INTORNO ALL'ANALISI SINTATTICA DELLA FRASE SEMPLICE INITALIANO Secondo una lunga tradizione confermata anche da opere illustri come la Sin­tassi italiana di Raffaello Fornaciari del 1881, gli autori delle grammatiche italiane, nel trattare la struttura della frase semplice, adottano una soluzione fortemente influenzata dalla semantica, con i cosiddetti complementi indiretti. Trattasi di un modello che si differenzia completamente da quello adottato nelle grammatiche delle altre grandi lingue europee, come i1 francese, il tedesco, i1 russo, in cui l'analisi della frase semplice eimpostata su criteri essenzialmente sintattici. Alcuni esempi possono subito chiarirci la differenza delle due impostazioni, quel­la semantica e quella sintattica. Prendiamo le seguenti frasi semplici: l. La ringrazio del dono. 2. Egli tremava di paura. 3. Mi dispiace di non poter venire. 4. 11 ragazzo ha fatto salti di gioia. Secondo le grammatiche italiane abbiamo in queste frasi quattro complementi di causa, una determinazione che eformalmente esatta, ma non bastevole. Manca infat­ti un' analisi sintattica di questi complementi che deve precedere l'analisi semantica. Un esame piu approfondito ci fa vedere che questi quattro esempi racchiudono categorie sintattiche disparate e si rivelano come: l. Oggetto indiretto 2. Determinazione circostanziale 3. Infinito in funzione di soggetto 4. Attributo Alcuni altri esempi ci fanno vedere come l'importante determinazione sintattica debba precedere quella semantica: l. Essi disputano di informatica -oggettoide di argomento 2. Eun quadro di valore -attributo di qualita 3. Tremava di freddo -circostanziale di causa 4. Eandato a caccia -oggettoide (o circostanziale) di fine l. Ebravo in linguistica -attributo di limitazione 2. Parlava in fretta -avverbiale di grado 3. Ha desistito dall'accusa -oggettoide di sep arazione 4. Fu trattenuto dalla polizia -oggettoide di agente Nota. -Com' e risaputo, il SINTAGMA e la connessione o combinazione di due o piu segni correlati, di cui uno e l'elemento reggente e l'altro o gli altri sono ele­menti dipendenti. P. es.: un romanzo interessante, par/are ad alta voce. I1 sintagma non ha funzione nella frase (ma puo contenere in se un elemento sintattico). Diverso e il concetto di TASSEMA che rappresenta un elemento costitutivo della frase, portatore di funzioni logico-sintattiche. Tassema e un termine non ancora con­ solidato, usato tra altri dal Devoto, ma comunque utile. Per gli studiosi di linguistica dei vari paesi europei l'analisi funzionale sintattica della frase assume un'importanza essenziale. I1 grande grammatico tedesco Ulrich Engel, per esempio, persegue nella sua fondamentale grammatica (la Deutsche Grammatik) il tipo sintattico funzionale della frase e osserva che la sua opera po­ trebbe considerarsi una "grammatica della frase" (eine Satzgrammatik). Anche i grammatici di altre lingue europee danno un'importanza particolare all' aspetto sin­ tattico della frase. Cosi, ad esempio, la Grammaire fran~aise di M. Brecla e tutta strutturata su questa analisi sintattica, per non parlare di altri grammatici che pro­ cedono in modo analogo. Diverso e il modello di analisi della grammatica italiana. In essa, accanto alle , strutture di base (soggetto e predicato) e altre poche strutture sintattiche (l'oggetto diretto, il complemento predicativo, l'attributo e l'apposizione) si riscontra un vasto raggruppamento di elementi chiamati con termine unico "complementi indiretti" e classificati secondo criteri semantici. Questi complementi indiretti, perlopiu intro­dotti da preposizioni, racchiudono in realta varie specie celate di funzioni sintatti­che. Oggi i linguisti italiani avvertono sempre piU l'insufficienza di fondamento di questi complementi indirettil il cui numero varia da 10 a 50 e piu. L'impiego del ter­mine di "funzione" in relazione a questi complementi e comumque un uso inadegua­to. I complementi indiretti non hanno nulla a che fare con le funzioni sintattiche2. Proposte di innovazioni Le grammatiche italiane distinguono verbi transitivi e verbi intransitivi. Una IN­NOVAZIONE FONDAMENTALE della sintassi italiana, in accordo con la sintassi delle altre lingue europee, sarebbe lo sdoppiamento della funzione dei verbi transi­tivi con l'assegnazione ad essi di due compiti diversi. l. Verbi transitivi diretti (che hanno per complemento un oggetto diretto, senza pre­posizione: vedo la casa, studio informatica). 2. Verbi transitivi indiretti (che introducono un oggetto indiretto, ossia preposizio­nale: discutono degli ultimi avvenimenti, si astengono dalfarlo). Serianni, Gramm., 99 (e a!trove), Dardano-Trifone, Gramm., 113 (e a!trove) Si tratta di due livelli diversi l. transitivo diretto: provare un vestito discutere una proposta servire una vivanda finire un lavoro II. transitivo indiretto provare a fare discutere di astronomia servire alla patria finire di leggere III. intransitivo non provero piu non voglio piu discutere servire da esempio ho bell' e finito L' o g g e t t o i n d i r e t t o L'oggetto indiretto dei verbi transitivi indiretti si chiama anche OGGETIOIDE. Esso eun elementa costitutivo della frase, introdotto da preposizione. Gli oggettoidi, di un numero imprecisato, vengono classificati secondo criteri se­mantici: siamo entrati in casa -oggettoide di moto a luogo si sono allontanati dal paese -moto da luogo giravano per la piazza -moto per luogo si attengono alle istruzioni -oggettoide dativale (di termine) hanno discusso di tecnologia -oggettoide di argomento lo hanno preso a servizio -oggettoide finale li hanno forniti di tutto il necessario -oggettoide di mezzo egli commercia in cereali -oggettoide di limitazione si guardarono tra loro -oggettoide di reciprocanza si eadirato con l'amico -oggettoide di relazione Qui rientrano anche i costrutti infinitivi preposizionali: spero di poter venire credo di non arrivare in tempo siamo certi di aver ragione egli si ostina a negarlo avete preparato da mangiare ? essi si apprestano a partire. Nota. -Anche certi aggettivi possono alle volte usarsi in funzione di oggettoide: gradevole all'udito, piacevole alla vista, abile alle armi. I verbi transitivi, sia diretti che indiretti, possono avere tre generi o forme verbali: l. la diatesi attiva, 2. quella passiva e 3. la diatesi riflessiva. Nelle grammatiche italiane odierne gli elementi funzionali che costituiscono la frase semplice, si riducono praticamente ai cinque gia ricordati: l. il soggetto 2. il predicato (nominale e verbale) 3. 1'oggetto diretto 4. l'attributo 5. l'apposizione Quanto al complemento predicativo, esso va considerato come una sottospecie del predicato nominale in cui i1 verbo essere esostituito da verbi copulativi come sem­brare, apparire (egli sembra contento, essi appaiono felici). I circostanziali Fra i componenti funzionali della frase semplice, non ricordati dalle gramma­tiche italiane, un'importanza rilevante spetta ai CIRCOSTANZIALI, una categoria di tassemi di cui tratta ampiamente, tra gli altri, Maurice Grevisse nel suo ben noto Le bon usage. Trattasi di un costituente funzionale della frase che comprende varie specie semantiche rispondenti alle domande: dove?, quando?, in che occasione?, perche?, con chi?, con che cosa?, a che scopo?, con che conseguenze? Ecco alcuni esempi di circostanziali: Egli abita a Mantova -stato in luogo Gabriele D'Annunzio enato nel 1863 -tempo Alla festa ho incontrato molti amici -occasione Si edimesso per motivi di eta -causa E partito con i suoi parenti -compagnia Lo ha fatto a danno suo -conseguenza Egli commercia in cereali -limitazione Con questo tempo si viaggia bene -occasione Senza biglietti non si entra -condizione supposta Con grande disappunto l'ho appreso -conseguenza Malgrado gli ostacoli ha ottenuto il posto -fatto non impediente la conseguenza Alle volte i1 circostanziale puo coincidere con l'oggettoide: L'ho ringraziato del dono In questo esempio i1 sintagma "del dono" puo essere interpretato come oggetoide di causa o circostanziale di causa, ma simili casi sono rari. In linea generale vale la regola: quando la preposizione elegata al verbo, abbiamo un oggettoide, quando in­ vece la preposizione fa parte integrante dell'espressione sintattica, abbiamo un circo­stanziale. Ecco alcuni esempi: a) Oggettoidi abbiamo discusso di sintassi egli ha rinunciato al dono si eadirato con lui siamo passati per il ponte b) Circostanziali il ragazzo era pallido di paura ci vedremo al ritorno dorme con le finestre aperte verro per Natale Per gran parte dei linguisti tra i circostanziali rientrano anche i cosiddetti AVVER­BIALI che rispondono innanzi tutto alla domanda COME? P. es.: Egli progredisce bene. Si comportano conforme agli ordini. Sono questi avverbiali di modo che si posso­no far rientrare fra i circostanztali. Cosi come anche gli avverbiali di mezzo o stru­mento (abbiamo appreso la notizia per radio; il pane si prepara con lafarina). L' a t t r i b u t o Secondo una concezione tradizionale vigente nelle grammatiche italiane l' attri­buto eun aggettivo che qualifica e determina un nome da cui dipende sintattica­mente. Esso segue il nome o lo precede. In tempi piti recenti questa concezione estata un po' allentata e alcuni autori permettono che anche sintagmi preposizionali possano fungere da attributi. In tal modo anche un sintagma del tipo "uno studioso valoroso" puo essere reso con un costrutto prepositivo: "e uno studioso di valore". Cosi Giacomo Devoto nelle sue "Lezioni prestrutturali" assegna un valore attributivo a strutture analitiche del tipo: non era piu un uomo "da averne paura" con un volta "tra l'attonito e l'adirato" 3 Nelle grammatiche delle altre grandi lingue europee l'attributo viene considera­to come un tassema subordinato di forma semplice o complessa. Esso precisa o specifica un termine nominale della frase (un sostantivo, un aggettivo, un pronome, un avverbio o raramente una proposizione intera e qualche altro caso ). Possono compiere la funzione di attributo principalmente aggettivi, sostantivi e in misura molto minore pronomi, avverbi e proposizioni intere. Dalla varia combi­nazione di questi gruppi di parole risultano varie diecine di attributi che vengono esaminati qui di seguito. 3 Devoto, o. c., 125. I. Sostantivi piu attributi A) Sostantivo piu aggettivo E l'attributo tipico delle grammatiche italiane. Abitualmente eposposto, specie quando si vuole richiamare di piu l'attenzione sull'aggettivo stesso. Possono com­piere la funzione di attributo aggettivi qualificativi, indicativi, numerali, unitamente a participi. Tutte le grammatiche riportano regole sulla posizione dell'aggettivo attributivo e sulla natura dell'aggettivo limitativo. Gli aggettivi sostantivati usati in qualita di epiteti rientrano in una categoria intermedia fra attributo e apposizione. P. es.: Alessandro il Grande, Lorenzo il Ma­gnifico, Plinio il Giovane. Trattasi in fondo di attributi appositivi. B) Sostantivi piu sostantivi giustapposti Si distinguono varie specie di questi attributi a) Sostantivo che determina un altro sostantivo per giustapposizione: un treno merci, una nave ospedale, un cane lupo, il giornale radio, un decreto legge, la carta moneta, il capo gruppo, un tessuto fantasia b) Rientrano in questa serie gli attributi di denominazione (vie, piazze, monti, fiu­mi): via Mazzini, piazza Garibaldi, monte Bianco,fiume Tevere. Questo costrutto si usa anche con alcuni altri nomi comuni uniti a nomi propri: il poeta Omero, il padre Cristoforo, il pittore Raffaello, il dio Marte, il Palazzo Barberini, il generale Guerreschi. Inoltre con i titoli: il dottor Carli, il professur Rossi, il re Umberto, pero: Federico lmperatore (in stile elevato). Un caso particolare erappresentato dal gruppo nome e cognome dove non tutti i linguisti si accordano a considerare il cognome come attributo appositivo: Ugo Foscolo, Guglielmo Marconi. C) Sostantivi piu sostantivi introdotti da preposizione Questo tipo di attributo, assai numeroso, esemanticamente articolato in parec­chi sottogruppi. Nelle grammatiche italiane attuali, trattandosi di un costrutfo pre­posizionale, etollerato come eccezione, ma in linea generale erelegato nella vasta categoria dei complementi indiretti. Ecco comunque una serie di questi attributi sostantivali introdotti da preposizioni: a) relazioni di luogo (stato, moto a, da, per): una casetta al mare, un viaggio a Pa­lermo, un treno per Padova, il ritorno dal viaggio, il transito per la piazza, il diret­to via Firenze; b) relazioni di tempo ( quando, quanto tempo): un viaggio ogni due anni, una corsa di un 'ora, un appuntamento per domani; c) causa (un grido di dolore, un colpo difortuna, assente per motivi di salute); d) fine, scopo (una casa di riposo, un libro di lettura, occhiali da sole); e) materia (una statua di marmo, un orologio d'oro); f) contenuto, argomento (una bottiglia di vino, un manuale di chimica) g) specie (il manuale difisica nucleare, un biglietto di banca, l'ufficio di giudice) h) possesso (la casa del contadino, il cane del cacciatore, il balcone del palazzo, la porta dello scompartimento) i) totalita divisa (una meta della somma, una parte della popolazione, un chilo di mete) 1) misura, estensione, eta (un appartamento di cinque stanze, uno spazio di otto metri, una strada di tre chilometri, un ragazzo di dieci anni) m) base, modello (un abito su misura, un premio secondo il merito) Attributo soggettivo: l'aratura del contadino, il tramonto del sole, lo scioglimento delle nevi, il sonno della natura, i/ ristagrio degli affari. Attributo oggettivo: l'aratura dei campi, /o studio delle lingue, il consumo di energia, la co/tura della mente, la paura della morte. Attributi predicativi: /'agenzia d'informazione, la casa di spedizione, una societa di assicurazione. D) Sostantivi piU altri elementi a) sostantivo piu pronome: i nostri amici, i miei conoscenti, le osservazioni di lui, i ricordi di Zoro, una sorpresa per voi, le sue possibilita; b) sostantivi piu infinito: la volonta di vincere, la diffico/ta di procedere, non abbi­amo tempo da perdere, il desiderio di conoscere, azioni da non fare; c) sostantivo piu avverbi: la gente di qui, i giovani di oggi, il compito per domani, i denti davanti, quella via in fondo; d) sostantivi piu nessi sintattici: una notizia da non dimenticare, stoffe a vividi colo­ri, un riso a denti stretti, un combattimento a corpo a corpo; e) sostantivo piu proposizione: una tipica situazione del si salvi chi puo, un'infor­mazione sul come stanno le cose; Al gruppo e) appartengono anche le proposizioni relative attributive: gli spettatori che /o desiderano possono anche restare in sala, conosco il paese donde Lei proviene, il giovane che studia e degno di /ode. II. Aggettivi piu attributi 1) Aggettivi piU aggettivi: stanco morto, grigio verde, rosso scuro, lungo disteso, ubriaco fradicio, verde chiaro. 2) Aggettivi piu sostsntivi (sostantivi che determinano aggettivi): a) giustapposti: biondo oro, verde bottiglia, grigio perla, nero Jurno, fontano tre chilo­metri, largo due metri; b) introdotti da preposizioni o avverbi: degno di stima, contento del dono, pallido dallo spavento; 3) Aggettivo piu pronomi: simile a lui, sicuro di cio, piu intelligente di te, molti di voi; 4) Aggettivo piu infinito:jacile a capire, contento di ascoltare, pronto a partire, incapa­ce di muoversi; 5) Aggettivo piu avverbio (attributi avverbiali): molto bravo, estremamente interessan­ te, meno prezioso, alquanto stanco; 6) Aggettivo piu nesso sintattico: forte come un leone, rapido a guisa di vento; 7) Aggettivo e frase intera: contento come se avesse vinto un premio. III. Pronome piu attributo Qualcuno di noi, niente di straordinario, alcuni di loro, noi docenti e voi studenti, nes­suno dei due. IV. Avverbi determinati da un attributo Abbastanza bene, malto male, quasi niente, poco prima, prima di altro, a destra del pa­lazzo. V. Frasi intere determinate da atributo Un energico "fate attenzione", un disperato "si salvi chi puo". Nota l. -Abbiamo visto che il complemento predicativo (chiamato anche predi­cativo legato) rappresenta solo una sottospecie del predicato nominale e viene intro­dotto da verbi copulativi (sembrare, parere, fungere, ecc.). Accanto a questo tipo di predicativo, in tempi recenti e stato costituito il cosiddetto PREDICATIVO LIBERO che viene introdotto da verbi predicativi. Esso rappresenta un vero tassema, cioe un elemento costitutivo della frase e richiede un trattamento particolare. C'e poi un altro tassema, il GIUDICATIVO, un nesso del tipo tutto sommato, secondo la mia opinione, che e ancora in fase di evoluzione. Ambedue questi costitutivi della frase vanno trattati a parte. Nota 2. -11 testo di T. Alisova (v. la Bibliografia) non ostante il titolo, si differen­zia completamente dall'impostazione sintattica del nostro contributo. Nota 3. -Molti esempi, specie nella seconda parte del nostro articolo, sono tolti dalla Grammatica italiana descrittiva di cui sono coautore con Moritz Regula, una grammatica che in linea generale persegue le strutture sintattiche. ALISOVA, T., Strutture semantiche e sintattiche dellafrase semp/ice in ita/iano, Firenze, 1972. ALTIERI-BIAGI, M. L. -HEILMANN, L., Dalla lingua al/a grammatica, Milano, 1974 BATTAGLIA, S. -PERNICONE, P., La grammatica italiana, Torino, 1957. BINI, A., Nuova grammatica italiana, Firenze, 1941. BoNFANTE, G. -FERRERO, P., Grammatica italiana per la scuola media, Milano,1972. BRECKX, M., Grammairefranfaise, Bruxelles, 1996. COLI, P. L. -RossI,G., Dolce idioma, Firenze, 1941. DARDANO, M. -TRIFONE, P., Grammatica italiana, Milano, 2001. 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Ta pristop je precej drugačen v slovnicah najbolj obravnavanih evropskih jezikov, kjer je poudarek ravno na analizi skladenjske ravni in ima pomenskost mnogo manj teže. Splošno sprejeti italijanski model predstavlja predložne sintagme v obsežnem pomenskem sklo­pu; imenuje jih complementi indiretti 'nepremi predmeti'.