L' ASS0C1AZI0NE per un anno antiri.pati f. 4. II Municipio di Trieste e ancora senza Rappresentanza; i suoi destini sono ancora in mano di una Commissione. La Commissione tiene ancora le sue sedute a porte chiuse. 1'rima bandiera iustriaca in Trieste. Nell' anno 1382 Trieste si diede suddita volontaria alla Časa d' Austrigi. Nel di 17 agosto 1384 il Comune fece !a prima spesa per la bandiera in Trieste, e questa spesa anunonto a Lire 42. 6, circa otto fiorini di odierna moneta; pero i valori delle monete e dei generi erano ben diversi da queili d' oggidi. Si comperarono otto braccia di barella torta rossa, tre braccia di buvelta torta bianca, ed un-dici braccia per il borilo dentato ad uso di spighe; come cio trov^si registrato nelle vacchette del Cameraro (Economo) del Comune di quei tempi. II colore della stolFa, e la quantita della bracciatura, comprovano che la bandiera fosse rossa, bianca e rossa, come e 1' odierna au-striaca con pili un bordo dentato, quasi a cappe. Ouesta non era la insegna della citta, ma la bandiera del principe che Trieste inalberava per segno di sudditanza. Ed il primo stemma in pietra colle insegne della Časa d'Austria veniva scolpito nel 1409 essendo principe il Duca Ernesto; ma questo fu stemma del principe, non del Comune, e quelli che asserirono avere il Duca Ernesto dato per insegne della citta di Trieste, le insegne della Časa d'Austria, dissero cosa gratuita e presero equivoco. Le odierne insegne vennero date dali' Imperatore Federico III nel di 22 febbraro del 1464 con diploma dato da Neustadt, affinehe venissero usate in t/ualunt/ue luogo e tempo, sulle porte, sulle torri, sulle rnura, sul palnzzo del Comune, sugli edi/izi privati e pubblici, sulle bamliere, sui vessilli, sulle temle, sui padiglioni, sui si-gilli maggiori e minori, e su ogni cosa che sia adatta a s iffatto segno, siccome arme ed insegne proprie e pe— culiari del Comune (parole del diploma). Ouesto medesimo Imperatore Federico fu in Trieste in sulla fine di aprile del 1470, come altra volta notammo in questo giornale. Ed intorno a questo tempo cangio la citta il suo sigillo, e noi potemmo vedere nell' archi-vio di Cividale lettere del Comune di Trieste del secolo XV improntate col suggello antico del quale fu data j 1' impronla. autentica nel libro pubblicato in occasione I deli' ingresso del presente Monsignor Vescovo nell' anno ; decorso. L' Imperatore fu mosso a concedere lo stemma no-vello, con sovrapposta corona — per ta fedeltd mostrata inconcussa, non una sol volta tanto nelle fortune prospere come nelle contrarie, in tutti i pericoli e le avversitd, per-venuta nei Triestini dai loro progenitori, ed inspirata i/uasi da natura, e dai genitori, fedeltd esperita con somma loro lode, e con sommi onori; per la i/uale dinanzi a tutte j le genti, ebbero farna e memoria perpetua ed indelebile che pusseranno ai posteri, e si mostrarono degni d i grandissima lode ed estimazione non solo fra le na-zioni italiche, ma anche fra le germaniche, e le altre tutte. Perche nelle guerre e negli assedi che recente-mente fecero i Veneziani a suggestione delle loro sud-dite citta nell' Istria prossime ed emule, si tennero con tanta fedeltd e fermezza nella ilevozione di \oi e della Časa d'Austria, che siamo in debito di reiulere loro grazie condegne e retribuzione. Vogliamo i/uindi non solo conservare il Comune nel suo stato antico e nel suo grailo, ma aumentarlo ed alzarlo sempre piu.... e de-corarlo con insegne tali che ognuno vegga e comprenda avergli noi dato segno di nostra liberalitd e gratitudine, ed abbiano i Triestini sempre dinanzi a se t/uasi specchio ed un pegno gradito della noslra munificenza, affinehe il loro amore, la loro fedeltd, la loro devozione ver so Noi, i nostri ereili e successori vengano indelebilmente con-fermali. (Sono parole del diploma). Cronaca municipale. 20 Aprile. Sua Eccellenza il Sig. Altgragio Go~ vernatore presta nel suo turno, servigio come semplice milite nella Guardia. Nazionale. 21 detto. La Commissione Municipale detta il pro-pramma per la solennita del 24 giorno nel quale si festeggia il natalizio della Maesta deli' Imperatore Fer-dinando. La quale occupazione in momenti di tanto bisogno di provvedimenti per la cosa pubblica desta tanto maggiore sorpresa, quantoche altra volta siffatti provvedimenti erano lasciati alla diligenza deli'Assessore rela-tore se di consuete festivita, o di comitati, se di festi-vita straordinarie, ed insolite siccome per esempio della visita fatta da S. M. a Trieste nel 1844. Ed egualmente fa sorpresa come la Commissione siasi occupata del ri-parto dei palehi nel teatro grande, mansione che e di mero amministrativo contenzioso, sempre lasciata a ri-stretto comitato. Nel quale incontro non possiamo tacere che se la Commissione si occupera di cose che riguar-dano 1' amministrativo esecutorio pel quale vi sono organi salariati, e pel quale si esige conoscenza e pratica delle leggi amministrative, si accalappiera in mansioni che non sono a lei naturali, e meno tempo ed attenzione potra dare a quella esclusiva incombenza di corpi morali, di provvedere aH' amministrazione virtuale, e si trarra in tali spiacevolezze di amministrazione che il servigio tornera malgradito ed a chi lo presta, ed a quelli per cui viene prestato. II Consiglio o chi vi e surrogato fa le leggi, non le eseguisce, non le applica ne decide delle controversie nate nella applicazione; che allrimenti i poteri vanno siffattamente confusi, che il pubblico servigio ne e pregiudicato. Dal Bollettino inserto nel giornale deli' Osservatore Triestino si viene a conoscenza che il ribasso del dazio sui vini e sulle acquavite sia riguardato dalla Commissione siccome Riforma dei Civici Dazi pensando forse di aver soddisfatto a quel desiderio che si vedeva scritto a creta sui battenti degli usci e delle finestre, quando la plebe ed il popolo venivano per modi siffatti costretti a seguire la volonta imperiosa inflessibile dei primi ligli della liberta. Apprendiaino che fu proposto e concretato (pare si tema di dire deliberato, parola che si voleva proscritta or sono alcuni mesi) di pregare il ribasso d' una quota deli' annua reluizione, secondo che verra ritenuta equa e conveniente (da quelli cui e diretta la supplica). La quale proposizione e concretazione sembra a noi che leda i diritti e la dignita di questo Comune, non ultimo ne per importanza, ne per amore di mite ed onesta liberta manifestato non oggi soltanto; se non si ha il coraggio ed il sentimento di detiberare nemmeno una preghiera, e si riinette il destino di oggetto tanto importante (che mancando sarebbe il Comune in tristis-sima condizione finanziaria) ali' altrui sentimento di equita e di convenienza, sentimento che si regolera secondo le altrui circostanze anzi che secondo le nostre. Noi dubitiamo fortemente che alla domanda di di-minuzione del Dazio Consumo sia per farsi luogo; la cifra deli' aversuale che ora si paga ali' Erario, e di molto inferiore a quella che risultava dagli elementi officiali somministrati ali'Erario dali'i. r. Magistrato politico economico; questa medesima cifra veniva fissata sui consumo della popolazione che aveva Trieste, or sono venti anni, e rimase la stessa, fino ad oggidi; il con-fronto con altre citta non sarebbe a favore di Trieste; la Costituzione eguaglia tutti nei vantaggi come nei pesi. II comitato per lo ristabilimento della Municipalita fa conoscere alla Commissione le basi per una nuova e piu ampia elezione del provvisorio Consiglio Municipale. Ouesta notificazione fatta alla Commissione viene presa per semplice notizia rimessa la trattazione ad altra tor-nata, chiedendosi frattanto dai membri della Commissione copie del progetto. Sembrerebbe che si avesse potuto in affare di tanto momento seguire 1' esempio del cessato Consiglio, il quale voleva la litografia o la stampa dei progetti, e si faceva cosi ad onta che la pubblicita fosse allora vietata, mentre in oggi essendo proclamala, e te-nendo la Commissione le sue sedute a porte chiuse, e tacendo i nomi delle persone che propongono, o che impugnano, sembra richiesto dalla novella liberta che si vitali interessi vengano discussi, nel parlamenta delle pubblicita, e dalle tribune della stampa; deliberati poi da chi ha mandato e debito di farlo. E qui ci permetteremo di fare rimarco sulle pub-blicazioni degli atti della Commissione municipale. Sarebbe desiderio che in questi atti vgnisse usata la lingua di amministrazione. Ogni ramo di vita civile, ogni ramo di scibile ha il proprio linguaggio; il tempo di adoperare un gergo non sempre intelligibile e pas-sato; e necessita di usare costantemente quelle voci che rispondono alla cosa, affinche il popolo per mezzj delle voci abbia conoscenza delle cose; oggidi che da antico ordine si passa al nuovo, 1'uso di lingua e necessita; chi non ha lingua non ha idee; e necessita di chiamare le cose tutte pel nome che hanno. Citta per esempio non e identico con Comune, Magistrato non e identico con Municipalita, concretare, non e identico con deliberare, e via via. Spiace a molti 1' udire che la Commissione parlando delle instituzioni, e perfino del Comune di Trieste, dica nostro; il Consiglio disciolto sentiva di dover agire pel popolo sebbene non mandato da lui, ed evitava questa forpiola sovrana e patriziale; il popolo puo di certe cose dire nostre, non puo dire altrettanto chi agisce per lui ed e da lui mandato. La voce provvisorio e bene adatta alla Commissione, anche se prolunga il tempo di sua durata ed ec-cede nelle sue attribuzioni: fra breve non sara piu adatta; ma al Consiglio che ebbe incarico di attivare, non e adatto questo epiteto di provvisorio che ha odore della vecchia burocrazia; a meno che non si pensi che Trieste dovra rimanere senza consiglio per tutti i tempi avve-! nire — provvisoria e piuttosto la Magistratura, i deputati 1 della Municipalita saranno provvisori; la Municipalita non j mai, la quale, per quanto e noto, da dueinila anni a que-sta parte, non cesso che dal 1813 al 1838. Si abbando-nino queste viete idee e parole; il reggimento dei comuni non puo essere piu un appanaggio di impiegati, o di quasi-impiegati; colla cosa si lascino i nomi; la Commissione e provvisoria, il Consiglio sara slabile, sia di quaranta, sia di cento, sia di cinque, perche esso non e che rappresentante del Comune di Trieste, il quale Comune si spera che non abbia ad essere provvisorio, ma duraturo fino a che Dio non disponga altrimenti. La Commissione mandata dal popolo, e che al popolo deve ren-olere ragione del suo operare a missione compiuta, non dee porsi sulle vie rotte e distrutte della burocrazia, che altrimenti avra comune con questa il destino, e le odio-sita. Non intendiamo detto cio a rimprovero, ma qualche poco di esperienza in cose siffatte ci fa accorti che la Commissione, appendice come e della Magistratura, ha adottato assai del procedere di questa, il quale non fu sempre ne sapiente, ne liberale, mai popolare. 23 detto. Giunge notizia che 1' Imperatore abbia aggradito la leale dichiarazione del Battaglione della Civica fatta al Comandante dell'Austria interiore (Provincia militare alla quale appartiene Trieste) di essere pronto a battersi pel suo principe e pel Trono Costituzionale contro i nemici, come lo ha fatto in altre epoche^ A qualcuno non gradišče che il Battaglione, mediante il suo Comandante, abflia falta tale dichiarazione; ma non sanno questi tali che la Civica avrebbe mancato ali' onore della sua bandiera ed al suo debito se in momenti in cui po-tevasi muovere dubbiezza sui sentimenti, ed in cui la liberta concedeva di manifestarli, non avesse francamente dichiarato di voler illimitatamente prestare cio che deve. Altri pensano che il Consiglio Municipale avrebbe dovuto intervenire a quest' atto, ma dimenticano che nel tempo in cui fu fatto non vi aveva Consiglio come non vi ha tuttogiorno. e che la Commissione non avrebbe potuto pren-dere ingerenza nei sentimenti di un corpo armato. Vi ha perfino chi suppone che di quest' atto doveva averne notizia il Comando della Nazionale, ma non dimentichino questi tali che i due Comandi sono 1' uno dali' altro in-dipendenti. E se qualcuno volesse biasimare qucst' atto del Comando del Battaglione, diremo che questo fu atto veramente triestino, imperciocche in tutti i pericoli che minacciarono la Časa d'Austria dal tempo della dedizio-ne impo"tanto la guardia urbana che la suburbana, ossia coi nomi antichi — la civica e le cernide, pugnarono va-lorosamente in patria e fuori di patria pel principe loro. Lo straniero giudichi Trieste secondo il tornaconto proprio, e secondo quello che črede convenirle; e null' altro; ma i triestini hanno un sentimento che va al di so-pra del freddo ..palcolo, un sentimento consacrato da tra-dizioni, da storia, da memorie e da segni, per noi cari c potenli, non intelligibili allo straniero il quale non sapendo, ne curando di sapere cio che riguarda questa patria, črede che non abbia ne storia, ne reminiscenze, ne sentimento, e črede che nessuno ne abbia, perche egli le ignora. 23 detto. Corre voce che la nuova legge elettorale pel Municipio di Trieste, e lo ristabilimento di questo, sia stato adottato dal Comitato come segue:' Elettori sarebbero Possidenti paganti il censo di fni. 30 in cittž, di fni. t15 nella campagna. Comme/cianti, di qualsiasi categoria che pagano il canone di Borsa. Armatori. Sensali patentati. Dottori e farmacisti. Capi d' arte. Officiali della Nazionale e della Civica. Agenti Comunali, Capi di Contrada, interne ed e-sterne, pero se hanno domicilio stabile in Trieste e Peta di 24 anni; le donne proprietarie di stabili possono eleggere. II Consiglio Municipale (maggiore) sarebbe non di 40, ma di 36 persone, il minore verrebbe fissato dal maggiore. Eleggibili sarebbero Possidenti paganti il censo di fni. 50 in citta, 25 in campagna in numero di 12. Commercianti che pagano 25 fni. di canone, ed armatori in numero di 12. Dottori in numero di 6. Persone godenti pubblica fiducia in numero di 6; pero tutti sotto condizione che abbiano stabile domicilio ed eta di 30 anni e le altre qualificazioni portate dal Regolamento organico del Consiglio Municipale. • A questo progetto poniamo di confronto la legge adottata per la citta di Vienna, nel di 12 aprile 1848. II numero dei Consiglieri viene aumentato fino a cento. Elettori Tutti i cittadini austriaci, domiciliati in Vienna che contino 24 anni di eta, godano i diritti civili, delle se-guenti categorie Cittadini, che non abbiano sussidi di elemosina. Dottori, domiciliati da due anni. Prefetti, Professori, Maestri di scuole pubbliche. Parrochi di qualunque religione. I non appartenenti alle classi or dette, purche pa-ghino 25 fiorini di imposta diretta per uno stabile entro le linee di Vienna, e per lo meno da un anno a questa parte. Eleggibili Ogni elettore che abbia 30 anni, goda integrita di fama, da cinque anni sia domiciliato in Vienna, ed abbia mezzi sufficienti di sussistenza. Sembra che a Vienna non si čreda alla imminente pubblicazione d' una legge sulle Municipalita, dacche viene fissato che se entro un anno questa legge non venisse pubblicata, il Consiglio Municipale verrebbe to-talmente rinnovato dopo il decorso di un anno. 24 detto. Fesla in onore della nascita deli'Imperatore, trasferita dal 19 a questo giomo per la santita della settimana decorsa. Non vi fu varieta dagli anni precedenti se non per la presenza della Guardia Nazionale mediante una compagnia sulla piazza del duorno, coll' of-ficialita e spalliera di militi entro la chiesa. La Commissione municipale assume la rappresentanza del Comune per questa giornata, ed interviene alla funzione ponen-dosi dietro il Magistrato.; il membro della Commissione pel Magistrato Assessore Conti, comparisce fra gli officiali della Nazionale; nessun altro salariato del Comune interviene, il che vuolsi attribuito a dissuetudine nata in passato dal non voler dare la precedenza ai rappresen-tanti del Comune. Sebbene la Commissione non formi corpo rappresentativo, pure avendo assunta la rappresentanza del Comune, avrebbe facilmente potuto richiamare quella precedenza che compete al Comune e che e se-gno esterno di suo rango. 25 detto. Si preparano le elezioni dei deputati a Francoforte pel Parlamento Germanico. Nelle sale del Casino Greco si forma jin Comitato di quaranta persone, aumentate poi a sessanta, e si ha intenzione di accrescerne il numero, il quale costituisce propri offici per cominciare le sue sedute. Presidente del Comitato fu scelto il D.r Burger, Vicepresidente il Cav. de Bruck, Segretari i Sig. D.r Moulon, D.r Formiggini, D.r Nobile, D. Caroli, Regensdorf, Slocovich. Si dice che le autorita conoscessero gia P istituzione del Comitato e che lo aggradivano, e che volentieri si sarebbero poste in co-municazione con lui pel miglior andamento di questa missione, al quale effetto il Comitato si pose in contatto col Magistrato Civico e col Municipio, manifestando il suo piano per la forma delle elezioni. I Capi - Sestieri della citta vennero chiamati a portare i loro Iumi su questo importante affare. Molti fanno le meraviglie perche la Commissione municipale non abbia presa 1' iniziativa in affare di tanto momento ed il quale sara una precedenza per altre simili elezioni, la quale avra autorita grandissiina, e che col suo agire non abbia garantito al popolo l'uso di liberta. La Commissione venne eletta dal popolo intero, ed ha il suffragio di questo; il rimanersi nella inazione porto di effetto che un Comitato parziale sorse dinaiizi a lei per private combinazioni. Ora si fanno le elezioni^per Francoforte, poi ver-ranno le elezioni pel Parlamento austriaco, poi le elezioni per la provincia, ed e ad attendersi che tutte proce-dano allo stesso modo, se la Commissione pensa di non avere mandato per ingerirsi di cio, e se diferisce lo ristabilimento di un Consiglio ampio legale. 27 detto. Viene pubblicata la Costituzione deli' Impero Austriaco, liberalissima, adempimento corrispondente aila parola imperiale di chi la promise. Notiaino in que-sta cio che piu vicino ci riguarda. Gli interessi pubblici divisi in tre categorie — Impero — Provincia — Comuni; e secondo queste divi-sioni di interessi regolata la rappresentanza di tutto lo Stato, di cadauna provincia, e di cadaun Municipio anche nell' amministrazione, per cui i Governi provinciali, i Cir-coli, i Magistrati andranno se non a cessare, certamente a subire essenziali modificazioni. Questa distinzione e assai sapiente perche lasciera la liberta provinciale, e la liberta municipale, di provincie e di citta, si diverse per fisica configurazione di terreno, per stirpi, per lin— gue, per abitudini di vita, e dara possibilita a Trieste di tenere quello di suo peculiare che e ,indispensabile aila sua posizione ed al suo movimento. Sembra che Trieste, Gorizia e 1' Istria sieno state considerate scadute alfatto dalla condizione di Stati-, sarebbe stata necessita che la Commissione municipale sve-lasse al Ministero la condizione di Trieste, non alterata, ma soltanto velata dalle forme amministrative deli' orga-nizzatore Saurau; ora sarebbe tardi e puo lasciare que-sto oggetto da parte. Tutto il Governo del Litorale si indica come una sola provincia - Stato, e quand' anche venisse confermato per tale dal Parlamento austriaco, sarebbe quanto sostituire alle antiche condizioni ristret-te, altre piu ampie. E bene speriamo che nell' ordina-mento della Municipalita triestina, i nostri deputati sa-pranno ricuperare le parti del suo antico territorio che andarono perdute e chiedere 1' unione di quegli agri che sono naturale ed economica appendice di Trieste, a fine aila irnportanza sua, come citta e come emporio corri-sponda 1' estensione di agro per quegli effetti che 1' e-sperienza dei tempi ha mostrato necessari. E questo solo dovrebbe bastare per persuadere aila Commissione la necessita che la Municipalita di Trieste venga restituita, e modellata sulle liberta costituzionali che regolano anche le Municipali, e di fare che la fusione di Trieste nell'Istria e nel Goriziano non sia di grave pregiudizio aila condizione peculiare di Trieste. La Costituzione garantisce la nazionalita e la lin-gua di tutte le stirpi che abitano 1' impero; e cio e sag-gezza e per Trieste necessita; quella liberta di propria lingua che hanno i Serblici ed i Greci in Trieste, e ga-rantita alle stirpi italiane, alle stirpi tedesche; un colore le unisce, 1' austriaco. Altre cose notammo, cioe 1' esercizio dei diritti cittadini, fra i quali di associazione, di petizione riservato ai cittadini austriaci; protezione e sicurezza accordate ai forestieri; e queste massime che non potrebbero to-gliersi per alcune frazioni deli' impero, e che sono na-turali ed anche della precedente legislazione posiliva, tuttora in vigore, mostrano come certi assembramenti, certe elezioni odorino di illegalita, la quale puo venire scusata, non dalle circostanze dei tempi, ma dagli effetti che se ne avranno o se ne ebb«ro. Dove inanca 1' osservanza delle leggi, n^nca la liberta. Di questa liberale e saggia Costituzione rileveremo ancora che essa pronuncia la pubblicita delle sedute del Parlamento, ed il procedimento orale; come si regola il Parlamento cosi si regoleranno gli Stati provinciali, le Municipalita, i Consigli Comunali; ora che la Costituzione e promulgata non vi ha motivo plausibile di precedere diversamente nelle radunanze della Commissione. Noteremo ancora: la pubblicazione della Costituzione rende superiluo 1' invio di una deputazione al Trono Co-stituzionale, la quale giungerebbe troppo tardi; quelle cose che si volevano esporre e chiedere ali' Imperatore, conviene che si espongano al Parlamento austriaco, e dovra starsi alle decisioni di questo, qualunque esse si sieno. Candidato pel Parlamento Germanico per la parte d' Istria addetta aila Confederazione Gerrnanica. Gnbriele Jenny Dottore delle leggi, austriaco, da-15 anni domiciliato in Trieste. Le occupazioni della vita lo portarono a conoscere^ il diritto pubblico germanico ed austriaco, 1' educazione e lo studio aila conoscenza della storia deli' impero e, delle poiitiche combinazioni dei tempi passati e dei pre-senti. La posizione sua nella vita civile e pubblica gli diedero occasione e faciiita di conoscere le condizioni deli'Istria anche deli'austriaca, e di cio che riguarda la legge sociale esistente, e gli interessi economici e pubblici. Onesto di vita, mite di animo, liberale di pensamento, ama questa terra ormai divenuta sua patria; ed ha ingegno e parola per rappresenlare questa parte di provincia.