ANNALES • Ser. hist, socio!. • 10 • 2000 • 2 (22) saggioscientifico originate U D C 314 (4S0.36)"1 939" ricevuto: 2000-11 -07 ALCUNE OSSERVAZION1 IN MERITO AL CENS1MENTO RISERVATO DEGLI "ALLOGLOTTI" DEL 1939 Francesca KRASNA Dipartimente di Scienze Geografiche e Storiche, Universiíá degli Studi di Trieste, 1T-34100 Trieste, Piazzale turopa 1 SINTESI Le informazions contenute net Censiment.o "ríservato" del 1939 appaiono particolarmente interessanti sia ín terminí assoluti che ín termini relativi. Sotto quest'ultimo profíb esse si prestaría a degii utili confronti da effetíuare con i dati disponibiíi per i períodi precedenti. Particolarmente significativa appare soprattutto l'analisi congiunta di questi dati con quelli del 1921, rielaborati da Cario Schiffrer. i dati ufficiali del censimento del 1921 sono, infatti, come é noto, poco attendibili (a causa della sovrastima della componente italiana) e non sono in grado di rappresentare fedelmente la composizione étnica della Venezia Giulia tra le due guerre. I ri su!ta ti della rielaborazione dello storico, invece, iilustrano in modo piü verosimite la situazione dell'epoca e costituiscono, per questo motivo, Púnico punto di riferimento statistico accettabile per chi si interessi di queste tematiche in modo scientifico. Nella relazione in oggetto vengono, appunto, presentate le principali differenze emerse rispetto ai confronti operati con il censimento ufficiale del 1921. Parole chiave: demografía, censimenti della popolazione, italiani, sloveni, croati, Venezia Giul ia, 1939 SOME OBSERVATIONS REGARDING THE SPECIAL CENSUS OF THE "FOREIGN SPOKEN" POPULATION FROM 1939 ABSTRACT The data from the "special" census from 1939 are most interesting from the absolute as well as relative aspects. From the latter they are particularly useful for a comparison with the data available from the preceding periods. A comparative analysis of these data with those from ? 921, processed anew by Carlo Schiffrer, is of a special significance, for it is well known that the authenticity of the official data from 1921 is highly doubtful (due to the overestimation of the Italian component) and can thus not show a true picture of the ethnic structure of the Venezia Giulia region between the two wars. The results obtained by the above mentioned historian through a renewed processing of data show the situation from that period in a more credible way and are therefore the only acceptable statistic reference point for all those interested in these topics from the aspect of science. Namely, all those main differences are presented in this work that have been extracted from the comparison with the official census from 1921. Key words: demography, censues, Italians, Slovenes, Croats, Venezia Giulia, 1939 383 ANNALES • Ser. hist. sociol. • 10 • 2000 • 2 (22) Franceses KRASNA: ALCLÍNE OSSERVAZIONI ¡N MERITO AI. CENSIMENTO RISERVATO DEGLI "ALLOCLOTTI" DEL 1939. 383-392 INTRODUZIONE fn questo saggio, come gia anticipato nel titolo, sono presentate alcune osservazioni relative al cosiddetto "Censimento ríservato" del 1939. Si tratía di un'índagine síatistica complétala nel 1939, appunto, da parte dell'lstituto Nazionale di Síatistica con riferimento alia presenza di popolazione aíloglotta neil'arnbito territo- riale dei Regno d'ltaíia. ! risultati emersi dalla rilevazíone, che sí basa es- senzialmente sui dati censuar! del 21 apríle 1936, non furono mai divulgad pubblicamente e la documen- tazione origínale é ancor oggí dispersa. Il contenuto del documento é divenuto infine noto grazie ad una copia effettuata dagli americani dopo la fine della seconda guerra mondiale, consérvala in un microfilm presso i National Archives di Washington. Dell'esistenza del microfilm si era a conoscenza, ín realtá, da diversí anni,1 ma il cattivo stato di con- servazione della fonte e la mancanza di strumenti tec- nologici appropríati per le necessarie operazioní di rico5truzione ed interpretazione del suo contenuto han- no fatto sí che tale prezioso documento rimanesse trascurato fino a poco tempo fa. Nel 1998 si ha una prima pubblícazione íntegrale dei dati in oggetto (Mattossi, Krasna, 1998) che rappresenta Lina sorta di saggio introduttivo sull'argomento, cui dovrebbe seguire a breve Lin'opera di respiro piü ampio. Le informazioní che questo censimento mette a dispo- sizione degli studiosi sono estremamente interessanti per poter ottenere cm quadro piü approfondito e, seppur ancora con numerosi limiti, piü "realistico" della compo- sizione étnica della regione Venezia Ciulia nel primo dopoguerra. In quest'ottica i dati in esso contenuti assumono un valore ancora maggíore se letti ín termini relativi piuttosto che assoluti, inseriti cioé in un trend evolutivo che sia ín grado di mostrare la dinámica demo- gráfica a livello lócale e rivelare cosi anche la mísura dell'impatto delle politiche fasciste di assimilazione. Per tale motivo appare particolarrnente utile raffron- tare i dati dei Censimento dei 1939 con quelli dei censi- menti precedenti ed in parficolare con quello del 1921. Con riferimento a quest'Liltimo, nelTeffettuare tale oper- azíone ci sí pup avvalere sia dei dati ufficiali sia di quelli riveduti e corretti dallo storico Cario Schiffrer, che presen- tano indubbi vantaggi rispetto ai primi. Scopo di questo contributo é, appunto, queilo di metiere in evidenza al- cuni importanti aspetti emersi da questo tipo di confronto. MATERIAL? E METODi2 Operare un confronto tra i dati contenuti nei diversi censimenti in oggetto comporta numerosi e complessi problemi di interpretazione, alcuni dei quaii legati a dífficolta di natura squisitamente técnica, altri, ben pi¡'¡ delicati, impiieano ínvece una coscienza critica attenta a cogliere tutte quelle dístorsioni, prodotte da fattí di diversa natura, c.he possono portare a falsifícazioni gros- solane e fortemente fuorvianti. Queste ultime sono ancora piü gravi ín urt contesto quaie quello analízzato che si presta fácilmente a speculazioní e strumen- talizzazioni ídeologiche e poiítíche. I! primo elemento cui bisogna fare attenzíone é dato dalla mancanza di una coíncidenza in senso assoluto tra condizíone lingüística e sentimento di ídentita nazionale. La lingua é in molti casi uno degli elementi piü importanti e patenti nella costruzione e distinzíone di una ídentítá nazionale, tanto che spesso sí ha una relazíone biunivoca tra i due elementi. M a non é sempre cosi. In questo caso, anche per ía natura dell'area in oggetto, che si qualifica come una típica zona di transízione, recante le testimonianze e gli ¡nflussi di numeróse culture, le díverse caratterístiche legate al- í"identítá nazionale si mescolano e si sovrappongono confondendosi in mol te si tu az ion i intermedie. Questo fa si che non si possa limitarsi a ritenere il fattore lingüístico quale único elemento di identi- ficazione nazionale e ridimensíona i! vantaggio relativo rappresentato dal fatto che i censimenti in oggetto (cosi come queilo del 1910) siano accomunati dal consi- derare tutti la lingua d'uso della popolazione presente censita (£ importante sottolíneare che si tratta di popo- lazione presente e non residente). L'omogeneitá dei due documenti sotto questo punto di vista agevola evi- dentemente le operazioní di raffronto, tuttavía sussistono altri problemi a riguardo. In primo luogo, bisogna tenere conto del carattere solo parzialmente attendibíle deíle informazioní con- tenute nel Censimento ufficiale del 1921. La loro verí- dícita, infatti, fe compromessa da numeróse manipo- Jazioni compíute a diversi livelfi dell'indagine censuaría nonché da un certo grado di imprecisione non ínten- zionale sia da parte dei rilevatori che degli intervistati. Per quanto concerne le manipolazioni, queste erano evidentemente una conseguenza della particolare situazíone política dei!'época, che finiva per con- dizionare, anche in modo ínconsapevole, coloro che erano addetti alia raccolta dei dati. Costoro, soprattutto di fronte a dichiarazioni poco chiare od ambigue, 1 Ne ha trattato, ad esempio, lo storico Teodoro Sala nell'articolo " 1 ( S a l a , 1973). 2 A partiré da questo paragrafe in poi, come anticipato sopra, sono riportatí dati estratti dal Censimento del 1921 - versione ufficiale e rettificata da Schiffrer - dal Censimento riservato e, occasionalmente, da quello del 1910. ¡n queslo saggio sono presentate due tabelle con fini descrittivi della situazione étnica neiía Venezia Ciulia nel periodo in esame. f'er eventuali approfondimenti in mérito, sia In termini meramente suimerici che tabellarl a grafici si rimanda alia pubblicazione di Mattossi e Krasna, giá citata nel testo. 384 ANNALES • Ser. hist. socio!. • 10 • 2000 • 2 (22) F n n c m KRASN/V AL CUNE QS5ERVAZION! ÍN MLRiTO Ai. CEN5I MENTO Rl SERVATO DEGl.l "ALLOCLOTTI" DEL 19.», 383-392 finivano spesso per interpretarle coerentemente con quello che era i! !oro sentimento di identité nazionale piuttosto che considerare la realtà oggettiva. ;: || tipo di manipolazione e le modaíitá con cui -vén i vano attuate varia a seconda de! censimento che si considera, in relazione al mutato clima storico e po- lítico. Nel caso del Censimento del 1921 le falsi- fícazioni e le distorsíoni sono particoíarmente evidenti. Ad esempio, in aree di consolidais e omogenea pre- valenza della popoiazione di identità slava, carat- terizzate pero da un'ampia difíusione del bilingüismo, compare una massiccia presenza di popoiazione di lingua d'uso itaiiana. II compito di chi si avvicini a quesíe fonti per dedurne un quadro quanto più possibiíe fedele clelfa composizione étnica della regione in quei tempi è •ulteriormente complícalo dalia mancanza di siste- maticità o rególe generali nelíe falsificazioni. Capiía persino che, rispetto ad alcuni comuni, i dati siano più íavorevole alia popoiazione slava di quanto non lo •fossero nel censimento compiuto dagli austriaci. D'altra parte, come si è detto, ií clima político era mutato e, tra i'aítro, sí puô ipotizzare che nel 1921, l'identità italiana si sentisse meno minacciata rispetto al 1910. Non bisogna dimenticare, poi, che il Regno d'Italia effettuava la rilevazione censuaría per la prima volta in questi territori e non disponeva, pertanto, dell'esperienza a volte un po' smalizíata degli austriaci nel condurre questo tipo di operazioni.^ A ció si deve aggiungere che, nel frattempo, la coscienza nazionale delle popo- lazioni slave aveva avuto modo di giungere ad un più alto lívello di maturazíone, Torníamo ora ad esaminare più nel dettaglio i problemi connessi con i) grado di attendibilítá dei dati contenuti nell'indagine statístíca del 1921. Alcune in- formazioni appaíono visibilmente "rítoccate", mentre altre risultano decisarnente più credibili. Rientrano nel primo caso i dati raccolíí con riferimento alla cítta di Tneste ed ai comuni della provincia dell'lstria.4 Qu i la componente di lingua d'uso itaiiana è stata nettamente sopravvalutata. Sono senza dubbío accettabilí le indicazioni relative alla provincia di Gorízia ed a! resto della provincia di Trieste, capoluogo escluso, in cui, coerentemente con la precedente rilevazione austríaca, ¡'elemento sloveno appare dominante. La principale difficoltà cli natura esclusivamente técnica che si íncontra nel confronto ecl inteipretazione dei dati riguarda, ínvece, le modificazíoni intervenu te nei confíni amministratívi dei comuni e delle provincie tra i! 1910 ed il 1936 nonché f'ístituzione di nuoví comuni, non presentí neí precedenti censimenti.5 A tale difficoltà è stato posto rimedio nel lavoro di Mattossi e Krasna (1998), ricalcolando i dati del 1921 (ed anche quelli del 1910) sulla base delle suddivisioni ammí- nistratíve successive. Le considerazioni espresse sin qui valgono per il Censimento ufficiale del 1921. Un discorso a parte è necessario, poi, per quanto attiene l'elaborazione fatta dallo Schíffrer. Lo storico ne fece i! punto di partenza per la costruzione della sua carta etnográfica della Venezia Giulia, presentata durante la Conferenza di pace di Parigi (1946), cui partecipô come consulente storico per la parte italiana in mérito alia determinazíonedel confine nord-orientale d'Italia. 11 documento del 1921, seppure con i limiti precedentemente illustrati, costituisce una valida base di riferimento per lo studio della composizione étnica della popoiazione presente nella Venezia Giulia tra le due guerre. Esso ha il pregio di essere (prima di quel lo del 1936, di cui, d'altra parte, lo Schiffrer non era a cono- scenza) l'ult.ima rilevazione del genere ad impíegare ¡I criterio della lingua d'uso. II momento storico in cui esso fu effetíuato appare poi particoíarmente felice. ! risultati dell'indagine, infatti, non sono influenzati da alcuni processi precedenti e posteriori che interessarono temporáneamente la regione, alterandone significativa- mente il profilo étnico e demográfico. I burocrati, invíati da Vienna a ricoprire incarichi nel territorio in oggetto se ne erano andati da tempo. D'altra parte non si era ancora avuto l'afflusso massíccio di funzionarí statalí di nazionaüta italiana e le politiche di assímilazione e repressione fascista non avevano ancora prodotto i loro effetti più eclatanti neppure in termini di processi di allontanamento dai territori del!'él¡te slava. La situazione étnica della Venezia Giulia all'epoca appare, quindi, abbastanza stabile ed influenzata quasi esclusivamente da fattori legati alia dinamica demo- gráfica naturale piuttosto che da eventi di carattere preminentemeníe político. Permangono tuttavia, a ! i vel- lo censuario, le manípolazioni dei dati di cui si è detto. Schiffrer cercó, appunto, di porvi rimedio mediante l'introduzíone di alcune rettificbe ai dati originan. II procedí mentó seguíto dallo storico consisteva ne! pren- dere tn considerazione i valori che si scostavano visto- samente dal trend generale, identificato sulla base dei censimenti austriaci precedenti a partiré da! 1880. Di fronte a più opzioní in mérito alie proporzíoni relative 3 Nel caso del Censimento del 1910, la cui effettuazione concreta era stata affidata ai comuni, le autorità ammmistrative competenti, sempre schierate in senso nazionalistico, sceglievano con cura gli ufficiali íncaricati delle riíevazior» in modo da poter influiré in misura significativa sui risultati, 4 In rea 1 tà tale vizio non riguarda tutti i comuni in oggetto. In alcuni di essí, infatti, la popoiazione di lingua d'uso siovena o croata appare accresciuta rispetto ai valori precedenti. 5 Piu precisamente, all'epoca del Censimento 1921, il territorio della Venezia Giulia era suddíviso in drstretií amministratívi, cui facevano capo diversi comuni. Ne! 1936 il distretto non esiste più, mentre compara l'artícoíazione in province. 385 ANNALES • Ser. hist. socio!. • 10 • 2000 • 2 (22) Francesco KítASNA: Al.CUNC OSSERVAZÍONÍ IN MfRITO AL CENSIMENTO RÎSERVATO DEÇU "AUOCi-OTTr D a 1939, 383-393 alie diverse componenti etniche, egli scelse di av- vantaggiare le popolazíoní slave, franne neí casi in cu i i comuni in oggetto fossero amministrati da partit! nazío- nalisti síavi. In questo caso, infatti, appariva verosimile l'ipotesi che i dati fossero già vizíati in modo da pre- miare questa componente a scapito di quella italiana. Nel l 'ambito del sistema di rieíaborazione dello Schiffrer si possono distinguere sostanzialmente due tipi di rettific.he. U n primo tipo segue, in effetts, una regola e consiste nel sommare ai dato originario íl valore cor- rispondente al numero degli "stranieri di nazionalítá jugo- slava" registrati neí territorio. Questo tipo di correzione è stato impiegato per i distretti di Gorízia, Gradísca, Sesana e Monfalcone. Non si tratta, comunque, di cifre di dimen5ione rilevante. il secondo tipo di rettífica ha una carattere non sistemático, intéressa i rimanentí distretti e sí concretizza in una riduzione del peso della com- ponente italiana, determínata caso per caso in funzione della misura della presunta sopravvalutazione della stessa ne lie diverse realtà considérate. Dal confronto dei dati ufficiali con quellí correRi da Schiffrer sí év ince che glí scostamenti di maggiore entítá si sono registrati nei distretti di Trieste, Pola e Písíno. Prima di considerare le risultanze del Censimento 1936 e metterle in relazíorse con le evidenze del Censimento 1921 nelle sue due varianti (origínale e rettificata), bisogna effettuare ancora alcune puntualizzazioni di carattere melodologico. Intanto, bisogna ricorclare che tale tipo di operazione è atUiabile, in quanto i dati 1936 sono statí rícalcolati non piü sulla base delle circo- scrizioni ammínistratíve allora vigenti, ma in reiazione alia struttura distrettuale esistente all 'epoca della rile- vazione precedente (Mattossi e Krasna, 1998). La nuova forma di aggregazione risolve il problema dell'ete- rogeneità delle due fonti (tre se si considera anche il Censimenlo del 1910} dal punto di vista territoriale, rendendole cosí omogenee. Perché ció fosse possibíle, è stato necessarío íntervenire anche sulle informazioni statistiche del 1921. In particolare, nei tre casi con- siderad, i dati sono stati alla fine riferiti alia struttura dei comuni esistenti nel 1936, ma alla trama des distretti amministrativi dei 1921.b Ai fini di una certa síntesí e soprattutto per una certa chiarezza espositiva, í'esame dei dati verra limitato alia considerazione dei tre gruppi etnicí principali: popolazíone presente di lingua d'uso italiana, slovena e serbo-croata. PRINCIPALI RiSULTATl EMERSI DALL'ESAME DEL "CENSIMENTO RiSERVATO" Al l 'epoca del Censimento riservato del 1936, la Venezia Gíul ia contava una popolazione complessiva parí a 1.001.719 abitantí, insediati su una superficie di 8.953,38 cbiiometri quadratí. II territorio della regione era suddiviso amministrativamente in 128 común i ac- corpatí in 5 province: Pola, Fiume, Zara, Trieste e Gorizia. Da un primo esarne prelíminare della sítuazione étnica complessiva della Venezia Gíulia dell 'epoca rísulta che, tra la popolazíone presente, la componente nettamente prevalente é quella italiana, pari a circa i due terzí del totale (60,6%). La popolazione allogiotta (39,4%) é costituita soprattutto da slovení (25,1%) e croatí (13,5%) . La míníma perceruuale residua (0 ,8%) appare frazíonata e dispersa tra números! aitri gruppi iinguístíci: tedesco, polacco, ungherese, albanese, ro- meno, serbo ed altrí ancora. Se si scende ad un íivello di analisi piü dettagíiato e sí considera la condiziorse delle singóle province, si constata l'esistenza di una sítuazione piuttosto etero- genea. La domínanza della componente italiana appare netta nelle province di Trieste e Zara. Ne l caso delle province del Carnaro (Fiume) e dell'lstria (Pola) la prevalenza della popolazione di lingua italiana si fa meno marcata. Infine, nelía provincia di Gorizia la rnaggioranza della popolazíone risuita allogiotta. U n al tro aspetto particolarmente ínteressante é dato dal fatto che, tra Se lingue slave, quella dominante nelle province di Pola, Fiume e Zara era la croata, mentre per Gorízia e Trieste risultava piü diffusa quella slovena, che veniva parlata dalla quasi toíalitó della popolazione allogiotta, Piü precisamente, nelía provincia di Zara lo sloveno non veniva neppure ríievato. Per quanto attíene le lingue mínoritarie, cioé quelle che registra vario percentuaii decisamente piü basse nei territori oggetto di studio, sí deve osservare come la lingua tedesca e quella ungherese fossero tuttavia moho diffuse un po' ovunque, tranne che nella provincia di Zara. Qu i , d'altra parte, si concentra va tutta la popo- lazione di lingua d'uso albanese. Molto concéntrala appariva anche la componente di lingua serba, regístrala quasi exclusivamente nella pro- vincia di Pola, che accoglieva anche una considerevole porziorte di popolazíone vomena, presente, perd, anche nella provincia di Fiume. Dai pochi cenni qui riportati é evidente che la consístenza della popolazione allogiotta nella Venezia GiuÜa al l 'epoca della rilevazione era molto rilevante, anche se la componente italiana era decisamente 1a piü forte numéricamente. Bisogna anzi osservare che in alcuni casi git alfogiotti risultavano persino accresciuti rispetto al censimento precedente. Non si deve per questo trarre la conclustone piuttosto affretíala che c i sia stato effeítívamente un incremento in alcune localita. Si 6 Neí 1936, ad esempio, alcuni comuni, che nel 1921 appartenevano alla Venezia Giuiia, non facevano piü parte di questo terriíorio. 386 ANNALES • Ser. hist. sociol. • 10 • 2000 • 2 (22) Francesca KRASNA: A ICUNE OSSFRVAZIONI IN MERITO AL CENSIMENTO RISERVATO DEGL1 "AUOGLOTT!" DEt. 5539, 383-3ÍI2 ricordí, infatti, come gía messo in evidenza, che il Cen- simento 1921 non era certo moito attendibüe e tendeva appunto soprattutto a sovrastimare la componente italiana. E piü probabile, perianto, che il documento del 1936, invece di segnalare degii incrementi, riporti piü semplicemente dei dati maggiormente veritieri. Questo fatto é particolarmente interessante se si tiene conto che i l go verno italiano a veva giá messo in atto da tempo nella regione la propria política di assimilazione e snazionalizzazione nei confronti delle popoiazioni clt lingua slava. 1 risultati emersi con il Censimento del 1936 metterebbero perianto in evidenza un sostanziale fal- limento di tali politiche. Ció spiega anche la volontá dello Stalo italiano di mantenere segreto hesito ed anche l'esistenza di questo documento statistíco. Confronto tra i dati del Censimento ufficiaie de! 1921 e queili del Censimento riservato del 1939 Passiamo ora ad esarnínare alcuni aspetti piü signi- ficativi emersi dal confronto tra i dati del Censimento ufficiale del 1921 e quelli dell'indagine ríservata del 1936. Innanzitulto prendí amo in considerazione i prin- cipa!! cambiamenti interven utí al I i ve! lo generale nella Venezía Giulía neü'interval lo di tempo considéralo. Facendo riferimento alie variabili ed ai processi di carattere demográfico, sí osserva come ta popolazione complessiva della regione abbía regístralo un notevole incremento (+8%) passando da 930.108 a 1.001.719 unita. Tale fatto va spiegaío essenzialmente in termini di flussi immigratori, piü che in termini di dinamica demo- gráfica naturale, ma é chiaro che l'argomento necessita uno studio piü approfondito da compiere in aftra sede. Questa osserva z ione appare, d'altronde, abbastanza lógica, soprattutto se si tiene conto del calo precedente, avvenuto cioé tra l'epoca de! Censimento austríaco (1910) e í! 1921, espressione delfe perdí te dovute al primo conflitto mondiale e del passaggio da un'ammini- strazione sta ta le - f'ímpero asburgico - ad una nuova - i! Regno d'italía. É comprensibile, infatti, che la nuova amministrazíone incoraggíasse e favorisse in ogni modo l'ímmígrazione in questi territori da ogni parte dMtalia sia per riempire i vuoti lascíatí da coloro che se ne erano andati (burocratí, ecc.) sia per daré una connotazione di maggiore ilaüanítá a un territorio da poco acquisito e cosí variegato da un punto di vista étnico. Nei passare ad anatizzare ta differenziazione lin- güística, bisogna tener conto delle ímperfezioní ed imprecisioní gi& segnalate ín precedenza, sia con riferimento aüe manipolazioní deí dati compiute nel corso dell'indagine sia relativamente alie modificaron! territorial! intervenute nel frattempo. Si puo diré che, per quanto altiene questo ultimo aspetto, le variazíoni piü consistentí sono state regístrate dalla provincia di Pola. !n questo caso, infatti, dopo il 1921 sono stati istituiti numerosi nuovi comuni {Erpelle-Cosina, Lanischie, Ne- resine e Valdarsa), mentre altri preesistenti hanno súbito alterazioní dei loro confini sia in accrescímento che ín ríduzione complessiva de! loro ámbito territoriale (BogÜuno, Ossero, Villa Decaní, Capodístria per quanto attiene il primo aspetto •• accrescímento, Pisino, Rozzo, Fianona, Pinguente e Cherso per il secondo). !n particoiare, si pud ricordare i! caso della cittá di Capodístria, il cu i territorio nel 1936 risulta maggior- mente esteso che in passato per effetto dell'inclusione per accorpamento della frazione di Albaro (Škofije) e di una parte di que!la di Valle-Oltra precedentemente fa- centi parte de! comune di Muggía (dístretto di Capo- dístria). A parte le complícazíoni territorialí, la provincia di Pola presenta altri elementi controversi. Essa rappre- senta, infatti, una delle province rispetto alie quali sono state compiute maggiort distorsíoni sude ínformazioni relatíve alfa composizione étnica a favore della com- ponente di lingua italiana. In realtá, fuñica constatazione dotata di un certo grado di attendibiiita accetlabile che si pub formulare a riguardo concerne la popolazione complessiva presente. Quest'ulíima, in effettí, nell'intervallo di tempo consi- déralo sperimentd una crescíta píuttosto rilevante (3%), passando da 287.470 a 296.460 unttá. Ne! caso in questione le falsificazíoni dei dati lin- guistici sono particolarmente evídentí. La provincia, infatti, segue un andamento che sí discosta vistosamente dal trend generale della regione. Questo fatto é ancora piü chiaro se si tiene conto anche delíe informazioni pervenuteci tramite i! Censimento del 1910. Tra il 1910 ed i! 1921, infatti, la popolazione di lingua italiana registra in questa provincia una crescita importante, passando dal 45,3% della popolazione complessiva presente a ben il 64% . Sí tratta di un incremento parí quasi al 20%. Nel periodo 1921-1936, sempre la stessa componente registra, invece, un forte calo che la porta dal precedente 64% ad appena un 54,6% (- 10% circa). É abbastanza ptausibile che una tale evoluzione non sia il frutto di una dinamica demográfica "naturale", ma píuttosto la conseguenza di una deliberata manipo- lazione dei dati. Sembra piü verosímíle rilenere che ci sia stato un incremento della popolazione di lingua italiana, ma decísamente piü equilíbralo e lento e che, perianto, i! calo successivo registrato da! Censimento del 1936 corrísponda ad una sorta di effetto automático di correzíone rispetto alia sovrastima precedente. ín sostanza, non ci sarebbe slata nessuna crescita verti- ginosa e nessun caío ímprovvíso, ma un aumento costante piü contenufo. Appare poi particolarmente interessante notare come ¡'incremento lócale della popolazione di lingua italiana non sia stato accompagnalo ne! periodo considéralo da una corríspondente dimínuzíone della componente slava, che si attesta, invece, su valor! percentuali pres- soché invariati. Chi registra un deciso decremento della 387 ANNALES - Ser. hist, socio!. • tO • 2000 • 2 (22) Francisca KRASNA: ALCUNt OSSERVAZIONŠ IN MÉRITO AL CENSIMENTO RISERVATO D ECU "ALLOCtOTT!" OEI. 1939, 333-392 propria presenza net territorio in oggetto é soprattutto ia popotazione di lingua d'uso tedesca. Anche questo fatto puó essere interpretato, d'alíronde, alia luce del passaggio di questi territori dall'amrninístrazíone asbur- gica a quetla italiana. Una crescita lineare e continua della popoíazione di lingua italiana si registra in vero solo in questi comuni: Maresego, Lanischie, Barbana d'lstria, Fianona, Pola, Er~ pelíe-Cosina, lussingrande e Villa Decani. Verteneglio, d'altronde, é testimone di un processo altrettanto conti- nuo di diminuzione della stessa componente. A Pola, Fianona, Lussingrande e Visignano d'lstria, la popo- íazione di lingua italiana passa da una condizione di minoranza nel 1910 ad una di netta maggioranza nel 1936.7 Passiamo ora ad osservare piü detlagRatamente la dinamica relativa alte componenti slave, Anche in que- sto caso, le informazioni disponibili appaiono accet- labili solo con alcune cautele e dopo aver operato ai- cune operazioní correttive. Secondo le ¡ndicazíoni del Censimento ufficiale e tenendo conto delle risultanze dell'indagine precedente compiuta dagli austriaci, en- trambe le componenti, slovena e serbo-croata, avreb- bero registrato un forte calo tra il 1910 ed il 1921. Successivamente, tra ¡I 1921 ed il 1936, si sarebbe verificata una fiessione meno incisiva {da! 28% circa al 25%) per quanto attiene la popoíazione di lingua d'uso slovena. Al contrario, la componente serbo-croata sarebbe stata caratterizzata addirittura da un incremento del 3 % (dal 10,5% al 13,5%). Come giá anticipate, questi dati vanno riletti ed interpretad tenendo conto del te osservaziorii prece- dentemente espresse per la dinamica relativa alia com- ponente italiana. Perianto, al di la delle immediate evidenze, appare piü plausibile ritenere che entrambe le due componenti slave siano state interessate da un calo, di dimension! piü contenute, ma costante riel tempo. Questa tendenza sembrerebbe confermata anche se si considera ¡'andamento congiunto delle due compo- nenti, che si ottiene aggregando le informazioni relative ad entrambe. In questo caso si riieva un calo pari a - 12,2% nel periodo 1910-1921 (da 50,6% a 38,4%) ed un successívo incremento dello 0,2% nell'intervallo successivo (38,6%). Confronto tra i dati de! Censimento ufficiale de! 1921 rettificati da Schiffrer e queili de! Censimento riservato de! 1939 Come si é visto, le risultanze de! Censimento ufficiale del 1921 non permettono confronti realmente apprezzabils. Per questo motivo viene qui proposto un altro tipo di confronto: que!lo tra il Censimento riservato del 1936 ed il documento de! 1921 rettificato da Schiffrer. Prima di cornmentare i risultati é necessario fare ancora alcune precisazioni. Per una maggiore chiarezza e completezza espositiva, insieme ai dati corretfi e riveduti dallo Schiffrer, si trattano anche queili relativi al distretto di Zara (con i confini della provincia corrís- pondente esistente nel 1936), seguendo l'esempio Mat- tossi-Krasna. Ad un primo esame a livello regionale, emerge chiaramente che, nell'intervallo di tempo considéralo, la popoíazione di lingua italiana é cresciuta sia in termini assoluti (+132.000 unítá) che percentuali, pas- sando a ra p presenta re da! 51% a piü del 60% della popoíazione complessiva presente ¡ocalmente. Questo forle incremento in termini relativi sí spiega soprattutto per un corrispondente calo delta com- ponente di lingua d'uso síava, sia slovena che serbo- croata. La prima, sempre nell'intervallo di tempo con- sidérate, segnó un calo di circa 38,000 unitá, scen- dendo eos] dal 3 1 % círca al 25% della popoíazione complessiva delta regíone. La fiessione che ¡nteressó 1a componente serbo-croata fu densamente piü modérala, esplicandosi in una diminuzione di 4.000 indívidui circa in termini assoluti ed in uno slittamento percentuale dal 15% al 13,5% circa. Cotlocando i dati squ ¡sitamente numericí nel loro proprío contesto geográfico, si desume che ¡'incremento nelta popoíazione di lingua italiana é stato un fenomeno piuttosto diffuso, che ha ¡nteressato, seppure in mísura diversa, quasi tutto il territorio della Venezia Giulia. Fanno eccezione i distretti di Capodistria e di Parenzo, dove tale componente non solo non registró alcun aumento, ma subí addirittura un leggero ridimensio- namento. Nel primo caso, infatti, si passa da 40.571 unitá nel 1921s a 40.341 unita nel 1936. II peso percentuale della componente in oggetto rimase comunque piü o meno invariato (da 47,2%, a 47,1%). Per quanto attiene Parenzo, Popera di Schiffrer attesta ¡'entila della popo- tazione di lingua d'uso italiana a 41.925 unita, parí al 68,1% della popoíazione presente. II Censimento del 7 Pola passa dal 45,8% alf '85,7%; Fianona dal 14,3% al 58,7%; Lussingrande dal 41,9% al 59,5% e Visignano dTstria dal 49,3% al 51,3%. 8 I dati di seguito rr postati corrisportdono ai valori Indicati da Schiffrer ed in piu tengono conto delle variazioni territosiali d i cui si e detto in precedenza. 388 ANNALES • Ser. hist. socio!. • 10 • 2000 • 2 (22) Francesca KRASNA: A ICUNE OSSERVAZtONI (N MERITO At CENSIMENTO RfSERVATO DECU " A U O G I O T T P DE!. 1939, 383-392 1936, pero, rileva 39.959 unitá e perianto un calo assoluto di 1.966 unitá e uno slittamento percentuale al 63,7%. in entrambi i casi, come anticípalo, si ha un in- cremento delfa popolazione slava nef periodo 1921- 1936, ma con modalita diverse per la componente slovena e quelia serbo-croata. Per quanto attiene la prima componente, Capodistría registra un incremento pari a +1.359, muovendo da 31.637 unitá nel 1921 a 32.996 nel 1936 (dal 36,9% ai 38,6% delía popolazione totale presente). La seconda componente, invece, cala di 795 unitá in termini assoluti, da 13.003 a 12.208 e dal 15,2% al 14,3% in termíni percentuali, A Parenzo la popolazione slovena cresce di 617 unitá (da 3.169 a 3.786, dal 5 ,1% al 6 % ) e di 2.523 cresce anche quelia serbo-croata (da 16.423 a 18.946, daí 26,7% ai 30,2%). La considerazione del territorio nella nostra anaiisi ci permette di evidenziare un altro fatto particol ármente significativo. Seppur diffuso su piü o meno tutto ¡I territorio regionale, faumento delía popolazione di lingua d'uso italiana appare maggiormente intenso soprattutto in alcune localitá, caratterizzate da línea- menti specifici particolari. i distretti piü interessati daí fenomeno sonó, infatti, quelíi contraddístinti dalia pre- senta di almeno un grosso centro urbano. II distretto di Trieste segna, ad esempio, un incremento di circa 39.000 individui, quello di Gorizia di circa 15.000, Monfaícone 1 2.000, Pola 1 3.000, Fiume 1 3.000. Questo fenomeno possíede una sua lógica abba- stanza evidente. Keí centrí urbani maggiori sí svolge- vano e si concentravano tutta una serie di attivitá che, sia per previsione di legge che per consuetudine o tradiztone, implicavano i'uso dell'italiano quale veicolo di comunícazione piü o meno ufficiale. Cí si riferísce aüe attivitá di natura burocrática connesse con le esigenze dell'amministrazione ai vari livellí, alie strut- ture della cultura e delí'educazíone pubbiíca, al com- mercio, ecc. L'uníco a collocarsí un po' al di fuori di questa lógica, é il distretto di Postumia. Tale distreíto, in effetti, non possedeva all'época nessun grosso centro urbano di riíievo, ma proprio irt queglí anni era protagonista di un forte sviluppo economico, legato soprattutto all'attivita commerciale. Questo fenomeno aveva prodotto, tra gíi altrí, l'effetto di innesíare o comunque favorire una dinamica espansíva anche nell'occupazione diretta- mente o indirettamente connessa con la funzione ammi- nístrativa. Queste tendenze evoiutíve danno ragíone del forte incremento di popolazione di lingua italiana regístralo nel distretto nel período in esame. Tale au- mento, pari in termini assoluti a circa 10.000 unitá addízionali, risulta estremamente rilevante soprattutto in termini percentuali. La componente di lingua italiana passa, infatti, daí 2 ,7% della popolazione complessiva del distretto a quasí il 24% del totale. Se ci soffermiamo a considerare proprio quest'ultimo aspetto, cioé il peso percentuale della componente di lingua italiana nei vari distretti ed in particolare la sua dinamica evolutiva, not tamo come i distretti maggior- mente attivi siano stati quello di Trieste, dove la com- ponente italiana é passata dal 77,1% all '88,3%, quello di Voiosca-Abbazia (dal 12,6% a! 28,7%), quello di Sesana (da! 3 ,6% a! 18,6%), quello di Gorizia (dal 25,6% al 38,5%), quello di Fiume (dal 69,8% al l '81%) e quello giá ricordato di Postumia (dal 2,7% al 23,9%). í distretti caratterizzati da una dinamica meno vivace sono stati, invece, quellí di Monfaícone e Gradišča. Qui la popolazione italiana si é mostrata sostanzialmente stabiíe da un punto di vista percentuale (96% e 87-89% circa). Alia dinamica positiva delía popolazione di üngua italiana si contrappone quelia della popolazione di lingua slovena, sostanzialmente in calo, sia in termini assoluti che percentuali, in quasí tutti i distretti, tranne che in quello di Monfaícone ed ín quellí giá esaminati di Capodístría e Parenzo. Quasi specularmente alia dinamica della compo- nente di lingua italiana, i cali piü ríievanti in termini assoluti della presenza della popolazione di lingua d'uso slovena sono stati registrad nel distretto di Trieste (-12.000 unitá), in quello di Gorizia (-8.000 unitá), in quello di Tolmíno (-4.000 unitá) ed in quello di Sesana (-5.500 unitá). Se si sposta la prospettiva dalla di- mensione assoluta a quelia relativa, le flessioni piü con- sistenti della componente in oggetto si sono avuti nei distretti di Postumia (dal 97,1% al 75,9%), Sesana (dal 96,2% all '81,3%), Gorizia (dal 73,7% al 61,5%) e Tolmíno (dal 96,3% al l '86%). Per concíudere il confronto tra il Censimento ríser- vato del 1936 e quello del 1921 rettifícato da Schiffrer, manca ancora l'analisí delle informazioni reiatíve alia componente di lingua serbo-croata. Dall'esame dei daíi, si evince che quest'ultiiria nel periodo considérate ha regístralo un incremento assoluto e percentuale nelle seguentí circoscrízioni amministrative: distrelto di Zara (+2.000 elementi, dal 13,6% al 18,1%) e distretto di Parenzo (+2.500 elementi, dal 26,7% al 30,2%). É ínteressante osservare che al calo percentuale, in vero piuttosto modesto, del peso della componente di lingua serbo-croata nei distretto di Voiosca-Abbazia (dal 43,9% al 42,3%) corrisponde, in realtá, un aumento in termini assoluti. parí a circa 1.500 unitá in piü. Ai di fuori deí distretti summenzionatí, il trend corn- une é quello di un calo assoluto e percentuale, con i pícchi maggiori registrad in entrambi i casi nel distretto di Pola (-5.S00 unitá, daí 37% a! 28,5%), in quello di Pisíno (-2.200 unitá, dal 77,1% al 70,2%) ed in quello di Fiume (-1.500 unitá, dal 1 9 ,6% al 13,4%). Un altro aspetto degno di nota é il ríscontro della presenza di elementi appartenenti all'etnia serbo-croata nei distretti di Trieste, Gorizia, Sesana, Postumia e Tol- míno. Sí tratta di numeri assai modestí, ma essí rappre- 389 ANNALES • Ser. hist, socio!. • 10 • 2000 • 2 (22) Francesca KRAS N'A: ALCSJNE OSSERVAZiONI IN MERITO AL CEN51 MENTO RISER VATO DEGLí "ALLOGLOTTl" DEL 1939, 383-392 sentano un'assoíuta novitá rispetto alie iníormazioni rilevate precedentemente, in cui rísuitavano com- pletamente assenti. CONCLUSION! Le osservazioni riportate nelle pagine precedenti banno messo in evidenza sicuramente quanto sia prezioso il contenuto del Censimento ríservato del 1936. Tale documento, infatti, soprattutto attraverso un confronto con le altre fonti ufficiali e non (Censimento austríaco del 1910, Censimento del 1921 in forma uf- ficiale e nella variante rettifícata da Schíffrer) rappre- senta uno strumento molto uííle per lo studío della 5¡tuazione étnica della Venezía Cíulia nei primo dopo- guerra. Come é ormai noto esso fornisce dati com- pletamente nuovi, che sono stati resi dísponibilí solo di recente e che permetlono di avere del le iníormazioni importanti sulla composizione étnica della regione in un periodo storico particolarmente interessante. Si tratta, infatti, di un'epoca in cui le polifiche di snazionaliz- zazione e di assimílazione attuate da! regime fascista avrebbero giá dovuto produrre degli effetti sígnifícativi. L'evidenza dei dati, invece, conferma un sostanzíale fallimento di tais politiche nei confronti del le pop o- lazioni di lingua slava. Quest'ultimo fatto spiega anche il motivo per cui i risultati di questa índagine sono stati tenuti nascosti. Traendo delle conclusioni da ció che si é esaminato precedentemente, si evínce che, nell'epoca considérala, nei territorio in oggetto erano presentí poco piu di un mil soné di persone e su queste si potevano considerare appartenenti alia nazionalitS italiana círca seícentomiia individui, poco meno di due terzí della popolazione totale. Gl i alloglottí, pre5umibílmente appartenenti ad altre identita nazionali, ammontavano a poco meno di 400.000 individui. Su questi, quellí di lingua d'uso slovena erano círca 250.000, quelli di lingua d'uso croata 135.000 ed i rimanenti 10.000 circa si disper- devano in altre numeróse lingue, tra cui le piú diffuse erano quella romena, la tedesca, l'albanese e l'ung- herese. Degno di nota e il fatto, poi, che neila provincia di Gorizia la componente alloglotta si mostrasse net- tamente prevalente su quella italiana a differenza di quanto aweniva nelle altre province. La dominanza del- la popolazione italiana appare concéntrala soprattutto nei capoluoghi ed in generale nei grandi e popolosi centri urbani. Attraverso lo studío dei dati del Censimento del 1936, é possibiíe, poi, operare un confronto con fe fonti precedenti e cogiiere ¡a dinamica evolutiva della regione in un intervallo di tempo che va dagli inizi del Nove- cento (1910) fino alia data del documento in questione. Le principal's tendenze emerse concernono una crescita continua (+130.000 unita) sia assoluta che relativa della componente italiana ed un corrispondente calo di quella alloglotta sia a lívelío regionale che provinciale. Se si prendono in esame i dati ufficiali, si riieva che gran parte di tale incremento, per lo meno in termini percentualí, si é consumato soprattutto entro il 1921 (passaggio dal 42,5% al 58% del totale) assestandosi success! va mente la crescita su ritmi piü contenuti (pas- saggio dal 58% al 60,6% della popolazione com- plessiva regionale da! 1921 a! 1936). II fallimento delle politiche di snazíonalizzazione b ancora piü evidente, in questo caso, se sí considera che, tra il 1921 ed il 1936, all'ínterno della popolazione alloglotta, quella di lingua d'uso serbo-croata non solo non subi una diminuzione della propria consistenza, ma registro ad- dirittura un incremento. Se ci si basa, invece, sui dati rettificati da Schíffrer, si ottengono risultati diversi e piü verosímílí. Resta con- fermato ¡'andamento in crescita della popolazione di lingua d'uso italiana, ma cambíano, come giá sotto- ííneato, le modalitá de! processo, che si riieva piü armó- nico ed equilíbralo nei tempo (passaggio dal 42,5% ai 5 1 % e non ai 58%, tra ¡I 1910 ed il 1921; passaggio daí 51% e non dal 5 8 % al 60,6% tra il 1921 ed il 1936). Viene confermata, ínoltre, la tendenza delta popo- lazione di lingua d'uso italiana a concentrarsi soprat- tutto in prossímitó di grossí centri urbani (Trieste, Go- rizia, Pola, Hume, Monfaícone). Aitro fatto da sot- tolineare e che la crescita della popolazione di lingua italiana avviene in corrispondenza di un calo (-60.000 unita) súbito dalla popolazione di lingua d'uso slovena, che passó dal 31,2% ai 25,1% della popolazione com- plessiva della Venezia Giulia. La componente serbo- croata, invece, si mantenne abbastanza stabile, subendo una perdita di 4.000 unita e slíttando daf 15% a! 13,5% del totale. Sí é giá sottolineato in precedenza l'importanza dei movimenti migrator! sia in entrata (italiani provenientí dai Regno d'ltaiia) che in uscita (popolazione alloglotta di varia origine e destínazíone) che sottendono le tra- sformazioni avvenute nella composizione étnica della regione. Si é anche detto della mancanza a tutt'oggi di uno studio sistemático su tali processi che permetta di quantificare i diversi flussí con un certo grado di at- tendibilita oltre che di analizzame gli altri aspetti ed effetti geografici, psicologici, motivazionaii ecc. Tale lacuna si spiega, d'altronde, con l'estrema dif- ficoltá di studiare il fenomeno in oggetto e per la carenza o talvolta l'eccesso di dati, e per la loro dí- scutibile attendibiiita. Serve un lavoro, come giá detto sistemático, critico e neutrale su un terreno che troppo fácilmente si presta a speculazioni e strumentalizzazioní politiche. ANNALES • Ser. hist, socio!. • 10 • 2000 • 2 (22) Francesca KRASNA: ALCUNE OSSERVAZIONl IN MERITO A l CENSI,VIENTO RISCRVATO DEGU "ALLOCl.OTTÍ" DEL 1933, 3(13-392 Tabella 1: La situazione étnica della Venezia Giulia secondo ¡I Censimento del 1939. Tabela 1: Etnična slika Julijske krajine glede na Popis iz 1939. PROVINCE POPOL. PRESENTE ITALIANI % At.tOGLOm Shveni % Croa if % Serf)/ % Totale Stew" % Altn % TOT. % Fiume 115 085 60.894 52,9 25,179 21,9 2S.Ö13 22,6 0 0,0 57,192 •34,5 3.979 2,5 54.171 47,1 Gorizia 207.750 78,475 37,8 129.185 62,2 13 0,01 0 0.0 129.196 62,2 77 0,0 129.275 62,2 Poia 296.460 161.739 54,6 28.884 9,7 103,924 35,1 236 0,1 133.044 44,9 1.677 0,6 134.721 45,4 Trieste 357.142 206.962 ao.a 60.511 19,2 404 0,11 0 0,0 68.315 19,3 1.265 0,4 70.180 19,7 Zara 25.302 18.553 73,3 1 0,0 4,591 18,1 1 0,0 4.593 18,2 2 156 8,5 6.749 26,7 TOTALE 1.001.719 606.623 60,6 251.760 63,7 134.945 34,1 237 0,1 386.342 38,6 8.154 0,8 395.096 39,4 Tabella 2: La suddivisione etnica della popoiazione presente nella Venezia Giulia sccondo il Censimento del 1939. Tabela 2: Etnična delitev prebivalstva> prisotnega v julijski krajini, glede na Popis iz leta 1939. LJNGUA D'USO POPOLAZIONE PRESENTE % ITALIANO 606.623 60,56% ALLOGLOTTI 395.096 39,44% Sioverso 251.760 25,13% Croato 134.945 13,47% Tedesco 2.422 0,24% Aibanese 2.076 0,21% Romeno 2.070 0,21% Ungherese 1.051 0,10% Serbo 237 0,02% Polacco 228 0,02% Aitro* 307 0,03% TOTALE POPOLAZIONE 1.001.719 100% 391 ANNALES • Ser. bist, sociol. • 10 • 2000 • 2 (22) Franresca KRASNA: A ICUNE OSSERVAZIONj IN MERITO AL CENSIMENTO RISERVATO DECLI "ALLOGIOTTI" DEL 1939, 363-332 NEKAJ PRIPOMB K "POSEBNEMU POPISU" IZ LETA 1939, NAMENJENEMU "DRUGOJE2IČNIM" Francesca KRASNA Oddelek za geografske in zgodovinske študije, Univerza v Trstu, iT-34100 Trst, Piazzaie Europa 1 POVZETEK Namen tega prispevka je predstaviti nekaj opažanj v zvezi s "Posebnim popisom" iz leta 1939. Kot je znano, je bila vsebina tega dokumenta objavljena šele pred kratkim. Raziskavo, s katero naj bi pojasnili etnično sestavo populacije, ki je v tistem obdobju živela na območju Furlanije-Julijske krajine, je leta 1936 opraviI Nacionalni statistični inštitut Kraljevine Italije. Rezultati razsikave, zaključene leta 1939, so razkrili sliko, ki je oblasti, po nalogu katerih je bila tudi opravljena, nekako niso pričakovale in jim vsekakor ni bila po volji. Če te podatke strnemo, lahko ugotovimo, da je Popis pokazal na precej visoko število drugojezičnega pre- bivalstva, še posebej slovanskega. Ta podatek je v bistvu potrjeval neuspeh politike raznorodovanja in asimilacije, ki jo je v tistem obdobju in na omenjem območju uresničeval fašistični režim. S pomočjo tega dejstva lahko tudi razumemo, zakaj Popisa niso objavili, oziroma zakaj so prikrili celo njegov obstoj. Če povemo natančneje: izvirnik dokumenta je v celoti izginil brez sledu. Da smo sploh izvedeli, da je obstajal, se moramo zahvaliti kopiji na mikrofilmu, ki so jo po drugi svetovni vojni naredili Američani in je shranjena v vvashinglonskem Državnem arhivu. Slabo ohranjeni magnetni zapis in pomanjkanje ustreznih tehnoloških sredstev sta doslej onemogočala kakršnekoli resne poizkuse dešifriranja in preučevanja vsebine tega statističnega dokumenta, z namenom poglobljene raziskave o etnični sliki Furlanije- julijske krajine med obema vojnama. Šele sodobna orodja informatike so nazadnje vendarle omogočila zelo natančen pregled podatkov. Sicer pa je obravnavana tema zajeta v knjigi Matossija in Krasne (1998), ki je v tem prispevku večkrat, omenjena in v kateri so bili podatki raziskave tudi prvič objavljeni. Gre za pripravljalno, uvodno publikacijo, ki ji bo kmalu sledilo širše zasnovano delo, v katerem bo predstavljena sistematična analiza te teme in z njo povezana problematika. S preučevanjem nekaterih specifičnih vsebin v tem dokumentu želimo poudariti predvsem izjemno vrednost podatkov, ki so na voljo strokovnjakom. K njihovi vrednosti bistveno prispevajo dejstva, da so ti podatki popolnoma novi, da so verodostojni in da se nanašajo prav na omenjeno obdobje. Njihova uporabnost je še večja, če jih postavimo v neko relativno dimenzijo, in sicer s kritično primerjavo razpoložljivih virov predhodnih popisov, to je zadnjega avstrijskega popisa iz leta 1910 in italijanskega iz leta 1921, tako v njegovi uradni različici kot v različici zgodovinarja Schiffrerja. Ključne besede: demografija, popisi prebivalstva, Italijani, Slovenci, Hrvati, julijska krajina, 1939 B I B L I O G R A F I A Mattossi, A. e Krasna, F. (1998): II "Censimento riservato" del 1939 sulla popoíazione albglotta della Venezia Giul ia . Quaderni del Centro studi economico- politici "Ezio Vanoni", 3-4 iuglio-dicembre. Trieste, La Mongolfiera. Sala, T. (1973): 1939. U n Censimento riservato del governo fascista sugli "alloglotti"; proposta per l'assi- milazione degli "allogeni" nella Provincia delhstria. ßollettino deli'lstituto regionale per !a storia del movi- mento di l iberazione nel Friuli Venezia Giul ia, Anno I, n. 1. Trieste, 17-19. Schifírer, C . (1946): ll confine orientale d'ltalia. Roma, Italiana Arti Grafiche. Schjffrer, C. (1946): La Venezia Giulia. Saggio di una carta del limiti nazionali itaio-jugosiavi. Roma, Co- iombo. Schiffrer, C. (1946): Sguardo storico su i rapporti fra italiani e síoveni nella Venezia Giulia. Trieste, Stabili- men to Tipográfico Nazionale. Schiífrer, C . (1990): La questione étnica ai confini orientali d'ltalia. Trieste, Italo Svevo. 392