ritornata immediatamente, mentre Moltrasio avanzava. Il mediano granata ha lanciato da fuori area un forte tiro, finito in rete. Nella ripresa, la fisonomia del gioco non è mutata fino al 10 minuto, quando Petroni e Antognotti si sono scontrati casualmente e l’ala destra granata è finita a terra per un colpo alla caviglia. Antognotti ha dovuto abbandonare il campo per un quarto d’ora. Ridotto in 10, il Torino ha dovuto attuare una tattica più guardinga. Al 25’ Antognotti è rientrato ed ha ripreso il suo ruolo di ala ma a rendimento assai ridotto. Il pareggio del Milan lo si è avuto al 39. Bergamaschi ha inviato il pallone verso . destra, sfiorato da Schiaffino e finito sui piedi dell’ala destra Mariani che antecipando l’uscita del portiere ha inviato in rete. La prassiima settimana, e precisamente il 26 gemmalo, altee 1.200 sciatori, pattinatori, bab-isti e giocatori -dii hockey, in -rappresemitamiza -dii 32 inazioni, daranno il via- ai settimi giochi olimpionici invernali, che quest'anno ,s,i (terranno nella ridente -e famiosa -ciiittadima dolomitica Cortina d'i Ampezzo. -Secondo il -parere unanime di tutti :i più. molti tecnici, a giochi di quest ìanno saiparar-arano- dii gran lunga tutti i pnacedemibi, Biiai peir numero idei isingoii e del-l-e nazioni partecipanti, c-om-e pur-e per i risultati -ohe tutti prevedono superiori a lütte le prestazioni ottenute sino ad o,ggi isiui campi idi neve. Le piate -e lo stadio di Cortina permettono infatti di raggiungere i massimi risultati tecnici. Tecnici e giornalisti si isib.i'zzarriscanio sino da oggi nei loro lunghi e dettagliati commenti, per tentare idi -indiivldiuar-e nel miglior modo possibile quegli atleti che a Cortina conquisteranno le medaglie d’oro riservate ai .vincitori. Ed i pareri di sì grande e sivariata raccolta di tecnici idii tutte le parti del mondo non s-anoi molto di-scoirdiaimti. Essi infatti isii stanno pronunci andò su itultti i partecipanti e sulle passibilità dei singoli, russi esclusi, -dato -che .loro- nappresenia--no il grande ,inite:rro-gai(ivo dei giochi, perchè nessuno conosce il loro vero viatorie. Ma diamo uno sguardo di sfuggita alle vairie specialità Le prove -alpine vedono- cqme favoriti anche quetslt’ammo gli ecce- IL GIRO D’EGITTO BULGARI E PO LACCHI vincitori nelle prime tappe El Cairo, 16 — Dopo una commovente commemorazione di Vid Ročic, il noto e popolare ciclista jugoslavo deceduto l’anno scorso per una caduta nell’ultima tappa, è partito giovedì scorso alle ore 11 da Luxor il 3. Giro ciclistico dell’Egitto per dilettanti. I rappresentanti di dodici nazioni europee, africane ed asiatiche (all’ultimo momento gli inglesi hanno dichiarato forfait, pur trovandosi a Luxor) sono partiti in una lunga colonna alla volta di Kena, dove, dopo soli 70 km era posto il , traguardo della prima tappa. Sino domenica sono state portate a termine quattro tappe. La seconda è stata particolarmente dura, perchè molestata da un forte vento che, sollevando nuvole di sabbia, ha causato molto disturbo ai partecipanti, molti dei quali hanno preferito ritirarsi. Com’era nelle previsioni, i bulgari si stanno dimostrando anche quest’anno molto forti e puntano direttamente sia alla vittoria individuale che a quella a squadre. TELESCRIVENTE Franjo Mihalič, il più noto jugoslavo, ha vinto domenica la gara internazionale di cross-country a Lione, in Francia. * Toni Sailer, il favorito numero uno nelle specialità alpine alle prossime Olimpiadi di Cortina, ha vinto nettamente^ Kitzbuechel (Austria) la tradizionale «Hannenkan». * Il Radnički di Belgrado ha perduto il suo primo incontro nella tournée turca a Istanbul per 2 a 1 contro il Galata Saray, leader della classifica del campionato turco. Questa la squadra jugoslava al Giro d’Egitto 1955. Quest’anno è presente il primo da destra, Petrovič, e il commissario Ljubič, terzo Loro imprevisti, ma forti avversari, al posto dei danesi (i quali stanno oifrendo una prova mediocre) saranno invece i ciclisti polacchi, i quali, con l’ottimo Marjan Vijeckovski hanno vinto ben tre tappe (prima, terza e quarta). Dai piazzamenti delle singole tappe possiamo dedurre sin d’ora, che il Comportamento dei nostri ciclisti è inferiore al previsto. Tutti, tranne Petrovič, si trovano ormai in condizioni molto sfavorevoli in classifica, dato che i loro ritardi vanno dai dieci minuti ai Jugo in su. Questa stagione, pur tenendo conto del parere positivo dei nostri tecnici, non ci pare la più adatta per imporre ai nostri ciclisti prove tanto impegnative. Anche se gii allenamenti collegiali di Spalato hanno servito a sgranchire un pò le gambe impigrite da oltre tre mesi- di inattività, con ci sembra che i nostri siano partiti per l’Egitto in condizioni di forma tali da poter sperare in risultati soddisfacenti. Ma ormai la polemica non serve più a nessuno. Non ci resta che augurare ai nostri corridori che non risentano, poi, nel corso dela stagione ciclistica gli sforzi compiuti fuori stagione qui in Egitto. Ecco uno sguardo ai risultati delle singole tappe: I. tappa: LUXOR—KENA (70 km) 70 ciclisti si presentavano alla partenza. Bulgari, polacchi e romeni si facevano subito notare per la loro combattività, anche se non potevano sperare che questa breve e pianeggiante tappa potesse servire ad un’assestamento, anche provvisorio, della classifica. Nel bagarre finale tre ciclisti eludevano la sorveglianza degli avversari e riuscivano a presentarsi da soli al giudice di arrivo. In volata vinceva nettamente il polacco Vijeckovski. Ecco l’ordine di arrivo: 1) Marjan Vijeckovski (Polonia) che compie i 70 km della tappa Luxor—Kena in 1.10T2”, 2) Demirev (Bulgaria), 3) Dimitrescu (Romania), 4) Teuler (Germania), 5) Benko (Bulgaria). II. tappa: KENA—SOHAGA (170 km): Molto dura, perchè ostacolata dalia bufera di vento e sabbia. Questa volta a prendere l’iniziativa sono stati i tedeschi, assecondati subito da bulgari e romeni. Alla fine la vittoria è andata al tedesco Kirkhof, dimostratosi più veloce dei compagni di fuga. Petrovič terminava undicesimo con oltre 5’ di distacco dal primo. Ordine di arrivo: 1) Rudi Kirkhof (Germania Orientale), che compie i 170 km del percorso in 4.44’6”, 2) Stolmačev (Bulgaria), 3) Sandru (Romania), 4) Bugalkin (Polonia), tutti con il tempo del vincitore, 11) Petrovič, a 5’03”, 18) Jugo, a 7’35”, 33) Bajc, a 14’, 40) Vuksan, a 30’50”. II. tappa: SOHAGA—ASIOUT (120 km): La terza tappa si concludeva nel-l’arroventato finale, quando un gruppo di dieci ciclisti, Petrovič compreso, si involava a spron battuto verso il traguardo, dove Vijeckovski imponeva per la seconda volta il suo veloce guizzo finale. Ordine di arrivo: 1) Marjan Vijeckovski (Polonia), che compie i 120 km in 3.17’18”, 2) Stolmačev (Bulgaria), 7) Petrovič. IV. tappa: ASIOUT—MINIE (135 km): Il polacco continua a strabiliare. Anche la quarta tappa è sua. A nulla sono valsi i disperati tentativi del bulgaro Stolmačev di staccarsi con un’azione di forza. Il polacco, con una condotta di gara intelligente, è riuscito a giungere ai traguardo con i primi e regolarli, poi, facilmente in volata. Ordine di arrivo: 1) Marjan Vijeckovski (Polonia), che compie i 135 km in 4.1’28”, 2) Molceanu (Romania), 3) Teuler (Germania), 4) Stolmačev (Bulgaria), tutti con il tempo del vincitore, 5) Malich (Germania) a 3’33’, 6) Vesely (Cecoslovacchia), 7) Kirkhof (Germania) ed altri cinque, tutti con il tempo di Malich. rionali na-pprtasemtamte austriaci, i i quail istanmo dominando la scena moinid-iale già da molti anni. Toni S.ajler, ,recente vi-niciitoir-e di tutte le -più -importanti manifestazioni im-temaiziomali -della specialità, è indicato quasi aKliunaniimità quale il favorito inumerò unno. I siuo.i più pericolasi avversari saranno i connazionali Molte,rer, Rider, Hiratensieer e -Sehnailde-r. Quale,uno crede di vedere nei igiia-ppcineise S-ìharu l’uomo più indicato peir poter' effettuare il -grande colpo a danino diagli austriaci. Malgrado la ,sua vittoria all’inizio -di stagione, non cr-edia/me però che di giapponese possa oggi opporsi con successo- alla form bil-e coalizione austriaca. I rappresentanti jugoslavi, dopo l’incidente Itoccaltio all loro rauim/eiro uno Mulej a Vemigen, non possono a-spiirare a piazzamento dii rilievo, ma solo ad una prest azione -onorevole, In campo femminile tutti i favori vanno all'americana Mild Laurens, vincitrice idi due medaglie d’oro alle ultime olimpiadi di Oslo. Questo pronostico appare un, pò azzardato, •iln quanto 1 ’'americana radia è riuscite a confermare le sue possibilità nemmeno ' in una delte numerose gare sino ad oggi disputate. Domenica è sitata isconlfiltta in modo netto eld inequivocabile alle game im-temaziomali di Kicihihel in Austria, dove isi .sono trovate alla pairterizra ' tutit-e le candidate -olümpianiche. Il suo allenatore afferma che essa noni ha voluto forzare nelle gare, per paura di non -cadere, rasa che a Cortina sarà ancora la Laur-ens di Oslo. Staremo a vedere. Secondo noi però le austriache e le tedésche sono le più indicate -alla e-omqiu'iista dei titolo. La mostra Zupančičeva non, potrà aspirare -aid altro che ad-o,rii-narevole difesa. Le 'gare dii fondo, sia maschili eh., femminili, saranno invece una gara in famiglia dira i -rappreseitantli nordici, i quali non temoino nessuna concorrenza in questa specialità, che ■ gli. vede dominatori da molti anni ormai. I favoriti sano filand'esi >e russi, ma non è esclusa una sorpresa da parte dei polacchi. I nostri rappresentanti din ambedue 1 campi hanno la possibilità dii difendersi e conquistare un posto o-nionevole nella classifica delle squadre centroeuropee. Vedrete» se A fratelli Kxxr-diež, Pavčič, Rožič, Roibač e Rehar-jeva, yondeliièeva, Birkovia e Belaje-va sapranno appagarci. Nuova lotte fra 1 nordici è prevista 'nelle -gare di salto-. Filandosi e raoinveig-eisi dovrebbero vedersela fra loro. ,11 tedesco -Glass' e qualche russo potrebbero aspirare a conquistare urna ideile prime dieci poltrone. Fra i primi venti dovrebbe piazzarsi lanche dii mostro anziano-, ma sempre valido campione Janez Po,Ida, il quale, sebbene ancora ? corto idi allenamento, ha dimostrato nelle ultime prove di poter competere con tutti i migliori saltatori e-enitoo-e-uropei. Le gare di velocità su ghiaccio sono -considerate come una specialità privata dei .russi, norvegesi e filandesi, i quali si daranno battaglia per la conquista degli ambiti titoli. Una leggera preferenza va ai Nrusisi, ,i quali sono molto forti specialmente in catmpo femminile. -Nel pattinaggio artistico invece predominio americano già da tre anni. Anche a Cortina essi dovrebbero -imporsi. Gli"umici laro temibili avversari potrebbero- essere i francesi Alien Gii etti e Misch ael Allard. Gli ©qu-ippaggi svizzeri, italiani, americani e canadesi sono i grandi favoriti per ile -gar-e di bob. Incerte appaiono anche quest’anno le giare , di hockey siu ghiaccio, dove -ili Canada a-v-rà avversari molto dumi in Russia, Cecoslovacchia e Stati Umiltà. Alle gare di pattinaggio di velocità e artistico, bob e hockey su ghiaccio d nostri rappresentanti non is-aranno presenti, perchè nulla possono ancora sperare in gane mondiali idi simile portata. J