L' ASS0C1AZI0NE per un anno anticipati f. 4. III. ANNO. Sabato 11 Maržo 1848. M 13. Replica. Dalla pubblicazione fatta nel N. precedente di que-sto foglio sotto titolo di "Numismatica, vengo ad appren-dere che l'autore dello scritto sotto firma X il quale facevasi a leggerlo a chi ne aveva piacere e a chi ne aveva tedio, sia il Sig. M. Bonacich. Nel giudizio dato nel N. 6 di questo foglio, io aveva creduto conve-niente di tacere quale fosse la raccolta di monete, e quale il ricoglitore di cui faceva parola; perche io mi atteneva alla cosa, e lasciava le persone; e se ho pre-ferito il modo della stampa, egli e perche questo modo era consentaneo al mio carattere, e piu adatto certa-mente a manifestazioni oneste, anzi che quello di carte manoscritte circolanti. Ma dacche il Sig. M. Bonacich si e manifestato autore della carta segnata X, ed assume sopra di se quelle cose che ho accennato senza indicazioni di persona e di cose determinate, dacche il suo nome e noto, e detto tutto. Gia nel N. 6 ho dichiarato che non vi era luogo a polemica e ne esponeva i motivi. Ripeto che in luogo della ITIA mi fu mostrata una IVLIAEXAP; non dico che non esista, ma le espressioni di cui mi sono servito alludono alla perizia numismatica del pos-sessore. Ouanto aH' Olibrio esso e falso falsissimo, e di get-to; ne giudichino persone esperte, fra i quali quella stes-sa illustre persona addet/a un tempo al Museo impe-riale, alla quale professo ogni stima. E se su que-sto e negli altri punti piace al Sig. Bonacich di venire a patto di pena convenzionale a chi soccombe, io sono pronto; ed al Redattore del foglio confidero le modalita ed i patti. Di occupare la stampa non sara piu parola, ma scelga il Sig. Bonacich persona esperta che in di lui nome ed a visiera alzata parli. T. P. Vlasto. Nomi delle Contrade interne ed esterne di Dignano. Al Sig. Giuseppe Griachin in DIGNANO. L' esempio e uno stimolo forte. Fino da quando lessi nell' Istria A. I. N. 78—79 pag. 316, li Nomi delle contrade interne ed esterne di Capodistria indicati da Gedeone Pusterla mi nacque 1' idea di estendere anche quelli di Dignano, nostra terra natale, persuaso dal-le ragioni addotte nel primo paragrafe di quell' articolo. Tale idea chi sa quando avrei posta in effetto, se nell' ultimo nostro colloquio non aveste dimostrato desi-derio di essere fornito di quelli nomi, per corredo della particolare vostra mappa di questa Comune censuaria. Raccoltili dunque dalle minute rurali ed urbane delle revisioni ad uso del catasto, delle quali si occu-pammo insieme nell'anno 1844; ecco che qui appiedive li comunico, spogli pero di quelle indicazioni storiche che, dal secondo paragrafo deli'articolo summenzionato, sembra siano state fatte da Gedeone Pusterla in quelli di Capodistria. Non gia perche qui non ne fossero da fare, ma perche, ed allo scopo vostro nulla gioverebbero, ed in precedenti miei scritti in parte furono fatte dove occor-revano, ed in altri del pari lo saranno ove occorrano. A voi agronomo teorico e pratico, a voi che mi favorite della lettura deli' Amico del Contadino cui siete associato, a voi con cui discorriamo bene spesso e di-scutiamo gl' interessi, specialmente agricoli, della nostra Comune ed in massima percio anche sui beni comunali, a voi mi e ben grato di poter dare in tal modo un sag-gio deli' amore che vi professo, e di segnarmi Da časa 9 febbraio 1848. Vostro Affettuos. Amico Gio. Andrea dalla Zonca. Nomi delle contrade di Dignano. Interne. Madonnetta, Callenova, Santa Croce, Cente, Madon-na del Carmine, Crociera, Calle deli' Aceto, Pian, S. Ni-colo, S. Domenico, Babos, Mede, Forno grande, S.ta Ca-terina, S.ta Eufemia, Piazza, S. Giuseppe o delle Valli, Por-tarol, S. Rocco, Duomo o S. Biagio, S. Gio. Evangelista, S. Giacomo, Porticucci, Amidi, Vartalli, Monte di Calci-neri, Merceria, Corte, S. Martino, Zudeche. Suburbane. Madonnetta, Santa Croce, S. Domenico, Babos, S.ta Catarina, S. Rocco, Duomo o S. Biagio, S. Gio. Evangelista, Vartalli, S. Martino, Zudeche. NB. Oueste entrano anche nelle interne. Madonna Traversa, Castelliero della Madonna Tra-versa, S. Antonio, Mostra, S. Francesco, Calderiva, Ser- cole, S.ta Domenica, S. Lorenzo, Zenestre, Capo ai Li-midi, Laconcel, Narizzana, Limido maržo, Fornuzzi. NB. Queste entrano anche nelle esterne. Esterne. Prostimo, Prostimo di lago nuovo, Castellieri di S. Antonio, Lago di Ghirella, Zorzina, Carso di Belai, Lago di Zunigo, Male, Lavre cavade, Calderiva, Tagia, Boce di Bartole, Lama di Sella, Canal dei Folletti, Campibieu, Lago di Biagio, S. Michiele di Bognole, Canal grande, Laverella, Boce grande, Santa Fosca, Cisterna di Basche-razzo, Valmadorso, Castellier, di Valmadorso, Fonda Co-lomba, Midian, Corbiciol, Fonticchio, Sparignana, Laconcel, di Vier, Murago, Punta Bettica, Maricchio, Punta Bar-bariga (recte Cis(ana), Mandriol, Negre, Zusternelle, Al-tura, Mugian, Uerra di Corte, Staope di Lion, Mortisin, Lago di Mattuzzi, S. Tomaso, Fontana di Gosan, Terre dei Radicchi, Casuzzi, Salvella, S. Francesco, Sercole, Canal delle Rove, Lago de Canestrin, Fontana di S. Antonio, S. Antonio, Camarzan, Bronza, Brintuzza, Capitel, Possessi, Ginuta, Fornace di S. Antonio, Valverana, Lama di Braus, Lago di Indrigo, Terrafitta, Grumarede, Visan, Prostimo di S. Macario, Canal grotto, S. Pietro, Limido di Galesano, Lama di Gabol, S.ta Domenica, S. Lorenzo, Zenestre, Capo i Limidi, Lama del Battu, Lago di Pittazin, Piantade vecchie, Lama di Za Pasquina, Ze-nevere, Lago di Mosca, Carso di Sbravetto, Gosan, San-tolina, Valnida, Sulzan, Gajan, S. Michiele di Panzago, Ronchi di Bronzon, Valparol, Casali di Ridolfo, Corgna-losa, Cerci, Munida, Gambaler, S.ta Margarita, Lago di Ligo, Laconcel, Pilisia, Bossi, Tarabotto, Lisignana, San Ouirino, Lago di Cavalletto, S.ta Lucia, Navizzana, Limido maržo, Lachionco. S. Pietro (delle 7 porte), Limido di S. Pietro, Calimene, Baldissera, Valle de Spion, Varonco, Lago di Gardin, Paledeghe, Varno, Filisel, Val-maggiora, Bodoleri, Cazzana, S.ta Cecilia, Montiselle, Marocchina, Turrina, Carbonere, Valleretta, Valbesogo, M ostra, Crociera della Francese, Lama di Galante, Carsi, Valpiodega, Val Lume, Guran, Solisca, Cargnelia, Lago di Vis, Lago di Zaccaria, Tugurii di Petrich, Genovesa, Sgalina, Monte di Britti, Valgregaldo, Molin, Limido stret-to, Madonna Traversa, Castellier della Madonna Traversa, Fornuzzi, Secca, Elia, Corona Vespa, Salvamana, Laguzzo di Salvamana, Brustolude, Paderna, S. Giacomo del monte, Tison, Glavizza, Val Longa, Valereder, Carso grande, Buran, Roncadizzi, Cravavizza, Scarogna, San Simone, Cian, Monfalcone, San Severino. {No/a della Redazione.) I uomi deli' agro Dignanese non sono di poco gio-vamento a riconoscere 1' antichissima topografia : vi si veggono frequenti Castellieri, vi si veggono i predi di famiglie romane riconoscibili alle desinenze in anum ed in ana, vi si veggono i limedi i quali non vanno gia intesi per confini ma sibbene per quelle strade vicinali che si lasciavano aperte nell'Agro colonico, dopo fatta la divisione in salti, centurie ecc. ecc. Questa voce di limedo non 1'abbiamo riscontrata che nell'Agro Galesa-nese, e letta in inscrizione del 1400, ed e non lieve in-dizio per riconoscere gli antichi Agri colonici. Tale ri-cognizione e poi di grande vantaggio per venire a co-noscenza delle condizioni ecclesiastiche antiche, e delle condizioni politiche delle citta nel medio tempo. L'Agro colonico proprio di Trieste e facilmente determinabilo per molti monumenti del medio evo che ci avanzano; ed e territorio continuato; quello di Capodistria sembra che si stendesse dalla citta verso la valle di Costabona per Paugnano; quelli di Cittanova e di Parenzo sono compatti e continuati; ma quello di Pola sembra essere stato a vari tratti non continuati sulla costiera da Pola verso Punta Barbarigo. I limedi, i castellieri, le vie antiche potrebbero dare belli indizi. E pero strano che fra i nomi delle Contrade non si trovino nomi tratti da nu-meri, Terzo, Quinto, Ottavo; potremmo supporre che v' abbiano nomi tali, inosservati perche non di uso generale. Crediamo che sarebbe opera vantaggiosa se dei Comuni di Galesano, di Fasana, e dell'Agro polense venisse fatto cio che si ha oggidi deli'Agro dignanese. Pensiamo che se di tutta la provincia si avessero rac-colti i nomi delle Contrade, che si manifestano siccome romani o piu antichi ancora; non sarebbesi trattate certe questioni di topografia, coi ragionamenti da tavolino, ai quali meglio si sarebbero sostituite le cose di fatto; la chiesa nel medio evo ha conservato negli epiteti dati ai tempi della Beata Vergine o di altro santo, il nome di borgate delle quali altrimenti non si avrebbe noti/.ia od indizio. Isola nel 1581 \ z del Vre Giovanni Tamar. (Cont. e fine. Vedi it N. antec.) E gia per tempo tra 1' altre famiglie vennero ad habitarvi alcuni della famiglia de Manzioli de Bolo-gna, illustrata- per virtu de lettere, e per virtu d' ar-mi, quali si črede, che si fermassero in detto luoco per loro quiete, e che fossero molto comodi per i honorati, e grandi casamenti, che fabricorno per loro habitatione, e come benemeriti per le loro ottime quali-ta, furono per il Serenissimo Dominio Veneto fatti nobili di detto luoco, tra' quali visse un tempo Nicold Manzioli il vecchio, e di costumi, e di lettere ornatissimo, si che non degenero punto da' suoi maggiori insieme con altri di delta famiglia, molto accomodati di beni di fortuna, e d' anemo splendidissimo ch' accrebbero in grossissime fa-cultadi al pari di qua!sivoglia altro lstriano, come fuNi-colo Francesco Vicario e Marc' Antonio huomini di ma-neggio de navi, e di grossissima somma di danari; Pietro, che arditamente fece di se valorose prove mentre s' attrovo capitano d' una fusta armata de genti Isolane in soccorso di Muggia, mentre che da' nemici s' attro-vava assediata, Balsamino suo figlio e Nicold suo nipote d'animo virtuoso, e di nobili operationi, i quali mentre che vissero furono in queste parti di molta estimatione, havendo lasciato anco dopo la posterita honorata. Fu Giacomo Egidio Sacilese pur nobile di detto luoco, av-vocato eloquentissimo e Francesco Egidio suo figlio di lettere greche, e latine eruditissimo al pari delli dotti del suo tempo, il quale molti anni visse nelle corti di Roma, ed in Franza appresso Principi e Signori, e molto favorito dali'illustrissimo Cardinale Pisani. Non si tacera di Carlo Coppo nato nella citta di Venezia de Marco Coppo, nobile patritio veneto che visse filosofo dottissimo e pratichissimo cosmografo, il quale scrisse, e inando in luce una opera intitolata il Sito deli Istria, et oltra di questa una di Situ Orbis in grandissimo volume in lingua latina, la qual non fu ultimamente posta in luce, se ben finita nel spatio de molti anni per esser stato sopra-gionto dalla morte, ma scritta di sua mano, riposta con particolar disegno de tutte le parti del mondo nella li-braria di S. Maria de Gratia fuori di Venezia per esser ivi sepolto il Sabelico conditore deli' historia veneta suo precessore, dal quale udi Plineo de naturale historia et altre e non interlassati i studii delle lettere non manco giammai d' esercitarsi e in diverse cancellerie, vissuto per il spatio d' anni nonantasette con si ferma valitudine che mai non senti infermita alcuna, e si teniperato nel man-giare, e nel bere, che rarissime volte fu veduto man-giare piu d' una vivanda sola al pasto, usando molte cose dolci, et ad imitatione di Diogene nell' estremo di sua vita pianse, non gia il caso della morte, ma il desiderio del sapere. Nacque di lui Giovanni Coppo avvocato as-sai eloquente, e litterato; habitovvi anco Cesare de Signo-rini Romano huomo molto litterato, notario di molta in-tegrita, e pratichissimo delle cose appartenenti al foro giudiciale Vivono al presente Giovanni Manzioli avvocato diligentissimo e molto pratico delle cose civili, e crimi-nali con belli concetti, e prontissimo nel dire arguto, e di bone lettere ornato; Cristoforo Ettore, che non ha mancato d' honorare, et aggrandire P antica sua famiglia de Hettore con le sue rare qualita, e virtuose doti del-P anemo per le quali e asceso a maneggi pubblici, et importanti, havendosi da giovanotto, e ne' suoi primi anni accomodate alle pratiche di cancelleria esercitandosi in quelle con satisfatione de' popoli, e de' suoi patroni, come fu in Verona, e Salo, e Sindicato del Levante nel reggimento deli' illustrissimo Sig. Leonardo Donado, prin-cipalissimi Senatori, 'et in molti altri luochi. Vi e la famiglia de' Chichi antichissima ancora del luoco resa ho-norata per esser stata continuamente insignita de' vir-tuosi, et eseinplari sacerdoti, e ne vive al presente Vic.° Chiclio, huotno che fu nella sua prima etade studiosissi-mo delle lettere, e dappoi datosi alle faccende della cancelleria, e notaria, ne e riuscito con molta integrita, e splendidezza d' animo, et in detta professione molto pratico, et esercitato con illustrissimi gentilhuomini del pre-diftto Serenissimo Dominio. La famiglia de Carlini pur nobile del luoco, innalzata per i gradi di militia per mezzo de Nicolo Carlino, qual fu Alfiere nel regno di Candia sotto la condotta deli' illustrissimo Sig. Latino Or-sino, et hora s' attrova benemerito capitano al servigio del serenissimo Re di Polonia: huomo in vero di bella statura, et animo virile. Giovanni Antonio Conter-sino nato di Gioseffa chirurgo peritissimo deli' arte, gio-vane ancor lui di buon spirito, e di svegliato intelletto, esercitatosi ancor lui nelle cose di cancelleria, il quale tutta via presta servitio grato. Nicolo Coppo nepote del sopradetto Coppo, gia nei suoi primi anni studioso delle lettere latine, ma dappoi interlassato il detto studio per il bisogno di mantenere la sua famiglia rivolse i'anemo alla pratica del foro, e parimente de cancelleria qual co-mincio esercitar nella citta di Grado, luoco antichissimo delDogado con gran benevolenza de'suoi patroni et si-gnori: e fattosi molto pratico, e capace nelle cose de quei confini, e giurisditione, havendosi in cio esercitato con sottile diligenza, ha dappoi hauto carico di Secretario con stipendio deli' eccellentissimo Senato, mentre che si attrovava proveditore meritissimo sopra gli detti confini P iilustrissimo Signor P. Francesco Malipiero valorosis-simo d' anemo e memorabile per i suoi honorati gesti al tempo della vittoria navale ultimamente fatta contra Selym imperatore de' Turchi. Non mancano animi nobili per la buona inclinatione deli' aria, e bona indole, che nelle virtu facciano profitto, quando che havessero il co-modo di mantenersi fuori delle sue čase nelli studii. Vi e Serafino Carlino di beli' intelletto, e molti altri, percioc-che la Comunita di detto luoco con tutto che sia debo-lissima non ha giammai mancato di condurre a pubblico beneficio diligenti professori delle lettere humane, tra' quali fu Enea Rodollino da Camerino nato di famiglia illustre e per lettere e per armi, huoino di giovane etate, qual anco in essa vide 1' ultimo suo giorno; ma dottissimo delle lettere latine, e greche, facondo, et elegante nell' arte Oratoria, e Poetica. A questi tempi hora s' attrova Hortensio Bonio nato di Rocco Bonio Iulmetino, dotto, et elegante poeta latino, il quale pose in luce un opera intitolata Austriados dedicata a Ferdinando Imperatore in lode della Serenissima Časa d' Austria, giovane, che attende alla professione di graminatica, ornato di belle lettere latine, e con diligente studio non cessa d'esercitarsi in erudire quelli, che delle virtu si diletta-no con satisfatione pubblica, e molta lode sua. Delta terra quantunque la maggior parte deli' habitanti, come si e detto pili innanzi, attendono ali' agricoltura, nondi-meno e stata sempre facile a prestar P ingresso, honorar, et abbracciar gl' huomini virluosi, e delle scienze professori, accomodandosi a tutto cio, che ali' anema et al corpo conferisce, come nel procurare d' haver nelli tempi quadragesimali religiosi e perfetti predicatori, et medici anco, che con la sua residenza tutto il tempo deli' anno provvedino ali'infermita deli'huomini, essendo percio stato pubblicamente condotto Livio Rezzonico dottore ec-cellente fisico, e pratico deli' arte medicinale, nato nella citta di Como sua patria, di famiglia nobile illustrata in I ogni tempo, e de huomini d'arme, di lettere e scienze insigniti. Restaci a dire come al presente trovasi al go-! verno di questa terra 1' illustrissimo Sig. Stefano Bredano Rettore prestantissimo d'animo nobilissimo, il quale regge, e governa con la retta bilance della giustitia, acčoinpa-gnato di mansuetudine, e pieta, con non manco lode sua, questo che con plauso di tutto il popolo, per i suoi nobili, et egregi progressi. E tanto veramente si ha d' in-torno al sito antichita, huomini, e costumi della terra d' Isola. adi 20 Aprile 1581. Presbiter Ioannes Thamar. Oueste notizie del Prete Giovanni Tamar, favoriteci dalla gentilezza del nob. Sig. Pasquale Besenghi degli Ughi, sono certamente di bella luce per riconoscere le condizioni di Isola, potendosi facilmente rimontare ai tempi piu addietro col sussidio delle traccie rimanenti ancor sul terreno, e col sussidio di qualche carta del medio tempo, o di altre testimonianze tuttor vive. Diremo in brevi parole cio che se ne puo. II territorio piccolo, montuoso, che poi si disse di Isola, stendevasi dalle marine fra punta Ronco e punta Velisana nel golfo tergestino, fino alle pendici di Albu-zano verso il golfo Largone ora interrito nella parte che forma le Saline di Siziole. La spiaggia verso il golfo tergestino e propriamente lo scoglio sul quale oggidi sorge Isola, ebbe antichissimo nome di Alieto; la som-mita massiina sulla quale poi sorse amplissimo Castel-liere ebbe nome che si volle tratto dalla lingua greca, Uranion, nomi ambedue, che al paro di altri simili, alla costiera indicherebbero comune tracico dei tempi piu remoti; la condizione di agro decimale mantenula dai tempi piu antichi fino ai recenti, mostra che fu agro tri-butario, o diremo baronale, fino dal tempo della conqui-sta fatta dai Romani. Fu a questi tempi che venne co-strutto il Castelliere che noi chiameremo di Monte Malio, singolare perche al oorpo principale fanno avanguardia negli angoli quattro piccoli fortalizi; luogo questo di fre-(fuentissime antichita, ed assai noto ai cercatesori. Que-sto Castelliere come che pošto in grande altezza sofra il livello del mare sta in immediata visuale cogli altri inaggiori e minori deli' Istria superiore ed inferiore, e vi si vede non solo 1' intero Adriatico superiore ma le sponde di la, e ad occhio nudo Venezia; il Castelliere serviva ottimainente per trasinettere segnali dali' eslre-mita deli'Istria ad Aquileja, per tutelare e difendere la regione circostante, e fu facile occasione a frequentati abitati, e lo sarebbe stato maggiore, se in Pirano non si fosse formato comune proprio come accennano moltissi-ini indizi. II porto di questo territorio era al sito che poi si disse di S. Simone, seno di mare che la natura ha dis-posto ad ottima stazione, tuttogiorno frequentata in tempi pericolosi. II porto artifiziale e tuttora visibile. E que-sto un quadrilatero perfetto, il lato maggiore del quale misura 47 tese viennesi, il minore 27; la muraglia che sosteneva la terra e ancora visibile; i due moli che si protendono in mare avevano nella parte superiore la lar-ghezza di 15 piedi aust. ed erano costrutti a grada!a cioe a corsi di pietre disposte a gradini; vi si vede-vano anelli di bronzo per legare le barche. L' aper-lura d' ingresso aveva la larghezza di 25 tese, il porto la superficie di 2400 tese. II mare in questa parte ha guadagnato sulla terra perche il terreno si e abbassato come in altre parti della spiaggia istriana; pero sotto 1' acqua del mare si veggono le fondamenta di antiche abitazioni che si dilungano fino presso la fontana d' I-sola, e dappertutto si trovano mosaici, cotti bollati, fram-menti di stoviglie, mattoni da comporre colonne, mo-nete romane del primo e secondo secolo, velri ed altre minutaglie; dal che deve indursi che stasse qui borgata come in altre parti della spiaggia istriana. Sui monti posti verso Capodistria si rinvennero tombe volgari antiche; una lapida sola venne a luce e fu pubblicata in que-sto foglio; i nomi delle contrade danno qualche indizio, e sarebbero: Ortignano, Russignano, Marcianeto, Cerreto, Serra, Canneto, Saleto, Montecalvo ecc. Ouesta borgata sarebbe stata umile anzi che no; ebbe aurnento come suona la fama, per la distruzione di Aquileja impresa da Attila, per cui molti fuggiaschi ri-pararono a queste parti, e presero stanza sullo scoglio medesimo ove sorge Isola; Aquileja non era straniera a questa regione come ne da indizio quell' unica lapida rinvenuta. La condizione sociale di questo comune, sembra potersi con verosimiglianza indicare siccome tributario, e soggetto aH' immediala amministrazione del Procura-tore della Provincia; dalle cui mani passd in quelle del Conte d'Istria; appena nel medio tempo venuto meno forte il vincolo baronale pote costiluirsi in comune. Si vorrebbe che Ottone II facesse dono di Isola al Doge Pietro Candiano nel 977 il quale poi la donasse al Pa-triarca Rodoaldo, ma sembra che su cio sia corso equi-voco di nomi. Da piu certi documenti appare invece che il Conte d'Istria Engelberto avesse in dominio Isola, che Isola fosse poi di ragione dei vescovi di Capodistria (diciamo Capodistria sebbene i vescovi di Trieste reggessero allora quella chiesa) e che questi vescovi la dassero in dono aH' insigne monastero di Dame Aquilejesi detto Santa Maria fuori le mura, in cui dominio rimase a lungo, quantunque il dominio fosse appena indicato da presta-zioni di naturali, cessato ogni potere baronale per la formazione del novello comune. Ed in eguale modo il Capitolo di Capodistria conservava e conserva un regno giurisdizionale sul comune ecclesiastico di Isola, quan-tunque fosse in progresso di tempo non solo costituito in parocchia, ma insignita quella chiesa di capitolo. Nel 1082 il comune era ancora di infima catego-ria, se gli si rifiutava il diritto del sacro fonte battesi-male, e si volevano recali i fanciujli a Capodistria per avere il santo battesimo. E cio appunto induce a ri-tenere che dopo questa epoca Isola sorgesse a condizione migliore di comune, per liberalita dei vescovi, e deli e dame Aquilejesi fra il 1082 ed il 1166; tempo nelquale altri comuni istriani migliorarono in condizione sociale, sia per genio dei tempi, o piuttosto per effetto del reg-gimento di allora. Poco piu tardi, nel 1200 cioe Isola colPintere provincia passava in dominio dei patriarchi di Aquileja divenuti Marchesi d'Istria. La prosperita d'Isola sembra meno dovuta alla uber-tosita del suolo, di quello che alli vantaggi che olfriva il mare, e dei quali seppero profittare altri comuni marini deli'Istria. E pensiamo che appunto queste condizioni preval en ti persuadessero Isola a darsi in dominio della Repubblica veneta, staccandosi dai Patriarchi di Aquileja i quali non potevano promovere che gli interessi di terra. II numero del popolo inantenutosi presso a poco co-stante per serie di secoli, accenna che le fonti di prosperita utilizzate finora non possono alimentare comune maggiore, ne alzarlo a condizione sensibilmente maggiore.