g A ■ f V- 1 * i C-R O N I C H E o s s i A MEMORIE STORICHE SACRO - PROFANE Dl T K I ES TI Cominciando dall’XI. secolo sino a’nostri giornij compi- late dal R. D. Giuseppe Maihatj Sagrestano della Catte' drale di S. Giusto Martire. Coli’aggiunta della relazi ti¬ he dei Vescovi dal primo sino al deeimo secolo. TOMO QUINTO E L L A TIPOGRAFI A PICOTTi 18 i S I a e ^ ' TAVOLA CRONOLOGICA De’ Vescovi e loro numero progressivo; delle Memorie pili rilevanti; deli’ anno nel rjuale successe il fatto che si racconta} e del numero corrispondente della pa- gina. memOrie VettUta in Trieste deli* Inaperatore Giuseppe II. Li Monaci ArmeDi Me- cliitaristi si stabiliscono in Trieste. Vengono introdotte le Scuole normali tedesche. 11 conte Zinzeudorf pri- mo governatore di Trieste . Arrivo in Trieste di De- metrio Carciotti da Smirne. —• Di Giovanni Andrula- chi da Candia . — Di Demetrio Baldasi» — Di DemetrioBujazoghi. Vengono erette le due Parroccliie. I Canonici ottengono da Maria Teresa Imperatiice la Croce petidrale. L. L M E M O R I E Anno. VESCOVI N UM i 77 8 1780 1 78 ! 11 medico Do«. Vordoni. si stabilisce in Trieste. Viene demoli.ta.la porta nuova presso la Chiesa dl S.. Pietro, l Greci Illirici ottengo- no la Chiesa di S. Spiridio- ue, fabbricata dai G.reci O- rientali . Morte deli’ Imperatrice Maria Teresa . Esequie fat- te al!a medesinaa. Prima legge d.i Giuseppe II. L I Greci Orientali com- prano uh fondo per seppel- iire i loro morti. Viene fabbricato un Or- gano nuovo a S. Giusto. Go verna tore di Trieste' viene fatto il, conte Pompeo, / de Brigido, Gl’ Israeliti ottengono Ja conferma de’ loro privilegi. I Greci Orientali olten- gono di fabbricarsi un’altra Chiesa. Da Venezia si trasferisce a Trieste Paresco Catraro. II freddo di&trugge gli Oliveti . Vengouo incarnerati tutti li benefižj ecclesiastici ed abolite tutte le processioni arbitrarie. Il Goverao di Gomia. •vit 1>A G. >9 20 at 22 25 26 2 7 ivi 28 3o 3t 02 ivi A N RO i^83 i^85 VESCOVI T,um - m e m o r i e viene unito a quello di Trieste. Viene stiibiiito il Foro 110- biie. Costruzione particolare di una Saica nominata la bel- ia Carin tia na. I beni delle Monarhe ven- O ono incamerati , viene lo- ro assegnala ima petisione , ed obbligate a tenere le Seuo- ie normali. Venuta in Trieste dellTm- peratore Giuseppe II. L, Paghe assegnate ai Cano- nici del nuovo Capitolo di Gradišča. Abolizione di varie Cbiese in Trieste . Niccolo Canelli trasferisce il suo negozio da Venezia a Trieste. II palazzo Vescovile viene trasformato in Ospedale . Il convento dei padri Cap- puccini viene soppresso iu- sieme colia cbiesa. \ iene stabilito 1 ’ Istituto de’ poveri. Loggia de’ Franchi Mura- tori. Il co. Cassis si stabilisce in Trieste, Prima tintoria di filati rossi. VUI M 8 M O R I S Vengono compilati gli Sta¬ tuti della aazione Greca . Accademia del Rabbino RafFaele Natan Todesco. Terribile uragano. Grau commercio apertosi da Odessa a Trieste. L Venuta iu Trieste dell’Im- peratore Giuseppe II. L Finto combattimento na¬ vale fatto per divertire l’ar- ciduca Franeesco d’Austria. Mol le del Rabbino Isacco Formigini detto il Modenin. Varie istituzioni utili fat- te dali’ Imperatore Giuseppe II per Trieste. Viene soppresso il Vesco- vato di Trieste, e trasferi- to a Gradišča. Feste per la preša di Bel- grado. Costruzione del nuovo Squcro Panfili. Morte deli’ Imperatore Giuseppe II, e sue Esequie . Leopoldo 11. gli succede nelPlmpero . Venuta del Re di Napoli a Trieste. Arrivo in Trieste dclPAr- ciducbessa Maria Elisabetta d’ Austria. fJC Kum m E M o n i E La Regina di Napoli, nel , suo ritoriio da Vientia pas- sa per Trieste. L’[mperatore Leopoldo If. proveniente dali’ Italia arri- va in Trieste. Il Vescovo viene consa- grato in Vienna . Organizzazione del Gapi- tofa * II Vescovo prende posses- so del vescovato, Morte deiriinperatore Leo¬ polda II. Gli suceede il regnante Franeeseo II. Lserjuie dell’fmperator Lec- poldo in Trieste . La nazione israelitica cbie- de al Sovrano la cpuferrna de’ suoi privilegj, Viene introdotto l’Uffizio di Pulizia , Morte dell’Imperatrice ve- dova di Leopoldo II. Un cenno sulla molu- zione Francese. I Triestini spon tane«- mente contriLuiscouo pi r la guerra contro la FraUcia va¬ ri e sornine. X M E M O R I E Disposizioni di Fulizia cir- ca i forastieri. Si apre una pubblica bi- blioteca a comodo di chiun- que. Morte de! negozinnte Joa- chin Hiersl israeJita, distin- to per i suoi tratti di uma- nitk. L’ Imperatore Francesco colPArmata nelle Fiandre ri- porta deile vittorie, viene accolto con trasporto dai Fiamminghi. Ritorria in Vienna e no- mina Vescovo di s. Jpnlito il coute Hohenvvart vescovo di Trieste. Approdano in porto tre navi da guerra spagnuole per caricare argento vivo . Veugono fatte de!le pre- ghiere da ogni nazioue pel felice successo della nuova campagna . Viene aperto il giubileo in Trieste , ed in tutti gli Stali ereditarj. Avvenitnenti di guerra. Consagrazione del vesco¬ vo Buset uella Cattedrale di san Giusto . XX XII M E M O R I E Ritorno del Governalo- re, e Sonetto in lode del medesimo. Venuta in Trieste delPAr- eiducliessa d’ Austi'ia Maria Clcmentina sorella deli’im- peratore. Rivoluzione delPIstria. Trieste vieue posta in i- stato di difesa . 11 Governatore s’ inferma e guarisce . Due So-netti fat- ti in tale oecasione uno dal dott. Rondolini, e P aitro dal conte Agapito . Arrivo in Trieste del se- eondogenito del Re d J In- gbilterra . 11 Gran Maestro di Mal¬ ta arriva in Trieste . il Cap. Gio. Batt. Sala vieue decorato colla meda- gl ia d’ oro . Li commercianti di Trie¬ ste rnandano a 11 a truppa au- striaca tabaceo, ed acqua- vite. Arrivo deli e due zie del Re di Francia, e di diver- si Cardiuali. Morte della prineipessa di Francia Maria Vittoria iis Trieste, e suoi funerali. Feste per la eonquista di Mantova . XIII XIV M E M O R I B 11 Vescovo di s. Ipolito, fu Vescovo di Trieste conte- de Hobenvvart viene inal- ■ zato ali’ arcivescovato di Vienna. TJItima malattia , e inor- te del Vescovo di Trieste Ignazio Gaetano Buset. II Canonico Vincenzo li- bero Barone deli’Argento , Preposto, e Vičario genera¬ le, viene x eIetto Vicario ca- pitalare vacante la sede ve- covile. II Governat. conte Pom- peo de Brigido viene giubi-\. lato, a cui suecede il con¬ te Sigistnondo Lovasz .. Li due frateili Arciducbi d’Austria Lodovico, e Gio- vanai in breve intervallo uno. dali’ altro passano per Trieste, S. M. 1’ImperatoreFran- cesco II. si dichiara pri ra o Itnperatore d’ Austria . Fun- zione, e pubbličhe festefat- te in tale circostanza in„ Trieste. Origine delPerezione del- la nuova strada dietro la Chiesa Catledrale di saa Giusto. XV 1> A G. V E S C O VI 5 UM. H!I O J I E II Go verna tore pone la pnma pietra fondariientale per la erezione della nuo- va Cliiesa »el viliaggio di Opchina. Andrea Bozzini e nipoti, il piu antico cordajolo in Trieste, inalzano il porti- eato sullo stradone del Laz- zaretto nnovo. Organizzazione della guar- dia civica territoriale , e be- nedizionedelle bandiere nel- la Cattedrale . Motivi della rottura di pace tra 1 ’ Austria , e la Francia. Viene separato il tribu¬ nale civico provinciale , e giustiziale, dal Magistrata pubblieo politico ed eca- nomico. 11 patrizia Ignazio de Ca- puano viene decretalo Pre¬ ši de del Magistra to . Anrivo in Trieste delPAr- ciduca Massimiliauo cugiua delPImperatore. 11 medesi- mo eccita il Magistrato , ed il celo mercantile a spedi- re deU’acquavite alPArma- ta di ritirata, Il patrizio Saverio de Giu* liani Capitano della milizia civica viene sprdito dal Ma- Kum- HE H O tl < I gfstralo incontro al Gene- J rale francese ch’era per eri- irare in Trieste afiine d’os- sequiarlo . Seconda invasione fran¬ cese. Li Francesi entrano in Trieste li tgi novembre al- le ore 10 della mattina Loro dimora, vessazioni t e d aggravj apportati a Trie- ste sino la loro sortita , che fil li 4 maržo del 1806. I Proelama di Si M. 1 ’ Im- I pGratore d’Austria ai sud- I di ti di tutti li suoi Stati.. Soletlne ingresso delle truppe Austriache in Trie¬ ste . Ritorno del Gdvernatore. Erezione d’ una Lapide suila strada nuova dietro la Chiesa Cattedrale di san Giusto. Vengono aboliti li soldi I Morte deli’ Imperatrice Maria Teresa consorte del | regnante Imperatore d’Au- stria. Arrivo in Trieste d el 1 ’Ar- eiduca Lodovico. li delbarciducaGiovanni. S. M. F Imperatore d’Au- stria sposa in terzi voti l’Ar- ciducliessa Maria Lodoviea 6ea trice. xvlr TVllT PAG. £88 2 99 Bo2 3o4 3o6 H E M O K i E ___._.__ 'della Gran-Croce delPOrdi- ne di san Leopoldo ; ed il Barone Zach Maresciallo* di guella Comendatore del detto Ordine. Benedizione della Bandie- ra delprimobattaglione del- la tnilizia provineiale, e di- ■sčorso ai soldati prouuilzia- to dal P. Piado. il secondo battaglione del¬ la tnilizia territoriale parte per la coiiguista di Capo- distria . f battaglioni Triestini al blocco della Fortezza di Palnia. I detti battaglioni si bat- tono a Prewald coi Fran- cesi. Tutti gli effetti erariali t e le argenterie delle Chie* se vengono i ncassati e tra- 5 sportati rielP Ungheria. I MEMORIE STORIGHE SACRO-PROFANE DALIj’ AiSTNO 1 775 STNO ALLA SORTITA DA TRIGSTE DEGM AUSTRIACI NELl’ ANNO 1809. Imperat. Pontefice Maria Teresa. 177 5 Pio VI. e Giuseppe II. 84. FRANCESCO FILIPPO Co. de Inzaghi nacque in Graz li a ,5 rnaggio 1731 . Fu Preposito infulato delFinsigne Collegiata di Nikelspurg nel- la Moravia. Li 24 aprile del 1775 Maria Teresa lo nomino vescovo di Trieste col titolo di effettivo Consigliere di stato. Quindi preše possesso del ve- scovato nella Cattedrale li 26 ottobre dello štesso anno. Alle ore due, e tre quard dopo il mezzogiorno dei i 5 maggio giunse in questa eilta da Vienna in forma privata, tra le acclamazioni universali del popolo, rimperatore Giuseppe II. nelPeta di anni 34 . Dopo essere smontato alla loeanda grande in piazza } e cibatosi ad un breve pranzo, com’era accostumato, accompagnato da due generali, dal cavallerizzo maggiore , e dal comandante di que- sta citta conte Lamberg, portossi tra la folla del popolo alla visita del Gastello , dal quale disceso fu aceolto nella Cattedrale di san Giusto dal cano- nico Decano , e da altri nove canonici in mozzet- ta, coli’ aspersorio deli’ acqua lustrale, e dopo avere alquanto pregato, ricereo delPantichita del- la chiesa Cattedrale, e quante volte al giorno i canonici frequentassero la medesima, a cui rispo- ee il Decano: due volte al giorno, e tal vol ta anche piu . Quindi discese alla chiesa di S. Maria Mag¬ giore, fu de’Gesuiti. E nel breve tempo che trat- TOM. V. X 2 tennesi a Trieste visito 1 ’OspedaIe (ora Gaserma ), < J lidue Lazzaretti, leSaline,ed altri luoghi piu distinti. Lasciat^ finalmente segni di sovrana cle- menza e generosita, tra le infinite grida di Vivu il nostro Imperator e, parti li i g dello stesso mese di maggio verso Venezia per ivi ritrovarsi nelTocca- sione della festa delPAscensione, detta della Sen- sa, co’ tre suoi fratelli, Leopoldo , Ferdinando, e Massimiliano arciduchi. Distaccatisi due Monaci Armeni dal loro mona- stero stabilito in Venezia, cioe il P. Adeodato Ba¬ bic, ed il P. Minas Gasparenz nel 177S vennero a Trieste col piano di stabilirvisi per la cura spiri- tuale di que’Negozianti Armeni, che in picciol riu- mero eransi stabiliti in Trieste , Dietro la veduta di far aumentare il numero dei detti nazionali in Trieste a motivo del commercio , ottennero dalla Imperatrice Maria Teresa un diploma in data dei 'So maržo deli’ anno presente 1755, col quale gli autorizzava a stabilii’si in Trieste, ed a tal line concessegli la chiesa di santa Lucia, detta dei san- ti Martiri, perche 1 ’officiassero, avendone compra- ti gli annessi stabili. Fecero acquisto in seguito i detti Monaci di alcuni beni campestri, che gia ap« partennero ai Gesuiti, come ilCoroneo, i catnpi vicini, ed in piarmra, dove ora sono i fondi desti- nati per la citta, Franceschina, Scorcola , ed altri. Non esistevano scuole pubbliehe tedesche in Trie.' .e per 1 ’ addietro , soltanto V anno presente - per la prima volta furono decretate le scuole nor¬ mali tedesche, ed aperte li i 5 decembre nel colle- 3 gio ove ora sono i detenuti. Oltre alle suddette scuole ne furono placidate altre due elementari, 1 parimenti tedesche. Fra i decreti, ed onlinanze uscite dalla corte 1’ anno medesimo, e quello che proibisce, sotto li 4 maržo, il dare licenze o passaporti ai pellegrini per trasferirsi a Roma. Ed un altro dei 17 giugno il quale risguarda il modo di procedere, si per par- te della superiorita ecclesiastica, come da parte della superiorita secolare nelle cause in času per- cussionis Clerici . In luogo del Presidente, e Gapitanio Francesco Adamo conte Lamberg, fu nominato Governatore Parmo 1776 il 'conte Zinzendorf. E questi Upri¬ mo Governatore che conti Trieste. Arrivo in Trieste P anno medesimo da Smirne Demetrio Carciotti, nativo della Morea, come agente di un ricco mercadante di cola. Con il suo ristretto capitale, e col sostegno del suo principa- le, egli seppe forrnare un traffico il piu fortunato per se, e proficuo per la piazza con tutte le parti del Levante. Arricchi se medesimo; ed ebbe il con- tento di vedere arricchiti tutti i suoi subalterni di negozio . Editico uno stabile de’ piu grandiosi e belli della citta, e ne inalzo degli altri lungo il eanal grande. Arrivo parimenti da Candia Giovanni Andrula- clii colla sua famiglia ben fornito di capitali. Apri uri a fabbrica di sapone oltre al ponte Rosso sulle Saline, e vi fabbrico unagrarrCasa, lo che ser- vi di stimolo alla fondazione di altri casamenti in 775 4 que’ prati e saline , di modo che ora forma il piu bel borgo della citta Teresiana. L’ anno appresso 1777 venne da Ancona Deme- trio di Giovanni Baldasi nativo di Smirne con ca- pitali a stabilirsi in Trieste. Sostenne questi colla sua patria uti continuato ed accreditato traffico . Dopo del suddetto 1 ’anno medesimo arrivo Gior- gio Bujazoglu da Candia, e stabili un traffico atti- vissimo colla sna patria . Dovendo servire il Collegio per Caserma della truppa de’ cannonieri Boemi di guarnigione, furo- no trasportate le Scuole normali, cola fondate nel 1774, nel Seminai-io, ove tuttora esistono. I beni di detto Seminario che godevauo li Gesuiti furouo venduti in quest’ anno , e degPinteressi del rioa- vato vennero formati alcuni stipendj per gli studio- si Triestini . Da tempo immemorabile i Canonici della Gat- tedrale di san Giusto erano i soli parrochi di Trie¬ ste, ed amministravano i Sacramenti avicenda, e fra loro dividevansi i proventi della stola par- rocchiale . Quest’ anno poi S. M. mediante un de- creto dei 1 3 maržo determino che nella citta di Trieste venissero erette due Parrocchie, una per la citta vecchia, da esercitarsi per piu comodo neb la cbiesa figliale di santa Maria Maggiore fu dei Gesuiti, e la seconda per la citta nuova nella chie- sa di s. Antonio al Ganal grande . Della prirna f'u stabilito in parroco D. Marbo Sadnec, e delPal- tra D. Filippo Froilik . Ad ognuno furono assegna- ti otto Sacerdoti per coadiuvare il respettivo Par- foeo nella eura delle anime, i quali vengono chia- inati Cooperafori. Ottennero li Canonici di Trieste l’anno 1778 dalla Sovrana M. T. la Croce pettorale, la qua!e venne loro consegnata ai 37 maggio vigilia deli’ A- scensione di N. S. dal vescovo conte d’Inzaghi a nome deli’Imperatrice suddetta , coli’ obbligo di portarla sempre pendente al collo da un nastro rosso . La medesima era del valore dii2 0ngheri per ciascheduna. Sempre piri aurnentavasi a Trieste il commer- cio, eosicche ne nacque in quest’ anno una gran- diosa fabbrica per raffinare i zuccheri. Fu questa la prima, piantata sulla strada che conduce al Laz- zaretto veccbio. Dalla Dalmazia Venne in Trieste il dottor Leo¬ nardo Vordoni oriundo di Corfu con la sua fami- glia . Fn accolto dalla Greca nazione, e quindi fu dalla sovrana Corte approvato medico . IC questi il prirno medico di nazione Greca in Trieste. A misura che il commercio fioriva , dilatavasi anclie lac-itta, e percio venne trasportata la spran- ga vecchia piu in distanza di prima, e nel 1779 fu štabi lita ove tuttora ritrovasi. Nello stesso anno venne decretata ed anerta la x trnova strada cormnerciale, che conduce ad Opchi- na, a piedi della quale fu eretta una nuova spran- ga, quale tuttora porta il nome di spranga nuova. L’ultimo benelicio, che Maria Teresa fece al commercio di Trieste, fu quello delPavere abolito con suo Decreto dei 28 maggio di quest’anno Pan- 6 tico dazio civico della pesa , ed invece venne este- ^ 8o bo il dazio delTedueilio del vino anche ali’ acqua- vite , al rosolio , ed alla birra . Tutto quel tratto di strada, che divide la citta vecchia dalla Teresiana, e che in oggi viene deno- minata Piazza della Borsa, e Contrada del Corso, dicevasi pel passato , contrada della porta nuova , la quale nel 1780 per comodo del commercio degli ahitanti, e de’ carriaggi, non che per abbellimen- to della citta fu intieramente demolita . In questo stesso anno fu stabilito il macello , oltre il torren- te verso il mare sul principiare della contrada del Lazzaretto nuovo . Cinque soltanto erano in questo tempo le farni- glie di nazione Illirica e di religione Greca stabili- te in Trieste. Li principali erano il conte Giovan- ni Voinovich dalle Bocche di Cattaro possidente di časa e campagna, e Giovanni detto Jovo Curto- vich, di Czegovina, uomo intraprendente in com¬ mercio , e specialmente applicato al traffico delle frutta, e vini del Levante colla Germania, traen- doli dalla loro origineco’proprj trabaccoli da prin- cipio, ed in progresso coimoltiplici suoi bastimen- ti di vele quadre . Con che accrebbe di molto , ed incoraggio la navigazione Austriaca, pei solleciti e frequenti viaggi che gli faceva fare . Vivevano le dette famiglie Illiriche in perfet- ta fratellanza coi Greci fondatori della chiesa di S. Spiridione, per essere dello stesso rito. Essen- do peraltro di diverso linguaggio , bramarono gli Illirici di avere un Sacerdote nazionale per la Gon- 7 fessione , e per offieiare n el la loro nativa lingua , cio che fn loro dai Greci liberamente conceduto. 1 Nondimeno i dispareri tra le due nazioni Greca- Orientale, e Greca-Illirica rapporto il tempo ed il modo dipraticare le funzioni nelle due diverse lin- gue Greca, ed Illirica nella medesima chiesa, sen- za potersi combinare, indussegl’ Illirici a ricorre- re allaCorte per mezzo delGoverno, affinche colla sua autorita pouesse fine alle dissensioni suddette. Il risultato r»e fu } che comparve un Decreto della Sovrana M. T. col quale obbligava i Greci orien- tali ad aderire al sistema degl’ Illirici. Qual De¬ creto venne reso notorio ai Greci nel Giovedi San¬ to, allorcbe appunto tutti adunavansi nella chie¬ sa per assistere alla sagra funzione . Trovavansi gia gPIllirici nella sala destinata alle radunanze, accanto alla chiesa. Fecero quindi chiamare i Gre¬ ci , i quali andati, sentirono leggersi il Decreto. Qual fosse la loro sorpresa a si inopinata novita, ognuno se ’1 pub immaginare. Convocatisi separa- tamente, decisero unanimamente di abbandonare piuttosto la chiesa , che sottostare agl’ Illirici. Di- versi Decreti minacciosi del Governo comparvero ai Greci obbli^andogli a sottomettersi al sistema degl’Illirici ; ma tutto inutilmente . Due mesi do- po i Greci aprirono e riunirono alquante camere ridotte in una sala in časa del negoziante Andru- lachi, e la trasformarono in cappella sotto 1’ammi- nistrazione di Giorgio Preveto, proprietario di un bastimento. Decorata condecenteapparato, e prov- veduta di tutto 1’ occorrevole^ si formo una con- s fraterna , che invigilava ai bisogni del poveri della 1 '?^ 0 Joro nazione . Per lo spazio di sette anni continui ufficiarono i Greci nella suddetta cappella. Epoca memorabile forma quest’aimo pel passag- gio alPaltra vita della virtuosaMaria Teresa. Qual- che tempo dopo la morte delPImperatore France- sco I. suo amatissimo sposo, essa fece fare la sua cassa da morto , e cuci ella stessa il suo abito, e iu questo abito stesso fatto colla piu gran segre- tezza fa appunto seppellita . Non cesso di appli- carsi alle cure del governo, se non tre soli giorni prima di morire, ed in que’tre giorni ancora non cesso di cliiamare a se or l’uno , or Faltro dei figli suoi, trattenendosi con essi nel dar loro gli estre- mi materni avvisi, e consigli . Fra le parole eh’es¬ sa disse aleune ore prima di spirare, si rendettero osservabili le presenti: -- Se si e fatto qualche cosa di riprensibile in tempo del mio regno, eio fu certamente senza la miasaputa, perche io ho sem- pre avuto in vista il bene . = Rivoltasi poi alf Augusto suo figliuolo = Lo st ato, diss’ ella, in cui sono , e lo scoglio di cio che si chiama gran- dezza eforza. Tutto sparisce in questi momenti . La tranquillitd in cui mi vedete , proviene da cib che fa la purita dellemie mire. In tempo di un re¬ gno penoso di 40 anni ho amata e ricercata la ve- rild . Forse sono stat.a ingannata nella mia scelta, e le mie intenzioni forse sono State mal comprese , ed anche piu mal eseguite. Ma qutllo che sa tut- to, ha veduto il fondo del mio cuore. La serenitd che io godo e la prima grazia della sua misericor- 9 dia , che me nefa sperare delle altre . Noti ho mai chiuso il mio cuore alle grida degVinfelici : questa jr i^° e la idea piii consolante, che io abhia in quest , ul- timi istanti. =. Continuando essa senza interruzio- ne in questi sentimenti, piena di quel santo e vi- goroso coraggio che da la fede, staccandosi dalla vita senza lagnarsi, e dalle grandezze senza doler- si, spiro la Gristiana eroina ilgiorno 29 novembre di anni 63 , e fu deposta fra le lagrime universali nella tombadeirAugusta Austriaca famiglia a can- to deirimpetatore Francesco I. suo caro sposo . II primogenito , 1 ’Augusto Giuseppe, salito sul trono imperiale 17 anni prima della di lei morte, resto erede degli Austriaei Dominj . Arrivata in Trieste la nuova della surriferita morte , a spese del pubblico fu eretto un suntuoso catafalco nella chiesa cattedrale * ColFintervento del Governatore, del Magistrato , non meno che di tutti i regj ufficianti, e di altre riguardevoli persorie si celebrarono dal vescovo le solenni ese- quie tre giorni consecutivi, in ognuno de , quali dalFAbbate Degrandis, con oi'azione funebre, fu- rono recitate le gloriose gesta , rare virtu , ed esi- mie doti della piissima , e benefica Imperatrice. Espostasi perparte del Capitolo la sua pretensio- ne di tutto 1’avanzo della cera di questo funerale, spettante al medesimo in virtu d'antica consuetu- dine, ne ando al possesso si di qnella eh’era sopra il catafalco, che deli’ altra che ardeva sugli altari. La prima legge, che da Giuseppe fu pubblieata, dopo raancata Maria Teresa, nominatamente anche per Trieste, fu il generale regolamento giudiziario ^^promulgato con Patente del di i maggio 1781,6 pošto in attivita nel di x maggio delPanno se- guente. Tutti i Greci venivano daprincipio seppelliti se- gretamente, ed appena col Rescritto del di 29 febbrajo 1759 fu loro placidato di farsi seppellire in pubblieo , ed avevano il cimiterio nel circuito esterno della chiesa di santo Spiridione; ma nella summentovata occasione, per cui si separarono dai Greco-Illirici, i Greco-Orientali comprarono da un certo Pellos un fondo situato sulla piazza delle legna per fiorini seimila, con contratto delli 20 aprile 1781. Tenendosi nella Cattedrale la solita annua espo- sizione delle 4° ore uella Settiinana Santa, segui una notte il fortuito soffocamento di 5 giovanetti ministranti della Messa , restati vittime del morti- fero fetore delle esalazioni del carbone da essi ac- ceso., e ritenuto in una camera sopra la sagrestia , ove si erano rinehiusi per dormire. Il Sindico ca¬ pi tolare vi fece l’esequie, e diede sepoltura ai ca- daveri nella tomba del Sacerdote Antonio Burlo fu sagrestano della medesima Cattedrale a pie deb la cappella della Madonna di Pieta . Un impetuoso vento con pioggia ruppe in que- st’anno le invetriate delPantichissimo , ed unico finestrone rotondo di gotica architettura, che illu- mina la navata maggiore della Cattedrale. L’acqua penetrata dentro insinuossi nelPorgano , e ne gua- sto tutto il rnacchinismo di legno. Il detto organo, fabbricato oirca Panno 1690 } era opera di Euge- nio Gasparini, celebre in quel tempo, il quale per 1 ?^ dare adito allaluce, ingegnosamente lo costrni die- tro la circonferenza del finestrone medesimo. Sif- fatto inconveniente produsse Pidea di aggiungervi una ramata , e fortificare le invetriate con ferri • Con cio si ottenne il desiato effetto di allontana- re per sempre simili disordini. Ali’ organo rovina- to ne fu sostituito un altro di forma diversa del primo, cioe a foggia di credenzone , dalla qual forma risulta la privazione della maggior parte della luce, che il mentovato finestrone mette nel- la navata inaggiore . Quest’organo e opera del ce¬ lebre Dazi, che internamente ne contiene un altro picciolo . Calavano da Vienna di quando in quando ordi- ni e risoluzioni sovrane, ora risguardanti i Rego- lari dello Stato, la di cui relazione, e dipendenza dai loro Generali residenti in Roma veniva inter- detta. Proibita in seguito la vestizione di nuovi candidati. Assoggettati intieramente gl’ individui ad ogni cenno degli Ordinarj ov’essi ritrovavansi , potendo essere disposti nella cura delle anime per la diocesi, se il vescovo gli avesse conosciuti abili. Ora risguardavano esse resoluzioni tutto il clero anche seoolare, vietando a tutti di ricorrere a Ro¬ ma per conseguire dignita, prelature, o titoli. Ora versavano sopra certe abusive divozioni, ovvero sopra associazioni, com’ erano quelle dei Terziarj. Alla fine di quest’anno uscirono dalla Moscovia 1’irnperial Principe ereditario di tutte le Russie e 12 gran Dača Paolo, colla principessa di lui sposa na-* o2 fa dalla Časa di Wirtemberg , sotto i nomi di con- te, e contessa del Nord , e passando pei’ la Polo- nia, e Moravia arrivarono a Vienna circa li primi di decembre . Splendidarnente furono accolti dal- Plmperatore , con eui vollero i reali ospiti termi- nare Panno 1781 e principiare il 1782. Propostisi i detti reali Principi di fare un lungo viaggio, e giro per 1’Italia, Francia, e Germania ; da Vienna s’incamminarono verso Trieste, e qui giunsero al- la meta di gennaro preceduti da una colonna, cbe consisteva in varie carrozze , uua delle quali era la loro cucina di -viaggio , ed una colonna del loro seguito arrivo dopo di essi Principi. Conforme se- gui nelle Austrlache eitta per dove passarono gl’il- lustri viaggiatori, fu qui puretenuta a loro riguar- do una sontnosa festa di ballo nel teatro vecchio, tutto illuminato a giorno si nelPopera cbe nel bal¬ lo, a cui furono tutti gli astanti serviti profusa- mente di rinfrescbi, ed onorati ambedue le volte dalla presenza de’reali Principi passaggieri. L’Im- peratore Giuseppe II. come da per tutto , cosi an- che in Trieste fece conoscere la sua magnificen- za, impegnandosi a proprie spese di far godere ogni piacevole trattenimento ai mentovati perso- naggi sino a cbe si ritrovarono ne’suoi Stati. Nel quarto giorno essi partirono da Trieste , e passan- do innanzi la chiesa Illirica di loro rito diedero se- gno di religione entrando nella medesima , e la- sciandovi competeute limosina. Al con te Zinzendorf successe nel Governo diTrie- i3 ste il conte Pompeo de Brigido patrizio Triestino . Ottennero gPIsraeliti di Trieste in gnest’ anno 1 la conferma dej loro privilegj col seguente re- 6critto. Rassegnato alPaugustissirno sovrano trono P u- miiissimo ricorso stato poretto per parte di que- sta universita degPIsraeliti, affine di ottenere la graziosissima confermaziorie dei privilegj statigli ne’tempi passati accordati dagli Augnstissimi Re- gnanti antecessori^ si e compiaeiuta S. I. A. R. M. di clementissiniamenteordinareconaulico Rescrit- to segnato il di 19 decembre 1781 che questo Go- verno debba nel gloriosissimo sovrano nome noti- ficare ad essa universita , qualmente P altefata M. S. oltre a tutto cio che si e degnata gia di univer- salmente stabilire col sovrano Resoritto dato li 16 rnaggio 1781 a favore di cadauno degPiudividui della nazione Israelitica dorniciliata ed esistente ne’felicissimi suoi Stati ereditarj, sia ancora deve- nuta a graziosamente confermare a questa univer¬ sita degli Israeliti di Trieste tutte le altre preroga- tive , delle quali finora essa godette in forza di precedenti sovrane concessioni, cioe= Il permesso di possedere beni immobili. = L’esenzione del da- ziodel capo_, ossia leimbanth.— Un’efficace prote- zione contro i violenti battesimi de’loro fanciulli statagli promessa colle sovrane Risoluzioni dei 6 agoslo 1740, degli 8 luglio 1744? e de’ 24 luglio 1774. Si e ancor compiaeiuta la M. S. di sta- tuire che i negozianti Israeliti di borsa debbano per Pavvenire riguardarsi come capaci a sostenere *4 1’officio di deputati di borsa, eome tutti gli altri 1 7 ® 3 negozianti Cristiani, e conseguentemente, che non šara veruna difficolta di confermare un negoziante di borsa Israelita per deputato,se, e quando il medesimo mediante una legale ballottazione fosse stato dal corpo mercantile spontaneamente eletto per tale ufficio . Non si dubita che questo nuovo tratto della so- vrana clemenza abbia ad infervorare sempre piu tutta la loro nazione ad impiegare ogni possibile mezzo, onde rendersi maggiormente ulili, e grati tanto allo Stato che ai loro concittadini, unico scopo al quale collimario tutte le presenti clemen- tissime sovrane provvidenze. Per quello poi concerne il suo interno regola- mento di poliži a -viene istruita essa universita di compilarlo , e sollecitamente avanzarlo a questo Governo , onde possa essere rassegnato alla sovra- na Corte per la graziosissima approvazione , e nel- lo stesso incontro viene nuovarnente eeeitata essa universita perche a norma del Decreto dei 26 no¬ vembre 1781 relativo ali’ aulico Reseritto dei 20 ottobre anno suddettonomini quanto plima le per- sone che črede eapaci d’istruirli nel metodo delle scuole normali per degnamente indi sostenere l’in- carico di professore nelle loro scuole , come pure di presen tare in breve termine i libri commessigli col suddetto Decreto risguardante 1 ’ interessato oggetto di una buona morale . Trieste li 26 gennaro 1782. Garlo conte di Zinzendorf. i5 In vigore del surriferito Rescritto furono imme- diatamente dalla universita Israelitica istituite, 1 ed aperte le scuole normali per la gioventu di ambi i sessi di lor nazione, guali vengono istruiti nelle lingue Italiana, Tedesca, ed Ebraica. Venne parimenti istituito un regolamento per le suddet- te scuole. Con Rescritto del di 9 agosto ottennero i Greci orientali dali’Imp. Giuseppe la facolta di fabbri- carsi un’altra propria chiesa, guale dedicarono al- la Ss. Trinita , ed a S. Nicolo . In conseguenza di tale Rescritto convocatasi la nazione in un generale congresso sotto il presidio del consigliere governiale Barde Pittoni delegato dal Governo nel 24 novembre elessero per suoi deputati alla fabbrica della mentovata chiesa Gio- vanni Pandasi , Demetrio di Giovanni, Demetrio Garciotti, Apostolo Zograffo , Giorgio Bojazoglu, e Giovanni Andrulacchi . Li medesimi deputati scelsero per aggiunti Anastasio Pappaleca, Marco Cassurbachi, Cesare Pellegrini, Giovanni Tabi- sco , Angelo Cornelio , Giorgio Preveto, Diaman¬ te ( Adamante ) Livaditi, ed Anastasio Nicco. Per Pinnalzamento della detta chiesa fu prescelta la localita sulla riva del mare per comodita anche degli eguipaggi de’bastimenti ancorati, da’guali si potesse vedere la chiesa, ed ascoltare laMessa. II fondo apparteneva in proprieta ad Apostolo Zo- grafFo , acguistato dal medesimo da Antonio Ros- setti nob.di Scander consigliere dicommereio. Ce¬ de il Zograffo quel suo fondo per la fabbricazione i6 della chiesa, con l’espressa condizione, cbe il valu- I ”^ 3 tato prezzo gli fosse soddisfatto se, equando la cas- sa didepntazione avra mezzi sufficienti .Bensi si- no alFestinzione del detto prezzo la cassa di depu- tazione corrisponderebbe al detto Zograffo, a tito- lo d’ interesse, sni ragguaglio del sei per 100 l’an- nuo contingente di 660 fior. Alemanni , presuppo- sta la sufficienza di detta cassa, giacche il gia det¬ to Zograffo si era dichiarato , ed obbligato di non- molestare la deputazione, molto meno la nazione ne pel capitale, e neppure per gPinteressi. Incon- trassegno di gratitudine venne dichiarato il Zograf¬ fo dalla deputazione per uno de’fondatori della nuova chiesa , colla partecipazione de’ suffragj , e prerogative. Li deputati pure furono qualificati per fondatori. Da Venezia trasferissi in Trieste il Greco orien- tale Paresco Catraro ^ oriundo di Napoli di Roma- nia, quale dopo resa ai Turchi nel 1715 , preši in cattivita i di lui genitori, furono questi condotti a Costantinopoli . Cola riscattati, nacque il suddet- to Paresco, e trasferironsi a Smirne, ove si stabili- rono.Morti i genitori, essoin eta teneraimlustria- vasi per mantenersicon unasorella, ed unfratello. Si diede in seguito alla mercatura, e si associo con una delle primarie čase mercantili di Smirne, fa- cendo i viaggi della fiera di Sinigaglia . Nel 1755 stabilissi a Venezia, e colamantenne un utile com» mercio con Smirne sino alPanno 1782. L’anno fu questo di eccessivo freddo nell’inver- no, quale danneggio e distrusse le piante, in prin- ! 7 cipalita degli olivi , eagione d’un’estrerna carestia d’olio . L’estate poi fu si caido e secco, che deso- 1 16 ogni prodotto della terra, ad eccezione del vino che riusei mediocremente abbondante. Venuta la nuova sul principio deli’ anno 1788, che S. M. volesse traslocare il vescovato di Trie- ste a Pručk insieme col capitolo; si manegeiarono efficacemente i canonici presso il Magistrate , af- finche il medesimo avanzasse le loro valide ragio- ni al trono , onde deviarlo dal propostosi piano , e rimanere trarujuilli nella propria patria. Nella primavera deli’anno antecedente 1783, guasi che avesse la sna sorgente /lella Russia, co- mincio di la a serpeggiare un picciolo malore, det- to percio male russo . Altro non era in sostanza, che una costipazione con qualche straordinario sin- tomo , e curavasi con facilita in pochi giorni . Si propago rapidamenteilsuddetto malore, di maniera che non vi fu quasi veruno , il quale ne rimanesse esente . L’acqua con aceto veniva preseritta per una hihita salutifera, e preservativa di questa epi- demia, la quale passando per la Polonia, e tutti gli Stati ereditarj , calo sin qui a Trieste, e si dif- fuse nelPItalia, dove termino col prineipiare di quest’auno 1783, Con Decreto sovrano venne ordinato a tutti i beneficiati , chiese. e confraterne, che in avvenire i capitali de’ luoghi Pii non s’ avessero piu da in- vestire in mani private, ma doversi collocare nelle casse regie, e fondi pubblici ad interes- se. Tutte le processioni arbitrarie vennero abolite TOM. v. 3 con sovrano Reseritto , rimanendo quelle che sono ° ^istitaite dalla Chiesa, come il Corpus Domini, le Rogazioni, e la processione di san Marco. Lascian- do pero ad elezione degli Ordinarj di determinar- ne due ogni anno straordinarie, oltre di quelle che credessero opportune nelle pubbliche neeessita. Venne pure pubblicato in forma di costituzione un Regolamento risguardante i matrimonj, consi- derati come contratto civile , ed in esso si dichia- rano invalidi per gli efletti civili que’ matrimonj , che fossero celebrati senzail consenso deigenitori, o in loro mancanza, dei tutori , quando gli sposi non abbiano 1’ eta d’ anni 24. Arrivo in Trieste con molto seguito de’suoiAra- bi un Ambascialore straordinario, spedito alla Cor- te di Vienna dal Re di Marocco, per trattare col- 1’Imperatore una reciproca buona intelligenza^ ri- spetto al commercio di ambi gli Stati, con vantag- gio dei sudditi delle due nazioni. Gonduceva seco diversi oggetti da presentare in dono a S. M., e tra questi 12 cavalli affricani. II vestiario era uni¬ forme tanto di esso Ambasciatore, quanto del suo medico, del Mufti, ossia Sacerdote, e degli altri. L’Arciduca Massimiliano coadjutore , e succes- sore delPElettorato di Colonia, eMiinster, il quale portossi nella primavera di quest’anno in Italia per visitare le Arciduchesse sue sorelle, fece ritor- no per Trieste nel piti stretto incognito, senza avere ammesso al baciamano veruno, e senza ac- cettare alcun onore . Vestito in abito clericale, era esemplarmente negletto il di lui portaniento, sen- »9 za chioma, e senza maniehetti. Avendo egli visi- tate a piedi le fabbriche di questa citta , e fattosi 1 vedpre nel casino , se ne parti nel terzo giorno . Col principiare di quest’ anno^ cornincio qui um nuovo governOj nnitovi aquesto anche le due Con- tee di Gorizia , e Gradišča . Per Governatore, e Comandante militare diTrieste fu prescelto il con- te Pompeo Brigido, patrizio Triestino , oriundo da Napoli. Li suoi antenati vennero qui a stabilirsi nel secolo sestodecimo, dove furono poco dopo ascritti al patriziato . Ferdinando III. gli aggrego al numero dei Baroni del S. R. Imp., ed egli fu dali’Imperatrice M. T. dichiarato conte del S. R. Imp. insieme colla sua discendenza d’ambi i ses~ si, indi ciamberlano, poi corisigliere effettivo inti¬ mo di Stato. Vi fu stabilito il foro nobile, detto anche tribu¬ nal proviuciale , composto di 4 consiglieri referen¬ ti, due di Trieste, e due di Gorizia col preside ch’ era lo stesso Governatore . A queste si spetta- vano le‘ cause della nobilta delle due Contee, e di Trieste, cosi quelle dei regj ufflcianti, e dei mer- canti di borsa in seconda istanza. AUe liti dei con- tadini, ed anche a quelle dei nobili, trattandosi di poca somrna. presiedeva in Gorizia il capitano cir- colare 3 e qui in Trieste un giudice pedaneo che aveva il suo attuario, e da questo foro non vi era altra appellazione, se non alla reggenza di Glangen- furt. Istessamente da questo giudice in cause cri- minali si appellava a Clangenfurt, d’onde egli so- lamente dipendeva . Cesso nel predetto nuovo 94- 20 stema de’tribuaali quello che qui chiamavasi civi- J ? 83 co, eo'npošto di due giudici Ttiestini, prescelti dal Cotisiglio, e da uti giudice regio ncminato dal- la Corte . Resto come cons gliere al loro nobile uuo che fu giudice civieo, rettore di Trieste, e l’al- tro clie pure godeva lo stesso rango rimase in qua- lita di giudice pedaneo , ed a questi due s’ aspetta- va ancora il politico della citta, e suo territorio , conservando eglino il pristino diritto di magistra¬ tura, e della precedenza nella Chiesa Gattedrale del pošto che avevano nel banco graade , o stallo dei Magistrato di rimpetto a quello dei canonici, in cui nelle funzioni non venivano ammessi oltre a loro , che il Governatore , edi cousiglieri del Governo . Fu pero cangiata la forma del Magistra¬ to preseritta dallo Statuto della citta, ch’era di due čiudici, e due provisori, de’quali ne venne istituito uno solo in figura di assunto alla Polizia, e che avea da durare in carica tre anni, dovendo i giudici restare in vita . Lagran siecita, che universalmente fu 1’artoo an- tecedente , cagiono gran penuria di grani. In que- st’ incontro si vuotarono i granaj deli’ Ungheria } e della Croazia per sovvenire gbindigenti tanto sudditi, quanto esteri . Per le ricerehe fatte dai Papalini, e dai Veneti calavaai porti di questo lit- torale quantita considerevole di grani d’ogni sorte per essere irnbarcato . Molti de’ negozianti, e spe- dizionieri profittarono in simil congiuntura . Si vide costruire nel nostro squero un’ opera rarissima; una nave cioe, detta Saica, nominata la 21 Bella Carintiana, di gran mole, e tutta fatta di le- gno dolce, atta soltanto pel carico di legnami per*7®^ fabbriche , corne travamenta, tavole, e simili, ed anche per legnami di costruzione di navi . Con »juesto preponderante carico parti alia volta di Ca- dioe per essere ivi sciolta , e venduta insieme con quello che portava . Ma come si previde, cosi suc- cesse . Non potendo piu la medesima resistere ai flutti del mare , che in cinque sofferte burrascbe 1’avevano di troppo scossa , e fiacchita , peri, do- po avere investito alle coste del la Sicilia . Un Decreto inaspettato arrivo a monsig. Aldra- go de Picardo vescovo di Pedena , con cui veniva trasfierito al vescovato vacante di Segna , coli’ ag- giunta delle vicinanze, e della citta diFiume, nel- la quale dovea risiedere . La colonna norninata deli’ Aquila, eretta in piazzaTanno i56o in memoria deli’Imperatore Ferdinando I, fu levata il di 3o aprile, quando a cagione delle gran colme, ossiano flussi del mare , che di frequente cagionavano de’gran danni, si al- zo il lastricato della piazza suddetta . Fu atterrata anche in qnest’arino la porta detta di Rib orgo . Con aulico Rescritto degli 8 ottobre ordinossi che gli Alunai ecclesiastici di Trieste debbansi collocare nel Seminario di Gratz . Le Monache di Trieste s’erano sempre mante- nute coi proprj loro capitali, e legati di benefatto- ri, ed il primo stabile,chepossedevano,eralameta della villa di S. Croce, la quale fu loro legata con testamento del 1466 dal canonico Pietro Premb. Siccome suceesse in quest ? epoca a tutti i luoghi 8 4 pii dello Stato, avvenne lo stesso anche alle pre- detteMonache, cioe furono incamerati i loro beni, e ad esse venne assegnata un’annua pensione, qua- le percepiscono dal fondo di religione, e da alcu- ne picciole rendite di fondi stabili. Indi furono ob- bligate a tenere le scuole normali tedesche per le fanciuile della citta, le quali vennero aperte il primo di maržo delPanno 1784? nel loeale ove esi- steva 1’antiobissima chiesa di san Martino vescovo, annessa al medesimo Monastero. Avendo Giuseppe II. da terminare degli affari nelle Corti di Toscana , e di Roma, p ar ti da Vien- na li sei decembre dello scaduto anno 1788 , e do- po avere visitate nel passaggio le Arciduchesse di lui sorelle , una in Glangeufurt, e 1 ’altra in In- j spruk, calo nel suo stato diMantova , indi per Bo¬ logna a Firenze, perRoma a Napoli, ove celebro il presente anno nuovo con altre due sorelle, la Re¬ gina di Napoli, e la Duchessa di Parma . Facendo S. M. nel euor delPinverno il suo ritorno per Ro¬ ma , e Firenze, si eredeva cbe da Livorno passasse per rnare a Genova ; ma preše la via di terra, ed arrivo gli ultimi di carnevale a Milano per visita- re anche quella parte del suo dominio . Verso la meta di quaresima si mosse nuovamente per resti- tuirsi alla sua residenza imperiale,e dirigendo il suo viastgio per la Lombardia veneta, terra-ferma, e Friuli, volle passare anche per questa sua citta e porto franco di Trieste. AccoJto da immenso po- polo sulla strada diOpchina, e nelle contrade del- 23 la citta dove avea da passare , giunse fra gli evvi- va circa le 4 ore del dopo pranzo il di \\ maržo 1 7^4 giorno di domenica a Trieste. Smonto alla locan- da grande in piazza , e dopo aver prešo cibo, si fe- ce vedere ali’ affollatissimo popolo aceorso al tea- tro , ov'e sentiti due atti delPopera seria, in cui canto la celebre Pozzi Romana, si restitui al suo albergo. La mattina seguente del lunedi, levatosi di buon ora, si stupi che ancor non vi fosse alcu- no per chiedere udienza . Passo alcune ore nella sua privata cancelleria, e circa le undici ore usei di časa col solo Generale Chiuschi, che avea seco in viaggio, col conte Brigido Governatore, col Ba¬ rone Pittoni capitano circolare, e coni due mag- giori, uno comandante della piazza , e 1’altro di questa guarnigione militare, i quali servivano la Maesta Sua in qualita di due ordinanze . Andando a piedi al Lazzaretto vecchio, osservo ivi il Sovra- no la fabbrica della tela per le vele ; diede un’ oc- chiata a quella batteria sulla punta del molo , e passando di la una brazzera peschereccia s’imbar- co il Monarca col suo seguito per trasferirsi al- l’altro Lazzaretto , detto il nuovo , il quale pure, dopo aver visitato minutamente , ando a sbarcare alla piii contigua riva del grand’ospedale (i) nel ( 1 ) Quest’Ospedale fu fatto erigere dalla citta l’an- no 1766, come si h veduto nel Tomo antecedente: ora il medesimo fabbricato ž la grande Caserma che tuttora esiste. 2 4 quale volle consolare coa la sua presenza i poveri ‘Hmfermi , passando anche a visitare i pazzi, e dopo essersi informato minutamente del loro manteni- mento, ritorno a piedi alla locanda grande circa le due ore dopo il tnezzo giorno . Terminato che ebbe il So vrano il suo ristretlo pranzo, ammise il eonte Governatore, e qualche altra persona quali- ficata sino al Je ore sel della sera, dopo le quali era pennesso a chicchefosse di presentarsegli con suppliche sino alle nove della sera, che erano fis- sate pel suo ritiro.Con questo metodo passo il So- vrano quattro giorni in Trieste, visitando nell’ora divisata alcune chiese e con ven ti, tra’ quali il mo- nastero delle Monache, leseuole, le easerme,e tutte le fabbriche pubbliche, e la sera coli’ acco- gliere le istanze de^uoi sudditi, che gli presenta- vano in iscritto o a voce . Idultirna sera volle in divisa militare, e decorato degli ordini comparire nel casino, ove fece il giro dei tavolini, abboccan- dosi ora con una,ora con 1’altra di quelle signore coinponenti 1’ assemblea, tanto con quelle del če¬ to nobile, quanto con quelle del mercantile . Ra- gionando poi lungamente con alcuni negozianti del Cairo sopra il commercio delFEgitto, dimostrh 1 ’illuminato Principe di essere pienamente infoi'- mato delle notizie ch’egli ebbe dai viaggiatori tan¬ to Inglesi, che Francesi. Nel quinto giorno , li 19 maržo , essendosi levato 1’Imperatore sul far del- Falba , ed avendo assistito al divin sagrificio nella chiesa di san Pietro , se ne parti, non pero senza Jasciar dietro di se un atto di sua beneficenza ver- 2 5 so i poveri della citta, ai quali ordinb che fossero distribuiti dai parrochi cento zeechini. Arrivato appena F Imperatore a Vienna , si stac- carono da quella ragionateria alcuni ufficianti per venire a rivedere anche in questo Governo di Trie- ste , Gorizia , e Gradišča le fazioni fatte dai bene- fiziati delle loro rendite, cercando essi ufficianti di chiarirsi sul luogo, colPabboccarsi cogli stes- si beneficiati, diquelle difficolta che vi s’incontra- vano . Venne anche dalla Corte alPimprevista la Re- soluzione intimata al capitolo dal Governo s quale conteneva la giubilazione di sei canonici piu avan- zati in eta, cioe, il decano Bernardino Garnich, P arcidiacono Annibale de’ Giuliani, i canonici Antonello Frencolsperg , Domenico delPArgento, Felice Conti, ed Andrea Bevilac^ua, restando essi assicurati di avere da percepire dopo la soppressio- ne, e traslocazione del capitolo, di cui trattavasi, tutti quei proventi, che finora godevano . Intanto calavano sempre i Decreti cesarei rela- tivi alle cose ecclesiastiche, ed in tutte veniva no- minato il conte d’Inzaghi, come vescovo di Gradi¬ šča . Anzi venne pure al Governo la distribuzione delle paghe assegnate ai nuovi canonici di Gradi¬ šča . Al preposito fiorini iooo : al decanp 800: al custode 700 : a due altri canonici 600 per eiasche- duno: al vicario generale » 5 oo : al cancelliere ve- scovile 600: a due cancellisti 3 oo per cadauno; ed al cursore 100. a6 Essendo stato ricercato il nostro monsig. vesco- I ? 84 vo, quali fossero le chiese superflue tanto in citta, come nel territorio , furono, mediante la sna in- formazione, chiuse con aulico Decreto i 3 delle medesime, cioe san Sebastiano , san Silvestro det- ta la Congregazione, vicino la chiesa di santa Ma¬ ria Maggiore; il Crocifisso sulla šalita di san Giu- sto; sanfElena li appresso; san Servolo in quella vicinanza , ora cappella del Grocifisso; sant’An- drea , convertita in osteria sulla strada di passeg- gio del suo nome; santa Maria Maddalena, conver¬ tita in časa rurale nella eampagna ora Pontini; la Sagra Famiglia nella časa Conti, appie della šali¬ ta di Rena 5 la Madonna dietro il castello detta la Madonnina j sant’Anna nella strada cbe eonduce alleZaule; san Giacomo sulla contrada di santa Lucia rimpetto ai fondi del conteCassis, ora di proprieta del negoziante Egiziano Antonio Dubane ; san Bartolommeo; e san Pantaleone nella campa-- gna Gostanzi di questo nome alle Zaule.. Li fondi delle medesime furono devoluti alla cassa di reli- gione. L’Istituto de’poveri creato in quest’anno nel- 1 ’Austria, fu eretto anche in Trieste dietro il pia¬ no comumcato con Decreto aulico dei 10 maggio . Per altro Decreto aulico dei 3 giugno seguente fu imposta una gabella sul verdume estero di un ca- ranfcano e mezzo , e di un carantano sul legname straniero; e cio sopra il valore d 1 ogni fiorino.il regolamento de’sensali fu rinnovatoin quest’anno, ed ebbe la sua sanzione per Decreto aulico dei 27 ' J 2 ? settembre. II pedaggio civieo solito a pagarsi alla barriera di Trieste, fu per Decreto aulico dei 27’ settembre accrpsciuto di un carantano a beneficio della nuova strada da Trieste a Prawald . Addi 16 settembre usci un nuovo generale regolamento do- ganale , che derogo espressamente tutt’i preceden- ti, e dichiaro alcune merci estere assolutamente poste fuori di ogni commereio . Nicolo Cannelli nativo di Salonicchio , e stabili- to da molti anni in Venezia , trasferi da quella cit- ta in Trieste il suo negozioe capitali, dove fis- so il suo domicilio . Venne lo stesso anno in Trie¬ ste Giorgio Staurachi da Patrasso con la sua fami- glia . Pianto un fiorito negozio co’suoi capitali, e fabbrico una casetta . Colla mira d’ allontanare quanto piu fosse possi- bile 1’infezione deli’aria, circa alla fine deli’an¬ no 1784 fu fatta dallTmperatore la provvidenza di ordinare in tutti i suoi Stati, che i cadaveri umani venissero sepolti senza cassa ; involti soltanto in una tela, tumulati nei cimiterj alPaperto, ed aspersi con calcina viva , accio si consumasse- ro in breve termine. Questa sovrana risoluzione pero venne rivocata intorno i primi di quest’ anno 1785, restando permesso, che i cadaveri, come per lo passato, venissero pure sepolti rinchiusi in cas¬ sa, non mai pero nelle arche, o avelli in chiesa . Nel passaggio che fece Giuseppe II. da questa citta 1’anno antecedente 17845 dispose rl palazzo vescovile situato in alto tra il Monastero delleMo- nache, e la Gattedrale, per servire in app^esso ad 85 28 uso (Tospedale. Essendosi pertanto immediatamen- te fatta riparare la detta abitazione , e preparati i luoghi perricovero dei pazzi, vennero sal princi- pio della primavera di quest’ anno trasportati tut- ti gli ammalati, tanto quelli oh’erano nelfospeda- le grande ,quanto ancbe quelli che si tenevano dai Frati della Misericordia di s.Gio. diDio nelPospe- dale di san Giusto. Li detti Fratelli poi furono di- sposti a formare un ospedale in Lubiana dal fu Convento dei Padri Franceseani , coi fondi che lo- ro rimasero aggiudicati in parte, e ad ognuno in- dividualmente furono concesse le mobiglie che usa- va nella propria camera. Siccome pure doveano fornire una chiesa o cappella in Lubiana , ebbero liberta di portare seco tutti gli arredi che ebbero in questa chiesa, ed anohe 1’Immagine della Beata Vergine^la quale era tenuta in grande venerazione. Tocco anche ai Padri Cappuccini di dover eva- cnare il Convento loro di Tneste con gran dispia- cere di quest.o pubblico . Gran parte dei cittadini cattolici, ed anche alcuni di differente comunione si sottoscrissero in un Ricorso al Sovrano , in cui si obbligavano di volere a proprie spese fabbricare in altra situazione un Convento pei Cappuccini , e dimantenerli ditutto,colpatto che questi Cappuc¬ cini s’occupassero nella cura delle anime , e s’im- piegassero gratis ad assistere le scuole pubbliche secondo il metodo normale . A questa prima repli- carono una seconda supplica, a’ quali verme in ri- sposta , che il petito non abbia luogo . Nondimeno i Religiosi non vollero partirepei due loro assegna- 2 9 ti Conventi di santa Croce di Vipaco, e di Gorizia fino a che non venne ioro letto formalmente, in 1 ? 8 Refettorio, il Decreto sovrano . Prirna del di 4 no¬ vembre, giornodiloroparteuza,furono da un com- missario inventariate le mobiglie del Convento, e colPintervento del eanonico Barone deli’Argento, commissario destinato dal vescovo , e confermato dal Governo , si presero in nota g/nche gli arredi della loro chiesa, avendo lasciatp pero alcuni effet- ti si di questa, che di ouello a disposizionedei Pa- dri che aveano d^opo nel Convento dove passava- no. Quattro diess,i vennero applicati alla cura del- le anime in qualitadi coojjeratori nella chiesa par- roechiale di sant’ Antonio , due chiesero di andare nei Conventi della religione nello Stato Pontificio, la qual domanda feeerodiversi altriCappuccini del¬ la Stiria, e Friuli ai respettivi Governi, dai quali dipendevano, e ne ottennero il permesso con qual- che somma di danaro per il viatico, colla riserva pero fatta da questo Governo, che quei tali che si esentavano, non avessero piu da ritornare in que- sti Stati, salvo che per visitare i parenti loro a breve termine . Essendo rimaste chiuse insieme con i Conventi deiFratelli della Misericordia, e dei Padri Cappuc- cini anche le loro chiese, non passo molto tempo, che si venne anche a chiudere la chiesa della Bea- ta Vergine detta del Rosario, situata nel cuore della citta , facile a frequentarsi dagente infermic- cia e ritirata, e nelPincanto che venne fatto tanto di questa chiesa come di quella di san Silvestro, 3 o detta la Congregazione, la prima resto in potere 7°'Mei JRifonnati della Oonfessione Augustana , e la seconda della Comunita Elvetiea Evangelica, es- sendo stati approvati detti accpiisti dalla Corte so- vrana , col patto pero che 1’ esercizio di religione che si sarebbe tenuto in dette chiese, non avcs- se da cagionare molestia al cul to, e servizio divi¬ no nella cbiesa parrocchiale contigua di santa Ma¬ ria Maggiore, ossia dei fu Padri Gesuiti. Fu dopoPasqua introdotto in questa citta il ser- vigio divino nelle chiese sul metodo normale pre- scritto dairimperatore Giuseppe II. in tutti i suoi Stati . Cessarono le novene, e certe funzioni che si facevano ad arbitrio . Furono regolate le esposi- ni del Ss.Sagramento nelle parrocehiali ogni gior- no da farsi tanto la mattina, che la sera, o ve in tempo della Messa vengono cantati dal popolo colPaccompagnamento delForgano alcuni inni det¬ ti li cantici di gloria in volgare, alludentialmiste- ro che rappresenta il Sacerdote alPaltare. Alla se¬ ra si cantano alternativamente col Sacerdote le li- tanie dei Santi, con le preči . Circa il principio di decembre si stabili in que- sta citta 1’Istituto dei poveri gia altrove introdot¬ to . Fu previamente fatta la cerca,o questua di limosine manuali, eseguita da persone qualificate delJo stato ecelesiastico, e secolare, eltre quella contribuzione volontaria che per il medesimo og- getto di soccorrere i poveri veniva fatta quartal- mente da molti, specialmente del četo mercantile. JRiconosciuta pertanto dal parroco la vera indigen- Si za dei poveri, a questi veramente tali veniva pas- sato alla di lui presenza da uno, cosi detto padre 1 dei poveri, la giornaliera limosina a chi di 4 ca- rantani, a chi di 6 , ed a chi di 8 , eh’era 1’intiera porzione, e questo veniva dato loro a misura del- l’eta, e forze di ognuno, che fosse in istato di po- tersi procacciare qualche cosa collavoro, accio 1’ozio non venisse fomentato con tale caritatevo- le provvedimento . Nel ripartimento che si faceva delle limosine non veniva fatta distinzione della nascita della persona, ponendoin vistaS.M.ai parenti delle medesime il loro dovere di soccor- rerli in quello che ad essi abbisognasse pili d’un altro. Si era del tutto stabilita in questa citta la log- gia,ossia radunanza dei Franchi-Muratori, ed in quest’anno si feeero i medesimi una loggia pubbli- ca di la del canal grande. Altrove pure si inolti- plicava il numero, a segno che dando nelPocchio i loro appartati congressi, fu prima in Venezia del tutto proibita detta societa, venendo esiliati i loro capi, ed in seguito Giuseppe col vietare 1’osser- vanza di alcuni essenziali loro articoli, sciolse im- plicitamente questo misterioso corpo . Non voleva 1’ Imperatore che ne’ suoi Stati si tenessero loggie di Franchi-Muratori, se nou in quelle citta, ove vi fosse il Governo, accio un membro del raedesi- mo vi dovesseintervenire in tempo della radunan¬ za , nella quale ordino assolutamente che veruno vi potesse essere iscritto, se prima quel tale non si fosse insinuato al Governo del luogo . 3 2 , t 785 Sottrattosi felicemente dalPEgitto il gran Doga- niere del Cairo Antonio Faraone Cassis, con avere anche fatto venire dietro di se la moglie,e fami- glia,oltre le grosse somme di denaro, che il me- desimo fece pria passare ai banchi di Londra , e di Genova , venne a stabilirsi in Trieste . Passo di qua, dopo breve intervallo a Vienna per presen- tarsi in persona alPImperatore, a cui avea spedito previamente un pajo di bellissimi cavalli arabi, e due cammelli. In quest’anno esso gran Doganiere fece delle eonsiderabili investite in possessioni, e čase, specialmente prendendo in proprieta la si- gnoria con molti berii delle Monache di Aquileja , ed il gran fabbricato della Dogana vecehia, per la quale sborso 70 mille fiorini . Avendo acquistato S. M. un suddito si benestante ne’ suoi Stati, lo dichiaro , fin dal principio, conte del Sagr. Rom. Imp., e dopo l’acquisto fatto degli enunciati beni gli diede anche il titolo di eccellenza, cosi detto Decretista. La prima tintoria di filati rossi di cotone ad uso diLevante fuintrodotta in Trieste in quest’an- no da una dita rnereantile sotto il nomedi Costan- tino Bellagura e Comp. quale ottenne in seguito molti privilegj, ed il perrnesso di esporre sopra la porta delPedificio lo stemma imperiale . AUa fine di quest’anno venne una Risoluzione sovrana, la quale portava il divieto ai curati di be- nedire le čase la vigilia del Natale , e delPEpifa- nia.Diedero motivo aquesta legge le differenze fn- sorte tra due parrochi confinarj di un borgo di 33 Vienna, per la percezione deli’ emolumento pro- veniente da tal funzione . Fu qui inteso 1’ ordine 1 sovrano penin totale divieto di benedire ed asper- gere le ease, e percio si cesso affatto da questa an- ticliissima cerimonia della Chiesa . Furono 1’anno 1786 couipilati gli statuti e rego- lamenti della nazione e confraternita Greca stabi- lita in Trieste . Sono questi divisi in 9 capitoli. II pritno di essi risguarda la confraternita della na¬ zione . II secondo il corpo spirituale , politico , ed economico della medesima . II terzo parla del Go- vernatore loro ^ e delle sne incombenze. II quarto dei due assessori, o deputati economie cassieri. II quinto del capitolo , o consulta composta di do- dici individui. II sesto dei due sindici . II settimo dei sacerdoti o cappellani, e loro prefetto . L’otta- vo del nonzolo , e bidello. II nono della scuola; dove si stabilisce d’istituire una scuola(i) con due ( 1 ) Presentemente la detta scuola e divisa in qnat- tro classi sotto qi;attro maestri, quali sono , Niccol6 Safiri di Smirne ; Giovanni Petriccioli da Micone nel- I’Arcipelago Spiridione Preveto Triestiuo; Costanti- uo Asopio da Giannina nelPEpiro . Nella prima clas- se s’insegnano i primi elementi della lettura , e scrit- tura greca. Nella seconda si perfezionano i suddetti, e vi s’ insegnano gli elementi della lettura ^ e scrittura italiana . Nella terza s’ istruisce nella grammatica gre¬ ca , nella traduzione del greco antico al moderno , la grammatica italiana, e 1’aritmetiea . Nella quart,a s’in- segna la sintassi , Panalisi della grammatica greca, la TOM. v. 3 786 H maestri, nella quale vi possano intervenire šei ' ,& giovani sudditi imperiali di religione cattolicaj senza coutribuire cos’ alcuna. Un’accademia ^ inimaginata, e scritta^ puo ben dirsi quivi per la prima volta dali’ertiditissimo Kabbino Rafaele Natan Tedesco primo maestro delle scuole normali Israelitiche, perindagare qual sia il peggiore tra i mali morali, ebbe forža di di- strarre dalle piu gravi oceupazioni i primarj sog- getti di questa eitth, II Governatore' non meno che i consiglieri goveruiali Saurnil, Roth , e varj altri virtuosi soggetti vi assistettero con somma loro soddisfazioue la sera dei i5 e 16 maržo . Dessa ac- cademia sostenuta da uno dei giovanetti Israeliti , versava a porre nel suo vero abominevole aspetto 1’ambizione, 1’invidia, la maldicenza, Pira, Padu- Iazione,Pinganno, la maliziosita del cuore, e Pozio, vizio che provato venne sagacemente degli altri vi- zj il peggiore, come fecondissimo produttore di sciagurate conseguenze . Si fece la stampa di gne¬ st’opera a spese di Grassin , di Galirnan Levi, e David tPIsach Treves, due de’di.ettori delle scuo¬ le della uazione Israelitiea, perfezione della' medesima > e si traduce dal greco al comune idioma i classici Autori . Procopio Carciotti n’6 il direitore . Inoltre sediei dei delti scolari s’ ap- plicauo »lla pittnra sotto la direzione del greco pit- tore Giovanni TrigoniPelopotmese. In diverse manie- re vengou o anche istrnhi nella Religione . 35 S’apri il tempio (j) de’Crisfiam della Ccnfessio- We Angustana inquesta citta di Trieste nella mat- 1 7*^ tina di domenica 27 agosto, e cantando i medesimi il Cantico delPAgnello, magnilicando le opere del- P onnipoteilte miserioordioso Iddio di tutte le gen- ti, vi acčorse un numero maggiore della capacita del tempio, eh’ e di mediocre grandezza. Da due deputati della comunitaPandolfo Federieo Renner, e David Riibelin furono levati dal palazzo gover- niale, ed accompagnati sino al predetto tempio, il Governatore, edil Capitano ciroolaredi questa cit¬ ta. Si die principio colcanto di una preghieradi of- ferta ed’invocazionedel soccorsodivino,fra laqua- le il parroco Augustano Gio. Giorgio Arnold pro- nuncio un discorso agli astanti eommovente egra- dito . Col proseguimento poi della suddetta pre- ghiera ebbe termine la funzione . Sul principio delPanno 1737 fu posta alPincan- to la abolita chiesa della Madonna del Mare con tutti gli utensili, campane , e luoghi adjacenti. Lo stesso avvenne della chiesa, convento ed orti dei Cappuccini. Si suscito verso la fine di settembre un orribile uragano causato dal vento di tramontana. La no* stra spiaggia essendo aperta a detto vento, non po¬ le seguir a meno cbe le navi ancorate non ne ri- sentissero del gran travaglio dalPimpeto dei flutti (1) La chiesa fu della Madonua del Rossrio in piaz* Za del pa ne < 36 che le spingeva verso terra . La dimita del vento, T 787 e del gran raare fece che radando le ancore dei ba- stimenti, i piu vicini a terra investirono a segno che tre si spezzarono del tutto , essendosi salvata la gente fuori di un marinajo, ed un mozzo, e si ricupero nel gierno susseguente il carico d’ olio clTera eotro de’iudri di pelle . Terribile avveni- inento di cui si era perduta qnasi la memoria, dopo quello che segui avanti 20 anni nella giorna- ta di sant’ Antonio di Padova. Dicbiarata la guerra alla Russia dalla Porta Ot- tomana, e coalizzatasi alla Russia medesima anche TAustria , tutto il ricco commercio del Mar Nero preše il cammiuo di Trieste . Servi questa citta di centro del dovizioso traffico degl Imperj Turco, e Russo. Li negozianti piri riccbi di Nisna nella Russia vermero a štabilirsi in Trieste, fra quali vennero Cruciani, Buba, e Ballano di Gianina per ricevere p eri e, ed altri riccbi prodotti della Tur- cbia. Si videlo i Lazzaretti ripieni d’ogni genere di bastimenti, e nel solo giorno dei 24 decembre di quest’annoneapprodarorso 3 o. Trieste ebbe una brillantissima epoca e tutt’iGr§ci negozianti fram- mescolati in questo floridissimo commercio si ar- ricchirono, persino quelli che facevano il sensale, o lo scrivano. Bollendo la guerra fra i Turchi e li Russi, ITm- peratore Giuseppe fece disporre le sue truppe lun- go i confini delPImpero Ottomano , per essere in difesa dello Stato . Nel maržo delP anno seeuente j 788 ebbero ordine alcuni battaglioni di fare una segreta spedizione contro la fortezza turca di Bel- grado , la quale spedizione non riusoi per mala in- 1 telligenza , e per una folta nebbia, che allora so- pravvenne. Dichiarata da Giuseppe formalmeate la guerra alla Porta Ottomana neJP aprile di questo anno , venne ordine a Trieste di fare delle pubbli- cbe preghiere pel buon esito della medesima . Non tardo intanto dopo varie scaramuccie di porre Pas- sedio , e quindi impadronirsi di Novi, e Gradišča Turca. Volle il Sovrano and.nre ad animare la mi~ lizia con la sna presen za, prefiggendosi egli di visitare tutto il cordone militare principiando da sopra Segna , e Garlobago . Priina peraltro venne a Trieste per osservare lo stato di difesa che aveva ordinato per questo porto, e litdrale Austriaco, incaricandone su di cio Pingegnere generale Strup- pi. La sua venuta segui ii 4 maržo alle ore 4 della sera, aecompagnato dal generale cotite de Kinschi. Avendo accordata Pudienza la sera medesima, vi intervenne anche la deputazione di borsa , quindi passd al teatro ove rappresentavasi ildramma eroi- co Giulio Sabino . La mattina appresso visito i luogbi fortificati, e fece rifonnare alcune opere eh’ erauo State fatte., e munire con grossi cannoni, fatti venire da Mantova, le batterie de’due Lazza- retti, del porto, e del rnolo di san Carlo. Fece pu¬ re armare alquanti bastimenti preši a nolo, ed or- dind la costruzione di molle sciaiuppe cannoniere, sciabecchi , e feluche , dispouendo questi navigli in difesa anche dei porti diFiume, e Segna. La mattina dei 6 dello stesso inese nrese il c aro mino 38 per Fiiime, e lo prosegui lungo le frontiere della ^^Croazia, e cfella Slavonia, sino al fiume Sava in Servia, da d e fu presente. alla conquista della fortezza di Sanaz , la quale dovea facilitare Paltra piu importante di Belgrado . LdAreiducaFrancesco^ figlio prim^genito diLeo- poldo Arciduca di Toscana , che F iaip, Giuseppe suo zio avea fatto andare a Vienna, per metterlo a parte degliafFari della Monarchia, arrivo inTrie- ste il di 21 giugno dali’ armata con un treno di 7 carrozze , affine di visitare le fortificazioni, fatte rinovare dal prelodato Imperatore . Per dare un singolare divertimento a codesto Principe, la mat- tina de’22 sul fare delPalba si posero al largo ver- soDuino tre navi armate^ le quali erano qui stazio- nate in difesa del porto. Circa le ore 9 P Arciduca monto in lancia dal palazzo governiale, ov’era al- loggiato, per osservare un finto combattimento prpnto ad eseguirsi dalle dette navi, e batterie dei dueLazzaretti. Due del le medesime erano destina- te alla conquista del porto di Trieste , e la terza a difenderlo, unitamente alle batterie dei gia det- ti due Lazzaretti. Portossi PArciduca colla lancia in poca distanza dalle stesse navi per meglio gode- re la battaglia navale. Appena uscito dal Mandra- cb>o in vista del Lazzaretto vecchio, la batteria del medesirno diede 51 segnale alle navi con tre colpi di canno e, ” quali immediatamente comin- ciarouo ad civ marši per 1’ attacco . Alzatosi un fa* vorevole vento per venire in porto le due nemiche navi co nbattendo ne sforzavano Pentrata, e la 3 9 terza valorosamente, e con esimia maestria, sotto la comlotta del comandaute Conich, ne contende- 1 7*^ va 1’approssimazione. Allora 1’Arciducafecesi tras- portare al Lazzaretto vecehio pfir osservare la ma- novra di quella batteria maneggiata da’ Triestini. Portossi quindi al Lazzaretto nuovo, per vedere manovrare parimente da Triestini anche quella batteria, li quali si meritarono 1’elogio del Princi¬ pe, Fatte tali parziali osservazioni, si ando a portare in mezzo la rada fra i due Lazzaretti per godere sotto una sola veduta quell’aggressione e difesa, la quale duro circatreoree mezza. Le line- stre che guai’dano la rada, e le rive non solo, ma n’erano pieni tutti li coperti delle čase, che vedo- no il mare. Locche produsse ilpiu vagocolpo d’oc- chio, cbe qui si fosse ancor veduto . II giorno ap- presso 1’Areiduca parti soddisfatto delle accoglien- ze, e dimostrazioni, sebbene in brev’istanti, fatte- gli da questo pubblico . Furono dipoi licenziate le dette navi, e fu creduto piu a proposito di forma- re un buon numero di scialuppe cannoniere, che fossero piu atte a guernire la nostra rada, e poter non solo a vela, ma anche a remi ineontrare, ed attaccar 1’inimico. La nazione Israelitica nel di i3 luglio perde il suo Rabbino maggiore Isacco Foriniggini d’an- ni 8ii, nato in Modena, detto percio il Mode- nin . Aceoppiava egli i piu esemplari costumi alta piu profonda dottrina, ed alla piu vasta ebraica e profana erudizione . Nella piu verde eta, si diede iutieramente a eoltivare gli studj con quella riu- 4 ° seita ehe lo rese il piu erndito Kabbino deIFftalia f i?8<'j n g U i sa c he a lle sue dottrine e teologiche decisio- ni non vi era piu chi, della sua nazione, osasse op- porsi. Sin dal le piu remote contrade i dotti della detta nazione concorrevano a consultarlo eome oracolo sulle questiorii piu astruse della Israelitica religione pratica e contemplativa < Tutta la nazio¬ ne medesima senti al vivo la perdita di uu tanto suo capo . La deploro , la pianse , e procuro negli ultimi tetri ufficj darne anche le possibili esterue dimostrazioni. Ai fnnerali concoi sero i capi e tut- ta la nazione . Un’ elegante funebre allocuzione fu pronunziata da Beniamino Sagre, maestro delle scuole pie-normali, ehe trasse a čopi a le lagrime degli addolorati numerosi ascoltanti . Fra le varie ebraiclie, ed italiane composizioni, due furono in questo incontro date alla luce da Fjzechia David Bolafio , che riscossero 1’ approvazione degFintel- ligenti . Varie istituzioni di non lieve importanza per Trieste fece Flmperatore Giuseppe in quest’anno. La prima di queste eonsiste in un nuovo Regola- mento doganale . L’altra e quella di nna direzione delle fabbriche . La terza fu la separazione del tri¬ bunale crirninaie . Questi antecedentemente era stato uno solo per Trieste , Gorizia, e Gradišča in- sieme , fu per Decreto dei ar febbrajo separato in modo clie Trieste n’ebbe come anticarncnte il suo proprio , ed esclusivo giudizio crirninaie . Fu pro- mulgato poi il primo di gingno il generale Regola- mento crirninaie relativo al Codrce penale preče- 4 * denteniente pubblicato. Finalmente ai S disettem- bre fn ooncesso dalPImperatore alla cnmeradi assi- T cura/ioni il privilegio consistente nelP accordare i diritti di cambio ai snoi contratti di cambio ma- rittimo , e nelP esimere dali’ imposta ereditaria , e dagPinteressi tutto il fondo vincolato alla societa . Fin dal i 783 si era manifestato il pensiere del Sovrano di voler sopprimere il vescovato di Trie¬ ste , e trasferirlo altrove. Quest’anno poi 1 789 do- po v ar j continui dibattimenti, e gr audi ostacoli , sorti nonostante il suo 'effetto . In conseguenza di che li a 3 aprile il vescovo di Trieste conte dTnza- ghi eonvocato i! suo capitolo gPintimo la Bolla Pontilicia di soppressione del vescovato Triestino, non meno che di quello di Pedena, e delParcive- scovato di Gorizia , colPerezione della nuova Dio- cesi, e sede vescovile unit.a in Gradišča a quella Cattedrale . Furono nominati alla stessa tre cano- niei del Capitolo di Gorizia , e tre cavati dal capi¬ tolo di Trieste, rimanendo gli altri nello stato di quiescenza , colPintiero godimento delle rendite capitolari. Il nominato e confermato vescovo di Gradišča fu lo stesso mons. Inzaghi, il quale verso la line del detto mese, avendo prešo possesso spi- rituale, e temporale del suo nuovo vescovato in Gradišča, immediatamente dopo ritorno alla sua prima residenza in Trieste , da dove resse la Gra- discana Diocesi, e costantemente vi si fermo eserei- tando come per P addietro i pontificali in questa chiesa di san Giusto sua primiera Cattedrale, as- sistito nelle straordinarie funzioni dalla prima di- 4 * gnita del nuovo Capitolo di Gradišča, e cosi conti- 1 ?^9nuando sino al ristabilimento del Vescovato Trie- stino nella persona di Sigismondo Hohenwart ( co- me vedrassi in appresso ) dimaniera che ne la sede vescovile in san Giusto fu mai vacante, ne la citta e popolazione Triestina si accorse quasi di essere fatta priva di proprio vescovo. j Resasi agli Austriaci la famosa fortezza di Bel- gvado li i ottobre Jopo un breve, ma vivo attacco di pochi giorni, sotto la direzione del celebre Ge¬ nerale Laudon, ne furono fatti pubblici rendimen* ti di grazie alPAltissimo per talefelice evento. La chiesa di san Pietro fu destinata per eseguirne la funzione con la maggior pompa, a cui interven- nero tutte le autorita ecclesiastiche, e secolari. Terminata la sagra funzione il Tenente Febl-Ma- rescialio Antonio de Gazzinelli Comandante del* 1’ Austria interiore , e superiore, fatta imharidire una mensa di 5o coperti a cui intervenne il Gover* natore conte Pouipeo Brigido , non meno che i personaggi pifi distinti delPordine politico, milita- re, ed ecclesiastico fece in essa risuonare gli evvi- ■va pel Sovrano, e per tutta PAugusta Časa d’Au* »tria J per PalleataCaterina Itnperatrice delle Rns- sie, e per P immortale eroe Mareseiallo Laudon« Fece egi i inoltre a proprie spese particolari cnrri- spondere ciaschedun evviva da una scarioa di mo- schetteria diuna compagniadel reggimento Thufr. a belia posta schierata; corae ancora dalle batterie del molo gruude, e'.della citta, e delPartiglieria dei cutter. Ji modo che il numero delle scariche 43 ascese a 434 - H Governatore concorrendo a distiri- guere questa festiva giornata, fece distribuire una 1 generosa limosina ai poveri della citta . Fra i popolari contrassegni di giubilo, meritaro- no arnrnirazione quel)i che in gran parte a proprie spese diede un bottegajo di graščina Greco nativo di Gefalonia per uome Panagi Inglesi, il quale da 34 anni in qua trafficava in questa piazza, fece or- nare di festoni, bandiere , emblemi, ritratti de’ Sovrani d’ Austria, diRussia,e de’Generali co- mandanti in capite , e fornire di quantita di lam- padi simmetricamente disposte, ed accese tutta la contrada disua abitazione, e trattenendo per buon tratto della notte il numeroso concorso di spetta- tori con mušica istrumentale, distribuendo vino, e comestibili a chi voleva riceverne. Anche la nazione Israelitica di Trieste festeggio la ricupera di Belgrado. Tutte e tre le loro scuole di orazione furono grandiosamente illuminate la sera de’21 ottobre, ed in esse ad Arca aperta ( co- me pratica la nazione nelle maggiori solennita ) rese grazie a Dio per si segnalata conquista . La pubblica preghiera principio con un’ alleluja , e col canto in ebraieo del Salmo 116. Laudate Do- rninurn omnes gentes ec. Tra varj progetti sperimentati per 1’ ammini- strazione delFospedale civico generale, essendosi trovato il pijj proprio, il piu semplice , ed il piu economieo quello di dare in arrenda le cibarie, ed il mantenimento del medesimo; fu auche in gne¬ st’ anno proseguito un tal sistema ( come lo cojitj. 44 ima tuttora ) colPavere stabilito il prezzo del fi- 1 “i^sco in ragione di carantani 9 per testa^ cioe, pet infermi iram. 70 , pazzi jo , pariorienti 6 , creatu- re da latte 12, cronici inctirabili 40; in tutti i 38 . ColPobbligo di doverli servire di vitto. vestito, bianeheria, legna da fuoco, fornimenti da letto , lumi, come pure di provvedere Pospedale di fari- ne, latte, biscotto per panate, ossia pappe pei faneiulli lattanti . Se ne prescrisse la norma, alla quale si sottoscrissero DornenicoGobbi protomedi- co, ed Antonio Allndzzi ehirurgo . L’Imperatore Giuseppe con Rescritto dei 17 lu- glio diehiaro Contea la Signoria di Pereenico con* ferendo al compratore della medesima , stabilito in Trieste, conte Antonio Faraone C-assis la facol- ta di prevalersi del titolo di conte di Pereenico , e dispenso dal reclutamento miiitare tutti quelli cbfe dallo Stato estero si trasferissero, e si domici- liassero nel territorio della predetta Contea . La cura e le premure dei Sovrani, da Carlo VI. in poi, per favorire, ed ampliare sempre maggior- mente il eommercio in Trieste j e 1 ’ attivita senza pari del suo Governatore conte Pompeo Brigido, fece si che questa piazza alPepoca presente fosse arrivata ad essereemula delle migliori piazze com- merciali delPEuropa. Lo squero, dove giornalinen- te fabbrieavansi navigli d’ogni costruzione, fi) si -— -----— --- i (i) Ohia masi ora quella localita lo Sqiiero veccliio, ora inserviente a piazza d’ erbe , poli a mi, ed altro. 45 vide ormai angusto per eseguire le moltiplici or- dinazioni ebe ne venivano fatte adUlderico Panfili l ?^9 proto del m, so no ueppure immaginato di recar loro il meno- 5, mo pregiudizio ; tna se tnai, o Signore, mi fossi „ ingannuto , deli tu perdonami i un uomo era io, ,, e percio capacedi errare\ perdona dunque , o be- j, tiigno Signore , anche a chi mi avesse a cib con- ,, sigliatf) . Se io giunto non fossi a fare ai miei „ popoli tutto quel bene che io doveva , perdona i5 ancora a quelli che me lo harino impedito. Tu }) sai, o Signore , che tutti mi sono stati indistin- „ tamente čari , che ho amato tutti come miei fi- ,, gliuoli s che ne ho avuto cura, come di un depo- s, sito datomi dal mio e loro Creatore. JTrossimo s, ora alla morte nulla piu posso fare per essi, che ,, raccomandarli alla tua clernenza, alla tua mi¬ ri sericordiaalla tua sapieniaj guidali tu in mo- ,, do che non escano mai dalla strada della loro s, felicitd e della loro salvezza . Da loro lume, ac- 55 ciocche non abbiano altro scopo , che il recipro- ,, co bene; non abbandonarli, se sbagliano; non 5, punirli, macorreggili, se diveugono qualche vol- i, ta ingrati, ed assistili col potente tuo braccio 48 ,, cotitro ogni insulto nemico . le ~ Ghiuse il Mo— x -79°narca questa preghiera con un fervore e con una presenza di špirit© obe desto negli astanti la tene- rezza e 1’ aramirazione . Udita la morte deli’ Arci- duchessa Elisabetta di Wirtemberg , moglie del- F Arciduca Francesco suo nipote , accaduta per convulsioni consecutive del parto , mando egli un gransospiro, e avanti allo stesso Crocifisso cosi disse Sign or e, siafatta la volontd tna , negli } , ultimi periodi di rnia vita nori poteva aver io ,, maggior cordoglio di cjuesto ; rna a te , Signore , ,, Voffro: fiat voluntas tua . Dopo il mezzo di dei 19 fece cinam are il suo Confessore , e recitate eh’ ebbe in sua compagnia aleune preghiere dissegli,,— Vada pure adesso : ,, io la faro chiamare ahpianto prirna del rnotnen- ,, to di rnia morte. — La notte con ammirabil co- stanza die vari ordini per il funerale delTArcidu- cbessa } e di se stesso , e proibi d’ambedue i cada- veri Papertura. Giunto il giorno 20 febbrajo , con- gedatosi Gesare a voce ed in iseritto da tutta Plm- periale Famiglia, da quelli ch’erangli piu čari , s dalla stessa armata, eh’era in attuale servizio , ed emanati poclie ore innanzi alla morte varj ordini, e sottoseritti aleuni dispacei disse,, — Ora e tem- ,, po di chiamare il Confessore: si avvicina il pan- ,, to del mio passaggio . — Cesso egli in detto giorno di vivere nelFeta sua di anni 49 con quella eostante intrepidezza che fu sempre la caratteri- stica di ogni azione, e di ogni parola di quest.o Monarca. 49 Arrivatn in Trieste la trnova della morte de! suddetto Sovrano j li 10 maržo nella chiesa Catte- J tirale di san Giusto alle ore dieci sr diede priuci- pio al triduo deli’ Esequie solenni. II vescovo di Gradišča conte Francesco Filippo Inzaghi pontifi- co alla Messa di requie, e fece Passoluzione intor- no al catafalco. Vi assistettero i Dipartimenti po- litico, e mditare co’loro respettivi capi e membri, i consoli, il četo de’negozianti, ed ogni altro ordi- ne di qualificatepersone. II seeretario del vescovo suddetto abbate Antonio Leonardis dottore di lilo- solia, e teologia vi recito un’elesante orazione fu- nebre italiana . II secondo giorno del triduo, cele- bro monsig.Pietrantonio Barone de Codelli Prevo- sto del capitolo di Gradišča e prelato infulato . II terzo giorno finalmente celebro il decano del capi¬ tolo predetto monsig. Ferdinando Strasoldo. Il catafalco eretto per questa funzione , fu d’in- venzione e direzione deli’ architetto e pittor tea- trale di questa citta Giuseppe Bobolini. Egli era alto 34 piedi, ed illuminato con 220 torce di di- verso calibro. Ne’quattro lati della base erano gli Stemmi Austriaco, Unghero , Boemu, e Triestino, e sopra i snoi quattro angoli le stalne della Pru- denza, Giustizia, Temperanza, e Fortezza . Li i 5 16 17 dello stessomese furono fatte PEse- quie nella chiesa di santa Maria Maggiore , fu dei Gesuiti, e susseguentemente li 22, 2 I 24 nella Par- rocchiale cbiesa di sant’ Antonio in Citta-Nuova, coine ancora nella chiesa filiale di san Pietro,e nella cbiesa ue’ss. Mar tiri della nazione arrhena . TOM. V. A 5 o Non solo la religione dominante di questa citta, 1 79°aia ancora le tollerate ciascnna particolarmente si distinse nella celebrazione dell’Esequie del defun- to Sovrauo. La nazione Israelitica in particolare celebro le medesime colla maggior pom pa - Quat- trocento cerei di vario calibro formavano la gran- diosa illuminazione , a cui s’ accoppiava un deco- roso apparato; decenti e convenienti del pari i pun¬ ti di lode_, e gliargomeuti di pianto eo’quali era tessuta la funebre elegante orazione scritta e pro- ferita dal primo Rabbino della medesima RafFaele Natan Todesco . Decorosissima 1’ udienza, special- nteute per Pintervento de’primarj personaggi dei supremi Dipartimenti politico, e militare, non cbe di altriqualificati soggetti. Decorose finalmen- te 32 stanze di poesia, cbe in idioma ebraico scrit- te da valente estero poeta Israelita, apparvero tra» dotte in istainpa dalla penna del medico dott. Be- nedetto Frizzi nativo di Ostiano in Lombardia, noto per varie sue produzioni alla Repubblica let- teraria. Leopoldo II. Arciduca d’ Austria gran Duca di Toscana^ poi per la morte delPImperatore Giusep¬ pe II. suo fratello, Re d’Ungheria, Boemia ec. pre¬ še le redini del governo de’suoi Stati li 24 maržo. Nacque egli in Vienna li 5 maggio 1747- I suoi ge- nitori furono PImperatore Francesco I., e 1’Impe- ratrice Maria Teresa . Morto 1’ augusto suo padre šali egli sul trono del gran Ducato di Toscana li 18 agosto T756. Neli’ anno medesimo si congiunse in matrimcnio con Maria Luisa infanta di Spagna figlia di Carlo lil. Re Cattolico. II matrimonio fu stipulato in Madrid per procura li 16 febbrajo 1 i? 6 4 - . x Diretto per la sua capitale di Vienna giunse in Trieste dalla Toscana Leopoldo li 28 agosto alle ore 4 3 e tre quarti della mattina , in compagnia di suo figlio Arciduca Alessandro Leopoldo. Preše al- loggio nella locanda grande in piazza , e dalle ore 10 fino al mezzo gionto , come ancora dalle 3 alle 5 della sera , accordo libera udienza ad ognuno . Andato quindi a visitare il molo di san Carlo, la fabbrica della Dogana nuova, quella del nuovo cantiere, o squero, e 1 ’Arciduca suo figlio la ca- serma grande, indi alle ore 9 unito al inedesimo Arciduca parti per Fiume . Appena allontanatosi da cola 1 ’Imperatore , vi giunse , con una flottiglia il. Re delle due Sic-ilie Ferdinando IV. in compagnia della Regina , e ui due Principesse sue figlie, per portarsi a Vienna onde lasciarvi. una delle predette figlie destinata sposa alTArciduca Francesco primogenito delPIm- peratore Leopoldo . Frattanto ehe la prelodata Re¬ gina colle figlie proseguiva direttamente la strada per la suddetta capitale, il Re preše la via di Trie¬ ste, dove arrivo il di 3 i agosto alle ore 4, e mez- za della sera. La sua carrozza era preceduta da quelladel Governatore di Trieste sedutovi col Ge¬ nerale Enriei, e dalFaltra col suo Ministro pleni- potenziario alla Corte di Vienna marchese delGal- lo . Aveva il Re alla sua sinistra il Duca di Riario suo gentiluomo di Camera, ed era seguitato dal- 5 a Paltro sUo gentiluomo di camera Priore Rossi Ta- I 79 ° J1U cci in na biroccio, ed in compagnia del Barone Pittoni Capitano eircolare di Trieste. Giunto il Re alla collina detta le tre Croci, mezz’ora distan- te dalla citta , volle scenderla a piedi. II corteggio Napoletano , ed Austriaco lo seguirono sino al pia¬ no che confina colPabitato di questa citta. II ve^ stimento di questo Sovrano era 1 ’uniforme della societa di Diana Cacciatrice, istituita li 21 febbra- 30 1779 in Gorizia, dalla quale societa si com- piacque di essere riconosciuto Gran-Maestro . Salito momentaneamente in carrozza, entro col suo seguito in citta, fra innumerabili acclamazio- ni di popolo spettatore , e deli’ eco de’ saluti del- P artiglieria . Disceso al palazzo governiale, prin¬ cipih a dare ad ogni incontro i piu obbliganti segni di affabilita , e di modestissimo regio contegno , a segno che desideio, che la compagnia Reiscky, destinatagli per guardia di onore , iosse rirnandata al quartiere. La seguente mattina 1 settembre, corteggiata la M. S. da’ suoi Ciamberlani, dal no- stro Governatore, non meno che dal Capitano cir- colare , recossi alla visita del molo grande, e delle sue batterie, delle disposiziorii di difesa sulla ma¬ rina detta di sant’Andrea ; del Lazzaretto vecchio, e della fabbrica del telameda vele, della raffineria de’zuecheri; della fabbrica delle majoliche di Pie- tro Lorenzi, di quella delle cere della dita Tribuz- zi, la quale incontro la speciale sua approvazione. Passo indi al castelio, visito la časa di correzione , e P antichissima Ghiesa Gattedrale e Parrocchiala 53 di san Giusfo Martire Triestino, 1’ospedale, e la ehiesa di santa Maria Maggiore . Quindi passo al' mulo tli S. Garlo, ed osservata 1’estensione marit- tiina destinata ad essere immunita per dilattare la citta, feee ritorno al palazzo governiale . Quivi accolse il corpo polirico , e militare della citta, e passando alla mensa vi ammise il Governatore con sua consorte , la contessa Voinovich , il General maejriore Enrici, ed il tenente colonnello conte Antonio Attems di Lucinico comandante la piazza di Trieste. Alle ore 4 dopo il mezzo giorno trasfe- rissi in carrozza col suddetto Governatore , e due de’suoi gentiluomini di carnera, agli esercizj mili- tari a fuoco , eseguiti nelPinterno della g ra n ca- serma, sotto il comando del tenente colonnello Molitor, dal hattaglione del reggimento Reiscky . Si cotnpiaeque tanto il Re di tutto il complesso di queste militari evoluzioni, che gittnse a porsi in rango ue’gregarj , marchiando , e eontramarchiaii- do con essoloro, e dando con varie espressioni di bravo j e di evviva un cliiaro segno della sua ap- provazione . Terminato quest’eseroizio delPinfan- teria, e visitata la caserma, si trasferi alPaltro del- 1’artiglieria , che nientemeno del primo, merito da que?to Monarca, si per la destrezza della ma- novta , che per la velocissima regolarita del fuoco, 1 pni distinti encomj . Indi portossi a vedere i giuochi cavallereschi, che si eseguivano da algnarr- ti giorni nel recinto de’macelli da una compagnia di cavallerizzi f e ne rimase talmente soddisfatto , che gli fece regalare 5o once d’oro in moneta, La 54 sera poi si trattenne al teatro, ed alla festa di bal- »79°lo. La mattina dei due settembre il Re si porto a visitare le saline di Zaule sul confine deli’ Istria veneta ; ed al ritorno passo al Lazzaretto nuovo detto di santa Teresa, di cui esamino attentamen- te 1’edificio, le disposizioni di sanita ,e la batte- ria. Di la ando a visitare la fabbrica di filati rossi ad uso di Costantinopoli, di ragione del ne- goziante Bellagura, e quella de’ cordaggi di Nico- 16 Sinibaldi. Scorse poi tutta la riviera del canal grande . Arrivato alla chiesa di san Nicolo de’Gre- ci orientali, fu rieevuto in forma pubblica dall’Ar- cliimandrita Damasceno Gmero con i capi della nazione. Di la passo alla chiesa di santo Spiridione de’ Greei Illirici, alPingresso della quale fu rice- vuto dal negozianteGiovanni Gurtovich unitamen- te ai capi della nazione medesima. Passo poi a vi¬ sitare la fabbrica di rosolj della dita Rossetti, e quella di rosolj, e saponi della dita Balletti . Re- stituitosi al palazzo governiale ammise alla sua real mensa il Governatore , sua consorte, il consi- gliere aulico Saumil, i due tenenti colonnelli Mo- litor, del reggimento Reiscky , e il conte Sola del reggiinento Thurn, come ancora il Capitano circo- lare di Trieste Barone Pittoni. Al le ore 4 dopo il mezzodi visito il copioso fondaeo di tele del nego- ziante Israelita Joachim Hierscbel , ed ascolto le di lui riflessioni per ingrandire , e facilitare que- sto ramo di commercio con la Sicilia . Passo poi al negozio di pannina delle dite P. A. Romano, e Si* 55 monetti et Plenario; ed insieme finalmecte eolla solita sua comitiva Napoletana, ed Austriaca si 1 79® trasferi per niare seguitato da moltissime baronet" te, e dalla mušica delcavallerizzo Mahyeu, al vil- laggio marittimo detto di sanBartolommeo in Bar- cola a godere il piacere della pešca che suol farsi in quella riviera. II patrizio Triestino Giacomo de Prandi, il quale possiede de’ beni in quel luogo, avea raccolte cola in tale circostanza varie leggia- dre contadinelle abbigliate ad uso di nozze, affin- clie colle danze rusticalieseguite con de’giovanot- ti del četo loro, concorressero a rendere dilettevo- le a quel Monarca il soggiorno Triestino. Informa- tane la M. S., v’intervenne, e trattennesi buona pezza (i). D’onde partendone contesto la sua com- piacenza,e gradimento con un generoso regalo lasciato a quelle villerecce donzelle. Similtnente con segni di soddisfazione onoro il Re Ferdinando 1’ accademia istrumentale eseguita nel teati '0 con mimerosa orchestra, e straordinaria illuminazione da’ principali professori di questa eitta Sebastiano (i) Volle osservare in propriemaani i sandali , o scarpe d’ una delle danzanti, fatte ad uso de’piu re- moti tempi, ciot; coperte alquanto nella punta con pelle, della qualc una striscia soltanto viene tirata dal mezzo del piede, e va ad unirsi ed allacciarsi colPe- strermta delle due orecchie del calcagno, parimen- te di pelle, inguisache il piede resta la maggior par- te scoperto a similitudine di coturni. 56 Nasolini mafestro di cappella, Giuseppe SearameL 9° la ptofessore *ii violino, e Fraacesco Seli mu lz defc- to il FraDzoliuO, proiessore di eorno da caecia. La mattina poi 3 settembre destinata al prose- guuriento del viaggio del Monarca delle dne Sici- lie, col medesitno corteggio col quale giunse in Trieste ne pa rti alle ore 3 e mezzo , dirigendosi alla grotta diCorgnale. Siccome nel brevissimo soggiorno del sopraddetto Re in Trieste si era de* stata nel pubblicouna spccie di gara per incontra- re il di lui geuio; quindi e, cbe a a diiettanti di eaccia di questa cit ta si determinarono di presen- tarsegli in abito da cacciatore* ed a cavallo ali’u- seire clie fece dalla grotta suddetta , iuvitandolo ad una cacciagione nelie vicinanze di Schwarze* negg, appartenente alla easade’eonti Petazzi. Ter¬ minala con somma soddisfazione la caccia, e rese grazie alla compagnia de’ cacciatori , recossi il lis a vedere la razza de’ cavalli nelle scuderie di Lip- piza; e preše il eatnmiuo per Preevald, corteggiato dal Governatore conte Pompeo Brigido, e dal Ca- pitano eircolare Barone Pittoni . Il suddetto Re dono al prefato Governatore una scattola di tarta- ruga foderata d^oro, ornata della cifra della M. S. in brillanti grossi, e dne altri minori . Al Gapitano eircolare poi regalo un anello, avente nel centro la cifra brillantata di S. M., e nelTorlo 12 erossi brillanti. 11 Capitano del porto di Trieste conte Demetrio Voinovicb, il tjuale diresse il timone del naviglio che condusse il Re da Trieste a Barcola, ebbe in dono una mosfra d’oro guarnita di perle , 5? . cosi da atnbe le part! , come pure nella cateua si- milmente d’oro; il tutto fregiato di smalto colore 1 ^ 0 di lapislazzuli k. I marinari di detto naviglio rice¬ vettero un regalo di ao zecchini d’oro. II Commis- sario destinato ag!i affari domestici di S. M. An¬ tonio de Eurlo rieeve una ripetizione d’oro con ca- tena simile. La servitu del Governatore rieeve 100 zecchini d^ro . AlTingresso del Re al ballo in tea- tro, fece dare un regalo di 3 o zecchini, ed altret- tanti alPingresso per Paccademia istrumentale. I pescatori di Barcola ricevettero un regalo di 20 zecchini. Le contadine danzatricidi detto luogo ne ricevettero dieci . Destino il detto Re 600 zecchini persovvenire i poveri suoi sudditi d’ogni condizio- ne, che si trovavano in Trieste . Diede il perdono ai vaganti disertori delle sue truppe , ed assegno a ciascuno di essi 10 zecchini per le spese del viag- gio, affinche si restituissero ai loro reggimenti.La- scid inoltre de’regali al Lazzaretto, ed altri luoghi che visito secondo i dettami della sua somma ge- nerosita . I contadini destinati ad illuntinare la grotta di Gorniale ricevettero a notne del Re 25 zecchini. Tre giorni dopo la partenza del suddetto Sovra- no , cioe li 6 setterabre, alle ore sei dopo il ntez- zogiorno giunse in Trieste da Inspruclc PArcidu- J chessa Maria Elisabetta d’Austria, nata li t 3 ago- sto 1743. Il suu treno era di 4 carrozze. Dopo ave- re visitatigli stabilimenti della citta degni d"osser- vazioue , il dopo pranzo del di 8 portossi alle šali- 58 no in Zaule, ove gode un ballo villereccio di gio- 1 ^9°vanette Servolaue nelia campagna Ferretti . II giorno appresso continuo il suo viaggio in Italia, per restituirsi di nuovo in Inspruek sna residenza. Ricorrendo li i5 novembre il giorno onomasti- co deirimperatore Leopoldo II. , si solennizzo in Trieste con pubbliche dimostrazioni di gioja da ogni ordine di persone. Il veseovo eonte d^nzaghi pontifico con tutta 1 ’ ecclesiastica magnificenza nelia chiesa di san Pietro , e dopo il pontificale re¬ se grazie a Dio per la eonservazione del Sovrano col solenne canto del Te-Dnum . Applicandosi il nuovo Augusto Imperatore a fe- licitare i suoi sudditi per renderli tutti quieti e contenti, annullo tosto la grand’opera dispendio- sissima del nuovo regolamento della steura, inca- ricando le provincie d’addossarsi d’una parte del- le spese eadute sopra la classe di gente piii po ve¬ ra. Con delle proposizioni paterne fatte passare ai Fiamminghi, anclie col mezzo del Papa, gli acquie- tbj e ricondusse alF ubbidienza. Conehiuse la pa- ce colla Porta Ottomana, sotto la mediazione del¬ la Prussia, restituendo ai Turchi tutti gli accjuisti fatti nelia guerra dal suo antecessore , a riserva della sola Fortezza di Cettin nelia Croazia turca, compiistata nel principio del suo regno , ritenen- dola con il suo distretto, per rendere con cio piu sicuri gli abitanti sudditi in quei confini. Sotto la data dei 4 decembre promulgo il Decreto di provo- cazione a’ suoi sudditi affinche questi nel termine % di un anno presentassero i loro privilegj per otte- nere la so vrana couiertna . Ma la cosa piu conso- lante, e piu gradita pei Tnestini fu quella di aver loro restUuitu la sede vescovile, 1 ’anuo 85 . SIGISMONDO ANTONIO CONTE de HO- HENWART in GERLAGHSTEIN, natonellostes- so Gerlachstein , Diocesi di Lubiana , li due mag- gio i 730. Fu della Gompagnia diGesu. Dopo Pabo- liziooe di quella , venne iinpiegato alFeducazione della nobile gioventu nel Collegio Teresiano di Vientia . Di la 1 ’Imperatore Leopoldo, come Arei- duoa di Toscana, lo fece passare alla sua Gorte di Firenze in qualita di Ajo , al quale confido Fedu- cazione , ed istruzione degli Arciduchi suoi figli. Salito finalmente al trono imperiale il medesimo Leopoldo, desideroso di rimunerare i meriti del prelodato conte de Hohenwart, e nello stesso tem¬ po fare alla ripristinata Diocesi Triestina un di- stinto dono , confido il governo spirituale di essa al prenominato meritevolissimo soggetto . Gorizia, che aveva perduta la sede arcivescovile eolla rinunzia di monsig. Edling, ed era stata pa- rimente con Trieste , unita alla nuova Diocesi di Gradišča , in questa stessa occasione venne eretta Imperatore 179I Leopoldo il. Pontefice Pio VI. 6o in vescovato . II vescovo Gradiscano, mous. d 5 Itl* I ?9 I zaghi, il quale risiedeva in Trieste,cede la sua rcsidenza al nuovo vescovo Hohenvvart suo succes- sore, e portossi ad amministrare la di lui chiesa Goriziana, alla quale era stato trasferito dalla sop- pressa Dioeesi Gradiscana. Saputosi dai Triestini lo ristabilimento del loro vescovato, della Gattedrale di S. Giusto col titolo di Chiesa ParrOcchiale, e la nomina del nuovo ve¬ scovo , non eapivano in se stessi dal trasporto di consolazione . Scrisse a Vienna il Magistrato una compitissima lettera di congratulazione al neono- minato vescovo conte de Hohenvvart j alla quale egli rispose con sentimenti di altrettanta gratitu- dine; promettendo soddisfare a tutti, e ad ognuno in particolare secondo le sue forze : pregandoli di conservargli il loro favore , e bon ta, clie protesta- vasi di volersi tneritare in ogni modo. Intanto cheil nuovo vescovo trattenevasi a Vien¬ na , giunse li 20 maržo da cola, di ritorno per la suacapitale, la Regina di Napoli Maria Čarobna d’Austria sorella diLeopoldo. Srnonto alla locanda grande unitamente ali’ Arciduca Ferdinando, se- coridogenito delPImperatore, successo alFAugusto di lui padre nelPArciducato di Toscana; alla sua consorte Maria Amalia di Burbone, agli Arciduchi d’Austria Carlo Luigi, Alessaadro Leopoldo Pala- tino d’Ungheria , tutti frateUi, e respettivi i ni polt della prelodata Regina, e ad altro seguito di Cor- te della medesirna Sovrana. Furono quivi ricevuti dai capi dei Dipartimenti politico, e militare coi 6i loro subalterni . Fermaronsi due intieri giorni ia Trieste, dove , dopo osservati gli stabilirnenti piii 1 importanli, sempre corteggiati dal Governatore , e sua consorte, dal Consoie delle dne Sicilie Gio. Battista Orlandi, e da altri principali soggetti, proseguirono la mattina de’22 alle ore 7 il viaggio loro verso 1’Italia. In questo inentre distaccatosi 1’Imperatore Leo¬ polde da Firenze , dopo girata alquanto 1’Italia, prendeva la via di Trieste per recarsi alla sua im- periale residenza di Vienna . Difatti li 5 del mese di luglio, provenienti da Padova , e dal Dolo arri- varono a Trieste 4 calessi con un segretario , due corrieri, ed un cuoco eolla cueina dellTrnperatore, che lo avevano lasciato al Dolo per imbarcarsi e giungere a Trieste per la via di mare. Dett’ indi- vidui stavano nelFintelligenza, che il Sovrano fos- se giunto prirna di loro ; ma passato tutto quel giorno il Monarca non comparve . Il giorno seguen- te, domenica, alle ore 7 e mezzo dopo il mezzodi, preceduto da un corriere particolare, arrivo Mi- lord Eldgin ambasciatore Inglese straordinario al¬ la Corte di Vienna, il quale dalla Corte Britanni- ca passato era a Milano con dispacci per lTmpera- tore , ed annuncio che il Sovrano avendo evitato il viaggio di mare per la contrarieta dei tempi, avea intrapreso quello di terra; e che dopo alquan- te ore sarebbe giunto a Trieste, come appunto se- gui; men tre alle ore due e mezzo dopo la mezza notte degli n arrivo felicemente il Monarca coi due Reali Arciduchi Carlo/e Leopoldo Palatino, 6a corteggiato dal suo Ciamberlano principe Carlo de 1 ‘ 9 1 Liechtenstein . La M. S. era giunta nd piii stretto ineognito da Padova a Venezia li 8 del corrente; e li 9 per la via di Mestre si porto a Treviso, c ripo* satasi ivi aleune ore se ne parti nella notte del giorno seguente per Trieste., ove preše alloggio eolla sua comitiva alla locanda grande . La matti- na appresso alle u ore apri 1’ udienza, alla quale ai presentarono il Governatore di Trieste, il Capi- tano supremo di Gorizia conte Raimondo Thnrfl Hoffer, due Tenenti Colonnelli, ed uffieialita del reggimento Tliurn, e Reiskv, il corpo mereantile, ed ogni altro cbe ne fece istanza . Alle ore 6 circa del Ia sera sorti con li Reali Arciduchi, e corteggio dali'alloggio, e passo verso i moli del Lazzarerto vecchio,edi san Carlo, ed in direzione di que* st’ul tirno fu salutato da nna fregata francese anco- rata rimpetto al medesimo, con tre salve di 21 ti- ro dieannone 1’ana, ed ueualmente fa salutatoda altri adjacenti bastimenti di varie nazioni. Visitb il Sovrano la fabbrica di majolica ali’uso Inglese di Sinibaldi, e Santini, ed alle ore 8 e mezzo pas- so al Teatro ove rappresentavasi 1 ’Opera : Lo Štu¬ dente bizzarro, a eni per tale combinazione con- ccrse molto numero di spettatori. La mattina de- gli 11 S. M. non usci dal suo alloggio, ed oecupos- si in continue udienze, ed affari risguardanti Trie- ste , nonnieno cbe Gorizia , ii cui capo , e deputati begli Stati furono dal Sovrano accolti.Dopo il pranzo cii’ca le ore 6 sorti con la sua comitiva , e portossi a visitare il Gastello . Entro , ed orb uella 63 Chiesa Cattedrale e Parroccliiale di san Giusto . Visito P Ospedale generale , la gran Gaserijia, il r 79 1 Lazzaretto di santa Teresa , e quindi si restitui al- 1 ’alloggio . Nella medesima mattina parti di ritor- no a Vienna il prenominato straordinario Amba- sciatore Inglese. Il giorno appresso il Monarca non esci dall’alloggio , e la sera portossi al passeggio in carrozza per la strada di san Giovanni sino ad Hundsberg, e di la al molo grande , come nel pre- cedente giorno con 21 tiri di cannone della fregata francese ancorata al molo di san Carlo . Li 14 lu- glio di buon mattino 1 ’Imperatore prosegui da Trie- ste, in uuione de’due Reali Arciduchi Carlo, e Leopoldo suoi figli, e del Principe Carlo de Lie¬ chtenstein , il suo viaggio per Vienna . NelPottobre di quest' 1 anno un formidabile in- cendio successo nella contrada di san Giovanni in Una časa apparteuente a certo Krasnek segnata col nuni. 839 rnise in rnoto tutta la popolazione di Trieste . Cagione di tale ineendio fu un giovane bottegajo di graščina,il quale addormentatcsi la se¬ ra nella medesima bottega, trascuro il lume acce- so in un candelliere di legno . Destatosi circa al- 1’un’ora dopo la mezza notte, ebbe appena tempo di escire, e chiamare ajuto . Accorsero, secondo il costume gli schizzetti, il Governo , li superiori di tutti i dicasteri coi loro subalterni, li soldati di terra, e di rnare , e moltisshna altra gente . L’atti- vita , e la disposizione dei suddetti impedi, che le fiamme non si coinunicassero alle vicine abita- zioni, ove vi era una stalla ed un fenile . La pre- 64 detta časa da cima a fondo resto consunta dal fno- 1 ?9' co . Dlciotto famiglie furono danneggiate dal rife- rito incendio nelle sostanze , per la somma. di fio- rini 3a35. Per sollievo delle quali ridotie a 11’estre¬ mo detla miseria, il Governo deputo una commis- sione delPAggiunto circolare Antonio de Antonini, del Consigliere Domenieo Francesco Bellotti, e del negoziante Federico Renoer, i quali col maggior zelo intrapresero, e successivamente proseguirono in questa citta una colletta destinata a soccorrerle nelle loro deplorabili indigenze, la quale produsse la somma di fior.278o:37.Dalle 4 compagnie d’As- sicurazioni a ragione di lior. ia5 per cadauna fio- rini 5oo, e da una societa di privati filantropi fio- rini 5oo, quali formano in tutto fior. 3779:07. Per parte dei Parrochi della citta furono distribuiti a trentanove famiglie abitanti nella časa incendiata la somma di fior. i638:5o. Indi ad altri diciotto danneggiati, abitanti nelle čase vicirie, cheprova- rono d’ avere avuti de’proprj effetti presso gPin- quilini della časa incendiata, distribuirono la som¬ ma di fior. 238:49- Rirnisero poi al Parroco di Cit¬ ta vecchia fior. 4^5 , ed al Parroco di citta nuo- va fior. 240 accio li distribuissero ai poveri vergo- gnosi delle loro Parrocchie. Rirnisero finalmente alFIstituto de’ poveri della Parrocohia della citta vecchia fior. 698 , ed al simile Istituto della citta nuova fior. 538:58, quali diverse somme formano quella degFintroitati fior. 3779:37 con avere fatto ascrivere, e ricevere dalPIstituto suddetto varj mi- serabili danneggiati. II nuovo vescovo di Trieste trattenevasi inVien- na attendendo il momen o della sua consagrazio- 1 ne , la quale avvenne finalmente li 5 ottobre nel- la chiesa delle Monache Salesiane . La funzione fu tenuta dal principe arcivescovo di Lubiana conte Brigido Triestino, colPassistenza del vescovo di Zagabria Massimiliano Verhovacz, e da monsignor Venceslao conte cPEdling prelato infulato, e cano- mco , detto di Savoja . V’ intervennero tra la fol- la di cospicui personaggi PImperatrice, 1’Arciduca Francesco con la sua consorte, e le Arciduchesse Clementina ed Amalia. Frattanto si venne organizzando in Trieste il nuo¬ vo Capitolo, il rjuale non gia di dodici , come per Paddietro, ma di cinque canonici venne formato . Ad istanzapero del Vescovo vi fu aggiuntoil sestoj restando pero cofupresi in questo numero i due Parrochi della citta, uno de’quali divenne insieme canonicOj e parroco di san Giusto , essendo stata la chiesa Cattedrale dichiarata anche Parrocchi^le della citta veccbia . Di questo corpo capitolare i due primi vennero decorati di dignitaj il Prevosto come capo del Capitolo , e dopo di questo il cano- nico Decano , i quali vennero pure distinti con maggior prebenda , ed il Prevosto specialmente coli’abitazione . Al nuovo Capitolo vennero resti- tuite le rendite coli’amministrazione di esse, co¬ me Pavea il primiero Capitolo., colla differenza , che ai nuovi canonici venne assegnato, per la man- canzache vi era delle rendite capitolari, il supple- mento del fondo di religione, che venisse a cuo- tom. v. 5 66 prire 3 e respettive loro congrue. Al detto Capitolo 9‘iurono aggiunti quattro individui Sacerdoti is qualita di mansionarj, o vicarj corali, colla cura delle anime , stipendiati dal fondo di religione . Circa due mesi dopo la sua consagrazione il ve- scovo conte Hohenvvart, lasciata Vienna, portossi alla sua sede Triestina , dove arrivato ando ad al- loggiare nella medesima abitazione che occupava il predecessore vescovo di Trieste monsign. conte d’ Inzaghi. Li 26 decembre preše il possesso spiri- tuale della sua Chiesa Cattedrale di san Giusto, ed il temporale della mensa vescovile col ceremo¬ niale ed ordine seguente . Alle ore otto e mezzo della mattina, dopo il se* gno che ne fu dato con il suono delle campane, radunossi il Capitolo della Cattedrale, il rimanen- te del Clero , il Magistralo, tutta la scolaresca, accompagnata dai loro maestri, come ancora il po¬ poln, ed i poveri deli’istituto a tal funzione pre- sceltijinnanzi la porta della ehiesa di S. M.Maggio* re, fu de’ Gesuiti, per attendervi il vescovo che in detta ehiesa trovavasi ad ascoltare la Messa. Da detta chiesaincamminaronsiprocessionalmentever- so la CattedralecolTordine seguente: 1 .1 poveri del- 1 ’istituto: 2. Gli scolari della scuola tviviale tede- eca di Gittanuova: S. Gli 3 Colari della scuola tri- viale italiana in Cittarmova con il suo maestro : 4 * 6 . Li medesimi della citta vecchia: 6 . Le 4 classi delle seuole normali. 7. Le tre classi del Ginnasio coli’ordine loro, e maestri respettivi: S. La eap- pella civica: 9. Il personale della Časa vescovile - 6? 10. La Croce del capitolo: 11. Li PP. Armem Me» chitaristi: 12. IlClero secolare non impiegato : jS. 1 ?!? 1 I Cooperatori delle Parrocehie fuori di citta: 14.1 Cooperatori di ambedue le Parrocehie della citta : i 5 . 1 Cappellani locali: 16. I Vicarj corali: 17. I Parrochi, e Dečani fuori di citta: 18. II Vicario ge¬ nerale in mezzo a due notari, i quali portavano le Bolle pontificie, ed i Ces. Reg. Ordini: jg. Li Ca- nonici : 20. II Vescovo vestito in abiti pontificali, accompagnato dal Magistrata : 21. La nobilta: 22. Un distaccamento militare : ? 3 . II popolo. La porta tnaggiore della Cattedrale era adornata con le armi imperiali, e del Vescovo, come pure con quelle della citta, e del Governatore, guarni- te tutte di vagbi festoni. AlPingresso della mede- sima il vescovo fu ricevuto dairex-Decano infuia- to Camnich in semplice piviale , accompagnato da due assistenti, non cbe da moki individui del Go- verno , e della nobilta patrizia Triestina . Incensa- to che fu dal predetto ex-Decano, benedisse il po¬ polo con 1’acqna santa, e fra il solenne canto del Te-Deum, portossi ali’adorazione del Ss. Sacra- mento . Passo poscia ali’ altare maggiore, sul cui primo gradino genuflesso, attese il termine delfin/- no Ambrosiano , dopo il quale, il preaccennato zA~ Decano, recitč) 1 ’orazione Protector ec. S’ass(se quindi il vescovo verso la parte del Vangelo, e re- citata ckebbe il nuovo prevosto del capitolo, e vicario generale Ignazio Gaetano Buset la sua al- locuzione, lette furono ancora ad alta voce le Bol¬ le pontificie col respettivo regio placet, cioe la 68 prima di restituzione, e respettiva nuova ereziong I ^9 I della Diocesi di Trieste, alla quale venne aggiun- to tutto il distretto deiristria Austriaca . La se- conda Bolla fu quella della iiomina in Vescovo del prelodato conte de Hoheavvart. La terza fu di as- segnazione in sufifraganeo al Metropolitano di Lm biana. La quarta fu diretta al Capitolo, e la quin* ta al popolo. Terminata questa lettura il Vescovo si assiše sopra la sua sede vescovile, installo il suo capitolo , e lo ammise , come poi fece a tutto il Clero secolare, e regolare , al bacio della mano. Chiusepoi questacerim'onia con leorazionial prin- cipale protettore della citta, e titolare della chie- sa san Giusto Martire , e per 1’ Augusto Imperato- re, e canto finalrnente la Messa . Prešo in tal modo il Vescovo possesso spirituale della sna cbiesa, pcrtOssi colP accompagnamento delle dignita , e Ganonici del Capitolo, a prendere il possesso temporale della sua mensa vescovile nel palazzo governiale. Il Governatore colPassi- stenza di tutt’i Consiglieri governiali adempi a quest’ atto con una allocuzione, a cui il Vescovo corrispose col suo ringraziamento, e restituissi al- Ja sua abitazione. Pocodopo esservi giunto, fu visi- tato dal Governatoreunito alla contessa di lui eon- sorte, dal quale fu in quella stessa mattina tratta- to, insieme colle dignita, e Canonici a lauta men¬ sa Goiriutervento di tutt’i Consiglieri governiali, del Magistrate , delle primarie cariche militari,e del Consigliere intimo di Stalo conte Antonio Fa¬ raone Cassis. Dopo la mensa trasferissi di nuovo il 6q Vescovoeon tuttoil capitolo allaeattedrale di san Giusto, dove intuono i Vesperi, vi assistette, e 1 termiuati che furono, vi fece nella Sagrestia* in- sieine col Capitolo, la professione della fede.. La solennita di questo doppio possesso fu cele- brata ancora con varie poesie italiane, tedesclie, e latine , distribuite in copioso numero , ed affisse alle porte di tutte le Chiese, e luoghi principali della citta a nome di varj particolari letterati. Se i Triestini ebbero in quest’anno motivo e ra- gione di giubilare per lo ristabilimento del vesco- vato loro, 1’anno appresso pero 1792 la inaspetta- ta morte deli’ Imperatore Leopoldo , che lo repri- stino , cagionata da una infiammazione, e quindi da violento vomito di sangue , successa il di primo maržo, apporto Tuniversale lutto, e specialmente al cuore deli’ augusta sua Consorte il massimo de’ dolori, e nellairnperiale famiglia una somrnaaffli- zione . Lascio il prelodato Sovrano questa vita tem- porale nell’anno 4^ delPeta sua, dopo di avere governati i suoi paesi ereditarj pel corso di duean- ni e nove giorni, e sostenuta la dignita dlmpera« tore de’ Romani per un anno, 4 mesi, e 20 giorni. Pervenne egli al governo delPereditaria austriaca Monarchia, edalla dignita d^mperatorein un tem¬ po in cui da nuovi esteri nemici veniva ognuna minacciata, in cui le sconvolte provincie de'Paesi Bassi trovaronsi violentate ad un’abbominevole a- narchia, ed in cui finalmente la Germania trova- vasi, dalle insorgenze della Francia, afflitta e mi- r.acciata . Golla sua prudenza pero egli in breve 7 o tempo ricondusse negli stati suoi labramata pace. I ?y 2 Xronco il progresso di una nuova guerra . Riaccob se nel paterno suoseno, e riordino leprovinciede’ Paesi-bassi. Fortifico nuovamente i vincoli della subordinazione efedelta in que’paesi ereditarj ove eransi allentati. Provvide a molti gravami. Impar- ti innumerabili beneficenze. Apri nuove sorgenti al pubblico bene . Rese paternamente paghi tutt’ i genj. Consolido con nuovi vincoli di corte, e di stato Finterna tranquillita, e la sicurezza esterna . Protesse accortamente come Imperatore i diritti, e la quiete della Germania, ed intraprese efficaci e ben pensati maneggi nelle malagevoli occorren- ze. Immediatamente dopo la morte deli’ augusto Leopoldo, preše le fedini del Go verno, de’suoi Sta¬ ti ereditarj, Farciduca Francesco , assumendo il titolo di Re I. di questo nome di Ungheria, Roe- miaec. Dimostrossi a bel principio sovranamente riconoscente verso ognuno di quelli, che avevano avuto parte nella di lui educazione. Egli promos- se il suo maggiordomo maggiore co: Camillo Gol- loredo al pošto di effettivo rninistro di gabinetto, e di conferenza . Ed ainbedue i colonnelli suoi a- jutanti, de Rollin_, e conte Lamberti al grado di Generali maggiori. L’Imperatrice, cbe dal di del passaggio del fut Imperatore di lei Consorte, trovavasi addolorata, ed inferma, passo adabitare nelFappartamento di cui servissi FImperatrice M. Teresa. Le mura del medesimo furono parate di nero , conie di color ne- 71 ro anche dopo il tempo del lutto di Corte, conti- nuar volle a vestirsi. Pervenuta aTrieste la miova della rnorte diLeo- poldo, si stabilirono l’Esequie ne’tre giorni con- secutivi cioe, 26 27 e 28 maržo. Furono queste ce- lebrate nella chiesa Cattedrale e parrocchiale di s. Giusto. Vennero le tnedesime decorate con tut- ta la possibile pompa ecclesiastica, alle quali in- tervennero il Governatore, e tutPi capi, ed indivi- dui superiori e subalterni de’dipartimenti, i con- soli , la nobilta e concorso immenso di popolo . Il catafalco, d’invenzione, e direzione deli’architet- to pittore da teatro Giuseppe Bobolini, fu deli’al- tezza di 34 piedi, ed illuminato con 220 torce di vario calibro . Nelle quattro basi che sostenevano Parna con le corone Imperiale , Regia , ed Arcidu- cale vedevansi dipinti gli stenami Austriaco, Un- ghero , Boemo e Triestino . Sui quattro angoli era- no situate le statue delle 4 virtu cardinali, cioe Prudenza , Giustizia^ Temperanza , e Fortezza • Sulle quattro basi delle colonne angolari esisteva- no quattro elegantissime iscrizioni lapidarie,parto della dotta penna del vescovo conte deIlohenwart. L’orazione funebre proferita il pritno di del triduo dal Predicatore quaresimale P. Gaspare da Volar- gne cappuccino^ era tessuta con la piu faconda t&- nerezza di sentimenti, ed appoggiata alPargomen- to medesimo delle suddette iscrizioni. Nel preac- cennato primo di delPEsequiepontifico il Vescovo della citta . Nel secondo celebrd il prevosto e vica- rio generale Buset, e nel terzo il decano del capi- 73 tolo, barone deli’Argento. Nello stesso terzo gior- 79 2 no dell’Esequie , il Vescovo pure celebro la Messa in ringraziamento a Dio per ravvenimento al va- cato trono delPattuale nostro monarca France- sco I. Anehe la 2azione Israelitica dimostro aperta- mente il provato rammarico per 1’immaturo pas- saggio all’altra vita deli’Imperatore Leopoldo II. di gl. mem., ed il costante attaccamento al regnan- te successore Francesco , con avere nel di 29 dello stesso mese celebrate l’Esequie secondo il suo ri¬ to, nella scuola d’crazione vagamente adorna di una copiosissima cpiantita di torce, e candele di cera. Maggiorraente interessante si rese questa funzione a motivo delFintervento del Governato- re , e di altri primarj soggetti. Diedesi principio alla funzione col canto di diversi Salmi ed orazio- ni. Indi il detto Raffaele Natan Todesco, Moreno della medesima nazione, pronuncio unaeloquente funebre orazione. Termino poi la funzione coli’ Esequie e preči, secondo il rito della nazione sud- detta. Uscirono parimenti alla luce nello stesso giorno diie pezzidi poesia in lingua ebraica diEze- ehia David Bolaffio, colla traduzione in versi ita- liani egregiamente eseguita sopra il medesimo ar- gomento dalla ben nota penna del dottore di filo- sofia, e di medicina Benedetto Frizzi della nazione suddetta. La medesima Universita Israelitica, rappresen- tata daicapi diessa Leon Vivante, Guglielmo Aron Finzi, e Graziadio Minerbi, avendo ormai compi- 7 3 lato il siio interno ttegolamento economico-politi- co, lo presenlo al governo con una istanza diretta r 79° a S. M. per la conferma del medesirno, e delle gia ottenute prerogative e grazie finora godute, coli’ aggiunta che venissero inibiti li battesimi forzati . LaSovrana Risoluzione che per mezzo dello stesso governo , sotto la data dei 7 aprile di quest’ anno , su di cio ottenne la predetta Universita, fu, che reputavasi superflua una nuova formale conferma de’nominati privilegj, e grazie, mentre da un canto tutte le concessioni che la stessa Universita gode , sono d’altronde inesive , non solo alle gene¬ rali veglianti ordinazioni di tolleranza; ma altresi ai fondamentali princip] di liberta di commercio adottati per questa citta marittima diTrieste, e dali’altro i battesimi forzati, e i rnezzi posti in opera per indurre i ragazzi israeliti ad abbraccia- re la Religione Cattolica sono generalmente, e sotto gravi pene proibiti da parecchie normali Ri- soluzioni, di maniera clieil tutto consiste nellaul- teriore costante vigilanza finora praticata, onde le motivafe Risoluzioni sieno esattamente osservate, e che conseguiscano il pieno loro effetto . Perilche essa nazione israelitica debba rimanere tranquilla nel pacifico godimento delle accordate concessioni. Il proposto nuovo piano di Regolamento poi, ven- ne approvato con alcune niodifieazioni. E diviso il medesimo in oito capitoli, ognuno de’quali e ripartito in articoli. Il primo capitolo prescrive il metodo per la ripartizione fra i contribuenti delle occorrenti spese . I! secondo e terzo contengono la ?4 formazione della generale consulta, numero e qua« 1 79 a lita degli individui, d’onde sia composta. II quar- to assegna le incombenze dei capi. 11 quinto quel- le dei censori, e revisori. II sesto quellc del cas- siere. II settimo indica la durata deH’impiego de’ salariati, e loro incombenze . L’ottavo finalmente parla delle incombenze del Rabbino maggiore . Sebbene in Trieste esistessero gia tutti gli uffizj richiesti dali’Austriaco sistema di governo , pure vi mancava quello di polizia, le di eui incomben¬ ze venivano esercitate parte dal governo medesi- mo, e parte dal capitanato circolare . Fu percio in quest’anno ai 3o giugno decretata per ordine so- vrano la istituzione d’un ufficio di polizia assegna- to a due Commissarj, e pošto in attivita nel di pri- mo del seguente agosto . Erasi introdotta un’ imposta personale sopra i facchini Doganali di 3 carantani al giorno pagabili alla cassa camerale. Questa era un testatico di fio- rini i8 ali’anno pošto sopra una classe di persone povere, necessarie al commercio, ed in gran parte estere. Tale imposta percio fu con decrelo dei a Aprile intierameate abolita dalla Camera Aulica . La vedova Imperatrice due mesi e mezzo sol- tanto sopravvisse al suo augusto consorte Leopol- do. Ella manco li i5 del mese di maggio, ed in Trieste le furono fatte l’esequie li 3,4 e 5 di giugno, simili a quelle deli’Imperatore, se non che il catafalco era alquanto minore, e nelFultirno giorno del triduo il Vescovo reeito uri’omelia alla pia memoria della defunta Sovrana. 7 5 Troppo celebre, e vasta e la storia della rivolu- zione francese, onde possa averne luogo la narra- r 79 a zione in queste Memorie. Avendo pero provato Trieste in tre distinte epoche le funeste conse- guenze della medesima, trovo indispensabile nono- stante di farne un picciolo cenno del suo principio, e passo passo che si andra innanzi colFepoche, anche dei progressi, e line della suddetta, in cio specialmente che riguardera questa patria . Dopo convocati nelFanno 1789 dal re di Francia Luigi XVI, per viste economiche , tutti gli stati di quel vasto Regno, e formati che furono in assem- blea, prevalendo il partito popolare, e la parte de- gli innovatori ribelli chiamati Giacobini, fu questo il principio j o lo seoppio, della celebre rivoluzio- ne di Francia, colla quale volendosi un Re costitu- zionale, venne F autorita del medesimo ristretta in tutto il suo potere . Indi aboliti tutti gli ordini della Nobilta, istituito un nuovo governo col ri- parto fatto della Francia in 80 dipartimenti, si renne anche a voler sostenei’e, e regolare altri- menti le Diocesi, pregiudicando i Vescovi nel do- minio loro spirituale , e levandosi i fondi delle lo- ro rendite , incaricando i respettivi Diocesani di passare il mantenimento ai loro Vescovi; come pm re i parrocchiani ai loro parrochi,intendendosi con cio , che venissero mantenuti dalla nazione , come funzionarj dello stato . Ma cio che attacco piu la coscienza di quel rispettabile Clero , per la quale con vivissime, ed erudite pastorali reclamarono i Vescovi, e con forti rappresentanze instavano che ?6 rivocasse PAssernblea gli ordini dati, fu il volerli I 79 I essa obbligare al giuramento civico delia nazione, di riconoscere il nuovo sistema di governo publili- co, lo smembramento delle Diocesi, 1’elezione che si avrebbe da fare in seguitodei Vescovi dai rispet- tivi dipartimeriti, e la consacrazione dei medesimi dai circonvicini ordinarj senza attenderne la eon- ferma da Roma . Resistendo sempre rispettosamen- te il Clero a queste novita, venne obbligato a par- tire dalle rispettive cure , e giurisdizioni, e venne- ro intrusi nuovi vescovi, e curati costituzionali. Quindi dal popolo, che veniva eccitato a persegui- tare il Clero non giurato, vennero in varie parti , specialmente rielle citta di Pai’igi, e Marsiglia im- prigionati molti vescovi, curati, e canonici, come sospetti di essere controrivoluzionarj, e fomenta- tori del primiero governo , onde venivano impuue- mente massacrati. Inuna sola giornata delmese di agosto 1791 , ne fu fatta una spaventosa e crudele carnificina di oltre a un centinajo, che dai facino- rosi venivano estratti violentemente dalle carceri, e sul fatto scannati. Contemporaneamente seguiai dieci dello stesso mese il massacro delia guardia svizzera reale, laquale dovendo guardareil palazzo Regio, si era opposta al furor popolare venuto pet invaderlo . Da tanti orrori oppressa , e varie volte insultata la famiglia Reale, non credendosi piu si- cura delia propria vita , secretamente se ne parti verso la fine delTanno antecedente 1791 , per sor- tire dallo stato. Ma vicino ai confini delia Fiandra Austriaca venne rieonosciuta, ricondotta a Parigi, 77 e ritenuta come prlgioniera neila sua residenza. L’ Imperatore Leopoklo reclamo al Re costitu- 1 ^ 2, zionale, ed ali’ assemblea di Franci a alcuni diritti che in vigore dei trattati erano restati ai Principi di Germania sopra il territorio Francese delPAlsa- zia, regolato gia sul piede degli altri dipartimenti. Ma persistendo 1’Alsazia a non offrire altro che del compenso iti danaro, per redintegrare i Princi¬ pi tedeschi dei loro dirittigiurisdizionali, marchia- vano contiriuamente truppe per la Brisgovia, ed i Paesi-bassi, ove anche si andava formando un cor- po d’emigrati Francesi, comandato dai Principi Reali, fratelli, e cugini del Re , ai tjuali era riu- scito di sortire dallaFrancia verso quelia parte; come pure con passaporti furono lasciate partire per Roma le di lni due Zie . II Papa come capo dellaChiesa, con replicati Brevi, appena nata la rivoluzione francese, fece conoscere al Re , ed a quella nazione, quanto tor¬ to veniva fatto con le innovazioni in materia eccle- siastica alla di lei disciplina, osservata da tanti se- coli; e quanto questa sia necessaria per mantenere la di lei unita . Che pertanto le innovazioni in ma¬ teria cosi delicata avrebbero declinato in un aper- to scisrna, e si attiravano le censure gia proferite dalla Ghiesa. La nazione di Francia, rappresentata dalla sua Assemblea, si ebbe molto a male delle paterne ammonizioni del Sommo Pontelice, e in Parigi si arrivo a tanto, che il popolo abbrucio la di lui Statua con grande scherno , con tutto che fosse vestita pontilicalmente . Ed in Marsiglia fu 78 levatadallačasa del Console 1’artnapontificia, tfon- tVpaculcata , e fatta in pezzi. Con gPinsulti fatti al Papa, s’acerebbe la persecuzione del Clero france- se, parte del quale era per tiinore emigrato, e quasi tutto il rimanente lisci da quel Regno, scac- ciato, ed oltraggiato specialmente ai di lui confini) essendo stati anche uccisivarj individui 3 e spoglia- ti di quello che seco portavano. Dalle diverse si- tuazioni della Francia si ritiravano gl’ infelici ec- clesiastici nella Spagna , nell’ Italia, nella Germa- nia, ed una buona porzione in In ghil tet ra , ove vennero accolti con somnia umanita, e da uri’im- posizione decretata dalParlamento per il loroman- tenimento, furono assegnate le mešate con gene- rosita, e distinzione degPindividui clderano in di- gnita; come ai Vescovi vennero assegnate lire ot- to sterline al mese, ed agPinferiori Sacerdoti, a chi sei, ed a ehi quattro , cedendo anche graziosa- mente il re Britannico un suocastello di campagna per loro abitazione . Conoscendo dopo reciproco carteggio' PAssera- blea Francese, che il successore del trono imperia- le Francesco II. restava fermo nella deliberazione preša dali’Augusto suo genitore Leopoldo , di ri- petere le prerogative dei Principi della Germania, senza accettare il compenso ofterto in danaro sopra la porzione deli Impero, che coi trattati delle pas- sate guerre rimasta era unita alla Francia, e Pint- peratore s’era su di cio spiegato risolutamente col- Fnltima risposta data alFAssemblea per mezzo del suo primo Ministro di Stato Principe Gaunizj ve- 79 členilo pure essa il continuo armamento ai confini dei Paesi-Bassi Austriaci, non meno che 1’ arrola- J 79 a mento degli emigrati Francesi, ehe con le sovven- zioni della Russia si andavano forrnando in corpo sotto la condotta dei Principi fratelli del Re,che erano tempo fa esciti dalla Francia , fece la mede- sima , per via del suo Re costituzionale, intimare la guerra al Re dUngheria, e principiarono le osti- lita, con dei vantaggi riportati dallapicciola arma- ta Austriaca comandata dal Generale Boileu. Ca- lando sempre nuove truppe anche per parte della Prussia, che si era unita per sostenere i diritti del corpo Germanico, penetrarono sotto il supremo comando del Principe di Brunswich nel Belgio Francese, setiz’attaccare quella fortezza, innol- trandosi verso Parigi , colla fiducia ispirata dai Principi emigrati di rit rov are partito ed accoglien- za presso quel popolo nemico. Ma non potendo ri- cevere viveri 1’ armata Austriaca , specialmente nella deserta Picardia^ comincio a ritrocedere, e dopo qualche battaglia assai sanguinosa per r una, e per Faltra parte, non trovandosi sicura nelPaperto territorio Austriaco de’Paesi-Bassi , si ritiro nei vicini Elettorati di Treviri, e Golonia. Frattanto li 7 luglio entrarono dalla parte di terra in Trieste ia cannoni, cioe 4 di sei, ed 8 di tre funti di ealibro , con 5 carri di munizioni. La divisione de^annonieri che entro li 6 dello stesso luglio, consisteva in 170 uomini, e ginnse da Pra¬ ga con una marcia continuata sopra carri, in i3 giorni. Tutto cio era destiuato ad aumentare in 8o qitesta piazza il suo stato di difesa . E nella ehiesa 79 2 di santa Maria Maggiore li 5 agosto, fiu’ono rese pubbliche solenni grazie a Dio per 1’esaltazione al trono del S. R. I. di Francesco II. Re d’Uflgheria, e Boemia^ incoronato il di 14 luglio in Fraricfort. Quantunque i bastimenti di bandiera Austriaca avessero finora goduto deli a piri. perfetta tranqml- lita ^ e sicurezza , tanto nei loro viaggi quanto nei porti del la Francia da essi approdati nella maniera stessa , che li bastimenti francesi, e di ogni altra nazione perfettamente godevano in que- sto porto-franco , cio nonostante , conteroplando i! Sovrano i timori de’negozianti esteri,i quali ritro- vavansi in affari con quelli di Trieste , che gl’in- viavano merci per oggetto di spedizione, e di coni- mercio, volle , che si ponesse in istato di valida difesa questa citta, tanto dalla parte di rnare, che da quella di terra, con farvi trasportare non solo un gran treno di grossa artiglieria disposta sopra barche cannoniere , e sopra varie batterie piantate in siti opportuni a fare un fuoco incrociato; ma ancora con aumentarne considerabilmente la guar- nigione , con aggiunta di nuovi arliglieri, e ponem do altresi sopra un piano di attivita guerriera la numerosa truppa delPesercitata nostra milizia su- burbana . L’Augusto Francesco rese altresi stabile la custodia , e difesa di questa citta tanto dalla parte di mare , che da quella di terra . Essendo ben luiigi il medesimo di porre ostacoli, o imba- razzi nelPutile commercio di questo paese, si oc- c upa v a non solo a' man te n ere in tutto il loro vigo- 8i re le generose concessioni, e privilegj de’ 2 giugno 1715, de’ i5 e 18 maržo 1719, e 19 decembre 11 ^ 2 1 725 j ma altresi ad ampliarle, in quanto occor- resse a promuovere la piu. equa imparzialita nella non dispendiosa, ne lunga amministrazione della giustizia , la sicurezza , e la facilita de’contratti, e della circolazione, e tutto cio che puo contri- buire ed agevolare non soI793 sto il contegno sanguiuario dei dominatori della Francia, andava somministrando de’ sussidj, spe- cialmente per il mantenimento deli’arrnata degli Emigrati francesi , e PIngbilterra fomentava P in- siirrezione nata nella Brettagna francese contro la Convenzione, la quale si dichiaro per il partito di rimettere il trono in Francia, e di voler sostenere la causa della Religione , clP era mandata nella ri- Voluzione di quel Regno . Nulla tetneva la Repubblica Francese di tutte' le coalizioni e piani, che contro di essa andavansi formando dalle Potenze per annichilarla • mentre col pretesto di ridurre tutt’i popoli inuna perfetta liberta ed uguaglianza si erano attirati de’grandi partiti ne.llecitta d’ogm Regno enelle armated^ogni Potenza. Il popolo di Trieste pero, che altra liber¬ ta non conoscea che quella del commercio , e del godimento de’proprj suoi privilegj, attaccatissimo sempre, e fedelissimo ai Sovrani deli’Austria, col seguente fatto diede un chiaro eontrassegno li 28 maržo del disprezzo in cui tene v a la chi merica liberta francese. Fuori della finestra deli’ abitazione di un Fran¬ cese pittore nomato Dupre, eravi una bandiera bianca col irtotto Libertas . ( Era questa una ban¬ diera Ragusea colPimmagine di san Biagio , dipin- ta per commissione d’un capitano Raguseo, la qua~ le dal predetto pittore era stata posta ad aacirigare al sole ). Ii popolo ignaro del fatto, cornbinando la qualita di Francese del pittore , coli’ apparenza di bandiera di Liberta,e supponendola esposta p er 1 793una seduzione francese , irritossi talrnente contr o il p,Utore, che a grande s teti to pote salvare la vita. Egli era una persona , contro la qu de sino a quel, punto non avea militato sospetto di veruna sorta, e di cui nessuno ancora si era doluto ; stecbe que- sta circostanza, la quale eonsolidava la sua inno- cenza, fa 1 ’elogio del popolo Triestiao; giacehe al solo apparente sospetto d’un qualche repubbliea- no artificio francese, mostro egli il suo risoluto di- sprezzo per le erronee rivoluzionarie massime di quella nazione. La moschetteria diun battaglione del reggimett- to Reisky schierato innanzi la chiesa di san Pietro in piazza, 1 ’artiglieria del eastello, del molo gran¬ de , del Lazzaretto, del bastione eivico al Man- dracchio,e delle scialuppe cannoniere, col gruli- vo rimbombo di 3 salve, annunciarono poco prima del mezzogiorno della domenica 7 aprile la solen- nita del ringraziamento, che in detta chiesa face- vasi a Dio per ii vantaggi nelPapertura della eam- pagna di quest’anno sopra i Francesi riportati dal- le artni Austriache, comandate dal Feld-Maresciab lo Principe Giosia di Sassonia Koburg . Nelle presenti circostanze della guerra contro la Repubblica Francese, esternarono rattaccamen- to loro i Triestini verso il proprio Sovrano col con« tribuire volontariamente in sovvenzione della me« desima una somma di denaro . Cosicche 1’ offerta di varj membri del Governo , e del corpo de’ nego« pianti^ mediante il deputato di borsa Bartolommeo 8 !» Orrasch fu di fiorini 2854:18. La nazione Greca orientale, mediante il suo deputato Mattio Selechi' 79 ^ Cento flor. 2231:20. La nazione Illirica contribul fiorini j5h:20v E la nazione Israelitica diede fio¬ rini 8270:8; che in tutto forma la soinma di fiori¬ ni 9867:8 Correva gia il qtiaran tešimo ottavo anno dacche videsi alla rada di Trieste 1’ultimo bastimento Inglese da guerra . Li due ottobre di quest’ anno giunsevi la fregata PAnfiirite, e vi diede fondo al- le ore 3 e mezzo della sera. Essa era di 3 i cannO 4 ni, e 160 uomini di equipaggio . Poco dopo arrivo ancbe lin brigantino da guerra con 6 cannoni, 8 petriere , e 45 uomini. Li detti due legni armati convogliarono a questo porto una nave mercantile parimente Inglese . procedente da Londra, Napo¬ ji , ed Ancona . La prima nave da guerra Inglese che si fece vedere a Trieste fu nel 17425 spedita dalle Dame di Loridra con un donativo di due tni- lioni per l’Imperatrice Maria Teresa di glor. mem. Nel 1744 vi approdarono due fregate per convo- gliare li trasporti delle provigioni mifitari Austria- ehe, le qua!i da Trieste passavano al Po in occasio* ne, che il suo Comandante erasi portato in questa citta a celebrare le sue nozze. Affine di non dar adito che nelle Austriacbe pro- vincie venissero sparse le rnassime rivoltižiona- rie da’Francesi, colle quali potessCro corrompere la fedelta de’ sudditi al Sovrano loro, venne ordi¬ nato da Vienna a tntti i Dipartimenti di PuTizia, ehe usassero ogni circospezione nelP introdurre 86 forastieri , e preeisamente emigrati Francesi nello 9^Statoj avendo loro prescritti 8 articoli da osservare rigorosainente verso i detti , cioe: i. che non fosse permesso l’ingre3so se non agli emigrati legittimati a! confine d’un passaporto oltenuto da gualche mi- nistro Austriaco, o Comandante delle armate: z. che non potessero domiciliare se non nelle eitta capitali: 3. che dovessero indicare la strada per la quale volevano internarsi nello Stato: 4- c ^ le P er fermarsi in una capitale dovessero ottenerne il permesso dalla Direzione di Pulizia : 5. che a que- ste condizioni sieno soggetti i Francesi li quali si trattengono nello Stato dal 1790 in poi: 6. quelli che dalla capitale ove dimorano volesser’0 portarsi a Vienna , possano ottenerne il permesso dal capo della provincia, ina in Vienna dovessero essere au- torizzati dalla Pulizia a tratenervisi, e dalPAulica Cancelleria per partirne : 7, agli altri forastieri non Francesi non sia permesso Fentrare nello Sta- to, se non manifestano al confine i motivi e quan- to abbiano da trattenersi: 8. Gli ufficiali mudali devono esprimere nel passaporto dei medesimi la strada che vogliono prendere fino al destinato luo- go . Ingiungendo alPUfficio di Pulizia dMnvigilare attentamente sulla loro condotta, e di 8 in 8 gior- ni darne parte alla Direzione di Pulizia residente nella capitale della provincia . Non eravi mai stata una pubblica biblioteoa in Trieste , ed appena in questi tempi venne qui in- trodotta. Ebbe il suo principio la medesima sotto le loggie del teatro vecchio . E siccome andavasi 87 sempre aumentando di volumi, cosi gli accademi- ci deli’ Arcadia Romano-Sonziaea, fondatori della 1 stessa , stabilirono di farne un dono alla citta di Trieste .' Locche meglio si rilevera dalla seguente circolare de’$uddetti accademici ai suoi membri. Inclito , erudito , e valoroso compastore. Sorge dal suo esterrio silenzio 1’arcadica nostra societa con 1’ apertura d’una pubblica biblioteea in Trie¬ ste. Ella e questa una conseguenza delle private letterarie occupazioni di que’ nostri laboriosi com- pastori. Ella e effetto deli’ indefesso zelo del Ces. Reg. Governatore di quella citta, sua eccellenza il con te Poinpeo Brigido, Pro-Vice custode, e Pre- side de’ inedesimi. NelPanno 1780 tentossi, com’e nofcorio , 1 ’aper- tura, ed il soslentamento di una pubblica bi »»Ho¬ teča in Gorizia; ma sebbene eseguita con molto impegno , dovette sciogliersi con sommo dispiace- re . La mancanza di fondo per sostenerla, ne ca- giono la decadenza, e la caduta di ogni speranza di form ari o , e sistemarlo, obbligo gli Arcadi al di lei scioglimento . A preservare percio da simile di- sgustevole conseguenza la pubblica areadica bi- blioteoa di Trieste, si e adottato 1 ’espediente di offerirla in perpetuo dono al pubblico di detta cit¬ ta > e per ersa ali’inclito di lei Magistrato , sottd la protezione.di quell’eccelso Governo, e sotto la vigilanza del Preside locale delPaccademia pro tempore . E siccome 1’esito va corrispondendo alla espettazione, quindi e , clie colPannesso esempla- re del pubblico avviso per 1’ apertura di detta bi- 83 . blioteca, ve ne somministriamo la prova. Datot i 794 dalla sessione arcadica di Gorizia il di a novembre 1793. Raimondo conte di Thurii Marzio conte di Strasoldo Pro-vice Cust, Perde Trieste in quest’anno 1794 un soggetto di quelli, che per bene delPumanita sarebbe deside- rabile chemainon mancassero. Fuquesti ilpubblico negoziante Joacbim Hiersl Israelita. Segno ii me- desimo 1 ’epoca della sua morte con que’trattl di beneficenza, eo^juali contrassegnola sna vita. Egli si rese utile al pubblico in generale, ed alle fami- glie in particolaresenz’alcuna eccezione . Da lui si riconosce la dilatazione del commercio delle te¬ le in tutta la Germariia, per cui fu premiato dalla sovrana Corte con varie onorificbe personali di- stinzioni. Da lui riconoscevano la sussistenza loro varie fatniglie di ogni nazione., e professione. Dal suddetto ebbero appoggio gPinfelici che a lui ri- correvano nelle indigenze evenluali, troppo fre- quenti in un paese ove non esiste monte pubblico di pegni . Giunto pertanto agli estremi di sua vita, comprese nella sua testamentaria disposizione tut- ti quelli, ai quali era sta to solito fin’a-llora di soc- correre . Egli beneftcb le fraterne Israelitiche . Egli fece dei legati a'poveri cristiani eivili ed agl’ infer- mi militari. Ordinb che fossero restituiti i pegni che presso di se esistevano, dalli ducati 4 ingiu> senza riseuotere ne il danaro imprestato, ne F in- ' 8 9 Feresse . Gomando„ clie per pegni maggiori non ve- nisse esatto interesse alcuno , com’egligia avea 1 praticato in vita, e noti s’insistesse presso i pro- prietarj per il lievo del medesimi. Queste insom- ma, e tante altre beneficenze dal predetto pratiea- te, segnano 1’ epoca della morte di qiiest\tomo ve¬ ro amico deli’Uinanita, accompagnata,come la sna vita , dalFesercizio delle piu utili virtu haturali . Dopo i successi Fortun ati eh’ebbe F Armata au~ striaca nella primavera delPanno scorso , riconqui- stando tutte le Fiandre austriacbe, entro pure in quelle spettanti alla Francia, e con gran Valore espugno e ando al possesso delle forti piazze,e cit- ta di Lahdrecy , Conde, e Valenciennes . Per le quali vittorie e conquiste, li maggionefurono re¬ se aDio solennissime grazie in Trieste, nella cbie- sa di s. Maria Maggiore. Neli’estate ilRe diPrussia in persona con una porzioue di truppa Austriaca, unitamente alla sna s dopo Jungo assedio, ricupe- ro alFIuipero la citta e Fortezza di .Magonza, aven- do pri a ripreso ai Francesi FrancFort, e Spira, eh’ ferano State da loro oceupate dopo la resa seguita per tradimento dol comandante di Magonza . Riportate aleune significanti vittorie dalPArtna- ta austriaca, coimandata nelle Fiandre dalPImpe* rator Francesco in persona, dov’era stato accolto con grandissimo trasporto di giubilo da qnelle sne provincie belgiche, cominclarono le sue truppe a venire soprafFatte dali’ immensa moltitudine de’ Francesi, che correva alla guerra, parte obbligata dalje leve continue, cbe venivano Fatte in Forma 9 ° di requisizione, e parte ridotta dalla farne a servi- I 794re nelFarmata, dove andavano tutt’i viveriin ab- bondanza , e venivano animati di andare allo s po- glio in estero paese. Disperando gliAustriaei di ri- cevere soccorsi dai Prussiani, quali sebbene erano stati assoldati dali’ Inghilterra, sit trattenevauo al Reno seuza operare , ed anche per essere fuori di speranza di venire assistiti dai popoli Fiamminghi ch’erano stati indarno eccitati con un proclama dal Sovrano, principiarono a ritirarsi dalla parte oceupata , lasciando delle guarnigioni nelle fortez- ze sunnoininate , le quali cogli avanzamenti fatti dai Franeesi, restando isolate lungo tempo , faro s’ arresero . Ritornato 1’Imperatore a Vienna , nominb suc- cessore al defunto monsig. Cherens nel veseovato di sant 1 Ipolito, il co. Sigismondo Hohemvart Ve- scovo di Trieste . II Gapitolo di Trieste riceve il primo di ottobre con gvaude rincre&cimento tale notizia. Devoluta pereio la giurisdizione della Dio- cesi di Trieste al suddettoCapitolo, venne dal me- desimo nominato a governarla ^ li 3 dello stesso mese , in qualita di Vicario capitolare , il suo pre- vosto , e vicario generale del prelodato Vescovo , Ignazio Gaetano Buset de Faistemberg. Ricevute dal Vescovo le Bolle pontilicie della sua trasloca^ zioue alla sede di s. Ipolito, parti da Trieste per trasferirsi in quella. Nei tre anni di governo spi- rituale di questa Diocesi dimostrossi indefesso sempre tanto nelTeseguire personalmente le cor- rispondenze d’uffioio di maggior rilievo ( come lo 9 [ confermano i moltiplici suoi manoscritti esistenti nel la cancelleria vescovile ), quanto nelPesercizio 1794 del pastorale suo ministero. Lascio nel suo partire la dolce e grata rimembranza delle sue luminose virtii, per le quali si rese aggradevole, ed ammi- rabile, e si concilio la stima , e venerazione non solo dei Cattolici, ma ben anche delle nazioni di ogni credenza dimoranti ia Trieste, verso de’quali avea sempre usati particolari tratti di doleezza . Formatosi con la corte di Vienna un contratto di un decennio per la vendita degli argenti vivi, di cui il re diSpagna abbisognava nellesue fabbri- che, e per le miniere deli’oro* arrivarono da pa- recchi anni in qua a Trieste annualmente tre navi Spagnuole armate, trale qualiuna di linea, e que- ste caricavano le convenute partite d’argento vi- vo. Giunsero da Barcellona anche in quest , anno tre legtii armati Spagnuoli, cioe una nave da guerra nominata la Spagna con Pequipaggio di 5 oo per- sone, e 70 pezzi di cannone, e due urche da tra- sporto. Una di queste era equipaggiata con 70 per- sone, e sei cannoni, e 1’altra con eguale equipag- gio e sette cannoni. Dopo aver gia caricato 1 ’argentovivo, rentendo che la Spagna avea formata alleanza con la Fran- cia, e ad istigazione della medesima a veva anche diehiarata la guerra ali’ Inghilterra , giudicarono di disalberare, e passare 1’invernata in ouesto por- to , per evitare Fincontro della flotta Inglese nel Mediterraneo, ed anche di venire inseguite davarie 92 fregate Inglesi parte ancorate nel medesiirio poftft Trieste, e parte di esse, che corseggiavano nell’ Adriatico . Fu promulgata in quest’anno ima nuova istru- zione, ossia regolamento della borsa mercantile j resosi uecessario pel carnbiamento dei tempi ed aumento notabile del commercio, che a guesto tempo appunto cominciava grandemente a prospe- rare ia conseguenza della chiusura di molti porti, promossa dalle guerre della rivoluzione francese . Ai a4 decembre la unione di assicuratori conse- gui un privilegio con cui le fu concesso, come gia godeva la camera d’assicurazioni, la esenzione deli’imposta ereditaria e sugFinteressi, il diritto cambiario per li contratti di sicurta , ed il foro mercantile esclusivamente di Trieste per tutti gli azionisti, quando sieno convenuti in tale qualitit. Il giudizio criminale cbe ftriora esisteva qual giudizio separato, fu per aulico decreto degli n luglio unito al giudizio civico provinciale * Verine ordine dalla Corte in Trieste, che per il felice successo della earnpagna di guesFauno fos- se celebrato in tutte le parrocehie un solennc triduo di preghiera alFAltissimo per implor..re la tilteriore benedizione dal cielo sopra le armi de' cesarei ed alleati eserciti , onde procurare un vit- torioso fine alla straordinaria guerra, in cuilo sta- to si trovava sforzatamente impegnato per difesa della santa Religione , per tutella de^ubblici de- creti, e per sicurezza delle private proprieta cen¬ ti© i periurbatori della comune tranguillita, e ne- 93 mici della Religione. In tutte le parrocchie della citta e suo distretto furono eseguite le dette pre- 1 ?^ ghiere . La nazione Israelitica nello stesso tempo recito le sue solite preghiere praticate durantela guerra, per la felicita, e divina benedizione sulle armi del pio Sovrano , recitando i Saimi consueti, dopo i quali il maggior Rabbino, coli’ esposizione della Bibbia , recito la solita orazione per FImperatore , colFaggiunta di preči analoghe alle circostanze . La comunita della confessione Elvetica formo su qu< sto a-gomento una preghiera particolare, la quale distribui con le stampe agl’individui suoi, e la recito congregata al solito nella propria chie u sa . Con la data del primo giorno delFanno 1795. fu esteso e spedito alFImperatore uu Breve Pontifi- c’10, con cai sua Santita, sopra istanza fatta passa- re dal delto Monarea , concesse 1’Indulgenza ple- naria in forma di Giubileo a tutti g!i abitanti degli Stati ereditarj, 1 quali avesserO adempito le opere prescritte in esso Bieve, chiedendo 1’ajuto del Re, e Signore degli eserciti uelle circostanze delPosti- nata guerra colla Francia. II primo di maržo gior¬ no della domenica seconda di quaresima fu aperto il Giubileo in Trieste concesso per sei settimane con una solenne processione, composta da piu di 6 mila persone Cattoiicbe drngni dignita, e rango, a tale effetto congregate. Sorti la medesima alle ore 10. dalla Cattedrale, e visitate le chiese pre¬ scritte, restituissi alle ore una alla suddetta, o ve, 1 94 e le Legazioni di Ferrara , e di Bologna, ov’erano stati chiamati, rion trascurarono da per tutto di spogliare le chiese , ed i monti di pieta , e di fare oontinue requisizioni di danaro, e di viveri per mantenere in tal maniera la loro armata . I Depu¬ tati dei differenti dominj ricorrendo al General Bonaparte Corsicano, comandante in capo delPar* mata Francese per ottenere qualche alleggerimen- to delPeccessive penosissime imposizioni, veniva- no rimandati, con riportare qualche dilazione al lor pagamento .S^cerescevano intanto i bisogni di quell’armata, sprovvista di viveri, e di vestiario, e cosi venivano alle respettive popolazioni rinno- vate le ricerche di altre prestazioni, anche sotto nome d’imprestito, e si aumentavano i loro grava- mi. Colla mediazione delPAmbasciatore di Spagna co. Azara cercarono la pace con i Francesi il Duca di Parma, ed il Sommo Pontefice, benche non fos- sero in guerra con essi. Il Duca di Modena, perche avea la principessa sua figlia maritata con un Ar- ciduca di Časa db^ustria, dovette ritirarsi a Vene- zia ; giacche il di lui Stato veniva considerato co- me nemico , e fu assoggettato a gravissime imposi¬ zioni, per assicu^arsi delle quali i suddetti Fran¬ cesi levarono degli ostaggi, Al Duca di Parma per essere Infante di Spagna, riusei dopo varj esborsi di ottenere la pace; uta il Sommo Pontefice do-vet- te con un armistizio convenire col Comandante in capo Francese, per salvare le altre provincie rima- 1 ste fedeli al dominio della Chiesa, di esibire 6 mi- lioni di sctidi romani in contanti, con tutte le mi- gliori str.tue greche antiche, e quadri originali dei piu rinomati pittori. NfelPinvasione fatta dai Franeesi nelle tlue Le- gazioni di Bologna , e Ferrara, i poveri Sacerdoti espulsi dalla Francia, e che godevailo in quelle citta, e distretti un caritatevole asilo, e rnanteni- mento nei Conventi dei Regolari, ed appresso al- cuni Parrochi, dovettero cercarsi altro ricovero; parte di essi internandosi nello Stato pontificio , e parte cercando imbarco nei piuvicini porti di quel- la costiera romana , partirono raminghi, abban- donandosi alla provvidenza. Non esseodo stato permesso agl’ infeliei di sbarcare nelRIstria vene¬ ta, vennero accolti aTrieste in numero di circa 5o, compresi alquanti Regolari Gertosini, e Minori Conventuali. Ne’primi giorni ebbero ima sempli- ce ospitalita , e poi venne tollerata la loro dimora, conoscendosi in questo pubblieo grande commise- razione della loro rniserabile sorte, effetto della quale furono le limosine abbondanti raecolte in pocbissima spazio di tempo per suffragarli, e gli stipendj di Messe che venivano date alle sagrestie per loro sostentamento . Non avendo questi mise- rabili ne tetto, ne let to, si mossero diversi parti- colari a riceverne qualcuno in casapropria, ed altri li prendevano alla sola mensa; dimaniera che ritrovarono essi grande carita inTrieste, per la quale , e pet la buoiF aria erano somffiariiente coti* 9^tenti di questo soggiorno . Gon tutto eh e varj fos* sero in eta decrepita , ed alcuni malaticci, si rimi- sero perfettamente dai disagi della vita ramin* ga , clie avevano dovuto tollerare per 5 arini do- po nsciti dalla Francia . Dei due Vescovi francesi, che pure erano arrivati dallo Stato pontificio per rifuggiarsi in qualehe citta imperiale, il primo ciie venne, iiVescovo di Perpignano, passo da Trie- ste in časa del Prevosto di Gorizia Barone Codelli, essendo stati ben ricevuti inqaella citta, ed allog- giati in un Gonvento iz altri Sacerdoti Francesi . II secondo, cioe il Vescovo di Tarbes, ritorno da qui nello Stato del Papa insieme col suo Vicario generale , ed il suo segretario . In tempo che si tnancava di clero, e di celebranti, si vide Trie- ste iuondata di Sacerdoti esteri , e le chiese senza interruzione provvedute di Messe . L’ invasione francese nella Lombardia costrinse Farciduca Ferdinando d’Austria, Governatore ge¬ nerale della Lombardia austriaca, di abbando- nare Milano, e trasferirsi a Trieste con 1’ Ar- ciduchessa sua consorte, Duchessa ereditaria di Modena , ove arrivo la sera dei 6 giugno, e pre¬ še alioggio nella locanda grande. Nella stessa lo- canda presero pure alioggio gli Arciduchi, ed Ar- ciduchesse loro ligli, e tutto il seguito , coiriposto di io 6 persone, lequali vigiuusero neigiorni susse- guenti. L’ entrata dei suddetti Francesi in Verona suc- cessa li 7 giugno mise in attenzione Trieste, Gori* ior zia, e Lubiana. Mentre andavasi fortificando Trie- ste sotto 1’ispezione del general maggiore de Spect,’?9 fi con ordine del governo vennero preši in nota tntti j cavalli pubblici e privati, per averli pronti in oirni caso di avvicinamento del nemico, affioe di pot eri i usare nel trasporto de’ pubblici effrtti, e persone. Venne quindi li so luglio il Generale del* 1’ Austria interiore Gonte Colloredo per visitare le militari disposizioni dirette dal predetto generale Speet . II eommercio per altro boriva in questa eitta al maggior segno , eosi che andavasi la medesima di- lataudo a gran passi con fabbricati nuovi, per la continua concorrenza de’forastieri, i quali veniva- no a stabilirsi in questa sola piazza di trafbco . Tutto il terreno del le antiche saline, e contigue campagne, che ora comprende la eitta nuova di qua e di la del ponte rosso, era gia occupato da casa- menti .Noa restava che la pianura di la del ponte, denorninato in oggi di Chiozza, la quale serviva di orti e campagne dei PP. Armeni Mecbitaristi. Fu esposto al Sovrano il progetto di formare co¬ la un Borgo, il quale dal di lui nome venisse cbia- m ato Borgo Franceschino . Essendosi compiacciuta S. M. di approvare la progettata formazione del medesimo sopra i fondi denominati = il Molino grande , il Molino piccolo, ed il Padovino^e la vendita volootaria degli stessi, di visi in 88 terre- ni ad uso di fabbriche, confinanti da arnbedue i la- ti con la strada che conduce a s. Giovanni: pernu- »e, che con la occorrente spesa da farsi, parte dah J 03 Ferario, e parte dalla faeolta mechitaristica, si 9 ^desse un corso piu regolato al contiguo toivente Staribrech, ergendosi da un Jato e dalFaltro una solida sponda, capace di resistere alFimpeto deli e accjue, e che si rendesse questa strada piu spazio- sa e couioda . In questo tempo Mantova veniva bloccata, ed in varie riprese attaceata dai Francesi. Ma quella va- lorosa guarnigione, comandata dal generale Cau- tau d’Ipres fece delle batteriee con alcune sorti- te , una forte resistenza per due mesi continui con grande strage de’ nemici, molti de 1 quali s’affoga- rono nel lago, che circonda la citta e fortezza, fin- che al primo d’agosto resto ljberata dal marescial- lo auštriaco conte Viirmser, che calando con una annata ual Tirolo, si era fatto strada fra que’mon- ti. Lihero Verona daiFrancesi, restitueudola alla Repubblica veneta,, e disfece il campo dei medesi- mi eh’erano iutorno Mantova, prendendo loro piu di 100 pezzi di artiglieria tra movtari, e cannoni, quantita di viveri e munizioni. Ma volendo gliAu- striaci inseguire troppo i fuggitivi loro nemici, vennero battuti, specialmente nella citta di Casti- glione, ov’ erano entrati di buona lede. Questa ed altre loro dišavventure venivano attribuite alla cattiva direzione, e forse anche mala fede degli uffizialj, de’ quali moltissimi mancavano di cogni- zioni, e di fermezza . Suceedendo per ordinario i disastri uno ali’ altro , essendosi nuovamente inde- bolita Farmata austriaca dalle malattie,dal mirne- ro grande dei feritie prigionieri; ritorno il Mare- io3 sciallo nel Tirolo,ed inseguito daiFrancesi in groš- so numero calo per la parte di Bassano j e con il 1 ” suo corpo di 18 mila uomini, marciando nelle vi- cinanze di Padova, pasšo a Cologna 1 'Adige per Legnaeo, e ando a rinserrarsi in Mantova, per di- fenderla, e per aspettare soccorsi. Intanto il pic- ciolo corpo austriaco restato in Bassano, per trat- tenere 1’inimico , venne in parto danneggiato , fu- gato, e sbaragliato , restando cosi aperta ia strada ai Francesi di fare delle scorrerie per queste pa rti. Fu grande 1 ’ agitazione nelle citta di GoriziagTrie- ste, e Lubiana; maggiore e piit fondata fu questa dei 10 settembre di quella che si provoai 7 di giu- gno, allorquando erano entrati i medesimi la pri¬ lila volta in Verona, e venivano foraggiando, e cer- cando viveri fin a Bassano e Treviso , Per siffatti timori, che soffriva FAustria inte- riore, ossiano queste provincie adiacenti alio Stato veneto, venne dal Sovrano ordinato un cor- done di truppe per garantirle. Essendosi in que- sto frattempo stabilito il possesso del la Corte Im- periale sopra una buona parte della Polonia, a lei toccata nella divisione finale diquelregno, cosi pure combinatosi 1 ’affare dei confini colla Porta Ottomana, calavano truppe dalFUngheria , e dal- , la Croazia, e con una buona guarnigione del reg- ' giniento Giulai rimasto in Tri^ste e nel territorio, a Servola poi erano accampati li Groati Banah confinarj . Tra Friuli e la Garintia si contavano iti questo cordone formatosi nel giro di počiti giorni 18 mila uomini, i quali avanzavano alFarmataj ] o4 a inisura che tFera il bisogno . Dopo la disfatta ‘^del corpo-austriaco di Bassnno, venne, con ordine del tnaresciallo Wumser, il generale Quosdano- vich j per riunire in Gorizia quella trnppa disper- sa, e con altri rinforzi , eh’eranoivi accanipati, marcio per il Frinli sotto il comando del generale di cavalleria Alvinzi, venuto alla testa di questa trnova arinata, riunitasi pure con altra truppa ca- lata dalla Carintia in nuinero di 20 mila combat- tenti, i quali con somma intrepidezza passarono il Tagliamento a guazzo fino alla meta del corpo, ed il fiume Piave^ sopra barche spedite da Trieste, e noleggiate, ancorehe di estero dominio . Stabilita la giornata dei 23 ottobre per la con- sagrazione del nuovo Vescovo di Trieste, venne da Lubiana 1’arcivescovo metropolitano Michele bar. Brigido, ed il di lui suffraganeo, e vicario generale bar. Francesco Borgia Raigersfeld vescovo di Der- be in partibus, i qua!i con pubblico iugresso, in- contrati prima dal Vescovo eletto, entrarono uni- tamente in citta in quattro carrozze al suono di tutte le campane . Nella stessa giornata fu esegui- ta nella Chiesa cattedrale di s. Giusto la solenne funzione, alla presenza d’immenso popolo. Fece 1’officio di consagrante il Metropolitano, assistito dal suo Vicario generale, e dalPex-decano mitrato BernardinoCamnich. Stando questi setnpre al lato del consegrato nuovo vescovo, lo accompagnarono alla sedia vescovile , e intorno alla Chiesa nella benedizione che dava agli spettatori. Sette giorni dopo la consagrazione, cioe ai 3o ottobre, preše il jo5 nuovo Vescovo solenne possesso della Chiesa catte- drale, e della diocesi, colPordine prescritto in tal 1 ^ pubblica circostanza . Fu letto il decreto Sovrano della di lui nomina, indi la Bolla pontificia della conferma , e giurisdizione che , gli veniva conferi- ta. Avanti che il corpo del Capitoio andasse a rico- noscere col bacio della mano il suo nuovo prelato, il prevosto del medesimo, con un’allocuzione la- tina, alludendo alle di lui virtu lo dichiaro degno successore di monsig. conte di Hohenvvart. Aila quale corrispose il nuovo prelato raccomandando se e la sna diocesi ali’assistenza del Capitoio. Pontifico egli la solenne Messa, term in at a la quale, aecompagnato da due canonici ando al pa- lazzo governiale per la čerhnonia del possesso del- le rendite vescovili, ricevendo dalle mani del go- vernatore le cbiavi, dopo avergli esso fatto un elo- quente discorso . Restituitosi indi il prelato , fra numeroso corteggio d’.ogni grado di persone, alla sua abitazione, venne complimentato dal Capitoio in corpo 5 e da una deputazione a cio specialmente nominata dal superiorCollegiode’XII.deiraccade- mia Triestina degji ArcadiRomano-Sonziaci, a cui egli trovossi ascritto corne uno dei membri acce- denti al predetto collegio. La deputazione eracom- posta di sei membri. Per introduttore fu eletto il segretario, e per oratore fu prescelto 1’aggiunto eruditissimo censore Lorenzo Dott. Rondolini, il quale preše parola con un’ eloquente ed erudita allocuzione latina in verso, ed in prosa . L’abate D. Francesco di Paola Salvini ex Ge- io6 suita prefetto del Ginnasio, produsse fra altri il 1 796 seguente Sonetto , adattatissimo non solo alla cir- costanza del nuovo prelato, ma anche de’tempi presenti. SONETTO Sacro Pastor, che il inerto ha colJocato In questa di Trieste antica Sede, La Religione, e il culto ininacciato Pronto da Tua virtu sostegno chiede . Da moderne empie massime agitato, Presso al periglio il gregge Tuo si vede! Deh! vola in campo coraggioso e armato; Irnpugna Parmi che a Te Cristo diede . Di salute la speme che consola Sia Pelrno; e sia giustizia Tua loricaj Scudo la fede, e spada la parola: Cosi vinta la eiurma a Dio nemica, Che i popoli seduce e al cielo invola, Preinio condegno avra la Tua fatica . r i Anno fecondo d’avvenimenti fu il i 797. Ardeva la guerra tra Plmperatore, e la nazione France- se, a segno che si facevano gli ultimi sforzi si dall’una,ehe dalPaltra parte . Erano anche dive- nute il teatro della medesima le nostre vicine con- trade del Friuli, la Trevisana, ed il Padovano. L’ Italia ne sentiva il gran peso, e in ultimo venne a lisentirlo la 'stessa nostra citta. Negli ultimi mesi specialmente delPanno j 796 approdavar.o al porto ■ i07 tli Trieste tli quando in quando delle fregate In- glesi, trovando chiusi i porti delMediterraneo, per 1 797 premiere viveri, e provedere la loro flotta, e con intellige'nza delle corti di Vienna , e di Londra do- veano esse corseggiare nell’Adriatieo, per proteg- gere il commercio da’Pirati, e da Corsari francesi . Tutto ad 1111 tratto non comparvero piu gPInglesi, essendosi la loro flotta. diretta fuo i del Mediterra¬ neo per altre imprese. Non tardo da li a poco di . entrare nell’Adriatieo una Fregata francese , pro- •veniente dalle isole del Levante, la quale prešo eh’ebbe lin piloto a Rovigrio ando ad ancorarsi a Goro nellTmboccatura del Po . Monsign. Albani venne, i primi di quest’anno, tutto incognito a Trieste, ed abboccatosi col Prin¬ cipe suo fratello , eh’era nella corte delPAreiduca Ferdinando governatore della Lombardia, passo a Vienna con istruzioni avute dalla Corte di Roma di formare una lega , per porre argine ai progressi deli’armata Francese inltalia. Quella Corte nort si credeva in dovere di restare a tutt’i patti deli’ artnistizio con i Francesi, Ji quali in un congres- so, seguito allora inFirenze, venivano acontrasta- re certi patti risguardanti laReligione. Vennero spedite da Trieste delle casse di fucili per arniare i sudditi papalirii. L’Imperatore mando anche per loro comandante il generale Colli nativo Italiano, il quale imbarcatosi in questo porto sopra una fre¬ gata inglese, con breve viaggio per la via d’Anco- na arrivo a Roma , accolto con segni di sonama di- stinzione, e fregiato colio Stoeco pontificio . Si io8 credeva percio, che nello stato del!a Chiesa venis- 1 797se animato il popolo alla guerra, come nei tempi che si predicava la crociata . II Generale prešo ch’ ebbe il comando volo subito per regolare le trup- pe, le quali con sua somma sorpresa ritrovo in po- chissimo numero, disorganizzate, e sprovedute di viveri. Ritorno a Roma per sollecitare le disposi- zioni gti-erriere ; ma troppo tardi. Resasi Mantova, penetro velocemente una colonna francese nella Romagna, dopo una breve resistenza avuta a quei confini, e senza ritrovar altri ostacoli, marciando per il ducato d’Urbino, Marca di Ancona, e Ma- cerata,sino oltre gli Apennini, incontro una depu- tazione pontificia, tra la quale vi era il cardinale Mattei arcivescovo di Ferrara. Abboccatosi col ge¬ nerale in capo Bonaparte conchiuse la pace, me- diante la cessione fatta dal Papa anche della Pro- vincia della Rornagna, e con promettere il pronto disarmo della sua truppa, e di osservare inviola- bilmente i punti deli’armistizjo, stabilito gia in addietro, con fare un nuovo esborso di danaro. Il Sommo Pontefice.resto fermo in Roma, disposto a soffrire qualunque sinistro, ancorch’egli fosse in- vitato dal Re di Napoli a ritirarsi alla sua corte . Quel Re, che colle precederiti sue esibizioni , ed armamenti mosti’ava di voler sostenere lo stato della Chiesa, venendo in persona colla sua truppa ai confini, conchiuse una pace separata con iFran- cesi, e se ne ritorno a časa . Gli abitanti diTrieste frattanto si distinguevano co’ loro tratti di mnanita verso i poveri militari i O 9 obbligati alPospitale per le feiite riportate e disa- gi sofferti nella guerra . Degna di rimarco non so- 1 79 ? lamente, ma di somma lode ancora fu la risoluzio- ne preša li 7 gennajo dalli memliri del casino de’ negozianti di ques ta citta, diretto in quest’anno da Anibrogio Rusconi , ed Andrea Gloconi, con la quale contribuirono a beneficio deli’ austriaca mi* Lzia inferma e ferita negii ospitali militari diTrie- ste 5 oo camicie. Un animo grande , che ricolmo de’ meritati elogi eodesta azione patriotica, ve tre aggiunse per proprio suo conto altre 200. La časa "Vivante, e varie altre čase, generosamente con- Corsero, in loro specialita, ad accreseere questa commeridevolissima vokmtaria contribuzione. Erano gia cinque mesi continui che Mantova so- steneva il blocco dai Francesi, senza speranza di venir prontamente liberata. Aftlitta , com’era, dal- la mortalita di circa a 2 mila soldati, e ridktta a mancanza estrema di medicinali e di viveri capi- tolo il di primo febbrajo, e nel secondo sorti la guarnigione, libera di ritornare negii Stati Austriaci, e di poter servire contro i Francesi dopo il eambio di altrettanti loro prigionieri. Il Maresciallo, tra le altre onorevoli condizioni aceordategli, volle sortire con un corpo di 5 oo Ussari, iiberi di poter agire dopo tre mesi. La mattina dei 5 maržo , giorno destinato a! Je pubbliche preghiere tanto nella Gattedrale , quan- to nelle altre Parrocchie della citta e territorio di Trieste , si per porgere grazie ali’ Altissimo per li benefizj ricevuti, si per irnpetrare alle arini au- tio striache il sostegno del suo divino onnipossetiTe 797hraccio nelTimminente campagna, che dovea suc- cedere; il predicatore quaresima!e P. Gio. Paolo Rossi, Minore osservante riformato, lettore di teo- logia (*) ,tenne nella predetta Cattedrale un discor- so analogo alle circostanze , il quale, oltre alPes- sere stato ascoltato con piena soddisfazione delle autorita si ecclesiastiche , che politiche , fece tutta Pimpressione corrisponderite negli animi de’ nu- merosi ascoltanti. Dimostro egli in tutta la sna e- stensione Pobbligo che ci corre di rendere erazie a Dio per li benelicj accopdat> alle armi del nostro Sovrano, particolarmente sul tfeno. Fece conosce- re in tutta la sua gravezza' il bisogno che si avea d’impetrare per la futura campagna la divina assi- stenza . Terminato il discorso fu solennemente pontificata la Messa da monsignor Vescovo Buset. Sebbene costantemente attivo, commendabile, ed edificante si ammirasse il patriotico zelo d’ogni ordine degli abitanti diTrieste per accorrere al ri- paro delle calainita deli a guerra contro i Francesi; audava nulladimeno di tempo in tempo segnalan- dosi or 1’uno , or 1’altro dei medesimi con qualche straordinario tratto di beneficenza. Il nobile Ga~ sparo Fecondo de Triictental , il quale in molte occasioni si era dimostrato impegnatissimo per il benc e della patria e dello stato, fece a mani del ( 1 ) Ora Canonico in Capodistria . II f eolonnello comandante del reggimento ReiskyCar- lo barone de Brigido un assegi^amento di fiorini 6 1 797 al mese , ineominciando dal primo di novembre , e durante tutto il corso di quella guerra, a berre- ficio di due Soldati, dal sergente in giu , i quali sopra ogni altro si sarebbero distinti con qualche valorosa azione contro il coraune nemico . Dopo la ben troppo termita resa di Mantova ri- masero esposte queste limitrole provincie alPinva- sione , non avendo piti un forte appoggio , ove po- tersi piu sostenere, la picciola armata Austriaca . Questa fortificossi alquanto alla Piave, indi al Ta- gliamento , e colla vermta delPArciduca Carlo fra- tello deli’ Imperatore, che ne preše il comando, pareva'dovesse venire rianimata, e rinforzata . Dal che pure proveniva un momentaneo rincoramento in questi eirconvicini abitanti. Ma egli revista che ebbe la cosi terme truppa, malconcia dai disagi sofferti, e dalle malattie, ritornando aVienna, diede ad essa Pordine di retrocedere . Per meglio Concentrare 1’armata -entro i confini degli Stati Austriaoi, PArciduca Carlo fece trasferire nel di 17 maržo da Udine il suo quartiere generale a Go- rizia. Per la necessita di riunire tutta in un luogo 6olo la Famiglia Arciducale di Milano ; PArciduca Ferdinande , e PArciduchessa Maria Beatrice d 5 E- ste , sMncamminarono la stessa mattina a raggiun- gere i Reali loro figli a Lubiana, dopo nove mesi, e undici giorni di permanenza fatta in Trieste . Precedevano intanto i carri degli ammalati, che per alquanti giorni vennero depositati negli ospe- 11 a dali di Gradišča , Gorizia, e Trieste, e qui anche I ? 97 p er mare ne arrivarono dei convogli rimasti nella fortezza di Mantova . In queste tre citta morendo gran namero di soldati, vi dovettero pure soccom- bere v ar j Curati andati alla loro assistenza . Moti- vo fu questo, che per ovviare quanto fosse possi- bile tale ulterior perieolo, si osservo in Trieste un turno, eambiandosi ogni giorno un Curato , fra’ quali vi erano anche dei Canonici andandovi la mattina, e la sera a fare la visita alPospedale mi- litare, amministrando i Sagramenti agPinfermi, e facendo l’Esequie ai defunti. A misura pero che si avanzava verso queste parti 1’inimico , veniva- no condotti nel Cragno superiore ed inferiore i tra- sporti dei sopravviventi soldati. Ai primi di maržo essendo in Udine il quartier generale degli Austriaci, fra questi pochi, e il tor- rente de’Francesi, che gPinseguiva , nacque una sanguinosa zuffii al Tagliamento, dopo la quale venne il quartier generale in Gorizia, con fortifi- care alcuni passi dei Lisonzo, e porre in istato di difesa la picciola fortezza di Gradišča. Questa fece una vigorosa resistenza , stendendo morti sotto le sue rnura circa 400 Francesi; ma per mancanza di tounizione dovette arrendersij, restando prigionie- ri circa 4 mila Austriaci . La truppa Austriaca ab- bandonando Gorizia , e veuendo divisa per le stra- d,e della Garintia, e del Cragno, si vide per ambe le parti imrnediatamente inseguita dalla truppa Francese. Fu li 20 rnarzo , che due battaglioni di niilizia Assiana, venuti qui per imbarcarsi snpra 1 1 3 fregate Inglesi al soldo di quella nazione, sguerni Trieste ritirandosi per la via di Fiume nella Croa- J ?9 zia . La repentina partenza degli Asšiaoi da Trie¬ ste fece tale impressione, e rruse spavenio tale ne- gli abitanti, che, sembrando lor di vedere giagia P inimico entrare impetuoso con mano armata in cit¬ ta, saccheggiare le čase, uccidere le persone, e fare del tutto un esterminio, vennero chiuse tut- te le botteghe, tnoltissimi di ogni četo e condizio- ne si diedero ad una precipitosa fuga, molti per terra verso Fiume , al tri permare, senza sapere nemmeno il destino, ov’erano diretti, portando se- co il meglio delle loro sostanze . Vi furono delle donnicciuole, cbe condussero la loro gatta, ed al- tre fino la cenere del focolajo . Le vicine terre, e citta deli’ Istria , Muggia , Capodistria, Isola , Pi- rano furono in un baleno piene di gente emigrata da Trieste; dimanierache occuparono tutte le abi- tazioni , con loro grave, e dispendioso incomodo . Da tal eommozione seguita nella citta piucche mai agitate le Monache Benedettine, che avevano otte- nuto precedentementeil permesso di poter emigra- re, presero iinbarco con i Sacerdoti loro , Confes- sore, e Procuratore, ed approdarono a Gapodistria, ricovrandosi nello stesso giorno della loro parten¬ za condotte dal Vescovo di quella'citta nel Mona- stero delle Chiarisse, da dove dopo tre mesi ritor- narono nel loro proprio Monastero di s. Cipriano. Lo stesso giorno per evitare il disordine, e pre- venire ogni spiacevole avvenimento, il Magistrato lasciato dal Goterco alla direzione della citta rea- Tgm. v. 3 n4 de avvisato il pubblico ffiediante un Editto ; Che i797alPavvicinamento ed ingresso delle truppe france« si in questo territorio, e citta stesse quieto , e mantenesse il buon ordine, e si astenesse da qual- sisia inconveniente, ed insulto, il quale verrebbe severissimamente castigato , secondo le circostan- ze, sino alla pena di morte . Affine poi di mante- nere la pubblica interna sieurezza , e di prevenire ogni vessazione, cbe forse lo smoderato interesse potrebbe inventare in quelle circostanze a danno degli abitanti, furono, con altro Editto del di 21 , rinovati tutti gli ordini gia vigenti in linea di po- lizia . Comandando inoltre a tutti senza distinzio- ne di astenersi da ogni monopolio e da altri raggi- ri tendenti ad incarire li viveri, de’quali anche ne fu proibito Pesporto, sotto comminazione della perdita delle merci, e del prezzo^ la prima volta, ed in caso d’ulteriore contravvenzione, dipene piu rigorose. Nella notte del di 22 al 23 entro in Trieste il Commissario Francese Felice Campana, il quale, mediante il corriereBolaffio reeo alMagistrato una lettera del Generale in capo delFarmata d’Italia Bonaparte de ’2 germinal ( 22 maržo ) colla quale notificava : Che dalPora in poi Trieste era sotto la protezione delParmata francese, ed ordinava in conseguenza: x. Di ritenere, e sigillare tutti li magazzeni appartenti ali’ Imperatore : 2 . D’ invia- re alla piu lunga entro il giorno 3 germinal ( 23 inarzo ) de’Deputati per concertare 1’ingresso del¬ le truppe francesi in questo territorio, affinche in 115 eonformita de^suoi desiderj non si commettesse at- cuna devastazione, e che le persone , e le proprie- 1 ^? ta non soffrissero alcun oltraggio. Quindi fu com- messa 1’ordinata sigillazione al Consigliere delega* to negli affari di Polizia Federico Ignazio Strainf, e spediti in qualita di Deputati , al quartier gene¬ rale deli’ armata francese d’ Italia in Gorizia, per parte della citta li Consiglieri Giulio Alessio de Periboni, e Francesco Guadagnini, per parte del corpo mercantile li negozianti Gio* VVeber, e Gio* Enrico Trapp. La sera del di a3 maržo entro in questa citta il Generale di Brigata Murat alla testa di 3o Ussari, dai quali in seguito accompagnato si porto alla cas- sa civica per le varne il danaro sen za esibire alcun ordine, e senza voler rilasciarne quietanza, tninac- ciando alle fattegli opposlzioni di far prendere det- to danaro per forza dallisuoi Ussari, e suggerendo che si dicesse , averlo portato via li Tedeschi; ina per la costante renitenza di fargliene la consegna, e non curando le di lui minacce, si adatto egli a rilasciarne la quietanza per la soinnda da esso leva- ta di franchi 21 mille . Vi entro pure la sera me- desima il Generale Dugua, comandante destinato in Trieste per la Repubblica Francese . Ritornaro- no lo stesso giorno da Gorizia li 4 Deputati inviati presso Bonaparte generale in capo deli’armata francese d’Italia, i quali riferirono , che il detto Generale avea loro prescritto diproporre nel tern^i- ne d’un’ora quella contribuzione che credevanb- dipoter addossare alla citta di Trieste, soggiuu- j 16 gendogli, che quando la chiesta proposizione fosse I 797ragionevole , egli rinuncierebbe alavore di questa citta a diritti, che gli competono sopra i crediti, ed effetti, che li Triestini tengono in Ve- nezia , e che li sudditi di Potenze nemiche potes- sero avere nella piazza di Trieste , ed aecordereb- be il pagamento in tre ra te, la prima esborsabile alla conclusione deli’affare , la seeonda dopo tre mesi, e la terza dopo 5; minacciandoli di volerla aggravare del triplo nel caso che la proposizione da farsegli non fosse per corrispondere alla sua aspettazione. Che in vista di si terribile comminati- va , esaminate scrupulosamente da essi Deputati le eircostanze diquesta citta, e fattoriflesso alPat- tuale situazione del suo commercio nel prescrit- to brevissimo termine, in atto di pura obbedien- za, e senz’alcun impegno ( giaccbe non si trovava- no autorizzati a trattare su d’un oggetto si spino- so , ed importante ) proposero eglino: Che la citta di Trieste potrebbe forse portare una contribu?io- ne di un inilione e mezzo, o al piu di due milioni di lire Tornesi. Che il predetto Generale in capo penetrato dalle ragioni apportategli dai Deputati, se non accolse, almeno non rifiuto la loro propo- zione, e persuaso che li inedesirni privi d’istruzio- ne, e di procura trattar non potevano concluden- temente nel particolare, li rimise a riportare dalla Municipalitadi Trieste con tutta sollecitudine una decisiva risposta sulP oggetto. Quindi fu dal Ma- gistrato conchiuso di convocare tutti gli ordini di questa citta, cioe del clero , de’ patrizj, del corpo Stiercantile , e de’ cittadini, affine di prescegliere lina Deputazione , onde versare e trattare sull , og- T 79 ? getto della contrilmzione. Alle ore 4 dopo il mez- zodi de’24 il suddetto Generale Dugua eomandan- te la piazza di Trieste fece inalberare la bandiera Francese tricolore nel oastello , sulla loggia del palazzo della citta , e della locanda grande, sog- giornodellostessoGenerale.il popolo accorsovi in folla speltatore di tal novita, non diede il mini¬ mo segno di compiacenza , e ben lungi qualunque si iosse di applaudire. Se ne videro per lo eontra- rio moltissimiimpallidire, fremere, e eadergli per- sino le lagrime . Nel giorno rnedesimo entrarotio altresi in Trieste varie partite di Soldati francesi a cavallo ed a piedi . Il giorno dopo, 25 dello stes- so mese,il Commissario di guerra Cbevillard ricer- co il Magistrato per le opportune disposizioni cir- ca li viveri, il rinipiazzamento delle farine , e gra- ni a quelli delberario ( de’ quali se n’ era frattanto' servito ) le razioni determinate, e la eonsetrna del¬ le medesime non ai soldati, ma ai eommissarj. Fe- ce convocare nel giorno medesimo tutt'i cassieri, ed ufficianti, cbe avevano maneggio di danaro per la realizzazione, e liquidazione delle casse intra- presa nel giorno stesso. Nel detto giorno furono dal Magistrato eonvocati tutti gli ordini di qnesta citta, cioe del clero, de’patrizj, del corpo mercan- tile, e de’cittadini, i qnali scelsero li respettivi Deputati, cbe furono, per parte del clero il cano- nico decano Bar. deli’Argento; per parte de’patri- zj li nobili Ignazio de Capuano, Tommaso Ustia , 118 Giulio Alessio de Periboni , Gio, Battista Pascoti- 797ni, Francesco Guadagnini Giaeomo de Prandi, Antonio de Giuliani, e Pietro de Giuliani; per parte del corpo mercantile, Gio. Weber, Gio. En- rico Trapp , F. G. E. Baraux, Tomasini, Pilepich, Gio. Maria Longone, Andrea Griot, Gio. Plastara, Cesare Pellegrini, Leon Vivante, Abram HiersI ; e per parte de’ cittadini Gasparo Fecondo, Osval« do Bernardo Gurti, Antonio Lorenzuti, Nicolo Fe- condo . Informati i menzionati Deputati deli’ ordi« ne e delle intenzioni del generale in capo Bona- parte circa la contribuzione, presero tostoinrifles- ao, o deliberazione 1’affare , e dopo il piu esatto esame delle forze di questi cittadini, e particolar* men te del corpo mercantile, conchiusero, che la prima fattagli proposizione sino a dne milioni di lire tornesi possa aumentarsi di aole 200 mille li¬ re . Scelsero quindi una seconda Deputazione nel- le persone di Giulio Alessio de Periboni, e del ne- goziante Cesare Pellegrini, mediante li quali, in data de’26 maržo, gli fecero 1’ofFerta di 2 milioni, e 200 mila lire tornesi. In questo stesso giorno la generalka, ed ufficialita dello stato-maggiore fran- cese venne trattata a lauta mensa dal Console di Spagna il cavaliere de Lellis . II giorno seguente essendo di partenza il Generale Dugua volle por- tarsi unitamente col suo Stato-maggiore a bordo delle tre navi spagnuole, dalle quali fu ricevu- to con tutti gli onori della parata , e del cannon? , Lo stesso di 26 maržo, per ordine del suddetto ge¬ nerale Dugua, seguita la prestazione del giura- ”9 mento di Fedelta, ed obbedienza alla Repubblica Francese, di tutte le classi degli abitanti a mani 1 797 del Magistrato, fu pubblicato, ed affisso 1’Editto in data 5 germinal ( a5 maržo ) col quale lo stesso comandante garantendo la sicurezza delle perso- ne , e delle proprieta , e la liberta di tutti i cul ti, ordino a tutti gli abitanti del distretto, e della citta di Trieste di portare la coccarda nazionale francese , eccettuati i militari , ed ufficiali civili delle Potenze neutrali, o alleate della Francia, di depositare le armi da fuoco, spade, e sciable nel termine di 34 ore nella časa del comune di questa citta, di non levare alcuna cosa appartenente alle casse, arsenali, o magazzini imperiali, od alli Russi, e Inglesi sotto pena tli essere trattato come ladro, ordinando, che se qualcuno si fosse fatto le- cito di distrarre qualche porzione di tali cose , di reintegrarla sul fatto, ed ingiungendo a quelli che ne avessero cognizione denunziarlo , sotto la me- desima pena. Qualunque Francese poi che si faces- se lecito di far violenza contro qualunque siasi de- gli abitanti, sarebbe sul fatto moschettato . II commissario Francese di guerra Chevillard presento al Magistrato la plenipotenza rilasciata- gli dalPordinatore in capo delParmata Francese di Italia Villemancy. Notifico che le requisizioni ver- rebbero fatte dalli commissarj di guerra solamen- te, nulla dovendosi dare a credito ne vendere agli ufficiali, o soldati Francesi se non se verso pronto contante , del che venne prevenuto ogni abitante di questa citta , e suo distretto, mediante la pub- blio&zione del eorrelativo Avviso št&ihpafOi Vet!-*' 1 9?ne pure ordinato mediante ptihblico Avviso a ri- cerea dello stesso commissario Gheviliard a tutti li negozianti, ed altri abitanti a dover nel termi-* ne di ore 4*1 s sotto la piii grave responsabilita* manifestare in iseritto tutte le merci, ed effetti t che tenevano, appartenenti a negozianti delle na- zioni Inglese, Portoghesej Russa, ed aeJi emigrati Francesi. II francese cittadino Brecliet esibi il De- creto del generale Dugua comandante in Tfieste , e partito lo stesso giorno, con cui gli oonferi il co- mando di qnesta piazza . Per ordine del suddetto Generale comandante furono posti in requisizione tutti li cavalli da tiro e da sella . Il commissario di gqerra Gheviliard li 27 di mar¬ žo notifico al Magistrate li nominati Proviandieri , cioe li cittadini francesi Roque per i foraggi, Ba~ yard per gli equipaggi, e Malinghin per i viveri , la provista da farsi di fieno, ed avena , ed il rieo- noscimento ordinato al cittadinoRoqile dei magasf- zini di fieno a Lippizza . Gon pubblico avviso ordi- no a tutti quelli che al momento delParrivo dei Francesi avessero nascosti in questo territorio, o condotti fuori dello stesso, cavalli da sella, di ri- condurli in termine di giorni tre in Trieste, e ma¬ nifestare la lorovenuta al Magistrato, sotto severa responsabilita . L’agente militare francese Hame- lin j inviato dal generale Bonaparte, rieerco lariu- nione nel solito luogo delle sessioni per le 10 ore, avendo da comunieare degli ordini del suddetto Generale per concertarne Pesecuzione . Presentb h inedeslme mi a letfern di Viliemaney ordinatore In capo delFArmata francese in Italia del seguente 1 tenoi'e .*= Viene per ordirie del general Bonaparte imposta a questa oitta una contribuzione di 3 milioni di lire tornesi, da pngarsi un milione in moneta so- iiante per tutto il di j o germinal |3o maržo) , im altro milionein panni, tele> ed altri generi necessa- rj per 1’approvigionamento delFArmata sipo al di j 5 germinal (4 aprile) ed il terzo milione pagahile 3oo mila lire in grano , canape, ferro, acciajo ec-, per il di 20 germinal (9 aprile) le altre 5oo mila lire potranne esscre pagate con lettere di cambio accettate, da consegriarsi avanti il di 1 5 germinal { 4 aprile ) . Per Fincasso di tal requisizione e au- torizzato il cittadino Hamelin agente militare , Ogni ritardo nelFesecuzione de^ientovati articoli portera un’aumentazione di un terzo^ qualora tale ritardo sorpassasse cinque giorrii. L’agente del 1 a Repubhlica dovra renderne avvertito il Generale irt capo, ehe dara li suoi ordini. Il Magistrato diTrie- ste e investito di tutta Faiitorita civile , ed amrni- nisrrativa. Tutte le imposizioni si percepiranno dal Magistrato il quale ne renderaoonto alla Re- pubblica di quellaparte,ch , era dovuta alFImperato- re. L’agente militare Hamelin ha il diritto di far¬ si informare intornoallo stato, e sistema delle ren* dite pubbliche. LeReligioni differenti saranno per- lnesse , e tolerate come per Favanti, Li bastimenti di Trieste saranno ammessi in tutti li paesi oocu- pati dalle Armate franeesi, ed a que«t’effetto le Patenti saranno firmate dali’ agente militare a T 23 Trieste, e le fedi di Sanita datate a nome della 1 ^97R Q p U l)blica franeese . L’ agente militare’ solo cor- rispondera col Magistrato di Trieste, e tutti gli ordini verranno dati per raezzo suo . II commissa- rio di guerra si servira anche di questo canale , ogniqualvolta avra bisogno per l’armata . In una parola e proibito ali’agente militare di soffrire, che vi sia fatta verun’altra requisizione, cbe qnel- la, ch’es;li šara autorizzato di fare in conseguenza degli ordini delTordinatore in capo. Queste sono le intenzioni del Generale in capo, e 1’agente mi¬ litare e incaricato di svilupparle d’avvantaggio a questo Magistrato. = II medesimo si riser- vo di fare di cOncerto colla Deputazione gli opportuni passi per un ribasso di tal esorbitante imposizione . Nel giorno stesso il suddetto agente militare Hamelin sollecitando il pagamento della contribu- zione rieerco di mettere in requisizione li basti- menti necessarj pel trasporto dei generi, e di no- minare un membro del Magistrato per trattare in qualita di mediatore con lui ad elfetto di schivare lungaggini. Quindi trattandosi della contribuzione furono dalla Deputazione nominati il consigliere de Periboni, ed il negoziante Gesare Pellegrini. Il detto Hamelin prevenne il Magistrato, che 1’ in- tenzione del generale Bonaparte era, che la con¬ tribuzione cadesse principal mente sopra i beni di que’cittadini che aveano abbandonata la loro patria con portar seco la piu gran parte delle loro ricchezze . Invito in conseguenza la Municipalita ia3 n disporre delle mercanzie, ed effetti, che avevano lasciato; dovendo nella ripartizione poi della con - 1 797 tribuzione prender per base di far pagare il qua- druplo , quando peraltro fosse rilevato esser eglino tali. Lo stesso ricomunico le intenzioni del gene¬ rale Bonaparte riguardanti 1’esercizio diReligione, la partenza de’bastimenti, 1’autorita del Magistra¬ lo , e la percezione delle imposizioni gia comuni- cate colla su riportata lettera deirordinatore in capo Villemancy, e ricerco di renderle pubbliche mediante la stampa . Per il neeessario disbrigo de- gli afFari poi, fosse drnopo di ristabilire 1’ordine primiero delle cose, ed a gnest’effetto rimpiazzare que’porti che si fossero resi vacanti colla partenza di qualche ufficiante . Furono con editto rese pub¬ bliche le intenzioni eomunicate al Magistrato, il quale si riservo di procedere ad una formale prga- nizzazione degli ufflcj. Il consigliere del governo, e procuratore della camera Ignazio de Gapuano rimastovi in questa citta, tostoche intese, che il general Bonaparte lasciava le cose nel primiero ordine, senza cangia- mento di sistema, e di leggi, si riuni immediata- naente al Magistrato, ed intervenne in seguito a tutte le sessioni colla. vista principalmente , che gli ufficj, ed amministrazioni venissero ristabiliti, ordinati, ed arnministrati dietro 1’ordine, sistema, e leggi preesistenti, onde non prendesse piede nel pubblieo Finosservanza , malagevole poi a rimet- tersi, e non s’introducessero abusi, difficili in se¬ guito a togliersi, e sradicarsi. ! 24 Verso la sera del giorno stesso approdo a cjuestči < porto di Trieste ima Fregata francese nominata la Bruna , comandata dal cittadino Sibille, con tre barche armate, ed una preda , essendosi tosto sparsa la notizia, essere stata detta Fregata mal- trattata dalle austriache lancie cannoniere, che tirarono sopra la medesima nelle vicinanze del porto di Quieto in Istria. La sera medesima venne riaperto il Teatro, a cui intervenne il generale Dugua col suo Stato- maggiore; ma a fronte delPilluminazione in tutti gli ordini de’palchi, scarsissimo, e che pote com- pucarsi a nulla ne fu il concorso. Non perde tem¬ po il comandante militare della citta, eastello, e porto di Trieste Breschet il giorno appresso aS maržo, a pubblicare un editto direttoagli abitanti lagnandosi col medesimo, e dimostrando il suo di- spiacere, che il Teatro fosse tanto poco frequenta- to, proourando d’ ispirar confidenza, invitando- gli ad abbandonarsi con sicurezzaa que’piaceri in- nocenti, che gustano tanto bene gli animi sensibi" li, e sperando in avvenire di non restar privodell’ emozione troppo čara della loro riunione . Vana si rese la speranZa; poiche durante la dimora de’ Francesi in questa citta non venne frequentato ne il teatro, ne verun altro pubblico divertimento, o spettacolo. L’Agente militare Hamelin prevenne in ques-to> di il Magistrato di eseguire senza la previa sua approvazione le rerjuisizioni del commissario di guerra Chevillard per le giornaliere sussistenze - I 3.0 II medesimoHamelin con altro editto avverti tutli li negozianti, spedizionieri, ecapitarii di bastimen-^97 to, che per sortire dal porto di Trieste conveniva ch’essi gli portassero uria domanda in iscritto, nella quale dichiarassero: /. II nome del capitano ed il sao paese . a. II nome ed il paese del nego- ziante proprietario. 3. La qualita, e quantita delJe merci contenute nel bastimento. 4. Il Iuogo del destino del bastimento; riservandosi di nominare de’conimissarj per verifieare 1’esattezza di tali di- chiarazioni, e darne in seguito le permissioni di usci ta. Riunitasi nel giorno stesso la deputazione pre- scelta a versare sulPoggetto della contribuizione, presento ali’ agente Hamelin una ragionata riino- stranza, pregandolo di favorevolmente accompa- gnarla al generale in capo Bonaparte, nella quale lo supplieava 1. Che la contribuizione di 3 milioni venisse ridotta alFofferto importo di due milioni, € 200 mila lire tornesi, comprese le somme State gia numerate dalla cassa Civica, non che le spese fatte, e da farsi per 1’Armata francese. 2. di essere autorizzata a pagare detto importo nelle rate pro- poste dallo stesso Generale in capo alla prima depu¬ tazione. 3. Che la prima rata non si restringesse ai soli contanti, ma potesse venire estinta con cedole di banco , cambiali di diversi negozianti all’ordine per Venezia, Livorno, Genova e Vienna . 4* Che 1 editto 26 maržo di manifestazione delie merci, ed effetti appartenenti agPInglesi, Portoghesi, Rus* si, ed emigrati Francesi, pubblicato a richiesta ta6 del eommissario di guerra Chevillard o venisse le- 1 797vato, o dichiarato a favore della citta di Trieste. Nel di 2 g maržo il eommissario Chevillard co- munico alMagistrato il protocollo dMnventariode’ grani, e farine trovate ne’magazzeni Imperiali ali’ arrivo deli’ armate Francesi. L’agente militare Hamelin desiderando di aver conto dei mezzi, che si adoperano per ilpagamenttrdella contribuzione, avendo egli in quest’oggi parlato col Toffiasini, uno de’Deputati, rioerco che questi venisse nomi- nato, e prescielto per mediatore. Il consigliere de Periboni, ed il negoziante Pellegrini essendosi dis- messi dalPincarico di mediatori a motivo di altre loro occupazioni, la Deputazione aderi allaricerca deli’agente militare Hamelin connominare in Iuo- go dei suddetti il Negoziante Tomasini come me¬ diatore, sul riflesso di ottenere qualcbe vantaggio. Con editto del giorno stesso fu prevenuto il pub- blico, c^essendo il Magistralo autorizzato di pet- cepire tutte le imposizioni dirette, ed indirette* debbano sussistere tutt’i dazj, imposizioni, e spe- cialmente il gran dazio del viuo, ed essere pagati alli rispettivi uffieianti con tutta esattezza e pon- tualita sotto le pene e provvedimenti stesai che pet Paddietro esistevano. Il cittadino franeese Brechet comandante deli* citta, ricerco il giorno 3i suddetto i nomi deli® persone che alloggiavano nelle osterie elocande* In conformita di un ordine dato nel di rnedesim 0 dalPagente militare Hamelin , il quale trovo di so- spendere la caricazione e partenza de’ legni met' 12 ? eantili da questoporto, venne notificato per regola e direzionedi chi spettava, qualm.ente le stalie de’* legni, gia in tutto o in parte carieati, restavano so- spese, e che li eontratti di noieggio per i legni che non erano ancor caricati, restavano annullati . Per formare la contribuzione alla Repubblica francese in mancanza di altri mezzi, venne eccitato ciascu- no a portare nella pubblica Cassa 1’argenteria, che non gli servisse di uso indispensabile, per ricevere dalla Cassa stessa una pubblica obbligazione corri- spondente al di lei giusto valore, coli’ abbuono del quattro per cento; compenso della fattura, da es- sergli computato in conto contribuzione, e resti- tuito il di piu colPinteresse in ragione deiraunuo sei per eento . Nel di i aprile vennero organizziiti tutti gli uf- ficj, ed amrainistrazioni tanto civici, che camera- li, e posti nella primiera loro attivita ad effetto di continuare le loro funzioni čolne per lo pas s ato per questa citta, e suo territorio, come ancbe li tribu¬ nali di giustizia, in guisa che oltre il giudizio pre- torio, vi dovesse esistere una sola pfiina istanza tanto per gli affari civili, e criminali, quanto per gli affari mefcantili, essendo state istituite in Trie- ste per tutti gli affari mereantili, civici , e erinii- nali anche la seconda e terza istanza per il neces- sario corso delPamministrazione di giustiiis a nor¬ ma, ed in conformita delle leggi e regolamenti preesistenti. L’agente militare Hamelin , li 2 suddetto , signi* ficb al Magistrato essere arfivato in questa citta il 'izS 'Commissaria della marina, Vi in a l, incaricato dal ^generale Bonaparte , di tutto quello che coricerne il porte di Trieste,.con avvertimento , ch’egli au- torizzerebbe in avvetiire la partenza de^as-timera - ti e s’intenderebbe col Magistrato riguardo la prof bizione , o permissione delle esportazioni de’gene- ri, de’quali la vita ne potesse aver bisogno . Li S dello stesso mese il commissario di guerra Ghevillard manifesto, ehe il commissario ordina- tore in capo gli aveva ordinato di far trasportare a Mantova tutte le mobiglie da letto trovate nelle caserme, ed ospedale, come ancara d’inviarvi tut- ti gli approvigionamenti trovati nei magazzini dr questa cit ta- al momente deli’arrivo de’Francesi, dovendo questi trasporti essere fatti per mare , ed in seguito per il Po sino- a Mantova. Ricercb quin- di: pri m o, di far mettere sila disposizione del cit- tadino Bayard capo dl divisione degli equipaggi mi lit ari tutto il necessario per far ineassare li sud- detti effetti militari; seconda, di far preparare le barche per il trasporto di tali effetti sino a Manto^- va ; terzo, di rim pi a z žare nelli magazzini le quan- tita di derrate apparenti nel protocollo d’in ven ta- rio, e trovare »n bastiinento per trasportarle a Mantova: 3 o ehe fa eseguito . Per la mancanza di vino, il magistrate črede ep por tuno di ribassare a carantani 45 per orna i! dazio dei poveri sopra li vini esteri, esatto sitiora in ragione di fiorini 1 e So carantani. In seguito a ricerca del P agen te mi- litare H imelia fiirono poste a disposizione del cit,- tadino Le-GIerc dne barche, le quali servirano per i zg la condotta dei generi di artiglieri trasportati a Palmanova. II commissario di Marina Vimal nel*^97 di 4 aprile ricerco le istruzioni ed ordinanze , non che gli obblighi e doveri rapporto il lazzaretto nuovo. Li 5 del suddetto , dietro il eonoertato col- 1’agente mibtare Hamelin , ed in seguito alPinfor- mazione del commissario di Marina Vimal si porto a notizia del pubblico, che tntti i legni mercantili di bandiera amiea, e nentrale colla Repubblica francese, diretti per questa citta, verrebbero in ogni luogo protetti dalle di lei navi, e legni arma- ti, ed avrebbero libera 1 ’entrata ed uscita in tjue- sto porto, verso il pagamento de’soli diritti. In conseguenza di che alli capitani de’bastirnenti, che qui trovavansi in quell’istante, verrebbero da- te le opportune spedizioni per la loro partenza con qualunque carico, purehe questo non consistesse in viveri di qualsivoglia qualita, o in effetti spet* tanti a’ sudditi, o diretti per porti di Potenze ne- miche della Repubblica francese; come pure in frumento, cuoja, panni, tele fine , orzo , avena , e rame, ch’erano effetti destinati per la contribuzio- ne, supplita la quale verrebbe da ta la spedizione per la libera partenza anche di questi generi, sal¬ vo il bisogno del paese, cessando quindi per tutti gli altri bastirnenti e carichi la sospensione delle stalie , e 1 ’annullamento dei contratti di noleggio pnbblicato con avviso del di 3i maržo decorso. Nel di »6 aprile 1’agente mibtare Hamelin par- tecipo al magistrato il perniesso, in eceezione del¬ la regola. dato a Giovanni Uram per 1’esportazio- tom. v. 9 i3o ne di tremila staja di grano a pro della Repubblics 9?francese . Notifico, che per facilitare il commercio di questa piazza d’ora in poi avrebbero il permes- so di sortire da questo porto tutti libastimenti mu- niti di un certiiicato dedoro Consoli, che non por- tassero secoalcuaa cosa appartenente a’nemicidel- laRepubblica francese, e di unpermesso delMagi- stratodipartire senzaessere soggetti ad altre forma- lita. Ilmedesimo Hamelin ordino di autorizzare an- cor in quel di il cassiere Pedoni a ricevere nella cassa camerale tutto il dinaro, che si fosse trovato nelle casse particolari de’ diversi rieevitori de’ di- i’itti, che per 1’addietro si pagavano alPImperato- re senza distinzione delFoggetto, per il quale era- no destinati,- con ordinare inoltre agli aggiunti Probst eCausalius di andare a travagliare con esso Pedoni, il quale dovrebbe farsi render conto ogni dieci giorni dai subalterni rieevitori. Rimarco che si era negletto sino allora di far pubblicare, che la volonta del gen. Bonaparte era, che tutti gPimpiega- ti delle dilferenti amministrazioni continuassero le loro funzioni, dal che n’era seguito, che li diritti non furono percepiti } onde si dovesse ancora in guel di mettere ripiego a tale abuso. Fu pero dal Magistralo meglio informato il suddetto agente militare, facendogli sapere, che ancora nel di 10 aprile erano stati posti in attivita tutti gli ufficj , amministrazionie tribunali, onde continuassero le loro funzioni, come pel passato, e ch’era stato di gia pubblicato 1’opportuno Editto, che si doves- sero pagare tutti li diritti, come per 1’addietro. Ad istanza del comrnissario di Marina V:tnal fatta ni Magistralo per la notnimi di nn individuo obe riem - 1 pisse gliobblighi del giudice di pace per cnnoscere sopra le prede, fatte dagli Armatori repnbblicapi, e per inviarlo a lui, aeoio gli desse le opporfune istruzioni, fu nominato il consigliere Panzera. Nel giorno medesimo il capitano di fregata Sibille eo- mandante la divisione de! Mare Adriatico scrisse al generale Dugua comandante in Trieste in meri¬ te d e H e prede la segttente lettera ; Generale , s= Dai eapitani di una parte della divisione eiie io eomando, sono stato richiesto di sollecitare la giudicatura delle prede che noi abbiamo fatte. Ev- vi qui un tribunale di comniercio cbiamato tribu¬ nale mercantile ; egli e proprio della lealta france- se d’ispirargli la nostra fiducia, sottoponendo co- teste prede alla di lui giudicatura. Io ho scelto per difensore della marina militare un uorno di taleo- to , autore di varie opere sopra le leggi marittime delPEuropa , le quali onorano il di lui nome.Iu ho scritto, ed al commissario della marina Vimal bo ordinato di seri vere alb consoli di Napoli , e di Venezia di reclamare seriza dilazione presso co- trsto tribunale ia giudicatura di dette prede . Me- diante questa sagrjia condotta faremo noi conosce- re ai signori Trjestini , che ben lungi dal preten- i3a dere sulle loro proprieta, noi non vogliamo clie la 1 ^97giustizia . = Sibille. Risposta del generale Dugua al comandante Sibille. = Applaudisco , cittadino comandante, alli mo« tivi clie vi hannodeterminato a rimettere la cogni- zione della validita delle prede al tribunale mer- cantile di Trieste , e come voi non potevate porre meglio la vostra fiduoia che nel soggetto che voi avete scelto, cosi non potevate dare una prova maggiore e della vostra buona opinione de’ mem- bri di ootesto tribunale , e della vostra lealta . Sa- lute , ed amicizia . =s C. T. G. Dugua . Non conveniva pero alla lealta francese, che il giudizio sortito contrario non venisse eseguito, e fosse stato anzi cassato, ed annullato, come si ri- scontrera in seguito . L’agente Hamelin fece pubblicare un Editto col qitale stabiliva : i. La liberta del commercio in Trieste per tutte le nazioni neutrali, o amiche del¬ la Francia: 2. La libera sortita de’bastimenti ver- so il certifieato de’respettivi consoli di non espor- tare merci, ed efFetti di sorta alcuna appartenenti a nemici della Repubblica Francese, il permesso 133 iti iscritto del Magistralo, e 1’apposizione del Vidit dal commissario della marina francese : 3. L’obbli-‘ 797 go di tutti libastimenti, che giungessero con carico di commestibili, fosse dichiarato al Magistralo, e gli venisse proposto 1’acquisto; se il Magistrato li lasciasse piu di tre giorni senza una positiva rispo- sta, eglino avrebbero potnto disporre del carico a loro piacere. Li 27 aprile calo un ordine deli’ agente militare Hamelin suddetto conforme a quello del generale Bonaparte di far rinvenire, ed approntare a Vipac- co 400 carri pel trasporto deli’ argento vivo per conto del cittadino Collot verso pronto pagamen- to. Siccome poi con tali carri di ritorno veniva asportato il šale dalli Ces. Reg. magazzini, che si dieeva contrattato dal negoziante Tommasini per introdurlo a proprio conto nel Cragno \ cosi essen- do irtsorto nel publdico un mormorio, che biasima- va altamente la condotta di detto Tommasini, si vide tutto ad un tratto cessare il trasporto. Il generale di divisione Dugua, dal comando mi¬ litare di cjuesta citta , li jo dello stesso aprile , si trasferi ad altra destinazione . Nello stesso giorno venne riaperto sul piede del soli to sistema il corso delle poste per Glangenfurt, e Lubiana, le quali a motivo delle circostanze erano cessate . Per la sol- lecita liquidazione dei con ti nori saldati di tutte le somministrazioni fatte da chiunque per uso del¬ la milizia della Repubblica Francese, furono ecci- tati con pubblico avviso tutti quei negozianti, ar¬ tisti, locandieri, ed altri cittadini, ed abitanti di i34 questa citta, e suo territorio, che non avessero fi« 97no a quel giorno presentati i rispettivi loro conti, a doverli presentare a mani della ragionateria ma¬ gistrale 5 tanto sicuramenie nel termine di giorni due, quanto che in caso diverso essi sornministra- tori s’intenderebbero decaduti dal diritto di do- mandare dal Magistralo il pagamento loro . Circa il piano poi onde raccogliere 1’importo della con- tribuzione , anticipato frattanto da diversi zelanti membri del četo meroautile , e da altri cittadini, verso pero obbligazioni pubbliche a deterininate epoche, essendo tm lavoro , che per la gravita , ed importanža delToggetto, meritava le piri serie considerazioni, interessando tutte le classi de’cit* tadini; venne quindi con altro pubblico avviso ec- citato qualitnque membro di tjuesta popolazione a presentare al Magistrato sotto sigillo nel termine di giorni otto quel piano di percezione della sud- detta contribttzione breve , chiaro , e preciso, che gli sembrerebbe pici adattato alle cireostanze , meno gravoso al pubblico, di piu facile sollecita esecuzione, meno attaccante i riguardi , che avere si dovevano per il eommercio, e per le čase mer- cantili, e piu conforme alla giustizia distributiva , per essere scrapulosamente esaminato, e diseusso. Avanzando le truppe francesi nelGragno, ne di- staeearono un corpo da Adelsbsrg ( Postoiua ) per farne da quella parte una spedizione aFiitme. L’accennato distaecamento si era fermato alquan- to a Ternova , ove sentendo, che la truppa assia- ita, col generale Pittoni che la comandava, erasi ritirata anche da Fiuine, vi si trasferirono cola senza ritrovarvi alcuna opposizione , entrando in 1 numero di circa 3 oo uomini . La loro permanenza pero fu di pochi giorni, essendo calato velocemen- te dallaCroazia ilmaggioreCasimir con della trup- pa confinaria Croata, la quale scacciando i Fran- cesi da Fiume, gli insegui fino a Lippa, e fece ivi il suo qnartier-generale. Cagiono non poca confusione nel popolo 1 ’arri- vo d’un ufficiale francese a briglia sciolta colla no- tizia , che li Croati, gia vittoriosi in Fiume, pro- babilmente avrebbero assaliti i Francesi in Trie- ste. Difatti il commissario di guerra Chevillard fe¬ ce sapere al Magistrato li 12 aprile il probabile prossimo ritiro della truppa francese da quesia piazza, a motivo delle forze del nemico molto su- periori. Inelfetto dalla ringhiera delFosteria gran- de , quartier-generale , fu calata la bandiera fran¬ cese tricolore, e posta sopra una tavola in piazza in segno di ritirata. Il continuo corso de’picchetti in citta fece dubitare d’un imminente attapco, la qual cosa mise tanto timore negli abitanti, che mol ti gia ritornati, einigrarono di nuovo ; ma li piu tardi allapartenza furono fortunatamente trat- tenuti dalla notizia, che diede al Magistrato 1 ’agen- te Kameli n della conclusione di un armistizio di giorni 5 tra le truppe francesi delFArmata sotto gli ordini del generale in capo Bonaparte, e le au- •triache per dar adito a delle negoziazioni di pace . Un picchetto di 12 Francesi, che il di 10 portos- 136 si a pattugliare nella villa di Rizmagne, dopo avg* a 797 re C o]a mangiato , e bevuto, in luogo di pagamen- to mahrattarono alcuno dei villani, ne contenti di cio gli uccisero qualehe agnello, e tagliarono la te¬ sta ad un majale, e per colmo d’iniquita spo- gliarono quella chiesa di san Giuseppe de’vasi sa- cri spargendo le particole per terra, Irritati qnei villani assalirono i sagrileghi, e spogliati delle lo- ro armigli uccisero parte neltempio gia profanato, e parte fuori. Appena seppero i Francesi accam- pati sul vicino rnonte il caso de’loro camerati, ca- larono in fretta nel viilaggio per vendicarli, ma trovarono chiuse le abitazioni, vuote di gente . At- terrate le porte diedero il sacco alla villa . Dopo varie rimostranze delFoltraggio fatto ai contadini, e manifesto torto de’Francesi, fu spedito un loro cominissario per verificare il successo, ed esami- nare i danni sofferti dai villani. Trovato ingenuo il rapporto, condanno, sdegno- so, 1’eccesso da’ suoi comtnesso, e mentre s’infor- mava di ogni cosa , un insolito romore di grida, e fucilate verso il monte , gli fece abbandonare Fim- presa, ed in fretta se ne parti. Cio successe lamat- tina del Venerdi Santo 14 aprile , nella quale ave- vano li Crovati battuto e disperso il campo nemi- co di Ternova , e fra il capitano croato Jesich, ed il capitanio del Genio Bonomo nobile Triestino si concerto , ed esegui istantaneamente una spedizio- ne verso Trieste . AlFavvicinamento loro con un picciolo corpo di circa 3oo uomini a piedi, e di 16 usseri a cavallo se gli um sopra il monte Cluz un i3 ? grosso tmmero tli contadini, specialmente dei fug- giti Halla villa Hi Rizmagne, e cornineio nel Carso 1 797 la zuffa tra i picehetti. I Francesi staccati Halla guarnigione di Trieste con due cannoni si erano fortificati a Cartinara, quivi nelle vicinanze Hella chiesa segui una forte scaramuccia , restanilo da ambe le parti alquanti morti e feriti. Arrivata la nuova del detto combatdrnento in citta , accorse in rinforzo il resto della guarnigione, a! quale an- do appresso un carretto di polvere, epalle,so- pra del quale sedeva un Francese colla pippa in bocca , ed un postiglione in sella che guidava i ca- valli . Arrivato fra la dogana vecchia , ed il casino particolare dei Greci, preše fuoco la polvere con terribile fragore e scuodmento delle vicinecase, nelle quali si ruppero la inaggior parte delle lastre de’baleoni, senza aver causato altro danno, che la morte del soldato eh’era seduto sopra il carret¬ to, il quale salto in aria, e cadde a terra in pezzi, del postiglione, di sei cittadini dopo qualche gior- no, e diversi feriti oltre eavalli rovinati. In questo frattempo li Croati diedero un nuovo assalto ai Francesi, li quali dovettero cedere ed abbandona- re il campo alla moltitudine di villani, che calava dal monte Cluz , armata d’ ogni sorta di struraenti rurali , e bene animata di venire alle mani. Nel ritirarsi i Francesi in citta condussero seco 40 pri- gionieri Croati, ed usciti Halla spranga nuova per incamminarsi direttamente verso Gorizia, uccise- ro barbaramente due dei detti prigionieri Croati, perche essendo feriti ritardavano il cammino . Il 138 vedere in citta che i predetti Francesi ritornavano 9‘con de’prigionieri , fece credere che la vittoria si fosse dichiarata a loro favore. Ma presto i cittadi- ni uscirono dalPinganno. Gomparve ali’improvvi- so nn picchetto di cavalleria ungherese con sciabo- la sfoderata dando la caccia ai Francesi rimasti ad- dietro. Sorpreso il popolo, ed ebbro di gioja gli ac- colse con segni di gratitudine , come suoi liberato- ri ricevendoli con allegrezza, e regalandoli con da- naro, comestibiii, e vino . Dalle finestre, e per tutte lecontrade, non si sentiva in queldopo pran- zo , e nella seguente notte, se non giubilo, ed ev- viva, eccheggiando di queste voci specialmente la piazza grande. Deposta sulFistante da tutti la coc- carda francese , correano a prendere le armi depo- sitate gia nella sala del Magistrato , per fare resi- stenza ai Francesi, se mai avessero voluto tentare il ritorno in Trieste . Fnrono fatti circa i5 prigio* nieri francesi, che non ebbero campo di fuggire, parecchi di questi essendo stati levati fuori dalle barche ov’eransi rifugiati.il capitano austriaco degli Ussari Jesich itiseguendo il comandante del- 1 a fregata Šibil le resto ferito, leggermente pero, da un colpo di pištola, che gli striscio a parte si- nistra della testa, tiratagli dal delto fuggitivo Si- bille nelFatto che shrnbarco, avendo eccitato una somma indigaazione nel popolo ivi accorso, che se avesse potuto lo avrebbe fatto in m il 1 e pezzi. Tut¬ ti gli osti, e bottegai riaprirono le loro osterie, e botteghe, alTrettandosi uno a gara delFaltro di ri- siorare gratuitamente la stanca truppa Groata . 13g Coli’in vito avuto dal capitano Jesich, e sotto la di lui direzione si sehiero in gnella notte un I '?9'2 buon numero di cittadini armati, che presero di- poi gli archibusi a 1 le čase loro, dopo di avere per alcuneore fatti degli spari quali denotavano piutto- sto segni di allegria che di un pubblico allarme . In una tal commozione venne providamente ordi¬ nato dal Magistralo d’ illuminare i primi piani delle čase , e furono rinforzate le pattuglie , accio invigilassero alla pubblica sicurezza . Si celebro la segnente mattina di sabbato Santo con somma tranquillita e contentezza FAlleluja, e cosi la prima festa di Pasqua.Nel!o spuntar del secondo giorno , ch , era li 17 aprile , si sparse rapi- damente la voce per la citta che i Francesi veneu- do da Gorizia volevano rientrare in Trieste corne una porzione gia contrastatagli indebitanaente dai Croati dopo la concljosione deli’ armistizio di Loy- ben nella Stiria . Si sparse nel tempo stesso una generale costernazione . Animato il popolo dal ca¬ pitano Jesich , ignaro deli’armistizio, a premier le arini, si vide allora tutta la citta in fermento , chiamandosi i cittadini Tun 1’altro alla difesa del- la patria . Gorrevano per le čase e nelle barche a prendere archibusi, pištole, sciabole , manaje, spiedi, e fino dalle soffitte venivano levate delle antiche irrugginite lance, e picche, le qualiveniva- uo date in mano ai piu deboli di maneggiare Par- ciiihuso, ed anche a dei ragazzi. Aprirono pure con forza le botteghe per provedersi di polvere, e palle. Vera insurrezionc popolare nata, e fo- i4o mentata noa per un vizioso fine di voler 'profittare 97del disordinecon ispogli e rubberie; maunieamen- te per tenere lontano il nemico, a costo anche, co- me altri esprimevano, di mandargli da mangiare, e da bere nelle adjacenze di Trieste, purche non si fossero fatti piu vedere nella citta. Fra i sollevati ve n’ era una buona porzione di Greci orientali, uno de’quali comparve nella gran piazza con bandiera spiegata austriaca, la qualeat- tiro immediatamente sotto quello stendardo un gran namero di quegli armati, cheeammin facendo per la citta si andava aumentando . Formatosi in tal maniera un corpo di circa tremila persone, co- minciarono a salire il monte di Obschiena, per unirsi aicontadini che sierano sollevati nella stes- sa mattina in tutto il Carso, contandosi il numero loro di 8 a io mila. L’animosita certamente era grande, dicbiarandosi i piu. di loro di voler piut- tosto perdere la vita in un combattimento, che pe- rire di farne con tutta la Liberta ed Uguglianza francese in corpo . Questo gran nembo presto si dissipo , come su- bitaneo era stato il suo apparato. Ilmaggiore croa- to Liis, il quale erasi abboccato, col generale fran¬ cese Treyoiend per istabilire la linea delFarmisti- zio,laquale dovesse interinalmente toccare ai Francesi, convenne secolui, ch’essi dovessero rien- trare in Trieste, ed occupare il Carso, e la Giuca fino a Lippa conforme la posizione, nella quale si trovarono al punto della conclusione deli’armisti- zio, e da cui furono dal corpo croato indebitamen* *4 r te sloggiati. Con questa intelligettza venne a Trie- ste esso Maggiore nella mattina delFallarme, ordi* 1 ??? nando sulFistante, che il picciolo numero diCroa- ti liberatori di questa citta, la dovessero lasciare aperta ai Francesi. Nella ritirata dei medesimi, il popolo non si vedeva piu sostenuto per effettuare Fideata resistenza . Il vescovo Buset col suo Vica- rio generale, e due sacerdoti greci-orientali accor- sero in carrozza al luogo delFattruppamento, per acquietare il tumulto . Dilatti alla voce del loro pastore retrocedettero tutti ali e loro čase, e ritor- nati in cittacirca le due ore dqpo il mezzodi depo- sitarono labandiera sul pergolo della locanda gran- de, ov’era stata la francese. Non pertanto vollero disarmarsi finche il maggiore Kiis stando in piazza non fece intimare a suon di tromba per tutte le contrade, che ognuno dovesse portare Farma pro- pria in quel pubblico sito ov’egli si trovava, e cio prima della sopravvegnente notte sottopena della visita che si sarebbe fatta nelle čase, e di essere moschettati li contraffacenti a questo comando . Mostro il popolo anche in questa circostanza la sua docilita , come F avea dimostrata in tutto il tempo delle sue disavventure , laonde prima del- F imbrunire della sera si vide sulla piazza utia catasta di armi depositate. Dietro uu tal fatto allarmante molti temevano qualche vendetta per parte dei Francesi , perloche rieomincio la piu forte emigrazione permare,e per terra ; ma per buona sorte tutto passo col mi* glior ordine. itp Ritornata la calma in Trieste , il maggiore Kiis I 797 ne l ripassare la sera medesimaper Senosezchia no- tificolla al generale Treyoiend , il quale essendone anche avvertito con lettera dal Magistrato, entro in citta verso la mezza notte , con truppa di egual numero circa diquella, ch’era venuta la prima volta. La mattina il generale di brigata Friant, fe- ce schierare la sua guarnigione, intimando la pena di raorte a quei militari, che osassero fare agli a- bitanti il minimo insulto. Postarono peraltro un cannone con miccia accesa sulla strada del Gorso in vista al pubblico. Alcuni del popolo si portaro- no immediatamente dal Generale ad esporre, che si rendeva insoffribile tale vista , il quate cercando colle piu dolci maniere di pacificarli, diede ordine che fosse il detto cannone altrove trasferito . Por- tatosi in persona al sito, trovo che il popolo di gia avea intrepidamente levata la miccia, e eircondato il cannone rnalgrado le appostevi guardie, che nori osarono fare il minimo moto . II giorno appresso pubblico un editto, col quale scusavasi di aver pošto quel cannone per alcune disposizioni militari, assicurando il popolo della sua protezione allepersone, e rispetto a 1 le proprie- ta , proiberido peraltro qualunque attruppamento, ed ordinando al Magistrato d’invitare gli abitanti alla calma , a vivere rpiietamente, ed a procurare insieme a quegl’infelici 3 ridotti dalla guerra alla indigenza, un qualche soccorso, impiegandoli a dei Javori ; come difatti il Magistrato con un avvi- so invitd tutti gli artisti, e facchini a presentand 143 alla Direzione delle fabbriche , per essere applica- ti alla riparazione delle strade commerciali verso 1 il pagamento di due lire al giorno . Ritorno pure prontamente 1’agente Hamelin per compire 1’ineasso della contribuzione , la quale si sperava che venisse ribassata dal generale Bona- parte, in vista anche dell’interposizione del eo- mandante delle navi spagnuole marchese Spinola , e del console di quella nazione cavaliere Lellis , i quali erano andati in traccia del niedesimo . Sic- come il generale Bonaparte non avea data peranco alcuna risposta sopra le fatdegli rimostranze, diret- te ad ottenere un ribasso della contribuzione, cosi la Deputazione, la quale desiderava sapere il fina¬ le destino della citta su tale proposito , mando li ^4 aprile due de’ suoi tnembri al prefato Generale, cioe il consigliere fiscale Ignazio Capuano, ed il negoziante Andrea Griot, con ordine di trasferim a tale elFetto al quartier-generale, ed in ogni caso anche a quello delBArciduca Garlo per implorare dal medesimo la sua assistenza . Portaronsi i me- desirni sino al monte di Conoviz , ma cola saputo che il generale Bonaparte era andato aZilla, ritor- narono a questo iuogo, ma anche qui trovando che il detto generale partiva per Lubiana , ebbero ap- pena campo di potergli esporre 1’oggetto pel quale erano andati in traccia di lui, al che il Generale ri- apose che fra due giorni gli avrebbe veduti a Trie- ste. AlPimprovviso in una nottevenne avvertito con due corrieri il Magistratu di far allestire subito la } 44 piu bella abitazione per il Bonaparte, che arrive- J ‘ 97 rebbela vegnente mattina, e degli altri allog- gj per le persone del suo seguito. In conseguenza di tale avviso giunse li 29 aprile il detto generale in capo delle Armate francesi in Italia Bonaparte insieme coi generali Berthier , Clark incaricato della negoziazione della pace , Larne , Murat, ed altri uffiziali deilo stato maggiore , preceduto , e scortato da 40 Usseri, smonto, e preše alloggio nel palazzo del conte Pompeo Brigido . Il vescovo di TriesteBuset siporto con alquanti capitolari ca- nonici per inchinare quel raro personaggio, il qua- le li riceve con dimostrazioni affabili, e rispetto- se. L’accoglienza clie il predetto supremo Genera¬ le leče ad ognuno de’corpi e degl’individni, amici delja Repubblica Franeese fu soramamente Corte¬ se, e consolante , ( fuorche al console veneto , per due massacri di soldati francesi, uno seguito in Verona, e l’altro al lido di Venezia sopra un pic- oiolo legno franeese che vi si era ricovrato, per lo che spiego il detto Bonaparte in quest’occasione i! suo sdegno contro la Repubblica Veneta, e la di lui collera lo mosse a proferire delle ingiurie con¬ tro i Veneziani, allontanando cosi da se vitupero- samente il suddetto console) . Particolare fu l’ac- coglienza che uso verso il Magistralo di Trieste. Egli lo assicuro della sua stima per 1 ' illibato e di- gnitoso di lui procedere; in contemplazioue del qua1e, come pure in riguardo della niediazione del taarchese Spiriola comandante della squadra del Ke di Spagna qui ancorata, e del cavaliere de Lel* lis suo console in questo porto-franco, interposta a nome di S. M. Cattolica, fece un rilascio di 400 179 ? mila lire tornesi dal totale del la contribuzio,ne dei tre milioni imposti a questa citta . Restituitosi il Magistrate nella sala del consiglio fu avvertito dalmarchese Spinola comandante del-, le navi spagnuole, eh’ egli avrebbe voluto presen- tarsi al generale in capo Bonaparte in compagnia di un individuo del Magistrato medesimo, onde procurare un nlterioreribasso della contribuzione. II Magistrato deputo a tale efFetto il consigliere Guadagnini., in uniorie del quale il prefato coman- dante portatosi dal suddetto generale Bonaparte interpose bensi i suoi uffizj per Faccennato efFet¬ to, ma non riusci nell’intento, essendogli dal Bo¬ naparte risposto d’avere gia fatto un rilascio alla citta di 400 mila franchi in contemplazioue della Spagna . Ariche il consigliere Guadagnini volle in- sistere pet' un ribasso ulteriore : il generale Bona¬ parte pero , sorridendo , nulla gli rispose . La sera de’ 3 o aprile alle ore 10 e mezzo fu pre- sentata al Magistrato una lettera dello stesso Bo¬ naparte, colla quale insinuava di voler fare alla citta il suddetto ribasso a condizione pero che il compimento delli 2 milioni e 600 mila franchiaves- sero da soddisfarsi entro 4 in 5 giorni, e che 200 mila lire si pagassero in dan aro, j 00 mila delle quali nel termine di 24 ore , coli’ aggiunta , essere quel- 10 il solo mezzo di ristabilire prontamente la liber- ta del commercio , e di godere i frutti della pace . 11 tenore della riferita lettera venne comunicato TOivt, v. ie r46 alla Depntazione . e furono date le opportune di* 97sposizioni per la piu possibile pronta di lei esetcu* žione . ' II Magistrate* riconoscente verso i soggetti be- nemeriti sopra esposti, ordino che fosse fatta ono* revole memoria ne’ snoi atti. Nelle 24 ore che il suddetto generale Bonaparte si trattenne in Trieste, fece una passeggiata verso il Lazzaretto vecchio , salutato con alquanti tiri di cannone dalle fregate francesi, ancorate nel porto, le (juali erano venute per levare degli effet- ti di ragione sovrana , e per convogliare tanti altri legni preši in requisizione per il trasporto di pan- ni, ferramenta, acciaj , e grano dato in isconto della contribuzione. Tra le fregate si trovavaquel- la che venuta dal Levante al principio di quest’anno siera.ancorata nel porto diGoro, enell’avvicinarsi della truppa francese a Trieste , vi si voleva essa pure accostare in quel momento . Incontrata al- 1’imboccatura del portoQuieto di Cittanuova dal¬ le fuggitive barehe cannoniere austriache da Trie¬ ste, battuta da queste con mitraglia alle vele, e con palle nel corpo della nave , arrivo mal concia in questo porto. Partito quindi da Trieste li 3o il generale Bonaparte alla volta di Gorizia, restituis- si in questa citta il generale di divisione Dugua ? eVl il colonnello degli U s s ari La-Salle . Gessata essendo la corrispondenza col tribunale di-seeonda istanza in Grsz, affinche le cause non restassero piu sospese con grave danno delle parti interessate, il : Magistralo, autorizzato gia dal co- 1 4 ? man do francese, stabili il di primo di maggio in Trieste il tribunale di seconda istanza , tanto ne- 1 gli affari civili, e mercantili, che criminali . Presi- de del detto tribunale vennenominato il consiglie- re Igtiazio de Capuano, ed in suoi consiglieri Gio. Franeesco Fratnich, Agostino Kappus, Giuseppe Maurizio de Mohrenfeld ? ed Antonio de CoatiIn segretario, e protocollista del consiglio Franeesco de Bajardi . In assessori nelle eause mercantili ri- masero quelli ch’erano per Paddietro, cioe i ne- gozianti Gio. Weber, e F. E. G. Baraux. In proto¬ collista degli esibiti Carlo Pregl . Finalinente l’u£« ficio di registratura negli affari civili, pretoriali, e criminali venne appoggiato al segretario Carlo Federico de Ossezlty . Giunto in Trieste li 2 maggio verso sera 1’ ay.« striaco generale conte de Merveldfc fra immense giulive acclamazioni, il giorno dopo il sno arriva manifesto al Magistrato , che dal tempo in eui era »tata totalmente pagata la contribuzione sia in da¬ naro sia in effetti, avesse da cessare ogni qualita> di requisizione, e somministrazione, e che da par- te de’Francesi non potesse farsi veruna pretensione soprail danaro erariale incassato durante rarmisti- zio , mentre tale danaro non apparteneva. allo star¬ tu quo della ricuperata citta, e porto di Trieste« Nel caso poi che per parte de’ Franeesi venissera fatte delle opposizioni , e che queste diflerenze non potessero appianarsi bonariamente , ed atni- chevolmeate, istruiva il Magistrato a rivolgersi ad esso, essendo il medesimo talmente informato i4 8 delle intenzioni del generale francese Bonaparte, 1 t97 c h e fjuesta istruzione nonpoteva esaerepunto con- traria alle stesse; esprimendosi a voee che dal giorno della eonclusione dei preliminari di pace, cioe dalli 18 aprile, iFrancesi nori potessero forma- re pretensioni sopra i danari erariali. Furono quin- di rilasciati gli ordini a tutte le casse , ed atnmini- strazioni regie di oalcolare per conto erariale tut¬ te le rendite dal di 18 aprile in poi. Dietro a cio il Magistrato fece ricerca alFagente militare Ha- melin sopra riehiesta della cassa di sanita di far rientrare nella medesima non solo i franchi 65 1 :a 4 introitati dopo il di 18 aprile, ma arlche la somrna entrata anteriormente di franchi i3oo:58. L’ufficio de’šali fece il giorno appresso la stessa riehiesta per franchi 655:a5 L’agente Hamelin fece sapere al dejtto Magistra¬ to li 7 dello stesso, che alla partenza delle truppe francesi da Trieste vi sarebbe rimasto il cittadino Brechet in qualita di console interinale di Fran- cia . Il prefato Hamelin non volendo sapere di rim- borsare alle surriferite casse il danaro richiesto, il Magistrato lo supplico che volesse passare in conto di contribuzione alrneno la somma di fran- ehi 4 mila per distribuirli alli dannificati. Sopra di che lo stesso Hamelin non gli accordo che la meta. Attesa la particolare premura, che aveva il Ma¬ gistrato di ritornare sotto il legittimo suo Sovra- no, riconosciuta dal generale conte deMerveldt, nonche attese le rninacce del popolo, il quale er* i 49 reneamente imputava al detio Magistrato il ritar- do della partenza del presidio francese; fu inviata 1 ?97 dallo stesso sli 8 maggio aifauzidetto Generale in Lubiana una deputazione affine di possibilmente sollecitare il cambio del presidio, e ridonare eosi la ealma alMagistraio, ed al popoloTriestino. Dal- 1’altra parte Fagente significo lo stesso giorno al Magistrato d’a vere gia tempo ricevuto 1’ordine dal generale Bonaparte di esigere dalli proprietarj un’esatta dichiarazioue di tutte le mercanzie esi- stenti nel Lazzaretto, e di far giudicare in seguito da una commissione nominata a quest , effetto, qua* li di queste merci avessero da essere confiscateco- me appartenenti ai nemici della Francia. In occa- sione del passaggero ri torno delle truppe imperiali in questa citta, e pendente Fassenza de’Francesi, il canceliiere del Lazzaretto abbia permesso di li- berare la maggior parte delle merci in questione, senza che quelli i quali le ricbiamavano avessero potuto produrre vernn documento in appoggio del¬ le loro dornande ; mentre tutte le polizze, e rico- noscimenti erano nelle mani del commissario di marina Vimal . Dal che ne seguiva, che avendo la commissione dichiarate una quantita di merci eonfiscate , le quali non erano in allora di proprie- ta della Repubblica Francese, non si trovavano piu nel Lazzaretto, anzi eh’erano State trasportate nelli magazzeni dei particolari. Che al passaggio del generale in capo Bonaparte per questa citta, abbia il medesimo cassatala sentenza del tribuna¬ le mercaijtile di Tfieste, il quale aveva ordinata i,5o la restituzione d^una preda fatta dalij bastimenti 9?della Repubblica, ed avesse inoltre ordinato, che detta causa venisse giudicata dal oonsole del por- to piu vicino, cioe da quello di Ancona . 11 di 9 maggio portatosi il Magistrato dal gene¬ rale Berriadotte, questo gli significo che prendesse tutte le misure pid opportune onde impedire ogni attruppamento, ogni disordine , ed ogni in- sulto alla sua truppa , mentre succedendo qualche cosa di cio per trascuratezza dello stesso Magistra¬ to, il medesimo ne sarebbe stato responsabile, ri- servandosi di pubblicare un Proclama ad avverti- mento di questi abitanti. Le misure preše in pote- r.e del Magistrato, furono di pubblicare , che tutte le osterie , e botteglie di vendita al minuto si di ■vino, che di acquavite venissero chiuse al battere delle ore 8 della sera, sotto pena dell’immediato personale arresto delcontravventore. Furonocitati dal Magistrato tutti i capi di contrada con ordine di avvertire gli abitanti delle respettive contrade dbnvigilare alla manutenzione del buon ordine , e della tranquillita, e di tosto denunziare ogni per- turbatore. La stessa notificazione lu fatta alli capi delle nazioni, alli deputati di borsa, ed alli supani del territorio. Il Magistrato ricerco con lettera il generale Merveldt di continuare la sua dimora in q nest a cit ta, onde calmare colla sua preseoza il popolo, che si lusingava il camhio del presidio nelFindomani. Aveudo questa citta non solo pagata, ma ben anche di molto sorpassata la impostale contribu- 151 zione di 2 milioni e 600 mila lire tornesi, in con- seguenza delle promesse inviolabili del generale 1 Bonaparte fu significato gli 11 maggio ali’ agente militare, in conformita eziandio delle sue stesse promesse,che da quel momento restavano sospese tutte le fatte requisizioni s tanto per parte sua, ehe degli altri Commissarj , e Comandanti france- si, e solo pel detto giorno sarebbero stati sommi- nistrati i neeessarj viveri, e foraggi alla guarni- gione e cavalleria francese, non dubitarido punta ehe quell' > agente avrebbe procurato alla citta il rimborso di tutta quella soimtia, ehe dietro la fi¬ nale liquidazione de’ eonti avrebbe superato 1’ iin- porto della contribuzione, e pregaridolo di preve- nire di cio il pubblico per futura sua norma, e direzione. In questo stesso giorno 1 ’ Ajutante generale di Bernadotte diede avviso alMagistrato delprosshno arrivo in questa citta di circa 5 mila uomini di truppa francese, aecompagnati da 200 uffieiali, con ordine di assegnare a quest’ultimi gli alloggi nelle čase particolari.il Magistralo pero in seguito ad una lettera del generale Merveblt, il quale si¬ gnificato gli avea , che dopo supplita effettivainen- te la eontribuzione, sarebbe cessata qualunque re- quisizione, era il rnedesirno disposto di portarsi presso lo stesso generale Merveldt, onde fare ie sue giuste rimostranze, avendo pero rilevato esse- re egli partito per Pirauo, e trattaudosi ( 1 ’un istan- taneo provedimento, la cui trascuratezza avrebbe potuto produue delle vioieuli, e dispiaceveli cou- i5a seguenze, črede tt e Lene il Magistrate dl prestafsf , J 79?colia riserva, tosto al ritorno del generale Mer- veldt, di fare le su.e giuste rirnostranze j onde fffi sulFistante ordinato 1’ opporteno al quartier-Ma- stro Civrani. Ritornato il generale Merveldt da Pirano, il Ma¬ gistralo portossi dal medesimo per fare le sue ri- mostranze riguardo non solo al continno soggionro della trnppa francese, ma ancora al di lei aumerr- to, non che alPimpossibilita di somrninistrarle la necessaria sussistenza . Al che rispose il Generale di non aver forza con cui sollevare questa citta dai nuovi pesi, di non poterle prestare alctm ajtt- to, ne ricorrere ad altri mezzi, che a quello di scrivere con istalfetta lo stesso giorno tanto alla corte di Vienna quanto al generale in capo Bona- parte. Portatosi il Merveldt in seguito dal generale Bernadotte, e fattegli presenti le dolorose circo- stanze di questa piazza , e la manoanza di mezzi onde procurare alla sua truppa la necessaria sussi- Stenza, dichiaro che farebbe partire pef Monfaloo- ne dne battaglioni, una porzione della cavalleriae delF artiglieria. Che quando ilMagistrato non fos- se per somministrare alla sua trnppa il necessario mantenimento.egli sarehbe costretto di distrihuir- la nelle čase de’particolari per essere a peso loro flnantenuta , e che gia trattavasi di poco tempo, in guisa che con altre 5o mila lire si sarehbe potuto supplire a tutto , promettendo di bonificare tanto truelle, quanto tutto cio eh’era stato somministra- j 53 tt) oltre P importo della eontribnzione . A seanso della maggior desolazione di cjuesta citta, e sulla‘797 iiducia , che Pulteriore spesa non sarebbe per sor- passare la somma menzionata di sopra, avrebbe continuato come per lo passato ad eseguire le ul- teriori »equisizioni, ricorrendo ai mezzi straordi- narj, fra’ qaali ai danari erariali 3 sulla fiducia di essere risarcita secondo la fatta promessa.Frattan- to P agente Hamelin faceva ogni slbrzo per sovve- nire agli urgenti bisogni della truppa francese, contando sopra P esattezza del rimborso , e sopra la sua prentura, che non venisse fatto verun dan- no a questa citta . Concluso che fu Parmistizio a Loyben neliaSti- ria, pocodistante daPruc, si coininciarono ad apri- re le strade, le quali, specialmente nelle vicinan- ze di Trieste, erano divenute deserte . Apertasi la corrispondenza, seppesi la marcia d’un grosso cor- po d’ armata verso queste partij dalle quali dove- vano sortire quanto prima i Francesi . AlFollaronsi pero essi nelle loro raarcie per la Carintia , e pel Cragno, si dovette sbandare per i monti di Vipaco uno dei loro corpi arrivando quasi alPimprovviso a Trieste con alla testa i generali Mireur, Murat, Lebrun, Florel, e Piumpoi, sei colonnelli, quattro- cento ufficiali, cinquecento cavalli, quattro caj>- noni, un obizzo, e tutta una divisione seguita da duecento cacciatori a cavallo, cento carri di muni- zioni, provvigioni, e cento buoi da macello. Fu al- lora che la milizia comune si dovette alloggiare al* Pi gran Dogana , abbandonat« dagli ufficianti au- 154 striaoi, e cheil Magistralo non pote dispensairsi di 9?acquartierare tanta ufficialita nelle čase dei nego- zianti. Si distacco pure aliora dal quartier genera¬ le di Lippa un corpo di mille Croati, accampando- si senza tenda a Basovizza per entrare prontamen- te in guarnigione aTrieste aliapartenza cileavreb- Bero fatto i Francesi. Fatta da costoro la rassegna si trovarono esservene 5 mila divisi in due corpi. Venne quiudi ordinato al comandantedella marina Sibille di trasferirsi aVenezia, per ricevere da quella caduta Republdica in consegna 1’Arsenale. Dietro alle lagnanze presentate dal Magistrati) al Generale franeese deli’ indisciplina, frequenti rubberie per le campagne, insulti e prepotenze in citta usate dai suoimilitari verso lapopolazione, il detto Generale fece raddoppiare il numero delle guardie per variecontrade e piazzeprincipali, coli’ ordine d’impedire a tutti Fuscita fuori di citta, la qual cosa cagiono grande sconcerto, e massima co- sternazione, tanto piu, che s’ignorava il motivo, e specialmente tra i contadini soliti a portarsi nei giorni festivi in citta. Furono fatte delle istanze, e tutto venne rimesso a dovere, dopo 1 ’arresto di un distinto emigrato per eni principalmente erauscito tal divieto. Li 2 . 2 . maggio partirono 700 uomini per Monfal- cone, e l’emierato suddetto colla scorta di a5 cacciatori a cavallo. Li a 3 dello stesso mese verso la mezza notte inaspettatamente parti da Trieste tutta la guarnigione franeese per 3o Stato veneto. AlTalbeggiar del giorno s’accorseio i Triestim i55 d’essere liberi da quegPimportuni ospiti, e sapen- do gia che la truppa Croata attendeva a Basovizza 1 ^9» il momenta delPentrata in citta, impaziente il po- polo ando in fretta ad incontrarla, con una ban¬ da di stromenti da fiato, un miglio al di la della barriera vecchia . Frattanto unitasi la milizia civi- ca, ed il corpo de’Servolani, si pošto alPingresso della citta, facendo spalliera pei' riceverla. Fece la truppa Austriaca la sua entrata a taniburo battente condotta dal comandante di piazza conte Antonio Attems tenente colonnello a cavallo. Contempora- neamente vi entrarouo i generali maggiori Massi- miliano conte di Merveldt, e conte di Klenau . Le strade ove passavano erano affollate da immenso popolo, ch’esprimeva i sensi della sua eontentezza colle grida continue dievviva. Guarniti eh’ebbe la truppa i porti della citta, e prešo alloggio la Generalita, ed uffizialita, oltre PAustriaco gran vessillo che sin dallo spuntar della mattina sven- tolava sulPeminente castello, ed altro simile con lo stemraa civico sulia loggia del Magistrato, fu inalberata altra ricca ed elegante bandiera Au¬ striaca sulia ringhiera della locanda grande, che moltiuniti del popolo ricevettero dal negoziante Domenico Plenario. La illuminazione della sera dei a5 fu delle piu brillauti che mai si fossero vedute per addietro . Non fuvvi abitazione che si osservas- se oscura. Tutte le čase anche nelle piu rimote contrade avevano qualche lume, dimostrando la loro gioja la piu povera gente . I benestanti poi, ed i nobili illuiuinarono tutPi piani, esponendo sopra 156 i pergoli torce e faftali, cosi anche i bottegai di ‘Ogni genere . Gli edificj pubblici della piazza gran‘ de, il teatro (vecchio), la biblioteca, la gran guar* dia , la fontana, la facciata della chiesa di s. Pie- tro , la locanda grande , la torre deli’orologio, le imperiali colonne di inarmo, tutto insieme offriva un complesso di luce si bene arehitettata, ed adat- tata , si a proposito combinata con emblemi , isori* zioni rabeschi, e si bene ravvivata da scelta orche- stra, e da un coro intuonante spesso = Viva la pace , viva, viva il buon Sovrano ec. — che Poc- chio non potea saziarzi d 1 ammirarla, sembrando una vaghissima veduta teatrale . Una particolare societa diretta dal negoziante Beltramini suppli al- le spese delPorchestra, e di tutte le illuminazioni della piazza, ed a quelle delle somministrate ciba- rie, che spontaneamente volle contribuire alle mi- lizie gregarie . Eravi anche un arco trionfale eret- to nella via, che dalla piazza Gadola conduce a quella delle Legna, si vagamente illuminato che il popolo tutto in movimento andava ad osservsre, girando la notte intiera pet’ la citta. Le spese del¬ le pittui’e di trofei, stemmi, iscrizioni ed altri or¬ namenti della gran guardia , come pure quelle del¬ la illuminazione eseguitavi, furono fatte dal corpo delPuffieialita civica . Sul pici bello della festa H generale maggiore conte di Merveldt parti da que- sta citta alle ore undici della sera, scortato pet buon tratto di strada da 3o zelanti cittadini di ran- go coi^ torce accese. Eeli ringrazio cortesement® ttstti^e promise dlnformare S.M. a quanto si los- ,5? se estesa la gloria, 1’ amore, e fedelta del popolo Triestino verso 1 ’ augusto Moaarca . La rieca ed 1 ??? elegante bandiera elevata da’particolari sulla rin- gltiera della iocanda grande , venne depositata al- la Cattedrale di san Giusto, esternando ia memo- ria con una elegante iscrizione (*), concepita dal Triestino dottor Lorenzo Rondolini. Non mol ti giornidopo venne fra gli applausi del popolo a formare la guarnigione di Trieste un grosso corpo di truppa tedpsca, con due divisioni di Ussari, ed i Croati se ne ritornarono alla loro stazione di Lippa . Li 29 maggio ritornato il Governatore a Trieste, il Governo riprese 1 ’amministrazione degli affari. Tra le dimostrazioni di giubilo fatte pel medesimo Governatore , quell’uffieio sosteneva gia 14. anni il conte Pompeo Brigido patrizio Triestino, con sommo onore del trono , e vantaggio del pubblico, 1 ’Accademia degli arcadi Romano-Sonciaci, della quale egli erane il presidente, fece distribuire nel- la pubblica biblioteca, ed in teatro un riumero ben grande di copie del seguente (*) L’iscrizione citata č la seguente: Divo. Justo. Vr- bis, Tergestinae-Patrono .Quod . E.vtincto . tandem Austriam . inter . et . Galliam . acerrimo . Bello Ad.Fj ancisci . II . Di tionem . Gaudentes . Incolae Coelestis . Marlvris . intercessione . redierint . Hoc- Austriae . Tricolore . haud . hic . amplius . fluctuan- te . VesUluni . Pia . gratatjue . mente . D. D. D. Kal. lun, Ana. R, S. MDCCAGVII. S O NE T T O j 58 1797 O di Tergeste inclito Duce e Eiglio Cui fan Gloria e Virtude aurea corona, Rendi al natio tuo suol la tua persona , II saggio tuo saper il tuo consiglio. La gioja osserva che ci appar sul eiglio Or che la Pace alfin a noi ti dona . Tanto non vide il Duce in Maratona 5 Che Atene libero dal rio periglio . Te nelPeccelso grado Augusto onora Merce de’merti oride fregiato sei: E Te nel seno suo la Patria adora . Ah! tali omaggi, no non creder rei : S’adora il sai, chi uguaglia i numi ancora s Tu per Virtu e Giustizia uguagli i Dei. Ancoratesi circa la meta d’aprile due navi di Ii- nea napoletana con due fregate nel porto Riose vi¬ dno Pirano attendevano 1’avviso da Vienna da qual luogo avesseroda levare 1’Areiduchessa d’Au- stria Maria Clementina sorella deli’ Imperatore^ destinata in isposa del Principe ereditario dello due Sicilie. Dopo la partenza dei Francesi da Trie- ste , approdarono essi in questa rada . Saputasi la prossima venuta della prelodata Principessa, sortirono moltissimi abitanti alPin- contro della medesima fin sopra il monte di Op- chiepa. Il di lei arrivo segui li 6 di giugno alle ore 6 in punto della sera. Il giubilo e la tenerezza degli abitanti aiFollati sulic strade } sulle finestre, I;5q alPintorno del di !ei cocohio non potevano essere maggiori. Venne incontrata e corteggiata d-d ge- 1 nerale maggiore conte Klenau a cavallo , salutata dali’ artiglieria del castello , deli a marina , e delle sguadre napoletana e spagnuola , fra doppio cmdo- ne delle truppe dei reggimenti Stuart e Jordis, e quello delle milizie urbane , e suburbane tutte in parata, preceduta da una partita di Ussari di Er¬ tl odi , fra Parmoma degPistromenti militari passo a lenti passi entro il cocchio > portato* piti dalle braceia degli uomini, che tirato dai eavalli dalla barriera nuova al preparatole gilartiere nella do- gana vecchia. II Governatore >, il Vescovo, il Tft- nente-Maresciallo Haddilc, corteggiarono la Reale Arciduchessa ni suo seendere dalla carrozza , da dove accompagnata dalla marchesa di Tomball di lei maggiordonna di Corte, ed il Landgravio di Fiirstemberg suo msggiordomo maggiore šali al preparatole appartamento , ove mostrossi sovente dal pergolo alPafFoliato popolo. Distribuita che fu ai posti corrispondenti la guardia d’onore a piedi, ed a cavallo; uri corpo regolato di zelanti cittadi- ni in armi portossi ad inalberare una ricca bandie- ra austriaca sulla ringbiera del predetto edificio di suo alloggio. Alle ore 8 della sera guesta citta venne universalmente illuminata . Lungo troppo sarebbe Pindividuare i rispetta- bili corpi , le societa, le famiglie che in guesto ge- neroso contrassegno d’esultanza si distinsero con la vaga simetria de’lumi, con allusione sensata de¬ gli emblemi, con la erezione di u» maestoso tesa- I6t> pio d’onore a vista dell’alloggio della predetta 97prinčipessa, brdlaute di lumi, e risuonante di ar- monia. Questa liluminazione fu in gran parte re- plicafa anche ne!la susseguente sera del mercoledi 7 giltgno, ecl ambe le sere v*sito persouaisnente in carrozza le maggiori vie della citta brili«; n ti di lu* mi. La susseguente niattina aunn se ali udienza toitti idieasteri, e personaggi . I* di lei imbarco non segui che dopo una setiimaua, impedendo a far vela i venti sciroecali, che contimiavano a sof- fiare ostinatamente. Giro finalmente il vento a ter- ra, e la mattina dei iS venne eoi cannone dato il segno alla partenza . Allora con un treno di car- rozze portossi 1’Arciduchessa al palazzo governia- le fra doppia fila delle truppe di questa guarnigio- ne , ove assisa sopra un trono, dopo lettasi la ple- nipotenza data dalla Gorte ad un comtnissario, e consigliere governiale con te Francesco Guicciardi, (juesti consegno la sposa Arciduchessa alla deputa- zione napoletana, ch’era veuuta a levarla , firman- dosi cio con un atto solenne sottoscritto da testi- moni d’ogni classe di persone. Terminata la ceri- monia šali F Arciduchessa col sao seguito in una laucia napoletana riecamente addohhata ,, e ando a hordo della nave comandante coi saiuti di tutte le artiglierie della citta e porto , la quale con altra nave, e due fregate di suo convoglio salpo nella notte , dirigendo le prore alla volta di Manfredo- nia, per passare di la per terra a Napoli. La bau- diera che il corpo regolato dellamilizia cirica avea pgt ta sulla ringhiera della dogana vecchia, fu dai i6i medesimi portata in ordine miiitare alla Cattedra- le di san Giusto, ed ivi depositata a perpetua me- moria del successo, clie volle ancor contrassegna- re il dott. di medicina, e veterinaria Lorenzo Ron- dolini col seguente SONETTO Sciolto e il canape gia; gia l’onda altera Del peso Augusto , il pin superbo fende": “Gonfio d’aura seconda 1’a.li ei stende, E nostra gioja cangia in doglia fiera . Colei ehe questo lido ornava, ed era La sua, ma oh Ciel! brieve delizia, or tend® Alla feliee meta, a quel , che attende Piu che nel soglio, in lei la gloria vera. Ah! Principessa ascolta da la prora Ancor i sensi nostri! Il uume vero , Quel dio che tutto regge, e 1’ uomo adora, Non la bugiarda Teti, o il menzognero Nettun per Te invoebiam; si: quegli ognora Te colmi d’ ogni ben non passaggero. Sotto pretesto di voler soddisfazione del massa- r^o deMue Francesi seguiti uno a Verona, e 1’altro al Lido di Venezia, fece Bonaparte passare dal Ministro francese al Senato veneto delle forti mi- Raccie , itnponendogli per soddisfazione deli’ ol- traggio fatto alle armi francesi un esborso in da- Raro, e di consegnai’e in suo potere alquante navi del tutto armate , e provedute . In caso di non ar- Toivi. v. n 1 79 ? 16a rendersi la Repubblica a queste condizionie di 1 ^97 r jon adempirle , le veniva diehjarata la guerra . II partito francese che gia prima erasi formato in Ve- nezia si comincio a manifestare neinobili, e pa- trizj. Dopo varie adunanze*la finale risoluzione del consiglio maggiore, e la piu sorprendente fu quella_, fatta li 12 maggio, di de^orsi dal governo, rinunziandolo alla cmadinanza tfitta, in guisa che il Governo aristocratico, sussistito gloriosaniente pel corso di 5 secoli , passasse ad essere democra- tico sotto la protezione della Repubblica Francese. In conseguenza di che parti da Venezia sopra un trabaccolo francese armato ilDuca, e la Principes- sa di Medena cola rifugiati, ed approdarono aTrie- ste la notte tra il di 14 , e i5 giugno , i quali pre- sero alloggio nella časa del loro agente Francesco Lazzarich . Lo scioglimento del Governo nato nella Capita- le pose in uno stato di anarchia, e specialmente le provincie piu lontane che sono 1’Is tria e la Dal- raazia, non ricevendo esse ne avviso nei alcun nuo- vo regolamento, rimasero, per un poco di tempo , soggette ai rispettivi Podesta, con dichiararsi di voler restare attaccate a s. Marco,cioe al Governo Veneto; ma poi vedendosi in balia disestesse, cominciarono a rivoluzionarsi le citta , prendendo Fesempio una dalFaltra. La prima a dar segno al¬ la rivoluzione fu Gapodistria , indi segui Isola, terra di la poco distante , ove nel tumulto popola- re resto ucciso il Podesta, e seguendo pure la sol- levazione in Muggia* quel Podesta giudico di riti- 163 rarsi con la moglie a Trieste; tria inseguito dai sol- levati sin’ oltre il confine Austriaco, sorti a 1 ni di'797 fuggire, cadendo pero essa nelle loro mani.LiGiu- stinopolitani, cioe que’ di Capodistria , cbe aveva- no dato il primo moto, commisero poi nella notte dei 5 giugno degli eccessi, con ispavento di quella citta , girando per le čase dei nobili in cerca di ar¬ ini, e di bandiere Austriache, quali čredevano da essi essere nascoste per dedicarsi ali’ Imperatore . Con che la cinrma ingorda andava ubbriacandosi, domandando da per tutto del vino senza misura, sino a prendere botti intiere, e farne cosi una vera cucagna . Fatto giorno obbligarono tutt’i signori del paese d’intervenire alla Cattedrale a messa, ove esposto ilSagramento doveva cantare il Vesco- vo, coli’intervento pure di tutto il clero, e rice- vere da ciascheduno in particolare il giuramento di fedelta a s. Marco. Quella masnada d^bbriaco- ni comparsa nella ebieša con i fucili, tra i clamo- ri , e in quel fermento,vi leče anche delle seariche di fucile. Un disordine cosi disgustevole, e tanto vicino, che facilmente poteva comunicarsi tra i sudditi li- mitrofi del Cragno,ossia Istria Austriaca con quel- la inassima di liberta, e indipendenza, eh’ era il fomite a slinili popolari insurrezioni, ed essendo stato violato il confine Austriaco dai 'Muggisani, si distacco la mattina dei jo giugno da Trieste il ge¬ nerale Kienau con mille uonuni, e con inandare a Muggia un edi-ttoriguardante Fingresso della trup- pa Austriaca nell’ Istria Veneta , in una raarchia 164 arrivb a Capodistria , ricevuto dal Veseovo, dal 97Podesta , e dai principali del elero e della riobilta . Lo stesso giorno penetro per il morite rnaggiore il comandante Gasimir con i suoi Croati nell’Istria Veneta dalla parte di Albona, inoltrandosi di la nella Polesaua ,e in Pola stessa giunse in tempo di sedare uua forte solleva 2 ione di popolo unito di eampagnuoli, con i cittadiui . In Capodistria poi i Tedeschi prevennero ungrande eomplotto, cbe do- vea scoppiare la notte sopravvegnente alParrivo loro, con massacro generale della nobilta , spo- glio del monte di Pieta, ed incendio degli ar- chivj . Sicche furono considerati i Tedeschi, come tanti angeli tutelari, e liberatori di urr gravissimo male . Vennero in seguito spedite sopra navigli al- tre truppe tedesche per Cittamrova, Parenzo, e Rovigno, e furono in ogni luogo bene accolte. Il gran trasporto di truppe segui pure contempora- ueamente per la Dalmazia Veneta, imbarcandosi sopra piu di 5o trahaccoli, gente e cavalli iu guisa cbe venne a formarsi una flottiglia , la quale anco- ratasi fuori neila rada , fece vela nella notte con alrpante lance cannoniere, e felucche, le quali an- darono a convogliarla . La Francia , che da qualcbe tempo abborriva il sistema del terrore, e mostrava d’avere abbraeciato i! moderantismo, permise nella stessa suaGapitale F esercizio libero del culto cattolico coli’ apertura di varie cbiese . Gosa cbe consolo tutt’ i buoni, e mcoraggiogli esuli sacerdoti Francesi a pensare al n:orno nella loro patria, e di rjprendere F eserci- 165 aio di attendere alla mira clelle anime, in queiie parrocchie dov’erano stati espuisi. Gii animo mag- 1 giormeate il decreto fermato dalla Rappreseutanza nazionale , e ratifieato dal consiglio degli anziani, col quale venivano richiamuti i preti deportati. Molti de’ medesimi da varie parti ove si erano riti- rati, rientrarono in Francia, e due Vescovi pure , nno di Langres, e 1’altro di Frejus vennero da Ve- nezia per prendere da qux una direzione par anda- re alle loro sedi. II primo volendo avviciaarsi alia sua Diocesi passo agli Svizzeri, e 1’altro osservau- do che il belFaspetto delle cose in Parigi si era su- bito cambiato , preše 1’ interinale suo domicilio a Fiume per attendere ivi migliori tempi. Dali’ac- cennato decreto , e forse da altre misure preše dai rappresentanti del popolo , insospettitisi tre inem- bri dei cinque cbe componevano il Direttorio, an- darono essi con della truppa a earcerare aoo dei suddetti, avendone condannati 20 cotne capi ad cssere deportati nell’ America, come rei di oongin- ra, formata per rimettere in Francia la Regia po- testa. Si apri finalmente nell’ agosto in Udine il tanto aspettato congresso per istabilire la pace , sopra la base dei prelirninari convenuti in Loybeu. V’ in- tervennero per parte deli’ Imperatore il generale conte Merveldt, il barone Degelmann consigliere aulico, ed ariche Fambasciatore diNapoli marche- se del Gallo. Per parte poi dei Francesi vi fu il generale in capo Bonaparte , e il generale Clerc. Si facevano le conferenze alteniativamente in Udi- »66 ne ed in Passeriano, palazzo di campngna della ca- 79?sa Manin ov’era alloggiato il Bonaparte, trattan- dosi vieendevolinente questi ministri con ottirria corrispondenza, e con reciprochi inviti di pranzi . Bisogna pero che non convenissero fra loro suqual- c!ie articolo importante, perche si senti essere par- tito alPimprov viso per Vieuna il generale Mer- veldt, e ritornato seco lui al congresso il conte Cobenzel Filippo ambasciatore imperiale a Pietro- burgo . Dubitandosi allora che se non si combina- vauolecose, poteva seguire una nuova rottura, andavano fortificandosi i posti piti pericolosi del Lisonzo, guernendoli di truppa, che tuttodi calava dalla Carintia, e dal Cragno . Venivano pure co- strnite oltre un Fortino ben ideato nelle vicinanze del eastello di Dnino , in Trieste delle batterie di terra e di mare , formate queste sopra alcune bar- che piatte unite insieme, dovevano impedire uno sbarco alla vicina rada, e quelle dovevano contra- stare al nemico Fingresso in Trieste, se egli dopo avere shareato nelPIstria, avesse tentato di mette- re qui piede a terra . Gran quantita di gente dal territorio, e dalle circonvicine giurisdizioni veniva a queste opere, ed erano ripavtite ai lavori di for- tifieazione del molo grande , del castello, delle batterie situate in alcune alture fuori di eitta, ri- cusando ognuno degli opera] la sua giornaliera mercede . Sicche in pochi gioroi venne pošto Trie¬ ste in istato di difesa. Ma eeco ginu ta la nottedei 29 la staffetia da Udine c.olla nuova, che nel gior- R0 r3 settembre era stata sottoseritta a Gainpo 167 Formido la pace fra i Plenipotenziarj di artibe ie parti, e che n’erano subito par ti ti i oorrieri alle 1 ?^ respettive corti accio venisse ralrficata . Le ratifi- che seguite nel giro di tre settimane vennero subi¬ to dipoi concambiate nel congresso apertosi in Ra- atad per istabilire la pace deli’ Iinpero . Caduto infermo 1 ’anno 179S il Governatore di Trieste , furono fatte pubbliche liniversali pre- ghiere per la sua salute , la quale riacquistata, si esterno il giubilo della popolazione nella sua pri- ma comparsa che fece in teatro illuminato , in tal circostanza, a giorno, e dove vennero pubblicati varj Sonetti di esultanza^ fra’quali meritano di es- serne rammemorati due: uno del dott. Lorenzo Rondolini, ed e il seguente SONETTO Fortutiato Pompeo 1 oh quanto e čara Al ciel la vita tua! oh di Trieste Felici abitater . che non aveste Il fier dolor di perdita si amara! Gia la falce crudel Morte prepara Al colpo micidialj gia Je funeste Note presenta il volto, e F a Ime meste Fervidi prieghi al Ciel porgono a gara. Virtude e Religion, doti eminenti, Che fregiano il suo cuor, al Nume santo i68 Per la salvezza sua si fan presenti (/). * 79®Si: si , disse, ei n’e degno j Egli che tanto Alla mia gloria serve, ed i lamenti Cangio in giubilo , e gioja il nostro pianto , L’altro Sonetto e del co: Girolamo Agapito qu. Giannantonio, membro delPaccademia degli Arca- di-Sonciaci in Trieste , e de’Risorti in Giustinopo- li; come segue SONETTO Morte aggrottando il ruvido cipiglio Fissava in te, o Signor, il guardo losco , Parea digiun sparvier che agogna al bosco In sen d^ugello conficcar 1’artiglio. Tergeste intanto, lagrimosa il ciglio Gia preveniva quell’istante fosco., In cui d’un ostinato morbo il tosco Tratto 1’avrebbe nelPeterno esiglio (a). Quando Apollo (3) cosi di te parlolle: „ Ed osi tu perseguitar gli Eroi ? ,, No, non saran le voglie tue satolle • ” ( 1 ) Si allude alle unanimi preghiere che da tutte le Nazioni dimoranti in Trieste furono umiliate ali’ Altissimo, per la di lui salute . (a) Cioč a morte. (3) Apollo, come padre della Medicina, e di Esc a- lapio. J 69 Fa ttn celino allor alli Ministri suoi (s) Che accorsi a te con le vitali ampolle, 1 7!) Rendonti sano a’prischi uffizj, e a noi. Conchiusa la pace di Campo-Formido alla fine deiFanno scorso , le truppe Francesi cominciarono ad evacuare le provincie venete del Friuli> Trevi' giano, Bassahese, Vicentino, Polesine, e Veronese» subentrandovi le guarnigioni Austriache, ricevute in ogni parte con vive acclamazioni dai popoli. Lo »tesso giorno che uscirono da Venezia i Francesi vi entro la truppa Austriaca parte dalla Terra-ferma , e parte per ilLido, spedita da Trieste sopra 5o Trabaccoli. L’ingresso di questa milizia segui a guisa di un trionfoj tra gli evviva dMnnumerabile popolo spettatore, e che si vedea respirare dalla ©ppressione, in cui ritrovavasi nel tempo dellaDe- mocrazia, e della pressura dei Francesi. Sopra una fregata napoletana approdo in questo porto il Principe secoudogenito delRe d’Ingbilter- ra , il quale dopo lunga dimora fatta in Roma, ri- tiratosi a Napolij alParrivo in Roma de’Francesi, portossi a Trieste per passare nella capitale di Vien-. na, ove ricevette la piu grandiosa, e distinta acco- glienza dalla Gorte imperiale, rimanendovi presso di essa alcuni mesi. ( 1 ) Li Dottori Andrea Gobbi medico della cura, ed Antonio Enenkel. 1 7 » Al principio di quest’anno eravi gia il sentori 9 ^cbe i Francesi meditassero una spedizione per FE- gitto . Andavano in fatti raceogliendo nei porti del Mediterraneo e truppa e vettovaglie con barche di trasporto. Partirono da divers-i luoghi tutt’i basd- menti quasi in un punto per aversi ad unire in qualche altura, ed andare di oonserva, sotto la scorta di oltre ia navi da guerra , e fregate, for- mando tutti insieme 400 vele. Comparve quasi al- Fimprovisoquestoimponente convoglio li 8 di giu* gno sotto Flsola di Malta, domandando d’imbar- care acqua, e dei viveri. Fu loto promesso daquel Governo ogni approvigionamento verso pero lecon- dizioni, che rispettassero le leegi del porto neutra- le, stando con i loro legni lontani dalla rada, ne facendo alcun sbarco. L^ntelligenza pero che ave- vano i Francesi con varj cavalieri, specialmente loro nazionali, gli anirao a non far conto delle giu- ste rappresentanze fatte fare dal GranMaestro del- Fordine . Le navi da guerra si aecostarono a tiro; li trasporti rimasero in distanza . Uno dei forti si rese senza resistenza . Nel di 9 la citta e gli altri Ibrti si batterono per 24 ore, e poi si resero per capitolazione . II giorno seguente i Francesi pose* ro piede a terra; occuparono le batterie, e i posti didifesa, e presero il comando di tutta Flsola . Quindi si sbarcarono circa 5 mila uomini di trup¬ pa regolata, i quali rimpiazzaronn da per tutto le milizie Maltesi. Il Gran Maestro, e tutti i cava¬ lieri rappresentanti F Grdine di Malta, rinunziaro- 110 formalmeute, verso Fimpegno della Repubbli- I 7 i eaFrancese di provedere al loro imntenimeKto vi- talizio, tutti i diritti di sovranita, e propr ta a 1 beneficio di detta Repubblica. PM dato ordiue, cha in termine di 3 giorni sortir dovessero dalFlsola tutti gli emigrati, e cavalieri di loro nazione. Li Franeesi ritrovarono in Malta laoo pezzi di canno- ue, a milioni di libbre di polvere da cannone , e da tiro, 4 ° mila fucili, 2 vascelli da gnerra, una fregata , e 4 galere . Nella Torretta ritrovarono il gran tesoro delFOrdine, le ricchezze delle chiese , e delFospedale , li di cui iufermi, e noto , che ve¬ ni vano serviti in piatti d’argento . II Gran Maestro Fra Ferdinando Barone d'Hom- pesch unitamente a 3 a persone di suo seguito tra cavalieri, gran Croce, e gente di servizio, imbar- cossi sopra la nave austriaca mereantile capitano Andrea Carra li 17 giugno, scortata da una frega¬ ta franeese di 40 cannoni sino fuori delFisola di Meleda ; di la arrivata a Gravosa , dietro Ragusi, venne convogliata da due navigli da guerra austria- ci, e giunse in questa rada li 24 luglio. L’arrivo del Gtfan Maestro fu annunziato dal saluto fattogli dal castello. Ldinterinale suo alloggio fu nel pa- lazzo di campagna del generale russo Psaro , in Čampo Maržo, dietro al Lazzaretto vecchio,ove ritrovo un corpo di guardia d’onore , ma egli dopo di avere accolto co’ piri espressivi contrassegni di riconoscenza cjuest’ atto di riguardo alPeminen- te di lui carattere , adopero tutte le piu obbliganti persuasive per dispensarsi dali’ accettarlo. Venne in seguito complimentato da tutti i corpi civili, e militari, come anche dal capitolo della Cattedrale, ^ 99 il quale restitui la visita parzialmente ad ogni ca- nonico. Indimenticabile 1 ’Imperatore d’Austria, e grato a tutti quelli cbe si preslano al bene dello Stato , volle in quest’anno, che il giorno 17 settembre il capitano Gio. Battista Sala fosse decorato in nome suo dal comandante di piazza Carlo de Held, con le solite formalna , di una medaglia d’ oro da pet- to, in contrassegno del suo sovrano aggradimento, per li servigi dal rnedesimo Gio. Battista Sala pre¬ stati col suo naviglio nel tempo deli’ ultima guer- ra coi Francesi, e cio insieme con la bonificazione de’ danni sofFerti in tali occasioni. Dal zelo piu sincero animata la societa de’commer- cianti diTrieste, che si radunavano nel casino det- to del cominercio per coadjuvare al piu felice , e piu pronto compimento delle sovrane intenzioni, congregossi per la prima volta nel di 3 maržo 1799 col proposito di unire una somma corrispondente alla provista di quantita d’ acquavite, e tabacco da farsi pervenire, e presentare al supremo co¬ mandante delFArmata d’ Italia, come un rinfresco destinato alle truppe di S. M. al di lui comando sottoposte, la qual somma ascese a 2 mila fiorini. Girca questo tempo segui la resa della Fortezza di Corfu, occupata dai Francesi, dopo il blocco di alcuni mesi, preša per assalto e mirabile unanime concorso delle forze combinate Russa e Turca, le quali pure vi rimasero di presidio dopo spedita in Francia parte della guarnigione rimasta viva . Li- 17 $ berata da qtlell’ as sedlo la flotta Russo-Turca, una porzione ando ad unirsi all’lnglese nel Mediterra- J 7?9 neo, avendovi anche latto uno sbarco di truppe a Brindisi, ed una squadra comandata dal Triestino Ammiraglioconte Voinovich ando a ldoccare stret- tamente Ancona. Ma nei mesi ancora delPinverno non potendo restare sull’ancora , vennero due fre¬ gate russe, e due turche a Trieste per prendere uuove gomene , e riattarsi. Entrate le truppe francesi in possesso diNapoli, tutti i partigiani del Re, ed emigrati personaggi francesi e romani imbarcaronsi parte per laSicilia, avendoli preceduti lo stesso Re, ed il resto andati alle spiaggie dell’Adriatico , aManfredonia, Otran- to , e Brindisi, lo attraversarono } sbarcando prima a Corfu, e poi lungo la Dalmazia vennero a Trie¬ ste . Con tal viaggio molto stentato approdarono quivi la mattina dei 19 maggio sopra una nave (la guerra portoghese, nominata la Regina di Portogal- loj sotto gli ordini del capitano Stoone, armata con 74 cannoni , e 750 uomini di equipaggio , ac- compagnata da una fregata Russa, ed una Turca, le due Reali Principesse di FranciaZie del guilotti- nato Luigi XVI Maria Adelaide, e Vittoria Luisa, con upa comitiva di circa 80 persone, tra le quali due Vescovi cappellani maggiori, due altri uniti al seguito, diverse dame d’onore con molta servi- tu alta e bassa. Nella medesicna nave eravi il Car- dinale Enrico Benedetto Stuart Duca di York, Ar- ciprete della Basilica Vaticana , e Sotto-decano del Sagro Collegio dei Cardinali. Il bagaglio e la ser- m ■vitli didetti personaggi trovavasi diviso a bordo dl fregate, ed una corvetta russa, eome pure di una nave napoletana armata con bandiera turca , giunte similmente lo stesso giorno in questa rada tra le una e le due dopo il mežzodi. Oltre li pre- detti personaggi giunsero sulle fregate portoghesi il Cardinale Romualdo Braschi-Onesti , nipote del Somrao Pontefice Pio VI, il Cardinale Pignatelli, ii Principe Borghese, il Marchese Massimi, il Cav. Ricci, il Principe Altieri, monaco di san Callisto , tutti Romani. La mattina appresso alle ore 9 e mezzo la prin- cipessa Maria Adelaide alquanto risentita dagPin- comodi del viaggio , passo con tutte le cautele di eanita entro una portantina dal bordo della nave , a quello della lancia, cbe la trasferi insieme con una dama di servigio alla ripa del palazzo Lellis console diSpagna per passarvi sette giornidi riser- va, voluti a riguardo della di lei provenienza da Corfu, dalli riguardi sanitarj. Il breve tragitto dal bordo alla ripa fu accompagnato da una salva reale della sopraddetta nave . Alle ore 10 e mezzo passo similmente, e per il medesimo effetto, dal bordo della medesima nave a quello dellapreaccennata lancia , e da questa alla summenzionata ripa del palazzo Lellis P altra Principessa Vittoria Luisa. Nella primavera di quest’anno i Francesi riapri- rono alPimprovviso la guerra , attaccando presso Legnago, e Verona la picciola Armata austriaca comandata dal generale Krai con forze superiori del doppio. In questi primi inaspettati urti, come } 7 $ in tante altre sueceSsive rapidissime battaglie fe- cero gli Austriaci prodigi di valore, specialmente 1 (99 dopo che vi si erano uniti da 24 mila Russi, co- niandati dal Maresciallo Suvarof, al quale fu dal- Plmperatore Francesco II. conferito il comando in capite anche della propria sua truppa. Con forze cosi coinbinate,e tanto urlanimi marcio egli conti- nuamente nello spazio di poche settimane sino nel Piemonte, espugnandone subito Torino. Facevano a gara i Generali austriaci di rapire al nernico le Sue forti posizioni, battendolo in ogni parte, con fare una sorprendente guantita di prigionieri, an- ehe dei primarj ufficiali dello stato maggiore. Non tardarono percio a cadere anche le maggiori piaz* že, Alessandria della Paglia , Tortona , Cuneo, e Mantova,in pochissimi giorni preša con la forza, men tre i Francesi F avevano fatta rendere con la famenello spazio dimolti mesi di blocco. Nel tem¬ po stesso che le triippe francesi venivano nel Pie- monte dal fondodelFItalia per concentrarsi, si for¬ mo unbnsorrezione di popolo, formata dal Cardi- naleRuffojla quale ricuperd Napoli, appoggiata da alquanto numero d’ Inglesi sbarcati su quella costa . Ed altre truppe d’insurgenti sostenute da- gli Austriaci, i quali avevano gia preša Ferrara, e Bologna, ricuperarono loStato pontificio, fino ver- soRoma, nelia quale entrarono combinatamente Austriaci, Napoletani,e Russi di concerto anche con PAmmiraglio inglese, prendendone possesso anche in nome del Sommo Pontellce. Fu 1’ultima la citta ed il forte.d’Ancona che si rese dopo il 1 blocco di terra e di mare sostenuto varj mesi, ap- 99 pena alParrivo delPaustriaco generale Froilich dal- la sua impresa tli Roma , volendo la guarnigione francese capitolare cogli Austriaci, e non con i Russi e Turchi , che avevano violato un trattato nell\cquisto di Sinigaglia, e Fano prešo dalle lo- to armi. Si ritrovo in Ancona quantita di attrezzi militari, e tre navi da guerra, ch’erano delParse- nale di Venezia . Per lenarrate vittorie si fece con ordine sovrano uu pubblico reudimento digrazie al Dio degli eser- citi, quindi li 26 maggio il vescovo Buset pontifi- co la solenne Messa nella cbiesa di s. Maria Mag- giore nella quale, ugualmente che iielle altre due parrocchie di s. Antonio, e de’PP. Armeni trova- vansi le assegnate pubbliche preghiere innanzi il Santissimo esposto per tre giorni consecutivi 26, 27 , e 28 , dalle ore 7 della mattina sino alle sette della sera . La Reale Prineipessa di Francia Maria Vittoria Luigia, nata nel di u maggio 1733 da Luigi XV. piena di cattolica costanza e rassegnazione, muni- ta degli ultimi Sagramenti passo dalle sue tempo- rali vicende agli eterni riposi, li 7 giugno alle ore due dopo il mezzodi, sopraffatta dallo spossamen- to di una penosa idropisia . Alle ore 1 r della seravenne trasportato il cada- vere dal palazzo Lellis alla Gattedrale di s. Giu- sto. Rinchiuso en(ro una cassa di legno larice, e controcassa di pioml o ricoperta di drappo nero, trovavasi situato nel seno d’una carrozza tirata da 1 77 sei cavalli, e preceduta, fianeheggiata, e soguita- ta da una guardia d’onore delle milizie della guar- 1 nigione . Seguiva in altra carrozza , tirata pure da 6 cavalli, 1’ elemosiniere della defunta, monsignor de la Tour, Vescovo nominato di Moulin capitale del Borbonese Vicario generale. Questo lugubre accompagnamento venne incon- trato a pic delle scale della Cattedrale dal vesco¬ vo Triestino monsignor Buset alla testa del capi- tolo, e del clero, ed il Vescovo di Moulin, cbe as- sistito aveva la Principessa in vita ed in morte, fu qnello , che con una ben intesa allocuzione latina feee al prelato ed al capitolo di san Giusto la for- male consegna del di lei cadavere , e dimando, che se gli rendessero i dovuti onori ecclesiastici, e si tenesse in luogo di deposito adisposizione del Real pretendente successore del Regno di Francia Lui- gi XVIII. di lei riipote . Corrisposta ed accolta che lit onorevolmente dal prelodato Vescovo Triestino e capitolo la dimanda, venne introdotto il cadave¬ re nella chiesa, situato sopra un catafalco attornia- to da torcie ardenti, e fugli fatta con solenne can- to la solita assoluzione . Le vigilie del rimanente della notte furono custodite nella Cattedrale dalli Sacerdoti francesi,che accidentalmente ritrova- vansi, e furono da essi passate con alternativo sal- meggio . Dallo spuntare poi del di sino al mezzo- giorno furon lette delle Messe in suiTragio della Reale defunta , ed alle ore io , e mezzo fn pontifi- cata la Messa con iscielta mušica dal vescovo Bu¬ set, il quale termino la sagra funzione col consuu* 178 to soienne canto dede preči della Chiesa alPintor* 9 n o del feretro per 1’ assoluzione del cadavere. A questa funzione assistette in abito nero il Gover- no, col Governatore , e cosi pure le altre primarie cariche civili e inilitari della citta . Vi assistettero similmente in luogo distinto le prime due cariche della Corte della defunta Real Principessa suddet- ta, come ancora gli altri individui della medesima con tutti i nazionali Francesi d’ ogni grado e ses- so , in abito di lutto . Terminale le cerimonie del¬ la Chiesa si raccolsero nella sagrestia della detta Cattedrale i personaggi, che dovevano interveni- re alla stipulazione delPatto circostanziato della consegna del cadavere, la quale fu adempita tra il Vescovo di Moulin consegnante, ed il Vescovo, e capitolo diTrieste consegnatarj con tutte le solen- nita legali. Fu dappoi sigillata la cassa contenente la reale salma col sigilio regio di Francia apposto- vi dal Vescovo di Moulin , con quello del Vescovo di Trieste appostovi da esso medesimo, e con queb lo del capitolo appostovi dal Vicario generale, e prevosto Barone delPArgento . Fu quindi deposita- ta nel monumento nuovo del defunto Vicario gene^ rale de Giuliani situato entro la porta picciola del¬ la Cattedrale vicino le seale delPorchestra , di pre- sente proprieta ereditaria d«! nob. p>atrizio Trie- stino Leopoldo Burlo . Giunta in Trieste li a agosto la notizia della Conquista di Mantova tra s porto al colmo del giubi- lo tutta la popolazione, la quale solita a prendere la piu iuteressante parte nella gloria del trono , e .. i79 Bella felicita dello Stato , incomincio da quel fau- sto punto in poi a darne i piu espressivi ed onore- 1 Voli segni con una cantata accompagnata da feslosi evviva in lode del Sovrano la stessa sefa nel tea- tro . Iliuminazione sorprendente la sera appresso per tutta la citta. Solennissimo ringraziamento a Dio eseguito la mattiria dei 18 giorno di domenica nel la chiesa di san Pietro . II teatro, e la citta tut* ta di bel nuovo vagamente illuminata , si osserva- vano per ognidove cronoe,rammi, epigramrtii, iscri- zioni lapidarie,ed altre prodnzioni poetiche allu- sive alla festosa circostanza, prodotte da’ piu cele- Lri letterati Triestirii. Liprofessori di mušica istru- mentale del teatro la sera medesima accrescevano il giubilo universale con eseguire a piu riprese in Varie parti della citta de’ migliori pezzi di mušica. La nazione Israelitica , oltre di avere concorso per ben due volte colla popolazione alle notturne generali feste ed illuminazioni, fece inalberare nel Centro della piazza delleseuole labandiera austria- Ca fiancbeggiata da infiniti lumi, e quantita di emblenli adattati alla circostanza, e custodita da una militare guardia di onore. La sera de’a 5 ago- sto nella scuola d’orazione fra un simetrico ador-r hamento di eopiosi lumi, ed il concorso ben afFol- lato de’suoi individui d’ogni eta e sesso, li capi di detta comunita Israelitica vi fecero eseguire un pubblico ringraziamento a Dio, una preghiera, ed Una cantata , distribuita agli astanti, contempora- neamente alla loro esecuzione negPidiomi ebraico, Jatino, ed italiano. La cantata composta in verso 799 i 5 o ebraico dali’Israelita Lustro Šanson Pincherle, e 99 tradotta in verso italiano dal dottor di medicina Benedetto Frizzipure Israelita, venne eseguita neb Pidioma nazionale da uii eoro di 5 voci, con dei soletti, e ripieni , accompagnati da istromenti da corda e da fiato . Questa cantata tessuta con delle lodi a Dio , al Sovrano, ed al General Kray , die principio alla futizione . Terminata lamedesima, il rabbino dal pulpito fece undiscorso alli suoi na- zionali sulFoggetio della festivita, , e terminossi poscia col canto del formale ringraziamento al- 1’Altissimo , e con la preghiera per la prosperita di Cesare . Circa tpiesto tempo arrivo a Parigi di ritorno dalPEeitto il general Bonaparte, sfuggito dalla vi- gilanza degPInglesi , sopra una fregata, che avea prima accostato in Gorsica, e poi ando ad ancorar- si in Frejus. Col partito ch’egli ritrovo de’ suoi aderenti, comincid a disapprovare tutto quello che avea operato il Direttorio durante la sua assenza , e facendolo deporre dal maggior consiglio , in una nuova costituzione adottata daeli anziani, e se- niori con tutt’altra forma di governo venne eeli ri- conosciutO vita sua durante primo tra due altri eonsoli, i quali dovevano essere di quandoin quan- clo cambiati, ed in lui concentrati restavano varj poteri assoluti , speeialmente quello della nomina alie cariche deli’ Armata . Rapito ai Romani il Pontefice Pio VI. dai Fran- cesi sin dai 20 febbrajo 1 798 , fu condotto a Siena nel Gonvento degli Agostiniani, da dove dopo tre 181 mesi, per un bero terremoto sueeesso ivi, e clie feee crollare graa parte delFedificio di sua abita- 1 zione, venne trasportato alJa Cex'tosa presso Firen- ze . Si fermo egli un anno intiero in quel ritiro; quindi, come prigioniere fu condotto in Franeia . Scortato da 3 o soidati franeesi, s’avvio verso To¬ rino, dove arrivo dopo dieci giorni di viaggio in tempo di notte, e la stessa notte gli eonvenne proseguire il viaggio. Giunto ad Oulx il veneran- do veccbio, aggravato dallb strapazzo de’viaggj, e dalle infermita che F opprirnevano, a eagione au- che della neve ricuso di partire = Che mi lasciuo morire qui, diss'egli, son contento , piuttosto che morire in cammino . = Ma sollecitato fortemente, si piego , e mentre i suoi compagni montavano a cavallo , e sopra dei muli, egli fu pošto in una portantina per traversare F orribile montagna di Ginevra . Superati quei spaventosi perieoli pene- tro in Franeia senza poter posare il piede ne in Grenoble , ne in Dijon, ma soltanto nel luogo for- tificato di Valenza nel Delfinato . Trentacinque giorni dopo il suo arrivo cola cadde perieolosamen- te ammalato, feee il suo testamento, preše gli ul- timi Sagramenti sempre preselite a se stessa, e do¬ po dieci giorni di mortale infermrta passo agli eter- ni riposi il di 29 agosto 17995 dopo 24 anni ,6 mesi , e giorni 14 di Pontificato, e del suo esilio mesi iS , e giorni 14. Il funerale , che pel defunto Capo della Chiesa venne ordinato dal primo Console Bonaparte , fu tutto militare, venendo trasportatp pubblicamen- i8a te da un luogo ali’ altro il eadavere del Ponteficfe i8oo tra i 0 strepito dell’artiglieria, e della moschette- ria . In Londra poi, ed in Pietroburgo vennero dai respettivi Governi ordinate le solenniEsequie nel- le cbiese cattoliche con intervento dei corpi diplo- matici di quelle Corti. La Corte Imperiale Austriaca con suo rescritto pieno di elogi delle virtir del defunto s. Padre co- mando, che in tutte le capitali delle provincie soggette a questi dominj fossero celebrate solen- nemente per il medesimo l’esequie. Vennero per tanto solennizzate queste inTrieste la mattina dei io febbrajo del 1800 nella cattedrale chiesa di s. Giusto . II Vescovo, il capitolo, il clero, e gli ec- clesiastici francesi qui interinahnente dimorantl cbe le celebrarono , diedero alle ore gr incomincia- mento alla funzione col canto de’ tre notturni e laudi de’Morti. Proseguirono quindi con la rnessa di Requie pontilicata dal predetto Vescovo, ed ac- compagnata con mušica . Dopo la messa il coope- ratore, e predicatore italiano della parroeebia di s. Maria Maggiore D. Gio. Paolo Rossi, recito un’ orazione funebre, con la quale paragonando la in- vasione della moderna antifilosofia alla inondazio« ne deli’ antico diluvio universale, dimostro che siccome salvaronsi da que!lo unicamente coloro che ritrovavansi nel grembo dell’Arca confidata da Dio a Noe, cosi sonosi preservati, e si preserva« no dali’ infezione della pestifera moderna antifilo* sofia, quelli li quali sonosi mantenuti, e si man- terranno costanti nel grembo deliaS.Ghiesa Gatto- 183 lica, si ben governata dal Vicario di G. G. in tena il sommo pon tetice Pio VI. di gl. mem. Egli passo 1 poi alla descrizione delle di lui virtu, le qu&.ii so- no quelle appunto che gli meritarono 1’intera ap- plicazione del testo deli’ečclesiastico, Cap. 44, e 45 ne’ quali si leggono le lodi degli antichi pa- dri s=s Terminala la erudita e commovente orazio- ne,si passo alle cinque solenni assoluzioni intorno al magnifico catafalco , coli’ ordine seguente . La prima fu fatta dal Vescovo di Caraseona nel- la Linguadocca Francesco-Maria Fortunato di Ventimilia . La seeonda dal Vescovo di Pergamo in partibus , de Point-Merceau . La 3 e 4 dalle due dignita del capitolo della Cattedrale Bar. Vincenzo deli’ Argento prevosto, e Vicario generale, e Gior- gio Gallina decano. II Vescovo Buset fece 1’ ul- tima. II catafalco rappresentante un Tentpio, opera deli’ egregio macchinista e pittore arehitettonico Paolo Gandler triestino, corrispose in proporzione del vašo della ciiiesa, e del ristretto tempo accor- dato alla di lui costruzione , e pittura, alPimpor- tanza delFoggetto , e cosi pure riportarono tutta 1’ approvazione le cinque iscrizioni lapidarie desti- nate una per la porta maggiore della Cattedrale, e quattro per li 4 lati della base del catalalco, composte, la prima destinata per la porta della ciiiesa, e la quinta dal bibliotecario della eitta 'Giuseppe de Coletti. La seeonda dal dott. di me¬ dicina Lorenzo Rondolini. La terza , e la dal prefetto del Ginnasio D. Francesco Salvini. 184 La reale principessa di Francia Maria Adelaide, i8oo^gji a jgj R e L u igi XV , zia deli’ infelice Re Luigi XVI, e del di lui fratello Luigi Stanislao Saverio conte di Provenza pretendente successore al trotio di Francia col nome di Luigi XVIII, passo alle ore 3 della sera de’ 27 febbrajo agli eterni riposi, in eta di 68 anni, dopo 5 giorni d’infermita di petto, murjita de’ ss. Sagramenti. Alle ore 7 della sera del di 28 fu trasportato il cadavere alla Cattedrale colle stesse formalita, e cerimonie, che furono fat- te alla defunta Sorella, e depositato nello stesso avello. L’ augustissimo e religiosissimo nostro Sovrano con decreto del di 23 maržo ordino , che ali’ apri- mento della campagna si facessero le solite pub- bliche preghiere, a fine d’ implorare a favore delle gue armi la divina protezione ed assistenza. La Domeniea dei 25 maggio, segui la solenne consagrazione della chiesa parrocchiale di Catina- ra eseguita dal vescovo Buset. A questa sagra fun* zione celebrata con tutta solennita, assistette un indicibile numero di persone d’ogni četo portatosi dallaCitta.il parroco della Citta-Nuova Teresia- na canonico della Cattedrale di s. Giusto D. Giu¬ seppe Tognana de Tonnefeld vi tenne la consueta pubblica alloeuzione in idioma Gragnolino, ed il Governatore, che v’ intervenne con tutta la sua famiglia, tratto a lauta mensa il Vescovo, il parro¬ co j il cappellano del luogo, ed il clero impiegato in quella sagra funzione . Li 10 maggio furono introdotte inTrieste per la i85 prima .volta le nuove cedole bancali di auo, e due fiorini . E fu ordinato nel giugno ai proprietarj di 1 '^ 00 čase di dover fra sei mesi fornire di gorne reci- pienti orizzontalmente le acque che grondano dai tetti e versanti perpendicolarmente le medtesime Inngo il rnuro della časa sino al livello del 1 astri« cato della pubblica strada. Sessanta nove degl’Individui nazionali Greci* Orientali qui domiciliati, li 9 luglio eontriliuirono volontariamente la somma totale di fiorini 3 r 1 :i6, in soilievo degli abitanti deli’Austria anteriore, danneggiati nella invasione delle truppe francesi. Essendo oceupati gli Austriaci in molte spedi- zioni, e dispersi in varj presidj delle fortezfze d’Ita- lia , non riesci difficile ai loro nemici, accresciuti dal corpo di riserva* e dal presidio di Genova di penetrare a Milano , passando per istrade inacessi- bili della Svizzera . Segui nondimeno 1’attacco tra le due Armate nemiche a Marengo nella vieinanza d’Alessandria con un fierissimo combattimento di tre giorni con somma perdita d’ambe le parti; ma in confronto assai maggiore quella dei Francesi. Stancbe le truppe austriaehe da tante marcie sfor- zate , dopo che avevano conseguita gia la vittoria, nella sera dei i5 giugno da un corpo di truppa fre- scafrancese condotta dal primo Console Jlonapar- te in persona venendo attaccata la cav/ileria au- striaca retrocedette, e mise in disordine 1’infante- ria postasi gia in riposo . Fu allora che Bonaparte invito il comandante austriaco Melas a capitolare ®on un armistizio, nel quale resto eonchinso, di 186 rimettere tutto ilPiemonte, Genovesato e la Lom- l8oo bardia nello stato di prima, cedendosi il presidio delle fortezze, delle citta, e provineie ai Francesi, e che gli Austriaci si rititassero a tenere la loro li- nea di Ferrara Mantova, Legnago , e Peschsera , e di avere anche in deposito Ancona, e tenere da loro oceupata la Toscana . Per accorrere con maggior prontezza al sollievo di un trasporto giunto in questo spedale militare di molti soldati Austriaci deli’ armata dMtalia ri¬ ni asti feriti nella battaglia di Marengo, li nego- zianti di telerie Filippo Hiersl ,Pietro Antonio Ro¬ mano , Plenario e Beltramini, Martinuzzi e Biagio- li, Gio.Tabisco, Giuseppe Viezoli, Antonio Casa- ti, considerando che per la loatananza de’ magaz- zini imperiali non potevasi apprestar loro quel pronto soceorso che avrebbe potuto in qualehe mo¬ do migliorare sul fatto 1’ infelice loro stato, mossi dalla loro piu volte sperimentata commiserazione per la sofferente classe militare sul momento som- ministrarono per tante camicie 6 pezze di tela, e cinque camicie fatte. Calmato alquanto il vento che difficoltava il sol- lecito approdo della flottiglia, che serviva la Regi¬ na di Napoli da Ancona a questo porto di Trieste , approdovvi la medesima alle ore otto della sera del di primo agosto, e verso le ore 9 entro in citta fra le acclamazioni di un numero grande di spettatori, incontrata dal Governatore,dal Generale maggiore de Kobles, e da altri individui del corpopolitico, e 187 militare. La predetta Regina Maria Garolina d’Au- stria venne co’ suoi figli, il principe reale Leopol- 1 ^ 00 do Gio: Giuseppe d’anni 10 , le reali Principesse Maria Gristina d’anni at, Maria Amalia d’anni 18 , Maria Antonia d’anni 16 , e li seguenti perso- naggi. II celebre ammiraglio Inglese Lord Nelson . II cavaliere Hamilton, con Lady Hamilton di lui consorte, e contemporaneamente il principe diBel- monte Pignatelli, il commendatore Ruffo. La con- tessa Isnello dama di corte della Regina. La flottiglia che serviva la Regina era coinposta di 4 fregate , un brigantino Russo, ed una fregata Austriaca . La Regina con la sua prole, e li personaggi del suo immediato servizio portarotisi al preparato al- loggio della Locanda grande. L’ammiraglio Nel¬ son , ed il cavaliere Hamilton con Lady di lui con¬ sorte portaronsi alla Locanda dell’aquila imperiale nella Dogana vecchia. Alle ore J i della mattina del seguente sabbato, il castello,le battbrie del Molo grande, e Lazzaretto, come pure gli Austriaci legniarmati, salutarono la M. S. con una salva reale, ed alle 11 venne ossequiata dalle prime cor- porazioni civili e militari; cosi fu fatto anche ali* ammiraglio Nelson , ed al Cav. Hamilton . La popolazione di Trieste sempre affezionata al¬ la famiglia imperiale delPAustria, non potendo contenere in se stessa il giubilo che sentiva per la presenza d’un ramo della stessa nella persona del¬ la prefata Regina , avea preparata a di lei onore , fin dal momento del suo arrivo in questa cittaj 188 una ricca illuminazione; ma costretta daiPinsor-” 00 genza d’un forte ed ostinato vento a differirla di sera in sera, 1’esegui finalmente , quasi a dispetto delPostinazione del medesimo, dalPimbrunire del giorno 10 agosto sin dopo la rriezza notte . Animato il četo mercantile da fedele sudditanza, e da commerciale prudenza, risolse, con superiore approvazione, di ai’mare a proprie spese alcuni ba- stimenti in difesa del commercio, e navigazione deli’ Adriatico, contro ogni illegittima aggressione «opra legni ed effetti Austriaci, attesa la comparsa in detto mare di alcuni sedicenti Corsari con ban- diera francese. NelPestate di quest’anno cominciossi a dilatare in Trieste 1’epidemia del vajuolo, la quale imper- versando nell’ autunno in una specie maligna ando facendo una considerabile strage d’innoeenti bam- bini. Ne restarono vittime nella citta piu di iooo, ene’villaggi del territorio piu centinaja . Alcune famiglie rimasero afFatto prive della loro numerosa figliuolanza dal detto micidiale e pestifero malore. Con tutte le forze straordinarie , ed iinponenti che andava preparando 1’Austria , quando vi si sta¬ va trattando per essa una pace separata, che aves- se da essere durevole , ed onorevole, dovettero soc- combere le di lei armate inGermania, e nelFItalia verso la fine del decembre, sullo spirare delPar- mistizio . L’arciduca Giovanni male assistito dal generale Lauer attacco sfortunatamente i Francesi vicino ad Huningen nella Baviera , dove inviluppa- ta buona parte delFarmata nei lioschi, rimase pri- 189 gioniera con la perdita delPartiglieria, e gli avan- zi della medesirna ritirandosi nelPAustria vennero 1 ® 0 * inseguiti dai Francesi sino cinque poste innanzi Yienna. Yi accorse 1’Arciduca dalla Boemia, il quale conchiuse con il generale Moreau, coman- dante in capo 1’armata Francese, 1’ultimo armisti- zio loriere d’una sicura pace. Dilatandosi poi i Francesi in vigor di questo armistizio per PAustria superiore, parte dalla Stiria, e Garintia , penetran- do sino nel Tirolo: il comandante Austriaco bar. di Bellegarde , giudico, dopo qualche combattimen- to , di ritirare la sua armata per non lasciarla espo- sta ad essere tagliata fnori dalla nemica sino nel Friuli , cedendo ai Francesi la linea delle fortezze oecupate dagli Austriaci, ed ancbe la citta di An¬ cona . Cosi i'esto conchiuso P armistizio anche da questa parte. Per garantire con le occorrevoli truppe le coste marittime, ed il loro prossimo continente , a sal- vezza anche del commercio fu providarnente dispo- sto , che anche in Trieste e suo circondario avesse da ricoverare la competente truppa . E siccome li moltiplici diversi corpi rnilitari quivi esistenti oc- eupavano tutte le pubbliche, e private fabbriche , che a tale oggetto con sotnmo aggravio della citta erano State preše in affittoj trattandosi di alloggia- re istantaneamente un corpo destinato in questa citta, quale soltanto avrebbe potuto essere al soli- to proveduto cogli occorrevoli quartieri; il Gover- 110 di concerto con il eomanao inilitare eccito nel lebbrajo i8ct gli abitanti pid cojnodi a cedere 190 una,due, o piii camere ad uso opportuno degli 'uffiziali, finatantoche il pubblico avesse con piu comodita in altra guisa disposto . Pacificatesi FAustria e la Francia col Trattato di Lunevilie, lin corpo dMnsorgenti toscani pene- trando ostilmente oltre il confine nella Cisalpina^ fece qualche insulto, e delbottino sopra la truppa francese. Basto cio,perchequesta entrasse numero- ea nella Toscana per rivendicare Foltraggio avutO; Il generale austriaco Sommariva, che con picciolo corpo presidiava quello Stato, ebbe ordine di riti- rarsi,e per lavia del Perugino, passando la Marca d’Ancona, ed imbarcattdo ivi la truppa , approdo' con la medesima in questo porto di Trieste . Pef questa irregolare, e mal calcolata bravura degFin* sorgenti venne nuovamente occupata la Toscana dai Franoesi , ed aggravata da continUe contribu- zioni. Si no alla conclusione della pace di Lunevil- le essendosi, per mancanza di viveri, dilatata FAr- mata francese per FAustria superiore, porzione per la Stiria^ e per la Carintia eTirolo, occupando pure in Italia il Veronese, Vicentino e Trivigiano* venne ad essere bloccata la citta di Venezia, con mancarle le vettovaglie anehe di prima necessita . Vennero pertanto da questi circonvicini Goveroi animate con Proclami le popolazioni diportare per mare i generi nrcessarj a Venezia, dove avrebbero goduto la franchigia delFintroduzione . Ritiratisi poiiFrancesi dietro F Adige , venne a respirare Venezia con il prirniero provvedimento di comme* stibili , che le veniva dalle limitrofe provineie. igr Quantunque fosse sottoscritta, e ratificata la pa- ce dal!a parte di terra, nel mare pero non godeva 1 questo benefizio la navigazione, impedita anche nei piu vicini golfi, e nelle spiaggie delPlstria , e della Dalmazla dai Corsari di sottovento che inal- beravano bandiera francese. Le barche specialmen- te Napoletane venivano predate sino alPestate , in cui il Re di Napoli si riconcilio intieramente con la Francia, cedendole Flsola delFElba , e rintin- ziando aila Toscana i possedimenti che ivi teneva. Per proteggere il commercio di questa Piazza di Trieste contro siffatti armatori furono a spese dei negozianti noleggiati, ed equipaggiati di gente e cannoni alcnni bastimenti delle Bocclie diCattaro, i quali convogliavano per il Golfo di Venezia le barche meroantili nelPafldata, eritorno, da un punto dove seguiva la loro unione. Per il qnal mo* tivo si sono veduti useire, e rientrare nel porto inolti legni a sotnigiianza d’una flotta . Dopo la distruzione delPantichissimo Anfiteatro fatto fabbricare Panno 104 delPEra Gristiana da Quinto Petronio , quale era situato in Rena n el Po¬ ra contrada di Pozzacbera , ove veggonsi ancora le vestigia_, non esisteva in Trieste verun-edificio per Vjso di Teatro. Nel solo tempo di Fiera si facevano delle rappresentazioni teatrali nel palazzo pubbli- co esistente sulla piazza detta la Grande, che di fianco ha la chiesa di S. Pietro, e di dietro le pri- gioni, ed a tale oggetto veniva trasformato in Tea¬ tro . Appena circa la meta delsecolo passato il det- to palazzo fu ridotto in effettivo teatro . ColPauge 194 del commereio, alla quale Trieste era in questl 01 tempi arrivato, per cui la popolazione era grande- menle accresciuta, divenne si angusto, che si do- vette fabbricarne uno di nuovo . II sito che venne prescelto, anticamente, e fino il 1749 serviva ad uso di saline, le quali furono in seguito irnmunite, e ridotto il terreno solido, dove si feee uno Sque- ro . Poscia fu rirtehiuso con ricinto di tavole, ed in esso si facevano nel Carnovale le Caccie del toro. Finalmente venne adattato per depositare , e spac- ciare legna da fuoco . Dietro disegno del celebre Architetto Selva di Venezia fu in questo locale in- nalzato il vasto edificio , che serve ora ad uso di Teatro, Sala di ballo , e di abitazione. Il Teatro e di cinque ordini. La platea ha lo spazio di cinque klafter e tre piedi di larghezza,e sei klafter, qual- tro piedi e sei pollici di lunghezza, non compresa Pampiezza dello scenario, che iusierne col sito delPorchestra e di altrettanta estensione. La det¬ la platea viene preceduta da un atrio, e fiancheg- giata da decenti camere di riposo,e da un comples- so di siti, fornito di doppia scala; tanto li corridc- ri, che li palchetti sono terrazzati, e tramezzati con pare ti di inuro . La facciata e adorna di statue simboliche, e lomita di un portico, con terrazza al di sopra . L’apertura di questo nuovo teatro segui felice- inente la sera dei 2,1 aprile . Essa corrispose piena- mente al desiderio di chi 1 ’ immagino , promosse, ed animo . Soddislece Pespettazione del pubblieo di Trieste, e superi) 1 ’idea, che se n’ eran ibrmata ' j 93 gli estranei. Due eroiche rappresentazioni furono esposteper laprima volta, eioe Ginevra di Scozia , 1 poesia di Gaetano Rossi, e mušica di Simone Ma¬ jer; ed Annibale in Capua, poesia di Antonio Si¬ mone avvoc. Sografi, mušica di Antonio Salieri. L’inventore e direttore del ballo eroico 1 'Greste fu Gasparo Ronzi, la mušica di Vittore Trento. Li virtuosi di canto principali fiuono dei primi di cartello Teresa Bertinotti Radicati, Luigi Marclre- si mušico j e Giacomo David tenore; Maria De-Ca- ro quale si attiro l’ amrnirazione, e gli applausi imiversali in qualita di prima ballerina. L’orche- stra era composta di 16 violini, un violoncello, 3 contrabbassi, due viole, due oboe, un fagotto, due clarinetti, un flauto, due corni di caccia,ed un timbaliere . Al maestro di cappella della detta cit- ta furono assegnati 5o zecchini da fiorini quattro 1’ uuo . Al priino violino zecchini 5 5, al primo dei secondi zecchini 40 , al violoncello, al primo oboe, a’due corni da caccia, per ciascheduuo zecchi¬ ni 55. Grande fu in tale occasione il concorso di spet- tatori alTopera, e specialmente nelle prime sere, di forastieri qnalificati, del le limitrofe proviucie venete, e lino anche da Vienna. Nacque allora per 1 ’ arditezza d’ un uffiziale estero una contesa di duello , provocata da costui nelTatrio del teatro , contro il teoente di piazza, il quale , per quanto si fosse ben difeso , rimase lori to n el la testa, la qual cosa commosse altamente il pubblico ivi ra- TOM. V. l3 194 _ .. dunato , ed il rirranente della citta, tutta affezlo- ^ 0I nata ai suddetto tenente Hippe. Addolorato somrnamente il Real Arciduca Giu¬ seppe Palatino d’Uflgheria, fratello del regnante Irnperatore, per la perdita deli’aniatissima sua consorte nata principessa imperiale di Russia , for¬ inta delle piu belle qualita di spirito e di corpo, morta di parto, intraprese a fare un giro nelle pro- vincie venete di nuovo acqiiisto J e da Verona fa- cendo ritorno per Venezia, imbarcandosi col nu» meroso suo seguito ed equipaggio sopra una cor- vetta austriaca armata in guerra , scortato da altri legni approdo li 6 agosto alle ore 12 della mattina in questo porto s salutato coi cannoni di tutte le batterie, e da una fregata inglese, sulla quale il Real Principe fece Ponore d’ andarvi ricevnto a bordo colla salva reale di 21 tiro di canuone . F« breve e privatissimo il sno soggiorno in questa cit¬ ta, senza andare al teatro a motivo del triplice lutto, ehe osservava per li defunti zio Arciduca Massimiliano, suoeero deli’Irnperatore delleRussie Paolo primo, e per la dilettissima sua sposa . Itn- bareatosi qui in Trieste sopra una lanciacol segui¬ to delle altre sue barche di servizio, passo a Capo- distria per fare da cola la pritna c-avalcata fino a Cittanova, e di la per Parenzo fece la seeonda ca- valcata fino a Pola, per osservare quelle antichi" ta . La terza sua cavalcata fu nel regresso fino a Pisino da dove ando in vettui’a a pranzare sopra il Monte Maggiore 4 aspettato ivi dal presidente di igS fiume, cbe lo aecomnagnb in cjuella sera nella di- Scesa del m o n te , a pernottare in Fiume . Volendo 1 ^ 01 ll Principe visitare quella costa marittima tinghe- rese andb fino a Segna, da dove per la strada nuo- va Giuseppina fece il suo ritorno alla citta di sua residenza in Buda. La prima Borsa in Trieste esisteva sotto il tea- tro vecchio , fu per 1’innanzi palažzo pubblico, o stufFa del eornune , ove tenevansi i consigli dai patrizj, e si trattavano le eattse pblitiche, giudi- ziali e criminali. Col suono della campaua, clfera posta nella vieina torre, Ove al disotto vedesi la porta della citta dettapropriamente del Porto, ve- UiVano convocati i negozianti alla Borsa. Nel if99> il četo mercantile li 26 novembre tiella sala del consiglio tenne una sessione, nella quale fu proposta dalla deputazione di Borsa, con breve ragionata allocuzione del segretario della ca- tnera di assicurazioni Samuele Vital, P erezione d’un decente edifizio ad uso di Borsa mercantile, per decoro, ed utilita del commercio . Adottata la proposizione , fu eletta per tale effetto una com- missione composta dal li deputati di Borsa Andrea Griot e Ccimp., Gio. Weber,Gio. Dobler e Comp., Pigli Plastara , Ignazio Gadola , Ciriaco, e fratelli Catraro ; e dai deputati aggiunti, Ambrogio Rusco- nijAbramo Hiersl, Pietro Sartorio, Gio.Cloeta, Gio. Battista Pontini, e Gio. Mayer . Scelto il sito ove principiava il canale denomi- aato la Portizzaj fu posta la prima pietra delle fon- damenta del grandioso edifizio 1’anno 1802, alle 196 ore 5 pomeruliane del di 17 maggio dal VeaCovo oa n)onsignor Buset, il quale cs«gni la cerimonia in abito pontificale , colPassistenza del Capitolo, e clero, a eui fu preselite il Governatore ooi consi- glieri governiali, ed mio straordinario ruinero di spettatori d’ogni rango . L’architettura del suddet- to edifizio e di Antonio Molari Maceratese. Per piantarlo solidamente nel fondo marcio di quel ca- nale, poco oltre al eonfine che dovea piantarsi la detta fabbrica , P architetto fece cliindere il eanale con delPargilla ben battuta entro dae ripari fatti con tavoloni, solidamente appoggiati orizzontal- mente a degli spessi travi conficcati perpendicolar- mente nello stesso eanale dalPuna alP altra ripa. Separata in tal modo la comunicazione delPacqua di fuori da quella di dentro alPargine, fece estrar- re con grosse trombe da principio, e poi anche con n ume ros a quantita di tnastelle tutta Pacqua chiu- sa . Seccato in tal modo il canaie fece piantare de¬ gli spessissimi pali lunghi di rovere per tutto dove aveano daposare i muri maestri , ed i vani furo- 110 riempiuti di materiali. Dopo la famosa Borsa di Amsterdam , la quale ha a 3 o piedi di lunghezza, e i 3 o di larghezza , questa viene reputata la piii grandiosa, tanto per Peleganza, che per Pestensio- ne . Trecento mila fiorini furono spesi per la me- desima . L’anno 1775 confermb la Corte di Vienna sotto la data de’ao giugno il primo Regolamento per la Borsa. Il Governo di Trieste poi rimoderno ed am- plifico il meuesimo 1’anno 1794 con Decreto dei s- ngosto . L' essersi in appresso piučche mai autnen- tato in Trieste il numero dei negozianti dopo il trattato di pace conchiuso con la Francia in Lune- 'ville il tli 9 febbrajo 1801 , e li diversi abusi, per- nieiosi al commereio , cbe - in gran copia s’intro- du ssero, costrinsero la deputazione a compilare un terzo Regolamento, il quale in oggi tuttora si os- serva . Ii negoziante , che vuol essere ascritto nel na¬ mero di quelli di Borsa , deve riportare dal tribu¬ nale cambio-mercantile il Decreto coroprovante F approvazione del suo negozio, e la sna aggrega- zione >illa classe dei negozianti' alTingrosso , e di- rigere il suo ricorso alla depnfazione. Nel caso poi di non accettazione, gli e lihero di rassegnare una supplica alla radunanza del corpo mercantile di Borsa, ed attendere dni voti la deliberazione. Li deputati ven cono scelti dai membri de’ nego- zianti di Borsa, dipendendo la loro conferma dalla Corte . Sei sorio gFindividui componenti questa deputaziorie , ed il primo ne ha la direzione . La consulta vierie čomposta da 40 negozianti, 1’ap¬ provazione de’ tprali dipende dal Governo . Tutto il corpo dei negozianti di Borsaforrna la Radurian- za di Borsa. Nei časi straordinarj, dove si trattas- se deli’essere generaje del commereio, e partico- lare de’ membri addetti al medesimo, puo com- parire alTassemblea generale nella Borsa tutto il četo dei negozianti approvati, benche non iscritti alla medesima . Li negozianti alTingrosso , ed alla minuta , o soltauto alla minuta , ed i proprietarj 1 Boa '198 di fabbriche insinuate , ed approvate , tutti questi ^ 02 in seguito alPEditto del 1722 non devono prima della loro approvazione rilasciarele obblatorie. Af- finche i libri de’soli neeozianti matricolati faccia- O no semipiena prova in giudizio, col Rescritto. delli j 4 maržo 1795 furono inibite tutte le abbreviature delle parole nei libri mercantili« Al contrario i li¬ bri di coloro, ai quali manca la matricola sono privi di questa prerogativa . In quest’anno fu,, che il nobile Giacomo Prandi patrizio Triestino, converti la eontrada carnpestre di san Michele in un borgo contiguo alla citta , avendo convertite le sue campagne , che cola esi* stevano, in comode e bellecase, oltre la dominica* le di sua abitazione » Lamattina de 5 25 luglio alleore 9 giunse in Trie- ste da Inspruck PArciduchessa Elisabetta per at- tendervi da Vienna la reale di lei sorella, la Regi¬ na di Napeli. Vi fu ricevuta con tutti gli onori al suo rango convenienti. Alli 3 agosto poi arrivo da Vienna la Regina di Napoli con la sua reale prole per restituirsi alla sua capitale.Per essa furono fatte anche in questa circostanza delle feste e del¬ le illuminazioni notturne. Trattenutasi in Trieste cinque giorni j la sera de’9 agosto imbarcossi ver- so le ore otto sulla nave comandante napoletana, e ne parti colla reale squadra verso la sua regia . Al grand’umido che regno nelPantecedente in¬ terno corrispose un’ ostinatissima siccita , che comincio verso la meta della prima vera A e duro tutta 1 ’estate . Fu questa generale anche nelle pro- m vincie ( 1 'Italia, e Germania. Ne soffrivnno gli uo- mini per 1’intensita del oalore, ed i prodom delia terra restavauo arsi dalla lupiga mancauza di umi- do . Scarseggiava somaiamente Tfieste di acfjua , per la qual cosa si pensodi formare un grande sea- vo nei fondi della citta Franceschina, per formar- ne im fontanone ricco d’acqua.Ma a cagione del¬ la lentezza del lavoro, si protrasse P opera sino al mese di settembre . Allorquando erasi gia al mo- mento per iscuoprire le copiosissime vene di acqua cbe in que’fondi abbondano, li 12 del detto mese circa le 3 ore dopo il mezzodi si ruppero di repen- te le cateratte del cielo , e precipitd per lo spazio di 4 ore contirme un dilnvio cosi orrendo, cbe ve- run tetto di časa la piu nuova, e stagna era capace di ripararne le acque , le quali per P abbondante veemenza non conoscendo ritegno entrarono nel- Pinterno degli abitati, strascinarono seco giii dai monti macigni enormi , atterrarono muri di ripa- ro, rovinarono lo scavo fatto , il quale trasformos- si in profondo lago, allagarono tutta la pianura della citta di maniera che si poteva andare per la niedesima colla barca. Fecero per eonseguenza dei notabili danni in citta ed in molte campagne . Li 5 novembre si solennizzd nella biblioteca pubblica Pinaugurazione del busto di marmo eret- tovi col permesso del Magistrato, dal četo accade- tnieo degli Arcadi Romano-Sonziaci Triestini in onore del Governatore di questa citta, e presi- dente delPaccademia suddetta conte Pompeo de Brigido. Venne deeorata la funzione con rieca il- 1802 soo luminazione, scelta mušica , recita e distribnžirt* lu0a ne di varie composizioni poetiche analoghe alla cip eostanza, e con la distribuzione di copioso numero di ritratti a stampa dell’effigie marmorea del pre- lodato Governatore . Dopo due mesi e piu di continuo scirocco, mo* tivo per cui, dalli bastimenti giornalrnen*e appro- dati, vennero talmente occupati il porto, e iutti li canali, che se ne contavano piu di 3oo, non com- prese le picciole barche , senza che quelli pronti alla partenza potessero far vela , appunto per il detto vento contrario, e percio il porto era pieno[di bastimenti sioo alPestrema parte della rada; .la notte degli n aii2 digennajo j8o3 scoppio alPirn- i 8 o 3 p ro vi so uno straordinario impetuoso vento di ost- nord-ost detto volgarmente tramontanese accom- pagnato da un denso turbine di neve , clie infurio massime nella predetta parte della rada, durante il quale accadde la disgrazia,che uno dei bastimen¬ ti assicurati ad una colonna di pietra macigna esi- stente da piu di 20 anni al lido vicino alla posta , logorandosi la sua gomena dal continuo strofina- mento , venne a piombare addosso agli altri con tanto impeto, che la colonna, dallo straordinario veemente peso, si spezzo nelle sue fondamenta; perilche gli slegatisi bastimenti andarono ad urtare sopra gli altri stazionati nelPultima linea della rada, ed assicurati sopra ferri, avviluppando questi in guisa, che si formo un gruppo di navigli, il quale spin to dalPuragano venne a piegare talmen¬ te H due fari ai quali erano legati li bastimenti , ♦ aor V erst) la pa rte del mare di fuori, cl-o adrucciolate dal detto faro le gornene, noti potendo seiogliere 1 il gruppo dei navigli , a motivo del sommamente denso turbiue di neve, e del rigidissimo tempo, il quale impediva ogni manovra , venne quel gruppo di bastimenti ad essere spinto dalla fiera burrasca verso il molo del Lazzaretto veccliio . Nove basti¬ menti la maggior parte carichi cola si affondarono, porzione de’quali furono estratti con attrezzi,e macchine , e gli altri rimasero sotto acqua . Il fu zelantissimo, e commendabile Vescovo di Trieste Sigisinondo conte de Hohenvart, traslatato da questa sede a quella di s. Ipolito in Austria 1’ anno 1794 ? venne in quest’ anno meritamente innalzato alla sede arcivescovile di Vienna, dove , era presente che io scrivo , risiede, nella venerabi- le eta di 83 anni, adeinpiendo da per se colla mag- gior presenza di spirito, ed agilita tutti gli officj pastorali. Nella suddetta occasione del suo innal- zamento, il corpo accademico degli Arcadi Roma- no-Sonziaci Triestini li 19 giugno festeggiarono quel giorno con poetiche composizioni, rammemo- rando , ed encomiando 1’ esitnie virtu, e doti di si alto personaggio, del le quali Trieste fu testimo- nio, allorche ebbe, sebben per poco, la sorte di averlo pastore. Il Vescovo di Trieste Ignazio Gaetano de Buset nel febbrajo di quest’ anno venne assalito da uu umore gottoso , che depositatosi nelle parti nobili interne , e basse del corpo , lo fece pen are con 20Z . acerbi quasi centiuui dolori per il corso di sette, i8°3 ln esi _ Nel mese di giugno sentendosi oltre modo ag- gravato dal suo male, volle essere sagramentata per modo di Viatico . Concorse tutto il clero, e molta popolazione ad accompagnare solennemente il Sagramento, quale entrato nella carnera del Ve- scovo,-fecesi egli trav are in abiti prelatizi a pie di un genuflessorio, ed avendo prirna fatta pubblica- mente la professione della fede, colla massima edificante pieta , e rassegnazione , rieevette l’an- gelico paue , fra le lagrime del suo clero, e degli astafiti inteneriti. Si aumentarono giornalmente i suoi acerbissiini malori sino al mese di settembre alleore 7 della mattina del detto mese, nella quale passo agli eterni riposi, in eta di anni 58 eompiti, con ima rassegnazione propria della sua ecclesia- stica dignita, dopo aver governata la sua Diocesi di Trieste con istancabile opera nell’ esercizio del- le sagre funzioni, e nelle visite della medesima lo spazio di otto anni. Il corteggio funebre gareggiava eol concorso de¬ gli spettatori, in numero, ed in cordoglio . Caro sempre alla sua greggia cattolica, amato , e rispet- tato da tutta la numerosa popolazione di Trieste, si vide onorare il trasporto del di lui cadavere indistintamentc da ogni classe di persone, da quel- la del Governo sino alla piu infima in copiosissimo numero, fra il concorso di tutto il clero Diocesano, ed Armeuo. La bara sostenuta da sei curati in sto- - 463 la era attorniata da copioso numero di torcie , or- nate con le di lui armi gentilizie .Giunto alla-Gat- 1 ® 0 ^ tedrale, fu recitata a di lui onore un’orazione dal- 1’ ex-gesuila D. Francesco Salviui. Terminata che fu la messa, celebrata dal di lui Vicario generale, e preposto capitolare D. Vincenzo Libero Barone deli’ Ar^ento, seguirono 1’ tf$equie solenui con cinque de’ primarj diguitarj di questa Cattedrale in piviale . Fu seppellito in deposito nella tomba del defunto Vicario genei’ale canomeo Annibale de Giuliani a pie delle scale delforchestra presso 1® Principesse Beali di Francia . Itnperatore Pontefiee Fkancesco II. 1 °4 Pio VII. SEDE VESCOVILE VACANTE . Colla morte del Vescovo, devolutasi la giurisdi- zione vescovile al Capitolo dellaCattedrale, questo ! ^°4 propose di passare alFelezione del Vicario capito¬ lare. Interrogati li Ganonici dal Preposto se, e co- me volessero venire alla ballottazione, risposero eglino , non essere d’uopo di questa formalita ; ma di unanime consenso nominarono, e dichiararono per Vicario capitolare lo stesso Preposto bar. deli’ Argento , investendolo della giurisdizione ordina- ria sopra la diocesi di Trieste } volendo che senza ritardo venisse dato al medesimo il correlativoDe- creto, segnato di proprio pugno da ciascbedunode’ Ganonici con il decreto capitolare. Della detta no- 204 mina ne fu data parte al Metropolitano mons. Ar- S* *° 4 cive'< eavo di Lubiana , ed ai respettivi Governi ne’ quali si contiene la diocesi. Carico ormai di anni, non che di meriti il conte Potnpeo Brigido, dopo avere lodevolmente e con gran saviezza governata Trieste , protetto, anirna- to e promosso il di lei comtnercio per lo spazio di anni ai, ottenne dal Sovrano la sua quiescenza. Fn sostituito al medesimo il conte Sigismondo Lovasz Magnate d’Ungheria, il quale preše le re- dini del Governo li 18 decembre delFanno antece- dente i8ož. I due fratelii Arciducbi d’Austria Lodovico e GioVanni passarono per Trieste in poca distanza di tempo dali’arrivo deli’uoo e delPaltro, viaggian- do li medesimi sopra certi carretti scopeiti e bassi, nomiuati in tedesco Burst , fatti per uso di caccia, da passare anche per luoghi montuosi e scoscesi. Gli furono fatte dai Triestini moke feste. Avevano per oggetto questi principi di andare personalmen- te a visitare i confini deilo Stato, e farne delinea- re le posizioni piu importanti. Bonaparte primo Console perpetuo inFraDcia, riconosciuto tale coi voti di quella nazione, fu poi in seguito nel mese di maggio preconizzato, e pro- clamato dalla stessa nazione Imperatore de’ Fran- cesi, assumeudo egli il nome di Napoleone I. In tal sublime pošto bramando di essere incoronato dalle mani del Sommo Pontefice Pio VII, lo invito a Parigi nelPinverno di quest’ anno. La funzione fu fatta dal Papa in persona come ad Imperatore č* 20.5 de’ Francesi. L’altra ittcoronazione poi di Re d’I- talia fu eseguita dal Cardinale Gaprara in Milano 1 ® 0 ^ come Arcivescovo di guella citta, dove erasi por- tato il medesitno Imperatore. Andandosi fraloro a cambiaregli stati delFImpoc ro tedesoo neila Dieta di Ratisbona, colPinterven- to d e 11 a Russia, fu conchiuso colla Francia di i'or- mare sotto ia di lei protezione una Coufederazione cosi detta JRenana , o del Reno . Cessato con eid Flmpero tedesco, vetrne pet’ eonseguenza a cessa- re al Sovrarto d’Austria per guesta parte il titolo d’Imperatore. NelJa gual circostanza diehiarossi egli primo Imperatore ereditario delFAustria , no. minartdo i suoi fratelli e figli Arciduchi Imperiali, ed in tal qualita si feoe riconoscere in tutti li suoi Stati , non che in questa citta, dove li 23 settern- bre ne Tu solennizzata la funzioue nel seguente modo . Sulla piazza della Borsa da una eminenza nobil- mente preparata nel centro di un guadrato di mi- lizie dei reggimenti Reisky , ed Arciduca Rodolfo , cotns anche del oorpo deli’artiglieria , nel rnentre che la nailizia suburbana faceva ala dal palazzo go- Verniale sino al predetto guadrato alleJlutorifa co- stituite che vi si trasferivano, la lettura della So- v rana Patente ven ne esetruita nel li due idiomi te- o desco ed italiano da un segretario del Governo, al¬ bi presenza di tutti li Dieasteri politico, militare, ed eeclesiastico , e- di un inealcolabile numero di spettatori di ogni gradu e sesso . Il profondo silen- Mo, che durb pertutto il tempo della lettura della 20 6 Sovrana Patente, vetitič fotto al primo termlnaM 1 ^ c 4della meiiesima con un tale entusiasmo di giubild dalFimmenso numero degli astanti dali’alto dei tetti delle čase sino al piano della piazza, che il rimbombo delle unite voci di evviva supetava quel!o si forte e sonoro delle doppie musiche tur- che, ed andava del pari al tuono delle artiglierie del castello, de’ moli, della batteria civica^ e de’ bastimenti ancorati hella Rada . Si avvio quindi tutta la nobile comitiva ed il popolo, fra il suono degPistromenti militari, verso la Cattedrale, nella quale fu eantata solennemente la Messa , termina- ta la quale venne intuonato il Te Deum , accompa- gnato da scelta mušica * Una divisione di granatie* ri schierata nei con torni della Cattedrale, come pure 1’infanteria militare e suburbana sehiera- te nelle principali piazze, lesteggiarono con la mo- schetteria, corrisposta dai cannoni di terra e di mare, i punti principali della Messa \ e del Te Deum. Il governatore conte Lovasz tratto a lauto pranz.o li primarj personaggi militari, ecclesiastici e civili. Il Magistrate lo diede a tutto il corpo deb la ufficialita imperiale austriaca nella Locanda grande. Ambedue le dette Iautissime mense fisuo- navano di evviva FAtigusto Sovrano Francesco I, e la batteria civica faceva eco alFesultanza dei commensali. Lo stessoMagistrato fece anehedistfi- buire alla soldatesca, ed alla milizia suburbana dal sergente in giu, una gratifieazione in danaro ‘ Inoltre fece imbandire una refezione di čarne, pa- ne, e vino nel gran cortile della Dogana nuova» io? , Come ai soldc-ti suburbani, C 03 i ai villici del di- stretto della citta . Essi ne godettero median te bi-'^°4 glietti regolatamentedistribuiti, dalFimbrunire del di sino alla ttiezza notte , animati anche a ballare da una partita distromenti destinati al loro tratte- idrnento. Sulla piazza grande venne reso partecipe anohe il popolo del lauto trattamento dato alFim- periale ufficialita, e vi furono fra (plesti de’gonj cotanto preši dalFattaccumento verso il Sovrano, c dalla considerazione verso (juella classe di gente instancabiie ad acelamarlo, che fra tanti replicati evviva, sparsero dalle finestre sul popolo. replicati gruppi dimonete. Il Teatro venne illuminato a giorno, e fuvvi libero a ciascuno Firigresso. AlFal- zata del sipario videsi grandeggiare 1’augrtsta irna- gine delTlmperatore sotto il trono, ed appie del medesimo vennero cantati due Inni, uno tedesco e 1’altro italiano in di lui onore . Diedesi accesso li¬ bero al ballo nobile , ugualmente che al ballo civi- le delFadiaeente sala del Ridotto. Ambedue li bal- li furono corredati con ricea illuminazione, ed ab- bondante rinfresco . La citta comparve a! tramom tare del sole generalmente illuminata sino nei piu rimoti anaoli della medesima, e fino a notte avan- zata vi si riraarcb un’affluenza straordinaria di o- gni rango e sesso di persone come in pieno giorno, dappoiche la raoltitudine delle torce, e lumi tra- sparenti dissipate aveva nelFaperto le tenebre tut- te della notte . Il casino de^ommercianti, la bi- blioteca , la gran caserma, il casino F Austria al pon te rosso, gualche altra časa si attrassero gli er- 2c8 comj d’ognutio per la riechezza, e simetria della °4respettiva loro illurninazione. Le composizioni poe- tiche, e le iscrizioni cronografiche furono molte iti questa circo3tanza . La nazioue Israelitica di rjuesta citta festeggio in sua partieolarita la dignita dlmperatore primo ereditario delFAustria assunta dal Sovrano Fran- cesco.Licapi della medesirna nazione diressero cjuesta festi vi ta, ed essa riesei in tutt’i rapporti splendida e decorosa . Una ricca illurninazione a cera nella grande scuola d’orazione. Una composi- zione stampata, ed in quantita d’ esemplari distri- buita d’inni, e di feliei augurj in onore di S. M. nell’idioma ebraico, ed italiano, eantati da un co- ro d’individui di detta nazione coli’ accompagna- mento d’istromenti da corda , e da fiato . Varie preči alFAltissimo eautate innanzi 1’ Arca aperta dal Rabbiuo maggiore della medesima. Un concor- so ben copioso de’primarj personaggi della citta, e la presenza del Governatore eonte Sigismondo Lovasz con Ja di lui consorte, e varj funzionarj pubblici formo un totale degno deli’ approvazio- ne universale. Dietro la Cbiesa Cattedrale di san Giusto, fra la stessa, ed il eastello eravi uncirniterio destina- to al sotterramento de’ inilitari. Un muro alto lo chiudeva dalla parte delle campagne. Appoggiava questo sopra altro muro di sostegno a livello del detto cimitero , il ipiale eontinuava la sua altezza sino al piano d’una sottoposta campagnetta appar- teaente ad un villano, cosicche dal livello del det' 2 . og tdoimitero, a quello della nominatacampngnetta vi correva u^altezza di 3a piedi tedeschi. Un Sacer-' dote Triestino che frequentava la Gattedrale, do- po aver fatte delle ostervazioni in quei eontorni, eoncluse fra se, che sarebbesi potuto aprire, in quel locale or norainato,un adito per formarne una strada molto utile e comoda per gli abitanti di (juelle vicinanze tanto di campagna, che della citta . Comunico il suddetto la sna idea al nego- ziante Gio. BattistaPontini, uno de^jrineipali pos- sessori delle vicine campagne, a cui esibi anche se stesso per agire in questo affare in tutto cio che los s e oceorso per ottenere 1’intento . Accetto con tr.isporto il Poutini 1’ offerta, ed addrizzo il sud¬ detto ad altro negoziante Gio. Maria Fremenditi, possessore anch’esso di una campagoa in quelle vicinanze . Consultarono quindi insieme, e trova- rono necessario il dover fare un piano livellato in disegno per poterlo proporre al Governo. Ii Saeer- dote suddetto si assunse 1’impegno, e prevalendosi della sua amicizia coli’ architetto Antonio Molari, ottenne il bramato disegno, dal quale si rilevo che sarebbesi potuta ottenere una comoda strada ear- rozzabile . Li due nominati soggetti Poutini , cioe, e Fremenditi presentarono al Governatore Lovasz il detto progetto. Avendolo egli stesso conosciuto molto utile, !o approvo: indi passati i disegni al- la suprema direzione delle fabbricbe venne ineora- benzato 1’ingegnere ispettore della medesima Giu¬ seppe Colnhuber a verificare sul loeale i piani e Tom.v. J 4 ' 210 disegni presentati cirea la suddetta nuova apertu*' i 8 o 4 ra, ed a fare il caleolo della spesa occorrevole« Adempiuta dal suddetto ispettorela suaincomben« za, il Governo ordino al Magistrato con Decreto, che mediante un’ apposita commissione radunasse tutti i proprictarj delle campagne vicine alla pro- gettata apertura, e tutti i gia soltoscritti per con- cbiudere il modo dacontenersi, e formalmente fis* šare 1’esibita obbligazione di ciascheduno di loro. Si sottoscrissero pertanto, e si obbligaroiro i pre- fati di contribuire al compimento della caleolata sotnma totale di fiorini 2171 oltre a fiorini 281 do- TUti ai vi!lici Pegan , proprietarj della sottoposta campagna alla dett’apertura per compenso del ter* reno che doveano cedere . Prima di tutto fu posta mano allademolizione del muro di riparo , il quale chiudeva il recinto del cimitero verso le campa¬ gne , e cio verine fatto li 18 gennajo del i 8 o 5 alle J ^°^ore 10, e mezzo . L’ispettore Colohuber con bi- glietto suo ne diede parte al Magistrate . Fa i« seguito principiata Popera con 20 condannati del vicino castello, fu prosegnita con villici, e mura- tori invitati al lavoro gratis , e fu terminata con giornalieri pagati dalla citta, e dai particolari eon- tribuenti. Il sopraindicato Saeerdote assistette in- defessamente in persona sino al termine al detto lavoro gratuitamente incoraggiando sempre con vi¬ no , aequavite, pane , e denaro i d e t ti lavoratori, specialmente i condannati . Da principio sembra- va ad ognuno impossibile , che da un terreno taa- ai r td diSUguale inaltezzasi potesše ottenere una stra¬ da carrožzabile , cosicche molti deridevano il pro- gettista i Costo e vero rnolta peria ii sUperare le opposizioni ehe ad ogn’istaiite s’incontravano di enormi naturali macigni, il che obbligo a dar di mano alle mine. Nonostante in pochi mesi fu ri- dotto il lavoro a perfezione, e si ottenne la presen- te comodiSsima strada nuova carrožžabile dietro la Chiesa Cattedrale di san Giusto . Insieme colla predetta Strada venne progettata anche la gran piažza avanti la chiesa. Era questa locaiith da pri¬ lita lina collinetta, cbe in lingna vernacola triesti- ha dicevasi la Moti/uzza, Verine a questa fatto un inuraglione di recinto e soštegno coi sassi escavatl dalPindicata apertura della strada nuova, e coi tnateriali della stesša fit immunita e Spianata a li- 'Vello . Contemporaneamente venne ridotta a suo termine la nuova strada aperta nei fondi Loi , la quale Comunica coila strada della Spranga vecchia e con quel!a della Madonnina, il qual notne Fu an¬ che alia medesima appropriato. Crescinta j per 1 ’ ingrandimento del commercio di Trieste, con la popolazione di questa citta, an¬ che quella della prima di lei Stazione d’ingresso, tl villaggio diOpchiena; e trotandosi 1’antica chie- ša parrocchiale del medesimo villaggio, erettavi 1’anno j 6a2,,incapace di contenere Pattuale di lui popolazione, indebolita dal tempo e minacciante Belle parti essenziali delPedificio , scosso ancora 1’anno scaduto dalla rovina del suo campanile oc« 80^ oasionata da un folgore; la pleta de’ parroechiani, Co il zelo del Parroco D. Mattia de Jurco, ed il Ma¬ gistratu di Trieste seppero ottenere, mediante Pin- terposizione del Goverrio, la suprema approvazio- ne per la riedificazione della medesima . Essendo pertanto prescielta la giornata de’a di maggio per porvi solennemente la prima pietra aneolare del miovo sagro edificio, venuequesta benedetta sulla faccia del luogo dal Vicario capitolare, e poscia fu collocata nelle fondamenta dal Governatore. Den- tro la medesima pietra vi pose una medaglia di ar- gento, fatta appostatamente eoriiare per la eirno- stanza da esso medesimo , cqo altre monete . In se- guito si canto la Messa, col Tc-Deum in fine, es- sendovi concorsa molta nobilta da Trieste, e popo- lo de’luoghi circonvicini nlla sagra 1’nnzione . Pel mantenimento del buon ordine esteriore , e deco- razione della solennita , la cavalleria cola stazio- nnta si tenne pertutto il corso della medesima sul- le armi, ali a quale in fine il Governatore fece un regalo in moneta . Uno de’piu belli colpi d’occb"io , cbe dalla parte del mare entrando nel porto di Trieste presenta la detta citta, e la galleria, o portioato, lungo ln stradone del Lazzaretto nuovo di santa Teresa, delPestensione di 220 clafter, fatto innalzare in quest’anno da Andrea Bozzini e nipoti, rappresen- tanti lafabbrica di cordaggi e gomene sotto la dita Tommaso Bozzini, ad oggetto di lavorare al coper- to i detti gerieri. Fnrono questi, e non i Sinibaldi (come inavver- ž. 13 tentemeiite si e delto riel quarto tbrrio pag. 290 ) Ji primi funajoli, o fabbricatori di cordaggi, clie ven- 1 nero a stabilirsi in Trieste. Poiche rimontando al- 1’anuo 1726 , la privilegiata compagnia orientale spedi a Genova Giovanni Torel per provvederla di ttn fabbricaiore di cordaggi, e gomerie con qnattro lavoranti. 11 dettoTorel pertanto scelse coIaFran- cesco Maria Bozzini, avolo del suddetto Andrea, come capo fabbricaiore , il quale immediatamente portossi a Trieste con dne figli, e 4 lavoranti-. Tutto cib rilevasi dallo stremen to di contratto sti- pulato fra li predetti Francesco Maria Bozzini, e Giovanni Torel per parte della mentovata compa¬ gnia orientale , il qual istromento conservasi tut- t’ora dallo stesso Andrea Bozzini. La guardia civica territoriale di Trieste venne cois so vrano ordine disposta incompagnie, e forma¬ ta in un battaglione con bandiere. Fu eseguita Ja benedizione delle medesime nella chiesa Gattedra- le a tal line sfarzosamente addobbata dal Vicario capitolare il giorno 9 giugno . Vi assistettero come madrine la consorte de! Goveruatore, e la pri nci- pessa Metilde tnoglie del Teuen. Maresciallo prin¬ cipe di Rossemberg. Il corteggio ecclesiastico fu il rnacg;iore che poteasi desiderare, essendosi anclie. Unito 1 ’Arcivescovo Armeno di Esinuazin Diodato Babich. Il politico lo fu egualmente, poicbe lo cornponeva il Governatore alla testa de^onsiglie- ri governiali. II militare era composto dal Magistra to, come stato-maggioredel corpo di detta rnilizia, e da tut- 2 lij. ta Fuffizialita del medesimo, dal coraandante sina jSo ^al cadetto delle bandiere inelusivamente . Questo corteggio era decorato ancbe dalla presenza del- 1’ uffizialita primaria della guarnigione , ed in spe¬ cialka dal Principe di Rossemberg Ten. F. Mare- sciallo; dal Ten. F. Maresciallo comandante Moi- telle, dal Principe Hohenlohe Bartenstein general maggiore, dal general maggiore peusionato Fran- cesco de Rincoletti , dal conte Luigi Gavassini ge¬ neral maggiore, dal conte Paar colonnello , come pure dal corpo diplomatko in gala. II corteggio patrizio del consiglio nobile di Trieste fu pienissi- mojcomeal sommo brillante lo fu quello dellft dame, e cavalieri del paese , ed esteri . H corpo di detta milizia territoriale consisteva in 5oo uomini, e ne’seguenti uffiziali. Comandante Pietro Gavaliere de Francolsperg, Capitano mili' tare pensionato, Uditore, e Capitano Gio: Batt, Dott. de Kupferschein , Cappellano D, Giuseppe Millanich. 21 5 Capitani 1 8o5 Leopoldo de Burlo . Antonio de Jurco . Luigi Cav. de Francolsperg . Pietro de Burlo . Mario de Ustia. Ajutante e primo Tenente Antonio Porta. Primi Tenenti Saverio de Giuliani. Giuseppe Jelusig. Ignazio Koller. Secondi Tenenti Paolo Kandler . Giorgio Bradamante . Giorgio Kapelev. Alfieri Giuseppe Torel. Biagio Cavallar . Cadetlo delle iandiere Francešco Yalop. i8o5 Medico StabaU niš Matteo Dott. Ceruti. - Chirurgo maggiore Leonardo Dott. Sebastianis. Chirurgo di battaglione Pietro Dott. Ceruti. Questo corpo giunse sulla spianata delia Catte-» drale a tamburo battente e mušica turca suonante 5 in uniforme villereccio, che richiamava alla rne- moria queila degii antichi guerrieri delPIllirio , ed ivi esegui le evoluzioni proprie della circostanza con la iniglior disciplina e precisione militare. II buon ordine tanto dentro la ehiesa , quanto fuori della medtesima, ven ne mantenuto da una compa- gnia de’Granatieri della Guarnigione , distribuita ne’posti occorrenti. Alle ore 10 della mattina incomincio la solenne Messa accompagnata dalla mušica , espressamente composta dal maestro di cappella diTrieste Dome- nico Piampini, e dal canto della virtuosa Impera- trice Sessi, la quale eseguiva la parte di prima donna seria nel nuovo Teatro, come pure daiCan- tori della Cappella e da altri forastieri. Nel Presbi- terio fragli stalli, i quali venivano occupati dalCa- pitolo alla parte del Vangelo 5 e dal Governo alla a 1 7 parte delPEpistola, e gli stalil iufeiiori dalPuffizia- lita della milizia territoriale, giacevano sopra una' tavola coperta di damasco le due bandiere . Al due lati delle medesime, le due inclite Matrine servite di un genuflessorio e sedia di damasco per ciasche- duna . Li soliti punti della Messa vennero annun- ziati e corrisposti dalle salve della milizia territo- riale, ed al primo e seeondo Evangelio Puffizialita della milizia suddetta esegul Pantico costume ca- valieresco di sguainare la spada in contrassegno di prontezza per difenderlo a eosto del proprio san- gue . Terminala la solenne Messa, K Celehrante portossi col corteggio ecelesiastico al luogo dove trovavansi le Bandiere, e le benedisse con le con- suete formole e cerimonie sacre, sopra di cbe ven¬ nero adornate dalle ricche fascie a qtiest’effetto apprestate dalle prelodate inclite Matrine . Allora tutti i corteggi uniti gradatamente in uno, incam- minaronsi seguitando le Bandiere s ul la spianata dove la rnilizia le attendeva . Cola il Celehrante vi appose i primi tre chiodi in nome del Padre, ded Figliuolo, e dello Spirito Santo , indi il Govorna- tore in umne di S. M., e successivamente Puffizia- lita di linea , e territoriale in nome di S. M. Firm peratrice , deli’ augusto Principe ereditario , e de- gli altri Principi delFImperiale Regia Famiglia, e quindi gli altri personaggi di distinzione diedeio compimento a questa inveterata e misteriosa for- malita. Elevate dopo di cio le Bandiere, vennero dal Celehrante eonsegnate agli Alfieri, e qnindi ri- passo a prestare il giuramento 5 il quale letto ad 3l8 alta voce dalFUditore, e Capitario di detta Mili- ,0 ^ J zia, vetrne da ognuno della medesima di parola in parola ripetuto, e coronato immediatamente con tre scariche generali, e triplicati evviva alPAugu- sto Sovrano Francesco I. Fra lo strepito delle sal¬ ve, e degli evviva si ritorno nella Chiesa, dove es- posto alFadorazione il Ss. Sagramertto , il Cele- brante intuono il Te Deum s che venne cantato colFaccompagnamento di una mušica di un nuovo gusto tutto militare, espressamente'composta dal predetto Maestro di GappellaRampini. Dopo il Te TJeum si diede termine a questa imponente solen- nita coll’impartire la benedizione deli’Augustissi- mo Sacramento a tutto il corpo della predetta mi- lizia schierato sulla spianata , dove processional- mente, e con numerose torcie venne a quest’efFet- to trasferito sotto il Baldacchino. La truppa terri- toriale 'sfilo, dopo una salva generale, in buon or- dine, e portossi a tamburo battente e mušica, a contestare con una parada la riconoscenza sua sot¬ to le abitazioni delle due inclite Matrine Lovasz e Rosemberg . . . ,. Al gran pranzo di piu di i 5 o coperti fattosi nel¬ la Sala grande di Ballo si fecero gli evviva, cheve- nivano corrisposti,oltre le salve deicannoni,anche da quelli dei Gregarj soldati, quali erano trattati con čarne, e vino in varie locande a spese della cassa del pubblico, che importo la somma di flori- ni 8000. Stabilito di effettuare uno sbarco nelFlnghilter- ra 1 ’Imperatore dei Francesi Napoleone si mise aig preventivamente in quiete con tutte le altre Po- tenze, per non essere da guelle distratto dallaSs- 1 ** 0 ^ sata sua impresa . IPImperatore delPAustria pero , temendo ebe terminata Napoleone la sua spedizio- ne nelPInghilterra , non nvolgesse le sue vaste mire sopra la conguista degli altri Stati del conti- liente (tanto piu che il detto Imp, Napoleone avea gia trasgredite varie condizioni principali della pace diLuneville (*), ed aveva poste in pericolo, connu- raerose violenze, ed ingrandimenti la quiete e l’e-» quilibrio delPEuropa), volle a tempo premunirsi col porre in piedi un valido e numeroso armamea^ to (**) per conservare la sicurezza de’ suoi Stati, e per lo stabilimento della pace generale . L’Impe- ratore del le Russiemirando anclPegli a questo sco- po, postosi in uno stato imponente di forze armate propose a Napoleone la sua mediazione, affinche consolidata fosse la pace del Continente su delle basi stabili, ed inconcusse . Ma 1’ Imperatore Na¬ poleone, il guale avea in animo di eflettuare i pro- getti d’ingrandirnento gia prestabiliti , la ricuso. Anzi avendo erroneamente interpetrate le inten- zioni delParmamento delPlmperatore delPAustria, lo minaccio d’ invadere colle sue truppe P Impero germanico , gualora sul fatto non si fosse disarma- (*) Patente data in Vienna Ji ao settembre i8o5. (**) Manifesto di guerra dato in Vienna li 28 ottobre nelPanno medesirač. 2 20 to, Alkra fu’cbe PImperatove delleRussie collegos- Su0i) si coli’Atistria per ottenere medianti le unite loro forze una solida pace , ed indipendenza; protestan- do di es. non voiere in verun caso prender parte h egl' > interni affari daila Francia, ne di vol er offen- dere la nuova forma che accjuistata avea VAleina- giia dopo la pace conclusa in Luneville . Poco dopo le minaccie di Napoleone seguirono i fatti. Ccllegatosi colla Baviera, formo egli un carnpo di 3 o mila uornini nelle pianure di Maren- go, ed un altro di 40 mila alle frontiere del Tiro- lo. e delle provincie Anstro-Venete, al Reno for¬ mo un altro Čampo molto pivi copioso dei suddet- ti. Al eoraando suprerno delParmata d’Italia desti- no il mareseiallo Massena , ed a quella del Reno volle presiedere egli stesso, coli’assistenza del suo ministru. di guerra Bertier. Dali’ altro canto 1 ’ Im- peratore Francesco ali’ armata deli’ Italia , e terri- torio meridionale del Tirolo diede per capo coman- dante 1 ’ arciduca Carlo, ed al di lui fianco 1 ’ arci¬ duca Giovanni, ed ali’ armata delle provincie te- desche F arciduca Ferdinando. Le ostilita in Italia principiarono li 18 ottobre sopra varj punti deli’ Adige . Li 29, 3 o , e 3i dello stesso mese ebbe luogo la famosa battaglia di Cal- diero colla peggio de’Fraricesi, nella quale rima- sero tra feriti ed estinti circa 6 mila de’ medesimi. Non cosi prosperi andavano per gli Austro-Russi gli avvenimenti guerreschi inGennania, perlocche convenne ali’ arciduca Carlo abbandonare il corso delle sue vittorie in Italia, e con tutte le sue trup- 231 pe portarsi sollecitamente cola , per agire unita- niente alla grande armata. Questa ritirata eagiono 1 ^ 0 ^ la seconda invasione francese in Trieste . Finora al Magistrato pubblico ed economico era anche unito il Tribunale civico provinciale e giustiziale sotto un solo capo come Preside , che in quest’ epoca era il nobile Gio. Batt. Pascottini de Erenfels . Essendo stato separato in quest' anno il detto Tribunale civico provinciale e giustiziale dal Magistrato pubblico politice ed econotnico per ordine della Gorte di Vienna, a questo venue de- cretato in Preside li 4 novembre il nobile Ignazio de Capuano, avendo egli successivamente prestato il suo giuramento il giorno de’ 13 ; ed a quello , il prelato nobile de Pascottini, li quali tutt’ oracuo- prono decorosamente la niedesima carica. Gominciossi da qucsto giorno 12 novembre a ve- dere in Trieste gli effetti della battaglia di Caldie- ro. Giunti qui la stessa sera de’ militari feriti nel- la suddetta battaglia , il Magistrato procuro loro 1’ occorrente sovvenzione e trasporto per inoltrarli nelPIstria, ed a Fiume . Li seguenti giorni i3, 14 , e i5 continuarono ad arrivare de’suddetti ammala- ti, pei quali il preside del Magistrato fece appre- stare le necessarie barche per il loro trasporto, co- xne sopra , approvigionandole di tutto 1’oecorrevo- le, e non avendo que’miseri seco loro chirurghi mi- litari, vennero visitati ed assistiti per ordine del Magistrato dal proto-ehirurgo della citta Sebastia- nis , e dal chirurgo Ceruti, i quali di buon grado conmoltaattivita, ecommendabile zelo visi presta- flžfi rono. Nei predetti giorni furono pošti fn reqtDšiži(b i. 8o5 lle tutt j i carri grevi di citta, e tutt’ i piccioli di campagna pel trašporto delTartiglieria, e delle mu- nizioni da giterra , e da bocca, corne anche di altri effetti militari trasporfabili a bordo degli allestiti baštimenti e barche posti gia in requisizioDe . La tiotte de’14 giunse PArciduca Masšimiliand eugino delFImperatore . Eceito qilesti il Magistrata , ed il četo mercantile a spedire delle acqnavite alle Ar' mate di ritirata , La sera arrivarono 6 carrožze , e 36 bellissimi cavalli deli’ equipaggio deli 5 Areiduca Carlo , e da Gorizia afrivo il collegio militare del ragazzi. Nel giorno 16 continUartdo il trašporto de¬ gli effetti militari, il Magistrate fece fermare alcil- tti carradoriarrivati nel giorno antecedente median- te li loeandieri Wolf, Pauli, Heipel, Him, Mottel, Fortuna, e Cristel Wagner, per il trašporto, rac- comaridato dal sullodato arčiduca Massimiliano, del panni , acquavite, tabacebi, lardo, šale, cipolle ed altro sino a Sesana, ed a Prevvalt„ La truppa comandata dal generale Knesevich fei* Ce la sita ritirata pel molite di Opchina prossimo a Trieste . Quiri accampossi stanca e bisognevole di Ognicdsa, fit ancbe questa provveduta dalla cittai con ordinare sulPistantd a tutti i fornai di cuoce- re tanto pane che fosse fattibile con le farine la- sciate dal militare - , ma per porgere intanto qualche refrigerio ali’affamata truppa, il Magistrate fece raecogliere tntto il pane, aache fino, che trovava' si in cittii, e fecelo trasportare insieme con 74 c ed. io85 a i tr j UfRziali ad estorquere con prepotenza mol te e varie requisizioni di eavalll da maneggio e da li¬ ro, di carrozze, di pezze intiere di panni e di telej di scarpe, sti v ali ed aitro, nulla suffragando le doglianze portate alle autorita francesi, dalle qua- li t ut to si prometteva, e niente si esegtliva. Ritornata la Deputazione dai quartier.generale di Gorizia dopo la rnezza notte, nella mattina ar i/enne avvertito il Magistralo, ed il Gorpo Merčam tile deli a minorata contribuzione ridotta a tre mi* lioni di franchi, uon comprese le requisizioni, me¬ dian te la cooperažione del generale Solignac, ver- so il regalo da lui pretesodi duecento mille franchi in dinaro, e trentamille in gioje, Pressato il Magi¬ stralo dailo stesso generale Solignac, che dal me- desirno nonsi dipartiva senon šepet' qualcbeistan- te, dovettepremiere sulfattoilpartito di unapossi- bilmente proporzionata tateazione, ed immediato e- sborso a titolo di forzoso imprestito; ma corne que- sto non era possibile da eseguirsi con quella ce- lerita che Pimpaziente gen. Solignac urgeva, ed at- tese arirhe le opposiziofii compatibili di parecchi contribuenti; cosi il tnedesimo leče schierare sulla piazza due battaglioni di granatieri, metteridoli a disposiziooe del Preside, pressandolo a servirsene per le iniiitari esecuzioni. II Preside alPincontro, perevitare slinile vioienza glifaceva vedere Pincas- so raggnardevole.cbe andava facendo in dinaro, ce- dole di Ranco, eCatnbiali, col la lusinga, che in bre- ve avrebbe compito di raccogliere Pimporto deli* 25*7 COtttribuzioue'. Non ostarite reudendosi il detto Ge¬ nerale sempre piti impazieute per l , inquietez2a che' gli dava nn temuto avanzamento deli’ Armata au- striaea; giacche di quando in quando veniva con- dolio in Trieste qtialche ferito francese , ordino la riehiamata dei pid facoltosi contribuenti, eseguita dalle ordinanze civiche, che volle far acoompagna- re da’ suoi soldati. Kiuniti al Magistralo 15 piu ae- creditati negoziatiti feoe porre le sentinelle allepor- te, onde nessuno potesse sovtire, forzandoli, e vio- lentandoli al rilascio di altre cambiati ancoraacotn- pimento del 1 a somma di contribuzione. Erano gia Sore dopo la mezza notte del di ar novembre, obe il Preside e Consiglio del Magistralo operava alla versazione e riunione delle somme dei contribuenti senza che avessero potuto approfittare nn momen- to di tempo per refocillarsi, quando il detto gen. Solignac, calcolando le somme versate dai contri¬ buenti, giudico che avessero potuto arri v are a euo- prire 1’importo della contribuzione, e dei pre- tesi regali per se, e sollecito la Deputazione a partire seco lui col raecolto danaro . P rima di partire rilascio lo scritto , e.rispettivo assolfttorio a confessione della pagata contribuzione, ed a di- fesa di qualsisia altra contribuzione, o requisizio~ ne . Verso le ore quattro della stessa mattina 22 , partito il suddetto generale Solignac unitamente alla Deputazione con la maggior parte della sua truppa , vi ritnase col residuo 1’ ajutante generale Montfaucon , il quale d’accordo col Gommissario di guerra, a compimento delle richieste razioni tj 03 223 non potutesi adempire, e pel rilascio degli effetti bnilitari degli Austriaci, che sosteneva di sua pro- prieta, sebbene il Magistrato rimostrato gli avesse di averli accjuistati la citta, pretendeva la summa di trentamille franchi, per il che fu dhtopo al det- To Magistrato di autorizzare due. membri dclla Commissione de’ Viveri Filippo Griot, e France* sed Roi Courvoisier a trattare seco lui , e definive col possibile tnaggiore risparrnio cotesta fastidiosa vertenza . Mentre pertanto la rimastavi truppa francese si disponeva alla partenza, accordo alla milizia civica di rioeeupare i posti diguardia. \er- so le ore undici della rnattina , ora consueta acarn* biarsi le guardie, sentissi alFimprovviso battere il tamburo alTuso tedesoo j molti arguirono dacio, che gli Austriaci rientravajno in Trieste, onde uua moltitudine di popolo eorse curioso alla spranga nuova. Tutte le botteghe venrtero chiuse sulPistau- te , nella supposizione ch’entrando i Tedeschi, si sarebbero azzufFati co’ Francesi rimasti in citta. La confusione percio , il timore e Faliarme si di- latb in un baleno, dimaniera che vennero maltrat- tati alcur.i soidati , e.qualche ulliziale francese, e sentissi eziandio loscoppio diqualciie fucilata j ma poco dopo cesso ii timore e la coufusione , ritor- n a n do la calma tjuaudo si seppe che cib prove¬ niva daila truppa civica, la quaie in quel momen- to cambiava le guardie col tamburo imprudente- inente battuto alla tedesca. Il suddetto Ajutante generale sosteneva al Magistrato, che le fucilate sentitesi nel momento delPallarrne fossero deriva- 22Q te dal cittadini: rruesti a! contrario Jo persuase obe da’suoi soldati erano provenute; pregandolo quin di di farlirrimettere alPordine, ed in seguito ulti- mare la trattativa , che pero egli noo vol le accor- dare per meno di franchi dodicirnille , previo il re- galo a parte per esso di franchi 3 mila , obe gli fu- rono accordati a riguardo principalmente di s.opira il fatto deli -1 allarrne , che poteva produrre le piii dispiacevoli, gravose , e forse anehe funeste con- seguenze; mentre aveva gia fatto porre le guardie alla časa del Magistrato, con ordine di non lascia- re uscire alcuno ; ed era risoluto di far stili’ istan- te ritornare tutta-ia truppa, che poche ore p rim a era pardta , distraendolo da tal pensiero, ed ordi- r.e che stava per rilasciare con mettergli in. mano il regalo di franchi 3 mila , e col conchimlere la convenzione , nella quale noti votle , che si facesse menzione di tal separato regalo; ina solamente la somrua di franchi 12 mila, e segnatamente franchi 4 mila a compirnento delle irmncanti razioni, altri franchi 4 mila per omaggio al generale Seras , e li rimanenti franchi 4 mila per esso lili , che pero ri- cuso di sottoscrivere la convenzione, e solo aecor- do che venisse segnata dalli testimonj presen ti Francesco Antonio Giorcini, Alessandro Carrara, eMaurizio Reyre. Adempita la convenzione lo stes- so ajutante-generale Montfaucon fece battere la generale, e verso le ore tre poineridiane se ne par- ti con tutto il resto delta truppa, lasciando la cit- ta libera, che con doppieguardie e pattuglieper la 3 o 5 n 3 o ^sicurezza interna fece il Magistrato oustodire dalla 'miiizia ei vica. Libera questa citta dalli suoi incotnodi ospiti eblie a respirare ; ma breve assai fu il suo confor- to , mentre nella mattina seguente 2-3 novembre ailo spuntar del giorno si presento al Magistralo il Irance s e coinandante Borghese , in tale qualita de- stinato per questa piazza con un seguito di 60 e P 1U uomini di caValleria^ e con istupore universa- le comparvero poi altri 5oo circa uomini d’infan- teria , i quali schieratisi sulla piazza cariearono li fuciii a palla in presenza di ua popolo numeroso concorsovi; allegando il coinandante dei Negri con essi ritornato , che due o tre de’suoi erano stati rnaltrattati dai contadini, de’quali insisteva per la e.onsegna minacciando, e facendo gran rumore nel- la sala del Magistrato. Accorse il preside a tale strepito; ma appena che il detto coinandante dei Mori lo vide si calmo alquanto , memoEC , e rico- noscente certamente d’averg!i il suddetto preside uue giorni prima accordati sei braccia di panno di qualita mediocre richiestigli, facendogliene un regalo, onde impegnarlo a tenere in freno la sua truppa. Non duro molta fatica il preside a persua- derlo , che non gia ii contadini , ma bensi due dei suoi Mori aveano lerito mortalmente un contadi* no, che loro si oppose mentre volovano spogliarlo, mostrandogli la relazione del pubblico giurato chi* rurgo , assicurandolo di avere ordinato la rileva- zione legale del fattoj onde si acquieto intieranien" te, ne mai in seguito fece veruna doglianza, Anzi contenne la sua truppa con tanto rigore , che ab- 1 ^ 0 "* battutosi egli casualmente nell’ atto che un suo Moro voleva rapire qualche merce da una bot te¬ ga con violenza, gli meno un.eolpo di sciaboia tra- verso aila vita , che gli apri il ventre sulla pubbli- ca strada; loche servi di terrore agli altri che quin- di seppero piu moderatamente eontanersi. Se gli altri comand^nti fossero stati cosi discreti, ragio- nevoli, e riconoscenti corne queli’ Affricano , non si sarebhe veduta gerriere questa citta in uno stato di violenza, e di desolazione , dopo anche di avere shorsata la contribuzione di 3 milioni di franchi, somministrate le rilevanti requisizioni, e supplitoa grandiosi voluti regali, e ad altre estorsioni, mal- grado Passolutorio rilasciato dal generale Solignac in norne del Mareseiallo Massena , che dal predet- to eomandante Borghese non venne abbadato , ed anzi assicnro ii Magistralo, che il teste nominato Mareseiallo aveva ordinato di far aumentare la truppa in questa citta al uumero di 4 mila uomini. Preše egli pertanto possesso del palazzo governia- le, che volle sulPistante mobigliato. Esige la ta- vola per se , e per li suoi uffiziali, come anche il mantenimento della truppa, ed inniezzo a tali for- zoserequisizionipubhlicoun avviso col quale proi- biva agli osti di fare qualsisia soinministrazione agli uffiziali francesi senza pagamento. Fece seque- strare un bastiinento Svedese che sfortunatamente en trii in quella mattina in porto , ed inibi la sorti- ta a tutti ii bastimenti, e liarcheT^n vista di tal nuova invasione , degli ordini, e in is ure che anda* 3S°5 V a prendendo questo nuovo comandante , e delie nuove richieste requisizioni , repuenanti alPaSso- lutorio del generale Sobgnac in nome del Mare- sciallo Massena, avendo inoltre data al Magisirato 1’istruzione a voee di dover tosto informare qualo- ra si presentasse qualdie comandante o uffiziale francese a fare delle requisizioni, il Magistralo sti~ md bene di spiceare due deputati nplle persone di Carlo de MafFei, ed Andrea Griot, li quali imine- diatamente s’ inviarono al ouartier-generale del Maresciallo Massena in Gorizia colFistruzione di abboccarsi prima, per non urtare, col generale Se- ras , da cui dipendeva J.a truppa nuovamente en- trata in questa citta, onde venisse liberata a costo di qualehe altro sagrifizio . Nella mattina del segnente giorno 24 novembre il suddetto comandante Borgheše scorgendo molti bastinaenti che bordeggiavano a vista del porto, fece cbiamare il preside del Magistrato pn tutta fretta , e gli ordino di dover senza indugio assolu- tamente far inalberare la bandiera austriaca . Ri- sposegli il medesimo , che non teneva alcuna bandiera austriaca , dappoiche quella , che si espo- neva in castello , fu , neH’abbandonarlo , levata dagli Austriaci, e seco loro trasportata . Egli pero gli soegiunse, ciie voleva a tutto costo obe il pre- lodato preside trovasse' una bandiera austriaca,« la facesse sul momento inalberare, licenziandolo con forti minaccie , delle quali non ne fece caso , restando nella ferma risoluzione di non assecon- 2. -J 3 darlo iielle iridirette Sue mire , le guali prano di far entmre con buona fede ibastim-enti bordeggian - 1 ti avanti la rad 1 , tra’ Cpiali ve n’erano diversi au- striaci. per confisoarli. Nel dopo oranžo sli man- do il T»nente della milizia civica Giorgini, asse- gnatogli in qualita di ajutante , con ordine , a vo- fce , il pid pressante di far esporre la bandiera au- s tri a Ca'; ma egli li fe rispondere collo stesso Oior- gini, che non era assolutamente in grado di com- piacerlo . Dubitando poi eh’esso comandante po- tesse far levare colla forza da qualche bastimento austriaco arnleggiato iti porto detta bandiera, giac- obe di tutto temer doveva . } fece a tutta notte ap* prontarne una della eitta senza scudo , ttia colla sola asta iti niežzo , oride farla esporre nel caso e- stremo , che venisse usata la forza, ed in tal guisa eludere le prave intenzioni del prefato comandan¬ te ; mentre li bastimenti alla vela potevano facil* tnente distinguere nori essere quella una bandiera austriaca, e quindi allontanarsi. Infatti nel giorno vegnente žd lo stesso comandante Borghese fece nuovamente chiamare a se il p v eside mentovato , co! quale insistette piucehe mai con vigore nel vo- ler senza replicbe inalberata la bandiera austriaca, al che risposegli il preside non averne aleuna au¬ striaca ma bensi una bandiera della citta^ e gli fe¬ ce comprendere, che di questa medesima egli non poteva , ne doveva servirsene senza cornpromet- tersi, stando sotto Pautorita francese, a meno che non usasse la forza, o non gli rilasciasse un posi- tivo ordine in iscritto.il comandante pero non istimaudo bene di servirsi di tai mezzi, esscndost 1 ®°^anche nel frattempo della questione allontanati li bastimenti , desistette dal coneepito suo pro- getto , F effetto del quale avrebbe cagionato una maggior rovina a questa piazza . Rinovandogli il preside con forza le rimostranze che fatte gli ave- •va nel giorno antecedente, rapporto alle volute reguisizioni, ed allo scialaqno di molti uffiziali venpti in citta , ed introdottisi nelle loeande, ri- suosocli il detto comandante , che non istava in 'sito potere di sospendere le requisizioni, ne di li- berare la citta dalla truppa, dipendenda eio dalla superiore autorita j gli prom i se pero di por argine al disordine degli riffiziali. Feee pertanto tosto stampare e pubblicareun avviso, il quale non pro- dusse gia Peffetto del pagainento, ma solo Pallon- tanamento della maggior parte di detli ufficiali. L’accennato cotitegno deTrancesi non potendo produrre se non se qualche inconveniente, per evitare le conseguenze, le quali non potevano riu- scire che perniciose, stimobene il Magistralo d’in- culcare con altro avviso la tranguillita degli abi- tanti. Continuando tuttavla la milizia civica a conser- vare i suoi posti di griardia ed a fare le pattuglie> il Magistrato eccitogli abitanti a cuoprire gli urh> ed a fornire le altre, esigendo le circostanze tutta la vigilanza, ed il rigore per la manutenzione del buon ordine, onde con un avviso furono ammoniti tutti in generale, e ciascheduno in particolare a rispettare li destinati uffiziali alla condotta dellc \ 335 civiche guardie , e pattuglie sotto commirtazione alli contraventori di esser considerati e trattati 1 quali perturbatori della pubblica tranquillita . Giunto in Tfieste in questo stesso giorno 26 no¬ vembre il capo di battaglione, e eomandante (Par¬ mi Sasserno , con lettera fece sapere al Magistram obe d’ordine del Maresciallo delPImpero francešse, e Generale in capo delPArmata d’Italia M sena, avea egU prešo il comando di quc«t citrj , rmer- cando di corrispondere con esso Im in tntti quegli oggetti che riguardavano il servizio di cui egli era incaricato. Gon altra lettera del medesimo aiorno invito il Magistrato ( dopo d’avere esatto a voce la tavola imbandita per lui, e per li suoi uffiziali, ad esempio del precedente eomandante Borghese ) a far continuare la fabbricazione del pane per la truppa in Monlaleone, e di permettere 1’estrazio- ne de’ viveri per (a suddetta . Non volendo il me¬ desimo spender nulla del sno , o a conto deli’ Ar- mata, invito il Magistrato a fornire sino una vet- tura a due cavalli di posta per un uffiziale, che veniva »pedito al quartier-generale . Lo stesso co- mandante Sasserno avendo nel detto giorno invi- tato il Magistrato a voler destinare una persona , la quale in seguito agli ordini emanati dal Mare¬ sciallo Massena assistesse alla formazione delPin- ventario che dovevasi assumere nella mattina del giorno seguente di ragione austriaca , che si fosse- ro potuti ritrovare nel castello della citta, ed in altri magazzini , e di aggiungere alla medesima persona due periti per la comune verificazione dei a3 6 citati fcffetti j f'u destinato il cOnsigliere PanCetn ®°^eol capitano di artiglieria civica deBurlo, e.eolPat* tuario Davanzo . Ricerco inoltre ii comandaiite suddetto nella medesima lettera ui non riiasciare in avvenire alcun passaporto ai di la della linea deli’ Armata. I Deputati alla consegna delPimporto della Con- tribuzione il consigl. de Bajardi, Plastra, Vivante, Cocbini, Alciatore e Gagliardo accusarono da Gori- zia in data 26 novembre di aver bensi ricevuto il barile coManari, e la scattola sigillata contenente lettere di cambio, e cedole diBanco a supplemento della somma contribuzionale ; ma di aver trovato mancare franchi 2 mila di Bancocedole, e 25 aec* chini d’oro, unitamente ad una cambiale di ducati 3 mila 900 per Napoli della firma del Banco di Vienna, istando di por vi Topportuno pronto rime- dioj e di rimetter loro le mancanti lettere d’avvi- so. Al che il Magistrata inoontanente rispose , che rispetto alla cambiale essa era rimasta addietro; ma che il danaro era stato incoutrato da probi sog- getti destinati al rioevimento, onde poteva essere avvenuto uno sbaglio uelPincontro fatto tosto ali’ apertura del pacchetto , giacche questi era stato trovato intatto, onde sperava che tale momentaneo sbaglio sarebbe cessato con un nuovo prit esatto incontro. Gli avvertiva inoltre che le seconde d’ avviso 1’avea spedite il giorno avanti, acchiuden- dogli inoltre quelle che avea ricevute, ed atten- dendo con impazienza il loro ritorno con buon ef- fetto della loro missione, poiche continuavano la a37 mpiisizioni, ene sortivano sempre di trnove per via d’invito bensi, tna forzosa n’era la prestazione . 1 11 Magistralo, con lettera del Comandante , era officiato a far fornire giornalmente la mensa del Maresciallo Massena in Gorizia con una cesta di Ostriche , e del pešce scielto, la qual provvista dovea essere indispensabilmente puntuale fra le ore 3, e le 4 dopo mezzodi. A lievo e sradicamento deli’aggiotaggio , che s’ incoininciava a pratieare a danno delle cedole di banco, il Magistrato pubblico un avviso, il quale produsse un buon effetto . Un buon suecesso ebbe anclte Pavviso rapporto al dare impiego a qtiegli Artisti, facchini, e qualunque altra persona , mu- nita pero de! preseritto biglietto di permanenza , e eio a prevenzione dei tnali che potevano accadere lasciando affatto disoccupate e nelTindigenza eote- ste persone . Il comandante Sasserno il di 29 novembre rimi- se al Magistrato un proelama concernente il richia- mo, e deposito delle nrmi, lo incarico delPesecu- zione sotto sua responsabilita, onde convenne al medesimo pubbliearlo in citta , e diffonderlo per tutt’i villaggi, e contrade del territorio, e darsi la premura accio venisse colla possibile maggior sol- lecitudine eseguito per evitare le perquisizioni, le quali avrebbero potuto cagionare le piu dispiacevo- li e serie conseguenze. Li 3o arrivo in Trieste M. Saunier, nominato dal Massena, agente generale degli affari commer- ciali, e marittimi. Il comandante Sasserno diede ordine al Magistralo t che assegnasse un quartieve k° J al detto Agente . Questi a fronte d e 11 e giuste oppo* sizioni fattegli dal Magistrato volle andare ad ati- tare, ed oceupare Pintiero secondo appartamento della časa Romanci. Venne pure nohlinato in co- mandante di Marina di qttesto Porto s il capitano di vascello Sibille j quello stesso che euopriva la medesima carica nella prima invasione francese delPanno 1797. Approdarono per loro disavventura il pfimo gior- no di decembre dne bastimentij uno Americauo carico di baccalfr, e Paltro Daneše carico d’aequa- vite . Considerat\ questi dai Francesi come buona preda Ii cotlfiscarono ponendovi dentro 8 soldati Francesi . La mattina dei due per ordine del Maresciallo Massena venne istallato un governo ntiovo provi- sorio per la citta, e territorio di Trieste, nella quale occasione per ordine del preside Gapuano, che rimase in carica, fu dato On regalo di mille Porini ai due ajutanti dei comandante Sasserno . Lo stesso giorno usei un regolamento riguafdante li bastimenti ch’entravano e sortivano dal porto , emanato dal comandante Sibille . Un altro pari- mente simile ne fu pubblieato per parte del co¬ mandante Sašserno , il quale. conteneva diverse prescrizioni tendenti a mantenere P interna pulizia di questo porto » Giunse in Trieste nel giorno tnedesimo il ma- resciallo Massena scortato da poca cavalleria. Ven¬ ne annun^iato il suo arrife-^ollo sparo de’cannord Jel)a citta . Gli si feoero inoontrb per corteggiarlo li membri della Municipalita, o nuovo Governo ed ando ad allosgiare nel palazzo del eo. Casšis . Due giorni vi si trattenne, e dbpo aver fatte le sne opportufle osservazioni, partissi al mezzodi dei 6 , accompagnato da 21 tiri dieannone. Nel meritve rdie il prefato Massena trattenevasi in Trieste, e- inano utGordine col quale Veniva ingiunto a tutti i negozianti, e capitanidi bastimernodi preseniare nel termine di 24 ore la dicbiaražione delle merci di qualunque natura, gia consegnate dai baštiinen- ti esistenti in questo porto, e di produrre li respet- tivi manifesti, e poliSze . II Governatore di Ttieste Sigisinondo Lovasz pli¬ ni š. che entrassero li Fraricesi, aVeva fatte ripotre, Una quantit& di bottiglie , tre arnasi tnediocri, ed un piccolo , di vino parlicolare per uso della sua mensa neile sotterranee cantine de’Gesuiti sottt) la Ghiesa di santa Maria Maggiore . Vi fu sicura spia che ne iriformo il corhando francese . Questi mando al Magistrato il piirno Tenente-Ajutaute del Comandante di piazza Sibille, affinche gli fos- se indicalo il luogo del suddetto sotteraneo . Desi- deroso il Magistrato. di saperhe il motivo, rispose : esistervi de’ vini forastieri, de’ quali doveva pren- derne la custodiai Gli fu repličato obe Aon ccnsu- va trovarsi cos’alcuna in quel sotterraneo; ma egli insistendo sapersi di preciso dal comandante , obe ivi esistevano, gli fu rappreSeutato, che quando ancbe esistesseroquesta non poteva essere che tura proprieta privata. Su di cib egli risolutamem te dichiaro, ch’era comando del Maresciallo Mas- I ^°^sena acquartierato tvel patazzo Cassis , ehe degli efFetti esistenti nell’indieato sotterraneo , cotne di spettanza del fu Govefnatore austriaco si avosse dovuto prendere possesso . A! momento trovandosi preselite il Quartiermastro delta citta Leopolde Civrani diedegli ordine il Magistralo di mostrare a quell’uffiziale il sito del sotterraneo gia indieato. Accompagnato il dettoGivrani dal medesimo Aju- tante, in mezzo ad otto soldati portossi al luogo indieato, e fatte aprire le porte dal fabbro,li Fran- eesi presero possesso di quel vino, avendovi la- sciata a quel luogo ima perenne guardia . Presentatosi il preside Capuano al detto Mare¬ sciallo in particolare abboccamento gli fese delle ricercbe analogbe alle di lui prornesse m aru fes late gia dal generale Soišp.nac , cioe della liberazione dalla truppa , e da qualimque contribuzione, o re- quisizione. Deiia liberta del commercio, e naviga- zione.Del libero corso della posta, e del pieno esereizio della Magistratura secondo le leggi sta- bilite, e senza innovazione delFordinario sistema civile , e giudiciario, a norma del di iui Decreto medesimo. Risposte vaglse ed ineoncludenti luro¬ li o quelle che gli dieile il prefato Maresciallo, col’a lusinga soltanto di minorare la truppa , ridu- cendola a qualche pajo di compagnie di fucilieri , loclA poi non si verificb . Depose il Comandante di piazza Sasserno, e FAgente delle relazioni eom* mereiali Saunier , sostituendo in luogo del primo il comandante di vascello Sibillee del seCondo 24 f 1’agente Angles, Con incarico a quest’ultimo di porre i sigilli sopra i libri, e tnagazzini de’ nego- 1 zianti, nonche sopra tutti li bastimend esistenti in questo porto, e Lazzaretti per assicurarsi delle merci Inglesi, e di altre Potenze in guerra colla Francia. Dopo le piu insolenti vessazioni pratieate da queli’agente, 1’urono le dette merci riseosse dai negozianti, in tanti modi aggravati, col rilaseio di Soo mila franchi in cambiali. Dopo questo sagrifi- cio, che si credeva 1’ ultimo, dietro anche il tran- quillante Manifesto dello stesso maresciallo Mas- sena, il generale Seras, fermatosi tuttavia colla sua truppa , la quale invece di minorare andavasi di quando in quando ingrossando, insorse in segui- to a pretendere i šali, come proprieta regia , onde pel bisogno della citta, e del la stessa truppa fran- cese si dovette riscuoterli vers.o il convenuto prez- zo di fiorini 34 mila, che pero il suddetto Genera¬ le non volle espriinere neila quietanza rilasciata, e verso il regalo di 100 luigi in oro ali’ Ajutante del Maresciallo Massena Lov r erdo , che maneggio 1’affare. La matdna degli 3 decembre le truppe francesi s’avviarono alla conquista della citta di Fiume, dove entrarono la sera stessa con ispargimento di sangue , e perdita di gente, siccome lo contesta- rono li mol ti carri de’Francesi feriti, e li prigio- nieri Austriaciqui condotti in numero di 354,com- presi 4 uffiziali, uno de’ quali anche gravemente ferito. In qnesto medesimogiorno pervenne a Trie- ste la notizia della solenne vittoria ottenuta dai 16 TOM. V. 24-2 Francesi sopra i Russi, uniti agli Austriaci presso ^ 00 Austerlitz, tra FAustri^ e Moravia , li primi giorni di questo mese , dalla qilale ne nacque un armisti- zio foriere d’una prossima pace . II primo ehe con- solo Trieste eolla notizia del fatto armistizio fn il Tenente-Colonnello di marina austriaco Giorgio Simpson arrivato nel di i 3 dello stesso decembre, il quale parti la sera medesima per terra alla voha di Venezia . Nel di 2 5 suddetto decembre comparve al Magi* strato il Capitano aggiunto allo stato-maggiore del- 1 ’ artiglieria francese Norgues , ricercando che ve- nissero dati gli ordini opportuni affinche potesse esaminare tutti i cannoni de’bastimenti esistenti in anesto porto e rada ad oggetto di preseegliere quelli che fossero stati adattati al servigio milita- re, e farli trasportare nei Inoghi stabiliti dal Gene- rale in capo Massena, domandando similmente cbe venisse aperto il magazzino della polvere, onde ri- conoscerne la quantita che vi esisteva . In seguito s’impossesso egli non solo dei cannoni, ed effetti spettanti alla citta , ad onta che il Magistrato gli dimostrasse, che nella prima invasione francese delFanno 1797 erano stati risparmiati dallo stesso Napoleone, allora Generale in capo ; ma eziandio de’cannoni dei particolari preši dal bordo dei re- spettivi bastimenti, li quali fece tutti imbarcare , e trasportare a Gervignano , compresa la polvere di ragione particolare, che non fn risparmiata ; si calcola ascendente alFimporto di fioriai 21 niil a circa . 243 Fu nel giorno seguente alle ore tre pomeridiane, ehe da apposito corriere venne recata al preside 1 ^ 0 del Magistrato una lettera scrittagli dal Marescial- lo Massena , il guale lo invitava a portarsi sul- Pistante insieme con tre membri del Governo pro- visorio al suo quartier-generale iri Lubiana. Con- vocato sull’ istante il Governo suddetto, non tar- do il preside a mettersi in viaggio unitamente alli tre membri Giorgio Pillepich, Giovanni Plastara, ed Aron Vivante , per Lubiana, ove giunti la sera del giorno seguente 27 detto si portarono imme- diatamente dal Maresciallo Massena, il cjuale gli intimo Pordine ricevuto dalP Imperatore Napoleo¬ ne , che la contribuzione sopra la citta di Trieste doveva essere portata a sei milioni di francbi. Go- testa intimazione reco la massima sorpresa agPin- viati Triestini, e nelPatto che volevano rimostrar- gli la loro assoluta impotenza, licenziolli, ordinan- do loro di ritornare lamattina seguente alle ore 9; Presentatisi il giorno appresso alPora fissata dal detto Massena, questi fece loro vedere Pordine del ministro Daru da parte del P Imperator Napoleone, intimato sul fatto ai detti iuviati formalmente dal commissario ordinatore in capo Joubert, e sen- z^altre repliche, ordino loro di partire immediata- mente, ond’effettuare il pagainento entro 24 ore, sotto comtninazione , in caso diverso , di saccheg- gio della citta, dicendo : ch’egli non era se non se P esecutore dei voleri supremi; ma pero ben di- sposto a sollevarli nel rimanente, cioe nella requi- sizione di trecento mila aune di panno per uso del- * 44 1 ’Armata , oltre la contribuzione , promettewdo ^ oa di ridurla a molto minor quantita, giacche cio di- pendeva dallo stesso Maresciallo . Si affrettarono gbinviati alla partenza , ritornati essendo la sera dei 29 in Trieste . La vegnente .mattina gli venne intimato per parte del generale Seras 1 ’esborso di 4 milioni di franehi entro 24 ore , non facendosi menzione del milione e mezzo di franehi ricevuti antecedentemente dal Massena , oltre li due altri milioni gia pagati. Essendo impossibile a questa citta di fare il voluto pagamento , il Magistrato preše il partito di spedire una Deputazione alPIm- peratore Napoleone per il rilascio di tale ulterior contribuzione, partecipando sififatta determinazio- ne allo stesso generale Seras, e pregandoio di so- spendere frattanto ogni ulterior misura , e di ae- cordare il necessario passaporto 5 ina nella sera del giorno stesso 3 i decembre furono inaspettatamen- te arrestati, e tradotti in castello dieci de’pid ri- guardevoli negozianti . Nella mattina seguente 1 ,5 g e n n a j o j8o 6 fu convocato il Governo provvisorio presso il generale Seras , il qual'e fatti comparire ariebe li deputati del corpo rnercantile, e li diret- tori delle canjere di assieurazione, contro li quali, per dar adito alla riunione deli’ ulterior contribu¬ zione d e 11 i 4 milioni , sospese 1’arresto personale, sulla parola di non assentarsi; si feoe seriamgnte intendere, ehe quando non venisse versata nelle mani del destinato ricevitoreGerbert ia detta som- rna entro il termine di dodici ore , procederebbe alPesecuziorte degli ordini piu terribili che rice- 2Zj.5 Vuti aveva dal Maresciallo Massena, ricercando in seguito d’indicargli le abitazioni de’negozianti, ed l0 °^ altri particolari benestanti in quella nominati, cioe Filippo Griot,, Trapp , Gadola , Ghiozza , Benussi, conte Cassis, Baraux, Zanchi, Prandi, Lorenziiti, Santo Romano, Verporten, Antoriopulo,Nioti,Co- stantini, Rnsconi, Goracuclii, Lazovich, David Curiel, Planer et Roth, Gross, Lorenz, e Curto- vich , eolla mira di farli arrestare, siccome parec- chi de’medesimi furono anehe arrestati , men tre alcuni altri si ritirarono abbaudcnando le proprie Čase, e famiglie • In tanta desolazione, il Preside del Governo provvisorio per mettervi qualche ri- paro opportuno al momento, e per evitare il mi- nacciato saccheggio ; adoprandosi presso il gene¬ rale Seras, e commisšario rieevitore Gerbert, on- de venissero accettate delle obbligazioni, e delle cambiali a tre quattro mesi data ; mentre in caso diverso era n n tentare 1’irnpossibile di riunire la v o! uta sotnma, li negozianti e li particolari sonosi forzatarnente adattati a rilasoiarle, a ven dole, uni- tamente a počne raccolte cedole di Bnnco, riposto in via di deposito nelle mani del rieevitore parti- colare Gerbert nei giorni 2, 3 ,4 , e 8 gennajo . Li 2 del delto gennajo dietro ttn ordine del Ma¬ resciallo Massena !u data mano alla raccolta dei panni, riuniti in pezze 548, le qnali pero in segui¬ to furono rimesse in liberta . Li 6 del medesimo riceve il Governo provviso- rio uri a lettera da Vienna del commissario aulieu coote Wrbna , col la quale gli partecipava la con- »46 solante notizia , che alle ore dieci di mattina del °^di primo gennajo era seguito il cambio delle ratifi- che del trattato di pace, e con questo erasi stabili- to, che non solo tutte le contribuzioni non ancora estiote alFepoca del cambio di dette ratifiche non dovevano essere pagate, ma che eziandio tutte quelle partite , le quali dopo Fepoea delle ratifi¬ che , e quindi piu tardi delle dieci ore della matti- na del di primo gennajo fossero State pagate, ver- rebbero restituite . Non tardo il Governo provvisorio di rimettere la suddetta notizia al General Seras , chiedendogli in forza di quella : i. Che venisse restituito tutto cio che si era versato nelle mani del ricevitore Gerbet a conto deili 4milioni di franchi nelli gior- ni 2 3 e 4 corrente gennajo : 2. Che venissero rila- sciati li panni esistenti nel magazzino della doga- na : 3 . Che venisse sciolto Farmamento costoso, ed ormai superfluo delle 4 barche, le quali dovevansi restituire alli respettivi proprietarj; come ancora restituite le armi di ragione della citta, e dei par- ticolari, clFerano State deposte: A. Finalmente che fosse cessata ogni ulteriore requisizione , come pu _ re bonificato Fimporto di tutte le requisizioni som- ministrate dopo le 10 ore di mattina del di primo gennajo. A tutto cio rispose il Generale Seras, ed in prin- cipalita sul punto della richiesta contribuzione pagata dopo il di primo gennajo; che non avendo egli ricevuto verun ordine relativo non poteva ac- cordare tale domanda, anzi invitava il detto Go- 2 4 ? verno a supplire nel termine di due ore il residuo mancante a completare la contribuzione di4mi- lu0 ^ lioni j minacciando da un canto di passare in caso diverso a delle misure di rigore., e promettendo dalPaltro di restituire prontamente la data con¬ tribuzione , tosto che glie ne sarebbe pervenuto 1’ ordine . Peraltro il giorno appresso fecegli sape- re di avere sottomesse alla decisione del Principe Eugenio (*) le diverse domande suddette, ed invi- to anzi il prefato Governo provvisorio a rivolgersi direttamente al menzionato Principe . Niente pero afilisse e desolo questa popolazione, quanto 1’ acquartieramento della truppa fatto ese- guire militarmente presso ai particolari nella sera del dx 12 gennajo, onde fu d’uopo mettervi pron- to riparo col far nettare ed equipaggiare la gran caserma, al qual lavoro vennero impiegati gli stes- si soldati franeesi, che vollero peraltro essere dal Governo pagati. Arrivato nella notte del di 1 5 il Generale in ca¬ po Marmont , non manco il Governo provvisorio nella rnattina seguente diportarsi a complimentar- lo j nel qual incontro , per prevenire forse qualclie rimostranza sopra 1’universale lamento delle rigo- rose preše misure delPacquartieramento militare nelle čase private , si fece intendere che la truppa sotto i suoi ordini doveva essere ben montata, ed (*) Figliastro di Napoleone. 248 alloggiata . Nel giorno stesso il generale Boudet i8o6f ece e hiamare a se il Ipreside, al (juale fece il se» guente cliscorso= Voi devete sapere che sebbene il gen. in capo Marmont abbia ordine di non rispar- miare questa citld , dipende da lui di sollevarla; cli egli la farebbe totalmente evacuare dalla trup- pa eritro otto, o tutto al pili dieci giorni , quando potrebbe restarsene due mesi ancora e pili , ed au- mentarla a suo talento ; che lascierebbe in pieria liberta il commercio , e la navigazione; che rimet- terebbe ogni cosa alla libera disposizione del Go¬ vorno provvisorio , e che interporrebbe i suoi buoni ufficj per la restituzione delt alterior contribuzio- ne. dei 4 milioni, siccome per suo rnezzo V ottenne' la provincia della Stiria • ma che per cosi impor- tanti vantaggi dovrebbe.ro , due de''pili facoltosi negozianti , pOrtarsi dal suddetto Generale in ca¬ po, e fargli un regalo corrispondente al suo grado, ed allegrandiose utilita. Voi paghereste volontieri, due milioni per ricuperarna altri due . A siffatta proposizione il Preside gli rappresento la lultuosa situazione della citta esausta persino d’ogni fonte di risorsa, ed a maggior segoo indebitata, facendo- gli comprendere, che sarebbe impossibile preten- dere qualunque anche piceiola somma di danaro . Al che risposegli il generale Boudet, che il regalo , dovendo procedere dal eorpo mercantile, potrebbe consistere anche in cambiali a lunga data di tre e quattro mesi, nel qual intervallo potrebbe facil- mertte rimettersi coiia liberta del suo commercio. (luindi incarieb il prelodato preside con insiste^naa tli mandargli due de’piu aecreditati negoziantj, on- de trattare seco Joro sopra tal affare . Bopo un se- J condo pressante in vito si portarono p res s o il detto generale Boudet li due negozianti Giorgio Pille- picb, ed Aron Vivante,i (juali dopo frequenti suc- cessive chiamate , e dopo replicate rimostranze di assoluta impotenza , chiesero al Generale ridetto uno seritto assicurante i promessi vantaggi, onde poter indurre il corpo mercantile a far ogni sforzo per secondare possibilmente le sue premure . Cio fecero ad oggetto di non vedere invasa da altra truppa la cit ta pur troppo oppressa da due reggi- meiiti francesi 18, e 35 , e dallo stato-maggiore del generale in capo Marmont con tutto il suo segui- 1», non cheimbarazzataanche dal militare austria- co che unitamente alb bagagli giungeva da Vene- zia, trovandosi guindi nella piu critica, e penosa ■situazione. In forza della cessione che Tlinperatore fece del- lo Stato Veneto al Regno d’Italia , tutte le truppe aiistriache ivi stazionate vennero imbarcate per Trieste, dove li 18 deilo stesso gennajo comincia- rono ad approdare in diverse barche i reggimenti Arciduca Giuseppe, Bellegard , Reisky , e Giuliay; ma per divieto del comando francese non poteroro acguartierarsi in citta , e difficilrnente appena il Governo provvisorio ottenne di poter dar ricetto ai bagagli , alla cancelleria, ad una compagnia del reggimento Reisky nelle čase 1146 Bozzini allo stradone del Lazzaretto nuovo, ed in altra časa dietro lo stesso Lazzaretto; ed ai giov ani di educa- s5o zione militare de’due reggimenti Arciduca Giusep- ^°^pe, e Giuliai. II resto della truppa dovette essere collocata nelli meno lontani viliaggi da Trieste. Iti tale cireostanza non pochi soldati austriaci na- tivi delle Fiandre, ed italiani s’ingaggiarono preš- soiFrancesi. Peco dopo giunsero diversi trabaecoli carichi degli ammalati, li quali pero ven n ero col- locati porzione nel castello, e porzione nella časa della Zucchereria presso il Lazzaretto vecchio . Ia questa oceasione piuccbe mai spicco 1’ umanita, la filantrbpia, e 1’attaccamento ailaCasa d’Austria del četo mercaritile di Trieste , poiche arrivati i snd- detti inlermi militari senzaprovigione veruna, sen- za medici, e medicine, il prelodato četo si diede- tutta la premora di farli provvedere a proprie spe- se di tutto 1’occorrevole per molti giorni, fino a tanto che il comando militare anstriaeo pote orga- nizzare que’ luoghi a modo di ospedale . Si distinse in tale incontro il zelo ancbe del chirurgo , e me¬ dico deli’ospedale civico Francesco Nicolini, il quale con indefessa premura presto la sua cura ai medesimi, trovandosi da per tutto ove il bisogno to richiedeva, per lo che da S. M. PImperatore fu consideratomeritevole di essere decorato colla me- daglia d’ oro e nastro . Per la cura spirituale poi verso i medesimi, si prestarono senza verun riguar- do molti Sacerdoti della citta, ed in ispecialita li Vicarj corali del Gapitolo di san Giusto prossimo al detto castello, parecchi de’quali contrassero il morbo letale dello stesso militare . Gli ammalati del reggimento Reisky furono collocati nel Lazza- *5i retto trnovo. Vennero guesti assistiti spiritualmen- te , e sovvenuti corporalmente di tutto 1’occorre- vole dal zelo del cappellano interinale del Lazza- retto insdesimo, il quale dopo un mese circa di as- sidua assistenza oesso dal pietoso officio per essere stato attaccato anch’egli dal morbo nervoso domi¬ nante fra quel militare. Lo stesso giorno, che da Venezia arrivarono le truppe austriache iuTrieate, il Magistrato ricevet- te un orditte sovrano ausfriaoo di astenersi cioe , sotto gravissima propria responsabilita dal presta¬ re qualunque contribuzione, o requisizione, che sotto qualsisia deuominazione venisse richiesta ; giacohe in forza del trattato di pace firmato col cambio delle ratifiche il primo di gennajo, da tal epoca cessata era ogni requisizione, ed incasso per parte dei Francesi; percio che il detto Magistrato dovesse formare immediatameute di concerto colla Deputazione di Borsa le specifiche di tutte le re- quisizioni, e contribuzioni, che dopo il cambio delle ratifiche erano State esatte, e rimetterle al conte de Thurn, al quale da Zagabria era stato co- municato il dett’ordine con Decreto del governat. Lovasz, ed egli spedito lo aveva al Magistrato di Trieste . Ad onta di tai ordini continuarono egual- mente gli aggravj de’ Francesi sopra la citta, e di quando in quando arrivavano nuove truppe, pre- tendendo 1’alloggio in časa de’privati, e manteni- mento dalpubblico. Ed in vero li 28 del detto tne- se venne intimato dal Commissario di guerra Go¬ dard al Governo provvisorio di far preparare gli 1806 a5a alloggi, il pane, Ja čarne, ed ahri articoli di sns- 3 ^°^sistenza, nou che un sufficiente nurnero di barcbe per 6 mila uomini che passar dovevano n e 11 a Dal- mazia . Partirono da Trieste per Vierina come de, :*ati del corpo mercantile, ad oggetto di presentaro al Sovrano lo stato infelice di questa citta, i nego- zianti Andrea Griot, Baraux, e Gadola . Ij giorno de ’29 arrivo in Trieste il Commissario aulico plenipotenziario austriaeo Ghisilieri, il qua- le richiese al Preside una persona pratica dell’1- stria veneta per preudere delle nozioni circa le strade della medesima. Nel mentre che tutti gli abitanti esclamavano per P aggravio , e le insolenze che soffrivano dal- Pacquartierato militare francese presso di loro con disturbo ed inquietudine delle famiglie sino. a ve- nire predate delli preparati mezzi di sussistenza; il comandante francese Porson con due lettere che scrisse al Preside si lagnava , colla prima , che al- cuni cittadini si conducevano in una maniera in- conveniente verso i iniiitari alloggiati presso di lo¬ ro , ricusando ad essi persino la iegna necessaria per iscaldare lecamere che occupavano, e colla se- conda lettera diceva che per dar fine alli reclami nel merito de.l quartierarnento disposto nelie ča¬ se delli meno benestanti aveva divisato di fare mi- litannente quartierare io uomini almeno per o- gnuna delle čase de’piu benestanti. A tutto cib ri- spose adequatamerite il Preside , ma senza verun. buon esito; cosicche un membro del Governo prov- a53 visorio il 'negoziante G. Pillepich con biglietto dei 5 febbrajo fece noto , ! prefato Preside cbe per es- 1 s.ere la sua abitazione invasa da un distaccamento francese , si trovava in necessita d’ invigilare al buon ordine della sua famiglia, cbe percio non po- tea piu intervenire al suo pošto presso il Governo provvisorio. Non furisparmiato lo stesso Preside dalla vessazione ed incomodo delPalioggio irance- se ^ di maniera che fu costretto il rnedesimo rimet- te^e al generale in capo Marmont la seguente let- tera . Eccellenza . Io sono isolato . I membri del Governo provvi¬ sorio istituito dal signor maresciallo delPImpero Massena per ordine delFauguslissimo Imperatore deTrancesi e Re d’Italia, sono costretti di tratte- nersi nelle loro čase per accudire, ed assistere alle loro desolate famiglie , presso le qualifurono posti dei soldati comuni in numero maggiore di quello possono contenere lo respettive loro abitazioni . Non credono , ne si conoscono li membri diquesto Governo provvisorio diaverincontrato alcun deme- rito j anzi per lo contrario sono internamente con- vinti d’essersi prestati con tutta lealta, e premura al servigio delParmata francese, e suoi comandan- ti. Oltre il manifesto in istampa del prelodato sig. maresciallo Massena, il quale diede a eonoscere pubblicamente ilbuon trattainentousato alParma- ta francese in questa citta in tempo anche di aper- 2 54 ta guerra j ne sia una convincente prova Pavel' i8o6p r0 ved u to setnpre tanto Parmata stanziante, quan* to la passeggiera di tutto il bisognevole sin daldi ig novembre anno decorso, epoca della sua entra- ta, a questaparte ; sebbene la eitta non abbiapres- soche territorio, e debba in conseguersza provve- dersi di tutto il necessario dalPestero. Io stesso, che devo giorno e notte vegliare, e provvedere , che il tutto sia possibilmente eseguito, mi fitrovo atla condizione di tutti gli altri niiei commembri, benche la mia abitazione consista in due stanze , ed in urPaltra stanza con cucina per un mioservo, ed un’ordinanza5 onde far eseguire gli ordini, clie calano dalle autorita francesi talvolta anche di notte. Si degni 1’Eccell. Vostra di far esaminare la mia abitazione, e trovera lavei'ita della mia in- genua esposizione; onde mi giova sperare d’ essere tanPio , cbe li miei commembri liberati dal mili- tare quartierarnento, e quindi posti in islato di poter prosoguire le operazioni per servigio della stessa armata francese. Tanto x’epu.to di mio dove- re di rappresentare alPE. V;, anche per mio sca- rico, nelPatto che con ossequioso rispetto passo a rassegnarmi. Benche li Francesi soggiornassero colle loro truppe tnttavia in Trieste dopo lapace diPresbur- go, nondimeno andavano arrivando a poco a poco gli ufficj Ces. Reg. Austriaci, come di fatto li 6 febbrajo la commissione delle monture ricerco al Magistrato il necessario quartiere per la cancelle- ria, e cassa. Gosi ancora nel di 7 il comando della 255 marina Anstriaca ricerco che venissero assegnati li quartieri agli uffiziali norninati in una specifica 1 che gli annetteva, cioe Salvini, Bendai , Fecondo di Nicolo, Giustini , Modercini, e Pihler . DalPal- tro canto il francese Commissario di guerra Go- dart domandava al preside con lettera dello stesso giorno 7, che la truppa del Generale Seras, la quale era per partire j venisse prorveduta dal di i 5 sino li 28 del detto rtiese, di 92 mila razioni di čarne, ed altrettante di pane , le quali dovevano essere spedite porzione a Capodistria , porzione a Porto-quieto , e porzione a Pola, nelPintervallo fra li i 3 , e 18 dello stesso inese verso bons , de’quali gli prometteva il pagamento . A tali domande ri- sposegli il preside, addneendogli una rappresen- tanza della commissione sui viveri, che per essere stata eseguita una fortissima requisizione per la divisione Molitor partita alla volta della Dalinazia, non che per le giornaliere requisizioni alla conti- rma numerosa truppa qui stazionata, erano gia i Triestini estenuati a segno di non poter piir ese- guire alcuna straordinaria requisizione . Per quel- 10 riguardava le čarni, che li macellaj erano in al- lora provvisti di soli 5 o buoi, bastanti appena per 11 generale consumo di tre giorni, dopo U quali tutta quella popolazione era esposta al pericolo di restarne senza , giacche gl’impresarj delle čarni andavano creditori verso la cassa eivica di circafio- rini 40 mila. La medesima sprovvista affatto di danaro non era al caso di fare alcun pagamento al- trimenti che con cbbligazioni del Magistrato, le a56 8o6^ Ua l* ^ UOri ^ Tfieste, non avendo il loro cor- so, non potevano servire alla provvista degli ani- mali. Trovandosi in tali frangenti, il Magistralo si rivolse alla Deputazione di Borsa facendole co- noseere lo stato attnale del 1 a citta, e quanto irn- portava il dover sovvenire Findicata truppa fran- cese per evitare disgusti e disordini maggiori, met- tendola in neeessita di andar militarmente a prov- vedersi presso li particolari, che percio gli eccita- va a dare ifn imprestito in daniti, o in cedole ver- so obbligazioni della citta per poter fare le neces- sarie provviste delli buoi, ed altro occorrente al bisogno. La contribuzione dei 4 milioni di fraricni, r.on solo non era a questo tempo aneora restituita, ma li Francesi la volevano trasportare, anzi volevano trna garanzia da 5o čase de’piu solidi negozianti pei’ Fimporto delle carnbiali date in con to di quel- la , e volevano che la inedesima garanzia venisse garantita da negozianti veneti per il caso che que- sta citta avesse dovuto pagare la suddetta contri¬ buzione , e ebe in mancanza di tale garanzia , e contro garanzia avrebbero preši 5o ostaggi. Li pan- ni elFerano stati reqnisiti, ma poi res ti Ulili, iaro- no nupvamente raccolti per comando delFOrdina- tore in capo, e riposti in un loro proprio magazzi- no . Li šali venivano dai Francesi imbarcati per Venezia, sebbene fossero stati gia dalla citta ricu- perati dalie loro mani. La truppa Marmont era tuttavia stazionata in Trieste j e dopo due giorni era per arrivare un altro reggimeato . Frattanto il preside venne assicurato dal comandante francese di piazzaPonzoo, che por effetto dellasua interpo- sizione presso 51 Generale ‘ti capo Marmont, la suddetta truppa , la gnale era destinata pcr entra- re in questa citta , ohre la gia esistente, non sa- rebbe giunta in Trieste, perche aveva avuto Por- dine di prendere un’a!tra direzione . UcPora dopo pero, lo stesso comandante feee avvertire il presi- de , eh’era per entrare in guesta citta il reggimeu- to 84 , forte di duemila uomitii, scusandosi di non averlo potuto impedire, esseudo la truppa gia istra- data a guesta volta. Tale inaspettata comparsa mi- se tanto piu in costernazione guesta citta, guanto che gti ajutanti del Golonnello, che comandava detto reggimento , insistevano a doverlo immedia- tamente distribuira nelle čase pri vate con minac- cia che altrirnenti lo avrebbero fatto guartierare militarmente . Il preside duio non poca fatica ad acguietarli sino a tanto.che duemembri delGover- no provvisorio Giorgio Pillepich, ed Aron Vivante si portarono dal Generale in capo Marmont, onde ottenere 1’ ordine che detta truppa, giunta ali’ im- provviso venisse guartierata ne.’ luoghi ne’gnali era stata precedentemente collocata la truppa dei Generale Seras passata in Istriaj ina avendo otte- nuto iti risposta che cio dipendeva dal Golonnello che la comandava , s’ inviarono tosto a ritrovarlo in unionc del Quartier-mastro LeopolJo de Civra- niper persuaderlo di far entrare la truppa negli ac- cennati luoghi, che vi si deterrnino hnalmente di portarsi a vederli. Non gli ehbe si tosto osservati, TOM. V. 17 1 S&6 253 clie preše a rimproverare i det ti membri, e Quaf- 1 ^°^tier-inastro dicendogli, che quelli erano luoghi a- datti mal appena per ie bestie, non essendovi che paglia, e non per li suoi soldati . Rinscendo impos* šibile il collocarli sull’ istante presso i particolarij eome pretendevano i due insisteuti ajutanti, alte- gando che la truppa era stanca dal viaggio, percio affine di evitare un sommo disordine, e le speri- mentate dispiacevoli conseguenze di un quartie- ramento militare, gia risolto, il Magistrato preše il partito di convenire , proponendogli, che i Sol¬ dati stessi sarebbero forse piu contenti d’alloggiare nei luoghi indicati, se a coloro si desse un fiorino per ciascheduno di regalo. Gustarono i due aju- tanti la proposizione ; ma non essendo autorizzati ad accordarla , se n’andarono a parteciparla al lo- ro Colonnello, prornettendo d’adoperarsi per irn- pegnarlo ali’assenso, a condizione pero del regalo anche per essi di un taglio di vestito . Indi a po- co ritoroarono colla decisiva risposta , che il Co¬ lonnello non vi acconsentiva altrimenti, se non se verso il regalo di un fiorino e mezzo per uomo , importando per 2 mila uomini, 3 mila fiorini da essere sborsati sull’ istante . Considerando pertan- to, che coloro allorche fossero stati guartierati nelle čase private anche per un sol giorno, avreb- bero cagionata agli abitanti una spesa di gran Jun¬ ga maggiore, oltre il disordine,e 1’inguietudine , che avrebbero pošto nelle famiglie, gli furono ae- cordati, e sulfistante pagati i fiorini 3 mila, non che fatto dare dal Magistrato, mediante il Quai’- 2^9 'tieivttmtro Civrani, il taglio cPabito a cadauho dei due ajutanti , i quali quartierarono immediata- 1 mente la detta truppa ne’luoghi destinati. Assicurato finalmente il Magistrato del giorno destinato alPevacuazione della truppa francese , ed entrata delPaustriaca in Trieste, e non essendo in caso didare i quartieri in btion ordine alla sud- detla ventura truppa ^ invito gli abitanti della det” ta citta a ricoverarla nelle loro čase, e quartieri eolla seguente Circolare Nella circostanza, che il di 4 del prossimo ven- turo mese di maržo entreranno in questa citta tre battaglioni di truppe austriacbe per assuinere il presidio militare di questa citta e del suo territo- rio e che le medesime non potranno essere tutte quartierate nelle respettive caserme j fino che queste non saranno successivamente hettate e de- bitamente aeeomodate, restano invitati questi abi- tanti a voler ricoverare nelle loro čase e quartieri* pero senzaeonseguenza e senzapregiudizio dei pri- vilegj di questa citta , come pure senz’alcun altro aggravio j alcuni Soldati austriaci per pochi giorni fino che verranno premurosamente riadattate le summentovate caserme. Affine pero il respettivo imperiale e cesareo regio Comando militare sappia prenderne le sue direzioni, si eccitano gli abitanti di quest,a citta di notare qui sotto , se j e quanti Heroini della suddetta soldatesca essi vogliono ac- afio eettare nel loro guartiere verso 1' osservanza della 3 8°6piu rigorosa disciplina, suiia gnale vegiiera rigo- rosamente ii prelodato Garnando militare . Trieste li 37 febbrajo 1806. S. M. I’ Imperatore Francesco II. , al tempo del¬ la pubblicazione delle condizioai del trattato di pace conchiuso in Presburgo li 27 decembre del- 1 ’anno anteceuente, tra ii prelodato Sovrano , e 1 ’Imperatore Napoleone , emano ai sudditi di tutti i suoi Stati ereditarj ii seguente Prodam a Francesco Ii. ec. ec. Io bo data la pace a’ miei buoni e fedeli popoli. Le mie risolnzioni si con- giunsero co’loro voti . Io rirmnziai alle speraoze sul cambiamento della fortuna per allontanare con sollecitudine i pericoli e i mali a eni trovavansi esposti i piu floridi miei Stati, e persino il cuore della Monarchia , e la mia citta capitale , e di resi- denza. I sagririzj sonograndi! A grande stento stac- caronsi essi dal cuor mio; ma trattavasi del valo- re, del bene , e della felicita domestica , e eivile di milioni di figli miei; sioche io feci gnesti sagrifizj • Le benedizioni che il ritorno della guiete proinet- te a miei popoli, sorio il mio compenso . Io non co¬ li os c o altr,-, Felicita, che la felicita di guesti popoli; ne altra gioria maggiore che guella di esser padra di gnesti popoli, i gnali in leaita, iri fedelta fer- 2.6 I ma ed inalterabilein puro amore per il Mouarca loro, e per la Joro patria , non la cedono a veruna nazione dell Europa. Gon guesto bel carattere na- zionale sonosi essi attirati dal nemico medesimo una volontaria s tima; e nel mio euore poi si banno eretto un monumento^ che nessun tempo potra cancellare. Tutto commosso, mi soao io restltuito nella mia res id e n za , nel seno degli affezionatissimi, leali, e pregevolissimi eittadini ed abitanti della medesi- rm>, e cosi pure agli affari che m’incomhono . Le piaghe fatte dalla guerra sono profonde ; soltanto il eorso di arini potra bastare a totalmente sanar- le. ed a distruggere la pressione e 1’aggravio di qu3’mali plie insorsero da quest’epoca infelice. L’ tmministrazione dello stato, ora piu che mai ha da adempire a de’grandi e diffieili doveri, ed essa gli adenpira. Ma del pari essa , ora piu che mai ha il somnifl diritto di chiedere la cooperazione di tutte le clissi del popolo per eonseguire il benefico fine : »Tina!žare čioe le forze interne dello .Staro, col opisrado lo sta- to florido delPAustria šara consolidato, gu^ndo ša¬ ra passato in dimenticanza cio che i di lei ^popoli soffrirono; enon saravvi rimasta che la sola memo ria de’miei sagrifizj, della loro fedelta, e del loro grande ed inalterahile amore per la patria. Li S maržo passo a vita migliore il Sacerdote D. Lorenzo Desella dopo il ser.vizio lodevolmente prs- stato nella Cattedrale di san' Giusto in gualita di sagrestano (*) per lo spazio di anni a5 , ed uniia- mente anehe di Vicario corale , colla percezicne di ambedue gli onorarj, ed annessi incerti pel or- so di oltre 14 anni. Appena spirato il suddetto t li Ganoniei della medesimastabilirono due Viearj eo- rali per supplire alle incombenze della sagrestia. Quindi congregatisi gli stessi canonici in capitclo , dhinanime consenso nomiaarono il sagrestano del¬ la prelata Cattedrale di san Giusto , il eompilato- re di guesle memorie. (*) Sagrestano della Cattedrale di S. Giusto h quel- lo che altrove chiamasi Cappellano custode, od anche Rettore della Chiesa. Neli’ entrare i 11 del¬ to officio deve il medesimo prestare una cauz'one per li sagri arredi, ed argenterie che gli vengono con inventario consegnati. Quegli che altrove dicesi Sagrestano qui viene nomato Nanzolo, ed d un secolare servente del¬ la Chiesa soggetto al sopraddetto sagrestano ; a63 Dopo tre mesi e i3 giorni delPingresso delle t’uppe Francesi in questa citta di Trieste, ne sono lo0< "' eise totalmente partite li 4 del mese di maržo alle ofe 9 della mattina . Dopo il tempo d’un’ora*en- ■^ovvi una porzione della guarnigioneAustriaca in- frodotta dal generale Luigi conte Gavasini . Alla aartenza dei Francesi la soldatesca suburbana oc- 3upo i posti di guardia, ed al mezzodi subentro la nilizia civica in uniforme, ed in parata, la quale tontrassegno anclie la Sera la pubblica esultanza pr il prossimo ingresso delle altre truppe Austria- cle , entratevi la mattina susseguente , con varie selte suonate innanzi la Locanda grande dov , era aloggiato il prelodato Generale . II giorno appres- » alle ore 6 della mattina, annunciata che fu la dana dalla mušica turca della milizia urbana , ^enne inalberata nel castello la bandiera Austria- G, e salutata al tempo stessocon 20 tiri dicanno- k del medesimo, e delle altre batterie, tra le uni- drsali acclamazioni. Alle ore 9 il Magistrato uni- tmente al Vicario capitolare e Capitolo, come pire il corpo della milizia Urbana, e Suburbana 'an le sue bandiere , e banda militare; la Depu- Uzione diBorsa portaronsi all’incontro delle trup- p Austriache a piedi ed a cavallo de’reggimenti aeiduea Giuseppe, e di alquanta infanteria del regiment o Reislcy, le quali truppe calarono, in- trolotte pure, dal prelodato Generale, per le stra- de jrincipali della citta, in piena parata, con ban- diere, artiglieria, mušica turca sino alla piazza grame . Quivi vennero distribuite alla g ra n guar- 2 64 dia , ccme agli altri posti delle gu&rdie subalterni, J ^°^ed alioggiate nelle caserme . II corpo Urbano eSu- burbano sfilo anch’ esso per la piazza iri piena pa¬ rata. e preše pošto al suo particolar corpo di gnan dia, nuovameute erettovi di rimpetto alla graj guardia . La sera in mancanza di spettacolo., ven* ne dato nel Teatro con ingresso gratis, e con gran- diosa iliuminazione un’ analogo tratteniraento vo- cale ed istrumentale preceduto dall’Inno popolare Serba, o ciel, Francesco Augusto, cfi e delV Austric Imperator ec. cantato innanzi al ritratto del So- vrano pošto sotto un magnifico baldacchino . Nel tempo di queste esultanze arrivo a Triese il Governatore. L’artiglieria del bastione civio diede il sea;no del suo avvicinamento con 60 tir di cannone , e la popolazione, dal centro deli eitta sino alla campagna, riempi per lungo tratt le strade del di lui passaggio. Egli era stato incon trato sino a Basovizza dal Magistrato in corpo dal Capitolo, dai consiglieri del Governo, dali Deputazione di Borsa, e da varj altri distinti sop getti . La milizia Urbana, e Suburbrna erasegi portata albincontro con tamburi e mušica festeg' giante , e colle bandiere spiegate sino alla Spran ga. Gon questo corteggio il Governatore proseguid cammino, e fece tra le continue acclamazionid’ intimen s a folla d’abitantiil suo pubblico ingrsso in questa citta . Li 9 di maržo poi nella cattdra- le di s. Giusto fu'cantato, dopo la solenne Missa, il le Deum, in ringraziamento alTAltissimo di a- a65 vere restituita la pace žigli Stati A/ustriaci . II Ma¬ gistrate corono questo festivo giorno col far distri- buire una limosina straordinaria, ai poveri di am- bedue le parrocchie della citta . Tra le varie composizioni poeticbe pubblicate in tale circostanza si riportano cjui due Sonetti. II primo del dott. di medicina, e veterinaria Loren- zo Rondolini. II secondo del dott. di medicina Francesco Nobile. r. SONETTO DEL DOTT. LORENZO RONDOLINI . D’avverso Marte, o Patria, iniqua sorte ) Molti verso su te seguaci guai; Ben tre lune durar le angoscie e i lai; Sofferisti pero costante e forte; Ma della lua fermezza oh Dio che assorte Furon le forze tutte, allor che mai Giugner a te del serto Austriaeo i rai Doveano piu, giusta le voci insorte . Oh ineffabile gaudio, e a tante pene Oh bel dolee eompenso! ecco che a noi Di nuovi fausti di splende la spene . II Bicipite augel i vanni snoi Torna su te a spiegar, Lovasz riviene, Godi: son paghi, o Patria, i voti tuoi. *66 2.°S0NETT0 1806 DEL DOTT, FRANCESCO NOBILE „ Lacei’a il rnanto , 0 di catene cinta, Derisa e.oppre£sa da straniere genti, Traea la Patria, a fatal giogo avvinta,, In dura servitu giorni dolenti. Piangeano i figli, e sulPafflitta e vinta Madre rivolte le pupille ardenti, Leggeanle in volto, fra il squallor dipinta La trista storia di si acerbi eventi. Quando Pace gridar alto s’intese , E la Patria fu salva, e salvi vide I čari figli dalle ostili offese . Ah! plačata del Nume e alfme 1’ ira ! Trieste esulta : ed or che il Ciel farride L’antiea liberta godi e respira . Per rendere indinnenticabile nelPeta future la memoria del Governatore co: Sigismondo di Lo- vasz, sotto il quale venne aperta la nuova strada carrozzabile dal centro delia citta sino al piano delPeminenza, in cui giace Pantichissima Catte- drale di s. Giusto Martire triestino protettore principale, fu eretta sul cantone del cimitero ali’ imboccatura delia medesima strada a pubblica vi- sta una lapide di marmo nero contenente la se- guente iscrizione. 267 (*) A Sigismondo co: dl Lovasz Gorečna tore di Trieste, il quale favori il lavoro mediante il potere 1 '^ 0 ^ governativo, e colla sua magnanimita , la citta di Trieste apri la strada carrozzabile coi pii soccorsi, e col pubblico d en aro, ed in memoria dello stesso bencficentissimo Governatoree per venerabile memoria ai posteri pose questo epitafio Fanno i3o5. In seguito alla cessione fattasi nel trattato di Tilsit dallaRussia delle isole Joniche alla Francia, la truppa di terra Russa venne da Corfii trasporta- ta ad Ancona, da dove passo per Padova, e per gli Stati Austriaci nella Moscovia. Gosi pure v.enne da Corfii la squadra Russa ad ancorarsi nella rada G) Sigismundo ■ Comite • a • Lovasz Tergesti • Moderatore Rem • Praesidio • et • Magnanimitate Favente Tergestina • Civitas Viam • Curribus • Perviam Piis • Suppetiis • ac • Aere • Publico Aperuit Et In • Beneficentissimi • Ejusdem • Moderator!* Memoriam Posteris • Quoque * Colendanj Monumentum • Hoc Posuit MDCCCV. af)8 di Trieste . Considerando il comandante Comodo- della medesima , che tultaquella trnppa rli otto mila uomini avrebbe di troppo neprava ta la citta nel consumo dei foraggi, feee passare porzione di detta scj-uadra aVenezia, rimanendo lo stesso a Trieste con 4 «avi di linea, una fregata, una bom¬ barda, ed un brigantino. Sino dali’epoche piu remote eonteggiavasi eo- munemente in Trieste con ducati, lire, e soldi. II ducato valeva 6 lire , la lira 20 soldi, 51 sold« % bezzi, o mezzi soldi. II fiorino valeva 5 lire, e 5 soldi, ossia io5 soldi. II conteireio dei flori ni e ca- rantani mantenevasi soltanto ne’regj uffiej. Colla Patente dei 25 settembre furono ritirati, ed aboli- ti i soldi, e vi subentrarono i carantani, con che tutti i generi coinestibili crebbero di prezzo piu di due terzi, poiehe cip che valeva un soldo, costo in avvenire un earantano . Una veementissima infiammazione di polmcni,e pleurisia, attaceo improvvisamente nel di 5 aprile del 1807 Pimperatriee Maria Teresa mogiie in se- condi voti del reanante Sovrano delPAustria Fran- cesco I.,e nel seguente opero nella medesima un parto prematuro di un’ Arciducbessa , la auale pe¬ ro mori nel terzo giorno dopo la nascita . Eransi gia rjuasi tutte fatte svanire le forze delPinflam- inazione e della pleuritide , cjuando le inevitabili eonseguenze del puerperio risalir le fecero a quel grado di veemenza che si attiro la morte della det¬ ta Sovrana. Successe il suo passaggio alFaltra vi¬ ta alleore 6 e inezzo delta mattinadel di 1 3 aprile. a6 f) Giunta officiosamente tale notizia a Trieste li 22 tlello stesso mese, alle ore 4 delia sera furono suo- 1 ^ 0 ^ nate le campane delia Cattedrale, e delle altre cbiese sl delia citta ehe del territorio per un’ ora contirma .Alle 5 furono cantati nella Cattedrale i Vespeii de’defunti aiteruativamente dal capitolo , dal eiero , e dal eoro dei mušici, eolPiritervento de’PP. Armeni Mechitaristi, e de’giovani del loro Seminario . Le esequie stabilite da farsi per tre giorni con- secutivi alle ore 11 delia mattiua, tanto nella pre- detta Cattedrale, guanto nelle cbiese parrocchiali delia citta e del territorio, incominciarono li 23, terminarono li 2.5 dei suddetto aprile. Sulla facciata del nuovo edificio delia Borsa mer- cantile furono esposte le sei statue coiossali, le quali ognor veggonsi, rappresentanti: L’Asia, e Vulcano, opera dello scultore veneto Dontenico Banti. L Europa , PAffrica, ed il Mercurio, opera di Bartolommeo Ferrari. L’ America : opera d’ An¬ tonio Bosa . Le suddette statue esposte alla pubbli- ca vista, fanno per se stesse Pelogio corrisponden- te ai respettivi loro autori ; ma siccorne PAccade- mia delle belle arti di Venezia, dove sono State es- se formate, riconobbe un riflessibile merito nelle due statue = P Asia, ed il Vulcario= quindi e cbe la Commissione alPedificio delia predetta Borsa rnercantile di proprio moto stimo di mostrarsene 6ensibile verso gli autori di esse Dontenico Banti, e Antonio Bosa , avendoli onorati con una separa- ta ricognizione , oltre il convenuto pagamento. a?o Termina to essendo con universale sodditlazione interno adornamento della gran sala a pie piano del detto edificio della Borsa, destinata alle radii* nanze periodiehe del četo inercantile, fu la niede* sima per la prima volta aperta nella mattina degli 8 settembre tra numeroso concorso. Da Vien.na per la parte di Fiume arrivo in Trle* ste li i5 giugno F Arciduea d’Austria Lodovico fra- tello dellTmperatore delTeta di anni 22 e 6 mesi. II preside del Magistrato Ignazio de Capuano por* tossi unitamente al consigliere Francesco de Co- stanzi ad ossequiare il prelodato Arciduea sino a Basovizza a noine di questa citta. Cosi pure esegui una deputaaione del capitolo della Cattedrale^ una del corpo nobile de^atrizj, una del corpo rnercan- tile, ed una della cittadinanza di Trieste . Giunto 1’Areiduca alle tre Croci, ricevette gli onori mili* tari da un distaecamento di Ussari , e venne com- plimentato dal Maggiore de Reinisch . Fuori della Barriera, venne ineontrato dal Tenente-Marescial- lo Barone de Zach, dal Tenente-Colonnello del reggiinento Reisky conte de Gallemberg, e dal Te* nente-Colonnello di piazza de Held. II corpo delle milizie suburbane trovossi schierato sulla piazza delle Legna. II reggimento Reisky fucilieri e gra- natieri, tributogli i militari onori sulla piazza del* la Borsa . II Castello il Molo san Carlo, il Lazza* retto santa Teresa, la Cannoniera, ed il Brick, fe* cero tre salve con tutta la loro artiglieria . La p ri¬ ma alk arrivo deli’Arciduea alle tre Croci; la se* eonda nell’ entrare alla Barriera ; la torza ali® smontare che fece nel palazzo governiale. SulPin- gresso del medesimo venne atteso, e eorteggiato 1 dal Governatore coi consiglieri, segretarj, e su- balterni del Governo, dal eonte Pompeo de Brigi- do, da tutta 1’ufficialita di terra e di mate d’ ogni rango, dal Magistrato in corpo, da tutti i capi e consiglieri d’ogni tribunale co’loro subalterni; dal Capitolo della Gattedrale, dalPArcivescovo Babich di rito Armeno-Cattolico eo’capi deTVLonaci Mechi* taristi del medesimo rito; dalla Deputazione di Borsa . Terminala Pudienza passo al pranzo . Do- po il desinare trasferissi in carrozza col Governa¬ tore , seguito dal suo corteggio, dal Magistralo , e da altri civili e militari soggetti, al passeggio del boschetto ( Hundsberg ), dove fra strepitosa mu¬ šica, ed immenso popolo gode delPesecuzione di Un ben diretto fuoco di artifizio. Restituitosi in eitta alPimbrunire del giortio, trovo la medesima illuminata a cera . La sera intervenne al teatro , dove si esegui una cantata allusiva alla circostan- za . L’illuminazione interna riesci oltremodo bril* lante; ma la illuminazione esteriore supero 1’espet- tazione, poiche il prospetto teatrale adornato dal bravo pittore scenico Giuseppe Camisetta milane- se , presentava a lumi trasparenti una specie di terrazza da diporto animata da continua mušica, ed abbellita con piramidi e balaustrate simetrica- tnente , e vivamente dipinte, nel cui seno grandeg- giava il nome delPimperiale Arciduca Lodovico, Il corpo di guardia della milizia urbana, dal mo¬ mente delP arrivo deli’Arciduca, rimase guarni- 272 to sino alla di lili partenza con un ufficiale, un 1 ^°"sotto-ufficiale , untamburo, e quindici gregarj ; e la sera delP arrivo suddetto sessanta uomini della medesima, sotto il comando di un capita- noj di uti sotto-tenente, e quattro sotto-uffiziali formaroao spalliera sulia piazza del Teatro, ali’ ingresso che vi fece 1 ’Arciduea, alTeco di mušica militare , ed allo splendore di quantita di torce . La mattina dei 16 accompagnato dal Goveruatore giro a vedere gli stabilimenti di tetra e di mate della citta . La mensa in quest’oggi fu di 4 ° c0 ' perte. Dopo il pranzo imbarcossi ed ando in Zaule, dove eragli preparato un fuoco d’artifizio . La sera ritorno al Teatro, dove si uelPentrare che nel sorti- re fu accompagnato con 40 torcie . La sera ritorno al teatro,, dove si lielPentrare che ne! s or tire fu ac¬ compagnato con 40 torce . La mattina del di 17 si trasferi colle solite comitive al Castelio di Dui- no sienoria de couti delia Torre, situata su! Garso nel Craguo interiore a miglia e mezzo distante da Trieste . La mattina del 18 TArciduca colla solita sua comitiva audo a pr en dere in osservazione L celebre scuderia della razza de’cavalli di Lippiza.. Di la passo ad esaminare la Grotta di Cornia- le, soddisfatdssimo di tutto ritorno a desinare m Trieste, ammettendo varj distinti persoaaggi alla sua mensa. Dopo pranzo diede udienza a tutti i Di- casterj . Li 19 parti da Trieste, e preše il camnir no per Luhiana accompagnato da quegl’istessi sog- getti che lo corteggiarono nelia sua venuta, e dal-* lo sparo di tutta Partislieria . 273 Li 4 luglio arrivo in Trieste PArciduca Giovan- ni, fratello pure delPImperatore Francesco . Gli si 1 '^ 0 ? fecero incontro a Basovizza gli stessi personaggi (la Trieste, che furono ali'Arciduca Antonio di lui fratello . Di la trasferissi alla Grotta di Corniale . Dalla predetta Grotta, passando per Lippiza, giun- se la sera alpunto delle ore 9 in Trieste. Gli omag- gi, le visite, e le esultanze furono ripetute a que- sto Arciduca cornequelle prestate all’Arciduca An¬ tonio poc’ anzi. Parti li 6 di luglio alla volta di Idri a . Passato S. M. Plmperatore neJ principio di que- sf anno 1808 , dallo stato vedovile al matriinonia- le , sposo in terzi voti P Arciduchessa Maria Lodo- vica Beatrice suacugina, nata principessa di Mo- dena, figlia del di lui zio Ferdinando Arciduca čPAustria , Governatore di Milano . In questa giu- Jiva circostanza il Monarca istitui un nuovo ordi- ne cavalleresco sctto il titolo di san Leopoldo, in rimembranza del di lui geni tore , secondo di que- sto uome di gl.m. Tra li personaggi proelamati per sovrano comando dal primo gran Maggiordomo di Gorte Principe Trauttrnamsdorf nel di 7 gennajo, susseguente allesovranenozze, come prescelti dal¬ la M. S. ad essere premiati con pubbliehe onore" -volissime decorazioni, vi fu il conte Pompeo de Brigido effettivo Consigliere intimo , Ciarriberlano, e Governatore giubilato di Trieste , in Gran-Croce delPordine suddetto.il Tenente-Maresciallo di campo Barone Antonio de Zaeh comandante mili- TOM. v • 18 274 tai’e in Trieste, il Commendatore , ecl il patrižio ^°^Ignazio de Capuano Consigliere governiale, e pre- side del Magistrato di Trieste, in Cavaliere del- F ordine medesimo. Per antico costume , sposandosi il Sovrano come attuale Imperatore, tutte le provincie dello Stato Austriaco mandavano i respettivi loro Deputati a Vienna per tributare omaggio aila nuova Impera- trice, con offerirgli un gualche dono . La citta di Trieste pure destino una Deputazione, capo della quale era lo stesso Govern. conte Lovasz^ compo- sta dal Vicario capitolare, dal Preside del Magi¬ strato , di due patrizj , e due negozianti, per por- tare alPaugusta sposa un dono di cento mila fiori- ni in cedole, rinchiuse in unaricca scatoletta . Fu- rono in quell’ineontro riconosciuti i patrizj di Trieste per stati di provineia , e venne loro accor- dato un proprio uniforme di panno scarlatto con ispallini e ricami d’oro, il sotto-abito bianco, fibbie d’oro alle scarpe, e cappello appuntato con pennac- cbi bianchi, e spada con la guardia dorata . Invita- ti varj personaggi, anche del ministero di Vienna, accettarono , e vennero aggregati al patriziato di Trieste. Fino a quest’ epoca celebravasi sempre annual- mente con grande solennital’ onomastico delPIm- peratore nel giorno in cui avvenivn la festivita di quel Santo del quale esso portava il nome . Un so¬ vrano Decreto ordino , che cominciando dal pre- sente anno in poi si celebrasse invece il gior- no natalizio del medesimo Imperatore, clie cadde li ia febbrajo . In questa giornata portossi il Go- 1 "vernatore in uniforme patriziale a presifedere al gran consiglio dei nobili patrizj , radunati nella consuela sala, accompagnato dai consiglieri di Go- verno, dal preside del Magistralo , e dai consiglie¬ ri dello stesso . II Governatore apri la sessione con la'narrazione della benignissirna accoglienza cbe S. M. 1’ Imperatore , e I’Imperatrice fecero alla Deputazione dal medesimo introdotta a pie del tro- eo, affine di presen tare a nome del elero, del Ma- gistrato , de’patrizj, del četo rnercantile , e di tut- ti gli abitanti di Trieste gli omaggi, e le felicita- zioni per li fausti sovrani sponsali . I! Governatore flssicuro il gran consiglio della soddisfazione delle Maesta loro, e della continuazione della sovrana grazia . La sessione venne sciolta dopo le acclama- zioni di evviva gli Augusti Sovrani, colFaggrega- zione al gran consiglio patrizio proposta dal Gover¬ natore di varj personaggi di alto rango, non cbe con altradi varie benemerite personedi questa cit- ta; e venne coronata con un generale rendimerrto di grazie al medesimo Governatore . In tale festiva circostanza, il dolt. di medicina Spiridione Vordo- ni di nazione greco compose una cantata in lode del Sovrano, la quale venne posta in mušica dal maestro Nicola Giuliani, e fu eseguita in canto la sera della festa nel teatro dai primi attori Teresa Adelaide Carpano , Giuseppe Viganoni, e Coristi . Tra le feste dello sposalizio, non trascurava S. 27 ^ M. P Imperatore Francesco d’invigilare sulle mos- J ®°^se , e gli andamenti dei Francesi. I tre arini che tennero dietro alla pace di Presburgo , presentaro- no alPAustria, per parte della Francia, un sistema progressivo di domande , e di prestazioni distrutti- ve alla sua indipendenza . II Sovrano delPAustria, affine di precautarsi da qualunque imprevista ag- gressione , e sommessione ; ordino che in tutte le provincie dello Stato si armassero i sudditi pier di- fendere le frontiere di quello. Videsi pertanto ar- rivare a Trieste li 28 giugno PArciduca Giovanni, fratello del prelodato Imperatore , senza veruna formalita o pornpa, insieme col Commissario ple- nipotenziario delPAustria interiore conte France¬ sco di Saurau ad oggetto di organizzarvi anche a Trieste un armamento provinciale, per proteggere i confini della patria, e per mantenervi 1’interno buon ordine, e sicurezza. A tal fine nella loro par- tenza i predetti due plenipotenziarj Arciduea Gio¬ vanni , ed il corrte di Saurau lasciarono la costitu- zione di detta milizia, Dopo avere espresso con es- sa, che gli abitanti della citta, e del territorio non sono per legge obbligati a presentarsi alla milizia, gli eccita non ostante ad arruolarsi alla milizia provinciale, la quale non aveva altro oggetto, che di mantenere il buon ordine delPinterno, ne abbi- sognava di aleuna organizzazionemilitare.il do- ver loro sarebbe stato d’impiegarsi. secondo 1’or¬ dine d’un ruolo da introdursi in assenza del mili- tare, e cuoprire i posti di guardia presso ima- , k .. . . . . gazzini, gli spedali', gli stabilimenti pubblici ec. ad accompagnare i trasporti militari di provisioni 1 da bocca, e da guerra , gli arrestati, e di compor- tarsi in cio secondo 1’ istruzione del Magistrato. Quelli che Pamore per il Sovrano, e per la loro patria avesse determinato di farsi arruolare alla milizia provinciale Verrebbero divisi in due batta- glioni. QuelIo della citta di Trieste porterebbe 1’uniforme nella seguente maniera . Li calzoni di color bigio chiaro, la giubba verde con rivolti e collare di color rosso, bottoni gialli, e cappello rotondo con coccarda bianca e rossa . Gli ufficiali^, se venissero preši dallo stato militare, conserve- febbero il loro uniforme coi respettivi distintivi di onore . Quelli preši dallo stato civile , porterebbe- ro 1’uniforme secondo i colori del battaglione, e frattanto avrebbero i distintivi d’onore d’argento » Il battaglione del territorio della citta cortserve- rebbe Pattuale qualita di vestimento . Gli ufficiali potrebbero portare un uniforme analogo, e i di- stintivi d’onore come quelli del battaglione della citta . Inoltre la detta costituzione ordina che i camandanti di battaglione vengano proposti Jalli Plenipotenziarj di S. M. Li comandanti di compa* gnia, e gli ufficiali subal terni vengano proposti dal Governatore concordemente col Commissario militare ai Plenipotenziarj, e da questi vengano tominati. Li sotto-ufficiali vengano proposti con¬ cordemente dal Magistrato , e da’ Comandanti di conpagnia al Governatore, ed al Commissario mi- litare,'e da questi vengano nominati . La mano- i 8 °o vr a } ossia Fesercizio delte armi della milizia pro- vinciale , ordina che venga eseguita in ogni giorno di domenica, e di fesla per-il corso di un’ora sino due, iu divisioni, e luoghi da destinarsi dal Gover- no. Sieguono in line altre disposizioni circa la prov- \ista delle armi da farsi dalPerario, e ripararsi a spese della eassa civica. Disposte altre regole di- rettive pel buon ordine e stabilimento di detta mi¬ lizia , eonehiude che = Se mai li confmi della pro¬ sinci a venissero rninacciati, e disposta fosse Funio- ne della milizia provinciale, dcve essa prestare il giuramento sotto la bandiera, e quindi essere la- sciata alla disposizione del Generale cornandante. E presentandosi mai il caso di far rnarciare la mi¬ lizia provinciale per difendere la provincia , le sa- rarino fatti noti i luoghi di attrupparnento, ed as- segnati i corrispondenti Forieri, Cornputisti , Chi- rurghi ec. Nei momenti che 1’ arciduea Giovanni erasi fer¬ mato in Trieste, ebbe occasione di divertirsi col- 1’ osservare un’ Areonauta salito sul sno globo Areostatico viaggiare per la regioue delFaria. Era questi un certoFilippo Silvestrini, il quale arrivato in Trieste ne’primi di maggio avea fatta pubblica prova nel cortile Resman presso la gran Caserma. Volle il medesitrm replieare 1 ’ ascesa i 1 di 29 alla presenza del prefato Arciduea, del sno corteggio,e di akti particolari nella gran Caserma. Dilatam , il Silvestrini, il suo globo del diarnetro di pieA iu rneno di mezz’ ora, e con il solito suo co T aggio ' 270 - ed intrepidezza, pošto piede snlla Galleria, con un tvviva giulivo ali’ Aroiuin v, ... .^Dandono al voio, 1 contrassegnando i saluti collo sparo di due pišto¬ le , e coi segui del maneggio di una bandiera . Fu losi felice il suo volo, che innalzatosi per le vie delParia oltre a due miglia e piu, si vide sottopo- sto il villaggio di Opehiua con tutte le vette dei .uonti circostanti, sensibilmente impiccoliti al suo sguardo; ma il vento, che sino a quel tempo spira¬ la dal mare, cornincio a farsi sentire dalla parte Jei rnonti, e che naturalmente lo inclinava verso b stesso mare ; si trovo obbligato a chiudere in pirte il recipiente del fuoco per non ritardare , e rmdere pericolosa la sua discesa. Rallentata pero lt rarefazione , rimase nonostante per 7 minuti so- speso il globo nelFaria, finche , giunto sopra il Lazzaretto nuovo, e veduta inevitabile la discesa sulmare, spogliatosi deile vesti, ed assicuratesi iatorno deile vesciche, mise in istato di sicurezza se stesso . A nima to pero dal coraggio, e da queilo che gli veniva ispirato da quantita di barchette, che accorrevano per raccoalierlo , e partieolarmen- te da sei lancioni spediti dalle na vi Russe , comin- cio a calar lentamente, finche incontrata una c0- lonna di vento maestro, fu felicemente trasportato uella campagna del negoziaute Antonio Quequich situata in poca distanza dal mare, dove spiccatosi mpra un pergol ato d’ uva, si stramazzo a terra On počite ma forti contusioni. Partito FArciduca Giovanni da Trieste per la vi di Lubiaua e Gratz due giorni dopo il suo arri- 2ii0 \0j venne iu segui to pubblicato un avviso, ch« Joo 8 p er j e sottoscrizioni di quelli, quali si volevano arruolare alla milizia provinciale, sarebbe aperttl un protocollo nella sala del Cousiglio al palazzo goveruiale, sotto Fispezione del consigliere Gio. Battista Tburn , e colFintervento del consigliers del Magistrato Fraricesco de Costanzi, insiemecor alcuni deputati deli’Grdine de’patrizj, della Depu tazione di Borsa mercantile , della classe de’citta* dini, e colFintervento d’uu membro del Capi d. cadauna delle nazioni stabilite in Triešte. Postan- do aperto il protocollo dalle ore 8 della mattina si- no al mezzogiorno, e dalle 3 pomeridiane sino alle sette della sera . Per i villici il protocollo fu stali- lito presso i respettivi Gurati in ogni villaggio . Appena pubblicato il surriferito avviso, risve- gliossi nei petti dei Triestini un si ardente desice- rio di difendere la patria, che alFapertura del protocollo, quale fu ai 5 di luglio, a turme corre- vano ad arruolarsi non solo i giovani liberi, rna anche molti capi di famiglia . Anche la nazione Israelitica di Trieste in questa circostanza spiego il suo zelo, ed attaccamento al di lei Sovrauo, ed alla patria , con avere offerti 34 uomini di loro nazione al battaglione di questa citta, colFessersi obbligati di vestirH a proprie spese, e mantenerli al caso che avessero dovuto partire per difendere la patria . Comandante del battaglione della citta fu fa to il conte Paolo Brigido, figlio del fu GovernatoreJi Trieste. E dei battaglioni del territorio ve'tie 2$ I asšegnato per eomandante il co; Raimondo Thurn. I battaglionidicacciatori dellacitta erano composti 1 ^ 0 ® di scelta gioventu, coraggiosa, ed esercitata al bersaglio . Nel trattato di pace conehiuso iti Tilsit tra la Francia, e le due potenze alleate Austriaca e Rus- sa, eransi ambedue obbligate di non ricevere ne’ loro stati, e porti, navi o merei inglesi, e colo- niali, Di fatti ogniqualvolta la giiardia del ca- stello di Triesle vedeva da lontano arrivare un qualche bastimento, ne dava avviso con un colpo di cannone . Immediatamente dalla gran caserma portavasi un distaceamento militare, armato in guerra al molo del lazzaretto vecchio per far fron¬ te, ed allontanare qualsivoglia legno inglese aves- se voluto approdare. Nonostante questo divieto per parte dei Francesi, sebbene tali merei aperta- mente non venissero intromesse in Trieste , pure seuipre ne venivano introdotte sotto altro titolo , o colore. II console Francese in Trieste comincio al- tamente a riclamare presso il suo ministro a Vien- na, e questi faceva le sue lagnanze alla corte di Vienna prendendosela contro il Governatore, co- me non invigilasse alla manutenzione del suespres- so patto, e lasciasse introdurre in questo porto le merei proibite . La coi'te di Vienna, che dal canto suo non voleva dare verun motivo alla Francia di disgusto, odi pretesto per rompere la pace; ri- chiamo il governatore co. Sigismondo Lovasz da Trieste, e gli diede altro onorifico destino nell’ interno. Beache il prelodato Lovasz non avesse tutti que’necessarj lumi, e pratica circa gli affari i8o8 di commercio, e mercantili, eomdin eceellenza possedeva il suo antecessore il eo. Brigido , e fosse di un subitaneo temperamento; era pero dotato di un ottimo fondo di rettitudine, di pieta, di reli- gione, e di animo elevato. Egli amava molto le persone, dalle quali riceveva lumi pel buon rego* iamento. Alle maggiori solennita. ecclesiastiehe, le quali celebransi fra l’anno nella Cattedrale, inter- veniva insieme coi metnbri del Goveruo e del Ma¬ gistrate . Feee ristaurare la medešima Cattedrale . Erasi proposto di fare varj abbeliimenti, e cornodi alla cittastessa, quali per le eircostanze critiche de’tempi, e per la sua immatura partenza non po¬ te eseguire . Pocbi giorni p rim a di partire fece tra- piaiitare šilila piazza della Borsa la colonna con sopra la statua di metallo delPImperatore Leopol- do I., eretta 1’anno 1660, in fondo della piazza grande, a motivo che in questo luogo impediva il passaggio alle carrozze . Prossimamente alla di lui partenza , diede pubblica udienza a tutti i dica- 8teri, e particolari corpi, a ciaseheduno de’quali con maniere obbliganti domandd scusa, se nel tempo del suo goveruo avesse commesso degli er- rori, protestandosi questi non essere stati in lui ■volontarj, avendo avuto sempre la mira al bene pubblicoj e privato. Cio fece con tanta espressio- ne, che gli cadevano le lagrime. La sua partenza avvenne la sera del giovedi a 5 agosto . Successe al prelodato Lovasz nel Governo di Trieste il co. Pietro de Goess ciambellano,e con- 233 sigliere intimo di Stato arrivato qui li 29 dello stesso mese . Appena giunto ricevette gli ossequj 1 ^ 0 ^ di tuttele autorita ecclesiastiche, civili, e militari. 11 nobile corpo de’patrizj convocato nella mattina del primo giorno di settembre radunossi nella gran sala del consiglio in uniforme di gala. Sulla pro- posizione del preside Capuano proeedette ad ag- gregare nel suo seno il nuovo Governatore sud- detto . Inscritti alla milizia provinciale i contadini di 12 villaggi del territorio, gli 8 deldetto settembre si fece in Opchina la distribuzione delle coccarde alla milizia composta de’predetti contadini, co- mandata dal co. Raimondo Tinini, in presenza del Governatore , colFintervento di alcuni consi- glieri governiali, e del magistrato . Presentava la prefata milizia una fronte di tre fila. Essa conte- neva piu di 3 oo uomini. II piovano di Opcbiena D. Mattio de Jurco fece loro una parlata adattata alla circostanzaj dopo la quaie celebro nella par- rocchia il servizio divino, a cui assistette il gover- natore , e tutta la di lui comitiva . Fino da quest’epoca 1’Imperatore Francesco a- veva concesso a Trieste la fondazione d’una scuo- la reale. Cosicche sotto la data dei 7 settembre il Governo diede fuori un avviso col quale invitava alcun soggetto capace per la direzione della mede- sima. Le varie vicende del sistema politico pero .ne impedirono 1’esecuzione. Come spesso infelicemente suol succedere in al- tri porti , cosi accadde a questo di Trieste nella a84 notle de’39 ai 3o di seftembre. Li venti meridlo-« ®°^nali che troppo di buon’ora ineominciarono a do- tninare nella stagione (Tautunno, passarono nel di a8 al Lebeecio, qual e appunto uno di quelli che forma la traversia di questo porto. Crescendo sempi’e pin nel gidrno seguente, divenne finalmen- telmrraseoso nella jiotte , cagionando un tempe- stoso mare che continuo tutta la giornata del di 3o. La violenza delle onde fu tale, che scompose gli ormeggi di quasi tutti i hastimenti stazionati nella rada, e pose in pericolo persino quelli che eranoormeggiatientro Pimboccatura delmandrac- chio , e del canal grande . Piu di tutti gli altri pe¬ ro soffrirono quelli che trovavansi legati ai fari dalla parte boreale del molo di san Carlo, e spe- cialmente di rimpetto alla riva della posta , in cui Pindicato ven to, e quelli del ponente agiscono con tn.aggi.or forza. Le fatali conseguenze di questa bnrrasea furono, che un brigantino rimase som- merso per gli urti cagionati dalla violenza del ma¬ re . Cinque altri bastimenti quadri vennero spinti verso la suddetta riva, ove acitati dal doppio moto delle onde , furono rovesciati, e spezzati, e sei al¬ tri barcolami, ch’erano stazionati lungo la mede- sima riva , rimasero inderamente spezzati. Tra gli accennad bastimenti quadri una polacca fu posta a traverso sopra lo scalo dello squero Panfili a ri- dosso di due grossi legni, che si stavano riparando, con pericolo, che almeno uno ne venisse roveseia- to dal cantiere, cib che peraltro non accadde . Li bastimenti quadri erano tutti vuoti. Tra i barco- a8 5 iami pcio ve n’era uno carico di bacalari, ed un altro di fieno. Perirono in quest’incontro 4 brigan- 1 ^ 0 ^ tini j un trabaocolo, una polacca, 4 pieleghi, ua battello , ed una brazzera . Dopo una sofferta malattia avendo 1 ’Imperatri- ce Maria Lodovica ricuperata la salute, si fece- ro per la medesima in Trieste nella chiesa di santa Maria Maggiore de’ringraziamenti a D10 col- 1 ’avere ivi celebrata una solenne Messa,con Te- Deum , alla quale intervennero , com’ e di costu- me in simili pubbliche preghiere , tutto il clero , e le autorita costituite . . La comunita de’ Greci-Orientali, e de'Greei- 11 - lirici , come pure le comunita della Confessiona Augustana, e della Gonfessione Elvetica, ofleriro- no , co’ rispettivi riti loro i medesimi ringrazia- menti, e le stesse preghiere nelle loro chiese . Non istette neghittosa la comunita Israelitica in tale ciscostanza , anch’essa inalzo ne’suoi oratorj i ringraziamenti a Dio per la ricuperata salute delPAugusta Sovrana . Nel palazzo Governiale l’anuo 1809. successe la solenne eonsegna della decorazione diGran-Cro- ce deli’ ordine di Leopoldo , fatta dal Governatore per parte del Sovrano al conte Pompeo Brigido, e di Commendatore del dett’ordine al maresciallo barone Zach. Tutto cio venne eseguito alla pre- senža di tutte le Autorita, si eeclesiastiche, che politiche , e militari, non che del cavaliere di det- to ordine Ignazio de Capuano consigliere di Gover- no, e preside del Magistrato , come pure del corpo ž.86 de’ nobili Patrizj, e tli molti altii personaggi tli <11- 8 °9stin zione. Spiccava nella sala una grand’ effigie sovrana. Fotto la medesima pronuncib il Governatore un e- nergico discorso ai due predeiti personaggj deco- rati, col quale nel manifestare la compiacenza so¬ vrana nel dar loro, con queste pubbliche decora- zioni, un premio cbe la giustizia reclamb per i se- gnalati meriti fattisi nelle respettive loro carriere . Gli ando toccando verso il numeroso consesso coi piu vivi colori della veri ta corroborata dai fatti, e dalPaceordo della generale estimazione conciliata- si costantemente. Dopo questo discorso segui la lettura, e la prestazione del solenne giuramento , dopo la quale il co: Brigido con la collana d’oro e Gran-croce pendente delPordine suddetto, e quel- lo del maresciallo Zach con nastro, e croce pen- dente di commendatore.delPordine medesimo . Li due nuovi decorati cavalieri corrisposero ciasche- duno con una parlata di riconoscenza verso la be- nignita del Sovrano, e verso ladignitosa esecuzio- ne diquest’atto per parte del Governatore ; il qua- le, come ogn’ altro degli astanti , preše, e di- mostro una cordiale compiacenza, ehe la citta di Trieste avesse, oltre infiniti altri, un nuovo mo- tivo di gloriarsi di posseelere nella persona del co. Poinpeo de Brigido un individuo che contribni ad angrandirla nel di lei commercio, e che la rese de- gna, eon le direzioni del saggio suo governo, della predilezione del Monarca Franpesco I. Il Governa¬ tore tratto a lauta mensa nello stesso giorno li 287 prenominati d«e nuovi cavalieri. In questa circo- sianza fu fatto al eonte Rrigido il segnente SONETTO Te ne’ verd’ann-i adorno di vetusto Senno vide Tergeste, e si compiacque Nel futnro destin : presagio giusto, CITa di iei gloria un taja to figlio nacque * Te in vecchia eta di mente ancor robusta E di spirto ammiro pensosa, e tacque; Che te serbato a fregio piii venusto Non credea, e pel dolor mesta sen giacque, Ma il So vrano deli’Istro, apprezzatore Del vero merto ,.all’alto onor ti chiajna , Ch’ agli Augusti Germani ei rende pari. jTimprovviso piacer ricolmo il core Tergeste esulta, ed a’ suoi figli esclama: Tal gloria ognun ad emulare impari. (*) Dal permanente conteguo d’aggressione che la Francia sostemita da^suoi Alleati, conservava contro T Austria dopo la pace di Presburgo, preše motivo 1’ Imperatore Franeesco di precautare i suoi Stati da qualunque aggressione nemica con ammassare una poderosa armata . Mal-soffrendo la Francia coteste disposizioniguerriere, fece intende- (*) Manifesta di guerra V s88 re allo stesso Imperatore, che sciogliesse i suoi 3 ij °9armamenti, non avendo egli di che temere . L’Au- ' stria pero nulla fidandosi della lealta francese; ( mentre gia da piti anni 1’ Imperatore Napoleone teneva sulle frontiere austriache gli elementi eom- binati di un attacco , pronto ad essere portato fin entro it cuore della sna Monarchia ) ordino che tutte le truppe e milizie provineiali prestassero il giuramento sotto le respettive baudierej e stesse- ro pronte al primo cenno di prendere lamossa,. Dietroil suddetto ordine venne eseguito il giura¬ mento in Trieste li 26 maržo dal primo battaglio- ne nel Lazzaretto nuovo, sotto il comando del Maggiore conte Paolo de Brigido, e nelle vieinan- ze di Proseeco dal battaglione seeondo, sotto quel- 1 q del Maggiore conte Raimondo Tburn. Termina- ta la soienne benedizione della bandiera del prirnb battaglione , il Governatore conte di Goess , i due predetti comandanti* ed il vecchio Governatore conte Pornpeo de Brigido fecero ogouno una breve parlata alla nuova milizia. Dopo di questi il dotto e celebre oratore sacro P.Giovanni Rado Proviri- ciale della Religione dei Somaschi in Venezia, pre- dieatore annuale italiano in Trieste pronuncio il seguente discorso ; = Legione generosa 1 II grand’atto che state per compiere, va ad aprirvi il sentiero degli Eroi, ed il eampo della glaria . Voi avete meritata la fidu- cia del miglior de’Manarchi, ed ei si compiaoe ehe brilli in questo giorno sulla vostra leale magnani- 389 mita un raggio deli’ augusto suo genio . Voi avete giustificata Paspettazione della Patria; ed ella vien'8 oggi contenta a ricevere il titolo brillante di ina- dre d’Eroi; viene a riposare sul vostro petto ; vien a raccogliersi ali’ ombra de’ vostri brandi, vien a sentir pronuneiarsi quell’ onorevole giuramento, che appoggia la speranza in ch’ella e d’andar fa- stosa un giorno de’vostri allori. Voi 1’avete ono- rata.- Contenta del suo genio speculatore, fino ad ora non figurava sul globo, ehe disputaudo , a Si- done il privilegio delF intraprendenza e delPatti- vita. Oggi Tx - ieste e al caso di non invidiare aila Grecia i bravi di Leutra , di Maratona, di Manti- nea, delle Termopile. Giurate e gli avra. Giurate, ed assumete il carattere il piu sublime cbe siasi spiegato dalla virtu sulla terra . Al vostro giura- inento applaudiranno in avvenire la felicita pub- blica, le proprieta particolari, le virtu civili, gli Altari, e la Religione, che da lui aspettano sicu- rezza e splendore . Su , anirne generose! raccoglie- tevi sotto alla Baadiera , che viene raccomandata alla vostra intrepidezza : noi contiamo con feimez- za sul valor vostro . Giurate al Sovrano, alla Pa- tria, a Dio di sostenerne Ponore e la gloria con quella inconcussa fennezza ch’e degna di petti scal- dati del nobile entusiasmo della virtu. Voi non la guarderete in appresso senza divarnpar eroicamen- te del desio di reuderla formidabile e rispettata . Cosi hauno le Bandiere loro onorato tutte le nazio- ni rimote men civilizzate e piu fiere, le quali tutte hanuo guardato il Vessillo come un pegno dell’as- TOM. v. 19 29 ° sistenza de’Numi, come un simbolo delPassistenza i 8 o 9 (j e ] £)io della patria, come un deposito prezioso,ed interessante la fede delPesercito . A Sparta era sa- gro lo scudo , alla Scizia 1’arco; ma la bandiera a tutte le genti. Quando non erano che un lascio di fieno, Roma ardea intorno di esse, e si preparava a far tremare il mondo , e portarlo soggiogato al Tar- peo . Non furono che un serpente di brotizo pegli Ebrei, ed ha fatto tremar tutte le Nazioni della Ga- nanea, quelle stesse che prima li dileggiavano , e li guardavano come un popolo vile, che avvezzo alla dura catena del Nilo, dovesse volgersi in fuga disonorata al primo squillar d’una tromba . La vo- stra Bandiera ha ben altra importanza che la mise- ra cui seppe dar la cieca antichita. Fregiata dello steimua delFadorato Monarca, consagrata dalPim- inagine venerabile del glorioso Protettore di Trie- ste , e Martire invitto san Giusto , fregiata dalFau- gusta mano d e 11 a Sovrana noslra, che allo scettro degno di surrogar 1 ’ago eloquente per animare il valor de’ suoi prodi; e dalla mano amahile di quel- la, che dividendo colPincomparabile Sposo che ci governa gli affetti e Pammirazione di questa cit.ta fedelissima, si e comjuaciuta difar anclfessa plau- so onorevole al nascente spi rito militare de’ Tfie- stini. Aspetta essa pertanto di aver intorno di se raccolti i forti della patria, di segnar le traccie d’ onore agli eroi delFItnpero; ede sicuradi sventolar sotto la protezione del Dio delle virtu e della glo- ria. E un pegno che da uuesto istante i vostri pas- si hanno per testimonio il vostro stesso Monarca, a Jl!o ^to, e la nuova strada , che termina al cominciare delFesterna contrada Gravisia dov’era il quartier- generale. II giorno io gli Austriaci non fecero ehe approntare i mortari da bomba, e gli obizzi 5 e la guariiigione di Capodistria con 1’artieJieria del Forte Leone diretta dalFitalico Colonnello Griset- ti, tentarono possibilmente dilrastornare queipre- parativi, che nonostaute nelle giornate 10, ed 11 furono per 1’intero allestiti. Cio obe in tale in- contro formo il dispiacere universale fu la perdita del Tenente Silverio del battaglione territoriale , giovane pieno d’ardore, e di ottima aspettativa, il qaale coipito in una coscia da una palla di canno- ne partita da Capodistria fr a poche ore mori in Trieste . Alla sera degli 11 verso le uridici ore del- la notte comincio il bombardamento , il quale du- 16 sirio allegdella mattina susseguente colla morte d’un solo individuo nella oitta . Le fregate inglesi erano continuamentedi Yista. ATle ore 12 del gior¬ no 1 2 la guarnigione mando parlainentarj al cam- po austriaco per la resa . Alle 5 pomeridiane ven- nero accettati gli articoli della capitolazione - La guarnigione composta di 200 soldati italiani resto prigioniera, e Fuffizialita venne lasciata libera sulla parola d’ onore. La mattina seguente fu ve- rificato 1’ingresso in citta deli’ infanteria del se- eondo battaglione della milizia territoriale di Trie¬ ste, e deli’ altra truppa insieme col provvisorio Commissario civile Barone de Longo, il quale po- ■ 3 čvl' 'cbi giorni dopo venne cambiato dal Consigliere go- \erniale de Nemet. 1809 Frattanto che operavasi per la eonquista di Ca- podistria, 1 ’Arciduca Giovanni entro oolle sue trup- pe per la Ponteba, Cividale, e Gorizia nelle pia- nure del Friuli. Ed il Baron Bernardo de Rosseiti di Lubiana assunse il governo di Ttieste, in luogo ‘del conte Goess , destinato Intendente generale nelPArmata d’ Italia . Questi nel giorno seguente ‘emano un Proclama inUdine agli abitanti del Friuli, e Stato ex-veneto eceitandoli a cooperare per li bi~ sogni delPArmata . A questo nel di appresso suc- Cesse la ptibblicazione d’altro Proclama delFAroi- duca Giovanni, invitandoli ad unire le loro forze ali e armi austriache. Dopo qualobe resisteuza Par- mata del predetto Arciduca avvicinossi al Taglia- mento . In questo mentre i battaglioni dei corpi volon- tarj triestini passarono il conline, ed entrarono nel Friuli colF armata, in unione a diversi al tri corpi 'volontarj di Gorizia, del Cragno , ed il quarto bat- 'laglione di lucilieri detto di guarnigione del repgi- tnento arciduca Francesco Garlo ed uno squadrone di Ussari Frimont . Consistevano quelli di Trieste in un battaglione di fucilieri, detto della citta n. 1 con due eompa- gnie dl cacciatori composte di soli cittadini coman- dati dal suo maggiore conte Paolo Brigido, ed in due battaglioni n. a , e 3 , uno di fucilieri, ed uno di soli villici del territorio triestino comandati dal suo maggiore conte Raimondo Tburn. 3oa Dopo varj attacchi s’impaJronirono del Friuli,e 1 ^°9rinehiusero i Francesi nelle fortezze di Palma, ed Osopo . Parecchie sortite fecero i Francesi dalla fortezza di Palma, circondata quasi da soli Triesti- ni, ed ogni -volta vennero con perdita respinti . Li 2.5 aprile replicarono una sortita , forte di tutta la guarnigione; ma il coraggio dei Triestini rese vana la loro mira, quella cioe di levarne il blocco. In tale incontro onde far fronte al nemico, Ti coopero moltissimo 1 ’intrepidezza colla quale il capitano Ignazio Duvviieke allora di stazione a Me- dea si getto il primo nel torrente Judri , e condus- se felicemente la sua compagnia, ed una di fucilie- ri temtoriali a guado a traverso dello stesso tor¬ rente, ad.onta che quella mattina il medesimo fos- se stato estremainente gonfio, per la dirotta piog- sia della notte'antecedente . O L’ armata del Vicere d’ Italia erasi ritirata al di la del Tagliamento per unirsi colle truppe clie a- vanzavano dietro le sue spalle, con che crebbe di forze di 5 divisioni. La vanguardia del detto Vice¬ re erasi portata a Pordenone, e la sua armata , fra questo luogo e Sacile presso Fontana-fredda'. In questa situazione si venne alla battaglia, la quale dopo un combattimento sanguinoso di due giorni, cioe li 1 5 e 16 aprile, si decise intieramente in fa- vore degli Austriaci. Saputa in Trieste F accennata micidiale batta¬ glia, vennero celehrate li 27 dello stesso inese nel- la chiesa di s. Maria Maggiore con istraordinaria solennita le esequie per le anime de’ soldati della 3o3 flrmate Austriaclie , morti sul Čampo del co aflitto . La soletme Messa fu accompagnata da scel/tissima irmsica, e fu seguita da un’orazione fuoebre, detta dal P. Gio. Rado, analoga alla circostanza . Produsse la predetta vittoria un giul)ilo univer- sale in tutti gli abitanti. Fra’ quali si disitinsero i socj del casino de^ommercianti, con una ben’inte- sa illuminazione. . Lo stesso di gPIsraeliti di Trieste fecero stare de’digiunatori tutto il giorno nella loro scuola grande di orazionea tributare incessanti pre.ghiere, ed a recitare de’ salmi, per impetrare dal Dio de- gliEserciti la prosperita delle arini del proprio So- vrano. Alle ore 5 poi di detto giorno si raduno la nazioue tutta nella medesirna scuola di orazione, per celebrare una preghiera comjiosta per questa occasione. Detta preghiera fu recitata dal flabbino maggiore. Indi si fece 1’ esposizione della Bibbia, e celebrossi la benedizione pel Sovrano, e per i Prin¬ cipi delPaugusta Časa d’Austria, (solita gia a reci- tarsi in tutte le solennila .) II ten. mar. Cliasteller che con altro corpo d’ar- mata era passato nelTirolo, sollevd in massa i Tirolesi, e colPajuto de’medesimi ne sgo.mbro i Francesi e quindi giu pel Trentino calo nelf ltalia. DalPaltra parte la grande Armata delPArciduca Carlo faceva progressi nella Germania, e li 16 del- lo stesso aprile il Tenen. Mar. Jellachich entro in Monaco . Il Re, e la Regina abbandonata quclla lo¬ ro Capitale rifuggiaronsi ad. Augusta . I vantag- giosi progressi delle Annate ailstriache continuaro- 1809 3t>4 rono sino a’ ig del detto mese (*). In guesto giorrtčr °9azzuffatesi le due grandi Arroate austriaca, e fran- cese ad Eekmiil presso Ratisbona s’impegnarono in uti’accanita e sanguinosa battaglia* la qua!e duro 5 giorni senza interruzione. La sorte fu spes- so alternativa j finalmente una grande superiorita di eavalleria francese nella sera ue’ 22 decise di- sfavorevolmente per gli Austriaci . Successero do- po di cjuesta altre battaglie; ma sempre colPavan- zamenio de’ Francesi; cosicche PImperatore Napo¬ leone li 10 maggio comparve alle porte di A ienna, e quindi per capitolazione prešepossesso deiia.rae- desirna la mattina dei i3 dei detto mese. Attesi i suddetti rovesci sofierti dalla grande ar- mata nella Germania, convenne a tutto il eorpo de’voiontarj Triestini abbandonare 1’assedio della mentovata fortezza di Palma, e dopo 6 giorni di ritirata in ottimo ordine, e disputando passo passo il terreno al nemico arrivo il medesimo la sera del di ifa maggio a Prevvald, unitamente_ ai sopra in- dicati piccioli corpi, formanti in tntto circa dne- mila uomini, i quali occuparono tosto quelle eol- line,ed alcuni fortini non ancor terrninati mu- nendoli di canDoni, e di viveri, per quanto la ri- strettezza del tempo lo permetteva . Ali’alba del di 17 P ufficialita del battaglione triestino si ae- corse dal loigorare delle bajouette nemiche del ri- (*) Undecimo rapporto del giorno« SoS verbero dei raggi del Sole nascente, che dalla par- te di Vipacco s’avanzava 1’intiera divisione fran- 1 ^ c 9 cese del generale Brussier, ed il maggiore co: Pao¬ lo Brigido sul momento ne diede rapporto al co- mandante in capo il ten. marese. Zacli . Cosi lente erano le disposizioni del prefato Maresciallo, che appena due ore dopo, e cjuando gia P iriimico ave- va occupata la g ran sel v a pervenne 1’ ordine di attaccarlo . Nuli’ ostarite li battaglioni triestini non esitarono di marciaredal campo loro, edafiron- tare coraggiosamente 1’ occupata selva , e con quell’intrepidezza propria d’un cuore acceso d’a- more patriotico attaccarono, e respinsero per qua- si un miglio entro il bosco quell intiera divisione Brussier, di uu numero rnaggiore di combattenti piu del doppio, fino a tanto che vedendosi dopo 5 ore di accanita z uda, privi di muaiziorre, obbedir dovettero ul comando di ritirarsi verso la Groazia, per essere stato loro di gia troncato il passo dalla parte di Lubiana. In questa giornata iRn furono i prodi Triestini morti e feriti, e fra questi quattro uffiziali grave- mente feriti, cioe il capitano Moclagre, ed i tenen- ti Giraud, Fabris , e Lazzarich , ed uno rnorto , il tenente Oberhueber, mentre il sergente Tomich, portante la bandiera dei battaglione, ad onta di cinque ferite, forte ed imperturbato si tenne, fin- che non 1’impeto nemico, rna la eflusione del san- gue lovinse, ed obbligollo a cedere la bandiera alTaltro suo compagno dilui pirafeliceQuelli che 3g6 oltre i šunnominati particolarmente si segnalarond -'in questa giornata sono i capitani Venturini, Dii- ■vviieke , e Fels, 1 ’ alliere Stoccker, eil il sergente Hirn. II comandante, che si bene animo e resse (juesto valoroso drappello, resto il leso per acciden- tesoltanto, giacche pareeehi de’ suoi gli caddero al fianco o morti o feriti. Il rnareseiallo Tomasich allora generale cornandante del blocco di Palma , annovero con pubblica attestazione questo batta- glione fra le migliori sue miližie, ed il rnareseiallo Zach gli aserisse tutto il merito della, se non feli- ce , almeno gloriosa giornata di Prewald. Tali avvenimenti afflissero oltretnodo gli animi de’ Triestini attaccatissimi alla Časa d’Austria da tanti secoli, specialmente allorcbe videro incassare gli effetti delle Cancellerie erariali, e trasportarne quelli del militare. La Domenica mattina 14 mag- gio per ordine sovrano intimo il Governo, che tut- te le argenterie delle Chiese, che non fossero di precisa qiiotidiana necessita venissero portate ali’ Officio regio de’ Rami, per essere quindi traspor- tate neirUngheria in salvo de’Francesi, che si approssimavano a queste parti. L’ordine non indi- cava il giorno che si dovesse praticarne la conse- gna,percio la si differiva al diseguente: quando alFimprovviso replicossi F ordine del Governo il (lopo pranzo , che immediatamente dovesse effet- tuarsi la detta eonsegna nelio stesso di. Portati gli argenti al predetto officio, rincontrati li pezzi, sul latto furono posti nelie botti, e ne fu data alli Sa« 307 grestani delle respettive Chiese una nota di riscon" tro firmata dali’ ufficiante regio , e la slessa notte 1 ^ 0 ^ vennero spediti al destino loro. Termina con cio Pepoca Telice di Trieste . Qua- le šara (juella che la 'siegue; si vedra nel Tomo se- guente , ed ultimo di queste Mernorie. Fine del Tomo quinto .