Leggete in III pagina il nostro servizio speciale sulla «V FIERA INTERNAZIONALE DI ZAGABRIA» ORGANO DELL'UNIONE ANTIFASCISTA ITALO - SLAVA * PER IL CIRCONDARIO DELL’ISTRIA Direzione - Redazione - Ammin. R. Castelleone 2 - Capodistria tei. 170 ANNO IV. No. 210 Capodistria. Mercoledì. 3 ottobre 1951 5 Din. - 15 LIRE ABBONAMENTI: T. L. T. Zona Jugoslava e nella R. F. P. J. Anno din. 150.— sem. din 75.— LA RASSEGNA deirunione degli Italiani Dopo un anno di intensa attività, che segue la perima rassegna culturale dell’unióne degli . Italiani del Circondario dell’Istria, ci troviamoci alle porte della seconda che avrà inizio, tra pochi giorni. E’ giusto dire: un anno di intensa attività, poiché i nostri Circoli italiani di cultura in questo inter' vallo hanno talmente svolto un intenso lavoro, coronato da discreti successi, che hanno assicurato non solo la continuità dell’opera, ma anche un grande sviluppa dei vari complessi di tutti gli altri settori del cìrcolo assicurando in questo modo una maggiore preparazione e partecipazione alle manifestazioni culturali locali e alla Rassegna Circondariale che ci stanno di fronte. Noi italiani del Circondario istriano possiamo, essere orgogliosi dei risultati finora raggiunti a meno dì due anni dalla costituzione dell’Unione. Questi risultati ci parlano della volontà dei nostri lavoratori, che uniti agli sloveni e croati nel" la lotta per l’edificazione socialista e contro i nemici della pace, della democrazia e del socialismo — liberamente sviluppano nell’ambito dell’Unione la propria cultura di uomini liberi edificatori della nuova società. Essi ci parlano dell’aiuto incondizionato, sia morale che ma' feriale, del nostro Potere popolare, del nostro Partito comunista e di tutte le altre organizzazioni. Attraverso questa fattiva preparazione, i nostri circoli e gli italiani tutti attendono questa manifestazione culturale. Da Rassegna culturale dell’Unione degli Italiani del Circondario dell’Istria si terrà quest’anno nella ridente cittadina costiera di Pirano dal 21 al 28 ottobre. Ad essa parteciperanno vari gruppi filodrammatici, complessi musicali, (mando-linistici, orchestrali, ecc.), complessi corali folcloristici, balletti, ecc. ecc., formati da adulti e giovani scolari, provenienti dalle varie cittadine e paesi. Capodistria, Buie, Isola, Pirano, Umago, Cittanova, Gri-signana, Momiano, S. Lucia e altri piccoli centri, parteciperanno a questa manifestazione di sviluppo culturale che, per qualità e quantità, sarà certamente superiore all’anno passato. Quest’anno le manifestazioni ar-tistico-culturali saranno tenute in tutti i centri maggiori del nostro Circondario. Così, Capodistria, Iso, la e Buie ospiteranno i vari complessi attraverso serate musicali, corali e teatrali, mentre la cittadina di Pirano ospiterà la Rassegna nella sua totalità. In questa occasione, verranno allestite a Pirano le mostre sull’attività degli italiani del circondario nello sviluppo culturale e nell’edificazione socialista, di pittura e scultura nonché classiche, che saranno aperte al pubblico dal 21 al 28 ottobre. Nello stesso periodo a Pirano e nelle cittadine maggiori verranno tenute varie conferenze. Un’altro avvenimento importante della nostra rassegna sarà che nella stessa verrà dato il dovuto posto al grande pensatore umanista Capodìstriano Pier Paolo Vergerlo, uomo progressivo e fautore della collaborazione e pacifica convivenza delle nazionalità qui conviventi, che la borghesia e il fascismo avevano sepolto, inaugurando un busto ricordo alla scuola ottennale di Capodistria, busto che precede l’erezione di un monumento. Questo, in grandi linee, il pro' gramma della nostra Rassegna, che, unito ai vari gruppi e comnlesn ar-tistico-culturali, ospiti, dei Circoli italiani di cultura della Regione di Fiume, nonché sloveni e croati, ci offre un quadro concreto dell’imponenza di questa grande manifestazione. La Rassegna Culturale dell’Unione sarà preceduta, in tutti i centri maggiori del nostro circondario, dalle manifestazioni artistico-culturali locali, che in alcuni centri, dureranno un’intera settimana. La recente riunione plenaria del Comitato esecutivo dell’Unione ha potuto constatare l’intensa attivi? u di preparazione di tutti i nostri circoli di cultura, i quali, grazie alla cosciente partecipazione di un grande numero di lavoratori italiani ed agli sforzi dei dirigenti ed istruttori, nonché di maestri e professori, si trovano già a buon punto. Anche i nostri artisti si stanno preparando alacramente per la migliore riuscita delle mostre. Negli studi di Toto Oreste, Fonda Attilio, Luciano Parovel e di altri artisti, ferve intenso il lavoro di creazione, ehe darà alla mostra di pittura e scultura un alto grado artistico. Cosi i nostri lavoratori, siano essi operai, contadini, pescatori, insegnanti ed artisti, si preparano intensamente per il massimo successo della Rassegna Culturale dell’Unione degli italiani del circondario Istriano. Essi si preparano intensificando anche gli sforzi in tutti i settori della vita economica-politica e sociale, coscienti che questa manifestazione costituisce un fattore concreto ed un contributo a tutte le vittorie che realizzano nell’edificazione del proprio migliore avvenire. Siamo certi che anche questa Rasegna sarà una risposta degli italiani del circondario a tutti i mistificatori reazionari, irredentisti e cominformisti del risorto imperialismo italiano ed alle loro manovre, affermando ancora una volta che il passato non ritornerà mai più, che essa sarà un grande passo in avanti, non solo nel loro sviluppo culturale, ma anche nell’ulteriore rafforzamento dell’unione e della fratellanza tra le nazionalità qui conviventi, un passo in. avanti nella lotta per il socialismo e per il migliore avvenire che, assieme ai popoli fratelli delta Jugoslavia socialista, stiamo edificando. R. B, DALLA CONFERENZA ANNUALE CITTADINA DEL P.C. A PIRANO NONOSTANTE TUTTE LE DEFICENZE IL P.C. HA CONSEGUITO GRANDI SUCCESSI Lf «AUTODAFES A» DI DON EGIDIO MALUSA' I COMPITI DELLE ORGANIZZAZIONI DI BASE NEL PROSSIMO FUTURO I LAVORI DELLA CONFERENZA IL NUOVO COMITATO CITTADINO DEL p. C. Sabato sera, nella sala della Casa -del Popolo di Pirano, si è svolta la II. Conferenza Cittadina del P. C. Fra gli invitati figuravano il comp. Cekovin Rado in rappresentanza del C. D. del P. C. ed il comp. Santin Mario — Valter presidente del Comitato Ciré, dei S. U. C. Compiute le elezioni della presidenza dei lavori e delle commissioni, e dopo l’approvazione dell’ordine del giorno, ha preso la parola il comp. Parenzan per leggere la relazione politico organizzativa, della quale diamo- un sunto a parte. In precedenza hanno portato i saluti ai convenuti le delegazioni dei lavoratori della Salvetti, dei Cantieri Navali, dell’Azienda Commerciale cittadina, dell’Agmarit e dei portuali, dell’azienda tramviaria ed altre. Nella discussione, seguita alla relazione, sono intervenuti numerosi delegati. Il comp. Brajkovic Eugenio ha rilevato che Pira-no- si rimarca una certa indifferenza per le iniziative del Potere popolare, facendo notare che nelle varie riunioni ed assemblee non vengono posti i problemi di più scottante attualità. Il comp. Rani ha analizzato il problema della sempre maggiore democratizzazione del potere per la più larga partecipazione della popolazione alla amministrazione della casa pubblica. A tale scopo, quando siano da adottare provvèdimentti di carattere -sociale, sarà opportuno portarli a conoscenza delle masse con ogni mezzo e preventivamente. Il comp. Radin Augusto fa rilevare che, alle volte, all’organizzazione dell’U. D. A. I. S. è difettato l’aiuto da parte dei membri del partito e del suo comitato cittadino. Il comp. Bartole, trattando i problemi e la situazione dell’UGA, afferma che la gioventù di Pirano ha svolto un’insufficente attività, mentre esistono buone prospettive e passibilità nel lavoro con i giovani. Il comp. Felician ha tratteggiato i compiti delle organizzazioni sindacali che devono essere di valido aiuto ai consigli operai. Il comp. Vuga ha esposto la stazione della tecnica popolare di Pirano, rilevando che sono stati raggiunti dei successi, ma non tali da poter essere considerati soddisfacenti. Il comp. Taucer ha illustrato quali -siano i vantaggi del nuovo sistema economico finanziario. Il comp. Jordana ha parlato delle deficenze riscontrate nelle varie organizzazioni e collettivi di lavoro affermando che ogni critica costruttiva porta vantaggio ai Partito. Ha rilevato inoltre che è mancato il coordinamento fra le organizzazioni del Partito, i consigli degli operai -ed i sindicati. Il comp. Giurgevió, parlando sul-Tattività dell’Unione dei Combattenti, rileva che non si è lavorato abbastanza per attivizzare tutti i membri. In chiusura ha parlato il comp. Čehovin Rado — segretario politico del C. D. del P. C. il quale crede di individuarè nell’esposizione sulla situazione a Pirano troppo pessimismo. In realtà a Pirano — egli dice — ci sono più persóne onèste e quindi più amici che nemici. Il camp. Cehovl-n ha affermato che con un lavoro più largo e con il buon' esempio si potrà ottenere ottimi risultati. Concludendo ha accennato al cattivo esempio offerto dal Rossetti Bruno, che sfruttava la sua posizione nel Partito per ragioni di tornaconto personale. Alla fine della Conferenza, che si è svolta in un’atmosfera di grande entusiasmo, si è proceduto alle elezioni del nuovo Comitato Cittadino del P. C., sono -state approvate le conclusioni ed il testo di alcuni telegrammi. Tomasin Plinio, Giurgevic Olivo, Parenzan Antonio, Jordana Ivan, Davanzo Narciso, Tavčer Zorko, Radino Francesco, Lisjak Francesco-, Perentin Sergio, Sturm Paimira, Bartole Ferruccio, Brajkovic EugeJ nio, Crisman Matteo, Felicjan Albino, Visintin Fausto, Miklavčič Oton. LA RELAZIONE Merita senza dubbio particolare -rilievo la relazione svolta dal -coifiip. Antonio Parenzan alla II. Conferenza cittadina -del P. -C. di Pirano-, sia per la profonda analisi dei problemi interni, sia per le conclusioni, atte a tracciare, sulla scorta dei successi conseguiti e delle deficienze riscontrate, le -direttive per il lavoro futuro. Dopo aver -passato in rassegna gli avvenimenti internazionali ed aver stigmatizzato la crescente -pressione esercitata dalle forze aggressive -del Cominform contro i confimi Jugoslavi, Foratore si è -particolarmente soffermato sull’accesa campagna irredentistica italiana, ponendo In rilievo le sfrontate pretese -degli sciovinisti, a cui fanno da degni sostenitori i satelliti italiani di Mosca, e tracciando un riuscito -parallelo tra la situazione degli italiani viventi in Istria e nel Circondario e la -dolorosa posizione degli operai italiani In lotta con la disoccupazione e le sempre -più difficili possibilità di sostentamento. Il relatore ha sottolineato l’importanza ed i primi successi dei consigli operai nella gestione diretta delle imprese, del nuovo sistema economico — finanziario, il quale, dopo le inevitabili difficoltà dell’inizio, sta -dando i suoi frutti. Passando a parlare dei lavoratori marittimi, il-comp. Parenzan ha rilevato jco-me il disinteresse e l’ostilità verso il Potere popolare allignino tra -i proprietari di imbarcazioni stretta-mente legati a Trieste, sia in via diretta, sia -per quanto riguarda le assicurazioni sociali e le assicurazioni dei. natanti. Diversa è senza dubbio la situazione dei marinai, che vivono del loro lavoro e la -cui maggioranza si è sempre dimostrata antifascista; gli elementi che soggiacciono oggi all’influenza dei loro padroni, debbono essere convinti che la- situazione reale non è quella che viene loro dipinta^ 11 provvedimento teso ad escludere dal lavoro le imbarcazioni registrate a Trieste, è. in linea di principio, -certamente giusto: il Potere -popolare terrà -però nel dovuto, conto ohe su tali barche si trovano marittimi che con Trieste -non -hanno nulla a che fare, ed- a cui li Potere stesso dovrà equamente pensare. Quanto -ai -pescatori, la situazione è molto migliorata: la cooperativa si trova su una giusta- linea socialista che ha già dato e sta dando, grazie all’infaticab-ile e feconda- opera dei compagni, i suoi buoni frutti. Resta ancora da lottare -contro -quei pro- prietari di barche che -pescano privatamente e vendono il -loro prodotto a prezzi molto elevati o, peggio, lo esportano abusivamente. Democratizzazione L’oratore ha parlato a lungo sui provvedimenti adottati, tesi a migliorare fondamentalmente i rapporti di lavoro e le condizioni dì- vita degli operai; procedendo sulla via -rivoluzionaria additata dal Partito comunista- sulla strada coscientemente -percorsa dai popoli juigo-slavj sotto la guida- -del com-p. Tito, nuove prospettive si schiudono dinnanzi alle masse democratiche, con il loro più largo inserimento -nella vita sociale ed eco-Jnomica, il ohe significa raggiungimento di una vera democrazia. I lavoratori di Pira-no — è detto nella relazione — hà-n-no -compreso quanto questa strada sia giusta e quali garanzie essa offra a tutti coloro che sinceramente e onestamente la seguono, ed è perciò che, -prima con la lotta armata, ora con la loro opera -e con l’espressione della loro volontà hanno risposto a tutti i tentativi -compiuti -dagli irredentisti fascisti e cominformisti, dal famigerato don Malusà (alla -cui lettera pro-catoria, stilata in- combutta con il vescovo Santin la- popolazione pira-nese ha già preso posizione), ai disgregatori sul tipo di Bruno Rassetti e Mario Babič, che i compagni hanno già degnamente giudicato. II relatore ha poi posto in rilievo l’importanza della continua opera educatrice che il Partito Comunista svolge tra le masse, portandole a constatare come la subdola propaganda dei. nemici -del -po-polo non possa ormai più celare fa nostra realtà sociale; 1 .lavoratori del nostro circondario, non essendo più in preda al bisogno che li tormentò nei lunghi anni deU’oecuipazione fascista non si lasciano -più -distogliere dai problemi vitali la -cui soluzione inquadra- la loro opera- nell’edificazione socialista con -la garanzia -di un migliore avvenire. Il co-mr. Parenzan ha citato parecchi esempi concreti, ha rilevato' le deficenze esistenti e, in base a tutto ciò ha tratto conclusioni -che gioveranno a fissare la linea d’azione futura. e delle istituzioni -infantili, .con -lo studio atto a riparare le deficenze riscontrate ed a migliorare sempre la situazione in ogni campo. Dopo aver auspicato l’intensificazione dell’attività giovanile attraverso lo sport, la -tecnica popolare e le varie manifestazioni culturali per cui (Continua in IV pagina) Nel nostro numero del 29 agosto u. s. abbiamo pubblicato una corri' spodenza da Pirano dal titolo. «La grande rinuncia di don Egidio Malusa», nella quale si rendeva noto che il predetto don Malusà si era allontanato dalla nostra zona di fronte al dilagare, fra la popolazione di Pirano, delle dicerie sulla sua vita privata, facendo altresi dei riferimenti a situazioni e persone del suo «entourage». L’articolo in parola registrava dunque (per quanto non del tutto) ciò ,che si pensa ed ar.cor più si parla a Pirano del novello «don Giovanni in tanaca». Don Malusà, fattosi forte della protezione del suo «maestro» Santin, fece l’offeso, la pecorella innocente ed ignara. Strepitò, minacciò quasi Viraddidio se non gli fosse stata data soddisfazione. Con una perfidia tutta gesuitica ed una sfacciataggine, carateristica precipua di chi è abituato a guardare il mondo dall’alto dei pulpiti, l’arciprete damerino ha inviato una lettera al I compiti Parlando dell’-UiAUS, e-gli -ha affermato -che le riunioni di base non debbono ricalcare le tracce delle assemblee degli elettori, ma preparare i cittadini a tale attività, assicurare la loro massima partecipazione alla vita pubblica per la1 decentralizzazione del -potere. Quando all’attività femminile, l’oratore ha reso omaggio all’opera delle compagne pi-ranesi nell’educazione d-ei bimbi attraverso i nidi e gli asili, nella tutela della loro salute e del loro benessere generale con la Commissione -della Madre e del Bambino, incitandole a mobilitare altre compagne onde addivenire ai successi-assicurati da un continuo -lavoro di' massa, con l’ispezione degli ospedali. APRE L LO del comitato dell'Unione degli Italiani pro monumento a P. P. VERGERIO-IL GIOVANE Una nuova primavera agita la vita umana; è la primavera dell’età positiva. Essa si inaugura sotto Un duplice aspetto: da una parte, ossia nel campo morale, essa è ancora sepolta sotto un denso strato di decadente filosofia e di tenebre invernali, sicché le nuove idee,| la gigantesca figura di un nostro lontano conterraneo ere lascio vasta maglio nell’antico bagaglio delle superstizioni, formato da un’eredità di falsi concetti, mentre dalla parte opposta, nel campo scientifico Sperimentale, la ricerca del vero è l’unica guida per riconoscere fi-libero pensiero d’indagine storica. Perciò, rivolgendoci con la mente al passato, sorge dinanzi a noi lagigantesca figura di un nostro lontano conterraneo che lasciò vasta orma di se stesso in un periodo turbolento all’inizio dell’epoca moJ derna. Pier Paolo Vergerlo, il giovane' (1498—1565) capodistriano, l’uomo che unità di sapere, lo scolpì nella tribolata sua storia attraverso i .più alti incarichi diplomatici che la curia di Roma seppe affidargtti presso i sobrani d’allora, Nunzio, due volte in Germania per lo sci-1 sma luterano, fecondo oratore, amico ricercato dai potentati d’Europa, fine diplomatico, però «vergin di servo encomio» «e di codardo oltraggio» come ben disse il Manzoni, seppe esser profondamente onesto, contro ogni tenativó fatto contro Lui da coloro che vollero perderlo per speculazione d’interesse e per l’invidia ignobile, di cattiveria infamante Lunga ed aspra fu la lotta di questo vescovo giustinopolitano, finché prevalsero ì suoi nemici, e dovette scegliere la via dell’esilio-in Germania, ove, con quella franchezza e lealtà dovuta alla verità storica, intraprese la divulgazione dei testi sacri, sia in italiano come in lingua slovena, aiutato in questo lavoro letterario, dallo scrittore Primuš Trubar e da Stefano Konsul di Pinguente, Scopo di questa collaborazione intima, nel campo letterario, era la diffusione nei popoli sloveni di un’opera religiosa scritta nella loro lingua, non più con caratteri gotici ma latini, secondo quanto aveva stabilito il P. P.. Vergerlo. Troppo tardi però la Curia Romana s’accorse dell’errore commesso, lasciando che l’inquisizione coi suoi processi e le calunniose converC . ticole esaurissero, in uno sterile sfogo cartaceo, i fulmini della loro scomunica. _ ■ Saldo nella sua fede, mirava ad offrire se stesso all’ideale di avella verità che stringeva in un unico amplesso tutte le creature dettai terra desioso di vivere una realtà che fosse di pace e armonia. Profondo conoscitore della nostra terra, Egli intuì che solamente una comprensione tra le genti qui viventi, poteva risolvere il problema della convivenza pacifica delle varie stirpi etniche, e perciò diede impulso di vita ad una silenziósa ma tenace opera di costruttività( democratica intesa nella lotta contro Papa Paolo III. Ma anche allora non si spense l’odio dei suoi nemici, che, vistisi .sfuggire la preda, continuarono a colpire la sua opera e la sua memoria, primo fra tutti il Muzio di cui non dimenticheremo l’infamante condotta. P. P. Vergerlo si spense a Tubinga nel dolore, conscio che iV seme gettato non poteva perire; oggi in questa primavera rinnovai-j lata le cui pagine sono la storia di quel domani che i popoli anelato--no da secoli, abbiamo un preciso dovere, dobbiamo riparare il torto' d’aver per il lungo tempo ignorato un Uomo la cui figura gigantesca superò nei secoli la distruzione voluta contro Lui dalla curia di Roma papale. A questo concittadino si deve ergere un busto che alimenti nette future generazioni il ricordo di una lontana ma nefasta epoca, orm-Jt finita; e a questa opera di riparazione (noi siamo certi concorreranno tutti i cittadini offrendo il loro obolo) convinti che questo capodistria' nn, italianq di nascita, addita la via di quella democrazia che è la verità tangìbile del nostro futuro, per il quale lottammo con la certezza di vincere. Il comitato dell’Unione degli Italiani pro monumento Gli avvenimeni internazionali degli ultimi giorni sono stati caratterizzati dalla stasi -di quasi tutti i più grandi problèmi che esistono sullo scacchiere mondiale. In Corea nulla -di n-uovo. In Germania continua la polemica tra il Governo della zona sovietica e quello della zona anglo-franco-americana sull’unificazione del paese. Per quanto riguarda la questione dei petroli persiani, che negli ultimi giorni ha attraversato i suoi momenti più critici, la parola è ora al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, difronte al quale la questione stessa è stata pasta su iniziativa del Go verno di Londra. Uno degli avvenimenti di cui- la stampa internazionale si è più diffusamente occupata, è costituito dai colloqui di De Gasperi con il presidente Truman e con il segretario di Stato, Acheson. A distanza di alcuni giorni dalla conclusione di tali colloqui è possibile fare un primo, ma incompleto bilancio dei risultati conseguiti dal primo Ministro italiano. De Gasperi era partito da Roma con una complessa agenda di problemi, e tra questi quello relativo alla revisione del trattato di pace italiano, quello riguardante la questione di Trieste e infine quello determinato dalla situazione economica interna della vicina penisola. La tesi sostenuta da.alcuni commentatori politici internazionali secondo cui la congiuntura politica non autorizzava previsioni ottimistiche circa l’esito dei colloqui statunitensi del primo Ministro italiano, è stata confermata dalla pubblicazione dei due comunicati sugli incontri di De Gasperi rispettivamente con Truman e con Acheson e dalla dichiarazione tripartita anglo-franco- IL PROBLEMA DEL T.L.T. NEL QUADRO NTERNAZIONALE NECESSITA MOLTO REALISMO ed un vero desiderio di giungere all'accordo La ferma parola del comp. Kardelj ed i commenti della stampa americana sulla procedura e sulle prospettive della revisione del trattato di pace italiano. Per quanto riguarda quest’ultimo problema, le tre grandi potenze occidentali nella loro dichiarazione ufficiale hanno affermato di e-ssere pronte a considerare favorevolmente la richiesta italiana di revisione. Si tratta di un impegno molto, generico, le cui ripercussioni positive dal punto di vista italiano, potranno aversi forse solo a lunga scadenza. Non poteva essere diversamente, e ciò è quello che viene sottolineato in modo particolare nei primi commenti della stampa internazionale. De Gasperi a Washington ha posto l’accento anche sulla grave situazione economica italiana, tentando di poter ottenere aiuti supplementari oltre quelli che il Governo di Roma già riceve nel quadro dei piani dell’ECA. Anche in questo campo però il leader democristiano non ha potuto ottenere nulla di positivo, all’infuori di un allargamento del trattato commerciale italo-americano stipulato nel 1943. Nel comunicato diramato dopo i colloqui dal primo Ministro italiano e il Presidente Truman è detto che quest’ultimo ha assicurato De Gaspe- ri che Washington continuerà ad assistere l’Italia «come gli altri paesi europei.» Quindi nessun carattere di previlegio per quanto riguarda l’aiuto al Governo di Roma. La terza questione, cioè quella di Trieste, è stata solamente accennata nei documenti ufficiali pubblicati dopo i colloqui statunitensi di De Gasperi. In tali documenti viene a questo proposito soltanto sottolineata l’opportunità di una pronta soluzione. Ciò sembra confermare che il punto di vista statunitense è rimasto quello esposto dal segretario di Stato prima della partenza di De Gasperi per l’America, e secondo il quale è ferma intenzione degli Stati U-niti di non entrare direttamente nel problema, che deve essere risolto mediante negoziati diretti fra i due paesi interessati; l’Italia e la Jugoslavia. De Gasperi da parte sua, ha affermato di aver trovato molta comprensione per il punto di vista italiano nella -soluzione della questione di Trieste. In precedenza l-o stesso primo Ministro italiano aveva riconfermato nel cor^o di una conferenza stampa, che ja dichiarazione del marzo 1948 continua a rimanere un punto di parten- za per eventuali trattative bilaterali. E’ difficile vedere su che cosa tali affermazioni’ ili De Gasperi possano concretamente fondarsi. La stessa stampa internazionale sotto-linea l’inopportunità delle rivendicazioni di Roma, e il «Times» di Londra scrive testualmente. «Gli italiani debbono . rendersi conto che come il tempo ha reso sorpkssato il trattato di pace, allo stesso modo il tempo ha reso invalida la dichiarazione tripartita«. La stampa filogoyernativa italiana si è limitata da parte sua a sotto-lineare alcuni aspetti positivi delle trattative economiche italo-ame-ricane, nel tentativo di minimizzare il nulla di fatto o quasi nel campo politico, rispetto alle aspettative della stessa stampa, al momento della partenza di De Gasperi per il nuovo continente. Il coritrasto tra le opinioni espresse dai più importanti fogli internazionali e quelle della stampa italiana, deriva dal fatto che nella vicina penisola predomina ancora il punto di vista di quei circoli reazionari che sembrano avere tutto l’interesse a rendere ancor più difficile, le già difficili situazioni esistenti in Eurona. Non sappiamo ancora se il Governo di Roma aderirà ufficialmen- te al suggerimento di iniziare trattative dirette con la Jugoslavia, ma è chiaro che in caso positivo tali trattative debbono iniziare solo prescidendo da qualunque -impostazione unilaterale della soluzione del problema. Il Ministro degli Esteri jugoslavo, Kardelj, nel discorso tenuto sabato scorso all’Assemblea popolare jugoslava, ha riconfermato la buona volontà di Belgrado di risolvere la questione in accordo con l’Italia. Kardelj ha detto: «Ambedue i Governi devono- avere un sufficente spirito realistico per sapere quello che è possibile e quello che non è possibile. A noi sembra che in Italia di ciò non si tenga abbastanza conto. Noi abbiamo il coraggio di riconoscere che il problema del territorio di Trieste non può essere risolto con l’intera annessione del territorio stesso alla Jugoslavia, ma nello stesso tempo dobbiamo dire che una soluzione basata sulla nota tripartita del 1948 è assolutamente da e-scludere. Ripeto quello che ho detto recentemente: Bisogna trovare una terza .soluzione. Se esiste il desiderio di risolvere veramente la Questione triestina — ha aggiunto Kardelj — allora è necessario abbordare la soluzione di questo problema senza campagne propagandistiche o con prete-si principi etnici, ma con molto realismo e con un vero desiderio di giungere ad un accordo». E’ Chiaro che quella esposta da Kardelj è una posizione che tiene nel -massimo conto la .necessità di un’accordo con l’Italia, mentre il governo di Roma ha sinora dimostrato dì,'pon avere alcun desiderio di raggiùngere un’accordo con la vicina repùbblica. comandante della VUJA, col. Sta-matovió, nel tentativo di indurlo ad imporre con la sua autorità la pubblicazione di una rettifica sul nòstro giornale. Fatto ciò don Malusà attese fintantoché, non ricevendo risposta alcuna (il comandante detta VUJA si trova in vacanza) si decise, previa consultazione del suo amato capo Santin, di mettere in opera il suo piano di battaglia. Domenica 23 settembre scorso,' chi ascoltava la messa cantata trasmessa normalmente da Radio Trieste I. dalla cattedrale dì S. Giusto, fu interrotto nei suoi devoti pensieri dalla lettura detta missiva di don Malusà. Bisogna ben dire che lo stratagemma ideato per fare della pubblicità a don Malusà ed alla sua «rettitudine» è del tutto dégno dei seguaci di chi, da secoli, turlupina la gente. Così le antenne di Radio Trieste I — che probabilmente non si sarebbero prestate scientemente ad una simile macchinazione di marca gregoriana — hanno dato all’etere la «fama» di don Malusà, nuovo «eroe» (e pronosticato martire-stoico) del «terrore balcanico». La lettera — di cui per disavventura non possediàmo il testo originale e ci serviremo perciò della registrazione magnetofonica incompleta — caratterizza a perfezione chi l’ha scritta. Essa, che dovrebbe costituire una «autodifesa», non è altro che una riconferma delle colpe e delle male azioni di chi l’ha scritta o dettata, poiché è certo che il testo sia stato artatamente compilato e minuziosamente studiato in «camera caritatis» all’ombra del capace manto vescovile. Secondo le affermazioni detta lettera don Malusà non sarebbe fuggito dalla zona B (per quanto egli ri,conosca di aver rinunciato alla parrocchia di Pirano e dica di attendete la decisione del vescovo) ma si sarebbe allontanato per un periodo di riposo (un pò lunghetto!). Evidentemente le fatiche cui fu sottoposto nell’esercizio della sua missione di «pastore d’anime» dovevano essere state ben grandi per giustificare una cosi prolungata assenza! Non sarà piuttosto, esimio don Malusà, la vergogna di fronte ai propri parrocchiani per le marachelle compiute? Per non menomare se stesso ed il suo grande «maestro», il don Malusà collega il suo caso a quello di don Bortuzzo (già da noi smascherato per azioni consimili, ma che ha avuto almeno il pudore ài tacere) naturalmente per dimostrare che nella zona Jugoslava i sacerdoti vengono perseguitati. Vorremmo proprio sapere che cosa ne pensino quei sacerdoti che indi-sturbati svolgono la loro opera da noi. Ma, cosi vuole Santin e per Malusà tanto basta! Non basta invece per la nostra popolazione, che meglio dei vari Bortuzzo e Malusà comprende che cosa sia la morale e sa distinguere il bene dal male. Ma il colmo detta spudoratezza è rappresentato dalla pretesa di don Malusà e dei suoi registi di indurre il comandante della VUJA. a levare le castagne dal fuoco per essi. Essi sono troppo indaffarati negli «e' sercizi spirituali» per potersi curare di simili quisquiglie, che - riguardano più i mortali ed è perciò che non ha-fretta di tornare! Rimane però sempre aperta la questione se egli voglia tornare o no, o se lo possa fare, a meno che non intendaa fare l’seroe» (su ricetta di Santin naturalmente). Per abbreviare, vediamo un pò il condensato di tanta lettera, cioè' la parte di essa che dovrebbe servire da rettifica all’articolo di cui sopra: «A proposito dell’articolo pubblicato su questo giornale («La nostra lotta» n. d. r.) n .. ., in data..., intitolato «La «grande rinuncia di dori Egidio Malusà, e-gi-i precisa: 1. di non essersi allontanato alla chetichella, ma di aver informato le Autorità Popolari della sua assenza da Pirano per un .periodo di riposo 2. di -avere rinunciato alla parrocchia di Pirano e di attendere la decisione del Vescovo, al quale lascia la valutazione dei motivi ed al quale spontaneamente si sente di sottomettersi unicamente, per il bene deile anime. 3. siccome nella sua causa si sono chiamate persone nominate e noni nominate, chiede a «La nostra lotta» se sia democratico infamare donne e famiglie allo scopo di costringerle ad abbandonare la zona. 4. informa che (rientrerà in Zona alla fine del mese o ai primi di ottobre». A.bbia.mo già chiarito i primi due punti. Per il terzo non ci sarà molto da dire di nuovo. Ci limiteremo ad ossérilàre che non tutto abbiamo riferito' di ciò che a Pirano si parla e che finora nessuna delle persone menzionate si è fatta avanti (tranne naturalmente l’sinnocente» don Malusà) per reclamare, per il semplice fatto che ci sono troppi testimoni in giro che potrebbero confermare i fatti. Del resto una delle iti* teressate netta poco pulita faccenda, presente ad una riunione in cui si parlò apertamente dette malefatte di don Malusà con evidenti allusioni alla propria persona non si preoccupò di smentire il fatto (se avesse avuto una ragione di amor proprio offeso avrebbe certamente chiarito la sua posizione!), ma rimase silenziosa ed appartata. Sul quarto punto della sua richiesta la risposta gli sarà data, o meglio gli è stata data dalla popolazione di Pirano stessa, che proprio in questi giorni in pubbliche riunioni ha chiaramente espresso che cosa ne pensi di don Malusà e di un suo e‘ ventilale ritorno, B. A, MERCOLEDÌ’ 3-ottobre 1951 La settimana della Cmce Rossa SIGNIFICATIVA VITTORIA DEL LAVORO Al CANTIERI PIRANESI La Croce Rossa è una organizzazione umanitaria internazionale, che, sia in tempo di guerra, come di pace, opera per la sanità delle masse popolari. In tempo di guerra coilabora col servizio sanitario che occupa un determinato territorio. In tempo di pace, esplica la sua o-pera per l’incremento della cultura sa diaria tra le masse, si cura degli orfani e delle vedove di guerra, come pure degli invalidi, porta il so 'corso, nei oasi di calamità, nelle epidemie, eco. Affinchè la Croce Rossa possa meglio svolgere e sviluppare la sua opera,lidi nostro circondario, necessita della collaborazione di tutte»; il popolo. Dobbiamo ricordare chel®a cultura sani'aria da noi è poco ' sviluppata e che da ciò provengono diverse malattie, evitabili quando si conoscano le loro cause e si adottino le misure igieniche preventive. Il nostro potere si preoccupa per 11 miglioramento sanitario della popolazione, ma i successi non saranno facili se manca l’aiuto da parte dì noi tutti e se lo aspettiamo soltanto dai medici. E’ dovere di ogni nostro abitante di elevare la propria cultura. Questo il compito assunto dalla Croce Rossa del Distretto di Buie, in attesa della «Settimana Della Croce Rossa» che si svolgerà dal g. 4 all’ll ottobre. A tale scopo verranno organizzati dei corsi serali sanitari a Buiè, Umago e Cittanova, cioè nei centri maggiori del distretto' córsi che saranno frequentati da lavoratori di tutte le imprese ed a-ziende nella percentuale del 4% delle persone occupate nelle stesse. Naturalmente i frequentatori devono possedere tutti i requisiti per divenire buoni collaboratori nel ramo sanitario. Tali corsi si svolgeranno nel mese di novembre e dicembre per la dorata di due mesi, a cominciare dalla metà di novembre. DIMINUITO DEL 50 pere. il costo di produzione Il collettivo ha realizzato in anticipo il piano per il mese di settembre. Un problema insoluto quello degli apprendisti II- - collettivo di lavoro dei Cantie-;. ri Piranesi ha ottenuto un ,s-ignifi-1 estivo successo, superando il piano mensile di produzione del 4% una ^ settimana prima della fine del mese, percentuale che certamente è aumentata di molto negli ultimi .giorni. , E’ da rilevarsi inoltre il fatto che dopo l’introduzione del nuovo sistema economico il collettivo è, riuscito a diminuire il costò di produzione del 50% in media in certi rami del lavoro, quali la costruzione di naviglio, la sezione corpentie-ri, ecc. ottenendo buoni successi pure nelle officine meccaniche. Come ha potuto il collettivo raggiungere tali successi? La risposta è una sola; l’effetto lavorativo degli operai è aumentaato e la produttività è raddoppiata. Quali le ragioni di tale rinnovato slancio lavorativo e conseguente aumento della produttività? 1. La categorizzazione del lavoratori e le loro retribuzioni secondo la loro specializzazione, som state il grande incentivo che ha spronato tutti a lavorare di più per guadagnare di piu, e le iniziative del singolo trovano qui le loro espressioni. Diversi manovali del Cantiere che, senza qualifica alcuna, quale per vari motivi — che vanno dallg immaturità, alla mancanza del senso di responsabilità di fronte al collettivo intero — non partecipa alle riunitati ed al lavoro del Consigliò1. Questo, di conseguenza, ha criticato questi' singoli membri, dando loro la possibilità di migliorarsi. In caso contrario, essi verranno destituiti e al collettivo verrà demandata l’elezione di altri membri che gli sostituiscono degnamente. La filiale sindacale, sebbene non sia una delle migliori, lavora e prospetta al consiglio operaio i problemi che interessano i lavoratori tutti. Manca però d’iniziativa nel lavoro culturale ed ideologico fra j lavoratori. Al cantiere lavorano da qualche anno diverse decine di giovani apprendisti, una ventina dei quali a-vrebbero dovuto superare già 6 mesi fa la prova d’arte per il passaggio a lavoratori qualificati. Di questo fatto si è interessata la direzione del Cantiere che più volte ha chiesto verbalmente ed oralmente alla delegazione distrettuale del lavoro di formare una commissio-' ne esaminatrice a quello scopo. La delegazione ha promesso di prov-, vedere, ma, nonostante tutti i solleciti, nulla è stato fatto. Ciò giustifica il malcontento di quei giovani lavoratori dei Cantieri che si vedono Iesi economicamente ed abbandonano i cantieri come hanno fatto certuni. Ma non è tutto, il Consiglio operaio, visto che il'problema non veniva risolto, deliberò di costituire una commissione esaminatrice interna ed inviò una proposta in questo senso alia delegazione del lavoro, ma questa rispose che senza il suo intervento nulla potevano fare. Così il problema rimane ancora aperto ed i giovani operai del cantiere si domandano quando verrà definita la loro posizione. Il problema deve essere risolto al più presto dagli organi competenti per soddisfare le più che legittime richieste dei lavoratori del Cantiere Piranese, i quali combattono in prima linea per la nostra edificazione socialista. Nei nostri con■ m servitici le ma' ni capaci delle nostre operaie £ dei nostri opera edificano giorno per giorno la nostra società socialista. BREVI NOTIZIE ECONOMICHE Se quanto dichiarato dal fattorino che ci ha scritto, corrisponde al vero — e non abbiamo motivo per dubitare il contrario — dobbiamo convenire che la colpa della sporcizia, denunciata dall’autore della lettera precedente, non può essere attribuita ai soli fattorini. Sono stati posti in vendita da qualche giorno nel Circondario articoli di largo consumo acquistati all’estero fra i quali impermeabili, lana, oggetti di galanteria, ecc. Nuovi contingenti di merci assortite perveranmo in questo mese dalla Jugoslavia, fra cui ingenti quantità di lanerie. Si è in attesa pure dell’arrivo di prodotti naylon della fabbrica Jugovimi di Spalato. PINO ATTENDE FESTOSA I PARTECIPANTI ALLA «ASSEGNA Durante la settimana della Croce Rossa, in tutti i maggiori centri del buiese, verranno tenute anche delle conferenze sanitarie da parte dei modici e saranno organizzate varie rappresentazioni culturali a beneficio della Croce Rossa. Durante la stessa settimana la commissione per la sahità e l’igiene controllerà l’igiene . nei locali privati e pubblici ‘(osterie, negozi, ecc.) dando, il maskirno aiuto alle famiglie povere, vedove di guerra e alle case di ricovero per i vecchi. Verranno formati gruppi di donne antifasciste che a-Vranno il compito di effettuare le visite nei luoghi dianzi accennati recando pacchi dono. Con la cooperazione di tutte le organizzazioni nel programma della Croce Rossa, potremo ottenere dei significativi risultati nel campo sanitario per il miglioramento della sahiiàfipubblica e con ciò un migliore avvenite del nostro popolo. La Garofana sanitaria nei Biiesa BUIE. — La carovana sanitaria medica che per un periodo di 15 giorni, ha svolto la sua opera nel distrétto di Buie, è partita alla volta di Lußiana. Durante la sua permanenza nel distretto, la carovana sanitària ha effettuato la vaccxna-zicaié antidifterica ad oltre 1.500 bambini', dài 2 ai 8 anni, nelle varie località dei buiese. Oltre a questo, la carovana ha tenuto parecchie conferenze di co-rattére sanitario^ proiettanto vari documentari cinematografici della lotta contri) la tubercolosi, contro il Cancro, dell’igiene dei bambini e di colile ci si deve comportare nei casi di pronto soccorso. A. M. percepiscono paghe inferiori agli altri operai, hanno chiesto di apprendere un mestiere e di essere assegnati alle varie officine onde migliorare la loro posizione economica. 2. La sistemazione dei posti di lavoro, effettuata dal Consiglio, o-peraio, ha liberato il collettivo da alcuni «pesi morti» che gravavano sulle spese di regia (trattasi di tre elementi infingardi e noti simulatori che tentavano di minare l’unità del collettivo). L’eliminazione di guardiani, l’assegnazione di responsabili per le varie branchie come pure per il materiale, ha ridotto gli sprechi .del materiale. La costituzione dell’ufficio tecnico ha consentito inoltre di avere un’evidenza esatta della produzione. 3. L’applicazione di norme reali, sostituendo le precedenti irreali, perchè formulate in base alle retribuzioni che erano ugualmente irreali. Precedentemente era coisa comune che la maggioranza degli o-perai superasse del 100—200% la norma, che perciò era irreale. Tale fatto causava l’aumento del costo di produzione. Ora la maggioranza degli operai supera le norme con una media del 13% in generale. Anche i rapporti di lavoro sono migliorati, le percentuali delle assenze sono diminuite dal 18% al-1)8%. Il Consiglio operaio si occupa attivamente per risolvere tutti i problemi che 'concernono la vita ed il lavoro del collettivo. Esso si riunisce regolarmente e nelle sue riunioni ha deliberato, fra l’altro, di ingaggiare la lotta per. limitare gli sprechi di materiale (ora non un chiodo storto viene gettato via, ma raddrizzato zincato e riadoperato). _ Detto Consiglio ha deliberato pure che le retribuzioni vengono, pagate agli operai quindicinalmente riducendo così il . lavoro al reparto amministrativo. Nelle riunioni dello stesso Consiglio vengono anche discussi i piani di produzione ed il modo di realizzarli. C’è però qualche suo membro il Il C.I.C.P. di Pirano si prepara attivamente Dall'8 al 14 ottobre al TARTINI la settimana del C.I.C.P. locale Birano, si prepara , per accogliere i partecipanti alla II. -rassegna dell’Unione degli Itati,ami, che si svolgerà, come noto, negli ultimi giorni di ottobre. Il teatro Tartini, sul cui palcoscenico si presenteranno i complessi artistici e culturali del nostro circondario, è stato approntato all’uo-jpo. I lavori di restauro e di rimodernamento delle attrezzature teatrali, sono stati ultimati. Il C. P. Cittadino ha stanziato la somma di 640.000 dinari per il restauro della facciata, lavoro che verrà eseguito in breve dalla locale Impresa Cittadina di costruzioni. Il Circolo Italiano di Cultura Popolare di Pirano, nel frattempo sta icond'ucendo con. un ritmo sempre più alacre i preparativi , per l’imminente Rasségna culturale locale che avrà luogo dal 7 al 13 ottobre , Là sezione musicale con il suo icprflpleso orchestrale e quello man-dolinistico presenterà alla rassegna lun programma scelto di musiche e motivi popolari. Da. quanto pare, debutterà sul palcoscenico anche il meocostituìto complesso di fisarmoniche, tuttoeiò sotto la direzione del maestro Bevilacqua. Pure il complesso corale. vuole farsi applaudire dai suoi concittadini e presentare un programma di canzoni popolari. Alcuni solisti dilettanti fra i quali, Mario Turelli, D.esani, e Mario Benedetti si esibiranno in alcune romanze e canzoni »varie. Un’altra novità di quest’anno per la rassegna è costituità dal fatto che per la prima volta i pionieri delle scuole ottennali si presente-teranno al vaglio dei pubblico della Rassegna. Essi, sotto, la direzione del maestro Petronio; presenteranno una scenetta caratteristica in un atto: «La Tombola in Cogolo» ed altri giochi di bambini. Ma il piatto forte per la rassegna locale, sarà senza dubbio costituito dalla commedia in 3 atti «Una lampada alla finestra» di Gino Capriolo eseguita dal complesso filodrammatico locale. Nella commedia di carattere romantico le maggiori parti verranno Interpretate da Marcello Michelini . che ne è il regista, Anita Fragia-como, Miro Peric e dal giovane Mario Turelli il quale, sebbene appaia per, la prima volta alla ribatta, è una promessa per l’arte filodrammatica locale, sempre che riesca a virteere il tirp°r panico del palco-scenico. : La scenografia verrà eseguita dall’artista locali- Walter Ferrar;,io. e la direzione tecnica sarà assunta da Tullio Micolassin. .Le prove per la commedia si svolgono regolarmente e gli interpreti studiano, con, diligenza le varie parti .per ben figurare dinanzi al loro pubblico.; La prima della commedia avrà luogo in chiusa della rassegna e precisamente sabato 13 eorr. al, Tartini. LETTERA DALLA FERROVIA DELLA GIOVENTÙ’ Per la torza volta tf assalto la brigata „MARIA -UH A 99 ) ! giovani superano quotidianamente i piani di lavoro Cari compagni! Abbiamo ricevuto e riceviamo regolarmente le copie del giornale che. vi abbiamo pregato di inviarci. Però sulle sue colonne nulla vediamo scritto della nostra brigata, del lavoro, dei successi, ecc. Voi certamente direte perchè non scrìviamo e certamente avrete ragione. Però i dati concreti gli abbiamo spediti al Comitato della gioventù a Buie e non vi saranno pervenuti perchè i compagni non si saranno interessati di farveli pervenire. Ora ci siamo impegnati di spedirveli noi i dati ogni decade, direttamente, in modo che gli potrete pubblicare sul giornale. La nostra brigata giovanile del lavoro — la II. del distretto di Buie, che porta il nome delle eroine antifasciste Maria e Lina — è stata proclamata la III. volta d’assalto per i successi lavorativi conseguiti nella costruzione della ferrovia della gioventù. La proclamazione è stata effettuata nella località di Prisoje, durante un meeting al quale hanno partecipato i componenti di 7 brigate giovanili. Ivi i rappresentanti del comando generale delle brigate hanno citato i risultati conseguiti nelle tre decadi. Nella prima il plano di lavoro è stato sorpassato del 20%, nella seconda del 3%, mentre nella terza è stato raggiunto il seguente effetto lavorativo: 1. Trasporto terra con vagonetti «Decauville» a 800 m. di distanza 115—118%. 2. Trasporto terra con carriole 150—283%. 3. Lavori in ceemnto 110-136%. Oltre a ciò i giovani hanno pure effettuato lavori di minor importanza. Già nei primi 4 giorni della decade è stato raggiunto il 70% del piano decadale che prevede l'escavo e l’aspor-, to di 270 m. cub. di terreno. , Ciò fa prevedere che la brigata, oltrepasserà largamente la percentuale prevista dal piano. Noi ci siamo impegnati di ritornare a Buie con la brigata almemo 5 volte d’assalto, qujesto impegna lo manterremo, portando alto il name della gioventù di, Buie in Bosnia, nella costruenda, ferrovia della gioventù Doboj—B*anjaluka. P&uhè... i w,:ii fif è s "■fa ts K": ' v. : , AL FIANCO DEI SUOI COMPAGNI PIU’ GIOVANI LA GIOVANE GENERAZIONE JUGOSLAVA SOTTO LE ARMI CON UN ENTUSIASMO CHE DERIVA DALLA CERTEZZA CHE GLI SFORZI SONO RIVOLTI AL BENE DELLA COLLETTIVITÀ’, PRESTA LA SUA OPERA SU OBIET-■- TIVI DI GRANDE IMPORTANZA ECONOMICA. to il giusto criterio di tener conto del contributo del singolo per la realizzazione degli utili collettivi. La ditta all’ingrosso nel commercio del legname «Gorivo» dì Capodistria, ha assunto in questi giorni una sessantina di operai che si recheranno al lavoro nella selva di Tamova per provvedere di combu-tibile il nastro circondario. Chiarito un tanto, riteniamo non manchino ora le possibilità ed i mezzi alla dirigenza dell’«Adria» per far si che i fattorini delle sue autocorriere siano provvisti di quanto loro necessità per figurare, durante il servizio, almeno in quello stato decente di cui sono esempio i fattorini di altre imprese e società le cui autocorriere compaiono ugualmente a Capodistria. Il traffico marittimo nei porti del nostro circondario è aumentato dal 1947 ad oggi del 480%. Infatti nel 1947 sono attraccate nei porti navi per complessive tonnellate 285.000, nell 1950 invece i,l tonnellaggio delle navi arrivate e partite ha raggiunto 1,300.000 tonnellate. Anche il traffico terrestre è ugualmente sviluppato.' Nei primi mesi di quest’anno sono pervenute via terra merci per un quantitativo superiore alle 50.000 tonnellate. Il C. P.C. per l’Istria ha stanziato nell’anno in corso la somma di 11 milioni di dinari pe-r la riparazione dei porti dì Isola, Umago, Cittanova, Dalla. Quando questi lavori saranno ultimati il traffico marittimo . riceverà un forte incentivo. • Il movimento passeggeri si è sviluppato in modo analogo. Nel 1950-51 abbiamo avuto un movimento complessivo di circa 1 milione di persone. L’Impresa Distrettuale Autotrasporti di Buie ha acquistato in questi giorni dall’Austria, 3 nuovi camions tipo «Mercedes» con cassoniribaltabili dalla portata di 7 tonn. l’uno. Su decisione del Comitato esecutivo dell’impresa, i nuovi camion sono -stati assegnati all’im-uresa «Bauxite» di Umago che gli adibirà al trasporto della bauxite dalle varie località distretto. A. M. Sono in fase di, montaggio presso la miniera di Sicciole 3 nuove pompe aspiranti della capacità di m; cubi al minuto. Queste pompe entreranno in funzione prossimamente e con esse sarà possibile prosciugare completamente la miniera di Sicciole. Se non intervengono imprevisti, entro quest’anno dovrebbe iniziarsi l’estrazione del carbone. La . settimana scorsa abhiamo assistito ad una rappresentazione S nematografica nella sala della Casa dei Popolo a S. Lucia. La rappresentazione veniva effettuata dal cinema viaggiante che, hd iniziativa del Potere popolare, si sposta da un villaggio all’altro dell’interno, dove viene accolto con grande piacere dalle popolazioni che gareggiano per la buona riuscita del trattenimento. La cantina «Vino» di S. Canziano ha in questi giorni iniziato l’acquisto dell’uva. Vengono acquistati 4 tipi di uve il cui prezzo varia dai 28 ai 35 dinari al kg. La direzione ha già stipulato contratti per l’acquisto di 150 vagoni di uva del distretto di Capodistria e 100 vagoni in quello di Buie. Ad I-sola verranno acquistati 30 vagoni ed a S. Luc.ia 20 vagoni. La campagna acquisti si chiuderà verso il 15 del mese. Nella maggioranza, delle fabbriche, imprese, enti ed aziende del circondario avrà luogo, all’incirea il 26 ottobre, la prima ripartizione degli utili conseguiti nei primi due mesi dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza. All’atto della ripartizione degli u-tili si avranno differenze maggiori fra i singoli lavoratori, rispetto alle retribuzioni, in quanto verrà segui- Cara «La Nostra Lotta» Cì sono valuti lunghi mesi ed anni perchè, attraverso le tue colonne, qualcuno rilevasse le pecche esteriori dei fattorini delle autocorriere della «Adria». Peirò dobbiamo farti osservare che la colpa dell’aspetto poco decente in cui, alle volte, figuriamo di fronte ai passeggeri, non è nostra, ma dei dirigenti che non si curano di provvedere quanto a noi necessità per il servizio di fattorini. Possiamo anzi assicurarti che, se ognuno di noi fattorini disponesse di due spolverine, dette «flaide», nessuno avrebbe di che criticare ed altro sul conto nostro. Uu fattorino dell’«Adria», tuo lettore A. S. Lucia però abbiamo notato che la sala, messa a disposizione del cinema, assomiglia più ad una stalla che ad un ambiente pubblico. Il pavimento presenta segni indiscutibili che la scopa vi passa assai raramente, mentre i sedili sono rappresentati da rozze tavole poggiate sopra sedie laccate. Se queste sono in numero insufficente non potrebbe il C. P. L. provvederne altre? Qualcuna delle poche sedie disponibili è a tre gambe, i muri sono ini gran parte scrostati. L’effetto di abbandono e di trascuratezza è peggiorato dai festoni di foglie secche, tesi lungo la balaustra della galleria. Chissà da quanto tempo satnno li ad asciugarsi. Il meno che si possa esigere in questo caso, è di rendere la sala accogliente dal punto di vista estetico e sopratutto igienico. Nell’attuale stato, essa fa poco onore al centro di S. Lucia. Dato che il cinema viaggiante continuerà anche nei mesi invernali le sue rappresentazioni, è indispensabile provvedere alla sistemazione della sala. Da quanto ci consta il C. P. L. di S. Lucia ha stanziato la somma di 200 mila dinari per la sistemazione e l’arredamento della Casa del Popolo e i lavori occorrenti sono stati già iniziati. mmSm; In vista del festival della cultura Croata Nel distretto di Buie i • prepara1 tivi per la «Settimana della Cultura croata» procedono più celermente. Tale settimana avrà luogo dal 28 ottobre al 4 novembre éd a essa parteciperanno tutti * i circoli di cultura popolare di quel distretto. Finora i migliori risultati sono stati raggiunti dai complessi corali dei circoli di Marussici, Castelvene-re, Babici e Salvore, mentre e Matterada ,si preparano il gruppo folcloristico e quello filodrammàtico. Buona pure la preparazione dei C.C.P. Croato di Crasizza, S. Maria del Carso, Martinčiči, ecc. 4 ''' u It qu&st' cinn politicanti romani in giusta fama di ricattatori impenitenti sulla scorta delle -losche imprese perpetrate In anni ed anni di malgoverno, a distanza di sette lustri circa, i giudizi non possono purtroppo cambiare. Le tendenze imperialistiche si realizzammo — la storia insegna — per mezzo deli’ espansione economica o degli interventi armati, due formidàbili fattori che, attraverso i secoli, hanno travolto i popoli nella miseria più orrenda e nelle carneficine più bestiali. L’Italia, non potendo evidèntemente seguire tali strade, ne ha trovata una terza, quella che ha valso ai suol duci (inteso in ogni senso) la colorita, felice espressione idi Lenin. Non essendo in grado di gettare sulla bilancia di tutte le voglie -nè una strapotere economico nè un irresistibile strumento militare, gli aspiranti «conquistadores» romani vi gettarono la loro petulante megalomania, la loro vanagloria parolaia, con una sete Insaziabile di dominio ed una tradizione di ricattatori e malversatori politici forse -unica nella storia. E. sia detto a loro nefasto merito, riuscirono ugualmente a gettare Il loro e gli altri popoli nella miseria e nel sangue. . Senza riferirci alle vergognose doppiezze di «re Tentenna», alle perfide manovre dei ministri piemontesi, ai diabolici intrighi del -cónte di Cavour ed alle trame dei circoli sabaudi ohe sul sacrificio di migliaia e migliaia di patrioti, sulla dolorosa epopea garibaldina, si cinsero la fronte di allori,, rubati e rinnegati, possiamo vedere sublimata la fraudolenza1 dei politicanti italiani in quel monumento alla bassezza e al crimine che porta le ingloriose firme di Salandra, Stranino e Burian. Respinte dall’Austria - Ungheria le inaccettabili- pretese italiane, i Giuda imperialisti dì Roma dichiararono «la guerra santa» a coloro con i quali, fino a ieri avevano mercanteggiato, dichiarandosi per chi prometteva loro 11 più lauto bottino. Il Tirolo meridionale, Trieste, Gorizia, Lussino, l’IBtrla, Cres, parte della Carinila e della Carnìola, la Dalmazia settentrionale, Valona, il Dodecaneso, il protettorato sùl futuro stato albanese, la regione turca d’Adalia ed un compenso corrispondente all’eventuale ingrandimento dei dòmini coloniali anglo-francesi: ecco le «Italianissime» rivendicazioni sanzionate dalTaccordo segreto di Londra. «Come contropartita di queste grandi ma poco gloriose concessioni citiamo dallo storiografo contemporaneo Harold Nicolson — -l’Italia hon prese, da parte sua, -che due impegni. Il primo consisteva nel lasci-pire il porto di Fiume- alla futura Jugoslavia, il secondo a dichiarare guerra a t-utti i nemici dell’Intesa. «E l’Italia si sottrasse ad entrambi. Il primo fu rimandato ad ulteriore esame, e per quanto -concerne il secondo, Roma dichiarò effettivamente guerra all’Austria nel maggio 1915, alla Turchia nell’agosto dello stesso anno ed alla Bulgaria qualche settimana più tardi, ma', attese fino al 27 agosto 1916 prima di prendere posizione contro la Germania.» I pirati di D’Annunzio si preoccuparono poi di- ratificare col sangue delle loro vittime quello -che Nicolson giustamente definisce «un documento di spudorato imperialismo». I fascisti -fecero il resto, riprendendo in grande stile la politica di ricatti e -tradimenti Infami, di minacce e rodomontate, accompagnata da distri-zioni e massacri. Uscita, dal secondo conflitto battuta e piegata, l’Italia giocò la carta del suo Intervento a favore degli Alleati nell’ultima fase della vittoriosa guerra antifascista. E nessuno dei vincitori avrebbe certo ricusato di avere a fianco l’Italia della -Resistenza, leale e democratica, liberata dal fascismo, pronta a riparare agli errori passati ed a collabórare senza più velleità egemoniche ed appetiti aggressivi, alla comune ricostruzione. Ma l’Italia della Resistenza a Roma non esìsteva già più: rinnegata dalla reazione clerical - fascista a cui aVeva cessato di servire da maschera e pretesto, tradita ignominiosamente dai Sedicenti social-comunisti, èra spazzata via dall’Italia virulenta di tutte le insane nostalgie, da un’Italia «nuova» soltando di nóme, ma risultante dall’ideale connubio delle vecchie forme di baratteria politica con le preziose esperienze dell’ag-gressività. mussoliniana. Spente decisamente le sue fregole africane (pure sono ancor d’oggi le espressioni come «Libia nostra», «Ambe redente», «Civiltà sul Giuba», «Eritrea consacrata all’Italia», eccetera), -la lupa, mutata tonaca, non cambia vizio, e volge le ringhiami fauci a Capodistria e Pola, a Fiume e Zara, allTstria ed alla Dalmazia oggi, per tendere domani a chissà quali altri lidi «da -le dolente stigmate latine». Non vogliamo insistere sul fatto che, seguendo 1 -criteri di latinità Inaugurati da Mussolini e ripresi religiosamente dai suoi successeci -(signor Togliatti compreso, -con le sue nostalgie, francesi). Roma avrebbe il «sacrosanto diritto» di rivendicare «terre -italianissime» nell’ambito di tutto l’Impero di Cesare Ottaviano Augus'to. Le «prove inconfutabili» di questo genere, fanno jparte del ciarpame di cui si serve l’imperialismo ohe, parafrasando Lenin, ben si potrebbe pure definire di carta straccia; esse sono bagaglio insuperabile del-l’«èqu!pe» ipseudo giornalistica che, a suon di grancassa, apre la vìa ai clnurmatorl politici ed ai loro metodi immutati. Atgli sdilinquimenti filo-austriaci del «Corriere della sera» intesi a facilitare il ricatto -che Salandra stava -effettuando -verso l’Intesa, -può ben stare a pari la perfidia di quel giornale che, pochi giorni or sono, linguaggio («Bisogna ricongiungere le terre italiane alla madrepatria!»), -lamentando soltanto la mancanza di «decisione» (leggi «imprese dannunziane») nella lotta- contro «l’imperialismo titista» (da che pulpito!), -ed offrendo implicitamente i suci buoni uffici presso i padroni, con la promessa di più brillanti successi. In parole povere, ,la garanzie che, nel quadro del blocco russo, le famose «mete» muss ol ini ane, saranno nuovamente «raggiunte e superate». L’Italia di Salandra e De Gas-peri, a tanto sacro ardore, si -volge all’occidente e sorridendo indica gli incensatori dell’Est. Indica l’altro termine del -ricatto, il «ohi offre di più» del 1951, ritira in ballo una certa «promessa», e, invita gli Alleati a porgerle -i-I bocconcino tanto atteso. •E -come contropartita? — si chiederebbe Harold Nicolson. Anche in questo, non siamo lontani dall’epoca aurea deH’accordo segreto di Londra. «Per accrescere la potenza dell’esercito italiano — cosi si esprime -il generale mussoliniano Francesco Rosso sul «Messaggero Veneto» — è necessario -che Trieste -ritorni all’Italia co-n tutto il Territorio Libero. Non è che in tal modo che i soldati italiani torneranno, in caso di necessità, a quel Carso su cui tanto sangue italiano fu versato.» P. K. % * A ■ 1» ? i 'rflllìi in ’ • Jpt' o £& vU*-* * i 1 m ' ' : M*'.*».! SU il PREPARATIVI PER LO START Affermazione dei nostri qtleti a Lubiana LA NOSTRA RAPPRESENTATIVA CONQUISTA IL II. POSTO Buone prove di Olivieri Zetto Žutobradič e Macor LA RELAZIONE (Continua dalla I pagina) esistono grandi possibilità, il camp. Parenzan ha pure detto una chiara parola sulle organizzazioni sindacali, -le quali, contrariamente -a quanta alcuni erroneamente pensano, non hanno affatto esaurito il loro ruolo con il passaggio delle imprese alla diretta gestione operaia. Al sindacati spetta sempre di sviluppare la lotta di classe, che -non è ancora finita, di vigilare sui consigli operai e sui consigli di gestione affinchè questi non divengano un apparato burocratico, di elevare, sia nel -campo ideologico -che in quelli culturale e -professionale, i -lavoratori. Concludendo la sua relazione, il comp. Parenzan ha affermato che, nonostante tutte le deficenze inevitabili che si sono riscontrate -nella -cittadina di Pirano, - Il Partito Comunista, e con lui tutto il popolo lavoratore, ha conseguito grandi successi. Se -anche la campagna irredentistica e provocatoria è divenuta più violenta e più intensa, sono -pure aumentate le forze socialiste -che si battono -per la pace e per -la libertà. Il nemico organizzato non esiste più: 1 -pochi casi come quello -dii don Ma-lusà e -degli sparuti sobillatori comi-n-formisti vengono rapidamente localizzati -ed eliminati. -Con il -glorioso Partito Comunista jugoslavo, i-1 nostro Partito si trova alla testa del movimento rivoluzionario in lotta contro le forze aggressive di Mosca, in marcia sulla via del progresso, della democrazia, e del socialismo. «Questa conferenza — -ha detto l’oratore — sia per noi uno stimolo a continuare la lotta -contro i rèvlslo- -nisti e gli imperialisti sovietici, -cóntro i circoli -sciovinisti clerical-fasci-sti, contro tutti -coloro che -cercano di ostacolare il nostro cammino. Fieri- di appartenere a questo glorioso Partito, noi diciamo al comp. Tito che, come siamo stati pronti durante la lotta di liberazione a -lottare contro i -nazifascisti, siamo oggi pronti a -combattere ih qualsiasi modo , contro le forze dell’aggressione, -da qualunque -parte sviluppino le loro direttrici d-i marcia.» Si è svolto domenica al -nuovo stadio del Železničar a- Lubiana rincontro quadrangolare fra le squadre del Železničar, di Litija, Domžale e Ca-pod-istria. Il tempo non ha voluto essere clemente agli atleti in gara che, oltre a lottare -contro i tempi e le distanze, hanno avuto a che fare -con la- pioggia -c-he ha reso il terreno molto ’-pesante, I -nostri atleti hanno dovuto gareggiare in condizioni di inferiorità rispetto agli avversari, poiché diversi atleti non hanno potuto partecipare. Pure così handicappata, la squadra1 caipodistriana si è fatta onore, -piazzandosi meritatamente al secondo posto e riscuotendo -l’approvazione -del numerosi sportivi che, nonostante il tempo avverso, sono accorsi numerosi allo stadio. Pur nel confronto con i più quotati avversari, i nostri atleti si sono battuti -con impegno, dando esempio - di disciplina, combattività e -coscienza sportiva. Salto in lungo: 1. BorStnar (Zel.) 6.30; 2. Zetto (Capodistria) 6.23; 3. Soba (žel.) 5.07; CLASSIFICA FINALE il. Železničar (Lubiana) punti 149, 2. Ctpodistria punti 104,3. -3, Litija punti 97. 4. Domžale punti 30. A. M. Il campionato italiano IL COIAIO sconfitto a Ferrara LE PROVE ED I RISULTATI 100 m: 1. Furlan (žel.) 1-1.6; 2. Cerne (Litija) ,16.2; 3. Ravalico (Capodistria) 11.9; 110 pst.: 1. Cerne (Litija) 16,2; 2. Olivieri (Capodistria) 16.5; 3. Vukovič (žel.); 400 m: 1. Bardutz-ky (Zel.) 53; 2. Leder (Zel.) 53.4; ,3. Olivieri (Capodistria) 54.6; 800 m: 1. -Bardutzky (Zel.) 2’01,6; 2. Gkrčlar (Železničar) 2’06; 3. Zo-maro (Capodistria) 2’09.6; 3000 m: 1. ZutobradUS (Capodistria) 9:25.8; 2. M-učič (Zel.) 9:35.8; ,3. Li-stria) 10:25.8. Staff. 4x100: 1. Železničar 47.2; 2. Capodistria, 46.6; 3. Litija 48.8. - Peso: 1. Meršol (Zel.) 12.01; 2. Kržičnik (žel.) 10.62; 3. Kolbe (Litija) 10.49; 5. T-rani (Capodistria) 10.05. Giavellotto: 1. Macor (Capodistria) 45.25; 2. Korko (Zel.) 38.66; 3. Gia-nolla (Capodistria) 37.34. Disco: 1. Vehar (Zel.) 33.36; 2. Kržišnik (Zel.) 31.66; 3. Matečič (Domžale) 28.38; 5. Olivieri (Capodistria) 27.35: Salto in alto: 1, Kolbe (Litija) 165; 2.' Borštnar (Zel.) 160; 3. Molk (Zel.) 160; 6. Trani (Capodistria) 150; La quarta giornata della serie A di calcio in Italia ha messo in. chiaro i valori effettivi delle tre maggiori protagoniste (Milan, Inter e Juventus) che hanno , conseguito significative vittorie su campi quanto mal difficili. La stella ohe - brillava, fulgida in testa alla classifica (il Como) invece ha conosciuto l’amarezza della -sconfitta per opera -di quella Spai, matricola scanzonata, che punto si è intimorita da tanto avversario. A Trieste la partita campanile fra Triestina e Udinese sì è risolta con un nulla di fatto. Un’altra sconfitta del1 Torino, e questa volta fra le proprie pareti domestiche, ad opera di un Novara per niente irresistibile. I RISULTATI Atalanta-P-alermo 2-2 Juyentus-*Fiorentina 2-0 Inter-*Lazio 2-1 Sampdoria-*Legriano 2-1 Milan-P.ro Patria 5-1 Napoli-Lucchese 2-0 Padova-Bolo-gna 2-1 Spal-Como 1-0 Novara-*Torino 1-0 Triestina-Udinese 0-0 LA CLASSIFICA Napoli, Milan, Inter e Juventus p. 7; Como. p. 6; Sampdoria, Palermo e Novara p. 5; Spal e Lucchese p. 4; Torino, Udinese, Padova, Atalanta e Triestina p. 3; Lazio, Bologna, Pro Patria e Fioreiitinaa p. 2; Legnano p. 0. Nro. 13 CRUCIVERBA A numero uguale corrisponde lettera -uguale. A,soluzione esatta, le lettere della prima e terza colonna daranno il nome di un famoso com, positore d’opeire italiano. DEFINIZIONI: a) Il padre di un celebre burattino — b) Incivile, scortese — c) secco, arido •—. d) Si dice anche «anguria» — e) Il corno d’avorio del paladino Orlando — f) 'Friino ufficiale dello Stato — g) Parere. (B. P.) Nro. 1. Problema per tutti Nro. 15 REBUS (1-5-7) ORIZZONTALI: .1. Sette in una — 8. Nel deserto — 9. Preposiziqne — 10. Muore per una causa — 13. Nome originale -di donna — 14. Superano il -metro e sattantacinque — 16. Il fidanzato caduto dal cielo — 18. Il vieto senza l’estremità — 19. Nota -coronata — 20. Sebbene — 22. Nave antica— 24. Nella rete — 25. Furore — 26. Papagallo americano — 27. Lettera greca — 29. «..... il Terribile» — 30. Pellirossa — 32. Articolo — 34. Nino .. . disordinato — 35. Lodata ■— elogiata. VERTICALI: 1. Unità navale — 2. Gros-so passeraceo — 3. Sono stati decapitati — 4. La tisi tronca ■— 5. La prendi -chiudendo un occhio — ” 6. Il -nichelio — 7. L’iniezione contro l’infezione — 11. Ventilatore — 12. L’elica mozzata — 15. La ca- pitale di Mossadegh — 17. Per candele — 20. Il -berillo — 21. La targa di Napoli — 23. Fianchi — 26. Nel Cuba — 28. Ha 365 giorni — \29. Quattro volte uno — 31. I croati chiamano casa — 33. L’interno del sano. (P. B.) Nro 16 REBUS (8-2-5) Nro. 14 Crittogramma invitava il Presidente (del Consiglio Italiano a «passare da Mosca prima a) b) 1 6 2 7 3 8 3 9 2 10 4 11 4 7 5 5 di presentarsi a Ottawa». . c) 11 12 13 6 8 4 4 5 Dal canto suo, la stampa komin- d) 13 5 13 5 14 2 9 5 formlsta non fa che caldeggiare senza e) 5 15 6 16 11 7 4 2 tregua la causa degli sciovinisti ita- f) 14 6 7 6 12 4 9 5 Haul, di cui ha acquisito persino il 8) 5 3 6 7 6 5 7 2 Anagramma Nro. 3. — metro — merto — torme tremo. — morte. — Cambio d’iniziale Nro. 4. —• torte, corte, morte, sorte, porte, forte. — Cambio d’iniziale Niro. 5. — Pittima — Vittima. — C R U C I V E R B A ORIZZONTALI: Nro. 6. — Superar —• Alate — BO — TC — Ascia — Nafta ID — SI — Cenci — Ontario. VERTICALI: Sebenico — PA — Elastica — RA — Atti — Recapito — AF — CA — Aden — NT — IR. — REBUS (2—5—7): Nro. 7. — II matto nefando. Crittografia Nro. 8. — a R gente ria: Argenteria Monoverbo Nro. 9. — In di gestione: Indigestione ' Lo sportivo Nro. 10. — Pallanuotista Lo sport Nro. il. — Paracadutiamo. NUOVE VITTORIE DEI NOSTRI CICLISTI IN SLOVENIA La squadra del „PROLETER" SI AFFERMA A BLED Brillante prestazione di Apollonio nella Bled - Pokljuka Il circuito di Bled Si è disputato domenica mattina, intorno all’incantevole lago di Bled, 11 tradizionale circuito internazionale a squadre, che quest’anno ha visto alla partenza la bellezza di 12 squadre, fra le quali una di Trieste e una dà Capodistria. Dopo la brillante affermazione conseguita il giorno prima da Javornik Giorgio nella corsa in salita Bled—Pokljuka, domenica i ciclisti istriani e triestini hanno riaffermato le lo-rp ottime qualità, cogliendo un’affermazione ancor più altisonante col vincere nettamente il circuito a cronometro. Questa volta sono stati i baldi ca-podistriani Luglio, Gardos e Rinaldi, bene coadiuvati dal Cimoroni, il più giovane atleta in, gara, ad imporsi sulle rimanenti compagini, mentre nella loro scia, con un distacco di 2 minuti e 9 secondi, finiva, come seconda, la squadra di Trieste, composta da Apollonio, Javornik, Samec e Coretti. Con questa vittoria la squadra ca-podistriana, che aveva vinto il Circuito pure l’anno scorso, si è aggiudicata definitivamente l’artistica coppa d’argento messa in palio dalla SSS Bled. La partenza alla prima squadra, la Osjek, è stata data alle ore 10 precise, mentre le rimanenti seguivano, intervallate da due minuti ognuna. Dopo i primi giri, 1 ciclisti del Partizan di Belgrado guadagnavano 1’ sulla squadra di Trieste e l’30” su quella capodistriana, delineando così le posizioni per i primi posti in classifica. Dopo 25 km, percorsi in 38’46” alla media oraria di km 38,700, il Partizan aveva un vantaggio di 49” su Trieste e di 1’29” sul Proleter di Capodistria. A questo punto la lotta: entrava nella sua fase cruciale. I ragazzi della Proleter forzavano l’andatura, guadagnando di giro in giro preziosi Secondi, fintantoché al 10 mo giro sorpassavano il Partizan, mentre la squadra di Trieste manteneva la posizione. I 75 km sono stati percorsi dalla Proleter in 2ore 1T5” alla media di km 36, mentre sia Trieste chp il Partizan seguivano ad l’30”. Ora la lotta si faceva via via più emozionante. Per incidenti vari ogni squadra aveva perduto un elemento, continuando la corsa con il minimo prefisso di 3 ciclisti. Il Partizan aveva un poderoso ricupero al 14 mo giro, ma veniva nuovamente staccato dalla Proleter òhe forzava l’andatura per non fiarsi sorpassare. Al penultimo giro il numeroso pubblico è rimasto di stucco .ed ha applaudito calorosamente la squadra di Trieste, ohe, con un velocissimo inseguimento, è riuscita a superare quella del Partizan, partita 3’ prima, portandosi così in prima posizione. La vittoria sembrava ormai certa, quando un perfido Sassolino provocava una foratura a Samec, il quale, per mancanza di tubolari di scorta, continuava la corsa solo con il cerchione, cosicché il Proleter ha potuto ricuperare parecchi minuti e finire in bellezza davanti a Trieste ed al Partizan di Belgrado. Una fitta pioggia è caduta incessantemente per tutta la durata della corsa, per la qual cosa tutti i partecipanti erano ridotti In maschere ■ di fango irriconoscibili. La vittoria ha premiato là squadra che più si è imposta ai tecnici per gli ottimi risultati conseguiti nelr la presente stagione ciclistica, la SSS proleter di Capodistria la quale, con 1 suoi Apollonio, Brajnik, Tamaro, Coretti, Gardos, Rinaldi e tutti i rimanenti, ha dato molte soddisfazioni ai propri sostenitori. La squadra della Proleter, allargata con nuovi giovani elementi, si propone di iniziare la prossima stagione con una preparazione ancor più adeguata per raggiungere, ovve- ro-ssia superare i successi ottenuti quest’anno. La classifica ufficiale: 1. Capodistria. — Proleter con Luglio, Gardos, Rinaldi e Cimoroni, che ha compiuto i 16 giri del percorso, pari a km 100, in 2 ore 46’46” alla media oraria di km 35.900. 2. Trieste — con Javornik, Samec, Coretti, Apollonio in 2 ore 48’55”. 3. Belgrado I Partizan —. con Ro-cic, Petrovič, Stanko e Kostić in 2 ore 50’43”. 4. Belgrado II — in 2 ore 52’04”. 5. Fiume in 2 ore 59’48”. 6. Lubiana in 3 ore 02’06”. 7. Osjek in 3 ore 16’44”. Partite 12 squadre, ritirate cinque. La gara ira salita - Pokljuka Sabato mattina si è svolta la tradizionale corsa internazionale in salita Bled—Pokljuka, per un totale di km 19 e con un dislivello di 800 metri. Corsa questa tagliata per gli scalatori nati, per i solitari della montagna, corsa che è stata anche quest’anno degna della sua tradizione. Fra i primi dieci arrivati infatti non troviamo un velocista o passista, ma solamente degli scalatori affermatisi già In altre gare; unica e gradita sorpresa rappresenta, forse, Apollonio, il bravo ciclista capodistriano, che. Con il suo sesto posto, si è oggi conquistato un’altro titolo di merito, imponendosi come un ottimo scalatore. Come l’anno scorso, con Rinaldi, pure quest’anno la vittoria è arrisa ai nostri colori per merito di Javornik Giorgio, che, con una gara intelligente, ha saputo meritatamente conquistarsi la vittoria, sebbene questa gli sia .stata concessa a tavolino, a-ventìo tagliato per primo il traguardo a Pokljuka il belgradese Petrovič Veselin, che però, negli ultimi cento metri, si è comportato irregolarmente nei confronti dì Javornik, facendolo cadere a 20 metri del traguardo, per cui,'giustamente la giuria lo retrocedeva al secondo p‘osto, dando cosi ampia soddisfazione a Jtvornik. La partenza è stata data alle 10 precise a Bled. Appena abbassata la bandierina, partiva come un razzo F’olak che prendeva una cinquantina di metri di vantaggio sul plotone, che già dopo il primo kilometro si sgranava in numerosi gruppetti. Abbandonava intanto Jesič Dragiča uno del favoriti, per forature, mentre il piccolo Cimoroni veniva attardato per noie al cambia. In testa intanto le posizioni. si delineavano. I più forti scalatori si guardavano in cagnesco, attendendo l’attimo propizio per la fuga. Dopo 4 chilometri, su una durissima rampa, scattava Petrovič, inseguita da Javornik. La coppia di testa guadagnava in breve un centinaio dì metri sui rimanenti, , vantaggio mantenuto sino al termine della gara, malgrado gli sforzi fatti, specialmente da Rozman, campione jugoslavo della Montagna, Rocic e (Stanko Stjepan. Dei 49 partiti, 43 sono arrivati al traguardo. i i i La classifica ufficale: 1. Javornik Giorgio di Trieste, che ha compiuto i 19 km del percor- so in salita in 28,24”. 2. Petrovič Veselin — Partizan Belgrado — con lo stesso tempo. 3. Rozman Oskar — Branik Maribor — a il” 4. Rocic Vid — Partizan — a 32’^ 5. Stanko Stjepani — Partizan — a 32” 6. Apollonio Bruno —> Proleter Capodistria — a 56” 7. Rinaldi Walter — Proleter. — stesso tempo 8. Polak Srečko — Triglav Lubiana stesso tempo 9. Jesič Miroslav — Partizan — stesso tempo , 10. Bat Branko — Dìnamo Zagabria — a 1, 03” 11. Coretti Carlo — Proleter — a 2’ 39” 13. Samec Guido — Trieste — a 3. 50” 14. Tamaro Lorenzo — Proleter — a 3, 54” 19. Cimoroni Roberto — Trieste — a 5’ 19” 28. Luglio Giacomo — Proleter — a 8’ 14” P. S. GARA por ALLIEVI NICOLETTI BRUNO SI CLASSIFICA. V. Alla gara, organizzata dall’UCEF di Trieste, per allievi e non tesser nati ha arriso un discreto successo e la vittoria finale è stata appannaggio del giovane Mario Räuber che, con una condotta di gara intelligente, dopo vari chilometri di posizione d’attesa, quando mancavano ’pochi kilometri al traguardo, è scattato, prendendo in breve un discréto vantaggio sugli ormai sfiatati avversari e giungendo solo, trionfante al traguardo. Il S.S.S. Proleter di Capodistria, che metteva in gara allievi di nuova leva ancora mai cimentatisi in gare, e nonostante avesse dovuto rinunciare, per un ritardo increscioso, ai bravi allievi Brajnik e compagni, ha avuto ugualmente uri buon piazzamento con Nicole tti Bruno classificatosi quinto. Se tale ritardo non avesse impedito la partecipazione del forte Brajnik, il Proleter avrebbe certamente riportato la vittoria. I. LEGA Soluzioni dei giochi pubblicati nehro.209 PERSIANA LEGAME — FELICE — TROTTO — ESENTE — RAPACE — UNGHIA — GENOVA — GIRATA — PULITA — ULISSE ONTANO, — Il maestro: LEONCAVALLO. — Crvena zvezda. : Lokomotiva 3:1 (1:0) Napredak : Hajduk 0:6 (0:2) Vojvodina : Partizan 0:1 (0:0) BSK : Spartak 5:0 (1:0) Dinamo : Mačva 2:0 (1:0) Sarajevo : Borac 1:1 (1:1) Il campionato federale di calcio SENZA SORPRESE I RISULTATI DI DOMENICA Nro. 2. —Dopo tre giornate e mezza di cammino, perchè la (sera, del terzo giorno Laminale si troverà ormai alla distanza di 50 metri dal... traguardo, distanza che .potrà-superare la mattina seguente, guardandosi bene dal retrocedere prima di èssersi rifocillato. Dinamo 18 15 2 1 40:12 32 Crv. zvezda 18 13 1 4 42:19 27 Hajduk 18 12 3 3 41:19 27 Partizan 18 8 3 7 28:22 19 Lokomotiva 18 6 5 7 27:26 17 Sarajevo 18 5 7 6 21:32 17 BKS 18 6 4 8 22:19 16 Borac 18 6 4 8 24:25 16 Vojvodina 18 6 2 10 17:24 14 Spartak 18 6 2 10 14:35 14 Mačva 18 5 3 10 9:24 13 Napredak 18 1 Z 15 15:53 4 II. LEGA La •DINAMO saldamente al comando Kvarner ; Proleter 6:0 (2:0) Zagreb : Odred 0:0 Rabotničk] : Metalac 2:0 (1:0) Proleter (Z) : Vardar 1:0 (1:0) Dinamo (P) : Velež 1:1 (1:0) Bokelj : Rudar 2:1 (1:1) Vardar 25 15 4 6 52:19 34 Raboinički 25 14 6 5 59:26 34 Budućnost 25 15 3 7 50:26 33 Velež 25 12 6 7 48:32 30 Kvarner 26 113 4 9 65:47 30 Radnički 24 11 7 6 54:38 29 Odred 25 12 3 19 49:32 27 Metalac 25 10 7 8 36:28 27 Proleter O. 25 2 3 10 50:45 27 Dinamo 24 10 4 10 46:45 24 Zagreb 25 9 6 16 29:33 24 Željezničar 24 8 7 9 33:33 23 Proleter Z. 25 3 5 12 31:45 21 Rudair 25 7 2 17 32:80 14 Tekstiiac 26 4 5 17 34:62 13 Bokelj 26 2 6 18 21:98 18 La decorsa giornata dei campionato federale di calcia di I. lega è passata: senza sorprese e risultati sensazionali. Le squadre di maggiore rilievo hanno liquidato i> loro avversari senza faticar troppo e con altisonanti punteggi. La Dinamo idi Zagabria, vittoriosa per 2 a 0 sulla Mačva di Sabac — per quanto il risultato non rispecchi il predominio di giuoco svolto dalla probabile futura campione di Jugoslavia — mantiene saldamente il primo (posto nella classìfica ed è assai poco probabile ohe gli immediati inseguitori (la Crvena zvezda di Belgrado e i’Hajduk di Spalato) riescano a raggiungerla. L’Hajduk ha regolato facilmente il »fanalino« Napredak di Kruäevac con un punteggio che, già di per sé, è eloquente: 6—0. La squadra di Ma-tošič, venuta fuori alla distanza, ha ritrovato la carburazione -che la portò 10 scorso anno, al titolo di campione. I «maestri del mare» sono sempre dei grandi campioni ed è un vero -peccato che siano ormai tagliati fuori dalla lotta per il primato, poiché il finale dì questo campionato sarebbe stato senz’altro più bello ed emozionante. ; Il Partizan ha imposto la sua classe alla Vojvodina di Novi Sa-d. passando sul campo avversario per 1 a 0. Niente da dire! La Crvena zvezda ha superato,, con un eloquente 3 a I, la pur forte (Compagine idei Lokomotiva di Zagabria. Anch’essa ormai è però tagliata fuori ? e minime sono le sue probabilità di f avviciniarsi alla Dinamo, ohe si trova' sola in vetta alla classìfica. j.‘ Di rilievo è stata pure la vittoria del BSK di Belgrado sullo Spartak -t-(5 a 0), mentre il Sarajevo, che all’inizio prometteva di più. -ha dovuto dividere la posta in casa propria con 11 Borac di Zagabria, che sta facendo visibili progressi. Nella seconda lega la lotta per là promozione sta assumendo un tono avvincente in testa alla classifica, mentre l’Odred di Lubiana si va gradatamente riprendendo, dopo una lunga stasi. Peccato che ortóai sia già tardi. Il Quarnero di Fiume invece ha incominciato (era ora!) a fare un pò di faville. Domenica ha regolato con un secco 6—0 il Proleter di Osijek. Di (notevole ancora la sconfitta del capolista Vardar e per il resto ordinaria amministrazione. iiiiiiiiiiimiiiiNiiiimnimiiiiimmiimiimiiiimiinmimMiiiuimtiii Sfmtù/i! „La nostra lotta’* è il vostro giornale timimmiiiiiHiiiiiiiiiiiiimiimuiiiiiiiuiiiimiimiiimmiiiinmiiiiiii AVVISO L’Impresa Commerciale Cittadina di Cittanova ha cessato ogni attività commerciale ed è in liquidazione. La .sua Direzione avverte quindi ogni persona od Ente che ha crediti o debiti con l’Impresa di presentare personalmente o far pervenire alla stessa i suoi estratti conto o pretese entro il 12 ottobre 1951. Dopo tale data, l-a contabilità verrà Chiusa e non si accetteranno ulteriori richieste. La Direzione. I Smarrimenti ALBINO ZABRIC, CAPODISTRIA, via VI. Nazor, 2 — Casella poslale 31, Telefono 24 RAPPRESENTANZE - MEDIAZIONI AIUTO PRATICHE AMMINISTRATIVE - PUBBLICITÀ’ TRADUZIONI 99 AZA" § Steffi Libero abitante a Capodistria Calle Cicogna 5, nato li 2. 1. 1929, ha smarrito circa 10 giorni fa la sua carta d’identità. Direttore responsabile CLEMENTE SABATI Stampato presso lo stabil, tipograf. «Jadran» Capodistria Pubblicazione autorinata