Sandra Augendre Université Michel de Montaigne Bordeaux 3 Università degli Studi di Cagliari* UDK 811.131.1'367:808.56 soggetto e verbo con DORMIRE, TELEFONARE E ARRIVAREin contesti diversi INTRODUZIONE Quest'articolo vuole presentare lo studio realizzato su un campione di cento parlan-ti italiani, ed in particolare la parte che riguarda tre verbi, dormiré, arrivare e telefonare, che si possono costruire con un unico argomento, il soggetto. Il punto di par-tenza del lavoro e la struttura argomentale identica di questi tre predicati e lo scopo e studiarne la realizzazione in due contesti enunciativi diversi: quando l'asserzione e «Predicato + Argomento» e quando la presupposizione e «Argomento» e l'asserzione e «Predicato». I risultati del test somministrato ai parlanti ci ha portato a formulare ipotesi che riguardano la realizzazione di una stessa struttura argomentale, i rispettivi ruoli del contesto e degli elementi presenti nel determinare la strutturazione dell'enunciato ed anche le ragioni che permettono di considerare una sequenza come inadeguata o al contrario come adatta rispetto al contesto. Inizieremo presentando la nozione di struttura argomentale e le proprietá dei tre predicati considerati. Poi introdurremo il questionario e illustreremo il suo funzio-namento. Infine, presenteremo i risultati ottenuti per ogni verbo nei diversi contesti e vedremo in particolare che non ci sono due classi di verbi intransitivi ma piuttosto un continuum tra gli inergativi e gli inaccusativi. 1. IL SOGGETTO COME ARGOMENTO UNICO Come abbiamo appena accennato, la base dello studio e la struttura argomentale. La «valenza» di un verbo - concetto introdotto da Tesniere nel 1959 - riunisce gli elementi che riguardano le entitá direttamente o indirettamente coinvolte dal pro-cesso indicato dal verbo. Il punto di partenza della struttura e il verbo, che selezio-na zero, uno, due, tre... argomenti necessari alla buona formazione dell'enunciato. Gli argomenti di un verbo, diversamente dai circostanti, sono supposti essere obbligatori, ma ció non sempre e vero: si vogliono cosi distinguere gli argomenti necessari all'uso del predicato dagli argomenti opzionali, la cui assenza non impe-disce la costruzione di un enunciato grammaticale ed interpretabile. Prendiamo l'esempio di mangiare: * Indirizzo dell'autrice : 87, chemin de Mussonville Apt C 62, 33130 Bègles, Francia. Mél : augendre.sandra@wanadoo.fr 1. a. Mangiare b. Mangiare Agente Piero Paziente Mela Agente Piero E possibile attribuire due strutture argomentali a questo predicato, una con due argomenti, un'altra con solo un agente e l'ellissi del paziente: - Nella prima struttura, i due argomenti si distinguono per il loro ruolo semantico e per la loro funzione: «Piero» e agente e soggetto, mentre «mela» e paziente e oggetto diretto. Nel nostro esempio, sono direttamente riconoscibili per il fatto che solo il secondo puo essere soggetto della frase passiva («la mela e stata mangiata da Piero» vs «??/* Piero e stato mangiato dalla mela»), ma non e sempre cosí.1 - Nella seconda struttura, «mangiare» si costruisce solo con un agente («Piero mangia»). Il paziente e omesso, e questo fatto conduce ad un'interpretazione che non tiene conto dell'en-tita che viene mangiata e che si focalizza sull'azione effettuata dal soggetto. Questa breve presentazione della nozione di struttura argomentale pone la base dello studio empirico che proponiamo, dedicato al soggetto e alla sua realizzazione in contesto. Tale contesto e stato creato artificialmente, chiedendo ai parlanti di scegliere l'enun-ciato piu adatto a una situazione comunicativa determinata. Si trattera di lavorare su diverse coppie domanda-risposta. La logica, riassunta nello schema riportato sotto, e la seguente: lavorare sulla struttura argomentale di questi verbi per studiare diversi enun-ciati formulabili a partire da questa base, focalizzandoci sul fatto che ogni enunciato e suscettibile di ricevere diverse interpretazioni, ossia di trasmettere informazioni distinte in funzione del contesto d'enunciazione. Lo schema ha lo scopo di illustrare la comples-sita della situazione: con una stessa struttura argomentale, possiamo costruire diversi enunciati e ogni enunciato puo anche ricevere diverse interpretazioni. 2. 1 Siccome una mela non ha la capacita di mangiare, e facile interpretarla come paziente. Invece, se il predicato mangiare avesse come argomenti Piero e squalo, i due potrebbero essere interpretati o come agenti o come pazienti. Struttura argomentale Enunciato 2 Enunciato 3 In modo piu preciso, dopo aver preso in considerazione i tre verbi italiani suddetti, che dispongono di una stessa struttura di base (verbo + soggetto), lavoreremo a partire da un questionario somministrato a cento parlanti nativi, concentrandoci su due dei con-testi che sono stati proposti loro.2 La riflessione verterá non solo sulla struttura sintattica e l'interpretazione degli enunciati, ma anche sulle differenze che esistono rispetto al contesto, al verbo sele-zionato e alle proprietá dell'argomento unico. 2. DORMIRE, ARRIVARE E TELEFONARE: LE LORO CARATTERISTICHE Prima di tutto, vorremmo introdurre le proprietá intrinseche dei predicati conside-rati nell'articolo, identiche al livello della scelta dell'argomento ma diverse in termini sintattici e semantico-aspettuali. 2.1. Proprietá comune Lo studio presentato in quest'articolo riguarda tre verbi italiani selezionati sulla base della seguente proprietá comune: hanno necessitá di un solo argomento soggetto per la loro costruzione. 3. Dorme Piero Arriva Piero Telefona Piero (a Maria)3 In effetti, tutti i tre verbi appartengono alla stessa classe, gli intransitivi, costruiti senza complementi e per i quali la scelta dell'ausiliare è correlata a fenomeni seman-tici e sintattici. Questa classe è tradizionalmente opposta a quella dei transitivi, che ammettono almeno un complemento oggetto e prendono l'ausiliare avere: 4. Verbi transitivi: SN nominativo [sv V accusativo SN...] Verbi intransitivi: SN nominativo [sv V.] 2 La limitazione a due del numero di contesti studiati ha lo scopo di poter sviluppare al massimo, per ciascun contesto, le caratteristiche e i risultati e, di conseguenza, di poter fornire un conte-nuto il piu preciso possibile nei due casi. Comunque, siamo ben coscienti che un allargamento dei dati sarebbe necessario al fine di proporre una visione globale del passaggio, in italiano, dalla struttura argomentale Predicato+Argomento all'enunciato Soggetto+Verbo. 3 Consideriamo in quest'articolo solo l'uso intransitivo del verbo telefonare e non la sua possibi-litá di avere un paziente costruito indirettamente, perche questo secondo argomento, al contrario del soggetto, non e necessario alla sua realizzazione. I tre predicati considerati richiedono esplicitamente solo un soggetto per la loro realiz-zazione; ci sembra pertinente introdurre l'idea che, per ciascuno dei tre verbi, è più o meno possibile riallacciare implicitamente altri elementi alla struttura argomentale: - Dormiré puo essere associato ad un luogo, un modo, una durata... tanto varrebbe dire che il predicato non conduce a nessuna interpretazione specifica. - Arrivare sottintende abbastanza direttamente un luogo («qualcuno arriva da qualche parte»), anche se il modo o il momento, per esempio, possono essere considerati come elementi pertinenti rispetto all'azione verbale. - Quanto a telefonare, include semanticamente un paziente che riceve la chiamata, anche se non è presente nell'enunciato. 2.2. Proprietà distintive Anche se possiedono una struttura argomentale identica, dormire, telefonare e arrivare non condividono le stesse caratteristiche. In effetti, la classe degli intransitivi non è omogenea e si divide in due gruppi che hanno proprietà specifiche: gli inaccusativi e gli inergativi. La distinzione tra questi due tipi di verbi si basa più che altro su delle caratteristiche sintattiche e semantiche. 2.2.1. Livello sintattico Al livello sintattico, i generativisti considerano che l'argomento unico degli inergativi e soggetto a tutti i livelli di rappresentazione (stesse proprietá sintattiche del soggetto dei verbi transitivi), invece quello degli inaccusativi e un oggetto (struttura profonda) o un soggetto (in superficie) . Qaoste elemento viene allora considerato da questi too-rici comecsierno alSVperun verboiaa^aiiao1 emterno al SV per un inaccusativo: 5. - Vcrbc iacrnseiac: NP [VP V] ST Struttura intransitiva: V Esempio: Piero ha dormito. - Verbo inaccusativo:4 [VP V NP] ST SV V SN Esempio: È arrivato Piero. 4 Bumo (198 6) porld di vertii «ergativi» rispetto al fenomenc cnalojjo dclle lingu e dette «ergative» nelle quv»» ü s og^tte (MF mnaositiva ha to steess o¡oso »di' o^ttto dhettt del t]«moltivo. L'ipotesi secondo la quale il soggetto di un verbo inaccusativo occupa la posizione vuota dell'oggetto è condivisa da molti linguisti, che suppongono un pro (locativo / temporale per Pinto 1997) prima del verbo, che permette di avere l'argomento unico in posizione postverbale. Tuttavia, non siamo convinti della distinzione di due posi-zioni sintattiche per un soggetto postverbale a seconda che il verbo sia inaccusativo 0 no. In effetti, da un lato, l'argomento unico degli intransitivi rimane un soggetto sintattico qualunque sia il verbo e, dall'altro, la posizione che occupa nell' enunciato puo essere studiata solo come una scelta del parlante rispetto al suo bisogno comunicativo e non come una necessità sintattica poichè, da questo punto di vista, la sua posizione in italiano è libera. In una lingua come il francese, l'argomento spesso usato per distinguere dagli altri 1 verbi inaccusativi è che solo questi possono iniziare una frase, anche se è possibile trovare qualche contro-esempio, come quello del verbo non-inaccusativo adopter/adot-tare che puo essere messo all'inizio, come in «Adoptent ce point de vue tous les membres du conseil / Adottano questo punto di vista tutti i membri del consiglio». L'italiano, che dispone dell'inversione libera, puo mettere qualsiasi verbo all'inizio. Di conseguenza, in italiano questa possibilità sintattica non è pertinente per identificare i verbi inaccusativi. In italiano infatti, per poter definire la classe dei verbi inaccusativi sono utilizzati diversi criteri. Tra l'altro la scelta dell'ausiliare essere, la possibilità di avere un soggetto con il participio assoluto del verbo, il test del ne partitivo o genitivo5 (cf. Andorno 2003: 105 o Benincà 1994: 69-72, per maggiori dettagli) o ancora il fatto che solo i verbi inergativi possono formare un nome d'agente con il suffisso -ore (cf. Graffi 1994: 57 per quest'ultimo argomento)... Appartengono a questa categoria gli intransitivi che richiedono l'ausiliare essere, i verbi ergativi, i verbi riflessivi ed ogni verbo usato nella forma passiva. Questa distinzione tra verbi non inaccusativi e inaccusativi viene messa in relazio-ne diretta con lo statuto del soggetto nei due casi: l'argomento unico di un non inac-cusativo possiede tutte le caratteristiche proprie a questo tipo di costituente, invece quello di un verbo inaccusativo riceve anche alcuni tratti dell'oggetto. Di conseguenza, dal punto di vista posizionale, l'ordine SV viene tradizionalmente associato ai verbi del primo tipo mentre l'ordine VS è considerato come più naturale rispetto all'ordine SV con gli inaccusativi.6 Adottano quest'idea Frison (1988) e Cornish (2001), tra l'altro, 5 Questo argomento evidenzia il fatto che ne puo solo corrispondere ad un complemento del nome proveniente dal COD di un verbo transitivo o al soggetto di un verbo inaccusativo. Ma anche in questo caso, un verbo come telefonare pone problemi. La questione è, secondo gli auto-ri, se considerare come grammaticale un enunciato come «ne hanno telefonato tre», o se considerare (Frison 1988: 50) il ne partitivo accettabile, ma solo senza ausiliare, oppure, sia con ausi-liare che senza, considerare agrammaticale l'enunciato (Burzio 1986: 22; Graffi 1994: 57). 6 Oltre al tipo di verbo, altri fattori (sintattici, semantici, comunicativi...) possono spiegare la scelta del parlante tra SV et VS, come il tipo di proposizione o la presenza di un altro complemento all'inizio dell'enunciato. Per maggiori dettagli su quest'insieme di criteri rinviamo allo studio di Sasse (1995) e ai lavori su corpus di Sornicola (1995) o Bernini (1995), tutti e tre reperibili in Matras/Sasse (1995). che considerano che questi verbi hanno naturalmente il loro soggetto in posizione postverbale, come quella dell'oggetto, o anche Marandin (2003) che parla di «costru-zione inaccusativa» e non di inversione del soggetto. Al contrario, altri linguisti parla-no di spostamento del soggetto (Costabile 1967) o notano semplicemente questa pre-ferenza per la postposizione con queste costruzioni (Genot 1989: 30 e seguenti7). Qui non mettiamo in discussione le proprieta sintattiche che permettono di distinguere due tipi di verbi mono-argomentali ma tenteremo, a partire dalle scelte dei parlanti nel test, di mostrare che la relazione verbo-soggetto in un contesto e che la costruzione del soggetto e la sua interpretazione oltrepassano la dicotomia verbi in accusativi - verbi non inaccusativi. 2.2.2. Livello semantico La distinzione tra i due tipi di verbi intransitivi puo anche essere considerata come semantica, determinata dall'interazione di parametri come l'aspetto, o il ruolo semantico del soggetto: un verbo inergativo denota °iuttoeec un'attivitá inccmpiuta (atelica), un verbo inaccusativo piuttosto uno stete aesuhvtivo (ipHcoi o al liaello de1 ruolo semantico dell'argomento unico, e piuteosto agtntivoseü vetbae ine^ativo, mentre e non agentivo se e inaccusativo. Questi criteri, che peametteaebbero di distinguere i verbi inacousativi dai verbi inergativi, non ci semibaño né affMeliili né sufficienti per dividere in due la classe dei verbi intransitivi. enfatti, ie ite^OS^nV1 le caratteristiche aspettuali e semantic.e dei verbi noo permettenn di0 erediae tt liorpt comportamento sintattico. In effetti, se si considerano i tre veebi di eueuV'ertrcoio: - l'agentivita di un soggetto umano e innegabiie per arrivare (il criterio non e Ounqbesern pre affidabile); - telefonare ha dei punti in comune con i due tipi di verbi(cf. frecce; non ci son o due classi ben dtstinto). 6. Dormire (aus. Avere- ocün amico i afrbo atehco soggetto semi-acaftivo animato í t i Telefonare (aus.Avete) dtnami co / verb o atett co so ggetto agente animato Arrivare iaut. ersera- diuamicg / verlo teliuo sogaotto rgente (ste animatoSi Nella stessa lon-ca di Cennamo (2 (tdi: -OtitL) she eresic di «gernrohicva o tti Lneorcuro (2001: 4631 nhe difonOe i'inleie sir ipria ss, coisidooirmo doe eoisSe uei nontf- 7 Nella classifica dei diversi tipi di frasi cho propone, sottolinea che pone il soggetto dei verbi inac-cusativi alla Oesire Cel verlo roOo perché oquestr frasi ammettcno apreso l'oidine no SJCVT oon mar-cato» (íeoo. roa 8 Con un enunciato come «Ir IrStera asriva», bioogna dsre oCe l'agengiv-tO h l'ammv B4 > B5 > B2 > B6 > B3 i í i i í i SV > S,V > C'e > VS > V,S > Faase saissq La tííquenza SV iBl) n taeee dubbio quelle che aorrésgonOe megltat al coeteato proposio i ca. grimq sserrq oen'isS(saaamnia prcaedanle). ü lotal a d ei Sarni i nStenu-e da. una peacentualq dg ^0%, mohn qlta rirpeito ¡s quilla doU'enonciatn s,V elas-rr Sic^dq t dcon.Cs e c dS mgirra la sssa a upremqeiq a omo ai s oS una doen an da a gocaliraoaiene larancon il nierbo dormiré. Questa variante consiste in un blocco unico di informazione il cui punto di partenza e il soggetto ed e il verbo a occu-pace i a po ráziono adn ae e, e portase raceento prinespaie cr n SUStítuiru hesito della prosa di parola.0a pa variante S,V Sstttr, che prnsnnia ia sIs^i^ís^ dhposizwne ^gli etemend1 pl B1 ma enn un sUctncao n rmistra del soggetto viene classificata seconda, con una percentua-le molto meno importante (40% per B1 contro 18% per B4). In B4, l'ordine S+V e mantenuto, invece il blocco unico d'informazione e diviso in due: il parlante informa dell'esistenza di Piero (elemento dislocato) e poi stabilisce il legame tra questa persona e il fatto di dormire. Non studieremo in quest'articolo tutte le proprietá della dislocazione a sinistra ma rinviamo a Milano (2005) che ha effettuato un lavoro molto interessante su questo costrutto nell'italiano parlato. Il c'e presentativo (B5), in terza posizione, e anche percepito come adatto a questo tipo di contesto (13%). Nella stessa logica di B4 (S,V), l'apporto informativo si divide in due parti: si presenta prima il soggetto tra c'e e che e poi gli si attribuisce la proprietá di avere dormito. L'ordine VS (B2), la dislocazione a destra del soggetto (B6)14 e la frase scissa (B3), occupano le tre ultime posizione della classifica per dormire, ottenendo le percentua-li le piu basse (nell'ordine: 11%, 10% e 8%). 13 Segnaliamo semplicemente che le due altre possibilità di risposta che sono state proposte dai parlanti hanno questo ordine SV: si tratta di «Maria si è addormentata», aggiunto due volte, nel quale dormire viene sostituito dal suo omologo telico e di «è successo che Maria ha dormito», che riprende in parte la domanda e introduce la sequenza SV in una subordinata. 14 Come Bonvino (2005) o Sasse (1995), tra l'altro, facciamo la distinzione tra soggetto postverbale e soggetto dislocato a destra, dal punto di vista sintattico e pragmatico. B) Telefonare A:"Che cosa è successo?" B4B5B6 ■ B1: Piero ha TELEFONATO. ■ B2: Ha telefonato PIERO. □ B3: C'è PIERO che ha TELEFONATO. □ B4: È PIERO che ha TELEFONATO. ■ B5: PIERO, ha TELEFONATO. □ B6: Ha TELEFONATO, Piero. M: b5 : B1 |B6 îiBFJi B6 ^ n ; B5 B3 ^ l ^r6 Mm 1o 2o 3o 4o Ordine di preferenza 5o Escluso Totale dei punti per enunciato (percentuale) A: "Che cosa è successo?" □ 12% 117% i □ 4% 24% □ 8% y 135% ■ B1 : Piero ha TELEFONATO. ■ B2: Ha telefonato PIERO. □ B3: C'è PIERO che ha TELEFONATO. □ B4: È PIERO che ha TELEFONATO. ■ B5: PIERO, ha TELEFONATO. □ B6: Ha TELEFONATO, Piero. Per lo stesso contesto, i risultati che riguardano il verbo telefonare sono abbastanza d ive rsi. La gerarchizzazione degli enunciati è la seguí^ntí^: B2 > î VS > B1 t SV B5 > B6 > B3 > B4 t t î t SiV > ViS > C'è > Frase seissa Come dei dormiré, apararcnaiamo t'anai si ici Z ad zt ia aorticai soe rullr trz priser aceite deüo classifica. La ^epetmone di rirposta Va 15 (B2 l c^ttiena ]er il verba a°s/o«atn kprima pes^ zione, d cvanti aüa varirnte SV (35% per B2 contro 2-4% per Bl). Per quosta aosea ac B4 B3 > 15 Un'unica altra forma di risposta, che ravviciniamo alla proposizione VS, è stata proposta: si trat-ta di «è successo che ha telefonato Piero», che riprende in parte la domanda e poi introduce la sequenza VS in una subordinata. in questo contesto speci fico, i parlanti considerano come canc^i^ico (cioe eome il piu adattos un ecunciaio renza cotturo, co n 0 scspoet^o tu aosizione postvcrbaie e prC foc-temonse eccscnSuoctr dcl veibo (cC. iotogramesm anana s ceitat- Pttt dimosirc ate quant Co si intrcOnce ic seicoione PleraCecacolSCoPeiedenacepyotOo, ii parlcnic Socailozc piC nnsuraimento ii rp^g^ttoclie il verbo (a differenza che per dormiré). La formr iV (Bl), perfesrambnte opcesto c VS iB2) in teomrni di tosisicni a di ecoeotuozioni, rioulta cn soeonda cosiaione. ti(jr ii ocrpo eentlPcsera rd in rispesta ad uno U(rmcnea e Pocaiiouteione iarga, i ]i^ttenti prvdosisconu avero ii tepcs^tto neiia petidione detto «fócele» (V2) p iuttosto che il verbo (B1). S,V (B5) comr no. cetc ds docmire, e ('enunciolo direltbmonte dcis^oote (topo SV Otservando nrtrgramma, s( epdo rhmrampn te coe c ii te reo e acuesta posi zepne che k vsrianVc .V s1 nde attribuisp . trisi ( pm e(evat(, (üetro Vb e S!V, (e mrmc meno eempeetco dar punió di vestsa struittr^ri^^^. L'enunorato V,o ti2), il o'd psesent aOivo l2 3) c ta fra^^ ccícc a )B4t sono uMrm nella classifica, con una percentuale, nell'ordine di 12%, 8% e 4%. C) Arrivare c ro ro o. t5 o ^ (U E 3 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 A: "Che cosa é successo?" □ B1: Piero é ARRIVATO. ■ B2: É arrivato PIERO. □ B3: C'é PIERO che é ARRIVATO. □ B4: É PIERO che é ARRIVATO. ■ B5: PIERO, é ARRIVATO. □ B6: É ARRIVATO, Piero. |B3 B5i 1o ■htl 2o 3o 4o Ordine di preferenza 5o Escluso Totale dei punti per enunctato (percentuale) A: "Che cosa é successo?" °11 n24% □ B1 : Piero é ARRIVATO. QB2 : É arrivato PIERO. □ B3: C'é PIERO che é ARRIVATO. □ B4: É PIERO che é ARRIVATO. ■ B5 : PIERO, é ARRIVATO. □ BG: É ARRIVATO, Piero. Per quello che riguarda il t^^j^Iuo inaccusativo arrisare, i risultati sono ossolutamente identici a queSli rdi telefonare in trrmim c^t^:^assifica: B2 > B1 > B5 > B6 > B3 > B4 t t t t t t VS > SV > S,V > V,S > C'e16 > Frase scissa "Tuttav^a s i dea«; notare che VS viene scelte coma enunciíito canomco aa 82 parlanti su VeiSo, ^i^veaa SV eato da use ctetina di parsone Scf. irt2vsamma, prite a icelta).Nel caso d1 ac"rivn rS1 e mairo prn nihurate per un j^ikate nativa risponenre coa va a eequenzaVSad una vomacnaa focahzehztone lara i, vera cheevnaoi meno evidente con il verbo precedente. D) labella ri^ssvntiva e conclutíane DopianetsattcindeStaelioi siiuli aticheriaeardano egnune deitreveva i aresnn considerazione, concluderemo questo primo punto con una sintesi globale e la relativa vnahsi: f Sulla tendenza delle du ep^^me scelteiM parlanti : Verbi Prima pasizicVe Seconda p osizzone DORMIRE 90% per SV 32% per S,V TELEFONARE 64% per VS 23% per SV ARRIVARE 82% per VS 43% per SV - Esto ra slrttosi le pcrasotaali ottsnaSo ser crni enunciato: Enunciati-risposte DORMIRE TELEFONARE ARRIVARE SV 40% 24% 24% VS 11% 35%% 39% S,V 18% 17% 14% V,S 10% 12% 11% C'è presentativo 13% 8% 8% Frase scissa 8% 4% 4% (In grassetto la percentuale più alta per ogni verbo.) 16 L'unica altra possibilità di risposta proposta da un parlante si avvicina al c'è presentativo: «C'è Piero. È arrivato ora». In effetti, si divide in due frasi distinte, la prima introduce la presenza di Piero e la seconda stabilisce il legame tra questa presenza con il fatto che sia arrivato (ora). I dati cosi raggruppati ci conducono, prima in termini di strutture e poi in termini di verbi, alle seguenti conclusioni: La frase scissa non viene considerata come adatta al contesto proposto qualunque sia il verbo. Ció puo spiegarsi da un punto di vista sintattico e pragmatico: l'enunciato presenta una sintassi complessa (due blocchi con una subordinata) e la frase scissa presuppone che qualcuno «ha dormito / ha telefonato / e arrivato» e afferma che que-sta persona e «Piero»; invece niente nel contesto indica una tale informazione. Infatti, questa struttura deve condividere con il contesto l'implicazione espressa nella subordinata, ma non e questo il caso, da cui il suo non adeguamento. Il c'é presentativo, che ha la funzione di introdurre nuovi elementi e azioni, viene considerato poco naturale in questo contesto per i verbi dinamici telefonare e arrivare (percentuali d'uso inferiori a 10% rispetto all'insieme di proposte), invece con dormire, adinamico, questa struttura e classificata proprio dopo gli enunciati Soggetto + verbo con o senza dislocazione del soggetto (SV e S,V) ma soprattutto prima della variante VS. E quest'ultimo punto (c'é presentativo > VS) sostiene la pertinenza debole attribuita dai parlanti nativi ad un enunciato di tipo VS con dormire in un contesto in cui vengono introdotti e messi in relazione per la prima volta un referente e un'azione. Qualunque sia il verbo pero, le percentuali di uso del c'é presentativo sono solo del 10% circa, debolezza che attribuiamo alla complessita sintattica e alla pesantezza di una tale struttura. La struttura V,S, che permette una focalizzazione dell'azione verbale associata ad una totale defocalizzazione dell'elemento distaccato, non appare per nessuno dei verbi tra gli enunciati piu adatti. Questo risultato ci sembra completamente logico, nella misura in cui il soggetto (come il verbo) e qua contestualmente prominente, e deve, di conseguenza, essere marcato come tale nell'enunciato. Invece, V,S equivale ad introdurre l'azione verbale e ad attribuirla ad un soggetto nullo in italiano («ha dormito (, Piero) / ha telefonato (, Piero) / e arrivato (, Piero)»)17 Per le sequenze SV e S,V, ci sembra pertinente fonderle in una variante unica S(,)V, nella quale il soggetto e distaccato o no. In effetti, qualunque sia il verbo, i parlanti hanno fatto seguire le due strutture nella classifica e, anche se la loro scelta si e orientata prima per semplicita sull'enunciato SV, le due forme sono legate per l'ordine degli elementi che propongono e per le loro proprieta comunicative. L'ultimo tipo di enunciato,VS, non ha lo stesso statuto per i due verbi dinamici e per l'adinamico: gli si preferisce una struttura complessa, il c'é presentativo, con dormire. Invece, gli altri due verbi hanno la proprieta comune di vedere questo enun-ciato (con VS) scelto dai parlanti come quello non marcato rispetto al contesto. In termini di verbi, la situazione per il verbo non-inaccusativo dormire e la piu netta: e l'ordine S+V che prevale, prima senza dislocazione del soggetto (prima 17 In una lingua a soggetto non nullo come il francese, è ad un pronome personale che viene associata l'azione verbale in caso di dislocazione del referente diretto: «il a dormi (, Pierre) / il a téléphoné (, Pierre) / il est arrivé (, Pierre)». scelta del 90% dei parlanti) e poi con (seconda scelta del 32% dei parlanti), con una percentuale di uso del 58% raggruppando le due varianti. La posizione iniziale del soggetto e, insieme, topic dell'enunciato costituisce il criterio di base per la costru-zione della risposta. E questo si verifica con la classifica in terza posizione (o seconda, se si considera S(,)V come una possibilità unica) del c'è presentativo, che pone il soggetto nella proposizione principale (tra c'è e che) e rimanda il verbo in subordinata. In compenso, per telefonare, è la variante VS a dominare l'insieme delle scelte possibili (35%), senza, ed è questo che differenzia telefonare da arrivare, distaccarsi molto dalla sua opposta SV (24%). A partire dai risultati che riguardano le tre prime posizioni e gli esclusi (cf. sintesi qua sotto), si vede chiaramente che la struttura VS deve principalmente la sua alta percentuale al fatto che costituisce la prima scelta del 64% dei parlanti e che ha una percentuale debole di esclusione (11%). Invece, la struttura SV, esclusa al 27% e considerata canonica al 26%, deve la sua alta percentuale più alla sua classifica tra le prime posizioni che al fatto che sia stata scelta come la risposta più naturale. Prima posizione Seconda posizione Terza posizione ... Escluso VS 64% 16% 6% 11% SV 26% 23% 12% ... 27% Infine, per quanto riguarda arrivare, verbo inaccusativo al quale è tradizionalmente associata la posizione postverbale del soggetto, la situazione è inversa a quella di dormire ed i parlanti considerano effettivamente l'enunciato VS come canonico (82% dei parlanti contro solo 11% per la variante SV). Nel caso di arrivare, i dati sono più netti che per telefonare, verbo al quale attribuiamo uno statuto intermedio, ma non sono l'inverso di quelli che riguardano l'inergativo dormire. A prescindere dal bisogno comunicativo di introdurre per la prima volta nell'uni-verso del discorso una relazione argomento-predicato, come in risposta a «che cosa è successo?», la struttura effettiva dell'enunciato che risponde a questo bisogno comunicativo sembra dipendere, come mostrano i risultati del test, dalle caratteristi-che del verbo presente. Consideriamo prima quello che condividono dormire, telefonare e arrivare. A partire del contesto proposto e delle sei proposte, l'enunciato SV sarebbe utilizzato in quasi il 30% dei casi e il suo opposto VS nel 28% dei casi.18Queste medie, ottenute a partire dai dati dei tre verbi, sono le uniche a superare il 20%, e delle due strutture è SV che i parlanti rifiutano di meno per costruire un enunciato tetico. 18 Per gli altri enunciati, la media e inferiore al 20%: quella di S,V e a un po' piu del 16%, quella di V,S e dell' 11%, quella del c'e presentativo e quasi del 10% e infine, quella della frase scissa e a un po' piu del al 5%. Invece, due tendenze opposte si osservano con dormiré da un lato e telefonare-arri-vare dall'altro lato, al livello della classifica globale dei diversi enunciati, identica per i due ultimi verbi, e per quanto riguarda la scelta dell'enunciato canonico. In effetti, per il primo verbo, adinamico e atelico, il soggetto e posto come base e poi si introduce la relazione soggetto-verbo (S(,)V). Il verbo viene marcato dalla sintassi e dalla prosodia come l'elemento con «il grado massimale di dinamismo comunicativo» (Sonicola 1981). Per i due altri verbi, dinamici, e piuttosto l'azione ad essere posta come base e lo scopo dell'asserzione diventa l'attribuzione di questa azione ad una persona in particolare (VS). Di fatto, per la formazione di un enunciato tetico, la sintassi italiana preferisce focalizzare il soggetto quando e attivo ed agente di un'azione dinamica e focalizzare il verbo nel caso inverso (soggetto semi-agentivo e azione adinamica). 3.2.3. Secondo contesto: «Sono andata a fare spese. E Maria?» Passiamo ora al secondo contesto, caratterizzato da almeno i seguenti tratti: - La domanda sottintende che l'identificazione di Maria e acquisita dall'interlocutore e che lei ha fatto qualcosa in particolare durante l'assenza del locutore. In modo concreto, l'elemento soggetto e quindi gia introdotto nella domanda di partenza. - La richiesta di informazione verte sull'azione esatta che e associabile a Maria. - Il locutore A suppone che B conosca la risposta, cioe che questo ultimo sappia quello che lei ha effettivamente fatto in quel preciso momento. - Lo scopo della presa di parola di B e quindi introdurre l'azione legata alla persona evo-cata, usando ogni volta nella sua risposta uno dei tre verbi studiati. Al contrario del contesto precedente, il referente del soggetto e qui presente fin dalla domanda. L'introduzione e l'identificazione di Maria precedono l'intervento di B, che deve allora stabilire un legame tra questa persona e l'azione che ha effettuato e sulla quale porta l'attenzione di A. Qui e il soggetto che costituisce il punto di partenza dell'asserzione ed e l'azione che le viene associata che importa al livello comunicativo e corrisponde al punto di arrivo dello scambio. Di conseguenza, visto che l'italiano e una lingua a soggetto nullo, il verbo e l'unico elemento necessario e suf-ficiente perché l'asserzione soddisfi la richiesta d'informazione. Il soggetto puo in effetti essere espresso solo nella desinenza verbale senza essere rappresentato in modo esplicito nell'enunciato con la ripresa del SN o con un pronome personale. Sempre per i nostri tre verbi, vediamo come gli enunciati italiani tendAno a veicola-re un altro tipo di informazione: l'argomento costituisce il tema della conversazione ed il predicato l'obiettivo della presa di parola. 17 In una lingua a soggetto non nullo come il francese, è ad un pronome personale che viene associata l'azione verbale in caso di dislocazione del referente diretto: «il a dormi (, Pierre) / il a téléphoné (, Pierre) / il est arrivé (, Pierre)». A) Dormiré A: "Sono andata a fare spese. E Maria?" ■ B1: (Maria / Lei) Ha DORMITO. ■ B2: MARIA / LEI, ha DORMITO. □ B3: Ha DORMITO, Maria / MARIA / LEI. □ B4: Ha dormito MARIA / LEI. ■ B5: MARIA, LEI, ha DORMITO. □ B6: Maria ( / MARIA,) ha DORMITO, LEI. 2o 3o 4o Ordine di preferenza B4 B6 Escluso 110% □ 4% □ 1 4% Totale dei punti per enunciato (percentuale) A:' Sono andata a fare spese. E Maria?' □ 5% 140% ■ B1 a (M a La I Le i) Ha DORMI TO. □ D2: RIA R IA / LEI i hH R10RHI TO. □ LM i Ha DORMIDO( M a lia I R/ARIA / LEI. ta LM i Ha dormito R/A RIA / LEI. ■ D5: MARIA, LEI i ha DORMI TO. □ D6: Ma rim (/ MAR IA,) ha DORMI TA, LEI. 127% Peí" il verboidoimate,id^a^ticonducono£^l^age^ar^]iiz^zaz^oi^e seguentedegli enunciati: B1 t (S)V B2 t S,V B3 t V,S B5 í B6 í > S,Po,V > S(/S,)V,Po > B4 t VS Ví^di^enzainseguitocdiei^^ c^(^r^tcoZo ^mzc^i^iílart^e^í^fci^f^d^c^le ciealuzo^i^^ tiailverbe : la classiZica e idéntico neo iOreO aeésoloinZerm ini Zl erop oecioncche i risultati si distingono. 19 In tutti i casi, gli stessi quattro enunciati sono considerati come accettabili e i due altri rap-presentano solo circa il 5% dell'uso globale dell'insieme degli enunciati proposti. > > > > > > > Come previsto nella descrizione delle caratteristiche del contesto imposto, è nel limi-tarsi a sottintendere il soggetto ed a asserire l'azione verbale (B1)20 che il parlante risponde alla domanda nel modo più pertinente. Scelto dall' 81% come enunciato canonico in questo contesto (cf. istogramma), (S)V domina di molto l'insieme delle altre strutture proposte. Solo le dislocazioni a sinistra ed a destra, se vengono considerate come una strut-tura unica a due realizzazioni, hanno un peso rispetto all'enunciato dominante (con una percentuale totale d'uso di 41% rispetto all'insieme degli enunciati proposti). Tuttavia, anche se entrambe sono da considerare come adatte contestualmente, la scelta dei parlanti si orienta più facilmente verso la dislocazione a sinistra (27%) che verso la dislocazione a destra (14%). Il fatto che la metà dei parlanti classifichi seconda (dietro a (S)V) la dislocazione a sinistra mostra che, se il parlante valuta necessa-rio riprendere il soggetto, lo metterà all'inizio dell'enunciato, come legame tra la domanda e la risposta ma anche come base dell'asserzione che lo riguarda. Nel contesto imposto, nel quale solo il verbo veicola il contributo informativo, il soggetto è quindi di preferenza indicato dalla desinenza o dislocato. Sarà, al limite, rinforzato con un pronome tonico posto in inciso tra il soggetto e il verbo (la variante S,Pr,V rappresenta 10% dell'uso globale dei sei enunciati proposti) ma non occuperà la posizione focale, in finale e non dislocata (VS è escluso dal 82% dei parlanti). B) Telefonare 100 90 80 70 60 ■o o (U E 3 50 40 30 20 10 0 A: "Sono andata a fare spese. E Maria?" ■ B1: (Maria / Lei) Ha TELEFONATO. ■ B2: MARIA / LEI, ha TELEFONATO. □ B3: Maria ( / MARIA,) ha TELEFONATO, LEI. □ B4: Ha TELEFONATO, Maria / MARIA / LEI. ■ B5: MARIA, LEI, ha TELEFONATO. □ B6: Ha telefonato MARIA / LEI. 3o 4o Escluso Ordine di preferenza 20 L'unica proposta d'enunciato aggiunta da un parlante e idéntica a B1 al livello strutturale cambiando solo il tempo del verbo: «(Maria/Lei) Dormiva». Come ha suggerito giustamente Cristina Lavinio, con verbi come dormiré (o come telefonare), al contrario di arrivare, l'imperfet-to sembra comunque essere piu normale e naturale in questo contesto, avendo la proprieta di insistere sulla durata, aspetto gia presente nella loro semantica. Tota le dei punti per enunciato (percentuale) A: "Sono andata a fare spese. E Maria?" □ 6% □ 15% □ 2% B1 í (S)V2 ■ B1: (Maria / Lei) Ha TELEFONATO. 140% ■ B2: MARIA / LEI, ha TELEFONATO. □ B3: Maria ( / MARIA,) ha TELEFONATO, LEI. □ B4: Ha TELEFONATO, Maria / MARI A / LEI. ■ B5: MARIA, LEI, ha TELEFONATO. □ B6: Ha telefonato MARIA / LEI. ■ 28% > B2 í S,V B4 B V,S B5 í S,Pr,V B6 í VS B3 í S(/S,)V,Pr La scelta dei lo cutori rioade naturaemeite seegli stessi enunciatiper dormire eper telefonare. La elrssilicarione differisce solo cet 1o done setiriaiiti piee ^ifiutaite: íc(ye!eSe,r>r pee-coda VS srta il primo verbe feOt arniiio 4-ttD e lo (2gue ron il ^e^corrdei ea% roetra 0%).22 IC anehe por qurnto ripurisPei ie sirouo sisoni, i 3ÍsuStnts eona identici s>^r il 3 id eitserr 1 e eoigeeze legare ai concento rgincoro einiirs d) cnoiielie legate el %erlro, coir%:rari^mpnie a seeo olae aCbiamr poricio oer erraase nel eodo ftiPo^Oenie, eeoe egetaocfo tilnereme Srogecario-Veriar %artiluisce l'mmo del1; arf% ri paróte. A: "Sono andafa a fare spese. E Mar¡a?" □ B1 rt B2 □ B3 □ B4 ■ B5 □ B6 (baria / Ler) E AFiRIVATA. E /PF^ÍFtlVijOrTAO, M aria i MARIA / LEI. MARIA / LEI, é ARRIVATA. Maria ( / MARIA,) é ARRIVATA, LEI. MARIA, LEI, é ARRIVATA. E arrivata MARIA / LEI. B2 _B3 m -r 3o Ordine di preferenza 4o Escluso 21 Un parlante ci ha proposto come risposta «e stata al telefono»: telefonare viene sostituito da essere al telefono eilsoggettoesolo marcatonella morfologiadel verbo. Come con l'im-perfetto, si sottolinea qua l'aspetto durativo dell'azione. 22 Osserviamo la stessa gerarchizzazione con il terzo verbo: 3% contro 8%. Totale dei punti perenunciato (percentunle) A: "Sonc andeta a fare spenei E Maria?" □ 6% ■ B1 : (Maria / Lei) È ARRIVATA. ■ B2: È ARRIVATA, Mariai / MARIA / LELI. 40%D B3: MARIA /1.ELI, è ARRIVATA. □ 2. □ B4: MAria ( / MARIA,) è! ARRIVATA, L,ELI. ■ B5: MARIA, L ELI, è ARRIVATA. □ B6: È arrivata MARIA / LEI. ■ 20% B 1 > 13 3 > B2 ■ 20% > B 5 > B 6 > B 4 t t t î î t (S)V > S,V > V, S > S,Pr,V > VS > S(/S,)V,Pr TaT^l zaso di arrivare, comí; in ouelio dei verbi vrecedenti, i risultati sono molto simili in inrmtnl di classifiea: la geoarchiscazione d^i Vivetts i enunriati b sdeattamentr islen-dica r quella oosiernsnt a pao tsicfenarc e ai dirisneue a qrtelle oUe rrcu^ntia dormiré rol o per ie strutture VS e S(/S,)V,Pr. tabeen, sel Ie etiiosrcr aunbo elle rendi interesoanin ls cíoso di íai-i^r'astfni ia acanto isa i lue iipi di disttco;rzlone è mimmVi ai ccntraris sit rio tha rCbs^mo roiibo srer nli altri dsse poid^at0 In ^]pfel^ii oon btenminb e tetefanaoe, l hMocazlone a uiitistsa prezede 1 a dlsloca.:rione 3 diVrr tia1 tr%i rofo T( c% separa qui^e utesse stratturo qssanuo si irat-let (MeuHtimo v^rlbo conucdfrradib ^"/oper S,V contro 20% per V,S). Come riliegare dneno diti^erenz^ nviisvel^r ir il erchèla atoiosaziooe a destra si rivela adatta al contesto in modo quasi idéntico alla dislocazione a sinistra con arrivare? Per quel che riguarda la prima domanda (lo scarto tra S,V e V,S), i risultati par-lano da sè: se il verbo considerato è arrivare, S,V perde il 4% o 5% in termini di us o globale rispetto agli altri due verbi a vantaggio di V,S (più 6% rispetto a dormiré e più 5% rispetto a telefonare). E anche se si considera solo la seconda scelta dei par-lanti, questo rovesciamento di situazione salta agli occhi: con i due primi verbi, è la variante S,V che occupa maggiormente il secondo posto (l'hanno classificata seconda 49 parlanti con dormire e 41 con telefonare); è invece la struttura V,S a sostituirla quando il verbo è arrivare, grazie alle 31 persone interrogate che hanno fatto questa scelta. Perchè, in questo ultimo contesto, lo spostamento del soggetto alla destra di arrivare viene considerato come tanto naturale (dal 3% circa) quanto il suo spostamento a sinistra? La struttura richiesta fin là da questo verbo, VS, è inadatta per rispondere in modo pertinente al bisogno comunicativo del parlante (esclusa da 74 parlanti su cento). Ma l'esigenza di posporre il soggetto al verbo e talmente forte per arrivare che tra i due tipi di dislocazione, la scelta va naturalmente sullo spostamento a destra dell'unico argomento e quindi sulla sua apparizione dopo il verbo nell'enunciato. Tra i tre verbi che abbiamo scelto di studiare, arrivare e l'unico che favorisce la pospo-sizione del soggetto anche nella scelta del tipo di dislocazione: nell'impossibilitá di poter associare l'enunciato VS al contesto proposto (il soggetto non essendo il focus), e V,S che viene favorito. Rispetto ai due contesti che abbiamo considerati in questo studio, telefonare si distingue da arrivare solo nel secondo, comportandosi piuttosto in maniera simile a dormire. Infatti, telefonare e un caso intermedio: tende da se stesso a posporre il soggetto quando e focale (come arrivare) ma non quando questo elemento e topicale (come dormire). D) Tabella riassuntiva e conclusioni Come abbiamo fatto finora, sintetizziamo i dati legati a questo secondo bisogno comunicativo: uno mi chiede che cosa ha fatto Maria, conosco la risposta ed affermo che questa persona ha dormito, ha telefonato o e arrivata. Ecco i dati per le due prime scelte: Verbi Prima posizione Seconda posizione DORMIRE 81% per SV 49% per S,V TELEFONARE 71% per VS 41% per SV ARRIVARE 78% per VS 31% per SV In termini di uso globale, a partire dal modo in cui e stato classificato ognuno degli enunciati dai parlanti, presentiamo ora le percentuali ottenute dalle sei sequenze proposte in rispondenza dei singoli verbi: Enunciati-risposte DORMIRE TELEFONARE ARRIVARE (S)V 40% 40% 40% VS 4% 6% 6% S,V 27% 28% 23% V,S 14% 15% 20% S,Pr,V 10% 9% 8% S(/S,)V,Pr 5% 2% 3% (In grassetto la percentuale piu alta per ogni verbo.) A partire dal contesto, che impone che il verbo sia focale ed il soggetto topicale nel-l'enunciato-risposta, e visto che l'italiano e una lingua a soggetto nullo, una sola ed unica struttura risulta totalmente adatta qualunque sia il verbo presente: un soggetto necessariamente marcato nella desinenza verbale, accessoriamente ripetuto all'ini-zio, ed un verbo in posizione finale e che riceve l'accentuazione principale. Nello stesso modo per i tre verbi, la variante opposta, VS, viene considerata come inadeguata al contesto.23 L'esclusione di quest'ordine sembra dovuta solo a fattori comunicativi: l'ordine VS viene associato alla focalizzazione del soggetto (il soggetto veicola «un'informazione nuova» nel 75% degli ordini VS del corpus di Sornicola 1994: 47). Invece, il contesto impone al verbo di costituire da solo l'informazione da trasmettere e di conseguenza il soggetto non puo occupare la posizione finale, riser-vata agli elementi focalizzati. Lo stesso avviene alla presenza in finale di un pronome tonico di rinforzo (S(/S,)V,Pr).24 Solo quando il pronome tonico viene posto direttamente dopo il soggetto, che ne risulta cosi rafforzato, i parlanti accettano la presenza di questo elemento (tacco di esclusione inferiore o uguale a 72% per i tre verbi). I risultati sono diversi relativamente al verbo, solo per quanto riguarda le dislo-cazioni, che occupano le seconde (S,V) e terze (V,S) posizioni della classifica. Se per i primi due verbi, la scelta va largamente sulla dislocazione a sinistra del soggetto, per il terzo, la differenza di pertinenza tra le due strutture è molto meno ovvia. Sembra che l'influenza del verbo arrivare sulla posizione del suo argomento unico sia abbastanza forte per condurre il parlante italiano a considerare la dislocazione a destra del soggetto tanto pertinente quanto la sua dislocazione a sinistra. Bisognerebbe allora studiare quello che succede quando, per esempio, il verbo è focus di tipo contrastivo e il soggetto topico (A: «Piero è partito?» B: «No. Arrivare + Piero») o quando l'enunciato è semplicemente la conferma di una supposizione precedente (A: «Piero è (ben) arrivato?» B: «Si. Arrivare + Piero»), per poter verificare o invalidare l'ipotesi che la preferenza per la dislocazione a destra sia direttamente legata alle esigenze strutturali di questo verbo. Conclusione generale La ricerca che abbiamo proposto in questo articolo voleva porre a confronto tre verbi con struttura argomentale identica ma con proprietà semantiche ed aspettuali distinte, in due contesti comunicativi possibili, mediante uno studio realizzato su un campione di cento parlanti nativi. Tra i verbi considerati, c'era prima dormiré, che richiede un solo argomento, il soggetto («qualcuno dorme»), che rinvia necessariamente ad un essere animato il cui stato di agente è abbastanza debole. Il secondo era telefonare, considerato come un verbo monoargomentale costruito con un argomento animato e agentivo, anche 23 L'enunciato e escluso dal 82% per dormiré, dal 78% per telefonare e dal 74% per arrivare. 24 Questa variante e rifiutata dall' 81% quando il verbo e dormire, dall' 89% quando si tratta di telefonare e dall' 88% se il verbo e arrivare. se ha la possibilita di avere un paziente («qualcuno telefona (a qualcuno)»), che puo rimanere sottinteso. L'ultimo, arrivare, richiede invece un argomento soggetto agentivo, se e umano (e non e sempre il caso), e suppone un altro dato: il luogo («qual-cuno arriva (da qualche parte)»). Questi tre verbi hanno comunque esplicitamente bisogno solo di un argomento soggetto per essere costruiti. Al livello dell'ausiliare, i primi due verbi hanno bisogno di avere, l'ultimo di essere. In termini di aspetto, abbiamo considerato dormire come un verbo adinamico ed atelico, telefonare come un verbo dinamico ed atelico ed arrivare come un verbo dinamico e telico. Una volta identificate le caratteristiche di ognuno dei tre verbi, ci siamo dedicati alle diverse realizzazioni di una stessa struttura, contenente solo il predicato e l'ar-gomento soggetto, in due situazioni di comunicazione precise. Nel primo contesto imposto, il soggetto ed il verbo avevano lo stesso peso comunicativo e la loro associa-zione costituiva l'apporto informativo; nel secondo contesto, solo il verbo veicolava l'informazione pertinente, questa richiesta dall'interlocutore. Prima di esporre le conclusioni generali della ricerca, vogliamo semplicemente ribadire il fatto che, a partire dal momento in cui una struttura argomentale viene «trasformata» in enunciato, due tipi di influenza entrano in gioco: quella diretta-mente legata agli elementi combinati e quella legata al contesto (cf. schema qua sotto). Le richieste possono andare nello stesso senso o essere in contraddizione: da qui l'interesse a metterle a confronto per poter rendere conto della struttura effettiva degli enunciati: 8. Predicato + Argomento - ENUNCIATO -► Contesto Nel primo contesto, nel quale si trattava di introdurre la relazione argomento-predicato, senza che né l'uno né l'altro di questi elementi fossero stati gia introdotti, siamo arrivati alla conclusione che la struttura considerata piu adeguata a questo bisogno non e dipendente dal contesto ma dal verbo e dall'argomento presenti. Perché? Semplicemente perché i risultati che riguardano l'enunciato canonico variano in modo molto significativo se il verbo e dormire e se il verbo e telefonare o arrivare. Che il contesto abbia un'influenza, e innegabile: rigetta le strutture inadeguate ed ammette o favorisce le altre ma non ne impone una come canonica. In effetti, sono le caratteristiche situazionali dello scambio che si oppongono alla pertinenza della frase scissa, che ammettono come possibili le dislocazioni del soggetto ed il c'e presentativo e che attribuiscono il massimo dell'adeguatezza alle strutture SV e VS. I risultati sono omogenei qualunque sia il verbo per le diverse proposizioni, tranne che per i due enunciati classificati migliori: il contesto non e sufficiente per isolare la costruzione piu adatta e sono gli elementi presenti ad imporre l'una o l'altra come canonica. Per formare un enunciato tetico, l'italiano attribuisce al verbo la posizione focale, cioe in finale ed associata all'accentazione principale quando l'azione e adinamica, atelica e il soggetto e solo semi-agentivo, come e il caso di dormire e del suo argomen-to unico. Invece, questa stessa posizione viene riservata al soggetto quando quest'ul- timo governa un'azione verbale dinamica, come con telefonare, arrivare e i loro sog-getti. L'enunciato tetico ottenuto introduce direttamente la relazione soggetto-verbo (SV) quando l'aspetto dinamico dell'uno come dell'altro dei due elementi non è evidente e focalizza il soggetto (VS) quando il suo referente è alla base della realizzazio-ne dell'azione, cioè quando lo scopo dell'asserzione è non solo di associare un referente ed un'azione ma soprattutto di attribuire l'azione ad una persona particolare, che ne è il punto di partenza. Il secondo contesto, invece, attribuiva uno statuto comunicativo diverso ai due elementi: il verbo veicolava l'informazione richiesta dall'interlocutore, il soggetto invece era (solo) il tema dell'interazione. Cominceremo ricordando ancora una volta che in italiano non è necessaria la presenza «esplicita» del soggetto: la sua espressione puo limitarsi alle marche verbali (tranne se sono ambigue). Da questa opzionalità deriva che la scelta tra presenza o assenza di questo costituente viene direttamente legata al valore comunicativo che gli è attribuito nell'enunciato. Nel nostro contesto, l'argomento unico è presupposto e viene affermato solo il predicato. La presenza esplicita del soggetto è considerata dai parlanti nativi come accessoria, il verbo invece e l'azione alla quale rinvia costi-tuiscono lo scopo dell'intervento. È quindi questo secondo costituente, la cui presenza è richiesta dal contesto, che riceve tutte le marche della prominenza nell'enuncia-to-risposta (puo comparire solo, occupare la posizione finale se il soggetto è espresso di nuovo, non è distaccato, riceve l'accentazione principale...). Se la presenza del soggetto in posizione iniziale (SV) è contestualmente ammes-sa, la realizzazione di questo stesso argomento in posizione finale (VS) è rifiutata e l'enunciato deve essere considerato come inadeguato. Ed è lo stesso per le due pro-posizioni di risposta che contengono un pronome tonico che rinforza il soggetto. La conclusione da trarre da questi risultati è che il contesto qui esclude tutte le strategie che nell'enunciato contribuiscono ad attribuire lo statuto di elemento focale al soggetto. Tuttavia, il fatto che l'argomento non possa ricevere le marche proprie al focus non gli toglie la possibilità di essere considerato come un elemento prominente nel discorso: non lo è quando viene solo espresso attraverso la morfologia del verbo o quando è distaccato a destra, in appendice, ma la volontà di sottolineare la sua fun-zione tematica nell'enunciato è evidente quando è posto all'inizio e ancora di più quando è dislocato a sinistra. Il contesto tiene a questa prominenza attribuita al soggetto, elemento la cui pre-senza, ricordiamo, è facoltativa: 9. V > SV > S,V > V,S -► (S(,))V > V,S In modo globale, il distacco in posizione iniziale del soggetto (S,V) è in effetti consi-derato dai parlanti come più adatto al contesto che la sua realizzazione identica in finale (V,S). Per dormiré e telefonare, la prima struttura domina largamente poiché, in termini di percentuale di uso, più del 10% la separano della seconda. Invece, le esigenze legate al verbo arrivare sono abbastanza forti per limitare lo scarto al solo 3%. Infatti, l'influenza che ha il verbo sotto la posizione del suo argomento è debole rispetto all'inadeguatezza nel contesto di VS (il soggetto non essendo focus qua) ma sembra essere in misura tale da condurre il parlante italiano a considerare in questo caso la posizione del soggetto a destra (V,S) altrettanto pertinente quanto la sua posi-zione a sinistra (S,V). Tuttavia, come abbiamo detto prima, bisognerebbe considerare altri contesti per confermare o smentire questa ipotesi, secondo la quale sarebbe dal verbo e dalle sue esigenze strutturali che proverrebbero la pertinenza della posi-zione a destra in un contesto dato. In modo piu generale, il lavoro che abbiamo appena esposto ci ha permesso di arrivare alle conclusioni e osservazioni seguenti: - una stessa struttura argomentale non conduce necessariamente ad una realizzazione identica degli elementi al livello enunciativo, cioe una struttura predicato(+argomento) per esempio, come e il caso per dormire, telefonare ed arrivare, non conduce sempre agli stessi enunciati canonici in un contesto identico. La struttura argomentale permette semplice-mente l'identificazione degli elementi necessari e dipendenti del predicato ma non determina la forma dell'enunciato. - Il contesto fornisce delle «leggi generali», che valgono per ogni verbo e per ogni argomento: rigetta le marche inadatte (un soggetto focus non sara distaccato a destra e disaccentuato per esempio), ammette quelle che permettono una buona interpretazione del bisogno comunicativo (un elemento tematico puo essere introdotto di nuovo per maggiore chiarez-za) e favorisce le strutture piü pertinenti da un punto di vista qualitativo (trasparenza dell'enunciato) e quantitativo (economia). - Quando il predicato rinvia ad un'azione dinamica e telica e/o ha un argomento unico agentivo, la posizione focale e riservata a questo argomento, a meno che lo scopo dell'interven-to sia solo quello di introdurre la parte verbale. E invece, se l'azione e adinamica, atelica e l'argomento solo semi-agentivo, la posizione focale e riservata al verbo, tranne quando il bisogno comunicativo riguardi solo il suo soggetto. - La forma effettiva di un enunciato adeguato contestualmente non e solo legata alla situa-zione comunicativa nella quale viene inserita. E piuttosto direttamente dipendente dal contesto in primis, e secondariamente influenzata dalle proprieta semantiche ed aspettuali degli elementi presenti nell'enunciato (come abbiamo visto per S,V e V,S con arrivare nel secondo contesto). Le esigenze contestuali dominano quelle relative ai predicati e argo-menti, che promuovono solo una certa strutturazione dell'enunciato senza imporla. La scelta dell'italiano come oggetto di studio ci ha anche permesso di analizzare il peso nel contesto, della possibilita di inversione (libera) del soggetto e della presenza «opzionale» di questo argomento. Prima di tutto, abbiamo avuto la conferma che la pertinenza della postposizione del soggetto al verbo e direttamente dipendente dal contesto e quindi dallo statuto comunicativo del primo argomento nell'enunciato. Poi, per quanto riguarda il fatto che la desinenza verbale possa permettere solo l'identificazione dell'elemento soggetto, due osservazioni s'impongono: la prima e che questa possibilita offerta dalla lingua e sfruttata al suo massimo appena e permes-sa contestualmente (cf. secondo contesto); la seconda e che se, malgrado questa pos- sibilità, la scelta del parlante è di esprimere esplicitamente il soggetto, quest'ultimo sarà marcato nell'enunciato come un elemento prominente. A partire dal momento in cui la presenza del primo argomento è accessoria rispetto al contesto, abbiamo riscontrato due tendenze radicalmente opposte: sia che gli si accordi un valore comunicativo molto debole, limitando la sua espressione alla morfologia del verbo o distac-candolo a destra, sia che si «sottolinei» nell'enunciato il suo statuto prominente di tema dello scambio, con la sua realizzazione «esplicita» in posizione iniziale (SV) o con la sua dislocazione a sinistra e l'accentuazione che gli viene associata (S,V). In questo articolo, ci siamo limitati a considerare tre verbi e due contesti distinti, pur decisamente consapevoli che sarebbe opportuno allargare lo studio ad altri pre-dicati mono-argomentali ed ad altri bisogni comunicativi per poter proporre un'ana-lisi più completa della loro influenza rispettiva sulla forma dell'enunciato e, di con-seguenza, per poter fornire una tipologia delle differenti strutture e del loro uso in maniera molto più pertinente. 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Riassunto SOGGETTO E VERBO CON DORMIRE, TELEFONARE E ARRIVARE IN CONTESTI DIVERSI L'articolo presenta i risultati di uno studio realizzato su un campione di cento parlanti attra-verso la somministrazione di un questionario. Il suo scopo è di descrivere il legame esistente tra contesto verbale e forma dell'enunciato in italiano. Il questionario consiste nella presen-tazione di una serie di contesti linguistici, ai quali sono associati diversi tipi di frasi, chieden-do ai parlanti di esprimere un giudizio sull'adeguatezza di ogni variante rispetto al contesto proposto. L'articolo si limita a presentare la realizzazione della sequenza soggetto+verbo in due contesti diversi per i verbi dormire, telefonare e arrivare, distinti per proprietà semantico-aspettuali ma identici dal punto di vista della struttura argomentale. Infatti, questi verbi hanno un solo argomento: il soggetto, che puö anche rimanere implicito, essendo sintattica-mente opzionale in italiano; di conseguenza, tutti gli altri elementi che si aggiungano even-tualmente all'enunciato, risultano indipendenti dal verbo. I due contesti linguistici messi a confronto si presentano in questo caso sotto forma di domande e determinano, nelle risposte, una organizzazione diversa dell'informazione: nel primo («che cosa è successo?») né il soggetto né il verbo sono presupposti e la loro introduzione è complessivamente informativa; nel secondo («sono andata a fare spese. E Maria?») solo il soggetto è introdotto ed è il verbo a portare l'informazione «nuova». Sulla base di queste restrizioni contestuali, lo scopo è di ana-lizzare quali siano le strategie linguistiche adeguate o meno per veicolare il tipo di informa-zione richiesto, confrontando i risultati per i tre verbi, al fine di stabilire un legame tra proprietà degli elementi presenti, contesto e forma dell'enunciato. Povzetek OSEBEK IN GLAGOL Z DORMIRE, TELEFONARE IN ARRIVARE V RAZLIČNIH KONTEKSTIH Članek predstavlja rezultate raziskave, opravljene s pomočjo vprašalnika na vzorcu stotih govorcev. Namen članka je opisati zvezo med jezikovnim kontekstom in obliko izjave v italijanščini. V vprašalniku je podana vrsta jezikovnih kontekstov, s katerimi so povezani različni tipi stavkov, anketiranci pa so naprošeni, da se izrečejo o ustreznosti vsake posamezne različice glede na predlagani kontekst. Članek se omejuje na predstavitev zaporedja osebek + glagol v dveh različnih kontekstih z glagoli dormire, telefonare in arrivare, ki se med sabo razlikujejo po semantično-aspektualnih lastnostih, a so enaki z vidika strukture argumentov. Ti glagoli imajo namreč en sam argument, in sicer osebek, ki lahko ostane tudi impliciten, saj je v italijanščini skladenjsko neobvezen; posledično so vsi ostali elementi, ki bi se lahko dodali k izjavi, od glagola neodvisni. Med seboj primerjana jezikovna konteksta sta v našem primeru predstavljena v obliki vprašanj, v odgovorih pa izzoveta vsakič različno organizacijo podatkov: v prvem kontekstu (»che cosa e successo«) ne osebek ne glagol nista predpostavljena in tako je njuna pojavitev kot takšna informativna; v drugem (»sono andata a fare spese. E Maria?«) se pojavi samo osebek in tako je glagol tisti, ki prinaša »novo« informacijo. Upoštevajoč te kontekstualne omejitve, ima prispevek namen proučiti, katere jezikovne strategije uspešno oz. neuspešno prenašajo zahtevano vrsto informacij. Podana je primerjava rezultatov za izbrane tri glagole, da bi tako lahko ugotovili zvezo med lastnostmi danih elementov, kontekstom in obliko izjave.