ORGANO DEU/UNIONE SOCIALISTA DEI LAVORATORI Anno Vili. — No. 388 Redazione e Amministrazione : CAPODISTRIA Via Santorio 26 - tei. 128 NELL'USL DEL CAPODiSTRIANO I COMPITI POST - ELETTORALI Immed’atamente dopo le elezioni nelle organizzazioni base dell’Unione Socialista abbiamo richiamato ^attenzione idei nuovi membi;i e dej comitati sui eornpiti che ci attendono, in particolare sui pericoli di un ingiustificato «riposare» post elettorale e del procrastinare la assunzione delle mansioni dej, vecchi comitati. I nostri avvertimenti non sono stati vani. In realtà la maggior parte dei comitati neoeletti ha fatto questo lavoro a puntino e, oggi, essi funzionano regolarmente, cosicché possiamo affermare Che essi dominano la situazione politica nel loro ambito. Tuttavia ci sono alcuni comitati, in specie nelle località costiere, Che dopo le elleziani non si sono ancora »riiuniiiti e non -hanno preso le consegne dagli uscenti, come invece era necessario. Logicamente rarganizazione che ha un comitato simile lavora male, o non lavora affatto. E’ caratteristico il fatto che di quesiti comitati fanno -parte persone capaci e politicamente insindacabili che, nella maggioranza, occupano pure un buon posto di lavoro. Per questo motivo è ingiustificabile del tutto che, oltre un mese dop0 le elezioni, non sì siano »ancora costituiti e non abbiano assunto i compiti. Non si tratta qui della formata responsabilità dinanzi al foro superiore,. ma anche e, -sopiratutto, di responsabilità morale e politica verso il basso, d:i fronte ai membri. I Comitati deirUmiione Socialista hanno una grande irresponsabilità per fattività politica nella località dove sono stati eletti. E’ necessario sott ol ineare partitico Ilarmente questa responsabilità -appunto perchè l’Unione Socialista è non solo la forza politica organizzata fondamentale, sufficientemente larga da comprendere' tutte 1© persone oneste e dedite alla causa del socialismo, ma ranche abbastanza severa da impedire ogni attività ostile degli elementi »antisoaialisti. Questo si può ottenere, pierò, con un’opera costante e vitale di tutti i membri, e dei comitato in particolare. , Perciò è inammissibile che dopo i grandi successi ottenuti alle elezioni, trascuriamo l’attività e non ci curiamo della nostra organizzazione. dinanzi all'Uniane [Socialista stanno vasti e molto significativi compiiti: l’edificazione di unità po-litico-social-eccnomiche dalla nostra società, nuove per contenuto e diverse nell’essenza. Ci riferiamo 'alle comuni. Le lìnee fonda-11 mentali delle future comuni dei! I nuovi distretti sono già tracciate. Siamo ormai in fase di preparazione, e più ancora. Le commissioni statino- già preparando glj statuti, mentre gli e-conomisti stanno vagliando» il potenziai© economico delle singole comuni e della collettività comunale nel complesso. Ci sono ancora problemi in sospeso, ma la cui soluzione è stata già intravista e -nulla può più impedire un sollecito passaggio »alla rrealizzazione dei nuovi corpi economico-sociali. La comun© è una collettività di produttori, che si autoamministra-no. da ciò consegue ohe il fattore principal© ne è l’uomo produttore. Quando parliamo delle comuni, söttolineamo in particolare il loro potenziale economico, i col- legamenti di traffico, i territori di gravitazione, ciò che è in ogni caso giusto. Tuttavia poco parliamo dei o'ompiti idell’Unktae Socialista »e delle altre organizzazioni Sociali, chiamate ,a educare © preparare il popolo 'àll’autoiammini-strszione. Senza 'dubbio un buon collettivo', compatto e cosciente, contribuirà al rafforzamento della base economica deli© comuni più di un collettivo fiacco, indifferente, non compatto che vede imima»n-zi tutti ,se stesso e. poi ■ ■ • sempre se stesso. Il compito più importante dell’Unione Socialista è, attualmente», quello di attivizzare, istruire, attrarre, informare i "produttori sul significato delle comuni, sui diritti dej produttori, come anche sui doveri dei cittadini che vantano diritti. E’ importante specialmente sviluppare l’iniziativa degli esistenti organi »della gestione sociale, consigli operai, »cooperativistici, culturali e sanitari, rispettare le decisioni legali, rispettare le opinioni dei singoli. Questi sono i »primi passi nèll’autoamministrazio-ne. Se»guono nuovi compiti e nuovi »doveri. Accanto ai predetti, abbiamo anche »altri compiti che sono in relazione al Decimo Anniversario della nastra Liberazione». Tutto 'fanno sia dedicato alle celebrazioni. Non potremo faire tutto in un giorno solo. Ogni organizzazione, l’As-sooiiaziiom© dei comb attenti, la Cultura popolare» l»e («»Rairlizaini», le organizzazioni 'sportive, preparino un programma che isi concluda con un saggionrasseigna, o alt;ra ma.ni-festiaziome. Questa manifestazione sia il risultato di una accurata preparazione di più mesi e di va- (Continua in 4. pagina) IL NOSTRO PAESE APPROFONDISCE la collaborazione internazionale Ottimi i rapporti con l'Austria e in fase di sviluppo quelli con l'Italia Alle voci, sebbene non autorevoli, 'su pretese difficoltà che sarebbero sorte hell© trattative itali-jugos'iave, attualmente in corso, è venuta una smentita nella consueta conferenza stampa dal rappresentante della segreteria agli esteri del »Governo Federale che ha rilevato come tali trattative hanno il proprio corso normale, sottolineando ih particolar modo il concluso accordo sulla futura attività dalla »Commissione mista italo-jugoslava per »le minoranze. Un comunicato della «Tanjug» »precisa inoltre il normale proseguimento dell©, trattative a Udine e un’avvicinamento »dei rispettivi punti di vista sulle questioni riguardanti il piccolo traffico di frontiera per euj si spera che entro un mes© tale conferenza possa chiudere i propri lavori, a meno che non sorgano difficoltà. Lo stesso comunicato conferma, quanto da noi già in precedenza pubblicato, cioè il raggiungimento di un 'accordo di massima sulla fascia che verèbbe compresa nel traffico di confine e ohe va 'dal confine con l’Austria per »una media da 10 a 15 chilometri, »salvo in Istria »dove essa sarà molto più larga. Un’eoo ha avuto alla predetta conferenza stampa anche la dichiarazione dei Ministro degli Affari esteri austriaco sig. Fiegl, secando la qual© i rapporti che intercorrono tra l’Austria e ila Jugoslavia dovrebbero servire come e-sempio della collaborazione inter- nazionale. Draškovič ha confermato che tale dlchiarazion© rispecchia l’effettiva situazione esisten-/te nei rapporti ausitro-jugosHavi, ed ha inoltr© dichiarato prossimo l’annuncio »dolio scambio di amba-isctiatori tra la Jugoslavia e la R. P. di dina. Indice dell’indirizzo politico jugoslavo in merito alla collaborazione europea, indirizzo, che, come noto, persegue un avvicinamento e una collaborazione tra i paesi europei 'in tutti i campi della vita sociale, è 'la richiesta della nostra Segreteria agli affari esteri di inviare un proprio osservatore all’Organizzazione per la Oollaborazione Economica (OE-CE), richiesta ohe per altro non ha avuto ancora una 'risposta da» parte del Consiglio dei ministri europei. Draškovič ha smentito le notizie sulla sospensione delle esportazioni jugoslave in Turchia, pur (ammattendo che neii’i»mportazione di alcuni articolj turchi in Jugoslavia siano sorte delle »difficoltà. Si tratta »comunque »di una queistio-ne tecnica che s’avvia alla sua rapida soluzione. Sono »state rimosse anche 1© difficoltà sorte negli scambi commerciali tra la Jugoslavia e la Germania Occidentale. Si è tenuta intanto a Belgrado Ila seduta »del Comitato agij Affari esteri dell’Assemblea federale in cui il segretario agii affari esteri Koča Popovič ha espo»sto il programma della propria delegazione, lo Stato che ritiene di esse- CONCLUSA LA CONFERENZA DI BANGKOK Estraneo il patto agli interessi di Manila dell'Asia »Si è conclusa venerdì a Bangkok la co»nferenza dei ministri degli esteri dei paesi di quel patto di Manila al quale .non molto opportunamente è sitato dato il nome di «organizzazione »difensiva per il sud-est asiatico». I lavori si sono svolti a porte .chiuse e quanto si sa appare dai vari comunicati ufficiali e dalle dichiarazioni rese ai giornalisti dai ministri de»gli esteri »di due paesi non asiatici e cioè Dulles e Eden. In »poche parole si può dire che a Bangkok s»i è fatto ciò che non si poteva ancora fare lo scorso anno a Manila, quando la nuova alleanza militare in Asia veniva costituita — da notare -—• a pochissimo tempo di distanza da quel grandissimo passo in avanti nella pacificazione della situazione in quel settore che si era compiuto con la conferenza di Ginevra, »la quale aveva posto fine al conflitto indocinese. Se inopportuna riusciva la costituzione del nuovo organismo militare, ancor più inopportuna sarebbe stata »allora la determinazione precisa degli impegni e del carattere ideologico del patto. Quest’anno pe»rò la situazione è un pò diversa. La crisi di Formosa sembra »giunta per la strategia americana in Asia come il classico cario sui maccheroni. Questa volta si è dunque potuto fare di più, anche se un certo pudore »dinnanzi all’O'pi-nione p»uibblica asiatica, ha indotto i partecipanti alla conferenza di Bangkok a lavorare a porte chiuse. E’ stato ^cos tituito u»n quartier generale coadiuvato da tre gruppi di lavoro: uno militare, per far fronte ad un’eventuale aggressione armata, uno anti-sowersivo e uno economico. E’ stato anche precisato che la presunta aggressione esterna ed interna »può provenire soltanto da parte «comunista». .Siam, Filippine e Pakistan dovranno porre a disposizione »del patto parte delle loro forze armate, mentre Australia, Nuova Zelanda e Stati U.nitì offriranno le loro »basi aeree e navali. »Non v’è alcun »dùbbio che il patto »di Manila sia il risultato della strategia americana in Estremo Oriente. Esso completa quel sistema ALTRE NAVI PARTONO PER L’AUSTRALIA Depressione a Trieste Più volte da queste colonne abbiamo previsto che la venuta a Trieste dell’amministrazione italiana si sarebbe risolta in un vero e proprio disastro per la città. Che le nostre previsioni non siano state il frutto di un’ostilità preconcetta e personale, o manifestazioni dell odio «antiitaliano», come i nostri scorretti avversari politici amano tuttora ripetere, lo conferma il bilancio sommario di quattro mesi dal passaggio dei poteri nella ex zona angloamericana. E le prospettive del futuro, a giudicare dall’atteggiamento delle autorità italiane nei riguardi dei problemi più assillanti di Trieste (leggi porto e marineria, disoccupazione, depressione economica dell'industria, commercio ecc.), non sono affatto migliori. Semmai sono peggiori. Non è che la colpa di questa triste situazione sia da addebitarsi soltanto agli organi dell’amministrazione locale, all’impreparazione e all’incapacità delle persone chiamate a reggerli, o, come si usa dire — forse perchè un capro espiatorio occorre sempre — alla pesante macchina burocratica romana. Indubbiamente parte della colpa, anzi gran parte della stessa, va agli uni e all’altra, se non altro per l’immobilismo di cui mostrano essere infetti, ma il motivo fondamentale sta nel fatto che Trieste è stata impastoiata in un groviglio di problemi artificiosi di ordine politico, enconomico, sociale ecc. in funzione diametralmente opposta ai suoi interessi. Ciò è il frutto di una politica preordinata che, in omaggio ai vaneggiamenti dello sciovinismo e dell’irredentismo istriano, alleati preziosi di interessi ben più concreti e materiali di certi circoli economici della Penisola, ostili a Trieste, ha portato il grande emporio adriatico sull’orlo della rovina e'idpnomiàa. Basta ormai una piccola spintarella perchè vi precipiti senza possibilità di salvarsi, ma basta anche l’attuale attendismo ed è probabile che si sia scelto il secondo espediente in omaggio al «savoir faire», come bene insegnai il galateo della borghesia. Si badi bene che non drammatizziamo affatto. Tutta Trieste, dagli ambienti del lavoro a quelli commerciali, industriali, ecc. sta avvertendo la propria tragedia nelle sue vere proporzioni. Un senso di malessere e di pessimismo generale si è diffuso in città, attanagliando nella sua morsa l’operaio, l’impiegato, l’artigiano, il piccolo e il medio commerciante, ogni cittadino. Da qualcuno• si dirà che si tratta più che altro di una psicosi collettiva, di una forma di depressione morale dopo la Bengodi della parentesi anglo-americana (molti, infatti, vivono ancor oggi con i risparmi fatti durante quegli anni). Ma stando anche così le cose, come si spiega la depressione nel campo industriale (i Cantieri vivacchiano, si sta smobilitando varie piccole industrie, scioperi a getto continuo, disoccupazione in aumento, ecc.), commerciale (i negozii stanno facendo a gara nelle svendite, il numero dei fallimenti aumenta e aumenterebbe ancor più se l’Intendenza di finanza lo permettesse, i protesti cambiari hanno raggiunto cifre mai toccate, ecc.), portuale (per Trieste ci sono solo promesse, mentre le navi se le pappano Genova, Napoli, Venezia, ecc. e la concorrenza dei porti nordici, e persino di Fiume, si fa sempre più sentire) e in genere una costante discesa del tenore di vita, ac- compagnata a una gradualmente ascendente pressione fiscale? Non è strano, quindi, che i triestini, vista la gravità della situazione e l’impossibilità pratica di uscirne, si decidano ad andarsene per il mondo in cerca di una sistemazione decorosa. L’Australia ha sostituito ormai il vecchio slogan dell America. L’emigrazione sta raggiungendo cifre record, mai viste. Non solo. Di solito a emigrare erano in passato coloro che erano ridotti in condizioni di estrema miseria, senza possibilità di vita e, per lo più, senza speranza di trovare un’occupazione. Ora invece pensano all’emigrazione anche coloro che hanno un posto, persino ben rimunerato. E questo perchè il domani si presenta pieno di incognite e di interrogativi, cui nessuno ha dato, nè può dare risposta. Sabato sono partiti per l’Australia, altri 250 triestini. Come si ricorderà, già lo scorso anno sono partiti 1600- mentre si prevede che dai tre ai quattromila partiranno entro l’anno. Cosa sarà poi resta da vedere, ma è prevedibile sin d’ora che si andrà di male in peggio. Il processo di sterilizzazione di Trieste ad opera delle rivali tradizionali della Penisola, appena agli inizi, continuerà senza dubbio più intenso. Nè la Regione con l’autonomia speciale, prevista dalla Costituzione, nè la Zona franca, ne’ altri provvedimenti di ripiego come questi, ammesso che vengano messi in atto, riusciranno a risolvere i complessi problemi triestini. L’unico rimedio radicale è, e rimane, restituire a Trieste e al suo porto le sue funzioni naturali di sbocco del retroterra centro europeo e danubiano. Ma non è probabile che ciò si faccia. Troppi sono, in Italia, coloro che vogliono la morta di Trialte. B. D. di organizzazioni militari che va dalle Aleutine al Pacifico Meridionale e, col Pakistan, sino al Medio Oriente. Altrettanto è chiaro che i problemi asiatici »di cui si è »discusso, cioè Indocina, Formosa e Malacca, anche se ufficialmente non se n’è fatto menzione, sono stati affrontati nell’unioo modo che ne rende difficile, se non impossibile, la soluzione, e cioè dal punto di vista del-gla »politica dei blocchi militari ed ideologici. Che poi il patto di Manila e le decisioni della conferenza di Bangkok siano strumenti di una politica che non ha nulla a che vedere con gli interessi effettivi del settore che esso comprende, lo dimostra il fatto stesso che soltanto due dei paesi de»U’Asia sud-orientale ne fanno parte e cioè Siam e Filippine. Il grande as»se»nte a Bangkok, come »già a Manila, è stato il vero sudest asiatico, cioè India, Birmania, Indonesia e Ceylon. Questi paesi, assurti a stati indipendenti »dopo lunga e sa»nguinosa lotta contro le grandi potenze oolonialiiste, troppo apprezzano il bene supremo della libertà, »troppo bene sanno ohe questa libertà è l’unica 'garanzia del loro sviluppo economico e sociale per legarsi al carro di interessi estranei, per subire, sotto varie forme di ingerenze, un nuovo »destino »di oppressione. Essi perciò considerano i»l patto »di Manila un pericolo per la pace in Asia e il principale ostacolo alla soluzione dei problemi asiatici, problemi che essi impostano »ben diversa-mente »dalle »potenze occidentali. Non soltanto 1500 miglia nello spazio e poco più di un mese nel »tempo, separano la conferenza di Bangkok dal grande convegno afro-asiatico di Bandoong in Indonesia, convocato dalle cinque potenze del piano Colombo. Si »tratta di due politiche ben »distinte: l’una, ohe si oistina ad ignorare quel grandioso processo di emancipazione di centinaia di milioni »di uomini sull’i rameoso fronte asiatioo-africano, processo storico che non saranno certamente i patti militari a soffocare o a»d arrestare, e l’altra che di questo processo si rende interprete, che questo processo asseconda, facilita ed incanala come elemento »di pacificazione e di progresso nell’attuale .situazione intemazionale. Mal si acoorda quindi il pensiero dei popoli asiatici oon la dichiarazione Tesa venerdì a Bangkok dal ministro degli esteri statunitense, Dulles il quale ha affermato che la conferenza dei »paesi del patto di Manija rappresenta uri .oonitributo alla pace. Oggi, quando la situazione intemazionale è gravemente minacciata dalla crisi di Formosa, non sono la organizzazione o il oonsoli-damento di alleanze militari di dubbio carattere difensivo ohe possono contribuire alla pace, ma conferenze intemazionali in cui le divergenze vengono risolte in uno spirito di collaborazione che parta dal presup-. posto fondamentale della coesistenza, intesa come garanzia e condizione »sine qua non »dell’esistenza s»tes-sa. Di questo si rendano conto i più grandi paesi dell’Asia sud-orientale, che respingono l’imposizione da parte di terzi, »di .patti militari, anohe se questi vengono »proclamati difensivi. tr© ministri agli esteri dei paesi »balcanici. Il Comitato ha approvato la relazione del segretario Popovič ed ha gradito l’iniziativa che a tale conferenza venga emanata tuna decisione concreta riguardante il Parlamento balcanico. Il Comitato ha espresso la convinzione ohe tale Parlamento contribuirà ad approfondire i rapporti tra i tre paesi balcanici. Inoltre il Comitato ha deciso di proporr © all'Assemiblea Federale la ratifica della Convenzione al diritto intemazionale sulle rettifiche dj stampa. In bas© a tal© convenzione, l»o stato ohe ritiene di essere sitato calunniato, può richiedere dal Governo della nazion© nella quale tale calunnia è stata propa- lata di rettificare,» emiro cinque giorni, © con tutti i mezzi informativi pubblici, quanto era stato in precedenza pubblicato. Si è svolto a Belgrado il II. Congresso dell’Associazione dei sacerdoti di culto greco-ortodosso. Alla fine dei Congresso una delegazióne, capeggiata dal pro»ta Milan Smiljanič, è stata ricevuta dal compagno Tito informandolo sui lavori del Congresso e sui problemi inerenti la Chiesa greco-ortodossa. Il prota Smiljanič ha vivamente ringraziato» il compagno Tito per 1© cure che le autorità popolari dedicano al loro ceto e particolarmente per le assicurazioni sociali delle quali beneficiano i sacerdoti. IL MALTEMPO IN SERBIA Anche quest’anno »l’invemo, che sembrava così stranamente mite, ha »voluto mostrare i suoi temibili denti. Anohe quest’anno il nostro paese è stato colpito dalle calamità na--turali che tanto difficile hanno réso la nostra vita economica in questi ultimi anni. Questa volta è vero, i danni non sono così, gravi e l’entità delle sciagure è molto più limitata. Ma ciò lo si deve in gran parte a»1 coraggio e alla res»istenza degli uomini che per tre o quattro giorni, senza chiudere occhio, hanno vigilato sugli argini dei fiumi, hanno lottato contro la furia delle acque rafforzando gli sbarramenti. Quest’anno è stata la M»orava ad ingrossarsi ed a straripare. Il disastro è avvenuto nel suo corso inferiore, a »pochi chilometri dal suo sfocio nel Danubio, nelle immediate vicinanze di Požarevac. Il centro del disastro è Ljubičevo, dove »la ferrovia che congiunge Belgrado con 'Požarevac; scavalca la Mo»rava su un solido ponte di ferro. A Ljubičevo in questi giorni la Morava sembra un lago, un enorme lago che si va continualmente ampliando. E dovunque uno si rivolti, si trova sempre circoindato »d’aoqua a perdita d’occhio. Tutte le strade che portano a Požarevac sono interrotte. Una lungh’isima interminabile oolonna di automobili, di camions, di carri di campagna, è rimasta blocoata sulla strada statale che porta a Požarevac. L’unico mezzo per raggiungere Požarevac sono le gambe. E solo una strada può portare alla meta. E’ la linea ferroviaria che grazie ai suoi argini si trova sopraelevata sul lago di acque fangose. Linea lungo la quale non fa più servizio alcun treno perchè »troppi sono, i pericoli di cedimenti. Ad ogni passo s’imoontrano g»rup-»pi di contadini »con le zappe, d picconi ed i badili. sulle spalle. E’ gente tutta inzuppata di pioggia e incrostata di fango. Sul volto si vede il pallore di tre notti insonni e la stanchezza dell’imane fatica spesa nel tentativo di frenare l’impeto del fiume e sbarrare la strada alle acque. Il primo sfondamento, la Morava lo ha fatto alcune notti or sono nei pressi del villaggio di Porodin. Inghiottì gran parte del lato destro del villaggio e i campi dei contadini di Sabar, Cimičevo, Aleksandrovo, Poljana e Prugovo. Frugavo è forse il villaggio maggiormente colpito. Quasi tuti. i campi sono stati sommersi. Molte case si sono sgretolate alla pressione dell’enorme massa d’acqua. Se gli uomini sono riusciti a salvarsi, sono stati parecchi i capi di bestiame colti all’im- prowiso ed affogati. Infranta la prima »barriera degli argini, l’acqua è giunta nelle immediate vicinanze di Požarevac, tuttavia si crede che difficilmente la oit-tà »possa essere seriamente minacciata, perchè una seconda cintura di argini prottettivi è stata rapidamente eretta nelle vicinanze delle zone minacciate della città. »Požarevac ha vissuto giorni e notti terribili. La »più tremenda è stata la terza notte d’allarme: l’ultima notte passata sugli argini del fiume. La lotta che i cittadini di Požarevac, validamente sostenuti da numerose • unità dell’Annata popolare, hanno condotto oontro il fiume è stata veramente grandiosa ed eroica. _Questa la »treme-nda epica storia delle notti e dei giorni »di Požarevac. »Oggi, la Morava non cresce più. Ma in cambio il suo defluire è molto lento. Infatti anche il Danubio è ginfìo ed impedisce alle acque del fiume di scaricaci rapidamente. Comunque, si pensa ohe il peggio sia passato e che i giorni »tremendi di ansia non abbiano a ripetersi più così presto. La lotta degli uomini non è »però stata inutile. Molti »be»ni e sopratutto le vitre umane sono stata poste in salvo. Le elezioni a Crevattini e località vicine Con un’elevata affluenza alle urne hanno avuto luogo domenica nelle località della ex zona A, recentemente congiunte alla Jugoslavia, le elezioni amministrative supplementari per gli organi del potere popolare. Le operazioni di voto si sono chiuse nella gran parte delle sedi elettorali nelle prime ore del pomeriggio. Nei -villaggi di Scoffie, Plavia, Dosici, Crevattini, Colombari ed Elleri hanno votato complessivamente 817 elettori, cioè il 90,57% degli iscritti nelle liste elettorali. Sono ris»ultati eletti delegati alla Camera dei rappresentanti del CPD di Capodistria i compagni Hrvatin Cirillo e Hrvatin Josip. Le elezioni di 7 membri del Comitato popolare comunale di Capodistria e dintorni, svoltesi contemporaneamente, hanno visto prevalere Pečarič Ernesto e Pavlič Viktor a Scoffie; Hrvatin Mila e Pohlen Branko a Plavie; Corda Ivan a Elleri e Dosici; Pe-truzzi Eugenio a Crevattini e Pri-mosić Aldo a Colomfoan. Nei primi mesi di quest’anno sono entrate in vigore varie disposizioni di legge del campo dell’assistenza sociale emanate alla fine del 19,54. Una delle più importanti è certamente quella sull’ass'iourazione sociale »degli operai e degli impiegati. Si prevede che l’applicazione di questa legge, la cui finalità fonda-mentale è l’assistenza sanitaria agli »assicurati e un più efficace impiego di mezzi, sarà »di grande significato. Alla Segretaria per l’assicurazione sociale presso il Consiglio esecutivo federale si rileva che l’applicaziane di questa »legge influirà indubbiamente su una riduzione delle asse»n-ze dal lavoro poiché per la prima volta è contemplata l’assistenza sanitaria preventiva. Il servizio statistica idell’assicura-zione sociale ha registrato nel solo luglio 1954 oltre 2 milioni 350 mila ore di lavoro perdute. Nello scorso anno sono state ema-na.te anohe altre disposizioni di legge nel campo deH’assisitenza sociale, come quella siuH’aggiunta alle pensioni agli invalidi militari di guerra e sulle sowenzi'Oini per coloro che percepiscono pensioni minime. Tutte queste misure, a quanto si rileva alla Se-greteria »di stato per l’assicurazione sociale, stanno a dimostrare che la politica »del governo in questo campo è diretta ad una graduale estensione dei diritti dell’assistenza Prene 1* din — 20 lire ABBONAMENTI: Annuo din. 420. semestrale din. 220, trimestrale din. HO Spedizione in c. e.p. LA POLITICA SOCIALE IN JUGOSLAVIA NUOVE MISURE flSSICURSTIVE sociale e ad un più razionale impiego dei mezzi all’uopo stanziati. Si rileva in »proposito che il numero degli operai e degli impiegati assicurati è notevolmente aumentato nello scarso anno rispetto al 1953. Contro il milione 975.118 della fine del 1953 stanno i due milioni 355.273 de'll’agosto 1954. Il piano sociale per il 1955 prevede un aumento »degli stanziamenti per le necessità delTassistenza sociale. No»tevoli risultati sono stati inoltre conseguiti nell’applicazione del si-S'tema 'dell’auto-ammimistrazione nel campo deH’assicuraziane sociale. Sono stati no»ta»ti una più intensa attività delle assemblee dei singoli istituiti e »un più stretto oollegame»nto con »gli »assicurati. Si prevede che anche quest’anno »al Consiglio esecutivo federale come anche all’Assemblea federale saranno spesso nl-l’ardine del giorno i problemi dell’organizzazione e del progresso del sistema di assicurazione sociale, con particolare riguardo alla istituzione delle comuni. Quest’anno poi verrà costituito anche un istituto federale per rassicurazione sociale. Per quanto riguarda le nuove disposizioni di »legge si apprende che tra breve verrà nominata una speciale commissione che esaminerà la situazione nel campo delle pensioni. Passa il riarmo jtedesco Dopo alcuni giorni di appassionato dibattito al Bundestag, i de-»battuto, i »relativi strumenti detl-banno approvato nella serata di domenica gli accordi »di Parigi. Com’è noto, l’opposizione social-democratica (si batteva da »tempo contro gli accordi »di Parigi sostenendo eh© la loro entrata in vigore avrebbe »definitivamente relegato in alto mare il problema della riunificazione dell© due Germanie. Nel corso del dibattito, all© argomentazioni dei sociailde-mcoratici ha ripetutamente ribattuto lo stesso Cancelliere Adenauer. La posizione del Cancelliere era resa difficil© dia quella parte degli accordi di Parigi che riguardano la Saar e che hanno schie-»rato contro, oltre i socialdemocratici, il partito liberale e il blocco dej profughi. Tuttavia, nonostante che il problema della »Saar gettasse sul dibattito un’ombra inquieta e minacciosa, il »risultato delle votazioni era scontato in precedenza. 324 deputati hanno» votato a favore e 151 contro la prima parte »degli accordi di Parigi. L0 statuto riguardante le truppe di occupazione nella Germania Occidentale e l’ingresso di questa nella Comunità Europea dj Difesa e nel Patto Atlantico sono stati approvati rispettivamente con 321 voti contro 152 e 314 oontro 157. Per ciò eh© comceme la Saar, il problema dj gran »lunga il più »dibattuto, j relativi strumento del-l’aooordo franco-tedesco sono stati approvati con 263 voti contro 203 e 9 astenuti. Intanto una dichiarazione »di Adenauer sulla Saar ooniimua ad essere al centr© di perplessi commenti nelle capitali occidentali. Il Cancelliere tedesco si è così espresso durante il dibattito al Bundestag: «L’accordo per la Saar ha assunto per mia volontà un carattere provvisorio. E’ vero che Stati Uniti ed Inghilterra »assicurarono nel 1947 alla Francia il loro appotggio perchè ad essa passasse, con il trattato di pace, la Saar. Stati Uniti ed Inghilterra mi hanno però recentemente assicurato che se i Trattati di Par rigi saranno ratificati, l’appoggio anglo-americano promesso alla Trancia verrà a decadere». A Parigi, »dove si fa mostra di capire ohe il Cancelliere doveva giocare tutte 1© carte a-sua disposizione per fare approvare gli accordi di Parigi, Sj rileva che l’accordo franco-tedesco sulla S'aar prevede che i due Governi sostengano lo statuto »della regione fino alla stipuliazion© del trattato di pace. L,a Franci,a si attiene alla lettera © alilo spirito dello Statuto sulla Saar e ritiene inopportuno aprire oggi una discussione. Concluso il Patto turco-iracheno Un altro patto militare è stato sabato approvato dalla Camera dei deputati irakena con 116 voti favorevoli e 4 contrari, u patto turco-irakeno entra così in vigorr© nonostante l’opposizione dei Paesi arabi i quali, capeggiati dall’Egitto, vi scorgano un serio pericolo »alla »stabilità della Lega Araba. Quasi contemporaneamente l’Assemblea Nazionale turca ratificava il patto con l’Inak all’unanimità. Invece a Damasco, dove si trovava in visita ufficiale, il Ministro egiziano per l’Orientamento, Šalah Salem, dichiarava che, il patto concluso tra l’Irak e la Turch »a minava l’edificio della solidarietà a-raba. «Non esiste p u — h»a dichiarato ai giornalisti il Minsta© Salem — un patto di sicurezza in-terarabo. Noi auspichiamo u»n rotavo patto interarabo avente carattere economico, politico» e militare». »Šalah Salem ha poi »affermato »che si ripromett© dj esaminare con il.Governo »siriano una nuova formula atta a servire gli interessi »del mondo arabo Evitata la crisi in Italia La stabilità del quadripartito al Governilo in Italia, chiamata ad affrontare quello che è per 0ra l’ultimo banco di prova di una lunga crisi, la questione dei patti agrari, si è trovata per molti giorni sul filo del rasoio. Il Premier Sceiba ha dovuto fronteggiare 1© opposte posizioni dej liberali e dei socialdemocratici, i primi decisamente contrari a qualsiasi soluzione ch»e toccasse sia pure m nima-tmente il »diritto» »dein® proprietà privata e i secondi decisi a ottenere par i mezzadri maggiori garanzie contro gli arbitri dei proprietari. Lo stesso Partito Liberale, quindi, si era trovato diviso: ij segretario Matogodj capeggiava la corrente degli irriducibili e i Ministri che fanno parte del Governo iSeelba volevano ad ogni costo salivare i proprj inear.chi. Le due correnti si affrontavano quindi nei »Consiglio Nazionale del partito, tenutosi a Roma, dove ha finito per prevalere lloipinione dej Ministri liberali. L’ala sinistra »liberale minaccia di uscire dal Partito, ma infanto Sceiba ha raggiunto il com-,promesso sperato. La crisi è momentaneamente »rientrata grazio a un altro dei tanti compromessi cu; l’attuale Governo ricorre ad o-gni piè sospinto. PAGINA 2 PROBLEMI CAPODISTRIANI PIEDI di piombo Nella sua ultima sessione l’Assemblea Distrettuale di Capodistria ha approvato una seirie di investimenti dei quali beneficia in partico-lar modo il nostro turismo. L’azienda «Helios» di Portorose ha ricevuto per la sistemazione aeirai-hergo «Bristol» l'importo di 3 milioni e per rinnovo ed i necessari adattamenti nello stesso albergo «He ios», 10 milioni. L’aziènda «Centra!» per la sistemazione e gl adattamenti negli alberghi sotto la isua amministrazione l’importo di 30 milioni. La pira/nese «Metropol» per il rinnovo e gli adattamenti nei propri alberghi «La rotonda» d Tirano e le «dependances» di Fies so ha ricevuto l’importo di il milioni, la «Turist» di Ancorano per le riparazioni, 5 milioni e l’Hotel «Paiace», per il rinnovo del bar «Jadran» e della vila «Dora», 7 milioni. Si tratta di una mole dj lavoro per complessivi 66 milioni di dinari, lavori indubbiamente necessari e che daranno una notevole sp nta al progresso del mostro turismo. Un'osservazione, pero, sì impone. Come un rintocco funebre, anche quest anno come negli anni passati, Sj ripete lo stesso errore nonostante !e critiche, anche aspre, mosse da ogni parte. Siamo alla fine del mese di febbra'o e a quest'ora i lavori programmati dovrebbero già vo!gere al lor0 termine. Invece, appena ora si appiovano i crediti per la loro messa in atto. Ciò farà ritardare, ed anche, in un certo senso, compromerttere i risultati della stagione turistica. Alcuni alberghi portorosini hanno avuto delle offerte da parte della «Turist» di Uma-go per la sistemazione di un congruo numero di turisti tedeschi già nella prima quindicina del mese di aprile. I dirigenti le aziende turistiche di Portorose non solo hanno dovuto rifiutare tale offerta, ma non potevano impegnarsi nemmeno per i periodi successivi poiché non sanno qualndo si concluderanno i lavori dj adattamento nei loro alberghi. Logica conseguenza di un (ale stato di cose è la perdita di qualche milione di entrate. Dato che tutte le nostre critiche e proposi^ fatte negli anni passati non sono valse a muovere « piedi di piombo della burocrazia, bisogne-rebbg ricorrere all’estremo rimedio, cioè fornire degli stessi pesanti movimenti anche l’economia e riman. dare l’attuazione dei lavori, Previsti per il nostro turismo, a fine stagione. Così di anno in anno gli organismi competdntj approveranno i crediti all’inizio della stagione turistica ed i lavori verranno effettuati alla fine della stessa. A men0 che non succeda che i crediti vangano-poi approvati in gennaio! Alla stessa seduta dell’Assemblea sono stati approvati i crediti a favore delle cooperative agricole dj Vanganel, Šmarje, Cesari-Pobegi e Krog. Quest’ultima ha ricevuto 1 mi li ulne e 630 mila per il rinnovo e l'impianto di alcune vigne, mentre Ie Prime tre hanno ricevuto ciascuna 1 milione e 300 mila dinari per l’acquisto di trattori. Anche in questo caso si è ritardato, seppure il ritardo sia meno dannoso che nel caso del turismo, poiché i trattori, ad esempio, dovrebbero essere già a punto per l’inizio dell’aratura primaverile. In considerazione della prevista aumentata attività edile nella città di Capodistria, un credito di 15 milioni e 900 mila è stato approvato a favore dell’impresa edile locale «I. Maggio» per l'acquisto di attrezzatura e impianti di produzione nazionale ed altri 18 milioni e 500 mila per macchinari e attrezzature d’importazione. Al comitato popolare cittadino di Capodistria è stato concesso un credito dj 3 milioni e 300 mila dinari per la sistemazione di un negozio di barbiere e parru-chiere nel nuovo stabile accanto all’albergo «Triglav». Degn0 di rilievo è l’Investimento concesso alla direzione dell’acquedotto distrettuale per la costruzione dell’acquedotto a Dekani. L’importo di 35 milioni è sta’o approvato a favore della direzione distrettuale delle foreste per il regolamento del torrente Globoki Potok nei pressi di Tiginan. L’ASSESTAMENTO TERRITORIALE AMMINISTRATIVO DELLE COMUNI Si delinea concretamente Le proposte e le prospettive indicate dalla discussione in Istria wmm u E' trascorso circa un mese dalla consultazione dei rappresentanti dei distretti e delie città dell'Istri a sulla formaaidne delle Comuni e ci troviamo già alla vigilia di importanti realizzazioni, ossia delle modifiche dei confini amministrativi dei distretti e della messa in pratica di vaste riforme nel campo delle competenze degli organi del potere locale. LE NUOVE COMUNI DEL POLESANO Le prime novità part-oino da Pola. Intanto su decisione concordata fra il -Gomitato cittadino e quello -distrettuale dalla Lega dej Co-im-unisti le du,e organizzazioni vengono fuse in una scia, creando una dirigenza unica per la città e -par ili distretto. i,n conseguenza di ciò, -all -posto degli attuali sette comitati comunali ideila Leg,a dei Comunisti se ne costituiranno due sodi a Rovigmo e D'iignano, mentre in città vj saranno altri due -(-uno per il rione Nord — JòlcaiMità periferiche -dell’ex Comune di Pola esterna ,e lato nord icittad-ilnio -— e uno -psr il -rione Sud, ossia la zona rimanente) che sj 'costituiranno formalmente alle prossime conferenze annuali. I mutamenti nella Struttura territori ale-otrganizzativa -della Lega dei Comunisti -sono strettamente connessi a quelli previsti, e già prospe.fltaitlv meìiITstiri-a meridionale. Infatti, contemporaneamente, va maturando Passetto territoriale delle Comuni -di Poila città, Degnano e Rovigtao. C-ome; si vede le Co--muni nel Palesano saranno .re sotl-itanto. Anche 1 limiti territoriali some? ormai -quasi concordati. Resta -aperto isdlltianito il «caso -Mar-zana» p-e-r la q-ual-e ancora non s’è deciis-o se aggregarla -a Po-la o a Dignano. Anche lo statuto delle nuove Comuni è stat© già elaborato da una apposita commissione. MAGGIORI COMPETENZE ALLE COMUNI DEL PARENTINO -Come stiamo cqn -il prciblema delle Comuni negli altri distretti? In quello di Parenzo si è deciso definitivamente -la costituzione di due Comuni (-Parenzo e Visigna-n-a). Il CPD ha già preso la decisione concernente in passaggio a queste Comuni dì larghe competenze amministrative. La -Comune di Pa-renzo, -ad esempio, ai-larghe^ rà le proprie competenze amministrative .al campo -della pubblica -istruzione (scuole, -asili, istituzioni culturali, eoe.), della sanità (ospedale, dispensario antitubercolare, stazione sanitaria, farmacie, eoe.), deU’assistenza (Casa 'del vec' chio, -eoe.), -dell’eoonomia e dèlie finanze (la Comune -avrà in diritto di costituire o sciogliere aziende commerciali, produttrici e artigianali, dirigerà l’ispe-zicne finanziaria, organizzerà mostre,, fiere, eoe.). Alle nuove Comuni ve-rrramno-trasferiti anche i mezzi finanziari del bilancio distrettuale. In relazione alile -nuove competenze delle Comuni è stat,0- elaborato lo sohe- Aila Miniera di Sicciole ma d-eH’appara-to amministrativo. Quello della -Comune di Parenzo avrà un personale -di 97 -dipendenti, comprasi gli enti del Catasto, dii Tribunale per le trasgressioni, « i vigili del fuoco e la direzione per 1-a manutenzione -deille strade, comprendente dia sala 25 stradini, mentre la Oom-un.g d-i Viriignama avrà in tutto 39 dipendenti. PROSPETTIVE ECONOMICHE DELLE COMMUNI DELL’ALBONESE Del passaggio delle competenze, dal distretto -alle Comuni si è discusso- fra i presidenti e d segretari degli -attuali Corpu-nì del distretto di Albana, preponendo l’al-largamemto delle competenze delle Comuni iai rami scolastico, sanitario, assistenziale, economico e -finanziario. L’attuale -distretto di Albana comprenderà -due Comuni : Albona e -Chersamo. Alia Comune di Albana -apparterrà Ars-'a e parte del Comune di Pedona, attualmente facent-g parte del distretto di Piisino. Resta -aperto dove andrà Sumbeir, ma sembra che si propenda per Ghersan-o, alla q-uar U 'dovrebbe venir -aggregato pure il demanio -agricolo di Cepič. A potenziare -la base economica verrà -a far parte dell-a -Comune di -Chersamo amldhe la miniera di carbone di Pedem-a. Nuovi pozzi si sfrateranno fra qualche anno, essendo stati -rinvenuti nuovi giacimenti. Esiste pure la prospettiva per lo sviluppo delTinduistria aili-menltare della lavorazione di frutta e verdura e altre attività economiche minori.. Il potenziale economico della -Comune -di ATbo-nia è -assicurato, invece, dall,e pressoché inesauribili ■riservg carbonifere delle minieire di Arsia e Pieda-ltaoma, dal Cementificio idi V-almazziogh-i e da-lirimdu- unirsi prowisori-amentg alla Comune di Pinguen-te. Per le pc-po'-a-zioni di Portole ,e Gradina, -che distano notevolmente da quelli che saranno i cèntri delle -Comuni di Momtona e Pinguemte, verranno creati -sul posto uffici amministrativi 'dello Stato civile, -rilascio di Con i mutamenti nella sistemazione amministrativa sopra esposti, viene messa in questione l’esistenza o meno del distretto (collettività dii Comuni) di Pi-nguenite, in quanto gran parte di esso andrebbe ad unirsi -a quello di Pišimo. Questa una breve rassegna delle proposte -awanzat,e ,e -de-lle prospettive indicate nelle -discussioni sulla sistemazione territoriale delle Comuni neil-lT-sltria ceintircMneridio-n-ale. E’ chiaro -però che la costituzione delle Comuni man è BOlt-ain-to un problema di asseät-amönto ammiinistrativo-iterriltariale. Fondamentale è e rimane la misura e l’am-pi-eaza de-l trasferimento delle competenze a quelle che saranno le u-nità base della nastra società socialista. G. S. mSSm - R Il «Palacg Hotel» di Po-rtorose si prepara ad accogliere i turisti, riattivando le famose sorgenti termali QUADRETTI DI VITA POLESE Con febbraio mezzo pazzo il naso negli affari dei cittadini POLA, febbraio — Febbraio ha perso la bussola, ancor prima di cedere la poltrona al pazzo di turno, al terzo fratello. Oggi piove Htto fitto, attraverso un cielo scuro ed uniformemente chiuso dalle nubi. Ieri Taltro t\% bora ci ha un pò schiaffeggiati, poi sembrava 'he nevicherà sul serio. Anzi, un fine nevischio già sfarfallava. Un leggero manto bianco si è steso sulla campagna sino a 15 km. da Pola, mentre nel pomeriggio primavera stria locale, -già beta -avviata. La - sembrava già bella, e pronta. Un ma-Camune di Albana conterà circa 17 mila abitanti. La torre d’emitrata al pozzo HUSA SAKA’ DEL DISTRETTO DI PINGUENTE Il distretto di Pinguente conta ara 16 mila -abitanti circa, distribuiti in sei comuni. Questi non rappresemta.no -unità eoanom-iche-territori-ali ohe possiamo avere una prospettiva dii sviluppo. Si studia -perciò il modo di mutare in meglio -lia situazione. Il CPD dii Pinguemte ritiene «he la Comune di -Pinguente stessa allarghi >ia sua base territoriale verso il Carso e Rozzo.. -Sul' Carso -rimarrebbe la Comune di Lanischie, memt.re il comune attuale -d-i Dane si smembrerebbe. Dane, Vodice e Jelovice andrebbero aggregate -a Piume, secondo il desiderio di quegli abitanti, e Brest e Klenovšak verrebbero -incluse in quella di Pinguen-te. Il comune, idi Rozzo scompari-irebbe per essere -assorbito dalla Comune dj Lupqgliamo. PERCHE’ LUPOGLIANO? Urna delle ragioni che partano a favore di questa soluzione è che, prima o poi, verrà costruita una galleria sotto il Monte Maggiore, facendo -di Lupogli-ano un notevole nodo ferroviario. Questo è il parare del CPD di Pinguente, il qu-ale ritiene pure -che l’attuale sistemazione amministrati,va del territorio /della Valile del Quieto -(attualmente suddivisa in 3 comuni, uno -appartenente a Pinguente, u-mo a Parenzo e un© -a B-u-ie) sia -economioamantg -dannosa, per cui si crede opportuno che tutto il territorio dalle Temine latrane di -Sam-t-ostefano la Porta Porten venga a casfituire una sola Comune (per convenienza, Monto-na) cui dovrebbe appartenere anoh-e H villaggio di Svikarija. Per il momento anche Portole dovrebbe unirsi a Montona, ma asaa -gravita verso Bui,e e> in avvenire, questo problema dovrebbe trovare Ita sua giusta soluzione. Lo stesso vale per Gradina che, -per ora, potrebbe gnifico sole ci lasciava vedere in distanza il Monte Maggiore con una grossa cappa bianca. Poi è venuto il terribile uragano che ha sconvolto alberi e barche. Fotte freddo però ancora non l’abbiamo provate, quest’inverno. Speriamo vada rotolandosi così, senza [arci soffrire il peggio. Ma non ci riserbano feb braio e marzo, questi vo plx>vto nazionale ammon-Detto ta, in tal modo, a ben 1 mi- minimo inevitabile gli infortii- r . . i .. . , _„i i_, Ä “ ... su ogni giornata lavorativa circa! specifici di’ dareTtìlì Sgli succedevano 130 inf°rhmi ®: 1 Pochi’ Pfr cluesto .,iiQ „ . , * s-u ogni terza, uno di questi meno significativi, dati sugli aiuto pina f>KS a^c *5° ha avuto effetto mortale. Il infortuni nel campo della pro- SSLSJTSnSÄ S 60% di bi- duzione « dicono la grande infortuni. Appunto per questi lanci0 r,icade su!1’industda> ™»>0,rtan2:a che un ,s™.° n.,', , i mentre il resto va a carico tecmco-igicnico-sanitario effi- „ • ’ s 1 la <>l'' delle altre attività ecqnomi- caco riveste ai fini della sicu- mas-p-inip' r'l'p? P1.™0 a 0 dl che , sopratutto -deJl’edilizia. rezza e della tutela del lavo-"SL X’ a Plf ? 6 Gli infortuni più frequenti so- ro. La mostra ne interpreta fe-esposmone. Questa, allestita nQ s,tati reg^ratij £ propor_ decente il significato, ma zi-o-ne alle ore lavorative ese- in modo da potersi spostare facilmente, farà il giro dei maggiori centri industriali della Slovenia. In aprile, o maggio avremo occasione di vederla anche a Capodistria. Per la grande abbondanza soltanto con gli sforzi di tutti guitte in ogni singolo ramo e- (aziende, collettivi di lavoro, conomioo, nell’industria mine- operai e cittadini in genere) raria e nell’industria metallur- otterremo buoni frutti nella 300 SALVATAGGI SUGLI OCEANI E SUI PICCHI DELLE MONTAGNE PAROLE SEMPLICI E DISADORNE nascondono esempi di vera abnegazione «Ordinato al «Neptun» di mutare rotta. «Neptun» guidàto fino alla nave a mezzo radar. 0615 condotti altri piroscafi. 0830 la nave agganciata a rimorchio. «Ne ptun» richiamato alla base.» »tannici del tipo «Vailetta, «Hornet» e «Suderland», in collabo-razione con anfibi americani ri-Dietro questa laconica annota- Quando il grande transatlantico cercarono un apparecchio della li-zione nelFarchivio dell’aviazione danese «Kronprincesse Ingrid» pre- nea Bangkok — Hong Kong, co-a Londra si nasconde un episodio se fuoco in alto mare, fu scorto stretto all’ammaraggio di fortuna di salvataggio sul mare. Parole per primo da un ricognitore bri- in pieno Oceano, riuscendo a saisemplici e disadorne di stile tele- tannico, che guidò quindi sul vare nove superstiti. Nel gennaio grafico, che nascondono atti ben luogo del disastro altre navi e '4954 l’aviazione di Ceylon chiese più significativi. Nella sua interez- Velivoli di soccorso. Nell’aprile aiuto alla RAF per la ricerca di za l’episodio ci dice come una 1954 un apparecchio da trasporto un peschereccio, che fu rintraccia-nave da trasporto fu salvata dal statunitense del tipo «North Star», to dopo sole due ore di volo da naufragio da altre navi, grazie al- in pericolo per avarie ai motori, un ricognitore. Mentre velocissimi l’intervento dell’aviazione. fu salvato da un sicuro disastro motoscafi partivano in soccorso del Dopo aver ricevuto l’S.O.S. della da un ricognitore della stazione di natante, due «Valletta» volteggia-nave avariata, il comando della ri- salvataggio dell’Irlanda del Nord, vano attorno ad esso, per vigi-cognizione aerea ordinava a un che lo guidò al più vicino aero- lare finché non fu preso a rimor-velivolo del tipo «Neptun», in vo- 'porto. Nel luglio apparecchi bri- chio. lo per una normale missione di ricognizione, di dirottare alla ricerca della nave in difficoltà. Alfine il «Neptun» riusciva a rintracciare la nave, avvertiva altre che si trovavano nei paraggi, guidandole sul luogo del pericolo, e se no tornava alla baso soltanto (dopo che la pericolante era sta-/ . • ! ta presa a rimorchio. Ma non tutti d salvataggi sono gica, seguite nell’ordine da cura dell’uiomo, fattore deter- Abbo-ndainza di luce e ama sul posto di lavoro e la garanzia così semplici. Molu richiedono ve-que-lla dei materiali -da costai- minante -della nostra produžio- carit,ro . 'infortuni creano le conduzioni indispensabili a re e proprie operazioni combinate -un bucin rendimento di chi lavora e crea La ricchezza zio-ne e dal l’industria pesante, ne e, quindi, del nostro ■ benessere. MAVIL del -materiale, la mostra ha mentre nelle industrie dei ta- dovuto essere limitata al solo ____________________________________________________________________________ ^^duaTi.^utóivisata^uat- TEORIE CONTRASTANTI SULLE CAUSE DELLE ATTUALI PERTURBAZIONI ATMOSFERICHE tro sezioni, essa presenta mezzi di -protezione di produzione nazionale, materiale documentario sugli infortuni del -lavoro e sulle loro cause, nonché sulle deleterie conseguenze degli infortuni -per l’individuo e l’economia in genere. Perchè i visitatori abbiano la possibilità di conoscere in profondità il problema degli infortuni sul lavoro, si presentano al pubblico, -nei locali ste-s- IL MALTEMPO SULLA TERRA Sl FARA' SEMPRE P1B' INCLEMENTE? Ad ogni buon conto sarà bone procurarci una buona pelliccia per il futuro di aviazione e marina. Non è raro, poi, il caso che a queste partecipino anche unità di terra. In Gran Bretagna la direzione delle operazioni di salvataggio con apparecchi militari e civili è di competenza della RAF. Questa mette a disposizione, in caso di necessità, tutte le proprie attrezzature, quivi compresi velivoli e navi. A-izioni del genere si svolgono in stretta collaborazione con 1 orga- L’elicottero è spesso l’uttioo mezzo in grado dì portare .nizzazione delle stazioni di salva- afato a Chi è fa pericolo taggio costiere (Lifeboats service), ________________________ con la vigilanza costiera (Coastguards), con la polizia e altre or- INTERROGATIVI LETTERARI Si può dire che quasi tutta ste, degli atomi carichi di eie- strcfale ciclone, che devastò si e catastrofici e conclude, ganiz si della mostra, 13 pellicole l’Europa abbia un inverno che tricità. Le sorgenti d’infezione l’isola giapponese di Hokando, inaspettatamente, consigliando La RAF possiede tre stazioni di documentarie. Ad una delle nulla ha da invidiare alla pri- dell’aria sarebbero non le horn- alcuni metereologi nipponici a non più costruire, nel fu- salvataggio, poste nei punti stra- sezioni co-llabora pure Ustita- mavera, A parte le catastrofi- be, ma i laboratori atomici. Di fecero delle constatazioni ve- turo, case troppo alte. tegici della costa. Una a Plymouth, to per FAssicurazione contro cbe inondazioni in Italia ed in questi, i più importanti ora in tornente eccezionali. Il profes- Insomma, tutti gli scienzia- sulla Manica, una in Iscozia e gli infortuni di Vienna, ohe Francia e qualche terribile ti- Europa sono: il laboratorio del sore Nuran Moronaki non esi- ti sono d’accordo nel prevede- una nell’Irlanda dei Nord. Nel presenta i mezzi e i metodi fone registrato in Giappone, centro atomico dì Harwey, in tò a dare la colpa del muta- re estati ed ^ inverni sempre 1954 oltre 300 sono stati i salvausati in questo campo in Au- si sono ricevute notizie degne Inghilterra e gli istituti fron- mento del tempo alla mutata più freddi. L’inverno di que- faggi compiuti e molte vite strap- stria. Nella stessa sezione 17 fa attenzione come, ad esem- cesi situati nelle vicinanze di inclinazione dell’asse terreste- sto; anno sarebbe, dunque pate a morte sicura. Elicotteri, ap- laboratori ausitriaci di afctrez- qUesta: ne\ Braunschweig, Parigi. Stre. La responsabilità di tutto un eccezione, d’altronde pre- parecchi anfibi sono stati impie- zature e mezzi tecnici per la (n Germania, in dicembre le Quando si discute delle c*d andrebbe alla Luna che, vista anch essa. gati con successo. Motoscafi della vano localizzare le 'trame dei E’ -oasi ohe istiocedg a scrit- difesa del lavoro espongono frag0le sono maturate per la pioggie torrenziali che cadono r®-stringen.doj la sua orbita, in- Questo inverno si comporta RAF hanno fatto ben 38 mterven- loro romanzi nella vecchia tari già affermati, come 130 esemplari seconda volta. per settimane intere, delle on- f]uisce sul1 inclinazione del- in maniera perfettamente ugu- ti soltanto al largo delle coste bri- Europa (Soprattutto 'to Fran- John Dos Passos, di -non po- pienamente Dopo un-estate ed un’autun- date di caldo o dei freddi in- f’“se ale.a Que}l° del 1844- Ciò non tanniche. Gruppi di volontari han- Pia e Spagna) © non pochi, -ter estrinsecare nella prò- COSA SCRIVONO t ì i gli autori americani Non molti anni addietro pensier-0 ,e degli uomini si gli scrittori americani! ama- pongono com tutta urgenza. La mostra è riuscita, sotto ogni aspetto documentata. Essa ha riscosso no pazzi si è avuto pure un terni, gli avversari della «teo- sffosti di untnMimetro, può sembrare strano quando no compiuto pericolose missioni sceglievano anche l’Africa pria opera la -logica 'di que- plausi e consensi da ogni par- mverno bizzarro. Ora c’è da ria atomica» chiedono: e come dwe I Mustre professore, persi constati che nel 1844, co- di salvataggio sulle montagne, e settentrionale. NeU’i-medìato sta rapida evoluzione, ap- i „i- 1 . .. j - porsi la domanda: da che cosa era prima? Quando le bombe sensibilmente la stabi- me anche ora, si registrava il anche qui l’impiego degli elicot- dopoguerra, p:oi, il fulcro geo- punto perchè non ha saputo, te negli ambienta deità nostra di de mfo ciòp E> jogjco • atomiche non esistevano anco- llta metereologica. Dobbiamo minimo sviluppo delle mac- tori .ha dato risultati sorprendenti, grafia di tutta questa atti- o voluto, porsi l'taterrogati- proauzioaie. 1 essa si sen i- ^ interessante ra, il tempo si comportava 1JleHercl m PacJf c“ a'~ ente solari. Però, a tener con- ^nche gli idroplani «Suderland» vità si -spostavo nel Sud a- Vq più sentito e riviverlo va m a 1 a mancanza ra e profoiem„ „li scienziati di tut- precisamente come ora. Nel- terrìlai incora Nuran Morona- to di tutti questi calcoli, sa- hann0 corrisposto alla bisogna più merloamo, rimanendovi ca- esauriemt'emenite. Critiche in numerose esposizioni, orgamz- g. $Umo arrocella_ Vestate del im per esempio, h’ chf d temP°> suUa terr?: rebbe da dentar pazzi piu -d’una volta. Spesso sono stati jm- parbiamemite -alcuni an]ni, questo senso gli sono state _ .1 _ oofrrv .’w miarit-l tt 11UU ! LU/U Ob ObtblbU Ul I U Ut>bbU~ u oum-l/f u-on xxw«, pvi r/uentpi-w, . , . •'ll * . . ’ , Ulla V Ulta, upcùsu 01X1117 Blau 1111- £7 cvx o-xiviiiiaxjt^a t-uJ-v^ixix j|x cxai^XX!, H_» ODllOU gU OlTtlXV/ OlOitC zate nel nostro paese m questi ^ ^ testa ^ cercame h SQ_ a caldo fu così intenso che si fara sempre peggiore e piu del tempo stesso. Ad ogni piegati velivoli da ricognizione e quasicchè si trattassg della masse, infatti, per il su-o muo- luzioue. Le opinioni sono al- tutti i pozzi si prosciugarono, inclemente. Un altro insigne buon conto preparare qual- da tra rto dell'aviazione mili- «nuova (Scoperta» di quelle vo rom-anao «Il profoiabi'le nomico e sociale, cosi intima- ______________________f,.____„„„ cadde nretereologo giapponese fa no- che buona pelliccia per il fil- armi di rapido progresso eco- .-n _x_ quanto discordi, ma in gene- Per mesi interi non cadde 6p uuuna ptnucutu per u fu- tore- Un eccezionale salvataggio è -terre. Ma il peregrinare am- successore» -(MOST LIKELY ne^ono TZodufa rale son° trß le teorie °°n le nePPure una Seccia d’acqua ^eJhßl fJZ r essere,un b™n ?°T «tato compiuto in Estremo Orien- biffatale tanto inquieto dei TO SUCCEED). ^ ’ P' quali si vogliono piegare que- in tutt’Europa, così da render- perversano sul nostro pianeta sigilo che non fa male ad al- te; un idropiano «suderland» am- romanzieri americani, non Si marò dn pieno Oceano e, preso a fermava qui. Ora ù la volta Altri, invece, chi più chi rimorchio un motoscafo avariato, della California. Si lassiste a rtufao, ci sono riusciti. Mark la quasi simile a un deserto. sonc °Sm Swrno Pw numero- cune. Troviamo scritto pure che, '»'i/- ik Ben conosciamo il detto «la fenomeni. disgrazia non si fa attendere» C’è un primo gruppo che da nelVanno n52 Vacqua di e ciò è purtroppo, vero. Il la colpa alle bombe e agli gm deJ ^ piu delle volte e con maggio- esperimenti atomici, tanto fre- N U anni‘13G3 e 1304 due ré crudezza essa e al opera frequenti negli ultimi tempi, ^maggiori fiumi europei, il il ^ proprio -nel campo del lavoro, un secondo gruppo di seien- Danubif e a' Reno> lasero - l dove -in molti casi, miete an- -iati afferma invece che d completamente in secca. Scom- gti che vittime, strappa alle fami- tempo non si è mai potuto >ew ( t ludi „ j&| glie chi si affatica per il loro prevedere con sicurezza anche ' raggiume un ’)rezzo im_ ’ sostentamento. nel passato e, infine, un terzo „ossibiig verchè in aueeli Slf Nel nostro ordinamento so- che è propenso ad attribuire anni jn Elropa ’non si ebbe ciale, nel quale 1 uomo e le I influenza sul tempo alla in- affatt0 un raccoUO: parecchie S» cura per la sua salute e iute- cimatone dell asse terrestre. I migUaia di persone morirono MÈ:M grità fisica devono occupare sostenitori della prima teoria letteralmente di farne duran- l® « un posto .preminente, è natu- sono m prevalenza scienziati (g la grande siccità del «ggl U rale che si pensi a garantirgli atomici inglesi. Essi affermano Ma neWo scorso ,seco/0 si 1 con ogni mezzo tecnico e igie- che le materie radioattive han- riscontrò qualche estate see-nico-sanitario -la sicurezza sul no agito sull atmosfera lomz- ca g cdda fuori dgl norma\c- W^s posto di lavoro, in modo che zandota e, in tal maniera, in- . fe ' egli, in tutta -tranquillità, pos- fluito sulle manifestazioni at- 1893, ad esempio, in Ita- i. J| sa impiegare le sue migliori mosferiche. Fino ad oggi era l'° ™ P'<™* V* oltre noire energie e capacità. E’ partico- molto radicata l'idea che le mesi neppure urta volta. Si lamiente importante, quindi, bombe atomiche ed all’idroge- riscontrarono anche afflussi di studiare il modo in cui render- no, fatte scoppiare a scopo fredda frante l estate, gli possibile condizioni che sperimentale, siano state la proprio come lo scorso anno. gli permettano la normalità di causa principale di ogni per- hel gluZno dd 1665’ in F,an-rcndimenito nella produzione turbazione metereologica, ma cxa gelarono le viti e ne.lo con il minimo dispendio di e- sono proprio i sostenitori del- sJe?so mfse ael 1 mari nergie e con la massima sicu- la «teoria atomica», chiamici- deUa °osta olandese si ncopn-rezza per la salute e la vita, mola così, a smentire tale pro- rono una coltre dl ghiac-Tanto più se pensiamo die, o- babilitù. La colpa, a parer lo- cbw; Pure net secoli passati gni anno, un gran numero di ro, va ascritta alle particelle st riscontrarono dogli inverni nfortuni e incidenti sul lavo- radioattive che, innalzandosi e mcredibilmenie miti. Nel gen-dim-inuisce l’effetto produttivo sporgendosi nell’atmosfera, io- nato del 1186 fiorirono, m ro richiede parecchie vittime nizzano le molecole dell’aria, Europa, t frutteti, e tn feb-nei nostri collettivi di lavoro, ovverossia producono in que- raw 1 meb avevano già frutti. Alla fine del maggio dello stesso anno si ebbe già la mietitura del grano. Alla fine del dicembre del 1229 fiorirono le violette. Tutto éiò ci viene argomentato da coloro che dissentono dal parere che le esplosioni atomiche influiscano sul tempo. E in verità, dopo aver letto questi dati, ognuno sarà indotto a dubitarne. Qualche tempo dopo il caia- PITTORI MACEDONI Sili llll! Tò trainò al sicuro con la forza una vera e propria migra- ScLc»rer icon WARS OF LO-jm dei propri motori fino al porto zione, stavolta di pensiero>, WE (Guerre d amore), P. di Labuan, nel Borneo. I sette all’Est, come aft tempi dei -Matthiesein con RACE SS£*||f gruppi volontari della RAF per colon i zzator i e idei cercatori ^L>OK, Wright Morris con i salvataggi di montagna hanno d’oro. Nel 1954 iben quattro HUGE SEASON (La compiuto nel 1954 ben 38 inter- opere maggiori sono ambien- stagione alta), John Broiks venti, la maggior parte dei quali tate ìnteramentg in Calif or- !COn ^ PRIDE OF DIONS ad opera del gruppo di Kinloss oia (John Steinbeck : SWEET (Orgoglio di leone), Harnil-in Iscozia (18). TURSDAY, Jessamy West: ton Bass con THE WIEW Come si vede dagli esempi che CRESS DELAHANTY, Frank ™OM POMPEY’S HEAD qui citiamo, la collaborazione più Rooney : THE COURTS OF i . rt sempre spiegare le ,RAF, l’aviazione della Marina bri- romanzi -di guerra. Ma l’fa- contraddizioni che appaiono tannica, l’Aviazione americana, la flusso delle grandi metropoli nel mutamento (dal vecchio vigilanza costiera e le stazioni di