li Presidente della Repubblica, Maresciallo vista la compagnia della marina britannica eh' all’arrivo a Londra. Lo accompagna il Buca di eipc consorte delia Regina. Sullo sfondo, W. Uh i i.o, passa m ridi ha reso onore iilimburgo, Prin- BILANCIO POSITIVO È’ ancora viva l’eco suscitata ovunque dalia visita del Maresciallo Tito in Graiibrctagna. Per i! ruo io e la particolare posizione del nostro paese nell’ambito internazionale, i risultati dei colloqui anglo-jugoslavi di Londra hanno infatti una importanza clic va. al di là dei rapporti diretti e degli stessi interessi e problemi che i due paesi hanno attualmente in comune. L’identità di vedute registratasi su molti problemi internazionali e la comune visione dei mezzi atti a preservare la pace, stanno a dimostrare quanto siano ampie le prospettive di collaborazione anche fra paesi ad ordinamento sociale molto diverso, quando alla base di questa collaborazione sono il più completo reciproco rispetto e ia sincera pre-occupariicac di garantire la sicurezza internazionale. E’ una nuova dimostrazione in tale senso ohe si aggiunge a quella data recentemente dalla Urina del patto d’amicizia greco-turco-jù'goslave. inoltre il viaggio nella capitale inglese dal Presidente di uno stato socialista, La confermato che la linea separante coloro che minacciano la pace da coloro che si bàttono per la sicurezza intemazionale, non coincide oggi affatto con la linea di divisione dei blocchi ideologici. quello del mondo socialista e quello del mondo capitalista, che si vorrebbero identificare con i blocchi di stati, e ciò tanto più perchè l’Uunione Sovietica è ben lontana dal rappresentare il mondo socialista. Dopo ì’allacciamento di rapporti amichevoli con numerosi paesi, dopo la firma del patto di Ankara, i colloqui di Londra sono il risultato più significativo della politica estera jugoslava, ispirata da un sano realismo e preoccupata della salvaguardia deiìa pace, non solo ai suoi cimlini, ma' in ogni settore dello scacchiere internazionale, Il riconoscimento del principio della pace indivisibile, contenuto nel comunicato conclusivo sui colloqui, il quale afferma che in caso di aggressione fn Europa, il conflitto che ne deriverebbe difficilmente potrebbe mantenere un carattere locale, significa che la Jugoslavia ha rotto in modo definitivo l’isolamento in cui a-vrefcbcro voluto costringerla sia il blocco sovietico che alcuni circoli reazionàri occidentali, in primo luogo il Vaticano. I risultati delle conversazioni londinesi, quale logica conseguenza della politica di pace e di collaborazione internazionale del nostro paese, segnano quindi la sconfitta della politica dei sovietici e della politica della coalizione reazionaria occidentale accentratasi attorno a! Vaticano e al governo di Roma in funzione unti jugoslava. Sono per tanto comprensibili le preoccupazioni e il malumore dei circoli governativi italiani. A Roma ci si è resi conto che questa visita che rappresenta uno degli avvenimenti politici più importanti degli ultimi tempi, avrebbe segnato il fallimento completo di tutte le sue manovre, attorno al problema di Trieste. E nella capitale britannica si è parlato anche di Trieste, o meglio, dei rapporti tra Italia e Jugoslavia in quanto l’attiiaSe situazione di questi rapporti non contribuisce certamente a rafforzare la difesa -anime contro il pericolo di aggressione. Se ne è parlato, quindi, nel e vedrò delia situazione generale e dei mezzi atti a rafforzare la comune difesa e si è convenuto sulìa necessità di un miglioramento delle re1 a:;ionj itaio-jugoslave. I progressi nella collaborazione anglo-jugoslava e i rinsaldati vincoli d’amicizia fra i due paesi, che pur sono lontani, sulla base del cornane interesse per il consolidamento della pace, anziché preoccupare i dirigenti della vicina Repubblica, dovrebbero dare ad essi nuove prospettive è far comprendere che si può e si deve risolvere tutti i problemi controversi e collaborare con ia Jugoslavia, a condizioni che tale collaborazione escluda mire imperialiste e non sia subordinata a inammissibili condizioni. Lfi COMCLPSME DEL VIAGGIO DEL MARESCIALLO TITO IN GKM BRETflGMfi COMPLETO ACCORDO SUI I RI - ILI PR : " MI Invito ali' Italia per trattare direttamente su! problema di Trieste Si è conclusa sabato la settimana londinese del Presidente della Repubblica, Maresciallo Tito. Egli’sta ritornando ora in patria a bordo del «Galeb». Al termine dei colloqui, il Governo britannico ha emanato venerdì scorso un comunicato ufficiale nel quale si rileva innanzitutto . che i colloqui anglo-jugoslavi sì sono svolti in un’atmosfera di grande cordialità e franchezza e che essi hanno portato ad un’ampio scambio di vedute sui problemi di reci-. proco interesse e su quelli di carattere internazionale, connessi alla difesa comune dall’aggressore. Dopo aver espresso la soddisfazione del Governo britannico per 10 sviluppo di sempre più amichevoli relazioni fra il nostro paese, la Grecia è la Turchia ai fini del consolidamento della pace nei Ealcani, 11 comunicato sottolinea la necessità di un miglioramento nei rapporti fra la R. F: P. J. e la Repubblica italiana, esprimendo la certezza che ciò dovrebbe rafforzare ancor più il fronte della nace. Il comunicato pone poi in evidenza il fatto che i due Governi hanno constatato una perfetta comunità d’interessi per la difesa dall’aggressione e la Salvaguardia dell'indipendenza nazionale.» «I due Governi — prosegue il comunicato — si sono impegnati a collàborare strettamente fra loro come anche con gli altri paesi a-manti delia pace, e si sono trovati espressamente d'accordo che, nel caso di im’aggressione in Europa, il conflitto derivante da essa difficilmente potrebbe essere localizzato». Dopo avera affermato che la visita del Maresciallo Tito in Gran Bretagna ha contribuito a sviluppare ulteriormente la comprensione reciproca e a rafforzare i legami d’amicizia fra i due Paesi, cementata, da due guerre combattute in comune, il Comunicato esprime la convinzione che tali legami sono durevoli. Dal canto suo il Maresciallo Tito, in una dichiarazione fatta alla radio prima delia partenza, ha detto di essere rimasto profondamente cipe consorte . Churchill o A. Eden. impressionato dalle dimostrazioni di amicizia e di cordialità di cui fu oggetto duramente il soggiorno londinese da parte delle principali personalità dalla popolazione. Egli si e detto convinto che la collaborazione fra i due paesi sarà utile ad entrambi e faciliterà ,ia difesa della pace in Europa. Il Maresciallo Tito sì è detto poi soddisfatto per aver raggiunto un completo accordo sui principali problemi riguardanti la collaborazione fra la R. F. P. J. e la Gran Bretagna. Parlando ad una f conferenza stampa, indetta giovedì scórso nella sede deH’Ambascìatq delia R. F,-P. J. a Londra, il Segretario agli Esteri Koča Popovič ha sottolineato come i colloqui abbiano dimostrato l’esistenza di vedute molto simili sui vari problemi internazionali. Rispondendo a numerose domande, postegli dai giornalisti, sulla questione dei rapporti fra la R , F. P. J. e l’Italia, il comp. Koča Popovič ha detto fra l’altro: «Il problema di Trieste è stato naturalmente un argomento delle conversazioni per il carattere e l’importanza che esso riveste. E’ stàio constatato nuovamente che la sua soluzione potrà essere raggiunta solo, mediante trattative, dirette fra i due paesi interessati: l’ìtalia e la 'Jugoslavia. Personalmente sono convinto che il nostro Governa ha dimostrato molta comprensione nei riguardi di tale problèma 'e' ritengo pare che tale problema pòssa venire risolto qualora il Governo italiano dimostrasse, da parte sua, buona volontà, c- comprensione. La nostra linea di principia nei riguardi del problema, di Trieste è noia. Noi abbiamo detto e ripetiamo': se ia so- -fazione dei problema è difficile per l’ùna o l’altra ragione, noi proponiamo 'olTTtqlia di procedere prima alia diSSiissione su altri problemi, ia - cui soluzione contribuirebbe di riflesso a. quello dei problema ■ di Trieste. Il nostro Governo è:;disposto a trattare con I’i taìia i..i j j ; livello, più elevato deU’atttìalé». Come si vede, ii Stianolo dei col-' loqrn di Londra costituisce un successo completo, sopratutto tenendo conto dei numerosi c difficili problemi che ne costituivano l’argomento. In tal senso sono infatti indirizzati tutti i commenti della stampa e dell’opinione pubblica, meno, naturalmente, i soliti guastafeste romani, cui però néssuno può ormai prestare credito. IN UN MAZZO «Una mozione di protesta «in nome di democrazia, di giustizia e di libertà» è stata votata oggi dal C.L.N. đell’Ištria contro «le manifestazioni tributate al maresciallo Tito dal Governo della Granbreta-gna a dalle organizzazioni democratiche inglési». (Bai «Giornale di Trieste» del 18 s. m.) * Š «Al termine della riunione di ieri dell’esecutivo del P. S. V. G. è stato diramato il seguente comunicato ... Per far ciò il P.V. S. G. invita gli altri partiti politici, le associazioni, i circoli ed enti della città e della zona a rivolgersi alle quattro Grandi Potenze che siedono al Consiglio di Sicurezza del-l’ONU per chiedere l’unificazione delle due zone, l’evacuazione degli attuali occupanti e la nomina di una commissione dell’ONU che indaghi sulle preoccupanti condizioni del Territorio Libero ed abbia anche fra gli altri compiti quello fondamentale tìi convocare la popolazione a pronunciarsi sul suo destino mediante un plebiscito». (Bai «Giornale di Trieste» del 17 e. mi) » E come non doveva essere forma-lata e trasmessa una «vibrata» mozione di’ protesta ai governanti ed alle organizzazioni democratiche di quella «perfida Albione» da parte di quei C.L.N. ohe ha già esternato’ nei confronti degli stramaledetti inglesi i suoi veri sentimenti attraverso la propria rappresentante e Vicaria Maria Pasquinelli in Fola r.dl 1847? Di quel C. !..IV. che, profondendo a 'piene mani i miliardi estorti al popolo italiano, ha organizzata e largamente finanziato l’èsodo degli italiani da Pois perchè non gustassero il frutto proibito delie libertà democratiche, con l’iniquo e grottesco pretesto di sottrarli alla «avanzata delle orde slave assetate di sangue italiano»? Come poteva tollerare in silenzio il C. L. N. «che sta duramente combattendo nelle trincee delia italianità ili Trieste» le «manifestazioni di . simpatia, .di cordialità e di amicizia, tributate -al rappresentante di un paese «selvaggio balcanico» La foto, ripresa durante un» incontri fra gli uomini dì dato mostra (da sinistra a .de-) il Segretario agli Esteri della K.F. i", j. Roca Popovič (di fianco), il Premier britannico Wiston Churchill, U Maresciallo Tito e Ministro degli Esteri britannico Anthony Eden, i hanno la comunanza d’intc-:3si c di vedu-riguardi difesa dall’aggressione, one Uè l a volon-t di rinsaldare tradizionale amicizia fra i due paesi menante una più stretta collabo- . v*i t ' MLLIMEmi La firma del patto di amicizia greco-turco-jugoslavo, e poi la visita de! maresciallo Tito in Granbre-tagna hanno gettato lo scompiglio e la confusione nei circoli governativi di Roma. La cosa è comprensibilissima. Sia il primo che il secondo avvenimento hanno dato la misura esatta del completo fallimento della diplomazia di Palazzo Chigi, delle manovre più o meno pulite di Roma a danno della Jugoslavia. De Gasperi deve avei'e finalmente compreso che la sua politica sta dando risultati esattamente contrari a quelli attesi. La scorsa settimana ha convocato i suoi ambasciatori a Washington, Londra, Parigi e Bonn per accertare a quale livello fossero le azioni del suo governo nei quattro paesi. Nella conferenza di -Roma sono state così probabilmente apportate alcune rettifiche alla .politica fallimentare di Palazzo Chigi. Roma ha preteso che il TLT tornasse sotto la sua sovranità ed ha respinto cocciutamente ogni proposta conciliativa del nostro paese. Il risultato è stato che la questione adriatica è finita in un vicolo cieco e che si sono esasperati i rapporti tra le due vicine repubbliche. Roma ha. tentato di impedire l’avvicinamento tra Jugoslavia, Grecia e Turchìa e dì sabotare la loro attiva collaborazione allo sforzo comune di difesa. II risultato è stato la firma del patto d’amicizia nei Balcani. Ha condotto una inaudita campagna contro la Jugoslavia, , la sua situazione interna e la sua armata popolare, per screditarle agli occhi degli occidentali. Il risultato è stato il viaggio del maresciallo Tito in Gran-bretagna. Sonore sconfitte quindi su tutto il fronte. Ora forse a Roma ci si comincia a rendere conto che le chiassate di strada, te provocazioni fasciste, i mezzucci della diplomazia, dei ricatti e la campagna ariti jugoslava non servono a nulla. Vogliamo essere ottimisti e interpretare in questo modo l’intervento del governo italiano che ha fatto rientrare la gazzarre fasciste, preordinate per il 20 marzo. C’è da augurarsi che sia così, perchè l’inizio di un’època di sana ragionevolezza tra i responsabili italiani sarebbe -innanzitutto nell’interesse della salvaguardia della pace in questa parte dell’Europa. ceno TOGRAFKO PICCADILLY STREET è il quartiere più rinomato e tic q stentalo deh a 'capitale britannica. UIItin)Ì!nUllU!Ùini!llljlÌHllM)IIII)HfIllIIII!Ulllil’i{jjjjjMj!Jj{jjijjj|j{!;|jjJjj!j|||jJjj|j||jj)t!IMfMIIII!ll11MIIillt[lIIIII!im!IIIIintl!if!ÌllII!illltn UNA NUOVA CONTROVERSIA ALL'O.U N, da una nazione for-manle di quel patti atlantico dì cui «l’ìtaìia è il maggiore pilastro»? Va da sè che in questa circostanza non poteva non far coro al G. L. N. cd ai circoli clerica! fascisti di Trieste, quel P. S. V. G. che fa capo alla pseudo Camera del Lavoro, finanziata ila S.óèlba e che tutto ha fai,lo e predisposto affinchè i delegati della «Inicrsoc» potessero assistere in Trieste allo spettacolo degli italiani della «città martire» esternanti la toro «incontenibile passione ed ì loro spasimi d’amore per l’Italia» sfilando per le vie di Trieste in una cinquantina di padovani e veronesi al seguilo di un gagliardetto nero, c facendo esplodere le bombe nel proprio gruppo per meritarsi, all’ospedale, le parole di conforto e di solidarietà del sindaco Bartoli ed i doni del consigliere De Castro. Stramaledetti «Chi conosce a fondo l’anima degl’italiani — e non soltanto di quelli che. militano nelle correnti avverse al Governo De Gasperi — non troverà errata la nostra osservazione che se in questi anni la Inghilterra avesse avuto un suo piano particolare per alienarsi le loro simpatie e la loro fiducia, quasi da individuo, a individuo, fprse non sarebbe riuscita a conseguire quell’unanimità che oggi anche gli osservatori più superficiali possono constatare. Aggiungiamo che la nostra osservazione non è polemica, ma obiettiva». (Dal «fetido», dal «Giornale di Trieste» del 18 c. ni.) * Quale migliore comprova, dunque, che coloro i quali portavano al!.-celiteli o, quando lo sfolgorante sole imperiale decesso illuminava i «fatali» colli di Ropia, lo slogan «Dio stramaledica gli inglesi» oggi nel ciima «democratico fino all’assurdo», creato dal Vaticano c da Be Gaspari in Italia, nutrono gli stessi sentimenti per chi non asseconda i loro sogni imperiali? .Poiché gli stessi messeri osano oggi appellarsi alla «ànima degl’italiani» ed alte «unanimità» di questi, sarà bene ricordare loro come la stessa «anima» ed «unanimità» si manifestarono nei giorni susseguenti al 35 luglio 1943, ’ sulla nomina del nuovo Segretario ; nera:;- in sostituzione del ilimls-àonario Trygve Lie. La prima candidatura presentata, quella de! Ministro degli Esteri canadese c 5’residente dì turno dell’attuale sessione deli’Assem.biea Generale dèi-'.’ONU, Lester IS. Pearson (nella foto a destra) è stata bocciata in seguito al veto della delegazione serielles. 1! Consigliò* di Sicurezza, .he dove decidere sulla nomina del •tuovo Segretario generale, ha respinto in seguito ia candidatura fella si;-. Pandit, consorte dei Premier indiano, con ? veti favorevoli ilinss e Libano), 1 contrario (Cina nazionalista) e otto astensioni, li problema delia successione alia segretaria generale dell’ONU riman», periva ta aperto. ...miniiiii'iiimmil.... Olili INIZIATIVA Il prof. Devoto a Zagabria La scorso settimana, ospite gradito dell’Università di Zagabria, ha soggiornato nella capitale croata il Prof. Giacomo Devoto, linguista di grande fama, autore di opere ap-prczzatissime, professore alla facoltà di lettere di Firenze. Lo accompagnava l’incaricato italiano per gli scambi culturali tra Italia e Jugoslavia. Il professore ha tenuto due lezioni agli universitari zàgabresi: una .stila .facoltà di giurisprudenza, in francese, e l’altra, in italiano, al seminario italiano della facoltà di lettere c filosofia. Prima che iniziasse la sua lezione al seminario italiano, il prof. Devoto è stato salutato dal titolare delia cattedra d’italiano di Zagabria prof. Beano-V sé. il quale ha espresso il desitene che questa prima visita deH'illu-stre linguista italiano segni l’inizio di sempre più frequenti ed ampi scambi culturali tra i nostri due paesi. Dopo la lezione, assai applaudita, nel locali del seminario italiano, il prof. Devoto si è trattenuto in cordialissimo colloquio con professori e studenti, rispondendo a numerose domande dii carattere linguistico. Visite di questo genere, vivamente desiderate dagli strati intellettuali, contribuirebbero in grandissima misura alla reciproca conoscenza dei due popoli, allo stabilimento di' quei rapporti di stima è di amicizia tanto necessari e proficui tra paesi confinanti. e. d. I Apparecchi a reazione, forniti dal ea, sono stati recentemente const re. Ecco il primo gruppo di qualtre I Governo degli Stati Uniti d’Ameri- gnati alla nostra aviazione milita- tur borer il a ri «Thundèrjet». continuano a giungere, miniera mente nella Berlino oceiden dove vengono smistati verso dente a mezzo di aerei. Le fugar dalla zona orientale della Germa- ’u’;! tale si serie difficoltà sistemazione dei fuggiaschi, foto, un gruppo di profughi nia stanno assumendo proporzioni sistemato alla meglio in un centro sèmpre più ampie, per cui le auto- eli raccolta berlinese. 'Mili'1 * Martedì 2h Marzo 1853 PREZZO: 5 din. - 20 lira ABBÖNÄMEJJTI: T.L.T- Zona Jugoslava e R.F.P.J. annuo din. 250, ssmestr. din. 130 Spedizione in c. c. p. k ORMO DEL FRONTE POPOLARE ITALO-SLAVO AKNO VI* - No. 287 Redazione - Amministrazione CAP0DISTRIA Via Santorio 26 - tei- 128 LÄ «RUDI» DI ÌSOLA DA' IL VIA alle eiezione per i consigli operai La preparazione nelle altre aziende ■ì mm Il pomeriggio di sabato, nella rinnovata sala della mensa, gii operai della fabbrica laterizi «Ruda» di Isola hanno »peri o la serie delle elezioni per i consigli operai nel nostro distretto. Alla preparazione di queste elezioni; il collettivo della «Ruda» si era accinto non appena le eiezioni per 4 .consigli operai ,erano state indette dall’Assemblea distrettuale. Tale preparazione non rappresentava per loro molte difficoltà dato che il loro collettivo è omogeneo numericamente piccolo e la scelta dei 29 candidati non richiedeva particolari esami e valutazioni poiché dicono i dirigenti «tutti i nostri operai sono bravi e tutti potrebbero far parte del Consiglio operaie». Dei 29 operai proposti nel consiglio sono stati eletti 15 e precisamente : Pugliese, Juriševič, Fičur R, Vascot-to, PeSar, Babič E., Benvenuti, Vc-scovo, Deponte, Peroša, Babič M., Barut, Bologna, Kaligarič, Fičur A. Negli altri collettivi ferve invece intensa la preparazione. Delle a-ziende da noi visitate la più a buon punto con la preparazione è la ex Ampelea le cui elezioni dovrebbero, se tutto procede bene, svolgersi il 23 di questo mese, data fissata dal Consiglio operaio. Le liste degli a-venti diritto al voto sono esposte al pubblico già da parecchio tempo e così pure le liste dei candidati. Qucst’ultimi sono stati proposti ed approvati dalle maestranze stesse nelle riunioni di massa elei reparti. Sono cosi sortiti 154 candidati, cioè un terso della fabbrica, di cui 45 riel reparto filettatura, 45 nel reparto braccianti, 4G nella sala macchino c 18 tra il personale amministrativo e reparti inferiori. Nella lista definitiva tale numero risulterà di poco inferiore poiché alcuni operai e operaie sono stati proposti simultaneamente da più reparti. Il settanta per cento dei candidati è rappresentato dalle donne. Poco numerasi fra i candidati proposti sono quelli formanti l’attuale consiglio. Dei 151 proposti ne verranno eletti 43. All’Àmpélèa si è provveduto inoltre *àl reiezione della commissione di candidatura e della commissione per la verifica delle liste e dei voti. Alia «Edilit», benché la preparazione sia meticolosa e proceda rapidamente, si ritarda intenzionalmente' e con ragione a fissare la data delie eiezioni poiché cor. l’inizio dei nuovi lavori continuo è l’afflusso di altri operai nell’azienda ai quali pure deve essere data la possibilità', dì. partecipare alle elezioni della loro direzione operaia. Nei vari cantieri dì lavoro ò stata svolta una intensa opera di chiarificazione delle funzioni e del ruolo del consiglio operaio. D’altronde bisogna riconoscere che anche l’attuale consiglio operaio, durante la sua permanenza in carica, è stato Strettamente collegato con le maestranze nonostante lo difficoltà rappresentate dal fatto che i cantieri dell’impresa sono sparpagliati su un vasto, territorio. Alcuni cantieri delia «Edilit» hanno, già proposto i propri candidati, 40 sino ad ora ed il totale complessivo deve superare la cifra di 50. Tra i candidati proposti figurano sette appartenenti all’attuale consiglio operaio. Come già accennato in un nostro articolo di fondo, nonostante la grande distanza tra i cantieri, è successo che alcuni di Hmviats il censimento TI 17 marzo 1953 il Comandante d.én’Amminhtraaiorìe Militare per lo, Zona jugoslava del TLT, colonnello Milos Staihatović, su proposta della Commissione per il censimento presso. l’AMPJ, ha emesso un’ordine con cui viene rimandato a data da destinarsi il cens:(mento che avrebbe dovuto aver luogo il 31 del mese córrente. Il censimento è stato rimandato poiché d lavori preliminari non hanno potuto concludersi nel breve periodo di due mesi-A proposito di tale rinvio, il presidente della commissione per il censimento presso TAmministrazIo-ne Militare dell’APJ, dott. Kolenc, ha dichiarato al corrispondente della Tanjug: «L’ordine del Comandante del-l'Ammmistrazione militare dell’A-FJ sulle operazioni di censimento (i. filtrato in vigore alla fine di gennaio del 1953, fissando tali operazioni per il 31 marzo dello stesso anno. : «La commissione, a tal uopo costituita, calcolava che tutte le operazióni preliminari potevano concludersi tempestivamente entro tale data. Invece i preparativi tecnici non hanno potuto concludersi he) termine previsto, specialmente per il censimento. Alcune istruzioni non sono state ancora tradotte in italiano ' nè stampate nelle fre lingue della zona. «In seguito a tale situazione mi sono rivolto al direttore dell’Is tituto generale ..per la statistica e l’evidenza della Repubblica Popolare Federale della Jugoslavia, prof. Stane krasévac, per avere il suo parere se, data la situazione esistente nei lavori preliminari, si poteva procedere al censimento cd ottenere risultati soddisfacenti. Il prof, kraševac ha dichiarato che i preparativi tecnici non sono tali da poter garantire che attraverso il censimento del 31 marzo si ottenessero i voluti dati qualitativi sulla popolazione della zona ed ha aggiunto che tali preparativi sia in Jugoslavia che negli altri paesi hanno la durata di almeno un anno». La Commissione presso l’Amministrazione militare dell’APJ ha tenuto conto dì tale valutazione ed ha proposto al comandante dell’Amministrazione Militare di rinviare il cegsw&SBto. questi hanno proposto lo stesso o-peraio. Così, ad esempio, l’operaio La Pira Giuseppe è stato proposto candidato da cinque cantieri. La lista definitiva dei candidati sarà nuovamente discussa nella riunione comune dei Comitato amministrativo della filiale sindacale, della Lega dei comunisti e dei migliori operai, dopo di che sarà convocata la riunione del Consigi'o o-peraio che avrà il compito di fissare la data delle elezioni. Alla «Arrigoni» è stata convocata la riunione aperta dalla Lega dei comunisti nella quale sono state fissate le proporzioni dei' candidati che avrà ciascun reparto. Dopo verranno convocate le riunioni di massa dei reparti nelle quali si procederà alla candidatura. Nella fabbrica «De Langiade» le elezioni sono stato indette per il 4 aprile. La lista dei candidati non h a avuto ancora la sua stesura completa poiché il Comitato della filiale sindacale ha compilato una lista di 15 nomi (tanti dovrebbero venir eletti nel consiglio operaio) per cui le maestranze, oltre discutere ed approvare i nomi proposti dal loro comitato sindacale, dovrebbero aggiungere anche altri. All’«Adria» il consiglio operaio è convocato per domani con il precipuo compito di tracciare il piano della preparazione e fissare la data delle elezioni. MB FIORI E SORRISO DI BIMBI HANNO SALUTATO DELLA PRIMAVERA L’APPARIRE C’è una categoria di persone alta mente meritevoli che nelO’ombjra compiono un’opera molto utile alla società, di cui ci ricordiamo soltanto nel bisogno. A tale Categoria appartengono indubbiamente i vigili del fuoco, della cui esistenza troppo spesso la cittadinanza si accorge unicamente dall’ululato della sirena, quando la rossa autobotte sfreccia veloce per la via. Allora tutti, pensano che j «pompièri» siano un’istituzione utile e necessaria perchè possono salvare dàlie fiamme persone ed averi, ma, continuano a rimanere in questo strétto ordine d’idee per qualche istante appena, scordandosene poi , ben presto, amenochè il fuoco non minacci o.ualcuno di essi. Tutt’al più ci scappa qualche rigo d’elogio in un trafiletto di cronaca spicciola e basta ! Invece non dovrebbe essere così. Al profano che passi csm àmen-b: per l’ultimo tratto della Vìa Cankar a Capodistria parrò sfratto , quél torrione in legno massiccio, che si stacca alto come una vedetta, e gli verrà spontaneo pensare a cosa possa servire quell’arnese. Ma qualora volesse gettare uno sguardo all’interno del cortile constaterà facilmente di che si tratti. E’ la stazione dei vigili dei fuoco, sistemata in un convento abbandonato, dove un gruppo di giovanottoni dalle proporzioni abiotiche .sta continuamente all’erta e si alien?, per il cimento col fuoco con costanca o abnegazione. La lotta contro le fiamme richiede infatti una preparazióne faticosa e un ardimento non comuni. Sul piazzale, sempre pronta e rifornita del liquido elemento, attende una moderna autobotte rossa, attorno a cui c’è sempre qualcuno intento a controllare ogni cosa, poiché da un momento all’altro il piantone di servizio al telefono potrebbe dare l’allarme. E allora il passante curioso potrebbe assistere ad una scena non comune: come se una forza ignota agisse sugli uomini e sulla macchina, questa e quelli sfreccerebbero in un lampo davanti a lui, che avrebbe fatto appena in tempo a scansarsi e seguirli stupito con l’occhio. & Dairinhio di quest’anno ad oggi, scene simili si sono ripeti’:e ben ventidue volte Ora c’era un fuoco di sterpaglie da spegnere, ora un camino in fiamme : piccoli focolai d'mcendio che noce;;xit&va eliminare ìmme . mi: ite per .evirare il peggio. L’ultima azione, il 16 c. ni., è stata tu pò più impegnativa: lo spegnimento e ■; fuoco nella zona fra Dekani c Tinjan; cui col!aborrono anche il gruppo volontario d. Dekani, la popolazione del luogo e un grappo di solo Mìa, accorsi anch’es-si fra i primi a prestare aiuto, riuscendo a salvare la situazione che minacciava di provocare danni ingenti ai vigneti e ai frutteti. L’ultimo scorcio dello scorso anno è stato invece molto più movimentato. I bravi vigili non se lo scorderanno tanto presto. La prima volta a Podgorje dove aveva preso fuoco un deposito legnami, sistema- segna “tutto esa rito“ per la prossima staggiane turistica Inglesi, svedesi, olandesi, tedeschi,austriaci, svizzerie norvegesi hanno già firmato i contratti di soggiorno »stri alberghi sjmo in possesso iontratti che assicurano il com- Tedeschi, svedesi, inglesi, svizzeri, austriaci e olandesi hanno firmato già i contratti di -soggiorno. «Spiacenti. Tutto riservato». Sono le parole con cui le direzioni dei nostri alberghi devono rispondere ai telegrammi che continuano a pervenire dall’estero e dal paese. Quello che le agenzie turistiche estere rivelano quest’anno nei confront' della costa dalmata e istriana non si può più definire interessamento, ma vera e propria ressa. Per la prima volta nel dopoguerra i nostri di contratti che pletlo sfruttamento della propria capacità, durante tutta la stagione turìstica. Vi è di più. Tale ressa costringe gli alberghi ad anticipare l’apertura. Che cosa suscita questo elevato interessamento dei turisti esteri per le nostre località? Il tempestivo intervento personale, e reclamistico sul mercato estero, i prezzi di concorrenza e la bellezza della nostra riviera — rispondono ad una voce i direttori degli alberghi. Siamo d’accordo con loro, ma a questi argomenti riteniamo doveroso aggiungerne uno, forse il più importante e squisitamente politico; l’aumentato prestigio della Jugoslavia negli ambienti internazionali. Artisti cinematografici tedeschi A Portorose il turismo vero e proprio s’inizia il 4 aprile con l’arrivo del primo gruppo di 30 svedesi che si alterneranno, ciascuno per dieci giorni, sino alla fine della stagione. Però il «Palace» apre i suoi battenti ad ospiti di riguardo già oggi. Si tratta di un gruppo di 50 persone, tecnici e artisti, della casa cinematografia tedesca «I. N. G. E.» che, in società con la «Triglav» di Lubiana, girerà alcune scene di un film sulla costa di Salvore. Il loro soggiorno si protrarrà da 15 giorni a un mese. Sino al 18 maggio, al «Palace», nessun altro gruppo estero inizierà i propri turni, però è previsto l’arrivo 'di alcuni gruppi nazionali. In tale data, accanto agli svedesi, già in normale avvicendamento, giungerà un gruppo di trenta austriaci della Carinzia che, < in numero invariato e per turili di 14 giorni, s’avvicenderanno sirio alla fine della stagione. Cinque giorni più tardi, cioè il 22 maggio, è previsto l’arrivo del primo gruppo di 53 turisti inglesi inviati dall’Agenzia londinese «Poly». Rimarranno in turni di 14 giorni sino al 20 settembre. Norimberga in testa Il 15 giugno incomincia ad arrivare il grosso della «troupe» turistica straniera. L [Ufficio viaggi «Bauernfeind» di Norimberga invi-rà gruppi di 80 turisti, la «Dalmatia» di Monaco gruppi di 40 turisti. Le agenzie turistiche svizzere invieranno 18 turisti per ciascun gruppo. La «Capri» austriaca gruppi di 30 turisti. Dopo il 15 giugno il «Palace» ha riservato al turismo nazionale 19 posti e precisamente 10 al «Putnik di Belgrado, 5 a quello di Zagabria e 4 a quello di Novi Sad. I rimanenti posti del «Palace» rappresentano una riserva per le maggiori agenzie turistiche svizzere quali la «Hotel Pian», la «Cucni» e la «Lamanchy» per la «Inghan» e la «Sea Jugoslavija» londinese e per le agenzie tedesche «Turopa» di .Francoforte e la «Die Welt» di Amburgo. Questa è la distribuzione che a-vrà il maggior albergo portosino. Gli altri alberghi, di categoria inferiore e quindi di prezzi più modici, resteranno di esclusivo dominio dei turisti austriaci, notoriamente di possibilità fìhahziarie più modeste, e dei turisti nazionali. Comunque, dal 15 giugno in poi afrche quésti alberghi’ registrano il completo, salavo qualche posto riservato dalle direzioni.per dàsh eccezionali: Denotare che II connine di Graz che lo scorso armq jnviava i propri turisti a Grado Li 'hV fatti deviare quést’an-no per'Portorose: Olandesi al ««Triglav»» All’albergo ; «Triglav»- di Cgpo-di-stria 55 detti seno, stgti riservati, per tutta,,:lj% stagione, .da gruppi di turisti olandesi, svizzeri e austriaci e il resto, daaagenzie turistiche nazionali. fer ,gli,;’ospiti di passaggio dovrebbe, esgere'.. adattato T’àtóergo «Alle bandiere:}: e Tndltrß . il '«Triglav», dispóne di io letti': in case private “c^é sii sono prenotate per affittare stališe. a miai* »T iìi.»e -Nelle weekend’ .di Sv Nicolò, 50 posti sono Sfati riservati dallé'lagen-zie turistiche apstriuehq e il resto da quelle, paziopali. Alle ..agenzie austriache è stato inoltre affittato uno spazio dello stesso bagno’ per l’erezione de-lla tendòpoli dove troveranno postò da 109 a 150 austriaci in ogni gruppo. Tale è il 'quadro del turismo di quest’anno' sulla nostra riviera, quadro che si present.!- quanto mai interessante e vivo. Per renderlo più attraente bisogna provvedere a una serie di lavori e risolvere alcuni problemi che, pur esistendo conclusioni e decisioni al riguardo, sono rimasti nel punto morto' in cui si trovano. In primo lùogo urge portare a termine quanto prima la canalizzazione di Portorose, che ora procede alacremente, asfaltare la strada dinanzi al «Triglav», preparare i posti di ristoro nei punti più importanti, mete di gite e di escursioni. ESPERIMENTI ALL'ISTITUTO PER L'INCREMENTO DELL'ECONOMIA Vinacce ridotte a mangime «La bora si beve il latte» dice un proverbio del Carso, ma l’Istituto per l’incremento deil’economia di Capodistria ha dimostrato che non è vero. Tempo fa 14 mucche ricevettero per stalla ... l’aperta campagna, più precisamente una tettoia di paglia che non parava naturalmente riè la bora nè il freddo. Si voleva appunto dimostrare che le bestie esposte al rigore degli elemen- S’INVOLA UH GENERATORE La settimana scorsa, nelle ere noturne, ignoti hanno asportato un elettrogeneratore da 12 vòlt, che si trovava nella parte retrostante alla casa di Ravalico*Guido da Portorose, provocando un danno di oltre 100 mila din. BICI SCOMPARSA «Una và ed una viene», questo si può dirlo di certe biciclette. Diffat-ti nella decorsa settimana è stata rubata una bici da donna a certa Babič Vittoria di Capodistria. Verzerio Valentino invece, ha rinvenuto in via Combi un velocipede da uomo, in buono stato, che ha consegnato alla stazione cittadina della D: P. Il proprietàrio non si è ancora fatto vivo. RUBAVA AI COLLEGHE E’ stato tratto in arresto a Isola tale Jurissevlj Luigi, sul quale gravava il sospetto di un furto alla stazione trasformatori di Capo distria. Nella perquisizione è stato accertato infatti che il Jurissevič deteneva un paio di scarpe rubate al suo collega Podrecca Carlo. Risultano inoltre mancante altri oggetti e materiale tečni,bo per un valore complessivo di 13.000 dinari. ti non ne avrebbero sofferto. L’esperimento è decisamente riuscito. Nonostante il freddo a 10 gradi sotto zero di certe giornate e la bora che ha toccato la velocità di 140 km all ora, il bestiame non si è ammalato e ha continuato a dare il latte nella misura consueta. Pare anzi che nei giorni di.temperatura più. rigida il latte sia aumentato di una modestissima percentuale. Questo non significa — ci è stato detto all’Istituto — che nei giorni più freddi si ha una maggiore produzione di latte. Serve solo ad indicare che le mucche non soffrono le intemperie. Gli animali lasciati così all’aperto si adeguano al rigore del clima mettendo un pelame più folto. Quelli cniusi nelle stalle, invece, venuti a contatto col freddo intenso, mal lo sopportano, con io conseguenze facili ad immaginare. Bel risultato, no? Identico esperimento è stato eseguito con dei maiali, riuscito anch’esso. I maialini nativnel gelo e nella bora sono cresciuti ugualmente senza che ne andasse perduto alcuno. La_cosa non è nuova. Gli Americani hanno usato con successo lo stesso metodo. Ma in A.merica non soffia la terribile bora. Sotto questo aspetto l’esperimento è nuovo. Un successo ancora più grande ha ottenuto l’Istituto per l’incremento dell’economia con le vinacce ridotte a foraggio per il bestiame. Negli anni scorsi furono usati nel foraggio i cascami della lavorazione del pesce. Il cascame del pesce doveva essere passato in acqua corrente prima di divenire commestibile per il besiame. Ma questo procedimento eliminava il sale e tutte le altre sostanze solvibili in acqua, fra le quali la vitamina B 12 che rende bestie la digestione : delie proteine. L’in-coriveniente;‘fu Superato mescolando il caSOarSe dpi pesce alle vinacce. Il lavaggio diventò superfluo e il sodio e lé-mltre sostanze non andarono. più ,perdute.: Dieci chilogrammi .di questo miscuglio e uno di fieno, a.( giorno sono l’ideale per uri capo • di bestiame giovane. Le 14 mucche lasciate ali’apérto furono nutrite a questo modo. La nuova alimentazione fu particolarmente, gradita, dalle bestie e si potè riscontrare .nel latte un aumento di grassi.da 2,9p/o. a 4,4r/o. In zone minacciato spesso dalla siccità come la nostra, oppure dove non è'possibile per ragioni di spazio o di economia lasciare grandi aree à prato, 'd'esperimento assume un notevole significato a merita di essere seguito con interesse. Còsa quès^5"si^iìì.flclii .in termine economico è presto detto con un esempio. La Cantina Vino di Ca-podiscria. iia-sspedito a Trieste svariati vagoni di vinacce vergini ricavandone 100 mila per.. ognuno. Usato invece per T%lìm:eritazióne, pciniamòivdellè 14 mucche un vago- -rilj di vinàcce avrebbe dato (fieno eri carcame di pesce a parte) 3190Ti-, tri di latte e 48 chilogrammi'ài burro,' Dalla vendita latte a Trieste SirievreSpe ricavato 143,500 Tire, < alley «ititeli vapno aggiunte : altre 24.000 lire per il burro. Totale 167.500 lire. Conveniente, senza, dubbio. Quando si pensa poi chq dalla distillazione di un vagóne di, vinacce si sarebbero ottenuti- 10' ettolitri- di grappa per un valóre di 250.000 dinari (150 al litro più 100 di dazio sul consumo) la convenienza appare evidente anche a un orbo. Alla «Cantina Vino» però i conti sembra si facciano altrimenti. E i vagoni spediti a Trieste sono 11. Ma di questo ne riparleremo. ne to nei pressi della stazione ferroviaria. Benché avvisati con un certo ritardo essi sono giunti sul posto nel tempo record di soli quaranta minuti e la loro opera è valsa a salvare migliaia di metri cubi di legname. In quell’occasione hanno dimostrato un coraggio ed una prontezza ammirevoli, tanto da meritare la gratitudine della «Bor», l’interessata nella cosa, che ha promesso loro perfino un premio ... non ancora giunto a destinazione. Il secondo intervento di maggiore entità si è reso necessario, sempre in quel periodo, a Vanganel, dóve l’opera di spegnimento è risultata molto difficile dato che le fiamme avevano invaso tutto un piano e a-vevano avvolto già il tetto, costituendo una minaccia immediata per gli altri edifici vicini. Tuttavia il lavoro fu compiuto tanto bene da ridurre al minimo i danni e uno dei vigili rimase anche ustionato abbastanza seriamente. Di tuttociò i v -stri «pompieri» parlano con modestia, quasi con ritegno. Preferiscono, anzi, non parlarne affatto con gli estranei. Per essi è perfettamente naturale rischiare la propria vita per salvare il salvabile. Al ritorno in sede tutto rimane soltanto un ricordo; costituisce tutt’al più un incitamento ad affrontare serenamente i futuri pericoli. Ecco perchè essi lavorano e si preparano nel silenzio e sono quasi gelosi dei segreto se qualcuno osa mettere il naso nelle loro faccende. E magari ci scherzano sopra. 8. A. nspini A Forforose non si è ancora provveduto per l’apertura di un negozio di fiori. La capienza dei negozi di barbiere e la capacità dei titolari non è all’altezza delle prossime esigenze. Varietà e ballerine dove sono? L’albergò «Palace» ha provveduto per l’acquisto di una apparatura cinematografica per.aprire nel proprio parco il cinema all’aperto. Dovrebbe ancora concludere i contratti con gruppi artistici e di varietà nazionali ed esteri per il loro soggiorno ed esibizione a Portorose. Naturalmente per questo ed altro dovrebbe essere risolta la questione della partecipazione degli alberghi alla valuta estera realizzata. Vogliamo rivolgere un’esortazione anche alia nostra gente di mare. I pescatori dalmati arrotondano sensibilmente i loro proventi sostando dinanzi ai bagni ccn le barche a remi e a vela per le gite dei turisti. Non potrebbero fare la stessa cosa anche i nostri? Ai turisti si rendebbe un servizio in più e i pescatori avrebbero un bel gruzzolo per il desco familiare. Gitanti triestini L’albergo «Triglav» ha provveduto all’acquisto di un motoscafo di 32 pesti che farà servizio ogni mezz’ora con S. Nicolò. La nuova terrazza, sulla quale nel pomeriggio di ogni giorno si daranno concerti e la sera musica da ballo, avrà la sua apertura ufficiale il primo maggio. Naturalmente la maggiore o minore entità dei proventi di questo albergo, come degli altri ritrovi pubblici, specialmente a Isola, dipenderà dall’afflusiiO dei gitanti triestini. Citeremo ad esempio che nella sola ultima notte dell’anno scorso e solo al cambio valute del «Palace Hotel» sono state cambiate 150 mila lire. Non sembra azzardato affermare che durante la stagione estiva tutto il nostro commercio con Trieste potrebbe svolgersi sulla base dei mezzi forniti da questi gitanti se non ci fosse la lenta procedura ai posti di blocco. Sarebbe opportuno che il sabato e la domenica sino al lunedì mattina, venisse, se non triplicato almeno raddoppiato il servizio della dogana e gli altri ai blocchi affinchè procedano in modo più sbrigativo. , M. Santi Vende gl dettaglio: Droghe, coloniali, alimentari, articoli di pelletteria, calzature, articoli di largo consumo, cosmetici eprofumi, argenteria, gioielli, le più svariate stoviglie, ferramenta, mobili ecc. ecc. let. 9 - leleaianii „EGIDA“* MASSAIE ! Quando dovete fare i Vostri acquisti ricordate che l’„EGIDA* nei suoi undici negozi di Capodistria Vi offre quanto Vi occorre a buon prezzo V Gli agenti della dogana, durante una perquisizione operata a bordo del piroscafo VIDA, hanno rinvenuto nascosti a bordo oggetti diversi per un valore che supera i 150.000. dinari. Trattasi di articoli di largo consumo che venivano cor« trabbandati in zona B dai seguenti componenti l’equipaggio : Finderle Giuseppe, Spadaio Tranquillo e Pagliaro Antonio, tutti e tre da Pi-rane, i quali sono, stati tratti in arresto. RADIO Ouesta settimana cominceremo coll’indicare ai nostri lettori i migliori programmi musicali di Radio Trieste zona Jugoslava. «Le più belle canzoni richieste» va come il solito in onda domani alle ore 20. Un altro programma di successo, «Musica per voi», potrete ascoltarlo domenica alle 12. Oggi invece alle ore 17.40 verranno trasmesse canzoni popolari jugoslave e sabato alle ore 20 noti cantanti allieteranno la vostra serata. Chi ha voglia di ballare, apra la radio lunedì 33, alle 22.30. Agli appassionati di musica operistica e sinfonica consigliamo: «La Boheme» di Giacomo Puccini alle ore 20 di oggi, giovedì alle 11 un poema sinfonico di R. Strauss, ancora giovedì alle 21, concerto operistico. Non dimenticate poi di ascoltare come di consueto ogni domenica alle ore 20 «Serata allegra». Passando al gruppo dei programmi di prosa, segnaliamo, venerdì alle 20.30 «Dal mondo del lavoro», trasmissione di carattere sindacale dedicata ai lavoratori; «A zonzo col microfono», radiocronaca dei maggiori avvenimenti della zona, giovedì alle 20.30 ; «Uomini fatti e Paesi» sempre alle 20.30 di sabato : «Panorami culturali» ancora sabato alle 11.30. Alle 12 dello stesso giorno gli sportivi potranno ascoltare «Domani sui campi di gioco». Vogliamo finire indicando «Il nostro scenario». Lunedì alle 20.30. La compagnia di prosa della Radio eseguirà «Harvay», una brillante commedia americana. CINEMA I nuovi films in programmazione ouesta settimana ci sembrano particolarmente interessanti. Sarà u-tile, comunque, vedere «La bambi-bina nel pozzo». Aldo Fabrizi, il simpatico attcr comico italiano, ritorna in «Papà diventa mama» dove c’è da ridere a crepapelle. «La gloriosa avventura» si svolge nelle Filippine, agli albori dell’indipendenza di questa Repubblica. Gary Cooper ne è l’interprete principale. A chi non lo avesse visto, segnaliamo «Il caso Paradine». Poi anche «Domani è troppo tardi». Di queste pellicole abbiamo già parlato nel numero scorso. Ttouziarte ä* f ž * a ■< Ä I Mili M H Ä ?4-. ||p Sì STA ?ES INIZIARE L’ESTRAZIONE DELL’ACQUA DALLA MINIERA DI CARBONE A SICCIOLE ■ PARENZO — Il distretto di Pa-renzo, in comunità con ì1 Comitato popolare cittadino di Rovigno ha adottato le misure necessarie per iniziare la coltivazione delle ostriche nel canale di Leme. Sono state acquistate 500 boe e 151 quintali di legname dii quercia. Già nel prossimo anno il raccolto delle ostriche ammonterà a 2 milioni. Con la coltivazione di questo mollusco si spera di ottenere un maggior afflusso nel canale delle orate. ROVIGNO — Sono in corso lavori di preparazione per l’apertura del museo civico. E’ stato costituito il comitato promotore con il compito di raccogliere i vari oggetti di valore storico e i documenti della Lotta popolare di liberazione. Per le occorrenze del sorgente museo, il Circolo italiano di cultura ha elargito l’importo di 200 mila dinari. A sede de! museo sarà adibito uno dei più antichi palazzi di Rovigno. — Quest’anno in Istria avrà inizio la costruzione di modernissimi essicatoi per il tabacco che rappresenteranno, per ora, l’unico tipo osi stente in Jugoslavia. Tali essicatoi adotteranno il sistema americano di essicazione. — L’istituto biologico marino di Rovigno è stato dotato della nave «Bios» per le ricerche degli scienziati nazionali ed esteri sulla vita del Mare Adriatico. FIUME — Il Consiglio sindacale cittadino dj Fiume ha iniziato la distribuzione- dei soccorsi alle persone rimaste momentaneamente disoccupate. Gii importi concessi a ciascun disoccupato variano da 1500 a 3.000 dinari mensili. La concessione di questi soccorsi non pregiudica i diritti spettanti ai disoccupati in base alla vigente legislazione. POLA — Avrà tra breve termine il primo corso di esperanto tenutosi setto la direzione del compagn- * Stojnic, auspice l’Associazione espi rantista di Pola. — Al reparto pir 1’increment > ; della produzione del Cantiere navale «Scoglio Olivi» di Pola sono pervenute, nel corso del 1952, 24 importanti innovazioni e proposte di razionalizzazioni che hanno sensibilmente contribuito ad aumentare la produzione sia in questo cantiere che in altri similari della Jugoslavia. Le proposte di maggior valore sono state presentate dagli operai Belič Giovanni, Blesić Guerrino, Odoni Antonio, Zanincvió Branko, Fantini Carlo, Cobalti Er-geo, Voscilla Enerio, Borsi Giovanni, Jaksić Alessandro, Padjen Giovanni ed Orsetti Leone. IL DEMONE DELL'EVEREST La notizia secondo cui un gruppo di alpinisti e studiosi germanici tenterà la scalata all’Everest, ha fatto seguito, in questi giorni, a tre analoghi annunci di fonte elvetica ed americana, per tacere della spedizione italiana che si limiterà ad una cima inferiore del gigantesco complesso montano. Di fronte ai due più recenti ed importanti tentativi, quello di Wyss-Dunand (primavera 1952) e quello compiuto dagli scalatori elvetici nel novembre dello stesso anno, falliti entrambi dopo un seguito di vicende drammatiche, sorge l’appassionante domanda: riusciranno questi altri ardimentosi a raggiungere l’ultima vette, inviolata del mondo, a vincere il demone dell’Everest? Una folle impresa venne definita in tutti i tempi la scalata. Difficoltà d’ogni genere, pericoli d’ogni specie, incognite terribili si frappongono alla riuscita dei tentativi che vanno senz’altro annoverati tra i più temerari nella storia dell’audacia umana. Lo stesso dr. Wyss-Dunant, con le sue recenti dichiarazioni, ha tracciato un quadro impressionante dei rischi a cui si espongono coloro che lanciano alla natura Tarditissima sfida. Esiste, anzitutto, la necessità d’acclimatarsi al rigido clima, all’umidità dell’aria, ai raggi ultravioletti particolarmente forti ed insidiosi, fattori, questi, che già a 6.500 metri sono in grado di piegare gli organismi non provvisti d’una notevole capacità di resistenza. Acclimatarsi non significa però ancora adattarsi: e l’adattamento richiesto a quota 7.500 è ben lontano dall’essere agevole, poiché comporta l’abitudine — se così si può dire — alia mancanza d’ossigeno, alla differenza di pressione barometrica e ad un’alimentazione limitata, senza contare, naturalmente, le fatiche della scalata e le asperrime difficolta naturali. La morte arriva a quota 8.000, e si affianca allo scalatore, invisibile ma sempre presente. E’ una morte che non ha fretta, che, a seconda delle condizioni fisiologiche degli ardimentosi che la sfidano, può attendere sino a tre. quattro giorni, lasciando ai suoi sicuri alleati (la pressione barometrica, scesa ad appena 260 mm., la temperatura di —25, la furia del vento a 100 km. orari, la fatica titanica) il compito di consegnarle le vittime. «L’atmosfera — riferisce il dr. Wyss-Dunand — è così asciutta che la saliva s’ispessisce, la bocca si dissecca e la volontà dell’uomo non può essere rinfrancata se non da qualche sorso di liquido. Mangiare? Mai più ! Bisognerebbe anzitutto sfuggire alla terribile, crescente disidratazione dell’organismo. Impossibile compensare la quantità d’acqua perduta durante i tre o al massimo quattro giorni di sopravvivenza. in senso molto più favorevole di quello reale, e continua allora a scalare con due paraocchi immaginari. In questo stato di ’trance’ euforica, l’istinto di conservazione si trova notevolmente diminuito. L’uomo vive allora secondo il suo sistema neuro-vegetativo, cammina sotto la sferza del vento verso un tra- quest’altra spedizione svizzera la raggiungerà, sarà un ’exploit’ memorando, che difficilmente, ben difficilmente, si ripeterà. CALEB FORGE TELESCRIVENTE «E come produrre acqua a quota 8.400 e più? Per sciogliere la neve ed ottenere un litro d’acqua, occorrerebbe una decina d’ore: la neve e-vapora, non vuol liquefarsi. Solo l’alcool solidificato (tavolette di «meta») presenta qualche probabilità di durata. Di fronte a queste difficoltà rimane una sola risorsa per alimentare l’organismo: assorbire, cioè, vitamine vive, contenute nel succo di frutta, non vitamine in pillole, morte!» Lo spettro che ride attende gli irriducibili oltre gli 8.400 metri. La loro capacità vitale diminuisce di ora in ora, e la morte prende campo sotto una strana veste, sotto il sudario d’un fantasma che concede alle sue vittime una folle sicurezza, un ottimismo incredibile. «E’ la più pericolosa e allucinante fra le sensazioni che si provano a queste altitudini — ci dice Wyss-Dunand. — L’uomo non è più capace di controllare obbiettivamente il proprio stato di salute, non se ne rende più conto, lo stima sempre La Jugoslavia è molto conosciuta per le sue immense ricchezze forcatali. Sui suoi 60 milioni di acri, più di 20 milioni sono coperti da boschi, molti del quali superano, in maestosa bellezza, le più note regioni silvestri delle terre a clima temperato. Le maggiori foreste si trovano nella Repubblica di Bosnia ed Erzegovina, dove le estensioni arboree occupano il 47,4 per cento della superficie totale. Segue la Repubblica di Slovenia, con il 41 per cento, quindi il Montenegro, con il 37 per cento, e la Croazia oon il 33,5. • Raramente ci si trova dinnanzi ad uno spettacolo più imponente e sel- Senza pilota vola e colpisce questo bombardiere statunitense B—61, chiamato «Matador». vaggio di quello che si offre ai nostri occhi sul monte Tajasnica, in Bosnia: in un declivio senza fine, serrati l’uno all’altro come giganti posti a contendere all’uomo l’aspro cammino verso la vetta, migliaia di abeti drizzano al cielo le loro cime Ineguali. Uno schieramento titanico, che pare precludere persino all’alba il cammino fiammeggiante. Silenzio. Un silenzio mattinale, intatto. Ma se procediamo verso ruitemo, a poco a poco la foresta si riempie del canto degli uomini e del colpi inferti insieme in una crescente sinfonia d’operosità e d’ardore. Tutto il bosco è un cantiere, e noi vediamo qui come le risorse forestali della Jugoslavia siano portate a contributo solido ed efficiente dell’economia socialista. « Quest'attività, infatti, ha compiuto passi da gigante, dalla Liberazione in poi. Il numero dei boscaioli è in continuo aumento. Nella prima metà del 1946, si potevano contare 39 mila lavoratori forestali : tale cifra aumentò a 50 mila verso la fine del’47 e si eleva oggi assai oltre i 100 mila. Escludiamo da questi calcoli tutti gli elementi che, rispondendo, numerosissimi, agli appelli delle organizzazioni popolari, si sono, dalle scuole, dai campi e dalle officine, scaglionati lungo il fronte forestale, a portare volontariamente il loro prezioso contributo guardo illusivo, costituito dall’immagine della vetta quale l’ha scorta all’alba, prima di tentare l’ultima scalata». E conclude: «Queste le multiple ragioni per cui la vetta dell’Everest è rimasta finora inviolata. Se LONDRA — Un mosaico commemorante undici martiri di Coventry è stato recentemente completato da un mosaicista italiano, R. Antoniet-ti. Il lavoro non sarà visibile al pubblico prima del prossimo maggio, ma esso è già stato mostrate a vari critici d’arte britannici, i quali l’hanno molto elogiato. Il «Times» di Londra, per esempio, lo definisce «un fine saggio» dell’arte del mosaico, e dichiara che Antonietti, componendolo, ha prodotto «un’opera d’arte straordinariamente virile e colorita». Per portare a termine il lavoro, l’artista italiano ha-impiegato oltre 80.000 pietre, molte delle quali sono state fatte venire — assieme ad altri materiali — dall’Italia, dalla Francia, dal Belgio, dalla Spagna, dell’Austria e dal Brasile. COLUMBUS — Il «New York Journal of Commerce» ha reso noto recentemente che tre scienziati americani hanno scoperto un nuovo prodotto chimico — denominato CDAA — utile a regolare lo sviluppo delle piante. A quanto hanno riferito gli stessi scienziati — R. E. Uhi dell’Istituto Battelle di Columbus, W. B. Ligett e Calvin N. Wolf dell’«Ethyl Corp. Research Laboratories» di Detroit — il composto CDAA ha prodotto nel corso degli esperimenti il miracoloso effetto di arrestare lo sviluppo tìeil gambi principali del pomodoro e la fioritura del fiorarancio, «senza danneggiare minimamente le piante». Dopo la seconda guerra mondiale, la Turchia ha dovuto far fronte, specie nel settore economico, a diversi, non facili problemi, intimamente legati alla sua sicurezza, alla difesa della sua indipendenza. L’aiuto ricevuto, sia attera- , verso il piano Marshall, sia direttamente dagli Stati Uniti, benché cospicuo, non avrebbe certo consentito la costituzione d’un esercito tanto efficiente come quello di cui Ankara dispone, se il Paese non avesse destinato alla difesa un’ingentissima parte delle sue risorse finanziarie, corrispondenti a circa metà dell’intero bilancio. L’adesione della Turchia al'Patto Atlantico, avvenuta nel 1951, suscitò accese controversie non ancor spente; si cominciò con il far rimarcare che la partecipazione di un Paese tanto direttamente minacciato all’organizzazione, avrebbe esteso la minaccia agli altri membri. Oggi è all’ordine del giorno la difesa del territorio turco che da una parte si vorrebbe limitare alla zona europea, e dall’altra estendere alla regione asiatica. A questo problema è intimamente legata l’organizzazione della difesa del Medio Oriente che, se da un lato fa capo alla Turchia e dall’altro alla Gran Bretagna (Suez), presenta la grande incognita dei Paesi Arabi. Al suo ritorno da Londra, dopo le ultime conversazioni angloturche, il Ministro degli Esteri Kö-prülü ha rivolto, in Parlamento, un appello alla comprensione reciproca ed alla collaborazione tra le Potenze del Medio Oriente, sulla base dei loro comuni interessi, dell’uguaglianza di diritti e dei mutuo rispetto deirindipendenza. Senza dubbio, la Turchia, abban- ia all’erta donando, alla fine del conflitto, la sua politica d’isolamento, ha contribuito non poco al mantenimento d’una relativa tranquillità in quelle inquiete zone. Oggi, gli osservatori occidentali tendono a sottolineare alcuni segni secondo i quali i Paesi Arabi sarebbero in procinto di modificare il loro atteggiamento intransigente ; occorre però notare che le divergenze anglo-egiziane, tuttora sensibili, la questione arabo-israelita e numerosi altri problemi minori rappresentano altrettanti seri ostacoli che non sarà agevole superare. Con ciò, la minaccia che pesa sull’indipendenza turca e, di conseguenza, sulla pace in generale, non viene certo diminuita. Dal 1945, il Paese si trova esposto in permanenza alla guerra fredda, il che costituisce un altro significativo esempio dei metodi contraddistinguenti l’imperialismo sovietico. L’URSS, conducendo una continua campagna propagandistica contro Ankara, pone avanti ancor sempre le sue pretese circa l’illegale modifica delio statuto degli Stretti e la rettifica, a suo favore, delle frontiere orientali turche, «rivendicazioni», queste, che possono essere prese a pretesto in qualsiasi momento in cui Mosca ritenga di ricorrere all’aggressione. ICAVALLEGGERI ERANO MOLTO DEVOTI ma rubavano persino gli arredi sacri LE IMPRESSIONI D’UN PARROCO FILOFASCISTA SUGLI OCCUPATORI ITALIANI IN CROAZIA LH TERRA DELLE FORESTE “Padre Tajasnica" ed i suol combattenti al più rapido progresso dell’economia nazionale. * Nel campo che sorge come una piccola città nel cuore della foresta, troviamo uomini di tutte le nazionalità, affratellati in una vita sana, operosa e lieta. Alle 18, quando cessa il lavoro di taglio e di trasporto, tutte le baracche si animano : nelle radure, sugli ampi spiazzi, s’accendono i fuochi di campo, attorno ai quali, in una cornice incantevole, si svolge un’intensissima attività culturale e ricreativa. Il campo di Tajasnica possiede una propria sala per conferenze, u-na propria biblioteca ed un pro- prio teatro, per spettacoli di prosa e cinematografici. Oltre a questo, sono ogni sera in funzione un corso per illetterati e diversi corsi di specializzazione per boscaioli ed assistenti tecnici. L’organizzazione del villaggio improvvisato non lascia a desiderare in alcun settore, dall’alimentazione all’assistenza sanitaria, all’igiene, al riposo ed al divertimento. • «Padre Tajasnica», cantano le epiche leggende bosniace, poiché tale è stato, infatti, il maestoso monte per la popolazione locale, attraverso tutte le epoche : il suo nome deriva da «tajna», «segreto». E contro tutte le bufere e gli orrori, esso ha veramente celato ai remoti guerrieri ottomani ed alla vicina ferocia fascista il seme destinato a ridar bellezza « forza alia pianta stroncata. L’altro ieri, i ribelli all’occupazione saracena, ieri i gloriosi combattenti partigiani. Oggi altri uomini penetrano nel cuore della foresta, con altre mani ma con la stessa volontà. Nastri interminabili di strade incrociano ora le immense foreste della Bosnia e dell’Erzegovina, segnando la via al progresso. Una di queste strade tocca anche il Tajasnica. E di qui s’irradia simbolica-mente la volontà costruttrice di tutti i figli della patria socialista. ALFRED NEUBACH 1. PER CASO mi è capitato tra le mani un interessante opuscoletto, edito nel 1944 dalla Commissione Territoriale per la Croazia, incaricata di raccogliere una documentazione sui crimini perpetrati dall’oc-cupatore. Tutto il materiale contenuto nella modesta pubblicazione è interessante, ma quelle che più colpiscono, sono le pagine che presentano stralci dal «diario parrocchiale» d’un prete cattolico, un cerco Ivan Nikšić, pastore d'anime nella chiesetta della SS. Trinità a Slunj. A sottolineare il particolare valore e l’attendibilità del documento in questione, basterà dire che Ivan Nikšić era un ardente ustascia e che, nelle annotazioni sugli eventi seguiti al 27 marzo 1941, troviamo espressioni di vero giubilo per la formazione del famigerato NDH (Stato «indipendente» di Croazia), parole di plauso e di commosso entusiasmo per la venuta dell’weser-cito liberatore tedesco» e per l’attività dei suoi sostenitori. Si tratta d’un filofascista «made in Vatican», insomma, per il quale le forze d’occupazione rappresentavano l’ordine, la giustizia, mentre i partigiani erano i banditi, i sovversivi, i ribelli. Ma vediamo un pò che impressione ha fatto al degno sacerdote l'eroico esercito di Mussolini, i cui reduci maggiormente distintisi continuano a ricevere elogi e medaglie per le gloriose gesta compiute nei Balcani, non solo da Randolfo Pacciardi, ma dallo stesso Presidente della Repubblica Italiana. «8 MAGGIO 1941 (Pag. 86) — Il 7 maggio sono giunti a Slunj tre ufficiali italiani ,per apprestare il necessario all’accantonamento dei loro reparti. Il giorno dopo, verso le 15, ha fatto solenne ingresso in città il reggimento di cavalleria «Piemonte Reale», guidato dal comandante, colonnello Oscar Gritti. La città l’ha accolto tutta imbandierata con vessilli croati. Era presente un numeroso pubblico, con una piccola banda musicale ed un plotone d’onore dei nostri ustascia. A nome della cittadinanza, il parroco (don Ivan Nikšić, NdT) ha rivolto brevi parole di saluto, alle quali ha risposto il colonnello Gritti in persona. «Il reggimenti conta circa 800 ca-valleggeri e 200 militari con pezzi d'artiglieria motorizzati: un migliaio di soldati in tutto. Sono stati subito definiti i rapporti di servizio: il potere civile e la gendarmeria rimarranno ai Croati, mentre il reparto italiano fungerà da guarnigione militare». «7 LUGLIO 1941 (Pag. 89) — Il 7 luglio ha trovato Slunj senza Italiani. Nessuno ne sapeva nulla: sono scomparsi durante la notte. Tra la popolazione, hanno lasciato una pessima impressione. Il danno arrecato dai soldati e dai loro cavalli è. incalcolabile: gli Italiani lasciavano gli animali al pascolo anche tra il grano, rubavano dove potevano, asportavano palizzate e recinti, usandone come di legna da ardere. Esigevano 4 kune per una lira, mentre il cambio ufficiale stabilisce il rapporto di 2,5 ad una. Presso i contadini spacciavano per danaro qualsiasi pezzo di caute, persino biglietti ferroviari. «Prima che la questione dei confini fosse regolata, gii Italiani avevano già preso con la violenza tutto il potere nelle loro mani. E quando le frontiere furono definite, essi manifestarono un grande malcontento; gli ufficiali stracciavano in pubblico i giornali con la fotografia del neodesignato re, il duca di Spoleto: si aspettavano che il confine d’Italia giungesse a Karlovac. «Per tutto il tempo della sua permanenza a Slunj, il comando italiano andò promettendo che avrebbe indennizzato i danni arrecati dai soldati; la popolazione li denunciò, ma il reparto è partito senza pagare nulla. «Nei locali prima occupati dalla gendarmeria, erano sistemati i carabinieri; se ne sono andata portan- modo che, per il tremendo tetore, la scuola ha dovuto essere lasciata parecchio tempo aperta, prima di poter venir ripulita, riparata e restituita all’uso. Luce nella giungla con la nuova centrale idroelettrica malese di Klang, nel pressi di Kuala Lampur. do via tutto: non sono rimaste che le nude pareti. Dalla scuola, in cui era accantonata la truppa, sono stati asportati i banchi che ancora non erano stati bruciati. I soldati hanno divelto le assi del pavimen-te, strappato i fili della luce, trasformato ogni aula in lattina, di «Dovunque andassero, i soldati tenevano sempre l’elmetto in teste ed il fucile in spalla. Venivano così anche in chiesa, non inquadrati, ma isolati. Erano assai devoti e religiosi; tuttavia, hanno rubato in chiesa i candelabri e la tovaglia dell’altare. La popolazione ha tirato nn sospiro di sollievo quando se ne sono andati...» Un modo davvero originale di manifestare la devozione, non c’è che dire; tanto più significativo se si considera come un loro simpatizzante ne saluta ia dipartita. Il «sospiro di sollievo» dura fino a pagina 102, vale a dire sino al «9 OTTOBRE 1941 — Per proteggere la popolazione croata dal pericolo cetnico, è tornato a Slunj ii reggimento di cavalleria «Piemonte Reale». I soldati si sono accantonati in città, senza tuttavia osare spingersi nei villaggi ortodossi (leggi serbi, poiché al tempo dell’NDH tutti i serbi venivano chiamati «croati ortodossi»). Il loro comportamento è stato ancora quello di nemici, non di alleati. Dichiaravano di esser venuti come padroni, di aver occupato questo territorio per l’Italia, poiché lo Stato di Croazia non esisteva più. Gli ufficiali andavano dicendo queste cose in pubblico, e si comportavano di conseguenza. Compravano, sequestravano e rubavano tutto quanto capitava loro sotto mano, e lo spedivano in Italia. Manifestavano un atteggiamento assai bellicoso nei confronti della pacifica popolazione croata, ma con gli ortodossi cercavano di stabilire contatti e giungere a compromessi. In battaglia, non davano però prove concrete del loro spirito agguerrito, nè si muovevano dai villaggi croati in cui erano accantonati...» E. D. (Il seguito al prossimo numero) E’ questo il motivo principale che ha orientato, dalla fine della guerra, la politica di Ankara verso una vasta collaborazione internazionale in fatto di difesa, e per il quale il comune lavoro tra Turchia e Jugoslavia riveste un’importanza peculiare : esso è il risultato naturale d’una concezione realistica della situazione mondiale e, sopratutto, della situazione in cui si trovano i due Paesi, legati da tanti fattori. La Turchia considera con ragione l’importanza strategica della penisola balcanica, dominata dalla Jugoslavia, le cui forze armate ed il cui stabile ordine interno costituiscono per Ankara una solida garanzia. Benché non vi siano, tra Jugoslavia, Grecia e Turchia, questioni controverse capaci di arrestare lo sviluppo dei loro rapporti e di incidere sul loro sempre piu pronunciato riavvicinamento, c’è chi cerca in ogni modo di porre i classici bastoni tra le ruote della collaborazione. Come se le manovre del blocco kominformista non bastassero a tener vive le preoccupazioni, l’Italia non cessa di manifestare la propria «inquietudine» circa le frontiere nord-occidentali della Jugoslavia, asserendo che il nostro Paese, impegnato in altre regioni, non sarebbe in grado di difendere con successo tale settore. Con quest’argomentazione, Roma intende iar risaltare ia necessità inderogabile che l’Italia prenda parte alla difesa dei Balcani, e si dichiara pronta a farlo a patto che la questione di Trieste sia risolta secondo le sue pretese. Intanto, per non perder tempo, i circoli responsabili della vicina penisola tentano di esercitare inqualificabili pressioni verso la Grecia e la Turchia, nell’ambito del Patto Atlantico, onde indurle a condizionare la loro collaborazione con la Jugoslavia alla cessione dell’intero TLT all’Italia. Ma l’opinione pubblica dei due Paesi è stata unanime nel condannare con estrema energia simili tentativi. Lo ha di recente sottolineato lo stesso quotidiano di Ankara «Ulus», organo del Partito Re-pubblicano Popolare (d’opposizione!) e le dichiarazioni ufficiali lo hanno ribadito, tenendo a precisare che «l’amicizia turco-jugoslava non è subordinata al regolamento di alcuna questione pendente tra l’Italia e la RFPJ». Il generale Tu-nanboylu, capo della delegazione militare turca nel nostro Paese ha affermato poi, senza possibilità d’equivoci, che gli amichevoli rapporti tra i due Paesi si svilupperanno senza tener conto di quanto Roma ne possa pensare. politìcus ORFANA LA COLOMBA? Domenica a Mosca pe ri funerali di Stalin, mercoledì di ritorno a Praga, colto dall’obbiettivo in baldanzoso atteggiamento mentre passa in rassegna il solito picchetto d’onore, giovedì febbre a quaranta, sabato elogio funebre sulla falsari- PROBABILMENTE NO Il 10 marzo due «Mig» cecoslovacchi abbattono nel cielo bavarese un reattore americano. Il 12 marzo caccia russi distruggono un «Lincoln» britannico nel corridoio aereo Amburgo-Berlino. Lo stesso giorno, i sovietici mi- ga di quello stilato alla memoria del Grande Fratello. Klement Gottwald se n’è andato. Imitaiva Stalin, ma era amico di Klementis e all’istruttoria del processo si dice abbia avuto qualche noia. Un fedele, ma moderato, come diceva Beneš. Non un fedelissimo. Wilhelm Pieck è ammalato. Gravemente. Radio Berlino Est si allena già con le «Variazioni» di Cai-kovski, suonate alle esequie dei numeri Uno e Due. Thorez ha avuto una ricaduta e Šehu s’è messo a lette. Ci torna in mente, in modo del tutto casuale, un curioso uso indiano. Quello di bruciare le schiave sul rogo del padrone trapassato. Ed anche Rakoši è malato. Di sionismo. Ai funerali di Stalin c’è stato, ma nessuno ha detto niente. Nessuno ha detto niente nemmeno quando è tornato a Budapest. Forse non dicono niente perchè sono occupati ad altro. A tradurre in magiaro gli atti del processo Slanski. Che la famosa colomba debba restar orfana di tanti padri? BANDITISSIMI Giorni fa, una motosilurante della polizia tedesca orientale è saltata in aria. Nel Baltico. Si esercitava con quelle rosse alla caccia dei criminali marittimi. Salterà in aria un sacco d’altra roba. Perchè la Russia manderà al quarto Reich una divisione di reattori. «Mig». Da aggiunggere alle due o tre di «Junker», «Heinkel» e «Messerschmidt» che già funziona- Nel palazzo dell’ex re, Hodja si azzuffa con il Ministro degli Interni šehu, quello ammalato. Qualcuno parla di tentato colpo di Stato. Ma non è che un bisticciò tra i ladroni. Mille e una notte. Insonni, per chi sappiamo noi. Intanto i russi se ne vanno dall’Albania. Carichi di tappeti « di quattrini. Altri ne arrivano sulle frontière occidentali delia Romania e della Bulgaria. Carichi di fame e di cannoni. PAURA PER LE STRADE Si dice che a Budapest, dal giorno della morte di Stalin, circolino autoambulanze in numero molto superiore al consueto. Cariche di poliziotti. Perchè la gente comincia a parlar forte, sghignazza sui ritratti del piazze durante le commemorazioni, tragliano un apparecchio civile inglese nei pressi di Dessau. E venerdì 13 un «Mig» ungherese volteggia sulla Jugoslavia. Si vede che la colomba ha subito trovato un padre adottivo. Il quale afferma che gli aviatori americani hanno sconfinato in Cecoslovacchia, quelli inglesi nel quarto Reich. Ed il territorio jugoslavo, magari, in Ungheria. Ma, in queste circastanze, la colomba non ama rivolgersi alla Jugoslavia. Sa che dalle noetre parti i merli scarseggiano. no. Per la caccia agli aereodelin- ?.ef"nt® e se4n® va ™_massa quenti. Quelli alleati. Che proditoriamente vanno a sbattere il muso contro le pallottole sovietiche in viaggio di diporto. PARTENZE E ARRIVI In Albania le cose non filano come dovrebbero per il govemetto di Tirana. Nello Scutarino, nel Kosovo e nella Fuka la popolazione è in rivolta. I soldati fanno causa comune con i ribelli. O scappano in Jugoslavia. quando le bande attaccano l’inno : rosso. . Poi, un’unità di carristi sovietici si ribella a Körmend, asserragliandosi in un ristorante e bersagliando gli ufficiali. Circolano le autoambnlanze. I dirigenti magiari pensano sempre al popolo e alla sua salute. .. Eterna. BlMi) Pek»* JEHNY MARX COMPAGNA DI LOTTA Il 14 marzo 1883, moriva il più grande sociologo dei mondo: Carlo Marx. Dopo averne ricordato la bella figura, non possiamo fare a meno di accostarvi quella di sua moglie, Jenny von West-phalen, la bellissima ed umanissima donna che alla sua aristocratica casa preferì la lotta, a volte asperrima, a fianco del Grande. E’ un brano di una sua lettera a Josef Weydemeyer che vogliamo presentarvi oggi, uno scritto che rispecchia la strada a- La donna e la lotta per la salute del mondo : ecco una scienziata di Glasgow al microscopio. Bpra e luminosa attraverso cui Marx giunse alla bella meta : «Mio marito è qui, quasi schiacciato dalle piccole preoccupazioni, e cioè in una forma così grave che egli ha bisogno di tutta la sua energia, di tutta la calma, chiara e silenziosa coscienza del suo essere per tenervi testa. «Lei sa che di tutto quanto avevamo, non ci è rimasi!» più nulla; sono venuta a Francoforte per vendere il mio monile d’argento, l’ultimo che avevamo. A Colonia dovetti vendere i mobili. All’infelice epoca della rivoluzione di Konter, mio marito andò a Parigi ed io lo seguii con i miei tre bambini. Ci eravamo appena stabiliti in quella città, che di nuovo dovemmo riprendere le nostre peregrinazioni, essendo stato vietato anche a me ed ai miei tre bambini il soggiorno in quel centro. Seguii Karl oltremare. Dopo un mese ci nacque il quarto figlio. Do- vreste conoscere Londra e le condizioni di quei luoghi per sapere cosa significhi aver tre bambini piccoli ed un quarto in fasce. «Ma non crediate che queste piccole sofferenze mi abbiano piegata: io so bene come la nostra lotta non sia isolata e come io stessa appartenga al gruppo di persone relativamente più felice, poiché il mio caro marito, il sostegno della mia vita, mi è ancora vicino. Egli non ha mai perduto la certezza nel futuro, nemmeno nei momenti più terribili, come non ha perduto il suo buon umore, ed il solo vedermi sorridere, il vedere i piccoli saltellare intorno alla mamma, Io rende felice». Così Jenny accompagnava e sosteneva il marito nella dura lotta. Cosi tutte le compagne dei combattenti per il socialismo e la pace siano vicine ai loro uomini che si battono per le loro famiglie e per la grande famiglia dell’umanità. VIVERE INSIEME — Buongiorno, caro. Ma ... Come? Leggi il giornale e non ti sei ancora fatto la barba? Oh, senti, è terribile! Qante volte, care amiche, avete affrontato così, in pantofole, spettinate e disordinate, vostro marito? Nemmeno una? Hr non ci giureremmo! Ma e davvero potete vantare questo record, avete parecchi punti di van- taggio nella graduatoria delle buone mogli. Se, invece, siete piena di difettacci di questo genere, vogliamo provare noi a farveli scomparire. Una buona moglie non deve mai portare in casa vestiti che giudica troppo brutti per uscire, nè girare in pantofole sdrucite: deve pre- sto che soffre di fegato. E st si taglia facendosi la barba, non uite che è cólpa del troppo fumare. Lasciatalo uscire la sera, senza domandargli dove va, ma fate in modo che preferisca restare in casa. Permettetegli di avere u-na picola mania: la raccolta di francobolli, il gioco delle bocce, lo studio del miglioramento della radio. E per oggi terminiamo ; tra1 quindici giorni chiuderemo questa nostra enciclopedia... matrimoniale. Sono piccoli segreti, è vero: ma costituiscono la chiave della felicità domestica. TRA I FORNELLI sentarsi alla prima colazione in perfetto ordine : gli uomini detestano le donne spettinate. Tacere è meglio che parlar bene. Non parlate a vostro marito prima che si sia lavato i denti, fatto la barba e bevuto iì caffè. Fate che un posacenere gli sia sempre a portata di mano, ma non troppo. Non disturbatelo quando legge il giornale. Imparate ad ascoltarlo quando vi racconta qualcosa, anche se non vi interessa troppo. Non fategli molte domande. L’uomo, o parla spontaneamente, o non vuole parlare. Cercate, almeno una volta di sopportare in silenzio iJ fatto di aver torto. Non fategli venir a noia : suoi piatti preferiti: il sue buon umore è il vostro ripo so. Non nascondetegli la bottiglia del liquore col preti.- Oggi come migliaia di anni fa, queste donne coreane macinano il riso che servirà a sostentare le loro famiglie. ALLE PRESE COL CONIGLIO Il coniglio avrebbe diritto ad una maggiore considerazione, poiché la sua carne è digeribilissima e delicata e può essere apprestata, come le altre carni bianche, in tutti i modi, dai più semplici ai più complicati. Il coniglio, dopo scuoiato e vuotato, deve essere lasciato per 24 ore in luogo fresco, riempito con ramoscelli di basilico. Prima di spezzarlo, lavarlo e asciugarlo. Per preparare il coniglio arrosto alla paesana, invece, appena spellato, lavatelo più volte, asciugatelo, spaccatelo a metà, gettando via le zampe e la testa, e mettetelo sotto vino bianco per 4 o 5 ore. Quindi asciugatelo ancora e collocatelo in teglia ben disteso e coperto letteralmente di patate tagliate a dischetti e, sopra queste, di uno strato di cipolla affettata e d'uno di prezzemolo (tritato. Spalmato d’olio, arrostitelo in forno. Dopo cotto, tagliatelo a pezzi e circondatelo con le patate. Servitelo con vino bianco secco. LO SAPEVATE? La stiratura delle tende di tulle-è molto delicata: non bisogna tirarle in larghezza. Tracciate con un gesso, sulla tavola da stiro, due linee raffiguranti l’esatta larghezza delle tende e collocatele, puntandole con degli spilli, su queste linee; in tal modo a-vrete le tende di giusta grandezza e per nulla sformate dalla stiratura. Il bagno alla glicerina può essere preso dopo una lunga e faticosa gara sugli sci, od una prolungata marcia a piedi: è riposante ed ammorbidisce la pelle. Mescolare 400 gr. dì glicerina e 300 gr. di acqua di rose e versare il tutto nella vasca. La moda Conoscete Resi Hammerer? E’ una brava e bella campionessa au iiriaca di sci. Ma non sol-soltanto : ella ha. infatti, rivelato di recente il suo talento come creatrice di modelli che, u-nendo una praticità davvero sportiva ad una fine eleganza, le hanno dato notorietà in patria e all’estero. I modelli di Resi sono stati acquistati da parecchie Case di moda, ma non sarà difficile alle nostre lettrici approfittare della loro sobria e fresca linea. Ecco un bel compilo primaverile in popelin, indossato dalla campionessa stessa: la sottana è stretta, ampia invece la giacca, che è rifinita in bianco e può essere portata sia con una cintura che sciolta. Ife-uUia VU Chi di noi, care amiche, non ha sentito almeno una volta parlare di Picea dihy, questa celebre strada che, oltre ad essere stata per tre secoli il centro della cultura e dell’eleganza londinesi, fa ormai parte del bagaglio obbligatorio d’ogm turista, non solo, ma è giunta a simboleggiare la stessa capitale britannica? Quella che vi presentiamo oggi, è «Burlington Arcade», la galleria Burlington, il punto di Piccadilly che, si può dire, maggiormente interessa il mondo femminile di Londra. Fatta costruire l’anno della battaglia di Waterloo (1815) da Lord George Cavendish ed ospitante dapprima modeste ma subito popolari bottegucce, l’«arcade» accentra oggi i più conosciuti negozi di ninnoli artistici, prodotti dell’artigianato britannico ed estero, oggetti per regali. Ce n’è — come dice un abusato ma efficace slogan — per tutti i gusti e per tutte le borse. Ed i clienti, come vediamo, non mancano. IL PREMIO —... e se starete buoni, non vi condurrò a vedere l’ultimo film di Totò. A Mosca, durante i funerali di Stalin, un ebreo, dopo aver osservato l’imponente sfilata, ferma un Commissario del popolo, tirandolo per la mano. Ed al gerarca, che, stupito, lo fissa: — Gran bei funerali, eh? — osserva. — E ... quanto crede, lei, che siano costati? — Mah — fa il Commissario, dubbioso, — certo qualche milione di rubli. E l’ebreo, scuotendo il capo: — Peccato! Pensare che io, per dieci rubli, avrei sotterrato tutto il Comitato centrale! PREISTORIA Nella mètro parigina, un soldato americano siede di fronte ad una vecchia signora, masticando chewing gum in continuazione. La signora lo fissa a lungo, piuttosto imbarazzata. Poi, scuotendo il capo : — E’ proprio inutile che parliate con me, giovanotto. Sono sorda come una campana. * Nei corridoi di Montecitorio, alcuni deputati parlano di moda e, a un certo punto, il discorso cade sui guanti. — Oh, meglio di tutti fa il ministro Vanoni, che non ne porta affatto — osserva un deputato. — Non ne porta? — chiede un ingenuo. — Nemmeno quando fa molto freddo? — Macché, non ne ha bisogno. Lui le mani, le tiene nelle tasche dei cittadini. CARO CAFFE’ non ci pensassi, perchè camminerei in punta di piedi passando davanti alla, sua camera? ABBIAMO LETTO PER VOI DA LUKNJE ODLOČA, for lloll»®* ^ ------- I“ L imito morale e 1 *r G'srII i H*“«1 * jgneno utili all’Italia <1 INO, Z — Oggi voglio rovinarmi: Eulalia, metti due chicchi nel macinino. Prendo un caffè doppio. La proprietaria di una pensione per studenti blocca sulle scale un inquilino moroso: — Ma dica un pò, giovanotto, non pensa ai soldi che ancora mi deve? — Se ci penso? — replica l’altro, con un sospiro. — Ma, signora, se CONCORRENZA — Cara, «democristiani» si scrive eon una o con due forchette? Alcune popolazioni arabe sono celebri per il loro culto dell’ozio. Una volta, un turista chiese ad un contadino dell’Africa settentrionale: — Insomma, di che cosa vivete? — Vendiamo castagne — rispose l’arabo. — E’ l’unica cosa che abbiamo in abbondanza. — Ma dovrete faticare parecchio per coglierle! — Oh, no : mettiamo dei teli sotto gli alberi, e quando il vento soffia, vi fa cadere le castagne. — E se non tira vento? — osservò il visitatore. — Allora — rispose l’altro, calmo — è un’annata di scarso raccolto. CI VUOL RIGUARDO — La radio e la stampa di Praga tessono i più sperticati elogi al neoapparso prototipo d’apparecchio televisivo cecoslovacco, costruito su modello sovietico KVN 49. I Cèchi non hanno però certo dimenticato che già verso la metà del 1948 venne alla luce nel loro Paese un ottimo tipo di telericevente, illustrato sia dai giornali che dai documentari cinematografici. Esistevano tutte le condizioni perchè la produzione in serie dell’apparecchio avesse inizio già alla fine del predetto anno. Si doveva però giungere al 1953 perchè a Praga si riparlasse di televisione; stavolta, però, come «invenzione» russa... Diamine, ci vuole un pò di riguardo per il padrone ! BASTA CON LA MUNGITURA! — Da 2 a 3 mila persone fuggono giornalmente dalla zona orientale in quella occidentale della Germania. Severi provvedimenti sono stati adottati dalla autorità kominfor-miste, ma nonostante ciò, la media è in costante aumento. Com’è noto, il 2 marzo ha segnato il record, con 5 mila persone che hanno varcato la linea di demarcazione tra le due Berlino. Tra i casi più interessanti, segnaliamo quello di un lattaio, fuggito ad ovest portando con se un autocarro, due automobili, un cavallo, un carro e 17 mucche. «Ero stufo — ha dichiarato — della mungitura sovietica». difesa dichiarando che picchiava la bambina soltanto il sabato, riserbando per quella giornata le bastonate che non aveva tempo d’inflig-gerle durante la settimana. UN FITTAVOLO del Norfolk (Inghilterra), dopo le recenti inondazioni ha disdetto un’ordinazione di sale passata sei mesi fa, comunicando di non averne più bisogno, a-vendone ricevuto, gratis, «una discreta fornitura». UN UOMO SCIMMIA terrorizza gii abitanti degli ultimi piani d’un quartiere parigino, passeggiando sui tetti e aggrappandosi ai cornicioni, tra Tuna e le due di notte, per spiare le donne che vanno a dormire. Tra le vittime dell’uomo-scimmia è anche una signorina di 82 anni. PER UNA PORZIONE di piccione arrosto, che riteneva troppo piccola, un contadino di Colla Maiano (Spoleto) uccideva la suocera e feriva gravemente la moglie. IL PERITO MEDICO del tribunale di Muskogee (Oklahoma), al quale venivano affidate le perizie psichiatriche, è stato riconosciuto «mentalmente incompetente» e af- IVAN IL TERRIBILE 0 IL «PROGRESSISTA»? fidato per le opportune cure ad una clinica psichiatrica. LA DODICENNE Vittorina Nardi, di Traghetto Ferrarese, ha dato ai-la luce all’ospedale di Ferrara un bimbo del peso di 3 chili e 200 grammi. MILIONI di grilli hanno invàso Melbourne (Australia) per il caldo eccezionale, penetrando dappertutto e soffocando con il loro canto il rumore del traffico cittadino. UNA GIOVANE di 25 anni ha dato alla luce a Nuova York due bambini che non sono gemelli, perchè concepiti separatamente. PAESE CHE VAI. .. Gli avvisi riguardanti i conducenti dei trams sono così concepiti: IN GERMANIA: «Vietato parlare al conducente». IN INGHILTERRA: «Non è corretto parlare al conducente». IN FRANCIA: «Siete pregati di non parlare al conducente». IN SCOZIA: «Cosa guadagnate a parlare al conducente?». A NAPOLI: «E vietato al conducente parlare con i passeggeri». Ivan il Terribile era progressista e combatteva la -reazione. Questa è l’ultima scoperta della storiografia sovietica, che, dopo una strana evoluzione, è tornata a servire l’assolutismo degli autocrati russi. Fu Stalin che si atteggiò a difensore della Russia zarista ancora nel periodo in cui lo storico Nicola Po-krovskij, l’amico di Lenin che godeva di una grande autorità, considerava la Russia zarista una cittadella della reazione. Stalin, polemizzando persino con le opinioni di Engels, espresse l’opinione che non era stata la Russia a condur re una politica imperialista e reazionaria, ma elle la responsabilità andava alle potenze dell’Occidente. Nella valutazione della storia della Russia, la corrente nazionalista, ispirata e protetta da Stalin, si manifestò subito dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Già il 19 dicembre 1920 le «Izvestija» pubblicarono u-na «Ballata» in cui era esaltata la missione imperiale di Mosca nella unificazione dei popoli. PIU* PAPISTI . . . Gli storici sovietici vanno molto al di là dei loro predecessoxi del vecchio regime, nella valutazione dell’opera di Pietro il Grande. Il professor Syromiatnikow, nel suo studio su «Lo Stato di Pietro 1° e la sua ideologia», combatte l’opinione di alcuni storici, come Milukow e Klucevskij, che attribuiscono le riforme di Pietro il Grande non tanto al grande zar, quanto a singoli promotori, suoi collaboratori. Ma accanto a Pietro il Grande si erge la figura di Ivan il Terribile: «Egli sapeva ciò che voleva; creò una scuola che permise al popolo russo di superare molti pericoli e di abbracciare un più vasto campo. Tutta la sua vita fu dedicata alla lott)* ostinata e severa per l’unità e l’integrità del paese» («Bolševik», 1943, Nr. 13). Il teatro e il cinema sovietici presentano, secondo uno schema preordinato, la figura del crudele maniaco come un benemerito della patria, come un eroe. Vero è che già nel 1933 l’Enciclopedia sovietica riconosceva dd Ivan il Terribile u-na grande intelligenza politica, nonché il merito di essersi alleato con la piccola nobiltà contro i boiari e i latifondistti. Egli fu definito dalla stessa Enciclopedia «ideologo dell’autocrazia». Tuttavia non gli furono risparmiati gli epiteti di squilibrato, corrotto, feroce fino al sadismo e soggetto ad eccessi di misticismo religioso. IL MISCONOSCIUTO Nel 1947, Io storico Wipper, membro dell’Accademia delle Scienze dell’URSS, annunciò autorevolmente che Ivan il Terribile non aveva avuto fortuna presso gli storici che si occuparono di lui, e ciò perchè essi ignoravano certe fonti venute alia luce solo negli ultimi decenni. Oggi finalmente, gli storici sovietici, lavorando «secondo i metodi marxisti», sono riusciti a scoprire documenti che permettono di ricostruire in tutta la sua grandezza la personalità di Ivan il Terribile. La «Literaturnaia Gazeta» del-1T1 marzo scorso giunge a tracciare nna vera e propria apologia del grande zar in un articolo di I. Bu-dovints, intitolato : «Gli scritti su Ivan il Terribile». Secondo questo storico, Ivan IV fu uno «zar glorioso e temuto», «dotato di una formidabile forza di volontà», e monarca «che cositjantemente perseguì u-na politica diretta al rafforzamento dello Stato centralizzato russo». La storiografia sovietica — dice Bu-dovints — «è pervenuta a stabilire il vero carattere at Ivan Terribile; il significato p-ogi casista della sua azione consiste nel fatilo che, con l’appoggio della popolazione cittadina e della piccola aristocrazia feudale, egli liquidò la resistenza della grande aristocrazia reazionaria, decisa a sospingere di nuovo il paese verso il frazionamento dell’epoca feudale». IERI COME OGGI «Ma — prosegue l’articolo — Ivan non fu soltanto un intelligente e lungimirante uomo di Stato, un brillante stratega e un abile diplomatico ; egli fu anche un notevole scrittore». Si tratta qui delle sue lettere che «appaiono chiaramente come un’opera patriottica contro i boiari traditori della loro patria Data la politica nazionalista e imperialista di Stalin, era inevitabile che si giungesse alla revisione delle concezioni marxiste dell'internazionalismo. Ma ancor più significativa appare la riabilitazione del crudele autocrate di cui si sottolinea attualmente la «forza di volontà e la geniale politica» che hanno dato alla Russia la sua potenza. Vengono posti nell'ombra i suoi selvaggi impulsi e i suoi innegabili istinti di crudeltà e fatti risaltare soltanto i suoi meriti politici. Non v’è dubbio che in questo ritratto, tendenziosamente ritoccato, di Ivan IV , Stalin il Terribile volle scorgere le proprie sembianze, e, difendendo Ivan, intese difendere se stesso dinnanzi al giudizio della storia. D. A. CHE COS’E’? Una galleria supersonica per la prova di nuovi modelli di reattori britannici. RAGAZZA MUSCOLOSA? No, bicicletta superleggera, prodotta di recente a Londra. i " ( STOFFA DI PETROLIO — Si tratta del «Terylene», una nuova fibra sintetica inglese, ricavata da sottoprodotti del petrolio. Se ne fa una grande varietà di tessuti e filati. — E va bene, questo lo sai fare anche tu. Ma prova un pò ad abbaiare, se sei capace 1 ACCUSATA di percosse alla figlia, la signora Katherine Wilkins, di Sacramento (Stati Uniti) si è L'arte applicata in Jugoslavia Vasi,mosaici, papiri e anche tessuti celano tutta una storia: non solo quella particolare dell'artigiano, ma specialmente quella - interessantissima * di un popolo industre. Skoplje — Nostra corrispondènza La storia dell’arte applicata è, in determinate epoche di sviluppo cui-tattile, inscindibile dalla, storia dell'arte in genere. In Jugoslavia questo è il caso dell’arte medioevale, l’arte del periodo turco. Ecco, prendiamo la trifora dell’altare di Stu-déhìca, una finestra a mosaico della fine del XII sècolo.- Arabescata di’ rilievi con ogni sorte di animali riali 'e fantastici, simboli strani, è espressione più di superstizioni che dì fede religiosa, e le figure magiche, talvolta mostruose variopinte, anziché illuminare adombrano la chiesa,- sorta s: può dire — da uno spirito impaurito d’artista. Nel Musèo belgradese dell’arte applicata si può vedere la riproduzione fotografica del Vangelo di Mi-rosldvo, il primo documento della scrittura -e dell’arte serba, conservato fino a-noi dal XII secolo. Là scritttira è decorativa, le lettere sono illustrate con figure di piante e animali e volti umani,, Un’opera simile ha richiesto un lungo e paziente lavoro. Quarantanni dopo l’invenzione della stampa in Europa, le lettere stampate compaiono anche da. noi. I hiont/snegrini, pur nella dura lotta, contro i Turchi,: non dimenticano i bisogni culturali Furono essi ad introdurre la stampa. In quel tempo funzionava la tipografia dj,t Crnojevié a Cettigne. Ha trovato asilo al Museo la nostra prima opera stampata nel 1496 — incunabolo prezioso — «Cetinjski Oktoih». Fino a che non veniva fondata la prima tipografia cetti-nea, l’arte degli amanuensi e miniaturisti regnava senza concorrenza. I numerosi libri conservati — illustrati da scene storiche, bibliche e da ritratti — hanno conservato la : continuità dell’arte figurativa dalla creazione dei primi affreschi fino al XVIII secolo, quando ,si annuncia la pittura indipendente come arte. D’altra parte compaiono i primi cliches, i rilievi in bronzo ed in legno che raggiùngono il vertice della perfezione artistica in Vojvodina. Cristoforo Zefarović e Zaccaria Òrfelin sono maestri il cui nome è noto anche a Vienna, in Russia ed altrove, oltre i confini del nostro paese. * Perfino i tessuti servirono ai cultori dell’arte .applicata. L’artista espresse la sua fede, la disposizione del suo animo attraverso i fili Tomamente» degli abiti bizantini hanno un loro notevole influsso. L’aquila bicipite, simbolo degli imperatori di Bisanzio, appare già nelle figurazioni del XIII secolo. Sull’arte del ricamo si potrebbe scrivere un ricco capitolo della nostra storia dell'arte applicata, E sarebbe interessante specialmente perchè si tratta di arte popolare, l’arte delle castellane, delle artigiane, delie contadine, delle monache. Dalla prima bottega di ricamo fondata da Elena, moglie di Dragustin, in cui lavoravano le fanciulle dei coloni poveri, fino agli odierni tap * lo il peti c ricami del Pirot nella Macedonia e di Pago, l’arte applicata sulla tela e sui tessuti è la più ricca e preziosa. * Anche gli oggetti metallici, artisticamente lavorati, entrano nella storia dell’arte. Il metallo è una materia di applicazione universale. Orecchini, collane, equipaggiamenti di guerra, di cavalieri, posate e coppe, crocefissi e dorsi di libri sono lavorati, intarsiati, cesellati in vari stili dai più rozzi fino £ji più minuziosi e magnifici. La lavorazione artistica del metallo ri- CONTADINI SICILIANI DURANTE UNA PAUSA DEL LAVORO chiedeva tempo, pazienza, capacità e sensibilità. E le opere ci dicono del susseguirsi di generazioni di maestri — e furono numerosi — ciie l’arte loro perfezionarono e conservarono con gelosa cura. Specialmente a Novo Brdo. Prima di cadere sotto la domina*-zione turca, questa città contava 40.090 abitanti, ed era tra le più grandi deil’Eurcpa di allora. La sua caduta — la prima volta nell'anno 1441 — fu un avvenimento che suscitò una profonda impressions. I Turchi assediarono la città per ben due anni. Gli abitanti di Novo Brdo, in maggior parte artigiani, avevano che cosa difendere: la libertà e l’arte. Con gli ornamenti artistici di Novo Brdo e degli altri centri di vecchi stati serbi si sono ornate attraverso i tempi le nostre fanciulle, i nostri «caiducchi», e si sono armati i soldati del XIX secolo. Decade quest’arte appena nell’era moderna, quando a Belgrado e oltre la Sava e il Danubio si annunciarono i primi saloni europei «bidermajer», quando apparvero i costumi e le tradizioni europee. Le ultime manifestazioni dell’arte applicata —• nella cronologia storica — sono legate ai nomi di Tome Rosariđić, Slave Tabaković, Ivica Vrinjaninović. Si estinguerà l’arte applicata? In Jugoslavia no. Due significativi Istituti hanno il compito di assicurarne la continuazione: L’accademia dell’arte applicata e l’Istituto per l’arte applicata. I manufatti popolari sono oggi l’espressione di quest’arte che si perpetua dai secoli lontani. GIACOMO SCOTTI OHE SUCCEDE «ALBANIA? Nostro servizio Qualcosa bolle in pentola in Albania. Qualcosa di burrascoso, a quanto ci è dato desumere dalle dichiarazioni di soldati e ufficiali mandati a combattere «i ribelli del nord» e rifugiatisi in Jugoslavia, come dall’insolito spiegamento di forze disposto da Hodja sia all’interno che alle frontiere. Nè ci può meravigliare, conoscendo le condizioni! caratterizzanti quella che non è soltanto la più oscura c malfamata colonia sovietica, ma la zona più arretrata e miserabile d’Europa. Episodi di resistenza al regime kominformist» ne abbiamo avuti ad usura e notizie raceapriccianti ci Fuori de Ila comincia strada maestra a vera Sicili Quando la nave traghetto si stacca dal molo di Villa S. Giovanni c prende a danzare nelle correnti del- lo Stretto di Messina, il viaggiatore si accorge all'improvviso di una novità che è neli’aria, come il senso di un’altra latitudine. La bianca Messina, adagiata entro un semicerchio dfj colline, comincia a distinguersi; prima l’alto faro elegante sui muraglioni della Fortezza poi il porto, il bellissimo lungomare, le larghe strade diritte. La nave si arresta con un ur'jo allo Scalo marittimo, quindi si apre ed esce dal coloriamo. e~- ^-P° ventre capace il treno. Allora CUlE/D0seOPi@ Barba e capelli ! Non solo per compiere acquisti > -- nei ma! fornici negozi del settore ^ orientale di Berlino, ma persino per < farsi tagliare i capelli o radere la ì ( barba in quei quartieri è ora neces- zmSmMzmsmm im sario dimostrare di essere cittadini della Repubblica di Picck. L’ordi- M r.anza, emessa nel corso d'ima mat- J ; »■naia, stabiliva l'immediata k-jSHÈp ' presentazione della carta d'identità agli esercenti, ed i barbieri, ottemperando all’ordine, smettevano sull’istante di radere ed acconciare i berlinesi dell’ovest, rimandandoli al loro settore nello stato in cui si trovavano. Ma chissà che, alla fine, non siano proprio gli alti gerarchi dell’est ad essere serviti di barba c capelli... Bimbi in borsa nera Le polizie del Canada e degli Stati Uniti hanno di recente scoperto una stranissima forma di borsa nera : i coniugi americani desiderosi ; di adottare un piccino ma non di sottoporsi alle lunghe e noiose formalità burocratiche in uso nel loro Paese, si rivolgevano da tempo a certi ufficiali di stato civile capa- j desi, i quali fornivano falsi ccrtifi- : cati di nascita in cambio di cospicue sommerte. La piccola ma perfetta organiszazione operava già da più d’un anno. Ora la sua attività è finita; ma non pare che gli organi di polizia abbiano intenzione’ di procedere al sequestro della merce. Deputati tuttofar a I parlamentari italiani — a quan- _ . fo ci dice una rivista della vicina „ % " t penisola — ricevono quotidiar.amen- (ÉÉ? '• te curiose lettere nelle quali gli elet- ìm jb? äst - -, tori dei loro collegi esigono pronta 4 j ,,»| jdgfe' j soddisfazione alle più strane richie-ste. «Ce chi vi chiede di fissargli una camera in albergo — dichiara * x un deputato, — chi di recapitare f ; , confetti e bomboniere per un matrimonio prossimo a celebrarsi, chi di on'1-' ’>er acqui- stargli un libro, chi, sopratutto, di concedergli piccoli prestiti...» Ad un cèrto onorevole Cartia, un vecchio profès lanista' siciliano chiese addirittura di procurargli una cameriera avvenente ed.., affettuosa. — odysseus si forma un via vai di gente, tutta una folla carica di valige, di ceste che esercita il suo piccolo quotidiano commercio tra le due rij: dello Stretto. Voci e richiami si intrecciano nell’aria che sa di zagara, di tersi colori, di caldo sole. «Qui comincia l’Orierttb» pensa il turijsta, e forse sogna splendidi costumi, canti fra gli aranci, bianche casette lambite quietamente dal mare. Lasciamo andare. Taormina e via Elnea a Catania, l’Etna nevoso e la cattedrale di Monreale, il teatro di Siracusa e i faraglioni di Trezza — con tutto quanto può esserci di esotico, di pittoresco — sono sì la Sicilia, ma quella dei turisti, dei grossi e delicati signori che sbarcano silo scalo marittimo iti mastodontici macchinoni, il portafoglio gonfio di divise pregiate. La Sicilia dei siciliani, quella della gente che vi vive e ha i propri quotidiani problemi di mangiare, dormire, vestire è un’altra. Questa più autentica Sicilia comincia pochi chilometri fuori di piazza Cairo-li, il centro di Messina. Da una parte o dall’altra, per strada o per ferrovia, vi viene subito incontro. E sono paesi dai nomi magi’ci, con ciurme di ragazzi che frastuona-no le strade e donne che rammen- dano e mangiano e si pettinano sulle porte di casa. La vita è li, tutta nel polverone delle vie. Sulla so glia s; contrattano gli affari, si ri cevono le visite, si fa all’amore, na see la cronaca e il commento ai piccoli e grandi fatti di ogni giorno Iti casa non c’è posto, c non c’è mai stato e la vera casa è diventata la strada. Ecco, questo è il primo problema, la vera Sicilia: dare case a tanta gente, e nelle case l’eletiriiflcazione, poi scuole perchè i ragazzi non studino più sulle soglie, e lavoro a uomini e donne, seduti da mane a sera sugli scalini delle porte. Più in là la desolata campagna attende d’essere rivoltata. Entro il cerchio dell’orizzonte non una ciminiera si erge contro il cielo e vano è cercare strisce bianche che solchino il terreno ; strade degne di questo nome. «Terra bruciata» è il nome che in Italia si dà alla isola. Il commerciante siciliano, il funzionario che si reca alla capitale, il giovane di leva sbattuti) a Livorno o ad Alessandria se lo sentono ripetere di continuo. «Terra bruciata». E la cosa pesa come un insulto, mortifica come una colpa atavica o un marchio infamante. Pure questa gente ADDIO GIOVINEZZA con gli studenti del Liceo italiano di Capcdistria «Addio Giovinezza», i tre notissimi atti di Camasio e Oxilia, ha fatto un pò il suo tempo. Allo spettatore un pò smaliziato oggi dice poco; certe battute gli appaiono artificiose e qua e là dei passi, diventati luoghi comuni, fanno sorridere. Questo lavoro che ha divertito diverse .generazioni di studenti è finito nei repertori alla buona. Ecco, è ancora adatto a una compagnia di studenti e non poteva non essere scelto dai ragazzi del Liceo «Cornei» di Capodistria nel loro primo debutto. Così la sera di giovedì scorso siamo tornati studenti anche noi. Abbiamo' guardato • le vicende sentimentali, i (sogni, le velleità,, i ripicchi e anche le preoccupazioni tipiche della popolazione scolastica con gli occhi di quando portavamo i libri sotto braccio. Anche perchè nel Teatro del Popolo, gremitissimo, si notava un nutrito gruppo di professori e un’alta percentuale di studenti, regolarmente come alle recite dei nostri tempi. Per essere proprio in carattere non potevano mancare, alla fine, i complimenti e l’incoraggiamento dei professori ai propri alunni e le congratulazioni del Liceo sloveno di Capodistria agli studenti italiani. Insomma, una cosa fatta come si deve. I bravi ragazzi si sono meritati i numerosi applausi. Elsa Fon- da nella parte di Dorina è emersa per sensibilità e naturalezza, doti che sviluppate potranno fare di lei una buona attrice. Le studentesse si sono dimostrate generalmente più capaci dei colleghi maschi, ma questi cercheranno certamente l’occasione per prendersi la rivincita. Ecco i nomi: Fulvio Tomizza (Mario), Pippo Rota (Leone), Bruna Steffè (Elena), Gigi D’Agostini (Carlo), Rita Braico (Emma), Li-via Radin (mamma Rosa), Nino Lonzar (Salviati). Antonieta Luis 'Teresa), Narciso Boiis (Giovanni), Nino Novacco (Ernesto). Vogliamo, ancora rilevare che gli studenti si sono fatti in quattro per organizzare anche materialmente la messa in scena, capitanati dal buon e infaticabile Fulvio Tomizza. A spettacolo finito abbiamo pensato (non più da studenti) die l’iniziativa è da incoraggiare. Essa fa onore al Liceo Combi e agli studenti tutti. La loro attività filodrammatica sarà sempre bene accetta alla cittadinanza e per i giovani attori potrà costituire un’altra delle prove con le quali si preparano ad affrontare la vita. Nelle congratulazioni porte dai professori si diceva : «Bravi giovani, continuate con sempre maggiore impegno. Sarete seguiti con simpatia». Anche noi lo ripetiamo. . ,| ■ sa fare, è capace, sol che le si dia da lavorare. Alla radice dei mali della Sicilia sta appunto la lunga disoccupazione della sua gente. Non c’è chi non abbia riconosciuto che fin dai tempo dell’unità dTtaliia la regione è stata un pò troppo una colonia di Roma. Non c’è nessun» che non abbia riconosciuto nell’opera del fascismo una vera e propria politica ahti-siciliana. Ma questo è un esprimersi in parole troppo eleganti. E’ meglio dive semplicemente che interessi politici e personali, e più spesso abulia, incapacità delle classi dominanti hanno mantenuto per 70 anni uno stato di cose nel quale buona parte dei siciliani doveva, no starsene a braccia conserte. Chi non ha sentito parlare dei grandi esodi migratori verso le Americhe? Nei primi anni del secolo interi pae, si siciliani si vuotavano, gli abifian ti andavano a cercare fortuna ol tre l’Atlantico. E cosi in seguito fino a quando Finfelice politica «autarchica» del fascismo non chiuse i confini. Anche allora» però, se erano chiuse le frontiere dello Staio, non lo erano quelle delle regioni: centinaia di migliaia di siciliani attraversavano lo Stretto e venivano a piantare le tende sui continente. Questa gente è troppo attaccata alla propri!,» terra, e se ha dovuto lasciarla in cerca di lavoro, vuol dire che non c’era altra alternativa. Finita l’ultima guerra, una maggiore larghezza di vedute, l'assillo della miseria, spinse i siciliani a mettere sotto ■ accusa il Governo di Roma. Si parlò di separatismo, di Sicilia indipendente, nacque infine «a Regione Autonoma; L’autonomia dell’isola non è solo un ordinamento Amministrativi}, ma specialmente uno strumento siciliano di politica economica inteso a risolvere i problemi siciliani. E’ di questo che vogliamo parlare. (continua) Il commerciante siciliano, il giovane di leva sbatiuto a Livornooad Alessandria si sentono chiamare ‘ quelli della terra bru~ data". E la cosa pesa come un insulto, mortifica come unmarchio infamante. Pure questagentesa fare, sol che lesidiada lavorare sono state portate dai profughi che, di tante in tanto, riescono a supe, rare gli accurati sbarramenti dispo sti ai confini ed a riparare ne! no stro Paese. Ed ora pare che le cose per gli autocrati di Tirana, si met tana più male che mai. Il tenore di vii« degli Schipetar è tratteggiato da un semplice sguar do alle statistiche, che lo annovera no come il più basso del nostro in tero continente ; qual’era, cioè, pri ma e durante l’occupazione italiana c quale non avrebbe dovuto più es sere dalla fine del glassato conflitto L’unico Paese a prestare aiuto al l’Albania fu la Jugoslavia, prima della rottura con il Kominform: il suo contributo occupò il 13.48 per cento delle entrate di Tirana, e Tunica ferrovia che abbia mai posseduto (insieme ad una fabbrica di tessili, ad una di marmellate e ad una raffineria di zucchero) la deve alla nostra Repubblica, verso la quale è rimasta debitrice di 2 miliardi 400 milioni di dinari. Con il 1948, tutti i progressi albanesi in campo industriale vennero arrestati; non solo l’URSS lasciò languire il suo minore satellite nell’antico abbandono, non solo ^ripose il suo monopolio alle ricchezze petrolifere e minerarie in genere, ma stroncò la già precaria attività commerciale, accaparrandosi pelli e lana ed abbassando i prezzi di questi primi prodotti schipetari d’espor- KKONTE DE1.-\ ALCI\ VZIONÈ RE- CONTRO IL COLERA NELLE TROME COREANE tazione, tanto da impoverire del tutto il Paese. ‘ Una pròva del cohto in cui Mo sca tiene l’Albania, è data dalle no mine e dàlie revoche dei suoi alti funzionari, effettua Ci dall’amba, scultore sovietico a Tirana, Šuvak-hin, a sua piena discrezione. Ma ai nefasti di quest’infimo servaggio, s’aggiungono ancora le lotte sorde ed accanite tra i «ras» maggiori e minori, aspiranti a coprire j primi posti in seno al Comitato centrale del Partilo, al Governo e sulla lista dei «fedelissimi» al Kremlino. l’appellativo di «piccola Russia» affibbiato all’Albania è ben meritato, se non altro per il numero di campi di concentramento esistenti nel Paese, di cui merita citare — tra i dodici più importanti — quelli di Tepelene, Sedine, Berati, Tra-poje, Porto Palermo, Kruja e Kor-cia. Quanto alle condizioni di vita colà vigenti, sarà sufficiente riferirci ad uno squarcio del resoconto steso da R. Vašić. «Tutti i deportati vengono impiegati come schiavi nei cantieri in cui il lavoro è più duro. Il fatto che essi ricevono per tutto il giorno soltanto 699 grammi di pane di frumento o da 350 a 400 grammi di pane di granturco mal cotto, mostra g|à in quali condizioni vivono i de* tenuti. Per la mancanza di cibo, d’indumenti, e per gli ambienti malsani in cui sono alloggiati, la tubercolosi miete vittime su vittime tra i prigionieri. Per quanto concerne l’atteggiamentb delle autorità preposte alla loro sorveglianza, un esempio tipico ci è fornito dal comandante di campo Djafer Pe-gacci, il quale approfitta sistematicamente delle recluse più giovani e più belle ...» Dalle pubbliche manifestazioni di protesta spesso segnalate e brutalmente represse, degli atti di a* perta disobbedienza agli organi del potere e di energica opposizione, alla resistenza armata, il passo è breve. Di alcuni scontri avvenuti in Albania dal 1850 al ’52 abbiamo già parlato su queste colonne, come dell’attività dei partigiani schipetari. Si tratta, è vero, di fanti sporadici eni è bene dare un’importanza relativa, ma che, d’altro canto — ce l’insegnano gli avvenimenti attuali — non è bene neppure sottovalutare. ALBA I LETTOMI 01 SCRIVONO PANORAMI QUOTIDIANI DELLA SICILIA (ku&ùti titbatiwìsi Cara «La nostra lotta» sono una impiegata della Cooperativa Agricola di Cittanova e vorrei che tu mi chiarissi quanto sotto, che è stato oggetto di discussioni dei miei colleghi d’ufficio e dei pescatori di Cittanova senza nessun risultato. Ecco: 1) La bussola segna sempre il nord anche se si passa l’Equatore andando verso il polo Sud? Se segna sempre il Nord, dimmi perchè. 2) Può la luna sorgere per tre giorni consecutivi sempre alla stessa ora e poi al quarto giorno ricuperare tutto il tempo perduto; I pescatori di Cittanova affermano che il ritardo della luna è stato più volte constatato. In attesa di una risposta, cordialmente ringrazio. Hain Ita * La bussola segna sempre il Nord, anche nel caso prospettato dalla compagna Hain. La lettrice si immagini l’ago della bussola sulla precisa linea dell’Equatore: l’ago sarà nei confronti del Polo Sud nella medesima posizione che Io 5 per il Polo Nord. Meglio: se disegnassimo una linea verticale con in alto il Nord e in basso il Sud l’ago posto nel mezzo, sarebbe rispetto ai due pol| verticale e ad uguale distanza. Si tenga presente ora che da un polo all’altro (poli magnetici e non geografici) si dipartono in semi cerchio tante linee di forza che formano il cosidetto «campo magnetico». L’ago della bussola, comunque si disponga, è sempre nel campo magnetico, cioè sulle ifJb ss di forza. Siccome queste seguano la curvatura (abbiamo detto die sono in semicerchio) della crosta terrestre, è chiaro che spostandosi \erso il Polo Nord, poniamo, l’ago sì inclina sempre più a;Nord, fino ad assumere una posizione verticale la cui punta Nord indica appunto il Nord, l’altra punta non indica naturalmente il Sud ma le linee di forza del Polo Sud, e viceversa. Alla seconda domanda dobbiamo rispondere che nonostante sia possibile un acceleramento (come anche il contrario) della luna, if fenomeno non può aver avuto luogo perchè avrebbe portato a tali perturbazioni (eccezionali maree e irregolarità di esse, ad esempio) che sarebbero state senz’altro notate da tutti e non solo dai pescatori cittanovesi. (ASA EDITRICE STATALE DELLA SLOVENIA Troverete quanto vi necessita presso le nostre filiali in tutte le maggiori località della Slovenia LUBIANA MESTNI TM©. 2© Dispone di pubblicazioni varie : Classici nostr ed esteri, libri di testo, edizioni per musica, riviste, formulari e stampati vari, materiale per cancelleria e scolastico —>»nl n a«i>c LOTTA .w.w, IRRITATI SOTTOLEGA Momiano — Pirano (ricupero) 0-8 Saline — Umago (anticipo) 5-2 Aurora — Jadran 5-2 Odred — Pirano 0-4 Proleter — Buie 0-2 Verteneglio — Isola 2-3 CENTRO C APODI STRIA Pirano B — Saline B 0-1 CAMPIONATO JUGOSLAVO I. LEGA BSK — Lokomotiva 0-2 Sarajevo — Crvena Zvezda 0-1 Vojvodina — Spartak 2-' Binarno — Partizan L;- Vardar — Zagreb 2-1 liajduk — Velež 1' CAMPIONATO ITALIANO SERIE A Atalanta — Torino 1-2 Como — Bologna 1*® Triestina — Inter 0-0 Juventus — Novara DI Milan — Napoli 2-2 Spai — Sampdoria 0-0 Roma — Lazio 0-2 Udinese — Palermo 1-1 Pro Patria — Fiorentina 0-9 AMICHEVOLI A LUBIANA: Odrod — Lienz (Austria) 3-1 A FIUME: Quarnero — Isola 3-2 REGIONE DI FIUME Scoglio Olivi — Lokomotiva 0-1 jedinstvo — Crikvenica 4-1 Rovigno — Rudar 2-i iìoran — Mladost 0-i Abbazia — Nehaj 0-1 I m i 1 *fj SOTTOLEGA Dirano 14 12 1 1 55 9 25 Aurora 14 11 2 1 65 12 24 Odred 15 8 4 3 40 26 29 Proleter 15 8 2 5 44 29 18 Isola 14 6 3 5 32 39 15 Umago 14 6 0 8 29 36 12 Saline 14 4 4 6 23 31 12 Jadran 13 5 9 6 35 41 10 Buie . 14 4 2 8 22 46 IS Verteneglio 15 1 4 10 13 59 6 Momiano 12 1 0 11 9 32 2 CAMPIONATO ITALIANO SERIA. A Inter 28 17 7 2 40 16 41 Milan 26 15 5 6 52 26 35 Juventus 26 14 6 6 62 31 34 Rosna 26 12 6 8 42 33 32 Napoli 26 10 9 7 39 35 29 Bologna 26 32 4 10 49 33 28 Lazio 26 11 4 11 34 35 26 Atalanta 26 8 9 9 41 45 25 Udinese 26 9 7 10 41 40 25 Triestina 26 8 8 10 40 42 24 Fiorentina 28 7 11 9 21 35 24 Spai 26 5 12 9 27 28 22 Palermo 26 8 6 12 23 43 22 Hasnndoria 28 G 9 11 24 34 21 Torino 26 7 7 12 30 37 21 Pro Patria 26 7 7 12 35 54 21 Novara 26 6 8 12 SO 44 20 Como 26 7 5 14 20 34 19 CAMPIONATO JUGOSLAVO I. LEGA* Partizan 14 8 3 3 10 14 19 Crvena Zvez. 14 7 4 3 27 17 18 Rajđuk 14 6 5 3 28 21 17 B. S. K. 14 6 4 4 24 25 16 Spartak 14 6 3 5 24 23 15 Sarajevo 14 6 2 6 28 25 14 Dinamo 34 5 4 5 18 18 14 Zagreb 14 5 i 6 14 15 13 Vojvodina 14 5 3 6 24 23 13 Lokomativa 14 4 5 5 22 30 13 Vardar' 14 3 4 7 19 So 10 Vekž 14 2 2 10 10 28 6 LE PARTITE DI DOMENICA • SOTTOLEGA Jadran — Verteneglio: Decani ore 15 ; delegato Škerjanc Alberto. Saline — Aurora : Saline ore 15 ; delegato Rossetti. Umago* — Momiano : Umago ore 15; delegato Potička Urbano. Proleter — Odred: Capodistria tire 15; delegato Živec Žarko. Pirano — Isola : Pirano ore 15 ; delegato Mitar Ivo. OMOLOGAZIONI domenica 15 c. m. 1. Umago - - Jadran 3-1 2. Pirano — Buie 5-3 3. Momiano — Proleter 0-8 4. Aurora — Verteneglio 3-0 p. f. 5. Isola — Odred in via di accer- tamenti. EHafiermass&BSB đ&i jsađ jfnt&ga PIRANO - ODRED 4-0 (3-0) BREVE INCHIESTA SULLE MANIFESTAZIONI NEGATIVE NELLO SPORT NOSTRÀN PIRANO : Formasaro, Rosso, Contento, Ernestini, .Muiesan, Bonifacio, Kvastic, Segala, Santomar-co, Razza, Tamaro. ODRED : Pavlovič, Djordjević, Smollo, Kordič, Mirosavijević, Milo.j-ković, Marič, Bosković, Miloj-' Krstovič, Milosevic. ARBITRO: Divo. Chi fermerà il Pirano? Questo è l’interrogativo che ci poniamo dopo aver assistito al confronto tra la capolista ed una delle pretendenti al titolo, l’Odred, conclusosi con la vittoria della prima squadra per quattro reti a zero. Difficile il rispondere, poiché se la squdra giocherà come ha giocato domenica, con ogni probabilità saprà portare ben alto il nome di Pirano sportiva nel campionato repubblicano della Slovenia. Fatto questo preambolo, veniamo all’incontro. Nei primi 45’ il Pirano ha premuto costantemente sotto la rete dell’Odred, pressione che è stata concretizzata con tre reti. Passaggi a trame fitte, il pallone che fila rasoterra, azioni che succedono alle azioni e tutte imbastite dal duo Ernestini-Bcnifacio. Lo '■V-‘ ' '• boi: era attraente e gli amanti del bel gioco sono andati in solluchero. Nella ripresa invece l’andatura è calata di tono, ma il Pirano ha sempre tenuto l’iniziativa. Scusanti per l’Odred, la cattiva giornata dei terzini e l’infortunio di Marič, costretto ad allontanarsi dal campo di gioco al 21’ del primo tempo per una contusione al ginocchio. L’attacco, benché menomato si è reso pericoloso in azioni di contropiede, e, se Bosković e Krstovič non fossero stati troppo precipitosi, il passivo sarebbe stato minore. Appena dato il via, i piranesi partono all’attacco e invadono l’area dell’Odred. Ai 5’, Razza, con una rovi©sciata mette in difficoltà Pavlovič. Quest’ultimo si fa applaudire per una magnifica parata al 6’, su tiro di Razza. Dal tiro della bandierina, nasce una mischia, e San-omarco, approfittando di un mancato intervento del mediano avversario, segna con un tiro angolato. ntrópiede dell’Odred e Rosso salva in extremis. Poi il Pirano preme continuamente e Pavlovič deve prodursi in difficili parate. La seconda rete piranese scaturisce al 26’ per un’ennesima entrata fallo-dei centromediano dell’Odred, sfruttata abilmente da Santomarco che dribbla Pavlovič e realizza. Al 35’, Segala tira rasoterra, il pallo- ne batte sui piedi di un terzino e schizza in rete. Paghi del successo, i piranesi rallentano e l’Odred approfitta per portarsi in area avversaria, ina Bosković e Krstovič al 37’ c ai 39’ mancano due facili occasioni di rimontare lo svantaggio. Nulla, da segnalare sino alla conclusione del tempo. Nella ripresa, il Pirano mantiene l’iniziativa, però il gioco è meno sostenuto. Azioni piranesi e contropiedi đell’Ođređ caratterizzano il primo qparto d’ora. Al 17’, ecco la quarta rete degli ospiti, autore della quale è Razza che dribbla un paio di avversari e lascia partire un tiro imparabile. Poi sino alla fine le a-zioni si bilanciano. Ambedue le squadre hanno praticato un gioco corretto. Meritano un cenno di elogio, oltre ai citati Ernestini e Bonifacio, pure Razza, Muiesan. Viceversa, un pò giù di corda Santomarco. Buoni gli altri. Per l’Odred, ottimi : Kordič e Pavlovič. L’arbitraggio è stato ineccepibile. PROLETER-BUIE 6-2 PROLETER: Rodosovič, Selelko, vir, Jiazibeic, Culek, Turčinoviič, Križe, Jaiiiié, Le d janjac, Veselin, Petrovič, Klart ec. BUIE : Bortolin, (Pavlov, Pesek, Biomeitlli, Vukovič, Bcurtoliiin II, Mikola ws’ki, Button, Lonzarič, Vascotto, Mitrovič. Ar bitro : Selli avori . Partita fallosa, quasi senza spunti: tecnici, visti solameli Le a sprazzi, vinta (Jail Proleter per la velocità dei suoii attaccarli, più elle per un gioco legato dii squadra: perduta dal Bùie por la mancanza coniiplrta di tulio Tumlifti. Questa, in sintesi, la partita disputata a 'Gapodistria. 1 soli ad emergere dalla mediocrità della squadra ospite,, Bonetti e Bulian, Turno distintosi nella volonterosa, seppur sfortunata difesa, l’altro nel reparto 'attaccante. Leggermente in ritardo, la partita si iniziava con un gioco veloce da ambo le. parta. Il Proleter però era i‘l più peri colloso. Infatti al 1’ Le* fijarar .-n-Teca un’azione bellissima, mentire ial 5’ Janič, su fallo marchiano della difesa, allunga in rete, battendo nettamente B orto L a ! 11 secondo punto non si fà attendere ; con un’azione combinata, gli lat'tiaiecafflti del Proleter si portano all’altezza dell’area avversaria, l’ala crossa al centro e Petrovič, tagliata fuori la difesa, mette in rete. 11 Buie non si demoralizza e cerca di contrattaccare, ma invano. Al 12’ la terza rete iper il Proleter, realizzata da Veselin. Niella prima pßrtie del secondo tempo vediamo invece il risveglio del Bùie, che affli', con una rovesciata di Lonzarič, segna la prima rete. Bariton al 27’ salta eontemporaanea-menle lai portiere, su un tiro di Mitrovič e, di teste, mette in rete. Ila questo momento il gioco degenera, il Proleter marca duro, tanto che, al PAREGGIO A VALMAURA TRIESTINA : Cantoni!, Belloni, Valenti, Petagna, Feruglio. Inver-nizaj. Ispiro, Curiti, La Rosa. Soc« reinsen, Boscolo. INTERNAZIONALE: Orezzi, Blason, Padulazzl, Neri, Giaconiazzi, Fattori, Armano, Broccini, Massa, Skoglund, Nyers. Arbitro: Massai dì Pisa. Spettatori 17.000 circa. I numerosi spettatori che domenica si sono dati appuntamento a Valmaura jper lassdstere alTincontro della Triestina con i quasi campioni dellTnter hanno abbandonato lo stadio delirasi. Dopo il fischio di Vhiiuisura delTarbitro Massai dii Pisa, che ha coni ribu i to non poco a innervosire à due undici in ciamp®, una salve di fischi ha salutato lo squadre, che, mogie mogie, stavano, abbandonando il campo. L’Inite.r dal punto eli vista tecnico, ha rivelato ,poeo o niente, e quel poco è stato 'offerto da Skoghind e Nyers, 'gli unici giocatori temuti al- SALINE - UMAGO 5-2 SALINE : Gregorič, Pel ronio, Fonda, Giraldii, ’Salvestrini1, Pie-ruzzi, Vigili!', Izzo, Zaro, Bagri, Giorgini. UMAGO: A (uvaceo, Berme, Lenar-durai I, I.aškica. Lenarduzzi II, Bose, Sodomaeco, Petrovič, Lenarduzzi III, 'Girai di, Sin ilo vie. ARBITRO: Sabadin trli Čapih distria. MARCATORI: Nel primo tempo, Vigilili (S) al 7’, Giorgina (S) al 12", Leniairduzzii III (U) iaiL 20’ e Vigin.i '(S) al 35’. Nel èeciondo tempo, Zaro i(S) al 6‘; Giiraldii (U) al 10’ e Vidimi (S) «il 22’. Al 27’ del primo tempo Papbiltro ha espulso Giorgi ci (S) e Berniié (U) per scorrettezze nel gio no. Partita tirata ci agonistica, che avrebbe potuto degenerare se l’arbitro, con decisione opportuna, non avesse .spedito agli spogliatoli un paio di puigiiatiorii d’occasione. Di bel gioco, tranne qualche spazzo del reparto destro del Saline, i rilanci di Pici-razzi (il migliore in campo) e‘ un paio di discrete combinazioni del reparto sinistro umaighese, non s"è visto. Partita alla garibaldina, insoma. nella quale d’ambo le parti si badava più ia'l controllo dell’avversario ohe non, ®1 gioco d’assieme. Il Saline è 'passato meritatamente con un largo margine di punti, dimostrando una magiare concretezza e. velocità di fronte alla tecnica e ai. Impipi ciiiCTScbiamcnti degli avversari, fra i quali il solo Girnldi ha cercalo li via della porta, segnando dii più bel goal della giornata. Del Saline, oltre al bravo Pieruzzi, si è distinto Vigin.i, un giovane che possiede o tt ime doti di -velociita, precisione uel tiro a infelioenza di gioco, che gli hanno permesso di sfruttare abilmente le tre occasioni avute pur essendo itrascurato dai compagni. L’U-m-ago, visto a S. Bortolo, è. apparso inferiore alle sue possibilità. I singoli giocatori sono buoni tecnici, ma nel complesso la squadra non ingrana. Si vede che le manca un allenamento sistematico, ___ Pattecco dall’allenatore Foni, il quale ha fatto barriera al cento del campo con i rimanenti giocatori. Di 'azioni legate Vinter ne ha fatte vedere. poche. Tutte le sue azioni di attacco erano basate sui pericolosi e sporadici contrattacchi dei due stranieri, che hanno messo in subbuglio più di una vòlta la d'ifeisa triestina, che è pero riuscita sempre, magari alla meno peggio, a cavarsela. Dopo i due menzionati, è doveroso citare il bravissimo Ghezzi, autore dii difficilissimo ed applaud ! 1 risiine parate agli inizi della partita, su frecciate di La Rosa. A posto la difesa e la mi'diana, scomparsi in un gioco di tamponamenti i rimanenti atilaiociamli. Di fronte ad una squadra chiusa1 fin difesa, ila Triestina ha tentato più volte dii passare, ma per Tinfeili-ce giornata di Ispiro, Soerensen e La Rosa, non è riuscita a concretiz-Kaire la sua insistente pressione. Eccelllente la mediana. Buona la difesa e buoni Bosciolo e Curii. Non sono passati che tre minuti dalTinìiz.io che gli spettatori ammutolivano prima, ed applaudivano a scena aperte Cantoni, che con un fieli ino tuffo sventava un pericoloso tiro di. Broccini. Al 7’ era Ghezzi ia salvare in calcio d’angolo su tiro dii La Rosa. La medesima scena tre minuti più tardi, con nuovo brillante salvataggio in angolo dii Ghezzi. Continuava la pressione fino al 39’, quando Sfcn-gluiid, idopo aver superalo due avversari, ai presentava in area. Qui veniva falciato da Feruglio, ma l’arbitro lasciava correre. Nella ripresa, la situazione non mutava. Pressione della Triestina, oonitroiliilanriiata da .pericolose puntate in contropiede daiUTnter, salvate tutte dalla difesa Triestina. Al 34’, Tinier poteva passare in vantaggio. Nyers tirava raso terra una punizione, il pallone veniva deviato da Valenti verso Cantoni il quale non riusciva che a toccare la palla. Questa stava per .finire in rete, ma Feruglio la fermava platealmente con la mano sulla linea della porta. Tutti sì aspettavano il Calcio’ di rigore ma Massai comandava la punizione contro Harter P, Franjo Mihalič vince il cross delie nazioni Parigi 21. Il «Cross delle nazioni» al Parco dei Principi a Parigi, ha registrato una muova affermazione deliTatietiismo jugoslavo. Franjo Mihalič ha piegato inettamente il lotto vii: 99 concorrenti, tra i quali i favoriti Fierier e Abdallah, giungendo primo al traguardo. La squadra nazionale jugoslava si è classificata al terzo posto, dietro alla Gran Bretagna ed alla Francia. Il presidente della repubblica Francese, Vincent Aurini, si è complimentato con il lyiineiiitore. L’atleta belgradese lia compiuto il percorso in 47’ e 53”. A 10 secondi si è classificato l’inglese Sando, poi Abdallah, Bannon, Nbrris e gli altri 31 concoireotii .^^.arJ NECESSARI IN TRUE LE SOCIETÀ' SPORTIVE 30’, Bulian deve venir trasportato fuori campo. Poi dl Proleter inizia a contrattaccare e al 35’ Ledjanac segna la quarta rete ideila giornata, con un’azione personale. Al 37’, su calcio d’angolo, K lasteč realizza. Ormai i.1 Buia non r-iste più come squadra o ideve subire i continui attacchi avversari che, iati 40’, marcano il scisto od ultimo goal 'della giornata scaturito da una minchia, svi-luipipialaaL in seguito ad un calcio d’angolo. miìoiiiTB PIRANO: Fomasaro, Dapretto, Vascotto, Contento, Rosso, Muiesan, Bonifacio, Dapretto II, Santomarco, Tamaro, Girabili. MOMIANO: Birič, dannila I, Creizcr. Liučkovič, Andreašič 1, Andrcašič 11, BcnčcŠ. Gianolla ITI,, Gianolla II, Pelin, jelenje. ARBITRO: Zigante di Buie. MARCATORI: Giraldi al 2’, Da-pretto li all's’, Santomarco al 17’, ilonifaciio al 19’ del primo tempo, Santomarco al 2’ e al 10’, Dapretto li al 22’ e Bonifacio al 43’ del secondo tempo. Poco hanno potuto opporre i ragazzi di Andrelašić alla itecniea e velocità, dei campioui idei girone di andata. Privati del portiere, al 20’ del primo Heifopo, in seguito ad incidente e di Benček al 36’ del secondo tempo, espulso per scorretcz-ze, i momianesi si sono trovati ancor più a mal partito per trattenere la valanga. Hanno seguito, impegnando tutta la loro volontà dal principio alla fine, il soliloquio pii-a-anese che si sviolgcva in massima parte sotto la porta dei verdi. Altro ai on potevano fare. Un’unica occasione di conseguire la rete dell’onore, è stata persa da Pelin al 27, del secondo tempo, quando, solo dinanzi alla porta di Foruasaro. ha calciato a lato. I migliori del Pirano Bonifacio e m ISOLA-VERTENEGLIO 3-2 ISOLA: Russignan, Nežič, Benvenuti, Vascotto, Degrassi, Carboni, Vascotto II, Viezzoli, Bernardi, Felluga, Bacci. VERTENEGLIO: Sain, Sain II, Barnaba, Bernardis, Sturman, Smilovió, Saule, Buršić, Fernetić, Prodan, Gnezda. ARBITRO: Janowsky. Nel primo tempo le due squadre si sono equivalse, attacchi e contrattacchi si sono susseguiti durante i 45 minuti. Il portiere isolano Russignan si è fatto applaudire in questo lasso di tempo per alcune belle parate. Al 28’ del I tempo, il Verteneglio segna con Gnezda, preme poi continuamente, ma l’Isola reagisce e al 40’ pareggia su rigore realizzato da Bernardi. Al 43’ nuova rete isolana con Bernardi in un’azione combinata con l’ala. Nel secondo tempo il Verteneglio si lancia all’attacco, siccome però alcuni elementi svolgono un gioco personale, non realizza. Sino a 30’ nulla di notevole da segnalare, eccetto un palo di Vascotto. Il Verteneglio riesce poi al pareggiare con Saule. L’Isola verso la fine è in zona Cesarmi cioè al 43’ riesce a segnare con Vascotto e a vincere così la partita. L. AMORI - JADRAN 5-2 AURORA: Lorenzetto, Perini, Sanlsin, Vii!!ovani, Mele, Ramarri, Deponie, Pavènto, Sabadin Valenti, Zelilo. e JADRAN: Gregorič I, Dolčič, Vatovec, Bertok, Kaligarič, ‘Tosten, Gregorič II. Piiziiga, Gregorič III, Bartok II, Prašnikar. ARBITRO: Pikino di Capodi-ettria. Dopo 'aver opposto rana valida re-sistema alla ipressiiine aurorina du-ramte il primo tempo e nei primi minuti della ripresa, il Jadran ha improvvisamente cedralo, permettendo ai giallo-azzurri di aumentare lo distanze. Gioco interessante, comunque, domenica a Decani non si è visto poiché da entrambe le parti, predominava più la volontà che la tecnica. L’iautore della prima rete è Zelto ehe segna impiarabiilmente su un magnifico allungo di Romani. Undici minuti più tardi', Bertok Goras pareggia, sorprendendo Lorenzetto eon ran tiro ehe sfreccia tra le gambe del difensori e attaccanti ammucchiati: sotto la sua porta. Al 35’ Zollo sospinge con la mano Gregorič ohe teneva il piallone in mano, prima a qualche centimetro oltre, la linea di fondo nei pressi del palo, poi la rete. L’airibiitro prima concede pdì annuito. I ibiiamcivnori ora arrancano verso il vantaggio, ma è invece l’Aurora a segnare al 43’ con Favorito, su passaggio di Zelilo. Al 14’ il’airbitiro concede un rigore a favore dell'Auroiria, ma Gregorič riesce magnificamente a ,pianare il tiro di Zetto. Al 17’ nuovamente su tiro di Zetto, Gregorič invece manda il pallone nella propria rete. Nove minuti più tardi, icon un tiro diretto, Valante porta a cinque le reti e, al 42’, Bertok .Goras accorcia la distanze» Come rilevato in altre occasioni, non passa domenica o quasi, che negli incontri: caMstkd del campionato della sottolega, abbiano a verificarsi1 incresciosi incidenti, che nulto himno a che vedere con, iil calcio, ma che sono il frutto della: mancanza di autodisciplina dei giocatori. i «piali spesso sii lasciano vincere idei propri nervi, scendendo a gesti irriflessivi contro l’arbitro o contro atìeti della squadra avversaria. Non ultimo il caso di Teso-vie, sin tropjpo. eloquente: in materia. Abbiamo svolto una piccola inchiesta fra gli sportivi, i quali, a modo loro, hanno spiegato le cause di queste manifestazioni negative, traendo delle conclusioni per rimediare a questo stato dii fatto, Cotar Albino, segretario dell’Unione Socialista diptrettualc, altri * buiiis.ee i casi -di degenerazione nel calcio alla poca obiettività ed al tifo insapo di certi giocatori e spettatori. Anche certi arbitri, in più occasioni, hanno dimostralo poca obbiettività e poca autorità. Necessita, a suo parere, che i dirigenti, allenatori e giocatori stradino bene i regolamenti, elio gli atleti vengano e-durati sport iva mente a migliorare la qualità del loro gioco ed infine elle tutte le manifestazioni negative vengano punite a.1 loro apparire, molto più severamente di quanto si è fatto finora. Lionello Pellaschier ed altri hanno dichiarato testualmente: «Ogni anno va peggio a causa della poca disciplina di certi giocatori e dirigenti in campo. Troppa è la famigliarità fra gli arbitri e giocatori, inoltre i primi difettano di mobilità ed in gene re seno poc o obic i Divi. Per di più, la commissione tecnica dovrebbe rivelarsi maggiormente conseguente delle sue deliberazioni». Prijon Slavko : «Nelle direzioni Torneo calcistico sindacale La filiale Sindacale della «Ruda» s. p. a. di Isola, invita tutte le filiali del Distretto di Capodistria a partecipare al torneo calcistico sindacale che si svolgerà non appena ultimato il campionato tuttora in corso. Per tale torneo, la filiale della «Ruda» di Isola mette in palio una coppa. Ulteriori dettagli in merito saranno discussi in una riunione che si svolgerà entro la fine del mese. Alla riunione parteciperanno i rappresentanti della Sottolega di calcio dei Sindacati distrettuali e della filiale della «Ruda». Nella riunione verrà discusso il modo migliore perchè il torneo risulti interessante. Se il numero delle squadre concorrenti risulterà abbastanza rilevante, si potrà effettuare un torneo eliminatorio, in caso contrario sarà disputato un girone con partite di andata a ritorno. Se una Filiale non disporrà degli elementi necessari per comporre una squadra, potrà fondersi con un’altra. A questo torneo, di carattere Sindacale, potranno partecipare solo i regolarmente iscritti ai Sindacati. La coppa che la Filiale sindacale della «Ruda» mette in palio, sarà esposta nei centri principali del nostro Distretto. Pugliese Mario QUÄRNER0 - IS0LÄ 3-2 ISOLA : Moacoilin, Gianni, Deliso, Gruber, Pugliese, Milloeh, Uloigraii, Benvenuti, Duellile, Zaro, Degrassi. QUARNERO: Raunič, Legan. Mi* havilovié I, Cattaro (Mihovilovié II), Mrvoiš, Miboivi'loivič II (Can juga), Pavkovič (Kimkela), Bratkovič, Zidarič, Varljen, Drafcùlie. MARCATORI: Nell 1. tempo al 17’ Benvenuti dellTsola, ail 29’ Zidarič del Quarnero, al 35’ Mrvoš del Quar-nero su. calcio di punizione da 20 .metri, iati 39’ Degnassi dell’Isola. Nella ripresa al 44’ Varljen (Quarnero). Gli isolami impostando nn gioco veloce e sbrigativo hanno compresso durante tratti i due tempi d. quannerimi melila loro area, insidiando sovente ila rete avversaria. La Quarnero si è presentata in campo in formazione rimaneggiata ; tuttavia da essa si poteva attendere qualcosa di più c, se. tirando le somme, una squadra avrebbe dovuto vincere questa era la formazione di Isola clic melila contesa lia messo cuore e volontà e che proprio sul finale ha viiato frustata la speranza di un pareggio da una rete segnata allo scadere del tempo da Varljen. I migliori in campo sono stati per l’Isola: Benvenuti, Degrassi e Milloeh e per la Quarnero: Legam, Mi-liuvi'ovj.j I e Zidarič . SfKUàl/l il delle società sportive apjpare. evidente la mancanza del senso di respon-i/idj.iM'tà, poiché lesse (trascurano la dls ti,plima e Todueaziome dei propri giocatori. A tal pr,(»posilo' ritengo opportuno citare il caso del Saline, il cui segretario Tanno scorso è stato punito dalla segreteria per il poco senso sportivo». Ciurmati Marcello: «In parte riesco a spiegarmi certe, manifestazioni. sia perchè i giocatori non cono-scoilo le. regole del gioco idei calcio, sia perchè ini sono fatto il ciomcetto che certi arbitri (la maggioranza) f non valgono rana pipa de, .tabiaico». E’ deplorevole il fatto degli atti an-tiisporlivi, originati, a mio modo di vedere, dalla mancanza del senso di disciplina sia fra i componenti di varie squadre, che fra certi dirigenti. »La mancala presentazione in campo di una squadra, dovrebbe essere punita severamente ed, in caso di recidività, la squadra stessa dovrebbe venire espulsa dal torneo». Cravagna Pino: «11 contegno arati-sportivo di certi giocatori sui rettangoli di gioco deriva anche dalla mancanza di eollaborazipne dei diri-penti delto società eoli i direttori di par.a durante lo svolgimento delle partite. Da ciò si deve dedurre che anche certi dirigenti non conoscono sia il regolamento del- gioco di calcilo elle ih1 nomine di gara della sottolega. Nei casi di poca ohlùettività dei giudici di gara, le. società possono presentare reclamo, a prescindere dal fatto che imperato degli arbitri è controllato dai 'delegati. ■Per migli oliare la situazione, ritengo che nelle società dovrebbe iniziarsi obbl'i'galori'amenle lo studio e l’analisi' del regolamento di gara, infondendo nel giocatore un maggiore senni di disciplina. ’Generalmente,' negli arbitri sarebbe desiderabile una maggior conoscenza professionale, ragni un gii: I le solamente con lo studio e la pratica. Sarebbe opportuno promuovere un corso di perfezionamento arbitri». Gii attendiamo clic quanto richiesto dai tifosi venga attuato nelle società, nel miai caso il football nostrano avrà solo da acquistare e nulla da perdere. A buon intenditore ... SA I ferrovieri della Lokomotiva di Zagabria, impegnati nella difficile trasferta di Belgrado contro il BSK, hanno sorpreso domenica, battendo i favoriti dal pronostico con un secco due a zero che non ammette discussioni. Questa sconfitta imprevista dei belgradesi, può avere serie conseguenze per loro e cioè toglierli dalla lotta per il primato. D’altro canto i due punti della posta sono preziosi per la Lokomotiva, che, per il momento, si è portata in una zona di sicurezza relativa. Che sia iniziata la serie positiva.? A Sarajevo, la Crvena Zvezda ha piegato di stretta misura l’undici locale, mantenendosi cosi nella scia dei capolista, distaccata per un solo punto. Probabilmente rincontro diretto con il Partizan dirà l’ultima parola sulla assegnazione del titolo. II Partizan, in trasferta a Zagabria, ha vinto il confronto che lo opponeva alla Dinamo per tre reti ad una, proseguendo nella sua marcia regolare, interrotta solamente 10 giorni fa dalla Lokomotiva. Con 40 reti all’attivo, l’attacco della squadra belgradese ha dimostrato di essere uno dei più pericolosi, mentre la difesa ha incassato solamente 19 goals. Delle 14 gare sinora disputate, 3 sono state vinte, 3 pareggiate e 3 perse. Bilancio ottimo, quindi, che depone in favore dei belgradesi, nella lotta per il titolo. Franca vittoria della Vojvodina di Novi Sad sullo Sparìak di Subotica. In tal modo la Vojvodina ha conquistato due punti molto utili, poiché la squadra galleggia ancora nelle brutte acque della classifica, a tre, rispettivamente, 7 punti dalle candidate alle retrocessione. Come si vede, la lotta si acuisce fra le minacciate e il Vardar sul campo amico si è fatto in quattro per battere lo Zagreb, cosa che gli è riuscita, magari in minima misura. Gli spalatimi, in casa propria, hanno giocato contro il Velež, fanalino di coda della classifica, ed hanno vinto l’incontro con una striminzita rete, mantenendosi cosi a dUe punti di distacco della capolista. La lotta per il primato, dunque, và restringendosi a tre squadre : Partizan, Crvena Zvezda e Hajduk; a quale delle tre la palma? DOMENICA INIZIA la stagione ciclistica „La nostra lotta" il vostro giornale Anche per i nostri ciclisti il periodo di riposo è terminato. Da più settimane si stanno assiduamente preparando alla prima gara della stagione, che verrà disputata il 29 c. m. a Fiume. Domenica Apollonio, Brajnik e Lonzarič fra i dilettanti, Miklavčič, Pauluzzi, Hrvatin, Zucca, Dagri e Visintin degli allievi, si troveranno allineati alla partenza della «Coppa Stojan», che essi dovranno difendere, dopo averla vinta per due anni consecutivi. La gara non sarà che la prima fra quelle previste per la stagione ciclistica 1953. Il 5 aprile p. v. la Proleter parteciperà alla gara d’apertura delia stagione organizzata dal C. C. Scoglio Olivi di Pola. Il 12 aprile si presenterà nella prima corsa di fronte al nostro pubblico, la «Coppa d’apertura» sul percorso (Capo-distria, Crociera, Sicciole, Portoro-se. Isola, Capodistria) da percorrersi due volte dagli allievi e tre dai dilettanti. Queste le prime gare d’assaggio per le prove più impegnative e che serviranno alla selezione dei migliori elementi sociali. Il 2 maggio gli allievi saranno impegnati nel tradizionale circuito di Abbazia e il 10 maggio nella staffetta in onore al compagno Tito. Il 24 maggio ci sarà la trasferta a Nuova Gorizia per i campionati repubblicani di ambedue le categorie. All’inizio di giugno si svolgerà la più importante corsa a tappe per allievi: il Giro dell’Istria. Una settimana più tardi, il 14 giugno, ci sarà una lunga e impegnativa trasferta a Sarajevo per il campionato federale, nel quale i nostri allievi dovranno difendere i due titoli conquistati tanto brillan- , temente nel 1952. Il 20 e 21 giugno si ’correrà la Pola—Capodistria— Pola per dilettanti, corsa compresa, per la prima volta quest’anno, nei programma agonistico repubblicano. In luglio gli allievi saranno a Novi Sad per il Giro della Vojvodina, mentre i dilettanti si misureranno con i migliori ciclisti nazionali ed esteri sull’ormai tradizionale circuito di Bled. Sempre in luglio, si correrà pure una grande gara sindacale in Slovenia. In agosto, la più interessante e attesa corsa della stagione. Il Giro della Croazia e Slovenia, con partenza da Lubiana e arrivo a Zagabria. Il Giro toccherà Capodistria (una giornata di riposo) il 9 agosto. La stagione si concluderà con la gara patrocinata dallo «Slovenski Jadran» «Dal Tricorno all’Adriatico» in due tappe. Questo, in breve, il programma dei nostri ciclisti. Sta a loro non disilludere la massa degli sportivi. linearti dei pan: e della farina II. Gomitalo Popolare Distrettuale, comilri»u rive, ia partire dal giorno 23 marzo, 1953, viene aumentato di dinari 10 al (bilo«ramina il prezzo delle farine e dei cercai1..! (farina di granoturco, farina di frumento, farina di segala e grics). Dallo st fiso rinfilo rione aumentato di dinari 10 al eliilogramma pure il 'olezzo del pane.. Il provvedimento è derivato dai prezzi c-ii-lrnti sui mercati esteri ai quali., si è dovuto ricorrere òri seguito alla siccità che, nello scorso ansio, ha di »liru Ito quasi il 50% del raccolto di .frumento. «VOJVODINA COOP» Azienda esportatrice dell’Unione Cooperativistica Agricola della VOJVODINA Casella postale 65. telefoni: direzione ed uffici esp. bovini ed equlhi esp. suini, animali da cortile e uova Rappresentanze: Londra — Regent Street 149-151 Hed- 32-37 36-37 29-80 don House W. 1 tei. 710119 Amburgo — Harvesstehur-derweg 101 tei. 44145-04 Monaco — Thalkirchener-strasse 133/11 tei. 75-141-42 Zurigo — General Wille-strasse 10 tei. 25-16-70 Vienna — Londtrasser Hauptstrasse 1/IX tel. U14-4-57 Trieste — Via Cicerone 6A tei. 77-25 ESPORTA: bovini, equini, suini, o-vlni, vivi e macellati; carne fresca e conservata. Animali da cortile: oche, anitre, pollame, vivo e macellato. Uova fresche e conservate. Corna, ossa, unghie e interiora. 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