L'ASS0C1AZI0NE per un anno anticipati f. 4. III. ANNO. Sabato 15 Gennaro 1848. 113 3. A quelli fra i nostri lettori che sanno mantenere il segreto. Abbiamo promesso nell' ultimo numero deli' anno decorso di dare 1' indice delle materie discorse nei primi due anni del nostro Giornale, e di dare anche una sopracoperta; ed eccoci a mantenere la parola. L' indice e bello e stampato, e bella e stampata la sopracoperta coine meglio si e potuto fare; tanto ela brama di appagare il desiderio dei nostri lettori, ed avremmo mandato anche la legatura se ci fosse stata chiesta. Nel leggere stampato 1' indice, ci prese una soddis-fazione tale vedendo tante e si svariate materie trat-tate e conoscendo che sono state si bellamente e dotta-mente discorse, che in verita sarebbe peccato che i tor-chi non gemessero nel cantarne le lodi. Questa lode ci parve tanto piu necessaria, quantoche se il pubblico non ne venisse avvertito, non se ne accorgerebbe punto ne poco, e la cosa passerebbe inavvertita con discapito troppo grande del progresso, e senza nessun compenso di gloria, fosse anche di sole ventiquattro ore, per le fa-tiche sostenute. Del quale nostro desiderio chi e pratico del cuore umano non ci fara colpa, ne fara le meraviglie. Fra le malattie che colpiscono i cosi detti letterati ve ne sono parecchie di fisiche, siccome 1' emorroidi, ma ve ne sono anche di morali, e tra queste la vanita e una di quelle cui vanno frequentemente soggetti, e che a giu-dizio di persone assai esperte sono per lo piu incura-bili. Dotto professore consultato da noi in proposito ci assicura che la cura di siffatta malattia di rado riesce, e che simile alle convulsioni di quaranta anni fa, attacca anche quelli che non avevano alterato il sistema nervo-so, e si propaga come le malattie proprie di alcune classi di persone, per esempio la colica dei pittori la quale colpisce tanto chi adopera il pennello, quanto chi marina i colori. Abbiamo voluto vedere come le cose vadano in pratica, ed abbiamo avuta occasione diconvincerci che la cosa sia veramente cosi. Provate a dire ad un letterato (non parliamo di tutti) : voi avete sbagliato, avete traveduto una virgola, avete sorpassato una parola, siete stato male informato di un fatto, avete sonnecchiato; non ve la perdona nemmeno in punto di morte; se gli ave-ste ammazzato padre e madre, sarebbe piu facile il ri-conciliarsi. Provate a preterire in qualche occasione, fosse anche per mera dimenticanza, uno di quelli che cre- dono avere il primato, che esercitano la tirannia lette-raria; provate a dirgli che quelle cose che egli studia, o fa mostra di studiare sono baggianate di cui nessuno cura, e vedrete come la stizza gli monta. Eccolo pronto ad usare modi tutt' altro che convenienti, eccolo pronto a dirvi anche che siete un furfante (come un furfante dovesse essere insensato), eccolo pronto a gridarvi con-tro la crociata, ed il meno che dica di voi e quello che ad ogni parola ripete, egli e che, siete un asino per iscienza e per creanza. E se questi e uno di quegli che usano la penna, lo vedrete come dara botte a dritta ed a sinstra, in libercoli ed in articoli contro chi gli ha detto qualcosa; o se la vuole portare cimata, vedrete il disprezzo con cui vi annienta. Cio tutto non suc-cederebbe certamente se egli credesse che 1' altro avesse errato nel censurarlo, perche anzi deplorerebbe che si esponga al ridicolo mostrandosi ignorante, e di contro ringrazierebbe (in cuor suo almeno) che 1' altro 1' abbia avvertito degli errori inseparabili dali' umana condizione; ma ci e di mezzo quella benedetta vanita di imporre agli altri, vanita che si appalesa perfino quando vedonsi persone che non vi hanno avuta ne arte ne parte, come si suol dire, affannarsi per far credere che 1' affare e loro. Oueste cose le diciamo in tutta segretezza a quelli fra i nostri lettori che hanno prudenza, non agli altri; e 10 diciamo a quei soli, perche se le cose potessero ve-nirsi a sapere da tutti, potremmo correre pericoli, di qual-che processo; ed almeno per qualche mese lo stato delle nostre gambe ci farebbe assai grave una chiamata, ed una udienza a protocollo, perche non possiamo sedere a lun-go. Oltrediche queste attitazioni letterarie sono come le baruffe alla fontana; tutti ridono, e non vi e alcuno che abbia compassione del povero letterato sia che abbia ra-gione, sia che abbia torto, prova deli' estimazione in cui spesso si trovano. Confidando quindi nella secretezza dei prudenti, e certi che gli altri non leggeranno, apriremo interamente 11 nostro cuore. Protestiamo di avere tutta 1' umilta pos-sibile; ma quello che si vede si vede, e la giustizia non puo essere negata quando la e patentemente richiesta, e non puo ne deve ricusarsi. No no, noi non siamo vani, Dio ci liberi da questo difetto, che pur troppo deplo-riamo in qualcuno dei nostri simili; quella che potrebbe da qualcuno riguardarsi per vanita, oibo, e giustizia al merito, questo nessuno potra negarlo. Per bacco, sono due volumi grandi e grossi abbastanza; eh! non sislam-pa, quando non si sa. Vi sono alcuni che dicono essere parecchi articoli di altre persone che scrissero per 1' Istria, assai meglio di qualunque di quelli che abbiamo scritti noi; ma questa non puo essere altro chema-lignita, patente malignita; abbiamo occhi anche noi, e per di piu siamo imparziali del tutto, perche torniamo a dirlo affinche tutti si persuadano, qualunque diffetto potrem-mo avere, ma quello della vanita no certo. E poi, la e re-pubblica letteraria, ognuno puo dare e dire francamente la sua opinione, e finche dura la repubblica nessuno im-pedisce che 1' altro dica liberamente cio che pensa: ognuno e giudice e di se e degli altri, e sempre imparzial-mente coni' e costume fra letterati. Abbiamo pregato qualcuno de' nostri amici (Iette-rari) che volesse fare 1'elogio del nostro giornale, s'in-tende sempre se lo trova degno (non abbiamo scritte quest' ultime parole, ma s' intendono senza dirle) — nes-suna risposta; mica che non meriti elogio, ma avranno altre occupazioni. Abbiamo varie lettere di nostri amici che certa-mente non sono adulatori, i quali lo lodano moltissimo in termini veramente lusinghieri; ma la modestia non ci permette di pubblicarle, e poi, a dir vero, portano tutte la data del 1845. Abbiamo delle lettere dei due anni posteriori, le quali ci dicono ira di Dio; ma non credia-mo lecito di tradire jI segreto della corrispondenza pri-vata senza espressa licenza, e questa certamente non ver-rebbe accordata, quand' anche noi la vorremmo chiedere a tutta forza. Abbiamo pensato di mandare in dono un esemplare del giornale a qualche penna facile; una risposta non sarebbe mancata di ringraziamento pel dono, e vi sa-rebbe stato certamente qualche complimento da potersi tosto stampare. Ma due ostacoli si frapponevano, 1' uno che bisognava mandar franco il giornale per la posta che altrimenti sarebbe stato ricusato il ricevimento, e cio costa danari; 1'altro, che due tomi non sarebbero stati letti, e quindi la lettera di risposta sarebbe stata troppo alla larga, ci avrebbe detto: mo bravo! mo bene! mo due volumi! cospetto, non li avrei scritti nemmeno io; mo che bella carta! mo che bella stampa! mo continui, non si lasci scoraggiare da censure che non possono essere parto che di invida maldicenza; continui che cosi facen-do si avra ogni anno un volume di piu per riempire le biblioteche. Cio sarebbe stato troppo elogio giacche delle due biblioteche nel circolo, quella che e nella peni-sola non ha il giornale. E vero che pochi sanno ci6, ma alcuni che stanno attenti lo sanno, e una mosca gua-sta il vaso, come si suol dire. Avevamo pensato di pub-blicare un concorso proponendo qualche compenso a chi volesse incaricarsi, compenso proporzionato alla quantita delle lodi; ma questa sarebbe novita, e noi preferiamo di stare alle cose vecchie. Non ci rimaneva che farci 1' elogio da noi medesi-mi. Che male c' e? Nessuno piu di noi e in grado di valutare il merilo del giornale, ed avendo dichiarato di non essere vani e di essere imparziali, la lode sarebbe stata sincera e ben ponderata; e lodando noi si inten-devano tacitamente lodati quelli che hanno mandato articoli da inserirvisi, quand' anche li avessimo taciuti, sa-pendo che la modestia e tutta propria dei letterati. Anzi quest' uso ci pare non solo commendevole, ma consa- crato da esempi rispettabili. Nel 1600 ed anche piu ol-tre, usavano molti autori di pubblicare subito dopo la prefazione, tutti i sonetti, madrigali, epigrammi, che ave-vano chiesti ai loro amici, ai loro dipendenti sopra 1' o-pera che non era ancora stampata; anzi per togliere che qualche impertinente ne dicesse male, usavano di stampare qualche epigramma in Zoilum, ed affinche facesse piu effetto era spesso in latino, anticipando qua!che in-giuria a chi volesse dir male deli'opera. E per fare col-po risoluto, mettevano nella prima carta il ritratto del-1' autore, con un muso serio serio da incutervi paura, coi mustacchi alzati alzati, ed ali' ingiro il nome, cognome, patria, titoli e 1'AETATIS • SVAE • ANNORVM... e di sotto un distico latino coll' elogio piu sperticato. Questi usi non si dismisero qualche volta in questo secolo, sebbene in časi rari, quasi eccezionali.... ma noi non vogliamo declinare cognomi, che non sono per noi le baruffe; ma invece loderemo la pudicizia dei tempi presenti, che bia-simando la sfacciataggine di qualcuno dei tempi vecchi, vuole almeno forme piu oneste, o non vieta parlare anche delle opere che si faranno. Noi avremmo scritto 1' elogio delle cose da noi fatte e di quelle non fatte, ma avendo promesso di parlare delle opere uscite in Trieste e nel Circolo deli' Istria negli anni decorsi, ed es-sendovi fra queste alcune nostre cosarelle, inezie, me-schinita, proprio da non farne parola; ma pure dovendo farlo per debito di coscienza ci troviamo appunto occu-pati col tesserne 1' elogio per pubblicarlo poi sotto firma di — un corrispondente — un imparziale — un vero istriano— un sincero amico del giusto — o simili; quin-di non possiamo occuparci anche del giornale, che do-vremmo leggere, e che (in tutta secretezza), a dir vero, ci annoia alquanto. Oueste cose le confidiamo ai nostri lettori prudenti;e se ci dassero parola di proprio mante-nere il segreto (che agli altri non parliamo), vorremmo comunicar loro qualcosa, perche non possiamo tacere quello che e; ma se non sanno mantenere la piu stretta secretezza, non diciamo lor niente, e sigilliamo la bocca. Dacche abbiamo pošto penna in giornale facendo il Redattore, fummo iniziati in certi misteri, altro che quelli di Parigi! — ci avvenne come a giovane che, veduto rap-presentare dramma in teatro, sia poi andato fra le quinte, e vide Cesira col burnus sul capo, prendere il punch con Asdrubale involto in un mantello alla veneziana e col zigarro in bocca. II Giornale ci pose in contatto con altri giornalisli di lontani paesi e seppimo da questi come quel siffatto elogio era stato scritto da quel me-desimo che ne era lodato, e che non ne sarebbe stato altrimenti; seppimo come quell' altro tale articolo che ne lodava sei ad un colpo, era stato scritto da tutti e sei per la parte che li riguardava, e che le censure in altri fogli contro cadauno di questi erano scritte da cadauno di quelli medesimi che avevano fatto lega per 1' elogio comune; seppimo che il pubblico era spesso gabbato, e non potemmo fare a meno di esclamare in versi e prosa: Oh mondo iniquo, oh secolo corrotto! Oh beati noi che da tali magagne siamo esenti! Beata la terra nostra che, adottando vergine la novella civilta, non si vede attaccata da simili brutture! Ma torniamo presto ali' indice che il ragazzo di stamperia bussa per la quinta volta alla porta, e dobbia- mo affrettarci. Lo mandiarao ai noslri assoeiati, affinche lo guardino; lo abbiamo fatto in modo che dia la miglior idea possibile del giornale, e per metterci in grazia pres-so gli archeologi, abbiamo per questi fatto anche un in-dice apposito tratto dalle inscrizioni romane, ed in latino, perche cio da maggior credito di letterato. Vorremmo che i nostri lettori si persuadessero .... ma questo be-nedetto ragazzo torna a bussare e per questa volta dob-biamo sospendere, perche altrimenti non ci darebbe pace. Calendario pel 1848 pubblicato dali' i. r. Societa Agraria di Gorizia. Abbiamo sott' occhio il Calendario per 1' anno 1848 pubblicato dali' i. r. Societa Agraria di Gorizia, per le stampe di G. Paternolli. Siffatti libri vengono generalmente tenuti in poco conto pel nome che portano in fronte, ma crediamo a torto se oltre la lista dei giorni, e le lunazioni e 1' al-zare ed il levare del sole, contengono notizie che posso-no tornare di utilita. Imperciocche siccome i calendari sono appunto di quei libri che stanno per le mani diremmo quasi ogni giorno, e impossibile che non si trovino appunto in qualche momento in cui 1' uomo non ad altro rivolge il pensiero, e facilmente avviene che sieno letti; i calendari sono spesso libri esclusivi di certa parte del popolo, e non vanno privi di merito, se in luogo di buf-fonate e di schiesonate, o di romanzi contengano notizie che possano essere di utilita. Ed e appunto in siffatti libercoli, ed in monografie spesso dimenticate e spregiate che si trovano ottimi se non molti materiali; materiali, che in altri incontri non sarebbe si facile a pub-blicare. E parlando delle cose triestine, ricorderemo co-me il dotto Bonomo Stettner non isdegno di compilare per due anni nel secolo passato 1'Almanacco per Trieste, ed avesse pure continuato, che in quei due volumi si contengono documenti e notizie che oggidi riesce diffi-cile di rintracciare. Nel Gabinetto di Minerva medesimo intorno il 1810 ed 11 v'erano parecchi che'intendevano di cominciare un' attivita e v' era col pubblicare un Al-manacco, alla testa quel genio dottissimo ma insieme biz-zarro ed alquanto soluto del professore Penzl (abbiamo qualche carta corsa allora su cio); ma le divergenze nate allora fecero si che 1' impresa non vedesse la luce. S'a-vea in mente di trattare in questo calendario la lettera-tura mercantile, e storia e statistica, ed in luogo dei Santi intendeva quel professore di ricordare la memoria ed i fatti di persone illustri per avere promossi, attivati, trattati, i commerci, e le industrie. E dovevano coope-rarvi anche lo Schulze, ed altri nostri valenti. Ci sembra lodevole che 1' i. r. Societa Agraria di Gorizia ne si limiti a quella sola Contea, ne ricusi cio che potrebbe forse dirsi eterogeneo aH' agronomia, al commercio ed alle arti; dobbiamo anzi andare lieti che si faccia raccolta di cose patrie — 1' ordinarle il disporle e cosa che puo farsi piu tardi. Scorreremo il contenuto di questo libretto. II desiderio manifestato nell' avvertimento di avere notizie delle condizioni geologiche del Carso, del Coglio e dei distretti montani speriamo vedere fra breve esau-dito. II commissario geologico Sig. de Morlot ha scorso la Contea, e ne attendiamo pubblico ragguaglio, siccome lo ha dato per 1'Istria; possiamo poi annunciare che esso ha trovato nel circolo di Gorizia tale assistenza nel clero tutto, che e degna di pubblico encomio. Sappiamo di certa scienza che esso ebbe grandemente a lodare la coltura, 1' urbanita, la gentilezza di quei parochi i quali, provveduti di carte almeno dei loro distretti, gli age-volarono lo studio. Al Calendario, e propriamente detto, seguono pre-cetti agricoli disposti per mesi; poi 1' indicazione delle fiere e mercati per Gorizia, per 1' Istria, per Trieste, e per le provincie contermini, i cangiamenti nel personale della Societa Agraria, poi una cronaca delle cose Gori-ziane dal 1821 al 1830. La quale cronaca se da un lato ci sembra minu-ziosa pei nomi dati dei pubblici funzionari avvicendatisi nell' amministrazione, e poi lodevole per le leggi e dis-posizioni amministrative, la serie delle quali dovrebbe appena con fatica, e senza certezza di successo cercarsi nei fogli officiali, e negli archivi di dicasteri. Ma anche quello che a noi sembra minuziosita, puo benissimo avere importanza per la Contea, sicche non vogliamo giudicare con severita. II dono fatto dalla Signora de Morelli del manoscritto del defunto di lei marito Carlo de Morelli intitolato Saggio storico di Gorizia, e degno di lode e di imitazione; siffatti tesori gettati sui solai e chiusi nelle stanze non giovano — e peggio che avarizia il non farli di uso pubblico e 1' assicurarne la durata. La tabella dei prezzi mercantili di molti generi in Gradišča dal 1619 al 1633 e bel materiale di storia; la serie dei Conti Principeschi di Gorizia da Engelberto I a Ferdinando I lascia desideri per 1' epoca dei secoli del medio evo. Ci fu detto che un letterato di Bressanone nel Tirolo abbia trattato siffatlo argomento ed abbia la serie di Conti del Tirolo e di Gorizia completa, ne sarebbe fuor di ragione che si conservassero in quella Contea principesca quei documenti che invano cerche-remmo fra noi. Di grandissima importanza sarebbe il conoscere le vicende di una contea che ebbe rango di-stinto ed importanza nelle vicende della Venezia setten-trion≤ le vicende di una famiglia che era affine alla Absburgica. E questa stessa famiglia goriziana si era quella che possedevu la Contea d' Istria, era la famiglia che ebbe tanta parte nelle storie e di Trieste e deli' I— stria, alla quale il comune di Trieste volle data la pre-ferenza nella scelta di Capitani del popolo, e di Pode-sta, quella famiglia che preparo la via alla dedizione di Trieste alla Serenissima Časa d'Austria nel 1382. Qual-che cenno oltre la serie dei regnanti gioverebbe a con-fermare colla storia quel vincolo comune che ora unisce tutto il Litorale; qualche cenno sull'indole di quei po-teri si incerti nel medio evo, e che poi si risolsero in perfetta sovranita, qualche cenno sull' estensione della Contea propria di Gorizia, e delle appendici che poi for-marono con quella un solo stato, sarebbero a nostro vedere notizie giovevoli. Nell' articolo Cenni sull' Istria del D.r Giusep-pe Costantini, e nelle grazie e nell' invito fatte dalla Deputazione della Societa Agraria di avere altri ar-ticoli, due cose ci parvero di bel sentimento, 1' una che un Istriano invii notizie del Circolo d'Istria aila Societa di Gorizia mostrando col fatto 1'aggregazione deli'Istria a quella i. r. Societa Agraria, di cui tanti istriani sono aggregati come appare dai tiloli loro; 1' altra che Gorizia esprima di essere consorella ali'Istria, manifestazioni queste di mutuo avvicinamento; si si, e una sola la provincia del Litorale. L' esempio del D.r Costantini non sara, speria-mo, sterile, e noi medesimi vorremmo volentieri ripetere 1' invito deli' i. r. Societa, se ci fosse lecito. I cenni ci parvero unpo' troppo generali, e vaghi correndo 1'anno 1848. Osservazioni meteoroloyiclie fatte in Parenzo alfo IHese di \ov Esso ci annuncia altri cenni per gli anni futuri sulla noče avellana, lucrosa sei volte piu che 1' oliva. Questa noče avellana ci richiama come cent' anni fa si dicesse in Venezia: Moscuto d.'Istria, noselle de Montona, fig hi de Cherso, cavallini de Veja. Ouesti argomenti del Calendario tocchiamo a pre-ferenza perche in certo modo ci riguardano piu davvi-cino; diremo poi che vi sono comprese cose d' agri-coltura, e di geognosia; il confronto fra il numero e l'u-bicazione delle čase in Gorizia fra il 1770 ed il 1847, che puo servire aila storia del materiale di quella citta; ed altre indicazioni proprie di calendario, giovevoli nella vita pratica. ezza di i 5 piedi austriaci sopra illivello del mare. libre 1849. o « g « S § t. OD O o o N 55=3 S Ora deli' osser-vazione Termo-metro R Barometro Anemoscopio Stato g 1 g E tc ,© del Cielo -J ° § O-S !► Ora deli' osser-vazione Termo-metro H Barometro Anemoscopio Stato del Cielo j cimi Pol-1 Li-lici j nee De-cimi (ira De-cimi Fol-lici Li-nee De- oimi 1 7 a. m. 2 p. m. 10 „ t 7 +11 + 8 1 5 ! 8 ! 4 28 28 28 1 2 1 2 1 3 1 0 1 0 Greco M. Tiamont, i Levante Sereno detto 16 detto 7 a. m. 2 p. m. 10 „ !+ 6 It 9 !t * 0 8 2 28 28 28 2 2 2 2 2 2 Levante P. Maestro Levante Semisereno detto detto 2 7 a. m. 2 p. m. 10 „ f 81 0 +11 3 + 9, 0 28 28 28 4 4 4 1 1 0 Calma Maestro | Levante Sereno detto 17 detto 7 a. m. 2 p. m. 10 „ It 8 1+10 It « 0 0 0 27 27 27 11 9 9 1 3 3 | Levante Ostro | Tramontivaa Nuvolo detto Pioggia 3 7 a. m. 2 p. m. 10 „ + 6 +10 + 8 8 S 2 28 28 28 3 2 2 0 2 0 Levante Maestro Levante Sereno detto 18 detto 7 a. m. 2 p. m. 10 „ t 'j 6 + 9! 2 + 68 27 27 37 7 10 10 1 1 5 Tramontana Greco detto Pioggia Nuvolo Nuvoloso 4 7 a. m. 2 p. m. 10 „ + 88 +10 8 + 92 28 28 28 1 1 1 0 0 0 Calma Maestro Levante Sereno detto 19 detto 7 a. m. 2 p. m. 10 „ t 5 t 8 t 7 6 3 0 27 27 27 10 10 10 i> 2 2 Greeo detto G. Levante Semisereno Nuvoloso detto 5 7 a. m. ||+ 7 2 p. m. +12 10 „ ||+ 8 8 0 0 28 28 28 1 1 1 0 2 2 Levante Ostro Levante Sereno detto 20 detto 7 a. m. 2 p. m. 10 „ t 7 t 9 t 8 8 5 4 [27 27 27 11 11 11 0 [i ti. 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