- 7. XI. 1942 PUBBLICITA (prezzi per mm d'altezza, larghezza 1 coloima): commerciali L. 1.50 — finanzlarl, legali, oronaca L. 2.50 — Concessionariaescluslva UNIONE PUBBLICITA ITALIANA S. A. LUBIANA, Via Selenburg n. 1 — Tel. 24 83 Lubiana, 7 novembre 1912-XXP DIREZIONE - REDAZIONE: LUBIANA, OASA DEL FASCIO — Tel. 26 58 ABBONAMENTI: Annuo L. 25 — Semestrale L. 13 — Sostenitore L. 1000 SpecUzlone In abbonamento postale n» Gruppo — XJN NUMERO CENT, e O E nemmeno venga mai lal-to al gerarca di ritornare aU'antica e ripudiatissima formula de] considerarsi sol-tanto «modeslo e rigido ese-cutore d'ordini». II gerarca deve essere un modesto ser-vitore si, ma della nostra iede intransigente. 11 Partita sta al Fascismo come la Chiesa a Dio ed il gerarca un apostola e un missionaria deve essere: deve agire sempre altre che alia lettera, nello špirita delle dispasizioni che gli vengano impartite; devemel-terci del suo, addirittura creare una particolare atmosfera attorno a se, senza eccessivo timor di errare, senza timar di scantentare gli in-contentabili, senza paura di responsabilitä; magari fre-gandosi altamente di perdere il bastone ad il bastancina del comanda. Altrimenti, e nonastante tutto, nan si e gerarchi, ma semplicemente sgabboni inanimati: funzio-nari carrieraioli. Dai primi pastulati enun-ciati nella Vigilia rivaluzio-naria, fino ai capisaldi della dottrina del Fascismo, per oltre vent'anni, il Duce ha ammonito essere il Fascisifia nan vana esercitazione di parole, ma atto di fede, azione. Sia la multiforme e com-plessa opera del gerarca (I'a-zione) sempre e soltanta atta di fede! In pace e soprattutto in guerra, questo Fascismo, atta di fede, ciae realta materiala prima ancora che disvelata, ha da travar nel gerarca nan un funzionario volonte-roso, ma il suo immediato esegeta: il mistico e dinami-co portatare della verita. Umberto Cungi u Il Duce visita la niostra della Kivoluzione subito (lopo riiiaugurazionc ^tta dl ^ada «Segretari Federali del Regno — L'elogio del Duce al Partito e di alto incitamento a continuare con inesausta fede e tenacissima volonta nel solco tracciato dalle Sue direttive di marcia con I'ob-biettivo supremo della Vitto-ria alt L'elogio appartiene al tuo lavoro ed a quello di tut-te le Gerarchie minori che si prodigano in questa ora storica con piena consapevo-lezza dei compiti che il Partito deve assolvere nella vita della Nazione in guerra. Viva il Duce — Vidussoni Segretario del P. N. F.» * £' avvio che questo tele-gramma del Segretario del Partito ai Federali nan rechi, del- Duce, soltanta I'alto ri-conoscimento per il lavoro svolto da tutte le Gerarchie, ma un chiaro, inequivacabile monito per tutti: gerarchi e gregari. E' infatti giusta, umano e percio necessario questa ela-gio verso chi, trovandosi a un pasta di comanda e re-sponsabilild, lavori soda come effettivamente si e fatto in quest'ultimo anno: ma durare e perfezionarsi e I'es-senziale. E soprattutto guar-darsi bene dal prendere questo elogio in senso lata; do nan e nella špirita fascista. Chi vive la vita del Partito pud dir bene, a ragion ve-duta, came la armai tradi-zionale iigura del Federale, del Fiduciario di Gruppo, del Segretario di Fascia e degli altri gerarchi minori, vada mah mano assumendo quella del buon operaia evangelico portante sulle spalle, col peso di una ragguardevole responsabilitä, anche quello di tante umane miserie, dolari. soiferenze e, talvolta, anche della gratuita e nan sempre di assurde esigenze. Data la sempre crescente impartanza che assume il Partita nei confranti della Nazione, V opera di questi ca-merati come quella dei loro collaboratari Tn pace, ed ora particolarmente in guerra, si impane sempre piCi instanca-bile, camplessa, proteiforme, pur essenda spesso le laro possibilita, sotta taluni aspet-ti, anche limitate. E nessuno in buona fede patra in co-scienza negare came la diu-turna opera di questi came-rati vada assumendo addirittura carattere febbrile. Cianonostante occorre tener presente come nan sia sempre umanamente possibile accontentare tutti ed in tutto. Chi percio allunga il musa per la soluzione di un propria casa nan pienamente rispondente alia sua piu o meno legittima aspettazione, abbia la compiacenza di rU flettere un poca, specialmen-te alia luce di certe personal] esperienze, se veramente nonastante tutta la buona volonta, špirita cameratesco, camprensiane, ecc., sia ra-gionevole pretendere che ogni Cosa vada sempre e co-munque a pallina came si vorrebbe. E chi, affeso nella sua suscettibilita per una sia pur lunga anticamera, se ne va con parenti od amid, magari dopo cena, amaramente cam-mentanda il fattaccio, nan pensa came il reo di catanta affronta, possa travarsi, nella stessa istante in cui si marmara, alle prese con altri che si affollano nella sua anticamera? E nan ha mai posto mente, colui che talvolta ama far benevala irania a spese del gerarca periferica, della ne-cessita che a questi quasi sempre si impane di sottrarre al sanno, alle ore di riposo, ai di festivi, il tempo necessario ande conciliare le in-deragabili esigenze del propria modesto stato can quelle del Partita? Si, e la diciamo senza timare di essere accusati di piaggieria: questo talvolta miscanosciuta servitore della Causa e di tutti, merita I'alto riconosciment'o del Duce. Nan intendiamo can questo di fare un panegirico sulle gerarchie: anzi, pren-dendo propria la spunto da quanta si e daverasamente premesso, affermiamo sia bene tener sempre presente che anche i piii meritari atti di carattere contingente — e tali sona appunto quelli di tutti gli uomini del Partito servitori della Causa in pace e in guerra — un bel niente valgono se nan continuati, attimo per attima, nel tempo ed in ogni circastanza. L'elogio del Duce deve essere preso soltanta come un malto umano e benevolo incitamento; doe servire unicamente ad accrescere, a meglia ad esasperare quella certa ansia del superamenta che agnuno, gerarca maggio-re e minore, a gregaria che sia, deve in ogni attimo avvertire. . «Facile e divenire Fascisti, difficile e "rimanere» — am-moniva il Duce nella Vigilia. Questo monito nan e stato ripetuto, ma e rimasta nel tempo. Pertanto — e sia detto per incisa — fascisti per sempre nan sona che i nostri Caduti. n'epurazione che si ri-spetti, che si voglia imporre all'attenzione tanto degli iscritti quanto dei non iscrit-ti, che intenda veramente ottenere i concreti e defini-tivi risultati per i quali e stata promossa ed iniziata, deve investire e scandaglia-fe la vita degli individui nella sua totalitä; come questa cioe si sia sino ad oggi svol-ta e si venga svolgendo, da mane a sera, fuori e dentro le mura di casa, pubblica-mente e privatamente, onde nfessun elemento, nessun dalo venga a sfuggire all'oc-chio indagatore di chi intenda valutarla nella sua intie-rezza. Proprio cosi: poiche, se-condo la nostra ferma opi-nione, il Partito ha 11 diritto, oltreche il dovere, di eserci-tare il piu severo ed attento controllo sulla condotta pub-blica e privata di tutti i suoi iscritti, cosi da poter sempre avere sotto mano, di ciascu-no, un'aggiornatissimo «curriculum vitae» (intesa questa «vita» nel senso che giä s'e detto), il quale dati, si badi bene, dal giorno in cui si ^ entrati a far parte delle file del Partito, ponendosi in tal modo al servizio della Rivo-luzione (non dei nostri in-teressi). Non basta. Ci rifaremmo ancora da piu addietro. Dalle origini cioe. Dalla data d'i-scrizione. E questa terremmo in gran conto non solo in rapporto all'eta dell'iscritto ma soprattutto tenendo present! le numerose ammissio-ni che hanno consentito a gente che altrimenti nel Partito non ci sarebbe entrata mai, di venirsi ad affiancare alia vecchia guardia e ai gio-vani provenienti dalle «leve»; con quanto danno si puö ben capire, se si tiene presente che la maggior parte di quelli che facevano ressa alia porta, altro non aspettavano appunto che I'occasione favorevole che consentisse loro di condurre a termine la pratica della tessera e del distintivo. Non e infatti solo Dio che sa che Cosa ne abbian fatto del-I'una e dell'altro, a che cosa essi sian loro serviti, quale effettivo apporto morale e materiale essi abbiano arre-cato airidea, alia Causa, alia Rivoluzione! INTRANSIGENZA E tutto questo purtroppo e avvenuto mentre I'iscri-zione al Partito avrebbe do-vuto costituire I'alta distin-zione e I'ambito premio con-feriti ad una vita sotto tutti i punti di vista esemplare. In altri termini, bisogna me-ritarsela I'iscrizione. al Partito, guadagnarsela] Le am-missioni in massa costitui-scono in argomento una sorta di evirazione, una costante minaccia a quella disciplina, a quella autorita e a quel prestigio che sono essenziali alia vita del Partito stesso. Ma non basta renders! de-gn! d! indossare la camlcia nera. Colui che, raggiunta la meta, non la sa saldamente tenere, non sa durare nel gesto che I'ha portato alia bella conquista e decade nella concezione borghese e antieroica della vita, viene automaticamente a demeri-tare deH'onore di militare sotto ! ner! gagliardetti. Qualunque sia la sua data di iscrizione. Non per nulla abbiamo qui sopra parlato di un severo ed attento controllo sulla condotta pubblica e privata di tutti gli iscritti (e con tutti intendiamo dire che nessuno deve essere e-sclusoj nessuno, per carita, perche se si deve comin-ciare, in materia, con i soliti riguardi, distinzioni; ecc. tan-to vale tirare un bel frego su quanto veniamo aperta-mente scrivendo e rwjn "par-larne piu!). II Partito ha i mezzi e I'au-torita per farlo. L'autorita di cui sono investiti i suoi gerarchi provinciali, la sua organizzazione periferica e capillare, sono termini di garanzia per un'opera del genere, la quale pero vali-damente dimostra di che razza di sensibilita, di responsabilitä e di fede, deb-bano essere dotati coloro che la intraprendono. Perche sarebbe dawerq esiziale che il popolo cominciasse a non aver fiducia in quelle per-sone che, per la loro in-vestitura gerarchica, sono chiamate al delicato e neces-sarissimo compito di sele-zione dei ranghi. Ecco perche non e inutile insistere sull'urgente bisogno di una intransigenza (sostanziale, non formale!) che in primo luogo sorvegli controlli e mondi la persona stessa di chi la deve poi pretendere dagli altri. Intransigenza che s'impo-ne, con la forza di un im-perativo, alia coscienza di quanti debbono portare il loro efficiente contributo al lavoro di revisione giä in atto. Pretendere dagli altri quello che, ajla prova dei fatti, non si e capaci di compiere, predicare la virtu praticando la disonestä e un assurdo che il Regime Fascista non e piu disposto a tollerare in nessim modo. Padri Zappata la Rivoluzione non ne vuole. Li rifiuta categoricamente, An onimi Esistono sulla faccia della terra, e purtroppo ancora in Italia, taluni individui che non hanno appresa nulla in venti anni di Regime fascista. II caraggio e il dovere della verita, la lealta, I'amo-re al combattimento per co-storo sono parole vuote di senso e tantomeno sentiment! umani. Sogliano cal-pire il nemico o I'invidiato ali'oscura, alia maniera mas-sone, nascosti sotto il vela dell'incognito e scrivano e parlano male di gerarchi, di superior], di amid can ] quali hanno ragionl dl Interesse dl solita flnanzlarla. Credono che la loro lettera senza flrma sla I'atta d'ac-cusa per la sentenza can pena capitale. Non si sono ac-cortl pero che il vigllacca modo dl combattere non pud essere preso In conslderazio-ne se nan da chi ama üsare le loro stesse arml. Questi individui ci fanna schifo e 11 Segretario del Partito con un suo recente Faglia di dispasizioni la ha ricordato ai fascisti e ai gerarchi. Nessuno leggera piu la lettera senza firma, anzi cer-chera di scaprirne I'autare per calpirlo fascisticamente. Agli uamini-serva che stil-lano le lettere micidiali, ri-marrä la scarno e il nostra disprezza. * come individui estremamen-te nocivi nei riguardi del-I'educazione politica del po-polo italiano. E' giunta Tora di un'asso-luta coerenza tra le parole e i fatti, di una cronometrica puntualita fra il pensieto e I'azione, di una perfetta cor-rispondenza fra la teoria e la prassi. Dentro questi tennini tutti i risultati sono possibili, fuo-ri da essi la Rivoluzione, nei suoi ulteriori e attendibili risultati, rischia di mantenersi al livello di un evento sem-pre da compiersi! Anionio Pedaia ORIZZONTI Capncita colonizzolrice itnlinna oMttMciuia da im MMM IIIIIIIIIIIMIIIIMIMIIIIIIIIMIIIIIIIII La lotta sui marl, contro il naviglio mercantile, infierisce plii che mai. I quozienti men-sili dl affondamenti registra-no cifre paurose; cifre ana-loghe e anche inferiori fecero ammettere, agll stessi uomini responsabili inglesi, dope la prima guerra europea, e alio stesso Churchill, che se la Germania allora avesse insi-stito, ringhilterra avrebbe perduto la guerra. Queste son cose not«. Nelle sue confes-sioni postbelliche il signor Churchill voile dare a credere d'essere stato lul a vincere la guerra col suo impavido sorriso. Nessun serio argomento 6 stato opposto per smentire in questa seconda edizione della guei-ra mondiale le conclusion! della prima edizione. II signor Churchill continua impavido a sorridere: si illude forse che anche questa volta il nemico crederä alle sue gradassate? La Germania, e con essa I'Asse, credono invece ferma-mente che il sottomarino hatte rä il piroscafo; lo battera sui marl e lo batterä nei can-tieri. Non Č stato possibile agli inglesi, nonostante le trombe assordanti della loro propaganda, di dimostrare seria-mente il contrario. Si č che non ne sono. convinti neppur essi, perchč meglio di tutti conoscono la realtä della si-tuazione. Dunque, la lotta sui mari infierisce: e si tratta di una lotta decisiva. La famosa pro-duzione americana deve at-traversare i marl per giunge-re sui^campi di battaglia: tutti capiscono che Ii rag-giungerä soltanto in parte. Dalle cifre della produzione bellica amerlcana bisogna dunque detrarre quel certo quoziente destinato agli abissi marini. Non vogliamo ancora dire che da tale quoziente dipen-da la sconfitta o la vittoria; ma se i nostri nemici voglio-lio dare, come fanno in qual-che occasione, un valore decisive al contributo americano, commettono I'errore ma-tematico di calcolare il contributo X e di non detrame le perdite Y per affondamenti. E quando si parla di affondamenti si parla di due voci: materiale e navi, quindi dal-rx contributo americano oc-corre diffalcare Y materiale bellico e Z navi. Questo conto comincia a complicarsi. Molto piii sem-plice risulta comunque I'ap-prontamento dei sommergi-bili e la loro azione dl rastrel-lamento dei mari. Stabilito dunque che le pic-cole navi subacquee e i loro piccoli equipaggi hanno pos-sibilitä quasi illimitate di fronte alle ben piü comples-se e lunghe operazioni per la costruzione, I'allestimento, 1 armamento, la difesa delle navi in mare, sarä matemati-camente certo che i sommer-gibili batteranno le navi nei cantieri e sui mari e che I'a-liquota degli armamenti e La colonizzazione e iin fe-nomeno di espansione che, come ogni fenomeno espansio-nistico, ha la sua causa prima nella esuberanza di energie vitali, che un popolo non puo fare a meno di impiegare per conservarsi, moltiplicarsi e aumentare cosi la propria potenza e la propria ricchez-za. La vita, in tutte le sue forme sociali ed individuali, ten-de all'espansione, che puo es-sore nolitica, economica, spi-rituale, a seconda dei bisogni e delle possibilita contingen-ti; da tutte le altre foi-me sociali di espansione, quali la migrazione, I'invasione, la conquista, si distingue netta-mente la colonizzazione, che implica un distacco di uomini da una metropoli, a cui perö essi sempre fanno capo e si sentono intimamente legati, in quanto sono i poi^ta-tori della sua elevata civilta in terre lontane, popolate da razze di civilta inferiore: in-fatti, dalla colonizzazione de-rivano huovi contatti umani fva popoli progrediti e popoli arretrati, con la naturale con-seguenza che quelli si stan-ziano a fianco di questi e li dirigono secondo i propi'i sco-pi, facendoli partecipare gra-dualmente ai benefici del proprio progresso ed elevandoli rcaterialmente e moralmente. Motivi della nostra espansione Quando un popolo non puo piü vivere sul suo territorio, quando le sue energie hanno bisogno dello «spazio vitale» in cui possano esplicarsi, sorge la colonia, il cui carattere differenziale consiste nei di-slivello di civilta fra le popo-lazioni che vengono a contat-to e nella loro diversita di razza: si attua cosi una in-terrenetrazione di popoli e di civilta, una specie di meta-morfosi del mpndo, tenden1:e a sopprimere, o almeno a ri-durre, I'isolamento degli uomini e a portarli verso una meta comune, che raccoglie gli elementi vitali della civilta umana in continuo processo di perfezionamento. La colonizzazione contem-poranea, dovuta pur sempre al bisogno di spazi vitali e specialmente ad esigenze eco-nomiche e demografiche, ha acquistato un carattere emi-nentemente politico, fino a divenire colonizzazione di Stato: lo Stato, organizzato-re supremo del popolo, sosti-tuisce alle insufficienti forze espansionistiche dei singoli, quelle totali del popolo che organizza, soprattutto per conquistarsi una totale liber-tä nei suo «spazio vitale» ed evitare lo sfruttamento del lavoro di fazioni del popolo da parte di altri organismi politici, che pretendono altre-si di assorbire e di far loro dimenticare I'origine etnica: questo e il motivo per cui il Governo fascista ha sempre cercato di ridurre il fenomeno dell'emigrazione e di con-vogliare le forze lavorative esuberanti verso le colonie italiane; per lo stesso motivo ritalia nei 1935-36 ha con-quistato I'Etiopia e il 9 mag-gio 1936 il Duce ha procla-mato rimpero: Impero del lavoro, in cui I'ltalia proleta-ria assicura al suo popolo le possibilita di vita. Poiche, come disse il 24 ottobre 1936 a Bologna il Duce, «un popolo senza spazio non puo vi- vere: un popolo portatore di una antica e magnifica civilta, come il popolo italiano, ha dei diritti sulla faccia della terra.» Questi diritti sono stati magnificamente dimostrati dall'opera che in appena quattro anni di Impero italiano e stata svolta in Etio-pia: e vero che I'eroismo dei nostri connazionali, i quali hanno difeso i diritti italia-fii oltre le umane possibilita, non ha potuto conservare in-tegro rimpero ed ha dovuto cedere di fronte alia pi-epon-deranza delle forze motoriz-zate e corazzate inglesi, ma e capacita colonizzatrice e trar-ne le conseguenze. II riconoscimento nemico ž opportune, a questo pro-posito, conoscere quanto un profondo conoscitore dell'E-tiopia. Sir Sidney Barton, giä ministro inglese ad Addis Abeba, scrive in un articolo pubblicato sul giornale «Spectator» di Londra e riprodot-to dal giornale tedesco «Koel-nische Zeitung». Dopo aver riferito alcune notizie sull'organizzazione interna dell'Abissinia, per esem-pio che sono stati nomina- vo della politica abissina, la quale in passato era domina-ta dal fatfo che il paese era praticamente inaccessibile: inaccessibili-tk che, secondo il Negus, doveva garantire il cuore dell'Abissinia da ogni invasione. Come conseguenza, il commercio interno e quello di esportazione dei prodotti provenienti dalle piü remote regioni potevano valerei solo della linea ferroviaria Addis Abeba—Gibuti, costruita dai francesi e del tutto inade-guata ai bisogni: per la dif-ficolta delle comunicazioni, inoltre, i capi di ogni provin-cia, ambiziosi e turbolenti, potevano dominare e gover-nare a loro piacimento. La nuova rete stradale invece ha facilitato I'opera svolta dal governo centrale per 11 mantenimento della pace e dell'ordine in tutte le regio- dei ras contro I'autorita del governo centrale si comincia a manifestar giä da ora, seb-bene il Paese sia sempre pre-sidiato dalle truppe inglesi. 11 popolo parteggia per i ras che non lo hanno abbandona-to in balia di se stesso nei maggio 1936 e che, collabo-rando con I'ltalia, hanno per-messo un enorme aumento del bene del Paese, e spera nei ritorno dell'Italia, della cui vittoria finale esso e pienamente convinto. II riconoscimento che un acerrimo nemico dell'Italia, quale e I'inglese Barton, fa dei success! della nostra opera di civilta in A. 0. I. e la pro-va migliore della capacita colonizzatrice dell'Italia, fonda-ta sul genio, sul lavoro e sul-I'eroismo dei suoi figli. Genio, lavoro ed eroismo, di cui nessun esercito moto-rizzato puo distruggere la perenne fecondita e la incom-primibile vitalita. Per cio noi sicuramente ritorneremo vincitori neirAfrica Orientale, fecondata dal lavoro e dal sangue dell'eroico popolo italiano; rimpero fascista e piü vivo ed attuale che mai come idea, come fede e come forza concreta ed operante. La nostra bandiera e stata aininai-nata temporaneamente ma tornera a sventolare piü gloriosa di prima sul Mar Rosso, suirOceano Indiano e sulle ambe, che hanno veduto I'eroismo delle truppe italiane del Duca di ferro. E. D. i II rapporto del Segrctario del Partito al Duce aU'liiizio dell Anno XXI® indiscutibile che I'lmpero italiano non e stato distrut-to: si tratta solo di una tem-poranea inferiorita di forze ai-mate, .dovuta alia lontanan-za dalla metropoli ed alia sfavorevole isituazione stra-tegica in cui e venuta a tro-varsi I'ltalia nell'attuale con-flitto, per quanto riguarda il suo impero in A. 0. I.; non e possibile distruggere I'opera di civilta svolta dall'Italia in quelle terre, perche essa ha profonde radici nelle indoma-jjili ed indistruttibili energie del popolo italiano, orga-nizzato e potenziato dal Regime fascista. A tutti e noto quel che e stato fatto in A. 0. I.: citta, strade, acquedot-ti, porti, bonifiche, scuole, ospedali, che costituiscono un titolo di gloria imperitura per I'ltalia fascista. Oggi, piü che mai, ne dobbiamo essere fieri, coscienti del nostro buon diritto e della nostra Vittoria. «Ritomeremo» dove il sangue e il lavoro italiano hanno creato un Impero indistruttibile, imponendosi all'ammirazione degli stessi nemici, che hanno dovuto ri-conoscere la nostra grande delle navi angloamericane, destinate ai fondaU degU oceani, andrä aumentando in ragione diretta delle probabi-litä di vittoria delle potenze dell'Asse. A. N. ti nove membri del Governo, che, invece delle vecchie im-poste in natura, viene oiTnai percepita una imposta fon-diaria globale, e che I'istru-zione della polizia e affidata agli inglesi, i quali hanno al-tresi la vigilanza sul Governo per evitare che si ricada nella barbarie precedente alia nostra conquista, il Barton riconosce .che I'Etiopia, sotto la sovranita italiana ha com-piuto progressi immensi, che sono stati constatati di persona dagli invasori inglesi e li hanno fatti profondamen-te ricredere sulle nostre capacita colonizzatrici, che essi hanno dovute apprezzare per i fecondi risultati conseguiti, sia nei campo sociale che in quello politico ed economico. La costruzione di una delle migliori reti stradali del-I'Africa ha reso possibile la valorizzazione delle ricchezze economiche etiopiche. «Queste grandiose strade nuove,» dice il Barton, «che sono costate miliardi di lire, ri-marranno come il piü bel mo-numento dell'impero fascista. Esse provocano im orienta-mento completamente nuo- II Duce tra i figli dei Caduti fasi-isti ni dell'Etiopia e reso piü age-voli le comunicazioni e i traffic! commerciali, ma permette altresi I'accesso nell'inter-no del Paese ad ogni potenza che possa concentrare alia frontiera etiopica forze motorizzate. Barton riferisce poi che gli Abissini sono tutt'altro che soddisfatti dej ritomo del Negus, che essi conobbero bene e disprezzarono profonda-mente a causa della sua ver-gognosa fuga da Addis Abeba, prima che vi entrassero le vittoriose truppe italiane, e che ora se lo son veduti ri-tornare sorretto dalla forza degli inglesi, che tutto con-ti-ollano e dovunque spadro-neggiano. Moltissimi abissini, specie quelli che hanno pre-stato sei-vizio militare sotto la bandiera italiana, rimpian-gono i vantaggi di cui I'ltalia li ha fatti beneficiare, e che ora hanno p.erduti, e sono convinti che gli Italiani ritorneranno. Cio prova che la popolazione abissina rim-piange la sovranita italiana, di cui appi-ezzava i grandi benefici; d'altra parte il Negus non ha alcuna autorita, oltre quella che gli viene dalla forza degli inglesi che lo hanno riportato ad Addis Abeba: cio risulta evidente dal fatto che attualmente al-cuni capi etiopici che, come Ras Hailü e ras Sej um, non avevano mai abbandonato il Paese e si erano lealmente sottomessi alia sovranita italiana, possiedono un'autoritä maggiore di quella del Negus e degli altri ras che lo avevano seguito nell'esilio londi-nese, come ras Cassa. II Negus non ha potuto sbarazzarsi di loro, come si era ripromesso, nemmeno prendendo a .pretesto la loro sottomissione all'Italia; il pe-ricolo della crescente potenza ^--^ «Prima linea» e il settimanale degli Italiani della nuova provincia. Tutti devono sen-tire il dovere di ahhonarsi e dif-fonderlo. Per gli ahbona-menti rivolgersi ai Servizi Ammini-strativi della Fe-derazione dei Fa-sei — via Eriav-ceva n. 11 oppu-re all'Ufficio della Unione Puhblicitä Italiana — via Selenburg n. 1. J Specializzazioni pre' • militari. La Fiat istruä-sce j giovani dei euoi Reparti Specidiizzaitii della GIL (oltre che ned corsi ginnico-inilitanii e di oultura fascieta), nelle seguenti specializzazioni, cuii oorrispondono altrettamte scuole: niotoristd d'aulomo-bile, elettromagnetisti d'au-toniobile, autieti della Regia Marina, motoristi navald, motoristi d'aviazione, monta-tori d'aeroplano, aeromodel-lismo, violo a vela. Alia fine d'i ogni corso lii giovane ot-liene il brefvetto premilitare in quella data speoialiizM-/jojie. 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Dopo tre giorni amavo svisceratamen-tc il mio principale e lo rin-graziavo ufficialmenle di non avermi concesso il permes-so, di avermi cosi evitato o il carcere o Vospedale. Infalti io a Venezia avrei picchialo qualcuno. No, non sono violento; giuro che una lacrima inumi-disce il mio occhio quando uccido una zanzara che mi punge. Eppure a Venezia una cosa mi avrehhe latto salire il sangue alla testa: il divismo. * Gli attori cinematografici, sia quelli di primo piano, sia quelli che si limitano a parti di quasi-comparse, hanno compensi eccessivi. A voler iare i conlronti con altre ca-tegorie di lavoratori, ci sa-rehbe da ritirarsi in un con-vento a pregare Iddio di ri-stdbilire sulla terra la giiisti-zia divina. Ma non vogliamo fare dei conlronti. Non per tema di cadere in considerazioni in-giuste o non obbiettive, ma per decoro, e, soprattutto, per non stuzzicare — alme-no per ora — problemi di importanza sociale che sa-rebbero fuori tono in questo articolo. Ne ingiusti ne sog-gettivi, pero, sarebbero i conlronti, perche la spere-quazione tra i guadagni dei lavoratori-attori cinematografici e quelli delle altre categorie lavoratrici costitui-sce cosa non giusta dal pun-to di vista umano e sociale. Se si eccettuano quei divi dello schermo che sono do-tati di una sensibilitä artisti-ca superiore (e sono pochis-simi, da numerarsi con le di-ta di una o, al massimo, di due mani, e per i quali un compenso non e valutabile ottraverso un contronto), tut-ti gli altri, che non solo non hanno nessuna superiore qualita, ma che non raramen-te appartengono alla classe dei falliti o degli sciocchi, possono essere posti al co-mune livello impiegatizio o salariale. Guadagnano molto, trop-po; hanno compensi eccessivi anche valutando il problema con la vecchia mentalita 11-beralistica (il nemico che noi combattiamo pud anche iden tificarsi in questo vecchiu-me) dell'attore-merce che sull'attuale mercato fa rea-lizzare lautissimi proventi. Ma noi chiudiamo, alme-no per ora, tutti e due gli occhi per non vedere. Gli attori, pero, non si ac-contentano di questo straor-dinario beneficio finanziario. Ostentano anche i loro volti piü o meno belli, le loro forme piu o meno armoniose, simili a deita pagane, per il godimento delle popolazioni. Anche questo e ingiusto. E non vogliamo, anche qui, chiudere gli occhi. Qui non ci sono proI?lemi di portata finanziaria o sociale da stuzzicare. E' una semplice que-stione di umano decoro; se Chi lo sente non esprime la sua ribellione commette un atto vile. Conviene, quindi, valu t are con oggettivitä il problema. Lattore e un mercante che ha nella bottega un'abbon-dantissima ed inesauribile merce, quella delle sensazio-ni sentimentali: sorrisi, lacri-me, gioie, commozioni, ecc. Sulic sfondo dell arislocratico Florian e dei cartelloni sgargianti il «dlvo» attende — novello Rada-mes — l assaito delle legioni di ammiratrici. Egli vende questa sua merce a coloro che desiderano essere portati, per alcuni istan-ti e a buon mercato, in un mondo diverso dal loro. Enorme e la massa degli ac-quirenti, perche quasi tutti gli uomini sentono inconscia-mente il desiderio di eva-dere dalla noia del loro piccolo paese di abitudini, di amicizie, di lavoro; ad ognu-no di noi piacerebbe essere amati da una donna bella simpatica elegante, o da un uomo che abbia simili doti; ad ognuno di noi piacerebbe vivere una strana vicenda avventurosa, o partecipare ad interessant! vicende co-miche o commoventi. La bottega dell'attore vende un sur-rogato di queste sensazioni, che saranno tanto migliori quanto egli saprä «prende-re», per condurlo nel nuovo mondo di fantasia, I'acquf-rente-spettatore. Di questo surrogato tutti 0 quasi tutti hanno bisogno e, siccome non costa molto, tutti o quasi tutti lo compra-no periodicamente: quasi come il pane. E' quindi logico che la massa conosca simili bottegai, come la massa co-nosce il panettiere, e che gli attori siano piü popolari di valentissimi uomini di scien- I di una falsa ed effimera vita di ombre, nella quale l'atto-re si rivela. L'essenza del divismo, anzi, sta proprio nella valutazione soggettiva personale, chimerica dell'attore nella sua irrealtä; e si basa sulla mancanza di una reale conoscenza diretta e di una valutazione oggettiva dell'uomo. Se io fossi attore vivrei ri-tiratissimo e cercherei di am-mantare di mistero la mia vita intima. Sarei sicuro di lagglungere due risultati: rendere -ancor piü interessante quel fantasma che ha le mie sembianze e che vive numerose esistenze sulla tela bianca dello schermo e non far sapere a nessuno che nella realtä sono un uomo qualsiasi che letica colla ser-va perche la pasta e troppo Cotta. Invece i nostri attori, e quasi esclusivamente quelli che non sono ne saranno mai artisti — gli altri sono molto piü seri — ostentano il proprio fisico ed i propri abiti, cioe tutto quello di cui si possono vantare. E per un po'di tempo si sentono esse-ri superiori, dispensatori di gioie umane, trascinatori di masse. Ripeto che tutto ciö ci fa-rebbe solo sorridere, come ci fa sorridere la puerilita dei bimbi; forse con un pizzico di tristezza in piü. Non crediamo che il nostro intelligente popolo, ricco di storia e di geni luminosi, sia attratto, come quello americano bambinescamente stol- LOG S'E SPOSATA UNA RAGAZZA SBsasei^assyiSGSÄS Siete mai stati a Log? Sono attraversa l'abitato, doveva- certo che pochi Italiani hanno visitato questo minuscolo paese della nuova Provincia di Lubiana. Si tratta di un centro che conta poco meno di trecento abitanti e che di-sta dal capoluogo una diecina di chilometri appena. Non ä facile dare un'idea di Log che il paese, dissemi-nato lungo la strada nazio-nale, con una chiesetta sulla sommitä della collina bosco-sa che sovrasta l'abitato, non possiede alcuna attrattiva che possa interessare il turista. II duro lavoro della terra, cui attendono con lena prosperose donne Slovene, co-stituisce l'unica caratteristi-ca di Log, paese rurale per eccellenza, dove il patrimonio zootecnico, invero ragguar-devole, viene vantato, a buon diritto, come uno dei piü co-spicui della zona. Ebbene in questo paesetto, nel quale la gente 6 tutta presa dalla semplice vita della famiglia e della campagna, s'6 sposata una ragazza. II fatto 6 degno di rilievo, anzi costituisce un autentico av-venimento, chö un matri-monio celebrato in un villag-gio di trecento abitanti 6 cosa che non cäpita tutti i giorni, e sconvolge il cheto vivere di quei coloni. La «diva» sorride un poco disorientata: con questi caccialori di auto-graü clie non däono tregua la vita comincia a divenlre davvero una cosa serial Perchfe la «siella» e triste? Forse nell'assegno dell'ultimo film c'era uno zero di meno: ma che samueli questi produttopi del giorno d'oggll za, di legge o di lettere, che hanno un mondo di clienti molto piü ristretto. Ma e at-trettanto vero che questa no-torietä esula dal valore in-trinseco deWindividuo e si appoggia solo all'esterioritä to, da effimere e meschine deitä. Non lo crediamo nean-che se qualche giornale — leggi: «Film» — con le dodi-ci pose dell'attricetta, o con la pubblicazione periodica di romanticissime vite di attori senza importanza, aiuta la nascita, per amor di tiratura, di questi feticci. Ma ogni sorriso svanisce quando si pensa che tali esi-bizionismi avvengono ora, in questo grande momento della nostra Patria, in cui tutto il popolo sta vivendo una colossale lotta per la sua stessa esistenza. Per cid noi vorremmo dire a questi esseri cui la fortuna ha voluto concedere troppo: perche volete dimostrare di non avere ne intelligenza ne comprensione? E quale anormale dote vi da il diritto ad una simile esibizione? Se la societä non vi ha concesso l'onore di combattere e sof-frire — voglio sperare che non tutti vol lo reputiate un vantaggio — non ostentate lo smalto dei vostri sorrisi che dimostrano che vol non vivete questi grandi momenti e che non Ii avete com-presi. Restate nei vostri teatri di posa, a quel lavoro che ora la societä vi chiede, anche se al chiuso dei vostri baracconi vi sono sorrisi e ostentazioni; in quel vostro piccolo mondo, in mezzo a tutti gli altri esibizionismi, si ristabilisce la reale valutazione dei vostri meriti. Non Francesca, la ragazza che doveva andare sposa a un giovane che abitava in un paese vicino, non s'era mai allontanata dalla casa dei nonni, una vecchia, grande casa provvista di ogni ben di Dio, con le galline che star-nazzavano nel cortile e la pu-ledra baia che, al mattino, nitriva e scalpitava impazien-te, ansiosa di buttarsi a ga-loppo sfrenato sul morbido tappeto della prateria. Non si pcteva dire bella, Fi-ancesca, ma graziosa lo era indubbia-mente: il modo di compor-tarsi, rincedere un po' fles-suoso la distinguevano dalle altre ragazze del paese, piü floride ma meno carine di lei. Ella, forse, nella sua in-genuitä non lo sapeva; ma le occhiate languide e le frasi che i giovanotti le lanciava-no quando passava per la grande strada polverosa che vi bastano quel lauti guadagni che ricompensano esa-geratamente il vostro reale valore? Ricordate che la vita, in fondo, e giusta e che le gioie immeritate sono effimere. Sentitevi come avete il do-vere di sentirvi: dei semplici lavoratori in funzione di un grandi OSO organismo che lotta e che ha bisogno, special-mente ora, della comprensione e della serietä di ogni sua cellula. Giulio Scarnicci no averla illuminata sul suo fascino muliebre, che, pur conservando maniere semplici, aveva finito con l'assu-mere un contegno piü riser-vato verso i ragazzi che le ronzavano attorno. Ma, come tutte le fanciulle della terra, anche Francesca sognava il suo principe azzurro che, sot-to le spoglie di un bravo giovane, Venne un giorno a par-larle d'amore. Non restö in-sensibile il cuore della ragazza al linguaggio appassionato del suo innamorato, il quale le sussurrava frasi tenere che la inebbriavano. Ci-eatura fatta per l'amoi-e ella seppe amare il rude campagnolo con l'ardore dei vent'anni. Le nozze vennero fissate una sera che il parentado, convocato nella casa della vecchia nonna, dopo aver dato fondo alle riserve vini-cole della vicina osteria, in stato di semiebbrezza, aveva finito col dare la sua solenne approvazione. Francesca e il suo promesso sposo, mentre i parenti, resi loquaci dalle abbondanti libazioni, discor-revano a voce alta del ■ rac-colto dell'annata non man-cando di formulare le piü ottimistiche previsioni sul-l'avvenire dei due giovani, s'erano ritirati nella stanza attigua e, le mani nelle mani, guardandosi negli occhi si esprimevano senza parlare la loro felicitä. Per alcuni giorni la noti-zia dell'imminente matrimo-nio formö l'argomento principale della gente di Log; se ne parlava un po' dapper-tutto: nelle case e nelle oste-rie. I maggiorenti del paese s'erano sentiti. in dovere di sottoporre al buon parroco i piü svariati quesiti äi quali il sagglo sacerdote risponde-va con illuminato buon sen-so. In sostanza essi approva-vano senza riserve il matri-monio di Francesca, ma avrebbero voluto che lo sposo, celebrate le nozze, venisse ad abitare tra loro e non portasse lontano la rag<.zza che, nata a Log, doveva con-tinuare a vivere nella vecchia casa della nonna. I capoccia del villaggio erano insorti quando avevano saputo che. ragazze, invece, cinguettava-no guardando di sottecchi i giovanotti. I folti capannelli di persone, che stavano da-vanti al cascinale, si sciolsero quando qualcuno annunciö che Francesca e il suo sposo, accompagnati da parenti ed amici, dopo la cerimonia nu-ziale avevano lasciato la chiesetta e si avvicinavano lenta-mente verso casa. Con slan-cio spontaneo, la gente andö loro incontro, Ii raggiunse al centro del paese dove s'ab-bandonö a dimostrazioni di Schletta allegria. Le donne correvano ad abbracciare Francesca che, graziosa piü che mai nel suo candido ve-stito, sorrideva commossa, mentre gli uomini festeggia-vano lo sposo con calorose sti-ette di mano. Pochi avevano notata l'as-senza dei maggiorenti del paese perchd i piü non se ne curavano; ma quando essi fecero all'improwiso la loro apparizione nel bei mezzo del gruppo che circondava la cop-pia, seguiti da due ragazzi che trasportavano un tavoli-no inghirlandato con ramo-scelli di pervinca, tutti com-presero che cosa stava acca-dendo. Era giunto il momento di far scontare alio sposo, che non stava piü nella pelle dalla contentezza, il dolce misfatto che aveva commes-so. II rubicondo macellaio, clje era stato il piü intransi-gente paladino della tradizio-ne paesana, abbordö decisa-mente il giovane e lo ixrvitö a compiere il rito di... svin-colo della compagna della sua vita. Portasse pur via Francesca il giovanotto, la strap-passe al suo focolare dome-stico, ma non pensasse nean-che lontanamente di poter sfuggire all'ultimo momento airihesorabile sanzione cui era stato condannato da un tribunale inappellabile! II beccaio s'avvicinö con aria grave al tavolino; estrasse il portafoglio gonfio di bi-glietti di banca del massimo taglio e, dopo aver scrutato dall'alto in basso I'accusato, quasi ne volesse misurare le possibilitä finanziarie, gettö sul tappeto una manciata di sposandosi, Francesca avreb- ^^ ^^^^ ^^ be lasciato definitivamente la casa natia per trasferirsi altrove. Essi, del resto, si attenevano alla lettera ad una vecchia tradizione secondo cui le ragazze di Log che prende-vano marito non dovevano lasciare il villaggio, pena una ammenda pecuniaria a carico dello sposo, ritenuto giu-stamente responsabile di vio-lazione alle secolari usanze del paese. Finalmente, a furia di discussioni, si raggiunse il sospirato accordo tra gli op-positori: ai promessi sposi venne concesso il nulla-osta per la celebrazione delle nozze. II giorno in cui i due giovani s'accostarono all'altare perchč venisse benedetta la loro unione. Log assunse un aspetto festoso: la gente ve-stita a nuovo, in istato di eu-foria, si avviava a piccoli gruppi verso la casa della sposa. Tutti avevano abban-donato il lavoro per festeg-giare gli sposi. Solo i capoccia, consci della grave respon-sabilitä di far rispettare le nobili tradlzioni del paese, se ne stavano in disparte par-lando sommessamente. Le so, anzichč impallidire, si 11-mitö a sorridere: con calma olimpica contö il denaro' e, seduta stante, versö il died per cento della somma gia-cente sul tavolo. Lo scotto era stato pagato. Egli poteva ora andarsene e custodire lontano, nella sua casa solitaria che lo aspetta-va, il piü bel fiore di Log. Se ne andö infatti sübito te-nendo per mano Francesca Che, con gli occhi impregnati di lagrime, continuava a vol-gersi indietro per dare I'ul-timo addio ai parenti e alla vecchia casa mentre i capoccia si ritiravano nella vicina osteria per sborniarsi con I'importo del pedaggio incas-sato. Ora a Log c'fe Angela (con la g gutturale, se si vuole pronunciare il nome in lingua slo vena) che aspetta il marito; ma non so se la ragazza oserä come Francesca violare le tradlzioni degli avi per conquistare la felicitä. Gi luseppe Pase Elim Dl flH ^fna Unec lin Tra i fenomeni di ordins finanziario caratteristici del-I'attuale sovvertimento belli-co, 6 da porsl in primissimo piano quello della «super-liquiditä». L'eccesso di capitali mone-tari in cerca di investlmento emerge dalia considcrazione slmuitanea dell'andamento delle curve dei redditi, dei consumi e dei prezzi. I tre elementi, infatti, appaiono intimamente collegati anche se le suaccennate cui've non seguono lo stesso andamento. I redditi nazionali Si considerino anzitutto nel ioro complesso i redditi i nazionali: essi mostrano, nono-stante le misure governative rivolte a contrastarne I'asce-sa, una decisa tendenza al-I'aumento. Le mercedi ope-raie, soprattutto, ed implega-tizie, nonostante il blocco dei salari e degli stipendi, in mol-tissimi časi — specialmente per quei rami di attivitä pro-duttiva che concorrono di-rettamente a sostenere lo sforzo bellico della Nazione — si 6 constatato che tendo-no verso un incremento tütto altro che insensibile. Ciö per-chfe le categoric interessate hanno veduto accresciute le proprie entrate attraverso cottimi 0 prestazioni d'opera straordlnai'ie o lavori notturni. Oltre a ciö la guerra, to-gliendo numerosi lavoratori alle proprie occupazioni civili, ha provocato l'assorbimento graduale di prestatori d'opera altrimenti non occupati, che sono stati cosi valorizzati (la-voro femminile, giovanile, di pensionati, ecc.), mentre le previdenze del Regime a fa-vore dei camerati in grigio-verde, attraverso le erogazio-ni della Cassa Richiamati, dei soccorsi alle famiglie, ecc., ga-rantivano lo stipendio integrale alle categorie impiega-tizie e vantaggi finanziari non indifferent! alle altro categorie lavoratrici. Infine, la cor-re&ponsione di stipendi ed as-segni ai militari, soprattutto a quem dislocati in zona di operazioni, ha giustamente raggiunto misure tutt'ältro che trascurabili mentre per converso le possibilitä di spe-sa appaiono, nel caso in que-stione, oltremodo i-idotte.. Tutto ciö per tacere dei so-prapprofitti realizzati dagli imprenditori che, sia pure attraverso notevoli e giustifica-tissime falcidie fiscal! ,si man-tengono pur sempre elevatis-simi soprattutto nel settore industriale. Come conseguenza di tutti questi fattori il reddito na-zionale ha segnato e segna una tendenza sempre piü no-tevole all'aumento. II consumo Parallelamente, se osservia-mo il secondo elemento preso dianzi in considerazione, il consumo, noi vediamo che esso mostra tutt'altro andamento. Se si esamina infatti il privato consumo 6 facile scorgere come, attraverso il razionamento ed il blocco di tutti i generi di consumo, si fe giunti ad una generale li-mitazione defle possibilitä di spesa da parte della popola-zione. I consumi, considerati nel loro compleso, seguono perciö una tendenza verso la diminuzione. Raffrontata con la curva dei redditi, quella dei consumi mostra una diver-genza ancor piü notevole. Come diretta conseguenza di questo antitetlco andamento del fenomeno reddito e del fenomeno corisumo nel periodo bellico, 6 facile desu-merne che una grande quantity del reddito monetario non puö trovare voci di spesa in cui venire erogato, affluen-do copiosamente sul merca-to in cerca d'investimento e creando quell'eccesso di de-naro liquido dianzi esaminato. In molti casi sarebbe ine-satto dire che il denaro non trovi la via in cui incanalarsi, giacchfe spesso la massa mo-netaria a disposizione delle varie categorie della popola-zione influisce dannosamente sul mercato dei generi di consumo. Tuttavia la massa di mo-neta esuberante ai bisogni circolatori continua in gran parte a gravare sul mercato provocando un eccesso di di-sponibilitä finanziarie solo parzialmente assorbito dal prestiti statali. Intanto questi Ultimi, se tol-gono dalla circolazione in-genti masse di moneta, indub-blamente con gli elevati tassi d'interesse, 1 premi, ecc. pro-vocano un ritorno periodico di un nuovo flusso di ricchezza che concorre ad incrementa-re la massa circolante. Verso una soluzione Un primo passo verso una soluzione del problema po-trebbe essere rappresentato da una conversione dei titoli statali, riducendo il loro tas-so d'interesse, approffittando dell'esuberanza di denaro in cerca d'investimento, e nel contemporaneo minore rendi-mento delle altre forme di impiego concorrenti, che do-vrebbero venire ferreamente bloccate per ciö che conderne possibilitä di cospicui utili. Essenziale fe per lo Stato in guerra non solo vedere co-perto integralmente dalle categorie risparmiatrici il proprio fabbisogno di credito, ma raggiungere l'intendimento ad un saggio d'interesse piutto-sto basso. A tale riguardo l'eccesso di liquidltä del denaro puö essere posto al ser-vizio dello Stato in guerra, provocando il contemporaneo rientro di circolante ed offer-ta di credito a buon mercato. Si ö detto che redditi, consumi e prezzi sono intimamente cpllegati. L'incremento dei primi e la restrizione dei secondi non puö che condurre ad un uni-co risultato: l'ascesa dei prezzi, ed ascesa dei prezzi vuol dire sminuito potere d'acqui-sto della moneta, vuol dire inflazione monetaria. Giacche l'inflazione non discende tan-to da un alterarsi di rapporti tra quantitä di carta moneta in circolazione e copertura. La circolazione potrebbe essere coperta al 100 »/o da oro, ma se il circolante 6 esuberante ai bisogni del mercato si ha inflazione con la corre-lativa svalutazione della moneta; per contro anche privi di alcuna riserva, la moneta puö vedere mantenuto inalte-rato 11 proprio valore se un rigoroso sistema di controlli vincola in modo ferreo i prezzi. Poichfe questo mezzo non puö essere realizzato in ogni casa al 100»/«, ciö per le suaccennate possibilitä di evasione da parte dei cittadini meno scrupolosi e per la stessa ir-refrenabile spinta al Halzo che molti costi di produzione subLscono in dipendenza del fenomeno guerra, 6 necessa-rio adottare un altro mezzo che, influendosulla prima delle t're variabili considerate, porti al risultato al quale tendono tutti gli sforzi degli organi sta-taii: salvaguardare i 146 mi-liardi di risparmio nazionale. La via 6 una sola: agire, influire sul reddito nazionale 0 per lo meno sulla quota disponibile del reddito; ciö perchfe delle due strade da battere, per contrastare 11 passo al fenomeno inflazlo-nistico connaturale ai Paesi sottoposti all'azlone economi-ca della guerra, (e ciofe au-mentare 1 benl dl consumo per assorbire la moneta esu- berante, e far rlfluire 1 segni monetär! nelle casse del Te-soro) solo in seconda appare come quella indicata per giun-gere al risultato prefisso. Alcune proposte Le soluzioni da adottarsi al riguardo potrebbero riassu-mers! in tre: aumento del-l'imposizlone fiscale, riduzlo-ne obbligatoria delle mercedi ed altr! compensi alle categorie partecipant! al processo produttivo, creazlone di un risparmio nazionale vincolato per tutta la durata delle osti-litä e per la fase delicatissi-ma de! passaggio dell'econo-mia dal piede dl guerra a quello di pace. Scartata a priori la prima via, del resto giä parzialmente seguita con l'inasprimento delle aliquote tributarle sugli extra-redditi dl congiuntura, resterebbero da conslderare le altre due. La decurtazione delle retrl-buzion! de! compartecipant! alia produzione Indubbiamen-te avrebbe diretta influenza sul flusso periodico di ric-cliezza che concorre soprattutto ad incrementare la massa monetaria in cerca dl Impiego. Ma non sono da misconoscersi alcune gravi ripercussion! nel settore produttivo. Infatti Indubbiamen-te la produzione viene a rl-sentire della diminuzione dei compensi, mentre la restrizione del redditi appare assal piü sollecita della restrizione dei prezzi. Inoltre non sarebbe da escludersl un afflevoli-mento dello spirito di intra-presa dovuto alla tendenza del mercato verso un periodo di prezzi calanti. D'altro canto In questa soluzione si avrebbe il vantaggio dl incrementare lo spirito rispar-miatore del popolo, In gulsa che lo Stato potrebbe ottene-re denaro a migliori condlzio-ni pur diminuendone le dispo-nibllltä, per la rinnovata fl-ducia nel valore della moneta. Certamente si tratterebbe di compiere un'aceurata va-lutazione del fattori positlvi e negativi. Un esempio Un sistema che trova, specie attualmente, maggiorl fautori ö quello Istitulto dalla Germania nazionalsociali-sta fin dall'autunno del 1941 e conosciuto sotto il nome di «risparmio ferreo». Analizzla-mone l'essenza. Risparmio dl ferro non vuol dire risparmio coatto, come quello suggerito dal noto eco-nomista Keynes per la liberale Gran Bretagna; non ö fondato sulla costrizione, ma ta ai propri redditi, in conti indlviduali accesi da ogni parteclpante In un modo qualsiasi al processo produttivo nazionale. Tali depositl effettuatl tramite 11 datore di lavoro, dopo che 11 lavora-tore sl sia impegnato per una quota settimanale o quindici-nale o mensile x, potrebbero venire raccolti sfruttando l'attuale organizzazlone della Previdenza Sociale. Le somme dovrebbero essere vincolats flno ad un periodo determi-nato dal termine delle ostili-tä (al riguardo crediamo che I 12 mesi seguitl in Germania slano pochl glacchfe la super-liquiditä 6 probabile si accen-tui negli annl Immedlata-mente successlvl alla guerra). L'interesse che tall deposjti produrrebbero rimarrebbe vincolato col capitale nel conto stesso e produttivo a sua volta dl frutti. AI termine delle ostllitä, i rlsparmiatori nazionali potrebbero rltirare gli Interessi, mentre 11 capitale rimarrebbe ulteriormente nelle manl dello Stato, che in camblo consegnerebbe un ti-tolo dl credito. Per il dopoguerra I capitali cosi accantonati verrebbero utlllzzatl nel dopoguerra per il flnanziamento di un vasto piano rivolto da un lato ad Impiegare l'esube-ranza di mano d'opera con-seguente la smobilitazione mi-litare, facilitandone l'assorbimento in un programma di ampio respiro di costruzioni eciillzie ed alti-e opere pubbliche diverse. Naturalmente in primo piano sl dovrebbe prowedere alla costruzlone della casa per II lavoratore attraverso la rea-li^zazione dl un grande programma edilizlo, che dovrebbe affrontare sulla base di costl basslsslmi 11 problema della casa popolare dotata di ogni confortevole attrezzatura. Di queste case 1 portatorl del titoll dlverrebtoero proprietär! Immediatamente ultimate le costruzioni, oppure succes-sivamente al pagamento dl co-mode rateazionl, a seconda della quantitä di titoli in possesso e sempre mediante 11 versa-mento all'Ente Statale de! titoll che rientrerebbero allaTe-soreria per la loro distruzlone. Beninteso che sarebbe pos-sibile la cessione dei titoli, ma In tal caso il pagamento ver-rebbe effettuato con lo stesso sistema di rateazionl e corrl-spondendo al cedente un saggio di Interesse eguale a quello corrisposto dallo Stato ai portatorl del titolo, ciö per evltare ogni possiblle specula-zione sul titoli in questione. Stabiii per i lavoratori Ii costo delle costruzioni si nianterrebbe ad un li,vello no-tevolmente basso in dipendenza del basso costo del flnanziamento deirinpresa. Sl optare tra la casa tlpo e la concessione dl un appezza-mento di terreno nelle nuove terre coloniali. In tal caso 11 fondo verrebbe dotato di una casa rurale e degli attrezzi necessari per la valorlzzazlo-ne e lo sfruttamento della proprietä. Quest'ultlmo fatto avrebbe Inoltre un elevato valore morale. II popolo italiano vedrebbe nella possibilitä dl procurarsi una proprietä nel dopoguerra un incentlvo a re-sistere e a donare tutte le energie alla Patria in lotta. rinnovando la tradizlone romana, della Roma della seconda guerra punica. Sl tratterebbe indubbla-mente dl una mobilitazlone totalitaria di tutte le forze della Nazione, che concorre-rebbero solidamente oggl al flnanziamento della guerra, senza urgere lo Stato con one-rose semestralitä d'lnteressi e domani a gettare le basi per uno sforzo verso un innalza-mento del livello di vita delle categorie lavoratrici. Enrico Zenoglio ILITTORIALI DEL LAVORO DELL'ANNO XXI .'Vrnii per la Patria in uno stiihilinuMito industriale italiano fa leva sullo spirito di solida-rietä del cittadini che sl uni-scono per combattere un co-m.une dupllce pericolo. In Italia sarebbe pure opportuno realizzare qualcosa di simile. Tutte le categorie lavoratrici dovrebbero accantonare una percentuale del loro gua-dagno in misura commisura- tratterebbe della costruzlone di migliaia di stabil! per ccntinaia di migliaia di ap-partamentl. Caratterlstlca delle costruzioni sarebbe quella di essere ubicate nei gangl! vital! della vita cittadina, in prosslmitä degli stabiliment! industrial!. II risparmiatore potrebbe «Nell'apprestarvi alla pro-va cui 11 Partlto vi chlama nel segno del lavoro umano, che definlsce e noblllta le gerarchie del po poli, rlcor-date che non c'e lembo di terra abitata che non rechi l'impronta della sapienza e del lavoro italiano. Quando la vicenda solenne e risolu-tiva che viviamo sarä defini-tivamente conclusa, e ancora nel segno del lavoro fecondo e tenace che l'Italia parlerä ai popoli. ž per tutti vol un impegno e una consegna. Sia-te pronti e preparati.» Con tali parole, rivolte ai lavoratori, che sintetizzano effica-cemente il significato delle gare littoriali, termina le pre-messa, apposta dal Segretario del Partito al Regolamento della tei-za edizione di guerra dei Littoriali del Lavoro. Non vi e stata e non vi sarä sosta nel lavoro operoso e produttivo: non vi sarä quindi l'interruzione delle gare che rivelano ed esaltano pppunto questo lavoro operoso e produttivo, attivitä cosciente di chi accetta ed assume spontaneamente im-portanti responsabilitä: per-chö oggi qualsiasi lavoro, nel suo nuovo significato di do-vere sociale, e soprattutto responsabilitä. I Littoriali del lavoro del-l'Anno XXI», «rassegna della sensibilitä politica e della ca-pacitä tecnica delle giovani maestranze fasciste,» rispon-dono al concetto di portare SU un piano nazionale — attraverso le successive sele-zioni comunali e provincial! — le competizioni del lavoro, che hanno lo scopo non giä di premiare questo o quel-l'operaio che e risultato vincitore, bensi di esaltare in lui tutto il lavoro, anche quello piü umile e meno conosciuto, tutto il popolo italiano pro-duttore e consapevole. II nuovo Regolamento con-templa numerose attivitä, per permettei-e la partecipazione del maggior numero di lavoratori e di categorie. Oppor-tunamente le gare sono state distinte in fondamentali e fa-coltative, suddividendo i G. U. F. in categorie, a seconda della partecipazione a un dato numero d i gare dei due tipi. Si avrä cosi la possibilitä di scegliere nel vasto programma le gare piü adatte, a seconda dell'attrezzatura tecnica e delle usanze locali. Per i Littoriali maschili, avremo un programma di 40 gare, di cui 12 agricole, 8 industriali, 9 artigiane, 8 com-merciali e 3 per il settore del credito e dell'assicurazio-ne. Molte le competizioni nuove, particolarmente interes-santi, fra cui quelle per mez-zadri, per panettieri, per bar-bieri, per sarti, per lavoratori delle Industrie chimiche, per maniscalchi. Per i Littoriali Femminili, che avranno anch'essi un ca-rattere molto piü vasto, sono state istituite 36 gare, per il settore agricolo, industriale, ccmmerciaie, artigiano e di preparazione alla vita fami-gliare. Quest'ultlmo settore, quest'anno, avrä un partico-lare significato, perche prevede un premio a carattere do- tale: un libretto di risparmio di L. 10.000 destinato alla lavoratrice che, nel complesso, otterrä la migliore classi-fica per tutte le sei gare di carattere domestico istituite quest'anno: confezione di vi-vande, consei-vazione di generi alimentari, abbigliamen-to, biancheria, arredamento, govemo e tenuta della casa, igiene, puericoltura e pronto soccorso. Ad essa, che rap-pi'esenterä l'espressione piü completa delle attitudini fa-miliari e domestiche delle giovani lavoratrici, il premio sarä consegnato — se non e giä sposata — all'atto delle pubblicazioni di matrimonio. Le gare di carattere professionale sono notevolmente piü complesse di quelle del-l'anno scorso, e comprendono nuove attivitä, come ad esempio quelle meccaniche (gare per tornitrici), oggi poste su un piano di importanza ba-silare anche nel settore femminile. Basti ricordare a tale proposito le recenti disposi-zioni del Duce, in occasione del Ventennale, proprio in favore delle lavoratrici delle Industrie meccaniche e me-tallurgiche. II programma littoriale, quest'anno, esce con un note-\ ole anticipo rispetto all'anno scorso: 1 G. U. F., a cui e affidata l'organizzazione dei Littoriali del Lavoro, si con-siderano dunque mobilitati per ottenere risultati sempre migliori. D'accordo con le Unioni sindacali, con i Fasci, con la G. I. L., hanno giä ini-ziato una vasta azione di propaganda e di preparazione che, quest'anno, poträ appun-to svolgersi completamente e secondo un ordine prestabili-to. II Regolamento, infatti, in seguito alle passate esperien-ze, ha tenuto conto della possibilitä di owiare a qualche inconveniente verificatosi un tempo e di colmare alcune lacune, prowedendo contem-poraneamente a _ nuove esi-genze giä riscontrate o pre-vedute. Sono soprattutto disposi-zioni di organizzazlone e di regolamentazione, che qui non e possibile riassumere, relative al funzionamento dei corsi teorico-pratici post-la-vorativi, alio svolgimento delle gare, alle classifiche, ai punteggi, alle penalizzazioni ecc., e tutto ciö al fine di as-sicurare risultati semprfe piü efficaci. Per ottenere questo occorre l'accurata predisposi-zione e l'attenta esecuzione, sia per quanto si riferisce alla parte esclusivamente formale, ma che ha pure la sua importanza, relativa alle iscrizioni, alle schede di partecipazione, alle relazioni ecc., sia per quanto si riferisce alla parte veramente sostan-ziale dell'effettiva preparazione dei giovani lavoratori, per la parte politico-culturale e per quella tecnico-professio-nale. Ancora una volta e sempre maggionnente, l'in-contro tra gli universitari e i lavoratori fascisti e destinato a raggiungere ottimi risultati, che si ripercuotono pol nel reciproco migliora-mento delle due categorie. M. Tabellini IL DUCE PER I LAVORATORI In occasione del Venten-1 tempo normale lo Stato connate della Marcia su Roma e ' cedeva a quel lavoratori che in seguito alle direttive del ^ avessero a carico una fami-Duce, e stato data vita a glia numerosa. La prole de-migliori forme di provviden-za a iavore dei lavoratori. Esse costituiscono un episo-dio e una nuova tappa negli sviluppi di quella Rivoluzio-ne che, iniziatasi venti anni or sono sotto il vessillo di un nuovo programme morale e politico, ha tradotto via via nelle opere i suoi po-stulati. Alle nuove forme di vita, cui i commerci e le Industrie ci hanno portati, hanno naturalmente corri-sposto nuovi rapporti sociali. II Fascismo, ispirando la sua azione a rimettere in primo piano anche i valori spirituali dell'uomo oltre che le sue necessitä economiche, ha dato vita nelle sue forme assistenziali a provvidenze dirette a stimolare I'amor proprio dei lavoratori oltre che ad aiutarii con sovven-zioni monetarie. Passando in rassegna i nuovi provvedimenti, osser-viamo infatti che alcuni di essi vanno a incrementare la previdenza, altri esaltano il lavoro ricavandone un no-bile titolo di merito, altri inline premiano vaste categorie per il loro sforzo produttivo. Gia era stata istituita in Italia una onorificenza a fa-vore di quel lavoratori i quail maggiormente si fos-sero distinti nelle loro atti-vita. Ai vecchi titoli nobi-liari, si era aggiunto cosi questo significativo ricono-scimento per I'individuo che col proprio ingegno e lavoro si distinguesse nel rendere opera utile alia societä: il lavoro quale dovere sociale, giä postulato dalla Carta, trovava riconoscimento da parte dello Stato, che si ren-deva in tal modo interprete anche della qratitudine della nazione verso chi maggiormente cooperava al suo svi-luppo e alia sua potenza. La nuova Stella al rnerito e un distintivo che premia quel lavoratori che affrontano ri-schi notevolmente aggravati dalle contingenze di guerra, dimostrando cosi capacita e laboriosita eccezionali. Gli altri provvedimenti hanno un contenuto spicca-tamente patrimoniale. In Italia si attua da anni una specie di risparmio-fer-reo, decurtando una lievis-sima somma dal mensile del lavoratore, che non ne pud quindi risentire n\inimamen-te. Questo rišparmio viene raccolto da un Istituto, il quale lo restituisce sotto forma di pensione al lavoratore che abbia raggiunto un Umite d'etä per cui lo si pos- ve sempre crescere numerosa e forte per assicurare la continuita della Stirpe ed incrementare il lavoro della Nazione domani: quindi lo Stato, cui e affidata la tutela del popolo, non poteva di-menticarsene nemmeno in questo periodo di guerra. Un altro provvedimento preso per le direttiVe del Duce, e quello rivolto al mi-glioramento economico delle categorie lavoratrici piCi im-pegnate nella produzionebellied, chiaro esempio questo che, nella considerazione del-rInteresse nazionale, non vi e nessuna distinzione nel popolo italiano tra il' fronte interno e la zona d'opera-zione. Ognuno e al suo posto' di combattimento: chi si serve delle armi in trincea e chi gliele forgia in Patria: e ne-cessario soltanto che assolva con cosciente disciplina il compito assegnatogli, mi-rando ad un unico fine: la Vittoria dell'Italia. Lo Stato, e attraverso di esso I'intera Nazione, riconoscendo il particolare spirito di sacri-ficio che comportano alcuni lavori, quale quello della miniera, sussidia con un mi-glioramento economico que-ste categorie di lavoratori. Altri ancora sono i provvedimenti presi dalle direttive del Duce in occasione del Ventennale e fra di essi si debbono rilevare lo stanzia-mento di due miliardi per la castruzione di case popolari con prezzi minimi d'affitto, adeguati doe a coloro che si trovano in modeste con-dizioni finanziarie, e I'unifi-cazione in un unico Istituto I. N. F. A. I. L. delle previ-denze per gli infortuni e le malattie professionali, sinora separati fra industria e agri-coltura, residuo di un sistema che portava a un diverso e ingiusto trattamento. Ma questi provvedimenti sono soltanto una tappa sulla via del perfezionamento dell'assistenza sociale che lo Stato Fascista persegue fin dai primi anni della sua ascesa al potere: resi possi-bili, oltre che per la consa-pevolezia del dovere che anima ogni italiano, anche per I'autorita e responsabi-litä che si e assunto lo Stato totalitario. I dati, del resto, indicano chiaramente nei loro con-fronti quanto e stato fatto: in partenza, ante Marcia, un bilancio annuo inferiore ai seicento milioni di lire: al-I'inizio dell'anno XX, per tutte le previdenze instau-rate dal Regime, si ha un ccnsuntivo di esercizio di lire 9 miliardi 883.076.602 (dalla relazione del Ministro delle Corporazioni). Qualcuno si domandera come possa essere possibile, in pleno periodo di guerra, dar vita a questi provvedimenti che comportano un onere patrimoniale notevole a carico dello Stato. Ma si deve tener presente che il popolo italiano, falsamente denigrato dalla propaganda nemica, ha dato e da gior-nalmente prova della co-scienza dei suoi compiti: esso lavora diuturnamente nell'ordine e nella disciplina e coopera alia lotta contro I'inflazione offrendo i propri risparmi alio Stato, il quale in tal modo riceve quei capi tali che gli permeltono non solo di affrontare i problemi bellici, ma anche di conti-nuare ed incrementare 1'opera di assistenza sociale iniziatasi con la Rivoluzione fascista. Nel quadro dei grandi isti-tuti sociali del Regime (quello per la Previdenza, per gli infortuni, per la mutualita) i provvedimenti dianzi elen-cati sono sempre rivolti al principio della giustizia sociale, e mirano a perfezio-nare ed eliminare qualsiasi sperequazione fra categoria e categoria: opere che non trovano riscontro in nes-sun'altra Nazione e stanno a indicare come I'ltalia consi-deri la guerra un'avveni-mento transitorio in funzione della pace. L. Liciira Lucchesi sa ritenere ormai inabile, oppure che sia rimasto inva-lido a causa del suo servizio. L'individuo non viene quindi abbandonato a se stesso, ma tutelato dallo Stato sino alia sua piu tarda etä, in modo che il piccolo risparmio, che quasi certamente da solo non avrebbe mal messo da parte, gli fru 'tti quella modesta pensione che gli assicuri una certa tranquillita negli Ultimi anni di vita. II Duce, in considerazione dell'attuale momento, ha ri-tenuto opportuno un, aumen-to di queste pensioni per I'invalidita e vecchiaia nella misura del 25%. Ecco quindi uno dei tanti esempi in cui lo Stato, inter-venendo d'autorita, attua con pratici vantaggi che si river-sano sul lavoratore, la necessitä del risparmio. Inoltre, i vantaggi dell assicurazione per gli infortuni sul lavoro non si con-siderano piu interrotti per quei lavoratori che si trovano alle armi: anzi a favore dei richiamati sono stati rad-doppiati gli assegni familiari, doe quei sussidi che giä in IN MARGINE ALLAUTARCHIA Quando ci si reca net ne-gczi a compiere degli acqui-sti, quante volte, chiedendo ivformazioni sullß qualitä di una determinata merce, ci e stato risposto in tono agro-dolce: e roba autarchica! Questa sciocca risposta francamente da ai nervi a ogni cittadino benpensante. Ma a noi non interessa la risposta in se e per se; ci interessa la mentalita sbagliata di certa gente, ci interessa il falso concetto che taluni hanno della nostra autarchia. Ma non e di ieri questa mentalita; essa data fin da quando I'ltalia diede inizio alia sua politica autarchioa. Veramente, a ben pensarci, la piaga era aperta molto tempo addietro, prima ancora che noi iniziassimo la bat-iaglia per liberarci dalla carte esterofila che assorbiva il nostro oro e che dava incre-niento alia disoccupazione. Piaga dunque purulenta e H fatto che non e ancora del tutto estirpata ci da modo di fare alcune considerazioni sulle quali tutti sono invitati a rifletters: i cittadini, i com-mercianti e gli Enti propasti ai piani autarchici. Anzitutto e assai errato pensare che se un prodotto nazionale costa poco esso deve essere necessarianiente di qualitä scadente; nella sua poverta I'ltalia e riuscita a specializzarsi in non pochi prodotti ottimi, a buon mer-cato e superiori come qualitä ai corrispondenti prodotti stranieri. Tutti conoscono il trucco perpetrate anni fa dai nostri nemici inglesi i quali introducevano in Italia Stoffe con marchio inglese, ma fabbricate a Biella. In questo caso e evidente che il prodotto «straniero» costi di piii a causa dei suoi spostamenti tcrritoriali e anche a causa della mania esterofila di cer-tv.ni, mania accuratamente sfruttata dai nostri bravi commercianti e (perche no?) dai produttori inglesi i quali ben conoscono, o meglio ben conoscevano, la potenza della propaganda del prodotto stra-nicro presso di noi. Ma lasciando da parte questi casi sporadici di scorret-tczza commerciale inglese e di minchioneria nostrana, e elementare che un prodotto straniero importato costi di piu del corrispondente prodotto nazionale, a paritä di condizioni. E i nostri estero-)ili pveferiscono il prodotto straniero solo perche era tale e perche costa di piii., convinti che maggior costo significhi miglior qualitä. Ecco dunque la mentalitä sbagliata dei cittadini e la mentalita (piu che sbagliata dovremmo chiamarla criminate) dei commercianti, i quali, per un puro calcolo economico, favorivano lo smercio dd prodotto straniero spre-giando quello nazionale sold perche questo rendeva meno. Noi segnaliamo il fatto ai cittadini affinche non si la-scino gabbare dai consigli interessati del solito abra-muccio. Riflettano i cittadini aU'atto di fare un acquisto e si convincano, solo se avran-no un minimo di intelligenza e non saranno invasati da esterofilia, che il prodotto .nazionale e spesso uguale e in molti casi superiore al prodotto proveniente d'oltre confine. Ci sono pero vari prodotti stranieri ai quali onestamen-te si pud attribuire una mi-gHore qualitä. Ä qui dove battono gli sforzi dei nostri tecnici, rivolti alia completa indipendenza economica, sc-condo le direttive del Regime. Gli sforzi sono rivolti al m.iglioramento continuo di quei prodotti autarchici che non ancora rispondono ai bi-sogni dei cittadini o che ri-sultano inferiori ai prodotti stranieri. Non sorridano gli esterofili e non credano che I'autarchia consista in alcuni prodotti imperfetti che esi-gcnze contingenti ci obbliga-no a consumare. No, non e questa I'autarchia: guar-date I'immenso campo della nostra produzione autarchica, non fermatevi ad esaminare quel minimo di imperfetto come certi iper-critici i quali cercano il pelo ncU'uovo per dir male. Se fosse solamente per incorag-giare la nostra produzione autarchica, noi dovremmo plaudire all'opera indefessa dei nostri tecnici i quali creano con i mezzi che hanno a loro disposizione. Avendo una incrollabile fede nella nostra politica autarchica, siamo noi-i primi a non credere che i prodotti imperfetti saranno definitivi; per legge naturale sappiamo che la prima creazione non .e mai per-fetta e siamo Jiduciosi nelle successive migliorie. Molti prodotti-piu che dalla politica autarchica sono stati creati dallo stato di guerra. Benedetta sia allora questa guerra la quale, come a suo tempo le sanzioni, contribuisce alio sviluppo del genio produttivo italiano. Si tratta di surrogati? Ben vengano allora i surrogati e accontentia-moci di questi fino al giorno della Vittoria nella quale nessuno ha mai dubitato. Siamo certi che il dopoguerra vedrä il penodo della nostra espan-sione imperiale e con essa avremo I'dpporto delle materie prime indispensabili alia auto - sufficienza economica nazionale. Giungeremo allora meglio preparati alia prova e potremo contare su una ei-perienza di piu a nostro favore. Ecco quanto e necessario instillare nell'animo della Ncl-zione: aver fiducia neWautarchia e nelle nostre possibilita. Non sorridere di scherno da-vanti a un prodotto imperfetto; do significa disprezzo verso i nostri tecnici i quali fanno piii di quanto viene ad essi richiesto, significa disprezzo verso la Nazione «.che lavora e che cammina» per se e per il mondo ridonando un ordine nuovo di indipendenza, di giustizia e di lavoro. Noi combattiamo questa guerra per avere la piena possibilitä economica e per completare il piano autarchi-co con le materie prime che la Vittoria ci assegnerä, poi-che politica autarchica non significa politica dei surrogati e di questo tutti siamo convinti. Se sara necessario utilizza-re qualche prodotto imperfetto per offrire il megUo della nostra produzione alle Forze Armate, noi questo lo faremo con gioia e con spirito frater-no, poiche sono i nostri soldati che col loro sacrificio eroico preparano alia Nazione il Suo splendente domani. Yiiiore Caiaiani IN. A. ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI " RÖiiÄ aGENZiaGENERALE-LUBiaNA VIA3M0GGI0N.11-TELEF0N0 N. 25-71 Le piü libere e vanfaggiose condizioni di POLIZZA. Gli assicurati partecipano agli utili. tif RISPARMIATORI! chiedefeci un preventivo: resterefe convinti DELLA VOSTRÄ VANTAG-GIOSA OPERA DI PREVIDENZA! contraete una POLIZZA ABBINATA ai BUONI del TESORO 4% emissio-ne 15 settembre 1942/XX « : t Con modesta spesa mensile essa Vi permettera: 1) di contribuire al bisogno finanziario della PATRIA in armi; 2) di accantonare un ca-pifale per Voi — se in vita — o per i Vostri cari in caso di Vostra premorienza* I N E: I F A s C I IL A I T 1.L Jc MESSAGGI ipirH I II: L'Alto Commissario per laGILiFasciFemmini-lieilFascio di Lubiana In occasione del ventesimo an-riuale della Marcia su Roma il Se-gretario Federale ha inviato al-TEccellenza Roatta, Comandante Superiore delle FF. AA. «Slovenia-Dalmazia» il seguente cameratesco saluto delle Camicie Nere della provincia di Lubiana: «AH alba del /erzo decennio del-1'era lascista le Camicie Nere della mla Federazlone inviano a niio mezzo II low piü vibrante, cameratesco, alletluoso salulo augurale a Vol, Eccellertza, e a tutti 1 ca-merall alle arm! che ai Voslri or-dini combatlono solto 1 segnl del Llltorio per la piü grande Italia.» — I.to Orlando Orlandinl. In risposta al messaggio del Federale alle truppe, l'Ecc. Roatta, Comandante della II" Armata, ha inviato il seguente telegramma: "II cameratesco alletluoso salulo augurale delle Camicie Nere della federazione del Fasel di Lubiana, in occasione del terzo decennio dell'era lascista, mi giunge assai gradilo perche ml conlorta nel cuore il convincimento che sotto i segm del Littorio, spiritual-mente Juse alle mie truppe, le CC. NN. del Fasel di Combattimento di Lubiana concorreranno al ragglun-gimento della Vittoria.» — Generale Roatta. L'Eccellenza il Generale Robotti, Comandante l'XI» Corpo d'Armata, ha inviato al Segretario Federale il seguente messaggio di saluto alle Camicie Nere della provincia di Lubiana in occasione del Venten-nale della Rivoluzione Fascista: «Ne/ glorno in cul il Partito e l'intero popolo lesteggia, alzando 1 gagliardetti e le anime, il Venten-nale della Rivoluzione Fascista, con i nostri eserciti oltre le Irontiere, a custodia e ad auspicio dell'avve-nire d'ltalia, i'X/o Corpo d'Armata unisce simbolicamente le sue armi vittoriose al grido di passione ri-voluzionaria e si associa con tutto il cuore al sentimento di tutti gll Italiani. — Viva 11 Rel Viva II Duceh — I.to Generale Mario Robotti. Hanno inviato inoltre messaggi il Luogotenentegenerale Montagna, Comandante il Raggruppamento Camicie Nere; «Camicie Nere in armi all'alba del ventunesimo annuale salutano con lierezza camerati della Federazione in «prima linea» e loro magnilico Federale, animatore ed esempio. Nel nome del Duce. Vin-ceremo!» — I.to Luogotenentegenerale Montagna. II Segretario Federale ha cosi risposto: «Ringrazio commosso per le lue cameratesche espressloni. A te e ai tuoi gagliardi legionari va il saluto piü alletluoso e cameratesco delle Camicie Nere della Federazione In «prima llneai.» — f.to Federale Orlandini. II Comandante il Battaglione Squadristi «Nizza» ha cosi telegra-fato: «Ulliciali e legionari squadristi ^ del «Nizza», Herl di combattere nel nome del Duce per la grandezza dell'Italia imperiale e lascista, nella data storica che segnö ^ l'inizio della civiltä lascista nel i mondo, salutano in Vol le eroiche | Camicie Nere della provincia di Lubiana.» — I.to 1» Seniore Giovanni Tebaldi. II-Comandante il 17« Raggruppamento Artiglieria G. A. F.; «Nel Ventennale della Marcia su Roma gli artiglieri di questo Raggruppamento duramente e vitlorio-samente provati dalla lotta contro i nemici della Patria, assertori del comunismo, sono lieri di allermare ! a Vol, rappresentanti del Partito, la loro assoluta devozione alia Pair la et loro incrollabile fede nella Vittoria. Viva il Rel Viva il Duce!» — I.to Colonnello Simo-netti. II Segretario Federale ha cosi risposto: «Ringrazio per le Vostre Here espressloni. A Vol e ai Vostri gagliardi artiglieri il cameratesco, allettuoso saluto delle Camicie Nere della mia Federazione e I'augurio di sempre nuove vittorie nel nome del Re e del Duce. Vinceremoh — I.to Federate Orlandini. II Comandante il II» Battaglione CC. NN.: «Gli Ulliciali e i legionari del llo Battaglione CC. NN. ,d'Assalto sensibilissimi per la prova di allettuoso cameratismo avula oggi attraverso Vol dal Partito, nel mentre ringraziano riconoscenti, rinnovoflo il giuramento di servire in dedizione assoluta la Causa della Rivoluzione Fascista nei ran-ghi della Milizia, pronti a tutti i cimenti e a tutti i sacrllici per at-tingere le mete fissate dal Duce con la Marcia su Roma — mete che assicureranno nei secoli la pace di Roma nel segno del Littorio.» — I.to /o Seniore Cereseto. II Comandante il IV» Battaglione CC. NN. da montagna: «Gli Ulliciali e i legionari del IV« Bnttaglione CC. NN., celebran-do in armi ventesimo annuale Marcia su Roma, ti sono grati pet le cameratesche attenzioni loro rivol-te. II Fascismo di «prima linea» šara sempre degno della benevolen-za del Duce. Qualunque sacrilicio per Lui sara da noi compiuto con gioia. Non conosceremo soste. L'al-ba deli'Anno XXlo ci trova ancora piü agguerriti e decisi a schiac-ciare totalmente il comunismo a lianco del nostra glorioso Esercito. Evviva 1'ltalia! Viva il Re! Viva il Duceh — I.to Squadristi Seniore Gardini e Madori. II Segretario Federale ha cosi risposto: «Ricambio le vostre cameratesche espressloni e lormulo per il Vostro Battaglione I'augurio piü iervido di sempre nuove vittorie nel nome del Duče.» — I.to Fede- L'Ecc. Emilio Grazioli, in occasione del Ventennale della Rivoluzione, ha iatto pervenire 1'olieila di due-centocinquantamila lire al Comando Federale della G. 1. L. L., perche sia devoluta per rincremento dell'educazione della gioventCi, di lire venti-cinquemila al Fascio iemmi-nile per l'opera di assistenza che quotidianamente viene prodigata ai camerati alle armi, e di lire diecimila al tascio di Lubiana per la sua nuova sede. Ancora una volta in que-sie Offerte si palesa la col-laborazione fattiva e la com-prensione fascista degli organi di Governo nei riguardi delle attivitä assistenziali e della vita del Partito. II Segretario Federale alio spettacolo per le Forze Armate II 28 ottobre il Dopolavoro Provinciale ha organizzato per i camerati in grigloverde uno spettacolo di arte varia nel Teatro del Dopolavoro FF. AA. Alio spettacolo, artistica-menbe eseguito dai camerati dopolavoristi del Dopolavoro Credito e Assicurazioni, ha assistito il Segretario Federale, il quale ha distribuito ai numerosissimi intervenuti doni del Partito. Lo spettacolo e stato tra-smesso per radio dalla Stazio-ne di Lubiana e, fra la mu-sica eseguita, 6 stata cantata anche una romanza del Ca-pitano Bagnoli. Riti religiosi e fiori in onore dei Caduti L'Alfo Commissario, il Federale e altre Autorifa presenfi alle cerimonie II 2 novembre alle ore 10 Č stata celebrata una Messa di suffragio nel recinto dei Caduti di guerra del Cimitero di Lubiana. Presenziavano alia cerimo-nia I'Eccellenza I'Alto Commissario, il Luogotenentegenerale Montagna, in rappre-sentanza dell'Eccellenza Robotti Comandante il Corpo d'Armata, il Vice Federale Capurso in rappresentanza del Segretario Federale assente, la Fiduciaria dei Fasci Femminili e i direttorii della Federazione e del Fascio di Lubiana. Prestava servizio d'onore una compagnia di formazione con banda. Dopo la Messa le Autoritä hanno reso omaggio al Mau-soleo dei Caduti della guerra mondiale, davanti al quale era schierato un picchetto di Fascisti armati con il latoaro del Fascio. Sono state depo-ste due corone, una del Corpo d'Armata ed una del Console croato. Tutte le tombe dei soldati erano state amorosa-mente ornate di fiori, il gior-no prima, dalle Donne Fa-sciste. A conclusione della cerimo-ria la banda ha suonato, nel Visita del Console di Croazia alia Federazione dei Fasci II gianio . 2 novembre il Console di Croazia si e recato alia Federazione dei Fasci, ove ha_ deposto una corona dinanzi alia lapide dei Caduti fascisti. . Quindi il Console, accorn-pagnato dal Vice Federale Capurso, ha visitato gli Uf-fici della Federazione e la redazione di *prima linea*, manifestando il suo compiaci-mcnto per I'intensa attivitä svolta da tutti i coUaboratori. Nel CMdo Federale della G.I.LL Nomina II Comandante Generale della G. I. L., su proposta del Comandante Federale di Lubiana, ha nominato Ispettri-ce presso questo Comando Federale la Prof. Laura Fe-rorelli Lolli in sostituzione della Prof. Ines Carella Ca-pietti destinata ad altra sede. religioso silenzio degli intervenuti, la «Preghiera del le-gionario prima della batta-glia». II4 novembre alle ore 10 si 6 compiuto al cimitero, nel recinto ove giacciono sepolte le salme dei soldati italiani caduti, il rito simbolico della deposizione di corone di fiori neH'anniversario della Vittoria italiana della guerra 1915-Iflia. L'Eccellenza I'Alto Commissario, il Federale, il Podesta e il Comandante del Presidio hanno sostato nel sacro recinto ed hanno deposto le corone recanti le scritte degli organi rappresentati. Prestava servizio una compagnia di formazione con banda e un picchetto di fascisti armati, ed erano pre-senti anche rappresentanze delle Forze Armate e del Fascio. Mentre le Autoritä depone-vano le corone e la banda suonava gli inni della Patria, le donne fasciste, con gesto significativo e gentile, cospar-gevano di fiori le tombe dei camerati caduti. Cameratismo La Fiduciaria del Fascio femminile Sig.ra Ida De Vec-chi, in occasione del Ventennale della Marcia su Roma, ha offerto la somma di Lire 250 per i combattenti. II cameratesco gesto della Fiduciaria di Lubiana dimo-&tra la sensibilissima com-prensione delle donne fasciste nei riguardi degli eroici combattenti. * » ' « Sono pervenute al Fascio femminile pro laboratorio per combattenti, dai figli della lupa Lucio e Romano Capurso L. 100.—, dalla P. I. Liu Germani L. 26.—,. dalle ca-merate Griselli Margherita L. 50.—. Barzilai Ada L. 100.—, Salami Giorgina L. 100.—, Sette Elena L. 40.— Susmel Lodovica L. 10.— e Veithau-ser Maria L. 100.—. m A. l^ii lapidc (he iiella sede della Federazione dei Fasci ricorda i Caduti per la Hivoluzionc L'Ecc. Grazicli, riceviito dal Federale, si reca a reiidere omivrgio alia lapide Offerte di due industriali sloveni Al Segretario Federale e pervenuta da parte di un industriale sloveno la somma di lire cinquecento. II Federale ha ringraziato ed ha de-voluto la somma per I'assi-1 stenza dei combattenti. * * » II Direttore di un'impor-tante Azienda industriale di Lubiana ha inviato al Segretario Federale, in occasione del Ventennale della Rivoluzione, la somma di L. 1000. II Segretario Federale ha ringraziato per il gesto im-partendo disposizioni affin-che I'importo sia versato al Dopolavoro del Fascio. L'Filce. Kobotti eon gli Ufficiali del Presidio rcnde oniaggio ai Caduti per la Hivoluzionc I N T R I X C E A C iE IL JS 3 I caiiicrati tcdest-hi diiTaiiti alia lapide 11 Fodpralo c i faseisti reiidono oniaggio al nionuiiiciito ai Caduti nel Cimitero I E I rv A Cercovio Alla commemorazione del 28 ottobre hanno preso parte gli, Ufficiali del Presidio, i soldati e le autoritä, in un clima di fiero entusiasmo. La cerimonia si č chiusa con i canti della Rivoluzione. Ä Črnomelj L'Ispettore di Zona, came-rüta Emilio Cassanego, accom-pagnato dai Gerarchi locaU, si 6 recato alle 10,45 al Co-mando del Presidio Militare, ricevuto dalla medaglia d'oro Col. Ciamabilla e da Ufficiali de] Presidio, per porgere il sa-luto fraterno delle Camicie Nere al glorioso 23o Reggi-mento Panteria «Como» di cui ricorreva pure l'anniver-sario della fondazione. Quindi in piazza Vittorio Emanuele III® si sono radu-nate truppe e popolo attomo al palco SU cui avevano preso posto 11 Col. Ciamabilla, le autoritä locali ed una rappre-sentanza di Ufficiali dei vari reparti. II camerata Cassanego, designate dalla Federazione dei Fasci di Lubiana, ha rievocato la storica data, sintetizzando il lavoro compiuto dal Fasci-smo nella sua missione ven-tennale di redenzione politica e sociale. Ha poi letto al popolo il messaggio rivolto alle truppe dal Federale Orlandini. La cerimonia si § chiusa con la «Marcia Reale» e «Giovi-nezza» suonate daUa banda reggimentale. Infine le autoritä si sono recate ad assistere ad alcuni saggi ginnici eseguiti da^li organizzati della G. I. L. L. e a Visitare la nuova mensa per i lavoratori, istituita dal Comitate Stradale. Nel pomerlggio, accompa-gnato dal Comandante del Presidio, l'Ispettore di Zona con i Gerarchi si h recato presso i reparti di truppa di-slocati nei vari appostamenti, distribuendo premi in danaro e oggetti di conforto. La serata si 6 chiusa con due proiezioni cinematografi-che gratuite Offerte dal Dopo-lavoro Comunale. Ä Grosuplje Alle 9.30, presente il Generale Pemi, vari Ufficiali e moltissimi soldati, 6 stata ce-lebrata la Messa al campo. Quindi il Capo Centro ha letto il messaggio del Federale, dopodichfe ha preso la parola il camerata Gatti che ha rievocato le tappe del ventennale cammino della Rivoluzione delle Camicie Nere. V-nj- -pi- A 1» Seniore Luigi lezzi ha ce-1. JL-V lebrato U XXo Annuale deUa __ Marcia su Roma nel piü solenne raccoglimento. La öelebrazione ha avuto inizio e fine col saluto al Duce, ordinato dal Comandante comunale della G.I.L.L. di Metlika. A Kočevje Alle ore 10 il Commissario Civile camerata Sisgoreo e il Segretario Politico Giacomel-11 si sono recati al Comando di Divisione per porgere il saluto delle CC.NN. ai reparti dell'Esercito. II generale Quarra, present! 11 Capo di Statd Maggiore Co-lonnello Fantino ed i Colon-nelli Bnmo Spinell! e Ferrari, comandanti dei reparti della Divisione, ha ringraziato, con-traccambiando I'augurio ca-meratesco. Alle 10,30 l'Ispettore di Zona ed il Segretario Politico con il Generale Quarra ed un gruppo di Ufficiali si ■ sono recati alla nuova sede del Dopolavoro delle Forze Arma-te, che d'ora innanzi acco-glierä i camerati in grigio-verde. In sfeguito il Generate ed il Commissario civile hanno vi-sitato rOspedale Militare, dove il Segretario del Fascio ha provveduto alla distribuzione ai degeijti di preml in denaro offerti dall'Alto Commissario e di pacchi inviati dal Segretario Federale. Alle 16 nel teatro dell'O.N.D., presenti tutte le Autoritä militari e civili, il camerata Sisgoreo ha celebrato 11 Ventennale della Marcia su Roma. La cerimonia ö terminata con 11 saluto al Re e al Duce. A Longatico Alle ore 9, alia presenza di tutte le Autoritä politiche, militari e civili, 6 stata cele-brata una solenne Messa in suffragio dei Caduti. Alle ore 10, nella sala degli ex Sokol, gremita di soldati e di cittadini e presenti le Autoritä, con alia testa il Generate Comandante la Zona Militare, il Commissario, l'Ispettore di Zona, tutti gli Ufficiali ed i Segretari Politici, 6 stata rievocata dal camerata Umberto Cungi la storica data. In seguito l'Ispettore di Zona ed i Gerarchi si sono recati presso- i soldati degenti nell'Ospedale Militare recando, con il saluto del Federate e delle CC. NN. di Lu-biana, doni in cibarie, oggetti di vario uso e sigarette. A Metlika Alle ore 15 nella principale piazza cittadina, alia presenza del Podestä, del Comandante il Presidio Militare con gli UfficiaU dipendenti, del Capitano di P. S., dei fascisti, degli esponenti della G.I.L.L. e del Clero e di reparti armati della guamigione, il A Crnomcli A Ribnica II camerata Nino de Petris, accolto dal Tenente Colon-nello Ciotti, ha tenuto, alle ore 10 dinanzi alla Caserma, il discorso celebrativo del Ventennale della Rivoluzione. Dopo la cerimonia sono stati distribuiti pacchi-dono ai militari ed ai feriti degenti al-I'Ospedale Militare. A Stari Trg In mattinata ö stata cele-brata una Messa al campo per i soldati, cui sono state invitate le autoritä del Co-mune e tutti i capi-villaggio. II Segretario del Centro ha provveduto poi a distribuire dei buoni-viveri e premi in denaro per complessive lire undicimila. Dopo la Messa e stato letto il messaggio inviato dal Federate alle truppe, cui ha fatto seguito la commemorazione del Ventennale fatta dal Comandante del Presidio. A Velike Lasce Alle ore 8 si sono schierate sulla piazza principale cittadina le CC. NN. del 4o Batta-glione «Montagna», un re-parto di Mitraglieri e un re-parto di Artiglieri. Alle 8,30 sono giunti il 1» Seniore Gardini, seguito dagli Ufficiali del Battaglione e dell'Esercito, il Segretario Politico e I'inviato della Federazione dei Fasci di Lubia-na, squadrista Madori. II Comandante, dopo aver ordinato il saluto al Re e al Duce, ha fatto I'appello dei Caduti. II camerata Madori, dopo aver letto il messaggio inviato dal Federate, ha rievocato la lontana vigilia e la Marcia su Roma, premesse ideali e fattive dell'attuale presa di posizione dell'Italia armata. Quindi il Comandante del 4» Battaglione CC.NN. ha rin-graziato la Federazione per le cameratesche attenzioni ri-volte alla sua guamigione, elogiando infine il comporta-mento dei suoi uomini nelle azioni che hanno liberate la zona dai ribelli. II canto di «Giovinezza» ha concluso la cerimonia. A Vevče La commemorazione del ventesimo annuale della Marcia su Roma ä stata tei^uta alle ore 18, dopodichö si 6 proceduto alla lettura del messaggio inviato dal Federate ai soldati. La cerimonia si 6 chiusa con la distribuzione dei doni ai militari combat-tenti. Abbonati sostenitori II Podestä di Lubiana ha comunicato alla nostra Dire-zione che il Municipio ha deliberate il versamento di un abbonamento sestenitore per «prima linea». II Federale assiste alio spettacolo per Ufficiali e Dopolavoiisti Italiani al cinema Sloga] In occasione del 4 Novembre il Federate ha assistito in serata alla proiezione della pelli-cola nel cinema del Dopolavoro Ferrovieri. Dopo la proiezione il Federate si k recato a visitare la sede del Dopolavoro Ferrovieri ove i dopolavoristi gli hanno mamfe-slaio il loro entusiasmo can-tando vecchie e nuove canzcni di guerra: la simpatica e ca-meratesca manifestazione si ö chiusa con grida di fede al Duce e alia Vittoria. La Compagnin di prosa del Dopolavoro Si fe costitulta in questi giorni la compagnia di presa del Dopolavoro del Fascio dl Lubiana. Non si č volute dare a questo complesso teatrale il nome di filodrammatica, poichš gli scepi e le finalitä Che questo si prefigge sono ben diversi; infatti sia il cri-terie di scelta delle commedie da rappresentare, sia la sce-nografia e la direzione arti-stica si ispireraime ai nuovi metodi del teatro modeme. Tutti gli Italiani e le Italiane di Lubiana che desiderano dare la lore attivitä a questa iniziativa del Dopolavoro po-tranno rivolgersi al Segretario del Dopolavoro del Fascio. CINENATOGRAFI L U B i A I A Rappresentazloni: giorni fesfivi alle ore 10.Ö0, 13.30, 15.30 e 17.30 - giorni (eriali alle ore 14.00 e 17.30 NAT I C A Un allegro intermezzo di musica e di belle canzoni nel mondo vagante degli ultimi zingari JIIIIRIII [IE FOllir Celebre tenore Giuseppe Lugo e una graziosa rivelazione Mara landi. SLOGA I popolari assi dcUa Radio sullo schermo nel film „LA SCUOLA DEI TIMIDI" Un film per tulli gli innamorati! Alberto RabagUati, Carla Del Poggio. Segue: „PRIGIONIERA" con Elszter Szilagyi, un film draromatico, cmozionante, umano. U M I 0 1 Un film affascinante e divcrtcnte. Una viccnda plena di giovinezza. LUNflDIMIELEATRE Un amore appassionantc. Drammn eine-niatografico che vi commuovcrö L'UOMO CHEVOGLIO MOSTE FIlm di grandissimo valore artlstico „Rigoletto'* La pifi esallante ode alpina e I'audacia di un ragazio eroico in PICCOLO ALPINO KODELJEVO II grandioso succcsso della cinematografia itallana: Indimentlcabili interpretl: Fosco Ola-chetti. Mnria Denis. MirelHc Halln. Mon dimenticfiiamo Le incursioni inglesi su Mi-lano, Genova, Torino, Nova-ra, Savona, ci addoloranö ma non ci stupiscono. Dalle atro-citä compiute dai britannid contro popolazioni pacifiche, dai mitragliamenti degli ospe-daletti da campo, dagli affon-damenti delle navi-ospedali e dalle sevizie in danno dei prigionieri non poteva scatw-rire che quest'ultima conse-guenza: il bombardamento cieco della cittä, ia volutta apocalittica della distmzione senza motiva. La degenerazio-ne della razza e giunta a un pvnto tale da autorizzare qtial-siasi aberrazione spirituale. Ma gli aviatori inglesi non sono maniaci: consapevolnien-te partono per queste azioni che definiscono «di guerra», consapevolmente sganciano le bo7nbe su cittä e campagne che sanno lontane da qual-siasi obbiettivo mUitare, con altrettanta consapevolezza, at-tcrrati nei patrii aeroporti, dichiarano con entusiasmo di aver portato a termine le loro pericolose missioni. Que-sta luciditä, estranea ad ogni passione urnana che non sia l'odio incontrollato, sarä l'ac-cusa capitate che lanceremo loro nel giorno del rendiconto. Ma cid che piic ripugna e la premeditazione documentor ta, l'appoggio incondizionato e la programmatica campagna pubblicitaria con cui il co-mando inglese predispone, in-coraggia ed esalta queste ag-gressioni sistematiche. Noi non dobbiamo dimenti-carlo, Anche se nello spirito latino, e prevalentemente me-diterraneo, l'odio non trova i'humus propizio per il suo sviluppo e la pervicacia del rancore e manifestazione spo-rodica e quasi inyiaturale, noi tvttavia non dobbiamo dimen-ticare. Ricordiamo che Radio Lon-dra ha detto: mon vi e im-munitä per l'Italia, ne voglia-mo certo trattare il nemico italiano con maggior gentilez-z'i di quello tedesco». E Robert Johnston, accordando il suo falsetto di «.informatissi-mo-»: «•vi e tale odio per l'Italia nel nostro paese che credo concretamente che l'attacco aereo su Genova avrä soddis-fatto molta gente fra noi, anche piü di quel che soddisfino gli attacchi sulla Germania». Non dimentichiamo. Queste parole recano una data e una firma: chi le ha scritte si e assunta tma ■ responsabilitä non soltanto individuate ma collettiva, poiche dietro lo scJiermo apparente della sua opinione grida l'universale frenesia distmttrice della lega anglo-giudaica. 146; S — 1303; P — 783; N — 2002; B — 164; D — 2953; A — 180; F — 100; U — 2419; L — 246; S — 2653; U — 323; S — 3985; E — 954; I — 1708; G — 2135; G — 3197; R — 2162: P _ 179; s 3215; B — 3631; G — 220; I — 2737; R — 899; V — 2412; F — 237; L — 3922; P — 3748; H — 436; S — 3245; M — 400; U — 2585; F — 3891; B — 2201; E — 1417; C — 131; A — 1939; S — 566; Q — 688: E — 319; U — 3614; U — 3498; G — 999; F — 3389; Q — 1128; E — 222; Q — 548; S — 4000; F — 1315; B — 3076; Q — 2418; B — 337; D —3162; Q 683; U — 797: s — 3975; O — 518; L — 1063; G — 888; V — 3566; P — 2559- C — 656; U — 660; Q — 3545; I — 1689; R — 3872; A — 2793; Q _ 1167; T — 3573; P — 2070; O — 2200. Concorso di Cultura Fascista Informiamo i partecipanti d i questo concorso che il termine per la presentazione delle risposte e stato proro-gato al 18 dicembre p. v. Incontro calcis'ico L'Ufficio Combattenti della Federazione dei Fasci di Combattimento in collabora-zione con il Fiduciariato Provinciale del C. O. N. I. e con il Comando del Presidio ha organizzato un incontro di calcio tra la Squadra Rappre-sentativa del Presidio di Lu-biana e la Squadra della So-cieta Calcistica Fiumana. L'incontro avrä luogo sul campo della Societa Ilirija, mercoledi 11 novembre. Per Concorso pronostici Ecco i risultati della 5» giornata del Campionato di calcio: Vicenza—Milano 1-1 Fiorentina—Venezia 2-1 Torino—Roma 4-0 Genova—Liguria 3-0 Juventus—Atalanta 5-1 Livorno—Lazio 4-2 Ambrosiana—Bologna 1-0 Triestina—Bari 1-1 e la classifica quindicinale dei partecipanti al concorso pronostici, indetto dall'Ufficio Combattenti: punti Serg. Umberto Ramon-delli. Quartiere generale, P. M. 46......10 Sold. Girone Eude, Del. Trasp. Milit., P. M. 110 . 9 Vcsq. Berti Osvaldo, C.do Milizia Postelegra-fica, Lubiana .... 8 Cap.le Frattale Mario, C.do Militare Stazione Lubiana, P. M. 110 .. 8 C. N. Barberi Giuseppe, 98" Legione Comp. Mitra- glieri.......8 Altri 67 militari hanno raggiunto punti da un massimo di 7 ad un minimo di 2, dei quali sarä tenuto conto nella classifica a fine del girone di andata e del campionato. La classifica generale dope la 2" gioiTiata pronostici, sarä comunicata direttamente dall'Ufficio Combattenti a ciascun concorrente.« Si ricorda ai militari che desiderano partecipare al concorso, che non pud essere inviato piu di un pronostico per ogni giomata e che le cartoline dovranno portare il timbro postale di almeno tre giorni pHma della gioi-nata cni si riferisce il pronostico. Concorso delle figurine e dei giochi Si infoiTna che il teiTnine per la presentazione della so-luzione dei giochi contenuti nelle figurine inserite nei pacchetti di sigarette che IM HODIAHO LE CARTE DA GIUOCO DI FAMA M O N D I A L E .A MRLAHeNn^tr Metjimorfosi statunitensi questa Federazione ha distri-buito, e stata prorogata al 18 dicembre p. v. Lotteria dei 100 premi Ecco il risultato dela lotteria estratta il 28 ottobre us. relativa al niunero ed alia lettera contrassegnate nelle figurine icontenute nei jpac-chetti delle sigarette: U — 1390; V — 1326; H — 3978; G — 1944; A — 1723; M — 1362; B — 1237; G — 714: R — 368; Q — 52; D — 2116; U — 3951; D 3253; G — 680; B — 358; T — 981; B — 745; Q _ 747; F — 22; A — 411; E — 2862; A 412; G 862; P — 960: N — 462; S — 2522; B — 1105; L — 2558; F — 3067; B — militare a favore dei tuoi genitori perche gli stessi non risultano nelle condizioni di bisogno richieste dalla Legge. * * * Sold. Ferrarese Giuseppe — 110» Batt. Mitraglieri, 530" Comp., P. M. 46. Perche I'Istituto di Previ-denza Sociale possa ,esamina-re la possibilita di accordare gli assegni famigliari a tuo padre, occorre che tu pre-senti con tutta sollecitudine lo stato di famiglia di tuo padre ed un atto notorio atte-stante che il medesimo e a tuo carico. VARIE Punti vestiario Se volete richiedere alle vostre famiglie, fazzoletti, maglie, calze lo isapete che potete ottenere in via straor-dinaria 60 punti? Basterä che la vostra famiglia presenti al Consiglio Provinciale delle Corporazio-ni — tramite I'Ufficio Combattenti — I'apposita do-manda corredata da una di-chiarazione del Comando Militare dal quale dipendete. Prestiti matrimoniali I prestiti matrimoniali sono stati istituiti come e noto per favorire la costituzione delle famiglie e assicurarne lo sviluppo. II tei-mine per la presentazione della domanda che normalmente e di 120 giorni dalla celebrazione del matrimo-nio, e prolungato per i militari richiamati alle armi, di un periodo di tempo pari a quello prestato dai militari alle armi, di un periodo di tempo pari a quello prestato dai militari stessi a causa della guerra, qualora detto termine sia venuto a scadere dope il 10 giugno 1940-XVIII. II limite di etä stabilito in 26 anni per il coniuge all'atto del matrimonio, e elevato del periodo di tempo trascorso alle armi. r' Dstituto di dtcdito pat (Zo/nniatcia ad Onduatna L U B I A N A •••••••••••••••••••••••••••• Via Prešeren 50 Tutte le operazioni di banco su tuffe /e^ pi a z ze d'If alia H' V. iF Corrispondenza _ militari C. N. Buggianesi Angelo — 105» Legione CC. NN., 104° Batt., P. M. 100. L'Istituto di Previdenza Sociale assicura di aver ripri-stinato la concessione degli assegni famigliari a tuo padre e di aver liquidati gli ar-retrati dal 1° aprile al 30 Set-tembre us. * * * Sold. Brandi Domenico — 303» Comp. Presidiaria, P. M. 110. Non e stato possibile ottenere il ripristino del sussidio «Prima linea» riserverä quindicinalmente ana pagina alia coUaborazione dei combattenti. Tutti i soldati di ogni corpo e speciality sono in-vitati ad inviare articoli, corrispondenze, disegni e fotografie rispecchianti i vari aspetti della loro vita di guerra. II materiale pubblicato verra compensato. börMMIO La Segreteria del P. N. F. comunica che la Societä Na-zionale «Dante Alighieri» di-stribuirä nella ricorrenza del 28 ottobre 448 pretni da lire cento ciascuno, a fayore dei giovani che maggiormente si sono distinti nello studio della lingua italiana nelle pro-vincie di Zara—Spalato—Cat-taro—Lubiana—Trieste—Pola —Gorizia—Fiume, nonchš a Mentone e nelle Isole del-I'Egeo. Per le provincie di Lubiana e della Dalmazia la distribu-zione awerrä a cura diretta dell'Alto Commissario e del Governatore Generale. La «Dante Alighieri», se-guendo le direttive fasciste Che incrementano la diffusio-ne della lingua e della cultura italiana nel mondo, ha senti-to I'impellente necessitä di estendere questa attivitä anche alle nuove provincie che sono entrate neH'orbita della secolare civiltä italiana. fiufna Unta SETTIMANALE DELLA FEDERAZIONI DEI FASCI DI COMBATTIMENTO DI LUBIANA Direttcrc rcsponsabiU LUIGl PIETRANTONIO pjcet&^ (Uiäo- Maglierie — Cotonerie — Blanc Aeria per signore, s i g n o r i e 6 a m 6 i n i. GIOV. SAMEC LUB'JANA ■ MESTNI TRG 2\1 Časa fondafa nel 1862 A'rfico\li',difjr)oda per s/g nor/ e signor[e. Arficoli in pelle e"per regali, giacaffoli e profumeria. 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