> " 1 168419 M. ANT.° IM PASTA RI M U G GIA e il s no Val lone CON ILLUSTR AZIONI TRIESTE Slabi lint ento Artístico Tipográfico G. Caprin 1896. M. ANT.0 IM PASTA RI Tljmr - M UG Gl A e il suo Vallone CON ILLUSTRAZIONI TRIESTE Stabilimento Artístico Tipográfico G. Caprin 1896. -«i /* lb 8419 M. Ant." Impastari, editore. (îwkfi \ \S A-J mWI (3 W}m cj ^ ^HX MA 'v i o o n m ALLA VENERATA MEMORIA delt' illustre e benemérito C aval i ere GIUSEPPE TONELLO di Stramare d'origine veneciano, figlio adottivo dell' alma Trieste ; cittadino magnaniino, d'altissimo consiglio, dotato di somma intelligenza, sprone di operosità, creatore in questi lidi délia costruzione navale in ferro, benefattore insigne, previdente padre dell' operaio, che Muggîa ricorda riconoscente, per averia scelta a punto d'industria colla costruzione del primo cantiere guidato dal suo genio, ammirato per la sua tenipra squisita ed aurea semplicità e sempre lodato per gl' innu-merevoli atti di carita ed efficaci soccorsi versati ire- O ncrosamente in tutte le circostanze — queste poche pagine, intitola, dedica e riverentemente consacra L' AUTORK INTRODUZIONE Nei tempi quali il nostro, ognuno ha il debito di trasmettere ai contemporanei quanto porta fermo in cuore ; sicchè impresso questo principio fino dalla giovinezza, quando nel 1862, mi cimentai nel dedicare alcuni cenni storici su Veijlia ail' insigne archeo- o o logo Dr. Fie tro Kandlcr ; non trovo m en o a proposito di presentarmi ora, con un riassunto descrittivo intorno Muggia e il suo vallone, lavoro, che se anche di non tanto mérito intriseco, ha peraltro 1' onestis-sima mira di accrescere possibilmente il patrimonio di cose patrie. Oualunque sia questo mió lavoro, esso è il ri-snltato delle piii minute indagini, di lunghe e reiterate osservazioni, che da piíi tempo con incessante studio ho praticato sopra questo suolo, che per conto di memorie, va riguardato non ultimo della provincia. Cosí guidato, sia nello sciegliere i materiali, che nell' ordinarli e disporli, sono nella più certa convin-zione di non aver nulla intralasciato, affine di corri-spondere meglio che per me potevasi alia degnevo-lezza di chi vorrá leggermi. Muggia (Trieste) nell' Agosto 1895. M. Ant.° Impastan. Íü IIÉ ' vallone di Muggia, che appartiene agli estremi ^ ^ clcll' IsLria media, trasse la sua denominazione dal castello, che siedeva sul dorso di un colle, quale appunto il Castrum Muglae, Montículo., volgarizzato ¡n Muggia vecchia, del quale luogo non sono rare le leggende e le monete d' época romana ivi rinve-nute ; die argomento ad importanti disquisizioni ar-cheologiche in mérito alia sua rinomanza, che si vuol far risalire fino all'anno di Roma 576, quando per ordine consolare (M. Giunio liruto ed A. Manlio Vulsone) il duumviro navale C. Turio, fosse arrivato in (|uesto vallone, con dieci navi di vettovagliamento ed altre ancora, onde proteggere il Iido sinistro sino ad Aquilcja, durante la guerra accesa fra gl'Istri e i Román i. Tale opinione c altrettanto dottamente espressa dal prof. Pietro Petruzzi nel periodico * Mente e Cuore, (Trieste 1874). Senonche a dissipare inoltre cert' ombra di con-gettura, si presenta la posizione di Stramare €Extra marcy estesa su gran parte della china del monte lungo la spiaggia ¡n fondo dello stesso vallone, che scende alia marina, nel qual sito vennero scoperte rudera d' opere romane, laterizie e reticolate, per cui porta a credere che quivi al tempo romano fosse stato un seguito di case fiancheggíanti, una strada scendente peí vallone al piano e porto di S. Sabba, da qual luogo si godeva il verdeggiante pendió di Servóla (Silvula) e la deliziosa vicina spiaggia e lo spettacolo sublime delT ampio golfo tergestino e il pittoresco panorama. Muggia (Muggia vecchia) passata dal dominio romano al bizantino, da questo al regno d' Italia, ebbe in causa delle fraterne discordie delle cittá ita-liane a risentire l1 orrore delle devastazioni e delle stragi dai popoli diversi, che la invasero; mentre Genova e Venezia, le due grandi rivali, rimasero solo a contendersi l' impero dei mari Nel 931, venne donata Muggia col castello e territorio da Ugone e Lodario re d' Italia, ad Orso patriarca d' Aquileja, il quale oltre il dominio aveva la triurisdizione, 1' immunitá e il diritto di eleírcrere il O > 55 podestá e i giudici, la nomina del gastaldo e di te-nere il carnefice, Intrapresa la quarta crociata nel 1202, Venezia non solo s1 incaricó del trasporto di tutto l' esercito, ma allesti una propria spedizione sotto il comando del doge Enrico Dándolo, vecchio e cieco, che a novant' anni diresse l' assalto di Costantinopoli, da cui principio il primato della potenza marittima di Ve-nezia. In quell'anno il Coniune di Muggia si sottomise alio stesso doge, e si obbligo di consegnare in Venezia annue orne venticinque del proprio vino e di tenere libero il mare dai pirati sino all' altura di Rovigno. I muggesani danno il loro pronunziamento nel 1262; armanaosi in favore di Venezia, contro i Ge-novesi, ad onta del divicto avuto dal patriarca. I11 mezzo all' alternarsi di cose guerresche, il patriarca conferiría egualmente il podestá, che Muggia s' era eletto ; acquistando da Pietro Caracci di Venezia le due torri vicino la porta e le mura per il prezzo di lire 300, coir obbligo, che Muggia dovesse concorrere al pari delle altre cittá di Trieste, Capodistría, Pirano, Cittanova e Veglia, alie spese d" armamento d' una galera, ad eccezione di Pola, tenuta a fornirne due. Fosse F incostanza dei tempi e 1' irrequietezza degli animi, o la facilita di veder mutato il governo ogni qual tratto ; al principio del 1283, il coniune di Muggia entra coi cotnuni di Trieste, Treviso e Pa-dova in una lega combinata col patriarca Raimondo, a danno dei veneziani (Scussa, *Storia corograiica di Triestepag. 62), oltre di che la milizia patriarchina condotta da Guido di Mendozza e appoggiata dal Conté di Gorizia e dai comuni di Trieste e Muggia, si fa contro Capodistria occupata dai veneti. (Mura-tori/Rerum Italicarum Scriptores>31. XXIV, col. 1198.) Presa Capoclistria, i veneziani la riprendono, e Trieste strett.i d' assedio da Marino Morosini, pro-tegge la térra di Muggia, impadronendosi pero del suo castello (Muratori, op cit.). Tomata la tregua nel 1291, Muggia e Monte-cavo vengono restituite da Venezia : Y una al patriarca e 1' altra a Trieste, e Muggia asso^Lrettata di OO Oo dover contribuiré al patriarca d'Aquileja 310 orne di vino, 300 libbre d'olio e tutte le spese, che gli occorrevano nelT occasione delle sue visite ; compreso il diritto della percezione di alcune somme, clie pro-venívano dalle sentenze criminali, per debiti insoluti, delle arti e dai tabellan. Morto il patriarca Raimondo, gli fu successore Pietro Gerra, al quale seguí Ottobuono de Razzi vescovo di Paclova, quando Muggia gli si ribella nel 1305. II patriarca per imporre un castigo, bandi il divieto di ogni e qualunque comunicazione col Friuli, e nello stesso tempo proibi severamente ai suoi sud-díti di arrecare provvigioni nel territorio muggese, e messosi indi d'accordo con Astolfo podestá del luogo, represse le insortevi intestine discordie. Passato agli estinti il patriarca Ottobuono, gli succedette Gastone della Torre e nel 1310 Pagano della Torre, giá arcivescovo di Milano, amicissimo di Dante Alighieri, che seco lo condusse in Aquileja ed a Udine, ove il divino poeta scrisse parte della sua com media. II patriarca Pagano, rese noti al doge di Ve-nezia i suoi pieni diritti sopra Muggia, confermando quale podestá Federico Conté di Veglia, successo al defunto Stefano Zanolesso, che da Muggia stessa era stato richiesto ; e vi proclamó la definitiva sentenza ríguardo al diritto di elezione del vescovo di Trieste (1332) nel tempo stesso, che il comune di questa cittá inviava un ambasciatore a Muggia, onde comporre altri nuovi insorti dissicli cittadini. Seguïta la morte di Pagano, il pontefice Giovanni XXII, elevó al Patriarcato Bertrando nobile di Linguadoca, celebre letterato ed auditore di Sacra Rota in Aviguone, il quale nel 1345, confermo a po-destà di Muggia il nobile veneto Nicolo Vitturi ; ciocchè diede manifestó indizîo della convivente pro-pensione dei muggesani per i rettori veneziani. Lo stesso Pertrando sottopose a sorvegiianza la torre di Muggia, e confermo a podestà, per la durata di sei mesi, Bongiacomo visconte d'lileurio di Sacile, e nel 1350, nomino alla medesima carica Stcíano figlio di Bartolo meo Conte di Veglia. I genovesi, che da lungo tempo nutrivano livore contra Venezia, dopo d' aver occupato Pola, colsero motivo nel 1328, per venire a viva ostilità coi veneziani, sotto il principal pretesto del commercio di Costantinopoli e di Soria. Dato il comando a Paganino Doria, divenuto padroiie di Pola, Parenzo, Capodistria e di altre città al mare, e poscia battuti i veneti condotti da Nicolo Pisani, vicino l'isola Sapienza; fu impegnata fiera lotta navale e distruggitrice. 11 Doria, vista ancora di mal occhio la partigianeria dei muggesani eccessivamente proclivi a Venezia, prese il Castello di Muggia vecchia, diroccando interamente la città, e non vi rispettó, secondo 1' uso di guerra, che la sola chiesa, in istile latino, dedicata a S ta Maria de Castro Muglae. Sollevato alla dignità patriarcale Marquardo de Randeck augustano ; fece egli solenne ingresso in Aquileja, nel giorno 29, aprile 1366, alia sua pomposa installazione, oltre i principi, prelati e la nobiltá friulana, ebbe molti presentí da tutte le dipendenti cittá; e vi inviarono pure i propri rappresentanti i comuni deli' Istria a lui soggetti, cioé : Muggia, Buje, Portole, Pinguente, Rozzo, Colmo, Due Castelli, Albo na e Fia 110na. II patriarca Marquardo rese ospitalita nel suo palazzo a Francesco Petrarca, giunto in Aquileja eolio stesso Imperatore Cario IV. Devesi alia accortezza del patriarca stesso, la pacificazione della térra di Muggia, in allora teatro di forti agitazioni e turbo-lenze, che poi gli giuró obbedienza, coll' offerta di un'annua regalía di vino, olio e denaro. II Consiglio maggiore ed il popolo di Muggia, avuta piena prova dalle incessanti inquietudini cit-tacline ; deliberarono alfine di eleggere ogni auno due probé persone di fiducia, coll' incarico straordinario d' indagare la fonte delle inimicizie e discordie e di cercare ogni mezzo, onde farle cessare; adottando misure straordinarie, se anche eccedenti ai limiti dedi ' o stessi statuti. Ció tutto non giovó a porre un argine ai malintenzionati ; tanto e vero che addi 2, dicembre 1372, Rafaelo di Ser Steno, capo dei fuorusciti, as-saltó d' improvviso Muggia e sorretto dai suoi parti-giani interni, vi s' impossessó ; mentre il podestá Solone de Savorgnano appena appena riusci a fuggire. In questo incontro seguono le provocaztoni, v¡o-lenze e saccheg^i a danno dei patriarchini. II patriarca Marquardo vivamente impressionato di simile ribellione, raccolse i suoi fedeli nel Friuli, che capitanati da Federico de Savorgnano, intrapresero a riconquistare Muggia. Gli assediati fecero accanita resistenza all' esercito ; finché giunto il patriarca, ebbe esso ad espugnarla, ordinando tosto 1' erezione di nuovi fortilizj. Venezia, destinata a dover sorgere grandiosa dai suoi pericoli ; scarcerato Vettor Pisani, e richia-mato dal levante Carlo Zen ; in Chioggia riassedió i genovesi. La città di Capodistria giuliva di una simile vittoria, riportata dalla flotta veneziana (25 febbraio 1380), si fu sollecita d'informare dell'avvenimento, il vicino podestá di Muggia. Nel 1387 il doge Antonio Venier, con sue missive e intermediario lo stesso podestá di Capodistria, chiese al comnne di Muggia, di voler concedere ai propri cittadini, di andaré quando desiderassero agli stipendi della Repubblica; il Consiglio della città tenne pero di massima le prese deliberazioni, e negó tale richiesto soccorso, col giustificare il fatto, del corpo dei muggesani spedito alcun tempo prima nel Friuli, e destinato al servizio del patriarca ; e vieppiíi il timoré d' un qualche tranello vicino, volendo alindere con ció a Trieste, che agognava da gran pezza il possesso di Muggia. Successo alia sede patriarcale, Antonio Gaetani, e vedendo egli ogni di maggiormente minacciati i suoi luoghi dell' Istria ; decise di non prendere altre pre-cauzioni alia loro sicurezza. In data 2Ó, novembre 1397, il detto patriarca accolse a Muggia quattro ambasciatori triestini, alio scopo único di formare un trattato e possibilmente — H — porre un termine aile continue dififerenze fra queste due città. Raddoppiate tante odiose question!, anche per riguardi religtosi ; gîacchè disputavasi in allora la cattedra di S. Píetro da Gregorio XÍI e Benedetto XIII ; venne fatta circolare a bella posta la voce, che il patriarca Antonio Pancera era intenzionato di ven-dere a Venezia parte o tutte le terre del marchesato d'Istria, e mentrc l'istesso patriarca solennemcnte protestava alla comunità di Muggia, che una tale notizia era invcritiera ; i veneziani, ció nonostante, intervennero e intavolarono pratiche d'accomodamento tra il patriarca e Federico Conte d'Ortemburgo, che cominciava signoreggiare il Friuîi. Durante Y avvenuta tregua, il Conte scese con un esercito in Istria, oc-cupando Buje, Portole e Muggia, e disponevasi a impossessarsi anche di altri luoghi soggetti al pa-triarcato. Nel 1420, colla ducale Mocenigo venivano stabilité le condizioni, colle quali Muggia e il suo territorio dovrebbero venire accettate dalla Repubblica; cosicchè Muggia si obbligó di corrispondere colla de-dizione a Venezia, la regalía annua, che dava al patriarca, cioè le pattuite orne di vino e l'olio. In siffatta guisa ebbe fine il governo patriarcale, pascando definitivamente il marchesato d'Istria, sotto il dominio délia Repubblica, colla qtiale venue stretta l'antica alleanza e ottenuta la recente bramata pro-tezione. II doge Foscari, colla ducale 28, setiembre 143s, sollevó indi il comune di Muggia dalle prestazioni nella fabbrica del castillo di Raspo, ¡1 di cui capitano rappresentava per cosi diré la vetusta autoritá marche-sale, ed era ritenuto senza dubbio una dÍgnita di somma considerazione, alia quale aspiravano i principali se-natori di Venezia. Agli ir, marzo 1463, il doge Moro ordínó ai comuni di Muggia, Capodistria ed Isola di erigere a proprie spese una bastita presso Nigrignano, per chiudere in questo modo il conimercio la cittá cli Trieste; ma interpostosi il pontefice Pió II (Enea Silvio Piccolomini vescovo di Trieste), viene segnata la pace. II doge loda i muggesani per le loro solle-citudini inverso il provveditore Vítale Dr. Lando nella testé finita guerra con Trieste e permette al comutie di Muggia la vendita dell' edifizio dell' Ospitale, colla condizione pero di fabbricarne un nuovo in sito piíi conveniente. In questo correre di tempi, quasi non bastassero le guerre coi turchi, che altra ne insorse tra Venezia e T iniperatore Massimiliano. — Da quest' ultima ne sorse 1" ingelosimento; imperocché chi aveva il dominio piü si curo di Trieste, vede va a malincuore che fosse ristretto il commercio di questa cittá, a breve tratto delT Adriático. Gíovanni Farra detto Bombizza, muggesano, nomo arditissimo, comandante d' un brígantino armato a proprie spese, e el' una piccola flottiglia di piccoli legni del paese, nel 151 r, si distinse valorosamente a difesa della patria, spingendosi fino sotto i fossati di Trieste, nelT occasione che T iniperatore Massimiliano mandó il suo capitano Cristoforo Frangipani a prender Muggia. A render onorata la memoria di cosí valente — i6 — cittadino, fu collocata una lapide nella parte interna délia chiesa parrocchiale : ICI BOMBIZ/E, INVICTO DUCI QUI TERRA MARÎQ BIREMIB,S /ERE PROP0 AB HOSTIBVS, ET PATRIAM, ET PROVINCIAM VINDICA VIT SEBASTO q fili0 GENEROSIS CASTELrs AVO, ABAVO, S VIS IÔËS DE APLÎS CASTEL,s ftT OFFO AC PI ET ATE P. M. P. MDCXXX. Il doge Leonardo Loredano tributa somma rico* noscenza ai muggesani, che ardimentosi cacciarono 1' esercito nemico, forte di ben 5000 fanti e 900 D. O. M. cavalli, e particolannente encomió il patrono dell'Arsenale Francesco Arrimondo, I ^uca Farra e Giovanni Robba da Muggia, e Diego Verzi comandante del Corpo dei Capodistriani accorsi in aiuto di Muggia. (Bembo, ^Storia veneziana>7 lib. XII). Cristoforo Frangipani approfittó del momento nel!' accompagnare con cento triestini di scorta un messo imperiale, inviato appositamente per ispezionare i veneti confini; ma odi armati di Muggia fattisi contro. > O ÖO > lo obblioarono alia ritirata. II cavalleresco condottiero O propone di sospendere le estilita e preferisce di corn-batter a duello col valoroso comandante veneto di cavalleria Andrea Civrano. — Ferito il Frangipani nella faccia, e vista sbaragliata la sua truppa, nonche inseguito dal nemico, si sottró a stento colla fuga al pericolo di essere fatto prigioniero. In data 20, dtcembre 1512, il Senato veneto accordó a Muggia per il 7, ottobre, un'annua fiera franca, in ricordo della segnalata vittoria riportata. L' anno seguente si venne ad accordo e fatta tregua fra Massimiliano e Venezia; e gl' istriani, che si erano difesi tanto bene da se, ne imitarono 1' esempio. Muggia e Trieste sottoscrissero un patto, assicuran-dosi il libero commercio, la punizione clei Iadri e il vicendevole preavviso, ove il capo dello Stato inten-desse invadere il paese avversario. A favorire poi il commercio triestino, ordina-vasr, che tutte le merci dirette dalle provincie au-striache verso 1' Istria, passassero per Trieste. Indi viene appianata la questione di confini, insorta fra queste due cittá. Nel 1572 Venezia obbliga Muggia a doverle passare per un sol anno 350 moggia di sale, in ra-gione di lire 7 e soldi ió al moggio ; giacchè per il patto con Venezia, vigeva che il sale triestino non avesse ad introdursi nell' Istria. Sorgono dissidî novelli coi triestim, per il motivo, che quest" ultimi si misero fabbricare delle Saline sul suolo veneto alla bocca del Rossandra, e dell' inu-tilità delle pratiche per farle cessare (157S). Tali discrepan ze condussero perlino a nuovo assedio di questa città, da parte dei veneziani, nel r 599 e nel 1608. Trieste dovè privarsi con nuove convenzioni délia liberta di trasportare il sale fuori del proprio confine. Quale tin preludio di guerra nel 1614, alcune galere venete si portano nelle acque di Muggia, ad uopo d' impedire il trasporto del sale da Xaule a Trieste, e inoltre si accingono a distruggere le saline di Ser Benvenuto Petazzi, nella vallata di Moccó (Zaule), nía soprafatti da forze maggiori, si ritirano a Muggia. Nello stesso anno vennero commesse grandi cru-deltà dngli Tscocclii, e in conseguenza dai veneti por rappressaglia ; nei quali conílitti moltissimi furono gli esempi di maschio valore ofíerti dagli istriani ; basti solo ricordare Francesco Gavardo di Capodistria, che pugno contro gli l'scocchi con un drappello di pr odi, manten 11 ti a proprie spese — e che nelle arditissime sue intra prese gíunse a far prigione il famoso capo di quei barbari, (»iure Misnich. Nè devesi passa re sottaciuto Giambat tista Negri di Albona, che fu capitano perpetuo alia sovra-intendenza dei confini dell ístria. l'ietro Girone duca d'Ossuna, vicere di Napoli (5, nmggío t618), i 11 vio da Barletta, per conto del-1' Arciduca, il galeone s.San Francesco e S.ta Cat-terina> carico di sale per Trieste, e con degli armati sotto ¡I comando di Michele Valenti o Norimberg di Graz, destinati per impossessarsi di Muggia. 1 u eseguita la prima parte, non cosí la secón da; dappoiche nel muovcre verso Muggia, il galeone e la gente \cunero fermati dal capitano del golfo. (Ro-manin, cStoria ecc ,, t. VII, pag. 140). La mutua dif-fidenza che rimase dopo la guerra tra Venezia e gl* imperiali, fu capone, che tribíi straniere si tradu-cessero in Istria dalT una e drill' al tra potenza. Due anni dopo la pace di Carlovitz, scoppió la guerra della successione di Spagna (1701), e abbenchó Venezia si fosse mantenuta neutrale, non le mancarono imbarazzi. Dapprima si trasportarono da Trieste, per la via di mare, provvigioni d¡ guerra per la Lom-bardia; di riscontro una squadra francese, che era uscita dal porto di Napoli, entró nell' Adriático, per fermare ogni spedizione, che sortiva da Trieste, e presentatasi davanti il porto, sotto il comando del Torbin, la bonibardó. Deposte le armi peí trattato di Ultrecht (1714), Cario Vi, rivolse 1' animo a Trieste, e ratificando privilegi commerciali con Napoli, confermó il porto franco, indi a suggerimento del principe Eugenio di Savoia, promosse la navigazione e il commercio di questi Ütorali. — 20 — Da quest" época in poi, Muggia segui gli stessi destini delle altre consorelle città istriane, rinianendo soggetta in via amministrativo-politica all' autorità di Capodistria. Muggia, délia qual città canto Andrea Rápido, vescovo di Trieste, nel suo poema intorno all' Istria : Est prope virgineis Mugilia clara puelis, Clara viris quales evexit ad aetera virtus Sed cur precetereant nostrae te Robba Comoenae, Antoni, qui peoniis nunc artibus ipsum Hypprocatem reddis patriae, qui gentibus aegrisr Infestas cohibes humano corpore febres? che secondo la versionc di Giov Battista de Medid : Nè di quà pur lungi Muggia è posta per floride donzelle Chiara e per quei famosa, che levarsi AU' etra per virtudi ! E di te, forse, O Antonio Robba, faceva mia musa; I)¡ te, che in patria Ippocrate novello Sei nel guarir, poichè all' inferme gentí Scacci dal corpo le nemiche febbri: e clic il Tommasini scrittore del socolo XVII, e vescovo di Cittanova, ne' suoi commentari storico-geo- 1 o grafici della provincia istriana, volette designarla, quale terra grosser, ciútica, plena di abitanti c fornita di buoii porto, e tanto bene ricordata con delicata critica nelle c Marine Istriane^ dall'elegante suo scrittore, (piale si è il distinto nostro Giuseppe Caprin ; ebbe la qualità di municipio (cwitas), cioè città, elle si governava da se ed i di cui cittadini godevano certi diritti proprj. lira tenuta a prestazioni straordinarie di denaro, alla sommtnistrazione di truppe ausiliarie, e di navi ed all' alloggiamento dei soldati. I costumi, O O 3 le abitudini e lo stesso spirito delle leggi patrie, do-vevano necessariamente sentire 1 influenza dell' elemento veneto dominante in tutte le città sorelle della provincia ; ne fanno t'ede gli statuti, le iscrizioni tróvate e I' impronta degli stessi suoi abitanti. L'ordinamento amministrativo, siccome variava dali" una all' altra città ; giacchè venivan lasciate ad ognuna le consetudini antiche e la facoltà di gover-narsi da sè, in tutti gli aiïari d'interessi locali. l utte pero dovevano riconoscere 1' autorità suprema del Senato, il quale decideva qualunque a fiare riguarelasse gl' interessi di Venezia e dei cittadini soggetti ; so-pravegliava la riscossione dei tributi, comandava le iorze militari e amministrava la giustizia. Per I' importanza della sua posizione, Muggia era destinata a fortezza di confine ; la Repubblica oltre al governo civile vi provvedeva al governo militare, mandando un altro patrizio dal suo seno, che risiedeva nel castello col titolo di castellano. La chiesa principale, ossia di Borgo Lauro, Muggia nuova, costruita nel 1263, venue consecrata nello stesso an no dal vescovo di Trieste, Arlongo, di-chiarandola soggetta alla Collegiata di Muggia vecchia, elevata in appresso alla dignità di chiesa plebanale o collégiale ; riedîficata nel 1410 ; fu riconsacrata da ira Nicolo de Carttiris, vescovo di Trieste, ed i inuggesani vallero dedicarla in omaggio ai protettori Ss. Giovanni e Paolo, la di cui animale ricorrenza (26, giugno), festeggiano solen neníente colla processione accompagnata da cori ed arman ie e lungo stuolo di porta tari d'imagini scolpite e vessilli sacri, proprietà delle rispettive scuole. La chiesa ha la facciata in istile gotico, che sente dell' arabo, ed è tutta di pietra bianca. Il convento di S. Francesco dei Minori Conven-tuali, le di cui fondamenta vennero poste ai 13 leb-braio 1388 ed ultimata la costruzione nel 1389, ove teneva stanza il provinciale e dava asilo per lunglii anni al padre Antonio Tiepolo, distintissimo pei suoi talenti. Il detto convento con ducale del doge Erizzo (13, febbraio 1636), veniva prosciolto per venti anni dalla décima ecclesiastica e condonatigli anche gli arretratti. Il convento venue \soppresso nel 1806, 1' anno in cui 1' Istria entro nel regno d'Italia sotlo Napoleone I. Sulla facciata délia chiesa, che vi sopravvanzó, leggesi un' iscrizione ine 1110rabile, poichè dettata nel 1400 in italiano; laddove si avrebbe ritenuto il latino soltanto, destinato a pubbliche e p igra fi. mccclxxxviii • indic tione • xiii • del mfse de fevraro • sifo comenza do • et • edificado ■ lo ■ lvo go • de miser • sancto fra ncesco • in • mvgia • per • t.o noü1le • homo • ser 1íertol1n fi(>l • che ■ fo • de ■ ser • zcjane • ma i.aster • vo • de • la • cita ■ de piasenza ap.itadok • de • la terra • de • mvgia • et in • lo di to • m • si • fo consagrado • dito cjmiterio ■ e • per lo venera hile • padre • misier • pulo de i con ti de vrr1no ' vescovo • de pedena ' et • in mvc • si fo disfato ■ lo • dito • lvogo per fin • li fonda menti • per • miser antonio gaetano patriakc HA • DE • AQU1LGIA • ET QUI FO CO menzado • per • lo sopradito homo ■ sf;r • i5ertolin • e ■ fo ■ con pido ■ in • mcccxi • et • si • fo consecrada • qvesta • pre sente • glesia • per lo ■ re verendissimo • in * xpo padre misier • fra • nico lo vescovo ■ e conte de tr ieste ai. nome della - san cta tr1nitade • et di • la sancla crosf. et de mjs 1f,r • sancto • francesco a di vii • del mese de zug gno al tempo• de frate ti baldo ■ vardiano • Inoltre esistono : la chiesa del Crocifisso, eretta nel 1374, ora sostenuta da una confraterna di de-voti e la chiesa di St. Antonio abate, eretta nel 1384 ed altre di minor importanza. Aveva Muggia un Ospitale ben tenuto, che con (incale del 20 aprile 1 768, la necessaria tutela ven iva aftidata al podestá. II palazzo municipale, dove siedevano settanta del Maggior Consiglio, senza contare quello dei Savj e degli Anziani o Avogadori; come si rileva da un disegno bene conservato, era un vago pensiero del-l'architetto. Ricostruito nel 1052, sulla prospettiva dello stesso, é incastrato 1111 grosso leone col libro chtuso, avente sotto il petto abbreviati caratteri, che ricordano cogli araldi di fronte, il veneto patrizio Giacomo Loredano (1444), o piü sotto leggesi in marino la pro va d'antica intolleranza, la quale costringeva al-1'espulsione gl'israeliti (1533), essendo podestá Andrea Bondumerio. ¿VI DUCE IVDAOS VENETO MIGRA RE SEN AT V PRETOR ET OMNE PROCVL IVSSIT ABIRE NEFAS .EC BONOVMERVS NOBIS MONV MENTA RELIQVIT ANDREAS MERITIS CLARIOR IPSE SVIS ANNO DNI MDXXXII Circa alla metà délia facciata stessn, evvi la 1110-derna iscrizione in onore dei benemerito cittadino cav. Giuseppe Tonello, e tanto l'effigie di questo personaggio, che quella dei gentiluomo cav. Edoardo Strudthoff, adornano le pareti interne délia sala dell' ufficio comunale. DOMINO PRAECLARO IOSEPHO TONELLO MEMORANDA ET FELIX SEMPER DIES TVI ADVETUS IN MEDIO NOSTRVM. AKTES ET INDUSTRIA PER TE CRESCIVNT ET AVGENTVR VT1LIA CONTI NVO FERENTES NOBIS Gl VIT ATI INCREMENTVM ET SPLENDOREM DIGNO II INC LAVDE PEREN. HOC SIGNVM TIBI MVGLENSEM GRATI CORDE POSVKRVNT CIVES A. D. 1854. Muggia rammenta con orgoglio patrio gli uo-mini distinti, che la illustrarono, e raccolti nci fasti del Facciolati; un Da Muggia Giovanni\ già pro-fessore nell' universitá di Padova, il quale cessó ultimo neir insegnamento (1509), nella qual época furono sospese le scuole in causa delle guerre insorte contro la Repubblica. Un altro Da Muggia Pietro Paolo, fu professore a Padova, e veniva chiamato Petrus Paulus Muglensis. Dessoldatis Bernardo, fu anche professore a Padova nel 1529; nonchè rettore degli artisti, il cui regime fu prorogato fino all'anno susseguente. Rifece il libro degli Statuti dell' universitá stessa e lo fece stampare nel inaggio 1 5 5 1. Ubaldini Giovanni Paolo, professors e ret tore elegli artisti dell' universitä cli Padova (1588) fece stam-pare il libro degli Statuti, che quattro anni prima era stato riformato e confermato con lettere ducali del Se-nato. La di lui prudenza e saggezza fu animirata nella cir-costanza, in cui gli Scolari tedeschi, che in gran numero accorrevano all'universitä di Padova, specialmente per 10 studio d'anatomía; abbandonarono all* improvviso 11 teatro anatomico, perche il professore Fabrizio spie-gando i muscoli della lingua pose in ridicolo il loro modo di pronunciare. Irritati di ció i giovani alemanni minacciarono grandemente ; facendo per cosi dire un complotto nazionale; senonehe interpostasi l'autoritä del rettore Ubaldini, con I' innata sua dolcezza e modi gentili, seppe indurli alia quiete. Nel 1584 Antonio Robba, protomedico nella Stiria, uomo insigne e reputatissimo, fu ricordato con molta lode dal citato vescovo Rapiccio nel suo poema. Altro Robba Nicola di Muggia nel 1609, era medico e cancelliere dell'arciduca d'Austria, come ri-ferisce il Manzioli (pag. 29), Nel 161 2, Secondis Giovanni, reputatissimo medico in Lubiana (cit. Manzuoli). S calco Giovanni, fu vicario in Pavia nel 1614, ed in altre cittá, dippoi rettore a Milano. Padre Antonio maestro Tiepolo, dottore in sacra teología, direttore del convento patrio, di cui venne accennato piü sopra, mancó ai viví ne! 1773. Pietro Bachiocco, sostenne onorevolmente lumi-nose cariche, fra le quali quella di giudice, sotto li governo francese, presso ¡I tribunale crimínale in Capodistria. Scrisse un'eruditissima polémica avuta col chiarissimo conte Stefano Carli, sopra 1 antica Istria. Mori nell'anno 1828. Nicola Pasqua le G raziadlo, altro insigne perso-naggio morto nel 1845, e finalmente il padre Francesco Peraca, versatissimo, che sostenne una tesi scientifico-letteraria a Capodistria nel 1727, data aile stampe in Venezia nel 1728. Un secolo addietro nei colloqui famigliari aveva Muggia un dialetto proprio, detto múglizán, che oltre la conversazione, veniva usato nei proverbj, canzoni e villotte. Kari sono i vecchi che ancor lo ricordano e di queste preziose reliquie ladine, si occupó con sommo amore ed ammirabile pazienza leruditissimo Iacopo Cavalli, l'autore délia *Storia di Trieste^, il quale, non cedendo alle indispensabili fatiche e spese, raccolse quanto di meglio pote attingere da pochi parlant! l'antico muggese ; pubblicando nel 1893, un interessantissimo lavoro su questo dialetto. E qui ne diamo un saggio, riportando una delle più graziöse villotte e in grande voga presso il popolo mug-gesano : 0 Muja béla, muja reale fie nove kó^e là se pol lodáre : el bel kastelo ko fa la várdia al máre, e le saline ke fasóva sale, al porto bélo ge ze un bel çpedale, ke in túta muja no ge ¿e l'riguále, e pó visino ge ze la purtísa ke že pora camár muja ntivísa. A la puórta grande ze una bêla iiisefía ke ze San Mavko, e dio ne lo m an té ña ; a san Françésko ge ¿e una funtána, ke f?e porà eamar nmja sovrána. in pió mi grdnda ge ¿e un bel stendárdo, ke de belésa el porta el pomo d'óro ; e poi la ce/a de San Znán e pólo, ke de belésa la val un tézóro. indi un'altra strofa pure intéressante: o Múgla biéla di kuatro cantons knatro bif>i di pan no manca mai; e l'ága del pJai kon kuéla del rizan la se konfái. L'aralclo o stemma di Muggia, sono le tre torri qua-drangolari, una grande nel mezzo e due uguali ai latí, di color giallo in campo meta azzurro e meta arancio. Sotto il veneto dominio Muggia era castello, e sotto il Governo austriaco venne dichiarata città. Conta presentemente, comprese le contrade esternet 4200 abitan ti. Sono dipendenti al Comune di Muggia, i comuni censúan di Valle Oltra, Monti, Scolñe e Plavia, che formano una popolazione di altre 4100 anime, i due primi aggregati fino dalla ripartizione politico-comunale del 1849. Un tempo i suoi abitanti accudivano esclusivamente 1'agricoltura e la pesca; e nel!' anno 1847, niercè 1' impulso degli Strudthoff e dei Tonello, Muggia cambió indirizzo, dando un forte contigente di brave braccia alie impiantatevi industrie navali. Va meritcvole di esser rícordato lo squero cosí detto dei cadetti, oggidi poprietà Abeles cli Vienna, posto alla sponda dritta del vallone, sulla strada che mette a St. Andrea, dal qual squero sortirano due bellissîmi legni délia marina di guerra, XAdria e il O o ? Donan, il primo varato all'Augusta Presenza cli Sua Maestà 1' Imperatore, li 24 novembre 1856, e il se-condo addi 3, aprile 1857. La configurazione del suolo di Muggia si avvi- o o o ciña ad un pentágono irregoîare, nel quale esistono diverse colline, non pero cli altezza rimarcabile, ma cli una vista superba, molto estesa e cleliziosa, fra le quali primeggia il monte Castctlicre, di una altezza dal livello del mare di metri 246, dalla cui sommîtà si scorge la città di Trieste, Aquileia, Grado, Pirano, Isola e Capodistria; monte questo che ricorda delle memorie storiche, essendo quasi generale la tradizione, che si fossero ivi fortificati i fuggitivi abitanti di o o Aquileia al tempo dell' invasione degli Unni condotti cla Attila. Le macerie che si scorgono, presentano avanzi di antichi ediñzj, e 1' essere la prominenza cli questo monte circonclata da grossi massi di pietra, fa concepîre înfatti, la precisa idea di un punto fortificato. Il coniune cli Muggia è intersecato da diversi O O rami di strade comunal!, carreggiabili, che niettono capo ai diversi sparsi casolari della campagna, e si con-giungono poi tutti col tronco principale, che partendo da Muggia si congiunge in Zaule con la strada provinciale da Capodistria a Trieste, serve di linea di clemarcazione fra il coniune di Plavia e il coniune di Muggia. O o 11 clima di Muggia è sanissimo, e 1' acqua che vi scorre è eccellente, fra cu i una delle principal]' sorgenti noverasí quella del Plaj, considerata un'acqua di virtu medicinah. Ad un chilometro di distanza verso il lembo da libeccio di Muggia, un vasto territorio è occupato da un grande nodo di tettoie e officine, per uso della costruzione navale, il cui complesso riceve il nome di Cuntiere S. Rocco, dalla chiesetta tuttodi esistente nel sito medesimo, dove era stata costruita una cap-pella durante 1' invasione della peste (1630-1632), e che sorse per iniziativa del solerte costruttore navale cav. Edoardo Strudthofif. II detto cautiere, che dipende dalla direzione della società azionaria (Stabilimentó técnico triestino) risiedente in St. Andrea (Trieste), venne aperto nel novembre 1858, ed uno dei primi lavori eseguiti in quelle officine, si fu il bagno Maria, e dopo breve intervallo venne costruito un bark de-nominato ÇS. Rocco Nell'esaminare partatamente gl'innumerevoli con-gegni ed oggetti, che compongono quell' immenso lavoratorio, nel quale in media sono occupate 1200, persone ; la grande vasca destinata a ricevere le navi appena costruite e quelle per il raddobbo; i metodi usati, la disciplina nell' ordine dei lavori, con vera lode dei bravi direttori, devesi altamente dichiarare e per sentenza degli intelligenti, che il cantiere San Rocco, corrisponde plenamente aile ricerche tecniche d'oggi giorno e inoltre ritenuto adattissimo ad ogni sorta di costruzione, dalla nave più piccola alla piíi colossale Da S. Rocco, dopo un percorso cli alcuni minuti ; attraversando un clivio boscoso, si giunge all'altezza cli una collina detta Zíndis, villeggiatura gradita cli y O O O S. A. l'Arciduca Luigi Salvatore, dove quasi animalmente, per alcune settimane, viene a soggiornare. L' i Ilustre personaggio, che fá molto parlar di sé, per la sua gentile affabilitá, e conosciutissimo nel mondo scientifico, per le sue numeróse pubblícazioni clettate con vasta erudizione, destino tale posizione per la magnifica vista e per 1' aria salubérrima che la circón da. 'OD DO H 's anaiiNvo Il vallone cli Muggia, che dalla punta degli Olmi, fino la punta di St. Andrea ha 4, chilometri di distanza, somiglia ad un amplissimo semicerchio, il quale addentrandosi verso Zaule e i ponti, che divi-dono la possessione già Tonello, nei quali pressi esistevano le tanto rinomate saline (soppresse per decreto áulico li 13 ottobre 1827); offre nei suoi seni írequenti, un vero panorama, che da St. Andrea, s' estende sil e giíi all'arsenale del Lloyd, al navale cli S. Marco, fino a Servóla e piii oltre fino S. Sabba, colla neo-eretta raffineria di petrolio. Siffatto vallone, che è difendibile anche quando è battuto dalle forti raffiche di bora, sembra un immenso lago, del quale si puó fare uno dei magnifici porti ; tanto è vero che mentre nel porto cli Trieste la bora nei frequenti vortici sconvolge il mare in modo da sollevare sprazzo denso d' acqua (fumarea)} quivi nelle posizioni piii presso a terra, scorre regolare, e il vento sarebbe di molto trattenuto, se le alture, che circondano il vallone, offrissero mag-giori ostacoli, con ttn ragionevole imboscamento, per modo, che la bora clovesse tenersi elevata. /v VA p mm a Il terreno che circonda il vallone è favorevol-inente agevole al dilungamento della città, avanzandosi in mare, con interramenti, dove 1'acqua è m en pro-fonda; mentre nei sí ti píani, possono aprirsi canali, precintí da comodissime dighe, popolando le sommità più alte, colla costruzione di ville di piacere, casinetti di campagna, sempre vicínissimi e coll' opportunità della conçnunzione ferroviaria, che và da S. Sabba O j sempre in prospetto alla città. Nei prossimi seni di Servóla e di Zaule e piu avant i, lungo la costa, sa-rebbe facile il collocamento di stabilimenti, fabbriche e magazzini. La massa intera del terreno, che contorna il vallone, è generalmente mamosa, attraversata da strati di pietre arenarie. La sostanza dura, pietrosa, viene volgarmente appellata masegno, di un color grigio o celeste grigio, e senz' altro dubbio derivato dal genérico italiano macigno ; nel mentre tassello o cro-stello. vengono dette le sostanze in istato molle e dissolvibile. In più siti simili massi strateiformi giacíono presso a poco come in origine si sono stabiliti, e ne risulta una notevole verisirniglianza, in guisa che il o ' o tassello ne forma la giacitura più profonda, sul quale si sovrappose la calcare inferiore e mancando questa, la calcare carsica superiore si combina imniediatamente sul tassello, e in difetto anche di quest'ultimo, il tassello rimane esposto e forma la superficie elevata coperta únicamente di terriccio e di vegetazione. Alia strada di Muggia verso S. Rocco si osser-vano apertamente gli strati della calcare superiore essere sotto quelli all' arenaria e del tassello, e in molti punti délia strada mostrano delle evidente al-terazioni negîi strati, che piuttosto che ad altro agente délia natura, debbonsi attribuire all'azione delle acque. La profondità del vallone non è molto rilevante: secondo lo scandagliamento del capitano Oesterreicher, arriverebbe all'imboccatura a 20, passi sino alla meta di 17. Il fondo o suolo sottomarino è costruito alternativamente di grossi ciottoli e di sabbia, in qualche località di frantumi calcari, nel cui composto entrano egualmente frammenti di crostacei e di minuta ghiaia; e per lunghi tratti principalmente verso il lembo di levante il terreno è melmoso, dal terriccio trascinato dalle acque e deposto promiscuamente ai calcari cliveîti dalle montagnuole, che quivi stanno sui fianchi. L'aspetto generale delle acque marine del vallone comparisce di una tinta di bleù oltremare, tal-volta più al diestro, e in alcuni punti si osservano delle larghe striscie di un color verde, specíalmente nei mesi autunnali e dopo la caduta di grandi pioggie, e cío appunto per il giuoco di sedimentazione, che vi succédé e peí fango depositatovi dalle correnti. L' acqua stessa è di difficile trasparenza e in più siti non scorgesi fondo; mentre più chiara è presso le sponde rocciose. 1 monti circostanti e che hanno confinanza col vallone, per il loro carattere geognostico, hanno magra scaturiggine d'acque perenni. Ouelli più lontani istes-samente, quali di quello sopra Boliunz (Bagnoli) e di Hrib sopra Cernical, erano un tempo coperti di boschi di roveri, di olmi, che estendevansi anco nelle sottoposte vallate, dove oggidi stendonsi campi e prati ; lasciano fra le loro balze uscire il fiume-torrente, quale lo storico Rossandra, che scende dalle alture di Bagnoli e scorre con un viziosissimo andamento topográfico attraverso le vallate di Dolina e di Zaule, e con una strettissima sortita sbocca al mare, segnando i confini territoriali di Trieste c Muggia, últimamente (acldî 9, febbraio 1892), da ap-posita commissione regolati coli' impianto in terra, di due colonne (cippi), e con un palo conficcatovi a 50, metri dalla sponda. L' al tro fiumicello, cioè il Recca, che prende origine circa died miglía distante dalla sua foce presso il villaggio di Cernical, continua il suo passaggio, serpeggiando per le valli di Gabrovizza, Ospo e Ca-resana, ed entra nel territorio di Noghera (coniune di Muggia), insinuandosi nella valle; sbocca in mare presso il ponte cosí detto dei tre archi. 11 mai abbastanza deplorato diboscamento, rende altresi più repentina la discesa del Recca, massiina-mente quando viene ingrossato dalle pioggie torren-ziali nella stagione autunnale, ed è una delle essen-zialissime cagioni delle grandi piene nelle vallate tra Ospo e Caresana, generando gravissimi danni a quei territorj, e d'altronde concorre a metter in moto tutte le materie terrose, che vanno poi a depositarsi in mare, con osservabilissimo e dannosissimo innalza-mento del fondo del vallone. Il carattere distintivo di questa zona è 1'alternativa eguale e periódica delle stagioni di caldo e di freddo. Neir estáte ordinariamente nei mesi di luglio e agosto, va soggetta alla siccità. Spirano in questa stagione di giorno i ven ti del mare, lo scirocco ed il maistro, i quali benchè fossero sattiri di marittime esalazioni del golfo, milla di meno non sono piovosi nel la detta stagione. Siffatti effluvj rarefatti ed elet-trizzati dall'azione solare e quindi sollevati nei più alti strati dell'atmosfera, vengono trasportati alia montacna, dove sono miidati dalle naturali correnti d' aria e cosí dissipati e al mare respinti dal vento di levante, che alla sera e nella notte costantemente succédé ai venti del mare. Gli estremi di temperatura sono talvolta separati da brevi intervalli, dal gran calore estivo si passa d' un tratto ad un abbassamento sensibilissimo, da ri-cercare il mantello. Le acque territoriali del vallone di Muggia sono assai pescóse, nía poco attivate, Da per sè il vallone è una specie di vivajo gigantesco, ove il pesce novello nasce e si sviluppa in pace fino al momento delle sue misteriose migrazioni. Le acque predestínate e per condizioni naturali sarebbero quelle, che dalla punta di Stramare vanno verso il seno di Zaule, e potrebbero con non lungo andaré, divenire benissimo una stazionc d'allevamento e di niodello. Senza citare tantissimi stabilimenti di piscicoltura, basta render nota délia società di pescatori d'Ar-cachon, il di cui capitale è cli 400,000 franchi, la quale nel 189 t realizzó im utile di 179,000 franchi. Tali sono i guadagni enormi, che puó clare 1'industria della pesca, quando viene praticata con ordine, attività e intelligenza. Anche dal punto dell' ostricoltura il vallone di Muggia avrebbe parimenti un grande interesse, da star a petto per la qualità del prodotto, se non pella grandezza, con molti altri esistenti nei litorali ita-liani e francesi. La col tu ra dell'ostrica, potrebbe progredire inoltre mercè un organizzato e ben mantenuto sistema, come attualmente usato nel lago Lücrino, da quel diligente proprietario Cav. Domenico Pollio, che consiste in semplici pali, i quali sostengono un lavoro di funi a maglia, portando fascine e canestri e oltreccio met-tendo in giuoco fasci di tegole variamente legate ¡lisíeme a pietre piatte. Nel vallone istessamente si potrebbe dar vita ad 1111 grande stabilimento balneare, e a ció meglio adat-tato sarebbe lo squero dei cadetti, dove potrebbonsi avere oltre i bagni di mare perfettamente purgato, le vasche natatorio ad acqua corrente, dippiíi i riparti per la idroterapia, riparti da camerini da bagni di diverse classi e per i due sessi, nonchè cortil i, im-pluvii ed ambulacri con portici a colonne; stanze per bagni a vapore, ad acqua calda, con sabbia ríscaldata; ed infine una palestra ginnastica. * * La prossimità di un centro commerciale, il principal emporio marittimo dell' Adriático, la formazione del vallone, che si puô dire il porto principale di Trieste, che secondo il progetto elaborato nel 1862, da H. Rieter, doveva essere messo in congiunzione per mezzo di un canale, — 1' abbondanza d' acqua, che scaturisce principalmente nella posizione di Zaule, il clima sanissimo, dànno alimento di concepire le più grandi speranze, che questo territorio possa essere destínalo a non lungo andaré un punto importan-tissimo d' industria, — e in grazia anche delle già progettate linee ferroviarie, una stupenda risorsa a infinita di braccia capaci e vogliose di lavoro. A tali offerte probabilité aggiungansi gli estesi fondi vicíni, acquistabili con mitezza di prezzo e sommamente indi-spensabili alie industrie d' esportazione, — come pure tutte le future opere portuali da costruirsi, riescono a viemmeglio a ravvivare la prospettiva d' un brillante risveglio e prosperoso avvenire del vallone cli Muggia, da gareggiare in (loridezza con altri punti dalla natura egualmente dotati. o DOCUMENTI ANNO 1202. Die V. exeunt. Octob. Indíctionc VI. Muglae. 11 comune di Muggia sottomette se me de sun o ad Enrico Dándolo Doge di Venezia. Anno Domini MCCII. Indictione VI. die quinta exe unte Octobris. Actum Mugdae. o Dominus noster Henricus Dandulus Dei aratia Venetiarum Dalmatine atque Croatiae Dux cum magno exercitu Navium Galearum, čl Usseriorum 61 multi-tudine militum, c~t peditum, altera post ejus egressum (die) potentialiter, 6i gloriose Piranum applicuit. Nos vero Homines Muglae misimus. Guidone jurisperitum Gastaldionem, Gregorium Lugonem, Crescentiuni, čt alios numero XVII, dantes iIIis plenam virtutem, et potestatem, ut Terrain nostram, subponerent ac omnia praecepta illius jurarent. Pit Dux cum exercitu in urbe receptus. Facere debemus servítia, ut aliae Civitates Hy-striae, 61 capere piratas a Rubino infra, t> Chiesa de lia P. V. di Muggia vecchia. In nomine dei Aeterni Amen. Anno domini millesimo ducentésimo sexagésimo tertio, Indictione sexta die tertio exeunte Mense Decembris. Cum D. Arlongus Dei gratia Episcopus tergestlnus esset in burgo Lauri acl instantiam et petitionem D. Senexi Potestatis Muglae, nec non totius Comunitatis ipsius loci ad consecrandum unam ecclesiam quae erat facta in dicto burgo ad honorem Sanctorum Johannis et Pauli, Dictus D. Episcopus volens scire a Potestate et co-munitate praedicta, utrum ipsi vellent aut non quod ista Ecclesia quae modo facta est, sit supposita sive subjecta Ecclesiae Sanctae Mariae de Castro Muglae, sicut ilia quae ante erat in dicto burgo, scilicet in baptismo, in poenitentiis, in sepulturas et in omnibus aliis quae ad divinum officium pertinent. Unde su-pradicti Potestas cum Comunitate pluries nominata, auditis verbis supradicti D. Episcopi, et habito con-silio cum plena deliberatione venerunt coram ipso D. Episcopo et dixerunt se velle quod Ecclesia nuper per eos facta ad honorem Sanctorum Johannis et Pauli in isto burgo Lauri sit supposita sive subjecta secundum quod vos dixistis sive proposuistis et secundum quod antiqua ecclesia erat supposita dictae Ecclesiae S. Mariae de Castro Muglae, pro ut supe-rius dictum est. Actum fuit in burgo Lauri in Ecclesia praedicta ante quam esset consacrata. Huic rei fuere testes D. Rodulphus de Duino, D. Henricus destum D. Andreas plebanus S. Ulde-rici de Pangiollo et alii plures quamplures testes ad hoc rogatis. Ego Zaccarias Notarius Muglae his omnibus in- o o terfui et a dicto Potestate et praedicta Comunitate rogatus scrips! et roboravi. PR 1VI LEG11 Et Capitoli con qualt si dete la Terra di. Muggia alia Ser enis sima República di Venezia 1420 S. Luff It o. Tomaso Mocenigo per la Idclio grazia Dose di Venezia etc. A tutti i nostri fedeli cosi prenti come coloro che devono venire, et leggerano oo questo nostro Privilegio facciamo manifesto, che sono comparuti alia presenza nostra gli egregi, et sapienti Vomini ms Augustino di Ozoba, et ms Giovañi di F. Adamo dottor di legge; et S. Giovañi di F. Filoti, et S. Francesco di lTbal-dini, et F. Leonardo Sticono Ambasciatori della Comunitá di Muggia, et umilmente ci hano sup-plicati, che si degnassimo di accettarli sotto la nostra protezione, et defensione; et hano dato al nostro Dominio alcuni loro Capitoli in nome di tutta la lor Terra Et avendoli accettati; a i predetti Capitoli loro abbiamo fatte le risposte, come qui di sotto si leggerá, le quali sono di 1 tal tenore cioe: Primierainente, che la Terra di Musrszia, il Castello, et tutte le cose apparte-nenti ad essa Terra sia sottoposta alia Illustriss. Signoria nostra. Al qual primo Capitolo respon- 2 demo, che siamo contenti Al secondo, ehe li Statuti, et Consuetudini loro siano osservati et mantenute, rimanendo pero la correzione di esse alia Signoria nostra Illustriss. respondemo, che 3 siamo contenti, Al terzo, che i Consiglj si fac-cino, et si eleggano i consiglieri secondo i Statuti, et Consuetudini loro vecchie; Diciamo che 4 cosi si faccia. Al quarto, che il Vicario, Giudici, Carmerlengo, Cancelliere, et gli altri officiali, et salariati si eleggano, et faccino per i consiglj loro, come sempre e stata usanza i quali siano tutti pagati deli' entrate della Comunitá ; respon- 5 demo che cosi sia. Al quinto, che della Regalía che davano al Patriarca, la qual era di trecento orne et dodici di Vino, di prezio di soldi XXXVI per orna; et di oglio, si disponga per la Sere-nitá nostra come gli piaccia; respondemo, che siamo contenti, che la Regalía del Vino, et del-1' Oglio, et di ció, che la detta Comunitá clava al 6 Patriarca venga al nostro Dominio. Al sesto, che la loro Comunitá faccia elezione ogni año di uno dei nostri Nobili per Podestá, il quale si abbia a confirmar per la vostra Serenitá, et abbia per suo Salario delle nostre entrate lire mille, e cin-quecento di quella moneta, che corre in quelle Terra di tempo in tempo; rispondemo, che vo-gliamo, che il Poclestá si elegga nel nostro mag-gior Conseglio, come si eleggono gli altri nelle nostre terre clelP Istria; il quale faccia Giustizia solo nelle cose criminali; e nelle civili servi li Statuti, et consuetudini della Terra, et tenga al tempo del suo Regimentó quattro servitori, et tre cavalli, et abbia per suo salario le mille e cinque 7 cento lire predette. Al settimo che la Serenità V dispona del Castello, come le piacerà per guardia del quale ofíerisse la nostra Comunità dover dar ogni ano Lire quattro cento della predetta mo-neta. Et perche alcuni delli Patriarchi hano con-tribuito alli Rettori della loro Regalia orne cento di Vino, per esser piccolo il loro salario ; la Si-gnoria V. Illustriss dispona della detta suma o ad accrescimento di salario per lo podestá, o per la guardia del Castello come le piaccia più e manco; rispondemo, che accettiamo la promission delle lire quattro cento, che promettono per 8 spesa del Castello. All'ottavo, che circa il modo delle appellazioni, che la V. Serenità dispona, come Le pare ; respondemo, che vogliamo, che le appellazioni si odano per Ii Auditori Vecchi delle sentenzie come deglí altri nostri fedeli del- 9 1' Istria. Al nono che la Serenità V. si degni dif-fendere, et mantenere la Terra nostra, et noi Cittadini, et permettere usiamo i privilegj che nsano gli altri sudditi della Vostra Serenità, se-condo gli bisogni, che occorreraño nella Terra; respondemo, che siamo contenti di difféndérli, et mantenerli, et che usino li privilegj come usano gli altri nostri sudditi dell' Istria. Eccetto, che in-torno alie biave volèmo, che si osservi la parte presa nei nostri Consegli tlel mille quttrocento, e tredese alli XVII Luglio per quel modo, che si servava inanzi, che la venisse all' obedienza del X nostro Dominio. Al décimo et ultimo, che delli predetti Capitoli dispona la vostra Serenità se-condo, che le parera, et piaccerà, respondemo cosi si faccia. In fede delle quali cose abbiamo comandato che gli sia fatta questo presente Privilegio, et bollato con la nra bolla di pionibo pendente. Dato nel nostro ducale Palazio alii VIII di Luglio, nella Indizione terzadecima del MCCCCXX. FAMIGLIE DI MUGGIA (dal libro degli stemmi.) Ubaldini Bastía Robba Seccadanari Farra Marcuzzi Apostoli Graziadio Bachiocco Senesi Cavazza Vristano Secondis. Budigna o Brezula Sfetez Zacearía Luca Vallona Dardi Bonomo Landi Barón Fermapase Vittori