PXJBBLIOITA (prezzl per mm d'altezza, larghezza 1 colomia): commerciall L. 1.50 — finanzlari, legali, cronaca L. 2.50 — Concessionarla esclusiva UNIONE PUBBLICITA ITALIANA S. A. LUBIANA, Via Selenburg n. 1 — Tel. 24 83 Lubiana, 9 gennaio IS'iS-XXI DIREZIONE - REDAZIONE: LtTBIANA, CASA DEL PASCIO — Tel. 26 58 ABBONAMENTI: Amiuo L. 25 — Semestrale L. 13 — Sostenltore L. 1000 SpecUzlone in abbonamento postale U° Gruppo — UN NUMERO CENT. 60 3 gennaio 1925 — 3 gennaio 1943 Contro lo stesso nemico Piazza S. Sepolcro, Marcia su Roma, discorso dell'A-ventino, ricOnquisla della Libia, discorso di Pesaro, Carta del Lavoro, Conciliazione, Corporazioni, Bonifiche, Im-pero, Spagna, guerra rivolu-zionaria contro le democra-zie e il bolscevismo sono le tappe luminose di un cammi-no che ha poriato I'ltalia alia dignita di Potenza imperiale. Gli italiani sentono que-ste date come una cosa inti-ma, propria e ogni anno rin-novano iatto di lede per cui la vicinanza al Dace e la ii-ducia in Lui aumentano. 11 3 gennaio 1925 che si ricorda ogni anno sempre con appassionata compren-sione, vuol dire volontä di vincere, certezza di potenza, liducia di popolo, sconlitta di nemici. Un branco di sciacalli si era camullato di leoni e ave-va emesso lamenti Ira le sa-cre vestigia di un colle romano, illuso che divenissero per volonta di olimpiche delta sorpassaie,addiritlura rug-giti. La maschera cadde sotto le parole roventi di un Uomo che čredevano losse suU'orlo del precipizio, di un Uomo che si veleva a qualunque costo annientare, non credu-to, a volte ironicamente ascoltato o addirittura com-patito. QueU'Uomo pero era nato Capo e si mostrd in quel giorno nel sua vero essere. L'ltalia aveva ritrovato se stessa. Non sono vani i ricordi e le conslderazioni per gridare ai nemici ia nostra lede nel Duce e nel Fascismo; oggt pill che negli anni passati, mentre lo stesso nemico esterno che allora armava la volonta e la mono del tra-ditori tenta di scallire il bloo CO del Ironte interno, dimo-striamo in tutte le occasion! che I'eta del compiacente servaggio e tramontata da quella data di liscatto. Ma oil re a signilicare la sconfitta del nemici interni, lin troppo benevolmente tollerati, i I 3 gennaio 1925 ci ricorda che la guerra contro lo stesso mondo con cui sia-mo in lotta oggi, era inco-minciata allora. Parigi, Londra, Washing-Ion, roccalorti della pluto-crazia, della democrazia, del-I'ebraismo e della massoneria avevano iniziato ancor prlmo dell otlobre 1935 la lotta contro la Nazione vessilliiera di un ordine nuovo per uomini liberi e non schiavi. Fin da diciotto anni or sono, si puo allermare che Mussolini inizid la guerra Che oggi poggia le sue scene sui vari scacchieri operativi. Anche in quel tempo i no-stri nemici d conoscevano poco e iidavano su una tem-pra di cartapesta del popolo italiano. Non si erano accor- ti, i ciechi, che Mussolint aveva lavorato in prolondito. e che un popolo discendente da Roma non poteva essere pensato alia stessa stregua degli australiani, del cana-desi o del neo-zelandesi. L'errore volutamente na-scosto iu ed e tremendamen-te latale per I'Europa che pensava di vivere senza Roma. La marcia riprese con lo stesso ritmo travolgente dope pochi mesi di sosta, e continua. Sono soldati, operai, con-tadini, intellettuali, giovani, giovanissimi, che intorno al Duce formano una barriera insormontabile di lede e dt volonta. Se taluni conati si tanno di tanto in tanto sentlre da qualche angolino o nicchia, non ci preoccupano; come allora non ci preoccuparono t rigurgiti di un parlamenta-rismo piii o meno a buon mercato. Lotteremo se e necessario sino all'estremo limite delle nostre umane forze, ma slamo sicuri di vincere quest'al-tra battaglia anche se non sarä la decisiva. Finche avremo una volonta di potenza e fino a quan-do questa potenza non sarä imperialisticamente tutta nostra non daremo tregua ai nemico. Saremo come sempre agll ordini del Duce e con Lui si andrä lontano; sin dove co-manderä di andare. La Rivoluzione continua & continuera. GEHNAIO: GENETLIACO DEILA REGINfl In occasione del genetliaco della Regina e Impera-trice il popolo italiano s'aduna: ancora una volta, spiri-tualmente, attorno a Casa Savöia per esternarle la sua fede inalterabile e rinnovarle il secolare giuramento di fedelta Sull'austera figura della Regina s'affissa soprattutto I'affettuosa reverenza delle donne d'ltalia che La vidsro sempre prima nella dedizione alia causa della Vittoria. Infatti compiendo, nella storica giomata della Fede, il simbolico distacco dall'anello nuziale — deposto in of-ferta commovente sull'Altare della Patria — Elena di Savoia additava per prima la via del femminile sacrifi-cio per I'affermazione gloriosa delle nostre armi. II gesto regale ed umanissimo nč da noi nč da quelli che verranno poträ essere dimenticato. La foiPM dell Fäiscismo L'ltalia fascista ha esal-tato, nel primo Ventennale clei Fasci, la potenza imperiale della Patria e rievoca-to, con solenne rito celebra-tivo, la gloriosa epopea dello squadrismo rivoluzionario. Alia luce di questa ful-gente realta le origini del Fascismo sembrano assume-re aspetti di leggenda, tanto si staccano dalle umano pos-sibilita per salire ai vertici del prodigio. E invece proprio la pro-fonda umanita del Fascismo, questa sua continua e mai interrotta aderenza alia vita nazionale, questo suo radi-carsi nelle tradizioni piü sacre e piü nobili del popolo, questa sua intima parte-cipazione alle aspirazioni della razza italiana hanno dato e danno alia Rivoluzione il vigore, I'essenza, la ragione del suo essere e del suo divenire. Sicche Fascismo e Popolo sono elementi di una medesima realta, spirito e materia, cioe, di quella co-struzione mirabile che e la Nazione, intesa e valutata nel suo pieno e piii profondo significato politico, umano e sociale. La Rivoluzione fascista, anziehe attenuare nel tempo i suoi principi ispiratori e i suoi caratteri fonnativi, li ha accentuati e approfonditi sempre piü e sempre meglio, da movimento reattivo e an-ticipatore, di una minoranza electa," in moto dinamtco di un popolo intero, che e asce-so al livello di una piü alta giustizia sociale. Quando noi diciamo che il Fascismo e un mondo di vita, che Fascismo significa fede, temperamente, educazione, ca-rattere, volonta, riconoscia-mo alia Rivoluzione il suo attribute umano. E non in-tendiamo parlare di quell'u-manitarismo lagrimoso, di-venuto di moda nel regno delle democrazie egoiste, ma di vera e propria umanita, che vibra della vita del popolo, che nutre di se il popolo, che si alimenta del suo coraggio e del suo orgoglio e si preoccupa del suo avve-nire. Se il Fascismo non fosse saturo di questa umanita non vi sarebbe stata conti-nuita nel suo sviluppo ideale, spirituale e materiale. L'idea si sarebbe esaurita nella sua enunciazione teori-ca e non sarebbe tramutata in un sistema di vita e in un credo di popolo. L'ltalia fascista non sarebbe divenuta un Impero e la civilta del no-stro secolo non recherebbe, come reca, I'impronta della nostra Rivoluzione. II Duce, nel segnare le di-rettive del Fascismo, alia vi-gilia dell'adunata di San Sepolcro affermava: «Noi vo-gliamo I'elevazione materiale e spirituale dei cittadini italiani e la grandezza del nostro popolo nel mondo.» Ed in ogni discorso del Duce, in ogni suo scritto, in ogni suo gesto, in ogni suo provvedimento, si respira iquesto anelito di umanita, sostanziato di intima certezza e di volonta inflessi-bile. Per vent'anni il Duce ha perseguito questo scopo: fare grande la Patria, rendere forte il popolo itiiliano. E non per' libidine di su-premazia o per inconfessato egoilsmo di potere, ma per ridare agli italiani la co-scienza e il carattere della loro dignita romana e imperiale. Oggi l'idea fascista e divenuta universale e contro di essa si erge inutilmente un mondo declinante. Ma le coalizioni e le congiure demo-cratico-sowersive non possono prevalere contro una forza che si sprigiona po-tentemente dalla giustizia: un'ideologia in dissoluzione non puo resistere all'urto di un'idea sana, viva, che si con-solida sui principii di una verita umana. Ecco perche il Fascismo presenta, nel suo primo ventennale, aspetti di cosi piena e ardente vitalita. Giov. Baitisia Foniana ORIZZONTI iiiiiiiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ParaJlelemente alia lotta che si sta svolgendo, dura e cruen-ta, su tanti campi di battaglia. e che offre intense fasi d'emo-zione, stati d'animo nuovi si sviluppano fra i popoli; situa-zioni economiche impreviste in-cidono suUe convinzioni generali; Violente reazioni hanno luo-go nei superior! campi della morale e dello spirito. Questi fenomeni — pur non essendo registrati da nessun bol-lettino di guerra — sono da considerarsi dei fatti veri e pro-pri Che pesano nel bilancio della guerra quanto e piü di tante altre poste propriamente bel-liche. Un Giapponese — in occasione della festa nazionale per Tanniversaric dell'entrata in guerra — ha proclamato che «i paesi del Tripartito si sono assicurati posizioni tali, grazie alle quali Giappone. Italia e Germania si sono trasformati in Nazioni abbienti da Nazioiii non abbienti quali erano prima». La situazione economica del Tripartito e divenuta difatti imbat-tibile, con tutte le ripercussioni d'ordine morale. Franco ha lanciato un nuovo anatema contro i Paesi pluto-cratici, intenti ad accumulare ricchezze senza pensare ad una loro equa distribuzione; e contro il marxism©, definendolo una dittatura barbara del proletaria-to. Franco ha cosi ancor meglio definite, se ce n'era bisogno, quale sia la fede della nuova Spagna. In Russia la disciplina sta prendendo gli aspetti del pa-rossismo, dacche la stessa stam-pa ha dovuto constatare tra gli operai, una diminuita volonta di lavorare; do che ci fa pensare che gli efficaci, quanto fe-roci espedienti di Stalin, stanno per essere scontati e che len-tamente si avvicina il previsto tradizionale collasso del popolo russo, fatale, per quanto questa volta in ritardo. Le ideologic americane sotto la pressione della propaganda illusionistica si stanno capovol-gendo in maniera inattesa. Da isolazioniste si stanno conver-tendo al piü sfrenato imperia-lismo. II fanatismo «yankee» sta spaventando gli stessl inglesi. Idee bislacche si stanno impadro-nendo degli arroventati cerveUi americani. Secondo questi, I'av-venire del mondo e affidato agli Stati Uniti, alia Russia e... alia Cina! Insomma la guerra sta aven-do ripercussioni tali nei cervelli e negli animi. da potersi atten-dere le piü impensate sortite, ma di fronte a sfasamenti e .slit-tamenti di questo genere, la saggezza e la resistenza morale dei tre grand! popoli del Tripartito, nonche degli altri minor! popoli aggregati, appare Tunica vera grande forza incrol-labile dell'Europa e del Mondo. Si ha, talora, anzi I'impres-s!one che senza la forza e la saggezza degli animi e dei cervelli de! popoli d! p!ü antica cl-vütä, nulla di consistente reste-rebbe dei valor! dello spirito. Un ministro argentmo ha di chiarato che il suo paese, dal punto di vista razziale e cultu- rale, e essenzialmente europeo ed economicamente e stato fi-nora un complemento dell'Eu-ropa. Poi lia aggiunto alcune con-slderazloni interessanti circa I'avvenire del mondo come vie-ne vlsto da quell'emisfero. Que-sta guerra decide le sorti di tutti 1 popoli: il liberalLsmo, favorendo lo sviluppo della mentality materiaiista, ha mutato le basi della convivenza umana, provocando la dlsuguaglianza sociale e il disordine. II generale argentine vede poi che se questa guerra non tro-vera una formula di restaura-zlone per il benessere dei popoli, I'intera umanita e destina-ta a precipitare in un catastro-fico abisso. Patti 1 debiti scongiuri, dob-biamo constatare che questo generale ragiona da europeo, cio vuol dire che esiste giä un abisso fra le due Amerlche, quelli dei Nord ragionando da pre- dMil. Vorremmo pero avvertire che ui»a formula, derivata dalle teo-rle marxiste, fu giä trovata dai rossi; ma era una formula rus-sa, per i russi, cio6 non adatta-bile a gente civile, perciö ri-mase confinata nella steppa. Subito dopo, e contro la formula bolscevica — materiali-stica, livellatrice e distruggi-trice — ci fu un Uomo, un'eu-roijeo, che trovö la piü equa e la piü saggia delle formule: Mussolini, seguito subito dal-rintero popolo italiano, E che la formula fosse perfetta e di contenuto universale, sta a di-mostrarlo il fatto che sübito se ne impadroni un altro popolo dl altissima civllta: il popolo tedesco al seguito del suo Führer, Poi ci vennero gli Spagnoli ed altri popoli. Vorremmo avvertire il generale argentine che la guerra e stata dichiarata dagli anglosas-sonl al Tedeschi e agli Italiani appunto perche questi avevano escogitati principi nuovl da cul sarebbe derivate un sicuro benessere per i popoli. Le demo-plutocrazie giudaiche hanno do-vuto dichiarare la guerra al Pascismo e al Socialnazionalis-mo appunto perche queste due rivoluzienl tendende ad una re-staurazione delle classi sociali su basi equitative, minacciava-no di sottrarre i popoll alio sfruttamento cul seno stati con-dannatl per Teternita dalle sud-dette demeplutocrazie angle-gludaiche. Ma sicceme un generale argentine ragiona da europeo, cio slgnifica che la nostra idea ha fatto e sta facendo molta strada. Non 6 impretaabile che essa marcl pui'e alle spalle degli eser-citi nemicl. No, non 6 posslbile che i popoli non si awedano, tosto o hardi, del planl criminal! delle plutocrazie schlavlste. Nol, rlvoluzionari, abbiamoi un nuevo grande compite: quel-lo dl reslstere, fine a quando aiiche 1 popoU al servizlo dei prepotent! padroni anglegiu-diaicl, non s'accorgeranno del tradlmento. Nella stessa Inghilterra — pensate — si 6 costltulto In quest! giorni in plena guerra un «partito nazionale br!tannico> che «Intende combattere il bol-scevlsmo e U capltallsme>. Ci slamo? Pronto, il mlnlstro deU'lnter-no brltannico, rappresentante delle plutocrazie, ha dato a;ssi-curazlone al Comunl che I'atti-vltä del nuevo partlto sara ac-ouratamente servegllata!... A. N. PEllEimini t IMPIETIO Componente il Direttorio del P. N. F. e Federale dl Napoli. Con recenti logli di dispo-sizioni il camerata Domenico Pellegrini Giampietro, col- t laboratore di «prima linea», e stato nominato dal Duce, su proposta del Segretario del Partito, Componente il Direttorio Nazionale del P. N. F. e Segretario Federale di Napoli. Al camerata Domenico Pellegrini Giampietro, volonta-rio di tre guerre, due volte decorato al v.m.,mutiIato, fe-rito per la Rivoluzione, giun-ga il cameratesco e affettuo-so saluto di «prima linea>' che conta averlo ancora tra f i suoi piü alfezionati colla-boratori. n AFiA ITAL Un articolo su «Conquiste d'IiTvpero» traccia a grandi linee quali regioni dovrebbe-ro venire a far parte del-I'Africa Italiana, come frut-to della nostra vittoria. Riprendendo motivi stori-ci e geografici di indubbio valore e riallacciandosi a quanto e stato giä scritto sull'argomento dal camerata V. Gayda (se la memoria non ci inganna anche Aldo Va-lori e De Magistris vi hanno accennato con positive affer-mazioni) I'autore conferma la necessita per I'ltalia di avere un impero colon iale afi'icano sotto il suo diretto controllo, dall'Oceano India-no all'Atlantico: al vecchio nucleo delle nostre colonic andrebbero in altri termini aggiunti il Kenia e I'Uganda che dovrebbero allacciarsi at-traverso i massicci del Ru-venzori e del Chilimangiaro (i quali dovranno divenire italiani sia per necessita stra-tegiche come per quelle eco-nomiche) alia Nigeria britan-nica sul golfo di Guinea: come e naturale il confine do-vrebbe risalire al Mediterra-neo includendo tutta I'ampia regione del Ciad e la Tunisia. Rimane implicito che le coste del Somaliland franco-inglese sarebbero assorbite dalle regioni etiopiche, di cui formano il naturale complemento sul mare. Questo a grandi linee sarebbe un qua-drilatero di indiscutibile valore strategico ed economico: airOceano Indiano e all'Atlantico noi sfoceremmo eludendo i passaggi obbligati di Suez e di Gibilterra e nessuno puo ingannarsi sul valore di questo quadrilatex-o che metterebbe a disposizio-ne della madrepatria terre e materie prime senza soluzio-ne di continuita; il che poi a parer nostro ha un'impor-tanza particolare. Tuttavia, si sono esamina-te le possibilita economiche di questi territori? Non ba-sta considerare la colonizza-zione dal punto di vista stret-tamente agricolo: se i nostri pionieri sono riusciti a vin-cere le ostilita dei deserti per renderli fiorenti giardini, non dubitiamo che daH'Atlantico airindiano 1 rurali italiani si stenderebbero con altret-tanta pertinacia popolando e civilizzando quegli immensi territori, malgrado tutte le difficolta di clima e d'am-biente. Ma, ripetiamo, e necessa-rio prendere in esame quali materie prime questi territori ci offrono per il nostro sviluppo industriale e com-merciale che non e meno im- portante della colonizzazione agricola: le necessita del mondo moderno depongono anzi a favore di questo sviluppo. Le regioni summen-zionate sono in grado di con-tribuirvi in modo da porci sulla via della maggiore e, perche no, anche dell'assolu-ta autarchia? Non crediamo di poter rispondere afferma-tivamente a questa domanda, anche se non asseriamo d i essere esaurientemente informal su quanto, in tema di sfruttamenti minerari, po-tremmo ricavare da queste colonie. Per i fosfati e potas-sa si farebbe innanzi per esempio la necessita di in-cludervi anche I'Algeria. Con questo non intendiamo dra-conianamente indicare altro... bottino bellico: I'ordine nuo-'vo infatti, non si acconten-tterä di basarsi sullo spirito ' di collaborazione, che non ,dovrebbe piü creare nuovi scompartimenti chiusi dal-I'ingordigia, ma stendera anche praticamente condizioni tali da rendei'lo reale contro ogni ostilita malcelata. Ne sono garanzia soltanto due nomi: Mussolini e Hitler. Ma non crediamo che oc-corra ricordare Machiavelli per affermare che soltanto se i pesi e le misure saranno equivalenti la bilancia della giustizia, e quindi della pace, non traboccherä da una parte. L'Italia, anche se dovrä essere regina dei traffici fra l'Europa, Africa ed Asia, non diciamo che non poträ trascurare ma ha l'assoluta necessita di essere e rima-nere industrialmente potenza di primissimo rango. Non e sufficiente inoltre potenzia-re l'industria nella Penisola, bensi anche in colonia: alv biamo infatti visto sübito dopo la conquista etiopica che la mancanza di materie locali atte a dar vita alia ci-viltä bianca, fu all'inizio un peso non trascurabile ai dan-ni della nostra economia. Quindi pure in terreno afri-cano e necessario sviluppare industrie in modo da tendere al soddisfacimento delle necessita locali. Carbone e ferro sono ovun-que necessari, anche se nelle i-egioni che dovrebbero venire sotto il nostro controllo gli impianti idroelettrici da-ranno un indiscutibile contri-buto. Perö siccome non pos-siamo proprio noi da questo modesto foglio lanciare pro-clami e tracciare disegni sulla carta geografica con una facilitä altrettanto sciocca quanto inutile, sia perche oltrepassa la nostra compe-tenza sia perche la disciplina e la fede nei nostri capi ci impone un cosciente e naturale riserbo, attendiamo da penne guidate con maggiore 'autorita la parola chiarifica-' trice, soprattutto nei riguar-di dell'assestamento dei ba-cini petroliferi, da Mossul a Bakü, e della «nostra prepa-razione» per subentrare alle ! compagnie di sfruttamento anglo-franco-americane. Attendiamo con fiducia, perche sono le affermazioni dei nomi piü conosciuti e piü ^cari ai lettori, quelle che ' soprattutto possono contri-buire alla formazione della coscienza coloniale ed imperiale del popolo italiano, il quale deve in parte ancora essere forgiato con tali sen-timenti. Nostro dovere sara riprendeme e illustrarne il tema, come infatti faremo prossimamente per comple-tare l'esame della parte nord-orientale dell'Africa che ci riguarderä direttamente: Egitto e Sudan. . Licitra Lucchesi AI lume incerto di un cwn^ deliere, che proietta l'ombra irigrandita del suo braccio sulla parete, tra i rossi ten-daggi e i Ubri ammonticchio/-ti in disordine, mentre la pe-nombra avvolge le pareti e gli angoli si Celano nelVoscuritä, 'vusi a sugellare una separa-zione con la vita al di lä dello stretto cerchio di luce, rin-chiuso fra un solido scranno e un vecchio e pesante tavolo, un uomo stende riga su riga una fra le tante compilazioni che formano l'ossatura stra-tegica della cultura ebraica, edita a delizia degli ammira-tori del funambulismo e degli astratti amatori dell\Idea vera-». Che cos'e questa ^Idea vera-» ? š l'Idea dell'eterna so-stanza, il Dio spinoziano. £? l'ebreo Spinoza infatti colui che vediamo assorto con tan-to intendimento, per donare alla luce degli intelletti il piii grande rompicapo, intessuto di pseudosublimitä, che egli sinteticamente chiama «.amor intellectuxdis Dei», ma che in realtä e un'idea teorizzata se-condo un sistema che ha un solo scopo preciso: attirare con l'intricata trama gli studiosi, imbeverne i giovani dal meccanismo formale, in modo che gli iniziati ne vadano al-tamente orgogliosi, come di cosa che Ii elevi sulla volgare schiera, A questa eletta schie- ra, per diritto di nasQita, ap-partengono prima gli ebrei e poi qiianti altri aspirino ad emendare l'intelletto e addi-vcnire cosl alla mentalitä dei giudei. Ž un cömpito, all'apparenza, pieno di premurosa attenzio-ne: e qtiasi una missione che l'ebreo Spinoza si e prefissa, in quanto mira ad educare l'intelletto degli uomini di piü elevata cultura, affinche si rinchiudino nella loro supe-riore qualitä, e si tengano se-parati, ben lontani anzi, dal positivo senso della realtä, come e sentita e percepita co-munemente dal volgo. In tal modo la mentality dei giudei 0 dei giudeizzanti impara a smarrire ogni senso del reale, ogni capacitä di percepire «coeteras res», all'infuori delle nebulose dispute sul «Divi-no» nell'uomo. In veritä non gli ebrei perdono il senso della realtä, bensl gli intellettualoidi che si attaccano, volenterosa tur-ba, alle loro stratosferiche elucubrazioni: gli ebrei hanno ben chiaro e prefisso il loro scopo che e quello di se-parare la classe colta di ogni Nazione dai valori mor-ali, sociali, politici che ad essa si impongono come un dovere, perche ad essa e affidata la guida del popolo. Come raggiungere questo scopo ? Innanzi tutto attirando con lo specchio dell'individua-litä gli intellettualoidi che pensano, nei mentre navigano mentalmente in un'atmosfera «sepa/rata» dal mondo reale, di essersi con cid resi superiori ai valori contingenti e quindi credono di operare al di fuo-ri della politica e della storia, nei mondo dei valori eterni. Di questi allocchi, purtroppo, abbiamo innumerevoli esem-pi. In secondo luogo e utile rifarsi ai capitoli in cui Spinoza demolisce la religione, per comprendere a qual punto si giunga attraverso le sue induzioni filosofiche. La religione e utile agli uomini pii, che perö l'ebreo identifica col volgo. La religione, afferma Spinoza, e da interpretare in funzione della sva necessitä sociale, in quanto serve a mantenere pietä, caritä, giustizia e soprattutto obbedienza; tutte cose buone e raccomandabili per il popolo, chß nella sua ignoranza va cloroformizzato con quelle idee, perche possa servire meglio al gioco dei suoi dominatori, ossia la clause colta, gli intellettuali, i su-peruomini per nascita (gli ebrei) e per elezione (i fi-loebrei). Ecco la strategia spinozia-na, di cui gli ebrei hanno fatto largo uso nei, coräo dei se-coli e che nella eletta cerchia massonica ha avuto, durante il secolo scorso, una confermu della sua realizzazione operuta dai giudei. Ma dopo aver demolit* lu religione occorre demolire la morale. Spinoza vi giunge con l'abilitä innata della sua raz-za, che gli consente soprattutto nelle elucubrazioni teoreti-che di rivoltare la sostanza ma di salvare la faccia. In breve, egli afferma che in tutti gli esseri opera lu Natura, la quale e Dio stesso che opera in noi. Questa Natura si manifesta con le brame o gli appe-titi che vanno soddisfatti senza alcun limite: opporvisi sarebbe come andare di cozzo alla volontä divina. II freddo calcolo della ragione ne con-trollerä l'esercizio, ma unicamente per ritrovare il mezza per soddisfarli, senza riceve-re personalmente alcun dan-no. Ognuno, secondo Spinoza, pud ricorrere alla forza, al-l'inganno, come alla preghie-ra per raggiungere il proprio intento. In nome della Natura, ossia in nome di Dio, viene quindi predicato l'assoluto immoralismo, che la costru-zione filosofica riesce a na-scondere dietro il paraven-to della morale divina, e che l'ebraismo internazionale ha afferrato, per avviluppare e mascherare di nobiltä le di-sastrose conseguenze sociali e politiche che ne derivano, con l'atteggiarsi a difensore strenuo del diritto naturale e della dignitä umana. Nella democrazia, abbia^ mo la conferma politica del suo successo. L'antisemiia La drogheria medicinale „DANICA" Bleiweisova 18 (di fronte al Calft Europa) offra articoll chsln-fettantl, oggetll dl toeletta, galanterle, iö medicinall, crem« speclall per la euro • Ig bellezza dello pell« I cuori sono saldi quanto 1 motori. La Vittoria non pu6 mancare CARTOLERIA » foc. CL a. l. VIA ŠELENBURGOVA 1 — VIA S. PIETRO 26 Tum au oooEm di cancellbria, booia- BTICI B TECNIOI — PENNE STILOQRAFICHK CARTA DA LETTERA — CERAMICHE G RAN D E AL B E R G O U Lubiana - Miklošičeva c. 1 Preminente — Albergo di primissimo ordine con ser-vizio inappuntabile — Caffč dotato di ogni comoditä di primo ordine — Ristorante rinomato, con cucina squisitissima — Vini scelti — Categoria extra ^ JlUtacahie ItatiaM a Lubiana — Gosposvetska 16 Cuclaa italiana • Ottimo traftomcDto • Pregiati vlni itallaal • Pasto Lire 14-— 11 film a colori Una conquista della cinematograiia tedesca La cinematografia a colori, alio 3tato attuale, ö ancora per noi un problema tecnioo da ri-solvere. I fenomeni che accompagua-no lo sviluppo del cinema a color! hanno in comune con quelle del «parlato> gli stessi ec-cessi. Allora erano i suoni: la parola, il canto, il rombo di motori in corsa, il rumore di un corpo che cade, ecc.; ora invece sono i colori gli elementi che fanno passare in se-oonda linea tutti gli altri fat-tori essenziali dell'opera cine-matografica. Fra gli innumerevoli sistemi brevettati in lutto il mondo, (circa ventimila) due sono quelli che hanno avuto uno sviluppo tale da consentirne una pratica applicazione industriale. II primo Ö il sistema Technicolor degli americani, basato aul principio di impressionare, sia pure simultaneamente, tre aingole pellicole variamente eniulsionate; il secondo, 6 il nuovo procedimento tedesco Agfacolor che per i vantaggi tecnici superior! a quello americano lo rende il piü pratico e piü perfetto del metodi spe-rimentati fino ad oggi. Infatti, mentre il procedimento Technicolor richiede oltre la pellicola, degU special! appa-recchi di ripresa e delle svilup-patrici e stampatric! complicate e costose; (se ne trovano co-struite soltanto due) I'Agfa ha raggiunto dopo anni di labo-riose esperienze un procedimento che attinge la perfezio-ne. Inuanz! tutto la pellicola e unica e racchiude in sfe tre to che necessariamente deve accompagnare ogni nuova in-venzione. Si correggono i lievi difetti fondamentali del sistema, si provano e riprovano le reazion! delle gelatine in pre-senza di determinate tonalita di colori; si ristudiano le luci, la nuova tecnica dell'attrezza-tura, la sensibilitä dei different! tip! di negativo. Le scene che il regista Veit Harlan ha girato per il secondo film a colori della Ufa e preci-samente: il blu che diventa giallo, il verde che s! trasforma in rosso-porpora e il rosso che risulta verde-blu. Veduto in trasparenza, perciö, questo negativo ha un'apparenza caotica, un pö simile alia tavolozza di un pittore. In esso un cielo appare gial-lognolo, un prato diventa rosso porporino e le belle labbra di una donna assumono un colore verde - blu di spiacevolissimo efi'etto. 11 miracolo avviene durante il procedimento per la stampa. Nel positivo i color! riprendono la loro nor-malit^k, cosicchö il tiraggio delle copie, in definitiva, s! riduce a un procedimento semplicemen-te fotografico. Inoltre il sistema Agfacolor offre il vantaggio peculiarissimo di oonsentire la ripresa con qualunque macchina, e senza che si rendano necessarie fort! spese supplementär! per lo sviluppo e la copia, che si ottengono con mezzi normal!. Perciö, in considerazione che la pellioola ö unica e !1 materiale destinato alla stampa h quello usato per il film in bianco e nero, s! possono fab-bricare in un periodo d! tempo relativamente breve un numero infinito d! copie. II successo di questa nuova scoperta della cinematografia tedesca si puö paragonare a quello riportato in Germania nel 1929 dal primo film sonoro che fu per l'arte del cinemato-grafo l'inizio di una trionfale ascesa. Nonostante i lusinghier! ri-sultati ottenuti con il primo film a color! germanico , ne! laboratori della <1. G. Farben> e nei teatr! di posa di Babelsberg, s! continua il minuzioso lavoro di messa a pun- sultat! inattesi, i riflessi d! un fascio di fior! possono diffon-dere su tutto il quadro un alone colorato che diluirä tutte le altre tinte e turberä Tequili-brio della composizione. La stessa opera di osservazione e di ricerca s! svolge in un altro teatro di posa di Babelsberg, dove il regista Josef von Baky ha eseguito le riprese d! un grande film a color! con Hans Albers: il Barone di Münchhausen. Si ha, insomma, la sen-sazione di rivivere le giornate febbril! in cui Carl Froelich, creando il famoso film «Die Nacht gehört uns>, inaugurava ufficialmente quello che piü tardi doveva essere il sistema di registrazione sonora Tobis-Klangfilm. Sarä il sistema Agfacolor quello che per l'Europa fu il sistema Klangfilm? A questa uamenti, ma principalmente perche s! riusci a raggiungere col tempo l'armonica fusione fra acustica e fotografia, tra gli elementi meccanic! e i fattori artistic!. Analogamente si puö sostenere che i registri del film a colori, ! futur! pittori-fotogra-fi-poeti, potranno considerare risolto il complesso di problem! soltanto quando avranno trova-to il giusto punto che dovrä amalgamare colore, luce e azio-ne scenica. Per intanto I'industria cine-matografica tedesca, con questa sua recente conquista, e nonostante le natural! limitazioni del tempo di guerra, ha fissato il punto di partenza di ulterior! grandios! svilupp! nel campo del film a colori, di cui la cinematografia mondiale sarä de-bitrice al genio germanico. Mario llmili Ognuno di noi ha una sofferenza contro quale combat-te e per la quale vive. La nostra vita 6 legata indissolubll-mente a questo travaglio interno, Che 6 la nostra essen-za, perche rappresenta 11 con-tinuo tentative di liberar noi stessi dall'ingombro fatto di carne e d'abitudini, d'inter-rompere la costruzione di un cadavere da porsi nel buio di quattro pareti di zinco. Cer-car di liberarsl dal dolore, nostro nemico e fratello, 6 la I via erta e sassosa, che dä sa-pore alla vita. La liberazione totale, che 6 la meta, non esiste, perchč la suprema fe-licitä, alia quale essa puö raf-figurarsi, non 6 altro che un estremo senso di vuoto. Gino Bizzarri, awicinando-si ai sette uomini, s'6 incon-trato con sette sofferenze; da soffrir per I'altrui colpa: piü teatrale, piü appariscente e perciö piü breve il travaglio puUa. La sua tragedia 6 la piü vera. Gli altri vivono del loro dolore e a questo si ap- dell'uno — egli si toglie un poggiano per salire i gradini abito sporco, gettandolo via lontanissimo da sö; della soz-zurra passata niente gli rimane, se non il ricordo di un'an-tica tragedia e, forse, I'orgo-glio di una liberazione —; in quella azzurra, invece, I'altro continua a vivere, succube in un fango di cui non sente lo schifo. Ogni uomo, divenuto perso-naggio, sembra non Cammi-nar piü, ma trascinarsi. Non al di fuori, ma dentro di lui 6 il mondo. La carne che lo riveste š una comoda immagine fittizia, Che acquista 11 suo vero significato solo se si sa vedere al di lä di essa, su-perandola con I'introspezione. La maschera di carne, che Lombardo si porta sulle spal-le, deve aver la ruga profon-da che suo padre, morente di un martirio sublime, col suo ultimo grido gli ha impresso sul volto. Egli soffre di un dolore che non conosce e 11 RIFLETJORE Soltanto un bacio - La tiorgona Potrei intitolarla la settimana delle pellicole senza ci-nematografo. Fino a prova contraria il cinema e una cosa seria: non basta un uomo con rdegafo-no e piglio autoritario, che si autodefinisca regista, a diri-gere un film. Ne Simonelli ne Brignone possono avere quest' onore e questa respon-sabilita. Ma occorre fare una differenza valutativa: Simonelli non pud ancora. averli, Brignone non pud piü averli. II motivo e elementare: Simonelli e alia sua prima prova e relativamente giova-ne; Brignone e alia sua cen-tesima e relativamente an-ziano. II primo ha sbagliato ma pud riparare; il secondo ha errato troppe volte per pretendere che si ravveda. Simonelli ha dimostrato in «Soltanto un bacioi> (tratto da un soggetto umoristico di Marotta) di non sapere ancora fare del cinematogra-fo ma di poter sperare — un giomo o I'altro — d'im-parare a farlo. Fin d'ora gli riconosciamo doti che ci stu-piscono nelVattuale marea delle regie facilone e stan-dardizzate: doe un insolito senso della misura, un'enco-miabile leggerezza nel trattare anche elementi su^cetti-bili di forzature caricaturali, un impalpabile vena satirica colorata di malinconia. Qualche errore pero avreb-be potuto facilmente essere evitato, anche da parte di un neo-regista: come V inutile stampo americanizzante di alcune scene (quelle degli azionisti per esempio), e I'in-opportunita psicologica ed ar-tistica, risoltasi. scenicamente in un disastro, di talune se-quenze (es. quella del pranzo e del grottesco diverbio fra i due protagonisti). Peccato anche che I'umo-rismo di Marotta, cosl sapi- do, volutamente svagato e funambolesco, si sia perso nel dialogo cinematografico affrettato e, in certi punti, quasi monotono. Valentina Cortese ha fatto di tutto per rinsanguarlo con la sua grazia un poco leziosa. Toso I'ha secondata con pie-ghevole eleganza. Tone Mori-no sguazzava negli invero-simili panni di una vicema-dre infantileggiante, e nella parte di un innamorato ti-mido e miope, con adipe e panciotto a scacchi, ho rico-nosciuto, strano a dirsi, Campanini. * Brignone e un poco paren-te di Gallone: in arte, s'in-tende, o in non-arte, se pre-ferite. Anch'egli predilige quei drammi teatrali che poi va succedere in duecento pa^ gine di copione. Anche Brignone ama le giovani sedotte, i cavalieri in giustacuore, i ribaldi col col-tello sotto il ferraiolo, le donne perdute che poi si redi-mono. Brignone vive di que-ste cose: si pud dire che non lavori che per un preventivo di qualche omicidio, alcuni venefici, altrettante violenze carnali eccetera. Immagino allora che a <(.La Gorgona» avrä dato il meglio di se stesso. In questo film c'e tutto Brignone. E tante cose ancora: le unghie laccate di Mariella Lotti, i polpacci di Brazzi in calze femminili e un viso maschile che di lontano fa sforzi disperati, die-tro una barriera di peli po-sticci, per farsi riconoscere per quello di Pilotto. Tante cose: peccato che una, proprio quella che si di-ceva all'inizio, sia rimasta fuori, senza che nessuno se della propria esistenza. Egli, invece, strascica i piedi per una via liscia, monotona e il suo sguardo si posa su visionl platte e grigie. Non ha un travagUo, lui, perch6 6 inca-pace di sentirlo; niente lo in-nalza. Ed egU tenta di scari-care la sua vita neU'amore per U figlio; ma anche questo amore 6 solo il frutto di un normale istinto e assomiglia troppo a quello che ogni ani-male ha per la sua creatura. Questa normalitä fa adden-sare ancor piü queUa nebbia scura Che circonda i sette uomini e che 6 I'unico vero personaggio del romaniio. Grigio 6 il colore dell'uma-nitä, che soffre, accanto al-I'azzurro del cielo, alla vivaci-tä dei fiori. Grigio, fino alia fine del mondo. Ma allora deve esistere un Dio eterno, giusto, buono, che sarä U nostro fratello di do-manl. Giulio Scarnicci cercano di condensare in tre-1 ne sia accorto, Brignone per mila metri di pellicola le sdocchezze che I'autore face- pnmo. iinia Aniossi Gino Bizzarri: «Fino alia fine del mondo» — romanzo. Ed. Vallecchi. LIBRI RICEVUTI «Destine africano dell'Ita-lia» di A. Luchini — ed. Vallecchi. «Perchš questa guerra» di Bruno Spampanalo — ed. Po-litica Nuova. «Soldati d'Italia» di Saloc-chi — ed. Salocchi. «Fino alia fine del mondo» di Gino Bizzarri — ed. Vallecchi. «Tipi Upi tipi» di Carlo Scorza — ed. Vallecchi. «L'ora deirindia» diC.For-michi — ed. De Carlo. «La rapsodia adriatica» Un bersagliere del primo — ed. «L'eroica» ftdma ÜMo SABATO, 9 GENNAIO W43-XXI AMORE ALLA TERRA II Fascismo ha ridonato gli alberi ai monti, ha tramutato le paludi in campi feraci, ha costruito le pill belle citta-rurali del mondo, ha asaicurato il pane agli Italiani. stri nemici. Ancora una volta le cifre parlano, a questo propo-sito, il linguaggio della veritä. Lin esempio: 140 mila ettari di terreno sono stati strappati in sei anni alia malaria. Dove prima era la palude, dove Ce-sari e Papi si erano provati inutilmente, in sei anni di duro, aspro, anche mortale lavoro, le braccia dei soldati di ieri e di oggi hanno riportato il grano. Cinque cittä, modello di razio-nalita e di pulizia, sono sorte come per incanto nell'agro re-dento; 3000 case coloniche sono state costruite, 490 chilometri di strade, 16 mila chilometri fra canali, canaletti e scoline, 640 chilometri di linee elettriche e pit- di mille di linee telefo-niche. Analoghe considerazioni si po-trebbero ripetere nei riguardi della redenzione del latifondo pugliese e siculo, della bonifica della zona del Volturno e del basso Po, e per mille e mille Le grandi opere che il Fascismo ha intrapreso per ren-dere sempre piii feconda e pro-spera I'agricoltura italiana sono soprattutto tre: bonifica integrale, rimboschimento e batta-glia del grano; la prima e I'ul-tima legate necessariamente fra di loro. Criteri politici e sociali ispi-rano un cosi illuminato modo di agire, permettendo di superare le vincolatrici cifre dei bilanci di Stato, per il benessere del popolo italiano. Criteri politici perchö, dopo la recentis-sima guerra che tante ferite aveva aperto ma pure tanti ammaestramenti aveva fornito, una constatazione era balzata evidente agli occhi di tutti: che per vincere la guerra non bastava nö il sangue dei martiri nö la fede del popolo nč la for-za delle armi, se ai combattenti ed al popolo mancava il pane. La tremenda esperienza della Germania era stato un mönito per tutti. La storia del resto in-segnava quanto peso avessero. altri casi minori. le preoccupazioni per assicura- ........................ re il pane ai cittadini nell'in-dirizzare I'azione politica degli statisti pill Uluminati. Un popolo che non possa contare sul pane quotidiano, anche se do-tato di generosi impulsi e di slancio storico, ö destinato ai piü duri disinganni, a crestare alia finestra> nei momenti su-premi, se non ö sicuro di poter vivere, con le necessarie restri-zioni, delle proprie risorse. L'ltalia, dopo la guerra 1914— 1918, chiusa da Gibilterra e da Suez, vilipesa dagli alleati di ieri, costituzionalmente nemica del bolscevismo Orientale, do-veva pensare a diventare forte. Forte in cielo, in terra, in mare, forte nei settore economico in particolare. Fu cosi che, mentre nelle nuove officine sempre piü grandi, sempre piü moderne e polenti, si forgiavano le armi per 11 piü grande destino, nei campi si iniziö una lotta meno vi-sibile, meno nota, ma non meno dura, aspra, tenace. Era la ri-scossa del contadino che da se-coli faticava per spremere dalla terra il pane per il popolo italiano: e la riscossa tu resa pos-sibile da un uomo che la terra aveva imparato a conoscere, ad amare, e ad apprezzarne il va-lore inestimabile sin dai piü giovani anni. I piccoli sussidi in favore del-Tagricoltura, che annualmente erano stati elargiti dai governi precedenti, il Fascismo molti-plicö per died, per cento, per mille, fino a raggiungere I'im-porto di miliardi di lire. Si promuovevano concorsi agrari, si istituivano corsi di cultura agraria, si provvedeva a diffondere le idee piü genlali ed avanzate nella massa dei contadini, si promuoveva la cultura intensiva e I'impiego di concimi chimici, si fabbricavano poderi-modello, si estendeva il credito agrario, si dotavano gli agricoltori di case linde e con-fortevoli, si costruivano strade, si fondavano cittä, si curava la salute dei contadini, si aiutava-no le famiglie numerose, si re-dimeva la terra che da millenni era infestata da paurosi acqui-trini, si snelliva il regime giu-ridico dei contratti agran, si spezzettava il latifondo, si portava I'acqua a zone desertiche, si aiutava in ogni modo I'alleva-mento con le Industrie ad esso connesse; in una parola, si ten-deva a dare al contadino il suo grande posto nella lotta comune: I'agricoltore riacquistava la sua antichissima dignitä. Possiamo gridare al mondo, ben alto, che nessun Pae?e sarebbe stato capace di compiere in questo campo ciö che il Fascismo ha compiuto in poco piü di died anni. I risultati sono noti a tutti, ammirati da tutti, anche dai no- Accanto a questa titanica opera sta la «Battaglia del grano> voluta da Mussolini nei 1925. Si sfatava la tradizionale cre-decza che l'ltalia fosse incapace di dare da sola il pane ai suoi figli. La lotta fu aspra, molte-plice, ma i risultati grandi e immediatl. Si aumentö I'esten-sione delle terre coltivate a fru-mento, ma soprattutto si curö il miglioramento qualitativo della tecnica agricola, concedendopre-stiti, introducendo le macchine e i concimi chimici, propagan-dando tutti i piü moderni ritro-vati della tecnica agricola, isti-tuendo premi vistosi. Di anno in anno il progresso si delinea-va sempre piü evidente. Da una resa media per ettaro in Italia di dieci quintali prima del Fascismo, si giungeva dopo un de-cennio a una resa di quintali dodici circa, ed ö certo che dopo la guerra attuale balzi an-ccra piü sensibili saranno fatti. Risultato: si giungeva, final-mente, a toccare e sorpassare la produzione totale di 80 milioni di quintali di frumento. II fab-bisogno nazionale era coperto. tili increduli si convertivano per sempre. La terza opera titanica, intra-presa dal Regime Fascista per la redenzione della terra, si chiama rimboschimento. Anche qui cifre da prima to. Nei ses-sant'anni di storia del Regno d'ltalia che precedono I'avvento del Fascismo erano stati rim-boschiti complessivamente in Italia 50 mila ettari di terreno (circa 848 all'anno). Nei venten-cio fascista si sono rivestiti 130 mila ettari cioö 6500 all'anno. L'opera, grazie alia continua, vigile fatica della Miüzia Fore-stale, continua e continuera a dare i suoi frutti piü grandi. Da questa rapida soorsa alle principali opere del Fascismo in favore della terra, si trag-gono diverse considerazioni di cui alcune molto importanti. fi impossibile che un popolo come I'italiano, che nei oombat-tere I'avversa natura si fe di-mostrato irraggiungibile per eeperienza, intelligenza e tena-cia, sia piegato da coloro che oggi gli vogliono negare il di-ritto al lavoro. Con la sua tenacia, oon la sua modestia, col suo amore per il lavoro, il contadino italiano ha dimostrato di possedere i requi-siti del legionario romano. Oggi, in guerra, dimostra di possedere anche il valore e il senso di moderata giustizia. II domani non puö essere che suo. Mario Bezzola Littoria — la prima cittä nata dalla bonifica mussoliniana CONTRIBUTO ALL'AUTARCHIA le J essil artiia £ ancora viva Teco del successo ottenuto dalla mo-stra italo-tedesca sull'autar-chia tenutasi a Torino dal 5 al 15 novembre. Tale mostra 8 11 relativo convegno hanno dimostrato al mondo come rindustria italiana e I'indu-stria germanica siano al-I'avanguardla per quanto ri-guarda 11 fattore autarchico e che la marcia concorde delle potenze dell'Asse non si limita soltanto aU'attivita militare. Chi ha visitato la mostra avra osservato quale gamma di ritrovati essa present!, spe-cialmente in campo tessile. Finora i tessili artificiali sono stati creati su una base vegetale: la cellulosa.Da qual-che tempo sono apparsi sul mercato anche tessili creati con materie prime esclusiva-' mente minerali come il nylon, fi ancora presto per poter giudicare (dopo aver vagliato tutti gli aspetti) intorno alia convenienza di questi ultimi prodotti, anche perche biso-gna tener conto della loro autenticitä pia o meno mar-cata. Una cosa perö e certa: terminato in linea generale il periodo sperimentale, da noi si lavora con energia per portare il nostro paese a un grado di industrializzazione del quale il consumo di prodotti tessili e uno degli in-dici. Infatti esaminando questo consumo rileviamo che l'ltalia fa parte di quel com-plesso di paesi agricolo-indu- striali che consumano sette chilogrammi di prodotti tessili per abitante e per un anno, mentre i paesi altamen-te industriali (Germania, Bel-gio, Olanda, Francia, Gran Bretagna, Svezia, Boemia-Moravia) ne consumano dieci chilogrammi. Chi conosce la nostra produzione di fibre tessili sapra che noi siamo deficitari per quanto riguarda lana e coto-ne; qulndi se vogliamo au-mentare il consumo medio, come e giusto che sia per au-mentare il nostro indice di civilta, non possiamo che ri-volgerci alle fibre artificiali. Del resto non e da dirsi che queste siano un ripiego di carattere contingente. Sebbe-ne il problema autarchico nei settore tessile si sia da noi sviluppato come diretta con-seguenza delle famigerate sanzi ni, pure possiamo sere-namente riconoscere che I'au-tarchia ha costituito e costi-tuisce un progresso, essendo una conquista della tecnica. Anche superato I'attuale ca-taclisma, la politica autarchi-ca in genere continuera ad essere oggetto di attento studio poiche, a parte le diffi-colta di ogni genere che si opporranno ad ima rapida ripresa del commercio inter-nazionale, esisterä sempre il problema delle materie-chia-ve che per noi e per altri paesi h fondamentale e deve essere perfezionato. Per questo motivo non si puö ^re che, cessate le necessitä con-tingenti, ritorneranno le fibre naturali sostituendosi a quelle artificiali. Inoltre e stato dimostrato che nell'ämbito europeo la produzione totale di fibre tessili (compresequin-di quelle artificiali che costi-tuiscono il 45 "/o del comples-so) e meno della metä del consumo (Kg. 3.067.000.0(X) contro Kg. 1.262.0(X).(K)0) e pertanto solo l'aimjento della produzione delle fibre artificiali poträ soddisfare il bi-sogno europeo. Perö a questo punto e ne-cessaria una precisazione. Nell'ambiente dei consuma-tori si crede ancora che con le fibre artificiali si possano produrre solo manufatti di qualitä scadente, convinzione ribadita dal basso costo di queste fibre. Ciö e un grave errore essendo stato dimostrato alle prove del labora-torio che le fibre artificiali hanno caratteristiche chimi-che, fisiche e dinamometriche pari e in molti casi superiori a quelle delle fibre naturali. Molti sono i prodotti che possono dimostrarlo, specialmen-te quelli ottenuti da una mi-scela di fibre. Ad esempio il fiocco acetato di cellulosa per la sua leggerezza, morbidez-za, impermeabilitä e coiben-za si e dimostrato ideale per una miscela con le ruvide lane di produzione nazionale e coloniale, in quanto le caratteristiche del fiocco atte-nuano la ruvidezza e la gros-solanitä della lana presentan-do prodotti ottimamente ap-plicabili alle maglierie, tes-suti fantasia e simili. Questo e uno solo degli infiniti esempi. Anche il fattore prezzo non deve trarre in inganno il consumatore. Fino alio scop-pio della guerra l'ltalia fu alla testa dei paesi produttori come potenza esportatrice. Per mantenere tutti i mercati contro ogni concorrenza era necessario praticare una politica di prezzi minimi che, come e noto a chi abbia una idea dei costi di produzione, non offrivano alcun margine; questo margine era invece dato dai prezzi interni che perö sono stati sempre con-tenuti ragionevolmente. II periodo bellico ha modificato la situazione in quanto i paesi europei importatori non potendo ricorrere ai normali approwigionamenti di fibre naturali, hanno fatto ricorso a quelle artificiali incremen-tando la domanda e quindi facendo aumentare i prezzi. Sono questi ora che offrono il margine ai produttori essendo bloccati i prezzi interni. Ciö vale a dimostrare come i bassi prezzi riservati al consumo nazionale sono frutto di contingenze inter-nazionali e non devono essere assimti come indice di qualitä. Qualcuno poträ forse dire che i manufatti di fibre artificiali sono di cattiva qualitä, generalizzando il fatto che qualche prodotto ha presen-tato scarsa durata. Questo qualcuno ragiona erronea-m.ente perche se le fibre artificiali alle prove di laborato-rio hanno dimostrato le loro superiori qualitä, queste stesse devono necessariamente riscontrarsi nei manufatti Se qualche tessuto e mal riusci-to, ciö dipende dalle lavora-zioni effettuate senza tener conto delle esigenze delle fibre impiegate e anche da tessitori poco scrupolosi che hanno voluto sfruttare le contingenze del momento. Infatti le caratteristiche di queste fibre non sono fisse ed immu-tabili come per quelle naturali da tempo conosciute, bensi presentano qualitä positive e negative rispetto a queste ultima El necessario pertanto uno studio accurato, specie per i tessuti misti e s© lo studio non ö continuo a attento, cioö se gli industriali tessitori effettuano la sostitu-zione dei filati senza discer-nimento, magari per considerazioni egoistiche, i manufatti saranno certamente di qualitä scadente. Pessima politica che scontenta i consumatori e danneggia i prodotti stessi e l'economia nazionale. Se effettivamente le fibre artificiali non avessero le qualitä superiori che la pratica ha dimostrato, sarebbe inspiega-bile l'enorme incremento di queste fibre negli Stati Uniti d'America che non hanno certo bisogno di fare una politica autarchica e dove le fibre artificiali hanno sop-piantato l'egemonia secolare del cotone. II problema delle fibre tessili artificiali ö dunque un problema di studio da parte degli industriali tessitori e di fiducia da parte dei consumatori; fiducia nella nostra politica autarchica che non h una politica di surrogati, bensi di prc^resso della tecnica. ViMore Caialani Ocithtahtchii cacfuacaün Non certo puö sembrare prematuro prendere in con-siderazione il problema dei possibili sviluppi dell'idea e della pratica corporativa del dopoguerra, poichö proprio nei corporativismo noi possiamo rintracciare uno dei motivi piü efficient! della nostra supremazia politica ed economica nell'ämbito di un «complesso» riservato alla nostra influenza, fi per tanto utile ricordare che il corporativismo si 6 manifestato, in fasi successive di realizzazio-ne, prima quale fenomeno sindacale, cioe di regolamen-to dei rapporti di lavoro, in seguito quale disclplinatore dell'attivitä dei gruppi industriali ed infine quale valido strumento per le necessitä di guerra, in relazione al note-vole sviluppo del controllo statale sull'economia nazionale. Tale linea evolutiva com-prova U progressivo inseri-mento del sistema corporati-vo nei delicato organismo della distribuzione prima, della produzione poi, dell'attivitä economica italiana, per il rag-giungimento di flnalitä poli-tiche e sociali sulle quali si b dovuto, come giä dicemmo in altra nota, logicamente, in tempi diversi e conseguenti diverse necessitä, differente-mente porre l'accento. Se ciö ö di comune dominio, quali tuttavia possono essere le idealitä sociali ed economi-che che noi vogliamo proiet-tare in piü vasto spazio e per le quali il corporativismo co-vrä essere efficace strumento di realizzazione? A questo pro-posito noi crediamo che i criteri della nostra superioritä politica e morale, informanti i futuri rapporti di conviven-za e di sviluppo degli stati del nostro complesso, se vor-ranno avere carattere di sta-bilitä, dovranno trovare il loro preciso riscontro in una sempre piü marcata gravitazione economica, il piü pos^bile «naturale», degli stati mediterrane! verso il nostro paese. Le economie di tali stati presentano, a prima vista, delle differenze di sviluppo rag-giunto e di possibile raggiun-gimento molto notevoll, con conseguenti different! tenor! di Vita delle rispettive popo-lazioni; di qui s! presenta !1 problema di realizzare una piü elevata giustizia sociale portata su di un terreno concreto e studiabile in relazione aU'andamento della dinamica de! salari, in generale de! red-diti, de! capitale e in defi-nitiva, della popolazlone. Pensiamo noi di giungere, per il conseguimento d! tale scopo, ad un livellamento, sia pure parziale, ed inteso nei significato progressivo di adeguamento alle condizioni dello Stato piü avanzato, delle economie di questi Paesi, attraverso loro profonde tras-formazioni strutturali, o, vi-ceversa, create tutte le con-nessioni economiche «naturali» (oggi impedite dalle artifi-ciose strutture politiche), vor-remo no! accentuare ! diversi caratter! delle rispettive economie nei quadro di una pre-ordlnata distinzione di fun-zioni? Le opinion! su tale fondamentale problema, molto meno teorico di quanto possa sembrare a prima vista, sono, 6 immaginabile, difficil-mente concord!; no! tuttavia propendiamo decisamente per la seconda soluzione. fi infatti per noi chiaro che, superato un primo periodo di asse-stamento dovrä in definitiva, ricercars! la realizzazione dl un comune benessere fra ! po-poli, benessere che sarä rag-giungibile solamente median-te l'attuazione d! un piano economico unitario che, nelle grandi linee, predisponga le direttive da seguiere. Quale organo poträ essere chiamato a tale scopo, quale la sua composizione e i suoi poteri, noi non possiamo ora discutere; vogliamo piuttosto affermare che, una volta eli-mlnata la distorsione delle produzioni e dei traffic!, !n-trodotta dalle potenze a no! nemiche, sarä da seguirs! la via Che permetterä d! megliq utilizzare le specifiche attitu-dini produttive dei singoll paesi, e, in tema di tenore di vita, di pervenire ad una sta-bilizzazione dei rlspettivl U-vell! che verranne miglioratl tuttavia in virtü del maggiore vantaggio complessivo, conse-guenza di una unitaria fisio-nomia economica; vantaggio Che si ripartirä fra ! popoli membri del complesso. L'estensione dei principi e della pratica corporativa in ambient! politici ed economi-ci diversi, prospetta a noi question! fondamental! di adattamento e di sviluppo: perciö, e quest! sono soltanto punt! essenziali, i problemi delle funzlon! dell'iniziativa privata in piü vasto spazio ed in relazione alle font! di fi-nanziamento, del rlsparmio del capitale, della libertä degli scambi, chiamiamol! cosi, intern! di complesso, ben viva-mente fin da ora si presentano alia nostra attenzione. Vig. ccÄMUfrU td ex:fuiU^dO' (Ui f^eddäi MuzioMiii L'interessante articolo ap-parso su queste colonne nel numero del 21 novembre scor-so a firma Cesare ToffanetU mi consente di rilevare come I'Autore dissenta profonda-mente dal mio modo di consi-derare talune questioni d'in-dole economico-sociale impo-ste dalle attuali contingenze. II camerata dianzi citato, pur ammettendo parzialmen-te che talune categoric bene-ficiano nel periodo bellico di un extra-rcddito, sostiene che all'inflazione si giunge si con l'ascesa dei prezzi, ma questa non dipende giä dalle dispo-nibilitä esuberanti delta mas-sa consumatrice denvanti daU la restrizione dei consumi, ma dalla speculazione facili-tata dalla richiesta spropor-zionata alla limitata quanti-tä dei generi di consumo. Quest'ultima asserzione a mio avviso e tra l'altro in con-trasto con l'altra che la mas-sa di moneta disponibile sia concentrata nelle mani (Ci pochi. Infatti se solamente pochi privilegiati avessero a disposizione un'esuberanza di mezzi finanziari, i prezzi con ogni probabilitä non subi-rebbero un aumento che ri-veste invece il carattere detla generalitä, cid perche la richiesta dei beni che riesco-no ad eludere le norme del razionamento e del blocco dei » consumi sarebbe limitata al-l'azione di quei pochi fra i quati non vi sarebbe necessi-tä alcuna di iniziare una gara rivolta all'acquisizione a prezzi sempre piu elevati dt tali generi, e cid anche perche la loro capacitä di assor-bimento sarebbe relativamen-te ristretta. La speculazione ha buon gioco inquantoche la doman-da di generi bloccati sul mer-cato cosidetto nero supera di gran tunga t'offerta per il fatto che la gran massa delta popolazione (e doloroso am-metterlo) non sente la disciplina dei consumi. Come non esiste una moralitä tributa-ria, non esiste una moralitä, in tema di razionamento. Se cosl non fosse, certa-mente non si avrebbe quel dibattersi nelle necessitä delta vita quotidiana da parte delle famiglie al quale accen-na il Toffanetti, poiche pa-ratletamente agli extra-red-diti percepiti da motte categoric (fatto indiscutibile) de-ve considerarsi un altro fatto di indubbia importanza: la spesa bassissima nel suo com-ptesso da parte di ogni nucleo familiare. Non pud infatti miscono-scersi che qualora il consu-matore italiano si attenesse scrupotosamente alle norme sul razionamento una porzio-ne non indifferente del suo reddito si renderebbe disponibile, anche ammettendo che te retribuzioni in Italia per la massa non siano motto elevate. Considerando il capitolo alimentazione detla spesa Oi una famiglia di U persone noi vediamo che, anche in un grande centra urbano, esso si mantiene, per i generi ra-zionati, inferiore alle L. 500 ■mensili (e cid beninteso con-cedendo a due componenti razioni supplementari di pane e generi da minestra). Aggiungendo anche una quota integrativa mensile di frutta, verdura e vino e facile vedere come la cifra com-plessiva si manterrebbe piut-tosto bassa. Se si pone mente al fatto che la voce alimentazione e preminente in ogni bilancio familiare, e che d'altra parte affitti, luce, gas sono bloccati inesorabilmente datt'ini-zio del conflitto, mentre la voce vestiario e attresi ridot-ta ad una percentuale minima a causa det tesseramento dei generi di abbigtiamento, non e chi non veda come, in definitiva, nella gran maggio-ranza dei casi la quota di reddito che rimarrebbe disponibile sarebbe notevole, e non e infondata l'affermazione che essa concorre ad agire in modo deciso sui prezzi sin^ goli e sul livetlo generale degli stessi. Cid infirma la concezion» che in Italia la moneta disponibile sia concentrata nelle mani di un numero ristret-to di persone. Nel nostro Pae-se infatti, piu, che in quaU siasi altro, pud dirsi che manchi una vera ctasse capi-talistica. Le distanze, e vero, possono e debbono essere an-cora accorciate, ma l'aziono del Duce in questa campo non ha mancato di rivetarsi particolarmente efficace. Anche se il prestatare d'opera non e ancora un com-partecipante diretto all'anda^ mento delta produzione per cid che riguarda il riparto annuale degli utiti, e pur vero che le previdenze del Regime in tale settore non sono in-differenti. II salario oggi piu che mai tende ad adeguarsi alte esigenze normali di vita del lavoratore. L'istituziane ed il potenziamenta degli as-segni familiari costituisce un'integrazione dello stipendio e del salario in una misura tale che spesso raggiunge una quota pari o superiore alta stessa retribuzione base. La giustizia distributiva attuata dal Fascismo non pud misconoscersi; equivar-rebbe a negare tutta l'azione svolta in vent'anni di regime nel settore economico sociale. II problema che affronta it camerata Toffanetti di crea-re un equilibria dei redditi indubbiamente e di notevole importanza, ma non contin-gente. Problema immanente nel-l'attuale contingenza bellica, piu di quelto impostato dal Toffanetti, e l'altro di tutelare ta moneta. Questa si e cer-cato di raggiungere attraver-so il btocco delta merce; di cid perd e stato solo parziat^ mente realizzato per ragioni giä esposte. i! pacifico che l'unica va-riabile sulta quale pud effi-cacemente agirsi sono i redditi, ma non tanta per modi-ficame la distribuzione fra le varie classi sociati tasciando-ne immutata t'ammontare comptessiva (che in tat caso il fenomena inflazionistica emergerebbe eguatmente dal confronto del reddito con quelto del consumo naziona-le, e sue ripercu,ssioni sui prezzi), quanta per diminuire tale ammantare o quanta meno ta disponibititd, mediante accantanamento in conti vin-colati. II risparmio ferreo, indubbiamente, sarebbe piu efficace quanto maggiore fasse la quota del reddita na-zionale accantanata annual-mente, ed in tal senso pud assumere una importanza non trascurabite il processo distributiva del reddito impostato dal Toffanetti, in quanto che redistribuenda it prodotta nazionale in guisa da far toccare una quota piu, elevata del riparto ai presta^-tori d'opera aumenterebbera automaticamente le possibi-lita di accantonare piu caspi-cua quota di risparmio nazionale. Pur tuttavia non ci si pud nascondere che la realizza-zione di un equilibria net set-tare dei redditi non appare di facile attuazione, perche i profitti dei vari rami di attt-vitd produttiva differiscono prafondamente I'uno dall'al-tro, non solo, ma divarii note-voli in seno at medesimo ramo di attivita esistona tra azienda ed azienda e dd per il fatta che te imprese produ-cono a costi notevolmente di-versi. Infatti tatune aziende megtio situate, megtia orga-nizzate vendendo al prezzo del mercato realizzana rendite che decrescono fina a giun-gere alt'impresa marginale la quale lavora e vende al costo (ivi compresa il cosidetto profitto normale d'intrapre-sa). Da cid discende che una prima diver sificazione di redditi ha luago tra imprese maggiarmente capaci (a che sorte prima hanna giä am-mortizzata gli impianti) e le marginati. Ma da questa diversificw-zione dei redditi delle imprese deriva altra notevole nei redditi degli addetti alte stesse che — giacche il salario carporativa deve essere fissa^-to anche in retazione alle pos-sibilitä detla produzione — verrebbero a fruire di cam-pensi spesso notevolmente differenti da azienda ad azienda a da una attivitd produttiva ad un'attra. Perdd e facile intravvede-re come una compteta ed equa distribuzione del reddito nazionale tra i comparteci-panti alta produzione in ra-gione diretta detl'apporto di ciascuna (oltreche delle pro-prie esigenze di vita) appare oltremodo problematica. Conctudendo: it problema impostato dal camerata Toffanetti nan pud nascondersi rivesta notevole importanza, soprattutto perd nei suoi svi-tuppi avvenire, ed anzi interessante sarebbe esaminare minutamente la questione del contralto da esercitarsi da parte delle Corporazioni sul-I'attivita praduttivitä per cer-care di influire sui processi formativi dei redditi e sulla loro distribuzione, pur ammettendo che I'attuazione di un tale sistema non appare ne di facile ne di rapida e compteta realizzazione. Comuhque ta soluzione a nostra avviso sara solo pos-sibite in periodo di normale svolgimento del processo produttivo. Netto Stato in guerra i problemi da affrantare e ri-satvere a qualsiasi casta sono quelto delta-produzione e quello manetario. II prima nel sensa di raggiugere il massimo risuttata per con-sentire di fronteggiare le necessitä betliche, il secondo per salvaguardare la moneta e con essa it risparmio naziona^ te; problema di capitate importanza quest'ultimo giacche se nan e passibile mantenere saldo il valore del comune de-naminatare dei valori, viene a cadere ogni incitamento al risparmio, tubrificante massimo delt'econamia nazionale, e — nel caso specifico det-VItalia — unica fante di nuo-vi capitali. Enriio Zenoglio In uno stabilimento italiano si fabbricano artiglierie pesanti per la vittoria dell'Asse Le due pagine supplementari si in-tendano in ricupero delle sei del n. 9 del 2 gennaio u. s. Problemi sociaii del dopoguerra In altre occasion! abbiamo avuto motivo di intrattenerei siiU'annoso e complesso problema della disoccupazione, affer-mando che per le sue incognite esso costituisce uno dei problemi che desta maggiori preoccu-pazioni agli uomini di Stato. II fenomeno della disoccupazione dilatti ha avuto sempre le sue esiziali ripercussioni sulla vita economica, sociale e politi-ca delle Nazioni maggiormente colpite da tali calamita, accen-tuatasi soprattutto nella secon-da e terza decade del XX se-colo, in seguito all'Organizzazio-ne scientifica del lavoro con I'introduzione dei metodi Taylor e Bedeau e con la repentina razionalizzazione del processo produttivo che permette oggidi alia macchina di soppiantare ingenti unita umane, pur otte-nendo spesso un superiore e piii perfetto volume di lavoro. Se nell'odierna contingenza quindi, in cui i nostri sforzi, le nostre energie e le nostre ferree volonta sono tutte protese per raggiungere la Vittoria e conse-guentemente finlre il piii presto possibile la guerra, dal punto di vista sociale pero la soUecita fine dell'attuale lotta ci lascia alquanto perplesssi e titubanti quando pensiamo all'inevitabile riaffacciarsi del pericoloso fenomeno della disoccupazione che fu, come e noto, subito dopo il primo conflitto mondiale, causa di tanti traviamenti, delusioni e sowertimenti psicologico-sociali. Mentre insomma milioni di ma-dri e di spose vivono diuturna-mente nella spasmodica ansia per la sorte dei loro cari lonta-ni, mentre i dolori, le ferite e i lutti della tremenda lotta col-lettiva si espandono con impres-sionante crescendo in ogni con-tlnente, potrebbe sembrare un paradosso o addirittura un'ere-sia, il preoccuparsi per un'im-mediata fine della tragedia mondiale. Per non essere dunque frain-tesi precisiamo che le suaccen-nate considerazioni non sono troppo anacronistiche come po-trebbero apparire da un esame superficiale del problema, qualora, s'intende, non venissero adottati tempestivamente, da pai'te dei fattori responsabili, dei provvedimenti atti ad infre-nare e disciplinare la disoccupazione non appena si deUneera all'orizzonte I'auspicata pace con giustizia. Siamo convinti che la fine dell'attuale guerra farä sorgere dei problemi sociaii ancora piii vasti, complessi e non scevri d'incognite di quanto non acca-de immediatamente dopo il primo conflitto mondiale. AUora si combatte per l'unltä d'ltalia, avente finalita pura-mente ideali, con ima prepara-zione spirituale di quasi un se-colo, mentre gli scopi della pre-sente guerra traggono origine da ben diverse finalita, in quanto oggi si combatte, soprattutto per quanto conceme le Nazioni dell'Asse, per xma maggiore ele-vazione sociale ed economica del lavoro, da conseguire ap-punto con la soppressione dei monopoli internazionali su tutte le ricchezze della terra usurpa-te e godute da pochi Stati pri-vUegiati. L'innato entusiasmo che ovun-que caratterizza ognl manifesta-zione della vita italiana, trova fra i nostri intrepidi combatten-ti I'incentivo dai suesposti scopi di guerra, che sono questa volta a sfondo materiale, poiche ognu-no intuisce che dall'esito finale della lotta dipende la libertä ed il benessere economico, oppure la schiavitii e la miseria perpetua per noi. fi ovvio che in tutte le Nazioni affiorera il problema della disoccupazione, ma nessuna di esse superera come entitä nu-merica espressa in percentuale, ritalia, la quale si trovera al momento della cessazione del conflitto ad avere un enorme afflusso di disoccupati per la cosidetta triplice smobilitazione. Avremo difatti il ritorno di milioni di redaci dalla trincea, i rimpatriati dalla Germania, dove abbiamo avviato circa mezzo milione di Italiani appar-tenenti alle piu svariate categoric e settori di attLvita, ed in-fine avremo la logica smobilitazione dell'ormai superflua indu-stria bellica, la quale dovra lo-gicamente subire un piü o meno lungo periodo dl sosta prima di procedere ed attuare la trasformazione degli impianti e dei macchinari adatti a produr-re materiali diversi per i bisogni della pace. Anche l'attrezzatura commer-ciale delle aziende anzidette richiederä parecchio tempo prima di riallacciare i vecchi o i nuovi rapporti d'affari. fi pre-vedibile pertanto che durante tale periodo di transizione e di assestamento si verificherä una forte contrazione produttiva, mentre le file dei disoccupati si ingrosseranno tutti i giorni. Ora che abbiamo descritto fu-gacemente il postumo quadro della situazione come inevitabil-mente apparirä nell'immediato dopoguerra, formuleremo talune proposte tendenti a richiamare l'attenzione degli organi com-petenti su queUi che dovrebbero essere, secondo la nostra ultra-ventermale esperienza in materia, gli aneddoti per curare o comunque mitigare le deleterie conseguenze della disoccupazione. 1) Unificazione degli uffici di collocamento per tutti i vari settori esplicativi della produzione e del commercio, adottan-do criteri e metodi uniformi per tutto il territorio del Regno; 2) Attrezzare e potenziare in sommo grado gU uffici di collocamento attraverso un'oculata selezione del personale prepo-sto; 3) Emanare tassative disposi-zioni di legge che stabiliscano tassativamente I'imponibile della mano d'opera in ima percen-tuale proporzionata al ramo di attivita azlendale, analogamente a quanto e stato a suo tempo adottato in lieve misura per i gloriosi mutilati ed invalidi della prima guerra mondiale e, parzialmente, per i reduci della guerra antibolscevica di Spagna; 4) Predisporre fin d'ora un piano per l'assorbimento del disoccupati soprattutto nel settore industriale ed agricolo, sta-bilendo per ogni azienda le pos-sibilitä d'ingaggio; 5) Censimento professionale di tutti i lavoratori mobilitati nelle Forze Armate, o civilmen-te negli stabilimenti ausiliari, nonche delle maestranze avviate in Germania. L'indagine stati-stica di cui e indispensabUe, on-de assegnare sübito quell'aliquo-ta di unitä delle varie categorie nelle singole Industrie; 6) Frenare con norme piü dracorüane il deieterio fenomeno dellurbanesimo, almeno per due anni dopo la g^uerra; 7) Disciplinare l'impiego della mano d'opera femminile, equi-parandone la misura retributiva alla similare categoria o lavora-zione maschile, come e giä in uso in taluni Stati meno evoluti socialmente dell'Italia; 8) Adottare la settimana di 40 ore, magari a 36, per tutte le categorie indistintamente senza deroghe di sorta onde non creare sperequazioni nel tratta-mento economico fra lavoratori e lavoratori; 9) Abolire, come principio di massima, tutto il lavoro stra-ordinario e festivo, introducen-do per determinati servizi pub-blici (ospedali, comimicazioni, trasporti, ecc.) turni rotativi di lavoro; 10) Abbassare U limite di etä per la maturazione del diritto di pensioni per lavoratori a 55 anni e per le donne a 50, imponendo in tale caso il veto assoluto che i pensionati con-tinuino a rimanere nella fabbri, ca come purtroppo accade di so-vente oggidi; 11) Subordinare l'impiego della mano d'opera minorile nel settore industriale e commercial le al numero degli anzlani, sta^ büendo delle percentuali fra la forza complessiva degli addetti neUa stessa azienda; 12) Dedicare una particolare disciplina giuridica per l'appren-distato, considerato che la legge del 21 settembre 1938 n. 1906 che regola questa delicata materia non e mal stata rigida-mente osservata; 13) Indirizzare l'apprendista verso quel ramo di attivita con-facente alle sue peculiar! attitu-dini, creando all'uopo, soprattutto nei grand! centri, special! istituti psicotecnici per l'orien-tamento professionale; 14) Anche per quanto concer-ne l'istruzione tecnica dei lavoratori, riteniamo che dopo la guerra bisognerebbe rivedere la relativa legge del 21 giugno 1938 n. 1380, in quanto l'istituzione delle scuole professional! per la formazione ed il perfezionamen-to degli opera! dovrebbe sempre subordinarsi alla struttura eco-nomico-industriale di quel de-terminato comune o zona dove appunto il futuro operaio «qua-lificato» o «specializzato» potrebbe trovare sicura occupa-zione. * La vastitä della materia non ci consente di svlluppare concetti e Programm! data la rl-strettezza dello spazio, ma tuttavia reputiamo che 11 nostro sintetico panorama sia sufficlen-te ad Indicare talune mlsure preventive. Con ciö non abbiamo la pre-tesa d'aver scoperto nulla di nuovo ma solamente offerto il nostro modesto contributo d'idee ad una piü grande giustizia sociale. Adriano Peironio Httca SABATO, 9 GENNAIO 1943-XXf N E: I F A s C I NEL NOME DEL DUCE i combattenti e oltre 5000 bimhi di Luhiana ricevono i doni delta Befana Fascista. Le Autorita presenti alle distribuzioni fra entusiastiche dimo- strazioni al Duce e al Regime. Fotocronaca II 6 corr. sono stati distri-buiti i pacchl della Befana Fascista agli organizzati della G. I. L. L. Nella mattinata le Autoritä si sono recate alia sede del Comando Federale della G. I. L. L. ove, nella palestra, harmo proceduto alia dlstribuzione del pacchl alle PIccole e Giovani Italiane. Erano presenti I'Ecc. Alto Commissario Grazioli, TEco. 11 Generale Gambara, il Se-gretario Federale, U Generale Ruggero, 11 Podestä, il Que-,store ed altre Autoritä. La parola dell'Alto Commissario Dopo 11 saluto al Re Impe-ratore e al Duce, ordinato dal-I'Alto Commissario, le organiz-zate, tutte in perfetta dlvisa, hanno Intonato I'inno «Gio-vlnezza». Quindl 11 Segretarlo Federale ha presentato in ra-pida sintesi i dati del bene-ficlati. L'Alto Commissario ha pol rlvolto brevi parole inte-se ad illustrare il signiflcato della manifestazione, altra chlara prova della ciira e delle provvidenze del Regime Fascista estese in questa nuova provincia italiana. Si 6 proceduto quindi alia distribuzione dei pacchi che le organizzate, susseguendosi ordinatamente fila per fUa, hanno ricevuto dalle mani stesse dell'Alto Commissario, daU'Ecc. 11 Generale Gambara, dal Segretario Federale e dalle altre Autoritä. L'Eccellenza Grazioli e le Autoritä hanno quindi laudato la sede della G. I. L. L., salutati da un'ardente manifestazione di fede all'lndirizzo del Duce da parte dei presenti, per recarsi al Cinema Union dove erano in attesa di ricevere 1 doni gli organizzati dei battaglioni maschili. ÄI ciaema Union Dopo il saluto al Re Impe-ratore e al Duce ed aver ele-vato im forte alalä all'indi-rizzo deUe Forze Armate, si sono awicendati sul palco gli organizzati, cui sono stati di-stribuiti pacchi contenenti indumenti e generi allmen-tari. CoU'inno «Giovinezza» e con entusiastiche ovazioni al Duce, U cui nome 6 stato in-vocato a viva voce, ha avuto termine anche questa ceri-monla, che ha incontrato il piü vivo favore da parte dei giovani sloveni, i quali con essa hanno ancora potuto ve-dere di quante cure ed atten-zioni siano oggetto da parte delle istituzioni del Regime, al pari dei loro camerati ita-Uani. Fra i combattenti Parole di fede del Gen. Gambara Le Autoritä harmo presen-ziato quindi alia manifestazione svoltasi al Tabor dove era stata imbandita la mensa, a cura del Dopolavoro Forze Armate, per una nume-rosa rappresentanza dl militari del Presidio di Lubiana. Dopo 11 saluto al Re Impe-ratore e al Duce, I'Ecc. 11 Generale Gambara ha pronun-ciato brevi parole per render-si interprete, a nome dei combattenti di questa zona d'o-perazioni, della loro gratitu-dine al Partito e del loro giu-ramento di «dar sotto al par-tigiano, costi quel che costi». Le Autoritä hanno pol di-stribuito buste contenenti premi in danaro. II Federale reca i doni nella caserme Nella giomata il Segretarlo Federale e i component! 11 Di-rettorio si sono recati nelle varle caserme dislocate nella cittä per recare ai camerati alle armi i doni che il Partito aveva loro inviato attra-verso lo Stato Maggiore del R. Esercito. Ovunque U Fede- rale e i Gerarchi sono stati accolti da entusiastiche ma-nifestazioni al Duce con le quali i combattenti hanno voluto esprimere ancora una volta la loro volontä dl vin-cere. All'Ospedole Mllltare Nel pomeriggio la Fiducia-ria dei Fasel Femminili, in-sieme ad alcune donne fasci-ste, si Č recata all'Ospedale Militare per portare ancora una volta la sua parola di conforto ai gloriosi feriti e degenti. Recando i doni del Partito le camerate del Fascio Fem-minile hanno voluto essere viclne ai soldati anche in questo giomo di festivitä cri-stiana. Al Dopolavoro delTascio Present! 11 Vice Federale Capurso e la Fiduciaria dei Fasci Femminili, il Presiden-te del Dopolavoro del Fascio dl Lubiana, ha distribuito ai bimbi dei sod i pacchi-dono Che la Federazlone del Fasci aveva messo a dlsposizione. Rievocazione del discorso del Duce del 3 gennalo leri, nella sala della GILL, il camerata Umberto Cungi ha rievocato dinanzi ai fasci-sti di Lubiana lo storico discorso che 11 Duce pronunciö il 3 gennaio 1925 inchiodando definitivamente alia gogna 1 resti del parlamentarismo an-nientatore dei valori spiritua-11 della Patria. Erano presenti I'Eccellenza Grazioli Alto Commissario, I'Eccellenza Gambara Co-mandante 11 Corpo d'Armata, il Federale, 11 Podestä, 11 Generale Ruggero Comandante il Presidio, i Consoll di Ger- mania e di Croazia, altre Autoritä e tutti 1 fasclstl di Lubiana. All'lnizio il Segretario Federale, presentando I'oratore, ha rlvolto brevi parole dl fede nel destlnl della Patria, affermando che 11 discorso del 3 gennaio ä ancor vivo piü Che mal nel cuore del popolo Itallano che oggl tutto si stringe Intomo al Capo come in quel glomi dl sbandamento si strlnsero gli uominl di fede Che credettero nel Duce. L'oratore ha quindi ampla-mente ricordato la storica da- ta Che, allora come oggi, ci ammonisce che soltanto la Fede nella Patria e nel Duce puo condurcl alia Vittoria. Calorosl applausl hanno sot-tollneato la fine dell'appas-slonata orazlone. La manifestazione si 6 chlu_ sa col saluto al Re Imperato-re e al Duce, ordinato dal-I'Eccellenza I'Alto Commissario. Visita dell'Eccellen-za Gambara alia Fe-derazione dei Fasci Nella mattinata del 24 di-cembre u. sc. il Generale Gambara, comandante il Corpo d'Armata, si 6 recato a visltare la sede della Federazlone dei Fasci, accolto dal Segretario Federale e dal componentl il Dlrettorio federale. L'Ecc. Gambara ha vlsitato i vari ufflcl, ^ffer-mandosl in clascuno dl essi per rendersl conto dello svol-gimento del normale lavoro. AI termine della visita ha rivolto al Segretario Federale parole di elogio per l'attivitä svolta dalla Federazlone. MESSÄ AL CÄMPO SI avvertono tutti i fasclstl Che a partlre da dome-nlca 10 dlcembre non sarä piü celebrata la Messa al campo presso 11 Dopolavoro del Fascio, polchö il Presidio Militare di Lubiana ha dispo-sto la celebrazlone deUa Messa nella chlesa delle Orsoline In Piazza del Congresso per gli Ufflclali del Presidio e per gli Italiani. La Messa verrä celebrata ognl domenlca e I gioml fe-süvi alle ore 12. '(^wthiu Lu^ianest^'i quindicinale del Comando Federale della GILL II Comando Federale della Gioventu Italiana del Litto-rio di Luhiana ha curato la pubblicazione di un quindicinale a colori, tipo o^Il Balilla^, per i giovani organizzati. II quindicinale, che e diret-to dal camerata Luigi lezzi, era assolutamente necessario in queste terre per far cono-scere ai giovanissimi della GILL, come viene impostata in Italia la letteratura infantile. «Gioventu Lubianese», gid, al suo secondo numero, viene oltremodo apprezzato e avi-damente letto dwi piccoU organizzati che anche con questo dimostrano il loro attac-camento alia piü bella orga-nizzazione del Partito, la Gioventu Italiana del Littorio. Al quindicinale, ottimo sot-to tutti gli aspetti, non esclu-sa la veste tipografica, vada il saluto cameratesco. di «prima linea*. OFFERTE Un noto industriale sloveno ha fatto una generosa offer-ta conslstente In 50 m» circa dl legname per la costruzione di im caparmone da adlblrsl a caserma per la M. V. A. c. a Loski Potok. II Segretario del Centro del P. N. F. ha rln-grazlato, a nome del Segretario Federale, per la spontanea e slgnlflcativa offerta. IN T R I N e E A della Befana Fascista Sctt^M \/icc T-tdtcait di Jlu^awx In sostituzione del camerata Scarnicci, chiamato ad altro incarico, il Segretario del Par-tito, su proposta del Segretario Federale, ha nominato il fascista Enzo Selloni, classe 1911, iscritto al Partito dal 1929 (Ilia leva fascista), vo-lontario in O. M. S. e nella guerra attuale, Vice Segretario Federale della nostra Fe-derazione del Fasci. Al camerata Selloni, pro-veniente dai G. U. F. e vo-lontario di due guerre, I'af-fettuoso e cameratesco saluto di oiprima linea». ADUjNATA Tutti i fascisti precettati con «cartolina rossa di mobi-litazione» sono tassativamen-te comandati a presentarsi all'adunata che avrä luogo alle ore 9 presso la sede del Fascio di Lubiana in via 3 Maggie. Divisa regolamentare. Trasferimenti A norma dell'articolo 93 del Regolamento del P. N. F. tutti i fascisti resident! da oltre tre mesi nella provincia di Lubiana hanno I'obbligo di chiedere il trasferimento dal-la loro Federazione del Fasci di provenienza a questa. Gli inadempienti all'obbligo stesso saranno sottoposti alle sanzioni discipHnari contemplate dallo stesso Regolamento. in sostituzione del fascista Martini Giuseppe che rientre-rä airispettorato della V Zona in qualitä di Segretario politico comandato, non ap-pena verranno effettuate le consegne. Al Segretario Federale sono pervenute due Offerte, da parte degli impiegati deirAmmi-nistrazione della Federazione dei Fasci L. 300 e del do-polavoristi della Delegazione Ferroviaria L. 3000, per i combattenti, In segno di af-fettuoso legame con essi nella ricorrenza delle feste nata-lizie. * « « Sono pervenute al Fascio femminlle, pro laboratorio per combattenti, dalla Societä Emona L. 100.—, dalle came-rate Con tin Olga L. 50.—, Oddone Maria L. 11.—, Loso-ni Anna Maria L. 100.—, Ercelli Olimpia L. 50.—. Dalla camerata Bongioanni Maria, per onorare la memoria del fratello Porrati Cesa-re, Caduto per la Rivoluzione L. 100.—; per onorare la memoria del Caduto De Vecchi Luigi L. 100.—; per I'Ospeda-le Militare il camerata Salami Pasquale — 300 fiaschi da y-i 1. di vino bianco, e dalla Ditta Emerik Zelinka n. 4 bottiglie di Mquori. • » ♦ II S. Ten. Vittore Cata-lani, collaboratore di «prima linea» ha espresso il deside-rio al nostro Direttore che il compenso alia sua collabora-zione per 11 mese di novembre sla devoluto al figU dei combattenti bisognosi. Catalani sa essere in prima linea. ^L Tcdccati NOVMNTO GERÄRCHI Nella II Zona Con 11 giorno 4 dicembre u. s. il fascista Freschini Ilarlo, Segretario del Fascio di Virü-ca, 6 stato chiamato a reggere prowiisoriamente la Segreteria del Centro del P. N.F. di Planina. Nella III Zona In data 4 dicembre u. s. il fascista Mandrini Teresio 6 stato nominato Segretario del Centro del P.N.F. di Loski Potok in sostituzione del fascista Asnaghi Enrico. Con il giorno 17 dicembre u. s. 11 fascista Buda Mario ha cessato dalle funzioni di Segretario del Fascio di Com-battimento di Ribnica ed 6 stato posto a ddsposizlone della Federazione del Fasci. In data 17 dicembre il fascista Asnaghi Enrico fe stato nominato Segretario del Fascio di Combatümento dl Ribnica. Con 11 giorno 17 dicembre il fascista Verzelloni Enzo 6 stato nominato Segretario dei Centri del P. N.F. dl Videm Dobrepolje e Velike Lasce in sostituzione del fascista Domenella Bruno alle armi. Nella IV Zona In data 20 novembre u. s. U fascista Mattelig Mario ha lasciato la carica dl Segretario del Fascio dl Combatti-mento di Trebnje perchfe rl-chiamato alle armi. Le consegne sono state fatte al-rispettore dl Zona. Nella V Zona Col glomo 3 dicembre u. s. 11 fascista Grovoni Carlo 6 stato destinato al FeiscIo dl Combattimento di Črnomelj POESIA DEL FASCISMO Dalla X Giornata della Madre e del Fanciidlo alia XVI Befana fascista Ci piace ncordare i giomi scorsi ognuno dei quali ha portato ai nostri cuori, pur tanto provati e tanto ansio-samente protesi verso I'av-venire, un dono di poesia dolcissima e di mistica pace. Giorni che sublimano I'at-tivita del Partito e ne pon-gono in primo piano le piu alte idealita, le piu sacre aspirazioni, il piu umano ci-vismo. Ricordiamo la Giornata della Madre e del Fart^ ciullo. Precede il Natale. Fonde I'alta poesia onde e stata ispirata, con la mistica poesia delle campane annuncian-ti il prodigio nella nativita che da secoli si rinnova nella pia tradizione cara e sacra ai credenti di tutti i paesi. Ed e ben giujsto che, proprio nel giorno in cui con profondo amore le mamm'e ed i bimbi indugiano a co-struire I'italianissimo Prese-pe, attorno al quale ci si sente piu buoni e piü devoti, il Fa-scismo si protenda benefico verso le madri che dellaPatria sono I'espressione piü umana e verso fanciulli che della Patria sono le speranze piü vive. La mistica poesia dei secoli ci rappresenta il Santo Bambino nell'umile capanna dalla quale ž scaturita tanta bonta, tanta fede e tanta luce, e sopra la capanna, net cielo sereno, la lucente stdla che ha guidato i Re Magi col loro carico di doni. Oggi, do-vunque c'e un bimbo, converge la luce ideale del Fascismo dovunque c'e una mamma che so ff re o che fatica, c'e il grande cuore del Duce che conforta. E tutti i doni piü belli sono per I'infanzia, che il grande Capo predilige. Pen-siamo a quelle che era la Befana di un tempo e confron-tiamola con la Befana Fascista. In quegli anni lontani, quando il Fascismo ancora non aveva dato all'Italia la sua stupenda certezza di do-minio, di potenza e di gloria, quando I'umanissima dottrina mussoliniana non aveva dato ancora un indirizzo ed un senso nuovo alia vita del po-polo italiano, la Befana era veramente quale la dipinge-vano le scialbe caricature dell'epoca: vecchia, grinzosa, curva sotto il fardello dei suoi doni, ma soprattutto, sotto il grande peso della sua ingiustizia. I suoi doni non erano per tutti: in molte ca^ se, nelle piü povere, nelle piü umili, in quelle dove vi-veva I'infanzia piü tranquil-la, piü buona e piü sventura-ta, essa non sostava mai. In-vano i bimbi appendevano la calzetta sotto il camino, inva^ no vegliavano a lungo, la sera, in attesa e sognavano,nella notte, i bei doni che fanno illuminare anche gli occhi piü tristi e piü pensosi. Ed era questa una delle cose che piü spiacevano al Condottie-ro della nuova Italia. Allora Egli, che giä aveva mutato il volto della Patria, che aveva forgiato e veniva forgian-do, con ferrea volontä, il po-polo italiano, mutö pure il volto della vecchia Befana. Con la tessera fascista, le dono la parte piü eletta del suo grande cuore e la mando, fata benefica, in tutte le case ad accendere un sorriso nuovo sopra ogni volto di bambino. E questa ^ poesia: per-fetta, sublime ed eterna poesia del Fascismo! Anche nella Slovenia le due gwrnate, consacrate all'esal-tazione delle madri e alia gioia dei bimbi, sono state celebrate con la partecipazio-ne di masse imponenti di mamme e di fanciulli del po-polo. Qui, dove la feroce propaganda antifascista aveva fat-to e fa incosciente strazio della nostra stupenda dottrina, Roma non ha portato sol-tanto il segno della propria inflessibile spada, ma anche quello della sua inimitabile umanitä. Ci e caro sperare che da quella massa di creature pre-dilette dal Fascismo, un fer-vido pensiero d'amore, sia scaturito per Colui, che con saldo pugno e con fermo cuore regge i destini della Patria in armi: per il nostra amatissimo Duce! Ida De Yecchi PER I COMBAnENTI 3-0 2-2 1-0 3-1 C(>fnuftccata Pacchi-dono agli uni-versitari alle arml. Tutti gli universitari che si trovano alle arm! in Slovenia e che non hanno ricevuto i pacchi-dono, loro inviati dalla Segreteria dei G. U. F., potranno presentarsi per averli alia Federazione dei Fasci di Lubiana o inviare un incaricato con I'ultima tessera del G. U. F. ^ CONCORSO fiiOft&stici Ecco i risultati deUa xni giornata del campionato del calcio: Liguria—Atalaiita Torino—Lazio Venezia—Bologna Milano—Barl Vicenza—Ambrosiaiia 2-2 Florentina—Livarno 4-3 Juventus—Roma 2-1 Genova—Triestina 1-0 e la classifica quindicinale dei partecipanti al concorso prono-stlci: Con punti 7: Gen. Zigliotto Luigi, Art. Cola Armando, Ai't. Taverna Giuseppe, Gen. Minella Angelo, Sold. Plnchi Renato, Art. Vettorato Adelmo, Art. Lorenzini Lindo, Fin. Monaco Et-tore. Con punti 6: Gen. Ciccocioppi Pasquale, Sold. Sommacal Giovanni, Serg. Berniiii Giustino, Cap. le Andreotti Guido, Vcsq. Bernini Vitaliano, Art. Tomei Tommaso, Cap. le Pani Antonio, Gen. Gai-dini Ivo, C. N. Pisani Guido, Ai-t. Saluzzo Rocco, Cap. le Magg. Perotti Emidio, Sold. Del Mese Giorgio, Sold. Monticelli Flaminio. Con punti 5: Cap. le Magg. Corradini Benito, Cap. le Magg. Tenani Gibeai'do, Art. Grassi Alessandro, Ai't. Pompeo Domenico. Cap. le Frasi Palmiro, Art. Cesetti Nicola, Serg. Revo-loni Vittorio, Carab. Ortelli An-timo, Cap. le Magg. Frattale Mario, Aut. Ballante Dante, Sold. Ferri Paolo, Fante. Rag-gini Guerrino, Sold. Montagna-ni Aldo, Cap. le Magg. Cuoghi Ezio, Fante. Fioravante Rosa, Sold. Lei Riccardo, Art. Bellotto Gino, Gen. Gaudenzi Giovanni, Art. Chiavaroli Alfonso, Cap. le Paoletta Leonai'do, Sold. Brandl Franco, Gen. Goldoni Imes. Can. punti 4: Art. Verrella Alfonso, Sold. Bai-one Umberto, Sold. Cicerone Eude, Cap. le Donati Nicola, Gen. Sartori Aldo, Gen. Maiorana Giuseppe, Art. Bisconti Pompilio, Carab. Paoletti Onofrio, Vcsq. Bagnato Michele, Cap. le Gerla Mario, Maresc. Minocchieri Rodolfo, Cap. le Stradolini Odero, Sold. Baraccani Artemislo, Sold. Ol-meda Claudio, Sold. Gallina Antonio, Cap. le Magg. Ferri Ugo, Gen. Tramontana Silvio, Serg. Zanellati Umberto, Vcsq. Berti Osvaldo, Art. Tosatto Bruno, Art. Schiavi Esole, Art. Pesaresi Luigi, Sold. SUvestri Aldo, Gen. Come Giovanni, Serg. Magg. Sciotti Vittorino, Serg. Magg. Fomacciari TuOlio, Ten. SangalU Carlo, Sold. Gobessi Diego, Cap. le Magg. Casati Francesco, Gen. Lanzoni Gino. Con punti 3: Art. Palmieri Giuseppe, Cap. le Magg. Bolo-gnigni Ugo, Art. Bovo Virginio, Caff), le Magg. Mauri Emilio, Gen. Paulin Firminio, Cap. le Massacesi Greste, Art. Piva Giovanni, Cap.le Di Stasio Gaetano, Cap.le Magg. Modalo Carlo, Cap le Berardi Primo, Cap. le Basanisi Antonio, Gen. Par-miggiani Giuseppe, Sold. Drtal-da Giovanni, Cap. le Magg. Ca-Icaterra Bruno, Cap.le Magg. Rubboli Alberto, Cap. !e Magg. Bastianuto Gino, Art. Basso Mirco, Art. Gandinl Regis, Art. Fabbi Enzo, Serg. Magg. Cam- polmi Cesare, Serg. Magg. Mu-nari Domenico, Carab. Torrlsi Antonino, Cap.le Magg. De Metri Alfideo, Cap. le Magg. Pas-salacqua Angelo, Gen. Zumai'o Bruno, Gen. Savio Primo, Carab. Pagnoni Giorgio, Sold. Medeotti Elvio, Gen. Fontana Mario, Art. Cincelli Walter. Con punti 2: Cap. le Di Cosi-mo Umberto, Cap. le Angelotti Giuseppe, Art. Valentini Davide, Serg. Gusetti G. Batta, S. Ten. Fuoco F'rancesco, Cap. le Pesce Celestino, Serg. Pecorari Geo, Serg. Ramondelli Umberto, Ca-porale Pez Giovani, Sold. lapoce Piero, Serg. magg. Umana Antonio, Art. Ceccacci Dino, Art. Poalorossi Giuseppe, Cap. le Buttito Gaetano, Maresc. Ma-netti Gino, Maresc. Scaglione Salvatore, Sold. Puebli Giuseppe, Sold. Luppi Aquilino, Art. Cecchinel Giovanni, Ai-t. Oliva-desi Giuseppe, Sold. Sabodelli Luigi, Art. Cioffi Alfonso. Con punti 1: Cap. le Lasagni Ferdinando, Gen. Picciali Giuseppe, Cap. le Magg. Benvenuti Walter, Cap. le Magg. Remi Re-migio. Sold. Morandini Rino, Art. Pilla Pietro, Brig. Lucini Sisto. I premi assegnati ai totaliz-zatori di punti 7 sono a dispo-siziohe degli interessati presso rufficio Combattenti. CORRISPOIDEMZA coft i tMÜtad Cap. Magg. Ferruggio Vin-cenzo. Ho interessato 11 Fascio di Siculiana perche intervenga presso il tuo padrone di casa af-finche siano sollecitamente ese-guiti i lavori di riparazione ne-cessai'i alia tua abitazione. Conf. rio Adonan Guerrino — Postumia. Contraccambiamo con viva cordialitä i tuoi auguri. Cap. le Renato Orlandini — P. M. 110. Contraccambiamo cordialmen-te i tuoi camerateschi saluti e auguri. Serg. Magg. Napolitano Giuseppe — P. M. 110. Carab. DaU'Oglio Giuseppe — P. M. 110. Ammiriamo i vostri patriot-tici sentimenti ed inviamo i nostri camerateschi saluti ed auguri. -.— Ministero dell'Aeronautica II termine per la presenta-zione delle domande di parte-cipazione al concoi-so per titoli a Venti posti di tenente in ser-vizio permanente effettivo nel Corpo del genio aeronautico, ruolo ingegneri, categoric la e 4" (Ingegneri aeronautlci ed ingegneri d'armamento), e prorogate a tutto il 10 dicembre 1942-XXI. Ministero della Guerra E' indetto un concorso, per titoli ed esami, per un posto di sottotenente maestro direttore di banda in servlzio permanente. A tale concorso potranno par-tecipare militari e civili che siano provvisti di diploma di istrumentazione per banda o di composizione, conseguito in un conservatorio Regio o pareggia-to del Regno. Chi desidera partecipare chie-da chiarimenti a questo Ufficio Combattenti. Esami per militari i _ Si informano gli interessati Che rinizio della sessione stra-ordinaria di esami 6 stato differito dal 18 al 25 gen-naic. ♦♦♦♦♦♦I ^ma ÜMa SETTIMANALE DELLA FEDERAZIONE DEI FASCI DI COMBATTIMENTO DI LUBIANA Direttore responsablle LUIGI PIETRANTONIO Tipografia >Merkur> S. A. Lnblana Fabbrlca sapone, candele e prodotti ciiiniici Dainičar & Richter Lubiana Ristorante ciffadino «FIGOVEC» Nel cenfro della cifta — oHre oltimi vini e birra di prima qualifa Amminlslrafore: A. Andolšek F ABI ANI & JURJOVE^ Manif ai^ure LUBIANA - STRITARJEVA 5 Čada Maglierie — Cotonerie — Biancheria per signore, s i g n o r i e 6 a m f) i n i. £ Cafla <^C^ffLOflCL» JZukana ESERCIZIO DI PRIMO RANGO NEL CENTRO DELLA CITTA — RITROVO DI PUBBLICO DISTINTO — 8ER-VIZIO INAPPUNTABILE. — GIORNALI E RIVISTE. — GIORNALMENTE CONCERTI POMERIDIANI E SERALL AUTORIZZATA IMPRESA EIZTTROTECNICA i © (G A T . \ J I Piazza Congresso 19 (accanio alla Chiesa delle Orsoilne] - Te). 20-03 j Eseguisce lutle le iiislallazioiii eleltriclie * Ne- ; frozio e ileposito di tiitlo il inatei iale d'installa- j zioiie * Tnlli i piü modemi ed elegaiiti og- • getti elel trici * 1 m p i a n t i s u o n e r i e, ecc. : Esecuzione lavori a regola d'arle i \i SOCIETA AG. L. ii. U H A IV A Commercio ed Indusfria legnami „SLAMIO ristorante di primo ordine si raccomanda Ottima cucina, ni s C e I t i I v I LUBIANA. GOSPOSVETSKA PASTICCERIA - CAFF^ PETRiČEK, Lubäana - Via 3 Maggio 6 Filiale Bleiweisova 11 - tel. 4280-4189 Si raccomanda alla s p ettab lie clientela. Ultima ed alta moda per signore e signori LUBIANA. Šelenburgova e Höfel S!on VLA13IMIRO KRAŠNJA PELLICCERIA LUBIANA ^ Via Frančiškanska 1 ^ Prima di acquistare pellicce. manicotti, colli ecc. visitate il nostro vario assortimento. -IC Gli Spaccijalimen-»ari. Per agevolare il rilornimeuto quotidiano della famiglia operaia la Fiat ha aggiuuto a la sua normale at-tivitä assistenziale quella degli Spacci alimentari. 9 grandi Spacci sono stali aperti nei pressi dei maggiori stabili-inenti Fiat, con una organiz-zazione razionale per l'equa distribuzione di generi auto-rizzati e non deperibili. La distribuzione avviene in base ad uncartoncino-modulo men-sile che viene distribuito ad ogni dipendeate. HODIAHO n i^ibreria IG. um Ii FED. umm L A V 0 R A T 0 R I OnMILIONI Kwh/ANNO L U Dl ENERGIA EIETIRICA ASSORBITA -ILJ Soc. og.i. - Mlkloiie««o 16 Tutte le novitčt llbrarle In Itallano- sloveno - tedesco. Nuovl testi scolasticl per tutte le scuole dl ognl ordine e grado. eiornail d i moda e rivist-i. Mria HA-iA! Via; Bleiweisova 12 - tel. 35-93 LUBIANA OTTIMA CUCINA OTTIMI VINI SERVIZlO DI BAR S T A B I L I M E N T I M I LI A R D I - A NN O DI FIAMMIFERI DI OGNI IIPO I^L D MILIONI DI TONN. - Km.-ANNO ^W D DI PROPRIE MERCI AUIGIRASPORIATE STABILI URBANI E RURALI ETTARI DI PIOPPETI UFFICI COMMERCIALI SOCIETA' ANONIMA FABBRICHE FIAMMIFERI E AFFIN! CAPITAli SOCIAU 1. 150.000.000 INItRAMENtE VERSAIO SEDE IN MIIANO . VIA MOSCOVA. 18 • TElEfONO N. 67-146 UfflCl COMMERCIAtI: ANCÖNA - BARI - BOLOGNA - BOLZANO - CATANIA FIR E N Z E GENOVA - L AQUILA - NAPOLI - P ADOVA . PALERMO - ROMA - TORINO ■ TRIESTE ■ UDINE CRINE PER MATERASSI 711^ A " PROFRIETflRIO: MILAN JIIGER FILATURA MECCANICA FABBRICfl: FUŽINE, tel.20-45 NEGGZIO:VIA S. PIETRO 17, tel. 20-42