©Slovenian Entomological Society, download unter www.biologiezentrum.at LJUBLJANA, JULY 1998 Vol. 6, No. 1:47-54 UN NUOVO DUVALIUS DEL LAZIO (COLEOPTERA: CARABIDAE: TRECHINAE) Paolo MAGRINI, Firenze e Giuseppe SCLANO, Empoli Abstract A NEW DUVALIUS FROM LATIUM, ITALY (COLEOPTERA: CARABIDAE: TRECHINAE) Duvalius vannii sp. n. from SantAngelo Mountain (Aurunci Mountains; Latina; Central Italy; 1100 m a.s.l.) is described. The new species differs from the species of this genus already described from Latium and Campania (Duvalius volscus Franzini & Franzini, 1984 endogeus syntopical; Duvalius oscus Franzini & Franzini, 1984; Duvalius cerrutii Sbordoni & Di Domenico, 1967; Duvalius franchettii (Luigioni,1926); Duvalius lepinensis Cerruti, 1950 and Duvalius carchinii Vigna, Magrini & Vanni, 1993) in its habitus and male copulatory apparatus. Izvleček - NOVA VRSTA RODU DUVALIUS IZ LACIJA, ITALIJA (COLEOPTERA: CARABIDAE: TRECHINAE) Opisan je Duvalius vannii sp. n. z gore SantAngelo (pogorje Aurunci; Latina; srednja Italija; 1100 m). Nova vrsta se po videzu in paritvenih organih samca razlikuje od drugih vrst tega rodu, ki so bile opisane iz Lacija in Kampanije (Duvalius volscus Franzini in Franzini, 1984 podzemna vrsta iz istega kraja; Duvalius oscus Franzini in Franzini, 1984; Duvalius cerrutii Sbordoni in Di Domenico, 1967; Duvalius franchettii (Luigioni,1926); Duvalius lepinensis Cerruti, 1950 in Duvalius carchinii Vigna, Magrini in Vanni, 1993). 47 ©Slovenian Entomological Society, download unter www.biolosflffifeiitCTitCBllnologica slovenica, 6 (2), 1998 II Lazio meridionale é senz'altro, con i suoi massicci calcarei, una delle zone piú ric-che in Italia di forme endogee interessanti e in buona parte ancora inedite. Durante una serie di ricerche effettuate sui Monti Aurunci alia ricerca di Duvalius volscus Franzini & Franzini, 1984, conosciuto, per quanto ci risulta, solo per la serie tipica, abbiamo raccolto nella faggeta subcacuminale tre esemplari di un Duvalius che é risul-tato ben distinto tanto da volscus, quanto da tutti gli altri finora noti del Lazio e della Campania. Duvalius vannii sp. n. Localitá tipica: Italia, Lazio, Latina, Monti Aurunci, Monte SantAngelo, m 1100 s.l.m.. Serie tipica: Holotypus Ó, Italia, Lazio, Monte Sant'Angelo m. 1100 s.l.m.(Monti Aurunci) Latina, 2.XI.1997, leg. G. Sclano e P. Magrini; Allotypus 9, stessa localitá, 15.XI.1996, leg. P. Magrini e G. Sclano; Paratypus 9, stessa localitá, 16.XI.1996, leg. G. Sclano e P. Magrini. Tutti gli esemplari sono conservad in coll. Magrini. Descrizione (H=Holotypus; A=Allotypus; V=Paratypus) Un Duvalius anoftalmo di dimensioni medie (lunghezza totale dall'apice delle mandibole all'estremitá delle elitre: H 5,52 mm, A 4,93 mm, P 5,06 mm), di colore gial-lo-rossiccio uniforme (fig. 1). Testa di media grandezza (H 0,88 mm, A e P 0,83 mm). Solchi frontali completi e regolari, abbastanza netti e profondi. Regione oculare rappresentata da un'areola fusiforme biancastra di media estensione, circondata da un sottile margine nerastro piú sclerificato. Tempie nettamente pubescenti. Chetotassi cefalica senza particolaritá di rilievo. Antenne piuttosto allungate (H 3,81 mm, A e P 3,35 mm), sottili, comprese 1,44-1,51 volte nella lunghezza totale del corpo. Pronoto con lati regolarmente arrotondati e sinuati, glabro, piú largo che lungo, massima larghezza: H 1,15 mm, A 1,06 mm, P 1,02 mm; larghezza della base: H e A 0,73 mm, P 0,67 mm; massima lunghezza: H 0,90 mm, A 0,80 mm, P 0,83 mm; rapporto fra la massima larghezza e la massima lunghezza compreso fra 1,22 e 1,32. Angoli pronotali anteriori prominenti; angoli posteriori retti o appena acuti, acuminati all'apice. Doccia laterale di media larghezza, regolare. Delle setole marginali anteriori, due circa in corrispondenza del primo quarto, le basali in prossimitá degli angoli posteriori. Elitre mediamente convesse e allungate (larghezza complessiva: II 1,91 mm, A 1,68 mm, P 1,70 mm; lunghezza dalla setola periscutellare all'apice: H 3,02 mm, A 2,66 mm, P 2,74 mm). Rapporto fra la lunghezza e la larghezza complessiva compreso tra 1,58 e 1,61. Omeri ampiamente arrotondati; linea basale delle elitre obliqua. Doccia elitrale abbastanza ampia e regolare. Strie elitrali fórmate da serie di punti ben evidenti; le prime sette ben visibili, l'ottava e la nona parzialmente svanite ma sempre evidenti. 48 P. Magrini, G. Sclano: Un nuovo Duvalius del Lazio (Coleoptera: Carabidae: Trechinae) Quattro setole del gruppo omerale délia serie ombelicata, regolarmente disposte ed equidistanti fra loro; la quarta leggermente spostata verso il disco elitrale. Setole eli-trali discali in numero variabile, ma sempre superiori a due (H 5-5, A 4-4, P 5-4); la setola discale anteriore risulta sempre posta fra la terza e la quarta omerale, la seconda in posizione molto variabile, come del resto in tutti i Duvalius con più di due setole discali. Triangolo apicale senza particolarità di rilievo. Superficie laterale delle elitre con pubescenza corta, robusta e molto rada. Rapporto fra la larghezza delle due elitre e la larghezza massima del pronoto: H e P 1,66; A 1,58. Zampe sottili e slanciate; i primi due tarsomeri delle zampe anteriori del maschio più dilatad dei successivi e inferiormente prowisti di faneri adesivi. Tibie anteriori non solcate. Edeago (fig. 2) molto assottigliato all'apice e con bulbo basale grande, lungo 1,28 mm; Tapice del lobo mediano si presenta, in visione ventrale (fig. 3), con un peculiare restringimento posto circa a meta. Lamella copulatrice robusta e sclerificata, lunga 0,62 mm, conformata a doccia e con ápice triangolare asimmetrico (fig. 5-6); all'interno della doccia, in stretta connes-sione con il fondo della lamella, è presente a partiré dalla base uno sclerite impari mediano(fig. 9), scarsamente sclerificato (fig. 7), lungo 0,34 mm, che in visione laterale presenta una caratteristica forma "a parentesi" (fig. 8). I parameri sono forniti ciascuno di quattro setole apicali (fig. 4). Derivatio nominis La nuova specie è dedicato all'amico Dr. Stefano Vanni del Museo Zoologico "La Specola" deirUniversità di Firenze, compagno di tante ricerche, che ha dato con i suoi lavori negli ultimi quindici anni, un contributo fondamentale alla conoscenza di questo settore dell'entomologia. Note comparative Per la presenza di quattro o cinque setole discali elitrali la nuova specie va senz'altro awicinata a Duvalius cerrutii Sbordoni & Di Domenico, 1967 del Monte Siserno (Frosinone), il quale pero presenta solo tre setole discali. Notevoli appaiono comunque anche altre differenze rispetto a questo taxon: dimensioni lievemente mag-giori (comprese fra 4,93 e 5,52 mm in vannii e fra 4,75 e 5,33 in cerrutii); lunghezza delle antenne maggiore in vannii (3,35-3,81 mm, contro 2,80-3,08 in cerrutii); il rapporto fra lunghezza del corpo e la lunghezza delle antenne risulta di conseguenza compreso fra 1,44 - 1,51 in vannii e 1,64 - 1,85 in cerrutii. Diverso rimane poi anche il rapporto fra la massima larghezza e la lunghezza del torace, compreso fra 1,22 e 1,32 in vannii e fra 1,08 e 1,23 in cerrutii. L'organo copulatore si presenta in cerrutii più corto, con un'apice molto meno assottigliato in visione laterale e maggiormente inclinato verso il basso. La lamella di cerrutii è inoltre molto più squadrata all'apice e in sostanza di forma chiaramente diversa. Riguardo a Duvalius volscus Franzini & Franzini, 1984 sintopico con vannii, non vi è 49 ©Slovenian Entomological Society, download unter www.biologfezteiteurtiatliologica slovenica, 6 (1), 1998 alcuna evidente affinità, dato che volscus presenta solo due setole discali, dimensioni maggiori ed edeago e lamella copulatrice ben diversi. Le altre forme laziali note, compreso Duvalius ausonicus Vigna Taglianti i.l., presentano due sole setole discali (eccezionalmente abbiamo esaminato esemplari di lepinensis con tre setole discali) e tutti presentano caratteri edeagici ben diversi; anche Duvalius auruncus Vigna Taglianti i.l., che possiede come cerrutii e vannii un numero di setole discali elitrali superiore a due, presenta una lamella copulatrice chiaramente différente. I gruppi dei Duvalius franchettii e cerrutii, sono stati fino ad oggi variamente interpretad (Vigna Taglianti, 1982; Franzini & Franzini, 1984; Vigna Taglianti, Magrini & Vanni, 1993; Magrini, 1997). II nuovo reperto, considerando anche le forme i.l., permette una piíi precisa interpretazione di questi due gruppi, alia luce anche della pre-senza a livello della lamella copulatrice di uno sclerite impari, che non era mai stato messo in evidenza nei lavori precedenti, ma che in realtà è presente anche in altre specie, come Duvalius carchinii Vigna Taglianti, Magrini & Vanni, Duvalius auruncus Vigna Taglianti i.l. etc. Ritengo perianto utile dare un'interpretazione più precisa, rispetto a quella piíi recentemente pubblicata (Magrini, 1997), sicuramente più vicina alla realtà, tuttavia solo dopo la descrizione dei taxon i.l. e di altri nuovi che verranno senz'altro reperiti in futuro, potremo dare una lettura corretta della sistemática di questi gruppi, molto probabilmente superiori a due. "Gruppo del Duvalius franchettii": specie di grandi dimensioni, con due setole discali (con più di due solo in esemplari anomali), lamella copulatrice formata da una grande doccia, ben sclerificata, con ápice semplice, più o meno incurvato verso il lato ventrale dell'edeago [D. franchettii (Luigioni, 1926); D. lepinensis Cerruti, 1950; D. volscus Franzini & Franzini, 1984; D. ausonicus Vigna Taglianti i.l.]. "Gruppo del Duvalius cerrutii": specie di dimensioni medie o piccole (medio-grandi solo in D. auruncus Vigna Taglianti i.l.) con due o più setole discali, lamella copulatrice più piccola che nel gruppo precedente, conformata a doccia, ben sclerificata, formata in alcune specie nella zona apicale da due foglietti sovrapposti (saldati o meno) [D. cerrutii Sbordoni & Di Domenico, D. oscus Franzini & Franzini, D. carchinii Vigna Taglianti, Magrini & Vanni]; in altre la doccia appare semplice [D. vannii n. sp., D. auruncus Vigna Taglianti i.l.], spesso è presente un lungo sclerite impari scarsamente sclerificato, all'interno della doccia. Note ecologiche La n. sp. è stata raccolta sotto pietre profondamente interrate nella faggeta sub-cacuminale del Monte Sant'Angelo. Intéressante è risultata anche la fauna endogea associata, rappresentata da: Duvalius volscus Franzini & Franzini, Rhegmatobius quadri-collis Ehlers, Typhloreicheia usslaubi Saulcy, Reicheia corinna Iloldhaus, Lathrobium oblitum Pace e una specie di Cylisticidae (Isopoda Oniscidea) attualmente in studio e forse nuova per la scienza. 50 P. Magrini, G. Sclano: Un nuos©£)tn^i/usidell^ffi(£kHçapteiEadGaiabidaec Tpchinae) 1: Duvalius vannii n. sp.: habitus (holotypus d) 51 ogical Society, download unter www.bioiogteteiterriQtnoIogica slovenica, 6 (1), 1998 2: Edeago di Duvalius vannii n. sp. in visione laterale (holotypus), 3: Apice dell'edeago in visione ventrale, 4: Parameri, 5: Lamella copulatrice in visione dorsale, 6: Lamella copulatrice in visione laterale, 7: Sclerite impari della lamella copulatrice, spostato in basso, in visione dorsale, 8: Sclerite impari della lamella copulatrice, spostato in basso, in visione laterale, 9: Schema della lamella copulatrice compléta 52 P. Magrini, G. Sclano: Un nuovo Duvalius del Lazio (Coleóptera: Carabidae: Trechinae) Ringraziamenti Desideriamo ringraziare sentitamente tutti i colleghi che hanno collaborato alle nostre ricerche, sia direttamente sia fornendoci materiale di confronto: Giulio e Mauro De Meo (Gruppo Speleologico di Marañóla), Ing. Augusto e Dr. Gabriele Franzini (Milano), Dr. Stefano Vanni (Museo Zoologico "La Specola" dell'Universitä di Firenze). Un particolare ringraziamento al Dr. Giovanni Martellucci di Firenze per l'insostituibile contributo alla realizzazione delle foto di questo lavoro. Riassunto Viene descritto Duvalius vannii n. sp. del Lazio (Monte Sant'Angelo, Monti Aurunci, Latina - Italia Centrale, m 1100 s.l.m.). La nuova specie non risulta affine a nessuna delle specie finora descritte; in particolare sia l'habitus sia l'organo copulatore maschile appaiono ben distinti da quelli delle forme laziali e campane attualmente note, cioè Duvalius volscus Franzini & Franzini, 1984 (endogeo sintopico); Duvalius oscus Franzini & Franzini, 1984; Duvalius cerrutii Sbordoni & Di Domenico, 1967; Duvalius franchettii (Luigioni, 1926); Duvalius lepinensis Cerruti, 1950; Duvalius car-chinii Vigna Taglianti, Magrini & Vanni, 1993. Bibliografía Cerruti M., 1950: Nuovi reperti di Coleotteri in caverne laziali. Rass. speleol. Ital., 2: 131. Cerruti M., 1951: Niipvi reperti di Coleotteri in caverne laziali. Notiz. Circolo speleol. Romano, 5: 3-4. Cerruti M., 1955: Validità specifica del Duvalius (s.str.) franchettii lepinensis Cerruti (Coleopt. - Carabidae). Fragm. entomol., 2: 17-24. Franzini A., G. Franzini, 1984: Due nuove specie di Duvalius Del. dellAppennino Centrale (Coleoptera Carabidae). G. ital. 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