L' ASS0C1AZ10S1' per un ando anticipati f. 4. III. ANNO. Sabato 16 Settembre 1848. M 54. v Delle saline di Trieste. r Aveva il benemerito Dr. de Rossetti pošto insieme, siccome- collaboratore a certa opera sull'industria, le memOtie tutte delle Saline di Trieste nel medio evo, e nei tempi moderni, e siccome illavoro superava la mole di un articolo di opera generica, si era determinato a farlo di pubblica ragione mediante le stampe. La regia Censura di Venezia credette di non concedere la stampa, se le Autorita del Litorale non vi apponevano il placet, ma queste autorita proibirono anzi che 1' opuscolo ve-desse inai la luce; ne questa decisione pote essere can-jjiata. L'uomo dnbbene, il di cui nome merita estima-zione, tOnne quel libro fra le cose sue, alla sua morte noi si rinvenne, ne piu se n'ebbe notizia, forse affidato a qualcuno che in buoha coScienza credette di farlo suo per diritto di derelizione, privundtf cosi la patria di notizie quali egli solo sapeva raccogliere con mirabile di-ligenza e con minuzioso sistema, e lo poteva allora che ne le carte eransi falte rare come oggidi, e 1' eta lo fa-ceva superiore alle derisioni di qualche ignorante che per coprire 1' ignoranza non si vergognava di divenire maligno. A chi ci f6 qualche domanda su tale materia delle Saline volentieri avremmo fatto parte di quella pre-ziosa raccolta; per soddisfare ali' inchiesta diremo quel počo che ne sappiamo. L' arte di trarfe il sale dali' acqua marina e certamente antichissima fra noi (dovremmo parlando di Trieste dire era) perche insegnata dalla natura che sugli scogli e sui bassi fondi olfre spontaneamente il sale formato dai decubiti di acqua marina nella estate. Non abbiamo notizia di autore o di lapida dei tempi romani che ne facciano menzione tra noi durante tutta 1' antichita, ne indizio ehe i Salinatori formassero corpo di arti (che i romani avevano i čorpi chiusi d' arte), sia che l' esercizio fosse proprio dei condannati per delitti, noto essendo che fra le pene specialmente per delitti di stato c'era ad salinas, ed a questa pena si dannavano a preferenza le donne e le donne anche oggidi lavorano nelle saline, o sia piuttosto che qu«st' arte quando non veniva eser-citata da schiavi, lo fosse da persone che avevano anche altra professione nei piu mesi deli'anno, siccome tutto; giorno avviene. Ma non dovrebberp mancare monumentr che possano fare testimonianza deli' antichissimo esercizio delle saline fra noi, e questo sarebbe il linguaggio tec-nico, il quale se in qualc'ne parte fu viziato, non potrebbe esserlo stato che in questi tempi a noi piu vicini. Pre- ziosi avanzi di lingua antica sono in molte parti d' Istria in tutti i negozi della vita, ne cessano di essere preziosi quand' anche spregiati, avanzi che altre provincie andreb-bero superbe di avere;'živanzi soltanto, perche 1'agricol-tura p. e. non li ha piu cosi puri, pel contatto con persone che usano lingua piu viva e comune ad altre provincie; ma 1' arte salinaria dovrebbe conservarne inol-tissimi e tutti propri, perche quest' arte non viene e-sercitata in provincie prossime; e la Dalinazia se anche avesse una lingua tecnica propria non potrebbe avere avuto influenza sulla lingua tecnica deli' Istria. Non e, non e la lingua odierna italiana del tutto nuova, ed e lingua scrilta; non e, non e che gli antichi parlassero quella lingua che leggiamo nei classici; v'era allora la lingua volgare, dalla quale si trasse la lingua scritta e la lingua volgare d' allora non e tolalmente diversa dalla lingua volgare d'oggidi; la quale se diede materiali 'alla»lingua nobile moderna, conserva assai materiali della lingua nobile antica, ed in questi materiali serbo un le-stinionio deli' antica sapienza »lelle antiche condizioni. E noi pensiamo che il raccogliere siffatte tcstiinonianze gioverebbe alla comprovazione di certe condizioni che si vorrebbero credute oggidi, meglio che vaghi e veementi parlari. In carta del VI secolo si fanno menzione delle saline sull' Isola dei Brioni, donate alla chiesa di Parenzo; il trovare da tempo si remOto le saline su quest' Isola, induce a dire le localita ove stavano saline alla costa d' Istria, sia per la facilita che davano i sedimenti dei torrenti alla loro foce, sia pel terreno di colluvione in qualche vallata. V' erano dnnque saline, sul terreno oggidi occupato dalla citta Teresiana di Trieste: fra il Corso, la via alla Casarina, il inacello, ed il mare; nel sito ove oggidi 6 il recinto deli' Arsenale di Artiglieria e la piazzetta di Campo Maržo, nella valle del Broletto al navale S. Marco, nella valle di Servola, nella valle di Garizole e di Zaule fino a Monlelongo o Stramar; in Muggia nella valle di S. Clemente, presso le mura di Muggia, fra la punta grossa e sottile; in Capodistria alle foci del Cornalunga e presso la citta; presso Isola; in Pirano a S. Basso, a Fasana, alle foci della Dragogna, presso Cittanova, presso Parenzo, presso Orsera, alla Bocca del Leme, sui Brioni, presso Pola. L' antica legislazione non avvoco in proprieta dello stato il sale; ma lo lascio in proprieta dei privati, siccome frutto della loro industria, con materia prima che e di uso comune quale il mare mediante cose che sono di proprieta privata quale il terreno e gli stromenti. Bensi il sale gia prodotto fu oggetto imponibile, e lo si sottopose ad imposta che con nome che si dava a tutte le imposte si diceva decima, e che troviamo anche detto sestiere (Sexterium). Queste imposizioni vediamo nel medio evo essere sempre unite al dominio di ragione dei comuni, percepite dai comuni. Secondo una Costituzione deli' Imperatore Federico Barbarossa i redditi delle saline, erano regalia del Principe ma non e noto se in questa provincia d' Istria il Principe P avesse esercitata; o se piuttosto quella regalia non dovesse applicarsi al sale di monte, del quale sap-piamo essere stata regalia di Imperatori posteriori, mentre le saline di mare, non P erano. Dei Marchesi d' Istria I sappiamo poehe cose; dei Patriarchi non sappiamo che avesse diritto nemmeno di imposta sui sali; ali'incontro le leggi statutarie delle citta ove la salificazione era di rilievo, vediamo che le Municipalita avevano esazione, e propriamente per doppio titolo, P uno dipendente dalla proprieta del fondo, in quanto che i fondi senza padrone, abbandonati dal mare, erano di dominio del comune, e da questo si concedevano a privati per farne saline a condizioni di decima perpetua, o di altro canone e di adeale; P altro dipendente dal diritto di imposizione in vantaggio della Cassa del Comune, e tali condizioni du-rarono anche quando i comuni si diedero a principe, o perche fossero libere, o perche lasciarono P antico. II cosi detto monopolio del sale fu principio fre-quente in Italia, non altrove ove il sale si tenne per oggetto imponibile soltanto; pero il monopolio non era quale oggidi e adottato cie 1' eselusiva proprieta del sale; ma consisteva soltanto nel commercio (come lo dicevano allora) cioe nel diritto eselusivo di prima comprita dal producente e di prima vendita, il che guarentiva alla Camera del principe grandissimo provento per la diffe— renza dei prezzi tra comprita e vendita. E sebbene il prezzo di comprita venisse regolato da contratti bila— terali, che dicevano Cnpitoli per tempo non lungo (quinquennio o decennio) il prezzo di vendita stava sempre in liberta della Finanza; la quale poi mediante i capitoli si garantiva contro produzione di quan-tita che non venisse da lei comperata. La conversione del monopolio in privativa fu pensiero dei tempi moderni , il quale pote fare si che la Finanza fissasse ai producenti il prezzo non gia di comprita (perche il Sale era deli' Erario fino dal suo formarsi) ma di produzione senza avere le noie, il pericolo ed il dispendio della produzione. Si vuole che i Veneziani desiderassero P Istria non solo per le cose di mare, perche a loro necessaria a domi-nare P Adriatico, ma anche pril sale di cui facevano am-plissimo, anzi eselusivo e ricco commercio nell' Italia superiore. Difalti presero in soggezione quei paesi, ove producevasi sale, non soltanto intorno 1' Estuario Veneto, che noi intendiamo da Duino a Ravenna, ma altresi nel regno di Napoli sulla costa Adriatica. Certo si e che dopo di avere dovuto rinunziare ad ogni speranza di avere Trieste, ebbero continue lotte e gare, e perfino guerre per le saline di Trieste, da Trieste estorsero nel 1463 a promessa di non attivare saline; e con mille non lo-devoli pretesti volevano diminuite le saline di Trieste. j Le quali cose si facevano da quel governo non gišt per accrescere la finanza direttamente (perche non eral privativa il sale, ne monopolio) ma perche tratti gli abitanti di paesi interni a comperare il sale nei paesi che 10 producevano, ed impossibilitati a farne senza, vi at-tivavano un commercio di ricambio, utilissitno ai popoln* utile alla dogana pei balzelli che percepiva E quando j il sale divenne monopolio, e peggio quando divenne pri- ; vativa, questo commercio cesso del tutto; il contrabbando del sale non reco giovamento, non pote supplire cio . che la finanza aveva tolto, meno consultando gli interessi del popolo di quelIo che il diretto e piu prossiino deli'Erario. :> a Or diremo qualcosa delle saline di Trieste, e prima deli' epoca anteriore alla dedizione austriaca. II Vescovo-, come Signore fondale (cosi dicevano) di Servola, perr-cepiva la decima del sale prodotto nelle saline di Zaule, 11 comune percepiva dalle altre saline (che non fossero di sua proprieta fondiaria) il sestiere cioe di ogni sei moggia, uno; delle proprie come delle saline nuove la decima. II sestiero si percepiva veramente dalle saline ,di Zaule e Garizole. '•'/■. V' era poi un dazio detto dei quattro soldi, che erediamo applicato come fondo per opere occorrenti alle saline. Notiaino che alle opere di difesa della saline contro il mare concorreva anche il comune. II commercio del sale era libero tanto alPingrosso quanto al minuto; era proibito il trasportarlo oltre mare, il sale doveva servire soltanto al commercio di terra. La produzione non era sempre a meta fra salinari e proprietari. II sale prodotto nelle saline di Triestini che fossero a S. Clemente (Muggia) doveva portarsi a Trieste non a Muggia. Venuta Trieste in dominio deli' Austria, queste condizioni non furono cangiate, soltanto del dazio del sestiero fu incerto, se spettasse al Principe od al Comune, fu controverso, fu percetto or dali' uno or dali' altro per ultimo fu del Comune. In sulla prima meta del secolo XV esisteva in Trieste una camera di sali, di ragione del Principe; il quale aveva fatto contratti coi proprietari delle saline, i quali s' erano obbligati di fornire annualmente 24000 stara di sale al prezzo di 20 carantani lo staio; pero il commercio era libero, anzi nel 1690 Leopoldo I rinno-vava due mercati per facilitare il commercio del sale. Il sale comperato dal Principe veniva trasportato a S. Giovanni di Duino. Nell'anno 1696 il Principe Austriaco volle imitare cio che aveva fatto Venezia nell'Istria, ineorporo cioe alla Camera il commercio del sale, come lo dicevano, cioe a dire dichiaro monopolio proprio 1' acquisto di prima mano del sale dai producenti, i quali vennero costretti a fare contratti periodici, di cinque in einque anni, a prezzi convenuti; la vendita di seconda mano e piu oltre era peraltro libera. I dazi sui sale rimasero quei medesimi che orano fissati dalli antichi statuti, cioe il sestiere, ed i quattro soldi per moggio ; le saline di Zaule erano immuni; il comune sopportava la spesa dello spurgo dei : torrenti. Nel 1800 il dazio del sestiere import6 fiori- ni 753:53; quello dei quattro soldi per ogni metzen di šale fni. 169:8; le saline di Servola pagavano la deci-ma sojtanto e questa al Vescovo. Alla Commenda del-1' ordine Teutonico di Lubiana subentrata ali' ordine dei Tempi ari per la possidenza di Valle-gioconda al Risano si davano 33 metzen % di šale, e si avevano di ricam-bio dodici lingue di bove affurnicate, prestazione che in tempi recenti venne affrancata dal comune, sebbene non vi fossero piu saline. Ed in ogni anno si faceva un regalo di sale agli officiali della Guardia Civica, ed agli impiegati del Comune. . Cosi procedettero le cose fino al 1797; anzi il Governo aninjo e protesse la produzione del sale (nelle saline di. Zaule e Servola, dacche quelle presso la citta erano.state comprate daH'Erario per farne il Lazzaretto e la .Teresiana) e sappiamo che durante 1' impero di Ma-ria T^resa si fecero tentativi di migliorazione, per cui fu benemerito e premiato certo chirurgo Dr. Gallo, e si rinnovarono quegli esperimenti tante volte e sempre inu-tilmente gettati di produrre sale coll' azione del fuoco, ad imitazione delle saline di monte, esperimenti che si rinnoveranno ancora, se gente da questi luoghi, inesperta dei nostri si preporranno alla salificazione, e vorranno quei metodi. Nel 1797 avvenne 1'unione deli'Istria gia Veneta ali'Impero Austriaco e comincio nuova era per le saline dr. Trieste, cjuella cioe della loro soppressione, quasi le massime deli la .Repubblica di Venezia sulle saline nostre dovessero durarei 'anche dopo la di lei estinzione. Trieste aveva amministrazione propria dei sali, ma sottostava. allo stesso Governo provinciale, e (juesji propose aH'Imperatore nel 1800 che i proprietari rinunciassero in favore deli' Erario il diritto di produzione del sale, verso compenso di tre quarti del valore del fondo a prezzo di stima; e Ia proposizione venne aggradita, ordinandosi con Aulico Rescritto dei 21 maggio 1800 di sentire i proprietari, i quali chiesero 100 liorini per ogni cavcdi-no da sale nero, 300 per cadauno da sale bianco, ricu-sando di ritenere i fondi per un quarto del valore. . Ritenuto ragipnevole questo rifiuto, il Governo ordinava unia stima ed l^vitava il comune a prendervi parte siccome affare che avrebbe recato a lui giovamento. II Magistrato sentbrava propenso a comperare esso lui i fondi dando ai proprietari il quarto del valore che 1'Erario non avrebbe corrisposto, ed intendeva di di-seccarli e dj metterli ad altra coltivazionc." Nel 1801 venne ordinato alla Direzione delle pub-bliche costruzioni il calcolo della spesa per asciugare le saline e fu proposto ai proprietari di lasciare loro il carico deli' asciugamento verso pagamento di un" quarto del valore, ma questi ricusarono. D' altra parte il Magistrato poco voglioso di assumere esso lui questa opera-zione pensava che la cosa non poteva eseguirsi in via forzosa ma di pieno assenso di tutti i proprietari, anche .per la Cessazione del diritto di fare sale. Le spese poi secondo il calcolo della Direzione delle pubbliche costruzioni erano = per ridurre le saline a peschiere fiori-ni 408434; per ridurle a prati f. 397083:14; per ri-durle a terreno di coltura f. 560663:7. Su di che il comune nel 1802 dichiarava di non voler prendere parte alcuna nell' affare. II Governo spaventato dalla spesa che avrebbe ri-chiesto la soppressione delle saline, Ia quale poi non sarebbe ridondata in benefizio deli' Erario ne dei possi-denti, penso che si potrebbe ottenere 1'effetto dell'alza-mento di quei fondi mediante colmate, profittando dei torrenti e ne chiedeva rapporto al Magistrato. Due mesi dopo ordinava al consigliere governiale B. Buret rilievi, notizie storiche e statistiche delle saline. Nel 1805 il Magistrato calcolava a f. 112,943:20 le spese occorrenti alla distruzione delle saline, e ravvisava troppi ostacoli perche la soppressione potesse avere effetto; e la Camera Aulica ordinava nuovi rilievi e poneva dubbio o almeno voleva schiarimenti sul diritto pei proprietari. Mentre correvano .queste scritturazioni e pendeva da oltre cinque anni la sorte delle saline triestine; ecco reperitinamente cangiarsi Ia scena; 1'Istria gia Veneta passo al Regno d'Italia; Trieste .rimase austriaca, non si parlo piu di sopprimere le saline, anzi si penso a rialzarne 1' attivita, e se fosse stato possibile ad esten-derle. Nel 1809 Trieste passo in dominio della Francia, novelle leggi, novelli sistemi amministrativi vennero in-trodotti. Nella vecchia Francia per opinione di Cujaccio le saline erano di proprieta del principe il quale soleva affittarle a pubblicani. La legge del 24 aprile 1806 as-soggettava il sale di mare soltanto ad un' imposta il reddito della quale era applicato ai ponti ed alle strade. Pero nei dipartiinenti oltre Alpe (per riguardo alla Francia) la vendita del sale era riservata ali'Erario, cio che era stato aisposto dalla legge 5 Ventoso anno XII. 'Le leggi deli' Impero francese sui sali non vennero applicate a Trieste durante la dominazione francese ; nem-meno quelle fatte pei dipartimenti oltre Alpe; ma in Trieste si attivo la legislazione del Regno d' Italia, mantenuta in Istria anche quando questa provincia divenne francese; e le saline di Trieste furono sottoposte ali' amministra-z one residente in Capodistria. Di soppressione non fu parola, bensi di ampliazione. Rioccupata Trieste in sul finire del 1813, le cose ritornarono come stavano nel 1805, compreso il progetto di soppressione; pero nel di 17 agosto 1815 il Governo dichiarava di non voler entrare in siffatte discussioni, perche cio non recherebbe utile alcuno ali'Erario bensi alla citta; il quale utile non riferivasi gia alla deficienza di sale di propria produzione, bensi ai nuovi terreni che si calcolava di avere per la soppressione delle saline. Poco stante le saline di Trieste vennero sottoposte alla direzione delle saline di Capodistria, e regolate con decreti amministrativi nella incertezza o deficienza di leggi. Imperciocche le leggi valide a Trieste sarebbero state il diritto romano, e lo statutario, ed il monopolio della vendita; ma il diritto romano era dimenticato, lo statutario deriso, ed il monopolio esteso non solo al commercio di primo acquisto, ma alla produzione, e la produzione non gia regolata con contratti ma con tariffe; i principi di diritto erano incerti, quelli di giustizia sem-bravano sconvolti. Ed in Istria non stavano le cose su miglior piede; ivi pure era la legislazione su piede simile; il sistema completo di leggi durante il governo napoleonico venne tolto dalla Commissione provinciale sostituendovi quelle condizioni che vigevano nel 1805, ma che dieci anni piu tardi erano una mostruosa retrocessione. I principi del diritto montanistico austriaco vennero applicati diraen-ticando od ignorando che nelle antiche provincie il sale di monte divenne regalia, per volonta degli stati che vollero fare dotazione aila corona; in queste provincie di mare il sale era di ragione privata, frutto di industria, ed il solo commercio di prima mano riservato al principe, e questo acquisto di prima mano regolato da con-tratti civili. La nuova legge di Finanza sulle privative e monopoli provvide appena questo a questo ramo di le- gislazione. . In questo periodo, si tratto della soppressione delle saline di Trieste e di Muggia, consumata intorno il 1830. Ignoriamo quali motivi persuadessero operazione siffatta^ ne cnrtamente vorremmo dedurli dalle circostanze dei tempi nei quali si tratto quest' argomento. Abbiamo udito che la soppressione fosse stata ordinata nella credenza che non il commercio, ma il sale medesimo fosse di ragione deli' Erario, ed ai possessori dei terreni si offeri sette anni di reddito, coll' obbligo di convertire il terreno in campi o prati, operazione che sarebbe stata di-spendiosissima; 1'Erario decampo da siffatta esigenza, e riihiese la demolizione di certe opere le quali avrebbero data possibilita a produzione furtiva del Sale. Non siamo in grado di dare qualche dettaglio sta-tistico sulle saline, sui prodotto, e sull'utile che dava, certo non indifferente se i vicini nostri ne avevano tanta gelosia, da correre ad ogni movimento di guerra a di-struggere le saline di Trieste; certo non indifferente se tanto calcolo ne facevano i nostri. Le niemorie del Ros-setti devono avere contenuto preziosi materiali; ma come abbiamo accennato 1' opera e in altre mani. Delle antiche saline non rimane ora altro testimo-nio che qualche casolare diruto, i cavedini abbandonati, e qualche famiglia di Triestini che non pote risolversi di lasciare la terra ove vissero i loro maggiori, e datisi aila pešca piangono 1' antica condizione di quei terreni, e 1' antica agiatezza. ANNOTAZIONE. In prova delle nostre asserzioni registreremo alcuni passi di legge, non gia per pompa di erudizione, ma in verita per liberarci dal compositore che ci tormenta per manoscritti a riempiere il foglio. Publica vectigalia intelligere debemus ex quibus vectigal fiscus capit; quale est vectigal portus, vel ve-nalium rerum, item salinarum et metallorum et pica-riarum. ff. 17, TU. XVI, Diy. L de Verb. Sig. In ministerium metallicorum foeminae in perpetuum vel ad tempus damnari solent: simili modo et in salinis. ff. 8, § 8 Dig. XLVIII de Poenis. Si quis sine persona mancipinn i. e. Salinarum conductorum Cgrabellieri), sates ernerit, vendereve tenta-verit, sive propria audacia, sive nostro munitus oracnlo, sales ipsi, una cum eorum praecio mancipibus addicajur. Cod. L. IV, T. 61, § 11 de Vect. et com>. Regaliae .... (sunt)----piscationum redditus, et salinarum, et bona committentium crimen majestatis etc. Feudorum L. II, Tit. LVI. Tribunis Maritimorum Senator Pmef. Praetorio In salinis autem exercendis tota contentio est, pro aratris, pro falcibus, cylindros volvitis : inde vobis fructus omnis enascitur: quando in ipsis et quae non facitis, possidetis. Moneta illic quodammodo percutitur victualis. Arti vestrae omnis fluctus addictus est. Potest aurum aliquis minus quaerere: nerno est qui salem non deside-ret invenire: merito quando isti debetur omnis cibus qui potest esse gratissimus. Cassiodori Variarum L. XII, 24. Art. 114. Les departemens de la Doire, de la Se-sie, du Po, du Tanaro, de la Stura, et de Marengo, seront approvisiones du sel par una regie national exclu-sivement. Art. 118. Les produi.ts de cette regie seront af-fectes au service de 1'administration des ponts et des chaussees, et tiendTont lireu de la taxe d'entretien des routes dans les departemens denommes en 1'art. 114. Loi du 5 Ventose an 12. 48. II est etabli, au profit du tresor public, un droit de deux centimes par Kilogramme de Sel, sur tous les sels enleves soit des marais salins de 1'Ocean, soit de ceux de la Mediterranee, soit des salines de 1'Est, soit de toute autre fabrique de sel. Les proprietaires de ces sals seront tenu de faire la declaration exacte des quantites qu'ils en possedent et d'en acquitter le droit dans les delais qui seront deter-mines. 50. La vente de sel continuera d' etre faite dans les departemens au dela des Alpes, au profit de 1'Elat. par la regie etablie dans le cidevant Piemont par la loi du 5 ventose an 12. 51. II ne pourra etre etabli aucune fabrique, chau-diere de sel, sans une declaration prealable de la part du fabricant, a peine de confrscation®des utensils proprcs a la fabrication, et de eent francs d'amende. 52. Le droit etabli sera du par 1'acheteur au moment de la declaration d' enlevement. 59. Le produit de la contribuition etablie par la presente loi est esclusivement affecte a 1'entretien des routes et aux travaux des ponts et chaussees. Loi du 24 Acril 1806.