TASSA POST ASB PACATA Buon anno a tutti i lettoti la nostra lotta ORGANO D £ li A.I.S. DEL CIRCONDARIO ISTRIANO - TERRITORIO TRIESTE Il Fronte Popolare invita tutti i lavoratori a partecipare al «Grande Veglione di fine d'annoy che sarà tenuto nella palestra cittadina di Capodistria dalle ore 20ldel 31 dicembre alle ore 5 del 1 gennaio 1950 DIREZIONE — REDAZIONE — AMMINISTRAZIONE Riva Castelleone 2 — CAPODISTRIA, tele!. 170 ABBONAMENTI: Zona B e Jugoslavia anno: Din. 180, semestre Din. 90, trimestre Din. SO. — Zona A: anno L. 1400, semestre L. 740, trimestre L. 380. DINARI 3. — LIRE 15. Coflto con. nella Banca Istriana IL P. P. FORZA MOTRICE DELLA NOSTRA ECONOMIA Analizzando alcuni aspetti più caratteristici della politica contadina dei Poteri Popolari nel Circondario d’Istria vogliamo anzitutto dimostrare quanto siano assurde, maligne e puerili certe affermazioni dei seguaci a parole di una linea rivoluzionaria. Gli invitiamo nello stesso tempo a discutere pubblicamente sul problema, a rispondere alle nostre tesi giuste che non si basano sulle chiacchere o sistemi machiavellici. Nel Circondario dell’Istria esiste una particolare situazione giuridica. Esso confina infatti sia con la RFPJ come pure con la zona A, Sicché la zona B non appartiene nè all’organismo economico e politico dalla RFPJ nè a quella della zona A. Ma non è tutto. In base al trattato di pace i poteri popolari sono stati costretti a tenere in vita certi rami della proprietà privata sui mezzi di produzione che invece nella RFPJ venivano liquidati immediatamente dopo la guerra di liberazione nazionale. Ne deriva cosi una situazione del tutto eccezionale: i poteri popolari si attengono alla politica di pace, tollerando u-na struttura sociale che in condizioni normali non può essere assolutamente conservata. I cominformi-sti dimenticano molto volentieri tutto ciò diventando cosi nemici della pace e sobillatori di guerra per la quale gli imperialisti si preparano intensamente. Analizziamo un pò ora la situazione economica della zona B. Finita la guerra di liberazione alcuni settori dell’economia dovevano passare immediatamente sotto la direzione del nuovo Potere Popolare, quali, ad esempio: il ramo di commercio che riguarda le masse più larghe del popolo lavoratore; la e-conomia locale (elettricità, canalizzazione, acquadotti), la ex proprietà dello stato italiano (saline ecc.). Per soddisfare i bisogni del popolo lavoratore si doveva importare. Noi ricordiamo molto bene che dopo la liberazione la RFPJ era ancora tutta in rovine, che i primi anni della ricostruzione economica del RFPJ erano duri. Sappiamo che la importazione da altri paesi non era possibile e che tuttora vigono forti limitazioni da parte Anglo-americani. Successivamente le importazioni dalla RFPJ aumentano sempre più. Mantenere un organismo economico in un territorio statale cosi ristretto come il nostro non è cosa facile. l'poteri popolari hanno dimostrato non solamente la volontà di risolvere i problemi più difficili ma anche la capacità. Nei poteri popolari operano uomini nuovi, operai, contadini ed intellettuali, che, come dice Lenin, «non poss’ono essere perfetti sin dal principio, ma che hanno tutta la possibilità di perfezionarsi, di elevare anche il livello scientifico di tutta la popolazione lavoratrice». I poteri popolari devono curarsi della formazione di organismi economici con lo scopo di dirigere inizialmente Solo alcuni rami dell’economia per poi estendere questa direzione ad altri. Molti problemi economici sono stati già risolti e molti vengono risolti giornalmente. Per risolverli bisogna lottare ed i poteri popolari non temono la lotta, non scappano, come hanno fatto alcuni vidalisti locali. I cominformisti ripetono molto spesso la calunnia che i poteri popolari non svolgono alcuna lotta contro la reazione, ora loro alleata. Essi dimenticano, o fingono di dimenticare quelle che sono le caratteristiche della situazione giuridica della zona B, dimenticano che i poteri popolari non hanno da risolvere solamente problemi di propaganda ecc. Nel contempo essi parlano di «misèria» nella zona B. I poteri popolari sono invece i più conseguenti combattenti per la elevazione del benessere. E molto sintomatico ed illogico il loro ragionamento quando pretendono che il benessere debba essere raggiunto entro 24 ore. Essi dimenticano tutta la storia dell’URSS. Il grande benessere si può conquistare solamente con il s’udore e la fatica! Esaminiamo ora un pò la questione contadina. Dopo la guerra di liberazione i contadini stessi hanno liquidato molti commercianti-speculatori e formato le cooperative per le compere e vendite. Dalle città della costa sono spariti pure diversi ricchi commercianti, collaboratori dei nazi-fascisti. In questa situazione, formatasi dopo la guerra, i poteri popolari hanno dovuto incrementare il nuovo sistema cooperativistico voluto dai contadini stessi. Prima della guerra tutto il commercio si basava sul sistema capitalista della offerta. Il capitalista offre, compra invece chi ha il danaro. La merce non manca mai, mancano invece gli uomini che abbiano il danaro. La lotta per la liberazione nazionale ha spazzato via nella zona B questo sistema. Chi deve ora interessarsi dei bisogni del contadino? Naturalmente i poteri popolari. I poteri popolari sanno molto bene che nella situazione nuova il benessere dipende dall'au- mento della produzione e da una giusta distribuzione. I vidalisti invece sono scappati dalia lotta per l’aumento della produzione, sono scappati pure dalla lotta per migliorare il sistema di distribuzione. Sappiano i vidalisti che questi compiti dei poteri popolari non sono facili. Possono risolverli solamente i fedeli sostenitori dei poteri popolari. Il lavoro dei singoli contadini per la produzione non è facile. Essi sono già abituati a produrre determinate qualità di prodotti ed essi hanno la loro esperienza. Viceversa non si devono coltivare sempre le stesse qualità e specie di piante e neppure i metodi del passato valgono per tutto l’avvenire. Si studia ed esperimenta quindi quali stano i prodotti più utili, si consiglia ai contadini di produrli, si esamina il loro piano di produzione per ricavarne i dati completi del loro fabbisogno di concimi chimici, semen-zo ecc. Questi sono i compiti delle Commissioni Agricole, esistenti presso ogni CPL. Nell’ambito dei poteri popolari il commercio assume inevitabilmente, se i poteri popolari s'ono la conquista della lotta di liberazione nazionale, forme nuove. Queste forme nuove bisogna perfezionarle. Il commercio deve influire positiva-mente sull’ulteriore aumento della produzione. Con il sistema capitalista il commercio si sviluppa invece sulla base della concorrenza e non sulla base dei bisogni del popolo lavoratore! Per la mentalità capitalista l’operaio disoccupato e senza danaro, non è più un elemento dell’economia e neppure un fattore sociale! Essi vorrebbero espellerli dalla società. I loquaci parolai di Viđali non vogliono approfondirsi nell’economia politica insegnataci da Marx e nemmeno nei problemi econofici nuovi che sorgono dopo la lotta di liberazione. I problemi essi li risolvono parlamentaristicamente e «propagandisticamente» diffondendo, attraverso certi fogli del PCI, le più volgari calunnie. Essi non discutono essi constatano «scientificamente» la politica sbagliata scoprendo cost il loro debolissimo lato: di trovarsi molto lontani dal Marxismo e Leninismo! La verità però si allarga, resiste ed apre gli occhi perfino agli ingenui vidalisti che si sono lasciati ingannare da Viđali e dalla sua cerchia ristretta. I vidalisti «vorrebbero» nella zona B il socialismo come nell’URSS. Ci accusano d’incapacità di conqui starlo. Essi invece scappano dalla lotta e rompono a Trieste il fronte antiimperialista. Noi non volevamo la rottura, essi invece la volevano ad ogni costo. Noi abbiamo rafforzato la nostra linea rivoluzionaria, essi invece hanno scalto la via della liquidazione del movimento rivoluzionario! Nella zona B le cooperative di tutti i tipi ed anche quelle di lavoro si sviluppano sempre più, nonostante la fuga dei vidalisti. Lo sviluppo nella zona B non è precipitoso. Non pretendiamo di riuscire in brevissimo tempo, pretendiamo invece di riuscire lavorando duramente, educando sempre più le masse, dirigendole ecc. Voi nelle vostre «file» siete intenti a creare la situazione dove non si distingue più la verità dalla falsità. Questo sta- Wm LA RICOSTRUZIONE DI BELGRADO PROCEDE CQN RITMO INTENSO NEL QUADRO DEL PIA-NO QUINQUENNALE. NELLA FOTOGRAFIA IL «TERAZIJE» RICOSTRUITO ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE JUGOSLAVA I DIBÀTTITI HANNO RIVELATO il progresso delle attività BELGRADO — Parlando oggi davanti all’Assemblea nazionale jugoslava sul bilancio per il prossimo anno, il deputato Djuro Salaj, presidente dei sindacati jugoslavi, ha dichiarato che la produttività del lavoro aumenta costantemente in tutti i rami dell’economia jugoslava in seguito all’emulazione socialista. Osservando che la forma più efficace di lotta per un maggiore rendimento del lavoro è il sistema delle brigate, Salaj ha dichiarato che alla fine dello scorso novembre nelle miniere avevano lavorato 919 brigate con un totale di 7.000 membri, nelle costruzioni avevano lavorato 1.300 brigate con 13.000 mem- CRESCE IL RITMO DELLA GARA PER L’AUMENTO DELLA PRODUZIONE La iNardone> premiata con 50 mila dinari - Gli operai doli danno 100 ore in onore dell' assemblea sindacale In tutti i collettivi di lavoro del circondario le maestranze gareggiano per l’aumento della produzione, per la prossima assemblea circondariale dei SU, Le percentuali sull’aumento della produzione, inrapporto ai piani di lavoro settimanali e mensili, stanno ad indicare che il lavoro prosegue con immutato slancio e vigore. Il Collettivo della fabb. Salvetti ha raggiunto il giorno 16 die. il 70 p. c. del piano mensile di produzione, quello dell’Impresa cus'.-U-zione di Semedella al 12 die. aveva raggiunto il 67 pc, L Arngo-ni di Isola aveva superato del 109 p. c. il piano bisettimanale al giorno 12 die. Il collettivo della FRUCTUS di Capcdistria ha raggiunto negli ultimi giorni il 90,3'/ pc. del programma mensile di Lavoro. Pure il Conservificio Delan-,giade ha superata il programma mensile di produzione. AU’Ampe-lea il 15 die era stato sorpassato del 70 pc. il piano mensile di produzione ecc. Inoltre i lavoratori delTIstra Prerad hanrìo effettuato 100 ore di lavoro volontaria pro> Assemblea sindacale. Il Collettivo della Fabbrica Nardone ha superato di molto il programma mensile di produzione e gli operai hanno effettuato 600 ore di lavoro volontario, dimostrando così una elevata maturità politica e coscienza di classe. Per-questi meriti il collettivo della fabbrica, che già detiene la bandierina transitoria circondariale, è stato premiato dal Comitato Esecutivo del Comitato Popolare Circondariale per l’Istria con la somma di 50.000 dinari. Queste percentuali stanno a indicare inoltre l’alto rendimento del to di cose farà pure il suo corso ed il popolo lavoratore continuerà la sua strada insegnatagli da Marx, Lenin ed altri grandi dirigenti del movimento rivoluzionario. VILHAR SREČKO lavoro della nastra classe operaia, che con il lavoro quotidiano aumenta lo standard di vita delia popolazione tutta. La gara d’emulazione ed i successi raggiunti, sono la miglior risposta alle calunnie dei sabotatori cominformisti i quali, nella loro follia revisionistica si fanno paladini per l’unione di tutte le forze oscure antipopolari (fascisti - kulak, sciovinisti) per indirizzare alla Iota contro il Potere Popolare, per liquidare così le conquiste della lotta di liberazione. Questa campagna si ritdlrcerà al loro danno poiché l’ideologia marxista-leninista non si basa sulle calunnie, ma sulla verità e la verità è una sola, ed è quella espressa dal nostro popolo lavoratore che col suo lavoro costruisce un migliore avvenire. DI VITTORIO SULLA CRISI ROMA — Il segretario generale della Confederazione generale Italiana del lavoro, Giuseppe Di Vittorio, ha affermato in una conferenza stampa che i lavoratori italiani non sono ritornati al loro livello di vita d’anteguerra che la loro situazione si aggrava in séguito all'inquietudine che essi dimostrano per «i preparativi di guerra degli imperialisti americani e per l’annuncio dell’arrivo in Europa ed in Italia di armi e di autentici gover-. natori militari». Di Vittorio ha annunciato per il prossimo anno un programma d’azione destinato a difendere il diritto dei lavoratori italiani al lavoro ed alla pace. Egli ha invocato l’applicazione del piano della CGIL il quale — secondo l’oratore — potrebbe essere realizzato in tre o quattro anni e permetterebbe di accrescere la produzione intutti i campi. Di Vittorio ha affermato che dando lavoro a tutti gli italiani si realizzerebbero le condizioni per una distensione sociale e politica la quale contribuirebbe au aumentare il benessère generale e ad assicurare la pace tra i popoli. Egli ha respinto l'accusa secondo la quale la Confederazione generale italiana del lavoro saboterebbe l’Anno Santo con agitazioni e scioperi ed ha dichiarato che essa «ha troppo rispetto per i sentimenti religiosi del popolo e per gli interessi del Paese per non desiderare che l’arrivo e la partenza di missioni di stranieri in Italia si effettuino nella normalità». — O — Il Comitato Distrett. dell’UDAIS di Capodistria ha offerto alla compagna Radivo Augusta di Pirano, segretaria del locale Comitato del-l’UDAIS, un dono in segno di riconoscimento per il lavoro da lei svolto in seno all’organizzazione cittadina e per animarla a proseguire sulla strada intrapresa per il miglioramento dell’UDAIS stessa. bri e nella metallurgia 700 brigate con 20.000 membri. A proposito della calunnia del Cominform secondo la quale in Jugoslavia i salari medi degli operai sarebbero stati ridotti, Salaj ha affermato che il sistema dei salari nelle costruzioni e negli altri rami dell’economia tiene conto delle ore di lavoro e del rendimento. Il salario di un’operaio qualificato addetto alle costruzioni è di 20 dinari all'ora e per il lavoro svolto secondo le norme esso è di 25 dinari all'ora. Per cui il salario di un operaio qualificato è di 4.160 dinari per 208 ore, pari ad 1 mese di lavoro mentre per il lavoro svolto secondo le norme esso è di 5.400 dinari. I muratori qualificati che lavorano secondo il nuovo sistema guadagnano in un mese oltre 13.000 dinari e quelli non qualificati 7,600 dinari. In numerosi altri rami della produzione e soprattutto nella metallurgia, i salari medi sono sensibilmente più alti di quelli goduti dagli operai addetti alle costruzioni. O BELGRADO — Il Minuistro per le regioni liberate, Vieceslav Ko-lievaz parlando ieri sera all’Assemblea nazionale jugoslava, ha dichiarato che nell’anno in corso, oltre agli altri compiti, il suo ministero ha dovuto provvedere all’assegna zione dei 513 milioni di dinari che il Governo federale aveva concesso per la ricostruzione e la modernizzazione degli impianti in Istria e nel Litorale Sloveno. Con i mezzi messt a disposizione dal Governo federale, in Istria e nel Litorale Sloveno sono state rinnovate complessivamente 2.330 case di campagna. Dalla liberazione sono state rinnovate nelle regioni liberate 18.905 case di contadini ed altre 1.000 nelle città. Contemporaneamente si è proceduto alla pavimentazione con bitume delle strade dei Litorale Sloveno dove quattro di esse sono state messe in condizioni di transitabilità. Per quanto concerne il rifornimento di acqua soprattutto in Istria, quest'anno sono state costruite 70 cisterne e tubature d’acqua. Per l’elettrificazione di 66 villaggi del Litorale Sloveno e dell’Istria e per la regolazione del IP^ ■JPÈi ,, ■ • i » ■ t ■ i- *« ■ I CANTIERI JUGOSLAVI SUPERANO TUTTI I PRIMATI NELLA COSTRUZIONE DI NUOVE UNITA’ CHE PORTERANNO NEI MARI LA BANDIERA DELLA NUOVA JUGOSLAVIA SOCIALISTA ATTIVITÀ’ EDILIZIA NEL CIRCONDARIO ISTRIANO La guerra ha molto danneggiato tutto il circondario istriano, sul quale, con conseguenze disastrose, si è pure sfrenata la ferocia degli occupatori fascisti. Questo territorio, abitato, sopratutto nelle sue parti interne, da popolazione slava, è stato tenuto sempre dall’Italia In condizioni arretrate, perchè si intendavi i nogni modo favorire Trieste a danno del retroterra, mentre, dall’altro , canto, l’Italia stessa voleva indebolirne quanto più possibile l’ecconomia per poter eseguire più facilmente la sua pò-litica di nazionalizzazione. La guerra di liberazione nazionale, ha posto termine a tutto ciò: Con la liberazione, il popolo del circondario istriano si è incamminato decisamente, sotto la guida del suo Potere Popolare ,sulla strada del progresso e dello sviluppo economico. Ciò vale anche per l’attività edilizia .Subito dopo la liberazione, necessitava ricostruire tutte le caie d’abitazione distrutte e riparare quelle comunque danneggiate nonché tutte le scuole, e gli edifici di utilità economica. La situazione al momento della liberazione era la seguente: Edifici distrutti o danneggiati: Distretto di Capod. 261 205 4 Distretto di Buie 192 3 6 4*8 20« 10 Di queste, soltanto nel villaggio dì Monte di Capodistria, molto danneggiato dagli occupatori durante la guerra risultavano distrutte e bruciate 143 case di abitazione, più 171 edifici di carattere economico ed una scuola. L’intero paese contava, prima del conflitto, 416 edifici. La base tecnica, costituita nei nostro circondario il 5 agosto 1945. ebbe ad assumere compiti non lievi; ma già nel primo anno deh suo funzionamento, essa cominciò a rinnovare e a ricostruire i villaggi, perchè la popolazione avesse quanto prima un tetto per sé. un riparo pexi il bestiame e di prodotti, malgrado le difficoltà di ogni genere che molte volte sembravano insormontabili. In quel tempo, si costruiva sdì I LAVORI ALLA SCUOLA ELEMENTARE DI CAPODISTRIA tanto il hecessario. E’ bene però precisare, che le città costiere durante la guerra, avevano sopportato ben pochi danni, alcune di esse, anzi, erano rimaste del tutto intatte. Nel 1946, si cominciò a costruire più sistematicamente. Nella zona dell’attuale distretto di Capodistria, a Monte di Capodistria ed a Maresego, vennero formate nella primavera die 1946, delle cooperative di ricostruzione; la base tecnica diresse, da allora, soltanto una attività di controllo sulla ricostruzione, procurò e distribuì .il materiale, organizzò le cooperative, eseguì piani per le costruzioni nuove e per il rinnovamento degli edifici Alla fine del 1946, la base tecnica cessò la sua attività, ed i suoi compiti vennero assunti dalla sezione distrettuale per le costruzioni. Nella zona dell’attuale distretto di Buie, la ricostruzione è stata, -diretta invece dal Comitato regionale per l’Istria, tramite la sezione distrettuale per le costruzioni. Fin i al settembre del 1947 (cioè fino alla costituzione del TLTÌ la ricostruzione era l’unica forma e l’unico obiettivo dell’attività edilizia nel circondario istriano. Questo primo periodo è pieno di esempi del grande spirito di sacrificio, dell’altruismo • dalla profonda co- scienza democratica della nostra popolazione. Con grandi sacrifici essa seppe sormontare le difficoltà e gli ostacoli dovuti alla mancanza di materiale da costruzione, di mezzi di trasporto e sopratutto di mano d’opera qualificata. Venne eseguito a pagamento solo ciò che era assolutamente necessario. Tutto il resto , venne eseguito volontariamente, col lavoro d’assalto. Così- ad esempio, la cooperativa di ricostruzione di Maresego costruire ricostruì nel 1946, 15 case ed un edificio economico con la sola spesa di 2,649.597 JL; nel 1947, 24 case di abitazione e 3 edifici economici nonché 3 case ed 1: edificio scolastico a Maresego, vennero costruiti o ricostruiti con, un credito di 9,350.403 Jl. Nel 1948, con un credito di 13,000.000 di Jugolire, vennero costruite 29 case di abitazione, due stalle, una nuova falegnameria ed una rimessa per autocarri. La ricostruzione delle case di abitazione, venne a costare allora dalle 150.000 alle 200,000 Jl circa, mentre una simile ricostruzione nella zona A del TLT esigeva nello stesso periodo un milione di lire.Questo successo, serve, come tutti gli altri, a dimostrare la giusta strada scelta e percorsa dal popolo • dal Poter* Popolare, fiume Arsa il governo federale ha fornito i necessari mezzi. Con l’esaurimento dei 513 milioni, nel corso del secondo semestre di questo anno il governo federale ha concesse un aiuto supplementare di 186 milioni che sono già stati spesi. Il ministro ha osservato che questo aiuto supplementare aveva lei scopo di rianimare l’economia e l’industria locali e di provvedere alla costruzione di edifici comunali. Questo aiuto supplementare era pure destinato alla costruzione nel Litorale Sloveno di nuovi stabili-menti come ad esempio il macello di Sesana, il mobilificio di Nuova Gorizia e si costruirà inoltre una distilleria di liquori ad Aidus-sina ed un calzaturificio a Gorizia. L’aiuto supplementare del governo federale servirà pure ad accelerare la costruzione di Nuova Gorizia ed a elettrificare i villaggi Istriani. L’oratore ha messo in rilievo i notevoli risultati ottenuti nel campo della pubblica istruzione nelle regioni liberate. In Istria e nel Litorale Sloveno funzionano oggi com Flessivamente 900 scuole croate, slovene ed italiane frequentate da 90 mila scolari. Dalla liberazione fino ad oggi sono state aperte nelle regioni liberate 776 scuole primarie, 56 scuole con corsi di sette anni, 19 licei, 4 scuole magistrali, 40 scuole per apprendisti e 6 conservatori di musica. Per quanto si riferisce al bilancio del prossimo anno, il ministro ha dichiarato che il governo federale prevede oltre alle somme che devono essere procurate dalle repubbliche di Croazia e di Slovenia altri 500 milioni di dinari come aiuto speciale alle regioni liberate. Questa somma servirà pure al proseguimento della costruzione di Nuova Gorizia e di Fiume, della ricostruzione di Pola, all’elettrificazione, a migliorare la situazione degli alloggi e alla costruzione di scuole e ospedali. Oltre a numerose altre opere, il ministero delle ferrovie terminerà nel prossimo anno la costruzione della linea ferroviaria Lupoglava. BELGRADO — Prendendo la parola nel corso del dibattuto di bilancio, il Ministro dell’agricoltura Mijalko Todorovič ha sottolineato che durante l’anno 1949 la produzione agricola in Jugoslavia è aumentata in valore del 10 p. c. rispetto a quella del 1948. Questo incremento della produzione è dovuto alla migliore organizzazione del lavoro, alla maggiore produttività dei beni di proprietà dello stato e delle cooperative, come pure al livello più alto di meccanizzazione. Todorovič ha aggiunto che tali risultati rivelano le grandi riserve esistenti particolarmente nel settore agricolo statale, nonché nelle cooperative. E' questo il motivo per cui nel corso dell’anno prossimo uno dei principali compiti sarà rappresentato dal consolidamento organizzativo del settore agricolo statale e delle cooperative. Il Ministro Todorovič ha sotto-lineato che nell’anno 1949 gli investimenti complessivi nel settore socialista dell’agricoltura hanno raggiunto una cifra di oltre 11 miliardi di dinari, che in rapporto al 1948 rappresenta un aumento di poco meno di 7 miliardi. Ciò costituisce un incremento del 74 p. c. Il bilancio 1950 prevede lo stanziamento di 5 miliardi di dinari a titolo di aiuti dello stato per gli investimenti nel settore cooperativo. Durante l’anno scorso, in questo settore sono state costruite più di 3600 opere, di cui 619 case cooperative. Sono tuttora in corso di costruzione più di 6200 opere, fra cui 3700 case cooperative. Il Ministro Todorovič ha quindi messo in particolare risalto i risultati ottenuti nel corso del 1949 per quanto riguarda la trasformazione socialista delle campagne tramite la fondazione di cooperative rurali di lavoro, che oggi sono in numero di 6500 con più di un milione 700 mila ettari di terreno. Il numero medio delle famiglie che fanno parte d’una cooperativa è passato da poco più di 45 nel 1948 a 50 nel 1949, mentre il terreno di cui tali cooperative dispongono è aumentato fino alla media di 272 ettari nel 1949, contro 231 ettari nel 1948. DALLA CINA S. FRANCISCO — Le autorità comuniste cinesi hanno invitato i cinesi residenti all’estero a ritornare nel loro Paese. La radio di Pechino ha dichiarato in una sua e-missione captata oggi a San Francisco che’sono stati preparati i progetti per il rimpatrio di tutti coloro che desiderano ritornare nei loro P»e»«. La Nostra Lotta LA SETTIMANA DELLA MADRE E DEL BAMBINO REALIZZAZIONE NEL CAMPO DELLA MATERNITÀ' ED INFANZIA OTTIMI SUCCESSI OTTENUTI DAL P.P. E DALLE ORG. DI MASSA Vaste Assicurazioni Sociali — asili, nidi, scuole ed assistenza medica educano e curano le nuove generazioni nella democrazia socialista Dopo la dura e cruenta lotta di liberazione, il popolo lavoratore consolidò il .suo Potere, ed introdusse nella nuova società tutte quelle radicali trasformazioni nel campo sociale, economico e culturale, che sono le caratteristiche che contraddistinguono i paesi dove è stato bandito per seniore lo sfruttamento. Anche nel nostro Circondario il Potere Popolare ha dedicato immediatamente le sue maggiori cure, tramite le organizzazioni di massa ed i sucù organi, alla mater-, nità ed infanzia. Era infatti cosa urgente e necessaria dedicare particolari e continue cure alla nuova generazione che era nata nei corso della guerra ed alle madri esau'sate dai lunghi anni di sofferenze e privazioni. Oltre a ciò, tali cure e lo sviluppo di tutte le istituzioni e provvedimenti che difendono, aiutano ed educano le madri ed i loroj figli erano implicite nel nuovo ordinamento sociale conquistato dal popolo dei Circondario. Oggi, alla fine del quinto anno della conquista del Potere Popolare, il bilancio che si può fare in questo campo è soddisfacente e dà la certezza che il lavoro intrapreso continuerà e si svilupperà dando sempre maggiori frutti. Infatti le assistenze sociali che vengono offerte alle partorienti bisognate le quali possono mettere alla luce i loro figli negli ospedali del Circondario sensa alcuna spesa, o possono fruire dell’assistenza gratuita nelle loro case della levatrice sono la prova che grandi passi sono stati fatti ed i risultati so * i nd dimostrati dalle statistiche sulla decrescente mortalità infantile. Nei maggiori centri dei due distretti del nostro Circondario sono stati aperti e funzionano 5 consultori materni nei quali affluiscono le madri con loro bambini dalla città e dalla campagna. Quivi medici specializzati visitano i bambini gratuitamente e, all’occorrenza, assegnano anche dei supplementi di viveri. Nel solo distretto di Capo-ditsria quest’anno! sono stati visitati più di 2000 bimbi. Durante la stagione invernale saranno distribuiti ben 6 qt. di olio di fegato di merluzzo a tutti i bimbi che ne hanno bisogno. Per agevolare le madri negli acquisti per i loro figli è stata adottata l’iniziativa di aprire ad Isola e Capodi stria 2 negozi ove potranno acquistare tutto quanto occorre ad una madre. Nelle case del pioniere di Capodistria, Isola e Buie saranno istituiti dei ristoranti ove i ragazzi potranno fare acquisti di cibi a prezzo' molto ridotto. Per l'assistenza diretta ai barn bini nel Circondario sono stati a-perti 22 asili nei quali 25 maestra impartiscono i primi elementi di una sana educazione democratica a 700 bambini. A Portorose la casa Giovanile, che ha sede in una magnifica villa, ospita 92 bambini. A Pirano nel locale orfanotroCK vivono circa 25 bambini. Anche le madri occupate giornalmente a Capodistria possono affidare i loro figliai etti al nido locale do'ye sono amoralmente accolti ed assistiti. Un nido simile verrà creato anche ad Isola. SMASCHERAMENTO DI RICCHI CONTADINI Nelle campagne continua la lotta contro gli speculatori Questo, per somme linee, quanto è stato fatto nel campo della maternità ed infanz.ia lavoro che. nonostante i successi raggiunti, non subirà un arresto ma continuerà instancabile por offrire a tutte le madri ia possibilità di godere interamente la gioia di una maternità felice ed alla nuova generazione una vita sana ed una educa-io ne consone al nuovo nostro sistema sociale. PROGRAMMI RADIO TRIESTE ZONA JLGOSL. (Lunghezza d’onda m 240) Sabato 31 dicembre ore 13.45 «Rassegna economica» 18.30 «Il mondo dei piccoli» Domenica 1 gennaio ore 9.30 «Per l’agricoltore» 13.15 «Musica a piacere» 20.30 «Commento politico» 21.00 «Per il nostro scenario» Lunedi 2 gennaio ore 18.45 «La voce dei giovani» 22.00 «La vita dei popoli jugoslavi» Martedì 3 gennaio ore 17.30 «Attualità politiche» 19.45 «Panorama culturale» Mercoledì 4 gennaio ore 17.30 «Attualità politiche» 19.45 «Panorama sindacale), di Petroni Bortolo 20.30 «Mezz’ora di svago» Giovedì 5 gennaio ore 13.45 «Per voi donne» 17.30 «Attualità politiche» 22.00 «La vita dei popoli jugoslavi» Venerd- 6 gennaio ore 17.30 «Attualità politiche» 18.00 «Rassegna sportiva» 18.45 «Orizzonti perduti» RIUNIONE SINDACALE ALU’„AMPELEA“ Smascherati e derisi i cominformisti ad Isola IL VASTO PROGRAMMA NEL CIRCONDARIO Un plebiscito di solidarietà per la migliore riuscita Continua nelle nostre campagne la lotta di tutti gli onesti lavoratori democratici contro gli speculatori, contro quelli che per i loro personali, egoistici interessi occultano i prodotti della terra per eludere al pagamento delle imposte. Sintomatico e significativo è il fatto che tutti questi d’sonesti, ai quali l’interes'se della collettività non importa affatto, sono degli a-gricoltori abbienti la cui avidità di lucro li spinge a commettere ogni sorta di atti odiosi ed illeciti che se non fossero repressi potrebbero compromettere l'equilibrio econoi mico generale. Pericolo che però non preoccupa poiché il popolo lavoratore che ha saputo lottare contro l’invasore na-zi-fascista, è vigile ed, attraverso i suoi rappresentanti del Potere Popolare, smaschera e punisce il nemico della società socialista. Facendo seguito agli altri già citati ed illustrati ci soffermiamo ora su uno dei più tìpici casi di evasione alle imposte nel bu'ese: A Villanova in una recente riunione è stato messo a nudo l’egoismo del ricco contadino Ravalico Ruggero e dì suo fratello che avevano nascosto 40 hi di vino, fi prodotto totale risultò cosi di hi 152. Dato che l’anno scorso i due avevano denunciato solamente 80 hi di vino nel mentre tutti sanno che l’annata del 1948 ha superato, come produzione vri’cola, di oltre il 30 p. c. quella dell’annata corrente, ne deriva che la loro produz'one vinicola dell’anno 1948 superava i 197 hi. Conseguentemente i due Ravalico dovranno ora pagare un'imposta dì 97.560 dinari superiore a quella già commisurata, essendo cofpresa in tale importo anche la somma dovuta per la elusa imposta dell’anno precedente. Anche a Buroli s'i è avuto un caso molto eloquente. I fratelli Fabbris hanno denunciato 122 hi di vino mentre la commissione ne rintracciò altri 133 e oltre ai 150 litri di acquavite denunciati ne rinvenne nascosti altri 148. A questi nemici del popolo lavoratore i quali, perchè ricchi, non sentono il dovere di contribuire all’economia generale, l’imposta venne aumentata di 100.000 dinari oltre ai 12.000 iaiziali. A S. Vito ai facoltosi fratelli Giurgevic che dovevano pagare 25 mila dinari, ora l’imposta è stata aumentata di altri 150.000 dopo che sono state accertate le loro elusio-ni al pagamento delle imposte. E cosi Si potrebbe continuare a lungo con simili esempi poco edificanti che dimostrano come proprio i più facoltosi sono quelli che non vogliono dar niente del loro per la società. Merita citato quale esemp'o. anche il caso di certo Sossic da Bonini 21, il quale pur avendo cambiato ben 1 milione di jugo!ire, ora non -intende pagare il dovuto. Quest’ultimo caso è particolarmente interessante poiché ri Sossic è maestro nel doppio gioco che lui pratica ancora dai tempo della lotta. Ma ora, sia lun che gli altri ricchi ed egoisti si levano la ma- schera per difendere con tutti g!i~ inganni possibili il loro capitale. I tempi però sono cambiati. Il Potere è ora nelle mani del popolo il quale intende fermamente conservarlo e rinforzarlo. Uno dei mìezzi con i quali viene rinforzato il Potere, di chi lavora e produce per il bene collettivo, è appunto la lotta contro gli speculatori, e questa lotta nelle nostre campagne viene condotta con la collaborazione 'e con l’appoggio concreto di tutti quelli che un giorno sfruttati ora sono liberi. Questa è la realtà in atto nel nostro Circondario, che certamente non aggrada allàmperialismo ed alla reazione cominformista, alleati degli speculatori e dei disonesti. LAVORO volontario I giovani studenti ospitati nella Casa delio studente di Capodistria hanno effettuato con lodevole spirito di emulazione, 606 ore di lavoro volontario. II lavoro si è svolto parte nella casa stessa dove è stato adattato il cortile interno per il gioco di pallavolo, parte alla còstruenda scuola elementare italo-slovena di Capodistria fed infine in una azione di raccolta delle olive a Padena e S. Pietro. ■ I migliori compagni distintisi per lo slancio sul lavoro e per il numero di ore volontarie effettuate, so-'no: Suhadolnik Stane, assistente, con ore 65; Gnezda Lino, con ore 22; Braico Rita, con ore 26; Vascotto Licia, con ore 29; Aiello Silvia, con ore 24 e Zubin Biancamaria, con ore 14. Una sciagura a Maresego Grave incendio causato da un ubriaco Speculazioni della reazione Nella notte dal 21 al 22 dicembre l’autista della cooperativa di Maresego, Duilio Biloslavo, causava per ubriachezza una gravissima sciagura in cui egli stesso trovava morte orrenda. Dalla ricostruzione del fatto risaluta accertato che la sciagura si è svolta nel modo seguente: Ubriaco, l’autista si è recato a letto lasciando accesa la candela che, con-(Conlinua In IV. pagina) Lunedi 19 c.. m. ha avuto luogo all’Ampelea di Isola una grande riunione sindacale con la partecipazione di tutte le maestranze. 11 compagno responsabile per li comitato cittadino dei SU ha parlato ai presenti. Lo scopo delia riunione era lo smascheramento del ristretto gruppo di sabotatori com-informisti che lavorano nella fabbrica e che con il loro operato, di pretta inarca reazionaria, sono la vergogna dì coloro che sono costretti a lavorare assieme a foro. L’oratore ha informato i lavoratori presenti che quel gruppo capeggiato dal ben notò elemento antipopolare Felluga Domenico aveva insultato i membri della filiale sindacale della fabbrica perchè avevano distribuito i buoni per la legna soltanto agii operai meritevoli trascurando naturalmente i sabotatori. Era logico che la legna, tagliata dai pili coscienti operai del Circondario nella Selva di Tamova, dovesse andare-a chi veramente lavo ra e la pretesa dei cominformisti LA GIUSTIZIA POPOLARE PUNISCE I SABOTATORI Sono stati celebrati il 28 corr. a Pirano dinanzi al Giudizio distrettuale del popolo, alcuni procedimenti penali a carico di ricchi contadini (kulak) i quali sabotavano gli interessi economici del popolo lavoratore e minaccia vano la politica economica del Potere Popolare, intesa alla realizzazione di una miglior vita per tutto il popolo. Questi kulak si sottraevano al pagamento delle tasse, denunciarano quantità falsate inerenti alla loro produzione agricola per poi utilizzare i prodotti agricoli occultati sviluppando la speculazione illecita e danneggiando in tal modo gli , interessi della nostra economia in sviluppo. Il Potere Popolare acer-tato un tanto ha subito adoltato le dovute misure contro questi nemici del popolo i quali so)no .stati processati e giustamente condannati. Il primo processo si è svolto a ANCHE L’INFANZIA NEL NOSTRO CIRCONDARIO VIENE ALLEVATA NELLO SPIRITO DELLA PROPRIA NAZIONALITÀ’, ECCO QUI UN GRUPPO DI BAMBINI DELL’ASILO ITALIANO DI CAPODISTRIA carico del kulak Pitacco Francesco da Sicciole il quale, oltre a esimersi dal pagamento delle tasse consistenti in 115.000 din. aveva dato dati falsi sullo sua produžio-ne agricola allo scopo di eludere le imposte e di vendere a prezzi speculativi i prodotti nascosti. Egli ha denunciato la produzione di 9 q. dj patate mentre ne aveva prodotti 60 q., ha denunciato 20 q. di frutta mentre ne risultava pordotti ben 200 q. inoltre i suoi vigneti gli hanno fruttato nel decorso anno 62 HI. di vino. A sua discolpa il Pi-tacco dichiarò che non aveva il denaro per pagare le tasse, diti viceversa ha sempre pagato col fascismo gran patrono dei ricchi. Dai testi che sono venuti a deporre è risultate) inoltre che il Pitacco svolgeva anche propaganda antipopolare e che sfruttava gli operai lavoranti a giornata da lui. Il Pitacco ammette i fatti a lui addebitati, e viene condannato alla restrizione della libertà personale per mesi 2 ed a 50.000 din di multa. Il secnodo imputato è certo Davanzo Giovanni da Sicciole proprietario dj. tre case d’abitazione e comproprietario di un M/veliero della portata di 45 tonnellate. Lo stesso aveva omesso la denuncia di 8 HI. di vino e aveva lasciato che 3 HI. di vino andassero in deperimento. Egli ammette il reato e viene condannato ad una pena pecuniaria. Il terzo accusato è Bartole Giorgio contadino ricco da S. Lucia proprietario di 2 case, ha prodotto 67 HI. di vino, e cambiato all’atto del cambio della valuta 500.00 Lire. Egli si è rifiutato di pagare le tasse. Pure lui ammette i fatti e gli viene inflitta una forte ammenda. Il quarto imputato, cèrto Pitacco Antonio da Sicciole, ha pure omesso la denuncia di prodotti agricoli e si è rifiutato di pagare le tasse. Per tali reati è stato condannato ibxsehess u: irmnrT-' r n ■imi' iiiHTHiiii m di aver diritto a quella legna che è costata tanto sacrificio ai nostri figli migliori è semplicemente ridicola. So’amente chi - produce e contribuisce all'elevamento economico della popolazione democratica del Circondario ha diritto di ricevere dalla collettività la ricompensa. Alla fine del discorso, tutti i presenti ebbero severe parole di biasimo verso il gruppetto di traditori della classa operaia che non ebbero, sebbene invitati dall’oratore anche in precedenza, il coraggio eh rispondere. Sotto il fuoco di fila dei rimproveri di tutti gli operai dell’Am-pelea i; cominformisti uscirono dal la sala della riunione vergognosi e silenziosi. Questo fatto dovrebbe servire di lezione anche al cocciuto «capo cominformir la», commerciante Bili no Deste, che ora può constatare come lui ed i suoi sono, respinti da quella classe operaia che è la guida di tutti i lavoratori del noi stro Circondario nella costruzione del socialismo. * Il Si è iniziata nel circondario la settimana della madre e del barn-brio-. Sotto l’egida dell’UDAIS e del Potere Popolare in questa s'et-,ana si è voluto mettere in risalto le grandi cure che vengono dedicate dal Potere Popolare ai figli della classe operaia ed alle donne lavoratrici. Da noi, ove non esiste più lo sfruttamento dell’uomo sull'uomo, il nostro partito ed il Potere Popolare sì preoccupano e dedicano le lorn maggiori cure all’educazione ed allo sviluppo 'delle nuove generazioni che domani proseguiranno sul cammino intrapreso verso il progresso e verso il socialismo. Lunedi 26 die. è stata aperta nel teatro di Capodistria una mostra fotografica e, per l’occasione, hanno parlato ai convenuti la compagna Živa Beltram e la comp. Norma Gentilin. Il giorno 27, delegazioni di pionieri hanno portato, a nome dei compagni, i saluti all’Armata Popolare Jugoslava ed i giovani fisarmonicisti dilettanti di Isola hanno dato tin concerto al teatro di Capodistria. Mercoledì 28 è stato a-perlo nella casa del pioniere di Ca-uodistria «Il ristorante dei pionieri». Nella serata ii CCP sloveno «Oton Zupančič» di Capodistria ha eseguilo uno spettacolo al teatro locale. Giovedì 29 die. nei dispensari ed ambulatori venne eseguito il controllo generale sanitario dei bambini. Nella serata il dott. Luciano Ferfoglia tenne una conferenza sulla sanità, nel teatro locale. Venerdì, 30 dicembre, delegazioni di donne antifascist eprocederan-■ o alla visita delle scuole. Nella serata L’attivo giovanile della gioventù dell’istituto magistrale di Por-lorose eseguirà «Rovine della vita» nel teatro di Capodistria. Il giorno 31 die. e 1 gennaio la settimana della madre e del bambino si concluderà con la solenne celebrazione del «Capodanno del bambino». — O — LE SOMME RACCOLTE Proseguiamo nel’a pubblcazione dell’e'eneo deile somme raccolte pro Cine Arrigoni 22.332 din Corte 8.900 din Borst 4.324 din Assoc, cacciatori di C. 10.000 din Carcasse 5.642 din Operai della tip. Jadran, addetti alla Nostra Lotta 1.200 din — O — APERTURA della mostra Nell’atrio del teatro Ristori di Capodistria è stata aperta, lunedi mattina 26 dicembre una mostra fo-' tografica comprovante quanto è stato fatto e si fa nel nostro Circondario in favore della maternità e dell’infanzia. Alla presenza dei rappresentanti delle varie organizzazioni di massa, il dott. Hlavaty ha pronunciato un breve discorso nel quale ha messo in evidenza gli sforzi che sono stati fatti in questo campo. ÀI dott. Hlavaty è seguita la compagna 2iva Beltram che ha sottolineato la necessità che tutte le donne del Circondario contribuiscano fattivamente affinchè le nuo-vé generazioni si sviluppino in ambienti moralmente sani e democratici. La compagna Norma Gentilin ha chiuso la serie dei discorsi incitando i rappresentanti le organizzazioni di massa a combattere la reazione borghese e cominformista che anche in questo ramo di attività tenta di ostacolare la marcia del popolo lavoratore. I presenti hanno potuto quindi accertare coi propri occhi, grazie alle numerose fotografie espos'te, quanto grande sia il contributo del Potere Popolare per lo sviluppo di tutte le assistenze sociali in favore delle madri e dei bambini. — O — INIZIATA la distribnzioue dei doni. Nei giorni Scorsi ha avuto inizio la distribuzione dei doni ai ragazzi e bambini del nostro circondario. L’UDAIS. in collaboraz'one con ’c aHi'S organizzazioni di massa, ha S. Pietro dell’Amata 5.683 din ■orcarv zza1 to quest’am no uria manife- Socerba 1.000 din ttazior te v rei ramente s ignificativa per Decani 4.207 din i' figli de lavoratoi 'i della città e Qspo 5.300 din lam P' ^-na. Oltr ■e 11.000 bambi- Perniano e S. Onofrio 1.300 d ri ni e r zi rieevon :<> quest’anno il Sicciole 4.289 din >, grazie alla generosità Monte 2.280 din popolazio- ne. che si è lat- Dilla «Cement» di C. 10.000 d ri ne di coni] ri bui-re' a rende- Soc. Sport. Medusa (balli) 23.548 din n ostri picc ;ni. So'c. Sport. Aurora (gare) 12.500 din Il li svolto i dall UDAIS col Valdoltra filiale sind. 1.167 din d; ala gioventù è stato ve- OMNIA (ballo) 9.020 din ramen te f orme. An che i lavoratori Dott. Ferfoglia Luciano 1.500 din delle fab che hanno risposto in Coop. Popo, di Cons. No. 1 1.500 din Padena Gazori Vilfanova Ampelea ..,4.471 din 6.631 din 5.500 din 2.176 din GIOVANETTE SI ADDESTRA E CUCITO ISTITUII NO ALLA SCUOLA DI TAGLIO O A CAPODISTRIA pure lui ad una pena pecuniaria. Il processoj a carico del V imputato certo Fonda Vittovo da S. Lorenzo è stato sospeso e rimandato al 5 gennaio, dato che la PA ha esteso l’atto di accusa per offese contro l’onore dilprestigio del Potere Popolare formulate dall’imputato, che trà l’altro, è stato beneficiato dalla Riforma Agraria. L’ultimo reo di sabotaggio economico è il ricco possidente Pagliaro Rocco fu Domenico da Sicciole comproprietario di 3 case d’abitazione di cui due a Pirano. Lo stesso ha omesso la denuncia di 15 HI .di vino, sui 100 Hi. prodotti, ed inoltre si rifiutava dal pagare le tasse adducendo scuse non plausibili. Ha ammesso parzialmente le sue colpe di cui ed è stato condannato alla pera detentiva di mesi tre ed al pagamento di 55.000 din di multa. La lezione inflitta a questi ricchi possidenti, i quali, pur avendo la possibilità si sono rifiutati di compiere il loro dovere di cittadini, non pagando le tasse, omettendo la denuncia dei loro prodotti ci occultandogli, in contrapposto ai contadini poveri e medi, i quali hanno adempiuto in modo esemplare al dovere di ogni membro della collettività, sia d’esempio a tutti coloro i quali volessero tentare di ostacolare la lotta quotidiana per l’aumento della produzione, di sabotare la nolstra economia in crescente sviluppo.' Le condanne inflitte sono la prova che il nostro Potere Popolare ed il il nostro popolo sapranno difendere contro chiunque gli interessi economici della collettività intenta all’ediìi-càzione socialista. , cu;) a a appello, confezionando giocai trai ed effettuando centinaia e centinaia di ore di lavoro* volontario. Le donne delle città, le insellanti e. le giovani hanno cucito a-bUini eie. per i bambini, hanno con-iez onato bambole ecc. I cittadini hanno dato il loro contributo in denaro ed In generi. GL enti hanno validamente 'edBperato al buon esi-n> di questa iniziat va. i a die r buzione dei pacchi dono ro'e-am-a i! giorno 31 corrente nc le scuole dei circondario. I picco-! nei lavoratori saranno ospitati il I gennaio nelle fabbriche, imprese a rende, dove, a seguito della colai riceveranno pure ì pacchi dono. Per il giorno 31 corr. è stata organizzata a Capodistria ed a Buie «la f era del bambino» alla- quale Dai volperanno i bimbi del rispetti vo distretto. Ivi i bambini potranno a-ss-sfere alle prodezze dei «7 nani e Capuceetto Rosso» inoltre vedranno il teatro dei burattini in cui sarà rappresentato «Il castello Incantalo». Durante la fiera stessa che si inizierà alle ore 9, verranno venduti a prezzi bassi giocattoli e fenici. Alla sera si svolgerà al teatro ai Capodìstria uno spettacolo culturale. Con qucslo sarà concluso il «Capodanno del Bambino». P— o — SUCCESSO dei fisarmonicisti di Isola Martedì 27 dicembre, al Teatro Ristori di Capodistria il gruppo dei dilettanti del Circolo di Cultura Italiana di Isola ha eseguito un ricco ed interessante programma di musiche e cori alternati da brave soliste che hanno ottenuto un ottimo successo. La parte musicale venne eseguita dai dilettanti fisarmonicisti i quali si presentavano per la prima volta, con buon esito, al pubb ico capodistriano. Benché dilettanti si sono rivelati buoni suonatori di fisaromnica. Le tre soliste hanno dimostrato di possedere ottime do)ti canore e una buona cultura musicale, che se coltivata, le porterà a grandi successi. Il gruppo era diretto, con perizia e gusto musicale, dal mae-Continua in IV.a pagina La Nostra Lotta L'UOMO PREISTORICO IN DNA BARA DI GHIACCIO _ ^ Qel° ha saputo conservare per 40.000 anni i semi vitali delle piante forse prossima■ la soluzione dell'oscuro problema delle origini umane ceo poco dissimile da altri viventi anche ai nostri giorni. ALLA RICERCA DEGLI UOMINI FOSSILI Se l’uovo, le radici ed i semi furono estratti effettivamente: dallo strato di ghiaccio, o se furono raccolti senza un preciso e scrupoloso controllo quindi abbiano una origine ben diversa da quella indicata, è impossibile sapere. Fatto sta che lo scienziato, entusiasmate dalle sue scoperte, organizzò non molti anni fa un’ultima spedizione, non più con lo scopo di cercare a-nimali ma addirittura uomini fossili! Nèll’eprca in cui i giganteschi , mammut popolavano la Siberia, l’uomo aveva già fatto la sua comparsa sulla Terra e, armato di arco e di freccia, ed animato da un coraggio pazzesco, moriva- in caccia dei colossi che vivevano insieme con lui, riuscendo non di rado ad averne ragione. Prove di tale fatto non mancano; sono stati rinvenuti incisi sulla roccia disegni rappresentanti animali che possono essere identificati coire mammut e, da non molto tempo, è stato persino scoperto un cranio di questi giganti in cui era infissa una punta ai freccia silicea. Se dunque l’uomo viveva all’epoca di tali proboscidati, non era impossibile che nella tomba di ghiaccio, insieme co'n le spoglie vellose dei giganteschi animali, giacessero anche corpi di uomini. Lo scienziato in parola non ebbe alcun successo con la sua spedizione ma non è detto ch^ tra pochi o molti anni, i ghiacci della desolata regione non restituiscano miracolosamente il cadavere di qualcuno dei nostri lontanissimi progenitori, perfettamente intatto. E sarà questa la più sensazionale e la più interessante scoperta paleoantropologica di ogni tempo, scoperta che farà consumare ettolitri di inchiostro e tonnellate di carta, così, come le numerose scoperte di crani o di altri avanzi scheletrici di uomini fossili. QUAL E’ L’ASPETTO DELL’UOMO PREISTORICO? Intanto vari antropologi, si sono poisti questa domanda che veramente è ancora assai prematura. Quale aspetto avrà l’ipotetico uomo che giace nella tomba gelata della Lena? Nel continente Asiatico sono stati sino ad oggi rinvenuti avanzi di scheletri più o'meno importanti di uomini preistorici. In Galilea l’inglese Turville-Petre trovò nel 1925 una porzione di cranio che fu giudicato appartenere ad un uomo ai bassissimo gradino, un australoide. Sul monte Carmelo furono trovati scheletri e crani aventi caratteri di uomini simili a quello! di Galilea. Nei dintorni di Pekino, a cominciare dal 1923, furono ricondotti alla luce resti di uomini fossili che, dopo, lunghi dibattiti, portarono alla creazione di un nuovo genere di uomini battezzato col nome di Sinantropo, uomini di grande antichità e con un cranio di capacità probabilmente assai piccola: circa 1300 centimetri cubi per il sesso maschile e 1150 per il sesso femminile. VITA PREISTORICA NELLA RICOSTRUZIONE IDEALE DI DUE PITTORI MODERNI LA ZONA DELLE RICERCHE L’UOMO DEL MISTERO A quale tipo di uomini pcttrà dun.ue essere riferito l’ipotetico essere rinserrato nei ghiacci? Avrà esso i caratteri del Sinantropo o quelli degli australoidi di Galilea e del monte Carmelo, oppure non avrà relazione alcuna con essi e somiglierà invece al famosissimo! uomo neandertalense — di cui sono state rinvenute tracce in Europa nella valle del Nean-der, tra Dusseldorf e Elberfeld — di antichità meno remota del Sinantropo, ma presentante anch’es-so caratteri, diciamo così, molto a-niinaleschi? Oppure dal gelo sarà restituito alla luce un essere con caratteri simili all’uqmo di Cro-Magnon — di cui si hanno resti scheletrici provenienti dalla località omonima situata nella Dordogna — il quale dimostra rispetto a quello di Neanderthal una evoluzione grandìs , sima? Od infine, questo uomo del mistero si paleserà addirittura parente stretto del famosissimo Pitecantropo di Giava che ha fatto e fa tuttora impazzire gli antropologi? Ma gli studiosi non si sono arrestati a queste supposizioni. Sappiamo, essi dicono, che la bassa temperatura conserva perfettamente intatti i tessuti animali e le sostanze più facilmente soggette alla putrescenza. Non vi sarebbe quindi nulla di eccezionale che nel cadavere o nei cadaveri dei nostri lontanissimi progenitori, venissero scoperti ancora intatti germi patogeni eterogenei, dai quali si potrebbe sapere con assoluta precisione quali erano le malattie che li tormentavano.; Sappiamo che l’uo- * Il NEL COLLETIVO AGRICOLO «LENIN» DI ROVIGNO FERVE INTENSO IL LAVORO DEI CAMPI. AGLI AGRICOLTORI IL '"GOVERNO FORNISCE TUTTI GLI ATTREZZI ED I PRODOTTI PER LO SVELTIMENTO E L’AUMENTO DELLA PRODUZIONE Nel teritorio di Yakutsk situato nella Siberia nord orientale presso il corso della Lena, si trova una zona di . larghissimo interesse scientifico che è stata più e più volte visitata da studiozi e che, molto probabilmente, continuerà per lungo tempo a dessere la mèta 1 di spedizioni. In questa zona, al di sotto di una coltre di terra giace uno strato di ghiaccio di spessore ancora sconosciuto, ma di grande estensione, rinserrante corpi di animali vissuti in lontane epoche geologiche (forse trentamila forse, quarantamila anni fa) i quali, grazie alla bassissima temperatura cui furono assoggettati subito dopo la morte e che si mantenne costante attraverso millenni, sono in perfettissimo stato di conservazione. I primi animali che per opera del caso vennero strappati da questo immane e stranissimo cimitero furono alcuni Mammut, simili agli attuali elefanti, i quali non soltanto) avevano la pelliccia, la pelle e i muscoli in buonissimo stato, ma mostravano intatti tutti gli organi interni, visceri compresi, e nello stomaco avevano ancora i resti dell’ultimo pasto compiuto prima di essere travolti da chi sa quale cataclisma e seppelliti dal ghiaccio. Dopo la scoperta di tali giganti, alcuni dei quali sono oggi conservati in vari musei russi ed americani, numerosi scienziati si portarono nella remota zona siberiana sperando di poter trarre dalla coltre ghiacciata altri esseri diversi. Alcuni di questi studiosi ottennero scarsi risultati, altri, se le loro relazioni corrispondono effettivamente al vero, ebbero pieno successo. Uno scienziato che per tre volte si recò nella zona di Yakutsk, asserì di aver rinvenuto delle sementi le quali dovevano essere seppellite da molte migliaia di anni forse la loro origine era tanto remota quanto quella dei Mammut. Il più strano è che le sementi e le radici messe in ambiente adatto ai loro sviluppo produssero pianticelle verdi che rimasero in vita per qualche tempo. Una di tali pianticelle generò persino un fiore. Altra scoperta, fatta dal medesimo scienziato nei cimitero di ghiaccio, fu quella di un uovo, un minuscolo uovo che, messo in favorevoli condizioni di temperatura e di ambiente, si sviluppò dando origine ai un crosta- ISTRIA JUGOSLAVA IL PRIMO UOMO mo fossile soffriva come noi di male di denti, ma era esso attaccato anche da morbi che costituiscono una piaga dell’uomo attuale, quale ad esempio la tubercolosi? Le ipotesi sono molte, come s’è visto, forse anche troppe; saranno giuste, cfppure si dimostrerai™ - dei tutto errate? La risposta a queste domande si trova nei ghiacci siberiani che, specialmente oggi, non sono facilmente raggiungibili da spedizioni scientifiche! IL MAR. TITO RISPONDE A LOUIS COLME BELGRADO — Il presidente del Governo jugoslavo, maresciallo Tito ha concesso al giornalista francese, Louis Colme, la seguente intervista: Prima domanda: «Il Partito comunista jugoslavo ha posto il problema dell’uguaglianza nei rapporti tra i Paesi socialisti. Questa formula, applicabile ai Paesi a democrazia popolare, non è forse valevole anche per le organizzazioni progressiste dei Paesi occidentali dove esse non sòno al potere? Questa formula non può fors’e essere completata con la richiesta di un’ uguaglianza nei rapporti fra i Partiti comunisti, cioè della loro indi-pendenza da Mosca?» Risposta: «L’uguaglianza fra i paesi socialisti è fondata sulle basi teoriche degli insegnamenti di Marx e di Lenin ed è per ciò ugualmente va. levole per i partiti comunisti esistenti in quei Paesi che non sono socialisti o che non sono retti da una democrazia popolare. Per quanto concerne l’indipendenza dei partiti comunisti da Mosca, il problema sta in questi termini: l’Unione Sovietica è un Paese socialista, è il risultato della grande rivoluzione d’ottobre, ed è per questo motivo che non soltanto i partiti comunisti, ma tutte le forze progressiste del mondo, guardano con simpatia e con rispetto a questo Paes'e socialista. Queste simpatie e questo rispetto sono perciò completamente giustificati. Quando però si manifesta il desiderio di sfruttare queste simpatie e questa illimitata fiducia degli uomini progressisti del mondo verso l’Unione Sovietica al fine di trasformarla in un cieco assoggettamento ai dirigenti del Par- tito comunista bolscevico, e cioè a Mosca, questa tendenza non può che portare un enorme danno ai movimenti progressisti del mondo intero e, in ultima analisi, alla stessa Unione Sovietica poiché il prestigio dell’URSS va neces'sar'amen-te scemando. Il caso delle divergenze fra il Partito comunista bolscevico ed il Partito comunista jugoslavo, trasformatesi in divergenze fra l’URSS e la RFP di Jugoslavia, cioè in divergenze fra due Stati, è la prova più evidente di questa affermazione». Seconda domanda: «Il Partito comunista jugoslavo ha più volte denunciato la dominazione del partito bolscevico nel Cominform mentre voi avete personalmente dichiarato che i Governi delle democrazie popolari sono rigidamente controllati da Stalin. Pare, d’altro can. to, che pure i partiti comunisti dei Paesi occidentali siano legati, se non già assoggettati alle decisioni sovietiche. In che modo potrebbe, secondo il vostro parere, il partito comunista francese liberarsi dalla tutela di Mosca?» Risposta: «Su inizialiva dello stesso Stalin, l’Internazionale Comuni-, sta si era sciolta nel 1943 con la motivazione di essere divenuta un freno allo sviluppo ed all’attività dei partiti comunisti che sono diventati abbastanza maturi per dirigere con maggior successo il movimento progressista nei loro Paesi. Cessò cosi di esistere un’istituzione le cui decisioni erano obbligatorie per tutti i partiti comunisti. L’Ufficio d’informazione è stato creato nel 1947 soltanto a fine di consultazione e di informazione fra i vari partiti comunisti e quin- di privo del diritto di formulare delle decisioni obbligatorie per i vari partiti comunisti. Meno che mai questo diritto spetta al partito comunista bolscevico. Ne consegue che i dirigenti del partito comunista francese non sono obbligati a giustificare la loro attività ad un altro organo in quanto i successi o gli insuccessi della loro politica dipendono soltanto da questi dirigenti ed essi sono responsabili in primo luogo verso il movimento o-peraio e progressista francese». Terza domanda: «I militanti comunisti francesi discutono- soprattutto i problemi della tattica. Credete che il Partito comunista jugoslavo abbia il diritto di esprimere il suo parere sulla tattica delle organizzazioni progressiste degli altri Paesi?» Risposta: «Credo che il Partito comunista jugoslavo sia in diritto di formulare le sue critiche verso un qualsiasi altro partito comunista o verso una qualsiasi altra organizzazione comunista come pure nessuno nega loro il diritto di criticare il partito jugoslavo. La critica però deve essere costruttiva e leale e non distruttiva e calunniosa. E’ vero che i nostri rappresentanti avevano criticato alcune direzioni dei partiti comunisti, come ad esempio quelle del partito comunista francese e del partito comunista italiano, durante la prima riunione dell’Ufficio di Informazio. ne. I rappresentanti sovietici le a-vevano criticate nella stessa maniera, basandosi sulle nostre argomentazioni. Questa critica era stata bene intenzionata, costruttiva e fraterna. Direi ancora Che l’attacco al partito comunista jugoslavo da par- te del Cominform, 'ed in primo luogo da parte dei dirigenti sovietici, non ha niente in comune con la critica costruttiva. La critica bene intenzionata può essere accettata o meno: essa dipende dalle sue basi reali e dalla sua utilità, cioè dalla sua fondatezza. Un caso tipico della critica male intenzionata ci è fornita dalle lettere del comitato centrale del partito comuni, sta bolscevico». Il giornalista Colme ha poi fatto alcune domande particolari sull’atteggiamento del partito comunista jugoslavo verso la linea di condotta dei comunisti francesi e verso i loro errori. Il maresciallo Tito ha detto che le risposte a queste domande sono in linea generale già contenute dalle risposte precedenti. Rispondendo ad un'altra domanda, Tito ha espresso il parere che un coordinamento de le attività dei movimenti progressisti del mondo sia senz’altro necessario, a patto però che esso si basi sul principio dell’eguaglianza. Le forme più utili di una collaborazione internazionale tra i movimenti democratici sono, secondo il maresciallo Tito, le seguenti: primo, scambi nel campo culturale; secondo, visite reciproche che contribuiscano alla conoscenza della reale situazione dei singoli paesi; terzo, lotta contro la propaganda fatta a base di menzogne; quarto, lotta accanita in difesa della pace; quinta, far conoscere alle masse progressiste la verità sui paesi socialisti, non nascondendo le difficoltà e gli errori. Il maresciallo Tito ha in seguito messo in rilievo che la campagna ostile contro la Jugoslavia non è il risultato di una deviazione casuale, ma bensì una pericolosa revisione del marxismo-leninismo. Citando alcuni esempi di questo revisionismo, il maresciallo Tito ha messo in evidenza la tendenza da parte dei dirigenti sovietici di esigere da altri il riconoscimento dell’infallibilità del partito bolscevico e il riconoscimento della teoria sull’impossibilità di cambiamenti rivoluzionari nel mondo senza il diretto intervento dell’armata rossa. Infine, il maresciallo Tito ha- espresso l’opinione che le divergenze con il Cominform provocheranno — è stanno già provocando — una chiarificazione nelle file dei movimenti progressisti nel mondo, affermando che soltanto i ciechi in materia di politica possono affermare che la lotta contro gli errori della direzione del partito comunista bolscevico e di vari altri partiti posisa portare ad un indebolimento del movimento operaio e progressista internazionale. LA TIPOGRAFIA »JADRAN«« AUGURA A TUTTI I DEMOCRATICI UN PROSPERO ANNO NUOVO Il MISTlkO HI UN’ISOIA La più splendida civiltà del cannibalismo è racchiusa in questi monoliti di lava vulcanica jj Chi non s interessa sentendo di re che TAtlantide sommersa di Pia no di esempio al nostro popolo la tone probabilmente non è una finzione, e che altre terre ancora più vaste giacciono da secoli in fondo agli Oceani?» chiede un eminente geologo il prof. De Launay, sviluppando la tesi che la catastrofe che inghiottì I’Atlantide non deve essere un cataclisma isolato, ma un avvenimento a parecchi esemplari. Le ipotetiche terre dormienti nel fondo del Pacifico devono essere state di dimensioni ben notevoli se, come si crede, univano il continente asiatico a quello americano. Così .alcune isole ad ovest del Pacifico sarebbero dei pezzi di terreno staccatosi dal continente asiatico. Ma, sulla sponda opposta di questo immenso oceano vi sono delle isole o mgelio vi è un’isola che si può supporre abbia fatto parte, una volta del continente americano. Questa isola è l’isola di Pasqua, fatta oggetto di molte esplorazioni e ricerche degli scienziati. L’isola di Pasqua è una roccia vulcania assolutamente isolata, situata nel Pacifico, sotto il Tropico del Capricorno. La sua longitudine è 111-, 46’ ovest di Greenwich, e la sua latitudine 27-, 09’ sud. Si trova a 2.000 miglia marine dalla costa sud americana e a mile e quattro cento miglia dalle isole Gambier, che sono la terra popolata più vicina ad essa. (Rammentiamo che il miglio marino equivale a 1.852 metri). La superficie del-; l’isola di Pasqua è di circa 125 chilometri quadrati; la sua forma è quella di un triangolo isoscele la cui base è lunga 22 chilometri e mezzo e l’altezza poco più di 11 chilometri. La sua superficie è ricoperta di coni vulcanici, il più elevato dei quali, il Rano-Aroi, è alto 510 metri. La sua vegetazione è quasi nulla. Numerose grotte naturali sono scavate qua e là nelle rocce. Circa 200 abitanti — bianchi e meticci — vivono su questa isola che, dal 1888, è proprietà del Cile. O-gni anno una nave cilena si accosta all’isola e vi porta gli oggeti ; e le provvigioni necessarie Gli in-! digeni dànno a questa terra sper-i duta il nome di «Te Pito te Hue-! na» che significa, nella loro lingua ! «il centro del mondo». ! L’isola di Pasqua deve il suo no-! me al fatto di esser stata scoper-ì ta nel giorno di Pasqua del 1722 I dal navigatore olandese Rogge-ween. Il 14 marzo del 1774, Cook vi approdò. Nel 1786 la Perouse vi soggiornò per ventiquattro ore. Nel 1805, alcuni pescatori di foche vi catturarono parecchi indigeni che portarono via in schiavitù. Nel 1816, il russo Kotzebue ebbe una scaramuccia a colpi di fucile con gli abitanti del luogo. Nel 1862 acuni americani cercarono di impadronirsi di essi per servirsene come lavoratori nel commercio elèi guano.. Seguirono, nel 1886, un agricoltore e un capitano di lungo corso. Finalmente, nel 1888, il Cile prendeva ufficialmente possesso di questa terra. Dopo questo breve necessario cenno geografico passiamo a spiegare il motivo per cui questa isola sperduta in mezzo ai flutti si : può definire meravigliosa e mi-i steriosa. Essa è piena di monu-{: nienti: case preistoriche, piattafor-I me .tumuli e statue rappresentanti ti figure umane, pullulano tutt’in- I’ torno. PASQUA, ISOLA-NECROPOLI! Queste statue hanno un’altezza ! che va da uno a ventun metri: il ; loro peso è di una tonellata per le più piccole, e raggiunge le 60 tonnellate nelle più grosse. Il numero di queste enormi figure u-mane sparse nell’isola sale a 525; 113 sono le piattaforme e 150 i tumuli,, il che comporta un totale UNO DEI MONUMENTI piattaforme sono sormontate da monumenti funebri. Cosa stranissima, alcune di queste statue sono ricoperte da un cappello . E’ il vulcano Ramororaka, situato ad est delusola, che ha fornito la materia prima per la fabrbica-zione di tutte queste statue. Il suo cratere è una vera e propria fucina di scultura: vi si vedono statue i cui lineamenti sono intagliati nella stessa lava e ancora aderenti. Altre non ancora terminate, circondate da tre grosse buche soavate nel suolo: gli operai spezzavano la pietra che le circondava e le statue venivano così a trovarsi staccate dal massiccio roccioso. Altre ancora giacciono riverse su specie di carrelli, pronte a essere trasportate in quel luogo ove erano state destinate. Il cappello che ricopre il capo di qualcuna di esse p di pietra meno dura, estratta dal vulcano Tautupu, e gli utensili che hanno servito al lavoro sono stati fatti con materiale proveniente dal vulcano O-rito. Tutto ciò ha naturalmente su-scitto una grande curiosità nel mondo della scienza: la prima spedizione di carattere veramente scientifico fu fatta nel 1870 da una compagnia cilena, e il comandante di essa manifestò una ammirazione e un interesse senza pari per la maestà di quelle vestigia di una civiltà scomparsa e che comparò ai più bei retsi dei tenj-degli Incas. Seguirono altre spedizioni nel 1872, nel 1877, nei 1886, nel 1914 americani, francesi, inglesi cercarono invano di penetrare il mistero dell’isola di Pasqua: Routledge, vi soggiornò un anno studiando indefessamente ogni particolare, ma anche lui non venne a capo di nulla. Nel 1922, il prof. Brown, della Nuova Zelanda, rimase in queiia terra per cinque mesi: non riusci neppure lui a leggere nel libro del passato del «centro dei mondo», ma potè emettere una interessante ipotesi che spiegheremo. IL CENTRO DEL MONDO Anzitutto è inamissibiie che una civiltà così avansata, da poter produrre statue e monumenti simili, si sia sviluppata su un tratto di terra isolata capace di nutrire ,tutt’ai più 500 individui. Un numero così esiguo di persone non avrebbe potuto certamente scolpire, staccare dalla pietra viva, trasportare (abbiamo accennato al peso di esse) delle statue tanto meno collocarle al loro posto. Inoltre, gli indigeni che ancora sopravvivono nell’isola sono piuttosto piccoli e non posseggono certamente quella muscolatura adatta a simili mastodontici lavori si obietterà che, in quel’epo-ca preistorica, gli abitanti dell’isola possono aver radunato una impotente massa di lavoratori, sottomessi a una disciplina ferrea, come agirono coloro che riuscirono a far costruire — da un popolo di schiavi — le Piramidi e i monumenti dei Faraoni. Ma’ in questo caso, il numero degli schiavi dedicati al lavoro di quest’isola — che doveva essere la necropoli dei re, dei sacerdoti e dei grandi — non poteva non ascendere a qualche decina di migliaia. Da ciò risulta che l’isola di Pasqua doveva o far parte del continente americano (il più vicino) o legato a esso per mezzo di una serie di isole vicinissime le une alle altre, tanto da poter facilmente trasportare l’effigie di quegli eroi ai quali si facevano sepolture tanto monumentali. Del resto il nome indigeno di questa terra — «centro del mondo» — sta a dichiarare che essa doveva essere il centro di tutta una vasta regione — ciò che certamente ha motivato la sua scelta per una sontuosa anecropoli. (Continua in IV. pagina) FUNERARI IN LAVA La Nostra Lotta LA SETTIMANA SPORTIVA IL NUOVO GRANDE STADIO DI BELGRADO CONTINUAZIONI IL MISTERO di un’isola (Continua dalla III. pagina) Ed è evidente che l'attività u-mana deve essere stata bruscamente interrotta da un cataclisma analogo a quello che ha inghiottito l’Atlantide e che ha precipitato, negli abissi oceanici tutte le terre delle quali l’isola di Pasqua era il centro. Allora, rimasti privi di ogni risorsa, gli abitanti superstiti hanno abandonato ogni lavoro, e, mancanti di tutto, si sono abbassati fino al cannibalismo. Soltanto i monumenti rimasti stanno a dichiarare la forza indiscutibile di una civiltà, oggi inghiottiti dalle acque, che doveva essere spinta a un grado molto avanzato. Uno degli enigmi di questa isola piena di mistero affascinante non è tanto la perfetta confezione e la mole dei suoi monumenti quanto il fatto che queste statue colossali, ergentisi in cima a delle rocce, siano intatte come se fossero state scolpite sul luogo: da quanto risulta dalla fucina cratere del vulcano Ramororaka, il loro trasporto avveniva per mezzo di pia ni inclimati, prepar d i all’uopo. Per spingerle sopra essi gli operai dovevano servirsi di leve immense .Ma da dove provenivano queste leve* queste grossissime plance di legno di cui sono rimaste le vestigia in quest’isola priva di alberi? Giacché le due sole specie di piante che vi nascono non passano l’altezza di 5 metri e il loro diametro è di una ventina di centimetri. E’ questa dunque un’altra prova di quanto si è sopra asserito, vale a dire che dovevano esserci, attorno all’isola, o dei continenti, o altre grandissime isole ricche di foreste; e queste terre insulari o questi continenti dovevano necessariamente essere vicinissimi al «centro del mondo» per permettere il trasporto delle merci sulle piroghe. Tutto concorre perciò alla supposizione che l’Isola di Pasqua sia, nel Pacifico, l’ultimo ricorda di una terra sommersa, come lo sono, nell’Atlantico, le Azzurre, Madera, e le Canarie. E tutto questo ci fa pensare all’instabilità di questo nostro suo- lo su cui viviamo con tanta sicurezza. «Fermo come una rupe» è un detto conosciuto eia tutti i popoli; la storia del passato della Terra ci dimostra che sarebbe ben più giusto dire «fragile come una rupe». I FISARMONICISTI di Isola (Continua daila II. pagina) stro Rotta il quale può dichiararsi soddisfatto dei risultati ottenuti dai suoi allievi che, sotto la sua guida, realizzeranno sempre maggiori progressi. Purtroppo abbiamo dovuto rilevare che lo spettacolo non era stato preparato coki le cure dovute, cosicché la maggioranza degli spettatori intervenuti era costituita dagli allievi delle case dello studente slovena e italiana, non essendo stato preavvertita, con manifesti od altro, la popolazione di Capdjiistria che certamente sarebbe intervenuta numerosa colme al suo solito in circostanze del genere. INCENDIO a Maresego (Continua dalla II. pagina) sumandosi dava fuoco al legno su cui poggiava. Il fuoco divampava furiosamente, alimentato dalla benzina che l’autista imprudentemente teneva nella sua camera. A nulla serviva il pronto intervento dei pompieri di Capodistria immediatamente avvisati da una donna del luogo, nè il loro eroico e rischioso sforzo per salvare il Biloslavo. Questo il fatto nella sua cruda realtà. «Le ultime notizie» e compagni naturalmente lo presentano come un sabotaggio fatto dal popolo «insofferente del regime ti-tino». Anche i vigili del fuoco, secondo loro, favorivano lo sviluppo dell’incendio col ritardo cosciente all’opera di spegnimento. Come potranno qualificare questo sistema di travisamento dei fatti i nostri bravi vigili che hanno messo in pericolo la propria vita nel nobile tentativo di salvare la vita di un uomo? 1 i L’INVERNO E’ SCESO SULLE NOSTRE CAMPAGNE. NONOSTANTE LA TRISTE COLTRE STAGIONALE IL LAVORO NON CONOSCE SOSTE, E INTENSA PROSEGUE LA PREPARAZIONE PER LA PROSSIMA PRIMAVERA. NELLA FOTO UN TIFICO ' CORTILE I- STRIANO CALCIO — CAMPIONATO TLT Domenica prossima il campionato del TLT avrà la sua prima sospensione. Possiamo quindi fare un bilancio: Innanzi tutto, dopo la dodicesima giornata di gioco, la classifica risulta la seguente: punti partite 1 Arrigoni 19 12 2 Pirano 18 11 3 Aurora 18 12 4 S. Anna 16 12 5 Ponzianina 15 12 6 S. Giovanni 12 12 7 Medusa 12 11 8 Cittanova 10 11 9 Nova Gorizia 9 10 10 Umago 9 12 Ili Verteneglio 7 12 12 Opicina 6 12 13 Gorizia 5 8 14 Montebello 2 n IL BRAVO ZETTO DELL’AURORA PANORAMA RETROSPETTIVO L’esito della partita di Pirano farà ancora parlare molto di sé e tante parole verranno spese in discussioni, commenti, recriminazioni. Il chè è molto giusto. L’incontro fra Pirano e l’Aurora era veramente rincontro chiave del campionato, ed è un peccato che la sua regolarità sia dubbia e che il suo risultato sia poco convincente. Non entriamo nel merito della questione poiché, non essendo stati presenti, non siamo in grado di giudicare, »e e come l’arbitro abbia sbagliato, o, se invece, le sue decisioni siano state giuste. Se ci s'ono stati errori siamo d’accordo che non è sempre possibile evitarli, ma sono errori che assumono importanza fondamentale quando si verificano in circostanze di natura particolare, e quando da essi può dipendere addirittura l’indirizzo di un campionato. Comunque l’Arrigoni ha preso il volo ed un punto la separa dalle immediate inseguitrici che sono la squadra del Pirano e quella capo-distriana dell’Aurora. Ma torniamo sul campo di S. Lucìa. Il Pirano ha vinto e l’onore della citazione spetta appunto ai piranesi la cui condotta di gara sul proprio terreno merita comunque un alto ed incondizionato elogio. Il Pirano non ha soltanto tenuto fede alle promesse della vigilia, ma le ha superate; non ha soltanto retto con onore il confronto con la squadra avversaria, ma ha imposto il suo gioco, ha assunto l’iniziativa; ha infine ottenuto, malgrado tutto, una grande e clamorosa vittoria. Si poteva pensare ad un Pirano quardingo e prudente, affrontante l’avversario blasonato che era favorito dalle condizioni dell’incontro. Invece si è visto un Pirano franco e risoluto, pronto a dare battaglia aperta, deciso ad imporre la schietta bontà del suo gioco. Era questa del resto la condotta tattica, ma anche la più intelligente. Il Pirano possiede le sue armi più micidiali nel suo reparto attaccante, ed a queste armi doveva ricorrere senza esitazioni, poiché in esse erano le sole speranze di successo. In una partita di difesa, che avesse adottato il Pirano, l’Aurora, squadra i cui colpi hanno la pesantezza del maglio, alla distanza era infallibilmente destinata ad avere la meglio. Attaccando subito il Pirano è quindi riuscito intelligentemente .ad imporsi. Conclusione: col bilancio odierno questo Pirano trovasi incasellato al secondo posto, ad un sol punto dalla Arrigoni, ma con una partita giocata in meno. Virtualmente quindi potremmo calcolare i piranesi vedette della classifica. Ma non è ancora detto tutto: il Pirano è una squadra eccezionale e che tuttavia non ha raggiunto ancora il massimo del suo rendimento. Occhi a-perti lunque agli Isolani e capodi-striani: basterà solo un passo falso e la frittata s'arà fatta. Eccoci ora all’Arrigoni, che potremo definire campione d’autunno Sorprendente la riscossa di questo undici, dopo la crisi materiale sofferta, e tuttora sentita per le note squalifiche; e dopo la crisi morale dei dirigenti destituiti. Sorprende1 sopratutto il modo con il quale detta riscossa è avvenuta e l’eccezionale punteggio che l'ha accompagnata. Sono noti infatti gli ultimi tre risultati: al Verteneglio 8 a 0, al-l’Umago altri 8 a 1 e domenica scorsa all’Opicina ancora 7 reti a 0. Un quoziente reti dunque che incasella sulle 57 segnate in 12 gare contro solo otto reti subite. — Le premesse di aspirante allo scudetto sono quindi buone, l’indirizzo tee nico è felice, e la squadra potrì relativamente presto, riaccostare agli indimenticabili fasti de! pas sato. Pertanto alla soglia dell’inverno, la classifica ci dà una ca pintesta lanciatissima e due insegui trici di rango. I nomi rispondono esattamente e quelli che erano sta ti indicati alla vigilia del i ampio nato quali favoriti. Senonchè il di stacco tra la capintesta Arrigoni i le inseguitrici, Pirano ed Aurora non appare grave. Ma diventa grave se si tien conto che un solo passo falso dell’Arrigoni, che ha avute disavventure, può soffiargli il po sto di preminenza. Dicono quell che inseguono; L’Arrigoni ha avute le disavventure si, ma ha ora i. calendario che l’aiuta: gioca in cas'a propria quando un’Opicina non in forma ed arriva alla partita con un’Umago surclassandolo di reti. — A parte il fatto che il fattore fortuna è necessario a chi vince il Campionato, tuttavia non è sempre la fortuna che gioca il ruolo più im portante. Una fortuna continua può essere invece abilità. Perciò l’Arri-goni risponde che non è colpa sua se il calendario l’ha portata ad incontrare, dopo le note malinconiche, tre squadre che hanno fatto cilecca nei suoi confronti. Comunque ha realizzato ben 23 reti in queste partite, il che non è fortuna ma a-bilità, come poc’anzi detto. Non è colpa sua se ha lavorato meglio di tutti per rimpolpare il suo scheletro e farne uno squadrone degno di puntare allo scudetto. Di riflesso, alle fortune dalla capintesta, quali sono state le sfor-, tune delle inseguitrici? Esamini*-! mole, cercando tuttavia di non con-1 fondere la sfortuna con gli errori.! w m L’UNDICI DEL PARTIZAN [Medusa la squadra miracolo di turino. Il pareggio del Medusa con l’Ar-jrigoni venne considerato come un Fpunto perduto, e invece . . . era un punto guadagnato, o almeno era un [risultato normale perchè il Medusa Cera già il Medusa della volatona [iniziale, mentre l’Arrigoni era una [squadra in pieno assestamento do-Fpo la catastrofe di Cittanova (3 squalificati ecc.). Superata ora la discussione sula fortuna e sui reali meriti, vediamo quale si presenta oggi la situazione del campionato. Riducendo ad una capolista, e due inseguitrici e ad un «outsider» (da scegliersi tra le migliori altre squadre: indichiamo il S. Anna) la lotta seria per il titolo, rileviamo che il Pirano ... è quello che sta meglio. C’è questa squadra che è alla sua undicesima partita utile, che ha perso una s'ola volta, che ha una partita in meno delle altre due favorite. Dobbiamo pensare che col ricupero assuma il comando? Non 10 pensiamo invece, e non per ragioni commerciali, ossia per tentare di mettere puntelli all’interesse di questo Campionato, ma perchè non siamo ancora arrivati nel «mezzo del cammin del campionato» e come il Medusa ha perso sette punti dalla capintesta, come lo stesso Arrigoni ne ha perduti 6 di vantaggio Sulla seconda classificata, cosi non si può escludere a priori che . . . non inciampi anche il Pirano. Ma facciamo gli scongiuri d’uso .. . E semplicemente può avvenire che Aurora ed Arrigoni aumentino la loro andatura, che si è fatta già notevolissima, e prendano 11 Pirano nel momento in eui i bianco-rossi avrebbero proprio necessità di non essere messi alla frusta, risentendo dell’andatura già forzata. — L’Aurora appare lanciatissima. Forte ed armoniosa in tutti i reparti. Possiamo porre ancora una volta la sua candidatura al ti- LA SQUADRA GORIZIANA Errori ne fanno tutti: chi ne fa di meno finisce per vincere. E’ una verità lapalissiana. E, in fatto di sfortuna, vogliamo credere. O meglio: crediamo di più alla sfortuna che alla fortuna. L’Aurora ebbe la sfortuna di perdere. E fu sfortuna per questa Aurora incappare in quel dubbio calcio di rigore nella partita col Pirano. Fu «sfortuna» il rigore perchè non c’era, in quel momento. Non fu però più sfortuna lasciarsi prendere dall’orgasmo (e dalla scarsezza di fiato) e perdere una partita: fu solo inabilità, errore, colpa. Fu sfortuna per l’Ar-rigoni alla nona giornata avere un Medusa in calendario? Non possiamo insistere su ciò se si pensa che ness’uno dell’Arrigoni, ed altrove, riteneva che fosse proprio il IL QUINTETTO DEL « PLANINSKO DRUŠTVO» tolo per una ragione che ci sembra chiara: l’Aurora è ormai squadra completa. Ha trovato la robustezza dell’assieme e la serenità intorno a sè. Serenità giustificata anche dalla coscienza del proprio valore, della propria forza. E la serenità viene dall’armonia di chi non ha più esperimenti da fare e, di conseguenza, ciascun elemento è tranquillo e sicuro di sè. Fiducia, insomma: ecco ciò che hanno trovato i bianco-scudati capodistriani. Dopodiché, elogiato il S. Anna che continua nella sua marcia elegante di avvicinamento alla testa della classifica, dovremmo analizzare la grossa sconfita, senza precedenti nell’attuale stagione, del Gorizia a Capodistria. Poco tempo prima assistemmo ad un robusto Gorizia che teneva testa ad un Pirano sull’uno a uno. Partita strana davvero quella di Capodistria, condotta dai Goriziani sotto gamba. Se ne sono ritornati con una rete per uno: 11 giocatori, 11 reti nel sacco! Ed ora uno sguardo alla coda della classifica: il fanalino è una squadra illustre meritevole di miglior classifica! Chi non ricorda il Montebello d’un tempo, quando era in lotta accanita per il primato? Il Montebello dunque è a una svolta critica; chi l’ha visto all’opera stenta a riconoscere una squadra che, in condizioni normali, dovrebbe essere nelle prime cinque o sei. Per l’Opicina le possibilità di salvezza arrivano. E’ giunto qualche rinforzo. La resurrezione non può avvenire in un batter d'occhio, ma abbiamo la sensazione che la rimonta dei grigio-rossi non possa essere lontana. Ma è indispensabile che tutti tengano i nervi a posto. E intanto che la lotta divampa in cima ed in coda alla classifica, nel settore centrale invece c’è acqua cheta. La vittoria di domenica scorsa del Cittanova sulTUmago ha avuto l’effetto di sottrarre questa squadra dalla pericolosa zona del fondo classifica. Il che rappresenta un doppio vantaggio perchè a quello tangibile del punti, si aggiunge quello morale di una maggiore tranquillità di spirito per affrontare le prove successive. Altre squadre relativamente quiete sono: la Ponzia-nina, il S. Giovanni ed il Medusa. Queste squadre sembrano attendere la diana della riscossa. Il campionato poi non è tanto lungo e questa tattica ci sembra del tutto errata. Forza dunque ponzianini e guallo-azzurri capodistriani, non appisola- tevi sul quieto vivere. I vostri nomi richiedono posizioni di classifica ben più elevate della via di mezzo. Ed ora torneremo al campionato soltanto fra quindici giorni. Magari per sentir sovvertite le attuali impressioni dagli eventi del campo, spesso mutevoli. Ma per Arrigoni ed Aurora non mutamo mai, si direbbe . , . Il riposo dei calciatori è completo perchè anche il Campionato dì Zona Istria osserverà 2 domeniche di sospensione. Un bilancio vero e proprio non possiamo trarlo per li semplice fatto che ci manca il tempo disponibile. Comunque uno sguardo superficiale alla classifica per dirVi che nel Girone A conducono la lotta TArrigoni B ed il Medusa B con 8 punti ciascuna, a due punti, vale a dire a quota 6, abbiamo altra coppia: Aurora B e 10 Strugnano. A quota 3 invece è relegato il Partizan dopo un felice inizio di campionato. Lo segue, ad un sol punto di differenza, la Stella Rossa e l’Adria. Con un pun-ticino solo abbiamo il Portorose, il Pirano B e l’Olimpia. A quota zero 11 Sicciole. Nel Girone B invece troneggia l’Umago B a quota 9. A 3 punti di distacco, cioè a quota 6 troviamo il Villania, a 4 il Buie ed il Verteneglio B. Bloccati sul 2 invece si trovano il Cittanova, il Matterada ed il Daila. Il punto della consolazione cioè l’uno, lo porta il Seghetto, mentre sul nulla difatto s’è impantanato il Villanova ed il Sal-vore. G, V. NUOYA ORDINANZA SULLA CURA DEI FRUTTETI Art. 1.. Ogni possessore (proprietario, u-sufruttuario, appaltatore) di un terreno privato o pubblico, che sia provvisto di una qualsiasi piantagione di alberi fruttiferi, deve effettuare i seguenti provvedimenti eliminatori: 1. Asportare dai propri frutteti tutti gli alberi da frutta secchi e semisecchi infetti di cancrena o da rodilegno in misura tale che non sìa possibile un altro modo efficace di eliminazione di queste malattie o parassiti. 2. Raschiare dal tronco e dai rami vecchi il muschio, licheni e la corteccia vecchia indi distruggere tali avanzi sul posto col fuoco. ( 3. Asportare i rami infetti di cancrena o da rodilegno e dirada-* re le chiome degli alberi. 4. Tagliare attorno agli alberi da frutta tutti : cespugli che possono rappresentare un p-j/’o «so per la diffusione dogli insetti e delle malattie. 5. Irrorare, dopo effettuata la pulizia, almeno per una volta tutti gli alberi fruttiferi col rimedio prescritto. Art. 2 Tutti i provvedimenti di lotta previsti all’art. I devono essere effettuato ogni anno al più tardi il 15 marzo; qualora la vegetazione iniziasse prima di tale termine, il Comitato Esecutivo Popolare Distrettuale può modificare il termine. per la propria circoscrizione. Art. 3 Il Comitato Popolare Locale, rispettivamente Cittadino, deve curare la tempestiva e regolare effettuazione dei provvedimenti di lotta prescritti con la presente ordinanza; nell’ambito della sua Competenza dovrà nominare una commissione di tre membri che entro il 20 marzo di ogni anno ispezionerà tutti i frutteti deila propria circoscrizione ed accerterà quali possessori di frutteti non hanno effettuato i provvedimenti di lotta prescritti. Art. 4 Il Comitato Popolare Locale e Cittadino hanno il dovere di denunciare immediatamente le trasgressioni contro la presente ordinanza al Comitato' Popolare Esecutivo Distrettuale e di ammonire i trasgressori fissando loro un termine breve entro il quale dovranno effettuare il lavoro prescritto. Qualora tale ammonimento rimanesse senza effetto, il Comitato Popolare Locale dovrà disporre che i provvedimenti di lot-ta omessi vengano effettuati a spese dei trasgressori. Art. 5 Il comitato esecutivo del Comitato Distrettuale sorveglierà mediante i propri esperti i Comitati Popolari Locali (Cittadini) e provvedeva affinchè questi compiano i doveri derivanti dalla presente ordinanza. Art. 6 Le trasgressioni contro la presente ordinanza saranno punite con la pena pecuniaria sino a dinari 5.000. Le pene vengono fissate dal Comitato Esecutivo Popolare Distrettuale in conformità alle disposizioni del decreto sulle trasgressioni d. d. 18 luglio 1949. Art 7 La presente ordinanza entra in vigore immediatamente. Ancora qualche notizia OMOLOGAZIONE PARTITE DI CALCIO Visti i referti arbitrali la Commissione Tecnica della Sezione calcio OMOLOGA le seguenti partite disputate domenica 18 XII 1949. GIRONE A Aurora B — Partizan 2-1 Sieciole — Medusa B 1-3 Olimpia Adria 1-5 Strugnano — Stella Rossa 4-0 Pirano »— Arrigoni B non omologata GIRONE B Daila — Villanova 2-1 Seghetto — Villania 1-1 Verteneglio B — Matterada 2-0 Salvore — Umago B 2-5 Buie — Cittanova B (rinviata) PUNIZIONI: ammonizione solenne alla Direzione del Circolo Spor. tivo «Salvore» per non aver fatto preparare il campo di gioco segnato ed in perfetto ordine. — O — COMUNICATO: Non sono ammesse ai campi di gioco le squadre che hanno dei giocatori sprovvisti di cartellini. Tutti i giocatori sprovvisti di cartellino, senza giustificato motivo, non saranno ammessi alla partecipazione della gara ed i dirigenti della Società Sportiva saranno severamente ammoniti. Le Società che non avranno segnato regolarmente il terreno da giuoco, saranno punite con la perdita della partita per 2 a 0. In base al Regolamento organico della Sezione Calcio — la Società ha l'obbligo di provvedersi in tempo il mezzo di trasporto, per quelle Società che non giustificheranno entro il giovedì la mancanza dei mezzi di trasporto sarà applicato il regolamento ed avranno partita persa per 2 a 0, — O — SOSPENSIONE CAMPIONATO: La commissione tecnica ha deliberato che per le giornate del 25 dicembre 1949 e 1 gennaio 1950 il Campionato di Zona rimane sospeso. — O — E’stata iniziata iti questi giorni una distribuzione di uva passa e limoni sulle tessere R-l, R-2, R-3. Il quantitativo è di mezzo Kg. di uva passa e mezzo Kg. di limoni su ciascuna tessera dei lavoratori. L.uya passa viene venduta al prezzo di din 66 al Kg. ed i limoni a din 22 al Kg. — O — Il Comitato Circondariale della Gioventù Antifascista per l’Istria avverte tutti gli interessati che entro venti giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso dovranno essere presentati tutti gli atti inerenti alTamministrazione — fatture ecc. per il loro rtsolvimen-tol Scaduto tale termine, i conti non presentati non saranno ritenuti più validi, mentre per i debitori si procederà in via legale.