SAN SEVERO - CLASSE: MONASTERIUM ST. ROPHILI GIOVANNA BERMOND M ONTANARI M useo Nazionale di R avenna Fig. 1 in annesso Negli anni 1967—68— 69, parallelam ente alle ricerche svolte nell’am bito d ella Chiesa di S. Severo si sono svolti longitudinalm ente alla p arete Sud della C hiesa, »pars virorum « degli scavi al fine di m ettere il luce le fondam enta d e ll’edificio, che secondo il protostorico A ndrea Agnello, avrebbe costituito il prim itivo luogo di sepoltura del Santo. D all’A gnello tale sacello viene deno­ m in ato »m onasterium S ancti Rophili« ed è questo' il più antico ricordo che ci re sta di S. Ruffiilo, divenuto poi vescovo e p ro tetto re di Forlim popoli. Lo scavo ha messo in luce due am bienti, di cui il prim o con abside orientato Est-O vest, ovvero con un’orientazione opposta rispetto a quella della Chiesa successiva­ m ente costruita e unico esem pio finora nel ravennate; il secondo am biente adiacente al lato Sud del prim o, presenta una p ian ta di form a rettangolare (fig. 1 in anesso). Il rim aneggiam ento del I am biente, d u ran te la prim a affrettata ed em pi­ rica cam pagna di scavo, rende difficile rico stru ire una sequenza cronologica del­ la sua esistenza. In nessun conto è stata ten u ta la stratig rafia e i relativ i reperti. C onservava due tom be, di cui è già stata data notizia in altra sede.1 Il secondo am biente che pure conservava due sepolture è stato in p arte scavato in un mo­ m ento successivo e la relazione di scavo ci dà più possibilità critiche e relativ a­ m en te cronologiche. Ci pare chiaro che am bedue tali am bienti abbiano in origine fatto p arte d e l grande edificio di età rom ana, accertato sotto la Chiesa di San Severo. Äp-' pertenevano probabilm ente all’ala più m eridionale della costruzione, la cui' v ita e d u rata dagli ultim i anni del I secolo fino alla fine del IV secolo. Nel- l ’ultim o periodo riteniam o che in essa, forse div en u ta »domus episcopi«, deve' essersi inserita u n a »ecclesia domestica«, che gli scavi hanno accertato. Tale considerazione già espressa con alcuni dubbi d alla scrivente, nella prim a relazio­ ne dello scavo di San Severo, ha trovato in questi ultim i anni ulterio ri possibi­ lità di conferm a.2 1 M . M azzotti, P ro b lem i su l p rim iti­ vo cristianesim o n ella regione di Classe, in A t t i d e l C o n v e g n o I n te r n a z io n a le d i C la s s e (R avenna 1968) pp. 472 ss. Id., in XV C o rs o d i C u ltu r a s u ll’A r t e r a v e n n a te e ‘'b iz a n tin a (R avenna 1968) pp. 227 ss. 2 M. M azzotti, Il sacello di S. S e­ v ero in C lasse, in B o lle ttin o E c o n o m ic o d e lla C a m e r a d i c o m m e rc io , A. 25 n. 10 (ott. 1970) pp. 972—977; v. anche G. B er- m ond M o n tan ari, L a c h ie s a d i S . S e v e r o n e l te r r ito r io d i C la sse (Bologna 1863). 1 Fig. 2. R avenna. M osaico dal sacello di S. Severo (dopo lo strappo) SI. 2. R avena. M ozaik v cerkvi sv. Severa (po dvigu) Dei due am bienti, il prim o deve aver servito al m em ento della m orte di S. Severo, avvenuta circa alla m età del IV see. d. C., per una sepoltura di tipo fam igliare. Successivam ente, a giudicare dai lacerti musivi recuperati, fu pavi­ m entato a mosaico forse nei prim i decenni del VI see. Tale pavim entazione ha subito certam ente ulterio ri rappezzi, uno di questi (fig. 2 ) può essere datato sia dai caratteri d ell’iscrizione fram m entaria, sia dai m otivi decorativi, all’ V ili secolo. Si tra tta del lacerto rinvenuto presso la base di colonna, sul lato E st dell’edificio. Come am biente deve avere avuto con ogni probabilità a p ar­ tire dal VI see. una vita autonom a rispetto alla Chiesa e poi sussidiaria. Da destinazione del secondo am biente a sepolture è pure accertata dallo scavo, che ha restituito due tombe, il cui bordo è a livello del pavim ento musivo. In seguito allo strappo del mosaico si sono ritro v ati num erosi fram m enti di si­ gillata chiara (del tipo A, C, D), dei quali diversi erano anche nel sottofondo della tom ba del lato Ovest, che m ancava della pavim entazione. L'excursus cronologico di questa classe ceram ica non supera la fine del IV see., è quindi Bip. 3. R av en n a. M osaico dal sacello di S. Severo SI. 3. R avena. M ozaik iz cerk v e sv. Severa un term ine ante quem , per la successiva pavim entazione musiva. Questo mo­ saico piuttosto ben conservato presenta m otivi decorativi, che ricordano quelli della volta di S. V itale. L’uso di paste vitree, il colorismo m ovim entato del­ l’insiem e ci suggeriscono una cronologia che non supera la fine del V secolo. Po­ trem m o postulare l’ipotesi che in questo secondo am biente, sito in adiacenza di u n a »domus episcopi« vi potessero essere sepolti vescovi anteriori o im m edia­ tam ente sucessivi all’episcopato di Severo; l’esame dei resti um ani compiuto dall’Istituto di A ntropologia dell’U niversità di Bologna, non ha fornito elem enti particolarm ente p ro b ativ i.3 Sappiamo che il corpo di S. Severo fu in seguito alla costruzione della Chiesa trasportato »in m edia ecclesia« e in seguito trafu ­ gato. E’ possibile che lo stesso sia avvenuto p er i m orti del secondo am biente e che i resti accertati dallo scavo siano più ta rd i e non pertinenti. Il prim o sacello è costituito da un’aula rettangolare absidata; m isura di lunghezza m. 6,60, dal centro dell’abside m. 8,40; di larghezza m. 5,95. I m uri in m attoni rom ani hanno uno spessore di m. 0,75. L’apertura verso Est era form ata probabilm ente da un arco sostenuto da due colonne; solo di una si è potuta rinvenire in posto la base sotto la quale era stata riutilizzata una lastra sepolcrale classiaria, databile tra la fine del II e il III sec. d. C. Si può supporre che sistem andosi questa costruzione, sia stata recuperata da una vicina necropoli pagana, forse verso la fine del IV see. e, a questo periodo potrebbe farsi risalire la prim a sistem azione del sacello. Questo tro v a confer­ m a nel rinvenim ento a ll’interno di una m oneta di Licinio. Il m uro di fondazione nel lato Sud in cui è praticato l’accesso alla Chiesa, ha la risega poco più bassa della soglia e non s’immorso nei m uri perim etrali, si deve quindi considerare la probabilità che sia stata sistem ata u n a chiusura del sacello, in un periodo successivo alla costruzione dell Chiesa, che sappiam o consacrata nel 592. N el lato Nord adicente al nartece della Chiesa furono operate due porte in breccia nel m uro della larghezza di circa un m etro. Dalla p arte opposta u n ’a p e rtu ra portava al secondo sacello. In questo punto si rin ­ venne il tra tto di m osaico con m otivo a p elte (fig. 3) che è chiaro indizio di un passaggio largam ente usato. D avanti al prim o sacello si è rinvenuto u n m uro con andam ento obliquo in direzione Est, di cui si è sondata la prosecuzione, sino a m. 1,50 oltre l’abside dell’edificio rom ano. In corispondenza del m uro perim etrale del sacello, di fronte ad un probabile accesso tra la Chiesa e l’area dei sacelli, che forse possiamo am bedue definire col term ine di »monasteria«, si è trovato sotto un m uretto assai tardo (forse rinascim entale), un fram m ento di pavim ento musivo databile all’V ili—IX secolo con l’iscrizione »DEI ET SANCTI SEVERI«, proba­ bilm ente m essa a ricordo ed indicazione del passagio tra la Chiesa e l’ex tom ba del santo. L ’abside in m attoni rom ani, intonacato all’esterno faceva probabil­ m ente p arte di quell’insiem e di fondazioni, di cui si sono trovate tracce sul cocciopesto e che erano già state indicate come appartenenti ad »una ecclesia domestica«. La ricostruzione presentata dal Mazzotti, può essere nelle linee generali accettata, si suggerisce tu ttav ia di m odificare i l’attacco dell’abside, che non poteva essere la conclusione di un lungo corridoio. 3 M. M artuzzi V eronesi, E sam e (Istitu to di antropologia d e ll’U niversità antropologico dei resti scheletrici rin ve- di B ologna, 1968) pp. 3 ss. n u ti nel sacello della basilica di S. Severo Sa n S evero-C lasse: lîo n a sterïv.m S t. R ophili V letih 1967, 1968, 1969 so p araleln o z razisk av am i cerkve sv. S ev era vzdolž n je n e ju žn e stene p o tek ala izk o p av an ja zgradbe, k i n aj bi po poročilu A n d reja A gnello p re d s ta v lja la p rv o tn i p ro sto r svetnikovega groba, in n aj b i se im enovala M o n a steriu m St. R ophili. Iz k o p a v a n ja so o d k rila d v a prostora. V p rv em z apsido in o rie n ta c ijo V—Z sta b ila d v a grobova in tako tu d i v drugem p rav o k o tn em p ro ­ sto ru , k i je ležal ob ju žn i s tra n i prvega. Izgleda, d a sta oba p ro sto ra b ila p rv o tn o d el velik e rim sk e zgradbe, k i je b ila d o k u m en tiran a pod cerkvijo sv. S ev era in ki je služila od konca 1. do ko n ca 4. st. V to stavbo, k i je m orda postala dom us episcopi, se je v k lju čila ecclesia dom estica, ki je z izk o p av a n ji izpričana. P rv i od o m en jen ih d v eh p rostorov (v obeh so n a šli ostanke m ozaičnih ta l iz različn ih obdobij) je b il ob sm rti sv. S evera — okoli sre d in e 4. st. — p o rab ljen za pokop d ru žin sk eg a tipa. V d ru g em p ro sto ru p a b i la h k o bili pokopani škofje p re d ali neposredno po sv. Severu. V e n d a r je m ožno, d a so b ila n jih o v a tru p la, kot vem o za tru p lo sv. Severa, p ren ešen a v cerkev, ko je b ila ta z g ra je n a (posvečena leta 592). SAN SEVERO G, BERM OND M O N TA N A RI - CLASSE: MONASTERIUM ST. ROPHILI F ig. 1. R av en n a, S. Severo. K a n ta dei sacelli Sl. 1. R avena, sv. Sever. N a č rt cerkva