PUBBLÜCITA (prezzi per mm d'altezza, larghezza 1 colonna): commerciali L. 1.50 — finanzlari, legall, cronaca L. 2.50 — Concesslonarla escluslva UNIONE PUBBLICITA ITALIANA S. A. LUBIANA, Via Selenburg n. 1 — Tel. 24 83 Lubiana, ottobre 19^2-XX DIREZIONE - REDAZIONE: LUBIANA, CASA DEL PASCIO — Tel. 26-58 ABBONAMENTI: Amiuo L. 25 — Semestrale L. 13 — Sostenitore L. 1000 Spedlzlone In abbonamento postale 11° Gruppo — UN NUMERO CENT. öO DUCE, SAREMO SEMPRE TRA I PIÜ FEDELI PRIMO ANNUALE Ora e un anno che il Duce ha voluio la creazione della Federazione dei Fasci di Combattimenio di Lubiana. Un anno di lavoro silen-zioso e spesso irto di ostaco-li sohanto ' lascisticamente sormontabili. Dalla Federazione dei Centri di Assislenza si e passati il 24'ottobre XIX con Foglio di disposizioni del Segreta-rio del Partito a quelia dei Fasci, imprimendo cosi nel-l'opera quotidiana dei Gerar Chi e dei Fascisti un ritmo piü rivoluzionario e piü sen-tito. Si doveva creare il Fasci-smo in questa ierra ostile per la sua gran parte e dimo-strare al popolo sloveno che osservava per la prima volta con curiositä mista a dilfi-denza l'azione del nostro Partito, che gli Ualiani san-no essere apportatori della civiltä e della giustizia romana anche per mezzo di un organo politico dinamico. Era la Rivoluzione delle Camicie Nere che dilagava in una terra che aveva sol-tanto conosciuto lotte di par-titi e di iazioni turbolente; era il Partito unico di Mussolini che veniva a cöntatto di questa gente ancora im-pastoiata con Ideologie false e Utopie rinnegatrici; era il nemico deprecato da masso-ni, ebrei e comunisti, descrit-to come assertore della for-za bruta, che si appalesava nel suo vero essere e dimo-strava che una corrente po-litica nata daU'animo di un Italiano non poteva essere che apportatrice di benesse-re e di giustizia. II popolo si convinse di cid e oggi, a distanza di un anno dall'inizio della nostra azione, mentre la lotta iniu-ria sui fronti di guerra e qui si combatte il comunismo partigiano, si avvicina sem-pre piü a noi anche se col Partito non ha nulla in co-mune. Dell'azione del Partito in Slovenia e inutile dimostrare i risultati con cifre; i fatti possono bastare per far co-noscere chiaramente quanto si e fatto e quanto si dovrä ancora fare. Gerarchi e gregari, uniti tutti in un fascio inscindi-bile di volontä e di lede, ope-rano umilmente al servizio della Rivoluzione, sicuri che i irutti non potranno man-care. Dal centro alia provincia, in quei paesi di provincia ove si tempra nella fede che diviene sempre piü illimitata l'azione rivoluzionaria, uno e il credo e la consegna per tutti i fascisti: essere sempre piü degni del Duce e della Sua fiducia e tener fede alle Sue parole scritte per pre-miare l'opera di tutti. Essere in prima linea, vi-vere la vita della lotta con-tro il nemico piü vile e fe-roce, far conoscere a questo popolo un mondo nuovo, fal-sato per anni da una propaganda velenosa, e motivo di orgoglio e di fierezza per Chi chiede soltanto di operare in umiltä al servizio della Rivoluzione con la piü bella fede. P. Saluto del Segretario Federale alle Camicie Here della provincia di Lubiana Camicie Nere, ricorre oggi Taimuale della fondazione di questo Fascio che la volontä del Duce ha designate come pošto avanzato di combattimento e di fede in terra slovena. Questa data, che il destino ha voluto far cadere acccuito alla storica ricorrenza delFannuale della Rivoluzione delle Camicie Nere, acquista un signifi-cato di particolare solennitä appunto perchfe sug-gella nella contemporaneitä della celebrazione la sintesi degli ideali e degli imperativi fascisti. A voi, Fascisti tutti della nuova provincia, che avete dato in un anno denso di avvenimenti decisivi la portata effettiva del vostro entusiasmo guerriero, il mio riconoscente saluto che vuole anche essere sprone per l'attivitä awenire. Nell'adempimento del quotidiano dovere ci sia d'incentivo e di mönito il comandamento del Duce che ha riconosciuto ed additato all'attenzione della Nazione in armi la missione civilizzatrice degli Ita-liani della «prima linea». VINCEREMO! Orlando Orlandini FASCISMO E LIBERIA Sembrerä un paradosso af-fermare che in uno state au-toritario la libertä sia tenuta nel massimo rispetto e che anzi le leggi morali che re-golano la vita dello state af-fermino la santitä di un tale termine. E' necessario perö inten-dersi chiaramente su questo termine: sulla sua portata e sul suo significate. Se per libertä si intends l'arbitrie del singolo a fare ciö che in egni memento piü gli aggra-da, se e la posiziene negativa del «nen fare» ciö che nen si vuole fare, se libertä e l'oppersi ad un altro indi-viduo e ad un' altra indivi-dualitä, dobbiame dire che nello state auteritarie e so-prattutto nelle state fascista questa libertä nen e ceno-sciuta e nen e ammessa. Ma partiamo da un altre punte di vista: pensiame, esaminiame un pe' piü a fonde la ragione deH'esistenza nostra sulla terra e nella vita, pensiame che ognuno di noi e qui sulla terra non per se, ma per tutti, che il fine ultimo nen e il miglioramen-to di una propria posiziene 0 il raggiungimento di un fine edenistico, pensiame ciee che ognuno di noi e qui per creare, per cestruire qualche Cosa, anzi una cesa grande quale e il destine dell'uma-nitä stessa, e allera apparirä chiaro come una piü grande libertä deve esistere per rag-giungere un tale fine e questa libertä e quelia di agire nel proprio ämbito, nell'äm-bite della propria sfera di aziene per una sempre maggiere affermaziene della propria razza, della propria gente. E giä in questa parola: affermaziene, vi e il significate che nei fascisti diamo alla parola libertä, a questa parola che tanto peco se-vente passa sulle nestre lab-bra e nei nestri scritti, per-che e quanto di piü sacro noi possediame, e il piü grande dene che ci ha fatto conoscere il nestre spirito. II soldate nen e tale in quanto ha una divisa e un'arma: egli diviene tale soltanto quando, istruite ed inquadrato, ha imparato a conoscere quale e il suo pe-sto nei ranghi e quale il peste dei suei camerati, quando ha Potenziale e sviluppa-te al massimo le sue attitu-dini e ha trevato il lere punte di applicazione che sarä diverse da quelle del vicino pur convergendo verse l'uni-co fine, ma sarä altrettanto indispensabile al consegui-mento del successe. «II mondo per il Fascisme non e questo mondo mate- riale che appare in super-ficie, in cui l'uemo e indivi-due separate da tutti gli al-tri per se stante, ed e ge-vernato da una legge naturale che istintivamente lo trae a vivere una vita di piacere egoistice e memen-taneo. — L'uemo del Fascisme e individue, e nazione, e patria, legge morale che stringe insieme individui e generazioni in una missione, che sopprime l'istinto della vita chiusa nel breve giro del piacere per istaurare nel devere una vita superiere, libera da limiti di tempe e di spazio — una vita in cui l'individue, attraverse l'ab-negaziene di se, il sacrificie dei suoi interessi particelari, la stessa merte, realizza quell'esistenza tutta spiri-tuale in cui 6 il sue valere di uemo». E' insomma la valorizza-zione di qualche cesa di melte piü alte e complete, di tutte un complesso attivo fatto di spirito e di materia (nen l'une e l'altre separat! ceme nell'individualismo): la personalitä. Questa persona-litä che a ciascuno di nei viene dal posto che occupa nella scala dei valeri e delle r II 28 prossimo «prima linea» sarä pub-blicato in edizione straordinarla per 11 Ventennale. Con tale numero ces-serä l'invio nella provincia di Lubiana ai non abbonati. V_^ attribuzioni, che ciascuno di noi ha il devere di petenzia-re al massimo perche cesi avrä cempiuto fine all'ulti-mo il sue devere sociale. E in questo lavore, in questa opera che a volte assume il carattere della lotta, il Fa-scismo riconesce il diritte dell affermazione della personalitä sulle altre personalitä e il superamento della personalitä stessa in una piü alta espressiene si da cen-sentire ad ognuno il graduate ascendere pure entro i limiti segnati e verso lo scope prefisso. Libertä perciö eminente-mente attiva rispendente al motte romane «Ciascuno e artefice della sua fertuna» e al credo fascista che tutte deve tendere al fine del po-tenziamento della nazione e della gente, concetto che evolve e supera il concetto liberale della libertä negativa dell'individuo. |Gian Luigi Gaüi ] CORMIOONI II Cwmerata Adriano Petronio ha seguito Cor-ridoni anche nella Trin-cea delle Franche e dal Suo grande animo ha attinto le doli migliori di sindacalista e di com-battente. Oggi, di fronte agli eventi storici che attraversiamo, per i quali si sta mutando la geo-grafia dei continenti e la con-cezione sociale-politica dei popoli, il rievocare la figura individuale di un eroe potreb-be quasi sembrare voler minimizzare gli scopi dell'at-tuale immane guerra. Ma quando invece consideriamo che sono sempre gli uomini che scrivono la storia attra-verso le loro idee, le loro gesta e le loro opere, allora la rievocazione odienia di Filip-po Corridoni nel 27° anniver-sario della sua gloriosa mor-te, ci appare molto opportu-na e di attualita, data la con-comitanza esistente fra i principi politici, cosi caloro-sameiite propugnati dal Tribuno marchigiano, e le finalita intrinseche del presente conflitto. Mai, difatti, come nell'odier-na contingenza in cui si com-batte la titanica e suprema lotta tendente a sovvertire le nequizie del passato per far sorgere e trionfare le concezioni ideologiche di un miovo ordine sociale nel mon-do, giganteggia la figura spi rituale, etica e politica di Corridoni, il quale fu uno dei pi-ecursori per I'affermazio-ne d'una piü alta giustizia fra tutti i popoli della terra. Oggi, come agli albori del XX secolo, si trovano di fronte due opposte forze dot-trinarie racchiudenti, I'una: il diritto, l'equitä, l'ordine e la giustizia; l'altra: il sopru-so, il privilegio, l'egoismo e l'usurpazione. Fu appunto per il trionfo dell'apostolato lunanitarioche Corridoni lotto ed offei-se in olocausto la Sua giovane vita, come oggi le nuove gene-razioni del «Littorio» credo-no ed obbediscono ai richia-mi di tale fede combattendo vittoriosamente sui vari settori terrestri, sugli infidi oceani, e negli spazi azzurri del cielo. Corridoni pei-tanto, con la sua multifoinie attivita politica, svolta come rivoluziona-rio o sindacalista, interven-tista o volontario, combatten-te o Eroe, va annoverato fra gli antesignani del Fascismo! II Duce difatti, sempre lun-gimirante nel vaticinio, nel-I'apprendere allora la morte del fedele compagno d'idee e di azione, cosi scriveva: ... «Filippo Corridoni ap-partiene alia schiera esi-gua ed elettissima degli uomini che morendo rico-minciano a vivere.» E fu proprio cosi, poiche in quel ilontano pomeriggio del 23 ottobre 1915 Corridoni accendeva, con il Suo tra-passo materiale, una luce inestinguibile, che diventa sempre piü luminosa e radio-sa man mano che ci allonta-niamo nel tempo. Se fra noi, suoi commili-toni, Egli fu considerato il Comandante spirituale dell'in-trepida schiera dei duecento volontari milanesi del 32° Fanteria, da quel giorao la sua nobile figura di apo-stolo d'una nuova mistica si ingiganti, divenendone egli il Pioniere e il segnacolodi'ardi-mento per tutto il Volontari-smo Italiano del XX° secolo. Anche l'introvabilitä materiale del suo cadavere, nono-stante le diligenti ricerche effettuate da tutti noi subito dopo il combattimento, lo fa assurgere ad una figura mi-tologica travolta e confusa-si nel vortice della battaglia, come ci tramanda la leggen-da per taluni Dei dell'antica Grecia saliti misteriosamente in cielo. ž d'uopo inoltre ricordai'e soprattutto ai pei-plessi ed agli scettici come quest'Uo-mo, educato alia scuola del sowertimento, cioe dogmati-camente antimilitarista, si arruoli volontario per la guerra ed insista per essere assegnato ai reparti di prima linea, in una delle zone piü micidiali e pericolose del fionte italiano quale si pale-sava allora il monte S. Mi-chele del conteso Carso. ž appunto in questa appa-riscente contraddizione d'idee che consiste tutta la nobilta, tutta la grandezza e la sublimits del sacrificio supremo di Corridoni. Egli insomma, spronando entusiasticamente i compa^ gni d'ai-mi a perseverare nella furibonda mischia fino a che la morte lo gheitmi nel-l'atto di assaltare la famosa «Trincea delle Frasche», sug-gellava, in un alone di gloria, il motto: «La Patria non si nega, la Patria si conquista!» Infinite volte Corridoni, durante le tumultuose gior- nate della campagna inter-ventista, aveva esortato ed ammonito le moltitudini proletarie a riconciliarsi con la Patria riuscendo a conquista-re con la sua suggestiva fa-condia, l'animä, il cuore e lo spirito del popolo fino a convincerlo delle ineluttabili necessity della guerra italia-na del 1915. Anche lo scisma detei-mi-natosi vei-so la fine del 1914 in seno al pai'tito socialista italiano fu la diretta conse-guenza della comunione di spiriti, di volonta e d'azione del binomio: MUSSOLINI-CORRIDONI. Questi due grandi Uomini politici, proiettati entrambi nell'avvenire, si divisero da quell'istante l'arduo lavoro che bisogna compiere per creare le premesse di un ambiente spiritualmente prepa-rato a subire la metamorfosi mentale delle masse lavora-trici onde poter far squillare al momento opportuno la diana della riscossa nazionale. II primo quindi, con l'in-nata sagacia che lo distingue, tracciava sulle colonne del nascente battagliero «Popolo d'Italia» le linee maestre del vasto programma e il se-condo, con l'ardente parola di passione, plasmava le falangi del lavoro, gettando in tal guisa le pietre miliari d'una nuova etica sociale e produttiva che doveva, come ormai giä in atto, annoniz-zare la convivenza della So-cietä umana. Fin d'allora ha inizio cosi lo sgretolamento e la demo-lizione del vecchio mondo politico basato sui cosidetti «immoi-tali principii» sanciti dalla rivoluzione francese; i quali perö nel collaiido della pratica attuazione si dimor strarono non soltanto chime-rici ma quanto mai nefasti per l'umanitä stessa. • Intei-ventismo e Fascismo sono indiscutibihnente due termini inscindibili ed ose-remmo affermare vicende-volmente integrativi, per cui le generazioni present! e future debbono attingere la fede, gli aneliti e gli stimoli onde poter convergere mag-gioi-mente i loro sforzi prote-si verso nuove mete di con-quiste ideali e soprattutto di realizzazioni sociali, attra-verso il conseguimento della Vittoria dei popoli giovani sulla decrepita plutocrazia anglosassone. Ed e con tale auspicio che, nella ricorrenza del 27° anni-versario del sacrificio di Filippo Corridoni, esortiamo le giovani schiere del Littorio a trarre dal Suo fulgido esempio nuove energie, nuovi palpiti e nuove ansie per con-tinuare fidenti il cammino percorso da questa nobile figura scaturita dal popolo ma tuttavia salita sui sacri alta-ri dell'immortalitä! I monumenti eretti in ri-cordo dell'Eroe a Parma, a Corridonia e sulla stessa «Trincea delle Frasche», nel punto dove Egli cadde, raj)-presentano non soltanto i simboli d'una mistica ma l'esaltazione delle doti intrinseche di audacia, di costanza e di tenacia di questo tipico asceta della Stirpe. Anche la medaglia d'oro conferitagli alla memoria in-dica giä per se stessa le alte vii-tü guerriere del Corridoni, mentre la motivazione, detta-t? pei-sonalmente dal Duce, per la massima onorificenza al Valor Militare, vuole signi-ficare come gli uomini co^ renti alia propria sensibilita morale e politica sappiano adeguarsi a tutte le circo-stanze e situazioni senza false reticenze, senza puerili pre-concetti o deleterie perples-sita. Nella dottrinaria concezio-ne fascista e assiomatico che quando gli interessi superio-ri della collettivita nazionale sono in gioco, ogni basso sen-timento di manifestazione individuale egoistica dev'essere bandito dal nostro costume di vita. Corridoni infatti in-travedendo che la sua me- tamorfosi spirituale signifi- altro, come si prestö In buona cavaunnuovoimplicitoorien- fede 11 Giappone, come si tamento politico anche delle prestarono in buona fede, cremasse lavoratrici, ch'Sgi: r.^ dendo alle promesse anglo- lora rappresentava e tutelava quale maggiorente della for-midabile «Unione Sindac^e Milanese», offriva un validis-simo contributo per I'ascesa verso il potenziamento eco-nomico-sociale del popolo italiano, ormai risanato dalle peraiciose aberrazioni in cui era caduto, attraverso la diu-turna ubbriacatura dei falsi pastoii dell'epoca. In questo fei-vore di apo-stolato dunque, nell'audacia del Suo operare, nella lungi-mirante saggezza politica, nel-I'alta religione di Patria, nel niartirio voluto e vissuto dell'Eroe, consiste la vera essen-za spirituale corridoniana. Indubbiamente la vita da Lui cosi concepita doveva fa-tahnente ardere nella grande fiamma purificatrice della Guerra sociale, portata sul piano internazionale, ch'Egli un giomo aveva accesa come presupposto per la realizza-zione del Suo grande sogno di giustizia, di liberta e di be-nessere, estesi indistintamen-te a tutte le collettivita uma-ne intente a ci'eare ed elar-gire la prosperita mondiale. Adriano Peyronie Scivolate dala Secondo 11 canone ... •.. 2380, ci 1-icordava recerntemen-te la cronaca di un quotidiano, gli appartenenti al clero non possono esercitare «per se vel per alias» la mercatura e gli affari. Questo lo si sapeva dalla piibhli-cazione del Codex Juris Canonici, e anche prima. Perchi Vinaspet-tata conferma? Ce n'era forse bisogno?... Alla «Fauna» ,.. ... dol numero del 10 ottobre ag-giungerei volentieri altri animali strani: i cosidetti tlamentieri», gli scontenti pei~manenti, i disgraziati a ripetizione. Forse per guarire questi strani animali che vivono nei centri abitati, apparentemente inoffensivi, ma che attaccano Vuomo alle spalle se molestati e si nutrono esclusivamente di pet-tegolezzi e di bolle di sapone, sarebbe necessaria un po' di aria buona e sana- Quella dei nostri paesetti di provincia, per esempio- Agli illustri Ignoti... ... che ci mandano, con interidi-menti autopubblicitari gli articoli pili insulsi e vuoti, ripetiamo che lion pubblicheremo mai cose del genere. Facciamo inoltre presente che, se intendono perseverare nei rjenerosi invii di carta, sarebbe sommamente gradito a tutta la redazione che la carta in questio-ne fosse assolutamente priva di segni alfabetici di ogni genere per evitare l'inutüe fatica della lettu-ra e par non aumentare ulterior-mente la gia, notevole quantitä di materiale che si accumula nella terza cartella in basso del nostro schedario, quella su cui e scritto: «Cose da pazzi.» Su «II Piccolo» di Trieste ... ... abbiamo letto questo annun-cio che riportiamo per divulgazio- ne al netto di spese: «Universita-rio forte slanciato relazionerebbe minima 17enne povera elegante scopo matrimonio. Cassetta 223S0 U. P. /.» A scopo di chiarezza credo apportuno un commento; I'Universitaria di cui sopra deve avere, malgrado la forza da gorilla e la snellezza di un efebo, qual-che difetto organico tale da non cansentirgli di indossare il grigia-verde came dovrebbe. Sorvolanda poi sulle condizioni di eta miriima e lo scopo matrimonio, quella che ci rende un pa' perplessi e che gli essenziali, anzi unici, requisiti ri-chiesti siano la poverta e I'ele-ganza, che, ahime, difficilmente vanno d'accordo. Non siamo maligni al punto di fare insinuazioni pin a meno delicate, ma forse il vizio organico che prima segnala-vamo si potrebbe quasi individuare •.. E se cost non fosse, uni-versitario forte e slanciato, guar-dixvmoci fissi negli occhi, con tutto il bisagno di nirali che c'i ... Ci permettiamo anche di segna-la/re I'universiUwio forte e slanciato al Segretaria del Guf di Trieste, affinchd passa provve-dere a sfruttare adeguatamente, a mezzo della mobilitazion^ civile, queste giovanili e snelle forze che ci dispiacerebbe sapere in qiudun-que modo sprecate. I profittatori di guerra ... ... che nelle patrie prigiani scon-tano meritatamente i grassi giui-dagni, non possono essere stati sorpresi dal fatto che I'amnistia del Ventennale non accordi loro alcuna diminusione di pena. E non parliamo, o signori pie tisti vai ventri pasciuti, di severity; parliamo piuttosto di igiene ... P' ilo^a Corridoni paria aU'Arena di Milano della guerra inevilabile. Dietro, a destra, Mussolini. ORIZZOND iiiiiiiiiiiiiiiMiiiiiiMiiiiiiimiiiifi- A proposito del secondo fronte a noi che vivlamo nella ristretta Europa e abbiamo la sensazione di potercelo vedere capitare addosso da una parte o dall'altra questo fami-gerato secondo fronte, oltre a tutte le altre considerazioni all'ordine del giorno fra cui la piü importante 6 che pro-babUmente il secondo fronte non si farä, ci pare di vedere trascurata un'altra ben piü sa-soni, anche altri popoli fra cui il popclo indiano. Ora Che si 6 riaperta la partita gli p,nglosassoni devo-no intervenire in numerosi nuovi fronti dove la lotta di liberazione mondiale 6 ali-mentata da una maggiore coscienza nazionale e dal fatto concreto che chi si fece ingannare allora dalle promesse non intende cadere nella trappola una seconda volta. ,, L'ltalia 6 uno 'dei tanti fronti nuovi: i nostri nemici si accorgeranno quanto l'ltalia sia piü dura di certe blande apparenze. Ma noi stiamo oggi parlan-do del Giappone e dell'India: non fe questo un autentico secondo fronte contro gli an-glosassoni? Non hanno essi giä perduta la guerra su questo secondo fronte? Sia gli inglesi quanto gli americani non hanno perduto con ter-ritori vastissimi e ricchissimi, immense insostituibili risorse? E quella famosa superpro-duzione di eserciti, di navi e di aerei che daH'America do-vrebbe riversarsi da una parte o dall'altra giustappunto per creare un secondo fronte non deve invece prendere anche le vie del Pacifico e del-rOceano Indiano invece che solo la via dell'Atlantico, come la propaganda anglosassone vorrebbe darci ad inten-dere? La veritä 6 che i nostri nemici sanno fare bene la guerra solamente in un modo: con la propaganda. La veritä Ö che Tunica forza degli an-glosassoni consiste nel saper dire le piü grosse fandonie senza batter ciglio fino alTultimo istante. Si puö essere certi che quando scoccherä I'ultimo istante, cioč la sconfitta, tro-veremo gli inglesi e gli americani imperterriti a predica-re Che le loro navi, i loro aerei, ecc. stanno aumentan-do di numero, ecc. fi veramente straordinario il sangue freddo degli anglo-sassoni: per 11 solo fatto di non scomporsi essi hanno ta-lora vinto infatti anche grosse partite. Soltanto Che ora tutti hanno capito il trucco ed essi commettono impavidi il gros-sissimo errore di non cam-biare sistema e continuano a predicare sereni e intrepid!, convinti di essere come sempre maestri nel darla ad in-tendere. Sta di fatto perö — se i fatti contano qualcosa — che ad un secondo fronte di chiac-chiere noi opponiamo un secondo fronte che si chiama Asia. A. N. 5. grossa considerazione ed anzi un dato di fatto che 6 questo: nell'attuale guerra gli anglo-sassoni non si potranno di-vincolare, vale a dire perde-ranno la guerra, perchä e proprio contro di essi che esiste un secondo fronte che si chiama Asia! Ci spieghiamo, se non ci siamo giä spiegati abbastanza con un cosi breve nome: nella precedente guerra mondiale — anni 1914—18 — i cinque continenti vennero abilmente organizzati dalle plutocrazle per schiacclare la minaccia di una egemonia germanica, e noi, Italia, ci prestammo in buona fede non potendo fare Lavoro e arml. £ inspi-randosi a questo binomio fondamentale, fissato dal Duce come una consegna, che la Fiat ha istifuito nel quadro della GIL i siioi Re-parti Specializzatl per la pre-parazione tecnica e premili-tare insierae dei giovaui. Vi si entra a 14 anni (Avanguar-disti) e se ne esce tecnica-mente e militarmente formati alle specialitA motori-stiche del servizio militare. j AI Coniando dei Reparti: Utficiali della GIL appartenenti alla Fiat. L'lnsegna-mento tecnico e impartito da tecnici Fiat. GRANDE ALBERGO „U N I 0 N" Lubiana - Miklošičeva c. 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L'uditorio oscilla avanti e indietro, a destra e a sinistra finche l'apparecchio scompare: con movimento sin-crono le teste ritornano im-mobili, volte al palcoscenico SU cui un caporale intreccia una scena d'amore con il furiere travestito da cocotti-na appetitosa. Perche penso alle prime del «Nuovo» ventilate da correnti di «.Colonia ducale-», mentre le poltrone di prima fila sussul-tano sotto i fremiti dei maturi commendatori in vedetta sugli orizzonti femminei di Clara Calamai? & un pensie-ro maligno: non bisogna pen-sarci. Non bisogna pensare neppure a Dina Galli che fa «Oggi sposi» tra spume di veli candidi da educanda (e la critica dice: ^la nostra va- Barry, Hennequin, Dumas: possiamo veramente dire che il teatro italiano e in netta ripresa, che e volto al poten-ziamento delle energie nazio-nali, che insomma s'appresta to per il 1403—1405), Vito Passinelli (peril 1460—1461), Massimo Comelli (1471) e Giovanni Lantieri (1503). Lantieri divenne il primo po-desta di Lubiana quando i lubianesi ebbero dall'impera-tore Massimiliano 1° il dirit-to di eleggersi un podesta (1504). Vi erano inoltre, in citta, alti funzionari italiani. Al tempo idi Napoleone, il barone Antonio Codelli divenne podesta di Lubiana. Valvasor riporta pure che I'indigenato della Camiola accolse nel XVI secolo le se-guenti nobili famiglie italiane: i Lantieri nel 1517, i Barbi, venuti nel 1548 dal-ristria, la famiglia Valvasor venuta da Bergamo nel 1571 e molti altri tra cui i Bonom-mi, gli Alessandrini, i Petaz-zi. Noti personaggi erano: il veneziano Consigliere Dot-tor J. M. Griffon, il prepo-sto di Novo Mesto, Polidor Montaguana, il Vice Governa-tore Giovanni di Rabatta (di origine fiorentina). Molte di queste famiglie acquistarono dei castelli nella campagna. Nel secolo XVII troviamo queste altre famiglie nobili: i Pasarelli, i quali possede-vano dei castelli presso Kranj (Krainburg) e Kamnik (Stein), i Coraduzzi ed altri. Raffaele Coraduzzi divenne cancelliere di corte a Graz. La faniiglia acquisto poi il castello di Hallerstein e prese il nome di Baroni di Hallerstein. I Panizelli com-prarono la proprieta Jama presso Lubiana, la famiglia Strassoldo trovo il suo domi-cilio a Krško (Gurkfeld), i Buccellini, di origine berga-masca, costruirono il castello Sava. Sono noti, poi, Petro-nio e Nicola Caldana di Pi-rano, Robei-to Galilei di Fi-renze, Pietro Antonio Codelli del Friuli e molti altri. Anche borghesi italiani di Lubiana, come Francesco Ri-goni e le famiglie Bosio e Carminelli, acquistarono be-ni nella provincia. Molti nobili di origine italiana otten- caiTiioli. L'elenco degli študenti caiTiioli di Padova porta molti noti nomi italiani,, tedeschi e sloveni. * *• c r* r"* GMÄ liaUa eauca nero inoltre la nobilta nella bingen contava 113 študenti' Carniola in considei-azione di alte funzioni militari eserci-tatevi (Mozzi, Bonazzo, Ben-zoni ecc.), o di servizi ci-vili, come Antonio Zucconi (1705), il Segretario generale della provincia Vernatti (1727) ed il Capo del Servi-zio Sanitario Federico Massimiliano de Baronio (1762). Una famiglia meritevole della riconoscenza slovena fu quella dei baroni Zois. Mi-chele iAngelo Zeds di Bro-scia fu iscritto nella matricola della nobilta I'S febbraio deiranno 1752, ma rinuncio ai suo ufficio del cambio in Lubiana esprimendo il desi-derio di stabilirsi in campagna. Alia fine del XVIII secolo troviamo in Lubiana i no-mi dei seguenti nobili di origine italiana: Lantieri, Ros-setti, Codelli, Buset, Coppini, Gasparini, Pizzi, Bonazzi, Tantrini, Gandini ed altri. Noti borghesi erano il Consigliere del Municipio Francesco Alborghetti e il manu-fatturiere di vasellame Silva. Nel libro delle imposte si trovano molti nomi italiani di borghesi che pagavano imposte per le loro case a Stari Trg, Mestni Trg, Novi Trg, Trnovo, ecc. In mani italiane si trova-vano allora nel paese molte miniere di ferro e di piombo. Alcune miniere erano giä conosciute al tempo dei romani, ma furono poi distrut-te nel periodo della ti-asmi-grazione dei popoli. Adesso sono state riattivate dagli Italiani ed il lavoro e rico-minciato intensissimo. I Buccellini di Bergamo, che diventarono poi nobili, producevano giä nel 1538 un acciaio eccellente, secondo il trattamento bresciano. I borghesi venuti dall'Ita-lia si occupavano di mestieri d'arte, cioe erano orefici, la-voratori d'argento, scultori e pittori. Nel secolo XVI® numerosi erano i medici italiani in Slovenia; poi sopravvemiero i tedeschi che tolsero loro questo primato. Grandissima era I'influen-za delle Universitä italiane, in primo luogo di quelle di Pavia, Bologna e Padova. La nota facoltä di filoso-fia e di medicina di Padova e la vita allegra della cittä attrassero molti giovani nobili della Slovenia. I borghesi studiavano per la maggior parte il diritto e si disseta-vano al fonte di quello romano preparandosi per gli alti uffici. Dal 1546 al 1614 stu-diai'ono a Padova 146 študenti della Camiola, di cui 87 mobili. Al tqmpo stesso rUniversitä tedesca di Tii- Giorgio Berlutti con cuore di figlio e con fede di fasei-sta ha dedicato all'Italia un libro in cui la passione gli detta nobili pagine esaltatri-ci della Stirpe. Fede e dolore, volonta e carattere, sacrificio ed eroismo, gloria e martirio, presentimento di albe sognate e certezza di vittoria: tutto nel nome di Roma etema e ricordato al memore cuore degli Italiani ed anche ai pi-gri, agli animi giacenti, da Berlutti in uno stile fermo e luminoso che ha la chiarita la bonta di chi sente di dovev dire parole semplici e nello) stesso tempo verita grandi. La stessa fortuna che arri-se al suo libro, edito per I'ot-tava volta, «Cuore d'ltalia*,. credo arriderä al Berlutti per questo nuovo libro in cui ancora una volta egli s'in-contra con I'amore e i pal-piti dei giovani educati sotto il segno del Littorio. Non e un libro dei tanti, ma un libro fervido che esprime un «credo» e lo rivolge all'eroica ed esultante giovinezza italica in frasi sonanti su cui passa ora un soffio di solenne epo~ pea ora lo sqidllo delle diane-adunatrici ora il ritmo della musica triste ma virile det. nostri canti guerreschi. Comincia dai giorni lonta-ni e dall'alba nuova in cut verso il cielo della Pat/ria-s'affisd un volto con-usco di volonta e di genio: quell» di Mussolini. E s'addentra, poi, nel travaglio della Stirpe che si rinnova, nei meriti degli Italiani che ritro-vano se stessi col seguire il Capo, nelle ansie e nelle lotte in cui i cuori fremono e preparano il loro destino, nelle conquiste del Regime e nei diritti delle nostre tre guere d'Africa, di Spagna e dell'ora attuale: sono capi-toli divisi, episodi, ricordi, ri-ferimenti, il tutto unito dalla occulta trama del sentimento che sta all'opera scritta come il tripode alia fiamma. Chi lavora con questo scopo sa d.'aver compixdo una nobile fatica. Nichele iovelli GIORGIO BERLUTTI: «Itaila eroica». — Unione editoriale dT-talia, Roma. Lire 20. Sullo slondo bucolico della Russia risorta: la vita conlinua. sr Hiiii :::::: •••••• :::::: iiiiii ^ll :::::::: Squadristi del Battaglione „Nizza": A noi! I Agosto 1942: data di na-scita del 215" Battaglione Squadristi «Nizza». U nome 6 un programma: completare l'opera del RLsor-glnento e conquistare la terra di Garibaldi la cui rinun-ci» tanto dolore aveva arre-cat» all'Eroe e tante nubi STera creato tra i grandi arte-flci dell'unitä d'Italia. Ma 1 leglonari eono inoltre squadristi, appartenenti alle gloriose squadre d'azione dei Fasel dl Oombattimento, deposi-tari deüo spirito piü genuine della nostra rivoluzione, e pertanto sono sempre pronti a combatbere ovunque il Duce lo comandl. II nome del loro Battaglione puö essere un slmbolo, una mfeta da raggiungere, ma in-tanto altrl cömpitl possono e devono essere assolti, e gli squadristi, tra i quali moltis-slmi sono ex combattenti, Ii stanno assolvendo colla loro fede immutabile e con uno spirito garibaldino davvero invidiabile per i loro quaranta annl suonati. Li comanda un vecchio e dinamico squadr^ta, il Primo Seniore Giovanni Tebaldi, reduce di tre guerre, ottimamen-te coadiuvato dall'aiutante magglore Richter e dagli altri ufficiali, tutti valorosi ex combattenti, che, piü che supe-riori, sono dei bravi camerati. Molti giudizi sbagliati si fanno sui battaglionl squadristi da Chi non ne conosce la vlta e ferma la propria attenzione e le proprie impression! SU un'etä che ha abbondantemente superato il mezzo del cammin di nostra Vita. , Certamente saranno dei bat-taglioni decorativi! E come sarä possibile otte-nere rendimento e disciplina in gente delle piü disparate condizioni sociali e che non ha piü l'elasticitä dei venti anni? Altro che decorativi! Dopo un rapidissimo addestramen-to e le marce lunghe ed este-nuanti, le azioni diurne e notturne si susseguono con un ritmo incalzante tale da far invidia al reparti giova-nissimi, perch6 tra gli squadristi l'azione 6 un'epidemla e il clima del Battaglione ö infetto da un dlnamismo ve-ramente encomiabile. Varrä la pena di intrattenerci in altra occasione su qualche opera-zione ed episodio di fulgido valore. In quanto alla disciplina non 6 necessario che essa venga imposta, ma č vi-vamente sentita da tutti con la sensibilitä derivante dalla loro esperienza e dalla loro fede. AI critici per natura e per partito preso, che se ne stanno seduti ai tavoli dei cafffe 0 frequentano i salotti ele-ganti dove non si parla piü di letteratura o di musica ma di piccoh o grossi accaparra-mentl di carne, di farina, di olio, di burro, si puö a ragio-ne applicare la massima del Flaubert: vcessere il critico quel tale che per non andar soldato s'6 fatto poliziotto>. La costituzione del «Nizza» fe stata un ritrovamento e im ritorno ai vent'anni. Quanti camerati che non si rivede-vano da un ventennio si sono ritrovatl e riabbracciati con la piü Schletta emozlone! Uomini che sl sono incam-minati su strade diverse, che hanno avuto diverse fortune, superior! nella vita civile che dlventano inferior! nella vita militare, si ritrovano al battaglione senza urti o contrast!, ma con un cameratismo Che 1! affratella. Si afferma che la vita militare serve tra I'altro ad eli-minare le distanze sociali e a far comprendere che nel servire la Patria sono eguali il ricco ed il povero, con gU stess! diritti e gli stess! do-veri. Ciö 6 facile a vent'anni quando ancora le abitudlni non si sono inveterate e co-munque la propria posizione sociale non dipende da lun-ghi e talvolta tormentat! anni dl travaglio. Vlvere a con-tatto di gomito a quaranta anni, accomunati net disagi e affratellati dagli stess! pe-ricoli, 6 molto salutare e ser- Pattuglie in Balcania Zona d'operazioni, ottobre 1H2-XX. II campanelio del telefono mi fa saltare di colpo dalla rudimentale branda. Ricevo I'ordine di uscire con una pattuglia. In dieci minuti sia-mo pronti. £) notte. Piove. Indossianio il telo da tenda a mo' di impermeabile; per asscciazione di idee penso al «poncho> di Garibaldi. Avanziamo in silenzio. Tut-to tace. Gli scarponi chiodati, che fanno tanto rumore quando siamo aH'accantonamento, e che hanno il potere di man-dare in bestia il Capitano perche non lo fanno dorniire, sembrano ora scarpine da ballo: pare che sfiorino la strada. Tendiamo le orecchie per sventare qualche eventuale iniboscata dei partigiani. Vorrei sapere a che pensa-no i miei uomini. A me I'im-niagine di una biniba lontana acconipagna il cammino. Le luci dell'alba tentano di penetrare le nubi che si ad-densano nel cielo. Gli alberi, i campanili, le casupole ricamano con il nero delle loro masse I'orizzonte. Ad un tratto sentiamo rumore verso il bosco che e alla nostra destra. Do con un cen-no I'ordine di gettarsi a terra. Immediataniente si sente il ta-pum dei Mauser. Le pollottole fischiano at-torno a noi. II mio portarma apre il fuoco. E bello il cre- pitio deila mitraglia: pare che possa schiantare tutto questo grigiore che ci circonda. Dopo poco cessa il fuoco dei partigiani. Hanno trovato un osso duro e, come senipre, si ritirano. Rimaniamo appiattati ancora per un po' e poi riprendia-mo la marcia. Siamo allegri; ora non im-prechiamo piü contro il maltempo. Questa scaramuccia, I I'odore della polvere, Tavven-tura ci hanno dato un senso di euforia. Portata a termine la mis-sione affidatami, prendo la via del ritorno. Contro il cielo, ora piü chia-ro, i pali di un seccatoio di-segnano un imnienso penta-gramma: forse qualche gigan-tesco genio musicale vi scri-/era in note purpuree I'inno del coraggio e della vittoria. C. Sq. Ugo Cecciierini .1-^ «Prima linea» riserverä quindicinalmente una pagina alia collaborazione lei combattenti. Tutti i soldati di ogni corpo e specialitä sono in-vitati ad inviare articoli, corrispondenze, disegni e fotografie rispecchianti i vari aspetti della lore vita di guerra. II materiale pubblicato verra compensate. _ * •••••••••• •••••••••• ::::::::::: ve a dimostrare come la cosa Che piü conti sia quello spirito di solidarietä che sta alla base della morale fascista e che, forse per le vicende di ogni giorno, nella vita civile viene da molti dimenticato. La costituzione dei batta-glloni squadristi acquista pertanto, oltre ad un indiscutibile valore belllco, anche un valore profondamente sociale e rivoluzionario. Nelle squadre d'azione, in guerra e in pace, gli squadristi sono stati, sono e saranno sempre in linea al servizio e per il trionfo della Rivoluzione e del Duce. Squadristi del Battaglione Nizza: «A noi!> C. II. Cesare TolfaneÜi disse il dr. Dietrich, che Gruppo Obici 152/13, 162° Btg., P. M. 46 . . . 5 R. Guardia Finanza Rettore Umberto, Distacc. Controllo Finanza, Rakek E Geniere Picciati Giuseppe, C n/XXin Btg, P. M. 46 4 Conf. Scelto Silenzi Sta-nislao, C° Leg. Mil. Confi-naria MobiUtata, P. M. 110 4 Centur. Serretti Leopol-do, C» Gruppo Batt. M., P. M. 46.......' Carab. Paoletti Onofrio, XI" C. A., P. M. 46 . . . ' Finanz. Daidone Giuseppe, Distacc. Controllo Finanza, Rakek.....: I 5 premi in palio per la prima giornata sono stati as-segnati e saranno spediti quanto prima ai seguenti mi-Utari: C. M. Pugliesi Ugo, Cap. Magg. Perotti Emidio, Cap. Magg. Benvenuti Walter, Geniere Zigliotto Luigi, Conf. Trevisan Adelchi. Si ricorda che le giornate del campionato valevoli per il concorso pronostici sono la 5a, la 7a, la 9a, I'lla, la 15a; per il girone d'andata, e la 2a, la 4a, la 6a, I'Sa, la 10a, la 12a e la 14a per il girone di ritomo. Oltre ad una classifica quindicinale verrä compilata una classifica al termine del girone d'andata e una classifica a fine del campionato. Si ricorda infine che il re-golamento del concorso dispone Che ogni concorrente non puö inviare piü di un pronostico per ogni giornata e Che le cartoline dovranno portare 11 timbro postale di almeno 3 giorni prima della giornata cui si riferisce il pronostico. Concors! delle figurine e dei giochi Su ciascuno dei pacchetti di slgarette, dei calendariet-ti e dei sacchetti che* la Fe-derazione distribuisce ai ca-meratl in grigioverde š inse-rito un talloncino contenente una figurina e un gioco i quali appartengono a due Serie di 20 figurine e 20 giochi e formano oggetto dei due concorsi seguenti: 1») Concorso delle figurine Tutti coloro Che invieranno all'Uff. Combattenti di questa Federazione entro il 1" Feb-braio 1943 tutta la collezione completa delle 20 figurine, riceveranno in premio un oggetto. 2") Concorso dei giochi Tra i militari che invieranno prima del 18 Novembre p. V. la soluzione esatta di 5 giochi saranno sorteggiati 5 premi da L. 100 e 50 premi in oggetti; tra quelli che avran-no inviato la soluzione di 10 giochi saranno sorteggiati 5 premi da L. 200; tra quelU Che avranno inviato la soluzione di 15 giochi saranno sorteggiati 5 premi da Lire 300. I premi predetti saranno corrisposti in Buoni Postali fruttiferi al 5%. Tra quelli, infine, che risolveranno tutti e 20 i giochi saranno sorteggiati 3 Buoni del Tesoro da L. 500. Si noti che chi risolve tutti 1 giochi — qualora non abbla in sorte 11 premio di L. 500.— parteciperä al sorteggio degli altri premi minori. Cosi anche i solutori di 15 giochi e dl 10 giochi. Lotferia dei ilOOJ'premi Ciascuna delle figurine con-tenute nei pacchetti di siga-rette 6 contrassegnata da un numero e da una lettera e partecipa ad una lotteria do-tata di 100 premi da L. 50.— la cui estrazione avrä luogo 11 28 Ottobre p. v. Concorso di cultura fascisfa 1") Perchš I'ltalia conqui-stö I'Abissinia? 2o) II Sindacato Fascista: che Cosa 6, quali gli scopi, quali i mezzi e in che cosa differisce dal Sindacato del-I'epoca liberale? 30) Che cos'fe la Carta del Lavoro, che cosa si propone? 40) L'autarchia: quando ebbe inizio e perchfe fu voluta dai Duce? 50) Perch6 I'ltalia š entrata in Guerra? I partecipanti a questo concorso dovranno rispondere a tutte le domande sopra elen-cate, cercando di svolgere ed illustrare i temi contenuti nelle domande stesse. I lavo-ri dovranno essere inviati entro I'll Novembre p. v. Premi: I» L. 400, 2° L. 300, 30 L. 200, 40 L. 100. Altri 6 premi in oggetti. fiufn» UHta SETTIMANALE DELLA FEDERAZIONB DEI FASCI 01 COMBATTIMENTO Dl LUBIANA Dlrattore responiabll* LUIGI PIETRANTONIO TlpograJiB »Merkur« 8. A. Lublana Caffä «c^ffiona» jiA Lana ESERCIZIO DI PRIMO RANGO NEL CENTRO DELLA GITTA — RITROVO DI PUBBLICO DISTINTO — SER-VIZIO INAPPUNTABILE. — GIORNALI E RIVISTE. — GIORNALMENTK CONCERTI POMERIDIANI E SERALI. Ostitu-to di CZtadito p.at doniniaicLo