Adotta un documentor un modello di progetto condiviso e partecipato di tutela e comunicazione dei documenti dell'Archivio di Stato di Genova Bruna LA SORDA, Ph.D. Archivista libero professionista, membro del consiglio direttivo nazionale ANAI, Italia e-mal: bruna.lasorda@gmail.com Adopt a Record: a Shared and Participated Project Model Concerning the Legal Protection and the Communication of the State Archives of Genoa Holdings ABSTRACT The purpose of the report is to make the international archival community aware of the creative project of the State Archives of Genoa as an example of communication and legal protection of records through the active involvement of citizens, associations, private institutions and companies. The project started in 2008 and was designed to remedy the lack or the insufficiency of ministerial funds to be devoted to restoration, drawing on public attention a small part of medieval documentation concerning Ancient Republic of Genoa. The purpose of the project is focused on the need to repair the considerable damages caused by inactive moulds or by nonprofessional restoration work of the past. The genesis, the achievement of the project and the retrieval of Genoese community will be illustrated. Key words: State Archives of Genoa, Italy, legal protection, restoration, mould Adotta un documento: un modello di progetto condiviso e partecipato di tutela e comunicazione dei documenti dell'Archivio di Stato di Genova SINTESI L'intervento intende portare a conoscenza della comunita archivistica internazionale il creativo progetto dell'Archivio di Stato di Genova come esempio di comunicazione e di tutela dei documenti, attraverso l'attiva parteci-pazione di cittadini, associazioni, istituzioni e imprese private. Il progetto, avviato nel 2008, e stato pensato per ovviare alla mancanza di fondi ministeriali da destinare al restauro, o almeno alla loro inevitabile adeguatezza, proponendo all'attenzione del pubblico una piccola parte della documentazione medievale relativa all'antica Repubblica proprio per la necessita di porre riparo ai rilevanti danni provocati da muffe ormai inattive o da interventi di restauro non professionali operati in passato. Se ne illustrera quindi la genesi, la realizzazione del progetto e la risposta della comunita genovese. Parole chiave: Archivio di Stato di Genova, Italia, protezione legale, restauro, muffa Sprejeti zapisnik: skupen in participatoren model projekta pravnega varstva arhivskega gradiva Državnega arhiva v Genovi IZV^LEČEK Namen prispevka je seznaniti mednarodno arhivsko skupnost s projektom Državnega arhiva v Genovi kot uspešnega primera komunikacije in pravnega varstva arhivskega gradiva z aktivno udeležbo državljanov, združenj, zasebnih ustanov in podjetij. Projekt se je začel leta 2008, njegov namen pa je bil javnost opozoriti na pomanjkljivosti oziroma pomanjkanje državnih sredstev za obnovo majhnega dela srednjeveške dokumentacije nekdanje Republike Genova. Namen projekta je popravilo znatne škode, ki jo je povzročila neaktivna plesen oziroma nestrokovno izvedena restavratorska dela v preteklosti. Prikazan bo razvoj, dosežki projekta in odziv genovske skupnosti. Ključne besede: Državni arhiv Genova, Italija, pravna zaščita, restavracija, plesen Bruna LA SORDA: Adotta un documento: un modello di progetto condiviso e partecipato di tutela e comunicazione dei documenti dell'Archivio di Stato di Genova, 189-196 introduzlone1 Nell'ordinamento italiano la tutela del patrimonio culturale, il cui principio fondamentale e sancito dall'articolo 9 della Costituzione 2° comma e declinato nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislative 22 Gennaio 2004, n. 42), e individuata in prima istanza come un ser-vizio attuato "nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivita dirette, sulla base di un'adeguata attivita conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale e a garan-tirne la protezione e la conservazione dei beni ai fini della pubblica fruizione" e in seconda istanza come un insieme di provvedimenti "volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti il patrimonio culturale" (Art. 3 dlgs 42/2004) in un'ottica di conservazione programmata contestua-lizzata nel territorio e attuata attraverso un'attivita di intervento concreto nell'individuazione dei beni, nel prevenirne il deterioramento, nel mantenerli e nel ripristinarli. La valorizzazione e indirizzata non solo "a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso", ma comprende anche "la promozione e il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale" (Art. 6 dl^gs 42/2004), e deve svolgersi in maniera compatibile con la tutela. Una duplice valenza, quindi, perche da un lato vi e "I'esigenza di assicurare la concreta conservazione dei beni nella loro vaenza di beni come testimonianza materiale avente valore di civilta e come tali i beni appaiono come portatori di valori che trascendono ogni specifico riferimento a dimensioni locali e territoriali e rivestono un'importanza di ordine non solo nazionale, ma sovranazionale, se non universale, da preservare e trasmettere nel tempo mediante una politica di protezione e conservazione de beni stessi" e dall'altro "l'esigenza di assicurare la messa a disposizione dei beni culturali come risor-sa e strumento di nuovo sviluppo civile, culturale e sociale, nonche quali veicolo e strumento di svilup-po economico: non solo per la collettivita nazionale, ma anche e in particolare per le diverse collettivi-ta e realta territoriali nel cui contesto i beni sono calati. E come tali i beni sono visti come entita il cui godimento e la cui utilizzazione corrispondono a una risorsa cui attingere e a un servizio da rendere a favore delle singole collettivita territoriali e alla loro crescita complessiva" (Pastori, 2004). Il perseguimento degli obiettivi di questa funzione "indefettibile della Repubblica" viene attuato attraverso l'impiego di risorse pubbliche destinate alle amministrazioni pubbliche statali, territoriali e locali, che vengono gestite sulla base di attivita programmate. Benche da piu parti sia riconosciuta la grande potenzialita del settore culturale per il rilancio di uno sviluppo economico del nostro paese, la mancanza di risorse finanziarie ha determinato negli ultimi anni una significativa diminuzione dei finanziamenti a favore del settore culturale che ha profon-damente inciso su una sostenibile politica di programmazione di interventi mirati sia alla tutela sia alla valorizzazione del patrimonio culturale. A fronte di questo stato di fatto si e ricorso a quel principio di sussidiarieta orizzontale sancito dall'art. 118 della Costituzione che consente ai privati di svolgere attivita legate alla funzione ammini-strativa, funzione che rimane nella titolarieta degli enti pubblici, chiamati a favorire l'iniziativa privata lasciando ampi margini di manovra. In altre parole i privati possono partecipare a queste funzioni, sopperendo alle necessita interve-nute a causa della crisi, attraverso modalita diverse in un rapporto di equilibrio e di collaborazione non conflittuale. In particolare nell'ambito dei beni culturali, oltre ad altre forme non pertinenti ai fini di questo intervento, il sostegno finanziario e tecnico da parte di privati e individuato nella sponsorizza-zione e nel mecenatismo. Se la prima forma, quella della sponsorizzazione, non ha ancora ottenu-to gli effetti di una larga partecipazione, la seconda forma, quella del mecenatismo culturale, ha ottenuto un notevole rilancio grazie all'introduzione del concetto all'interno della disciplina con-tenuta nell'art. 1 del d. l. n. 83/2014, convertito nella legge n. 106/2014 (Art-Bonus-Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura), che permette di intervenire nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano grazie ad un regime 1. Nella stesura dell'introduzione ci si e avvalsi dei contributi di G. Pastori, di P. Ungari e di G.D. Comporti di cui, per chiarezza espositiva, sono stati riportati alcuni passi integralmente. Le indicazioni sono riportate nella bibliografia. Bruna LA SORDA: Adotta un documento: un modello di progetto condiviso e partecipato di tutela e comunicazione dei documenti dell'Archivio di Stato di Genova, 189-196 agevolato che riconosce un credito di imposta pari al 65% delle erogazioni liberali in favore di monumenti, edifici storici, opere d'arte, musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, da ripartire in tre quote annuali di pari importo2. Se I'Art Bonus ha introdotto in linea teorica I'indubbio vantaggio di una sensibilizzazione con-divisa verso il patrimonio culturale del nostro paese e di una consapevolezza che una corretta conser-vazione e valorizzazione dello stesso sia indispensabile per accrescere il senso di appartenenza dei sin-goli alla comunita e per produrre concrete opportunita di reddito, esistono purtuttavia alcuni problemi di tipo applicativo, soprattutto dal punto di vista degli aspetti contabili dele elargizioni liberali a favore di istituti culturali. Questi, all'interno del MiBACT, non hanno, a tutt'oggi, autonomia contabile non hanno facolta di gestire direttamente ne i proventi delle loro attivita, ne ricevere elargizioni, ma sottostanno alla disciplina di riattribuzione al Ministero contenuta negli artt. 40, 9° comma e 42 9° comma del d.l. n. 201/2011, convertito con modificazioni, dalla legge 214/2011. Benche all'interno della riforma organizzativa degli uffici ministeriali siano state riviste le attribuzioni di autonomia gestionale e contabile a molti istituti culturali, tuttavia anche con l'Art Bonus permangono tali disposi-zioni e di fatto si sono rilevate alcune criticita che coinvolgono il piano organizzativo, poiche molte delle attivita di indirizzo sono attribuite alla Direzione generale Bilancio. Altre criticita sono relative alla sponsorizzazione (percepita come "una divaricazione socialmente problematica tra effetto-arte ed effetto-mercato") (Comporti, 2015), alla conflittualita tra il mecenatismo culturale (come introdotto nell'Art-Bonus) e altre forme di mecenatismo (come finora inteso), alla necessita di decisioni di bilan-ciamento (secondo un'ottica di programmazione sostenibile nel tempo e nei risultati da ottenere). Per gli istituti privi di autonomia contabile, in particolare, alcune criticita sono state sollevate in merito ai tempi e ai modi di ridistribuzione delle elargizioni, che vanno ad incidere non su progetti di grande portata, ma su progetti di piccole dimensioni e soprattutto sulle urgenze legate ad attivita di piccolo restauro, di allestimento di mostre e di stampa di cataloghi, attivita correnti in istituti di con-servazione come gli Archivi di Stato. 2 Adotta un documento. Genesi del progetto Prima ancora dell'entrata in vigore dell'Art bonus, nel 2008, grazie al patrocinio di ALCE - As-sociazione Ligure Commercio Estero e del suo presidente dott. Paolo Cuneo, e stato avviato il progetto "Adotta un documento" che rappresenta un esempio di mecenatismo culturale nato come ricerca di fondi alternativi e complementari rispetto ai finanziamenti statali. Si inserisce nell'ambito delle iniziative che l'Archivio di Stato di Genova ha avviato da alcuni anni per raccogliere finanziamenti da destinare alla conservazione e alla schedatura del patrimonio documentario. Diversi progetti sono stati realizzati con l'intervento di fondazioni bancarie, quali la Fondazione CARIGE (il restauro della sede) e la Fondazione San Paolo di Torino (schedatura, restau-ro e digitalizzazione della Raccolta cartografica). Nello specifico l'idea di coinvolgere privati nel restauro di un documento nasce dalla felice intu-izione di Giustina Olgiati, prima ancora che funzionaria dell'Archivio di Stato di Genova, studiosa e ricercatrice con profonde competenze storiche del contesto ligure, nonche esperta paleografa, archivi-sta e soprattutto conservatrice: competenze che le hanno permesso di studiare la documentazione in tutti i suoi aspetti e di sviluppare una forte sensibilita verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio documentario inteso come testimonianza di un insieme di valori e di diritti da comunicare a tutta la societa civile. Nasce quindi come un atto di amore vero e proprio verso il documento nella sua valenza intrin-seca, nei suoi contenuti, ma anche nella sua valenza estrinseca, formale, nel carico di bellezza che forma e contenuto conferiscono al documento stesso nella sua unicita. Come spesso accade, le piu felici idee nascono dalla necessita di trovare un rimedio efficace e 2. Le erogazioni liberali possono essere elargite esclusivamente in favore del patrimonio di proprieta pubblica. Sono quindi esclusi dall'Art bonus e dal credito di imposta agevolato le erogazioni liberali effettuate in favore di un bene culturale, se questo e di proprieta privata anche senza fini di lucro, compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti. In tali ipotesi restano applicabili le disposizioni gia previste dal TUIR. Le informazioni per il donatore sono reperibili sul sito governativo dedicato (vedi bibliografia) Bruna LA SORDA: Adotta un documento: un modello di progetto condiviso e partecipato di tutela e comunicazione dei documenti dell'Archivio di Stato di Genova, 189-196 sostenibile a situazioni complesse. Consultando uno dei fondi piu importanti conservati presse l'Ar-chivio di Stato di Genova, quello diplomatico, Giustina Olgiati ebbe modo di constatarne urgenza di interventi di restauro e la necessita di programmare questo tipo di interventi in modo continuativo e mirato. Se le idee su come costruire un progetto efficace e mirato di interventi di restauro della docu-mentazione sono nate in modo quasi immediato analizzando vari fattori che prendessero in considera-zione non solo lo stato di conservazione del documento, ma anche la sua valenza in termini di comunicazione di contenuti, di consultabilita e di opportunita dell'intervento di restauro, il nodo piu grande da sciogliere era quello del reperimento dei fondi, non tanto per grandi progetti di restauri complessi, la cui importanza e percepibile e condivisa da tutti e per i quali e possibile programmare interventi a lungo termine sostenuti con finanziamenti pubblici (sebbene anche questi si siano inter-rotti), quanto per il singolo documento come rappresentazione di un fatto, atto unico nel suo genere a rischio di essere perduto per sempre. Ed e qui che e entrata in gioco l'esperienza, la passione, l'amore e la cura della studiosa: nel ca-pire sostanzialmente che il patrimonio culturale e un patrimonio di tutti, che occorre farlo conoscere, comunicarlo, renderlo in qualche modo visibile alla comunita tutta la quale, riconoscendone il valore fondamentale, se ne puo prendere cura direttamente, come una cosa che gli appartiene. In sintesi lo adotta. E questo un passaggio importante, poiche nella percezione collettiva il documento di archivio non suscita immediatamente emozioni e sensazioni al primo sguardo al pari di un'opera d'arte o un monumento, ha bisogno di intermediazione per rievocare il fatto o l'atto al quale si riferisce e dargli forza di prova. Ma la sola comunicazione non basta. Occorre anche far capire cosa si intende per restauro, in quale modo si puo intervenire e con quali costi. Perche la collettivita, intesa anche come singolo citta-dino, intervenga con elargizioni liberali ha bisogno di capire l'entita di uno sforzo economico a fondo perduto e che questo sforzo, a prescindere dalla quantificazione dell'elargizione, dia il risultato che il benefattore si aspetta: ridare nuova vita al documento. Su questi presupposti nasce "Adotta un documento": chiedere ai privati di scegliere un documento da restaurare, proposto dagli organizzatori dopo una ricerca che tenga conto di vari fattori, esclusivamente sulla base del costo del restauro. 3 L'Archivio di Stato di Genova L'Archivio di Stato di Genova cura la conservazione degli atti degli organi centrali e periferici della Repubblica di Genova (dal periodo dell'antico Comune all'annessione alfimpero francese), degli atti degli organi periferici del Regno di Sardegna, del Regno d'ltalia e della Repubblica Italiana con sede nella provincia di Genova nonche del materiale documentario di importanza storica acquisito per deposito, comodato, donazione o acquisto. Una documentazione molto antica e importante vista la consistenza (35 km), l'eterogeneita della documentazione conservata e l'arco cronologico coperto. Grazie all'espansione commerciale di Genova nel Medioevo, nelle carte governative si conserva-no trattati di alleanza e accordi economici con i governi di tutto il mondo allora conosciuto, senza pregiudizi di razza e di religione: regni crociati di Terrasanta, Impero Bizantino, Regno armeno di Cilicia, sovrani turchi e tartari, sultani d'Egitto e signori d'Africa, musulmani di Spagna, potenti d'lta-lia e d'Europa. Questi documenti, insieme con i carteggi degli ambasciatori, permettono di studiare la politica estera della Repubblica di Genova dall'XI al XVIII secolo. L'Archivio di Stato di Genova conserva inoltre gli archivi notarili, che rappresentano tuttora il fondo piu celebrato, universalmente noto per l'antichita e la quantita delle minute (imbreviature) me-dievali: i registri (cartolari) del XII secolo, unici al mondo; gli oltre 150 cartolari del XIII secolo a fronte dei circa 50 registri conservati nel resto d'Italia e d'Europa; le quasi 450 unita del Trecento e le 1033 filze quattrocentesche. Gli atti stipulati dai notai testimoniano ogni aspetto della vita sociale, politica, culturale, economica della Repubblica di Genova e degli insediamenti genovesi in Oltremare e costituiscono una fonte storica senza eguali per l'ampiezza dell'orizzonte geografico, dall'Inghilterra alle Fiandre, dalla Spagna al Maghreb, dal Levante al Mar Nero. Bruna LA SORDA: Adotta un documento: un modello di progetto condiviso e partecipato di tutela e comunicazione dei documenti dell'Archivio di Stato di Genova, 189-196 Di grandissima importanza e anche I'Archivio della Casa di San Giorgio, I'istituzione nata nel 1407 dal riordinamento del debito pubblico genovese, e che fino al 1805 svolse anche un'attivita ban-caria pubblica di deposito e giro, alla quale affianco la concessione di crediti a breve termine a favore dello Stato e degli appaltatori delle imposte, subentrando al governo nelle colonie d'Oltremare, nell'iso-la di Corsica e in numerosi distretti di terraferma. Questi archivi rappresentano, pur con le inevitabili lacune provocate dal tempo, un patrimonio unico per lo studio del e vicende politiche, dell'attivita commerciale e dell'evoluzione della societa di tutto il mondo conosciuto nel Medioevo e nell'eta moderna. Ad essi si aggiunge la documentazione cartografica e quella proveniente dagli uffici e dagli organi statali dell'Ottocento e del Novecento. 4 Come si realizza "adotta un documento" La procedura per aderire all'iniziativa e stata intenzionalmente studiata in modo da essere molto agile e soprattutto veloce. Il funzionario incaricato seleziona un certo numero di documenti che neces-sitano di restauro, avendo cura di sceglierli tra le diverse serie documentarie conservate presso l'Archi-vio, e li sottopone all'esame del restauratore per la verifica della fattibilita e dei costi del restauro, su cui grava l'imposta dell'IVA al 22%. I documenti vengono quindi digitalizzati e la stampa delle immagini viene utilizzata, insieme con una scheda che riporta il breve riassunto del loro contenuto (regesto) e il costo del restauro, per costituire uno o piu book messi a disposizione del pubblico. Non sono proposti per l'adozione i documenti piu danneggiati, il cui restauro costerebbe troppo a fronte di una resa finale che il benefattore potrebbe considerare poco soddisfacente dal punto di vista estetico. In base agli accordi stipulati con l'Archivio, il restauratore che segue l'iniziativa, e che e stato scelto esclusivamente sulla base delle sue competenze e delle sue accertate capacita professionali, effettua ogni anno pro bono il restauro di alcu-ni di questi documenti in qualita di sponsor interno del progetto. Le persone intenzionate ad aderire all'iniziativa comunicano al funzionario incaricato, gia in occasione del primo contatto, la cifra che sono disposte ad elargire e concordano un appuntamento per la visione diretta e la scelta del documento, che quasi sempre dipende da fattori soggettivi, legati ai propri gusti personali o a quelli della persona alla quale si intende dedicare il restauro in occasione di una ricorrenza particolare (nascita, matrimonio, laurea) o in memoria. Per quanto non sia possibile aderire a richieste troppo specifiche (ricerche genealogiche o documenti relativi a particolari eventi che presuppongano percorsi di ricerca troppo lunghi o addirittura impossibili), si ha comunque sempre cura di presentare all'attenzione dell'adottante una scelta di alternative, anche di epoche e tipologie differenti, che possano suscitare il suo interesse e corrispondere alle sue aspettative. La scelta, che puo essere effettuata anche attraverso contatti via mail e invio di scansioni per posta elettronica, viene poi ufficializzata inviando al funzionario una semplice mail che riporta la segnatura archivistica del docu-mento e i dati fiscali dell'adottante (nome e cognome, indirizzo, codice fiscale o partita IVA) che ver-ranno trasmessi al restauratore per l'emissione della fattura. Effettuato il restauro, i documenti vengono riconsegnati all'Archivio e sottoposti alla verifica del funzionario incaricato, che provvede quindi ad indirizzare all'adottante una lettera ufficiale di ringra-ziamento e di certificazione della corretta esecuzione dell'intervento. Solo dopo l'invio della lettera il restauratore provvede ad emettere la fattura intestata al benefattore. Tutti i documenti restaurati vengono conservati in cartelline di cartoncino a ph neutro che ri-portano il nominativo dell'adottante e la data del restauro. Nel mese di dicembre, nel corso della ceri-monia che si svolge nella Sala Conferenze dell'Istituto, il direttore dell'Archivio di Stato e il funziona-rio responsabile del progetto tengono un discorso di ringraziamento e presentano il consuntivo dell'anno solare trascorso, quindi leggono i nominativi dei benefattori uno per uno e consegnano i diplomi di adozione tra gli applausi del pubblico. Alla manifestazione fa seguito la visita alla mostra dei documenti restaurati nel corso dell'anno e il buffet organizzato dai dipendenti dell'Archivio. I diplomi di adozione sono nominativi e riportano l'immagine del documento a colori, il suo regesto e - quando possibile - il racconto dei fatti storici ad esso collegati. I documenti esposti in mostra sono corredati da didascalie sulle quali e riportato il nome dell'adottante. La cerimonia si e sempre rivelata particolarmente gradita al donatore perche rappresenta non Bruna LA SORDA: Adotta un documento: un modello di progetto condiviso e partecipato di tutela e comunicazione dei documenti dell'Archivio di Stato di Genova, 189-196 solo un momento di visibilita ma soprattutto la concreta dimostrazione del risultato della sua adesione all'iniziativa e rafforza la consapevolezza di aver partecipato concretamente alla salvaguardia del patri-monio archivistico della propria citta e, per esteso, della propria identita culturale. D'altra parte, l'Archivio di Stato, attraverso la mostra, ha la possibilita di presentare al pubblico la ricchezza del patrimonio conservato: documenti monastici, trattati di politica internazionale, atti notarili relativi alla vita sociale della citta, frammenti di codici miniati si mostrano agli occhi dei visitatori in tutta la loro bellezza e complessita, in una comunicazione diretta, resa piu vivace dal clima festoso e dalla possibilita di fruire della guida del funzionario che ha curato tutte le fasi dell'iniziativa e studiato i documenti per la stesura dei diplomi e delle didascalie. Per diffondere la conoscenza dell'iniziativa, l'Archivio ha cura di prevedere nell'allestimento di ogni mostra documentaria l'inserimento di uno o piu documenti restaurati o di cui si propone il re-stauro per l'occasione. Se la mostra e corredata da un catalogo, in esso viene sempre inserito il nomi-nativo dei finanziatori del restauro dei documenti esposti, che ricevono in omaggio una copia della pubblicazione. I cataloghi, corredati da un ricco apparato iconografico a colori e dalle schede relative ad ogni unita es sere compreso d posta, uniscono al rigore scientifico l'utilizzo di un linguaggio divulgativo che puo esa tutti. Alla scrittura dei testi collaborano, a titolo gratuito, docenti universitari ma anche dottorandi di ricerca e studiosi che frequentano l'archivio e che studiano gli argomenti trattati nell'esposizione. Dal progetto iniziale, che consente al benefattore la scelta di un documento da restaurare e al quale legare il proprio nome, si sono sviluppate due iniziative collaterali, destinate rispettivamente a finanziare interventi di maggiore impegno economico e ad incrementare il mecenatismo con contribu-ti di entita minima. Le donazioni ricevute dai visitatori per i cataloghi, stampati con il contributo di sponsor privati senza alcun intervento economico da parte del Ministero, finanziano l'iniziativa "Adotta un documento - cittadini di Genova", che ha potuto effettuare in questo modo il restauro del trat-tato di pace tra Genova e Pisa del 1288 (2010) e di un cartolare notarile dei secoli XIII-XIV (2013). Nel settembre 2015, in concomitanza con l'allestimento della mostra "Tutti i genovesi del mondo", e stato lanciato il progetto "Per restaurarlo bastano 5 euro'", che ha proposto al pubblico il restauro di documenti notarili cartacei del XV secolo al costo di 5 euro e 10 euro IVA compresa rispettivamente per carte di formato A4 e A3, e il restauro di singole carte dei secoli XII-XIV al costo di 30 euro IVA compresa. Ogni restauro e certificato con un diploma nominativo stampato su cartoncino, che riporta l'immagine a colori di un particolare del documento e il suo regesto. L'iniziativa ha incontrato il favo-re del pubblico e, con il supporto delle offerte per i cataloghi della mostra, ha reso possibile il restauro di due intere filze notarili. Nella primavera del 2016 l'iniziativa e stata proposta ad alcune ditte private come strenna di Natale per i clienti. 5 Adotta un documento. Un modello sostenibile? Il consenso ottenuto da "Adotta un documento" dalla sua nascita ad oggi e dimostrato non solo dalla crescente partecipazione della comunita genovese, ma anche dall'attivazione di progetti simili presso altri istituti di conservazione italiani che al progetto genovese si sono ispirati, come l'Archivio di Stato di Bergamo. Dal 18 giugno 2008 ad oggi e stata formalizzata l'adozione da parte di privati cittadini e associa-zioni di 344 tra documenti singoli, registri e unita archivistiche diverse. Tra gli adottanti figurano: l'Associazione Ligure Commercio Estero; la Camera di Commercio di Genova; il Consiglio delMuni-cipio I Centro Est di Genova; Ansaldo Energia; Azimut; la Banca CARIGE; i Lions Club "Boccadas-se", "Capo S. Chiara", "Genova I Dogi", "Pegli", "Santa Croce" e "Superba"; i Rotary Club di Genova e Portofino; l'International Inner Wheel Club di Genova CARF; l'Ordre International des Anysetiers; la Fondazione Franzoni; la Fondazione Mansutti di Milano; il Collegio dei Notai di Genova; l'Ordine dei Consulenti del Lavoro; Manager Italia; la Lega Nord Liguria; la UIL P.A.; le Associazione "A Com-pagna", "ALPIM Associazione ligure per i minori", "Amici di Paganini", "Amici di Vito Elio Petruc-ci", "Anziani di Villa Piaggio", "F.I.L.D.I.S.", "Genovainsieme", "Genovapiedi", "Gente di Genova e di Liguria", "Giano", "Secretary.it Genova", "Teatro Carlo Felice" e la Societa del Casino; i gruppi COOP Incontri Gastaldi, Negro, Sestri Ponente e Val Bisagno; UNITE corso di lingua genovese; UNITRE corso Genova e la Liguria dall'antichita al medioevo; UNITRE Facolta di Architettura; l'Universita Bocconi; i dipendenti dell'Archivio di Stato di Genova; molti privati cittadini. Bruna LA SORDA: Adotta un documento: un modello di progetto condiviso e partecipato di tutela e comunicazione dei documenti dell'Archivio di Stato di Genova, 189-196 Un'adozione del tutto particolare e stata effettuata dal celebre attore e regista Roberto Benigni, che si e assunto l'onere del restauro dei tredici frammenti di un antichissimo codice della Divina Com-media (fine sec. XIV) posseduti dall'Archivio di Stato. L'iniziativa nelle sue prime fasi e stata supportata dalla stampa locale. Ora la sua diffusione viene effettuata anche con le conferenze tenute presso le sedi delle diverse associazioni culturali, con le visite guidate alla sede e con le mostre, che espongono sempre alcuni dei documenti restaurati e che produ-cono effetti piu immediati nella decisione di adottare un documento. Nel 2012 l'iniziativa e stata estesa anche al patrimonio di altri archivi cittadini tutelati dalla So-printendenza Archivistica per la Liguria, come l'Archivio Storico del Comune di Genova, e ha permes-so di intervenire su parte della documentazione coinvolta nell'alluvione di Genova del 2011: i contri-buto offerto da COOP Liguria e stato impiegato per il restauro di due manifesti teatrali ottocenteschi degli spettacoli di Adelaide Ristori di proprieta del Museo Biblioteca dell'Attore, mentre l'iniziativa "Adotta un documento - cittadini di Genova" ha finanziato l'intero lavoro di rilegatura artigianale dei registri scolastici di fine Ottocento - prima meta del Novecento del polo didattico di Marassi. Una parte degli interventi pro bono del restauratore e stata indirizzata verso un archivio privato dichiarato di notevole interesse storico. L'iniziativa procede grazie al lavoro continuo degli organizzatori, aiutati da un patrimonio do-cumentario di eccezionale interesse, che consente di proporre all'attenzione dei mecenati documenti monastici precedenti l'anno Mille, contratti commerciali e assicurativi, trattati internazionali di epoca medievale e moderna, documenti sulle crociate e bozzetti d'arte. L'attivita di ricerca e di studio fa da supporto a quella di comunicazione e promozione dell'iniziativa condotte anche al di fuori dell'Archi-vio di Stato, attraverso il racconto della storia della citta e dei suoi cittadini in conferenze, convegni, seminari, incontri culturali e non, che ai documenti si ispirano. Comunicare l'iniziativa in modo coinvolgente, partecipare in prima persona ed essere sempre disponibili nei confronti di ogni tipo di pubblico e un aspetto fondamentale, perche il mecenatismo culturale in Italia ha lo stesso target di quello diretto al sociale e alla sanita, con il quale non e facile competere. Il donatore elargisce per un fine in cui crede, di cui riconosce una fondamentale utilita. Questo sforzo, per essere comunicato e condiviso, deve partire dagli organizzatori stessi i quali, per primi, hanno adottato alcuni di quei documenti troppo danneggiati per essere proposti al pubblico. Oltre a questi aspetti, il buon esito dell'iniziativa dipende molto dal tessuto cittadino. A Genova, se la risposta dei singoli cittadini e delle associazioni ha dato e continua a dare un'adesione crescente all'iniziativa, cosi non e stato per le imprese che sembra non recepiscano l'importanza di investire in un progetto culturale, cosi come accade, invece, nell'esempio della citta di Bergamo. Il modello ha in ogni modo dimostrato di essere sostenibile nel tempo con risultati di grande soddisfazione sia in termini di risposta da parte della comunita che in termini di effettivo lavoro di restauro svolto; si presenta con un alto grado di flessibilita in grado di essere adottato in vari contesti e declinabile per urgenze diverse. E un modello ben costruito e trasparente in ogni passaggio procedura-le, in regola con le normative vigenti nonostante il peso che l'appicazione di un'imposta al 22% com-porta per l'utilizzo dei fondi raccolti. Ma soprattutto e un progetto condiviso, partecipato, agile e creativo come una grande rappre-sentazione in cui ogni attore coinvolto ha una sua parte di rilievo con l'unico obiettivo dell'amore per la cultura. Cio che non e possibile descrivere a parole e la grande emozione di una bellezza ritrovata che ogni singolo restauro porta in se. 6 Conclusioni A conclusione di questo intervento si ringrazia la direttrice dell'Archivio di Stato di Genova, dott.ssa Francesca Imperiale, e l'ideatrice e organizzatrice di questo progetto, la dott.ssa Giustina Ol-giati, per la disponibilita concessa nel presentare il progetto e nel rendere disponibili i materiali. Descrivere e rendere noto questo progetto significa non solo mettere in risalto la sua valenza culturale, ma anche dare spazio a riflessioni piu profonde rispetto alle difficolta concrete di lavoro degli Bruna LA SORDA: Adotta un documento: un modello di progetto condiviso e partecipato di tutela e comunicazione dei documenti dell'Archivio di Stato di Genova, 189-196 istituti di conservazione che, in Italia, a fronte di un patrimonio culturale di dimensioni eccezionali da tutelare, conservare e comunicare, vedono sempre piu ridotte le risorse a loro destinate non solo in termini economici, ma anche in termini di risorse umane e sempre piu costretti a seguire modelli bu-rocratici che complicano le attivita decisionali. Riflessioni sulle professioni legate ai beni culturali, fondamentali affinche il patrimonio culturale sia tutelato, conservato e comunicato su presupposti scientifici; sulla valenza della parola cultura nel nostro paese e sul suo significato nella percezione col-lettiva e, non ultimo, sullo sforzo di proporre l'archivio nella sua veste dinamica, come volano fondamentale di tutte le iniziative. A fronte di queste riflessioni, apre il cuore vedere i risultati di un progetto simile, nato e forte-mente voluto da chi ha la profonda percezione della missione culturale del proprio lavoro e che, pur nelle difficolta, mette a disposizione creativita, competenze e conoscenze con un entusiasmo che solo una grande passione puo dare. Ricominciare dalla passione per le cose e, forse, la giusta chiave di interpretazione. Bibliografia Codice dei beni culturali e delpaesaggio. Decreto legislative, testo coordinate 22/01/2004 n° 42, G.U. 24/02/2004. Disponibile in: http://www.altalex.com/documents/codici-altalex/20l4/11/20/codice-dei-beni-culturali-e-del-paesaggio (ultimo accesso 27.04.2016). Comporti, G. P. (2015). Sponsorizzazioni ed erogazioni liberali. In: Aedon 2/2015. Disponibile in: http:// www.aedon.mulino.it/archivio/2015/2/comporti.htm (ultimo accesso 27.04.2016). Costituzione della RR^epubblica Italiana. Disponibile in: http://www.quirinale.it/qrnw/statico/costituzione/pdf/ Costituzione.pdf (ultimo accesso 27.04.20l6). D.L. 31.5.2014, n. 83, „Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo", convertito con modificazioni in Legge n. 106del 29/07/2014. Disponibile in: http://artbo-nus.gov.it/cose-artbonus.html (ultimo accesso: 29.04.2016) MiBACT, Archivio di Stato Bergamo, sito di riferimento http://www.asbergamo.beniculturali.it/index. php?it/161/adotta-un-documento (ultimo accesso 27.04.2016) MiBACT, Archivio di Stato Genova, sito di riferimento http://www.asgenova.beniculturali.it/index.php?it/151/ adotta-un-documento (ultimo accesso 27.04.2106) Norme tecniche e linee guida in materia di sponsorizzazioni di beni culturali e di fattispecie analoghe o collegate. (13A02045) (GU Serie Generale n.60 del 12-3-2013). Disponibile in: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/ id/2013/03/12/13A02045/sg (ultimo accesso 27.04.2016). Pastori, G. (2004). Tutela e valorizzazione dei beni culturali in Italia: situazione in atto e tendenze. In: A^edon 3/2004. Disponibile in: http://www.aedon.mulino.it/archivio/2004/3/pastori.htm (ultimo accesso 27.04.2016). Ungari, P. (2016). Il mecenatismo nella legge sull'Art-Bonus. In: Morbidelli, G., Bartolini, A., L'immateriale economico dei beni culturali, pp. 41-73. Torino 2016. SUMMA^RY The paper describes the project "Adopt a record" developed by the State Archive of Genoa to remedy the lack or the insufficiency of ministerial funds to be devoted to restoration. After a short introduction on the concepts of legal protection and exploitation of cultural assets according to Italian law and on the revival of cultural patronage according to the Art-bonus, the paper focuses on the description of the archival holdings of the State Archive of Genoa and on the genesis of the project, the procedures for its practical realization, the results. The project points up the value of legal protection and exploitation of cultural heritage as a fundamental right and service of the community. The knowledge of this value can be disseminated through a participated and shared involvement. Cultural patronage of citizens and associations has permitted not only to increase the activity of restoration of the State Archive of Genoa, but also to support other civic cultural institutions. Typology: 1.02 Review Article Submitting date: 07.02.2016 Acceptance date: 20.02.2016